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B U S I N E S S

M A G A Z I N E

Periodico di informazione economica edito da Mediaservice Srl ANNO VI | NUMERO 1 | 2014 | 2,50 EURO

I cinque presidenti di Confindustria svelano le loro priorità

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% Aut: CBPA-SUD/NA/297/2009

“Smart&start”: ecco le opportunità per le nuove imprese Torna Edilexpo, la fiera dell'edilizia

Fondi europei

Speziali sollecita la Regione: “Accelerare i tempi, concentrare le risorse, qualificare la spesa”

Europrogettazione, nuovo rapporto tra imprese ed Enti locali

Marella Burza alla guida dei GI di Cosenza

Un calabrese a Londra reinventa la ristorazione


editoriale

“Total reset” di Aldo Ferrara*

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« Oggi ci troviamo in una nuova era in cui stiamo provando la vera globalizzazione economica. Tutto è cambiato. Siamo nella nuova economia»

ono stati anni strani per l’economia internazionale. Non tanto per i fenomeni che si sono susseguiti (riscontrabili, singolarmente, in varie epoche), quanto per la velocità con la quale si sono consumati. In breve tempo siamo stati testimoni di una economia drogata dalla spesa pubblica. Si è assistito a una forte tolleranza fiscale, con ampi margini di sommerso ed evasione. Abbiamo visto le banche erogare mutui con facilità e con cifre pari al 100% della domanda. E mentre da noi succedeva tutto questo, oltreoceano la storica Lehman Brothers andava in default, scatenando la tempesta finanziaria perfetta che, ben presto, si tramutava in crisi economica. Così ecco l’economia del credit crunch finanziario, della pressione e del rigore fiscale, dell’austerità nell’ambito della spesa pubblica. Nel giro di qualche mese, senza un adeguato tempo di compensazione, si è perciò passati alla “sperimentazione” di due livelli economici diversi. Utilizzando una citazione biblica, senza voler essere profani ma per chiarezza espressiva, abbiamo conosciuto “l’alfa e l’omega” dell’economia. E oggi ci troviamo in una nuova era in cui stiamo provando la vera globalizzazione economica. Tutto è cambiato. Siamo nella nuova economia. E cosa resta dell’Italia della lira? Nulla, perché si procede non più secondo quelle attese e quelle dinamiche: i sistemi economici sono stati scompaginati ed è cambiato il modo di pensare e di agire. E partendo da questa considerazione che è auspicabile - anzi improcrastinabile - sia una serie di interventi sul piano della politica econo-

mica, sia una trasformazione della cultura imprenditoriale. Da un lato come ha recentemente ribadito anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, al 20° Congresso Assiom Forex, occorrono interventi strutturali - che tutti conosciamo e sollecitiamo da tempo - capaci di garantire l’agibilità imprenditoriale. Primo fra tutti la riduzione del carico fiscale sui fattori della produzione, accompagnata dal taglio selettivo della spesa pubblica che la riduca rendendo, nello stesso tempo, efficiente la PA. Ma contestualmente, per affrontare il cambiamento, è necessario guardare avanti, mutando radicalmente i paradigmi di pensiero precedenti. Il futuro sarà determinato sempre più da continue innovazioni tecnologiche che modificheranno continuamente le traiettorie di sviluppo. Per confrontarsi con la concorrenza sempre più planetaria bisognerà formarsi una cultura globale e strutturarsi in organizzazioni che siano allo stesso tempo forti e flessibili. Che siano capaci di generare alleanze nuove. La parola chiave sembra proprio essere questa: alleanza. Perché affrontare le nuove sfide globali da soli è complicato e alto sarebbe il tasso di insuccesso. Insieme è invece possibile competere su più mercati: non soltanto quelli regionali ma anche nazionali e internazionali. Per abbandonare il “decadentismo” della recessione e costruire o un nuovo “rinascimento” economico è necessario elaborare un nuovo grande pensiero. Per farlo, occorre un “total reset”. Modificare il modo di fare impresa, ridefinire i perimetri di azione e di innovazione dei modelli di business, per rispondere positivamente a un contesto competitivo imprevedibile discontinuo e in costante mutamento. • * editore di "CalabriaEconomia"

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editoriale

Il ritorno a "casa" dei Bronzi e la scommessa sul patrimonio culturale di Davide Lamanna*

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«Non basta partecipare alle fiere di settore ma offrire una proposta turistica ampia. E i nostri beni culturali, in questo, possono fare la differenza»

ualcuno avrebbe voluto portarli altrove per restaurarli e in attesa che anche le sale del Museo Nazionale della Magna Grecia fossero pronte a riaccoglierli in tutta la loro straordinaria bellezza. Le richieste (non disinteressate) non sono certe mancate per ospitare lontano dalla Calabria i Bronzi di Riace, veri testimonial, dal momento del loro ritrovamento nel 1972, della nostra regione. Perché a molti non va giù che le due statue, così belle, debbano restare in una terra come la nostra. Che, i soliti luoghi comuni, vogliono accostata sempre alla cronaca nera. E ci provano, costantemente, a mettere le mani su un patrimonio – questo è vero – poco sfruttato. Qualche mese fa, fu il noto critico d’arte Philippe Daverio a sferrare un attacco durissimo nei confronti della città di Reggio Calabria, definita “città terribile”. «E’ una catastrofe – ha detto sulla prima rete della Rai nel corso di “Uno mattina” – grottesco pensare che i Bronzi possano essere un richiamo turistico». Non concordiamo, ovviamente, con le sue parole, perché non l’abbiamo letta come una “critica costruttiva”, quanto la volontà di screditare, ancora una volta, una città e una regione. Se Daverio si fosse limitato a dire che per la valenza artistica e culturale, i due guerrieri non sono valorizzati per quanto dovrebbero, allora gli avremmo dato ragione. Ma sostenere che in una terra che è stata culla della Magna Grecia, i Bronzi

non possano essere un richiamo turistico, è una menzogna inaccettabile. Già i reperti custoditi nel museo di Reggio, assieme alle due statue, valgono da soli a giustificare una visita nella Città dello Stretto. Se a questo si aggiungono tutti i luoghi di interesse storico e archeologico custoditi in Calabria (da Locri a Sibari, da Roccelletta di Borgia a Crotone, solo per citarne alcuni) si capisce che quelle affermazioni sono inaccettabili. Detto questo, è vero però che a fronte di tanta ricchezza non siamo stati capaci, negli anni, di trarre profitti. Dal punto di vista della promozione e della valorizzazione del nostro tesoro inestimabile, dobbiamo ammettere di essere stati incapaci. In altre zone d’Italia, con molto meno, sono state date risposte importanti sia alla disoccupazione che al sottosviluppo. Ora la speranza è che, con il ritorno dei Bronzi nella loro “casa” e con i riflettori che l’evento ha accesso di nuovo su di essi, si possano programmare seriamente delle attività - non estemporanee ma a lungo termine - capaci di esaltare il nostro patrimonio, mettendo in rete i vari luoghi di interesse e proponendo così un’offerta culturale più ampia, di cui i guerrieri sono parte centrale ma non esclusiva. E, francamente, concordo con chi dice che non è soltanto un problema finanziario ma organizzativo, di mentalità, di consapevolezza da parte delle classi dirigenti locali. Non basta partecipare alle fiere di settore ma offrire una proposta turistica ampia. E i nostri beni culturali, in questo, possono fare la differenza. • * direttore di "CalabriaEconomia"

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ANNO VI | NUMERO 1 | 2014

In copertina B U S I N E S S

M A G A Z I N E

Francesco Cava

Calabria Economia periodico di informazione economica Anno VI - numero 1 - 2014

Marella Burza

Direttore responsabile

Davide Lamanna

Stefano Potortì

Contatti Redazione via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 www.calabriaeconomia.it info@calabriaeconomia.it Collaborazioni esterne saltuarie Danilo Colacino, Vittorio Daniele, Enrico Mazza, Monia Melia, Paolo Orofino, Maria Rita Galati, Eugenia Ferragina, Maurizio Bonanno, Rosalba Paletta

Editoriali Il ritorno a "casa" dei Bronzi e la scommessa sul patrimonio culturale

“Total reset”

Progetto grafico Gianluca Muzzi

di Aldo Ferrara

Fotografie: Icaro fotocronache MediaService srl Antonio Raffaele

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di Davide Lamanna

Stampa Stabilimento Tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS) Società Editrice Mediaservice Srl via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro www.mediaserviceagency.it info@mediaserviceagency.it

Quotidiano Economico On-Line Leader nella regione per informazione e comunicazione

Pubblicità tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 Responsabile Marketing Biagio Muzzi info: 333.3686792 marketing@mediaserviceagency.it

Pubblicazione mensile registrata presso il Tribunale di Catanzaro al n. 14 Reg. Stampa del 07/07/2008

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numero 1 - 2014

info@calabriaeconomia.it

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sommario PRIMO PIANO 6

Fondi comunitari, il monito di Speziali

46 Best Practices per l'Innovazione, spazio alle buone idee

attualità 10 “Rimettere l’impresa al centro delle politiche pubbliche” 12

L’assessore Arena assicura le imprese

48 "Smart&start": Invitalia e Confindustria spiegano le opportunità per le nuove imprese 14 Speziali: “Quanta fatica a passare dalle parole ai fatti”

50 Start-up innovative: la nuova disciplina dopo il dl 76/2013

16 Le priorità dei territori e quelle della politica

54 Un rapporto privilegiato tra Equitalia e gli industriali catanzaresi

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Marella Burza alla guida dei Giovani Imprenditori di Cosenza

56 Gaetano Macrì (Ance Vibo) bacchetta i politici locali

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La Calabria alla Bit si mette in vetrina

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24 Arrivano i finanziamenti a favore delle imprese turistiche calabresi 28 Nuovi mercati: le opportunità arrivano dalla Corea del Sud

Il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti per affrontare la crisi

58 Patrimoni confiscati, anche la Camusso è critica

banca-impresa

30 i bandi pisl illustrati agli industriali cosentini

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Successo per il corso in Europrogettazione voluto da Ance Calabria

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Ad aprile a “Le Fontane” torna Edilexpo

La multicanalità vista dalla Calabria

FLASH AMBIENTE 67 Tares, class action di ance reggio calabria 68 Rifiuti, il grido di allarme di Confindustria 69 Report dell’Arpacal sulla raccolta differenziata 70 Tutela ambientale 72 Combattere le agromafie e tutelare il Made in Italy 74 Risparmio energetico: 80 milioni a ospedali ed enti pubblici

Speciale inserto

37 RestartCalabria n.4

pag.

TURISMO 76

Impresa: è tempo di reti

a cura di CalabriaInnova

8 pagine da staccare e conservare business 78

Dalla Calabria a Londra per "ricreare" LA RISTORAZIONE

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primo piano

di Danilo Colacino «

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ogliamo essere le sentinelle della società civile, formata anche da imprenditori che senza il supporto di efficaci misure anticrisi rischiano ogni giorno di ridimensionarsi in maniera drastica o addirittura di scomparire». Parola del presidente di Confindustria Calabria Giuseppe Speziali il quale da qualche tempo ha abbandonato il suo proverbiale aplomb, rompendo gli indugi, sulla vexata quaestio della programmazione dei fondi comunitari. L’associazione che dirige si è infatti stancata di assistere passivamente alla mancata spesa di ingenti capitali concessi con i finanziamenti europei per la crescita del territorio calabrese. È accaduto con una cospicua tranche della vecchia tornata 2007-2013, che si

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Giuseppe Speziali, presidente di Confindustria Calabria


primo piano

Fondi comunitari, il monito di Speziali "Regione troppo lenta. Occorre cambiare passo" auspica venga “recuperata” e investita al più presto, e non si vuole rivedere il pessimo film dell’immobilismo con la solita trama delle risorse riservate alle politiche di coesione e sviluppo nel periodo 2014-2020, peraltro considerato una sorta di ultimo treno per poter cambiare il volto della regione. Riguardo alla pianificazione per un proficuo impiego di tali miliardi di euro la stessa Confederazione degli Industriali ha individuato un metodo caratterizzato da sette innovazioni consistenti in azioni; risultati attesi; tempi rapidi; partenariato; trasparenza; valutazioni e presidio nazionale. A tutto ciò si aggiungono tre opzioni strategiche quali Mezzogiorno, città e zone interne, così come l’individuazione di undici aree tematiche, vale a dire

ricerca e sviluppo tecnologico; agenda digitale; competitività dei sistemi produttivi; energia pulita e qualità della vita; clima e rischi ambientali; tutela dell’ecosistema e valorizzazione delle risorse culturali e paesaggistiche; mobilità sostenibile di persone e merci; occupazione; inclusione sociale e lotta alla povertà; istruzione e formazione nonché capacità istituzionale e amministrativa. Senza contare che, a giudizio di Confindustria, bisognerebbe lavorare in maniera integrata, sfruttando al meglio i piani realizzabili con i Pon, i Por, i Pisl e i Pisu, attraverso cui si potrebbe dare impulso a comparti messi in ginocchio dalla nefasta congiuntura ormai in atto da molti anni. Ecco perché il presidente Speziali ha affermato: «Chi ricopre incarichi ed

è investito di certe responsabilità, come il sottoscritto, è abituato a confrontarsi con tutte le componenti, soprattutto con la classe politica, rispetto a cui mantiene un giudizio neutro e condizionato soltanto dagli atti che vengono concretamente compiuti. Lungi da me, quindi, indulgere in valutazioni parziali o considerazioni personali. Malgrado ciò, non posso esimermi dallo stigmatizzare l’estrema lentezza dimostrata dalla Regione nel dare impulso ai progetti di spesa dei fondi esteri e nazionali. Sarebbe anche utile – ha aggiunto – riempire di contenuti e ampliare le tre direttrici a cui è stata associata una parte della Calabria con quella Nord a cui sono toccate le Smart specialisation strategy, la centrale che si è incentrata sulla biomedicina e la Sud a cui è stata demandata la ►

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primo piano Programmi 2007-2013: attuazione finanziaria al 30.06.2013

Priorità nell’accelerazione della spesa ad interventi anticongiunturali ed a progetti cantierabili

Fondi  Strutturali  europei  2007/2013:  attuazione  finanziaria  FERS  +  FSE Dotazione               Spesa  a   mln  € Giugno  2013

Obiettivo

Spesa  da   Spesa              effettuare         entro  il   Da  spendere   in  % in  % 31  Dicembre  2015   (mln  €)

Competitività

15.456,90

8.473,80

54,80%

6.983,10

Convergenza di  cui  :                                                             Amministrazioni   Centrali Regioni

34.143,70

12.984,20

38,00%

21.159,50

5.277,40100%42,50%

7.137,60

Totale  convergenza   e  competitività

12.415,00 21.728,20 49.600,60

7.705,90

35,50%

90%

21.458,0080%43,30%

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Gli obiettivi di spesa 2013-2015 POR FESR 90%

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Spesa  realizzata  maggio  2013 Spesa  da  realizzare  entro  2014

logistica. Penso, ad esempio, all’inclusione di novità quali la bioedilizia. Mi riferisco a tecniche di costruzione ecocompatibile che vanno nella direzione di rigenerare e riqualificare i luoghi, invece di cementificare in modo indiscriminato. Ma a proposito mi soffermo anche sul tema delle cosiddette grandi opere, che qui tardano a essere realizzate o rinnovate. Non dimenticando – ha concluso

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● Credito e Garanzia; ● Investimenti delle imprese; ● Progetti in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini: 21 22 21 22 in22 22 22 messa sicurezza degli22edifici scolastici, interventi di 21 22 21 25 22per 22 micromanutenzione il 22 16 24 20 19 19 19 19 19 19 contenimento del rischio 16 idrogeologico; 10 11 10 10 916 15 11 19 19 12 19 19 19 ● Progetti di riqualificazione 23 urbana: Piano Città;18 16 12 13 15 16 ● Promozione 6dell’occupazione. 14

– la metalmeccanica, che vanta da noi minidistretti a Vibo Valentia e Crotone, ma più in generale il manifatturiero. Un settore che troppo spesso è sacrificato sull’altare dei servizi, forse da mettere una volta tanto in secondo piano, non certo da escludere, rispetto ad altro». Il Presidente ha dunque un disegno ben preciso, peraltro parecchio articolato che non si limita ai punti già tocca-

Spesa  da  realizzare  entro  2013 Spesa  da  realizzare  entro  2015

ti proseguendo viceversa con la filiera agroalimentare e la turistica: «Non basta valorizzare taluni prodotti alimentari e le eccellenze di nicchia. È necessario battere sempre di più la strada della valorizzazione e dell’esportazione, facilitando e supportando l’accesso ai mercati internazionali. Un discorso a parte, invece, merita il turismo. Una macrosezione rispetto a cui sarebbe indispensabile

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primo piano

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Ripartizione delle risorse della Politica di Coesione: l’Italia è il secondo Paese per importo di risorse disponibili (29 mld)

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La nuova programmazione in Italia Simulazione della dotazione per ogni Regione

Risorse relative a Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e Fondo Sociale Europeo (FSE) Tassi massimi di cofinanziamento: 50% nelle regioni più sviluppate, 60% nelle Regioni in transizione e fino all’85% nelle regioni meno sviluppate

Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia-­‐Romagna Friuli-­‐Venezia  Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise P.A.  Bolzano P.A.  Trento Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Valle  d'Aosta Veneto

Lussemburgo

Cipro

Danimarca

Malta

Austria

Irlanda

Paesi  Bassi

Svezia

Finlandia

10 8 7 6 4 3 3 2 2 1 1 1 1 1 1 0 0 Belgio

Slovacchia

Grecia

Francia

Germania

Ungheria

Portogallo

Romania

Rep.  Ceca

Italia

Spagna

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Polonia

10

Estonia

14 14 13

Slovenia

22 21 20 20 17

Lituania

20

LeGonia

25

Croazia Bulgaria

29

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Gran  Bretagna

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Dotazione finanziaria per Stato membro

Finanz.  UE Finanz.  UE Finanz.  totali Tassi  medi  cofin.   2007-­‐2013 2014-­‐2020* 2014-­‐2020* UE  2007-­‐2013 267,50 198,38 490,88 40% 429,80 402,03 1.005,08 40% 1.929,30 3.609,30 50% 1.804,65 7.467,05 3.991,40 50% 3.733,52 424,00 37% 598,32 1.627,60 274,47 194,50 878,15 31% 2.087,91 739,80 1.043,96 50% 445,49 315,70 34% 1.305,72 548,90 41% 774,57 1.876,81 224,50 316,80 804,91 39% 108,50 37% 80,47 219,15 122,35 86,70 37% 331,76 80,50 113,60 28% 399,21 823,40 39% 1.161,93 2.941,93 3.048,07 3.258,60 6.096,14 50% 721,15 972,40 40% 1.802,88 4.312,00 4.033,41 8.066,82 50% 651,50 919,35 2.527,76 36% 249,00 351,37 43% 816,34 52,40 40% 73,94 185,00 785,86 556,90 1.650,04 48% dati provvisori

daQ  provvisori

investire in infrastrutture e prestazioni fornite a una clientela giustamente esigente. Se si vogliono vincere le sfide del futuro, si dovrà innanzitutto destagionalizzare e avere personale in grado di parlare fluentemente inglese, francese, tedesco e spagnolo, ma anche di conoscere russo, cinese e arabo. È pure indispensabile garantire l’informatizzazio-

ne e la diffusione delle varie forme di connessione a internet negli ambienti in cui si offre ospitalità. Riguardo invece ai peculiari elementi di attrazione – ha detto ancora – penso ai percorsi enogastronomici attraverso cui far conoscere ai visitatori provenienti dal resto d’Italia, del Vecchio Continente e di tutto il mondo, i nostri vini pregiati e cibi deli-

ziosi come la nduja, la cipolla, il peperoncino e le decine di prodotti prelibati che la nostra meravigliosa terra regala. Ma termino con un ultimo suggerimento sulle start up, aziende aperte da giovani spesso neofiti, che non dovrebbero essere avviate in comparti già saturi, bensì volgere lo sguardo ad ambiti ancora poco esplorati». •

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attualità

“Rimettere l’impresa al centro delle politiche pubbliche” Sulla crisi parla il responsabile Area Mezzogiorno di Confindustria Massimo Sabatini di Maurizio Bonanno

I

pesanti effetti della crisi nel Mezzogiorno sono stati analizzati da Massimo Sabatini, responsabile dell’Area Mezzogiorno di Confindustria. «Tra il 2007 ed il 2012 – evidenzia – il Mezzogiorno ha perso il 10,1% del proprio PIL, pari a ben 36 miliardi di euro. Se le stime 2013 saranno confermate, il calo raggiungerà i 43,7 miliardi di euro. Il che vuol dire che avrà perduto oltre il 10% dei propri occupati: 603 mila occupati in meno; avrà perduto oltre 35 mila imprese; ma soprattutto, avrà visto un calo cumulato degli investimenti pari ad oltre 28,4 miliardi di euro». Se questo è il dato generale, il particolare che riguarda la Calabria è ancora più preoccupante. Infatti, nel 2013 nel Mezzogiorno hanno chiuso 366 imprese al giorno, in Calabria – secondo i dati in possesso del responsabile dell’Area Mezzogiorno di Confindustria – sono 30 le imprese che chiudono al giorno,

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sebbene in leggero calo rispetto al 2012; ed aumentano anche le imprese fallite (+4,9%, rispetto ad un +3,2% del Sud). Secondo Sabatini: «A deprimere l’indice è soprattutto il basso livello di investimenti». E le cose vanno peggio quando si parla di accesso al credito. Secondo i dati forniti dalla OBI – SRM, infatti, il 53% delle imprese del Mezzogiorno (il 52,1% in Calabria) hanno percepito un peggioramento nelle condizioni di accesso al credito. «Nell’ultimo dato disponibile – fa notare Sabatini – quasi 10 miliardi di euro in meno di credito vengono erogati al Sud, le cui sofferenze superano i 30 miliardi di euro». Ed inoltre, nel Mezzogiorno (e soprattutto in Calabria) i tassi attivi sono i più alti ed i tassi passivi i più bassi ! Come invertire la tendenza?

«Innanzitutto pagando i debiti alle imprese. Secondo stime ANCE – ricorda ancora Massimo Sabatini – nel secondo semestre 2013, l’82% delle imprese edi-


attualità

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Nel 2013 nel Mezzogiorno hanno chiuso 366 imprese al giorno, in Calabria – secondo i dati in possesso del responsabile dell’Area Mezzogiorno di Confindustria – sono 30 le imprese che chiudono al giorno, sebbene in leggero calo rispetto al 2012 »

li continua a lamentare ritardi dei pagamenti della PA per un debito residuo che a fine novembre arriva fino a 11 miliardi di euro, di cui 4 al Sud. Quindi, riducendo i costi, economici e non, a cui sono sottoposte le imprese, attraverso la riattivazione dei flussi di credito, la riduzione del cuneo fiscale, il taglio della bolletta energetica. Ma soprattutto, accelerando la spesa delle risorse a disposizione, con 1,6 miliardi di euro ancora da erogare nella sola Calabria. Secondo le stime del Ministero, prima della riprogrammazione le risorse potenzialmente a rischio erano 4/5 miliardi di euro: con una riprogrammazione da 2,2 miliardi, sono possibili nuovi interventi nei prossimi mesi. A valere sulle risorse dei Fondi Strutturali 2007-13 (2,2 miliardi di euro delle risorse riprogrammate dei POR di Campania, Calabria e Sicilia e destinati alle stesse Regioni) e sulle risorse a disposizione del PAC (800 mln. di euro, per le Regioni Mezzogiorno) sono previsti – elenca Sabatini – interventi di sviluppo delle economie locali, secon-

do alcune precise voci ad eccezione del rifinanziamento del Fondo di Garanzia (per 600 milioni) e della misura “Nuove imprese a tasso zero”, tutte le altre misure sono destinate esclusivamente al Mezzogiorno: finanziamento delle opere previste dal Piano Città (lavori pubblici di piccola dimensione); finanziamento del “Programma 6000 Campanili” (lavori pubblici di piccola dimensione); misure per l'accoglienza turistica e per le attività di informazione in chiave Expo; interventi di riqualificazione degli edifici scolastici». Quali le opportunità offerte dalla nuova programmazione?

«È stata presentata lo scorso dicembre – risponde il responsabile dell’Area Mezzogiorno di Confindustria – la bozza dell’Accordo di Partenariato per la programmazione 2014-20. La strategia disegnata propone: azioni antirecessive di supporto alle imprese ed all'occupazione nei primi anni della programmazione; sostegno ai processi di riorganizzazione ed innovazione delle imprese, promuovendo l'innalzamento della qualità

delle produzioni e la crescita di settori a più alta tecnologia; sostegno al capitale umano, come fattore di competitività del Paese. Le risorse dei Fondi Strutturali oggetto dell’Accordo ammontano a 31,2 miliardi di euro. Se si tiene conto del cofinanziamento (proposta 50%), si tratta di oltre 62 miliardi di €, di cui quasi 47 nel Mezzogiorno. L’Accordo individua 11 Obiettivi tematici (OT), per ciascuno dei quali viene proposta un’allocazione delle sole risorse comunitarie. Le maggiori risorse sono poste sugli Obiettivi Tematici 3 (Competitività delle Imprese) e 8 (Occupazione)». Dunque, la strada da percorrere per pensare ad una possibile ripresa è strettamente legata alla possibilità di costruire i nuovi programmi secondo alcuni principi base inderogabili che secondo Massimo Sabatini sono: «Rimettere l’impresa al centro delle politiche pubbliche; adottare il punto di vista delle imprese; impostare interventi per contrastare gli effetti della crisi; utilizzare risultati attesi e azioni conseguenti; puntare alla “fattibilità” degli interventi». •

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Tavolo tecnico alla Regione

L’assessore Arena assicura le imprese. Che chiedono l’attuazione di quanto pianificato di Danilo Colacino

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'eccessiva farraginosità della burocrazia, che con la sua struttura elefantiaca rallenta i processi di crescita delle aziende al pari dei quasi insormontabili ostacoli nell’accesso al credito da sempre tallone d’Achille del complesso sistema che ruota attorno al tessuto produttivo locale. Questi i temi sviscerati, per l’ennesima volta in uno dei tanti incontri tenutisi fra i rappresentanti della Regione e delle più importanti associazioni di categoria, nel tavolo tecnico indetto a Palazzo Alemanni dall’assessore regionale alle Attività Produttive Demetrio Arena che - insieme al direttore generale dello stesso Dipartimento Pasquale Monea, nonché ai dirigenti Felice Iracà e Francesco

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Marano, e al funzionario di Fincalabra Giuseppe Frisini - si è confrontato con il presidente e il direttore di Confindustria Calabria Giuseppe Speziali e Luigi Leone, il segretario della Confartigianato regionale Walter Fonte, il massimo esponente dell’Ance calabrese Francesco Cava e altri rappresentanti delle parti sociali. Durante la lunga riunione il membro della Giunta Scopelliti ha peraltro illustrato il progetto di ingegneria finanziaria varato per garantire ossigeno, sotto forma di cospicui aiuti economici, alle imprese calabresi. «Il programma – ha spiegato sempre Arena – racchiude in sé le passate esperienze di intervento nello specifico settore e importanti profili di novità. Riguardo a questi ultimi faccio riferimento ai 76 milioni di euro del Fondo Unico. Uno strumento approvato dall’Autorità di Gestione e costituito dai 25 milioni del Mezzanino, dai 20 del Fondo di Garan-

zia, dai 3 dell’Equity e dai 28.7 di prestiti alle imprese, che assicura preziose risorse affidate direttamente all’amministrazione di Fincalabra e di conseguenza svincolate dalle logiche tradizionali del sistema bancario. Finanziamenti che si aggiungono a ulteriori 40 milioni di euro, ricavati dal Piano di Azione e Coesione (Pac, ndr), nell’ambito dei quali 8 milioni destinati alla liquidità delle aziende. Stiamo lavorando – ha detto ancora – anche per semplificare il non agevole percorso da fare per arrivare al corretto utilizzo del fondo Jeremie, tema delicato per cui tra l’altro proprio nei giorni scorsi si è svolta a Roma una tavola rotonda ad hoc. Appuntamento in cui sono stati analizzati tutti i profili tecnici». L’assessore si è poi soffermato su altri aspetti fondamentali del delicato argomento: «Sappiamo bene che il fattore tempo gioca un ruolo determinante nel rilancio del comparto. È un concetto


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che ho ben impresso nella mia mente fin dall’insediamento. Se pensiamo che ogni ora muore un’impresa, diventa inammissibile impiegare tre mesi per completare l’iter del sostegno alle attività economiche del territorio. Così non si può andare avanti, perché altrimenti per molti operatori del settore non c’è futuro. Ma al di là di ogni considerazione bisogna agire in sinergia con gli attori principali del tessuto produttivo. Dobbiamo infatti confrontarci – ha proseguito – sulle reali esigenze delle associazioni di categoria. Lo abbiamo già fatto per l’erogazione dei prestiti, essendo stati capaci di costruire un apparato alternativo a quello bancario per cui abbiamo anche ottenuto

il parere positivo del dipartimento Programmazione. Un nullaosta di assoluto rilievo, che ci consente di continuare nella nostra azione di sostegno alle aziende. Riteniamo infatti essenziale, in un processo virtuoso, un attento monitoraggio da parte dell’Europa, favorendo così una maggiore coincidenza con le istanze del mondo imprenditoriale. Senza dimenticare – ha concluso – il rapporto con gli istituti di credito. In alcuni casi si potrebbe addirittura bypassarli, gestendo i fondi comunitari e statali tramite strutture come Fincalabra, o magari sarebbe utile avviare un’interlocuzione con le banche piccole e territoriali per cui 60 milioni di euro da amministrare, ad esempio, costituiscono una cifra per cui profondere il massimo impegno e collaborazione con l’ente

pubblico di riferimento e il beneficiario privato, che nel caso di specie è un operatore economico». Soddisfatti dell’esito dell’incontro gli esponenti di Confindustria e delle altre importanti sigle che hanno partecipato. Anche se hanno precisato che «occorre passare dalla fase di pianificazione, pur lodevole, a quella dell’attuazione. È determinante che le risorse reperite arrivino materialmente nelle casse degli imprenditori, i quali altrimenti non possono procedere ai necessari investimenti per condurre al meglio le proprie aziende. Il problema più grave, o se si preferisce il maggior cruccio, resta tuttavia il limite a volte invalicabile dell’accesso al credito con gli istituti bancari che sempre più spesso erogano prestiti soltanto a quanti non ne avrebbero quasi bisogno per la solidità della propria struttura, capace comunque di avere un ruolo di primo piano nel mercato». •

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Speziali:

“Quanta fatica a passare dalle parole ai fatti” «

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dati, in continuo aggiornamento, sull’economia calabrese e sul suo sistema produttivo continuano a registrare segni negativi in tutti i principali indicatori. Una inversione di tendenza rispetto a questa reiterata fase declinante non appare né vicina né tantomeno all’orizzonte. È soprattutto sul versante del credito che le imprese oggi registrano le maggiori difficoltà e, nonostante i numerosi annunci, le misure anticongiunturali più volte chieste da Confindustria tardano ad essere attuate». È preoccupato il leader degli industriali calabresi, Giuseppe Speziali, soprattutto per i ritardi ed i tempi “biblici” con cui la Regione riesce (o meglio non riesce) a dare risposte alle imprese sempre più in affanno. «È una fase nella quale – ha affermato Speziali – è necessario che alle imprese si diano risposte immediate e concrete perché, ormai, siamo davvero stanchi di sentire continuamente parlare di decine e

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«

Abbiamo assistito

in questo lungo lasso di tempo soltanto una conferenza stampa dell’assessore Arena lo scorso 22 gennaio con cui si annunciava la costituzione di un Fondo Unico per le imprese di 76 milioni di euro, con una serie di misure anticrisi e tempi rapidi di attuazione. Avevamo fortemente plaudito a questa impostazione degli interventi, ma ad oggi, per usare una metafora, tutto tace»

decine di milioni di euro messi a disposizione dall’Amministrazione regionale per sostenere il sistema economico in questa delicata fase di crisi senza poi che questo avvenga realmente o comunque tempestivamente. È trascorso più di un anno da quando il Comitato di Sorveglianza del POR FESR Calabria (era il dicembre 2012) aveva deciso per la rimodulazione dei Fondi di Controgaranzia (ben 51 milioni di euro non spesi) in gestione a Fincalabra, senza che ancora ad oggi i nuovi interventi siano stati attuati. Così come è trascorso un anno (febbraio 2013) da quando lo stesso Comitato di Sorveglianza – prosegue il presidente – aveva preso atto della rimodulazione delle misure di incentivi a favore delle imprese con una specifica loro destinazione, attraverso il Piano di Azione e Coesione, a sostenere misure anticongiunturali di sostegno alle imprese. Garanzie fidi per l’accesso al credito, sostegno al capitale circolante,

liquidità alle imprese, riequilibrio finanziario: tutto perfetto si direbbe! Purtroppo non è così. Ciò cui abbiamo assistito in questo lungo lasso di tempo è solo e soltanto una conferenza stampa dell’assessore Arena lo scorso 22 gennaio con cui si annunciava la costituzione di un Fondo Unico per le imprese di 76 milioni di euro, con una serie di misure anticrisi e tempi rapidi di attuazione. Avevamo fortemente plaudito a questa impostazione degli interventi, ma ad oggi, per usare una metafora, tutto tace. Non abbiamo, infatti, registrato alcuna pubblicazione di bandi o regolamenti, ancorché pubblicamente presentati; non abbiamo – in sintesi – nulla di nuovo e di concreto dopo più di un anno. Procedure complesse, passaggi amministrativi complicati ci si dirà. Ma questi non sono problemi di cui può o deve farsi carico il sistema delle imprese! La straordinarietà del momento richiederebbe infatti tempi ridotti al mini-

mo e procedure straordinarie. Una sorta di priorità anche procedurale necessaria da realizzare, come del resto fatto in altre regioni, perché attivare l’ossigeno (le risorse) quando il paziente (le imprese) è deceduto, oltre che essere un danno diventa colpevolmente anche una beffa. Ed allora – ha proseguito – è un deciso cambio di passo quello che la Regione deve compiere se vuole davvero dar corso a quanto già da tempo condiviso con tutto il partenariato economico. Poche chiacchiere e molti fatti (anzi atti), forse solo così si potrà davvero provare ad invertire una rotta che ci sta portando verso un ineluttabile declino! Se così sarà – ha concluso Speziali – saremo pronti, come sempre, a fornire il nostro positivo contributo e ad accompagnare questa nuova e necessaria fase. Non dovesse essere così solleciteremo tutte le parti sociali ed economiche a promuovere ogni forma di iniziativa necessaria e conseguente». •

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Le priorità dei territori e quelle della politica Ecco cosa c’è nell’agenda dei cinque presidenti di Confindustria

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a situazione, nonostante qualche piccolo segnale di ripresa, continua a essere complicata. soprattutto in una regione come la Calabria, la crisi ha fatto andare in sofferenza anche imprese storiche, in alcuni casi costrette a chiudere definitivamente i battenti. Ma quali sono le priorità dei territori da affrontare in questo 2014? Cosa dovrà fare il Governo e cosa gli amministratori calabresi? Lo abbiamo chiesto ai presidenti di Confindustria dei cinque capoluoghi di provincia. •

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Le tre domande:

1 Quali sono le sfide più impellenti che la “territoriale” che presiede dovrà affrontare nell’anno appena cominciato? 2 Che richiesta si sente di fare alla politica regionale? 3 Cosa si aspetta, invece, per il 2014 dalla politica nazionale?


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Natale Mazzuca,

presidente Confindustria Cosenza

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Continuare a rappresentare e tutelare gli interessi legittimi degli imprenditori con maggiore efficacia e rendere sempre più consapevoli l’opinione pubblica e gli opinion leader delle drammatiche difficoltà del momento e della non più procrastinabile necessità di investire nello sviluppo del territorio, pagando le imprese, allentando la morsa del credit crunch che, insieme ad altri fattori, strutturali e congiunturali, hanno contribuito ad innescare il circolo vizioso che ha fatto registrare la decrescita economica. La morsa fiscale, i ritardi e le farraginosità della burocrazia, i mancati pagamenti alle imprese, la lentezza dell’azione politica a tutti i livelli e la inadeguatezza delle misure attuate o semplicemente programmate rispetto alla portata ed alla valenza della crisi in atto ci hanno penalizzato fortemente. Di operare concretamente sul 2 versante dello snellimento delle procedure burocratiche, dell’at-

tenzione ai mercati esteri, di operare nuove politiche del credito orientate alla crescita, di mettere in piedi iniziative che puntino su investimenti e competitività ai

vari livelli di governo, rimodulando i fondi europei, indirizzandoli verso il capitale circolante, di pubblicare procedure di gara trasparenti ed aperte alla libera concorrenza, di manutenere il territorio ed il patrimonio edilizio, favorire ristrutturazioni, efficientamento energetico, adeguamento antisismico. Un imprenditore non può aspettare tre anni per la pubblicazione di una graduatoria regionale, come nel caso dei PIA, e deve poter partecipare a misure come quelle del fondo Jeremie, che però presentano vincoli troppo limitativi che, nei fatti, ne limitano l’intervento. avere il coraggio di 3Occorre invertire la rotta perché appa-

re fin troppo evidente l’inefficacia delle ricette fin qui seguite. Occorre ripartire con interventi che sappiano coniugare coesione sociale e ripresa economica, buone politiche nazionali ordinarie, efficaci politiche territoriali e iniziative pubbliche di qualità, drastica riduzione del carico fiscale sul lavoro e sulle imprese, messa a sistema di servizi pubblici articolati e moderni, un sistema di trasporti efficiente, un sistema della ricerca e della formazione integrato ed efficace, un atteggiamento più collaborativo delle banche nei confronti delle imprese, coralità europea. Siamo consapevoli che non esistano soluzioni semplici. Non basta l’impegno di pochi. Servono iniziative articolate. Il disagio sociale è talmente forte e grave che non è più tempo per giochi e teatrini. Urgono azioni e provvedimenti per poter sopravvivere e per guardare avanti con rinnovato spirito e fiducia nel prossimo.

Daniele Rossi,

presidente Confindustria Catanzaro Nonostante il quadro finanziario na1 zionale faccia registrare qualche dato positivo, calo spread ecc, l’economia

reale, al contrario, non sembra abbia modificato i propri parametri, indici che incidono sulla vita quotidiana di cittadini e imprenditori. In questo contesto gli imprenditori, come vecchi guerrieri, sono chiamati a difendersi da tutto e da tutti e, soprattutto, dai propri nemici, quali prelievo fiscale non più sostenibile, burocrazia disincentivante, criminalità dilagante malgrado i risultati delle forze dell’ordine, a cui non possiamo che aggiungere la scarsa sensibilità della classe politica a comprendere le esigenze delle imprese ed a delineare percorsi e prospettive di sviluppo. In questo contesto, Confindustria Catanzaro è scesa in campo a fianco delle imprese, io stesso ho visitato diverse realtà aziendali, al fine di conoscere meglio le loro esigenze ed entrare nel cuore delle specifiche problematiche. E’ stato, altresì, avviato un percorso di internazionalizzazione e di realizzazione di filiere e contratti di rete, che permetterà alle aziende di allargare i propri orizzonti ed incidere, contestualmente, sulla classe dimensionale. E’ stata alzata l’attenzione sul versante del credito, tanto in termini di accesso quanto relativamente alle condizioni ed agli strumenti, rafforzando la cooperazione, per quanto concerne le garanzie, con il Consorzio Fidi. Molte sono state le iniziative per far nascere la cultura d’impresa nelle nuove generazioni,

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collaborando, in sinergia, con le scuole e l’Università. E, quindi, direi basta convegni inutili e, spesso, fine a se stessi, che non lasciano traccia alcuna se non fumose discussioni, ma una politica associativa, per quanto riguarda la territoriale che rappresento, finalizzata a questioni concrete sui cui si gioca la pelle e la vita delle aziende con le inevitabili ripercussioni più complessive sull’intera comunità. Alla politica regionale mi verrebbe 2 di non chiedere nulla anche perché le richieste, negli anni, sono state quasi per

intero disattese con superficialità e con atteggiamento autoreferenziale, rimanendo ancorati alla conservazione dei propri ambiti di potere. Sarebbe, al contrario, sufficiente, un alto senso di responsabilità per lo svolgimento del proprio ruolo che li portasse fuori dai palazzi e li ponesse a contatto con la vita quotidiana. Al di là di questa pregnante considerazione, comunque, una particolare attenzione la chiederei sulla programmazione comunitaria, velocizzando la capacità di spesa ed incidendo sull’ efficacia degli investimenti al fine di incidere, una volta per tutte, sui negativi parametri calabresi. Sarebbe necessario, inoltre, avviare, anche qui, una volta per tutte, una politica regionale che possa far sviluppare concretamente le potenzialità calabresi ed, in particolare, agroalimentare e turismo. Per quanto concerne la politica nazio3 nale, non posso che ribadire le numerose e ripetute sollecitazioni formulate

dal nostro Presidente Squinzi e cioè : riforme strutturali che possano modernizzare il Paese (architettura istituzionale e burocrazia), incidere sul prelievo fiscale, intervenire, una volta per tutte, sul cuneo fiscale, snellire e semplificare il flusso e l’interlocuzione con la P.A., assicurare a cittadini ed imprenditori la certezza delle regole, evitando il valzer continuo di decreti legge e provvedimenti sulle più disparate materie.

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Michele Lucente,

presidente Confindustria Crotone

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Sviluppo dell’Aeroporto S. Anna, bonifica dell’ex area industriale, consolidamento di un progetto turistico che abbracci l’area dell’alto Ionio calabrese. In sintesi sono queste le nostre priorità che intervengono in tre ambiti diversi fortemente interconnessi. Sulla scalo aeroportuale calabrese da mesi Confindustria Crotone ed i suoi Imprenditori stanno concentrando un forte impegno, anche in termini finanziari, insieme al Cda ed alle Istituzioni locali poiché rappresenta una infrastruttura imprescindibile per questo territorio. L’essere stati riabilitati come aeroporto nazionale nel Piano proposto recentemente dal Ministro Lupi è un ottimo risultato ma ancora c’è molto da fare. La bonifica dell’area industriale risponde alla esigenza non solo di preservare la salute e l’ambiente della comunità locale ma anche alla necessità di recuperare in termini produttivi un’area strategica, una porta d’ingresso sul Mediterraneo collocata su rotte di grande interesse

ed a ridosso di un patrimonio archeologico la cui valorizzazione di recente il Cipe ha finanziato. Il progetto turistico è una conseguenza logica delle prime due priorità: non si tratta di lanciare turisticamente la provincia di Crotone ma di lavorare su un’area vasta per promuovere lo ionio calabrese, le risorse e le vocazioni che possiede e che vanno opportunamente valorizzate. Di dare risposta alle richieste del 2 sistema confindustriale calabrese in tempi celeri. Partecipiamo come siste-

ma calabrese ai tavoli di partenariato e da tempo richiediamo l’attivazione di misure per sostenere l’accesso al credito, per ripristinare la funzionalità della Commissione di valutazione ambientale, per risolvere l’emergenza rifiuti, per promuovere la Calabria ad Expo 2015. Siamo una regione in emergenza e gli strumenti per intervenire non possono che essere urgenti. La politica, le amministrazioni pubbliche devono capire che serve non solo rispondere ma farlo anche nei tempi opportuni. Una stagione di stabilità politica 3 ed istituzionale, diversamente non si riuscirà ad affrontare la sfida delle

riforme che sono necessarie per dare un assetto solido al paese. E poi scelte coraggiose per sostenere la crescita: le misure adottate finora, seppure vengono incontro alle richieste del sistema Confindustria, sono ancora tiepide e poco strutturate.


attualità

Antonio Gentile,

presidente Confindustria Vibo Valentia La collaborazione con la locale Pre1 fettura per l’introduzione della white list come strumento di controllo per le imprese e recupero di credibilità, è certamente un aspetto importante che Confindustria Vibo Valentia intende sviluppare, come assolutamente indispensabile è effettuare un continuo ed atten-

Andrea Cuzzocrea, presidente Confindustria Reggio Calabria

Quella di Reggio Calabria è una 1 Confindustria forte nella sostanza e nell'immagine e molto attenta ai pro-

blemi reali del territorio. Continueremo a lavorare per rafforzare ulteriormente il nostro ruolo di punto di riferimento economico e sociale per imprese e cittadini,

to monitoraggio su quelle che sono le opere cantierabili del territorio e come le stesse vengono avviate. L’ambiente e con esso la raccolta differenziata, con un eccellente sistema di raccolta e smaltimento, rappresenta infine per tutto il vibonese una sfida da perseguire e vincere, per poter finalmente disporre di una immagine adeguata per un territorio ad alta vocazione turistica. Lo sviluppo dell’area portuale e delle infrastrutture adiacenti è inoltre una non trascurabile opera, che potrebbe dare benefici a tutto l’indotto produttivo. Dai politici ci attendiamo risposte 2 concrete a quelli che sono i problemi delle aziende, che vengono mitigati solo

attraverso falsi annunci che non trovano poi soluzioni nella realtà. Le imprese danno occupazione e devono essere

in un momento di grave crisi dei corpi sociali intermedi. Il 2013 è stato per noi l'anno di una grande battaglia per la legalità. Nel 2014 stiamo continuando questa sfida, ma la nostra attenzione sarà rivolta anche alla Città metropolitana di Reggio. Abbiamo aderito alla Rete confindustriale che si occupa di questi temi. Siamo convinti che dalle risorse finanziarie per il nuovo livello istituzionale passi lo sviluppo di imprese e territorio. Meno litigiosità, meno annunci, più 2 fatti concreti per cittadini e aziende: un piano serio per l'occupazione, che non

sia un palliativo, e un'idea meno indefinita dell'identità produttiva della Calabria. Non sappiamo se siamo una regione turistica, industriale o un luogo di ricerca scientifica e tecnologica. Per noi, al di là delle parole, il giudizio sulla politica

adeguatamente sostenute, relazionandosi con esse con maggiore trasparenza e semplicità. Ridurre inoltre i tempi della programmazione e utilizzare meglio i fondi comunitari, in sostanza meno parole e più fatti. Anche il nuovo anno sarà problema3 tico per l’industria, infatti secondo le stime del Centro Studi di Confindu-

stria, i prestiti delle banche caleranno ancora di quasi 8 miliardi. Si prospetta dunque una situazione ancora difficile per la produzione, per cui sarebbe forse opportuno che il Governo si adoperasse a varare una legge speciale che tenga conto delle oggettive difficoltà del Meridione ed in particolare dell’area del vibonese, che rischia seriamente di rimanere indietro anche in una ipotetica ripresa che prima o poi ci sarà.

regionale dipenderà in larga parte da due questioni: il futuro del porto di Gioia Tauro e la correzione delle pessime performance nell'utilizzo dei fondi strutturali europei. Riforme e risposte serie: sgravi fi3 scali per le imprese che assumono, politiche per il lavoro e l'occupazione,

azioni di contrasto alla desertificazione industriale in atto in alcune aree del Paese, maggiore attenzione al Mezzogiorno. O si riparte dal Sud, o l'Italia si ferma. E poi le indifferibili riforme della giustizia e della pubblica amministrazione - quest'ultima tra ritardi e corruzione rappresenta la vera zavorra che impedisce lo sviluppo - e la rilegittimazione della classe politica attraverso una nuova legge elettorale. Ma forse, per l'Italia del 2014, è chiedere troppo.

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attualità

Marella Burza

alla guida dei Giovani Imprenditori di Cosenza di Maria Rita Galati

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’elezione un pò se l’aspettava. Lavora assieme al gruppo dei Giovani imprenditori di Cosenza da cinque anni, esperienza che ha forse reso più facile abbattere la diffidenza che circonda, come un’aurea, una donna imprenditrice, chiamata per definizione sempre al doppio dell’impegno. Il nuovo presidente dei Giovani calabresi di Confindustria, Marella Burza, ha le idee chiare soprattutto in merito ai provvedimenti urgenti da chiedere al Governo per rilanciare l’economia in Italia, prima di tutto abbattere il cuneo fiscale in misura drastica, la differenza di tassazione sulle nostre aziende e sul nostro lavoro è il primo fattore che ci penalizza rispetto alle aziende europee e mondiali. Cosentina, 33 anni, Marella Burza si è formata in città per poi frequentare   l’Università Luiss - Guido Carli di Roma e approfondire gli studi in Eco-

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nomia e Legislazione per l'impresa. Dirige insieme ai due fratelli l’azienda di famiglia: il Gruppo Costruzioni Burza, protagonista da oltre 60 anni del settore edilizio locale, dapprima in ambito pubblico e privato, ed oggi esclusivamente in ambito commerciale e residenziale. Una donna alla guida dei Giovani di Confindustria. Si aspettava questa elezione?

«A dire il vero sì. Lavoro assieme al gruppo Giovani imprenditori di Cosenza da ormai cinque anni, insieme abbiamo costruito un percorso, collaborato efficacemente alla realizzazione di tante iniziative e raggiunto tanti obiettivi. Quando si ha la fortuna di lavorare con un gruppo compatto in armonia tutte le decisioni sono frutto di valutazioni condivise».

Da donna, crede che affermarsi in un settore come quello imprenditoriale, in Calabria, sia ancora più difficile rispetto ad altri comparti? Perché?

«Lo è indubbiamente. Il lavoro di un imprenditore è costituito da molte-

Marella Burza

plici componenti che vanno tenute insieme e coordinate: il proprio lavoro, il lavoro altrui, l’investimento di capitali, il rapportarsi con ambienti e dinamiche spesso ancora a impronta principalmente maschile.  Ci si scontra con tanta diffidenza, abbatterla non è facile e spesso richiede ad una donna uno sforzo doppio di quello che richiederebbe ad un uomo. Ma i segnali di cambiamento ci sono, le donne sono spesso molto organizzate, concrete e volitive e questo, nel tempo, dà i suoi frutti. Credo che affermarsi nel settore imprenditoriale in zone come la Calabria e, purtroppo, l'Italia sia molto


attualità difficile oggi per tutti i giovani, uomini e donne. I giovani italiani non partono da una situazione neutra, bensì da una situazione di fortissimo svantaggio rispetto a molti coetanei europei, o americani ad esempio». Quali provvedimenti si aspetterebbe dal Governo nazionale per rilanciare l’economia italiana, in generale, e quella del Sud in particolare?

«Le cose da fare sarebbero tantissime. Già al primo sguardo l'Italia appare come un paese che vive nel caos, l'economia ne è uno specchio. C'è bisogno di abbattere il cuneo fiscale in misura drastica. La differenza di tassazione sulle nostre aziende e sul nostro lavoro è il primo fattore che ci penalizza rispetto alle aziende europee e mondiali. L'esodo di aziende e forza lavoro verso altri paesi dell'Unione ci sta facendo perdere ricchezza, e, quel che è peggio, competenza. Credo che la vera forza delle aziende italiane sia sempre stata la profonda esperienza e conoscenza di ciò che si produceva. Non è un caso se il Made in Italy è eccellenza in tutto il mondo. Perdere questo patrimonio di sapere è la cosa che più costerà alle generazioni future. Altro fenomeno altamente penalizzante è la gestione della giustizia. I tempi lunghissimi della giustizia civile oltre a non tutelare le imprese le condannano spesso ad una strada del non ritorno. Il rapporto Doing Business 2013 della Banca Mondiale colloca l'Italia al 160° posto su 185 paesi analizzati per efficacia di giustizia civile, siamo peggio persino di paesi come lo Zimbabwe ed l'Uganda. Tutto questo non dovrebbe essere più tollerato. La fortissima instabilità politica, l'incapacità di attuare riforme radicali che tutelino le imprese ed il lavoro sono tutti fattori che incidono sull'economia in modo devastante. Per il Sud in particolare chiederei misure volte a livellare i disequilibri che ci sono rispetto al resto dell'Italia, per esempio a livello infrastrutturale, e che puntino a spingere i settori che costituiscono la

nostra ricchezza maggiore come il turismo, l'agroalimentare, la tutela del patrimonio storico». E dall’esecutivo regionale?

«

C'è bisogno di abbattere il cuneo fiscale in misura drastica. La differenza di tassazione sulle nostre aziende e sul nostro lavoro è il primo fattore che ci penalizza rispetto alle aziende europee e mondiali»

«Dall'esecutivo regionale mi aspetterei delle fortissime battaglie a tutela delle aziende, dei prodotti che costituiscono i nostri punti di forza, del territorio che potrebbe essere fonte di ricchezza e invece troppo spesso è fonte di scandalo. Onestamente credo che tutto ciò che vogliono i giovani calabresi sia una politica, di qualsiasi colore, che si spenda per la “normalità”. Vorremmo vedere i nostri mari puliti, i depuratori funzionanti, le nostre strade carrabili e sicure, i nostri prodotti tutelati e valorizzati nelle sedi competenti. Questo genere di battaglie vale quanto tutti gli incentivi ed i contributi che possono arrivare. E vorrei sentire qualcuno alzare la voce a livello centrale ed europeo per dimostrarci che non siamo soli e chi ci governa è lì per fare i nostri interessi».

Che rapporto pensa di  instaurare con le altre istituzioni territoriali?

«Gli stessi rapporti che Confindustria da sempre mantiene con le istituzioni locali e centrali, ovvero rapporti equidistanti e collaborativi. Lo scopo della nostra associazione è portare avanti le istanze degli imprenditori, manifestarne i problemi e cercare soluzioni condivise. Spesso queste soluzioni       passano attraverso le istituzioni, quindi è fondamentale il dialogo e la collaborazione». Quali sono le difficoltà più gravi che, a suo avviso, deve affrontare un giovane per dar vita a un’attività imprenditoriale nel Cosentino?

«Non credo che le difficoltà che incontrano i giovani cosentini siano diverse da quelle che incontrano i giovani di altre città. La prima cosa che mi viene in mente è la burocrazia, poi l'accesso al credito, la tutela della legalità. Abbiamo veramente bisogno di mettere ordine all'intero sistema».

Restando a Cosenza e alla sua provincia, se lei potesse dettare una scaletta di priorità per lo sviluppo, cosa metterebbe in cima e perché?

«Forse potrebbe favorire la ripresa, da parte nostra, la ricerca di una visione unitaria dello sviluppo e dell'economia del territorio. La provincia di Cosenza è molto vasta e la sua economia è caratterizzata da un ampio ventaglio di settori e attività. Unirsi il più possibile a rete, seguire un progetto comune per esempio sul turismo, sulla promozione dei nostri prodotti di eccellenza come l'olio, il vino solo per fare alcuni esempi ci renderebbe più forti, più competitivi e più incisivi. La priorità è tornare a credere in quello che si fa e ad amare il nostro bellissimo territorio. Non scoraggiarsi e anzi impegnarsi sempre di più e con ritrovato ottimismo è nella natura dei giovani e degli imprenditori».

Expo 2015 può essere una grande occasione per promuovere il territorio. Cosa ne pensa?

«Sponsorizzeremo al massimo le nostre aziende. Il tema dell'Expo 2015 riguarda tutti e noi possiamo esserne protagonisti proprio per la competenza e la peculiarità delle nostre aziende rispetto alle tematiche della nutrizione, dell'importanza della sicurezza e genuinità dei nostri prodotti, della tutela del territorio e dell'agricoltura. Mai come in questo caso le nostre aziende possono rappresentare il volto più bello e sano della nostra terra». •

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attualità

La Calabria alla Bit

Presentato il Rapporto sul Turismo: è boom di vacanzieri russi di Eugenia Ferragina

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a Borsa Internazionale del Turismo di Milano rappresenta un appuntamento chiave per il business dell'industria turistica. Qual è il futuro del turismo? La BIT si interroga ogni anno su questo quesito. Nell'era del digitale e dei social-network, dove si può organizzare il proprio viaggio tranquillamente seduti sulla propria poltrona, occorre proporre una valida alternativa. Nell'edizione 2014, la 34esima, si è dato ampio spazio alle strutture ricettive. Gli operatori turistici hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con buyers provenienti da tutto il mondo: un successo per questo nuovo concept che rende più sottili le distanze e facilita i lavori degli addetti. Come consuetudine, in questa occasione, la Regione Calabria ha presentato il XII Rapporto sul Turismo: un volume nel quale vengono analizzati l'andamento dei flussi turistici e la composizione dell'offerta ricettiva.

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si mette in vetrina Ad illustrare e commentare i lavori, a Milano erano presenti il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti; il direttore Generale del Settore Turismo, Pasquale Anastasi; il direttore Generale ENIT Andrea Babbi; il direttore Generale del Dipartimento Turismo del MIBAC, Roberto Rocca; la coordinatrice del sistema informatico turistico, Mariza Righetti. Dai dati rilevati e diffusi, gli stranieri che hanno alloggiato in strutture ricettive calabresi sono stati 254.300 circa, fermandosi mediamente 6,54 giorni e producendo un milione e 663 mila presenze. I turisti italiani censiti nelle strutture ricettive regionali

sono stati circa un milione e 218 mila, determinando 6,339 milioni di pernottamenti. L'incidenza percentuale dei turisti stranieri in termini di arrivi è del 17,3%, generando il 20,8% dei pernottamenti. La provincia con il più alto grado di internazionalizzazione è quella di Vibo Valentia con il 43,4% di presenze straniere. Gli stranieri preferiscono le coste. La nazione da cui hanno origine i flussi maggiori diretti in Calabria è la Germania, con il 26,6% di arrivi e il 31,3% dei pernottamenti. Si assiste anche ad un incremento dei flussi provenienti dalla Polonia e dal Belgio. In termini di crescita percentuale per la produzione di arrivi verso la Calabria si distingue la Russia (+166,9% arrivi, +114,3% i pernottamenti). L'intervento di promozione fatto sul mercato russo, la cosiddetta “operazione russa”, che ha visto un accordo con numerosi tour operator, ha dato i suoi frutti colmando in parte il gap causato dalla contrazione del mercato nazionale. Il “B&B Trend” ha investito il comparto extralberghiero. Se da un lato si registra la chiusura di grandi strutture, dall'altro continuano a crescere strutture di piccole dimensioni


attualità

come i B&B e gli agriturismi: tendenza già avviata dalla metà degli anni 2000. Obiettivo importante: destagionalizzare il turismo calabrese e puntare ad un potenziamento dell'offerta ricettiva in nuovi territori. Il trasporto aereo e gli aeroporti diventano elementi essenziali della politica di sviluppo economico di un territorio a livello nazionale ed europeo. Fa da traino per la sua posizione strategica, ovviamente, l'aeroporto internazionale di Lamezia Terme che copre il 70% dei voli. «Il Governo regionale – ha affermato il Presidente Scopelliti – considera il turismo uno dei settori strategici per lo sviluppo economico della Calabria e ha individuato una serie di interventi a sostegno della crescita del comparto. Questa Amministrazione – ha aggiunto – ha risposto in maniera efficace alla necessità di definire modalità adeguate per aumentare i flussi turistici e ha puntato, con convinzione, a promuovere l'offerta turistica calabrese nelle principali fiere mondiali di settore, creando le condizioni per rafforzare le strategie di promozione e di miglioramento della cultura dell'accoglienza che hanno già prodotto effetti concreti e rappresentano la strada giusta per continuare a incrementare la presenza di turisti nel nostro territorio». Uno stand, quello allestito alla BIT, di 600 mq, per promuovere la “Destinazione Calabria” con 60 postazioni, aree dedicate alle Province, al sistema aeroportuale calabrese, al turismo naturalisitco e alla promozione istituzionale dell'offerta regionale, puntando sui tre

principali segmenti legati al brand turistico: mare, natura e cultura. «Per la prima volta la Calabria presenta un'offerta culturale collegata con il turismo»: è quanto ha affermato l'Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri alla conferenza stampa "Calabria è cultura" tenutasi all'interno della BIT. La manifestazione è stata introdotta dal direttore generale dell'Assessorato al Turismo Pasquale Anastasi, alla presenza del consigliere regionale Alfonsino Grillo, dell'assessore al Turismo della Provincia di Cosenza Pietro Lecce e del dirigente regionale dell'assessorato alla Cultura Armando Pagliaro. Caligiuri ha evidenziato le potenzialità dei bronzi di Riace (protagonisti della Campagna Turismo 2014 che punta proprio su di loro per raccontare le bellezze della Calabria attraverso la magnifica ed inconfondibile voce dell'attore e doppiatore italiano di fama internazionale Giancarlo Giannini), delle mostre su Mattia Preti che vedranno l'arrivo di una tela di Caravaggio, dell'apertura del Museo delle Reali Ferriere borboniche di Mongiana con tutto l'itinerario produttivo del ferro. I grandi attrattori delle politiche culturali sono rappresentati dal Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, dalla rete dei musei regionali (da quelli civici di Altomonte a Taverna, da quello della liquirizia "Amarelli" a

Rossano alla "Nave della Sila" di Camigliatello, da quello della Certosa di Serra San Bruno a quello diocesano di Santa Severina, dal "Santa Barbara" di Mammola a quello della memoria a Ferramonti di Tarsia, e tanti altri) e dalle manifestazioni culturali. Queste ultime, sono state finanziate per più anni attraverso i grandi eventi "Calabria terra di Festival" e gli "eventi storicizzati". In tutto 40 iniziative, con centinaia di appuntamenti distribuiti durante tutto l'anno e con un investimento economico di 4 milioni di euro. Dai dati elaborati dall'Assessorato Regionale alla Cultura, i finanziamenti hanno comportato nel 2013 oltre 1 milione e centomila presenze delle quali il 40% provenienti da altra provincia. Caligiuri ha evidenziato la positiva integrazione tra i siti dell'Assessorato alla Cultura e quello dell'Assessorato al Turismo (turiscalabria) e con quelle piattaforme frutto di iniziative private calabresi,

come Viaggiart che organizza i viaggi partendo dall'offerta dei beni culturali. La volontà è quella di accelerare l'integrazione tra turismo e cultura, definendo rapidamente i programmi delle iniziative e coinvolgendo i settori strategici per fare conoscere la Calabria prima di tutto agli stessi calabresi, premessa necessaria per saperla comunicare a tutti gli altri. •

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attualità

Arrivano i finanziamenti

a favore delle imprese turistiche calabresi ospitalità delle destinazioni turistiche regionali (misura 5.3.2.3). A spiegare le caratteristiche di questi avvisi è l’avvocato Enrico Mazza responsabile della sezione “aiuti alle imprese” del sito di Calabria Economia. Chi sono i beneficiari di queste misure?

Enrico Mazza

S

ul BURC del 24/01/2014 sono stati pubblicati due importanti Avvisi Pubblici: uno sui PISL, Pacchetti integrati di agevolazione per sostenere il potenziamento delle reti di servizi per la promozione e l’erogazione dei prodotti-servizi e delle destinazioni turistiche regionali (misura 5.3.2.2); l’altro per la qualificazione, il potenziamento e l’innovazione dei sistemi di

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«Saranno le piccole e medie imprese operanti nei settori turistico alberghiero, e comunque rientranti nei settori tassativamente previsti dall’art. 3 dei bandi, costituite (o costituende) in forma individuale, societaria e cooperativa o in forma consortile, che intendano realizzare uno o più piani di sviluppo aziendali, e comunque nell’ambito di unità produttive localizzate ed aventi sede nei comuni facenti parte degli ambiti partenariali dei PISL . Quanto invece ai piani di sviluppo aziendale previsti, abbiamo: piano di investimenti produttivi; piano integrato di servizi reali; piano di formazione aziendale. Vale la pena sin da subito precisare che la realizzazione di un solo piano specifico è consentita solo se lo stesso è funzionale, organico ed idoneo a perseguire gli obiettivi produttivi ed economici prestabiliti dall’impresa.

Bisogna a mio avviso sottolineare che per accedere a tale misura le imprese operanti, devono essere in regola con le disposizioni vigenti in materia del lavoro, della prevenzione di infortuni e obblighi contributivi. Altresì diventa essenziale disporre di una capacità economico/finanziaria patrimoniale tale da supportare la parte dell’investimento non coperto all’incentivo. Questa copertura finanziaria può essere attestata sia attraverso finanziamento bancario sia apporto di mezzi propri. E’ necessario inoltre avere la piena disponibilità degli immobili, anche in forma di locazione, comodato o altro diritto reale di godimento, purché rilevabile da copia di atti o contratti anche se in forma preliminare. Dette imprese, infine, devono trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali, nonché trovarsi - ovvero optare - al regime di contabilità ordinaria. Questi sono i requisiti soggettivi ed oggettivi minimi per poter accedere a questi benefici. E’ evidente che vi sono altri requisiti che pur non essendo essen-


attualità

«

Il contributo a fondo perduto è nella misura massima del 40% degli investimenti ammissibili, per le le piccole imprese possono avere un contributo a fondo perduto in misura massima del 50% degli investimenti ammissibili» ziali a mio modesto avviso diventano rilevanti ai fini dei criteri di valutazione che adotterà il nucleo di valutazione nella stesura della graduatoria, per cui mi permetterei di consigliare un’analisi attenta e dettagliata dei parametri di valutazione e dei relativi attribuzione dei punti». Può illustrare, nel dettaglio, le finalità e le forme di aiuto per i singoli piani di sviluppo aziendale?

«Per quanto riguarda il piano degli investimenti produttivi, tale categoria

può riguardare solo un’unità produttiva, e può comunque essere finalizzata alla progettazione, realizzazione di nuovi prodotti e servizi turistici, alla nascita ed il potenziamento di imprese di servizi turistici. Anche all’ampliamento, all’ammodernamento, per la misura volta alla qualificazione, potenziamento e innovazione dei sistemi di ospitalità. Relativamente alle forme di aiuto, bisogna distinguere, come sempre le dimensioni per le medie imprese il contributo a fondo perduto è nella misura massima del 40% degli investimenti ammissibili, per le le piccole imprese possono avere un contributo a fondo perduto in misura massima del 50% degli investimenti ammissibili. Le spese ammissibili dovranno essere comprese tra 100.000 e 3.000.000 di euro per i sistemi di ospitalità e tra 50.000 e 250.000 euro per la misura dei servizi. Considerando, poi, il Piano integrato di servizi reali, deve essere finalizzato a supportare lo start up di nuove iniziative produttive, accrescere la competitività e sostenere lo sviluppo delle imprese esistenti, favorire le imprese che intendano proporsi o rafforzarsi sui

mercati fuori regione. Per quanto riguarda le forme di aiuto è previsto un contributo a fondo perduto fino al 50% dell’investimento. Infine, sul piano di formazione aziendale, bisogna dire che prevede la formazione dei nuovi assunti e/o la specializzazione, aggiornamento e qualificazione dei dipendenti. Le azioni formative potranno riguardare la formazione generale, e la formazione specifica, attraverso progetti di formazione aziendale quale: moduli formativi svolti in aula o di tipo seminariale, l’attuazione di stage, attività pratiche di simulazione, formazione

«

Le spese ammissibili dovranno essere comprese tra 100.000 e 3.000.000 di euro per i sistemi di ospitalità e tra 50.000 e 250.000 euro per la misura dei servizi»

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attualità a distanza, addestramento e formazione in affiancamento sul lavoro. Gli aiuti sono concessi sotto forma di contributo a fondo perduto rispetto alla spesa ammissibile, pari al 35% (per le medie imprese) o al 45% (per le piccole imprese) nel caso della formazione specifica; al 70% (per le medie imprese) o all’ 80% (per le piccole imprese) nel caso della formazione generale. Le intensità massime possono essere incrementate del 10% qualora la formazione è destinata a lavoratori svantaggiati. Il totale delle spese ammissibili non può superare in ogni caso il 10% dell’investimento complessivo richiesto, tuttavia nel caso in cui sia presentata richiesta di agevolazione per il solo piano di formazione, l’importo massimo di contributo concesso è di € 100.000,00». Individuate le percentuali di aiuto ,i può descrivere le spese ammissibili?

«Per quanto riguarda il primo piano di sviluppo, è opportuno fare una distinzione tra le due misure. In particolare per la prima linea di intervento occorre differenziare le imprese già operanti nel settore turistico, per le quali le spese ammissibili possono riguardare l’acquisto di macchinari, attrezzature, impianti e know how. Nel caso di nuove imprese di servizi turistici, sono ammissibili le spese inerenti progettazione, studi di fattibilità e valutazione di impatto aziendale. Le spese di acquisto e sistemazione del suolo aziendale nel limite del 10% dell’investimento complessivo, le opere murarie ed assimilate sono ammissibili al 35% comprensive di progettazione ingegneristiche, direzione lavori, concessioni edilizie e collaudi. Nelle spese per l’acquisto di infrastrutture specifiche, rientrano anche l’acquisto di programmi informatici, brevetti, knowhow, macchinari impianti ed attrezzature purché nuovi di fabbrica. Quanto invece all’altra linea d’intervento, sono ammissibili gli studi di

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fattibilità nel limite del 2% e fino ad un massimo di € 30.000,00, le spese di progettazione ingegneristiche, direzione lavori, concessioni edilizie nel limite del 5% delle opere murarie realizzate nell’ambito del medesimo investimento. Le stesse opere murarie ed assimilate sono ammissibili al 50% dell’investimento complessivo se strettamente necessarie e funzionali all’attività da svolgere. Rientrano anche l’acquisto di fabbricati nel limite del 50% e di programmi informatici, brevetti, know-how, macchinari impianti ed attrezzature purché, anche in questo caso, nuovi di fabbrica. Nel piano dei servizi reali sono ammesse a finanziamento le spese riguardanti la consulenza specialistica per la fornitura di servizi, il conseguimento di certificazione ed attestati di conformità, ed in caso di internalizzazione, la locazione, allestimento e gestione dello stand in occasione della prima partecipazione a mostre e fiere. In ultimo, le spese ammissibili nel piano di formazione aziendale possono riguardare i costi del personale docente, le spese di trasferta, l’alloggio del personale docente e dei destinatari della formazione, ecc.». Può illustrare le modalità di presentazione delle domande e come verranno valutate ?

«La domanda di agevolazione deve essere compilata, pena l’inammissibilità, utilizzando rigorosamente la modulistica messa a disposizione dalla Regione Calabria, per essere acquisita dalla stessa entro le 14 del 60° giorno dalla pubblicazione del bando sul BURC a mezzo raccomandata a/r. L’invio, oltre che in forma cartacea, deve essere effettuato anche su supporto elettronico al seguente indirizzo: Ufficio protocollo della Regione Calabria – Dipartimento 12 – Turismo, Beni culturali, Sport e Spettacolo, Politiche giovanili, via San Nicola – 88100 – Catanzaro.

«

La predisposizione del progetto rappresenta la fase più delicata, in quanto il mancato rispetto di termini, modi e modulistica previsti dal bando comporta l’inammissibilità dello stesso»

E’ ovvio che la predisposizione del progetto rappresenta la fase più delicata, in quanto il mancato rispetto di termini, modi e modulistica previsti dal bando comporta l’inammissibilità dello stesso; pertanto la compilazione della domanda, del formulario, degli allegati e di quant’altro richiesto deve essere effettuata utilizzando i format predisposti senza apportare alcuna modifica e prestando la dovuta attenzione». Qual è la sua opinione su questo bando ?

«Dopo l’esperienza dei bandi precedenti - che ricordo a me stesso sono stati pubblicati, istruiti, dopo oltre due anni pubblicate le graduatorie che sono state a loro volta revocate e, per alcune imprese che hanno provveduto, riattivate - è evidente che dopo tanti anni di attesa, finalmente sono stati i nuovi bandi sul turismo calabrese. In questo momento storico delicato per tutti i settori, se imprese nel comparto del turismo hanno intendimenti di allestire un piano di sviluppo aziendale, rafforzare i sistemi produttivi esistenti ed in via di formazione migliorare il livello di competitività delle singole imprese, questa può rappresentare un’interessante opportunità». •


attualità

di Danilo Colacino

È

forse la prima volta che un territorio vorrebbe farsi colonizzare molto volentieri, seppur soltanto dal punto di vista commerciale. A manifestare questo desiderio è la Calabria, soprattutto la sua area centrale, a cui ha pensato di offrire una forse irripetibile opportunità di crescita il presidente di Confindustria Catanzaro Daniele Rossi che in virtù dell’esperienza maturata con la sua azienda Caffè Guglielmo ha in un certo senso creato un ponte virtuale fra la Corea del Sud e la piccola realtà calabrese. La scommessa è ardita, anche perché i taikun del Paese asiatico ci vanno con “i piedi di piombo” nell’intreccio di nuove relazioni mercantili, da cui non cercano soltanto la qualità del prodotto trattato bensì pure il massimo della serietà e della professionalità del potenziale fornitore. Elementi ricercati e vagliati con estrema attenzione in una lunga fase di studio, a volte pluriennale, che i magnati asiatici e i loro manager antepongono

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alla conclusione di qualsiasi accordo. Sempre. Un periodo di stand by che si può tuttavia evolvere nella commissione di ordini in grado di far decollare qualunque ditta. Motivo per cui, se il progetto si strutturasse si schiuderebbero porte che faciliterebbero l’accesso a un mercato globale, sconfinato e in crescita, per giunta al riparo dagli effetti della crisi congiunturale capace di mettere in ginocchio moltissime imprese italiane. A dare l’idea degli scenari che potrebbero aprirsi è stato l’incontro avvenuto nel capoluogo di regione, promosso dallo stesso pres. Rossi, con un dirigente - Kyong Hwan Shin - del settore food (ortofrutticolo in particolare) della Lotte - multinazionale attiva in svariati comparti, dall’elettronica alla distribuzione delle carte di credito e dalla ricettività all’alimentare soltanto per citarne alcuni - e il mediatore Ilho Lim (da 20 anni nel

Vecchio Continente, impegnato a lavorare in Olanda, Belgio, Spagna e adesso Italia). Alla riunione, come è ovvio aperta a moltissimi protagonisti del tessuto produttivo locale, hanno anche preso parte il direttore di Confindustria provinciale Dario Lamanna e il presidente regionale di Piccola Industria Aldo Ferrara (peraltro presente in rappresentanza del numero uno di Confindustria Calabria, Giuseppe Speziali). Lotte, come dimostrato plasticamente da un breve filmato proiettato nel prologo del meeting, è una conglomerata nel novero dei gruppi top ten in Asia. Un colosso in condizione di esprimere dati da capogiro fatti di nume-


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Nuovi mercati: le opportunità arrivano dalla Corea del Sud ri come centinaia di alberghi (catene di hotel di lusso), beauty free, store, ipermercati, stazioni di servizi e ben nove milioni di clienti in possesso di una sua carta di credito, che si traduce in un fatturato complessivamente inteso da 70 miliardi di dollari all’anno tra l’altro in costante aumento. Punto di partenza di tutti gli affari è la South Korea, anche se i raggi della megasocietà si irradiano in Cina, Indonesia, Vietnam e Oltreoceano, ovvero negli Stati Uniti e in Australia. Di fronte a uno scenario di questo tipo viene di conseguenza facile chiedersi cosa potrebbero volere i soci e i dirigenti di Lotte da operatori economici che lavorano in un remoto, almeno per loro, angolo del mondo? A rispondere alla domanda è stato mr Lim: «A noi interessano i vostri oli d’oliva e vini, i sott’oli e sott’aceti, le conserve e più in generale le tante specialità culinarie della

vostra cucina, dal gusto Da sinistra, Dario Lamanna, Aldo Ferrara, Daniele Rossi e Ilho Lim sublime, che tanto piace ai coreani portati qui da Lotte attraverstringerla. Per il momento Lotte, relatiso il suo ramo turistico. Cibo delizioso vamente all’Italia, importa soltanto del che vorrebbero trovare nei centri di diChianti. Il noto vino toscano ci ha sodstribuzione della loro nazione, succesdisfatto appieno sotto ogni aspetto, ma sivamente al rientro in patria al termine noi sappiamo che ce n’è dell’altro molto della vacanza». Un concetto ribadito da buono. Magari anche qui». mr Shin, che ha aggiunto altre consideA chiudere le valutazioni del massirazioni: «Non vorrei aver percorso mimo esponente di Confindustria Catanzagliaia di chilometri invano. Sono venuto ro, Rossi, che ha come premesso favorito per rendermi conto di persona e toccare l’incontro: «Gli amici coreani si lasciano con mano una realtà che ci incuriosisce parecchio sedurre dal made in Italy. Io e attrae. Ragion per cui, quando tornevorrei che restassero allo stesso modo rò, mi piacerebbe chiudere dei contratti. affascinati dal “fatto in Calabria”, consiPurtroppo non brillate per comunicazioderato che chi appartiene alla nostra Asne e noi abbiamo l’assoluta necessità di sociazione è capace di realizzare prodotti conoscervi a fondo. Siamo infatti abituameravigliosi in grado di conquistare netti a essere consapevoli di tutte le possibili work planetari anche del livello di quello sfaccettature di una partnership, prima di gestito in Asia dalla Lotte». •

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attualità

Natale Mazzuca

I bandi Pisl

illustrati agli industriali cosentini 32

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S

ono stati presentati in Confindustria Cosenza i bandi per i regimi di aiuto nell’ambito dei Progetti Integrati di Sviluppo Locale (Pisl) per gli interventi nel campo del turismo, alla presenza del numero uno degli Industriali cosentini Natale Mazzuca, dell’assessore regionale alla Programmazione Giacomo Mancini, degli imprenditori iscritti e dei tecnici regionali. Il presidente di Confindustria Cosenza Mazzuca ha richiamato l’importanza del settore turistico, che ha definito “il nostro petrolio”, per lo sviluppo dell’economia della regione ed ha plaudito all’iniziativa dell’assessore Mancini in merito alle opportunità offerte dai bandi da poco pubblicati. Sono 51 i milioni di euro messi a disposizione delle imprese calabresi attraverso i due bandi: uno dedicato alle


attualità

Mazzuca:

«

Oggi si parla di sviluppo! Nessuno di noi desidera che resti una parola da convegno senza concreta realizzazione. L’impegno di tante politiche comunitarie, flussi finanziari ed iniziative specifiche, deve essere mirato a produrre benessere per i cittadini e crescita per le imprese, anche facendo tesoro dei tanti errori del passato» azioni per la qualificazione, il potenziamento e l’innovazione dei sistemi di ospitalità delle destinazioni turistiche regionali; l’altro riservato alle azioni per il potenziamento delle reti di servizi per la promozione e l’erogazione dei prodotti/servizi delle destinazioni turistiche regionali. «Per l’area della provincia di Cosenza sono destinati quasi 20 milioni di euro, di cui 16 milioni per la prima linea d’intervento e 3,6 milioni di euro per il potenziamento dei servizi turistici. Non si tratta di somme che cambieranno il volto dell’economia regionale – ha sottolineato l’Assessore regionale Mancini – ma se utilizzati in maniera efficace potranno certamente migliorare l’offerta turistica territoriale. Spero che il mondo imprenditoriale sappia sfruttare questa opportunità, dimostrando di saper crescere anche in un momento di difficoltà. Ringrazio il sistema Confindustria per l’attenzione e l’affidabilità che dimostra sempre nell’interlocuzione e per le proposte che avanza,

che il nostro Dipartimento tiene in dovuta considerazione». Commentando i bandi presentati, il Presidente degli Industriali ha auspicato che possano rappresentare l’occasione per invertire la tendenza. «Oggi si parla di sviluppo! Nessuno di noi desidera che resti una parola da convegno senza concreta realizzazione – ha concluso Mazzuca –. L’impegno di tante politiche comunitarie, flussi finanziari ed iniziative specifiche, deve essere mirato a produrre benessere per i cittadini e crescita per le imprese, anche facendo tesoro dei tanti errori del passato. Iniziative come quelle di oggi servono ad invertire una condizione che ci vede purtroppo come una regione dai parametri macroeconomici abbondantemente negativi. Non possiamo far finta di non vedere. Dobbiamo reagire. Non possiamo più sopportare che le imprese chiudano, che si registrino tassi di disoccupazione pari al 23% in generale e del 50% per la realtà giovanile». Relativamente alla realizzazione delle infrastrutture connesse e che dovranno essere realizzate dagli Enti Locali proponenti, per un ammontare di circa 200 milioni di euro per la regione e 100 milioni di euro per la sola provincia di Cosenza, il presidente Mazzuca ha chiesto all’assessore Mancini l’impegno della Regione Calabria perché dia un indirizzo preciso circa le procedure relative ai sistemi di appalto dei lavori e di vigilare con attenzione perché lo stesso sia rispettato. «Sarebbe opportuno – ha sottolineato Mazzuca allargando lo spettro visuale al settore degli appalti pubblicirilanciare la proposta della SUA provinciale per la gestione delle gare d’appalto e dei contratti, anche per venire incontro alle esigenze di tanti piccoli comuni che non hanno le strutture per gestire il tutto. In un momento così de-

licato, di crisi lunga e persistente, è necessario garantire le stesse condizioni a tutte le imprese, con procedure chiare e trasparenti che garantiscano quella concorrenza leale che è l’anima dello sviluppo e della crescita». Ha illustrato i bandi Laura Tucci del Nucleo regionale di Valutazione che ha spiegato come i bandi si attuino attraverso i Pacchetti Integrati di Agevolazione che consentono la richiesta dei contributi attraverso la presentazione di Piani di Sviluppo aziendale, in particolare Piani di investimento produttivi, Piani di servizi reali e Piani di formazione. «Con un’unica domanda – ha precisato l’Assessore regionale al Bilancio ed alla Programmazione Giacomo Mancini – si possono richiedere più interventi che fanno capo a piani diversi. Termine per la presentazione delle domande è il 25 marzo. Proporrò l’istituzione di una Cabina di regia in seno al Dipartimento programmazione per consentire il rispetto dei tempi, dal momento che tutte le procedure, compresi l’erogazione dei fondi e la rendicontazione, devono concludersi entro la fine del 2015». A margine del convegno il presidente Natale Mazzuca si è dichiarato «fortemente preoccupato per come la vicenda dei rifiuti stia andando avanti, con enormi disagi per tutta la cittadinanza. La mancanza di programmazione sta impedendo una corretta gestione che avrebbe consentito l’utilizzo di qualificate aziende locali, garantito il decoro delle città e la salubrità dei luoghi. Ricordo che un circa un anno fa come Confindustria ci rendemmo protagonisti di una iniziativa pressi il Ministero dell’ambiente, presente il Ministro Clini, abbiamo presentato una proposta organica che purtroppo è ancora lettera morta, senza che si sia dato corso a nessun progetto alternativo». •

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Successo per il corso in Europrogettazione

voluto daAnce Calabria

O

rganizzato da Ance Calabria, si è svolto a Lamezia Terme il primo corso di europrogettazione per gli Enti locali calabresi. Oltre cento i comuni che hanno aderito all’iniziativa finalizzata a far conoscere gli strumenti ed i finanziamenti diretti europei per lo sviluppo del territorio calabrese. Prima degli interventi dei docenti, il saluto dell’Assessore regionale alla programmazione della regione Calabria, Giacomo Mancini, il quale, nell’evidenziare il positivo percorso intrapreso dalla regione sulla nuova programmazione europea, ha voluto sottolineare il proficuo rapporto con l’Associazione dei costruttori calabresi Francesco Cava

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ed ha evidenziato i principali temi sui quali esiste un percorso comune con gli imprenditori per rilanciare un settore importante come quello dell’edilizia e, nel contempo, progettare lo sviluppo e la qualità della vita sull’intero territorio regionale. I temi sulla bioedilizia, sull’efficientamento energetico, sugli ecoquartieri e sulle città intelligenti e le relative opportunità offerte agli Enti Locali dall’Unione Europea, sono stati trattati dagli specifici interventi dell’ingegnere Bocognani, del dottor Piane, della dottoressa Bello e della dottoressa Rizzo oltre che dal dirigente dell’Ufficio di Bruxelles dell’Ance, dottor Giulio Guarracino.Temi di strettissima attua-


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Giacomo Mancini

lità che ben si connettono con l’impostazione della nuova programmazione europea che sull’innovazione, la ricerca, l’energia, l’impatto ambientale e lo sviluppo delle città e delle imprese fanno principale riferimento e perno. Anche per questo il Presidente di Ance Calabria, Francesco Cava, al termine dell’intensa giornata di lavoro ha voluto evidenziare il senso e l’importanza dell’iniziativa: si tratta di una giornata importante perché consolida e

rilancia un nuovo rapporto fra imprese e gli Enti Locali tutto concentrato sulle opportunità di sviluppo dei nostri territori attraverso una nuova e più specialistica cooperazione istituzionale. Avere avuto un confronto diretto ed approfondito con numerosi sindaci e tecnici dei comuni calabresi ed aver potuto ragionare con loro, attraverso i nostri specialisti che operano a Bruxelles, di cosa e come può essere attivato attraverso i finanziamenti europei per

lo sviluppo delle città e delle aree urbane, costituisce davvero l’avvio di un nuova fase per poter costruire in maniera condivisa uno sviluppo armonico ed integrato della nostra regione. Un ruolo del territorio e degli Enti Locali sottolineato anche dal Presidente di Legautonomie, Mario Maiolo, intervenuto al seminario e che non può che accompagnare al meglio la programmazione unitaria e complessiva dello sviluppo della regione. •

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Ad aprile a “Le Fontane” torna Edilexpo In cantiere la Terza Edizione della Fiera dell’edilizia e dell’arredamento

L

a crisi economico-finanziaria che sta attanagliando il mondo occidentale e il sud dell’Europa in particolare, è ancora cavalcante e la tanto agognata e pluri-pronosticata ripresa tarda ad arrivare, specie in Italia. Nel nostro paese, infatti, quello che è il motore trainante di ogni sistema economico, il mondo dell’edilizia, stenta a riprendere quota, con un conseguente blocco occupazionale derivato dalla mancanza di nuove costruzioni. Ben vengano, in un simile scenario, tutte le iniziative a soste-

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gno di questo settore, che ha davvero bisogno di spinte di diversa matrice, che vengano dalle aziende, dagli Enti e dalle Associazioni, ma che muovano tutte nella stessa direzione, quella del lavoro, di un “fare” che sia realmente tale e non soltanto uno slogan elettorale. Da queste esigenze è nata nel 2012 Edilexpo Calabria, un evento sorto

dall’esperienza nel campo fieristico di Oceania Fiere e dalla sinergia sviluppata con Catanzaro Fiere e con l’alto patrocinio della Camera di Commercio di Catanzaro. Un evento subito sostenuto dagli Ordini Professionali e dalle Associazioni di Categoria che hanno colto le potenzialità della manifestazione e la appoggiano costantemente come partners istituzionali e con l’organizzazione di convegni, workshop, corsi di formazione e tavole rotonde, che elevano il contenuto della manifestazione stessa. Edilexpo si è affermata fin da su-


attualità

Dal 25 aprile al 1° maggio, al Parco Commerciale "Le Fontane" di Catanzaro , Edilexpo Calabria

bito come l’evento leader del settore edilizia e arredamento, per l’alto livello qualitativo degli allestimenti e delle aziende che vi hanno preso parte, oltre che per i numeri che l’hanno contraddistinta.

• 6000 mq di superficie espositiva • 160 aziende partecipanti • 85.000 visitatori nelle 9 giornate espositive • 3 sale eventi per: 20 convegni 10 dimostrazioni aziendali 25 salotti della comunicazione

Per questa terza edizione, Edilexpo tornerà con una superficie espositiva ancora maggiore, perché ormai tante sono le aziende che, nonostante la crisi, credono nella filosofia dell’evento, che parte dalla convinzione che sia necessario promuoversi e farsi conoscere sul territorio e dai professionisti

che proprio sul territorio operano. Un’importante occasione, Edilexpo, per professionisti, tecnici ed utenti finali di conoscere il lavoro e i prodotti delle aziende dei più svariati settori del mondo edile. •

• Costruttori edili • Arredo interni e giardini • Materiali per l’elettronica e per l’edilizia • Energie rinnovabili • Smaltimento rifiuti • Sistemi di sicurezza • Software, progetti e servizi ingegneristici • Macchine da lavoro per l’edilizia numero 1 - 2014

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N.4 - Febbraio 2014

Prospettive: la bellezza che verrà EDITORIALE

Giovani intelligenze per una trasformazione necessaria di Domenico Talia*

In un suo scritto corsaro, Pier Paolo Pasolini invocava la sincronia tra «sviluppo» e «progresso», non essendo possibile un vero progresso se non si creano le premesse economiche necessarie per attuarlo. La Calabria non manca di giovani intelligenze che sappiano coniugare sviluppo e progresso e cambiare così il destino di una regione oggi in difficoltà. Intelligenze che spesso sono costrette a operare in territori più ricchi e avanzati a causa delle opportunità limitate che gli offre la loro terra. Eppure sono tanti i talenti calabresi che potrebbero trasformare la Calabria. La nostra regione ha ancora la fortuna di poter accedere ai fondi che la Commissione Europea mette a disposizione delle regioni dell’Obiettivo Convergenza per rafforzare la competitività dei sistemi produttivi e lo sviluppo tecnologico. Fondi che in passato

in buona parte non sono stati spesi pur in presenza di popolazioni e territori con forti bisogni di innovazione. La programmazione dei fondi europei 2014-2020 è iniziata e potrebbe risolvere il problema della mancanza di risorse per l’innovazione. Tuttavia sono essenziali scelte politiche per selezionare e formare persone capaci e con competenze, professionalità e visioni che possano e vogliano costruire in Calabria processi d’innovazione. È necessario mettere insieme giovani competenze per realizzare servizi innovativi per i cittadini e mettere in campo progetti per far crescere imprese giovani. Aziende che sappiano utilizzare le tecnologie più avanzate, utili per valorizzare i nostri territori che custodiscono tradizioni, storia, cultura e paesaggi unici. Luoghi e persone che meritano progetti e imprese «intelligenti» per la Calabria, per il suo futuro e per i suoi giovani, soggetti preziosi di trasformazioni necessarie. * Professore di Sistemi per l'Elaborazione dell'Informazione presso l'Università della Calabria, inserito nella Top Italian Scientists della Virtual Italian Academy, direttore dell'ICAR-CNR (Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche).

Indice DALLA RETE Innovazione e contaminazione nei Lab di Cosenza e Reggio Calabria

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STORIE D’INNOVAZIONE Ricerca continua: la formula di Major Group per la bellezza

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Marketing del futuro: per Scalable Data Analytics l’analisi dei dati è Cloud NUOVI MATERIALI Nylgold®, per abiti che idratano la pelle SCENARI TECNOLOGICI I trend della cosmesi: il caso L’Oréal VETRINA DELLA RICERCA Antiossidanti e polimeri, l’alleanza perfetta per la bellezza

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IN AGENDA

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CHANCE

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DALLA RETE

Innovazione e contaminazione nei CLab di Cosenza e Reggio Calabria di Francesco Rende

tettura e smart cities. Le migliori proposte saranno approfondite con la stesura di un business plan e parteciperanno a una business game competition. Alla chiusura di ogni ciclo ci sarà un evento finale: il CLab’s got talent, in cui si presenteranno le idee e i risultati del percorso semestrale. Per maggiori informazioni www.clab.unirc.it

Una sola parola d’ordine: contaminazione. Reggio Calabria e Cosenza sono al lavoro per l’avvio dei Contamination Lab, un’iniziativa del MIUR per promuovere l’innovazione all’interno delle università italiane attraverso l’istituzione di spazi dedicati alla progettazione partecipata tra studenti, imprenditori e docenti. Il progetto del Ministero ha finanziato quattro atenei delle regioni meridionali (oltre ai due calabresi sono in partenza anche i CLab degli atenei di Catania e Napoli) e punta in maniera decisa sul melting di competenze e conoscenze tra la creatività e l’entusiasmo degli studenti universitari, il bagaglio di conoscenze dei docenti, il rapporto con istituzioni e attori del terzo settore e la collaborazione con partner nazionali e internazionali. A REGGIO TUTTI I COLORI DELLA CONTAMINAZIONE Il progetto del Contamination Lab di Reggio Calabria ha ricevuto il miglior punteggio dal MIUR in fase di valutazione: il laboratorio, che sarà collocato presso il MedìClub (il Centro Universitario Polivalente

dell’Università Mediterranea), garantirà ai CLabbers un accesso continuo alle attrezzature e ai database del CLab, stimolando la cultura del co-working e dello sviluppo delle idee tramite il lavoro collaborativo. Il progetto reggino prevede quattro cicli semestrali ognuno suddiviso in tre fasi: nella prima, gli studenti parteciperanno a laboratori interattivi sul tema del fare impresa; la seconda fase prevede invece l’analisi delle best practices e momenti di confronto diretto con le realtà imprenditoriali territoriali, nazionali e internazionali. Nella terza fase, infine, sono in programma workshop operativi finalizzati alla nascita di nuove imprese. Verde, blu, giallo e rosso sono i colori collegati alle idee e ai settori di lavoro: green idea è la sezione dedicata ai settori agroalimentare, biomasse, energie alternative e tutela del paesaggio; blu idea ha a che fare con eHealth, assistenza, formazione ed educazione; yellow idea per progetti in ambito ICT, innovazione dei materiali, nanotecnologie e green economy; red idea per turismo, tutela del patrimonio, archi-

GYM E CHALLENGE, L’UNICAL SI AFFIDA A MAKERS E INNOVATORI Il primo passo è un contest per il logo, poi si parte con il vero e proprio laboratorio. Anche l’Università della Calabria è al lavoro per il Contamination Lab, che avrà sede presso l’incubatore TechNest e che per i prossimi due anni accoglierà gruppi da 30 studenti, coinvolgendoli in attività di formazione e nello sviluppo di idee innovative. Il CLab di Cosenza prevede la partecipazione di studenti e docenti di tutte le aree disciplinari, al fine di creare un mix di conoscenze che porti allo sviluppo di nuove idee negli ambiti più diversi. Ogni ciclo avrà durata semestrale e sarà diviso in due diverse fasi: la prima, il CLab Gym, è strutturato come una vera e propria palestra di competenze all’interno della quale gli studenti avranno la possibilità di contaminarsi a vicenda. Si accederà poi al CLab Challenge, un percorso all’interno del quale alcuni gruppi selezionati lavoreranno allo sviluppo di un’idea innovativa insieme a esperti di settore. Nel primo semestre di attività ci si concentrerà su HiTech, Social Innovation e Makers, mentre nei successivi semestri saranno attivati nuovi strumenti come FabLab, Thematic Challenge e Social events, ovvero scambi culturali con altri Contamination Lab italiani e attività di networking. Per maggiori informazioni http://clab.unical.it


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STORIE D’INNOVAZIONE

Ricerca continua: la formula di Major Group per la bellezza di Giada Cadei

In uno scenario economico ancora incerto, il fatturato delle imprese italiane della cosmesi è uno dei pochi a reggere la crisi: il valore della produzione cresce, seppur di poco, grazie soprattutto alla competitività dell’offerta italiana sui mercati esteri, che registra un trend positivo di oltre 7 punti percentuali nel valore delle esportazioni. La cosmesi italiana è molto apprezzata nel mondo per l’innovazione delle sue formulazioni e per la dinamica di servizio delle imprese produttrici, elementi che hanno consentito alla filiera del cosmetico Made in Italy di affermarsi sia nei mercati tradizionali (Francia, Regno Unito, USA) sia in quelli emergenti (Emirati Arabi, Hong Kong, Russia). E tra le referenze esportate, quelle che piacciono di più agli stranieri sono il make-up e i prodotti per i capelli. Così che nei più esclusivi saloni di acconciatura di Manhattan a New York potrebbe capitare di imbattersi nei trattamenti e nelle colorazioni professionali di un’azienda calabrese, la Major Group s.r.l., guidata con determinazione da Antonio Maiorana che incontriamo nei suoi uffici di Vibo Valentia. Non sono molte le aziende calabresi che si occupano di bellezza. Perché ha deciso di entrare proprio in questo settore? L’idea della mia azienda nasce 25 anni fa da un’ispirazione: volevo dedicarmi alla cura e al mantenimento della bellezza naturale della persona. Provengo da una famiglia di operai e sentivo il bisogno di creare qualcosa di mio, di nuovo e che avesse un respiro internazionale: la tendenza degli operatori commerciali del Sud è quella di essere ripetitivi, se un’attività ha successo, viene replicata all’infinito, saturando i mercati. Per questo ho puntato sulla cosmesi. Dopo qualche anno di esperienza al Nord, ho individuato un partner sul territorio nazionale, ho acquisito il know how industriale e avviato il mio progetto, puntando su due cardini: le risorse umane e la ricerca. La Calabria a volte è una terra dove ci si improvvisa, io sono andato fuori regione per imparare e sono rientrato con il mio bagaglio di preparazione e un occhio attento soprattutto al marketing. Quali sono le tendenze attuali del suo settore? Il settore della cosmesi del capello è legato a filo doppio con la moda, dove tutto cambia rapidamente e le tendenze si rincorrono di stagione in stagione. I nuovi trend influiscono, dunque, anche sul settore dei capelli, vero patrimonio delle aziende della cosmesi tricologica: e più i capelli si mantengono sani, più è possibile proporre ulteriori trattamenti al cliente. La mia personale visione e la mission della mia azienda partono dal prendersi cura della persona, senza creare danno, sostituendo ad esempio

Antonio Maiorana di Major Group

i pigmenti più aggressivi delle colorazioni, con componenti di origine naturale. Mosto d’uva, aglio e karité: sono alcuni degli elementi naturali alla base di nostre linee di prodotto recenti, che sfruttano le proprietà antiossidanti, dermopurificanti e riparatrici di quanto ci offre la natura. Il mercato tradizionale è ormai saturo di prodotti palliativi e chimicamente aggressivi, con cui le multinazionali aggrediscono il settore. L’esigenza è quella di studiare e mettere a punto dei prodotti funzionali, che partano e rispondano alle reali esigenze


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della persona. E le realtà piccole come la Major possono sopravvivere alle multinazionali solo grazie a un investimento costante in ricerca e innovazione che punti alla qualità dei risultati. Chi viene da noi, infatti, cerca prodotti di qualità. A tal proposito, qual è il vostro rapporto con l’innovazione? Lavorando con diversi Paesi, veniamo a contatto con esigenze completamente differenti in tema di cura dei capelli. Nel creare i nuovi prodotti partiamo proprio da questi bisogni, stabilendo a monte il particolare effetto che vogliamo raggiungere per soddisfare le richieste del mercato. Da qui, grazie alla collaborazione con due centri di ricerca specializzati, elaboriamo la strategia per definire la corretta formulazione. È un po’ come un’operazione matematica: seguendo un processo meticoloso, individuiamo e combiniamo i principi attivi più funzionali a quel risultato. Una volta realizzato il campione, avviamo i test di laboratorio e sperimentiamo i trattamenti su campioni di capelli. La formula chimica, i campioni e la documentazione di supporto sono poi sottoposti al Ministero della Salute per i controlli e l’autorizzazione alla vendita: attualmente siamo titolari di oltre 700 formule registrate e con orgoglio posso dire di non aver mai ricevuto un diniego. Di recente siamo stati, inoltre, insigniti del riconoscimento del Ministero delle Attività Produttive per l’eccellenza della produzione italiana. Che progetto sta portando avanti con CalabriaInnova? La quasi totalità della nostra produzione è rivolta all’estero. Gli Stati Uniti, nostro primo sbocco commerciale, rappresentano una piazza molto esigente. Australia e Asia esprimono invece una cultura particolarmente attenta al naturale. Per questo puntiamo allo sviluppo di una linea innovativa di colorazione Una fase della produzione dei cosmetici

NUOVI MATERIALI

Nylgold®, per abiti che idratano la pelle Rubrica a cura del servizio CI Materiali – materiali@calabriainnova.it

L’ultima frontiera nel campo dei materiali innovativi applicati all’abbigliamento arriva dalla Spagna: si tratta di tessuti che rilasciano sostanze in grado di idratare la pelle e prevenirne l’invecchiamento. Nylgold® è la nuova fibra composta da molecole di acido ialuronico (HA), legate a nanoparticelle di oro a 24 carati. L’acido ialuronico è presente in quantità elevate soprattutto nell’epidermide giovane ed è noto per la sua funzione idratante; protegge inoltre dai radicali liberi presenti nell’aria, responsabili dell'invecchiamento cutaneo, formando una barriera protettiva. Ogni singola nanoparticella di oro è in grado di trasportare molte migliaia di molecole di HA, svolgendo così un’azione antiossidante e idratante intensamente potenziata: quando il tessuto viene a contatto con la pelle, l’acido esplica l’effetto idratante grazie alla sua capacità di assorbire e trattenere l'acqua e un’azione anti-invecchiamento, che consente alla pelle di riacquistare giovinezza ed elasticità. Sono molti i capi che possono beneficiare di questo trattamento: dalla lingerie agli abiti sportivi, fino all’intimo modellante, meglio conosciuto come shapewear, tutti quei capi, cioè, che entrano a diretto contatto con la pelle. Gli effetti benefici di questa fibra sono stati testati con le più accreditate tecniche utilizzate nel settore cosmetico. Si apre così la strada a una rivoluzionaria generazione di fibre tessili e capi di abbigliamento con proprietà dermatologiche: vere e proprie cura di bellezza “da indossare”, limitando il ricorso a creme costose o alla chirurgia invasiva. Per maggiori informazioni scopri il servizio CI Materiali di CalabriaInnova in collaborazione con Material ConneXion Italia: www.calabriainnova.it


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permanente professionale che garantisca una copertura dei capelli bianchi pari ai prodotti tradizionali, ma priva di sostanze aggressive e sensibilizzanti. Questa innovazione rappresenterebbe per noi una vera svolta aziendale, anche perché ci permetterebbe di completare l’assortimento, realizzando oltre alla linea più conveniente e a quella medio-alta, una linea più esclusiva, dedicata alla fascia top del mercato. La partecipazione al bando Attiva l’Innovazione di CalabriaInnova è un’opportunità per realizzare questa svolta: abbiamo strutturato e ottimizzato assieme al personale di CalabriaInnova il nostro progetto d’innovazione della durata di 12 mesi, ora candidato a finanziamento. Abbiamo definito fasi, tempi, costi e output da raggiungere. Ammetto che è la prima volta che ci appoggiamo a una struttura locale: ho incontrato professionisti seri e preparati, che hanno saputo ispirarmi fiducia. E se questo tipo di supporto continuasse, forse ci sarebbe un respiro diverso per tutte le imprese calabresi. Che cosa manca alle aziende calabresi per affermarsi davvero? Le istituzioni e il sistema bancario a volte latitano. Inoltre le realtà locali non si guardano attorno per fare sistema tra loro. Siamo in molti, ma operiamo in silenzio e divisi. La Calabria può contare su molti imprenditori di prima generazione, quelli che si sono fatti da sé; ma a volte questi s’improvvisano, affrontano insuccessi e sono poi costretti a chiudere. Invece, quelli che riescono ad avere successo se ne vanno. Le imprese di seconda generazione, quelle che hanno interiorizzato e fatto propria la cultura imprenditoriale potrebbero essere il vero motore di questa regione.

SCENARI TECNOLOGICI

I trend della cosmesi: il caso L’Oréal Rubrica a cura del team Informazione Brevettuale e Documentale brevetti@calabriainnova.it

Dove sta andando il settore della cosmesi? Quali i nuovi trend di sviluppo o i mercati in crescita in cui investire? Le informazioni brevettuali possono aiutarci a comprendere i trend evolutivi di una tecnologia, quali sono i principali attori dell’innovazione e quali strategie di sviluppo perseguono i leader del settore. Dall’analisi dei brevetti, infatti, si possono ricavare dati rilevanti sul comportamento delle imprese, sia in termini di nuovi prodotti sia di nuovi mercati di espansione. Nel settore cosmesi, ad esempio, potrebbe essere molto utile analizzare il caso L’Oréal: una delle multinazionali che ha fatto dei brevetti il punto di forza della propria politica industriale. Incrociando dati brevettuali e di mercato, è possibile delineare la strategia competitiva della casa francese, che riportiamo in breve.

Esposizione di prodotti di Major Group

L’Oréal è titolare di oltre 10.000 documenti brevettuali, a conferma di una strategia aziendale basata sull’innovazione di prodotto e sull’internazionalizzazione, che la vede presente in 130 Paesi. Negli ultimi 5 anni L’Oreal ha depositato più di 3.000 domande di brevetto, puntando, in particolare, su alcuni ambiti geografici emergenti come il Sud America, nel quale ha registrato il record di ricavi, la Cina e la Corea. L’alto numero di richieste brevettuali in questi Paesi, conferma il trend di sviluppo di questi mercati anche nel settore della cosmesi e ci rivela lo scenario che le aziende di settore potrebbero attendersi da qui a breve, non solo in relazione ai potenziali mercati di sbocco ma anche sulle tipologie di prodotti di maggior successo. Dall’analisi dei brevetti dell’ultimo quinquennio, infine, si rileva quali sono i principali prodotti su cui L’Oréal sta puntando: si spazia da soluzioni per la cura della pelle e dei capelli a preparati per la tintura, da composti eterociclici a oli, grassi e cere.


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STORIE D’INNOVAZIONE

Marketing del futuro: per Scalable Data Analytics l’analisi dei dati è Cloud di Valentina De Grazia

Il Team di Scalable Data Analytics alla Start Cup 2013

Lo dicono tutti, a partire da prestigiosi Istituti come il MIT (Massachusetts Institute of Technology) che proprio in questi giorni lancia un nuovo corso di formazione sul tema, ai blog che interpretano le nuove tendenze tecnologiche come Chefuturo!. Wired lo definisce addirittura il settore, e il mestiere, più sexy del futuro: la parola chiave del 2014 sarà Big Data. Non si tratta solo di una parola alla moda o d’effetto. Parliamo di strumenti necessari per il marketing del futuro. Oggi che condividiamo la nostra vita sul web e tutte le nostre attività sono tracciate e tracciabili, produciamo quotidianamente una mole enorme di informazioni. L’analisi di questi Big Data può consentire alle aziende di conoscere i reali interessi dei potenziali clienti: come occupano il tempo libero, cosa acquistano, quali sono i loro desideri o necessità. La difficoltà sta nel saper gestire i dati, analizzarli, filtrarli e, soprattutto, trarne profitto. Lo sa bene Paolo Trunfio, ricercatore presso il DIMES dell’Università della Calabria e co-fondatore di Scalable Data Analytics, startup vincitrice della Start Cup Calabria 2013 che ha come core business proprio uno strumento di analisi di Big Data. Lo incontriamo per farci raccontare a che punto è la sua impresa. Che innovazione introduce la vostra idea? L’obiettivo di Scalable Data Analytics è fornire a imprese e analisti di business un sistema innovativo per analizzare grandi quantità di dati in modo efficiente utilizzando tecnologie Cloud. L’innova-

zione principale su cui si basa la nostra soluzione è un algoritmo proprietario che riduce i tempi d’esecuzione di applicazioni di data analysis, sfruttando le enormi potenzialità di storage e di calcolo dei sistemi Cloud. L’algoritmo lavora dietro le quinte analizzando i dati sui server del Cloud, mentre l’interfaccia utente è completamente web, secondo il modello Software-as-a-Service (SaaS). Quest’approccio presenta tre vantaggi: grazie al modello SaaS, l’utente non deve installare alcun software particolare sui propri computer e può accedere al sistema e ai dati da qualsiasi terminale; non serve acquistare costosi server per analizzare i dati, perché l’elaborazione è effettuata interamente su Cloud; infine i costi di licenza si riducono molto grazie al modello pay-per-use: si paga solo per il tempo effettivo di utilizzo del software. Come è nata l’idea? Il progetto risale al 2011, quando all’Università della Calabria il professore Domenico Talia, Fabrizio Marozzo ed io, abbiamo concentrato le nostre ricerche sul tema del data mining su Cloud, realizzando un primo prototipo di sistema di data analysis su Cloud che ha subito mostrato grandi potenzialità in termini di prestazioni e usabilità. Da allora abbiamo lavorato costantemente allo sviluppo del sistema, perfezionando in particolare l’algoritmo e l’ambiente di programmazione dei workflow. Nel 2013 il nostro team si è ampliato con il coinvolgimento di Eugenio Cesario, ricercatore dell’ICAR-CNR.


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Quali sono state le tappe più importanti del vostro percorso? Il momento più importante è stato quando, dopo aver sviluppato il prototipo iniziale, sono emerse le grandi potenzialità della nostra soluzione. Questo ci ha spinto a concentrare ancora di più l’attività di ricerca sul tema del data mining su Cloud. La seconda tappa più importante è stata la partecipazione alla Start Cup Calabria 2013. La Start Cup non è solo una competizione, ma è soprattutto un’occasione formativa in cui gli aspiranti startupper apprendono gli elementi fondamentali per valutare i punti di forza e di debolezza della propria idea e imparano a presentarla in maniera efficace ai potenziali investitori. Inoltre, vincere il primo premio alla Start Cup è stato un plus che ci ha ulteriormente motivato a proseguire. Il terzo traguardo è stato arrivare tra i quattro finalisti del settore ICT al Premio Nazionale per l’Innovazione 2013, conquistando anche due premi speciali conferiti da Microsoft e da Intel. Quali traguardi desiderate raggiungere nel 2014? Al momento stiamo partecipando al Talent Lab – spinoff, il percorso di CalabriaInnova per il sostegno di imprese ad alto contenuto innovativo, derivanti da risultati della ricerca scientifica. Da questa esperienza ci aspettiamo non solo di completare la nostra preparazione approfondendo gli aspetti economici propri del nostro specifico settore, ma anche di entrare in contatto con una rete di potenziali investitori nazionali e internazionali. Nel 2014 prevediamo il rilascio della prima versione commerciale del prodotto. Ci concentreremo, inoltre, sullo sviluppo di partnership tecnologiche, fondamentali in un settore ad alto tasso d’innovazione come quello dei Big Data. Negli anni successivi vorremmo avviare altre linee di attività, come lo sviluppo di soluzioni per private Cloud e la realizzazione di servizi di data analysis ad hoc per aziende.

VETRINA DELLA RICERCA

Antiossidanti e polimeri, l’allenza perfetta per il benessere di Alessia Salamone

In Europa un terzo delle donne tra i 20 e i 30 anni è preoccupata della comparsa delle macchie cutanee. Per molto tempo si riteneva che questo fenomeno riguardasse essenzialmente le donne dai 50 anni in su. Un recente studio clinico, invece, ha svelato che la comparsa di macchie sulla pelle non è strettamente legata all’età anagrafica, ma dipende anche dal tipo di pelle e dallo stile di vita. Un possibile rimedio sono creme e unguenti a base di antiossidanti. Gli antiossidanti e i polimeri sono i due componenti maggiormente utilizzati nella preparazione di shampoo, balsami, creme, schiume e maschere per capelli. I primi sono sostanze che agiscono a favore dei meccanismi di difesa attivati dall’organismo. I polimeri, invece, vengono adoperati per la preparazione di emulsioni per la pelle: la loro funzione in cosmetica è di rilevante importanza perché contribuiscono a dare struttura alle emulsioni. Un gruppo di professori e ricercatori del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Uni-

Paolo Trunfio presenta la sua startup a SMAU Milano 2013

versità della Calabria ha costituito uno spin-off universitario, Macrofarm s.r.l., mettendo a punto qualcosa in più: una nuova tecnologia, attualmete protetta da brevetto italiano, che consente di ottenere dei coniugati tra antiossidanti e polimeri. Queste molecole potrebbero rappresentare l’avanguardia della cosmesi del futuro. Perché? I componenti insieme non solo mantengono le rispettive caratteristiche, ma ne aggiungono di nuove in grado di aumentare le performance dei prodotti di bellezza. Secondo il team di ricerca, infatti, le creme e i cosmetici che utilizzano il composto sarebbero in grado di ridurre l’invecchiamento precoce della pelle e la comparsa di macchie. Il materiale polimerico, se adoperato in questa nuova formulazione, forma un film protettivo direttamente sulla pelle e sui capelli. Il polimero e la molecola antiossidante, inoltre, si fanno bene a vicenda: la presenza dell’agente antiossidante riduce la degradabilità del materiale polimerico, che risulta avere maggiore stabilità. La formulazione ha minori effetti tossici nell’assorbimento diretto attraverso la pelle, grazie al film protettivo generato dal polimero. Nella sua originale semplicità, tale tecnologia può essere applicata a una vasta gamma di polimeri e antiossidanti, ottenendo coniugati utilizzabili non solo in cosmetica, ma anche nei settori nutraceutico e cosmeceutico. La preparazione, infatti, richiede tempi brevi e semplici condizioni di sintesi. Per questo, gli inventori immaginano che lo scale-up industriale, cioè l’operazione che consente di passare dai risultati di laboratorio alla scala industriale, sarà semplice e di facile implementazione.


8 IN AGENDA

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CHANCE

A cura di Alessia Salamone

3-5 marzo 2014, Mountain View - California (USA) IL MEGLIO DELL’INNOVAZIONE ITALIANA IN CALIFORNIA Dal 3 al 5 marzo la fondazione Mind the bridge organizza l’evento dal titolo Italian Innovation Day. Al Computer History Museum, a Mountain View in California, il meglio della cultura dell’innovazione italiana negli States e una mostra speciale dedicata all’impronta lasciata dagli innovatori italiani in Silicon Valley. Non mancherà il contributo delle startup italiane. iid.mindthebridge.org

MIUR, UN BANDO PER IL SOSTEGNO AI GIOVANI RICERCATORI Sostenere i giovani ricercatori nella fase iniziale della loro carriera. È questo il senso dell’iniziativa del MIUR 'Sir - Scientific Independence of young Researchers', destinato agli studiosi under 40, che allinea per la prima volta la procedura di selezione dei progetti a quella dell'Erc, European Research Council. Il bando stanzia oltre 47 milioni di euro a favore di progetti di ricerca indipendente per gruppi di ricercatori sotto i 40 anni. Per maggiori informazioni: http://sir.miur.it

4-5 marzo 2014 – Vibo Valentia FORMEZPA: I LABORATORI PROJECT CYCLE MANAGEMENT Continuano in Calabria gli appuntamenti del Project Cycle Management, i laboratori a cura del FormezPA dal titolo “Una metodologia europea per migliorare le capacità di progettazione delle amministrazioni pubbliche”. La finalità è facilitare l’accesso ai finanziamenti europei migliorando l’efficacia dei progetti e dei processi con la partecipazione degli attori locali. www.capacitaistituzionale.formez.it

EUROPA CREATIVA, QUATTRO BANDI IN SCADENZA A MARZO La Commissione Europea, nell’ambito del nuovo programma Europa Creativa 2014-2020, ha pubblicato i primi quattro bandi relativi al sottoprogramma Cultura, a sostegno del settore culturale e creativo. I programmi prevedono la creazione di piattaforme culturali europee, progetti di cooperazione, creazione di network culturali e traduzione e disseminazione testi letterari. La disponibilità di bilancio complessiva supera i 48 milioni di euro. I bandi scadono nel mese di marzo. Per maggiori informazioni: http://ec.europa.eu/culture/creative-europe/calls

18 marzo 2014 - Università della Calabria, Rende (Cs) INVITALIA, UNICAL E CALABRIAINNOVA INSIEME PER L’INNOVAZIONE Invenzione, innovazione e cultura d’impresa. La creazione di startup e le nuove possibilità nel mondo della ricerca e dell’innovazione nelle imprese saranno al centro di un incontro organizzato presso l’Università della Calabria. Invitalia presenterà progetti e incentivi per la creazione di imprese innovative e per favorire la mobilità dei ricercatori, mentre CalabriaInnova illustrerà il modello TalentLab per il sostegno alle startup calabresi. www.invitalia.it 28-30 marzo 2014 – Torino STARTUP WEEKEND TORINO A TUTTO FOOD Una maratona di 54 ore per sviluppare un’idea di business da presentare a una giuria di investitori. Tutto questo è Startup Weekend, uno dei maggiori appuntamenti dedicati alle startup. Questa volta il format approda a Torino per un’edizione interamente dedicata al food. Per tutti gli startupper o aspiranti tali, l’appuntamento è presso l’I3P, l’Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino. www.torino.startupweekend.org 1-2 aprile 2014, Reims - Francia INNOVACT - IL FORUM EUROPEO DELLE STARTUP Arrivata alla 18° edizione, InnovAct Forum, la piattaforma europea per gli incontri e la condivisione di esperienze tra innovatori, ha ora un nuovo “formato” open space di 2.500 m² che permette di ottimizzare incontri e coworking tra innovatori. All’interno del Forum anche l’Innovact Awards finalizzato a promuovere le start-up e i progetti innovativi. Tre le categorie in concorso: Campus (per studenti con progetti imprenditoriali innovativi), Creation (per aziende innovative con un progetto in via di realizzazione) e Startup (dedicato a proprietari di imprese innovative con meno di tre anni di attività). http://forum.innovact.com/ 3 maggio 2014 – Perugia FAMELAB, IL TALENT DEI RICERCATORI Tre minuti e una manciata di parole per comunicare al pubblico un argomento scientifico. Se siete scienziati, ricercatori o studenti universitari non potete non partecipare a FameLab Italia, la competizione internazionale per giovani ricercatori scientifici con il talento della comunicazione. I 14 migliori si affronteranno nella finale nazionale in programma a Perugia il 3 maggio 2014. www.famelab-italy.it

BEST, IL CONCORSO DEDICATO A GIOVANI LAUREATI Invitalia e Steering Commitee mettono in palio tre borse di studio con il concorso BEST - Business Exchange and Student Training - l’iniziativa dedicata a giovani laureati che vogliono realizzare un’idea imprenditoriale. Le borse di studio serviranno a coprire i costi di un corso universitario di 6 mesi presso la Santa Clara University, in California. Per partecipare c’è tempo fino al 18 aprile 2014. Per informazioni: www.bestprogram.it 300.000 EURO PER PROGETTI INNOVATIVI E SOSTENIBILI Edison compie 130 anni e lancia il premio Edison Start. In palio 300.000 euro per tre progetti innovativi e sostenibili nell’ambito dell’energia, dello sviluppo sociale e delle smart communities. Il premio è dedicato a: startup innovative, imprese già esistenti, gruppi di studenti e organizzazioni no profit. Edison selezionerà 30 finalisti per l’attività di consulenza. Alla fine saranno solo tre i vincitori: questi avranno a disposizione 100.000 euro per la realizzazione del loro progetto. Scadenza: 30 marzo 2014. Per saperne di più: www.edisonstart.it INCENTIVI PER L’INNOVAZIONE DELLE PMI Il documento Ricerca e innovazione nelle imprese contiene una serie di misure varate dal Governo che attraverso la nuova programmazione europea finanzieranno, tra l’altro, l’assunzione di esperti, laureati e dottorati per incrementare il tasso di conoscenza e di competitività nelle imprese delle regioni italiane, soprattutto del Mezzogiorno. L’insieme delle misure per il 2014 è stimato in circa 250 milioni. Nei prossimi mesi è prevista l’uscita dei bandi: www.governo.it

Restart Calabria, Idee e persone che cambiano il futuro, è lo speciale di CalabriaInnova. CalabriaInnova è un Progetto Integrato di Sviluppo Regionale finalizzato a sostenere i processi di innovazione delle imprese calabresi, favorendo il trasferimento di tecnologie e conoscenze sviluppate dal sistema della Ricerca al mondo imprenditoriale. Restart Calabria è a cura del Team Comunicazione & Networking di CalabriaInnova In Redazione: Francesco Bartoletta, Giada Cadei, Valentina De Grazia, Alessia Salamone, Francesco Rende Hanno collaborato a questo numero: Teresa Granato e Sonia Garieri Per segnalazioni e info su Restart Calabria: comunicazione@calabriainnova.it

Area Industriale Benedetto XVI (Ex-Sir), Comparto 15, Padiglione F3 - 88046 Lamezia Terme (CZ) CalabriaInnova è una iniziativa di: Regione Calabria, Fincalabra S.p.A, AREA Science Park - Trieste


attualità

Best Practices per l'Innovazione, spazio alle buone idee di Maria Rita Galati

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i scrive Best Practices, si legge innovazione. Nella sede di Confindustria Calabria – alla presenza di Aldo Ferrara, Presidente Piccola Industria Catanzaro, Elena Console, Presidente Terziario Avanzato e Servizi alle Imprese di Confindustria Catanzaro, per i saluti istituzionali e Giuseppe De Nicola, Presidente Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici, Confindustria Salerno, ideatore e vera anima della manifestazione - si è tenuta la tappa calabrese di presentazione del Premio Best Practices per l’Innovazione. L’ottava edizione dell’iniziativa nata nel 2006 in Confindustria Salerno con lo scopo di raccontare casi reali di innovazione e illustrarne i risultati per i beneficiari, si presenta carica di opportunità e occasioni per favorire la diffusione ad un pubblico ancora più ampio e soluzioni finanziarie insperate. L’iniziativa, che è giunta ormai alla sua ottava edizione, ha l’obiettivo di raccogliere idee e progetti innovativi e premiare le storie di successo, stimolando la nascita di una vera e propria rete che promuova l’innovazione Made in Italy. «Praticare l’innovazione, questo è lo scopo del premio – spiega, infatti, De Nicola –. E per praticare l’innovazione

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servono strumenti concreti, che abbiamo deciso di produrre in casa, con l’aiuto dei partner coinvolti». L’obiettivo del 2014 sarà quello di promuovere le soluzioni finanziarie messe a disposizione sia da nuovi strumenti di legge (Equity Crowdfunding e Minibond), sia delle integrazioni studiate ad hoc per il premio, per «stimolare gli investimenti delle aziende e portarle sul mercato a verificare la loro efficacia sul campo». Si punta, in particolare, spiega ancora De Nicola, verso l’internazionalizzazione per condurre le imprese verso i mercati, gli investitori e i centri d’eccellenza. Sebbene assente fisicamente, non ha voluto far mancare il proprio messaggio, il presidente della Camera di Commercio, Paolo Abramo, che ha voluto incoraggiare ad andare avanti quanti credono in questo progetto, con l’obiettivo di allargare sempre di più il progetto di ampliare il ventaglio delle offerte e della partecipazione delle imprese che per aprirsi al mondo hanno bisogno di innovazione e fare rete. Le aziende che partecipano al premio, che si terrà il 13 e 14 giugno prossi-

Giuseppe De Nicola, presidente Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici, Confindustria Salerno

mi a Salerno, hanno l’opportunità di farsi conoscere e di far conoscere le proprie idee innovative, i risultati raggiunti, le proprie specifiche competenze, avendo la possibilità di stimolare collaborazioni anche al di fuori della propria regione di appartenenza con soggetti interessati ad investire in innovazione. Per partecipare basta collegarsi al sito http://www.premiobestpractices.it/, compilare il modulo e spedirlo via mail entro il 15 aprile. Il premio, quest’anno punta ad accompagnare le aziende partecipanti, ed in particolare le start up, verso la concreta possibilità di reperire i fondi necessari per sviluppare i progetti di innovazione. Per questo motivo, Confindustria Salerno, ha avviato rapporti di sinergia con qualificate società di intermediazione di capitali di livello nazionale al fine di rendere quanto più nota, diffusa


attualità

Da sinistra, Elena Console, Aldo Ferrara e Giuseppe De Nicola

ed efficace, la tecnica del crowdfunding. Per incoraggiare e sostenere l’innovazione, infatti, servono anche processi di finanziamento dal basso che mobilitino persone e risorse. Il principio e il traguardo dell’innovazione prendono corpo e sostanza nelle testimonianze, prima di tutto quelle delle aziende calabresi che hanno partecipato con successo alle precedenti edizioni: Federico Bria, della Banca di Credito Cooperativo Mediocrati di Rende e Guido Danieli di CHT, sempre di Rende, che hanno partecipato e ottenuto una menzione di merito nel corso della 7ª edizione e Francesco Tassone di Personal Factory, azienda di Simbario, in provincia di Vibo Valentia, che ha vinto la 6ª edizione del Premio. Interverranno a seguire i venture capitalist Antonio Concolino della Dpixel e Giuseppe Iannello di Econocom. In particolare, al BCC Mediocrati nel 2013 è toccata una menzione speciale del Comitato Tecnico Scientifico. Mediocrati ha partecipato al premio con il progetto di microcredito “COS.MO.”, di recente finanziato dal Fondo Europeo per gli Investimenti che lo ha selezionato quale primo programma italiano nell’ambito dello strumento Progress. Il riconoscimento è arrivato a Salerno, al termine di un evento organizzato da Confindustria, che ha visto partecipare oltre 60 aziende e quasi 70 start-up provenienti da tutto il territorio nazionale. Questa la motivazione che ha

portato alla menzione speciale del Comitato per la BCC Mediocrati: «Innovare e sostenere il territorio, ed in particolare le fasce economicamente più critiche, e riuscire anche ad essere da Sud un benchmark assoluto per il settore nazionale del credito è una sfida vinta con intelligenza e competenza e la dimostrazione su come sostenere l’economia e lo sviluppo in modo responsabile». Il segretario generale della Banca, Federico Bria, ha sottolineato il valore di una Banca di Credito Cooperativo per lo sviluppo dei territori e per la coesione sociale nelle comunità di riferimento. L’innovazione nelle comunicazioni si manifesta con il collegamento via Skype con Bianca delle Piane e Paul Brandano dell’Anderson School of Managment dell’Università della California, considerata una tra le più importanti scuole di business al mondo, che patrocina l’iniziativa. Mentre prima era intervenuto Carlo Macrì, in rappresentanza di Domenico Quaglio di Bridge to Italy, associazione no profit con sede a Los Angeles ed in Calabria che mira a creare una rete di contatti tra imprenditori americani e imprenditori calabresi. E in prima fila un ospite particolare: un paio di scarpette rosse, da un mazzo di chiavi, da una borsa un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. «Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla

sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga», legge Elena Console richiamando l’iniziativa partita, il 29 giugno dall’anfiteatro della villa Comunale di Rometta (Messina), luogo di nascita di Maria Andaloro, editore della rivista online “La Grande Testata” e ideatrice del progetto. La prima fila dell’anfiteatro è stata occupata da un paio di scarpe rosse, da un mazzo di chiavi, da una borsa, lì cristallizzati a testimonianza di un delitto. Confindustria Salerno e gli organizzatori del premio Best Practices, prima di tutto Giuseppe Di Nicola, hanno voluto sposare l’iniziativa e abbracciare la speranza di “Posto occupato” che il “contagio” si estenda anche alle altre città italiane, e che le Istituzioni, i Comuni, i Servizi di ogni genere e i luoghi di aggregazione sociale raccolgano l’invito a riservare un “posto” in memoria delle donne vittime di ogni forma di violenza.•

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attualità

"Smart&start":

Invitalia e Confindustria spiegano le opportunità per le nuove imprese Un workshop molto partecipato nella “casa” degli industriali calabresi di Danilo Colacino

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n’idea, un’impresa. Innovazione: incentivi per le aziende”. Questo lo slogan scelto per denominare e in un certo senso descrivere il work-shop – organizzato da Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa) nella sede di Confindustria Calabria di via Lombardi a Catanzaro alla presenza del presidente regionale della Confederazione degli Industriali Giuseppe Speziali, il quale ha peraltro messo in risalto il rilievo dell’iniziativa definita un’occasione da non lasciarsi sfuggire - in cui sono state prospettati i piani varati per avviare i professionisti alla conduzione di un’azienda anche per combattere gli

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effetti nefasti di una crisi economica che pare interminabile. Un periodo buio in cui non si può più sperare in congrui sostegni da parte dell’apparato della pubblica amministrazione. Il patrimonio di conoscenze ed esperienze (che ormai si definiscono con la locuzione mutuata dall’inglese: know-how) trasmesse da Invitalia si prefiggono lo scopo di permettere, a quanti intendano farlo, di acquisire gli strumenti più efficaci per stare al passo con il dinamismo del mercato globale. Un mondo degli affari e delle transazioni economiche che corre veloce, non attendendo chi è sprovvisto del bagaglio necessario per cogliere o sfruttare le poche chance a disposizione per affermarsi. Il riferimento è anche a opportunità come quelle assicurate attraverso “Smart&start”, vale a dire sostegni

concessi in favore delle neoimprese del Mezzogiorno che puntano sul rinnovamento mediante l’utilizzo delle tecnologie digitali e la valorizzazione dei risultati della ricerca. Lo stesso programma ha una dotazione complessiva di 190 milioni di euro, imperniata su due tipi di agevolazioni. La prima, Smart, che serve ad ammortizzare le spese per la gestione sostenute negli anni in cui si è “lanciata” l’azienda, anche proponendo nuovi modelli di business sotto il profilo organizzativo e produttivo. Si tratta, in altre parole, del cosiddetto start up, in cui è sempre particolarmente difficile fronteggiare tutti i possibili imprevisti che possono capitare e creare non pochi problemi, soprattutto a un “neofita del mestiere”. C’è poi la seconda, Start, che invece


attualità Da sinistra, Antonio Mazzei, Giuseppe Speziali e Massimo Calzoni

contribuisce a coprire i costi per l’investimento iniziale delle società operanti nell’economia digitale. Aiuti finanziari cumulabili fino a un massimo di 500 mila euro in un quadriennio rivolti a piccole imprese, attive da meno di sei mesi. Chance molto importanti che, a prescindere dai pur determinanti aspetti tecnici di tale pianificazione, hanno spinto il dirigente dell’Agenzia Massimo Calzoni a spronare i tanti laureati, giovani e meno giovani, presenti in sala: «Vi sollecito a uno scatto d’orgoglio, evitando di piangervi addosso e dimostrando al contrario di avere le risorse per creare, anche nel Meridione, le migliori imprese del Paese. Avete le possibilità per riuscirvi,sfruttando il lavoro di strutture come le nostre che mettono a disposi-

zione gli strumenti idonei a centrare l’obiettivo. Nessun traguardo vi è infatti precluso. Anzi. State certi che con un impegno costante potrete puntare in alto. Ma ribadisco che serve tempo e abnegazione». Fra quanti sono intervenuti durante il seminario il project manager di CalabriaInnova (Pisr finalizzato a sostenere i processi di innovazione) Antonio Mazzei, il quale ha illustrato le tre linee d’intervento imperniate su altrettanti bandi per l’imprenditoria giovanile denominati Talent Lab; Talent Lab Start-up e Attiva l’Innovazione. Manifestazioni d’interesse rivolte a persone fisiche, singole o associate in gruppo, esclusivamente residenti o domiciliati nel territorio regionale: «Abbiamo ritenuto che non fosse utile emettere avvisi senza garantire un patrimonio di informazioni e una rete di contatti con i principali attori del settore

industriale locale. Sul nostro sito CalabriaInnova.it c’è una piattaforma online che consente di conoscere i dettagli delle manifestazioni d’interesse ancora aperte e di compilare una domanda di adesione. Documento che si può poi stampare in Pdf e spedire a noi, una volta firmato. I progetti, tra l’altro, sono stati approvati dal Comitato di Sorveglianza europeo di Bruxelles. Sulla base delle varie esigenze – ha aggiunto – assicureremo un tutoraggio e un’assistenza continua a coloro che si troveranno nella delicata fase preparatoria della costituzione di un’azienda». Lo stesso Mazzei ha infine aggiunto: «Sono oltre 200 i professionisti e i ricercatori calabresi, potenziali imprenditori, i quali aderendo all’avviso pubblico emesso da CalabriaInnova, che offre formazione, consulenza e assistenza, cosiddetto Talent Lab – spinoff, potrebbero assistere alla trasformazione in concreto del proprio lavoro scientifico in un’azienda di successo». •

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attualità

Start-up

innovative: di Tommaso Rotella

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e Start-up innovative sono state introdotte nel nostro ordinamento con il dl 179/2012 cui hanno fatto seguito le modifiche del Decreto Legge 76/2013, con il quale il Governo, prendendo atto dell’esiguo numero di società iscritte nella speciale sezione del Registro Imprese istituita con l’art. 25 del Decreto Legge 179/2012 ha previsto criteri meno restrittivi per la qualificazione come start-up innovativa, e per l’accesso alle conseguenti agevolazioni. Con riferimento alle novità apportate dal dl 76/2013, una prima modifica riguarda le spese in ricerca e sviluppo. Nello specifico, viene ridotto al 15%, il rapporto tra gli investimenti in spese di ricerca e sviluppo ed il valore della produzione o dell’attivo, e per quanto riguarda il requisito dell’impiego di personale altamente qualificato viene previsto che la forza lavoro possa anche

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la nuova disciplina dopo il dl 76/2013

essere titolare della laurea magistrale e non necessariamente del dottorato di ricerca. Viene poi previsto in alternativa alla titolarità di una privativa industriale, il requisito della titolarità di diritti relativi ad un software originario registrato presso la Siae. Inoltre, per le Start-up innovative, destinate a sviluppare un volano virtuoso per l’economia nazionale, viene soppressa la previsione che richiedeva la titolarità della maggioranza del capitale da parte di soci persone fisiche per i primi due anni dalla costituzione, consentendo quindi fin da subito l’ingresso ad investitori istituzionali.

La norma istitutiva prevede che può costituirsi come Start-Up, la società di capitali (Srl, Spa, Scrl, Sapa, Srl semplificata ovvero una Societas Europea residente) che: ► abbia oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico; ► non sia stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo d’azienda; ► è costituita e svolge attività d'impresa da non più di quarantotto mesi;


attualità ► ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia; ► a partire dal secondo anno di attività della Start-Up, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro; ► non distribuisce, e non ha distribuito, utili; e possieda almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti alternativi: ● le spese in ricerca e sviluppo sostenute in ciascun anno sono uguali o superiori al 15 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa; ● impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un'università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero; ● impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell'articolo 3 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270; ● sia titolare o depositaria o licenzia-

taria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale; ● sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa. La start-up innovativa gode di vantaggi nel rinvio degli obblighi di apporto di capitale in occasione di perdite, infatti, nel caso di perdite oltre il terzo del capitale sociale, ma che non riducano il capitale sotto il minimo legale, il termine per la riduzione di tale perdite è posticipato al secondo esercizio successivo. Invece, nel caso di perdite che riducano il capitale sotto il minimo legale, l’assemblea dei soci convocata senza indugio può rimandare le decisioni in merito alla riduzione del capitale ed alla copertura della perdita fino al termine dell’esercizio successivo non operando fino a tale data la clausola di scioglimento. In materia di automatismi nei controlli fiscali, non si applica la disciplina delle società di comodo e per l’accesso a forme di finanziamento innovative le quote della società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i

La Start-Up ha diritto a un credito di imposta pari al 35% del costo, con un massimo di € 200.000,00 annui per impresa

portali per la raccolta di capitali, opzione in genere riservata solo alle Spa. Al fine di incentivare la partecipazione al proprio capitale, come forma di coinvolgimento e di riduzione dei costi, a dipendenti, collaboratori, amministratori e prestatori d’opera, in deroga alle previsioni dell’art. 2474 si possono prevedere piani di incentivazione che prevedano l'assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell'organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali, acquisendo o accettando in garanzia quote proprie, ovvero accordando prestiti o fornendo garanzia per il loro acquisto o la loro sottoscrizione. Per le Start-up non sono dovuti i bolli ed i diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonche' il pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle camere di commercio. Per l’assunzione di personale altamente qualificato assunto a tempo indeterminato compreso quello assunto attraverso i contratti di apprendistato, la Start-Up ha diritto ad un credito di imposta pari al 35% del costo, con un massimo di € 200.000,00 annui per impresa. Nell’accesso all’agevolazione la ►

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attualità Le persone fisiche che investano in Start-Up, hanno diritto per gli anni 2013, 2014 e 2015 ad una detrazione di imposta pari al 19% dell’investimento realizzato, con un massimo di investimento agevolato pari a € 500.000 Start-Up ha precedenza su società non Start-Up per la flessibilità dei rapporti di lavoro. L’assunzione di lavoratori può avvenire con contratto a termine di durata compresa tra 6 e 36 mesi, trovando giustificazione dell’apposizione del termine dal fatto di essere impegnati in attività inerenti o strumentali all’oggetto sociale. Il contratto può essere prorogato più volte anche senza soluzione di continuità nel limite di 36 mesi, oltre tale periodo la proroga deve avvenire con l’assistenza della Direzione Territoriale del Lavoro competente. Le persone fisiche che investano in Start-Up, anche per il tramite di altri organismi che a loro volta investano in

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Start-Up, hanno diritto per gli anni 2013, 2014 e 2015 ad una detrazione di imposta pari al 19% dell’investimento realizzato, con un massimo di investimento agevolato pari a € 500.000 per ciascun periodo di imposta. Le società soggette ad Ires che investano in Start-Up, anche per il tramite di altri organismi che a loro volta investano in Start-Up, hanno diritto ad una riduzione del reddito imponibile pari al 20% delle somme investite in Start-Up innovative, limitatamente ad un massimo di investimento agevolabile pari a Euro 1.800.000,00 euro per ciascun periodo di imposta. Per le startup a vocazione sociale che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico le detrazioni sono rispettivamente pari al 25% per le persone fisiche ed al 27% per le società. Entrambe le agevolazioni vengono meno se le partecipazioni vengono ce-

dute prima dei due anni dall’acquisto. Per l’accesso alle agevolazioni è atteso a breve l’emanazione di un apposito decreto ministeriale che detterà gli adempimenti necessari all’ottenimento delle agevolazioni. Le Start-Up non possono fallire, l’unica procedura esperibile è la composizione della crisi per sovraindebitamento. Trascorsi 12 mesi dall’inizio dello stato di liquidazione le informazioni relative a soci ed amministratori della società, non sono più a disposizione dei terzi per la consultazione. L’accesso alle informazioni è riservato all’autorità giudiziaria, il regime delle start-up innovative permane per un periodo di quattro anni dalla costituzione e purchè vengano mantenuti i parametri previsti dalla norma. Al termine del periodo quadriennale, ovvero prima nel caso di perdita anticipata dei requisiti, la relativa disciplina viene meno. Rimangono però validi i contratti a termine già in essere alla data e fino alla relativa scadenza, e continuano ad operare, limitatamente ai diritti già sottoscritti, le particolari clausole introdotte nello statuto a favore di titolari di particolari tipologie di quote nonché quelle inerenti strumenti finanziari con diritti patrimoniali ed amministrativi. Le Start-up innovative possono accedere gratuitamente all'intervento del Fondo centrale di garanzia PMI, di cui all'art. 2, comma 100, lett. A) della legge 662/96, secondo i criteri e le modalità semplificati individuati con il decreto del Ministero dello sviluppo economico del 29 aprile 2013, pubblicato nella G.U. n.147 del 25 giugno 2013. Le Start-Up sono iscritte alla speciale sezione presso il Registro Imprese su istanza, unendo all'istanza un autocertificazione del possesso dei requisiti. Ogni anno entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio la Start-Up deve depositare al registro imprese una dichiarazione ove attesti la permanenza dei requisiti previsti per l’iscrizione. •


attualità

Un rapporto privilegiato

tra Equitalia e gli industriali catanzaresi

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avorire la collaborazione per attuare soluzioni tese a migliorare - e semplificare - i rapporti con i cittadini, offrendo canali in grado di garantire servizi efficaci e facilmente fruibili. Va in questa direzione il protocollo d’intesa che il presidente di Confindustria Catanzaro, Daniele Rossi, ha siglato assieDaniele Rossi e Giovanbattista Sabia me a Giovanbattista Sabia, direttore regionale Calabria di poequitalia.it, compilando il form preEquitalia Sud. Nella sede di via Eroi, è sente nella sezione “Accordi con Enti, stato sottoscritto l’accordo che preve- Associazioni e Ordini” e, allegando la de, nello specifico, l’apertura da parte documentazione necessaria, richiedere di Equitalia, per gli operatori autorizza- informazioni e consulenza o, per le siti dalla Associazione, di “uno sportello tuazioni più complesse e delicate, fissare telematico dedicato al quale gli iscrit- un appuntamento presso le sedi di Equiti a Confindustria Catanzaro potranno talia Sud a Catanzaro e Lamezia Terme. richiedere informazioni per conto dei In tal caso si potranno ricercare inforpropri assistiti”. Si potrà così accedere mazioni e il rilascio di estratti di ruolo al canale dedicato, dal sito www.grup- e di attestazioni. Inoltre si potranno pre-

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sentare istanze di rateazione ed avere accesso a tutte le operazioni di servizio ai contribuenti effettuabili presso gli sportelli dell’Agente della Riscossione. “L’iter agevolato – si specifica nell’intesa – sarà consentito esclusivamente ai delegati indicati nell’elenco dell’ Associazione”. La convenzione avrà durata di due anni (a partire dal 29 novembre 2013) e contempla anche la possibilità di “promuovere e favorire programmi formativi, finalizzati ad approfondire aree tematiche sull’attività della riscossione, in modo da agevolare uno scambio circolare di informazioni e un miglioramento della qualità complessiva dell’attività posta in essere a servizio dei delegati dell’ Associazione”. Un accodo che, secondo Sabia, dimostra come Equitalia voglia essere “meno esattore e votarsi maggiormente


attualità Daniele Rossi:

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Si è voluta ulteriormente consolidare la collaborazione tra gli industriali della provincia di Catanzaro ed Equitalia Sud, con una particolare attenzione alle aziende che, in questo momento di crisi economica, si trovano in uno stato di disagio finanziario» alla consulenza”: «vogliamo cambiare pelle» , ha detto nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato anche il direttore di Confindustria Catanzaro Dario Lamanna e il responsabile dei rapporti con i contribuenti Salvatore Baffa. «L’intesa – ha spiegato ancora Sabia – vuole rafforzare il percorso di collaborazione e ascolto intrapreso dal Gruppo Equitalia. La convenzione, inoltre, prevede di avviare iniziative di approfondimento che permetteranno di veicolare informazioni sulle attività di riscossione. Lo sportello dedicato – ha concluso – consentirà agli iscritti di accedere a un canale di interazione, attraverso il quale saranno in grado di svolgere numerose operazioni senza doversi recare presso i nostri uffici». Soddisfatto dell’intesa il presidente Daniele Rossi, secondo cui attraverso questa firma «si è voluta ulteriormente consolidare la collaborazione tra gli industriali della provincia di Catanzaro ed Equitalia Sud, con una particolare attenzione alle aziende che, in questo momento di crisi economica, si trovano in uno stato di disagio finanziario. L’accordo, attraverso un canale privilegiato, renderà più agevole e più fluido il rapporto tra le imprese associate ed Equitalia semplificando le procedure di riscossione dei tributi». Cosa di non poco conto in una Italia dove la burocrazia, anche in termini di fisco, è asfissiante. •

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attualità

Gaetano Macrì (Ance Vibo) bacchetta i politici locali di Maurizio Bonanno

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e c’è un particolare che caratterizza l’attuale presidente dell’Ance di Vibo Valentia, Gaetano Macrì, è la schiettezza. Pragmatico come deve essere chi fa impresa, Gaetano Macrì va diritto al cuore del problema e senza giri di parole descrive, analizza, denuncia la situazione con chiarezza. «Il settore edile è quello più colpito dalla crisi che incombe ormai dal 2008 – afferma – i costruttori vibonesi sono fra quelli che maggiormente, rispetto i colleghi delle altre province, la stanno subendo.Il territorio sta pagando l’assoluta carenza di un programma che doveva essere pensato prima dell’agenda 2007-2013, al fine di poter sfruttare in pieno i fondi POR e FERS, fondi che la provincia di Cosenza, di Reggio e quella di Catanzaro hanno sfruttato, ottenendo il finanziamento della metropolitana di Cosenza (160 milioni), la metropolitana di Catanzaro (100 milioni), l’aeroporto di Lamezia (oltre 80 milioni), Vibo Valentia di questa pioggia di fondi non ha ottenuto nulla, se non l’accontentino di qualche PISL con importi minimi rispetto a quello che erano in gioco». «Quello che preoccupa – aggiunge – è che ad oggi nessun comune della provincia ha adottato il PSC e quindi il Piano delle Opere Comunale (poc), con una eventuale programmazione che per l’ennesima volta risulta aleatoria, non credibile e quindi non finanziabile, rischiando anche per questa volta di perdere il treno

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per incompetenza e negligenza. Nessun comune ha dei progetti cantierabili, e con questa nuova rimodulazione dei fondi FERS rischiamo di rimanere per l’ennesima volta fuori». Quindi, la denuncia, secca, diretta, precisa: «Mi chiedo qual è il ruolo della politica nel Vibonese in questo periodo di crisi, quando la parola “Politica” significa governo e condivisione della città ovvero degli spazi pubblici e non quelli privati». E via elencando le problematiche più complesse: «Nella provincia di Vibo Valentia – denuncia Gaetano Macrì – abbiamo una macchina burocratica inefficiente, mal gestita ed ancor peggio rappresentata, un giudizio questo che baso sulla mia esperienza: non si può assolutamente dormire su una richiesta di permesso a costruire, quando le imprese chiudono; uno stato d’avanzamento rimane nel cassetto quando le imprese pagano interessi su interessi; la Sovrintendenza fa filosofia quando le imprese quotidianamente fanno la corsa con il tempo e oggi devono fare la corsa ad ostacoli. Non è accettabile che l’appalto del nuovo teatro di Vibo Valentia si esplica tre volte mentre a Roma in soli tre anni si è progettata, appaltata e realizzata la nuova Stazione Tiburtina». «Chiediamo una classe politica più attenta ai problemi del territorio – afferma il presidente dell’Ance di Vibo Valentia – che ascolti di più chi ha interessi onesti da portare avanti su questa terra, di fare scelte oculate. Prima di scendere in campo, i politici devono misurarsi con la realtà: Gli amministratori devono

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Prima di scendere in campo, i politici devono misurarsi con la realtà: Gli amministratori devono saper scegliere i dirigenti, tra quelli che sappiano fare il loro lavoro e vogliano interessarsi dal territorio ed al bene comune»

saper scegliere i dirigenti, tra quelli che sappiano fare il loro lavoro e vogliano interessarsi dal territorio ed al bene comune». «La provincia di Vibo Valentia – prosegue nella sua analisi Macrì – vive anche grazie ad aziende giovani, ma ve ne sono altre ultracentenarie, che hanno superato il periodo del dopoguerra, eppure oggi con questa crisi rischiano seriamente di chiudere, grazie alle scelte sciagurate della politica, della burocrazia». «La situazione che stanno attraversando le imprese edili vibonesi è drammatica – conclude il presidente dell’Ance Vibo Valentia, Gaetano Macrì – storiche aziende, nomi che hanno fatto la storia imprenditoriale di questo territorio sono costrette a licenziare. Ormai abbiamo superato il migliaio di posti di lavoro. Aziende che sempre hanno garantito sul territorio lavoro ed attività sociali chiudono nell’indifferenza di tutti». •


attualità

Il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti per affrontare la crisi di Maurizio Bonanno

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possibile la ripresa in una fase storica come questa? È possibile la riprese economica soprattutto nel Mezzogiorno? E quali gli strumenti? Per tentare di dare risposa a questi interrogativi, l’Ance di Vibo Valentia, insieme alla Confindustria provinciale, ha organizzato un seminario nel corso del quale sono stati presentati gli strumenti messi in campo dalla Cassa depositi e Prestiti per la ripresa economica. Ai lavori, aperti dal presidente dell’Ance Vibo Valentia, Gaetano Macrì sono intervenuti il Presidente Ance Calabria, Francesco Cava, Davide Colaccino della Cassa Depositi e Prestiti, Massimo Sabatini del Comitato Mezzogiorno Confindustria, Mario Maiolo della Lega Autonomie Calabria, Giuseppe Minervino di ABI Calabria ed Antonio Gentile Presidente di Confindustria Vibo Valentia. Particolare rilevanza è stata data al ruolo della Cassa Depositi e Prestiti ed ai nuovi strumenti a sostegno dell’economia illustrati dettagliatamente da Davide Colaccino. Con il Plafond Casa, infatti, la cui dotazione è di due miliardi di euro – è stato evidenziato – parte il finanziamento

destinato a sostenere l’accesso al credito nel settore residenziale, tramite mutui garantiti da ipoteca, dell’acquisto di immobili residenziali, con priorità per le abitazioni principali, preferibilmente appartenenti ad una delle classi energetiche A, B o C e/o di interventi di ristrutturazione e accrescimento dell’efficienza energetica, con priorità per le giovani coppie, per i nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile e per le famiglie numerose. Beneficiari dello strumento sono le persone fisiche che accedono ai mutui concessi dalle Banche aderenti. «L’accesso al plafond – ha spiegato Colaccino – è regolato “a sportello”, fino ad esaurimento dello stesso. Nella fase di avvio, una quota del 30% del Plafond è riservata alle Banche del Sistema del Credito Cooperativo ed alle Banche Piccole e Minori». Come in altri strumenti, una specifica Convenzione tra CDP e l’Associazione Bancaria Italiana regola le linee guida e le regole applicative per l’utilizzo delle risorse e proprio il 31 gennaio sono previste le sottoscrizioni da parte dei primi istituti bancari. Massimo Sabatini, di Confindustria, ha tracciato il quadro degli effetti della crisi nel Sud Italia annotando come negli ultimi sei anni il Pil del Mezzogiorno sia sceso di circa il 10 %: «La crisi – ha

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Con il Plafond Casa, la cui dotazione è di due miliardi di euro parte il finanziamento destinato a sostenere l’accesso al credito nel settore residenziale, tramite mutui garantiti da ipoteca, dell’acquisto di immobili residenziali...»

spiegato – ha generato il crollo degli investimenti nelle costruzioni riportando il settore indietro di vent’anni». Significative le cessazioni d’impresa: 366 al giorno, 30 al giorno in Calabria; poco credito e più caro che altrove. Per invertire la tendenza le soluzioni suggerite da Sabatini partono dal pagamento dei crediti delle imprese da parte delle PA, passando dalla riduzione del cuneo fiscale alla riattivazione dei flussi di credito da parte delle banche fino alle opportunità offerte dalla programmazione europea. •

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attualità

Patrimoni confiscati, anche la Camusso è critica

La leader della Cgil ha partecipato a un convegno organizzato a Reggio Calabria di Paolo Orofino

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ontestualmente all’impegno di Confindustria Calabria, sul fronte dei beni confiscati e non sfruttati si muove con forza anche la Cgil, che lo scorso mese di dicembre ha organizzato a Reggio Calabria, un convegno sulla questione con la presenza del segretario nazionale della sigla sindacale, Susanna Camusso, per dare maggiore impulso alla battaglia per risolvere la problematica, che sta preoccupando anche il governo Letta.

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Al convegno, moderato dal direttore del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza, hanno preso parte anche il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho e il direttore dell’agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati, Giuseppe Caruso. La leader della Cgil ha espresso un giudizio molto critico sull’allarmante dato inerente i patrimoni requisiti ed il riuso dei beni sottratti alla criminalità organizzata. I numeri indicano una scarsissima percentuale di imprese, che resistono dopo la confisca. In Calabria si osservano fondi agricoli sequestrati, che diventano aridi e infruttuosi, case e palazzine disabitate da anni. Tutto ciò – oggi che la crisi economica e occupazionale attanaglia soprattutto le regioni meridionali – è

una perdita che non ci possiamo permettere. È bene ricordare che in più occasioni il direttore dell’agenzia nazionale beni confiscati ha affermato di aver a disposizione un valore “quasi equivalente ad una manovra finanziaria”, ma di non poterlo sfruttare a causa di una normativa che “blocca tutto”. Susanna Camusso ha parlato di “situazione paradossale” che finisce per essere una delle “tante contraddizioni italiane di questa fase storica”. Il segretario della Cgil si è soffermato pure sulle ricadute negative derivanti dal calo di lavoro, se tante aziende confiscate chiudono. «Effettivamente – ha detto la Camusso – bisogna trovare un equilibrio in questa situazione paradossale che si è venuta a determinare. E' una delle tante contraddizioni di questa fase storica,


attualità come ad esempio i proventi della lotta all'evasione fiscale che non si riescono a recuperare. Le aziende confiscate che falliscono provocano un doppio danno: la perdita di tanti posti di lavoro da un lato e dall'altro il rischio che passi il messaggio, profondamente errato, che le aziende controllate dalla criminalità danno lavoro e quando rientrano nella legalità no. Bisogna creare nuove possibilità, trovare misure idonee, aldilà delle competenze dei tribunali. Queste aziende confiscate devono essere valorizzate e non devono diventare una perdita. Con la normativa attuale, si finisce per disperdere un'ingente patrimonio, cosa che non ci possiamo permettere. Bisogna considerare il sequestro dei beni della criminalità una misura essenziale per combatterla. Nel contempo si deve trovare il modo di far fruttare queste attività economiche e non di farle fallire». La Camusso ha poi toccato un tasto molto delicato. Come già detto, un numero davvero esiguo di imprese resiste dopo il sequestro. La stragrande maggioranza delle aziende requisite non arriva alla destinazione post-confisca. Fallisce prima, con conseguente azzeramento di posti di lavoro. Il segretario della Cgil ha indicato una via risolutiva. «Abbiamo raccolto le firme per una

proposta di legge d'iniziativa popolare – ha puntualizzato la sindacalista – che abbiamo chiamato "Io riattivo il lavoro" e che affrontata proprio questa problematica. Una proposta di legge a tutela dei lavoratori delle aziende confiscate, che rischiano di rimanere senza

«In Calabria si osservano

l'attuale copertura degli ammortizzatori sociali per i lavoratori e a dare un sostegno al percorso di riconversione delle aziende per il loro rilancio nella fase della confisca e del dopo». Il numero uno dell’organizzazione sindacale più rappresentativa d’Italia, ha proseguito il suo intervento dicendo la sua sulla proposta di vendita a privati dei beni confiscati, ipotesi oggi vietata dalla legge. «Il tema è molto delicato – ha detto – e apparirebbe facile procedere alla vendita. Ma noi abbiamo già avuto esperienze negative con la messa all'asta di alcune proprietà requisite. Aste a cui di fatto hanno partecipato le stesse famiglie, o loro prestanomi, alle quali i beni erano stati espropriati. Bisogna che da questo punto di vista, ci siano dei vincoli e delle certezze. Non può essere, per dirla con una battuta, che la magistratura sequestra e l'asta restituisca i beni alle cosche. È necessario costruire un reticolo di punti fermi per evitare che tutto questo si verifichi. Soprattutto quando si parla di ritorno al mercato dei beni sottratti alla criminalità – ha concluso la Camusso – bisogna fare molta attenzione. In molti casi posso anche essere favorevole alla vendita, a condizione però che ci sia la certezza assoluta che quei beni non tornino nelle mani dei mafiosi». •

fondi agricoli sequestrati, che diventano aridi e infruttuosi, case e palazzine disabitate da anni»

impiego. Un vasto arco di forze e di associazioni impegnate nell'azione di contrasto ai clan mafiosi hanno partecipato al lancio dell'iniziativa della Cgil, che speriamo dia presto i suoi frutti. La nostra proposta punta ad ampliare

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Banca - Impresa: per un Mezzogiorno che vuole crescere

La multicanalità vista dalla Calabria I sistemi di pagamento 2.0

di Daniele Nicosia*

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ulticanalità, in altre parole il “nuovo volto” della Banca moderna, attenta a rispondere rapidamente al dinamismo ed alle incertezze dell’ambiente circostante, offrendo l’opportunità al cliente di utilizzare i servizi bancari attraverso una molteplicità di canali di distribuzione. L’analisi trimestrale sulla diffusione dei sistemi di pagamento condotta a giugno 2013 in Italia dall’ABI, evidenzia la giusta tendenza di ben 2,5 milioni di imprenditori italiani, dotati della “valigetta degli attrezzi 2.0”. - E-commerce; - Corporate Banking; - POS; - Carte di pagamento; - Money transfer. Un pacchetto di servizi evoluti, ritenuto ormai essenziale per fare business. E dinnanzi a questo scenario il Mezzogiorno, non sta certo a guardare: ben 375.000 sono gli imprenditori 2.0, e di questi però solo il 10% operano in Calabria. Un dato non ancora soddisfacente ma in continua crescita, a testimonianza che la Calabria vuole evolvere. Una evoluzione che non passa soltanto dagli

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investimenti in tecnologie hardware e software, ma nell’efficientamento dei processi chiave. L’e-commerce difatti non è solo un canale alternativo di vendita, bensì un nuovo modo di fare economia, con una differente vision. Il giusto approccio è quello di impiegare l’innovazione tecnologica non per “sopravvivere” alla concorrenza spietata delle aziende, ma per fare business da protagonisti. Vendendo on-line i propri beni e servizi senza preoccupazioni e con minori costi di Daniele Nicosia gestione legati alla struttura, il tempo dedicato alla gestione dell’impresa si riduce, a favore del vendendo i propri prodotti e servizi in tempo dedicato allo studio della propria tutto il mondo, in sicurezza, 24h su 24h clientela… e così l’impresa cambia! Si e 365 giorni all’anno. arricchisce di contenuti ed assume una Ben due terzi degli imprenditori connotazione “internazionale” aumenitaliani operano on-line con la propria tando quindi le potenzialità di vendita. Banca. Per rispondere ancora meglio a queste In particolare, uno studio condotto esigenze la Banca Popolare del Mezzodall’ABI evidenzia come il 72% degli giorno offre il servizio “QuiPago”, osutenti e-business (1,8 milioni) abbia efsia un POS “Virtuale” dedicato a tutte fettuato almeno una disposizione di pale realtà imprenditoriali, che decidono gamento/bonifico mediante Corporate di operare nel commercio elettronico, Banking Interbancario.


Banca - Impresa: per un Mezzogiorno che vuole crescere Il Corporate Banking Interbancario, noto come CBI, è un servizio bancario telematico, realizzato con il coordinamento dell'ABI, che fornisce una vasta gamma di funzioni finanziarie, informative e commerciali. Consente ad una azienda di qualsiasi dimensione di ricevere informazioni sui rapporti intrattenuti e/o impartire disposizioni (di incasso e/o di pagamento come bonifici, Mav, Rid, Ri.Ba., bollettini bancari, ecc.) tramite i propri computer, con diverse banche con le quali intrattiene rapporti. Il collegamento con la Banca avviene utilizzando la tecnologia Internet con protocolli di sicurezza elevatissimi, tramite il riconoscimento di una User ID ed una Password univoche (la sicurezza del collegamento è garantita dagli standard ssl 3 a 128 bit che la banca ad oggi utilizza). Molto significativo è il dato, sempre diffuso dall’ABI, circa il numero di apparecchiature P.O.S. in essere a dicembre 2012 sul territorio nazionale: 1 Milione sono gli esercenti che lo posseggono, principalmente nel settore del commercio al dettaglio, ristorazione e riparazione autoveicoli. Di questi il 20% opera nelle regioni del Sud Italia (il 2% in Calabria). Il P.O.S. (Point Of Sale) è un apparecchio elettronico, che permette, agli esercenti di incassare pagamenti mediante carte di pagamento direttamente nei   propri conti correnti. Quali sono i vantaggi? Immagine (il negoziante evidenzierà modernità ed efficienza); maggior sicurezza del buon esito dei pagamenti; minori rischi di furti e rapine grazie alla minor giacenza di cassa; minori truffe, minor rischio di banconote false, assegni scoperti; minor margine di errore (es. gestione del

resto); risparmio di tempo. Spostando l’analisi sugli strumenti di pagamento utilizzati dalle aziende in Italia, uno studio condotto da VISA Europe Consulting and Analytics, mostra come l’utilizzo delle carte di pagamento nelle imprese sia notevolmente inferiore rispetto alla clientela consumer. Ancor più basso è il dato proiettato sulle regioni del Mezzogiorno (PMI: 1%, Corporate: 0,2%). Risulta evidente quanto non siano ancora chiare alle aziende le opportunità offerte dalle carte di pagamento. Difatti le carte di credito permettono di: 1) Ottimizzare (l’utilizzo delle risorse, i processi aziendali, il controllo delle spese); 2) Concretizzare (benefici economici tangibili); 3) Aumentare l’accesso al credito; 4) Limitare i rischi. Questi ed altri sono i benefici di cui godono gli oltre 10.000 clienti business

po BPER (79%) sia superiore del 34% rispetto alla media del mercato italiano (45%). In Europa un’impresa ha in media 1,14 carte di pagamento aziendali, contro le 0,59 in Italia (dati al 31/12/2012). L’Italia difatti in un confronto con le “big” d’Europa è all’ultimo posto anche per il transato medio annuo (inferiore del 26% rispetto alla media europea). È necessario chiarire che una carta di credito, specialmente in ambito aziendale, garantisce una marcia in più

  in termini di praticità e funzionalità nella gestione delle spese aziendali; inoltre, oggigiorno, rappresenta la chiave di accesso a tutti i servizi/processi transazionali che i moderni istituti di credito forniscono, come ad esempio anticipi di contante e disposizioni di pagamento presso gli ATM evoluti, operazioni di Money Transfer (trasferimento di liquidità sui conti correnti) tramite gli Internet Banking. •

della BPMezz, titolari di una carta di pagamento BPERCARD, consapevoli del valore aggiunto offerto da tale strumento: lo dimostrano i dati forniti da Banca d’Italia nella Relazione annuale 2012, in cui si evidenzia come la percentuale delle carte attive (utilizzate almeno una volta nell’anno) del Grup-

Per avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati: puntoimpresa@bpmezzogiorno.it *Resp. Sezione Servizi, Mercato Retail

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"Mediocrati" e Unionfidi: accordo

per agevolare l’accesso al credito delle Pmi S

i rafforza il rapporto di collaborazione tra il Credito Cooperativo Mediocrati ed Unionfidi Calabria. Presso la Direzione Generale dell’Istituto di Credito, i rispettivi presidenti Nicola Paldino e Renato Pastore, hanno sottoscritto la nuova convenzione che prevede nuovi strumenti operativi ed una procedura più snella. Il tutto per rispondere con maggiore efficacia, alle esigenze del-

le PMI del territorio in un momento di forte crisi nel quale, l’accesso al credito, è diventato non soltanto elemento fondamentale e centrale ma, anche, sempre più difficile per la gran parte delle imprese. Soddisfazione è stata espressa dal Presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino per il quale: «potere contare su un partner serio ed affidabile come Unionfidi Calabria, la cui capacità di valutare il rischio è improntata a standard estremamente affidabili e professionali oramai consolidati negli anni, rappresenta per noi un supporto molto importante che ci aiuterà a continuare nel sostegno alle imprese serie, in un periodo molto difficile». Da parte sua, il Presidente di Unionfidi Calabria, ha evidenziato come: «la firma di questa nuova convenzione con il Credito Cooperativo Mediocrati, da anni nostro partner primario ed espressione di primo piano del mondo del credito regionale i cui rappresentanti hanno sempre dimostrato una grande attenzione verso il nostro organismo, ci

Renato Pastore

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consente di ampliare l’offerta di servizi alle imprese associate, che invitiamo a rivolgersi a noi ed alla Banca con fiducia pur in un momento davvero complicato». Queste le novità più importanti della nuova convenzione: rilascio da parte di Unionfidi Calabria, della garanzia “a prima richiesta” che assicura, alla Banca, un maggiore contenimento del proprio rischio; iter istruttorio più snello; rilascio di garanzia a valere sul Fondo POR attribuito dalla Regione Calabria ad Unionfidi Calabria per favorire l’accesso al credito delle PMI su finanziamenti legati sia ad investimenti produttivi che alla gestione del circolante; possibilità di concedere garanzie a valere sul Fondo prevenzione usura, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente; tassi e condizioni particolarmente vantaggiose per le imprese. La convenzione è già operativa per cui, le imprese interessate, possono rivolgersi agli sportelli della BCC Mediocrati ed alla sede di Unionfidi Calabria, per l’avvio delle richieste. •


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Convenzione tra BNL e Confindustria Catanzaro, avviato il percorso

di Maria Rita Galati

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abbisogno finanziario di gestione, investimento, sviluppo e reintegro circolante, internazionalizzazione quali capisaldi per favorire il rafforzamento e lo sviluppo delle imprese associate a Confindustria Catanzaro, anche facilitandone l’accesso al credito alle migliori condizioni di mercato. Sono questi i capisaldi della convenzione che la Bnl ha redatto per sostenere l’associazione degli imprenditori catanzaresi, del centro dell’incontro che gli organismi Direttivi dell’associazione degli industriali, guidati dal presidente Daniele Rossi, hanno tenuto con alcuni dirigenti della Banca Nazionale del Lavoro per avviare un confronto sul contenuto della convezione al fine di redigere un documento capace di essere una reale occasione di sostegno, individuando la migliore condizione di accesso al credito. Un proficuo confronto quello con l’istituto bancario, rappresentato da Giovanni Biscione (Direttore Area Calabria), Stefano Stefanoni (Responsabile Commerciale Imprese Territorio Sud) e Rita Mercuri (Responsabile Centro Imprese Catanzaro) per la presentazione e la esplicitazione di una Convenzione a favore delle imprese associate prima del via libero effettivo alla firma. L’impegno è quello di far conoscere alle aziende associate l’accesso ad un ampia offerta di prodotti e servizi creditizi, mettendo a

disposizione una convenzione “aperta”, sul tavolo di Confindustria Catanzaro. Il presidente dell’associazione degli imprenditori, Daniele Rossi, apprezza: «per la prima volta una banca si siede attorno ad un tavolo con i potenziali clienti a discutere di accesso al credito, e ascolta. Il primo punto a favore della convenzione, quindi, è segnato. Ma quello che si è consumato ieri pomeriggio nella sede di via degli Eroi è solo il primo step verso la firma della convenzione Tra Bnl e Confindustria Catanzaro». Come hanno spiegato, infatti, Biscione e Stefanoni, la Bnl ha manifestato la più ampia disponibilità a collaborare al perseguimento del sostegno alle imprese articolato nella convenzione, attraverso l’offerta di prodotti di finanziamento riservati alle aziende con fatturato fino a dieci milioni di euro ed idonei al soddisfacimento delle esigenze degli imprenditori. «Bnl Paribas è presente in oltre 80 Paesi al mondo con 21 milioni di clienti e oltre 250 collaboratori – hanno spiegato i vertici della Banca –. Ha solidi radici in Europa, grazie ai suoi 4 mercato domestici. Tutto questo abbinato alla tradizione di Bnl, una banca storica con oltre 150 mila clienti tra professionisti e imprese, è garanzia di solidità, affidabilità e soluzioni sempre all’avanguardia nate anche dal confronto con altri mercati al servizio di tutti i progetti imprenditoriali e personali». Servizi approfonditi dal responsabile Centro imprese, Rita Mercurio, ha

illustrato soprattutto gli aspetti relativi ai Centro Creo, desk di consulenze altamente professionali, pensati per garantire sempre un canale di comunicazione privilegiato e le migliori soluzioni per ogni esigenza basati su elementi concreti: uno specialista dedicato, e un private banker. Investire per crescere, insomma: ci crede Confindustria, ma anche la Bnl i cui consulenti sono stati pronti a rispondere ad ogni quesito e perplessità dei tanti associati presenti. «Una convenzione che – a detta del presidente regionale della Piccola industria, Aldo Ferrara, presente all’incontro – presenta elementi di differenziazione rispetto ai documenti dello stesso genere che l’hanno preceduta, comunque si tratta di prodotti che distinguono le condizioni della banda a fascia di reddito, e c’è un’analisi ad essa correlata molto dettagliata ma ancora – suggerisce Ferrara – non lo è sufficientemente per cogliere i problemi affrontati dalle imprese». Insomma, non basta una semplice convenzione: servono ulteriori strumenti di “mitigazione”. Per questo Ferrara evidenzia il ruolo importante che andrà ad investire proprio l’Unionfidi Calabria. La proposta concreta suggerita dal presidente della Piccola Industria è quella di arrivare un osservatorio che si assuma l’onere di verificare l’evoluzione della situazione, la convenzione diventa, in sostanza, un punto di partenza, work in progress dalla parte degli imprenditori. •

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Pubblicati i bandi ZFU per la Calabria Previste agevolazioni per le imprese di Tommaso Rotella

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ello scorso mese di gennaio sono stati pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico, i bandi per poter accedere alle agevolazioni fiscali e contributive previste per le piccole e medie imprese localizzate nelle Zone Franche Urbane della regione Campania e della regione Calabria. In particolare, per la regione Calabria, viene sbloccata una dotazione di circa 55 milioni di euro. Il governo, d'intesa con la Regione, ha individuato le seguenti ZFU; Corigliano Calabro, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Rossano, Vibo Valentia. Le agevolazioni, sono in favore di micro e piccole imprese che, alla data di presentazione dell'istanza, devono essere già costituite nelle Zfu e iscritte nel registro delle imprese di competenza. In ognuna delle zone, i cui confini sono indicati sul sito dello Sviluppo economico in base alle sezioni censuarie, verranno azionate un serie di agevolazioni che secondo le stime effettuate dal ministero, potranno portare dei benefici, per ogni impresa, tra i 20 e i 25mila euro. Sono quattro le leve ado-

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perate secondo il regime "de minimis": ● esenzione dalle imposte sui redditi fino a 100mila euro (100% per i primi 5 anni, poi a decrescere); ● esenzione dall'Irap (nel limite di 300mila euro); ● esenzione per quattro anni dall'Imu per i soli immobili siti nella Zfu, utilizzati per l'attività economica; ● l'esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente (anche in questo caso con percentuali decrescenti). Ora la palla passa alle imprese calabresi che, per accedere ai benefici concessi, dovranno necessariamente compilare il modello di istanza allegato al bando, firmarlo digitalmente e inviarlo per via telematica (PEC), tramite l'apposita procedura illustrata nella sezione "ZFU Convergenza e Carbonia Iglesias" presente sul sito www.mise.gov. it. Per presentare le istanze di accesso alle agevolazioni, le imprese dovranno collegarsi al sistema “AgevolazioniDGIAI” al link https://agevolazionidgiai. invitalia.it, procedere alla registrazione e seguire la procedura guidata di compilazione dell’istanza.

Per registrarsi al sistema “AgevolazioniDGIAI” occorre che l’impresa sia regolarmente iscritta al Registro delle Imprese e abbia preventivamente comunicato allo stesso un indirizzo PEC. Viene precisato, inoltre, che le istanze pervenute fuori dai citati termini, così come le istanze redatte o inviate con modalità difformi da quanto sopra, non saranno prese in considerazione. La presentazione delle istanze può essere effettuata fino alle ore 12:00 del 28 aprile 2014. Secondo le indicazioni fornite, si precisa altresì che la procedura non è a sportello e quindi l’ordine temporale di presentazione delle istanze non determina alcun vantaggio né penalizzazione nell’iter di trattamento delle stesse. •


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Expo 2015:

Speziali e Ferrara al Quirinale Entrambi non hanno dubbi: “Occasione irripetibile”

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n germoglio tricolore stilizzato, simbolo delle tante diversità dell'Italia racchiuse nell'unità del Paese, ma anche dei giovani e del futuro. Le parole “orgoglio” e “Italia”: segno di valori da rilanciare e di speranza. È il logo del Padiglione Italia per l'Expo di Milano 2015, presentato a Roma nella sede della Stampa Estera. Giuseppe Speziali e Aldo Ferrara «La freschezza della nostra nuova immagine – così lo ha visita riservata organizzata a Palazzo spiegato Diana Bracco, presidente di del Quirinale, a Roma, c’erano anche Expo 2015 Spa e commissario generale il presidente di Confindustria Calabria di sezione del Padiglione Italia – rende Giuseppe Speziali e il componente delnel modo migliore l'entusiasmo con cui la Giunta Nazionale di Confindustria affrontiamo l'impegnativa sfida di Expo Aldo Ferrara. Entrambi esponenti di 2015 e l'orgoglio con il quale ci stiauna qualificata delegazione di Confinmo preparando a rafforzare nel mondo dustria guidata dal Presidente Giorgio il ruolo dell'Italia». Nell'immagine del Squinzi. germoglio «l'idea che il futuro si debba Una prestigiosa partecipazione, costruire con il contributo di tutti, che quella dei vertici della Confindustria reognuno debba offrire il meglio di sé gionale, per verificare lo stato dell'arte nell'interesse comune», ma anche una dell'evento internazionale a cui hanno «nuova immagine della volontà di rigià assicurato la propria presenza 138 lancio del nostro Paese». paesi e che testimonia la consapevoAlla presentazione del logo e alla lezza del mondo produttivo calabrese

sull'importanza che riveste. «L'esposizione Universale che si terrà nel 2015 – ha spiegato il presidente Speziali – è anche per la nostra Regione una straordinaria occasione di volano economico. In seno a Confindustria Calabria – ha aggiunto – discuteremo sulle iniziative più opportune da intraprendere per fornire un fattivo contributo per la partecipazione, della nostra regione, all’importante evento espositivo». «Il Padiglione Italia – da detto dal canto suo Ferrara – sarà il centro nevralgico del sito espositivo in grado di raccogliere l'espressione della cultura e delle eccellenze italiane, rappresentando dal primo maggio fino alla fine di ottobre la “porta d’ingresso” del Paese per gli oltre sette milioni di turisti stranieri attesi. E’ ovvio, e lo dico ormai da tempo, che si tratta di un’occasione irripetibile anche per la Calabria: arrivare impreparati sarebbe un errore imperdonabile». •

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Giornale delle IdentitĂ  Territoriali

www.localgenius.eu

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ambiente

Tares,

class action

di Ance Reggio Calabria

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nce Reggio Calabria ha avviato le procedure per indire una class action contro il Comune in merito alle onerose tariffe della Tares. Il particolare procedimento previsto dal Codice del Consumo si è reso necessario, a parere degli imprenditori edili reggini, per risolvere una situazione che penalizza ogni azione di sviluppo aziendale e colpisce fortemente l’economia cittadina. In un territorio come quello reggino, particolarmente segnato dalla recessione, una tassa sui rifiuti con cifre così elevate e abnormi rappresenta un attacco alle fondamenta del rilancio economico. Per tale motivo, nei giorni scorsi, il presidente di Ance Reggio Calabria, Francesco Siclari, ha inviato a tutti gli associati che operano con le proprie ditte sul territorio comunale una lettera di richiesta di partecipazione alla procedura di class action. La proposta ha subito registrato l'attenzione degli iscritti che hanno prontamente sposato l’iniziativa. «Molte associazioni locali – ha affermato Siclari – si sono già espresse su questa tematica. Per noi è necessario promuovere questa azio-

ne collettiva che tutela gli interessi di tutti. Non possiamo pagare un servizio che non ci viene erogato nei modi e nei tempi previsti dalla legge. La raccolta dei rifiuti a Reggio Calabria procede a singhiozzo da troppo tempo. Abbiamo convissuto con i rifiuti tra le vie della città ed oggi ci troviamo costretti a pagare delle cifre improponibili. Confidiamo – ha continuato il presidente degli imprenditori edili reggini – nel buon esito di questa azione legale che possa fare da precedente per azioni simili anche oltre i confini di Reggio Calabria, perché la questione riguarda moltissimi comuni. Contestare la Tares nelle forme dovute non è andare contro la legge. Le imposte devono essere pagate ma quando non corrispondono ad un bene o servizio erogato secondo standard minimi di qualità è giusto discuterne nelle sedi competenti. In questo contesto si pone un grave problema economico. Gli imprenditori edili di Reggio – ha evidenziato Siclari – devono avere la possibilità di guardare avanti. Un tributo così elevato non è sostenibile dalle imprese, specie quelle di un comparto come il nostro, che già fa i conti con una delle peggiori crisi che si ricordino: la congiuntura negativa ha elevato forte-

Francesco Siclari:

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Le imposte devono essere pagate ma quando non corrispondono ad un bene o servizio erogato secondo standard minimi di qualità è giusto discuterne nelle sedi competenti»

mente il tasso di mortalità delle aziende, i fatturati sono crollati, le difficoltà di accesso al credito sono ormai croniche e i committenti pubblici non garantiscono più né la copertura finanziaria dei lavori, né certezze sui tempi dei pagamenti, salvo esigere la Tares tutta e subito. Ance con questa class action – ha concluso Siclari – vuole fare un primo passo per far valere i diritti, non solo dei costruttori edili, ma anche di tutti i cittadini». •

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ambiente

Rifiuti, il grido di allarme di Confindustria Giuseppe Speziali:

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l grido d’allarme sull’emergenza rifiuti in Calabria l’avevamo già lanciato lo scorso anno, ma il nostro appello è rimasto inascoltato”. Così il leader degli industriali calabresi, Giuseppe Speziali, sulla difficile situazione per lo smaltimento dei rifiuti in Calabria. «Era l’aprile 2013, quando alla presenza dell’allora Ministro all’Ambiente, Corrado Clini – afferma Speziali – avevamo non soltanto denunciato una situazione di totale disastro ma anche e responsabilmente avanzato una serie di proposte operative per uscire gradualmente dall’emergenza. Proposte che avevano trovato forte e positivo riscontro. A distanza di nove mesi sembra però che poco sia cambiato in termini di qualità ed efficienza del servizio: i nostri rifiuti continuano ad essere conferiti fuori regione come “tal quale” e

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con costi esorbitanti per il loro trasporto e smaltimento. Ma perché, come allora da noi proposto, non si è voluto affidare un ruolo proattivo anche alle imprese private del settore e della cui disponibilità Confindustria si era fatta tramite? Un loro diretto coinvolgimento nelle attività avrebbe portato – prosegue il Presidente – non soltanto a sostenere costi enormemente inferiori rispetto a quelli oggi sostenuti dalla Pubblica Amministrazione, ma avrebbe potuto, a regime, assicurare tra il 45% ed il 50% dello smaltimento dei rifiuti nell’intera regione. Il coinvolgimento dei privati si sarebbe dovuto accompagnare con una nuova politica di sviluppo della raccolta differenziata più vicina e prossima ai cittadini ed agli Enti Locali. Oggi, invece, siamo di fronte al paradosso che i calabresi sono costretti a pagare il doppio ma per un servizio che,

«

I calabresi sono costretti a pagare il doppio ma per un servizio che, in realtà, non hanno o non hanno come dovrebbero!»

in realtà, non hanno o non hanno come dovrebbero! «Ed allora – ha concluso Speziali – è necessario rimettere profondamente mano alla materia, anche attraverso una rivisitazione normativa e regolamentare, per consentire di poter pianificare una serie di interventi efficaci e duraturi che consentano alla Calabria e ai calabresi di non dover più trattare l’argomento “rifiuti” solo e soltanto come emergenza». •


ambiente

Report dell’Arpacal sulla raccolta differenziata

É

stato San Fili, in provincia di Cosenza, con il 72,66% dei rifiuti che vanno in differenziata, il comune della Calabria più virtuoso nel 2012 per quanto riguarda il rapporto tra tonnellate di rifiuti urbani prodotti e, appunto, quelli raccolti con il sistema della differenziata. A pochissima distanza segue Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria, con il 72,61% e Vaccarizzo Albanese, in provincia di Cosenza, con il 63,46% di raccolta differenziata. Tra le province più virtuose, rimane in testa Cosenza con 20,14% (+6.76 % rispetto all’annualità precedente), seguita da Catanzaro con 15,93% (+3.98% rispetto al 2011) e Reggio Calabria con 13,53% (+4,97%). La Calabria, nel suo complesso, segna un +4,73% di raccolta differenziata, passando dall’11,61% del 2011 al 16,34% del 2012; un miglioramento sensibile, considerato anche il calo di rifiuti urbani complessivamente prodotti (730mila tonnellate del 2012 rispetto alle 886 mila tonnellate del 2011). E’ quanto emerge dal Report Rifiuti, riferito all’anno 2012, che l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (ARPACAL) ha pubblicato sul proprio sito web (www.arpacal. it); il documento raccoglie ed elabora i dati sulla produzione di Rifiuti Urbani e Raccolta Differenziata riferiti a tutti i Comuni della Regione Calabria, e distinti per Categorie merceologiche se-

condo i Codici identificativi CER. Il Report – realizzato da Clemente Migliorino, Responsabile della Sezione Regionale Catasto Rifiuti istituita presso la Direzione Scientifica dell’Arpacal, e dal dott. Fabrizio Trapuzzano – è stato inviato all’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e comunicato ai Dipartimenti Ambiente e Programmazione Comunitaria della Regione Calabria; i dati ufficiali pubblicati dall’Arpacal, infatti, fotografando lo stato della Raccolta differenziata in Calabria, permettono ai Comuni di poter accedere ai contribuiti erogati dalla stessa Regione. Su scala provinciale, ecco i comuni più virtuosi: provincia di Catanzaro (Pianopoli 62,77% - Sellia 46,94% - Albi 42,75%), provincia di Crotone (Melissa 22,20% - Rocca di Neto 19,23% - Crotone 18,34%), provincia di Cosenza (San Fili 72,66% - Vaccarizzo Albanese 63,46% - Bocchigliero 61,92%), provincia di Reggio Calabria (Roccella Jonica 72,61% - Cittanova 44,13% - Taurianova 30,97%), provincia di Vibo Valentia (Rombiolo 43,89% - Limbadi 36,31% - Puzzoni 36,21%). Sul versante opposto, rimane pressoché invariata, 115 comuni su 409 pari al 28,05% , la percentuale di comuni che non hanno trasmesso all’Arpacal le informazioni richieste per realizzare il report sulla differenziata. Per l’anno 2012, quindi, in base ai dati acquisiti la percentuale regio-

nale di raccolta differenziata si attesta all’16,34%. Ecco le percentuali di raccolta differenziata, suddivise per aree provinciali: Catanzaro 15,93% ( + 3.98% rispetto a 2011), Crotone 11,41% ( - 0,33% rispetto a 2011), Cosenza 20,14% (+ 6.76% rispetto a 2011), Reggio Calabria 13,53% (+ 4.97% rispetto a 2011), Vibo Valentia 13,36% (+0.26 % rispetto a 2011). Capoluoghi di Provincia: Catanzaro segna un calo rispetto alla rilevazione precedente (4,90% del 2012 rispetto 9,22% del 2011), Cosenza in aumento (16,06% del 2012 rispetto al 9,22% del 2011), Crotone in calo (18,34% del 2012 rispetto al 19,18% del 2011), Reggio Calabria in aumento ( 13,65% del 2012 rispetto al 11,47% del 2011), Vibo Valentia in calo (11,13% del 2012 rispetto al 13,06% del 2011). Tra i dati che emergono dal Report Rifiuti, infine, eccone alcuni riferiti alle altre principali città calabresi: Lamezia Terme 31,09%, Soverato 9,64%, Castrovillari 52,71%, Corigliano 16,02%, Paola 18,40%, Rossano 22,99%, Palmi 29,20%, Gioia Tauro n.d., Locri n.d., Siderno 0,79%, Tropea16,12%, Pizzo calabro 26,03%. •

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ambiente

Tutela ambientale Silvio Greco: “Un'occasione di sviluppo per il territorio e per i calabresi”

di Eugenia Ferragina

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l nostro territorio sta continuando a subire un processo di degrado ambientale difficilmente arrestabile, dovuto in massima parte alle attività umane. Silvio Greco è nato a Vibo Valentia, si è laureato in Scienze Biologiche all'Università di Messina. Ex assessore all'Ambiente della Regione Calabria, dirigente di ricerca dell'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), responsabile Ambiente Slow Food Italia e presidente del Comitato Scientifico di Slow Fish (punto di riferimento sulle questioni relative alle produzioni ittiche, agli ambienti a esse collegati e alle politiche della pesca), ha fatto della tutela ambientale il suo mantra di vita. Lei è sempre in giro grazie al suo lavoro, ma la Calabria è un luogo dove torna sempre con piacere. Cosa ama della sua terra?

«La gente, l'enogastronomia, il clima, i luoghi, i Due Mari, la Sila, le Serre... Conosco benissimo la Calabria,

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Silvio Greco

l'ho girata in lungo e largo e la amo in tutte le sue sfaccettature e contrarietà». In 30 anni di attività quali sono le esperienze più significative che ha vissuto?

«Sicuramente la partecipazione a sei campagne di ricerca in Antartide, nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche, dal 1989 al 2001. Le oltre 50 campagne di ricerca di pesca scientifica condotte nei mari italiani, nel Mediterraneo, in Mauritania, in Cile e in Norvegia, che mi hanno portato, nel

2004, alla scoperta di una zona di alimentazione invernale della Balenottera comune nel canale di Sicilia». Come nasce questa passione per il mare?

«La mia passione per il mare e la fauna marina mi è stata trasmessa da mio padre che era un operaio ma conosceva tutto sui pesci. Lui mi ha insegnato tante cose, fra le quali il rispetto e l'amore per l'ambiente che ci circonda».

Lei è dirigente di ricerca presso l'Ispra. Di cosa si occupa e su quali importanti


ambiente progetti state lavorando?

«L'Ispra è un ente di ricerca italiano nato nel 2008 dall'accorpamento di tre istituti (l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, l'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, l'Istituto nazionale per la fauna selvatica) al fine di razionalizzare e snellire l'attività svolta dai suddetti tre organismi per assicurare maggiore efficacia alla protezione ambientale, anche nell'ottica Silvio Greco durante una delle campagne in Antartide del contenimento della spesa pubblica. L'ISPRA è un ente scarica di San Calogero, c'è una collina vigilato dal Ministero dell'Ambiente e di rifiuti tossici. E' così per tante altre della Tutela del Territorio e del Mare. zone della Calabria e la cosa brutta è Si occupa a 360° di tutto quello che che a pagarne le conseguenze saranno riguarda l'ambiente: acqua, aree protetsolo i cittadini». te, biodiversità, emergenze ambientali, La Calabria, come la maggior parte energia rinnovabile, impatti e gestione del territorio italiano, si trova in una ambientale dei porti, prevenzione e risituazione di grande dissesto idrogeduzione dell'inquinamento, radioattività ologico. Quali sarebbero gli interventi e radiazioni, rischio sostanze chimiche, primari su cui concentrarsi? suolo e sottosuolo, sviluppo sostenibile «C'è un grande problema di gestione e tanto altro ancora. Alla luce di quandel territorio: lo abbiamo completamendo detto, l'Ispra opera su tutti i fronti, te abbandonato. dagli interventi sulla Costa Concordia Sarebbe necessario realizzare tanti all'emergenza nella Terra dei fuochi. Si lavori di manutenzione per la messa in lavora, però, con grandi difficoltà: in un sicurezza territoriale, un piano di bioinpaese come l'Italia che dovrebbe puntagegneria, un grande lavoro di bonifica e re molto sull'ambiente, il governo non non opere di cemento». investe sufficientemente nella ricerca».

Torniamo in Calabria. Quali sono le principali emergenze ambientali?

«Crotone è al primo posto: c'è una situazione tragica, per quanto riguarda gli interramenti legali, simile alla Campania. In provincia di Cosenza, tra i comuni di Amantea e Aiello Calabro, la magistratura e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale hanno riscontrato rifiuti pericolosi nella valle del fiume Oliva. A Vibo, nella di-

La tutela ambientale, e quindi del territorio, potrebbe essere un'occasione di sbocco lavorativo?

«Assolutamente sì. Già il lavoro delle bonifiche darebbe occupazione a centinaia di giovani. Dovremmo puntare sul ritorno alle attività agricole, alle coltivazioni di qualità. Non servono le opere se non c'è un progetto, un processo di armonizzazione con tutto il territorio».

Nell'ultimo periodo siamo balzati sulle cronache nazionali per la vicenda del trasbordo delle armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro. I sindaci della Piana calabrese hanno dichiarato di aver “subito” le decisioni governative. Nella politica ambientale quanto peso deve avere la partecipazione dei cittadini?

«Il 99%! La Convenzione di Aarhus, ratificata dall’Italia con la legge 108 del 2001, mette al centro di ogni processo decisionale la partecipazione». Molti non sanno che “analoghe operazioni di trasbordo sono state fatte sia nel 2012 che nel 2013 proprio nel porto di Gioia Tauro. Nei due anni passati lo scalo ha movimentato 3.048 container per un totale di 60.168 tonnellate di materiale classificato in maniera analoga a quello contenuto nei 60 container provenienti dalla Siria” (fonte Panorama.it). Che impatto ambientale possono avere queste operazioni?

«Queste operazioni si fanno continuamente. Se fatte correttamente, con gli opportuni protocolli internazionali, hanno un impatto ambientale pari a zero. In questo caso c'è stata una mancanza di informazione e la confusione alimenta le paure».

Un augurio?

«Che i calabresi si sveglino in uno scatto di orgoglio per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi. La Calabria dovrebbe raccogliere turisti tutto l'anno: è una terra ricca di risorse territoriali ed umane, basterebbe solo crederci e concretizzare tutto questo all'interno di un disegno armonico». •

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Combattere le agromafie e tutelare il Made in Italy di Paolo Orofino

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’è il forte impegno della Coldiretti, nella lotta alle agromafie ed alla contraffazione delle etichette. La tutela e la valorizzazione del “Made in Italy”, marchio “volano”, quasi uno stemma, un sigillo di bontà, per il rilancio dell’economia nazionale. In estrema sintesi, questa è la ricetta espressa dalla Coldiretti per rinforzare il settore delle eccellenze agricole e dei prodotti tipici italiani, che tutto il mondo ci invidia. L’argomento clou del consueto appuntamento annuale organizzato da Coldiretti Calabria, presso il centro congressi dell’hotel “La Principessa” di Amantea, è stato la scottante questione delle agromafie, connessa all’altra pia-

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ga che danneggia le nostre produzioni alimentari, vale a dire la contraffazione dell’etichette. Il convegno sino alla fine ha mantenuto alta l’attenzione del pubblico. L’incontro è stato moderato dal diretto-

re del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza che, aprendo la discussione, ha evidenziato l’importanza del tema trattato, che riguarda “ciò che mangiamo” e che quindi “ci interessa così da vicino”. Il primo dei relatori a prendere la parola è stato Daniele Perrone, delegato regionale di “Giovani impresa Coldiretti Calabria”, che ha esordito ringraziando la magistratura e le forze dell’ordine per il lavoro svolto quotidianamente a tutela dei prodotti tipici, definito “azione di trasparenza” contro la “dilagante pirateria” nel settore dei generi alimentari. I prodotti con etichetta contraffatta, falsamente proposti


ambiente con il “Made il Italy”, negli ultimi anni, avrebbero raddoppiato il fatturato, nonostante l’attività di contrasto posta in essere dagli organi di polizia. Nel corso del simposio più volte è stato rimarcato come ormai “il marchio italiano nel mondo sia rappresentato dal nostro cibo, più che della Ferrari o altro”. In parole povere l’Italia è apprezzata soprattutto per i suoi prodotti alimentari, la cui qualità è riconosciuta a livello mondiale. Essenzialmente da ciò dipende quella che è stata definita “l’aggressione al marchio italiano”. Pomodori cinesi venduti in confezione con bandiera italiana, succhi d’arancia brasiliani messi in bottiglie con marche italiane e via discorrendo. Duro e incisivo è stato l’intervento del sostituto procuratore generale di Napoli, Donato Ceglie. Il magistrato ha attaccato quegli imprenditori che si rivolgono ai soggetti notoriamente mafiosi per l’espletamento di servizi collaterali all’attività dell’azienda. «L’imprenditore che per lo smaltimento dei rifiuti si rivolge al casalese – ha affermato il magistrato di Napoli – è peggio del casalese». Chi si rende colpevole di tale condotta, dovrebbe essere punito anche dalle associazioni di categoria a cui appartiene, aldilà delle competenze repressive dell’autorità giudiziaria.

«

A San Calogero a due passi dagli agrumeti e dai campi di questi agricoltori “antichi” è andata in scena una vicenda squallida, fatta di ben 135mila tonnellate di rifiuti pericolosi»

Hanno strappato consensi pure le parole del procuratore di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo. Questi ha parlato di un’incredibile e significativa vicenda verificatasi a San Calogero, comune del vibonese. «San Calogero – ha detto il capo della procura di Vibo – è un paese dove si vive di agricoltura povera, dove i volti dei contadini sono scavati dai solchi della fatica, dove c’è ancora chi si mette a piangere per un sarmento di vite trovato reciso». Eppure a San Calogero a due passi dagli agrumeti e dai campi di questi agricoltori “antichi” è andata in scena una vicenda squallida, fatta di ben 135mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Una vicenda in cui non c’entra nemmeno la ndrangheta. Una collina di vanadio (elemento chimico cancerogeno), formatasi negli anni, perché lì venivano abusivamente scaricati rifiuti industriali provenienti da una centrale a carbone dell’Enel. Sostanze classificate come “non pericolose”. Poi la procura ha scoperto il contrario e per bonificare l’area ora occorrono 20 milioni di euro. La Coldiretti, coinvolgendo nella delicata questione diverse componenti istituzionali, ha voluto dare maggiore

rilievo ad un punto ritenuto centrale e di vitale importanza per coltivatori, imprenditori agricoli e allevatori italiani. Ma di assoluto valore anche per tutti i consumatori. Le contraffazioni che finiscono a tavola, sono quelle più temute dagli italiani con sei cittadini su dieci, che le considerano addirittura più gravi delle frodi fiscali e degli scandali finanziari. La contraffazione alimentare, secondo studi di esperti, vale in Italia 1,1 miliardi di euro. Ma tale cifra sale in modo esponenziale, se si mettono in gioco altre variabili legate all’import-export. Al forum dedicato alle agromafie, oltre ai suddetti relatori, hanno preso parte Giuseppe Graziano, comandante del Corpo forestale Calabria; Benedetto Di Iacovo, presidente della commissione regionale per l’emersione del lavoro in nero; Giuseppe Vadalà, responsabile del nucleo agroalimentare del Corpo forestale dello Stato; Giuseppe Zimbalatti, dirigente generale del dipartimento Agricoltura della Regione; Francesco Santopolo, responsabile Legambiente Calabria e Salvatore Magarò, presidente della commissione regionale antimafia. •

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Risparmio energetico:

80 milioni a ospedali ed enti pubblici di Danilo Colacino

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ono state siglate a Palazzo Alemanni, a seguito dello scorrimento delle graduatorie, le convenzioni tra Regione ed enti beneficiari per complessivi 80 milioni di euro (di cui 32 milioni concessi in aggiunta ai 48 milioni già stanziati nel 2012 e nel 2013) concessi attraverso due bandi con altrettante linee di finanziamento, rispettivamente dedicate al risparmio e all’efficientamento energetico. Si tratta di avvisi riservati a organismi pubblici che avevano la necessità di rinnovare i propri impianti di diffusione della corrente elettrica, così come di aria calda e fredda attraverso termosifoni e condizionatori, o la volontà di costruire nuove installazioni attraverso cui pro-

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durre l’energia indispensabile per coprire i fabbisogni interni di vari edifici. Un’opportunità di lavoro da non trascurare per tante aziende calabresi del settore che potranno così mettere a frutto il proprio know how al fine di realizzare impianti utili alle esigenze di immobili appartenenti alla pubblica amministrazione. Progetti che miglioreranno in maniera sensibile la qualità delle strutture interessate dal “restayling”. A sottoscrivere i protocolli d’intesa - vergando i documenti al termine dell’incontro con i giornalisti moderato dal capo ufficio stampa della Regione, Oldani Mesoraca - sono stati l’assessore regionale alle Attività Produttive, Demetrio Arena (affiancato nella circostanza dal direttore generale dello stesso Dipartimento Pasquale Monea, dalla dirigente del settore Energia Maria Rosaria Mesiano e dal consigliere delegato alla materia su disposizione del governatore Giuseppe Scopelliti, Fausto Orsomarso),

e i rappresentanti delle p.a. che hanno usufruito dei fondi nell’ultimo turno di concessioni. Il riferimento è alle Province di Catanzaro, Reggio, Crotone e Vibo Valentia, ai Comuni e alle Asp dei cinque capoluoghi calabresi; alle aziende ospedaliere Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio; all’Unical e all’Università Mediterranea di Reggio nonché all’Arpacal. Tra le cifre più alte in assoluto, comunque mai inferiori alle diverse centinaia di migliaia di euro, i quasi 5 milioni andati all’Ao Bianchi-Melacrino-Morelli, i 4.8 circa all’Asp e all’Ao di Cosenza nonché gli oltre 3.9 all’Ao PuglieseCiaccio. Fra le somme meno elevate, invece, i 960 mila euro elargiti all’Asp di Catanzaro, i 700 mila alla Provincia di Crotone e i 550 mila all’Arpacal. Di questi accordi si è parlato in maniera molto approfondita, essendo state sviscerate le finalità e le ricadute del piano peraltro in


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Fausto Orsomanno:

«

Nel campo dell’energia stiamo per coprire il 100% degli impegni di spesa. Parliamo di ben 153 milioni di euro complessivi, che possono cambiare il “volto” di molte strutture e garantire tanta occupazione e commesse alle imprese specializzate» atto già da tempo. Ad aprire il giro degli interventi è stato il consigliere regionale Orsomarso: «Nel campo dell’energia stiamo per coprire il 100% degli impegni di spesa. Parliamo di ben 153 milioni di euro complessivi, che possono cambiare il “volto” di molte strutture e garantire tanta occupazione e commesse alle imprese specializzate. Un dato assai positivo

che dovrebbe fare notizia, anche perché inciderà sul miglioramento di parecchi presidi sanitari e ospedali come quello di Castrovillari. Senza dimenticare luoghi simbolo della cultura calabrese come il Teatro Rendano del capoluogo brutio per cui si interverrà per permettere il ricorso a fonti di energia cosiddette rinnovabili, da utilizzare anche per la sua illuminazione». Al concetto di rete ha fatto cenno il dg Monea: «La sinergia con Asp, Atenei e altre importanti istituzioni del territorio, ha permesso di portare avanti programmi di assoluto valore. Adesso, però, è determinante porre la massima attenzione alla fase due, vale a dire alla gestione ottimale delle procedure di gara». Prima dei dettagli tecnici forniti dall’avvocato Mesiano, le considerazioni dell’assessore Arena: «La manifestazione d’interesse dedicata al miglioramento degli impianti energetici e alla realizzazione di apparecchiature, innovative e

avanzate, va nella direzione di premiare la lungimiranza di enti che hanno capito le positive implicazioni di tali azioni di ammodernamento, non soltanto sotto il profilo della tutela dell’ambiente. Io stesso, quando ero sindaco di Reggio, mi impegnai al massimo per far cogliere al mio Comune un’opportunità del genere, che definirei straordinaria». A chiudere le precisazioni sotto il profilo tecnico la dirigente Mesiano: «In virtù del soddisfacimento delle richieste pervenute nell’ambito di entrambi i bandi si potranno creare ex novo, o se del caso sostituire, i cappotti termici, gli involucri e gli impianti di climatizzazione, degli edifici pubblici ovvero incentivare la produzione di energia utile alle necessità dei singoli immobili anche attraverso le tecnologie di ultima generazione come il solar cooling. L’Europa, infatti, non ritiene più opportuno finanziare megaparchi per generare energia pulita, oltretutto sostenuti dai Governi nazionali». •

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turismo

Impresa: E’ tempo di reti

Turismo e agroalimentare i “frutti” più maturi

di Rosalba Paletta

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asce sotto il segno della Camera di Commercio di Catanzaro e si chiama “Xenia”. È una rete di imprese del settore turistico destinata a far fare un salto di qualità all’accoglienza nell’intera provincia. Non più solo mare, solo montagne, solo agriturismo, solo sport, solo enogastronomia per chi viene a trascorrere le vacanze nel nostro territorio. Non più compartimenti stagno e occasioni di divertimento, servizi, intrattenimento persi, anche se dietro l’angolo, solo per mancanza di comunicazione e capacità di fare marketing. Finalmente tutto insieme, tutti insieme. Grazie ad un patto siglato, davanti ad un notaio, alla presenza del Presidente dell'Ente camerale Paolo Abramo, da circa 20 imprese. In tante hanno risposto all’avviso pubblico della Cciaa diretta da Maurizio Ferrara e, con la fattiva consulenza dell’avvocato Enrico Mazza, si sono costituite in rete. Superati in partenza diffidenza e individualismo, i singoli aderenti a “Xenia” hanno in comune diversi propositi: conoscersi, dialogare, valorizzarsi a vicenda; fare squadra. E un obiettivo: migliorare l’offerta turistica catanzarese, rispondendo meglio alla domanda e generando benefici esponenziali. A fare il grande passo sono stati: Hotel Niagara

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(Francesco e Antonio Ferrarello); Hotel Palace (Mario e Saverio Perrotta) ; Best Western Hotel Perla Del Porto (Luigi e Fabio Rotundo); Hotel Paradiso Giovanni e Orlando Paradiso); T-Hotel (Fabrizio D'agostino); Grand Hotel Parco Dei Pini (Salvatore Piccoli); Mirabeau Park Hotel (Caterina Froio); Hotel Della Posta (Giovanni Talarico); Hotel Olimpo (Nino Amelio); Ti E Effe Service (Giovanni Talarico); Calabrialcubo (Marco Ferrini); Agriturismo Costantino (Mariangela Costantino); Geat Sas Di Ferrarello A. & C. (Antonio Ferrarello); Orme Nel Parco (Massimiliano Capalbo); Hotel Guglielmo (Matteo Tubertini e Tiziana Meloni); Hotel Guglielmo (Stefano Foglia); Vento Apparente (Alessandro Gentile); Centro Vela Ionio (Luciano Ricci); Hang Loose Beach (Luca Valentini); Agriturismo Villa Vittoria (Pasquale Perronace). Unendosi hanno fatto di “necessità virtù” e la neonata rete del turismo non è la sola, bensì soltanto l'ultima in ordine di tempo ad aver visto la luce. Anche il settore agroalimentare ha da poco generato una rete denominata "Terra del panno rosso" (in omaggio ad uno degli ultimi prodotti di marketing territoriale editi dalla Camera di Commercio: il dvd tradotto in 6 lingue interamente dedicato ai tesori della

provincia catanzarese). Al pezzo di territorio calabrese così denominato si sono ispirati i titolari delle aziende Dedoni, Fraietta, Iozzo e Migliarese decidendo di unirsi per affrontare insieme i mercati. E di qui a poco, sempre nel settore della ricettività, ma stavolta specificamente agrituristica, nell'area del basso Jonio catanzarese, nascerà una terza rete che sarà battezzata "Punta Stilo", in onore del faro che illumina i naviganti di quel tratto di mare. Il segno dello zodiaco che contraddistingue questi sodalizi è sempre quello dell’Ente camerale catanzarese, nonostante esperienze pregresse poco incoraggianti. Il perché ha tenuto a spiegarlo direttamente lo stesso Presidente Abramo: «Io ho il dovere istituzionale di dirvi e di ripetervi che uniti potete cogliere opportunità e superare limiti da soli difficilmente colmabili, e chi fa impresa deve sempre cercare soluzioni migliorative, come imprenditori avete il dovere di provarci. Se non lo faceste – ha puntualizzato il Presidente – sareste irresponsabili!». E ancora il Presidente dell'Ente catanzarese ha aggiunto: «Ecco perché, dopo il fallimento del Consorzio Catanzaro Turismo nel 2012, sono ancora qui oggi, nella consapevolezza e nella conoscenza piena dei fatti e dei protagonisti della vicenda, a dirvi che agire insieme è necessario, perché il territorio cresce se crescono le singole aziende che lo compongono, e se il territorio è più appetibile, la strada è più facile per tutti!». L’avvocato Mazza, in una battuta, ha così riassunto i benefici per le imprese che si costituiscono in rete: «Non vi è dubbio che l'aggregazione tra imprese diventa un’opportunità da non sottovalutare per superare la crisi, oltre a rappresentare una strategia economica che punta a compensare le dimensioni delle piccole e micro imprese calabresi, per la loro taglia spesso inadatte a competere con efficacia sui mercati nazionali, europei e mondiali. Finalmente, mettendosi insieme ma rimanendo nello stesso tempo autonome l’una dall’altra - in quanto con questo modo di aggregarsi non perdono autonomia e sovranità - possono creare una interessante strategia di sviluppo». •


business

Dalla Calabria a Londra

per "ricreare" la ristorazione È

Stefano Potortì

Vi raccontiamo la vicenda imprenditoriale di Stefano Potortì e della “Sagitter one”

la (solita) storia di successo catalogabile nella categoria “fuga di cervelli”. Anche Stefano Potortì, brillante manager dell’azienda Sagitter one con sede a Londra, ha ripercorso il cammino di tanti calabresi che, dopo gli studi universitari, hanno deciso di “cambiare aria”, cercando di sfruttare le opportunità offerte al di là della Alpi. Da Catanzaro a Pisa, per studiare Economia aziendale. Quindi nella capitale inglese dove ha messo su un’azienda oggi leader nel settore dei servizi (a 360°) nel campo della ristorazione e dell’ospitalità. Un’idea brillante se nello scorso mese di gennaio addirittura “Londra sera”, settimanale degli italiani a Londra, gli ha dedicato la prima pagina. Da quale consapevolezza nasce il progetto di creare una impresa di consulenza sulla ristorazione e perché Londra?

«Mi sono trasferito a Londra nel

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2003, con in valigia una laurea in economia aziendale e marketing e alcuni anni di esperienza nel settore dell’ospitalità. Nonostante il limite della lingua (al liceo avevo studiato francese) ho trovato quasi subito lavoro come manager presso una catena di ristoranti nel pieno centro di Londra. Circa due anni dopo sono stato reclutato dal vice presidente di Bulgari per il suo progetto ristorativo Obika Mozzarella bar, prima come manager poi come managing director UK. Quegli anni mi hanno consentito di familiarizzare sempre di più sia con il mondo della ristorazione sia con il mercato ed il sistema UK e di creare tanti contatti. Mi ero reso conto che erano molti gli Italiani


business che attratti dalle condizioni favorevoli del fare impresa in Gran Bretagna tentavano un’attività in questa terra. E tanti avevano l’obiettivo di investire nel settore ristorativo. Mancava però una società che fosse in grado di supportarli a 360 gradi. Erano presenti commercialisti, avvocati, agenti per la ricerca del locale, società di marketing e pr, società di reclutamento, ecc. Nessuno però offriva tutti questi servizi sotto un unico ombrello. Così nel 2009 ho deciso di provare a colmare un gap nel mercato. Ho preso il telefono ed ho chiamato alcuni amici/colleghi illustrando il progetto e chiedendo la loro disponibilità a fare squadra. Una volta avuta la loro conferma è partita “Sagitter One”. La scelta di Londra è stata naturale: conoscevo il mercato molto bene e la città stessa era cresciuta dal punto di vista ristorativo così tanto negli ultimi anni da essere diventata la capitale

mondiale della ristorazione superando persino New York. Era quindi diventata una meta naturale per chi volesse fare business nella ristorazione». Nello specifico quali sono i servizi che Sagitter one offre?

«Siamo partiti da un’idea molto semplice. Colui che decide di investire su Londra deve trovare in noi un punto di riferimento unico che gli offra tutti i servizi di cui ha bisogno. Questo semplifica lo sviluppo del progetto in modo organico consentendo inoltre un risparmio sul costo totale. I nostri servizi includono tra gli altri: ricerca di mercato e realizzazione business plan, start-up aziendale e management, internazionalizzazione d’impresa, sviluppo di modelli di franchising, sviluppo di nuovi concept, creazione e sviluppo del brand, ricerca del locale, ricerca e formazione del personale, marketing e pubbliche relazioni». Quanto è ancora spendibile, nel settore eno-gastronomico, il brand Italia?

«Oggi più che mai l’Italia dovrebbe puntare tutto sul settore enogastronomico e sul turismo. L’Italia in quanto paese ed i suoi prodotti sono amati da tutti. Il problema principale che gli operatori Italiani devono superare è principalmente un problema culturale. Il mondo è cambiato radicalmente negli ultimi anni e con esso è aumentata la concorrenza. Non basta più proporre un prodotto e sperare che abbia successo solo perché italiano. Diciamo che il “pulcinella style” che per decenni ha rappresentato l’immagine della ristorazione italiana all’estero non può e non deve più

«

La giusta rete di contatti è un elemento indispensabile per una impresa che voglia avere successo. Personalmente ho sempre creduto nel networking e ne ho fatto un pilastro della nostra compagnia»

essere il testimonial dell’italianità. Abbiamo bisogno di attività di comunicazione nuove che partendo dalla bontà e dalla genuinità dei nostri prodotti sappiano presentarli in una veste moderna ed accattivante». Che risposte stanno avendo, in termini di consensi, le avventure imprenditoriali intraprese e sostenute dalla sua azienda? Ci dà qualche esempio?

«Nel corso degli anni abbiamo avuto diverse tipologie di progetti, alcuni medio grandi altri più ridotti e legati a business familiari. In generale possiamo dirci soddisfatti dello sviluppo che i progetti hanno subito e del loro impatto sul mercato. Una delle avventure che ci ha impegnati in modo particolare per quasi due anni è stata quella legata all’apertura e sviluppo del primo punto vendita internazionale del gruppo Cibiamo che vanta quasi 100 punti vendita in Italia con i brand La Bottega del Caffé, Cibiamo e Virgin Caffé. Un esempio di attività più piccola è invece La Polenteria, nuovo concept a base di polenta che stiamo aiutando a sviluppare con il primo punto vendita aperto di recente a Soho, nel cuore di Londra».

L'obiettivo della sua azienda immaginiamo sia anche - o soprattutto - quello ►

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business di fare rete tra le diverse professionalità italiane del settore. Ha trovato, in tal senso, disponibilità?

«La giusta rete di contatti è un elemento indispensabile per una impresa che voglia avere successo. Personalmente ho sempre creduto nel networking e ne ho fatto un pilastro della nostra compagnia. Abbiamo rapporti costanti con professionalità italiane del settore sia in UK che in Italia con cui cerchiamo sempre di confrontarci per lo sviluppo di nuove idee».

cità di attività. Tra le altre spiccano: il Master in Hotel & Hospitality Management ormai arrivato alla XIII edizione e che ha consentito a più dell’80% dei partecipanti di trovare un lavoro dopo la parte di stage ed il Welcome Italia, unica fiera londinese focalizzata sul food & drink italiano che organizziamo in partnership dall’anno scorso».

Ha rapporti con le istituzioni e gli enti - anche associazioni di categoria - italiani per meglio diffondere la cultura del food Made in Italy?

«Ho sempre creduto nella necessità di fare squadra tra privato ed istituzionale. Dal 2005 sono consulente della Camera di Commercio ed Industria Italiana per il Regno Unito e da un paio di anni ne sono anche diventato membro del consiglio di amministrazione. La sfida che insieme portiamo avanti è quella di cercare di promuovere la nostra amata Italia all’estero attraverso una moltepli-

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La Calabria è una terra stupenda che ha tanto da offrire e che merita di essere valorizzata. Il mercato consente sicuramente di crearsi degli spazi interessanti »

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numero 1 - 2014

Che rapporti ha con la Calabria, terra in cui è cresciuto? Ritiene possibile, nell'ambito dello svilupparsi del marchio Italia, che la regione possa ritagliarsi un suo spazio? Se sì, come?

«Ho un bellissimo ricordo degli anni giovanili in Calabria e a volte mi domando come sarebbe il mio presente se fossi rimasto lì. La Calabria è una terra stupenda che ha tanto da offrire e che merita di essere valorizzata. Il mercato consente sicuramente di crearsi degli spazi interessanti. Nell’ultima edizione del Welcome Italia abbiamo avuto una rappresentanza di aziende calabresi che per tre giorni hanno presentato i loro prodotti a più di 4000 entusiasti visitatori. Per riuscire nell’impresa è importante che vi siano sinergie tra produttori, istituzioni e chi opera sul mercato di destinazione. Come detto prima il mondo sta cambiando velocemente e bisogna conoscere a fondo il mercato di sbocco

per poter essere vincenti. E’ fondamentale fare investimenti mirati e coordinati con un obiettivo di medio lungo termine e non pensare di poter vincere la sfida in pochi mesi. Nel futuro della Sagitter one c'è l'obiettivo di un "Italian fast food". Ci può dare qualche anticipazione?

«Stiamo lavorando ad un progetto affascinante e complesso che mira a coniugare la genuinità della cucina italiana con il nuovo trend del mercato globale che vede la crescita esponenziale del mercato del fast food soprattutto nelle grandi città. Sono sempre più le persone che non hanno abbastanza tempo per consumare un pranzo o una cena in modo tradizionale e che si riversano in massa sugli operatori del fast food. Se una volta questo termine era associato direttamente allo “junk food” (cibo spazzatura), adesso il trend è quello di cercare di fornire cibi sempre più salutari. Ci sono esempi di successi recenti che hanno basato la loro strategia sulla ristorazione veloce ma di qualità. Il primo punto vendita di questo grande progetto aprirà i battenti in maggio in uno dei palazzi più importanti della zona finanziaria della capitale inglese».

Solo la gran Bretagna nei piani della sua azienda?

«Assolutamente no. Stiamo aprendo alcuni canali con la Russia, la Cina e gli Stati Uniti».

Infine: domani siamo a Londra. Senza far torto a nessuno: dove andiamo a pranzare "italiano"?

«Ci sono tante realtà dove mangiare un buon cibo italiano. Il mio ristorante Italiano preferito à L’anima. Un’oasi di genuinità e sapori creata dal genio di un calabrese doc, Francesco Mazzei, che è lo chef italiano di riferimento nel panorama gastronomico in Inghilterra». •


Taranto

Melilli (SR)

Marcellinara (CZ)

Orciano Pisano (PI)

Non tutto va male in Calabria      La Cal.Me Cementi SpA, società del gruppo Speziali ringrazia  i suoi 250 collaboratori per l’insostituibile contributo che nel  corso degli anni ha permesso il raggiungimento di risultati  sempre crescenti. Evoluzione tecnologica, ricerca ed eccellenza sono da sempre  i punti cardine della “mission” aziendale. Importanti società  impegnate nella realizzazione delle grandi opere, come il tratto  autostradale A3 Salerno-Reggio Calabria, hanno mostrato vivo  apprezzamento per la proficua collaborazione avuta con i  tecnici Cal.Me SpA. Ciò ha consentito la produzione di calcestruzzi di straordinaria  qualità. Nella consapevolezza dell’assoluto valore del capitale umano,  la Cal.Me SpA affronta il futuro forte della solidità e compatezza  della propria struttura societaria.  Perché in fondo…. “C’E’ UNA CALABRIA CHE PRODUCE”

www.calme.it


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e s e r p m i e l r e p z BPMez ezzogiorno: del M garantito impeuegfinnano arantiti . g i t n e m a zi , innovare

D , , crescere e o territorio r u a s t l r e d o ri p o s it per e li imprend , studiati per oraggia g

ne e inc u misura pre sostie oluzioni s s m e e s i iende. c a a d ic z ff z izi e lle loro az BPMe rv e e d s a o it d c n s e il 10%, i cre pon ort supera p e lo fa pro celerare i processi d x e to ttivo ra ttu ac anno lʼobie h in cui il fa e io h c risolvere e c n , a E il C b on un ranzia SA imprese c nti con Ga e m ia z n Oggi, alle a titi ziende. n po delle a ropone i fi menti assis ia z n a n fi i BPMezz p il processo di svilup ropone llo Stato re , BPMezz p ), garantiti quindi da e c e di sostene v in , e pres /96 e Medie Im bblica (ex legge 662 resa. u Alle Piccole P ʼi na ti dell mp ranzia n a e G i m d ti ovarci in u s o e tr d v a in e li it g n a e dal Fon àe mpia per voi, v ti allʼattivit lʼintera e a , nto che fa e re m ta e finalizza ia lu z a n v a e el fin cere zione usufruire d otrete anche conos ellʼinternazionalizza p Per potere d e o v e filiali, do i a sostegn rese. delle nostr anziamenti e serviz elle imp fin sviluppo d o ll e gamma di d e te corren dellʼattività ! mo Vi aspettia


Calabria Economia - n.1 2014  

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