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DICEMBRE 2019-GENNAIO 2020

| Contiene I.R.

ANNO 60 | N°06

Assemblea

Leggera, veloce, dinamica I nuovi orizzonti dell’editoria trentina 4.0

Verso le sfide che ci attendono

Inserto formazione Il catalogo 2020 di Assoservizi

Internazionalizzazione VIII Export Day Trentino Export


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sommario

03

editoriale 7

Tenaci e perseveranti, per lasciare un segno positivo

il punto 9

copertina

Investiamo sul capitale umano

assemblea 10

Uniti nel segno della responsabilità

12

Verso le sfide che ci attendono

20

“Un nuovo modo di fare le cose”

21

Premiati pionieri e imprese storiche

23

L’impegno che genera valore e valori

rubriche 10 assemblea 24 associazione 27 giovani

24

Imprese, crescita e finanza in uno scenario incerto

25

Nuovo accesso online alla Centrale Rischi

26

La negoziazione che crea valore

giovani

38 innovazione

Nuova Presidenza per i Giovani Imprenditori

40 copertina

assoenergia

27

47 speciale neve

37

“Energia 2020 in azienda”

54 aziende

42

L’editoria che viaggia veloce

44

Digital Carton: strategia vincente

47

Olimpiadi 2026: una roadmap sostenibile

49

Un settore di valore: economico e sociale

52

Al via una nuova stagione superlativa

53

Total ski, sostenibilità, grandi eventi

aziende 54

I servizi d’impresa di Simki

56

Laboratorio Trentino, prova… superata!

58

Quad Impianti a quota venti

internazionalizzazione 60

VIII Export Day Trentino Export

62

L’industria trentina nel mondo

63

Viva l’Italia! Viva la Serbia!

innovazione

60 internazionalizzazione 64 webook

Erickson, 35 anni di inclusione

speciale neve

associazione

37 assoenergia

40

38

Un bando per innovare le imprese

webook 64

Webook

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04 TRENTINO INDUSTRIALE Anno 60 | N. 6 Dicembre 2019 – Gennaio 2020

Direttore Responsabile

ANNO 60 | N°06

Martina Togn Roberto Busato Nicolò Andreini Paolo Angheben Pierangelo Baldo Andrea Marsonet Eduard Martinelli Maria Cristina Poletto Luca Ribaga Redazione

Silvia Bruno Direzione, Redazione e Amministrazione

Palazzo Stella, Via Degasperi, 77 38123 Trento T 0461 360000 | F 0461 933551 Internet: www.trentinoindustriale.com e–mail: trentino.industriale@confindustria.tn.it

Assemblea

Leggera, veloce, dinamica I nuovi orizzonti dell’editoria trentina 4.0

Verso le sfide che ci attendono

Inserto formazione Il catalogo 2020 di Assoservizi

Internazionalizzazione VIII Export Day Trentino Export

illustrazione ed elaborazione: GRAFFITI

Comitato di Redazione

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Alessandro Santini

PUBBLICITÀ

Progetto grafico

La pubblicità su Trentino Industriale significa:

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10 mila copie ogni numero;

Stampa

invio a tutte le industrie aderenti a Confindustria Trento e ad un selezionato elenco di imprese artigiane, turistiche, commerciali e di servizi;

Saturnia | Via Caneppele, 46 | Trento 0461 822636 – 822603

invio ai professionisti trentini: ingegneri ed architetti, commercialisti e consulenti aziendali, notai ed avvocati, giornalisti...;

Editore

invio a università, istituti di ricerca, scuole e centri di formazione professionale;

Associazione degli Industriali della Provincia di Trento

articoli, servizi, firme autorevoli e interviste a personaggi di spicco;

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ITIS Srl | Via Degasperi, 77 | Trento | T 0461 360000 Laura Canzian | T 338 7789032 | F 0461 933551 Autorizzazione del Tribunale di Trento N. 71 del 10 febbraio 1990

presentazione di aziende, loro attività e prodotti ad una vasta e competente platea di lettori; autorevolezza di una voce “targata” Confindustria.

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Le tesi espresse nelle rubriche e negli articoli firmati impegnano soltanto l’autore e non rispecchiano quindi necessariamente le opinioni della rivista.

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PUBLIREDAZIONALE

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Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, si informano i destinatari del periodico che i dati dei medesimi sono conservati – con la garanzia di massima sicurezza – nell’archivio informatico del Titolare del trattamento: Associazione degli Industriali della Provincia di Trento via Degasperi 77 – 38100 TRENTO. Tali dati saranno utilizzati esclusivamente per l’invio del periodico e di eventuali allegati.Ai sensi dell’art. 7 del citato D.Lgs., i destinatari hanno diritto di conoscere, aggiornare, rettificare, cancellare i dati, nonché di esercitare tutti i restanti diritti ivi previsti mediante comunicazione scritta al Titolare del trattamento.

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editoriale

07

Tenaci e perseveranti, per lasciare un segno positivo Il fine anno è di per sé un momento di bilanci. Con uno scarto di qualche settimana, si può immaginare che la fine di quest’anno solare coincida con la fine del mio primo anno di questo mandato di presidenza. Viene da sé come questa diventi anche l’occasione per una sorta di prima valutazione rispetto a quanto abbiamo fatto e di quanto abbiamo in previsione di fare, anche e soprattutto in relazione agli obiettivi del programma di attività lanciato a febbraio. Una considerazione generale che travalica il puro dato tecnico: questi dieci mesi sono stati certamente impegnativi ma allo stesso tempo decisamente entusiasmanti. Mi preme evidenziare una cosa su tante: il lavoro svolto in seno al Coordinamento Provinciale Imprenditori, ambito nel quale la nostra Associazione ha saputo contribuire positivamente nel fare sintesi di modi di pensare diversi, in modo tale da configurarsi come interlocutore unico e solido della controparte istituzionale. Credo che l’avere assunto una tale compattezza non sia stato di solo beneficio alle categorie imprenditoriali che il Coordinamento riunisce e rappresenta, ma abbia pure favorito il tradizionale lavoro di consultazione di una Giunta alle prese con bilanci caratterizzati da contrazioni sempre più significative. La finanza è, non a caso, la priorità delle priorità. Di fronte alle partite che interessano il credito locale, abbiamo ribadito fin dal primo momento il concetto della territorialità, condizione necessaria per un sistema a misura di piccole e medie imprese e per la crescita di un comparto industriale sano e duraturo: testa e cuore in Trentino, gambe che camminano nel mondo. Credito e internazionalizzazione, innovazione e formazione: in sede di programma avevamo chiamato questi fattori “strumenti per la crescita” delle imprese. Insieme alle “condizioni di competitività” - dunque la semplificazione, le relazioni industriali, le infrastrutture, l’energia - saranno queste, per i mesi a venire, le direttrici del nostro operare, sotto l’egida della responsabilità sociale. Non posso, non possiamo dimenticare, in questo momento di festa, i troppi morti sul lavoro. Il nostro pensiero è per le loro famiglie, che non potranno trascorrere le festività come avrebbero potuto e voluto. Insieme ai più sinceri auguri per queste festività, per il lavoro svolto e per il supporto che ho ricevuto desidero ringraziare la nostra struttura, la squadra di Presidenza, i tanti Associati che silenziosamente contribuiscono a rendere solida e autorevole la nostra Associazione. Credo fermamente che il nostro fine sia quello di lasciare un segno positivo del nostro passaggio su questa terra. Auguro a tutti voi di essere tenaci e perseveranti, per raggiungere gli obiettivi che ognuno di noi desidera e sogna. Fausto Manzana Presidente di Confindustria Trento

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il punto

09

Investiamo sul capitale umano Lo ha detto bene Rossana Revello, presidente del Gruppo tecnico Responsabilità Sociale d'Impresa di Confindustria, nel corso della nostra Assemblea di fine ottobre: la responsabilità sociale d’impresa è un tema che tocca la governance prima che il marketing. È alla luce di questa consapevolezza che la nostra Associazione intende dare continuità al percorso avviato in quella occasione, che non si esaurisce in una mera iniziativa di narrazione, ma che ha anzi l’obiettivo a lungo termine di promuovere – questo sì, anche grazie all’esempio di chi già lo ha adottato con successo - un modo nuovo di fare l’impresa. Un approccio che passa attraverso la formazione: diamo conto, in questo numero di Trentino Industriale, non solo del grosso lavoro fatto negli ultimi mesi sui temi della sostenibilità, al centro dell’evento di Riva del Garda, ma anche di quello che è un investimento sempre più robusto sulla formazione. Quella dei dipendenti delle aziende associate, ai quali è rivolto il ricco catalogo della nostra società Assoservizi che richiamiamo nell’inserto di questo giornale. Quella dei dirigenti e dei manager, a vantaggio dei quali abbiamo studiato, al fianco di Federmanager, un partecipato e originale percorso che proseguirà con gli appuntamenti già in calendario per l’anno nuovo. Ultimo ma non ultimo, quella degli imprenditori, che ci chiedono stimoli, contenuti e proposte diversi per dotarsi degli strumenti necessari ad affrontare scenari in continuo cambiamento. È questo il motivo delle sperimentazioni delle ultime settimane, che ci hanno portato a coinvolgere, accanto alle figure dei più tradizionali formatori esperti, anche attori insoliti: un illusionista, per dirne uno, un “felicitatore”, per dirne un altro. Formule nuove per contenuti nuovi: perché l’innovazione, insieme alla formazione delle persone, lo abbiamo detto tante volte, sono i fattori abilitanti della crescita e della competitività, a tutti i livelli, nei settori e nelle filiere. In un mondo sempre più complesso, lavoriamo insieme per costruire una classe dirigente pronta ad affrontare le sfide di domani. Roberto Busato Direttore Generale di Confindustria Trento

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10

assemblea

assemblea

Uniti nel segno della responsabilità A Riva del Garda l’Assemblea Generale 2019 di Confindustria Trento: l’occasione per riflettere sulla sostenibilità – economica, sociale, ambientale – dell’industria trentina.

SI È PARLATO di sostenibilità – economica, ambientale, sociale – nel corso dell’Assemblea Generale 2019 di Confindustria Trento, a fine ottobre al Centro Congressi di Riva del Garda. L’Associazione degli industriali della provincia di Trento ha infatti presentato, in occasione della sua assise, il suo primo Report di Sostenibilità: un documento che dà conto dell’impegno dell’industria trentina nella generazione di valore e di valori per la comunità, attraverso il contributo che essa garantisce in termini di posti di lavoro, prodotto interno lordo, investimenti, opportunità di crescita professionale, ma anche grazie alla presenza quotidiana nella dimensione sociale dei territori in cui le aziende sono insediate. E sulla Responsabilità sociale d’Impresa ha riflettuto il Presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana nella sua relazione: l’occasione per par-

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lare di rapporti con la Pubblica Amministrazione, di evasione, di sicurezza sociale, di giustizia, di equità. Il presidente di Confindustria Trento ha spiegato che responsabilità è investire per la sicurezza sul posto di lavoro e rispettare l’ambiente: “Ma questa priorità – ha aggiunto – non può prescindere dal prendere atto che le grandi opere debbono essere realizzate, sia a livello nazionale, per connettere meglio il nostro Paese con il resto dell’Europa, che nella nostra Provincia”. Manzana ha parlato di Valdastico (con lo sbocco a nord), della terza corsia di Autobrennero, delle tangenziali di Trento e Rovereto, delle opere collegate al Tunnel del Brennero”. In relazione all’ambiente “la soluzione – ha dichiarato – non può essere l’introduzione di nuove forme di tassazione. Sarà la ricerca a trovare soluzioni, sarà il mercato a trovare la strada. Ma dobbiamo liberare risorse per investire in ricerca e innovazione”. Manzana ha dunque parlato di Autonomia, di sviluppo, di economia, credito e finanza. E ha concluso con un appello alla collaborazione: “Insieme alle istituzioni, alle altre categorie economiche, al Sindacato, al sistema della scuola, università e ricerca, al mondo del credito e alla nostra comunità, siamo convinti che, se non riusciremo a fare tutto, potremo comunque fare molto e soprattutto farlo bene”. L’Assemblea è proseguita con la presentazione del Report di Sostenibilità realizzato dall’Associazione: dei livelli di indagine, delle testimonianze delle 25 imprese associate interpellate per spiegare perché e come possono definirsi a buon titolo campioni di sostenibilità. Di sostenibilità e responsabilità hanno parlato anche i protagonisti della tavola rotonda moderata da Sarah Varetto, Manager e giornalista SKY: Esther Ausserhofer,


11 assemblea

membro del Supervisory Board di Dr Schär Spa, Remo Pedon, presidente di Pedon Spa, Rossana Revello, presidente del Gruppo tecnico Responsabilità sociale d’impresa di Confindustria, Lauro Tisi, Arcivescovo di Trento. Ha dunque dato lettura della sua relazione il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: “Sostenibilità dovrebbe essere un concetto scontato: non dovrebbe neppure esistere un concetto di sviluppo insostenibile. Ma dobbiamo ricordarlo sempre, è giusto che lo facciamo, per difenderci anche dai paesi che usano altri elementi di semplificazione del concetto industriale. La sostenibilità e un modo di essere Italia: un valore nel mix di gusto, design e tecnologia che è la cifra del fare italiano. Imprese al centro della società e società al centro dell’economia: questo è il Paese che sogniamo”. L’Assemblea si è chiusa con l’intervento di Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma

di Trento: “Voglio ringraziare il mondo delle imprese per il contributo costruttivo a un tema delicato – ha detto a proposito del disegno di legge in discussione oggi in Consiglio provinciale -. I dati del 2018 sono buoni e meno buoni. Bene il calo di disoccupazione e l’aumento del fatturato, bene l’aumento delle richieste di incentivi provinciali. Bisogna puntare fortemente sugli investimenti pubblici: crediamo che le risorse in campo dovranno essere il più velocemente possibile messe a disposizione del mondo economico locale”. Nel corso dell’evento, l’Assemblea ha anche approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2018 illustrato dal direttore generale Roberto Busato: l’esercizio si è chiuso con un risultato positivo. L’appuntamento è stato anche l’occasione per le consuete premiazioni: delle aziende iscritte da più di 50 anni, e degli imprenditori “over 75” ancora oggi in attività; infine, dei più giovani tra i presenti alla Parte Privata dell’Assemblea.

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Verso le sfide che ci attendono La relazione di Manzana: "Non abbiamo la presunzione di fare tutto da soli: ma siamo convinti che insieme, se non riusciremo a fare tutto, potremo comunque fare molto e soprattutto farlo bene".

"DOBBIAMO guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia”. Con queste belle parole, nel filmato realizzato da Confindustria per l’assemblea di maggio, il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ci sprona ad essere ottimisti e ad avere coraggio. Soprattutto ad avere il coraggio delle scelte. Mi piacerebbe sapere quanti di noi hanno una visione ottimistica e si immaginano realistiche le scene appena viste. Crederci, è un primo passo. Ma, purtroppo, non è sufficiente per rendere possibile il futuro che desideriamo. Questo giovane, che potrebbe essere un mio nipotino, ci ringrazierà davvero per essere stati capaci di contribuire alle scelte che gli renderanno migliore la sua vita e più moderno il suo Paese? Quanta responsabilità ci stiamo assumendo quando usiamo, quando sprechiamo, il nostro tempo e le nostre forze in bisticci, schermaglie e strilli,

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impegnandoci in tal modo a ignorare il vero stato delle cose? Il titolo della nostra Assemblea, “L’impresa della Responsabilità”, ci invita a volare molto più in alto rispetto alla cosiddetta “Responsabilità Sociale dell’Impresa”, definizione che ormai fa parte del quotidiano di molte nostre aziende. Quindi comincio da qui, fermandomi a ragionare su queste poche parole, perché meritano attenzione ed è bene condividerne il significato. Responsabilità, ovvero congruenza con un impegno assunto. Pertanto, la responsabilità è anche agire conciliando l’azione delle diverse Organizzazioni: politiche, amministrative, giudiziarie, sanitarie, industriali, eccetera, nella consapevolezza di doversi far carico delle conseguenze – per lo meno di quelle prevedibili. Parliamo perciò di etica della responsabilità. A questo dovremmo tendere. Un’etica che regoli sia il comportamento dell’uomo tra gli uomini, che la relazione tra gli uomini e la natura che ci ospita. Non si dovrebbe più dare spazio a chi (singolo o organizzato che sia) non si consideri responsabile delle proprie azioni, si autoassolva spostando la responsabilità altrove e si adagia in una zona di comoda “neutralità” che non contribuisce alla risoluzione dei problemi. Impresa, ovvero attività economica organizzata ai fini della produzione e/o scambio di beni e/o servizi. Questa, in estrema sintesi, la definizione accademica. Ma noi lo sappiamo, dietro a questa parola c’è un mondo, c’è il nostro mondo. C’è la vita delle persone, c’è la loro fatica e la loro passione. C’è la nostra vita.


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Lascio alla tavola rotonda dissertare sul tema specifico. Io vorrei portare la vostra attenzione sulla vastità del tema connesso a questi due concetti. Sulla responsabilità che abbiamo, innanzi tutto come cittadini e poi come imprenditori. Abbiamo costruito un sistema di regole che non ci aiuta a essere congruenti con l’impegno etico assunto. Mi riferisco al rapporto tra gli utenti – cittadini o imprese che siano – e la Pubblica Amministrazione. È giusto non tollerare chi non ha rispetto per il bene pubblico, pagato con i soldi dei cittadini e delle imprese, così come è giusto colpire chi inquina l’ambiente. Ma ciò, non può fare il paio con il trattamento che viene riservato al cittadino e alle imprese dalla Pubblica Amministrazione. Come ho già avuto modo di dire il termine “suddito” forse è quello che meglio descrive il rapporto tra privato e pubblico. Peraltro, in questo rapporto, ampio è lo spazio che riserviamo ai furbetti: il furbetto del cartellino, il furbetto che lavora in nero, il furbetto che elude, il furbetto che evade... ma perché furbetto? Ma queste persone e imprese non stanno forse rubando a tutti noi? La Cgia di Mestre stima che in Trentino si evadano imposte per oltre un miliardo di euro all’anno. Questo significa che, ogni 100 euro di gettito incassato, 13 euro vengono nascosti al fisco. Se sapessimo incassare questi denari rubati, troveremmo le coperture per il venir meno delle risorse previste negli accordi di Milano e finanziare ben più di una grande opera all’anno, come il Presidente Fugatti ha annunciato. E troveremo anche le risorse per diminuirla veramente la tassazione. Per me è “Impresa della Responsabilità” quella che ha sguardo sociale, quella che concepisce interno ed esterno come unicum, quella che costruisce un’unica catena del valore mettendo in relazione equa il “dentro di me” e il “fuori di me”. È quella che attua comportamenti coerenti all’etica della responsabilità, quella che è consapevole di essere parte di un organismo.

È evidente che un’impresa che non applica l’impianto di regole previsto per i propri dipendenti non soltanto è poco sociale, è anche distorsiva del mercato. Poco sociale è l’impresa anche quando non paga un fornitore. Ma altrettanto poco sociale è che un impresa non sia pagata. E quando il cliente che non paga si chiama Pubblica Amministrazione, soggetto che rappresenta il “Sociale” per eccellenza, abbiamo un’altra – tragica – rottura della catena di responsabilità. Ottima la fatturazione elettronica… Ottimo lo split payment… Ma perché noi non possiamo ricevere il rimborso Iva nell’arco di giorni come ci viene correttamente richiesto dalla Pubblica Amministrazione quando si trova dal lato della riscossione? Non voglio allargare il discorso oltre, perché non vorrei apparire lamentoso e disfattista. Però è certo, o almeno io lo sono, che la Responsabilità Sociale dell’Impresa è fortemente connessa al contesto nel quale questa impresa è inserita. Welfare, benessere dei lavoratori, prodotti, soluzioni e servizi di qualità sono elementi essenziali per un disegno imprenditoriale. Ma l’impresa ha bisogno di più. Sicurezza sociale: vivere e lavorare in un contesto sociale dove la sicurezza è garantita è un elemento

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determinante. Ecco che l’applicazione delle regole di convivenza diventa un elemento essenziale per intraprendere. Giustizia: disporre di un sistema giudiziario, adeguatamente garantista e che arrivi a una sentenza in tempi ragionevoli è di grande supporto soprattutto per il più debole, ad esempio per l’impresa con dimensioni più contenute. Nell’area Ocse, un procedimento nei tre gradi di giudizio si chiude in poco più di due anni. In Italia, servono quasi otto anni. Equità: immaginare un rapporto di reale equità tra lavoratore e impresa e scardinare il paradigma che vede sempre il lavoratore come soggetto debole e vessato. Non è così. E quando fosse così, la giustizia deve fare il suo corso. Ma lo deve fare anche quando è il lavoratore ad assumere comportamenti scorretti e illeciti nei confronti dell’impresa. Bisogna smettere di vedere l’impresa come un soggetto che ruba, inquina e sfrutta i lavoratori. Al contrario, soprattutto in Trentino, incontro quotidianamente imprese che lasciano molte tasse sul territorio, che non emettono alcuna sostanza nociva grazie agli investimenti che compiono a tutela dell’ambiente, che garantiscono posti di lavoro stabili e ben remunerati. Abbiamo stimato che la retribuzione media nell’industria trentina è superiore del 20% rispetto alla media delle retribuzioni provinciali e nazionali. Ancora equità: incredibile la percentuale delle pronunce della giustizia a favore della Pubblica Amministrazione quando un cittadino o un’impresa hanno l’ardire di citare la P.A. in giudizio. Quando poi siamo nel contesto fiscale, l’impresa ha torto per definizione e allora si transa. Anche quando siamo di fronte ad aberrazioni, a clamorosi errori del sistema. Poi, se uno è un poco fortunato, arriva una rottamazione, una pace fiscale. Ed è in questo modo che vengono premiati i furbetti dell’evasione. Lo stesso discorso si potrebbe fare nell’ambito della normativa ambientale. Il complesso delle norme su più livelli – locale, nazionale ed europeo – talvolta di difficile interpretazione anche per la Pubblica Amministrazione

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e per i soggetti preposti all’applicazione delle leggi in materia, al punto che capita di ricevere interpretazioni discordanti dagli stessi uffici. Però, non deve accadere che, a pagare questa situazione, siano le imprese che si vedono contestare comportamenti che sono stati indicati in precedenza dalla stessa Amministrazione. Ma torniamo al nostro giovane del filmato che ci ringrazia per le “scelte visionarie” che abbiamo fatto, per il coraggio che abbiamo avuto, per l’impegno che abbiamo profuso al fine di garantirgli una vita serena, una società che si sviluppa con intelligenza, dove merito e capacità sono riconosciuti e premiati. Ecco, nemmeno con tutto l’ottimismo che riesco a mettere abitualmente nelle mie giornate, riesco a immaginare questo “Grazie”. E allora dobbiamo fare di più, dobbiamo impegnarci di più, dobbiamo essere maggiormente consapevoli del nostro ruolo all’interno della Società. Dobbiamo essere maggiormente inclusivi. Dobbiamo prendere atto che in passato siamo stati migranti e che dobbiamo accogliere i migranti di oggi. Dobbiamo coltivare la memoria per far fiorire un futuro migliore. Molto spesso si sente dire: prima gli italiani, prima i trentini…. Io dico: prima le imprese italiane, prima le imprese trentine. Lungi da me l’essere buonista. Anche perché alcune “interpretazioni” del buonismo hanno portato a nuove forme di schiavitù, condizione che non può essere in alcun modo accettata. Condizione che non fa certo rima con “responsabilità”, con “impresa” e nemmeno con “sociale”. Il rispetto delle regole deve essere al primo posto. Il rispetto delle nostre tradizioni pure. Tradizione che non sia folclore o nostalgia identitaria, però: tradizione intesa come memoria dei nostri valori fondanti. In un Paese dove la natalità è negativa, le nostre imprese hanno bisogno di nuove risorse umane. Soprattutto quando gli italiani non vogliono più fare certi mestieri, che invece sono richiesti dalle imprese. Soprattutto quando gli italiani – e tra loro anche i trentini – stanno invecchiando e, tra dieci


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anni o poco più, metà della popolazione dovrà reggere il peso dell’altra metà. Dobbiamo accettare e vincere la sfida dell’integrazione. Rifiutare di giocare la partita significa perdere la partita. Responsabilità è anche investire per la sicurezza sul posto di lavoro. Recentemente abbiamo avuto un’Assemblea Territoriale. Il direttore dell’azienda che ha ospitato la nostra riunione e ci ha fatto visitare lo stabilimento, ci ha chiesto: “Sapete che cosa produciamo nel nostro stabilimento?”, Tutti noi avevamo chiarissima la risposta, ma lui ci ha anticipato: “Nel nostro stabilimento produciamo sicurezza”. Tutelare la salute e la sicurezza dei propri collaboratori è nell’interesse e nei valori delle aziende, oltre ad essere un dovere morale che – posso garantire – le nostre imprese si sentono addosso. Perché è inaccettabile che un lavoratore non possa tornare dalla sua famiglia la sera perfettamente sano così come è uscito di casa al mattino. Responsabilità Sociale di un’Impresa si declina anche con il rispetto dell’Ambiente. Questa deve essere una priorità. Ma questa priorità non può prescindere dal prendere atto che le grandi opere debbono essere realizzate, sia a livello nazionale per connettere meglio il nostro Paese con il resto d’Europa, che nella nostra Provincia. Sì. Mi riferisco alla Valdastico, che secondo noi industriali dovrebbe avere un percorso con lo sbocco trentino posto più a nord rispetto al progetto della Provincia. In questo modo la Valdastico potrebbe diventare alternativa alla Valsugana, alleggerendola del traffico pesante che tutti conosciamo e riducendo, di conseguenza, gli incidenti stradali che oggi sono numerosi. Mi riferisco alla terza corsia dell’Autostrada del Brennero. Mi riferisco alla tangenziale di Trento e a quella di Rovereto. Mi riferisco alle opere collegate al tunnel del Brennero, quali l’interramento della ferrovia e i bypass delle città di Trento e Rovereto. Ma oggi, per realizzare un’opera importante del valore di oltre 100 milioni di importo, sono necessari sedici anni. Nel nostro Paese sono ferme

opere pubbliche per un valore superiore ai 70 miliardi di euro, conteggiando solo le opere sopra i 100 milioni. E se è vero che ogni miliardo di euro vale quindicimila posti di lavoro, stiamo parlando di un milione di posti di lavoro potenziali. Senza incrementare l’indebitamento. Senza far arrabbiare alcuno. Ed il nostro Trentino non fa eccezione. Guardo con il dovuto rispetto al movimento nato al seguito di Greta Thunberg – foss’anche solo per il fatto che si tratta di una giovane ragazza che si impegna per contrastare il cambiamento climatico – battaglia titanica per quelle giovani spalle. Posso anche convenire sul fatto che la mia generazione ha rubato a lei e a molti altri giovani il futuro. Forse è anche vero che abbiamo distrutto i loro sogni. Non mi sottraggo: riconosco gli errori, miei e non solo miei. Non me la sento proprio di difendere a spada tratta le classi dirigenti, tutte, che si sono avvicendate nel tempo. L’allarme è reale, i rischi pure. Ma mi rifiuto di assecondare l’approccio ideologico. Respingo la contrapposizione manichea tra chi è Giusto e chi no, tra chi ha la Verità e chi no. Dico no all’ennesima polarizzazione, al dividersi in fazioni che traggono senso dal contrasto vio-

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lento e sterile – occhieggiando a futuri vantaggi in termini di consenso. A me, a noi, interessa contribuire nel costruire soluzioni. Ci interessa conoscere, capire e studiare le questioni. E poi confrontarsi, negoziare e infine agire. Quel che è certo è che siamo su un treno in corsa. Fermarlo e scendere non è un’opzione praticabile. Possiamo modulare la velocità, rendere il viaggio più confortevole, persino passare su un altro binario. Ma sul treno siamo e sul treno tutti restiamo. Le opere che servono al nostro Paese e al nostro territorio le dobbiamo costruire, bene, con responsabilità – appunto. Dobbiamo innovare, ancora e di più. È fuor di dubbio che l’utilizzo di combustibili fossili debba essere superato e sostituito con nuove forme di produzione di energia, pulita e rinnovabile. La mia generazione, e quella di poco precedente alla mia, ha grandi responsabilità rispetto a questo stato di cose.

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È il momento di svoltare, è necessario tornare agli elementi basici. È necessario tornare all’Impresa della Responsabilità – e dico tornare pensando alla memoria cui accennavo prima; la memoria dei valori etici che hanno sempre caratterizzato il nostro Trentino. Associazionismo, solidarietà, cooperazione. Chiediamoci se forse li abbiamo un poco smarriti strada facendo. Impresa della Responsabilità non può essere solo uno slogan. In relazione all’Ambiente, la soluzione non può essere l’introduzione di nuove forme di tassazione. Eviterei, per quanto possibile, misure inique, inefficaci e – per certi aspetti – perfino ridicole. La tassa sulla plastica di un euro per chilogrammo è valutabile circa al 120% del valore del prodotto. Ma perché andiamo a metterci nell’angolo da soli? Perché non riusciamo a comprendere che dobbiamo aiutare i Paesi in via di sviluppo, in un più rapido percorso per il riciclo di un materiale prezioso qual è la plastica?


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Rammento che le tecnologie oggi esistenti ci permettono di chiudere il cerchio del riutilizzo di questo materiale. Ma nel nostro Paese abbiamo 39 termovalorizzatori, in Germania 96 in Francia 126. La Germania ha quasi il triplo dei nostri impianti, ma di nuova generazione, con un’efficienza talmente superiore che riescono a trattare più del quadruplo dei rifiuti che trattiamo noi. Sarà la ricerca a trovare le soluzioni. Sarà il mercato a trovare la strada. Ma dobbiamo liberare risorse per investire in ricerca e innovazione. L’immobilismo non ci aiuterà e dotare il nostro Paese e l’Europa di infrastrutture adeguate, non ci permetterà di utilizzare con sapienza il nostro Territorio. Conoscete il mio pensiero. Siamo una piccola realtà. Abbiamo due asset: il nostro Territorio, le nostre Intelligenze a questi due asset ne voglio aggiungere un terzo, la nostra Autonomia, che abbiamo dimostrato di meritare. Dobbiamo mantenere e migliorare il nostro Territorio. Dobbiamo trattenere e attrarre Intelligenze. Per questo ci servono le infrastrutture, non solo di attraversamento o scorrimento, ma anche servizi di qualità ad elevato ritorno economico, prima fra tutti la banda larga e ultra larga. Le nostre imprese hanno bisogno di connettersi con il mondo. Siamo la seconda manifattura d’Europa ma non penso solo alle imprese manifatturiere e ai servizi innovativi, penso anche al turismo e all’agricoltura, settori sempre più permeati dalle nuove tecnologie. Se ci vogliamo aprire al mondo, lo dobbiamo fare anche dotandoci di strumenti moderni. Dobbiamo preservare la nostra Autonomia, ma anche qualificarla ed efficientarla. Ma soprattutto non dobbiamo darla per scontata. Dobbiamo dimostrare ogni giorno, con i fatti, che l’autogoverno non è un privilegio ereditato, bensì una condizione meritata, conquistata. Tutti i giorni. Tornando alla Responsabilità, non possiamo immaginare che le opere e gli interventi di cui parliamo e di cui ci aspettiamo la realizzazione ci

vengano magicamente consegnati dalla Provincia autonoma. Noi dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro: fare impresa, farla bene, con responsabilità. Per contribuire al PIL di questa Provincia, sempre di più, sempre meglio. Dobbiamo innovare i nostri prodotti e i nostri servizi per renderli 4.0. Dobbiamo essere in grado di elaborare i dati che questi nostri prodotti e servizi andranno a produrre ed ecco perché dobbiamo continuare ad investire in Ricerca e Sviluppo, Intelligenza Artificiale compresa, investimenti che potranno aiutare anche le imprese di piccola dimensione. Imprese, che con l’adeguata potenza della rete e la capacità di elaborazione del dato, potranno continuare a restare nelle nostre valli attivando imprenditoria ed occupazione al femminile per mantenere sempre più vivo il nostro territorio. Ma, lo ribadisco, serve però una Rete che garantisca connessioni più veloci di quelle di cui mediamente dispongono oggi le nostre le aziende. Io credo, voglio credere, che noi possiamo migliorare. E che ci riterremo migliori rapportandoci alle migliori pratiche, senza cercare consolazione o alibi guardando a quelle peggiori. Voglio credere che il nostro grande Paese riesca a rimbalzare, riesca a trovare la forza per serrare le file, guardare e puntare sulle tante cose che ci uniscono e traguardare futuri di crescita rispettosi dell’ambiente, dell’uomo, delle culture, della pace. L’Italia, però – come è stato evidenziato nel “Rapporto 2019” della Fondazione Nord Est, presentato la settimana scorsa – viaggia ancora a velocità differenziate. C’è una parte dell’Italia più dinamica, dal punto di vista sociale ed economico, che comprende il Triveneto, l’Emilia-Romagna e la Lombardia: il cosiddetto “Pentagono”, come lo ha definito la stessa Fondazione. Un’area, in cui è compreso anche il Trentino, che è accomunata da un reddito pro capite superiore a quello delle altre regioni e da tassi di disoccupazione inferiori. In generale, il Pentagono si colloca tra le regioni

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europee più dinamiche. In questo scenario, purtroppo, il Sud del nostro Paese resta indietro. E questo rappresenta un problema per tutti, noi compresi. Serve un Paese più unito, anche dal punto di vista economico, per presentarci più forti sui mercati esteri. Ma se è vero che siamo in una delle zone più dinamiche d’Europa, è anche vero che scontiamo ancora alcune debolezze tipiche dell’Italia, come quelle che riguardano i livelli degli investimenti e dell’istruzione. Un ritardo che unisce – e frena – l’intera Penisola. Nel nostro Paese mancano investimenti soprattutto in formazione, infrastrutture, capitale e innovazione tecnologica e digitale, nonostante i risultati importanti ottenuti con Industria 4.0. In particolare, rispetto alla media europea, abbiamo bassi livelli di istruzione terziaria ed elevati tassi di abbandono del nostro Paese da parte di connazionali istruiti. Nel 2017 gli emigrati italiani sono stati 285mila, dei quali metà è partita dalle regioni del Pentagono. Solo nel dopoguerra siamo riusciti a fare poco peggio. Inoltre più della metà dei flussi in uscita è rappresentato da giovani tra i 18 e i 44 anni. La cosa preoccupante è che, rispetto al decennio precedente, il livello di istruzione di chi emigra

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è più elevato: un terzo sono laureati, fino a dieci anni fa erano il 12 per cento. Oltre alla perdita di talenti e di competitività, questo si traduce anche in uno spreco di risorse: l’investimento in istruzione e formazione andato perduto ogni anno è stimato in poco meno di un punto percentuale di Prodotto Interno Lordo. Anche all’interno del Pentagono, sono diverse le dinamiche che interessano le regioni che lo compongono, osservando i vari parametri. Per quanto riguarda il nostro Trentino, emerge ancora una scarsa propensione alle esportazioni della nostra economia, la più bassa tra le regioni del Nord Est. Il tessuto produttivo provinciale ha una dimensione media inferiore alle altre regioni limitrofe. Questo penalizza senz’altro la capacità delle imprese di andare all’estero, che richiede una certa organizzazione interna. Per questo diciamo che è importante puntare alla nascita di nuove imprese, ma lo è ancora di più puntare al rafforzamento di quelle esistenti. Non tutte le imprese devono diventare grandi, ma tutte devono crescere se vogliono stare sul mercato. In passato, forse, ci siamo concentrati troppo sulle imprese in crisi e abbiamo varato misure a sostegno di chi non riusciva a essere competitivo, non riuscendo poi a diventarlo nemmeno con il finanziamento pubblico. Allo stesso tempo, probabilmente, abbiamo trascurato le aziende più performanti, i “campioni” dell’innovazione e dell’export, che invece riescono a trascinare tutto l’indotto territoriale. Il rafforzamento non può prescindere nemmeno dall’ambito finanziario. Le imprese hanno bisogno di supporto dal mondo del credito per finanziare le proprie attività e sviluppare le relazioni commerciali su scala più ampia. È fondamentale avere un forte sistema del credito locale a supporto del territorio e in particolare delle piccole e medie imprese, accanto ai gruppi bancari nazionali che sono più strutturati per assistere le aziende di dimensioni più grandi e per seguirle sui mercati esteri. In Trentino, negli ultimi mesi, è stato costituito


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uno dei più grandi gruppi bancari italiani, che poggia anche sulle fondamenta del credito cooperativo trentino. Un progetto che seguiamo con grande interesse ed attenzione, perché la nostra economia e le nostre imprese – dal Dopoguerra ad oggi – si sono sviluppate con il contributo determinante delle casse rurali. Ci chiediamo se anche domani questo supporto continuerà ad esserci. In questo contesto si inserisce anche l’importante partita sul futuro di Mediocredito Trentino-Alto Adige che si sta giocando in questi giorni. L’istituto è dotato di importanti competenze al suo interno e può davvero essere la banca delle imprese del territorio. A questo proposito, chiedo al Presidente Fugatti – dal momento che la Provincia di Trento è uno degli azionisti di Mediocredito – di fare in modo che la banca possa continuare a ricoprire questo ruolo, con un impatto sempre più importante sul territorio provinciale. In conclusione, vorrei tornare al filmato con cui abbiamo aperto la nostra Assemblea. Quali sfide ci attendono nel futuro? Quali azioni dobbiamo realizzare per guadagnarci

la gratitudine del protagonista del filmato, quando diventerà adulto e guarderà il mondo che gli abbiamo lasciato? È una domanda che, come imprenditori, ci dobbiamo fare tutti i giorni. È anche questa una responsabilità sociale di noi imprenditori, per richiamare il tema di questa giornata. Come Confindustria Trento, abbiamo cercato di individuare queste sfide assegnando varie deleghe ai componenti della Squadra di Presidenza, per avviare azioni concrete: dalle risorse umane all’innovazione, dall’internazionalizzazione al credito, dalla semplificazione alle infrastrutture e all’energia. È su questi fronti che, secondo noi, ci giocheremo la possibilità di dare al giovane del filmato le risposte che si attende da noi. Non abbiamo la presunzione di fare tutto da soli. Ma, insieme alle istituzioni, alle altre categorie economiche, al Sindacato, al sistema della scuola, università e ricerca, al mondo del credito e alla nostra comunità, siamo convinti che, se non riusciremo a fare tutto, potremo comunque fare molto e soprattutto farlo bene.

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“Un nuovo modo di fare le cose” Strategia, creatività, fantasia, entusiasmo e sogno: le ricette per un nuovo approccio alla sostenibilità, che sia di beneficio all’azienda e ai territori.

ESTHER Ausserhofer, membro del Supervisory Board di Dr Schär Spa, Remo Pedon, presidente di Pedon Spa, Rossana Revello, presidente del Gruppo tecnico Responsabilità sociale d’impresa di Confindustria, Lauro Tisi, Arcivescovo di Trento: questi gli ospiti della tavola rotonda dell’Assemblea 2019 di Confindustria Trento moderata da Sarah Varetto, manager e giornalista SKY. Il confronto è stato l’occasione per affrontare il tema della sostenibilità a partire da punti di vista ed esperienze differenti. Si è parlato di pari opportunità in azienda e del paradosso per il quale in Italia lavora meno di una donna su due mentre è noto che le realtà più inclusive hanno risultati migliori, dunque delle misure adottate per favorire la conciliazione. Varetto ne ha discusso con Ausserhofer, che ha raccontato anche dell’innovativo progetto Re-Cereal, attraverso il

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quale Dr Schär ha rivalutato le coltivazioni di cereali antichi come orzo e grano saraceno. Si è parlato di solidarietà, con le iniziative promosse in Africa da Pedon: il patron della società ha spiegato di avere inteso fin dall’apertura della sua unità produttiva in Etiopia come fosse imprescindibile offrire alle madri servizi per la cura dei loro bambini, e ha detto di voler contribuire a nutrire 10 miliardi di persone in modo sostenibile, perché “Mangiare sano fa bene, anche all’economia stessa”. Si è parlato infine di qualità di vita “che è il fine ultimo dell’adultità che risponde di sé – ha detto Tisi -. L’impresa è adrenalina, entusiasmo, fantasia e creatività, è operazione di gioia e di sogno, è leggere i bisogni e trasformarli in opportunità, anche nelle nostre valli dove le imprese hanno saputo valorizzare l’ambiente e continuano a farlo, cercando di sostenere i nostri giovani talenti, di ri-attrarli e di combattere lo spopolamento”. Revello ha raccontato il lavoro del Gruppo tecnico di Confindustria: “Stiamo facendo un’azione di disseminazione, per dire anche che le buone pratiche di responsabilità offrono vantaggi dal punto di vista della competitività e dell’attrattività: lo dicono i numeri. La sostenibilità è un modo di fare le cose, ha a che fare con la governance, non con il marketing”. Le imprese che hanno investito in sostenibilità e in innovazione sociale maturano vantaggi in termini di fatturato (l’efficienza cresce dal 5 al 15%), di incremento delle esportazioni, di fidelizzazione dei dipendenti. “Dobbiamo aiutare soprattutto le piccole imprese – ha aggiunto Revello – alle quali vogliamo fornire strumenti pratici, a partire dal temporary manager per la sostenibilità”.


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Premiati pionieri e imprese storiche Come di consueto, anche in occasione dell’Assemblea 2019 di Confindustria Trento si è dato spazio al riconoscimento dell’anzianità: degli imprenditori e delle aziende iscritte all’Associazione.

Aziende iscritte da più di 50 anni Ferrari F.Lli Lunelli Spa

Aziende iscritte da più di 50 anni Funivie Folgarida Marilleva Spa Funivie Pinzolo Spa

Imprenditori “over 75” ancora in attività Giorgio Dallago Luciano Dallago

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Imprenditori “over 75” ancora in attività Elda Lucia Pedot

Imprenditori “over 75” ancora in attività Diego Veronesi

Imprenditori “over 75” ancora in attività Vito Antonio Volpe

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L’impegno che genera valore e valori Presentato all’Assemblea di Riva del Garda il primo documento sulla responsabilità sociale d’impresa di Confindustria Trento. Già iniziato il lavoro sul prossimo documento.

CENTOVENTISEI pagine, stampa su carta riciclata proveniente da una foresta e da una filiera di approvvigionamento gestite in modo responsabile e con certificazione FSC, in copertina l’immagine di un’aquila colorata che dice di un territorio in cui la convivenza tra l’industria e l’ambiente è possibile, e che ha ricevuto anche il plauso del presidente Confindustria Vincenzo Boccia. Si presenta così il “Report di sostenibilità 2019” di Confindustria Trento: il primo documento dedicato alla sostenibilità – economica, ambientale, sociale – dell’industria trentina, lanciato in occasione dell’Assemblea di fine ottobre e distribuito alla platea del Centro Congressi di Riva del Garda. 58

Il lavoro – basato sugli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite – racconta l’impegno dell’industria trentina e dell’Associazione nella generazione di valore e valori per la comunità, attraverso il contributo che essa garantisce in termini di posti di lavoro, di prodotto interno lordo, di investimenti, di opportunità di crescita professionale, ma anche grazie alla presenza quotidiana nella dimensione sociale dei territori in cui le aziende sono insediate. Venticinque i campioni della sostenibilità selezionati per raccontare le loro esperienze di responsabilità. Intanto, il lavoro sul prossimo documento è già iniziato: per dare spazio a nuove storie di “successo sostenibile”.

REPORT DI SOSTENIBILITÀ 2019 CONFINDUSTRIA TRENTO

3.1.3

Il percorso verso un’industria 4.0

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Gli ingredienti dell'innovazione Giulia Degli Esposti

L'

espressione "Industria 4.0" è collegata alla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, resa possibile dalla disponibilità di sensori e di connessioni wireless a costi accessibili: questa nuova rivoluzione industriale si associa a un impiego sempre più pervasivo di dati e informazioni, di tecnologie computazionali e di analisi dei dati, di nuovi materiali, componenti e sistemi totalmente digitalizzati e connessi. Gli Associati, per far fronte alle continue trasformazioni tecnologiche, che riguardano in particolare il settore manifatturiero, sono supportati nel cogliere le opportunità offerte dai cambiamenti in atto e dal “Piano nazionale Impresa 4.0” lanciato dal Governo. Abbiamo chiesto a Giulia Degli Esposti di Erika Eis Srl, di raccontarci l’esperienza dell’innovare operando in una sede produttiva collocata in una valle del Trentino distante dai principali assi viari.

IL VALORE DELLE IMPRESE ASSOCIATE

ERIKA EIS SRL

DIH e i servizi di Industria 4.0 Per affiancare le imprese associate nel processo di trasformazione digitale, Confindustria Trento ha costituito il Digital Innovation Hub (DIH) Trentino-Alto Adige. Membro della rete nazionale, il DIH del Trentino è gestito in collaborazione con HIT - Hub Innovazione Trentino e svolge attività di sensibilizzazione nei confronti delle aziende sui temi di Industria 4.0. Tra le novità il DIH propone un assessment per la valutazione della maturità digitale delle imprese. www.dih-taa.eu

Erika Eis è una storica azienda produttrice di gelato e pasticceria secondo le ricette tradizionali. Oggi la tradizione è custodita da una realtà aziendale dinamica, dove l'artigianalità si affianca alle più moderne tecnologie per garantire ogni giorno i risultati di sempre: genuinità e qualità.

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Imprese, crescita e finanza in uno scenario incerto Oltre a offrire un quadro dello scenario economico attuale, il convegno ha approfondito un aspetto spesso poco valorizzato: la componente qualitativa del rating.

FORNIRE

una panoramica dei risvolti macroeconomici e finanziari attesi, in relazione alle incertezze politiche nazionali e internazionali: questo l’obiettivo del convegno “Imprese, crescita e finanza in uno scenario incerto” organizzato a Palazzo Stella da Confindustria Trento. “In un quadro economico e politico che presenta volatilità in diversi ambiti - spiega Alessandro Lunelli, vicepresidente di Confindustria Trento - l’Associazione ritiene fondamentale offrire alle imprese chiavi di lettura dell’attualità e delle tendenze, per programmare utilmente la propria attività e la gestione finanziaria dei prossimi mesi. Il convegno è anche l’occasione per approfondire un aspetto pratico del rapporto banca–impresa che spesso passa in secondo piano, ovvero la componente qualitativa del rating: quanto peso abbia all’interno della valutazione del merito creditizio, come e cosa debba comu-

nicare l’azienda per influenzarla positivamente”. All’appuntamento, insieme a Lunelli, sono intervenuti Gregorio de Felice, chief economist e responsabile Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, che ricopre oggi anche incarichi presso l’Abi e la Federazione Bancaria Europea, e Andrej Boris Fischnaller, direttore Area Imprese Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo. L’incontro rientra nel programma di iniziative che l’Associazione dedica ogni anno ai temi del credito e della finanza d’impresa. L’attività del 2019 è culminata nel progetto Trentino Minibond: Confindustria Trento è stata determinante nel creare e diffondere un basket bond innovativo, che ha consentito ad un gruppo di piccole e medie imprese associate di emettere una obbligazione cumulativa con caratteristiche uniche in Italia per tassi, struttura e assenza di garanzie esterne.

Fondimpresa: continua il successo di un’idea vincente Il rapporto diretto con i territori che Fondimpresa, il Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, ha costruito e valorizzato nel tempo con grande impegno, continua anche in Trentino a generare risultati di prestigio. Una fra le caratteristiche innovative dei Fondi è la ‘bilateralità’, cioè il coinvolgimento e la presenza paritetica delle organizzazioni di rappresentanza, sia dei lavoratori che delle parti datoriali, con un approccio, in Trentino particolarmente collaborativo e ricco di progettualità. Sui numeri ci soffermeremo come sempre in sede di bilancio dell’esercizio, ma sin d’ora si può apprezzare l’impegno che aziende e lavoratori hanno dimostrato con le numerosissime attività formative realizzate. Il 2019 sarà però ricordato in particolare, per la sigla tra Fondimpresa Trento e la Provincia autonoma di Trento, di un accordo che rappresenta un primo esempio nazionale che va nella direzione di una politica collaborativa tra enti locali e fondi interprofessionali”. Ricordiamo che siglando la convenzione dal titolo “Sviluppo degli interventi di formazione”, per i prossimi due anni Agenzia del lavoro potrà dare alle persone disoccupate la possibilità di partecipare a corsi di analogo contenuto di quelli destinati ai lavoratori partecipanti ai Piani Fondimpresa realizzati sul territorio dagli Enti formativi.I lavoratori disoccupati e le imprese del Trentino potranno dunque contare su una nuova, importante opportunità tesa a favorire l’occupabilità delle persone disoccupate e insieme la crescita e la competitività delle aziende del territorio. (mcp) TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2019-GEN 2020


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Nuovo accesso online alla Centrale Rischi Presentate, nel corso del convegno “Territorio, economia e credito” le nuove modalità di consultazione che la Banca d’Italia ha reso disponibili per favorire imprese e cittadini.

UNA PIATTAFORMA

online della Banca d’Italia per facilitare l’accesso ai propri dati registrati nella Centrale dei Rischi: per far conoscere il servizio e le nuove modalità di consultazione, e favorirne così il più diffuso utilizzo da parte delle imprese e dei cittadini, Confindustria Trento e Banca d’Italia hanno organizzato a Palazzo Stella l’incontro “Territorio, economia e credito. Nuovo accesso online alla Centrale Rischi”. L’appuntamento è stato aperto dal vicepresidente di Confindustria Trento Alessandro Lunelli, che ha introdotto gli esperti della Banca d’Italia. Dapprima è intervenuto il direttore della filiale di Trento Pier Luigi Ruggiero, di seguito si sono svolte le relazioni dei vertici giunti da Roma: Luigi Cannari, vice capo del Dipartimento Economia e Statistica, Paola Ansuini, vice capo del Servizio Segreteria particolare del direttorio e comunicazione, Roberto Sabbatini, capo Servizio rilevazione e elaborazioni statistiche, infine dei referenti della divisione centrale rischi di Banca d’Italia. Attraverso le proprie filiali sul territorio e il sito web, la Banca d’Italia fornisce a tutti gli utenti interessati, siano essi famiglie o imprese, il servizio gratuito di accesso ai dati registrati a proprio nome nella Centrale dei Rischi, una banca dati che raccoglie dalle banche e dalle società finanziarie informazioni sui crediti concessi e sulle garanzie rilasciate ai propri clienti. È dunque per facilitare la consultazione dei dati da parte dei cittadini che la Banca d’Italia ha reso disponibile online il servizio di accesso ai dati della Centrale Rischi sul proprio sito web. Attraverso la nuova piattaforma “Servizi online”, imprese e persone fisiche possono consultare i propri dati in maniera semplice, rapi-

da e gratuita. Vi sono nuove modalità di accesso rapido al servizio. Ad esempio, chi accede con Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o Cns (Carta Nazionale dei Servizi) per la consultazione dei dati entra in un’area personale dove può compilare e inoltrare la richiesta di accesso ai dati e consultare e scaricare i propri dati. Chi non possiede una credenziale Spid o Cns può attestare la propria identità seguendo un percorso guidato sul sito. Rimane possibile inviare una richiesta via Pec o posta ordinaria, oppure con consegna a mano presso una delle Filiali della Banca d’Italia. I servizi online rientrano tra le iniziative svolte a beneficio della collettività.

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La negoziazione che crea valore Dopo il successo di Open innovation, manager e imprenditori approfondiscono i segreti della negoziazione efficace. E a gennaio si parlerà di politiche attive.

DOPO IL SUCCESSO

del primo workshop, dedicato al tema dell’Open Innovation, martedì 19 novembre si è tenuto “Negoziazione per il cambiamento”, secondo appuntamento del progetto “Managerial skills for personal growth and new opportunities”, finanziato da 4.Manager e organizzato da Confindustria Trento e Federmanager Trento. A fare da cornice all’evento e ad accogliere i sessanta manager e imprenditori presenti ci ha pensato Villa Bortolazzi - uno degli edifici storico–artistici più significativi del Trentino – dove i partecipanti hanno potuto approfondire le tematiche della negoziazione e delle microespressioni attraverso la preziosa esperienza di Dario Dalla Costa, executive vicepresidente del Gruppo Forgital. Dalla Costa, che ha conseguito nel 2016 la Certificazione Pei – Paul Ekman International – per valutare la veridicità e la credibilità delle persone, vanta una lunga esperienza in ambito negoziale, costruita attraverso trent’anni di lavoro con players di livello internazionale. Il suo intervento, teso ad evidenziare come la negoziazione possa costituire uno strumento per creare valore all’interno dell’azienda, si è focalizzato sulla proposizione di un metodo per prepararsi alla stessa sia da un punto di vista analitico –attraverso la conoscenza delle fasi del processo negoziale- sia emotivo–comportamentale, tramite l’analisi della credibilità e veridicità del nostro interlocutore. Riguardo al primo aspetto, Dalla Costa ha mostrato ai presenti una flow chart -ossia un diagramma di flusso- risultato di una continua e personale rivisitazione, contenente i quattro momenti chiave della negoziazione: la preparazione e la manovra tattica, entrambe fasi antecedenti al confronto, l’incontro con la controparte e infine il debriefing, la cui importanza viene troppo spesso erroneamente sottovalutata.

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Nella seconda parte dell’intervento è stata invece approfondita la parte emozionale, in cui sono stati proposti dei suggerimenti utili e pratici per comprendere i differenti stili comportamentali degli interlocutori, imparando ad evitare gli errori più frequenti in cui si incorre nella valutazione degli stessi e a gestire la propria capacità emotiva. Elemento chiave all’interno di questa fase è l’ascolto e l’osservazione della comunicazione in atto, verbale e non verbale, concentrandosi soprattutto sulle microespressioni dell’altro: il linguaggio del corpo, le espressioni facciali, la voce, lo stile ed il contenuto verbale, sono tutti segnali cui è necessario prestare attenzione al fine di condurre una negoziazione realmente efficace. Il prossimo appuntamento - in programma per gennaio 2020 - sarà dedicato al tema delle politiche attive, approfondendo in particolare gli strumenti utili a intercettare l’attuale domanda espressa dal mondo del lavoro, sempre più orientata secondo logiche digitali, e a rafforzare la propria appetibilità sul mercato lavorativo.


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Nuova Presidenza per i Giovani Imprenditori Martina Togn è stata eletta nei giorni scorsi alla guida del Gruppo Giovani di Confindustria Trento. Succede a Stefania Segata, presidente del Gruppo nell’ultimo triennio.

MARTINA TOGN,

37 anni, titolare del Gruppo Gaierhof e di Vinicola Valdadige (settore alimentazione), è stata eletta per il triennio 20192022 alla guida dei Giovani Imprenditori di Confindustria Trento. L’elezione è avvenuta nel corso di una partecipata assemblea dei Giovani Industriali, tenutasi venerdì 30 novembre, presso Ferrari Incontri (Cantine Ferrari, Ravina di Trento), alla presenza dei vertici di Confindustria Trento e dei rappresentanti del sistema industriale trentino. Martina Togn succede a Stefania Segata, Imprenditrice titolare di Segata Spa, che ha guidato il Gruppo nell’ultimo triennio. Al past president, che ha tenuto una relazione nella quale ha formulato un bilancio del lavoro svolto, sono andate parole di elogio, stima e sentita riconoscenza da parte dell’intero Gruppo Giovani, nonché dal presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana, rappresentato per l’occasione dal Vicepresidente Rocco Cristofolini. I Giovani Imprenditori sviluppano attività finalizzate principalmente alla formazione imprenditoriale degli iscritti, alla promozione dei valori associativi del sistema Confindustriale e alla valorizzazione della “cultura d’impresa” presso i giovani (soprattutto studenti) trentini. Il nuovo presidente Martina Togn ha dichiarato di voler proseguire sulla scia di quanto sinora è stato fatto, dando continuità ai progetti e alle iniziative già avviate, ma potenziando il rapporto con gli Associati e la proiezione extraterritoriale, avviando contatti e progetti con interlocutori selezionati anche al di fuori del Sistema Industriale. Nell’occasione è stato anche rinnovato il Consiglio Direttivo del Gruppo che è ora composto,

oltre che dalla neopresidente, da Leandro Karsten Barbosa (Sovecar Srl), Serena Beber (Ecotop Srl), Mara Deflorian (Mobilificio Deflorian Srl), Giulia Degli Esposti (Erika Eis Srl), Filippi Marco (Decos Srl), Francesco Orefice (Dial Funghi Srl), Magner Steffens (Audaces Europe Srl), Andrea Wegher (Wegher Srl). Il neo-presidente dei Giovani Imprenditori entrerà di diritto nel Consiglio di Presidenza di Confindustria Trento.

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Corso EGE 8, 15, 22, 29 aprile e 6 maggio | 40 ore

5 febbraio | 8 ore

9.00-18.00

9.00-18.00

Associati 900 € - Non associati 1.125 €

Associati 185 € - Non associati 230 €

Il responsabile Tecnico per la gestione dei rifiuti. Corso introduttivo di preparazione all’esame MODULO BASE (per tutte le categorie)

La gestione amministrativa dei rifiuti, il registro di carico e scarico, il formulario di accompagnamento dei rifiuti alla luce dei nuovi aggiornamenti normativi 13 maggio | 6 ore

23 e 30 marzo | 16 ore

9.00-16.00

9.00-18.00

Associati 185 € - Non associati 230 €

Associati 650 € - Non associati 720 €

Gestione dei rifiuti in azienda 25 marzo | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Il responsabile Tecnico per la gestione dei rifiuti. Corso introduttivo di preparazione all’esame MODULO SPECIALISTICO (per le categorie 1,4,5) 18 e 25 maggio | 16 ore 9.00-18.00 Associati 650 € - Non associati 720 €

La Responsabilità Sociale d’Impresa 29 aprile | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Amministrazione del personale I contratti agevolati per l’anno 2020 e le altre novità contenute nella legge di Stabilità 2020 per i datori di lavoro 31 gennaio | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

La gestione della flessibilità in azienda. Dai rapporti di lavoro DIVERSI dal subordinato, alle flessibilità in termine di gestione: contratti intermittenti, part time elastici e contratti a termine e non 15 aprile | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

Variazione del rapporto: mansioni e luogo di lavoro 28 febbraio | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

Welfare aziendale 22 maggio | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

La contrattazione collettiva decentrata. Contrattazione di prossimità 27 marzo | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

Le collaborazioni occasionali, coordinate e continuative, il lavoro autonomo 18 giugno | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €


CORSI DI FORMAZIONE

I

CATALOGO 2020

I

03

Comunicazione, marketing e commerciale Public Speaking attivo 29 gennaio e 5, 18 febbraio | 12 ore 9.00-13.00 Associati 200 € - Non associati 250 €

Buyer Personas: strumento indispensabile per comunicare meglio e vendere di più 7 febbraio | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Contents creation - Realizzare contenuti strategici digitali per le proprie campagne pubblicitarie online 22 aprile | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 € Attrarre i clienti sul sito web: cosa fare e come farlo 8 maggio | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Public Speaking attivo (livello avanzato) 27 febbraio, 4 e 12 marzo | 12 ore 9.00-13.00 Associati 200 € - Non associati 250 €

LinkedIn per il posizionamento professionale e il personal branding 14 maggio | 8 ore 9.00-18.00

Strategie digitali - Il digital marketing per la propria azienda 16 e 23 marzo | 12 ore 16 marzo | 9.00-18.00 23 marzo | 9.00-13.00 Associati 200 € - Non associati 250 €

Associati 185 € - Non associati 230 €

Perché non basta il marketing “classico” per vendere? 20 maggio | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Leadership e negoziazione. Cambiare per fare meglio 19 marzo | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Digital marketing & Social communication 4 e 11 giugno | 12 ore 4 giugno

L’economia delle parole per l’efficacia della scrittura aziendale 2 aprile | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Sviluppare le vendite cambiando il solito modello di approccio ai clienti

| 9.00-18.00

11 giugno | 9.00-13.00 Associati 200 € - Non associati 250 €

Come devo comunicare per vendere di più? Dall’empatia al body language per ottenere di più 17 giugno | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

9 aprile | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Finanza d’impresa QUOTA DI PARTECIPAZIONE PER L’INTERO MINIMASTER* Associati 1.000 € - Non associati 1.200 €

MINIMASTER DI FINANZA D’IMPRESA Bilancio e merito di credito – utilizzo efficace degli indici di bilancio 21 aprile | 7 ore 9.00-17.00

Struttura finanziaria e gestione della tesoreria aziendale - prevedere e gestire i flussi di cassa budget di cassa e rendiconto finanziario: modalità di costruzione e casi pratici 24 marzo | 7 ore

Associati 250 € - Non associati 300 €

L’analisi dei costi e l’elaborazione del budget 19 maggio | 7 ore

9.00-17.00

9.00-17.00

Associati 250 € - Non associati 300 €

Associati 250 € - Non associati 300 € * vedi catalogo completo


04

I

CATALOGO 2020

I

CORSI DI FORMAZIONE

Fiscale Novità IVA 2020 e modello dichiarativo

Acquisti su Internet

5 febbraio | 8 ore

25 maggio | 4 ore

9.00-18.00

9.00-13.00

Associati 185 € - Non associati 230 €

Associati 120 € - Non associati 150 €

IVA: i principali casi dubbi in otto ore 25 marzo | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Informatica Sviluppa presentazioni efficaci 15 gennaio | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Contents creation – Realizzare contenuti strategici digitali per le proprie campagne pubblicitarie online 22 aprile | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Gestione del foglio di calcolo (Excel base) 4, 6, 11 e 13 febbraio | 16 ore 9.00-13.00 Associati 230 € - Non associati 300 €

Macro e VBA 5, 7, 12 e 14 maggio | 16 ore 9.00-13.00 Associati 230 € - Non associati 300 €

Gestione avanzata dei testi (Word Avanzato) 12 febbraio | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Attrarre i clienti sul sito web: cosa fare e come farlo 8 maggio | 8 ore 9.00-18.00

Analisi dei dati con Excel (Excel avanzato)

Associati 185 € - Non associati 230 €

3, 5, 10 e 12 marzo | 16 ore 9.00-13.00 Associati 230 € - Non associati 300 €

Digital marketing & Social Communication 4 e 11 giugno | 12 ore 4 giugno

Strategie digitali - Il digital marketing per la propria azienda 16 e 23 marzo | 12 ore 16 marzo | 9.00-18.00 23 marzo | 9.00-13.00 Associati 200 € - Non associati 250 €

| 9.00-18.00

11 giugno | 9.00-13.00 Associati 200 € - Non associati 250 €


CORSI DI FORMAZIONE

I

CATALOGO 2020

I

05

Innovazione, ricerca, industria 4.0 Gestione efficiente degli investimenti nell’industria 4.0 24 gennaio | 8 ore

Industrial Analytics: introduzione pratica all’intelligenza artificiale e sue applicazioni industriali 5 maggio | 8 ore

9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Il monitoraggio ed il controllo della produzione nell’era digitale 11 febbraio | 8 ore 9.00-18.00

Digital Twin – simulazione real-time per ottimizzare i processi e i prodotti 10 giugno | 8 ore

Associati 185 € - Non associati 230 €

9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Internazionalizzazione e lingue Business meetings: Fraseologia inglese per gli incontri d’affari

Professional Written Communication 4 e 11 giugno | 8 ore

23 e 30 gennaio | 8 ore

14.00-18.00

14.00-18.00

Associati 185 € - Non associati 230 €

Associati 185 € - Non associati 230 €

Il nuovo Regolamento Europeo dei dispositivi medici: obblighi e procedure di certificazione

Export e Internazionalizzazione: quali opportunità in quali paesi? 9 giugno | 8 ore

24 gennaio | 6 ore

9.00-18.00

9.00-16.00

Associati 185 € - Non associati 230 €

Associati 185 € - Non associati 230 €

La nuova normativa 2020 su Incoterms® della Camera di Commercio Internazionale 5 febbraio | 8 ore

L’importanza della Proprietà Industriale nel business: marchi, brevetti, design e know how 19 giugno | 4 ore

9.00-18.00

14.00-18.00

Associati 185 € - Non associati 230 €

Associati 120 € - Non associati 150 €

Effective Presentations: slide texts, spoken language skills 19 e 26 marzo | 8 ore 14.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Lingua inglese per gli operatori e gestori di impianti di risalita 7 e 14 maggio | 8 ore 14.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Export Control Compliance: le normative complesse che le imprese devono rispettare per esportare 30 giugno | 8 ore 9.30-18.30 Associati 185 € - Non associati 230


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I

CATALOGO 2020

I

CORSI DI FORMAZIONE

Legale Focus Appalti: Il subappalto e gli altri contratti derivati nella disciplina degli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture 11 febbraio | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

Prevenire e gestire i rischi aziendali: conferimento di Deleghe e Poteri nelle Aziende, per migliorare l’organizzazione e attribuire correttamente poteri e rischi 14 febbraio | 4 ore

Il codice degli appalti pubblici: dalla gara alla stipulazione del contratto 13 e 24 marzo | 8 ore 13 marzo | 14.30-18.30 24 marzo | 9.00-13.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Corso di formazione privacy per autorizzati al trattamento 19 marzo | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

Focus Appalti: Strumenti di collaborazione tra imprese nell’esecuzione di contratti pubblici d’appalto 21 febbraio | 4 ore 9.00-13.00

La Vigilanza dei Sistemi di Compliance: Organismo di Vigilanza 231, Data Protection Officer, Auditor. Strumenti comuni, interazioni ed efficienza del sistema aziendale di vigilanza 27 marzo | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

Associati 120 € - Non associati 150 €

Il codice degli appalti pubblici: l’esecuzione dell’appalto Compliance aziendale integrata: come mettere assieme e trarre vantaggio dal Modello Organizzativo ex D.lgs. 231/2001, Modello Privacy, Sistema della gestione della Sicurezza e quello per la Gestione Ambientale 6 marzo | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

Focus Appalti: I requisiti soggettivi di partecipazione. Profili teorici e pratici 6 marzo | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

Corso di formazione privacy per responsabili del trattamento 12 marzo | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

3 e 17 aprile | 8 ore 14.30-18.30 Associati 185 € - Non associati 230 €

Il codice degli appalti pubblici: l’esecuzione dell’appalto 28 aprile | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

I rischi per l’imprenditore, dirigenti e per il patrimonio aziendale collegati alla assenza di adeguati sistemi di compliance aziendale 8 maggio | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

Adozione dei Modelli 231 e loro aggiornamento periodico - Le principali novità dell’ultimo periodo 22 maggio | 4 ore 9.00-13.00 Associati 120 € - Non associati 150 €

Logistica, operations Miglioramento Continuo, Lean Thinking, Kaizen, World Class Manufacturing, l’approccio per la gestione di processi efficienti, efficaci e di alta qualità 6 febbraio | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Come inserire nuove risorse e renderle operative in brevissimo tempo (TWI) 4 e 5 marzo | 16 ore 9.00-18.00 Associati 230 € - Non associati 300 €


CORSI DI FORMAZIONE

Attrezzaggi e Set Up rapidi: come portare a zero o quasi i tempi per cambio produzione (SMED: cambio stampo in meno di 10 minuti)

I

CATALOGO 2020

I

07

Aumentare la produttività delle macchine/impianti senza acquistarne di nuove (TPM) 11 giugno | 8 ore

10 marzo | 8 ore

9.00-18.00

9.00-18.00

Associati 185 € - Non associati 230 €

Associati 185 € - Non associati 230 €

TPM e SMED per rendere i vostri impianti più performanti

Controllo e gestione degli stock 16 giugno | 8 ore

22 maggio | 8 ore

9.00-18.00

9.00-18.00

Associati 185 € - Non associati 230 €

Associati 185 € - Non associati 230 €

Digital Twin – simulazione real-time per ottimizzare i processi e prodotti 10 giugno | 8 ore 9.00-18.00

TWI e KATA: mettere le giuste basi per il vostro progetto di miglioramento 30 giugno | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Associati 185 € - Non associati 230 €

Risorse umane La cultura del feedback nella relazione professionale: la comunicazione etica come strumento per la crescita del team 23 gennaio | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Intelligenza emotiva e applicazioni professionali: rafforzare le proprie risorse relazionali attraverso la consapevolezza emotiva 30 gennaio e 7 febbraio | 16 ore 9.00-18.00 Associati 230 € - Non associati 300 €

L’azienda relazionale, un nuovo modello di business 12 febbraio | 7 ore 9.00-17.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Litigare bene per lavorare meglio: acquisire competenze comunicative nella gestione dei conflitti 10 e 17 marzo | 16 ore 9.00-18.00 Associati 230 € - Non associati 300 €

Resilienza e cambiamento: approcciarsi positivamente alle difficoltà quotidiane 7 e 14 aprile | 16 ore 9.00-18.00 Associati 230 € - Non associati 300 €

Il manager consapevole: svincolarsi dai condiziona…menti 29 aprile | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Dimmi con chi vai...: costruire un team di successo attraverso la comprensione autentica dei collaboratori 5, 12 e 19 maggio | 24 ore 9.00-18.00 Associati 300 € - Non associati 400 €

Problem Solving: come approcciare i problemi in modo strutturato per risolverli definitivamente 11 maggio | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Leadership e negoziazione. Cambiare per fare meglio 19 marzo | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Diversity Management 20 marzo | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Siamo tutti fatti di ‘’storie’’ 15 e 22 maggio | 16 ore 9.00-18.00 Associati 230 € - Non associati 300 €


ATALOGO 2020

I

CORSI DI08 FORMAZIONE I CATALOGO 2020

I

CORSI DI FORMAZIONE

ategia e management Strategia e management

mento Continuo, Lean Thinking, Miglioramento Kaizen, Continuo, Lean TPM Thinking, e SMED Kaizen, per rendere i vostri impianti TPM e SMED più per rendere i vostri impianti più ass Manufacturing, l’approccio World perClass la Manufacturing, l’approccio performanti per la performanti di processi efficienti, efficaci gestione e di altadiqualità processi efficienti, efficaci e di alta qualità 22 maggio | 8 ore

braio | 8 ore

6 febbraio | 8 ore

18.00

9.00-18.00

ciati 185 € - Non associati 230 €

9.00-18.00

Associati 185 € - Non associati 230 € Associati 185 € - Non associati 230 €

22 maggio | 8 ore 9.00-18.00

Associati 185 € - Non associati 230 €

Digital Twin – simulazione real-time Digital per Twin – simulazione real-time per serire nuove risorse e renderle Come operative inserire nuove in risorseottimizzare e renderle operative i processiin e prodotti ottimizzare i processi e prodotti mo tempo (TWI) brevissimo tempo (TWI)

marzo | 16 ore 18.00 ciati 230 € - Non associati 300 €

10 giugno | 8 ore 4 e 5 marzo | 16 ore 9.00-18.00 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 € Associati 230 € - Non associati 300 €

10 giugno | 8 ore 9.00-18.00

Associati 185 € - Non associati 230 €

Aumentare Aumentare la produttività delle macchine/impianti er consapevole: svincolarsi Il dai manager consapevole: svincolarsi dai la produttività delle macchine/impianti senza acquistarne di nuove (TPM) senza acquistarne di nuove (TPM) na…menti condiziona…menti

rile | 8 ore 18.00 ciati 185 € - Non associati 230 €

29 aprile | 8 ore 11 giugno | 8 ore 9.00-18.00 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 € Associati 185 € - Non associati 230 €

11 giugno | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

t Manager è ormai una figura Il Project obsoleta, Manager è ormai una figura obsoleta, TWI efuturo KATA: mettere le giuste basiTWI per e il KATA: vostro mettere le giuste basi per il vostro ve evolvere nel prossimo futuro come deve evolvere nel prossimo progetto di miglioramento progetto di miglioramento

ggio | 8 ore 18.00 ciati 185 € - Non associati 230 €

7 maggio | 8 ore 30 giugno | 8 ore 9.00-18.00 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 € Associati 185 € - Non associati 230 €

30 giugno | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

Solving: come approcciare Problem i problemi Solving: in come approcciare i problemi in rutturato per risolverli definitivamente modo strutturato per risolverli definitivamente

ggio | 8 ore 18.00 ciati 185 € - Non associati 230 €

11 maggio | 8 ore 9.00-18.00 Associati 185 € - Non associati 230 €

ose da Altre sapere cose da sapere Per informazioni Per informazioni

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I corsi presenti in questo inserto Tutti i corsi possono riguardano il primo essere finanziati semestre (gennaio/giugno)

FORMAZIONE A CATALOGO E FORMAZIONE FINANZIATA I corsi presenti formazione@assoservizi.tn.it in questo inserto riguardano il primo semestre (gennaio/giugno)

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“Energia 2020 in azienda” Illustrate a Palazzo Stella le buone pratiche di gestione dell’energia, a partire dal tema centrale del monitoraggio. Nel corso del convegno si è parlato anche di smart mobility e di nuove incentivazioni alle rinnovabili.

COINVOLGERE

e sensibilizzare le aziende su un tema sempre più delicato e centrale, mettendo in evidenza nuovi progetti e iniziative sia a livello locale che nazionale: questo l’obiettivo del convegno “Energia 2020 in azienda” organizzato a Palazzo Stella dal Consorzio Assoenergia in collaborazione con Confindustria Trento. Ad aprire e introdurre i lavori, il presidente di Assoenergia Mario Dorighelli: “Il Consorzio Assoenergia si pone come protagonista nella consulenza e assistenza alle aziende trentine sulle tematiche energetiche. Questo va chiaramente oltre il solo approvvigionamento di materie prime energetiche, le commodities per le aziende, che pure rimane il tema principale. Ecco allora l’attenzione verso aspetti manageriali, di controllo e innovativi che permettono alle aziende di rimanere al passo con i tempi e affrontare al meglio le nuove sfide del mercato”. Le sfide poste alle aziende sul versante dell’efficienza energetica erano state anche tra i temi cardine del primo Report di Sostenibilità di Confindustria Trento, presentato, nelle scorse settimane, in occasione dell’Assemblea Generale dell’Associazione degli industriali: l’occasione per raccontare e approfondire le buone pratiche a favore della sostenibilità – ambientale, economica, sociale – dell’industria trentina. Nel corso dell’appuntamento ospitato a Palazzo Stella, relatori qualificati hanno dunque approfondito i vari temi all’ordine del giorno, con l’obiettivo di fornire spunti da riportare in azienda da parte degli intervenuti. Gianmaria Zanni, Energy Manager delle Acciaierie Beltrame, ha esposto alcuni esempi di buone pratiche di gestione dell’energia in azienda a vari livelli. Il tema centrale del monitoraggio energe-

tico, punto di partenza per una buona gestione aziendale, è stato approfondito da Davide Caprino di Energy Team. Simone Nardelli di Dolomiti Energia ha portato all’attenzione la sperimentazione di Terna sulle UVAM (Unità Virtuali Abilitate Miste), fondamentali in un teatro di generazione dell’energia e bilanciamento della rete sempre più dinamico e non prevedibile a causa del forte aumento delle rinnovabili. Per sottolineare l’impegno e la volontà di Assoenergia nella promozione della smart mobility, Nicola Fruet di Neogy, dopo una panoramica sullo stato dell’arte in Trentino, ha esposto gli obiettivi e gli scenari di questo mercato in crescita. L’ultimo intervento di Federico De Col, referente tecnico del Consorzio Assoenergia, ha esposto il decreto FER1 del 4 luglio 2019 sulle nuove incentivazioni alle energie rinnovabili. I numerosi tecnici presenti in sala hanno successivamente dato vita ad un interessante dibattito sui temi esposti. A chiudere i lavori, i saluti del direttore generale dell’Associazione degli industriali Roberto Busato, che ha ribadito l’importanza dei temi energetici: “Soprattutto in questa fase, una gestione attenta del fattore energia può essere cruciale, perché libera risorse per nuovi investimenti. Chi – ha detto riferendosi in particolare alla filiera dell’automotive - è stato lungimirante e ha adeguato le proprie produzioni alle esigenze del mercato dell’elettrico è oggi avvantaggiato”.

TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2019-GEN 2020

assoenergia

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innovazione

innovazione

Un bando per innovare le imprese Per le aziende trentine vi sarà la possibilità di ricevere un contributo economico fino a un valore pari al 50% dell’importo del progetto con un tetto massimo di 200mila euro.

IL PIANO

nazionale Industria 4.0 prevedeva, oltre a una serie di agevolazione fiscali, la costituzione di una rete infrastrutturale dell’innovazione digitale con l’obiettivo di creare strette interazioni tra ricerca e impresa, formazione e lavoro, innovazione e territori. Questa rete ruota intorno a due soggetti fondamentali: i Digital Innovation Hub e i Competence Center. I primi, costituiti dalle Confindustrie regionali (nel caso del Trentino-Alto Adige, provinciali), rappresentano la vera e propria “porta” di accesso per le imprese al mondo di Industria 4.0 nella misura in cui mettono a loro disposizione servizi per introdurre tecnologie 4.0, sviluppare progetti di trasformazione digitale, accedere all’ecosistema dell’innovazione a livello regionale, nazionale ed europeo.

Evento finale per la Proto Challenge Dopo due mesi di intenso lavoro e confronto tra giovani ingegneri e imprese del settore manifatturiero, si è conclusa la sfida tecnologica volta a far dialogare i più promettenti ingegneri trentini con il mondo delle imprese manifatturiere, promossa da Hit anche in collaborazione con Confindustria Trento. A ottenere la vittoria, il team composto da quattro giovani studenti di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento che ha realizzato la migliore proposta di ottimizzazione meccanica per l’azienda ZF Padova srl, stabilimento di Arco. Tra le aziende coinvolte anche OPT SurgiSystems srl di Calliano, Coster Tecnologie Speciali spa di Calceranica al Lago, Röchling Automotive srl stabilimento di Laives, che hanno richiesto in particolare delle proposte di ottimizzazione topologica di componenti meccaniche che permettano la produzione delle stesse attraverso tecnologie di manifattura additiva quali il 3D printing. Il team vincitore parteciperà all’Additive Manufacturing Forum, conferenza industriale di riferimento al livello europeo che si terrà a Berlino nel 2020. ZF potrà invece prototipare l’elemento meccanico oggetto della sfida presso la ProM Facility di Rovereto. TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2019-GEN 2020

I secondi costituiscono la spina dorsale di conoscenze e competenze qualificate rispetto ad alcune dimensioni essenziali di Industria 4.0 e hanno il compito di sviluppare progetti di innovazione con le imprese. I Competence Center appresentano poli di innovazione costituiti nella forma di partenariato pubblicoprivato da almeno un organismo di ricerca e da una o più imprese. Sono legati a poli universitari, player privati, centri di ricerca pubblici e privati, start up. Il Digital Innovation Hub del Trentino (fondato da Confindustria Trento e Hub Innovazione Trentino) ha organizzato un incontro di presentazione del neocostituito Smact, il Competence Center del Triveneto. Costituito da università, centri di ricerca del Triveneto (tra i quali Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler) e imprese (tra le quali Adige, Enginsoft e Optoi), Smact ha sede a Venezia e avrà un laboratorio dimostrativo in Trentino, presso il Polo Meccatronica di Rovereto. Il Competence Center vuole racchiudere in sé le migliori competenze territoriali per quanto riguarda alcune tecnologie tra le quali: Sociale network, Mobile platforms & app, Advance analytics & big data, Cloud e internet of Things. Il primo appuntamento ufficiale dalla costituzione di Smact in Trentino ha visto la partecipazione del responsabile Matteo Faggin e ha rappresentato anche l’occasione per illustrare il primo bando, recentemente pubblicato, che mette a disposizione delle aziende 1,8 milioni di euro per progetti di innovazione. Per le aziende trentine vi sarà la possibilità di ricevere un contributo economico fino ad un valore pari al 50% dell’importo del progetto con un tetto massimo di 200mila euro. Il bando rappresenta un primo strumento messo a disposizione dal Competence Center, che in un’ottica di medio periodo vuole rappresentare il punto di convergenza di progetti di innovazione tecnologica delle aziende locali e non.


15 anni

DA 15 AN N I F I N AN ZI AM O LA F ORM AZI O NE DEI LAV ORAT ORI E DELLE I M PRES E I TALIA NE

Costituito da Confindustria, CGIL, CISL e UIL, Fondimpresa è Costituito da Confindustria, CGIL, il primo Fondo CISL e UIL, Fondimpresa è il primo Interprofessionale Fondo Interprofessionale per la per la Formazione Formazione Continua in Italia. Continua in Italia. Fondimpresa promuove qualità, competitività e innovazione per le aziende, finanziando Piani Formativi per ogni esigenza, dalle tematiche di base alle nuove frontiere del mercato. Fondimpresa è il Fondo Interprofessionale che ha costruito un rapporto diretto con i territori e tutte le categorie produttive.

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Erickson, 35 anni di inclusione L’azienda trentina, casa editrice e centro studi, ha festeggiato 35 anni di attività: una realtà di successo che ha contribuito a creare una cultura inclusiva nel nostro Paese. di JACOPO TOMASI

DAL 1984

Erickson è una realtà impegnata per diffondere in tutta Italia una cultura dell’inclusione. In occasione dei 35 anni di attività, l’azienda trentina ha rinnovato e ampliato la sua sede principale, a Gardolo, per essere ancora più vicina al territorio e ai suoi cittadini, rafforzando il ruolo di polo formativo e culturale negli ambiti dell’educazione, della didattica, della psicologia e del lavoro sociale. La storia di Erickson è una storia di successo, iniziata in un piccolo ufficio in piazzetta Anfiteatro, a Trento, nel novembre del 1984. I giovani psicologi Dario Ianes e Fabio Folgheraiter, in quel piccolo ufficio, hanno iniziato a tradurre testi dall’inglese all’italiano, per proporli a insegnanti e professionisti che in quegli anni stavano avviando la grande sfida dell’integrazione delle persone con disabilità nel nostro Paese. Con il passare degli anni questa realtà è cresciuta in maniera considerevole, puntando su tre parole chiave, come ricorda la direttrice generale Ornella Riolfatti. Qualità, innovazione e scientificità sono i nostri valori di riferimento. Erickson, in questi anni, ha avuto la forza di non fermarsi al libro, ma di lavorare con tutti i supporti messi a disposizione per diffondere cultura. Grazie alla forza delle idee e alle capacità dei nostri au-

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tori e delle persone che formano la nostra squadra, riusciamo a proporre materiali utili per gli insegnanti e i professionisti. La crescita è stata costante e significativa: oggi la squadra Erickson è composta da 120 dipendenti, con un’età media di 36 anni e una significativa occupazione femminile (68%). Il fatturato, nel 2018, ha toccato i 20 milioni di euro, con un aumento importante negli ultimi 5 anni. Numeri che, probabilmente, 35 anni fa non erano immaginabili, come sottolinea Fabio Folgheraiter, co-fondatore di Erickson e docente all’Università Cattolica di Milano. Quello che possiamo dire oggi, andando indietro con il pensiero a 35 anni fa, è che sicuramente non potevamo pensare allora che la nostra iniziativa giovanile avrebbe avuto uno sviluppo simile. Quando siamo partiti procedevamo passo-passo incoraggiati dai risultati, a volte completamente inaspettati, che il mercato riservava alle nostre iniziative. Agli inizi il campo disciplinare era quello della grave disabilità. Poi via via ci siamo allargati ad ambiti diversi e ad altre discipline: l’educazione, la didattica, il lavoro sociale e le politiche di welfare, la psicologia e la psicoterapia, la logopedia, la salute e il benessere. Una cosa è certa: Erickson oggi è un punto di riferimento a livello nazionale su questi ambiti. E anche per questo, nel 2018, ha aperto anche una sede a Roma con spazi dedicati alla formazione


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e un’ampia libreria. Libreria che è stata rinnovata anche a Trento raddoppiando gli spazi, che sono passati da 146 a 300 metri quadrati, e presenta più di 15.000 proposte per bambini, ragazzi, genitori, insegnanti e professionisti. Con un’attenzione particolare rivolta al mondo dell’infanzia, dei bambini e degli adolescenti: narrativa, albi illustrati e testi utili ai genitori per orientarsi nell’educazione dei figli per sostenerli nella loro crescita emotiva e intellettuale. Inoltre, la Libreria Erickson ha una nuova sala dedicata anche a laboratori, incontri e presentazioni di libri. Tra la fine del 2019 e il 2020 saranno organizzati diversi incontri con autori, aperti alla cittadinanza, e laboratori per bambini, ragazzi e genitori. Nella sede rinnovata in via del Pioppeto 24 ci sono anche spazi dedicati alla formazione, dove spicca una sala conferenze da 400 posti, dedicata a Don Milani, oltre ad altre due aule da 100 posti ciascuna. Nel 2020 saranno ospitati diversi corsi e 4 grandi convegni e si prevede che frequentino la struttura per finalità formative circa 3.000 persone. Abbiamo scelto di rinnovare e ampliare la sede di Trento proprio per consolidare e rafforzare la nostra mission culturale e imprenditoriale di offrire idee che aiutano e aprire nuovi orizzonti. Con la nuova sede vogliamo da una parte essere ancora più vicini alle esigenze dei cittadini con proposte mirate e dall’altra essere sempre più riferimento a livello nazionale sulle tematiche che da sempre contraddistinguono Erickson, portando in Trentino professionisti della scuola e dei servizi educativi, sociali e sanitari per partecipare agli eventi che organizzeremo, conclude Ornella Riolfatti, direttrice generale di Erickson. Il 4 novembre scorso è stata inaugurata la rinnovata sede di Trento, in concomitanza con i festeggiamenti per i 35 anni di attività. All’evento, che ha visto la partecipazione di Andrea Canevaro, padre della pedagogia speciale in Italia e professore emerito all’Università di Bologna, hanno partecipato oltre 300 persone. Per l’occasione il presidente di Confindustria Trento, Fausto Manzana, ha consegnato alla direttrice generale Ornella Riolfatti, al presidente Giorgio Dossi e agli editori Dario Ianes

e Fabio Folgheraiter un riconoscimento per il ruolo rivestito da Erickson nel panorama dell’imprenditoria trentina e per l’attività svolta dal 1984 a oggi e negli anni a venire.

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L’editoria che viaggia veloce Nata sull’esperienza maturata in Lego, LegoDigit si è ritagliata all’interno del mondo grafico un ruolo forte e strategico, offrendo soluzioni per la finitura da stampa digitale. di ALESSANDRO DE BERTOLINI

BILANCI,

report finanziari, listini prezzi, cata- dotti. Grazie alle tecnologie digitali di LegoDiloghi e altro: tutto quello che si presenta come git, i tempi di consegna sono strettissimi e la un libro ma che non fa parte del mercato tra- qualità del prodotto è garantita. Tutti i volumi, dizionale del libro rivolto all’editoria. È questa infatti, sono rilegati con brossura cucita. Una la nuova ipotesi di sviluppo del business di caratterista, questa, che normalmente si accomLegoDigit, l’azienda di Lavis leader nelle solu- pagna alla stampa tradizionale, non a quella zioni per la finitura da stampa digitale, che si digitale. Così LegoDigit si differenzia dai compropone come partner affidabile per le aziende petitors. “La stampa di questi prodotti – precisa che necessitano la stampa di questo tipo di pro- Alessandro Leto, amministratore delegato – sta diventando una delle nostre priorità. Vogliamo in questo senso lavorare al fianco delle aziende che hanno bisogno di pubblicare i loro bilanci, i loro report e i loro cataloghi in tempi veloci, con costi contenuti e con risultati paragonabili a quelli di un vero e proprio libro”. LegoDigit è una realtà giovanissima. Nasce nel 2013 dalla lunga esperienza di 4 soci, tra cui Alessandro Leto, che lavoravano all’interno di Lego Spa (Legatoria Editoriale Giovanni Olivotto). Lego è un colosso dell’editoria con origini vicentine (inizi del ‘900), che dà lavoro a quasi 700 persone e opera sui mercati di tutto il mondo. Dagli anni ’90 Lego è presente in Trentino con una sede a Lavis. Da questo stabilimento ha preso respiro sei anni fa LegoDigit. Nata sull’esperienza maturata in Lego, LegoDigit si è ritagliata all’interno del mondo grafico un ruolo forte e strategico: “Siamo focalizzati nella produzione di libri in bianco/nero e a 4 colori con stampa digitale inkjet a bobina in tirature che variano da 10 a 1.500 copie”, sottolinea Leto. “Lavoriamo per gli editori che necessitano di immettere velocemente sul mercato libri di qualità in piccole e medie tirature”. Tra le referenze di LegoDigit ci sono molti dei principali protagonisti del settore a livello nazionale, e non solo: “Nomi come Garzanti – continua l’amministra-

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tore delegato – Hoepli, Il Mulino, Giappichelli, De Agostini e Adelphi”. Una presenza sul mercato, quindi, di assoluta rilevanza. I numeri dell’azienda sono lo specchio di questo protagonismo. Dal 2013 LegoDigit è crescita con una media di 12 punti percentuali all’anno. Il fatturato 2019 supererà i 4 milioni di euro. I dipendenti sono 14, oltre al supporto di lavoratori con contratto somministrato. Le linee produttive lavorano con macchinari di ultima generazione. “Nel 2018 abbiamo prodotto circa 2 milioni di libri, tutti stampati in digitale e cuciti con brossura, partendo da bobine stampate in digitale su carta sottile (fino a 40 grammi). Universe Web è l’ultima novità installata: una linea automatica di piega e cucitura di libri, che integra i processi di svolgimento della bobina e taglio, permettendo di gestire efficacemente dalle brevi alle medie tirature e di confezionare libri di alta qualità. La linea riduce i costi di produzione minimizzando il personale impiegato ed eliminando processi non produttivi come taglio, impilatura e movimentazione della carta. La combinazione stampa-finitura che si determina ci consente di raggiungere livelli complessivi di qualità elevata. Inoltre, l’assenza delle tasche di piega consente di superare il limite dell’imposizione a 16-esimi, permettendo di modulare in modo variabile la composizione del libro così da ridurre o addirittura eliminare il numero di pagine bianche”. Il cliente ideale della stampa digitale è l’editore medio-piccolo che ha necessità di realizzare tirature contenute. “Operiamo soprattutto in Italia – riprende Leto – con i grandi editori ma anche con aziende piccole e medio-piccole. Guardiamo anche all’estero, dove siamo presenti in diversi Paesi, per esempio Germania e Irlanda”. LegoDigit gestisce circa 9mila commesse all’anno. Questo è possibile anche grazie a una forte digitalizzazione del rapporto tra l’azienda e il cliente. Chi si rivolge a LegoDigit può farlo in modo completamente autonomo tramite procedure semplificate on-line. Gli ordini vengono gestiti sul sito legodigit.it. Il cliente si registra,

Dedagroup ancora tra i leader nazionali in Open Innovation Il Quarto Osservatorio Open Innovation e Corporate Venture Capital in Italia, promosso da Assolombarda, Italia Startup e Smau, riporta i risultati dell’indagine svolta a livello nazionale sulle best practice in Open Innovation. Per il secondo anno di fila Dedagroup viene inserita nell’elenco delle aziende virtuose, grazie alla creazione di una piattaforma strategica di innovazione “Dedagroup as a Digital Hub” per innestare innovazione nel gruppo. Grazie a questo progetto è possibile passare dal concetto di Open Innovation a quello di Open Integration, attraverso lo sviluppo della capacità combinata di integrare competenze esterne e interne e di strutturare e gestire in modo efficiente le collaborazioni con clienti, partner, centri di ricerca e università. Una piattaforma aperta e integrata by design permette di abilitare flussi di dati dall’interno all’esterno e a sua volta abilita nuove soluzioni di business in quanto utilizzabile da attori molteplici e diversificati: l’innovazione diventa pervasiva.

seleziona le specifiche, il preventivo, le modalità di pagamento e i tempi di consegna. “Questa impostazione del lavoro – conclude Alessandro Leto – garantisce maggior velocità di risposta verso il cliente e costi minori, mantenendo alta la qualità del prodotto”.

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Digital Carton: strategia vincente Fincato: “La stampa digitale su grande formato resta la prerogativa. Tra le novità, la presenza del nuovo reparto montaggio, applicazione e installazione”.

"OBIETTIVI

raggiunti”. Così, a due anni dall’avvio dello stabilimento trentino, inaugurato nel mese di aprile del 2017 in zona industriale a Spini di Gardolo, Roberto Fincato fa un primo bilancio per Digital Carton Srl. “Gli obiettivi di espansione sono stati raggiunti – spiega Fincato, socio dell’azienda di Spini di Gardolo – e la scelta di Trento come sede di Digital Carton si è rilevata vincente grazie alla dinamicità della città, dei propri enti pubblici, delle aziende, nonché dell’attività di Confindustria Trento e delle associazioni di categoria”. Digital Carton opera nel settore della stampa digitale offrendo un servizio a 360 gradi: stam-

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pa su reboard (cartone), polionda (a canne alveolare), dibond (allumino), dibond spazzolato, sandwich (spugnoso), plexiglass, rete mesh (pvc), banner (pvc frontlit), polycril (tessuto), adesivo (polimerico), wall paper, film wall graphic (rimovibile). Numerosissime le soluzione di interior design (carta da parati, tela pittorica, adesivi da parete, wall paper, decorazione di mobili, pellicole per vetri satinate o scurenti, carta calpestabile antiscivolo) destinate alla realizzazione di showroom, autosaloni, esercizi commerciali, alberghi, abitazioni, uffici, percorsi espositivi temporanei e permanenti, musei e altro. L’azienda fa capo al Gruppo lombardo Imbal Carton, leader


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in nord Italia nel comparto degli imballaggi di cartone ondulato di ogni forma e tipologia con soluzioni personalizzate e innovative. Un paio di anni fa il Gruppo giunse in Trentino Alto Adige alla ricerca di un’azienda specializzata nella stampa digitale. Pose gli occhi su Digital Service, una realtà di Egna protagonista del settore, che versava in difficoltà, e la acquisì. In questo modo nacque Digital Carton: mutuando, da un lato, le competenze maturate sul mercato trentino e tirolese da Digital Service, e sviluppando, dall’altro, le potenzialità presenti nella cornice del Gruppo Imbal Carton in termini di capitale, innovazione e strategia d’impresa. Al comando della nuova società vi fu fin da subito Roberto Fincato, che mise in campo un piano pluriennale di sviluppo. “L’integrazione con le altre aziende del Gruppo – racconta – è cominciata con il piede giusto e sta proseguendo bene. La crescita in Digital Carton procede come pianificato. Dipendenti e fatturato sono aumentati e sono un aumento. In questi due anni abbiamo consolidato la nostra posizione conquistandoci la presenza sul territorio.

Lavoriamo molto bene sia con il privato sia con il pubblico”. Tra le novità principali, l’ampliamento della gamma di servizi al cliente: “La stampa digitale su grande formato resta la prerogativa della nostra azienda all’interno del gruppo, ma abbiamo introdotto importanti novità. Prima fra tutte la presenza del nuovo reparto montaggio, applicazione e installazione dei nostri prodotti, sia rigidi sia flessibili, per offrire ai clienti un servizio completo chiavi in mano. Dalla stampa all’installazione, pensiamo a tutto noi”. Per il futuro, Digital Carton guarda alla sostenibilità dei materiali. “Da molto tempo – conclude il manager – usiamo inchiostri e vernici eco-compatibili con la tecnologia Latex a base d’acqua. Proseguendo su questa strada, stiamo cercando materiali, supporti e superfici stampabili sempre più innovative e rispettose dell’ambiente. I prossimi investimenti andranno in questa direzione. Si tratta di una strategia aziendale ‘green’ di cui siamo molto convinti. Ma, alla base, sta anche la volontà di andare incontro alle esigenze del cliente: una committenza sempre più esigente e responsabile”. (adb)

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DOLOMITI SUPERSKI: ECCO IL LUOGO DOVE NASCONO GLI WOW Un solo skipass e comincia l’esplorazione, lo sciare senza limiti e confini in un luogo unico: Le Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO. 12 zone sciistiche con 450 impianti di risalita, 1.200 kilometri di piste perfettamente preparate, garanzia d’innevamento e il sole che da noi, ti regala giornate sempre spettacolari. Vieni a viverle adesso: WOW NOW

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Olimpiadi 2026: una roadmap sostenibile Anef a Skipass Modena: Milano-Cortina ha bisogno di un piano di mobilità efficace e condiviso che includa strade, aeroporti, infrastrutture, la banda larga. E, naturalmente, gli impianti a fune.

UN'OLIMPIADE

non è, e non deve mai essere, un evento fine a stesso, ma l’occasione per raccontare e prendersi cura del territorio che la ospita, in questo caso la montagna italiana. Si è parlato di questo a fine ottobre a Skipass, il Salone del Turismo e degli Sport Invernali di Modena, nel talk “Olimpiadi diffuse 2026, un progetto di comunicazione della montagna italiana” voluto da Anef, l’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari. “La capacità di fare sistema partendo dagli impianti a fune è la base dell’organizzazione di un grande evento come i Giochi Invernali 2026 – ha detto Valeria Ghezzi, presidente Anef –. La nostra montagna è efficiente, strutturata, e offre un prodotto meraviglioso, non solo per la ricchezza naturalistica ma per le strutture e gli operatori che quotidianamente la gestiscono. I Giochi 2026 sono una grande opportunità per ricordare, agli italiani in primis, che l’Italia non è solo città d’arte e ottomila chilometri di coste, ma un Paese che per un terzo è costituito da montagna. Le Olimpiadi, con le tante infrastrutture sul territorio, costituiscono un’occasione preziosa non solo per le zone coinvolte nell’evento ma per tutto il Paese. Parlare di montagna si-

gnifica lavorare affinché resti non solo una destinazione turistica, ma anche un luogo in cui si possa lavorare, vivere, abitare. Di fronte allo spopolamento che la montagna subisce, il nostro compito è offrire, soprattutto ai giovani residenti, opportunità professionali. Tra i nostri obiettivi da qui al 2026 c’è quello di migliorare le infrastrutture del territorio, legacy che andrà ben oltre l’evento sportivo. L’Olimpiade non è un evento fine a se stesso, ma guarda al domani”. Lo sa bene il Comune di Cortina d’Ampezzo, che prima del 2026 ospiterà le Finali di Coppa del Mondo di sci alpino nel 2020, e i Mondiali nel 2021, veri banchi di prova per la conca ampezzana, come ha ricordato Luigi Alverà, vicesindaco di Cortina. Così Flavio Roda, presidente Fisi, Federazione Italiana Sport Invernali: “La scelta finale di Milano-Cortina si è basata molto sulla capacità collaborativa di chi ha organizzato la candidatura. Il dossier è stato presentato con tutti i contenuti richiesti, frutto di una forte cooperazione tra varie realtà, uomini e donne che sanno cosa significa organizzare un grande evento. Per il Cio è stato impossibile dire di no. Questo non significa che non ci sia niente da fare: al contrario, è fondamentale sviluppare le infrastrutture di collegamento, impegno che le regioni, province, e il Governo devono assumere per migliorare non solo il buon svolgimento degli eventi sportivi o l’attività turistica, ma la

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solo ambientale ma anche sociale ed economica. Questo è il nostro obiettivo: l’equilibrio tra sviluppo e conservazione del territorio”.

permanenza dei cittadini nel territorio montano, assicurando uno scambio efficiente tra le valli”. Tema di grande urgenza, quello della viabilità. I Giochi 2026 costituiscono l’acceleratore ideale per creare un piano di mobilità efficace. Tuttavia, come ha ricordato anche la presidente Ghezzi, “non sono solo il fine, ma il mezzo: è inutile avere le strutture più belle al mondo se poi in montagna non ci possiamo arrivare. Penso ad autostrade, ferrovie, aeroporti, ma anche alla fibra. La velocità di comunicazione passa per questo strumento, il modo migliore per avvicinare in modo strutturale la montagna all’Italia intera, ma anche il modo migliore per parlare di montagna”. “Ricordiamoci inoltre – ha concluso – che il Cio ha stabilito che i Giochi dovranno essere organizzati nella maniera meno impattante possibile per il territorio. Personalmente, più che di turismo sostenibile preferisco parlare di turismo ‘in equilibrio’. La sostenibilità deve essere non

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“Le Olimpiadi riflettono l’immagine di un intero Paese – ha spiegato Roda – ma devono esserci le condizioni per farlo. Se questo funziona, a beneficiarne saranno tutte le località e stazioni sciistiche dell’intero territorio italiano. La sostenibilità, la viabilità, non sono indispensabile solo per le Olimpiadi, ma per tutta la montagna”. A proposito di comunicazione ha proseguito Stefano Lucchini, componente del Consiglio Nazionale Anef e direttore generale di Maniva Ski: “Dallo scorso 24 giugno c’è stata un’accelerazione verso la banda larga, e questo è un ottimo inizio: ora la sfida sarà la linea unica. Quello che serve è un piano strategico della montagna italiana. Le Olimpiadi costituiscono la propulsione perfetta per ciò che noi impiantisti facciamo da sempre, ovvero fornire nuovi servizi e migliorare le vie di comunicazione, oltre a essere all’avanguardia negli impianti e contribuire a contrastare lo spopolamento delle valli creando lavoro”. Dei benefici su tutti i comprensori sciistici ha parlato anche Massimo Fossati, vicepresidente Anef e presidente Anef Lombardia: “L’occasione delle Olimpiadi diffuse è fondamentale per la Lombardia: la nostra sfida è rendere ‘diffuse’ tutte le occasioni che i Giochi apriranno a livello regionale. Non solo investire nelle località delle gare, ma assicurare opportunità a tutti i 27 comprensori lombardi”. Sul tema della scommessa, in questo caso dell’intera montagna italiana, è tornato anche Pietro De Godenz, componente del Consiglio Provinciale della Provincia autonoma di Trento: “Da qui al 2026 è necessario implementare l’offerta turistica e degli impianti, avere una legge dedicata al rilancio delle strutture turistiche, migliorare il sistema di mobilità. Le Olimpiadi sono un’occasione di visibilità per il Paese, per potere raccontare le Alpi, le Dolomiti, ma anche gli Appennini, in maniera diversa. Ne beneficerà l’intero sistema Paese, non solo le sedi di gara”.


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Un settore di valore: economico e sociale Intervista a FRANCESCO BOSCO, presidente della Sezione impianti a Fune di Confindustria Trento. di EDUARD MARTINELLI

PRESIDENTE

Bosco, è partita una nuova stagione invernale, e finalmente in un contesto innevato. Le sensazioni sono molto positive. Contrariamente agli ultimi anni, stiamo vivendo un inizio di inverno con temperature favorevoli e con precipitazioni nevose significative in quota. Questo ha reso più semplice la preparazione delle piste e ha generato nella clientela una grande voglia di sci! Molte località hanno aperto a fine novembre quindi in anticipo di una settimana rispetto a quanto programmato, con un’ottima risposta in termini di presenze e incassi.

Anche la stagione estiva quest’anno è stata particolarmente fortunata. Direi da record, almeno in molte località. E non dipende solo dalla fortuna di aver potuto godere di un’estate molto calda, ma è soprattutto merito di una strategia di destagionalizzazione che le aziende funiviarie hanno adottato già da alcuni anni. Stiamo investendo ingenti risorse per introdurre nuove attività dedicate agli appassionati di bike, trekking o climbing. Lo sport all’aria aperta, in un contesto naturale meraviglioso come quello trentino, attira sempre più persone e noi ci impegniamo per valorizza-

re questo contesto, nel rispetto dell’ambiente e dell’ospite. Abbiamo fatto progressi importanti, l’incidenza del fatturato estivo sul totale annuale è molto aumentata per tutte le società, ma anche per l’inverno i dati parlano di un generale e costante incremento delle presenze, perché il turista sa scegliere e sa valutare la qualità. In Trentino, solo per questa stagione invernale, abbiamo investito oltre 50 milioni nella realizzazione di nuove strutture, o nell’ammodernamento dell’esistente, per lo più ricaduti sul territorio attraverso commesse ad aziende locali. Mi sembrano cifre importanti, che testimoniano di un settore vivace e dinamico. Lei sta completando il suo secondo mandato da presidente e in questi sei anni la vostra Sezione è stata estremamente attiva. Anche nell’ultimo periodo avete raggiunto risultati importanti. Siamo molto soddisfatti perché quest’anno possiamo vantare importanti successi nella nostra attività di rappresentanza che ci consentono di affermare che abbiamo tutelato gli interessi dei nostri Associati e li abbiamo sgravati da pesanti costi operativi. Solo per citare gli ultimi risultati in ordine di tempo, ricordo che la nostra Sezione ha collaborato con l’Associazione nazionale di categoria (Anef) nell’ottenere l’esclusione del settore dall’obbligo di versamento del contributo addizionale Inps previsto dalla Legge Fornero e dal “Decreto Dignità”. Voi capite che per noi, che abbiamo circa il 70% dei dipendenti con contratti stagionali, l’applicazione della norma avrebbe comportato un aumento dei costi del personale in media del 1% all’anno, che sarebbe risultato insostenibile per la maggior parte delle aziende. Grazie a un lavoro durato più di un anno e a numerosi incontri di coordinamento con rappresentanti del Governo, con i vertici nazionali delle Organizzazioni Sindacali e con numerosi parlamentari, siamo riusciti a far approvare un emendamento, scritto da noi, che è diventato legge lo scorso 2 novembre. Solo nel 2020 i nostri associati potranno risparmiare quasi 2 milioni di euro, e ovviamente la cifra cresce molto se si pensa che la misura avrebbe avuto una durata indefinita. Non è un risultato banale, molti ci hanno provato e ci stanno ancora provando, ma la nostra categoria è stata l’unica, da quando esiste la norma, ad avere raggiunto l’obiettivo.

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Oltre a questo abbiamo partecipato attivamente, attraverso i nostri rappresentanti, ai lavori della delegazione che ha trattato il rinnovo del Ccnl di settore, poi sottoscritto lo scorso giugno. Per la seconda volta consecutiva siamo riusciti a gestire al meglio il confronto con le Organizzazioni Sindacali, e abbiamo rinnovato un accordo positivo per tutte le parti, ma che si pone a livelli decisamente inferiori, in termini di costi a carico delle aziende, rispetto ai contratti recentemente sottoscritti negli altri settori. Per di più lo abbiamo rinnovato entro la naturale scadenza, evitando quindi inutili spese o disfunzioni nel servizio erogato ai clienti, a causa dell’incertezza della trattativa o al rischio di scioperi. Sempre attraverso l’attività parlamentare, abbiamo anche ottenuto l’esclusione dall’obbligo di “memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi”, che tanta confusione ha causato al momento dell’entrata in vigore. A livello locale siamo in continuo dialogo con l’assessore provinciale al Turismo Roberto Failoni e con i suoi dirigenti. Stiamo trattando alcune modifiche alla normativa di settore, per ridurre la burocrazia e i costi operativi e per modificare le formule di calcolo delle spese ammesse a contributo sugli investimenti. Stiamo inoltre studiando con soggetti specializzati la possibilità di estendere l’applicazione dell’iperammortamento, previsto dalle misure inerenti Industria 4.0, anche agli impianti a fune. Abbiamo avviato, su stimolo di un disegno di legge presentato dal consigliere provinciale Alessandro Olivi e da noi fortemente contestato, un dialogo per cercare di introdurre la pratica dello sci nei programmi scolastici, creando condizioni di estremo favore per tutti gli studenti intenzionati ad avvicinarsi a questa bellissima pratica sportiva. Potrei continuare, ma rischierei di annoiare chi legge. Non meno importanti poi sono stati gli accordi di collaborazione siglati con istituzioni o associazioni attive nel settore sciistico. Abbiamo rinnovato la convenzione con la Polizia di Stato di Moena e il Servizio Impianti a Fune della Pat per la formazione dei dipendenti delle

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società funiviarie incaricati di garantire la sicurezza e il soccorso degli infortunati sulle piste. È stato confermato anche l’accordo con il Soccorso alpino trentino per il “soccorso in linea” dei passeggeri, e per il terzo anno consecutivo abbiamo collaborato con i Maestri di Sci alla realizzazione del progetto “Free Ski in Trentino”, che offre la possibilità, soprattutto a bambini e ragazzi, di sciare sotto la guida di un maestro di sci, senza alcun costo di skipass. Inoltre ogni società funiviaria è impegnata nella collaborazione con i Comuni, le Apt e le associazioni sportive locali, per svolgere attività di interesse pubblico quali la pulizia dei boschi, la manutenzione del suolo e delle strade forestali e gli interventi di presidio del territorio. Gli effetti di questo lavoro si sono visti nella triste occasione della tempesta Vaia: nelle aree di nostra competenza non si sono registrati né smottamenti né sversamenti di bacini d’acqua. Insomma vi confermate una categoria fondamentale per l’economia di montagna. Certamente, dal momento che produciamo un indotto pari a 5 o 6 volte il nostro fatturato, ma abbiamo anche un significativo valore sociale, perché offriamo soluzioni per evitare lo spopolamento delle aree decentrate. La nostra Sezione si impegna ogni giorno per dare risposte concrete agli imprenditori, ma anche per fare in modo che l’opinione pubblica comprenda il ruolo delle aziende funiviarie e la loro importanza. Vorrei a tale proposito ringraziare tutti i miei colleghi per il supporto che mi hanno sempre garantito, in uno spirito di collaborazione, rispetto e amicizia, che certamente è stato determinante per il raggiungimento dei nostri obiettivi.


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Al via una nuova stagione superlativa Le società hanno nuovamente investito cento milioni di euro in nuovi impianti di risalita o ell’ammodernamento di piste e dei sistemi di innevamento programmato, in caso di scarsa presenza di neve naturale

È INIZIATA

il 30 novembre 2019 la stagione invernale numero 46 di Dolomiti Superski, da quando il carosello sciistico più grande al mondo è stato fondato. Lo sguardo rimane rivolto verso il futuro e proprio questa peculiarità è alla base del successo di Dolomiti Superski: promuovere il costante sviluppo sia in termini di infrastruttura, che anche dell’ottimizzazione dell’offerta complessiva per lo sciatore che passa le proprie vacanze sulle Dolomiti. In questo senso, le società che gestiscono gli impianti di risalita hanno nuovamente investito cento milioni di euro in nuovi impianti di risalita o nell’ammodernamento di piste e dei sistemi di innevamento programmato, a garanzia della sciabilità in caso di scarsa presenza di neve naturale. Anche dopo più di 45 anni, Dolomiti Superski vuole continuare a essere un punto di

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riferimento nell’ambiente turistico invernale internazionale, invogliare i giovani a trascorrere le proprie vacanza sulla neve con proposte trendy e giovanili come gli attrezzatissimi hotspot per amanti del Freestyle, nonché contribuire al radicamento della vacanza sulla neve nelle famiglie. Le dodici zone sciistiche di Dolomiti Superski, che insieme offrono 450 impianti di risalita, 1.200 km di piste e una vasta offerta di strutture del tipo snowpark, family fun line e cross line in oltre 50 località alpine, sono per tanto pronte ad iniziare una nuova stagione invernale all’insegna della costanza e dell’affidabilità per quanto riguarda la qualità del servizio offerto, e della novità in termini di infrastrutture innovative in numerose zone sciistiche. La stagione invernale 2019-20 sarà lunga ed entusiasmante, con inizio il 30 novembre (zone sciistiche di Cortina d’Ampezzo, Plan de Corones, Carezza, Arabba-Marmolada, 3 Cime Dolomiti, Val di Fiemme-Obereggen, San Martino di CastrozzaPasso Rolle, Alpe Lusia – San Pellegrino e Civetta), tra il 4 e il 7 dicembre 2019 (Alta Badia, Val Gardena – Alpe di Siusi, Val di Fassa, Gitschberg-Jochtal, Plose) e termine a metà aprile 2020. Alcuni singoli impianti con relativa pista, come da tradizione, hanno aperto già a novembre, non appena le condizioni meteo e di innevamento lo hanno permesso; altri rimarranno aperti addirittura fino al 3 maggio 2020, sempre neve permettendo. La Sellaronda sarà aperta dal 5 dicembre 2019 al 14 aprile 2020, mentre il Giro della Grande Guerra aprirà i battenti subito dopo Natale 2019 per chiudere la stagione verso metà marzo 2020.


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Total ski, sostenibilità, grandi eventi Skirama 2020: operatori, società, aziende per il turismo e consorzi uniti per un prodotto sempre più competitivo e all’altezza delle sfide poste dal mercato turistico.

LE ABBONDANTI

nevicate di novembre sono l’”apripista” ideale della lunga serie di iniziative e novità che attendono i turisti durante i prossimi mesi invernali nelle località del Consorzio Skirama Dolomiti Adamello Brenta. Tra le più importanti: il comprensorio di Pejo prima ski area plastic free al mondo, due nuove seggiovie (Nube d’Oro a Madonna di Campiglio e Bassetta in area Folgarida Marilleva) e il restyling di diverse piste nella Ski Area Campiglio Dolomiti di Brenta, la nuova telecabina DossSelletta ad Andalo con una nuova pista annessa, il nuovo impianto di illuminazione fisso a led sul Monte Bondone per lo sci notturno. Skirama è anche sinonimo di grandi eventi, sportivi ma non solo: dal 12 al 15 dicembre ad Andalo la seconda edizione di Eurochocolate Christmas, l’8 gennaio la 3Tre - Audi Fis Ski World Cup Night Slalom a Madonna di Campiglio, da gennaio a marzo torna sul Ghiacciaio Presena Ice Music Festival, una singolare rassegna di concerti con strumenti di ghiaccio in un grande Ice Dome da 250 posti a sedere, mentre la nazionale americana di sci sarà nuovamente ospite della Ski Area Alpe Cimbra Folgaria Lavarone. Infine, Passo Tonale e Pejo3000 ospiteranno dal 24 al 29 marzo i Campionati Italiani Assoluti di Sci.

“La programmazione del nostro inverno nelle località Skirama testimonia il grande impegno degli operatori del sistema, società impianti, aziende per il turismo e consorzi, nel costruire un prodotto sempre più competitivo e all’altezza delle sfide che il mercato turistico ci pone quotidianamente - commenta Fabio Sacco, presidente del Consorzio Skirama -; ai fondamentali investimenti in hardware, come nuovi impianti, piste e ammodernamento dei sistemi di innevamento programmato, si affiancano progettualità soft che possono portare un alto valore aggiunto al sistema/destinazione: sostenibilità ambientale, eventi musicali “estremi”, entusiasmanti competizioni sportive, partnership internazionali. Siamo orgogliosi di ospitare alcuni dei progetti più innovativi che caratterizzano la stagione invernale 2019/2020 nell’arco alpino”. Skirama ha confermato anche per la stagione 2019/2020 l’accordo di collaborazione internazionale con Vail Resorts. Si tratta di una partnership di reciproca promozione con le località più “trendy” del Nord America che prevede per chi acquisterà lo skipass americano Epic Pass di sciare fino a 7 giorni nelle località dello Skirama e lo sconto del 50% ai possessori di stagionale Superskirama che vogliano sciare nel circuito di Vail. Novità di quest’anno l’accordo con Grandvalira Andorra che dà diritto a tre giorni gratuiti di interscambio per i possessori di skipass stagionali di entrambi i comprensori. Questi accordi vogliono rappresentare l’internazionalità di Skirama che si sviluppa concretamente anche con diverse iniziative di partnership commerciale e promozioni online e offline sul grande mercato europeo. Confermato anche per il 2019/2020 il tradizionale accordo di collaborazione che mette a disposizione dei possessori dello skipass stagionale Superskirama cinque giornate sci nelle località Dolomiti Superski e viceversa.

Skirama in cifre 1 skipass, 8 località, 150 impianti, 380 km di piste Informazioni, novità e proposte vacanza disponibili all’indirizzo www.skirama.it

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I servizi d’impresa di Simki Con l’avvento di industria 4.0 torna prioritaria la capacità del management di sostenere il cambiamento, intervenendo prioritariamente su cultura, competenze, engagement, relazioni.

NATA

nel 1987 come società di formazione professionale e ricerca e selezione del personale, Simki srl Servizi d’impresa entra a far parte nel 2008 del Gruppo Ismo di Milano, società di consulenza e formazione fondata da Vito Volpe nel 1972. “Questa acquisizione – spiegano dall’azienda - ha permesso a Simki di integrare nella propria offerta servizi e prodotti innovativi progettati specificatamente per i bisogni delle principali aziende private e pubbliche amministrazioni di tutta Italia”. Il recente ingresso in Confindustria Trento nasce dal desiderio di consolidare la presenza ormai ventennale sul territorio. Simki, già coinvolta grazie alla capogruppo Ismo nelle principali realtà associative nazionali e internazionali del set-

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tore - Asfor, Aidp, Aif, Aifos, Assoconsult, Assolombarda, Assochange, Space Network - ritiene da sempre di primario interesse, per lo sviluppo di un know-how interno il più collegato possibile a esigenze reali, la partecipazione alle iniziative associative e a costruire un dialogo aperto e paritario con tutti i protagonisti del sistema economico locale. “Un approccio partecipativo che si riflette anche nell’attività professionale portata avanti dai suoi consulenti che - continua Andrea Volpe, amministratore delegato di Simki e Ismo - da sempre mettono al centro del lavoro la persona, le sue relazioni, la sua crescita”. Da questi fondamenti è stata quindi sviluppata un’idea di relazione professionale basata sulla parità, sulla non direttività, sull’autonomia, sull’esperienza, sulla leadership diffusa, sulla “consulenza” e sulla “cura” applicata sia nella formazione che negli interventi più tecnici come il coaching, la selezione, il temporary management. Valori ma anche obiettivi professionali in grado di aiutare il management delle organizzazioni a gestire il grande cambiamento che il sistema produttivo occidentale sta vivendo. Tra i cambiamenti cruciali che oggi l’impresa sta vivendo c’è indubbiamente la rivoluzione digitale che impatta qualsiasi tipo di settore (manifattura, servizi, produzione…) e qualsiasi tipo di ruolo professionale (dai Ceo delle multinazionali a chi si occupa di servire ai tavoli con i tablet…). Le macchine passano ad essere da “strumenti” ad “attori” del contesto in cui abitiamo e in cui si muovono le organizzazioni. Ed è proprio all’interno di questa brusca accelerazione, l’industry 4.0, che torna a essere prioritaria la capacità del management di sostenere e facilitare il cambiamento, di “umanizzare il digitale”, intervenendo prioritariamente su cultura, competenze, engagement, relazioni. Dare alle organizzazioni nuove forme, coerenti con le sfide che il contesto di oggi richiede e costruire senso e motivazione in tutte le persone impegnate. Un significato forte per il proprio lavoro, senso di appartenenza, identità, partecipazione, che possono sostenere la difficolta (e lo stress) del cambiamento continuo e che alimentino in ognuno un atteggiamento intraprendente e determinato ad andare oltre a ciò che è prescritto. Servono quindi approcci formativi differenti, alternare momenti esperienziali fortemente coinvolgenti con momenti di


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riflessione e rielaborazione, al fine di permettere alle persone coinvolte di appropriarsi degli apprendimenti e dei valori che emergono nel corso delle attività e aiutarle a trasferirli e applicarli con maggior sicurezza ed energia nella vita organizzativa. Tra le varie iniziative di Simki, la più recente è la partnership con il Museo Mart di Rovereto per sviluppare percorsi strutturati intorno agli stimoli che l’arte può fornire; apprendere la capacità di guardare consapevolmente in modo diverso per approcciarsi in modo innovativo e creativo ai recenti complessi fenomeni organizzativi che richiedono capacità e competenze nuove. Simki, inoltre, è riconosciuta Agenzia del Lavoro dal Ministero del Lavoro per la ricerca e la selezione del personale. “Punto di forza del nostro metodo – spiegano dall’azienda - è la stretta relazione con la committenza per definire con attenzione e coerenza il profilo ricercato in relazione al posizionamento, al contesto e alla cultura aziendale. Il nostro team di psicologi attraverso colloqui motivazionali è in grado di individuare con puntualità e competenza aree di forza e possibili criticità dei candidati, utilizzando i canali più idonei a seconda del ruolo ricercato”. Sempre a sostegno delle funzioni Hr, Simki nell’ultimo decennio ha maturato numerose esperienze di temporary management in grandi aziende, anche trentine: “Abbiamo così gestito temporaneamente ruoli primari (Hr director, Hr manager, Hr senior specialist…) o specifici processi hr (selezione, formazione finanziata, relazioni industriali) in occasione di picchi di attività o conseguenti a dimissioni o a start up”. La sede operativa di Trento è accreditata presso la Provincia autonoma di Trento per la formazione e i servizi al lavoro. “Collaboriamo – concludono - con Tsm per la formazione ai dipendenti provinciali con diversi percorsi a catalogo sul benessere formativo e sul time management. Svolgiamo, inoltre, attività di consulenza e formazione per il Comune di Trento finalizzate a sviluppare competenze relazionali nei confronti dell’utenza per il Servizio Casa e per il Corpo della Polizia Locale”.

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Laboratorio Trentino, prova… superata! Collaudi e test: i primi quarant’anni di un’azienda familiare - alle soglie del primo cambio generazionale che opera anche in Nord America, Sud America e nel Sud Est Asiatico.

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sicurezza, maggiore durata e maggiore affidabilità: in una parola, la politica della qualità”. Dopo quasi mezzo secolo di vita – l’azienda festeggia nel 2019 i primi 40 anni di attività – Laboratorio Trentino continua a mettere al centro del proprio lavoro la qualità, in un settore, quello in cui opera, tra i più delicati dell’industria trentina. L’impresa, fondata da Sergio Sighel nel 1979, è una società di servizi che lavora per conto terzi collaudando e testando prodotti e materiali: dagli elementi più semplici fino alle maggiori opere infrastrutturali, come le mura in calcestruzzo delle dighe di sbarramento dei laghi artificiali, le fon-

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damenta degli edifici, i ponti, i viadotti e molto altro. Un mondo, quello di Laboratorio Trentino, dove non esiste margine di errore e dove i soggetti titolati a svolgere i test di controllo sono pochissimi. “Ancora oggi – spiega il fondatore – siamo gli unici in Trentino. Quando cominciammo, quarant’anni fa, eravamo gli unici in tutto il Trivento”. Sergio Sighel avviò l’impresa dopo aver maturato esperienze altamente qualificate, quando era ancora giovane, fuori dal Trentino. Lavorò a Milano seguendo la costruzione di centrali termoelettriche e nucleari formandosi sul campo. “Dopo aver fatto l’emigrante – ricorda – tornai a casa e avviai l’azienda”. Oggi Laboratorio Trentino compie quarant’anni ed è alle soglie del primo cambio generazionale. È questa la soddisfazione più grande. Con Sergio Sighel e la moglie Daniela, sempre al suo fianco, da molti anni lavorano in azienda le tre figlie Debora, Monica e Silvia. Diventeranno loro le titolari di Laboratorio Trentino, non appena sarà ultimato il trasferimento delle quote societarie, attualmente in corso. “Per questo – sottolinea Sergio – l’anniversario non è un traguardo ma il punto di ripartenza”. Sergio Sighel, la moglie Daniela e le loro figlie hanno saputo fare di questa caratteristica, un’impresa a conduzione famigliare, il valore aggiunto. Sono presenti in azienda anche due generi, Fabio e Massimo. Il team di Laboratorio Trentino è composto oggi da 12 persone. La società opera su due sedi. La prima, quella originaria, si trova a Pergine Valsugana e può contare sul sito principale e su uno stabilimento aggiuntivo dove vengono realizzati test speciali. La seconda è collocata a Bolzano, dove si trova Labor-Test, una società controllata nata nel 2003 per supportare la crescita di Laboratorio Trentino e presidiare il mercato dell’Alto Adige. A sottolineare il 40esimo compleanno come momento di rilancio, sarà disponibile a breve una terza sede. “Su questo – sottolinea Sighel – stiamo investendo le nostre principali risorse”. Il nuovo sito nascerà a Rovereto. “Sarà un nuovo laboratorio”, continua. “I lavori sono in corso e l’apertura è vicina. Abbiamo voluto essere presenti anche a Rovereto per stare accanto ai nostri clienti. Nell’era di internet, dove tutto passa attraverso le mail, per noi è importante


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dare un segno forte di vicinanza a quanti si rivolgono a noi. Perciò puntiamo su Trento, Bolzano e ora Rovereto”. L’apertura della nuova sede porterà in dote anche un aumento del personale. I mercati di riferimento sono il Trentino, l’Alto Adige e tutto il territorio nazionale. “Diverse commesse giungono anche dall’estero”, aggiunge Sighel. “Abbiamo lavorato in Africa, in Nord America, in Sud America e nel Sud Est Asiatico”. Si rivolgono alla famiglia Sighel il pubblico e il privato, aziende di ogni tipo e di ogni settore dell’industria. I servizi offerti sono moltissimi: prove meccaniche e tecnologiche per la caratterizzazione dei materiali; spessimetria a ultrasuoni su serbatoi e recipienti di varia natura, metallografia per la ricerca dello stato dei materiali, ricerca di cause di rottura e corrosione; controlli non distruttivi per la ricerca dei difetti nei materiali; analisi chimiche su metalli, plastica, olii e altro; prove chimiche e fisiche; qualifica dei procedimenti di saldatura; trattamenti termici di laboratorio; prove idrauliche e di scoppio; taratura strumenti; analisi speciali e su specifica esigenza del cliente. Discorso a parte riguarda le prove che vengono effettuate sui

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materiali da costruzione: Laboratorio Trentino è autorizzato dal Ministero dei Lavori Pubblici, ai sensi dell’Art. 20 della Legge 5.11.1971, a effettuare prove sui materiali da costruzione e a rilasciare i relativi certificati ufficiali. Tra le qualifiche più specialistiche, inoltre, ci sono le procedure di controllo legate all’impiego dell’acciaio e alla verifica delle saldature sull’acciaio, un settore dove sono richieste autorizzazioni particolari e il rispetto di protocolli molto stringenti. L’impiego di nuove tecnologie nello svolgimento dei test comporta per Laboratorio Trentino un costante impegno in ricerca e sviluppo. “Lavoriamo a stretto contatto con l’Università di Trento – conclude sul punto Sergio Sighel – con la Fondazione Bruno Kessler e con i laboratori provinciali”. (adb)

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Quad Impianti a quota venti Partita dall’automazione industriale, l’azienda garantisce oggi un servizio specializzato anche nell’impiantistica industriale, negli impianti fotovoltaici e di sicurezza.

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partiti nel 1999 dalla falegnameria di mio padre, a Fornace. Eravamo io e altri due soci: tutti e tre periti elettrotecnici con diversi anni di esperienza alle spalle. Oggi la nostra azienda ha una trentina di dipendenti e può contare su un nuovo stabilimento con gli uffici amministrativi, gli uffici di progettazione e produzione, l’officina dedicata alla costruzione dei quadri elettrici, il magazzino materie prime e una sala dedicata alla formazione. La nuova sede, dove ci siamo trasferiti nel 2012, è costruita con tutti crismi del risparmio energetico. Per riscaldarla spendiamo meno di 1.000 euro di gas all’anno. Questo fa capire come la sostenibilità e i dettagli siano decisivi nell’impostazione del nostro lavoro. Il nuovo stabilimento si trova nel-

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la zona industriale di Fornace. Oggi, come allora, siamo rimasti qui. Per noi conta l’attaccamento al territorio: territorialità fa rima con professionalità. Quasi tutti i nostri dipendenti vivono in un raggio di pochi chilometri, più della metà sono periti elettrotecnici con un’età media di 30 anni. Volevamo creare qualcosa qui, a casa nostra. In una zona tradizionalmente orientata alla produzione del porfido, abbiamo scelto un’altra strada, contro corrente”. Un caso anomalo, quello di Quad Impianti. Che festeggia quest’anno il ventesimo compleanno. A raccontare la storia dell’azienda è Aldino Cristofolini, che ha fondato l’impresa nel 1999 assieme ai soci Maurilio Fuser e Francesco Eccher. Dopo i primi anni di crescita, nel 2003 arriva in azienda Mirko Cristofolini, che nel 2004 prende il posto di Francesco Eccher, entrando in società con Aldino e Maurilio. Un caso anomalo, dicevamo, perché Quad Impianti sceglie di rimanere in un luogo non facile e periferico – Fornace – facendo fronte a diverse difficoltà, anche di tipo logistico, per spirito di attaccamento al territorio. “Si pensi solo che ancora oggi – continua Aldino – non c’è la fibra in questa zona industriale. Abbiamo risolto il problema con l’installazione di un ponte radio privato”. Nonostante queste criticità, in un periodo peraltro non facile per i mercati, Quad Impianti diventa protagonista di un trend di crescita costante che porta fatturati, nuove commesse, giri di affari e il consolidamento della presenza sul territorio. “Le competenze del team di Quad sono aumentate notevolmente in questi anni con la crescita dell’azienda”, prosegue Cristofolini. “Quad Impianti è nata come impresa


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specializzata in quadri elettrici e automazione industriale; oggi garantisce un servizio specializzato anche nei settori dell’impiantistica industriale, negli impianti fotovoltaici e negli impianti di sicurezza (antintrusione, videosorveglianza, antincendio)”. Professionalità, qualità del lavoro e rispetto dei tempi di consegna contraddistinguono l’azienda. “È questo il nostro biglietto da visita”, dice Cristofolini. La crescita di Quad Impianti è lo specchio della fiducia che i clienti hanno accordato ai tre soci e ai loro collaboratori. “Lavoriamo sia con il pubblico che con il privato, prevalentemente in Trentino e in Alto Adige. Attualmente gestiamo l’internazionalizzazione in maniera indiretta: realizziamo l’attività elettrica e d’automazione su prodotti o macchine che poi i nostri clienti esportano”. Tra i segreti della crescita, la diversificazione. “Fin dai primi anni di lavoro – sottolinea Cristofolini – abbiamo cercato di ampliare la gamma dei servizi offerti al cliente. In questo senso va letta la crescita del numero di commesse, dipendenti e fatturato, che per il 2019 si attesta sui 2,5 milioni di euro. Per ciascun tipo di servizio che offriamo mettiamo a disposizione il pacchetto completo: dalla progettazione dell’opera alla realizzazione, dal collaudo alla messa in funzione fino all’assistenza e alla manutenzione”. Ma non è solo questo. Tra i principali valori aggiunti c’è anche l’innovazione: la migliore strategia per conquistare nuove fasce di mercato e per garantire continuità. Sul punto, Aldino Cristofolini indica due ambiti di sviluppo. “In pri-

mo luogo, per garantire la sicurezza, l’affidabilità dell’impianto e la continuità di produzione stiamo lavorando su nuove tecnologie di manutenzione degli impianti con rilevazioni termografiche su quadri, impianti elettrici e impianti fotovoltaici. In secondo luogo, la nostra attenzione è rivolta a implementare l’ausilio della domotica nel settore degli impianti elettrici civili e industriali. Negli ultimi 20 anni, i materiali di costruzione hanno avuto un notevole sviluppo, ora serve un ‘cuore’ che riesca a controllare tutti gli elementi e massimizzarne il funzionamento. Con l’innovazione dell’impiantistica potremmo avere edifici non solo a consumi 0, ma che producono più energia del loro fabbisogno. L’industria non può più concentrarsi solo sulla produzione, ma deve garantire un livello di sostenibilità dei propri stabilimenti”. (adb)

Autotrasportatori premiati a Roma In occasione dei suo i 75 anni, Anita, l’Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici, ha organizzato a inizio novembre un evento a Roma per una riflessione comune sul percorso di transizione ambientale ed energetica che l’Italia si trova davanti. L’appuntamento, presieduto da Thomas Baumgartner, è stato l’occasione per premiare le imprese associate da più di 30, 35 e 40 anni. Tra i premiati anche le nostre aziende: Corriere Rosa Srl, Multipli Arcese Spa, Arcese Trasporti Spa, Pedot Srl.

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VIII Export Day Trentino Export La presidente Fedrizzi: “Dobbiamo abituarci a considerare l’incertezza dei mercati come la nuova normalità, un fattore di complessità che deve essere affrontato senza perdere di vista le opportunità esistenti”. di GIORGIO ZAGONEL

GIOVEDÌ

21 novembre, nella bella cornice delle Cantine Rotari di San Michele all’Adige, si è svolto l’VIII Export Day di Trentino Export: momento di incontro per tutte le aziende associate - e non - al Consorzio per affrontare le tematiche inerenti l’internazionalizzazione e le migliori soluzioni per affrontare i mercati esteri. All’incontro si sono ritrovate circa 140 aziende esportatrici del Trentino. Ad aprire la mattinata è stata Barbara Fedrizzi, che ha sottolineato: “Già nel 2014, durante il mio primo Export Day da presidente, dissi come solo l’export avrebbe potuto aiutare le nostre aziende a superare questo momento difficile ed è stato così. I dati delle esportazioni provinciali lo dimostrano essendo cresciuti notevolmente, superando di gran lunga quanto fatto prima del 2009. Oggi però ci troviamo di fronte a nuove sfide legate alle molteplici problematiche di natura economica e politica che riguardano molti dei nostri classici mercati esteri. Dobbiamo riflettere su come dovremo affrontare le nuove e sempre maggiori sfide che comporterà l’internazionalizzazione delle nostre imprese”. A seguire vi è stato il saluto di Lorenzo Delladio in qualità di

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vicepresidente di Confindustria Trento con delega all’internazionalizzazione. Tra gli interventi introduttivi, anche quello di Giancarlo Guazzini, direttore Regionale di Bper Banca per il Triveneto, che ha portato i saluti dell’istituto, rimarcando il ruolo e la posizione di eccellenza assunta dalla banca nel panorama nazionale. Nel prosieguo della mattinata Fedrizzi ha dunque illustrato quanto fatto in questi anni dal Consorzio di Palazzo Stella. “La situazione dei mercati internazionali non è purtroppo semplice – ha spiegato –. L’incertezza e la volatilità che caratterizzano questo momento storico sono importanti, ma dobbiamo abituarci a considerarle come la nuova normalità. Sono fattori di complessità che devono essere affrontati senza cadere in allarmismi e senza perdere di vista le opportunità esistenti nei mercati esteri e le priorità per coglierle. Purtroppo si deve guardare la realtà e le sue problematicità. Non scoraggiamoci però ma stringiamo i denti come abbiamo sempre fatto e puntiamo a nuove opportunità. A nuovi mercati. Anche facendo, come detto, squadra tra noi imprenditori”. Fedrizzi ha poi aggiunto: “Ci siamo lasciati lo scorso Export Day, nel marzo 2018, con


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molti progetti in corso e molti obiettivi per il futuro. Come Consorzio siamo riusciti a differenziare i mercati in cui abbiamo sostenuto le nostre aziende, spaziando dal Sud America all’Africa, fino all’Estremo Oriente. Abbiamo allargato la nostra rete di referenti esteri con nuovi Paesi target come Corea del Sud, Giappone, Egitto, Francia e Perù. Abbiamo poi puntato fortemente sui mercati di lingua tedesca: Germania, Austria e Svizzera, che sono il primo mercato di sbocco per il nostro export. Le potenzialità inespresse di questi Paesi per le nostre aziende sono ancora molte e il nostro intento è quello di creare un vero e proprio team dedicato ai Paesi cosiddetti Dach che possa affiancare commercialmente le nostre aziende specie nella loro prima fase di internazionalizzazione. Semplicemente guardando la differenza di esportazioni in questa area tra il Trentino e l’Alto Adige, possiamo capire il nostro gap, non esclusivamente dovuto a questioni linguistiche, ma anche ad un approccio spesso non corretto da parte delle nostre aziende”. Successivamente vi è stato l’intervento di Michele Bandini, responsabile Customers Internationalization presso l’Ufficio Mercati Internazionali di Bper Banca, che ha illustrato le opportunità messe in campo dall’Istituto nei processi di internazionalizzazione. Bandini ha affermato: “Oggi l’export continua a rivestire un ruolo essenziale nello sviluppo del sistema produttivo nazionale, rappresentando una scelta obbligata per una buona fetta del nostro sistema imprenditoriale, che non può permettersi di non intercettare le opportunità derivanti dalla crescita degli scambi a livello mondiale. Per questa ragione le aziende continuano a trovare in Bper Banca un

alleato prezioso, soprattutto nella corretta analisi e valutazione dei rischi che questo modello di business porta con sé. Oltre agli importanti servizi di finanzia agevolata, mettiamo a disposizione degli imprenditori una vasta gamma di strumenti come per esempio il portale bperestero.it, ricco di informazioni utili e aggiornate sull’internazionalizzazione, prodotti specifici e la consulenza di professionisti e partner in ogni parte d’Italia”. A margine di questi interventi vi sono poi state le testimonianze aziendali portate da Aldo Guardini di Roverplastik Spa e Luigi Cattini di Innoptec Srl. Testimonianze che hanno illustrato come i servizi e l’ausilio offerto da Trentino Export abbiano tangibilmente aiutato queste aziende ad ampliare i propri business sui mercati esteri, specificatamente in Brasile e Germania. Al termine della mattinata, l’Export Day 2019 di Trentino Export è entrato nel vivo grazie alla presenza di dieci referenti esteri del Consorzio che hanno dato la possibilità a più di 50 aziende di avere incontri di consulenza personalizzati e approfonditi. I mercati di riferimento sono stati: Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Russia, Stati Uniti d’America, Brasile, Marocco, Egitto, Turchia, Giappone e Cina. Al termine del pomeriggio si sono avuti quasi 200 incontri di consulenza. Il bisogno di export, se mai fosse stato in dubbio, è risultato tangibile. In questo scenario, Trentino Export fin dal 1975 si pone come punto di riferimento per le aziende trentine.

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L’industria trentina nel mondo La geografia delle eccellenze Made in Trentino: alla quarta edizione l’indagine biennale che Confindustria Trento dedica alle attività all’estero delle aziende associate. di NICOLÒ ANDREINI

NEL TRIMESTRE scorso le imprese associate sono state invitate a compilare la consueta Indagine sull’attività che ciascuna azienda trentina realizza con l’estero, svolta ogni due anni e ormai giunta alla quarta edizione. I dati raccolti, sintetizzati in una brochure ad hoc disponibile in Associazione, permettono di delineare una mappatura accurata sulla presenza dell’industria trentina nei mercati internazionali e sui principali settori merceologici di interesse. Emerge innanzitutto un incremento dei Paesi di presenza: ben 198 nel 2019 contro i 173 nel 2017, dunque ovunque nel mondo, compresi territori e isole minori, grazie ai campioni trentini dell’internazionalizzazione. I mercati prioritari dell’export trentino si confermano i paesi dell’Europa occidentale e centrale, con unica consueta presenza extra-europea registrata negli Usa, posizionati al quinto posto dopo Germania, Francia, Svizzera e Spagna. Seguono Austria, Regno Unito, Belgio, Slovenia e Paesi Bassi. Rispetto al 2017, la Slovenia sostituisce la Polonia nell’elenco dei primi 10 paesi esteri di presenza. Dall’analisi, le sezioni merceologica più presenti sui mercati internazionali si confermano essere, come negli anni precedenti, metalmeccaTRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2019-GEN 2020

nica e chimica-vetro-gomma-plastica. Seguono di alcune lunghezze alimentare, servizi innovativi e tecnologici e legno. L’indagine, inoltre, ha l’obiettivo di sondare i bisogni e gli interessi delle aziende trentine in termini di Paesi e prodotti o servizi target. Nel 2019, come si può apprezzare nel grafico di seguito, si rivela un rinnovato interesse delle imprese trentine ad accrescere la propria presenza non solo nei mercati europei, vicini e meno complessi, ma anche nei mercati dell’Europa Extra Ue, nell’America settentrionale, in Asia e Oceania. Si riduce leggermente la propensione verso l’Africa, che invece è in forte sviluppo. Come rileva Lorenzo Delladio, in qualità di vicepresidente di Confindustria Trento per l’internazionalizzazione, l’Associazione utilizzerà questi dati, certamente in modo aggregato ed integrato rispetto a quelli forniti da Camera di Commercio e Istat, per orientare nel prossimo biennio la propria attività al servizio delle imprese, al fine di sostenerle nei processi di internazionalizzazione nel modo migliore.

Aree geografiche in cui le imprese dell’industria trentina sono interessate ad operare


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Viva l’Italia! Viva la Serbia! Missione di Confindustria Trento a Belgrado con dieci imprese trentine: raccolte importanti informazioni sulle opportunità, la contrattualistica, gli strumenti bancari.

A FINE

novembre scorsi la nostra Associazione ha organizzato insieme a Piccola Industria Confindustria, Confindustria Serbia e Intesa Sanpaolo, una missione di business in Serbia, a vantaggio di 27 piccole e medie imprese provenienti da tutta Italia, di cui ben 10 trentine. La delegazione, guidata da Cinzia La Rosa, vicepresidente Piccola Industria per l’Internazionalizzazione e, per Confindustria Trento, da Ilaria Vescovi, presidente Gruppo Tecnico Internazionalizzazione dei Territori di Confindustria, ha potuto raccogliere importanti informazioni sulle opportunità commerciali e di investimento in Serbia, sulla contrattualistica locale e sugli strumenti bancari messi a disposizione da Banca Intesa Beograd, prima banca del Paese. Le imprese sono state selezionate fra circa 60 candidate, attraverso una pre-analisi di mercato volta a verificare che i prodotti e servizi offerti riscuotessero reale interesse sul mercato serbo. Il processo selettivo ha permesso di organizzare, grazie alla supervisione e al lavoro di matching svolto sul posto da Confindustria Serbia, incontri b2b studiati su misura tra imprese trentine e serbe per individuare insieme le opportunità di collaborazione. Le 10 imprese trentine hanno così tenuto 44 incontri bilaterali con al-

trettante aziende serbe. Si apre nei prossimi mesi un consistente lavoro di follow-up della missione, per sviluppare i contatti presi a Belgrado in rapporti, ordini, contratti e partnership, con il supporto continuativo dell’Associazione da Trento e dei partner di Confindustria Serbia da Belgrado. In effetti, se l’Italia ha esportato in Serbia beni e servizi per circa 1,7 miliardi di euro nel 2018 e per circa 1,1 miliardo di euro nei primi 7 mesi del 2019, il valore dell’esportazione trentina nel Paese è stato di poco più di 9 milioni di euro ne l 2018 e di 4,3 milioni di euro nel primo semestre 2019. Il mercato serbo è dunque da approfondire per la nostra industria, tanto più in quanto presenta caratteristiche interessanti: una buona crescita del PIL (+4,4% nel 2018) che traina l’occupazione di tecnici specializzati e mediamente istruiti, con salario netto medio di circa 500 euro; normative fiscali e societarie rese leggere da una recente importante semplificazione burocratica, oltre che cambio dinaro/euro e inflazione stabili; 14 Free Trade Zones che, attraverso numerose agevolazioni e incentivi, danno già sede a 16 imprese italiane per un investimento complessivo di circa 1 miliardo di euro e 30.000 dipendenti, che si aggiungono alle 600 aziende controllate da capitale italiano già presenti in Serbia da anni; last but not least, la Serbia rappresenta un mercato potenziale enorme, grazie ai suoi diretti Accordi di libero scambio a dazio 0 (o ridotto) con Russia, Bielorussia, Turchia, Kazakhstan per prodotti Made in Serbia. Molte opportunità sono presenti in Serbia nei settori: automobilistico, tessile, calzaturiero, agro-industriale; energetico, infrastrutture e real estate; turismo; nuove tecnologie e digitale. (na)

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64 webook

we|b|ook WeBook si occupa in questa occasione di un autore: Enrico Gasperi, uno scrittore che, nella vita, è anche manager della Cmv, la Costruzioni Meccaniche Valentini Spa. Nato in Trentino in un anno compreso tra il 1964 e il 1966 – scrive la casa editrice nella terza di copertina del suo fortunato Il Gambero di fiume, alla terza ristampa, - risiede a Vigo Rendena. Dopo la laurea in economia ha avuto la fortuna di fare sempre bellissimi lavori, tra i quali scrivere resta il prediletto. Marco dC è il suo settimo romanzo. Gli altri suoi libri: Fino alla

fine del mondo (2014), Il legno storto (2011), Soledimonte (2005), L’ultima ora (2002), con i quali ha vinto importanti premi letterari di carattere nazionale. È anche autore delle opere teatrali Sole di Monte (2008), Nell’anno nove, Andreas Hofer e il volo dell’aquila (2009), Marco da Caderzone e il diavolo (2011). Qui di seguito, due segnalazioni dalla sua produzione. Per maggiori info: info@enricogasperi.it, www.enricogasperi.it

Marco da Caderzone è il figlio bastardo di un conte Lodron. Vive la sua esistenza in una zona d’ombra e viene educato, fin da giovanissimo, ad essere cinico e

Marco da Caderzone

implacabile per servire in tutte le situazioni in cui la potente famiglia non si può o deve esporre. Assassino, capo delle spedizioni e degli assedi più pericolosi e

E. Gasperi

scabrosi, spia, tessitore di alleanze e tradimenti. A otto anni però incontra Bianca,

Curcu & Genovese Ass., 2017 200 pagine, 15,00 Euro

una ragazzina sua coetanea. Con Bianca riesce a vivere un’altra dimensione della sua esistenza. Per tutta la vita i due manterranno un legame indissolubile. Marco con lei non sarà più una belva, ma un uomo generoso, romantico, capace di sentimenti incredibili, di un amore puro e senza tempo, che apprezza e impara ad apprezzare la vita. La vicenda di Marco si svolge nel periodo che va dal 1439 al 1490; è la storia della sua vita avventurosa e disgraziata, della sua fine violenta.

Quale relazione lega Madonna di Campiglio, nel cuore delle Dolomiti, a Tristan da Cunha, l’isola abitata più irraggiungibile del pianeta? La medesima desinenza dC,

Fino alla fine del mondo

un antico manoscritto, un ammiraglio del fiorente impero portoghese d’inizio ‘500, una rincorsa affannosa tra i 12.000 chilometri che le separano, alcuni inquietanti

E. Gasperi

Curcu & Genovese Ass., 2014 352 pagine, 15,00 Euro

omicidi lungo il percorso, due donne decisamente fuori dall’ordinario. Andrea Novembre, il mattino che precede il ferragosto del 2013, viene contattato da un amico studioso che ne chiede l’aiuto per recuperare un documento storico di grande importanza. Lo studioso muore lo stesso giorno in un’improbabile incidente stradale. Andrea riesce a individuare il documento nella chiesa di Santa Maria Antica, a Madonna di Campiglio, ma dal quel momento è obbligato a una fuga da misteriosi sicari che lo porta ad attraversare un intero emisfero fino a sbarcare su quello che il Guinness dei Primati classifica come il luogo abitato più remoto della terra, un fazzoletto di terra dove sventola la bandiera britannica, sperduto nel Sud dell’Oceano Atlantico. Può sembrare l’isola di Utopia di Tommaso Moro, ma in quei 17 giorni sia Andrea che il piccolo popolo di Tristan vivranno gli avvenimenti più sconvolgenti della loro vita e della loro storia.

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Il bimestrale di Confindustria Trento

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