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Copia omaggio / anno XIV / giugno 2013

Intervista Quattro bacini per la valle del chiampo

Quale futuro

per il vicenza?

Vita da sindaco col patto di stabilitĂ 

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Annalisa Minetti


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editoriale di Elisabetta Badiello

sommario Inchiesta Comuni congelati dal patto di stabilità

La gioia di un sorriso Mensile d’informazione Registrazione del Tribunale di Vicenza n° 965 del 12-01-2000 - Editrice Millennium s.r.l. 40.000 copie certificate Direttore Responsabile Stefano Cotrozzi. Caporedattore Nicoletta Mai. Caporedattore sportivo Stefano Canola. Caporedattore economia Elisabetta Badiello. Redazione: Giuseppe Signorin, Francesco Meneghini, Lisa Masiero, Alberto Faedo, Silvia Maculan. Editorialisti Lino Zonin, Alberto Fabris, Elisabetta Badiello, Gianfranco Sinico, Luisa Nicoli. Art director Alessandra Peretti. Grafico Amos Montagna. Stampa: Centro Stampa Editoriale Grisignano di Zocco (VI) Redazione e Sede legale Piazza Campo Marzio, 12 - 36071 Arzignano (VI) tel. 0444 450693 fax 0444 478247 e-mail: info@corrierevicentino.it Per la pubblicità: Alberto Faccin 335 5319350 Alex Bertacche 349 5183614 Aristide Crema 320 0522400 Federico Hanard 335 5293582 Monica Dall’Omo 340 6717242 © 2013 Le immagini ed i testi sono di proprietà riservata della rivista. Ne è vietata a tutti la riproduzione totale o parziale e l’uso pubblicitario in altra sede. L’editore è a disposizione dei proprietari dei diritti su eventuali immagini riprodotte, nel caso non si fosse riusciti a reperirli per chiedere debita autorizzazione. Questo giornale è stampato su carta certificata FSC. Il marchio FSC identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Quando leggo che è più sincero lo scodinzolio di un cane piuttosto che il sorriso di una persona vengo colta da una profonda tristezza! Solo una società malata può paragonare un cane a una persona. E parlo come proprietaria di animali da sempre, dai più grandi come i cavalli ai più piccoli come le cavie, passando per i cani di cui posseggo uno splendido e adorabile esemplare. Si chiama Ettore, è un carlino, appartenente alla categoria piccolo cane da compagnia. Ha un setoso pelo biondo e la maschera - così si chiama il muso - nera. Lo adoro, letteralmente! Non ho però mai avuto, anche per un solo momento, l’ardire di paragonarlo a un amico, o di sentire il suo affetto sostitutivo di quello dei miei cari. Lui è “cane”, un compagno di passeggiate, di momenti di relax quando distesi sul divano siamo spalmati l’uno all’altro, di assalti al frigorifero in notturna (non si tira mai indietro quando si tratta di mangiare) o di veloci fughe quando in casa si respira un’aria pesante (non dice mai di no quando si tratta di uscire anche se solo per sbollire gli animi). Il suo rispondermi con tempestività e gioia non lo pone in concorrenza con nessuno quanto a dedizione. Lui resta il mio cane, cui mi legano affetto e riconoscenza. Essermi accanto è il suo ruolo e reputo sia fortunato ad aver trovato una famiglia che lo faccia vivere nel migliore dei modi, rispettandolo per quello che è, senza mai chiedergli di sostituirsi a qualcuno per compensare chissà quali carenze. Umanizzare gli animali è pericoloso, soprattutto per chi possiede una bestiola da compagnia. Anziché favorire la socializzazione, questo comportamento espone al rischio di restare isolati. Quindi, gioite pure dello scodinzolio di un cane, ma non sostituitelo mai al sorriso di una persona.

L’INTERVISTA Annalisa Minetti

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focus Animali mania

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arzignano Questione gassificatore

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Chiampo Il nuovo sindaco si racconta

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Montecchio Il rilancio di Alte Ceccato

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Montebello Abbiamo perso tutto

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brendola La più votata dai brendolani

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LONIGO Quando si dice la sfortuna sarego Sociale: già 50 richieste d’aiuto

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eaa r a ic r e b

Noventa Artur, una storia da premio CALCIO 58 Almisano e Madonna, la Lonigo che ride motocross 59 Montecchio scopre il talento Rovizzi


gianfrancorner

Sport e dintorni

I pericoli del cellulare

Coca scuola

Gianfranco Sinico

È

ormai diventato un segmento del nostro corpo, una appendice che ci portiamo dietro ad ogni spostamento, ogni mattina aggiunto in tasca a patente e chiavi di casa: è il telefono cellulare, che teneramente chiamiamo telefonino, del quale siamo ormai quasi tutti dipendenti. È inammissibile dimenticare a casa il telefonino: avvolto nella custodia di pelle o perso nei meandri della borsetta, ci tiene vivi e collegati al mondo come un essenziale cordone ombelicale. Stamattina, mentre prendevo il mio macchiatone al bar, ho mandato un messaggino, col telefonino, a Miriam per ricordarle un suo impegno: “Aspetto la fattura”, le ho scritto. Ecco fatto: con un paio di clic in pochi secondi mi son tolto un pensiero. Ma l’efficacia di questo gingillo comporta dei rischi che non sono da sottovalutare, innanzitutto sotto l’aspetto sanitario: non ci sono ancora certezze, ma non è escluso che alle onde elettromagnetiche prodotte dai telefonini siano da addebitare certe patologie che interessano l’udito e il cervello. Non parliamo poi dell’uso indiscriminato del cellulare durante la guida dell’auto: contrariamente a quello che la stragrande maggioranza pensa, il pericolo non è la mano occupata dall’apparecchio ma la distrazione che il colloquio telefonico comporta e il rilassamento dei riflessi. La spensieratezza da ebete che vediamo stampata nel viso dell’automobilista con il telefono in mano può essere il suo ultimo sorriso prima di accartocciarsi addosso a un’altra auto: la sua attenzione è all’altro capo del collegamento. Ma dove il telefonino può diventare effettivamente pernicioso è nei rapporti coniugali. Ti telefona una tua vecchia fiamma per farti gli auguri di compleanno e tu accogli la chiamata con un “Carissima!”. Poi ti devi inventare qualcosa quando la moglie, che non è mai riuscita a digerire quella tua vecchia storia adolescenziale, ti chiede diabolica: “Chi era?”. Il massimo del pericolo, comunque, sono i facili equivoci. Oggi ero a pranzo a casa con mia moglie ed ho lasciato per qualche minuto il telefonino sul tavolo per andare a sciacquarmi le mani. Al mio ritorno ho trovato il cellulare aperto, con in bella vista un messaggio appena arrivato. Evidentemente mia moglie non aveva resistito alla curiosità. Era Miriam, che mi aveva risposto: “Te la do stasera!”.

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Stefano Canola

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ieci e lode agli studenti dell’Istituto superiore Masotto di Noventa, che hanno vinto la prova creativa della Coca-Cola Cup sul tema del riciclo come impegno sociale. Le ragazze del liceo Tron di Schio si sono invece aggiudicate il torneo di calcio a 5; oltre 27mila i concorrenti veneti. Il premio: un campo da calcetto, realizzato per quasi metà con PET riciclato proveniente dalle bottiglie svuotate dell’ambrato nettare. 10 (senza lode) all’azienda: un colpaccio di marketing, in una fetta di mercato strategica dove le bollicine made in Atlanta sono da tempo la bevanda per antonomasia. Ma la concorrenza è spietata, meglio non abbassare la guardia e tenere bene in vista la bandiera. Quando le alte sfere scolastiche (senza voto) hanno benedetto l’iniziativa, saranno fischiate le orecchie all’ex ministro della Sanità: lo scorso anno voleva mettere una tassa sulle bibite gassate per i danni che causano alla salute. Bastarono poche ore e tutto tornò come prima.

Panforte e poteri forti Ultima di campionato, il dolce di Siena stava per andare di traverso al povero Galliani. Meno male che a fil di sirena ci ha pensato l’arbitrino Bergonzi: un rigore di qua, due espulsioni di là e il terzo posto rossonero è salvo, insieme alla maglia col logo Champions preparata in anticipo e alla vagonata di milioni in diritti televisivi. Al confronto, The Truman Show era un documentario.

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L’esercito di Silvio Piove distrattamente, insistentemente, approssimativamente, precisamente, decisamente, inutilmente, adesso no, adesso sì, adesso mi pare però forse no, ha smesso, ah no ecco, riprende. Allora cosa fare, come far passare il tempo che la pioggia carica inevitabilmente di nostalgia qui, nell’interno 8 di un giorno qualunque? La scatola delle vecchie foto occhieggia a fatica tra la polvere, apro delicatamente e prendo QUEL vecchio porta fotografie, quello del militare per capirci. Com’ero giovane! Com’ero bello, com’ero alto, com’ero magro... In posa gladiatoria tra commilitoni d’epoca, armi vintage, divise in tutte le tonalità del verde militare... Mi perdo in sospiri e lamenti sul tempo che fugge e una lacrima tenta una discesa ardita sulla mia guancia destra, quando, dapprima confusamente, poi chiaramente, sento una voce dalla radio dire: “In ufficio al posto della foto della moglie e del cane ho quella di Silvio, mi sembra il minimo. Io sono innamorato di Berlusconi, amo tutto di lui, sia l’uomo, sia il politico. Per lui sarei pronto a fargli da scudo col mio corpo e a farmi sparare. Prenderei una pallottola al posto suo”. Mentre sto cercando il telefono per attivare una procedura di Trattamento Sanitario Obbligatorio a carico del poveretto, vengo ad apprendere che si tratta del signor Furlan, ideatore dell’Esercito della Libertà, organizzazione a difesa e tutela di Silvio, organizzata in reggimenti su tutto il territorio nazionale. Fermi tutti! Corro al sito internet dell’organizzazione: c’è la possibilità di diventare Comandante di Reggimento Territoriale! Improvvisamente avverto la necessità di difendere Silvio anch’io, cerco freneticamente il mio vecchio cappello da Alpino con il fregio dorato, lo guardo sognante: finalmente anch’io Comandante di Reggimento, riaffiorano sapori antichi, brividi dimenticati... Corro ad iscrivermi mentre il Comandante Furlan, a cui sono immediatamente devoto, precisa: “no, non ho fatto il militare”. Ah, ecco.

Il cappello? Vinicio Trend “Un cappello non è un cappello. O, almeno non è solo un cappello’” - diceva il Cappellaio Matto ad Alice nella favola. Il cappello è senz’altro un accessorio irrinunciabile per la donna. Una volta gli inviti per matrimoni “en chapeau” erano all’ordine del giorno e spesso il cappello era visto come status symbol. Va sottolineata una cosa: il cappello si può indossare solo se sceglie di indossarlo anche la mamma della sposa; in caso contrario evitate, o lo sostituite con un cerchietto o con un accessorio per capelli. Evitate di farvi prendere troppo la mano: ricordate che se in Inghilterra indosCorriere Vicentino |

sare cappelli alle cerimonie è quasi un obbligo, da noi non è così e siamo decisamente meno abituati a questa usanza. Il termine da non dimenticare mai è: eleganza! È obbligatorio toglierlo quando ci si trova in un ambiente chiuso. No al cappello nelle cerimonie che si prolungano dal tardo pomeriggio a sera inoltrata: i copricapo scenografici sfoggiati dalle nobildonne ad Ascot sono sempre fotografati alla luce del sole. L’unica eccezione può essere fatta per una sposa che con il cappello sostituisce il velo. In questo caso deve indossarlo per tutta la durata della cerimonia, mentre può scegliere di toglierlo durante il ricevimento. Può tenerlo anche dopo il sì, specie se si tratta di un cappellino di piccole dimensioni e se fa parte dell’acconciatura. Buon cappello a tutte!

8 | Opinioni

Piccolo Skerno Lino Zonin

Scemeggiati

Quando uno non ha voglia di lavorare, si vede subito: inizia tardi, finisce presto e in mezzo non combina niente. Alla Rai ci devono essere parecchi di questi stakanovisti all’incontrario, almeno a giudicare dalla fretta con cui la tv di Stato ha smesso di produrre nuove trasmissioni e ha cominciato a mandare in onda le repliche. Una volta, almeno, avevano il buon gusto di aspettare l’estate, il caldo e le vacanze. Adesso, ai primi di giugno, sono già partiti con Teche Teche Tè e con il ritorno degli scemeggiati (proprio “scemeggiati”, non è un errore di battuta) di appena qualche mese fa. Sull’altra sponda del duopolio, a Mediaset, sono più fortunati perché la serie “I processi del Capo” genera continuamente nuove puntate e così non è necessario pescare più di tanto tra i fondi di magazzino. Una prerogativa di cui in molti – a partire dal Capo – farebbero volentieri a meno ma che consente di sfornare straordinarie primizie con protagonisti come l’Avvocato Esangue, la Vergine a sua insaputa, l’Infermiera del Pirellone e altri supereroi. Una novità vera è il ritorno di Beppe Grillo, cacciato trent’anni fa con ignominia dagli spettacoli di varietà - aveva detto, pensate, che i politici rubavano - e rientrato dalla finestra dei telegiornali a gridare, come ha sempre fatto, contro tutto e tutti. A lui questo cambio di prospettiva non piace e se vede un cameramen lo manda (eufemisticamente) a quel paese.


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sex in vicenza info@corrierevicentino.it Cari Elena e Paolo, ho letto che la moglie di Zuckerberg (l’ideatore di Facebook) ha fatto firmare al marito un accordo prematrimoniale dove chiede 100 minuti di affetto e almeno una notte di sesso alla settimana. Ma siamo ridotti a questo?! A dover mettere nero su bianco le proprie pretese sentimentali, come se affetto e amore si potessero “comprare” o comunque ottenere per contratto?! Capisco le clausole economiche, i risarcimenti in caso di tradimento o di separazione, visto che la fedeltà è un concetto sempre più sconosciuto. Ma quantificare amore e affetto no! Non vi sembra troppo? Elisa di Montebello Elen

Film preferito I love shopping Hobby Ricostruzione unghie Cibo preferito Gelato Di cosa non puoi fare a meno... I miei genitori e mio fratello

il post più letto del mese

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L’ Oroscopo

Venerdì 17 maggio abbiamo pubblicato la lettera di Silvia Santolin, proprietaria della Sa.mec srl di Montebello, invasa da un fiume di fango il giorno precedente.

di Mago Merlino

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o P ao l Cara Elisa, essendo da tanti anni un profondo estimatore del pragmatismo americano, penso che anche questo debba venire inquadrato come una sorta di clausola all’interno di un contratto. Io approvo da sempre questi contratti prematrimoniali e spero che anche in Italia un giorno arrivino, ma come potranno dimostrare se i minuti di affetto ci siano stati, se siano stati solamente 80, etc.? Fossi Zuckerberg, farei firmare alla mia adorata mogliettina una clausola dove garantisco la notte di sesso alla settimana, ma manderei anche agli atti che l’eventuale innalzamento della media dei rapporti dovuto ad una “scappatella” venga considerata come un fringe benefit... Chiarezza per chiarezza. Un saluto, Paolo

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Nome Arianna Dal Molin Età 21 anni Vive a Nogarole Vicentino Situazione sentimentale Single

Cara Elisa, la verità è una sola: non ci sono più gli uomini di una volta. Quelli che si prendevano cura di te e che una volta alla settimana era, tutt’al più, la tempistica della Messa, perché sesso e amore erano la quotidianità. Oggi hanno il lavoro, la palestra, le riunioni e tutta una serie di impegni a causa dei quali arrivano a sera talmente stanchi che non è nemmeno necessario fingere il mal di testa... stanno già dormendo! Ma noi donne lo sappiamo che i veri uomini esistono ancora, basta solo avere la pazienza di cercarli. Buona fortuna donne! Elena

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Arzignano

Doppia multa Due multe da 160 euro l’una, la de­ curtazione di 10 punti e la segna­ lazione per la sospensione della patente da uno a tre mesi. Sono co­ state care le telefonate al figlio a una signora arzignanese sorpresa dalla polizia locale di Vicenza mentre parlava al cellulare al volante della sua Mercedes. Gli agenti hanno vi­ sto un ragazzo che si sbracciava tra viale Venezia e viale Milano per farsi notare da una donna alla guida di una Mercedes, e hanno annotato la targa, non potendo sospendere il servizio sulle strisce pedonali. Poco dopo lo stesso veicolo è sopraggiun­ to da viale Milano con la guidatrice sempre al telefono e a quel punto i vigili l’hanno fermato.

breganze

Edoardo Stoppa pestato

fat t i b i z z a r r i

Pompieri che salvano pecore È successo a Montecchio Precal­ cino: un gregge stava tornando all’ovile dopo una giornata tra­ scorsa a pascolare beatamente, quando qualche pecorella ha deciso che prefe­ riva brucare lungo l’argine dell’Asti­ co, piuttosto che andarsene a dormire. Sono scese in sessanta verso il fiume, e sono rimaste prigioniere della

pescaia (il tratto di alveo sbarrato da pietre e muro). Il pastore ha tentato inutilmente per ore di farle risalire, ma sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco, che le hanno legate e issate una ad una per circa 15 metri. Compito non facile, visto che le pecore pesavano an­ che cento chili l’una. L’intervento è durato fino alle tre del matti­ no.

Furto sexy Un paio di sandali con tacco alto 16 cm: prezzo, 50 euro. Li han­ no rubati da un sexy shop di Vicenza. Secondo la ricostruzione del proprietario i colpevoli sono tre romeni: in due lo hanno distratto chiedendogli informazioni su sex toys e completini intimi, mentre il terzo ha arraffato gli zatteroni ed è fuggito. Tutti i sexy shop della provincia sono in allerta: il trio potrebbe tornare per prendere fruste e manette.

un mese di notizie in Breve

a cura di Lisa Masiero

vicenza I NAS di Padova sono andati a con­ trollare un campo di addestramen­ to cinofilo a Breganze, dove pare si usino collari a impulsi elettrici per addestrare gli animali. Una troupe di Striscia la Notizia è andata a ri­ prendere l’intervento, e un qua­ rantasettenne di Valdagno, socio dell’associazione amatoriale, non l’ha presa bene, tanto che ha aggre­ dito l’inviato Edoardo Stoppa, un suo collaboratore e il cameraman, che si è beccato un calcio all’ingui­ ne. Alla fine i militari hanno trovato, e sequestrato, un collare a impulsi elettrici e uno in acciaio con punte affilate addosso a un cane del centro.

FTV: settimana nera Settimana intensa per le Ferrovie Tramvie Vicentine. Alcuni studenti dell’istituto al­ berghiero di Recoaro stavano an­ dando a scuola come ogni mattina in corriera, quando hanno visto uscire fumo dal cofano. L’auti­ sta ha subito fatto scendere i 40 ragazzi a bordo, prima che il mezzo prendesse fuoco: dopo 15 minuti era carbonizzato. Sette giorni dopo, un mezzo delle FTV è finito dentro un fosso a Montecchio Maggio­ re, in via Ghisa. Il bus è sta­ to urtato da un furgone che

Corriere Vicentino |

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arrivava dalla direzione contraria. L’urto ha spinto la corriera fuori strada, che è finita così nel canale di scolo, dove si è appoggiata a un muro. Nessun ferito: la corriera era vuota e l’autista sta bene.


bamboccioni

che classe!

autodifesa

1.300 euro al mese per cinque anni. Questo è quanto si è portato a casa un cinquantanovenne di Grisignano di Zocco, che non ha mai comunica­ to all’Inps la scomparsa della madre. Ogni volta che l’ente accreditava la pensione, l’uomo la prelevava su­ bito con il bancomat. Il furbetto è stato scoperto, e ora dovrà restituire all’ente ottantamila euro.

Succede a Nanto: alla festa “Sprizzz…ando” è lo Zoo di 105 ad animare la serata. Lo spettacolo diventa volgare quando vengono chiamate delle volontarie dal pub­ blico per una gara, che prevede che le ragazze mimino una fellatio usando un collo di bottiglia. Qual­ cuno ride, qualcun altro s’indegna e invia lettere di protesta ai gior­ nali locali. Gli organizzatori si di­ fendono: “Se qualcuno si è sentito a disagio, avrebbe potuto fermarci e dircelo”.

Una quattordicenne di Bassano stava tornando da scuola con un’a­ mica, quando un uomo di qua­ rant’anni l’ha abbracciata da dietro cercando di molestarla. Nonostante lo spavento e la paura, ha reagito e steso l’uomo a colpi di karate, sport di cui è appassionata. Ben fatto.

Festa hot in paese

Mantenuto dall’aldilà

bassano

Vita da condomini La polizia era già dovuta interveni­ re per sedare le liti di una famiglia romena (con i bambini piccoli che urlano e piangono) e di una coppia di anziani bassanesi (che tengono il volume della tv troppo alto) resi­ denti nello stesso condominio. Poi

la romena ha deciso di darci un ta­ glio, e ha tranciato il filo dell’anten­ na dei vicini. Quando il pensionato è uscito in terrazzo e ha trovato il filo a penzoloni, ha chiamato il 113. Di nuovo.

Karate Kid


i n c h i e s ta

Congelati dal patto di stabilità Da quest’anno il patto di stabilità condiziona pesantemente la vita anche dei piccoli Comuni. Le Amministrazioni vivono in un limbo di incertezza nel quale diventa sempre più difficile programmare. di Nicoletta Mai, Guido Gasparin, Francesco Meneghini

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Quelli che scelgono la linea dura

In principio è stato Tiberio Businaro, sindaco di Carceri, Comune del padovano che supera di poche unità i 1600 abitanti. Subito dopo l’ha seguito nella protesta Marzo Zecchinato, primo cittadino di Orgiano, Comune che invece si trova nel vicentino e che di abitanti ne conta circa 3200. I due hanno presentato una lettera di diffida al Presidente del Consiglio Enrico Letta in relazione alla grave situazione di disagio provocata dalla mancanza di risorse certe relative ai trasferimenti statali, dai limiti imposti dal patto di stabilità interno, dal tetto di spesa al personale e dalla politica fiscale imposta dallo Stato. “Non passa giorno che anche i grandi Comuni si lamentino del patto di stabilità pur avendo bilanci che possono assorbire meglio il colpo, figuriamoci quelli più piccoli come il nostro – afferma il sindaco di Orgiano Marco Zecchinato -. Tante cose stanno cambiando repentinamente e tutte in direzione della complicazione e dell’ingessamento. “I piccoli spazi che sono stati aperti per alleggerire il patto di stabilità sono solo palliativi, aspirina per un malato terminale - continua Zecchinato -. Invece mi è piaciuto l’approccio del sindaco di Carceri che ha scelto una linea dura. Ora speriamo che altri Comuni ci seguano e che questo smuova le cose”. Corriere Vicentino |

“Se invece lo Stato continuerà su questa linea che impedisce l’approvvigionamento delle risorse necessarie e utili alla predisposizione dei bilanci - è il pensiero del sindaco -, sarà ritenuto corresponsabile in caso di danni a terzi. Che cosa significa? Che se un Comune non può asfaltare una strada a causa di questa politica che gli impedisce di utilizzare le proprie risorse depositate e se un cittadino ha dei problemi per questo, lo Stato è chiamato ad assumersi la sua responsabilità”. “La nostra - prosegue Zecchinato - è comunque una situazione positiva: abbiamo un bilancio in regola e riusciamo ancora ad erogare servizi, ma questo è ancora più frustrante perché è come far funzionare una macchina ottima senza benzina. Abbiamo ottenuto tanti bandi per degli investimenti, ma ora siamo costretti a chiedere proroghe”. “Anche nell’ambito sociale, sempre più importante in questo periodo di crisi economica, si sente forte il peso dei vincoli sui Comuni. Ad esempio sarebbe interessante se le persone che hanno bisogno di un sussidio potessero essere pagate con dei voucher in cambio di prestazioni per il Comune; invece, anche se ci sono le risorse per farlo, non è possibile perché si andrebbe a sforare il tetto di spesa per il personale”.

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Sindaci con le mani legate L’incubo delle Amministrazioni comunali si chiama Patto di Stabilità Interno. E ad accrescere la tensione c’è il fatto che le regole cambiano continuamente. Nelle casse dei Comuni del Veneto ci sono almeno un miliardo di euro congelati a causa del patto di stabilità. Il patto di stabilità interno è un insieme di norme adottate a partire dal 1999 con l’obiettivo di raggiungere un indebitamento della pubblica amministrazione coerente con i i vincoli europei. Dal 2013 i vincoli di spesa imposti agli

Enti locali per rispettare i patti europei sono stati estesi anche ai Comuni con meno di 5000 abitanti.

Come funziona questo patto di stabilità che secondo molti sindaci paralizza l’attività delle pubbliche amministrazioni?

La sua applicazione è naturalmente molto complessa, ma è possibile schematizzare in maniera semplicistica i principi su cui si basa. Il patto di stabilità dice che ogni anno il Comune può spendere solo i soldi che entrano giorno per giorno ma non i risparmi degli anni precedenti, che rimangono congelati. Il problema, dunque, non è tanto il finanziamento di un’opera, perché quando si approva un progetto la copertura della spesa è garantita, ma il pagamento concreto. Trascinandosi infatti i pagamenti degli anni precedenti, i soldi che entrano sono necessariamente minori delle uscite. Cosa ne consegue? Paralisi nei pagamenti, progetti in programma che non possono nemmeno essere approvati o, ancora peggio, il rischio di far saltare i servizi essenziali.

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L’impatto sui piccoli Comuni


I piccoli Comuni italiani, quelli con meno di 5 mila abitanti sono 5.683 (su 8.094), rappresentano il 70,2% del totale nazionale e occupano il 54% del territorio italiano. “L’impatto del patto di stabilità per i piccoli Comuni è devastante, perché vuol dire non poter più fare alcun investimento. Gli avanzi di amministrazione prima potevano essere utilizzati per piccole opere, ora c’è il rischio di bloccare persino la manutenzione ordinaria”. Esordisce così Giuseppe Castaman, sindaco di Zermeghedo e membro della commissione Finanza locale di Anci Veneto. “Il quadro delle autonomie locali, da sempre ricchezza dell’Italia, risulta gravemente compromesso. Nessun sindaco del passato si è trovato a gestire il Comune in carenza di certezze assolute come oggi. Quest’anno, per la prima volta, nei bilanci di previsione bisognerà mettere alla voce entrate numeri fittizi”. “Se il Comune è il primo volto delle istituzioni non lo dobbiamo deresponsabilizzare. Un sindaco è inevitabile che venga votato per la sua capacità di gestire le risorse, tassare la ricchezza locale e poterla utilizzare come crede per rispondere alle esigenze dei suoi cittadini. Ora, invece, gli viene chiesto di fare il gabelliere per conto dello Stato”. “Dal 2011 al 2013 il nostro Comune ha dovuto rinunciare a 169 mila euro per via dei vari provvedimenti varati dallo Stato - sottolinea il sindaco di Montorso Diego Zaffari -. Per un paese di 3200 abitanti si tratta di una somma importante. A partire da quest’anno dobbiamo inoltre sottostare al patto di stabilità, che ci impedisce di programmare interCorriere Vicentino |

venti a lungo termine, perché le opere devono essere concluse e pagate di anno in anno. Se lo Stato procederà con questo tipo di politica non avremo più la possibilità di realizzare opere pubbliche importanti. Auspico quindi una modifica del patto di stabilità, che permetta ai Comuni di procedere ai pagamenti una volta terminati lavori, anche se essi dovessero durare più di un anno”. Maria Rita Busetti è vicepresidente dell’Anci Veneto e ha ben chiaro quale sia il sentimento dei sindaci, in particolare dei piccoli Comuni. “Come direttivo abbiamo deciso di supportare l’azione di Carceri e Orgiano – spiega Busetti -. L’impressione è che ci sia sempre meno autonomia e sempre più centralismo da parte dello Stato. Inoltre i piccoli Comuni stanno vivendo una situazione fluida anche sul fronte dell’aggregazione. Ci sono delle scadenze ma non sempre è così facile realizzarle e, ancora una volta, l’impressione è che la legge cada su tutti in modo orizzontale. L’attuale ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, Graziano Delrio, è stato presidente dell’Anci nazionale e questo dovrebbe farci sperare in una maggior sensibilità. Sul territorio, intanto, ci sono segni che si sta lavorando in modo costruttivo. C’è stato un incontro con l’Unione delle Province Italiane che si è dichiarata disponibile a mettere al servizio dei piccoli Comuni che devono consorziarsi il proprio apparato tecnico dirigenziale”.

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IMU (Imposta Municipale Unica)

Il pagamento della rata sulla prima casa è stato posticipato a settembre. A giugno il gettito dei fabbricati D (industriali) va tutto allo Stato. Ai Comuni per questa prima rata rimangono solo le seconde case.

TARES (Tassa sui Rifiuti e Servizi)

Entro la scadenza del bilancio di previsione, posticipato al 30 settembre, ogni Consiglio comunale deve provvedere all’approvazione del regolamento sulla TARES (numero di rate e scadenze). I Comuni possono procedere al prelievo fiscale solo un mese dopo la pubblicazione sul sito comunale della delibera. La Tares viene quantificata in base ai metri quadrati e al numero dei componenti del nucleo famigliare per la parte domestica, per quella non domestica in base ai metri quadrati e alla capacità effettiva di produrre rifiuti. Con la Tares i comuni devono coprire il 100% della spesa per lo smaltimento dei rifiuti, ma l’ultima rata prevede un ulteriore prelievo di 0,30 centesimi al metro quadrato che va nelle casse dello Stato.

Stretta fiscale

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“Attualmente i Comuni sono chiamati non solo a dare le risposte che i cittadini non riescono ottenere dalle altre istituzioni, ma anche ad essere esattori per conto dello Stato - dichiara il sindaco di Lonigo Giuseppe Boschetto -. L’IMU e la TARES ne sono l’esempio: gran parte di esse andrà a Roma. E non a torto su queste imposte e tasse si scaricano il disagio e la rabbia dei cittadini. Queste difficoltà ci devono spronare ancor più a fare meglio e a tutelare il bilancio comunale nel rispetto del Patto di Stabilità. Abbiamo imparato a fare il passo secondo la lunghezza della nostra gamba, ossia a fare tutti gli interventi possibili, ma solo secondo le disponibilità finanziarie del Comune, dando priorità assoluta agli interventi relativi alle prevenzioni incendi e sismiche degli edifici scolastici. Abbiamo sempre pagato tutti e non ci sono imprese o lavoratori che avanzano soldi dal Comune di Lonigo. Abbiamo lavorato e continueremo a farlo fino all’ultimo giorno per tutelare e migliorare i servizi, a fianco di tutte le istituzioni”.

L’equilibrismo dei sindaci

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Il “Patto di Stabilità” è un cruccio anche per i Comuni più grandi e prosperi della nostra provincia, come racconta il sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin, che però ha in serbo qualche trucco per reperire fondi e proseguire con i lavori più importanti. “Paradossalmente il primo obiettivo è cercare a tutti i costi di rispettare i vincoli imposti. Questo ha permesso ad Arzignano di essere uno dei 140 “Comuni virtuosi” in Italia, portando più libertà di spesa e di programmazione. Abbiamo cercato inoltre di ridurre l’indebitamento complessivo del Comune estinguendo 84 mutui. Per finanziare le grandi opere abbiamo poi deciso di ricorrere spesso al project financing, soluzione questa auspicata molte volte anche dal Governo centrale”. “Inoltre, in questo momento di ristrettezza, cerchiamo di dare priorità ai Servizi Sociali, che occupano circa il 21% del nostro bilancio comunale. La crisi sta mettendo in difficoltà molte famiglie e come amministrazione dobbiamo assolutamente far sentire la nostra vicinanza. I cittadini si sono resi conto delle problematiche legate al patto di stabilità e sono coscienti delle difficoltà che noi amministratori dobbiamo affrontare”. “Non è certo facile di questi tempi amministrare un Comune - ribadisce il sindaco di Montecchio Maggiore Milena Cec­ chetto -. Siamo vincolati dall’eccessiva burocrazia imposta dal Governo centrale, dalla miriade di leggi e leggine da rispettare e dalle dure disposizioni in materia di revisione della spesa pubblica. Siamo passati dagli oltre 5 milioni di euro in Corriere Vicentino |

trasferimenti del 2008 ai circa 870 mila euro del 2012: un crollo impressionante”. Complessivamente in quattro anni il Comune ha dunque dovuto rinunciare a circa 4.130.000 euro. Per una città di medie dimensioni come Montecchio si tratta di una riduzione sostanziosa, che si traduce nella diminuzione della capacità di spesa. A questo bisogna aggiungere la crisi economica, che ha creato in città nuove povertà e disagio sociale. “Siamo comunque riusciti ad assicurare un aumento dei fondi nel sociale – continua il sindaco -, abbiamo aderito al Patto Sociale per il Lavoro Vicentino che prevede una serie di strumenti e di politiche congiunte al fine di fronteggiare la crisi del mercato del lavoro, abbiamo dato il via a importanti opere nella città grazie ad una sensibile riduzione degli sprechi, ad investimenti nel risparmio energetico negli edifici pubblici e alla riduzione delle indennità e dei rimborsi per noi amministratori pubblici”. Ma a Montecchio c’è un altro fronte di preoccupazione, ossia l’istruttoria aperta dalla Corte dei Conti sulla società Patrimoniale costituita dalla precedente Amministrazione comunale. I magistrati contabili sospettano che sia stata creata per aggirare il patto di stabilità. “Attendiamo il pronunciamento dei giudici – commenta Milena Cecchetto – ma non possiamo nascondere che, in caso di condanna, il Comune si troverebbe ad affrontare il probabile blocco delle spese, con tutte le conseguenti ricadute sulla collettività”.

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Comune di Marano Vicentino

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Annalisa Minetti di giuseppe signorin

Finalista di Miss Italia, vincitrice del Festival di Sanremo, medaglia di bronzo nei 1500 metri ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, che le è valsa il record del mondo nella categoria dei non vedenti. Ma quello che sorprende di Annalisa Minetti non sono tanto i risultati, quanto l’entusiasmo con cui affronta ogni sfida e che trasmette a chiunque entri in contatto con lei.

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l 9 giugno è stata a Vicenza, ospite del Festival Biblico, per parlare del suo libro, “Iride”, nel quale ha raccontato la sua storia e il suo percorso di fede, e attraverso il quale emerge il ritratto di una donna speciale, o “specialmente abile”, come si definisce lei stessa e come definisce tutte le persone che vivono con un handicap. Il ritratto di una donna con un cuore di carne e una volontà di ferro. Com’è nata la passione per la corsa? Da sempre ho una grande passione per lo sport in generale; è uno dei mezzi attraverso cui comunico. La corsa è una cosa recente: poco più di due anni fa, mentre insegnavo spinning in spiaggia, il maresciallo del lido in cui stavo mi ha detto che secondo lui avevo delle doti nella corsa… Allora abbiamo provato a fare dei test: dopo tre giri di pista, la prima volta, pensavo di morire… A venti metri dal traguardo ho mollato… Ho detto subito di no, ma le persone presenti hanno insistito, perché avevo fatto un tempo pazzesco. Ho preso coraggio e ho iniziato ad allenarmi. Dopo un anno di sacrifici e sofferenza ho portato a casa il record prima negli 800 metri e poi nei 1500. È stato un modo per dire alle persone che nulla è impossibile. Se ci sono forza di volontà e amore nulla è impossibile.

Corriere Vicentino |

Che significato ha per lei partecipare al Festi­ val Biblico? È un modo per testimoniare la mia esperienza di fede. Nella vita capitano sempre degli avvenimenti che ti allontanano o ti avvicinano alla fede. Io credo in Gesù Cristo, sono una sua seguace. Attraverso di lui sono riuscita a capire il dolore e ho trovato la forza di superare le difficoltà. Attraverso di lui sono riuscita a vedere la cecità come un dono. Quando

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si è condannati al buio, l’unica via è percorrerlo fino in fondo, fino a che non si trova la luce. È il cuore che ti fa vedere il mondo, non sono gli occhi. Ha detto in un’intervista che il vero handicap è l’i­ gnoranza. Ho un fratello disabile, inconsapevole della sua disabilità. Sono cresciuta accanto a lui. Poi è subentrata anche la mia cecità, quando avevo 20 anni. Quello che voglio dire a tutti è che non siamo diversamente abili: siamo “specialmente abili”. La vera disabilità è nell’ignoranza delle persone. In Italia spesso le difficoltà sono accentuate: i disabili sono chiusi in casa, non hanno modo di vivere la vita. Altrove non è così, si vedono molti più “specialmente abili” in giro, in mezzo alle persone. Si vive insieme a loro. Non bisogna avere paura e nasconderli. La musica? La musica c’è sempre, è la mia migliore amica. Mi dà sostegno ed è anche il mio lavoro. Al momento siamo nella fase iniziale di un progetto che probabilmente intraprenderò con Enrico Ruggeri… Da Miss Italia alle Paralimpiadi. È evoluto anche il senso della bellezza e del corpo nella sua vita? La bellezza è un’immagine interiore, qualcosa di profondo da donare agli altri. Sono passata dalla bellezza intesa semplicemente in senso esteriore alla bellezza del corpo atletico che fatica e soffre per un risultato. Oggi pochi danno valore alla vita. Ma la vita è un’opportunità unica. È una conquista. Anche la felicità è una conquista: solo attraversando i problemi si può raggiungere. Non posso immaginare una vita senza montagne russe. Per finire, è anche mamma… Sì, è la cosa più importante. Fabio era insperato, ma alla fine è arrivato. È il dono più grande che mi è stato fatto. È la mia motivazione, la fonte della mia gioia. Un bambino è una benedizione. Lo dico sempre a tutte quelle mamme che si fanno mille problemi, non solo di natura economica. Anche qui, la volontà è tutto. Corriere Vicentino |

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focus

Animali mania Più della metà delle famiglie italiane (il 55,6%) ha un animale domestico e, nonostante la crisi, le percentuali sono in continua crescita. I preferiti rimangono i cani (834.000 quelli registrati solo nel Veneto), seguiti dai gatti, anche se non manca chi sceglie di farsi tenere compagnia da qualche amichetto un po’ più particolare…

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di Lisa Masiero, Jacopo Xompero e Francesco Meneghini

“Cave canem” fu trovato scritto su un mosaico a Pompei; ora si capisce che non indicava solo “attenti al cane!!”, ma “attenti al cane che è come un figlio per me!”. Non si può spiegare altrimenti il grande volume economico che ruota attorno al benessere per gli animali, in particolar modo attorno a quello che è considerato il miglior amico dell’uomo. “La crisi economica ci ha solo sfiorati - ci racconta France­ sco, commesso in un negozio specializzato di Alte Ceccato - perché ormai l’amore per l’animale ha raggiunto livelli insperati. I proprietari preferiscono rinunciare a un loro sfizio pur di lasciare inalterate le attenzioni per il proprio animale. Rispetto a un tempo si cerca di puntare soprattutto sulla qualità del prodotto. Anche nei giochi si è cercato di sfondare nuove frontiere, con alcuni di essi utili per l’attivazione mentale. Per i propri animali si fa di tutto, si può dire che ora fanno interamente parte del nucleo famigliare”. Notizie analoghe arrivano anche dal canile di Arzignano: sempre più persone scelgono infatti di adottare un cane e i casi di abbandono sono sempre meno, come ci ha spiegato Laura Ziggiotto, presidente della struttura. “Il nostro canile ospita più di cento cani, un numero che si mantiene costante grazie agli arrivi e alle adozioni, che vanno di pari passo. Inoltre, riusciamo a trovare una famiglia anche a molti cani anziani, non solo ai cuccioli. Contrariamente a quello che si pensa, i casi di abbandono sono pochi: d’estate ci arrivano molti cani non perché siano stati abbandonati, ma perché scappano quando i proprietari li lasciano incustoditi, partendo per un weekend al mare. Succede anche a capodanno, quando i cani scappano per paura dei botti. Ma grazie ai microchip riusciamo comunque a trovare subito i proprietari”.

Amare gli animali significa anche occuparsi di quelli selvatici, come fanno le gattare. Tra queste c’è Luisa Zonin, di Lonigo, che ci ha spiegato cosa vuol dire “fare la gattara”. “Le persone mi chiamano, a qualsiasi ora del giorno e della notte, quando trovano gatti feriti, e io intervengo, portandoli dal veterinario, che li cura e spesso mi aiuta anche a trovargli una famiglia e una casa. Inoltre mi occupo delle colonie feline, ossia i numerosissimi gruppi di gatti selvatici sparsi per la provincia. Il mio compito è censirli e farli sterilizzare, con l’aiuto dell’ULSS. Il problema principale è che le persone non sterilizzano i gatti. Alcuni non lo fanno per il costo dell’operazione, altri perché dicono sia contro natura. Ma basta una gatta libera non sterilizzata per dar vita a una colonia che si moltiplica in brevissimo tempo”. A ottobre partirà a Vicenza il primo corso per diplomare i volontari che curano le numerosissime colonie di gatti sparse per la provincia. Gattare e gattari saranno quindi formati professionalmente, e istruiti sulla sanità, sull’alimentazione animale e sull’igiene pubblica. Chi supererà la prova finale, otterrà il patentino e l’iscrizione all’Albo dei gattari.

Magari non disturberà i vicini abbaiando e non avrà bisogno della passeggiatina quotidiana, ma sicuramente non dev’essere un impegno da poco tenersi in casa un serpente tropicale di quasi due metri. Ce lo racconta Federico Fongaro, arzignanese di 19 anni, che al classico cane o gatto ha preferito un pitone reale. “I rettili mi sono sempre piaciuti, e oggigiorno non è difficile trovare animali del genere nei negozi specializzati. Ovviamente al momento dell’acquisto bisogna firmare dei permessi e verificare la provenienza del serpente, che deve essere nato in cattività. Non è impegnativo tenere un pitone di un metro e ses­ santacinque? Sicuramente richiede degli accorgimenti particolari, una teca di vetro molto spaziosa che va mantenuta a temperatura e umidità costante tramite una lampada speciale. Inoltre il pitone va nutrito ogni 3 o 4 giorni con un topolino, che deve essere vivo, altrimenti il serpente non lo mangia. Fino a poco tempo fa erano molti i negozi di animali a tenere topi vivi, ma ultimamente è diventato sempre più difficile trovarli.


Arzignano

Ovest vicen tino

La questione

GASSIFICATORE di alberto faedo

Arzignano 26 Profumo di pelle 28

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arzignano L’uomo dei record

ALTAVALLE La conta dei danni CHIAMPO Il nuovo sindaco già al lavoro MONTECCHIO Il rilancio di Alte Ceccato

MONTEBELLO Abbiamo perso tutto BRENDOLA La più votata dai brendolani

F

orse il gassificatore di Arzignano arriverà direttamente dalla Norvegia. Solo una prova, per ora, per capire se funzionerà oppure no. Sul chi va là i comitati Aria Pulita e una discussione che potrà avvenire in maniera oggettiva solo di fronte a dati certi che arriveranno dall’ARPAV. Per riprendere la discussione nei prossimi mesi è forse il caso di riassumere la vicenda. L’EMERGENZA FANGHI L’ultimo campanello di allarme in ordine di tempo sul problema dello smaltimento dei rifiuti della concia ha suonato all’inizio del 2012, quando si minacciava la paralisi dell’intero settore: dal 2007 infatti una legge statale impedisce di conferire in discarica i rifiuti con potere calorifico superiore ai 13.000 kilojoule/chilo (quantità inferiore a quella dei rifiuti conciari, che in genere si aggira sui 15.000); limite poi prontamente prorogato di anno in anno per evitare lo stallo del comparto conciario. Nel 2012 però, nel “decreto milleproroghe bis” non viene inserito il rinnovo della deroga, imponendo di fatto il blocco dei conferimenti in discarica dal 2013. La situazione viene risolta in extremis durante il Consiglio dei Ministri dell’undici gennaio di quest’anno, ma il tema dello smaltimento rifiuti conciari torna prepotentemente di attualità. IL GASSIFICATORE Attualmente sono 8 le discariche gestite da Acque del Chiampo, di cui due che ancora accolgono ogni giorno i fanghi di risulta dell’attività conciaria, con oltre 2 milioni e 300 mila metri cubi di rifiuti stoccati. Corriere Vicentino |

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Contando che l’attività di concia produce circa 33 mila tonnellate all’anno di rifiuti, la capacità delle discariche è destinata ad esaurirsi nel giro di qualche anno. Da qui la necessità di realizzare un impianto che tramite trattamento termico riduca il volume dei fanghi essiccati, rendendoli materiale inerte in grado di essere smaltito in discarica tradizionale. L’IPOTESI NORVEGIA L’ipotesi che sta prendendo forma è quella di smontare letteralmente il gassificatore della città norvegese di Bergen (paese all’avanguardia nel trattamento termico dei rifiuti), per essere trasportato e rimontato nella zona degli impianti di depurazione di Acque del Chiampo. L’azienda chiampese Sicit ha già effettuato una sperimentazione sull’impianto norvegese, ed ora la palla passerà all’Arpav, che dovrà verificare i dati prodotti e verificare le condizioni dell’impianto, che dovrà essere ammodernato o eventualmente costruito ex novo, chiaramente con costi ben superiori. Parlando di soldi, chi si accollerà le spese di costruzione? Per il primo stralcio di lavori, che serviranno a rendere funzionante un prototipo di grandezza ridotta, si parla di 10 milioni di euro in arrivo dal Ministero dell’Ambiente, più altri 5 raccolti dagli operatori del settore conciario.


Fenomeno inglese di giuseppe signorin

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da poco finita la Seconda Guerra Mondiale. Mister Robert Whittaker, lanciere del 9° reggimento, che in quel periodo alloggiava ad Arzignano, organizza una partita di calcio tra la troupe inglese e una squadra di Montorso. Dopo venti minuti gli italiani abbandonano il campo, perché sono sotto di undici reti a zero. Fra i lancieri gioca una leggenda, Sir Tom Finney, uno dei calciatori più forti di tutta la storia inglese. Assieme a lui anche Jackie Carey, futuro capitano del Manchester United. Cosa ci facevano quei due campioni ad Arzignano nell’immediato dopoguerra? Per rispondere bisogna dire cosa ci facevano i lancieri inglesi nel nostro territorio. A raccontarcelo sono Joy e Gloria Whittaker, le figlie di Mister Robert, che ci ha lasciato appena qualche anno fa, dopo una vita passata fra l’Inghilterra e l’Italia. “Gli inglesi, finita la guerra, invece di tornare a casa dalle loro famiglie, sono stati mandati nel Nord Italia per difenderla dalle minacce dell’allora Maresciallo Tito, che vo-

leva occuparla. Fortunatamente non accadde nulla del genere, ma molti soldati rimasero qui fra il 1945 e il 1946. I nostri genitori si sono conosciuti proprio in quell’occasione. Nostro padre era responsabile delle attività sportive e assistente di Sir Tom”. Sir Tom Finney, che ha da poco compiuto 91 anni e vive nella casa di riposo di Fulwood, è tornato a visitare Arzignano nel 2005 con la BBC, durante le registrazioni di un documentario sulla sua vita. “Molte delle città che abbiamo visitato erano irriconoscibili – ha detto in ricordo di quell’occasione. Arzignano era completamente cambiata, non l’avrei mai riconosciuta. Ma era bello vedere com’era cambiata”. Arzignano insomma è sempre rimasta nel cuore di Sir Tom, a cui recentemente è stato paragonato addirittura Lionel Messi, fuoriclasse argentino vincitore degli ultimi quattro Palloni d’oro. Tommy Docherty, ex manager del Manchester United, ha dichiarato che Messi è Tom Finney rinato. A parte qualche breve filmato d’epoca su Youtube, che può darci un’idea della sua bravura, è difficile per noi immagi-

nare i dribbling e i gol che può aver fatto Sir Tom quando, poco più che vent’enne, si è fermato un anno ad Arzignano, e non solo nel corso di quel leggendario match durato appena venti minuti e finito prematuramente undici a zero. Tante erano le partite che venivano organizzate contro gli inglesi, tante le prodezze che Sir Tom può aver fatto in quel periodo. Un vero peccato che questa storia sia rimasta sepolta per tutto questo tempo, tanto da perderne la maggior parte delle tracce. Chissà cosa accadrebbe oggi se Lionel Messi venisse ad abitare, per qualsiasi motivo, un anno ad Arzignano…

Carriera Nato il 5 aprile del 1922, Tom Finney è stato una bandiera del Preston North End, unica squadra in cui ha militato, giocando 433 partite e segnando 187 reti fra il 1946 e il 1960. In nazionale ha confezionato 76 presenze segnando 30 reti fra il 1946 e il 1958. È stato nominato giocatore dell’anno in due occasioni, nel 1954 e nel 1957. Da molti è considerato il giocatore più completo di tutta la storia del calcio inglese. È al quinto posto nella Top 50 di Goal.com, fra i più grandi calciatori inglesi di sempre.


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Domiciliari al mare

D

opo due mesi e mezzo di carcere Andrea Ghiotto, condannato a 3 anni e 6 mesi per corruzione, ha chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari. Li trascorrerà non nella sua casa di Arzignano, ma al mare, nell’appartamento (attualmente sotto sequestro) della madre.

Ambiente

In arrivo un nuovo bacino di laminazione

L’

area industriale, nonostante le abbondanti piogge di maggio, non si è allagata, grazie alla sistemazione della roggia di Arzignano e Chiampo da parte del Consorzio Alta Pianura Veneta e di Acque del Chiampo spa. Inoltre, per evitare ulteriori rischi durante le alluvioni, Acque del Chiampo ha messo a disposizione un appezzamento di terreno per il bacino di laminazione che sarà realizzato dal Consorzio. Il terreno si trova immediatamente a sud degli impianti di depurazione, e la società sta acquisendo un’ulteriore porzione di terreno per poter dare inizio ai lavori.

Scuola

Bravi e vincenti

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a quarta B della scuola primaria di San Bortolo E. De Amicis si è aggiudicata il terzo premio nazionale organizzato da Soleterre con un film interpretato dagli alunni della maestra Emma Be-

Scoperte

Fermato l’usuraio indiano

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opo aver patteggiato la pena è stato sigillato il tesoro dell’usuraio indiano Parmjit Singh, come previsto dalla legge antimafia sui patrimoni illeciti. Oltre 1,2 milioni di euro sequestrati dalla Guardia di Finanza di Arzignano. 181 le vittime di Singh, operaio in una conceria, per il quale era normale prestare denaro a tassi fuori legge. L’operazione rientra nell’ambito dell’inchiesta denominata in codice “Stop Loan Shark”, condotta nei confronti di indiani sospettati di dedicarsi ad attività usuraia, estorsiva e al trasferimento abusivo di denaro all’estero.

Biblioteca

La mostra del progetto “Una Storia in Comune”

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a martedì 11 a domenica 30 giugno, negli orari di apertura della Biblioteca Bedeschi, si potrà visitare la mostra fotografica “Una Storia in Comune”, il progetto nato con lo scopo di catalogare le fotografie che l’associazione “Il Grifo e il Leone” ha recuperato dall’archivio del fotografo Ceretti. Giovani e anziani volontari arzignanesi hanno collaborato per creare un archivio storico-fotografico a disposizione della comunità anche online sul sito www.unastoriaincomune.inarzignano.it.

soli. Una grande soddisfazione per i giovani attori che interpretavano un testo del loro dirigente Pier Paolo Frigotto, illustrato da Francesca Vignaga. Il premio è frutto, secondo una giuria di esperti, di una “Realizzazione molto curata sia dal punto di vista della recitazione che delle scenografie e della ricercatezza dei contesti utilizzati per le riprese”. Corriere Vicentino |

25 | Ovest Vicentino

Resti di un insediamento romano a Tezze

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e indagini nel territorio arzignanese di Tezze, condotte dall’università del Kentucky presso il sito archeologico in zona Valbruna, hanno portato alla luce numerose tracce di un antico insediamento romano, tra le quali un edificio e una porzione di strada, che costituiscono i più importanti rinvenimenti archeologici degli ultimi anni nel nostro territorio. Con ogni probabilità, stando alle parole del sindaco Gentilin e del presidente del Consiglio Comunale Alexandre Galiotto, i risultati ottenuti spingeranno ad ampliare il fronte delle ricerche verso la zona sud di Tezze, in località Canove, dove i resti di un ponte romano indicano con chiarezza la presenza di un’importante via di comunicazione romana, e la rivalutazione del sito localizzato sul Colle di San Matteo, che tanto ha ancora da raccontare della storia di Arzignano.


arzignano

Profumo di pelle Biblio in Tasca A L’ di lisa masiero

nnusa, aggiungi, annusa ancora e aggiungi di nuovo. Quando sei un “naso”, il tuo lavoro è simile a quello del piccolo chimico: devi provare e riprovare, fino a raggiungere la perfetta fragranza. In una città come Arzignano non poteva mancare un profumo con una nota di cuoio dentro. Ci ha pensato Leonardo Opali. Perché un profumo al cuoio? Arzignano è la capitale europea della concia, proprio come lo era un tempo Grasse, comune francese, che da polo industriale conciario è diventato la “città del profumo”. Io, come unico profumiere di Arzignano,

non potevo non pensare a un profumo al cuoio. Che cosa fa un profumiere? È un mestiere molto antico. Il profumiere si occupava di creare accordi, combinando tra loro tipi diversi di note olfattive a base di piante, fiori, radici e resine. Un’arte già conosciuta anche da Egizi, Babilonesi, Greci e Romani. Di cosa sa un profumo al cuoio? Volevo ottenere una nota dal carattere forte, quindi ho usato Guaiaco, Sandalo, Cedro e Betulla, Castoreo, Patchouli, Cannella cinese, Bergamotto, Ylang-Ylang, Magnolia, Neroli, Limetta, Mughetto, Fieno, Fava Tonka, e Arancio dolce. Il risultato è un profumo maschile che esprime forza, decisione e affidabilità.

di giuseppe signorin

idea è nata un anno fa e si è da poco concretizzata, grazie al contributo della H&T, software house che collabora da tempo con la Biblioteca civica G. Bedeschi. Parliamo di BiblioAppArzignano, la nuova applicazione che funziona come una biblioteca tascabile e permetterà a chiunque di prenotare libri, rinnovare prestiti, ricevere avvisi di scadenza e notifiche push di eventi, oltre a collegarsi con i principali social network della Biblioteca. “Un’innovazione unica nel suo genere – afferma l’assessore alla Cultura e Innovazione Mattia Pieropan -. Non si tratta di un adattamento del sito web, ma di un’APP nativa, realizzata appositamente per l’occasione, con l’obiettivo

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A scuola di mb P di trasformare la Biblioteca sempre più in un centro culturale e d’incontro a 360 gradi, nell’ottica di un’Arzignano come modello di Smart City“. La H&T aveva già permesso alla Biblioteca, nel 2003, di essere la prima in Italia ad usare la tecnologia RFID per la gestione dei prestiti, il self check e l’anti taccheggio. Continua quindi un progetto di comunicazione all’avanguardia e integrata in atto da tempo. “BiblioAppArzignano – ci spiega il presidente della H&T Andrea Tacconi – è un prodotto in continua evoluzione: stiamo già studiando ulteriori innovazioni da apportare prossimamente”.

artiranno dopo l’estate i corsi della Scuola di Mountain Bike Puntobici, la prima in questa zona riconosciuta dalla FCI (Federazione Ciclistica Italiana). “Tutti sanno andare in bici, ma pochi ci sanno andare bene”, questo lo slogan di Mario Fornasa, membro del Puntobici Team e responsabile dei corsi. “Per andare fuoristrada ci sono tante piccole cose che fanno la differenza. Pensiamo alle curve in discesa: l’impostazione delle spalle, lo sguardo, la posizione della testa e dei piedi. Bisogna fare attenzione a molti dettagli per scendere sicuri”. Mario Fornasa, da nove anni Guida di MB dopo aver conseguito il diploma all’Accademia Nazionale di Milano, attualmente sta frequentando, assieme

ad Andrea Tibaldo, i corsi di formazione per diventare Maestro di MB e preparatore atletico per ragazzi dai 6 ai 12 anni. “Si tratta di corsi molto difficili, sia da un punto di vista teorico che pratico. Il nostro obiettivo è poter insegnare a tutti a guidare meglio, con più padronanza, e in particolare orientarci verso i più giovani, proponendo loro uno sport sano e divertente che qui da noi è poco conosciuto e quasi per niente praticato a livello agonistico”. Intanto sabato 1 giugno è stata presentata la Scuola al Parco dello Sport. Per l’occasione è stato allestito, con l’autorizzazione del Comune, un percorso di 400 metri con due piste, una impegnativa e una adatta ai più piccoli. g.s.


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L’uomo dei record di stefano cotrozzi

A

lla fine c’è riuscito. Dopo aver rincorso il record un paio di anni, Roberto Ghiotto ha vinto in tutte le categorie del calcio a 5: dalla serie D alla serie A. Una carriera calcistica iniziata indossando la maglia numero 7 della Kennedy. “A 18 anni il mio amico Roberto Cazzola mi propone di giocare a calcetto come laterale nel Grifo, in C1. Accetto e parto con un gruppo di amici, più che una squadra, non sapendo ancora che sarebbe stata l’avventura più emozionante della mia vita. Era un calcio a 5 più lento, all’antica, con ruoli ben definiti. Non andavamo male, anzi, ma la svolta è arrivata con Lucio Sollazzi, che dalla C1 ci ha portati in serie A e

poi a vincere uno scudetto. Arrivavo dal calcio a 11; magari avessi iniziato nel calcio a 5, come possono fare tanti bambini oggi: sarei stato un giocatore più forte con quelle basi. Quel Grifo ha fatto esplodere un fenomeno prima nella nostra vallata e poi nella nostra regione. All’inizio venivano a vederci solo le morose e gli amici che ci aspettavano per andare al bar dopo. Alla fine era difficile trovare posto al palazzetto. Oggi con la crisi tante squadre si stanno unendo, ma il calcio a 5 oramai fa parte del dna di Arzignano. Finito il mio periodo con il Grifo sono passato a Montecchio e poi a Thiene e infine a Tezze dove sono riuscito a vincere la C2. Mi mancava ancora la D per centrare il mio obiettivo: vincere in tutte le categorie e far parte di un gruppo ri-

stretto di giocatori che ci sono riusciti. Con la Moreno ho fallito l’obiettivo e con i Rowdies di Arzignano non pensavo di riuscirci. Eravamo partiti con l’idea di giocarci un buon campionato, il record me l’ero messo via. E invece con un gruppo incredibile siamo riusciti nell’impresa e adesso mi godo il mio primato per cui non riceverò mai nessuna medaglia ma che per me è una bella soddisfazione. L’anno prossimo continuerò a giocare con i Rowdies, anche perché fare l’allenatore non è proprio nelle mie corde...”.

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Il violinista riservato di bepi de marzi

A

ntonio Boro, il violinista riservato. Nel tempo di Antonio Pellizzari è entrato in quella magica fucina musicale che si è spenta quando si è spento il Maestro, l’industriale sapiente, dolce e generoso che la città non ha voluto capire e amare. Boro aveva vent’anni, quando nella seconda metà degli Anni Cinquanta la Pellizzari ha dovuto cambiare perfino il nome. Stava completando gli studi di violino e si è trovato senza quella borsa di studio meritata a quattordici anni nella Scuola di Musica “Antonio Vivaldi” che aveva trasformato Arzignano in una specie di Conservatorio. Ma ha insistito, Antonio, pur lavorando in turni faticosi in una grossa conceria con mansioni di caldaista. E ha potuto completare gli studi musicali con il diploma di violino presso il Liceo Musicale di Verona. Aveva coltivato anche lo studio del pianoforte e dell’organo, e non era raro ascoltarlo nel servizio organistico nel duomo di Ognissanti. Carattere indomabile. Ma generoso e di poche parole. Per il suo matrimonio nella chiesa di Madonnetta gli sarebbe piaciuto far suonare da un amico l’Ave Maria di Schubert, ma il parroco, secondo le disposizioni liturgiche, voleva impedirlo. Allora ne compose una tutta per sé e per la giovane sposa. Eccolo subito raggiungere il ruolo di insegnante nella Scuola Media Statale, proprio nella sua Arzignano, nella nuova Scuola Media Zanella: il lavoro sperato e finalmente raggiunto. Ma durante i mesi estivi, per quasi dieci anni, eccolo far parte della prestigio-

sa Orchestra Scaligera dell’Arena di Verona. E per poter facilitare la sua presenza alle prove e alle esecuzioni operistiche, sempre deciso e fantasioso, si stabilisce con la famiglia in un campeggio del Lago di Garda. Poi, lungo l’anno, è chiamato molto spesso a suonare nei matrimoni, alternando il suono del violino a quello dell’organo. Deciso come sempre, indomabile, instancabile, felice nel suo mondo armonioso. Ma pur sempre riservato e quasi solitario, silenzioso anche con gli amici. E lo ricordano così le genera-

zioni di studenti della Scuola Media che hanno goduto della sua sapienza didattica e della sua severa affabilità. Fino alla pensione raggiunta nel 1992. Sempre instancabile, eccolo studiare la fisarmonica per cominciare con alcuni amici musicisti una nuova attività, brillante e vagamente scanzonata. Suonano nelle feste e allietano gli anziani nelle case di riposo. Ma Antonio Corriere Vicentino |

30 | Ovest Vicentino

si presta anche a fare l’insegnante di strumenti nel Centro per Anziani di Montecchio Maggiore. A quasi settant’anni, dopo averlo solennemente promesso, suona il violino nel matrimonio del figlio Nicola nella suggestiva chiesetta del Monte Castellaro, lassù, a Nogarole. Era un giorno del 2006 ed è stata la sua ultima suonata. Ma anni prima era venuto per lui il tempo, anch’esso magico e felice, della pittura. Poeta delle immagini con uno stile molto personale. Chiamarlo naïf non spiega al meglio la sua personalità e la scelta dei soggetti. Il prestigioso e sapiente critico d’arte, l’indimenticabile - ma dimenticato da Arzignano! - professore Salvatore Maugeri, scriveva di lui: “Un ispirato cantastorie di personaggi, luoghi arzignanesi e della vallata; narrati secondo i modi della pittura che trova le sue radici nel sentimento dell’immediatezza vagamente popolare”. Si propone in mostre molto ammirate, con un successo di vendite che va aldilà delle più ottimistiche previsioni. E si contano più di trecentocinquanta opere in pochi anni. Lo zio don Francesco, parroco di Brenton, gli chiede una grande e pregevole tela, “Gesù nell’Orto degli Ulivi”, per la sua chiesa alta sulle colline che separano la Valle del Chiampo dalle Valli Veronesi. E gli viene chiesto di disegnare anche l’annullo postale per il Primo Centenario del duomo di Ognissanti, dove ha tanto suonato. Poi lo ha colto una lunga malattia. Due anni orsono, era d’agosto, i suoi famigliari hanno accolto, commossi e riconoscenti, il suo ultimo silenzio. Ma con la certezza che il Dio dell’Universo, che forse aveva bisogno di un ottimo violinista, lo abbia impegnato subito a suonare nell’immensa Orchestra dell’Eternità.


a ltava l l e

La conta dei danni di ENRICO CORATO

U

na primavera che ricorderemo a lungo quella di quest’anno, con mesi di piogge e maltempo. Il Comune di Altissimo, che proprio in questi giorni sta procedendo al calcolo dei danni degli smottamenti e delle frane, dovrà dare priorità ai due interventi più urgenti, in via Roma e in località Stempellati. Più fortunato il comune di San Pietro Mussolino che nei giorni delle forti piogge ha registrato solo una piccola frana nella valle detta “Copa Acqua”. A Nogarole invece l’acqua torrenziale ha provocato il cedimento di un tratto di via Cavallaro, proprio sul fianco del monte Caverlero: “Sono già stati eseguiti lavori urgenti di messa in sicurezza deviando l’acqua – spiega il sindaco Mario Negro Marcegaglia – ma sarà necessario un intervento

importante”. In contrà Bertocchi terra e fango hanno occupato parte della sede stradale, mentre salendo verso contrà Rondìni il piccolo ponte al bivio per via Croce del Bosco è stato completamente sommerso dall’acqua della valle che ha addirittura eroso l’asfalto, con il pericolo di smottamenti anche consistenti. Inoltre alcune linee degli impianti di illuminazione pubblica hanno subito ingenti infiltrazioni d’acqua. “Da una prima stima i danni ammontano a circa 200 mila euro – conclude il sindaco – ma temo saranno molti di più. E siamo costretti ad aspettare un finanziamento regionale, noi non possiamo muovere un dito a causa del patto di stabilità”. Nel territorio di Crespadoro, un tratto della strada dei Meceneri è stato ostruito da una frana e lungo la carreggiata i muri a secco hanno ceduto

in diversi punti, come anche lungo la strada Pasquali-Durlo-Gaiga-San Bortolo. Lungo la strada FerrazzaCampodalbero sassi e rocce sono caduti e il manto bitumato risulta danneggiato. “Molte strade stanno cedendo – spiega il primo cittadino Giampietro Dalla Costa –. Abbiamo rimosso il materiale che le occupava, ma per interventi radicali dobbiamo aspettare la Regione. Quando si parla di strade i costi fanno presto a salire, specie in montagna”.

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Già al lavoro! di alessandra groppo

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l primo ad essere stupito del risultato è proprio lui, Matteo Ma­ cilotti, giovane avvocato 32enne che ha saputo conquistarsi il posto da primo cittadino nelle ultime elezioni comunali. “Il risultato di queste elezioni è stato davvero inaspettato – commenta il neo sindaco -. Ora sento un grande senso di responsabilità e lascerò i miei impegni lavorativi per occuparmi a tempo pieno dell’amministrazione del mio paese. Però devo dire che mi ha fatto un grande piacere che la vittoria di Nuova Chiampo abbia portato allegria e speranza in tutto il paese”. Sindaco, come è nata l’idea di candi­ darsi alle comunali? Innanzitutto chiamami Matteo e dammi del tu! Ora ho un nuovo ruolo, è vero, ma sono sempre lo stesso ragazzo

di prima. Per quanto riguarda la mia candidatura, invece, posso dire che è un sentimento cresciuto nel tempo: ho sempre sentito Chiampo la mia unica e vera casa e sognavo di portare nella mia città entusiasmo, aria nuova e uno spirito diverso. Come è stata la campagna elettorale? Sono molto fiero del lavoro svolto dalla mia squadra: grazie alle nuove tecnologie e al nostro camper siamo riusciti a conoscere meglio il nostro paese e i nostri concittadini. Quali sono i primi interventi che met­ terai in atto? Al momento Chiampo ha due grandi problemi sui quali noi amministratori ci siamo già messi in moto: le frane e la sistemazione della scuola d’infanzia di via Fogazzaro. A breve, poi, ci sarà la sagra delle ciliegie che quest’anno avrà delle importanti iniziative solidali: il ricavato del pranzo e della vendita

delle ciliegie vincitrici andranno in beneficenza. Qualcosa di nuovo su cui state già la­ vorando? Ci stiamo già impegnando per avere un comune più smart e più social. A breve, infatti, le segnaletiche del municipio saranno colorate e bilingue (italiano e inglese) per aiutare tutti i cittadini, anche quelli stranieri, ad orientarsi tra gli uffici comunali. E poi stiamo già puntando sui social network e sulle app per essere alla portata di un click. Ultima domanda… sei felice del tuo nuovo incarico? Sarò davvero contento se alla fine del mio mandato potrò, guardandomi indietro, dire di aver fatto qualcosa di positivo.

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Formaggio in piazza

18° Fantacalcio Day

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o scorso 19 maggio la “Cooperativa agricola produttori latte” di Nogarole ha festeggiato i restauri della facciata del caseificio, costruito nel 1962. È stata l’occasione per celebrare un’eccellenza del territorio, i formaggi e i latticini “Monte Faldo De.Co.”: dopo la benedizione del parroco don Eugenio e il discorso del sindaco, del presidente della cooperativa Angelo Sartori e delle autorità intervenute, i presenti hanno potuto assistere alla produzione del formaggio in piazza e assaggiare il prodotto ottenuto con un po’ di polenta calda. e.c.

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chiampo Nuova sede per Confartigianato

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enerdì 14 giugno è stata inaugurata in piazza Aldo Moro la nuova sede di Chiampo di Confartigianato Vicenza. Durante la serata è intervenuto Guido Beltramin, direttore del Centro Internazionale Studi di Architettura Andrea Palladio, su “Chi siamo e dove andiamo? Il caso Andrea Palladio, un piccolo imprenditore di successo“.

l Fantacalcio Chiampo diventa maggiorenne. Partito con otto squadre nella stagione 1994-1995, a sfidarsi quest’anno le squadre sono state addirittura 80. Sabato 25 maggio si è festeggiato il 18° Fantacalcio Day, fra sport, finale di Champions League, pizza e musica. Sempre grande l’entusiasmo e tante le iniziative, grazie all’impegno costante dei due Presidentissimi Gianfranco Lovato e Simone Bosetto. g.s.

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Il rilancio di alte ceccato di francesco gualtieri

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operazione di rilancio di Alte Ceccato è entrata nella sua fase cruciale. L’Amministrazione comunale di Montecchio Maggiore, guidata dal sindaco Milena Cecchetto, ha messo a punto una serie di interventi che rappresentano i pilastri di un più vasto progetto annunciato in campagna elettorale e portato avanti con la collaborazione del sociologo Luca Romano, delle categorie economiche, delle associazioni, dei sindacati e dei

segnamento. In merito al capitolo economia e occupazione, il programma prevede la capillare diffusione di informazioni, iniziative promozionali ed eventi di valorizzazione dei mestieri artigiani e delle attività commerciali presenti nel tessuto urbano di Alte. Valorizzare le attività commerciali significa per l’Amministrazione rendere più attrattiva la frazione. Infine la riqualificazione urbanistica, che si snoda attorno al grande progetto della bretella. Il cantiere è aperto e sta procedendo a pieno re-

Foto Stefano Perazzolo in collaborazione con Foto Cabalisti

cittadini. L’obiettivo è quello di una completa riqualificazione della frazione, che sfiora i diecimila abitanti, di cui circa il 35% è di origine straniera. Sono tre le aree di intervento: il sociale, l’economia e l’occupazione e la qualità urbana. “Il primo capitolo – spiega il sindaco – prevede l’attivazione di strumenti, reti ed eventi all’interno delle scuole di Alte, perché siamo convinti che la convivenza civile, basata sui diritti ma anche sui doveri, debba essere un punto fermo per le nuove generazioni”. Tra gli interventi va ad esempio ricordata la recente installazione nelle classi delle lavagne interattive multimediali, che introducono un nuovo e più stimolante metodo di in-

gime: secondo i programmi, l’opera dovrebbe essere terminata nel 2015. A quel punto gran parte del traffico di attraversamento sarà eliminata e la gestione dei flussi, anche quelli interni, verrà rivoluzionata. Tramite il PAT e il successivo piano degli interventi, il Comune lavorerà per riqualificare l’intero quartiere, grazie a progetti mirati e calibrati sulla base delle specifiche aree ed esigenze del quartiere. Un esempio su tutti, il condominio Monte Berico, noto per via dei numerosi residenti morosi e per diversi fatti di cronaca. Il Comune si appresta ad introdurre la vigilanza 24 ore su 24 all’ingresso del condominio, per evitare episodi di abusivismo e per controllare costantemente la struttuCorriere Vicentino |

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Tenenza dei Carabinieri: obiettivo raggiunto! Un grande passo avanti verso la realizzazione della Tenenza dei Carabinieri a Montecchio Maggiore. L’Amministrazione comunale ha raggiunto uno dei grandi obiettivi del proprio mandato, firmando con l’Ater di Vicenza la convenzione che permetterà l’affidamento dell’appalto per la futura Tenenza dell’Ovest Vicentino. La Tenenza nascerà dall’ampliamento dell’attuale caserma di via Salvo D’Acquisto e comporterà l’aumento del numero dei militari in servizio (saranno oltre 20). La convenzione è stata siglata dal sindaco Milena Cecchetto e dal presidente dell’Ater Valentino Scomazzon, alla presenza del Comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Michele Vito Sarno. L’Ater presenterà il progetto esecutivo con il relativo cronoprogramma ed entro l’anno potrebbero iniziare i lavori, che complessivamente avranno una durata di circa due anni. Nel frattempo il Comune di Montecchio Maggiore si impegnerà a trovare una sede alternativa e provvisoria per la locale Stazione dei Carabinieri. f.g. ra. “È un segnale di attenzione che intendiamo rivolgere ai cittadini: l’Amministrazione comunale vuole essere presente laddove la legalità è messa in discussione. Sarà assidua la collaborazione con le forze dell’ordine, in attesa della nuova Tenenza dei Carabinieri, che porterà in città un maggior numero di uomini e un servizio garantito anche di notte”.


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liana ha 31 anni, viene da Montecchio Maggiore ed ha da poco superato l’esame di Stato per diventare avvocato. Disoccupata, da gennaio riusciva a mantenersi grazie alle ripetizioni finchè viene assunta da un’azienda di software giuridici. Diego di anni ne ha 46, ha da sempre lavorato nel settore della concia, ma la crisi ha costretto la sua azienda a chiudere e così si è trovato improvvisamente senza lavoro. Si sente subito sconfortato da questa situazione, ma non si lascia andare. Sogna di tornare ad occuparsi di ciò che sa fare meglio. Ora lavora in conceria. Cos’hanno in comune queste due persone? Entrambe hanno trovato lavoro grazie al progetto Job Club lan-

ciato dall’Informagiovani di Montecchio Maggiore. Si tratta di un gruppo di persone che si ritrovano ogni settimana, per dieci o dodici volte, e che si aiutano a vicenda a trovare un’occupazione. Partendo dal presupposto che in Italia solo il 5% delle persone trova lavoro attraverso il curriculum mentre il 70% lo fa con il passaparola, quest’iniziativa introdotta in Italia dallo psicologo Nicola Giaconi mira innanzitutto a creare una rete di relazioni fra i membri del gruppo cercando di far comprendere meglio ad ognuno, attraverso esercizi e test, le

proprie capacità e le proprie attitudini. Una volta che si è diventati consapevoli di ciò che si è capaci di fare, cercare un lavoro diventa molto più facile. Eliana lo spiega bene: “Il Job Club mi è servito principalmente per tre cose: scrivere un curriculum più efficace, imparare a ‘vendermi’ meglio e a capire per cosa sono portata”. Il progetto dell’Informagiovani di Montecchio Maggiore è quello che funziona meglio nel vicentino: dal 28 febbraio, quando si è riunito per la prima volta, sono già stati creati e conclusi con risultati soddisfacenti due gruppi, mentre il terzo è ancora in corso. Tra i membri del gruppo ci sono persone di tutte le età e provenienti da tutta la provincia di Vicenza, a dimostrazione del fatto che si è già sparsa la voce sull’efficacia del progetto.

Sul palco delle finali di jacopo xompero

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redo molto nello sviluppo della creatività e nel far emergere i propri talenti”. Parola di Miriam Sorgato, insegnante dell’Istituto Comprensivo 2 di Montecchio Maggiore. Assieme a due gruppi, uno composto da ragazze tra i dieci e i diciassette anni e l’altro da ragazzi di terza elementare, è arrivata a Grosseto, alle finali del premio Giorgio Gaber: concorso internazionale teatrale riservato ai giovanissimi. “Facevo un corso di drammatizzazione libera a Piano infinito con le ragazze più grandi - racconta Sorgato - e un giorno sono state le stesse ragazze a proporre l’idea di scrivere un pezzo teatrale, nel quale ognuna ha dato il proprio contributo scegliendosi il personaggio da interpretare. Il copio-

ne è rientrato tra gli 80 progetti scelti dalla Fondazione Gaber su 400 che erano stati proposti”. Di cosa tratta il copione? Si parla di tutti gli stereotipi di bellezza che il sesso femminile insegue nel mondo d’oggi. Mentre con i ragazzi più piccoli? Questo progetto è nato in classe e abbiamo cercato di portare in scena il tema dell’integrazione. Abbiamo preso spunto dalle “sorelle” di Cenerentola sparse nel mondo al fine

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di creare un dialogo tra culture profondamente diverse, ma forse non troppo. L’entusiasmo dei ragazzi è stato travolgente e ha contagiato anche i genitori. Un ringraziamento va al Gruppo Donatori Sangue che ci ha dato un contributo per la trasferta a Grosseto. Ma si è raggiunta la vittoria? Ancora non lo sappiamo, ma abbiamo ricevuto tanti complimenti perché ognuno è riuscito a mettere un pezzo di sé nel progetto”.


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4 microbacini per il Rodegoto di lisa masiero

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l Rio Rodegoto è da sistemare: dopo l’esondazione del 16 maggio scorso, non si può perdere tempo. Per questo motivo, il 4 giugno, le Amministrazioni comunali di Zermeghedo, Montorso, Montebello e Arzignano, assieme ai rappresentati delle categorie economiche, si sono incontrate a Montebello. Durante la riunione, è stato l’ingegner Alberto Marchetto, su incarico del Comune di Zermeghedo, a ricostruire la dinamica della tracimazione del Rodegoto. “Il Rio Rodegoto è considerato un fiume minore. In realtà è l’unico corso d’acqua ricettore per la zona che va dalla collina alla fascia della Valchiampo, ed inoltre parte grande a Ponte Cocco e arriva piccolo a Montebello, mentre dovrebbe essere il contrario. Nello studio realizzato per il PATI, per renderlo più sicuro, era stata indicata la realizzazione di quattro aree golenali, una in zona Perosa a Montebello, e tre a Montorso: nell’area agricola adiacente alla zona industriale di Zermeghedo, a valle di via Da Porto e tra via IV Novembre e via Villa. Si tratta di bacini che non superano i 100.000 metri cubi d’acqua ciascuno e per i quali l’altezza dell’acqua è sotto il metro. Trattandosi di microbacini è possibile snellire la procedura delle autorizzazioni per la loro realizzazione e sono contenuti anche i tempi di svuotamento. Va detto inoltre che si tratta di aree agricole coltivabili e che potranno continuare a rimanere tali”. I Sindaci sono tutti concordi sulla necessità di realizzare il progetto, come ci spiega Diego Zaffari: “La nostra volontà è di procedere velocemente alla progettazione. Per questo a breve ci saranno incontri tra i sindaci dei Comuni interessati e i responsabili

del Consorzio Alta Pianura Veneta, al fine di individuare le aree più adatte, confrontandoci con i proprietari. Non c’è alcuna volontà di creare danni ai privati, anche perché gli allagamenti saranno temporanei e limitati”. Giuseppe Castaman, sindaco di Zermeghedo aggiunge: “Dobbiamo fare i conti con una realtà critica dal punto di vista idraulico, data la forte industrializzazione degli anni 70. La volontà da parte delle Amministrazioni comunali e del Consorzio, a cui spetta la competenza sul Rio Rodegoto, è di procedere con il progetto delle aree golenali e di bonifica del corso d’acqua”. Mentre Fabio Cisco, sindaco di

Montebello sottolinea: “Per reperire i fondi chiederemo alla Regione, al Ministero dell’Ambiente, e in ambito comunitario”. L’assemblea del 4 giugno si è chiusa con la redazione, da parte di tutti i presenti, di un documento unitario per attuare questo progetto nel più breve tempo possibile, come ci ha confermato al telefono Antonio Nani, presidente del Consorzio Alta Pianura Veneta: “A queste piogge così abbondanti, un tempo considerate eventi straordinari, ci dobbiamo purtroppo abituare, e, di conseguenza, preparare, mettendo in sicurezza le zone a rischio di allagamento”.

Bacino Villa

Tra via IV Novembre e via Villa, Montorso

Bacino Da Porto

Via Luigi Da Porto, Montorso

Bacino Galvani

Area agricola adiacente alla zona industriale di Zermeghedo, Montorso

Le golene Sono dei microbacini di laminazione realizzati in aree già depresse, che vanno sagomate morfologicamente a forma di catino in modo che raccolgano le acque e poi le restituiscano al Rio Rodegoto a valle e con uno sfasamento temporale.

Corriere Vicentino |

36 | Ovest Vicentino

Bacino BL1 Zona Perosa, Montebello


montebello

Abbiamo perso tutto “V erso mezzogiorno, un fiume di acqua, fango e melma è entrato nel cortile. In mezz’ora ha invaso l’intero stabilimento. Quando la melma mi arrivava alle ginocchia, mio marito Fabio è venuto a recuperarmi: la porta dell’ufficio era bloccata dal fango, e sono dovuta scappare dalla finestra”. Il racconto di Silvia Santolin è intenso: il 16 maggio il Rio Rodegoto ha tracimato in via Lungochiampo, allagando anche la sua ditta, la Sa.mec marmi. Durante la notte il livello dell’acqua è arrivato a 1,30 metri, e ha sommerso tutto: l’ufficio, il reparto produzione, le auto, il camion, i marmi. Il giorno successivo c’erano

ancora 40 cm di fango da togliere. La Protezione Civile di Montecchio è intervenuta con la motopompa e, in sei ore, ha aspirato circa 200.000 litri d’acqua. Sabato 18 maggio, in ditta sono arri-

vati parenti, amici e sconosciuti per aiutare la famiglia a ripulire. “Ho passato tre notti a non dormire, piangendo e basta - ci ha confessato Silvia - ma non posso arrendermi: ho due bambine piccole a cui pensare. Fortunatamente, nessuno si è fatto male,

ma quest’azienda l’hanno creata i miei genitori con i risparmi di una vita. Mai una vacanza, mai un sabato libero, mai una domenica di riposo: tutto questo per dare un futuro a me, a mia sorella Monica e alle nostra famiglie. Nonostante la crisi, era una ditta sana, che ha sempre pagato tutti i conti alla fine del mese. E adesso abbiamo perso tutto”. Ora Silvia sta cercando un modo per ricominciare ed è diventata la referente delle aziende danneggiate: “Ci servono finanziamenti a tasso agevolato a fondo perduto. Vedremo se le istituzioni ci aiuteranno. La Confartigiato si è già mobilitata per sostenerci”. Anche il Comune ha avanzato la richiesta dello stato di calamità. l.m.

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La più votata dai brendolani di Giorgio gambin

L

e recenti elezioni comunali a Brendola hanno segnato due primati: il primo è il trionfo della civica che ha confermato il sindaco uscente Renato Ceron con uno schiacciante 62,79%, la percentuale più alta di tutto il vicentino. Record nel record è però la quantità di voti rastrellati dalle quote rosa, prima tra tutte Barbara Tamiozzo, già assessore nella passata amministrazione, che ha ricevuto il maggior numero di preferenze personali in assoluto, ben 458. Sempre donna anche la seconda classificata per preferenze, Miranda Fago della lista Brendola Civica 2.0, con 287 voti, che siederà all’opposizione. Ottimo risultato anche per Alessia De Santi, sempre della lista Ceron, che ha portato a casa 173 preferenze. Abbiamo commentato assieme a Barbara Tamiozzo questo boom. Era un risultato atteso? È stato un grande successo personale ma sinceramente non mi aspettavo un numero di preferenze così alto. Come mi ha insegnato il sindaco, abbiamo iniziato la nostra campagna elettorale dall’aprile del 2008, lavorando sempre sodo,

mettendo al centro il bene comune, sapendo compiere anche scelte impopolari. Brendola è ricca di idee che vanno valorizzate e penso che la gente abbia creduto anche in questo. Un vero e proprio trionfo delle quo­ te rosa… Sicuramente la legge elettorale con la doppia preferenza ha avvantaggiato le poche donne presenti, che nelle liste erano in numero esiguo non certo per una mancata volontà di dar loro spazio, ma per la reale difficoltà di trovare candidate che si mettessero a disposizione. Ma sono convinta

conta è l’intelligenza e la voglia di fare, a prescindere dal genere. Ci sono in cantiere progetti specifici dedicati alle donne per il prossimo periodo amministrativo? Abbiamo iniziato ormai da cinque anni un bel percorso dedicato alle donne in occasione della nostra festa e dobbiamo continuare verso questa direzione. Per il resto credo che qualsiasi attività che vada a favore delle famiglie, della cultura e della pubblica istruzione sia diretta ad aiutare la figura femminile nella nostra comunità. Mai immaginato una giunta tut­ ta al femminile? No e sinceramente non credo funzionerebbe, è sempre necessario un giusto equilibrio tra intelligenza maschile e intelligenza femminile.

Non mi piacciono le quote rosa che anche senza tale aiuto il successo rosa sarebbe stato assicurato, visto che la qualità delle candidate in tutte le liste era sicuramente da premiare. Qual è il valore aggiunto che la presenza femmi­ nile porterà all’ammi­ nistrazione? Sinceramente non lo so, credo che non sia questione di genere ma di persona. Non mi piacciono le quote rosa perché sono convinta che non ci sia valore aggiunto nell’inserimento forzato di una donna qualsiasi, quello che

Lista SCEGLI PER BRENDOLA CERON 62,79% - 2.270 voti Lista BRENDOLA CIVICA 2.0 31,09% - 1.124 voti Lista MOVIMENTO 5 STELLE 6,11% - 221 voti Preferenze BARBARA TAMIOZZO

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Speciale salute Non c’è che dire: durante questa primavera il sole si è fatto davvero desiderare. I meteorologi però assicurano che l’estate arriverà calda come sempre. Non c’è dubbio quindi che gli appassionati della tintarella non perderanno la prima buona occasione per sdraiarsi al sole e rifarsi del tempo perso. Proprio per questo però occorre fare ulteriore attenzione e non esagerare: il sole fa bene, aumenta le difese immunitarie e la produzione di vitamina D, a patto che ci si esponga in maniera coscienziosa e con alcuni semplici accorgimenti.

mai senza Protezione Oltre ad evitare l’esposizione diretta durante le ore più calde del giorno (dalle 11 alle 16), è bene fare sempre uso di un’adeguata crema protettiva, con filtro solare da scegliere secondo la propria carnagione. La protezione andrà sempre spalmata qualche minuto prima di mettersi al sole, e il potere filtrante potrà essere ridotto progressivamente dopo che la pelle avrà iniziato a prendere colore. Esistono prodotti specifici per viso, collo e labbra, zone in cui la pelle è molto più delicata e richiede attenzione particolare. Su eventuali cicatrici bisogna applicare una crema a protezione totale, per evitare la formazione di macchie chiare o scure permanenti. Infine, dopo una giornata al sole si consiglia sempre di utilizzare un doposole specifico per lenire la pelle e prolungare l’abbronzatura.

Nei sotto controllo L’eccessiva esposizione al sole, se effettuata nei modi sbagliati, può causare lesioni cutanee come eritemi o ustioni, che se ripetute nel tempo possono rivelarsi decisamente pericolose per la salute. L’insorgenza di patologie come il melanoma può avvenire sia su una porzione di cute sana sia sui nei, che negli individui maggiormente affetti andrebbero sottoposti a controlli dermatologici almeno una volta ogni 3 anni. Controlli periodici prima dell’esposizione solare andrebbero effettuati anche dai fototipi più sensibili (gli individui dalla carnagione più chiara).

Occhio all’occhiale Non molti sanno che anche i nostri occhi sono soggetti ai danni causati dal sole: la sottile membrana che ricopre la cornea può ustionarsi esattamente come la pelle, provocando forte bruciore e arrossamento, che spesso si comincia ad avvertire anche a diverse ore di distanza dall’esposizione. Il rischio aumenta quando ci si trova in spiaggia, circondati da superfici altamente riflettenti come acqua e sabbia chiara. La cosa migliore da fare è dunque utilizzare sempre degli occhiali da sole con lenti di qualità, dotate di filtro UV. Da evitare assolutamente l’occhiale da sole economico acquistato dall’ambulante direttamente sulla spiaggia.


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sole e sport Chi pratica attività sportiva sa che l’allenamento regolare non andrebbe interrotto d’estate. Quando il caldo si fa africano però, per molti la tentazione di evitare la gran sudata è forte. Che fare? La risposta non può che essere una: bisogna continuare ad allenarsi! I motivi sono molteplici, come il fatto che un’interruzione improvvisa dell’allenamento può provocare aumenti di peso e una generale perdita di tono muscolare. Allenamento sì, ma con alcuni importanti accorgimenti.

Leggeri a tavola La dieta per una buona pratica sportiva va curata con attenzione: bisogna preferire cibi semplici e di facile digestione e assimilazione. Inoltre bisogna pre-

ferire gli zuccheri a basso indice glicemico, che non inducano grandi sbalzi nella glicemia.

Tanta acqua La sudorazione è il meccanismo più efficace che il nostro corpo utilizza per disperdere calore. Con il sudore però se ne vanno anche importanti quantità di sali minerali, che perciò devono essere assolutamente reintegrati durante l’attività sportiva, anche bevendo piccole quantità di acqua ogni 15 – 20 minuti. Un’altra buona fonte di sali e acqua è la frutta fresca.

Il sole non perdona Come la tintarella, anche l’attività sportiva non dovrebbe collocarsi nelle ore più calde della giornata, altrimenti si rischia il cosiddetto colpo di calore, che porta sintomi molto simili a quelli dell’insolazione: nausea, mal di testa, sete e respiro affannoso. Ricordate sempre di utilizzare una protezione solare anche per gli sport all’aperto se non volete rimediare una bella scottatura. Infine, da evitare per l’allenamento anche gli orari serali con la scusa delle temperature più basse: il rischio è quello di compromettere la qualità del sonno notturno.

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Troppo spesso la voglia di godersi la bella stagione con l’arrivo dei primi caldi ci spinge a trascurare l’alimentazione. Con poca voglia di mettersi ai fornelli ecco che arrivano piatti precotti, snack, gelati confezionati, affettati e formaggi, pizze. A lungo andare però un’alimentazione di questo tipo rischia di accentuare i disturbi dovuti al caldo, come pesantezza, cattiva digestione e sonnolenza. È indispensabile perciò introdurre cibi ricchi di liquidi e sali minerali, per compensare la sudorazione nei periodi più caldi. È raccomandabile ridurre l’assunzione di cibi ricchi di sale come pane, crackers, grissini, salatini, olive patatine e cibi in scatola. È necessario bere almeno un paio di litri d’acqua al giorno, limitando le bibite troppo zuccherate, caffè e alcolici. I soggetti più a rischio di disidratazione sono i bambini e gli anziani. I primi hanno una maggiore difficoltà, rispetto agli adulti, nel disperdere il calore corporeo. Negli anziani invece lo stimolo della sete si attenua: è necessario sollecitarli a bere più volte durante la giornata, anche se non ne sentono il bisogno. Nella borsa frigo da portare in spiaggia o durante un’escursione non dovrebbero mai mancare frutta e verdure crude, anche sottoforma di frullati, centrifughe o succhi. In questo la stagione ci aiuta, offrendo la frutta più gustosa dell’anno, e la più ricca di vitamine, che aiutano anche a migliorare l’abbronzatura. Eccone alcune tra le più adatte a vivere un’estate sana e gustosa. Le albicocche sono un’ottima fonte di minerali e vitamine, così come le pesche, gustose ma leggerissime. Entrambe possono essere consumate liberamente. Nespole e prugne invece contengono molta acqua e fibre, in grado di regolare le funzioni intestinali senza irritazioni. Corriere Vicentino |

Melone e anguria

sono tra i frutti con il maggior contenuto di acqua, leggeri e rinfrescanti, e ricchi di sali minerali. Sono ottimi anche nelle diete disintossicanti grazie alla loro azione diuretica.

Le ciliegie sono frutta eccezionale durante i mesi estivi: molto saporite, sono pratiche da consumare e contengono grandi quantità di antiossidanti.

I frutti di bosco sono un’altra tipologia di frutto fortemente indicata durante l’estate. Sono consigliati soprattutto a chi soffre di gonfiore e pesantezza alle gambe. Ricchi di flavonoidi, hanno grandi proprietà antinfiammatorie, migliorano l’elasticità di vene e capillari, favorendo la circolazione.

42 | Speciale Salute


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estetica L’arrivo dell’estate segna anche il ritorno della tanto temuta “prova costume”. È in questo periodo che moltissime persone scelgono di rivolgersi ad un chirurgo estetico per i rimedi dell’ultimo minuto. Eppure l’estate è proprio il periodo meno indicato per sottoporsi ad alcuni interventi estetici, poiché il sole è nemico di cicatrici, anche piccole, e pelle ipersensibilizzata da terapie laser. Esistono però molti trattamenti meno invasivi che possono essere effettuati anche nel periodo estivo. Il Laser Lipolisi viene utilizzato per sciogliere gli accumuli di grasso, non crea cicatrici e il gonfiore che provoca si riassorbe in tempi molto rapidi. Via libera anche per le iniezioni di botulino, acido ialuronico e filler in generale, che se effettuate da un medico esperto non hanno controindicazioni e permettono una ripresa immediata delle normali attività.

Anche la mesoterapia, che prevede l’iniezione di farmaci anticellulite tramite aghi sottilissimi si presta ad essere utilizzata in estate. Esiste poi l’analoga scleroterapia, che serve invece per trattare i capillari più visibili e antiestetici delle gambe, con iniezioni di acqua salata concentrata sterile. La cosa più importante è ricordarsi che tutti gli interventi estetici, anche se poco invasivi, non vanno presi alla leggera, per cui bisogna sempre affidarsi ad un professionista qualificato.

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Quando si dice la sfortuna... del centro. Nel primo pomeriggio di lunedì i sono periodi una ragazza minoin cui la svenrenne è stata investita tura sembra con il suo motorino volersi sfoda un’auto mentre gare con gli uomini, affrontava la rotatoria concentrando nel di via Circonvallatempo e nello spazio zione che si trova di una serie impressiofronte al cimitero. Per nante di eventi funecurare le gravi lesioni sti. A Lonigo questa riportate nello scontro triste coincidenza si la ragazza è stata riè verificata lo scorso Rotatoria di coverata all’ospedale mese, nei pochi giorni via Circonvallazione di Arzignano dove, compresi tra lunedì 13 anche grazie alla gioe venerdì 17 maggio, due numeri poco vane età, si sta riprendendo. allegri ai quali di solito si abbinano i do- Due giorni dopo, a pochi metri di divuti scongiuri. stanza, uno scooterista è finito a terra dopo aver urtato in fase di sorpasso SCONTRI IN CENTRO un’auto che stava svoltando a sinistra. Tre incidenti stradali sono accaduti Soccorso dopo quasi mezz’ora, nononel volgere di poche ore sulle strade stante l’ospedale si trovi a trenta metri

di Lino zonin

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Lonigo Grido d’allarme dal Santuario

lonigo Elisabetta, grinta da vendere sarego Sociale: già 50 richieste d’aiuto da inizio anno san germano Zanella bis: inizia una nuova avventura

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Noventa Artur, una storia da premio

Via Cesare Battisti dove è avvenuto l’incidente

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sossano Alla riscoperta del patrono

barbarano Pro loco Ponte: cambio al vertice Scooterista investito in zona Circonvallazione

Corriere Vicentino |

46 | Area Berica


Un camion di bottiglie vuote si rovescia sulla superstrada almisanese

dal luogo dell’incidente, al motociclista è stata riscontrata la frattura di un femore. Più drammatico l’esito di un altro incidente accaduto solo qualche ora dopo in via Cesare Battisti. Un pensionato che stava accingendosi ad attraversare la strada è stato investito in pieno da un’auto e ha riportato delle gravissime lesioni. Dopo essere rimasto a lungo sull’asfalto in attesa di un’ambulanza, il ferito è stato accolto al reparto rianimazione dell’ospedale di Vicenza. La gravità del trauma cranico

riportato nell’impatto con il parabrezza dell’auto ha reso fin da subito precarie le condizioni dell’uomo, il quale è deceduto due settimane dopo. VETRI SULLA STRADA Solo tanta paura, invece, per la donna che il 16 maggio, durante una delle tante bufere di vento e pioggia che ci hanno rovinato la primavera, si è vista finire addosso addirittura una camionata di bottiglie vuote. È accaduto sulla superstrada almisanese, nella rotatoria

C’è un problema ambulanze?

che porta al centro della frazione. Un autocarro pieno di rottami di vetro che stava rifornendo il vicino stabilimento della Saint Gobain, si è capovolto rovesciando alcune tonnellate di bottiglie addosso alla Renault che stava sopraggiungendo in senso opposto, alla guida della quale, guarda caso, c’era proprio un’operaia della vetreria. Solo panico, per fortuna, e nessun ferito. E la speranza che una settimana così nera non capiti più.

“Si è trattato solo di un insieme di circostanze sfortunate - ci spiega il primario Federico Politi, direttore del SUEM 118 di Vicenza -. Il numero di mezzi e di personale necessario viene deciso dalla Regione in base alle valutazioni delle chiamate e degli interventi annui. Il territorio di Lonigo è ben servito, più dell’asse che gira attorno a Vicenza, per esempio. I problemi sono sorti in seguito a una situazione fuori dall’ordinario: se nel corso di una o più giornate una serie di eventi si concentrano in una stessa area, è chiaro che le difficoltà siano maggiori. Ma i mezzi e il personale in dotazione sono calcolati in anticipo riferendosi alle medie annue. Chiaro che se ci regalassero qualche ambulanza in più non ci tireremmo indietro, ma con i tempi che corrono non possiamo lamentarci della nostra situazione”.


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Santuario: grido d’allarme di STEFANO CANOLA

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e ne interessano studiosi di Cambridge, una conferenza di esperti mondiali a New York e perfino nella lontana Russia, un tempo patria dell’ateismo. Il Santuario della Madonna dei Miracoli e la sua preziosa raccolta di tavolette ex voto non hanno mai avuto un risalto internazionale come ora, dopo secoli di grande attrazione per i fedeli di mezza Pianura Padana e il successivo oblio. E dimenticati lo sono ancora dai fondi pubblici, che servirebbero come ossigeno per un restauro indilazionabile, soprattutto per la facciata Sud che si sta sgretolando. Il grido d’allarme è stato lanciato dal Comitato (creato ad hoc nel 1985 e promotore dei primi interventi di recupero sul finire degli anni Ottanta), che ha fotografato nell’incontro del 19 maggio scorso lo stato dei fatti e invitato tutti a contribuire con idee e proposte utili per raccogliere finanziamenti (scrivere a restaur@madonnadeimiracoli. org). “È la chiesa più bisognosa di lavori del-

le dieci esistenti nel Comune di Lonigo ed è l’intera città che deve averne cura, non solo la Parrocchia della frazione – ha ricordato il sindaco Giuseppe Boschetto nelle vesti di presidente del Comitato -. Il Santuario fa memoria di uno dei pochi miracoli riconosciuti dalla Chiesa e, anche se il momento non è dei migliori, non possiamo stare a guardare”. “L’intera struttura ha bisogno di manutenzione, ma nell’immediato bisogna occuparsi della facciata, dalla quale nel 2007 sono caduti pezzi di un kg e che il terremoto del 2012 ha ulteriormente indebolito – la spiegazione dell’esperta

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d’arte Simona Tozzo -. La facoltà d’ingegneria di Padova ha monitorato la situazione per l’aspetto statico, servono poi qualità assoluta e competenze specifiche per l’intervento di recupero. Abbiamo presentato un progetto in Sovrintendenza, l’approvazione dovrebbe essere prossima”. Le cifre ufficiali usciranno nel prossimo incontro pubblico, ma non si dovrebbero scostare molto dai 100mila euro per questa prima tranche. “Bastano pochi minuti e anche dal turista più superficiale traspaiono stupore e ammirazione percorrendo le navate e guardando gli affreschi, quasi sentisse le vibrazioni delle moltitudini che l’hanno preceduto – racconta Nico­ letta Nicolin, docente ed infaticabile divulgatrice -. Il Santuario è uno straordinario biglietto da visita per il nostro territorio, per il suo valore artistico che ha segnato l’avvio del Rinascimento in provincia. La raccolta delle tavolette ex voto è tra le più importanti d’Italia: poche altre possono vantare pezzi antichi di 500 anni”.

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Grinta da vendere Catechesi di lino zonin

“S

ono convinta che il futuro si costruisca prima di tutto con la consapevolezza del presente”. A pronunciare una frase così carica di significato non è un pensoso filosofo ma una ragazza di 22 anni, Elisabetta Dugatto, che commenta in questo modo la sua singolare esperienza di crescita. Elisabetta vive a Torino e vuole diventare una ballerina professionista. Stare lontano da casa e allenarsi per 7 ore al giorno dedicando i fine settimana alle esibizioni non è facile ma la serietà e la grinta con cui affronta l’esperienza rappresentano di per sé una garanzia di successo. “Danzo da quando avevo 8 anni - racconta Elisabetta, che come tante altre ragazzine ha debuttato sulla scena con il saggio di fine anno al teatro Comunale -. Poi, dopo due anni di superiori a Vicenza, ho completato gli studi a Castelfranco Veneto alla scuola di danza Il Balletto diretta da Susanna Plaino. Danza e studio lontano da casa, una faticaccia che mi sono cercata e per la

quale non finirò mai di ringraziare i miei genitori”. E finita la scuola? “Ho cercato un lavoro, come fanno, tra mille difficoltà, tutti i ragazzi della mia età. Sono stata scritturata per una stagione dal Balletto di Milano con il quale ho girato una quantità di teatri vivendo un’entusiasmante esperienza da professionista. Peccato che è durata poco”. Adesso sei a Torino. “Sto seguendo uno stage alla compagnia Egribianco danza. Anche qui si studia e ci si esercita per tutto il giorno. Per r a g g i u n g e re l’eccellenza non basta essere in forma: occorrono cognizione precisa di quello che si sta facendo e grande impegno mentale. La situazione è difficile nel campo dell’arte come dappertutto, ma voglio provarci fino in fondo con tutti i mezzi a disposizione, sudandomi ogni piccola soddisfazione e mettendoci il 100% senza riserve e rimpianti perché sono convinta che il futuro si costruisca prima di tutto con la consapevolezza del presente”.

under 6 di silvia maron

I

n un periodo di forte secolarizzazione, la Diocesi di Vicenza ha chiesto ad alcune parrocchie di sperimentare una catechesi rivolta ai più piccoli. Il parroco don Vit­ torio Montagna ci illustra l’iniziativa. Perché una catechesi per bambini in età pre-scolare? Molte famiglie non si curano affatto dell’educazione religiosa dei figli. Lo vediamo quando i bambini vengono a catechismo: la maggioranza non sa neppure fare il segno della croce. Come è stata avviata? Abbiamo preso in esame il materiale della Diocesi, ma poi si è scelto di partire dall’esperienza. Ho contattato sette coppie, tutte con bambini al di sotto dei sei anni, e un paio di nonne. In cinque incontri abbiamo fatto un inventario di tutto quello che già è praticato in queste famiglie. Aggiungendo poi altri elementi, osservati durante la benedizione delle case, è nato un opuscoletto. Quale è stata la risposta dei leoniceni? Il tempo delle illusioni è già largamente alle spalle. Ma non desistiamo. Sto utilizzando l’opuscoletto in tutte le occasioni possibili e a giugno verrà anche pubblicato sul nostro notiziario Comunità in Cammino.

La carica dei duecento per la Marcia Longa

T

ra le manifestazioni della Città dei Bambini e dei Ragazzi ecco anche la prima edizione della Marcia Longa, organizzata dai Comitati Genitori dell’Istituto Comprensivo “Ridolfi”. Domenica 26 maggio, in un mattino soleggiato, 200 scolari coi loro genitori e insegnanti si sono ritrovati all’Ippodromo per avviarsi lungo i 6 km del percorso, tra le vie del centro e i viottoli sterrati attorno alla Rocca Pisana. s.c. Corriere Vicentino |

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sarego

Già 50 richieste di giovanni salviati

Q

uasi 50 richieste solo nei primi mesi di quest’anno. Esoneri da tariffe, affitti arretrati da saldare, sfratti da evitare. 2013: anche Sarego si scopre povera. E i servizi sociali del Comune in difficoltà. “Dal 2008 – spiega il vicesindaco Manuela Luzi – i trasferimenti statali ai Comuni sono calati di circa l’80%. E a risentirne sono proprio i servizi sociali, che invece vedono aumentare le esigenze”. Non sono solo gli anziani o le famiglie straniere a chiedere aiuto. Ci sono nuove tipologie: “In municipio – fa sapere Luzi, che ha anche la delega specifica – ora bussano anche giovani coppie che fino a poco tempo fa non avevano problemi e che ora chiedono di rateizzare bollette e tassa sui rifiuti”. Nel 2012, per questo assessorato di Sa-

rego sono stati stanziati circa 20mila euro. E sul bilancio dell’anno precedente si basa la previsione per quello in corso, anche se servirebbero circa altri 10mila euro all’appello. Per questo il Comune ha lanciato la campagna per il 5x1000, che quest’anno andrà tutto a

pei e regionali – spiega Luzi – soprattutto per il problema emergente, quello del lavoro. Molta povertà ovviamente è legata alla disoccupazione, ed esistono strumenti che sono sottosfruttati. Come il bando europeo per la cittadinanza attiva. O l’accordo stipulato dalla Provincia di Vicenza con le aziende per formazione e lavoro. Poi abbiamo affinato i controlli per vedere chi fa il furbo. C’è per questo un accordo con la Guardia di Finanza di Vicenza, che interviene a controllare quando è il caso. Alcuni cittadini ci presentano dichiarazioni “Isee” sotto i 5mila euro l’anno, o anche a zero, nelle quali risulta però l’abitazione in affitto. Allora qualcosa non torna e un controllo è opportuno”. Ultimo doloroso capitolo, quello dei minori maltrattati. “Abusi, spesso legati all’alcolismo, ci sono anche nella nostra piccola comunità e sono voluta andare di persona con l’assistente sociale a trovare certi bambini. Anche il sostegno psicologico per questi bimbi è un costo, ma il Comune ha il dovere di prendersi cura del minore in caso di disagi di qualsiasi tipo”.

Sono anche le giovani coppie a chiedere aiuto

favore dei disabili del paese. Oltre a quelle citate, la sfilza di competenze di questo assessorato è lunga: assistenza domiciliare, tutela dei minori, pasti caldi a domicilio, servizio di trasporto agevolato, telesoccorso e telecontrollo, assegni di cura e molte altre. Dunque di questi tempi bisogna ingegnarsi a reperire fondi ovunque. “Stiamo guardando tutti i bandi euro-

san germano dei berici

Una nuova avventura di francesco meneghini

I

l nuovo periodo amministrativo dopo le elezioni comunali di maggio parte all’insegna della piena collaborazione per la piccola comunità di San Germano, che alle urne ha riconfermato il sindaco uscente Alberto Zanella, che con la sua lista civica ha raccolto il 59,57% di preferenze. Sindaco, si aspettava una vittoria con uno scarto così ampio? Mi aspettavo un probabile successo alle urne, ma una differenza di quasi 20 punti mi ha piacevolmente sorpreso. Ha già formato la sua squadra?

Certo, ho riconfermato nella carica di vicesindaco e assessore esterno Antonio Crestani, assieme a Claudia Maria Cellina. Quali saranno le priorità per i prossi­ mi provvedimenti? Sicuramente la messa in sicurezza di via Chiesa e l’ampliamento della piazza

Corriere Vicentino |

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di Villa del Ferro, con un progetto che è già esecutivo, quindi dopo l’estate potremmo già appaltare i lavori. Come si preannunciano i rapporti col gruppo di minoranza? Le premesse sono ottime, avendo già creato un clima di fruttuosa collaborazione. Dopo il primo consiglio abbiamo deciso di affidare la guida delle commissioni consiliari a membri della minoranza, che hanno votato tutte le delibere e si sono astenuti durante l’approvazione del programma di governo. Inoltre finito il consiglio siamo finiti tutti al bar per brindare all’inizio di questa nuova avventura.


n o v e n ta

XXIII Rassegna Cinofila in notturna A Noventa Vicentina, sabato 6 luglio, in occasione dell’annuale Sagra di San Luigi sulla Piazza IV novembre si svolgerà il Trofeo comune di Noventa Vicentina Gran Premio Speciale per tutti gli espositori dell’Area Berica.

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Premiazioni Classe Libera Classe Giovani Classe Baby Premi gastronomici e trofei Raggruppamenti: cani da pastore e nordici - cani tipo pincher - Snauzer e Molossoidi - cani da caccia, da ferma e cani da caccia non da ferma - cani da compagnia. Best in show baby - best in show Al vincitore del best in show: Trofeo “Comune di noventa Vicentina”

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n o v e n ta

Una storia da premio di giovanni salviati

“H

o vinto semplicemente raccontando la mia storia, convinto che valga sempre la pena vivere. In qualsiasi condizione si nasca”. Non è di molte parole Artur Pastorello, ma quelle poche sono chiare e dirette. La vittoria è quella nel concorso europeo “Uno di noi. La persona umana nel cuore dell’Europa”, promosso dal Movimento per la vita. Il premio sarà, a novembre, una settimana a Strasburgo, assieme agli altri coetanei vincitori di tutto il continente, con visita alla città e soprattutto al parlamento europeo. Studente di seconda dell’Istituto Agrario “Trentin” di Lonigo, Artur è un sedicenne di origine armena, adottato assieme alla gemella dalla famiglia Pastorello di Noventa. Queste le prime righe del lavoro con cui ha vinto il concorso: “Devo essere felice ogni giorno della mia vita perché mia madre mi ha fatto nascere,

mi ha voluto mettere al mondo. Poteva anche non farlo, visto che bastava cercare chi l’avrebbe aiutata ad abortire. Io sono nato in Armenia e l’aborto in quel paese non è legalizzato però come in ogni posto del mondo esistono centri clandestini dove si pratica l’aborto in maniera veloce e riservata. Se mia madre avesse deciso di abortire qualcuno avrebbe accolto la sua richiesta e nel giro di un’ora io non sarei più esistito: il mio corpicino insieme con quello di mia sorella, perché io sono gemello, sarebbe stato smaltito come materiale di rifiuto dentro alle immondizie.” Artur, dove sei nato? In Armenia o forse in Russia, da genitori armeni. Poi, mi è stato detto per ragioni economiche, subito sono finito, assieme a mia sorella, nell’orfanotrofio della città armena di Vanazor. Siamo vissuti lì per quasi 11 anni, assieme a un centinaio di altri bambini. Come è avvenuto il contatto con i tuoi genitori adottivi? Per ben 5 anni hanno trattato la mia adozione senza che io ne sapessi nulla.

Gli studenti del Trentin fanno incetta di premi

Un giorno, il direttore mi chiese se l’idea mi piaceva, ma io ero perplesso di fronte a un cambiamento così brusco. Poi, un giorno d’estate ce li hanno presentati. È stato molto bello incontrare una coppia felice di accoglierci. Sentivo la mancanza del calore di una famiglia, che è una cosa grandissima. Ci abbiamo pensato per un mese, poi sono tornati a prenderci. Come sono stati i primi tempi a No­ venta? Tutto è successo molto in fretta. Siamo arrivati il 22 agosto del nostro undicesimo anno di età, senza sapere una parola di italiano, e senza aver mai imparato a leggere e scrivere. A settembre abbiamo iniziato la prima media. Le prime settimane comunicavo con i miei genitori a gesti. Ma ogni gesto era accompagnato da un sorriso d’intesa e d’affetto, e quel periodo è stato bellissimo e divertente. Quali sono state le differenze maggio­ ri rispetto all’orfanotrofio? Là non avevo obiettivi precisi, vivevamo alla giornata. Ora li ho, grazie anche all’appoggio della mia famiglia, e non mi annoio mai a differenza di tanti miei coetanei. Ho imparato che vivere è meraviglioso. Anche chi nasce svantaggiato può avere delle vittorie. Bisogna saper aspettare con fiducia.

Quando sono motivati, i ragazzi sanno dare il meglio di sé, e sorprendere. Quella che si è verificata nelle ultime settimane di scuola all’Istituto Agrario “Trentin” di Lonigo, è una straordinaria concentrazione di studenti che hanno scalato i primi posti in concorsi nazionali e addirittura europei. Assieme ad Artur Pastorello a Strasburgo per una settimana andrà anche una ragazza di terza, Alessia Ridolfi. Giovanni Gagliardo, invece, con la sua preparazione ha guadagnato il secondo posto nella gara nazionale fra gli Istituti Agrari italiani. Due compagni di classe di un’altra terza si sono affermati nel concorso provinciale promosso dal neonato Centro Anti Violenza di Vicenza per dotarsi di un logo e di materiale comunicativo. Andrea Bressan è arrivato secondo nel progetto del logo, dietro un’intera classe quinta di un istituto grafico, e Anna Biondaro è arrivata quarta, ma con un lavoro che a nostro modesto avviso può facilmente essere scambiato per una composizione di arte contemporanea, tanta è la forza e l’originalità comunicativa dell’opera. g.s.

Corriere Vicentino |

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sossano

Alla riscoperta del patrono di federico tosato

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robabilmente la stragrande maggioranza dei credenti ha soltanto sentito nominare il francese San Teobaldo di Provins; e forse non sono molti nemmeno i sossanesi che saprebbero spiegare perché questo sia il patrono del paese. Il santo dei conciatori e dei carbonai è legato a doppio filo a Sossano, poiché proprio qui, nell’allora bosco di Sajanega, è morto nella metà del 1066 – verosimilmente di lebbra –, ponendo fine al suo lungo peregrinare, iniziato appunto a Provins, nella Champagne. In paese la gente lo onorava e i preti di Vicenza, resisi conto in fretta dell’altissimo modello che hanno di fronte, lo fecero canonico della Cattedrale; fu inoltre uno degli ispiratori della riforma di Gregorio VII. La processione che spostò il corpo da qui sino alla stessa Cattedrale, pare sia

stata seguita, oltre che dal popolo maschile e dalle donne, anche dai guerrieri e a soli sette anni dalla morte, papa Alessandro II lo proclamò Santo. Per il prossimo 30 giugno, giorno della sua morte, è stato organizzato un pellegrinaggio al romitorio in Sajanega a lui dedicato, insieme a Beniamino Pizziol, vescovo di Vicenza e alla diocesi. In occasione dell’evento l’Unità pastorale – insieme ai Comuni di Sossano e Orgiano – ha organizzato alcuni appuntamenti, l’ultimo dei quali, in programma la sera del 28 giugno, sarà il concerto “Dalle antiche alle moderne prassi” con la corale del paese. Dallo scorso aprile si sono svolte, inoltre, diverse conferenze: Monsignor Sinibaldi, direttore dell’Ufficio diocesano Pellegrinaggi, ha discusso dell’attualità proprio del pellegrinaggio, Monsignor Baldan, docente di teologia al Seminario di Vicenza, ha presentato una rela-

zione sui Santi locali, Monsignor Gasparini, direttore del Museo diocesano vicentino, ha lavorato intorno al Concilio Vaticano II, mentre Alberto Cogo, autore del volume “In viaggio con San Teobaldo di Provins”, si è soffermato sulla sua figura. Il papa ha indetto l’Anno della Fede, invitando ad attualizzare la testimonianza dei Santi locali: periodo più opportuno per pregare, ricordare e far conoscere la figura del nostro patrono, davvero non la si sarebbe potuta trovare.

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barbarano

Cambio al vertice

di silvia maculan

U

n’associazione che è una fucina di idee ed azioni. Nata negli anni 70, la Pro Loco Ponte rimane uno dei gruppi più vivi ed attivi dell’area berica. Fautori di numerosi eventi, tra cui la sagra del Redentore, famosa per i suoi fuochi d’artificio, quest’anno dopo otto anni ha cambiato il proprio direttivo. “Sicuramente continueremo il percorso intrapreso - affferma il nuovo presidente Franco Galvanin -. Le prospettive future rispecchiano questi anni di lavoro, anche se vorremmo puntare sempre di più sul volontariato e sull’aggregazione. Contiamo 350 iscritti, di cui 250 sono volontari attivi. La nostra intenzione è quella di avvicinare sempre più giova-

ni, anche se è già presente un gruppo di attivi, e di allargare le manifestazioni al sociale”. I progetti per l’estate 2013? Purtroppo il maltempo ci ha fatto saltare la Magnacurta di maggio, ma abbiamo molte nuove idee per il 2014. Il 22, 23 e 24 giugno ci sarà l’evento Panino Onto, dedicato ai giovani, con contest musicale e serata di punta il sabato che vedrà la presenza degli Ostetrika Gamberini e Timothy Cavicchini, proveniente dal programma Rai The Voices. Per la sagra del Redentore, la terza domenica di luglio, ci saranno delle novità: la Rievocazione Storica prevede un mix di proiezioni e duelli con spade, danze medievali e settecentesche, un’area giovani con dee-jay e serate alternative e il sabato sera scuole di ballo della zona.

orgiano Terzo quaderno: tocca alle associazioni

O

rgiano nei ricordi del cuore, terzo quaderno. Dopo il primo dedicato ai personaggi del paese e il secondo al territorio, in quest’ultima pubblicazione l’autore Dino Pedrina si sofferma sulle associazioni e attraverso la loro storia narra la storia di Orgiano e dell’Italia. “Ho voluto raccontare le associazioni perché rapresentano il motore dell’aggregazione” - spiega Pedrina. E qui le associazioni ci sono tutte, quelle sportive e quelle attive nel sociale, raccontate soprattutto attraverso le immagini tratte dall’archivio personale dell’autore o messe a disposizione dai cittadini. Intanto Pedrina ha già in mente il quarto quaderno: il centenario dello scoppio della Grande Guerra alla quale presero parte una sessantina di orgianesi. n.m. Corriere Vicentino |

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Ultime sulla cava

D

opo vent’anni di progetti presentati ma anche bocciati e una sentenza negativa da parte del Consiglio di Stato, lo scorso marzo un’altra sorpresa: la Commissione Tecnica della Provincia ha dato un parere favorevole alla cava di Monticello, rimandando la decisione finale alla Regione. Sconcerto e disapprovazione tra il Sindaco e gli Assessori Comunali, in un comune, quello di Barbarano, nel quale tutte le amministrazioni si sono sempre schierate contro. Una proposta però arriva dal Comune: l’acquisto del pezzo di Monticello per un totale di 500.000 euro. “Commercialmente questo terreno vale un decimo - spiega il sindaco Roberto Boaria -. In realtà la prima proposta che avevamo fatto è stata nel dicembre 2011, ma Giulio Thiene & C. s.a.s. ha rifiutato. Abbiamo poi ribadito la proposta nell’ultimo comitato provinciale di quest’anno. I fondi sono disponibili: 400.000 euro arriverebbero da alcuni confinanti privati, mentre venderemo un immobile comunale per recuperare gli altri 100.000. Ovviamente se ci sarà esito favorevole per il Comune la proposta decadrà”. Chi vivrà, vedrà. s.m.


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calcio

sport

ArziChiampo ora l’eccellenzA

di stefano testoni

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tagione da incorniciare per l’ArziChiampo del presidente Lino Chilese che, dopo un avvio stentato con un solo punto nelle prime quattro partite, ha inanellato una serie record di vittorie consecutive macinando punti e gioco e superando tutte le dirette concorrenti fino alla festa finale: Eccellenza! Una rincorsa da applausi per il team affidato in corso d’opera a mister Paolo Beggio, che ha saputo spronare i giocatori fino all’ultima sfida, con la conquista del titolo regionale di categoria. Unico neo della stagione, se così si può dire, il ko nella finalissima di Coppa Veneto. La vittoria in Promozione e la festa sono ormai parte di un passato indelebile, che ha aperto la porta ad un futuro che rivedrà le formazioni di Arzignano e Chiampo nel massimo campionato regionale. Chilese tira le somme della stagione e punta dritto al domani. “Il cambio tecnico in autunno ha dato la scossa giusta a tutto l’ambiente, che da lì in poi non si è più fermato dice il

presidente, ricordando quel momento come la chiave della stagione: “Ci siamo guardati in faccia stringendoci come solo un gruppo forte sa fare e abbiamo cambiato rotta, dando un senso al nostro campionato. Poi con le vittorie è venuta anche la serenità e li tutto è stato più facile”.

E dopo il campionato anche il titolo regionale. Una vittoria meritata che premia tutti coloro che hanno fatto parte di questo progetto e che continuano a credere in questa società. Ci tenevamo molto a vincere questro trofeo e fino all’ultimo secondo lo abbiamo inseguito.

Quale ArziChiampo in Eccellenza? Sarà molto più dura, l’Eccellenza è un campionato tosto ma cercheremo di presentarci nel miglior modo possibile, puntando ad una salvezza il più tranquilla possibile. Sulla nostra pelle abbiamo già vissuto questo tipo di torneo e gli errori commessi in passato ci daranno sicuramente aiuto. Cercheremo di confermare il blocco storico della squadra che ha vinto il campionato, cercando di aggiungere un paio di elementi esperti a fare da traino ai numerosi giovani. Mister Beggio è d’accordo? Lui è stato il primo ad essere confermato, coi preparatori Guderzo e Nogara. C’è sintonia. Il vivaio è in crescita, grazie anche al futsal. Luca Balduzzo, il responsabile del settore giovanile, sta facendo un ottimo lavoro che col tempo darà sicuramente frutti. Aver inserito nel nostro organico tecnico dei giocatori di calcio a 5 mi piace molto come idea: insegnano ai più piccoli la tecnica che arriva dal campo piccolo, che potrà essere sicuramente utile per il loro futuro agonistico.

REAL SAN ZENO ARZIGNANO FESTEGGIA LA PRIMA

Con i suoi 300 tesserati, la polisportiva “Real San Zeno” è la seconda realtà sportiva di Arzignano. E dopo la vittoria dello scorso 29 maggio contro il Costa Barausse Fara sul campo neutro di Isola Vicentina,ha festeggiato la promozione in prima categoria. “Una partita sofferta – ricorda Daniele Corato, allenatore della squadra da un anno – siamo andati sotto di un gol quasi subito, ma dopo vari tentativi siamo riusciti a pareggiare e quindi a segnare la rete della vittoria. Quando siamo rientrati negli spogliatoi, alla fine del primo tempo, abbiamo capito che gli avversari erano abbordabili e abbiamo ripreso il gioco convinti di raggiungere la vittoria. E ce l’abbiamo fatta, tutti insieme. Poi grande festa fino al mattino. Curiosamente tre anni fa, proprio il 29 maggio, la squadra si era guadagnata la promozione dalla terza alla seconda: evidentemente è una data che al Real San Zeno porta bene!” Enrico Corato

Corriere Vicentino |

58 | Sport


calcio

Lonigo, è festa nelle frazioni di mirco milan

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opo la retrocessione in prima categoria della formazione principale, la Lonigo calcistica trova modo di festeggiare per le vittoriose performance delle compagini delle frazioni, Almisano e Madonna. Il primo sodalizio, guidato dal giovane tecnico Stefano Guarda, ha guadagnato la promozione in Seconda: 17 vittorie, 4 pareggi e solo 3 sconfitte nel curriculum, con 70 reti realizzate e 27 subite (il miglior attacco del girone e la seconda difesa). La compagine del presidente Incontro ha tentato l’assalto al vertice, occupato dalla Napoleonica, poi si è trattato solo di mantenere il notevole vantaggio sulla terza (Lavagno Mezzane) che, superiore ai dieci punti stabiliti, ha sancito il passaggio diretto in seconda cate-

goria. “Nel corso di questi mesi la società, oltre a pensare a rinforzare il gruppo, dovrà ingaggiare un nuovo tecnico - spiega il presidente. - Mister Guarda ha deciso infatti, per sua scelta, di lasciare la panchina”. È stato invece un vero e proprio colpo di reni sotto la riga del traguardo quello compiuto dagli Allievi di Madonna (Girone A). Complice la sconfitta nel recupero dell’antagonista San Vitale, nell’ultimo impegno della stagione, i ragazzi di mister Denis Volpato hanno mantenuto quel punticino utile per stare davanti a tutti e tornare a vincere, dopo sette anni. Nelle 24 gare disputate il team del presidente Flavio Nori ha gioito 19 volte e in 4 occasioni ha diviso la posta, uscendo

donna

La formazione Allievi di Ma

sconfitto in una sola occasione (dal Real Valdagno). La capacità di diventare squadra in tempi brevi, pur arricchendo la rosa di volti nuovi in corso d’opera, è stata fondamentale. L’intera rosa è arrivata almeno una volta a siglare una rete, stabilendo con 81 gol il miglior score del campionato e con sole 15 reti al passivo anche la miglior difesa.

motocross

Sempre in testa ci vuole preparazione atletica: quando sei in sella e sfrecci sulla terra devi essere al cento per cento, perchè è un attimo farsi male o fare male a quelli che corrono con te. Oltre, naturalmente, al costo di tutta l’attrezzatura. Lo scorso campionato lo hai vinto… Un successo che è arrivato grazie a 4 vittorie parziali ma soprattutto con la costanza di presenze a podio o subito sotto. Un titolo inaspettato ad inizio anno, anche per la presenza di piloti molto più esperti di me.

di Jacopo Xompero

A

volte campioni si nasce, ma chi ha detto che non lo si può diventare? Enrico Rovizzi, ventenne castellano del Moto Club Montecchio, è il campione in carica del campionato CSEN veneto, categoria amateur MX2 quattro tempi. Sbalorditiva la rapidità con cui è arrivato in vetta. Da quanto corri con la motocross? Diciamo che ho sempre avuto la passione, ma non avevo mai pensato a gareggiare. Tutto è cominciato tre anni fa, arrivato a casa ho trovato una moto come regalo inaspettato e ho cominciato a girare nelle piste, quasi per gioco. E’ stato così semplice andare subito

forte in pista? All’inizio con qualche timore, ma non troppi; ora sulla moto mi scateno. Quindi gareggiare è stata una conse­ guenza? Esatto, ma non è così semplice perché Corriere Vicentino |

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Ora il talento castellano è passato ad una categoria superiore: la UISP amateur MX2 quattro tempi, dove comincia già a togliersi qualche soddisfazione.


g i ro d ’ i ta l i a

Lonigo saluta il giro di stefano canola foto di irene maule

I

n pochi sotto la Rocca Pisana hanno potuto ignorare il Giro. Movimento nel centro storico fin dalle prime ore del mattino per le operazioni di preparazione, radio live e famosi ciclisti del passato in piazza Garibaldi, scolari a casa prima del “coprifuoco” (strade chiuse alle 13). E poi l’attesa, con le arte-

rie del percorso, che tagliava da nord a sud la città per virare verso est attorno all’Ippodromo, a riempirsi pian piano di gente. Tanta gente attorno al Duomo e in Piazza 4 Novembre, mentre i corridori marcavano mezz’ora di ritardo sull’orario previsto. Alle 16.30, salutati dalle campane a distesa, ecco i quattro fuggitivi: hanno un paio di minuti di vantaggio sul gruppo, che li riprenderà prima dell’arrivo a Vicenza. Impressio-

nante il turbinio del plotone all’inseguimento nell’imboccare la piazza in un caleidoscopio di maglie colorate. Qualche altro minuto, sulla scia delle ammiraglie, ed è già ricordo: la maglia rosa con le mani sul manubrio e il poliziotto in moto con le mani per aria, a chiamare l’applauso della folla. Restano in mano le mani-gadget di cartone, rosse e giganti, con su scritto: Giro d’Italia 2013, io c’ero!

Tutti a fare il tiFo! Grande FESTA

Grande entusiasmo nei paesi al passaggio dei ciclisti. Dall’alto in senso orario: tifosi in Riviera Berica; Gambellara e Nanto. (Foto per gentile concessione del Comitato Tappa Vicenza 2013) Corriere Vicentino |

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Domenica 26 maggio il Giro d’Italia ha attraversato Montecchio Maggiore nel corso dell’ultima tappa, la Riese Pio X – Brescia. Il Comune sta lavorando per presentare la candidatura della città di Montecchio a sede di tappa per il Giro 2014.


È

una corsa contro il tempo quella che il Vicenza Calcio sta affrontando per garantire un futuro alla società e l’iscrizione al prossimo campionato in Lega Pro. Il presidente Tiziano Cunico allontana qualsiasi dubbio sulla possibilità che alla fine non si riesca a farcela, ma di sicuro si deve scalare una montagna. E in tempi brevissimi. Le scadenze incombono e non solo quella della fideiussione bancaria di 600mila euro che entro il 1° luglio va depositata in Lega Pro per provare la solvibilità del club e quindi garantirsi l’iscrizione al prossimo campionato. Entro il 25 giugno il Vicenza dovrà dimostrare di aver pagato gli stipendi ai propri tesserati fino al 30 aprile, entro il 1° luglio invece di aver versato Ires e Irap, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli stessi stipendi senza contare il pagamento dell’Iva, che la società biancorossa ha chiesto di rateizzare. E se questo non fosse sufficiente, sarà anche necessario rispettare un indice relativo alla patrimonializzazione del club per ottenere l’iscrizione alla Lega Pro. È vero che la serie B alle squadre retrocesse riconosce una sorta di ‘paracadute’, come avviene anche per la A, ma il Vicenza dovrebbe incassare circa 900mila euro che di certo non basteranno a far fronte a tutti i pagamenti previsti nelle prossime settimane. “Servono oltre 4 milioni di euro - precisa il presidente Tiziano Cunico – un esborso economico non indifferente. Una parte arriverà dai crediti della Lega, un’altra dal cosiddetto paracadute, una quota infine da un ulteriore impegno della società attuale ma una parte dovrà comunque arrivare dall’esterno e quindi da nuovi soci”. In attesa di avere qualche novità positiva dalle cordate o comunque da possibili acquirenti (e nonostante la retrocessione in Prima Divisione, paradossalmente l’interesse c’è), in casa biancorossa si stanno facendo e rifacendo i conti, all’insegna del piano di drastica riduzione dei costi di gestione approvato dall’assemblea dei soci.

Corsa contro

il tempo “La Lega Pro porterà ad inevitabili tagli sotto tutti i profili – continua il presidente Cunico – dall’organico generale a quello tecnico, dalla prima squadra alla società. Si sta lavorando per ridurre le spese di gestione, che sono attualmente troppo alte per la Prima Divisione: stiamo facendo il possibile per portarle a parametri più consoni. Obiettivo non facile da raggiungere. Ovviamente i contratti in scadenza non saranno rinnovati, altri se possibile cercheremo di spalmarli. Tutto questo comunque aiuterà anche l’ingresso di nuovi soci”. Per quanto riguarda i debiti pregressi, il presidente Cunico conferma che la maggior parte resterà a carico dell’attuale proprietà, ma che sarà necessario un aumento di capitale per affrontare il futuro. “L’iscrizione non è a rischio. E la Lega Pro ha comunque vivacizzato l’interesse di diverse realtà per la cessione della società. Ma una cordata forte vicentina oggi alle porte non c’è. Si tratta di gruppi stranieri o comunque non veneti. Assodato che gran parte dei debiti verrà assorbita dall’attuale proprietà, chi arriva troverà una gestione molto più snella dopo la ‘pulizia’ sulle spese che la Lega Pro ci sta costringendo ad affrontare”. Di certo servono risorse economiche fresche. Perché comunque, pagato tutto ciò che ha una scadenza vicina, ci sarà una stagione da affrontare, che difficilmente potrà vedere il Vicenza protagonista. Tanti i nomi di probabili acquirenti del sodalizio biancorosso, dal gruppo romano rappresentato da Angelo Massone al possibile ritorno di interesse di Rino Dalle Rive, da un imprendiCorriere Vicentino |

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tore svizzero di origini kossovare ad un gruppo russo legato allo Zenit San Pietroburgo. Gli incontri si stanno facendo più serrati. Per garantire un futuro ad una società che vanta due Palloni d’Oro, Paolo Rossi e Roberto Baggio, e che quest’anno ha celebrato i 111 anni di storia.


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Corriere vicentino giugno 2013