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maggio2018

MAGAZINE DE IL TARÌ. DESIGN, ARTIGIANATO, IMPRESA NEL MONDO DELLA GIOIELLERIA. ED. 02/2018

Tendenze

TURBANMANIA FLOWERPOWER

News

Pillole di Formazione

CRESCERE INSIEME

In copertina


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mondoprezioso.tari.it

www.tari.it

Marcianise CE - Italy ph. +39 0823 517111


Nuove sfide per il Tarì

il Tarì ama le sfide, da sempre. La più recente è stata quella di aprire gli spazi espositivi del Centro, la cui qualità ed efficienza offre molteplici opportunità di valorizzazione, ad esperienze nuove ed esaltanti. I primi mesi dell’anno hanno offerto più di una occasione per aprire le porte del Tarì a mondi di grande qualità, accogliendo l’invito di portare la struttura e la sua organizzazione ad affrontare nuove ed interessanti sfide sul piano della gestione, dell’immagine, della comunicazione. La sfida sembra vinta. Dopo avere ospitato, a gennaio, la Coppa Europa di spada femminile, in collaborazione con l’associazione Scherma Caserta, riportando il plauso da parte di tutto il mondo sportivo e dei vertici della Scherma Europea, il Tarì ha accolto poche settimane fa l’evento Hunting Show Sud, a cura di Italian Exhibition Group. L’appuntamento di grande successo dedicato agli appassionati di caccia e tiro sportivo, per la prima volta al sud, ha raccolto grande riscontro di pubblico di appassionati, richiamando la partecipazione di molte istituzioni. Tra questi, il presidente della Regione Vincenzo De Luca, per la prima volta in visita al Tarì. Il Tarì si conferma naturalmente anche sede ideale per incontri e dibattiti sul mondo orafo, l’ultimo dei quali svoltosi in occasione della edizione di Mondo Prezioso di Marzo sul tema del delicato rapporto tra gioiello e bijoux. Ancora al Tarì, si è appena svolto un importante incoming di operatori esteri, provenienti da 24 Paesi, che hanno incontrato con una fitta agenda di appuntamenti ben 70 aziende, suddivise tra soci ed ospiti esterni, voluto e organizzato da Ice nell’ambito del Piano Export Sud. Di sfide ce ne aspettano ancora tante, ma la squadra è forte, e siamo pronti. Vincenzo Giannotti Presidente

New challenges for the Tarì jewellery centre the Tarì jewellery centre has always welcomed a challenge. The most recent one involved opening up its exhibition area to outsiders. With its top-end efficiently run facilities, the Tarì centre proved to be a perfect setting for new and exciting projects. The first months of the year ushered in more than one opportunity for the Tarì jewellery centre to fling open its doors to some premium experiences, rising to this unique occasion and placing its premises and organisational set-up at the service of others, whilst taking on new and interesting challenges in terms of management, image and communication. It looks like we have come through quite nicely. After having hosted the European Cup for women's fencing in collaboration with the Fencing Association of Caserta, gaining the approval of the whole sport’s universe and as well as that of the upper echelons of European Fencing, only a few weeks ago the Tarì Jewellery Centre welcomed the Hunting Show Sud (Southern Hunting Show) organised by the Italian Exhibition Group. It turned out to be a huge triumph, much to the delight of all the hunting enthusiasts and lovers of short shooting. Taking place for the very first time in the South of Italy, it garnered a great deal of praise from hunting fans in general as well as drawing the participation of many institutions. One eminent visit came from the President of the Campania Region, Vincenzo De Luca, who came to the Tarì Centre for the first time. Needless to say, the Tarì jewellery centre also holds its status as an ideal venue for meetings and debates about the goldsmithery sector. The last event of this kind was held for the Mondo Prezioso edition in March and it dealt with the subtle relationship between fine jewellery and fashion jewellery. And again, a mixed influx of foreign operators from 24 different countries has just filled the Tari jewellery centre. On a busy schedule, they met with as many as 70 companies, between partners and external guests. This encounter was conceived and organised by the Italian Trade Agency as part of the Southern Export Plan. No doubt there are many more challenges on the horizon, but our team is ready to take them all on. Vincenzo Giannotti Chairman

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CONTENTS 3

Editoriale

24 Il patto della fabbrica La rivoluzione culturale

della produttività

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Crescere insieme

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La moda 2.0

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Magic moonlight

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In the jungle

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Privacy la nuova normativa

Pillole di formazione

64 Cartoon inspiration Cartoni animati prêt-à-porter 67

Gipsy: a way of life

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Turban mania

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CONTENTS 75

Baby dream

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Lusso e rivoluzione digitale

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Summer is bloom

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Opulenza, strass e barocco

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Assocoral, a Parigi con l'ICE

una sfida vinta?

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109 Bonus Sud Un'opportunità per le imprese 110

Valentina Brugnatelli

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Cameo

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Il nuovo parco archeologico

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L'intervista

di Ercolano

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Pink, the new gold

Direttore responsabile Floriana Marino

In copertina SBS Diam Group

Redazione Tarì Magazine

Stampa Grafica Metelliana (SA)

Progetto grafico Exadv

Reg. Trib. Santa Maria Capua Vetere n° 587 del 6/12/2002

Photo Dinamo Studio Luciano D’Inverno Shutterstock

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NEWS

Il Patto della Fabbrica La rivoluzione culturale della produttività di Alfonso Ruffo Direttore de Il Denaro

Nel momento della massima confusione politica assistiamo in Italia all’insolita e convinta coesione tra le parti sociali. E mentre le elezioni ci consegnano una frammentazione tra partiti e coalizioni assai difficile da comporre, Confindustria e sindacati – Cgil, Cisl e Uil – firmano uno storico accordo che prende il nome di Patto della Fabbrica. Da un lato ci si divide mettendo a rischio il bene della governabilità, dall’altro ci si unisce passando dal conflitto al confronto nella consapevolezza che solo un recupero di competitività potrà dare al Paese la spinta necessaria alla crescita economica e al conseguente aumento dell’occupazione. Affermando così la convergenza tra gli interessi delle imprese e quelli delle famiglie. Messo in sordina dal clamore del voto più pazzo del mondo, un voto di protesta e proteso al cambiamento ma privo

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di una chiara indicazione della direzione di marcia, il Patto della Fabbrica rappresenta una vera e propria rivoluzione nelle relazioni industriali i cui effetti si faranno sentire a medio e lungo termine. Una rivoluzione soprattutto culturale. Gli attori della produzione, imprenditori e lavoratori, hanno capito che non è più il tempo di sterili contrapposizioni e lotte di principio utili a lasciare sul campo solo sconfitti. In una logica win win – dove tutti vincono e nessuno perde – si è deciso d’imboccare la strada della collaborazione legando più alti salari a una maggiore produttività. E non basta perché Confindustria e sindacati, regolando con precisione anche i limiti della rappresentanza per evitare scorrerie di soggetti spregiudicati, hanno deciso di impostare la loro partita tenendo conto della scala minima alla quale può

giocata e cioè all’altezza di un contesto europeo che da vincolo può e deve trasformarsi in opportunità. I festeggiamenti per i sessant’anni di Business Europe, l’organismo che raggruppa le organizzazioni imprenditoriali d’Europa, sono stati l’occasione per misurare a Bruxelles la volontà dell’Industria di tornare al centro dell’attenzione nazionale e sovranazionale imponendosi ai governi dei singoli Paesi e dell’Unione come l’autentico motore dello sviluppo. Certo, il voto italiano e prim’ancora il referendum britannico che ha sancito la fuoriuscita dell’Inghilterra dal consesso comune denunziano paure e insofferenze per l’aumentare delle disuguaglianze e della povertà. Ma i rimedi intravisti sono peggiori dei mali che si propongono di guarire. E il rifugio nel populismo è una risposta sbagliata a domande corrette. •


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NEWS At this critical juncture for Italy when political affairs are in a state of turmoil, we have witnessed an unexpected and earnest move towards unity between the social partners. And in the midst of the chaotic Italian elections which have left us with a highly fragmented landscape populated by parties and coalitions at loggerheads, Confindustria (the General Confederation of Italian Industry) and the trade unions (Cgil, Cisl and Uil) have met to sign a landmark agreement called the Factory Pact. On the one hand, divisions have deepened and any hope of governability is retreating rapidly into the distance, on the other hand, we have come closer and finally learnt an important lesson - the only way to help Italy regain competitiveness, grow economically and to boost employment is by overcoming our differences and meeting halfway. This is the only path forward - the interests of ordinary Italian households must be made to coincide with those of business enterprise. Engulfed by the uproar stemming from the craziest vote in the world (a protest vote whereby the nation cried out for change, yet did not clearly indicate the direction Italy should take), the Factory Pact is a true gamechanger in industrial terms and its effects will be felt both in the mid and long term. This revolution is especially a cultural one. The main players in the manufacturing world (enterprise and workers) have finally understood that the times of futile arguments and squabbles about principles are over. Now they know that all it can ever lead to is defeat. With a win-win approach (where everyone comes out on top and no-one loses out), the people have decided of common accord to collaborate, linking higher salaries to greater productivity. And it is even more far-reaching than this, because Confindustria and the trade unions have carefully regulated the limits of the representation to avoid any unprincipled plunderers from taking advantage. They have decided to set the rules of the game by establishing the minimum limits within which players must stay. The whole system must fall within European standards and constraints must be morphed into opportunities. The celebrations for sixty years of Business Europe (the Confederation representing the business enterprises of Europe) were a vital yardstick which revealed in Brussels the industry’s desire to get back into the national and international spotlight, taking its rightful place as a driver for growth and standing behind the governments of the respective countries and the European Union. Of course, the Italian vote, and prior to that, the British referendum giving the go-ahead for Brexit, is a clear sign that the people are up in arms and want to express their fear of the future and outrage at the rise in inequality and poverty. But, unfortunately, the remedies at hand are worse than the ills they purport to cure. And taking solace in populism is quite simply the wrong answer to a very good question. •

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NEWS

pillole di formazione

Crescere insieme Domande e risposte per il business di Floriana Marino

Direttore responsabile del Tarì Magazine

Con il programma delle Pillole di Formazione - Crescere insieme il Tarì ha dato il via ad una esperienza di arricchimento e di cooperazione di straordinaria efficacia, aggiungendo un ulteriore tassello al sempre più completo panorama di attività e servizi a valore aggiunto che il Centro orafo mette da sempre a disposizione del mondo orafo. Domande e risposte che non appartengono soltanto all’imprenditore gioielliere. Aperto a tutte le aziende del Tarì, ai gioiellieri e, in senso più ampio, al mondo imprenditoriale dell’intero territorio, il percorso delle pillole di formazione si modula in base a specifiche esigenze di aggiornamento e di nuove competenze. L’intento è di aprire un dialogo e, laddove possibile, offrire orientamenti pratici e risposte tecniche rispetto ai quesiti che l’evoluzione delle problematiche aziendali, e in molti casi quella della società, pone quotidianamente a chi opera sul mercato. Nella mattinata del mercoledì, nella sala convegni del Tarì, l’appuntamento è con esperti, imprenditori, docenti e professionisti di alto livello. Fin dall’esordio del progetto, una platea crescente di partecipanti continua a testimoniare di settimana in settimana l’interesse per un momento di dialogo e confronto

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di grande concretezza. I primi incontri hanno avuto come focus argomenti tecnici estremamente attuali: dal tema dei marchi e dei brevetti, che molte difficoltà presenta ancora oggi in relazione alla tutela della proprietà industriale e del marchio, a quello della privacy, che recepisce oggi le molte indicazioni europee e pone le aziende e i professionisti di fronte a problematiche complesse, da affrontare in tempi rapidi. Un fil rouge parallelo è quello sviluppato dagli incontri dedicati al mondo del web marketing. Efficacia e struttura dei siti web, social media marketing, pubblicità on line sono i temi finora affrontati. Ma il tema è ampio e nuovi approfondimenti sono previsti sulle tematiche specifiche dell’e-commerce, come dei linguaggi comunicativi del web. Gli spunti più interessanti troveranno spazio anche tra le pagine del nostro magazine, a partire da questo numero. Intanto, il percorso delle Pillole di Formazione si prepara a proseguire nei prossimi mesi con ulteriori nuovi approfondimenti dedicati al mondo del dettaglio orafo. •


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Growing together Training-Capsule Programme: questions and answers for the business sector With the Training-Capsule Programme - Growing Together, the Tarì jewellery centre has brought into existence an astoundingly effective scheme that enriches all those involved, forming a bedrock of cooperation. This is one more string to Tarì’s bow, adding further to the increasingly comprehensive suite of value-added activities and services offered by the Jewellery Centre to the sector. There are some questions and answers that are not only of interest to the jeweller. Open to all Tarì members, to jewellers, and, in the broadest possible sense, to local enterprise, the training capsules are moulded to specific requirements and aimed at updating its participants as well as providing them with new skills. The idea is to keep a dialogue going, and, whenever possible, offer practical guidelines and technical solutions to companies who often are often beset by problems on a daily basis due to a rapidly evolving business sector and changing society. On Wednesday morning, the Tarì conference room will be filled with experts, businessmen, teachers, professors and top professionals. Ever since the project was launched, a growing audience has constantly manifested their interest in this important time for discussion and dialogue which

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offers a series of practical benefits. The initial sessions focused on extremely topical subjects of a technical nature: brands, trademarks and patents - an area which is troublesome today in terms of protection of industrial and commercial property but also in terms of privacy - a legislative sector which is constantly updated with substantial European contents, giving companies and professionals big headaches and requiring them to iron out complex issues in a short space of time. Another similar area is that is looked into during the sessions is that of the web-marketing world. Efficient and well-structured websites, social-media marketing and online advertising are the topics we have taken on so far. But it is a really vast area and new sessions are due to be scheduled that will specifically deal with e-commerce and the communication systems of the web. Any thoughts or themes that seem particularly interesting will also be published on our magazine, starting from this issue. In the meantime, the Training-Capsule Programme is limbering up to illuminate its audience with new insights into the jewellery and precious-metal sector over the next few months. •


LIFESTYLE

a cura della redazione

Passerelle sfavillanti, collezioni di haute couture e show esclusivi: lavorare nella moda è ancora un sogno per tanti giovani e l'avvento del digitale ha creato nuove opportunità. Chi vuole fare carriera nel mondo del fashion system deve puntare indubbiamente alla formazione: mentre in molti altri settori l’Italia è vittima di un’ormai risaputa fuga di cervelli, una diversa tendenza si registra invece nel campo della moda. Centinaia di studenti stranieri scelgono, infatti, ogni anno di recarsi nel Bel Paese per studiare da vicino le dinamiche del sistema moda Made in Italy e di frequentare una delle tante rinomate scuole di moda nostrane. L’avvento del digitale ha indubbiamente cambiato tutta la filiera del fashion e per chiunque voglia lavorare nella moda si prospettano molte e diverse opportunità. Accanto alle figure professionali tradizionali, si affiancano nuovi professionisti specializzati a cui è affidata la cura di ciascuna delle singole sfaccettature di cui vive oggi il sistema moda. Tante sono le nuove figure digitali del fashion, tra cui spicca senza dubbio il fashion event coordinator che è in grado, attraverso l'organizzazione di eventi ad hoc, di trasmettere l’identità del brand.

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Al fashion country manager spetta trovare il miglior posizionamento del marchio su un determinato mercato e le strategie di branding più adatte di caso in caso. Il fashion design manager è una sorta di evoluzione 2.0 del classico stilista perché non solo è in grado di prevedere le tendenze e tradurle in moda attraverso abiti e accessori, ma riesce anche a lavorare sul brand in tutti i suoi aspetti: immagine, comunicazione interna ed esterna, corporate. L’eCommerce manager è fondamentale per i consumatori di beni di lusso on line, ormai in crescita. Questa figura professionale deve conoscere i principi del web marketing ed essere sempre aggiornata sulle ultime novità del momento. Il community manager cura l'immagine del brand negli ambienti digitali ed è a tutti gli effetti un pr 2.0. Il cool hunter, letteralmente il “cacciatore di tendenze”, è un professionista che prova ad anticipare trend e stili. È la professione ideale per chi non ama stare chiuso in un ufficio ed è a caccia di novità, spunti e idee. Creatività e spirito d’osservazione sono skill indispensabili per un cool hunter. Senza dimenticare, però, la dedizione: non bisogna aspettarsi successo facile, è probabile iniziare la propria carriera come consulente in una piccola azienda per poi approdare in seguito ai grandi brand. •


LIFESTYLE

Generation Z Fashion Fabulous catwalks, haute-couture collections and exclusive shows so many youngsters yearn to work in the fashion industry and fortunately the digital revolution has created new openings. Anyone who wants to carve themselves out a career in the fashion system must be well trained and qualified. Whereas in so many other sectors Italy is the unfortunate victim of the brain-drain phenomenon, the opposite holds true for the fashion field. Each year hundreds of foreign students flock to Italy to learn what the Italian fashion universe is about and what makes it tick. Many of these enrol on one of the many fashion schools on the market. There can be no doubt that the digital revolution has transformed the fashion world and there is a wealth of different opportunities for anyone who aspires to work in it. In addition to the traditional jobs, there are now new specialised professions each with its own niche and unique way of contributing to today's new fashion system. There is no end of profiles for digital fashion workers, but one which instantly comes to mind is that of the fashion-event coordinator who organises special events aimed at conveying the core identity of the brand. Then again there is the fashion country manager who is tasked with finding the best positioning for a brand on a given market and iden tifying the most suitable branding strategies to fit the circumstances.

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Whereas a fashion design manager is a kind of 21st century version of the traditional designer because not only is he or she meant to stay one step ahead of trends and translate this knowledge into clothes and accessories, but must also be able to develop the brand across the board, which includes its image, internal and external communication and corporate aspects. The e-Commerce manager is an essential figure for online luxury-goods consumers which is a growing market. Whoever does this job must be au fait with web-marketing principles and be constantly up-to-speed with the latest developments. A community manager handles the brand image on the digital market and is, to all intents and purposes, a millennial public-relations officer. Last but not least, there is a cool hunter, who is tasked with tracking down trends and the quicker he or she closes in on the prey the better. This is the perfect occupation for a resourceful person who doesn't like being cooped up in an office and thrives on new ideas and innovation. Creative flair and strong powers of observation are an indispensable tool kit for a cool hunter. But never forget that talent is not enough. There is no substitute for hard work and dedication. Nothing comes easily in life and in all likelihood you will need to start off as a consultant in a small firm before you get anywhere near the big names. •


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GLAMOURTIPS

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1 - Confuorto, collana di perle di fiume - 2 - Kadhora, collana di perle di acqua dolce e argento - 3 - Meg, collana di perle con pendente - 4 - Gennaro Napoletano, collana di perle in toni chiari e bronzati - 5 - Sacha, collana di perle con nuance rosate - 6 - Gennaro Tortora, collana in argento con perle sintetiche - 7 - Urigold, collana in oro con perle - 8 - Idea Coral, anello in oro con perla Australiana - 9 - LC Oreficerie, anello in oro bianco con zirconi e perle - 10 - Armonie by Progetti Oro, anello in oro, diamanti e perla Australiana


GLAMOURTIPS

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MAGIC

moonlight

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Perle obsession: sono i gioielli piÚ classici che ci siano, simbolo di un'eleganza senza tempo, eppure sono davvero hot in questo periodo. Uno dei trend in ascesa è indossarle in multi strato


GLAMOURTIPS

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11 - Promesse, ciondolo in oro con perla - 12 - LC Oreficerie, orecchini in oro con perla - 13 - Tramontano Gioielli Italiani, perle d'acqua dolce multicolor - 14 - Unoaerre, orecchini pendente con pietre colorate

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in the jungle Una collezione di gioielli ispirata alla rigogliosa vegetazione della giungla: un affascinante mondo naturale riflesso in collane multicolor, orecchini a forma di goccia e bracciali rainbow per uno stile super tropicale

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Armonie Gioielli Il TarĂŹ, Showroom 250 armoniegioielli.it

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Cierre Gioielli Il TarĂŹ, Showroom 59 cierregioielli.it

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Meg Gioielli Il TarĂŹ, Showroom 256 - 257 meggioielli.it

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L.C. Oreficerie Il TarĂŹ, Showroom 216 info@lcsrlgioielli.com

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Jadì Il Tarì, Showroom 40A jadi.it

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Honey Gioielli Il TarĂŹ, Showroom 11/3 enplayaka@gmail.com

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NEWS

La nuova normativa Tutte le novità sul trattamento dei dati personali di Gianluca Mignone Avvocato esperto di Privacy

Il Regolamento europeo 2016/679, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali nonché alla libera circolazione di tali dati, direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, è entrato in vigore il 25/05/2016. Il Regolamento riceverà completa applicazione il 25/05/2018. Di seguito sono indicati, alcuni dei nuovi strumenti operativi individuati ed imposti dalla sopravvenuta normativa: Il Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) o Data Protection Officer (DPO). Le aziende avranno l’obbligo di nominare un R.P.D. La nomina è obbligatoria nei seguenti casi: a) se il trattamento è svolto da un’autorità pubblica o da un organismo pubblico; b) se le attività principali del titolare o del responsabile consistono in trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico di interessati su larga scala; c) se le attività principali del titolare o del responsabile consistono nel trattamento su larga scala di categorie particolari di dati o di dati personali relativi a condanne penali e reati. La valutazione d’impatto sulla protezione dei dati o Data Protection Impact Assessment - D.P.I.A. È obbligatoria nei seguenti casi: a) valutazione sistematica e globale di aspetti personali relativi a persone fisiche, basata su un trattamento automatizzato compresa la profilazione; b) trattamento su larga scala di categorie particolari di dati o di dati personali relativi a condanne penali e reati; c) sorveglianza sistematica su larga scala di una zona accessibile al pubblico. Il Garante privacy redigerà l’elenco delle tipologie di trattamenti soggetti a tale adempimento. La consultazione preventiva dell’Autorità di controllo, qualora la D.P.I.A. indichi che il trattamento presenti un rischio elevato e sia svolto in assenza di misure tecniche volte ad attenuarlo. Il registro delle attività di trattamento. Il Titolare o il Responsabile avrà l’obbligo di tenuta di un registro delle attività di trattamento effettuate al fine di dimostrare la conformità alle disposizioni del Regolamento. Il registro dovrà contenere una descrizione dettagliata delle misure di sicurezza tecniche e organizzative e, su richiesta, dovrà essere messo a disposizione dell’Autorità di controllo.

L’apparato sanzionatorio. Il Regolamento introduce un nuovo “sistema sanzionatorio” che prevede un aumento delle sanzioni amministrative pecuniarie fino ad un massimo di 20 milioni di Euro o, per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore. • European Regulation 2016/679 on the protection of natural persons with regard to the processing of personal data and on the free movement of such data and directly applicable in all Member States, entered into force on 25/05/2016. This Regulation will become fully applicable on 25/05/2018, Beneath is a brief description of some of the new operational tools outlined and imposed by the forthcoming regulations: The Data Protection Officer (DPO). All public and private companies will be bound to appoint a DPO. Appointing a data- protection officer is compulsory under the following circumstances: a) if processing is carried out by public authority or body; b) if the core activities of the data controller or the data processor require regular and systematic monitoring of data subjects on a large scale; c) if the core activities of the data controller or data processor involve handling special categories of personal data or personal data relating to criminal convictions or offences on a large scale. Data Protection Impact Assessment - D.P.I.A. It becomes mandatory under the following circumstances: a) systematic and comprehensive assessment of the personal impact on natural persons based on automated procedures, including profiling; b) handling special categories of personal data or personal data relating to criminal convictions or offences on a large scale; c) systematic large-scale surveillance of a publicly accessible part. The Data-Protection Authorities will draw up a list of the kinds of processing subject to these requirements. Prior consultation with the Supervisory Authorities, whenever the D.P.I.A. indicates that the data processing involves a high level of risk and takes place without technical measures aimed at mitigating such a risk. The data-processing logbook. The Data Controller or the Data Processor will be obliged to keep a logbook •

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FASHION

Sponge Bob, Superman, Batman fino a Barbie e all'immancabile Mikey Mouse, in passerella e non solo, i cartoni animati sdrammatizzano capi e accessori del prêt-à-porter a cura della redazione

Dimenticate per un attimo le solite regole della moda e pensate a come possa essere divertente sdoganare i capi più seriosi con una super colorata onda cartoon! Perché diciamolo, cartoni animati e super eroi non appartengono solo ai più piccoli, ma sono fonte d'ispirazione anche per i designer più rinomati. Nel 2013 Jeremy Scott, da quando ha preso in mano le redini di Moschino, ha speso tutte le sue energie per portare in passerella l’interpretazione couture dei più amati protagonisti del mondo fantasy, caro all'infanzia di tutti noi. C’è stato SpongeBob, Barbie, ma anche i Looney Tunes e perfino Super Mario Bros. L'ironia è il tema portante di questo mood, un fil rouge vivace e frizzante che in qualche modo alleggerisce e colora la vita di tutti i giorni. Il potere dei cartoni animati è innegabile: confortano, mettono allegria, ci fanno uscire dai soliti schemi e ci riportano indietro nel tempo, quando tutto era un po' più facile e gioioso. Il cool factor è garantito: una personalissima idea di moda pop che consente di avere nell'armadio proposte originali e stravaganti e che permette anche, perché no, di fantasticare. Ma il direttore creativo di Moschino non è l’unico ad amare l’universo Disney, oggi apprezzatissimo dai fashion designer di tutto il globo. Basti pensare alle Book Clutch di Olympia Le-Tan, la stilista francese che ha permesso a migliaia di donne di portare sotto braccio il loro cartoon preferito: da Bambi a Dumbo, passando per Gli Aristogatti e Lilly e il Vagabondo. Tra tutti i classici, però, uno gode di

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una posizione di privilegio nel cuore della moda: “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, la storia in assoluto più amata e celebrata dall’intero fashion system. Basti pensare alla collezione realizzata da Irregular Choice, brand di scarpe londinese famoso per le creazioni uniche e sempre molto eccentriche. I modelli proposti hanno nomi come All Mad Here, Flowers Can’t Talk e Queen Of Hearts, oltre che tacchi scultura a forma di Bianconiglio e Stregatto. Il packaging non è da meno: le scarpette sono vendute in uno special box decorato minuziosamente come fosse il volume del libro. Reebok Classic invece ha ideato una capsule ispirata al film Disney tratto da “Il Libro della Giungla” di Rudyard Kipling, che rilancia l’iconica silhouette Instapump Fury dedicata per l’occasione alla tigre Shere Kahn e al serpente Kaa. Così come Vans che ha tempestato i suoi modelli iconici con stampe all-over di banane, in perfetto jungle style. Come tralasciare l'evergreen di Walt Disney? Mickey Mouse non solo è l’icona stessa dell'azienda, ma è anche in assoluto il personaggio di fantasia più rinomato al mondo, nonché il più redditizio della storia. Non c’è da meravigliarsi quindi, se più di un marchio ha scelto di dedicare proprio a Topolino intere collezioni, in ultimo quelle di Iceberg. Il viaggio tra i personaggi più amati dal fashion system è lungo e per fortuna ci ricorda non solo di non abbandonare mai il bambino che vive in noi, ma anche di non smettere di sognare. Almeno un po'. •


FASHION

Cartoon Inspiration Sponge Bob, Superman, Batman, Barbie and of course, good old Mickey Mouse venture from the small screen to the catwalk and even further afield - cartoon characters are out to animate prêt-à-porter wear. Put aside for a moment the traditional tenets of fashion, close your eyes and imagine what tremendous fun it would be to add a pop of cartoon colour to all those staidly elegant garments! Let’s face it. Cartoon characters and super heroes are not only the preserve of children, they are also a source of inspiration for adults especially for famous designers. Since he took the helm at Moschino in 2013, Jeremy Scott has invested much energy in putting a couture spin on our childhood favourites and bringing a jolt of energy to the catwalks. He has reworked Spongebob, Barbie, the Looney Tunes bunch and even Super Mario Bros. The defining feature of this fashion mood is a sense of mischief. A zesty leitmotif that brings cheer and ease to the world, lifting our spirits and brightening our day. There is no denying that cartoon characters exert an irresistible pull. By cheering us up and taking us back to a time when everything was more fun and easier, they help us to loosen up and chill out. The cool factor is guaranteed; this singular slant on pop fashion means that your wardrobe will always contain original off-beat items and that your imagination can run wild. And why shouldn’t it? But Moschino's creative director is not the only one who has fallen head over heels with the world of Disney. Nowadays fashion designers from all over the world are smitten. To take but one there is the Book Clutch from Olympia Le-Tan, the French designer who has thousands of women wearing their favourite cartoon character under their arm: basically, whatever grabs your fancy - Bambi, Dumbo, the

Aristocats or Lady and the Tramp. But of all these enduring classics, one occupies a special place in the heart of fashion. “Alice’s adventures in Wonderland” is the most loved and celebrated fairy tale in the whole fashion world. To prove it, there is the collection created by Irregular Choice, a London brand famous for its rare and highly eccentric footwear range. All the styles in the lineup have whimsical names such as All Mad Here, Flowers Can’t Talk and Queen Of Hearts, as well as sculptural heels shaped like the White Rabbit and the Cheshire Cat. The packaging is no less spectacular: the shoes are sold in a special box intricately decorated as if it were a copy of the book. On the other hand, Reebok Classic has designed a capsule collection inspired by the Disney version of “The Jungle Book” written by Rudyard Kipling. It has revitalised the iconic silhouette of its InstaPump Fury shoe specially dedicated to the tiger Shere Kahn and the snake Kaa. Not unlike Vans which has decorated its iconic apparel with an all-over banana print design in perfect jungle style. But are we not forgetting Walt Disney's biggest star? Mickey Mouse is not only the company icon but also the most famous cartoon character in the world by a long stretch - and also the most profit making. So, it can hardly come as a surprise if several brands have dedicated entire collections to Mickey Mouse - the most recent fashion house to do this was Iceberg. The list of cartoon characters who have graced fashion collections with their presence is a long one. And luckily it is one of those trends which reminds us not to neglect the child within, nor to give up our dreams. At least in part. •

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GLAMOURTIPS

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1 - Tramontano Gioielli Italiani, anello con diamanti, zaffiri, rubini e pietre preziose 2 - SBS Diam Group, orecchini in argento 925 con smalto a caldo glitterato e cristalli Swarovsky - 3 - LC Oreficerie, ciondolo in oro giallo smaltati - 4 - JadÏ, verette in oro con diamanti, zaffiri, rubini, smeraldi - 5 - Kadhora, orecchini in argento rosè e cameo - 6 - Gennaro Tortora, orecchini in argento - 7 - MyCharm, anelli in oro con pietre preziose - 8 - Manuela Telesca, bracciale in bronzo, ambra naturale e topazi bianchi naturali. Realizzabile anche in oro e gemme preziose, collezione Soffio


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9 - Aucella, orecchini in oro con turchese naturale - 10 - Medagliafoto, collana in oro con medaglia. All'interno contiene la foto della persona che ami - 11 - Cierre Gioielli, ciondolo in oro con diamanti e rubini - 12 - Idea Coral, collana in oro/argento con agata nera e corallo Mediterraneo - 13 - Gennaro Napoletano, orecchini in argento con zirconi - 14 - Sacha, orecchini in oro con diamanti e smeraldi - 15 - Urigold, orecchini in oro e pietre naturali - 16 - Maurizio Vitagliano, anello in oro con diamanti, zaffiri, rubini, e pietre preziose - 17 - Armonie by Progetti Oro, anello in oro, diamanti bianchi e neri - 18 - Barra, orecchini in argento - 19 - Meg, orecchini in argento con smalto e perle naturali


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FASHION

Ha iniziato Greta Garbo nel “Velo dipinto” e hanno continuato Sophia Loren, Grace Kelly, Joan Crawford e Audrey Hepburn. Anche Jacqueline Kennedy era una turbante addicted: durante le sue vacanze a Capri era solita scendere in piazzetta con un foulard a coprire i suoi capelli a cura della redazione scuri. I turbanti nascono dalla passione verso il vintage e sono un modo originale per impreziosire il proprio capo con un look retrò, pur rimanendo sempre al passo con la moda odierna. L'importante è tornare a indossare questo accessorio con un'attitude elegante e super glam, sia per le chiome lunghe e fluenti, che per le acconciature più minimal. Il turbante del resto ha una storia importante, che unisce la moda a culture differenti. Arriva dall'antico Oriente e viene catapultato nello sfavillante mondo della moda dallo stilista francese Paul Poiret nei primi del ‘900. Da allora il turbante rappresenta uno degli accessori più amati dalle donne, è simbolo di charme e femminilità allo stato puro. Un'operazione di styling a metà strada tra l'integrazione culturale, con richiami al folk, all'Oriente o ai costumi tribali, e le ispirazioni di moda: maxi foulard stampati o in seta a tinta unita; annodati, con maxi fiocchi o fermati da sontuose spille zoomorfe. E' proprio a questo mix di intenti che si ispira “T-Urban”, un progetto di arte e integrazione che ha coinvolto gli studenti dell'Istituto Statale Mattei di Caserta: una mostra fotografica di donne “regine” che, evocando suggestioni lontane, celebrano la bellezza universale. A parlare dell'iniziativa Roberto Papa, dirigente scolastico dell'Istituto, una realtà sicuramente innovativa e all'avanguardia. T-Urban: che significato ha questo nome? “Urban nel senso di città, quindi un accessorio esotico come il turbante integrato in una cultura urbana come la nostra.” Qual è l'obiettivo di questo progetto? “L'obiettivo è quello di trasferire agli studenti il concetto di integrazione, di multiculturalità in una dimensione melting pot come la nostra. Accettare quindi le diversità culturali, comprenderle, condividerle. E poi naturalmente c'è la parte didattica e artistica legata alla realizzazione di questi accessori. Due percorsi quindi che si legano tra loro: quello artistico e dell'integrazione.” Perchè queste donne vengono definite “regine” e in che modo evocano una bellezza universale? “Tutte le donne con questo copricapo diventano regine e la loro bellezza va al di là dell'etnia, ma è trasversale, universale e diventa aggregante.” •

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FASHION

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FASHION

Turbans are all the rage Exotic, chic and elegant: the turban is going to make a huge comeback this summer Greta Garbo started the fashion in “The Painted Veil” and Sophia Loren, Grace Kelly, Joan Crawford and Audrey Hepburn followed in her footsteps. Even Jacqueline Kennedy was turban addicted. During her holidays in Capri, she used to make her way down to the piazzetta with a headscarf holding her dark locks in place. Turbans have a deeply vintage core and are an original way to elevate any garment with a retro vibe, without having to sacrifice modern stylishness. All you have to do is make sure you wear this chic accessory with glamorous self-possession and poise. Apart from that, it looks ravishing whether you have long flowing hair or a gamine short cut. The turban has a fascinating history which fuses the fashions of various cultures. It hails from the ancient East and was catapulted to fashion fame by the French designer Paul Poiret in the early 1900s. Ever since then, the turban has been beloved of women everywhere, being a quintessential symbol of charm and femininity. A style option which is halfway house between cultural integration - with folksy accents, Oriental references and tribal details - and fashion flair. And there is one to please everyone - large foulard scarves with printed designs or in plain silk, tied into a large knot or secured with an opulent animal-shaped brooch. And it is this melting pot of influences that served as a source of inspiration for “T-Urban” - an art and integration project involving the students from the Mattei State School of Caserta: a photographic exhibition of “Queenly” women who evoke faraway places and celebrate the concept of universal beauty. The Headmaster, Roberto Papa, talked to us about an initiative which defines his school as being an example of innovation and vanguard education. T-Urban: what is behind this name? “Urban in the sense of city. So an exotic accessory like the turban integrated into an urban culture such as ours.” What does this project set out to do? “The aim is to transmit the idea of integration and multiculturalism to students who live in the melting pot of today's society. It is essential for them to learn to accept cultural differences, to understand them and to share them. And then, of course, there is a learning side to the whole thing - the artistic skills they had to have to create these accessories. So two pathways that meet in the middle - an artistic one and that of integration.” Why are these women defined as “queens” and how exactly do they evoke universal beauty? “All the women wearing these headpieces are queens in their own right and their beauty transcends race and nationality. It is an universal beauty that unites us all. •

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GLAMOURTIPS

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Micro gioielli, massimo splendore: i gioielli smaltati per i piĂš piccoli sono frivoli e divertenti soprattutto per la particolaritĂ dei disegni. Un mondo magico ultra colorato e festoso

1 - Unoaerre, bracciale bambino in argento e pendente smaltato - 2 - Tramontano Gioielli Italiani, ciondolo in oro e diamanti - 3 - MyCharm, collanina con ciondolo in oro smaltato - 4 - Giannotti Diffusione, pendente in oro giallo smaltato - 5 - Urigold, orecchini in oro con smalto - 6 - LC Oreficerie, orecchini pendenti in oro giallo e farfalle smaltate

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GLAMOURTIPS

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7 - Cierre Gioielli, ciondolo in oro con diamanti - 8 - Roberto Giannotti, bracciale con angelo in oro giallo, uccellino con smalto rosso e corallo rosso - 9 - Barra, bracciale in argento con smalto - 10 - Gennaro Tortora, bracciale in argento con ciondolo smaltato - 11 - Gennaro Napoletano, bracciale in argento con ciondolini smaltati

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NEWS di Giada Mainolfi

Docente di Luxury Goods ManagementUniversità degli Studi Internazionali di Roma

Lusso e rivoluzione digitale: una sfida vinta? Dedicato alla gioielleria nell'era digitale anche il Premio di Laurea Tarì del Comitato Leonardo Negli ultimi anni i luxury brand, primi fra tutti quelli di alta moda, hanno integrato la propria comunicazione tradizionale con l’utilizzo dei canali digitali, divenendo in poco tempo un esempio di innovazione nel mercato capace di incrementare il valore della marca e il fatturato a livello globale. Con la nascita del Web 2.0, le aziende del lusso hanno dovuto adattarsi ad una tecnologia in continua evoluzione, nonostante l’iniziale fase di scetticismo verso i nuovi fenomeni connessi alla rete. Se da un lato è evidente il rischio d’immagine che può derivare dalla trasmissione dei caratteri distintivi dell’alta gamma, prima fra tutti la componente emozionale, d’altro canto è attraverso i canali multimediali che le informazioni circolano con velocità e catturano con immediatezza i clienti attuali e potenziali in costante crescita. L’obiettivo consiste, dunque, nel creare sinergie positive attraverso la comunicazione integrata, allargando in modo innovativo i confini della brand experience fino ad includere le performance legate al coinvolgimento digitale del consumatore. Se i global brand nel settore moda sembrano aver recuperato in modo egregio il ritardo legato alla originaria diffidenza verso le tecnologie digitali, lo stesso non può dirsi per le aziende del settore orafo. Secondo una recente ricerca svolta dall'Osservatorio Federpreziosi Confcommercio in collaborazione con Format Research (2018), oggi il 60% delle gioiellerie è nel web, ma con una presenza basica (sito vetrina). Il 35% delle aziende, che non ha ancora abbracciato la svolta digitale, appare intimorito dalla complessità

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delle procedure necessarie per affrontarla. Nel settore orafo la strada è, quindi, ancora in salita. Per esorcizzare l’avversione digitale è quanto mai importante sensibilizzare le aziende del settore, non soltanto sulla rilevanza del fenomeno, ma anche sulle modalità operative più congeniali differenziate per tipologia e segmento di offerta. L’urgenza di tali tematiche è anche testimoniata dalla recente attribuzione del premio di laurea del Comitato Leonardo, sponsorizzato dal Consorzio Il Tarì, alla studentessa magistrale Alessia La Monaca, dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (Corso di Laurea in Beni di Lusso, Made in Italy e Mercati Emergenti), per uno studio dal titolo “Italian luxury goldsmith sector in a digital era: The Tarì district” che, partendo dall’analisi delle sfide digitali del settore orafo, ha tracciato delle linee guida per l’individuazione di modelli di business orientati all’attuazione di strategie omnichannel. • Luxury and the digital revolution: an accomplished challenge? Il Tarì Master Degree Award in collaborazione with Comitato Leonardo is also dedicated to jewellery in the digital era In recent years luxury brands, first and foremost luxury fashion brands, have integrated their traditional communication strategies with the use of digital channels, quickly becoming an example of innovation capable of increasing the value of the brand and the turnover globally. With the birth of Web 2.0, luxury companies had to adapt to a technological context in continuous evolution, despite the initial phase of scepticism toward new phenomena connected to the web. Al-

though it is evident the image risk that can arise from the transmission of the distinctive features of a luxury brand, for example the emotional components, it is through multimedia channels that information circulates at a high speed and immediately captures potential customers who are constantly growing. The objective is therefore to create positive synergies through integrated communication, extending the boundaries of the brand experience in an innovative way to include performances linked to the digital engagement of the consumer. If global brands in the fashion sector seem to have made up for the delay linked to the original distrust toward digital technologies, the same cannot be said for companies in the goldsmith sector. According to a recent research carried out by the Osservatorio Federpreziosi Confcommercio in collaboration with Format Research (2018), today 60% of jewellers are on the web, but with a basic presence (showcase website). 35% of companies that have not yet embraced the digital shift are worried about the complexity of the procedures required. Therefore, in the goldsmith sector the road is still uphill. To exorcise a digital aversion, it is extremely important to raise awareness among companies in the sector, not only about the importance of the phenomenon, but also about the most congenial operating methods, differentiated by offer segment. The urgency of these issues is also testified by the recent thesis award of the Comitato Leonardo, sponsored by the Consorzio Il Tarì, given to the graduate student Alessia La Monaca (University of International Studies in Rome, Master’s Degree in Luxury Goods, Made in Italy and Emerging Markets), for her study “Italian luxury goldsmith sector in a digital era: The Tarì district” that, starting from the analysis of the digital challenges within the goldsmith sector, has outlined strategic guidelines for the definition of business models oriented to the implementation of omnichannel strategies. •


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Maxi o minimal poco importa: nel periodo estivo c'è una vera e propria fioritura di gioielli. Non chiamateli semplici accessori, i preziosi definiscono il nostro stile di stagione con personalità credits direzione artistica giuliana tizzano • shooting dinamo studio • mua maria pina monaco • hair style flavia lofrano • stylist mario barbieri


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FASHION

Opulenza, strass e barocco

di Donatella Zappieri

Queste le parole chiave per la prossima stagione invernale, una sintesi dei look principali per l’autunno-inverno 2018/19

Grande ritorno dell’accessorio sulle passerelle primaverili che annunciano le tendenze del prossimo inverno. Abbandonato il minimalismo e i look dalle proporzioni leggere, ecco che gli stilisti celebrano con enfasi e dovizia di dettaglio il ritorno dell’accessorio importante ed imponente. Il bijoux diventa elemento di decorazione non solo per le parti del corpo più tradizionali ma una vera e proprio messa in rilievo di nuovi punti strategici del corpo come ad esempio la testa e il mento. Il gioiello fantasia, l’ornamento da testa, le cinture, gli orecchini imponenti così come i cuff e le collane scultoree accompagnano i look delle sfilate appena concluse in un’apoteosi di materiali, metalli e strass estremamente ridondanti ma dalle armonie estetiche piacevoli, innovative ed intriganti. Lo strass è protagonista indiscusso e declinato con opulenza da tantissimi stilisti. Catene in cristallo, châton dalle dimensioni generose, pietre ovali dal taglio sfaccettato e non, ecco gli elementi che hanno consentito di disegnare i nuovi “copricapi” e accessori per il corpo della nuova stagione. Gucci non lesina con l’utilizzo delle pietre in cristallo e crea degli ornamenti per la testa che si collegano a girocolli sfarzosi che ci fanno pensare ad influenze lontane ed antiche. La contemporaneità di questi look si evince dall’abbinamento con giacche e camicie floreali senza nessun distinzione di genere, poiché indossate sia

da uomo sia da donna. Sempre da Gucci, le catene in strass, grazie alla loro morbidezza, diventano nuove cascate di luce a disegnare corpetti, frange e cinture per segnare le linee pulite di abiti in seta dai colori sgargianti. Dolce e Gabbana ripropongono la tiara, anche da giorno, come se questo accessorio potesse diventare elemento “comune” di decorazione per tutti i giorni. Antonio Marras non lesina con l’utilizzo dello strass, proponendo imponenti chockers e orecchini pendenti dalle taglie maxi. Questo stile barocco ed estremo si ritrova presso altri stilisti i quali, introducendo le pietre di colore, i materiali naturali come la piuma, declinano forme sia letterali come il serpente o l’elefante o volumi e sovrapposizioni per enfatizzare principalmente il collo come punto di attenzione e proporre concetti di stile e di look reminiscenti di altre culture passate, con uno stile in bilico tra l’hippie chic e la cultura tex-mex come se poco importasse la vera tradizione, ma l’essenziale fosse la regola del mix&match, senza nessuna apparente logica di stile, colore e forma ad enfatizzare la libertà e al tempo stesso le logiche d’ispirazione, ormai impregnate ed impollinate da ogni tipo di cultura e tradizioni. Armani propone grosse boule di perline combinate tra loro da elementi di metallo imponenti, Marni osa orecchini dalle piume lunghissime, Gucci ci stupisce con serpenti veri che sfilano assieme alle modelle. Se la città resta la culla delle nostre vite ed

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FASHION è in città che passiamo maggior parte del nostro tempo, ecco che la tendenza “industrial” comincia a consolidare la sua presenza sulle passerelle. Grosse catene riprese dal mondo industriale, cuff imponenti e orecchini dalle forme squadrate e stondate, pezzi di metallo che ricordano le lamiere accartocciate, tutti questi elementi sono ripresi ed integrati in bijoux dalle dimensioni importanti così come dal look imponente. Balenciaga propone collier dove gli elementi di catena sono intervallati da veri e propri moschettoni. Le galvaniche sono brunite al fine di mantenere l’effetto un po’ grossolano dell’oggetto non completamente finito. Saint Laurent realizza chocker simili a lamiera accartocciata in parure ad orecchini creola dal taglio a vivo come se appena usciti dal macchinario, il tutto con finitura in metallo bianco leggermente brunito. Ancora una volta una stagione promettente di nuove idee e stimoli con segnali positivi per il bijoux e soprattutto ancora tanta creatività e spazio all’innovazione e alla voglia di creare sempre il nuovo. •

Opulence, rhinestones and a baroque vibe - these are the keynotes for the upcoming winter season. So, here is an overview of the main looks that will be trending in Autumn Winter 2018/19. The accessory will be making a big comeback on the Spring runways that bring us the new fashions for next winter. Minimalism has been ditched along with light proportions, and the designers have spared no effort in a heartfelt celebration of the intricately detailed accessory with all its dramatic force. Jewellery has been elevated beyond just a means to decorate the more traditional parts of the body and it now becomes a way to highlight new strategic areas of the female physique, such as the head or the chin. Whimsical jewels, head ornaments, belts, eye-catching earrings as well as cuffs and sculptural necklaces accompanied the latest designs on the catwalks in a triumph of materials, metals and crystals dripping with decadence, yet soothing the soul with their enticingly innovative aesthetic and irresistible allure. Diamanté embellishments steal the scene this year in various lush versions created by no end of designers for our sheer delight. Glistening crystal-glass chains, strikingly large châtons and chic oval stones with faceted and plain cuts - these are just some of the features used to created new “headpieces” and body accessories for the forthcoming season. Gucci is one of those who goes to town with rhinestones, creating head ornaments attached to ritzy necklaces that evoke faraway places from a lost past. What gives these looks contemporary charisma is the fact that they are donned with jackets and floral shirts that make no distinction between the sexes, being, as they are, worn by men and women alike. Gucci again comes up with diamanté chains which fall deftly like a magical trail of sparkly light, defining bodices, fringes and belts and outlining the pristine design of dresses cut from brightly coloured silk. Dolce and Gabbana pull the timeless tiara out of their hat - even in daytime, as if it were an “ordinary” everyday piece of apparel. Antony Marras goes overboard and revels in oodles of rhinestones, proposing oversized spectacular chokers and large dangling earrings. This blingy baroque style crops up in other collections with designers who introduce colourful stones or natural materials likes feathers, using them to create lifelike snakes or elephants, or to build up lumes or overlays, serving as a device to draw attention to the neck mostly. They also exploit this new fashion to dip into the archives and explore forgotten styles - something halfway house between hippie chic and tex mex. It is as if tradition itself has no place in the scheme of things, what counts is the mixing and matching - this leads to an apparently random juxtaposition of styles, shapes and cultures, emphasising

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the sense of freedom and celebrating the various sources o f inspiration which are by now blended inseparably - a real hotch potch of culture and traditions with its own unique harmony. Armani stuns us with large round beads combined with gleaming metal detailing. Marni goes out on a limb with extra-long feathers and Gucci takes our breath away with real snakes carried by the models showcasing the clothes. And seeing as the city is the cradle of human experience and as we spend most of our lives in an urban setting, it can come as no surprise that an industrial mood has crept into the collections this year. Large factory-inspired chains, statement cuffs and squarish or rounded earrings and pieces of metal shining like sheet metal scraps swept up from a shop floor. These and more are the hallmarks of a jewellery trend that is big in size and big on style. Balenciago presents a number of necklaces where chain links are separated by chunky lobster clasps. The galvanic surface has been burnished so as to obtain the raw attraction of an unfinished object. Saint Laurent makes chokers that are a bit like crumpled sheet metal with his necklaces and creole-style earrings featuring a raw-cut edge - like they had just come off an assembly line - all finished with a slightly burnished white-metal surface. Yet again, this season is teeming with new ideas and interesting concepts and packed with positive implications for the jewellery sector, but it especially brims with an overwhelming desire for creativity, innovation and a hankering after the new. •


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NEWS

L’Assocoral a Parigi con l’ICE per “Le trésorrouge de Torre del Greco” di Francesca Vitelli

Da sinistra a destra: il Commissario Prefettizio di Torre del Greco Dr. Barbato, l’Ambasciatore Caruso, Presidente Commissione Esteri e Unesco Regione Campania, Dr. Mazza Presidente Assocoral e il professore Di Stefano Presidente ICOMOS

Una giornata dedicata alla lavorazione artigianale del corallo e del cammeo di Torre del Greco organizzata dall’ICE presso l’Ambasciata d’Italia a Parigi per far conoscere la storia e la bellezza di un comparto economico che è molto più di un’attività produttiva. Esso è una intera comunità che si riconosce in un sapere artigianale che si tramanda di generazione in generazione non soltanto all’interno delle aziende familiari ma anche nelle aule dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Francesco Degni” di Torre del Greco dove si formano le nuove leve. Una passione e un’arte che da secoli caratterizza il territorio alle pendici del Vesuvio con oltre 300 aziende, 2.500 addetti e un indotto che sfiora le 5.000 unità è stata presentatail 12 aprile a rappresentanti istituzionali, giornalisti, gioiellieri, storici dell’arte e creativi dei più noti brand internazionali del settore. 150 invitati a un seminario in cui il Presidente dell’Assocoral Tommaso Mazza, Caterina Ascione, storica dell’Arte e Francesca Vitelli consulente di Assocoral hanno raccontato un mondo, quello del corallo e del cammeo. Al maestro incisore Giovanni Ventresca è stato

affidato il compito di mostrare agli ospiti la meraviglia che mani esperte possono trarre da una conchiglia trasformando la materia prima in un’opera d’arte mentre un gruppo di modelle ha sfilato indossando parure di gioielli dal design antico e contemporaneo scelti da Gigia Iacobelli direttrice artistica e realizzati da alcune delle aziende presenti: Di Luca Srl, Grazia Mazza sas, Antonino De Simone Srl, Ottaviano Fabio, Mattia Mazza srl, Gennaro Borriello Srl, Aucella Srl, De Simone Fratelli, Rovian Gioielli Italiani, Mondial Coral Srl. Il programma è stato arricchito dalla presentazione degli scatti d’autore realizzati dal fotografo Renato Cerisola in alcune delle aziende associate ad Assocoral. Far conoscere la lavorazione artigianale del corallo e del cammeo di Torre del Greco affinché possa essere condivisa attraverso la proposta di candidatura a patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco è l’obiettivo ambizioso che l’Assocoral si è data, un traguardo che la vede impegnata in manifestazioni e iniziative a supporto di un percorso lungo e complesso. •

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NEWS

L'ambasciatrice italiana a Parigi, Teresa Cassaldo, riceve dal Presidente Assocoral, Tommaso Mazza, il cameo realizzato dagli studenti dell'Istituto Statale d'Arte Francesco Degni

Assocoral goes to Paris with the Italian Trade Agency for the “Trésor Rouge de Torre del Greco” A day dedicated to the artisanal talent of the red-coral and cameo-crafting tradition radicated in the Italian town of Torre del Greco was set up by the Italian Trade Agency on the premises of the Italian Embassy in Paris to publicise the rich history and intrinsic beauty of a business sector which is so much more than a mere manufacturing activity. For the whole community of this Southern-Italian town identifies strongly with this age-old artisanal trade handed down from generation to generation and fostered not only within family-run firms but also upheld in the classrooms of the Higher Education Institution “Francesco Degni” in Torre del Greco where new recruits are trained in the art. A passion and an art that has left its mark on the local landscape situated at the foot of Vesuvius’ verdant slopes and which accounts for over 300 companies, 2,500 workers and satellite industries employing about 5,000 people. On the 12 April, an overview of the coral and cameo trade was given to institutional representatives, journalists, jewellers, art historians and art directors from the most famous international brands in the field. 150 guests were invited to a seminar in which the President of Assocoral, (the Italian Association of Manufacturers of Coral, Cameos and similar products) Tommaso

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Mazza, Caterina Ascione, an art historian and Francesca Vitelli an Assocoral consultant regaled the audience with their personal account of the world of coral and cameo craft. The master engraver Giovanni Ventresca was tasked with showing the guests what magic can be achieved when expert hands come into contact with a sea shell. This natural resource is transfigured and becomes a work of art. In the background, a group of fashion models showed off magnificent matching earrings and necklaces, featuring an ancient design with a contemporary slant, chosen by Gigia Iacobelli the artistic director and created by some of the firms attending the event: Di Luca Srl, Grazia Mazza Sas, Antonino De Simone Srl, Ottaviano Fabio, Mattia Mazza Srl, Gennaro Borriello Srl, Aucella Srl, De Simone Fratelli Srl, and Rovian Gioielli Italiani, Mondial Coral Srl. The programme also included a presentation of a number of artistic shots by the professional photographer Renato Cerisola depicting some of Assocoral's company members. Assocoral’s aim is to bring the artisanal prowess of coral and cameo workers from Torre del Greco to the attention of the world with the ultimate objective of applying to Unesco to have this age-old art recognised as the intangible Cultural Heritage of Humanity, thus benefiting a greater number of people. In order to achieve this ambitious goal, Assocoral has planned a series of events and initiatives that will pave a long and complex path leading to its final destination. •


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NEWS

BONUS SUD Un'opportunità per le imprese di Anna Lepre Direttore Lepre Group

La Legge di Bilancio 2018 ha offerto nuove possibilità di sostegno agli investimenti, di particolare interesse per il Mezzogiorno. Il bonus investimenti Sud consente alle piccole imprese di fruire di un credito d’imposta pari al 45% del valore dell’investimento in macchinari e impianti nuovi (‘beni strumentali’), se la struttura produttiva è localizzata in una delle seguenti regioni: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Per le medie imprese il bonus è del 35%, per le grandi scende al 25%. Al bonus Sud possono accedere imprese di qualsiasi natura giuridica, prescindendo dal regime contabile adottato e dal settore economico. Uno dei vantaggi del bonus è di poter essere utilizzato in tempi rapidi, subito dopo la determina dell’Agenzia delle Entrate che riconosce l’ammissibilità del beneficio. Ma a rendere più interessante la misura è la sua cumulabilità con un altro incentivo fisca-

le disposto con la manovra di fine anno. Se, infatti, l’investimento è finalizzato a favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale e riguarda dunque alcune particolari tipologie di beni materiali strumentali nuovi rientranti nel piano Industria 4.0, oltre al bonus si può ottenere un iperammortamento del 250%. In pratica si può maggiorare del 150% il costo del bene a fini fiscali. La cumulabilità è prevista anche per il superammortamento del 130%, che si ottiene acquistando beni materiali strumentali nuovi non inclusi nelle tipologie 4.0. L’effetto combinato del bonus investimenti Sud e del iperammortamento o superammortamento consente agli artigiani e ai piccoli imprenditori di innovare la propria attività, rendendosi più competitivi sui mercati nazionali e internazionali, anticipando l’investimento in misura molto contenuta. Un’opportunità unica per ammodernare le proprie strutture, in un periodo strategico per l’innovazione dell’intero sistema produttivo.

Incentive for southern italy can be combined with the hyper depreciation allowance: a rare opportunity for enterprise The 2018 Budget Law has opened up new horizons, rewarding investments in a new way which is particularly relevant for Southern Italy. The investment incentive for Southern Italy means that small companies can benefit from a tax credit equal to 45% of the value of the investment in new machinery and equipment (“capital goods”)if the manufacturing plant is situated in one of the following Italian regions: Campania, Apulia, Basilicata, Calabria, Sicily, Molise, Sardinia and Abruzzo. For medium-sized enterprise the incentive amounts to 35% whilst for large enterprise it is slightly less at 25%. The incentive for Southern Italy is available to companies regardless of their legal status, accounting system or economic sector. The only business categories excluded from this initiative are: ship-building, lending, finance and insurance, man-made fibres, coal and steel industry, the production and distribu-

tion of energy and transport. One of the advantages of the incentive is that it can be used quickly - basically, as soon as the Revenue Agency has acknowledged eligibility for the tax benefit. But what really makes this tax measure advantageous is the fact that it can be combined with another tax incentive scheme issued under the end-of-year manoeuvre. Indeed, if the investments made by companies aim at facilitating technological and digital conversion processes (relating therefore to certain types of tangible capital goods falling under the Industry 4.0 plan), then in addition to the incentive, a hyper-depreciation allowance of 250% can be obtained. In practice, the cost of the goods for tax purposes can be increased by 150%. Cumulability is also possible for the 130% super-depreciation allowance obtainable by purchasing new capital goods not classifiable as 4.0. In this case, the increase is limited to 30%. The combined effect of the incentive for Southern Italy and the hyper or super depreciation allowance allows artisans and small businessmen to make innovations and become more competitive on both the Italian and international market without having to advance a huge amount of funds. This is a rare opportunity to modernise enterprise at what is for Italy a decisive juncture for the entire manufacturing system. •

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NEWS di Donatella Zappieri

Quando la creatività è la costante ricerca della perfezione estetica

Valentina Brugnatelli, designer di bijoux e accessori, ha un percorso professionale che si snoda tra la creazione della sua linea e il lavoro come consulente che la porta a collaborare con i più importanti marchi della moda. Nata in Italia ma con radici cosmopolite, madre danese e padre italiano, Valentina vanta da sempre una formazione internazionale. Scuole a Parigi e in Svizzera ma soprattutto un’inarrestabile curiosità e una capacità di cogliere segnali di stile che arrivano dai suoi viaggi e dalle sue esperienze e a tradurli in forme di gioiello e accessori al passo coi tempi e adatte ad un pubblico cosmopolita. Cresciuta professionalmente alla scuola di Gianfranco Ferré, suo mentore per vent’anni, Valentina ritiene che questa esperienza sia stata per lei una fonte inesauribile di conoscenza, esperienza e formazione - anche personale. Dopo Ferré, la designer ha anche collaborato con Yves Saint Laurent, Kenzo e Missoni solo per citarne alcuni, disegnando non solo gioielli ma linee di piccola pelletteria e borse non che accessori per scarpe. Oggi Valentina continua a collaborare con i grandi marchi della moda ma si occupa anche della linea che porta il suo nome prodotta in Italia. Per lei è fondamentale che ogni gioiello racconti una storia e risvegli un’emozione. Un gioiello deve contenere un’idea, un concetto per non relegarlo solo al mondo della mera decorazione. Un percorso a cavallo tra la creazione della tua linea e il lavoro come consulente per altri brand, come coniughi la tua versatilità per disegnare collezioni che rispecchino le diverse esigenze? Ho fatto consulenza per più di 15 anni prima di lanciare il mio marchio. La prima collezione VB è stata molto difficile da disegnare. Quando si lavora per altri, in qualche modo si hanno dei "binari" dentro ai quali bisogna viaggiare. Binari che determinano i codici e l'immagine del cliente. Quando si disegna il proprio marchio ad un tratto ci si trova senza nessuna guida, se non la propria fantasia e un foglio bianco davanti. una sensazione inebriante ma bisogna anche imparare a gestire la propria creatività ed inventare un proprio universo, soprattutto rendendolo comprensibile anche al cliente finale. In sintesi è come se avessi due diversi modus operandi. Nel tuo lavoro vedo che ti occupi anche dello sviluppo delle collezioni? Lavori in Italia, come organizzi il tuo tempo e le diverse esigenze?

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Per fortuna sono molto organizzata e diciamolo pure anche un po’ "svizzera". Penso che il fatto di andare di persona nelle fabbriche a seguire un prodotto, non solo ti faccia risparmiare un sacco di tempo, ma crei anche un legame di fiducia reciproca con il tuo produttore e il cliente finale che è consapevole che il suo prodotto è seguito da vicino. Vedo che usi vari materiali alternativi al “classico” metallo. Come ti aggiorni sulle diverse tecnologie e materiali? Girando molto per fabbriche si vedono tutte le novità, si sta al passo coi tempi. È molto importante uscire dal proprio studio e guardarsi intorno. Io stessa a volte mi cimento anche in lavori che non sono solo direttamente legati al bijoux. Imparo trucchi su altri materiali e costruzioni che forse un giorno si potranno adattare al bijoux. Bisogna sempre cercare di tenere la mente aperta. • Valentina Brugnatelli - a creativity that wells up from a tireless quest for aesthetic perfection A designer of fashion jewellery and accessories, Valentina Brugnatelli has carved out an unusual career path for herself - one that twists deftly between heading up her own brand range and working as a consultant where she puts her imagination at the service of the leading fashion names. Born in Italy, she boasts a highly cosmopolitan background. With a Danish mother and Italian father, Valentina enjoys all the benefits of an international education. She has placed her schooling in Paris and Switzerland to immensely good use by combining it with an insatiable curiosity and a flair for spotting interesting style concepts garnered during her journeys and other experiences - all of this aesthetic wealth is then ably translated by her into jewels and accessories updated with a modern vibe and adapted to suit the tastes of a cosmopolitan audience. A trainee at the school of Gianfranco Ferré (her mentor for twenty years), Valentina swears by this professional


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experience, stating that it has been an inexhaustible source of knowledge, honing her designer’s eye and enriching her from a personal point of view as well. After Ferré, she worked with YSL, Kenzo and Missoni, to name but a few, designing not only jewels but also small leather items and bags, as well as ornaments for footwear. Today Valentina still collaborates with the major fashion design houses, but she also takes care of her own business which boasts Italian-made creations. For her, it is essential for each jewel to tell a story and spark an emotion. A jewel must revolve around an idea, a concept - something that takes this physical object beyond just being a mere decoration. It must be given added depth. When I sit down to have a chat with her, I feel a tangible and instant affinity as she draws me into her highly professional creative universe. DZ: You have traced out a career path that bestrides your own personal collection and your job as a consultant for others. How do you manage to be so versatile in designing collections that cater for such different requirements? VB: I worked as a consultant for over 15 years before I launched my own collection. The first VB collection was a tricky one to design. When you work for someone else in many ways you stay within set “tracks” as you chart your creative course. These tracks define the aesthetic canons and signature image of the customer. Conversely, when you design for your own brand, you suddenly find yourself without any guiding tracks. You are strangely free of restraints. All there is in front of you is a blank sheet on which to transfer the fruits of your imagination. It is an inebriating sensation, but it also means you have to handle yourself. You need to set up your own private universe, being careful, though, to hand the customer a key of comprehension. Basically, what you need are two different approaches which change according to the circumstances. DZ: I can see that part of your work also involves collection development, doesn’t it? Working in Italy, how do you organise your time to fit everything in? VB: Luckily I am quite organised. Actually, in truth, I am rather “Swiss-like”. I think that going to the factories personally in order to follow the product process doesn’t only save time in the long run but also helps to build up a relationship of mutual trust with the producer and the final customer who perceives how much thought has gone into the item on sale. DZ: I see that you use a variety of materials that are quite distinct from “ordinary” metal. How do you manage to stay up-to-date with the various technologies and materials? VB: I am around factories a lot and you get to see stuff like this. It helps to keep you in the loop. It is truly important to leave your creative haven and take a look at what is happening outside. Even I try out jobs that are not directly linked to fashion jewellery. I learn things about other materials and gain design insights that may come in handy for my fashion-jewellery business. It is crucial to stay open to new ideas. •

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GLAMOURTIPS

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1 - Gennaro Tortora, ciodolo in argento con cameo - 2 - Confuorto, orecchini con cameo e perle di fiume con lavorazione filigrana - 3 - Urigold, orecchini con cameo e agata nera - 4 - Mondial Coral, ciondolo cameo con diamanti - 5 - Kadhora, bracciali in argento con cameo naturale - 6 - Idea Coral, anello in argento con corallo Mediterraneo e cameo inciso a mano - 7 Gennaro Napoletano, anello in argento con cameo - 8 - Meg Gioielli, orecchini in argento con cameo e zirconi - 9 - 925 by Aucella, orecchini in cameo su conchiglia sardonica montati in argento con zirconi


GLAMOURTIPS

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CAMEO Ieri, oggi e domani

Prezioso e sempre molto artistico, il cameo torna in auge, mixato con metalli e materiali inediti. Incorniciato di luminosi strass, va a completare con un tocco ancien chic il total look contemporaneo

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Il nuovo Parco Archeologico di Ercolano Le due vite della città attraverso la storia di Francesco Sirano direttore del Parco Archeologico di Ercolano

1 - Anello d'oro 2 - La palestra 3 - I Fornici

Il nuovo parco Archeologico di Ercolano, nato nel 2016, ha iniziato la sua piena fase operativa nel 2017. La missione del Parco coniuga insieme la ricerca, la conservazione e la trasmissione al pubblico presente e alle future generazioni dei valori culturali di Ercolano. Il suo patrimonio culturale comprende sia i ricchissimi beni materiali, sia i beni immateriali rappresentati dalle conoscenze storico archeologiche sull’antica città romana e dall’identità che Ercolano ha assunto dopo la sua scoperta, a partire dal 1738, nel contesto sociale e culturale dell’età moderna e contemporanea. L’assoluta eccezionalità del sito è stata riconosciuta a livello mondiale anche dall’UNESCO, nelle cui liste è inserito dal 1997. Sin dalla sua prima scoperta Ercolano si è imposto all’attenzione internazionale come grande laboratorio non solo per la storia archeologica della Campania in età romana, ma anche per le straordinarie sfide di conservazione che esso pone considerati i rinvenimenti di resti organici che vanno dal legno alla frutta, dal mobilio alle derrate agricole, a veri e propri tesori di artigianato orafo. Per aiutare nella gestione ottimale di questo meraviglioso patrimonio ad Ercolano è attivo dal 2001 un caso esemplare di interazione pubblico-privato grazie alla preziosa presenza della Fondazione Packard, ente filantropico americano presieduto da David Packard, che non solo ha finanziato importanti lavori di restauro ed estese campagne di approfonditi studi, ma ha anche stabilito sul sito l’Herculaneum Conservation Project, un team di professionisti, nella maggioranza italiani per espressa volontà del mecenate, insieme al quale è stato sviluppato un percorso virtuoso finalizzato alla conservazione e alla valorizzazione del sito. In questo positivo contesto, il Parco ha intrapreso una costante attività di tessitura di una rete di interazioni con istituzioni, associazioni, enti attivi sul territorio, attivando, convogliando e catalizzando forze positive e risorse creative. I percorsi di visita raccon-

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tano, come è noto, la vita e le ultime ore di una cittadina lussuosa all’ombra del Vesuvio, consegnata alla storia dall’eruzione del 79 d.C. Le strade, le case, gli spazi pubblici, il benessere e le terme, le botteghe e le attività artigiane, il sacro, sono solo alcuni dei temi che si percepiscono con chiarezza, in una visita che si connota per la peculiarità di offrire una dimensione intima e raccolta di un’esperienza eccezionale. Fare tesoro delle sollecitazioni e degli stimoli che vengono dai visitatori, sforzarsi di divulgare con semplicità, ma senza semplicismi e senza mai rinunziare alla qualità scientifica ed operativa delle proposte, le grandi conoscenze e gli straordinari valori legati alla plurisecolare storia di Ercolano nelle sue due vite (quella nell’antichità e quella ricominciata dopo la sua scoperta nel XVIII secolo) costituiscono la strategia che il Parco ha intrapreso con successo. Ogni itinerario, ogni evento organizzato comporta un grande impegno che i visitatori stanno premiando, negli ultimi mesi infatti si è registrato un incremento delle presenze del + 21% rispetto agli stessi mesi del 2017, ciò a dimostrazione della centralità che il sito archeologico sta rappresentando per il turismo culturale. Il ricco programma di eventi del 2018 culminerà a fine anno con tre mostre dedicate ai temi del Lusso, del Cibo e del Legno, che offriranno al visitatore un collegamento tra i temi della creatività e l’artigianato contemporanei con le tradizioni del mondo antico. Il futuro del Parco si delinea tra lavoro, passione e grandi ambizioni, il grande spirito creativo, la vivacità culturale e sociale, la gioia di vivere, la profondità delle riflessioni filosofiche, il gusto per il benessere che sono fioriti in questi luoghi per tanti secoli, una forza creativa mai spenta né dalle numerose e terribili catastrofi naturali, come quelle provocate dal Vesuvio, né dalla perniciosa presenza delle organizzazioni criminali che per tanti anni hanno oppresso questi meravigliosi territori all’ombra del vulcano, nel cuore del Golfo di Napoli. •


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The new archaeological park of Herculaneum Two lives intertwined in an ancient city that reverberates with history First set up in 2016, the new Archaeological Park of Herculaneum became fully operational in 2017. The mission of the Park is to combine research into and conservation of age-old treasures, whilst bringing the cultural wealth of Herculaneum to the attention of the public at large, benefiting society today as well as future generations. Its cultural heritage includes both the immense bounty of tangible artefacts, but also that boundless intangible knowledge about the history and archaeology of this ancient Roman city and the identity that Herculaneum has taken on, since its discovery in 1738, against the social and cultural backdrop of our modern contemporary society. The inestimable value of this site was recognised internationally when UNESCO officially classified it as world heritage in 1997. As soon as it was discovered, Herculaneum came to the attention of the international public as a huge laboratory, not only for the archaeological history of the Campania region in Roman times, but also for the extraordinary conservation challenges that it posed in terms of organic remains which included wood, fruit, furniture and agricultural commodities as well as astonishing. treasures of gold handicraft. To help it manage in the best possible manner the superb historical legacy of Herculaneum, a fine example of state-private-sector cooperation came to the rescue in 2001. A big helping hand came from the Packard Foundation, an American philanthropic body chaired by David Packard. This organisation did not only fund sizeable restoration work and extensive in-depth academic research, but it also set up the Herculaneum Conservation Project on the site with a team of professionals, mainly Italian upon the explicit request of the patron of the arts. Together a positive pathway was built up to preserve and enhance all the Site has to offer. With this constructive approach, the Park worked relentlessly to weave a network in order to liaise with institutions, associations and proactive local bodies, triggering, harnessing and accelerating positive forces and creative resources. As everyone knows, the places open to visi-

tors relate the life and the last hours of an opulent town overshadowed by Vesuvius and consigned to history when the volcano erupted in 79 A.D. Streets, houses, areas open to the public, spas and baths, stores, craftsmanship and the sacred are only some of the themes that grip tourists and visitors, filling them with awe. All the old monuments exude a strange sense of familiarity and intimacy and time spent wandering through this old town makes for a memorable experience indeed. The Park's success lies in its ability to draw lessons from the requests and needs that visitors inevitably bring with them, to explain concepts in simple terms without downplaying any of the intrinsic complexity involved and to consistently deliver quality in terms of scientific work, operational efficiency and factual knowledge whilst conveying to all those who tread those ancient soil tracks the immense worth of a centuries-old setting, bespeaking the two lives of Herculaneum (the age-old one and its second life after it was unearthed in the eighteenth century). Behind each itinerary and each organised event there is a huge amount of work, but visitors appreciate all the efforts because there has been an upswing in tourism, amounting to a 21% increase as compared to the same monthly period in 2017. This confirms that the archaeological site continues to wield a strong attraction over the cultural-tourism segment. One crowning moment on the packed schedule of events for 2018 will come at the end of the year with three exhibitions dedicated to Luxury, Food and Wood. This will be an occasion to show visitors the links between contemporary creativity and craftsmanship and the traditions of yore. It is the destiny of this magnificent park to thrive on passion based on hard work and high aspirations. This land and its dwellers are imbued with great creative flair, a lively sense of society, strong cultural roots, a joie de vivre tempered by philosophical depth and a love of the good life. All this has flourished over so many centuries amidst numerous appalling catastrophes (like the Vesuvius eruption, just to name one) yet none of this adversity has smothered the creativity of its inhabitants nor has their spirit been dampened by the baleful presence of organised crime that has for so long oppressed this marvellous region ensconced in the heart of the Gulf of Naples beneath the long shadow of the volcano. •

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8 7 1 - JadĂŹ, croci da uomo in oro rosa, bianco e diamanti - 2 - Barra, ciondoli in argento con madreperla - 3 - Fantasie GN, anello in oro con diamanti - 4 - Mondial Coral, orecchini in oro con corallo rosa e diamanti - 5 - Armonie by Progetti Oro, orecchini in oro bianco, diamanti e quarzo rosa - 6 - LC Oreficerie, orecchini in elettroformatura, oro bianco, e rosa - 7 - Confuorto, anello in argento rosa, pietre naturali e corallo rosa - 8 - Maurizio Vitagliano, anello in oro rosa e zaffiri rosa - 9 - Aucella, anello in oro con diamanti e spola di corallo rosa "Pelle d'Angelo"

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10 - Cierre Gioielli, anello in oro con zaffiro naturale - 11 - Honey, anello in argento con Swarovski - 12 - SBS Diam Group, anello in argento con pietre Swarovski - 13 - DidofĂ , orologio con cinturino in acciaio maglia Milano gold con cristalli white - 14 - Kadhora, orecchini in argento con pietre naturali - 15 - Tramontano Gioielli Italiani, anello in oro rosa e bianco - 16 - Diamon Art, bracciale in oro con diamanti naturali e anima in titanio - 17 - Tramontano Montature, bracciale in oro bianco e rosa


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Magazine maggio 2018  
Magazine maggio 2018