Giornalino di quartiere "Vallemiano, Narrazioni di comunità" - 1° numero, Luglio 2020

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Valle miano Narrazioni di comunità

L’Intervista

Vinicio Brendani, il professore di matematica esperto di giochi, vi farà innamorare dei numeri.

LUGLIO 2020 In foto: sentiero “Direzione Parco”

Direzione Parco Ancona versione Green: l’associazione “Il Pungitopo” ci svela una delle Aree Verdi più suggestive di Ancona.

I negozianti

Scopriamo insieme il cuore pulsante del quartiere, tra locali storici, racconti affascinanti e iniziative speciali!

Inserto speciale: Ritratti a Vallemiano

1° numero


Incipit, terza persona singolare dell’indicativo presente di incipĕre «incominciare». Più genericamente le parole introduttive di un testo, di un canto, le note o le battute iniziali di un brano musicale. Incipit, nel nostro caso, è il nome scelto con cura per il progetto presentato da Casa delle Culture in collaborazione con Arci, Biblioteca Comunale Benincasa, Yukers, Pepe Lab, e Sineglossa, vincitore del Bando nazionale “Biblioteca casa di quartiere” promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Proprio questo nome, con il rimando al significato latino del termine, sottolinea l’intenzione di aprirsi alla collaborazione con gli abitanti di Vallemiano, le attività commerciali ed i gruppi organizzati che da anni operano nel quartiere. La cultura in tutte le sue forme e declinazioni è un potentissimo strumento che può permettere ad una comunità di svilupparsi, diventare più coesa, aperta e plurale. Sperimentare tali percorsi su Vallemiano è una sfida entusiasmante ed in questo processo Casa delle Culture ha deciso di porsi in un’ ottica di servizio: non più solo contenitore di attività all’interno delle sue mura, ma luogo che può essere ripensato per e con il quartiere. L’incipit della concertazione delle idee di tutti, messe a frutto per tutti. A febbraio il progetto era appena cominciato quando la forza imprevedibile della natura ci ha colti tutti di sorpresa e il lavoro di creare un organismo collaborativo c h e vedeva tutte le entità del territorio “fare comunella”, ha trovato un ostacolo veramente ostinato. Le basi poste dal progetto però si sono rivelate valide. L’attività di

Casa delle Culture che aveva individuato due portieri che aiutassero nelle necessità quotidiane si è dimostrata fondamentale per affrontare l’emergenza in tutta la città. Contemporaneamente ci siamo molto interrogati su come proteggere quella voglia embrionale di partecipazione che, incontro dopo incontro, ritrovavamo negli occhi delle persone che si sono unite al percorso. L’associazione Yukers, in questa delicata situazione, ha rielaborato le attività del laboratorio di partecipazione e le ha ripensate e trasformate sotto forma di questa pubblicazione continuando nell’intento di valorizzare la socialità e lo spirito del progetto facendoci sentire vicini nonostante il distanziamento sociale. A piccoli passi stanno ritornando anche attività all’aria aperta, tra le quali i ritratti di quartiere curati dall’associazione Pepe Lab che nell’inserto ha raccolto i volti e le voci degli abitanti di Vallemiano. Sono ripartite le attività di Furgolibro e nuove proposte sono in cantiere per l’autunno. Riguardando indietro, un giorno, questa pubblicazione nata per trovare una soluzione imprevista alle limitazioni di questo “strano” momento storico, sarà forse la miglior opportunità per entrare nel vivo del quartiere e confrontarsi con i cittadini e le diverse realtà che caratterizzano la sua comunità, con l’obiettivo di avviare un percorso virtuoso di collaborazione e partecipazione. “Vallemiano - Narrazioni di comunità” raccoglierà i contributi degli storici abitanti e di quelli arrivati da poco, aprirà una finestra sul presente con uno sguardo al passato per immaginare un nuovo futuro.

Carneval’Miano: “l’unione fa la forza!” 1° EDIZIONE DEL CARNEVALE DI QUARTIERE: UN SUCCESSO CHE PREMIA LA VOGLIA DI COLLABORARE!

È proprio vero: “l’Unione fa la Forza!” e “A Carnevale ogni scherzo Vale”! Chi se lo sarebbe aspettato che Vallemiano nascondesse un fervore di attività, non notato a prima vista? Eppure è quello che si è rivelato lo scorso febbraio. Proprio nel quartiere di Vallemiano, un gruppetto di indomiti organizzatori si è

attivato da gennaio 2020 per organizzare la 1° Edizione di “Carneval’Miano”, il carnevale di quartiere il 23 febbraio 2020, nonostante il tempo veramente ristretto a disposizione. Hanno partecipato tutte le realtà attive nel quartiere, dalla cima di via Vallemiano con Casa delle Culture e l’Accademia Poliarte, alla Chiesa S. Paolo, col suo gruppo “I sempre più giovani” della parrocchia, fino alla Chiesetta di Legno con la spumeggiante comunità latino-americana, passando per il CTP3 e tutti i commercianti di zona che hanno contribuito con i gadget alla buona riuscita della festa e alla felicità di tutti i bambini presenti. Sembrava veramente una sfida improponibile che all’interno del Progetto Incipit, con il supporto dell’Associazione Yukers e la collaborazione di tutte le realtà del quartiere, ci si potesse unire e organizzare tanto trambusto. E invece con un’inaspettata allegria e unità di intenti il Carneval’Miano è riuscito e ha avuto un gran successo.

Il pomeriggio si è sviluppato con tante attività all’insegna del divertimento, delle sorprese e degli scherzi. È iniziato alle 14:30 con i giochi, i laboratori e il trucca bimbi messi gratuitamente a disposizione da Letizia di Happy Party e dall’animazione di Isa e Vale. È proseguito, alle 17:00, con una passeggiata dei bimbi mascherati e delle maschere in coppia cani/padroni lungo i marciapiedi di via Martiri della Resistenza verso il Colorado. Davanti al Bar Colorado e alla Chiesetta di Legno i ragazzi dell’AnconAgility capeggiati dalla spumeggiante Valeria, hanno intrattenuto tutti con uno spettacolo di abilità dei loro fedeli amici. Il Carneval’Miano è terminato nel piazzale di Casa delle Culture dove, oltre ad un altro spettacolo di AnconAgility, è stato imbandito un buffet offerto dal progetto Incipit e si è tenuta la sfilata di tutte le mascherine, omaggiate dai commercianti di Vallemiano. Per tutto il pomeriggio vi è stato anche l’intrattenimento di un veterano del

quartiere, travestito da Pappagnocco, la maschera tipica di Ancona. Chi sarà stato il nostro beniamino? Ovviamente Franco di Salone Juve! Siete tutti invitati alla II Edizione di Carneval’Miano nel 2021! Troveremo la soluzione per festeggiare ancora insieme! Si ringraziano gli organizzatori e per la generosa collaborazione i commercianti delle seguenti attività: La graticola del barbaro, Cornici e Dintorni, Bar Cristallo, Lavanderia Giampieri, Cartoleria Cardinali, Salone Juve, Farmabio, Lavanderia Bolle di Sapone, Buffetti, Agenzia Tempocasa. Heart, Pizzeria Da Luigi, Happy party, Colorado caffé, La casa del caffè, Farmacia Vallemiano, Salone Moreno, Ferramenta via XX aprile, Pasticceria Dorica, Gelateria Gelato più, Tabaccheria Donatella e Michele, Larita’s Pizza.

Ritratti a Vallemiano I VOLTI DI CHI VIVE, CHI LAVORA, CHI PASSA NEL QUARTIERE

Pepe Lab sostiene e promuove azioni che indagano temi attuali attraverso pratiche creative e partecipative e per Vallemiano sceglie di sviluppare un percorso di phototelling in collaborazione con Francesca Tilio. Un’iniziativa che parla di identità, un’esperienza profonda e divertente, per raccogliere le voci e i volti di chi abita o svolge le proprie attività a Vallemiano. Un’occasione per avvicinarci, approfondire la conoscenza delle diverse anime del quartiere e

continuare a gettare le basi per progettare insieme. L’esterno della Casa delle Culture diventa il set naturale per 35 ritratti fotografici. Un fondale rosa, uno sgabello, le persone invitate a partecipare o fermate in maniera estemporanea. Le storie e i volti della gente diventano protagonisti del lavoro di Francesca Tilio, che da sempre concentra la sua ricerca artistica sull’essere umano. I ritratti di Vallemiano sono nell’inserto centrale Progetto di Pepe Lab, ass.culturale Foto di Francesca Tilio del giornale.


Identità di quartiere

OMAGGIO AL GIORNALE DI COMUNITA’ “IL DIALOGO” A cura di Simonetta Scerre Se penso a quando sono arrivata nel quartiere, era il 1976, mi vengono in mente le immagini del terremoto: la chiesetta di legno coi letti per ospitare gli sfollati. Erano passati 4 anni, ma quelle immagini giravano ancora come segno della comunità e della solidarietà. A quei tempi non c’era ancora l’attuale costruzione in cemento armato, tutto si svolgeva nella chiesetta di legno, anche il teatro. A lato la costruzione ancora esistente era il bocciodromo, per dirla pomposamente. In ogni caso, quello che mi preme sottolineare, è che il collante di quella comunità era il parroco, don Franco. Di lì a breve cominciò la mia collaborazione a DIALOGO, un giornale di parrocchia che già nel nome dice già tutto. Che fa una comunità? Dialoga appunto. Tra i direttori abbiamo avuto anche Lucio Martino, ma purtroppo il suo ruolo divenne incompatibile con quello svolto per il quotidiano nazionale per cui lavorava (mi viene da dire: ma pensa un po’! ). Questo per dire che il nostro giornale non si occupava esclusivamente di argomenti soliti per un giornalino parrocchiale, ma affrontava diversi aspetti, dal sociale allo storico, con delle inchieste che talora avevano del curioso. Vi chiederete perchè. A quei tempi, ad esempio, c’erano nel quartiere tante figure femminili, guaritrici o veggenti, che sapevano esercitare la loro arte in modo discreto, ma convincente. C’erano poi le figure care ai bambini che frequentavano catechismo o si recavano a messa. Ne cito una per tutte: la vecchietta che vendeva caramelle in un piccolo locale di fianco alla sede dell’allora PCI. Ricordo inoltre le catechiste, tutte giovanissime, e gli scout. Alcune realtà sono rimaste, ma forse hanno perso vigore, anche per il costante diminuire della popolazione giovanile.

Una organizzazione che invece negli anni è cresciuta è il gruppo dei “I sempre più giovani” che ha avuto in Annamaria Petrosilli una splendida organizzatrice e animatrice. Già, perché, come del resto il trend nazionale conferma, siamo tutti diventati anziani o vecchi. È giunto quindi il momento da un lato di raccogliere le testimonianze di quanti erano giovani ai tempi di cui si è parlato finora, dall’altro di passare il testimone a quei giovani volenterosi che ancora credono nella comunità. Bisognerebbe pensare anche a quanti si riuniscono in parrocchia, anche se sono diminuiti e a quanti si incontrano alla Casa delle Culture che, negli ultimi anni, ha dato molto al quartiere promuovendo iniziative di grande spessore e continua a farlo.

Conosciamo gli abitanti di Vallemiano! VINICIO BRANDANI, L’INGEGNERE CHE FA MAGIE CON I NUMERI! Ingegnere elettrotecnico laureatosi a Roma, è stato un consulente esperto per i sistemi di trasporto terrestri collettivi in ferro, gomma e materiale rotabile. È stato funzionario e dirigente per le Ferrovie dello Stato, professore e libero professionista. Ha vissuto gran parte della sua vita in Toscana, e si è trasferito ad Ancona nel 2013 per stare con sua figlia. Ha la passione per la matematica e soprattutto per i giochi legati a questa affascinante materia. Ci darà alcuni esempi delle sue creazioni matematiche nella rubrica in fondo al giornale, dedicata ai bambini e ai giovani di tutte le età! Lo abbiamo incontrato nel portico antistante Casa delle Culture e abbiamo fatto con lui delle piacevoli chiacchiere, alternando racconti della sua vita ed emozioni “fuori programma”. Mettetevi comodi, sarà una lettura appassionante! Chiara: Com’è nata questa passione per la matematica e per i giochi matematici? Vinicio: “È cominciata da bambino. Quando avevo 4 anni mi portavano nei bar e mi facevano le domande sulla tavola pitagorica e guadagnavo in questo modo cioccolatini e caramelle. Volevo fare l’ingegnere e l’ho fatto. Volevo sposare una professoressa di matematica e invece il destino mi ha assegnato una filologa classica. Rispetto a lei ho capito che la mia era solo una monocultura. Un mondo completamente diverso e all’inizio sono rimasto un po’ interdetto perché la mia logica deterministica faceva a pugni con l’umanesimo di mia moglie; poi invece ho imparato molte cose e ho rimpianto di non aver studiato in particolare la glottologia, come mia moglie. Di questa passione per i numeri mi ha sempre impressionato la simmetria, come ordine, come armonia; soprattutto leggendo quasi tutto quello che hanno scritto su Einstein, il quale considerava la simmetria, l’immunità al cambiamento. Quindi, quando mi dicono “complimenti come ha fatto ad arrivare a questa età? ”, ed io dico “con la simmetria”; loro rimangono interdetti e si chiedono: “Che c’entra?”. Rispondo: “È l’immunità al cambiamento!” Tenga presente che le verità matematiche sono vere per sempre e dovunque, cioè nell’universo e per l’eternità, al di sopra c’è solo il buon Dio. La matematica è riuscita a creare modelli così vicini alla realtà dell’universo: allora il padre eterno cosa ha fatto? Ha creato Gödel, un matematico che ha stabilito nel 1931 il principio di incompletezza cioè ha trovato fra tutti i sistemi matematici, alcune affermazioni che non possono essere né confermate, né confutate, con i soli strumenti della matematica. Questo è l’unico limite che viene rappresentato. Per il resto, tutto è matematica! La mia grande soddisfazione è quando qualcuno che mi ascolta parlare di matematica dice: “Ma perché non

ce lo hanno insegnato così?” Quando accade, penso d’aver aperto una porta importante! Sono stato residente a Firenze, dove sono abbastanza conosciuto avendo fatto il professore di ruolo alla facoltà di ingegneria e ho partecipato a progetti per la metropolitana di Firenze. Poi in tarda età ho perduto la moglie e mi sono trasferito qui da mia figlia. Quando mi sono trasferito ad Ancona, gli amici fiorentini mi facevano i complimenti, dicendo: “Vai dal sindaco più importante del mondo, il miglior sindaco del mondo.” Poi ho preso, grazie ai libri, questa passione della matematica. Non mi addormento se non riesco a leggere qualcosa. Mi è capitato un libro di matematica di un professore tedesco che giocava con la matematica, mi sono lasciato trascinare e sono andato anche oltre quello che lui aveva scritto. Infatti poi anch’io ho scritto un libro.” Chiara: “Come si chiama il libro che ha già pubblicato?” Vinicio: “Matemagia”. Nella prima parte c’è la descrizione dell’oroscopo matematico “fai da te” costituito da numeri e simmetrie” Chiara: “Dunque, da quando vive ad Ancona?” Vinicio: “Da quando è morta mia moglie nel 2013, però venivo spesso in estate, durante le feste, quindi il contatto con la città l’ho sempre avuto.” Chiara: “Ci siamo preparati anche una domanda un po’ più di attualità. Visto che è stato professore, un commento su quello che sta accadendo oggi in questa situazione attuale del coronavirus con la didattica a distanza. Un’osservazione o una raccomandazione per i professori e gli studenti.” Vinicio: “Io lo dicevo già ai miei studenti che tra qualche anno la didattica sarebbe stata diversa: le lezioni si faranno a distanza e alla televisione ci sarà il meglio del meglio per raccontarvi come vanno le cose, è una semplificazione. L’unica cosa che si perde è il contatto umano, sempre efficace, produttivo ed è sempre vita. Quello che dicevo ai miei

allievi: la cultura, (hai visto qui a Vallemiano c’è la Casa), non è quella della scuola, quella è l’istruzione. La cultura è quella che si fa parlando, leggendo e conoscendo persone. Adesso i giovani qualche volta sono assenti con il loro smartphone. Non dialogano e senza dialogo non c’è arricchimento, non c’è cultura. Federico Gonzales, un grande di Spagna, a proposito dei vegliardi come me ha detto: “un vecchio che muore è una biblioteca che brucia”; ecco, io le sarei grato se mi aiutasse a salvare qualche memoria e qualche pagina dalle fiamme.” Chiara: “È bella la sensazione di dare e di ricevere e quindi siamo contenti di poter contribuire a questo. Il quartiere, da quando è arrivato, com’è cambiato?” Vinicio: “Ritengo una fortuna per me che cammino lentamente avere a portata di mano questo centro di cultura che mi ha svegliato! Io ci sono se serve una mano fin quando si può.” Chiara: “Quando c’è stata la festa del Carneval’Miano qua, come è stata secondo lei?” Vinicio: “È già qualcosa insomma si è mossa la situazione. Noi abbiamo un’associazione di anzianotti nella parrocchia e stiamo bene insieme. Ci sono anche i giovani, a San Paolo, c’è terreno molto fertile per una comunità.” Chiara: “C’è qualcos’altro che le faceva piacere aggiungere e di cui non abbiamo parlato?” Vinicio: “Se c’è qualcuno che dice “io in matematica non capisco niente” lo aiuto cercando di incuriosirlo.”

La mia grande soddisfazione è quando qualcuno che mi ascolta parlare di matematica e dice: “Ma perché non ce lo hanno insegnato così?” Quando accade, penso d’aver aperto una porta importante!


Le attività commerciali del quartiere FARMACIA VALLEMIANO Via Martiri della Resistenza, 61

Festeggia il 1°anno d’attività con un’iniziativa di solidarietà!

Farmacia Vallemiano nasce un anno fa dall’incontro di 3 farmacisti che hanno unito le competenze professionali per avviare una nuova impresa nel campo della sanità territoriale che potesse diventare punto di riferimento sanitario. La farmacia Vallemiano propone di creare una sinergia con le associazioni di volontariato per incontrare i bisogni della popolazione residente e fornire un supporto logistico all’approvvigionamento dei beni e servizi primari alla persona. I 3 soci della farmacia inoltre partecipano all’attività di ricerca nel campo della Farmacogenomica, vantando pubblicazioni internazionali. Com’è cambiato il rapporto con le persone durante l’emergenza sanitaria del Covid19? In questo periodo abbiamo riscontrato una vicinanza dei nostri clienti, che hanno individuato la farmacia come un importante presidio sanitario di quartiere. Per noi un Feedback importante in termini di soddisfazione. I nostri clienti hanno apprezzato soprattutto: a) stampa delle ricette con i codici NRE (Numero

LAVANDERIA GIAMPIERI

Ricetta Elettronico); b) consegna a domicilio dei farmaci; c) la struttura della farmacia, che ha permesso una dispensazione continua al pubblico. Grazie infatti ad un sistema di ventilazione forzata, l’aria all’interno del locale viene convogliata in filtri HEPA che trattengono normalmente qualsiasi particella virale, batterica e anche PM<10. Un percorso a senso unico inoltre, con doppia porta entrata/uscita, ha evitato incontri ravvicinati tra utenti. Ci raccontate dell’iniziativa pensata per celebrare il vostro 1° compleanno? A giugno 2020, per il nostro 1° compleanno, abbiamo promosso un’iniziativa che è una promessa di maggiore impegno verso la comunità del quartiere. Abbiamo donato alle associazioni delle bag contenenti dispositivi di protezione e di prevenzione della trasmissione del COVID-19 (50 mascherine chirurgiche, 1 gel mani multiuso con dispenser, 1 Lt di alcol medicale) per sinergizzare il nostro impegno nel campo della salute con tutte le numerose attività sociali e culturali presenti nel comprensorio.

Negozio storico e servizio amato da tutta Ancona!

Via Martiri della Resistenza, 80

“La lavanderia è un negozio storico, rilevato da mia madre nel 1988 da una precedente gestione. Aiutata da mio padre e da una storica collaboratrice, oramai di famiglia, con determinazione e passione è arrivata fino alla pensione. Oggi ho rilevato io l’azienda di famiglia e con nuova energia e tutto il bagaglio di esperienza ereditato, offriamo agli abitanti del quartiere e di Ancona un servizio per il pulito d’eccellenza. Svolgiamo, su richiesta, anche il servizio a domicilio per tutta la città.” Giuliano Vitali, attuale gestore dell’attività.

ANGOLI DI NATURA Via Martiri della Resistenza, 16

Un luogo “esotico” a Vallemiano!

PIZZERIA VALLEMIANO DA LUIGI Via Vallemiano,11/b

“Salve, sono Luigi. Il mio legame con Vallemiano nasce per caso. Ero da poco arrivato ad Ancona dalla Germania per raggiungere la ragazza che sarebbe diventata mia moglie. Una sera, passando in questo quartiere, mi fermai proprio nella mia pizzeria e cominciai a chiacchierare con la proprietaria. Scoprii che voleva vendere l’attività e così la rilevai. Sono passati 25 anni da quel momento e, come il primo giorno, gestisco con gentilezza e buonumore l’attività, curando la selezione dei prodotti che rendono buona la mia pizza.”

“Angoli di Natura” nasce nel 2014, grazie alla passione del suo proprietario, Roberto Amati. È il negozio in cui trovare tutto l’occorrente per creare uno spazio dedicato alla natura nella propria casa, in ufficio o in uno studio professionale. È stato scelto il quartiere Vallemiano perchè risulta facilmente raggiungibile anche da chi abita in centro città. Il negozio è molto ampio e conta oltre 80 vasche per pesci, piante e coralli. La particolarità è quella di offrire un servizio altamente personalizzato, con vasta scelta di materiali e forme, e di proporre manutenzioni periodiche programmate.

A Vallemiano inseguendo la sorte!


I VOLTI DI CHI VIVE, CHI LAVORA, CHI PASSA NEL QUARTIERE

ritratti di Vallemiano

foto di Francesca Tilio progetto Pepe Lab > per INCIPIT




01 > Clara, abitante Spero che Vallemiano si possa ripristinare con l’apertura dell’Eurospin.

19 > Ludovica, palestra Vallemiano per me è passione dato che ci vengo per fare pole dance.

02 > Bruno, abitante Vallemiano per me è la tranquillità, vado a dormire tranquillo. Siamo ben serviti e credo che con l’avvento dell’Eurospin miglioreremo ancora.

20 > Marco, passante Di Vallemiano ho un ricordo di quando ero ragazzino perchè venivo sempre qui vicino a giocare a pallone. C’era un campetto ed era l’unica cosa che salvava tutta la zona dal traffico e da quello che è sempre stato, ovvero una zona degradata secondo me. Grandi progetti per il futuro ne dubito... non li hanno fatti in 30 anni! Però ho grandi immaginazioni su questo quartiere. Per il suo carattere europeggiante, all’avanguardia, perchè è un quartiere popolare frequentato anche da persone provenienti da tutto il mondo.

03 > Giovanni, portiere di quartiere ‘Na volta qui era tutta campagna! 04 > Matteo, lavoro Ha un grande potenziale al momento totalmente inespresso. Attualmente mi lascia una sensazione di soffocamento. Dovrebbe essere più aperta proprio a livello di progettazione di paesaggio, architettura, strutturale e di gestione. 05 > Dora, accompagno mamma a fare le foto Non vedo l’ora di andare in grotta, da Sabri! 06 > Alessandro, abitante Vallemiano... i ricordi di un tempo passato. 07 > Emanuela, coordinatrice progetti Casa delle Culture Vallemiano è lo spazio dell’impegno sociale e il quartiere nel quale collaboro da anni insieme a Casa delle Culture sviluppando progetti che siano sempre più inclusivi, in modo da poter migliorare la qualità della vita degli abitanti e rendere questo quartiere sempre più bello e vivo. 08 > Pia, frequento Casa delle Culture Vallemiano, quartiere popolare e glorioso fin dai tempi della “chiesetta di legno” con il compianto Don Roberto, dove “l’alternativa” e il post sessantotto erano di casa. Si, proprio li, con un catechismo di dilalogo e confronto. Sempre qui, una delle sezioni del Pci più vivaci, con la casa del partigiano Paolo “Paolino” Orlandini a pochi passi. Oggi quello spirito non è perduto, grazie alle tante iniziative della Casa delle Culure. 09 > Yoro, abitante Vallemiano è un quartiere bellissimo, in cui mi trovo bene. Mi piace Casa delle Culture che frequento. Qui ho imparato la lingua italiana. 10 > Danilo, di passaggio Quartiere di transito poco conosciuto. Merita attenzione e rivalutazione. La caratterizzazione come luogo culturale può essere quella giusta data anche la sua centralità rispetto alla città. 11 > Mykola, di passaggio Sono venuto qui per il gattile. Ho tante cose che non uso e volevo regalarli a loro. 12 > Homat, di passaggio Vallemiano per me è una possibilità di una vita migliore. Mi piace molto. 13 > Don Isidoro, parroco Vallemiano è un quartiere che una propria identità non l’ha mai raggiunta. Alcune cose come il mattatoio, la chiesa, la chiesetta di legno che hanno in qualche modo dato origine a questo quartiere non vengono messe in risalto come meriterebbero, sono le più dimenticate. Bisognerebbe quindi riconoscere il valore di questo quartiere che invece risula piuttosto emarginato e isolato. 14 > Giorgia, bibliotecaria Casa delle Cultre Un quartiere che ho conosciuto traminete la Casa delle Cuture. I primi contatti con gli abitanti sono avvenuti con gli eventi e in biblioteca. C’è una realtà multiforme, vivace e ricca di stimoli; è anche il luogo dove la mia passione per i libri ha potuto esprimersi e dove ho potuto abbandonare la mia timidezza grazie al contatto con tante vite diverse. 15 > Rosalba, abitante Vallemiano per me è la vita. Sono nata nella casa accanto la statua del Largo Bovio ed ho vissuto li fino a 19 anni. Poi mi sono sposata nel ‘60 e sono sempre rimasta qui. Non andrei via da qui per nulla al mondo. 16 > Ilaria, passante Vallemiano lo collego a quando facevo nuoto nella piscina del quartiere. Un ricordo d’infanzia molto felice. 17 > Silvia, bibliotecaria Casa delle Cultre Se penso a Vallemiano penso alla mia infanzia: alla vecchietta che vendeva le caramelle; al campetto dove si giocava a pallacanestro dietro la chiesa; all’asse attrezzato in costruzione pieno di graffiti. Questa per me resta ancora oggi Vallemiano. 18 > Valeria, abitante Vallemiano per me è ricordo. Ricordo di gioventù perchè qui ho abitato i primi anni di giovane sposa. Ricordo della chiesetta di legno dove ho battezzato il mio primo figlio e dove ho partecipato all’attività degli scout. Ricordo della mia carriera come insegnate di scuola primaria. Ricordo il primo cane, una cockerina nera, che aspettava tutte le sere di farsi delle lunghe passeggiate. Ricordo di due bottegucce piccoline sempre aperte. Una stava in fondo dove ora c’è la sede del PD con una signora che che sembrava molto anziana ma che in realtà non si curava tanto e trascinava un po’ una gamba ed era aperta a tutte le ore e quindi quando mancava qualcosa si scendeva per prenderla. Ricordo della mia Mini blu con la quale, dopo aver preso il primo incarico come insegnante di scuola primaria a Pianello d’Ostra, partivo tutte le mattine presto per poi rientrare la sera. Il ricordo di Don Franco. Una presenza che ancora oggi mi commuove sia perchè ha battezzato mio figlio sia perchè mi ha seguita in un momento buio della mia vita.

21 > Patrizia, passante Vallemiano fa parte della mia vita artistica perchè ho avuto uno studio diversi anni fa. Una casetta scarrupata e mezza distrutta sotto il ponte. 22 > Leonardo, abitante Vallemiano per me è casa. 23 > Tiziana, passante La scelta di questo luogo, Cuore di Vallemiano è perfetta. Un luogo nel cuore di ogni anconetano e nel mio. La Casa delle Culture ha quindi colpito con la possibilità di farci incontrare, socializzare qui dove ognuno di noi è in qualche modo legato. 24 > Michela, abitante Vallemiano è un quartiere che pulula di arte ma non sempre è facile accorgersene. La stessa Casa delle Culture è un’esplosione di colori e meravigliosa eterogeneità. 25 > Myroslav, passante Una bella zona in cui mi trovo bene. 26 > Vinicio, abitante Vallemiano è un’autostrada . Difficile da attraversare e con limitato posteggio per chi ci abita. E per finire le note dolenti non abbiamo più la sede della posta. Vediamo le positività per cui sono lieto di abitare qui. Oltre ai molti servizi offerti dalla Casa delle Culture, non dimentico la nostra Coop che pur piccola, cerca di soddisfare i clienti anche per merito della gentilezza del personale . Ricordo il mitico Car Caffè finalmente riaperto, bar tabaccheria trattoria e perchè no, un luogo dove assistere alle partite di calcio in compagnia e il barbiere Moreno, esperto di taglio e di sudoku. 27 > Giulia, volontaria Casa delle Culture Vallemiano un corpo di cemento, chi saprà perdersi nel sue arterie scoprirà un cuore verde. 28 > Giordano, abitante Chiedete ad un anziano dove nasce il termine “andà a fa’ garbò”. Nasce propri qua a Vallemiano lungo i binari della ferrovia. 29 > Aureliana Luna, passante Vallemiano è un posto che libera la fantasia e la tua creatività. 30 > Francesco, passante C’è la COOP dove lavorano conoscenti. 31 > Novella, abitante È un bel quartiere, anche se a vedersi non si direbbe. Purtroppo non c’è più il verde di cui gli anziani ci raccontano, né la giovialità che c’era un tempo. Le generazioni sono cambiate e i veterani sono rimasti pochi, ma con loro se ne sono andate anche parte delle tradizioni. Oggi Vallemiano non è un quartiere in cui si abita ma non si vive perché non ci sono punti di aggregazione, né piazze, né spazi verdi. Alcuni esercizi commerciali fanno da riferimento per alcuni, Casa delle Culture per altri, ma di fatto è un quartiere di transito. È importante e necessario che si trovi il modo di creare una coesione tra gli abitanti, che sono tanti, ma che raramente si riconoscono perché a malapena. È più facile per chi ha un cane incontrare più visi, e magari gli stessi visi, ma manca anche non un punto di aggregazione per i cani. C’è bisogno di spazi di ritrovo in cui ci si possa fermare e conoscersi. 32 > Stefania, passante Vallemiano per me il ricordo del mio inizio del rapporto con i gatti. Ho preso al gattile di Vallemiano il primo di una serie di gatti. Era il più scalcagnato del gattile in quel momento però ci ha rapito ed è stato l’inizio di una storia molto bella perchè ora siamo a 4 gatti e 1 cane. Avevo le bimbe piccole e porto con me ricordi molto belli. 33 > Bilal, abitante Vallemiano è la mia zona di relax perchè vengo qui in palestra con il mio amico. 34 > Don Giuseppe, vicario parrocchiale Vallemiano è un quartiere a volte tralasciato. Ci sono dei momenti, come questo, in cui sembra svegliarsi, le persone si danno da fare e si crea un pò di interesse per migliorare la qualità del quartiere. 35 > Anna Clara, frequento Casa delle Culture Sono di Castelfidardo e vengo qui perché Casa delle Culture è un centro di aggregazione e di propulsione di eventi culturali e quindi un punto di riferimento anche per me che vivo fuori città.


I VOLTI DI CHI VIVE, CHI LAVORA, CHI PASSA NEL QUARTIERE

ritratti di Vallemiano

Il Pungitopo

LE ASSOCIAZ DI C ASA DE IONI LLE CULTURE

foto di Francesca Tilio progetto Pepe Lab > per INCIPIT

Aree Verdi nel quartiere: risorsa economica e sociale! DALLA CREAZIONE DEL SENTIERO “DIREZIONE PARCO” ALLE NOVITA’ AMBIENTALISTE DELL’ASSOCIAZIONE ANCONA GREEN ACTION - a cura di Giulia Sestilli, Circolo Naturalistico di Legambiente “Il Pungitopo” In quel pomeriggio del 9 aprile 2017 chiunque passasse nei pressi dall’ex Mattatoio di Vallemiano non poteva non scorgere un’anomala e allegra calca nel parcheggio antistante. Circa 800 persone, in tenuta più o meno sportiva, allegre e vocianti, erano assiepate dietro le autorità e i rappresentanti pronti a tagliare il simbolico nastro tricolore. Era l’atteso traguardo di un percorso lungo quasi due anni che portò all’inaugurazione del sentiero naturalistico chiamato Direzione Parco. Un sentiero che è molto di più di un sentiero: è un desiderio collettivo dei cittadini divenuto realtà grazie all’impegno e alla partecipazione di tante persone che quel pomeriggio, tagliato il nastro, diedero vita alla camminata inaugurale, tutti nella stessa direzione, con uno stesso passo, soddisfatti nel poter percorrere quel luogo frutto di un’idea comune e condivisa. Si, perché “Direzione Parco” è nato al centro di un tavolo, sul quale il personale di Casa delle Culture, i volontari del Circolo Legambiente “Il Pungitopo” ed i cittadini di Vallemiano hanno iniziato ad accumulare idee e appunti. La convinzione che l‘interesse per la natura potesse essere la spinta giusta per riattivare il senso di comunità nei cittadini nella tutela dei beni comuni come le aree verdi urbane, si è così trasformata in una campagna di raccolta fondi. L’iniziativa ha avuto gran successo e in pochi mesi sono stati raccolti fondi sufficienti per ripristinare il sentiero, prima trascurato e poco noto, identificandolo con una mappa e fornendogli la segnaletica. Il sentiero “Direzione Parco” da quel giorno rappresenta un baluardo del verde nel grigio dei palazzi, uno spazio che vuole dare vita a una forma di società che si esprime nella voglia di stare insieme, di condividere tempo, spazio ed energie nel rispetto e nella cura della biodiversità. Riprendendo queste intenzioni è nato lo scorso inverno il progetto Ancona Green Action, sempre a Casa delle Culture ma stavolta da un gruppo di giovani under 30, con la voglia di attivarsi per la riscoperta e riqualificazione del verde e per l’avvicinamento dei giovani al patrimonio naturale della città, attraverso laboratori

collettivi ed eventi. Il progetto rivolge l’attenzione anche su “Direzione Parco” che purtroppo negli anni, con una fruizione altalenante dei cittadini è ridiventato vittima di degrado e meta per lo scarico abusivo di rifiuti. Le azioni di Ancona Green Action hanno trovato complementarietà con le attività dei volontari del circolo “Il Pungitopo” e, mentre tu stai leggendo questo articolo, probabilmente noi ci stiamo organizzando per ripartire con una serie di lavori di manutenzione ed iniziative lungo il sentiero per mantenerlo bello e fruibile. Saremo occupati con piantumazioni di alberi, ristrutturazione delle aree di sosta, aggiornamento della cartellonistica, educazione ambientale, catalogazione delle specie e molto altro. Ma davvero è così importante che ci siano sempre più aree verdi urbane? L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che, per una residenzialità corretta e salubre, bisognerebbe avere 10-15 metri quadri di aree verdi per abitante e che si dovrebbe vivere a non più di 300 metri di distanza da uno spazio verde. Entro il 2050, i due terzi delle persone vivranno in città e il verde urbano sarà sempre più un valido alleato per la riduzione di anidride carbonica e per l’abbassamento della temperatura dell’aria che nelle città sale a causa del calore rilasciato da asfalto e cemento. Vivere e frequentare aree verdi ha notevoli benefici sulla salute, diminuisce lo stress e il rischio di depressione. Curare le zone verdi rafforza il rapporto con la comunità e con i propri vicini. Le aree verdi inoltre ci mettono al sicuro dalla criminalità, come dimostrano diversi studi, e dal rischio allagamenti (trattengono fino al 40% di acqua piovana). Avere delle aree verdi vicine fa anche risparmiare denaro! Agendo sul clima della città aiutano a ridurre l’utilizzo del condizionatore del 30% e fanno risparmiare dal 20 al 50 % sui consumi del riscaldamento.

Hai a cuore il verde?

Se vuoi dare una mano a difendere e curare il verde di Vallemiano contatta l’associazione Il Pungitopo! Ilpungitopo@yahoo.it - 320.4761575 (Giulia)

L’angolo dei ricordi IL PERIODO DEL TERREMOTO AD ANCONA “ In seguito al terremoto nel 1972 la chiesetta di legno era diventata un dormitorio. pubblico. Si celebrava la messa all’aperto, nel campo sportivo” Don Isidoro

Invia il tuo ricordo! Vallemiano è ricca di storia, conservata nelle foto nei cassetti e nei ricordi dei suoi storici abitanti. Questo spazio è per voi, per raccontare la vostra Vallemiano e per leggere aneddoti ed esperienze nei cuori degli altri, ritrovando un po’ anche se stessi.

Scrivici a narrazionidicomunita@gmail.com o chiama Chiara 3493136019

“È uno spicchio di storia del quartiere raccontata attraverso una foto. Si riferisce al periodo del terremoto. Nel 1972 l’evento sismico non fece grandi danni nel quartiere. Le case popolari di Via Vallemiano e di Via Montemarino erano ancora discretamente nuove, ma la paura fu tanta e pochi volevano stare a casa. Pertanto la chiesetta di legno di S.Paolo si trasformò in un centro di accoglienza, con brande e lettini ovunque. La Croce Gialla allestì una cucina da campo. La messa veniva celebrata spostando i lettini. Diversi giovani diedero una mano, molti iscrivendosi alla Croce Gialla. La foto ritrae lo storico parroco di San Paolo, Don Franco Galeazzi, assieme al presidente di allora della Croce Gialla, ed alcuni giovani, tra cui io. La foto è dell’agosto 1972. Ci dovrebbero essere in giro numerose altre foto.” Paolo Belelli


www.casacultureancona.it

Casa delle Culture LA TUA BIBLIOTECA DI QUARTIERE a cura di Emanuela Capomagi Di recente in Italia si è riacceso il dibattito sul futuro e sul ruolo delle biblioteche di pubblica lettura. Al centro della discussione la trasformazione delle biblioteche da luogo di conservazione del patrimonio librario a spazio “fluido” per fronteggiare i nuovi bisogni di formazione delle persone e per promuovere pratiche di coesione sociale. La biblioteca di Casa delle Culture è stata immaginata fin dall’inizio per rispondere a bisogni ed esigenze molto concrete: recuperare informazioni, accedere ad Internet, frequentare corsi di formazione non professionale, trovare un posto amichevole, accogliente e democratico dove potersi incontrare e partecipare ad eventi culturali o di aggregazione. Un presidio fondamentale di promozione della lettura che si rivolge a tutte le fasce di età: dai bambini fino agli adulti passando per i giovani e gli studenti. L’abitudine alla lettura riveste un’importanza primaria nello sviluppo delle capacità intellettive personali. Purtroppo i dati ISTAT rilevano una disaffezione degli italiani verso la lettura e ci raccontano che nel 2018 solo il 40% degli italiani dichiara di aver letto

I portieri di quartiere si raccontano

almeno un libro per passione. Si tratta di una vera e propria emergenza culturale ed ogni biblioteca è chiamata a fare la sua parte per nutrire l’interesse per i libri e la lettura. Dobbiamo considerare un ulteriore elemento di criticità: l’accesso alla rete ed ai contenuti digitali. Internet oggi vale quanto la capacità di saper scrivere e leggere, potremmo definirla una nuova forma di alfabetizzazione. Chi non usa Internet è vittima di una emarginazione culturale e sociale molto profonda. È il “digital divide”: una barriera digitale che divide le persone che hanno accesso alla rete, da quelle prive di questa opportunità, da cui deriva una esclusione dai vantaggi offerti della società digitale. Il ruolo della biblioteca Casa delle Culture per il quartiere di Vallemiano ed i quartieri limitrofi è in tal senso prezioso. L’apertura quotidiana garantisce un pieno accesso ai servizi di prestito bibliotecario e a disposizione dei fruitori ci sono postazioni pc ed un servizio di accompagnamento ed avvicinamento alle modalità di comunicazione online. Questo con la finalità di aumentare l’accesso alle informazioni e facilitare la partecipazione attiva dei cittadini nella costruzione di società democratiche.

Da alcuni mesi a Vallemiano è presente l’attività di Portierato, iniziativa accolta con piacere dagli abitanti del quartiere, sebbene non sia stato semplice ottenere la loro fiducia. Quando Diego e Giovanni sono stati selezionati come portieri di quartiere non potevano certo immaginare che in due mesi la loro routine quotidiana sarebbe stata così radicalmente stravolta! Una grossa spinta è arrivata durante l’emergenza Covid. I servizi offerti infatti (consegna a domicilio di spesa e medicine, libri e altri servizi di prossimità) sono diventati indispensabili per persone spesso anziane e sole, per le quali uscire di casa equivaleva ad esporsi a grandi rischi. Grazie alla collaborazione con il Comune, la rete è cresciuta arrivando a oltre 50 volontari. Persone di ogni età si sono messe al servizio della loro comunità mosse solo da sentimenti di solidarietà. Tra di loro Greta, che ha svolto il suo servizio proprio a Vallemiano. Conosciamoli di più

Giovanni Purpura

Greta Spinsanti

Diego Lerro

Ho sempre provato fascino per la dimensione della solidarietà nelle piccole comunità, la cura che ciascuno di noi può mettere per migliorare i rapporti nel proprio quartiere e la ricerca di metodi sempre nuovi per aiutarsi a vicenda affrontando in maniera creativa le sfide di un tessuto urbano che cambia, nel delicato tentativo di non cambiare invece le dinamiche di un quartiere periferico, dove la prossimità tra vicini è ancora forte. Come molti han detto durante questa quarantena, le cose non potranno tornare alla normalità, ma dobbiamo impegnarci per creare insieme una nuova normalità. Finita l’emergenza, il portierato avrebbe potuto tirare i remi in barca e tornare ad occuparsi solo di Vallemiano. Ma come possiamo smettere di aiutare persone, avendo ormai creato un rapporto di fiducia e confidenza per risolvere piccoli problemi quotidiani che a volte, senza una mano esterna, sembrano diventare insormontabili? Le prospettive di crescita per Vallemiano sono molte e stimolanti: stiamo iniziando a raccogliere le storie, i saperi e le disponibilità dei residenti per riuscire a creare una rete solidale che si estenda oltre il portierato.

Il servizio di portierato è stato molto di più di una semplice consegna della spesa a domicilio ed un mio personale momento di gloria tra le persone del quartiere e le cassiere del supermercato. È stato un momento di condivisione del periodo sospeso che ci siamo trovati a vivere, delle paure e delle preoccupazioni. Uno spazio per poter sorridere, nonostante distanza e mascherina e per vedere una realtà più “leggera” al di là delle mura domestiche e dei notiziari. I ricordi sono tanti: l’entusiasmo di due anziane sorelle che mi hanno fatto promettere di passare da loro per un caffè, un amaro ed un pezzo di torta, appena ci sarebbe stata un po’ più di “calma”; il signor Gilberto, che dopo avergli suggerito di ridurre il contatto durante la consegna della spesa, ha realizzato una rudimentale canna da pesca per farmi avere i soldi dentro un borsellino; i due coniugi che mi hanno ringraziato per “tutte le scelte oculate e molto apprezzate sui prodotti; le conversazioni al telefono con la Signora Laura sull’imprevedibilità della vita. Passata l’emergenza, mi auguro che questi servizi importanti per la cura della comunità e la condivisione vengano mantenuti, sviluppati e supportati.

“Vallemiano è il quartiere che mi ha fatto crescere: dalle partitelle al campetto del San Paolo, passando per il Cenacolo e l’oratorio, fino alla scoperta di Casa delle Culture, conosciuta grazie al Servizio Civile. In questo anno e mezzo mi ha dato molto sia a livello personale che professionale. Purtroppo dal mese di giugno ho dovuto lasciare il mio ruolo di portiere di quartiere per motivi lavorativi, ma fortunatamente so che rimarrà in buone mani. Spero che la città ed il quartiere non diano per scontato quanto la Casa delle Culture stia facendo

Contattaci! Vuoi avere maggiori informazioni su come funziona il servizio di consegne a domicilio? hai del tempolibero e vuoi metterlo a disposizione della comunità? Contattaci al numero 373.7660799 o scrivici a info@casasacultureancona.it

ORARI ESTIVI APERTURA lunedì, martedì, giovedì, venerdì h 15:00 - 19:00 DELLA BIBLIOTECA E SERVIZI BIBLIOTECARI mercoledì h 9:00 - 13:00 e 15:00 - 19:00 DEI SERVIZI COLLEGATI PORTIERATO DI QUARTIERE dal lunedì al venerdì h 15:00 - 19:00

CHIUSURA ESTIVA 8 > 23 AGOSTO


Furgolibro

BIBLIOTECA ON THE ROAD TRA VALLEMIANO E IL PIANO! a cura di Emanuela Impiccini, direttrice della Biblioteca Benincasa di Ancona Un anno fa, quando insieme a Casa delle Culture abbiamo iniziato a pensare a un’iniziativa comune per partecipare al bando del Ministero “Biblioteche casa di quartiere”, all’interno di un programma che sarebbe poi diventato il progetto “Incipit”, ho subito proposto un servizio di biblioteca itinerante. Mi sembrava importante rendere presente la biblioteca nei quartieri, con servizi destinati soprattutto ai bambini. Quando pronunciamo la parola biblioteca, pensiamo a un luogo stabile, questo è innegabile, e ne siamo ancor più consapevoli quando quei luoghi ci vengono a mancare, come nel caso della nostra Biblioteca Comunale di Ancona, chiusa prima per lavori e poi a seguito dell’emergenza sanitaria. Il cuore di una biblioteca però non è la struttura che la ospita, ma i libri e le persone che lavorano affinché quei libri trovino il “loro” lettore. Non sempre i lettori riescono ad andare in biblioteca per incontrare il loro libro, perché magari non sanno che c’è un luogo dove si possono prendere in prestito gratuitamente dei libri, non sanno dove si trova perché vivono in altri quartieri, trovano scomodo arrivare in centro o hanno difficoltà di orari a causa del lavoro e dei mille impegni della vita attuale. Allora perché non andare incontro ai lettori e portare i libri nei quartieri dove vivono? È così è arrivato il “Furgolibro”, un furgone Volkswagen Transporter allestito dall’Associazione Acchiappasogni come luogo di spettacolo e biblioteca mobile, per portare i libri “a casa” dei lettori! Certo, non ci sono tutti i libri della biblioteca, ma sono in numero sufficiente perché ogni bambino possa trovare la sua storia, quella che lo ispira e lo fa ridere o magari perché no anche pensare. Abbiamo scelto le storie con cura, tra quelle più belle, perché ce ne fossero per tutti i gusti. E ci sono libri anche per i più grandi. Sul furgone di Melissa arrivano i libri da prendere in prestito per chi abita a Vallemiano e al Piano e se qualcosa manca, si richiede in biblioteca e si porta la volta successiva. Il Coronavirus ci ha costretto a sospendere a marzo il servizio partito a gennaio, ma con l’estate il Furgolibro riparte e sarà tutti i lunedì a Vallemiano al parco di Piazza Fontana e i giovedì al Piano lungo Corso Carlo Alberto dalle 18.00 alle 19.30 con tante storie da portare a casa per leggerle e rileggerle in famiglia.

Le fiabe di Nonna Valeria GRAZIE, PREGO, SCUSA, IMPARERÒ… E LA GIOIA DONERÒ

In una casetta ai margini del bosco, abitavano tre maghi: CLINT, CLANT, CLENT. Clint era un bravo cuoco, adorava preparare i dolci e la sua specialità era la torta superpanna fragolosa. Clant era un giardiniere e, curando le sue piante, aveva creato il fiore della gentilezza. Clent amava scrivere filastrocche e poesie con l’inchiostro turchese cielo. I tre maghi vivevano in pace ed armonia ed erano amici di tutte le creature del bosco. Vicino alla loro casa viveva un altro mago birbantello di nome Discordia che si divertiva a fare i dispetti e a rovinare il loro lavoro di notte. Quando tutti dormivano, entrava di nascosto e metteva tutto a soqquadro, poi se ne andava soddisfatto. La mattina i tre maghi: “Oh, no tutta la farina sparsa in cucina”; “Oh, no le mie povere piante”; “Oh no, le mie poesie tutte strappate”. “Tutte le notti la stessa storia, non se può proprio grazie più, bisogna fare qualcosa! preg o Andiamo dalla fata scusa pandemonio, lei ci aiuterà.” La Fata viveva in una città molto lontana e rumorosa, caos city, e, fingendosi una pittrice, donava un po’ di tranquillità e silenzio attraverso i colori magici dei suoi quadri. Dopo aver ascoltato con attenzione le

malefatte di discordia raccontate da Clint, Clant e Clent, disse loro: “Cari amici, non posso muovermi dalla città, gli abitanti hanno bisogno di me. Posso darvi alcuni suggerimenti. Discordia non è cattivo, è che non è abituato ad ascoltare parole gentili e … si sente molto solo e non sa come fare. Preparate una pozione magica molto potente, poi gliela farete bere (trovate voi il modo). Preparatela con gentilezza e con amore come una poesia, con parole dolci e melodiose che giungano al suo cuore come una melodia. Non sarà facile: si ribellerà. Non è abituato alla gentilezza. Voi rimanete calmi e sereni, anche se vi dirà qualche parolaccia.” I maghi ringraziarono e tornati a casa, si misero subito al lavoro a preparare la pozione magica e mettere gli ingredienti in un grosso pentolone: petali dorati del fiore della gentilezza, farina della torta superpanna fragolosa, polvere argentata delle ali di fata, fili d’oro dei suoi pennelli e bellezza dei suoi quadri e infine … amicizia, pazienza, gioria, grazie, prego, scusa, imparerò. Quella notte i tre magi lasciarono il pentolone in cucina e si nascosero aspettando l’arrivo di Discordia. Allo scoccare della mezzanotte, il loro avversario arrivò e guardò incuriosito il pentolone. I tre maghi uscirono d’improvviso e gli gettarono una rete magica addosso. Discordia cercò con tutte le forze di liberarsi urlando: “Aiuto aiuto! Lasciatemi brutti maghi caccolosi e

puzzolentosi! Lasciatemi!” Essi riuscirono a fargli bere la pozione magica fino all’ultima goccia e attesero il suo effetto. Discordia sembrava addormentato...la rete si tramutò d’incanto in una luce dorata che lo avvolgeva tutto; poi, lentamente, aprì gli occhi e guardandosi intorno con stupore ripeteva canticchiando: “Grazie, prego, scusa, imparerò …”; poi alzandosi si avvicinò verso Clint, Clant, Clent: “Ciao amici, che bello rivedervi! Come state? Lasciate che vi abbracci e poi … mi sento così strano … così contento. Ho fatto un sogno bellissimo: fiori, farfalle, una fata e tante parole che non avevo mai ascoltato. Grazie, prego, scusa”. E facendo una piroetta: “E la gioia donerò!!!”. I tre amici abbracciarono Discordia felici e sorpresi e pensando: “Fata Pandemonio aveva proprio ragione.” L’autrice: Valeria Marzoli classe 1953, ha concluso il suo iter lavorativo come insegnante di scuola primaria nel 2019. Da sempre appassionata dei bambini, ha scritto storie e testi teatrali per e con i suoi alunni. Questa che presentiamo è una di queste storie inedita, scritta molti anni fa con gli scolari di una classe della scuola “E.de amicis” di Ancona. rientrava in un progetto di “Educazione alla legalità” e fu poi rappresentata al Teatro Sperimentale di Ancona. Dedicata a tutti i bambini di allora e di oggi e a tutti gli adulti che hanno conservato lo stupore e la meraviglia del loro bambino interiore.


Giochi matematici

m rea e , Ciao mo And ia re mi ch tanto fa piace

a cura di V. Brandani

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IL QUADRATO MAGICO: LA STORIA 2200 a.C. Cina, dinastia degli Yu, regione bagnata dal fiume Lo. La peste falcidiava la popolazione. Non bastavano più le invocazioni e i sacrifici, finché l’imperatore non osservò una tartaruga che risaliva dal Lo, con due piccoli molluschi attaccati al carapace, ordinati in modo speciale. Erano raggruppati sulle 9 caselle dello scudo con questa distribuzione. La peste cessò. I saggi pensarono che la tartaruga fosse stata mandata dai celesti come segno di protezione. Era lo “shu”. Si misero a studiare e trovarono tante proprietà che presentarono all’imperatore. La più importante è la costante della somma tra diagonali, righe e colonne, che è 15. Da quel giorno i cinesi pensarono che quel quadrato rappresentasse le armonie dell’Universo e lo usarono per le divinazioni e il culto. Dopo di loro anche gli Indù, i Musulmani, gli Ebrei e i Cristiani pensarono che i quadrati magici di qualunque grado fossero oggetti spirituali. Venivano ricamati come protezione sulle tuniche dei guerrieri o sulle pance delle donne in travaglio. Gli astrologi del Rinascimento li associavano ai pianeti del Sistema Solare allora conosciuti.

IL GIOCO

Si parte da una matrice con soli 6 numeri come nella figura sotto. La soluzione si ottiene inserendo tutti i numeri da 1 a 16 che trovi a lato, facendo in modo che la somma sia la Costante Magica che indicheremo sotto con C.M.. Mettiti in gioco!

GIOCO DA COMPLETARE

C. M.= 34 (i numeri delle righe, colonne e diagonali devono dare la somma 34).

C .M. = 34

12 1

11 10 3

4

Rubrica a cura del Movimento di Cooperazione Educativa

La posta dei piccoli Bambine e bambini, inviate le vostre letterine alla maestra Emma! Ancona, Giugno 2020

Mov ento di coopim era educativzaione LE ASSOCIAZ IO DI C ASA DE NI LLE CULTURE

Caro bambino, cara bambina, voglio scriverti questa lettera perché in questi lunghi mesi che hai vissuto a casa, lontano da scuola, scommetto che nessuno, tranne la tua famiglia, ti ha chiesto come stavi, che pensieri avevi, cosa facevi nel tempo libero; non te lhanno potuto chiedere le maestre, i maestri, e neanche gli amici. Allora ho pensato di farlo io, e ti faccio questa proposta: io ti scrivo questa lettera, dove ci sono anche delle domande, e tu mi scrivi una lettera di risposta. La puoi scrivere in un foglio, e dopo che avrai finito la puoi piegare e imbucare nella cassetta delle lettere che abbiamo creato apposta per te. Puoi anche mettere un disegno, se ti piace disegnare. Io la leggerò, e se mi scriverai il tuo nome, e se vuoi, proverò a risponderti; posso mettere la risposta in una busta e darla a Melissa, che incontri sempre nel Furgolibro. Per invogliare altri bambini come te a scrivere, possiamo anche pubblicarla nei prossimi numeri di questo bellissimo giornalino che hai in mano. Cosa ne pensi? Ti piace l’idea? Torniamo ora alla lettera… vorrei sapere, oltre al tuo nome, quanti anni hai e quali sono le tue passioni, cosa ti piace moltissimo fare, e quello che invece non sopporti. Poi mi piacerebbe che scrivessi cosa ti è mancato più di tutto in questo periodo di isolamento… sono cose che non hai potuto fare? Persone che non hai potuto vedere? Posti dove non sei potuto andare? Sai, io faccio la maestra, e a me sono mancati molto i bambini… avevamo iniziato molte attività che non abbiamo potuto finire, e anche la gita di fine anno è saltata! Forse anche tu hai dovuto interrompere delle cose… raccontami anche questo, se ti va! Ora ti saluto, e aspetto di leggere la tua lettera… A presto, Maestra Emma

Vivere gli spazi

numeri da inserire

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Hai idee, riflessioni, racconti sugli spazi di vita in quartiere? Ci piacerebbe condividere gli sguardi sui luoghi di passeggio o di sosta, quelli vissuti e frequentati, quelli che potrebbero essere più animati! Scrivici alla mail narrazionidicomunita@gmail.com o chiama Chiara al numero 349.3136019

La soluzione sarà pubblicata nel prossimo numero! Vallemiano - Narrazioni di Comunità - n° 1 luglio 2020 Questa pubblicazione è un prodotto realizzato all’interno del progetto “Incipit - Narrazioni di Comunità”, finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il Turismo. Gli articoli sono stati realizzati a partire dai contributi e con la collaborazione dei cittadini, delle associazioni e delle attività commerciali del quartiere di Vallemiano. In redazione: Adele Iasimone, Chiara Cifatte, Giorgio Marescia, Liza Canalini, Romina Gattaceca, Emanuela Capomagi. Grafica: Irene Pezzella - Inserto fotografico: Francesca Tilio - Stampe: bBold s.r.l.