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editoriale

Il futuro è oggi di Aldo Ferrara*

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«Fabbrica 4.0, stampanti 3D, robotica e fabbrica intelligente sono le nuove modalità di sviluppo con cui dovranno misurarsi i sistemi industriali di tutto il pianeta, in un mercato che sarà per definizione internazionale»

ra qualche settimana, il 20 luglio per l'esattezza, sarà inaugurata alla periferia di Detroit in una area di 13 ettari la “città dei robot”. Sarà utilizzata per testare le auto senza conducente. Una tecnologia che secondo le stime del Boston Consulting Group avrà, fra soli dieci anni, un mercato di 42 miliardi di dollari all'anno. Una notizia che deve far riflettere sugli scenari ormai prossimi in cui si declinerà l'economia del futuro, sempre più contaminata dall'impetuoso sviluppo della tecnologia guidata dai sistemi digitali. Fabbrica 4.0, stampanti 3D, robotica e fabbrica intelligente sono le nuove modalità di sviluppo con cui dovranno misurarsi i sistemi industriali di tutto il pianeta, in un mercato che sarà per definizione internazionale. Di queste tendenze che non sono più suggestioni visionarie ma concrete realtà con cui confrontarsi si è recentemente discusso durante una intervista aperta al Presidente Nazionale della Piccola Industria di Confindustria Alberto Baban ospite di Unindustria Calabria a Catanzaro. Una straordinaria occasione di confronto in cui è emersa con forza la necessità di avviare una profonda quanto urgente trasformazione anzitutto culturale per fare fronte alle sfide del futuro. Temi che sono stati anche al centro della discussione del recente incontro svoltosi a Venezia durante il biennale della piccola industria di Confindustria, cui ha partecipato una folta delegazione Calabrese e in cui le parole d'ordine sono state trasformazione e futuro. Dal dibattito ha evidenziato chiaramente che, in un mondo che cambia alla

velocità della luce, si sta facendo strada una nuova concezione dell'industria che deve farci dimenticare i paradigmi economici del passato per far emergere una nuova cultura del fare guidata da uno sguardo strategico rivolto ai nuovi mercati e alle nuove tecnologie. Insomma, per rispondere efficacemente ai profondi mutamenti economici in atto ed evitare di essere rilegati ad uno stato di strutturale sottosviluppo ed arretratezza, è necessario intervenire rapidamente sui modelli di business, sulle strategie aziendali, sulle organizzazioni produttive, ma anche e sopratutto sui fattori di contesto. Ed è proprio su quest'ultimo fronte che si addensano le principali preoccupazioni, soprattutto nella nostra regione. E' possibile affrontare il futuro in un contesto inefficace e inadatto all'esercizio dell'attività imprenditoriale? La risposta è scontata: no. Il nostro sembra essere un sistema vecchio che fatica ad affrancarsi da una pubblica amministrazione lenta ed arretrata, disinteressata al cambiamento e che costituisce uno dei principali vincoli alla competitività del sistema produttivo. Certo, le imprese devono fare la propria parte evolvendo verso forme coerenti con l'economia del futuro ma per evitare che gli sforzi del mondo produttivo siano inutili, bisogna voltare pagina e interrompere subito l'inerzia che governa gli stanchi processi decisionali per adottare modalità di approccio snelli e rapidi con al centro l'impresa e l'attitudine al cambiamento. Nel prossimo futuro assisteremo a un’evoluzione tecnologica esponenziale: non siamo di fronte a un’opzione ma ad un imperativo categorico. • * editore di "CalabriaEconomia"

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editoriale

Serve una rivoluzione culturale per cambiare la “società che puzza” di Davide Lamanna*

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«Oltre alla repressione e alla prevenzione é indispensabile una presa di coscienza della pericolosità del male, del danno che crea ai cittadini la corruzione»

l nome inglese è di facile traduzione: Corruption Perception Index; il dato relativo all’Italia e riferito al 2014 di facile interpretazione: il nostro è un Paese di corrotti. Del resto lo studio pubblicato sul finire dello scorso anno da Transparency International non lascia spazio a dubbi. Ci classifichiamo al 69° posto su 178 nazioni. Dietro anche a Sud Africa e Kuwait, in una posizione inferiore, insieme a Grecia e Bulgaria, a tutti gli stati europei. Un primato di cui non andare fieri. Come quello che registra la nostra Calabria. Arriva dalla World Bank un'altra ricerca, in qualche modo correlata, questa volta sul pagamento/richiesta di tangenti. Sempre nel 2014 nella nostra regione sono state arrestate, per questo reato, 244 persone. Più che in Piemonte (210) e Lombardia (209). Ma il problema, come rivelano i numeri, è italiano. Non passa giorno, ormai, che non scoppi uno scandalo e dalla Sicilia alla Lombardia non c’è lembo dello “stivale” che possa essere considerato esente dal malcostume ormai diffuso. E mentre si cerca di inasprire le pene dal punto di vista legislativo (occorrerebbe mettere mano anche a un processo di semplificazione perché, come diceva Cicerone, “in una Repubblica corrottissima numerose sono le leggi”) c’è da chiedersi quanto il fenomeno possa essere davvero contenuto senza mettere in atto una vera e propria rivoluzione culturale.

Su questo condivido le riflessioni che nel libro “Il male italiano”, firmato da Raffaele Cantone e Gianluca Di Feo, propongono i due autori. In sintesi, ritengono che oltre alla repressione e alla prevenzione sia indispensabile una presa di coscienza della pericolosità del male, del danno che crea ai cittadini la corruzione. Che pesa sulle tasche di noi tutti se è vero ad esempio che, in media, in Italia le opere pubbliche costano circa il 40% in più del dovuto: e non è questa una megatassa? E’ chiaro che le “rivoluzioni culturali” necessitano di tempo e di uomini che le mettano in pratica. Occorrono esempi da seguire, testimonianze da far diventare modelli. E ce ne sono, per fortuna. Ci sono amministratori che non si piegano al ricatto, ci sono impiegati pubblici - la maggior parte - che lavorano con coscienza, ci sono moltissimi imprenditori che, fra salti mortali, fanno andare avanti le proprie aziende e resistono alla tentazione di pericolose “scorciatoie”. E’ la società che non fa notizia che bisogna prendere ad esempio. Quella che, per citare papa Francesco, “non puzza” come quella corrotta. Quella che lotta affinché l’onestà vinca sulla furbizia. E il merito abbia la meglio sulla raccomandazione. In cui prevalgano i valori di responsabilità e di rispetto verso le regole, facendo della trasparenza la bussola per un futuro finalmente diverso. Chissà se a furia di sentirle sempre dire queste cose non abbia davvero inizio un processo di cambiamento. • * direttore di "CalabriaEconomia"

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ANNO VII | NUMERO 1 | 2015

In copertina B U S I N E S S

M A G A Z I N E

ALBERTO BABAN

Calabria Economia periodico di informazione economica Anno VII - numero 1 - 2015

DANIELE ROSSI

Direttore responsabile

Davide Lamanna

GIANLUIGI VISCARDI

Contatti Redazione via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 www.calabriaeconomia.it info@calabriaeconomia.it Collaborazioni esterne saltuarie Danilo Colacino, Vittorio Daniele, Enrico Mazza, Maria Rita Galati, Eugenia Ferragina, Maurizio Bonanno, Rosalba Paletta, Monica Perri Tommaso Rotella

GIORGIO POSSIO NATALE MAZZUCA

Editoriali Serve una rivoluzione culturale per cambiare la “società che puzza”

Il futuro è oggi

Fotografie: Icaro fotocronache MediaService srl Antonio Raffaele

di Aldo Ferrara

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di Davide Lamanna

Stampa Stabilimento Tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS) Società Editrice Mediaservice Srl via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro www.mediaserviceagency.it info@mediaserviceagency.it

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sommario PRIMO PIANO 8

economia

“Se cambia l’impresa cambia la società”

attualità 12 La Piccola Industria calabrese crede nel “rinascimento” 14 “Lean thinking” miglioriamo l’efficienza aziendale

53 "La tua impresa domani", gli studenti incontrano Confindustria 54 Tremila nuovi lavoratori grazie al Fondo unico per l’occupazione e la crescita 58 Torna “Best Practices”. Presentata a catanzaro la nona edizione 60 “Ideando”, una sfida a colpi di idee d’impresa

18 Cluster strumento di innovazione e trasferimento tecnologico 22 Expo 2015, Mazzuca: “Lo scrigno della Calabria mostrerà i suoi gioielli più preziosi” 24 Le opportunità del Jobs act per creare nuova occupazione

62 Dalla Legge di stabilità la nuova norma dello “spacca imprese” 64 Garanzia per i giovani, intesa tra Unindustria e Regione 66 Reti di imprese senza notaio: in Calabria la prima esperienza

26 IIl Prefetto Latella in Confindustria Catanzaro “Siete le sentinelle del territorio”

business

28 Al via la fusione tra Unionfidi Piemonte e Unionfidi Calabria

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Verso Expo 2015. La “Santillo 1970” protagonista con il progetto “Radici”

L'internazionalizzazione è possibile. L'esempio della Guglielmo caffè

cultura 70 Tecnologie al servizio della conoscenza

33 RestartCalabria n.9 Speciale inserto

pag.

a cura di CalabriaInnova

16 pagine

da staccare e conservare

72 Turismo ed economia a tempo di Rock

libri 74 Cucina Calabrese, tra prodotti tipici e identità

benessere 74 Termalismo, lettera per Oliverio: "convochi un Tavolo"

turismo 78

Viaggiart e Sacal insieme per il turismo calabrese e identità

eccellenze 50 Emergenza corruzione. La Corte dei Conti avverte: “Panorama desolante”

80

Il bergamotto conquista le Marche

numero 1 --2015 2015

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primo piano

“Se cambia l’impresa cambia la società” Alberto Baban a Catanzaro di Alessia Burdino

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nnovazione: non più un’opzione ma un vero e proprio “must” per crescere. E di innovazione si parla con il re dell’innovazione: Alberto Baban, presidente nazionale della Piccola Industria per Confindustria e titolare dell’azienda Tapì spa, nata come start up nel 1998 e oggi con un fatturato di 33 milioni di euro, con stabilimenti in Italia, Argentina e Messico. Ospite nella sede di via Eroi, Baban viene accolto da Aldo Ferrara, presidente regionale della Piccola Industria, Daniele Rossi presidente di Confindustria Catanzaro, Camillo Crivaro alla guida del comitato Piccola Industria e Natale Mazzuca presidente di Unindustria Calabria. Seduto in prima fila c'è Paolo Abramo, numero uno della Camera di Commercio di Catanzaro. Accanto gli siede Wanda Ferro ex presidente della Provincia, l'imprenditore ed ex senatore Vincenzo Speziali ed il past president di Confindustria, Giuseppe Gatto. Alla

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Alberto Baban numero 1 - 2015


primo piano

Da sinistra: Daniele Rossi, Camillo Crivaro, Natale Mazzuca, Alberto Baban e Aldo Ferrara

docente universitaria Maria Coluccio spetta il compito di intervistare la "guest star" dell'iniziativa organizzata in vista della due giorni a Venezia "Il Rinascimento è l'impresa", all'Hilton Molino Stucky il 27 e 28 marzo. La sala gremita in ogni ordine di posto accoglie Baban con entusiasmo. Ma, soprattutto, tanta curiosità. E così alla scoperta dei nuovi modelli di business vincenti il dibattito si sviluppa in un’escalation di interventi interessanti e stimolanti. «Posso affermare che Alberto Baban è la vera anima dell'impresa e di Confindustria. Averlo qui – esordisce Aldo Ferrara – è per noi un grande onore. Quello di oggi fa parte di un ciclo di incontri avviato a Crotone con Gianluigi Viscardi e proseguito a Reggio Calabria. Il presidente, Daniele Rossi, ha sposato a pieno questo progetto. E su questi temi, è bene dire che egli è molto avanti visto che, come affermato imprenditore, è dentro ad un circuito di internazionalizzazione

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Daniele Rossi:

Baban è l'innovatore all'interno di Confindustria. E l'innovazione, in questo momento, deve essere il dna di ogni azienda» Maria Coluccio

ben avviato. Di più. Fa egregiamente da ambasciatore all'intero sistema produttivo calabrese». E chi dell’innovazione, come Baban, ha fatto un suo cavallo di battaglia è Daniele Rossi: «Il mercato calabrese è un mercato particolare, ma ci sono molte aziende che hanno le potenzialità per far conoscere il proprio prodotto anche all'estero. Farlo non presuppone un dispendio economico altissimo. Si tratta di un costo assolutamente sostenibile. Per-

tanto il consiglio che dò è di puntare sul mercato estero. Detto questo – aggiunge il presidente di Confindustria – definisco Baban l'innovatore all'interno di Confindustria. E l'innovazione, in questo momento, deve essere il dna di ogni azienda. Purtroppo credo che la Calabria sia abbandonata da tutti. Non da Confindustria, ma da molti altri. Questo abbandono non è giusto. Nella nostra terra ci sono, infatti, tante realtà che meritano di essere valorizzate». ►

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primo piano

Un appello è quello che, invece, il presidente della Camera di Commercio, Paolo Abramo, rivolge all’ospite della giornata: «Riservate sempre più attenzione al nostro territorio, al Sud e alla Calabria». Alla guida del comitato Piccola Industria da più di un anno, Camillo Crivaro riprende il tema dell'internazionalizzazione declinandolo con riferimento ad un contesto, a sua volta, al centro del dibattito: l'Italia. «Il nostro Paese è invidiato in tutto il mondo anche per il suo patrimonio di impresa. Ciò su cui sta lavorando la piccola e media impresa è la presa di consapevolezza di questo valore. All'interno di Confindustria c'è un grande patrimonio. Bisogna sviluppare sinergie e mettere in circolo questo patrimonio. In un contesto di cambiamento e di fiducia della forza italiana, dobbiamo puntare a fare sempre di più». Sono due le parole chiave usate da Natale Mazzuca nel corso del suo in-

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tervento: formazione e innovazione. «Sono ottimista di natura, ma questi flebili segnali di ripresa – dice – che si stanno facendo passare in questi giorni, con molta probabilità, sono riferibili al Nord e non al Sud. Il Jobs act non sarà la panacea della disoccupazione e non lo sarà neanche Garanzia Giovani. Perché

in questo momento solo l'impresa può dirigere la crescita e lo sviluppo che la Calabria sta aspettando da ormai tanto tempo. Vogliamo lavorare in una regione normale». Incalzato dalle domande della docente universitaria, Maria Coluccio, Alberto Baban offre, poi, la sua ricetta per


primo piano

uscire dalla crisi. Tra numeri, acronimi e voci, alla fine, la medicina per guarire da questa patologia sta, secondo il vicepresidente di Confindustria, nella testa degli italiani (dei meridionali, in particolare). Preda della passata e desueta logica del "mio padre faceva cosi", del vecchio approccio di costruire un'azienda per lasciarla ai pronipoti e non, come accade nei paesi anglosassoni, di fare dell'impresa il primo prodotto. Il cambiamento, dunque, può avvenire attraverso due strade: l'evoluzione (i cui effetti saranno visibili tra qualche tempo) o la rivoluzione. La "cura" Baban? Per prima cosa occorre partire da un assunto: aspettarsi un cambiamento veloce è inutile. Ciò che cambierà è l'impresa. Pertanto la modifica sociale avverrà solamente attraverso l'impresa. Il nuovo modello di industria? Sul punto Baban trova in sala molti sostenitori: «Si può essere piccole imprese ed accedere ugualmente al mer-

cato». Ed in effetti, a pensarci bene, è proprio così. L'era della digitalizzazione ha, completamente, stravolto l'appoccio della comunicazione. In real time si arriva ovunque. La discriminante, secondo Baban, è la capacità di comunicare l'essere un valore aggiunto. E se le dimensioni dell'impresa non sono più un problema, la sinergia tra le imprese può, invece, diventare la marcia in più di cui dotarsi. «La chiave – sottolinea l'industriale veneto – non è avere grandi aziendi ma avere l'intelligenza di capire come rendere le aziende stesse componenti di un unico processo integrativo». Poi, alla fine del suo intervento, Alberto Baban risponde alla domanda delle domande: La ripresa c'è davvero? La risposta è sì. Peccato, però, che il sì dell’innovatore (con la “i” maiuscola”) è seguito da un grande "ma". «Siamo in un Paese che quest'anno cresce dell'1,3 per cento. Ma non è un dato italiano, è un

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Alberto Baban:

La chiave non è avere grandi aziendi ma avere l'intelligenza di capire come rendere le aziende stesse componenti di un unico processo integrativo»

dato europeo. Un paese è normale quando ha due requisiti: non ha debiti ed è equilibrato rispetto alle capacità produttive degli altri paesi». Ma la chiave per uscirne, almeno per tentare di farlo, è non parlare di svantaggi ma di opportunità. Liberando quelle potenzialità che possono farci tornare ad essere protagonisti di un nuovo Rinascimento. •

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attualità

La Piccola Industria calabrese crede nel “Rinascimento” Una folta delegazione di imprenditori della nostra regione ha partecipato al convegno di Venezia di Giusy Staropoli Calafati

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n Calabria si può. Fare impresa, intendo. In Calabria si può fare impresa. La nostra regione si è presentata con persone e non con numeri al convegno biennale della Piccola Industria di Confindustria, a Venezia. A capo della massiccia delegazione, Aldo Ferarra, presidente Piccola Industria Calabria, sempre pronto a raccogliere sfide, proposte e idee per un vero rinnovamento. Assieme a lui, validi rappresentati dell’impresa calabrese: Daniele Rossi, presidente di Confin-

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dustria Catanzaro, Camillo Crivaro, presidente Piccola industria Catanzaro, Mario Spanò, presidente Piccola industria Crotone, Domenico Calafati, presidente Piccola industria Vibo e i componenti di Piccola Industria Maria Speziali, Caterina Froio, Tiziana Muraca e Francesco Balsamo. Una presenza fitta dunque, che vuole dare seguito a tutta una serie di iniziative poste in essere nella regione. Tema dell'incontro è "Il Rinascimento è l'impresa: per una nuova economia della trasformazione". Un confronto ad armi pari tra le aziende che fanno l’economia italiana. Un sodalizio che coalizza l’impresa del Paese tutto, annullando i diritti del Nord e i doveri del Sud, per la convalida effettiva del diritti e i doveri del Nord e del Sud. La Piccola industria è un vivaio di aziende che, convinte d’essere, svilup-

pano economia. Questo è emerso nei tanti interventi che si sono succeduti nella intensa due giorni, carica di nuovi impulsi e speranze nel fare impresa nel sistema Italia. Svariate tavole rotonde si sono susseguite nel corso del convegno al quale tutti, provenienti da ogni parte d’Italia, hanno partecipato con un solo obiettivo comune: “guidare le trasformazioni, non subirle”. E una regione come la Calabria può guidare, senza subire, trasformazioni? A detta dei calabresi presenti sì. A voce unanime si conferma, infatti, che questo è ormai tempo che un territorio difficile da monitorare ma così fertile da essere lavorato, come la Calabria, non subisca ma agisca, guidi. E questo è il concetto di fondo che ha accomunato la piccola industria Calabria a Venezia. Un concetto che tradotto in fatti, deve


attualità

«

Fare impresa, è il messaggio che arriva da Venezia, è riuscire a produrre correttamente qualsiasi tipo di bene. Una sfida dunque, che coglie l’Italia in un unico mazzo, da Nord a Sud, fino in capo al mondo»

Alberto Baban, presidente nazionale della Piccola Industria per Confindustria

valere il doppio all’interno del territorio dove l’impresa deve cominciare a essere, valere come sistema del paese. Perché con certezze future sarebbe un gran bel vivere anche al Sud. E le certezze sono la forza dello sviluppo economico dell’impresa. La Calabria ha link su cui cliccare per sprovincializzare l’economia che in essa viene creata. Così che anche quaggiù si possa riuscire con successo ad innovare il capitale umano prezioso alla comunità. Un obbiettivo? Rendiamo grande impresa la nostra regione. Una grande impresa di uomini che produce. Contribuire a recuperare il buco gestionale del Paese, renderà forte l’impresa nel territorio. E il territorio sarà una grande impresa. Su queste fondamenta è stata acclamata una terza repubblica fondata su innovazioni e lavoro. Un sistema dove necessita far circolare talenti. Trattenerli. Dargli un futuro per restare. E se non c’è inventarlo un futuro per farli rimanere. E se anche il Paese ci può apparire in questo dato momento uno scenario incerto, puntare sulle opportunità. Le stesse di cui questo ne è pieno. E poi

lavorare. Lavorare per trovarle. Se l’Italia riuscirà a trasformarsi con i suoi talenti, vincerà. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria “Vinceremo”, è l’urlo della Calabria che in un parterre così gisogno di insegnanti, non professori. gante spicca per la qualità delle persone L’insegnante, insegna. Lascia un segno. e del lavoro che dalle fatiche di queste si Il professore è un oratore. Professa. sviluppa e cresce; si esibisce con risulÈ sull’essenzialità dell’impresa che tati eccellenti dentro e fuori il suo stesso devono apparire le stigmate della cultuterritorio. ra. Perché i portatori di cultura, rendeFare impresa è il messaggio che ranno grande l’impresa. Di più il Paese. arriva da Venezia: riuscire a produrre Ricca, forte l’Italia. Solida la sua imprecorrettamente qualsiasi tipo di bene. sa. E allora, non resterà altro da fare che Una sfida dunque, che coglie l’Italia in internazionalizzare l’impresa e vincere. un unico mazzo, da Nord a Sud, fino in E l’Italia, quale amante del bello, oggi capo al mondo. più di ieri ha il vento in poppa. Ma perché il sistema Italia raggiun«La Calabria c’è», dice Aldo Ferraga le aspettative dell’impresa, come disra nell’abbraccio caro e tutto italiano al se Petrarca, forse è ora di finirla con i presidente Baban. moderni e rivolgerci ai classici. «E vinceremo»: il grido dei confinCosa manca? Un lampo di genio ci dustriali all’Inno d’Italia. manca! Mi piace chiudere con le parole di Creiamo economia di trasformaDomenico Calafati, presidente di Piczione e il rinascimento è l’impresa. Le cola Industria Vibo Valentia: «Dovessepiccole imprese, sono il rinascimento di ro domandarmi quale parola tra le tante, questo Paese. Ogni paese deve essere ho messo in valigia e portato a casa da impresa. Ogni impresa una startup. Venezia, senza indugio risponderei: reNel sistema paese, l’impresa ha bisilienza». •

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attualità

“Lean thinking” miglioriamo l’efficienza aziendale L

a definizione inglese, lean thinking, alla lettera significa “pensare snello”. Ed è un concetto che si sta facendo strada nelle imprese. Il punto di partenza è l'identificazione degli sprechi per poi eliminarli e produrre di più con un minor consumo di risorse. Di questo si è discusso nel Salone di Confindustria Reggio Calabria durante un seminario dal titolo "Lean Thinking - L'arte di migliorare", organizzato dalla rivista “L’Imprenditore” di Piccola Industria insieme al Comitato Regionale Piccola Industria di Unindustria Calabria e al Comitato Piccola Industria di Confindustria Reggio Calabria. Al tavolo dei relatori presenti il vicepresidente nazionale di Piccola Industria, Giorgio Possio, il professore di Lean Management dell'Università Bocconi, Arnaldo Camuffo, il presidente del Comitato Piccola Industria di

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Reggio Calabria, Antonino Tramontana, Renato Abate del Comitato di direzione de "L'Imprenditore", il responsabile per il centro sud della divisione Organizzazione di Praxi S.p.A, Renato Giugliano e il presidente del Comitato Piccola Industria di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara. Tra il pubblico, anche gli studenti dell’istituto tecnico commerciale “Raffaele Piria” di Reggio Calabria. Dopo il benvenuto del presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, è stato Tramontana ad aprire i lavori. «Lean Thinking significa pensare snello – ha detto il presidente del Comitato Piccola Industria Confindustria Reggio Calabria – ed è un aspetto fondamentale in questo particolare momento storico, soprattutto per le realtà medio piccole. Con questo incontro intendiamo fornire ulteriori strumenti innovativi al nostro mondo imprendito-

riale che intende migliorare l’efficienza all’interno delle aziende, per stimolare la riorganizzazione e l’eliminazione degli sprechi». «Il Lean Thinking si inquadra perfettamente nel programma di piccola industria per una sorta di nuovo rinascimento industriale italiano – ha affermato Possio – e si lavora principalmente su due assi, sempre nell’innovazione. In primis per la parte tecnologica, aspetto sempre fondamentale nelle aziende, ma in secondo luogo anche sull’innovazione organizzativa e gestionale, tematiche altrettanto importanti. Stiamo girando in tutta Italia per diffondere la potenzialità di queste metodologie innovative e gestionali al fine di un miglioramento continuo delle imprese. Gli effetti positivi di queste buone pratiche sono ormai certificati e vogliamo investire soprattutto sui ragazzi – ha concluso il


attualità

Che cos’è il Lean Thinking

Da sinistra: Renato Abate, Giorgio Possio, Antonino Tramontana, Aldo Ferrara, Armando Camuffo e Marco Giugliano

vicepresidente nazionale di Piccola Industria – affinché in futuro ci siano figure competenti in grado di gestire bene le imprese». «La crisi è un'occasione straordinaria per il mondo imprenditoriale – secondo Camuffo dell’Università Bocconi e autore del libro “L’arte di migliorare”– per provare a recuperare competitività e tornare produttivi. Per farlo è necessario avere le conoscenze e le energie adeguate. Questo è il Lean Thinking, l’insieme di metodologie che consentono alle aziende di recuperare competitività eliminando due “peccati capitali”: gli sprechi e l’eccesso di variabilità. L’obiettivo finale – ha concluso Camuffo – è costruire processi aziendali che arrivino al cliente con un prodotto o con un servizio dopo aver

eliminato tutte le attività non necessarie e che non generano valore». A chiudere gli interventi, il presidente di Piccola Industria Calabria Aldo Ferrara. «La filosofia che ispira il nostro ciclo di incontri – ha detto – è quello di sensibilizzare i giovani e il nostro tessuto produttivo verso le tematiche che stanno interessando gli scenari economici internazionali i quali sono sempre più caratterizzati da un elevato contenuto innovativo, sia nella gestione che nelle tecnologie delle imprese. E' quindi un vero e proprio progetto che la Piccola industria regionale sta attuando – ha concluso – in stretta collaborazione con la presidenza Nazionale al fine di diffondere e divulgare sui territori le attività che in questa direzione si stanno svolgendo in campo nazionale». • ►

Il Lean Thinking (Pensare Snello) è una strategia operativa nata dal mondo automotive, ma oggi universalmente applicata in settori e ambiti diversi per aumentare l'efficienza ed eliminare gli sprechi. E' una strategia operativa perché racchiude, insieme all'inquadramento sul pensiero e sulle teorie organizzative, anche l'approccio pratico (il lavoro umano che serve per realizzare la conversione snella). Tutta l'azienda viene coinvolta in una visione di insieme tramite la messa a flusso dei processi principali, dalla progettazione fino alla gestione degli ordini: • dall'idea di marketing, attraverso il processo di sviluppo di nuovi prodotti, si arriva ad una preserie validata, • dalla richiesta del cliente, attraverso il processo di gestione delle informazioni e la gestione degli ordini, si arriva a dare al cliente quello che ha chiesto, • dai fornitori, attraverso il processo di trasformazione della produzione, si arriva al prodotto finito imballato • dal magazzino e dai prodotti finiti, attraverso il processo di distribuzione/installazione e consegna, si da al cliente la disponibilità del prodotto finito. Tutti questi processi coinvolgono anche l'organizzazione, la contabilità industriale e la gestione della qualitàper ridurre al minimo l'utilizzo delle risorse impegnate. numero 1 - 2015

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attualità

Giorgio Possio: “Il Lean?

Non è solo taglio agli sprechi”

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residente della Spesso Gaskets, azienda leader nella produzione di sistemi di tenuta per Powertrain Automotive, Giorgio Possio è vice presidente nazionale di Piccola Industria Confindustria a fianco di Alberto Baban, da poco succeduto a Vincenzo Boccia. E’ un convinto promotore del Lean Management nel nostro territorio sia all’interno delle imprese sia nelle scuola e nelle università. In questa intervista, Possio spiega le potenzialità del Lean Thinking. Come cambia la visione d'impresa con il Lean Thinking?

«Il Lean Thinking vede l’impresa come un insieme di persone che, tutte, apprendono e migliorano continuamente. E’ un modello organizzativo e gestionale che finalmente rende possibile la centralità del valore per il cliente, migliorando contemporaneamente qualità, costo e servizio. Si tende a identificare il Lean con la lotta agli sprechi, con il solo taglio dei costi, ma c’è molto di più: è infatti un modello di crescita dell’azienda e di sviluppo e motivazione delle persone. Già dopo un paio d’anni si ottengono aumenti di produttività del 20-30% e riduzioni delle scorte fino al 50%. Questi risultati liberano risorse operative e

finanziarie per la crescita delle aziende». E' una metodologia/strategia applicabile alle imprese di qualunque dimensione?

«Il Lean nasce in Giappone con il Toyota Production System più di 50 anni fa, e spiega lo straordinario successo di quell’azienda. Toyota l’ha poi esportato a tutti i suoi fornitori, anche i più piccoli, in Giappone ci sono anche micro-aziende. Solo negli anni '90 l’occidente si è reso conto del “segreto” di Toyota, e ha incominciato a imitarla: all’inizio i grandi gruppi multinazionali, poi via via aziende sempre più piccole. La mia azienda ha 70 addetti e lo stiamo applicando con soddisfazione crescente dal 2005».

Può essere adottata dalle imprese di carattere industriale o anche da quelle di servizi?

«Il Lean Thinking, proprio perché pensiero snello, sottolineo pensiero, è assolutamente trasversale a tutti i tipi di business, ovviamente con qualche adattamento. La logica di base, però, è sempre la stessa: far fluire rapidamente valore verso il cliente. Si pensi che molte decine di ospedali negli Stati Uniti sono gestiti con questa logica, e che qualche esempio nella sanità l’abbiamo anche in Italia. Nel nostro Paese inoltre ci sono stati progetti anche con la Pubblica Amministrazione: credo che questo dimostri l’applicabilità del Lean a tutti i settori».

In breve ci può spiegare quali sono i caratteri essenziali di un'azienda “snella”?

«Prima di tutto l’azienda snella si sforza continuamente di capire cosa ha valore per il cliente e come tale valore fluisce all’interno dell’azienda: il suo obiettivo è di farlo fluire il più rapidamente possibile, rimuovendo gli ostacoli al flusso, gli

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Giorgio Possio

sprechi. Ci sono molti tipi di sprechi, e l’azienda lean si abitua a vederli ed eliminarli continuamente: i maggiori derivano dall’eccesso di produzione e di scorte, ma anche i prodotti difettosi, le attese dovute a disordine nei luoghi di lavoro, i lunghi cambi di produzione, i trasporti e i movimenti interni causati da distanze eccessive sono alcuni esempi di rallentamento del flusso. Il Lean Thinking ha metodi e tecniche per ognuno di questi sprechi. Ma ciò che più caratterizza, a mio avviso, l’azienda snella, è la sua determinazione a migliorare sempre con il contributo di tutti». Come sta procedendo, in tutta Italia, la diffusione di questa strategia e che feedbak state avendo dalle aziende che già l'hanno avviata?

«In alcune aree geografiche, grazie alle Associazioni Territoriali di Confindustria, agli atenei e alla spinta da parte delle grandi aziende, sono ormai molte centinaia le aziende che applicano il Lean con continuità. Nella mia esperienza personale all’Unione Industriale di Torino, le aziende che hanno intrapreso questo percorso non l’hanno abbandonato, nonostante il significativo impegno richiesto. Un impegno personale più che finanziario, visto che i fondi interprofessionali possono supportare le aziende per le spese formative, che sono le più importanti. Il Lean di solito richiede investimenti piuttosto bassi, anzi la “cultura lean” aiuta a fare gli investimenti giusti, quelli realmente necessari».

Pensate di sfruttare anche l'evento Expo per divulgare il Lean Thinking?

«Certamente. A ottobre saremo ospitati nel centro congressi di Intesa Sanpaolo all’Expo, per un incontro in cui, davanti a imprenditori e studenti delle superiori, illustreremo alcuni casi di Lean nell’industria agro-alimentare, oltre ai programmi di Lean Thinking destinati alle scuole stesse. L’Expo è una grande opportunità per tutto il Paese, speriamo che sia lo stesso anche per il Movimento Lean!». •


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attualità

Cluster

strumento di innovazione e trasferimento tecnologico Partecipato evento a Crotone alla presenza del vice presidente della Piccola Industria Gianluigi Viscardi di Alessia Burdino

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ncrementare la competitività delle imprese. Promuovere progetti ed iniziative di ricerca. Definire strategie di innovazione. Garantire un’apertura internazionale. Sfruttare la capacità di costruire collaborazioni con cluster omologhi di paesi esteri. Delineando nuove traiettorie di sviluppo tecnologico. Di tutto questo si è discusso nell’aula Lacinia del Polo Odontoiatrico Zeusi di Crotone. Guest star del dibattito, promosso dalla Piccola Industria Unindustria Calabria insieme al comitato di Crotone, è stato Gianluigi Viscardi vicepresidente della Piccola Industria Confindustria. Il

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seminario, introdotto da Mario Spanò Presidente di Piccola Industria Crotone e Michele Lucente Presidente Confindustria Crotone, ha avuto come tema i “Cluster come strumento di innovazione e trasferimento tecnologico”. La sezione centrale dell’incontro è, invece, stata dedicata alla “Calabria che innova”: aziende storiche e innovative del sistema Confindustria calabrese hanno, infatti, raccontato la loro avventura imprenditoriale tra tradizione e cambiamento. I riflettori della sala sono stati puntati su Piero Mendicino (Fattoria della Piana), Luciano Ricci (Innovazione Tecnologica), Alessandro Cuomo (Arredo Inox), Fortunato Amarelli (Amarelli Fabbrica di Liquirizia), Francesco Tassone (Personal Factory) e Marco Tatullo (Polo Odontoiatrico Zeusi). Mentre i lavori sono stati conclusi da Aldo Ferrara, Presidente del Comitato Piccola Industria di Unin-

dustria Calabria. Ma, in sala, c’era anche qualcuno altro. Impossibile non notare la presenza di un nutrito gruppo di studenti dell’Itis e Ipsia che hanno seguito i lavori con molta attenzione. Ed il presidente Spanò si è rivolto proprio a loro quando ha sottolineato l’importanza del rapporto fra scuola e mondo del lavoro. I ragazzi sono rimasti affascinati dalla relazione esposta dal vicepresidente Viscardi, che ha raccontato la propria esperienza imprenditoriale nata da poco, quasi dal nulla, e costruita passo passo attraverso il confronto con altre realtà, l’intuito e la caparbietà. Viscardi ha, a lungo, parlato della competitività italiana nel manufatturiero soffermandosi, in particolare, su alcuni temi specifici: il nuovo scenario tecnologico, il nuovo modo di fare impresa, il modello dei cluster e le azioni di miglioramento. Per il vicepresidente della Piccola Industria Confindustria le imprese italiane


attualità

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Viscardi:

Il Bel Paese è, tra i paesi avanzati che, nella globalizzazione, ha conservato maggiori quote di mercato mondiali con un surplus manufatturiero sopra i 100 miliari di dollari» sono tra le più competitive al mondo. Il Bel Paese è, infatti, tra i paesi avanzati che, nella globalizzazione, ha conservato maggiori quote di mercato mondiali con un surplus manufatturiero sopra i 100 miliari di dollari. «La zavorra del Pil italiano – ha sottolineato Viscardi – non è la competitività delle imprese ma il crollo della domanda interna». Il percorso indicato, quindi, dal leader della Cosberg Spa di Terno d’isola va verso una direzione precisa, vale a dire l’industria 4.0. Cosa significa? E’ presto detto. La nuova era della manifattura 4.0 sarà caratterizzata da imprese agili e interconnesse che

usano informazioni velocemente in contesto di assoluta condivisione. I prodotti dovranno essere realizzati senza sconti e senza sprechi di energia. Per ottenere risultati non sarà necessario essere grandi aziende. Ciò che servirà sarà un approccio diverso alla produzione sia dal punto di vista tecnologica che gestionale. Ovviamente perché ciò avvenga ci sarà bisogno di un imprenditore nuovo. Diverso da quel degli anni ’50 e ‘60. L’imprenditore di oggi – secondo Viscardi – deve possedere requisiti tali da consentirgli di affrontare e, quindi, superare sfide importanti legate, ad esempio, ad una concorrenza globale forte ed agguerrita o ad un difficile accesso al credito. Si va, quindi, verso un nuovo modello di impresa: più digitalizzata e connessa, più veloce e flessibile, più grande e soprattutto internazionalizzata. Ovviamente l’ideale sarebbe agire in un contesto di condivisione tra ricerca e innovazione, purtroppo, però, ►

Gianluigi Viscardi

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attualità

come evidenziato da Viscardi, ancora oggi c’è uno scollamento tra il mondo universitario e quello industriale anche a livello territoriale. Il valore aggiunto? Sette lettere: cluster. Le ricadute positive? Lo sviluppo della proprietà intellettuale, la creazione di nuovi prodotti e l’incremento di posti di lavoro con nuove figure professionali. Un pò di numeri. Il 38 per cento dei posti di lavoro europei sono rappresentanti dai cluster regionali. Secondo un’indagine dell’European Cluster Excellence Scoreboard condotto nel periodo 2010-2013 sulle industrie emergenti selezionate il 33,3 per cento delle imprese appartenenti ai cluster hanno mostrato una crescita occupazionale del 10 per cento. Tra quelle non appartenenti solo il 18,2 per cento hanno registrato la stessa crescita. Ed ancora: sono otto i cluster riconosciuti dal Miur a livello nazionale. A questi vengono assegnati più di 300 milioni di euro per finanziare progetti di innovazione. Il futuro. In Italia c’è ancora molto da fare visto che su 680 cluster europei in 37 paesi diversi che hanno la Bronze Label solo 27 sono italiani. Sono 47 i cluster in Europa con la Gold Label e nessuno è italiano. Un esempio: il cluster della fabbrica intelligente.

La Calabria che innova Fattoria della Piana: è una cooperativa di allevatori calabresi che si occupa della raccolta e della trasformazione del latte proveniente dalle fatto-

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rie dei soci situate sull'Aspromonte, sul Monte Poro, nella Piana di Gioia Tauro e nel Crotonese. Produce nel caseificio cooperativo degli ottimi formaggi semplicemente applicando nuove tecnologie a secolari ricette di caseificazione. La fattoria è dotata di un impianto tecnologico che consente alla struttura imprenditoriale di essere energeticamente autonoma e totalmente ecosostenibile. Con una potenza elettrica di 998 kW, è la più grande centrale agroenergetica del Centro e Sud Italia. Il letame e il liquame provenienti dalle e stalle, unitamente al siero che rimane come residuo dalle lavorazioni del caseificio, vengono raccolti in due fermentatori, all’interno dei quali, grazie alla tecnologia di miscelazione e riscaldamento, avviene un processo di fermentazione anaerobica che produce biogas, un gas biologico che contiene una percentuale del 55% di metano. Personal Factory: è una startup che ha sviluppato un sistema digitalizzato per produrre malta per l’edilizia. Una piattaforma tecnologica brevettata che realizza in cloud tutti processi manufatturieri e che è in grado di rendere i rivenditori di materiali edili direttamente produttori in casa propria. A km zero. I materiali per l’edilizia sono composti per il 98% da cemento e materiale inerte, mentre il 2% è fatto da processi chimici. E proprio i prodotti chimici sono il tesoro dell’azienda “lavorati” grazie a Origami 5, la macchina inventata e sviluppata dai fratelli Tassone (siamo Simbarìo, un paese di 1000 abitanti, 800 metri sul livello del mare in provincia di Vibo Valentia). Innovazione Tecnologica: nata nel 1997, a Catanzaro, con lo scopo di offrire servizi informatici specialistici ad Enti Pubblici e Aziende, sin dalla sua nascita, si è distinta per la fiducia accordata dai suoi clienti, fiducia che si riscontra nella qualità del lavoro e nel rispetto dei tempi di consegna. La mission è quella di “aiutare i clienti ad utilizzare la tecnologia per svilup-

Mario Spanò numero 1 - 2015

pare al meglio il proprio business”. Arredo Inox: l’azienda Arredo Inox s.r.l. progetta e realizza interamente 26 modelli di armadi e tavoli, refrigerati in acciaio inox per introdursi nel mercato della ristorazione collettiva con prodotti competitivi e di alta qualità. Prodotti di punta sono “Stagionello Chef”, impianti per salumi, impianti per formaggi, “Salubrino Multifunzione”, impianti per frollatura carni, attrezzature da laboratorio. Amarelli Fabbrica di Liquirizia: una nota fabbrica che produce liquirizia e un museo pensato per raccontare la storia di un prodotto unico strettamente legato al territorio. Una storia di lavoro, di cultura, di impresa, di tradizioni, che affonda le sue radici nella terra di Calabria, a Rossano, in Contrada Amarelli. Gruppo Marrelli: è un gruppo di imprese che sorge a Crotone. Leader riconosciuto nel campo delle protesi dentarie grazie alla costante attività di ricerca e innovazione ed alla attenzione continua per la formazione comprende, solo per citarne qualcuna, realtà come il Marrelli Hospital, la Calabro Dental, Polo Odontoiatrico Zeuri, Esperia Tv, Dental Divisioni protesi. •


attualità

“Chi parla male della vostra regione siete voi. Non gli altri”

Può spiegare ai nostri lettori che cosa è una fabbrica intelligente?

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a industria pensata a industria pensante. Ascoltando le testimonianze degli imprenditori calabresi intervenuti nel dibattito promosso da Unindustria, che idea si è fatto?

«Sono rimasto molto impressionato perché quello che ho visto qui, in Calabria, è notevole. Mi è venuto dal cuore rivolgermi alla platea e dire che chi ha parla male della Calabria siete voi. Non gli altri».

«Una fabbrica intelligente vuol dire che tutto deve esser connesso. Tutti devono parlare lo stesso linguaggio: i fornitori, i clienti. Tutto deve essere fatto con la conoscenza e la condivisione. L’intero capitale umano si deve muovere insieme».

Cluster e futuro. Quali altre sorprese ci dobbiamo aspettare?

«Sicuramente quello che sta succedendo nel mondo, in base a quello che ho visto, va tenuto sotto occhio». Viscardi fa segno col dito. Indica

l’Iphone verso il quale sta parlando per registrare l’intervista e dice: «Fino a quindici anni fa era impossibile fare quello che stiamo facendo adesso con un telefono. Sicuramente bisogna lavorare e stare al passo con quanto sta accadendo». Che consiglio si sente di dare ai giovani che, seppure preda di uno scoramento sociale generalizzato, sognano di fare impresa?

«Devono avere l’umiltà di seminare, di mettere via il loro bagaglio culturale che, poi, tireranno fuori. Non possono pensare che, usciti dalla scuola, potranno avere il posto di lavoro. Devono fare la gavetta. Perché se uno ha la laurea in ingegneria e fa la gavetta, domani potrà comandare». •

Chi è Gianluigi Viscardi Gianluigi Viscardi è nato nel 1952 a Bonate Sotto, a pochi passi da Bergamo. Presidente della Piccola industria Lombardia guida la Cosberg Spa di Terno d’isola, azienda italiana leader in meccatronica, automazione, robotica, sistemi di visione, macchine speciali di assemblaggio e moduli per automazione. In passato ha ricoperto il ruolo di vice presidente e presidente della Piccola Industria di Confindustria Bergamo. Ma è stato anche vice presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Lombardia. Attualmente è vice presidente di Confindustria Bergamo con delega all’innovazione, tecnologia e start-up. Non è tutto. Vice presidente e membro del Consiglio d’amministrazione di Bergamo Sviluppo, Gianluigi Viscardi è, inoltre, consigliere e coordinatore tecnico-scientifico di Intellimech, il consorzio di aziende finalizzato alla ricerca interdisciplinare nell’ambito della Meccatronica con sede presso il Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso. Ma non è tutto. A marzo Gianluigi Viscardi è diventato il nuovo presidente del Cluster Fabbrica Intelligente, prendendo il posto di Tullio Tolio direttore di Itia Cnr. Con un ricco pacchetto di incarichi e un’industria con numeri da capogiro, Viscardi è, però, un uomo semplice. Alla mano. Affabile e gentile. Un gentleman del Nord che porta, in giro per il mondo, il suo amore per l’Italia. Un sentimento autentico. Vero. Che Gianluigi racconta alle nuove generazioni con l’umiltà di chi, partito da un capannone con i due fratelli, Ermanno e Antonio, è riuscito a creare un impero. Un’eccellenza internazionale, meta per visite scolastiche, delegazioni straniere e appassionati di meccatronica.

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attualità

Expo 2015, Mazzuca: “Lo scrigno della Calabria mostrerà i suoi gioielli più preziosi” I l contdown è cominciato e quando andremo in stampa saremo ormai in prossimità del taglio del nastro di Expo 2015. Un evento mondiale, di quelli che capitano raramente. Ecco perché l’occasione è davvero ghiotta. Non mancano certo gli interrogativi su come la Calabria riuscirà a sfruttarla. È indubbio che l’amministrazione regionale, anche a causa del voto, abbia accumulato ritardi. Ma a pochi giorni dallo “start” c’è ottimismo. Il presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca, è convinto che l’insieme delle imprese regionali riuscirà a riempire di contenuti l’enorme vetrina milanese. “Davanti” alla quale, in base alle previsioni, pare si fermeranno 20milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. «E’ chiaro che dovremo presentare il meglio di noi – spiega Mazzuca – il meglio dell’identità di una regione che può puntare su alcuni settori trainanti come il turismo e l’agroalimentare. È con orgoglio posso affermare che la Calabria si regge su tante imprese che ogni giorno si

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sacrificano per sviluppare e far crescere questa regione. Per questo sono fiducioso: sapremo presentare prodotti e servizi di qualità. E lo faremo come “sistema Calabria”. Non l’azienda singola ma una rete di imprese». E il concetto di “rete” è per il presidente imprescindibile soprattutto in questo momento in cui la crisi continua a “mordere”. «Non possiamo che guardare al di là del mercato interno, a quei paesi in cui c’è ancora una notevole capacità di spesa e reddituale. Ma da soli non è semplice varcare i confini, affrontare le sfide di piazze su cui operano colossi industriali. Insieme è invece possibile ed è su questo che stiamo lavorando». Ma torniamo ad Expo. Cosa faremo vedere al mondo della nostra Calabria? Come convinceremo i milioni di visitatori che da noi c’è tanto da scoprire, azzerando quei luoghi comuni che offuscano la nostra immagine? «Abbiamo cultura, prodotti di qualità, paesaggi incantevoli. Dico sempre

Il presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca

– prosegue Mazzuca – che la Calabria è uno scrigno che contiene tanti gioielli. Dovremo essere bravi a saperli mettere in mostra. E sono convinto che ci riusciremo. Anche perché abbiamo partecipato a una serie di progetti, condivisi dalle istituzioni, che daranno contenuto alla nostra presenza all’Expo. È una sfida affascinante – conclude Mazzuca – ci misureremo con un’offerta globale, quella che arriverà da tantissimi paesi del mondo intero: e noi faremo la nostra parte, promuovendo al meglio la nostra terra e garantendole occasioni di crescita». •


attualità

Le opportunità del Jobs act per creare nuova occupazione T

utto ciò che c’è da sapere sul Jobs Act e, nello specifico, cosa prevedono i primi due decreti delegati - entrati in vigore lo scorso 7 marzo - relativi al contratto a tutele crescenti e ai nuovi ammortizzatori sociali. Su questo si è incentrato un seminario che, nella sede di Confindustria Cosenza, ha visto presenti numerosi imprenditori desiderosi di conoscere le novità di un provvedimento che potrebbe creare nuova occupazione. I lavori, moderati dal direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda, sono stati introdotti dal presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca e dalla presidente dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Cosenza, Fabiola Via. Il responsabile Lavoro e Affari Sociali di Confindustria Cosenza Pierpaolo Mottola ha presentato i provvedimenti di riforma del mercato del lavoro insieme al Responsabile Unità Operati-

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va Vigilanza Ordinaria Pietro Perri, in rappresentanza del direttore Giuseppe Cantisano della Direzione Territoriale di Cosenza. Il seminario è stato concluso dall'assessore al Lavoro, Formazione e Attività Produttive della Regione Calabria, Carlo Guccione che ha dichiarato come «il jobs act sia uno strumento utile per dare una modernità e una funzionalità allo sviluppo della nostra regione. Possiamo sommare le agevolazioni del jobs act con il bonus occupazionale e consentire agli imprenditori di assumere con un abbattimento del 50% del costo del lavoro. Questo consentirà di creare nuovi posti di lavoro». «Il jobs act potrà funzionare se ci sarà la crescita – ha sottolineato il presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca – e se ci saranno anche misure a 360 gradi di defiscalizzazione per le imprese. I primi provvedimenti del

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Natale Mazzuca:

Il jobs act potrà funzionare se ci sarà la crescita e se ci saranno anche misure a 360 gradi di defiscalizzazione per le imprese»

jobs act innovano gli assetti normativi e contrattuali del mercato del lavoro perchè mirano a migliorare la flessibilità, rilanciare l'occupazione e la produttività delle imprese. Auspichiamo che questi provvedimenti servano a stimolare la debolissima ripresa che sta per manifestarsi».


attualità

La presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Fabiola Via riscontra «positività nei decreti attuativi, soprattutto per quanto concerne la NASPI, perché denota un profondo mutamento dell’approccio culturale del legislatore, in quanto il lavoratore beneficiario dell’indennità di disoccupazione continua ad avere un ruolo attivo all’interno della comunità». Nel corso del seminario è stata analizzata, innanzitutto, la tematica della flessibilità nel rapporto di lavoro, in particolare relativa al contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti che dovrebbe portare ad una crescita dimensionale delle aziende che, venuti meno i vincoli normativi precedenti, dovrebbe permettere alle stesse un più agevole superamento della soglia dei 15 dipendenti in forza. Si è proseguito nel-

la disamina delle novità contenute negli schemi di decreto di prossima approvazione in materia di mansioni, part time, apprendistato, contratto a termine. Si è analizzato il percorso normativo finalizzato alla progressiva eliminazione dei contratti di collaborazione coordinata ed a progetto. Il responsabile Lavoro e Relazioni Industriali di Confindustria Cosenza Pierpaolo Mottola ha analizzato il nuovo sgravio contributivo triennale per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2015 ed ha illustrato, inoltre, i nuovi strumenti per accompagnare i lavoratori fuoriusciti dal mondo del lavoro (NASPI, ASDI, DISCOLL, Contratto di ricollocazione) mentre il Funzionario Pietro Perri della DTL di Cosenza ha trattato, invece, il processo di riforma delle ispezioni sul lavoro con riferimento alla prevista creazione dell’Agenzia Unica per le Ispezioni.

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Carlo Guccione:

Possiamo sommare le agevolazioni del jobs act con il bonus occupazionale e consentire agli imprenditori di assumere con un abbattimento del 50% del costo del lavoro. Questo consentirà di creare nuovi posti di lavoro»

«Nessuna legge può creare occupazione ma una buona legge può incoraggiarla e favorirla» ha dichiarato il Direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda nello spazio riservato al dibattito e al confronto in ordine agli elementi di maggior interesse per le aziende e i lavoratori. •

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attualità

Il Prefetto Latella in Confindustria Catanzaro “Siete le sentinelle del territorio”

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icurezza. Solo con la tranquillità di poter agire senza dover pensare a fattori esterni, l’imprenditoria può guardare con ottimismo al futuro, anche in un periodo di crisi come questo. Gli industriali catanzaresi lo hanno ribadito al neo prefetto del capoluogo, Luisa Latella, che hanno incontrato nella sala “Guglielmo Papaleo” di Via Scesa Eroi. Un appuntamento voluto dal presiden-

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te Daniele Rossi per discutere sui temi che stanno più a cuore alle imprese locali. Oltre al tema principale, si è discusso anche di credito e dell'inserimento delle aziende nella "white list" della Prefettura (il 50% di quelle catanzaresi sarebbe già incluso), atto che snellisce la partecipazione a qualsivoglia gara pubblica senza che sia richiesta l'informativa antimafia. «Inutile dire che il problema della sicurezza – ha sostenuto Rossi – è quello che sentiamo maggiormente. Tantissime imprese, piccole, medie o grandi, non ha importanza, devono fare i conti, spesso, con situazioni davvero complicate. Io personalmente e la mia azienda – ha proseguito – siamo stati vittime di diversi atti intimidatori. E' una condizione che non si può più tollerare. Capisco che c'è un problema anche di risorse ma chiediamo un supporto perché spesso ci sentiamo abbandonati». Articolato l'intervento del Prefetto. «Il trend dei reati commessi a Catanzaro negli ultimi due anni – ha esordito – ci dice che questi ultimi son diminuiti. Forse perché sono diminuite le denunce. In aumento sono invece quei crimini che hanno un maggiore impatto per la società civile come furti, rapine, danneggiamenti


attualità

e intimidazioni. E ciò causa un clima di insicurezza. La criminalità organizzata è molto presente in provincia, nel Lametino, nel Soveratese, nelle zone al confine con le province di Vibo e Crotone. Molto più preservato è il centro di Catanzaro. Ma se già ci spostiamo nel quartiere Lido, la situazione è complicata. Qui i rom hanno fatto un salto di qualità perché si sono organizzati, creando alleanze con cosche rilevanti sul territorio nazionale. Bisogna ammettere – ha proseguito – che di fronte a questa escalation, c'è una forte azione repressiva delle forze dell'ordine. Ma questo non basta. Occorre anche un'attività preventiva. E necessita – ha aggiunto – una maggiore collaborazione tra società civile e forze di polizia. Come non si può prescindere da un buon funzionamento delle ammi-

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Luisa Latella:

La criminalità organizzata è molto presente in provincia, nel Lametino, nel Soveratese, nelle zone al confine con le province di Vibo e Crotone. Molto più preservato è il centro di Catanzaro. Ma se già ci spostiamo nel quartiere Lido, la situazione è complicata»

nistrazioni pubbliche che devono attivare serie politiche sociali e reti istituzionali». Latella ha spiegato che dal punto di vista della progettazione in tema di sicurezza si sta pensando - quando usciranno le linee guida della nuova progettazione europea 2014/2020 - a un potenziamento del sistema di videosorveglianza. «Il territorio di Catanzaro dispone già di un buon sistema di videosorveglianza ma ci sono problemi di manutenzione cui avrebbe dovuto provvedere il Comune ma che, com'è successo in tante altre realtà, per questione di assenza di fondi non è stato fatto. Ora se ne occuperà direttamente il Ministero. E' chiaro che la videosorveglianza non è la soluzione – ha proseguito – ma un deterrente». Per il Prefetto molto può fare il volontariato: «Le associazioni riescono spesso a penetrare in realtà che altrimenti non si raggiungerebbero», ha detto. Per quanto riguarda gli organici delle forze dell'ordine, «in provincia di Catanzaro non siamo messi male. Anche perché – ha aggiunto – utilizziamo uomini che arrivano da Reggio e Vibo». Agli imprenditori Latella ha chiesto una maggiore collaborazione «fermo restando che comprendo come sia necessario cominciare un percorso di collaborazione reciproca. Tuttavia voi siete le prime sentinelle del territorio e il vostro supporto è fondamentale». Tra gli interventi, quello dell'impren-

ditore Floriano Noto che ha suggerito la «realizzazione di una rete delle singole videosorveglianze presenti in città». Una sorta di mappatura del territorio che possa consentire di acquisire eventuali immagini dai dispositivi dislocati nei vari angoli del capoluogo. Palesato anche il timore che dietro il diffuso accattonaggio ci possa essere una vera e propria organizzazione dedita a controllare il territorio e ad architettare "colpi" di varia natura conoscendo le abitudini di residenti e imprenditori. «Un fenomeno – ha sottolineato anche Aldo Ferrara, presidente di Piccola Industria Calabria – che evidenzia un cambiamento delle strategie poste in essere dalla microcriminalità». All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, anche il direttore di Confindustria Catanzaro Dario Lamanna e il presidente di Ance Catanzaro Alessandro Caruso. Le conclusioni sono toccate al presidente della Camera di Commercio Paolo Abramo il quale ha chiesto al Prefetto di svolgere il ruolo di coordinatrice in questo percorso di collaborazione che deve mettere attorno allo stesso tavolo la Prefettura, gli imprenditori, le istituzioni locali e le forze dell'ordine. Richiesta accolta da Latella che ha già messo in agenda un nuovo incontro al quale, oltre agli imprenditori, parteciperà il Comitato della sicurezza pubblica. •

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Al via la fusione tra Unionfidi Piemonte e Unionfidi Calabria È

«Siamo molto sodstato firmadisfatti – afferma Reto l’atto di nato Pastore, già presifusione tra dente di Unionfidi CaUnionfidi labria – per come siamo Piemonte e Unionfidi arrivati alla fusione. La Calabria che determina nascita sul territorio la nascita di uno dei più regionale di un confidi rilevanti Confidi naziovigilato, portatore di nali con una stabile e esperienze, conoscenorganica presenza, anze e radicamento sul che nel Mezzogiorno. territorio, rappresenta Dopo la fusione, un elemento positivo Unionfidi Piemonte per l’intero tessuto impotrà contare su oltre 15.600 imprese associa- Pietro Mulatero, presidente di Unionfidi Piemonte e Renato Pastore, già presidente di Unionfidi Calabria prenditoriale calabrese che, in virtù della “gate, 107 milioni di euro ranzia ponderata” e dei nuovi servizi di PMI calabresi e, più in generale, del Mezdi garanzie complessive erogate nell’ultiassistenza finanziaria, vedrà migliorate le zogiorno le garanzie che, in forza del suo mo anno, garanzie in essere per circa 400 proprie condizioni di accesso al credito. status di soggetto vigilato da Bankitalia, milioni di euro e 90 dipendenti dislocati Riteniamo, anzi ne siamo certi, che anche possono rendere più agevole e più convein 13 sedi operative. il mondo bancario apprezzerà la presenza niente il credito bancario. La sede secondaria a Cosenza avrà del nuovo Confidi vigilato al quale potrà «È un’iniziativa – spiega Pietro Mucompetenza sul territorio calabrese e rivolgersi con maggiore fiducia, creando latero, presidente di Unionfidi Piemonte meridionale, con proprie deleghe gestioquelle sinergie indispensabili per fare – in cui crediamo molto, che suggella un nali per il rilascio di garanzie, ponendosi ripartire il tessuto economico del territoproficuo rapporto di collaborazione avquale riferimento per le pmi del territorio. rio che, pur in anni così difficili, ha in sé viato già da diversi anni, positiva sia per Il nuovo soggetto diventerà un punto di energie e potenzialità che hanno bisogno il nostro Confidi, al quale viene aperto un riferimento per banche, pmi e istituzioni soltanto di un’iniezione di fiducia e di esnuovo mercato e nuove relazioni con banlocali. Già dai prossimi giorni Unionfidi sere aiutate concretamente». • che locali, sia per il Confidi calabrese». Piemonte metterà a disposizione delle

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attualità

L'internazionalizzazione è possibile.

L'esempio della Guglielmo caffè

di Alessia Burdino

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nsieme al cugino Daniele Rossi e allo zio Roberto Volpi dirige la Guglielmo. Si occupa del mercato estero e conosce l’operazione “Corea” in ogni suo dettaglio. Lui è Matteo Tubertini. Anche a lui abbiamo chiesto il perché di un’operazione che porta la Calabria tra la Manciuria e il Giappone. Com’è nato questo progetto?

«E’ nato qualche anno fa dalla necessità di dare all’Azienda una visibilità maggiore. Ed i mercati orientali erano, già allora, molto ambiti. Da qui è nata un’idea. E le idee, come i sogni, spesso diventano realtà. A distanza di quattro anni iniziamo ad avere i primi risultati». Come sono gli imprenditori coreani?

«Sono molto pignoli. Decisi ma lenti nelle trattative. Poi, però, quando partono procedono molto velocemente. In più, pur essendo estremamente tecnologici, credono molto nei rapporti umani».

Conoscono l’Italia?

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Matteo Tubertini

«Sì. Molto bene». Cosa amano del nostro Paese?

«Amano la cucina. La natura, la paesaggistica».

E dal punto di vista imprenditoriale?

«Sono interessati al settore enogastronomico. In generale a tutto ciò che riguarda la cucina. Ci imitano molto e, a volte, ci superano nell’innovazione».

Quali saranno le vostre prossime operazioni?

«Ci sono già sedici locali, mentre 18 sono in apertura. Contiamo di arri-

vare, entro la fine dell’anno, a 40. In più stiamo lavorando alla chiusura dell’accordo con Qingdao dove abbiamo fatto già una mission: contiamo di aprire sei locali a cavallo dell’estate». C’è spazio anche per altri prodotti calabresi?

«Assolutamente sì. La nostra operazione in Corea non è interessante solo per la Calabria, ma è uno stimolo per l’intera regione. Anche perché abbiamo già messo a disposizione il nostro know how in materia alla Regione Calabria».•


attualità

I

l profumo del caffè Guglielmo inebria la Corea. Grazie ad un’operazione imprenditoriale che valica i confini dell’Europa e conquista la penisola protesa verso l'arcipelago giapponese. Come e perché ce lo spiega Daniele Rossi, vicepresidente di Unindustria Calabria, presidente di Confindustria Catanzaro e comproprietario del gruppo leader a livello internazionale nel settore del caffè. Nella sua triplice veste Daniele, giovane e determinato, porta in Corea non solo il “caffè che fa centro” ma anche tanti altri prodotti del Sud. Perché il suo sogno è far amare il made in Calabria nella sua totalità. Presidente Rossi come nasce questo progetto?

«Si tratta di un’avventura nata per segnare una svolta storica nello sviluppo industriale dell’azienda calabrese. Oggi, dopo aver avviato l’attività in Corea, possiamo dire di avere orizzonti di pieno sviluppo. Da tempo stavamo corteggiando questi nuovi mercati e i frutti ora stanno arrivando».

Perché, a suo giudizio, è necessario guardare oltre confine?

«Abbiamo sempre visto oltre i confini europei, convinti che la crisi si combatte vedendo aldilà dei confini locali, studiando e perlustrando nuovi mercati». Con quali obiettivi?

«Far in modo che il nostro prodotto di qualità sia leader non solo nella nostra amata terra ma possa diventare un prodotto di riferimento per la Corea e per la città cinese di Qingdao. Sono particolarmente felice perché i numerosi viaggi fatti con mio cugino, Matteo Tubertini, in estremo Oriente stanno regalando i frutti sperati». Un successo anche per la Calabria?

«Assolutamente sì. Tutti i calabresi devono essere orgogliosi di questo nostro prodotto perché, come ribadisco spesso, il nostro successo è possibile solo grazie ai nostri fedeli consumatori».

Ma in Corea sono arrivati anche altri prodotti calabresi. Da vicepresidente di Unindustria Calabria ha pensato anche ad altri imprenditori, ad altri prodotti made in Calabria.

«Avendo canali privilegiati grazie all’attività avviata dalla mia azienda mi sono offerto di fare da tramite con le multinazionali della Corea».

dal made in Italy in generale. Ma ciò che li conquista sono le aziende con una storia alle spalle». Quali sono i prodotti a cui sono più interessati?

«Ovviamente vanno molto sull’agroalimentare e, nel caso specifico, sui prodotti tipici calabresi». Ed ora come vi muoverete?

«Il 28 aprile torno a Seul sia come dirigente della Caffè Guglielmo che come vicepresidente di Unindustria Calabria. A maggio, invece, due dirigenti coreani verranno in Calabria per visitare due o tre aziende».

Cosa conoscono di più del Bel Paese?

«La moda, il design e la cucina. Ma sono anche molto interessati ai gelati». •

Come?

«Ho portato 15 aziende con me. Agroalimentari e non solo. In Corea ho incontrato quattro dirigenti del posto. E con loro ho avuto i primi contatti. Ho cercato di saggiare cosa vogliono dall’Italia. Cosa amano della Calabria».

Ci dica la verità cosa piace ai coreani?

«Sono affascinati dalle tradizioni e Daniele Rossi insieme ad esponenti di una multinazionale coreana numero 1 - 2015

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N.9 APRILE

2015

Food packaging: quando la scatola fa la differenza Mestiere imprenditore: la vocazione secondo Callipo Mondo Startup, le giovani imprese calabresi dell’ICT I Contamination Lab al GEC 2015 Dal laboratorio di ricerca al mercato: Start Cup Calabria un anno dopo


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#RESTARTCALABRIA - N.9 - APRILE 2015

EDITORIALE

Il nuovo Rinascimento italiano per un ritorno al futuro di Alberto Baban Gli imprenditori italiani in questi anni hanno continuato a investire e a innovare, così come hanno continuato a innalzare la qualità dei loro prodotti. Se è vero che il numero delle PMI si è fortemente ridotto a causa di chiusure e fallimenti, va sottolineato che quelle italiane nonostante tutto sono ancora numericamente il doppio delle PMI tedesche, occupano 13 milioni di addetti e hanno una forte vocazione all’export. In questi anni abbiamo imparato che per essere forti sui mercati non è indispensabile essere grandi, quanto piuttosto essere competitivi: se sei innovativo, se punti sulla qualità, se riesci a confrontarti con l’estero, se sei parte attiva di un ecosistema ampio e complesso, significa che hai adottato la strategia vincente. Certo che il contesto da cui partiamo è un fattore molto importante. Non possiamo negare che da questo punto di vista il nostro è un Paese per molti aspetti più indietro dei nostri competitor. Ma la nostra storia industriale è un’eredità importante e tocca a noi riaccenderne il fuoco piuttosto che celebrarne le ceneri. È dalle braci vitali della nostra migliore tradizione industriale che possiamo far nascere vere e proprie Re-startup, in grado di capitalizzare un’eredità manifatturiera unica al mondo. Siamo l’unico Paese in Europa che ha un vivaio così ricco di imprese, anche piccole, che sono già pronte a reagire e a diventare perno per lo sviluppo delle altre, in una sorta di “spillover effect” (effetto di tracimazione positiva). Questo processo, in gran parte autogeneratosi, ha bisogno ora di essere supportato da politiche industriali tempestive e virtuose. Anche adesso, mentre scriviamo, il vento della trasformazione continua a soffiare, ma nessun vento è propizio a chi non sa dove andare. Abbiamo la responsabilità di definire una rotta non solo per noi, ma anche per quelle giovani generazioni che in questi lunghi anni di crisi hanno continuato a sentirsi ripetere lo stesso ritornello sul declino, che hanno toccato con mano la regola dei furbi o sono state scoraggiate con un “chi te lo fa fare”. Così una larga parte dei nostri giovani rischia di perdere, se non l’ha già fatto, la capacità di guardare al futuro, di coltivare sogni e accarezzare visioni. E non è solo una questione sociale, è un’enorme perdita di risorse economiche. Ci sono 400mila talenti italiani che hanno deciso di andare all’estero, spesso quelli con performance migliori, e quasi due terzi di loro non hanno intenzione di tornare in Italia. In questo modo ci stiamo giocando un pezzo importante dello sviluppo del nostro Paese. Far emergere e valorizzare i nostri talenti è l’unico traino possibile per la nostra economia. La nuova manifattura italiana è un ritorno al futuro, un'originale combinazione tra la “sartoria rinascimentale” e la produzione industriale di alta qualità realizzata con il supporto della tecnologia più avanzata che si avvale della competenza e del saper fare caratteristico della nostra tradizione. In questo sta la vera innovazione, quella praticata, non quella declamata. Prima che un nuovo prodotto o un nuovo processo, l’innovazione è un modo di pensare, è la capacità di vivere la trasformazione, di adattarsi ai mutamenti del contesto e, possibilmente, di guidarli. Dobbiamo imparare a scommettere sulle imprese innovative e sulla loro capacità di generare ecosistemi e alleanze con altre imprese. Dobbiamo valorizzare il capitale di competenza e il know-how di cui l’Italia è ricca. Ciò significa identificare una platea di nuove imprese driver d’innovazione, trasversali ai settori, e presentare esempi concreti che possano offrire stimoli da replicare o da cui trarre spunto. Significa contaminare le altre imprese spingendole a migliorare e a diventare, a loro volta, driver. Da qui parte la sfida per disegnare e attuare una politica industriale pensando all’Italia del futuro, un Paese con tutte le potenzialità per essere la più importante economia manifatturiera mondiale.

Alberto Baban, Presidente nazionale Piccola Industria di Confindustria

Indice DALLA RETE Spazi di contaminazione creativa: i CLab di Reggio Calabria e Cosenza al GEC 2015

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STORIE D’INNOVAZIONE Pippo Callipo e la vocazione naturale dell’imprenditore

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Nuovi traguardi per Gel-Oil a un anno dalla Start Cup Calabria 2014

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NUOVI MATERIALI Bioware: è in bioplastica il food-packaging del futuro

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SCENARI TECNOLOGICI Dal Mater-Bi ai nuovi brevetti: l’Italia tra i leader del packaging alimentare

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MONDO STARTUP TalentLab-startup: nell’universo ICT 12 nuove imprese calabresi

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VETRINA DELLA RICERCA Nuove soluzioni per il packaging e la qualità degli alimenti

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NEWS DA APRE Dall’Europa nuove opportunità per giovani imprenditori e donne innovatrici

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IN AGENDA & CHANCE

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DALLA RETE

Spazi di contaminazione creativa: i CLab di Reggio Calabria e Cosenza al GEC 2015 di Alessia Salamone Hanno raccontato la propria esperienza di contaminazione interdisciplinare. Hanno portato a Milano tutto l’entusiasmo e la grinta di chi vuole sviluppare un nuovo progetto d’impresa. Sono gli studenti dei Contamination Lab di Reggio Calabria e di Cosenza, i protagonisti della sessione Start-up Schools and Entrepreneurial Universities: the Experience of the Italian Contamination Labs all’ultima edizione di GEC 2015, Global Entrepreneurship Congress, la manifestazione internazionale a sostegno dei mercati e dell’impresa. L’incontro al GEC di Milano è servito per raccontare le attività dei 5 Contamination Lab nati in Italia e per presentare alcune delle più significative esperienze realizzate. I Contamination Lab (CLab) sono luoghi di contaminazione tra studenti di discipline diverse. Promuovono la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione, così come l’interdisciplinarietà e i nuovi modelli di apprendimento. Promossi dal MIUR e co-progettati dal MISE nell’ambito di RestartItalia!, i CLab offrono agli studenti un ambiente stimolante per lo sviluppo di progetti di innovazione a vocazione imprenditoriale. Durante il Global Entrepreneurship Congress le due università calabresi hanno raccontato i risultati dei propri laboratori sull’imprenditoria e la creatività.

I protagonisti del CLab di Reggio Calabria al GEC 2015

Gli studenti del Contamination Lab dell’Università Mediterranea hanno presentato Buy Food, smart shop for intolerants, un’applicazione mobile che aiuterà le persone con intolleranze alimentari a scegliere i prodotti preferiti e a geolocalizzare il punto vendita nel quale effettuare la spesa nel modo più conveniente. Ad accompagnare il team di studenti composto da Federica Suraci, Gabriele Candela, Salvatore Gigliotti, Roberto Raimondi, Angelica Lombardo, Concetta Morgante, Antonia Russo e Luciano Zingali sono stati il Pro Rettore dell’ateneo reggino Claudio de Capua e il presidente dell’associazione Calabresi Creativi, partner di progetto, Domenico Rositano. “Il Contamination Lab è un luogo a metà tra un laboratorio universitario e un incubatore d’impresa – spiegano i promotori – che aiuterà giovani, studenti e non solo, nello sviluppo di nuove idee progettuali al fine di favorire la nascita di nuove imprese già durante il percorso di studi universitario. I ragazzi avranno la possibilità di prendere in mano il proprio destino fin da subito: a differenza degli incubatori e degli acceleratori d’impresa, il CLab è un luogo dove le idee e le opportunità incontrano la creatività e i percorsi imprenditoriali”. Al momento il CLab di Reggio Calabria ha lancianto il nuovo bando di selezione per partecipare alle prossime attività.

Con lo stesso spirito anche il CLab Cosenza è sbarcato a Milano per partecipare al GEC 2015. A portare una testimonianza del lavoro del laboratorio dell’ateneo cosentino due team di startupper della prima edizione: EnerJuice e Calabria Town Experience, oggi Tekove. Alessio Santoro e Arturo Bartoli hanno presentato EnerJuice, un innovativo dispositivo di ricarica di emergenza di cui si sta realizzando un primo prototipo. Il giovane Fortunato Greco, invece, ha raccontato come grazie a Tekove, possano avvenire scambi interculturali e momenti di cooperazione tra gli studenti stranieri all’interno del campus. Si tratta, in sostanza, di un’innovativa forma di dialogo interculturale. Intanto, la prossima edizione del CLab Cosenza sta per cominciare. Le iscrizioni per il nuovo corso hanno registrato numeri importanti. Sono pervenute 66 domande, suddivise equamente tra l’area economica (45%) e quella scientifica (55%): 18 studenti provenienti da corsi di laurea triennale, 18 studenti da laurea magistrale, 2 studenti di master, 2 dottorandi e 26 neolaureati. Li attendono nel percorso incontri con i tutor, momenti di mentorship imprenditoriale, una piccola dotazione economica per la realizzazione di prototipi, premi finali per le migliori realizzazioni e la possibilità di un periodo di pre-incubazione a TechNest, incubatore dell'Università della Calabria per portare avanti lo sviluppo del progetto.

Per informazioni: www.clab.unirc.it

Per informazioni: http://bit.ly/1IfksRN


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STORIE D'INNOVAZIONE

Pippo Callipo e la vocazione naturale dell’imprenditore di Valentina De Grazia “Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi”. Luigi Einaudi

Scatole e scatolette di tonno in tutti i formati, dal 1913 ad oggi, fino ai famosi barattoli in vetro degli anni ‘90. L’ufficio privato di Pippo Callipo somiglia molto a un museo aziendale. Lui ama circondarsi dei suoi prodotti, lo aiutano a riflettere, ci spiega. Cordiale e sorridente come sempre ci accoglie e, con orgoglio, prima di iniziare l’intervista, ci mostra l’atto di nascita dell’azienda Callipo recuperato con fatica tra uffici e burocrazia varia. Era il 14 gennaio del 1913. Da allora tanta strada è stata fatta fino ai nostri giorni. È delle ultime settimane la notizia della vittoria di due premi: Prodotto dell’Anno 2015 al “Contonno” Callipo per la categoria conserve, che viene assegnato da una giuria di 12.000 consumatori ai prodotti che si distinguono per la capacità di rispondere in modo innovativo alle esigenze del target. Il secondo è il premio Wabel Frozen Award 2015 per il “Tartufo Limoncello” nella categoria gelati e dessert, conquistato al Frozen Summit di Parigi. Ripercorriamo insieme un secolo di storia, fatta di trasformazioni, successi e qualche colpo di fulmine. Quali sono stati i grandi momenti di svolta per l’azienda Callipo? Sicuramente la prima grande trasformazione è avvenuta negli anni ‘60 quando si è passati da una lavorazione stagionale del prodotto di pesca del Mediterraneo a una lavorazione più stabile, grazie al tonno di importazione. Mio padre è stato il primo in Italia a far arrivare il tonno dalla Norvegia con carri frigoriferi ferroviari. Così il periodo di lavorazione si è allungato a quasi tutto l’anno. Poi la modernizzazione delle macchine e i cambi di stabilimento, quindi le innovazioni di

Pippo Callipo all'interno del suo stabilimento

processo che ne sono derivate, prima fra tutte la velocizzazione della produzione con l’utilizzo di sistemi di automazione. Altri momenti decisivi sono stati quelli relativi alle scelte sul packaging. Negli anni ’70 abbiamo iniziato a produrre anche nel formato piccolo da 80 grammi, mentre prima producevano solo i formati da 300 grammi in su. Nel 1995 siamo passati al vetro: questa è stata una grande innovazione per il mercato. Avevamo realizzato dei prototipi in vetro, ma un mio dirigente non era convinto, voleva fare delle prove di gradimento con i consumatori. Io avevo i vasetti prova davanti agli occhi sulla mia scrivania, ogni giorno… Così una mattina non ho resistito più: ho chiamato il responsabile della produzione e ho fatto comprare le nuove macchine per l’invasettamento. Siamo stati i primi a confezionare il tonno in vetro, il valore aggiunto è stato notevole: i filetti ben visibili sullo scaffale hanno portato a un boom di vendite.


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Le idee di innovazione vengono sempre dall’imprenditore? L’imprenditore da solo non ha nessuna chance. È fondamentale saper scegliere i collaboratori e sapersi confrontare con loro. Allo stesso tempo l’imprenditore deve avere una conoscenza diffusa di tutte le sfere di attività: stare al vertice della piramide gli deve servire soprattutto per avere la visione d’insieme. Dal confronto con i collaboratori sono nate anche le recenti evoluzioni di prodotto come “Per primi”, condimento al tonno e verdure per la pasta e i contorni “ConTonno”. Come è nata l’idea del gelato? Ho sempre amato il gelato e Pizzo è famosa per il tartufo. I produttori locali, però, non sono mai riusciti a creare un consorzio che funzioni. Mi è sempre sembrata un’opportunità sprecata per il nostro territorio: malgrado in Calabria siamo capaci di esprimere prodotti di qualità elevata, non riusciamo a mettere in campo strategie vincenti per proporli su mercati nazionali e internazionali. Ma l’idea del gelato è rimasta per più di trent’anni nel cassetto, sia per l’investimento che richiedeva, sia per l’impegno che in quel momento necessitava la produzione del tonno. Nel 1988, infatti, abbiamo iniziato la produzione nel nuovo stabilimento e anche grazie al vasetto in vetro, siamo passati da un fatturato di 2 miliardi di lire ai 42 milioni di euro di oggi; da 35 a 200 operai e impiegati. Quando abbiamo stabilizzato la produzione del tonno ho ripreso in mano l’idea del gelato. Con gli utili derivanti dal nuovo corso di produzione e i fondi di un progetto europeo abbiamo acquistato il terreno e realizzato il nuovo stabilimento di produzione di gelati. Mio padre mi ha lasciato solo il lavoro, non conti in banca: anche lui investiva tutti gli utili per far progredire l’azienda. Con la gelateria stiamo lavorando bene all'estero, ad esempio in Inghilterra dove abbiamo stretto un accordo con una catena di 100 ristoranti.

Un momento della fase dell'invasettamento

5 Che motivo aveva di fare questo nuovo investimento? Non era certo per bisogno… Mi piace molto la frase di Luigi Einaudi che dice che l’imprenditore vero non produce per gli utili ma per il piacere di lavorare, di produrre, di creare cose nuove. Ciò che ho guadagnato con il tonno l’ho investito nel gelato… è successo solo per il piacere di farlo. Soltanto adesso, dopo 4 anni, iniziamo ad avere soddisfazioni. Se non c’è passione e amore, anche per il proprio territorio, non si può costruire niente. Lo stesso amore per la mia terra mi ha portato alla realizzazione del Popilia Country Resort, un centro turistico alberghiero a 4 stelle, a pochi chilometri da Pizzo, in un’area collinare di circa 140 ettari. Anzi, più che amore è stato un caso di innamoramento vero e proprio, un colpo di fulmine. Ho saputo che quella proprietà era in vendita e l’aveva quasi acquistata una società di Roma.


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Lo stabilimento di Callipo a Maierato (Vv)

Io conoscevo il terreno, è un paradiso terrestre. Ho fatto un’offerta molto allettante e ho dovuto anche restituire la caparra che la ditta di Roma aveva già versato. Oggi, quando posso, vado al laghetto e contemplo il golfo di Lamezia. È un panorama dove lo sguardo può spaziare fino all’orizzonte. Ho fatto mettere tre panchine proprio lì dove mi piace stare. La sera invece, preferisco il panorama lato piscina dove all’imbrunire si vedono le luci delle case che cominciano ad accendersi piano piano, da sotto verso sopra, in tutti i paesini dell’angitolano. È un vero spettacolo. Per questo ho fatto la pazzia di acquistarlo: ho voluto valorizzare e rendere fruibile a tutti un panorama calabrese fantastico. Su quali nuovi progetti state lavorando con CalabriaInnova e cosa pensa dei servizi ricevuti? Stiamo lavorando a due progetti molto innovativi di cui preferirei non parlare ancora. Le dico solo che il primo riguarda il packaging. Credo che i servizi di informazione e consulenza che offre CalabriaInnova siano molto utili al tessuto imprenditoriale calabrese che è fatto in prevalenza di piccole aziende. A queste, infatti, mancano soprattutto le informazioni adeguate per mettere in campo attività di ricerca e sviluppo e strategie di mercato. In Calabria ci sono ancora pochi imprenditori di seconda generazione. Il lavoro di mediazione e trasferimento tecnologico con le università, poi, è fondamentale. Gli atenei calabresi, purtroppo, non sono ancora molto propensi alla ricerca finalizzata al mercato. CalabriaInnova, una volta consolidata, potrà dare un contributo importante e diventare un interlocutore autorevole al servizio delle PMI.

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NUOVI MATERIALI

Bioware: è in bioplastica il food-packaging del futuro Rubrica a cura del servizio CI Materiali – materiali@calabriainnova.it “È possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?”. È con questa domanda che si apre la sfida dell’Esposizione Universale di Milano 2015. Dopo averci sfamato per millenni, il pianeta Terra ha ora bisogno di nutrimento, un nutrimento che abbia il sapore del rispetto, che sia alimentato da atteggiamenti sostenibili e dalla costruzione di un equilibrio diverso tra risorse e consumo. Anche il packaging, in particolare quello destinato al food, deve riqualificarsi rispetto a temi cruciali quali: il riciclaggio, il riutilizzo, il contenimento degli sprechi, il rispetto per l’ambiente. In tale contesto si affermano con sempre maggiore valenza materiali per imballaggi interamente compostabili, prodotti a partire da fonti vegetali rinnovabili (quali, ad esempio, la canna da zucchero) e biodegradabili nell’arco di poche settimane. Un esempio è Bioware, un food packaging prodotto in Thailandia. Approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) per il contatto con gli alimenti, può essere usato a temperature comprese fra -40°C e 220°C, intervallo la cui ampiezza consente di utilizzare il materiale con sicurezza per il riscaldamento o la cottura di cibi sia in forni a gas o elettrici, sia a microonde. Le sue applicazioni spaziano dall’imballaggio per alimenti al confezionamento di prodotti della terra. Il materiale è lavabile e impermeabile, si lavora attraverso lo stampaggio e ha un’aspettativa di vita di due anni. Come alternativa alle materie plastiche convenzionali, le bioplastiche sembrano essere un passo logico e necessario per un’industria della plastica progredita e orientata al futuro. Per maggiori informazioni scopri il servizio CI Materiali di CalabriaInnova in collaborazione con Material ConneXion Italia: www.calabriainnova.it

Pack realizzati in Bioware

SCENARI TECNOLOGICI

Dal Mater-Bi ai nuovi brevetti: l’Italia tra i leader del packaging alimentare Rubrica a cura del team Informazione Brevettuale e Documentale brevetti@calabriainnova.it La prassi del confezionamento degli alimenti risponde alle attuali esigenze dei consumatori che richiedono sempre più non solo la garanzia della qualità del prodotto, ma anche una riduzione dell’impatto ambientale in un’ottica di eco sostenibilità. Le scelte aziendali, pertanto, ricadono sempre più su materiali biodegradabili e imballaggi responsabili, con una progettazione del confezionamento che tenga conto dell’intero ciclo di vita del pack. Il nostro Paese si contende con la Germania la leadership europea in fatto di packaging, con un fatturato di quasi sei miliardi di euro e una crescita superiore al 7% nel 2013. Sono ben 690 le imprese italiane del settore, capaci di unire tradizione imprenditoriale e innovazione tecnologica, con spazi di manovra in aumento, soprattutto nel mercato estero: la produzione nazionale guarda principalmente ai Paesi dell’Asia, dell’America latina e dell’Europa extra Ue, oltre che all’area EAC (East African Community). Il trend evolutivo del packaging alimentare e la posizione leader dell’Italia trovano conferma anche nelle informazioni brevettuali, grazie alle quali è possibile delineare i principali attori dell’innovazione, le tecnologie del futuro, i mercati in espansione e quelli in declino. Le invenzioni legate a imballaggi alimentari biodegradabili hanno portato, negli ultimi quindici anni, al deposito di oltre 1.100 domande di brevetto: da un punto di vista temporale, il picco dei depositi si è verificato nel 2006, cui seguono il 2010, il 2011 e il 2012. Sono gli Stati Uniti il Paese extra UE con il numero più elevato di richieste di privativa, seguiti da Giappone e Cina. Il focus sui principali titolari, detentori del maggior numero di depositi brevettuali, vede al primo posto un’impresa giapponese, la Unitika Ltd, cui fa seguito un’italiana, la Novamont Spa, azienda chimica, con sede a Novara, attiva nel settore delle bioplastiche, fondata nel 1900 all’interno del Gruppo Montedison. L’Italia guadagna anche il terzo posto con la scienziata Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, che nel 2007 è stata insignita del prestigioso premio internazionale “Inventore Europeo dell’Anno”. La scienziata ha ottenuto il riconoscimento per una serie di depositi brevettuali avvenuti tra il 1992 e il 2001, relativi alle prime bioplastiche da fonti di origine agricola che hanno dato vita al famoso “Mater- Bi”, la famiglia di prodotti biodegradabili e compostabili sviluppati dall’azienda e divenuti famosi in tutto il mondo.

Posate in Mater-Bi, le prime bioplastiche da fonti di origine agricola


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TalentLab-startup:

MONDO STARTUP

Altrama italia s.r.l.: per una nuova esperienza di fruizione turistica

Istartlab s.r.l.s.: le migliori app dalle tue idee per il tuo business

Idiritto s.r.l.: il diritto in un palmo di mano

Azienda specializzata nelle soluzioni multipiattaforma per la promozione turistica e la valorizzazione dei beni culturali. Ha ideato e realizzato Viaggiart, un servizio che permette agli utenti di conoscere l'offerta turistica partendo dalla ricerca di luoghi culturali. L'interazione avviene attraverso un'app mobile ed un portale web. Viaggiart offre ai Comuni che vogliono promuovere i beni culturali e le aziende della filiera turistica un potente strumento di marketing territoriale.

Una Software Factory che trasforma le idee in app, fornisce soluzioni mobile alle aziende e organizza corsi di formazione. È specializzata nella realizzazione di pacchetti composti da app e sensori beacons per il marketing di prossimità da utilizzare per i punti vendita. Sviluppa applicazioni iOS, Android e WindowsPhone, integrandole con soluzioni Mobile + Internet Of Things.

Offre su sistemi mobile e web la migliore esperienza possibile di consultazione e fruibilità di testi normativi (codice civile e penale, procedura civile e penale, leggi speciali), caratterizzata da un’elevata qualità del database. La startup realizza i database normativi con aggiornamento in tempo reale e li configura in app e web-app per realizzare un’eccellente esperienza d’utilizzo.

Team proponente:

Team proponente:

Team proponente:

Giuseppe Naccarato, Stefano Vena

Cristian Barbuto, Giuliano Candreva

Raffaele Viggiani

Riferimenti:

Riferimenti:

Riferimenti:

www.altrama.com - info@altrama.com

www.istartlab.it

www.idiritto.it - raffaele.viggiani@gmail.

We smart s.r.l.: moving ideas, moving information, moving people

Doccs s.r.l.s.: l’accesso al credito non è mai stato così smart

Microzone s.r.l.s.: share your data, save your environment

WeSmart è una startup specializzata nella progettazione di software e applicazioni per aziende ed enti pubblici. Si dedica principalmente allo sviluppo di web services nel settore delle Smart Cities: mobilità sostenibile, social innovation, open data e logistica dei trasporti. L’azienda propone TOC TOC, Trasporti Orientati al Cittadino, una piattaforma che offre servizi avanzati e applicazioni di supporto per l’infomobilità con fruizione multicanale, per offrire ai cittadini un’esperienza di mobilità più efficace e user centered.

L’azienda offre servizi strumentali legati alla concessione di finanziamenti attraverso soluzioni in outsourcing per le banche e le società di mediazione creditizia. Propone un servizio altamente innovativo sia dal punto di vista economico-finanziario sia tecnologico, in grado di digitalizzare la richiesta di mutuo e di erogare un’analisi di pre-fattibilità con un’attendibilità stimata dell’80%. In pochissimi minuti l’utente dal proprio PC o da qualsiasi devices mobile, avrà la possibilità di avviare con maggiore facilità un processo complesso e articolato.

La startup propone MicroZone, una piattaforma di micro-zonazione ambientale per la rilevazione e aggregazione di dati idrogeologici, sismici, biologicochimici, cartografici e ambientali. Lo strumento garantisce a tecnici della PA e professionisti privati l’accesso in modo veloce e semplice a dati ambientali mono, bi e tridimensionali, sempre aggiornati. Un supporto prezioso per la progettazione e la revisione di piani d’intervento per la gestione del territorio: analisi previsionale, preventiva, d’emergenza e post-emergenza.

Team proponente:

Team proponente:

Team proponente:

Antonio Maria Igor Cosma, Gianluca Carrozzino, Osvaldo Summaria, Antonio Congiusta

Anna Lisa Perez, Lucia Arturi, Davide Fuscà

Giuseppe Torchia, Giuseppe Canna

Riferimenti:

Riferimenti:

Riferimenti:

www.wesmart.it - company@wesmart.it

info@casaprestiti.com

giutorchia@alice.it


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nell’universo ICT 12 nuove imprese calabresi

Va_cloud s.r.l.s.: proteggi e recupera i tuoi dati con un click

Bolaris s.r.l.s.: monitoriamo il tuo ambiente

Eagle Ict s.r.l.s.: gestisci il tuo risparmio con l’intelligenza artificiale

Value Added Cloud (VA_Cloud) offre un portfolio di soluzioni di cloud computing, storage object e disaster recovery. Dalla combinazione di tali soluzioni è possibile erogare a enti pubblici e piccole e medie imprese servizi di repository permanente per l’archiviazione sicura di dati critici e di processo, oltre a entità wizard personalizzabili per recuperare i dati in caso di criticità o perdita, senza dover ricorrere a consulenti esterni.

La startup propone servizi di monitoraggio ambientale a grandi distanze attraverso mezzi terrestri e aerei, per effettuare verifiche in tempo reale e da remoto. La fruizione del servizio avviene anche mediante applicazioni per sistemi di telefonia mobile. L’obiettivo è verificare lo stato d’inquinamento di qualunque sito, anche al fine della prevenzione per la salute e la salvaguardia dell’ambiente. I dati raccolti, combinati con modelli numerici previsionali, premettono l’analisi e la definizione di mappe dei territori a rischio.

Eagle promette di cambiare l’approccio agli investimenti finanziari e alla gestione del risparmio, consentendo a tutti di amministrare il proprio capitale attraverso una gestione tecnico-matematica e sofisticati sistemi esperti dotati di intelligenza artificiale. Il servizio di gestione del portafoglio è finalizzato a ottenere i migliori risultati in termini di performance e affidabilità e, a partire da alcuni elementi cognitivi riferiti al soggetto investitore, mantiene un contatto costante e tempestivo con il cliente.

Team proponente:

Team proponente:

Team proponente:

Vincenzo Muraca, Antonio D'Augello

Teresa Lo Feudo

Rosalba Cannarile, Alessandro Greco

Riferimenti:

Riferimenti:

Riferimenti:

muracavincenzo@gmail.com

t.lofeudo@gmail.com

rosalbacannarile@hotmail.it

Jobop s.r.l.s.: the job next door

Harusoft s.r.l.s.: il motore di ricerca commerciale smart

Ibislab s.r.l.s.: digitalizza e condividi la tua conoscenza

Jobop è una piattaforma mobile web based dove sarà possibile trovare qualsiasi tipo di servizio: una piazza online per il networking e il matching tra domanda e offerta di lavoro occasionale accessorio. Un luogo virtuale dove qualsiasi prestazione avrà la sua visibilità: da chi si può occupare del tuo giardino a chi è disponibile a portarti la spesa a casa. Da chi ti aiuta nel trasloco a chi può cucinare per te una cena strepitosa, fino a chi fa shopping al tuo posto o fa la fila per pagare le tue bollette.

Haru Engine è un motore di ricerca semantico specializzato in grado di estrarre contenuti mirati dal web, come ad esempio i siti internet di aziende e professionisti italiani. Il sistema estrae, classifica e organizza in maniera strutturata le informazioni d’interesse e popola un mercato virtuale dal quale è possibile accedere a servizi che permettono di concludere trattative economiche e scambi commerciali, producendo così un patrimonio informativo di grande valore a basso costo.

L’azienda progetta tools, applicazioni e librerie digitali per consentire alle piccole imprese l’accesso all’ecosistema delle mobile app e dei social media. In particolare, propone un servizio dedicato agli operatori dell’enogastronomia che consente di raccogliere e condividere la propria conoscenza sulla preparazione del cibo. Attraverso uno strumento web, fruibile attraverso qualsiasi device, si possono annotare le proprie ricette e modificarle tracciandone la storia, calcolare l’apporto calorico, nonché predisporre gli ordini degli ingredienti.

Team proponente:

Team proponente:

Team proponente:

Danilo Cimino, Valerio Guerriero

Vincenzo Pittari

Giuseppe Filice, Nicola Frega

Riferimenti:

Riferimenti:

Riferimenti:

danilo.cimino@gmail.com

gruppo.haru@gmail.com

giuseppe.filice@gmail.com


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VETRINA DELLA RICERCA

Nuove soluzioni per il packaging e la qualità degli alimenti Rubrica a cura del team Valorizzazione della Ricerca – ricerca@calabriainnova.it

MAP, estensione della shelf-life degli alimenti, packaging quality check, verifica delle condizioni di conservazione di un alimento legate alla temperatura: le eccellenze della ricerca calabresi offrono alle imprese nuove soluzioni per garantire la qualità degli alimenti con innovative soluzioni di confezionamento e tecnologie di controllo. UNIVERSITÀ MEDITERRANEA Shelf-life: applicazioni tecnologiche per la conservazione degli alimenti L’uso di packaging innovativi per il confezionamento degli alimenti permette la stabilizzazione e la standardizzazione dei prodotti con conseguenti miglioramenti qualitativi e quantitativi e, nello stesso tempo, la riduzione dei costi di processo. Il MAP (Modified Atmosphere Packaging), confezionamento in atmosfera modificata, consente ai prodotti alimentari freschi, minimamente lavorati, di mantenere le caratteristiche organolettiche e nutrizionali originali, insieme a un aspetto invitante. Inoltre, con questa modalità di confezionamento, è possibile ottenere un’estensione della shelflife del prodotto, senza dover aggiungere conservanti chimici o stabilizzanti. Il laboratorio FoodTec (Tecnologie alimentari) del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, grazie al lavoro del professore Marco Poiana, svolge proprio questa attività di ricerca: uno studio accurato sulla composizione chimico-fisica e sensoriale delle matrici alimentari e delle tecniche di conservazione e confezionamento innovative, come il MAP. Il team di ricerca del Food Tec ha al suo attivo diverse collaborazioni industriali per la formulazione di protocolli di stabilizzazione ed estensione della shelf-life degli alimenti. Il confezionamento in atmosfera modificata consiste nella creazione di una miscela ottimale di ossigeno, anidride carbonica e azoto all’interno di un involucro a bassa permeabilità, per soddisfare le esigenze di conservazione di uno specifico prodotto alimentare. Dopo un’accurata selezione dei materiali, i MAP diventano vassoi, coperchi o sacchetti adeguati alle caratteristiche e alle esigenze del singolo prodotto alimentare. L'ambiente proprio del confezio-

namento in atmosfera modificata rallenta il processo d'invecchiamento dei prodotti, riducendo la perdita di colore, di odore e di gusto dovuta all'azione dell’ossigeno, di muffe o altri organismi anaerobici. I MAP, infatti, possono essere utilizzati per preservare e prolungare la shelf-life di diversi alimenti, come: carni rosse, frutti di mare, frutta e verdure a lavorazione minima, pasta, cibi precotti, formaggi, prodotti da forno, insaccati e cibi liofilizzati o disidratati. Confezioni di questo tipo consentono alle aziende, che si occupano della lavorazione e commercializzazione dei prodotti alimentari, di poter garantire la freschezza e il sapore dell’alimento e di rispondere sempre positivamente alle aspettative dei consumatori.


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UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA La ricerca di contaminanti naturali e xenobiotici La qualità di un alimento e il suo stato al momento del consumo possono essere valutati attraverso l’individuazione di contaminanti naturali e xenobiotici e di antiossidanti. Tra le tante sostanze oggetto di analisi, infatti, le ammine biogene, presenti in molti prodotti alimentari, rappresentano un marker per la freschezza, le condizioni igieniche usate durante la lavorazione e la buona conservazione dell’alimento. Al contrario delle poliammine naturali, che possono essere naturalmente presenti negli alimenti, le ammine biogene si formano sia durante i processi di fermentazione ad opera di microorganismi, sia durante una prolungata o non corretta conservazione degli alimenti freschi di natura proteica. Possono, dunque, essere indicatori della bontà del sistema di packaging alimentare adoperato. In questo contesto, la ricerca scientifica pone particolare attenzione sugli actual data di composizione chimica di un alimento, ovvero i dati ottenuti con metodologie innovative di analisi affidabili e che, soprattutto, minimizzano il tempo, gli sforzi e l’uso di reagenti aggiuntivi. La dottoressa Donatella Restuccia, insieme a un team di ricercatori dell’Università della Calabria, si è occupata proprio di food composition data, mettendo a punto un metodo cromatografico innovativo che impiega la tecnica ELSD (Evaporative Ligth Scattering Detection) per la determinazione di ammine biogene e di poliammine naturali in alimenti a marchio certificato (in particolare nei formaggi). Questa tecnologia innovativa è proposta come alternativa a tecniche standard che prevedono il pretrattamento di derivatizzazione chimica della matrice alimentare prima dell’analisi. Il metodo studiato e proposto supera gli svantaggi della derivatizzazione, ossia la dipendenza dalle condizioni sperimentali e dal grado di avanzamento della reazione, i prolungati tempi di analisi e i costi aggiuntivi derivanti dal processo e dai reagenti necessari. I risultati ottenuti sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali che si focalizzano sulla chimica analitica pura e applicata e sugli aspetti scientifici dei food composition actual data.

UNIVERSITÀ MAGNA GRÆCIA Cura dell’alimentazione animale per ottenere prodotti di alta qualità È possibile riuscire a enfatizzare le proprietà organolettiche delle carni suine, attraverso un protocollo di alimentazione integrata?

11 Sembra di sì. Questa, infatti, è la sfida di alcuni ricercatori della facoltà di medicina veterinaria dell’università Magna Graecia di Catanzaro, per i quali la cura dell’alimentazione animale è il punto di partenza per ottenere prodotti di alta qualità, che consentano di aumentare la competitività della Calabria nel campo Agrifood. Supportati da un finanziamento del Consorzio Filiera Suinicola Meridionale di Cosenza, il team di ricerca guidato della dottoressa Francesca Ciotola mira a recuperare il patrimonio suinicolo autoctono, valutando gli effetti di un sistema di allevamento plein air, in cui l’alimentazione naturale è integrata con sottoprodotti dell’agricoltura locale. L’obiettivo è quello di enfatizzare le caratteristiche organolettiche che consentono un’immediata riconoscibilità del prodotto, in un processo di valorizzazione della coltura sociale dei luoghi. In particolare, la tecnica plein air unisce ai benefici dell’integrazione alimentare la possibilità di far vivere gli animali all’aperto, in un ambiente destrutturato con ricoveri mobili posizionati ad hoc. L’integrazione dell’alimentazione spontanea, con specie vegetali autoctone opportunamente selezionate, consente di migliorare la composizione acidica del plasma, di regolare il metabolismo lipidico e di diminuire i livelli di colesterolo nel sangue a cui corrisponde un miglioramento dietetico-nutrizionale del prodotto complessivo. La biodiversità dei luoghi diventa il punto di forza per la valorizzazione della produzione animale.


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NEWS DA APRE

Rubrica a cura dello Sportello APRE Calabria – aprecalabria@calabriainnova.it

Dall’Europa nuove opportunità per giovani imprenditori e donne innovatrici Erasmus for Young Entrepreneurs Erasmus per giovani imprenditori è un programma di scambio transfrontaliero che offre ai nuovi imprenditori, o aspiranti tali, l’opportunità di trascorrere da 1 a 6 mesi presso un imprenditore già affermato in un altro Paese dell’Unione Europea. Questa azione ha dimostrato un effetto positivo favorendo pratiche di business innovative, lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e l’espansione in nuovi mercati nazionali. Lanciato nel 2009 dalla Commissione Europea, Erasmus per giovani imprenditori è una delle azioni chiave del Piano d'Azione per l'Imprenditorialità 2020 che mira a incentivare lo spirito imprenditoriale in Europa, sostenere le nuove imprese nelle fasi cruciali del loro ciclo di vita e aiutarle a crescere. È una collaborazione vincente da entrambe le parti, grazie alla quale si possono scoprire nuovi mercati europei o partner commerciali e modi diversi di fare business. A lungo termine si può beneficiare di ampie opportunità di networking ed eventualmente decidere di continuare la collaborazione come partner a lungo termine (ad esempio joint venture, attività di subappalto, e altro). Come aspirante imprenditore si può beneficiare di una formazione on-the-job in una piccola e media impresa che risiede stabilmente in un paese membro dell’Unione Europea. Per partecipare gli aspiranti imprenditori devono avere un business plan valido o un progetto concreto o essere imprenditori che hanno iniziato la propria attività nel corso degli ultimi 3 anni. La futura impresa o attività può operare in qualsiasi settore e non ci sono limiti di età. L’imprenditore ospitante, invece, ha l’occasione di considerare la

propria attività sotto nuovi punti di vista e integrare le proprie competenze, grazie alle idee di un aspirante imprenditore fortemente motivato. Il sostegno finanziario fornito ai nuovi imprenditori contribuisce a coprire i costi di viaggio e di soggiorno. L’aiuto finanziario è calcolato su base mensile e riflette il costo della vita del paese di destinazione. L’impatto a lungo termine del programma evidenzia come l’87% delle startup fondate da imprenditori che hanno partecipato al programma siano ancora attive, mentre il tasso di sopravvivenza delle startup in Europa risulta essere solo il 57%. Tra gli imprenditori con esperienza che hanno partecipato al programma, il 65% ha esteso le proprie attività all’interno o al di fuori dell’Europa e il 53% ha effettivamente realizzato nuove idee per lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi grazie a questo programma. Le aziende che hanno preso parte al progetto si sono dimostrate più resistenti, crescono di più e creano nuovi posti di lavoro. Per partecipare come neo-imprenditore o impresa ospitante si può fare domanda on-line: www.erasmus-entrepreneurs.eu/page. php?pid=051 Premio europeo per le donne innovatrici Il notevole numero di donne ricercatrici, che per varie ragioni, non considera l'imprenditoria come un’opzione, costituisce un potenziale fondamentale per l’Europa che ha bisogno di tutte le risorse possibili per poter far fronte ai cambiamenti e alle sfide quotidiane della società. Proprio con questo obiettivo, la Commissione Europea ha creato un premio per le donne innovatrici al fine di favorire


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la conoscenza su questo particolare argomento, di incoraggiarle a cogliere le opportunità economiche e commerciali offerte dalle proprie ricerche e a diventare imprenditrici. L’EU Prize for Women Innovators, il Premio europeo per Donne Innovatrici finanziato dal programma Horizon 2020, intende dare riconoscimento alle donne che hanno beneficiato di finanziamenti UE per la ricerca e l'innovazione e che hanno saputo coniugare l'eccellenza scientifica con l'attitudine al business, creando imprese innovative e portando innovazioni sul mercato. Il riconoscimento ricompensa i risultati di ricerca già conseguiti e non attività di ricerca e innovazione di prossimo sviluppo. Le candidature dovranno pertanto indicare, chiaramente, il coinvolgimento delle candidate nelle attività di ricerca e innovazione e le

13 potenzialità di accesso al mercato del prodotto o servizio che ne è derivato, evidenziandone anche l'impatto economico e sociale. Il Premio ha già riscosso un notevole successo nelle edizioni del 2011 e 2014 e per il 2015 la Commissione intende aggiudicare altri tre premi da 100.000 euro, 50.000 euro e 30.000 euro. La scadenza è il 20 ottobre 2015. Per maggiori informazioni: http://ec.europa.eu/research/innovation-union/index_en.cfm?section=women-innovators


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STORIE D'INNOVAZIONE

Nuovi traguardi per Gel-Oil a un anno dalla Start Cup Calabria 2014 di Alessia Salamone Amano definirsi un “laboratorio di ragazze”, ma in realtà sono dieci ingegneri chimici under 30, ricercatrici e dottorande del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica dell’Università della Calabria. Hanno preso il prodotto più antico della terra, l’olio, e lo hanno trasformato in qualcosa di altamente innovativo. Si tratta di Gel-Oil, la startup nata nei laboratori dell’ateneo cosentino, che si è aggiudicata il primo posto alla Start Cup Calabria 2014, la business plan competition organizzata dall’Università della Calabria, Università Magna Græcia, Università Mediterranea e da CalabriaInnova, come migliore idea innovativa della regione. La filosofia del team? “Portare la Calabria e il suo olio d’oliva ovunque, su qualsiasi tavola, anche quelle più difficili…”. Un'idea che fa gola ai colossi dell'industria agroalimentare. Una formula semplice ma rivoluzionaria.

Il team di Gel-Oil durante la premiazione della Start Cup Calabria 2014

Partendo dall’olio d’oliva, infatti, il gruppo di ricerca, seguito dal professor Bruno de Cindio, ha perfezionato un sistema di gelificazione del prodotto senza intervenire chimicamente, ma solo applicando un processo fisico di organogelazione, che ha restituito un olio versabile, pratico perché distribuito in bustine monodose e alla portata di tutti, che conserva tutte le sue caratteristiche organolettiche e nutraceutiche. È il primo olio in gel esistente ed è disponibile in vari gusti: si può trovare aromatizzato al limone, al peperoncino, al basilico o, ancora, al rosmarino e al timo. Un prodotto a elevato impatto salutistico, realizzato attraverso un processo produttivo innovativo con materie prime di alta qualità. Per saperne di più abbiamo raggiunto Valentina Mancina, una delle founder della startup insieme a Maria Luisa Cuda, Federica La Gattuta, Olga Mileti, Valeria Greco, Ilaria Carnevale, Stefania Luzzi, Francesca Laitano, Gessica Cortese e Stefania de Cindio.


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Cos’è Gel-Oil e come funziona? Gel-Oil è una salsa per condimento, in bustina monodose, a base di olio extra-vergine di oliva arricchita con erbe e aromi del Mediterraneo. Il prodotto mantiene la qualità della materia prima, l’olio extra vergine d’oliva, ma ne aumenta la praticità di utilizzo: i Gel-Oil sono stati progettati in modo da aderire completamente al cibo, evitando che il condimento possa schizzare o depositarsi sul fondo. Il prodotto è solo una delle possibili applicazioni di questa tecnologia. La nostra idea soddisfa perfettamente le esigenze del nuovo profilo di consumatore, costretto solitamente a pranzi veloci. Abbiamo pensato a tutti coloro che vanno sempre di corsa e hanno poco tempo per la pausa pranzo. Perché un investitore dovrebbe scegliere Gel-Oil? Qual è il vostro valore aggiunto? I nostri competitor producono salse per condimento tipicamente ottenute a partire da oli di bassa qualità e con una consistenza non molto diversa da quella di un liquido. Il nostro prodotto, invece, è realizzato innanzitutto con materie di altissima qualità, è pratico da usare e la semplicità del processo produttivo consente di mantenere un prezzo finale molto competitivo. La nostra particolarità è che siamo riusciti a strutturare sistemi lipidici per controllare la consistenza dell’olio, riuscendo a mantenere inalterata la salubrità e il gusto della materia prima. Non esiste nessun prodotto uguale al nostro.

La nuova edizione della Start Cup Calabria sta per partire: cosa consigliate ai nuovi aspiranti imprenditori? La Start Cup Calabria è un importante trampolino di lancio. È un’occasione che non si può perdere. Nello stesso tempo, oltre a una grande preparazione e a un'idea valida e ben strutturata, ci vuole tanta passione, costanza e un gruppo unito. Un po’ come il nostro. Forse è stata questa la chiave del nostro successo…

Le bustine monodose di Gel-Oil Aromatizzati

Start Cup Calabria, un anno dopo. Come giudicate l’esperienza? È stata davvero entusiasmante ma allo stesso tempo faticosa. Grazie alla Start Cup Calabria abbiamo presentato fuori dai laboratori dell’università la nostra idea, l’abbiamo migliorata in termini di strategie di business e di mercato e l’abbiamo trasformata in un’impresa. In più, grazie a questa competizione, siamo approdate al PNI, il Premio Nazionale dell’Innovazione, dove abbiamo ricevuto il riconoscimento speciale della Fondazione “Gabriele Bacchiddu”. Proprio il mese scorso il nostro sogno è diventato realtà: abbiamo costituito la nostra società, è una startup innovativa, si chiama EntropiCa Srls. Siamo molto soddisfatte della strada che abbiamo percorso finora. Su quali nuovi traguardi state lavorando? Attualmente stiamo lavorando alla sperimentazione di nuovi prodotti da immettere sul mercato, mantenendo sempre viva la nostra mission, che tende a unire tradizione e innovazione. Ci sono all'orizzonte novità di cui ancora non posso parlare.

E’ in partenza la VII edizione della Start Cup Calabria www.startcupcalabria.it


CHANCE

IN AGENDA

di Alessia Salamone START CUP CALABRIA 2015, AL VIA LE ISCRIZIONI Startupper calabresi lucidate i neuroni e allenate la connettività! Tenetevi pronti, insomma, la Start Cup Calabria sta per tornare alla ricerca delle più innovative idee d’impresa. È infatti ripartita la macchina organizzativa della business plan competition calabrese, formata dall’Università della Calabria, Università Magna Græcia, Università Mediterranea e CalabriaInnova che a breve darà il via alle iscrizioni per la nuova edizione che si concluderà nel mese di luglio. Manifestazione anticipata quest’anno, in previsione del Premio Nazionale dell’Innovazione che si terrà in Calabria presso l’ateneo cosentino. Tante novità e colpi di scena… per un’edizione che si preannuncia davvero straordinaria! Per informazioni: www.startcupcalabria.it PRIMI INVESTMENT CERCA STARTUP DIGITALI PER PARTNERSHIP DI SUCCESSO Priminvestment, società di advisory che supporta la crescita delle piccole e medie imprese italiane, ricerca startup digitali per la creazione di partnership di successo. Per rendere questo processo semplice, conveniente e veloce ha sviluppato una piattaforma web chiamata Primi. Per partecipare alle selezioni basta iscriversi alla piattaforma, compilare il form online e proporre la propria startup. I migliori progetti saranno valutati direttamente da un team inglese e, una volta superata la prima fase di selezione, saranno sottoposti al Top Management. Per saperne di più: www.priminvestment.com PREMIO BERNARDO NOBILE 2015: SONO APERTE LE CANDIDATURE Il Consorzio per l’AREA di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste bandisce un premio annuale per tesi di laurea o dottorato che diano risalto all’utilizzo dei brevetti come fonte di informazione. Il premio prevede tre riconoscimenti: uno dedicato alle tesi di laurea e uno dedicato alle tesi di dottorato di ricerca che abbiano utilizzato esplicitamente i brevetti come fonte di informazione; un terzo premio, invece, è dedicato a una tesi di laurea o di dottorato che abbia utilizzato i brevetti e che abbia, successivamente, portato al deposito di una domanda di brevetto o alla nascita di una nuova impresa. Il Premio è un riconoscimento alla professionalità e all’attività di Bernardo Nobile, creatore e primo responsabile del Centro Studi e PatLib di AREA Science Park. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro il 22 maggio 2015. Per informazioni: http://bit.ly/1H2b3fP THINK4SOUTH, IL PREMIO PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO Groupama Assicurazioni, attraverso l’iniziativa Think4South, offre alle startup del Sud Italia la possibilità di candidare il proprio progetto innovativo e di ricevere supporto aziendale e premi da 15.000 euro. Il concorso è dedicato a progetti innovativi in grado di rispondere alle sfide sociali, economiche e tecnologiche che aiutino le città del Mezzogiorno ad affrontare meglio i fattori di stress trasformandoli in opportunità di crescita. Possono partecipare le persone fisiche di età compresa tra i 18 ai 35 anni residenti in Calabria, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia o Sardegna e alle startup costituite nel corso dell’anno 2014/2015. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato al 15 maggio 2015. Per altre informazioni: http://bit.ly/1Cwtqdt PROGRAMMA INNOVATIVE TRAINING NETWORK: RICERCATORI CERCASI L’University College di Dublino è alla ricerca di 14 ricercatori da inserire nel progetto di Horizon 2020 dal titolo Marie Curie ITN (Innovative Training Network). Queste azioni, infatti, propongono un’ampia serie di opportunità di formazione e scambio per i ricercatori, promuovendo la crescita del capitale umano di eccellenza in Europa attraverso borse di ricerca per il sostegno alla mobilità geografica, intersettoriale e interdisciplinare dei ricercatori. Il programma vuole incoraggiare nuove competenze attraverso un’eccellente e innovativa formazione dei giovani ricercatori. C’è tempo fino all’1 maggio 2015 per presentare le candidature. Per maggiori informazioni: http://bit.ly/1MMKlvo

27 aprile-1 maggio 2015 - Regno Unito UN CORSO SULL’AGROECOLOGIA E IL SISTEMA ALIMENTARE Lo Schumacher College, a Totnes nel Regno Unito, organizza un corso dal titolo Agroecology: Food for the Future, che fornirà un'affascinante esplorazione dei principi dell'agroecologia e di come questi possano essere messi in pratica al fine di ottenere aziende agricole biodiversificate, produttive e resilienti, promuovendo la sovranità alimentare e incentivando il necessario cambiamento nei sistemi alimentari dominanti. www.schumachercollege.org.uk 29 aprile 2015 – Reggio Calabria AL VIA #TERRITORIDIGITALI, IL ROADSHOW DI CONFINDUSTRIA DIGITALE #TERRITORIDIGITALI è il roadshow di Confindustria Digitale, realizzato in collaborazione con l’associazione nazionale Digital Champions e l’ICE. Questa volta l’evento fa tappa a Reggio Calabria presso Palazzo San Giorgio, grazie alla collaborazione con il Comune di Reggio Calabria e CalabriaInnova. L’obiettivo degli incontri itineranti è quello di diffondere la cultura digitale tra le imprese del territorio e di elaborare proposte, attraverso tavoli tematici, per la PA. www.confindustriadigitale.it 10 maggio – Roma IL MONDO DELL’INFORMAZIONE SI INCONTRA AL FESTIVAL OF MEDIA GLOBAL Dopo il successo dell’edizione 2014, il Festival di Global Media torna a Roma dal 10 al 12 maggio 2015. Le più importanti agenzie d’informazione del mondo, i media, gli inventori ed esperti di marketing si daranno appuntamento nella Capitale per conoscere le ultime tendenze e tecniche del settore. www.festivalofmedia.com 21-22 maggio 2015 – Milano GESTIONE DEI RIFIUTI: INNOVAZIONI NEL RECUPERO DELLE MATERIE Il Centro Studi MatER organizza, presso il Politecnico di Milano, il convegno Tendenze e innovazioni nella gestione dei rifiuti. Un’occasione di aggiornamento e confronto tra università, associazioni e aziende che fanno ricerca e operano nel campo della prevenzione e gestione dei rifiuti. Prenderanno parte al convegno studiosi, ricercatori, operatori di impianti e rappresentanti di aziende che si occupano di prevenzione e di recupero di materia ed energia da rifiuti. www.mater.polimi.it Restart Calabria, Idee e persone che cambiano il futuro, è lo speciale di CalabriaInnova. CalabriaInnova è un Progetto Integrato di Sviluppo Regionale finalizzato a sostenere i processi di innovazione delle imprese calabresi, favorendo il trasferimento di tecnologie e conoscenze sviluppate dal sistema della Ricerca al mondo imprenditoriale. Restart Calabria è a cura del Team Comunicazione & Networking di CalabriaInnova In Redazione: Francesco Bartoletta, Giada Cadei, Valentina De Grazia, Alessia Salamone Hanno collaborato a questo numero: Monica Filice, Teresa Granato, Luciana Milazzo, Luana Renzelli, Vera Tomaino e Medina Tursi Prato. Per segnalazioni e info su Restart Calabria: comunicazione@calabriainnova.it

Area Industriale Benedetto XVI (Ex-Sir), Comparto 15, Padiglione F3 - 88046 Lamezia Terme (CZ) CalabriaInnova è una iniziativa di: Regione Calabria, Fincalabra S.p.A, AREA Science Park - Trieste


attualità

Emergenza corruzione.

La Corte dei Conti avverte: “Panorama desolante” di Maria Rita Galati

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a corruzione ha assunto ormai configurazione di “sistema” che, oltretutto, come ha sottolineato il Presidente della Repubblica in un suo recente intervento, in questo periodo complesso e travagliato, contribuisce ad impedire la correzione di mali antichi che hanno frenato lo sviluppo del Paese e sbilanciato la struttura della società italiana e del suo sistema politico». Gli auspici del presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Calabria, Mario Condemi, che rimandando alla relazione dello scorso anno ricordava di sperare in un ridimensionamento del malaffare e della inefficienza dannosa degli amministratori pubblici, sono stati delusi: il “progressivo ritorno” al rispetto del

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principio di legalità deve essere rinviato, poiché questo risulta ancora “pervicacemente più volte violato”. Le parole dell’alto magistrato contabile risuonano davanti alle massime autorità civili, militari e religiose a Catanzaro, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti: ci sono anche il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, il presidente del consiglio regionale Antonio Scalzo, e il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ad ascoltare con attenzione la relazione di Condemi che richiama con preoccupazione ad una “corruzione assunta a sistema”, producendo danni soprattutto alle finanze pubbliche. Alla seduta hanno partecipato, tra gli altri, il giudice costituzionale Aldo Carosi e il presidente dell’Ordine degli avvocati, Giuseppe Iannello. «È doloroso – afferma Condemi - riscontrare che la violazione della legalità

ha assunto, in misura ormai molto preoccupante, una delle peggiori e più deleterie delle sue manifestazioni: la corruzione, rilevata essersi estesa in moltissimi settori di attività, dove pubblico e privato incrociano e condividono interessi ormai di natura criminale». Nella sua relazione, Condemi ha anche puntualizzato come la corruzione è costituita anche da «ogni indebita e volontaria alterazione profittatoria di regole generali giuridiche e comportamentali, che si manifesta, quasi sempre, come degenerazione spirituale e morale, depravazione, totale abbandono della dignità e dell'onestà, con compromissione, inquinamento e ammorbamento di basilari principi del vivere civile». Il panorama è molto peggiorato, quindi, ed è «desolante, con l’onestà, la correttezza, l'affidamento, l'osservanza delle norme che non trovano più posto». «Certamente il fenomeno della


attualità

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Mario Condemi:

La violazione della legalità ha assunto, in misura ormai molto preoccupante, una delle peggiori e più deleterie delle sue manifestazioni: la corruzione, rilevata essersi estesa in moltissimi settori di attività, dove pubblico e privato incrociano e condividono interessi ormai di natura criminale» corruzione, che tanti danni produce alle pubbliche finanze – sostiene ancora il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Calabria – ha la sua massima matrice nel patologico istinto egoistico dell'esclusivo interesse personale o di gruppo, ma non può

negarsi che, molto spesso, il fenomeno trova fertile terreno, per esplicarsi, in contesti normativi ed amministrativi fragili, contraddittori e incerti, tra le cui maglie possono trovare facile appiglio ambiguità interpretative per illeciti comportamenti, ritardi e/o accelerazioni di procedimenti, con l'ausilio di una burocrazia che si sente legittimata e protetta certamente da imperfette disposizioni e/o superfetazioni normative. Non può tacersi, però, che è anch'essa egoisticamente e supinamente abbarbicata in quella mai o poco rimossa inefficienza, a volte oggettiva, a volte volutamente prodotta, grazie alla quale, spesso, è agevole inserire il proprio agire nel perimetro di malaffare, la cosiddetta zona grigia, pur senza attivamente concorrervi, nel cui ambito, con sorniona e autogiustificata acquiescenza-collusione, ritenuta fallacemente di ineluttabilità ambienta-

le, non si disdegna di accettare illecite dazioni per attività spesso dovute e/o per evasione di affari poco chiari. Il tutto, comunque, è antigiuridico e contrario alla correttezza e all'etica pubblica». Illegalità e corruzione quindi sono al centro, anche quest'anno, del resoconto dei giudici contabili calabresi. «Nel delimitato ambito regionale di competenza di questa sezione, e per l'anno in esame, – ha detto il presidente Condemi – si è potuto e dovuto constatare come l'intensa attività repressiva in materia di responsabilità amministrativo-contabile, in una con gli incrementati interventi dell'organo titolare dell'azione risarcitoria, sia speculare alla diffusione sempre maggiore di irregolarità gestionali, che si traducono nello spreco, nell'appropriazione indebita di risorse finanziarie, nell'uso di beni pubblici per il soddisfacimento di interessi privati, ► numero 1 - 2015

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attualità

in un crescendo di illiceità, singole o in concorso fraudolento con funzionari conniventi o inefficienti, che depauperano sotto molteplici aspetti il patrimonio pubblico, laddove un efficace dispiegamento di controlli interni, potrebbe, spesso, ridimensionare l'entità delle patologie comportamentali dannose per l'erario. Tipico esempio è dato dall'incancrenirsi del fenomeno della fruizione indebita di contributi e finanziamenti statali, regionali e/o comunitari, col manifestarsi di casi di condanne tra i 400 mila e il milione di euro fino a raggiungere gli oltre due milioni e mezzo». Il presidente Condemi ha evidenziato «che, anche quest’anno, la Calabria si colloca tra le prime Regioni italiane in relazione ai danni da malagestione delle aziende sanitarie» e ha ribadito l'attribuzione di competenze alla Corte dei conti in materia di spesa del denaro pubblico da parte dei gruppi politici su cui lo scorso anno si era registrata una levata di scudi da parte delle amministrazioni. Di particolare rilievo sono le attività mediche extramoenia non autorizzate, i danni indiretti per gravi negligenze mediche o inappropriate terapie, appropriazione di somme introitate per pagamenti di ticket. Il magistrato della Corte dei conti

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ha poi posto l'accento sul fatto che «non è di conforto sapere che e' l'intero settore sanitario italiano un terreno di maggiori illeciti e danni all'erario». Nel concludere il suo intervento, il presidente ha poi sottolineato che, rispetto al malaffare, «il rimedio non sarà certo quella tentazione di quasi acquiescenza, ma un rinnovato slancio di operosità onesta e corretta di chi ancora nutre principi sani e responsabili». Di frodi comunitarie e al recupero dei contributi indebitamente erogati e percepiti ha parlato, invece, il procuratore facente funzioni presso la sezione giurisdizionale per la Calabria della Corte dei Conti, Salvatore Librandi. «La Regione Calabria dovrebbe porre in essere misure più efficaci di controllo atte non solo a reprimere ogni

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Mario Oliverio:

Sulla spesa dei fondi Ue stiamo dando grande attenzione alla problematica. Bisogna spendere e spendere bene – ha concluso – nel rispetto delle procedure e della legalità»

iniziativa illecita, ma anche ad indirizzare la propria azione di finanziamento con strumenti più incisivi – ha detto Librandi –. In totale, nel corso del 2014, sono stati depositati 57 atti di citazione, per un importo superiore a 29 milioni di euro. L’ambito dei contributi pubblici è talmente vasto che gli atti di citazione hanno, ormai, superato il 50% del totale. Le indagini avviate dalla Procura nel settore delle frodi e dell'illecita utilizzazione e destinazione delle risorse pubbliche, erogate nell'ambito dei programmi di intervento infrastrutturale finanziati dai fondi comunitari e nazionali, hanno portato all'accertamento di diffuse illegalità. Una causa del gravissimo fenomeno è stata individuata nei controlli effettuati dall'amministrazione che sono sembrati carenti e, comunque, non idonei se si considera che molti beneficiari non erano neanche in possesso dei requisiti soggettivi per poter accedere ad alcuna forma di contribuzione erogata da una pubblica amministrazione nazionale o comunitaria. Infatti, avevano già subito condanne penali oppure avevano presentato false dichiarazioni o, ancora, non erano proprietari dei terreni necessari per l'ottenimento degli aiuti in questione». «Credo che sia necessario alzare di molto – ha affermato in conclusione il presidente della Regione, Mario Oliverio – l'asticella in questa direzione e bisogna fare in modo che si recuperi un'attenzione alla dimensione etica e al rispetto delle regole e della legalità. E' chiaro che, soprattutto per questa via, passa lo sviluppo della nostra regione. Il problema delle truffe credo ponga in evidenza la presenza di un processo corruttivo che in questi anni è andato avanti. Sulla spesa dei fondi Ue stiamo dando grande attenzione alla problematica. Bisogna spendere e spendere bene – ha concluso – nel rispetto delle procedure e della legalità». •


economia

"La tua impresa domani", gli studenti incontrano Confindustria

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n incontro ricco di spunti e nuove prospettive sul mondo del lavoro ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Tecnico “Raffaele Piria” di Reggio Calabria, che partecipano al progetto “La tua impresa domani”, promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori e dal Comitato Piccola Industria di Confindustria. Gli studenti delle classi intermedie hanno avuto l’opportunità di incontrare e ascoltare le testimonianze di quattro imprenditori impegnati in diversi settori dell’economia reggina e, grazie alle loro domande, di poter approfondire sotto diversi aspetti quello che sarà il futuro lavorativo nel territorio reggino e calabrese. Un futuro che sembra andare incontro ad un miglioramento, come spiegato dal presidente Comitato Piccola Industria, Ninni Tramontana, che ha illustrato agli studenti i dati dell’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Reggio Calabria del 2013: «In un periodo come quello attuale – ha detto – vi sono evidenti difficoltà, ma l’imprenditoria reggina presenta una base di crescita: resiste la voglia di fare impresa, soprattutto tra i giovani. A fine 2013 infatti – ha aggiunto – sono più le imprese nate di quelle chiuse, che un anno fa hanno superato la soglia delle 50mila unità». L’economia reggina continua a caratterizzarsi per un forte impiego nei settori di agricoltura e

commercio, mentre resta bassa la produzione manifatturiera, con l’eccezione dei settori chimico e agroalimentare. Il turismo, invece, continua ad avere qualche difficoltà. Reggio Calabria possiede solo il 12% del posti letto di tutta la regione e presenta una scarsa diffusione di strutture alberghiere. Una di queste, l’Hotel Villaggio “Altalia” di Brancaleone, è gestita dal giovane imprenditore Giovanni Romano, che ha portato la sua esperienza agli studenti: «Il turismo è un mondo particolare – ha detto – e potrebbe essere un settore trainante per l’economia del territorio. Per lavorare nel turismo – ha spiegato ai giovani – è importante professionalizzarsi: con stage in delle strutture qualificate e corsi di lingue. Non vi nascondo che spesso c’è molta difficoltà a trovare delle professionalità locali». Il generale impoverimento della popolazione reggina evidenzia la difficoltà delle famiglie: la riduzione del patrimonio si riflette in un calo generale dei consumi e la crisi frena l’economia. Il mercato del lavoro attraversa una fase di difficoltà ormai da alcuni anni, ma nonostante i periodi sfavorevoli, c’è anche chi è riuscito ad adattarsi. Antonino Foti, imprenditore edile e presidente Giovani Ance Reggio Calabria, ha saputo ricreare la sua azienda, adattandola al nuovo mondo del lavoro: «La mia impresa familiare – ha raccontato agli stu-

denti – ha iniziato la propria attività nel settore delle costruzioni civili a Reggio Calabria, per trasferirsi successivamente nel Lazio, dove si è specializzata nel settore degli appalti pubblici. Nel 2000, dopo l’introduzione di nuove normative che regolavano il nostro settore, ci siamo trovati a dover ricominciare da zero. Ce lo ha chiesto il mercato, dovevamo cambiare la nostra tipologia di punta principale. Eravamo appena tornati in Calabria quando abbiamo deciso di concentrarci sui lavori di restauro, assumendo nuove professionalità da affiancare alle nostre e ottenendo presto ottimi risultati, ricominciando a crescere nel fatturato e a trovare nuove soddisfazioni professionali». «Per fare impresa – ha concluso Angelo Marra, Presidente Gruppo Giovani imprenditori Confindustria Reggio Calabria – bisogna ragionare in maniera differente, bisogna adeguarsi ai tempi odierni. Dovete avere un approccio al mercato e al lavoro differente, dovete accrescere le vostre competenze e confrontarvi sempre con chi crea del nuovo lavoro. Quando pensate a qualcosa di nuovo, pensate ad essere sempre i primi». •

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economia

Tremila nuovi lavoratori grazie al Fondo unico per l’occupazione e la crescita di Domenico Iozzo

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inquantasette milioni di euro per una ricaduta occupazionale stimata in circa 3000 nuovi lavoratori. E’ questa l’opportunità rappresentata dal Fuoc (Fondo unico per l’occupazione e la crescita che presentiamo, nel dettaglio, nell’intervista del nostro esperto Enrico Mazza) – costituito dal Dipartimento Sviluppo economico, Lavoro e Politiche sociali della Regione e finanziato con risorse del Fondo sociale europeo – i cui dettagli sono stati illustrati nella sede di Unindustria Calabria a Catanzaro. Creare occasioni di lavoro regolare e stabile, anche nel settore delle imprese private, attraverso la facilitazione dell’accesso al credito da parte dei soggetti destinatari e delle imprese che assumono: è questo l’obiettivo principale del fondo rotativo che, attraverso la società finanziaria regionale Fincalabra,

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prevede – nel termine di 30 giorni – la concessione di prestiti a tasso zero con l’auspicio di attivare un momento di incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Le novità sono essenzialmente l’erogazione diretta e la possibilità di finanziare imprese già esistenti con difficoltà di acceso al credito. Tre gli strumenti messi a disposizione per l’accesso al Fuoc con modalità a sportello e la compilazione online delle domande: microcredito, orientato a sostenere l’imprenditorialità, l’autoimpiego, l’inclusione dei soggetti svantaggiati ed a favorire i finanziamenti delle microimprese non bancabili; Fondo approdo, rivolto alle giovani donne iscritte da meno di cinque anni ad ordini professionali o in fase di tirocinio; Fondo occupazione, con la promozione di nuove assunzioni stabili da parte delle imprese fino ad un massimo di 750 mila euro. L’iscrizione al Fuoc sarà possibile

attraverso la piattaforma multimediale di Fincalabra. Hanno partecipato alla presentazione l’assessore al Lavoro della Regione Carlo Guccione, il presidente di Fincalabra Luca Mannarino, il dirigente generale del Dipartimento, Antonio De Marco, il vicepresidente di Unindustria Calabria, Daniele Rossi, e il direttore di Confindustria Catanzaro, Dario Lamanna che ha moderato i lavori. L’iniziativa rientra nell’ambito del programma che sta vedendo la Regione impegnata a promuovere, insieme a “Garanzia Giovani”, l’integrazione delle politiche attive per l’impresa ed il lavoro: «Stiamo cercando di dare – ha detto l’assessore Guccione – una risposta alla crisi occupazionale della Calabria. L’obiettivo è realizzare un piano di lavoro concertato con tutti gli attori e i partner dello sviluppo regionale per dare nuovi stimoli all’economia. In que-


economia sto percorso i tempi certi per l’erogazione saranno la vera risposta alla grande domanda di lavoro senza alcuna intermediazione bancaria. Si tratta di un progetto che avrà una sua continuità nella nuova programmazione comunitaria che partirà entro fine anno con l’obiettivo di fare sistema perché la vera rivoluzione è mettersi insieme». Il dirigente generale del Dipartimento lavoro della Regione, Antonio De Marco, ha specificato che i 57 milioni di euro dovranno essere spesi entro la fine del 2015 e che l’auspicio è quello di

Ecco cosa c’è da sapere sul Fouc Il nostro esperto Enrico Mazza spiega, nel dettaglio, i contenuti di questa nuova misura

riuscire a «dare attrattività e competitività alle imprese calabresi attraverso la sinergia tra agenzie pubbliche e private per il lavoro volta a costruire una strategia di servizi efficaci per gli investimenti destinati allo sviluppo». Il presidente di Fincalabra, Luca Mannarino, ha sottolineato che nella concessione dei prestiti del Fuoc si terrà conto di una «griglia di valutazione con punteggi e controllo su centrale rischi con l’obiettivo di velocizzare la spesa ed avvicinarsi al territorio. Si tratta di un fondo rotativo – ha continuato – che consentirà, quindi, di avere una rotazione economica a sostegno delle politiche attive sul lavoro finanziando il costo salariale per le nuove assunzioni di soggetti svantaggiati». La promozione del Fuoc coinvolgerà, inoltre, lo stesso mondo delle imprese attraverso una serie di incontri e workshop su tutto il territorio regionale. «Quando si tratta di lavoro – ha detto il presidente di Unindustria Catanzaro, Daniele Rossi – è necessario fare rete. Il Fuoc può rappresentare uno strumento importante per rilanciare l’occupazione in Calabria remando tutti insieme nella stessa direzione ed in sinergia». •

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ual è l’obiettivo e chi sono i beneficiari di queste misure?

«L’obiettivo principale del “Fondo per l’Occupazione e la Crescita” è quello di sostenere l’imprenditorialità, l’autoimpiego, l’inclusione degli immigrati e dei soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro, nonché di giovani donne professioniste. I beneficiari delle misure sono le persone fisiche residenti nel territorio della Regione Calabria che vogliono avviare una nuova iniziativa imprenditoriale, anche sotto forma di lavoro autonomo, che non sia costituita al momento della presentazione per quanto concerne il “Fondo Microcredito d’impresa”. Anco►

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economia ra lavoratori autonomi o imprese titolare di partita IVA da non più di cinque anni che abbiano il requisito della “non bancabilità”. Vale la pena sottolineare che sono esclusi le società aventi forma giuridica di Società per Azioni e Società a responsabilità limitata, società non operanti in Calabria, imprese non in regola con gli adempimenti previsti dalle norme giuridiche, nonché persone fisiche e/o giuridiche che abbiano avuto protesti per assegni bancari/postali ecc. Quanto invece al “Fondo Occupazione” è rivolto a lavoratori autonomi e imprese che intendano incrementare la propria base occupazionale nell’ambito di proprie unità produttive e/o sedi operative nel territorio della Regione Calabria. I destinatari dell’operazione sono le persone fisiche residenti in Calabria, da assumere a tempo indeterminato e che rientrano in una delle seguenti tipologie: lavoratore “svantaggiato”, lavoratore “molto svantaggiato”, lavoratore “disabile”. Infine, in merito alla misura del “Fondo Approdo” questa è finalizzata a concedere prestiti a giovani donne professioniste per l’avvio di attività professionali. Le donne professioniste devono essere iscritte ad un albo professionale o iscritte nei registri dei praticanti tenuto dagli Ordini professionali, essere residenti in Calabria, e avere il requisito di “non bancabilità”. Per avere maggiori dettagli sulle categorie di beneficiari ammissibili ed esclusi di tutte le tre misure recuperando informazioni in merito è possibile contattare M.I.A. Mondo Impresa Azienda di Catanzaro (telefax 0961.777029) oppure visitare la pagina facebook di Mondo Impresa Azienda». Ci può illustrare le finalità della misure e le forme di aiuto previste dai tre fondi?

«Gli obiettivi sono quelli definiti dal FOUC, ovvero la promozione e lo sviluppo delle capacità imprenditoriali, anche attraverso forme di auto impiego,

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la creazione di nuova occupazione, il favorire l’inclusione degli immigrati e dei soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro, e allo stesso tempo sono in grado di tendere una mano alle microimprese e alle donne professioniste “non bancabili”. I finanziamenti concessi saranno erogati da Fincalabra S.p.A, soggetto gestore del Fondo Microcredito. L’entità varia da misura a misura. Per il “Fondo Microcredito” è previsto un minimo di euro 5.000,00 ed un importo massimo di euro 25.000,00, sotto forma di crediti chirografari a tasso zero ove non vengono richieste garanzie reali, patrimoniali e finanziarie. Per quanto concerne il “Fondo per l’Occupazione”, esso prevede la concessione di mutui chirografari prestiti/mutui a tasso zero per incentivare l’assunzione (rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato) di lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati o disabili; e di contributi (non rimborsabili) pari al 50% di un investimento aggiuntivo, fino a 3.000 euro per singolo nuovo assunto, per il miglioramento dell’ambiente di lavoro. Infine nel “Fondo Approdo” le forme di aiuto sono cosi suddivise : euro 5.000,00

per le iniziative di acquisizione di strumenti informatici e beni connessi e funzionali; euro 25.000,00 per i programmi di spesa finalizzati all’avvio di nuovi studi professionali; euro 25.000,00 per i programmi di spesa finalizzati all'avvio o al potenziamento di società tra professionisti costituite in maggioranza da giovani donne professioniste». Individuata la forma di aiuto ci può descrivere le spese ammissibili?

«Diventa interessante la domanda per focalizzare l’attenzione su quelle che sono le spese ammissibili, che potranno essere oggetto delle tre misure. Per il “Fondo Microcredito” la concessione del contributo è finalizzata all’acquisto di beni o servizi strumentali all’attività svolta; alla retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori fino al 100%; al pagamento di corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore. Voglio evidenziare che possono essere oggetto del finanziamento anche le spese previste per opere murarie e assimilate, l’acquisto di autovetture/automezzi se strettamente collegati e funzio-


economia nali all’attività d’impresa, e le spese di start-up. A mio avviso è da evidenziare come quest’ultima voce di spesa è fondamentale per il funzionamento e la gestione legate all’avvio di una nuova attività. Il contributo previsto dal “Fondo Occupazione”, ai sensi del Regolamento (UE) 651/14, sarà pari: al 50% dei costi ammissibili corrispondenti ai costi salariali durante un periodo massimo di 12 mesi successivi per l’assunzione di un lavoratore svantaggiato, di cui all’art. 2, comma 4 del Reg. (UE) 651/2014; al 50% dei costi ammissibili corrispondenti ai costi salariali durante un periodo massimo di 24 mesi per l’assunzione di un lavoratore “molto svantaggiato”, di cui all’art. 2, comma 99 del Reg. (UE) 651/2014); al 75% dei costi salariali relativi al periodo in cui il lavoratore con disabilità è impiegato, e nel caso di assunzione di un lavoratore disabile. Il “Fondo Approdo” è finalizzato, come già accennato, all’acquisto di attrezzature informatiche e beni strettamente connessi e funzionali, attrezzature e arredi, nuovi di fabbrica; opere murarie ed assimilate strettamente funzionali all’attività esercitata, comprese quelle per l’adeguamento dell’immobile alle esigenze operative e/o per la ristruttura-

zione dei locali, nella misura massima del 40% della spesa totale agevolabile; adozione di sistemi di certificazione della qualità; realizzazione di sito web dello studio; spese legate all’avvio e al funzionamento dell’attività per il primo anno (canoni di locazione, utenze, personale, materiali di consumo, ecc.) per importi non superiori a € 5.000,00». Ci può illustrare le modalità di presentazione delle domande e la loro valutazione?

«E’ possibile presentare le domande di accesso ai vari Fondi a partire dal 20° giorno successivo alla data di pubblicazione dell’Avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria. Le domande dovranno essere predisposte secondo la modulistica prevista dall’avviso e complete di una serie di allegati, dovranno essere debitamente sottoscritte dal titolare o dal legale rappresentante e dovranno essere inviate a Fincalabra S.p.A a mezzo raccomandata, posta celere con avviso di ricevimento o corriere con avviso di ricevimento, in plico chiuso, riportante i dati del candidato e il riferimento specifico della misura per il quale si intende partecipare, all’ indirizzo Fincalabra S.p.A , Via Pugliese 30 – 88100 Catanzaro.

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Le concessione delle agevolazioni prevede il raggiungimento di un punteggio complessivo superiore o uguale a 50 punti per il “Fondo Microcredito” e il “Fondo Approdo”. Mentre per il “Fondo Occupazione” le domande saranno valutate in base all’ordine cronologico di arrivo, ai requisiti di ammissibilità del soggetto candidato, alle caratteristiche aziendali e alle caratteristiche del soggetto destinatario» E’ inutile puntualizzare che la predisposizione della domanda rappresenti la fase più delicata, in quanto il mancato rispetto di termini, modi e modulistica previsti dal bando comporta, l’inammissibilità dello stesso; pertanto la compilazione della domanda, del formulario, degli allegati e di quant’altro richiesto deve essere effettuata utilizzando i format predisposti senza apportare alcuna modifica. Le concessione delle agevolazioni prevede il raggiungimento di un punteggio complessivo superiore o uguale a 50 punti per il “Fondo Microcredito” e il “Fondo Approdo”. Mentre per il “Fondo Occupazione” le domande saranno valutate in base all’ordine cronologico di arrivo, ai requisiti di ammissibilità del soggetto candidato, alle caratteristiche aziendali e alle caratteristiche del soggetto destinatario. A tal proposito ribadisco che la M.I.A. Mondo Impresa Azienda offre ampia disponibilità da parte di tecnici specializzati a dare tutte quelle informazioni/delucidazioni necessari per allestire una domanda che possa raggiungere l’ammissibilità ed il punteggio necessario per la finanzi abilità della proposta». •

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Torna “Best Practices”. Presentata a Catanzaro la nona edizione nazionale

di Maria Rita Galati

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arantire visibilità alle progettualità realizzate dalle imprese. Si scrive “innovazione”, si legge “Best Practices”. Il premio ideato dal Gruppo Servizi innovativi e tecnologici di Confindustria Salerno, con il sostegno di Telecom Italia, finalizzato a garantire visibilità alle progettualità realizzate dalle imprese, festeggia la nona edizione con un crescente entusiasmo che si materializza con idee e progetti di qualità che negli anni sono stati capaci di accrescere interesse su una opportunità che soprattutto i giovani imprenditori non vogliono perdere. Nella sede di Confindustria Catanzaro, la presentazione della nona edizione – alla presenza

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del presidente della Piccola Industria Unindustria Calabria, Aldo Ferrara e di Edoardo Gisolfi, vice presidente del Gruppo servizi innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno – ha posto l’accento su una importante occasione di confronto che si inserisce nel quadro della collaborazione, in tema di innovazione, avviata dalla Sezione Terziario di Confindustria Catanzaro, con il suo presidente Elena Console, facendo registrare, negli ultimi anni, un discreto successo delle imprese calabresi. L’ecosistema del premio, come ama evidenziare proprio Gisolfi, è stato approfondito da Salvatore Santoro, responsabile di Area Vendita Calabria Telecom; Vincenzo Villani, responsabile economia digitale Banca Stella, Carmine Donato, partner Enterprise Europe Network. L’obiettivo è quello di promuovere l’innovazione di processo e di prodotto che le aziende italiane sono riuscite a mettere in campo con risultati evidenti e dimostrabili: il premio è rivolto alle aziende di servizi, per progetti promossi per propri clienti privati o pubblici, alle imprese manifatturiere e alle start up. La valutazione delle soluzioni proposte

Aldo Ferrara

è affidata a delle commissioni, composte da soggetti istituzionali, Università, Enti di ricerca e soggetti privati, di ambito tecnologico e finanziario. Nella scorsa edizione, che ha visto la presentazione di oltre 150 progetti, Telecom Italia ha premiato due PMI e una start up con il rilascio di due codici SAP light, al fine di sostenere le idee innovative non finanziandole economicamente ma portandole sul mercato per generare reddito e innovazione tangibile. La valutazione delle aziende, a cura


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Da sinistra: Salvatore Santoro, Carmine Donato, Vincenzo Villani, Edoardo Gisolfi, Aldo Ferrara, Giuseppe Naccarato e Daniele Furfaro

della divisione Innovation& Industry Relations, ha premiato soluzioni tese a valorizzare gli assets strategici di Telecom Italia in termini di tecnologia e di capitale umano. L’iniziativa – ha ricordato Gisolfi – si rivolge alle aziende di servizi, per progetti realizzati per propri clienti privati e/o pubblici, alle imprese manifatturiere, per innovazioni interne di processo e/o prodotto; alle associazioni e fondazioni di interesse socio-economico e agli ordini professionali. Il premio si propone di raccogliere idee e progetti innovativi e premiare i casi di successo, stimolando dal basso la creazione di una rete di innovatori nazionale e internazionale, che promuova l’innovazione Made in Italy nel senso concreto del termine: generare investimenti e domanda di mercato, per far crescere anche il sistema produttivo esistente. Nato nel 2006 in Confindustria Salerno con lo scopo di raccontare casi reali di innovazione e illustrare i risultati per i beneficiari, il premio ha favorito la diffusione delle opportunità offerte ad un pubblico ampio, stimolando al

contempo la conoscenza delle imprese. Le aziende partecipanti hanno l’opportunità di farsi conoscere, raccontandosi ed illustrando i risultati conseguiti ad un parterre costituito da potenziali clienti e finanziatori, guadagnandosi sul campo la possibilità concreta di sviluppare relazioni e contribuire, in una logica di rete, alla modernizzazione del sistema produttivo. «La modernità della innovazione deve diventare prassi per fare impresa», ha affermato Aldo Ferrara ringraziando Elena Console, presidente della sezione Terziario di Confidustria, che segue il premio per la Calabria da qualche anno. L’innovazione, insomma, come dimostrano anche le testimonianze di due imprenditori che hanno partecipato alle precedenti edizioni, è lo strumento che favorisce la crescita e il consolidamento nello scenario nazionale e internazionale soprattutto in un momento di crisi

che sembra essere verso la fine, ma che ancora toglie il sonno alle aziende. La testimonianza diretta delle opportunità offerte dal premio arriva da Giuseppe Naccarato e Daniele Furfaro, il primo ha creato Viaggiart, la piattaforma che permette di conoscere e scoprire tutti i luoghi della cultura nel comune dove il turista si trova, e il secondo il marketplace del trasporto merci che facilita l’incontro tra domanda e offerta di trasporto consentendone l’acquisto direttamente on-line. E mentre Telecom ha tenuto a battesimo la app di Naccarato, Banca Sella ha sostenuto Macingo.com mettendo a disposizione strutture e supporto che hanno consentito ai due giovani imprenditori di concretizzare la propria idea fino al livello “fatturazione”, che significa passare dal progetto ai fatti. Lo scopo del premio. E la sfida di quest’anno è aumentare la platea dei concorrenti, ancora una volta. •

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“Ideando”, una sfida a colpi di idee d’impresa Ad aggiudicarsi il primo premio “Miss Green 43” con la produzione di cosmetici eco-biologici di Maria Teresa Rotundo

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iovani idee imprenditoriali hanno bisogno di avere uno spazio per farsi conoscere e crescere, e non c’è occasione migliore per farlo che all’interno di contest in grado di promuovere, attraverso il confronto e la condivisione, l’originalità e l’innovazione che giovani ambiziosi e audaci sono in grado di proporre. “Ideando”, la sfida a colpi di idee d’impresa, organizzata dall’associazione “Innovativamente” e dal Comune di Borgia, è stata pensata proprio in questi termini. Sette le idee che hanno avuto l’opportunità di partecipare al concorso accedendo così alla fase finale che si è conclusa il 6 febbraio scorso nella Sala Convegni del Parco Scolacium. «Il contest è stato pensato per stimolare la creatività tra i giovani della città di Catanzaro – ha affermato Eugenio Ionà, ideatore del concorso – abbiamo

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però voluto aprire la partecipazione anche a giovani delle altre province calabresi perché siamo convinti che sono numerose le giovani menti in grado di proporre una valida idea imprenditoriale». E così è stato, perché le idee presentate sono state in grado di muoversi in più settori, proponendo non soltanto prodotti originali e innovativi ma riuscendo a trarre vantaggi anche da un passato virtuoso in grado di adattarsi

alla modernità dei tempi. Dall’idea di una sartoria mobile a quella di una piattaforma multilingue per contenere l’emissione di anidride carbonica, dalla creazione di un’agenzia che sappia accompagnare artisti nella realizzazione di un prodotto editoriale alla canoa stampata in 3D, facile da montare ed economica, fino al progetto in grado di vendere pacchetti di coccole per permettere alle mamme troppo


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impegnate di ritagliarsi un momento di relax, ogni idea ha così avuto modo di farsi conoscere e ogni ideatore ha avuto l’occasione di rispondere alle domande dei presenti sciogliendone ogni dubbio. A giudicare le idee, in base all’innovazione apportata dalla proposta, alla sostenibilità, fattibilità e competitività sul mercato e al grado di motivazione nella presentazione e realizzazione del progetto, una giuria composta dal Sindaco di Borgia, Francesco Fusto, da Elena Console (Teacz – Confindustria Catanzaro), dal presidente di Confindustria Giovani – Reggio Calabria, Angelo Marra, dal tecno-artigiano Paolo Mirabelli, Michele Riso (Riso Engineering Solution), dal presidente del Leo Club di Catanzaro, Andrea Scarpino e da Angelo Veraldi, consigliere del Comune di Borgia. Ad aggiudicarsi il primo premio del valore di 500 euro è stata “Miss Green 43”, l’idea imprenditoriale della dotto-

ressa Nesci che ha proposto la produzione di cosmetici naturali ed eco-biologici personalizzabili in base alle singole esigenze dei consumatori. L’idea è nata da una tradizione famigliare riuscendo però a prendere in considerazione le attuali esigenze della società, dove a causa dell’inquinamento, che ha apportato un aumento delle allergie, è necessario creare prodotti ad hoc in grado di essere tollerati dai diver-

si soggetti. Ma non solo, secondo l’analisi della ideatrice, la produzione di questi prodotti si ripercuoterà positivamente sull’ambiente perché frutto della sintesi di sole sostanze naturali. Una bella sfida per questa giovane che, come gli altri partecipanti, ha creduto nel valore della propria idea, tanto apprezzata dai giurati, e che ora spera di poter realizzare concretamente. •

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Dalla Legge di stabilità la nuova norma dello

“spacca imprese”

di Tommaso Rotella

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l mondo delle imprese è in forte agitazione per la nuova norma introdotta dalla legge di stabilità per il 2015 all’art. 1, co. 629. Il cosiddetto meccanismo dello "split payment", è una misura introdotta per contrastare il fenomeno dell’evasione e si applica per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato, degli enti pubblici territoriali, delle Camera di commercio, degli istituti universitari, ecc. ecc, ai soggetti

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indicati dall’art. 6, comma 5, D.P.R. n. 633/1972 le cui prestazioni, effettuate nei confronti dei medesimi, sono ad esigibilità differita. Il meccanismo riguarda sia le cessioni di beni ma anche le prestazioni di servizi. Sono però escluse le fatture attinenti a prestazioni di servizi assoggettate a ritenuta d’acconto alla fonte, vale a dire quelle emesse dai professionisti a seguito di contratti di prestazione d’opera. La norma riguarda anche le forniture effettuate tra le p.a., pertanto, anche gli enti pubblici che, in veste di operatori economici, cedono beni o prestano servizi ad altri enti pubblici, non potranno incassare l’IVA dai loro clienti pubblici.

In base a tale meccanismo, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi sono soggette a fatturazione seguendo le regole ordinarie. L’impresa cedente addebita l’IVA esercitando la rivalsa ai sensi dell’art. 18, DPR n. 633/1972, invece la p.a., nell’effettuare il pagamento trattiene l’IVA che dovrà poi versare nelle casse dell’erario. L’importo da corrispondere all’impresa che ha reso la prestazione è perciò

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Il cosiddetto meccanismo dello "split payment", è una misura introdotta per contrastare il fenomeno dell’evasione e si applica per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato...»


economia al netto dell’IVA, i fornitori delle p.a. non incasseranno più l’IVA addebitata sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi, sicché molti di loro diventeranno creditori dell’Erario per l’imposta pagata a monte. Tale meccanismo intende arginare l’evasione da riscossione ed ha un impatto di grande rilievo sulla normale dinamica applicativa dell’IVA, basata sul binomio rivalsa/detrazione. L’intervento infatti mira, in buona sostanza, a trasferire l’onere del versamento sul soggetto più affidabile dal punto di vista degli obblighi tributari in questo caso ovviamente il soggetto pubblico, anche se corre l’obbligo evidenziare che sono già molti i controlli possibili in funzione antielusiva, senza la necessità dello split payment. Il pregiudizio finanziario che ne deriva in capo al fornitore, il quale, non potendo incassare l’IVA dai clienti, non può esercitare concretamente la detrazione dell’imposta pagata a monte ai propri fornitori, viene tenuto in considerazione dalla norma. È previsto che le operazioni sottoposte a split payment concorrono alla determinazione del presupposto dell’aliquota media ai fini del rimborso annuale e infrannuale dell’IVA, con l’integrazione dell’art. 30, D.P.R. n. 633/1972 ma tutti sappiamo la difficoltà di incassare i propri crediti dallo Stato in tempi accettabili, anche in caso di diritto al rimborso prioritario. Come anzidetto non tutti i fornitori sono soggetti all’applicazione dello split payment: si tratta dei fornitori che sulle proprie prestazioni sono soggetti a ritenuta alla fonte o a ritenuta d’acconto ai fini Irpef, come i professionisti. Inoltre, la disciplina dello split payment non si applica alle operazioni per le quali l’ente cessionario o committente, in qualità di soggetto passivo d’imposta, debba applicare il regime di inversione contabile ad esempio, acquisti intracomunitari di beni, ovvero pre-

stazioni di subappalto rese nel settore edile. In altre parole, laddove l’operazione rientri in una delle fattispecie per le quali si rende applicabile il regime del reverse charge, quest’ultimo prevale rispetto al nuovo sistema dello split payment. Per essere ancora più chiari su come funzionerà/peserà il novo meccanismo sulla vita di un’azienda facciamo un esempio: un azienda emette una fattura alla P.A. per 1.000,00 Euro + IVA al 22%. Il totale della fattura ammonta quindi ad Euro 1.220,00 con Iva per Euro 220,00. Se fino a ieri la P.A. provvedeva al pagamento integrale della fattura Euro 1.220,00 da oggi il fornitore si vedrà accreditati solo 1.000,00 Euro. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, il fornitore avrà acquistato merce per quell’intervento sulla quale avrà, naturalmente, già versato l’IVA al proprio fornitore. Poniamo che l’ammontare degli acquisti sia pari ad Euro 500,00 oltre ad IVA al 22%. Avrà pagato al suo fornitore Euro 610,00 di cui 110,00 si riferiscono ad IVA. Se questa fosse l’unica operazione del periodo si avrebbe una liquidazione a debito per Euro 110,00 e cioè la differenza tra l’IVA pagata al proprio fornitore e quella incassata dalla P.A. con un esborso pari ad Euro 220,00, 110 di Iva pagata al proprio fornitore e 110,00 in forza della liquidazione periodica. Con l’applicazione della norma antielusiva, invece, l’esborso sarà pari ad Euro 330,00 così determinati: quanto ad Euro 110,00 Iva pagata sulla fattura ricevuta ed Euro 220,00 per IVA non incassata dal soggetto pubblico. I 110,00 Euro pagati in eccesso potranno essere chiesti a rimborso, o utilizzati in compensazione, solo dopo la presentazione della dichiarazione annuale IVA e quindi non prima del febbraio dell’anno successivo. E’ del tutto evidente che se da una parte lo Stato evita di non incassare delle imposte, si pensi alle aziende che

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E’ del tutto evidente che se da una parte lo Stato evita di non incassare delle imposte, si pensi alle aziende che falliscono e a quelle che non pagano proprio, dall’altra coloro, e sono la stragrande maggioranza, che lavorano onestamente si ritrovano a dover anticipare ingenti somme di denaro che recupereranno in un lasso di tempo che potrà arrivare anche a 24 mesi »

falliscono e a quelle che non pagano proprio, dall’altra coloro, e sono la stragrande maggioranza, che lavorano onestamente si ritrovano a dover anticipare ingenti somme di denaro che recupereranno in un lasso di tempo che potrà arrivare anche a 24 mesi. Tutto ciò con evidente riduzione di liquidità dovuta al minore denaro che entra in azienda. Sulla misura resta l’incognita della valutazione dell’Unione Europea che potrebbe anche bocciare la norma. Il meccanismo della scissione dei pagamenti non è infatti contemplato dalla normativa armonizzata dell’UE, anche se è stata oggetto di interesse da parte della Commissione europea e nel 2010 prevista dal Libro Verde sul futuro dell'Iva. Essendo una misura derogatoria dal normale regime IVA dovrà essere autorizzata dal Consiglio UE, in assenza della quale entrerebbero subito in vigore delle misure di salvaguardia, tra le quali l’aumento quella di maggiore impatto è l’aumento dell’IVA che potrà arrivare sino all’aliquota massima del 25% e/o attraverso l’aumento delle accise sui carburanti. •

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Garanzia per i giovani, intesa tra Unindustria e Regione Mazzuca: “Con questo protocollo si innesta la prima tessera del grande mosaico del tavolo Calabria”

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ono sei gli articoli che caratterizzano l’intesa tra la Regione e Unindustria Calabria nell’ambito del Piano nazionale “Garanzia per i giovani”. Il protocollo è stato siglato dall’assessore regionale al Lavoro, Carlo Guccione, e dal presidente degli industriali calabresi, Natale Mazzuca. Tra gli impegni assunti da Unindustria, quello di istituire nelle sedi delle proprie articolazioni territoriali degli sportelli divulgativi di questa misura. In particolare Unindustria Calabria s’impegna a informare in maniera mirata le aziende associate al fine di divulgare le azioni nell'ambito da realizzarsi a livello regionale dei programmi connessi a Garanzia Giovani, con l’obiettivo di giungere alla realizzazione di un numero

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significativo di tirocini presso le stesse aziende associate, anche attraverso progetti di formazione realizzati in collaborazione con le istituzioni scolastiche e le università. «Con la sigla del protocollo d’intesa odierno – ha dichiarato Natale Mazzuca, presidente Unindustria Calabria – si innesta la prima tessera del granNatale Mazzuca e Carlo Guccione de mosaico del tavolo Calabria. La disoccupazione giovanile le. Garanzia Giovani – ha sottolineato ha toccato livelli preoccupanti con un il presidente di Unindustria Calabria – picco del 55% nella nostra regione. La rappresenta un buon inizio per uscire dal disoccupazione è un’emergenza socia- guado. Ci impegniamo a promuovere


economia gli strumenti di Garanzia Giovani privilegiando accoglienza, orientamento, formazione, accompagnamento al lavoro, apprendistato, tirocini, servizio civile, sostegno all’autoimprenditorialità, mobilità professionale, bonus occupazionale e formazione a distanza presso le aziende associate nell’ottica della valorizzazione del capitale umano e dello sviluppo dei talenti che possono contribuire a far crescere le imprese». La formazione di chi parteciperà a “Garanzia per i giovani” sarà infatti effettuata attraverso una rete di stage e tirocini retribuiti (la cifra è di 438 euro al mese) direttamente nelle aziende che faranno richiesta. Al termine del tirocinio, l’azienda potrà quindi decidere se approfittare del bonus occupazionale di Garanzia giovani e degli sgravi fiscali concessi dal governo, per assumere i giovani appena formati. «La firma di oggi – ha dichiarato l’assessore al Lavoro Carlo Guccione – ha un grande valore operativo e simbolico; con oggi mettiamo le basi per l’avvio di una collaborazione fattiva volta a mettere in rete il sistema Calabria. Tutti insieme e in sinergia con un obiettivo comune: il lavoro. Per questo abbiamo avviato un’altra serie di misure come il Fuoc, fondo unico per l’occupazione e la crescita ed è nostra volontà politica approvare il reddito minimo». «Garanzia Giovani è uno strumento – ha spiegato l’assessore al Lavoro – che può dare risposte a 42mila giovani trai 15 e i 29 anni. Grazie agli incentivi del Job Act (fiscalizzazione degli one-

ri sociali) e del bonus occupazionale le imprese che decideranno di assumere i giovani, dopo i sei mesi di formazione/ stage, avranno un abbattimento di circa 50% del costo del lavoro per ogni occupato. La campagna di informazione di Garanzia Giovani oltre a seguire i canali tradizionali della comunicazione si caratterizzerà per un’importante azione sui territori. Andremo a trovare i neet – ha aggiunto l’assessore al Lavoro – nelle loro città, nei loro paesi. Sono stati predisposti tre camper che gireranno per la Calabria, il camper sarà una vera è propria postazione dove i giovani potranno ricevere informazioni e iscriversi al programma Garanzia Giovani. Tutti potranno seguire il cronoprogramma del progetto in modo trasparente. La Calabria intende svolgere un ruolo da protagonista in Italia, l’economia del nostro paese sta ripartendo e noi non possiamo più permetterci di non avere alcun ruolo». Guccione ha anche sottolineato che sarà necessario aprire con il Governo centrale una vera e propria

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La formazione di chi parteciperà a “Garanzia per i giovani” sarà infatti effettuata attraverso una rete di stage e tirocini retribuiti (la cifra è di 438 euro al mese) direttamente nelle aziende che faranno richiesta» vertenza Calabria con il Governo. Perché – ha aggiunto – questo esecutivo rischia di essere il più antimeridionale. Renzi era partito bene affermando l'importanza di una ripresa economica della Calabria e del Sud. A oggi però si sono accumulati troppi ritardi». Alla sottoscrizione del protocollo d’intesa erano anche presenti il vicepresidente di Unindustria Calabria Daniele Rossi, il presidente di Unindustria Vibo Valentia Antonio Gentile, il dirigente generale del Dipartimento Lavoro Antonio De Marco, il direttore di Unindustria Calabria Rosario Branda. •

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economia

Reti di imprese senza notaio: a Catanzaro la prima esperienza L

a Prima Rete d’Italia costituita senza notaio è nata in Calabria. Il nuovo soggetto si chiama “Catanzaro in rete”. Un primato che si sono aggiudicate 48 imprese attive nel centro cittadino e negli immediati dintorni che, coinvolte in un progetto promosso dalla locale Camera di Commercio, hanno intrapreso l’originale percorso e si sono iscritte direttamente, con il proprio contratto di rete, nel Registro delle Imprese dell’Ente Camerale territorialmente competente, ossia quello catanzarese, senza passare dal notaio. «Dieci, lode e bacio in fronte». Così il presidente dell’Ente camerale Paolo Abramo ha salutato i 48 “retisti”, nel corso della presentazione pubblica. «Un primato che voglio lodare e rimarcare, così come voglio sottolineare la duplice originalità dell’esperienza –

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ha tenuto a sottolineare il presidente Abramo –. Innanzitutto siamo davanti ad una novità normativa sopraggiunta con il decreto dirigenziale del Ministero dello Sviluppo economico dello scorso 7 gennaio 2015, efficace dal 15 gennaio, che ha finalmente introdotto il modello standard tipizzato del contratto di rete. Ciò consente – ha chiarito Abramo – di stipulare il contratto non solo per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, dove è richiesto l’intervento del notaio, ma anche per atto firmato digitalmente da ciascun imprenditore o legale rappresentante delle imprese aderenti. In secondo luogo voglio sottoline-

Paolo Abramo

are la novità che sta nell’obiettivo del contratto, vale a dire la rivitalizzazione del centro storico cittadino catanzarese, che come molti altri d’Italia vive condizioni non semplici da un punto di vista socio-economico, e che questa Rete si


economia prefigge di valorizzare nella riorganizzazione dei servizi, dell’artigianato e del commercio. Non sarà una panacea per tutti i mali che patiscono i centri storici – ha concluso il presidente Abramo –, ma sicuramente un segnale positivo e ci auguriamo una best practices che potrà essere utile a livello nazionale». «Non è stato per nulla semplice – ha affermato l’avvocato Enrico Mazza, esperto in Reti di Imprese che ha seguito per conto della Camera di Commercio l’iter costitutivo di “Catanzaro in Rete” –: intanto perché questo strumento innovativo veniva per la prima volta utilizzato per il rilancio delle attività di una città, ma l’innovazione nell’innovazione, come diceva giustamente il presidente Abramo, è stata rappresentata dal fatto che per la prima volta è stata costituita una rete senza notaio. Malgrado ancora oggi gli uffici competenti non siano pronti e preparati ad accogliere ed elaborare le nuove procedure informatiche e telematiche (l’Agenzia delle Entrate non ha ancora pubblicato il software che consente l’uso completo delle procedure telematiche), i 48 imprenditori catanzaresi coinvolti e da me assistiti, sono stati precursori ed apripista della procedura telematica che ha consentito loro di aggregarsi in rete senza intervento del notaio».

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Paolo Abramo:

Questa Rete si prefigge di valorizzare nella riorganizzazione dei servizi, dell’artigianato e del commercio. Non sarà una panacea per tutti i mali che patiscono i centri storici, ma sicuramente un segnale positivo e ci auguriamo una best practices che potrà essere utile a livello nazionale»

«In qualità di presidente di questo raggruppamento di imprese, non posso che essere soddisfatto e orgoglioso – ha affermato Andrea Celia –. Come è noto, con il contratto di rete più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all'esercizio delle proprie imprese e a scambiarsi informazioni, o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica, ovvero a esercitare in comune una o più attività rientranti nell'oggetto della propria impresa. Mi auguro – ha concluso Celia – che il lavoro appena iniziato ci porti lontano, che apra una proficua interlocuzione con le diverse Istituzioni e soprattutto che dia, nel breve e medio periodo, i primi tangibili frutti per noi “retisti” e per la Città». «Oggi si scrive una pagina importante in tema di semplificazione amministrativa – ha affermato il segretario generale Maurizio Ferrara – . Sono particolarmente lieto che la prima parola, su questo utile argomento, l’abbia detta a livello nazionale la nostra Camera di Commercio. Grazie alle novità introdotte non sarà necessario recarsi dal notaio neanche per le modifiche al contratto di rete, in quanto dovranno essere redatte e depositate per l'iscrizione, a cura dell’impresa indicata nell'atto modificativo, presso la sezione del registro delle imprese cui è iscritta la stessa impresa. L'ufficio del registro delle imprese provvede alla comunicazione della avvenuta

iscrizione delle modifiche al contratto di rete, a tutti gli altri uffici del registro delle imprese presso cui sono iscritte le altre partecipanti, che provvederanno alle relative annotazioni d'ufficio della modifica».

Maurizio Ferrara

«

Maurizio Ferrara:

Grazie alle novità introdotte non sarà necessario recarsi dal notaio neanche per le modifiche al contratto di rete, in quanto dovranno essere redatte e depositate per l'iscrizione, a cura dell’impresa indicata nell'atto modificativo, presso la sezione del registro delle imprese cui è iscritta la stessa impresa» Grazie a questa esperienza in Italia diventa più semplice la stipula dei contratti di rete, non essendo più necessario rivolgersi a un notaio, ma essendo sufficiente che siano gli stessi imprenditori a firmare digitalmente il contratto. Ad uno strumento moderno si affianca una procedura moderna, che consentirà agli imprenditori italiani di aggregarsi, pur mantenendo autonomia e sovranità, telematicamente senza intervento del notaio. •

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business

Verso Expo 2015. La “Santillo 1970” protagonista con il progetto “Radici” È

una storia imprenditoriale di successo quello della Santillo 1970 che dal suo laboratorio sartoriale di Catanzaro è sbarcata, cinque anni fa, a Milano, dove ha aperto un elegante showroom. E ora, dal I maggio, sarà tra le imprese protagoniste di Expo 2015. Al grande appuntamento internazionale la Santillo 1970 ci arriva grazie al progetto “Radici” che punta sull’utilizzo di metodi tradizionali, sulla passione e sull’etica per realizzare prodotti d’eccellenza. Su questo si basa la collezione “FW 2015 Patrimonio Collection”.

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«Si tratta di un vecchio sogno, nato dall’idea di ripercorrere un pò la storia della città di Catanzaro che, in passato, fu famosa nel mondo per la sua seta. E come spesso accade, se credi fortemente nei sogni, spesso si realizzano». A parlare è Gennaro, il più grande dei figli di Angela e Giovanni Santillo. Una famiglia di camiciai alla terza generazione,originari di Napoli ma trapiantati in Calabria fin dal lontano 1960. Precisamente a Catanzaro mari-

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Una famiglia di camiciai alla terza generazione,originari di Napoli ma trapiantati in Calabria fin dal lontano 1960. Precisamente a Catanzaro marina dove nel laboratorio a conduzione familiare creano pezzi unici interamente tagliati e cuciti a mano»


business na dove nel laboratorio a conduzione familiare creano pezzi unici interamente tagliati e cuciti a mano. Da circa 10 anni il sogno di Gennaro è di utilizzare in tutte le sue creazioni antichi metodi di lavorazione soprattutto nei tessuti, utilizzando telai a navetta dei primi del 900 restaurati e perfettamente funzionanti, che serviranno a comporre l’intera filiera produttiva di alcuni capi in edizione limitata. Con la collezione autunno-inverno 2015, il sogno si concretizza. Camicie, cravatte, pochette e sciarpe, avranno una caratteristica che ha sempre contraddistinto i propri capi: l’indissolubile connubio che lega la maestria artigiana alla tradizione millenaria calabrese. Tessuti, colori, tecniche, motivi sono stati fonte d’ispirazione della collezione. Nel proprio laboratorio, maestri artigiani e tessitori confezionano a mano, con metodi antichi e l’impiego di due telai a navetta del 1918, le camicie, le cravatte in seta grezza e lana, le pochette in velluto che richiamano la bellezza dell’entroterra rurale con le sue asperità e l’infinito fascino. Infine i famosi “vancali” diventano sciarpe in seta-lana-cashmere, con intrecci ed intarsi fatti a mano e con colori vivi ed allegri, memorie di un tempo passato, quello delle “pacchiane”, splendide donne di Calabria che adornavano i vestiti con scialle multicolore dai geometrici disegni, richiamanti la cultura bizantina. «Siamo sempre stati molto attenti alla sostenibilità ambientale – spiega Gennaro Santillo – e le materie prime usate per questa collezione provengono dalla terra. Si tratta di tessuti organici, come lino, ginestra, seta e cotone prodotti in Calabria. La raccolta, la

preparazione, la filatura e il finissaggio vengono fatti in azienda e la tessitura in edizione limitata su telai antichi ad impatto ambientale zero. Il packaging per confezionare il prodotto, è fatto solo di materiale ecocompatibile. Abbiamo anche abbandonato spilli in nickel, buste e farfalle in plastica. Utilizziamo solo carta riciclata e tessuti organici che provengono dallo “sfrido” nella fase del taglio a mano dei nostri prodotti». Così anche questo pezzo di Calabria sarà presente a Expo 2015, il giusto coronamento di un’attività che ha visto sbarcare la produzione griffata “Santillo” sui mercati internazionali. «Tokio, Seoul, New York, Los Angeles, Francoforte, Londra, Monaco, Montecarlo, Parigi, Stoccolma, Oslo, Mosca, Kiev, città internazionali e del lusso – spiega ancora Gennaro Santillo – dove serviamo diversi clienti con il nostro servizio su misura. La nostra mission – conclude – è quella di creare dei capi che hanno un’anima, tramandando tutto il nostro sapere, la nostra competenza, la ricerca, il gusto, l’eleganza, al cliente finale l’essenza del vero made in Italy, difendendo e va lorizzando le antiche tecniche manuali della nostra sartoria». •

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Nel proprio laboratorio, maestri artigiani e tessitori confezionano a mano, con metodi antichi e l’impiego di due telai a navetta del 1918, le camicie, le cravatte in seta grezza e lana, le pochette in velluto che richiamano la bellezza dell’entroterra rurale con le sue asperità e l’infinito fascino»

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cultura

Tecnologie al servizio della conoscenza di Rosalba Paletta

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asce dalla volontà di un'impresa calabrese l'eccezionale evento che ha visto sul palcoscenico dell'Auditorium Casalinuovo di Catanzaro uno dei volti più noti del piccolo schermo. Parliamo della Tea, azienda fondata e amministrata da Elena Console, e di Alberto Angela, che ha trascorso una intera mattinata a dialogare via tweet con una foltissima platea di studenti, ma non solo, sui temi delle tecnologie applicate alla cultura. Accanto al figlio del grande Piero, c'erano poi il professore Louis Godart, la chimica Marina Bicchieri e, in video collegamento, Maria Cristina Misiti ed Umberto Broccoli. La brillante amministratrice di Tea non era per la prima volta accanto a personalità di questo spessore nel campo della cultura mondiale. La sua infatti è una impresa che già da tempo si è ben posizionata nel settore delle tecnologie avanzate a servizio della conoscenza, accreditando la Madre Patria in contesti istituzionali e non, di grande prestigio. Lo scorso anno, ad esempio, venne ricevuta a Roma al Quirinale, per illustrare all'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la bellezza del Codex Purpureus Rossanensis, riportato al suo antico splendore grazie a interventi di restauro virtuale realizzati appunto dalla

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Tea ed esposto nell'ambito dell'acclamatissima mostra su "Classicità e Europa". Una mostra internazionale che vide ben quattro capolavori, su venti esposti, di provenienza calabrese. La mattinata, condotta dalla giornalista Sky Mariangela Pira, è volata via "cinguettando", e la sintesi potrebbe essere riassunta in questa frase: «L'importante è fare bene le cose e giocare come fossimo una squadra di calcio: ognuno faccia il suo!». A pronunciarla il divulgatore scientifico, paleontologo, scrittore e giornalista, autore fra gli altri del recentissimo volume intitolato "I tre giorni di Pompei", che ha poi affermato: «Siamo in un museo a cielo aperto e abbiamo la possibilità di vivere di cultura. Ma per farlo bisogna conservare, conoscere e valorizzare. Non è necessario tirare fuori un reperto se non lo si può proteggere dal degrado, o valorizzarlo. Occupiamoci al meglio di ciò che abbiamo. Il 65% del patrimonio culturale mondiale secondo i

dati Unesco sta in Italia. Ma dobbiamo ancora acquisire piena coscienza di questo fatto, che il mondo ci invidia!». E se il nostro Paese sembra in perenne difficoltà nell'individuare strategie vincenti di rilancio economico, sul palcoscenico del Casalinuovo il prof. Godart, Consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico della Presidenza della Repubblica, suggerisce una via: «Divulgare – ha spiegato – significa utilizzare un linguaggio semplice per far conoscere contenuti rigorosi. In Calabria c'è un mare di cultura da divulgare, un grande patrimonio dal quale si potrebbe ottenere un grande sviluppo: per consentire l'emancipazione economica delle regioni meridionali, più ricche delle altre dal punto di vista dei tesori nascosti,


cultura L'evento conclusivo del progetto finanziato con Fondi UE è stato realizzato da Tea e dal suo staff composto da: Rossella Tassone, Paolo Palaia, Francesca Console, Stefano Cristofaro, Mafalda Console, Chiara Donato, Alfonso Ceravolo.

bisogna promuovere prima la cultura e la conoscenza, poi imparare a divulgare. E lo sviluppo economico arriverà». I Fondi Europei sono lì anche per questo. Il vice presidente della Giunta regionale, on. Vincenzo Ciconte, ha ribadito: «Quando i Fondi europei sono utilizzati bene, come nel caso del progetto che vede nella giornata odierna la sua conclusione, i risultati si vedono. Abbiamo bisogno di grande progettualità per proseguire su questa via. Abbiamo creato un dipartimento ad hoc per i beni culturali e siamo pronti a fare la nostra parte». Fondamentale tassello di questo grande mosaico è quello delle scienze applicate, piccola grande scoperta per i giovanissimi in sala curiosi soprattutto di comprendere come le materie studiate a scuola, potranno aiutarli un giorno a realizzarsi professionalmente. È la chimica Marina Bicchieri a dare un suo stimolante contributo in tal senso: «Un manoscritto, un libro su carta o pergamena, è un'opera d'arte che ha particolari esigenze per essere trattata, e al contempo dà molte più informazioni di quante ne contenga il suo solo testo. Inchiostri, legature, materiale, particolari

grafici... Tutti questi "oggetti" – ha spiegato la studiosa – che stanno insieme in un luogo detto "libro", interagiscono con l'aria, con l'ambiente, per questo dobbiamo comprendere la chimica, conoscendo così anche la storia della scienza, delle applicazioni tecnologiche nel tempo». In video conferenza sono intervenuti poi un grande nome della cultura italiana e della comunicazione radiofonica come Umberto Broccoli, e la direttrice dell'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario del Ministero dei Beni Culturali, Maria Cristina Misiti: «Viviamo il secolo della comunicazione – ha affermato Broccoli – , la comunicazione è fondamentale per diffondere la conoscenza, e se non conosciamo ciò che abbiamo non possiamo avvertire il dovere nei confronti dell'Umanità di tutelarlo. È un cerchio virtuoso che in Calabria state compiendo». «L'importanza del recupero è fondamentale e di emozionante bellezza – ha ribadito Misiti –. Ricordo ancora – ha aggiunto – l'emozione nel vedere affiorare, grazie alle tecniche di laboratorio, il ritratto a sanguigna di Leonardo, come pure le immagini del Codice Purpureo di Rossano. Due esempi

dell'immane contributo che le tecnologie possono offrire al recupero dei dipinti e dei manoscritti». A raccontare le meraviglie delle scoperte effettuate in Calabria, Elena Console, che ha voluto ricordare chi per primo ha creduto nelle applicazioni tecnologiche al patrimonio culturale di Catanzaro: il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Paolo Abramo. «Da tempo utilizziamo il metodo di indagine che si chiama Imaging multispettrale – ha spiegato Console – . Consiste nell'utilizzo di speciali e potentissime "macchine fotografiche" che hanno la capacità di percepire ciò che il nostro occhio non arriva a vedere e di fissare tutto ciò in immagini digitali. Questo ci permette di recuperare immagini magari degradate, o sottostanti a quelle che risultano a noi in evidenza, ad esempio nelle pergamene che spesso, visto il costo elevato per l'epoca, venivano riciclate. La prima volta che abbiamo avuto la possibilità di mettere a frutto queste straordinarie tecnologie per la nostra Città è stato per gli Statuti della Seta, di proprietà della Camera di Commercio di Catanzaro. Per volere di Paolo Abramo realizzammo un volume di pregio in cui gli antichi Statuti tornarono a vivere in tutta la loro sorprendente attualità. Di questo volume, ancora grazie al presidente Abramo, facciamo omaggio ai nostri illustri ospiti, con un gesto di alto valore istituzionale e simbolico che testimonia la possibilità di far viaggiare la cultura oltre confine, promuovendo l'immagine migliore della nostra terra nel mondo». •

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cultura

Turismo ed economia a tempo di Rock

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uando Alberto Baban ha varcato la soglia del “Museo del Rock” di Catanzaro – da poco trasferito in una struttura più grande e accogliente del centro storico – ha subito capito che la collezione lì esposta può da sola ben sintetizzare la cultura musicale moderna. E non ha torto: migliaia sono i pezzi tra dischi in vinile, manifesti, riviste e fanzine che coinvolgono il visitatore in un percorso che ripropone la storia della musica del XX secolo, passando dal rock al soul, dal rithm’n blues al beat, dalla psichedelica alla new wave e al punk.

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Tutto merito dell’ideatore e del curatore di questo museo, Piergiorgio Caruso, che ha messo a disposizione della città – e, più in generale, di tutti coloro che hanno interesse – anni di passione e di certosina raccolta di documenti. Ospitato prima nell’edificio ex Stac di Piazza Mattotti in cui sono stati tantissimi i visitatori di ogni età, l’allestimento è ora riproposto in una struttura della vicina via Alessandro Turco. «Molto più bella e spaziosa della prima. Il materiale esposto – racconta Caruso – è il doppio e suscita sicuramente maggiore interesse». Ritornando sulla visita del vicepresidente di Confindustria, Caruso afferma di essere stato “onorato e felice del suo arrivo. Sono rimasto colpito da Baban perché ho riscontrato in lui una dote rara nell’Italia di oggi: quella di saper ascoltare. Ha visitato l’esposizione animato da grande curiosità e spirito propositivo, molto stimolato da ciò che vedeva intorno e con una grande voglia


cultura

di approfondire le sue già notevoli conoscenze nel campo». Del resto non poteva che essere così visto che la collezione è di grande pregio: sono esposti dischi in vinile molto rari e manifesti psicadelici e punk per la maggior parte californiani e inglesi ma anche italiani. «C’è il manifesto dell’ultimo concerto eseguito dai Beatles il 28 agosto del 1966 a San Francisco – spiega ancora Caruso – il manifesto dell’ultimo concerto Jimi Hendrix al Festival di Fehmarn, in Germania, due settimane prima della sua dipartita. E, ancora, l’album (LP) dei Velvet Undergound con la banana disegnata da Andy Warhol, il primo 45 giri di Lou Reed, la brochure del festival di Woodstock. E per quanto riguarda la musica italiana, Le stelle di Mario Schifano o, ancora, l’album (LP) degli Analogy».

Una sala del museo è poi dedicata agli artisti che hanno voluto bene a Catanzaro come Piero Ciampi – è custodito il disco Lucia Rango show - Ulisse e le Ombre, i Bruzi, «un complesso beat calabrese degli anni ’60 che fu autore di diversi 45 giri e un LP, cosa non facile per quegli anni». Un museo che vuole diventare punto di riferimento per i giovani. «Condivido in pieno – ha commentato Caruso – l’invito di Baban affinché questa struttura sia al servizio non soltanto degli estimatori del genere ma anche di tutti quei ragazzi che vogliono conoscere più da vicino un mondo che racchiude un grande fascino». Una cosa è certa e Caruso vuole che sia sottolineata. «L’ingresso al museo è stato, è e sarà sempre gratuito». Come è stato e sarà

sempre un luogo di incontro per tutti coloro che condividono la passione per il rock. Una trentina gli eventi che, dal 7 maggio del 2011 e per circa due anni (fino a quando il museo ha dovuto chiudere per la ristrutturazione della sede e, quindi, essere trasferito) sono stati organizzati. Tutti molto partecipati con cultore arrivata da ogni angolo della Calabria. «Gente del tenore di Elio Giovinazzo dei Bruzi o di Roberto Calabrò, giornalista free lance di Repubblica e L’Espresso hanno animato i nostri incontri che non hanno una sapore nostalgico, quanto l’intento di riflettere e aggiungere ulteriori conoscenze su questo variegato universo». L’obiettivo è anche quello di sfruttare il museo da un punto di vista turistico, inserendolo in un itinerario ben definito nell’ambito della scoperta del centro storico. Un attrattore che potrebbe far crescere le presenze dei visitatori nella città vecchia. «Gli amici di Confindustria Daniele Rossi, Aldo Ferrara e Dario Lamanna – conclude – hanno capito l’importanza anche sotto questo punto di vista. Mi auguro che le istituzioni colgano questa opportunità». •

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libri

Cucina Calabrese, tra prodotti tipici e identità Un volume fondamentale per comprendere il sistema agroalimentare di una regione antica

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ucina Calabrese. Ricette, Prodotti Tipici, Identità”: è in distribuzione nelle edicole e librerie dalla Calabria la terza edizione, riveduta e ampliata, dell’importante contributo che Local Genius ha voluto dare al sistema agroalimentare calabrese inteso a 360 gradi. Si parte dalla gastronomia tradizionale, concepita in modo da facilitare l’approccio in cucina anche ai meno esperti, peraltro con un corredo straordinario di fotografie, per passare poi alla Storia, alle Culture, all’Identità di una regione che da millenni ha un rapporto strettissimo con il cibo.

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Da Italo, mitico re degli Enotri che, come racconta Aristotele, trasformò un popolo di nomadi in agricoltori e introdusse i sissizi, alla Dieta Mediterranea. Tanti gli spunti di riflessione, le citazioni, le materie trattate e i temi approfonditi, come nel caso della coltura della vite ad alberello con sostegno secco, o del rapporto stretto tra il maggiore romanziere calabrese, Corrado Alvaro, e il Suino Nero autoctono. Nelle diverse Appendici, poi, spazio ai prodotti tipici. Le specialità Dop e Igp della Calabria (Capocollo Dop; Soppressata Dop; Pancetta Dop; Salsiccia Dop; Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp; Clementine di Calabria Igp; Caciocavallo Silano Dop; Fichi di Cosen-

za Dop; Bergamotto di Reggio Calabria Olio Essenziale Dop; Olio Extravergine di Oliva Dop Bruzio; Olio Extravergine di Oliva Dop Lametia; Olio Extravergine di Oliva Dop Alto Crotonese; Liquirizia di Calabria Dop; Patata della Sila Igp; Limone di Rocca Imperiale Igp; Torrone di Bagnara Igp; Pecorino Crotonese Dop; i Vini Doc e Igt). I Presìdi Slow Food della Calabria


libri

Filiera cortissima, in Calabria

Peperoncini 100% calabresi Melicucco, campi agricoli della Lombardo Srl: coltivazione diretta di peperoncini. Da questa materia prima produzioni di specialità che danno garanzia di tracciabilità

Immagine realizzata a Melicucco (mts)

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La nuova edizione del volume, che presenta anche indici generale e analitico, è composta di ben 384 pagine a colori, con centinaia di fotografie originali realizzate sul campo, dal Pollino allo Stretto di Messina. E poi decine e decine di ricette: dalla pasta al pesce azzurro, dalle carni alle uova, dalle verdure agli antipasti con diversi riferimenti alle conserve»

(Razza Podolica; Gammune di Belmonte; Capicollo Azze Anca Grecanica; Moscato di Saracena; Caciocavallo di Ciminà). Le culture che, pur non avendo riconoscimenti di qualità certificata, sono profondamente radicate nel tessuto economico e sociale della regione (Peperoncino piccante; il Cedro; il Suino Nero Autoctono). Molto interessante e innovativo il capitolo dedicato. Come accennato, al rapporto tra Corrado Alvaro, il più grande dei romanzieri calabresi, e la cultura del porco: il suino nero, i salumi… Così come le numerose pagine che riconducono la stessa cultura del porco e dei salumi ad alcuni dei viaggiatori più conosciuti che hanno lasciato

memorie sulla Calabria. Né si trascuri l’ampia appendice che si sofferma sulle piante aromatiche (origano, alloro, menta, cipolla, prezzemolo, sedano, rosmarino...). Nel complesso la nuova edizione del volume, che presenta anche indici generale e analitico, è composta di ben 384 pagine a colori, con centinaia di fotografie originali realizzate sul campo, dal Pollino allo Stretto di Messina. E poi decine e decine di ricette: dalla pasta al pesce azzurro, dalle carni alle uova, dalle verdure agli antipasti con diversi riferimenti alle conserve. Un libro ricco, importante, qualificato, fondamentale per immergersi nel variegato pianeta del sistema agroalimentare calabrese. Uno strumento straordinario per spiegare al mondo, nell’anno di Expo 2015, che cosa è, e che cosa rappresenta, l’agroalimentare calabrese di qualità e quali sono le sue radici storico-culturali più profonde. •

Razza Podo lica Calabres e

In alto un Tor o e in basso

Calabria. Ric

ette, Prodotti tipi

ci, Identità -

Uova all’occh io

(detti anche

di bue con i

Frisulìmiti,

alcune Mucch e

by Local Gen ius

Frìsu

li Curcùci o Ris imùglie)

Ingredienti (pe r 3 persone) - 3 uova - 150 g di fris uli - olio extrave rgine di oliva La Razza Pod olic Immagini real a Calabrese è antichis sima. izzate con la Società Coo perativa Pro collaborazione di A.Pro.Z duttori Zootecn che assicura oo. la ici delle carni, nontracciabilità e l’alta qualità ché la valorizz azione della specie

Procedimento Lavate e asc iugate le uov a (ricordate essere veicolo sempre che il di infezioni). guscio delle Ver padella e fate uova, se spo scaldare. Le uov sate un filo di olio extrave rco, può rgine di oliva a andranno sgu lare delicatamen sul fondo di sciate, poste te in padella, una su di un piatto avendo cura del gusto par e poi fatte sciv di non romper ticolare di rom oe il tuorlo (no pere Questa operazi n vorrete priv one va fatta per i singoli tuorli intingendo arvi con un pezzett tendono a cuo ogni uovo e ino di pane!). deve essere mo cere rapidam ente. lto veloce, in Quando tutte quanto le uov le uova saranno a sciogliere per in padella, atte qualche second ndete un min o insieme alle viamente, il uto e unite i grasso, mentre uova e servite. frìsuli. Fateli rimarranno allo di cotenna che Dei stato solido-crem frìsuli si scioglierà, ovli compongon o. Si tenga pre sapidi per cui oso i pezzett sen non è necessa ini di carne e Immagin rio salare il tutt te che i frìsuli sono di per che è poi la qui i scat o purché, man sé abbastanza a Cariati (Co tate ntessenza di questo piatto, senza) giando, si abb un po’ di uov nell di fare in mo a sia un po’ di do che ogni boc ia l’accortezza, For ’allevamento frìsuli. tino (mts) cone conteng a sia Suggerimenti I frisuli sono un saporito com posto di parti zione. Molti sono i nomi diverse del mai che sono stat ale derivanti i loro attribu dalla sua lavo iti in diversi raterritori della Calabria, 255

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benessere

Occasioni di sviluppo e benessere

Termalismo, lettera per Oliverio: "Convochi un Tavolo" di Rosalba Paletta

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e terme italiane sono un patrimonio naturale ed imprenditoriale unico e specifico dei territori, da preservare, far conoscere meglio e valorizzare in maniera integrata, per la salute ed il benessere delle persone e per il rilancio dell'economia nazionale. A sostenerlo è il dott. Emilio Cataldi, che nella sua qualità di Consigliere Nazionale di Federterme/Confindustria, nonché di Presidente di Terme Caronte S.p.A., ha indirizzato una lettera molto significativa ai Presidenti neo eletti della Giunta e del Consiglio Regionale: onorevoli Mario Oliverio e Antonio Scalzo. «Voglio richiamare la Loro attenzione – scrive Cataldi – su un aspetto che rappresenta una grande opportunità ed una significativa potenzialità per la nostra Regione che, ahimè, le precedenti Giunte hanno

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totalmente e colpevolmente ignorato: il Termalismo». Inizia così la lettera scritta per sensibilizzare (termine volutamente leggero, ma non per questo da ignorare) i più alti rappresentanti del popolo calabrese sullo stato di abbandono in cui versano il settore termale regionale e le progettualità che gli si potrebbero collegare. Chissà quante lettere starà ricevendo il nuovo Governatore... Effettivamente ciò che a buon diritto può essere detto del termalismo, potremmo sostenerlo - purtroppo - per molti altri settori inespressi della nostra economia. Ma per non predisporre malamente l'interlocutore, facendo un elenco di doglianze, capovolgiamo la cosa e, con intento propiziatorio, facciamo un elenco di opportunità. Come del resto ha fatto lo stesso Cataldi nella sua lettera, che prosegue descri-

Emilio Cataldi


benessere vendo l'indotto collegato, direttamente o indirettamente, al Termalismo. I benefici che deriverebbero da una migliore gestione del settore sono davvero evidenti: «Sul piano Sanitario, con le valenze preventive, curative, riabilitative, che vede nei presidi termali dei centri di eccellenza per la divulgazione di corretti stili di vita; sul piano del Benessere, comparto in crescita che nelle località termali coniuga sinergicamente antiche e moderne metodiche nobilitate dalle acque e dai fanghi in contesti che offrono elevate garanzie qualitative; sul piano Turistico, essendo sempre maggiore il numero di frequentatori che per le cure ed il benessere si recano nelle località termali in ogni periodo dell’anno, ed impiegano il tempo libero per visitare i luoghi, provare i sapori, conoscere la storia, vedere i monumenti, contribuendo sensibilmente a destagionalizzare i flussi e incrementando le presenze nel ricettivo; sul piano meramente Economico, è oramai accertato che i centri termali sono in grado di muovere una consistente economia, in grado di generare ricadute sul territorio per le diverse sinergie possibili; sul piano Occupazionale, nei 7/9 mesi di operatività è notevole l’apporto del settore sia diretto che indiretto. Le imprese termali operanti in Calabria rappresentano infatti una garanzia economico-occupazionale per i territori, tenuto conto delle circa 1.500 unità lavorative impiegate nelle aziende stesse e nell’indotto». Se la Legge 38/2012 venisse at-

tenzionata dalla Giunta Oliverio, certamente sarebbe un chiaro segnale di lungimiranza da parte della classe politica. Si tratta di un provvedimento che sta particolarmente a cuore al dottore Cataldi, che lo definisce «molto atteso da anni, anche se perfettibile». «Se adeguatamente e realmente finanziato – spiega –, potrebbe consentire al settore di completare i necessari investimenti, per mantenere il passo con le più avanzate aziende europee e con le più recenti innovazioni tecnologiche». Ad oggi la realtà è stata ben differente, riservando al sistema termale «risibili e solo figurativi stanziamenti – afferma suo malgrado il rappresentante di Federterme – nonostante la presentazione, nei termini indicati, di progetti da parte delle aziende, negli ultimi tre anni. Fino ad arrivare, sul finire del 2014, alla sottrazione dal già misero stanziamento di 450mila euro, di ben 250mila euro di-

rottati verso altre poste del bilancio regionale che hanno vanificato ancora una volta le progettualità presentate. Non si conosce la destinazione dei 200mila euro rimanenti, comunque non assegnati al settore». Il dottore Cataldi, volendo mantenere lo spirito positivo e racchiudere le opportunità in uno slogan, afferma che «se le Terme non esistessero bisognerebbe inventarle!». Per questo chiede un’inversione di tendenza da parte della Regione e l’istituzione di un Tavolo per affrontare, con l’ausilio di Federterme, le questioni che impediscono la piena operatività ed espressione del settore termale calabrese. •

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turismo

Viaggiart e Sacal insieme per il turismo calabrese Partnership tra la startup turistica e l’aeroporto di Lamezia Terme

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l più grande scalo calabrese e una delle più importanti startup turistiche italiane insieme per promuovere i beni culturali e paesaggistici della Calabria. È stato firmato nei giorni scorsi un importante accordo di partnership tra la Sacal, società responsabile della gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme, e Viaggiart, la pluripremiata startup turistica realizzata dall’azienda calabrese Altrama Italia: «grazie a questo accordo, infatti, gli oltre due milioni di passeggeri che transitano ogni anno dallo scalo lametino potranno conoscere direttamente dall’aeroporto le più belle realtà paesaggistiche e culturali calabresi, organizzare i loro itinerari e programmare le visite guidate nelle tante bellezze del territorio regionale». L’accordo, siglato nei giorni scorsi, prevede la creazione di una serie di importanti strumenti quali la realizzazione di una sezione dedicata allo scalo di Lamezia Terme sul sito e sull’app di Viaggiart, l’installazione in aeroporto di totem informativi grazie ai quali scoprire i beni culturali presenti sul proprio tragitto, qr code per scaricare l’applicazione e tutta una serie di informazioni utili per i passeggeri come servizi, uf-

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fici, attività commerciali e altro ancora redatto in doppia lingua (italiano/inglese). «Siamo soddisfatti per avere stretto questa partnership – spiega Giuseppe Naccarato, amministratore delegato di Altrama Italia e founder di Viaggiart – con quello che è l’aeroporto più importante della Calabria. La collaborazione tra Sacal e Viaggiart aiuterà i turisti e i viaggiatori a scoprire monumenti, beni culturali e servizi al fine di migliorare la loro permanenza nella nostra regione». «L’idea ci è parsa da subito interessante e in linea con le nostre strategie di miglioramento della qualità dei servizi erogati – commenta il presidente della Sacal, Massimo Colosimo. L’installazione dei totem informativi in aerostazione e l’applicazione da scaricare gratuitamente con i dispositivi mobile e facilmente consultabile ritengo possano essere graditi ai tanti passeggeri che ogni anno scelgono il nostro aeroporto e la Calabria come meta turistica». •


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eccellenze

Il bergamotto conquista le Marche B

ergamotto protagonista della cena di gala di Piccole Italie, il network di realtà di eccellenza del nostro Paese presente a “Tipicità”, evento giunto alla sua 23esima edizione, che è svolto anche quest’anno nelle Marche. Nel corso del prestigioso happening di Fermo, il pregiato e misterioso agrume che si coltiva sulla sponda calabrese dello Stretto e' stato apprezzato alla conviviale della rete Piccole Italie a cui ha aderito Confindustria Reggio Calabria grazie all’impegno del presidente della sezione Turismo e spettacolo, Giuseppe Nucera. Quest’ultimo è stato presente all’appuntamento nella regione adriatica, in cui l’Amministrazione provinciale di Reggio, con il proprio stand, ha portato all'attenzione dei numerosissimi visitatori marchigiani le eccellenze delle aziende agroalimentari reggine. Nell’ambito di “Tipicità”, quest' anno Piccole Italie ha inteso accogliere un selezionato pubblico di giornalisti della stampa nazionale, di amministratori e autorità civili e militari per la cena di gala in cui ogni territorio ha presentato un

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proprio piatto. La Calabria ha proposto un antipasto di rollatina di spatola al profumo di bergamotto e mandorle su letto di crema di patata Deco di Santa Eufemia d'Aspromonte, a cura dello chef Enzo Cannatà di Cittanova, con i vini delle cantine Tramontana. I tavoli della conviviale, peraltro, erano adornati con frutti di bergamotto che in questo periodo sono maturi e sprigionano intensi profumi. Molti partecipanti all’incontro non conoscevano l'agrume reggino, di cui Giuseppe Nucera ha illustrato le proprietà e caratteristiche. L'occasione è servita anche a far conoscere le bellezze turistiche della Calabria e le sue produzioni tipiche. Positivo il bilancio di Nucera. «Tipicità – ha affermato il presidente della sezione Turismo di via del Torrione – rappresenta l'anteprima di quello che

sarà Expo2015 e come imprenditori calabresi non potevamo non esserci; a Fermo abbiamo avuto la conferma del valore dell’adesione a Piccole Italie, rete di cui siamo partner costituenti e che ci consentirà di promuovere le eccellenze del nostro territorio. Dobbiamo dare atto al presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, di aver colto il valore di questa manifestazione facendo sì che anche l’Ente intermedio reggino fosse presente. Attraverso questo lavoro sinergico – ha concluso Nucera – puntiamo a portare le aziende reggine e calabresi su nuovi mercati e fare del territorio un volano di sviluppo in chiave turistica». •

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