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editoriale

Calabria all'anno zero. Serve discontinuità di Aldo Ferrara*

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«I recenti scandali legati a "Rimborsopoli" sono un chiaro segno di come non sia cominciato un vero percorso virtuoso»

'imprenditore, anche nei momenti più difficili, deve essere ottimista. Non si può lasciar frustrare dalle circostanze negative che, fisiologicamente, nell'arco della propria attività vive o subisce. Ma è davvero difficile mantenere questo stato d'animo analizzando tutto ciò che sta passando la Calabria in questo periodo. E' complicato vedere la luce quando i numeri, da un lato, e i fatti di cronaca, dall'altro, palesano l'esigenza di una rifondazione generale della nostra regione. Partiamo dai dati oggettivi, quelli contenuti nel Rapporto di Bankitalia. E' vero che, come riportiamo in apertura del giornale, ci sono timidi segnali di ripresa ma, i dati, vanno letti attentamente. Se, infatti, il Pil in Calabria è diminuito dell'1,8%, meno dell'annualità precedente, rispetto al 2007 la nostra regione ha perso 15,5 punti. Nello stesso periodo, in Italia, si è registrato un calo di nove. In questa situazione, settori tradizionali e trainanti per la nostra economia, sono rimasti al palo. Il comparto edile, ad esempio, è stato quello più colpito dalla crisi. Le amministrazioni, dal canto loro, hanno subito il quadro critico della finanza nazionale e internazionale. Così le imprese non hanno potuto attingere, direttamente o indirettamente, ai benefici delle risorse pubbliche su cui la nostra economia è stata da sempre aggrappata. A questo bisogna aggiungere i desolanti risultati che arrivano dal processo di internazionalizzazione in cui la nostra regione è all'anno zero. Una situazione molto complicata, anche alla luce di un debito sanitario che inges-

sa il bilancio regionale e di un contesto internazionale molto fluido, incerto, vista la situazione della Grecia che, comunque vada a finire, determinerà una condizione molto incerta. Ma non è solo questo ciò che preoccupa. I recenti scandali legati a "Rimborsopoli" sono un chiaro segno di come non sia cominciato un vero percorso virtuoso. Ha fatto bene Unindustria Calabria, all'indomani dell'inchiesta "Erga omnes", a scrivere che «serve recuperare il senso alto della Politica e del Governo, mettendo in campo le migliori energie e le risorse più brillanti e pronte a disegnare nuovi scenari e rinnovate traiettorie di sviluppo, così come occorre esaltare l'affermazione del bene comune e degli interessi generali contro le caste di ogni tipo, genere, colore od ispirazione». Sarà difficile per chiunque provare a rifondare la Calabria partendo da questo contesto. Lo sarà anche per la nuova squadra di governo regionale che tuttavia svincolata dalle scelte dei partiti ha l'obbligo di dimostrare che la possibilità di cambiare c'è, e che operando una reale discontinuità (e non di facciata) rispetto al passato può mutare, una volta per tutte, le sorti di una terra mal governata. Infine concludo questa mia riflessione ricordando un amico che troppo presto ci ha lasciato: l'avvocato e imprenditore Ernesto Gigliotti. Un uomo dotato di grande equilibrio che, con successo, si è impegnato in vari ambiti. Alla famiglia va il cordoglio mio personale e di tutta la redazione di CalabriaEconomia. • * editore di "CalabriaEconomia"

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editoriale

Stanchi di certa politica. Ma rassegnarsi avrebbe senso? di Davide Lamanna*

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«La cronaca di quest’ultimo periodo, con l’affaire “Rimborsopoli” che ha travolto giunta e consiglio regionale, non può che dopo la fase dell’indignazione, portarci a chiedere, “senza perdere tempo”, un’amministrazione normale»

a quando sono stato chiamato alla direzione di Calabriaeconomia - e son passati ormai più di due anni - avrò scritto almeno una decina di editoriali. E tra i concetti più ricorrenti delle mie - spero non troppo banali - riflessioni c’è quello della necessità, per la politica, di non perdere tempo. Avrò usato, non so quante volte, espressioni del tipo “è l’ultimo treno”, “si decida in fretta”, e così via. Purtroppo anche questa volta dovrò ripetermi. La cronaca di quest’ultimo periodo, con l’affaire “Rimborsopoli” che ha travolto giunta e consiglio regionale, non può che dopo la fase dell’indignazione, portarci a chiedere, “senza perdere tempo”, un’amministrazione normale. Aspettiamo le decisioni della magistratura, d’accordo. Ma è necessario che il presidente Oliverio, eletto con la speranza di mettere in campo processi virtuosi per il rilancio della nostra regione, sia il garantista di questa attesa. E sostenitore di una classe politica, per dirla con William Shakespeare, che non “stia al di sopra della coscienza”. Andiamo in stampa qualche giorno dopo la proclamazione della nuova giunta. Almeno a leggere i nomi, Oliverio sembra aver tenuto conto delle richieste che sono arrivate anche dal mondo degli industriali calabresi. Poche e semplici “linee guida”: assessori che siano “lontano da condizio-

namenti di basso profilo e da quei disegni dal respiro corto, dettati dalla ricerca di improbabili equilibri, propri di vecchi mestieranti di una politica autoassolvente e autoreferenziale”. Una politica i cui comportamenti a volte amorali non causano nemmeno più sdegno. Ho visto, sulle tv regionali, interviste a gente comune che su “Rimborsopoli” rispondeva stringendo le spalle. Rassegnata. Stanca. Uomini e donne che arrivano con sacrificio alla fine del mese, che pagano le tasse per servizi inadeguati, che hanno provato a vivere in una regione – leggete l’intervento, in questo numero, di Aldo Ferrara o il rapporto di Bankitalia – che cresce meno di tutte le altre. E’ soprattutto a loro che bisogna ridare speranza. E certezze a quel tessuto di piccole e medie imprese che, tra mille difficoltà, continua a credere in questo territorio. Presidente Oliverio, ha ragione Unindustria nel dire che lei ha rappresentato, per molti calabresi, quelli che l’hanno votata, «un punto di rottura rispetto a fenomeni diffusi di malgoverno, ai tanti ritardi accumulati e alla collezione di occasioni di sviluppo perdute». Oggi sta ripartendo. Lo faccia, lei e i suoi nuovi assessori, non regalando ai calabresi l’ennesimo fallimento della propria classe politica. • * direttore di "CalabriaEconomia"

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ANNO VII | NUMERO 2 | 2015

In copertina B U S I N E S S

M A G A Z I N E

Bankitalia

Calabria Economia periodico di informazione economica Anno VII - numero 2 - 2015

Carlo Robiglio

Direttore responsabile

Davide Lamanna

Pasquale Stellacci

Contatti Redazione via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 www.calabriaeconomia.it info@calabriaeconomia.it Collaborazioni esterne saltuarie Danilo Colacino, Vittorio Daniele, Enrico Mazza, Maria Rita Galati, Eugenia Ferragina, Maurizio Bonanno, Rosalba Paletta, Monica Perri Tommaso Rotella

Paolo Bastianello

Editoriali Stanchi di certa politica. Ma rassegnarsi avrebbe senso?

Calabria all'anno zero. Serve discontinuità

Fotografie: Icaro fotocronache MediaService srl Antonio Raffaele

di Aldo Ferrara

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di Davide Lamanna

Stampa Stabilimento Tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS) Società Editrice Mediaservice Srl via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro www.mediaserviceagency.it info@mediaserviceagency.it

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numero 2 - 2015

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sommario PRIMO PIANO

economia

8 Rapporto Bankitalia: in Calabria “timidi” segnali di ripresa

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Speciale EXPO Calabria

54 La sfida calabrese all’internazionalizzazione 56 Come cambia il rapporto cittadino-fisco con il Decreto Semplificazioni 60

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#lacalabriacherema manifesta per il viadotto crollato

Nel Consiglio generale di Confindustria tre calabresi

62 Fedeltà al Lavoro e al Progresso Economico, torna il premio della CCIAA di Catanzaro

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attualità 14

"Terremoto Rimborsopoli", Oliverio ha scelto la nuova Giunta

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Che futuro per l'ospedale di Catanzaro?

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Rilanciare il settore edile si può. Ma per ora è crisi

24 PerCorsi di Management: nuovo successo per il progetto firmato Confindustria Catanzaro e UniCZ

66 Una nuova casa per il consorzio industriale di Vibo

ambiente 68 NET presenta i progetti di innovazione su energia e ambiente

itinerari 70 Tenuta Tramontana: ecco l’innovazione che punta all’eccellenza 28

Il controllo di gestione priorità per le imprese

30 “La Calabria? Una regione sorprendentemente vivace”

33 RestartCalabria n.10 Speciale inserto

72

Il fascino del tempo che fu racchiuso nel Podere delle carrozze

eventi 74 Tutto su casa ed edilizia. Nuovo successo per Edilexpo 76

Festival dell’Economia a Vibo

pag.

a cura di CalabriaInnova

16 pagine da staccare e conservare lavoro 79 A Montepaone si studia per diventare barman 50 Sicurezza sul lavoro, l’impegno dell’Inail Calabria

numero 2 --2015 2015

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primo piano

Rapporto Bankitalia: in Calabria “timidi” segnali di ripresa Secondo i dati nel 2014 la flessione dell’attività economica si è attenuata di Maria Teresa Rotundo

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a crisi economica nazionale, che in Calabria ha toccato il suo punto di minima nel 2013, sta iniziando a manifestare una certa attenuazione facendo registrare timidi segnali di ripresa. E’ questo il dato che emerge dal documento sull’Economia della Calabria, redatto dalla filiale di Catanzaro della Banca d’Italia e presentato lo scorso 16 giugno nel consueto appuntamento an-

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nuale realizzato da Bankitalia in collaborazione con il Corso di Laurea in Economia Aziendale dell’UniLuisa Zappone versità Magna Graecia di Catanzaro. Ad introdurre i lavori il Rettore Aldo Quattrone e il direttore della Filiale di Catanzaro della Banca d’Italia, Dott. ssa Luisa Zappone, che hanno sottolineato l’importanza degli studi effettuati per comprendere l’attuale stato di salute dell’economia calabrese e approfondirne i suoi diversi aspetti. A seguire sono

intervenuti Luigi Cannari, Capo del Servizio Analisi Statistiche della Banca d’Italia, Giuseppe Albanese, Responsabile del Nucleo ARET di Catanzaro - Banca d’Italia, Natale Mazzuca, Presidente Unindustria Calabria e Vittorio Daniele, Docente di Politica economica dell’Università Magna Graecia che han-


primo piano

Natale Mazzuca

no presentato, analizzato e commentato i risultati degli studi effettuati, raccolti nel documento che descrive l’evoluzione della congiuntura e analizza le trasformazioni della struttura produttiva e finanziaria della regione. In base alle stime di Prometeia la flessione delle attività economiche si è attenuata, il prodotto regionale in termini reali è diminuito dell’1,8%, dunque meno dell’anno precedente. Il fatturato dell’industria è ristagnato e si è registrato un calo dell’attività nel settore delle co-

struzioni, mentre la ripresa del settore terziario è stata frenata dal calo dei consumi delle famiglie e dalla nuova contrazione della domanda turistica. Segnali positivi riguardano l’occupazione: «Si registra un + 0,8% – ha spiegato la Dott.ssa Zappone – dal 2007 al 2014 in Calabria abbiamo perso circa 70 mila posti di lavoro e questo dato segna una prima inversione di tendenza». Dopo la forte flessione registrata nel 2013 si può dunque guardare al fenomeno con un cauto ottimismo anche se, nel complesso, i livelli occupazionali rimangono ancora inferiori dell’11,8% rispetto al 2007. Le difficoltà nel mercato del lavoro continuano a manifestarsi negli andamenti differenziati per fasce di età, nello specifico, il rapporto evidenzia che

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Segnali positivi riguardano l’occupazione: «Si registra un + 0,8% dal 2007 al 2014 in Calabria abbiamo perso circa 70 mila posti di lavoro e questo dato segna una prima inversione di tendenza»

l’occupazione è diminuita sia per i giovani tra i 15 e i 34 anni (-1%), sia per gli individui tra i 35 e i 54 anni (-2,3%); è invece aumentata per i lavoratori di 55 anni ed oltre (12,1%), anche in relazione all'allungamento della vita lavorativa ►

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Vittorio Daniele Annarita Trotta

Luigi Cannari

Il rapporto in "pillole" Occupazione

Aldo Quattrone

Giuseppe Albanese

L'occupazione è scesa sia per i giovani tra i 15 e i 34 anni (-1%), sia per gli individui tra i 35 e i 54 anni (-2,3%); è invece significativamente aumentata per i lavoratori di 55 anni ed oltre (12,1%), anche in relazione all'allungamento della vita lavorativa a seguito delle recenti riforme pensionistiche.

Edilizia a seguito delle recenti riforme pensionistiche. Un dato positivo si registra anche per i laureati con un aumento del 4%. Va precisato che la risalita ha riguardato soltanto i lavoratori dipendenti ed è stata più intensa per le tipologie contrattuali a tempo determinato. Per quanto riguarda il settore finanziario, nel 2014 si è registrata la flessione dei finanziamenti alle imprese mentre si è attenuata la dinamica flettente dei prestiti alle famiglie consumatrici. Come sottolineato nel documento, «le condizioni di accesso al credito, ancora improntate alla cautela, hanno mostrato segnali di distensione con riferimento agli spread applicati, in particolare, alla clientela meno rischiosa». E’ peggiorata la qualità del credito alle imprese rimasta invece stabile per le famiglie consumatrici. I dati presentati,

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rilevando modesti segni positivi, possono far sperare in una possibile ripresa che deve trovare il suo motore nelle giovani menti calabresi. A questo proposito Bankitalia ha voluto al suo fianco, durante la presentazione del rapporto, Diego Fasano, presidente di Connexxa srl, giovane impresa calabrese che ha deciso di puntare su brillanti risorse provenienti dalle università della Calabria. Connexxa rappresenta un’eccellenza e Bankitalia l’ha voluta come esempio perché ,attraverso la scelta di investire nella regione Calabria, è una positiva dimostrazione che in questa terra è possibile crescere puntando su giovani preparati che, sfiduciati dalla crisi, sono costretti ad investire, sempre più spesso, le proprie risorse altrove, abbandonando una regione che ha bisogno di loro. •

E' pari al 6,3% il nuovo calo che, nel 2014, si registra in Calabria nel settore delle costruzioni. Nell'ultimo anno si è registrata una nuova riduzione del numero di imprese operanti nel settore: il saldo tra iscrizioni e cessazioni è stato pari al -2% del totale delle imprese attive all'inizio dell'anno

Export Nel 2014 le esportazioni di merci dalla Calabria si sono ridotte dell'8,1%. Dal 2007 la flessione è stata complessivamente del 24,8% mentre il settore a livello nazionale ha recuperato e superato i livelli precrisi. L'export di prodotti agroalimentari è diminuito, in controtendenza con quanto registrato negli anni precedenti, mentre sono cresciute le esportazioni di prodotti chimici.

Turismo In Calabria sono diminuite del 3% le presenze turistiche negli esercizi ricettivi. La flessione, che prosegue la tendenza negativa in atto dal 2012 ha riguardato oltre che gli italiani (-3,1%) anche la componente straniera (-2,7%). La spesa per le vacanze dei viaggiatori stranieri in Calabria nel 2014, sarebbe diminuita del 13,3%.


CALABRIA

2015

Speciale EXPO Calabria


La Calabria (da protagonista) ad Expo 2015 Il presidente di Unioncamere, Michele Lico, spiega come si sta concretizzando la presenza della nostra regione alla grande esposizione universale

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’è anche la Calabria nell’universo variegato di culture e tradizioni che sta animando la grande Expo in corso di svolgimento a Milano. Una Calabria in vetrina per valorizzare il comparto agroalimentare e per promuovere, più in generale, il Sistema Calabria attraendo flussi economici esteri. La sfida è quella della competitività sui mercati intercontinentali, con la consapevolezza di possedere un potenziale export di grande qualità. Il programma di attività che sta scandendo la presenza della nostra regione nel capoluogo lombardo lo hanno messo in piedi Regione e Unioncamere. La Calabria fino al 31 luglio ha in uso esclusivo lo spazio tematico di fi-

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liera dei prodotti italiani denominato “Piazzetta” situato al piano terra, lungo il Cardo Nord Ovest. A cura del personale interno all’Amministrazione Regionale è stato realizzato il progetto espositivo che presenta un’ambientazione funzionale, moderna, interattiva. Attraverso audio e video si racconta una Calabria inedita, ritmica e quasi trascendente fatta di saperi e sapori autentici di altri tempi. Fulcro dello spazio espositivo è il “Giardino mediterraneo”, esperienza sensoriale che cattura l’attenzione del visitatore con gli straordinari profumi delle essenze e delle piante autoctone rappresentative dei territori calabresi (bergamotto, clementina, olivo, gelsomino, alloro, finocchietto selvatico,

peperoncino, liquirizia, cipolla rossa, ecc.). Dal 26 giugno al 2 luglio uno spazio esclusivo, pari a circa 200 mq, è stato a disposizione della Calabria quale momento di


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Fulcro dello spazio espositivo è il “Giardino mediterraneo”, esperienza sensoriale che cattura l’attenzione del visitatore con gli straordinari profumi delle essenze e delle piante autoctone rappresentative dei territori calabresi (bergamotto, clementina, olivo...»

presentazione della regione per tutti i visitatori del Padiglione Italia. Lo spazio è stato allestito secondo il concept dal “Sapere al Fare” nella millenaria cultura calabrese. Sono presenti espressioni delle principali arti nobili così come sono vissuti e vivono nella cultura calabrese antica e moderna: pittura, letteratura, scultura, musica, fotografia. E anche tavoli tematici su cui saranno proiettate immagini eloquenti alla presenza di interlocutori privilegiati, per dimostrare come soltanto da una cultura millenaria e da un territorio che offre

risorse naturali e paesaggistiche uniche possono nascere prodotti originali. Previsto anche un dettagliato programma di eventi, l’organizzazione di workshop, laboratori e incontri. Dal 25 al 30 settembre la Calabria sarà inoltre al centro della “Settimana di protagonismo all’interno del palinsesto eventi e comunicazione istituzionale del Padiglione Italia”. Azioni mirate sono previste anche per l’attività di incoming, affidate sem►

Michele Lico numero 2 - 2015

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Sono previste visite in Calabria di delegazioni istituzionali estere (almeno 10) presenti a Milano, selezionate ad hoc da EXPO Milano Padiglione Italia, nell’ambito dell’accordo di partecipazione sottoscritto dalla Regione Calabria»

pre ad Unioncamere, che dovrà provvedere alla ricerca, la selezione e l’invito degli operatori esteri qualificati e all’assistenza in loco per garantire la migliore riuscita dell’iniziativa. Le delegazioni estere composte da buyer della filiera agroalimentare “allargata” sono state individuate tra i seguenti Paesi: Usa, Canada, Francia, Germania, Emirati Arabi Uniti, Brasile, Australia, Cina, Russia, Svizzera, Regno Unito. Sono inoltre previste visite in Calabria di delegazioni istituzionali estere (almeno 10) presenti a Milano, selezionate ad hoc da EXPO Milano Padiglione Italia, nell’ambito dell’accordo di partecipazione sottoscritto dalla Regione Calabria. Attivato anche il progetto “Ospitalità Italiana in tour”, promosso sempre da Regione e Unioncamere, che si propone appunto di introdurre nuovi prodotti sui mercati esteri (operazione “business to business”) e di far conoscere i prodotti ed il territorio calabrese alla clientela dei ristoranti che hanno ottenuto il marchio Ospitalità Italiana – Ristoranti Italiani nel Mondo (operazione “business to consumer”).

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In particolare, l’interessante iniziativa di promozione della cultura enogastronomica calabrese si sta realizzando attraverso incontri e serate di degustazione organizzate presso ristoranti italiani nel mondo a cui sono invitati a partecipare distributori, buyer, rappresentanti gdo, tour operator oltre che stakeholders, giornalisti e personaggi influenti del territorio. Le serate di degustazione prevedono il coinvolgimento di 15 ristoranti dislocati tra i cinque continenti. «L’Esposizione Universale di Milano – afferma Michele Lico, Presidente Unioncamere Calabria – nella condivisione globale di percorsi e obiettivi comuni, rappresenta anche per la Calabria un’occasione privilegiata per rappre-

sentarsi e proporsi in tutte le sue migliori espressioni, e tra queste proprio nell’agroalimentare, filo conduttore di Expo 2015 e settore di punta della nostra economia regionale, che con le sue tipicità ed eccellenze, identifica e caratterizza il brand Calabria nel mondo, generando tendenze e ricadute positive per tutto il territorio. In tale prospettiva, la visione sinergica di Regione Calabria e Unioncamere Calabria – prosegue Lico – ha consentito la messa a punto di un programma strategico di attività di promozione e valorizzazione del vasto patrimonio di risorse calabresi, con riconoscimento al sistema delle Camere di Commercio di ruolo centrale di partner affidabile e di soggetto attuatore capace di captare e moltiplicare le opportunità


per il sistema produttivo locale, in quanto portatore degli interessi generali di imprese e territori. Veicolare, dunque, le realtà e le potenzialità della Calabria in questa straordinaria vetrina universale – sostiene il presidente di Unioncamere Calabria – significa agganciarsi alle dinamiche di un mercato che comincia a dare segnali positivi di ripresa, tanto più che il settore agroalimentare ne fa da traino tra innovazione e tradizione, come quello italiano che ha mostrato, nel primo scorcio del 2015, un generale miglioramento delle sue performance. La Calabria, attraverso le iniziative e gli appuntamenti programmati, avrà dunque modo di mostrare - al macrocosmo di istituzioni, visitatori, stampa, buyer, tour operator - la migliore immagine di sé, nell’agroalimentare e nella gastronomia come nella storia, arte e cultura, nel paesaggio, nell’artigianato artistico, evidenziando, tra innovazione e tradizione – conclude Lico – l’attrattività delle sue offerte di gusto e qualità, nel segno di sviluppo e competitività». • Pagine a cura di Unioncamere Calabria

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Michele Lico:

La Calabria, attraverso le iniziative e gli appuntamenti programmati, avrà dunque modo di mostrare la migliore immagine di sé, nell’agroalimentare e nella gastronomia come nella storia, arte e cultura, nel paesaggio, nell’artigianato artistico»

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attualità

di Maria Rita Galati

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arla di “rinnovamento epocale” il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, nel presentare la sua nuova squadra di governo in una stanza pullulante di giornalisti e supportes, in via Massara. Chi non lo capisce è fuori strada, rimarca senza mezzi termini un Oliverio determinato che si sente forte dell’atteggiamento positivo dei consiglieri regionali, “nessuno dei quali si è opposto ad una operazione radicale di rinnovamento”. Ed eccoli lì, uomini e donne della nuova chance della Calabria a caccia del futuro, arrivare alla spicciolata, farsi largo nella calca, sistemarsi ai lati del domani amministrativo di cui devono diventare concreti e fattivi protagonisti. Volti noti e meno noti di una politica che si mette da parte per fare spazio alle professioni, all’Università, alla società civile, guardando da vicino processi da cui non si può mai dire completamente estranea. La nuova squadra di Oliverio è composta dal vice presidente e assessore al Bilancio e programmazione Antonio Viscomi, ordinario di Diritto del Lavoro all’Università “Magna Grecia” di Catanzaro; dall’assessore all'Economia Carmela Barbalace, dirigente della Regione Calabria; dall'assessore con la delega a Gioia Tauro, Logistica e Sistema Portuale Regionale Francesco Russo, ordinario di Ingegneria dei Trasporti all'Università "Mediterranea" di Reggio Calabria; dall'assessore all'Ambiente Antonella Rizzo, dirigente amministrativo; dall'as-

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Sarà la Giunta giusta? Dopo il caso "Rimborsopoli" il presidente Oliverio ha nominato il nuovo esecutivo sessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, ordinario di Ricerca operativa all'Università della Calabria; dall'assessore al Lavoro e Welfare Federica Roccisano, Ricercatrice e Project manager dell'Università per stranieri "Dante Alighieri" di Reggio Calabria; dall'assessore al Pianificazione territoriale è stato nominato Franco Rossi, ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica all'Università della Calabria. «La nuova Giunta – ha aggiunto Oliverio – è espressione di una qualificata presenza femminile e di alte competenze universitarie calabresi. Non c'è stata importazione di competenze. C'è da affermare una netta discontinuità con il passato. Mi sono candidato con questo progetto ed ho avuto un consenso largo. Non posso deviare dai capisaldi del progetto per tornare alle vecchie logiche fat-

te da accordi di bassa cucina. Ripeto che starò in carica una sola legislatura e non ho altri scopi se non portare la Calabria fuori dal pantano». Il presidente Oliverio terrà per sé la delega all’Agricoltura, mentre saranno costituite delle strutture specifiche per i settori beni culturali e turismo con il contributo di “intellettuali di prestigio calabresi e competenze capaci di proiettarci nei circuiti internazionali”. Saranno, inoltre, formate due o tre unità di missione per la risoluzione di problematiche quali le risorse idriche, la difesa del suolo e il sistema idrogeologico per mettere a punto un governo di ampio respiro. Altri punti al centro dei prossimi interventi anticipati da Oliverio anche la risoluzione dei nodi strutturali relativi alla burocrazia regionale e il Piano anticorruzione che sarà approvato nella prossima


attualità

seduta di giunta per avviare la rotazione dei dipendenti e delle esperienze come avviene nelle migliori amministrazioni. «Promuoverò a breve un incontro con le forze sociali – ha concluso Oliverio – per rinnovare il patto di alleanza sul progetto di rinnovamento e lunedì prossimo si terrà anche l’assemblea dei sindaci per rinsaldare la collaborazione con gli enti locali il cui contributo è fondamentale». Con la scelta di una Giunta composta da esterni «non viene minato il Consiglio regionale. E' l'esatto opposto. Non si esalta se si esprime in Giunta, non è mai stato così. La mia storia – rimarca con determinazione Oliverio – è l'esaltazione della politica. La scelta è determinata dalla fase e chi non lo capisce è in malafede o ottuso. Il ruolo del Consiglio è oggettivamente centrale perché può esercitare l'attività legislativa e di controllo. Il cuore di questa operazione è proprio il Consiglio. Troppi, in questi anni, si sono affidati a strutture extraistituzionali che hanno determinato le scelte. Questa è la vera sfida che si gioca la Calabria».

Quanto alle critiche mosse alla nuova Giunta dal capogruppo della lista Oliverio Presidente, Orlandino Greco, il Governatore ha evidenziato come esprima «un punto di vista diverso ed è rispettabile. Non siamo in caserma. Anche lui, comunque, non mi pare annunci opposizioni. Nessuno può pensare che io sia subalterno agli organi centrali, con i quali c'è una interlocuzione – insiste il presidente –. Ringrazio Renzi per gli auguri che mi ha fatto ieri – ha detto Oliverio – Guerini per il sostegno espresso, Lotti per il suo sms «vai avanti» e Magorno e Minniti che mi hanno incoraggiato ad andare avanti. Tutto ciò non è subalternità. Ringrazio tutti ma io sono stato votato dai calabresi e su questo non volterò mai loro le spalle». «La scelta della nuova Giunta, riconducibile alla mia autonoma responsabilità, è necessaria per aprire un nuovo corso per la vita della Calabria. Ho compiuto questa scelta – dice ancora – nel momento in cui è stato possibile realizzarla con la riforma dello Statuto. Che, lo ricordo, è stato approvato con

una larghissima maggioranza, con solo due voti contrari e l’astensione di Fi. C’è chi, tra coloro che sono stati artefici dello sfracello della Calabria, ha tentato di mettere i bastoni tra le ruote sino alla fine, con l'ipotesi del referendum, peraltro legittimo». «La mia, comunque – ha sostenuto ancora Oliverio – non è stata una scelta fatta in solitudine perché con me c'è la Calabria. Avrei fatto una scelta solitaria se non avessi seguito le pulsioni dei calabresi. La mia scelta ha la compagnia della stragrande maggioranza dei calabresi ed esalta l'autonomia». L’ombra di “Rimborsopoli” si stende davanti e dietro al neo Esecutivo, senza fare paura: «Mi farò promotore di una legge che cancelli il finanziamento ai gruppi consiliari alla Regione». «Se un sostegno all'attività ci deve essere che sia con i servizio – conclude Oliverio – Un correttivo al finanziamento dei gruppi – ha aggiunto – è già stato messo in Consiglio, ma proporrò la legge per la cancellazione del finanziamento». Il nuovo corso ha inizio. •

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attualità

Che futuro per l'ospedale di Catanzaro? di Roberto Tolomeo

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n ospedale che rischia di restare una chimera, un miraggio. L'idea di un nuovo hub a Catanzaro, di cui si parla da anni, è ufficialmente in rotta di collisione con la ancora difficile situazione attuale della Sanità calabra. E' stato sufficiente un segnale, una dichiarazione del governatore Oliverio che segnalava la necessità di un nuovo nosocomio a Cosenza senza citare quello già previsto da tempo nel capoluogo di

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regione, per far scatenare l'inferno delle polemiche. L'incontro dibattito che si è tenuto in Confindustria lo scorso 18 maggio aveva l'ambizioso obiettivo di fare chiarezza. Tutte le parti in causa rappresentate, e al più alto livello: il commissario ad Acta per il Rientro del Piano Sanitario Massimo Scura, il senatore Pietro Aiello, gli autorevoli esponenti del centrodestra Wanda Ferro e Domenico Tallini, i vertici locali di Confindustria il presidente Daniele Rossi e il

Sergio Abramo

direttore Dario Lamanna, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, il presidente della Provincia Enzo Bruno, il consigliere regionale Sinibaldo Esposito. “Sulla questione non è in corso un derby con Cosenza”. I vari relatori ci ten-


attualità

Daniele Rossi

gono a precisarlo con sfumature diverse, il presidente Rossi in primis. «Siamo qui a sgombrare il campo da ogni equivoco – esordisce – non vogliamo fare del campanilismo e non c'è ostilità nei confronti di altre città». Detto questo le preoccupazioni non mancano e il primo cittadino di Catanzaro coglie la palla al balzo per rilanciarle. «Noi non abbiamo mai voluto mettere in discussione il

diritto di Cosenza di avere un ospedale nuovo – puntualizza Abramo – ma non possiamo nascondere i nostri timori sul fatto che dei quattro ospedali previsti in Calabria, solo per uno, proprio quello di Catanzaro, l'iter sia fermo». Le idee sul tema sono molteplici e le soluzioni obiettivamente difficili da trovare. Il Presidente dell'ordine dei medici di Catanzaro, Enzo Ciconte è il primo

a ricordare che il vero nodo da sciogliere è l'accorpamento tra le aziende sanitarie catanzaresi. «L'accordo di programma di 8 anni fa alla base del finanziamento statale per il nuovo nosocomio prevedeva che l'ospedale si realizzasse in seguito alla fusione, e non solo all'integrazione, dell'azienda universitaria e della Pugliese Ciaccio. Oggi serve un nuovo accordo di programma». ►

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attualità

Domenico Tallini e Wanda Ferro

Il presidente della Provincia Enzo Bruno rimarca invece la necessità di «concentrare sforzi e discorsi sulla efficienza della rete sanitaria calabrese nel suo complesso». Insomma sono le strutture della regione a necessitare un intervento serio. Il pensiero del presidente dell'Ente intermedio è un assist involontario al commissario Scura che comunque non ne avrebbe bisogno. Le problematiche del settore, dice in sintesi, sono una vagonata e l'ospedale catanzarese è solo uno di essi. «C'è da valutare il futuro di Cardiochi-

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Francesco Muraca, Floriano Noto e Giuseppe Gatto

rurgia, – ricorda Scura – in Calabria ce ne sono tre troppe, ci sono situazioni come l'ospedale di Locri che non possono non essere considerate priorità, c'è un ospedale non adeguato come quello di Cosenza e c'è ovviamente la necessità di migliorare l'offerta sanitaria a Catanzaro. L'integrazione tra azienda universitaria e Pugliese è fondamentale per pensare a far si che

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Massimo Scura:

L'integrazione tra azienda universitaria e Pugliese è fondamentale per pensare a far si che ciò possa essere fatto. Al momento nelle due aziende sono in funzione 86 unità complesse. Con la sola eliminazione dei doppioni si arriverebbe a 62, il risparmio sarebbe rilevante»


attualità

Baldo Esposito

Dario Lamanna

Vincezo Ciconte

Paolo Abramo

Massimo Scura

ciò possa essere fatto. Al momento nelle due aziende sono in funzione 86 unità complesse. Con la sola eliminazione dei doppioni si arriverebbe a 62, il risparmio sarebbe rilevante». Ma con i fondi già previsti per un nuovo ospedale da 450 posti come la mettiamo? Scura gela chi gli pone il quesito. «Ci sono 200 posti letto non utilizzati a Germaneto. Pensare a un nuovo ospedale senza tenerne conto sarebbe sbagliato». Quindi una osservazione buttata lì, quasi sotto voce, ma che a conti fatti ha una portata dirompente. «Se avessi un euro – confessa Scura – sulla Sanità lo investirei su Cosenza, se

ne avessi mezzo su Locri». E il capoluogo? Il dibattito si anima e non potrebbe essere altrimenti. Il senatore Piero Aiello va per la sua strada e rilancia l'idea di un nuovo padiglione dell'ospedale nei pressi del presidio Ciaccio. Il consigliere regionale Domenico Tallini attribuisce all'azione delle «lobby dei medici e dei docenti universitari che si sono opposti, i ritardi nella creazione di una azienda sanitaria accorpata» e auspica che il governo regionale faccia tutto il necessario perché la nuova struttura sia realizzata come inizialmente prevista. Sulla stessa falsariga il vicecoordinatore regionale ed ex presidente della

Provincia Wanda Ferro e il consigliere Esposito. Non manca alla fine un botta e risposta tra l'imprenditore Floriano Noto, past president di Confindustria, e lo stesso commissario Scura. Il primo ricorda come il ruolo dell'Università sia soprattutto ricerca più che l'offerta di assistenza e posti letto, il secondo risponde ribadendo la necessità di recuperare l'efficienza del sistema. Efficienza appunto, materia su cui – contrabatte Noto – «a nessuno degli imprenditori qui presenti serve avere una lezione». Insomma il nuovo ospedale è una questione aperta, da qualunque punto di vista si veda, anche dalla prospettiva principale che si riassume in un semplice quesito: sarà mai costruito? •

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Rilanciare il settore edile si può. Ma per ora è crisi 20

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di Alessia Burdino

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'industria delle costruzioni in Calabria ai raggi X. Ne parlano nella sede regionale i vertici dell'associazione e i rappresentanti della Regione. Si parte con l'intervento del presidente del Consiglio regionale, Antonio Scalzo e si prosegue con Flavio Monosilio, direttore del Centro studi Ance. Presenti anche il presidente della Regione, Mario Oliverio e l'ex assessore Antonino De Gaetano. Al tavolo della presidenza siedono anche il presidente di Ance Francesco Berna, il numero uno di Unindustria Calabria Natale Mazzuca e il presidente di Ance nazionale Paolo Buzzetti. Oltre al messaggio di Scalzo e Oliverio e la relazione di Monosilio, incisivo è il quadro offerto da Berna. Dal documento illustrato dal presidente dell'Ance emerge che, all'interno della questione meridionale, esiste una questione regionale. «La Calabria registra anche una sostituzione di fatto delle risorse e degli interventi propri con quelli del Por in itinere. Gli interventi e le risorse di quest'ultimo si sono, nel tempo, trasformati da aggiuntivi a sostitutivi di quelli regionali. Il quadro che se ne ricava è quello di una regione abbandonata, lontana anche dalle parziali dinamiche di ripresa dell'economia che sembrano contrassegnare quest'ultimo periodo nel Paese. L'economia regionale sta infatti ancora risentendo degli effetti di una crisi che si stanno rivelando molto più forti di quelli registrati a livello nazionale. Basti pensare agli indicatori che ci fornisce il Pil regionale -4.1% nell'ultimo anno. Ben 2700 imprese hanno dichiarato il fallimento negli ultimi dieci anni, oltre 27 mila posti di lavoro andati in fumo, generando insieme all'indotto una perdita complessiva di circa 90 mila


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Da sinistra: Oliverio, Berna, Buzzetti, Mazzuca, Latella e Monosilio

unità occupazionali. In questo scenario è proprio il settore dell'edilizia che sta pagando i più. Dall'illustrazione dei dati fatta dal Centro studi emergono molti spunti. Due dati in particolare: la forte contrazione del valore aggiunto del settore in Calabria (-9.6%) e l'incidenza occupazionale nel settore dell'industria regionale (44,25) che, pur risultando più alta della media nazionale, ha subito una fortissima contrazione nel corso degli ultimi anni». Per quanto concerne, invece, il quadro regionale sulle infrastrutture e l'edi-

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Ben 2700 imprese hanno dichiarato il fallimento negli ultimi dieci anni, oltre 27 mila posti di lavoro andati in fumo, generando insieme all'indotto una perdita complessiva di circa 90 mila unità occupazionali»

lizia emerge l'esigenza da parte della categoria di avere da parte del governo regionale l'istituzione di un tavolo permanente di confronto per contribuire alla positiva riuscita delle attività. Parallelo ragionamento viene fatto per la programmazione 2014/2020. I lavori vanno avanti con l’intervento di Francesco Berna, presidente di Ance Calabria che, partendo dai dati del rapporto Svimez e dell'Istat che certificano la profonda frattura che esiste nel Paese tra il nord e il sud sia in termini sociali che economici, passa in rassegna sia le fonti di finanziamento nazionali che quelle regionali in grado di sostenere il comparto delle costruzioni in Calabria. Poi ribadisce la disponibilità di Ance Calabria a un confronto istituzionale schietto, paritario e rispettoso con la Giunta regionale, sottolineando le opportunità che derivano, tra l'altro, dai fondi strutturali europei, per l'edilizia scolastica e dagli interventi contro il dissesto idrogeologico.

Da parte sua il presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca, sottolinea come la Calabria sia ormai allo stremo, «una polveriera socio occupazionale la cui situazione è plasticamente rappresentata dal crollo del viadotto Italia dell'A3». ►

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Lo stesso Mazzuca ricorda anche il patto per la Calabria recentemente stipulato dagli industriali con Regione e sindacati. Ricco di spunti e dettagli si è, sin da subito, rivelato l'intervento del presidente Oliverio. Il governatore tocca più temi: la politica, la burocrazia, i fondi, la capacità di spesa e il futuro della regione. «Il dramma di questa Regione – ha detto, tra l’altro, Oliverio, dopo essersi soffermato a lungo sulle questioni più urgenti su cui la Giunta regionale sta lavorando per determinare un cambiamento di passo – è stato la forte accentuazione dei caratteri gestionali che hanno determinato nicchie e contro nicchie, poteri e contro poteri, piccoli e grandi equilibrismi ed aggiustamenti che, col passare del tempo,

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sono diventati una gabbia inestricabile e soffocante. Ad una politica che ha pensato di utilizzare lo scambio nell’intervento pubblico, ha fatto da contraltare una burocrazia che rende tutto più difficile e che oggi è diventata come un lupo famelico. A questo lupo, ingordo e insaziabile, bisogna sottrarre gli alimenti di cui si ciba ogni giorno con grande avidità determinando guasti inenarrabili. Bisogna metterlo a dieta nell’interesse delle imprese, della Calabria e soprattutto della buona politica. Quella politica, cioè, che non ama declamare e fare parole, ma che realmente vuole servire questa terra e liberarla dai lacci e dai lacciuoli in cui per troppi anni è rimasta imprigionata Sia chiaro: non è un compito facile e più andiamo avanti nella nostra azione di governo, più ce ne

rendiamo conto. Purtroppo, però, se vogliamo cambiare realmente questa terra, dobbiamo continuare su questa strada, in un’azione determinata che può anche apparire lenta, snervante, faticosa. La cosa più importante è non fermarsi, non lasciarsi sopraffare dalla sfiducia, assicurando alle azioni messe in campo uno svolgimento continuo e costante. E’ faticoso, ma questa è l’unica strada che abbiamo davanti ed è la strada su cui stiamo lavorando. E’ un percorso che richiede fatica e pazienza, perché ogni giorno bisogna combattere contro un “combinato disposto” di pigrizia, di piccoli e grandi interessi, di piccoli e grandi privilegi che devono essere smontati, disarticolati, azzerati mentre, contemporaneamente, si lavora per costruire una nuova Regione, più leggera e meno


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Oliverio:

La politica, la burocrazia, ma anche tutti gli altri settori fondamentali della vita di questa regione devono cambiare registro. Ognuno, a cominciare dagli imprenditori, deve pretendere che il rapporto tra l’impresa e chi esercita il potere sia improntato soltanto al rispetto delle regole, della trasparenza e della legalità»

preoccupata di gestire il potere. Questa sfida, su questa strada che è l’unica possibile da percorrere se vogliamo uscire dalla marginalità e dall’arretratezza, si vince se c’è una consapevolezza ed un impegno generale». «La politica, la burocrazia, ma anche tutti gli altri settori fondamentali della vita di questa regione – conclude il presidente Oliverio – devono cambiare registro. Ognuno, a cominciare dagli imprenditori, deve pretendere che il rapporto tra l’impresa e chi esercita il potere sia improntato soltanto al rispetto delle regole, della trasparenza e della legalità. Se in Calabria non accade questo non andremo da nessuna parte perché una politica malata è spesso frutto di una domanda malata. Abbiamo bisogno di sanare definitivamente questa malattia e, per farlo, è necessario mettere un

quadro di regole certe a garanzia di tutti e di ciascuno, al centro del rapporto tra politica ed istituzioni, politica ed imprese, politica e cittadini. Se non spostiamo su questa strada il nostro percorso generale, non avremo futuro. Se lavoreremo insieme, ce la faremo». Il dibattito è, quindi, andato avanti con gli interventi degli altri ospiti e le conclusioni del presidente dell'Ance nazionale, Paolo Buzzetti. Nelle sue conclusioni il presidente nazionale dell'associazione dei costruttori edili

esprime apprezzamento per «l'approccio combattivo di Ance Calabria che non si riscontra in tutte le altre regioni italiane. Sono compiaciuto della collaborazione istituzionale che esiste tra i nostri rappresentanti territoriali e la Regione Calabria. Dal governo nazionale abbiamo ricevuto segnali concreti di una volontà di far ripartire l'edilizia. Per la Calabria abbiamo censito oltre trecento opere che possono dare respiro al sistema delle imprese del settore delle costruzioni». •

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PerCorsi di Management: nuovo successo per il progetto firmato Confindustria Catanzaro e UniCZ

di Domenico Iozzo

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ettere insieme le competenze maturate all’interno del percorso universitario con l’esperienza acquisita dalle imprese del territorio. E’ stato questo l’obiettivo del programma “PerCorsi di Management”, giunto alla sua settima edizione, promosso grazie alla collaborazione tra

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Confindustria Catanzaro e Università Magna Graecia nell’ambito delle attività didattiche della cattedra di Comportamento organizzativo e gestione del personale del corso di laurea specialistica in Economia aziendale e management coordinato dal prof. Rocco Reina. La finalità dell’iniziativa, coniugando la teoria con la pratica, è stata quella di coinvolgere gli studenti in un percorso mirato allo sviluppo di metodologie didattiche integrate con il sistema delle

imprese che, già negli scorsi anni, aveva consentito di creare un’interazione sinergica in grado di migliorare i livelli di conoscenza favorendo un arricchimento reciproco degli attori partecipanti. Il percorso è arrivato oggi a conclusione con la presentazione dei lavori finali in occasione del workshop conclusivo presso la sede dell’associazione degli industriali alla presenza del presidente di Confindustria Catanzaro, Daniele Rossi, e dei membri del comitato tecni-


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co Dario Lamanna, direttore di Confindustria Catanzaro, e Aldo Ferrara, presidente Comitato ReDa sinistra: Muraca, Ferrara, Rossi, Reina, Valentino, Paonessa e Froio gionale Piccola Industria. Valentino, Tiziana Muraca, Manlio Altri componenti dello stesso comiPaonessa e Caterina Froio. Per circa tato erano Elena Console, imprenditritre mesi, gli imprenditori hanno seguice e titolare della TEA Sas, e Saverio to da vicino gli studenti non solo nello Nisticò, vicepresidente di Confindustria studio dei modelli organizzativi, ma soCatanzaro e direttore generale della Deprattutto nell’elaborazione di specifiche sta Industrie. Le aziende protagoniste attività di studio mirate alla ricerca di dei PerCorsi di Management sono stanuove opportunità e progettualità per te la Lamieredil Spa, la Muraca Srl, la la crescita aziendale dal punto di vista Paonessa Srl e il Park Hotel Mirabeau, dell’internazionalizzazione. Ad ogni guidate rispettivamente da Rosanna azienda è stato, quindi, affiancato un

team composto da studenti del corso indirizzati da tutor. «Avvicinare gli studenti alla realtà imprenditoriale – ha commentato Daniele Rossi – rappresenta già di per sé un successo. Oggi si rafforza una collaborazione avviata da alcuni anni che ha consentito agli studenti di entrare in contatto con argomenti che difficilmente possono essere compresi senza un’effettiva pratica». ►

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Il prof. Reina ha, quindi, sottolineato l’importanza di un progetto che «azzera le barriere tra mondo dell’imprenditoria e mondo della formazione coinvolgendo gli studenti che già frequentano un corso specialistico. Questa iniziativa – ha detto – ci consente di far conoscere le risorse che la nostra università forma e le progettualità prodotte in questi tre mesi dimostrano che il valore non è certamente inferiore a quello delle università del centro-nord». Aldo Ferrara, nell’esprimere l’auspicio che questa collaborazione possa presto produrre frutti positivi, ha aggiunto che «iniziative come queste aiutano a creare nei più giovani la consapevolezza che l’internazionalizzazione rappresen-

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ta uno strumento necessario per poter competere sul mercato globale sensibilizzando le stesse imprese a dotarsi di nuove competenze istruite e formate». Analizzando in particolare le ricerche prodotte dagli studenti, per la Lamieredil Spa, centro di servizio specializzato nella lavorazione della lamiera, i giovani laureandi hanno elaborato delle possibili pratiche per lo sviluppo dell’ecommerce e di nuove collaborazioni con partner internazionali. Invece, riguardo al case study proposto dall’azienda Muraca, impegnata nel campo della produzione e lavorazione delle castagne di recente messa in ginocchio dal problema del cinipide, gli studenti hanno presentato le opportunità offerte dalla


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tecnologica che consente un continuo monitoraggio delle coltivazioni favorendo lo scambio di informazioni tra gli agricoltori. Inoltre, il gruppo di studenti ha proposto l’utilizzo di un’app per far conoscere ai consumatori i benefici derivanti dal consumo di castagne per una corretta educazione alimentare. Sempre all’internazionalizzazione è stata mirata la ricerca elaborata dagli universitari per l’azienda Paonessa, che da tanti anni è leader nell’importazione di baccalà da Norvegia, Islanda e Isole Faroe, per favorire una più ampia commercializzazione sul territorio nazionale e nei mercati esteri. Infine, l’attenzione del gruppo di

lavoro impegnato con l’azienda Park Hotel Mirabeau è stata rivolta, in particolar modo, alle metodologie più innovative con l’obiettivo di migliorare l’attrattività del sistema ricettivo nei confronti dei turisti stranieri favorendo, al contempo, il percorso di destagionalizzazione. Per gli imprenditori coinvolti è stata, quindi, un'esperienza assolutamente positiva grazie soprattutto al confronto instaurato con i giovani laureati che ha consentito di dare vita ad un lavoro di squadra utile e proficuo per la crescita reciproca. Di seguito l'elenco di tutti gli studenti che hanno fatto parte dei team impegnati con le quattro aziende: Da-

niele Fratto, Valeria Maiolo, Antonio Marchio, Marilena Placido, Valeria Pristerà, Celeste Scarfone e Paolo Siciliani per l'azienda Lamieredil; Abdellah Kabli, Maria Rosaria Logozzo, Marco Folino, Roberto Cristiano, Angela Cerra per il Park Hotel Mirabeau; Simona Mondorano, Caterina Delapa, Giulia Clodomiro, Paola Ciliberto, Mariano Rocca per l'azienda Muraca; Ferruccio Leone, Santa Gualtieri, Francesco Luciano, Ermenegildo Froio per l'azienda Paonessa. A tutti i partecipanti sono stati consegnati attestati di partecipazione e t-shirt in ricordo dell'iniziativa. •

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attualità

Il controllo L di gestione priorità per le imprese

di Monica Perri «

'economia del futuro ed il futuro dell'economia rappresentano la scommessa per la Calabria in una partita in cui il sistema Confindustria sta giocando con convinzione e determinazione nell'interesse della crescita dell'economia nazionale e regionale». E' questo il messaggio lanciato da Aldo Ferrara del Comitato di Presidenza nazionale della Piccola Industria di Confindustria, in occasione del seminario "Il controllo di gestione: pianificare, organizzare, decidere", organizzato presso Confindustria Cosenza, sede territoriale di Unindustria Calabria, per approfondire aspetti cruciali per il sistema delle imprese, su cui si misura la competitività delle stesse.

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Moderati dal Direttore della rivista L'Imprenditore Carlo Robiglio, i lavori del seminario sono stati introdotti dal presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca che ha sottolineato come «riuscire ad avere sotto controllo la gestione dell'azienda, nella sua continua e mutevole evoluzione ed in un contesto dinamico come quello attuale, rappresenta una priorità indiscutibile per tutte le tipologie e dimensioni d'impresa. Ogni realtà ha molteplici esigenze ed obblighi e ha necessità di capire bene cosa sta facendo e su cosa deve concentrarsi, in modo da pianificare e rendere operative strategie ed azioni che devono poi esser misurate nel tempo. Occorre, quindi, andare oltre la contabilità, implementando un controllo della gestione che assicuri efficacia ed efficienza organizzativa». All'intervento del presidente della Piccola Industria di Confindustria Cosenza Demetrio Metallo, hanno fatto seguito le relazioni del professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese dell'Università della Calabria Alfio Cariola e del Responsabile Sviluppo

Da sinistra: i presidenti Pastore, Robiglio, Mazzuca e Ferrara

Progetti di Sistemi Spa Davide Vierzi. L'Amministratore Delegato del Gruppo Sirfin, Renato Pastore ha raccontato la sua esperienza a capo di un gruppo imprenditoriale che da oltre trenta anni opera in tutta Italia nel campo dell'informatica con decine e decine di dipendenti, offrendo soluzioni anche per le pubbliche amministrazioni. Gli esperti hanno sottolineato come il controllo organizzativo comprenda tutta la strumentazione che il management utilizza per orientare gli attori verso comportamenti e decisioni coerenti con il perseguimento degli obiettivi dell’impresa. «Il controllo di gestione – ha commentato il professore Alfio Cariola – è il processo che produce informazioni,

monetarie e non, che il management utilizza per favorire il perseguimento degli obiettivi dell’organizzazione, per assicurare un impiego il più possibile efficiente ed efficace delle risorse, per guidare le scelte, motivare manager e lavoratori, favorire il miglioramento delle attività operative e la coerenza organizzativa in generale». I presidenti Carlo Robiglio e Aldo Ferrara hanno, infine, sottolineato come i seminari organizzati dalla Piccola Industria di Confindustria entrino nel merito delle questioni che interessano la competitività delle imprese per supportare gli imprenditori nel loro percorso di aggiornamento continuo e di creazione di nuove opportunità. •

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economia

“La Calabria? Una regione sorprendentemente vivace” Intervista con Carlo Robiglio che dirige la rivista “L’Imprenditore”

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stato in Calabria non troppo tempo fa. Ha moderato anche un seminario sul controllo di gestione di cui riportiamo un ampio resoconto in questo numero della rivista. Carlo Robiglio è un imprenditore di successo e, nello stesso tempo, un esperto di comunicazione al quale è stata affidata, direttamente dal presidente Baban, la direzione della rivista “L’Imprenditore”, organo di informazione al quale fanno riferimento le migliaia di piccole e medie imprese italiane. E’ proprio da questa nuova sfida legata all’editoria che comincia questa breve intervista. “L’Imprenditore” è una rivista storica per la Piccola Industria di Confindustria. Com’è cambiato il modo di comunicare alle imprese e quanto la comunicazione aziendale con la rivoluzione del web?

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«Il web sta completamente rivoluzionando il modo di comunicare per tutta la società e in particolar modo per il mondo delle imprese. Oggi gli imprenditori devono ovviamente adeguare e innovare il loro modo di comunicare al Mercato che sempre più sarà on line e nel medesimo tempo stanno cambiando le dinamiche attraverso le quali attivare qualsivoglia tipologia di comunicazione verso le imprese e gli imprenditori stessi, dal momento che ormai siamo tutti sempre connessi alla rete. Anche L’Imprenditore si è adeguato a queste dinamiche e per essere al passo con i tempi, da qualche mese è sulla Rete con il proprio portale all’indirizzo www. limprenditore.com». Qual è lo stato della Piccola Industria in Italia: ritiene che ci sia la voglia di un cambio di mentalità, di avviare un

percorso virtuoso di trasformazione per essere più competitivi o si è ancora ancorati a modi sorpassati di fare impresa?

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Il web sta completamente rivoluzionando il modo di comunicare per tutta la società e in particolar modo per il mondo delle imprese»


economia «Gli ultimi otto anni sono stati terribili per le imprese, le quali non hanno innovato non solo e non tanto in quanto ancorate ad una vecchia mentalità, ma soprattutto perché costrette a “resistere” e a sopravvivere per non crollare in un mercato asfittico. Oggi è evidente come con i primi segni timidi di ripresa, si possa già constatare uno spirito nuovo da parte degli imprenditori, che stanno tornando a investire e, sono certo, sempre più lo faranno nei prossimi mesi». Che idea si è fatto delle iniziative messe in campo dal Governo Renzi in tema di occupazione? In particolare qual è il suo giudizio sul Jobs act?

«Ritengo in tutta franchezza che sia ancora troppo presto per dare giudizi o patenti al governo Renzi; non dimentichiamo che questo Governo ha ereditato una situazione ai minimi termini e, con le casse vuote, non è facile programmare qualche cosa di diverso dalla gestione dell’ordinario. Credo però che una mano al Governo stesso stia arrivando dai Mercati e, quindi, penso che sia giunto il momento opportuno per spingere sull’acceleratore delle Riforme che sono e saranno imprescindibili per la ripresa. Ciò premesso mi pare che il Governo Renzi stia comprendendo nella giusta maniera i segnali che arrivano dai Mercati stessi e già qualche azione positiva in tale direzione la stia facendo; vedasi appunto il Jobs Act». La parola chiave è, senza dubbio, innovazione. A che punto siamo in Italia e che situazione ha trovato in Calabria visto che, ultimamente, ha partecipato a diverse iniziative nella nostra regione?

«Sull’innovazione Confindustria e in particolare Piccola Industra e la Presidenza Baban stanno facendo davvero molto ed è una priorità assoluta per la nostra azione dei prossimi mesi. Venendo alla Calabria devo dire che

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Ho trovato una Regione vivace, con tanti giovani che vogliono fare impresa e innovare, partendo dal territorio e soprattutto dalle opportunità che il turismo e l’agroalimentare possono dare a questa terra» ho trovato una situazione che mi ha stupito decisamente in termini positivi; ho infatti trovato una Regione vivace, con tanti giovani che vogliono fare impresa e innovare, partendo dal territorio e soprattutto dalle opportunità che il turismo e l’agroalimentare possono dare a questa terra. Non posso inoltre dimenticare che ciò sta avvenendo anche grazie al grande impegno che il vertice del sistema Confindustriale Calabrese, sta profondendo senza sosta». La ricerca “Esportare la dolce vita” presentata qualche giorno fa ha evidenziato come l’export dovrebbe, in sei anni, aumentare di un 45%. Le Pmi italiane sono pronte a questa sfida?

«Le PMI sono a mio avviso pronte da un punto di vista di maturità per fare il grande e necessario salto verso l’internazionalizzazione; è però assolutamente necessario oggi svolgere un’attività di crescita culturale verso le competenze e le capacità di internazionalizzare, azione che in buona parte dovrà essere supportata e sviluppata in primo luogo da Confindustria e parimenti da politiche governative che tolgano lacci e lacciuoli di una burocrazia che, ancora troppo spesso, rappresenta un ostacolo per le imprese, anche in termini di internazionalizzazione».

Expo è una grande occasione per l’Italia. Da esperto in comunicazione, a suo avviso, ritiene che si raggiungerà

l’obiettivo di far passare un’immagine positiva del belpaese con ricadute importanti, ad esempio, nel settore turistico?

«Sono convinto che il Paese tutto, in ogni sua componente, abbia fatto enormi sforzi in un momento estremamente difficile, per arrivare pronto a questo importante evento. Ritengo che le premesse per far sì che EXPO non sia solo un evento e nulla più ci siano tutte, anche perché l’afflusso di potenziali turisti nel bel Paese, troverà sponde importanti in altre iniziative che daranno continuità ad un turismo di massa, vedasi ad esempio l’Anno Santo che vedrà nel 2016 Roma e l’Italia meta di milioni di Pellegrini da ogni parte del Mondo. La vera sfida sarà tramutare un turismo di massa, mordi e fuggi, in un turismo che porti ricchezza e spesa e su ciò francamente non credo che l’Italia ad oggi sia prontissima, soprattutto in termini di infrastrutture, servizi al turista e politiche di accoglienza e supporto di un certo livello. Confidiamo anche questa volta nello Stellone…».

Un’ultima battuta sulla esperienza di direttore de “L’imprenditore”. Che bilancio può fare dopo poco più di un anno che ne ha assunto la guida?

«Un bilancio assolutamente positivo. Ho trovato in Confindustria una squadra di collaboratori meravigliosa e motivatissima e i colleghi che insieme a me compongono il Comitato di Direzione, hanno dimostrato una passione e un impegno davvero sorprendenti. In questo anno abbiamo svolto un grandissimo lavoro, rinnovando completamente la rivista, in termini di grafica, incominciando dalla testata, di contenuti e rubriche. Non da ultimo, come ho fatto cenno più sopra, siamo anche sbarcati sul web. Quindi direi un bilancio più che ottimistico». •

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N.10 GIUGNO

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Nuove frontiere per la sicurezza pubblica Imprese innovative: MCM, il vantaggio di essere ottimisti Mondo Startup, 11 nuove imprese calabresi per la salute e la social innovation I nuovi brevetti della ricerca calabrese GiPStech, quando da un problema nasce un grande business


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#RESTARTCALABRIA - N.10 - GIUGNO 2015

EDITORIALE

Colmare i gap con strategie multiside di Michele Costabile Il futuro non è più quello di una volta. Chi liquida questa magnifica sentenza di Mark Strand come un suggestivo titolo letterario e niente più, purtroppo, rischia di perseverare negli errori delle policy per lo sviluppo che in geografie come la Calabria risultano sostanzialmente inefficaci ormai da mezzo secolo. Inefficaci perché immaginate con gli stessi schemi mentali che avevano ispirato le iniziative della Cassa per il Mezzogiorno. Peccato che policy efficaci nel 1950 non lo erano più nel 1980! E con la politica per l’innovazione e le start-up rischiamo di correre lo stesso rischio. Immaginare e realizzare policy che andavano bene negli anni Novanta dello scorso secolo. E’ indubbio l’effetto positivo dell’investimento che da oltre un decennio i principali attori istituzionali della Calabria (università in primis) stanno realizzando, così come le esperienze senz’altro efficaci di iniziative come CalabriaInnova. I risultati sono confortanti: nel 2014 il maggiore tasso di crescita delle start-up dopo la Lombardia. Confortanti si, ma non appaganti. Basta provare a guardare i dati in una prospettiva un pò più ampia. Il gap fra le due regioni “estreme” del nostro Paese non solo è enorme, ma neppure si riduce. Se solo si “relativizza” il dato sulle start-up alla popolazione residente si nota subito che il gap è ed è rimasto drammatico. In Calabria c’è una start up ogni 35.000 abitanti; in Lombardia una ogni 17.500 circa. Un gap del 50%, esattamente in linea con quello del pil pro-capite delle due regioni. Commenti e proposte in chiaro-scuro. Commenti positivi (in chiaro) per l’accelerazione fortemente correlata agli investimenti realizzati nell’ultimo decennio sull’entrepreneurship, sul trasferimento tecnologico, sul sostegno alle start-up (servizi, incubatori, competizioni, contatti con seed e venture capital fund, ecc.). Commenti negativi, invece, sulla visione poco ecologica del processo e sullo scarso focus. Se l’obiettivo non è non aumentare il gap ma colmarlo - immaginando che la Lombardia sia il benchmark, ma se ne potrebbero immaginare altri ancora più sfidanti, anche solo in Europa – allora la sfida è attivare politiche multilaterali. Non basta l’azione sul mindset (orientamento imprenditoriale) e sui “grant” (la miccia iniziale), sugli incubatori universitari e sui contatti con investitori in fase seed. Bisogna continuare a fare tutto questo, ove possibile meglio o con maggiore massa critica. Al tempo stesso però si devono avviare azioni parallele e molto focalizzate sui veri “trigger” (i grilletti) degli ecosistemi imprenditoriali high-tech: il funding e il mondo corporate. Cosa si aspetta a lanciare un fondo di co-investimento con fondi di seed capital qualificati a livello nazionale e gestiti da privati (con il pubblico che “abilita” ma non gestisce) ovvero un fondo di fondi per il seed capital? La Basilicata ha fatto qualcosa di simile, e all’apparenza è molto ben disegnato. E cosa si aspetta a spingere – e ove possibile incentivare – gli uffici di trasferimento tecnologico delle Università calabresi a diventare veri e propri “hub” delle relazioni con gli uffici di R&D e/o con i responsabili del business development di aziende consolidate? Senza capitali le start-up rimangono esercizi di entusiasmo “giovanile” (da elogiare e incentivare, ma non considerare come risorse per colmare i gap); e senza imprese su cui innestare le innovazioni (il plug in come si dice in gergo) le start-up non decollano. Ecco la sfida vera: progettare e realizzare politiche multilaterali con due perni almeno: il funding e le relazioni con le imprese. Senza questi il gap, purtroppo, al più riusciremo a non ampliarlo.

Michele Costabile, Professore Ordinario di Marketing e responsabile dei programmi di Entrepreneurship dell'Università LUISS di Roma (già dell'Università della Calabria)

Indice DALLA RETE #TERRITORIDIGITALI: a Reggio la seconda tappa del roadshow di Confindustria Digitale

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STORIE D’INNOVAZIONE MCM: quando il vantaggio è essere ottimisti

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GiPStech si racconta: quando da un problema può nascere un grande business

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NUOVI MATERIALI Dal grafene, la nuova era industriale

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SCENARI TECNOLOGICI La biometria al servizio della sicurezza

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MONDO STARTUP TalentLab-startup: 11 nuove imprese calabresi per la salute e la social innovation

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VETRINA DELLA RICERCA Quando la ricerca incontra il mercato: i nuovi brevetti della ricerca calabrese

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NEWS DA APRE

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IN AGENDA & CHANCE

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#RESTARTCALABRIA - N.10- GIUGNO 2015

DALLA RETE

#TERRITORIDIGITALI: a Reggio la seconda tappa del roadshow di Confindustria Digitale di Alessia Salamone

«Le PMI del Sud possono e devono saper cogliere la sfida digitale per crescere e diventare competitive. #TERRITORIDIGITALI ha proprio questo obiettivo: aiutare le imprese a intraprendere questo percorso. Da una parte si rivolge direttamente agli imprenditori e ai manager per contribuire ad aumentare la conoscenza delle tecnologie innovative su cui oggi si basa la trasformazione delle aziende in imprese digitali. Dall’altra vuole contribuire a innescare o rafforzare le azioni di sistema sul territorio, attraverso processi di collaborazione multidisciplinare fra istituzioni pubbliche, università, centri di sviluppo tecnologico e imprese, indispensabili per creare un ambiente favorevole all’innovazione». Con queste parole Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia e presidente dello Steering Commitee Piattaforme di filiera per le Pmi, ha riassunto il significato di #TERRITORIDIGITALI, il roadshow nazionale che, partito a marzo da Trieste, ha fatto tappa a Reggio Calabria lo scorso aprile. Realizzata in collaborazione con la rete dei Digital Champions e con CalabriaInnova, l’iniziativa itinerante promossa da Confindustria Digitale, la Federazione delle imprese dell’Ict, è la prima del genere in Italia. #TERRITORIDIGITALI nasce dalla consapevolezza che la trasformazione digitale delle piccole e medie imprese e la loro capacità di competere utilizzando le nuove tecnologie rappresentano passaggi cruciali per la ripresa dell’economia italiana. Le PMI, tuttavia, pur avendo un ruolo fondamentale nel nostro sistema economico sia in termini produttivi che occupazionali, presentano ancora una scarsa tendenza all’innovazione. Secondo dati Istat del 2014, infatti, in Calabria il quadro si presenta con punte di particolare ritardo rispetto alla media italiana: solo del 23% è il grado di utilizzo di internet da parte delle imprese calabresi (la media italiana si aggira intorno al 39%); del 48% è l’indice di diffusione dei siti web delle imprese. I dati evidenziano, inoltre, che solo il 35,8% degli utenti internet (oltre 14 anni) compra,fa acquisti attraverso l'e-commerce, dato in aumento di 8 punti rispetto al 28% del 2013, ma indietro rispetto alla media italiana del 44,6%. L’utilizzo di internet sopra i 6 anni è del 46,2% contro una media nazionale del 55,5% e le famiglie con collegamento a internet corrispondono al 54,2% contro il 64% di media italiana. Infine, sono il 35,4% le imprese manifatturiere che nel 2013 hanno effettuato investimenti in innovazione: dato inferiore di 6 punti rispetto alla media del Mezzogiorno.

Carlo Purassanta, AD di Microsoft Italia

Anche alla luce di questi numeri, l’incontro è stato un’occasione per capire come trasformare la propria azienda e rilanciarla grazie al digitale, attraverso la scoperta di tecnologie innovative che cambieranno immediatamente il modo di fare business. A presentarle sono stati tecnici delle aziende associate a Confindustria Digitale come: Avaya, Cisco, Fastweb, Google, Gruppo Pragma, HP, IBM, INebula, Microsoft, Sesa Spa, Sorint Lab, Telecom Italia, Torino Wireless, Transcom. La giornata ha registrato la vivace e attenta partecipazione di numerosi imprenditori e manager di piccole e medie imprese locali che nel pomeriggio si sono intrattenuti in una sessione pomeridiana dedicata al confronto fra le esigenze del territorio e i portatori di soluzioni innovative. Suddivisi in gruppi di lavoro, i partecipanti, scelti tra rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, imprese, esperti e startupper, hanno approfondito alcuni temi legati alle specifiche esigenze di innovazione del territorio: Turismo Digitale e Beni Culturali, Big e Open Data, Mobilità Intelligente, Young&Social Innovation, Agenda Digitale ed E-democracy.


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STORIE D'INNOVAZIONE

MCM: quando il vantaggio è essere ottimisti di Valentina De Grazia

Ulivi secolari, alti quasi quanto querce. Attraversiamo la tipica campagna della piana di Gioia Tauro, in particolare quella di Cittanova, chiedendoci come sia possibile che in un’oasi di natura come questa si trovi una vera e propria zona industriale che nasconde realtà imprenditoriali di successo. È con questo interrogativo che arriviamo alla MCM, azienda calabrese diventata un punto di riferimento per le multinazionali che si occupano di sistemi di sicurezza per i bancomat. Domenico Morano ci travolge da subito con il suo entusiasmo, portandoci immediatamente a vedere gli impianti e i nuovi prodotti che ha realizzato anche grazie al progetto di innovazione realizzato con CalabriaInnova. La sua azienda ha un fatturato in crescita: con un milione e ottocentomila euro nel 2014 ha registrato un +33% rispetto all’anno precedente. Ci descrive con orgoglio la sua organizzazione: i grandi gruppi bancari nazionali richiedono alle aziende produttrici di bancomat continui aggiornamenti e adeguamenti, per garantire la sicurezza dai sempre più sofisticati attacchi. Queste aziende multinazionali hanno difficoltà a sviluppare le nuove soluzioni al loro interno, così accade spesso che chiamino l’ingegnere Morano che, grazie al suo ufficio di progettazione, ai suoi giovani tecnici e alla sua officina, realizza velocemente il nuovo prototipo. Una volta approvata la soluzione si va in produzione, dove vengono assemblati i “pezzi di ferro”, come li chiama lui, con le parti elettroniche. Fin da subito ci appare chiaro che Domenico Morano è un imprenditore entusiasta, capace con il suo contagioso ottimismo, di trasformare qualsiasi difficoltà in una nuova opportunità. Cominciamo la nostra chiacchierata con una provocazione. Che ci fa un ingegnere meccanico nell’officina di un fabbro? È quello che mi sono chiesto anch’io quando nella primavera del 2003 sono tornato definitivamente a Cittanova, questo piccolo comune della Calabria lontano da qualsiasi infrastruttura, per questioni familiari. Avevo lavorato per circa 20 anni in tutta Italia, prima per l’Università di Genova, dove mi sono laureato in ingegneria meccanica, poi nell’azienda di consulenza aziendale da me fondata con altri soci. Poi il primo maggio del 2003 il colpo di fortuna, proprio quando stavo cercando di capire cosa fare dell’officina di mio padre, attiva dagli anni ’60, luogo in cui sono cresciuto come in una secon-

Domenico Morano di MCM ci mostra uno dei suoi prodotti

da casa. Un cliente della mia società di consulenza di allora aveva bisogno urgentemente di alcuni particolari piastroni per fissare i bancomat del Banco di Roma. Il venerdì della stessa settimana i piastroni erano pronti per essere installati. A quel punto, vista la nostra rapidità di risposta in termini di progettazione, prototipazione e produzione, hanno iniziato a richiedere altre commesse, con crescenti contenuti di innovazione. Ho capito subito che era un ottimo mercato in cui inserirsi. Da qui il salto: da azienda artigiana abbiamo iniziato a lavorare nel mercato dei dispositivi di sicurezza per bancomat e abbiamo attivato una serie di investimenti, a cominciare dall’acquisto di macchine a controllo numerico, taglio laser, robot di saldatura, impianti di verniciatura a polvere. Abbiamo abbandonato l’approccio artigia-


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nale per trasformarci in una realtà industriale. Ma l’impegno più importante è stato trasformare la mentalità e l’approccio al lavoro dei miei collaboratori. Io credo molto nell’importanza della motivazione del personale, un’attività rafforzata dal coinvolgimento in tutte le fasi, dal processo di progettazione e produzione, fino alla vendita. Si ricorda altre date importanti? Certo, le ricordo tutte! Il 5 marzo del 2005, ad esempio. Era un sabato mattina, come sempre arrivo presto in azienda e trovo… il vuoto! Con la complicità di un dipendente ci avevano rubato tutto, tranne i macchinari più grandi che non erano riusciti a portare via. Il danno ammontava a circa 200 mila euro. Ma io non mi sono perso d’animo e ho ricomprato tutto, anche perché nel layout c’erano cose che non mi convincevano, ne ho approfittato per fare pulizia e ridisegnare i processi produttivi. Ma con tutte queste difficoltà, perché investire qui? Perché qui si vive meglio. Ho vissuto in grandi città per tanti anni. Ho vissuto anche in piccoli centri del nord, sono meravigliosi. Ma

Un momento della fase di produzione

5 dal punto di vista umano non c’è paragone. Oggi finisco di lavorare e in 10 minuti sono a casa con i miei figli, ho il mare e la montagna a due passi. I miei figli hanno a disposizione diverse scuole di eccellenza, come l’ITIS di Polistena. Questo è un grande vantaggio anche per la mia azienda: ho da poco assunto due neo-diplomati proprio dell’ITIS. I miei clienti mi invidiano, mi dicono “tu sei fortunato”. L’investimento grosso è stato l’acquisto di una grande struttura a Garlasco, vicino Milano. Abbiamo delocalizzato la Calabria, conservandone tutti i benefici. Insomma è un inguaribile ottimista, quale altro imprevisto è riuscito a trasformare in vantaggio? Tutte le esperienze negative che abbiamo vissuto come famiglia ci hanno permesso di essere inattaccabili e di avere una credibilità riconosciuta. A causa del racket mio padre è stato sotto scorta per anni. Ma noi abbiamo reagito, denunciandoli. E non solo, abbiamo fondato a Cittanova la seconda associazione antiracket d’Italia. Mia sorella Maria Teresa è la coordinatrice delle associazioni antiracket calabresi. Le multinazionali nostre clienti, ci hanno scelto


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Prodotti a marchio MCM

anche per questo. Qui si lavora con difficoltà, ma se riesci a trasformare queste difficoltà in vantaggio, sei più forte e più competitivo. Cosa avete realizzato con CalabriaInnova e com’è andata la collaborazione? In principio ero molto diffidente rispetto ai finanziamenti pubblici. Quando abbiamo partecipato in passato, sono state esperienze deludenti, in quanto l’architettura dei bandi è stata sempre distante dalla realtà che le aziende vivono quotidianamente. Poi i broker tecnologici di CalabriaInnova sono venuti a trovarci in azienda e già questo mi è parso un segnale di discontinuità! Grazie al loro approccio concreto e alle competenze dimostrate, abbiamo capito che si trattava di interlocutori su cui potevamo contare per avere un sostegno efficace. Ci hanno eseguito un audit tecnologico, uno screening dell’azienda, rilevando le nostre esigenze di innovazione. Questo ci ha aiutato a definire tutti i dettagli di alcune idee che avevo già in mente. Poi CalabriaInnova ci ha proposto di candidare il progetto al bando Attiva l’Innovazione. Era il contenitore ideale: avevamo già l’idea e il progetto di dettaglio, il finanziamento ci ha permesso di sostenerne l’implementazione e lo sviluppo. Dei quattro prodotti inseriti nel progetto di innovazione, il primo è già in produzione, mentre altri due sono in fase di prototipazione. Il prodotto DSH, Dispenser Shut Hardening, una specie di ghigliot-

tina che chiude immediatamente la fessura che eroga i contanti in caso di tentativi di effrazione, oggi è già adottata dai più grossi istituti di credito nazionali, come UBI e Unicredit. Il prodotto SoftBox, invece, lo ha appena richiesto una multinazionale spagnola. Se avessimo fatto il progetto da soli avremmo impiegato molto più tempo, perché assorbiti dalla gestione ordinaria. Con CalabriaInnova possiamo senz’altro dire di aver Attivato l’Innovazione: il titolo del bando era dunque perfetto alla prova dei fatti. L’idea di innovazione era già nella mia testa e sulla mia scrivania, in attesa, voi l’avete attivata. Come immagina il futuro di MCM? Da qui a 5 anni le cose che facciamo adesso probabilmente non serviranno più. Quindi ho già iniziato a ragionare sul punto debole dei nostri dispositivi: i bancomat sono macchine mute, non comunicano né con gli installatori, né con le banche. L’azienda quindi dovrà sviluppare una componente elettronica sempre più preponderante con l’integrazione dell’ICT per realizzare prodotti che consentano al funzionario di banca o al tecnico di ricevere da remoto tutte le informazioni sullo status di ciascun dispositivo e di attivare allarmi, blocco delle macchine, etc. Quindi avrete bisogno ancora di CalabriaInnova quanto prima? Certo, senza dubbio. Cominciamo subito?


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NUOVI MATERIALI

SCENARI TECNOLOGICI

Dal grafene, la nuova era industriale

La biometria al servizio della sicurezza

Rubrica a cura del servizio CI Materiali – materiali@calabriainnova.it

Rubrica a cura del team Informazione Brevettuale e Documentale brevetti@calabriainnova.it

Il sistema industriale e quello accademico uniti sotto la stessa bandiera: è la Graphene Flagship, il più grande filone di ricerca permanente della Unione Europea, che con 1 bilione di euro ha l’ambizione di portare il grafene dal mondo dei laboratori accademici all’industria europea. Le ricadute attese sono crescita economica, nuovi posti di lavoro e nuove opportunità di sviluppo delle tecnologie emergenti in tema di nano-materiali. La previsione è più che realistica se si pensa a quali e quanti sono gli ambiti di applicazione di questo materiale dalle proprietà uniche e sorprendenti. Con il grafene è, infatti, possibile ottenere materiali compositi più resistenti e multifunzionali, dispositivi opto-elettronici più veloci, più economici e flessibili, bio-sensori ultrasensibili e label-free. Il grafene consente, inoltre, di effettuare lo stoccaggio e la conversione dell’energia in maniera più efficiente, economica e sostenibile. Grazie a questo materiale gli pneumatici di domani saranno più sicuri, leggeri e efficienti. Ottenuto dalla grafite, il grafene è bidimensionale, caratteristica che conferisce particolari proprietà rispetto ai materiali tridimensionali: ha conducibilità elettrica e termica molto elevate (pari a quelle del rame), mantenendo però un’ottima trasparenza. Non a caso, un nuovo studio suggerisce che il grafene potrebbe presto consentire di fabbricare display touchscreen che si piegano. Realtà industriali statunitensi producono già nanoscaglie o rivestimenti sottili e trasparenti di ossido di grafene con spessori da 5 a 20 nm e superficie di circa 3-5 cm2, conducibilità elettrica tra 102 e 105 S/m e resistività su piano tra 10 e 105 Ohm/sq a seconda del supporto. Sono disponibili ossidi di grafene singolo strato o multistrato, dispersi o facili da disperdere in un solvente, con dimensioni standard che variano da 300 a 800 nm nelle due direzioni su piano e con spessore da 0.7 a 1.2 nm. Per maggiori informazioni scopri il servizio CI Materiali di CalabriaInnova in collaborazione con MaTech® - PST Galileo Padova: www. calabriainnova.it

L’esigenza di garantire livelli sempre più alti di sicurezza nell’accesso a locali protetti ha elevato la biometria da tecnologia di nicchia a tecnica di applicazione generale. I sistemi di riconoscimento biometrico si basano sull’identificazione delle persone per una o più caratteristiche biologiche o comportamentali. Smartphone e computer hanno già sostituito le tradizionali password con scansione iride e impronte digitali, ma la biometria non si ferma alla sicurezza dei devices di uso personale o dei sistemi informatici. Questa tecnica viene infatti sempre più impiegata nell’ambito della sicurezza pubblica per l’autenticazione degli accessi in luoghi in cui il controllo è sinonimo di incolumità collettiva, come ad esempio aeroporti, scuole, ospedali etc. L’attività inventiva in questo campo è in grande fermento: lo confermano le informazioni brevettuali tratte dalla banca dati Thomson Innovation, grazie alle quali è possibile delineare i principali attori dell’innovazione, le soluzioni tecnologiche di prossima apparizione, le aree geografiche in espansione e quelle in declino. Le invenzioni legate ai sistemi di identificazione su dati biometrici per l’accesso a luoghi fisici hanno portato, a partire dagli anni ’70, al deposito di oltre 200 domande di brevetto con un picco nel 2009 e un trend di sviluppo in ascesa negli anni più recenti. Sono gli Stati Uniti il paese con il numero più elevato di richieste di privativa, seguiti da Germania, Gran Bretagna, Giappone e Francia. Al primo posto tra i detentori del maggior numero di depositi brevettuali c’è Drexler Technology Corporation, impresa statunitense, con sede a Mountain View, famosa per la produzione di LaserCard, la scheda di memoria ottica più diffusa al mondo. Le soluzioni tecnologiche basate su tecnologia biometrica esistono da tempo, ma la loro complessità e gli alti costi di realizzazione ne hanno limitato l’impiego pratico, rendendole poco mature per il mercato di massa. L’evento CES 2015 di Las Vegas, la più importante fiera di elettronica del mondo, dimostra, invece, che la biometria è un’area tecnologica di enorme interesse e che nel futuro i dati biometrici saranno utilizzati sempre più per garantire livelli di sicurezza sempre più alti.


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TalentLab-startup:

MONDO STARTUP

MISBIO s.r.l.s.: per un futuro di cura e diagnosi indolore e non invasiva MISBIO propone un dispositivo elettromedicale in grado di acquisire ed elaborare i segnali provenienti dall’attività gastrica. Il dispositivo è in grado di fornire una diagnosi sulla presenza di specifici disordini gastrointestinali attraverso metodi diagnostici non invasivi, indolore e a basso costo.

Arcon s.r.l.s.: il fonendoscopio digitale

Mente&Relazioni s.r.l.: terapia, formazione e ricerca

La startup propone un fonendoscopio di ultima generazione che, collegato a uno smartphone con un’app dedicata, è in grado di processare automaticamente i segnali sonori auscultati. Il nuovo fonendoscopio elabora il segnale sonoro, lo amplifica e lo digitalizza. Il sistema permette così a medici e infermieri di comunicare tali parametri anche a distanza e, tramite la registrazione delle auscultazioni, consente di migliorare la diagnosi.

L’azienda offre servizi psicologici che aiutano a migliorare la qualità della vita personale e di relazione utilizzando strumenti innovativi. Grazie a tools tecnologici e multimediali si intende supportare il protocollo di assessment e psicoterapeutico consentendo una maggiore efficacia e rapidità nella raccolta dei dati e nella loro elaborazione. La banca dati servirà, inoltre a potenziare l’attività di ricerca e di monitoraggio e migliorare i servizi erogati.

Team proponente:

Team proponente:

Team proponente:

Rosario Morello

Marco Bonanno

Stefania Messina, Maria Muscolo

Riferimenti:

Riferimenti:

Riferimenti:

rosario.morello@unirc.it

nemovmarco@hotmail.it

www.menterelazioni.it - info@menterelazioni.itcom

MED3D s.r.l.s.: il software per la progettazione di plantari ortopedici su misura

Labirinto giochi dal mondo s.r.l.s.: giocare per scoprire, scoprire per crescere

MED4FIT s.r.l.: benessere allo stato puro!

La mission della startup è quella di portare nel mondo della podologia e in particolare dei plantari ortopedici la tecnologia di stampa 3D. Il prodotto principale è un software per la ricostruzione 3D dell’impronta del piede. Il software permette di migliorare il processo di creazione rendendo le ortesi plantari realmente su misura.

L’azienda progetta e realizza giochi sensoriali e personalizzabili per bambini, utilizzando materiali di recupero e scarti industriali. Ogni bambino potrà avere un prodotto unico, poiché, attraverso una piattaforma web si potranno scegliere gli stessi giochi con differenti tessuti, colori e motivi. La piattorma offre inoltre una consulenza qualificata sulle direttive educative da seguire nella customizzazione del prodotto.

L’azienda progetta e realizza software avanzati di valutazione funzionale della forma fisica dell’individuo. L’obiettivo è dotare sia gli atleti professionisti, sia gli amatoriali di strumenti avanzati d’analisi e programmazione nel campo delle metodologie del training. Attraverso la combinazione di 10 variabili medicoscientifiche è possibile ottenere informazioni sullo stato di forma e di salute e definire i migliori percorsi di allenamento e i correttivi da applicare alle proprie abitudini.

Team proponente:

Team proponente:

Team proponente:

Teresita de Jesus Caldera Lopez, Andreina Guido

Manuela Napoli

Dario Anselmo Catalano

Riferimenti:

Riferimenti:

Riferimenti:

teresita.caldera@gmail.com

napoli_manuela@libero.it

www.medforfit.com, info@medforfit.com


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11 nuove imprese calabresi per la salute e la social innovation

BBUSSCCLUB Building Sharing Social City Club s.r.l.s: un circolo virtuoso

I-Tenerè s.r.l.s : una casa per ogni paesaggio

OvAge s.r.l.: per determinare l’età ovarica con un risultato oggettivo

L’idea si fonda sul principio dell’educazione civica attraverso la partecipazione e la condivisione e vuole realizzare un modello da replicare anche in altri territori. Un luogo fisico all’interno di un quartiere diventa un incubatore di persone e idee, in cui si mescolano attività for-profit, no-profit, gratuite. L’estensione virtuale dell’incubatore, inoltre, servirà per la vendita dei servizi e dei prodotti: ognuno potrà mettere a disposizione di tutta la comunità il suo tempo e le sue competenze.

I-Tenerè fornisce un servizio di progettazione e costruzione, chiavi in mano, di container abitativi autonomi energeticamente da 10 mq. L’obiettivo è realizzare mini case in soli 10 metri quadri con un unico ambiente: zona bagno, cucina-soggiorno, letto. Modulari, prefabbricati, ecologici al 100%, i container abitativi possono essere trasportati ovunque, dai Poli all’equatore. L’involucro potrà essere realizzato in funzione delle condizioni atmosferiche del contesto ambientale di utilizzo.

OvAge propone un metodo innovativo per la determinazione dell’età ovarica della donna, affidabile e validato clinicamente. Tale metodo si basa su un algoritmo in grado di relazionare età ovarica ed anagrafica della paziente in termini sia di prognosi riproduttiva che di distanza dalla menopausa. Il ginecologo avrà quindi a disposizione uno strumento innovativo, originale, di semplice utilizzo e rapido in termini di risposta che lo aiuterà a guidare le scelte terapeutiche più appropriate per le proprie pazienti.

Team proponente:

Team proponente:

Team proponente:

Gabriella Catastimeni, Alberto Nisticò

Francesco Bova, Antonio Bova

Daniela Lico, Fulvio Zullo, Roberta Venturella

Riferimenti:

Riferimenti:

Riferimenti:

gabriellacatastimeni@virgilio.it

www.i-tenere.com, i.tenere2014@gmail.com

dani.li@libero.it

Goodhealth i.s.r.l.: monitora il tuo peso 24 ore su 24

Bergamot Power i.s.r.l.: dal bergamotto un’aiuto per la sindrome metabolica

La startup propone un dispositivo biomedicale indossabile per la misurazione continua del peso corporeo. Il prodotto è costituito da una soletta munita di sensori di rilevamento della pressione esercitata sull’intera superficie, di un convertitore analogico/digitale, di un software per l’archiviazione dei dati in cloud e di un’applicazione mobile per l’analisi e la visualizzazione dei dati. Il vantaggio principale per gli specialisti è quello di avere un data set informativo utile allo studio della correlazione tra peso e patologie.

L’impresa si propone di realizzare un prodotto nutrizionale derivato del bergamotto da utilizzare come coadiuvante nelle terapie psicologiche. La ricerca, infatti, ha dimostrato che l’estratto del bergamotto è in grado di prevenire l’insorgenza della Sindrome Metabolica tra i malati mentali sottoposti a terapia con neurolettici. La Sindrome Metabolica è una condizione pseudo-patologica caratterizzata dalla presenza di più disturbi: aumento della glicemia, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia ed ipertensione.

Team proponente:

Team proponente:

Giuseppe Micò, Carmine Zoccali

Rocco Antonio Zoccali, Pasquale Cannizzaro

Riferimenti:

Riferimenti:

info@giuseppemico.it

ing.pasqualecannizzaro@gmail.com


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VETRINA DELLA RICERCA

Quando la ricerca incontra il mercato: i nuovi brevetti dalla ricerca calabrese A cura del servizio di Valorizzazione della Ricerca di CalabriaInnova

Le dinamiche economiche e competitive internazionali in cui le università si trovano oggi a operare, impongono un significativo ampliamento della loro missione originaria, rendendo centrali la valorizzazione economica dei risultati della ricerca e un ruolo attivo nei processi di trasferimento tecnologico verso le imprese. Cruciali divengono la brevettazione, lo sfruttamento economico dei brevetti, l’avvio di spin-off, il coinvolgimento diretto nello sviluppo economico locale, anche attraverso la partecipazione alla gestione di parchi tecnologici, incubatori d’impresa, iniziative di finanza per l’innovazione. Questo impegno, finalizzato all’applicazione diretta e all’impiego della conoscenza per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico, è conosciuto come terza missione delle università. Per favorire il consolidamento della Rete Regionale per l’Innovazione, CalabriaInnova dal 2013 ha avviato collaborazioni dirette con gli atenei calabresi, a sostegno del perseguimento della terza missione. Ciò ha consentito l’apertura di tre Contact Point a disposizione dei ricercatori locali, con personale specializzato nelle attività di scouting, informazione e promozione delle attività di ricerca scientifica e innovazione tecnologica, assistenza agli spin-off, supporto alla brevettazione, assistenza tecnica per l'accesso ai finanziamenti regionali, nazionali ed europei, networking nazionale e internazionale, intermediazione della domanda d’innovazione. Tra le attività dei Contact Point, il supporto alla brevettazione ha rappresentato una funzione core, sia per l’iter di richiesta di protezione brevettuale, sia nella fase di valutazione delle possibilità di sfruttamento economico delle invenzioni. Allo scouting diretto presso i dipartimenti ha fatto seguito il supporto per il deposito delle domande di brevetto, grazie a ricerche

di anteriorità brevettuale svolte dal personale di CalabriaInnova e alla consulenza di mandatari selezionati sul territorio nazionale, specializzati nel deposito legale. L’attività ha consentito il deposito di 11 domande di brevetto, cui 7 riguardanti il settore delle scienze della vita e 4 quello della meccanica e dei processi. Anche grazie a quest'impegno, il portafoglio brevetti degli atenei calabresi risulta oggi ricco e variegato: come tendenza generale, le tre università hanno mostrato nel triennio 2012 – 2015 una propensione sempre crescente alla tutela della proprietà intellettuale, che ha condotto al deposito di 32 domande di brevetto. La maggior parte delle domande ha riguardato depositi italiani, solo una domanda è stata depositata in Germania, 3 presso lo European Patent Office e 6 domande sono estensioni internazionali. In totale sono stati coinvolti 98 inventori e circa 10 dipartimenti. Con riferimento alle specificità di ciascun ateneo, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria è titolare di brevetti afferenti ai dipartimenti DICEAM e DIIES - che dirigono i corsi di laurea in ingegneria civile e informatica; al DARTE, che gestisce i corsi di laurea in Architettura, e ad AGRARIA, che coordina i corsi di laurea in tecnologie agrarie. I 6 brevetti riguardano le classi tecnologiche: physics, human necessities, performing operations e transporting. Le imprese che potrebbero avere interesse a sfruttarli operano nell’ambito l’automotive, della telefonia mobile, dei componenti edilizi ad alta efficienza energetica, dell’autoproduzione di energia con fonti rinnovabili, del controllo delle colture in agricoltura. I 2 brevetti depositati dall’Università Magna Graecia di Catanzaro afferiscono al dipartimento di Scienze della Salute e potrebbero rivestire grande interesse per le aziende del settore farmaceu-


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tiche e delle biotecnologie. L’Università della Calabria vanta ben 23 depositi, in una molteplicità di classi tecnologiche: chemistry; metallurgy, physics, electricity, fixed constructions, human necessities, mechanical engineering; lighting; heating; weapons; blasting engines or pumps, performing operations; transporting. I brevetti dell’UniCal potrebbero essere d’interesse per le imprese che operano nel settore delle biotecnologie e in particolare, in quello farmaceutico, della cosmetica, nel nutraceutico, nel settore della diagnostica, dei medical device ma anche della tutela ambientale e del risparmio energetico.

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Seguendo questa linea di tendenza, le università calabresi, sostenute sempre più intensamente nel perseguimento della terza missione, potranno garantire un ruolo cruciale nello sviluppo economico del territorio. Continuando a investire nelle attività di trasferimento tecnologico, i risultati della ricerca potranno trasformarsi in applicazioni industriali, generando importanti spillover territoriali: nuovi posti di lavoro, crescita dei fatturati delle imprese e creazione di spin off e start-up di successo.


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NEWS DA APRE

Rubrica a cura dello Sportello APRE Calabria – aprecalabria@calabriainnova.it

SME Instrument – nuovi traguardi per lo Sportello APRE Calabria

SME Instrument - call per la selezione di esperti e coach

Un altro traguardo raggiunto dallo Sportello APRE Calabria: in relazione allo SME Instrument, la linea di finanziamento di Horizon 2020 dedicata all’innovazione nelle piccole e medie imprese, dopo i primi 13 progetti presentati sino a marzo con il supporto del team calabrese, altri 8 progetti sono stati ora sottomessi alla scadenza della call di giugno. Tra questi, uno nel settore alimentare, tre nel settore salute e quattro nell’ICT. Tra le imprese risultate beneficiarie in Italia nella fase I, una è proprio calabrese – Gipstech- ed ha ricevuto la consulenza del personale APRE Calabria. Lo schema di finanziamento dello SME Instrument consente di sviluppare un’idea di business lungo tutta la catena del valore, dalla nascita alla commercializzazione; si struttura in tre fasi con l’obiettivo di trasformare le idee considerate disruptive (dirompenti) in soluzioni concrete e innovative con un impatto internazionale, in tempi utili all’azienda per godere dei benefici. Il funzionamento è caratterizzato da open calls organizzate in 3 fasi: una somma forfettaria (lump sum) che serve per esplorare la fattibilità e il potenziale commerciale dell’idea progettuale; una sovvenzione (grant) per attività di R&D, con focus sulle componenti dimostrative; infine, misure di supporto e attività di networking per lo sfruttamento dei risultati ottenuti. Ciascun progetto sottomesso alla Commissione viene giudicato da 4 valutatori che esaminano la proposta tenendo conto di 3 criteri specifici: l’impatto, l'eccellenza, e l'implementazione.

L’EASME - Agenzia Esecutiva della Commissione Europea per le Piccole e Medie Imprese ha pubblicato una call per manifestare interesse per la selezione di esperti/coach che andranno a supportare le PMI finanziate nelle fasi 1 e 2 dello SME Instrument. Il ruolo del coach sarà quello di fornire sostegno alle aziende finanziate in un’area specifica del progetto (marketing, investimenti privati, innovation management, proprietà intellettuale, ecc.), con l’obiettivo di favorire la commercializzazione della soluzione innovativa. La possibilità di usufruire di questo servizio è opzionale e il costo di tale supporto sarà coperto dalla Commissione Europea. Il bando resterà aperto per tutta la durata di Horizon 2020; si consiglia tuttavia di presentare la propria candidatura il prima possibile, in quanto i fondi sono ad esaurimento. La candidatura dovrà essere sottomessa mediante il sistema l’EUsurvey disponibile al link: http://ec.europa.eu/eusurvey/runner/businesscoachesSMEI.


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Bandi ICT 2015: una tre giorni a Lisbona per interagire con i funzionari della Commissione Il 20-22 Ottobre si terrà a Lisbona l’ICT 2015, un’opportunità unica organizzata dalla Commissione europea per coloro che intendano presentare proposte per il bando ICT di Horizon 2020. L’evento mira a presentare le call del Work Programme LEIT ICT 2016-17 e i bandi ICT related nell’ambito dei tre Pillar Horizon 2020. Nel corso della tre giorni sarà possibile interagire con i funzionari della Commissione, e disporre di informazioni utili per i topic di interesse inseriti nei programmi di lavoro. L’evento rappresenta un momento di networking utile per costruire il partenariato in vista delle prossime call ICT. La partecipazione è gratuita. Maggiori dettagli sul programma e sulle sessioni di networking saranno fornite nelle prossime settimane. Per iscriversi all’evento: https://goo.gl/0ncy4p

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Digital Agenda Scoreboard 2015: i risultati La Commissione europea ha pubblicato il Digital Agenda Scoreboard 2015, analisi dei trend di sviluppo del Mercato Unico digitale rispetto gli obiettivi dettati dall’Agenda Digitale per l’Europa. L'analisi mostra che la maggior parte degli obiettivi risultano raggiunti come, ad esempio, il numero di persone che utilizzano regolarmente Internet o la disponibilità di banda larga. Tuttavia, c’è ancora necessità di perseguire obiettivi non raggiunti, come ad esempio lo sviluppo dell’e-commerce. Per approfondimenti: http://goo.gl/L3tdTK


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STORIE D'INNOVAZIONE

GiPStech si racconta: quando da un problema può nascere un grande business di Alessia Salamone Questa storia nasce dal dilemma di tre ingegneri informatici dell’Università della Calabria, Gaetano D’Aquila, Giuseppe Cutrì e Giuseppe Fedele che sono riusciti a trasformare in opportunità quello che sembrava un limite insormontabile. La soluzione si chiama GiPStech, un sistema di localizzazione, posizionamento e navigazione per gli spazi chiusi. Grazie a un complesso algoritmo utilizza il campo geomagnetico per portare funzionalità tipo GPS “al chiuso”, così da avere uno strumento economico, preciso e affidabile per utenti e aziende. Partiti nel 2013 con la partecipazione alla Start Cup Calabria, Gaetano D’Aquila, Giuseppe Fedele, Giuseppe Cutrì e Matteo Faggin si sono aggiudicati 50.000 euro al TechCrunch Italy, il contest italiano della famosa community internazionale del digitale. Da qui in poi, il team riceve innumerevoli riconoscimenti tra cui il Premio Lamarck a Smau Calabria 2014 e una menzione dal Consolato Italiano a San

Da sinistra: Giuseppe Cutri, Gaetano D'Aquila e Matteo Faggin

Francisco durante un roadshow tecnologico in Silicon Valley. Un anno fa la partecipazione all’avviso pubblico TalentLab spin-off di CalabriaInnova, durante il quale si sono costituiti in azienda spin-off della ricerca, aggiudicandosi un finanziamento di circa 200.000 euro. Di recente, inoltre, l’impresa è risultata tra i vincitori dello SME Instrument Fase 1, la call di Horizon 2020 dedicata alle imprese europee. GiPStech è l’unica impresa calabrese ad aggiudicarsi questo round del finanziamento europeo, un risultato particolarmente significativo, ottenuto anche grazie ai servizi offerti nella fase di predisposizione del proprio proposal dallo Sportello regionale APRE Calabria, promosso da CalabriaInnova. Notizia degli ultimi giorni è che lo spin-off è tra i vincitori di Red Herring Top 100 Europe 2015. Per saperne di più abbiamo incontrato Gaetano D’Aquila, fondatore della startup nata tra i cubi dell’Università della Calabria.


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Ci racconta brevemente come è nata l’idea di un GPS indoor? La nostra idea è nata un pò per caso e molto per dedizione all’innovazione tecnologica. Per molti anni infatti ci siamo occupati di sistemi di localizzazione in diversi contesti, soprattutto utilizzando il GPS che è di fatto l’unico sistema per la localizzazione di persone e oggetti ma che, come è noto, non funziona nei luoghi chiusi, dove le persone trascorrono più dell’80% del loro tempo. Questo problema ci ha sempre tormentato, tuttavia non avevamo mai concretamente individuato un metodo per risolverlo. Fino a quando non ci siamo trovati a lavorare su un altro progetto: avevamo realizzato e testato un sistema di misura dell’assetto utile, per esempio, a consentire il volo di droni, il quale all’esterno ottenne risultati molto interessanti. All’interno degli edifici però il sistema riscontrava grossi problemi variabili a seconda della posizione del drone. Abbiamo collegato subito questo effetto alle anomalie del campo geomagnetico causato dai materiali ferrosi presenti all’interno degli edifici. Non siamo riusciti a risolvere il problema dell’assetto, ma al contrario abbiamo risolto il nostro tormento inziale: avevamo trovato un metodo smart per risolvere la difficoltà della localizzazione nei luoghi chiusi. Usando, infatti, queste anomalie come mappa di segnale potevamo avere finalmente un’alternativa al GPS. Qual è il core business della vostra azienda? Chi potrebbe aver bisogno di GiPStech? Gli usi potenziali di una tecnologia di indoor localization come la nostra, precisa e a basso costo perché usa un segnale naturale che non ha bisogno dell’installazione di infrastrutture, sono praticamente infiniti. È sempre divertente parlare con persone appartenenti a diversi settori industriali che ci dicono come intendono usarla: alcune sono applicazioni che mai ci saremmo sognati! Per rimanere agli utilizzi rivolti al consumatore, invece, la nostra tecnologia si può erogare attraverso numerosi di servizi al cittadino, a costo molto basso e direttamente sul proprio smartphone: dal way finding per orientarsi in grandi strutture (stazioni, aeroporti, ospedali, etc.) al product finding per trovare i prodotti nel supermercato, passando per guide multimediali localizzate per musei e fiere e per applicazioni sanitarie o industriali. Il sistema è già applicato? Come si utilizza e a chi è rivolto? Siamo in fase di test con alcune grandi aziende, italiane ed estere. I feedback che riceviamo sono molto positivi e speriamo a breve di poter rendere pubbliche queste collaborazioni. Ad oggi siamo concentrati nel perfezionare la nostra tecnologia e nel proporla a grandi partner in grado di portare sul mercato di massa applicazioni di grande importanza, convinti che il valore che stiamo creando sia molto superiore al fatturato che potremmo generare costruendo da soli semplici app.

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Ripercorriamo il percorso con CalabriaInnova: quali vantaggi ne avete ricavato? Quello in divenire con CalabriaInnova è un percorso che ci sta dando un aiuto sostanziale. La fase di formazione e accelerazione del TalentLab è stata molto intensa, ma estremamente utile per chi ha come obiettivo quello di fare impresa. Abbiamo colmato quelle lacune non legate alle nostre competenze tecnologiche, come il general management, i metodi di ingresso nel mercato e tutta la parte finanziaria. Ora siamo nella fase di supporto finanziario al nostro progetto: stiamo investendo molto sullo sviluppo di una tecnologia che è previsto porti a ritorni in termini di fatturato solo a medio termine. E poi anche la collaborazione con lo Sportello APRE Calabria è stata preziosa, in quanto ci ha aiutato a costruire la domanda per il bando Horizon 2020 che ci ha infine portato a reperire altri fondi anche a livello europeo. Quelli messi a disposizione dalla Regione Calabria sono stati per noi strumenti utilissimi, così come l’investimento degli angel investors di Italian Angels for Growth che ci ha fornito la liquidità per partire e far fronte alle lunghe trafile burocratiche spesso inevitabili. La stima che hanno di voi sta crescendo molto anche all’estero. Sembra siate in partenza per un volo transoceanico… Pensate di lasciare la Calabria? Sicuramente l’orizzonte in cui si muove GiPStech è quello globale, che vede nella Silicon Valley un epicentro di aziende, competenze e risorse economiche senza eguali. Ci stiamo quindi attrezzando per essere maggiormente presenti in quel contesto, ma questo non vuol dire che andremo via, anzi. Crediamo, e con noi anche i nostri attuali investitori non calabresi, che qui da noi ci sia una straordinaria abbondanza di ottime menti, molto preparate e disposte a lavorare sodo per arrivare a risultati importanti, senza alcun timore di competere sullo scenario globale. La sfida che ci proponiamo è di allargare il nostro team qui a Rende, grazie a risorse che arrivino magari dall’altra parte del mondo. Più che a lasciare, quindi, pensiamo a raddoppiare!


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CHANCE

IN AGENDA

di Alessia Salamone IN ARRIVO DAL MISE 400 MILIONI PER LE IMPRESE CHE INVESTONO IN R&S A partire dal mese di giugno 2015 il MISE, Ministero dello Sviluppo Economico, ha messo a disposizione 400 milioni per le imprese che investono in grandi progetti di Ricerca e Sviluppo. È stato firmato, infatti, il decreto ministeriale attuativo che definisce i termini e le modalità per la presentazione delle istanze preliminari e di quelle definitive e le modalità di applicazione dei criteri di valutazione per due bandi. Le istanze preliminari potranno essere presentate dal 25 giugno per il bando dal titolo ICT-Agenda digitale e dal 30 giugno per il bando Industria sostenibile Per informazioni: www.sprintcalabria.it I PREMI DI HORIZON: PARTE IL FOOD SCANNER Tutto pronto per il Food Scanner, il premio di Horizon che mette in palio 1 milione di euro. Dato l'aumento dei problemi di salute legati all'alimentazione, infatti, la sfida lanciata per questo riconoscimento è quella di sviluppare una soluzione mobile a prezzi accessibili e non invasiva che permetta agli utenti di misurare e analizzare la loro assunzione di cibo. Questa soluzione sarà particolarmente importante per le persone con patologie quali obesità, allergie o intolleranze alimentari. I premi di Horizon sono dei premi "sfida" (noti anche come 'inducement' prizes) che offrono una ricompensa in denaro a chiunque possa prima o più efficacemente soddisfare una sfida definita. La scadenza per le candidature è fissata il 31 dicembre 2016. Per informazioni: http://ec.europa.eu/research/horizonprize/index.cfm 42ACCELERATOR: APERTA LA PRIMA CALL 2015 C'è un nuovo programma di accelerazione: si chiama 42Accelerator, fondato da un gruppo di giovani imprenditori e business angel, che ha lanciato una call dedicata alle startup, aperta fino al 15 luglio. Le startup selezionate (massimo 6) avranno a disposizione: un percorso di mentoring intensivo, con supporto tecnico e metodologico alla validazione dell'offerta, del prodotto e del team da parte degli stessi imprenditori founder; collegamenti con mercati privilegiati e pipeline di investitori nazionali ed internazionali; 15.000 euro di sostegno finanziario per raggiungere una public beta; uno spazio in cui condividere la quotidianità con i mentor, tutti residenti, e gli altri imprenditori. Per altre informazione: http://42accelerator.co/ PARTE LA V EDIZIONE DI LADY PITCH NIGHT Girls in Tech Paris ha appena lanciato la quinta edizione di Lady Pitch Night, la più importante competizione pan-europea per startup fondate da donne. L'evento, organizzato in partnership con Orange (attraverso l'acceleratore di startup OrangeFab France), Raise e Criteo, vuole offrire uníimportante occasione di visibilità a donne imprenditrici e incoraggiare in questo modo una maggiore presenza femminile nellíindustria tecnologica. Tutte le startup tech che abbiano tra i 6 e i 36 mesi di vita, con sede legale in Europa, e almeno una donna tra i fondatori, possono candidarsi entro il 31 di luglio 2015. Le 10 finaliste selezionate saranno invitate a Parigi per il 7 di ottobre 2015, quando si terrà l'evento di presentazione di fronte a una numerosa giuria di esperti. Per candidarsi: http://bit.ly/1gl2bL9

14-16 luglio 2015, Corea del Sud PAESE COREA: UN’OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE VITIVINICOLE, ICT E DEL SETTORE TURISMOL Il Settore Internazionalizzazione e Cooperazione della Regione Calabria, in collaborazione con l’Italian Chamber of Commerce in Korea nell’ambito del progetto dal titolo “Paese Repubblica di Corea – Appendice PEA 2013”, promuove una missione commerciale e istituzionale nella Repubblica di Corea dal 14 al 16 luglio 2015 con il supporto dello SPRINT Calabria. L’obiettivo è reclutare le imprese calabresi appartenenti ai settore agroalimentare e vini, turismo e ICT per favorire l’espansione commerciale e il posizionamento delle produzioni regionali nel mercato coreano. www.sprintcalabria.it

10-14 agosto 2015, Pechino MATEMATICI E INDUSTRIALI SI INCONTRANO A PECHINO Il Congresso Internazionale di Matematica Applicata e Industriale (ICIAM) è il primo congresso internazionale nel campo della matematica applicata che si tiene ogni quattro anni sotto con l'organizzazione del Consiglio Internazionale per la Matematica Applicata e Industriale. Dal 10 al 14 agosto 2015, infatti, i matematici di tutto il mondo si riuniranno a Pechino, in Cina, presso il China National Convention Center di Pechino all'interno della Olympic Green. www.iciam2015.cn

12-14 ottobre 2015, Trieste A SCUOLA DI MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE Ricercatori, tecnici e studenti provenienti sia dal mondo accademico che dall'industria interessati ad acquisire le competenze necessarie per il corretto utilizzo della microscopia elettronica a scansione possono partecipare al percorso di formazione organizzato dalla Società Italiana Scienze Microscopiche (SIM) e dall'Istituto Officina dei Materiali (IOM) del CNR e sostenuta da AREA Science Park nell'ambito del progetto Open Lab. Una vera e propria scuola che aprirà i battenti il prossimo 12 ottobre. http://bit.ly/1dJpUTo

Restart Calabria, Idee e persone che cambiano il futuro, è lo speciale di CalabriaInnova. CalabriaInnova è un Progetto Integrato di Sviluppo Regionale finalizzato a sostenere i processi di innovazione delle imprese calabresi, favorendo il trasferimento di tecnologie e conoscenze sviluppate dal sistema della Ricerca al mondo imprenditoriale. Restart Calabria è a cura del Team Comunicazione & Networking di CalabriaInnova In Redazione: Francesco Bartoletta, Giada Cadei, Valentina De Grazia, Alessia Salamone Hanno collaborato a questo numero: Monica Filice, Teresa Granato, Luciana Milazzo, Mariacarmela Passarelli, Luana Renzelli, Teresa Scopelliti, Medina Tursi Prato, Vera Tomaino. Per segnalazioni e info su Restart Calabria: comunicazione@calabriainnova.it

Area Industriale Benedetto XVI (Ex-Sir), Comparto 15, Padiglione F3 - 88046 Lamezia Terme (CZ) CalabriaInnova è una iniziativa di: Regione Calabria, Fincalabra S.p.A, AREA Science Park - Trieste


attualità

Sicurezza sul lavoro, l’impegno

dell’Inail Calabria Intervista al direttore Emidio Silenzi a circa un anno dal suo insediamento

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al luglio del 2014 è responsabile della Direzione Regionale dell’ INAIL Calabria ma Emidio Silenzi è dal 2005 che è dirigente generale dell’Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Ha maturato, così, una importante esperienza nel settore che oggi sta mettendo al servizio della nostra regione. Nella quale sono stati centrati gli obiettivi programmati. Lo racconta lo stesso Silenzi in questa intervista in cui, oltre a tracciare un bilancio di questo primo anno di sua direzione, tocca vari temi interessanti: dalla prevenzione alle difficoltà delle imprese nel rispettare la legislazione in materia di sicurezza; dagli incentivi alle aziende virtuose a un concetto diverso di spending review. Qual è lo “stato di salute “ dell’INAIL in Calabria?

«Complessivamente, e tenendo conto della situazione che il nostro Paese sta vivendo, possiamo dire di sentirci piuttosto bene in INAIL – Calabria. Pur avendo carenze di organico piuttosto si-

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gnificative, dai nostri clienti: infortunati e aziende, arrivano segnali incoraggianti in termini di qualità del servizio reso dall’INAIL soprattutto se paragonato allo stato attuale dei servizi pubblici». A distanza di circa un anno dal suo insediamento nella nostra regione che bilancio può trarre?

«Il bilancio di un anno di lavoro del sottoscritto in Calabria può senz’altro definirsi di grande soddisfazione. Gli obiettivi programmati e monitorabili da procedure informatiche sono stati tutti brillantemente raggiunti ed i dati ad aprile mostrano dei valori percentuali di accostamento ai risultati attesi che quasi sempre si attesta su valori superiori alla media nazionale. Ciò grazie ad una disponibilità, professionalità e senso di responsabilità che caratterizza un pò tutti i colleghi INAIL della Calabria».

Cosa avete fatto e cosa fate in tema di prevenzione?

«Ecco questo è un settore in cui potremmo fare di più. Oggi abbiamo uno stanziamento per progetti riguardanti la prevenzione che è pari a 300.000 euro

e pur impegnandoli tutti sicuramente non potremo riuscire a fare tutto quello che si dovrebbe fare per ridurre in modo significativo le spese sanitarie conseguenti agli infortuni sul lavoro. La prevenzione è un fatto prevalentemente culturale e come tale necessita di una buona preparazione che stiamo faticosamente facendo, anche con gli altri partner istituzionali». Quali sono le difficoltà che secondo lei incontrano le imprese per rispettare la legislazione in materia di sicurezza?

«Le imprese soffrono della presenza di rigide norme che impongono adempimenti, piuttosto che norme flessibili in grado di far crescere e sviluppare


attualità una cultura della sicurezza e, più ancora, una cultura della prevenzione in azienda. L’Italia purtroppo è un paese dove si fa molto riferimento alle sanzioni e, magari, anche al loro aggravamento piuttosto che a sviluppare una cultura della sicurezza, pensando che la migliore prevenzione si faccia con l’aumento della pena. Niente di più sbagliato, nei Paesi dove c’è la pena di morte non si riduce il numero dei delitti più gravi. L’INAIL ha, quali compiti istituzionali, in tema di prevenzione, quelli dell’informazione, formazione e consulenza sui quali investe costantemente. Da alcuni anni ha attivato anche i canali degli incentivi economici che molto successo hanno riscosso tra gli imprenditori». Che incentivi offrite alle aziende che vogliono mettersi in regola?

«Gli incentivi sono di varia natura. In primo luogo non avere infortuni comporta per un’azienda l’applicazione della formula bonus/malus sull’importo del premio pagato ad INAIL; in secondo luogo adottare efficaci iniziative in tema di sicurezza può comportare uno sconto sul premio INAIL che varia a seconda dell’azienda e va da un minimo del 5% ad un massimo del 28% per le aziende fino a 10 dipendenti, che poi sono la quasi totalità delle aziende calabresi. In terzo luogo abbiamo poi i finanziamenti cosiddetti “a fondo perduto” con i quali, nella misura del 65% dell’intero progetto, ciascuna azienda può concorrere, entro precisi limiti fissati dal bando che ogni anno l’INAIL pubblica, ad ottenere importi finanziabili fino a 130.000 euro per progetti di importo complessivo di 200.000 euro. Insomma, se l’imprenditore si avvicina a INAIL potrebbe trovare vantaggi economici che, in periodi di crisi come quelli che stiamo vivendo, potrebbero essere di grande utilità per l’azienda».

Che rapporti sono stati posti in essere con gli altri enti o istituzioni che si occupano di sicurezza?

«Ecco l’altro aspetto di rilievo nel parlare di sicurezza, oltre la formazione,

la cultura e gli interventi sui singoli attori del mondo del lavoro, è senz’altro prioritaria l’esigenza di creare la rete con i partner istituzionali che hanno tra i loro obiettivi anche quelli inerenti la sicurezza, la prevenzione e la tutela dell’igiene nei luoghi di lavoro. Le somme che ogni anno l’INAIL stanzia per la prevenzione a livello regionale sono tutte destinate alla condivisione dei progetti che vengono sviluppati in collaborazione con tali Enti ed Istituzioni. Posto di privilegio hanno soprattutto le Prefetture, la Scuola e le Università ma grande attenzione viene prestata anche agli enti che vogliono e possono farsi attori e presentare progetti in tema di prevenzione. Con la Scuola, l’INAIL tradizionalmente svolge percorsi formativi importanti dal livello delle Scuole Elementari fino alle Superiori proprio per evidenziare come l’aspetto cultura in tale campo è proprio l’aspetto prevalente». Qualche mese fa, lei ha scritto una lunga riflessione sulla spending review introducendo il concetto di “leggi investimento”. Ci spiega meglio a cosa si riferisce?

«Quest’ultimo punto è senz’altro quello a cui tengo maggiormente e che è frutto di una riflessione del tutto personale. Abbiamo assistito nel corso degli ultimi anni ad una politica di tagli di risorse alla P.A. che, lungi dall’essere una “spending review”, è servita soltanto a tagliare i servizi che la P.A. erogava. Ma mi chiedo: se il profitto di un’amministrazione pubblica si misura con il livello di quantità e qualità del servizio reso è mai possibile che si debba ridurre il profitto di un’amministrazione per ottenere nell’immediato, un risparmio che porta ad un futuro impoverimento dei cittadini? Ecco allora l’idea : non soltanto leggi che servono a coprire buchi di bilancio o spese improduttive, pensare piuttosto a Leggi investimento che possano portare a guadagni economici per lo Stato. Un esempio forse chiarisce meglio il concetto, prima di venire in Calabria

sono stato per quasi 5 anni il Direttore regionale della Campania e negli ultimi due anni di incarico vennero spesi dalla Campania circa 2 milioni di euro per la prevenzione (quindi 2 milioni di euro di economia attiva per la realizzazione di progetti , in quegli stessi due anni il numero degli infortuni si è ridotto di 3.400 unità, cioè oltre 5 milioni di euro risparmiati da INAIL; ma attenzione il costo INAIL è solo una parte minimale del costo complessivo dell’infortunio poiché esso non tiene conto di tutte le spese che il Servizio Sanitario si deve accollare quando si verifica un infortunio; infatti i dati ISTAT quantificano in circa 40.000 euro il costo medio di ciascun infortunio sul lavoro. Quindi facendo i dovuti calcoli ridurre gli infortuni di 3.400 unità dovrebbero comportare un risparmio complessivo superiore ai 120 milioni di euro! Quindi investendo (cioè spendendo) in prevenzione, sicurezza ed igiene si può ottenere un guadagno notevolmente superiore alla spesa anche in tempi di ritorno decisamente brevi!! Pensiamo un pò se accanto al sistema “infortuni sul lavoro” si pensasse anche agli “incidenti stradali”, agli “incidenti domestici”, che insieme portano il totale dei morti ad oltre 7000 l’anno, e perché non pensare, analogamente, ad una riduzione del numero delle malattie che, invece, ogni anno comportano aumenti di spesa per la collettività? Una recente pubblicazione ha dimostrato come lo Stato dal fumo delle sigarette incassi per accise meno della metà di quanto spende per la cura delle malattie per danni causati dal fumo! La strada è “semplice” investire per ridurre il numero delle malattie così non avremo bisogno di soldi per curarle e magari quei soldi in un circolo virtuoso potranno diventare economie per investire ulteriormente a per riorganizzare lo Stato non chiudendo gli ospedali quando aumentano i malati ma riducendo il numero dei malati, attraverso investimenti mirati e, solo a quel punto , chiudendo gli ospedali». •

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attualità

#lacalabriacherema manifesta per il viadotto crollato Sit in dell'associazione, guidata da Daniele Rossi, a Laino Borgo di Alessia Burdino

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on una protesta. Non una passerella. Ma uno scatto d'orgoglio. Perché la Calabria chiede, vuole e merita di più. E così #lacalabriacherema, l'associazione guidata da Daniele Rossi, si mette in moto e marcia verso il viadotto della vergogna. Il viadotto del silenzio. Il viadotto di una terra spaccata in due. Partito da Catanzaro in una calda giornata dei primi di giugno, il gruppo ha raggiunto Laino Borgo, nel cosentino, nei pressi del tratto autostradale della Salerno Reggio Calabria interessato da un cedimento strutturale costato la vita ad un operaio.  Dal 2 marzo scorso, infatti, l’A3 scompare proprio a Laino Borgo diramandosi in stradine tortuose e costringendo i veicoli a diversi chilometri

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di strade dissestate. Un danno cospicuo per la Regione confermato dal dato del 2 giugno che ha fatto segnare un -20% di turisti proprio nel ponte della Festa della Repubblica. L’iniziativa del sodalizio nasce dall’esigenza di fare qualcosa. Offrire un contributo. Riaccendere i riflettori sulla Calabria e sulle sue ferite. #lacalabriacherema lo fa mettendoci la faccia. Scendendo in campo nella speranza di sensibilizzare chi deve guardare alla nostra terra come ad un volano per lo sviluppo nazionale. •


attualità

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Dal 2 marzo scorso, l’A3 scompare proprio a Laino Borgo diramandosi in stradine tortuose e costringendo i veicoli a diversi chilometri di strade dissestate»

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economia

Guardare a un mercato più ampio si può

La sfida calabrese all’internazionalizzazione

Da sinistra: Crivaro, Rossi, Bastianello, Ferrara, Bisson e Mafodda

di Domenico Iozzo

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ornire alle imprese calabresi le giuste coordinate per operare all’estero puntando all’internazionalizzazione come condizione necessaria per crescere. Con questo obiettivo, presso la sede di Confindustria Catanzaro, il Comitato Regionale di Piccola Industria ha pro-

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mosso un incontro tecnico mirato agli imprenditori nell’auspicio di offrire nuovi stimoli e input utili ad orientarsi in maniera corretta in uno scenario dettato da un mercato interno ancora in forte sofferenza e che tarda a far ripartire i consumi. In tale contesto, le aziende sono chiamate ad intraprendere delle scelte strategiche importanti per il proprio futuro alla luce delle caratteristiche peculiari del tessuto produttivo e delle

possibili soluzioni volte a migliorare la competitività su scala ultraregionale. «Oggi è necessario guardare ad un mercato che è sempre più ampio – ha commentato il Presidente regionale di Piccola Industria, Aldo Ferrara – e per fare questo bisogna percorrere nuove strade che richiedono risorse e cambiamenti culturali. In un mercato nazionale, e in particolare in quello calabrese, sempre più asfittico e che stenta a decollare in tanti oggi si pongono il tema dell'internazionalizzazione come una prassi aziendale da implementare. Le piccole imprese costituiscono l'ossatura del nostro Paese e a queste ultime, che sono anche le più vivaci sui mercati esteri, dobbiamo fornire gli adeguati strumenti di riferimento».


economia

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Paolo Bastianello:

Il presidente di Confindustria Catanzaro, Daniele Rossi, introducendo i lavori, ha inteso, quindi evidenziare i punti chiave su cui le piccole e medio imprese devono concentrare la propria attenzione per crescere sotto il profilo dell’internazionalizzazione: «La conoscenza delle normative – ha commentato – la qualità e l’eccellenza del made in Italy e le nuove frontiere dell’ecommerce che consentono di ridurre notevolmente i costi di distribuzione rappresentano gli ingredienti necessari per sfondare la barriera dei confini nazionali consentendo alle imprese calabresi di raggiungere con successo anche i mercati esteri». All’incontro ha offerto il proprio contributo di elevata competenza anche Paolo Bastianello, Vicepresidente di Piccola Industria nazionale con delega all’internazionalizzazione, che ha spiegato come l’incontro sia

nato a seguito di uno scambio di opinioni importanti tra il territorio calabrese e l’associazione nazionale: «Provo un sentimento di rabbia – ha detto – per le potenzialità enormi del Sud che purtroppo restano in gran parte inespresse. Le aziende calabresi non riescono ad esportare nonostante la qualità della loro produzione ed è quindi opportuno migliorare il loro bagaglio di informazioni. L’internazionalizzazione rappresenta un vero e proprio progetto industriale ed è necessario migliorarne la conoscenza puntando soprattutto sull’aspetto qualitativo, piuttosto che quantitativo, delle varie missioni e riconoscendo nel brand Italia il vero valore aggiunto». Annalisa Bisson, dirigente di Confindustria dell’Area Internazionalizzazione, ha successivamente illustrato i dettagli relativi alle modalità di ingresso nei mercati esteri e le soluzioni utili per affrontare le diverse criticità segnalate dalle aziende. In particolare, con riguardo alla dimensione della piccola impresa, che ha il vantaggio della flessibilità rispetto alle omologhe estere, è stata evidenziata l’opportunità di puntare sulle reti di imprese per creare economie di scala, mantenendo la rispettiva autonomia, e benefici fiscali tramite la detassazione degli utili investiti nella rete. «Per le aziende – ha sottolineato la Bisson – che vogliano collocarsi positivamente sui nuovi mercati esteri è, inoltre, indispensabile operare in una dimensione interculturale usufruendo, al contempo, degli strumenti finanziari

Provo un sentimento di rabbia per le potenzialità enormi del Sud che purtroppo restano in gran parte inespresse. Le aziende calabresi non riescono ad esportare nonostante la qualità della loro produzione ed è quindi opportuno migliorare il loro bagaglio di informazioni» esistenti per ridurre i costi di accesso elevati. E’ importante, inoltre, documentarsi su regole e certificazioni del Paese target, affidandosi al supporto delle istituzioni e delle ambasciate». Nel corso dell’incontro sono state esposte anche le opportunità offerte dai voucher per la figura del “temporary export manager” e le misure previste dal Piano straordinario sul Made in Italy con cui il Governo ha stanziato importanti risorse per la formazione, lo sviluppo delle fiere, la valorizzazione delle eccellenze e degli accordi per le reti di distribuzione. Antonio Mafodda, dirigente ICE e responsabile promozione imprese, ha infine sottoposto all’attenzione dei partecipanti gli ulteriori benefici previsti dal Piano export sud per le regioni della convergenza sottolineando la necessità di aprire un confronto con le imprese in un territorio, come quello calabrese, che sta recuperando terreno sul fronte dell’internazionalizzazione: «Abbiamo ancora molto da imparare – ha detto – e le aziende devono attrezzarsi per poter competere di più, curando il brand dei propri prodotti e aggregandosi fra di loro. Gli studi e le esperienze oggi dimostrano che le imprese capaci di vendere meglio all'estero possono godere anche di importanti ricadute dal punto di vista occupazionale costituendo un volano di crescita notevole». •

Paolo Bastianello numero 2 - 2015

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economia

Come cambia il rapporto cittadino-fisco con il Decreto Semplificazioni

di Nancy Luca

Intervista al direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate per la Calabria Pasquale Stellacci

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e novità non sono di poco conto e, a regime, cambieranno sostanzialmente il rapporto tra cittadino e Fisco. Il Decreto Semplificazioni ha previsto, infatti, molte innovazioni tra le quali spicca il 730 precompilato. Delle variazioni più significative e di come sono state accolte dai contribuenti parla in questa intervista il direttore regionale dell' Agenzia delle Entrate per la Calabria, Pasquale Stellacci.

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Il debutto del 730 precompilato è stato definito “una rivoluzione copernicana” nella gestione del rapporto tra Amministrazione Finanziaria e cittadino-contribuente. In che termini questa innovazione rappresenta un cambiamento così rivoluzionario?

«L’introduzione del 730 precompilato rappresenta una vera e propria rivoluzione nel sistema fiscale italiano poiché, fino alla campagna dichiarativa 2014, quest’ultimo si fondava sul principio

dell’autoliquidazione. Ciascun contribuente, infatti, doveva adempiere ai propri obblighi fiscali “autodichiarando” i redditi prodotti nell’anno d’imposta precedente e “auto-liquidando” le imposte dovute, ovvero i rimborsi spettanti. Con il debutto del 730 precompilato, la logica si inverte. I contribuenti, infatti, possono disporre di una dichiarazione dei redditi precompilata dal Fisco, sulla base delle informazioni possedute dall’Agenzia delle Entrate.

ww.agenziaentrat


economia

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Grazie alla dichiarazione precompilata, i contribuenti possono evitare di avvalersi degli intermediari, accettando o modificando il 730 precompilato online da casa, accedendo al sito internet dell’Agenzia, attraverso pochi click, grazie alle credenziali di accesso a Fisconline»

Quindi l’attuazione degli obblighi fiscali si trasforma da “mero adempimento” a servizio reso dallo Stato, segnando un ulteriore fondamentale tassello nell’evoluzione del rapporto di fiducia tra Fisco e contribuente». Il 730 precompilato sarà disponibile per tutte le categorie di cittadini percettori di reddito? Il suo utilizzo è obbligatorio? quali sono gli effettivi vantaggi per il cittadino che intenda avvalersene?

«Il 730 precompilato è disponibile per tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati che hanno presentato il modello 730/2014 per l’anno d’imposta 2013 e che, inoltre, hanno ricevuto dal sostituto d’imposta la Certificazione unica 2015 (che da quest’anno sostituisce il Cud). Il suo utilizzo non è né obbligatorio né vincolante, per cui tutti coloro che lo desidereranno, per quest’anno, potranno presentare il modello Unico o il 730 tradizionale. Grazie alla dichiarazione precompilata, i contribuenti possono evitare di avvalersi degli intermediari, accettando o modificando il 730 precompilato online da casa, accedendo al sito

te.gov.it

internet dell’Agenzia, attraverso pochi click, grazie alle credenziali di accesso a Fisconline. La dichiarazione precompilata comporta altri vantaggi sul piano dei controlli. Infatti, se il 730 precompilato viene accettato così come proposto dall’Agenzia, il contribuente non sarà soggetto ai controlli documentali sugli oneri detraibili e deducibili. Se, invece, la dichiarazione viene modificata nei dati che incidono sulla determinazione dell’imposta dovuta, o di eventuali rimborsi, allora la dichiarazione sarà sottoposta agli ordinari controlli». In proposito, vi sono state numerose lamentele per il fatto che scegliendo il modello fai da te precompilato comparissero errori nelle dichiarazioni. Poiché questo è il primo anno, pensa che nel 2016 le cose miglioreranno, tenendo in considerazione che saranno presenti anche le spese sanitarie?

«Il 730 precompilato rappresenta “l’inizio di un progetto di rinnovamento completo delle dichiarazioni fiscali” che, da quest’anno, comprende la precompilazione di una grande quantità di dati, pro-

venienti sia dall’Anagrafe Tributaria sia dai flussi comunicatici dagli enti esterni. Ovviamente, per il prossimo anno ci si attende uno strumento ancor più preciso e performante, grazie all’esperienza maturata. Un notevole passo in avanti, anche nell’ottica della semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti, sarà rappresentato dall’inserimento delle spese sanitarie». Qualora i dati della dichiarazione precompilata non fossero corretti cosa dovrebbe fare il singolo cittadino? E nel caso i dati invece si rivelassero errati e fosse stata affidata al CAF la cura degli stessi come ci si dovrebbe comportare?

«Le informazioni riportate nel 730 precompilato possono essere integrate o rettificate e in questi casi l’Agenzia esegue il controllo formale sulla dichiarazione. Naturalmente, chi lo riterrà opportuno potrà affidare la gestione del proprio modello 730 ai Caf (o agli altri intermediari autorizzati) i quali potranno utilizzare (previa delega) il modello precompilato, lo potranno modificare o integrare. Nei casi in cui ci si avvalga di un Caf (o di un intermediario) che invia con o senza modifiche il 730 precompilato, o il 730 ordinario, i controlli documentali verranno effettuati nei confronti di tali soggetti anche con riferimento agli oneri “precompilati”. I Caf, peraltro, sono chiamati ad apporre il “visto di conformità” sui modelli trasmessi, e in caso “visto di conformità infedele” dovranno pagare allo Stato (o al diverso ente impositore) una somma pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbe stata richiesta al contribuente in base ai controlli formali. Il tutto, naturalmente, a condizione che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente». ►

Pasquale Stellacci numero 2 - 2015

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economia E’ possibile già tracciare un primo bilancio circa l’utilizzo dello strumento in Calabria?

«Per poter tracciare un bilancio circa l’effettivo utilizzo del 730 precompilato in Calabria è certamente un po’ presto, considerato che la scadenza degli obblighi dichiarativi, quest’anno è fissata al 7 Luglio 2015. Un dato però ci dà una prima testimonianza del fatto che la popolazione calabrese non è stata insensibile alla novità. Infatti, come ben sappiamo, per poter accedere alla dichiarazione precompilata è indispensabile disporre delle credenziali di accesso ai servizi telematici offerti dall’Agenzia. Bene, sulla base dei dati a nostra disposizione, è emerso che nei primi cinque mesi del 2015 il numero di Pin richiesti dai contribuenti calabresi è significativamente più elevato del numero totale di Pin richiesti, globalmente, negli anni 2014 e 2013. Per noi già questo è un segnale evidente e importante dell’attenzione e della curiosità suscitata dal 730 precompilato in Calabria».

Come vi siete organizzati per dare assistenza?

«Per fronteggiare le numerose richieste di assistenza pervenute, a livello nazionale, è stato attivato un sito informativo dedicato (accessibile dal portale www.agenziaentrate.gov.it) ed è stata inserita una voce ad hoc nel menù di

assistenza accessibile dal numero verde 848.800. 444. A livello locale, si è pensato di realizzare un “canale privilegiato” verso il quale far confluire tutti i contribuenti bisognosi di assistenza dedicata ed è stato istituito, negli eliminacode, un apposito tasto denominato “730 precompilato”. Inoltre, per le questioni più delicate, e bisognose di approfondimento è possi-

bile prenotare un appuntamento presso i nostri Uffici, utilizzando il servizio online Cup, e anche nell’ambito di questo canale si è prevista una corsia preferenziale riservata al 730 precompilato. Da ultimo è stata istituita una task force di funzionari presso la nostra Direzione Regionale, e la squadra avrà il compito di analizzare e rispondere alle questioni più delicate che saranno risaliranno dalle strutture periferiche. Tra le ultime novità introdotte in materia fiscale, accanto alla dichiarazione precompilata vi sono le semplificazioni in materia di dichiarazione di successione, con eliminazione dell’obbligo per eredità fino a 100.000 euro. Ciò cosa implica per le tasche dello Stato? E cosa invece per quelle del singolo?

«Il cosiddetto “Decreto Semplificazioni” ha abolito l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione in presenza di eredità, devolute al coniuge e ai parenti in linea retta, di valore non superiore ai 100mila euro e non comprensive di immobili o diritti reali immobiliari. Inoltre, i contribuenti potranno consegnare la documentazione in copia non autenticata insieme alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e infine, in applicazione del principio del favor rei, non scatteranno sanzioni nei confronti di coloro che non hanno presentato la dichiarazione di successione nei termini e che in base alla nuova norma non sarebbero più tenuti a farlo». Può parlarci dei rimborsi Iva? Cos’è cambiato rispetto alla precedente modalità di trattamento ed erogazione da parte dell’Agenzia delle Entrate?

«Le innovazioni introdotte sul tal fronte mirano alla semplificazione e all’accelerazione dell’ erogazione dei rimborsi Iva, secondo le raccomandazioni della Commissione Europea. Rispetto al passato è stato rimosso l’obbligo di presentazione di apposita garanzia, con un notevole risparmio – da parte delle imprese – nei costi connessi all’ottenimento dei rimborsi manuali e trimestrali, sono stati introdotti strumenti alternativi di tutela per l’Erario come il visto di conformità (già utilizzato sul versante delle compensazioni) e si è notevolmente contratta la tempistica di lavorazione grazie al venir meno della fase amministrativa di richiesta e riscontro della validità delle garanzie». • Ha collaborato Nancy Luca

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economia

Vita associativa

Nel Consiglio generale di Confindustria

tre calabresi D

opo la modifica dell'organizzazione confederale, per effetto della riforma Pesenti, il Consiglio generale (ex Giunta nazionale) è l’organo maggiormente rappresentativo di Confindustria. E la Calabria potrà contare, al suo interno, su tre “poltrone”.

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Ci sarà, di diritto, il presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca e, assieme a lui, altri due esponenti di spicco della vita associativa regionale. A cominciare da Aldo Ferrara, presidente di Piccola Industria Calabria, che è stato nominato componente del Consiglio Generale di Confindustria a seguito della elezione da parte del Consiglio Centrale di Piccola Industria. Particolare apprezzamento è stato, a tal proposito, espresso dal Presidente Daniele Rossi e da tutti i componenti degli Organismi Direttivi di Confindustria Catanzaro, per la prestigiosa riconferma del Presidente di Piccola Industria Calabria nel gotha dell’imprenditoria nazionale. «La riconferma di Aldo Ferrara, fortemente voluta dal Presidente di Piccola Industria nazionale, Alberto Baban, ma condivisa unanimamente da tutti i colleghi - dichiara il Presidente Rossi - inorgoglisce non solo la nostra Associazione, ma l’intero territorio.

Natale Mazzuca

Tale nomina, infatti – continua Rossi – nonostante la forte diminuzione dei componenti ed il consueto rispetto della rotazione delle cariche, rappresenta il giusto riconoscimento per le sue indubbie qualità umane e professionali, particolarmente apprezzate anche dal livello centrale, che, come di consueto, metterà a completa disposizione dell’intera classe imprenditoriale per affrontare, con competenza e padronanza tecnica, le numerose sfide sul credito, la legalità e la burocrazia e, sono altresì certo, che grazie alla sua forte ed attiva presenza riuscirà a mantenere alta l’attenzione sulle peculiari esigenze e criticità della nostra economia e del nostro territorio. Del consiglio farà parte anche il presidente di Unindustria Reggio Calabria Andrea Cuzzocrea. «Questo seggio aggiuntivo, assegnato alla Calabria come premialità per aver saputo interpretare

Aldo Ferrara


economia

in maniera innovativa ed eccellente gli indirizzi della riforma confederale – ha detto il Presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca – è motivo di grande soddisfazione e di legittimo orgoglio per tutto il sistema associativo calabrese e per i colleghi presidenti delle Territoriali con i quali abbiamo condiviso e realizzato il progetto Unindustria». La Calabria è stata una delle prime regioni, infatti, a mettere in atto

le nuove direttive della riforma voluta dal presidente Squinzi aggregando in maniera virtuosa le cinque associazioni degli industriali delle province calabresi. Attraverso questa designazione, oltre alla bontà del lavoro di rappresentanza associativa svolto dal presidente Cuzzocrea, il sistema confindustriale calabrese ha inteso testimoniare una particolare attenzione al territorio reggino, alle sue problematiche ed ai progetti di sviluppo di prossimo avvio. «Personalmente – ha detto Cuzzocrea – sono onorato per questa indicazione. Avrò l'opportunità di sedere accanto ai rappresentati nazionali dell’associazione e la possibilità di portare avanti le istanze e le esigenze del nostro mondo produttivo che cerca disperatamente di uscire da una crisi gravissima. In stretta sinergia con la linea del presidente Mazzuca sapremo dare voce alle priorità dell’economia calabrese.

Andrea Cuzzocrea

Una su tutte: la questione del porto di Gioia Tauro, una vera e propria priorità per la crescita economica della regione, indispensabile per rendere competitive le imprese calabresi non solo in Italia ma anche all’estero, raccogliendo le nuove sfide dell’economia globale». •

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eventi

FedeltĂ al Lavoro e al Progresso Economico, torna il premio della CCIAA di Catanzaro 62

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di Rosalba Paletta

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i è svolto nella tradizionale cornice di Villaggio Guglielmo a Copanello il prestigioso premio Fedeltà al Lavoro e al Progresso Economico, organizzato dalla Camera di Commercio di Catanzaro presieduta da Paolo Abramo e diretta da Maurizio Ferrara. Al tavolo anche il Presidente dell'Azienda Speciale Promo Catanzaro, nonché direttore di Confartigianato, Raffaele Mostaccioli ed il Vice Presidente dell'Ente camerale, nonché Presidente della CNA, Antonio Mauri. Una cerimonia, quella della XVI edizione del Premio Istituito dal Ministero dell'Economia negli anni '50, all'insegna della sobrietà e dell'eleganza, ma anche costellata di emozioni e ricordi. Al centro il "Lavoro ", "diritto universale" e "dotazione umana irrinunciabile" che corrisponde alla "dignità della persona", ha detto nel suo lungo e molto apprezzato discorso introduttivo il Presidente Abramo. •

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SEZIONE I - LAVORATORI DIPENDENTI Silvana De Marco - dipendente Sicos sas Rosaria Iofalo - dipendente Sicos sas Agapito Trapasso - dipendente Az spa SEZIONE III - IMPRESE INDUSTRIALI Savantal Srl - Savant Hotel - Paradiso Srl - Scutieri Costruzioni Srl Lamieredil Spa - Michele Notaro - Teknalsystem Srl SEZIONE IV - IMPRESE COMMERCIALI Prestige di Pietro Bullotta - Francesco Talarico - Assunta Gigliotti Ghiblì di Cittadino Giuseppe & Carnì Mario - Gennaro Valeo - Antonio Mancuso Gippì Snc di Graziano Procopio & C. - P5 Srl Pasquale Talarico Ideal Bar di Agazio Bongarzone - Vincenzo Lazzaro - Angolo di Paradiso SEZIONE V - IMPRESE ARTIGIANE Domenico Tropea - Pietro Zaccone - Giuseppe Esposito Antonio Napoli - Antonio Coscia - Damiano Nicosia PREMIO PROGRESSO ECONOMICO - SEZIONE I Nardi Impianti Srl - Profiltek Srl - Meca Lead Recycling Spa - Ottierre Spa

ESPORTATORI BENEMERITI Elsa Srl PREMIO SPECIALE IMPRESA PIÙ LONGEVA E DI SUCCESSO Bertucci Spa - Picci Srl PREMI SPECIALI PREMIO SPECIALE ALLA CARRIERA Avv. Nicola Cantafora Cavaliere del Lavoro Giovanni Colosimo PREMIO SPECIALE QUALITÀ Falegnameria Battaglia MENSIONE SPECIALE ALLA MEMORIA, CON MEDAGLIA, DI LUIGI BATTAGLIA PREMIO ALLA MEMORIA "FRANCO SCAVO" Adriano Marani - Maurizio Comito numero 2 - 2015

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economia

Una nuova casa

per il consorzio industriale di Vibo di Giusy Staropoli Calafati

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opo quarantacinque anni dalla costituzione, il Consorzio Industriale di Vibo Valentia cambia la sua sede. Scacco di palazzi. Dal cuore della città Vibonese, il Consorzio, si trasferisce nella Zona Industriale di Porto Salvo. Scacco matto per le marinate. Dopo oltre un quarantennio, le aziende che abitano la zona industriale di Vibo mare, si trovano il palazzo del consorzio al loro canto. Un palazzo fatto non di sole nuove infrastrutture, ma anche di gente che opera e coopera, con e per le aziende vibonesi. A Porto Salvo, nell’area Industriale, a collaudare ufficialmente, la nuova casa del consorzio industriale, un gran nume-

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ro di uomini e donne che a Vibo abitano e lavorano. Tra questi: imprenditori, operai, politici e autorità. Significativa e rigenerante, confortante nell’animo, la presenza di Sua eccellenza Monsignor Luigi Renzo, al quale è toccato il taglio del nastro. Un vescovo che invoca lavoro, assieme alla sua comunità, per il suo popolo, con un gesto semplice ma significativo. Una speranza nel rinnovamento, lo schieramento della chiesa da parte del lavoro e dei lavoratori. Da parte dell’impresa che

il lavoro lo crea e produce. Una Chiesa che svolge un ruolo importante e determinato, anche nelle battaglie umane che caratterizzano l’impresa. Il direttore del Consorzio Industriale, Gianni Staglianò, apre la tavola rotonda che si è tenuta nella sala convegni della nuova sede, con un’affermazione chiara, senza retorica, ma carica di senso d’appartenenza: “La Calabria non è la Cenerentola d’Italia”. Da qui un susseguirsi di voci e interventi, dai quali sono emersi pensieri e


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parole sul rinnovamento dell’impresa e sulla rete che l’impresa e la politica vibonese, hanno urgenza di fare, per raggiungere il buono e il meglio di cui tanti, in questa nostra regione, parlano. Un obbiettivo comune, dunque: «usare e osare anche a costo di commettere errori. Ampliare l’attività d’impresa e dei servizi direttamente gestiti. Una nuova politica per rilanciare gli enti industriali. Eliminare l’isolamento di Vibo Marina, del suo porto e di tutta l’aria industriale con una battuta d’ali che ci accomuni e ci includa alla Salerno-Reggio Calabria. Un’opera dunque, che cambi la geografia del territorio, che vive in una morsa stretta e troppo internamente territoriale. Creare sistemi atti ad alimentare il gusto per il bello, per il necessario e non per il superfluo. Considerarsi uomini del Sud, vibonesi capaci di amare il bello ma non lo sfarzo. Coltivando, con la tempra dei contadini meridionali, i piaceri intellettuali». Composto e incisivo, l’intervento poi del presidente Confindustria Vibo, Totò Gentile, che consolida la sua presenza in doppia veste: e come presidente, e come imprenditore. Ricordando inoltre che è stata propria la sua impresa a realizzare i lavori dello stabile di cui si è celebrata l’apertura. «Stiamo facendo una festa – dice Gentile, – e quando si fa una festa tutto è bello. Una festa si costruisce e questa struttura nuova e bella (riferendosi alla nuova sede del consorzio), si deve sentire capace, in maniera grandiosa, di fare e costruire. Questa, deve essere una struttura, una solida struttura, in cui di-

scutere e fare rete. Fare rete così come gli industriali di Vibo, stanno già facendo. Servono: “forza”, per entrare dentro le aziende e “coraggio” di decidere. E decidere vuol dire eseguire. Questo territorio ha bisogno di una macchina che cammina. E se ciò non accade è l’ingranaggio che si ferma. E tutto è perduto». Forte e accorato è poi l’appello ai politici: «Non lasciateci soli. Non preoccupatevi di poche cose. Utilizzate il territorio. Ascoltatelo». Dunque il compito del consorzio industriale, pare sia, all’unanimità, quello di permettere alle aziende di sviluppare. «E per fare ciò – continua Totò Gentile – non basta avere solo un nuovo palazzo». Inevitabile, il riferimento alla questione “intelligenze locali”. Quelle giovani che vanno e non restano. E a tal proposito, Gentile si è sbottonato come imprenditore ma anche come uomo: «Le nostre eccellenze devono rimanere. Non possiamo permetterci di perdere giovani. Sono loro la prima e l’ultima risorsa che un popolo, una società come la nostra, hanno». Tra lo studio e l’azione c’è di mezzo il lavoro. Ciò a ragion del fatto che nello sviluppo delle cose nulla rimante immobile. Si modificano continuamente le cose. E procedere in avanti, verso il futuro, con nuovi programmi, progetti eccellenti e caparbia innovazione è l’unico e solo, primo e ultimo giro di boa che la Calabria, Vibo in particolare, hanno da fare. La sfida è dunque: riportare le aziende partite, nuovamente sul territorio. E per fare ciò serve avere sul palcoscenico, in pompa magna e senza appalusi, il

vero grosso attore del sistema industriale del nostro paese: la Regione Calabria. Il rapporto della Regione con i consorzi industriali non può venire meno. Non può assolutamente mancare. E il polo di Vibo ha immensamente bisogno. Questo territorio ha bisogno di sviluppo. L’indice economico pare letteralmente crollato e va ripresa l’impresa. Ci sono aziende sane e belle che sono positività di questo Paese e a esse e a tutte le altre, serve un contributo. Sostanziale, fattivo. Uno di quelli che si toccano e danno riscontri, i quali, là dove si lavora non possono essere che positivi. E tra i vari calcoli fatti, una sola somma porta il risultato sperato: meno sprechi, più, meno inefficienze. Il futuro del territorio vibonese, e calabrese più in generale, ha sbocchi importanti. Si tratta di un futuro che trova slanci e non solo marginali, che passano tutti per il porto di Gioia Tauro e anche per quello di Vibo Marina. La Calabria deve decidere, e finalmente, di lavorare in un’unica direzione: come protagonista reale in Italia, ma soprattutto a Bruxelles. A fare da eco agli incisi dei relatori, i suoni penetranti di una fisarmonica e un violino. Tutto a conferma di una terra (Vibo) che anche lavorando riesce a dare in musica forti emozioni, diventando ancor più bella e affascinante. Gradevole al pari di una donna. Una terra fatta di uomini, politici e intellettuali. Operai, dipendenti, imprese piccole, grandi imprese vibonesi. E sì!, perché anche Vibo ha le sue imprese e vuole mantenerle. Mantenerle bene, le sue imprese! •

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ambiente

NET presenta i progetti di innovazione su energia e ambiente I

l Polo NET, ente gestore del Polo di Innovazione Energia e Ambiente, presieduto da Mario Spanò, ha organizzato il workshop “Applicazioni innovative per opportunità di sviluppo”, presentando i primi progetti di ricerca ed innovazione. Erano presenti le imprese del Polo, Arpacal, Associazione Libera, sindacati, istituzioni del crotonese e allievi dell’IPSIA, guidati dal professore Giaquinta. L'innovazione è la carta vincente delle economie moderne: è questo il messaggio di apertura dei lavori di Spanò che ha avviato il seminario, facendo una rapida panoramica sui progetti finanziati nell’ambito dei Fondi Strutturali 20072013. «Questo incontro – ha evidenziato – è l’occasione per presentare un modo di fare impresa, di tipo partecipato, fi-

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nalizzato a creare un’economia circolare, formare nuove professionalità ed incrementare lo sviluppo occupazionale. Infatti – ha proseguito – è importante evidenziare un modello cosiddetto di “clusterizzazione” delle attività imprenditoriali, secondo il quale più soggetti, tra aziende e istituti di ricerca, riescono a concorrere allo sviluppo di prodotti e processi innovativi, facilmente assorbibili dal mercato». E’ proprio questa la finalità del Polo NET, acronimo di “Natura, Energia, Territorio”, un incubatore di innovazioni scientifico-tecnologiche che riunisce a collaborare più di 65 soggetti tra aziende, università e istituti di ricerca. I laboratori della NET possiedono attrezzature di ultima generazione per condurre analisi d'impatto ambientale

Mario Spanò

«

Questo incontro è l’occasione per presentare un modo di fare impresa, di tipo partecipato, finalizzato a creare un’economia circolare, formare nuove professionalità ed incrementare lo sviluppo occupazionale»


ambiente

e ricerche sulle nuove tecnologie energetiche o sulla mobilità sostenibile. Non solo: estremamente ricettivo delle esigenze del territorio, il Polo è in grado di fornire servizi agli enti locali e ad aziende. NET è anche promotore del turismo ambientale ed eco-sostenibile: una dimostrazione è il Parco di Ecolandia a Reggio Calabria dove NET ha attivato la sua secondaria. Ma anche la sede di Crotone - che è localizzata presso l'ex Ente fiera di proprietà del Comune di Crotone - si sta attrezzando; a tal proposito, Maria Bruni, moderatrice del seminario, direttore del Parco Scientifico di Crotone PST KR - socio NET- ha evidenziato che, grazie ad un progetto finanziato al PST KR dalla Regione Calabria, questa sede diventerà un Centro di promozione scientifico al servizio di tutte le scuole, dall’infanzia alle superiori oltre che a disposizione di visite guidate. «In questi padiglioni – ha sostenuto Bruni – oltre a tutte le attrezzature scientifiche da poter visitare, saranno collocate 19 riproduzioni interattive e funzionanti delle Macchine di Leonardo, 5 container navali che saranno riciclati e riusati per esposizioni culturali-ambientali, la casa dell’acqua, una flotta di bici elettriche.

I progetti presentati vanno dalla valorizzazione delle biomasse inutilizzate dalle aziende agricole, alla pavimentazione stradale realizzata mediante il riciclo delle polveri inutilizzate degli estintori; dall’impiego di intonaci realizzati con materiali naturali all’ottimizzazione della cogenerazione energetica (termo-elettrica) da rifiuti di natura organica; dalla produzione integrata di energie da moto ondoso, eolico e solare nei porti all’allevamento biologico di spigole in maricoltura, utilizzando mangimi arricchiti con vitamine ed oligoelementi». Bruni ha evidenziato che tutte le aziende fuori Regione, che sono nella NET e che hanno beneficiato delle risorse regionali, per realizzare questi progetti hanno attivato un’ unità operativa a Crotone, un ufficio amministrativo e collaborazioni con ma-

estranze e professionisti crotonesi che tutt’oggi sono in servizio. Tra gli interventi delle imprese presenti, quello del dottor Cuomo che ha presentato l’azienda Irenova punto NET, azienda che si occupa della mobilità sostenibile che ha evidenziato, riferendosi agli allievi presenti, che quando si ha la ferma volontà di realizzare un’idea, un sogno, bisogna perseguirlo con lavoro, tenacia e facendo sinergia con il territorio di appartenenza. Tra le associazioni, è intervenuto il dottor Tata di Libera che, anche in qualità di referente di Legambiente, ha seguito la NET dalla nascita e ha manifestato il suo apprezzamento per le attività ad oggi svolte soprattutto in quanto non solo hanno un impatto imprenditoriale ma anche perché possiedono, come costante filo conduttore, il rispetto dell’ambiente, articolato in tanti settori. Hanno preso la parola i segretari dei sindacati CGIL E CISL, Falbo e Scerra, che hanno mostrato il loro interesse alla presentazione di queste iniziative di ricerca, affermando che l’innovazione quando è tesa alla produttività e sviluppo di un territorio, non può che avere l’apprezzamento delle forze imprenditoriale e di quelle sindacali. •

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itinerari

Tenuta Tramontana: ecco l’innovazione che punta all’eccellenza Unica nel suo genere in provincia di Reggio Calabria è un luogo esclusivo per organizzare ogni tipo di evento di Maria Teresa Rotundo

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dallo spirito imprenditoriale della famiglia Tramontana che, negli anni, ha sempre ricercato l’eccellenza puntando all’innovazione senza mai rinunciare alla tradizione, che ha preso forma il progetto della Tenuta Tramontana. La Tenuta, unica nel suo genere in provincia di Reggio Calabria, è stata pensata proprio in continuità con l’arte della viticoltura che la

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famiglia tramanda di generazione in generazione. Ed è così che, immersa tra i vigneti, si sviluppa con armonia ed eleganza all’interno di un contesto di assoluta bellezza naturale. La Tenuta Tramontana altro non è che uno speciale punto d’incontro, una soluzione perfetta per organizzare ogni tipo di evento in ogni stagione: dai meetings aziendali ai convegni, dai seminari alle riunioni d’affari e poi matrimoni, shootings fotografici e board meeting. Un luogo caldo, accogliente e suggestivo, una realtà innovativa e di assoluto interesse sia per qualità che per filosofia, che punta alla crescita del settore vitivinicolo della regione Calabria attraverso investimenti innovativi che si impongono con


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virtuosismo per la crescita del settore. «La nostra regione – afferma Ninni Tramontana, Presidente del Comitato Piccola Industria Reggio Calabria – non può più essere considerata il ‘fanalino di coda’ del settore vitivinicolo italiano grazie alla volontà dei produttori calabresi di mettersi al passo con le altre regioni attraverso l’investimento di molte risorse nel recupero dei vigneti autoctoni della regione, nell’ottimizzazione del processo produttivo e sposando le giuste strategie di comunicazione e marketing. Ed i risultati in tal senso sono molto positivi – prosegue il Presidente – La realizzazione di nuove strutture dedicate alla produzione del vino possono diventare luoghi ricchi di fascino e suggestione, contribuendo, in maniera proficua, al miglioramento dei processi che mirano ad una continua e costante ricerca dell'Eccellenza».

Ed è proprio sulla parola ‘eccellenza’ che occorre fermarsi a riflettere affiancandola ai concetti di qualità, efficacia, efficienza, ricerca di esclusività e innovazione, senza mai perdere di vista l’importanza di un passato che sa ancora imporsi nel presente. Proprio come in questo caso, dove alla secolare cura dei vigneti, la famiglia Tramontana ha saputo sviluppare un ambizioso progetto capace di esaltare quest’arte attraverso un approccio moderno. Nell’incantevole panorama della Tenuta sorge, infatti, una splendida Cantina, pensata per rispondere alle esigenze produttive della famiglia e per dare la possibilità ad un vasto pubblico di eno-appassionati di vedere come nasce un vino, dalla vigna alla bottiglia, passando attraverso i percorsi di vinificazione e di affinamento. Un’esperienza che punta anche a coinvolgere le scuole attraverso veri e propri percorsi didattici per implementare la conoscenza di un’arte di importante valore storico per l’intera Penisola. E poi, la possibilità di visitare una Barriccaia interrata per l’affinamento del vino prodotto e un Museo del Vino in cui sono stati raccolti, trattati e restaurati numerosi oggetti utilizzati, negli anni, dalla Famiglia Tramontana per la coltivazione delle vigne e per la vinificazione, con l’intento di ricostruire non soltanto l’ambiente, ma anche l’anima della cultura della terra, per trasportare i visitatori in un prezioso viaggio nella memoria. E ancora, il Casale 1890 che immerso nel verde dei vigneti è una scenografia ideale per nozze da favola e non solo, una location esclusiva, con ampi spazi

interni ed esterni, per organizzare eventi all'insegna della ricercatezza, della buona cucina e dell'incantevole paesaggio. Le proposte dello chef, Enzo Cannatà, sono in grado di conquistare ogni palato e di regalare agli ospiti un momento gastronomico memorabile grazie ad una cucina creativa che esalta i sapori della tradizione, elaborata con materie prime di altissima qualità ed abbinata agli ottimi vini prodotti con le uve dei vigneti Tramontana. Un luogo versatile, dunque, che riesce ad unire la bellezza naturale alle strutture architettoniche sviluppatesi in armonia non solo con l’ambiente che le circonda ma anche con la storia di una famiglia che ha saputo cogliere le potenzialità del settore vitivinicolo calabrese, rispettandone le sue peculiarità senza rinunciare al suo potenziamento. Un progetto d’eccellenza che, certamente, sarà capace di crescere ancora, implementando le potenzialità del settore vitivinicolo calabrese come ha fatto in passato e sulle quali punta nel presente per affacciarsi al futuro. •

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Il fascino del tempo che fu racchiuso nel Podere delle carrozze A Catanzaro riapre i battenti una straordinaria location ricca di storia

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olti degli stessi catanzaresi ne ignorano l’esistenza. Anche perché, negli ultimi anni, la struttura è rimasta chiusa, minacciata dall’incuria e dall’inesorabile trascorrere del tempo. E invece, oggi, grazie ai fratelli Pavone (due imprenditori del settore ristorazione), “Il Podere delle Carrozze”, che sorge a pochissimi chilometri dal centro storico del capoluogo di regione, nel quartiere Siano, è tornato al suo antico splendore. E si tratta davvero di un posto magico. Non soltanto perché raccoglie alcuni esemplari di carrozze dal valore inestimabile, come l’American Buggy utilizzata da Clark Gable e Vivian Leigh in “Via col vento”. Quanto perché ogni angolo della struttura custodisce, come uno scrigno, testimonianze del

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passato gelosamente preservate dal compianto barone Luigi De Paola, cui va il merito di aver messo a disposizione della città la sua splendida collezione. Ogni angolo della struttura, divisa in quattro ampie sale (il museo delle Carrozze, il Salone dei ricordi, il bazar e la Locanda), regala suggestioni perché qui il tempo sembra essersi fermato. La natura circostante, come un grande abbraccio, avvolge l’edificio che sorge in una zona “verde” di grande interesse botanico - per la varietà delle essenze tipiche della macchia mediterranea - e faunistico. Un grande parco urbano che si estende su una superficie di 700

ettari, con vari tracciati per circa trenta chilometri. Il giardino botanico ospita più di 1000 specie vegetali diverse. L’attrazione principale è senza dubbio la presenza di ben 25 carrozze di epoche differenti. Ce ne sono davvero di pregiate nella collezione del barone De Paola e quasi tutte sono state realizzate tra il XVIII e il XIX secolo. C’è, ad esempio, una “Cabriolet” di fine ‘700 a capote mobile, unica in Europa, appartenuta alla famiglia Volpicelli; una “Mail Coach” dell’Ottocento costruita in Au-


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stria che ebbe grandissima diffusione in Europa e in America perché utilizzata per lunghi viaggi; una “Landean”, sempre dell’Ottocento, considerata una vettura di prestigio, almeno fino alla seconda guerra mondiale, con maniglie in argento e copripedali in pelle; una “American Buggy”, carrozza che negli Stati Uniti ha goduto di grande popolarità perché ha una struttura snodata che consente maggiore manovrabilità. Il Museo comprende anche una slitta russa, un antico carro del ‘600 utilizzato per le processioni della Madonna, un vecchio postale, un “Omnibus”, una sorta di autobus ante litteram. Ma ogni pezzo ha una sua storia da scoprire percorrendo le sale del “Podere”. Che, in un ampio porticato dal fascino indiscusso, raccoglie pezzi molto interessanti della civiltà contadina calabrese del ‘600, ‘700 e ‘800. Antichi banconi da falegname, vecchie macine, gli strumenti dell’arrotino, un torchio, aratri, collezioni di bilance, bracieri, caldaie per maiali, misuratori per grano e farine. Impossibile citare tutto ciò che è stato con passione collezionato e quindi esposto. La passeggiata prosegue all’interno del “Salone dei ricordi”. Qui il tempo si è fermato. E’

possibile ammirare mobili d’epoca finemente ristrutturati, suppellettili di ogni genere, strumenti musicali, macchine da cucire, vecchie divise, pentolame di rame, set di valigie in stile inglese, posateria di viaggio. Straordinaria è la ricostruzione di una tavernetta in stile viennese. Allestito anche un bar arredato in stile liberty. Quest’area del podere conserva anche una sezione completamente dedicata a tutti gli accessori delle carrozze per il traino dei cavalli: sono raccolti finimenti, fanali, oltre cento esemplari di morsi, una collezione di selle d’amazzone, fruste di ogni tipo, selle d’epoca di origine inglese dell’800. E’ qui che è custodita l’American Bugg One, la carrozza di Via col vento. La visita al salone si conclude con il passaggio in un ricco bazar in cui trovare il meglio della

tradizione gastronomica e artigianale calabrese. Ed è una cucina tipica quella che offrono, nella “Locanda” annessa al Podere, i fratelli Pavone, da anni impegnati nella gestione di attività riguardanti la ristorazione. Per far conoscere meglio la struttura hanno deciso di investire nella comunicazione. E’ stato realizzato un sito anche in lingua inglese e tedesca (poderedellecarrozze.it), una brochure divulgativa, uno spot video e un catalogo fotografico. «Il Podere – dicono i due fratelli – può tranquillamente essere inserito nel percorso culturale che offre la città di Catanzaro, che oggi torna a regalare ai suoi visitatori la possibilità di conoscere una location dall’atmosfera magica». •

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Tutto su casa ed edilizia. Nuovo successo per Edilexpo Tecnologia, innovazione e momenti d’incontro nella quarta edizione

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i è consolidata come l’evento di punta su base regionale per la qualità degli allestimenti e delle aziende espositrici, per il riscontro di pubblico, per la ricchezza del programma degli eventi e per gli ospiti presenti. La Quarta Edizione di Edilexpo Calabria, svoltasi dal 25 aprile al 3 maggio presso il Parco Commerciale Le Fontane di Catanzaro, non ha deluso le aspettative, confermandosi come la manifestazione di punta che raccoglie attorno a sé sempre più addetti ai lavori del mondo della casa e dell’edilizia. Nei 4000 metri quadri dei padiglioni allestiti come di consueto su un unico percorso, le migliaia di visitatori hanno potuto muoversi per i corridoi dell’Edilexpo in mezzo ad oltre 100 aziende, espressione della Calabria che lavora e che produce, che hanno presentato nell’occasione i più innovativi ritrovati nel campo dei sistemi di sicurezza e


di progettazione, le novità tecnologiche dei settori smaltimento rifiuti ed energie rinnovabili, l’eleganza delle soluzioni di arredo interni e giardino. Il tutto per un’esposizione davvero di alto livello, inserita nella cornice di un allestimento che rimanda alle grandi fiere nazionali e di una macchina organizzativa ormai consolidata nella realizzazione di importanti eventi di settore. Nove giornate di manifestazione all’interno delle quali non sono mancati i momenti di incontro e di informazione, grazie al fondamentale apporto di Enti, Ordini Professionali ed Associazioni di Categoria che scelgono Edilexpo quale vetrina per venire incontro ai loro iscritti ed associati, creando un importante finestra di dialogo tra enti, aziende, professionisti ed utenti finali. Ben venticinque gli eventi proposti nelle due sale allestite all’interno dei padiglioni fieristici, tra convegni, seminari tecnici, corsi di aggiorna-

mento professionale, tavole rotonde e dimostrazioni pratiche, che fanno di Edilexpo Calabria qualcosa in più di un semplice salone espositivo, rendendolo a tutti gli effetti un contenitore culturale all’interno del quale confrontarsi a 360° e con tutte le figure coinvolte nella filiera dell’edilizia. I salotti televisivi e le interviste all’interno degli stand hanno raccolto le voci degli ospiti e delle aziende, portando la fiera direttamente nelle case dei calabresi, sfruttando i

vari canali social e web a disposizione. La macchina organizzativa di Edilexpo è già in moto per costruire un altro grande evento per il 2016, con la convinzione che il territorio ha bisogno di manifestazioni di spessore per dare spazio e voce alle tante eccellenti realtà che la Calabria propone e che hanno necessità di farsi conoscere dal grande pubblico delle fiere del Gruppo Calabria Sposi. •

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eventi

Festival dell’Economia a Vibo Dalla Calabria preziosi input

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re giorni di eventi nei quali sono stati affrontati molti temi di stretta attualità economica. E’ stato un successo il Festival per l’economia che si è svolto a Vibo Valentia. Ad alternarsi nei momenti di dibattito e di workshop, economisti di fama internazionale, accademici, industriali, saggisti, registi, professionisti del mondo del lavoro, della cultura e dell’innovazione che, da diversi punti di vista, hanno analizzato la crisi e le sue cause, individuandone le possibili soluzioni. Numerose ed eterogenee le iniziative proposte: convegni, dibattiti, tavole rotonde, incontri con gli studenti, proiezioni di film, presentazioni di libri, rivolte sia agli addetti ai lavori che al pubblico indistinto. Dai lavori del festival sono emersi molti ed interessanti spunti. La crisi economica, innanzitutto, ci si è chiesti da cosa dipenda e come superarla. Il dito è stato decisamente puntato contro

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le politiche di austerità considerate, senza mezzi termini, le reali responsabili del disastro socioeconomico in atto. Si sono espressi in tal senso due affermati economisti di livello internazionale, l’americano Warren Mosler ed il francese Alain Parguez.

La crisi? Tutta colpa dell’austerità

L’austerità, è stato spiegato, caratterizzata da misure economiche che comportano inasprimenti fiscali e tagli alla spesa pubblica, ha prodotto la recessione. Un vero disastro dato che l’aumento di tasse e imposte non solo rende le imprese italiane meno competitive all’estero ma riduce il reddito disponibile determinando altresì il calo della domanda interna. Anche i tagli alla spesa pubblica, contrariamente al comune sentire, hanno pesanti effetti recessivi

perché impattano negativamente sulla domanda aggregata compromettendo la crescita del Pil. La soluzione alla crisi economica è, pertanto, chiara, bisogna abbandonare le politiche di austerità ed agire tempestivamente con misure espansive (meno tasse, più investimenti pubblici) per invertire il ciclo economico e rilanciare decisamente la ripresa e l’occupazione. E’ una questione di mera volontà politica, i soldi non possono finire quindi le restrizioni sulla moneta dipendono esclusivamente da decisioni politiche. L’architettura europea deve essere rivista poiché basata su modelli di austerità permanente. Mettere un vin-


eventi all’economia reale ed il QE non garantisce ciò. Il QE finisce con l’agevolare la possibilità di speculazioni finanziarie ed inoltre inizialmente rimuove il reddito da interesse dall’economia per effetto dell’acquisto dei titoli da parte della banca centrale.

Il Jobs Act da solo non basta

colo al deficit pubblico è stato deleterio. In estrema sintesi occorre abbandonare la politica del rigore. Le iniziative intraprese sia a livello europeo che nazionale per contrastare la crisi economica sono palesemente insufficienti. Il Quantitative Easing (QE) della Bce è stata giudicata una misura inadeguata a rilanciare l’economia, è infatti necessario che la liquidità arrivi

Sul fronte delle politiche nazionali è stato ampiamente analizzato il Jobs act, lo strumento normativo che il Governo ritiene strategico per rilanciare l’occupazione. Alla tavola rotonda dedicata all’argomento sono intervenuti i massimi esponenti nazionali dell’Ordine dei consulenti del lavoro, il Presidente del Consiglio Nazionale Marina Calderone ed il Presidente della Fondazione Studi Rosario De Luca. E’ stato evidenziato che il Jobs act, per quanto innovativo ed equilibrato, non può certamente da solo produrre occupazione. Per ridurre la disoccupazione è necessario far ripartire l’economia, la cui crescita può effettivamente essere agevolata da una ripresa degli investimenti pubblici che farebbe propendere le aziende a investire in nuovi posti di lavoro.

L’Italia conta poco in Europa

Durante il corso del festival lo Stato italiano è più volte salito sul banco degli imputati. Alla presentazione del libro “il quarto reich” di Gennaro Sangiuliano, giornalista Rai, lo stesso autore ha evidenziato il ruolo supino assunto

dall’Italia in Europa, incapace, al contrario della Germania, di tutelare i propri interessi nazionali. Durante un convegno dal coraggioso titolo “come lo Stato distrugge lavoro”, alla presenza, tra gli altri, dell’industriale Vincenzo Boccia, dell’imprenditore Pippo Callipo e del presidente Piccola Industria Unindustria Calabria Aldo Ferrara, è stato messo in rilievo come talvolta le norme ed il comportamento dello Stato abbiano addirittura determinato i fallimenti delle imprese. Su un altro piano un’ampia riflessione è stata dedicata all’utilizzo dei fondi europei esaminando, con il contributo di Paola Casavola (responsabile dell’unità di valutazione degli investimenti pubblici), i fattori critici che hanno impedito il pieno utilizzo dei fondi europei in Calabria, con l’attenzione rivolta dai Presidenti di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca, e di Confindustria Vibo Valentia, Antonio Gentile, ad evitare di ripetere gli errori del passato nel nuovo ciclo di programmazione. Ampio spazio al tema della nuova programmazione europea affrontato dal Direttore Generale di Confindustria Marcella Panucci, dal Presidente degli industriali vibonesi, Antonio Gentile e dal Presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca insieme al Dirigente della Regione Giovanni Soda. Il confronto ha fatto emergere la necessità di avviare un nuovo modello di gestione dei fondi, condiviso e partecipato con Parti sociali e l’apertura di un Tavolo di confronto continuo con gli imprenditori. La ripartenza della Calabria passa anche attraverso la concreta salvaguardia delle imprese sane che operano con grandi sacrifici in un contesto difficile. Su questo tema e sui vincoli della macchina pubblica si sono confrontati il Procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo, sollecitato dalle riflessioni di Pippo Callipo che da anni addita tra i mali peggiori di questa Calabria, la cattiva burocrazia, vero ma►

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eventi cigno sulla libertà d’impresa, dalla Presidente dell’Ordine dei Consulenti Marina Calderone che ha stigmatizzato il costo degli adempimenti burocratici sopportato dal sistema delle imprese e da Aldo Ferarra, Presidente regionale della Piccola Industria che ha individuato i tanti lacci che minano il percorso di crescita delle Piccole Imprese calabresi che devono trovare nei nuovi mercati e nella nuova organizzazione lo stimolo per investire e ridare impulso al made in calabria.

Economia e cultura: Calabria in ritardo

Il festival per l’economia ha realmente offerto molti spunti e suggerimenti individuando, tra l’altro, nella filiera dell’industria culturale un potenziale di sviluppo socioeconomico notevolissimo per la nostra regione, tutt’ora inespresso. Impressionanti alcuni dati presentati all’incontro su industrie culturali e ricreative in Calabria partecipato, tra gli altri, dal Presidente dei giovani imprenditori calabresi, Mario Romano. L’industria culturale già oggi in Italia vale 214 miliardi di Euro l’anno. Si consideri altresì che i turisti di altri Paesi che decidono di visitare il nostro per ragioni di interesse culturale sono più del 60%. La Calabria sconta un ritardo cronico in questo settore figurando agli ultimi posti tra le regioni italiane. Investire in cultura è fondamentale per la nostra terra e a questo tema è stata dedicata una sessione di lavoro specifica che grazie al contributo, tra gli altri, dell’editore Florindo Rubbettino e del Presidente della Fondazione Carical Mario Bozzo ha evidenziato il ruolo attivo che i privati possono svolgere a sostegno delle attività culturali.

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Riconoscimento alle eccellenze locali

Donne e scuola al centro del Festival

Il festival ha altresì dedicato un’attenzione particolare all’universo femminile ed al mondo della scuola. Un evento apposito ha riguardato il tema delle donne nel mercato del lavoro affrontato grazie al contributo della docente Unical, Maria De Paola. Durante l’incontro è stato rappresentato che la ricerca scientifica ha dimostrato che un maggior coinvolgimento delle donne nel mercato del lavoro, soprattutto a livelli adeguati alle loro capacità e competenze, quindi in ruoli di responsabilità e decisionali, visti i livelli dei titoli di studio, produrrebbe un sostanziale aumento del Pil e un miglioramento generalizzato della qualità della vita. Numerose sono state le iniziative dedicate al mondo della scuola, coinvolte addirittura alcune classi delle scuole medie, a testimonianza dei variegati target cui gli eventi sono stati indirizzati, alle quali è stato presentato il volume dal titolo “la moneta moderna spiegata ai ragazzi” alla presenza dell’autore Stefano Sanna, della scuola economica post Keynesiana Modern Money Theory. Presentati anche i risultati di un’indagine empirica sulla qualità degli studenti e degli istituti superiori calabresi.

Il festival non ha mancato di concedere spazio ad alcune eccellenze locali, presentato il cortometraggio del giovane regista calabrese Antonio Giacomo Lampasi, dal titolo “magari fossi nato nel 40”, pluripremiato all’accademia cinematografica di Roma. Il corto ha affrontato la crisi da un punto di vista generazionale evidenziando che molti giovani oggi rimpiangono di non essere nati negli anni 40 quando c’era meno ricchezza ma esistevano migliori prospettive. Il festival per l’economia di Vibo Valentia ha indubbiamente avuto successo. Un evento di portata nazionale seguito anche dal tg1 che ha dedicato un ampio servizio alla manifestazione. Significativa è stata la partecipazione agli eventi sia da parte degli addetti ai lavori che del pubblico indistinto. Elevatissima la qualità dei relatori che hanno saputo non solo sviluppare analisi ma anche fornire soluzioni ai problemi che attanagliano la nostra regione come anche l’intera nazione. Il Valentianum, sede della Camera di Commercio, e Palazzo Santa Chiara, sede del Sistema bibliotecario vibonese, hanno ospitato gli eventi mettendo in luce lo straordinario patrimonio artistico vantato da Vibo Valentia, troppo poco conosciuto e quasi mai adeguatamente valorizzato. Il festival è stato fortemente voluto dalla Confindustria di Vibo Valentia, il suo Presidente Antonio Gentile ed il direttore Anselmo Pungitore hanno fatto parte del comitato organizzativo insieme ad Alessandro De Salvo di Rete MMT Calabria, Gilberto Floriani del Sistema Bibliotecario Vibonese, Vincenzo Greco dell’ordine dei Consulenti del lavoro e Damiano Silipo dell’Unical. •


lavoro

Un lavoro alla volta

A Montepaone si studia per diventare barman

di Antonia Opipari

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uando il lavoro non c’è bisogna inventarselo. È quello che ha fatto Sandro Laugelli, anima del Laboratory Academy Bartender, una scuola che si trova a Montepaone Lido (Cz) in cui è possibile imparare una professione originale e pare alquanto redditizia: il barman. Per la Calabria si tratta di qualcosa di assolutamente innovativo «nato qualche anno fa per una mia esigenza personale che mi ha spinto in Calabria alla ricerca di qualche scuola o associazione

che potesse formare barman» racconta Sandro. «Non trovando nulla mi dovetti spostare fuori regione – continua –, poi grazie anche ad altri colleghi nel 2000 fondammo in Calabria la sezione dell'Aibes Associazione Italiana Barman e Sostenitori, una sorta di albo italiano dei barman; dopo dodici anni di partecipazione attiva in questa associazione mi resi conto che qui c’era bisogno di altro e decisi di concretizzare un progetto già maturo e aprire LAB Laboratory Academy Bartender: un accademia del barman che entra nel dettaglio dell'esigenza che c'è sul territorio calabrese di unire i ragazzi che si vogliono approcciare o formare e

diventare barman o bartender e le tante strutture ricettive presenti sul territorio dando anche la possibilità ad aziende liquoristiche e del settore beverage di promuovere master e aggiornamenti sui loro prodotti». Quella del barman può considerarsi una professione "nuova" o nuova è la preparazione che serve per svolgerla?

«Il lavoro del barman/bartender è antichissimo e ancora oggi possiamo deliziarci con ricette definite “classiche” ma che hanno fatto la storia del bere miscelato e, in alcuni casi la fortuna di aziende liquoristiche. Però è anche vero che in tutto il mondo oggi le tendenze e il modo di bere cambiano velocemente e di conseguenza il barman moderno è diventato un mixologist, uno studioso ricercatore di prodotti anziché spezie, erbe, infusi, marmellate e tanti ingredienti che sono diventati la base di ricette cocktail da bere per il piacere dei nostri sensi. Un professionista serio e bravo non rinnega il passato piuttosto sa guardare il presente alle volte anche il futuro… seppur siamo artisti del bar non profeti!».

Come funziona una scuola per barman? O meglio cosa si insegna nello specifico?


lavoro

«La nostra è un accademia privata che si muove in autonomia con i propri programmi; non tutte le scuole o le accademie del bar svolgono i programmi allo stesso modo e noi abbiamo studiato dei format di corsi che vanno incontro alle esigenze del mercato. E poi un ragazzo che si approccia a questo mondo si deve appassionare e dopo formare: i racconti di vita professionale vissuta sul campo sono quanto i ragazzi recepiscono di più e li stimolano a studiare tecniche e teorie per diventare dei veri bartender». Qual è l'età media delle persone che forma e quanti sono mediamente in un anno?

«20/30 anni l'età media, anche se devo confessarvi che ci è capitato di formare pure professori di scuole alberghiere che a 40 anni si rimettono in discussione perché vogliono aggiornarsi e stare al passo coi tempi. In due anni abbiamo formato oltre 100 ragazzi».

In che percentuale riescono a trovare lavoro una volta finita la scuola?

«Vi posso dire che chi dei ragazzi aveva fame e voglia di lavorare sta già lavorando. Ci sono “nostri” bartender che stanno lavorando anche fuori dalla Calabria, a Monaco Londra e Vienna, ma tanti sono pure i ragazzi che stanno

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lavorando in villaggi turistici e bar della regione, altri invece sono proprietari di un attività o l’hanno aperta subito dopo». Fare il barman in Calabria è diverso dal farlo in un'altra qualsiasi regione d'Italia? Se si perché?

«È sicuramente diverso fare il barman in Calabria, non tecnicamente ma sostanzialmente dal momento che le tendenze del bere variano di città in città e di paese in paese, per i prodotti e la cultura del luogo in cui si esercita. Ci sono alcune bevande, prodotti, cocktail che cambiano di regione in regione per cui un bravo barman dovrebbe informarsi su usi del bere della zona in cui lavora e, casomai introdurre delle nuove tendenze, ma mai prima di conoscere le abitudini locali. Per quanto riguarda le tecniche di lavoro, le attrezzature, la deontologia di un barman sono uguali in tutto il mondo; noi questo lo insegniamo e il ragazzo che esce dalla nostra Accademia può diventare un professionista in Calabria così come a Londra, Berlino o Miami. Esattamente come per tutte gli altri mestieri anche per diventare un vero professionista del bar, dopo gli studi, i corsi, i seminari e i master bisogna fare tanta, ma tanta esperienza sempre portandosi dietro una valigia piena di umiltà». •

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Magazine n2 2015  

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