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ottobre2018

MAGAZINE DE IL TARÌ. DESIGN, ARTIGIANATO, IMPRESA NEL MONDO DELLA GIOIELLERIA. ED. 03/2018

Jewels Tendenze 2019

IL MARE D'INVERNO

GIANNI PACE GIOIELLI

GIOIELLIERE contemporaneo mercante di emozioni

CENTO ANNI DI PASSIONE Gianni Pace Gioielli una storia napoletana


Prossimo appuntamento 8/11 marzo 2019 Next Exhibition from 8th to 11th march

www.tari.it

Marcianise CE - Italy ph. +39 0823 517111

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EDITORIALE

LA NOSTRA IDENTITÀ Visione e innovazione binomio del futuro Il triennio Tarì 2018 - 2021 si è appena aperto nel segno della continuità, con il rinnovo della fiducia al presidente Vincenzo Giannotti e al consiglio di amministrazione: un segnale forte, che sostiene le strategie e contribuisce a consolidare l’immagine del Centro Orafo. “Sono lusingato dal corale supporto che i soci del Tarì hanno espresso poche settimane fa. Il triennio appena concluso è stato certamente molto impegnativo, ma ha sicuramente trasferito al mondo orafo il segnale importante di un nuovo corso nella vita del Tarì, nel segno del rilancio - dichiara il presidente Giannotti - Il nostro Centro resta oggi l’unica realtà italiana, di rilievo internazionale, a concentrare produzione, servizi artigianali, creatività e formazione in un unico sistema integrato, sul quale puntiamo tutte le nostre energie. Questo messaggio forte è stato apprezzato e confermato non solo dai nostri soci, ma dall’intero mondo orafo italiano. Il progetto Tarì 365, nel quale ho creduto fin dall’inizio, si è rivelato vincente. La visione del Tarì come realtà quotidiana a servizio del sistema orafo ha dato in questi anni i suoi primi risultati, e rappresenta sicuramente il solco lungo il quale si muoverà il nostro Centro Orafo nel prossimo triennio”. Il triennio guidato da Vincenzo Giannotti è stato caratterizzato da importanti investimenti in innovazione: “Credo molto nella necessità di guardare al futuro potendo disporre di strumenti, competenze e visioni innovative - prosegue il presidente del Tarì - Non si può crescere senza conoscenze e mezzi adeguati, e se la stessa struttura non si adegua a nuove forme di accoglienza e ospitalità. Una visione completa, dunque, che ha visto il Tarì nell’ultimo triennio attento sia agli investimenti, che alla formazione e all’aggiornamento degli operatori orafi. Fare squadra è oggi più che mai necessario ed è ciò che abbiamo voluto fare non solo attraverso periodici incontri, sondaggi e confronti con soci e operatori, ma anche attraverso il progetto delle Pillole di Formazione che, nato nei primi mesi dell’anno, ci ha dato grandi soddisfazioni e si preannuncia uno dei cavalli di battaglia per il nuovo CdA. Sono particolarmente orgoglioso della squadra che mi affianca nel mio operato, che in gran parte ha condiviso con me questi anni entusiasmanti. Ai miei consiglieri storici se ne sono aggiunti grazie alle ultime elezioni altri tre di eguale determinazione e voglia di fare, che sono certo sapranno portare al Tarì energia e idee. Il CdA del Tarì è composto oggi da 11 membri, imprenditori accreditati nel mondo orafo. Confermata integralmente la compagine uscente, composta insieme a Vincenzo Giannotti da Pino di Gennaro, Salvio Pace, Flavio Dinacci, Giuseppe Casillo, Vincenzo Rajola, Marco Simeone, Maurizio Vitagliano. Oltre a loro, tre nuovi ingressi: Tiziana Di Gennaro, Amedeo Giannotti e Davide Mazza. •

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CONTENTS

3 Editoriale 24 Il gioielliere: contemporaneo mercante di emozioni 30 Una tempesta di idee 34 Le potenzialità di uno spazio esclusivo 38 La grande bellezza 42 Instagram e la comunicazione visiva 44 Cento Anni di passione 47 Bollywood 50 Old but gold 52 Orgoglio nerd Direttore responsabile Floriana Marino Redazione Tarì Magazine Progetto grafico Exadv Photo Dinamo Studio/Luciano D’Inverno/Anna Cino Image Bank Shutterstock In copertina Gianni Pace Gioielli Stampa Grafica Metelliana (SA) Reg. Trib. Santa Maria Capua Vetere n° 587 del 6/12/2002 www.tari.it

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Dove osano i diamanti Street style La gioielleria è rock Il mare d'inverno Acquamarina Life is a jewel Modern princess Patchwork mania Business&franchising Stravaganti L'armonia di un gioiello Gioielli haute couture


PILLOLE DI FORMAZIONE

di Raffaele Ciardulli

Gioielliere: contemporaneo mercante di emozioni Ovvero spunti e suggerimenti per migliorare la emotional customer experience in gioielleria Un estratto da pillole di formazione

Caro Lettore, mi spiace un poco che tu non sia riuscito a venire; eravamo in tanti, designers, donne e uomini di marketing di belle marche creative, grossisti e soprattutto dettaglianti alcuni dei quali venivano anche da molto lontano.

Per cominciare hanno tutti portato e messo in comune quello che hanno di piĂš caro, almeno sul piano professionale: i propri Clienti. Ne abbiamo parlato insieme e li abbiamo scoperti (nel senso buono) giovani e meno giovani, classici ed innovatori, timidi ed esperti, attenti al prezzo ed attenti al design, comunque variegati, comunque difficili, comunque esigenti, spesso mutevoli. Insomma, non possiamo dire antipatici (anche perchĂŠ pagano i conti delle marche e dei negozi) ma comunque tosti.

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PILLOLE DI FORMAZIONE

Poi abbiamo definito che cosa saremo andati a fare nelle ore che ci separavano dal pranzo: avremo continuato a parlare dei Clienti. Non tanto di come fare a farne entrare di nuovi nei negozi ma soprattutto di come fare per fare in modo che quelli che ci entrano ancora non limitino la loro visita ad un “era giusto per dare uno sguardo” e magari per fare in modo che il termine “visita” possa essere declinato anche al plurale. Il punto di partenza è stata l’indagine della “costellazione di stimoli” che costituiscono la customer experience che, detto in italiano ed in maniera meno sintetica, sarebbe, anzi è, quella cosa che ci lasciano dentro tutti i contatti che abbiamo avuto con una Marca…o con un Negozio e che ci fa decidere se e cosa comprare, a quale prezzo e dove. Insomma, come recitava l’apposita slide, “quello che fa la differenza tra il successo ed il fallimento”. Essendoci accorti (ma già lo sapevo da prima) che il tema del giorno non era la customer experience ma l’emotional customer experience abbiamo affrontato il tema delle emozioni. Guarda che non è stato facilissimo perché anche noi “contemporanei mercanti di emozioni” partiamo in fondo dalla convinzione che le persone (noi per primi) siano guidate dalla razionalità e da una razionalità squisitamente materialista. In fondo in fondo, tutti abbiamo dentro una vocina che ci dice “si tutte belle storie ma poi quello che conta è il prezzo, la convenienza, quanto sconto gli fai e la pubblicità”. Ora, a parte il fatto che la pubblicità tutto è tranne che razionale, sto proprio leggendo in questi giorni un libro sulle “neuroscienze” che dimostra che non è così; misura “meccanicamente” le aree del cervello che corrispondono alle emozioni e dimostra che sono proprio le emozioni che guidano i

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PILLOLE DI FORMAZIONE nostri comportamenti d’acquisto. Il libro quando abbiamo fatto la sessione di formazione non l’avevo ancora letto ma ce la siamo cavata lo stesso. Nella bell’aula che ci aveva procurato Floriana Marino c’erano anche degli esperti di comunicazione digitale (quelli che vendono su internet per capirci) ed è stato utile scoprire come il mondo virtuale stia già muovendosi per assicurare ai propri Clienti una soddisfacente esperienza emozionale anche se, a dirtela tutta, continuo a sostenere che il posto ideale per farlo sia quello dove esseri umani incontrano esseri umani ovvero nei negozi. Alla fine dopo esserci detti “cos’è” l’emotional customer experience, “a che serve” e “dove si fa”, ci siamo raccontati anche “come si fa" senza rinunciare a prendere alcuni esempi da quello che succede davvero nei negozi di chi ha partecipato all’incontro. E come si fa ? Io proverei pure a scriverlo ma Floriana mi ha dato uno spazio di tremila battute e sono a già a 3.648 (spazi inclusi). E comunque non ci sono ricette che valgano per tutti, diciamo che il primo passo è quello di farsi delle belle domande e poi di tradurre le risposte a queste domande in azioni distintive da applicare prima della visita, nell’accoglienza, nell'ascolto e nell'esplorazione dei bisogni, nelle argomentazioni, nell’“arrivederci” e dopo la visita. Il punto cruciale è quello di farsi le domande giuste e di darsi risposte oneste. Per aiutarci abbiamo anche condiviso una “bussola” con alcune domande. Mi spiace un poco che tu non sia venuto, avremo potuto condividerle anche con te. Per finire fammi fare un poco di réclame: ti consiglio davvero di dare uno sguardo ai programmi di formazione del Tarì, mi hanno detto che stanno preparando un programma autunnale non solo interessante ma soprattutto concreto. •

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PILLOLE DI FORMAZIONE

di Marcello Muru

Una tempesta di idee Come conquistare il consumatore iniziando dalla vetrina

Oggi tutti noi possiamo fare degli acquisti comodamente seduti a casa attraverso siti internet a questo dedicati, ma cosa può fare la differenza tra acquistare da casa e l’acquisto di un prodotto in un negozio? La vetrina è l’essenza del negozio, il suo il biglietto da visita, che per di più deve esercitare tutto il suo potenziale di seduzione nel tempo brevissimo di 7 secondi. Occorre quindi sfruttare al massimo questo potentissimo mezzo di comunicazione per conquistare il nostro potenziale cliente e predisporre le seguenti azioni: 01. Mettere in moto il “Brainstorming’’ - tempesta di idee sul tema da rappresentare in vetrina. 02. Pianificazione in anticipo delle vetrine attraverso un calendario. 03. Scelta del prodotto. 04. Scegliere da 1 a 3 tonalità di colore del prodotto stesso. 05. Utilizzo di fondali, banner, tessuti che faranno da scenografia alla vetrina. 06. Utilizzare la tecnica di esposizione piramidale e/o linee e ripetizioni. 07. Identificare un punto focale posizionato a circa 1,40/1,50 mt da terra ed in grado di catturare e guidare lo sguardo dell’osservatore.

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PILLOLE DI FORMAZIONE 08. Comunicare eventuali iniziative come vendite speciali, eventi etc. 09. Illuminare correttamente la vetrina. 10. Rinnovare il prodotto ogni 15 giorni e la scenografia ogni mese. 11. Essere coerenti con l’esterno e l’interno del negozio. 12. Comunicare orari e prezzi. 13. No al packaging in vetrina. Una volta conquistato il cliente attraverso la vetrina, diventa fondamentare mantenerne alta l’attenzione e trasformare la sua visita in una “esperienza indimenticabile”. Il Visual Merchandising è l’insieme delle operazioni che collocano il prodotto all’interno del punto vendita in sintonia con le scelte di strategie commerciali. Queste operazioni riguardano il sistema espositivo, l’ambientazione, l’illuminazione e la grafica: vediamole ad una ad una. Il sistemo espositivo, composto da tutte le attrezzature che definiscono lo spazio di vendita, dovrà essere il più possibile neutro per lasciare parlare il prodotto. Anche l’altezza degli elementi avrà il suo peso, per equilibrare ingombri ed esposizione. L’ambientazione è l’insieme di azioni intraprese in uno spazio e che concorrono significativamente a garantire la nostra “esperienza indimenticabile”, come l’accoglienza da parte dello staff di vendita, i colori utilizzati sulle pareti, la musica, la profumazione dell’ambiente stesso. Ogni dettaglio, anche apparentemente marginale, potrà contribuire a rendere la nostra accoglienza perfetta. Altro tema chiave è l’illuminazione, che deve essere adeguata e mai insufficiente o eccessiva, per evidenziare i percorsi del punto

vendita ed enfatizzare le peculiarità del prodotto. Infine, la grafica: sia quella interna che quella esterna al negozio dovranno essere coerenti, e segnalare iniziative, promozioni, nuovi arrivi, brand, insomma l’essenza del negozio stesso, inclusi l’insegna e i prezzi. E non finisce qui: arriviamo allo Story telling, ovvero l'arte del raccontare storie impiegata come strategia di comunicazione persuasiva in ambito commerciale ed aziendale. Dovremo diventare bravi a suscitare emozioni, spiegare i perché, illustrare i come e invogliare l’ascoltatore a cercare il cosa. Un segreto? Imparare a formulare le domande giuste al cliente, in modo da comprenderne i gusti e conquistarne la fiducia. Una volta che il nostro cliente avrà effettuato il suo acquisto, ci troveremo di fronte all’ultima scelta: assecondarlo nella conclusione della sua esperienza e salutarlo oppure osare, lanciandoci in un elegante tentativo di vendergli qualcos’altro? Il link selling, ovvero la vendita tramite link, esprime proprio questa abilità. Come metterla in atto? Osservando e, ancora una volta, imparando a porgere le domande giuste nel modo giusto. Se saremo fortunati, avremo conquistato il nostro cliente per sempre. •

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NEWS

Le potenzialità di uno spazio esclusivo a cura della redazione

Il Tarì rafforza la propria identità e crea nuove opportunità di business La straordinaria potenzialità degli spazi del Tarì è emersa da due importanti eventi che il Centro Orafo ha ospitato nel primo semestre del 2018: l’importante Coppa Europa a squadre di spada femminile, fortemente voluta dal Comune di Marcianise e organizzata dall’associazione Scherma Giannone Caserta, e l’evento Hunting Show Sud, dedicato all’universo della caccia e del tiro sportivo e organizzato per la prima volta al sud da IEG, Italian Exhibition Group. Spazi, servizi, allestimenti, organizzazione generale hanno portato in evidenza, a pubblici diversi ma rigorosamente selezionati e accolti negli spazi del Tarì senza venir meno alle rigorose procedure di sicurezza del Centro, le nuove opportunità che il Tarì ha di offrire al mercato strutture e servizi di altissimo livello. Sempre più numerosi convegni, workshop, colazioni di lavoro o semplici incontri di business quotidianamente vivono nel Tarì nuove opportunità. In particolare Hunting Show Sud, svoltosi nel primo weekend di aprile, ha visto la partecipazione di 18.000 appassionati provenienti da tutta Italia, che hanno potuto tra l’altro assistere anche a gare e manifestazioni collaterali molto interessanti.

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BROGGIAN


NEWS Il lunedì mattina, come sempre, il Tarì ha poi spalancato le proprie porte agli operatori professionali, perfettamente in ordine e pronto per una nuova settimana di gioielli. Viaggio in Italia I road show aprono nuovi scenari e collaborazioni. Da Milano a Palermo, passando per Lecco, Firenze e Valenza: i road show del Tarì sono occasioni imperdibili di dialogo e confronto con operatori orafi di tutta Italia, che consentono di verificare da vicino esigenze e problematiche del mondo orafo, rafforzando collaborazioni esistenti e creando nuove sinergie. Spesso supportati dal mondo associazionistico, come le ultime tappe organizzate in collaborazione con Confcommercio di Lecco e di Palermo, i nostri appuntamenti rappresentano l’opportunità di avvicinare sempre più il Tarì alla realtà delle grandi e piccole città italiane. Una conoscenza reciproca di grande valore, perché proprio dalla grande diversità emergono le eccellenze italiane. •

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LA GRANDE BELLEZZA Veri e propri gioielli da Oscar: maxi, sparkling e super colorati, i must have dell'inverno si intingono nel gold per un irresistibile effetto luminoso!

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1 - L.C. Oreficerie, bracciale in oro con zirconi - 2 - Unoaerre, bracciale rigido a fascia satinata in bronzo argentato - 3 - Armonie by Progetto Oro, ciondolo cuore in oro bianco e pavè di diamanti - 4 - Idea Coral, anello in oro con perla australiana e diamanti - 5 - Urigold, bracciali in oro - 6 - Dotea Preziosi, bracciale in oro con diamanti, pietre preziose e sagoma di corallo cerasuolo 7 - Giannotti Diffusione, bracciale rigido in oro giallo e bianco con pavè di zirconi

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8 - Roberto Giannotti, collana con pendente chiama angeli “con tutto il mio cuore� in argento, zirconi bianchi e pietra semipreziosa rossa - 9 - Meg Gioielli, collana in argento o oro e Swarovsky - 10 - Aucella, orecchini in oro giallo con corallo rosso, rosa e bianco naturale - 11 - Fantasie GN, anello in oro bianco 18 kt con diamanti e rubini - 12 PG Gioielli, anelli in oro e diamanti - 13 - DDonna Broggian Ruggiero, anello in oro bianco con diamanti, tzavoriti e zaffiro blu centrale - 14 - Cierre, anello in oro rosa 18kt con diamanti e rubino naturale - 15 - Emotion, anello in oro bianco con smeraldo e diamanti - 16 - Gennaro Napoletano, orecchino in argento con zirconi e pietre dure

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PILLOLE DI FORMAZIONE

INSTAG R AM

e la comunicazione visiva di Nicola Carmignani

Da quando è nato, nel “lontano” ottobre 2010, Instagram è diventato un social network di successo. Acquisito da Facebook nel corso degli anni, conta oggi un miliardo di utenti attivi al mese (in tutto il mondo) di cui oltre 400 milioni utilizzano le Stories ogni giorno e 2 milioni di inserzionisti che ogni mese investe per fare comunicazione del proprio brand su Instagram. L’applicazione nata per la condivisione di fotografie si è trasformata in una vera e propria piattaforma di comunicazione visiva, grazie alla possibilità di pubblicare foto, video e Instagram Stories. Questi strumenti consentono a un brand, oltre che al singolo utilizzatore, di esprimere il proprio valore grazie ad uno stile comunicativo basato sull’immagine e l’impatto visivo. In questo modo le campagne di storytelling visivo sfruttano il mezzo per diffondere i contenuti e stimolare la brand e product awareness. Nelle sue varie evoluzioni, Instagram è diventato un social medium in grado di veicolare contenuti veloci attraverso una comunicazione emozionale. Esistono strategie comuni affinché un’adeguata gestione dei social media e della comunicazione visiva possano aiutare un brand a promuoversi online e a rafforzare la propria awareness. Ad esempio, la rivista di geografia, storia e cultura National Geographic (@natgeo) ha avuto un grande suc-

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cesso su Instagram facendo diventare il proprio profilo uno dei più seguiti al mondo con i suoi oltre 83 milioni di follower. Il punto di forza della loro comunicazione attraverso Instagram è la qualità costante delle immagini e l'accuratezza delle descrizioni. L’importanza della comunicazione attraverso le immagini, il video e un breve testo di accompagnamento è la caratteristica principale di Instagram, ma negli ultimi mesi ha preso piede anche un altro mezzo comunicativo che si affianca a quella “tradizionale”: le Instagram Stories. Le Stories, nate dopo l'avvento di Snapchat, sono dei contenuti visivi (foto, brevi video, boomerang) che restano visibili sull'app per massimo 24 ore, dopodiché spariscono e non rimane traccia. Questo tempo limitato ha cambiato radicalmente il modo di comunicare nonché quello di utilizzare l’applicazione: avendo una durata limitata, l’utente non vuole rischiare di perdersi i contenuti “a scadenza” dei propri amici, così apre sempre più spesso Instagram per verificare la presenza di nuove stories. Instagram fa tesoro di queste aperture dell’applicazione e favorisce l’inserimento di contenuti sponsorizzati, sia nel news feed che tra le stories. Dunque Instagram diventa mezzo di comunicazione visiva e piattaforma di advertising.


PILLOLE DI FORMAZIONE

Molte aziende, non soltanto statunitensi, hanno introdotto Instagram all’interno delle proprie strategie comunicative e di marketing. Vediamo le principali leve strategiche che Instagram mette a disposizione di brand e marketer per fare business sul social network: • Progetto fotografico: prima di condividere foto e video è importante avere ben chiari quali siano gli obiettivi da raggiungere e pianificare in maniera più strutturata la propria presenza su questo social network • Comunicare attraverso le emozioni: la componente emozionale ha un forte potere sulla memoria del consumatore. Toccando l’anima delle persone raccontando e umanizzando molto il brand si potrà ispirare fiducia e scelta d’acquisto. • Raccontare una storia: la fotografia parla un linguaggio universale, senza necessità di traduzioni, quindi si presta a presentare un prodotto in modo creativo. • Coinvolgere il pubblico: stimolare l’engagement e la partecipazione all’interazione con le foto, i video e le stories è fondamentale per la buona gestione di un profilo Instagram. • Sfruttare gli influencer e gli opinion leader: le persone influenti su Instagram o esperti in un determinato settore possono essere coinvolte in una strategia comunicativa per una campagna per la promozione di un profilo, il lancio di un nuovo prodotto o rafforzare la conoscenza di un brand. • Collaborare con i brand ambassador: gli utenti che già conoscono il marchio e utilizzano i prodotti possono essere contattati per avere opinioni, materiale fotografico, interviste per popolare così il profilo Instagram aziendale o creare contenuti aggiornati da utilizzare nelle stories. Accanto a queste strategie Instagram ha recentemente introdotto una piattaforma di advertising grazie alle cui funzionalità sarà possibile incrementare la visibilità di un contenuto mostrandolo a un pubblico che non segue il profilo ufficiale del brand. Gli strumenti per sponsorizzare la creatività su Instagram sono comuni a quelli di Facebook. Attraverso la stessa interfaccia sarà possibile creare campagne ads su entrambe le piattaforme (pagina Facebook e Instagram), utilizzando le funzionalità di audience targeting tipiche delle inserzioni Facebook. Sarà dunque possibile selezionare dati demografici, interessi comuni, aree geografiche per contestualizzare il pubblico interessato alla visualizzazione della campagna di sponsorizzazione. •

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INCONTRI

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INCONTRI

di Floriana Marino

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INCONTRI È il 1918 a Borgo Orefici, Napoli. È appena terminata la Grande Guerra e Luigi Pace realizza, in un piccolo spazio di pochi metri quadrati, il suo grande sogno: una bottega tutta sua. La sua storia lavorativa è iniziata già 20 anni prima, quando con l’intraprendenza tipica dei ragazzi napoletani aveva avviato una discreta attività di commerciante ambulante di tessuti e oro. Queste figure di piccoli commercianti avevano inventato un sistema di pagamento rateale che consentiva di saldare la merce acquistata con tranquillità, un po’ come la celeberrima pizza “oggi a otto”. Allora non c’erano scuole ma si imparava il mestiere andando a bottega. E don Luigi chiese a un amico di insegnare l’arte orafa a suo figlio Salvatore, che a sua volta, qualche anno più tardi, fece lo stesso col figlio Giovanni. Questo divenne in breve un artigiano incastonatore molto apprezzato, e fornì servigi ai più importanti laboratori di alta gioielleria di Napoli, come il celebre studio Virgilio, Vittorio Carità 1879 e Salvio e Leonida Grande. La tradizione dell’incastonatura proseguì nel ’76 con Roberto, seguito in breve dai fratelli Salvio e Massimo. Ma la svolta dell’azienda arrivò nel ’79, quando la “Gianni Pace e figli” introdusse finalmente sul mercato un prodotto interamente ideato, realizzato e rifinito in azienda. Sono gli anni in cui prende vita, a Napoli, l’ambizioso progetto del Tarì, che i Pace seguiranno immediatamente con entusiasmo, tanto che la tesi di laurea di Massimo, nel ’92, è la prima a essere dedicata al nascente Centro Orafo napoletano. L’azienda Pace sarebbe stata, poi, tra le prime a trasferirsi al Tarì nell’estate del 1996. L’antica bottega è diventata un’azienda, destinata a crescere con costanza. Ma insieme alla creatività e alla passione per le pietre preziose, c’è un elemento che fa la differenza, ed è quello specialissimo rapporto di confidenza, amicizia, e fiducia reciproca che la lega indissolubilmente ad una clientela fedele negli anni. Salvio e Massimo sono oggi l’anima di un’azienda che chiama per nome, da sempre, tutti i collaboratori, e guarda al futuro puntando, insieme ai valori di sempre, anche su competenze al passo con i tempi. Le nuove linee di gioielleria nascono in azienda con la supervisione di tutti, e vengono testate direttamente dai clienti. La squadra dei 14 collaboratori è solida e compatta come poche. “Il valore più grande della nostra azienda sono gli uomini. Insieme, siamo una famiglia” dice Salvio Pace, che agli impegni in azienda unisce, ormai al secondo mandato, quelli di consigliere di amministrazione del Tarì. “Il gioielliere nostro cliente è il centro delle nostre attività ed il protagonista principale del nostro successo in tutti questi anni. A noi piace definire i clienti “amici”: li conosciamo ad uno ad uno, e spesso partecipiamo ai momenti importanti delle loro vite, così come loro fanno con noi. Un’esperienza straordinaria, che ci lega da sempre in modo indissolubile con i dettaglianti italiani, e che ci arricchisce ogni giorno”. “La vicinanza al Cliente è, stata per noi, da sempre, non solo partecipazione alla crescita delle esperienze professionali, ma anche, e soprattutto, l’opportunità di condividere i momenti difficili del mercato e affrontarli con successo. – prosegue Massimo – Grazie ai suggerimenti e alle esperienze di chi vive a diretto contatto con l’utilizzatore finale abbiamo, negli ultimi anni, per-

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fezionato idee e produzioni innovative, il cui successo abbiamo

condiviso con entusiasmo”. La filosofia di un gioiello prezioso e

giovane, interamente italiano (anzi, made in Tarì, come dichiara

con orgoglio Salvio Pace) viene oggi celebrata dai primi 100 anni di una storia che è ancora sospesa tra l’azzurro del mare di Napoli

e l’abbagliante luce dei diamanti. Due passioni giunte alla quinta generazione, ma proiettate con entusiasmo nel futuro. •


1 - Urigold, bracciale in oro con pietre naturali - 2 - PG Gioielli, anelli in oro con diamanti e zaffiri - 3 - DDonna Broggian Ruggiero, anello in oro rosa 18 kt con diamanti brown e ametista centrale - 4 - L.C. Oreficerie, orecchini in oro - 5 - Gennaro Napoletano, orecchini in argento con zirconi e onice - 6 - By Simon, bracciale in argento 925 placcato oro rosè con cubic zirconi - 7 - Giannotti Diffusione, charm in oro giallo

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Magici giochi cromatici e ricchi effetti luminosi: l'opulenza dello stile orientale sconfigge le tenebre invernali con un mix di suggestioni colorate 6

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8 - Diamon Art, anello in oro bianco 18 kt con diamante centrale taglio - 9 - Armonie by Progetto Oro, orecchini in oro 18 kt con diamanti e tanzanite - 10 - Gennaro Tortora, collana in argento - 11 - Kadhora, orecchini in argento con corallo e perla - 12 - Aucella, orecchini in oro giallo 18 kt con rose in corallo bianco, bottoni in corallo rosso, onice e giada - 13 - Unoaerre, orecchini con rosone traforato in bronzo dorato - 14 - Roberto Giannotti, bracciale chiama angeli charms in oro giallo - 15 - AG Silver, bracciale in argento dorato

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FASHION

Past is the new future: è esplosa la rewind style mania, un mix di nostalgia per i bei tempi andati e il desiderio di modernità, che trasforma il passato nel nostro nuovo futuro

Il passato gioca ormai un ruolo essenziale nel mondo della moda e non solo: dagli archivi dei progenitori, filtrati ed interpretati attraverso lo sguardo contemporaneo, dal riavvolgimento del nastro della nostra esistenza e dall’ispirazione fornita dai nostri ricordi, sono nate collezioni sofisticate e ricercate. È quanto è emerso da un monitoraggio condotto da Espresso Communication per Bigi Cravatte Milano su oltre 60 testate internazionali dedicate a lifestyle, attualità e tendenze nei campi della moda, del design, della cucina e della tecnologia, oltre che su un panel di 20 esperti di stile, per capire quale tendenza contraddistinguerà la prossima stagione.

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L’analisi condotta dimostra che è sempre più la vecchia generazione a imporsi sulla scena, con il suo allure vintage, il suo patrimonio di conoscenze e il modo in cui riesce a utilizzarlo a proprio vantaggio per lanciare trend di successo anche per le nuove generazioni. Ed ecco allora che ritorna in auge il marsupio, perfetto sia per un look casual che formale, il versatile dolcevita, il cappotto extra lungo dalle svariate tonalità di colore e tipologie di tessuti, il classico Montgomery inglese e il più recente Bomber, giubbotto da “paninaro” che mantiene il suo fascino. E ancora il tailleur che guarda al passato e riprende tagli, tessuti e colori dagli anni Settanta proposto dalle più prestigiose maison,


FASHION

i maglioni XXL ereditati dal guardaroba del nonno ed infine gli occhiali oversize dall’aspetto retrò. Ha deciso di puntare sul vintage Alessandro Michele, direttore artistico di Gucci, per la nuova campagna pubblicitaria della maison “Cruise 2018”, immortalando la scrittrice Barbara Alberti in tutta la sua eleganza. Tutto ciò che è agée, datato, può essere molto più cool e glamour di ciò che può essere considerato evoluto e moderno. Si pensi a Baddie Winkle, la nonna ottantanovenne diventata webstar con oltre tre milioni di follower, che ha conquistato il popolo dei social grazie ai suoi scatti irriverenti. Come non citare Iris Apfel, famosissima icona di stile ultra novantenne. E poi Sciuragram, account da oltre 40mila follower che sta facendo impazzire il web catturando attimi di quotidianità delle signore milanesi. Non è solo il mondo della moda che si lascia influenzare da

questo dictat: lo stesso vale per l’arredamento capace di creare originali e suggestive commistioni fra passato e presente. Anche la musica guarda al passato con la riscoperta del vinile e dei brani evergrenn, ancora capaci di emozionare. La cucina non è da meno, con le amatissime ricette della nonna: persino lo chef stellato Bruno Barbieri, nel corso di numerose interviste, ha ammesso che in gioventù è stato influenzato nelle scelte culinarie dall’amata nonna Mimi. Il valore del passato risiede nella comprensione che bellezza e ricchezza non sono trofei da esporre e sbandierare, che in fondo non serve molto per essere favolosi e lo si può essere anche rinunciando ai soliti e ostentati clichè. Perchè la raffinatezza non appaga solo gli occhi ma anche il cuore ed è ciò di cui abbiamo bisogno ora più che mai.•

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FASHION

Sono lontani i tempi in cui con il termine Nerd si intendeva una nicchia di persone appassionata di tecnologia chiusa nel proprio mondo: ora è sinonimo di una cultura che si avvicina sempre di più all'artigianato

Senza rischiare di esagerare si può dire che essere Nerd è di moda, sia nel modo di vestire, che nelle passioni personali: la nostra società ha recentemente scoperto che questa nuova cultura è davvero cool. La filosofia nerd non viene più interpretata come uno stile di vita per una piccola élite, ma ha iniziato a diffondersi in modo esponenziale fino ad influenzare una fetta di mercato. Ciò ha consentito la creazione di un settore di nicchia costituito da nuovi artigiani che seguono i trend del momento o che in fondo, riscoprendo il loro animo nerd, hanno voluto realizzare qualcosa di nuovo. È vero anche che, già da un po', molti grandi brand di abbigliamento hanno adottato icone nerd come Pac-man, Snoopy, Batman, Spider-man, Super Mario e altri ancora, per impreziosire e personalizzare le loro collezioni. L'artigiano però fa qualcosa in più: decide di realizzare pochi ed esclusivi prodotti che difficilmente possono trovare riscontro nei consumatori di massa, perché non riescono ad apprezzarne il lavoro e ritengono che il prezzo finale sia eccessivo. Gli artigiani che un tempo armeggiavano con ago, filo, stoffe e materiali per appagare la loro passione e creare costumi in

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grado di interpretare il proprio personaggio preferito, hanno poi trasformato questa abilità in un mestiere fino poi a vendere questi abiti su commissione. Il lattice e il foam si prestano per la creazione di armature leggere, la seta e i veli possono arricchire i vestiti delle eroine, le stoffe floreali possono essere utilizzate per la creazione di yukata e kimono più basic. I giovani artigiani come falegnami, fabbri e vetrai si sono rivolti invece ad un pubblico più adulto, creando oggettistica per la casa o per il giardino a tema nerd. Allo scorso Salone del Mobile di Milano si sono visti scaffali a forma di logo di Batman, Wonder Woman o Superman, una libreria ispirata a Donkey Kong, un tavolino floppy-desk e un cubo di Rubik gigante che fa sempre la sua bella figura se piazzato al centro di un salotto! Uscire dagli schemi, può dar vita a creazioni originali e leggere, anche nel mondo della gioielleria: anelli ispirati al videogame “The Legend of Zelda: The Wind Waker”, spille dal sapore fantasy nel nome del “Trono di Spade”, gioielli che si ispirano agli aiutanti di Gru, il protagonista di “Cattivissimo Me”, ma anche a “Guerre Stellari” e “Dragon Ball”. •


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INCONTRI

DOVE OSANO I DIAMANTI

Dinacci lancia il comarketing del gioiello

di Floriana Marino

Intraprendenza ed esuberanza sono doti di spicco di Flavio Dinacci, AD dell’omonima azienda, campione di relazioni commerciali e di reti di collaborazioni di successo. Con i saggi di metalli preziosi, l’attività prende il via ai primi del ‘900 a Napoli, per estendersi poi alla commercializzazione di montature e semilavorati per la gioielleria. Tra i soci fondatori del Tarì, dove ha sede con un innovativo impianto di trattamento delle ceneri e recupero dei metalli preziosi, Dinacci partecipa a tutti i principali appuntamenti del mondo orafo italiano. Oggi Flavio, AD dell’azienda affiancato dalla sorella Tiziana è al suo secondo mandato di consigliere di amministrazione del Centro Orafo e consigliere della FOC, la federazione degli orafi campani. Attenzione alla qualità e all’innovazione hanno portato l’azienda nel 2009 ad ottenere la certificazione 100% made in Italy dall’istituto per la tutela dei produttori italiani. La passione per lo sport e le pubbliche relazioni hanno portato Dinacci ad esplorare con successo il mondo dello sport e dello spettacolo. Da anni l’azienda porta avanti una tradizione di sponsorizzazioni sportive al femminile, che ha portato successo e vittorie alle partner, dall’Arzano Volley alla spada femminile, che recentemente ha disputato al Tarì un’importante coppa europea. Nel 2013 l’ingresso nel Guinness dei Primati con la rea-

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lizzazione di un costume da bagno in collaborazione con Yamamay dedicato a Miss Universe. Un valore di 1 milione di dollari, 900 diamanti per 200 carati: un vero capolavoro, cui è seguito il costume, altrettanto prezioso, dedicato alla super campionessa olimpica Federica Pellegrini. “Molti amici nel mondo imprenditoriale hanno creduto nelle mie idee, e condiviso con me esperienze entusiasmanti, che hanno contribuito a far crescere la notorietà della nostra azienda. Pur non potendo considerarci un vero brand – ripete spesso Flavio Dinacci – la nostra è una famiglia da sempre nota nel mondo orafo italiano, per l’attività decennale, e per la presenza stabile in tutti i punti di riferimento del mondo orafo italiano”. Dinacci diventa così antesignano nel mondo della gioielleria italiana di una nuova formula di promozione, in comarketing con grandi brand e aziende leader del mondo del lusso. E dopo Yamamay è la volta di Chateaux d’Ax. Una sfida ancora più ambiziosa – dichiara Dinacci – che ci ha portato a collaborare alla realizzazione di una collezione di alta gamma di divani e complementi di arredo destinati ad un pubblico internazionale estremamente esigente: nascono così fibbie per divani, cuscini, abat jour tempestati di diamanti. Un sogno diventato realtà, destinato ad entrare davvero in case da sogno. •


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Il principio della moda suburbana è il comfort: la poesia dei gioielli minimal da indossare every day per un look che riesce a distinguersi attraverso i dettagli 1 - Idea Coral, oreccini in argento con madreperla - 2 - AG Silver, collana in argento - 3 - Urigold, anelli in oro 4 - Cierre, croce in oro rosa 18kt con diamanti - 5 - Gennaro Tortora, orecchini in argento - 6 - Emotion, anello teschio in oro bianco e rosa e diamanti - 7 - Nicola Capuano, orecchini in oro e diamanti


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11 8 - Gennaro Napoletano, collana in argento - 9 - Armonie by Progetto Oro, ciondolo in oro 18 kt con diamanti 10 - Giannotti Diffusione, catena con ciondolo in oro - 11 - MyCharm, collana in oro - 12 - Dotea Preziosi, collana sassi di birillo colorati - 13 - Roberto Giannotti, bracciale con pendente chiama angeli in argento e cristallo Swarovski aurora boreale - 14 - Meg Gioielli, bracciali in argento con Swarovsky e smalto

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LA

GIOIELLERIA

è ROCK

Audaci look da bad girl si mescolano a collane over, scapolari supersexy, bangles multipli e maxi orecchini per un perfetto contrasto tra classico e moderno credits direzione artistica giuliana tizzano • shooting dinamo studio • mua maria pina monaco • hair style flavia lofrano • stylist mario barbieri


Roberto Giannotti Il TarĂŹ // Modulo 95 www.robertogiannotti.com


Urigold Il TarĂŹ // Moduli 90 - 91 www.urigold.com


Roberto Barra Il TarĂŹ // Moduli 119 - 120 - 121 www.robertobarra.com


Gennaro Napoletano Il TarĂŹ // Modulo 241 www.gennaronapoletano.com


Gennaro Tortora Il TarĂŹ // Modulo 96 info@gennarotortora.it


MyCharm Il TarĂŹ // Moduli 92 - 93 www.mycharm.it


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DESIGN DEL GIOIELLO


IL MARE D'INVERNO Impetuosi come il mare, travolgenti come le onde, i gioielli assumono un carattere forte e deciso per una donna ribelle che negli abissi della sua anima custodisce un sogno romantico

AD_Giuliana Tizzano PH_Luciano D'Inverno


Armonie by Progettioro // Il TarĂŹ // Modulo 250 // www.armoniegioielli.it

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Cierre Gioielli // Il TarĂŹ // Modulo 59 // www.cierregioielli.it

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Giannotti Diffusione // Il TarĂŹ // Modulo 223 // www.giannottidiffusione.it

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Dotea Preziosi // Il TarĂŹ // Modulo 219 - 220 // www.dotea.it

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L.C. // Il TarĂŹ // Modulo 216 // info@lcsrlgioielli.com

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ACQUA MARINA 4

Un soffio di mistero e magia aleggia tra le sfumature azzurre dell'acquamarina: un punto di congiunzione tra cielo e mare che attira come un incantesimo 1 - Unoaerre, orecchini in bronzo dorato e cristallo turchese - 2 - PG Gioielli, ciondolo con diamanti e acquamarina - 3 - Diamond Art, ciondolo in oro con acquamarina naturale e diamanti - 4 - Giannotti Diffusione, anello in oro con acquamarina - 5 - Roberto Giannotti, anello in oro bianco con angeli in oro rosa, diamanti e acquamarina

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6 - Idea Coral, orecchini in oro con perle australiane, acquamarina e diamanti - 7 - Urigold, orecchini in oro con acquamarina - 8 - Armonie by Progetti Oro, anello in oro 18 kt con diamanti e acquamarina taglio cuore - 9 - Cierre, anello in oro bianco con diamanti e acquamarina - 10 - L.C. Oreficerie, anello in oro con acquamarina - 11 - DDonna Broggian Ruggiero, anello in oro bianco 18 kt con diamanti, zaffiri blu e acquamarina centrale

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LIFE IS A JEWEL

Un tocco di glamour, sogno e magia nella routine di ogni giorno: i gioielli ci ricordano che la vita è preziosa e bisogna renderla un vero e proprio capolavoro Fotografie di Luciano D'Inverno

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Diamond Art Il TarĂŹ // Moduli 181 www.diamondart.it


Idea Coral Il TarĂŹ // Moduli 42 - 43 www.ideacoral.com


Urigold Il TarĂŹ // Moduli 90 - 91 www.urigold.com


Dotea Preziosi Il TarĂŹ // Moduli 219 - 220 www.dotea.it


Pag. 82 - Diamond Art, bracciali tennis in oro e diamanti

Pag. 83 - Idea Coral, orecchini agata bianca, argento e zirconi

Pag. 84 - Urigold, bracciali rigidi in oro

Pag. 85 - Dotea Preziosi, bracciali corallo con oro e diamanti


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FASHION

a cura della redazione Benvenuti in un sogno, una magica favola che racconta di magnifiche creazioni all'insegna del lusso, ma anche dell'eleganza più sofisticata: l'alta gioielleria fa vibrare tutte le donne, ma la verità è che basta il prezioso giusto per sentirsi delle vere principesse. Dopo che Meghan Markle ha sfoggiato il regalo del Principe Harry, l’anello appartenuto a Diana, diverse donne hanno rovistato nel proprio portagioie per verificare la presenza di gioielli con acquamarina. Certo le dimensioni del monile reale sono piuttosto big, ma avere anche un piccolo accessorio nelle sfumature dell’azzurro ha in qualche modo rassicurato le fashion addicted pensando di essere state lungimiranti. Perché è noto, i diamanti sono per sempre, mentre le altre pietre preziose o cristalli sono più altalenanti: dopo il royal look però i gioielli acquamarina sono diventati decisamente un must.

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Scintillanti ed esagerati i gioielli regali sono il new trend che fa bene al look ma anche all'ego per sentirsi principesse for one day!


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FASHION Questa pietra è ricca di nuance che vanno dall’azzurro al verde, e nonostante possa variare l’intensità, mantiene sempre la sua naturale limpidezza. In gioielleria si trova in diverse forme, ma a goccia o con il taglio smeraldo si esaltano i diversi riflessi che ricordano il mare. La montatura può essere d’oro o di platino, per anelli, bracciali, collane e orecchini. È importantissimo tenere in consi-

L’acquamarina Boca Rica tende invece al turchese, mentre quella proveniente dalla miniere di Santo Domingo presenta delle sfumature delicate, quasi pastello, con interessanti riflessi gialli. Che significato ha dunque regalare una pietra acquamarina alla propria fidanzata o sposa? Nel caso del Duca del Sussex, i motivi sono due: il primo strettamente legato alla famiglia, perché appartenuto a in-

derazione la trasparenza, perché è una pietra di tipo I: non ci devono essere inclusioni evidenti (a distanza di 15 centimetri circa). Il colore non determina il valore della pietra acquamarina ma è strettamente legato al gusto personale, mentre è più determinante conoscere l’origine geografica. La più famosa è quella del Santa Maria di Itabira, dal blu elettrizzante, mentre la Pedra Azul è intensa.

dimenticabile Lady D, il secondo al significato della pietra. Di colore azzurro e trasparente, l’acquamarina non fa parte delle big precious four, è considerata la sorella minore dello smeraldo. Ha, però, un significato profondo, soprattutto se viene donata all’interno di una relazione: rafforza l’empatia, fortifica l’amore e dichiara la genuina trasparenza all’interno della coppia.

Il regalo di Harry a Meghan insomma parla chiaro: una vera dichiarazione d’amore, che ben pochi hanno saputo leggere. Ad ogni modo bracciali, orecchini, spille e collier questo inverno ci faranno brillare come stelle dalla mattina alla sera. Corone opulente, maxi cristalli e chocker versione tribale, ma anche orecchini ispirati agli anni 80, portati rigorosamente spaiati, e mega perle.

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In voga anche il corallo per le piccole collane in resina e ottone e la magia alchemica di numeri e lettere per gli anelli in smalto. Creazioni uniche, capaci di far emergere la principessa che si cela in ogni donna che la mattina si alza, va a lavoro, a fare la spesa e si prende cura dei figli: a volte basta solo lo scintillio giusto, perchè almeno sognare è sempre concesso! •


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FASHION

a cura della redazione

MANIA

Il patchwork è di tendenza, lo hanno sancito le passerelle più cool del mondo, in particolare quella della Paris Fashion Week. La sfilata autunno inverno 2018/2019 di Dior, disegnata dalla direttrice creativa Maria Grazia Chiuri, catapulta in scenari dal sapore femminista per la celebrazione del '68, anno in cui il movimento giovanile riuscì davvero a cambiare la mentalità della società occidentale. E il patchwork, in questa new collection, assume un ruolo fondamentale. Abiti, pantaloni, cappotti ma anche borse e scarpe si spogliano di ogni banalità e si ricoprono di colori, sovrapposizioni di texture e stampe, creando un contrasto notevole. Il risultato è certamente di grande impatto visivo. Il termine patchwork significa “lavoro con le pezze”: le origini di questo trend rimandano ai tempi in cui, al fine di prolungare la vita a vecchi capi, si utilizzavano altri tessuti per riparare parti rotte o usurate. Un modo dunque per

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Pattern geometrici e stampe optical per osare


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FASHION

non buttare via nulla, una vera e propria arte del riciclo. La tecnica, originariamente, era incentrata sulla realizzazione di quilt, trapunte la cui parte superiore è composta da un mollettone (un'imbottitura in cotone o sintetico) e da un telo inferiore di solito in mussolina, poi chiusa con una cucitura trasversale. La pratica si è diffusa in Italia verso gli anni ’90 e ha riscosso subito un grande successo. Il perché è quasi ovvio: questa sorta di puzzle di texture e nuance differenti mette di buon umore, genera energia positiva e stimola la creatività. È sufficiente solo lasciarsi andare e osare: il mix and match regna sovrano. Anche il jeans ci mette una toppa, in realtà tutti i capi d'abbigliamento seguono questa scia. La regina dello stile, la Posh Spice Victoria Beckham, con la sua linea Victoria Beckham ha stravolto il tradizionale pantalone in

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denim con un patchwork caratterizzato da pannelli blu a contrasto. La fantasia non manca in casa Dolce&Gabbana: chi ha voglia di qualcosa di trendy e femminile, può optare per un jeans skinny con pannelli dal differente lavaggio, ora scuro ora chiaro. Un decoro floreale posizionato all’altezza del fianco completa il quadro con una nota super happy. Anche Burberry avvolge in un caldo abbraccio con un cappotto-cardigan dall’effetto patchwork in cashmere, lana e mohair. Desigual da sempre si diverte a giocare con colori e fantasie: lo dimostrano i cappotti con patchwork nelle più svariate tonalità e dettagli a contrasto. Molto cool anche i cardigan con patchwork di stampe etniche nei toni del blu. Il mondo delle calzature non si tira certo indietro e cede alla tentazione patchwork: spicca lo stivale Ross in suede firmato Isabel Marant con un sapiente gioco di pannelli a contrasto, ora neri ora kaki e taupe. Tra i must have non possono mancare le borse e gli accessori: Dior firma gioielli dorati e bracciali iper decorativi seguendo l'opulenza neo hippie del disegno quilt. •


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NEWS

Trend in crescita per giovani imprenditori

a cura della redazione Il franchising o affiliazione commerciale è una formula di collaborazione imprenditoriale sempre più diffusa in Italia, in particolar modo tra i più giovani. Questo è ciò che si evince dal “Rapporto Italia 2018” realizzato dall’Assofranchising e presentato lo scorso 14 Giugno presso l’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con l’Osservatorio Permanente del Franchising. Dal 2014 al 2017 il volume d’affari è aumentato del 5,7%, il numero complessivo di negozi è salito del 3,8% e, a testimoniare la crescita del settore, è stato anche il positivo andamento occupazionale. Quali sono i motivi che spingono i giovani a scegliere questo modello di business? I vantaggi sono molteplici. Innanzitutto la riduzione del rischio di fallimento, in quanto un franchisor ha provato e testato il business concept sul mercato e gran parte dei problemi sono già stati risolti riducendo così al

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minimo le difficoltà per il franchisee. Un maggiore sfruttamento dei benefici derivanti dalle economie di scala, giacché tutti i franchisee insieme possono comprare a condizioni migliori e ad un minor costo rispetto ad un business individuale. Inoltre è la casa madre che supporta la pubblicità e che assiste nella gestione manageriale ed amministrativa, attraverso corsi di aggiornamento e formazione. Il sistema franchising tutela inoltre la cultura d’impresa e l’etica commerciale creando un circolo virtuoso tra le due parti, il franchisee ed il franchisor, che si traduce in un rapporto tra partner. Questo modello di business aiuta quindi l’occupazione e l’imprenditoria, in particolare nel Sud Italia ed attrae i più giovani, stanchi di non trovare un’occupazione e desiderosi di mettersi alla prova come imprenditori. Il franchising è indiscutibilmente un fenomeno di successo. Ai clienti piace trovare tutto ovunque, così da poter comprare un


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NEWS cappotto a Torino e cambiarlo nel negozio di Palermo, scegliere un abito online e ritirarlo in negozio, questo è solo uno dei motivi e riguarda l’ambito culturale, ma il valore è anche economico. Con il sistema franchising si riduce notevolmente il rischio di impresa e gli investimenti iniziali sono in molti casi estremamente competitivi. Affiliarsi a un gruppo già affermato permette anche a chi è alle prime armi di acquisire un know-how di rilievo: in questo modo si impara un mestiere in breve tempo, rimanendo però imprenditori di se stessi. Il settore food si conferma ancora il segmento che registra il trend di crescita più forte. Questo riguarda sia la ristorazione, con nuovi format che propongono specialità e prodotti tipici, sia la Grande distribuzione organizzata (GDO), che avanza sempre più grazie all’apporto di insegne in discount e a nuovi format in ambito Bio. Il settore che rileva il maggior calo è quello dei viaggi e del turismo, segmenti fortemente penalizzati dai servizi online e dalle nuove forme di hospitality. In conclusione il rapporto conferma come il franchising possa costituire un ottimo modello imprenditoriale per esportare il Made in Italy all’estero ed allo stesso tempo combattere la disoccupazione giovanile, attraverso un sistema di collaborazione tra la grande impresa franchisor e la piccola impresa franchisee. •

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Accostamenti geniali trasformano l'ordinario in straordinario: osare con dei veri e propri manufatti d'arte diventa il modo per esprimere l'unicitĂ della propria personalitĂ 

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1 - Meg gioielli, ciondolo in argento con smalto - 2 - L.C. Oreficerie, anello in oro con smalto - 3 - PG gioielli, orecchini in oro con diamanti - 4 - Urigold, ciondolo in oro - 5 - Gennaro Napoletano, orecchini in argento con zirconi neri e pietre dure 6 - Idea Coral, orecchini in oro con turchese e diamanti - 7 - Roberto Giannotti, orecchini con geco in argento rosato e geco in argento con zirconi bianchi


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8 - Aucella, orecchini in oro giallo 18kt con corallo rosso naturale e giada - 9 - Cierre, pendente in oro 18kt con quarzo limone e tormalina naturale - 10 - Giannotti Diffusione, anello in oro - 11 - Emotion, anello fiocco in oro bianco con ametiste e diamanti - 12 - DDonna Broggian Ruggiero, anello in oro rosa con diamanti e zaffiri rosa - 13 - Dotea Preziosi, orecchini in oro con diamanti e corallo mediterraneo - 14 - AG Silver, bracciale in argento

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INCONTRI

L’Armonia in un gioiello Tre fratelli, un’anima sola di Floriana Marino Diego, Danilo e Davide 3 fratelli che insieme al padre Tiberio Fiorentino danno vita ad Armonie, il brand di gioielleria da oltre 20 anni al Tarì. “Armonie è uno stile di vita, una filosofia che da sempre ci unisce e che guida le scelte della nostra azienda - ci spiegano - per noi armonia è sinonimo di coesione, equilibrio, unione”. In gioielleria, questi valori si traducono nel senso di un’eleganza misurata, senza eccessi, che caratterizza da sempre le collezioni di un’azienda dal cuore giovane, sempre attenta al pubblico femminile. “Crediamo molto nel significato e nell’emozione che ogni gioiello porta con sé. Ogni momento importante della vita merita di essere celebrato con un gioiello, destinato ad accompagnare con

discrezione ogni donna nella sua quotidianità”. I gioielli Armonie non si impongono mai, ma accompagnano e completano con sobrietà lo stile delle donne contemporanee con dettagli unici per la raffinatezza delle linee e la purezza dei diamanti e delle pietre preziose. La gioielleria non ama particolarmente il freddo termine “qualità”, che di per sé non esprime a sufficienza il fascino esercitato da un gioiello ben fatto, realizzato con i migliori materiali. “Ancora una volta, noi preferiamo il termine “armonia”, perché la bellezza di un gioiello è determinata dalla perfetta armonia di tutti i dettagli che lo compongono”. C’è poco altro da aggiungere, se non che, ancora una volta, l’armonia si ritrova anche nell’aria che si respira in azienda. Perché solo dal perfetto equilibrio tra creatività, competenze e collaborazione emerge la vera bellezza.

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GIOIELLI Place Vendôme epicentro dell’alta gioielleria parigina di Donatella Zappieri

Parigi è palcoscenico delle sfilate di haute couture, in cui le grandi maison presentano le loro creazioni più raffinate e particolari ad una clientela cosmopolita sempre più esigente. La settimana della haute couture è diventata negli ultimi anni anche un importante appuntamento per la presentazione delle esclusive collezioni di alta gioielleria. Place Vendôme è l’epicentro dell’universo dell’alta gioielleria parigina e mondiale grazie a Frédéric Boucheron che si installò lì nel 1893. Quest’anno, in occasione del 160° anniversario, il gioielliere ha creato una collezione ispirata ai forti codici del marchio “Nature triomphante”. La collana Nuage de fleurs e l’anello in parure combinano una tecnologia innovativa all’expertise ancestrale che da sempre contraddistingue la maison. Le grandi maison di alta gioielleria presentano le loro creazioni partendo sempre dalla scelta di pietre preziose che già per il loro taglio, colore e dimensione sono gemme particolari e d’eccezione. Sono quattro gli universi protagonisti della prossima stagione. Mondi paralleli: Chaumet ci incanta con la collezione Trésors d’Afrique, il terzo capitolo della serie Les Mondes de Chaumet. Un tributo a forme inaspettate, illuminate da colori affascinanti. Van Cleef & Arpels dedica le collezioni alle favole dei fratelli Grimm, mettendo l’accento sulla storia delle Dodici Principesse Danzanti. Il cuff Traversée Etoilée è straordinario; i due zaffiri burmesi sembrano navigare come due

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navi incantate verso una notte stellata che li porta al castello. Flora: Dior presenta ‘Dior Dior Dior’, la nuova collezione di Victoire de Castellane. La costruzione a pizzo dei gioielli ricorda gli abiti della haute couture e la color pallette delle gemme dai colori pastello dà una dimensione particolare ad ogni singolo pezzo. La collezione di Boucheron si integra in questa tematica della natura come se il gioielliere stesse sempre inseguendo il sogno di trasformare la bellezza effimera in eterna. Avantgarde: Cartier ci stupisce con Coloratura, una ricerca sensoriale del colore. Tormaline blu, crisoberilli verdi e rubelliti rosse si integrano in una perfezione cromatica dall’impalpabile leggerezza e forza basata sul contrasto stesso. Piaget crea Sunlight Escape, una vibrante parure con spinelli rossi, tormaline paraiba, zaffiri rosa, perle in opale e diamanti. Magical stones: De Beers e la loro iconica collezione Talisman, disegnata sulla magica intensità dei diamanti grezzi con pattern mesmerici incassati nel metallo prezioso. La parure Ra si ispira all’antico Egitto. Tutte queste collezioni, come per la haute couture, sono pezzi unici per una clientela raffinata ed esigente, sempre alla ricerca di nuove creazioni, pietre eccezionali e naturalmente l’esclusività della scelta. •

Le grandi Maison incantano tra bellezza ed eternità


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English text

Jeweller: modern merchant of emotions - P. 24 Raffaele Ciardulli Tips and suggestions for connecting with customers and improving their experience in the jewellery store

Tarì 365 - our identity Editorial - P. 3 The three-year period 2018-2021 got off to a roaring start for Tari with the re-election of Vincenzo Giannotti and the BoD - a clear signal of the trust and confidence earned by them and the general desire for continuity. I am flattered by the trust and confidence placed in us and happy to continue in my office. The past three years have undoubtedly been challenging, but one message has definitely got across to the goldsmithery world - a new chapter has begun in Tarì’s life and one which is full of promise. Today, Tarì is still the only international association which brings together production, artisanal services, creativity and training under one single roof and it is vital to focus on this single integrated system. The positive response from our members but also from the whole goldsmithery world is proof of the extent to which this powerful message has been driven home. The Tarì 365 project, which I have always had much faith in, has turned out to be a winning strategy. This vision of Tarì as a system placed at the service of the goldsmithery network has started to bear its first fruits and it is most certainly the path along which our Goldsmithery Centre will proceed over the next three years. In the course of the last three years with Vincenzo Giannotti at the helm of the Tarì jewellery centre, some important investments in innovation have been made: “I believe firmly in the need to look to the future and the importance of availing ourselves of instruments, skills and innovative visions. Growth cannot take place without knowledge and the proper instruments and unless our facilities are adapted to accommodate and receive visitors and guests. A comprehensive vision, therefore, which has involved Tarì making careful investments as well as setting up training and professional updating courses for those working in the jewellery sector. Pooling our strengths is important more than ever and we have placed our bets on teamwork by organising regular encounters, surveys and discussions between members and jewellery professionals. But we also organised the Training Pills sessions which started off at the beginning of the year. This project has gratified us immensely and is set to be the flagship scheme for the new BoD. I am especially proud of the team who support me in my work - most of the members have shared the excitement and sense of satisfaction ensuing from the achievements of the past few years. My historic board members have been joined by another 3 who are equally determined and full of enthusiasm. I am confident they will bring energy and ideas to Tarì. Tarì’s BoD is made up of 11 members - respected entrepreneurs from the goldsmithery world. The outgoing board members have all been confirmed in their positions and together with Vincenzo Giannotti they are Pino di Gennaro, Salvio Pace, Flavio Dinacci, Giuseppe Casillo, Vincenzo Rajola, Marco Simeone and Maurizio Vitagliano. There are 3 new entries: Tiziana Di Gennaro, Amedeo Giannotti and Davide Mazza.

The gist of what happened at the training sessions Dear Reader, I am sorry you couldn’t make it. There was a huge turnout - designers, marketing people from dazzling creative brands, wholesalers and especially retailers, some of whom came from very far afield. To kick off, everyone pooled their thoughts about a common asset that is very close their hearts, at least from a professional point of view - their Customers. We talked about them and we discovered (without the slightest shadow of criticism) that the spectrum was very wide - young, not so young, with a classic outlook, innovators, self-effacing, knowledgeable, money conscious, attracted by good design, always difficult to categorise, always difficult to please, always demanding and often fickle. Basically, we can’t say they are exactly a pain in the neck (also because they pay our bills and store rental) but they are challenging. Then we decided what we would do before we went for lunch - we would have continued talking about our Customers. Not so much about how to entice new customers into our shops but especially about how to make sure that those who come back again don’t limit themselves “just to having a look around” and how to get them coming back and back. We started with the survey of the “constellation of stimuli” which makes up customer experience and which, to put it less briefly, is that thing that they leave inside all the contacts we have had with a Brand...or with a Store and which leads us to decide whether to buy, what to buy, at what price to buy it and where. Basically, as the slide said “what makes the difference between success and failure.” As we realised (but we already knew it, in truth) that the topic of the day was not “customer experience” but “emotional customer experience”, we took a close look at engagement. Look, it wasn't actually easy for us because we “modern merchants of emotions” work on the basic assumption that people (including us) are guided by rational thought, actually quite a materialistic logical approach. Deep down, we all have a little voice inside us telling us that “yes, it all sounds good, but what really counts is the price, good value for money, how much discount you give and advertising” Now, apart from the fact that advertising is anything but rational, I am reading a book at the moment on “neuroscience” which shows that this is not the case; it “mechanically” measures the areas of the brain corresponding to the emotions and demonstrates that it is emotions that guide our purchasing behaviour. I hadn't actually read the book when we attended the training sessions but we managed anyway. In the nice classroom that Floriana Marino arranged for us there were some experts in digital communication as well (the sort you see on internet) and it was very useful to find out how the virtual world is already taking steps to ensure a satisfactory emotional experience for its Customers, even if, to be truthful, I am still convinced that the ideal place to do all of this must be a place where human beings gather - i.e. a store. After we all discussed about what an “emotional customer experience” was, “what is was for” and “where it takes place”, we also talked about “how to do it” and we even examined some real case studies by looking at what actually happens on the shop premises of those attending the sessions. So how do we do? I would like to try and describe it for you but Floriana has only given me three thousand characters of space and I have already reached 3,648 (including spaces). And anyhow there is no single magic recipe that will work for everyone. Suffice it to say that the first thing to do is to ask yourself some searching questions and then translate the answers to these questions into specific actions to be implemented before customers come to visit - in terms of welcoming them, listening to them, gaining insight into their needs, conversing with them, bidding them goodbye and what to do at the end of the visit. The main point is that you must ask the right questions and give yourself some honest answers. To help us do this, we even shared a


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“compass” with some questions. I am sorry you weren’t with us, we could have shown it to you as well. Let me finish by plugging what we do. I really advise you to take a look at Tarì's training sessions. I have been told they are arranging for an autumn programme which is not just interesting but highly relevant as well.

Indulge them and allow them to bring this experience to an end by saying goodbye, or dare to elegantly encourage them to buy something else? Link selling is precisely what this is. So how do we go about doing it? Again by carefully observing our customer and asking him the right questions in the right way. If luck is on our side, we might gain his loyalty forever.

The beauty of brainstorming - P. 30 Marcello Muru

All that our exclusive premises have to offer - P. 34

How to use your shop window to draw more foot traffic

Editorial office

Nowadays, anyone can shop from the comfort of their home by going to special internet sites. So why would buyers choose to make their way to an actual store as opposed to shopping virtually? The storefront is any shop's sum and substance and, as it advertises your wares, it must enchant and beguile in a very short time span - to be precise, within 7 seconds. This means that we need to get maximum mileage out of this powerful communication tool to draw customers in. Here are some ideas to do just that: 1. Set up some brainstorming sessions on what the shop window should be like. 2. Put a calendar in place and plan your windows ahead of time. 3. Good product choice. 4. Pick between 1 to 3 colours of the product itself. 5. Use backdrops, banners and fabrics that will serve as an eyecatching showcase. 6. Use a pyramid display as well as lines or repetition. 7. Identify a focal point which should be about 1.40/1.50 metres from the ground and will be the right height to grab and sustain the attention of passersby. 8. Make sure people know about any special initiatives, such as sales, events, etc. 9. Light your shop window up properly. 10. Change the product every fortnight and the setting every month. 11. Be consistent with your interior and exterior shop décor. 12. Tell people about opening times and prices. 13. Make sure displayed products are unpacked. Once you have engaged passerbys with a good window display and drawn them into the shop, you need to keep attention levels high and make their visit an “unforgettable experience”. Visual merchandising is a set of actions that ensure a product on display in the shop is in keeping with strategic business choices. These actions must take into account display systems, setting, lighting and graphics. So let's have a look at each one of these aspects. The display system is everything within the sales space and must be kept as neutral as possible to allow the product to express itself. Height is an essential factor and the right balance must be achieved between background and display. Setting refers to the series of actions occurring in a given space which have a significant impact on our “unforgettable experience” and include the way the sales staff welcome customers, the colour of the walls, music and the scent in the air. Some details might seem trivial, but each single one helps to make our customers feel at ease and welcome. Another key factor is lighting. It has to be adequate, which means neither too dark nor too light, so it guides shoppers along the right path and showcases the virtues of the product. Lastly, we have graphic design which concerns both the inside and outside of the shop. In any case, graphics must be consistent with our brand and advertise any new initiatives, promotions, new arrivals or brand information. Basically, it represents the shop’s soul and should include the store sign and prices. But there is more still. This is when we get to storytelling which has been proven to be extremely powerful. Retail storytelling forges a bond with customers and has a strongly persuasive effect. All of us must learn how to spark an emotion, explain why, show how and help our listeners to look for what they want. So what's the secret? Learn how to ask customers the right questions so you earn their trust and gain insight into their tastes. Once customers have made their purchase, we are faced with another choice.

The Tarì jewellery centre expands its identity and creates new business openings The extraordinary potential of Tari’s premises became apparent during two important events that the Goldsmithery Centre hosted in the first half of 2018 - the prestigious European Cup for female fencing, a project sponsored by the Town Hall of Marcianise and organised by the Fencing Association Giannone Caserta, and the Hunting Show Sud event, dedicated to hunting as a sport and target shooting organised for the first time in Southern Italy by IEG - the Italian Exhibition Group. Space, premises, services, facilities, general organisation and set-up have all been brought to the attention of a series of select but quite diverse audiences. Hosted by Tarì over time, this public was able to enjoy the Centre’s strict safety procedures whilst appreciating the opportunities that Tarì has to offer to the market in terms of high-end premises, amenities and services. An increasing number of participants have joined in conferences, workshops, working lunches and just ordinary business meetings on a daily basis at the Tarì jewellery centre. In particular, the Hunting Show sud, which was held during the first weekend of April, accommodated 18,000 enthusiasts from all over Italy who were given the chance to watch some very interesting competitions and side events as well. As always, on Monday morning, the Tarì jewellery centre threw open its doors again to welcome sector professionals onto its premises which were pristine and ready for a new jewellery week. Journey through Italy The road shows opened up new scenarios and kindled new relationships From Milan to Palermo, passing through Lecco, Florence and Valenza Tarì’s road shows are unmissable opportunities for goldsmiths and jewellers from all over Italy to get together and exchange ideas whilst they discuss face to face all the needs and issues that the jewellery sector has to address, cementing old alliances and entering into new relationships. These appointments often enjoy the support of associations, as evidenced by the last stages of the tour that were organised with the help of Confcommercio (the Italian General Confederation of Enterprises, Professions and Self-Employment Business Association), and they are a marvellous opportunity to bring the Tarì jewellery centre closer to towns and cities all over Italy. And getting to know each other is hugely important because a reciprocal awareness of our differences is what has given rise to so much Italian excellence.

Instagram and visual communication - P. 42 Nicola Carmignani Since it came into existence “far back” in October 2010, Instagram has become a massively successful social network. Acquired by Facebook in the course of the year, today it numbers one billion active users per month (worldwide) of whom over 400 million use Stories every day, as well as 2 million advertisers who make monthly investments to raise their brand visibility. Originally designed as a photo-share system, this App has become a true visual-communication platform because it allows you to publish photos, videos and Instagram stories. These are all ways for both bu-


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siness brands or private users to express their core values, exploiting a communication style based on pictorial content and leveraging visual impact. Visual storytelling campaigns use these precious tools to disseminate contents, boost knowledge of the brand and drive product awareness. Instagram has had various guises since its inception, but it has become a social medium which conveys a message rapidly, reaching out to and connecting with its audience emotionally. There are a number of universal strategies that can be put in place by a brand to manage social media and visual communication, helping it to promote its business image online and raise awareness of what it has to offer. For instance, the world-renowned journal on geography, history and culture the National Geographic (@natgeo) has achieved resounding success on Instagram and runs one of the most popular profiles anywhere with over 83 million followers. Its strong point is the unerring quality of the photographs it publishes on Instagram accompanied by carefully researched captions. The all-important image, video and brief description is Instagram’s defining characteristic, but over the last few months another method of communication has gained a following and become a valid alternative to the “traditional picture” - this other means is communicating is “Instagram Stories.” Following in the wake of Snapchat, the Stories are visual content (photos, short videos and boomerang shots) which are visible on the App for no longer than 24 hours. After this time, they vanish without a trace. This time limitation has dramatically changed the way we communicate and use the application. This short window means that the user is afraid of missing out on contents and that friends’ updates might “expire” so he/she opens Instagram more often to check what is new. Instagram cashes in on this more frequent viewing and each time the application is opened, it introduces sponsored contents, both as part of the feed and the stories. So Instagram has become a visual means of communication and an advertising platform. Companies all over and not only in the United States are factoring Instagram into their communication and marketing strategies. Let’s take a look at the main strategic levers that Instagram offers to brands and marketers who want to boost their business via social networks: • Planning your photos: before sharing pictures and videos, you must be quite clear about what you want to achieve and methodically plan your presence on this social-media channel • Make an emotional connection: sparking an emotion has a big impact on people's memories. By making the brand feel human and touching your viewers’ souls, you will inspire trust and steer purchase choices. • Tell a story: pictures are worth a thousand words. They speak a universal language that requires no translation. This gives great creative scope for product presentation. • Involve your audience: engaging users and getting them to interact with the photos, videos and stories is a fundamental part of Instagram-profile management. • Use influencers and opinion leaders: influential people on Instagram or experts in a certain sector can be involved in a communication strategy for a campaign to promote a profile, launch a new product or increase familiarity with a brand. • Collaborate with brand ambassadors: users who already know the brand and use the products can be asked for opinions, pictures and interviews. This will flesh out the corporate Instagram profile or create up-to-date contents for use in stories. In addition to these strategies, Instagram has recently introduced an advertising platform which enables customers to increase content visibility by showing it to an audience which does not follow the brand’s official profile. The tools for expressing creative projects are the same as those for Facebook. One interface will allow users to create ad campaigns on both platforms (Facebook page and Instagram), using audience-targeting functions that are typically associated with Facebook advertisements. Therefore, it will be possible to choose demographic data, common interests and geographic areas and tailor sponsorship campaigns to a compatible audience.

100 years of passion - P. 44 Floriana Marino Gianni Pace Jewels: a Neapolitan story It was the year 1918 in the Goldsmiths’ District in Naples. The Great War had just drawn to a close and Luigi Pace was about to realise the dream of a lifetime in a tiny space just a few square metres’ in size - his very own store. His working history had begun 20 years earlier when, with the resourcefulness so typical of Neapolitan youngsters, he had begun to work as a peddler, selling fabric and gold on the streets. Enterprising street vendors like himself had invented a system of paying by instalments that enabled their customers to settle their purchases more easily - a bit like the famous pizza “oggi a otto” which was paid for “a week from today”. At the time, teaching did not take place in the classroom, but youngsters were expected to learn on the job. Then old Luigi asked a friend to teach his son Salvatore the art of goldsmithery who, in turn, further down the line, did the same thing with his son Giovanni. He soon became a highly expert hand setter who was much in demand and lent his services to some of the most popular Haute Joaillerie workshops, like the famous studio Virgilio, Vittorio Carità 1879 and Salvio & Leonida Grande. The jewel-setting tradition continued in ‘76 with Roberto in whose steps the brothers Salvio and Massimo quickly followed. But the real watershed arrived in ‘79 when “Gianni Pace & figli” finally introduced onto the market a product that had been entirely designed, crafted and finished by themselves. This was the time when the ambitious Tarì project was starting to come together and the Pace Family followed its development with great enthusiasm. Indeed, Massimo's university thesis in ‘92 was the first to be dedicated to the nascent Neapolitan goldsmithery centre. The Pace firm was one of the first to move into the Tarì jewellery centre in the summer of 1996. The old workshop had turned into a company and it was destined to prosper. But alongside creativity and a passion for precious stones, there is another aspect that makes this company stand apart - it is a very special feeling of closeness, friendship and mutual trust that has been built up with their loyal customers over the years, fostered with many small and large gestures that have strengthened this bond. Today, Salvio and Massimo are the heart and soul of a firm where workers and management are on a first-name basis. Together, they look to a future underpinned by traditional values and driven by modern skills. New additions to the jewellery range are brought into existence under everyone’s watchful eye and are tested directly by the customers. This 14-strong team is unusually close-knit and successful. “Our company’s most precious resource is the men who work for it. Together we are a family,” says Salvio Pace who supplements his corporate commitments with his work as a board director at the Tarì Jewellery Centre. This is his second term of office. “We put our jeweller-customers at the centre of all our activities because they have driven our success in all these years. We like to call our clients “friends” - we know them all on an individual basis and we often share in the most important moments of their lives, just as they do in ours. This extraordinary experience means we form a lasting bond with Italian retailers and all these marvellous people brighten our days with their presence.” “Being close to our Customers has not only meant they have been a part of our professional growth process, but it especially softened the brunt of troubled times on the market and allowed us to tackle problems more easily”. Massimo continues: “The suggestions and firsthand experience of those who come into direct contact with the final users have enabled us to improve on ideas and innovative products over the past few years. We have shared our success with pleasure”. The philosophy of a precious all-Italian (actually all-Tarì, points out Salvio Pace with a touch of pride) jewel with a youthful vibe is celebrated today on the 100th anniversary of a magical business which is nurtured by the blue waters of the Mediterranean sea and fuelled by the dazzling light of cut diamonds. One passion for a city and another for stones -both into their fifth generation but geared strongly to the future.


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Old but gold - P. 50 Editorial office The past is the new future. The rewind revolution has hit us full on with a blend of nostalgia that seduces those who hanker after the past and a modern vibe that turns the past into our new future. The past has played a crucial role in the fashion universe for some time now ...and not only in the fashion universe. By scouring ancestral archives and accessing the hazy memories of times long gone, precious materials have been obtained that, when viewed through a contemporary lens, provide inspiration for a series of sophistication and refined collections. These are the findings of a survey conducted by Espresso Communication for Bigi Cravatte Milan and involving over 60 international publications dedicated to lifestyle, current affairs and trends in the fields of fashion, design, cuisine and technology supported with the opinions of a panel of 20 style experts. The aim of this survey was to predict what we will be coveting for the upcoming season. The analysis shows that past generations are increasingly dominant with their vintage allure, deep knowledge and ability to turn to advantage all of this and launch successful trends that appeal to the new generation too. And so the bum bag makes a big comeback (also known as a fanny pack, this accessory is ideal for both an off-duty and smart looks). Also very much the rage are a switch-hitting turtleneck, an extra-long coat in various different colours and types of fabric, the classic English duffel coat and a flying jacket borrowed from the Paninaro (the youth scene from Milan in the’80s) - a piece which has well stood the test of time. Then again, we have the suit that emanates plenty of past allure, mimicking the cuts, fabrics and colours of the Seventies and proposed by the most prestigious fashion maisons, not to mention the XXL sweaters inherited from grandpa’s closet and, last but not least, oversized spectacles with a retro vibe. Alessandro Michele, the artistic director of Gucci, has built his new advertising campaign “Cruise 2018” around the vintage aesthetic, and to do so, is showcasing the superannuated Italian writer Barbara Alberti in all her mature glory. All that is passé or outdated is generally held to be much cooler and contempo than any modern or evolved counterpart. As a case in point we have Baddie Winkle, the eighty-nine-year old granny and webstar with a following of over three million who has won over the social network with her tongue-in-cheek shots. And how could we not mention Iris Apfel - a directional icon of style who is now over ninety. Then, another account that everyone is raving about is sciuragram - over 40 thousand followers and snaps of Milanese ladies going about their everyday life. But it is not only the fashion world that is affected by this age rage - the world of interior décor is equally influenced and creates original and exciting amalgamations of past and present. Even music has taken a step back in time as vinyl records and evergreen melodies are dusted off to capture our imagination. Not to be outdone, the cooking universe follows a similar path with some good sound recipes from our grandmothers’ notebooks. Even the award-winning Italian chef Bruno Barbieri has admitted in numerous interviews that he was influenced by his beloved grandmother Mimi in his culinary choices. The value of the past is dependent on the important truth that beauty and wealth are not trophies to be brandished and paraded and that it isn’t actually that difficult to be fabulous - and cult status can even (read especially) be achieved by relinquishing faded platitudes and trivialities. Because refinement is not only a feast for the eyes, but also causes the heart to leap - and perhaps this sense of jubilation is exactly what we need in times like these.

Nerdy pride - P. 52 Editorial office The time has long gone since Nerd meant just a bunch of technologyobsessed out-of-touch people shut away in their own little bubble. Today’s definition comes closer to an artisan-like culture. Nowadays, it can be safely said that nerds are fashionable both in the way

they choose to dress and their individual passions. Recently society has had to come to the conclusion that this new culture is actually really cool. A nerdy philosophy is no longer seen as being a lifestyle for the few, but has begun to spread like wildfire and taken over a whole market share. This has created a niche sector made up of new craftsmen who follow what’s trending at the moment or who have paid heed to their own nerdy intuitions and decided to chart unknown courses. It should be pointed out that for some time now several big clothing brands have adopted nerd icons like Pac-man, Snoopy, Batman, Spiderman, Super Mario and many more to embellish and personalise their collections. But craftsmen have taken it one step further. They have gone on to create an edit of exclusive products that are not likely to catch on with mass consumers because they can’t tell the difference and think that the price is too high, anyhow. Artisans that once fiddled aimlessly with a needle, thread, fabric and haberdashery to fulfil their private passions and create costumes worthy of their favourite character have tapped into this natural flair and turned it into a trade - bespoke clothes. Latex and foam are readily turned into light-as-awhisper apparel, soft silk and sheer veils are perfect for a romantic heroine’s costume and floral-printed fabrics lend themselves to becoming pared-back yukatas and kimonos. Young artisans like carpenters, metalworkers and glass-makers have captured an older audience, creating objets d’art, household goods or garden accessories with a nerdy vibe. At the last Salone del Mobile in Milan, there were shelves shaped like a Batman, Wonderwoman or Superman logo, a bookcase inspired by Donkey Kong, a floppy desk and a gigantic rubik’s cube which inevitably makes a good impression as a centrepiece in the living room! Thinking outside the box gives rise to original breezy creations - and this includes the jewellery sector, of course. Like rings taking their cues from the video game “The Legend of Zelda: The Wind Waker”, brooches with a fantasy vibe in the name of “Game of Thrones”, jewels which draw inspiration from the helpers of Gru - the supervillain from “Despicable Me”, but also tap into the stories of “Star Wars” and “Dragon Ball”.

Where diamonds do not fear to tread P. 54 Floriana Marino Dinacci kicks off the concept of jewellery co-marketing Resourcefulness and tonnes of get-up-and-go are the main characteristics of Flavio Dinacci - MD of the homonymous company and consummate in creating and maintaining successful business relations, partnerships and professional networks. Business activities first got underway with assays on precious metals at the beginning of the last century in Naples and after which they extended them to setting and semi-finished products for the jewellery trade. Dinacci is one of the founding members of the Tarì jewellery centre where his business is based and where he controls an innovative ash-treatment plant for precious-metal recovery. He takes part in all the most important events involving the Italian goldsmithery and jewellery world. Today Flavio is MD for the company and works side by side his sister Tiziana. He is into his second term of office as board member of the Goldsmithery Centre as well as being board member of the FOC - the Federation of Goldsmiths from the Campania Area. An unerring focus on quality and innovation is one of the reasons why this company achieved certification for its all-Italian manufacturing in 2009 - a prestigious award from the Institute for the protection of Italian manufacturers. A passion for sport and public relations has led Dinacci to successfully explore the world of sports and entertainment. For years now, the company has been involved in sports sponsorships, contributing to the favourable outcome and victories of its partners - from the Arzano volley club to a female fencing association which recently played for an important European cup on the premises of the Tarì jewellery centre. In 2013, the Dinacci company went down in the Guinness Book of Records when it created a swimsuit in conjunction with the lingerie company Yamamay, dedicating it to Miss Universe. Valued at 1 million dollars and encrusted with 900 diamonds for 200 carats, it was a bejewelled masterpiece and was then followed by another spectacular costume for the super Olympic champion, the Italian swimmer Federica Pellegrini.


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“Many friends in the business world believed in my ideas and shared in my enthusiasm. It was a great experience and all those involved helped to spread the word about our company. Even though we cannot be considered a true brand,” as Flavio Dinacci often says, “ours is a family which has long been known in the Italian goldsmithery sector because we have been around for ten years and have long been a stable presence for our target market”. And so Dinacci has become a forerunner in the Italian jewellery world with a new promotional formula as part of a co-marketing project with major brands and leading company from the luxury market. After Yamamay, he will be working with Chateaux d’Ax. “An even headier challenge,” states Dinacci, “which has involved us working to help create a high-end collection of sofas and complementary furnishings for an extremely demanding international clientèle. This was the concept behind a project to make buckles for sofas, cushions and bedside lamps strewn with diamonds. A dream come true which will be adding some serious sparkle to a dream home.

Modern Princesses - P. 88 Editorial office Today's new trend in jewels is a royalty affair - dripping with glamour and blindingly bling-bling - an instant way to amp up your look and make you feel like a princess for a day! Welcome to a decadent dream and a magical tale which tells of magnificent creations exuding unadulterated luxury but also sheer elegance. Haute Joaillerie appeals to all women, but the truth is that all it really takes is a subtler sparkle for us to feel blue blood coursing through our veins. After Meghan Markle flaunted Prince Harry’s ring (which once belonged to Diana), many a woman scoured their jewellery box to see if there were any long-forgotten aquamarine-coloured bits. Obviously, the royal ring is a bit on the large side for most of us, but when fashion mavens managed to dig out even a smaller blue-hued accessory, they experienced instant gratification and congratulated themselves on their fashion foresight. Because diamonds are forever, but other gemstones rarely enjoy such constant levels of popularity. However, now that the Duchess of Sussex has worn her famous cocktail ring, aquamarine jewellery has become extremely covetable. Although the intensity of its colour can vary, aquamarine almost always enchants the eye with an interplay of greens and blues as it catches the light. It is naturally and enticingly crystalline clear. An assortment of shapes is available in jewellery shops, but the pear or emerald cut are recommended if you want to bring out the beauty of its sea-blue colours. It can be set either on gold or platinum and is suitable for rings, bracelets, necklaces and earrings. Transparency is an important factor because it is a type-I stone and there should be no obvious inclusions (from a rough distance of 15 centimetres). The colour is not a quality factor, but simply a matter of personal taste, whilst its place of origin plays a more important role. The most famous aquamarines come from Santa Maria de Itabira in Brazil and boast a deeply saturated blue, whilst another deep blue variation is unearthed in Pedra Azul, still in Brazil. The Boca Rica aquamarine tends towards a turquoise palette, whereas the variety coming from the Santo Domingo mines boasts subtle, almost pastel, nuances with alluring yellow reflections. But what does it mean when someone gives an aquamarine gemstone to their fiancée or bride? In the case of His Royal Highness, there were two reasons: the first one was closely family-related because the ring once belonged to Lady D, but there is a second reason stemming from the meaning of the stone itself. Light blue and transparent, the aquamarine is not one of the big precious four. Indeed it is considered to be the emerald’s little sister. But its meaning runs deep, especially when a man gives it to his beloved. It places the emphasis on empathy, fortifies love and bespeaks loyal honest relations between the couple. Harry’s gift to Megan was a true declaration of love - something which was fully understood by few at the time. In any case, for the Winter season, bracelets, earrings, brooches and necklaces are set to make us shine like the firmament above from desk to dinner. Opulent crowns, huge crystals and tribal-style chokers will take the spotlight, but we will also be seeing ‘80s-inspired earrings (mismatched of course!) and mega pearls. Coral is in vogue again for small necklaces in resin and brass as is the mysterious magic of numbers and letters for

enamel-coated rings. These captivating creations will bring out the princess in those countless women who get up every morning to ferry kids to school, drive to the office and do the shopping on the way back. Sometimes a little extra sparkle is all it takes to keep a dream alive!

Nothing will ever be a patch on this P. 92 Editorial office Geometrical patterns and optical prints for the beautiful and bold Patchwork is officially all the thing. The coolest catwalks in the world have sealed its destiny - especially the runways from Paris Fashion Week. Under the helm of its creative director Maria Grazia Chiuri, Dior’s Autumn-Winter 2018/2019 show transports us to feminist-inspired landscapes in a celebration of the ‘68 protests when young people joined forces and rang the changes in Western society. And in this new collection, patchwork plays a leading role. Dresses, trousers, coats, bags and shoes shake off their granny overtones and reverberate with joy in an amazing amalgamation of cleverly contrasting colours, textures and print designs. The end result is alluringly attractive. Patchwork is a form of quilting and it involves piecing together bits of fabric. This trend dates back to times when people tried to prolong the life of their old garments and belongings, using squares of materials to repair torn or worn clothes and covers. It was a form of recycling at a time when no-one could afford to throw anything away. Like the quilting process, the technique called for a thick piece of cloth on the top (padded in cotton or with artificial fibres) and a thinner cloth underneath, usually made from muslin. These two layers were then stitched through to stop them coming apart. This new trend reached Italy in the ‘90s and met with resounding success. It doesn’t take much to understand why. This jigsaw puzzle of textures and shades oozes joie de vivre. It is irrefutably cheerful and charmingly creative. All you need to do is relax and dare to be different. Mixing and matching is the way to go. Even jeans can be patched up. Actually, any item of clothing benefits from the addition of a patch. With her Victoria-Beckham range, the style queen Posh Spice has completely turned around good-old denim jeans with a patchwork detailing in contrasting blue panels. And Dolce & Gabbana do Italy proud too. Anyone who wants a fashion-forward feminine-looking look can go for the design duo’s skinny jeans featuring panels treated with contrasting washes - dark counterpointed by lighter nuances. A floral embellishment set on the side infuses this modish piece with a happy vibe. Even Burberry has gone patch-mad with its cocooning patchwork cardigan-coat in cashmere, wool and mohair. Desigual is an old hand at this and has always had fun playing with colours and patterns, as is clearly evidenced by the patchwork coats in a gamut of different colour palettes with contrasting details. The patchwork cardigans with ethnic prints in blue are also übercool. And could the footwear universe be outshone by all of this? Naturally not. The Ross boot in suede from Isabel Marant is eye-catchingly attractive with its masterful contrasting panels in a black, khaki and taupe colourway. Some real hero pieces are to be found amongst bags and accessories. Dior puts its stamp on gleaming gold-tone jewels and showy bracelets, tapping into the haute-hippie overtones of opulent patchwork patterns.

Business & Franchising - P. 96 Editorial office A growing trend for young entrepreneurs As a business arrangement, franchising is gaining increasing popularity in Italy, especially amongst young people. This is what emerges from the “2018 Italian Report” (“Rapporto Italia 2018”) drawn up by Assofranchising


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(the Italian Franchising Association) and presented on the premises of the La Sapienza University of Rome in conjunction with the Permanent Observatory for Franchising (Osservatorio Permanente del Franchising) on 14th June of this year. From 2014 to 2017 turnover went up by 5.7%, the overall number of store increased by 3.8% and there was also an improvement in employment figures - all of which bears witness to growth in the sector. So what are the reasons that lead youngsters to choose this particular business model? There are a host of advantages. First and foremost, any risk of bankruptcy is slight because the business concept has already been tried and tested on the market by the franchisor and all the teething problems have been worked through. Basically, the franchisee has little to worry about from this point of view. Another head start comes from being able to benefit from greater economies of scale because the franchisees as a group can buy on better terms and at a lower cost as compared to an ordinary business concern. In addition to this, not only does the parent company bear advertising costs, it also lends a hand with the managerial and administrative side of things by holding training and refresher courses. The franchising system is also conducive to a healthy business culture and better ethics as it creates a virtuous cycle between the two parties which often turns into a real partnership. This business model has a positive influence on employment figures and entrepreneurship, especially in Southern Italy, and the younger generation, frustrated by the lack of job openings, is particularly drawn to this formula and often decide to try their hand at self-employment. Franchising is unarguably a successful phenomenon. Custom is easier to come by because in today’s modern society people expect to be able to find their favourite products wherever they go and nothing is more natural than buying a coat in Turin and changing it in Palermo, or choosing a dress online and collecting it from a local store. So, this cultural aspect is a definite boon but there are other financial advantages as well. The franchising system significantly reduces business risk and the initial outlay required is often more than feasible. Being part of a well established group enables first-timers to acquire a great deal of know-how and learn the ropes in a short period of time - and they get to be their own boss too. The food sector still shows the greatest amount of growth. This segment relates both to catering (with new formats for specialities and local products) and Mass-Market Retailing (MMR) - a trend that is ever on the rise due to the burgeoning numbers of discount-store outlets and new Organic-fare formats. The sector which is mostly in decline is that of travelling and tourism - it appears to have been badly battered by online services and new forms of hospitality. To sum it up, the Italian Report confirms that franchising is an excellent business model for exporting Italian talent abroad as well as for combating youth unemployment. When the large franchisor company takes the smaller franchisee under its wing, it would appear that more than one golden egg is produced.

A harmonious approach to jewellery P. 105 Floriana marino Three brothers - one heart and one soul Diego, Danilo and Davide are 3 brothers who, together with their father Tiberio Fiorentino, have breathed life into Armonie - a jewellery brand which has been at the Tarì jewellery centre for over 20 years. “Armonie is an attitude and a philosophy that brings us together and steers our corporate decisions,” they explain. “For us, harmony means cohesion, balance and union”. In terms of jewellery, these values translate into a sense of measured elegance. This refreshing eschewing of excess is the hallmark of the collections turned out by a company with a youthful core which keeps close tabs on female purchase preferences. “We strongly believe that each single jewel has a meaning and sparks an emotion. Each important moment in our lives deserves to be celebrated with a jewel that will be the loyal and discreet companion of a woman in her

everyday life”. Armonie jewellery whispers rather than shouts and is the ideal way to enhance the stylish sobriety of many a contemporary woman. Elevated with unique detailing, a refined design and the purity of diamonds and precious stones, it is in a class of its own. Jewellers tend to shy away from the term “quality” which does not express the immense appeal of a well-made piece of jewellery made from premium materials. “Yet again, we prefer to use the term “harmonious” because a good piece of jewellery is marked by the perfect harmony of all its detailing and all its parts.” There is not much more to say, except to add that a sense of harmony is instantly perceptible in the atmosphere on the company premises. Because true beauty can only be achieved by striking an ideal balance between creativity, skill and teamwork.

Haute-couture jewels - P. 108 Donatella Zappieri Place Vendôme - the nerve centre of fine Parisian jewellery Paris becomes a vast stage for haute couture when the big fashion houses present their most refined and distinctive creations to a cosmopolitan and increasingly discerning public. But, over the last few years, the haute-couture week has also become an important platform for launching the most exclusive collections of haute joaillerie. When Frédéric Boucheron moved to Place Vendôme in 1893, he turned it into the hub of the haute Parisian and international jewellery world. And to celebrate its 160th anniversary, this year the famous jewellery house has created a collection which takes its cues from the brand's signature mien “Nature triomphante”. The Nuage de fleurs necklace and matching ring achieve a perfect balance between cutting-edge technology and age-old expertise, something which has always been the company’s hallmark. The large fine-jewellery houses always centre their work on carefully sourced precious stones which would be more than exceptional simply on the basis of their cut, colour and size. There are four main themes for the upcoming season. PARALLEL WORLDS: Chaumet enthrals us with a collection entitled Trésors d’Afrique - the third chapter of Les Mondes de Chaumet series. It pays tribute to unusual forms ablaze with exquisite shades. Van Cleef & Arpels dedicates its collections to the fairytales of the brothers Grimm, placing the accent on the story of the Twelve Dancing Princesses. The Traversée Etoilée cuff is quite extraordinary - two Burmese sapphires seem to sail across waters like a pair of enchanted ships beneath star-studded night skies towards an awaiting castle. FLORA: Dior presents “Dior Dior Dior” - the new collection by Victoire de Castellane. The lacelike structure of the jewellery takes its cues from lavish haute-couture gowns whilst the pastel palette of the gemstones adds depth and dimension to each single piece. The Boucheron collection fits seamlessly into a theme dominated by Mother Nature, as if the jeweller had dared to dream of turning transient beauty into eternal glory. AVANTGARDE: Cartier knocks us off our feet with Coloratura - a sensual pursuit of perfect colour. Blue tourmaline, green chrysoberyl and red rubellites meld in chromatic symbiosis, elevated by the force of contrasting hues and soothed by an airy setting. Piaget has created Sunlight Escape - a vibrant jewellery set made of red spinels, Paraiba tourmalines, pink sapphires, opal pearls and diamonds. MAGICAL STONES : De Beers offers its iconic Talisman collection which rests on the rare intensity of raw diamonds embedded in precious metal, tracing out mesmerising patterns. The Ra jewellery set taps into the rich history of Ancient Egypt. Much like haute-couture items, all these collections are one-off pieces created for a refined demanding clientèle who constantly seek out new designs, exceptional stones and, of course, sheer exclusiveness.


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NEWS

Just a click!

di Floriana Marino

Tarì marketing area con: direzione artistica: giuliana tizzano • shooting: dinamo studio • shooting: luciano d'inverno • shooting: anna cino mua: maria pina monaco • hair style: flavia lofrano • stylist: mario barbieri

Creatività e ricerca. Spunti di aggiornamento dal mondo e momenti di confronto intorno a una scrivania. L’osservazione di ciò che accade intorno a noi: cinema, libri, teatro, show business e tendenze moda. E poi, ancora, tutta l’esperienza di un team consolidato. Molta pazienza, una buona dose di equilibrio, la volontà di osare. La ricerca di argomenti concreti, vicini al nostro mondo. La scelta dei partner giusti. La determinazione e la capacità di mettersi in discussione, di non cedere alle difficoltà. Il rispetto dell’inserzionista. La certezza di dare il massimo. Il non accontentarsi. La capacità di divertirsi lavorando. Il nostro magazine. •

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Tarì Magazine Ottobre 2018  

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