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GIUGNO | LUGLIO 2021

| Contiene I.R.

ANNO 62 | N°03

Duemilatrentino: futuro presente Il progetto di Confindustria Trento per un Trentino 5.0

Speciale

Education

Welfare

Chimica virtuosa Per il benessere del territorio

Eureka! Funziona! … e sempre meglio!

La funzione HR al futuro


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sommario

03

editoriale 7

Verso un Trentino 5.0

il punto 9

Classe dirigente e meritocrazia

education 39

"Eureka! Funziona!" e sempre meglio

40

XII Tu Sei. Il diario

welfare

copertina 10

rubriche

Duemilatrentino: futuro presente

43

La funzione HR al futuro

internazionalizzazione

speciale

10 copertina

46 14

Un sistema virtuoso per il benessere del territorio

Russia: l'importanza per l'export trentino

49

Difetto di conformità

14 speciale

18

O-I Italy. Cambio alla guida

50

International remote working

20

Le proprietà cosmetiche delle piante

22

Candele decor e di design

24 aziende 34 associazione 39 education 43 welfare 46 internazionalizzazione

aziende

59 innovazione 61 webook

52

The butterfly effect

economia

24

L'Industria (associata) è Felix

26

Brennercom. Saper giocare in attacco

28

Il futuro delle barche a vela

55

Luce in fondo al tunnel?

Il cambiamento come valore

58

Maestri del Lavoro, maestri di vita

30

innovazione

associazione

53 giovani 55 economia

giovani

34

Pillole di finanza d'impresa

36

Covid e prezzi di trasferimento infragruppo

37

Circolarità: chi fa scuola in Trentino

38

Polo Edilizia 4.0 in Assemblea

59

Taglio laser e resistenza dei materiali

webook 61

Giovani riflessioni sull'annus horribilis


04 TRENTINO INDUSTRIALE Anno 62 | N. 3 Giugno - Luglio 2021

Direttore Responsabile

GIUGNO | LUGLIO 2021 ANNO 62 | N°03

Duemilatrentino: futuro presente

Martina Togn Roberto Busato Nicolò Andreini Paolo Angheben Pierangelo Baldo Andrea Marsonet Eduard Martinelli Maria Cristina Poletto Luca Ribaga

Il progetto di Confindustria Trento per un Trentino 5.0

Redazione

Silvia Bruno Direzione, Redazione e Amministrazione

Palazzo Stella, Via Degasperi, 77 38123 Trento T 0461 360000 | F 0461 933551 Internet: www.trentinoindustriale.com e–mail: trentino.industriale@confindustria.tn.it

Speciale

Education

Welfare

Chimica virtuosa Per il benessere del territorio

Eureka! Funziona! … e sempre meglio!

La funzione HR al futuro

Illustrazione: KILLERIDEA - Elaborazione: GRAFFITI

Comitato di Redazione

| Contiene I.R.

Alessandro Santini

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ITIS Srl | Via Degasperi, 77 | Trento | T 0461 360000 Autorizzazione del Tribunale di Trento N. 71 del 10 febbraio 1990

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Le tesi espresse nelle rubriche e negli articoli firmati impegnano soltanto l’autore e non rispecchiano quindi necessariamente le opinioni della rivista.

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

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Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, si informano i destinatari del periodico che i dati dei medesimi sono conservati – con la garanzia di massima sicurezza – nell’archivio informatico del Titolare del trattamento: Associazione degli Industriali della Provincia di Trento via Degasperi 77 – 38100 TRENTO. Tali dati saranno utilizzati esclusivamente per l’invio del periodico e di eventuali allegati.Ai sensi dell’art. 7 del citato D.Lgs., i destinatari hanno diritto di conoscere, aggiornare, rettificare, cancellare i dati, nonché di esercitare tutti i restanti diritti ivi previsti mediante comunicazione scritta al Titolare del trattamento.

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OLTRE LE APPARENZE


editoriale

07

Verso un Trentino 5.0 Apriamo questo giornale con l’annuncio di un grande e importante progetto al quale la nostra Associazione sta lavorando da tempo e che lanciamo proprio in questi giorni. Un progetto che guiderà il nostro lavoro per la seconda metà del mio mandato e che ha l’obiettivo di tendere al benessere dell’individuo nell’ambito di un nuovo umanesimo, verso quella società nuova che ci piace chiamare – anche se siamo restii agli slogan di facile presa – un “Trentino 5.0”. Lo abbiamo denominato “Duemilatrentino”, un titolo che collega il nostro territorio a quel 2030 che è oggi simbolo di futuro: un futuro che è già per molti aspetti già presente (di qui il sottotitolo). Partendo dai megatrend – globalizzazione, clima, sfide sociali, nuovo ruolo della comunicazione, corpi intermedi, IoT, intelligenza artificiale – e sullo sfondo di questa nuova normalità postpandemica, abbiamo selezionato tre grandi motivi: la centralità dell’individuo e della qualità della vita, la transizione sostenibile, la visione di quella società Trentino 5.0 che inevitabilmente ne discende. Quali impatti attendiamo sul nostro territorio a seguito dei piani di sviluppo locali, nazionali ed europei? Come devono cambiare i processi all’interno delle imprese e in generale a livello di sistema? Come avverrà questa transizione? Quale sarà il ruolo dell’industria e della manifattura e come questi ruoli influenzeranno la società? Come l'impresa sarà influenzata da questi trends? Hanno ancora senso i corpi intermedi? E relativamente al nostro Trentino, siamo in grado di fare un ragionamento attuale sulla nostra Autonomia? Di riflettere sulle nostre radici, sul nostro presente e sulla direzione verso la quale dobbiamo rivolgere il nostro percorso? Su quello che siamo e su quello che vorremmo diventare? Da qualche anno la nostra economia sta perdendo terreno. Abbiamo una grande consapevolezza dei nostri punti di forza, ma abbiamo la stessa consapevolezza di quanto tutto questo possa essere precario, se non è sostenuto da una visione di alto ingegno e di lungo respiro? Questa pandemia ha accelerato processi già in atto, e ci ha messo di fronte a un aut aut: non c’è davvero più tempo da perdere. Duemilatrentino prova ad essere una risposta di visione: ci auguriamo di trovare soluzioni e proposte innovative, a livello di contenuti e di strategie. A me piace ricordare che non esistono risposte banali a domande e situazioni complesse e quella che stiamo vivendo è senza dubbio una condizione complessa. In questi stessi giorni si tiene il Festival dell’Economia, che pone il tema del "ritorno dello Stato”. Un titolo che ha perlomeno due letture: il ruolo dello Stato e della nostra Provincia autonoma durante questa crisi pandemica e un ruolo dello Stato che va oltre i confini di quanto, fino a poco tempo fa, eravamo abituati a immaginare. Basti pensare alla questione Atlantia, Alitalia, Accelor-Mittal e molte altre situazioni, che vedono lo Stato nel ruolo di Imprenditore mentre a noi piace vederlo nel ruolo di regolatore. Chissà che in una prossima kermesse non si possa dialogare a proposito di “un nuovo partenariato pubblico privato”. Dove il privato sta al suo posto nel rispetto delle regole e lo Stato non deborda nella produzione ipertrofica di regole, anche retroattive alle quali il privato è tenuto ad attenersi. Fausto Manzana Presidente di Confindustria Trento

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il punto

09

Classe dirigente e meritocrazia Se è vero che questa emergenza sanitaria ha accelerato processi che già erano in atto, è altrettanto vero che ha svelato con cruda violenza una esigenza che è nota a molti da tempo. Da troppi anni il sistema nel quale operiamo seleziona le proprie figure dirigenziali rispondendo a logiche lontane dal merito. Mi riferisco alla gestione di questa pandemia nel nostro Paese, ma è una considerazione che ha senso fare a tutti i livelli: dalla politica alla rappresentanza, ai sindacati, a volte anche alle imprese. Non sempre le persone che ricoprono ruoli decisionali sono quelle giuste: per inadeguatezza, per incompetenza, per scarsa propensione alla leadership e al comando. Non possiamo poi sorprenderci se gli indirizzi che vengono adottati – indirizzi che hanno spesso un impatto enorme sul nostro presente e soprattutto sul nostro futuro – siano insoddisfacenti. Abbiamo bisogno delle scelte migliori: e le scelte migliori non possono che essere operate dalle persone migliori. Ecco allora che quel che ci occorre oggi più che mai è una nuova classe dirigente. Una classe, come ho avuto a dire in un’intervista qualche giorno fa, “dirigente nel vero senso della parola, quindi capace di operare le scelte migliori”. Errare è umano, soprattutto in un contesto di enorme incertezza come quello in cui ci stiamo muovendo. Ma è evidente che proprio in ragione di questa grande incertezza, è importante avere le competenze adeguate alle esigenze del proprio ruolo. È evidente che anche la migliore delle classi dirigenti dovrà supportare la propria crescita con un aggiornamento continuo delle proprie conoscenze e sviluppare una capacità di visione che vada oltre il nostro territorio: vanno in questa direzione i progetti portati avanti dalla nostra Associazione. Mi riferisco a quello che chiamiamo “Una certa idea di futuro”: un ciclo di appuntamenti formativi e di confronto dove cerchiamo di portare autorevoli relatori che possano dare il loro contributo di visione sul futuro. E a quello che stiamo lanciando, “Duemilatrentino”. Si tratta di un importante lavoro di carattere strategico, che investirà l’attività dell’Associazione per il prossimo biennio, e che ha l’obiettivo di fare proposte per un nuovo modello di economia e società che ponga al centro la persona. È il contributo che come Confindustria cerchiamo di dare alla nostra società: ma avrà tanto più senso e valore se lo faremo insieme – istituzioni, associazioni e organizzazioni sindacali, imprese – perché sia un progetto di sviluppo corale per tutta la nostra comunità. Roberto Busato Direttore Generale di Confindustria Trento

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10

copertina

copertina

Duemilatrentino: futuro presente Il progetto lanciato da Confindustria Trento fissa proposte, soluzioni e orientamenti per il rafforzamento economico-produttivo trentino nel contesto della ripartenza.

UN GRANDE

progetto di visione sulle sfide e le opportunità che si aprono per il sistema trentino nel nuovo scenario, con azioni concrete per la crescita delle imprese e del territorio. Confindustria Trento lancia “Duemilatrentino Futuro Presente”, un’iniziativa in tre atti che fissa proposte, soluzioni e orientamenti per il rafforzamento economico-produttivo trentino nel contesto della ripartenza. L’Associazione ha scelto di dedicare le energie del secondo biennio della Presidenza di Fausto Manzana alla costruzione di una strategia di valore, nell’ambito della quale Confindustria Trento si propone quale attore di cambiamento positivo e contributore di sistemi operativi utili prioritariamente alle imprese e alla loro crescita, con un occhio di riguardo allo sviluppo del contesto e della comunità di riferimento.

progetto necessariamente traguarda, per disegnare traiettorie di più ampia percorrenza. Il progetto è stato presentato a Palazzo Stella dal presidente Manzana, che ne ha illustrato le ragioni e gli obiettivi: “Partiremo da un’analisi del contesto di riferimento, dunque dei megatrend dello scenario post-pandemico generale e del sistema socioeconomico del trentino. Cercheremo di dare una risposta concreta alle domande fondamentali dello sviluppo territoriale: perché un’impresa dovrebbe scegliere il Trentino e non un altro territorio? Perché dovrebbe farlo una famiglia? Un lavoratore? Un talento? Uno studente? Un turista? Raccoglieremo indirizzi e contributi, elaborare messaggi e proposte, con l’intento di fornire elementi di conoscenza innovativa e chiavi interpretative sui temi prioritari per la crescita del nostro tessuto e del nostro sistema, avendo ben presente che il fine ultimo di questo nuovo modello di sviluppo al quale tendiamo è la persona”. Nella cabina di regia del progetto siede, accanto Manzana: “Il fine ultimo di questo a Confindustria Trento, un partner di assoluta eccellenza: The European House – Ambrosetti, tra i nuovo modello di sviluppo principali Think Tank privati a livello mondiale e il primo in Italia. Con la consulenza di Ambrosetal quale tendiamo è la persona”. ti, i gruppi di lavoro costituiti in seno all’AssociaI tre ambiti di approfondimento zione – insieme ai rappresentanti del Consiglio di si legano a un pensiero Presidenza, un gruppo di imprenditori sensibili e competenti – approfondiranno tre ambiti tematici, industriale ispirato ai valori elaborando indirizzi di sviluppo che confluirandi un nuovo umanesimo. no in altrettanti documenti di orientamento e posizionamento strategico, che saranno presentati in forma di position paper in tre step successivi, in concomitanza con le Assemblee di Confindustria Il naming è frutto della crasi tra “Trentino” e Trento del 2021, 2022 e 2023. “2030”: data simbolo di un futuro talmente prossi- “Il particolare momento che stiamo attraversando mo – un “futuro presente” per l’appunto – che il ha innescato, da un lato, e accelerato, dall’altro,

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11 copertina

alcuni megatrend che ridisegnano gli scenari di fattore strategico nella fase post-Covid - così come riferimento, chiamando le imprese e i territori ad dalla ricostruzione delle condizioni di competitiorganizzarsi per gestirli - commenta Lorenzo Ta- vità sui mercati internazionali, oggi sempre più vazzi, partner e responsabile dell’Area Scenari e complessi, e da una crescente apertura verso l’eIntelligence di The European House - Ambrosetti -. sterno”. Siamo orgogliosi di poter affiancare Confindustria I tre ambiti di approfondimento si legano ai carTrento in questo ambizioso percorso di analisi e dini di un pensiero industriale ispirato ai valori confronto con il sistema produttivo, che delineerà di un nuovo umanesimo. Il primo, “Centralità i temi-chiave da affrontare per il prossimo futu- dell’individuo e della qualità della vita”; il seconro, anche attraverso l’identificazione di iniziative do, “Transizione sostenibile”, il terzo, che comconcrete da implementare nel territorio. L’attuale prende e sviluppa i precedenti, “Società Trentino momento spinge verso una forte ripresa che non 5.0”, un modello centrato sul benessere dell’essere può prescindere, per un Paese come l’Italia, dalla umano che implica un approccio di sviluppo inrivalorizzazione della sua componente industriale tegrato tra aziende e territorio. e manifatturiera - che diventa ancor di più un

UN PROGETTO PER IL TRENTINO Il progetto di Confindustria Trento “Duemilatrentino – Futuro presente” è un’iniziativa volta ad elaborare proposte per il futuro del Trentino nelle sue varie componenti economiche, sociali, istituzionali. Si tratta di un percorso a tre tappe, al termine di ciascuna delle quali sarà presentato un documento di posizionamento in occasione delle Assemblee annuali di Confindustria Trento. Per i prossimi due anni, imprenditori e soggetti esterni al sistema confindustriale si confronteranno su una visione comune, che sarà oggetto di dibattito pubblico. I temi individuati per questo percorso sono: 1. Centralità dell’individuo e della qualità della vita: quali opportunità per il Trentino e le sue imprese 2. Transizione sostenibile: il ruolo del Trentino e delle sue imprese 3. Società “Trentino 5.0”: la crescita del sistema produttivo trentino come volano per trasformare e ripensare il territorio Nella terza fase del progetto, si valorizzerà quanto emerso nelle due fasi precedenti per elaborare una visione di “Trentino 5.0”, da condividere con gli stakeholder del territorio e da sottoporre al dibattito pubblico.

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speciale

speciale

Un sistema virtuoso per il benessere del territorio Intervista a GIULIA MANICA, Presidente della Sezione Chimica, Vetro, Gomma e Plastica di Confindustria Trento

PRESIDENTE,

tracciamo in primo luogo un quadro delle caratteristiche principali di questa Sezione. La nostra Sezione conta oltre trenta aziende, molto eterogenee tra loro: per la metà si tratta di aziende prettamente chimiche, una decina di aziende operano nel campo della plastica, cinque lavorano nel settore gomma e tre nell’ambito del vetro. Per l’80% si tratta di imprese medio piccole a capitale locale; poi vi sono le più grandi, in alcuni casi a capitale internazionale, e si tratta di marchi noti in tutto il mondo. Parliamo in tutti i casi di realtà internazionalizzate. Tutte esportano un 44% del proprio fatturato, prevalentemente in Europa: Germania, Austria e Francia in testa. Le aziende della Sezione impiegano poco meno di 3mila dipendenti, cioè a dire il 12% di tutti gli occupati del sistema industriale associato a Confindustria Trento. Il fatturato pro-capite è elevato, perché si tratta di un tipo di produzione a bassa intensità di lavoro: i processi chimici richiedono più di altri un investimento tecnologico importante, e il lavoratore svolge oggi prevalentemente mansioni di controllo e supervisione rispetto ad esempio alle metalmeccaniche. Notiamo anche un progressivo incremento di personale indiretto, ovvero di lavoratori destinati all’analisi e all’applicazione delle normative che impattano sulle aziende. Rispetto all’andamento, che tipo di considerazioni possiamo fare? Stando al sentiment dei colleghi, con i quali mi sto confrontando in queste settimane, posso dire che il 2020 si è chiuso per tutti abbastanza bene. Va detto che le aziende della chimica non hanno

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mai chiuso, nemmeno al tempo del lockdown più duro, perché molte attività erano legate a quelle essenziali. Abbiamo dunque continuato a lavorare e a fornire i nostri prodotti al mercato estero. Le aziende che a giugno dello scorso anno avevano registrato dei cali importanti, anche del 40%, hanno saputo recuperare al punto da chiudere l’anno, se non in pareggio, con una perdita di pochi punti percentuali. Eppure le difficoltà non sono ancora alle spalle… Quanto al 2021, devo dire che alcune nubi all’orizzonte ci sono. Siamo preoccupati per l’incremento dei prezzi delle materie prime: mi riferisco a metalli, gomma e plastica, ma stanno aumentando perfino le derrate alimentari, come mais e soia. È una crescita forsennata, dove è difficile ribaltare i prezzi sul consumo, e che implica di conseguenza una difficoltà di marginalità


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16 speciale

REACH/CLP: prosegue lo sportello di consulenza e assistenza alle imprese importante. Prima ancora che un problema di prezzo, va evidenziato un problema sostanziale di scarsità della materia prima… è una situazione che dobbiamo monitorare con attenzione, per non rischiare conseguenze peggiori. Le imprese della Sezione hanno dimostrato di avere una vocazione molto alta nei confronti dell’innovazione… A dispetto di quanto si possa pensare la chimica investe molto sulla ricerca e sullo sviluppo. Oltre il 62% delle aziende ha attivato processi di innovazione che non riguardano solo il prodotto ma il miglioramento dei processi produttivi. La chimica vive fortissimamente l’impatto delle normative regolatorie di carattere ambientale: lavorare in Europa significa innovare continuamente la propria tecnologia, rendere più efficienti e sostenibili i processi produttivi, sviluppare un’economia circolare. E tutto questo passa dalla ricerca. A proposito di questioni ambientali, il nuovo corso della chimica presta grande attenzione all’impatto ambientale delle produzioni. La chimica governa tantissimi processi, è all’interno di quasi tutti i prodotti che oggi utilizziamo quotidianamente. Al giorno d’oggi, un’industria che lavora in Europa è necessariamente un’azienda sostenibile dal punto di vista ambientale. Insomma, va sfatato il falso mito che la chimica “fa male”. Spero che se qualcosa di buono ci ha insegnato questa pandemia è che l’Europa non può più demandare tutte le produzioni nel Far East, perché poi mancano le mascherine, gli igienizzanti, i vaccini. Dobbiamo sforzarci – politici, autorità di controllo, imprenditori - per creare un sistema virtuoso dove tutte queste variabili convivono per il benessere del territorio e della comunità.

Come noto, da oltre tre anni è attivo in Confindustria Trento, a vantaggio di tutte le imprese associate, uno sportello continuativo di consulenza e assistenza su “Reach/Clp - Scip: uso sicuro delle sostanze chimiche. Adempimenti agli obblighi normativi europei, cogenti per ogni tipo di attività industriale e commerciale, tali da non incorrere in sanzioni e non subire la concorrenza già conforme, su articoli (manufatti), miscele e sostanze”. Le consulenze, individuali e riservate per ciascuna impresa, si svolgono in presenza a Palazzo Stella o online, su richiesta e iniziativa delle imprese interessate, in collaborazione con Fabrizio Dematté, referente per il gruppo di lavoro Reach/Clp dell’Ordine Regionale dei Chimici e dei Fisici del Trentino Alto-Adige e professionista e partner stabile dell’Associazione e di Assoservizi. Lo sportello ha l’obiettivo di fornire risposte concrete e soluzioni operative alle esigenze che emergono nelle imprese di tutte le dimensioni nell’adempiere ai Regolamenti Reach e Clp: • se un’azienda usa le sostanze pericolose, deve saper leggere le Schede di sicurezza; • se un’azienda miscela e commercializza sostanze (anche non pericolose), deve conoscere le sigle Cas, Echa, Sds, Sis, Ufi e Pcn, Allegato XVII, Bpr. A maggior ragione se vende a marchio proprio; • se un’azienda produce manufatti, deve conoscere le sigle Scip e Svhc; • è possibile che i concorrenti abbiano già gestito gli obblighi derivanti da questi Regolamenti e che i clienti abbiano chiesto dichiarazioni Reach e numeri Scip senza avere risposte. Da quest’anno, lo sportello si occupa anche di supportare le imprese negli adempimenti legati al nuovo Database Scip: in particolare, l’obbligo di notifica all’echa per fornitori di articoli contenenti sostanze estremamente preoccupanti (Svhc) in vigore dal 5 gennaio 2021. Quale evoluzione e seguito dello sportello, Assoservizi propone, sempre in collaborazione con Dematté, anche audit aziendali di un’intera giornata, quale forma più efficace per affrontare l’applicazione dei Regolamenti Reach e Clp nella specifica realtà aziendale. Per informazioni Area Internazionalizzazione Nicolò Andreini T. 0461 360092 andreini@confindustria.tn.it

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O-I Italy. Cambio alla guida Matteo Facchetti è il nuovo direttore dello stabilimento trentino di O-I Italy. Al centro sicurezza e sostenibilità. di ALESSANDRO DE BERTOLINI

"AFFRONTARE

una nuova avventura, come questa, è uno stimolo importante che mi spinge a dare il meglio: è una grande occasione per fare un passo avanti, portando a Mezzocorona tutta la mia esperienza, maturata altrove, presso gli altri siti produttivi del Gruppo, con l’intento di imparare, a mia volta, dal management dell’azienda, che mi accingo a dirigere”. Dall’inizio di maggio, Matteo Facchetti si è insediato come direttore di stabilimento presso il sito produttivo di Mezzocorona di O-I Italy SpA, che occupa circa cento dipendenti, impegnati nella produzione di contenitori in vetro cavo (bottiglie di vetro). Dal forno di Mezzocorona, rigenerato nel 2012, acceso 24 ore al giorno per 365 giorni a una temperatura di oltre 1.500 gradi, escono 150 milioni di bottiglie

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all’anno. Un settore che non ha patito la crisi della pandemia: “Sotto il profilo produttivo – spiega Facchetti – il nostro comparto ha registrato qualche flessione durante la primavera dello scorso anno, ma abbiamo reagito bene, senza battute d’arresto, e ora lavoriamo a regime”. Una grande responsabilità, per Facchetti, trovarsi al timone dello stabilimento di Mezzocorona. Ingegnere, originario di Milano, Facchetti conosce molto bene il contesto nel quale opera. Da quasi 10 anni in O-I, giunge in Trentino da Marsala, dove ha diretto per due anni il sito produttivo siciliano di O-I Italy, che ha dimensioni simili a quello trentino. Nel passaggio di consegne, subentra a Riccardo Pirali, direttore uscente, che andrà a svolgere incarichi di ricer-


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ca e sviluppo direttamente per la casa madre, negli Stati Uniti. O-I Italy, infatti, fa parte del colosso multinazionale O-I (O-I Glass, Inc.), fondato più di un secolo fa in Usa, con sede principale nell’Ohio. Il Gruppo è leader mondiale nella produzione di contenitori in vetro e opera in tutti i continenti. Conta una settantina di siti produttivi, la metà dei quali si trova in Europa. Undici di questi sono in Italia, tra cui Marsala e Mezzocorona. “Il contesto nel quale ho cominciato a operare, quello trentino, è certamente molto differente dalla realtà siciliana - spiega Facchetti -. Ma ho iniziato il mio mandato in stretta continuità con quanto svolto dal direttore che mi ha preceduto. Il passaggio di consegne è stato graduale e ragionato. Inoltre, gli stabilimenti italiani lavorano in sinergia, ci sono molti punti di contatto e seguiamo gli standard dettati dalla casa madre”. A contraddistinguere O-I Italy ci sono soprattutto la sicurezza e la sostenibilità. “Lavoriamo il vetro a temperature altissime. I reparti produttivi sono ambienti potenzialmente pericolosi. Il nostro è un settore che richiede competenze specialistiche e grande professionalità. Per questo mettiamo la sicurezza davanti a tutto. È la nostra priorità assoluta. Nei nostri ambienti di lavoro la sicurezza viene prima del profitto e prima della produzione. I disciplinari che applichiamo sono rigorosi, continuamente aggiornati e migliorati. Il percorso verso ‘zero incidenti’, che abbiamo intrapreso già da qualche anno, non rappresenta per noi solo un target numerico, ma è l’attuazione di una vera e propria cultura della sicurezza”. La stessa determinazione contraddistingue il sito trentino di O-I Italy anche nelle politiche green finalizzate alla sostenibilità. “Il 75% della materia prima che utilizziamo – sottolinea Matteo Facchetti – proviene da fonti riciclate”. Una filosofia aziendale, questa, alla base delle strategie di sviluppo dell’impresa. “I nostri investimenti sono sempre orientati a rendere più

sostenibile la nostra filiera, dall’approvvigionamento energetico al ciclo produttivo. Questa scelta si deve, da un lato, al fatto che il vetro è il materiale riciclabile per eccellenza, dall’altro, perché siamo un’industria energivora. Siamo chiamati a operare con responsabilità nel massimo rispetto del territorio”.

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prodotti della terra come ingrediente base per la cura e per il trattamento della pelle. Questo il core business di Duesa Pharm, che utilizza frutta e verdura del Trentino proveniente solo da coltivazioni biologiche, per realizzare una vasta gamma di prodotti di cosmetica naturale: dalla dermocosmesi, con linee di trattamenti di bellezza per la cura del corpo e del viso, ai dispositivi medici, passando per profumi, integratori, prodotti per la cura dei tatuaggi e cosmetici per animali, tutti completamente naturali, biologici e certificati. “Il Trentino offre grandi opportunità – spiega Antonio Palamenghi, amministratore delegato di

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Duesa Pharm Group – mettendoci a disposizione le eccellenze del territorio: prodotti della terra di ottima qualità e molte piccole aziende che operano con standard rigorosi su produzione biologiche di altissimo profilo”. Duesa Pharm nasce nel 2012 come società di import export da un gruppo di professionisti, medici e biologi, che lavoravano in aziende multinazionali farmaceutiche. Fin dai primi passi, la società sviluppa il proprio business specializzandosi nella ricerca e nello sviluppo di farmaci e dermocosmetica, con un particolare orientamento verso la cosmetica naturale e bio, la fitoterapia e


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le cure termali. Il team dell’azienda conta oggi cinque persone: assieme all’amministratore delegato Antonio Palamenghi, la governance è composta da Vincenzo Rossi, direzione commerciale, e da Annamaria Eulogi, direzione marketing. La sede principale si trova a Trento, in via Dosso Dossi, e tutta la produzione avviene in Trentino. “Il ramo aziendale della dermocosmesi – precisa Palamenghi – rappresenta il 60% del nostro giro d’affari, il restante 40% riguarda la produzione di integratori naturali, destinati esclusivamente alla vendita nelle farmacie. Lavoriamo bene in Trentino e in Italia, ma il mercato domestico è una piccola parte del nostro business. Siamo presenti principalmente all’estero: in Europa, soprattutto a Est (Serbia, Romania, Lituania), e nel resto del mondo, dove operiamo in Nord America (Stati Uniti e Canada) e in Asia (Russia, Cina, Hong Kong e Malesia). Stiamo inoltre lavorando con nuovi partner negli Emirati Arabi per espandere il nostro business in Medio Oriente”.

Dalle valli del Trentino, dove vengono coltivati i prodotti della terra, il meglio delle sostanze nutritive di frutta e ortaggi viene trasferito direttamente nei prodotti Duesa Pharm

La vasta gamma di prodotti Duesa Pharm e la differenziazione di mercati ha permesso all’azienda di superare la pandemia senza troppe preoccupazioni. “Abbiamo registrato un rallentamento nella domanda – continua l’amministratore – e affrontato difficoltà nelle esportazioni, ma, complessivamente, la crisi ci ha offerto anche opportunità: siamo riusciti ad ampliare l’offerta a catalogo,

introducendo nuove linee, e abbiamo potenziato molto la vendita on line, con un processo di ristrutturazione interna. Ora, che l’economia sta ripartendo, ci troviamo ai blocchi di partenza più forti di prima. Nella seconda metà dell’anno lanceremo infatti due linee che abbiamo sviluppato in questo periodo: una linea di cosmesi e integratori a base di miele della val di Fiemme e una linea per la cura della barba”. Il punto di forza di Duesa Pharm Group – un filo rosso che caratterizza tutti i prodotti e la filosofia aziendale – è la missione biologia. “Per noi – dice Palamenghi – prodotto naturale significa partire dall’origine delle sostanze, ma anche dalla rigorosità scientifica della ricerca, che deve accompagnare tutto il processo”. I prodotti Duesa Pharm sono certificati Ecocert, una certificazione rilasciata dall’ente omonimo (Ecocert), la più grande organizzazione di certificazione biologica del mondo per “cosmetici naturali e biologici”, che conduce controlli in più di 80 Paesi, ispezionando gli ingredienti, il processo di produzione e l’imballaggio, per garantire che tutto sia a norma. Dalle valli del Trentino, dove vengono coltivati i prodotti della terra, il meglio delle sostanze nutritive di frutta e ortaggi viene trasferito direttamente nei prodotti Duesa Pharm. “Concretamente – fanno sapere dall’azienda – il processo di evoluzione che permette a una carota, a una zucca, a un cavolo o un pomodoro di diventare un cosmetico, passa attraverso una spremitura a freddo ad alta pressione. Un innovativo estrattore sfrutta una moderna tecnica di prelievo solido liquido lavorando fino a 10 bar. La macchina agisce direttamente sul vegetale fresco e non pretrattato con processi di essicazione, permettendo l’estrazione di tutte le componenti integre, senza alterazioni da temperatura. Le proprietà delle verdure e della frutta rimangono così pure, donando al cosmetico eccellenti qualità, che vengono assorbite direttamente dalla pelle”. Con questo spirito lavora Duesa Pharm: “Nutriamo sogni e passioni, partendo da ciò che possiamo toccare con mano: la terra”. (adb)

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Candele decor e di design Per decenni legata prevalentemente al mercato liturgico, Cereria Ronca ha da poco ampliato la propria offerta con prodotti di decorazione e design. Il tutto in ottica green.

NEGLI SHOWROOM

dell’azienda – quello di Mattarello, dove ha sede la società, e il negozio di Trento, in via San Pietro – si trova quasi tutta la gamma di candele della Cereria Ronca: i prodotti legati al mercato liturgico e religioso, che hanno rappresentato per decenni il core business principale dell’impresa, e quelli di decorazione e di design, potenziati recentemente, che costituiscono oggi il principale elemento di rinnovamento dell’azienda e sono l’offerta sui cui si basano le strategie per conquistare i mercati esteri. “I mercati stanno cambiando velocemente – spiegano i coniugi Eleonora Pisetta e Roberto Mattevi, al timone dell’azienda – e il settore del design

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sta diventando per noi fonte di crescita continua, un banco di prova per introdurre nuovi prodotti e nuove soluzioni, anche in campo artistico, da proporre dentro e fuori dall’Italia. Inoltre, se la domanda di candele in ambito religioso soffre di una certa stagionalità, che vede l’alternanza di periodi di flessione ad altri di grande richiesta (come le festività natalizie, pasquali e di Ognissanti), quella legata alle candele decorative e di design è più stabile e risente meno di alti e bassi”. Cererie Ronca è un’azienda dalla lunga storia e tradizione. Veniva fondata più di un secolo e mezzo fa, nel 1855, con l’apertura di un laboratorio a Trento, in via Tommaso Gar. Sopravvissuta indenne a due guerre mondiali, viene acquista nel 1995 dalla famiglia Mattevi Pisetta. Nel segno della continuità, conservando il personale e mettendo a sistema un know-how altamente specializzato, negli anni successivi la cereria cresce e incrementa il giro d’affari sotto la direzione di Mattevi e Pisetta, si apre a nuovi mercati e amplia la gamma di prodotti. A Mattarello, dove si trova il sito principale, avviene tutta la produzione e la lavorazione. Nello stabilimento sono impegnati una quindicina di dipendenti. Si è mantenuta una produzione di tipo artigianale ma, dovendo talvolta operare su grandi numeri, si lavora anche secondo logiche industriali. Il “mastro ceraio” è Roberto Mattevi. È lui che presiede alle lavorazioni, porta innovazioni, istruisce e aggiorna la manodopera, cerca la materia prima. A orientare la mission, la qualità e la sostenibilità. “Non inseguiamo i grandi numeri – spiegano Eleonora e Roberto – perché vogliamo mantenerci in una nicchia di mercato alto o medio alto. Sappiamo mettere a frutto il valore


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aggiunto del Made in Italy, per noi un vero e proprio stile di vita, che viene apprezzato all’estero ed è molto richiesto. Anche per questo vogliamo veicolare il nostro brand sulla gamma dei prodotti che realizziamo. I nostri clienti stranieri, così come i distributori che ci cercano, vogliono potersi rivolgere a un’azienda italiana che privilegia produzioni di alta qualità”. Coerentemente con questo tipo di messaggio, la volontà di favorire politiche di sviluppo improntate a modelli di economia circolare costituisce un ulteriore elemento di forza. “Durante tutto

l’iter di produzione delle nostre candele, dalla scelta dei materiali alla commercializzazione – continuano i titolari – l’attenzione viene posta sul rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo. Operiamo in questo modo su tutti i fronti. In primo luogo, con il packaging: nel confezionamento dei prodotti siamo molto attenti nell’utilizzare materiali riciclati e riciclabili. In secondo luogo, per quanto concerne l’impatto ecologico del nostro ciclo produttivo e i consumi della nostra azienda: nel 2008 abbiamo installato un impianto fotovoltaico che ci rende completamente autonomi nella produzione di energia (l’impianto da 100 kw, installato sopra l’edificio adibito a produzione, genera energia elettrica in modo rispettoso dell’ambiente ed evita emissioni di CO2 in atmosfera per circa 75 tonnellate annue). In terzo luogo, con l’approvvigionamento della materia prima per la produzione di candele: stiamo cercando di lavorare sempre di più con cere di origine naturale, sperimentando soluzioni innovative green. In ogni caso, in laboratorio sono utilizzate esclusivamente paraffine raffinate idrogenate, usate anche nel settore alimentare, e stoppini in cotone naturale, come riportato dalle regolamentazioni europee di settore. (adb)

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L’Industria (associata) è Felix Premi a quattro imprese aderenti a Confindustria Trento sono stati conferiti a seguito dell’inchiesta condotta dal supplemento del Sole 24 Ore, in collaborazione con Cerved.

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anche quattro imprese associate a Confindustria Trento tra le 52 aziende insignite in Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia dell’Alta Onorificenza di Bilancio del Premio Industria Felix. Si tratta di player che si sono distinti per competitività, affidabilità finanziaria e talvolta per sostenibilità nell’ambito di un’inchiesta giornalistica condotta su 92mila bilanci di società di capitali da Industria Felix Magazine, supplemento trimestrale del Sole 24 Ore, in collaborazione con Cerved e con il patrocinio, tra gli altri, di Confindustria. Tra i vincitori dunque: Ferrari F.lli Lunelli, quale miglior impresa del settore vitivinicoltura e tra le migliori imprese a vocazione internazionale per performance gestionale e affidabilità finanziaria Cerved con sede legale nella regione Trentino Alto Adige; La

Sportiva, miglior impresa del settore moda e tra le migliori imprese a vocazione internazionale per performance gestionale e affidabilità finanziaria Cerved con sede legale nella regione Trentino Alto Adige; Siemens Transformers, tra le migliori imprese a conduzione under 40 per performance gestionale e affidabilità finanziaria Cerved con sede legale nella regione Trentino Alto Adige; Vetri Speciali, tra le migliori imprese per crescita del patrimonio netto e per Cerved per crescita gestionale e affidabilità finanziaria con sede legale nella regione Trentino Alto Adige. “Piace - commenta il direttore generale di Confindustria Trento Roberto Busato - che il premio sia stato conferito nell’ambito di un’iniziativa nata in seno al nostro Sistema, che ha ben presente il valore della promozione della buona industria che opera per la crescita: la propria e quella del proprio territorio”.

L’impresa Ghezzi aprirà un nuovo stabilimento a Storo Nuovo lavoro a Storo, grazie alla Famiglia Ghezzi. La storica impresa Trafileria Punteria Ghezzi, con sede a Ville D’Anaunia e Predaia, in Val di Non, aprirà in Val del Chiese il quarto stabilimento produttivo dedicato alla produzione dei sistemi di fissaggio. Nello specifico verranno prodotti punti metallici per pallet ed imballaggi speciali in legno, un prodotto che tutt’ora viene importato dall’estero ma che in prospettiva, anche a seguito delle restrizioni conseguenti alla pandemia, diventa strategico per l’azienda produrre in loco. L’accordo siglato con Provincia e Trentino Sviluppo prevede significative ricadute sul piano occupazionale. Sono almeno 22, entro un anno, i lavoratori che l’azienda Ghezzi si impegna ad assumere, con priorità agli ex dipendenti di Waris e Lincoln Electric che durante il proprio percorso professionale hanno acquisito importanti competenze in questo settore. In termini di filiera si stima che saranno almeno una decina le aziende elettroniche e meccaniche della Valle del Chiese che verranno coinvolte nell’indotto. L’operazione rappresenta infine un’importante chiave di volta nello sviluppo dell’azienda Ghezzi, che di fatto aumenta i propri addetti e punta quasi a triplicare, a regime, il proprio fatturato, passando dagli attuali 20 ai 50 milioni di euro l’anno.

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Più sostenibile nella chimica applicata all’agricoltura e all’industria La purezza è il principio sostenibile della nostra impresa. Abbiamo un’attitudine speciale a produrre rameici per l’agricoltura e l’industria. Li prepariamo con rame rigenerato 100% italiano, seguendo le linee di ricerca e di sviluppo tracciate dalla chimica verde, per garantire maggiore sostenibilità all’ambiente.

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Brennercom. Saper giocare in attacco Posizionata in modo strategico sull’asse Monaco di Baviera – Milano e da poco entrata nel Gruppo Retelit, l’azienda altoatesina si focalizza su sicurezza informatica ed economia dei dati. di GENNY TARTAROTTI

ENTRARE

a far parte di un Gruppo operante sul mercato nazionale conservando un ruolo strategico, non è cosa scontata. Di fatto, per Brennercom, provider ICT e TLC con headquarter a Bolzano, si è rivelata una strategia vincente. Josef Morandell, ceo dell’azienda, commenta con soddisfazione l’ingresso di Brennercom, da luglio 2020, nel Gruppo Retelit, leader italiano nell’infrastruttura in fibra ottica e nei progetti per la trasformazione digitale. “Noi e Retelit – spiega Morandell – in collegamento da Bolzano – abbiamo un Dna simile e siamo complementari. Grazie all’ingresso nel Gruppo milanese, quotato nel Mercato Telematico Azionario, Brennercom ha potuto ampliare l’offerta di servizi per i clienti trentini e altoatesini, conservando la propria identità regionale. Contestualmente Retelit ha consolidato la presenza in Trentino - Alto Adige, area ad elevata intensità imprenditoriale.” Dal 1998, anno in cui è stata fondata ad oggi, Brennercom, grazie a continui investimenti in tecnologia e innovazione, è riuscita a posizionarsi in modo strategico sull’asse Monaco di

Non ci limitiamo a fornire una consulenza, ma accompagniamo le aziende nel processo di trasformazione digitale, offrendo soluzioni customizzate

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Baviera – Milano, direttrice decisiva per i mercati europei. “Risalgono ai primi anni Duemila – racconta Morandell – le aperture delle sedi di Trento e Rovereto, mentre dal 2009 gli investimenti nei Data Center di Bolzano, Trento e Innsbruck, la rete in fibra ottica, le centrali telefoniche di ultima generazione e le piattaforme cloud hanno portato l’azienda a guadagnarsi un posto da protagonista sui mercati del Nord Italia, Austria e Germania”. Morandell ama paragonare Brennercom a “una specie di sherpa”, l’attività dell’azienda a quella di un “digital enabler”. “Scopo di Brennercom – spiega – è quello di portare i clienti al traguardo. Non ci limitiamo a fornire una consulenza, ma accompagniamo le aziende nel processo di trasformazione digitale, offrendo soluzioni cu-


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stomizzate”. Attraverso i servizi Cloud, Disaster Recovery, IP-MPLS, SD-WAN, Network Security, Unified Communication & Collaboration, Brennercom propone ai clienti, principalmente business ed enterprise, soluzioni all’avanguardia per ottimizzare la supply chain. Sono più di 6mila le imprese che hanno scelto di affidare a Brennercom la propria trasformazione digitale. Un numero costantemente in crescita soprattutto in seguito all’accelerazione digitale determinata dalla pandemia. “L’emergenza sanitaria ha cambiato il modo di lavorare – spiega il ceo –. Nell’ultimo anno e mezzo anche i manager aziendali sono stati costretti a lavorare da remoto e hanno scoperto che può funzionare. Ovviamente l’aspetto umano rimane insostituibile, ma un utilizzo ben progettato ed equilibrato delle più innovative soluzioni informatiche, integrato all’interno di processi aziendali che sappiano riconoscere il valore aggiunto delle relazioni, permetterà di raggiungere elevati livelli di efficacia ed efficienza”. La sfida più grande riguarda, però, la privacy e la sicurezza informatica dei dati. Come garantirle in una realtà sempre più interconnessa? “La sicurezza è uno dei nostri core-business – spiega Morandell –. È un tema che ci vede impegnati da anni. Grazie ai Data Center collocati a Trento, Bolzano e Innsbruck, possiamo garantire la gestione dei dati nel rispetto della normativa Ue. Nel 2019 abbiamo ottenuto la certificazione AgiD per le piattaforme che utilizziamo in qualità di fornitori di Infrastructure as a service (Iaas) della pubblica amministrazione e di recente siamo diventati partner tecnologico di Esakon, azienda roveretana di servizi cloud per la PA e per il settore sanitario, che ha scelto l’affidabilità delle piattaforme di Brennercom per la gestione dei dati di utenti e pazienti”. Non solo. Dal 2020 Retelit ha aderito a Gaia-X, un progetto guidato da Francia e Germania con partecipazione dell’Italia nella costruzione del primo framework di cloud su scala europea. “Si stima – prosegue Morandell – che nel 2025 l’economia dei dati europea varrà 829 miliardi di euro;

con Gaia-X  si mira a costruire una piattaforma federata attraverso cui le aziende possano fornire servizi che rispettino regole e standard comuni e impedire che gran parte di quel valore possa fluire verso stati extra-europei, dove hanno attualmente sede i maggiori player del mercato cloud”.  Una sfida cruciale per l’innovazione che Brennercom sta affrontando con la consapevolezza dell’importanza di una rete di partner locali con cui condividere quest’avventura aprendo nuovi capitoli di sviluppo. In questo contesto si colloca la collaborazione con il Trento Film Festival, di cui Brennercom è part-

La sicurezza è uno dei nostri core-business. È un tema che ci vede impegnati da anni. Grazie ai Data Center collocati a Trento, Bolzano e Innsbruck, possiamo garantire la gestione dei dati nel rispetto della normativa Ue

ner tecnologico per il secondo anno consecutivo. “Con Brennercom il Festival vive nella formula 100% digital – commenta Morandell –. Il Trento Film Festival, che rappresenta una delle più importanti eccellenze locali a livello internazionale, ha tratto da questo periodo di forte incertezza un enorme potenziale per migliorare e crescere. Abbiamo affiancato la kermesse con la precisa volontà, condivisa, di garantire agli utenti la migliore esperienza di cinema in digitale. Come partner tecnologico di riferimento per le aziende in Trentino-Alto Adige questo dimostra la nostra innata capacità di cogliere velocemente i bisogni dei nostri clienti, adattandoli a contesti nuovi o scenari inaspettati.”

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Il futuro delle barche a vela Ad Arco è cresciuta un’eccellenza del mondo della vela, ZF Padova. Presentata di recente la nuova linea di assemblaggio per la produzione della “2 Speed Outboard Trasmission”.

LO STABILIMENTO

ZF di Arco ha affrontato negli ultimi cinque anni una profonda rivisitazione: da stabilimento tradizionale per la produzione di componenti meccanici a centro di eccellenza “meccatronico” e hub mondiale per formazione e assistenza di ZF. Il V12 Verado della Mercury Marine è la trasmissione destinata al più potente motore fuoribordo al mondo, ed è prodotta proprio qui. Il lancio ufficiale è dello scorso febbraio, quando il prodotto è stato presentato sul mercato internazionale. La nuova linea di assemblaggio per la produzione della “2 Speed Outboard Trasmission” è stata presentata nelle scorse settimane anche ai vertici della Provincia autonoma di Trento e di Confindustria Trento, Cgil e Cisl,

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dall’Amministratore Delegato di ZF Padova Federico Decio, in occasione di una visita istituzionale presso lo stabilimento ZF di Arco. All’appuntamento hanno preso parte Achille Spinelli, assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento; Laura Pedron, dirigente provinciale del Dipartimento Sviluppo Economico Ricerca e Lavoro; Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento; Roberto Busato, direttore generale di Confindustria Trento; Paolo Cagol, segreteria provinciale Fim Cisl Trentino e Manuela Terragnolo, segreteria provinciale Fiom Cgil Trentino. “La decisione di allestire nello stabilimento di Arco la linea di assemblaggio di questa trasmissione – ha spiegato Decio -, nuovo fiore all’occhiello della nostra gamma di prodotti, dimostra ancora una volta il nostro interesse a investire sul territorio con la volontà di consolidare e rafforzare la nostra presenza”. Grazie ad investimenti in fabbrica pari a 3,2 milioni di euro, le linee di montaggio e il layout dello stabilimento sono stati riorganizzati in ottica “lean”. L’assemblaggio avviene secondo la filosofia del “one piece flow”, dal controllo qualità di prodotto si è passati al controllo qualità di processo, con un aumento della flessibilità e una maggiore integrazione verticale (è stato ad esempio realizzato un impianto che consente alla società di provvedere internamente alla verniciatura dei prodotti). Sempre negli ultimi cinque anni, lo stabilimento di Arco ha inoltre investito oltre 10 milioni di euro nello sviluppo e nel lancio di nuovi prodotti. Qualche esempio: sono stati introdotti sul mercato alcuni modelli di propulsioni per bar-


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che a vela, denominati “saildrives”, con potenze fino a 150CV sia in configurazione tradizionale che sterzante. Grazie a questi prodotti ZF è oggi leader mondiale in questo segmento. Sempre in ambito vela, sono state sviluppate sia un’innovativa propulsione completamente elettrica, sia soluzioni di assistenza all’ormeggio che fanno da preludio ai futuri sistemi di navigazione autonoma. Nell’ambito delle imbarcazioni a motore, i sistemi di manovra, i “joystick”, si sono arricchiti di nuove funzionalità quali lo “ZF i-Drift” che permette ai pescatori sportivi di tutto il mondo di sfruttare al meglio le proprie imbarcazioni anche in presenza di forte vento e correnti marine. Il più recente prodotto lanciato dallo stabilimento di Arco è appunto la nuovissima trasmissione per il più potente motore fuoribordo al mondo: il Mercury Verado 7,6L V12 600Hp. In questo caso la trasmissione ZF a 2 rapporti garantisce un’accelerazione bruciante a basse velocità coniugata ad una navigazione efficiente con velocità di punta impressionanti, superiori ad 80 nodi. “Grazie ai nuovi prodotti e al layout rinnovato dello stabilimento – ha continuato Decio –, nel corso degli ultimi cinque anni sono stati raggiunti importanti risultati aziendali: un aumento del 60% del fatturato, coniugato ad una crescita dell’organico effettivo del 10%, da 74 dipendenti del 2017 (a fronte di impegno iniziale di 68) agli 82 attesi a fine 2021 (rispetto ad impegno di 74). La riorganizzazione delle attività produttive ha permesso di razionalizzare l’utilizzo degli spazi ed ad oggi sono disponibili 800 metri quadri che potranno essere utilizzati per accogliere la produzione dei prodotti del futuro”. Questo anche grazie alla collaborazione con la Provincia autonoma di Trento che, con il Gruppo ZF, ha sottoscritto due accordi negoziali (nel 2016 e nel 2020) per la realizzazione di due progetti di ricerca finalizzati allo sviluppo di nuovi propulsori e soluzioni innovative, così da garantire la crescita dell’azienda ad Arco.

Soddisfazione ha espresso Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento: “La storia che ci raccontano i vertici di ZF Padova non è un segno di speranza. È la prova provata che, anche nelle difficoltà, l’investimento sulle nuove tecnologie nel quadro di una strategia che sia degna di questo nome assicura il risultato, sui bilanci e sull’occupazione. Non è un ‘successo’ per caso: è la storia di un rapporto causaeffetto, un effort certo straordinario che in un torno di tempo circoscritto ha garantito ricadute concrete e tangibili. ZF Padova – conclude il presidente Manzana - ci dice che per rispettare la promessa c’è bisogno di idee chiare e di metodo. Ci dice anche quanto sia strategica l’alleanza con gli stakeholder del territorio, e quanto sia importante un sistema di investimenti pubblici fiducioso e selettivo”. Proprio a proposito di futuro, ZF Padova proseguirà nei prossimi anni con il processo di innovazione delle propulsioni per utilizzo marino.

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Il cambiamento come valore Lavorare nel settore della comunicazione esige predisposizione al cambiamento, specialmente durante una pandemia. Le nostre aziende si sono raccontate.

In queste pagine abbiamo voluto raccontare un gruppo di aziende associate accomunate non solo dall’appartenenza al medesimo settore (della comunicazione, del marketing e degli eventi), ma anche dal fatto di configurarsi come esempio di una visione imprenditoriale che non si limita ad affrontare delle difficoltà, ma ne fa occasione per generare valore. Testimonianze che descrivono realtà duttili e tenaci, sicuramente pronte ad affrontare le sfide poste dalla nuova normalità.

RECAPITO CERTO SRL RC’OM, business unit di Recapito Certo, è un’agenzia di comunicazione a tutto tondo: “La nostra filosofia – dice Andrea Zambelli, general manager Recapito Certo – è la semplicità nell’ideare nuovi concept creativi, rinnovare l’identità delle aziende, sviluppare e integrare campagne multicanale e gestire la presenza online”. È per questo motivo che, come risposta alle restrizioni conseguenti all’emergenza pandemica, RC’OM si è messa all’opera andando a proporsi come attore di supporto volto a rinforzare la presenza delle aziende sui canali digitali, ormai imprescindibili in quanto leva primaria di competitività. Da qui nascono due nuovi prodotti: “PromoUp” una vetrina web per piccole e medie attività, e “Volantino Digitale” una soluzione che porta il volantino cartaceo verso una dimensione ibrida la quale integra nel miglior modo gli aspetti fisici e digitali di questo strumento. C’è stata inoltre la riscoperta del valore della collaborazione, negli ultimi mesi infatti si è finalizzata l’importante partnership con COO’EE Italia, un valido partner con cui abbiamo intrapreso un ambizioso percorso di crescita e sviluppo. Evocativo il monito di Zambelli: “Il futuro è nelle nostre mani, creatività ed ingegno sono gli strumenti per affrontarlo”.

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FILM WORK SRL FilmWork, storica agenzia trentina che opera nel campo della produzione di audiovisivi, della realizzazione di eventi e allestimenti multimediali, come molti nel corso dell’anno trascorso, ha dovuto frenare bruscamente la propria attività produttiva. Nonostante ciò, non si è mai veramente fermata, ma ha continuato a sviluppare nuove progettualità in vista della ripartenza. “È così che abbiamo restituito maggiore importanza alla fase di sviluppo dei nuovi progetti – dice Carlo Dal Bosco, amministratore delegato di FilmWork - in particolare quelli utili ad inaugurare nuovi filoni della nostra offerta di servizi, andando ad intercettare anche partner non tradizionali”. Il riferimento specifico è alla collaborazione con un importante studio di architettura e ingegneria con il quale si è realizzata una joint venture per l’ideazione e la progettazione di un edificio biomimetico e multifunzionale all’interno del quale, grazie ad un allestimento tecnologico virtuale, vengono veicolati contenuti legati alle tematiche della sostenibilità. “È stato sicuramente un momento di crisi, ma ci ha consentito di guardare avanti”.

VIDEOFRAME MULTIMEDIA La pandemia è stato un piede ancor più pesante sull’acceleratore, ma forti e molteplici cambiamenti erano già in atto. È in questo caso Alessandro Cagol, titolare di Videoframe Multimedia, a rilevare all’interno del suo settore, quello delle videoproduzioni, il consolidarsi di una particolare e significativa tendenza: una crescente diffusione dell’abbassamento della qualità delle produzioni, per sopperire a quel bisogno a tratti spasmodico di avere prodotti informativi in tempi sempre più brevi. Nonostante tutto l’azienda con sede a Trento non ha voluto rinunciare alla qualità, suo grande marchio di fabbrica, ma neanche a intercettare le tendenze del mercato. Rilevando quindi il ruolo dei collegamenti a distanza come inequivocabile trend si sono proposti come fornitori di eccellenza in grado di integrare al meglio comunicazioni provenienti da molteplici fonti multimediali. Un sapere di certo che non si esaurirà allo scemare dell’emergenza pandemica, è indubbio che il futuro sarà caratterizzato da collegamenti crossmediali, alcuni in presenza e alcuni comodamente da casa, non per questa ragione Videoframe Multimedia ha deciso di rinunciare alla qualità.

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NITIDA IMMAGINE SRL L’emergenza sanitaria ha rivoluzionato anche il mondo dello spettacolo e della cultura imponendo un cambio di passo a chi opera nel settore della comunicazione. Nitida Immagine, agenzia di Cles che si occupa di tutti gli aspetti di questo settore, ha saputo cogliere questa sfida e reinventare la propria offerta in particolare per quanto riguarda i servizi legati all’organizzazione e gestione degli eventi, dal piccolo convegno alle assemblee sociali fino ai grandi concerti di piazza. In questo l’agenzia di Cles ha voluto fare la differenza proponendo alla propria clientela una piattaforma che permette l’organizzazione di un evento online, il quale diventa un vero e proprio programma televisivo. Il tutto grazie a un team interno all’azienda, composto da molteplici professionalità con esperienze nel settore registico, giornalistico, tecnologico e grafico creativo, in grado di gestire con competenza ogni fase, sia nel pre che post evento. Ecco allora che, nonostante tutto, si riesce in ogni caso a coinvolgere un notevole numero di spettatori, comunicando con efficacia, limitando gli spostamenti e ottimizzando i tempi.

GRAFFITI SRL Come si dice spesso, la crisi sanitaria ha accelerato dei processi già in atto. Questo è vero anche nel caso di Graffiti: a partire dal lockdown l’agenzia di Riva del Garda ha pertanto velocizzato la messa a punto di un servizio completo per lo streaming aziendale: “Nei mesi precedenti avevamo già iniziato a lavorare a questa nuova piattaforma sapendo che molte realtà avevano la necessità di continuare a organizzare incontri, conferenze, talk e lanci promozionali da remoto” dice Luca Cattoi presidente di Graffiti. L’approccio è quello di abbracciare tutti gli elementi di cui un’azienda può avere bisogno nella gestione di un evento totalmente o parzialmente da remoto: non solo una piattaforma streaming personalizzabile, ma anche il supporto necessario per le attività preparatorie appartenenti sia alla sfera dell’online che dell’offline. Graffiti Live è solo l’ultimo dei tanti servizi che hanno deciso di offrire ai loro clienti, un servizio ibrido, in parte digitale in parte fisico perché, conclude Cattoi: “In Graffiti facciamo strategia, identità ed esperienza, a prescindere dal canale utilizzato”.

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EDG SPETTACOLI SRL EDG Spettacoli essendo una realtà che si occupa della produzione di spettacoli ed eventi, avendo inoltre un focus specifico sui concerti, non ha di certo vissuto con indifferenza le restrizioni dovute all’emergenza pandemica. L’agenzia di Trento ha però sfruttato questa particolare situazione per pensare ad una soluzione che potesse svincolarli almeno in parte dalla componente fisica del loro lavoro senza però snaturarsi. È da queste premesse che nasce il concerto in VR basato su tecnologia Oculus e Google Cardboard: quello con i Rebel Rootz è difatti uno dei primi concerti in Italia proposti in realtà aumentata. Sorprendenti i risultati, sebbene si siano rivolti ad un pubblico abituato ad un’esperienza intrinsecamente fisica, si è incassato un sold-out. Ma l’idea di EDG Spettacoli non è fermarsi a questo evento, ma di proseguire su progetti simili. “Nel settore degli eventi siamo tra i primi in Italia ad adottare questa tecnologia, non vogliamo fermarci qua - dice Enzo di Gregorio, amministratore dell’azienda – le opportunità sono tante dalla trasformazione degli eventi fieristici alle presentazioni di nuovi prodotti”. Anche se le idee in cantiere sono molte rimane un desiderio forte, tornare ad organizzare concerti.

WIN SPORT SRL Un’azienda che ha il cambiamento nel suo DNA. Winsport nasce quasi trent’anni fa come agenzia di comunicazione, oggi le sue attività si concentrano invece sulla produzione di cartelloni pubblicitari, carta da parati per il settore alberghiero, allestimenti per spazi espositivi. La pandemia ha cambiato ancora le carte in tavola. Infatti con le prime importanti restrizioni del 2020 si è posta davanti all’azienda di Ravina un’importante scelta, chiudere o adattarsi alla “filiera Covid”. È da qui che si è sviluppato il catalogo “Prodotti per la protezione da Covid-19” corredato da dispositivi che ormai popolano costantemente la nostra quotidianità, dagli schermi protettivi in plexiglass, alle strisce adesive per segnalare i distanziamenti passando per adesivi e pannelli informativi di ogni tipo. Nonostante l’incessante impegno, le difficoltà causate dall’instabilità delle normative legate alle riaperture e alla difficile reperibilità di determinate materie prime provenienti soprattutto dall’estero impattano ancora sull’attività produttiva. “È sicuramente una sfida stancante – dice Antonella Erbisti fondatrice dell’azienda - ma da parte nostra c’è sempre la consapevolezza del fatto che l’imprenditore deve essere sempre pronto ad adattarsi a qualsiasi tipo di cambiamento”.

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Pillole di finanza d’impresa -------

Finanziamenti agevolati SIMEST: nuove domande dal 3 giugno

Il Comitato agevolazioni di SIMEST SPA, società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti che eroga finanziamenti a tasso fortemente agevolato per l’internazionalizzazione e l’espansione commerciale all’estero delle imprese, ha reso noto che, a partire dal 3 giugno 2021, sarà nuovamente attivo il portale per la ricezione di nuove domande di finanziamento agevolato e relativo cofinanziamento a fondo perduto. L’Area Finanza di Impresa di Confindustria Trento rimane a disposizione delle aziende esportatrici associate che non avessero ancora presentato domanda per la verifica del possesso dei parametri necessari e l’assistenza nel presentare domanda e nel seguire l’intero iter deliberativo. Si tratta di un’occasione preziosa per le imprese esportatrici: fino al 31 dicembre 2021, il contributo a fondo perduto sarà erogato in regime di Temporary Framework, nel limite di 1.600.000 per impresa unica. Inoltre, certamente sino al 30 giugno 2021, sarà possibile accedere ai finanziamenti a tasso agevolato senza necessità di presentare garanzie.

SACE a supporto dell’export con lo strumento Credito Fornitore

Giovedì 22 aprile si è tenuto il seminario online “Strumenti innovativi di SACE a supporto delle aziende esportatrici: focus Credito Fornitore”, organizzato da Confindustria Trento in collaborazione con SACE SPA, società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti. Il webinar ha informato le imprese esportatrici trentine sui vantaggi competitivi offerti dallo strumento “Credito Fornitore”. Lo strumento consente di assicurare il rischio di credito derivante dai contratti commerciali sottoscritti da una società italiana con un acquirente estero, che riceve una dilazione di pagamento a medio e lungo termine ad un tasso fisso agevolato. I crediti garantiti dalla polizza SACE possono, inoltre, essere monetizzati dall’impresa esportatrice, tramite voltura ad una Banca o ad altri intermediari finanziari.

COVID-19: disponibile nota sintetica delle principali misure finanziarie a sostegno delle imprese

Confindustria Trento ha reso disponibile una Nota di sintesi delle principali misure adottate a livello nazionale e provinciale per sostenere le aziende nell’attuale momento emergenziale. La Nota, costantemente aggiornata, è accessibile dal sito di Confindustria Trento (www.confindustria.tn.it), nella sezione riservata alla gestione dell’emergenza da Covid-19.

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Covid e prezzi di trasferimento infragruppo Gli effetti della pandemia hanno pesanti ripercussioni sui bilanci delle imprese, e quelle appartenenti a gruppi multinazionali dovranno svolgere una attenta analisi delle politiche di transfer pricing.

LA PANDEMIA a Covid-19 ha portato ad una riduzione della mobilità e, soprattutto, ad una gestione del tutto straordinaria delle attività imprenditoriali con effetti dirompenti sull’economia mondiale. All’interno dei gruppi multinazionali la situazione emergenziale ha avuto impatti anche in termini di alterazioni degli assetti funzionali e di realizzazione di perdite lungo la catena del valore; ad esempio, società che si occupavano di determinate funzioni all’interno del gruppo non le hanno più svolte, o società che ottenevano certe marginalità dallo svolgimento di determinate funzioni, non sono più riuscite a raggiungere i risultati attesi. Nel corso di un webinar, l’Associazione ha offerto spunti di riflessione in funzione delle discussioni che si stanno svolgendo in seno all’Ocse Lo stravolgimento del modo di svolgere la propria attività ha impatti rilevanti all’interno dei gruppi multinazionali; infatti, una norma presente in quasi tutti gli ordinamenti fiscali, mutuata da regole dettate dall’Ocse, impone ai gruppi multinazionali una attenta analisi di quali funzioni ogni società svolge all’interno del gruppo, quali rischi assume e quale deve essere la marginalità e conseguentemente il reddito da sottoporre a tassazione in ciascuno Stato in cui si trovano localizzate le società del gruppo. L’obiettivo della normativa, che viene detta di 'transfer pricing' è quello di evitare

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che nelle transazioni infragruppo, con una alterazione dei prezzi di beni e servizi che le entità appartenenti si scambiano, si localizzi il reddito del gruppo in capo alle società che meno hanno contribuito alla creazione di valore (in genere quelle localizzate in Paesi con la minore tassazione). Lo Stato italiano ha una politica piuttosto severa in tema di prezzi di trasferimento; infatti, qualora l’Amministrazione finanziaria ritenga che una impresa abbia conseguito un reddito inferiore a quello dovuto per una errata applicazione dei prezzi di trasferimento, oltre al recupero dell’imposta viene irrogata una sanzione che va dal 90% al 180% della maggiore imposta; tuttavia, il rischio di essere così pesantemente sanzionati, a fronte di contestazioni che spesso si fondano su valutazioni con un certo margine di discrezionalità, può essere evitato presentando una documentazione con la quale si spiegano le motivazioni che hanno portato a determinare i prezzi di trasferimento in un determinato modo, sulla base di un format proposto dall’Agenzia delle Entrate, format che peraltro è stato oggetto di recente modifiche. Ciò premesso, le imprese appartenenti a gruppi multinazionali vanno incontro ad una duplice complicazione: determinare i prezzi di trasferimento tenendo conto dell’impatto della pandemia sulla redditività del gruppo, e redigere, se si ritiene opportuno farlo, la documentazione di 'penalty protection' secondo le nuove indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. Flavia Gelmini, dottoressa Commercialista particolarmente esperta in fiscalità internazionale, ha offerto alle aziende associate, nel corso di un webinar tenuto in aprile, degli spunti di riflessione su tali tematiche, soprattutto in funzione delle discussioni che si stanno svolgendo in seno all’Ocse.


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Circolarità: chi fa scuola in Trentino Felicetti e Manica tra i protagonisti dell’evento “Circolarità nei processi produttivi e sociali”, promosso a Trento nell’ambito del Salone della CSR e dell’Innovazione sociale.

SI È DA POCO

conclusa la seconda tappa trentina del Giro d’Italia della CSR, realizzata nell’ambito della nona edizione del Salone della CSR e dell’Innovazione sociale “Rinascere Sostenibili” contando un numero di 200 iscritti. “Circolarità nei processi produttivi e sociali” il titolo dell’evento coordinato da Laura Ricci, presidente di Trentino Green Network che ha visto l’economia circolare come tema centrale dei molteplici interventi di valore che lo hanno caratterizzato. Fra questi, le esperienze di realtà economiche che hanno fatto dell’economia circolare uno degli elementi fondanti nello svolgimento delle proprie attività. Riccardo Felicetti, ceo del Pastificio Felicetti, ha sottolineato come l’azienda si impegna a reimmettere le proprie materie prime (aria e acqua) nell’ambiente in totale purezza senza generare sprechi e come negli ultimi anni abbiano lavorato sul packaging (100% carta) al fine di eliminare l’utilizzo di plastiche monouso. Michele Manica, head of Research and Development di Manica, ha introdotto la chimica verde come principio fondante della loro produzione e ha presentato un progetto di ricerca innovativo che stanno portando avanti in ambito agricolo per riestrarre il rame che viene somministrato nell’ambiente al fine di utilizzarlo come foraggio per gli allevamenti zootecnici. Infine, Andrea Pitto, direttore commerciale di Salvadori, ha raccontato di come la società utilizzi soluzioni “from waste to value” per generare, dagli scarti, materie prime seconde a loro volta da considerare delle applicazioni circolari. Nel corso dell’appuntamento sono intervenuti tra gli altri Flavio Deflorian, rettore dell’Università

degli Studi di Trento, Mario Tonina, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Michele Lanzinger, direttore del Muse; Ericka Costa, professoressa del Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Trento, che ha introdotto tre iniziative portate avanti da organizzazioni locali che puntano sulla circolarità per dare giovamento sia all’economia che all’ambiente ma soprattutto alle persone: il progetto Redo, della Cooperativa Alpi; un progetto di circolarità nel settore food del Servizio Socio Assistenziale della Comunità Valle dei Laghi; il progetto Linea Green, nato dalla collaborazione di AleDima Studio, La Sportiva e la Cooperativa Samuele, L’ultimo panel di esperienze si è focalizzato su tre iniziative innovative: Re-Cig, Terra Institute, Magnifica Essenza. A conclusione dell’appuntamento, la presentazione della Strategia provinciale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia autonoma di Trento. Michele Manica, in primo piano, e Riccardo Felicetti

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Polo Edilizia 4.0 in Assemblea Lanciato il Manifesto 2021, che detta le azioni di una visione di respiro improntata alla concretezza. Il presidente Basso: “Definiamo un progetto del Trentino al 2040”.

SPINGERE il Trentino verso una vera “Edilizia 4.0” avviando progetti che coinvolgano tutta la filiera dell’edilizia trentina; creare un “Acceleratore Green” presso il Progetto Manifattura perché sia propulsore di innovazione intelligente per il settore; concludere i progetti già avviati e lanciarne di nuovi, “innovativi

Dall'alto: Andrea Basso e Alfredo Maglione

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e di sistema”: sono queste le nuove traiettorie lungo le quali intende muoversi l’azione del Polo Edilizia 4.0 nel 2021. Gli obiettivi sono contenuti nel Manifesto approvato dai Soci riuniti in Assemblea a fine aprile presso la Federazione della Cooperazione Trentina. “Ci assumiamo la responsabilità di definire un progetto del Trentino al 2040 – ha spiegato il presidente Andrea Basso – tramite una formula concreta e originale capace di produrre effetti significativi nella nostra realtà territoriale, che deve trovare una identità e una leadership chiara per il futuro”. Basso parla di una politica di visione fatta di iniziative reali: un Assessment 4.0 degli attori del mercato; la compilazione di un manuale del “costruire bene”; la creazione di un centro di eccellenza e di avanguardia in cui si sviluppano competenze, si offrono servizi, si fa innovazione; l’individuazione di una figura manageriale che operi in sinergia con gli organi dell’Associazione. Sul piano della concretezza si è mossa - con il coordinamento di Habitech e del suo direttore Francesco Gasperi - fino a qui l’Associazione, che nel Manifesto dà conto dello stato di avanzamento dei progetti avviati: dal progetto di ricerca Dhomo all’accordo con Itas e Caf Acli per la gestione degli interventi sul Superbonus 110%, dai piani di mappatura dei laboratori e del patrimonio edilizio ai costituendi gruppi di lavoro a supporto di un accordo di sistema orientato alla crescita economica e alla coesione della comunità, fino al progetto di un piano di recupero e valorizzazione delle seconde case nelle località turistiche del Trentino. All’appuntamento hanno preso parte i vertici dei Soci: tra questi Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento, per la quale è intervenuto anche Alfredo Maglione, che siede nel consiglio direttivo del Polo. Ospiti dell’Assemblea anche Mario Tonina, assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, con funzioni di vicepresidente, della Provincia autonoma di Trento; Monica Baggia, assessora con delega in materia di pianificazione territoriale ed edilizia privata del Comune di Trento; Andrea Miniucchi, assessore alla Qualità del vivere urbano del Comune di Rovereto.


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“Eureka! Funziona!”, e sempre meglio! Premiati i progetti sull’energia rinnovabile delle classi elementari trentine. Una classe di Borgo Valsugana “inviata speciale” dell’appuntamento nazionale di Federmeccanica.

SI È TENUTA a inizio maggio la fase finale del progetto “Eureka! Funziona!”, la gara territoriale di costruzioni tecnologiche per piccoli inventori che Confindustria Trento propone ai bambini delle III, IV e V classi della scuola elementare, aderendo a un progetto nazionale di Federmeccanica. Nel corso dell’appuntamento, i bambini di sei classi (tre per l’IC Borgo Valsugana, due per l’IC Centro Valsugana, una per l’IC Cembra), hanno presentato il lavoro portato avanti nei mesi scorsi, e in particolare i giochi tecnologici costruiti tenendo conto dello specifico tema dell’energia rinnovabile proposto ai concorrenti di questa edizione. Per le classi IV, ha conquistato il migliore giudizio della commissione di valutazione il gioco

“Blow Green” realizzato dalla classe IV A dell’Istituto Comprensivo di Borgo Valsugana. Per le classi V la vittoria è andata invece al gioco “Ernesto il Canestro” realizzato dalla classe V A dell’Istituto Comprensivo Centro Valsugana. All’appuntamento sono intervenuti tra gli altri Stefania Segata, Vicepresidente di Confindustria Trento con delega a capitale umano e giovani, e Marco Giglioli, presidente della Sezione Meccanica, Meccatronica e Impianti di Confindustria Trento. La IV A dell’Istituto Comprensivo di Borgo Valsugana ha partecipato inoltre come “inviata speciale” al grande evento nazionale di Federmeccanica, celebrato il 28 maggio nel format di una festa raccontata come l’edizione straordinaria di un telegiornale.

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XII Tu Sei. Il diario In attesa di conoscere i risultati della XIII edizione, siamo all'ultimo appuntamento con Aldebra e Gpi, promotrici di innovazione implementando soluzioni di valore in risposta alle necessità aziendali.

Un software gestionale per Aldebra Il suo nome è Simgest e le sue caratteristiche principali sono efficacia ed efficienza. Si tratta del software gestionale, progettato dagli studenti della classe IV SA (sistemi informativi aziendali) dell’Istituto Tambosi di Trento, in risposta alla richiesta avanzata da Aldebra, nell’ambito del progetto Tu Sei per l’anno scolastico 2019/2020. L’obiettivo dell’impresa trentina, una delle prime realtà italiane a dedicarsi alla promozione e sviluppo di software gestionali per innovare i processi aziendali e i cicli produttivi, consisteva nel progettare e sviluppare un software per gestire in modo efficace i propri dispositivi telefonici mobile, controllandone e indirizzandone utilizzo, costi e burocrazia amministrativa. “Da qualche tempo – spiega Nicola Rovea, direttore marketing di Aldebra – era emerso da parte della nostra segreteria di direzione la ne-

PROGETTO ALDEBRA CLASSE 4^SA

A.S.2019/20

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cessità di snellire le procedure di assegnazione dei dispositivi mobili e di facilitare il controllo degli stessi. Lo scopo era quello di ridurre le inefficienze amministrative, promuovendo una maggiore qualità ed efficienza dei processi interni. Così, quando è iniziata la XII edizione di Tu Sei, abbiamo pensato di cogliere l’occasione e di condividere questa necessità con gli studenti partecipanti, chiedendo loro di aiutarci a trovare una soluzione efficace”. Dopo un anno di intenso lavoro, che ha visto impegnati venti studenti per un totale di cento ore, l’obiettivo è stato raggiunto grazie alla progettazione e allo sviluppo di Simgest. “Siamo molto soddisfatti di questo strumento – afferma Rovea – lo abbiamo implementato all’interno dei nostri processi aziendali e si sta dimostrando davvero efficace. I ragazzi hanno collaborato con grande professionalità, curando ogni minimo dettaglio”. Fondata nel 1987 dall’ingegnere Giordano Tamanini, Aldebra rappresenta una realtà storica all’interno del tessuto imprenditoriale trentino.


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Attualmente l’azienda può contare su 50 collaboratori attivi presso le sedi di Trento, Verona, Milano e Udine, dove si trova la software house, dedicata allo sviluppo dei software gestionali di proprietà dell’impresa. “Il nostro core business – spiega Rovea – è rappresentato dalle soluzioni gestionali finalizzate all’innovazione dei processi aziendali e dei cicli produttivi in chiave 4.0. Collaboriamo da sempre con le altre realtà del territorio nella convinzione che ‘fare rete’ sia indispensabile per aprire nuovi capitoli di sviluppo”. Molte sono infatti le partnership instaurate da Aldebra, tra cui i sodalizi con VarGroup, SAP e Qlik, leader nell’innovazione dell’Ict, che hanno lanciato l’azienda oltre i confini nazionali con ottimi risultati in termini di soddisfazione del cliente e posizionamento sul mercato. Se Aldebra è diventata un’importante realtà del settore Ict è anche grazie ai costanti investimenti in formazione e innovazione. “Investire nella crescita dei giovani – specifica Rovea – è da sempre uno dei capisaldi di Aldebra. È fondamentale che i ragazzi possano conoscere da vicino la dimensione aziendale, toccare con mano il significato dell’essere impresa. Se a noi il cambiamento richiede una certa dose di adattabilità, per le nuove generazioni rappresenta l’ordinario. L’innovazione fa parte della loro forma mentis e grazie a questo saranno proprio loro ad indicarci la strada da seguire”.

Un esempio di macchina RIEDL Phasys

Gpi. Nuovo “look” per RIEDL Phasys®. “È la seconda volta che ci classifichiamo tra i vincitori di Tu Sei con l’Istituto Tecnico Tecnologico ‘M. Buonarroti’ di Trento – racconta Ulla Bellin, HR learning e development di GPI – nota azienda trentina nata più di trent’anni fa grazie all’intraprendenza di un giovane, allora poco conosciuto, Fausto Manzana, destinato a diventare il capostipite di un Gruppo quotato sul mercato MTA. L’intuizione vincente fu la capacità di cogliere la nascente necessità del mondo sanitario e della pubblica amministrazione di tradurre in soluzioni tecnologiche e in nuovi modelli i processi gestionali e di progettare software, servizi e tecnologie su misura. “Avevamo la necessità di migliorare l’interfaccia di RIEDL Phasys®, il magazzino dei farmaci, prodotto di punta di GPI – spiega Bellin – e Tu Sei rappresentava l’occasione perfetta. Lavorare con i ragazzi, pieni di spunti e creatività, rega-

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la sempre enormi soddisfazioni. È un arricchimento reciproco. Avevamo già in programma di partecipare a Tu Sei, abbiamo preso parte già a diverse edizioni, e abbiamo colto l’opportunità per chiedere agli studenti di 3 Informatica A e 5 Informatica D dell’Istituto ‘M. Buonarroti’, nostri partner per la XII edizione del programma, di aiutarci a ripensare l’interfaccia di RIEDL Phasys®, la cui grafica era troppo essenziale e poco intuitiva”. RIEDL Phasys® consiste in un sistema per la gestione, l’immagazzinamento e il delivery service dei farmaci in ambito farmaceutico e ospedaliero. Grazie ad una tecnologia altamente innovativa RIEDL Phasys® è in grado di riconoscere, mediante un codice, i diversi farmaci, di organizzarli all’interno del magazzino e di gestire in automatico scadenze e scorte. L’utente, attraverso un’interfaccia touch screen, cosiddetta HMI (Human-Machine Interface), può richiedere il prelievo oppure il deposito dei farmaci. “Ci siamo resi conto – prosegue Bellin – che l’interfaccia grafica, così com’ era strutturata, richiedeva all’utente una quantità di tempo eccessiva per l’utilizzo del sistema. L’obiettivo era dunque quello di ridurre il tempo impiegato per il riconoscimento dei farmaci. “Dopo un’iniziale fase di timidezza – osserva l’HR learning e development – i ragazzi hanno

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abbandonato ogni timore dando inizio a un percorso molto bello, nel corso del quale è nato un rapporto basato su stima e fiducia reciproche. Sotto la guida dei docenti e di Marco Lechthaler dell’Area Automation di GPI, la commessa è stata portata a termine con successo, realizzando un’interfaccia semplice ed efficace”. Non solo. Questa collaborazione è riuscita a centrare uno dei principali obiettivi di Tu Sei: gettare le basi per il futuro. “Diversi alunni – spiega Bellin – hanno chiesto di poter prendere parte a dei tirocini e con cinque ragazzi, ora studenti di Ingegneria Informatica, siamo rimasti in contatto con l’accordo di valutare, al temine del triennio, l’inserimento in azienda”. (gt)


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La funzione HR al futuro Uno dei consueti appuntamenti dell’Hr Group è stata l’occasione per riflettere assieme sul concetto di identità professionale attraverso l’arte e le sue suggestioni.

HA AVUTO

luogo lo scorso 30 marzo un incontro dell’Hr group, questa volta – seppur in videoconferenza – con contenuti e modalità al di fuori dei consueti schemi. La scelta di orientarsi su una riunione meno convenzionale è stata dettata dalla percezione dello stress – che tutti più o meno sperimentiamo di questi tempi – dovuto al sovraccarico di videoconferenze e allo stesso tempo dalla mancanza di occasioni, che prima della pandemia facevano parte della normalità, come una

semplice visita al museo per saziare la fame di cultura, bellezza, stupore. Sulla base di questa consapevolezza, assieme a Giovanna Garuti, filosofa e psicologa del lavoro che collabora con Ismo nell’ambito della formazione e consulenza, si è voluto costruire per i membri dell’Hr group un’occasione di riflessione sul concetto di identità professionale, in continua evoluzione in questo particolare momento storico, che passasse però non tramite i tradizionali canali di dialogo, ma trami-

Giacomo Balla, Numeri innamorati, 1923 c., olio su tela, 77x55 cm, Mart, Collezione VAF-Stiftung

Massimo Campigli, I costruttori, 1928, olio su tela, 162x114 cm. Mart, Collezione VAF-Stiftung

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welfare

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te un coaching esperienziale basato su alcune opere d’arte. Per questo è stata fondamentale la partnership con l’area education del museo MART di Rovereto, che ha fornito il materiale necessario alla realizzazione dell’evento. L’incontro, dal titolo “La funzione Hr al futuro” si è svolto prendendo spunto dall’arte e dalla sua capacità di sollecitare immaginazione, trasformazione, innovazione. In particolare, con l’utilizzo di alcune opere del patrimonio museale del MART, basandosi sulle suggestioni che potevano far scaturire, i partecipanti sono stati invitati a tratteggiare il ritratto del proprio ruolo lavorando in piccoli gruppi in cui il dialogo e lo scambio di riflessioni fossero favoriti. Da questo lavoro è stata tratta poi con l’aiuto della coach una prima sintesi, orientamenti e spunti di riflessione che sono stati oggetto di analisi e confronto nella seconda parte dell’incontro. Il lavoro della coach ha avuto come punto di

partenza la consapevolezza che l’esperienza – anche traumatica – dell’ultimo anno ha sovvertito schemi di vita e di lavoro, facendo sperimentare situazioni impreviste e imprevedibili che hanno fatto emergere nuove modalità di azione e partecipazione. Questa è da considerarsi indubbiamente un’occasione preziosa che necessita di un’elaborazione per non perdere l’opportunità di trarne significati ed apprendimenti che possano orientare l’azione presente con uno sguardo rivolto al futuro. Nel ripensare al lavoro e alle sue forme, alle capacità richieste, al sostegno motivazionale e formativo necessari per le persone e per la ripresa del business, la funzione Hr ha un ruolo centrale per orientare le nuove narrazioni e questo è stato il filo che ha condotto il lavoro della trainer e dei partecipanti, che alla fine dell’incontro si sono detti stupiti, soddisfatti e arricchiti dal punto di vista personale e professionale.

I manager delle risorse umane L’Hr Group di Confindustria Trento riunisce periodicamente gli Hr Manager delle aziende associate, per creare un’occasione di confronto e approfondimento su tematiche di particolare interesse o rilevanza. Le riunioni si tengono con cadenza bimestrale e sono sostanzialmente un tavolo tecnico e di confronto dove gli addetti ai lavori possono portare le loro esperienze ed esigenze, confrontarsi con i colleghi e condividere opinioni. Alla maggior parte degli incontri del gruppo, coordinato e gestito dall’Area Lavoro e Welfare, partecipano relatori esperti nelle materie d’interesse individuate, diventando quindi queste anche occasioni di formazione e riflessione. Le tematiche che ciclicamente vengono inserite nell’ordine del giorno sono volte a sviluppare e rafforzare sia le hard skills che le soft skills dei membri, oltre alle competenze trasversali.

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Russia: l’importanza per l’export trentino Intervista a TOMAS BRUSCHETTI, consulente commerciale di Trentino Export in Russia. di GIORGIO ZAGONEL, Trentino Expost

"LA RUSSIA

per l’Italia e il Trentino è un mercato fondamentale. Riuscendo a superare le problematiche legate alle sanzioni agli ostacoli doganali, il mercato russo e dei paesi dell’ex Unione Sovietica può riservare ottime opportunità di affari per le nostre Pmi”. A parlare è Tomas Bruschetti, consulente commerciale per il mercato russo di Trentino Export, da vent’anni nel Paese euroasiatico e con una conoscenza pratica della vita e del business locale a cui abbiamo chiesto un’analisi delle opportunità per le aziende trentine in Russia.

Signor Bruschetti, prima di tutto come è la situazione pandemica causata dal Covid-19 in Russia? Anche in Russia la pandemia ha creato molti problemi sia sotto il profilo sociale che economico ma è stata gestita in maniera differente. Salvo i primi mesi del 2020 in cui vi sono state alcune restrizioni, la vita è ripresa quasi normalmente e da fine gennaio 2021 tutte le attività sono aperte. La forte diffusione del virus e l’arrivo del vaccino sembrano aver portato il livello di positivi e ospedalizzati ad un valore ritenuto non pericoloso. Le frontiere rimangono comunque chiuse e non vi è la possibilità di ottenere visti di ingresso. A livello economico quali sono stati i risvolti causati da questa situazione? A livello economico l’impatto causato dalla pandemia è stato ovviamente forte ma inferiore comunque a quanto successo in Europa. La chiusura delle frontiere con l’Europa non ha impedito lo svolgimento di fiere ed eventi ma la situazione nuova e instabile ha fatto si che le aziende abbiano rinviato tutte le questioni strategiche anche di importazione a tempi migliori. Rispetto al rappor-

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to con i fornitori europei la mancanza di incontri fisici, i problemi culturali e linguistici tra le parti non hanno aiutato i rapporti commerciali ed anzi in molti casi hanno portato alla perdita di clienti russi. Tralasciando la questione pandemica come vede al momento il mercato russo per le aziende trentine? Il mercato russo e dell’area EAC (Kazakistan, Armenia, Kirghizistan e Bielorussia) rimane sempre molto importante e pieno di opportunità per le


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aziende trentine. Il momento senz’altro è molto gari in occidente sono considerate normali. Voglio negativo a causa della pandemia e di problemi segnalare anche che il settore della co-produzione nelle relazioni politiche tra Ue e Russia ma l’obiet- in loco negli ultimi anni ha avuto una forte cretivo è quello di ritornare a un dialogo costruttivo scita e dato grandi soddisfazioni per le aziende e proficuo. Ripeto spesso che le aziende trentine italiane che lo stanno facendo. devono tenere conto che la Russia e il suo mercato sono cambiati molto negli ultimi anni e l’approc- Le chiedo un consiglio per tutte le aziende che cio di prima oggi vale poco. Prima bastava aver un volessero approcciare il mercato russo? buon prodotto e trovare l’interlocutore giusto, oggi Valutare il mercato in maniera razionale prima anche dopo i problemi legati all’Ucraina ed alla di affrontarlo, con pazienza e consapevolezza. Disvalutazione del rublo il prodotto Made in Tren- menticare il modello di fare business utilizzato in tino in euro deve avere un vero valore aggiunto, passato, la Russia è un Paese diverso. Se invece si in un mercato molto concorrenziale quale è ora è già presenti dare molta importanza ai rapporti la Russia. Inoltre, la politica adottata dal governo interpersonali: in Russia il sapersi vendere prima russo dopo le sanzioni Ue di cercare di produr- che come imprenditore, come persona affidabile re in loco e importare solo ciò che è necessario conquistando la fiducia dei propri interlocutori ha portato a far sì che le relazioni più redditizie è fondamentale. Dai russi si può ricevere molto siano partnership durature nel tempo e rapporti ma si può anche farsi molto male. Con Trentino basati anche su una condivisione di piani di ven- Export in questi ultimi 10 anni abbiamo aiutato dita e/o investimenti. I russi vogliono che anche più di 20 Pmi trentine ad approcciare il mercato le aziende italiane o trentine siano più vicine ai russo ed a superare le problematiche che ho espoloro importatori e distributori e non sia più un sto. Concludo dicendo che dietro ad apparenti difficoltà si possono nascondere grandi opportunità business come una volta “prendi, paga e saluti”. da sfruttare. Quali sono le problematiche che una Pmi deve affrontare? Io direi che il principale problema è trovare l’interlocutore giusto in loco. Poi il problema del cambio e della debolezza del rublo che ridimensiona la domanda per prodotti in euro. Vi è poi la considerazione dei russi verso le Pmi che in quanto Trentino Export è in grado di assistere a 360° le aziende interessate piccole spesso sono considerate poco affidabili. al mercato russo, con consulenze mirate e progetti personalizzati Infine, vi è la problematica relazionale: la mail, la per l’analisi del mercato e la ricerca di potenziali clienti. non conoscenza dell’inglese, la distanza e la difPer informazioni: ferente cultura nel business sono ostacoli sempre presenti che credo solo la presenza fisica in loco T 0461 931011 possano superare. Email info@trentinoexport.it

Trentino Export sul mercato russo

Quali invece le opportunità? Le opportunità sono quelle che si hanno entrando in un mercato complesso ma che per la passione per il Made in Italy può dare grandi soddisfazioni. Nella zona economica EAC ci sono più di 200 milioni di consumatori ancora non abituati a certi standard ed eccellenze italiane e trentine che ma-

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R E L A X I N G

TUFFATI NEL VERDE E NEL BLU DELLE NOSTRE PISCINE MAROSTICA P E R G I N E VA L S U G A N A LEVICO TERME B O R G O VA L S U G A N A RONCEGNO TERME C A S T E L I VA N O

I N F O E O R A R I S U WAT E R WAY . I T


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Difetto di conformità L’azione di regresso del venditore finale in Francia nei confronti del suo fornitore internazionale di AGNESE GHERSI, avocato presso i fori di Parigi e di Trieste

LA CORTE

di Cassazione francese si è recentemente pronunciata sull’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla vendita internazionale di merci dell’11 aprile 1980 (qui di seguito “CVIM”) all’azione di regresso intrapresa dal venditore finale francese contro il fornitore iniziale (Com., 3 febbraio 2021, n°19-13.260). Nella fattispecie, una società italiana ha venduto delle piastrelle ad una società francese, la quale le ha a sua volta rivendute ad un consumatore francese che ha introdotto un’azione in responsabilità contrattuale del venditore finale a seguito di un difetto di conformità. Il venditore finale ha introdotto un’azione di regresso contro il fornitore iniziale, sulla base delle disposizioni del Codice del consumo italiano, introdotte in applicazione della direttiva n°1999/44/CE del 25 maggio 1999 riguardante alcuni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo, che è stata accolta dai giudici di merito. Il fornitore iniziale ha fatto un ricorso alla Cassazione francese, contestando l’ammissibilità dell’azione di regresso e invocando l’applicazione dell’articolo 39 della CVIM il quale prevede che il compratore decade dal diritto di far valere un difetto di conformità contro il venditore se non lo denuncia entro un termine di due anni a partire dalla data in cui le merci gli sono state effettivamente consegnate. Sulla questione dell’ammissibilità dell’azione di regresso, la Corte di cassazione francese ha applicato la direttiva n°1999/44/CE, la quale prevede che qualora la responsabilità del venditore finale nei confronti del consumatore è legata a un difetto di conformità che risulta da un atto o da una omissione del produttore, di un venditore anteriore appartenente alla stessa catena contrattuale o di qualsiasi altro intermediario, il venditore finale ha

il diritto di rivalersi sul o sui responsabili appartenenti alla catena contrattuale. A tal proposito, la Corte di Cassazione francese ha confermato che i giudici di merito hanno ben verificato che il diritto italiano applicabile nel caso di specie, permette al venditore finale di rifarsi contro ogni soggetto responsabile facente parte della sua stessa catena distributiva. Sull’applicazione della CVIM (e in particolare dell’articolo 39) all’azione di regresso, la Corte di Cassazione francese ha considerato che il diritto di avvalersi di un difetto di conformità era decaduto nel caso di specie in quanto il venditore finale aveva denunciato il difetto al suo fornitore più di due anni dopo la consegna effettiva dei beni. Alla luce di questa giurisprudenza, in Francia è importante avvalersi del difetto di conformità di un prodotto entro due anni dalla consegna, e ciò indipendentemente dall’azione introdotta dal consumatore contro il venditore finale. L’Associazione rimane a disposizione per approfondimenti sulla normativa francese.

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International remote working Come gestire il personale all’estero senza stabile organizzazione in UE ed extra UE: consigli e soluzioni pratiche. di MARTINA DE SANTIS, ECA Italia Srl

"HO SELEZIONATO

un venditore francese, ma non ho una sede in quel Paese. Come posso gestire questa assunzione?” È un esempio di domanda che le aziende si pongono ormai sempre più spesso, ora che il remote working è divenuto una scelta obbligata per assicurare la continuità del business durante la pandemia, ma anche la “nuova normalità” del lavoro nel post-emergenza. Il modello dell’International remote working è una soluzione, sempre più comune e molto flessibile, per cui l’azienda individua a livello internazionale valide risorse residenti in un Paese target che svolgano per suo conto attività dal proprio domicilio, in sostituzione di una presenza stabile dell’impresa una propria consociata o sede fissa. È importante che, al fine di evitare costi e complicazioni inaspettate, le aziende tengano in considerazione una serie di aspetti gestionali legati a questo modello organizzativo, per via della profonda eterogeneità normativa fra Paesi. Per chi si occupa di Risorse Umane, oltre ai temi di privacy, sicurezza, compensation e benefit design, è bene soffermarsi anche su tematiche lavoristiche, fisco-previdenziali e amministrative, quali le seguenti. Legislazione applicabile al rapporto di lavoro: la prima questione che si pone in ipotesi di impiego di un lavoratore al quale venga concesso di prestare in via permanente (e quindi non temporaneamente) la propria attività da remoto all’estero, riguarda i temi di diritto internazionale privato, cioè quale debba essere la legge applicabile al rapporto di lavoro che trovi ese-

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cuzione, in via permanente, all’estero. Ai sensi dell’art. 8 del Regolamento Roma I (ufficialmente Regolamento (CE) n. 593/2008), la legge applicabile ai contratti di lavoro è rimessa sempre alla volontà delle parti, ma la scelta compiuta non può comportare per il lavoratore la rinuncia alla protezione garantita dalle norme inderogabili della legge che sarebbe applicabile in mancanza di scelta. Il criterio principale che permette di selezionare la legge che sarebbe applicabile in mancanza di scelta è quello del luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la sua attività (lex loci laboris) (art. 8, par. 2). Ciò significa che nell’ipotesi di impiego all’estero – in remote working - in via permanente, nel caso in cui, per effetto delle norme del Regolamento, il rapporto dovesse essere, in mancanza di scelta, regolato dalla normativa estera, e le parti decidessero di applicare (o continuare ad applicare) al rapporto la legge e il contratto collettivo italiani, si renderebbe necessario un raffronto tra le disposizioni della legge italiana e quella che sarebbe stata la legge applicabile in mancanza di scelta. Le disposizioni della legge applicabile (quello di svolgimento abituale dell’attività) interverrebbero nel caso in cui, dal raffronto con la legge italiana, assicurassero al lavoratore una protezione maggiore di quella derivante dalla prima legge. Sarebbe quindi necessario operare un puntuale confronto tra le disposizioni della legge applicabile con quelle della legge scelta dalle parti. L’effetto sarebbe quello di cumulare, in favore del lavoratore, gli aspetti di per sé più vantaggiosi della legge italiana, da un lato, e della legge straniera (legge del luogo di svolgimento abituale dell’attività) dall’altro.


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Obblighi contributivi: posto il principio che le persone destinatarie della normativa comunitaria sono soggette alla legislazione di un solo Stato (art. 11 par. 1 Reg. 883/2004), in caso di svolgimento permanente dell’attività all’estero (es. presso proprio domicilio), il lavoratore subordinato dovrebbe essere soggetto alla legislazione dello Stato in cui l’attività è svolta (articolo 11 par. 3 Reg. 883/2004). È chiaro, quindi, che per tutte le attività svolte stabilmente (e non in via temporanea) in un determinato Stato, si renderebbe applicabile il principio ordinario della territorialità dell’obbligo assicurativo (lex loci laboris) il quale, come detto, prevede l’applicazione della legislazione previdenziale del paese di lavoro. Potrebbero dunque rientrare in questa fattispecie tutti i casi in cui, sin dalla costituzione del rapporto o in una fase successiva, fosse disposto lo svolgimento abituale e permanente della prestazione lavorativa presso il proprio domicilio estero. Nel caso in cui al rapporto di lavoro fosse applicabile, in base ai criteri stabili dai regolamenti comunitari, la legislazione previdenziale del paese (estero) di esecuzione “ordinaria” dell’attività, questa circostanza determinerebbe, in capo al datore di lavoro (italiano), tutta una serie di adempimenti legati all’assolvimento degli obblighi contributivi dovuti all’estero (registrazioni, versamento periodico dei contributi, payroll, ecc..), eventualmente da assolvere attraverso un rappresentante locale; Fiscalità societaria: stabile organizzazione. In base a quanto previsto dalle convenzioni internazionali in materia tributaria° – e tenen-

do conto dei criteri interpretativi contenuti nel Commentario al Modello OCSE e di quanto suggerito dalla giurisprudenza internazionale formatasi in materia - lo svolgimento di attività lavorativa presso la propria abitazione all’estero potrebbe integrare l’esistenza di una stabile organizzazione all’estero della società italiana o, nel caso in cui lo svolgimento dell’attività in un luogo diverso da quello ordinario sia posto in essere da figure chiave aziendali, di localizzazione della sede dell’amministrazione di una società (cd. place of effective management). Immigration/work visa: è fondamentale verificare che il lavoratore da impiegare all’estero, anche da remoto, sia in possesso dell’adeguato titolo di soggiorno nel Paese estero, soprattutto se Extra Ue, e che tale titolo consenta di svolgere attività di lavoro per un datore non residente in tale Stato.

Quelle indicate rappresentano alcune delle principali tematiche legate alla gestione del personale all’estero, su cui l’Associazione fornisce consulenza continuativa a sportello, avvalendosi di professionisti esperti fra cui i partner di ECA Italia Srl. Per informazioni Area Internazionalizzazione Nicolò Andreini T 0461 360092 Email andreini@confindustria.tn.it

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The butterfly effect L’annuale Meeting dei Giovani Imprenditori del Nord Est si è tenuto da remoto, con una parte di relatori in presenza e una forte interazione, grazie ad una piattaforma di survey real time. MARTINA TOGN, presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Trento

COME

da consueta rotazione nel 2021 la regione Trentino Alto Adige ha avuto l’onere e l’onore di organizzare il 33° Meeting del Nord Est. Il presidente regionale Gianluca Melani, in accordo con i presidenti Martina Togn (Trento) e Manuela Bertagnolli (Bolzano), nonostante le difficoltà dovute alla pandemia ha voluto fortemente l’attuazione del convegno, spronando la ricerca di sistemi alternativi per il coinvolgimento dei giovani imprenditori. Con la collaborazione dei gruppi Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna è stato possibile creare un’occasione di confronto, necessaria in questo delicato momento, che ha visto la partecipazione di: Franco Nazzarena – ceo DHL Express Italy, Davide Radi – Ph.D. in Economics, Applied Mathematics and Operational Research, Dario Fabbri – consigliere scientifico e coordinatore America di Limes, Giuseppe Ricci – direttore generale Energy Evolution di Eni, Sara Roversi – founder Future Food Institute, Riccardo Di Stefano – presidente Giovani Imprenditori Confindustria. Il Meeting, tradizionalmente ospitato a Cortina d’Ampezzo e divenuto nel tempo un momento di riflessione sui più importanti temi di politica, economia e società, si è adattato all’emergenza sanitaria in atto e per questo è stato organizzato attraverso un  evento a distanza  che, grazie alla tecnologia, ha mantenuto le sue caratteristiche distintive: essere coinvolgente, interessante e partecipativo. Il titolo scelto: “The butterfly effect” rispecchia gli accadimenti di questo ultimo anno, dedicando una riflessione particolare al futuro post pandemia. Nel mondo iperconnesso di oggi, infatti, le fitte reti globali permettono agli effetti farfalla di incresparsi e amplificarsi molto più rapidamente che in passato. La crisi economica, innescata da quella sanitaria, non è soltanto diversa da tutte

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quelle precedenti, ridefinirà i rapporti politici fra le grandi aree mondiali in un modo che non è possibile ancora prevedere. Forse il “picco” dell’epidemia virale sarà superato entro i prossimi mesi, ma l’economia, i governi e le istituzioni sociali, nel migliore dei casi, impiegheranno anni per riprendersi. Da parte del comitato Nord Est c’è stata la forte volontà di organizzare il convegno, proprio per affrontare insieme questo difficile momento, consci che, non ha senso continuare a chiedersi quando il mondo tornerà quello di prima, ma è invece più saggio tentare di capire quale nuova direzione prenderà la civiltà. Da imprenditori quali siamo, è d’obbligo, specialmente per i giovani, guardare ol-


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aumentato l’esposizione delle imprese ai rischi informatici”. Perdita di dati sensibili, con relativa responsabilità sul lato privacy, fermo attività, danni reputazionali causati dalla cyber exortion: sono molteplici le conseguenze che un’azienda può subire dopo un attacco di questo tipo. Il recente “Second Annual State of Ransomware Report” di Malwarebytes, dichiara che circa il 22% a cui accade, è costretto a sospendere la propria attività per giorni, riuscendo a riprenderla solo dietro pagamento di un riscatto o in seguito al ripristino dei sistemi utilizzando un backup precedente. Ecco perché con Assicura Broker abbiamo scelto di offrire soluzioni assicurative personalizzate e studiate nei minimi dettagli, in grado di garantire una protezione completa alla tua impresa.

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tre il momento attuale. Durante i vari incontri del Comitato Nord Est sono emerse diverse problematiche comuni a tutti i settori, l’organizzazione del convegno serve anche a questo, dare risposte alle domande che ci accomunano: Quali investimenti si possono sviluppare oggi per guidare il futuro verso una direzione più stabile e sostenibile? In che misura e in che direzione il percorso di sviluppo dei sistemi produttivi ne sarà condizionato? Quale potrà essere il ruolo dell’Europa nella ridefinizione di catene del valore meno frammentate a livello globale e più integrate a livello regionale? In che modo politiche orientate alla sostenibilità ambien-

tale come il Green Deal potranno rappresentare un’opportunità di rinnovamento industriale e un impulso alla crescita? I partecipanti hanno potuto confrontarsi sulle questioni proposte attraverso una piattaforma responsive e le risposte indicizzate sono state commentate in tempo reale dalla moderatrice e giornalista Cecilia Sala. È possibile rivedere la registrazione del convegno sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/GgiMeetingNE

Scuola e impresa. Un brainstorming per il futuro in Audaces. Nel mese di aprile gli studenti della 1A, 1C, 2A, 2C, e 2P dell’Istituto ITT Buonarroti hanno incontrato, presso l’aula magna dell’Istituto, Magner Steffens, amministratore delegato di Audaces Europe, leader mondiale di innovazione tecnologica nel campo della moda. Audaces è un’azienda attiva da 29 anni che ricopre il 70% del market share in America Latina e conta oltre 70 distributori in tutto il mondo. A livello mondiale ha solo due competitor, uno francese e uno americano. La sede trentina, recentemente acquisita dal Polo della Meccatronica di Rovereto, è l’unica filiale europea dell' azienda. L’incontro si è inserito nel programma didattico della disciplina Diritto ed Economia, che prevede lo studio dell’impresa dal punto di vista giuridico ed economico. Nel corso della presentazione si è quindi cercato di illustrare la dimensione socio-economica in cui si è inserita l’azienda, le fasi del suo sviluppo, le caratteristiche di questa realtà imprenditoriale e del territorio in cui opera, sia a livello locale che internazionale.  Magner Steffens ha mostrato agli studenti e alle studentesse le grandi potenzialità rappresentate dall’innovazione tecnologica nei più svariati ambiti e in particolare nel settore della moda, soffermandosi sul ruolo giocato dalla competenza chiave “spirito di iniziativa e di imprenditorialità”, intesa come “capacità di una persona di tradurre le proprie idee in azione” all’interno della storia dell’azienda. Steffens, che è anche membro del Direttivo dei Giovani Imprenditori di Confindustria Trento, ha sfruttato questa opportunità anche per presentare il Progetto Scuola di Confindustria, che prova ad accompagnare e avvicinare i giovani al mondo dell’impresa, soprattutto per stimolare l’imprenditorialità come alternativa di fiducia nel futuro!

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Luce in fondo al tunnel? Il primo studio nazionale sull’efficacia della campagna vaccinale osserva una riduzione dell’80% delle infezioni, del 90% dei ricoveri e del 95% dei decessi. Andiamo verso un rimbalzo economico. di DANIELE BERTI, Centro Studi Confindustria Trento

DA MARZO

2020 tutto quello che davamo per scontato è stato messo in discussione: socialità, lavoro, spostamenti e abitudini. Abbiamo dovuto modificare il nostro modo di affrontare il mondo e cercare di adattare le nostre vite al caos che la pandemia, e le conseguenti contromisure per arginarla, hanno imposto. A più di un anno di distanza ci troviamo a contabilizzare le ripercussioni sociali ed economiche di tale cambiamento: i risultati di uno studio condotto dalla Fondazione Italia Salute e realizzato da Sociometrica rivelano che, a causa della pandemia e delle restrizioni, il 16,5% della popolazione afferma di avere sintomi di depressione. Il dato diventa eclatante tra i più giovani: nella fascia tra i 18 e i 25 anni si sale al 34,7%, più del doppio. A livello economico i dati del 2020 sono altrettanto allarmanti. Il Pil nazionale ha registrato la caduta più ampia dal dopoguerra ad oggi, -8,9% dovuta anche ad una contrazione complessiva dell’export del 9,7%. Nonostante il blocco dei licenziamenti imposto dal Governo, in un anno abbiamo perso circa 900 mila occupati accrescendo così in maniera preoccupante il numero di famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà assoluta: le famiglie totalmente indigenti sono 335mila in più (+7,7%) rispetto al 2019, arrivando ad un valore assoluto di oltre 2 milioni. SANITÀ Viviamo tutti in attesa di segnali incoraggianti sia dall’andamento epidemiologico sia dai principali dati statistico-economici. L’epidemia ci ha insegnato a convivere con dati e statistiche, e ad abbracciare la sistematicità delle scelte basate sui numeri. La percezione in questa prima metà del 2021 è che le cose stiano lentamente cambiando: il 15 maggio,

a cinque mesi dall’inizio della campagna vaccinale, è stato reso noto il primo studio nazionale sull'impatto della vaccinazione anti Covid. È stato pubblicato dall’Istituto superiore di sanità con il ministero della Salute, in collaborazione con i referenti regionali. Il report, presenta i dati a partire dal 27 dicembre 2020 (giorno di avvio della campagna vaccinale in Italia) al 3 maggio 2021, relativi a 13,7 milioni di persone vaccinate. L’analisi congiunta ha evidenziato che il rischio di infezione da SARS-CoV-2, ricovero e decesso diminuisce progressivamente dopo le prime due settimane. A partire dai 35 giorni dall’inizio del ciclo vaccinale si osserva una riduzione dell’80% delle infezioni, del 90% dei ricoveri e del 95% dei decessi; questi effetti sono simili sia negli uomini che nelle donne e in persone di diverse fasce di età. Sarà questa la famosa luce in fondo al tunnel che tutti stavamo aspettando? ECONOMIA Analizzando parallelamente gli indici quantitativi e qualitativi che i principali indicatori economici restituiscono, si può affermare con relativa precisione di essere molto vicini ad un rimbalzo economico. La fiducia delle imprese manifatturiere nel mese di aprile è salita di 3,5 punti rispetto a marzo, portandosi ampiamente sopra i livelli pre-covid e al massimo dall’estate del 2018. Altrettanto la fiducia delle famiglie è cresciuta, benché perduri molta prudenza nei consumi che rallenta quindi ancora gli ordinativi dei produttori di beni di consumo. Non da ultimo le previsioni economiche primaverili del 2021 della Commissione Europea stimano per l’Italia una crescita del PIL pari al 4,2% nel 2021 e del 4,4% nel 2022. Segue un tasso di disoccupazione previsto da Bruxelles per l’Italia

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crescere nel 2021 fino al 10,2% per poi scendere di nuovo sotto la doppia cifra nel 2022 (9,9%). Eppure, in questo primo trimestre 2021 ci sono alcuni aspetti della situazione economica che non possono essere trascurati: il saldo dei giudizi sui tempi di consegna e sull’insufficienza delle materie prime e dei semilavorati ha raggiunto i massimi storici. L’aumento mette in luce un problema diffuso, la carenza di componenti che in questi mesi sta costringendo le imprese a rinviare una parte della produzione. Il Centro Studi Confindustria rivela un arretramento della produzione industriale dello 0,4% in aprile su marzo. Sommando questi dati con la risalita faticosa dell’export in questi primi mesi del 2021, vengono rinviati i sogni di rimbalzo economico al terzo trimestre dell’anno. Si conferma quindi lo scenario ipotizzato già ad inizio primavera dal CSC che ipotizzava il picco del rimbalzo nella seconda metà del 2021, sostenuto in primis dalla diffusione delle vaccinazioni e dalle conseguenti graduali riaperture, e inoltre dall’arrivo dei primi contributi europei del Next Generation Eu (Ngeu). RECOVERY PLAN Soffermandoci proprio su questo ultimo punto, ricordiamo che l’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, degli strumenti del Next Generation Eu. Tramite il Recovery & Resilience Facility saranno messi a disposizione del nostro Paese risorse per circa 191,5 miliardi di euro, dei quali 69,5 miliardi nella forma di trasferimenti, ed i restanti 122 miliardi circa sotto forma di prestiti. Tali risorse rappresentano un’occasione unica, non solo per ripianare i danni provocati dalla crisi pandemica, ma soprattutto per mettere finalmente mano alle nostre carenze strutturali: i perduranti divari territoriali e di genere, la bassa produttività, la scarsa digitalizzazione e non da ultimo l’insufficiente investimento in capitale umano. Il Governo Draghi ha approvato il proprio Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che traccia le linee guida per l’utilizzo delle risorse. Il Piano è articolato in sei missioni e soddisfa i parametri fissati dai regolamenti europei: Digitalizzazione,

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innovazione e competitività del sistema produttivo, Rivoluzione verde e transizione ecologica, Infrastrutture per la mobilità, Istruzione, formazione, ricerca e cultura, Equità sociale, di genere e territoriale e Salute. La fetta più grande di risorse è destinata alle prime due missioni ovvero transizione digitale (27%) e transizione verde (40%). Le stime sugli impatti del PNRR previste dal governo sono significative e riguarderanno le principali variabili macroeconomiche, l’inclusione sociale, lo sviluppo sostenibile e l’equità. In termini numerici si afferma che nel 2026, anno di conclusione del Piano, il prodotto interno lordo sarà di almeno 3,6 per cento più alto rispetto all’andamento tendenziale e l’occupazione di quasi 3 punti percentuali. Inoltre, si prevedono significativi miglioramenti negli indicatori che misurano la povertà, le diseguaglianze di reddito e l’inclusione di genere, e un marcato calo del tasso di disoccupazione giovanile. In questa ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese, alle imprese ed in particolare alle Pmi, nella difficoltà del contesto attuale, viene riconosciuto un ruolo chiave per la ripresa e lo sviluppo. Anche a loro sta, dunque, il compito di cogliere l’attimo.


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Maestri del Lavoro, maestri di vita. In una serie di incontri con gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Provincia di Trento, i Maestri del Lavoro hanno condiviso la propria storia professionale e personale.

NELL'AMBITO del progetto Scuola-Lavoro voluto dal Consolato dei Maestri del Lavoro della Provincia di Trento, con il patrocinio del Servizio Lavoro della Pat, nella persona di Stefano Trainotti, e grazie all’intervento dell’assessore alla cultura Mirko Bisesti, è stato stipulato un protocollo d’intesa per favorire lo sviluppo di attività in collaborazione con il mondo della scuola. A tale scopo il Consolato ha costituito una commissione – ne è responsabile Nives Tisi - finalizzata alla condivisione con gli studenti e le studentesse delle scuole secondarie di secondo grado delle competenze ed esperienze maturate nel proprio percorso lavorativo, interagendo con loro sui temi del lavoro, le scelte professionali, le competenze necessarie in questa fase. Hanno dato la loro disponibilità per gli incontri nelle scuole Maestri del Lavoro e consulenti esterni con esperienze diverse, altamente qualificate ed in particolare: Corrado Benedetti, Alfeo Bolognani, Adriano di Paolo, Barbara Ferro, Angelo Giuseppe Foppiani, Alberto Giacomoni, Guido Giovannardi, Ruben Larentis, Raffaella Marini, Rosa Melchiorre, Sergio Pontalti, AnTRENTINOINDUSTRIALE.COM | GIU-LUG 2021

drea Simonelli e Nives Tisi nonché diverse Scuole secondarie di secondo grado della nostra Provincia ed in particolare l’Istituto Superiore di Fiera di Primiero, Istituto Don Milani di Rovereto, Liceo Sociale Filzi di Rovereto, l’Istituto Guetti di Tione, il Collegio Arcivescovile di Trento e il Liceo Scientifico Rosmini di Trento. Nel corso degli incontri, iniziati alla fine di febbraio e proposti quasi interamente in modalità a distanza, è stato posto l’accento su come, in un mondo del lavoro in continua evoluzione, non basta un solido differenziato curriculum scolastico ma è necessario avere una propensione alla formazione continua ed una curiosità nell’acquisire nuove esperienze. Nei loro interventi i relatori hanno messo in evidenza i cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni che hanno letteralmente stravolto l’assetto della nostra società, soprattutto per quanto riguarda i rapporti sovranazionali nei confronti del mondo intero. Per i relatori gli elementi salienti per approcciare con massima flessibilità il mondo del lavoro sono principalmente la disponibilità ad imparare dalle esperienze e dagli errori degli altri per non ripeterli, la volontà di mettersi alla prova, la curiosità verso la conoscenza, la capacità di lavorare in gruppo perseguendo obbiettivi comuni ed in sintesi la formazione continua. Diversi Istituti hanno chiesto altri incontri. L’auspicio è che con i prossimi anni si possa tornare a organizzarli in presenza al fine di facilitare il dialogo con gli studenti, contando anche su valide tematiche proposte da altri Maestri del Lavoro e non, come: Brenno Benaglia, Marco Boschetto, Stefano Graiff, Arrigo Redolfi, Giannetto Simonelli, Giacobbe Nicolussi Paolaz, Mario Spanò e Claudio Rossi.


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Taglio laser e resistenza dei metalli Un progetto di ricerca del dottorato in Innovazione Industriale di UniTrento che vede coinvolti il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica e Adige Sys – Blm Group.

TAGLIARE

i metalli con il laser è una pratica consolidata, che fa parte di molti processi produttivi. Ma nonostante i grandi vantaggi e i risparmi che porta in termini di tempi e di costi, il calore generato da questo tipo di taglio è una componente da tenere sotto strettissima osservazione. Con il calore i materiali possono infatti perdere le proprie caratteristiche, cambiare proprietà, trasformarsi e reagire diversamente. Per non rinunciare alle potenzialità del laser senza compromettere l'integrità di ciò che si andrà a costruire, Adige Sys – Blm Group, leader mondiale nella costruzione di macchine per la lavorazione laser di metalli, si è rivolta all’Università di Trento. Lo ha fatto finanziando una borsa del dottorato in Innovazione Industriale, aprendo così le porte della propria azienda ai ricercatori del Dicam, e mettendo a disposizione la propria competenza manufatturiera in cambio della loro collaborazione analitica. A legare il livello delle competenze del Dicam e la precisione costruttiva dell’azienda di Levico Terme, è stato il rapporto tra il tempo e il calore. Adige Sys crea macchinari in grado di tagliare tubi e travi di grandi dimensioni che serviranno poi in ambito strutturale per costruire capannoni, coperture di stadi, ponti… Insomma, per un tipo di impiego per il quale è richiesta una qualificazione normativa molto rigorosa, che stabilisce come questi manufatti devono essere fatti, quanto devono durare, che resistenza alla fatica ad alto numero di cicli devono garantire. «Si tratta di strutture che devono durare nel tempo – chiarisce Alberto Valli, direttore tecnico di Adige Sys – ma resistere anche alle vibrazioni, agli agenti atmosferici, alle sollecitazioni, tutti parametri per i quali una la-

vorazione termica, come quella laser, viene vista con sospetto. Perché il materiale durante il taglio si riscalda e può diventare più fragile, meno resistente, troppo duro e poco flessibile… Per noi diventava dunque fondamentale capire quali effetti questo tipo di lavorazione ha sui materiali in termini di variazione delle caratteristiche metallurgiche e meccaniche. I primi risultati sono stati incoraggianti. Le prove fatte dimostrano che il laser, in determinate condizioni, non cambia le caratteristiche dei materiali con i quali viene in contatto. Un’osservazione che ha già portato alla modifica di diverse normative europee. Ma un risultato che rappresenta solo un nuovo punto di partenza per i ricercatori e per l’azienda. Chiarito infatti che il taglio laser può non alterare significativamente le proprietà dei metalli che taglia, resta da capire quali siano queste “determinate condizioni”. “Finora la nostra esperienza con il taglio laser ci ha portati a determinare in modo empirico i parametri di taglio che assicurano le condizioni per non impattare negativamente sulle caratteristiche dei materiali tagliati. Il passo in più che abbiamo voluto fare è stato quello di arrivare a un modello fisico-matematico del processo in grado di predire, al variare della potenza e delle altre caratteristiche del laser, come si comporta ciascun materiale. Per tale obiettivo, abbiamo ritenuto indispensabile la competenza meccanica e numerica dell’Università”.

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Giovani riflessioni sull’annus horribilis “UnderTrenta 2020. Souvenir di un anno x”, in un libro il 2020 raccontato dai giovani autori di UnderTrenta. di FEDERICO OSELINI, Caporedattore di UnderTrenta

UN'ANTOLOGIA dei contributi pubblicati lo scorso anno su UnderTrenta, giornale online e laboratorio di scrittura giornalistica dedicato ai giovani coordinato dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi. Riflessioni, storie, testimonianze e tante idee messe in circolo con la cura di scegliere le migliori parole, in trenta righe. Il 2020 raccontato dalla penna dei giovani, in trenta righe. E tante idee, storie e riflessioni messe in circolo, coltivando il confronto con se stessi e con il prossimo, davanti a un foglio bianco e attraverso la forza partecipativa del giornalismo. Questa l’essenza del libro 'UnderTrenta 2020. Souvenir di un anno X', l’antologia dei contributi pubblicati lo scorso anno su UnderTrenta, giornale online e laboratorio di scrittura giornalistica coordinato dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi e promosso e sostenuto dall’Ufficio per il Sistema bibliotecario trentino e per la Partecipazione culturale della Provincia autonoma di Trento. Il volume, da gennaio in libreria, è il risultato della vivace attività della testata nel corso del 2020 che, nonostante le sue mille difficoltà e le ancor più numerose incognite, ha rappresentato per la stessa un momento di svolta, con la nascita di un Comitato di redazione composto interamente da giovani collaboratrici e collaboratori. La loro voglia di mettersi in gioco, affiancata all’attività quotidiana di un’ampia comunità di autori, ha contribuito ad animare le pagine virtuali di quello che, dal 2013, vuole rappresentare uno spazio di riflessione e un’opportunità per le nuove generazioni di partecipare in modo attivo e ricettivo alla contemporaneità. Il tratto distintivo del progetto, e del volume, è il format degli articoli: trenta è infatti il numero massimo di righe di ogni contributo ospitato, per garantirne la massima fruibilità senza cadere nell’ecces-

siva sintesi comunicativa. Una scelta che potrebbe apparire controcorrente, quella di affidarsi – in un mondo in cui imperversa la comunicazione visuale e istantanea – ad una scrittura sintetica ma non certo compressa, che ha però dimostrato quanto sia presente nelle nuove generazioni il bisogno di raccontarsi e far sentire la propria voce. E, aspetto non secondario, quanto sia importante l’esercizio di riportare il linguaggio alla sua giusta ricchezza e alla dimensione espressiva indispensabile per relazionarsi consapevolmente con la vita e i suoi fenomeni. UnderTrenta 2020. 'Souvenir' di un anno x (Idesia Edizioni) raccoglie – suddividendola nelle sei macro categorie 'Pensieri pan-demici', 'Sfide del nostro tempo', 'Giovani e lavoro', 'Libri, musica, cinema e…', 'Verso l’Infinito, prima tappa Marte!', 'Con una penna in mano' – il meglio di una produzione editoriale in cui trova ampio spazio la narrazio-

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ne in presa diretta del difficile momento storico che stiamo attraversando, raccontato dai giovani con l’intento di cifrarne le fragilità e le risorse e di riflettere appunto sulle 'sfide del nostro tempo' che tutti noi siamo chiamati a raccogliere. La prima sezione, un vero e proprio “diario dal lockdown” narra –attraverso storie, riflessioni e testimonianze – l’incertezza vissuta nei primi mesi di un anno che ha visto le nostre esistenze stravolte dall’avvento della pandemia. Tra le incognite principali spicca quella relativa al mondo del lavoro raccontato 'dai giovani ai giovani' attraverso una serie di interviste a chi, nonostante la giovane età, è riuscito nell’arduo compito di realizzare il proprio sogno professionale attraverso percorsi, di formazione e di vita, diversi ma ugualmente efficaci. Un’ampia

Nota editoriale UnderTrenta 2020. Souvenir di un anno x, da gennaio in libreria, è a cura del Direttore Responsabile di UnderTrenta Mauro Marcantoni e del Caporedattore Federico Oselini e introdotto dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Trentino-Alto Adige/Südtirol Mauro Keller.

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sezione culturale ospita poi numerose recensioni nell’intento di cristallizzare e trasmettere le emozioni che ogni giorno ci regalano libri, canzoni, film e opere d’arte e "Verso l’infinito, prima tappa Marte! interpreta, nell’anno delle missioni verso il pianeta rosso, la tensione verso l’ignoto che da sempre caratterizza l’essere umano. Il libro si chiude con una raccolta delle poesie e dei racconti brevi che settimanalmente animano la frizzante rubrica letteraria di UnderTrenta" Con una penna in mano, nata per valorizzare i giovani scrittori emergenti. Uno sguardo giovanile quindi, a 360° e mai superficiale, sul mondo: sta proprio qui, nella volontà di entrare nel merito, di cogliere, analizzare e approfondire i tratti essenziali della contemporaneità – riconducendoli ad una dimensione comunicativa fruibile ma non per questo approssimativa – il valore dell’esperienza a cui UnderTrenta cerca di corrispondere. Nella forte convinzione che, nel turbinio di messaggi a cui siamo quotidianamente esposti, anche il giornalismo d’opinione realizzato con cura e qualità possa e debba ritagliarsi un suo spazio e che informare, incentivando i giovani ad esprimere le proprie opinioni, sia fondamentale per far crescere un bene collettivo di straordinario valore: la responsabilità civica. Oggi ne abbiamo un disperato bisogno.


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we|b|ook La notte delle ninfee. Come si malgoverna un’epidemia Luca Ricolfi

La nave di Teseo, 2021160 192 pagine, 17 Euro

Una terra promessa Barack Obama

Garzanti, 2020197 pagine, 14 Euro

848 pagine, 28 Euro

Uber. La storia più pazza della Silicon Valley Mike Isaac

Piemme, 2020 Pagine 496, 18.90 Euro

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Ricolfi, dal suo osservatorio della Fondazione Hume, fin dallo scorso febbraio sta studiando i dati relativi alla pandemia e alla sua gestione. Analisi non circoscritta alla sola Italia, bensì allargata sempre all’insieme delle società avanzate, a partire dai paesi europei. Sulla base dei dati - che sono il faro della sua attività - raccolti in questo libro in modo sintetico, ordinato e leggibilissimo, Ricolfi smaschera gli errori italiani nella gestione della pandemia e le conseguenti bugie, volte a nasconderli, di governanti, politici e amministratori. E giunge a conclusioni che in pochi hanno avuto finora l’attenzione di cogliere: la seconda ondata era evitabile, tanto è vero che più di un terzo delle società avanzate l’ha evitata; le omissioni, i ritardi e le incertezze dei governanti ci sono costati decine di migliaia di morti, e decine di miliardi di PIL; se non facciamo subito quel che avremmo dovuto fare da tempo, altre ondate saranno inevitabili, e il disastro economico completo e difficilmente reversibile.

Un personalissimo racconto in presa diretta del presidente che ci ha dato la forza di credere nel potere della democrazia. In questo libro, Barack Obama racconta in prima persona la propria incredibile odissea, da giovane alla ricerca di un’identità a leader del mondo libero, e descrive con sorprendente ricchezza di particolari la propria educazione politica e i momenti più significativi del primo mandato della sua storica presidenza, un periodo di profonde trasformazioni. Obama accompagna i lettori in un viaggio appassionante, dalle iniziali aspirazioni politiche fino alla decisiva vittoria nel caucus dell’Iowa – che ha dimostrato la forza dell’attivismo civile – e alla memorabile notte del 4 novembre 2008, quando è stato eletto 44° presidente degli Stati Uniti, diventando il primo afroamericano a ricoprire la più alta carica della nazione. Riflettendo sulla presidenza, Obama propone una acuta e inedita esplorazione delle grandi possibilità ma anche dei limiti del potere, e apre nuovi scorci sulle dinamiche del conflitto politico americano e della diplomazia internazionale. Ci conduce fin dentro lo Studio ovale e la Sala operativa della Casa Bianca, e poi a Mosca, Il Cairo, Pechino, e oltre. “Una terra promessa” è un libro straordinariamente intimo e introspettivo. È il racconto della scommessa di un uomo con la Storia, della fede di un coordinatore di comunità messa alla prova della ribalta mondiale.

Per capire il capitalismo di oggi, devi leggere questo libro. In pochi anni Uber ha rivoluzionato, attraverso una app, il modo di spostarsi in città ed è diventata una delle aziende tech più ricche e innovative del mondo. Ma allo stesso tempo, travolta dagli scandali e dalle denunce, ha rischiato di fallire. Ed è per questo che Travis Kalanick, cofondatore e Ceo dell’azienda, viene costretto a dimettersi nel 2017. Quella di Uber è una storia emblematica di un’ascesa e di una caduta esemplari. Una storia di ‘hybris’ ed eccessi sullo sfondo di una rivoluzione tecnologica, con in palio miliardi di dollari e il futuro dell’industria dei trasporti. È una storia che tocca i temi principali della Silicon Valley nell’ultimo decennio: la rapida evoluzione della tecnologia che entra in collisione con sistemi di lavoro consolidati e travolge un intero settore nel giro di pochi anni. È la storia di un’industria profondamente sessista, dominata da squilibri di genere. È la storia dei metodi, diffusissimi ma poco conosciuti, con cui sono finanziate oggi le startup. È la storia di società high-tech decise a sfruttare i dati dei consumatori, con conseguenze sgradevoli per questi ultimi. Ma, soprattutto, è una storia sui rischi catastrofici che comporta la venerazione cieca della figura del capo: un monito su cosa non si deve più fare per costruire una startup di successo. In poche parole, una lettura necessaria per capire il capitalismo di oggi e di domani.


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