Trentino Industriale agosto-settembre 2022

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Privato e pubblico insieme per la salute Il lavoro delle imprese della Sezione Sanità e Cura della persona SPECIALE DUEMILATRENTINO

Il punto di vista delle imprese

ECONOMIA

La Fondazione Nord Est: “Il futuro sta passando” SPECIALE TERRITORI

“Crescere, tutti insieme”

AGOSTO SETTEMBRE 2022 ANNO 63 · N°04

Periodico bimestrale di informazione e cultura | Poste italiane S.p.A. | Sped. in a.p. | D.L. 353/2003 /conv.in L. 27/02/2004 n°46) art.1, comma 1, DCB Trento | Diffusione gratuita | Contiene I.R.


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Open Management


sommario

03

speciale territorio 34

"Crescere, tutti insieme"

36

Acqua alpina sostenibile

38

Ebara, questione di metodo

41

Diatec, la trentinità come valore aggiunto

editoriale 7

Competenze e volontà per fare ciò che serve

aziende 44

Verso un futuro sempre più green

47

Se un avvocato e un ingegnere…

il punto 9

speciale duemilatrentino

rubriche 10

speciale duemilatrentino

18 economia

10

Il punto di vista delle imprese

12

La sostenibilità e le imprese

14

La strategia nazionale dei rifiuti

16

Un problema che riguarda tutti

24 copertina 34 speciale territorio 44 aziende

Risposte concrete e strategie per lo sviluppo

economia 18

Il futuro sta passando

20

L’economia in un clima di incertezza

22

Power e Gas: tempesta perfetta

associazione 49

Uno sguardo analitico ai prezzi delle materie prime

51

Appalti e caro prezzi: strategie di sistema

53

Essere Felici Lavorando? Obiettivo fissato

56

Un Festival rinnovato per la città di Trento

internazionalizzazione 59

education 61

49 associazione copertina

59 internazionalizzazione 24

Un’alleanza che può essere vincente

27

63 innovazione

Cardioline. La rivoluzione della telemedicina

29

Tecnomed, sanità sostenibile e di eccellenza

64 lavoro

31

L’acqua che cura corpo e mente

61 education

Sanzioni e contro-sanzioni

Buone nuove per l’alta formazione professionale

innovazione 63

Il team “Novurania” vince IPSP

lavoro 64

Sette nuove Stelle trentine


04 TRENTINO INDUSTRIALE Anno 63 | N. 4 Agosto - Settembre 2022

Direttore Responsabile

Alessandro Santini Comitato di Redazione

Martina Togn Roberto Busato Nicolò Andreini Paolo Angheben Andrea Marsonet Eduard Martinelli Maria Cristina Poletto Luca Ribaga

Privato e pubblico insieme per la salute Il lavoro delle imprese della Sezione Sanità e Cura della persona SPECIALE DUEMILATRENTINO

Silvia Bruno

Illustrazione ed elaborazione: GRAFFITI

Il punto di vista delle imprese

Redazione

ECONOMIA

La Fondazione Nord Est: “Il futuro sta passando” SPECIALE TERRITORI

Direzione, Redazione e Amministrazione

Palazzo Stella, Via Degasperi, 77 38123 Trento T 0461 360000 | F 0461 933551 Internet: www.trentinoindustriale.com e–mail: trentino.industriale@confindustria.tn.it

“Crescere, tutti insieme”

AGOSTO SETTEMBRE 2022 ANNO 63 · N°04

Periodico bimestrale di informazione e cultura | Poste italiane S.p.A. | Sped. in a.p. | D.L. 353/2003 /conv.in L. 27/02/2004 n°46) art.1, comma 1, DCB Trento | Diffusione gratuita | Contiene I.R.

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Assoservizi Srl | Via Degasperi, 77 | Trento | T 0461 360000 Autorizzazione del Tribunale di Trento N. 71 del 10 febbraio 1990 Le tesi espresse nelle rubriche e negli articoli firmati impegnano soltanto l’autore e non rispecchiano quindi necessariamente le opinioni della rivista.

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

INFORMATIVA Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, si informano i destinatari del periodico che i dati dei medesimi sono conservati – con la garanzia di massima sicurezza – nell’archivio informatico del Titolare del trattamento: Associazione degli Industriali della Provincia di Trento via Degasperi 77 – 38100 TRENTO. Tali dati saranno utilizzati esclusivamente per l’invio del periodico e di eventuali allegati.Ai sensi dell’art. 7 del citato D.Lgs., i destinatari hanno diritto di conoscere, aggiornare, rettificare, cancellare i dati, nonché di esercitare tutti i restanti diritti ivi previsti mediante comunicazione scritta al Titolare del trattamento.

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editoriale

07

Competenze e volontà per fare ciò che serve A chi segue il nostro lavoro non sarà sfuggita l’intenzione, portata avanti in questi anni, di esercitare una rappresentanza gentile, insieme all’orientamento verso un impegno che travalicasse il perimetro dell’economia e della politica industriale, nella direzione di un’assunzione di responsabilità generale. Un approccio si potrebbe dire “sociale”, per un impegno teso a farsi carico dei valori e dei bisogni di una Comunità ben più estesa della nostra sola base associativa. A sospingerci è stato fin qui il convincimento che i tempi fossero maturi perché l’industria interpretasse il proprio ruolo in maniera innovativa, facendosi parte attiva nel percorso di costruzione della società trentina del futuro. Un approccio che è, a mio avviso, la naturale estensione del contributo che l’industria assicura al territorio per il solo fatto di fare il proprio mestiere. Non c’è crescita e coesione sociale possibile senza l’industria. Un tale impegno comporta un investimento di energie aggiuntive importante. Il target dell’Associazione rimangono le Aziende Associate. Il core dell’Associazione rimane l’attività spesa a favore delle imprese trentine giorno dopo giorno, in uno scenario complicato da un combinato disposto di fattori avversi: l’inflazione, i costi dell’energia alle stelle, la scarsità degli input di produzione, la carenza di competenze rispetto alla domanda delle imprese, il peggioramento delle condizioni del credito, i colli di bottiglia della globalizzazione, il rallentamento dell’economia statunitense e cinese. Ma è esattamente la complessità dello scenario attuale a convincerci che per cercare di fare il bene delle nostre imprese è necessario avere una vista estesa all'intera nostra Società. Tanto più alla luce della consapevolezza che oggi tutti i fenomeni sono fra loro correlati e l’interesse di campo non può considerarsi disgiunto dall’interesse comune. Di fronte a una politica che appare invece ancora così profondamente condizionata dai personalismi e dai tatticismi dei partiti, credo che l’industria debba potere ricordare a tutti, e dimostrare con la sua stessa azione, che esiste un bene comune e che a questo vanno indirizzati gli sforzi di tutti noi, a partire naturalmente da quanti si candidano ad essere policy maker. Abbiamo più volte ribadito che la stabilità è condizione essenziale per il lavoro e lo sviluppo. Ciononostante, abbiamo imparato a fare i conti con l’incertezza, che è divenuta in questi anni un fattore talmente ricorrente da potersi definire strutturale. Di fronte agli accadimenti politici di queste ultime settimane mi sembra però tanto più opportuno ricordare a chi siede e soprattutto a chi siederà in Parlamento, che quello che credevamo scontato tanto scontato non è. Cioè, che il nostro Paese ha bisogno di una classe politica che voglia trovare soluzioni concrete a problemi reali: dare risposta all’aumento della povertà e del disagio sociale, migliorare la qualità della spesa pubblica, contrastare l’evasione fiscale, invertire la curva demografica, difendere la crescita dell’industria italiana nelle catene globali del valore. Attuare le riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, lavorare per un sistema dell’istruzione e della formazione che disegni i profili altamente qualificati di cui c’è disperato bisogno, creare le condizioni perché si realizzi la transizione sostenibile: per fare tutto ciò occorrono persone competenti, ma occorre soprattutto la volontà di fare le cose che servono per davvero. Ed allora, senza indugio, chiediamo a chi si siederà in Parlamento di approcciare i problemi del Paese tenendo bene a mente il bene comune aggiungendo un poco di lungimiranza ed un pizzico di generosità e non solo di raccontarci tutto questo nei talk show. Fausto Manzana Presidente di Confindustria Trento

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il punto

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Risposte concrete e strategie per lo sviluppo Nell’ultimo anno, il costo dell’energia elettrica è aumentato del 197%, negli ultimi due del 916%. A giugno, l’inflazione in Italia ha quasi raggiunto l’8%, in Trentino è addirittura all’8,5. Il conflitto in Ucraina ha esasperato un mercato delle materie prime già instabile nei prezzi e nella sua capacità di produzione. Queste dinamiche, teniamolo bene a mente, si stavano già manifestando: la guerra le ha “solo” inasprite. L’esempio più chiaro è costituito dall’andamento dei prezzi energetici: gli aumenti esponenziali c’erano già, ma da un anno non accennano a fermarsi. Sulla scia di un 2021 molto positivo, le imprese continuano a registrare vendite e fatturati da record, ma i risultati sono erosi da costi operativi elevati e a tratti imprevedibili: fattori che disincentivano gli investimenti, in questo momento tuttavia più che mai necessari. Di fatto, stiamo assistendo a un ribaltamento di scenario che non ha cambiato le priorità, ma le ha rese innegabilmente più urgenti e pressanti. L’Associazione opera nell’immediato, con l’obiettivo di fornire alle aziende risposte repentine, customizzate e puntuali. Lato crisi energetica, in un quadro a dir poco disordinato e in vista di un autunno che si preannuncia tremendamente impegnativo, assistiamo le imprese nella stipulazione di contratti sicuri sulle forniture, per proteggerle il più possibile dalle fluttuazioni improvvise del mercato. Nell’ultimo periodo abbiamo aiutato le associate a presentare domanda per il bando FESR relativo agli investimenti in impianti fotovoltaici: solo le imprese di Confindustria Trento installeranno circa 15 MW. Un intervento che è frutto della consapevolezza che in questa incertezza ormai strutturale la sostenibilità può traghettare il comparto industriale in una dimensione di autonomia e flessibilità. Fra i risultati ottenuti in queste ultime settimane, mi preme segnalare anche qui il fatto che si è provveduto a sanare l’incompatibilità tra l’impennata dei costi delle materie prime e i prezziari delle gare d’appalto. Si tratta di uno dei frutti di un incessante e fruttuoso dialogo che in questi mesi ha coinvolto categorie, ordini e istituzioni locali impegnati a definire regole adeguate per rendere le gare d’appalto sostenibili sul piano economico. Mettere le imprese nelle condizioni di lavorare è tanto più necessario in una fase in cui – anche grazie alle risorse del Pnrr – gli investimenti pubblici sono particolarmente strategici. Continuiamo a riservare molto del nostro impegno alla partita delle risorse umane, per la quale c’è bisogno di strumenti capaci di colmare la difficoltà, trasversale a tutte le imprese, a reperire risorse umane qualificate. Il primo asset strategico del nostro sistema industriale sono senza dubbio le persone, ed è per questo motivo che crediamo sia opportuno agire su tre punti chiave: promuovere percorsi di alta formazione calati sulle esigenze delle aziende, come gli Its, accrescere l’occupazione femminile, stabilizzare quella giovanile. Ma il lavoro dell’Associazione si muove anche su un altro piano. Prosegue il percorso di analisi e proposta avviato nell’ambito del progetto Duemilatrentino, orientato a ridisegnare le strategie di sviluppo del nostro territorio. Nelle prime pagine di questo giornale raccontiamo a che punto siamo arrivati, con qualche anticipazione su sentiment, attese e percepito sulla sostenibilità delle nostre imprese associate. È anche e soprattutto sulla base delle indicazioni raccolte dai nostri imprenditori, che andiamo a costruire in questi giorni proposte concrete, e naturalmente sostenibili, per rilanciare il Trentino non solo come eccellenza a livello italiano, ma anche europeo. L’appuntamento per la restituzione finale di questo secondo step di progetto - alla comunità delle nostre aziende, alla politica, ai cittadini - è per il 29 settembre a Riva del Garda, durante la prossima Assemblea Generale di Confindustria Trento. Roberto Busato Direttore Generale di Confindustria Trento TRENTINOINDUSTRIALE.COM | AGO-SET 2022


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spec. duemilatrentino

speciale duemilatrentino

Il punto di vista delle imprese Sentiment, attese e il percepito sulla sostenibilità: i dati raccolti nell’ambito del lavoro sul secondo position paper del progetto “Duemilatrentino - futuro presente”.

CONFINDUSTRIA

Trento ha avviato un’indagine tra le imprese del mondo industriale per raccoglierne il sentiment e le attese per il prossimo futuro, oltre che per mettere in evidenza le scelte delle aziende in materia di sostenibilità. L’indagine è stata condotta nell’ambito del progetto “Duemilatrentino - futuro presente”: una proposta per lo sviluppo del territorio in tre fasi lanciata lo scorso anno dall’Associazione. In questo percorso, Confindustria Trento è supportata da

The European House – Ambrosetti, tra i principali Think Tank privati a livello mondiale e il primo in Italia, e da Sparkasse, main partner del progetto. Alla survey, avviata nei giorni scorsi e tuttora in corso, hanno risposto già un centinaio di imprese. Il 26% dei rispondenti opera nel settore della Meccanica, Meccatronica e Impianti; il 64% ha meno di 50 dipendenti; il 61% sono piccole e medie imprese con un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro. L’indagine ha portato all’evidenza gli elementi che sono l’oggetto della presentazione in esclusiva della conferenza stampa odierna a Palazzo Stella. Presenti il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana, il direttore generale dell’Associazione Roberto Busato, i consulenti di The European House – Ambrosetti e Nicola Calabrò, amministratore delegato e direttore generale di Sparkasse, main partner del progetto. “Il 95% delle imprese trentine ritiene che la sostenibilità sia

Circa 3 imprenditori trentini su 5 ritengono stabile la stituazione attuale del Trentino, ma quasi un quarto giudica il territorio in declino Risposte alla domanda della survey di "Duemilatrentino" "Come giudica la situazione attuale del Trentino?"(% delle risposte), giugno 2022 Non so 6,5%

Non so 2,8%

In crescita 9,7%

In crescita 20,1% In declino 18,8%

In declino 23,6%

2021 Stabile 54,5%

2022 Stabile 63,9% + 9,4 p.p. vs 2021

Fonte: elaborazione The European House - Ambrosetti su risposte alla survey presso le imprese associate a Confindustria Trento, giugno 2022

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11 speciale duemilatrentino

“Duemilatrentino - futuro presente” Il progetto si sviluppa in tre atti, che confluiscono in altrettanti documenti di orientamento e posizionamento strategico e che vengono presentati in forma di position paper in tre step successivi, in concomitanza con le Assemblee di Confindustria Trento. 1. Centralità dell’individuo e della qualità della vita è stato il tema oggetto del lavoro svolto lo scorso anno. Le proposte per il territorio elaborate dall’Associazione nell’ambito di questo percorso sono state presentate in occasione dell'Assemblea Generale dello scorso ottobre. Tutti i materiali sono disponibili sul sito dell’Associazione a questo link: https://www.confindustria.tn.it/centalita-individuo 1. Transizione sostenibile è l’oggetto del lavoro dell’Associazione di quest’anno. I risultati di questo percorso verranno presentati in occasione dell’Assemblea Annuale di Confindustria Trento, il prossimo 29 settembre, quando verranno illustrate nuove proposte d’intervento nei tre ambiti: “Industria sostenibile”, “Mobilità sostenibile”, “Territorio sostenibile”. 2. Società Trentino 5.0, sintesi, somma e sviluppo dei precedenti, sarà oggetto del lavoro del prossimo anno.

però la percentuale di giudizi “in crescita” riun asset strategico e questo dato ci rende molto spetto alla survey condotta lo scorso anno, atsoddisfatti – ha detto Manzana –. Emerge però testandosi a meno del 10%. Quasi un quarto che il sistema non comunica a sufficienza questo dei rispondenti giudica il territorio in declino. impegno e questa sensibilità sul tema. Un altro Nonostante questi giudizi, si rileva un miglioelemento di soddisfazione risiede in quel +5% di ramento della percezione attuale delle perforaziende che segnala come il business in questo mance del proprio business (+4,9 p.p. rispetto momento funzioni molto bene, nonostante il alla rilevazione del 2021). Per 1 su 10 la situazioperiodo estremamente complesso. Certo, emerge ne è in peggioramento. anche una grande preoccupazione per l’autunno, che sarà caldo”. “Sparkasse è main partner • Gli scenari geopolitici generano incertezza negli imprenditori aumentando di conseguenza dell’iniziativa lanciata da Confindustria Trento il pessimismo nei confronti dell’andamento fuun anno fa e che rappresenta un ambizioso proturo dell’attività economica d’impresa: l’ottimigetto di visione sulle sfide e le opportunità per la smo diminuisce di quasi 16 punti percentuali, crescita delle imprese e del territorio stesso – ha per un quinto dei rispondenti le prospettive detto Calabrò -. Vogliamo contribuire a questo saranno negative. importante programma per costruire insieme una riflessione su come potrà essere il futuro del • La quasi totalità dei rispondenti afferma che la sostenibilità è un fattore strategico di attrattivisistema economico-finanziario del Trentino”. tà per il Trentino, ma quasi il 50% ritiene che Il punto di vista delle imprese restituito dalla non sia un fattore adeguatamente valorizzato, survey evidenzia in sintesi quanto segue. Si tenga e che dovrebbe esserlo di più. conto del fatto che i dati sono stati raffrontati con quelli della rilevazione condotta nel 2021, • Per il 35% dei rispondenti la sostenibilità è un valore chiave per l’impresa: nel 50% dei casi è nell’ambito dello stesso progetto. aumentata la sensibilità verso la sostenibilità, • Più del 60% degli imprenditori ritiene “stabima per gli altri tale dimensione era già valorizle” la situazione attuale del Trentino (+9,4 p.p. zata prima dell’emergenza pandemica. rispetto alla rilevazione del 2021). Si dimezza

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12 speciale duemilatrentino

La sostenibilità e le imprese Perché decidere di cambiare abitudini? Secondo Unioncamere, le aziende eco-investitrici superano le concorrenti in termini di fatturato, occupazione ed export. di GIANLUIGI SALVAGNO, Economia d'impresa, Confindustria Trento

L'AGENDA

2030 per lo Sviluppo Sostenibile, elaborata dall’Onu nel 2015, ha definito “un piano d’azione universale”, da esplicarsi entro il 2030, pensato “per le persone, il pianeta e la prosperità”. Il piano si articola in 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs), che fondano le proprie radici nelle tematiche sviluppate nelle ultime Conferenze Onu. Troviamo, quindi, azioni che insistono sulla sfera ambientale, sociale ed economica. È indubbio che siamo dinanzi ad una nuova chiave di lettura attribuita al concetto di sostenibilità, che si discosta dal passato. Nonostante l’Agenda sia stata sottoscritta da tutti i Paesi che siedono al tavolo Onu (193 contro i 208 Stati del globo terracqueo), solo l’Ue – 27 Stati – sembrerebbe seriamente intenzionata ad approcciarsi in maniera lungimirante e sistemica alla sostenibilità. Tra le strategie europee più apprezzabili messe in campo, fino ad oggi, è necessario analizzare la Direttiva UE 2014/95 (c.d. Nfrd). La Direttiva Nfrd, recepita in Italia con il D.Lgs. 254/2016, impone ad aziende, banche ed assicurazioni di grandi dimensioni di includere nei propri bilanci annuali alcune informazioni di carattere non finanziario, secondo gli SDGs.

Figura 1: Diagramma di Venn della sostenibilità.

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L’Ue ha stimato che quest’obbligo riguarderebbe approssimativamente 11mila imprese, di cui poco più di 200 in Italia. Il 21 aprile 2021, la Commissione europea ha approvato una proposta di aggiornamento della Direttiva Nfrd (c.d. Direttiva Csrd) che andrà ad ampliare la platea delle imprese obbligate alla dichiarazione non finanziaria, a partire dal 2024, via via fino al 2026, portando il numero complessivo di imprese coinvolte a 49mila, di cui poco più di 1.000 in Italia. Dati Eurostat del 2019 individuano circa 25.900.000 di imprese attive su tutto il territorio europeo (4.400.000 in Italia), che ci restituisce un’informazione importante congiuntamente ai dati precedenti: il 99,8% di imprese europee (il 99,98% di quelle italiane) non è investita dagli obblighi di rendicontazione, secondo la nuova Direttiva Csrd. Questo, però, non le esclude dal redigere un bilancio non finanziario volontariamente, soprattutto se queste stanno intraprendendo un percorso di crescita sostenibile. Restringendo la valutazione solo all’Italia, ConsumerLab, in uno studio dello scorso anno, ha stimato che solo lo 0,63% delle imprese con più di 10 addetti redige un bilancio di sostenibilità. La situazione non migliora se guardassimo le imprese con più di 20 addetti, raggiungendo l’1,76%. Anche cambiando direzione e guardando le più grandi, tra le 1.915 principali imprese italiane, Mediobanca riferisce che solo il 28,2% ha presentato un bilancio. I numeri sono decisamente bassi. Ma perché un’impresa dovrebbe decidere di cambiare le sue abitudini? Dovrebbe farlo solo come scelta etica? L’aspetto morale ha sicuramente il suo peso ma, facendo un ragionamento asettico, è la politica che sta andando in quella direzione. Anche le imprese che lavorano con la pubblica amministrazione si trovano - e si troveranno sempre più - ad aumentare le chances di aggiudicazione di una gara


13 speciale duemilatrentino

Figura 2: L’Agenda 2030 si esplica in 17 SDGs, suddivisi in 169 “target” o traguardi.

INDUSTRIA, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE

eco-investitrici rispetto alle concorrenti, in termini sia di fatturato, sia di occupazione che di export. Un’azienda, dunque, è posta dinanzi ad un bivio: può essere leader, imboccando nell’immediato una strada nuova o quasi, colma di rischi e di opportunità, o può essere follower, seguendo una strada già battuta da chi l’ha preceduta, a rischio basso e senza benefici, ma che le permetterà di pensarci ed investirci solo quando il mercato o la politica sceglieranno che i tempi saranno maturi.

LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA

quantunque siano più sostenibili delle concorrenti. Se un’impresa, poi, ha l’obbligo di redigere un bilancio di sostenibilità, sicuramente coinvolgerà gran parte degli attori della propria filiera per seguire il suo stesso percorso. A rafforzare la tesi del cambiamento, ci sono perfino alcuni studi che confermano la convenienza nell’intraprendere la strada della sostenibilità. Uno studio tra tutti, quello di Unioncamere, fotografa le performance aziendali tra il 2020 e il 2021 ed osserva migliori prestazioni delle imprese

Da dove ha origine l’idea di sostenibilità? La sua origine è universalmente ricondotta al Rapporto Brundtland, uno studio dell’ottobre 1987 della Commissione Mondiale sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite (UNWCED) intitolato “Our common future”, con cui si pongono le basi dell’attuale significato. Il Rapporto evidenzia come le “sfide globali”, che il mondo si trova davanti - lotta alla povertà, sicurezza alimentare, tutela delle specie e degli ecosistemi… -, possono essere affrontate attraverso uno “sviluppo sostenibile”, un’espressione utilizzata per esprimere un concetto sempreverde: “assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”. Il Rapporto Brundtland, però, è stato il raggiungimento di una consapevolezza complessiva, costruito negli anni precedenti. La più significativa pietra miliare è indubbiamente la Conferenza Onu sull’ambiente umano, tenutasi a Stoccolma nel giugno 1972, che per prima ha spostato il baricentro delle “sfide globali” anche sulla sicurezza ambientale. Merita una menzione anche la “Carta Mondiale della Natura”, dell’ottobre 1982, un documento non vincolante, a cui va dato il merito di aver superato la riluttanza sulla salvaguardia ambientale, generatasi tra i Paesi Onu durante la Conferenza di Stoccolma.

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14 speciale duemilatrentino

La strategia nazionale dei rifiuti Secondo la Corte dei Conti, realizzare un’opera per lo smaltimento o trattamento dei rifiuti urbani richiede mediamente 4,7 anni. Potremo valutare l’efficacia del Programma nazionale solo nel 2028.

Discariche

Incenerimento

Digestione anaerobica

Coincenerimento

zione, a fianco al Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, e sopra i Piani regionali e delle Province autonome di gestione dei rifiuti. La Programmazione nazionale si ritrova a dover gestire circa 184 milioni di rifiuti, di cui solo 30 milioni sono di natura urbana (dato Ispra del 2019). Pertanto, proviamo ad analizzare i macroobiettivi a cui si tenderà al 2028. Il primo macro-obiettivo riguarda la riduzione del divario della dotazione impiantistica tra le diverse regioni, assecondando i criteri di sostenibilità, efficienza, efficacia ed economicità per corrispondere ai principi di autosufficienza e prossimità. Nel 2020, difatti, la distribuzione geografica degli impianti non risultava omogenea tra le Regioni italiane, in termini di numerosità, capacità autorizzata e scelte tecnologiche (tabella 1). Il secondo macro-obiettivo si occupa di garantire il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti e di riduzione dello smaltimento finale al minimo, come opzione ultima e residua, tenendo conto anche dei regimi di responsabilità estesa del produttore (Epr) per i rifiuti prodotti. Nel 2020, lo smaltimento in discarica dei rifiuti urbani, ad esempio, è ancora una pratica largamente diffusa in quasi tutti i territori italiani (tabella 2). Il terzo macro-obiettivo vuole razionalizzare e ottimizzare il sistema impiantistico e infrastrutturale

Trattamento Integrato Anaerobico e Aerobico

Compostaggio

del Ministero della Transizione Ecologica 257 del 24 giugno scorso è l’atto con cui l’Italia ha ufficialmente adottato il Programma nazionale di gestione dei rifiuti, uno strumento strategico sessennale di indirizzo per le Regioni e le Province autonome nella pianificazione della gestione dei rifiuti. Questo passaggio era indispensabile per ottenere i finanziamenti del Next Generation Eu, poiché l’Ue aveva fissato al 30 giugno la scadenza dei termini per centrare gli obiettivi della Missione 2, Componente 1 all’interno della roadmap del Pnrr. Il Pngr va a incasellarsi nel mosaico programmatico italiano per i rifiuti, idealmente sotto la Strategia nazionale per l’Economia circolare, di cui diventa uno strumento di attua-

TM e TMB

IL DECRETO

Capacità autorizzata N° [t/a]

Capacità autorizzata N° [t/a]

Capacità autorizzata N° [t/a]

Capacità autorizzata N° [t/a]

Nord Ovest 88

1.836.626

13

1.291.908

9

382.165

25

2.738.500

14

6

30

Nord Est

89

1.099.116

17

1.814.020

11

568.959

18

1.912.493

12

3

24

Centro

43

1.156.525

7

443.500

0

0

38

5.606.690

5

1

26

Sud

30

830.000

4

210.050

3

150.200

38

5.909.615

5

4

32

Isole

43

874.985

2

61.530

0

0

13

2.373.170

1

0

19

Tabella 1: Capacità autorizzata degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani per Regione, anno 2020. Fonte: ISPRA.

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15 speciale duemilatrentino

Rifiuto destinato Rifiuto Urbano - Rifiuto Speciale in discarica RU [t] - RS [t] RU ed RS [t] “ex-assimilati” [t]

Obiettivo RU destinato in PNRG al 2035 discarica [%] per RU [%]

Nord

13.910.062

83.664.617

3.214.683

5.288.788 23

Centro

6.160.946

24.742.059

2.318.934

2.258.112 38

Sud e Isole 8.874.087

38.577.060

3.193.197

2.325.958 36

10

Tabella 2: Quantità di rifiuti collocati in discarica nel 2020. Fonte: ISPRA.

attraverso una pianificazione regionale basata sulla completa tracciabilità dei rifiuti e l’individuazione di percorsi che portino nel breve termine a colmare il gap impiantistico. Questo percorso viene perseguito riducendo i potenziali impatti ambientali, valutati anche mediante l’adozione dell’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment) di sistemi integrati di gestione rifiuti. Alcuni passi nella giusta direzione in riferimento alla tracciabilità dei rifiuti, ad esempio, sono già stati avviati dal Mite, che ha attivato diverse piattaforme e programmi, come il Recer, un registro nazionale che raccoglie le autorizzazioni per l’End of Waste operativo dal 2021, o il Rentri, uno strumento per l’assolvimento di tutti gli adempimenti relativo alla gestione dei rifiuti (attualmente è ancora in corso di sperimentazione). Il quarto macro-obiettivo intende garantire una dotazione impiantistica con elevati standard qualitativi di tipo gestionale e tecnologico, promuovendo una gestione del ciclo dei rifiuti che contribuisca in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica. I nuovi impianti di trattamento rifiuti, difatti, seguono le indicazioni della Direttiva Ue 2018/1147, per cui sono autorizzati allorquando realizzati secondo le migliori tecniche disponibili (Best Available Techniques). Infine, il quinto macro-obiettivo mira ad aumentare la conoscenza ambientale e migliorare i comportamenti ambientali (inclusa la tutela dei beni culturali e del paesaggio) per quanto riguarda il tema di rifiuti e l’economia circolare. Il compito di concretizzare gli indirizzi del Pngr spetta alla programmazione regionale. L’articolo 199 del D.Lgs. 152/06 impone che le Regioni e le Province autonome, entro 18 mesi dalla pubblicazione del

Pngr, approvino o adeguino i propri Piani di gestione rifiuti, se non già conformi nei contenuti o in grado di garantire gli obiettivi previsti dalla normativa europea. Attualmente tutte le Regioni e Province autonome hanno un proprio Piano di gestione rifiuti, che, forse, servirà solo aggiornare agli obiettivi della Programmazione nazionale. Sicuramente l’argomento rifiuti è molto sentito sia nel pubblico che nel privato, se pur con motivazioni differenti. Non a caso, a fronte dei 2,1 miliardi di euro messi a disposizione dal Pnrr per la realizzazione di nuovi impianti per il trattamento e il riciclo dei rifiuti, l’ammodernamento di impianti esistenti e la realizzazione di progetti “faro” di economia circolare, destinati sia al pubblico che al privato, sono pervenute richieste da Nord a Sud Italia per un valore complessivo di oltre 12 miliardi di euro. Secondo il “Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica” della Corte dei Conti, però, realizzare un’opera per lo smaltimento o trattamento dei rifiuti urbani richiede mediamente 4,7 anni. Questo significa che potremo valutare l’efficacia del Programma nazionale solo al termine del sestennio di efficacia e dunque al momento del suo rinnovo (2028). Il Programma Nazionale di Gestione dei rifiuti riaccende le speranze di chi vede finalmente uno strumento che mostra la direzione per gestire i rifiuti responsabilmente e autonomamente. Il Pngr, infatti, scandaglia, anche con minuzia, lo scenario nazionale e regionale, ed illustra, in modo generale, alcune soluzioni per poter arginare le criticità individuate. Ora toccherà alle Regioni e alle Province autonome sfruttare gli ingenti capitali mossi con il Pnrr e tramutare in azioni concrete gli indirizzi del Pngr. (gs)

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16 speciale duemilatrentino

Un problema che riguarda tutti L’uguaglianza di genere non è solamente un diritto umano fondamentale, ma anche il pilastro di una crescita economica sostenuta e sostenibile. di DANIELE BERTI, Centro Studi, Confindustria Trento

OGNI

anno il World Economic Forum rilascia un indice sintetico - il Global Gender Gap Index volto a misurare le disuguaglianze di genere all’interno dei Paesi. L’indice è composto da quattro diverse dimensioni chiave: la partecipazione economica e le opportunità, il livello di istruzione, la salute e la responsabilizzazione politica. Le analisi di ciascun paese dovrebbero servire come base per l’elaborazione di misure efficaci per ridurre i divari di genere. L’edizione 2021 ha studiato e classificato 156 Paesi e territori in tutto il mondo, facendo risvegliarle l’Italia al 63° posto dietro Colombia e Bolivia (Fig.1). Un dato eclatante, magari poco noto, che ci pone di fronte alla necessità di risalire alle radici del problema. L’uguaglianza di genere non è solamente un diritto umano fondamentale, ma anche un pilastro di una crescita economica sostenuta e sostenibile, cruciale per affrontare le disuguaglianze. I progressi fatti nella direzione della riduzione del gap tra uomini e donne hanno luci e ombre. Si sono fatti notevoli passi avanti nel campo dell’accesso all’istruzione, ma le donne continuano a perseguire filiere di studio con minori prospettive e, in

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particolare, sono in minoranza nelle materie Stem, ovvero della scienza, tecnologia, ingegneria e matematica: proprio quelle che offrono le migliori opportunità di lavoro. Nonostante gli sforzi finora fatti, il Wef sottolinea come nessuno di noi vedrà il gap di genere chiudersi. La crisi da Covid-19 infatti ha colpito in particolare le donne, e aggiunto un’intera generazione al tempo necessario a chiudere il divario di genere: secondo il rapporto, a livello globale questo obiettivo richiederà non più 99,5 anni, ma 135,6 anni. I gap di genere hanno la loro genesi nei primi anni di vita di una persona e tendono successivamente ad accumularsi. Ad oggi, in tutti i Paesi Ocse e in molti Paesi emergenti, il trend nell’istruzione si è invertito: in media, la percentuale di giovani uomini con un titolo terziario è di ben 12 punti percentuali inferiore a quella delle giovani donne. Ma provando a scavare in profondità si nota che, anche se le porte dell’istruzione sono aperte a tutti, stereotipi di genere e percezioni di capacità influenzano ancora molto la scelta degli studi da intraprendere, con un forte squilibrio nei campi Stem. Non è certamente una questione di capacità intrinseca, il contesto sociale modella i fattori di influenza: il livello di autostima delle ragazze, la percezione della propria identità, i giudizi di valore e la visione rispetto al loro futuro. Le scelte sul percorso formativo hanno un impatto sulla transizione scuola-lavoro. Il gap di genere appare con tutta la sua forza non sul numero assoluto, ma nello specifico sulla qualità del lavoro: le donne che lavorano hanno maggiori probabilità di lavorare a tempo parziale, con una retribuzione più bassa e in settori meno redditizi. Promuovere la parità di genere ha un fondamento di civiltà e sociale ma in particolare per l’Italia ha una forte valenza economica. Una maggiore partecipazione delle donne alla vita lavorativa e sociale è un formidabile motore per promuovere la crescita economica, per affrontare le disuguaglianze e la profonda crisi demografica in corso. In Italia meno della metà delle donne in età lavorativa è occupata. Dopo la maternità, le donne meno istruite hanno una probabilità di essere occupate inferiore di 40 punti percentuali rispetto a padri dello stesso


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grado di istruzione. Una delle ragioni del basso tasso di partecipazione femminile è la mancanza di accesso a servizi per l’infanzia convenienti e di buona qualità. Interventi strutturali saranno possibili anche attraverso l’attuazione del Pnrr: l’investimento si propone di costruire, rinnovare e mettere in sicurezza asili nido e scuole allo scopo di sostenere la natalità, e incoraggiare la partecipazione femminile al mondo del lavoro. Al di là di investimenti monetari, sarà fondamentale un cambiamento culturale: il filosofo torinese Leonardo Caffo definisce la necessità

0

di un “cambiamento di postura morale nei confronti del mondo”. Basti pensare che tre donne su dieci in età da lavoro, cinque su dieci al Sud, non sono titolari di conto corrente e dipendono dal partner o da famigliari per la gestione economica. Il ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti, intervenuta all’Ocse nel settembre 2021, ha affermato che la persistenza di stereotipi inaccettabili è il primo ostacolo all’affermazione e all’autonomia delle donne nella nostra società. Insomma, la perequazione economica deve essere preceduta da una perequazione sociale e culturale.

8920

1

Iceland

2 3

Finland Norway

4

New Zeland

5

Sweden

6

Namibia

7

Rwanda

8050

8

Lithuania

8040

9

Ireland

8000

10

Switzerland

7980

60

... Israel

61

Bolivia

62 63

Peru Italy

64

Timor-leste

65 66

Bangladesh Uganda ...

8610 8490 8400 8230 8090

7240 7220 7210 7210 7200 7190 7170

150

Iran, Islamic Rep.

5820

151

Congo, Democratic Rep.

5760

152

Syria

153

Pakistan

154

Iraq

155

Yemen

156

Afghanistan

5680 5560 5350

2000

4920 4440

4000

6000

8000

10000

Figura 1: Global Gender Gap Index 2021

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economia

economia

Il futuro sta passando Il Rapporto della Fondazione Nord Est 2022 parla alla comunità degli imprenditori e dei policy maker, per offrire loro elementi che consentano di interpretare i grandi cambiamenti.

A INZIIO

luglio è stato presentato il rapporto 2022 della Fondazione Nord Est dal titolo esplicativo “il futuro sta passando, chi è pronto e chi no”. Il rapporto vuole essere un punto di svolta rispetto alla solita narrazione puntuale della situazione nordestina: il punto di osservazione è posto più in alto, attraverso un’analisi accurata di quello che accade e che accadrà nel mondo sul versante economico, ambientale, sociale, demografico e tecnologico. La Fondazione ha voluto porsi come nuova missione quella di occuparsi non tanto del presente ma più del futuro, in modo da preparare al meglio il territorio a quello che verrà. Sarà fondamentale profilare diversi futuri ragionevoli per adeguare comportamenti e politiche, delle imprese e delle amministrazioni pubbliche, così da volgere le vele al vento. Il rapporto è un primo passo verso il nuovo ruolo che la Fondazione Nord Est vuole assumere: diventare una finestra che dal Nord-est guarda il mondo che verrà, per fornire alla comunità degli imprenditori e dei policy maker, ma anche al mondo dell’istruzione e della formazione, elementi per poter interpretare i grandi cambiamenti. Questo

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ambizioso progetto corre in parallelo con quanto sta sviluppando Confindustria Trento con il progetto “Duemilatrentino – futuro presente”, attraverso il quale si vogliono ipotizzare scenari per aiutare le imprese e il territorio a sviluppare strategie di attrazione di persone e investimenti per migliorare il benessere fondato su una società 5.0. Il Nord-est è sempre stata un’area dinamica rispetto alla media nazionale, ma in confronto ad alcune macroregioni europee è in netto rallentamento negli ultimi vent’anni. La dinamica del Pil pro-capite è in continua frenata, portando il territorio in una spirale contrattiva sia per quanto riguarda gli investimenti sia per quanto riguarda la quota di popolazione laureata, che rimane tra le più basse del continente. La sfida, quindi, sarà quella di far correre nuovamente la “locomotiva d’Italia”, com’è stato soprannominato il nord-est nei primi anni del 2000, per condurla a una stazione che non si conosce ancora ma si intuisce all’orizzonte. Partendo dal presente il Rapporto delinea come il Nord-est nel 2000 si collocava al decimo posto tra le novantadue macroregioni NUTS europee per Pil pro-capite. Vent’anni dopo, nel 2020, occupa il ventottesimo posto. Esplodendo i dati per regioni nella stessa classifica, si registra una perdita di sette posizioni per Bolzano e di ventiquattro per Trento (Figura 1). Tutte le regioni italiane si collocano nel quintile con le peggiori performance, corrispondente a un tasso medio annuo composito inferiore all’1,6%. Attestata la frenata della crescita economica nordestina, sarà a maggior ragione fondamentale saper interpretare i cambiamenti che ci investiranno con forza nei prossimi anni. Il Rapporto si sofferma particolarmente su questo, snocciolando e analizzando uno per uno i megatrend più importanti: partendo da un concetto di società intergenerazionale, nel quale coesisteranno sul posto di lavoro fino a cinque generazioni differenti, ognuna con una propria visione del mondo. Vivere in una società intergenerazionale facilita l’emersione di dinamiche di pensiero e di relazione portatrici di valori, ma questo potenziale verrà sprigionato solo se saranno sviluppate strate-


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Figura 1 - PIL pro-capite, posizione nel ranking 2000-2020, regioni del Nord-est (Nuts 2)

gie che riescano ad attutire i possibili attriti. Un altro importante megatrend che viene analizzato è il cambiamento tecnologico, visto come la rivoluzione più forte che l’uomo abbia mai conosciuto. Le nuove sfide tecnologiche si basano su tre grandi pilastri: predittività, adattatività e sostenibilità. Tutto ciò che ci circonda subisce cambiamenti costanti e dinamici. Cambiano le persone, le abitudini, le esigenze, la curiosità, l’emozione e le offerte di nuovi dispositivi che ottimizzano i nostri processi logici e le nostre attività quotidiane. L’innovazione tecnologica deve contribuire in tempo reale ad analizzare gli indicatori del cambiamento e adattare gli output in modo da accompagnare l’evoluzione dello stesso. Partendo da questi megatrend si possono delineare delle sfide globali che la società e il comparto industriale dovranno affrontare: la nascita di nuovi modelli di consumo, lo sviluppo della sostenibilità ambientale, la nascita dell’economia delle piattaforme digitali e nuovi modelli di supply chain e infine il concetto di servitizzazione del prodotto. Ecco che quindi il compito che si prospetta è molto ambizioso, ma sarà fondamentale per prepararsi al cambiamento e saper guardare il futuro come un’opportunità. Il Rapporto chiu-

de con una raccomandazione forse banale ma che acquista significato nel contesto in cui viene espressa: la necessità da parte di ognuno di noi a qualsiasi livello, di rimanere curiosi e continuare a conoscere attraverso la formazione, per “non morire di vecchiaia cerebrale”.

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20 economia

L’economia in un clima di incertezza Presentato a Trento a fine giugno il rapporto annuale di Banca d’Italia “L’economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano”.

IL

rapporto annuale della Banca d’Italia 2022 prova ad inquadrare la situazione attuale e alcune previsioni dell’economia delle Province autonome di Trento e Bolzano. In particolare, quest’anno vi è una difficoltà marcata a identificare con il minor errore possibile gli scenari futuri: l’incertezza causata dallo scoppio del conflitto Russia-Ucraina, immediatamente dopo l’allentamento delle misure anti covid, tende a frenare la forte ripresa a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi del 2021. La Banca d’Italia registra una crescita del 6,9% del Pil trentino nel 2021 in termini reali rispetto al 2020. Nonostante questo, il Pil rimane inferiore di circa il 3% rispetto ai valori pre-pandemia, in particolare a causa del mancato recupero dei flussi turistici. Per quanto riguarda le previsioni per il 2022 la situazione è aggravata dal forte aumento dei costi energetici, le perduranti difficoltà di approvvigionamento di taluni input produttivi e l’elevato clima di incertezza. Le stime più recenti indicano una crescita del Pil trentino nel 2022 del 3%, più bassa rispetto alle aspettative di inizio 2022 ma superiore rispetto alla media nazionale. La struttura economica delle provincie au-

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tonome, caratterizzata da legami diretti limitati con le aree coinvolte nel conflitto, meno orientata alle produzioni a elevata intensità energetica, e contraddistinta da condizioni finanziarie più equilibrate di famiglie e imprese, appare in questa fase più resiliente della media nazionale. Come detto le misure di contenimento della pandemia hanno causato un’importante flessione dei flussi turistici, non avendo consentito al Pil di raggiungere i valori del 2019. Si registra una perdita del 34% delle presenze turistiche nel 2021 rispetto alla media del triennio 2017-19. Il minore afflusso turistico ha come conseguenza diretta una riduzione del valore aggiunto trentino pari all’1,8% e, tenendo conto anche delle conseguenze indirette, la riduzione arriva al 2,9%. Dal punto di vista industriale invece, il settore trentino nel 2021 ha pienamente recuperato la flessione del 2020, attestandosi su valori superiori a quelli del 2019. Secondo i dati della Camera di commercio provinciale il fatturato delle imprese manifatturiere ha segnato un incremento del 20% rispetto al 2020: registrando un’espansione sia sul mercato interno sia su quello estero. Le esportazioni in valore della provincia di Trento sono cresciute nel 2021 del 26,2% rispetto all’anno precedente, segnando un recupero più ampio della media nazionale. A rilanciare le esportazioni è stato in particolar modo il comparto dei mezzi di trasporto e dei macchinari, che avevano subito pesantemente le misure anti covid del 2020. A fine 2021, la situazione si è complicata anche per il settore industriale: i rincari dei prezzi dei beni energetici e degli altri input produttivi ha fatto aumentare i costi di produzione del 4% a fine 2021, del 7% se si considera il solo comparto manifatturiero. I dati provvisori di marzo 2022 che incorporano in parte gli effetti del conflitto tra Russia e Ucraina, indicano un ulteriore aumento dei costi di produzione delle imprese, quantificabile in oltre un punto percentuale e mezzo rispetto al 2021. Il conflitto ha causato inoltre una parziale interruzione di alcune catene di fornitura che a livello locale si sono tradotte in difficoltà di approvvigionamento per più del 50% delle imprese, che ha influito sull’attività produttiva. Si prevede che


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questa condizione perduri tutto l’anno, in linea con quanto succede a livello nazionale. Per quanto riguarda l’occupazione, nel 2021 il numero di occupati in Trentino è aumentato del 1,5% rispetto all’anno precedente facendo così registrare un tasso di occupazione pari al 67,3%. Oltre ad una crescita netta del tasso di occupazione, nella nostra Provincia è cresciuto, anche se in forma ridotta rispetto alla media nazionale, il tasso di attività (+0,5%). La ripresa ha interessato principalmente le donne, riportando il divario di genere su livelli prossimi a quelli pre-pandemici.

Sappiamo che i divari di genere nella partecipazione al mercato del lavoro risultano essere un problema che zavorra la crescita economica italiana. Minori tassi di attività femminile riducono la possibilità di emancipazione e integrazione, determinando vulnerabilità sociali e minor capacità di affrontare gli shock. Nella media il Trentino risulta essere meglio posizionato: il divario di genere risulta essere al 13% rispetto al 19% della media nazionale, ma sarà fondamentale lavorare al fine di ridurre ulteriormente il gap partendo principalmente da un cambio culturale. (db)

ESG e Real Estate: nasce il primo sistema di rating a cura di REbuilding network e SDA Bocconi Parla trentino il primo rating ESG per gli edifici promosso da REbuilding network, rete di imprese per la riqualificazione integrata degli edifici, in collaborazione con SDA Bocconi School of Management. La ricerca, dal titolo Real Estate: dalla certificazione green al rating ESG. Best practice, Kpi e benchmarking, indaga l’impatto degli sviluppi regolamentari e delle best practice in ambito di sostenibilità per giungere alla formazione di un rating, per la valutazione della sostenibilità dell’immobile riferendosi a tutti e tre i pillar dell’acronimo ESG: ambientale (E), Sociale (S) e Gestionale (G). Questi tre criteri svolgono infatti un ruolo determinante nella valutazione degli immobili. “Il mercato - spiega Claudio Cont, managing director di REbuilding network, di cui fanno parte ATAG, Habitech, harley&Dikkinson, Saint-Gobain, Schneider Electric e Zanetti - ha consolidato negli ultimi anni l’introduzione di standard di misurazione delle performance ESG dei propri asset. L’evoluzione del quadro normativo ha inoltre fatto evolvere i parametri ed esteso i Kpi di valutazione richiedendo un sempre maggior numero di strumenti a disposizione dell’industria Real Estate. La differenza di affidabilità di questi strumenti diviene fattore di successo e di credibilità in ottica di reale trasparenza e di riconoscimento di valore. Per questo motivo la Rete ha fortemente voluto contribuire alla realizzazione di uno strumento di misura che ad oggi non esiste nel mercato, per dare impulso all’intera filiera immobiliare.”

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22 economia

Power e Gas: tempesta perfetta La situazione energetica italiana ed europea in vista della prossima stagione termica si prospetta la più complicata di sempre. Prioritario garantire le forniture per le imprese e guardare a nuove forme contrattuali. di FEDERICO DE COL, Assoenergia

LA CORSA

in salita dei prezzi delle commodities energetiche Power e Gas sembra non accennare alcun rallentamento. I massimi valori del mese di marzo conseguenti all’inizio del conflitto russo-ucraino, che si erano attenuati nei successivi aprile e maggio, hanno ripreso il trend nel mese di giugno per poi partire con un vero e proprio “vertical km” a luglio. Tutti gli operatori del settore non riescono ormai ad avere una visione chiara di una situazione che non sembra avere un limite in termini di cattive notizie. Alcuni la definiscono “una tempesta perfetta” di cui è difficile, se non impossibile, prevedere il termine e men che meno scorgere un raggio di sole. Certo è che la rilevante dipendenza da un unico grande fornitore continentale di gas naturale costruita negli ultimi 50 anni ha dimo-

strato tutta la sua fragilità negli ultimi mesi. A farne le spese non è però solo l’Italia con i suoi (ormai ex) 29 miliardi di metri cubi annui di provenienza russa. Negli anni passati l’Italia è stata la più veloce a convertire la sua produzione elettrica da petrolio/carbone al metano, subendo quindi l’incremento del prezzo della materia prima anche in termini di energia elettrica. Il resto delle economie trainanti del continente, basandosi su produzione nucleare e carbone, ha dovuto affrontare altre tipologie di problemi. In Francia, manutenzioni programmate e straordinarie di importanti centrali nucleari. In Germania un governo “verde” che ha imposto lo stop al nucleare ma non è stato in grado di sostituirlo a causa di scarsa produzione rinnovabile e quindi costretto a riattivare e spingere al massi-

Contratti di fornitura Ppa Cambiamenti tanto repentini e sconvolgenti dei mercati portano le realtà come le grandi imprese, le energivore e i Consorzi a guardare a forme alternative di contratto di fornitura dell’energia elettrica. Si tratta in particolare di contratti di tipo Ppa (Power Purchase Agreements). Il Ppa è un contratto a lungo termine che regola la somministrazione di energia elettrica tra un soggetto produttore e un soggetto acquirente (off-taker). Tramite il Ppa, un produttore è in grado di assicurare il ritiro dell’energia prodotta dal suo impianto nel lungo periodo grazie all’impegno dell’acquirente. Altro aspetto, il Ppa implica il trasferimento dei rischi dal produttore all’off-taker, disposto ad assumerselo a fronte della prospettiva di un approvvigionamento di energia elettrica ad un costo che risulti vantaggioso rispetto alla propria view di mercato nel periodo in oggetto. Ppa fondati su grandi impianti fotovoltaici (fonte rinnovabile), potrebbero essere un’ottima soluzione per avere una percentuale di prezzo fisso per un periodo pluriennale, a fronte di un investimento iniziale condiviso con il gestore dell’impianto stesso. I primi casi sono già in fase di realizzazione.

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mo vecchie centrali a carbone (si noti bene che la Germania nel 2021 ha emesso in atmosfera più di due volte l’Italia in termini unitari). L’Italia è però stata anche la più veloce a cercare di diversificare le sue fonti di approvvigionamento di gas grazie ad importanti missioni gestite in collaborazione tra governo e operatori del settore in diverse parti del mondo. L’effetto non è purtroppo stato immediato e la pressione di Confindustria e Consorzi a livello nazionale si fa sempre più importante specie per la riapertura e ricerca di giacimenti sul territorio nazionale e quindi l’aumento della produzione interna, che sia su terraferma o offshore, per attivare la cosiddetta “Gas release”. Con 90 miliardi di metri cubi stimati a disposizione e con una modifica del Pitsai per diminuire il limite da 12 a 6 miglia nautiche, si passerebbe da 2 a 8 miliardi di Smc annui. Questo consentirebbe immediato respiro e calmierazione dei prezzi. Discorso analogo per la “Electricity release” con la quale si richiede l’immediata messa a disposizione (dal mese di agosto) da parte del GSE di circa 25 TWh di energia prodotta da fonte rinnovabile fotovoltaica ad un prezzo medio di 60 €/MWh per l’industria. Sempre in termini di tempesta perfetta, le ritorsioni della Russia alle sanzioni Ue/Onu si concretizzano in un sempre minore afflusso di gas negli hub europei nel momento in cui una forte siccità ed ondate straordinarie di calore investono Italia ed Europa centro-meridionale mettendo in crisi la tenuta dell’intero sistema elettrico con costi altissimi riflessi poi sugli utenti finali. Tutto ciò porta alla quasi completa sterilizzazione dei contratti Power e gas con l’estrema difficoltà nel sottoscrivere rinnovi o nel trovare nuovi fornitori, i quali richiedono spesso e volentieri importanti forme di garanzia. Su questo sarà necessario far intervenire il Sace, servizi assicurativi e finanziari per le imprese. Fondamentale è garantirsi la fornitura, specie di gas, in un periodo in cui potrebbe essere necessario attivare protocolli emergenziali e tagli agli approvvigionamenti. Confindustria, tramite il Gruppo Tecnico Ener-

Confindustria Trento al cantiere di ristrutturazione dell'Aeroporto Catullo di Verona Il Presidente Manzana e il Direttore Busato hanno incontrato il Presidente Paolo Arena e l'Amministratore Delegato Monica Scarpa di Aeroporto Valerio Catullo Spa. È stata l'occasione per presentare il progetto "Romeo" di ampliamento dell'Aeroporto e di visitare il cantiere dove i lavori di riqualificazione procedono veloci. Un progetto ecosostenibile che permetterà una riduzione di 700 tonnellate di CO2 all'anno e che porterà ad un ampliamento dell'attuale Aeroporto di 12.000 metri quadrati calpestabili. Il Presidente Manzana ha ricordato come il Catullo sia "la porta del Trentino sul mondo. Ci troveremo una porta di casa particolarmente rinnovata e che amplia le destinazioni aprendo gli orizzonti anche verso viaggi intercontinentali".

gia guidato da Massimo Beccarello, presenterà a settembre il Decoupling elettricità gas, un percorso progressivo per realizzare un mercato delle rinnovabili svincolato dall’attuale mercato elettrico basato sul ciclo combinato a gas. Sarà richiesta anche una interruzione del mercato Ets (Emission Trading System), perché il meccanismo non può reggere in un momento emergenziale in cui l’Europa vive la grande contraddizione: chiedere la decarbonizzazione e al contempo consentire di utilizzare forme alternative al metano. Forme alternative che per la quasi totalità sono a base di carbone. La politica ha ritardato troppo ad entrare nell’ottica di questa crisi. I costi energetici erodono i margini e di conseguenza gli investimenti in decarbonizzazione al 2030.

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copertina

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Un’alleanza che può essere vincente Intervista a GIOVANNI BAIARDO, presidente della Sezione Sanità e Cura della Persona di Confindustria Trento. di SILVIA BRUNO, Comunicazione Istituzionale, Confindustria Trento

DOTTOR

Baiardo, lei guida una tra le Sezioni più innovative dell’Associazione, in termini di identità e di composizione. La Sezione Sanità e Cura della Persona è frutto di una recente operazione di revisione della tradizionale classificazione per Sezioni merceologiche delle imprese associate. Il Presidente Manzana, ma più in generale tutta Confindustria Trento, ha creduto fortemente nell’opportunità di valorizzare le relazioni tra le associate variamente impegnate nel presidio della salute e del benessere e di connotarne la vocazione, riunendole sotto un unico cappello: case di cura, sog-

getti che offrono servizi diagnostici, studi odontoiatrici, aziende che si occupano di produzione di tecnologie per la sanità, la salute e il benessere, fino alle terme. Si tratta di una Sezione in crescita: diverse realtà hanno aderito a seguito della costituzione del gruppo: si tratta di imprese di varia tipologia, delle quali stiamo intercettando il bisogno di essere rappresentate. Quali le attività, quali le sfide della Sezione? La Sezione è già un soggetto riconosciuto a livello istituzionale e politico, tanto che sia nella definizione della normativa di settore che nelle politiche economiche gli operatori privati sono rappresentati da Confindustria e si interfacciano con un’unica voce. Una larga maggioranza delle nostre realtà si è distinta e si sta tuttora distinguendo per l’impegno quotidiano nel contrasto al Covid. In questi anni pesantemente segnati dall’epidemia, abbiamo dato un costante supporto alla sanità pubblica ed alla comunità trentina, anche su attività che inizialmente non erano state previste negli accordi di collaborazione. Ma siamo stati pronti a fare la nostra parte con senso di responsabilità. Anche in questo campo, l’alleanza tra pubblico e privato si è dimostrata vincente. Non c’è competizione tra sanità privata e sanità pubblica. Noi e i nostri collaboratori lavoriamo in un’ottica di completamento dell’irrinunciabile servizio garantito dalle strutture provinciali adattando le nostre organizzazioni alle esigenze che di volta in volta ci vengono presentate. Le risorse destinate al privato non sono risorse sottratte al pubblico e gli standard assistenziali indicati dal Servizio sanitario provinciale vengono garantiti attraverso costanti investimenti in strutture, tecnologie e innovazione, ancora una volta finalizzati alla migliore presa in carico del paziente. Per questo crediamo sarebbe opportuno continuare a ragionare sulle modalità più adeguate per rafforzare un modello che si è dimostrato indispensabile anche nelle gravissime difficoltà determinate dall’emergenza sanitaria.

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Dal punto di vista dell’attenzione alla perso- Bianca, che prevede prezzi dedicati e agevolati per na, meritano un cenno le convenzioni lancia- i servizi a listino e una scontistica su tutte le terapie chirurgiche; l’accordo, unico nel suo genere a te a seguito della costituzione della Sezione. Le aziende della sezione si mettono a disposi- livello territoriale, che coinvolge tutte le diciotto zione delle associate, dei loro collaboratori e del- strutture distribuite sul territorio provinciale gele famiglie, per offrire servizi a prezzi agevolati: stite da Lifebrain; l’iniziativa lanciata in collabomi piace ricordare che abbiamo avviato in que- razione con Tecnomed Trento, che prevede uno sti mesi una serie di convenzioni sia in ambito sconto sulle prestazioni prenotate in regime libero odontoiatrico che medico diagnostico. Qualche professionale, la convenzione per l’erogazione di esempio: la convenzione con Casa di Cura Villa visite ed interventi odontoiatrici.

Ricordando… Massimo De Alessandri Ci ha lasciati improvvisamente Massimo De Alessandri, presidente di Dolomiti Energia e già amministratore delegato della holding del Gruppo Marangoni. All’interno dell’azienda con sede a Rovereto ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali, che hanno costellato una carriera trentennale caratterizzata da importanti traguardi raggiunti sotto la sua guida, come ha ricordato il patron Mario Marangoni in occasione della sua prematura scomparsa. Componente del Consiglio Direttivo di Confindustria Trento, per la nostra Associazione De Alessandri è stato da sempre un interlocutore competente, disponibile e pragmatico. “Nel passato, nei tanti anni spesi nel management di Marangoni, e nel presente, in qualità di Presidente del Gruppo Dolomiti Energia, Massimo De Alessandri è stato per noi una frequentazione quotidiana - ricorda il direttore generale di Confindustria Trento Roberto Busato - : un interlocutore dotato di competenza e di visione, che ha permesso di affrontare e risolvere problemi e complessità attraverso il dialogo e la collaborazione”. Partecipa al ricordo anche il presidente Fausto Manzana: “Voce intelligente delle relazioni tra imprese, comunità e territorio, De Alessandri stava lavorando in questi ultimi tempi anche al fianco della nostra Associazione per trovare gli strumenti più adeguati ad affrontare una nuova crisi, quella energetica. Ci mancherà la sua grande esperienza e la capacità di trovare soluzioni concrete ai problemi delle imprese”. Tutta Confindustria Trento partecipa commossa al lutto della famiglia.

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Cardioline. La rivoluzione della telemedicina Cardioline ha puntato sulla telemedicina e da alcuni anni le ambulanze italiane sono state dotate di apparecchi per l’elettrocardiogramma a firma dell’azienda. L’ultima novità si chiama ClickSalute. di GENNY TARTAROTTI

IL

suo nome è ClickSalute ed è l’ultima novità nell’ambito della telemedicina. Una piattaforma multiservizi pensata per le farmacie, nata dall’incontro di tre importanti player del settore: Cardioline, specializzata nella progettazione e realizzazione di elettrocardiografi e soluzioni destinate al mondo della diagnosi cardiologica e della telemedicina, Corman, produttore e distributore di farmaci, dispositivi medici e prodotti per la cura della persona e Abbott, azienda farmaceutica con grande esperienza nella diagnostica. Presentata all’edizione 2022 di Cosmofarma, l’annuale appuntamento dedicato al settore farmaceutico e all’incontro tra quest’ultimo e il mondo industriale, ClickSalute integra strumenti e soluzioni a disposizione della telemedicina in farmacia. “Grazie a questa piattaforma sarà possibile razio-

nalizzare l’offerta medica nelle farmacie con un impatto positivo importante sulla medicina territoriale”. Fabio Rangoni, ceo di Cardioline con quarant’anni di esperienza nel settore, ha dedicato molti anni allo studio della telemedicina, dei suoi risvolti e applicazioni. “Grazie a questa piattaforma il paziente può prenotare la prestazione di cui ha bisogno nella farmacia più vicina a casa, recarsi in negozio per effettuarla e confrontarsi con lo specialista che ne valuterà l’esito da remoto. Quella della telemedicina è una vera e propria rivoluzione in ambito sanitario che, oltre a facilitare l’accesso da parte del paziente alla prestazione specialistica, consente di ridurre i tempi di accesso, la mortalità, i costi, gli spostamenti e di conseguenza le emissioni di CO2. “Con la pandemia la telemedicina ha conosciuto un’importante

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sviluppo e noi di Cardioline, grazie a un’intuizione avuta già una decina di anni fa e agli importanti investimenti in ricerca e sviluppo, ci siamo ritrovati in netto vantaggio rispetto ai competitor”. Quando nel 2014 Rangoni, insieme ad alcuni soci rileva l’azienda, fino a quell’anno di proprietà della famiglia Castelli, intuisce la necessità di rivedere la gamma prodotti diventata ormai obsoleta. “Abbiamo subito capito che in questo processo di rilancio dovevamo concentrarci in particolare su tre aspetti: la connettività degli apparecchi, il mobile computing (in quanto la maggior parte delle persone accede ai servizi online dallo smartphone) e l’utilizzo del cloud. Quando con la pandemia il settore è stato protagonista di un’inaspettata e rapida accelerazione, noi avevamo già a disposizione tutte le tecnologie di ultima generazione”. Nel 2021 il fatturato di Cardioline raggiunge i 15milioni di euro, con un incremento di più del 20% all’anno negli ultimi tre anni, per un totale di 12mila apparecchi progettati, sviluppati e venduti ogni anno in ben 65 paesi in tutto il mondo. “Da poco – specifica Rangoni – abbiamo raggiunto anche gli Usa che da soli rappresentano il 50% del mercato mondiale. Anche l’America Latina offre sbocchi importanti in quanto, essendoci pochi medici, grazie all’implementazione di queste tecnologie sempre più persone possono accedere ad una visita specialistica”. Con 12mila apparecchi prodotti e venduti ogni anno, grazie ai 65 collaboratori che lavorano nello stabilimento di Trento Nord, headquarter dell’azienda, ai quali si aggiungono i 10 impiegati dell’ufficio di Milano dedicato al settore commerciale e al marketing, Cardioline si posiziona tra i più importanti player del settore. “Dal 2015 – spiega Rangoni – sulle ambulanze italiane sono stati installati apparecchi Cardioline per l’elettrocardiogramma a 12 derivazioni con una diminuzione importante del tasso di mortalità per Stemi, infarto miocardico acuto. Purtroppo non abbiamo dati precisi in merito, perché non vengono raccolti in modo uniforme, ma disponiamo invece di informazioni precise relative al time to ballo-

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on, ossia il tempo che intercorre tra l’insorgenza dei sintomi nel paziente e l’ingresso in sala operatoria. Se prima dell’implementazione di questi strumenti il tempo che intercorreva tra l’arrivo in ospedale e l’intervento era di circa due ore, grazie alla possibilità di effettuare l’elettrocardiogramma in ambulanza anziché in pronto soccorso, l’attesa scende a trenta minuti con conseguenze significative sulla prognosi e quindi sulle possibilità di sopravvivenza”. La telemedicina rappresenta una soluzione particolarmente utile in quei territori dove, a causa delle peculiarità geografiche, gli spostamenti risultano difficili. Tra questi le isole greche, nuova frontiera di Cardioline. “Queste isole – prosegue – sono poco presidiate dal punto di vista medico. Grazie ai nostri prodotti sarà possibile effettuare gli esami in una farmacia o in un ambulatorio del posto. Uno specialista li potrà valutare da Atene e se necessario far decollare un elicottero per prelevare il paziente e portarlo presso una struttura specializzata in grado di fornirgli le cure necessarie”.


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Tecnomed, sanità sostenibile e di eccellenza Fiore all’occhiello di Tecnomed sono le risonanze magnetiche, di cui due aperte, e due chiuse, di cui una a 3 Tesla, che permette l’esecuzione di esami di altissimo livello. di ALESSANDRO DE BERTOLINI

UNA

mission, quella dei coniugi Mauro De Iorio e Federica Aichner, insieme al figlio Matteo De Iorio e alla moglie Alessandra Giovanzana, in cui le logiche aziendali si sposano con la visione di una sanità sostenibile e di eccellenza: nasce così Tecnomed, tra le realtà di spicco della sanità Trentina per la diagnostica per immagini. “Nelle strutture di Tecnomed – spiegano i fondatori De Iorio e Aichner – il paziente trova un servizio completo di prevenzione, diagnosi e terapia, che coniuga l’efficacia clinica con l’efficienza gestionale e la responsabilità sociale, dove la tutela del diritto alla salute dei cittadini, attraverso la realizzazione di centri medici al servizio del territorio e della comunità, è posta al centro dell’attenzione”. Ma non solo. “Il nostro desiderio – proseguono – è anche quello di fornire ai pazienti una sensazione di cura e at-

tenzione al dettaglio”. Anche in quest’ottica, sono state collocate opere d’arte della Collezione De Iorio, negli spazi comuni e negli ambulatori. I lavori della collezione, composta da oltre 600 opere di artisti contemporanei italiani e internazionali, accolgono pazienti e visitatori, spesso incuriositi dalla loro presenza. “L’idea di integrare nello stesso luogo il centro medico e quello culturale – spiega Mauro De Iorio – nasce dalla volontà di unire le mie due grandi passioni, la medicina e l’arte, in una continua osmosi tra tecnologia, arte e bellezza. Mi piacerebbe che il visitatore portasse a casa un po’ dell’emozione che ho provato io, quando ho visto per la prima volta le opere d’arte”. I pezzi della Collezione sono oggi esposti nei Centri diagnostici Tecnomed e in spazi espositivi dedicati: due a Trento (il primo in via Borsellino, un open

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space di 300 metri quadrati attiguo allo studio medico, con oltre 70 opere; il secondo in via San Marco, in un palazzo storico con stucchi del ‘700) e uno a Verona (ricavato in una segheria degli anni’ 30 recentemente ristrutturata), adiacente al nuovo presidio medico di Tecnomed, inaugurato nel settembre del 2021 nella Zona industriale (ZAI) di Verona. Con quest’ultima struttura, nel veronese, le sedi di Tecnomed sono diventate sei. Per collocarle geograficamente, si guardi alla compagine societaria che le governa. La Holding MMF Srl – fondata da Mauro De Iorio, medico radiologo ed ecografista di grande esperienza, e partecipata da Federica Aichner e Matteo De Iorio, anche quest’ultimo medico radiologo ed ecografista – è a capo di tre società operative: Tecnomed Trento, Tecnomed Verona e Tecnomed Srl. Ogni società del gruppo è attiva in due sedi, collocate tra Trento, Rovereto e Verona. “Tecnomed Trento ha una sede a Trento (via Borsellino) e una sede a Rovereto (corso Rosmini). Tecnomed Verona ha entrambe le sedi nella città: quella storica si trova in centro (via Seghe San Tomaso) e quella nuova, aperta nel 2021, in ZAI (in viale del Commercio, zona fiera). Tecnomed Srl, infine, ha una sede a Trento (piazza Mosna) e una sede a Verona (via Frattini, dietro l’Arena)”. Il legame con il Trentino rimane fondamentale. Non solo perché Mauro De Iorio e Federica Aichner sono originari del capoluogo, ma anche perché l’azienda mantiene una fortissima connessione con l’ambiente medico, imprenditoriale e cultura-

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le di Trento. “Con Confindustria Trento – sottolinea Mauro De Iorio – abbiamo da poco attivato una convenzione per garantire un trattamento agevolato (una scontistica dedicata) agli operatori e dipendenti delle aziende socie”. Le strutture di Tecnomed sono dotate di tutte le apparecchiature per garantire il servizio di radiologia convenzionale, Tac, Tac Cone Beam, densitometria ossea e mammografia con tomosintesi. Fiore all’occhiello di Tecnomed sono “le risonanze magnetiche, di cui due aperte, dedicate ai pazienti che soffrono di claustrofobia o che hanno difficoltà ad approcciarsi a spazi ristretti, e due chiuse, di cui una a 3 Tesla, che permette l’esecuzione di esami di altissimo livello”. Accanto a queste prestazioni, Tecnomed ha sviluppato anche un importante servizio di esami di risonanza con mezzo di contrasto, “ai quali abbiamo aggiunto, da gennaio 2022, gli esami di Tac con mezzo di contrasto, creando un team di eccellenza composto da radiologi, anestesisti, infermieri e tecnici di radiologia”. Il responsabile del comparto di radiologia e risonanza magnetica è Matteo De Iorio, affiancato dalla moglie Alessandra Giovanzana, anche lei radiologa. Oltre alla diagnostica per immagini, Tecnomed mette a disposizione numerose attività specialistiche, con circa 100 medici presenti presso le sei sedi del Gruppo, per visite in libera professione, in ogni disciplina e campo medico (chirurgia vascolare, cardiologia, chirurgia generale, endocrinologia, dermatologia, fisiatria, gastroenterologia, ginecologia e ostetricia, medicina dello sport, medicina estetica, neurologia, neurochirurgia, consulenze nutrizionali, otorinolaringoiatria, ortopedia, psicologia e psicoterapia, reumatologia, senologia, terapie fisiche, terapia del dolore, urologia e andrologia). “La voglia di continuare a crescere e ampliare i servizi che offriamo – conclude la famiglia De Iorio – è uno degli elementi cardine dell’attività. Vogliamo perseguire l’eccellenza medica e curare allo stesso tempo la cordialità, la formazione del personale e ogni altro aspetto che riguarda il benessere del paziente, compresa la qualità delle strutture architettoniche e l’aspetto estetico, arricchito dalle opere d’arte della collezione di famiglia”.


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L’acqua che cura corpo e mente Protagonista negli ultimi anni di un rivoluzionario restyling, Levico Terme Spa, da poco sotto la guida di Malossini, sta consolidando il percorso intrapreso coniugando proposte curative e pacchetti benessere.

DOTTOR

Dopo quindici anni dedicati a un progetto innovativo e unico in Italia – quello delle Terme di Levico – la presidente Donatella Bommassar ha deciso di lasciare l’incarico: rimarrà nel team di governance di Levico Terme Spa, ma cede la presidenza a Mario Malossini, eletto dal nuovo Consiglio di amministrazione il 28 luglio scorso, dopo le votazioni svoltesi nell’assemblea del 24. Malossini subentra in linea di continuità con chi lo ha preceduto, raccogliendo gli indirizzi avviati in passato per declinarli nelle sfide del presente e del futuro. Assieme a Malossini, compongono l’attuale CdA Claudio Alì, Monica Carlin, Alberto Passerini e la stessa Bommassar. “Gli istituti termali hanno conosciuto negli ultimi anni una fase di grande cambiamento a livello generale”, spiega Donatella Bommassar, dovuta all’emergere di nuove tendenze da parte dei clienti e alle difficoltà globali. “La pandemia e la guerra hanno mutato gli scenari internazionali e di politica interna – continua – riportando al centro i temi del benessere fisico e psicologico. Contemporaneamente, l’aumento dei costi energetici, almeno duplicati, i prezzi bloccati dal Servizio sanitario nazionale e

le difficoltà a reperire collaboratori medici e operatori sociosanitari ci hanno messo a dura prova. Per affrontare la situazione, nel 2021 abbiamo iniziato un percorso di rinnovamento e restyling investendo in comunicazione e portando maggiore attenzione al mondo del benessere, senza trascurare la parte curativa, il core business del nostro istituto, basata su trattamenti con un’acqua unica in Italia. Allo stesso tempo abbiamo rafforzato collaborazioni e sinergie, consci che, insieme, si è più forti singolarmente e come territorio. In questo senso sono stati avviati percorsi condivisi con l’Amministrazione comunale (uno dei punti di forza delle Terme) e con diverse realtà della Valsugana (Apt Valsugana Lagorai, tra i partner principali delle Terme, ma anche Arte Sella, Casa Raphael di Roncegno Terme e le strutture ricettive di Levico Terme Hotel Bellavista Relax, Hotel Eden, Hotel Liberty e Hotel Sorriso Greenpark), sottoscrivendo un impegno comune nella promozione dei valori legati al benessere, alla sostenibilità ambientale e

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all’alimentazione corretta”. Da novembre 2021 è inoltre attivo, a Trento in Galleria dei Partigiani, il Thermal Point della Valsugana, dedicato al benessere: “Uno spazio informativo e di vendita voluto dalle Terme di Levico e nato proprio dalla collaborazione con Casa Raphael e Apt Valsugana Lagorai”. Per affrontare il cambiamento, Levico Terme Spa sta dunque rimodulando la propria proposta con una strategia di medio-lungo termine che, cominciata sotto la guida di Bommassar, trova continuità nella nuova presidenza. “Gli una rigenerazione psicofisica grazie al galleggiaistituiti termali – sottolinea l’ex-presidente – mento asciutto) e la crioterapia, ovvero la cura possono ritagliarsi un ruolo importante per ri- del freddo, introdotta nel 2022 con finalità tedurre le conseguenze causate dallo stress, grazie rapeutiche per il trattamento anti-aging e per il al potere rigenerante dell’acqua e alle proprie- benessere generale della persona”. tà specifiche delle acque termali, oltre che alle In linea con le nuove tendenze del turismo, e competenze acquisite nella cura delle persone. quindi per diversificare rispetto al cliente “storiLe Terme di Levico stanno cogliendo questa co” delle Terme (il turista “curativo”), sono stati sfida. Accanto alla proposta curativa classica, creati, richiamando un target più giovane, anconsigliata in particolare per alleviare i dolori che dei pacchetti benessere di 3/6 giorni, che muscolari e migliorare il metabolismo corporeo, coniugano trattamenti termali con attività all’al’Acqua Forte (un’acqua altamente mineralizzata ria aperta, come Balance Stress Relieving, Just dall’azione immunomodulante sul sistema im- Breathe e Balance Multisensory Experience. munitario) viene proposta in chiave benessere “Il percorso intrapreso dalle Terme nel 2021 – con pacchetti specifici o attraverso l’utilizzo, du- conclude Donatella Bommassar – è ancora in rante i trattamenti benessere, del fango termale fase di sviluppo e va consolidato e promosso e dei prodotti di cosmesi delle Terme, a base con azioni specifiche. Le direttive, però, sono di acqua termale. Abbiamo inoltre investito in stabilite e hanno come punti centrali i temi del strumentazioni moderne e innovative, come i benessere termale, attraverso una valorizzazione lettini Thermal Vap e Nuvola (quest’ultima per dell’Acqua Forte e l’utilizzo di tecniche e strumentazioni up-to-date, e la prevenzione sportiva, grazie a proposte integrate che coniughino nuove strumentazioni con competenze mediche del poliambulatorio specialistico (fisiatria, psicologia, servizio di dietetica e nutrizione) e con il know-how termale. Inoltre, verrà rafforzata la presenza on-line delle Terme, soprattutto per i servizi e le offerte ai clienti e verrà dato sempre più valore alle collaborazioni e al coordinamento delle attività con il territorio”. (adb)

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speciale territorio

speciale territorio Val di Sole, Val di Non e Paganella

"Crescere, tutti insieme" Intervista a GIOVANNI COLETTI, delegato del Territorio Val di Non, Valle di Sole e Paganella. di FEDERICO PESSOT, Comunicazione Istituzionale, Confindustria Trento

PRESIDENTE

Coletti, il territorio che presie- ferenze, ma al contrario ci distinguiamo per essede rispetto al panorama trentino ha di certo re capaci di sinergie e dialogo costante fra tutte le diverse peculiarità. Può farci un breve quadro realtà imprenditoriali del nostro territorio. introduttivo? Il nostro territorio, facendo un’analisi con il col- A proposito di sinergie, quali sono i problemi tello, può essere diviso in due anime principali: comuni che vi trovate ad affrontare? da una parte la Val di Non, caratterizzata da re- In questo momento è impossibile ignorare l’imaltà di matrice industriale, dall’altra la Valle di pennata dei costi dell’energia e la continua diffiSole e la Paganella che presentano un’anima più coltà a reperire le materie prime e che, dopo paturistica che vede al centro gli impianti a fune. recchi mesi che conviviamo con questo scenario, La nostra peculiarità però non sono le nostre dif- continuano ad impattare negativamente sulle nostre attività in termini di ricavi, ma soprattutto nella capacità di fare investimenti. Nonostante ciò, andiamo avanti a testa alta e non è sicuramente nelle nostre intenzioni alzare il piede dall’acceleratore. Guardano a tematiche più circoscritte, guardando alla Val di Non, siamo attivi sul fronte dell’apertura di strutture che fungano da mense aziendali. È una questione che persiste da tempo, ma che, soprattutto per questioni normative è difficile come singole aziende attivarsi in tempi brevi. La soluzione che si sta prospettando sembra essere quella delle “mense pluriaziendali”, in cui più realtà possono condividere uno spazio comune, ma purtroppo la velocità della burocrazia e l’urgenza dell’esigenza non sempre vanno di pari passo. Infine, c’è l’annoso e mai risolto problema della viabilità dove le questioni principali sono due: l’assoluto bisogno di una circonvallazione a Cles che porti il transito dei mezzi fuori dal centro abitato, e poi la viabilità legata all’alta Valle sicuramente non adeguata al passaggio di mezzi pesanti. Senza contare il problema legato alla difficoltà nel reperire personale, ormai anche questo tema diventato quasi strutturale…

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Certo, su questo punto dobbiamo invertire subito la rotta, in quanto non parliamo tanto di risolvere esigenze operative a breve termine, ma piuttosto a preservare il futuro delle nostre aziende riconoscendo nelle giovani generazioni l’elemento su cui fondare il loro sviluppo. In breve: non trovare personale oggi significa mettere a rischio la tenuta delle imprese domani. È necessario quindi ripensare le regole della formazione per garantire un efficace allineamento tra percorsi formativi ed esigenze aziendali. Parallelamente dobbiamo impegnarci a rendere attrattivo il nostro territorio che spesso vede i giovani partire e altrettanto frequentemente non tornare. Però accanto ai problemi troviamo sempre delle opportunità. Ad esempio, quelle legate ai temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Come si stanno muovendo le imprese? Visto il costo delle bollette in questo momento stiamo facendo delle approfondite riflessioni sul trovare degli strumenti che ci diano maggiore indipendenza energetica. Viste le caratteristiche del nostro territorio la soluzione sembra essere quella delle centrali a biomasse, sia perché ci darebbe maggiore indipendenza energetica sia per la grande disponibilità e vicinanza della materia prima con cui alimentarle. Se ci confrontiamo con altri paesi in Europa siamo ancora indietro, soprattutto perché siamo frenati alle regole che normano l’edilizia e l’incenerimento dei prodotti, ma devo dire che qualcosa si sta muovendo ed è sicuramente una strada da esplorare.

biando la cultura imprenditoriale: vi è infatti la consapevolezza che il successo non si costruisce solamente concentrandosi esclusivamente sullo sviluppo del proprio business, ma risulta ormai fondamentale affiancare ad esso la volontà di mettere a disposizione le risorse aziendali per affrontare e sostenere dei problemi trasversali al territorio. Può farci degli esempi? Certo! Ad esempio, se penso alla mia azienda, da Tama Spa sono uscite tre progettualità molto interessanti: la Fondazione Trentina per l’autismo, eccellenza riconosciuta a livello nazionale; Agricola Predaia, una società benefit con l’obiettivo di coniugare in un’unica cornice terra, risorse, persone e ambiente; Artexan un laboratorio artigiano inclusivo dedicato a progetti di inserimento al lavoro da parte di soggetti fragili e valorizzazione individuale. Importante sottolineare, in tutti e tre i casi parliamo di Srl: il concetto è che le finalità sociali devono essere sempre accompagnate da una giustificazione economica e non esclusivamente assistenzialistica. Concludendo che messaggio si sente di dare? È chiaro che siamo in un momento di forte ripensamento del sistema produttivo e industriale. Senza calarsi nell’analisi delle misure specifiche, credo che lo spirito con cui dobbiamo affrontare questi profondi cambiamenti debba rimanere quello di avanzare insieme creando rete e sinergie tra i sistemi produttivi, così da mettere a terra economia di scala. In conclusione, quindi, crescere e farlo tutti insieme.

Oltre all’ambiente adesso si parla molto di responsabilità sociale d’impresa, termine sconosciuto ai più se si guarda indietro di qualche anno. Che sensibilità c’è oggi a riguardo? Le nostre aziende hanno sempre dimostrato una particolare attenzione verso il territorio in tutte le sue componenti, non solamente produttive. Noto proprio che quando si parla di responsabilità sociale d’impresa non è più intesa solamente come sinonimo di welfare, ma sta proprio cam-

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Acqua alpina sostenibile Investimenti, sostenibilità e identità: questi i tre ingredienti principali che compongo la ricetta di Idropejo per la crescita aziendale e di tutto il territorio.

"REGISTRIAMO

un’importante ripresa dopo la pandemia. La crescita, rispetto ai periodi di lockdown, è a doppia cifra”. Si respira ottimismo in casa Idropejo, a Cogolo, dove Samuele Pontisso esprime parole di soddisfazione. “Riteniamo di avvicinarci alla soglia dei 100 milioni di bottiglie vendute all’anno – spiega – con un business in costante aumento”. Pontisso è amministratore delegato di Idropejo Srl. Contemporaneamente, con lo stesso incarico, è ai vertici di Goccia di Carnia Srl, azienda friulana che, come Idropeio, imbottiglia e commercializza acque

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di sorgenti alpine oligominerali. Lo stabilimento trentino di Idropejo, con sede a Cogolo, continua a essere una risorsa per il territorio. Vi sono impiegate decine di lavoratori, prevalentemente della Valle di Peio e delle vicine valli del Noce, ai quali si aggiungono molti operatori nell’indotto: soprattutto nel settore dei trasporti ma anche per quanto riguarda altre forniture. Lo stabilimento è diviso in due linee produttive, una dedicata al vetro e una al Pet (polietilentereftalato). “La nostra produzione si divide in due parti uguali”, spiega Pontisso: “Il 50% delle bottiglie viene confezionato in vetro, il restante 50% in plastica.” Un ciclo produttivo in continuo miglioramento, se è vero, come sottolinea Pontisso, che “abbiamo investito nel biennio 2021/2022 quasi 2 milioni di euro per implementare e innovare i nostri macchinari”. Da quando Pontisso è stato nominato amministratore dell’azienda, Idropejo ha continuato a crescere. Ha consolidato i mercati di riferimento, guadagnando punti percentuali su nuove piazze, e ha ridefinito totalmente la brand identity, rinno-


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vando le etichette di tutte le bottiglie. Grande attenzione è stata posta anche sull’ambiente. “Confezioniamo l’acqua in materiali al 100% riciclabili, sia per quanto riguarda il vetro sia per quanto riguarda la plastica. In particolare, per la plastica, tengo a ribadire che il materiale che usiamo noi, il polietilentereftalato, è un composto nobile che può essere riciclato all’infinito. Occorre essere precisi sul punto e non confondere questo tipo plastica con altre, meno pregiate, che non posseggono le stesse caratteristiche. La disciplina europea è molto chiara: il polietilentereftalato è riciclabile al 100% ed entro il 2025 è previsto l’utilizzo del 25% di Rpet (pet riciclato) per favorire un sistema di consumi più sostenibile e un’economia circolare”. Anche nell’uso della risorsa naturale, Idropejo si muove nel pieno rispetto dell’ambiente. Vale la pena sottolinearlo, in un momento dove c’è grande attenzione mediatica sul consumo di acqua. “L’acqua che preleviamo dalla sorgente – prosegue Pontisso – viene impiegata per il riempimento delle bottiglie e per i processi industriali (ad esempio il lavaggio delle bottiglie stesse). L’acqua utilizzata per i processi industriali viene depurata e reimmessa in alveo. Non sottraiamo nulla all’ambiente che non sia finalizzato strettamente all’uso in bottiglia”. Nonostante il quadro complessivamente positivo, Pontisso non nasconde però alcune perplessità del momento, dovute all’aumento dei costi delle materie prime e alla difficoltà di trovare manodopera. “Siamo determinati – sottolinea l’amministratore delegato – a contenere i listini dei nostri prodotti a vantaggio del consumatore ma, francamente, risulta sempre più difficile. L’aumento dei costi energetici impatta enormemente sul nostro business e mette a dura prova le aziende. Da un lato, i nostri fornitori ci impongono, senza appello, gli aumenti (energia, trasporti, materie prime e semilavorati), dall’altro lato, i nostri distributori fanno fatica ad accettarli. Si aggiunga, inoltre, la reale difficoltà nel reperimento della materia prima. Mi riferisco soprattutto al vetro, ma anche alla

plastica, per il confezionamento dell’acqua nelle bottiglie. Come dicevo, facciamo il possibile per tenere i prezzi fermi, ma, se la situazione non cambia, dovremo presto rivederli. Accanto a questi problemi fronteggiamo una difficoltà sempre maggiore nel reperire manodopera specializzata: presso lo stabilimento di Peio abbiamo ancora buoni margini, ma in altri contesti la situazione è più complicata”. (adb)

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Ebara, questione di metodo Nello stabilimento trentino della multinazionale giapponese si lavora secondo il metodo Kaizen. Tre gli obiettivi principali: collaboratori soddisfatti, miglioramento continuo, riduzione degli sprechi.

SALENDO

le scale che conducono al primo piano dello stabilimento di Ebara a Cles si arriva di fronte ad una porta. A lato su una targhetta si legge: Kaizen Promotion Office. Basta questo elemento per far capire al visitatore che quella in cui è appena entrato deve essere una realtà sui generis. “Kaizen – spiega Mirko Zadra, responsabile dello stabilimento trentino – è un termine giapponese utilizzato per indicare il miglioramento continuo. Si tratta di una vera e propria filosofia gestionale e compito di questo ufficio è quello di implementare tutte le azioni necessarie alla sua quotidiana realizzazione”. Coniato dall’economista Masaaki Imai nel 1986 per de-

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scrivere il pensiero alla base del successo dell’industria nipponica, la filosofia kaizen ha conosciuto una notevole diffusione anche fuori dai confini del paese del Sol Levante. Presente in Italia dal 1989 con l’apertura dello stabilimento nel vicentino, seguito nel 1992 da quello di Cles, Ebara, multinazionale produttrice di elettropompe, ha rappresentato e continua a rappresentare un importante motore di sviluppo dei territori in cui opera. “Se tutto il territorio collabora alla realtà produttiva, tutto ritorna al territorio”. Monica De Pellegrini, responsabile delle risorse umane e direttore AFC, sottolinea quanto sia determinante l’operare in modo armonico, sinergico e coordinato con l’ambiente circostante. Una sorta di estensione della metodologia kaizen al di fuori dell’azienda dove i collaboratori, considerati la risorsa principale dell’impresa vengono tutti indistintamente coinvolti nella vision e nella mission aziendali. “Per far questo – spiega Mirko – tutti i dipendenti, dai dirigenti agli addetti alle linee produttive, che solo a Cles sono 295, sono suddivisi in diversi team che regolarmente si incontrano per discutere l’andamento complessivo dell’impresa. La valutazione tiene conto di parametri ben precisi in riferimento al prodotto, al suo costo, alla qualità, alla pro-


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duttività, alla consegna e alla sicurezza. In questo modo ogni singolo collaboratore si sente parte attiva e propositiva di una squadra che opera in armonia per realizzare obiettivi condivisi con il conseguente aumento della produttività e della qualità. “Fondamentale in questo senso – prosegue Mirko – il metodo utilizzato. Il suo nome è Gemba Kanri (la gestione della fabbrica), e si tratta di una strategia finalizzata all’eliminazione degli sprechi”. A questo scopo gli spazi dedicati alla produzione, che a Cles raggiungono i 14mila mq, sono organizzati secondo i principi del Kaizen e del Gemba. Le varie fasi di produzione si sviluppano in sequenza lungo un flusso lineare e gli operatori, dalle elevate competenze tecniche, seguono a turno ogni fase del ciclo produttivo. “Ognuno di loro – specifica Mirko – è in grado di partire dalla prima fase di assemblaggio e di realizzare una pompa finita”. Alcune infografiche, esposte lungo la catena di produzione, offrono suggerimenti su come organizzare il cassetto degli attrezzi o la postazione di lavoro, mentre nella sala ristoro un apposito monitor riporta informazioni sull’andamento aziendale (come il fatturato mensile o esportate in tutto il mondo. Il fatturato 2021, che il reddito operativo) in modo che tutti possano ha raggiunto i 150milioni di euro, registrando un avere una visione d’insieme e sentirsi parte di una +11% rispetto al 2020, dimostra come Ebara Pumps squadra. Sono le piccole cose a fare la differen- Europe sia uscita dal periodo più buio della panza e l’esperienza di Ebara lo dimostra. Dagli anni demia più forte di prima. “I cambiamenti – osserNovanta i due stabilimenti italiani hanno cono- va Monica – o li subisci o li proponi. Il segreto sta sciuto un notevole sviluppo che, anche in seguito nel riuscire ad anticiparli. Usciamo da un periodo alla diffusione di una consistente rete di filiali, difficile, ma anche quello attuale non è tanto da ha portato nel 1998 alla nascita di Ebara Pumps meno. La guerra, l’inflazione, l’aumento del costo Europe. Il Gruppo in pochi anni è diventato uno dell’energia, la carenza di materie prime, l’aumendei più importanti brand di elettropompe per il to del costo dei trasporti creano un quadro molto mercato industriale e domestico in Europa, ope- complesso. Nonostante tutto, però, ci sentiamo abrando nel drenaggio e acque reflue, nell’industria, bastanza ottimisti, perché grazie al nostro modello nell’approvvigionamento idrico e nell’edilizia ci- organizzativo con piani triennali e decennali in vile. Le pompe, prodotte a Cles, 750 al giorno, ven- continuo aggiornamento, disponiamo di ottimi gono portate a Gambellara nel vicentino e da qui strumenti per affrontare la situazione”. (gt)

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In Trentino il lavoro riparte dalla formazione Notizie rassicuranti per le imprese trentine. Il 2022 si è aperto all’insegna di un deciso miglioramento del quadro economico ed occupazionale. A confermare la ripartenza dell’economia l’ultimo report pubblicato lo scorso 31 maggio dall’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento, relativo al primo trimestre 2022. I dati fotografano un primo trimestre molto positivo per la domanda di lavoro delle imprese trentine, nel quale si è assistito a un aumento eccezionale delle assunzioni, pari a 4.547 unità in più nel solo mese di marzo, registrando una variazione del +62,3% rispetto a marzo 2021. Una performance migliore persino rispetto al 2019, con un numero di assunzioni superiore del +25,4% rispetto all’anno pre-pandemico. La crescita delle assunzioni ha coinvolto in maniera significativa i giovani fino a 29 anni (+4.512, +59,3%). Non si tratta tuttavia di una crescita uniforme sui diversi settori, ma legata quasi totalmente al traino del terziario, che, con 11.558 nuove assunzioni nel trimestre, registra un aumento del +771,6% rispetto a marzo di un anno prima. Calano invece di 164 unità le assunzioni nell’agricoltura (-25,5% rispetto a marzo 2021), mentre crescono nel settore secondario, con 911 nuove unità, pur con un calo rispetto a marzo dell’anno precedente (-8,4%), determinato dal comparto estrattivo-costruzioni, mentre

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il manifatturiero registra una sostanziale tenuta.Un ulteriore conferma della positività del quadro congiunturale arriva dai dati diffusi all’inizio del mese di giugno dalla Camera di Commercio di Trento, che evidenziano per il primo trimestre 2022 un aumento del fatturato delle imprese trentine del 16,6% rispetto all’anno precedente, variazione su cui però incide l’aumento dei prezzi di vendita. Una crescita che tocca tutti i settori, con manifatturiero e trasporti in testa (rispettivamente +23,7% e +28,4%). Sebbene i risultati economicioccupazionali inducano a un moderato ottimismo, i giudizi in prospettiva degli imprenditori risentono della fatica di trovare persone con competenze adeguate. Risulta quindi

fondamentale investire nella formazione per permettere un accesso più semplice al mercato del lavoro per le persone e una maggiore professionalità all’interno delle imprese che possa permettere di puntare alla crescita continua. Ricercare l’eccellenza nella formazione rimane la direzione da seguire per gli enti pubblici e privati che si occupano della formazione in tutto il Trentino.

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41 speciale territorio Val di Sole, Val di Non e Paganella

Diatec, la trentinità come valore aggiunto Fortemente radicato sul territorio, il Gruppo Diatec investe nell’ottica della sostenibilità e del rispetto ambientale, per preservare il territorio, la salute dei collaboratori e il benessere delle loro famiglie.

UNA realtà, il Gruppo Diatec, con numeri da capogiro e un trend di crescita a doppia cifra. Una realtà, spiega il presidente e fondatore Diego Mosna, che ha fatto della qualità del prodotto, dell’attenzione al cliente e del radicamento sul territorio i principi cardine del proprio business. “Abbiamo chiuso il 2021 con un fatturato di oltre 51 milioni di euro – racconta Mosna – e nel primo semestre 2022 registriamo un incremento delle vendite pari al 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, portando così il fatturato del Gruppo per l’anno in corso all’obiettivo di 60 milioni. Ma, soprattutto, il dato che più ci rende orgogliosi è la continua acquisizione di nuovi clienti. Ciò dimostra che i nostri prodotti sono eccellenti, che

l’attenzione rivolta al cliente viene apprezzata e che abbiamo posto le basi per una crescita duratura nel tempo”. Non sono solo i numeri a stupire, ma anche l’affezione al Trentino. Un atteggiamento, questo, che non è scontato per un Gruppo fortemente internazionalizzato, protagonista sui mercati di tutto il mondo. “Restiamo fortemente radicati sul territorio – dice Mosna – ed è per noi un vanto aver mantenuto qui le nostre origini, nonostante il processo di delocalizzazione vissuto da diverse aziende negli scorsi anni. L’orgoglio di essere trentini traspare molto spesso nelle nostre comunicazioni e azioni di marketing. Crediamo che esportare la trentinità, oltre alla qualità dei nostri prodotti, sia un valore aggiunto (come dimostrano gli importanti investimenti effettuati in tutti i nostri stabilimenti), nell’ottica della sostenibilità e del rispetto ambientale, per preservare il territorio che ci circonda, la salute dei nostri collaboratori e delle loro famiglie. Cerchiamo di mantenere quella sensazione di benessere che la nostra regione trasmette e che tanti ci invidiano”. Anche per questo gli stabilimenti trentini continuano a svolgere un ruolo importante nelle strategie del Gruppo: “I due siti produttivi di Cles sono dedicati alla produzione di diversi prodotti, appartenenti alle tre differenti business unit in cui opera il Gruppo Diatec: Textile e Sublimazione, Graphic Arts e Industrial Adhe-

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sives. La vicinanza dei reparti produttivi all’head quarter di gruppo e al laboratorio di ricerca e sviluppo sono una prerogativa fondamentale per garantire la qualità e un continuo miglioramento della produzione”. Tra globale e locale, tra presente e futuro, in un panorama internazionale i cui scenari continuano a cambiare rapidamente e spesso in modo imprevedibile, abbiamo chiesto al patron del Gruppo quali sono i segreti per governare tutto questo. “Per affrontare con sicurezza, efficacia e competitività le costanti e imprevedibili evoluzioni del mercato – sottolinea Mosna – il nostro Gruppo riconosce come fondamentale il miglioramento della qualità e della sicurezza dei prodotti, la flessibilità e dinamicità aziendale, la formazione del personale, la gestione della sicurezza sul lavoro, la gestione dell’ambiente di lavoro e il rispetto dell’ambiente in cui opera”. I recenti rivolgimenti politici e geopolitici hanno mescolato le carte aprendo nuovi interrogativi e grandi incertezze, cogliendo le aziende di sorpresa. “La prima criticità derivante da questa situazione di instabilità – sottolinea sul punto Mosna – è sicuramente l’aumento dei costi produttivi e di vendita, dovuto alla scarsa reperibilità e alla crescita esponenziale e incontrollata dei prezzi delle materie prime, ai rincari energetici e dei costi di trasporto, che ci hanno obbligati a modificare il nostro modo di operare per quanto riguarda il processo di acquisto, di produzione e di vendita. È stato necessario un cambio di strategia,

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che parte non solo dalla ricerca di nuovi fornitori, ma che prevede anche un costante aggiornamento del portafoglio prodotti, al fine di soddisfare adeguatamente la domanda odierna. Per quanto riguarda i mercati, la strategia attuale è quella di consolidare la nostra presenza sul territorio europeo e nei territori extra europei non ancora serviti. Stiamo attuando dei progetti commerciali mirati anche per i mercati del Nord Africa e degli Stati Uniti”. Per il futuro, gli investimenti si concentrano sull’efficientamento energetico e sul potenziamento delle linee produttive. “Nei prossimi mesi proseguiremo con i diversi investimenti budgettati – conclude il presidente – sia per quanto riguarda l’ambito produttivo, con il collocamento di nuove linee ad alto contenuto tecnologico e di automazione per gli adesivi industriali e per le carte sublimatiche, sia in tema green, con il rinnovamento dei nostri impianti fotovoltaici, sostituendo gli attuali pannelli con altri di ultima generazione ad alte prestazioni”. Importanti novità, infine, anche sul lato della ricerca: “Entro la fine del 2022 verrà realizzato a Cles, un nuovo laboratorio di Ricerca e Sviluppo di oltre 400 metri quadrati, con strumenti di analisi all’avanguardia”. (adb)


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Würth Phoenix Soluzioni IT per far crescere le aziende Molte aziende stanno affrontando un percorso di digitalizzazione. Qual è la visione di Würth Phoenix a riguardo? L’elemento distintivo di Würth Phoenix è la competenza dei nostri collaboratori - dichiara Hubert Kofler, CEO di Würth Phoenix - Il nostro obiettivo è quello di realizzare, per aziende nazionali e internazionali, le soluzioni IT di cui hanno bisogno per crescere. La digitalizzazione, accelerata durante la pandemia, ha portato online asset aziendali strategici che occorre tutelare con investimenti in sicurezza. Per questo motivo da gennaio Würth Phoenix ha attivato il Security Operation Center (SoC) per il monitoraggio delle minacce. Quali sono le aree di business in maggior fermento? “Stanno crescendo tutte le aree di nostra competenza – risponde il CEO Hubert Kofler - le aziende che si rivolgono a noi hanno bisogno di sviluppare e automatizzare i processi interni ma anche quelli che permettono loro di interagire con i propri clienti. Le soluzioni ERP e CRM che implementiamo (basate su Microsoft Dynamics 365) vengono tarate sulle specifiche esigenze. Anche il monitoring di infrastrutture e servizi IT è al centro di un enorme sviluppo e qui riusciamo ad essere al passo con le nuove esigenze grazie al nostro prodotto NetEye. Certamente

anche i team di vendita sono sempre di più alla ricerca di strumenti in grado di aiutarli nella gestione della customer journey; noi siamo presenti con la nostra soluzione Speedy. Registriamo una crescita anche in ambito Business Intelligence, che consente alle organizzazioni di prendere decisioni consapevoli e implementare processi più efficienti. Infine c’è l’area forse di maggior sviluppo, la Cyber Security. In questo caso premia la prevenzione. Il nostro SoC ricerca continuativamente e proattivamente le minacce, ponendosi dal punto di vista dell’attaccante.”

nella sua formazione. Attualmente ricerchiamo più di 20 nuovi collaboratori per sostenere la nostra crescita e quella dei nostri clienti. Nel 2021 abbiamo realizzato un fatturato di 25 milioni ma i nostri piani sono di avere una crescita a due digit ogni anno. Vogliamo migliorare ulteriormente la qualità della consulenza che ci consente di mettere pienamente a frutto le potenzialità delle nostre soluzioni. Un’altra grande sfida – prosegue Micheal Piok - è quella di mantenere sempre forte sia lo spirito di gruppo che il rapporto di fiducia con i nostri clienti.

Quali sono in vostri piani per il futuro? Noi partiamo dalle persone – spiega Michael Piok, A.D. di Würth Phoenix – crediamo e investiamo molto nel personale e

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Verso un futuro sempre più green In attività da cinquant’anni, Antonio Basso Trentino Srl ha improntato il proprio lavoro sul rapporto di fiducia con gli interlocutori, a tutti i livelli, e sulla qualità delle opere realizzate.

"RISPETTO

per chi concede la propria fiducia nell’assegnazione dell’appalto, ovvero i nostri clienti, e rispetto per chi presta la propria operosità nell’esecuzione, ovvero i nostri collaboratori: sono questi i valori su cui poggia l’azienda, in linea con la tradizione famigliare del fondatore, Antonio Basso, che ha sempre sostenuto e creduto in questi principi. Ci proponiamo ai nostri clienti con l’obbiettivo di non limitarci mai alla semplice fornitura ed esecuzione di servizi e prestazioni, ma con la volontà di consegnare un’opera eseguita nel miglior modo possibile, un lavoro di cui essere orgogliosi”. La signora Carmela Rossi Basso, alla guida dell’azienda assieme ai figli Alessandro, Angelo e Giovanni, spiega così il valore aggiunto di un’impresa di famiglia che ha improntato il proprio lavoro sul rapporto di fiducia con gli interlocutori, a tutti i livelli, e sulla qualità delle opere realizzate. Forte di una lunga esperienza, la Antonio Basso festeggia nel 2022 i 50 anni di attività. Fondata nel 1972 in Veneto con il nome di “Impresa di costruzioni edili

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geom. Antonio Basso”, l’avventura prese il via con la realizzazione di edifici a carattere residenziale. Nel 1978 fu costruito lo stabilimento di Treviso per la produzione di strutture prefabbricate destinate ai settori commerciali, direzionali e industriali, e nel 1992, prima azienda in Italia, l’impresa ottenne la Certificazione del Sistema di Qualità relativa alle attività di progettazione e produzione di strutture prefabbricate. Anche dopo la scomparsa del fondatore Antonio, nel 2002 la ditta di famiglia continua con convinzione il percorso di crescita e innovazione che la porta a moltiplicare il giro di affari verso una dimensione industriale. Nel 2014, attraverso la controllata Antonio Basso Trentino Srl, viene acquisito lo stabilimento produttivo ex Precompressi Valsugana, a Grigno in provincia di Trento. Nel 2019 segue l’acquisizione del ramo d’azienda Beton Costruzioni in Manfredonia, provincia di Foggia, attraverso la controllata Antonio Basso Beton Srl. Complessivamente, la Antonio Basso dà lavoro a un organico medio annuo di 160 unità, di cui 135


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dirette (dei quali 36 impiegati tecnici, amministrativi e commerciali) e 25 indirette. “Siamo specializzati nella costruzione di edifici con strutture prefabbricate a destinazione artigianale/industriale, commerciale, direzionale e sportiva – spiega l’Ing. Alessandro Basso – e nella realizzazione di manufatti per infrastrutture di varia natura. Operiamo soprattutto sui mercati del Nord Est e nel Sud Italia, in Puglia e Basilicata, prevalentemente per committenza privata”. Ma l’attenzione al Trentino rimane sempre alta: come dimostra la denominazione dell’azienda, Antonio Basso Trentino Srl. Da quando, nel 2014, è stato acquisito lo stabilimento di Grigno, il rapporto con il territorio è cresciuto molto. “A otto anni di distanza – evidenzia l’ingegnere Giovanni Basso – il bilancio non può che essere positivo sia a livello di incremento della forza lavoro, soprattutto locale, sia nei riscontri con gli imprenditori locali”. Anche grazie a questi segnali positivi, l’azienda sta investendo su vari fronti. “Gli investimenti in stabilimenti e impianti sono finalizzati, da un lato, all’ampliamento del mercato, riducendo in maniera drastica le distanze dai centri produttivi ai siti di consegna, con evidenti favorevoli benefici in termini di impatto ambientale, dall’altro, all’implementazione delle tipologie

produttive. Per quanto riguarda lo specifico stabilimento di Grigno, è da evidenziare l’attivazione delle linee produttive relative agli impalcati da ponte, grazie alla quale è stato possibile essere assegnatari della fornitura degli elementi impiegati nell’ampliamento della terza corsia della A4, per la parte veneto-friulana”. Verso un’economia che richiede misure via via più sostenibili e rispettose dell’ambiente, il futuro di Antonio Basso Trentino Srl è sempre più green. “Le strategie dell’azienda – conclude Giovanni Basso – sono volte, da anni, a proporre ai committenti edifici ad alto valore di sostenibilità; nei nostri processi produttivi, attenzione particolare è rivolta alla riduzione dei consumi energetici, all’ottimizzazione dell’impiego delle materie prime, alla riduzione e/o reimpiego degli scarti di produzione attraverso la dotazione di impianti a circuito chiuso. Questa filosofia si riflette anche nelle costruzioni fornite ai clienti attraverso soluzioni tecniche che garantiscano, non solo il pieno rispetto dei requisiti normativi nell’ambito strutturale, ma anche elevate prestazioni sia per quanto riguarda la riduzione dei consumi energetico (in termini di gestioni estive/invernali), sia per la massimizzazione delle modalità di approvvigionamento da fonti rinnovabili”. (adb)

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Se un avvocato e un ingegnere… Eureka nasce per difendere la proprietà industriale e intellettuale dei propri clienti, attraverso il mix di competenze dei soci, professionisti nel campo del diritto e dell’ingegneria.

INGEGNERI

e avvocati, insieme, per difendere la proprietà industriale e intellettuale e proporsi come partner delle piccole e medie imprese nella pianificazione del loro business. Un’attività di cui c’era bisogno, quella di Eureka, come testimoniano i trend di crescita dell’azienda, nata nel 2010 a Vicenza e cresciuta poi con l’apertura di un secondo studio di consulenza a Trento, nel 2017, e un terzo a Verona, nel 2018. I soci fondatori si chiamano Stefano Pajola, avvocato di Vicenza, e Michele Trentin, ingegnere delle telecomunicazioni. “Abbiamo voluto unire le nostre forze in un unico studio – spiegano – per offrire un vantaggio concreto agli imprenditori che si rivolgono a noi. Facendo dialogare sotto lo stesso tetto competenze specialistiche nel campo del diritto e dell’ingegneria, vogliamo difendere la proprietà industriale e intellettuale dei nostri clienti e offrire loro consulenza a 360 gradi. Un settore, quello in cui operiamo, che richiede continui aggiornamenti, conoscenze molto settoriali e abilitazioni specifiche per poter agire”. Stiamo parlando di brevetti, marchi d’impresa, diritto d’autore e tutela del design. “Chiunque, oggi, sta cercando di tutelare ciò che crea”, sottolineano i soci fondatori. Ma la complessità delle normative e l’elevato grado di tecnicismo impone di essere affiancati da professionisti che posseggano queste competenze: “Ed è indubbio – precisano Trentin e Pajola – che per l’impresa rappresenta un vantaggio avere un unico interlocutore. Affianchiamo il nostro cliente cercando di proporci come un partner. I suoi interessi diventano i nostri”. Per muoversi nel settore con una competenza “certificata” occorre essere iscritti a un apposito albo professionale: l’Ordine nazionale dei Con-

sulenti in Proprietà Industriale. In Trentino, lo studio Eureka di Trentin e Pajola è tra i pochissimi presenti nell’Albo nazionale. “Siamo nati in Veneto, Vicenza, nel 2010. Poi il nostro network è cresciuto e abbiamo deciso di aprire una sede a Trento per essere più vicini ai nostri clienti di quest’importante area del nostro Paese”. Con Stefano Pajola e Michele Trentin lavorano altri professionisti, avvocati e ingegneri. Il team si compone di 6 persone, compresi i soci fondatori. I servizi offerti da Eureka sono molteplici:

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deposito e prosecuzione di domande di brevetto, marchio e design in Italia e all’estero, procedure di opposizione e nullità presso uffici brevetti e marchi nazionali e internazionali, contenzioso giudiziario presso tribunali specializzati, diritto d’autore, nomi a dominio, attività amministrative su titoli, servizi di sorveglianza, contratti d’impresa e contratti specifici in materia di proprietà industriale. Fino all’inizio degli anni 2000, la sensibilità per queste tematiche era in Italia piuttosto limitata. “Ora – spiegano Trentin e Pajola – la situazione è cambiata. Ci stiamo allineando agli standard di altri Paesi europei, che, da tempo, sono molto attenti ai diritti di proprietà industriale. Le piccole imprese hanno capito l’importanza di essere tutelate in questo campo, non solo per difendere le proprie creazioni, ma anche per evitare di violare i diritti di quelle degli altri, che potrebbero

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poi rivalersi”. Le cause in tema di proprietà industriale sono gestite da tribunali specializzati. Anche per questo occorre rivolgersi a professionisti che conoscono a fondo la materia e che hanno esperienza diretta presso i fori competenti, con relativi aspetti giuridici e procedurali. “Inoltre, è in fase di avvio l’attuazione della normativa sul brevetto unitario europeo – ricordano i soci – che introduce nuovi scenari di diritto sovranazionale e nuove dinamiche da rispettare, tempistiche e procedure a fronte delle quali le piccole aziende vanno opportunamente affiancate e assistite”. Tra i servizi offerti da Eureka, anche la valutazione monetaria dei diritti di proprietà industriale, un’esigenza che sta diventando una necessità: “I titoli di proprietà industriale hanno bisogno sempre più spesso di essere valutati, in modo che l’azienda abbia consapevolezza di se stessa, non solo in caso di vendita, ma anche per conoscere il valore reale di ciò che possiede. Tali valutazioni rilevano infatti in sede di bilancio ma, soprattutto, in fase di pianificazione di investimenti e di strategie per il futuro”. Operando in ambito sia tecnico sia legale, “Eureka è il partner di rifermento – concludono Stefano Pajola e Michele Trentin – per chi intende proteggere e trarre il massimo vantaggio competitivo dai propri investimenti in ambito tecnologico e di immagine commerciale”. (adb)


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Uno sguardo analitico ai prezzi delle materie prime In uno scenario che esprime significativi gradi di incertezza, Confindustria Trento ha organizzato un ciclo di webinar per fornire alle imprese strategie di approvvigionamento efficaci.

COME

si modificano le traiettorie evolutive dei prezzi internazionali delle materie prime all’indomani dell’invasione dell’Ucraina? Quali le commodity più impattate dal conflitto? Quali saranno verosimilmente gli effetti sui costi di approvvigionamento nelle principali filiere di specializzazione dell’industria italiana? In uno scenario di massima complessità come quello attuale, Confindustria Trento, insieme al partner Prometeia, dal 18 maggio al 21 giugno hanno organizzato un ciclo di webinar per tentare di dare risposte precise a questi, mettendo a fattor comune: dati di mercato, informazioni esperte e segnali sul campo provenienti dalle imprese della community costruita in questi ultimi mesi intorno alla piattaforma Appia. Una delle iniziative forti in questo percorso, messe in atto nel tentativo di aggiornare le aziende sul più ampio ventaglio di variazione dei prezzi delle materie prime, l’associazione ha predisposto specifici approfondimenti, i quali si sono concretizzati in sette webinar personalizzati dedicate ad altrettante filiere industriali: • Energia e Trasporti, con un focus commodity dedicato a: petrolio, gas naturale, energia elettrica, produzioni petrolifere. • Metalmeccanica, con un focus commodity dedicato a: acciai, alluminio, rame, zinco, nickel. • Legno e Carta, con un focus commodity dedicato a: legname, cellulosa, energia elettrica, gas naturale. • Chimica, Gomma e Plastica, con un focus commodity dedicato a: petrolio, gas per la produzione di energia elettrica, plastiche, gomme. • Alimentare, con un focus commodity dedicato a: grano, mais, soia, coloniali, packaging. • Tessile e Moda, con un focus commodity dedicato a: cotone, lana, pelli, fibre sintetiche, gomme. • Costruzioni, con un focus commodity dedicato a: acciai lunghi, plastiche, legname, materiali non ferrosi.

Prezzi Energia elettrica Prezzo Unico nazionale (PUN) €/MWh Prezzo Gas Naturale TTF €/MWh Brent $/Bbl Fonte: Centro Studi Confindustria Trento, Consorzio Assoenergia

Grazie al contributo diretto dei funzionari dell’Associazione, degli economisti e analisti di Prometeia, si è riusciti a mettere in campo ulteriori strumenti per aggiornare il contesto interpretativo rispetto alla moltitudine di dati già messi a disposizione all’interno della piattaforma Appia. Ovvero, visto le incertezze proposte dai mercati nazionali ed internazionali, instabilità che man mano si confermano sempre più sistemiche, si è cercato di dare ulteriori indirizzi per valorizzare il know-how statistico-economico presente in questo portale online, caratterizzato da analytics continuamente aggiornati e informazioni esperte pensate per essere il più possibile accessibili e spiccatamente business friendly, senza però tradire la propria natura statistico-econometrica. Le iscrizioni a questo servizio tecnico specialistico – gratuito per le imprese associate a Confindustria Trento -, sono ancora aperte. (fp)

Per informazioni Area Economia d’Impresa appia@confindustria.tn.it T 0461 360007 TRENTINOINDUSTRIALE.COM | AGO-SET 2022


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Appalti e caro prezzi: strategie di sistema Presentati a Palazzo Stella gli interventi provinciali in materia di contratti pubblici, frutto del lavoro svolto in sinergia con le associazioni di categoria. di MONICA VIDI, Servizio Appalti, Confindustria Trento e ANDREA MANCA, Avvocato del Foro di Trento

SI

è tenuto lo scorso 21 luglio a Palazzo Stella un seminario per approfondire la tematica del caro prezzi, con un focus sulle istanze delle imprese e le risposte ottenute con i recenti interventi provinciali adottati dalla Pat come frutto del lavoro svolto in sinergia con le associazioni di categoria. L’eccezionale aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, dell’energia e dei carburanti, oltre a gravi carenze negli approvvigionamenti, costituisce un forte ostacolo per l’avvio e il completamento dei lavori di realizzazione delle opere pubbliche e per l’esecuzione delle forniture di servizi e beni che richiede di essere affrontato con misure di natura eccezionale, anche e soprattutto nel settore dei contratti pubblici. Nella piena consapevolezza della situazione contingente e delle istanze provenienti dalle Associate, Confindustria Trento, nella persona del presidente Fausto Manzana, ha

incontrato lo scorso 5 aprile il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti e i dirigenti generali competenti in materia di appalti pubblici per avviare un confronto sulle soluzioni da attuare nel breve e nel medio periodo. Tale incontro ha dato il via ad un proficuo e intenso lavoro congiunto tra Provincia Autonoma di Trento e Associazioni Imprenditoriali per l’attuazione di una serie di misure straordinarie quali la revisione infra-annuale dell’Elenco Prezzi, il cui aggiornamento è stato pubblicato a fine giugno con un adeguamento dei prezzi delle materie prime e dei materiali, ma anche i costi dell’energia, della benzina, del gasolio e della manodopera e con l’inserimento di un nuovo capitolo relativo ai materiali a piè d’opera. Lo stesso presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha dichiarato che “la decisione di aggiornare

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l’Elenco Prezzi deriva dalla volontà di adeguarli alla situazione di mercato venutasi a creare a causa delle tensioni sui mercati, con conseguente aumento di molte delle voci relative alle opere pubbliche. Si tratta di una scelta volta a dare continuità agli appalti pubblici nell’interesse del Trentino e di un’azione che punta a consentire che le gare possano svolgersi e che le imprese che se le aggiudicano possano portare a termine i cantieri relativi a lavori che sono utili al territorio”. A ciò si sono aggiunti alcuni interventi di carattere normativo quale la nuova disposizione contenuta nella Lp 6/2022 che prevede l’inserimento della clausola di revisione prezzi nei documenti di gara relativi alle procedure per l’affidamento di contratti pubblici non solo di lavori, ma anche di servizi e forniture avviate dopo la data di entrata in vigore della Legge Provinciale, nonché a quelle il cui termine di presentazione delle offerte non sia ancora scaduto alla suddetta data. Prevede inoltre, per gli anni 2022 e 2023, che le amministrazioni aggiudicatrici valutino l’opportunità di rinegoziare le condizioni contrattuali per

Il servizio Appalti di Confindustria Trento Il servizio Appalti di Confindustria Trento è sempre disponibile per qualsiasi tipo di informazione e consulenza. In particolare, l’Associazione fornisce assistenza dal punto di vista giuridico alle imprese associate durante la partecipazione alle gare e in fase di esecuzione dei contratti pubblici. Inoltre, raccoglie segnalazioni e proposte da presentare alla componente pubblica nel corso delle riunioni del Tavolo Appalti provinciale, delle audizioni nelle Commissioni del Consiglio Provinciale e degli incontri dedicati sul tema. Per informazioni Servizio Appalti Confindustria Trento T 0461360007 appalti@confindustria.tn.it

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ripristinare l’equilibrio sinallagmatico in conseguenza all’aumento eccezionale dei prezzi. La Provincia ha definito le disposizioni necessarie all’attuazione di tale previsione con apposite Linee guida, applicabili ai contratti di lavori, servizi e forniture che sono in corso di esecuzione nell’anno 2022 e/o nell’anno 2023 e che non contengano la clausola revisionale di cui all’art. 29 DL 4/2022. Nelle linee guida si precisa che il riequilibrio contrattuale può essere legittimamente richiesto dall’appaltatore e negoziato con la Pubblica Amministrazione, al verificarsi del superamento del normale margine di alea - che deriva da un ragionevole margine di prevedibilità di eventi sfavorevoli in sede di formulazione dell’offerta di cui l’operatore economico deve tener conto – al fine di evitare che lo squilibrio determinatosi a causa di eventi imprevedibili e straordinari determini l’assunzione in capo all’appaltatore di un rischio che non rientra nella normalità. Al fine di attivare la procedura di rinegoziazione dei prezzi è necessario che l’operatore economico presenti specifica istanza all’amministrazione aggiudicatrice rispettando come requisito temporale la previsione che il contratto sia in corso, ossia che non si sia giunti alla definizione di ogni rapporto scaturente dal contratto con l’approvazione degli atti finali. Tutte queste tematiche sono state oggetto del seminario di approfondimento dal titolo “Caro prezzi: gli interventi provinciali in materia di contratti pubblici” tenutosi presso la sede di Confindustria Trento. Il convegno, nel corso del quale sono intervenuti Antonio Tita, dirigente generale di Apac e Luciano Martorano, dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture, ha avuto un’ottima partecipazione ed è stato una preziosa occasione di confronto e aggiornamento per le aziende associate su un tema di grande rilevanza sia per le imprese che per la pubblica amministrazione, con la quale si è concretizzato un clima di forte e concreta collaborazione.


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Essere Felici Lavorando? Obiettivo fissato È all’Oasi Zegna che si è svolta l’ultima tappa degli study tour organizzati da Confindustria Trento e Federmanager. Al centro delle attività l’empowerment personale e professionale. di FRANCO BERTOLI, coach, formatore, ideatore di performance sostenibile

DUE

giornate d’esperienza interiore e di ispira- “Shinrin Yoku” -, ovvero un’attività immersiva di zione per manager alla ricerca di un miglioramen- connessione all’ambiente naturale che permette di to per sé stessi, tendendo all’essere maggiormente sviluppare e allenare maggiori capacità di presenfelici mentre si lavora. Questa, in sintesi, l’ultima za e concentrazione. Insieme abbiamo poi speritappa degli study tour organizzati da Confindu- mentato il Labirinto che caratterizza l’Oasi: grazie stria Trento e Federmanager che, nei giorni tra il al suo intrecciato groviglio di sentieri e percorsi, 9 e il 10 giugno, nella cornice dell’Oasi Zegna di ai suoi colori, ai suoi cristalli, accompagnato da Biella, ha permesso ai partecipanti di essere ac- specifici esercizi di respirazione hanno portato i compagnati in un percorso formativo dai caratteri partecipanti ad esplorare una nuova dimensione tanto insoliti quanto efficaci. Per abilitare al me- finalizzata a supportare maggiori capacità a ricoglio riflessioni di questo tipo abbiamo disegnato noscersi e ad acquisire una consapevolezza sempre questi momenti attorno a tre elementi di contesti più ricca ed articolata del proprio essere. Parliamo fondamentali: in primo luogo l’ambiente, quindi sicuramente di un’esperienza non facilmente inla natura rigogliosa che contraddistingue l’Oasi, quadrabile all’interno delle formazioni aziendali poi la dimensione simbolica dell’antico Labirinto a cui siamo abituati, ma forse per questo nelle e infine la ricca e significativa storia della dina- restituzioni è emerso come l’attento ascolto di se stia Zegna e del suo lanificio. All’atto pratico tutti stessi ha portato in primo luogo ad una crescita ini manager presenti, immersi nei boschi di faggi, dividuale, che in modo del tutto fluido e naturale abeti e betulle hanno potuto fare esperienza di tec- ha rafforzato la qualità delle relazioni con gli altri. niche come la meditazione camminata e il forest Ed ecco l’obiettivo: “Essere Felici Lavorando”. Direi bathing - pratica nata in Giappone col nome di una sfida sicuramente ambiziosa e necessariamen-

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te impegnativa, ma che non può più essere relegata a fattore secondario in tutte le valutazioni che operiamo rispetto al lavoro nostro, dei colleghi e dei collaboratori. La sensibilità nei confronti di questo tema però è stata notevole, da laboratori svolti, infatti, è emersa un’attenzione particolare verso questo argomento: essere felici o infelici, insieme alle azioni e ai comportamenti che possiamo mettere in atto in questo senso, risultano essere la chiave di volta per vivere al meglio la nostra quotidianità professionale. Mi sento di affermare con certezza che essere felici lavorando non si tratta solamente di una questione “di principio”, ma anche migliorare nei fatti le nostre prestazioni, quindi avere la possibilità di porsi obiettivi man mano più ambiziosi e riuscire ad ottenere risultati altrettanto significativi. Arriva dunque alla fine il punto fondamentale, ovvero esserne capaci senza rinunciare al rispetto di una performance sostenibile per gli esseri umani come definito e ricercato dal metodo Bertoli. Sono stati dei giorni sicuramente intesi e sorprendenti, per questo mi sento di ringraziare

tutti i partner dell’iniziativa: Confindustria Trento, Federmanager Trento Apdai, il percorso 4.Manager, l’Oasi Zegna e non per ultimo tutti i singoli partecipanti, i quali sono stati capaci di dare significato profondo a tutte le attività.

Oasi Zegna: una storia centenaria di sostenibilità In linea con i principi di sostenibilità che animano il Gruppo Ermenegildo Zegna - rinomato creatore, produttore e distributore di prodotti e accessori di lusso -, l’Oasi Zegna è la rappresentazione concreta e la diretta conseguenza dell’approccio responsabile del suo fondatore nei confronti del patrimonio sociale ed ambientale del suo territorio d’origine. Infatti, già negli anni ’30 del Novecento l’imprenditore Ermenegildo Zegna fu fautore di un ampio progetto di valorizzazione del paesaggio attorno al Lanificio da lui stesso fondato nel 1910. L’obiettivo e la volontà del visionario imprenditore furono quelle di dare vita ad un ecosistema che vedesse il Lanificio al centro della comunità e, creando la strada 232 e successivamente l’Oasi Zegna grazie ad un lavoro di riforestazione, generare un’interdipendenza positiva e sostenibile tra infrastrutture industriali, ambiente naturale e sistema sociale. Ad oggi l’Oasi Zegna è un territorio ad accesso libero - situato in provincia di Biella - che si estende su 100 km2 e si sviluppa su 1.420 ettari di boschi e in 170 ettari di pascoli, rappresentando il luogo perfetto per entrare in contatto con la natura nel pieno rispetto degli ecosistemi locali. Dal 2014 si forgia del vanto di aver ottenuto il patrocinio del Fai (Fondo Ambiente Italiano). Con i suoi progetti altamente innovativi si caratterizza inoltre come luogo di formazione non convenzionale con laboratori a cielo aperto dedicati a tutta la comunità basati su sperimentazione, esperienze di bene comune e responsabilità civile diffusa.

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Un Festival rinnovato per la città di Trento Dal 2 al 4 giugno 2022 si è svolto il Festival dell’Economia nella sua nuova organizzazione affidata al Gruppo 24 ORE. Anche Confindustria Trento tra i protagonisti.

L'INIZIO

di giugno ha visto la città di Trento animarsi, non solo di una normalità ritrovata nelle modalità di incontro e dibattito, ma soprattutto di idee e visioni che in una cornice comune mettono imprese, cittadini ed istituzioni al centro dello sviluppo del nostro paese. È partita da questo presupposto la nuova organizzazione del Festival dell’Economia affidata al Gruppo 24 ORE, con l’intento appunti di costruire un mix vincente tra ospiti di alto profilo ed eventi più trasversali nei temi e nelle modalità di svolgimento. Infatti, da una parte si sono visti 8 premi Nobel, 10 Ministri e la presenza di molti dei manager e imprenditori delle più importanti realtà imprenditoriali del nostro paese;

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dall’altra il “Fuori Festival”, una ricca serie di attività pensate per avvicinare giovani e famiglie a temi tradizionalmente ritenuti lontani e poco decifrabili. È stata un’edizione del Festival che anche nel titolo ha voluto riassumere le numerose tensione e questioni urgenti del nostro tempo: “Tra Ordine e Disordine” infatti è un richiamo alla sintesi e all’analisi di un contesto che si articola sicuramente in una dimensione globale, ma che non può fare a meno di guardale verso le economie dei territori. È così che: associazioni di categoria, fondazioni, istituzioni, enti di ricerca e organizzazioni del terzo settore sono state coinvolte in approfondite riflessioni per trovare direttrici comuni di sviluppo, capaci


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di fare sintesi tra territorio, ricerca e innovazione. Tra gli ospiti illustri non è mancato neppure il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, protagonista di un’intervista che ha toccato e approfondito tutti i maggiori temi offerti dall’attualità: dal lavoro, alle riforme economiche senza escludere le conseguenze del conflitto in Ucraina. Si è tracciato dunque un Festival dell’Economia ricco negli stimoli, negli spunti e nelle idee, che ha voluto insignire la città di Trento “capitale del pluralismo”, ma più in generale dare vita ad uno spazio comune dove tutti gli attori territoriali si sono messi in gioco per posizionare e consolidare il Trenino come leader culturale nel panorama italiano e internazionale. In questo scenario così vivace e articolato non poteva mancare la partecipazione di Confindustria Trento attraverso due grandi eventi. Innovation Days – Green e Digital: L’Italia riparte Digitalizzazione e sostenibilità, declinata in tutte le sue accezioni, dall’ambientale alla finanziaria, sono le parole chiave dell’Italia che, dopo la crescita record del 2021, non vuole fermarsi. Da queste premesse, il 2 giugno scorso all’interno del Itas Forum di Trento, si sono aperti gli Innovation Days, un’intera giornata dove imprenditori, manager e istituzioni locali si sono confrontati rispetto alle direttrici di sviluppo del nostro territorio. Un evento che ha visto tra i suoi organizzatori Confindustria, Il Sole 24 Ore e Confindustria Trento, affiancati dal contributo di Sistemi Formativi Confindustria e 4.Manager. L’intera giornata ha avuto l’esplicito scopo di evidenziare strategie, soluzioni e competenze necessarie per affrontare questo periodo complesso e disegnare la rotta per sostenere l’incoraggiante ripartenza economica registrata durante il 2021. Il cospicuo programma si è aperto con i saluti istituzionali da parte di Fabio Tamburini, direttore Il Sole 24 Ore, Fabrizio Lorenz, presidente ITAS Vita, e Franco Ianeselli, sindaco Trento; per poi entrare subito nel vivo con il dialogo tra il presidente di Con-

findustria Trento Fausto Manzana e l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, della Provincia autonoma di Trento Achille Spinelli, i quali hanno fatto il punto sull’utilizzo dei fondi del Pnrr per la più completa innovazione del nostro territorio. Successivamente il focus si è spostato sul ruolo della transizione digitale nello sviluppo delle imprese, dove i protagonisti del dibattito sono stati: Alessandro Batisti, managing director Pama, Danilo D’Elia, amministratore delegato Node, Federica Finco, amministratore delegato Casearia Monti Trentini, Andrea Sartori, executive manager/director HIT - Hub Innovazione Trentino. In un secondo momento è stato affrontato il tema del contributo della sostenibilità alla creazione di valore, in questo caso la tavola rotonda era composta da: Alessandro Carretta, segretario generale Assifact e professore di Economia degli intermediari finanziari, Università di Roma Tor Vergata, Giovanna Flor, amministratore unico Bauer, Mauro Franzoni, presidente Levico Acque, e Piero Pastore, direttore generale Vetri Speciali. Infine la prima parte della giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata all’analisi delle strategia per una mobilità sostenibile composta da: Diego Cattoni, amministratore delegato Au-

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tobrennero, Alberto Viano, amministratore delegato LeasePlan, e Paolo Mazzalai, presidente SWS Systra. Il pomeriggio ha visto uno sviluppo dinamico degli interventi, tutti caratterizzati da un intento formativo: intervallati da brevi speech da parte di startup trentine, rappresentanti di enti come Confindustria, ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Fondazione Global Compact Italia, hanno provato a fornire ai presenti competenze e strumenti operativi per affrontare la necessaria transizione verso la sostenibilità. Tra i relatori: il direttore di Confindustria Trento Roberto Busato, che ha presentato il progetto “Duemilatrentino - Futuro Presente”, Alfredo Maglione, del Consiglio Direttivo dell’Associazione, Manuela Seraglio Forti, Presidente AmaAmbiente e Laura Pedron, Dipartimento Sviluppo economico, ricerca e lavoro Provincia autonoma di Trento. Innovation Jazz Una stimolante riflessione sull’equilibrio tra ordine e disordine, tra creatività e disciplina, caos ed emergenza, ha animato il 4 giugno all’Itas Fo-

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rum la conversazione spettacolo organizzata da Confindustria Trento grazie alla collaborazione con Alessandro Garofalo, fisico che da decenni fa innovazione e che da circa due anni conduce per l’Associazione il format “Una certa idea di futuro”. A introdurre l’evento, il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana, che ha anticipato il pensiero che anima il lavoro dei protagonisti dell’appuntamento: un percorso di approfondimento sulle analogie tra la jam session jazzistica e l’operare in azienda. “Ascolterete un piccolo percorso musicale - ha spiegato Garofalo - che ha lo scopo di evidenziare le analogie e le perfette simmetrie che ci sono tra organizzazione del lavoro e un concerto jazz. Il musicista deve essere capace di lavorare in gruppo e cioè rispettare i tempi, gli spazi, le regole e gli equilibri definiti, tenere in considerazione gli umori, le originalità, i comportamenti, gli atteggiamenti e le emozioni degli altri”. Insieme a Garofalo, sul palco dell’Itas Forum, Alberto Felice De Toni, professore ordinario di ingegneria economico gestionale presso l’università degli studi di Udine, Direttore scientifico Cuoa Business School, e gli artisti del Walkin’ Jazz Quartet: Michael Rosen, sax; Stefano Raffaelli, tastiere; Flavio Zanon, contrabbasso; Enrico Tommasini, batteria. Garofalo e De Toni hanno riflettuto sulla metafora jazzistica e sui concetti di creatività, disciplina, team, leadership, emergenza, alternandosi ai brani interpretati da Rosen, Raffaelli, Zanon e Tommasini, in questo laboratorio/concerto di intelligenza emotiva. Sullo sfondo, la complessità di questi tempi difficili, caratterizzati dall’acronimo V.U.C.A.: volatilità, incertezza, complessità, ambiguità. “L’innovazione nasce tra ordine e disordine all’orlo del caos - ha detto tra le altre cose De Toni -. Si tratta di trovare un equilibrio, un paradosso permanente tra continuità e discontinuità, tra la capacità creativa che consente di immaginare nuovi contesti, e il miglioramento del conosciuto che ci consente di aumentare l’efficienza. Dobbiamo surfare sull’onda della digitalizzazione, della globalizzazione, della sostenibilità”. (fp)


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Sanzioni e contro-sanzioni Confindustria Trento offre alle imprese un costante aggiornamento sui risvolti economici dell’invasione russa ai danni dell’Ucraina. A fine luglio l’ultimo di una serie di seminari. di NICOLÒ ANDREINI, Internazionalizzazione, Confindustria Trento

PROSEGUE

il monitoraggio dell’Associazione sulle numerose sanzioni adottate dall’Unione europea nei confronti della Federazione Russa a seguito dell’invasione ai danni dell’Ucraina, in quanto direttamente intervengono negli scambi dell’industria europea con Russia e Bielorussia. Quale aggiornamento della sintesi fornita nella pubblicazione di febbraio-marzo 2022 sui primi quattro pacchetti di sanzioni europee, i pacchetti di sanzioni sono ormai sette e le limitazioni si sono quindi ulteriormente intensificate e continuano a coinvolgere sia la prestazione di servizi finanziari, tributari e assicurativi, sia le esportazioni e importazioni di numerose tipologie di prodotti. Per le imprese attive nel commercio estero è, pertanto, essenziale effettuare le dovute due diligence soggettive e oggettive, al fine di evitare le gravose sanzioni previste in caso di mancata osservanza delle sanzioni. L’Unione Europea, in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, ha adottato una serie di regolamenti volti a limitare fortemente gli scambi con la Russia e la Bielorussia. In particolare, verso la Russia sono vietate le esportazioni riguardanti beni dual use (Allegato I, Regolamento 821/2021), una categoria merceologica comprensiva di tutte le tecnologie utilizzabili sia a fini civili che militari; le altre tecnologie utilizzabili per la sicurezza e la difesa (c.d. quasi dual use, Allegato VII, Regolamento 328/2022), nonché i prodotti che interessano il settore dell’energia, con blocchi verso l’industria della raffinazione del petrolio e dei carboturbi (Allegati X e XX, Regolamento 833/2014) e dei trasporti. Il “quarto pacchetto”, invece, ha introdotto una restrizione sulle esportazioni delle merci di lusso, tra cui numerosi prodotti tipici del Made in Italy, come i tartufi, vini e gioielli del valore superiore a

300 euro, motocicli dal valore superiore 5.000 euro e automobili che valgano più di 50.000 euro (nonché altri beni specificamente indicati nell’Allegato XVIII del Regolamento 2022/428). Il Regolamento 576/2022, vieta, inoltre, l’esportazione in Russia dei prodotti in grado di contribuire alla sua crescita industriale, indicati nell’Allegato XVII del Regolamento 576/2022. Rientrano in tale elenco, tra gli altri, anche prodotti maggiormente tipici dell’industria e manifattura italiana come piastrelle, tegole, vetri, nonché macchine e tessuti di cotone e lana. Il Regolamento Ue 2022/879, ha poi previsto la limitazione all’import di petrolio di origine russa in Unione europea, con numerose distinzioni a seconda dei Paesi Ue coinvolti. Il “sesto pacchetto” amplia, tra l’altro, la lista dei prodotti “quasi dual-use”, con un divieto di export di numerosi composti chimici, e introduce una nuova restrizione riguardante l’assistenza contabile, fiscale e amministrativa gestionale verso i soggetti russi. A partire dal 4 giugno 2022, è vietato per le imprese europee di concludere contratti di fornitura relativi a prodotti petroliferi russi, sia greggi che raffinati, indicati nell’Allegato XXV del Regolamento 833/2022. Entro il 5 dicembre 2022 è, comunque, ancora possibile per gli operatori importare petrolio greggio russo in esecuzione di contratti conclusi in precedenza al 4 giugno 2022, oppure eseguire operazioni di importazione di tali combustibili che siano una tantum, a condizione che, entro 10 giorni dalla conclusione dell’accordo, la sottoscrizione del nuovo contratto sia notificata alla Commissione europea. Per il petrolio raffinato, invece, il termine ultimo per effettuare l’operazione è il 5 febbraio 2023. Il “sesto pacchetto” contiene un’altra importante novità: è previsto un generale divieto di prestare qualsiasi attività, sia in forma diretta

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che indiretta, di auditing, di assistenza contabile, tributaria o di revisione dei conti, nonché attività amministrativa o di pubbliche relazioni verso il Governo russo o persone giuridiche stabilite in Russia. In ogni caso, è ancora possibile prestare la propria attività di consulenza nei confronti di soggetti russi controllati da società stabilite in uno Stato membro o fornire i servizi strettamente necessari per l’esercizio del diritto di difesa in un procedimento giudiziario. Sotto tale profilo, anche in ragione delle conseguenze penali previste in caso di violazioni dei divieti (art. 20, d. lgs 221/2017), occorre evidenziare l’importanza per gli operatori del commercio internazionale di effettuare precise attività di due diligence, volte ad analizzare approfonditamente sia le controparti russe e le destinazioni dei propri prodotti, che l’effettiva classificazione dei prodotti e gli aspetti contrattuali collegati alla vendita internazionale. Tutte le restrizioni disposte dall’Unione europea, con la sola eccezione del divieto inerente i beni di lusso, prevedono una clausola temporale di salvaguardia per i contratti in essere (la “Grandfather clause”), che permette di effettua-

Export Day 2022 Venerdì 21 ottobre 2022, Trentino Export organizza il suo 8° Export Day presso la Cantina Vivallis di Nogaredo. A seguito dell’ultimo Export Day, svoltosi nel novembre del 2019, Trentino Export ha deciso per il 2022 di modificare il format di questo suo periodico evento per renderlo maggiormente partecipato e qualitativamente migliore. L’evento è stato pensato come una giornata dedicata all’internazionalizzazione, ove le aziende partecipanti possano conoscere strumenti e servizi per affrontare i mercati internazionali, grazie alla presenza di 14 referenti esteri di Trentino Export. Per informazioni Trentino Export T 0461 931011 info@trentinoexport.it

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re, entro una data predeterminata, le operazioni con la Russia e la Bielorussia in via del tutto eccezionale, a condizione che tale operazione avvenga in adempimento a contratto conclusi precedentemente all’entrata in vigore dei divieti. Al riguardo, pertanto, effettuare una due diligence comprensiva anche di un’analisi dei contratti rappresenta un’attività consigliata per tutti i soggetti che si rapportano con soggetti russi. Sanzioni e risvolti delle stesse per l’industria trentina sono stati oggetto di un nuovo webinar di aggiornamento che, dopo i vari svolti in marzo scorso, Confindustria Trento e Assoimprenditori Alto Adige hanno organizzato per il 21 luglio, con l’intervento di Studio Armella & Associati, nelle persone degli avvocati Sara Armella e Stefano Comisi, specializzati in diritto tributario e doganale e partner stabili dell’Associazione per le tematiche doganali. In conclusione, merita citare la Guida Ukraineinvest e relativo HelpDesk, curati da Ukraine Invest, agenzia ucraina per l’attrazione e il supporto agli investimenti, che forniscono informazioni aggiornate sulle diverse Regioni ucraine e sui settori più promettenti per attrarre investimenti nelle condizioni della legge marziale. Di seguito il link alla documentazione consultabile in lingua inglese: https://ukraineinvest.gov.ua/services-team/our-services/ukraineinvest-helpdesk/.


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Buone nuove per l’alta formazione professionale Sicura porta di ingresso nel mondo del lavoro, conferma la sua efficacia in termini di occupabilità e anche per l’anno 2022/2023 è prevista un'ampia offerta di percorsi in provincia di Trento. di MARIA CRISTINA POLETTO, Education, Confindustria Trento

MENTRE

le aziende di tutto il Paese sono pronte ad assumere per sostenere i livelli di crescita, mancano i candidati con le competenze adeguate, in particolare di area tecnica. Tra le cause principali della scarsità di lavoratori qualificati, oltre l’abbandono precoce degli studi e il calo demografico, c’è il fenomeno dell’emigrazione dei giovani da alcune regioni verso altre, ma anche verso l’estero e difetti nell’orientamento alla scelta dei percorsi formativi. Tra i percorsi più accreditati per un rapido ingresso nel mondo del lavoro si sta parlando sempre di più in ambito nazionale di Its, anche alla luce del maxi finanziamento da 1,5 miliardi di euro fino al 2026, previsto dal Pnrr, che darà agli Its una forte propulsione alla loro diffusione su tutto il nostro territorio nazionale. Mentre è stata appena approvata la tanto attesa riforma Its, con il via libera della Camera, va ricordato che nella nostra Provincia l’Alta formazione professionale (Afp) è, dal 2006, il sistema trentino di formazione terziaria non accademica, equiparato proprio al sistema nazionale degli Istituti Tecnici Superiori (Its). La riforma avrà sicuri risvolti anche in Trentino, dove l’offerta formativa dell’Afp

si è sviluppata nel tempo rispetto ad aree considerate prioritarie per lo sviluppo economico e la competitività del territorio. Si tratta di Percorsi di eccellenza in linea con le esigenze del tessuto produttivo e con i nuovi campi dell’economia e di alta specializzazione per giovani e adulti diplomati, in grado di svolgere un’attività professionale con significative competenze tecnico-scientifiche e livelli elevati di responsabilità e autonomia. Negli Istituti per Tecnici Superiori si sviluppano

Bollini di Qualità per l’Alternanza Scuola-Lavoro e gli Its/Afp. Aperte le candidature 2022 Anche per il 2022 Confindustria valorizza l’impegno delle imprese nella formazione delle nuove generazioni riconoscendo due bollini, il Bollino per l’Alternanza di Qualità e il Bollino Impresa in Its/Afp. Numerose sono le aziende associate che si sono fregiate dell’importante riconoscimento. Il primo premia le imprese che si distinguono per la qualità dei percorsi di Alternanza scuola-lavoro attivati promuovendo collaborazioni virtuose con scuole secondarie di secondo grado e centri di formazione professionale. Il secondo premia le imprese impegnate nella diffusione della cultura tecnica e delle discipline Stem grazie all’attività di sostegno e promozione dei percorsi Its/Afp presenti sul territorio nazionale e provinciale. Confindustria conferisce e rinnova i bollini sulla base delle attività svolte e documentate dall’impresa da gennaio a dicembre 2022. I Bollini hanno validità annuale e possono essere rinnovati, di anno in anno. Per informazioni Area Education e Formazione T 0461 360005 education@confindustria.tn.it

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idee e progetti che si concretizzano in soluzioni innovative in collaborazione con le aziende. Dalla automazione, alla sostenibilità ambientale, al digitale, alla comunicazione e marketing, ragazze e ragazzi iscritti all’Afp contribuiscono a generare novità ad alto contenuto tecnologico e gestionale, percorrendo e proiettandosi non solo nel presente del lavoro ma anche nel prossimo futuro. I percorsi di Alta formazione professionale durano due anni e si svolgono anche in contesto lavorativo, per almeno il 40% del percorso, attraverso periodi di tirocinio curriculare, denominato “praticantato”, in aziende e/o organizzazioni lavorative particolarmente significative per la dotazione tecnologica, per lo sviluppo organizzativo e per la gestione di impresa. Si concludono con il diploma di “Tecnico Superiore”, riconosciuto a livello nazionale. Trentino Industriale dedicherà approfondimenti specifici ai Percorsi dell’edizione 2022-2023, che segnaliamo, dei quali sono reperibili tutti i riferimenti e recapiti dei Soggetti attuatori sul sito https://www.vivoscuola.it/Schede-informative/ Alta-Formazione-Professionale/OFFERTA-FORMATIVA/Percorsi-edizione-2022-2023 Tecnico superiore per l’automazione e i sistemi meccatronici Tecnico superiore per le infrastrutture di rete, di virtualizzazione e per il cloud computing Soggetto attuatore: Istituto Tecnico Tecnologico Marconi di Rovereto - www.marconirovereto.it Le iscrizioni alla valutazione in ingresso rimarranno aperte dal 31 maggio fino al 12 settembre 2022. I test inizieranno il giorno 15 settembre 2022. Tecnico superiore per l’energia e l’ambiente Tecnico superiore per l’edilizia sostenibile Soggetto attuatore: Istituzione formativa paritaria Enaip Trentino Cfp di Villazzano www.enaiptrentino.it Le adesioni alle valutazioni in ingresso per la nuova edizione del percorso di Tecnico Supe-

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riore per l’Edilizia Sostenibile si potranno effettuare dal 31 maggio 2022 fino al 07 ottobre 2022, mentre le prove di selezione terranno dal 19 ottobre 2022. Tecnico superiore per la progettazione della manifattura digitale e interattiva Soggetto attuatore: Istituzione formativa paritaria Cfp Veronesi Rovereto -www.cfpgveronesi.it - www.altaformazionedesign.com Tecnico superiore grafico per la comunicazione multicanale Soggetto attuatore: Istituzione formativa paritaria Istituto Pavoniano Artigianelli - www.tag.tn.it Tecnico superiore per il marketing e il commercio internazionale Soggetto attuatore: Upt Scuola delle Professioni per il Terziario - www.mci.tn.it Per accedere a tali prove, gli interessati devono registrarsi nel portale dei Servizi on line https:// www.servizionline.provincia.tn.it entro lunedì 10 ottobre 2022 e consegnare il dossier delle esperienze formative e/o professionali entro martedì 11 ottobre, presso la segreteria di Passaggio Peterlongo, 8 a Trento. Le prove inizieranno venerdì 14 ottobre 2022, con la sessione di prove scritte. Nei giorni successivi saranno previsti dei colloqui individuali volti ad accertare le competenze, le attitudini e le motivazioni dei Candidati. Tecnico superiore della produzione, trasformazione e valorizzazione della filiera Agri-food (Comparto Bevande) Soggetto attuatore: Fondazione Edmund Mach Istituto Agrario San Michele all’Adige https://www.fmach.it/CIF/Didattica/Corsi-PostDiploma/Alta-FormazioneProfessionale/Corsodi-AltaFormazione-ProfessionaleAgroalimentarecomparto-bevande Le iscrizioni alla valutazione in ingresso rimarranno aperte dal 31 maggio fino al 6 ottobre 2022. I test inizieranno il giorno 12 ottobre 2022.


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Il team “Novurania” vince IPSP Per una settimana, le squadre che hanno partecipato alla competizione hanno lavorato a stretto contatto con le aziende del territorio per trovare soluzione ai problemi proposti.

CINQUE

giorni di gara a squadre per trovare le soluzioni più innovative a tre problemi tecnologici delle aziende, ma anche per imparare a lavorare in squadra e a gestire il cosiddetto “sconforto sperimentale”, ovvero la necessità di non abbattersi davanti a quei fallimenti che sono parte naturale del processo di ricerca e innovazione. Si potrebbe riassumere così l’Industrial Problem Solving with Physics, in sigla IPSP. La competizione, che giunge quest’anno alla sua settima edizione, è un progetto organizzato dal Dipartimento di Fisica, dal corso di Dottorato in Fisica e dalla Direzione Servizi alla Ricerca e Valorizzazione dell’Università di Trento, in collaborazione con Confindustria Trento e Polo Meccatronica – Trentino Sviluppo. La sfida ha come obiettivo quello di promuovere le professioni scientifiche e la connessione tra il mondo della ricerca e quello delle imprese. I protagonisti dell’edizione 2022 sono stati le aziende Danfoss srl, LeMur Italy srl e Novurania spa e 24 cervelli (tra studenti, studentesse e laureati, laureate di laurea magistrale, studenti e studentesse di dottorato, assegnisti e assegniste di ricerca, ricercatori/ricercatrici e borsisti/

borsiste) under 35. Divisi in tre squadre, i giovani hanno lavorato sotto la guida dei ricercatori esperti del comitato scientifico Mattia Mancinelli, Michele Orlandi e Luca Tubiana. Assieme a loro, in questa settimana di lavoro fianco a fianco, hanno studiato e sperimentato le soluzioni più innovative ai problemi tecnologici posti dalle aziende. Nello specifico, Danfoss di Postal (Bolzano) chiedeva di studiare l’attrito di un servomotore elettrico in macchinari industriali. LeMur di Ala ha sollecitato invece un sistema per la maggior durata di un filato magnetico per il tessile tecnico (smart textile). Novurania di Tione, infine, cercava un modo per rendere più efficace il processo di vulcanizzazione per una qualità superiore del tessuto gommato. E proprio quest’ultimo lavoro è stato quello premiato. A tutti i partecipanti, però, sono andati i complimenti della giuria tecnica e del direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento Franco Dalfovo, che ha sottolineato come ciascuna squadra abbia saputo produrre risultati spendibili, utili per le aziende e sia riuscita a lavorare bene in gruppo, valorizzando le competenze specifiche di ciascuno.

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Sette nuove Stelle trentine Le onorificenze al Merito del Lavoro sono state assegnate ai lavoratori presso il Commissariato del Governo di Bolzano, alla presenza delle più alte Autorità regionali e provinciali.

Danilo Andreolli Assunto da giovanissimo in Luxottica, allora Meccanoptica Leonardo, come operaio, dopo alcuni anni è nominato assistente di reparto. Nel 2013, con la qualifica di impiegato, assume il ruolo di assistente di stabilimento. È tutt’ora punto di riferimento per tutti i suoi colleghi.

Claudio Natili Dal 1992 è impiegato a Trento nei settori di tesoreria, amministrativo-contabile e commerciale presso la Banca Nazionale del Lavoro (ora del Gruppo BNP PARIBAS). Dal 1992 viene assegnato a diverse sedi di lavoro fino ad acquisire, nel 1997, la qualifica di funzionario. Dal 2008 gestisce gruppi di lavoro nelle varie filiali svolgendo attività di formazione e coaching.

Giulio di Garbo Nel 1991 è assunto con la qualifica di operaio addetto alla macchina di controllo numerico Diego Pocher dalla Mariani Spa, azienda metalmeccanica che Assunto giovanissimo dalla Furlani Carni Spa fa parte della OMR Automotive. Nell’arco di 20 con la qualifica di apprendista, negli anni ha anni ha percorso tutti i gradi passando a ruoli acquisito maggiore competenza, professionalità di sempre più ampia responsabilità, trasmetten- e autonomia fino ad assumere la completa ordo ai collaboratori competenze e passione per ganizzazione di specifici settori aziendali, conil lavoro. tribuendo a realizzare il primo software per la tracciabilità analitica del prodotto. Giuliana Foradori Dal 1981 è impiegata e responsabile della parte Ruggero Rosa amministrativa dello Studio Tecnico d’Ingegne- Nel 1988 è assunto dalla Mariani Spa con la ria del Dott. Ing. Arch. Pierantonio Zanoni. Dal qualifica di operaio addetto alla macchina a 2018, con lo stesso ruolo, fa parte della Tecnolab controllo numerico. Nel 1991 viene nominato Snc, per la quale cura anche la formazione del capo turno e si occupa dell’organizzazione dei personale neo assunto. turni di lavoro dei colleghi. La sua carriera professionale prosegue fino alla nomina, nel 2000, di Responsabile dell’Ufficio Tecnico, divenendo Alberto Giacomoni Dal 1997 in Mediocredito del Trentino Alto Adi- punto di riferimento per i colleghi. ge Spa con un primo incarico di istruttoria delle domande di contributi alle imprese, nel corso del 2009 crea nuovi programmi informatici idonei a ottimizzare il processo di valutazione dei progetti. Dal 2018 è stato nominato Responsabile dell’Ufficio Finanza di Progetto.

TRENTINOINDUSTRIALE.COM | AGO-SET 2022


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