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nr. 3 / Apr. 2013

Isolamento o sicurezza?


La sicurezza di sentirsi felici.

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Sentirsi sicuri.


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Foto F. Eicher

Sommario

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Aprile 2013 Strong opinion Editoriale Il Tema Il Tema Ospite Ospite Ospite Attualità Attualità Attualità Eventi Eventi Eventi Eventi Eventi Formazione Osec Commercio estero Fiere internazionali Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci

nr. 3 / Apr. 2013

4 Europa, idee poche ma confuse 5 Quando finiranno le prediche europee? 6 Sensibilizzazione alle imprese sulla necessità di realizzare un secondo tunnel nel San Gottardo 9 Più sicurezza e affidabilità con la proposta di risanamento della galleria del Gottardo in consultazione 11 Per il raddoppio? Il Ticino deve trovare alleati 13 Il San Gottardo è vitale per la sopravvivenza aziendale, sì ad un secondo tubo! 14 Anche lo sport ticinese per il raddoppio del Gottardo: il Ticino deve contare a Berna 16 Energia nel 2050: le strategie a luci spente 17 Brutto momento per la trasparenza dei costi nella politica dei trasporti 18 Visioni strategiche per la mobilità 20 4Seasons Standing Lunch 22 L’Associazione Credit Management in Svizzera - sezione Ticino si presenta 24 Scienze della vita, biotech e medtech… in Ticino ed in Corea 27 E-business Day: 27 febbraio 2013, un evento di successo 28 USI Career Forum – edizione 2013 30 Corsi proposti dalla Cc-Ti 32 Commercio estero 36 Qualche spunto per una corretta compravendita internazionale 37 I prossimi appuntamenti 38 GMP Consulting SAGL 41 Luisoni Consulenze SA 42 Swiss Life 44 Icofin SA 46 MMAO 2013 48 Cornèr Banca SA 50 DV Studio Legale – Avv. Robert Via 52 Gruppo Sicurezza SA

Impressum Editore: Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino, Lugano

Isolamento o sicurezza?

nr. 3 / Apr. 2013

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Redattrice responsabile: Lisa Pantini Comitato redazionale: Franco Ambrosetti, Luca Albertoni, Rinaldo Gobbi, Lisa Pantini, Simona Morosini Marconi, Marco Passalia e Mercedes Galan

Redazione: Cc-Ti, Corso Elvezia 16, 6900 Lugano Tel. +41 91 911 51 11 Fax +41 91 911 51 12 pantini@cc-ti.ch www.cc-ti.ch Pubblicità: Pubblicità Sacchi, C.P. 558 6928 Manno Tel. +41 91 600 20 70 info@pubblicitasacchi.ch www.pubblicitasacchi.ch

Stampa: TBS, La Buona Stampa sa via Fola 11, Pregassona (Lugano) Diffusione: Tiratura: 2’500 copie Abbonamento gratuito per i soci Cc-Ti Abbonamento supplementare: - CHF 50.- annuo - per i non soci CHF 70.- annuo (+ IVA) Frequenza: Ticino Business è pubblicato in 10 numeri annuali


Strong Opinion di Franco Ambrosetti, Presidente della Cc-Ti

EUROPA, IDEE POCHE MA CONFUSE

È da qualche tempo che mi chiedo cosa stia succedendo a Bruxelles. L’Unione pare confusa come se avesse perso la bussola. Bacchetta la Svizzera sulla questione dei regimi fiscali cantonali di holding e società miste, esigendo il rispetto di un Codice di condotta EU non previsto dagli Accordi bilaterali, che però nell’80% dei Paesi membri viene bellamente disatteso, Inghilterra in testa. Uno studio di PricewaterhouseCoopers pubblicato per conto dell’Associazione bancaria vodese dimostra inequivocabilmente che Bruxelles usa nei nostri confronti due pesi e due misure, parla bene e razzola male o se preferite sceglie l’ipocrisia nuda e cruda come metodo di trattativa per raggiungere i suoi opinabili scopi. Con queste premesse non c’è da stupirsi che perda, giorno dopo giorno il consenso dei cittadini membri e non. Che delusione! Sono un europeista convinto della bontà del progetto che ha dato all’Europa 70 anni di pace e mai avrei pensato che si potesse arrivare al punto di trattare la Svizzera, un Paese amico, virtuoso, con conti in ordine, una socialità funzionante, dinamico, con istituzioni liberali e democratiche, alla stregua di una offshore qualsiasi governata da un cricca di filibustieri. Spero ardentemente che il nostro Governo (che ha ricevuto lo studio di PWC) si svegli, metta l’Unione davanti alle sue responsabilità pretendendo parità di trattamento e dicendo forte e chiaro cosa l’EU ne può fare del codice di condotta. Ora, a parte il suddetto codice, a scioccare l’opinione pubblica mondiale arriva la questione di Cipro. La Troika, un’istituzione sovranazionale formata da EU, FMI e BCE, dopo aver imposto ai Paesi super indebitati sull’orlo della bancarotta un rigore durissimo (che ha la sua ragion d’essere, intendiamoci), ora fa un ulteriore passo. Per risolvere la crisi bancaria che ha affossato l’economia dell’isola servono 16 miliardi. Con cinismo che lascia sbalorditi, la Troika impone ai cittadini ciprioti un prelievo forzoso sui loro conti di risparmio per circa 6 miliardi in cambio della concessione dei 10 miliardi mancanti. Una proposta da straccioni se si tiene conto del PIL europeo di pressappoco 13’000 miliardi. È un precedente pericoloso perché di esproprio si tratta. Chi si vuol punire con questa pensata? I russi che hanno a Cipro investimenti miliardari, i poveracci che ora

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manifestano il loro dissenso o la piazza finanziaria considerata offshore? Naturalmente da Bruxelles si rassicura, è un caso unico, non si ripeterà. Ma davvero? Non mi pare sia moralmente accettabile un ricatto del tipo “io ti salvo le banche solo se tu confischi una parte degli averi privati dei tuoi cittadini”. La prossima mossa potrebbe essere quella di andare di casa in casa a controllare i salvadanai, sotto i materassi o nei puff del salotto... È già difficile avere fiducia in certe banche, se ci si mette anche lo Stato viene spontaneo chiedersi quale sarà il prossimo Paese nel mirino. Spagna? Italia? La verità è che a Cipro la decisione è stata clamorosa, eclatante ma in realtà l’espropriazione in maniera subdola degli averi dei cittadini EU avviene da tempo. Nella zona euro i tassi di interesse sono inferiori all’inflazione in quasi tutti i Paesi, meno quelli ad alto rischio. Quindi il potere di acquisto dei risparmiatori diminuisce ogni anno rendendoli più poveri per questo effetto perverso. La BCE in situazione di normalità, dovrebbe intervenire aumentando i tassi ma visto l’enorme indebitamento degli Stati europei e l’assenza di crescita economica non c’è da aspettarsi un cambiamento imminente della politica monetaria. La situazione tenderà a peggiorare se, come molti economisti sostengono, i prezzi tenderanno ad aumentare ulteriormente (in gergo, i tassi di interesse reali saranno negativi ancora per parecchio tempo). Questa espropriazione strisciante è una triste realtà che amplifica di molto il divario tra ricchi e poveri che da anni va aumentando costantemente al punto da essere uno dei maggiori problemi delle economie occidentali. Il lato più oscuro sta nel fatto che l’aumento delle diseguaglianze non sia solo di tipo finanziario ma vada a toccare uno dei capisaldi del liberalismo, il diritto alle pari opportunità. Qui dovrebbe intervenire l’EU mediando fra una destra convinta ipocritamente che le diseguaglianze non siano importanti, e una sinistra sicura che basti tassare la ricchezza e spendere più denaro pubblico per ovviare al problema. Ma questo è un altro spettacolo teatrale la cui trama andrebbe scritta prima che la Storia ci consegnasse quelle realtà drammatiche descritte nei “Misérables”. Senza glamour, red carpet e consegna di Oscar.


Editoriale di Luca Albertoni, Direttore della Cc-Ti

Quando finiranno le prediche europee?

Gli attacchi di ogni genere alla Svizzera sono ormai diventati pratica comune e usuale, purtroppo spesso sostenuti dai nostrani vati di una non meglio definita equità internazionale, che dovrebbe finalmente permetterci di appiattirci su modelli di grande successo come quello francese o quello italiano. Nuove regole moralizzatrici, rottamazione (termine che va molto di moda) del sistema legislativo liberale, distruzione dell’impianto federalista, ecc.. Secondo il motto, inculcatoci, dai vicini dell’Unione Europea, che siamo dei furfantelli che approfittano degli sprovveduti cittadini europei per creare paradisi fiscali, attirare aziende che se ne fregano delle regole (v. le multinazionali) e via dicendo. Detto altrimenti, un’isoletta di spregiudicati pirati che minaccia la stabilità dell’impero. E poi c’è ancora chi non ha il coraggio di definirla guerra, finalizzata in primis alla distruzione della piazza finanziaria svizzera, come ben dimostra ad esempio il più che ambiguo atteggiamento americano in materia di segreto bancario. Non si tratta di essere anti-europeisti, anzi. Continuo a pensare che l’idea europea sia un aspetto positivo che ha permesso al nostro Continente di vivere decenni di pace. La realizzazione pratica invece è lungi dall’essere incoraggiante e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. È quindi con amarezza, ma non troppo stupore, che ho preso atto di un interessantissimo studio commissionato dall’Associazione bancaria vodese e realizzato da PricewaterhouseCoopers sui regimi fiscali in vigore nei Paesi europei (scaricabile dal sito www.banques-financesvaud/ch). Cosa emerge da tale studio? In sostanza che quasi (l’80% dei Paesi dell’UE) praticano le cosiddette imposizioni straordinarie, con statuti speciali a dipendenza di settori, forme societarie, ecc.. In pratica quello che rimproverano alla Svizzera in materia di imposizione delle società ausiliarie e le holding e di concorrenza fiscale intercantonale. Ciò conferma, dati alla mano, quello che da tempo è ben più che un sospetto e che probabilmente solo gli ingenui non avevano alme-

no intuito, ossia che molte delle pressioni sono assolutamente strumentali e finalizzate a scopi ben poco nobili, come l’eliminazione di un concorrente che ha un sistema performante e la raccolta facile di fondi necessari per finanziare strutture ormai insostenibili finanziariamente. Fa quindi sorridere (amaramente) l’ultimatum posto dall’UE alla Svizzera di presentare entro giugno proposte di riforma del nostro fiscale che possano essere gradite ai partner europei. A tutela della nostra sovranità fiscale e degli statuti speciali, il Consiglio federale e i nostri negoziatori farebbero bene a tenere ben presente quanto emerso dallo studio vodese e a non incartarsi con concessioni unilaterali. Esigere un minimo di reciprocità non sarebbe un delitto di lesa maestà. Tutte le trattative con il nostro più importante partner commerciale hanno una valenza molto rilevante, ma questo non significa che dobbiamo piegarci a qualsiasi richiesta, spesso ancora prima che essa venga formulata. Il mondo economico auspica che le trattative siano condotte con la giusta fermezza, perché se adattamenti devono esserci, questi devono essere introdotti per gradi e non semplicemente buttando a mare il nostro sistema che, detto senza arroganza, ha dimostrato di funzionare meglio di tanti altri. Un adattamento graduale e ragionato è sopportabile per tutti, cambiamenti epocali imposti solo per volontà altrui ci porteranno al livello europeo. Ma quello più basso dei vicini… A questo proposito consiglio la lettura di un libro appena pubblicato da R. James Breiding, intitolato “Swiss Made, The untold story behind Switzerland’s success”. Un’analisi eccellente del sistema svizzero e dei vari rami economici, con una conclusione chiara: il sistema svizzero è un modello da seguire che non necessita di stravolgimenti, perché sa adattarsi alle evoluzioni del contesto generale. Appunto…

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Il tema

Sensibilizzazione alle imprese sulla necessità di realizzare un secondo tunnel nel San Gottardo Lettera a tutte le aziende ed associazioni di categoria affiliate alla Cc-Ti: abbiamo bisogno del sostegno di tutti i soci per la realizzazione del secondo tubo

Lo scorso mese di dicembre il Consiglio federale ha presentato una proposta di modifica della Legge federale concernente il transito nella regione alpina (LTS), che prevede sostanzialmente: • La realizzazione di una seconda canna nella galleria autostradale del San Gottardo; • L’esercizio in ogni canna di una sola una corsia di marcia.

treni navetta. Tali stazioni avrebbero però generato enormi spese per la Confederazione senza rappresentare interessanti investimenti per il territorio in quanto sarebbero state smantellate alla fine del risanamento della galleria. Questa opzione è stata abbandonata dalle autorità federali dopo aver soppesato i numerosi inconvenienti che ne sarebbero derivati.

Questa decisione è stata presa quale misura nell’ambito del necessario risanamento dell’attuale galleria autostradale.

Nonostante gli indubbi vantaggi della variante scelta dal Consiglio federale di realizzare una seconda canna al San Gottardo, attualmente gli oppositori si stanno organizzando in vista dei dibattiti parlamentari e del probabile referendum al fine di tentare di convincere i parlamentari e il popolo ad abbandonare questa via. Di fronte a tale reazione degli oppositori alla seconda canna al San Gottardo la Camera di commercio dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino (Cc-Ti) ed altre associazioni eco-

In un primo momento, nel dicembre 2010, il Consiglio federale, di fronte alla necessità di procedere al menzionato risanamento, aveva proposto un altro tipo di intervento che avrebbe però implicato la chiusura della galleria per circa 900 giorni, con conseguenze negative per tutta la Svizzera. Questo primo progetto avrebbe inoltre previsto la creazione di stazioni di trasbordo degli autoveicoli su

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nomiche non possono restare impassibili ma, per il bene della nostra economia, devono ricordare quali sarebbero le conseguenze della variante fortunatamente abbandonata dal Consiglio federale: • Isolamento del Ticino per circa tre anni! • Trasferimento del traffico stradale su altri valichi (San Bernardino e Sempione) con formazione di ingorghi! • Allungamento del tragitto da e per il Ticino! • Ritardi nelle forniture e nell’approvvigionamento! • Stravolgimento del sistema di produzione e di distribuzione! • Intasamento dei treni e delle tracce ferroviarie! • Inaffidabilità del collegamento nordsud con effetti negativi sul turismo, sulle relazioni d’affari e sul mercato immobiliare! Questi elementi sono stati messi in evidenza da uno studio dell’Istituto di ricerche economiche di Basilea, scaricabile dal sito www.2tunnel.ch. In questo studio emerge chiaramente come un isolamento prolungato del Ticino dal resto della Svizzera provocherebbe danni irreversibili alla nostra economia. In effetti i partner che da anni collaborano con le aziende ticinesi si vedrebbero costretti a rivedere le loro strategie e a considerare altri sbocchi geografici per le loro attività. L’economia ticinese, che è stata ampiamente favorita proprio dall’apertura della galleria al San Gottardo, rischia di subire un inesorabile declino se le venisse precluso lo sbocco verso quelle aree geografiche da cui ha tratto i maggiori benefici.

Sempre sulla base di uno studio appositamente commissionato allo studio di ingegneria Lucchini-Mariotta e associati è inoltre assodato come la ferrovia non sarebbe in grado di assorbire le necessità della nostra economia durante la paventata chiusura pluriennale della galleria autostradale. Secondo questo studio, la fattibilità delle proposte avanzate in ambito ferroviario delle autorità federali nell’ambito della prima variante di risanamento non è dimostrata e i reali impatti sul sistema ferroviario e sul territorio sono stati verificati solo parzialmente e sono stati sottovalutati. L’analisi del “Sistema Gottardo” (tunnel ferroviario esistente e nuova galleria di base), dimostra le insufficienti capacità della struttura per un sistema di treni-navetta efficace, la necessità di importanti ulteriori e costosissimi investimenti per garantire un livello minimo di servizio, nonché la difficile integrazione delle infrastrutture nella rete ferroviaria e nel territorio, sul quale vi sarebbero effetti devastanti e non ancora prevedibili. Infine, oltre il 90% delle aziende consultate nell’ambito di un’apposita inchiesta della Camera di commercio (Cc-Ti) ha affermato che la chiusura prolungata della galleria autostradale del San Gottardo avrebbe effetti negativi sulla loro attività. In conclusione, per i motivi indicati ma non solo (si pensi infatti alla maggior sicurezza di una seconda canna, alle costosissime stazioni di trasbordo degli autoveicoli su treni navetta da smantellare a fine risanamento,…), siamo convinti che la proposta di risanamento in consulta  7


Il tema

zione (seconda canna al San Gottardo) sia la migliore possibile nell’interesse del Paese e della nostra economia, nel pieno rispetto dell’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi in quanto il traffico è esplicitamente limitato ad una sola corsia di marcia per ogni singola canna (nessun aumento della capacità). Su queste basi, la Camera di commercio si batterà affinché questa variante, peraltro condivisa dal medesimo Consiglio federale, sia accettata dalle Camere fe-

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derali e, nel caso di un referendum, dal popolo svizzero. È importante che tutti gli attori economici siano consapevoli della posta in gioco e che non si lascino abbagliare dagli approcci demagogici degli avversari della seconda canna al San Gottardo. Sarà nostra premura informarvi ed eventualmente coinvolgervi negli sviluppi di questa vicenda di vitale importanza per il nostro futuro.


Il tema

Più sicurezza e affidabilità con la proposta di risanamento della galleria del Gottardo in consultazione

Il Comitato per il completamento del Gottardo ha espresso positivamente il suo parere alla consultazione per la modifica della Legge federale concernente il transito nella regione alpina (LTS). L’attuale proposta di risanamento della galleria autostradale è la migliore possibile. Aumenterà infatti la sicurezza per gli utenti del tunnel autostradale del San Gottardo, incrementando nel contempo l’affidabilità del collegamento. Il Comitato esprime inoltre soddisfazione per l’ancoraggio nella legge del sistema di dosaggio dei mezzi pesanti, una misura che ha già potuto dimostrare i suoi effetti positivi negli ultimi anni. Preme comunque sottolineare che, con la realizzazione del secondo tubo, non si dovrà applicare un pedaggio supplementare per non creare disuguaglianze con le altre tratte autostradali svizzere. I costi previsti sono necessari per evitare l’isolamento del Ticino per oltre 1’000 giorni e permettono una soluzione duratura nel tempo, senza lasciare alle generazioni future l’incombenza di un nuovo risanamento e di un nuovo isolamento per il nostro Cantone. Il Comitato per il completamento del Gottardo sostiene quindi la modifica di legge in consultazione nell’interesse del

Isolamento o sicurezza?

Paese e della nostra economia, nel pieno rispetto dell’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi, in quanto il traffico è esplicitamente limitato ad una sola corsia di marcia per ogni singola canna (nessun aumento della capacità). Comitato per il completamento del Gottardo www.2tunnel.ch

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Il tema

IN BREVE

Il Comitato per il completamento del Gottardo - NO all’isolamento del Ticino! Il Forum della mobilità - che raccoglie 17 importanti associazioni economiche e di categoria, più di 100’000 posti di lavoro per un fatturato che supera i 15 miliardi di franchi – ha deciso di farsi promotore di un comitato ad hoc che potesse concentrarsi esclusivamente sulla questione del completamento e del risanamento del Gottardo. Lo scopo dichiarato è di puntare ad un collegamento sicuro, stabile e rispettoso della volontà costituzionale di non aumentare la capacità di transito, attraverso un completamento dell’opera del Gottardo che necessita di un secondo tunnel. Il Comitato per il completamento del Gottardo - NO all’isolamento del Ticino raccoglie le adesioni di rappresentanti del mondo economico, politici e personalità della società civile che intendono impegnarsi attivamente per evitare la chiusura del Gottardo per necessità di risanamento che porterebbe conseguenze economiche e sociali gravissime per tutta la Svizzera. Questo comitato è appositamente co-presieduto da tre parlamentari ticinesi a Berna ed a Bellinzona nonché dal Presidente del Forum della mobilità con l’obbiettivo a brevissimo termine di allargare a tutta la Svizzera il coinvolgimento a questa iniziativa che riguarda direttamente e indirettamente l’intero Paese. Naturalmente, l’adesione a questo comitato è estesa a tutta la Svizzera con l’impegno di comunicare in italiano, tedesco e francese. Inoltre, tutti i politici confederati, i rappresentanti di associazioni svizzere o di altri Cantoni, le personalità di tutta la società civile elveti-

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ca nonché i singoli cittadini svizzeri potranno aderire liberamente a questo comitato. Il Comitato Co-Presidenza – Fabio Abate, Consigliere agli Stati, PLRT – Marco Chiesa, Dep. in Gran Consiglio, UDC – Filippo Lombardi, Consigliere agli Stati, PPD – Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega – Fabio Regazzi, Presidente Forum della Mobilità – Martino Righetti, Dep. in Gran Consiglio (GR), PPD Contatto Comitato per il completamento del Gottardo c/o Cc-Ti All’attenzione di M. Passalia Corso Elvezia 16 CP 5399 6900 Lugano Tel. +41 91 911 51 11 Fax +41 91 911 51 12 www.2tunnel.ch


Ospite Intervista di Lisa Pantini con Glauco Martinetti, Direttore Rapelli SA, Stabio

Per il raddoppio? Il Ticino deve trovare alleati Glauco Martinetti

Per un’affermata industria alimentare come la Rapelli, cosa rappresenta la chiusura di almeno 1’000 giorni del tunnel autostradale del San Gottardo? “La chiusura del Gottardo per un periodo così prolungato rappresenta per la ditta Rapelli SA un gravissimo pericolo. Rapelli SA produce in Ticino con carne SVIZZERA: ci riforniamo quindi unicamente sui macelli svizzeri. La Rapelli non esporta, quindi il nostro mercato è anche in SVIZZERA. La chiusura del collegamento del San Gottardo è quindi per noi doppiamente penalizzante (fornitura delle materie prime e vendita sui mercati)”.

«Strada viaggiante» o chiusura completa: queste sono le alternative al secondo tunnel proposte da Berna per ovviare alla chiusura della galleria; per voi sono efficaci o invece creeranno dei problemi? “Le alternative proposte da Berna (l’apertura prolungata del passo e lo spostamento parziale del traffico su rotaia) sono per noi quasi inutili. Mi spiego : sia il ricevimento della materia prima carne sia il trasporto dei prodotti finiti è fatto su gomma. Credo che il transito dei bilici non sarà consentito sul Passo del San Gottardo, così come credo che lo spostamento su rotaia delle nostre merci sia per una questione pratica legata agli orari di comanda e di consegna della merce quasi impossibile”.

La Confederazione si è ufficialmente espressa a favore del raddoppio del tunnel: secondo voi possiamo accontentarci oppure il Ticino dovrà impegnarsi maggiormente a livello nazionale? “Il miglioramento delle vie di transito attraverso il Gottardo è sempre stato un obiettivo di qualsiasi popolo, dai Romani in avanti. Il Ticino è da sempre una delle porte verso Sud, quindi il miglioramento della via verso Sud è naturale, direi appunto umano. Il raddoppio del tunnel è quindi una misura di miglioramento. Il problema è l’aumento incondizionato e incontrollato del traffico, in certi casi ingiustificato. Penso ad esempio ai trasporti su gomma delle automobili, del ferro industriale, dei trattori. Que-

ste merci devono essere trasbordate su rotaia e liberare il passaggio per le merci deperibili. La Svizzera deve far passare a livello europeo il concetto che il corridoio su gomma del San Gottardo, proprio perché il più corto e diretto tra Nord e Sud, è il corridoio più pregiato di tutta Europa. Sul corridoio pregiato va fatta quindi una scelta di merci atte a transitare: le merci dell’industria pesante devono andare su rotaia. Credo che il Ticino abbia un peso politico troppo basso: il Ticino deve trovare alleati. La storia del traforo ferroviario del San Gottardo ci insegna che i Cantoni «gottardisti» non si limitavano al solo Ticino. A distanza di quasi 200 anni dobbiamo trovare gli stessi alleati se vogliamo arrivare all’intento. Purtroppo il nostro primo vicino (Uri) è contrario al raddoppio: è una posizione estremamente egoistica e limitata”.

Per un’attività aziendale come la vostra in che misura è importante il completamento del tunnel autostradale con un secondo tubo? “Il secondo tubo ci darà la sicurezza del collegamento. È chiaro che per una realtà aziendale che vuole investire e progredire, l’incertezza non è mai una alleata. Avere la certezza di un collegamento senza interruzioni con i propri fornitori e con i propri mercati è determinante. D’altro canto noi viviamo in una realtà produttiva del Mendrisiotto, dove il raddoppio è un tema estremamente delicato. Qui sarà importante raddoppiare il collegamento per raddoppiare la sicurezza e non raddoppiare i transiti”.

Il sistema produttivo ticinese può ancora permettersi il nodo scorsoio del Gottardo nei collegamenti tra Sud e Nord? “Per il sistema produttivo ticinese è importantissimo avere una rete di collegamenti che sia in primo luogo sicura, in secondo luogo veloce ed affidabile. Per certe realtà produttive questa rete può o deve essere la rotaia. Per la nostra realtà vedo una grossa difficoltà legata appunto alla particolarità delle merci deperibili e agli orari di comanda/ consegna sempre più stretti (forniture just in time)”.

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Ospite Intervista di Lisa Pantini con Ari Lombardi, Direttore Agroval SA, Airolo

Il San Gottardo è vitale per la sopravvivenza aziendale, sì ad un secondo tubo! Ari Lombardi

Si è ribadita ripetutamente l’importanza di un secondo tubo al Gottardo per l’economia ticinese, quanto pesa per la vostra impresa il fattore tunnel? “Per l’attività della mia società il secondo tubo rappresenta la garanzia della sicurezza dei collegamenti con il resto della Svizzera e perciò la possibilità di poter intrattenere seri rapporti commerciali a Nord del Ticino con la grande distribuzione”. Con la lunga chiusura di almeno 1’000 giorni per i lavori di risanamento della galleria autostradale, quali problemi ci saranno per la vostra attività? “Le esigenze della clientela sono oggigiorno tali da non più tollerare neppure piccoli ritardi nella consegna dei prodotti. Infatti, oltre alle scadenze naturali dei prodotti freschi, i grandi distributori richiedono tempi di consegna sempre più brevi ed assolutamente puntuali. Una chiusura prolungata del tunnel prolungherebbe i tempi di consegna e perciò indebolirebbe in modo importante la competitività della mia società. Oltre al prezzo il mercato esige qualità del prodotto, affidabilità delle forniture e la capacità d’approvvigionamento”. Un collegamento più rapido e sicuro, quindi meno soggetto a interruzioni e ritardi, sull’asse NordSud in che misura faciliterebbe lo sviluppo della vostra impresa? “La mia attività è ai suoi inizi e non sono ancora stato confrontato con un problema serio di collegamento con la Svizzera Tedesca, come fu il caso nel 2001 con la chiusura prolungata del tunnel autostradale. Oggi un collegamento rapido e sicuro è un’indispensabile premessa per poter competere con la concorrenza d’oltr’Alpe. Un collegamento insicuro diminuirebbe l’affidabilità delle mie forniture. Un collegamento meno rapido andrebbe ad aumentare i miei costi e rendere perciò il mio prodotto meno interessante. Al di là della quantità anche il prezzo riveste un ruolo essenziale”.

Senza un sistema di trasporti veloci ed efficienti non si rischia la marginalizzazione del sistema produttivo ticinese? “Ritengo assolutamente di sì. La possibilità di commercializzazione dei nostri prodotti guarda principalmente, anche se non esclusivamente a Nord. La galleria autostradale del San Gottardo è un anello insostituibile del commercio per le nostre aziende. Ritengo che per medio piccole aziende come la mia l’alternativa ferrata non è competitiva in quanto richiede grossi quantitativi e lunghe distanze. Anche le FFS hanno progressivamente abbandonato la distribuzione al dettaglio della merce facendo capo a ditte di trasporto su gomma. Ripeto nuovamente che l’aumentare, non il traffico, ma l’affidabilità e la sicurezza dei trasporti verso Nord è essenziale per coloro che vogliono con i loro prodotti commerciare con il resto della Svizzera”. A questo punto, cosa bisognerebbe fare in Ticino per arrivare ad una decisione definitiva e positiva per la realizzazione del secondo tunnel autostradale? “Purtroppo la galleria autostradale del San Gottardo non rappresenta l’unico problema viario del Cantone e della Confederazione. La rete stradale è purtroppo sottodimensionata quasi in tutta la Svizzera ed ogni cittadino è abituato a voler risolvere il problema che gli sta più vicino. L’alternativa del trasporto pubblico ha i suoi limiti, è altrettanto costoso, meno flessibile e anche l’impatto ambientale non è da sottovalutare. L’autorità politica sta cercando ad ogni livello di risolvere questa problematica, ma per conto mio con troppa poca incisività. La Confederazione ha i mezzi e deve maggiormente investire nell’ambito della mobilità sia pubblica che privata. In questo contesto, dove non bisogna considerare solo il problema del San Gottardo, ma pure quello del Mendrisiotto, del ponte diga di Melide, l’Autorità deve dare segnali precisi di voler perseguire la soluzione di questi problemi, e la popolazione ticinese saper riconoscere una certa priorità al problema del raddoppio del tunnel autostradale del San Gottardo”.

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Ospite

Foto F. Eicher

Intervista di Lisa Pantini con Vicky Mantegazza, Presidente Hockey Club Lugano SA

Anche lo sport ticinese per il raddoppio del Gottardo: il Ticino deve contare a Berna

Vicky Mantegazza

Code, rallentamenti, interruzioni,… che difficoltà ha comportato sino ad oggi il fattore Gottardo per l’HCL? “Considerato che i periodi di punta del traffico al Gottardo sono prevalentemente d’estate, la tematica non ci ha toccato sinora in modo troppo importante. In occasione di ogni trasferta tuttavia c’è sempre il rischio che quando il pullman si avvicina al tunnel, lo stesso possa essere chiuso a causa di un incidente o che si siano formate lunghe colonne. Prima di ogni trasferta, le persone incaricate danno quindi sempre un occhio alla situazione per prevedere eventuali problemi. Tutto questo non riguarda evidentemente soltanto la squadra dei professionisti ma anche i ragazzi della Sezione Giovanile e i tifosi al seguito della squadra”. In che misura il mondo sportivo ticinese beneficerebbe del completamento del tunnel del Gottardo con un secondo tubo? “Senza dubbio il mondo sportivo ticinese ne beneficerebbe, quantomeno nel senso che il fattore rischio in caso di incidenti o colonne sarebbe sensibilmente ridotto. Ricordo che, quando il Gottardo era stato chiuso a lungo, per andare a giocare nel Canton Argovia dovevamo passare il San Bernardino”. Dagli ambienti sportivi ticinesi non si sono però sinora levate tante voci a favore del raddoppio, non crede che si sia un po’ sottovalutato questo problema? “Come detto, l’attività sportiva dell’Hockey Club Lugano è soprattutto autunnale e invernale. Pertanto, se non in casi eccezionali, non ci troviamo confrontati con il problema. D’altra

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parte questi temi spettano alla politica, alle diverse associazioni di categoria, magari alle federazioni sportive che rappresentano anche i Club”. In generale cosa rappresenterebbe per il nostro Cantone un sì di Berna per il secondo tubo del tunnel? “Un sì di Berna al secondo tubo del tunnel sarebbe un segnale forte che il nostro Cantone conta ancora qualcosa”. Pensa che il Ticino possa ancora fare qualcosa per arrivare davvero ad una decisione concreta sul raddoppio? “Lo ribadisco, ci si deve muovere in ambito politico. Non credo che la voce di alcune società sportive ticinese possa essere particolarmente utile alla causa”.


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Attualita` di Angelo Geninazzi, Responsabile di economiesuisse per la Svizzera italiana, Federazione delle imprese svizzere

Energia nel 2050: Le strategie a luci spente

In vista dell’attesa progressiva disattivazione delle centrali nucleari e della conseguente riorganizzazione dell’approvvigionamento energetico, è stato presentato uno studio del politecnico di Zurigo che illustra le conseguenze sull’economia del progetto di riforma presentato dal Consiglio federale. A differenza di quanto sostenuto dagli studi effettuati dalla Confederazione, le ripercussioni negative sarebbero ben più importanti e potrebbero causare una sensibile diminuzione del reddito reale pro capite e un aumento della disoccupazione. La strategia energetica 2050 prevede il progressivo abbandono delle centrali nucleari, la riduzione del consumo di elettricità pro capite del 35% entro il 2035, la stabilizzazione del consumo di elettricità dopo il 2020 e lo sviluppo significativo della quota dell’energia idroelettrica (+10%) e delle altre energie rinnovabili (+1000%). Il Consiglio federale conta di raggiungere i suoi obiettivi in due tappe: a partire dal 2016 dovrebbero entrare in vigore delle prescrizioni più rigide sul consumo energetico, un aumento della tassa sul CO2 per i combustibili e un supplemento sul prezzo dell’elettricità a sovvenzione delle energie rinnovabili. Questo permetterebbe però di raggiungere solamente la metà degli obiettivi stabiliti, per cui, dopo il 2020 è prevista una riforma fiscale ecologica che sostituisca l’attuale sistema di promozioni e sovvenzioni. Gli studi commissionati finora sostengono che le conseguenze sarebbero «economicamente sostenibili»; non è dello stesso avviso lo studio del politecnico di Zurigo commissionato da economiesuisse. A differenza degli studi della Confederazione, esso non parte dal principio che i progressi tecnologici necessari siano già stati realizzati e, inoltre, considera l’importanza di una politica energetica e climatica coordinata a livello internazionale. Per fornire un’analisi completa, questo studio ha esaminato quattro scenari di politica energetica e climatica Svizzera: la riduzione di circa il 23% delle emissioni di CO2 rispetto al livello del 2000, l’introduzione di una tassa di 1’140 franchi per tonnellata sul CO2 dal 2020, lo stesso scenario ma sostituendo l’energia nucleare con il gas naturale e, infine un ultimo scenario che prevede anche dei costi supplementari per l’implementazione delle energie rinnovabili. I risultati sono sorprendenti e assolutamente più rilevanti di quanto illustrato dallo studio realizzato da Ecoplan. Se

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la Svizzera optasse per il terzo scenario, la nuova politica energetica svizzera comporterebbe una riduzione del reddito reale pro capite del 21,7%. In Svizzera, in base ai dati della Banca mondiale, ad ogni diminuzione del reddito pro capite dell’1% equivale un aumento della disoccupazione dello 0,16%. Rapportando queste cifre agli impieghi attuali, l’occupazione diminuirebbe di circa 150’000 unità. Un nuovo orientamento della politica energetica basato sul secondo scenario comporterebbe una diminuzione del reddito pro capite del 17,3% e una conseguente soppressione di 120’000 impieghi. Ovviamente, gli effetti nei vari settori si differenzierebbero molto l’uno dall’altro, a dipendenza dell’intensità dell’uso di energie. Inoltre, non vanno sottovalutati gli effetti di questa riforma sui prezzi dell’energia. Secondo Heinz Karrer, CEO dell’impresa energetica Axpo, la Svizzera rischia “di avere prezzi come in Italia, ossia i più alti d’Europa. Se si vuole mantenere l’attuale sicurezza dell’approvvigionamento o i prezzi concorrenziali della Svizzera a livello internazionale, la strategia presentata non è di certo d’aiuto”.


At tualita` di Avenir Suisse

Brutto momento per la trasparenza dei costi nella politica dei trasporti

Le «44 idee per la Svizzera» proposte da Avenir Suisse raccolgono reazioni diversificate tra la popolazione. Se l’obbligo di servizio generale secondo il sondaggio dell’istituto Demoscope gode di un vasto consenso, l’idea di una maggiore verità nei costi nel settore dei trasporti cozza contro una certa disapprovazione. Demoscope ha raccolto il parere degli intervistati su sei riforme proposte da Avenir Suisse nell’ambito della mobilità:

mensili (e alta propensione alla mobilità) regna un rifiuto del 99% verso l’idea di abolire l’AG. Un’eccezione è rappresentata dal tunnel del Gottardo: gli svizzero-tedeschi, che percorrono più spesso il tunnel, sarebbero favorevoli ad un pedaggio (63%) rispetto al 50% dei romandi. Probabilmente è il forte malcontento degli utilizzatori abituali che regna a seguito delle perenni colonne a far sperare in una mitigazione del fenomeno attraverso una tassa.

1. Un aumento dei prezzi del treno durante le ore di punta. 2. L’abolizione dell’abbonamento generale (AG) delle FFS 3. La creazione di un AG valido solo al di fuori delle ore di punta 4. La sostituzione della vignetta autostradale con una tassa variabile che si orienta sui chilometri percorsi 5. La riscossione di una tassa per il transito nel tunnel del S. Gottardo 6. L’introduzione di un pedaggio urbano nelle grandi città come Zurigo o Ginevra

Di primo acchito un bilancio modesto per coloro che si impegnano per una politica dei trasporti a lungo termine. Ma questo dipende anche dal fatto che nell’inchiesta non sono stati tematizzati i costi e le conseguenze negative di questi “biscottini” di politica dei trasporti. Si avrebbero sicuramente altri risultati se ai cittadini si ponessero domande come queste:

L’80% della popolazione ritiene che l’aumento dei prezzi durante le ore di punta sia una cattiva idea. La quota di contrari all’abolizione dell’AG tocca addirittura il 91%, al pedaggio urbano e all’AG fuori dalle ore di punta il 57% e ad una tassa autostradale dipendente dal percorso il 54%. Solo la riscossione di una tassa per l’utilizzo del Gottardo trova un consenso tra il 60% degli intervistati. Nel complesso i risultati dell’inchiesta coincidono con quelli del «Mikrozensus Mobilität» dell’Ufficio federale di statistica e illustrano, quanto sia minimo finora il consenso verso i principi della verità nei costi e quello di causalità nella politica dei trasporti. Un’osservazione più attenta dei risultati dell’inchiesta mostra, come la voglia di riforme sia meno presente nelle parti di popolazione che verrebbero direttamente toccate dal cambiamento. Il principio di San Floriano (quello del “si, ma non qui”) trova terreno fertile anche nella politica dei trasporti. Il consenso verso dei prezzi del treno più alti è, tra i detentori di un AG che non devono comperare un titolo di trasporto singolo, più alto che tra chi questo abbonamento non lo possiede. Delle tasse autostradali a seconda dei tratti percorsi, trovano ostruzione soprattutto tra i viaggiatori abituali. Tra le persone con uno stipendio al di sopra dei 9’000 franchi

1. I principi della verità nei costi e della causalità dovrebbero valere anche nel settore dei trasporti? 2. Pensate sia corretto che gli utilizzatori (abituali) del treno paghino solo il 40% dei costi che producono e che il resto venga finanziato dai contribuenti? 3. Sarebbe favorevole a delle tasse autostradali commisurate alla tratta percorsa, se queste venissero utilizzate come mezzo per l’abbassamento delle imposte sui redditi? 4. Sareste favorevoli all’introduzione di un pedaggio urbano, se questo porterebbe a ridurre le code quotidiane e il conseguente danno ambientale, la perdita di tempo, il rumore ecc.? 5. Preferireste durante un week-end di Pasqua passare 3 ore incolonnati davanti al S. Gottardo o pagare una tassa di entrata nel tunnel di 20 franchi? E sono proprio questi i punti che vanno discussi pubblicamente. Il problema strutturale della politica dei trasporti svizzera è che questi nessi, incoerenze e conflitti d’interesse vengono spesso dimenticati sia dalla politica che dai cittadini. Se si riuscisse a far riflettere l’opinione pubblica su questi aspetti, crescerebbero sensibilmente anche i consensi verso delle riforme economicamente e ecologicamente sostenibili nella politica dei trasporti. L’elaborazione di studi e di contributi per il dibattito pubblico è anche un compito di un think-tank come Avenir Suisse.

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At tualita` di Michele Bertini, imprenditore, Bertini & Togni SA

Visioni strategiche per la mobilità

Michele Bertini

L’economia necessita anche di una visione strategica per la mobilità. Ricordate che cosa è successo quando la galleria autostradale del Gottardo è rimasta a lungo chiusa a causa di quell’indimenticabile tragico incendio del 2001? Quando la frana di Gurtnellen ha interrotto per settimane l’asse ferroviario del Gottardo? Vi sono state non poche ripercussioni a livello economico. Quali sono le conseguenze degli ingorghi quotidiani a livello regionale e della frequente paralisi del tratto autostradale sottocenerino? Ritardi nel presentarsi sul posto di lavoro, al domicilio del cliente, all’appuntamento d’affari…a lungo andare disservizi! L’accessibilità del territorio è un punto fondamentale della competitività economica e merita una visione strategica a 360 gradi che coniughi la mobilità collettiva e individuale in un concetto razionale e prospettico di mobilità sicura e sostenibile, in una visione di complementarietà – e non di contrapposizione ideologica – fra trasporto pubblico e mobilità privata, fra mobilità locale, nazionale e internazionale. Se il Ticino vorrà confermarsi regione dinamica, è fondamentale che le autorità e la popolazione comprendano la necessità di non trascurare le infrastrutture di trasporto e di non ostacolare il loro potenziamento dove è necessario e nella misura adeguata. La Svizzera e il Ticino hanno delle ottime carte da giocare in ambito economico: solidità istituzionale, condizioni quadro stabili, amministrazione pubblica efficiente, burocrazia contenuta, fiscalità attrattiva, stabilità sociale, benessere, qualità di vita, tessuto sociale ricco di relazioni e di associazioni, strutture sanitarie di rilievo internazionale, opportunità di formazione a livello accademico. Le vie di comunicazione ne sono un’indispensabile premessa per la circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e delle idee in un’epoca contraddistinta, come non mai, da una forte mobilità.

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L’Alptransit non sarà la panacea. A mio parere, la riduzione dei tempi ferroviari di percorrenza fra Nord e Sud, seppur una grande conquista, non ci deve indurre a rinunciare ad altri progetti, come il raddoppio del tunnel autostradale del Gottardo e il potenziamento dell’aeroporto di Agno. Non sono certo contrario allo sviluppo della rete dei trasporti pubblici ma sarebbe utopico considerarlo la soluzione alla mobilità da e per il Ticino. Perché volere tutto - strada, ferrovia, aviazione - nel futuro del Ticino? Non per mania di grandeur in un piccolo Cantone di poco più di 336 mila abitanti, ma per un progetto di mobilità, condizione sine qua non, per la promozione dell’innovazione e della competitività, per attrarre nuovi attori. Il raddoppio del Gottardo porterà fluidità e sicurezza nel traffico Nord-Sud perché - lo si voglia o no - quel meraviglioso massiccio alpino resta la “via delle genti”. Lugano Airport e i suoi partner già consentono al Ticino un collegamento diretto e rapido verso altre destinazioni del Continente; un consolidamento dell’aeroporto non potrà che produrre vantaggi. Negli ultimi anni, non poche attività imprenditoriali hanno scelto il Ticino anche per il servizio puntuale e affidabile di Lugano Airport, da e per altre destinazioni svizzere ed europee a vocazione continentale e intercontinentale. Questa è la dimostrazione che sappiamo essere competitivi. Fare quadrato attorno a una visione a 360 gradi della mobilità vuol dire poter contare sulle istanze politiche cantonali e comunali e sulla popolazione, lasciar prevalere gli interessi collettivi su quelli locali e privati, avere un obiettivo comune di sviluppo, sostenibile, scevro da campanilismi, per un Ticino che guarda avanti, dentro e fuori i suoi confini.


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Eventi di Lisa Pantini

4Seasons Standing Lunch Cominceranno in aprile e proseguiranno per il 2013 questi 4 nuovi eventi targati Cc-Ti. Vediamo di cosa si tratta

In questa edizione di Ticino Business vi presentiamo un nuovo ciclo di eventi denominati 4Seasons Standing Lunch. Primavera, estate, autunno, inverno: 4 stagioni, 4 incontri, nelle 4 regioni geografiche ticinesi, dedicati alle specifiche necessità delle aziende confrontate con il mondo che cambia, la crisi, gli investimenti, l’internazionalizzazione, … L’ABC per le PMI ticinesi, in una nuova, simpatica, inusuale, concezione d’evento. Il tutto ruota attorno al numero 4. Incuriositi? Interessati? Approfondiamo maggiormente. Da sempre la Cc-Ti, soprattutto negli ultimi anni, ha messo l’accento sull’importanza del networking e della creazione di relazioni tra associati, proponendo sempre più numerosi momenti di vita associativa: corsi, seminari, business breakfast, eventi export, ecc.. Tutti i nostri eventi riscuotono un buon successo. Forti dell’esperienza maturata, abbiamo concepito una nuova formula, che permette ancora di più il contatto diretto tra relatori e sponsor dell’evento con i partecipanti, e non da meno, un networking efficace tra i convenuti alla manifestazione. Questa iniziativa della Cc-Ti ha lo scopo di diventare una piattaforma reale ed utile alle imprese e professionisti che gli serve per lo scambio di opinioni e contatti. L’obiettivo è quello di creare un incontro dinamico e utile.

Il “4” diventa protagonista e le aziende sono in primo piano

In 4 puntate questo incontro permetterà una stimolante ed attiva partecipazione ai convenuti, in un business lunch con una presentazione di un tema d’attualità.

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-4  appuntamenti: vi saranno 4 eventi nelle 4 regioni del Ticino (Bellinzonese, Locarnese, Luganese e Mendrisiotto) in 4 diversi mesi dell’anno (indicativamente: aprile, giugno, fine agosto, metà novembre) -4  4 minuti di durata: gli interventi dureranno in totale 44 minuti (11 per intervento) in modo che l’incontro si possa svolgere celermente stuzzicando l’interesse dei partecipanti. Nel frattempo ai convenuti verranno serviti gli antipasti e il piatto principale dello standing lunch. Allo scadere dei 44 minuti, saranno serviti invece dessert e caffè in modo tale che i partecipanti abbiano occasione di networking tra di loro e con i relatori.

Save the date: 4Seasons Standing Lunch Il primo appuntamento è fissato per giovedì 11 aprile, nel Bellinzonese, trovate il programma di massima nella pagina accanto. Seguiranno: - giovedì 13 giugno 2013, regione del Locarnese, Tema: “L’internazionalizzazione delle aziende”; - martedì 27 agosto 2013, regione del Luganese, Tema: “Affrontare la crisi in maniera strutturata ed efficiente”; - martedì 19 novembre 2013, regione del Mendrisiotto, Tema: “Prospettive per il 2014”. Tutti i dettagli sulle pagine dei prossimi numeri di Ticino Business e sul nostro sito web www.cc-ti.ch


Giovedì 11 aprile 2013, regione del Bellinzonese, presso le Ferriere Cattaneo a Giubiasco Tema: “4 temi d’attualità aziendale, bancaria, fiscale e assicurativa” Programma di massima (troverete tutti i dettagli aggiornati, con i diversi relatori, le modalità d’iscrizione, ecc. sul nostro sito web www.cc-ti.ch): 12.10 Introduzione della Cc-Ti e servizio del pranzo 12.16 Presentazione dell’azienda ospitante: Ferriere Cattaneo SA 12.27 Aggiornamenti su Basilea 3 (Banca Stato) 12.38 La previdenza professionale: sfide per il futuro (Vaudoise Assicurazioni) 12.49 Considerazioni sul nuovo diritto del rendiconto contabile (Gruppo Multi SA) 13.00 Networking con dessert e caffè

I nostri partner per i 4Seasons Standing Lunch

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Eventi

L’Associazione Credit Management in Svizzera - sezione Ticino si presenta �Verein für Credit Management Schweiz“ �Associazione per Credit Management in Svizzera” “Association pour le Credit Management en Suisse VfCMS EVENT, LUGANO IN COOPERATION WITH LUGANO COMMODITY TRADING ASSOCIATION AND CAMERA DI COMMERCIO Thursday February 21st of 2013, 16:30 – 18:00

followed a Networking Lo scorso 21 febbraio, presso la by sede dellaApéro Cc-Ti, il KickOff event of Credit Management Association in SwitzerAt the Chamber of commerce, industry, handicraft and services of Canton Ticino (Cc-Ti), 6th floor, Corso Elvezia 16, 6900 Lugano land, organizzato dalla Lugano Commodity Trading As(Switzerland) sociation in collaborazione Speakers: con la Camera di Commercio (Cc-Ti). L’evento è stato seguito da un buon numero di Lucien Hofmann, President VfCMS and General Manager partecipanti che hanno potuto interagire anche con i reof Atradius Credit Insurance Introduction to “The Association for Credit Management VfCMS” latori, nel successivo networking apero. Renato Boldini, head of Corporate banking at UBS Lugano “Finanziamenti bancari in Svizzera alla luce delle future normative internazionali”

REGISTRATION FORM VfCMS EVENT February 21st , 2013 16:30 – 18:00 hours Followed by a & Networking Apéro At the Chamber of commerce, industry, handicraft & services of Canton Ticino (Cc-Ti), 6th floor, Corso Elvezia 16, 6900 Lugano (Switzerland) First name: Last name: Business title: Organization: Address:

………………………………………………………. ………………………………………………………. ………………………………………………………. ………………………………………………………. ……………………………………………………….

CAP / City: Sono intervenuti Lucien Hofmann, Presidente dell’Asso………………………………………………………. Telephone: ciazione Credit Management in Svizzera e General MaCourse fees ………………………………………………………. nager di Atradius Credit Insurance, e Renato Boldini, ReNo-fees E-mail: ………………………………………………………. sponsabile Clientela aziendale Regione Ticino UBS SA. Secretary/Organizer Date: Secretary of LCTA Lugano Commodity Trading Association, info@lcta.ch, ………………………………………………………. Maggiori informazioni sull’Associazione Credit Management Telephone +41 (0) 91 911 51 11 Signature: ………………………………………………………. in Svizzera sono disponibili su www.creditmanager.ch. Un momento della presentazione

Registration within 5 working days before the course to be sent to: LCTA c/o Cc-Ti, P.O. Box 5399, Corso Elvezia 16, 6900 Lugano or Directly via e-mail info@lcta.ch.

La Lugano Commodity Trading Association (LCTA) è opinioni e punti di vista, ma anche lo sviluppo di una un’associazione senza scopo di lucro con sede a Lugano Verein für Credit Management Schweiz (VfCM CH) Klausstrasse 43, 8034 Zürich, Tel. 043.300 64 64, www.creditmanager.ch Lucien Hofmann Page 1 piattaforma a 360° formata da Commodity Traders, da fondata nel 2010. La creazione di questa associazione compagnie di spedizione, da banche attive nel Commodinasce dalla necessità delle aziende attive nel settore del ty Trade Finance nonché da assicurazioni, fiduciarie e da Commodity Trading (commercio e negoziazione di matealtri attori importanti per il settore (www.lcta.ch). rie prime) di rafforzare le condizioni quadro favorevoli del cantone Ticino perseguendo degli obiettivi comuni quali: Vi proponiamo due brevi interviste sulla tematica presenil miglioramento della formazione del proprio personale, tata. Buona lettura! l’ampliamento delle conoscenze settoriali, lo scambio di

Un approfondimento su VfCMS Svizzera Intervista con Lucien Hofmann, Presidente dell’Associazione Credit Management in Svizzera e General Manager di Atradius Credit Insurance

Lucien Hofmann

Quali sono gli scopi strategici dell’Associazione Credit Management? “Lo scopo principale della nostra Associazione è quello di riunire i professionisti del Credit Management in Svizzera e scambiarsi aggiornamenti sugli ultimi sviluppi che hanno un impatto sulla gestione del credito. Definiamo «Credit Management» come gestione dei crediti, ci rivolgiamo quindi ai professionisti che

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hanno a che fare, nel loro lavoro quotidiano, con la gestione del rischio di credito dei loro acquirenti. Inoltre, in parecchi Paesi vicini alla Svizzera esistono diverse associazioni di Credit Management, con numerosi membri attivi. Ad esempio in Germania, l’associazione di riferimento conta oltre 1’000 membri, lo stesso vale per la Francia o per l’Italia con l’Associazione Credit Manager Italia”.


Nello specifico, quindi, quali sono le attività dell’Associazione? “Siamo un’associazione molto attiva. Attualmente contiamo 60 soci e circa 20 di essi si riuniscono periodicamente in gruppi di lavoro su problemi specifici, come, ad esempio, sviluppare i requisiti minimi per la gestione dei crediti, specifiche già emesse in lingua inglese e tedesca. La versione in italiano «Requisiti minimi per il Credit Management (RMCM)» è pronta per la pubblicazione. Una versione francese è anche in divenire. Tali norme minime per la gestione dei crediti riunite in un opuscolo ufficiale sono, a nostra conoscenza, l’unico documento disponibile che descrive l’organizzazione, il controllo, le procedure e i sistemi da utilizzare nella gestione del credito. Questo documento può aiutare le aziende nel controllo del Credit Management e dei propri processi. Anche KPMG in Svizzera sarà in grado di effettuare audit con il rispetto di questi requisiti minimi. L’Associazione porta avanti anche altre attività come un gruppo di lavoro in materia di formazione. Ci stiamo adoperando per creare una formazione certificata in Svizzera quale «Credit Manager»”.

Ci può dare qualche infine qualche dato chiave (membri, anno di fondazione, ecc.)? “L’Associazione Credit Management è stata costituita alla fine del 2010, nel periodo in cui il credito era sotto pressione e in piena crisi finanziaria. A causa della crisi è stato subito evidente che il tema della gestione dei debitori avrebbe avuto una priorità molto più elevata nella maggior parte delle aziende rispetto a prima della crisi. Anche per questo il nostro concetto ha avuto successo e abbiamo portato l’Associazione anche nella Svizzera Romanda (a Losanna), riteniamo che vi sia un grande interesse anche nella Svizzera italiana. La rispondenza alla nostra manifestazione presso la Cc-Ti è stata molto incoraggiante. Come si può vedere dal nostro sito www. creditmanager.ch, i nostri affiliati sono per lo più grandi imprese svizzere. Tuttavia intendiamo entrare in contatto con aziende di medie e piccole dimensioni in Svizzera: soprattutto le piccole imprese potrebbero beneficiare del know-how di quest’Associazione. Per ulteriori informazioni è possibile contattare info@creditmanager.ch”.

Finanziamenti bancari in Svizzera alla luce delle future normative internazionali Intervista con Renato Boldini, Responsabile Clientela aziendale Regione Ticino UBS SA

Renato Boldini

Cosa bolle in pentola a livello di regolamentazione internazionale nell’ambito dei finanziamenti bancari?

“Dopo la crisi finanziaria del 2008 la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) sollecitata dai governi di diversi paesi ha riveduto le regole che disciplinavano il settore bancario elaborandone delle nuove meglio definite come Basilea III. Nella sostanza Basilea III prevede una maggiore capitalizzazione delle banche, ciò che comporterà per alcuni prodotti di finanziamento, un aumento dei costi”.

Qual è l’obbiettivo finale di queste regolamentazioni?

“L’obiettivo della BRI è quello di aumentare la stabilità del settore finanziario e di conseguenza la solidità delle banche. Lo scopo finale è pertanto quello di rendere il settore bancario, più sicuro verso i risparmiatori. Per evitare inoltre che le banche assumino rischi sproporzionati, sono state introdotte nuove regole che colpiscono in modo particolare l’espansione sproporzionata della cifra di bilancio delle banche, indipendentemente dal tipo di garanzie che le stesse richiedono alla propria clientela (Leverage Ratio). Inoltre per le grandi banche che sono

soggette a rischio sistemico (too big to fail) sono state inasprite le disposizioni sulla liquidità che le stesse devono mantenere”.

Ci saranno dunque delle conseguenze anche per le nostre aziende?

“In base alle indicazioni oggi conosciute sulle nuove regole di Basilea III in Svizzera si stima che i crediti alle aziende non debbano subire restrizioni particolari. Tuttavia per alcuni prodotti come ad esempio garanzie, crediti documentari, derivativi si registrerà un maggiore onere relativo ai mezzi propri che la banca dovrà riservare per queste operazioni”.

In sintesi, quali potrebbero essere le conseguenze per le operazioni di credito? Per quali aziende vi saranno maggiori effetti e richieste?

“Le conseguenze dirette sono come detto in precedenza un leggero rincaro dei prodotti legati al credito che potranno però essere compensati da una relazione bancaria globale. Ciò significa che il cliente dovrà appoggiare alla sua banca non solo operazioni creditizie, ma operare con più prodotti in modo tale da attenuare i maggiori costi che le banche subiranno per le operazioni creditizie”.

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Eventi di Lisa Pantini

Scienze della vita, biotech e medtech… in Ticino ed in Corea Claudio Mazzucchelli

Il nostro appuntamento con il consueto Business Breakfast di febbraio, ha messo in evidenza le opportunità nel settore del medtech sia in Ticino che con un occhio di riguardo all’estero. Abbiamo avuto il piacere di avere quali relatori Giorgio Calderari, Presidente Farmaindustria Ticino e Group General Manager della Helsinn Healthcare SA, e Claudio Mazzucchelli, Executive Director, Swiss Business Hub Korea; moderati da Lorenzo Leoni, Direttore della Fondazione AGIRE. La ricerca in campo biologico e medico sarà in futuro un importantissimo tassello per lo sviluppo del Cantone Ticino, che già oggi può contare su centri di eccellenza di fama internazionale. Negli ultimi decenni il Ticino ha conosciuto un interessante sviluppo nell’ambito della ricerca applicata in ambito sanitario. Alla base di questo fatto si pongono le diverse strutture sanitarie, ospedali e cliniche, pubbliche e private che hanno giocato il ruolo di veri e propri incubatori di ricerche e applicazioni in diversi settori di punta della medicina. Trovare nuove soluzioni per combattere il cancro, individuare dei sistemi in grado di sconfiggere virus micidiali, sviluppare le tecnologie che possono agire sulla malattia, rafforzare le competenze scientifiche al servizio della ricerca. Giorgio Calderari ha presentato le prospettive di una Biotech Valley in Ticino, Claudio Mazzucchelli invece si è soffermato sulle tendenze del ramo medtech in Corea. Abbiamo rivolto alcune domande a Claudio Mazzucchelli per capire le peculiarità della Nazione coreana e delle opportunità che offre, magari vi è qualche spunto di riflessione anche per noi e le nostre PMI ticinesi

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Cominciamo inquadrando meglio la Corea

e la sua economia. Quali sono le principali caratteristiche della Corea? “Il potenziale e la forza economica della Corea del Sud vengono soventemente sottovalutati a causa della vicinanza con le più grandi potenze economiche nella regione (Cina e Giappone). Inoltre, le relazioni tese con la Corea del Nord contribuiscono altresì a dare un’immagine incompleta sulla situazione reale nella Corea del Sud. La Corea del Sud, con una popolazione di 50 milioni di abitanti e con un alto potere d’acquisto (PIL pro capite di USD 20’000) è il 7° Paese esportatore nel mondo (con un volume di commercio estero che ha superato i mille miliardi di dollari). La Corea fa parte di organismi internazionali quali l’OECD, il G20 e il WTO. Il panorama industriale sudcoreano è dominato dai grandi conglomerati quali Samsung, Hyundai, LG, ecc.. È uno dei leader mondiali nella produzione di schermi TV, schede di memoria ma anche costruzioni navali. La Corea ha una fortissima presenza anche nell’industria elettronica, automobili, IT ed acciaio. Inoltre si sta muovendo rapidamente verso le biotecnologie, nanotecnologie e ICT”. Esistono già specifici interessi economici svizzeri in Corea? “Oggi oltre 100 aziende svizzere sono rappresentate in Corea del Sud con uffici di rappresentanza, Joint ventures o partenariati. Le aziende svizzere in Corea occupano in totale circa 9’000 persone. Nel 2006 è entrato in vigore il Trattato di libero scambio tra i Paesi EFTA e la Corea. Nel 2012 la Svizzera ha esportato verso la Corea CHF 2,4 miliardi di beni e di servizi. Queste esportazioni consistono principalmente in macchinari, prodotti chimici e farmaceutici, beni di lusso (orologi) e strumenti di precisione”.


La Corea è un Paese esportatore? Ci può dare qualche dettaglio? “A causa della mancanza di risorse naturali la Corea è obbligata a fabbricare beni globalmente competitivi. Nel 2012 la Corea era il 7° esportatore mondiale e le esportazioni hanno raggiunto 574 miliardi di dollari. I beni esportati maggiormente sono navi, automobili, prodotti elettronici, prodotti chimici, macchinari e tessili. La Cina è il partner commerciale più importante della Corea (25% delle esportazioni)”. Quali sono i tratti chiave del settore medtech in Corea? Come si caratterizza questo specifico mercato? “La popolazione coreana sta invecchiando molto rapidamente e si prevede che nel 2030 circa il 25% della popolazione sarà sopra i 65 anni di età. Di conseguenza, la domanda di beni e servizi legati alla salute aumenterà esponenzialmente. Si sta assistendo ad un cambiamento di paradigma, dal trattamento verso la prevenzione, e questo sta determinando la tecnologia che verrà importata nei prossimi decenni. Le spese annuali pro capite per cure mediche sono passate dai circa USD 1’000 (2005) a più di USD 1’400 (2011). Inoltre il mercato della tecnologia medica ha registrato una media del 9,4% di crescita sin dal 2004. A causa della qualità ancora relativamente bassa della tecnologia medica «made in Korea» il 65% viene importato, e questo offre dunque enormi

possibilità per le aziende svizzere con i loro prodotti di nicchia”. Vi sono delle opportunità da cogliere per le PMI ticinesi e/o svizzere? “È importante che le imprese si preparino bene prima di entrare nel lucrativo mercato coreano. A causa delle capacità tecnologiche e finanziarie limitate delle imprese medtech coreane le più grandi prospettive per aziende svizzere/ticinesi sono nella «classe IV» di prodotti (prodotti e servizi con contatto diretto con il cuore, sistema nervoso, vasi sanguigni o sistemi di supporto delle funzioni vitali). Il potenziale è altresì considerevole per prodotti legati a trattamenti traumatici, diagnosi del cancro, apparecchi MRI di ultima generazione, prodotti per operazioni minimamente invasive e prodotti monouso. Il Swiss Business Hub Corea ha pubblicato un rapporto sul settore Medtech in Corea (www.osec. ch/it/country/South%20Korea). Inoltre insieme ad Osec organizza una missione «fact-finding» in Corea per imprese svizzere/ticinesi il 14 e 15 ottobre 2013. Dettagli su questa missione saranno pubblicati prossimamente sul sito dell’Osec (www.osec.ch). Il Swiss Business Hub Corea, legato all’ Osec ed integrato nell’Ambasciata svizzera di Seoul, assiste le aziende svizzere che desiderano entrate od espandersi sul mercato coreano. Può essere contattato per e-mail all’indirizzo seo.sbh-korea@eda.admin.ch”.

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pronto, chi parla? ASSICURAZIONI

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Eventi

E-business Day: 27 febbraio 2013, un evento di successo Il 27 febbraio presso il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS) di Lugano si è tenuto il primo e-business day. Un evento che conferma l’interesse per il mondo dell’ICT e dell’e-commerce, e dimostra che le opportunità di business in questo settore sono molteplici, e come questo mercato sia sempre in fermento. Una formula innovativa che ha visto numerose presentazioni brevi da parte delle aziende (di circa 10 minuti ciascuna), per illustrare ognuna un progetto particolare. L’evento si è concluso con un networking apero, che ha permesso l’interazione face to face con i relatori. Organizzato dalla Cc-Ti in collaborazione con PostFinance e con il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS), l’evento ha permesso ai convenuti di promuovere l’incontro fra domanda e offerta nell’ambito dei servizi per il web; di mettere in relazione titolari e top manager delle aziende ticinesi che vogliono sviluppare il proprio business attraverso un utilizzo di Internet strategico e innovativo, con i

professionisti in grado di offrire loro soluzioni; di costruire reali opportunità di business, favorendo il networking e dando vita ad una vetrina con delle proposte innovative disponibili sul mercato nel settore della comunicazione e del marketing on-line. Sono intervenuti Paolo Lamberti, Direttore PostFinance; Nicola Masiero, CTO Voiptel; Nick Balestra, Founder Beyounic; Nicola Moresi, CEO Moresi.com; Daniele De Laura, Senior Consultant Sowre; Michael Scatigna Gianfagna, CEO & Founder e Leonardo Pecchioli, Co-Founder & COO Evolve Group; Stefano Doninelli, CEO DOS Group; Luiis Franceschi, Founder Luiis Group; Raffaele Calabrese, Product Manager Augeo; Piero Gianfreda, La Posta Svizzera; moderati da Omar Terzi di ATED Ticino. Prima delle diverse presentazioni il Direttore Cc-Ti Luca Albertoni ha porto a tutti i benvenuto e Maria Grazia Giuffreda, Head of User Support del CSCS, ha presentato la struttura.

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Eventi

USI Career Forum – edizione 2013 Anche quest’anno la Cc-Ti ha presenziato attivamente all’edizione dell’USI Career Forum 2013, tenutasi lo scorso 8 marzo presso l’Università della Svizzera Italiana. L’USI Career Forum si propone come giornata d’incontro tra aziende, studenti e laureati, ed è concepita nell’ottica di sviluppare e consolidare la collaborazione tra l’università e il mondo professionale, facilitando l’inserimento dei laureati USI nel mondo del lavoro. La Cc-Ti, da molti anni partner dell’USI, condividendo questa visione, ha partecipato alla fiera con uno stand insieme ad AITI – Associazione Industrie Ticinesi.

SPECIALE USI CAREER FORUM – EDIZIONE 2013 CANDIDATO Claudio Greco Master in scienze economiche, Lugano, Svizzera e precedente Bachelor in scienze della comunicazione, Varese, Italia, Diploma in Elettronica, Varese, Italia

Conoscenze linguistiche CERCA

Italiano: madrelingua Inglese: buono Spagnolo: sufficiente Francese: sufficiente

Cerco stage (3 mesi) per completare il programma di master, possibilità di instaurare rapporto di lavoro, ambito: commerciale, aziendale, finanziario. Disponibilità da giugno 2013

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Anno di nascita: 1979 Cittadinanza: italiana CANDIDATO Matilde di Nardo Master of Science in Communication, Management and Health; Bachelor of Arts in Scienze della comunicazione presso l’Università della Svizzera Italiana di Lugano Anno di nascita: 1989 Cittadinanza: italiana

28  Ticino Business

Conoscenze linguistiche CERCA

Italiano: madrelingua Francese: discreto Inglese: ottimo

Neolaureata cerca stage, programma trainee, graduate program o posizione di lavoro junior nel settore di Management, Marketing e comunicazione di aziende farmaceutiche

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Via Buffi 12 6904 Lugano Tel. +41 76 235 05 89 +39 348 326 07 74 dinardomatilde@gmail.com dinardom@usi.ch


CANDIDATO Agnese Santocchi MSc in Business Administration (1st year at Università di Roma TorVergata, 2nd year at Università della Svizzera Italiana, Lugano) Bachelor in Amministrazione, Finanza e Controllo d’impresa (Luiss Guido Carli, Roma)

Conoscenze linguistiche CERCA

Italiano: madrelingua Inglese: eccellente Francese: buono Spagnolo: buono Tedesco: elementare

Anno di nascita: 1989 Cittadinanza: italiana

CANDIDATO Michele Schifano Laurea Magistrale in Giurisprudenza (percorso quinquennale),con tesi di laurea in diritto societario presso l’Università degli Studi di Firenze; Master of Science in Economia e Politiche Internazionali presso l’Università della Svizzera Italiana di Lugano

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Italiano: madrelingua Inglese: buono

Per completare il Master cerca stage (di minimo tre mesi) in diversi ambiti: fiduciario, finanziario, commerciale,gestione aziendale, amministrazione

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Vi rendiamo attenti che le seguenti segnalazioni vengono semplicemente pubblicate senza alcuna verifica della fonte e quindi garanzie e responsabilità da parte della Cc-Ti

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Formazione

Corsi di formazione proposti dalla cc-ti ALLESTIMENTO PRATICO DI ATTESTATI DI LAVORO Lugano, Sala Monte Brè, presso la Cc-Ti Lunedì 15 aprile 2013, dalle 9.00 alle 13.00 Programma • Le Basi legali • I tipi di certificati • Elementi del certificato • I contenuti • Le formulazioni • Codifiche e codici • La (chiave di) lettura • L’allestimento pratico

IL RECLAMO DEL CLIENTE COME OPPORTUNITÀ PER L’AZIENDA

Lugano, Sala Monte Brè, presso la Cc-Ti Mercoledì 17 aprile 2013, dalle 9.00 alle 17.00 Programma Il concetto di servizio • Significato e valore strategico della reclamazione • Le motivazioni della reclamazione, l’utilizzo delle parole “giuste” per rispondere • Trasformare un insuccesso in successo: il metodo • Gli esempi pratici da applicare subito

LE ASSICURAZIONI SOCIALI

Lugano, Sala Monte Brè, presso la Cc-Ti Martedì 9, 16, 23 aprile, 7, 14, 28 maggio e 4 giugno 2013, dalle 14.00 alle 17.30 Programma • Aspetti contributivi • Rendite di vecchiaia, superstiti e invalidità • Assicurazione contro la disoccupazione • Assicurazione invalidità • Assegni familiari • Indennità di perdita di guadagno per miliare e maternità • Assicurazione infortuni

GLI INCOTERMS 2010

Lugano, Sala dott. G. Papa, presso la Cc-Ti Giovedì 18 aprile 2013, dalle 9.00 alle 13.00 Programma • Incoterms nell’attività quotidiana • Il principio dei 4 pilastri • Uso e interpretazione del libro Incoterms 2010 • I due gruppi di clausole distinti per modalità di trasporto • Le 2 nuove regole Incoterms a sostituzione delle clausole DAF, DES, DEQ e DDU (Incoterms 2010) • Le altre novità sostanziali degli Incoterms 2010 • Spiegazioni associate ad ogni clausola

IL DOSSIER DEL PERSONALE

Lugano, Sala Monte Brè, presso la Cc-Ti Mercoledì 24 aprile 2013, dalle 9.00 alle 13.00 Programma • Basi legali e protezione dei dati • Definizione, composizione e struttura del dossier

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•T  ipo di approccio • Termini di conservazione

I CONTRATTI DI VENDITA NEL CONTESTO INTERNAZIONALE

Lugano, Sala Monte Brè, presso la Cc-Ti Martedì 30 aprile 2013, dalle 13.30 alle 17.30 Programma • Le problematiche dei contratti internazionali: cenni • Il contratto di compravendita internazionale • Convention of Contracts for International Sale of Foods (CCISG)/ la convenzione di Vienna dell’11.04.1980 sulla vendita internazionale di merci • Elementi essenziali per la validità del contratto • Obblighi e responsabilità delle parti contraenti • Le condizioni generali • L’importanza delle clausole arbitrali • I documenti che accompagnano il contratto di vendita • Casistica e analisi di un contratto tipo

IL LINGUAGGIO SILENZIOSO DELL’IMMAGINE

Lugano, Sala Monte Brè, presso la Cc-Ti Lunedì 6 maggio 2013, dalle 13.00 alle 17.00 Programma • L’importanza dell’immagine: la prima impressione, una vetrina della nostra personalità • Giochi di ruolo, io e l’azienda: chi sono io e come posso comunicare un’immagine personale vincente in linea con la cultura aziendale • Dress code, lo stile parla: come tradurre e veicolare i messaggi di abiti, accessori e postura • Dress code, il colore parla: i messaggi simbolici di colori e abbinamenti cromatici; come utilizzarli per comunicare • La ricerca della qualità: come riconoscerla e cosa evitare • Peccati di stile: gli errori che possono rivelarsi fatali per lei e per lui • Esercizi di stile: a ogni occasione il suo stile, come e quando adattare la propria immagine

VENDERE BENE, VENDERE TANTO

Lugano, Sala Monte Brè, presso la Cc-Ti Mercoledì 15 maggio 2013, dalle 9.00 alle 17.00 Programma • Il ciclo dell’apprendimento: i 4 punti • Componenti della teoria sistemica della comunicazione • Rapporto fra relazione e contenuto della comunicazione • I tre punti su cui poggia la fiducia • I tre principi guida di un colloquio di vendita • Le fasi: sondaggio delle esigenze, presentazione delle soluzioni, superamento delle obiezioni • Fare un contratto, acquisire un cliente • Presentazione delle proposte in maniera semplice e chiara: suscitare interesse coinvolgendo • Tecnica dell’Aikido • Risoluzione e verifica Informazioni e iscrizioni: Cc-Ti, Tel. +41 91 911 51 18, corsi@cc-ti.ch, ww.cc-ti.ch


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• POLONIA: lunedì 27 maggio 2013 • RUSSIA: lunedì 3 giugno 2013 • GIAPPONE: martedì 4 giugno 2013 • CINA: venerdì 7 giugno 2013 • TURCHIA: giovedì 20 giugno 2013

Nel corso delle giornate di consulenza proposte alle aziende, avrete l’occasione di fissare un incontro individuale gratuito con i consulenti dell’Osec e con i collaboratori degli Swiss Business Hub all’estero. Le aziende intenzionate ad espandere le loro attività nei mercati sopra citati o che hanno esigenze concrete non esitino a mettersi in contatto con l’Osec e a fissare un appuntamento con i suoi esperti! CONTATTATECI AL NO. TEL. +41 91 911 51 37 OPPURE TRAMITE E-MAIL ALL’INDIRIZZO INFO.LUGANO@OSEC.CH, SAREMO LIETI DI FISSARVI UN APPUNTAMENTO.

L’Italia ha revocato l’obbligo di “Nulla Osta Sanitario” per i dispositivi medici

L’Italia ha revocato l’obbligo di notifica (“Nulla Osta Sanitario”, NOS) introdotto nel mese di settembre 2011 per l’importazione di dispositivi medici d’origine svizzera. In seguito a questa decisione trova nuovamente applicazione l’Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità. Il NOS non è quindi più obbligatorio per esportare dispositivi medici svizzeri in Italia (e nemmeno si deve versare la tassa amministrativa di 62 euro), basta il certificato di conformità. Tuttavia, per esportare prodotti medtech occorre: •  indicare quanto segue nella casella 44 del modulo doganale: “13 CS CH / anno del certificato di conformità CE / numero del certificato di conformità”; •  allegare una copia del certificato di conformità CE o dell’autorizzazione per l’immissione sul mercato di Swissmedic, oppure continuare a farsi rilasciare il NOS se ritenuto più semplice.

Efficienza energetica negli edifici: la Francia si pone obiettivi ambiziosi

La “Réglementation thermique RT 2012” è entrata in vigore in Francia all’inizio dell’anno e prevede il risanamento di un milione di edifici secondo criteri di efficienza energetica. Le disposizioni del RT 2012 limitano il consumo annuo per metro quadrato nei nuovi edifici a 50 kWh. I valori massimi per gli edifici ristrutturati sono di 80 kWh oppure 150 kWh (a

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seconda del grado di bonifica). Finora la soglia massima era di 150 kWh. Inoltre, il nuovo regolamento stabilisce che almeno 5 delle 50 kWh nei nuovi edifici devono essere prodotte con fonti rinnovabili, per esempio con pompe di calore, impianti fotovoltaici oppure l’allacciamento a una rete di teleriscaldamento. Prioritari negli edifici ristrutturati sono l’isolamento esterno e interno nonché l’impiego di impianti edilizi ad alta efficienza energetica (soprattutto per quanto riguarda i sistemi di riscaldamento/ raffreddamento e l’illuminazione). Parigi ha creato diversi incentivi per promuovere le ristrutturazioni energetiche che comprendono prestiti senza interessi per determinati lavori, attrezzature o installazioni, decreti IVA e maggiori deduzioni fiscali per gli investimenti. Les économies d’énergie dans le bâtiment: L’ensemble des dispositifs pour améliorer la performance énergétique des bâtiments www.rt-batiment.fr

Presto la Croazia diventerà il 28° Stato membro dell’UE

L’adesione all’Unione europea il prossimo 1° luglio 2013 accrescerà l’importanza politica ed economica della Croazia. In vista della crescente attrattiva di questo mercato per le aziende esportatrici rossocrociate, l’Ambasciata svizzera a Zagabria ha redatto quattro documenti con numerose informazioni dettagliate. I testi comprendono un elenco delle disposizioni giuridiche, un business guide, i dati dei principali rami economici e gli indirizzi di base per il commercio con la Croazia.


Osec: Informazioni paese Croazia www.osec.ch/it/blog/informazioni-paese-croatia European Commission: Enlargement – Croatia http://ec.europa.eu/enlargement/countries/detailed-countryinformation/croatia/index_en.htm

Calo dell’imposta sulle società in Ucraina

Nell’ambito della riduzione progressiva dell’imposta sulle società lanciata nel 2011, l’aliquota per l’imposizione delle società in Ucraina è passata a inizio 2013 dal 21% al 19%. L’aliquota sarà portata al 16% nel 2014. L’imposta sulla cifra d’affari rimane invariata nel 2013 mentre sarà ridotta al 17% l’anno prossimo. KPMG: Ukraine – Reduced corporate tax rate; tax incentives; securities-transfer tax www.kpmg.com/global/en/issuesandinsights/articlespublications/taxnewsflash/pages/ukraine-reduced-corporate-tax-ratetax-incentives-securities-transfer-tax.aspx

L’Uzbekistan progetta un parco solare per 500 milioni di dollari

L’azienda elettrica pubblica Uzbekenergo intende costruire un parco solare con una capacità produttiva di 100 megawatt. La costruzione sarà avviata nel 2014 nella regione di Samarcanda e richiederà 500 milioni di franchi. Si tratta del secondo progetto di parco solare nel Paese: il primo è stato lanciato l’anno scorso a Tashkent e avrà una capacità di 50 megawatt. L’Uzbekistan intende altresì realizzare diverse centrali solari con una capacità complessiva di 2 gigawatt. UzDaily: Uzbekistan to build solar plant in Samarkand region www.uzdaily.com/articles-id-22161.htm#sthash.ExQJRlyY.dpbs

L’India aumenta la sovrattassa applicata alle imprese redditizie

L’India ha annunciato una serie di nuove misure e di modifiche tributarie nell’ambito del budget nazionale 2013/2014. Tra queste vi è l’aumento di 5 punti percentuali al 10% della sovrattassa applicata alle imprese che conseguono un utile netto annuo superiore a 1,7 milioni di franchi. Secondo il budget, l’incremento vale solo per l’anno fiscale 2013/2014 (almeno per ora). Inoltre, l’imposta alla fonte sui diritti di licenza e sugli onorari per servizi tecnici resi a imprese site all’estero ammonta ora al 25%. Secondo quanto comunicato dall’agenzia export tedesca Germany Trade & Invest, la nuova aliquota si applica solo alle aziende straniere che non hanno un Permanent Account Number (PAN) in India. Le società rossocrociate con un numero PAN possono quindi continuare ad applicare l’aliquota ridotta secondo quanto previsto dalla convenzione di doppia imposizione tra Svizzera e India. Government of India: Union Budget 2013-2014 http://indiabudget.nic.in/rec.asp

La cura degli anziani in Cina: un mercato trascurato dal potenziale enorme

Anche la popolazione cinese invecchia sempre di più. A fine 2011, 185 milioni di abitanti oltrepassavano i 60 anni. Questa fascia d’età aumenta ogni anno del 3%. Se attualmente le

esigenze dei consumatori anziani sono ancora trascurate, non appena la generazione più ricca (45-55 anni) raggiungerà l’età di pensionamento, pretenderà prodotti, servizi e cure migliori. InterChina Insight dedica lo studio “Investment Opportunities in China’s Eldercare Industry” alle numerose opportunità d’affari che si dischiudono in questo mercato. InterChina Insight: Investment Opportunities in China’s Eldercare Industry www.interchinaconsulting.com/files/investment_opportunities_ in_chinas_eldercare_industry_2013_02_21_1.pdf

Guida per costituire una società in Cina

Quali sono le forme giuridiche più idonee per una società in Cina? Di quali aspetti occorre tener conto? Quali sono le insidie e i vantaggi di una presenza in loco? Troverete le risposte nella guida “Company Set-up in China” appena aggiornata dallo Swiss Business Hub China. Swiss Business Hub China: Company Set-up in China www.osec.ch/de/filefield-private/files/56368/field_blog_public_files/15069

Hong Kong affronta la problematica dei rifiuti

Le discariche di Hong Kong presto saranno sature. Servono nuove soluzioni per lo smaltimento, che mirino soprattutto alla prevenzione e al riciclaggio dei rifiuti. Le misure al vaglio sono l’introduzione di una tassa sui rifiuti basata sul principio “chi inquina paga”, un ulteriore ampliamento dei depositi (come soluzione a breve termine) e la costruzione di un inceneritore (molto controversa). L’agenzia tedesca di promozione economica Germany Trade & Invest ha dedicato un articolo alla problematica dei rifiuti a Hong Kong. Germany Trade & Invest: Hongkong nimmt Müllproblem in Angriff w w w. g t ai.d e / GTAI / N a vig a tio n / D E / M e t a / N e w sle t te r/ newsletter,did=754258.html?view=renderNewsletterSingleVie w&newsletterId=754300&channel=red_gtai_onlinenews

Il Giappone avvia una riforma tributaria

Le novità presentate dal governo giapponese per l’anno fiscale iniziato lo scorso 1° aprile 2013 vertono in primis sulla promozione degli investimenti e degli impieghi. Ecco una panoramica delle principali modifiche: •  Se un’azienda investe il 110% in più rispetto all’anno precedente per determinati acquisti (per esempio di macchinari o apparecchiature per uno stabilimento in Giappone) e se l’investimento supera gli ammortamenti complessivi dell’anno fiscale, può ammortizzare i costi d’acquisto del 30% oppure ridurre l’imposta sulla società del 3%. Questa misura è in vigore a tempo determinato dal 1° aprile 2013 al 31 marzo 2015. •  A determinate condizioni, le imprese possono dedurre dalle imposte 3’200 euro (finora: 1’600 euro) per ogni nuova assunzione. Agevolazioni fiscali sono previste anche per le aziende che hanno aumentato la massa salariale di una certa percentuale (vale fino al 31 marzo 2015). •  Le PMI possono dedurre le spese di rappresentanza fino a un massimo di 65’000 euro annui. •  Fino al 30% dei costi per la ricerca e lo sviluppo possono essere dedotti per due anni (finora: 20%). •  L’imposta sul consumo rimane invariata nel 2013, ma passerà dal 5% all’8% il 1° aprile 2014 e sarà portata al 10% il

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Commercio estero Pagine a cura di Osec Ticino

1° ottobre 2015. In compenso, sono concesse agevolazioni fiscali sulle ipoteche, l’imposta sull’acquisto di un’automobile sarà ridotta progressivamente e infine abolita (da ottobre 2015), saranno raddoppiati i crediti d’imposta sul reddito e calerà l’imposta sul consumo di beni per l’uso quotidiano. Deloitte: Japan – 2013 tax reform proposals announced http://newsletters.usdbriefs.com/2013/Tax/WTA/130208_1.html

Nuove procedure di verifica per le importazioni in Nigeria

Il 1° marzo 2013 la Nigeria ha introdotto un nuovo programma volto ad accertare la conformità di ogni importazione con gli standard nigeriani o internazionali riconosciuti dal Paese. Le disposizioni comprendono l’ispezione fisica della merce prima della spedizione e, se necessario, il campionamento per la prova in laboratorio. Le valutazioni della conformità possono essere eseguite solo da società di revisione riconosciute dalle autorità nigeriane competenti (Standards Organisation of Nigeria, SON). Gli unici prodotti che non sottostanno alle verifiche sono i generi alimentari, i farmaci, le materie prime chimiche e la merce di seconda mano. Intertek: New SONCAP Programme Implemented 1st March 2013 www.intertek.com/government/regulatoryupdates/new-soncapprogramme/ Germany Trade & Invest: Nigeria erlässt neue Vorschriften für Importprüfung w w w. g t ai.d e / GTAI / Navig a tio n / D E / Tr a d e / Re cht-Zoll / zoll,did=776718.html

I migliori mercati dell’export 2013

L’industria esportatrice tedesca, come quella svizzera, è sempre alla ricerca di nuovi sbocchi. L’agenzia di promozione economica Germany Trade & Invest ha identificato i mercati più promettenti nel 2013: •  ASEAN-5 (Indonesia, Malaysia, Filippine, Thailandia, Vietnam): Vanta una delle crescite annue più forti al mondo (oltre 6%). È destinata a rafforzarsi ulteriormente grazie all’introduzione presumibilmente nel 2015 dell’ASEAN Economic Community (AEC: libera circolazione di lavoratori, prodotti, servizi e capitali). Potrebbe diventare la comunità economica più potente al mondo. •  Thailandia: L’economia thailandese si è ripresa a una velocità sorprendente dalle inondazioni del 2011. Sia l’economia privata che lo Stato hanno aumentato gli investimenti, destinando somme ingenti all’ampliamento dell’infrastruttura dei trasporti, all’approvvigionamento energetico e alle telecomunicazioni nonché alla prevenzione delle inondazioni (gestione delle acque). •  Myanmar: La timida ma concreta apertura politica e l’orientamento verso un’economia di mercato alimentano la speranza che il Paese, ricco di materie prime, possa diventare un mercato attrattivo. La necessità di modernizzare l’infrastruttura è impellente e promette buone opportunità d’affari. •  Africa occidentale: Si tratta di un mercato tutto da scoprire, dal potenziale enorme ma molto eterogeneo, in cui attualmente spiccano due nazioni: la Nigeria, ricca di materie prime, quale Paese più popoloso e con l’economia più forte, e il Ghana, politicamente stabile e da poco entrato nella cerchia degli Stati petroliferi più importanti della regione, ritenuta la nazione più avanzata e sicura.

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•  Gli Stati baltici Estonia, Lettonia e Lituania: Sono i Paesi

membri dell’UE in cui si prevede la maggiore crescita del PIL (rispettivamente 3,1%, 3,6% e 3,1%). L’Estonia punta sull’estrazione di argillite petrolifera, la Lettonia sull’ampliamento del ramo logistico e la Lituania sul programma volto a promuovere il risanamento energetico delle abitazioni. •  Cile: Si tratta di una delle forze trainanti dell’America Latina grazie soprattutto all’attività mineraria, cui saranno destinati ingenti investimenti nei prossimi anni. Il Cile, che ha molte materie prime minerali ma pochi combustibili fossili, investirà diversi miliardi anche per sfruttare le energie rinnovabili e per ottimizzare l’efficienza energetica (in primis negli edifici e nella produzione). •  Canada: Le prospettive in Canada sono buone grazie alla forte crescita del settore minerario. Nei prossimi anni il Paese investirà ulteriormente nell’esplorazione, nell’estrazione e nell’utilizzo di ogni sorta di materia prima. A questo scopo, si amplierà l’infrastruttura dei trasporti nelle regioni estrattive e si estenderà la rete elettrica in vista di un maggiore uso delle energie rinnovabili (integrazione di nuovi impianti idrici, solari ed eolici). •  Polonia: Ha annunciato diversi importanti piani d’investimento volti prevalentemente ad ampliare e modernizzare la ferrovia, a rafforzare le capacità produttive nel settore energetico, a promuovere le energie rinnovabili e a ottimizzare la gestione dei rifiuti. Germany Trade & Invest: Top-Exportmärkte 2013 www.gtai.de/GTAI/Content/DE/Trade/_SharedDocs/Pdf/Maerkte/top-exportmaerkte-2013.pdf

Rapporto sul cumulo incrociato delle regole d’origine

A inizio marzo, il Consiglio federale e la Segreteria di Stato dell’economia SECO hanno pubblicato un rapporto intitolato “Accordo di libero scambio: opportunità, possibilità e sfide del cumulo incrociato delle regole d’origine”. Lo studio giunge alla conclusione che il cumulo incrociato offre vantaggi, che però dipendono molto dalla partecipazione dei principali partner commerciali della Svizzera alle zone di cumulo, dall’onere amministrativo necessario e dall’affidabilità delle attestazioni d’origine. Consiglio federale/Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca: Accordo di libero scambio: opportunità, possibilità e sfide del cumulo incrociato delle regole d’origine w w w.seco.admin.ch /dokumentation /publika tion/00008/00023/05074/index.html?lang=it

L’innovazione va forte: nuovo primato per le domande di brevetto in Europa

Il 2012 è stato un anno da primato per l’Ufficio brevetti europeo. Il numero di domande di brevetto è aumentato del 5,2% rispetto all’anno precedente per attestarsi a 257’744. Gli USA rimangono la nazione con più depositi, l’Asia registra i tassi di crescita più elevati e l’Europa tiene il passo. Se si considera il numero di domande all’anno per abitante, la Svizzera risulta ancora essere il Paese più innovativo al mondo (un migliaio di depositi ogni milione di abitanti). Nel confronto per nazione, il 36,5% delle domande di brevetto proviene dall’Europa mentre il 63,5% da Paesi extra-europei. Gli USA rimangono primi (63’504 depositi), seguiti da Giappo-


ne (51’693), Germania (34’167), Cina (18’812), Corea del Sud (14’491), Francia (12’159), Svizzera (8’181), Gran Bretagna (6’695), Paesi Bassi (6’441) e Italia (4’735). Per quanto riguarda i rami, nel 2012 le tecniche mediche hanno generato il maggior numero di domande di brevetto (10’412). Seguono i macchinari e le apparecchiature elettroniche (9’799), la comunicazione digitale (9’592), l’informatica (8’288), i trasporti (6’633), gli strumenti di misurazione (6’428), la chimica organica (6002), i motori, le pompe e le turbine (5’668), la farmaceutica (5’364) e la biotecnologia (5’309). Le imprese che hanno depositato più domande di brevetto sono Samsung (2’289), Siemens (2’193), BASF (1’713), General Electric (1’702) e LG (1’635). Anche diverse aziende svizzere figurano tra le Top 50: la miglior piazzata è ABB (25°), seguono Hoffmann-La Roche (28°), Novartis (42°) e Nestlé (49°). European Patent Office: 2012 – a record year for the European Patent Office w w w.ep o.o r g /new s - is sue s /p r e s s /r ele a s e s /a r chi ve/2013/20130306.html

Globalizzazione: le tendenze e gli attori

La globalizzazione continuerà ad avanzare anche nel 2013. Si creeranno nuovi mercati in concorrenza con gli Stati BRICS, si svilupperanno tecnologie innovative e si moltiplicheranno gli scambi di idee a livello internazionale. La Svizzera rimane una delle nazioni più globalizzate al mondo, come si evince dal “Globalization Index 2012” stilato da Ernst & Young. Il fenomeno della globalizzazione si estende, coinvolgendo ogni anno nuovi Paesi: la Turchia, il Messico, l’Indonesia, il Perù, la Colombia, il Venezuela, la Malaysia e il Vietnam avanzeranno sicuramente nell’indice 2013, ma nel 2012 i vertici continuano a essere occupati da Hong Kong, Singapore, l’Irlanda, il Belgio e la Svizzera, seguiti dai Paesi Bassi, dalla Svezia, dalla Danimarca, dall’Ungheria e dalla Gran Bretagna. Nel “Globalization Index 2012”, la Svizzera risulta prima per quanto riguarda la qualità del mercato del lavoro, considerato in sintonia con l’economia mondiale. Seguono l’Irlanda al secondo posto e il Belgio al terzo. Nello scambio transfrontaliero di tecnologie, la Svizzera è quarta, preceduta da Hong Kong, Singapore e dai Paesi Bassi. Occupa la quarta posizione anche nella categoria che valuta l’integrazione culturale, dove brillano Hong Kong, l’Irlanda e Singapore. Risulta quinta per quanto riguarda i movimenti di capitali, dove fanno meglio Hong Kong, il Belgio, Singapore e l’Irlanda. Non spicca invece negli scambi commerciali: in questo ambito, i primi tre posti sono occupati rispettivamente da Singapore, Hong Kong e dall’Ungheria. Ernst & Young: Globalization Index 2012 www.ey.com/GL/en/Issues/Driving-growth/Globalization—-Looking-beyond-the-obvious—-2012-Index

Rapporti settoriali e valutazioni dell’Osec

Osec pubblica regolarmente rapporti settoriali e valutazioni volti a presentare i rami di maggior sviluppo all’estero e le opportunità d’affari che ne scaturiscono per le aziende esportatrici svizzere. Vi segnaliamo le più recenti pubblicazioni: Opportunità per i subfornitori svizzeri nel crescente mercato automobilistico russo La Russia è il secondo mercato automobilistico dell’Europa e potrebbe presto spodestare la capolista Germania. Di conseguenza, molti gruppi stanno rafforzando le capacità produttive in loco e creano nuove opportunità d’affari anche per i subfor-

nitori svizzeri. Lo Swiss Business Hub Russia elenca le più interessanti nel rapporto “Opportunities for Swiss Subcontractors in the Automotive Sector”. Swiss Business Hub Russia: Opportunities for Swiss Subcontractors in the Automotive Sector www.osec.ch/de/filefield-private/files/55369/field_blog_public_files/14976 Il medtech in Corea del Sud dipende dalle importazioni di prodotti high-tech Il medtech svizzero è richiesto in Corea del Sud. I prodotti dentali e ortopedici sono molto apprezzati, ma il maggiore potenziale risiede nelle apparecchiature della classe IV. Lo Swiss Business Hub Korea ha dedicato uno studio alla dipendenza del settore medtech sudcoreano dalle importazioni di prodotti high-tech. Swiss Business Hub Korea: Korean Medtech Sector Depends on High-Tech Products from Abroad www.osec.ch/de/filefield-private/files/55289/field_blog_public_files/14854 L’Africa inizia al Capo Il Sudafrica è il principale partner dell’export svizzero sul continente africano e rappresenta altresì la porta ideale per accedere ad altri mercati subsahariani in rapida crescita (p.es. l’Angola, il Botswana, il Mozambico). Si consiglia alle aziende interessate di familiarizzarsi con la cultura commerciale e le condizioni quadro giuridiche al Capo prima di avventurarsi in altre zone dal potenziale promettente. Lo Swiss Business Hub Southern Africa ha stilato la guida “Business Guide” con informazioni generiche sul Sudafrica e ha raccolto le principali disposizioni giuridiche nella panoramica denominata “Legal Provisions”. Swiss Business Hub Southern Africa: Business Guide www.osec.ch/de/filefield-private/files/55176/field_blog_public_ files/14782 Swiss Business Hub Southern Africa: Legal Provisions www.osec.ch/de/filefield-private/files/55176/field_blog_public_ files/14783 Gli investimenti aereoportuali in Brasile Il numero dei passeggeri recatisi in Brasile per via aerea è più che raddoppiato tra il 2003 e il 2010. Questo flusso è destinato a crescere ulteriormente in vista dei Campionati mondiali di calcio nel 2014 e dei Giochi olimpici nel 2016 a Rio de Janeiro. Un vasto ampliamento dei principali aeroporti è quindi inevitabile. Gli investimenti richiesti sono stimati in 3,6 miliardi di dollari. Lo Swiss Business Hub Brazil fornisce i dettagli sui progetti elaborati e le opportunità d’affari che ne derivano per le aziende esportatrici svizzere nel suo rapporto di 22 pagine intitolato “Airport Investments in Brazil”. Swiss Business Hub Brazil: Airport Investments in Brazil www.osec.ch/de/filefield-private/files/55132/field_blog_public_files/14662 Altri rapporti settoriali sono a disposizione su www.osec.ch/it/ services/Industry%20reports.

Osec

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Commercio estero di Monica Zurfluh, Responsabile Osec Ticino e Marco Passalia, Responsabile Servizio Export Cc-Ti

Qualche spunto per una corretta compravendita internazionale alla Convenzione, oppure al contratto si applica la legge di uno Stato che ha aderito al trattato; oppure il contratto prevede espressamente l’applicazione della Convenzione. Il documento viennese non disciplina però alcuni punti, tra i quali quelli relativi alla durata e alla validità del contratto, agli effetti del contratto sulla titolarità della merce e quelli sulla truffa contrattuale ed i vizi del contratto.

Tre aspetti principali Monica Zurfluh

Marco Passalia

Soffermiamoci un momento a pensare al numero di transazioni commerciali che vengono effettuate ogni giorno a livello globale, alla varietà degli scambi, al loro valore economico,… ciò ci fa intuire che nel commercio internazionale la vendita è da sempre la forma di “contratto” per eccellenza. Molte però sono anche le problematiche a cui bisogna far fronte quando lo scambio non avviene nel modo giusto. Tra compratore e venditore possono infatti sussistere diverse incomprensioni legate al tipo di merce, di settore, di contratto, ecc. che sicuramente è meglio evitare. Pensiamo ad esempio alla fornitura di un aspirapolvere o di un paio di scarpe, beni di consumo che un negozio estero acquirente rivenderà ad un cliente privato. Oppure al giorno d’oggi è sempre più in voga acquistare via Internet e molti Paesi europei accordano al compratore alcune tutele, come ad esempio il diritto di cambiare idea o di annullare l’ordine. O ancora vi sono altri tipi di contratto per il commercio di materie prime che prevedono ulteriori direttive dettate dal tipo di bene e dall’area geografica,… Questi tipi di scambi internazionali (e i molti altri che non abbiamo evidenziato per questioni di spazio) si inseriscono nella nozione di vendita internazionale e sono regolate dalla Convenzione di Vienna del 1980.

La Convenzione di Vienna

Questo trattato internazionale, siglato nell’ambito delle Nazioni Unite, stabilisce una serie di norme concepite con l’obiettivo di uniformare la regolamentazione legale fra Stati con diverse normative e, in alcuni casi, con sistemi giuridici molto diversi. Ad oggi 77 Paesi, molti differenti tra loro per sviluppo e sistemi legali, hanno aderito a questa convenzione. Solo per citare qualche esempio vi sono l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti, la Svizzera, la Russia, il Giappone, la Cina, il Canada ed il Perù. È importante sottolineare che la Convenzione di Vienna si applica esclusivamente ai contratti di vendita di beni mobili fra due parti le cui “sedi di affari” (ovvero le “stabili organizzazioni” dell’impresa) si trovano in Stati differenti, purché si verifichi almeno una delle seguenti condizioni: gli Stati delle due parti interessate devono aver aderito

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Quando si intraprende una compravendita a livello internazionale è bene tenere presente tre aspetti: le condizioni generali di vendita, il testo del contratto, l’ordine e la relativa conferma d’ordine. In genere, per chi opera spesso con operazioni commerciali internazionali vale la pena investire nello sforzo della redazione delle condizioni generali di vendita (o di acquisto). Questo testo ha lo scopo di fissare alcune regole che si applicano a tutti gli scambi tra il venditore e il compratore. Così facendo, ogni volta che si intraprende una nuova transazione tra le parti, non è più necessario negoziare i singoli aspetti. Qualora invece la vendita, o l’acquisto, avvengano senza queste condizioni generali – oppure vi sia un prodotto particolare e complesso – è necessario redigere un contratto ad hoc. In questo caso, oltre ai principali punti da inserire, è consigliabile soffermarsi con accuratezza sul collegamento fra consegna, qualità e pagamento (esiste un credito documentario? Quando il pagamento diventa esigibile? Come avviene la consegna?...). Con ordini occasionali o di poca complessità è prassi molto diffusa ricorrere ad una modalità più sintetica di un contratto ad hoc. In questo caso è utile tenere presente i seguenti passaggi: il compratore invia al venditore un ordine scritto, quest’ultimo ritorna una conferma d’ordine chiedendone l’accettazione scritta che verrà in seguito rinviata dal compratore.

Documenti in perfetto stato

Infine, per evitare controversie è necessario che tutti i documenti prodotti durante la trattativa siano presenti e soprattutto non in contraddizione tra loro. I documenti a cui facciamo riferimento sono numerosi e provengono da diversi attori coinvolti nella compravendita (banche, assicurazioni, dogane, spedizionieri, camere di commercio,…). Si tratta ad esempio di fatture commerciali, del contratto di assicurazione, delle modifiche del contratto di vendita, del credito documentario, di documenti doganali, del certificato d’origine,… Per concludere, constatiamo quotidianamente che sono numerose le problematiche a cui far fronte in una transazione di compravendita internazionale. Per questo motivo la Cc-Ti, in collaborazione con l’Osec, propone il prossimo 30 aprile un corso interamente dedicato alla contrattualistica nell’ambito internazionale. Maggiori informazioni sul sito: www.cc-ti.ch/corsi.


Fiere internazionali

MSV Brno, 7 – 11 ottobre 2013

La MSV è la più consolidata e autorevole fiera industriale per il settore dell’ingegneria e dell’elettronica applicata all’industria nell’Europa centrale e orientale. Al salone sono trattati i seguenti ambiti: tecnologie estrattive, metallurgia, ceramiche e vetrarie, componenti e materiali meccanici, comandi, sistemi idraulici e climatizzazione, impianti di conversione dell’energia e a corrente forte, elettronica, automazione e misuratori, tecnologie ecologiche, R&S, trasferimento di tecnologie, servizi finanziari e generali, trasporto, imballaggio, magazzinaggio e logistica, macchine per lavorare i metalli, utensili, industria della fonderia, tecnologia SMT, plastica, cacciù e compositi, ingegneria chimica. L’edizione 2012 della MSV ha accolto 1’886 espositori e 75’849 visitatori provenienti da 63 paesi su una superficie fieristica di 44’629 mq. Lo SWISS Pavilion presso questo importante salone è organizzato dalla Camera di commercio Svizzera-Europa Centrale (Chamber of Commerce Switzerland-Central Europe, SEC). Informazioni generali sulla fiera: www.bvv.cz/en/msv/ Informazioni sullo SWISS Pavilion: www.osec.ch/it/node/56413?lforce=1

Cosmoprof Asia Hong Kong, 13 - 15 novembre 2013

Si tratta del principale salone dell’estetica, della bellezza e della cosmesi nella zona Asia Pacifico. Gli attori del settore vi si ritrovano per presentare e scoprire le nuove tendenze e i prodotti innovativi. Cosmoprof Asia si svolge in una zona di forte crescita. Il ceto medio cinese conta oggi 190 milioni di economie domestiche site in zone metropolitane, che dovrebbero raggiungere quota 372 milioni entro il 2025. Uno sviluppo analogo si riscontra in India, dove la classe media dovrebbe contare 580 milioni di persone nello stesso periodo. Si tratta di consumatori con un crescente potere d’acquisto che bramano prodotti di alta qualità quali i cosmetici “Swiss Made”. Il ventaglio dei prodotti cosmetici presentati ai saloni Cosmoprof fornisce una visione globale del ramo: prodotti professionali per capelli; attrezzature, apparecchiature e prodotti cosmetici per l’estetica; prodotti e attrezzature per ricostruzione unghie; attrezzature e arredamenti per acconciatori; arredamenti per profumerie; prodotti cosmetici e profumi; accessori per l’igiene e articoli da regalo; bigiotteria; cosmetici per erboristerie; articoli e novità per acconciatori; packaging; materie prime; tecnologie e servizi per l’industria cosmetica; prodotti farmaceutici e macchinari vari. Nel 2012, Cosmoprof Asia ha accolto 1’964 espositori provenienti da 44 paesi e 45’386 visitatori su una superficie fieristica di 74’000 mq. Osec vi allestisce lo SWISS Pavilion in collaborazione con l’Associazione svizzera dei cosmetici e dei detergenti e lo Swiss Business Hub China. Il padiglione ufficiale svizzero si troverà nella Hall 1 dedicata a profumi, cosmetici e prodotti per la toilette.

I consumatori asiatici bramano i cosmetici svizzeri

Informazioni generali sulla fiera: www.cosmoprof-asia.com/ Informazioni sullo SWISS Pavilion: www.osec.ch/it/node/56451?lforce=1

The Big 5 Show Dubai, 25 - 28 novembre 2013

La fiera annuale Big 5 Show si svolge da 30 anni ed è il più grande evento della costruzione e dei rami affini nella regione del Golfo (tecnica edile, macchinari, arredamento d’interni, climatizzazione, pulizia e manutenzione, gestione delle risorse idriche e naturali, bagni e ceramica, vetro, metallo, marmo e pietra). L’edizione precedente ha proposto anche due LEED workshop, la Green Build Conference, il conferimento dei premi Gaia, l’incontro Platinum Club e diversi seminari. Altre tre fiere correlate si svolgono contestualmente al Big 5: Middle East Concrete, PMV Live e FM Expo. Il volume dei progetti edili nella regione del Golfo continua a crescere e raggiunge attualmente quota 1’680 miliardi di dollari, secondo quanto indicato da BNC Network (un monitore online dei progetti con base negli Emirati Arabi Uniti). I governi degli Stati GCC rimangono determinati a investire per estendere l’infrastruttura e per incentivare le loro economie. L’edizione precedente del Big 5 Show ha visto partecipare 2’371 espositori provenienti da 60 paesi e affluire 61’132 visitatori. Il Big 5 rappresenta l’occasione ideale per presentare i propri prodotti e novità a un pubblico esigente. Osec, Swiss Business Hub Gulf States e Swiss Business Council Dubai vi allestiscono il padiglione ufficiale SWISS Pavilion ubicato nella Zabeel Hall (nella zona adibita ai padiglioni nazionali). Informazioni generali sulla fiera: www.thebig5exhibition.com Informazioni sullo SWISS Pavilion: www.osec.ch/it/node/55434?lforce=1

Informazioni sugli “Swiss Pavilion”: WWW.OSEC.CH/FIERE

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Vita dei Soci di Lisa Pantini

L’ECCELLENZA TICINESE INCONTRA IL PRESTIGIO TEDESCO Ha anche radici ticinesi il nuovo progetto di Mercedes-Benz, le frecce d’argento pronte per solcare il mare, in diretta da Lugano, con GMP Consulting Guido M. Pedone

Un progetto internazionale di grande prestigio per una vasta, immensa casa tedesca, che vanta al proprio interno non solo il settore automobilistico, ma ha ampliato e differenziato la produzione con innumerevoli soluzioni di veicoli su terra ed aria (elicotteri). La novità, che va a combinare una triade di settori che la posiziona al top sul mercato mondiale, è il settore nautico. Idealmente, pensando al logo MercedesBenz è un completamento delle tre punte della stella. Stiamo parlando del colosso Mercedes-Benz e del nuovo progetto, in fase di ultimazione, denominato Silver Arrows Marine, le frecce d’argento del mare. Uno yacht innovativo in cui i tedeschi credono molto, che è divenuto in breve tempo un progetto internazionale per l’ampio respiro che ha preso e la delocalizzazione delle diverse unità progettuali, produttive e d’ubicazione. L’idea che sta dietro a questo progetto comincia a prendere forma nel 2007, e si concretizza un paio d’anni dopo, nonostante il periodo congiunturale difficile con prospettive, per tutta l’economia mondiale, non così rosee. Ma si sa, è proprio quando ci si rimbocca le maniche e, soprattutto, nei periodi di crisi dove si investe e si lavora maggiormente in Ricerca & Sviluppo, che nascono alcune delle idee più brillanti. Un processo d’avvio che ha visto numerosi incontri con i dirigenti della sede di Stoccarda, riunioni di coordinamento a Lugano, dove ha sede l’ufficio amministrativo, e la vicina Italia, a Como, in cui v’è lo Studio del Gruppo Daimler che si occupa del design di tutto il processo. Grazie a GMP Consulting, diretta da Guido M. Pedone, possiamo presentarvi questo prestigioso progetto sulle pagine di Ticino Business. È infatti grazie a quest’azienda luganese che il progetto “frecce d’argento” ha anche preso forma. La società londinese Silver Arrows Marine che realizza i prestigiosi yacht ha un ufficio di coordinamento proprio in Ticino in GMP Consulting. Non solo: la presenza del Ticino in questo insieme internazionale è garantita

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anche dal Direttore del Centro di Advanced Design Mercedes-Benz di Como, Michele Jauch-Paganetti, e dal Capo progetto, Fred Latino. Un gruppo di lavoro che, come già sottolineato, porta i più grandi nomi delle diverse discipline a lavorare insieme. L’eccellenza a 360° concentrata nelle Silver Arrows. Il “tender” Silver Arrows è uno yacht di standard superiore, che presenta le ultime tendenze in fatto di combinazione sia di materiali, studiati per nuovi abbinamenti sempre più performanti, sia di design poiché da forma a trends di grido non ancora presentati sul mercato, ma già richiesti. Lusso, stile e piacere che incontrano precisione, tecnica e maestria in ogni particolare, anche un po’ “made in Ticino”, potendo vantare nel team project i migliori professionisti mondiali in ambito architettonico, ingegneristico, per concept, comunicazione, design e consulenza all’impresa. Il concept è stato studiato per trasportare su acqua il concetto “house” per stile di interni ed esterni, una nuova configurazione degli spazi, che si ispira ai concetti di un loft. Debutterà sul mercato nel corso dell’anno e i primi yachts saranno consegnati nel 2014. Il primo esemplare sarà varato durante il prossimo anno, avrà una lunghezza di circa 14 metri, concepito come crossover, e potrà essere utilizzato come tender di mega yacht. Maggiori informazioni su questo progetto sul sito www.silverarrowsmarine.com.


GMP Consulting SAGL GMP Consulting è un’azienda ubicata a Lugano, fondata nel 2002 e diretta da Guido M. Pedone. L’impresa nasce quale aggregatore di competenze senior nella consulenza legale, fiscale e societaria internazionale. Il servizio al cliente si avvale delle esperienze nazionali ed internazionali maturate dai professionisti coinvolti. Grazie all’esperienza del titolare, la società può interpretare ed offrire ai suoi clienti le soluzioni su misura ideali per le esigenze specifiche e le richieste che arrivano dal mercato. Con una vocazione fortemente centrata sull’innovazione ed all’internazionalizzazione, il Dottor Guido M. Pedone ed il suo team di collaboratori specialisti in differenti ambiti, sapranno consigliarvi al meglio per tutte le vostre evenienze. GMP Consulting Sagl offre tra i suoi servizi: • consulenza legale, finanziaria, fiscale e societaria nazionale e internazionale; • costituzione di società e persone giuridiche (Fondazioni, Trust, ecc.) in tutte le giurisdizioni; • consulenza di diritto successorio e per la successione generazionale in azienda; • assistenza in attività di “merger & acquisitions” ed IPO; • intestazione fiduciaria di partecipazioni societarie; • consulenza e assistenza in attività di “ asset protection” e di inerente controllo di gestione; • costituzione di sindacati per emissione e collocamento di azioni e di prestiti obbligazionari; • prestazione di servizi amministrativi, contabili e di controllo di gestione; • prestazione di servizi per la gestione operativa di società commerciali e di servizi; • assistenza in attività di “due diligence” e di valutazione di azienda.

GMP Consulting SAGL Via F. Pelli 2, 6900 Lugano Switzerland Tel. +41 91 922 50 71 Fax +41 91 922 50 75 info@gmpconsulting.net www.gmpconsulting.net

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Pubbliredazionale

Con la testa nella nuvola Una nuova tecnologia che può offrire molti vantaggi e un reale risparmio economico Si parla tanto di questi tempi di Cloud Computing, ma cos’è concretamente questa “tecnologia” così innovativa e perché è considerata un’opportunità per ridurre i costi e migliorare il lavoro di tutti? Dietro alla fantomatica nuvola, c’è infatti qualcosa di molto reale e decisamente concreto. Il Cloud Computing è un nuovo modo di erogare i servizi IT: dall’archiviazione di dati al di fuori del proprio computer all’uso “as a Service” di applicazioni, piattaforme e software. Questo sistema sta trasformando il concetto di infrastruttura IT aziendale, passando da un modello che vede le IT come costo ad un modello che rende l’infrastruttura un servizio a supporto del business. In parole povere, è sufficiente una connessione a Internet per utilizzare programmi e applicativi, ovunque vi troviate, usando qualunque dispositivo connesso alla rete, che sia un computer, un tablet o uno smartphone.

Ma attenzione, il Cloud Computing non è una moda passeggera. Non è l’ultimo modello di cellulare che tra qualche mese sarà superato da un dispositivo ancora più performante. Il Cloud Computing è ormai definito come la più grande rivoluzione informatica degli ultimi decenni. Ovviamente i vari provider hanno messo sul mercato soluzioni sempre più mirate e complete per assecondare le richieste dei numerosi clienti che volevano “usare” la famosa nuvola. Sono nati così per esempio i Server Virtuali, soluzione che permette di alleggerire e rendere flessibile l’infrastruttura e ridurre drasticamente i costi per l’hardware aziendale. Sono sempre più diffuse le proposte di Cloud Storage, cioè salvataggio di dati aziendali su server virtuali disponibili sul Cloud, e offerte di prodotti per garantire la sicurezza, come misure di Backup Remoto e Disaster Recovery as a Service per garantire la tutela e il recupero dei dati in caso di emergenza o danno non prevedibile. Alla parte hardware si aggiungono poi tutti i prodotti software. Sempre più programmi e applicativi sono messi a disposizione in remoto e accessibili sempre e ovunque, con una evidente praticità di utilizzo.

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Riassumendo potremmo descrivere i vantaggi del Cloud Computing in tre parole: flessibilità, mobilità ed efficienza. Ma queste tre caratteristiche, per quanto indispensabili nella moderna realtà lavorativa, non sarebbero sufficienti a spiegare il grande successo del Cloud. Bisogna anche parlare di risparmio economico. È indubbio infatti che la Nuovo consente una immediata riduzione generale dei costi operativi, l’eliminazione dei costi di start-up perché non è previsto nessuno investimento per l’hardware e l’abbattimento dei costi di gestione. Non è infatti necessario l’acquisto e il conseguente rinnovo di licenze, non vi è nessun costo per gli aggiornamenti che vengono messi a disposizione in remoto, per la manutenzione e il supporto tecnico. La maggior parte delle soluzioni in commercio tra l’altro sono Pay Per Use, paghi cioè quello che realmente utilizzi, con un’enorme riduzione degli sprechi. Questo permette di avere qualche risorsa in più da devolvere per altre attività aziendali. Per concludere, questa Nuvola sembra proprio un paradiso, senza particolari controindicazioni. Non è necessario imparare niente di nuovo e non deve essere vista come una tecnologia complicata. Anzi, può essere una reale risorsa in questo periodo di crisi. Unico consiglio per evitare brutte sorprese e per non commettere errori nel passaggio al Cloud, è quello di rivolgersi a persone esperte e professionali che possano affiancarvi nel passaggio e consigliarvi sulle vostre reali esigenze. Potrete in questo modo prima testare le varie soluzioni e scegliere poi quelle che realmente vi servono. Un team con credenziali serie sarà in grado di offrire servizi di qualità garantiti contrattualmente. Hooray Group SA Via al Mulino 22 CP 566 6814 Cadempino Tel. +41 91 966 80 50 Fax +41 91 961 21 20 www.hooraygroup.ch


Vita dei Soci di Simona Mazzuchelli, Senior Consultant Luisoni Consulenze SA

Nuove frontiere nella ricerca di collaboratori

Simona Mazzuchelli

I social network possono essere definiti come siti Internet dedicati alla comunicazione, all’incontro di nuove persone o alla costruzione di una rete professionale. Si basano sulla teoria dei “sei gradi di separazione” del sociologo americano Stanley Milgram, secondo la quale tra due persone scelte a caso nel mondo esistono in media cinque intermediari. La comparsa di queste reti risale al 2003, ed esse oggi riscuotono un successo d’affluenza crescente. Alcuni di questi network permettono di condividere vita privata e tempo libero, mentre altri vengono usati per creare rapporti professionali.

Reclutare il personale sui social network

Negli Stati Uniti lo chiamano social recruiting e secondo un recente studio è in costante aumento il numero di aziende americane che utilizza questo canale per la ricerca di personale. Anche per i nostri specialisti della selezione di personale questo strumento costituisce un metodo dall’alto potenziale nel quadro di un processo di reclutamento.

Quali sono i diversi tipi di social network disponibili oggi?

I network generalisti: come Facebook o Twitter, aperti a tutti, gratuiti e senza uno specifico orientamento. Consentono di condividere contenuti vari e di farne un uso diverso, come ad esempio la condivisione delle foto. Per il momento, la loro dimensione socio-professionale in materia di recruiting è poco integrata. I network professionali: come Linkedin e Xing aperti a tutti, possono includere accessi limitati a pagamento o dietro invito, hanno lo scopo di sviluppare rapporti professionali, valutare offerte di lavoro, accedere a informazioni e notizie. L’idea è quella di collegare la propria rubrica per trarre vantaggio dai contatti dei propri conoscenti e ad esempio trovare nuovi partner commerciali.

Quali sono i profili più presenti sui social network professionali?

Dalle statistiche di Linkedin i profili registrati sul loro sito sono attivi per la maggior parte nel settore high-tech, finanziario e manifatturiero con posizioni in ambito vendite e amministrativo. La percentuale tra uomini e donne è del 58.9% per gli uomini e del 41.1% per le donne.

Quali sono i loro potenziali per il reclutamento di personale?

Tali network sono in forte sviluppo basti pensare che Linkedin in gennaio 2013 ha raggiunto i 200 milioni di membri nel mondo. Nell’ottica di trovare il miglior talento sul mercato, questa notizia va tenuta in debita considerazione. Chiaramente l’utilizzo di tale strumento dipende dal tipo di persona che intendiamo reclutare. Il buon senso lascia supporre che alcuni gruppi di persone abbiano più di altri l’attitudine a mettere dettagli personali e professionali online, ma non sottovalutiamo il continuo sviluppo di Internet. Le aziende hanno inoltre la possibilità di pubblicizzare il proprio brand sui social network creando una pagina aziendale in modo da promuo-

vere la propria realtà sia verso i candidati attivi che i potenziali. Infine i social network sono importanti mezzi con cui i selezionatori o i responsabili del personale, completano il profilo informativo delle potenziali candidature. Inserendo nome e cognome di un candidato su un qualsiasi motore di ricerca, si possono ottenere velocemente molte informazioni sul suo conto.

Quali sono i loro limiti?

L’utilizzo di social network professionali nel quadro di un processo di reclutamento del personale presenta principalmente tre difficoltà. In primis, eseguire una ricerca mirata su tali piattaforme richiede molto tempo per un risultato ancora poco soddisfacente. In secondo luogo, i Top Manager e alcune categorie di professionisti hanno mostrato reticenza a pubblicare i dati completi sul Web. Infine, la veridicità delle informazioni ottenute mediante questi canali è difficilmente verificabile. Di fatto, questi network sono un metodo ancora da migliorare nell’ottica della selezione del personale. Possono tuttavia essere considerati complementari ai metodi di ricerca tradizionali, che rimangono ancora i più utilizzati almeno alle nostre latitudini. Siamo altresì convinte che il futuro andrà in questa direzione, sia i network generalisti che quelli professionali stanno investendo nello sviluppo di strumenti che permettano una più efficace gestione del processo di reclutamento e selezione. In fondo da qualcuno è stato detto che la rete di contatti che una persona ha è il modo migliore per trovare un nuovo lavoro. E se network significa rete si può pensare che i social network sono l’equivalente online della “vecchia” rete di contatti personali.

Ma perché si usano i social network?

È possibile formulare qualche ipotesi sul perché molte persone utilizzano i social network quando esistono già altri strumenti di rete, come i forum, i blog, i newsgroup con i quali si può partecipare alla vita da “net surfer”. Probabilmente ciò che caratterizza i social network rispetto agli altri strumenti non è tanto o solo la facilità di pubblicare o di trovare persone, ma quella di escludere. La vera funzione inedita dei social network infatti è quella di poter definire chi è nostro amico e rivolgersi solo a costoro. I social network sembrano dunque aver fornito uno strumento di gestione e selezione dei contatti, mettendo al centro dell’attività il profilo di ogni partecipante. Ognuno può gestire le proprie informazioni, decidere i propri contatti, comunicare solo con chi ha affinità specifiche e non con tutti.

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Vita dei Soci

Elevata sicurezza nella previdenza professionale I datori di lavoro che affidano a Swiss Life la previdenza professionale beneficiano di una fitta rete di norme in materia di sicurezza. Anche in periodi turbolenti Indubbiamente anche voi avrete già riflettuto sulla sicurezza dei fondi previdenziali delle vostre collaboratrici e dei vostri collaboratori. A prescindere dalla soluzione che sceglierete, con Swiss Life siete in buone mani.

I vostri diritti presso Swiss Life sono assicurati a diversi livelli

Per Swiss Life la sicurezza è prioritaria. Pertanto, una fitta rete di norme è volta a garantire la sicurezza della previdenza professionale. Inoltre Swiss Life è una società d’assicurazione particolarmente solida: i diritti delle persone assicurate vengono garantiti mediante un patrimonio vincolato, interamente separato dalla sostanza commerciale. I rispettivi investimenti sottostanno a rigide norme in materia d’investimento e di valutazione. L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) verifica regolarmente l’adempimento di queste disposizioni.

Sistemi di gestione della sicurezza nel secondo pilastro

Il sistema della previdenza professionale contempla diversi meccanismi di sicurezza. Alcuni esempi:

Fondo di garanzia LPP

Questa istituzione autonoma e indipendente garantisce le prestazioni di legge di istituzioni di previdenza divenute insolventi – fino a un limite massimo pari a una volta e mezzo il salario massimo assicurato secondo la LPP.

Patrimonio vincolato delle assicurazioni sulla vita: nessuna copertura insufficiente possibile

Le società d’assicurazione sulla vita domiciliate in Svizzera sono tenute a garantire mediante un patrimonio vincolato tutti i crediti d’assicurazione attuali e futuri di tutte le persone assicurate. Questo patrimonio va dichiarato separatamente dall’altra sostanza commerciale. L’ammontare del patrimonio vincolato corrisponde al controvalore di tutti gli impegni assunti e deve essere coperto sempre e interamente – vale a dire almeno al 100% – dagli investimenti finanziari. L’osservanza di queste prescrizioni è oggetto di controlli regolari da parte della FINMA. Tali controlli garantiscono alle persone assicurate la massima sicurezza e vanno, ad esempio, ben oltre quanto le banche offrono ai loro clienti. Pertanto, anche in caso d’insolvenza di una società il patrimonio vincolato è disponibile per soddisfare i diritti delle persone assicurate.

zi propri, in modo da poter compensare le previste variazioni nell’andamento degli investimenti, dei costi o del rischio. L’osservanza di queste prescrizioni è pure oggetto di controlli regolari da parte della FINMA. Al 31 dicembre 2012 il coefficiente di solvibilità del gruppo Swiss Life ammontava al 224%. È opportuno verificare regolarmente la situazione previdenziale della vostra impresa.

I vantaggi a colpo d’occhio Swiss Life eroga prestazioni in caso d’incapacità di guadagno già da un grado d’incapacità di guadagno del 25%. In caso di prestazione, pertanto, voi, le vostre collaboratrici e i vostri collaboratori ricevete molto di più di quanto previsto dalla legge. Presso Swiss Life la rendita per conviventi è coassicurata senza contributo supplementare. Non è necessario registrare il partner convivente. Anche in questo caso Swiss Life vi offre di più di quanto previsto dalla legge: Swiss Life versa al partner superstite la rendita per conviventi anche in caso di decesso per infortunio. Swiss Life myLife vi consente di sbrigare on line la previdenza a favore del personale delle collaboratrici e dei collaboratori, comodamente e in modo sicuro e secondo le vostre esigenze. La sicurezza dei capitali di previdenza di tutte le soluzioni previdenziali è di fondamentale importanza per Swiss Life. Avvaletevi anche voi della nostra esperienza pluriennale. I consulenti specialistici delle agenzie generali Lugano e Locarno sono a disposizione per una consulenza. Non esitate a chiamarci! Agenzia generale Lugano Agenzia generale Locarno Roberto Russi Enzo Parianotti Via Nassa 5 Via Ciseri 13a 6900 Lugano 6600 Locarno Tel. +41 91 911 99 11 Tel. +41 91 821 22 00 ag.lugano@swisslife.ch ag.locarno@swisslife.ch

Swiss Life è una società d’assicurazione e come tale deve esporre dettagliatamente la composizione degli investimenti. La scelta degli investimenti è subordinata a severe prescrizioni in materia.

Solvibilità quale sicurezza supplementare

Le leggi federali prescrivono che ogni società d’assicurazione debba disporre di un margine di solvibilità sufficientemente elevato. Ciò significa che essa deve disporre di sufficienti mez-

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Roberto Russi

Enzo Parianotti


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Mission: trovare il “posto ideale” per ciascun cliente Dimensione Immobiliare, promotore di progetti immobiliari di alta qualità e agenzia immobiliare professionale nel Canton Ticino

Passione e competenza per trovare il “posto ideale” per ciascun cliente. Fondata nel 2007 a partire dall’esperienza decennale di Ezio Catucci nel settore dell’intermediazione, Dimensione Immobiliare si è specializzata nella promozione di operazioni immobiliari tout court di alto livello qualitativo, sostenute in maniera indipendente o supportate da grandi investitori. I progetti partono dall’acquisizione del terreno e, mantenendo sempre uno stretto contatto di brainstorming con la rete vendite, si sviluppano con la massima cura, facendo ricorso ad analisi tecnico commerciali e affidandosi ad una rete di figure professionali quali fiscalisti, avvocati e architetti, che mirano a proporre al cliente il “giusto prodotto” che soddisfi al meglio le sue esigenze e i suoi sogni. “La nostra mission è quella di creare immobili di qualità volti a soddisfare esigenze e sogni della clientela sia sotto il profilo abitativo sia sotto quello della sicurezza e della solidità dell’investimento legato all’acquisto”, spiega il titolare Ezio Catucci. Passione, creatività, umanità e fiducia sono gli ingredienti che fanno la differenza e si combinano all’esperienza e alla competenza professionale per garantire lavori di qualità in un mercato immobiliare, come quello della Svizzera, che ha il grande vantaggio della stabilità. La cura maniacale dei dettagli, la disponibilità nelle fasi di pre e post-vendita e la presenza di un pacchetto completo di servizi e di consulenza a 360° gradi consentono a Dimensione Immobiliare di andare ben oltre i confini della classica agenzia immobiliare. L’agenzia è strutturata in settori specializzati nei vari passaggi, dall’acquisizione alla vendita, dalle pratiche tecnico-legali alla consulenza per la scelta del partner bancario, fino alla fase conclusiva: il rogito. L’obiettivo è quello di fornire al cliente la massima cura e professionalità in ogni aspetto della compravendita. “Quando il cliente mette piede nei nostri uffici, non deve preoccuparsi di nulla, solo di prepararsi ad entrare nella nuova abitazione”.

Residenza Thea di Pregassona alta

Residenza Lithos di Loreto

Tra i progetti in corso spicca la Residenza Lithos di Loreto, nel cuore della città di Lugano in una zona molto suggestiva, a 200 metri dal polo culturale Lac: una palazzina moderna ed esclusiva di sole 7 unità abitative, confortevoli e luminose, con finiture di alto livello, caratterizzata dall’eleganza del rivestimento esterno in travertino. L’intervento è già alle ultime disponibilità. Altrettanto significativa è la Residenza Thea di Pregassona alta, ambizioso progetto residenziale di 5 appartamenti in una zona residenziale esclusiva con una splendida vista panoramica sulla città di Lugano. Rilevante anche il progetto immobiliare Residenza Orasis a pochi minuti dal centro di Lugano in un complesso prestigioso e dominante, in una zona tranquilla con splendida vista aperta sulla città, dove troviamo l’ultima villa unifamiliare disponibile. Oltre al core business dell’edilizia residenziale Dimensione Immobiliare si sta affacciando in maniera progressiva al ramo degli immobili amministrativi e terziari, che conosce notevole interesse soprattutto da parte di una clientela internazionale, anche italiana, desiderosa di impiantare le proprie attività nella competitiva piazza di Lugano. Tra i progetti in vendita, gli spazi commerciali e amministrativi di un palazzo di prestigio sul lungolago, dove hanno già trovato sede società di rilievo del settore dell’alta moda e della ristorazione, oltre ad altre soluzioni selezionate con cura dal settore acquisizioni. A questi si aggiungono una serie di nuovi progetti edilizi in itinere, tutti impostati seguendo la filosofia e la mission di Dimensione Immobiliare che sta conoscendo una forte espansione: già in fase di ampliamento la filiale di Giubiasco, che serve la zona di Bellinzona e Locarno e a breve sarà aperto un altro ufficio a Mendrisio. DIMENSIONE IMMOBILIARE SA Viale Franscini 17, 6900 Lugano Tel. +41 91 922 74 00 Fax +41 91 922 74 02 www.dimensioneimmobiliare.ch info@dimensioneimmobiliare.ch

Residenza Orasis a Lugano

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Vita dei Soci di Lisa Pantini

Icofin SA: la garanzia della professionalità da oltre 25 anni Icofin SA ha festeggiato nel 2012 il 25° anniversario dalla fondazione. Grazie all’intraprendenza, alla lungimiranza ed all’attività del Signor Luciano Nessi, oggi Presidente, l’attività prosegue oggi con successo. Il gruppo Icofin ha visto l’entrata in azienda di due giovani professionisti Gianluca Nessi e Jonathan Pozzoni, rispettivamente Direttore e Responsabile della gestione operativa della società, che garantiscono la continuità dell’attività assicurandone la serietà e la specializzazione. In questo colloquio con Luciano Nessi ripercorriamo le tappe della fondazione di Icofin, con un occhio rivolto al futuro

Luciano Nessi

Gianluca Nessi

Un quarto di secolo è un traguardo ragguardevole per una PMI. Come nasceva nel 1987 la sua Icofin che oggi presiede?

“Icofin è nata dall’esigenza di dare un servizio di consulenza in ambito di gestione aziendale alle PMI che già operavano sul territorio ticinese. All’epoca, dopo aver fondato la SA, lavorai per un periodo di un paio d’anni da solo, gestivo l’attività, facevo consulenze, acquisivo clienti. Grazie ad un bell’incremento dell’attività, poiché i clienti che avevo seguito per un progetto specifico richiedevano maggiore attenzione e volevano essere seguiti anche per altri mandati, ho cominciato ad assumere personale specialistico, strutturando al contempo al meglio la nostra attività, valutando quali servizi dare ai nostri clienti. Abbiamo sempre garantito ai nostri clienti la nostra professionalità, una scelta che è stata ripagata dalla loro fedeltà”.

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Jonathan Pozzoni

Quali sono i servizi di Icofin SA?

“Un’attività consulenziale basata sulle specifiche esigenze dei nostri clienti, in ambito amministrativo, organizzativo, e finanziario. Oggi siamo attivi con la nostra sede principale ad Ascona, dove occupiamo circa 10 dipendenti, alla quale si affiancano due sedi distaccate all’estero (a Londra e negli USA), dando lavoro anche qui a circa una decina di collaboratori. La nostra non è una grande struttura, ma è questa una delle nostre peculiarità. Ci distinguiamo per la versatilità e la complementarietà delle strutture. E, non da ultimo, basiamo la nostra attività, ogni giorno, su alcuni punti fermi: i nostri valori. Integrità, onestà, trasparenza e coerenza. I nostri ambiti di attività sono, nello specifico: consulenza societaria e aziendale, consulenza fiscale, gestione societaria, gestione delle risorse umane, gestione di pratiche IVA, tenuta contabile, costituzioni societarie, domiciliazioni


Il team Icofin SA

societarie, registrazione di marchi, assunzione di mandati fiduciari e consulenza contrattualistica”.

Già a questo punto del nostro colloquio, emerge una vostra volontà all’apertura ed all’internazionalizzazione. Quanto conta il network nel vostro lavoro?

“La nostra attitudine è locale quale partner di importanti PMI ticinesi operanti nel nostro Cantone ed in Svizzera, ma giustamente anche internazionale. Abbiamo consorelle di Icofin in Gran Bretagna ed in America, e siamo entrati a fare parte di alcune associazioni professionali a più livelli per meglio interagire con il mercato ed offrire ai nostri clienti soluzioni sempre più performanti. Possiamo affermare, con una punta d’orgoglio, di essere protagonisti sulla scena nazionale ed internazionale. La nostra capacità di soddisfare le richieste dei clienti è stata ancor maggiormente ampliata con la nostra entrata, quale primo membro svizzero, del gruppo Morison International, una global association presente in più di 65 Nazioni. Siamo anche membri della Cc-Ti, di Fiduciari Suisse, dell’organismo di autodisciplina dei fiduciari del Canton Ticino e di BNI - Business Network International. Il networking, o più comunemente noto con il «fare rete», costruire e intessere nuove relazioni, consolidandone altre, è alla base del nostro lavoro”.

In 25 anni come è cambiato il modo di fare business? Trova che nel suo settore vi siano state delle migliorie?

“È senz’altro cambiato tutto. L’informazione e la comunicazione sono diventate più semplici ed immediate grazie al continuo progresso tecnologico. 25 anni fa i pc erano enormi, si lavorava tanto con telefono, fax e mac-

china da scrivere. Ora tralasciando ovvie trasformazioni e considerazioni su quanto il lavoro sia facilitato, si può dire che se da questo lato vi è stata una semplificazione nel modo di comunicare, la burocrazia e la «forma» sono diventante sempre più complesse, a fronte certo di tutte le normative a tutela delle aziende e della sicurezza delle operazioni”.

Crede vi possano essere delle nuove opportunità da cogliere per le PMI ticinesi?

“Sì. Il Ticino potrebbe sfruttare meglio la sua vocazione all’internazionalizzazione. Viviamo in un posto unico al mondo, crocevia di flussi di merci e di persone, geograficamente centrale sull’asse Nord-Sud, in un piccolo Stato che ha una concentrazione di saperi e di ricchezze intangibili ancora da valorizzare e sfruttare al meglio”.

Oggi, da Presidente, come garantirà la continuità in Icofin?

“La continuità è già garantita. Mio figlio Gianluca Nessi e un altro giovane, Jonathan Pozzoni dirigono con competenza e passione la sede asconese, con diverse mansioni. La successione aziendale è riuscita. Nuove idee e nuove visioni si amalgamano alla struttura esistente, portando avanti il nostro business con l’impegno e la professionalità di sempre”. Icofin SA Viale B. Papio 8 6612 Ascona Tel. +41 91 785 10 70 Fax +41 91 785 10 77 info@icofin.ch www.icofin.ch

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Vita dei Soci

Opere pittoriche e vetture perfette La MMAO 2013 ha rappresentato il perfetto palcoscenico dello stato dell’arte del mondo dell’auto d’occasione in Ticino

Domenica 17 marzo 2013 si è conclusa con successo la MMAO, Mostra Mercato dell’Auto d’Occasione, che da 24 anni rappresenta per i ticinesi la migliore possibilità per trovare la propria auto. Anche per il 2013, grazie alla qualità delle vetture esposte e ad una decorazione esclusiva e accattivante si è dimostrata la scelta giusta per tanti automobilisti alla ricerca della loro compagna di viaggio.

Sia che si trattasse di un’utilitaria, di un SUV, di una familiare, berlina, cross-over, fuoristrada, a propulsione diesel, benzina o ibrida, a quattro o a due ruote motrici... tutte le categorie dell’auto erano esposte in quella che rappresenta la principale esposizione di autovetture d’occasione a livello cantonale.

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Il momento dell’inaugurazione di MMAO. Tra le due hostess, troviamo, da sin.: Roberto Mazzantini, Responsabile Comunicazione MMAO; Pasquale Ciccone, Presidente CO MMAO; Sandro Lanzetti, Direttore Istituto Scolastico Comunale Lugano e Erasmo Pelli, Vicesindaco Città di Lugano

Chiunque abbia visitato l’esposizione ha potuto scegliere tra ben 300 vetture attentamente selezionate da un’apposita commissione di tecnici ed esperti per garantire a tutti di acquistare esclusivamente le migliori occasioni. Una scelta scrupolosa che da sempre il Gruppo del luganese di UPSA, l’Unione Professionale dell’Automobile, si impegna ad effettuare per tutelare, non solo l’interesse degli acquirenti ma anche quelli di tutti i Garage affiliati. Oltre alle vetture, i visitatori hanno potuto gioire della presenza di una decorazione veramente sorprendente realizzata dagli alunni di due classi di scuola elementare e tre sezioni di scuola dell’infanzia dell’Istituto scolastico di Lugano, coordinate dall’illustratrice Simona Meisser i quali in classe hanno intrapreso un percorso grafico/pittorico con lo scopo di decorare dei grandi alberi in polistirolo da posizionare all’interno dei vari capannoni del Centro Esposizioni di Lugano. Oltre che un’innovativa soluzione decorativa per la MMAO, questa pregevole iniziativa ha rappresentato un percorso creativo interessante per i bambini, che hanno avuto l’occasione di realizzare opere di grandi dimensioni, partendo dalla visione di immagini passando attraverso una progettazione su carta per giungere fino alla realizzazione pittorica del prodotto definitivo. Per quanto riguarda le vendite, la MMAO ha confermato un trend che vede il mercato riflettere la situazione economica generale ma il numero di contatti e di promesse d’acquisto ha confermato che la MMAO è entrata definitivamente nel novero di quelle manifestazioni che il pubblico attende e premia. A tutti gli appassionati delle quattro ruote e a chi ricerca la macchina perfetta l’appuntamento è per la primavera 2014 quando, dal 9 al 13 aprile, la Mostra Mercato dell’Auto d’Occasione tornerà a proporre la consulenza, la collaborazione e la garanzia che solo UPSA è in grado di offrire.


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“I colori del Malcantone”: Sergio Maina alla Rivabella Art Gallery di Magliaso Con una cinquantina di opere, la mostra è stata inaugurata il 10 marzo scorso

Sergio Maina (Caslano 1913 – 2009) è artista un malcantonese tra i più noti e apprezzati. La sua lunga vicenda artistica ha caratterizzato un’importante stagione della pittura soprattutto nella regione del Malcantone e delle propaggini italiane di confine, riunendo in una vivace collaborazione artistica vari personaggi di rilievo come Hans Amsler, Pietro Avanzini, Walter Brunner, Giordano Passera, Franco Tettamanti e altri. Nel centenario della nascita la Rivabella Art Gallery dedica una personale a Sergio Maina, riunendo un’ampia serie, una cinquantina, di opere che attraversano il Novecento dagli anni Trenta e giungono al nuovo secolo. Si tratta per lo più di oli su tela e di acquerelli nei quali protagonista è il Malcantone e ancora di più il colore di cui Sergio Maina ammanta il paesaggio malcantonese: i villaggi, una serie di scorci suggestivi, i nuclei, le rive, le vedute sul lago, le montagne, le stagioni, in particolare la primavera. Sergio Maina a buon diritto può essere definito il cantore del Malcantone che ha ritratto in lungo e in largo come fosse un personaggio. La sua vicenda biografica ed artistica si inserisce alla perfezione nella storia del Malcantone, una regione caratterizzata da una geografia ben definita ma che non ha confini. Lo conferma il fatto che Sergio Maina ha trascorso la gioventù tra Soletta, Berna, Bienne e Zurigo

dove ha frequentato la Kunstgewerbeschule al Landesmuseum, ha conosciuto e frequentato artisti di fama come Max Gubler, ha frequentato scuole e iniziato a dipingere in modo professionale. Dopo un periodo trascorso a Parigi partecipando ai corsi dell’Accademia Grande Chaumière, inizia a Zurigo nel 1936 con il Gruppo Schweizer Maler la nutrita serie di esposizioni, continuata l’anno seguente partecipando alla prestigiosa Esposizione di Arte Contemporanea al castello di Trevano a Lugano. In seguito anche il nutrito percorso espositivo ha ritmato la sua attività pittorica. Ha continuato l’andirivieni tra Ticino e Svizzera Interna affermandosi come pittore ad ampio raggio tra olii, acquarelli, tempere, disegni, tra paesaggi e ritratti. Mentre a Caslano nasce il Museo a lui dedicato, questa mostra mette a fuoco un tema cruciale della sua opera, ossia il paesaggio malcantonese che tanto ha amato.

“I colori del Malcantone”, opere di Sergio Maina alla Rivabella Art Gallery di Magliaso (via Ressiga 17). Aperta fino al 20 aprile 2013, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Entrata libera

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Vita dei Soci Comunicato stampa

Utile nuovamente in ascesa per il Gruppo Cornèr Banca Il Gruppo Cornèr Banca presenta il 61mo rapporto d’esercizio con un risultato positivo a fine 2012: l’utile netto è salito del 5,1%, attestandosi a 65,7 milioni di franchi svizzeri. A sottolineare il favorevole andamento del gruppo concorrono l’ulteriore consolidamento della struttura patrimoniale, il lancio di nuove importanti attività e l’ampliamento dell’organico

L’evoluzione del 2012 appare ancor più soddisfacente se si considerano il difficile contesto economicofinanziario e la persistente forza del franco svizzero. Grazie alla propria solidità finanziaria, il Gruppo Cornèr Banca ha potuto rafforzare la politica di sviluppo, orientata al mercato nazionale e a quello estero. Ciò ha permesso di intraprendere numerosi progetti finalizzati ad ampliare la gamma di prodotti e servizi nel private banking, nel settore del finanziamento commerciale e privato, come pure nell’ambito delle carte di credito e prepagate, ove il gruppo mantiene una posizione di leadership in Svizzera. Di rilevanza strategica è stato anche il trasferimento della succursale da Losanna a Ginevra, volto a valorizzare l’attività di private banking, operando su una piazza finanziaria più importante a livello nazionale ed internazionale. Nel corso dell’anno è stata inoltre lanciata la piattaforma per il trading online CornèrTrader, ulteriore segno dello spirito innovativo del Gruppo Cornèr Banca. Passando all’analisi del conto economico, spicca il generale miglioramento dei ricavi determinato, in parte, dal consolidamento delle attività di BonusCard.ch, entrata nel gruppo a fine 2011 con l’obiettivo di continuare ad operare sul mercato delle carte di pagamento in maniera indipendente. I ricavi del gruppo, anche senza il positivo effetto BonusCard. ch, sarebbero comunque risultati in ascesa rispetto al 2011. Nello specifico, il risultato da operazioni di negoziazione è salito del 28% a 65,4 milioni di franchi, quello delle operazioni in commissioni del 16,8% a 158,1 milioni e per i ricavi da operazioni su interessi

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l’incremento è del 15,1% a 127,7 milioni di franchi. Ciò detto, il totale dei ricavi si fissa a 352 milioni, in crescita del 19% rispetto allo scorso anno e ben oltre le aspettative. L’espansione dell’organico ha invece inciso sui costi d’esercizio, lievitati a 235,6 milioni (+ 20,4%): i collaboratori sono aumentati da 881 di fine 2011 a 931, di cui 763 impiegati in Ticino (737 nel 2011). Ulteriori assunzioni sono previste nel 2013. I buoni risultati conseguiti hanno consentito di devolvere a tutti i dipendenti e pensionati della casa madre Cornèr Banca SA una speciale regalia per Natale. Le voci di bilancio mettono in evidenza l’aumento dei depositi della clientela, saliti del 13,7% a 3,8 miliardi di franchi. Negli attivi si rileva anche un sensibile incremento dei crediti nei confronti della clientela, in special modo per quelli ipotecari (+10,2% a 863,5 milioni).


Il Gruppo Cornèr Banca in sintesi (mio CHF) 2012

2011

Liquidità

683,3

716,8

-4,7%

Portafoglio titoli propri

734,3

640,7

+14,6%

Crediti alla clientela

2'598,9

2'445,3

+6,3%

Crediti a banche

1'104,9

567,1

+94,8%

Depositi della clientela

3'751,7

3'299,2

+13,7%

Debiti verso banche

425,1

195,6

+117,3%

Fondi propri

876,1

837,4

+4,6%

5'468,0

4'683,3

+16,8%

Risultato da operazioni su interessi

127,7

110,9

+15,1%

Risultato da operazioni in commissioni e da prestazioni di servizio

158,1

135,4

+16,8%

Risultato da operazioni di negoziazione

65,4

51,1

+28,0%

Ricavi

351,9

295,7

+19,0%

Costi

-235,6

-195,7

+20,4%

116,3

100,0

+16,3%

e straordinari

79,2

71,3

+11,1%

Utile netto

65,7

62,5

+5,1%

Imposte

16,5

14,7

+12,2%

di cui generate in Ticino

15,1

14,5

+4,1%

Somma di bilancio

Utile lordo Risultato intermedio prima di tasse

La struttura patrimoniale si è ulteriormente consolidata e i fondi propri raggiungono 876,1 milioni di franchi, cioè quasi il triplo di quanto previsto dalle disposizioni legali. Tale dato è confermato dalla pubblicazione di luglio 2012 “The Banker” che, nelle statistiche finanziarie mondiali, ha posizionato il Gruppo Cornèr Banca al secondo posto in Svizzera in termini di solidità del capitale.

I servizi e i prodotti destinati alla Clientela coprono l’intera gamma dell’offerta bancaria tradizionale, con una specializzazione più specifica nei settori del private banking, del finanziamento e delle carte di credito e prepagate Visa e MasterCard (Cornèrcard), considerati i tre pilastri su cui poggia lo sviluppo del Gruppo Cornèr Banca. Il forte legame con il contesto economico locale si riflette nella scelta di mantenere la sede e la direzione generale a Lugano. Nel corso degli anni, la banca si è insediata anche in altre primarie piazze elvetiche e ha dato avvio ad un vitale processo di internazionalizzazione, con il preciso obiettivo di diversificare ed ampliare il ventaglio dei propri prodotti e servizi, in funzione della crescente globalizzazione dei mercati e di una Clientela sempre più cosmopolita.

Non da ultimo, l’importante risultato economico ottenuto comporta oneri fiscali per oltre 16 milioni di franchi svizzeri.

Il Gruppo Cornèr Banca è composto dalla casa madre Cornèr Banca SA di Lugano, dalle quattro succursali di Chiasso, Ginevra, Locarno, Zurigo e dalle affiliate Cornèr Banque (Luxembourg) SA, Cornèr Bank (Overseas) Ltd. di Nassau e BonusCard.ch AG.

Il Gruppo Cornèr Banca Il Gruppo Cornèr Banca è un gruppo bancario svizzero, privato e indipendente, che offre servizi di banca universale ed è stato fondato nel 1952 a Lugano, la terza piazza finanziaria più importante della Confederazione Elvetica, dopo Zurigo e Ginevra.

Cornèr Banca SA via Canova 16 6900 Lugano Tel. +41 91 800 51 11 info@cornerbanca.com www.cornerbanca.com

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Vita dei Soci di Lisa Pantini

Un ponte tra Svizzera, Italia e Cina Abbiamo incontrato l’Avvocato Robert Via, che, forte di una pluriennale esperienza in ambito di consulenza alle imprese in ambito del diritto civile, del lavoro, fallimentare, commerciale ed internazionale, ha aperto una filiale a Lugano. Lo studio legale, che ha la propria sede a Lugano in Via Peri 6, si propone quale ponte tra Svizzera ed Italia. Senza però dimenticare anche la sua vocazione internazionale: verso i Paesi emergenti, nello specifico, la Cina. In quest’intervista l’Avv. Via ci parla della sua esperienza e delle prospettive che offre l’Impero celeste

Il suo studio legale ha una maturata esperienza pluriennale all’estero, in Italia. Da cosa è scaturita l’idea di aprire una sede in Ticino?

“Abbiamo deciso di aprire una nostra sede in Canton Ticino nell’ambito del processo di internazionalizzazione dello studio in atto ormai da alcuni anni, in quanto riteniamo che nel prossimo futuro i legami economici tra l’Italia ed Svizzera, ed il Canton Ticino in particolare, sono destinati a diventare ancor più stretti, e, dunque, vi sarà un maggiore interesse da parte delle aziende e degli imprenditori a rivolgersi ad un struttura legale in grado di svolgere attività di consulenza, assistenza e rappresentanza giudiziale e stragiudiziale in entrambi gli Stati, che possa gestire ogni attività avendo una visione d’insieme delle norme applicabili e dell’interpretazione delle stesse offerta dalla giurisprudenza, della quale si deve necessariamente tenere conto, specialmente per quanto riguarda il diritto Italiano”.

Come vi approcciate al mercato indigeno? Quali sono le vostre specificità?

“Il nostro studio in Italia è attivo da oltre 10 anni negli ambiti legati al «diritto di impresa». Assistiamo imprese di grandi dimensioni, ma anche piccole e medie imprese, le quali, come noto, in Italia rappresentano una parte rilevante del tessuto economico nazionale. Anche se lo studio in questi anni è cresciuto in modo significativo da ogni punto di vista, la filosofia di base è rimasta sempre la stessa: massima disponibilità dei professionisti nei confronti della clientela, comprensione e condivisione degli obbiettivi perseguiti nella gestione di ogni attività legale affidata e indicazione preventiva al cliente degli oneri economici derivanti dallo svolgimento dell’attività richiesta. Seguendo queste linee guida intendiamo condurre la nostra l’attività anche in territorio elvetico, certi che questa impostazione potrà essere anche qui valutata positivamente ed apprezzata. La nostra peculiarità è quella di essere uno studio boutique, ma con forte vocazione internazionale, il quale offre ad imprese ed imprenditori servizi e prestazioni in ambito legale del tutto simili a quelli offerti dalle grandi Law Firm interna-

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zionali. Non è un caso che in questi anni oltre a nostri investimenti diretti in strutture legali abbiamo creato un network che ci consente di operare nella quasi totalità dei Paesi dell’Europa occidentale, oltre che in Cina, e proprio per questa ragione abbiamo potuto curare i processi di internazionalizzazione anche delle PMI”.

Quali servizi offrite alle PMI ticinesi?

“I servizi legali che proponiamo sono quelli legati al «diritto di impresa», dunque le attività consulenza, assistenza e rappresentanza giudiziale negli ambiti del Diritto Civile, del Diritto del Lavoro, del Diritto Fallimentare e del Diritto Internazionale, e ciò sia con riferimento al diritto Svizzero che a quello Italiano. Accanto alla gestione delle attività legali in modo tradizionale offriamo, inoltre, servizi che fanno uso delle tecnologie informatiche, quali ad esempio i servizi proposti mediante la nostra piattaforma Law Manager, che permette al cliente di avere in tempo reale, in ogni momento, informazioni in merito all’attività che svolgiamo per suo conto mediante un accesso riservato alla piattaforma tramite il nostro sito Internet. Questo sistema si rivela particolarmente utile per quei clienti che ci affidano numerose posizioni da gestire, quali ad esempio quelle legate all’attività di recupero dei crediti, nelle quali le informazioni inerenti alle attività legali dello studio devono poter essere condivise tra più soggetti, e, in ogni momento, si deve poter ricostruire l’attività svolta dallo studio su ogni posizione affidata, e ciò anche per ricavare anche un bilancio dell’andamento complessivo dell’attività”.

Tra le vostre peculiarità vi è anche una specifica attività di consulenza ed accompagnamento verso la Cina. Il vostro servizio è denominato «Easy China», che cos’è e come è organizzato?

“Già da alcuni anni il nostro studio in collaborazione con i nostri partner di Hengtai Law Firm di Shanghai svolge attività di consulenza ed assistenza legale in Cina, attività che spesso risulta essenziale per affrontare una realtà ricca di opportunità, ma al tempo stesso complessa, come quella della Repubblica Popolare Cinese. Easy


Avv. Robert Via

China è un progetto finalizzato a rendere il più semplice, veloce e sicuro possibile affrontare un investimento diretto o l’avvio di una relazione commerciale in Cina. Il progetto è nato dall’analisi compiuta in questi anni di attività relativamente alle necessità ricorrenti della nostra clientela. In concreto si tratta un network di professionisti che affiancano la nostra struttura legale, con i quali abbiamo relazioni preferenziali e dei quali garantiamo ai nostri clienti serietà ed affidabilità, che operano in quelle aree di attività con le quali la maggior parte degli operatori che intende affrontare un investimento in Cina deve confrontarsi. A titolo esemplificativo: l’area fiscale, quella immobiliare, quella della selezione del personale locale e della relativa gestione amministrativa dello stesso”.

Quali potenzialità offre il mercato cinese attualmente? Come vi si accede e quali sono le barriere all’entrata?

“La Cina è ovviamente uno dei più importanti mercati mondiali, e, dunque, una risorsa preziosa per le imprese, specie in momenti difficili come quelli che stiamo attraversando in Europa, e ciò nonostante il rallentamento dell’economia cinese di questo ultimo periodo, la quale però come noto comunque cresce a ritmi per noi impensabili. Ma questa non è certo una novità. La nuova leadership Cinese, ben consapevole che un modello di sviluppo fondato prevalentemente solo sul settore immobiliare, sulle infrastrutture e sulle esportazioni è potenzialmente vulnerabile nell’attuale contesto dell’economia globale, intende impostare le proprie scelte in materia di politica economica perseguendo due ulteriori obbiettivi: ridurre il divario esistente tra la fascia più agiata della popolazione e quella che, specie in alcune aree del Paese, vive in condizioni di oggettiva povertà, nel contempo incrementando la domanda interna, e, dunque, anche i consumi. Questo orientamento quasi certamente avrà come effetto quello di accelerare ulteriormente il processo di creazione della middle class cinese con sempre maggiore capacità di spesa ed interessata ad acquistare prodotti sicuri, di buona qualità

e con una loro «storia», quali quelli provenienti dal nostro Continente. Questa è certamente una opportunità non solo per i grandi player, ma anche per le PMI che avranno la lungimiranza, la determinazione e la costanza per affrontare questo mercato. La legislazione Cinese non è certo ostile agli investimenti stranieri, tuttavia un investimento diretto in Cina, o comunque l’ingresso, anche solo mediante operatori locali nel mercato Cinese, per dare buoni risultati nel tempo, deve essere adeguatamente pianificato, organizzato ed «accompagnato». Molti degli insuccessi su questo mercato derivano proprio da carenze in tali ambiti. Di regola nel mercato Cinese si può «entrare» essenzialmente in due modi: o attraverso un investimento diretto, mediante partecipazione al capitale di una Joint Venture Company o di una WFOE company (la tipologia di società il cui capitale può essere interamente detenuto da un soggetto straniero), oppure ovviamente mediante meri accordi commerciali con un operatore Cinese. La scelta dipende dalle strategie e dagli obiettivi che ci si pongono nonché dall’entità delle risorse finanziarie che possono essere destinate a questo tipo di investimento. Di regola la partecipazione diretta dell’impresa all’investimento presenta lo svantaggio di essere più onerosa, ma per contro garantisce nel medio termine di solito migliori risultati, e ciò per varie ragioni: controllo diretto dell’attività produttiva o della rete di vendita, del portafoglio clienti, autonomia decisionale nel posizionamento del prodotto e del brand nel mercato, maggiore possibilità di svolgere attività di brand building e brand protection entrambe fondamentali in Cina, specie in alcuni settori. In sintesi l’attuazione diretta del programma di investimento assicura di solito una miglior performance certamente nel medio termine, ma in molti casi anche nel breve”.

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Vita dei Soci di Lorenza Bernasconi, Marketing Manager di Gruppo Sicurezza

La sicurezza dei vostri beni più preziosi: Bolliger & Tanzi Lorenza Bernasconi

Bolliger & Tanzi, un’icona nel mondo dei trasporti e dei traslochi gestiti a regola d’arte; in altre parole, per chi desidera migrare da un’abitazione a una nuova uscendo solo dalla porta della vecchia casa e varcando il nuovo uscio. Questo è il mondo di Bolliger e Tanzi, società affermata che porta con sé quasi 100 anni di tradizioni, di valori immutabili e un approccio infaticabile di rinnovamento costante, efficace e discreto. Ma le idee non si fermano qui; dal semplice movimento delle merci scaturiscono nuovi approcci, moderni ed evolutivi, scalabili che anticipano le esigenze della società e danno valore alla logistica e alla gestione dello stoccaggio dei beni: la creazione di uno spazioso caveau per le merci gestito in modo autonomo direttamente dal cliente. Gruppo Sicurezza ha avuto il piacere e il grande onore di offrire soluzioni e integrazioni all’avanguardia soddisfacendo le moderne esigenze richieste da Bolliger & Tanzi, nel pieno rispetto della filosofia dell’azienda con sistemi efficaci, rapidi, tecnologici e discreti. Infondere la certezza di sentirsi sicuri in piena autonomia, questa è stata la nostra missione.

importante poter disporre di una prova evidente in caso di danni cagionati a beni o persone così da evitare potenziali controversie. Ultimo, ma non meno importante, il sistema antintrusione. È stato differenziato in due parti essenziali; un sistema antintrusione sul perimetro dei portoni di accesso e negli uffici, e un’area di alta sicurezza nel caveau. Per discrezionalità e per preservare il livello di sicurezza richiesto non possiamo fornire ulteriori dettagli, ma sicuramente la protezione si adegua alle prescrizioni di Livello 3 previste in Svizzera e alle normative EN-50131 Grado 4. Ci intratteniamo con il suo Direttore, Signor Arthur R. Bolliger che, insieme alla moglie e alle due figlie, gestisce con entusiasmo e grande passione questa importante realtà aziendale. Direttore Bolliger, com’è nata l’idea di creare un grande caveau per la gestione delle merci con una gestione autonoma da parte dell’utente finale? “L’idea di creare un grande magazzino con la gestione autonoma da parte del cliente è nata dalla grande richiesta che abbiamo ricevuto da molti potenziali clienti. Non solo privati ma anche piccoli artigiani ci chiedevano spesso se potevamo affittare dei box oppure dei magazzini che potevano essere gestiti autonomamente 24/24, 7 giorni alla settimana; cosi abbiamo deciso di costruire un deposito con queste caratteristiche”. Perché la scelta della sicurezza si è orientata al nostro Gruppo? “Abbiamo deciso di affidare tutti gli impianti d’allarme e di video sorveglianza al Gruppo Sicurezza perché molte aziende che usano la loro assistenza ci hanno altamente raccomandato i loro servizi e la loro professionalità. L’esperienza e la disponibilità del Gruppo Sicurezza ci a fatto decidere in loro favore e siamo molto soddisfatti della collaborazione ricevuta”.

Per l’implementazione del nuovo e multifunzionale centro logistico ubicato a Caslano, abbiamo messo a punto i seguenti sistemi per garantire protezione e massima efficacia, nel pieno rispetto del design, della modernità e dell’architettura del sito. Abbiamo quindi differenziato le aree di sicurezza in funzioni delle esigenze costruttive. Per cominciare, ogni costruzione industriale deve sottostare all’obbligo di protezione dalla possibilità di incendio. Ecco quindi una protezione totale dello stabile con rilevatori puntuali e rilevatori lineari di fumo. È stato pure necessario un adeguamento della rilevazione incendio all’esigenza di movimentazione interna dei container, automatizzando il sistema di esclusione delle barriere lineari per evitare interferenze con i carri ponte di spostamento. Non dimentichiamo che ogni singolo box periferico di stoccaggio ha una propria protezione con rilevatori ottici di fumo. Oltre alla rilevazione incendio è nata l’esigenza di garantire un’adeguata protezione ai beni di terzi, quindi tutta l’area è dotata di un sistema di videosorveglianza con tecnologia IP Megapixel. Quando si effettuano riprese video è importante poter contare sulla possibilità di riconoscere inequivocabilmente a posteriori - quindi su immagini registrate - le persone non autorizzate; inoltre, e per un fattore di sicurezza interna a un sito multi utilizzatori, è anche

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Direttore Bolliger, ci sveli il suo segreto che le permette di affrontare quotidianamente il suo lavoro e le sue responsabilità con così grande entusiasmo? “Per ultimo la gentile Signora Lorenza Bernasconi mi ha chiesto il segreto che mi sprona dopo 47 anni a lavorare ancora con passione: ebbene io credo che non bisogna lavorare solo cercando di guadagnare il più possibile, magari approfittando della clientela ed anche dei propri collaboratori; lavorando in modo corretto e con senso di responsabilità probabilmente si guadagna meno, ma veniamo gratificati dalla fiducia e dalla stima di migliaia di persone con le quali abbiamo avuto a che fare durante la nostra vita professionale. Si continua perciò a lavorare con entusiasmo, consapevoli che con questa filosofia rende meno ricchi nel portafoglio ma più ricchi nel cuore”. Gruppo Sicurezza SA Via Cantonale 20, 6942 Savosa Tel. +41 91 935 90 50 Fax +41 91 935 90 59 info@grupposicurezza.ch www.grupposicurezza.ch


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