Trentino Industriale dicembre 2022 - gennaio 2023

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Periodico bimestrale di informazione e cultura | Poste italiane S.p.A. | Sped. in a.p. | D.L. 353/2003 /conv.in L. 27/02/2004 n°46) art.1, comma 1, DCB Trento | Diffusione gratuita | Contiene I.R. Dieci proposte per il Trentino del futuro Duemilatrentino: presentato il secondo Position Paper SPECIALE NEVE SPECIALE TERRITORIO ASSOCIAZIONE La locomotiva di una lunga filiera La “porta” a sud dell’Associazione Dal 3 novembre in edicola “il T” ANNO 63 · N°06 DICEMBRE 2022 | GENNAIO 2023

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rubriche 10 copertina 23 speciale neve 31 speciale territorio 41 aziende 46 associazione 56 education 58 piccola industria 60 giovani 61 internazionalizzazione 64 spettacolo

editoriale 7 “Il T” e la meta il

punto

9 Il benessere non è un fatto acquisito, ma una conquista quotidiana copertina 10 L’industria per la “Transizione Sostenibile” 12 Il Tableau de bord della sostenibilità 14 Le dieci proposte d’azione 15 “Stiamo facendo bene, ma dobbiamo fare meglio” 17 La sostenibilità come impegno collettivo 19 Over 75 ancora in attività 21 Insieme da oltre 50 anni speciale neve 23 “La locomotiva di una lunga filiera” 26 Leggendarie Dolomiti 28 Sciare (più) sicuri con il digitale speciale territorio 31 Un incubatore di soluzioni esportabili 34 Le Prolunghe: funzionalità e design 37 L’intelligenza (artificiale) che pensa al vetro 39 Tumedei Spa, quando le idee diventano realtà aziende 41 Responsabilità ecologica e sociale 43 Links4Brain: scienza e strategia

associazione

46 “Il futuro sta passando” 48 Verso una rete più integrata ed efficiente 51 Cybersecurity: c’è un’arma in più 52 Confindustria Trento incontra Marco Landi 54 Contratti energia 2023: difficoltà e risultati 55 È nato il quotidiano “il T” education 56 Quindici anni di Fondimpresa Trento piccola

industria

58 La Piccola Industria sfida la permacrisi

giovani

60 Ambiziosi traguardi per Silvelox internazionalizzazione 61 Sanzioni a Russia e Iran, aggiornati i pacchetti 62 IX Export Day per Trentino Export

spettacolo

64 Un viaggio nel tempo e nella memoria

sommario 03

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Andrea Marsonet Eduard Martinelli

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Autorizzazione del Tribunale di Trento N. 71 del 10 febbraio 1990

Le tesi espresse nelle rubriche e negli articoli firmati impegnano soltanto l’autore e non rispecchiano quindi necessariamente le opinioni della rivista.

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editoriale

“Il T” e la meta

Il 3 novembre scorso è iniziato il viaggio de “il T”.

Un’iniziativa che abbiamo fortemente cercato e voluto: un giornale nato per essere un bene della Comunità, uno strumento in più per interpretare la complessità del mondo che ci circonda.

“Il T” si propone alla cittadinanza come un’agorà aperta, un laboratorio di discussione, una palestra mentale per chi vorrà approcciare la storia del nostro tempo con lo sguardo giusto e fiero di chi ha a cuore il proprio territorio e i propri concittadini, presenti e futuri.

Ci siamo organizzati in una Fondazione proprio perché nessuno potesse, e possa mai, diventarne proprietario, influenzarne o cambiarne gli obiettivi.

Ci sarà spazio per ogni pensiero e per ogni dibattito, nel rispetto della sobrietà e della pacatezza, senza pregiudizi, retropensieri o calcoli di sorta.

Di certo si occuperà di sostenibilità a tutto tondo: ambientale, sociale ed economica. Sarà dalla parte del metodo scientifico, con l’ambizione di essere lievito per il Pensiero, il Dibattito, il Ragionamento, con l'obiettivo di lasciare una traccia di positività e speranza, con particolare attenzione agli interessi delle generazioni future. Le uscite di queste prime settimane sono l’esercizio di questo approccio. È un viaggio, “il T”. Non una meta.

La meta è il Trentino che vogliamo: una provincia più equa e vicina alle necessità del territorio, delle sue comunità e della sua gente; un Trentino sempre più attento ai temi della sostenibilità e attrezzato per affrontare le sfide poste da un contesto globale sempre più complesso e delicato; un Trentino che sappia confrontarsi, studiare, riflettere e approfondire.

Il nostro territorio ha enormi chance. Ma solo se arriva ad avere la consapevolezza del proprio valore e identifica la direzione della propria strada, senza pregiudizi, senza seguire per forza idee altrui, ma anche con la capacità di imparare dalle esperienze di successo di altri territori.

Abbiamo il nostro patrimonio naturale e le nostre intelligenze: connettiamoci alla profonda essenza di ciò che siamo per disegnare una visione innovativa, accorta e realizzabile, valorizzando e nutrendo la nostra Autonomia rendendola realmente Speciale.

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Fausto Manzana Presidente di Confindustria Trento
AUTORIZZATO DALLA BANCA D’ITALIA, PROTOCOLLO N.5007737- N. 5009402 LAVIS (TN) Via Roma, 27/33 | TRENTO Via Mazzini, 6 | MILANO Corso Europa, S. Babila T. 0461 24 20 40 | info@obrelli.it | www.obrelli.it | www.oro.obrelli.it | gioielleria.obrelli | gioielleria_obrelli Scopri i nostri servizi, prodotti e prezzi su WWW.ORO.OBRELLI.IT Da Obrelli potete investire nel miglior bene rifugio e alle migliori condizioni: in questa preziosa moneta d’oro o nel tradizionale lingotto Argor Heraeus. LA MONETA DELLA FILARMONICA DI VIENNA

il punto

Il benessere non è un fatto acquisito, ma una conquista quotidiana

Con l’Assemblea di Riva del Garda di fine settembre, ha preso avvio la campagna di restituzione del lavoro che abbiamo svolto nell’ambito del secondo atto del progetto “Duemilatrentino – Futuro Presente”, dedicato alla “Transizione Sostenibile”. Siamo tornati anche quest’anno a indagare i punti di forza e i punti di debolezza del nostro territorio, e a proporre azioni concrete per migliorare le nostre performance, dunque la qualità della vita delle persone che abitano, e che abiteranno, la nostra provincia. Abbiamo dunque raccolto dati, analisi e proposte in un Position Paper che è punto di riferimento per le nostre attività quotidiane, oltre che per i nostri contributi a un dibattito che attraversa tavoli di lavoro, eventi, festival, e che appare oggi quanto mai vivace. Mi limito a evidenziare tre temi verso i quali avvertiamo un’attenzione particolare, e sui quali siamo intervenuti con convinzione in più occasioni in queste settimane. Penso in primo luogo al confronto che interessa la filiera della formazione, dall’istruzione scolastica al cosiddetto lifelong learning: quanto sia necessaria un’alleanza di sistema è emerso chiaramente dai lavori del convegno organizzato da Fondimpresa Trento col pretesto di celebrare il quindicesimo anno di attività dell’articolazione trentina. L’università e la scuola, le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori, gli attori delle politiche del lavoro hanno richiamato all’urgenza di una regia unitaria che tenga conto delle istanze di tutti i soggetti coinvolti nel processo di costruzione e rafforzamento delle competenze. Pochi giorni prima, eravamo intervenuti alla prima edizione di "TrentinOrienta", bella iniziativa che intende dare a studenti e studentesse l’opportunità di vivere esperienze concrete per orientarsi verso le nuove professionalità richieste dal mercato. Noi stessi, in queste ore, abbiamo lanciato una nuova edizione di Tu Sei, lo storico progetto targato Pat e Confindustria Trento che avvicina, perché possano contaminarsi, scuola e industria. In un’epoca in cui è difficile, per le imprese, reperire lavoratori, e in cui sono sempre meno, a causa della denatalità, i giovani da inserire nel mondo del lavoro, è necessario orientare bene i ragazzi, ma anche le loro famiglie, perché ciascuno possa contribuire, per la sua parte, ad arginare un fenomeno preoccupante qual è quello dei Neet. Sempre alla persona guarda l’enorme contenitore di riflessioni, politiche e iniziative che afferiscono ai principi della responsabilità sociale d’impresa: altro campo d’azione del nostro lavoro sulla “Transizione Sostenibile” sul quale ha acceso i riflettori l’ultimo Festival della Famiglia. Anche in questa occasione abbiamo portato il nostro pensiero, insieme al lavoro dell’Associazione e di alcune imprese associate particolarmente all’avanguardia, parlando di welfare aziendale e di quel che facciamo a favore della conciliazione vita-lavoro.

Ultimo ma non ultimo, voglio ricordare qui il dibattito sempre vivo sulle infrastrutture viabilistiche. Abbiamo condiviso a più riprese, in queste settimane – fra tutte cito la cornice sempre autorevole della Bitm – i risultati del lavoro condotto con l’Università di Padova per una mobilità sostenibile e integrata nell’area dolomitica. Anche in questo caso, la proposta che abbiamo costruito non guarda agli interessi di una parte, ma tenta di dare risposta ai bisogni, e alle attese, della comunità. La forma del futuro che ci attende dipende da noi: le classifiche – penso all’ultima indagine del Sole 24 Ore – ci insegnano che il benessere non è un fatto acquisito, ma una conquista che va cercata ogni volta come se fosse la prima.

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copertina

L’industria per la “Transizione Sostenibile”

DIECI proposte d’azione suddivise nei tre ambiti – Industria, Mobilità e Territorio – per la crescita sostenibile e inclusiva del Trentino, dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Sono queste fra le priorità emerse nel corso dell’Assemblea degli Industriali, ospitata al Centro Congressi di Riva del Garda e aperta, nella parte pubblica, alla partecipazione di oltre 600 tra rappresentanti delle istituzioni e della società civile, imprenditori e manager associati. Le proposte sono contenute nel position paper “Transizione sostenibile”, oggetto del lavoro condotto dall’Associazione nell’ambito del secondo step del progetto “Duemilatrentino – Futuro Presente”, aperto lo scorso anno da uno studio sulla “Centralità dell’individuo e della qualità della vita” e che culminerà nel 2023 con l’intervento sulla “Società Trentino 5.0”.

A presentare gli esiti del lavoro di analisi degli scenari e di ascolto del territorio svolto nei mesi scorsi dall’Associazione è stato in prima battuta Lorenzo Tavazzi, partner e responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House Ambrosetti, che ha supportato il percorso condotto da Confindustria Trento anche grazie al

sostegno del main parter Sparkasse. Tavazzi ha illustrato le performance del Trentino, mettendo in luce punti di forza e aree di miglioramento, e ha introdotto i contenuti del portafoglio di 10 aree su cui intervenire per migliorare il posizionamento del Trentino come best practice di riferimento in Italia e concretizzare la visione strategica al 2030 “Trentino per la vita e il lavoro”. Il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana ha portato dunque l’attenzione sulle principali evidenze del lavoro, parlando di criticità globali e urgenze a livello nazionale e locale. Temi, questi, dibattuti poi dal presidente insieme a Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, e Achille Spinelli, assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento, grazi alla moderazione di Rosalba Reggio, giornalista del Sole 24 Ore. Gli spunti emersi nel corso dei lavori sono stati anche l’occasione per il confronto tra i relatori della tavola rotonda successiva alla quale hanno preso parte Tessa Gelisio, conduttrice televisiva ed ecoblogger, Mons. Michele Tomasi, Vescovo di Treviso e Paolo Zegna, Consigliere Ermenegildo Zegna NV e Presidente Fondazione Blellezza. Durante la parte pubblica dell’Assemblea è stato inoltre assegnato il premio speciale “Youth in action for sustainability”: destinato ai migliori manifesti per la sostenibilità prodotti dalle scuole che avevano partecipato quest’anno ai progetti “Eureka! Funziona!” e “Tu Sei”.

L’appuntamento è stato anche l’occasione per le consuete premiazioni: degli imprenditori “over 75” ancora oggi in attività e delle aziende iscritte da più di 50 anni.

L’Assemblea si era aperta come di consueto con la parte privata riservata ai soli associati, nel corso della quale si è approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2021 illustrato dal direttore generale Roberto Busato: l’esercizio si è chiuso con un risultato positivo.

Nel corso dell’Assemblea Privata, Martina Togn, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Trento, ha inoltre presentato i risultati del progetto i “Giovani per i Giovani” lanciato nel 2021 in occasione del 50° anniversario del Gruppo.

In occasione dell’Assemblea Annuale, Confindustria Trento ha lanciato risultati e contributi del secondo position paper del progetto Duemilatrentino. Nella pagina a fianco: Fausto Manzana

Il Tableau de bord della sostenibilità

Il Trentino è ai vertici in Italia per sostenibilità, ma deve impegnarsi per mantenere il suo primato nel medio-lungo termine.

tempi di incertezza e instabilità crescente, come quelli che l’Italia e l’Europa stanno attraversando, è ancora più urgente una pianificazione strategica di medio-lungo periodo e la transizione sostenibile – attorno al quale è baricentrato il Pnrr italiano – può rappresentare uno degli assi portanti per sostenere la crescita delle imprese e del territorio trentino.

La quota di imprese trentine con un sentiment positivo sull’andamento futuro del business, secondo la survey 2022 del progetto Duemilatrentino, è diminuita di 16,5 punti percentuali rispetto all’edizione 2021 (da 91,1% a 74,6%) e quasi un quarto degli imprenditori giudica il territorio in declino (la quota di quanti lo reputano in crescita è scesa di 5,4 p.p. in un anno). In questo quadro, la maggioranza delle imprese riconosce che la sostenibilità è un fattore strategico di attrattività per il Trentino e secondo quasi due rispondenti su

cinque (38%), il Trentino sta valorizzando ancora troppo poco questo elemento. Per comprendere il posizionamento ad oggi del Trentino in materia di sostenibilità e aiutare ad indirizzare le migliori politiche di sviluppo nelle dimensioni economica, ambientale e sociale, The European House - Ambrosetti, nell’ambito del progetto Duemilatrentino, ha elaborato un Tableau de Bord strategico che confronta la performance del territorio rispetto alle altre Regioni italiane su 75 Key Performance Indicator. Dal Tableau de Bord emergono risultati di leadership in tutte e tre le dimensioni della sostenibilità e il Trentino si colloca al primo posto in Italia nell’indicatore complessivo della sostenibilità, con un punteggio di 68 su 100 (+8 punti rispetto alla Provincia autonoma di Bolzano, in seconda posizione, e +12 punti rispetto all’Emilia Romagna, in terza posizione). La leadership del Trentino è confermata

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IN di LORENZO TAVAZZI, Partner, The European House - Ambrosetti Risposte alla domanda: «Secondo Lei, quanto il Trentino sta effettivamente valorizzando la sostenibilità?» (% delle risposte), 2022. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti su risposte alla survey di "Duemilatrentino" presso le imprese associate a Confindustria Trento, 2022.

Il posizionamento del Trentino nell’indice complessivo del Tableau de Bord della Sostenibilità (scala crescente da 1=min a 100=max), 2022. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti per Confindustria Trento, 2022.

anche dal fatto che su 14 indicatori (19% del totale), il Trentino è in prima posizione assoluta rispetto alle altre 19 Regioni italiane e all’Alto Adige: all’interno della sostenibilità economica, è leader nazionale in termini di partecipazione alla formazione continua (10,8%), imprese che hanno svolto attività di formazione (30,0%), start-up innovative (8,4% delle nuove società), imposizione fiscale sui cittadini (aliquota unica Irpef pari allo 0,1%); rispetto alla sostenibilità ambientale, è primo nei Kpi relativi a raccolta differenziata dei rifiuti urbani (76,7%), disponibilità di verde urbano (396,2 m2 per abitante), numero di organizzazioni/imprese certificate Emas (13 ogni 10mila imprese attive), diffusione della bioedilizia (25% del fatturato nazionale); nella sostenibilità sociale, è primo per amministratori comunali under 40 anni (36,9%), bambini di 0-1 anni iscritti al nido (47,9%), quota di dipendenti con bassa paga (6,1%), contratti di welfare aziendale attivi (461 ogni 1.000 occupati), persone che hanno finanziato associazioni (28,7%) e che hanno svolto volontariato (22,1%). Inoltre, il Trentino è nella Top 5 nazionale in 44 Kpi (59% del totale). Dal Tableau de Bord emergono però anche alcuni punti di attenzione da valutare attentamente per l’indirizzo delle scelte e delle politiche di sviluppo del territorio. L’analisi della performance congiunturale evidenzia infatti un peggioramento nel 58% dei Kpi: l’area economica è quella in cui il Trentino riscontra il peggioramento più marcato nell’ultimo anno (15 Kpi su 25). Si osservano inoltre ambiti di debolezza strutturale che possono frenare la crescita futura del territorio: il Trentino

è nelle ultime 5 posizioni in Italia in 6 Kpi (8%). Particolarmente rilevanti e critici sono la crescita della disuguaglianza economica (17° posizione), le difficoltà di reperimento dei lavoratori (18°), il basso numero di laureati in discipline Stem (18°), così come la limitata quota di unità immobiliari coperte dalla connettività Fiber-to-the-Cabinet (19°), l’elevato consumo di acqua pro capite (20°) e lo scarso sviluppo della rete di colonnine di ricarica elettrica (20°).

Il Tableau de Bord fornisce un’ulteriore indicazione fondamentale: l’industria offre un contributo decisivo al posizionamento e ai risultati del Trentino nel percorso di transizione sostenibile, poiché i Kpi in cui è direttamente coinvolta oppure dà un supporto di peso contribuiscono al 39% di quelli in cui il Trentino è nella Top 5 nazionale.

Le motivazioni sono varie e, tra queste, vi è il fatto che l’attitudine verso la sostenibilità è fortemente radicata nella cultura aziendale trentina: per circa 1 imprenditore su 3 (33,5% dei rispondenti alla survey 2022) la sostenibilità è un valore portante dell’Azienda e consente di accrescere l’attrattività verso mercato e dipendenti. Alla luce degli elementi di forza e delle criticità delineate dal Tableau de Bord, il progetto Duemilatrentino ha individuato tre cantieri di lavoro per il territorio su cui intervenire prioritariamente (industria sostenibile, mobilità sostenibile e territorio sostenibile) e dieci azioni specifiche su cui il sistemaTrentino deve mantenere il proprio impegno nel medio-lungo termine per accelerare ulteriormente la transizione sostenibile e, quindi, rafforzare la propria competitività.

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Le dieci proposte d’azione

Sono suddivise nei tre ambiti di Industria, Mobilità e Territorio, e guardano alla crescita sostenibile e inclusiva del Trentino, dal punto di vista economico, ambientale e sociale.

ANALISI

e attività di ascolto hanno contribuito a mettere in luce punti di forza e punti di debolezza del Trentino sul versante dello sviluppo sostenibile.

Il percorso svolto ha portato all’identificazione di tre ambiti d’intervento prioritari per indirizzare il nostro territorio verso una transizione sostenibile efficiente.

Sono state individuate dieci proposte d’azione suddivise nei tre ambiti, che il Position paper valorizza nel quinto capitolo dello studio.

Industria sostenibile

• Aumento dell’energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili e diffusione delle comunità energetiche, per accelerare la transizione energetica del Trentino attraverso un contributo crescente da parte delle imprese

• Misurazione della sostenibilità energetica delle imprese tramite un assessment, per avere un punto di riferimento sulla condizione attuale e consentire l’elaborazione di strategie virtuose

• Rafforzamento della responsabilità sociale d’impresa, per sensibilizzare più imprese possibili sul tema e consentire una strategia di sviluppo sostenibile

• Sostegno all’affermazione di nuovi modelli produttivi e allo sviluppo delle competenze necessarie a gestire la “twin transition” (transizione digitale e transizione sostenibile) nel sistema industriale

Mobilità sostenibile

• Sviluppo della mobilità sostenibile e integrata nell’area dolomitica, per mettere a punto una strategia per la mobilità sostenibile e smart

• Creazione di un incubatore di start-up per la Logistica Smart

• Promozione dell’adozione di pratiche avanzate di gestione della mobilità nelle grandi imprese e nelle aree produttive tra PMI

Territorio sostenibile

• Lancio di una strategia provinciale per la riduzione dei consumi idrici, migliorando la gestione delle acque reflue e l’efficienza dei sistemi di irrigazione

• Contrasto al fenomeno di progressivo spopolamento nelle valli trentine, rafforzando l’attrattività dei territori

• Definizione di un piano di adeguamento delle strutture scolastiche in Trentino per una migliore salubrità dell’aria indoor e qualità della vita degli studenti, tanto più importante alla luce della pandemia tuttora in corso.

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“Stiamo facendo bene, ma dobbiamo fare meglio”

All’intervento del presidente Manzana ha fatto seguito il dibattito con il presidente della Pat Fugatti e con l’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Spinelli.

palco del Palacongressi di Riva del Garda, il presidente Fausto Manzana ha evidenziato le criticità emerse dall’analisi condotta nell’ambito del secondo lavoro del progetto Duemilatrentino. Il punto di attenzione iniziale è stato posto sulla perdita di crescita costante che il nostro territorio sta scontando da dieci anni a questa parte rispetto ad altri territori europei dinamici, come la Baviera, l’Alto Adige e il Tirolo. La visione per cui il Trentino è in continua espansione economica non coincide con la realtà: gli indicatori parlano di un territorio in continua frenata che si sta pericolosamente allineando alla media italiana. “Stiamo facendo bene – ha detto Manzana –, ma dobbiamo fare

meglio, anche e soprattutto alla luce delle grandi criticità globali. Non possiamo continuare a distogliere lo sguardo dai nostri punti di debolezza: dal punto di vista del lavoro, scontiamo una delle più alte percentuali di difficoltà di reperimento di lavoratori tra le regioni italiane”. A ciò si unisce una delle più basse percentuali di laureati in discipline Stem a livello nazionale. Il Trentino sconta inoltre una perdita costante di giovani qualificati che decidono di emigrare all’estero per maggiori opportunità: con il 4‰ dei residenti, il Trentino-Alto Adige risulta essere la regione a più alto tasso di emigrazione in Italia. L’efficacia con cui un territorio affronterà l’incertezza è imprescindibile dalla quantità e dalla qualità del capitale umano. “Non possiamo permetterci di perdere questa partita” ha aggiunto Manzana riferendosi inoltre al preoccupante trend di denatalità che caratterizza il Paese e il nostro territorio. Il Trentino, come noto, è riuscito ad uscire da una condizione di economia di sussistenza in cui volgeva negli anni Settanta fino a diventare un fiore all’occhiello tra le regioni italiane, continuando ad investire in innovazione e tecnologie. “Per questo non possiamo permetterci di rimanere agli ultimi posti per diffusione della banda ultra-larga tra famiglie e imprese. La connessione veloce è un abilitatore indispensabile

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SUL

per sostenere il continuo sviluppo del territorio. Una società 5.0 come quella prospettata dall’importante progetto DuemilaTrentino non può esistere senza l’interconnessione del nostro territorio”. Da ultimo, Manzana ha sottolineato la posizione del nostro territorio nella classifica regionale della disuguaglianza economica: “Risultiamo tra i territori con la maggiore disuguaglianza di reddito salariale. La coesione sociale è sostenuta in modo preponderante da capitali accumulati negli anni, ma una disparità di reddito salariale così accentuata andrà a erodere i capitali e farà convergere negli anni negativamente l’indicatore di Gini. Sarà necessario prendere in considerazione seriamente tale disuguaglianza e attuare delle strategie che la riducano. L’economia pullula di studi nei quali vi è un’evidenza indiscutibile di correlazione tra equità e maggiore competitività economica di un territorio”. Il Presidente ha infine voluto suonare la carica per ingaggiare tutti gli stakeholder: “Se vogliamo dare un futuro al nostro Trentino – ha chiosato – dobbiamo essere capaci di fare delle scelte decise e ambiziose: giovani generazioni, sviluppo economico e nuovi modi di concepire lo sviluppo”. Il presidente ha poi dialogato con Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, e Achille Spinelli, assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento. “La Giunta e tutta l’Amministrazione provinciale sono fortemente impegnate per sostenere le imprese trentine, comprese quelle del comparto industriale che è uno dei motori del benessere del nostro territorio – ha detto il Presidente Fugatti –. Vanno in questa direzione le azioni promosse dalla Provincia e dal Sistema trentino. Gli investimenti per la mobilità sostenibile e i collegamenti efficienti e sicuri. L’impegno sulla semplificazione legislativa, anche sul tema delle rinnovabili e dell’autonomia energetica, da perfezionare in base agli ostacoli presenti. La spinta sull’innovazione a tutti i livelli e l’attenzione per i servizi che consentono di mantenere vive le nostre valli, favorendone le attività economiche. Su questi punti intendiamo continuare e se necessario perfezionare ancora meglio gli interventi”. L’Assessore

Spinelli ha posto l’attenzione sui numerosi temi di competenza. I 23 milioni di euro stanziati per contributi per il fotovoltaico nelle aziende. L’insieme di misure per il sostegno del sistema economico. Sul tema delle risorse umane, la collaborazione di Agenzia del Lavoro e Trentino Sviluppo per l’attrazione di talenti e il bando per i nuovi manager. E poi gli investimenti sulla formazione continua e quelli importanti del PNRR sul programma GOLGaranzia Occupabilità Lavoratori. “Su molti temi e progettualità – ha detto Spinelli – il ruolo del privato è determinante. Auspichiamo ad esempio che dall’iniziativa anche di Confindustria e dei suoi associati possa nascere una Academy, su imprenditoria e leadership aziendale. Il capitale umano, così come gli investimenti, il coraggio degli imprenditori e il contributo di lavoratrici e lavoratori sono fondamentali per permettere al Trentino di affrontare questa fase confermando la ripresa e centrando un futuro di sviluppo”.

Di sostenibilità ha parlato nel suo saluto anche Nicola Calabrò , direttore generale e amministratore delegato di Sparkasse, main partner del progetto Duemilatrentino: “Credo che essere sostenibili sia un dovere per una banca – ha detto Calabrò –. Cercheremo di interpretare questo ruolo mettendoci al fianco delle aziende, e faremo la nostra parte spero per tanti anni anche accanto a Confindustria Trento”.

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La sostenibilità come impegno collettivo

Michele Tomasi, Paolo Zegna e Tessa Gelisio sono stati gli ospiti della tavola rotonda animata per dibattere, in un confronto aperto e trasversale, ogni dimensione della sostenibilità.

2022 ha dato spazio anche al confronto tra alcune personalità esterne estremamente attive nella sostenibilità e con importanti esperienze in tal senso. Ogni figura era stata scelta con il preciso obiettivo di analizzare ogni dimensione del tema: Michele Tomasi, vescovo di Treviso, poiché sviluppa idee legate alla sostenibilità sociale; Paolo Zegna, direttore non-esecutivo del Gruppo Ermenegildo Zegna e Presidente della Fondazione BIellezza, perché porta avanti progetti improntati alla sostenibilità a tutto tondo; Tessa Gelisio, conduttrice televisiva e blogger, attiva sul fronte della sostenibilità ambientale. L’innovazione nella sostenibilità non è ancora accolta in maniera positiva in alcune realtà imprenditoriali perché la scelta toglie inevitabilmente risorse ad altre operazioni dal respiro più corto in contrapposizione a potenziali migliori risultati sul lungo periodo. In questo senso, nel corso del suo intervento, Tomasi ha ribadito che “ci sono dei momenti in cui dovremmo scegliere di fare il bene semplicemente perché va fatto”. Gli investimenti in sostenibilità potranno portare un’azienda probabilmente a ridurre i dividendi o i profitti ma

sicuramente le permetteranno di risultare sempre attrattiva da parte dei lavoratori e dei consumatori, rimanendo evidentemente competitiva sul mercato. A supporto di questa tesi, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile ha individuato i vantaggi di cui beneficerebbe un’impresa con forte tendenza alla sostenibilità: creare valore aggiunto e fidelizzare i clienti, efficientare i processi e ridurre gli sprechi, migliorare la propria reputazione e avere maggior fiducia da parte degli stakeholder, fare crescere il proprio business e l’occupazione. Quest’ultimo punto è stato al centro dell’intervento di Gelisio, convinta che se la transizione sostenibile sta facendo perdere posti di lavoro, ne sta creando fortunatamente di nuovi. Si tratta dei cosiddetti green jobs. “In questo momento – ha detto l’ecoblogger – è in atto una rivoluzione in chiave green delle imprese ma anche dei lavoratori. Entrambe le parti non possono rimanere immobili di fronte a questo cambiamento. Questo dualismo impresalavoratore va fortemente accompagnato e coltivato per evitare che il mismatch di professionalità, già presente in Italia, si incrementi”. Tra le cause di questo preoccupante disequilibrio tra domanda e

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di GIANLUIGI SALVAGNO, Economia d’Impresa, Confindustria Trento L'ASSEMBLEA

offerta, secondo uno studio di Intesa San Paolo dello scorso anno, ci sarebbe la scarsa inclinazione da parte del sistema scolastico ad accendere interesse verso gli studi tecnici e STEM più premianti dal punto di vista occupazionale (il 57% degli studenti intervistati non si sente portato per quelle materie), come pure a guidare gli studenti alla scelta in ragione delle opportunità di lavoro offerte (ne risulta informato solo il 32% del campione). Zegna ha illustrato la sua esperienza personale con la sostenibilità. Nel corso degli anni, il Gruppo Ermenegildo Zegna ha dovuto sensibilmente ridurre i propri dipendenti nel settore del tessile. Tuttavia, l’aver colto nell’ambiente una grande opportunità ha permesso loro di sviluppare un business alternativo che ha creato una discreta occupazione locale. Ad inizio Novecento, Ermenegildo Zegna acquista circa 100 kmq di terreno nelle Alpi Biellesi e in tempi non sospetti fa investimenti sulla salvaguardia e sullo sviluppo ambientale di quest’area: nel 1993 i suoi eredi, in onore del lavoro svolto fin lì dal loro predecessore, istituiscono “Oasi Zegna”. Un esempio virtuoso di chi ha colto le opportunità sulla sostenibilità, arrivando a intervenire sulle proprie politiche aziendali. Zegna crede infatti che la strategia del loro gruppo sia il give back e cioè che la

Conosciamo i relatori

“ricchezza (non solo economica) debba essere a un certo punto ridistribuita” sul territorio. La transizione sostenibile è sicuramente un fenomeno in essere, oggi leggermente minato da grandi criticità, com’è il caso del caro bollette, e con un orizzonte temporale lungo. È un processo che richiede investimenti e che, come ha ricordato Gelisio a conclusione dei lavori, “ha un costo: un costo che non deve gravare solo sulle imprese, ma dobbiamo assumerci tutti”. Le imprese investono, la collettività deve favorire questi investimenti e chi acquista deve diventare un consumatore più attento, conscio che acquistare a 1 euro un oggetto proveniente dall’altra parte del mondo è in antitesi con il concetto di sostenibilità.

Michele Tomasi è nato a Bolzano il 9 luglio 1965. Dopo la maturità classica, ha frequentato a Milano l’Università Bocconi e si è laureato in Discipline economiche e sociali. Il 6 luglio 2019 papa Francesco lo nomina vescovo di Treviso: prende possesso canonico della diocesi il 6 ottobre 2019 nella cattedrale di Treviso. Nell’ambito della Conferenza Episcopale Triveneta è delegato per la Pastorale sociale e del lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del creato e per lo sport, il tempo libero e i pellegrinaggi. Dal 2021 è membro della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. Paolo Zegna è nato a Torino il 12 settembre 1956 e ha conseguito la laurea in Scienze Economiche e Sociali presso l’Università di Ginevra (CH). Dopo essere stato Amministratore Delegato del Gruppo Ermenegildo Zegna insieme con il cugino Ermenegildo, è ora Direttore non-esecutivo nell’azienda di famiglia e, tra i diversi incarichi al di fuori del Gruppo di famiglia, è Presidente della Fondazione Biellezza, con cui si impegna nella valorizzazione turistica del Biellese e nello sviluppo delle potenzialità del territorio Tessa Gelisio nasce ad Alghero nel 1977 e oggi è un personaggio noto al pubblico per alcune trasmissioni televisive di successo sulle reti nazionali. È una esperta in ecologia e comunicazione, tantoché inizia la sua attività di ecologista da giovanissima, legandosi a gruppi per la tutela ambientale e delle specie selvatiche ma oggi è attiva con il suo blog “ecocentrica”.

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Over 75 ancora in attività

Ai pionieri dell’industria trentina è andato, come da tradizione, l’omaggio dell’Assemblea di Confindustria Trento. Premiati Dolzan, Filippi, Mazzotti, Santuliana e Terzi.

Luigi Dolzan, Villa De Varda Srl

Remo Filippi, Porfido Elit Srl

Mariangiola Mazzotti, Mazzotti Romualdo Spa

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Oscar Santuliana, Autotrasporti Santuliana Srl

Enrico Terzi, Ille Srl

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Insieme da oltre 50 anni

Nel corso della parte privata dell’Assemblea, Confindustria Trento ha celebrato le nozze d’oro tra l’Associazione e tre imprese: Isocold Italia Srl, O-I Italy Spa e Sepr Italia Spa.

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Isocold Italia Srl
O-I Italy Spa

Durante la parte pubblica dell’Assemblea è stato assegnato il premio speciale “Youth in action for sustainability”: destinato ai migliori manifesti per la sostenibilità prodotti dalle scuole che avevano partecipato quest’anno ai progetti “Eureka! Funziona!” e “Tu Sei”. Ad aggiudicarsi il riconoscimento le classi 3C e 5A dell’ Istituto Comprensivo di Borgo Valsugana e le classi 4MEA e 4CSA dell’ Istituto Buonarroti di Trento.

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Sepr Italia Spa

“La locomotiva di una lunga filiera”

Guadagnini, è ormai in partenza una nuova stagione invernale, non senza difficoltà. Che previsioni ci può formulare? Tutte le società funiviarie trentine sono impegnate nel garantire a tutti gli appassionati un servizio sicuro, completo e soddisfacente, come del resto è sempre accaduto in passato. Come per la maggior parte dei settori industriali, la forte spirale inflazionistica ed il conseguente aumento dei costi di gestione, dovuto soprattutto ai fattori energetici, stanno determinando ricadute significative sull’equilibrio finanziario

delle imprese. Si deve ricordare che nel 2020 siamo rimasti chiusi per le limitazioni imposte dal contesto pandemico, e anche la stagione invernale 2021/2022 è stata fortemente condizionata dall’assenza dei turisti stranieri, sebbene in parte compensata dalla clientela italiana, ma i numeri sono rimasti lontani dai valori medi degli anni pre-pandemia.

È evidente che in un tale scenario la situazione finanziaria delle nostre imprese è stata messa a dura prova e oggi la crescita dei costi sta erodendo tutti i potenziali margini di guadagno anche per i prossimi mesi. Quindi le previsioni finanziarie per la stagione invernale, anche in caso di fatturati nella media, sono pessimistiche; tuttavia, ci impegneremo per trovare un punto di equilibrio.

Perché quindi aprire?

La scelta deriva da un forte senso di responsabilità nei confronti della clientela (nazionale e internazionale), delle istituzioni e degli altri operatori della filiera turistica invernale. Senza impianti a fune e senza neve la stagione sarebbe persa per tutti. Nonostante la grande incertezza, i gestori delle aree sciabili intendono produrre il massimo sforzo per garantire un’apertura regolare al pubblico, che sta già manifestando un grande desiderio di sci, di aria aperta, di panorami mozzafiato e di esperienze emozionanti in quota. Le società funiviarie lavoreranno quindi, per sostenere i fatturati delle altre attività economiche, per garantire lavoro ai residenti nei territori montani e per mantenere quel fondamentale presidio delle “terre alte” che garantisce equilibrio ambientale e sicurezza anche sotto il profilo idrogeologico.

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Intervista a LUCA GUADAGNINI , presidente della Sezione Impianti a fune di Confindustria Trento. PRESIDENTE speciale neve

Ovviamente non tutte le aziende hanno la stessa capacità di reazione e le risorse per far fronte alle criticità del momento. Le stazioni più piccole, di prossimità, o situate a quote basse, si apprestano a vivere una delle stagioni più difficili della loro storia e quindi, potrebbe accadere che qualcuna di esse decida di modificare il proprio calendario di apertura, limitando le giornate o il numero delle piste in servizio. Questa eventualità, tuttavia, non andrà a modificare uno scenario generale che, ad oggi, vede un settore attivo e pronto per le sfide dei prossimi mesi.

Si parla molto dell’aumento dei costi degli skipass, sciare sta diventando un’attività per pochi?

È vero, se ne parla e spesso in modo inopportuno, ma voglio ribadire che la filiera sta facendo i conti con il caro energia, con l’aumento dei i costi dell’acciaio e del carburante, con l’impennata degli oneri di gestione per garantire la sicurezza degli sciatori. I prezzi degli skipass sono stati rivisti, in ragione dell’inflazione, ma solo una minima parte dei maggiori costi sostenuti dalle aziende verrà trasferito sui clienti. L’aggiornamento dei listini, infatti, non copre nemmeno l’aumento della sola voce “energia”, in caso contrario avremmo dovuto incrementare gli skipass del 30 o 40%, anziché del 5–10% come in realtà è accaduto.

La Sezione è stata molto attiva su vari fronti. Per prima cosa vorrei ringraziare Confindustria Trento perché ha sempre fornito un grande supporto alla nostra categoria, lungo tutto il difficile percorso degli ultimi anni. Cito solo a tale proposito che nelle scorse settimane, grazie ad Assoenergia, siamo riusciti ad avere certezza per le forniture di energia e gas per il prossimo anno, cosa che non era assolutamente scontata. Ma molti sono stati i fronti sui quali abbiamo lavorato, dal rinnovo del Ccnl, sottoscritto lo scorso settembre, alla collaborazione con la Po-

lizia di Stato e con Trentino Emergenza per l’organizzazione dei servizi di sicurezza e soccorso sulle piste; dal costante dialogo con l’Assessore al Turismo Roberto Failoni per la gestione delle misure di intervento, alla partecipazione ai gruppi di lavoro con i vari servizi della PAT competenti sul nostro settore. Attraverso l’Associazione di categoria nazionale (Anef) stiamo inoltre dialogando con il Ministro del Turismo Daniela Santanchè e con il Ministro dello Sport Andrea Abodi per definire le linee guida d’azione a medio termine a supporto del turismo montano e dello sci. Devo dire che la Sezione è composta da aziende che mantengono uno spirito di reciproca collaborazione e che lo spirito di squadra è molto forte, quindi stiamo affrontando tutte le sfide con compattezza ed unità di intenti.

Che cosa chiedete alla politica nazionale e provinciale?

Non mi voglio dilungare sulle singole misure, ma posso dire che non chiediamo ristori o misure di stampo assistenzialistico: siamo consapevoli del fatto che l’aumento dei costi riguarda tutte le imprese, nessuno è immune. Necessitiamo, piuttosto, di soluzioni strutturali e non improntate alla contingenza. Non rappresentiamo solo società impiantistiche: siamo presidi per la montagna. Se chiudono gli impianti, è tutto l’indotto a soffrire. Ciaspole e sci di fondo non sono sufficienti a mantenere la sostenibilità economica di un sistema incentrato sul turismo. Siamo la locomotiva di una lunga filiera: grazie agli impianti lavorano albergatori, commercianti, scuole sci e sci club. In un panorama alpino che vede i comuni morire lentamente per abbandono, è evidente l’importante ruolo economico e sociale svolto delle aziende funiviarie, che evitano lo spopolamento delle aree decentrate così come quello di tutti gli altri operatori che fungono da polo di attrazione per il turismo montano.

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Sap ev i ch e grazi e al B o nu s Pu b b l i c i t à pu oi risp armi are sull a tu a pubb li cità?

L’agevolazione è rivolta a imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali.

Sulla stampa per il 2023 è previsto un credito d’imposta pari al 75% della quota incrementale dell’investimento, rispetto all’anno precedente.

C o n f i n d u s t r i a T r e n to | am m i n i s t r a z i on e@co n f i n d u s t r i a .t n . i t | T. 04 61 3 6 0 0 8 0

Leggendarie Dolomiti

L’inverno ritorna nel patrimonio Unesco Dolomiti: le società consorziate nel Dolomiti Superski garantiranno il livello di qualità al quale gli appassionati sono abituati ormai da decenni.

ALMENO

per quanto riguarda la pandemia da Covid-19, la stagione invernale che ha preso il via appare più tranquilla delle due precedenti, grazie ai numeri in calo e comunque già bassi nel corso dell’autunno. Preoccupazione desta invece la situazione mondiale dell’energia, che dall’inizio dell’anno è diventata sempre più cara, creando problemi all’economia globale. Ecco perciò, che sarà ancora una volta l’incertezza a caratterizzare l’inverno venturo. Livelli molto alti dei prezzi del gas e dell’energia elettrica hanno generato proiezioni non felici, tra l’altro anche per il turismo invernale, che si è visto costretto ad aggiustare i prezzi in tutti i comparti, per provare a contenere almeno l’inflazione in-

torno al 10%. Nei mesi autunnali, Dolomiti Superski ha più volte rassicurato l’intera filiera turistica della montagna sul fatto di volersi impegnare appieno nel garantire una stagione più normale possibile. Infatti, contrariamente a qualche rumor infondato, le società consorziate nel Dolomiti Superski garantiranno il livello di qualità del prodotto al quale gli appassionati sono abituati ormai da decenni. Questo, compatibilmente con una certa stabilità dei prezzi dell’energia. Dal punto di vista dei servizi offerti al cliente, Dolomiti Superski viene da una stagione caratterzzata da un “boost” tecnologico dovuto allo sviluppo di un sistema automatizzato di matching tra lo skipass e il greenpass, lo scorso anno. È stata una sfida di altissimo livello per il reparto It del Consorzio, in collaborazione con i propri partners, per anticipare quelle che sarebbero state le richieste del Governo in termini di sicurezza e controlli per limitare la pandemia. Una sfida che è stata vinta egregiamente e che ha destato stupore e riconoscimento sia tra gli addetti ai lavori, che tra il pubblico. Su questa onda, per la stagione invernale 2022-23, Dolomiti Superski ha ulteriormente sviluppato il suo shop online, dove possono essere acquistati quasi tutti i tipi di skipass, compresi i kids, junior e supersenior. Inoltre, chi acquista il proprio skipass giornaliero o plurigiornaliero online, risparmia: se acquistato

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fino a due giorni prima della data di inizio validità della tessera, lo skipass sarà scontato del 5%, dimezzando di fatto l’aumento praticato a causa dell’inflazione. Per il ritiro degli skipass acquistati online, Dolomiti Superski ha in serbo un’ulteriore novità: in diverse località sono stati installati dei punti Tickets Self-Service per l’acquisto o ritiro, senza dover passare dagli uffici skipass. Ci sono gli apparecchi “Buy & Pick-up Box” dove si può acquistare lo skipass desiderato tramite schermo touch e stamparlo direttamente sul posto. In aggiunta ci sono apparecchi del tipo “Pick-up Box” dove poter stampare gli skipass acquistati online, tramite scansione del voucher cartaceo o da smartphone. Il tutto per snellire l’operazione di acquisto skipass e garantire ai clienti l’accesso diretto alle piste. In questo contesto si rivela comodissima e anche sostenibile la My Dolomiti Card, il supporto skipass ricaricabile di Dolomiti Superski, che può essere utilizzato di anno in anno, sia in inverno, che in estate, risparmiando la plastica delle tessere one way. La tessera ricaricabile è disponibile presso gli uffici skipass centrali. Avvicinandoci alla stagione invernale, la sostenibilità e il risparmio energetico diventano sempre più importanti per l’opinione pubblica. E proprio in questo ambito, l’attività degli impiantisti di Dolomiti Superski va in questa direzione già da molti anni. La quasi totalità delle società consorziate dispone di contratti di fornitura di elettricità “green” e perciò, sia impianti di risalita che sistemi di innevamento programmato sono pressoché a neutralità di CO2, quando l’emissione diretta è pari a zero. Molte zone sciistiche sono gestite con sistemi computerizzati che ottimizzano l’impiego di risorse come l’energia elettrica, l’acqua per l’innevamento e i carburanti per i mezzi battipista. I percorsi di questi ultimi sono studiati con il Gps onde evitare doppioni nei passaggi e il Gps aiuta anche a gestire la quantità di neve presente sulle piste, così da arrivare a fine stagione con la rimanenza minima indispensabile. Tutti ciò avviene da diversi anni in un “dietro le quinte” importante, che si palesa come situazione win-win: ne derivano infatti vantaggi sia per le aziende

stesse, che risparmiano nei costi, che anche per la natura. Dolomiti Superski si prende cura non solo degli sciatori che ogni anno si dilettano sulle meravigliose piste delle Dolomiti, ma si prende cura anche dell’ambiente che li circonda e del quale fanno parte le maestose vette dolomitiche, dal 2009 Patrimonio Mondiale Unesco. La natura è il capitale più grande che abbiamo e ci sentiamo responsabili al 100% per la sua tutela e l’implementazione di misure più sostenibili possibile nel nostro lavoro. La gente può godersi le uniche e incomparabili Dolomiti solo se le manteniamo belle e intatte come sono. Anche durante la stagione estiva 2022, che turisticamente parlando è andata egregiamente, grazie al meteo più che favorevole a chi lavora nel turismo e all’entusiasmo che è proprio alle persone quando si parla di vacanze, di natura e di montagna, le società funiviarie di Dolomiti Superski hanno lavorato per il futuro. Gli investimenti in sostituzione di impianti arrivati a fine vita tecnica, nella realizzazione e nell’adattamento di piste da sci e nella realizzazione di nuovi “impianti di paese” volti a promuovere lo sci soprattutto tra i bambini residenti nelle varie località montane, non si sono fermati neanche questa volta. Durante i mesi estivi del 2022 sono stati investiti circa 65 milioni di euro per raggiungere questi obiettivi.

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Sciare (più) sicuri con il digitale

Grazie alla app di Skirama Dolomiti, gli ospiti potranno condividere la propria geolocalizzazione, accedere a informazioni puntuali sui tracciati e a notizie in tempo reale.

ESPLORARE

in modo inedito le località sciistiche di uno dei principali caroselli del Trentino, godendosele appieno e in sicurezza: una dettagliata ed esaustiva guida outdoor locale dedicata al mondo neve, con fedeli mappe 3D dei tracciati comprensive di specifiche su ampiezza e pendenza nei diversi punti, disponibili gratuitamente (anche offline). Tutto questo grazie a un’app. Il suo nome è Mowi Snow ed è stata pensata per agevolare e rendere migliore la fruizione delle piste. Accade negli 8 comprensori riuniti nel consorzio Skirama Dolomiti Adamello-Brenta che si apprestano a riaprire i battenti per la stagione 2022-2023.

La disponibilità delle mappe interattive costituisce uno degli aspetti più intriganti di Mowi

Snow. Le piste, da semplici linee nello spazio, si trasformano in precisi tracciati comprensivi della loro ampiezza e pendenza nei diversi punti. Gli utenti potranno accedere a svariate informazioni utili e schede tecniche ricevendo opportune notifiche laddove necessario (come la chiusura di un tratto o variazioni degli orari degli impianti di risalita), ma anche selezionare l’attività di interesse (sci, slittino, ciaspole, trekking invernali, alpinismo) e scoprire cosa ogni località ha da offrire. Inoltre, grazie alla geolocalizzazione in tempo reale, singola e di gruppo, è possibile comunicare ad amici e parenti la propria posizione (in gruppi creati ad hoc) e orientarsi all’interno della Skiarea. Lanciata in occasione della presentazione ufficiale a Skipass

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Modena a fine ottobre, Mowi Snow è stata sviluppata da Mowi Space, startup trentina specializzata nella creazione di soluzioni digitali per il settore turistico outdoor che a marzo ha avviato con Skirama una collaborazione incentrata sulla mappatura del territorio, l’analisi delle criticità e dei punti di forza dell’area, i sopralluoghi, la catalogazione e l’aggiornamento delle tracce e servizi dedicati.

Una App pensata per gli amanti dello sci e degli sport invernali, ma anche per i gestori locali, che potranno, tramite appositi pannelli, promuovere la propria offerta turistica, interagire con gli utenti, monitorare e analizzare l’andamento e la crescita dell’area nel tempo. “L’innovazione è un elemento imprescindibile del turismo montano, soprattutto nella stagione invernale. Per questo, i nostri comprensori sono sempre stati in prima linea in questo tipo di investimenti – spiega Fabio Sacco, presidente di Skirama Dolomiti –. Offrire servizi sempre più personalizzati e tecnologie avanzate, permette infatti di rispondere alle aspettative dei nostri ospiti invernali, che non vedono l’ora di poter

solcare nuovamente le piste da sci. Sono certo che Mowi Snow li aiuterà a rendere più agevole ed entusiasmante la loro esperienza sulla neve”. Il consorzio Skirama Dolomiti ingloba 8 comprensori (Madonna di Campiglio, Pinzolo, Folgarida-Marilleva, Pejo3000, Pontedilegno-Tonale, Paganella Ski, Monte Bondone, Alpe Cimbra: Folgaria-Lavarone), espressioni di alcune tra le principali destinazioni invernali del Trentino, inserite tra le cime delle Dolomiti di Brenta (Patrimonio Unesco) e i massicci dell’AdamelloPresanella e dell’Ortles-Cevedale, per un totale di 380 chilometri di piste (il 90% delle quali coperte da innevamento programmato per avere garanzia di neve sempre perfetta) fruibili fino ad aprile e servite da 150 impianti utilizzabili attraverso un unico skipass, alcune studiate per assecondare gli sciatori più esigenti, altre focalizzate sull’accoglienza di famiglie e bambini ai primi approcci su sci e snowboard. I comprensori sono raggiungibili agilmente grazie alle linee ferroviarie ad hoc (come il Dolomiti Express che porta direttamente alla stazione a valle di Daolasa, nel cuore del comprensorio FolgaridaMarilleva) e alla fitta rete di autobus regionali in partenza da Trento che rendono possibile organizzare la propria settimana bianca senza dover necessariamente muoversi con l’auto. Le località del consorzio, creato nel 1993, ogni anno fanno registrare nel complesso oltre 6 milioni di visitatori, incentivati – oltre che dalla qualità e dalla versatilità delle piste – dall’ottima offerta ricettiva, le numerose proposte sportive legate alla neve, l’efficienza degli impianti di risalita: il tutto inserito in un contesto di assoluta bellezza, garantita dai paesaggi naturali del Parco Nazionale dello Stelvio e del Parco Naturale Adamello Brenta. Lo skipass Superskirama, attivabile da 2 a 14 giorni o per tutta la stagione invernale, consente il libero accesso agli impianti degli 8 comprensori. E, sfruttando le offerte proposte ogni anno da Skirama Dolomiti Adamello-Brenta, può essere incluso nel prezzo del soggiorno, assicurando un risparmio consistente.

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Un incubatore di soluzioni esportabili

DARIO Dopo Besenello, Rovereto: da qualche mese la Vallagarina è tornata prepotentemente protagonista del dibattito sulla Valdastico. Occorre? E occorrono, in generale, nuove infrastrutture?

Piccinelli, non possiamo che aprire questa intervista con qualche considerazione generale, a proposito di uno scenario che anche per il territorio di Vallagarina e Altipiani Cimbri è certamente, profondamente condizionato dal problema energetico.

Un problema che fino a un anno e mezzo fa non esisteva nemmeno, e che è diventato improvvisamente la prima preoccupazione di famiglie e imprese.

Per chi opera nel settore manifatturiero, arginare le conseguenze del caro energia è necessario per preservare la propria competitività, anche in ragione del fatto che non si tratta, in questo caso, di una congiuntura globale: è la vecchia Europa a pagare le conseguenze principali dell’instabilità dei mercati energetici.

Dobbiamo essere capaci di trovare le soluzioni giuste, e non mi riferisco “soltanto” al lavoro egregio che stiamo portando avanti come Associazione per garantire continuità nelle forniture a un prezzo migliore.

Mi riferisco alla necessità di una generale revisione dei processi, a partire dai consumi, perché prima di tutto è necessario ragionare sul risparmio, dunque intervenire sulle macchine per ridurre, razionalizzare ed efficientare lo sforzo.

E poi, naturalmente, dobbiamo interpretare e realizzare sul nostro territorio la transizione energetica: ma prima va capito qual è il complesso di misure ideali ad assicurare il massimo rendimento, con il minor impatto e il minor numero di criticità.

Auspichiamo le infrastrutture che servono. A partire da quelle digitali: siamo agli ultimi posti per diffusione della banda ultra-larga tra famiglie e imprese, ma l'impegno profuso in questi ultimi anni porterà certamente in tempi brevi i frutti tanto attesi. Quanto alle infrastrutture viarie, certamente ne ha bisogno il transito di persone e merci, e lo sa bene chi opera nel manifatturiero: vanno dunque realizzate le opere già cantierate per collegare il nostro territorio alle province limitrofe, e

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speciale territorio
Intervista a DARIO PICCINELLI, Delegato di Confindustria Trento per il Territorio Vallagarina e Altipiani Cimbri.

per alleggerire la viabilità interna. Guardando, in particolar modo, all’asta dell’Adige, sulla quale insiste la maggior parte delle imprese associate di quest’area, siamo convinti che l’opera più urgente sia il collegamento Trento-Rovereto, che devono diventare un’unica, grande città.

Confindustria Trento, storicamente insediata a Trento, intrattiene da sempre un intenso dialogo con il territorio di Rovereto e della Vallagarina.

La nostra Associazione arriva ovunque operi un’impresa Associata. Servizi, consulenze, rapporti con le comunità locali: l’attività di Confindustria Trento non si esaurisce certamente nel perimetro della casa di Palazzo Stella. È vero per tutti i territori, lo è tanto di più per il territorio che ha dato idealmente i natali all’industria trentina.

Il presidio dei territori è imprescindibile nella relazione con gli associati, ma anche nelle sinergie con gli stakeholder, che connotano e declinano la loro presenza in sintonia con la vocazione e l’identità del contesto: nel caso di Rovereto, penso ad esempio alla macchina di Trentino Sviluppo, e in particolare a Polo Meccatronica e alla vicina Manifattura, con i loro focus su innovazione e green, penso alla collaborazione con il mondo della ricerca e dell’Università, e penso naturalmente alle relazioni con le amministrazioni locali, a partire dal Comune di Rovereto. In questi anni abbiamo consolidato relazioni proficue con il sindaco di Rovereto Francesco Valduga, che ha sempre cercato di conoscere e capire i problemi delle aziende, dando ascolto alle istanze del sistema produttivo.

Alla luce delle sue specificità, quale può essere il fattore che connota il presente e il futuro del territorio del quale è il referente, dunque dell’azione dell’Associazione?

Credo che, in linea con la loro storia, Rovereto e la Vallagarina debbano e possano configurarsi come elemento propulsore per lo sviluppo di nuove progettualità. Una sorta di incubatore di soluzioni esportabili. Qualche esempio può essere d’aiuto. Il sistema trentino eccelle nella selezione e nel supporto di nuove iniziative imprenditoriali. I dati e le cronache ci evidenziano però quanto sia importante contribuire a costruire un dialogo nuovo con le startup, affinché possano crescere e consolidarsi in vere e proprie realtà aziendali radicate in Trentino. L’alleanza degli stakeholder sul territorio può essere l’occasione per capire quali nuovi strumenti, quali strategie adottare per mantenere talenti, intelligenze e valore aggiunto nella nostra provincia. Credo inoltre che valga la pena di considerare anche la partita delle comunità energetiche, e la possibilità che sia percorribile, ad esempio, l’idea di una comunità di territorio. (sb)

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Le Prolunghe: funzionalità e design

L’azienda, a produzione 100% italiana, ha sviluppato nei suoi 40 anni di storia più di 16 brevetti nel settore dei materiali elettrici. A breve il lancio di una nuova linea di prodotti in perfetto Italian Style.

PRODOTTO

100% italiano, rapidità e servizio custom: questo il biglietto da visita per Le Prolunghe, l’azienda di Rovereto specializzata nella vendita di materiale elettrico, che sintetizza così la propria filosofia aziendale. “In un contesto di mercato molto standardizzato – spiega la titolare Cristina Penasa – riteniamo fondamentale offrire un approccio smart che mette al centro le esigenze del cliente, offrendo dialogo, rapidità e completezza di gamma. Per la maggior parte degli articoli a catalogo, possiamo realizzare prodotti custom anche per un solo pezzo, con consegna in pochi giorni lavorativi”. Le Prolunghe è un’azienda a direzione famigliare con esperienza quarantennale che si occupa della produzione di materiale elettrico. Ha sede a Rovereto, in via dell’Artigiano, e si esprime principalmente attraverso due brand: il mar-

chio Le Prolunghe®, che “si occupa di materiale elettrico civile, come ad esempio avvolgicavi, prolunghe, multiprese, etc”. E il marchio C’era una volta®, che “si dedica allo sviluppo di prodotti per realizzare impianti in stile vintage, attraverso materiali pregiati come ad esempio porcellana, rame, cordierite, cotto”. Ogni brand conta un vasto catalogo con oltre 2.000 articoli a servizio. “La nostra forza – sottolinea Cristina – è rappresentata da una produzione 100% italiana”.

A sottolineare il valore aggiunto del Made in Italy, ricerca e sviluppo sono da sempre nel DNA dell’azienda. “È questa un’attitudine costante, che ci porta a immettere ogni anno sul mercato nuovi prodotti e soluzioni. Nel tempo abbiamo sviluppato più di 16 brevetti, alcuni dei quali sono presenti in oggetti di uso comu-

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ne, come la tavoletta multipresa senza viti o il sistema di riavvolgimento facilitato che caratterizza i nostri avvolgicavo”.

L’azienda coinvolge oltre 60 collaboratori, impiegati nella sede principale di Rovereto e nei vari laboratori dislocati in Italia. La rete commerciale è presente capillarmente su tutto il territorio nazionale. “Operiamo principalmente in Italia e in alcuni stati esteri. La vendita dei prodotti avviene attraverso i grossisti di materiale elettrico, specialisti del settore. Il nostro dialogo è rivolto a grossisti, installatori e, specialmente per il brand C’era una volta®, si estende ad architetti, progettisti e restauratori. Tutte figure chiave coinvolte nella ricerca di una soluzione ad hoc per la realizzazione di impianti a vista, anche in contesti soggetti a tutela”.

Grazie a una storia di lungo corso – l’azienda nasceva negli anni Ottanta – Le Prolunghe mantiene un forte legame con il territorio. “Siamo profondamente legati al Trentino e lo esprimiamo attraverso il sostegno di eventi locali e la promozione di diverse attività sportive”. Il 3 settembre 1986 la società Le Prolunghe cominciava la propria attività a Cunevo, in Valle di Non, limitandosi inizialmente alla produzione di prolunghe elettriche. Nel 1987, sempre a Cunevo, si trasferì in uno stabilimento più grande. Successivamente, per tenere il passo di una crescita aziendale che coinvolgeva tutti i settori delle società, cambiò ancora sede, ampliò la superficie e si strutturò in due unità: una produttiva e una commerciale. Quindi, nel 2005, Le Prolunghe si

spostò definitivamente a Rovereto, dove si trova ora. “La tradizione famigliare – precisa Cristina, seconda generazione in azienda – gioca un ruolo fondamentale nelle nostre scelte, che privilegiano i valori di questa terra, il benessere dei nostri collaboratori e la qualità di prodotto”. Dopo quasi quarant’anni di lavoro, Le Prolunghe si presenta oggi sul mercato con margini solidi di crescita e nuove strategie all’ordine del giorno. “Attualmente – conclude la titolare – stiamo lavorando su due fronti. Per il materiale elettrico, con il brand Le Prolunghe®, stiamo lanciando una nuova linea prodotti in perfetto Italian Style: nuove funzionalità, nuovo design e la qualità di sempre. In questo modo, prodotti abitualmente nascosti possono diventare piacevoli oggetti da esibire, portando funzionalità e stile negli spazi di vita e di lavoro. Per l’impiantistica vintage, con il brand C’era una volta® stiamo invece sviluppando nuove linee di prodotti per offrire risposte e opportunità a un crescente trend di mercato, che vede l’impiego degli impianti a vista in contesti moderni e contemporanei”.

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L’intelligenza (artificiale) che pensa al vetro

Nata come joint venture tra due multinazionali, GlassFORM.ai sviluppa a Rovereto sistemi di automazione e controllo di processo basati sull’utilizzo del machine learning.

UN'

eccellenza assoluta: pionieri nel fare quello che fanno, non soltanto a livello italiano ma anche in Europa e nel mondo. “Applichiamo l’intelligenza artificiale ai processi per la lavorazione del vetro” spiega Fabio Galliano , componente del cda di GlassFORM.ai Spa. Questo il core dell’azienda, costituita a luglio 2021 nel polo di Trentino Sviluppo grazie a un accordo tra l’italiana Bottero, azienda del cuneese specializzata nella produzione e vendita di macchine per la lavorazione del vetro cavo e piano, e la francese Tiama, società di Lione leader nella realizzazione di sistemi di ispezione e qualità nel settore del vetro. “Le due aziende – sottolinea Galliano, che ricopre anche il ruolo di direttore tecnico in Bottero – collaboravano già dal 2018. La forte complementarità dei loro business ha portato alla costituzione di GlassFORM.ai, nata come joint venture tra le due multinazionali. Nei nuovi spazi di Rovereto, che abbiamo inaugurato quest’anno, sviluppiamo sistemi di automazione e controllo di processo basati sull’intelligenza artificiale e sull’utilizzo del machine learning. Ciò che ci rende unici non è l’utilizzo di questi strumenti, ma il fatto che li ap-

plichiamo nel manifatturiero del vetro”. Concretamente, Galliano e suoi collaboratori sviluppano soluzioni software e piattaforme digitali che introducono gli enormi vantaggi dell’intelligenza artificiale nelle linee di produzione dei contenitori in vetro: “Miglioramento e ottimizzazione dei processi produttivi, aumento della produttività, controllo della qualità, previsione dei difetti, riduzione degli scarti, limitazione delle perdite, efficientamento dei consumi energetici”. Una lunga serie di vantaggi, questi, che nessun altro competitor possiede. Il team di Galliano – un gruppo di dieci persone destinato a breve ad aumentare – è composto da professionisti altamente qualificati tra ingegneri informatici, ingegneri dell’automazione, fisici e matematici. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle soluzioni GlassFORM è inoltre strettamente connesso ai vantaggi del machine learning. “Queste macchine – continua – imparano sulla base dell’esperienza, secondo algoritmi che simulano il processo di apprendimento del cervello umano. Apprendono, cioè, dalla casistica, migliorando di conseguenza il comportamento dei macchinari nelle linee di produzione. Ma non solo. Immagazzinando grandi quantità di dati, creano anche uno storico sul funzionamento delle macchine, che serve per pianificare la produzione futura evitando sprechi e programmando la manutenzione, minimizzando il rischio di fermare le linee di produzione del vetro a causa di rotture impreviste”. Una linea per la produzione di contenitori in vetro può arrivare a produrre fino a 600-700 articoli al minuto. Tutto questo per 24 ore al giorno per 7 giorni in settimana. “Si capisce, quindi, quanto siano enormi le quantità di dati di cui stiamo parlando”. Sono i cosiddetti big-data; migliaia e migliaia di informazioni per la produzione di ogni singolo prodotto, che le macchine devono saper gestire e ottimizzare per un efficientamento generale della produzione. I vantaggi dei sistemi di intelligenza artificiale GlassFORM.ai e di machine learning si riflettono anche nella sicurezza sul lavoro e nell’individuazione di personale qualificato. “Nelle linee produttive del comparto vetro – continua Galliano – si lavora vetro fuso con temperature che

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superano i mille gradi. Allontanare gli operatori da questi siti significa migliorare la sicurezza. Questo non vuol dire ridurre i posti di lavoro, al contrario, riqualificare le maestranze verso percorsi più specializzati”. Non si dimentichi che l’individuazione di personale per la lavorazione del vetro secondo le tecniche tradizionali è oggi sempre più difficile. “C’è grande carenza nel settore. Ci vogliono anni per formare un vetraio”. Automatizzare il ciclo produttivo, pertanto, reindirizzando la manodopera verso altri tipi di percorsi, più consoni al conteso attuale, sortisce effetti positivi sul mercato del lavoro.

Il legno che suona di Ciresa

Quella racchiusa tra le pagine di Il legno che suona, opera del giornalista naturalista Dario Paladini, non è solo la storia di Ciresa, nota azienda produttrice di tavole armoniche per tutti i tipi di strumenti musicali classici a corde, ma è anche la storia dell’abete rosso della Val di Fiemme, di passioni, storie e aneddoti con personaggi famosi, che si intrecciano con il legno della musica, scelto fin dal '600 e '700 dai grandi liutai cremonesi come Stradivari, Guarneri e Amati. Il volume, edito per i settant’anni dalla fondazione dell’azienda e presentato in occasione della mostra allestita a Tesero con foto della grande operazione di recupero del legno di risonanza dopo la Tempesta Vaia del 2018, nasce dal desiderio di Fabio Ognibeni, amministratore di Ciresa, di raccogliere in un’opera la storia meravigliosa e unica della sua azienda. L’occasione si presenta quando Dario Paladini, dopo la tempesta Vaia, nel 2018 e nel 2022 si reca in Val di Fiemme per scrivere degli articoli legati all’attività dell’azienda e in particolare all’iniziativa di crowdfunding promossa da Ciresa per “salvare il legno di Stradivari”. Grazie a queste esperienze,

C’è da credere, quindi, che la presenza in Trentino della neonata joint venture italo-francese GlassFORM.ai possa svolgere un ruolo da faro nel settore, creando nuove opportunità per il territorio. “Abbiamo deciso di stabilire la nostra sede a Rovereto – conclude Galliano – perché in Trentino è presente una serie di requisiti fondamentali per le nostre attività: partnership industriali con aziende che ci permettono di sperimentare le nostre soluzioni e collaborazioni con notevoli istituti di ricerca, come quella che abbiamo posto in essere con la Fondazione Bruno Kessler”. (adb)

che gli hanno permesso di approfondire molti aspetti legati alla lavorazione del legno e ai risvolti culturali connessi a questa realtà, Paladini riesce a cogliere l’essenza di questo ambiente. Quello che ne è derivato è un racconto emozionale che “svela il legame profondo – e poco conosciuto dal pubblico – tra la bellezza di questi boschi, l’abilità dei liutai del passato e del presente, e i migliori musicisti di tutti i tempi”.

Il volume, impreziosito da un contributo scritto da Andrea Bocelli e dalla prefazione di Maria Concetta Mattei, contiene 20 QR-code sparsi nei cinque capitoli, che accompagnano il lettore, in un’espansione multimediale e multisensoriale, attraverso gallery fotografiche a tema, video di lavorazioni, link a servizi televisivi o a documenti scientifici di approfondimento. Un modo innovativo per rendere il libro estendibile e continuamente aggiornato. Inoltre dal QR-code di pagina 84 dal titolo: “Dicono di noi”, ogni lettore potrà realizzare un suo video e chiedere all’azienda di inserirlo fra i video linkati da quella stessa pagina.

Chi desideri ricevere il libro, può contattare l’azienda.

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Tumedei Spa, quando le idee diventano realtà

Tumedei Spa, eccellenza trentina del colosso neozelandese Skellerup, ha conosciuto negli ultimi anni un successo crescente. Il segreto? Saper trasformare un concetto in una precisa soluzione ingegneristica.

leader nella progettazione e produzione di componenti tecnici in gomma e compositi ad alta precisione, ha aumentato del 25% il numero dei collaboratori negli ultimi tre anni. “Nel 2019 eravamo una sessantina – spiega Silvia Omenigrandi, responsabile dell’ufficio personale – a fronte degli attuali 77 dipendenti, la maggior parte di loro assunti o stabilizzati nel 2022, e 12 interinali”. Coerentemente con il dimensionamento dell’azienda è cresciuto il fatturato. Dai 12 milioni del 2016 si è passati ai 17 milioni del 2022. Per far fronte alla crescita del business è stato rinnovato parte del parco macchine. “Nell’ultimo triennio – racconta Eliana Caglierotti, responsabile finan-

ziaria e amministrativa – abbiamo investito oltre 2 milioni di euro nell’ammodernamento delle linee produttive, impegnando una parte importante dei nostri utili nel miglioramento della filiera di produzione e in ricerca e sviluppo”. Tumedei Spa, storica azienda trentina con sede ad Ala, fornisce soluzioni di prodotti in tecnopolimeri a livello internazionale con competenze specifiche in ingegneria e processi produttivi. Con una gamma di prodotti molto vasta, è specialista in membrane rinforzate (ad esempio membrane per Metano/ GPL) e articoli compositi gomma/metallo (come iniettori per Metano/GPL). È presente in moltissimi campi di applicazione: oltre all’industria del

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TUMADEI SPA,

gas, i prodotti Tumedei sono richiesti principalmente nei settori dell’automotive, dell’elettrodomestico, della pneumatica, della climatizzazione e del riscaldamento, del medical device, del food & beverage e del vending machine. Lo stabilimento trentino di Tumedei è il fiore all’occhiello in Italia e in Europa del Gruppo internazionale Skellerup, colosso di origine neozelandese che opera attraverso tre divisioni industriali: una negli Stati Uniti, una in Australia e in Europa. La divisione europea è appunto quella che fa riferimento a Tumedei. Nonostante la forte internazionalizzazione, lo stabilimento di Ala ha mantenuto un legame importante con il territorio. “Abbiamo diversi dipendenti, soprattutto in reparto produzione, che lavorano con noi da molto tempo. Tra coloro che, per raggiunti limiti di età, stanno andando in pensione, ci sono collaboratori che sono in Tumedei da 35 anni”. Anche la loro esperienza, assieme alla freschezza delle nuove assunzioni, è alla base della crescita di Tumedei. Il successo dell’azienda si basa essenzialmente su quattro pilastri: il reparto produzione, il laboratorio tecnologico, il reparto qualità e l’ufficio tecnico e officina. “Sono questi – spiegano Omenigrandi e Caglierotti – i punti di forza di Tumedei. L’ufficio tecnico e officina sviluppano nuovi prodotti su richiesta dei clienti. In labora-

torio vengono studiate le mescole per tali nuovi prodotti ‘custom design’, con un costante impegno in ricerca e sviluppo. Gli operatori impiegati nel reparto produzione stampano i prodotti seguendo i dettami delle schede di lavorazione e facendo un primo controllo qualità a bordo macchina. Il reparto qualità supporta il reparto produzione nel rispettare i requisiti qualitativi richiesti dalle specifiche del cliente. È molto importante, per noi, il rapporto con il singolo committente, che si aspetta da Tumedei soluzioni altamente personalizzate. La nostra esperienza in vari settori e applicazioni ci permette di trasformare un concetto in una precisa soluzione ingegneristica, che poi produciamo e forniamo come prodotto finito”. Il laboratorio tecnologico gioca un ruolo chiave nell’economia complessiva del Gruppo Skellerup. “Si rivolgono a noi altre aziende consociate, per le quali siamo un punto di riferimento”. In laboratorio avvengono tutti i test relativi alle mescole certificate per l’aqua potabile, che rispondono a disciplinari diversi a seconda dei Paesi di destinazione. Essendo una realtà fortemente internazionalizzata, con un piede in Trentino e uno nel mondo, i mercati di riferimento di Tumedei si trovano in tutti i continenti. Tra le priorità dell’azienda, infine, c’è la dimensione green, sempre più indispensabile per aziende di medie dimensioni. “Oltre alle certificazioni ISO 9001 e IATF 16949 – concludono Silvia Omenigrandi ed Eliana Caglierotti – ci siamo recentemente dotati dalla certificazione ISO 14001. Stiamo inoltre pensando all’installazione di un impianto fotovoltaico presso il nostro stabilimento di Ala, le cui modalità e tempistiche sono attualmente in corso di valutazione”. (adb)

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Responsabilità ecologica e sociale

Nata solo tre anni fa, Ecotech Gts ha saputo ritagliarsi in pochissimo tempo un ruolo da protagonista nella progettazone e sviluppo di sistemi digitali integrati “a basso impatto ambientale”.

SOLUZIONI

digitali integrate e salvaguardia del benessere negli ambienti di lavoro a supporto dello sviluppo sostenibile per tutti i settori: un approccio smart e affidabile per la gestione della filtrazione industriale e il contenimento delle emissioni e dei consumi. È questo il core di Ecotech Gts Srl, azienda nata nel 2019 in Val di Non per volontà di Giovanni Coletti come consociata del Gruppo Tama Aernova Spa. Associatasi da poco a Confindustria Trento, Ecotech Gts ha già saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nella progettazione e sviluppo di sistemi digitali integrati “a basso impatto ambientale”, per aziende e utilizzatori della filtrazione dell’aria da polveri provenienti da vari processi e lavorazioni industriali. La società ha fortemente orientato il proprio percorso verso la digitalizzazione dei processi di manufacturing, includendo soluzioni di IoT (Internet of Things) con rigore progettuale e attenzione nel servizio agli utenti. “Operiamo – spiegano Alessandro Corazzolla e Manuela Prantil, rispettivamente ceo e marketing specialist della società – tramite una divisione elettronica per la progettazione di hardware e software di ultima generazione, per soluzioni IoT di filtrazione, e con un servizio dedicato di e-commerce, specializzato nella vendita di componenti e ricambi per il settore degli impianti di filtrazione”. Innovazione tecnologica continua, qualità certificata, offerta di soluzioni complete e integrate (sia per la gestione che per il monitoraggio da remoto degli impianti di filtrazione) e depurazione dell’aria costituiscono il biglietto da visita di Ecotech Gts. Competenze specialistiche e impegno nella ricerca di soluzioni sempre nuove, tese alla tutela e salvaguardia dell’ambiente dei luoghi di lavoro, si fondono con l’entusiasmo e la passione

nel dare vita a un progetto industriale di valore. “Siamo nati con la volontà – proseguono – di introdurre il concetto smart nei sistemi di filtrazione: ovvero efficienza di filtrazione ed emissioni sempre sotto controllo attraverso le nostre piattaforme software, che permettono di controllare e monitorare da remoto gli impianti di aspirazione, consentendo agli utenti di concentrarsi sulle proprie attività principali, evitando violazioni di conformità normativa e rischi di fermi produttivi”. L’innovativo sistema di digitalizza-

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aziende
Giovanni Coletti

zione e monitoraggio per impianti di filtrazione dell’aria progettato da Ecotech GTS è un sistema intelligente di raccolta dati delle prestazioni del filtro. In modo intuitivo, consente all’utente finale una migliore gestione degli impianti anche attraverso una manutenzione predittiva. “Le nostre soluzioni sono in grado di fornire dati in tempo reale sul funzionamento dell’impianto e presentano una serie di caratteristiche più performanti rispetto ad altri sistemi disponibili sul mercato. Forniamo soluzioni per l’industria 4.0 che, applicate all’impianto, permettono, tramite una dashboard user friendly, di acquisire e gestire direttamente tutti i dati, analizzarli e renderli disponibili, creare uno storico sul funzionamento, monitorare in tempo reale ciò che accade, individuare guasti o malfunzionamenti di singole parti, prevedere l’usura di componenti con risparmio nei costi di manutenzione. Ma, soprattutto, la nostra soluzione digitale integrata permette il controllo e il contenimento di emissioni di CO2, con un parallelo efficientamento dell’impianto e un notevole risparmio sui consumi di energia elettrica”. Inoltre, per quanto riguarda la riduzione dei consumi, Ecotech Gts si è specializzata nella progettazione e produzione di serbatoi ad aria compressa, utilizzati per la pulizia degli elementi filtranti. La società ha stretto un’importante part-

nership con la realtà italiana del gruppo giapponese Smc, leader mondiale nel settore della pneumatica: una partnership nata per innovare in modo sostenibile. “La nostra azienda – sottolinea Corazzolla – è System Integrator di Smc Italia. Abbiamo sviluppato assieme un sistema smart dei serbatoi per la depolverazione ad elevate prestazioni, che permette importanti risparmi pneumatici ed energetici. Questa soluzione è composta da serbatoi certificati Ped, con materiali al carbonio e in acciaio Inox, dotati di valvole ad alta efficienza disegnate da Smc in esclusiva per Ecotech Gts, tutti gestiti da elettronica IoT Ecotech Gts.

Il sistema che proponiamo per il monitoraggio energetico e pneumatico dell’impianto è totalmente personalizzabile, ideale sia per la filtrazione ad acqua che per la filtrazione delle polveri”. Coerentemente con la filosofia del Gruppo Tama e con il credo del suo fondatore, Giovanni Coletti, anche Ecotech Gts opera in rapporto stretto con il territorio: le risorse umane specializzate nella progettazione software, determinanti per il know how aziendale, provengono dalla Val di Non. “Coscienza ecologica e responsabilità sociale – conclude Alessandro Corazzolla – rappresentano valori fondanti della nostra società, che, attraverso un costante lavoro di miglioramento e di ampliamento delle proprie competenze, punta a offrire ai suoi clienti soluzioni complete, assistenza continua e la possibilità di sviluppare sinergie tecniche e tecnologiche”. (adb)

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Alessandro Corazzolla

Links4Brain: scienza e strategia

Società di consulenza nel campo del marketing strategico e del neuroselling, Links4Brain offre alle aziende protocolli di attività basati sul funzionamento del cervello. Da questa esperienza è nato anche il nuovo brand Links4Talent.

SCIENZA

e strategia: le due parole che compongono il payoff di Links4Brain ne descrivono perfettamente l’essenza. Prima l’approccio scientifico basato su dati e analisi oggettive, poi l’implementazione della strategia attraverso un affiancamento continuo, organizzato, e direttamente sul campo, sempre tenendo a mente i meccanismi di funzionamento del nostro cervello. Silvia Margoni , fondatrice e ad di Links4Brain, ama presentarsi dicendo di fare uno dei lavori più affascinanti del mondo perché studia “quel chilo e mezzo di materia grigia da cui dipende il successo di ognuno di noi. Leadership, negoziazione, processi decisionali, motivazione, relazioni… tutto – afferma Silvia –passa dal nostro cervello”.

Economista di vocazione (ha ottenuto tre titoli di studio in questo campo di cui uno all’estero), dopo aver lavorato in e per importanti società come analista e consulente inizia a lavorare nel campo del neuromarketing, scoprendo quanto il nostro cervello sia in realtà profondamente irrazionale. Lo fa prima da dipendente, poi da libera professionista e ora da imprenditrice. Oggi guida Links4Brain, società di consulenza nel campo del marketing strategico e del neuroselling. Links4Talent è invece il brand dedicato alla Talent Retention, argomento sempre più centrale nell’interesse degli imprenditori. L’azienda si compone di una quindicina di professionisti tra formatori, coach e consulenti, tra cui anche uno scientific advisor. Grazie a ciascuno di loro, tutti con competenze e ambiti di specializzazione differenti ma complementari, Links4Brain realizza progetti ad hoc per ogni cliente, garantendo loro il raggiungimento di risultati concreti e misurabili. “Con orgoglio, in tutti questi anni abbiamo accompagnato decine e decine di aziende nel raggiungimento dei loro obiettivi, molte delle quali sono clienti stabili da quando abbiamo avviato l’attività”. È proprio grazie all’esperienza consolidata, che il team di Links4Brain ha progettato tre protocolli di attività studiati sul funzionamento del cervello, che possono coinvolgere diverse aree aziendali: Links4Marketing, Links4Sales e Links4HR.

“I nostri clienti spesso ci chiamano per un intervento formativo lato Sales perché, a loro dire, i venditori sono demotivati. Oppure ci chiedono di implementare una strategia comunicativa che sia veramente efficace e che non si limiti ad un sito web preimpostato. Ma spesso, quando

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ci troviamo a quattr’occhi con l’imprenditore, ci rendiamo conto che le necessità sono altre” afferma Silvia. “Le persone non si motivano attraverso un mero intervento formativo, e una forza vendita poco coinvolta non incrementa magicamente le proprie vendite solamente perché arriva una strategia di marketing nuova di zecca”. Il cuore del lavoro di Links4Brain sta proprio qui: l’area sales e quella marketing non sono funzioni separate dalle hr, bensì fortemente integrate. Perché? Perché alla base di tutto c’è il nostro cervello: percezione, irrazionalità, circuiti delle ricompense, relazioni, resistenza al cambiamento. I processi cognitivi guidano le nostre scelte e le nostre azioni, sia in quanto consumatori sia in quanto collaboratori di un ecosistema aziendale. Da questo ragionamento è nato Links4Talent.

Links4Talent è il brand focalizzato sulla Talent Retention, ovvero sulla capacità delle aziende di trattenere i propri collaboratori mettendo in

I neuro-tips di Links4Brain

atto attività volte a coinvolgerli e motivarli. Si tratta di un argomento scottante per tutte le società che devono fare i conti con il fenomeno della Great Resignation (nel solo 2021 le dimissioni volontarie sono state oltre 2 milioni) o del Great mismatch, ovvero la difficoltà nel trovare collaboratori con le giuste competenze e sufficiente esperienza.

Links4Talent si affianca alle aziende proponendo un percorso di Retention che prevede diversi step: prima di l’analisi di clima interno, la stesura del Piano strategico con il delinearsi delle attività da implementare, formazione, coaching, organizzazione ed efficientamento dei processi e così via. Investire sulla Talent Retention per un’azienda significa lavorare su engagement, motivazione, comunicazione interna e talvolta anche sulla leadership di manager e imprenditori, tutto questo con il fine ultimo di intercettare le esigenze dei collaboratori, che mai come oggi sono il bene più prezioso.

Da dove iniziare per costruire una squadra maggiormente coesa e orientata all’obiettivo? Ecco i nostri neuro-tips per iniziare da oggi stesso a lavorare sul coinvolgimento e la focalizzazione dei vostri collaboratori:

• Ascoltate le persone: fissate dei colloqui cadenzati (trimestrali, massimo semestrali) con una sequenza precisa di domande;

• Traducete i valori aziendali in comportamenti attesi e comportamenti da evitare;

• Offrite percorsi di carriera e formazione per coinvolgere il collaboratore in primis ma anche aumentare il vostro vantaggio competitivo come azienda;

• Sostituite le ricompense in denaro con benefit e altre modalità alternative di premiazione;

• Costruite un piano di well-being aziendale : mettete le persone al centro, fatele divertire, lavorate sul gruppo.

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Governare la logistica significa governare il proprio mercato

Nella splendida cornice della Ferrari Trento, Luana Piazzalunga e Giuseppe Castagneto, CEO e Co CEO del gruppo Piazzalunga-Cemiat, hanno accolto i clienti del Trentino Alto Adige per presentare la nuova divisione Smart Logistics Solution del gruppo preposta alla vendita di soluzioni evolute ed integrate capaci di trasformare l’automazione logistica in driver competitivo per la crescita

Immaginate il vostro magazzino con tecnologie predisposte per il 4.0, scaffalature per l’ottimizzazione degli spazi, carrelli a guida automatica, sistemi di fleet management per connetterli alla rete e soluzioni volte al risparmio energetico, alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale.

Tutto questo oggi è possibile: la nuova divisione Smart Logistic Solutions del gruppo PiazzalungaCemiat, presentata l’1 dicembre scorso presso la sede di Ferrari Trento, progetta soluzioni innovative per ottimizzare la tua logistica e per rendere i tuoi processi efficienti e flessibili.

“Crediamo che il sistema produttivo sia il nodo strategico dell’impresa e la logistica la sua intelligenza distributiva - ci ha raccontato Luana Piazzalunga , CEO del Gruppo Piazzalunga. L’obiettivo

è quello di supportare il cliente nell’ottimizzazione dei processi logistici/produttivi in termini di costi, sicurezza e produttività”. “Offriamo soluzioni innovative chiavi in mano che partono dalla progettazione fino ad arrivare all’ultimo tassello della fase di implementazione mettendo a disposizione la nostra esperienza ventennale nel settore della movimentazione merci”- ha dichiarato Giuseppe Castagneto , Co CEO del Gruppo Piazzalunga. Fondere esperienza ed innovazione in un unico asset strategico finalizzato ad aumentare l’efficienza operativa intralogistica, del resto, è possibile come dimostrato durante il convegno organizzato per l’occasione al quale hanno partecipato, oltre a Luana Piazzalunga e Giuseppe Castagneto, anche Daniel Stizzoli, Business Development Manager

di Cemiat Srl. Soluzioni evolute e integrate capaci di trasformare l’automazione logistica in driver competitivo per la crescita. Un portafoglio di automazione, quello offerto sia da Piazzalunga, sia da Cemiat, che spazia dai progetti di consulenza (concepiti in partnership con Toyota Engineering & Consulting) a quelli ‘chiavi in mano’ che contemplano la fornitura di carrelli automatici AGV, dall’automazione nello stoccaggio (grazie all’installazione di magazzini automatici semplici, doppia o multi-profondità, con trasloelevatori o con sistemi a shuttle, sistemi autoportanti o indipendenti, sino alla fornitura di software per la gestione delle attività logistiche e produttive.

Sopra: Luana Piazzalunga e Giuseppe Castagneto, CEO e Co CEO del gruppo Piazzalunga-Cemiat, ritratti insieme al figlio Mattia che da tre anni, coniugando studi universitari e lavoro, sta iniziando ad approcciarsi in diversi ambiti dell’azienda

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Via
74 |
(TN) Tel.
www.cemiat.com
Cemiat Srl
Klagenfurt,
Trento
0461 961320 | info@cemiat.com
Sotto: Daniel Stizzoli, Business Development Manager, di Cemiat Srl Andrea Furlan, Sales Representative, di Cemiat Srl

associazione

“Il futuro sta passando”

Ha fatto tappa in Trentino-Alto Adige la presentazione del Rapporto della Fondazione Nord Est 2022: attestata la frenata della crescita nordestina, sarà fondamentale interpretare i cambiamenti che ci investiranno.

stato presentato lo scorso 8 novembre in Trentino, nel corso di un appuntamento organizzato da Confindustria Trento e Assoimprenditori Bolzano alla Cantina Rotari di San Michele all’Adige, il rapporto 2022 della Fondazione Nord Est. Il rapporto, dal titolo “Il futuro sta passando - Chi è pronto e chi no”, costituisce un punto di svolta rispetto alla tradizionale narrazione della situazione nordestina, poiché eleva il punto di osservazione, attraverso un’analisi accurata di quello che accade e che accadrà nel mondo sul versante economico, ambientale, sociale, demografico e tecnologico. La Fondazione ha voluto infatti porsi la nuova missione di indagare il futuro più ancora che il presente, così da preparare al meglio il territorio a ciò che verrà. Di qui anche il taglio originale dell’evento, accompagnato dalle performance di un poeta e di un attore, Lorenzo Mullon e Mirko Artuso, “perché il futuro non va solo compreso nelle sue avanguardie ma soprattutto percepito nei segnali deboli, e poesia, musica ed espressioni artistiche affinano nelle menti questa percezione”, come ha spiegato Luca Paolazzi, direttore scientifico della Fondazione Nord Est, introducendo i lavori. Ad aprire il pomeriggio di riflessioni Stefania Segata, vicepresidente di Confindustria Trento e Consigliera d’Ammini-

strazione della Fondazione Nord Est. Il Rapporto è stato dunque presentato da Luca Paolazzi, direttore scientifico della Fondazione Nord Est, e da Gianluca Toschi, ricercatore senior della Fondazione. Sono intervenuti con loro gli autori Valentina De Marchi, Università di Padova, e Roberto Siagri, imprenditore, Carnia Industrial Park. Rispetto al resto d’Italia il Nord-est continua ad essere un’area dinamica. Messo a confronto con alcune macroregioni europee, tuttavia, dimostra negli ultimi vent’anni un netto rallentamento. La dinamica del Pil pro-capite, in continua frenata, spinge il territorio in una spirale contrattiva sia per quanto riguarda gli investimenti sia per quanto riguarda la quota di popolazione laureata, che rimane tra le più basse del continente. Se nel 2000 si collocava al decimo posto tra le novantadue macroregioni NUTS europee per Pil pro-capite, vent’anni dopo il Nord-est occupa il ventottesimo posto. Esplodendo i dati per regioni nella stessa classifica, si registra una perdita di sette posizioni per Bolzano e di ventiquattro per Trento. La sfida sarà dunque quella di far correre nuovamente la “locomotiva d’Italia” (così era stato soprannominato il Nord-est al principio del Terzo millennio) per condurla a una stazione che ancora non si conosce ma che si intuisce all’orizzonte. Attestata la frenata della crescita economica nordestina, sarà a maggior ragione fondamentale saper interpretare i cambiamenti che ci investiranno con forza nei prossimi anni. Nel ragionare di futuro occorre spogliarsi dell’abito mentale che esista un solo futuro, come inevitabile conseguenza del presente. Invece, esistono molti futuri. “Il futuro è come un arazzo, che viene tessuto da miliardi di mani, con molteplici fili. Anche dalle nostre. Perciò possiamo contribuire a costruire il futuro secondo le nostre pulsioni, competenze, ambizioni e visioni”, ha chiosato Paolazzi. Il Rapporto si sofferma in particolare su questo, analizzando ciascuno dei megatrend individuati. Tra questi è il concetto di società plurigenerazionale, in base al quale sul posto di lavoro coesisteranno fino a cinque generazioni differenti, ognuna con una propria visione del mondo. Vivere in una società plurigenerazionale facilita l’emersione di dinamiche di pensiero e di relazione portatrici di valori, ma questo potenziale verrà sprigionato solo se saranno sviluppate strategie che riescano ad attutire i possibili attriti. Un altro importante megatrend analizzato è il cambiamento tecnologico: la rivoluzione più forte che l’uomo abbia mai conosciuto. Le nuove sfide

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È

tecnologiche si basano su tre grandi pilastri: predittività, adattatività e sostenibilità. Tutto ciò che ci circonda subisce cambiamenti costanti e dinamici. Cambiano le persone, le abitudini, le esigenze, la curiosità, l’emozione e le offerte di nuovi dispositivi che ottimizzano i nostri processi logici e le nostre attività quotidiane. L’innovazione tecnologica deve contribuire in tempo reale ad analizzare gli indicatori del cambiamento e adattare gli output in modo da accompagnare l’evoluzione dello stesso. Partendo da questi megatrend si possono delineare delle sfide globali che la società e il comparto industriale dovranno affrontare: la nascita di nuovi modelli di consumo, lo sviluppo della sostenibilità ambientale, la nascita dell’economia delle piattaforme digitali e nuovi modelli di supply chain. Il Rapporto chiude con la raccomandazione che ciascuno, a qualsiasi livello, rimanga curioso e continui a conoscere, a crescere e a formarsi, per “non morire di vecchiaia celebrale”. Paolazzi ha infine illustrato due grandi progetti della Fondazione Nord Est: l’Osservatorio sulla space economy, ambito in forte espansione e con enormi potenzialità per tutte le imprese di ogni settore, e l’attrazione di giovani talenti, senza i quali è arduo costruire qualunque futuro. L’appuntamento si è concluso con le riflessioni dei presidenti di Confindustria Trento Fausto Manzana e di Assoimprenditori Alto Adige Heiner Oberrauch. “Crediamo nel nuovo ruolo che Fondazione Nord Est vuole assumere – ha detto Manzana –: essere una finestra che guarda il mondo che verrà, per fornire alla comunità degli imprenditori e dei policy maker, ma anche al mondo dell’istruzione e della formazione, elementi per poter interpretare i grandi cambiamen-

ti. Questo ambizioso progetto corre in parallelo con quanto sta sviluppando Confindustria Trento con il progetto Duemilatrentino – futuro presente, attraverso il quale si vogliono ipotizzare scenari per aiutare le imprese e il territorio a sviluppare strategie di attrazione di persone e investimenti per migliorare il benessere fondato su una società 5.0”. “Il rapporto 2022 della Fondazione Nord Est è tutto orientato al futuro ed è esattamente la visione che abbiamo anche noi come imprenditori. Anche in questo senso l’industria si dimostra un asset strategico: le imprese, e in particolare le imprese industriali, attraverso l’innovazione e il contributo allo sviluppo tecnologico, sono sempre state decisive per far crescere le comunità. Innovazione e sviluppo tecnologico saranno fondamentali per consentire all’Alto Adige e agli altri territori del Nord Est di essere protagonisti, aumentandone la competitività e la capacità di attrarre giovani talenti”, ha chiarito il presidente di Assoimprenditori Alto Adige Oberrauch. Nel corso dell’appuntamento, i presenti hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo di Giuseppe Bono, presidente della Fondazione Nord Est, scomparso poche ore prima dell'evento.

Contributi a fondo perduto per le Pmi

È online il bando Fesr che consente alle Pmi di ottenere fino a 250mila euro di contributi a fondo perduto per migliorare i processi produttivi. L’iniziativa del Fondo europeo di sviluppo regionale nasce per incentivare le imprese a investire nell’innovazione attraverso la copertura delle spese sostenute per l’acquisto di beni materiali, come macchinari o attrezzature, e di servizi di consulenza. Dieci imprese hanno già fatto richiesta, ma ci sono ancora fondi disponibili. Tutte le informazioni sono disponibili al sito di Trentino Sviluppo (www.trentinosvilupo.it).

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Luca Paolazzi

La proposta di "ring ferroviario" delle Dolomiti

Verso una rete più integrata ed efficiente

Mobilità nell’area dolomitica: presentati i risultati del lavoro commissionato dalle associazioni degli industriali di Belluno, Bolzano e Trento all’Università di Padova.

UN

progetto o – come è stato definito – un “sogno” per meglio connettere i territori che vivono attorno alle Dolomiti all’insegna della sostenibilità. È questo l’obiettivo dello studio che Assoimprenditori Alto Adige, Confindustria Belluno Dolomiti e Confindustria Trento hanno commissionato all’Università di Padova e che è stato presentato in conferenza stampa in contemporanea dalle sedi delle tre Associazioni. Le finalità del progetto sono state illustrate dai vertici delle associazioni, che hanno spiegato le ragioni di questa iniziativa congiunta e la “visione” che sta attorno a un modello che vede i territori dolomitici delle province di Belluno, Bolzano e Trento connessi tra loro e con

le loro “terre alte” attraverso una rete stradale e ferroviaria più integrata ed efficiente. Il tutto in un’ottica di sostenibilità, attraverso l’introduzione di zone a traffico limitato (ZTL) in quota e l’utilizzo di mezzo sostenibili.

Lo spunto è offerto dalle Olimpiadi invernali del 2026, che interesseranno i territori oggetto dello studio, ma l’orizzonte è più ampio e si punta a un progetto che guarda al lungo termine. “Le infrastrutture costituiscono un tema centrale per lo sviluppo della montagna – ha detto Maria Lorraine Berton , presidente di Confindustria Belluno Dolomiti –. La collaborazione con le Associazioni di Trento e di Bolzano è importante perché per trattare la questione è necessario un approccio integrato fra territori contermini, uno sforzo condiviso di programmazione. Nell’area dolomitica, patrimonio Unesco, si tratta di un passaggio fondamentale, oserei direi strategico soprattutto se guardiamo al futuro, anche imminente. Belluno ha molto in comune con Trento e Bolzano: le Dolomiti certo, ma anche un patrimonio valoriale e di impresa unico, l’anima manifatturiera e la vocazione turistica. Non sfugge a nessuno, allo stesso tempo, che tra noi ci siano anche delle differenze macroscopiche se guardiamo al modello di governo che ha segnato spesso un solco tra questi territori così simili”.

“Quello che mi preme ribadire oggi – ha aggiunto Fausto Manzana , presidente di Confindustria Trento – è in primo luogo che il lavoro che siamo andati a intraprendere corrisponde a un atto di responsabilità. Di fronte alla necessità, evidenziata nel dibattito pubblico, di allestire un ambiente idoneo alle Olimpiadi in programma nel 2026, le nostre Associazioni si

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sono chieste se non fosse il caso di adottare un approccio di più ampio respiro, nel tempo e nello spazio. Abbiamo condiviso con gli industriali dei territori confinanti l’opportunità di immaginare azioni utili a uno sviluppo sostenibile della montagna e abbiamo identificato una serie di interventi possibili e anzi auspicabili. Siamo, come d’abitudine, a presentare i risultati di questo processo alle nostre comunità, perché esse possano contribuire a definire i termini di una strategia in fase di costruzione. Il percorso fatto fin qui è infatti propedeutico a un lavoro di analisi più ampio, per il quale ugualmente sarà cruciale l’apporto di tutti gli stakeholder”. “Abbiamo la fortuna di vivere e lavorare in un territorio in cui il resto del mondo sogna di fare le vacanze – ha concluso Heiner Oberrauch , presidente di Assoimprenditori Alto Adige –. Questa bellezza va preservata, ma allo stesso tempo abbiamo bisogno di collegamenti moderni ed efficienti e di un sistema di mobilità sostenibile che garantisca competitività al nostro territorio.

Da questo punto di vista le nostre imprese con le loro soluzioni innovative possono dare un contributo decisivo. Decisiva è anche la collaborazione con gli amici di Belluno e di Trento: le grandi sfide verso il futuro, la mobilità sostenibile è una di queste, possiamo vincerle solo insieme e fare squadra è il modo migliore per affrontarle”. I dettagli dello studio sono stati illustrati dal prof. Riccardo Rossi dell’Università di Padova, che ha elaborato lo studio con il suo team. Sono quindi intervenuti i responsabili del progetto per le tre associazioni: Hansjörg Jocher per Assoimprenditori Alto Adige, Paolo Mazzalai per Confindustria Trento e Vittorio Zollet per Confindustria Belluno Dolomiti.

Giornate del turismo montano: nuove riflessioni per una nuova mobilità alpina

“Nel nostro Paese si è rinunciato ormai da tempo alla dimensione del sogno, dobbiamo riportare nel dibattito pubblico l’intenzione di operare investimenti ambiziosi per lo sviluppo dei nostri territori”. Così il direttore di Confindustria Trento Roberto Busato, ospite dell’edizione appena conclusa della Borsa Internazionale del turismo montano, ha introdotto il dibattito intitolato “L’accessibilità alle località turistiche: verso una nuova mobilità alpina”. Busato ha ribadito le priorità già esposte dall’Associazione nel suo position paper “Transizione sostenibile”: mobilità smart in ottica di sostenibilità e attrattività, le Olimpiadi Invernali del 2026 come volano di crescita territoriale e quindi l’ambizioso progetto del “Ring Ferroviario delle Dolomiti”. Alla sessione plenaria della Borsa è intervenuto invece in rappresentanza dell’Associazione Daniele Dezulian, delegato Territorio Valle di Fiemme, Val di Fassa e Primiero, che ha preso parte all’evento conclusivo dal titolo “Sfide dei territori di montagna: dalla globalizzazione alla specializzazione”.

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Da Airbnb allo smart working: il nuovo “Trentino intelligente”

L’affermazione del lavoro agile come modello sempre più diffuso e accettato nelle imprese ha visto crescere al contempo il fenomeno dell’holiday working, con il Trentino tra le mete preferite dagli smart worker, anche per effetto di una campagna recentemente promossa da Airbnb.

Gli smart worker in Trentino sono destinati ad aumentare non soltanto per l’afflusso dall’esterno, ma anche per effetto dell’accordo, siglato dalla Provincia di Trento con le organizzazioni sindacali, che prevede per i dipendenti pubblici il riconoscimento di due giorni di lavoro a distanza a settimana.

L’accordo fa seguito al Piano strategico per la promozione del lavoro agile approvato dalla Giunta provinciale nel settembre 2021.

L’obiettivo del Piano è quello di arrivare alla creazione del “Distretto Trentino intelligente” attraverso l’incentivazione del lavoro agile all’interno delle realtà pubbliche e private, con vantaggi attesi sia per le organizzazioni, in termini di aumento di efficienza, efficacia e qualità, sia per i lavoratori, principalmente dal punto di vista del work life balance. Il Piano coinvolge potenzialmente 120.000 lavoratori trentini, pari alla metà degli occupati totali della Provincia di Trento, puntando a raggiungere entro il 2023 una percentuale di smart worker compresa tra il 18% e il 30%.

Le trasformazioni indotte dallo smart working sono destinate

a coinvolgere una fetta sempre più ampia di aziende e settori. Un’adeguata gestione di questi processi non può prescindere da una robusta formazione che coinvolga tutti i livelli aziendali, intesa non solo in termini di potenziamento delle competenze digitali, ma anche di sviluppo della cultura del lavoro agile. L’acquisizione delle digital skills necessarie non è infatti di per sé sufficiente: il processo di cambiamento richiede di intervenire modificando abitudini e prassi consolidate e sviluppando soft skills quali autonomia, affidabilità, trasparenza, gestione dello stress e motivazione. Affinché la costruzione di un’organizzazione smart abbia successo, essa non può che partire dal management,

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attraverso una ridefinizione del ruolo del manager che sia in grado di spostare il proprio focus dal controllo alla fiducia e di essere fonte di ispirazione per l’organizzazione, riuscendo a trasmettere ai propri collaboratori la vision aziendale. Un change management non più rimandabile per le imprese che intendono affrontare e vincere le sfide del prossimo futuro e che comincia oggi dalla formazione e dalla consulenza di professionisti.

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Cybersecurity: c’è un’arma in più

“Le nostre segnalazioni – spiega Manzana – daranno agli esperti del Centro Operativo per la Sicurezza di Trento il materiale necessario a tracciare, riconoscere e gestire le nuove minacce”.

CONFINDUSTRIA

Trento ha sottoscritto un importante protocollo di intesa con il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Trentino - Alto Adige. L’accordo è stato siglato dal dirigente del Centro operativo per la Sicurezza cibernetica Trentino-Alto Adige, il vicequestore della Polizia di Stato Alberto Di Cuffa, e dal presidente dell’Associazione Fausto Manzana presso la Questura di Trento alla presenza del questore Maurizio Improta. Il protocollo ha l’obiettivo di prevenire e contrastare attacchi o danneggiamenti alle infrastrutture informatiche aziendali mediante la reciproca condivisione e l’analisi di informazioni tecniche atte ad impedire tempestivamente la realizzazione di minacce o vulnerabilità informatiche condotte a danno della regolarità dei servizi e dei processi produttivi. Oltre all’innalzamento dei livelli di sicurezza cibernetica, la partnership consentirà anche di ottimizzare le procedure di intervento in caso di incidente critico di natura informatica nonché lo sviluppo di momenti di formazione e aggiornamento in materia di sicurezza e protezione delle reti e dei sistemi informativi automatizzati. “Negli ultimi anni, anche le imprese trentine hanno

registrato un forte aumento degli attacchi informatici – spiega il presidente di Confindustria Trento Manzana -. Per questo, la nostra Associazione lavora da tempo oramai al fianco delle aziende associate per sensibilizzarle ai rischi e per formarle alla salvaguardia dei sistemi informatici.

La firma di questo protocollo d’intesa va nella direzione di un rafforzamento delle politiche e dei servizi a favore di una tutela sempre maggiore.

L’accordo con il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Trentino - Alto Adige consentirà infatti a Confindustria Trento di ricevere dati e informazioni per incrementare i livelli di contrasto e prevenzione dei crimini informatici a protezione dei sistemi gestiti dall’Associazione. Allo stesso tempo, consentirà all’Associazione di mettere a disposizione delle proprie aziende la possibilità di attingere a queste informazioni. Non ultimo, grazie a questa nuova collaborazione saremo in grado di investire su una più massiva attività congiunta di informazione e formazione. Le segnalazioni del nostro sistema daranno infatti agli esperti del Centro Operativo per la Sicurezza di Trento il materiale necessario a tracciare, riconoscere e gestire le nuove minacce alla cybersicurezza”.

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Da sinistra: Di Cuffa, Improta, Manzana e Busato

Confindustria Trento incontra Marco Landi

Uno straordinario appuntamento che ha visto l’ex presidente di Apple tracciare le tappe fondamentali di una vita passata tra le frontiere più ambiziose dell’innovazione tecnologica.

COME

si fa a trasmettere la passione per l’innovazione tecnologica all’età di 79 anni?

Ne è la prova Marco Landi che durante l’evento che si è svolto il 9 novembre, organizzato da Confindustria Trento in collaborazione con Confindustria Udine negli spazi di Ferrari Incontri, ha ripercorse le tappe più importanti della sua straordinaria carriera.

La vita di chi negli ottanta fin da ragazzo ha vissuto da protagonista quella prima grande trasformazione digitale.

Una storia personale che tra i tanti traguardi annovera: l’impiego Texas Instruments, una delle prime aziende al mondo a progettare processori; che poi prosegue in Apple dove è riuscito a ristrutturare il mercato europeo dell’azienda, per poi diventarne presidente globale. Esperienza che si fregia del vanto di aver riportato in Apple il suo fondatore Steve Jobs. Al di là dello storytel-

ling appassionato Landi ha voluto far coincidere il suo intervento con un’esortazione rivolta agli studenti e studentesse presenti: “I giovani non sono il futuro-futuro, ma il futuro di oggi”.

Rivolgendo poi in particolare questo incisamente alle ragazze che, come riportato da lui stesso, solo il 9% di loro è impegnato in attività legate alle tecnologie digitali.

Rivolgendosi invece alle imprese ed istituzioni presenti, ha ammonito: “Risulta necessario costruire un sistema Europa trainato da filiere industriali tecnologicamente all’avanguardia altrimenti il rischio è diventare una colonia economica di Stati Uniti e Cina”.

La discussione ha poi toccato una riflessione più ampia sulla cultura d’impresa come fattore trainate dell’innovazione, ma anche della società. Contestualmente Landi ha sottolineato nuovamente il fatto che se il nostro Paese non ha il coraggio di investire in tecnologie di frontiera, sarà costretto a rinunciare ad una già precaria posizione di spicco all’interno delle maggiori economie globali.

Infine, la conclusione dell’evento è stata l’occasione per prospettare alle aziende trentine presenti la possibilità di partecipare all’edizione 2023 del World Artificial Intelligence Cannes Festival: un’iniziativa organizzata dall’Institute of EuropIA di cui Landi è presidente. Proprio in relazione a questa opportunità, Confindustria Trento sta organizzando una delegazione di aziende del territorio che vogliono partecipare al Festival, occasione concreta per approfondire le tematiche che esplorano il rapporto tra intelligenza artificiale e filiere industriali, fattore da molti individuato come il prossimo elemento portante della “Società 5.0”. (db e fp)

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Contratti energia 2023: difficoltà e risultati

IL

prolungarsi del periodo nero dell’energia si è manifestato anche nella difficoltà di rinnovi e acquisizioni per le forniture 2023. Solo la breve finestra di rilassamento dei prezzi tra metà ottobre e metà novembre ha permesso ai vari fornitori di emettere le offerte di rinnovo per i contratti in particolare dell’energia elettrica per il 2023. Le varie proposte hanno dimostrato come il cambiamento in atto sia tanto radicale quanto repentino per due fondamentali fattori: la modalità di acquisto dell’energia che passa da percentuale sul totale ad acquisto per bande di consumo e la richiesta di depositi cauzionali o garanzie fideiussorie alle aziende per ottenere il rinnovo. Queste ultime in particolare si sono rilevate non facili da comunicare e gestire in quanto spesso di notevole entità e con strettissimi tempi di esecuzione. La conoscenza delle proprie aziende ed il potere negoziale del Consorzio e dell’Associazione hanno giocato anche qui un ruolo di primaria importanza, specialmente nel rapporto con i fornitori locali.

Si sono ottenuti in moltissimi casi rimodulazione o rimozione delle garanzie grazie ad accordi personalizzati. Il contratto del gas per i consumatori medio-piccoli procede al momento per rinnovi trimestrali, non essendosi estinto il problema del reperimento della materia prima. A causa della posizione di alcune realtà, si renderà necessario avvalersi per un periodo di tempo limitato dei mercati di salvaguardia o ultima istanza (quindi escludendo l’interruzione delle forniture) per poi rientrare nel mercato libero una volta individuato un accordo con il fornitore. L’emergenza è quindi stata gestita al meglio anche ampliando la platea dei fornitori e si sta già guardando al 2024. In tutto questo le aziende stanno anche sempre più guardando alla loro indipendenza energetica, vedi il grande successo del bando FESR-PAT sul fotovoltaico, ed alle nuove proposte del mondo dell’energia come l’Energy Release e le agevolazioni Gas Intensive, rivolte

A Trento l’evento finale della presidenza Eusalp

A fine novembre, nella cornice dell’Eusalp, il forum europeo impegnato a riflettere sulle strategie dello sviluppo dell'arco alpino, diversi rappresentanti dell’Associazione hanno partecipato da protagonisti agli eventi organizzati per dibattere sul ruolo delle imprese a favore della transizione sostenibile. Un terreno fertile per il confronto che ha permesso di ricordare l’intensa attività di Confindustria Trento nell’essere cassa di risonanza per questa visione imprenditoriale che vede la sostenibilità come leva principale per la crescita. Da parte di tutti è emersa l’esigenza di riappropriarsi di prospettive a lungo termine capaci sì di mettere il business al centro, ma altrettanto in grado di impattare positivamente sulla società e l’ambiente naturale. Hanno partecipato per Confindustria Trento: il presidente Fausto Manzana ; il vicepresidente Rocco Cristofolini ; Manuela Seraglio Forti , del Consiglio Generale; Roberto Busato e Alessandro Santini , direttore e vicedirettore.

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in particolare ai grand consumatori. I rinnovi per l’anno che viene sono stati i più difficoltosi di sempre per Assoenergia e i Gruppi di Acquisto di Confindustria Trento, con la priorità alla fornitura rispetto al prezzo. di FEDERICO DE COL, Assoenergia, Confindustria Trento

È nato il quotidiano “il T”

Il 3 novembre è uscito il primo numero del Quotidiano autonomo del Trentino-Alto Adige/Südtirol: un’avventura fortemente cercata e voluta dai promotori della Fondazione Synthesis.

parole del linguaggio umano non possono bastare a chi si arrischia negli abissi del globo” scriveva Jules Verne nel suo “Viaggio al centro della terra”.

"LE web è invece assicurata su sette giorni. “Noi abbiamo messo la prima pietra – ha spiegato alle lettrici e ai lettori il presidente della Fondazione Syntesis Fausto Manzana –, abbiamo lanciato il cuore oltre l’ostacolo. Adesso spetta a Voi premiare o bocciare questa nuova iniziativa rendendovi protagonisti, se lo riterrete, con critiche, osservazioni, suggerimenti o apprezzamenti, che ben volentieri saranno accolti tra le ambiziose, ma indispensabili, 40 pagine de il T”.

Lo cita, nell’editoriale che apre il primo numero de “il T”, il direttore Simone Casalini: “La percezione di finitezza e di sfida che coglieva l'autore – scrive Casalini – può essere assunta come elemento di riflessione per la nuova storia editoriale, che si pone, in primis, l'esigenza di riflettere sul senso delle parole, dei significati, delle rappresentazioni e dei linguaggi con i quali far emergere le identità in movimento della società trentina e delle sue multiformi comunità".

Questo si propone di essere il nuovo quotidiano autonomo del Trentino-Alto Adige/Südtirol, approdato in edicola il 3 novembre scorso: luogo di confronto, di analisi e di proposta, dunque agente di sviluppo del territorio.

Il progetto editoriale è promosso dalla Fondazione Syntesis, che raccoglie i promotori – Confindustria Trento e Cooperazione trentina – insieme agli altri soci fondatori: Ance Trento, Associazione albergatori, Associazione artigiani, Confesercenti del Trentino.

Il giornale, di 40 pagine, sarà in edicola tutti i giorni tranne il lunedì. La copertura delle notizie sul

La prima pagina del primo numero del nuovo quotidiano "il T", uscito in edicola il 3 novembre 2022

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Quindici anni di Fondimpresa Trento

Dal convegno organizzato per l’anniversario dell’articolazione territoriale del Fondo Interprofessionale, nuovi stimoli per un’alleanza di sistema a favore dell’occupabilità e della competitività.

IN

occasione del suo quindicesimo anniversario, l'articolazione trentina di Fondimpresa ha organizzato il convegno "Fondimpresa Trento: il successo di 15 anni di buona formazione e bilateralità efficace".

L’appuntamento, ospitato negli spazi di Ferrari Incontri, è stata l’occasione per approfondire il ruolo della formazione continua nel contesto della più ampia filiera della formazione. In Trentino, con la Provincia autonoma e la sua Agenzia del Lavoro, le istituzioni scolastiche e l’Università, Fondimpresa partecipa a un sistema integrato che può sostenere e sviluppare le competenze e i comportamenti dei giovani e dei lavoratori, rafforzando così la loro occupabilità e la competitività delle imprese.

“Recenti studi – ha sottolineato il Presidente di Fondimpresa Trento Marcello Lunelli in apertura dei lavori – dimostrano come la formazione continua si inserisca in un modello di “learnfare”, che tutela il diritto all’apprendimento come una qualità emergente di un ecosistema d’apprendimento generativo. Capace dunque di connettere scuole, università, agenzie formative e imprese al fine di favorire opzioni di apprendimento significativo e abilitante nella vita dell’adulto. Fondimpresa si colloca a tutti gli effetti nell’ambito di questo ecosistema”. Al 31 dicembre 2021, il Fondo ha raggiunto il numero di 1.918 aziende aderenti in Trentino, erano 403 nel 2007. La prevalenza assoluta è di piccole e medie imprese: 1.733 hanno meno di 49 dipendenti. 41.685 invece il numero complessivo di lavoratori dipendenti delle aziende aderenti. “Risultati alla mano – ha continuato Lunelli –possiamo affermare che Fondimpresa Trento ha sin qui contribuito in maniera significativa al vero sviluppo delle competenze, quale sostegno all’occupabilità dei lavoratori di tutti i settori del lavoro e al sostegno della competitività delle imprese del nostro territorio”. Quindici anni di successi dimostrati anche dai numeri: sono stati 3.174 i Piani presentati sul Conto Formazione aziendale; 163 i Piani finanziati da Avvisi del Conto di sistema a cui le aziende trentine hanno avuto accesso; Oltre 83mila i lavoratori partecipanti a tutte le azioni programmate. In quindici anni il valore della formazione finanziata realizzata in Trentino ammonta a 42 milioni di euro. Accanto all’intervento del presidente è arrivato anche il messaggio di Alan Tancredi , vicepresidente di Fondimpresa Trento, che ha rimarcato:

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“Il ruolo della formazione come bene comune del lavoratori e degli imprenditori”, descrivendola come: “Il miglior investimento che ogni lavoratore dovrebbe poter chiedere in ogni luogo di lavoro e il miglior investimento che un imprenditore possa chiedere nell’impresa”. Ai saluti ha partecipato anche Mirko Bisesti , assessore all’istruzione, università e cultura della Provincia autonoma di Trento, che ha posto l’accento sul contesto del dibattito: “I cambiamenti epocali che stiamo vivendo richiedono strategie e alleanze dove è fondamentale la collaborazione tra soggetti diversi”.

Sono dunque seguite le testimonianze di alcune tra le imprese che hanno colto l’opportunità della formazione finanziata per supportare l’innovazione continua delle loro organizzazioni. Intervistati dal direttore de Il T Simone Casalini , sono intervenuti dunque: Luca Arighi , direttore generale di Adige Sys Spa, Sara Campedelli , responsabile risorse umane di Aquafil Spa, Alberto Danese , direttore generale di Meccanica Del Sarca Spa. La tavola rotonda, caratterizzata dalla ricca presenza di stakeholder territoriali di rilievo, è stata l’occasione per rinnovare il rapporto di collaborazione all’interno delle fi-

liere formative trentine. Infatti, alla presenza di Riccardo Salomone , presidente di Agenzia del Lavoro della PAT, Flavio Deflorian , rettore dell’Università di Trento, Fausto Manzana , presidente di Confindustria Trento, Giuseppe Rizza , dirigente scolastico ITT G. Marconi Rovereto, Michele Bezzi , segretario generale della Cisl del Trentino e Laura Zoller , dirigente scolastico ITT M. Buonarroti Trento, si è definito uno degli obiettivi principali da raggiungere: integrare la formazione con le politiche attive del lavoro e gli strumenti di orientamento permanente. Ha concluso la mattinata di lavori l’intervento di Elvio Mauri , Direttore Generale di Fondimpresa, che ha dichiarato “Il Trentino, senza alcun tipo di retorica, è un territorio d’eccellenza per la formazione, dovrebbe essere fonte d’ispirazione per tutti.” Nel descrivere invece i traguardi raggiunti ha detto: “Ci avviciniamo ai 5 milioni di lavoratori privati aderenti al nostro fondo interprofessionale. Ritengo che questo record sia stato conseguito grazie ad un approccio trasparente che ha permesso: di lavorare meglio, di raggiungere molti successi e cambiare finalmente la narrazione negativa legata alla formazione in azienda”.

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La Piccola Industria sfida la permacrisi

Zanotti: “Per affrontare queste turbolenze dobbiamo avere il coraggio e la determinazione di migliorare e professionalizzare il nostro modo di gestire tutti i processi, per ripartire al meglio, quando la tempesta sarà passata”.

società di consulenza aziendale di Lavis, ha ospitato presso la propria sede uno dei periodici incontri del Comitato Piccola Industria realizzati al fine di promuovere il confronto tra imprenditori e il networking tra imprese.

La scelta di un incontro presso la sede della Gabrielli&Patner non è stata casuale, ma dettata dalla volontà di organizzare, in un momento di crisi prolungata, per usare un termine attuale si potrebbe dire di permacrisi, un’occasione di confronto con una realtà che dal 2008 aiuta le imprese a “capire cosa sono e cosa non sono”, costruendo progetti sostenibili per le aziende e aiutandole a sviluppare le proprie potenzialità.

Davide Gabrielli, ceo della Gabrielli&Patner, ha illustrato tutto quello che il suo staff è in grado di offrire quando un’impresa si rivolge a loro, intervenendo per singole fasi di processo. Facendo un’analisi approfondita dell’azienda, del suo posizionamento sul mercato, del tipo di organizzazione interna, dei rapporti con l’estero, dei competitors. Il tutto senza intaccare, ma anzi valorizzando, la sua identità.

Antonio Zanotti, vice presidente del Comitato Piccola Industria, dopo aver portato a tutti il saluto del comitato e della presidente, Barbara Fedrizzi (assente per impegni istituzionali), si è soffermato su alcune considerazioni riguardo alla particolarità del periodo attuale, in cui si alternano momenti di crescita a momenti di incertezza e crisi strutturale. “Quello che si affaccia oggi all’orizzonte – ha affermato – sembra, per usare un termine marinaresco, una tempesta perfetta, in quanto siamo costretti ogni giorno a vivere nell’incertezza a causa di molteplici fattori quali: la forte inflazione, la penuria di materie prime, la mancanza di forza lavoro, l’aumento dei tassi di interesse passivi e dei costi dell’energia. A tutto questo si aggiunge la criticità della pandemia, che purtroppo continua a intermittenza e non accenna a placarsi. Tuttavia per affrontare al meglio queste turbolenze – ha concluso – dobbiamo come aziende avere il coraggio e la determinazione di migliorare e professionalizzare il nostro modo di gestire tutti i processi e le attività della nostra azienda al fine di poter ripartire al meglio, quando la ‘tempesta’ sarà passata”.

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Ambiziosi traguardi per Silvelox

L’obiettivo di Silvelox, Gruppo che fattura 20 milioni di euro l’anno, è continuare il suo percorso di sviluppo che la vede consolidarsi nei mercati nazionali ed espandersi in quelli globali.

OGNI da e di lungimiranza che è proprio di ogni imprenditore. Oggi in Silvelox è entrata la seconda generazione e Filippo Lamberti, ai vertici assieme ai fratelli, ha descritto il suo ingresso in azienda (che è coinciso con l’ingresso nella comunità della Valsugana) e la delicata gestione del passaggio generazionale che ha portato lui e i fratelli a ricoprire ruoli strategici e direzionali nella struttura aziendale delle sedi di Castelnuovo e di Remedello. La nuova governance, di quello che in pochi decenni è divenuto un Gruppo dal fatturato di 20 milioni di euro (dato 2019) e un organico di 110 collaboratori, segue tutte le attività strategiche, dalla gestione dei processi e dell’organizzazione interna, al customers service per arrivare all’amministrazione e finanza.

anno il Gruppo Giovani Imprenditori di Trento visita circa cinque sei aziende del territorio. Le occasioni sono le più svariate, ma il denominatore comune rimane il fatto che questi eventi rappresentano sempre importanti momenti di confronto e ispirazione. L’ultima impresa a raccontare la propria storia e condividere la propria esperienza è stata Silvelox Group SpA, importante realtà industriale trentina che opera nel settore dei portoni automatizzati di qualità, con sede a Castelnuovo in Valsugana. Ad aprire l’incontro Silvano Lamberti, presidente e patron di Silvelox, che ha condiviso la sua storia imprenditoriale fra momenti di difficoltà e grandi successi. Attraverso l’avvincente narrazione della fondazione del marchio bresciano Seip, della successiva acquisizione di Silvelox, fino ad arrivare al lungo processo di crescita che ne è seguito e all’impegnativo lavoro di valorizzazione del personale da poco conclusosi, Lamberti è riuscito a toccare nel profondo i presenti, trasmettendo la passione che da sempre lo motiva e lo spirito di imprenditorialità, di sfi-

L’eredità è importante, la voglia di continuare a crescere anche. L’obiettivo principale? Continuare, seguendo l’esempio del fondatore, a perseguire in modo innovativo ambiziosi traguardi di crescita e sviluppo sia sui mercati nazionali che esteri anche attraverso Silvelox USA e Seip do Brasil.

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Sanzioni a Russia e Iran, aggiornati i pacchetti

Le ultime novità a proposito delle restrizioni che impattano sulle relazioni con la Federazione russa, con particolare riguardo ai pacchetti VII e VIII, nel webinar organizzato a inizio novembre.

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Russia-Ucraina: le restrizioni doganali che impattano sul commercio internazionale”: con questo webinar, organizzato il 3 novembre con le Confindustria di Brescia e Verona e in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, l’Associazione ha voluto aggiornare le imprese associate sullo stato delle sanzioni economiche che l’Unione europea ha comminato alla Federazione russa dall’inizio del conflitto, focalizzandosi soprattutto sugli ultimi due cosiddetti “pacchetti” di sanzioni, il VII e l’VIII, intervenuti fra il 21 luglio e il 6 ottobre 2022.

In particolare, il seminario ha fornito indicazioni su come effettuare autonomamente un primo iter di verifica sulla fattibilità di operazioni con partner localizzati nelle aree coinvolte direttamente dalla crisi: Russia, Ucraina e Bielorussia. Gli ultimi due pacchetti di sanzioni hanno infatti introdotto ulteriori misure restrittive nei confronti della Russia e apportato modifiche alle restrizioni già vigenti.

Il Pacchetto VII ha imposto ai cittadini europei il divieto di acquistare, importare o trasferire, direttamente o indirettamente, prodotti in oro e vari altri prodotti originari della Russia e dalla Russia esportati e/o sottoposti a trasformazione in qualsiasi paese terzo o in UE.

Il Pacchetto VIII ha introdotto numerosi nuovi divieti in capo ai cittadini dell’Unione europea, di cui ricordiamo i principali. Anzitutto, il divieto di vendere, fornire, trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, armi da fuoco, loro parti e componenti essenziali e munizioni, nonché assistenza tecnica, servizi di intermediazione o altri servizi, finanziamenti o assistenza finanziaria relativi agli stessi beni. In secondo luogo, il divieto di importare o acquistare i pro-

dotti siderurgici che sono sottoposti a trasformazione in un paese terzo e incorporano prodotti siderurgici originari della Russia elencati. In terzo luogo, il divieto di trasportare verso paesi terzi, anche mediante trasbordo da nave a nave, petrolio greggio a decorrere dal 5 dicembre o i prodotti petroliferi elencati a decorrere dal 5 febbraio 2023, originari della Russia o esportati dalla Russia. In quarto luogo, il divieto di fornire servizi di portafoglio, conti o custodia di cripto-attività a persone entità o organismi stabiliti in Russia. In quinto luogo, il divieto di prestare a persone entità o organismi russi servizi di architettura e ingegneria e di consulenza giuridica e informatica. Infine, tutte le restrizioni previste dai precedenti Regolamenti unionali dal febbraio scorso con riferimento alle zone ucraine di Donetsk e Luhansk, sono state estese alle zone ucraine di Kherson e Zaporizhzhia, occupate anch’esse dalla milizia russa. Diamo contestualmente notizia del fatto che l’Unione europea ha anche adottato 4 atti sanzionatori nei confronti dell’Iran.

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di NICOLÒ ANDREINI, responsabile Mercati Esteri, Confindustria Trento
internazionalizzazione

IX Export Day per Trentino Export

Dopo tre anni è ritornato l’appuntamento dedicato alle aziende esportatrici del Trentino. Il contesto attuale non è dei migliori, ma come ha ricordato Barbara Fedrizzi “È dai momenti difficili che nascono nuove opportunità”.

è svolto venerdì 21 ottobre, nella bella cornice della Cantina Vivallis di Nogaredo, l’IX Export Day di Trentino Export; momento di incontro per tutte le aziende associate e non al Consorzio per affrontare le tematiche inerenti all’internazionalizzazione e le migliori soluzioni per affrontare i mercati esteri. All’incontro si sono ritrovate circa 120 aziende esportatrici del Trentino. Ad aprire la mattinata è stata Barbara Fedrizzi, presidente di Trentino Export che ha sottolineato come “anche questo ultimo anno, come il precedente, è stato difficile a causa della pandemia di Covid19, benché grazie allo sforzo di tutti la situazione è stata maggiormente gestibile. Sfortunatamente si sono delineate altre difficili sfide per le nostre aziende, alcune delle quali impensabili solo un anno fa. Lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, le sanzioni, l’inflazione ed il caro energia stanno mettendo a dura prova le nostre aziende e noi tutti anche come privati. La speranza è che si riesca a mettere un freno specie all’aumento insostenibile del costo dell’energia. Questo ad oggi è il fattore maggiormente problematico e generativo di incertezza per tutti noi. La stessa Cooperativa ha subito contraccolpi

da questa situazione ma le azioni e la programmazione attuate negli anni precedenti hanno permesso a Trentino Export di sopportare al meglio le difficoltà che ci sono state ed affrontarle con fiducia. Segno tangibile della fiducia nel futuro e del nostro concetto di resilienza è proprio l’aver organizzato oggi dopo 3 anni questo Export Day in presenza. Penso che una sala così gremita sia la dimostrazione che la nostra fiducia è stata ben riposta, grazie”. A seguire vi è stato il saluto di Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento e di Achille Spinelli assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento. Nel prosieguo della mattinata sempre Barbara Fedrizzi, illustrando quanto fatto in questi anni dal Consorzio di Palazzo Stella, ha spiegato come “Il titolo della giornata di oggi è “Le nuove opportunità” perché è dai momenti di difficoltà che nascono nuove opportunità. Purtroppo Paesi per noi strategicamente importanti, per problematiche politiche interne o internazionali non risultano essere più ricettivi dei nostri prodotti come negli

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SI

anni passati. È proprio per questo che in questa giornata approfondiremo le opportunità che mercati emergenti possono offrire alle nostre aziende. Durante la mattinata ci focalizzeremo sulla Corea del Sud, sul Canada e sul Brasile e nel pomeriggio le aziende potranno incontrare anche i nostri referenti di Spagna, Francia, Paesi di lingua tedesca, Regno Unito, Polonia, Colombia e Messico”. Successivamente vi è stato l’intervento degli avvocati Squillaci, Chiucchiarelli e Valente dello Studio Scln Tax & Legal, partner di Trentino Export. In questi interventi sono state approfondite le opportunità e le problematiche di accesso al mercato canadese nonché gli strumenti offerti da Scln Tax & Legal per supportare i processi di internazionalizzazione delle Piccole e Medie Imprese. A latere di questi interventi vi è stata anche la testimonianza di Ruggiera Sarcina, direttrice della Camera di Commercio Italiana in Canada che ha spiegato alla platea casi pratici di aziende italiane che hanno avuto successo sul mercato canadese. Sempre nell’approfondimento delle nuove opportunità di mercato per le aziende esportatrici vi sono stati due Focus Paese su Corea del Sud e Brasile. Questi mercati dalle grandissime potenzialità offrono per le aziende trentine delle valide opportunità di crescita e di diversificazione. La Corea del Sud per la sua rapida e prorompente crescita del suo Pil interno ed il Brasile per la grandezza del territorio e per la sua potenza demografica. A margine di questi interventi vi è stata poi la testimonianza aziendale portata da Piero Paganini della Menestrina Srl, azienda fondatrice del Consorzio nel 1975. Testimonianza che ha illustrato come i servizi e l’ausilio offerto da Trentino Export abbiano tangibilmente aiutato questa azienda ad ampliare il proprio business sui mercati esteri.

Infine, prima Massimo Baricelli, direttore territoriale Bper Lombardia Est e Triveneto, poi Fabrizio Favali, Head of Gtb Bper, hanno illustrato le opportunità messe in campo dall’Istituto nei processi di internazionalizzazione. Soffermandosi in particolare sulla Global Transaction Banking di Bper e spiegando i principali strumenti di in-

casso e pagamento con l’estero. Fabrizio Favali ha affermato: “Oggi l’export continua a rivestire un ruolo essenziale nello sviluppo del sistema produttivo nazionale, rappresentando una scelta obbligata per una buona fetta del nostro sistema imprenditoriale. Per questa ragione le aziende continuano a trovare in Bper Banca un alleato prezioso, soprattutto nella corretta analisi e valutazione dei rischi che questo modello di business porta con sè”. Prima della fine dell’evento c’è stata poi una esibizione sonora con pianoforte Resonance, strumento innovativo senza corde e senza parti meccaniche, offerta dalla azienda Ciresa Srl per i suoi 70 anni. Al termine della mattinata, l’Export Day 2022 di Trentino Export è entrato nel vivo grazie alla presenza di nove referenti esteri del Consorzio che hanno dato la possibilità a più di 50 aziende di avere incontri di consulenza personalizzati ed approfonditi. I mercati di riferimento sono stati: Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Russia, Polonia, Francia, Regno Unito, Brasile, Messico, Colombia e Corea del Sud. Al termine del pomeriggio si sono contati circa 240 incontri di consulenza. In questo scenario, Trentino Export fin dal 1975 si pone come punto di riferimento per le aziende trentine.

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Un viaggio nel tempo e nella memoria

Filmwork, autrice dell’allestimento “Spettacolo!” alle Gallerie di Piedicastello, è stata selezionata per il “Compasso d’Oro 2024”, gli Oscar internazionali del design.

C'È

un posto a Trento unico al mondo: sono le Gallerie di Piedicastello. Quella che è ormai un’istituzione del territorio trentino, quando nel 2008 la Fondazione museo storico del Trentino lo aveva individuato come luogo dove sperimentare nuovi linguaggi espositivi sembrava quasi un’utopia. Ma era un’idea chiara che partiva da un pensiero dirompente: rompere il binomio mostra-museo, per sviluppare un’iniziativa culturale in grado di essere rigeneratrice di spazi urbani. Che a Trento poteva voler dire ricucire finalmente la relazione fra Piedicastello e la città, che il tracciato della tangenziale aveva brutalmente reciso nel 1974.

La dimensione sperimentale delle Gallerie trova oggi nuovo compimento grazie ad una collaborazione inedita tra Itas Mutua e la Fondazione museo storico del Trentino (Fmst).

Il risultato ottenuto? “Spettacolo!”, allestimento

ideato, prodotto e realizzato da FilmWork - la casa di produzione cinematografica di Trento nota anche per i suoi spettacolari allestimenticon la cura scientifica di Fmst.

Una mostra unica nel suo genere che percorrendo 12 grandi installazioni fa rivivere al visitatore 200 anni di storia attraverso un originale successione di apparizioni.

Un modo di porgere i contenuti: immersivo, emozionale, sorprendente e per nulla didascalico, grazie alla fusione di linguaggi artistici traversali che riescono a mettere in armonia materiali d'archivio con i video di arte contemporanea.

Da qui il coinvolgimento del collettivo milanese “The Buss” e del suo direttore artistico Davide Sgalippa condirettore della scuola di Arti Visive dello IED di Milano. Ed è proprio la mixité di questi elementi che determina l'unicità della rappresentazione dando l'impressione al visitatore di camminare all'interno di un film. Succede così che in un tempo relativamente breve, 40 minuti appunto, si incontrano molti temi intrecciati, ma anche frammenti specifici della storia, come quella degli Julg di Tavernaro.

“Spettacolo” è un luogo in cui perdersi per poi, forse, ritrovarsi. Presentandosi anche come un laboratorio sulle possibili e mai abbastanza esplorate modalità di porgere contenuti ed esperienze culturali. Al tempo stesso mostra con grande chiarezza le potenzialità mai espresse così compiutamente delle Gallerie di Piedicastello, e per questo comunicate ad oggi con forse eccessiva timidezza.

Arrivati a questo punto si comprende dunque il perché tale progetto si contenderà il “Compasso d’Oro 2024”, il più antico ma soprattutto il più autorevole premio mondiale di design.

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