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B U S I N E S S

M A G A Z I N E

Periodico di informazione economica edito da Mediaservice Srl ANNO IV | NUMERO 4 | 2012 | 2,50 EURO

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% Aut: CBPA-SUD/NA/297/2009

Assafrica & Mediterraneo A Sud della crisi

Consuma e Spendi Calabrese Una battaglia culturale!

Local Genius il dna dei territori

Camera Commercio Cosenza

Gaglioti:

Sos dalle Imprese Calabria Lavoro parla Melissari

IFM 25 candeline


editoriale

Dalla crisi uscirà chi saprà innovarsi di

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'Europa non riesce proprio a invertire la rotta, e mentre si interroga su fondo salva stati, piani di emergenza, intervento Bce, e fiscale compact viene investita da continue fibrillazioni politico-finanziarie con borse sulle montagne russe e tassi sempre più volatili. In questo clima di perdurante instabilità il nostro paese si prepara ad una nuova consultazione elettorale. Lo si capisce dai toni sempre più accesi, dall'elaborazione di nuove proposte e manifesti, dalla ricerca nuove e vecchie alleanze. Una cosa comunque è certa, con l'approssimarsi del debito pubblico italiano al record storico di due mila miliardi di euro, chiunque uscirà vincitore dalle urne dovrà prendere atto che il partito della spesa pubblica è definitivamente tramontato e che l'agenda delle cose da fare sarà dettato dall'UE. Insomma anche il prossimo esecutivo dovrà continuare a fare i compiti a casa per proseguire nella difficile ma indispensabile opera di risanamento dei conti pubblici. Un contesto nazionale ed internazionale quindi fluido che tuttavia incorpora l'euro come conquista irrinunciabile. Se dunque la moneta unica viene ritenuta un processo irreversibile e bisogna riassettare il paese per mantenerlo nelle dinamiche di integrazione Europee, risulta evidente che le maggiori

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Aldo Ferrara*

attenzioni dovranno essere riservate al nostro apparato produttivo. Tale circostanza risulta ancora più evidente alla luce del recente l'allarme lanciato dalla Banca Centrale Europea sull'aumentato rischio di insolvenza delle imprese del nostro paese, e dalla recente indagine dell'ufficio studi di Mediobanca che evidenzia le difficoltà a fare impresa in Italia. Draghi si è detto pronto a misure di politica economica e monetaria non convenzionali che siano in grado di fronteggiare la crisi, e ripristinare le dinamiche di fondo della crescita. Anche perché siamo ormai interdipendenti e le nostre sorti superano l'orizzonte domestico e sono legate con quelle dei nostri vicini. Ma per far fronte alle criticità non basta un piano concordato di riforme con l'UE sostenuto dalla Bce. Ci sono infatti forti ragioni per credere che quando la crescita si manifesterà saranno beneficiati soprattutto quei sistemi produttivi che, oltre ad aver beneficiato di un positivo contesto economico generato da un ampio spettro di riforme, si saranno ammodernati e che potranno contare su un ecosistema intriso di ricerca ed innovazione. Abbiamo molta strada da fare, bisogna mettersi in cammino. ●

«Con l'approssimarsi del debito pubblico italiano al record storico di due mila miliardi di euro, chiunque uscirà vincitore dalle urne dovrà prendere atto che il partito della spesa pubblica è definitivamente tramontato e che l'agenda delle cose da fare sarà dettato dall'UE»

* editore di “CalabriaEconomia"

editoriale

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editoriale

Imprese, lavoro, economia: qui nessuno dice la verità!

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mprese, lavoro, disoccupati, economia: qui nessuno dice la verità, né i Europa, né in Italia, né in Calabria. Qui nessuno dice che la crisi che stiamo vivendo non è di natura congiunturale, cioè ciclica, di quelle che si ripetono ogni certo numero di anni producendo sì qualche danno, ma riproponendo poi nuovi periodi di crescita, per tutti. Da almeno un lustro a questa parte, invece, causa mutamenti epocali di varia natura (geopolitica, innovazione scientifica e tecnologica, globalizzazione dei mercati, mutamenti profondi delle società e delle culture di massa…) stiamo assistendo a fortissimi e profondissimi cambiamenti di tipo strutturale. Le nostre generazioni stanno vivendo qualcosa di ancora più dirompente rispetto a quando, ad esempio, all’inizio del XVI secolo, dopo cioè la Scoperta dell’America del 1492, il Mediterraneo, dimenticando duemila e più anni di centralità, perse progressivamente ruolo e funzioni a vantaggio delle nuove rotte atlantiche e di Paesi, come l’Inghilterra e l’Olanda, prima quasi del tutto marginali. Il terremoto con tsunami che ci sta investendo, non solo sposta l’asse dell’economia verso l’Oriente e verso il Pacifico, ma destabilizza modi di vita, scardina assetti economico-sociali durati per secoli, ci impone adattamenti repentini nella quotidianità, nel modo di lavorare, nelle tecnologie, finanche nei rapporti tra le persone. Pochi esempi? Eccoli: la famiglia allargata, con divorzi, convivenze, figli di qua e di là, unioni etero; la dimensione del single; gli utensili tecnologici da cambiare di continuo, con software in costante aggiornamento; instabilità del lavoro e necessità

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di

Massimo Tigani Sava*

di ripensarsi di continuo; bombardamento consumistico da un lato e impoverimento di porzioni enormi della popolazione dall’altro, a vantaggio di una concentrazione della ricchezza in pochissime mani; ritmi frenetici; inserimento di ogni essere umano, anche attraverso media e internet, in una dimensione globale e la contestuale progressiva dispersione del valore del “genius loci”; allungamento dell’età media a fronte di una generalizzata incapacità di pensare e gestire nuovi servizi avanzati per la terza e quarta età. Ci sarebbe molto di più da dire e da riassumere, a partire dalla distruzione dell’ambiente, dai falsi concetti di democrazia e di libertà, dalla crescente negazione dei diritti dell’individuo, dalla mal gestita e forzata coabitazione tra popoli e culture diversi… Fermiamoci, però, il concetto lo avete capito, almeno quanto basta per poter sviluppare la seconda parte del ragionamento, richiamata nell’incipit. Qui nessuno dice le cose come stanno. Qui nessuno, politica e grande informazione in primis, ha il coraggio e l’onestà intellettuale di dire che stiamo per creare milioni di poveri, di precari senza copertura previdenziale, di intere generazioni per le quali anche la prima casa sarà un sogno irrealizzabile, di greggi di consumatori inebetiti costretti a saltare da una pessima fonte di guadagno a un’altra, inseguendo mete che non si raggiungeranno mai. La grande informazione è tutta concentrata, tranne pochi casi, a rappresentare le posizioni di questo o quel colosso economico e finanziario in campo, in uno scontro cieco ed egoista che si contende le risorse disponibili e gangli di un potere speso senza

disegni etici. E’ in Calabria? Peggio che andar di notte. Il livello di consapevolezza dei problemi è spesso deprimente. Molti non sanno neanche di che cosa si dovrebbe ragionare. Negli anni si è perso colpevolmente tempo a produrre azioni inutili o dannose, e a sprecare quel poco che c’era in attività scioccamente o furbescamente definite strategiche. L’unica grande strategia attuata, forse figlia della stratificazione di disastri che ci portiamo nel dna, è stata quella del navigare a vista, del rinviare le scelte di fondo, dell’azzannare in maniera nervosa, del difendere l’indifendibile. E intanto quel poco che resta in piedi di imprese sembra lottare senza speranza, senza potere godere di interventi adeguati di tutela e di incentivazione. Sveglia! Trovo un unico paragone possibile nelle pagine di storia: i secoli di medioevo che seguirono la caduta dell’Impero Romano. In Calabria si comincio con le Guerra Gotica. Ne avete sentito parlare? Seminò morte, sangue, violenze, disastri, carestie, spopolamenti, epidemie di peste. Il grande Cassiodoro si rifugiò nel Vivarium di Squillace. Il paragone non sembri azzardato e lo si legga con il beneficio dei tempi lunghi. Historia Magistra Vitae, diceva Cicerone. A qualcuno interessa? ● *

direttore responsabile “CalabriaEconomia"

editoriale

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Sommario

www.calabriaeconomia.it

PRIMO PIANO

EVENTI

6 Internazionalizzazione: il grande lavoro della Camera di Commercio

72 Marca per l’agroalimentare e Saie per il settore edile

10 Camera di Commercio di Cosenza: grandi potenzialità in America Latina

BUSINESS

attualità

74 La costituzione di una società all’estero: aspetti giuridici e politico-economici

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A Sud della crisi

CALABRIA DECO

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25 candeline per la IFM

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Imprese e crisi: dibattito con Caridi, Speziali e Scalzo

76 Le storiche "arance dello zar" diventano De.c.o.

cultura

30 La Guglielmo Caffè alla conquista del mercato asiatico

78 Intersezioni 7: il contributo dell'azienda Salvatori

32 Camera di Commercio di Cosenza: presentato un nuovo servizio di interscambio informativo

CINEMA

34 Confcooperative Calabria: il primo rapporto Censis descrive un modello imprenditoriale vincente 36 Arpacal: potenziale allerta alghe anche nei mari della Calabria 38 Non vi sono radionuclidi nella Vallata dell’Oliva 40 Il 5 luglio scorso al Porto di Gioia Tauro movimentati i container di 3 giganti del mare

flash news

80 Lo stabilimento Callipo di Maierato si è trasformato nel set di un film

Editoriali 1 DALLA CRISI USCIRÀ

CHI SAPRÀ INNOVARSI di Aldo Ferrara

3 IMPRESE, LAVORO, ECONOMIA:

QUI NESSUNO DICE LA VERITÀ! di Massimo Tigani Sava

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economia 46 Calabria Lavoro: le recenti iniziative della società in house della Regione 50 Consuma e Spendi Calabrese: una rivoluzione liberale 52 Consuma e Spendi Calabrese: una battaglia culturale strategica

In Copertina Giuseppe Gaglioti

Sos dalle Imprese

56 Gaglioti: grido d’allarme dal mondo delle imprese

Fausto Aquino

62 Una piccola rivoluzione in Italia con le Srl a 1 euro: si parte!

Mario Caligiuri

66 Una menzione di qualità per 64 eccellenze turistiche 70 Local Genius, un nuovo progetto editoriale fondato e diretto da Massimo Tigani Sava

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sommario

Pasquale Melissari Ilaria e Antonia Abramo

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Sommario

www.calabriaeconomia.it

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A Sud della crisi Il ruolo di Confindustria Assafrica & Mediterraneo

Calabria Economia periodico di informazione economica Anno IV - numero 4 - 2012 Editore

Aldo Ferrara Direttore responsabile

Massimo Tigani Sava Contatti Redazione via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 www.calabriaeconomia.it info@calabriaeconomia.it

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In redazione: Rita Macrì, Rosalba Paletta (Cooperativa Servizi editoriali) Catanzaro info@coopservizieditoriali.com

Una piccola rivoluzione in Italia con le Srl a 1 euro: si parte!

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Collaborazioni esterne saltuarie Andrea Ansani, Stefania Argirò, Maurizio Bonanno, Giacomo Carbone, Angela Caridà, Danilo Colacino, Vittorio Daniele, Pasquale De Pietro, Enrico Mazza, Monia Melia, Mario Meliadò, Paolo Orofino, Rosario Previtera, Luca Zema

Una menzione di qualità per 64 eccellenze turistiche che operano nella provincia di Reggio Calabria

Progetto grafico Gianluca Muzzi

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La costituzione di una società all’estero: aspetti giuridici e politico-economici

Quotidiano Economico On-Line

Leader nella regione per informazione e comunicazione Notizie economiche e politiche in tempo reale

seguici su

Fotografie: Icaro fotocronache MediaService srl Cooperativa Servizi editoriali Antonio Raffaele Stampa Stabilimento Tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS) Società Editrice Mediaservice Srl via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro www.mediaserviceagency.it info@mediaserviceagency.it Pubblicità tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 Responsabile Marketing Biagio Muzzi info: 333.3686792 marketing@mediaserviceagency.it Pubblicazione mensile registrata presso il Tribunale di Catanzaro al n. 14 Reg. Stampa del 07/07/2008

Inviare Comunicati stampa, testi e foto a:

info@calabriaeconomia.it

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Inviato in tipografia: settembre 2012

sommario

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Sviluppo del territorio

Avviato sotto la guida del presidente Gaglioti un profondo processo di rilancio delle attività promozionali e di sviluppo del territorio

Internazionalizzazione: il grande lavoro della Camera di Commercio A breve previsto l'avvio del portale denominato “E’ Cosenza” per un ulteriore sostegno al brand nel mondo

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el corso dell’ultimo triennio la Camera di Commercio di Cosenza ha avviato un profondo processo di ricostruzione delle attività promozionali e di sviluppo del territorio facenti capo all’ente. In particolare, il settore dedicato all’internazionalizzazione del territorio, inteso non solo come imprese bensì come sistema economico sociale e culturale, è stato implementato e sviluppato con particolare attenzione, ricercando soprattutto soluzioni e metodologie innovative per affrontare il difficile periodo economico che le imprese stanno vivendo. Si è passati da una logica di interventi spot su diversi mercati e da partecipazioni a fiere ad una logica caratterizzata da programmi di penetrazione commerciale e di promozione del

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territorio nei quali l’evento fieristico o la missione commerciale rappresentano un tassello di un percorso strutturato e da svilupparsi normalmente in un triennio. In quest’ottica sono stati individuati, in base alle istanze delle imprese, alcuni mercati sui quali effettuare un investimento a lungo termine: Canada e Spagna nella prima fase e attualmente Russia, Germania, Corea del Sud, Stati Uniti. Inoltre la camera ha sostenuto la partecipazione delle aziende della provincia nelle missioni nazionali svoltesi in Brasile e Argentina e, attraverso la rete delle ambasciate dell’America Latina in Italia (IILA), sono già stati avviati contatti per sviluppare una rete di attività nei paesi del Centro Sud America. I risultati registrati sono stati notevoli, se si

pensa che in Spagna in soli sei mesi di attività sono state inserite nel catalogo del più importante importatore di prodotti italiani ben 6 aziende e si è creata una riconoscibilità del territorio cosentino attraverso il brand “è Cosenza”. Nasce cosi il modello “è Cosenza” che consente alle imprese di eccellenza e con vocazione internazionale di far parte di un club che offre ai suoi iscritti servizi specializzati ma che impone anche obblighi di comportamento da seguire per il perseguimento degli obiettivi del gruppo. Il tutto con un bassissimo dispendio di risorse economiche per le imprese che non devono affrontare costi di partecipazione a fiere o di viaggio che rappresentano iniziative isolate. Ma

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Sviluppo del territorio

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Il presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Giuseppe Gaglioti (a sinistra), al Vinitaly 2012

iniziamo dal mese di Gennaio 2012, nel quale la Camera di Commercio di Cosenza ha aderito al Progetto di Sistema camerale Opera Italia per la promozione delle aziende del settore casa/Abitare a Mosca. Su un totale di 24 aziende a livello nazionale, ben 4 provenivano dalla provincia di Cosenza. Lo spazio espositivo è stato il prestigioso MOD Design Center di Mosca disegnato dal famoso Karim Rashid, nel quale un’intera sala è stata dedicata alla produzioni di Design italiano. Le 4 aziende della Provincia di Cosenza che sono state selezionate a livello nazionale sono Hi Interiors, Bianchinox, Basi Foriture e il designer Matteo Crivella. L’ente camerale

cosentino ha curato l’organizzazione della giornata di inaugurazione giorno 31 gennaio 2012 e in quell’occasione il caso aziendale presentato come eccellenza è stato il prodotto HI Can dell’azienda Hi interiors, quale esempio di domotica applicata ai mobili di arredo casa. L’esposizione è stata aperta sino alla fine di aprile e ampio successo è stato riscosso dai prodotti delle nostre aziende. In particolare una di esse ha stipulato un contratto in esclusiva per la vendita di una delle sue produzioni di punta sul mercato russo. La Camera di Commercio di Cosenza ha organizzato anche l’evento di chiusura dell’esposizione permanente, questa volta utilizzando gli spazi del

rande sforzo della Camera di Commercio di Cosenza sul fronte dell’internazionalizzazione. A corredo di questo articolo di sintesi abbiamo voluto utilizzare alcune fotografie scattate nel corso dell’ultima edizione del Vinitaly Verona (marzo 2012), durante la quale l’Ente camerale presieduto da Giuseppe Gaglioti ha voluto presentare l’importante progetto relativo alla Dop Terre di Cosenza. Le potenzialità dell’export della provincia cosentina non guardano, ovviamente, solo al settore agroalimentare. Il vino, però, non solo in termini puramente economici ma anche simbolici, rappresenta senz’altro uno dei più suggestivi biglietti da visita. In quest’immagine il presidente Giuseppe Gaglioti intento ad accogliere ospiti istituzionali nel funzionale stand della prestigiosa kermesse veronese.

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Sviluppo del territorio

2013 in Russia a seguito del forte interesse manifestato dagli importatori verso le produzioni cosentine. E mentre si lavorava sul mercato russo in parallelo sono state avviate le iniziative legate ai programmi di penetrazione commerciale già in corso, rispettivamente dal 2010 e dal 2011 con Canada e Spagna. Nel Quebec la CaMolti i giornalisti stranieri che hanno partecipato, durante il Vinitaly 2012, mera di Commeralle degustazioni guidate relative alle diverse etichette della Dop Terre di Cosenza cio cosentina ha già “portato” 40 aziende negli ultimi MOD Center per un evento diretto a due anni e molte di queste hanno già promuovere le produzioni agroalimeniniziato a lavorare su Montreal e più in tari e vitivinicole tra gli importatori e generale sullo stato francofono del Cala stampa russa. “E’ Cosenza Food & nada. In questa annualità la camera sta Wine” in Moscow si è svolto nel mese provvedendo all’inserimento di nuove di aprile e ha visto la presenza di circa imprese in base alle richieste avanzate 30 operatori commerciali e giornalisti dagli importatori per determinate proinvitati ad assistere alla presentazione duzioni. Le attività previste sono reladel territorio cosentino e delle sue ective alla partecipazione con un corner cellenze produttive. Alla presenza del dedicato alle attività di promozione del consigliere economico di ambasciata e paese Italia che si svolgono della rappresentante della camera italo nel mese di agosto, menrussa, il presidente dell’Ais regionale, tre già sono state realizzaun giornalista delle stampa russa e la te attività di degustazioni responsabile dell’Ufficio mercati estepresso boutique gourmet ri della camera di commercio hanno agroalimentari. Nel mese di avviato una tavola rotonda sulle prosettembre si realizzeranno duzioni locali e sul lancio della nuova le azioni di B2B tra impredoc Terre di Cosenza, alla quale è sese cosentine ed importatori guito uno show cooking con degustacanadesi al fine di consenzione guidata dallo chef cosentino Lutire la formalizzazione di igi Ferraro, operante su Mosca presso rapporti già avviati e la il prestigioso ristorante Calvados. presa di nuovi contatti. Sono state create cosi le basi per lo In Spagna l’ente camesviluppo di futuri contati commerciali rale cosentino è presente ed operazioni che la camera di comcon un programma di penemercio ha intenzione di proseguire nel

trazione commerciale avviato nel 2011 e i risultati ottenuti sono lusinghieri. Attraverso azioni di comunicazione e promozione del territorio e del brand” è Cosenza”si è iniziata a creare una visibilità del territorio e una sua riconoscibilità nel panorama nazionale. Mediante attività di road show nella ristorazione e nei negozi specializzati in prodotti agroalimentari di eccellenza è stata favorita la conoscenza delle produzioni agroalimentari e vitivinicole, anche attraverso seminari tecnici ed incontri con importatori e stampa specializzata. Nel mese di giugno in occasione della Festa della Repubblica italiana annualmente organizzata dall’ambasciata italiana il brand “è Cosenza” è stato protagonista delle iniziative realizzate in tale occasione e alla presenza dell’ambasciatore è stato inaugurato il primo corner del brand per il 2012 a lato della centralissima Plaza Mayor. Inoltre le imprese cosentine hanno partecipato alle attività di B2B e agli eventi di degustazione che hanno consentito la realizzazione per le imprese partecipanti a questa annualità del progetto di un vero e proprio test market per i loro prodotti. Le attività di questo primo semestre 2012 hanno visto protagonista anche la

Ancora un momento delle degustazioni guidate

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Sviluppo del territorio

tazione del progetto del territorio e delle imprese partecipanti. Un’attività realizzata nell’ambito dell’iniziativa del Sistema camerale all’interno del padiglione italiano e diretta a promuovere le eccellenze agroalimentari italiane. All’evento di presentazione presso l’expo è Funzionari della Camera di Commercio di Cosenza al lavoro nell'elegante e seguita un’azione funzionale stand allestito al Vinitaly 2012 di ricerca partner Germania con l’evento “E’ Cosenza con seminario di presentazione delle Food & Wine in Munich” realizzato provincia di Cosenza e delle sue imprenel mese di giugno nella prestigiosa se a Seoul alla presenza di importatori location dell’Hotel Bayerischer Hof. e stampa specializzata. Sono seguite le Le 20 imprese del settore agroalimenvisite aziendali e ai department store tare e vitivinicolo partecipanti hanno per valutare l dinamiche del mercato avuto la possibilità di incontrare bucoreano nell’ottica di un’operazione a yers e giornalisti per presentare i loro medio lungo termine da realizzare nel prodotti. La giornata si è svolta con corso del 2013. attività parallele: da una parte i banE sempre di pochi giorni fa è la prechi di degustazione delle imprese e gli sentazione dell’iniziativa in corso con incontri B2B, e in sale appositamente l’IILA (Istituto Italo-Latino Americadedicate due seminari rispettivamente no) destinata a favorire l’avvicinamensulla produzione olearia e sulla proto del nostro sistema imprenditoriale a duzione vitivinicola della provincia di quello dei paesi del Centro e Sud ameCosenza. Al termine lo chef cosentino rica. Ad un primo momento diretto a Bruno Ranuio ha realizzato uno show far conoscere la bellezza dei nostri tercooking presentando due piatti della ritori con modalità informali agli amtradizione cosentina realizzati con i basciatori in Italia dei paesi coinvolti prodotti delle imprese partecipanti alle seguiranno attività di carattere opeattività. All’evento i circa 50 operatorativo legato al matching tra settori e ri partecipanti hanno manifestato nei imprese del territorio della provincia e questionari loro somministrati ampia degli stati esteri, secondo un percorso soddisfazione per l’iniziativa e interesdi selezione e valutazione delle reali se per le imprese e per le produzioni opportunità di business. Già nel mese presenti. E si è conclusa da pochissimi di maggio la Camera di Commercio giorni l’azione di scouting in Corea del aveva supportato la partecipazione Sud. Il brand” è Cosenza” è sbarcato delle aziende cosentine alla missione nel mese di luglio all’Expo universale nazionale di sistema Italia in Brasile 2012 di Yeosu con il lancio e la presenregistrando un buon riscontro delle no-

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stre produzioni soprattutto del settore del mobile e verificando le ottime potenzialità per lo sviluppo di partnership e collaborazioni tra le nostre imprese e le imprese dell’America latina. Intenso quindi questo primo semestre per la Camera di Commercio di Cosenza che attraverso il suo Ufficio per i Servizi Mercati Esteri offre alle imprese reali opportunità di internazionalizzazione e programmi sui mercati esteri che seguano le imprese nella fase di verifica iniziale delle loro reali potenzialità su un dato mercato, risparmiando alle aziende costi inutili, che le sostengano con iniziative mirate e tailor-made per il settore e che le supportino nella fase di follow-up durante la gestione dei contatti avviati. «Il secondo semestre sarà impegnato – dichiara Giuseppe Gaglioti, Presidente della Camera di commercio di Cosenza – oltre che nella prosecuzione delle attività in corso su descritte, nell’avvio di nuove iniziative negli Stati Uniti negli Emirati Arabi e nel lancio ufficiale del portale “è Cosenza” (www.ecosenza.it) – il portale del progetto dedicato alle imprese vocate ai mercati esteri - e dell’applicazione per telefonini e tablet. “È Cosenza” è la prima “App” realizzata da una Camera di Commercio per la promozione del territorio e delle imprese nel mondo – afferma inoltre con soddisfazione Giuseppe Gaglioti – e siamo convinti che l’innovazione, oltre che nelle imprese, vada ricercata anche nelle modalità con cui la Pubblica Amministrazione offre soluzioni per il benessere della collettività». Per quanto concerne le attività di internazionalizzazione, nonché quelle promozionali e di sviluppo del territorio, la Camera di Commercio di Cosenza può contare, rispettivamente, sul prezioso e competente contributo della dr.ssa Anna Sacco e della dr.ssa Brunella Dho. ●

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Scambi e sviluppo del territorio

Presentato nel capoluogo bruzio, alla presenza degli ambasciatori del Guatemala e del Ministro Plenipotenziario dell'Uruguay, il programma Iila

Camera di Commercio di Cosenza: grandi potenzialità in America Latina In calendario una serie di importanti iniziative per il periodo autunnale

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attesimo ufficiale per il programma Iila (Istituto italio-latino-americano) Calabria nella Camera di Commercio di Cosenza. Alla conferenza stampa di presentazione del progetto, tenuta nei giorni scorsi nella sede camerale del capoluogo bruzio, erano presenti Giuseppe Gaglioti, presidente dell’Ente; Sandro Pettinato, vice segretario dell’Unioncamere nazionale; Alfredo Trinidad Velasquez, ambasciatore del Guatemala e presidente dell’Iila; Jorge Cassinelli Scarpa, incaricato d’affari e ministro plenipotenziario dell’Uruguay; Attilio Sabato, giornalista e moderatore; Salvatore La Porta, presidente dell’Iscapi (Istituto calabrese di politiche internazionali). Molte le autorità tra il pubblico: Raffaele Cannizzaro, prefetto di Cosenza; Alfredo Anzalone, questore di Cosenza; il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, co-

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lonnello Francesco Ferace; il comandante del nucleo di Polizia tributaria di Cosenza, tenente colonnello Vito Simeone; il presidente della Fondazione Carical, Mario Bozzo e i presidenti di molte associazioni di categoria. Ha aperto i lavori – si legge in una nota stampa – Giuseppe Gaglioti, presidente della Camera di Commercio di Cosenza: «Il programma intende favorire – ha detto Gaglioti – la piccola e media impresa nella creazione di una rete di rapporIl presidente Gaglioti ascolta uno degli interventi della giornata ti che favoriscano una crescita comune, promuovere un cambiamento cosentino» – ha continua Gaglioti che ha poi aggiunto: «Noi ci candidiamo a nel modello di cooperazione e sostenere attività culturali che rappresentino i diventare il soggetto capace di dialogare, soprattutto per cultura e tradizioni veicoli di integrazione culturale tra il simili, con un modello Sud in grado di nostro territorio e i paesi dell’America latina». Un’idea vincente che affida imporsi in un’economia globale». Dietro queste valutazioni c’è un’evidenza «una grande responsabilità al territorio

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Scambi e sviluppo del territorio

La presentazione a Cosenza del programma Iila dedicato allo sviluppo dei rapporti con l'America Latina

macroeconomica. Un dato che il numero uno dell’Ente camerale cosentino ha messo in evidenza: «La presenza di imprese italiane nell’America latina sta aumentando esponenzialmente e i dati di crescita e di stabilità dell’area indicano questi paesi come i protagonisti nei prossimi anni dell’economia globale». I mercati corrono veloce e non è solo il Brasile ad essere la locomotiva dei flussi di capitale. Gaglioti snocciola i numeri: «Si stima che il tasso di crescita del Pil in queste nazioni sarà del 3,7 % e in alcuni paesi si registrano medie che oltrepassano i valori asiatici».

Se Gaglioti parla di “ospitalità” come parola chiave del programma, il presidente dell’Iila ha già individuato la piccola rivoluzione di questo progetto: «Prima ci conosciamo, poi parliamo; l’unico rammarico è che devo andare via proprio oggi». Per il diplomatico del Guatemala «non si può parlare solo di crisi, ma della fine di un intero modello di sviluppo». E quale miglior luogo è in grado di sintetizzare un nuovo modo di pensare all’economia e allo sviluppo se non «il benessere per come l’hanno inteso e realizzato i Sibariti» – ha continuato Alfredo Trinidad Velasquez per

poi precisare: «La diplomazia del futuro ci dice che tutti siamo diplomatici dei nostri territori». Il ministro plenipotenziario dell’Uruguay, Jorge Cassinelli Scarpa (la nonna partì da un paesino della Sila) ha individuato un percorso virtuoso «nei contatti diretti con gli imprenditori calabresi che potranno scoprire la stabilità del contesto macroeconomico dell’Uruguay e la facilità con la quale è possibile creare impresa in questo paese». Sandro Pettinato, vice segretario dell’Unioncamere nazionale, ha affermato: «L’iniziativa coinvolge tutta la Calabria, incrementa le relazio►

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Scambi e sviluppo del territorio

Foto di gruppo con l’ambasciatore Alfredo Trinidad Velasquez, quarto da sinistra, accanto al presidente Gaglioti

ni commerciali senza dimenticare che l’economia non è l’unico elemento di valutazione di un progetto e di un territorio». Il presidente dell’Iscapi, Salvatore La Porta ha marcato la differenza tra «questo nuovo strumento di cooperazione e le vecchie strategie». C’è una specie di «missione – ha sostenuto – a cui ognuno di noi è chiamato a dare il suo contributo e Cosenza vuole essere la casa di questa cooperazione dove si impone il Modello Sud». Nella sua relazione introduttiva il presidente Gaglioti aveva tra l’altro precisato: «Negli ultimi anni l'America Latina ha vissuto grandi trasformazioni sia in termini di consolidamento delle istituzioni democratiche  e di  apertura

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economica sia per ciò che concerne i processi di integrazione regionale e di rilancio del dialogo con l'Europa. In questi Paesi, la presenza di imprese italiane sta aumentando esponenzialmente e i dati di crescita e stabilità dell'area indicano i Paesi  del continente latinoamericano tra i protagonisti nei prossimi anni dell'economia globale». «Molti Paesi dell'America Latina – aveva affermato inoltre il presidente dell’Ente camerale cosentino – registrano un valore positivo delle importazioni del 18% ed in particolare nei settori, Moda, Mobili, Alimentari e Bevande, seguiti da prodotti  lavorati in metallo e chimici. Tuttavia a rappresentare la maggiore concentrazione delle importazioni è il settore del-

la Meccanica. Nel 2011 le esportazioni italiane verso L'America Latina hanno raggiunto traguardi davvero lusinghieri, ponendosi all’ottavoposto nella graduatoria. In conclusione da oggi, Signori Ambasciatori, confidiamo nelle vostre eccellenze affinché possiate favorire con l'accordo che andremo a firmare in autunno, le condizioni favorevoli di interscambi a qualunque livello. Noi ci candidiamo a diventare il soggetto capace di dialogare». «L’America Latina – aveva sottolineato Gaglioti – rappresenta il laboratorio di sviluppo economico e territoriale del Terzo millennio ed è in continua crescita da 10 anni. La sfida per le economie sudamericane più solide è quella di riuscire a sfruttare al

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Scambi e sviluppo del territorio

Presentazione del programma Iila: il tavolo dei lavori

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Nel 2011 le esportazioni italiane verso L'America Latina hanno raggiunto traguardi davvero lusinghieri, ponendosi all’ottavoposto nella graduatoria»

meglio l’attuale congiuntura economica, che potrebbe portare ad uno sviluppo duraturo in un mix di diverse politiche. Queste azioni sono supportate dalla Camera di Commercio di Cosenza e dal Sistema Camerale nazionale che perseguono strategie di accompagnamento alle aziende sui mercati internazionali attraverso Missioni Nazionali, missioni

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imprenditoriali per promuovere filiere produttive con l'impegno del sistema Camerale indirizzato alla formazione per favorire l'Internalizzazione in mercati emergenti. Non solo, ma ci poniamo l’obbiettivo di offrire formazione a giovani laureati dell'America Latina con la prospettiva di farli diventare soggetti di riferimento per i sistemi industriali dei loro paesi di origine. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Camera di Commercio di Cosenza, L'Iscapi con il supporto del ministero affari Esteri e si articola in diverse fasi Dove la parola d'ordine  è Ospitalità. Con questo progetto si intende: Favorire la piccola e media impresa nella creazione di una rete di rapporti che favoriscano una crescita comune; Promuovere un cambio nel modello di cooperazione: non più “conquistadores” ma promotori di un atteggiamento più collaborativo; Sostenere attività culturali che rappresentano i veicoli di integrazione culturale

tra il nostro territorio e i paesi dell’America Latina. A seguire gli stessi ambasciatori parteciperanno al Meeting sulla promozione delle attività di sviluppo economico in occasione del 150° anniversario della Camera di commercio di Cosenza. Successivamente saranno realizzati dei forum paese che consisteranno in missioni internazionali nella Provincia di Cosenza da parte degli Ambasciatori latino americani accompagnati da rappresentanti del mondo produttivo, economico, culturale e sportivo dei loro paesi con l'obbiettivo di approfondire le relazioni e scambi di interesse comune. Al forum paese prenderanno parte le Aziende Cosentine, Esponenti delle categorie socio economiche, l'Università, le rappresentanze delle istituzioni che intendono dialogare e avere scambi commerciali, culturali con i paesi Latino Americani. A conclusione delle varie fasi a partire da Giugno 2013 i paesi dell'Iila saranno inseriti nel programma Pitagora Mundus che prevede l’accoglienza di studenti dell'America Latina da parte dei comuni denominati Borghi della Sapienza». «Come potete constatare – aveva concluso Gaglioti nella sua interessante relazione introduttiva – l'azione della Camera di Commercio mira a consolidare questi rapporti in un’area dove si sta registrando una robusta crescita economica sostenuta dalla rapida espansione della domanda interna stimolata da favorevoli condizioni finanziarie e dalle elevate quotazioni internazionali delle materie prime. Pertanto da oggi, Sigg. Ambasciatori confidiamo nelle vostre eccellenze affinché possiate sostenere con l'accordo che andremo a firmare in autunno le condizioni favorevoli di interscambi a qualunque livello». ●

primo piano

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Prospettive di crescita

A Sud della crisi Il ruolo di Confindustria Assafrica & Mediterraneo

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sud dell’Europa ci sono reali e molto concrete possibilità di uscita dalla crisi di crescita che affligge l’industria italiana. Il nostro tempo è dominato dall' informazione ma quando si parla di Africa le informazioni non passano, o almeno non con la velocità con cui dovrebbero. Così si saprebbe ad esempio che l’Angola sta comprando buona parte dei titoli quotati sulla Borsa di Lisbona, la capitale del Paese che l’aveva colonizzato. Oppure che tutto il Togo è zona franca. Ci volevano le importanti scoperte dell’Eni in Mozambico per far emergere il mercato-paese che si sta aprendo anziché pensare alle lunghe e straordinarie spiagge mozambicane. Ci volevano le rivoluzioni arabe che stanno modificando l’assetto del Mediterraneo per scoprire che il tasso di scolarizzazione e quello di disoccupazione giovanile tunisino e italiano si stanno allineando e che quindi crescita e occupazione sono un problema dell’Italia come anche della Tunisia e dell’Egitto. E che l’Algeria ha un bisogno urgente di far decollare una forma di capitalismo diffuso che metta a sistema

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le ingenti risorse finanziarie del Paese per dare alla propria società benessere e welfare. O che nel dopo-Gheddafi la Libia scopra che un sistema-paese che importa tutto dall’estero non è più sostenibile per dare occupazione ai suoi giovani.

Tuttora in Italia non si sa granché cosa siano per esempio il COMESA, il SADC, o l’UMA. In primo luogo sono sicuramente l'esempio del deficit informativo di cui sopra: si tratta infatti delle grandi organizzazioni regionali africane, volte a favorire l'integrazione economica

regionale attraverso la creazione di zone di libero scambio ed unioni economiche oppure un'unione politica, sociale e culturale. In altri termini, sono grandi mercati regionali. E’ notorio che le imprese per lavorare hanno bisogno di mercati. Tanto più grandi sono, tanto meglio è. Invece uno degli equivoci più frequenti in cui incappano le imprese italiane è quello di considerare solo il singolo paese mediterraneo o africano, tralasciando i fittissimi legami che ciascuno di essi ha con altri paesi del continente. E’ come se noi italiani “dimenticassimo” che abbiamo legami economici e commerciali con la Francia, con la Germania e gli altri Paesi europei. Una specie di amnesia industriale che ci sta facendo ancora concentrare su Est Europa e Cina, proprio ora che invece l’Africa, malgrado l’aggressiva politica della cooperazione cinese nel continente, sta cominciando a contestare la qualità dei prodotti e dei beni cinesi e, soprattutto, del loro modo di lavorare che non lascia niente alle economie locali, di cui non usa neanche i prodotti alimentari. Un’Africa per la quale l’OCSE, a dif-

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Prospettive di crescita

Fausto Aquino, presidente di Assafrica & Mediterraneo

«

In Africa c’è il 60% delle terre coltivabili non sfruttate della Terra ed i Governi devono ora sviluppare una filiera agroalimentare in grado di coprire il fabbisogno di una popolazione urbana in fortissima crescita»

ferenza di un’Europa in grande difficoltà che, afflitta da un’epidemia di finanza più o meno “creativa” stenta a ritrovare la strada della crescita dell’economia, prevede per il 2012 un’accelerazione del PIL pari al 5.8%. Questo si traduce in un aumento di consumi di due o tre volte più veloce rispetto alla media dei Paesi Ocse, con una classe media sempre più ampia e con delle opportunità di business notevoli per le aziende. A questo si aggiunga la nuova classe media di circa 300 milioni di consumatori, i cui bisogni dovranno essere soddisfatti attraverso politiche di welfare adeguate. Questo vale sia per l’Africa subsahariana che per il Sud Mediterraneo, dove si è aperta una nuova domanda sociale cui occorre

rispondere e che riguarda ad esempio il settore sanitario, lo sviluppo urbano, la formazione, i trasporti, le energie rinnovabili. Senza contare le grandi risorse in campo agricolo e minerario di cui il continente dispone. In Africa c’è infatti il 60% delle terre coltivabili non sfruttate della Terra ed i Governi devono ora sviluppare una filiera agroalimentare in grado di coprire il fabbisogno di una popolazione urbana in fortissima crescita. Oggi la nuova Africa, quella i cui politici arrivano ai nostri incontri parlando inglese e francese senza il marcato accento degli immigrati in Italia di prima generazione, ha bisogno di tutto, anche di risorse umane. Le imprese italiane possono partecipare a questo sviluppo ►

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attualità avviando nuove iniziative, fornendo tecnologie, conoscenze e formazione. Questo vale non solo per alcuni grandi gruppi già presenti nel Continente, ad esempio nel settore delle costruzioni e dell'energia ma anche e soprattutto per l’universo di piccole e medie imprese che operano nel settore manifatturiero, nei servizi, nelle costruzioni e che, tranne importanti eccezioni, sono ancora lontane dal cogliere tutti benefici derivanti dai cambiamenti di scenario in atto nel Continente. Un mercato in continua espansione ed evoluzione, che però richiede per lo più progetti di filiera chiavi in mano, laddove il nostro sistema industriale tuttora privilegia il sistema a macchia di leopardo o, peggio ancora, si muove in forma atomizzata e spesso sovrapposta, che disorienta l’interlocutore e che, condotto a volte senza conoscere i contesti locali, spesso disperde risorse senza produrre gli effetti voluti. Il compito di Assafrica & Mediterraneo è proprio quello di aprire le porte ed i canali giusti perché le occasioni di business vengano colte in pieno. Ed è quello che stiamo facendo attraverso lo sviluppo di relazioni con Istituzioni e Organismi imprenditoriali dei diversi Paesi africani e del Mediterraneo e attraverso progetti di filiera integrata, il primo dei quali si è concentrato sull’agribusiness. Ma la pregiudiziale indispensabile perché i meccanismi funzionino è che gli imprenditori si adattino ai grandi cambiamenti in atto in Africa, Mediterraneo e Medio Oriente, senza timore dei mutamenti, ma anzi, adattandovisi. E smettiamo di chiamarli Paesi emergenti. Sono per la maggior parte già emersi da tempo. E, soprattutto, assai prima del Sistema Italia hanno conosciuto il peso di una crisi di crescita e per questo hanno elaborato strategie industriali di lungo periodo in cui al primo posto ci sono leggi per favorire gli investimenti esteri e modelli di sviluppo, che guardano quasi sempre al modello delle PMI italiane. ●

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Prospettive di crescita

La Cassetta degli Attrezzi CONFINDUSTRIA ASSAFRICA & MEDITERRANEO è l'Associazione specializzata su Africa, Mediterraneo e Medio Oriente del Sistema Confindustria. E’ stata la prima Associazione confederale specializzata su un’area geografica, modello recentemente ripreso da altre componenti del Sistema di più recente creazione. Costituita 32 anni fa, riunisce, rappresenta e supporta grandi gruppi e piccole e medie imprese di tutti i settori: industria, servizi, costruzioni, banche, operanti o interessate ad operare nei 70 Paesi del Mediterraneo, Africa e Medio Oriente. Attraverso le imprese associate e le 22 Associazioni di Confindustria aderenti direttamente ad Assafrica & Mediterraneo, l’Associazione raggiunge oltre 18.000 imprese. Assafrica & Mediterraneo lavora in stretto collegamento con le Confindustrie sudmediterranee, le oltre 100 Antenne europee ed africane del CDE, l’Agenzia dell’Unione Europea per lo Sviluppo delle PMI nei Paesi ACP (Africa-Caraibi-Pacifico) di cui è Antenna per l’Italia per il Sistema Confindustria. Ed inoltre con le Agenzie per gli Investimenti, le Camere di Commercio e le Associazioni imprenditoriali dei singoli Paesi dell’area, cui si aggiungono stabili e consolidati rapporti con le Ambasciate italiane e le Ambasciate in Italia dei 70 Paesi di attività dell’Associazione. Contatti e alleanze imprenditoriali che alimentano il Network interno dei soci, che riceve aggiornamenti periodici economici e legislativi sui Paesi dell’area, contatti in loco, informazioni su fiere e manifestazioni all’estero e per insediamenti produttivi, pubblicazioni specializzate monotematiche. Nel campo delle business utilities l’Associazione effettua ricerca partner, missioni e incontri bilaterali con imprese dei Paesi dell’area, segnalazioni mirate di bandi di gara e di progetti di cooperazione internazionale, assistenza e promozione dei Soci nei Paesi dell’area, ricerche e risposte a quesiti specifici delle aziende associate. www.assafrica.it

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Vita delle Aziende

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25 candeline per la IFM

L’azienda guidata dalle imprenditrici Ilaria e Antonia Abramo ha festeggiato un quarto di secolo Alla presenza delle massime autorità regionali e cittadine 18

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Vita delle Aziende

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FM ha spento venticinque candeline: una per ogni anno di attività per l’azienda catanzarese condotta oggi dalle giovani e brillanti Antonia e Ilaria Abramo, e fondata nel gennaio del 1987 dal padre Walter. Per celebrare l’occasione le sorelle Abramo hanno voluto organizzare una elegante festa nella villa di famiglia, alla presenza delle massime autorità regionali e cittadine, dei rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e delle professioni, dei collaboratori dell’azienda e degli amici più intimi. Un bel traguardo, questo quarto di secolo, raggiunto superando

difficoltà di ogni tipo: da quelle che ha in serbo per tutti la vita, a quelle che deve affrontare chi decide di fare impresa in una regione controversa come la nostra, soprattutto in anni di crisi economica. Ma il 2012 è arrivato e la IFM è cresciuta, partendo dal sogno d’impresa avviato nel campo dell’informatica «quando – è stato detto dalle giovani sorelle Abramo – questo settore era poco più che un concetto astratto». Eppure grazie ad un briciolo di follia, alla determinazione di un sognatore, allo spirito che era riuscito a trasferire fin da allora ai sui collaboratori e alle ancora giovanissime figlie, “tutto è stato possibile!”. ►

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ollia, passione, determinazione: queste le parole che hanno tracciato il filo rosso della IFM e della serata celebrativa, nelle parole di Ilaria e Antonia Abramo. Perché?

«Abbiamo scelto una frase simbolica in questa occasione – ci ha spiegato quest’ultima –. La frase è di Goethe e dice: ‘Qualunque cosa tu voglia fare o sognare di poter fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere e magia’. Abbiamo ritenuto che questa frase descrivesse con pochissime parole quello che è successo esattamente 25 anni fa, quando nostro padre decise di investire tutto in questo sogno imprenditoriale, impegnando il proprio tempo, mettendo tutta la passione e l’amore di cui era straordinariamente capace, e riuscendo a seguire l’unico imperativo che in questi casi conta davvero: crederci fino in fondo, nonostante i problemi, le difficoltà,

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gli ostacoli. Nonostante la gente ti dica che ‘è un’impresa da folli’. La stessa follia di cui parla Goethe, la stessa dello straordinario discorso di Steve Jobs ai neolaureati dell’Università di Stanford”. Goethe parla anche di potere e magia: che cosa pensa di questi due aspetti?

«Il potere – ha proseguito Antonia Abramo – va inteso come capacità di leadership, capacità di fare avverare un sogno, ma anche essere in grado di condurlo, governarlo, portarlo avanti, farlo crescere. La magia è la stessa che nostro padre cercava di carpire dagli occhi dei bambini e dagli insegnamenti che solo le favole sanno trasmettere!».

Che cosa rappresenta questa serata per voi?

«Non è un semplice festeggiamento – ha affermato Ilaria Abramo –, ma la testimonianza che qualcosa di bello accade e resiste anche in questa nostra

tormentata terra, di cui purtroppo spesso ci troviamo a lamentarci. Ed è importante dare messaggi positivi, nel periodo contingente nel quale si legge tanto scoraggiamento, disincanto e delusione. La presenza di tanti imprenditori ed amici a

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questa serata è anche un modo per ribadire a noi stessi l’importanza di crederci e di testimoniare questa fiducia nella possibilità di creare sviluppo nella nostra terra. Abbiamo imparato a resistere sul campo, abbiamo imparato – come spesso ci diciamo in azienda, scherzosamente che ‘Bisogna correre per restare fermi in questo posto!’. Non è facile, non lo è per nessuno, ma genio, potere e magia sono vicini agli audaci». L’esempio delle sorelle Abramo, a capo di un’azienda leader nel vasto settore dell’ICT e nella fornitura di software e servizi, dimostra come l’evoluzione e l’innovazione debbano essere alla base di un’offerta che risulta costantemente competitiva sui mercati. Pur mantenendo negli anni la sua vocazione originaria, IFM ha, infatti, diversificato e arricchito la propria offerta, che spazia dalla fornitura di sistemi informativi chiavi in mano, allo sviluppo di software personalizzati; dai servizi di body rental, che propongono specialisti altamente qualificati, al supporto su aspetti organizzativi

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e normativi nell’ambito dei principali domini della Pubblica Amministrazione. E di innovazione, come pure dell’importanza di puntare sul merito e sulle giovani risorse umane calabresi opportunamente formate, ha parlato anche il Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, che intervenendo nel corso della serata, ha affermato: «In un periodo di crisi economica è davvero molto significativo poter essere presenti ad un avvenimento che celebra il successo di un’azienda. Che certo non è stata esente da difficoltà nel suo percorso, come è stato ricordato dalle parole delle due giovani imprenditrici che stasera ci ospitano, ma che ha resistito, con determina-

zione e costanza, e difeso il suo sogno. Vogliamo leggere in questo evento un messaggio di speranza per questa terra e incoraggiare i giovani a intraprendere in Calabria, puntando soprattutto sull’innovazione. E’ quanto stiamo cercando di fare anche con la nostra azione amministrativa. Nonostante la crisi, nonostante il patto di stabilità che è stato ricordato, nonostante le difficoltà di accesso al credito, nonostante le difficoltà tutte – ha concluso il Governatore Scopelliti –, puntare sui nostri giovani, sul merito e le competenze salverà la nostra regione. Un augurio sincero alla sorelle Abramo per questo traguardo e per i prossimi che taglieranno con il loro gruppo». ●

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Un premio per “La Forza delle Idee, il Coraggio delle Azioni” a giovani con idee innovative

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www.ifm.it

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tecipazione: Requisiti di par anni tra i 18 e i 26 - Età compresa nza nel territorio calabrese ide - Nascita e res

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proprio ai giovani è rivolto il Premio presentato, per conto della IFM, da Paolo Abramo (Presidente della Camera di Commercio e fratello di Walter), e intitolato: “La forza delle idee, il coraggio delle azioni”, che verrà assegnato ad un giovane o ad una giovane aspirante imprenditrice di età compresa fra i 18 e i 26 anni. Il bando di concorso, disponibile sul sito internet www.ifm.it, e sul sito di Confindustria Catanzaro www. confindustria.cz.it, spiega che verrà premiata con una somma di 2.500,00 euro l’idea imprenditoriale più innovativa da realizzarsi in Calabria. La scadenza per presentare le domande è fissata per l’8 ottobre 2012. «Questo Premio – ha affermato Paolo Abramo – rappresenta per la IFM la volontà di continuare a incoraggiare l’impresa giovanile, il merito e le competenze a rimanere nella nostra terra. Come diceva il Governatore Scopelliti è su questi aspetti che dobbiamo puntare per aiutare la Calabria a valorizzare se stessa e le sue risorse. La testimonianza che viene stasera dalle due giovani im-

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prenditrici alla guida della IFM ci conferma che innovazione, tenacia, merito e, anche, un pizzico di follia, sono gli ingredienti che servono per realizzare i propri sogni». Oggetto di valutazione sarà un business plan prodotto dai concorrenti, di cui sarà fornito apposito format utile ad orientare i ragazzi nella stesura del progetto, in cui si descriverà la propria idea imprenditoriale da collocare necessariamente nell’ambito del territorio calabrese. I giovani destinatari dovranno essere residenti nel territorio calabrese. Inoltre, saranno programmati una

Scadenza del bando 8/10/2012

serie di incontri tra il vincitore del premio, la proprietà e il management della società, al fine di illustrare la struttura aziendale e le principali direttrici imprenditoriali dell’azienda. La commissione di valutazione sarà composta dai membri del CdA della IFM più un tecnico interno all’azienda. Verrà fornito un punteggio anche per quelle idee correlate al business IFM e, a tale proposito e con lo scopo di far conoscere ai concorrenti l’azienda, sarà messo a disposizione un sistema di “domanda e risposta” che consentirà ai concorrenti stessi di approfondire tali aspetti. ●

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Vita delle Aziende

Confindustria Catanzaro consegna una targa alle sorelle Abramo

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el corso della serata il direttore di Confindustria Catanzaro, Dario Lamanna, ha consegnato alle sorelle Ilaria e Antonia Abramo, una targa, per ricordare il quarto di secolo di attività trascorso. «Un momento – ha dichiarato il direttore Lamanna – di forte emozione e soddisfazione per il mondo Confindustriale, di cui la IFM e la famiglia Abramo sono parte. Occasioni come questa meritano di essere ricordate perché chi fa impresa coniuga, per definizione, capacità di visione e concretezza; simboli e operatività. In un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando – ha affermato il direttore di Confindustria Catanzaro – , non possiamo sottovalutare l’importanza simbolica della celebrazione di un quarto di secolo di attività da parte di un’azienda che oggi viene guidata da due imprenditrici giovani e coraggiose, che hanno preso per mano il sogno del loro padre e lo hanno fatto continuare a volare, cambiando e innovando, ma restando fedeli all’imperativo di cui loro stesse ci hanno parlato stasera: crederci! A loro il più sentito augurio di Confindustria Catanzaro – ha concluso il direttore Lamanna –, perché il prossimo quarto di secolo che ci auguriamo di essere qui a celebrare con loro, porti con sé nuove soddisfazioni e successi». Anche il Presidente della sezione Piccola Industria degli imprenditori catanzaresi, Aldo Ferrara, a margine della serata, ha evidenziato alcuni aspetti che vanno oltre il festeg-

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giamento e parlano della cultura d’impresa: «Questa sera abbiamo partecipato ad un momento che è sì, celebrativo, ma che ci chiama anche ad alcune riflessioni. Venticinque anni fa Walter Abramo aveva intravisto nel merito, nell’innovazione, nella ricerca, elementi fondamentali per fare la sua impresa. La vita non ha permesso a lui personalmente di verificare l’esattezza della sua visione. Ma oggi, qui, c’è chi ha saputo fare tesoro di quelle intuizioni, il che non è affatto scontato, e ha condotto ad un significativo traguardo l’azienda, guidandola con determinazione e umiltà: mix non comune. Antonia e Ilaria Abramo sono due imprenditrici giovani e brillanti, cui

va riconosciuto il merito di aver saputo interpretare un patrimonio esistente; di essersi integrate in una squadra e averla guidata; di aver fatto propria una mission, capendo le sue nuove evoluzioni e indirizzandola nell’innovazione dei servizi offerti. Questo ha reso possibile la competitività sui mercati, in un settore in continua evoluzione quale quello dell’informatica. Da questo esempio possiamo trarre indirettamente un messaggio, di cui far tesoro. A loro l’augurio più sincero per questo bel traguardo!».●

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Tanti ospiti a Villa Abramo per celebrare un quarto di secolo di attività

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el corso della elegante cerimonia a Villa Abramo sono stati premiati dalle sorelle Ilaria e Antonia i primi quattro dipendenti assunti alla IFM nel 1987: Maria Contì, Massimo Fontana, Egidio Giampà, Antonino Spagnolo. All’evento, oltre ai numerosi amici e ai familiari, fra cui anche il Sindaco della Città, Sergio Abramo, ed il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Catanzaro, Andrea Abramo, erano presenti, fra gli altri: il Prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci; il Presidente del Consiglio Regionale, Francesco Talarico; il Vice-Presidente della Giunta Regionale, Antonella Stasi; l’on. Mimmo Tallini; l’on. Pietro Aiello; l’on. Giacomo Mancini; l’on. Antonio Caridi; l’on. Mario Caligiu-

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ri; direttori generali di alcuni dipartimenti regionali e di aziende sanitarie ed ospedaliere calabresi, nonché esponenti di Confindustria, ovvero imprenditori e manager di successo (l’ampia foto gallery proposta mostra i protagonisti della serata ripercorrendo alcuni momenti salienti). ●

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Confronto a più voci a Montepaone Lido

Imprese e crisi: dibattito con Caridi, Speziali e Scalzo

Emersa la necessità di rafforzare le reti tra aziende di

Maria Rita Galati

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urismo, servizi, infrastrutture e naturalmente impresa. Si declinano gli elementi da combinare per riuscire nell’alchimia di uscire dal tunnel della crisi che, nel rispetto della globalizzazione, non esclude nessun angolo del mondo cosiddetto civilizzato. Nella specificità tutta calabrese dei ritardi cosmici e dell’improvvisazione cronica, si acclara che le imprese calabresi ai tempi della crisi hanno bisogno di più programmazione e meno burocrazia. E’ quanto è emerso nell’incontro-dibattito sul tema “Le imprese calabresi nei giorni della crisi. Analisi e strategie per il futuro” che si è tenuto allo stabilimento balneare “Marina blu” di Montepaone Lido alla pre-

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senza dell’assessore regionale alle Attività Produttive, Antonio Caridi, del presidente di Confindustria Calabria, Giuseppe Speziali, del capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Catanzaro, Salvatore Scalzo. I lavori sono stati moderati dal giornalista del Tg1 Rai, Giuseppe Malara. Tanti i giovani professionisti presenti che hanno voluto portare il proprio contributo al dibattito chiamando, però, prima di tutto in causa la politica troppo distratta dall’esercizio del potere per esercitare il rispetto della meritocrazia come antidoto all’arretratezza e alla crisi che in essa si rafforza. Troppe le potenzialità inespresse che migrano altrove. Lo mette in evidenza anche il presidente regionale di Confin-

dustria, Giuseppe Speziali, che rilancia la proposta di una cabina di regia che coordini i vari settori della Pubblica amministrazione, le associazioni di categoria e le imprese che devono avere come obiettivo “fare rete” per valorizzare le eccellenze, la vera via che porta allo sviluppo. «Il momento è particolarmente duro – ha affermato Speziali –. Al momento, l'unica cosa che le imprese possono fare per spingersi verso il superamento della crisi è quello di stare insieme, fare rete, convogliando risorse finanziarie e umane. Solo facendo rete potremo affrontare quella che è la crisi economica più

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imponente del dopoguerra». Secondo Speziali i settori su cui puntare per favorire la risalita sono quelli dove si riscontrano le eccellenze: il turismo, l’accoglienza, l’agro-alimentare. «Questi settori hanno bisogno per crescere della rete e del sostegno delle istituzioni, anche favorendo l’utilizzo dei fondi che ci sono e devono essere ottimizzati – ha detto ancora il presidente di Confindustria Calabria –. E poi c’è il grande problema dell’accesso al credito e credo che in questo momento ci siano tutte le buone intenzioni, anche da parte delle

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istituzioni, di fare un buon lavoro sulla filiera del credito, l’aggregazione dei Confidi e questo è il punto su cui spingere: l’accesso al credito in Calabria è il problema dei problemi». E visto che è la burocrazia che rallenta l’azione imprenditoriale, la politica dovrebbe quanto meno preoccuparsi di non creare problemi. «Una colpa che può essere data alla politica è proprio quella di non saper rimuovere gli ostacoli rappresentati dalla burocrazia – ha detto ancora Speziali –. La responsabilità politica è quella di rimuovere quelli che per le aziende

si configurano come veri e propri macigni. È impensabile che ancora oggi abbiamo un ufficio “Via” fermo da anni. So che la politica in questo senso si sta muovendo, anche dal punto di vista normativa: è su questo che bisogna fare la battaglia, perché rappresenta un freno anche per le imprese non calabresi che vogliono venire ad investire nella nostra regione». Le istituzioni, prima di tutto la Regione, si stanno adoperando per venire incontro alle esigenze di sostegno delle imprese, almeno negli ultimi tempi, come risulta dal tavolo del con►

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fronto a cui Confindustria ha preso parte per un confronto con il governatore Scopelliti. «Le istituzioni si stanno muovendo – ha concluso Speziali – in alcuni casi anche meglio rispetto al passato, come nel caso dell’accesso al credito, i fondi di garanzia sono stati adeguati, la destinazione è stata modificata anche attraverso una proposta avanzata da Confindustria. Sarebbe ideale poter avere quello che abbiamo proposto qualche mese fa e che abbiamo riproposto in un recente incontro fatto con il governatore: una cabina di regia, non ci può muovere in maniera scoordinata, e questo a volte capita tra i vari dipartimenti, ma coordinarsi per poter avere un unico obiettivo». Legalità, sicurezza, bandi adeguati al contesto territoriale, su questo si ritrova anche il capogruppo del Pd al Comune di Catanzaro, Salvatore Scalzo. «Il quadro in Calabria non è felice, in linea con il quadro nazionale,

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Riflessioni e contributi di idee

ma trovo che i dati ci dicano che c’è una recessione forte, come emerge dai dati di Unioncamere – ha affermato Scalzo – alla quale si aggiunge un quadro di grande depressione che dovrebbero essere al centro dello sviluppo calabrese: turismo, industria culturale e anche l’agro-alimentare. E nel complesso non c’è una programmazione che punti su pochi obiettivi chiari, e questo davanti ad una imprenditorialità giovanile che segna una percentuale molto alta rispetto al media del Mezzogiorno. Questo significa che i giovani sono pronti a fare ma non trovano un quadro di programmazione e di opportunità che sia all’altezza». La classe dirigente regionale e nazionale che potrebbe venire da qui ad un anno, quindi, deve pensare alla programmazione. «Per decenni si è parlato di fiscalità di vantaggio per le imprese private, ma è mancata la garanzia dei beni pubblici che sono alla base dello sviluppo – sostiene ancora Scalzo –: la legalità e la sicurezza, 15 mila imprese oggi sono vittime della criminalità organizzata, le infrastrutture, un livello di servizi all’altezza, dalla sanità ai trasporti pubblici, e oltre a questo è mancata la certezza delle regole e delle performance istituzionali, con semplificazione delle procedure, sia per bandi che per i pagamenti. Ci deve essere un grado di certezza – conclude Scalzo – che la politica regionale deve essere in grado di assicurare». Alle piccole e medie imprese che rappresentano il tessuto socio-economico della Calabria, è necessario garantire programmazione negli interventi, quella che secondo l’assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Caridi, la Regione sta contribuendo a mettere in piedi per rispondere alla crisi che morde. «È necessario uscire dalle emergenze continue e costanti che ha avuto sempre la Calabria, stiamo programmando una serie di interventi e anche un piano triennale

delle attività produttive concordato con le associazioni – ha affermato Caridi – ne è dimostrazione che in quasi due anni abbiamo pubblicato dieci bandi, un segno concreto di sostegno alle imprese esistenti e anche alla imprenditoria giovanile, per circa 800 domande spalmate sul territorio regionale. Per noi è una grande soddisfazione perché significa che il nostro lavoro riesce a produrre quell’energia positiva che tutti cerchiamo per trasmettere ottimismo ai calabresi e soprattutto alle imprese che rappresentano un’eccellenza nazionale ed internazionale». Le aziende, insomma, hanno bisogno di essere ascoltate, vanno studiate le criticità che hanno al momento. «Aiutare le imprese oggi significa mettere in piedi misure adeguate per creare occupazione e sviluppo sull’intero territorio calabrese – ha detto ancora Caridi –. Ad oggi, insomma, non c’è stata mai una visione strategica globale per le imprese calabresi, si è lavorato a compartimenti stagni, sottovalutando le potenzialità delle varie aree calabresi. Quindi, stiamo creando un sistema senza trascurare alcuna provincia e lavorando in concertazione con le associazioni di categoria, rafforzando il tessuto economico esistente e aiutando le nuove imprese». Un’altra criticità alla crescita delle imprese, come sosteneva anche il presidente di Confindustria, è rappresentata dalla burocrazia. «La burocrazia è un ostacolo per imprese e le pubbliche amministrazione – ha concluso Caridi – dobbiamo cercare di stringere i tempi nelle risposte e semplificando, come stiamo facendo con il bando per i raggruppamenti dei Confidi che da 32 saranno compressi in quattro diventando risorsa per l’intero territorio regionale». A contribuire al dibattito anche il capogruppo di “Catanzaro da Vivere” al Comune di Catanzaro, Marco Polimeni e il collega dei Socialisti-Ecologisti, Roberto Guerriero. ●

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Vita delle aziende

La Guglielmo Caffè alla conquista del mercato asiatico

Apertura di una vasta catena di coffie-bar a Seul, in Corea del Sud

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flessibile, capace di assicurare una risposta ’economia, attanagliata dalla differenziata al coordinamento e all'intecrisi mondiale che sta protragrazione delle sue risorse con i nuovi e difendosi ormai dal 2008, sta referenti scenari competitivi, in particolare gistrando importanti cambiamenti, tutto è quelli riferentesi ai mercati cosiddetti “in rielaborato in funzione di nuovi strumenti, via di sviluppo”, in specie quelli dell’estnuovi mezzi, nuove tecniche di gestione, asiatico, i quali sono oggi quelli che tirano ma soprattutto nuove culture. In tale panorama mondiale contraddistinto dal continuo cambiamento degli scenari competitivi, dove la globalizzazione dei mercati e delle imprese caratterizza sempre più l'affermazione di un nuovo modello d’impresa basato su una complessa configurazione delle sue attività e sul coordinamento ed integrazione delle sue competenze e risorse, la via all'internazionalizzazione rappresenta per la piccola-media impresa La Caffetteria Guglielmo a Seul italiana - e calabrese in particolare - l’opportunità di darsi una nuova vela volata. E’ un mondo rovesciato, dove ste, di ridiscutere il proprio ruolo ed ambigli emergenti corrono e trascinano i paesi to nel mercato, di distinguersi dai modelli occidentali che, invece, crescono poco e gestionali precedenti, predisponendo un rischiano la recessione. nuovo modello organizzativo, altamente Fulgido esempio di questo nuovo mix

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culturale e approccio ai nuovi mercati è la Guglielmo S.p.A.: un’azienda calabrese, dal respiro internazionale, operante da oltre sessant’anni nel settore dell’industria del caffè. Un'impresa che si è sempre distinta per immagine e per la costante ricerca della qualità, dell’innovazione, dell’efficienza e della soddisfazione del cliente. E’ di pochi giorni fa la notizia dell’apertura della seconda “Caffetteria Guglielmo” a Seul, un’inaugurazione che consegue al progetto avviato nel 2011 per l’apertura in franchising nella Corea del Sud di una catena di locali coffee-bar a proprio marchio. Spazi concepiti come luoghi di ritrovo nei quali poter gustare un caffè unico e pregiato, esempio della miglior tradizione italiana dell’arte della torrefazione, e connotati da un’immagine fortemente accattivante. Una soluzione esclusiva, composta da una serie di beni materiali, arredi e attrezzature, ed immateriali che riguardano l’idea, l’ambientazione, l’utilizzo, la supervisione e la progettazione su misura di modelli archi-

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attualità

Vita delle aziende

tettonici distintivi per il bar. Un originale tamente dall’esigenza di dar vita ad una concept che non sia solo legato al nome fase di espansione commerciale e strutdel locale ed alla rinomata qualità del caffè turale dell’impresa, alla luce dei risultati Guglielmo, ma anche all'unicità degli sparaggiunti finora e delle prospettive di crezi disegnati con stile suggestivo e contradscita individuate dalle previsioni del Piano distinti dalla massima funzionalità. industriale. Nel corso del 2012 si aggiungeranno Internazionalizzazione significa prole aperture di altri 15 locali, mentre per duzione, commercio, informazione e foril 2013 si prevede l’inaugurazione di 60 mazione, significa confronto. L’export è nuovi coffee-bar nell’intera Corea, con la solo una parte del complesso sistema di prospettiva nel medio termine di espandesviluppo di un’impresa globale. Spesso re gradualmente il progetto anche alla Cina l’imprenditore parte con l’export per poi e a tutto il sud-est asiatico, area di mercato verificare l’articolazione futura del suo buin cui la domanda è in forte espansione. siness su uno o più mercati di riferimento. Parallelamente a questo progetto già L’export dovrebbe risultare da un’analisi avviato, se ne sta sviluppando un altro alattenta, completa e strategica delle capacitrettanto avvincente, quello di aprire una catena di “Guglielmo Store”, una sorta di Boutique-in-shop dove trovare tutti i prodotti dell’azienda, le promozioni, le ultime novità e le offerte su misura per i clienti. Un emporio che, oltre a proporre il caffè e l’attrezzatura per la sua preparazione e degustazione, espone e vende anche oggettistica e gadgettistica firmata Guglielmo, allestito sulla base dei concetti e delle immagini scelte per la comunicazio- Da sinistra, Daniele Rossi e Matteo Tubertini ne aziendale. Un concept che rispecchia l’originalità ed il carattere tà e opportunità di sviluppo di un’impresa, del design Guglielmo e riproduce un’atma – purtroppo – molto spesso ciò non mosfera accogliente e discreta, invitando avviene. i visitatori a seguire un percorso emozio«Una delle debolezze più evidenti del nale in cui i colori e l’aroma delle varietà processo di internazionalizzazione delle del caffè Guglielmo accompagnano alla imprese italiane, in particolare di quelle di degustazione. più piccole dimensioni, è proprio imputaQuesti importanti successi rientrano bile alla carenza di razionalizzazione delle nel progetto di sviluppo del Piano stradecisioni di ingresso nei mercati esteri e tegico che la società sta portando avanti di gestione delle posizioni conquistate nel da alcuni anni con l’obiettivo di crescere lungo termine», dice il direttore export delnella sua dimensione internazionale, che la Guglielmo Matteo Tubertini, e ancora già vede la Guglielmo essere presente in «se vogliamo vincere la sfida competitiva oltre venti paesi nel mondo, e nasce cerdi oggi e soprattutto di domani dobbiamo

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fare i conti con l'internazionalizzazione invisibile, che non è fatta solo di export e di investimenti diretti all'estero, ma principalmente di conoscenza e, dunque, di reti di imprese e di investimenti in comunicazione, logistica, sistemi di garanzia verso il cliente. Non è allocando meglio fattori immobili – continua il manager – ma propagando conoscenze da un luogo all'altro del mondo che la nuova internazionalizzazione crea valore. La chiave di lettura, dunque, è trasmettere insieme al prodotto una cultura, uno stile di vita, il sostrato di quell’imprescindibile connubio che lega un’azienda al suo territorio d’origine ed alle persone che esso compongono, dove il prodotto, infine, non è altro che lo specchio della struttura produttiva». E conclude: «se da un lato presentare il prodotto su un mercato estero significa presentare l'immagine aziendale, lo stile imprenditoriale, la filosofia produttiva, il saper rispondere in maniera puntuale, precisa ed efficace alle domande di un'utenza profondamente diversa da quella tradizionale per cultura, abitudini e comportamenti, dall’altro è un sistema che, se ben gestito, può imprimere all'azienda un'accelerazione notevole, innalzarne il livello degli scambi, incrementare i volumi d'affari, offrire prospettive commerciali interessantissime». Per espandersi all’estero servono, dunque, professionalità, coraggio, tenacia e umiltà. Avere un approccio internazionale, che tuttavia rispetti le peculiarità locali. Ed è questa la scelta strategica vincente fatta dalla Guglielmo che, unita alla politica della qualità e alla cultura dell’orientamento al cliente, sono stati e saranno anche per il prossimo futuro elementi fondamentali per l’ulteriore crescita dell’azienda. Più che punti di forza, veri e propri valori aziendali. ●

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Servizi avanzati

Importante iniziativa dell’Ente presieduto da Giuseppe Gaglioti

Camera di Commercio di Cosenza: presentato un nuovo servizio di interscambio informativo L’applicativo SuRi “dialoga” fra Suap e Registro Imprese

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rosegue l’opera della Camera di Commercio di Cosenza di supporto e divulgazione delle informazioni relative al funzionamento del Suap, che è l’unico soggetto pubblico di riferimento territoriale per tutti i procedimenti amministrativi che abbiano ad oggetto l’esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi. L’incontro svolto lo scorso mercoledì 18 luglio presso la sala Petraglia dell’Ente Camerale guidato da Giuseppe Gaglioti è stato dedicato alla presentazione di un nuovo servizio che consente l’interscambio informativo tra Suap e Registro Imprese. L’interoperabilità si svolge, secondo la previsione normativa, con modalità telematica, attraverso un nuovo ap-

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plicativo denominato “SuRi”, dedicato ai Suap accreditati autonomamente, presenti sul portale www.impresainungiorno.gov.it. Al fine di garantire l’effettiva semplificazione dei principali adempimenti amministrativi da parte delle imprese in relazione allo svolgimento delle attività produttive – precisa una nota della Camera di Commercio di Cosenza – è necessario assicurare il costante interscambio informativo tra il Suap e il Registro delle Imprese/Rea. La circolarità informativa costante tra i due sistemi anagrafici consente di evitare, infatti, al cittadino e all’impresa, di produrre certificati e documenti già in possesso della Pubblica Amministrazione, consentendo nel contempo

agli Enti preposti l’accesso a tutti i dati necessari per operare i controlli dovuti. Si realizza, in questo modo, la creazione del “fascicolo informatico d’impresa” previsto dal legislatore, con il conseguente aggiornamento automatico delle notizie contenute nel Rea. Gli atti e documenti prodotti al fascicolo informatico d’impresa, vengono inseriti – si fa presente inoltre – in un archivio che li conserva a norma, secondo le regole dettate dal Codice dell’Amministrazione digitale, a tempo indeterminato ed a spese del sistema camerale. Il fascicolo è consultabile gratuitamente, sia da parte dell’impresa attraverso CNS (carta nazionale dei servizi), sia da parte del Suap, in ogni momento. ●

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attualità

Organizzazioni di categoria

Il commento del presidente regionale Pietro Franco Mendicino

Confcooperative Calabria: il primo rapporto Censis descrive un modello imprenditoriale vincente

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l primo rapporto Censis sulla cooperazione in Italia – si legge in una nota stampa di Confcooperative Calabria – è la storia di un modello imprenditoriale che in 40 anni (1971-2011) ha registrato un incremento di circa 8 volte nel numero delle imprese (10.744 – 79.949) e di circa 7 volte nel numero degli addetti (207.477 – 1.382.376). si tratta di un modello che, negli ultimi 10 anni, “tira meglio” rispetto alle altre forme giuridiche di impresa registrando, fra il 2001 ed il 2011, un incremento in termini di numerosità delle imprese pari al +14% a fronte di un +7.7% delle imprese profit. Il dato eclatante è, però, il “miracolo occupazionale” dell’ultimo periodo (2007 – 2011) con un +8% a fronte di un arretramento (-1,2%) del mercato del lavoro nella sua globalità e delle imprese profit ( -2,3%). «I settori che crescono di più – commenta il presidente di Confcooperative Calabria, Pietro Franco Mendicino – sono quelli caratteristici del terziario (servi-

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zi) mentre il taglio delle imprese resta tipico della Pmi e della micro impresa. Dalle banche locali (13,1% della quota di mercato), al consumo e distribuzione (3 cooperative fra i primi 10 gruppi della distribuzione), all’agro-alimentare (36% della produzione primaria (4 cooperative fra le prime 15 aziende agroalimentari), alle costruzioni (3 cooperative fra i primi 10 gruppi delle costruzioni) per concludere con il welfare (la cooperazione rappresenta ca. il 50% delle imprese operanti nei servizi per la salute e l’assistenza) emergono i risultati di rilievo raggiunti da un modello imprenditoriale dinamico». «Fa naturalmente piacere – prosegue il presidente di Confcooperative Calabria – che anche in termini di geografia territoriale, emerga il valore della cooperazione per le regioni meridionali ed il dato calabrese ne certifica i numeri. Le cooperative ogni 10.000 abitanti sono in Italia 13,2 contro un dato regionale di 13,1, mentre, sul versante degli occupati nelle cooperative si impegna una

quota lavoro pari al 7,4 del totale nazionale a fronte di un dato pari al 6,2 per la Calabria». Pietro Franco Mendicino ha affermato inoltre: «Dal rapporto emerge chiaramente la scala valoriale e dei fattori ritenuti strategici dal mondo della cooperazione, tant’è che si pone il rapporto fiduciario al primo posto (64%) ed a seguire il radicamento sul territorio (48%), la partecipazione dei lavoratori (35%), la qualità del prodotto/servizio, l’innovazione e la rete distributiva, fattori questi ultimi tre che si ritengono fortemente correlati ai primi tre elencati. La cooperazione può, inoltre, fornire un valido contributo alla ripresa del paese mediante la salvaguardia del livello occupazionale, una oculata promozione di un modello di impresa attento alle persone e responsabile, la promozione dell’innovazione sociale e imprenditoriale, alla supplenza al ruolo pubblico in quei settori strategici per la tenuta sociale nei quali si registra un arretramento dello Stato». ●

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QUOTIDIANO ECONOMICO ON-LINE

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attualità

Ambiente, sviluppo, economia

Effettuati controlli, tra Jonio e Tirreno, relativi alla stagione balneare 2012

Arpacal: potenziale allerta alghe anche nei mari della Calabria Emerse concentrazioni poco rilevanti di specie potenzialmente tossiche. Le ispezioni non hanno mai rilevato segni di sofferenza o di criticità delle comunità bentoniche

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otenziale allerta alghe nel mare calabrese. È quanto sembra profilarsi dalla valutazione dei primi risultati delle analisi svolte a seguito delle numerose segnalazioni raccolte dal Numero verde 800.331.929 attivato nell’ambito del piano operativo della task force Regione Calabria – Arpacal – Direzione Marittima. Lo si evince da una nota stampa ufficiale dell’Arpacal diramata nei giorni scorsi e che qui di seguito riproduciamo integralmente, considerata peraltro l’autorevolezza della fonte. Dal primo documento d’aggiornamento presentato dai biologi dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (appunto l’Arpacal), riferito alla stagione balneare 2012 e consultabile sul sito www.arpacal.it nella sezione Dati Ambientali, in numerosi siti sui quali il personale tecnico dell’Agenzia è inter-

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venuto con la Capitaneria di Porto, dopo le opportune verifiche e campionamenti, l’esito delle analisi ha dato il risultato della presenza di alghe. «Le attività principali derivanti da segnalazioni pervenute al numero verde, che hanno evidenziato fenomeni di fioritura algale – è scritto nel documento tecnico-scientifico redatto dai biologi Arpacal – sono state quelle predisposte nel Tirreno inferiore, in prossimità del fiume Mesima (S. Ferdinando e Nicotera), del fiume Petrace e del fiume Amato, nel Basso Ionio in prossimità del Torrente Agrifa e nell’alto Tirreno Cosentino (Torremezzo di Falconara Albanese)». «I primi risultati dei numerosi campioni prelevati nelle zone di criticità segnalate al numero verde – continua il report – sono: nel tratto di mare antistante il Lungomare di S. Ferdinando

(dal Lido Costa degli Dei fino alla foce del Mesima lato Sud ), è stata riscontrata la presenza di fioritura algale di Gymnodinium sp.. Si tratta di alghe che non producono tossine pericolose per l’uomo ma determinano la formazione di schiume per la degradazione cellulare. Dal punto di vista microbiologico, valori fuori norma sono stati riscontrati solo alla foce del fiume Mesima. Anche nei campioni prelevati in prossimità del Fiume Mesima (comune di Nicotera) si è riscontrata una proliferazione di microalghe non tossiche del genere “Gymnodinium sp.”, referto confermato anche dagli esperti del Centro di Ricerche Marine di Cesenatico». «Nel tratto di mare che interessa il comune di Torremezzo di Falconara Albanese (Cs) – prosegue il documento – è stata riscontrata una massiccia presenza di mucillagine e nessun tipo di sostanze

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attualità inquinanti. Questi aggregati gelatinosi, prodotti dall’essudazione delle alghe unicellulari, per effetto delle condizioni meteo-climatiche e di idrodinamismo favorevoli al loro sviluppo (elevate temperature e mare calmo), tendono ad aggregarsi in lunghe strisce galleggianti. La presenza delle bolle, inoltre, è dovuta al fatto che durante tale processo, queste sostanze intrappolano una ricca flora di organismi unicellulari, la cui attività metabolica provoca la formazione di gas, responsabile del galleggiamento della striscia». Anche nei campioni prelevati ad Amantea in località Coreca, nella provincia di Cosenza – continua il documento Arpacal – «è stata riscontrata una fioritura algale di “Cartesia sp.”; si tratta di un flagellato marino non tossico appartenente alla classe delle Cloroficee, famiglia delle Clamydomonadacaee, presente soprattutto in prossimità di zone d’immissione di acqua dolce e responsabile sia della colorazione verdastra delle acque sia della presenza di chiazze oleose dovute ai fenomeni di degradazione di globuli di olio o di grasso che sono accumulati al suo interno come materiale di riserva. Nei campioni prelevati a Marina di Gioiosa (Rc) in prossimità dell’Hotel Niagara, infine, è stata riscontrata una cospicua presenza di polline di Urticaceae, che addensandosi sulla superficie delle acque le rende opalescenti e a chiazze scure». Contestualmente al documento d’aggiornamento, è stato pubblicato sul sito web dell’Arpacal (www.arpacal. it) anche il Report annuale sulle attività di “Monitoraggio delle microalghe potenzialmente tossiche lungo le coste calabresi”, realizzato su 25 siti individuati sulla base di specifiche metodiche e protocolli operativi dettati dall’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale (ISPRA). Con questo monitoraggio, l’Arpacal controlla an-

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Ambiente, sviluppo, economia

nualmente la fioritura di alghe potenzialmente tossiche, come la Ostreopsis Ovata. «Nel corso della stagione balneare – conclude il documento – sono state rilevate concentrazioni poco rilevanti di specie potenzialmente tossiche e le ispezioni non hanno mai rilevato segni di sofferenza o di criticità delle comunità bentoniche. Unica eccezione la stazione di campionamento denominata Caminia

“Lido La Cabana” ricadente nel comune di Stalettì della provincia di Catanzaro dove la cospicua presenza di Ostreopsis ha prodotto una fioritura senza alcuna conseguenza per l’ambiente marino né per la popolazione. L’istituto di Ricerche Marine di Cesenatico ha eseguito la tipizzazione genica dei campioni e i risultati hanno confermato la presenza di Ostreopsis ovata”. ●

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Ambiente, sviluppo, economia

I risultati degli accertamenti Ispra ridimensionano le legittime preoccupazioni circa l’inquinamento radioattivo

Non vi sono radionuclidi nella Vallata dell’Oliva Molto utile, ora, un’azione positiva di comunicazione di

Paolo Orofino

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ecentemente sono stati diffusi i risultati degli accertamenti eseguiti dall’Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) nella vallata del fiume Oliva, tristemente nota per i sospetti di interramento clandestino di rifiuti radioattivi. Sospetto fortemente ridimensionato dalle verifiche

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dell’Ispra che nella relazione finale sulle operazioni svolte nella zona sostiene che «è possibile affermare che non vi sono evidenze della presenza di radionuclidi artificiali o di radionuclidi naturali riconducibili ad attività illecite di scarico nelle aree interessate dall’indagine». Una conclusione che arriva dopo mesi di approfonditi esami e dopo svariati carotaggi nei siti sospetti, individuati dalla procura della Repubblica

di Paola, tutti nelle vicinanze del fiume Oliva. Una conclusione che dopo dieci anni di indagini, allontana gli spettri da un territorio finito alla ribalta delle cronache nazionali, dopo che il settimanale “L’espresso”, nel 2004, ha pubblicato la storia della motonave Jolly Rosso, che finì il suo ultimo viaggio sulla spiaggia di Amantea, dove si insabbiò il 14 dicembre del 1990. Il sospetto di interramento di scorie radioattive vici-

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no al fiume Oliva, prende spunto proprio dallo spiaggiamento della Jolly Rosso, che si verificò in un punto della costa, a due chilometri dal corso d’acqua, che sfocia in mare fra Campora San Giovanni e Coreca, nel comune di Amantea. Nel 2003 la procura di Paola riapre l’inchiesta sul misterioso spiaggiamento, ritrovandosi un fascicolo inizialmente istruito dalla procura di

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Ambiente, sviluppo, economia

Reggio Calabria, che nel 1990 già indagava su alcuni affondamenti di navi, colate a picco in circostanze poco chiare, intorno alla nostra regione. La Jolly Rosso all’epoca veniva collocata dagli inquirenti nell’elenco delle cosiddette “navi del veleni” che si ipotizzava venissero utilizzate per smaltire in mare scorie e rifiuti radioattivi, con l’attuazione di un affondamento programmato dell’imbarcazione. La motonave arenatasi ad Amantea doveva affondare al largo di Gizzeria, dove è stata evacuata dopo l’Sos lanciato dall’equipaggio. La Jolly Rosso, però, anziché affondare, perché stava imbarcando acqua da una grossa falla, senza nessun a bordo, continuava a rimanere a galla, proseguendo lenta, sospinta solo delle onde del mare mosso, fino a fermarsi sull’arenile di Coreca, ad una trentina di chilometri da Gizzeria. L’ipotisi di smaltimento illecito di rifiuti nocivi, dai pm messa in relazione con lo spiaggiamento della Jolly Rosso, nel 2009 veniva alimentata da un’altra scoperta: su una collina di Aiello Calabro, a cinquanta metri dall’alveo del fiume Oliva e a tre chilometri dalla costa, venivano misurati con i contatori Geiger indici di radioattività superiori alla normalità. La notizia, oltre che sull’Espresso, rimbalzava sul Tg1, addirittura come apertura del telegiornale più seguito dagli italiani. In quel momento il caso raggiungeva il culmine del clamore. Contestualmente fra gli abitanti di Amantea e paesi limitrofi aumentava il timore di aver vicino casa depositi di scorie radioattive. Nei mesi successivi sono state avviate, su impulso della magistratura inquirente, le trivellazioni su tutta la vallata, fino arrivare al mare. Le operazioni di carotaggio ed i prolungati approfondimenti investigativi, sono stati coordinati dall’Ispra, sotto la su-

pervisione della procura di Paola. In estate, finalmente, la diffusione dei dati sviluppati dall’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale. E tutti hanno tirato un sospiro di sollievo. Il sindaco di Aiello Calabro, Franco Iacucci è stato il primo a commentare i risultati resi noti dall’Ispra, parlando di “operazione verità” da compiere divulgando la notizia che «nessun fusto radioattivo è stato trovato, al fine di risarcire, al meno in parte, l’intero circondario per l’enorme danno d’immagine subito, essendo stato per lunghi anni attanagliato da un terribile sospetto, oggi fugato dagli esiti delle indagini disposte dagli inquirenti, che hanno escluso in modo chiaro l’ipotesi di inquinamento radioattivo a Valle Oliva». Nei siti finiti sotto la lente dei magistrati sono state trovate discariche abusive con ingenti quantità di rifiuti inquinanti «ma non di tipo radioattivo» ha voluto precisare il sindaco di Aiello Calabro. «Si cercavano fusti e scorie radioattive – riferisce Iacucci – per questo siamo finiti sui tg e sulle testate nazionali. L’accurata attività investigativa svolta da tecnici del settore di livello nazionale, oggi ci consente di escludere certe inquietanti supposizioni. Fermo restando che le discariche abusive di rifiuti nocivi e materiali di risulta individuate nella vallata, simili a tanti altri depositi clandestini purtroppo disseminati in ogni parte d’Italia e non solo, dovranno essere al più presto bonificate. Ma questo – conclude il sindaco di Aiello – è un altro discorso, rispetto all’opera di propaganda, basata sui dati ufficiali dell’Ispra, che dovrà essere favorita anche dalle istituzioni, con lo scopo di ripristinare la verità sulla reale situazione a Valle Oliva, chiudendo così una vicenda che ha così penalizzato Amantea ed i paesi dell’hinterland, come Aiello Calabro».●

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Calabria e transhipment

Grande prova di efficienza ed organizzazione da parte di Mct

Il 5 luglio scorso al Porto di Gioia Tauro movimentati i container di 3 giganti del mare Soddisfazione da parte dell’amministratore delegato, Bagalà

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o scorso giovedì 5 luglio, Medcenter Container Terminal (MCT), l’hub di transhipment del gruppo Contship Italia che ha sede nel grande porto di Gioia Tauro (Rc), ha fatto attraccare e lavorato contemporaneamente Kalina, Katrina e Teresa, i tre giganti del mare targati MSC. Queste le straordinarie dimensione delle tre Ultra Large Container Carrier (ULCC): MSC Kalina, 13.798 TEU e 366.00 metri di lunghezza; MSC Katrina 12.967 TEU e 365.80 metri di lunghezza; MSC Teresa 14.036 TEU e 365.50 metri di lunghezza. Si ricordi che il Teu (acronimo di Twenty-foot equivalent unit) è l’unita di misura dei container, per cui 1 Teu, circa sei metri di lunghezza (appunto venti piedi), 2,4 di larghezza e 2,5 di altezza, corrisponde alle dimensioni di un container base. L’invenzione del container, operata nel

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1956 dall’imprenditore americano Malcolm Mclean, ha rivoluzionato il sistema mondiale dei trasporti: quelli che vediamo comunemente in giro misurano 1 o 2 Teu. Nella stessa giornata del 5 luglio scorso, ha fatto sapere Mct con una propria nota, sono arrivate e successivamente ripartite altre 4 navi (nelle 24 ore il terminal è arrivato ad aver fino a 5 navi attraccate in contemporanea). Il terminal ha lavorato con 53 mani operative registrando una media finale di 27,7 movimenti (container) per ora. Tutte le attività sono state coordinate e pianificate grazie al team di MCT, che vanta una comprovata esperienza, in stretta collaborazione con i clienti e i fornitori di servizi al porto. Domenico Bagalà, Amministratore Delegato di MCT, ha espresso la sua soddisfazione nel commentare il

perfetto svolgimento delle operazioni, un chiaro segnale di rinascita del porto «l’attività di transhipment realizzata su larga scala apre molte sfide. Il ruolo di questi scali è sempre più determinato dalle scelte dei clienti e dalla loro soddisfazione. E’ vero che in MCT abbiamo toccato con mano le conseguenze di un cambio di rotta da parte dei clienti e con estremo orgoglio tutto il management e i dipendenti, seppur in una condizione difficile, hanno saputo reagire positivamente. Non ci auto-compiacciamo, ma ci sono segnali positivi nonostante le previsioni di scenario globale dominate dall’incertezza. Il nostro terminal è qui, abbiamo le infrastrutture e siamo pronti a lavorare in maniera efficiente per soddisfare le esigenze dei clienti, come abbiamo dimostrato ieri (il 5 luglio scorso, ndr), ovvero, lavorando contemporaneamente 3 tra le più grandi navi in cir-

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Calabria e transhipment

Mct e l’enorme potenziale di Gioia Tauro Il Gruppo Contship e il gigante Eurokai

colazione insieme ad altre di dimensioni inferiori. Un ringraziamento speciale va al mio team e naturalmente ai nostri clienti, senza i quali non saremmo qui oggi. MCT continuerà a garantire l’eccellenza nel servizio e confidiamo in un’estate di intenso lavoro». Anche se MCT ha già Thomas Eckelmann e Cecilia Battistello lavorato in passato 2 mehanno registrato circa 166.000 moviganavi in contemporanea menti nel solo mese di Giugno. Fino ad insieme ad altre, questa è la prima volta oggi nel 2012, sono state lavorare 80 che ne attraccano 3 in questa incredibile navi di categoria ULCC (tra i 13,000 e i circostanza. Quanto accaduto rappre14,000 teus di capacità). Questo confersenta un record nel Mediterraneo e non ma – sottolinea la nota stampa ufficiale sarebbe stato possibile senza la visione – l’impegno del gruppo Contship Italia prospettica e la fiducia di un’azienda che a Gioia Tauro con l’obiettivo di soddiha creduto da sempre in questo porto e sfare le esigenze dei propri clienti ora e negli investimenti di lungo periodo reanel futuro. ● lizzati.Ultimo dettaglio, le gru di MCT

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Contship Italia Group è specializzato in attività e investimenti nel settore terminalistico portuale e - così come si legge nel sito ufficiale - in tutti i servizi collegati alla gestione del container, primo tra tutti il trasporto intermodale e i servizi di manutenzione e stoccaggio che rappresentano un valore aggiunto all'attività principale. Le sedi primarie della holding sono a Genova, a Milano e a La Spezia. Contship Italia Group, presieduto da Cecilia Eckelmann Battistello, controlla anche Mct (Medcenter Container Terminal), società che gestisce le attività di transhipment nel porto di Gioia Tauro. Contship Italia è a sua volta controllata, dal 1999, da Eurokai KGaA cui fa capo il più grande network di terminal container d'Europa. Eurokai ha sede ad Amburgo, in Germania, ed è guidata da Thomas Eckelmann, quinto discendente della famiglia fondatrice. Oltre a Contship, Eurokai ha il controllo anche di Eurogate, il principale terminalista e gruppo logistico europeo nel business della movimentazione dei container. Mct di Gioia Tauro, sulla costa tirrenica calabrese, è il più importante terminal container delle regioni del sud Europa. Ha una capacità di stoccaggio di 75.000 teus e un potenziale di movimentazione di ben 4 milioni di teus all’anno. Conta 22 gru a portale e 2 gru mobili, garantendo un pescaggio da 16 a 18 metri. Amministratore delegato di Mct è Domenico Bagalà. Mct a Gioia Tauro continua a rappresentare uno dei momenti più strategici di sviluppo per l’intera Calabria. ●

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flash news Il Comune di Santa Caterina dello Jonio si è aggiudicato il Premio Vassallo 2012

Da Enel Cuore 150 nuove abitazioni per famiglie povere messicane

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l Comune di Santa Caterina dello Ionio, in provincia di Catanzaro, si è aggiudicato il Premio Vassallo 2012, istituito in memoria dell’indimenticabile Sindaco di Pollica Angelo Vassallo e consegnato nei giorni scorsi, da Stefano Pisani, attuale sindaco della città salernitana nel corso della XII Conferenza Nazionale dei Piccoli Comuni, che si è svolta ad Arona (No). Ha ritirato il premio Domenico Criniti, sindaco della città calabrese ricompensata per la realizzazione di un sistema di gestione ambientale volto alla tutela e alla valorizzazione di un territorio ancora incontaminato, alla sensibilizzazione della popolazione e al recupero del centro storico medievale che, in un contesto economicamente povero e socialmente fragile, individua i punti di forza per uno sviluppo sostenibile che tuteli le identità locali. Due le menzioni speciali al Premio, andate al Comune di Opi in provincia dell’Aquila e al Comune di Rocchetta Vara (La Spezia). Il Comune di Opi è stato premiato per aver realizzato un progetto che intende creare un rapporto diretto tra l'ente comunale, i cittadini e gli operatori economici del territorio, attraverso un'attività di informazione capillare e costante sulle opportunità di finanziamento, sviluppo e crescita per le attività economiche locali, in un'ottica di sostenibilità ambientale e con particolare attenzione ai giovani; mentre il comune di Rocchetta Vara ha ottenuto la menzione speciale per la realizzazione di un progetto volto a recuperare terreni incolti attraverso l'utilizzo di tecniche tramandate da generazioni per la coltura del grano, con il principale obiettivo di creare e incentivare opportunità lavorative, in particolare per le giovani generazioni. ●

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' L’organizzazione non-profit del Gruppo Enel per la promozione di iniziative di solidarietà sociale, Enel Cuore, ha inaugurato di recente, insieme a Enel Green Power e all’associazione senza scopo di lucro “Un Techo Para Mi Pais”, 150 nuove abitazioni realizzate nei comuni di Guadalajara e Zapopan, dello stato di Jalisco in Messico. Con questa consegna sale a 300 il numero delle abitazioni costruite in Messico e Guatemala da Enel Cuore. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Elsa Fornero, l’ambasciatore d’Italia in Messico, Roberto Spinelli, e Nicola Melchiotti, Country Manager per il Messico e America Centrale di Enel Green Power. L’iniziativa, che ha come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita delle famiglie che vivono in condizioni estrema povertà, ha previsto un investimento totale di circa 460.000 dollari statunitensi e interessa 500 persone in Messico e 600 in Guatemala, dove 150 case sono state costruite nella zona di Chilasco e Santa Cruz. “Siamo molto soddisfatti del risultato” ha dichiarato Nicola Melchiotti, Country Manager per il Messico e America Centrale di Enel Green Power, a nome di Enel Cuore, ed ha aggiunto: “Le famiglie, molte provenienti da ricoveri per senzatetto, dispongono ora di un’abitazione stabile, perfettamente funzionante ed attrezzata. ‘Un Techo Para Mi Pais’ si è rivelata un partner ideale, grazie alla sua vasta esperienza nel settore, e siamo pronti a esplorare possibilità di collaborazioni future in altri progetti sociali”. Enel Cuore è la Onlus di Enel nata nel 2003 con lo scopo di dar vita a iniziative di solidarietà sociale in Italia e all’estero. Gli interventi che promuove l’Associazione in partnership con altre associazioni, organizzazioni non governative, istituzioni e con il mondo del volontariato, hanno un carattere tangibile, concreto, misurabile e si inquadrano in aree specifiche quali: l'assistenza sociale e socio-sanitaria, l’accoglienza dei soggetti svantaggiati, in particolare i bambini e gli anziani; l’educazione, attraverso la costruzione di scuole e centri di formazione nei paesi in via di sviluppo. Per ulteriori info: www.enelcuore.org. ●

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flash news Anci: è Simone Guglielmo il nuovo coordinatore dei Consigli comunali d’Italia

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imone Guglielmo, Consigliere comunale di Guidonia Montecelio (Roma) è il nuovo Coordinatore della Conferenza nazionale dei Consigli Comunali dell’Anci. La nomina è stata sancita nei giorni scorsinella riunione svolta nella sede del Comune di Arona. «Ringrazio in primis la città di Arona che ha gentilmente ospitato il Direttivo nazionale della Conferenza dei Consigli comunali e il Presidente dell’Anci Graziano Delrio per la nomina e le parole positive sul lavoro svolto dalla Conferenza in questi anni». E’ quanto ha dichiarato il neo Coordinatore subito dopo la nomina. «Un ringraziamento particolare - ha aggiunto - va a Carlo Reali e a Pieralfonso Fratta Pasini che hanno ricoperto l’incarico prima di me e a tutti i colleghi che mi hanno sostenuto. Senza dimenticare la città di Guidonia Montecelio che mi ha dato l’opportunità di cominciare la mia ‘carriera’ di amministratore locale». «Il mio obiettivo – ha sottolineato - è quello di puntare sulla formazione degli amministratori e essere momento propulsivo per l’Anci per quanto riguarda le dinamiche dei consigli comunali. Continueremo a svolgere degli incontri interregionali cercando di trasmettere ad ogni amministratore la forza e la grande opportunità democratica che rappresentano le assemblee elettive. A breve completeremo la struttura organica della conferenza, in stretto raccordo con l’Anci, e sicuramente continueremo ad essere quel valido supporto alle attività svolte dal Consiglio Nazionale dell’Associazione». ●

Aidp Calabria: Totino succede a Rubbettino nel ruolo di presidente regionale

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elle scorse settimane, presso la sede di Confindustria Calabria, a Catanzaro, si è svolta l’assemblea annuale dei soci dell’Associazione Italiana Direzione del Personale (Aidp), consesso che conta circa 3.000 iscritti in tutta Italia. Costituitasi nel 1960, l’Aidp si prefigge lo scopo di valorizzare la professionalità dei soci e di essere componente attiva nel processo di sviluppo delle Risorse Umane nelle organizzazioni lavorative. In questa circostanza è stato nominato un nuovo consiglio direttivo che ha eletto quale presidente Domenico Totino, Responsabile Area Sud Openjobmetis S.p.A. Totino succede a Marco Rubettino che ha guidato l’associazione per il triennio 2009-2012 e che è ai vertici dell’omonima azienda tipografica ed editoriale che ha sede a Soveria Mannelli (Cz). Le parole del nuovo Presidente Totino, affidate a una nota stampa, si sono concentrate sull’importante ruolo delle risorse umane: «Mi sento orgoglioso e soddisfatto per tale nomina. Mi piace sottolineare come, in questo momento di profonda crisi, le risorse umane siano il punto di partenza del nostro agire». ●

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Consulenti del Lavoro di Cosenza: alla guida una donna, Fabiola Via

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’ Fabiola Via il nuovo presidente provinciale dei Consulenti del Lavoro di Cosenza. Lo scorso 3 Luglio si sono tenute nel capoluogo le elezioni per il rinnovo del Consiglio e del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ordine della provincia di Cosenza che hanno visto affermare Fabiola Via alla guida del Consiglio. Per la prima volta in Calabria è una donna a presiedere il Consiglio dell’ Ordine. Gli altri componenti del consiglio sono: Clara Caputo, Segretario; Antonio Cairo, Tesoriere; Marisa Oleastro, Consigliere; Maria Vanni, Consigliere; Franco Pirrera, Consigliere; Luigi Osso, Consigliere; Umile Palermo, Consigliere; Blaconà Francesco, Consigliere; per il collegio dei Revisori: Francesco Ciarlo, Presidente; Vincenzo Chiodo e Antonio Atene. L’affermazione di Fabiola Via va a coronare – si legge in una nota stampa - l’ operato svolto dalla stessa in seno al Consiglio già con la carica di Tesoriere nei due precedenti mandati. Grande soddisfazione è stata espressa da Marina Calderone, presidente nazionale dei Consulenti del lavoro e dai massimi vertici nazionali e regionali della categoria nonché dal Cda della Cassa di Previdenza. «Questo traguardo - dichiara Fabiola Via -, è frutto di un lavoro di squadra che svolgerà il suo operato nel segno della continuità al lavoro svolto in precedenza dal collega Genise a cui rivolge un particolare ringraziamento suo e dell’intero consiglio. L’ onore di presiedere un così prestigioso Ordine Professionale - prosegue la neo presidente - non può che incentivare e incrementare l’impegno della sottoscritta e del Consiglio tutto nel profondere tutte le forze a favore della categoria. In un momento storico come questo c’è bisogno di far sentire forte la voce delle Professioni, volano indiscusso dell’ economia e fulcro imprescindibile tra aziende ed Enti. I Consulenti del Lavoro, da sempre protagonisti tra le Professioni giuridico economiche, sapranno essere di riferimento nello scenario economico locale. Impegno ulteriore del consiglio neo eletto sarà quello di migliorare i rapporti tra i Professionisti e gli Enti, maggiore formazione e un più incisivo coinvolgimento degli iscritti all’attività dell’Ordine». ●

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flash news Castagne, per la Cia si preannuncia una raccolta 2012 magrissima P

er i produttori di castagne è l’anno peggiore di sempre. La siccità prolungata ha amplificato gli effetti deleteri dell’"insetto killer", rendendolo più dannoso del solito e creando così un mix micidiale di effetti negativi che porterà a una raccolta magrissima, con cali generalizzati dell’80 per cento rispetto all’ordinario e intere zone in cui non si raccoglierà affatto. Oltre al danno economico, che ammonta a decine di milioni di euro, nelle zone più vocate dello Stivale si teme anche per il rischio incendi sui castagneti sempre più spesso abbandonati, perché non produttivi. Lo afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori. A minacciare la leadership europea di castagne e marroni "made in Italy" - spiega la Cia - è un parassita di origine cinese presente in Italia dal 2002, il cinipide galligeno, che da anni colpisce un comparto d’eccellenza, “falciando” di netto una produzione che fino al 2007 si aggirava piuttosto stabilmente sulle 50 mila tonnellate. Ma da diversi anni le cifre sono costantemente in ribasso. Si è passati - ricorda la Cia - dal 50 per cento in meno nel 2010 al 70 per cento in meno del 2011. Quest’anno la situazione si preannuncia ancora peggiore, a causa del caldo torrido e della siccità prolungata, autentiche sciagure per le piante già debilitate dall’insetto distruttivo, che da solo è capace di ridurre lo sviluppo produttivo di una pianta fino al 50-60 per cento. A pagare più di tutti è la zona del viterbese, dove la produzione raccolta arriva a sfiorare lo zero assoluto, mentre in Campania si stima una stagione con il 70 per cento in meno di raccolto. E proprio in queste aree, che sono le più vocate, a farne le spese sono produzioni d’eccellenza come la Dop di Vallerano (Vt), e le Igp di Montella e di Roccadaspide. Si prevede, quindi, una stagione in “rosso” per le oltre 34 mila imprese del comparto, che tra il 1999 e il 2007 hanno potuto contare su una produzione pari a un valore medio di ben 46 milioni di euro sui campi. Oggi - conclude la Cia - tante di queste realtà produttive non riescono a recuperare gli alti costi di produzione e spesso sono costrette ad abbandonare i castagneti. È per questo che al disastro economico e sociale si unisce un elevato rischio ambientale, costituito dai tanti ettari di bosco di castagni che non possono più contare sulla manutenzione e sul presidio dell’agricoltore, che svolge il ruolo insostituibile di guardiano del patrimonio boschivo, evitando non solo i roghi, ma anche i possibili fenomeni di dissesto idrogeologico che si innescano con facilità su suoli che hanno subito un incendio e successive precipitazioni fuori dalla norma. Un timore quanto mai fondato in una stagione come questa, in cui caldo torrido e siccità hanno ridotto in cenere una superficie doppia rispetto allo scorso anno, perdendo 35 mila ettari dall’inizio dell’anno. ●

Internazionalizzazione, Zegna chiama Marani

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aolo Zegna, presidente del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione, ha reso noto che riprenderà subito dopo la pausa estiva l’attività del Comitato. Ai lavori è stato chiamato a partecipare come invitato permanente il collega di Confindustria Catanzaro, Adriano Marani. In un momento di forte crisi economica come quella che stiamo attraversando occorre puntare sulla promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese. Preziose le esportazioni, leva imprescindibile della nostra economia, insieme alle eccellenze italiane: turismo, agroalimentare, moda. Paolo Zegna sottolinea nella missiva come Confindustria «è chiamata ad esprimere una serie di linee strategiche sulle quali confrontarsi con tutti gli interlocutori esterni, tenendo conto delle nuove aspettative sempre più sfidanti che arrivano dalle imprese associate». Per questa ragione è utile confrontarsi in maniera assidua e chiede al collega catanzarese di partecipare agli incontri in programma nel corso dell’anno così da garantire coerenza e coordinamento fra le posizioni che assumerà Confindustria e quelle del sistema. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di invito ad Adriano Marani, indirizzata da Paolo Zegna. «Caro collega, stiamo ricostituendo il Comitato tecnico per l’internazionalizzazione da me presieduto e Le sarei molto grato se volesse accettare il mio invito a partecipare ai lavori in qualità di invitato permanente. In questa fase di crisi che sta incidendo in maniera significativa sulla tenuta del nostro sistema economico- produttivo, Confindustria è chiamata ad esprimere una serie di linee strategiche sulle quali confrontarsi con tutti gli interlocutori esterni, tenendo conto delle nuove aspettative sempre più sfidanti che arrivano dalle imprese associate. Al fine di contribuire ad un proficuo lavoro, Le raccomando un’assidua partecipazione così come il raccordo informativo con la Sua organizzazione di appartenenza associativa che ha espresso la designazione, per garantire coerenza e coordinamento fra le posizioni che assumerà Confindustria e quelle del sistema. Nel ringraziarLa per la disponibilità, Le anticipo che l’attività del Comitato sarà avviata subito dopo la pausa estiva; riceverà quanto prima il calendario delle riunioni». ●

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flash news Accordo di programma fra Università della Calabria e il Consorzio di Bonifica Jonio Crotonese

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ll’Università della Calabria – si legge in una recente nota stampa - si è svolto un incontro tra il Consorzio di Bonifica Jonio Crotonese ed il Dipartimento di Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio e Ingegneria Chimica dell’Università della Calabria, per definire un Accordo di Programma fra le due istituzioni. In particolare, il presidente del consorzio Roberto Torchia ed il Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio, Prof. Giuseppe Mendicino, hanno posto le basi per incrociare la domanda di Expertise da parte del Consorzio di Bonifica e l’offerta di Knowledge da parte del Dipartimento di Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio e Ingegneria Chimica dell’Università della Calabria. L’accordo di programma sarà articolato secondo modalità differenti volte, da un lato, a riqualificare le professionalità interne al Consorzio, unitamente a tutte le sue risorse, e dall’altro, a fornire sbocchi occupazionali ai più meritevoli laureati in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio. Nel rispetto delle più moderne tecniche di gestione della risorsa idrica, tenuto conto altresì della tutela delle opere idrauliche di competenza del Consorzio a garanzia della sicurezza idraulica del territorio difeso dalle stesse opere, ed in accordo con i più efficienti criteri di sostenibilità ambientale, le attività programmate – si legge sempre nella nota stampa - riguarderanno aspetti cruciali e di grande attualità per il Consorzio quali: la protezione del suolo, per la salvaguardia dell’Ambiente, per la tutela e l’uso plurimo delle acque; l’utilizzazione delle acque fluenti nei canali e nei cavi consortili per usi che comportino la restituzione delle acque e siano compatibili con le successive utilizzazioni, ivi compresi la produzione di energia idroelettrica; azioni di salvaguardia ambientale e di risanamento delle acque, con particolare riguardo alle azioni di monitoraggio delle acque di bonifica e di irrigazione, nonché alla tutela delle acque sotterranee; azioni di salvaguardia dello spazio rurale e del paesaggio agrario; individuazione di schemi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; la realizzazione di un Sistema Informativo Territoriale per la realizzazione di un nuovo Piano Comprensoriale; iniziative di formazione (Lifelong Learning) per il personale del Consorzio e di informazione degli utenti, finalizzate alla corretta conoscenza della bonifica, dell’utilizzo delle risorse e al rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi presenti nel comprensorio; integrazione dei percorsi formativi degli studenti del Corso di Laurea In Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio, attraverso Master e Stage presso le sedi del Consorzio, nel campo della Bonifica Idraulica. ●

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Ricerca e innovazione: siglato accordo fra Cnr, Poste e Banca del Mezzogiorno

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n accordo per semplificare e velocizzare i processi di ricerca e innovazione, quello siglato nelle scorse settimane – si legge in una nota stampa diramata dal Cnr - tra Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Poste italiane e Banca del Mezzogiorno Mediocredito centrale, con l’obiettivo di integrare e mettere a disposizione del Paese asset scientifici, tecnologici e finanziari che favoriscano lo sviluppo del tessuto imprenditoriale, in particolare nel Mezzogiorno. Tra le finalità dell’accordo quadro, firmato a Roma dall’Ad di Poste italiane, Massimo Sarmi, dal Presidente del Cnr, Luigi Nicolais, e dall’Ad di BdMMcc, Pietro D’Anzi: la valorizzazione dei risultati dei progetti di ricerca, anche attraverso l’attivazione di finanziamenti specifici; la diffusione di strumenti finanziari di supporto alle imprese; la promozione di eventi e strumenti funzionali a rafforzare il trasferimento tecnologico soprattutto verso le Pmi; il sostegno alle Pubbliche amministrazioni nelle fasi di valutazione dell’efficacia degli interventi. «Con questo protocollo sperimenteremo una funzionale sinergia pubblico-privato capace di incidere sulle leve della valorizzazione dei risultati della ricerca – dichiara il Presidente del Cnr Nicolais –. In particolare sui tempi, progettando e attivando servizi a supporto delle Pa; sulle risorse, attraverso forme di partneriato e garanzia; sulla diffusione e crescita dell’innovazione nel tessuto produttivo, attivando una capillare rete informativa e di servizi a disposizione dei ricercatori e delle imprese. Sarà possibile accelerare la ripresa economica del Paese solo se i diversi attori dello sviluppo condivideranno strategie e percorsi gestionali capaci di fare emergere e valorizzare le potenzialità e le eccellenze presenti in ogni struttura». «Questo accordo permetterà di valorizzare gli investimenti realizzati - afferma l’Ad di Poste italiane Massimo Sarmi -, e di utilizzare al meglio le nostre piattaforme tecnologiche e finanziarie, facilitando anche la nascita e la crescita di start-up, secondo criteri di progresso tecnologico e innovazione sociale. Dunque uno strumento importante per poter sfruttare al meglio, in tempi brevi, le ingenti risorse comunitarie disponibili». ●

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Occupazione e mercati

Un bilancio di due anni di attività, sotto la guida del commissario Pasquale Melissari

Calabria Lavoro: le recenti iniziative della società in house della Regione A breve prenderà il via un progetto sperimentale denominato “Enter Work”, finalizzato a dare vita ad un villaggio itinerante dell’orientamento del lavoro

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el corso degli ultimi due anni, Calabria Lavoro ha intrapreso un percorso di crescita notevole, grazie anche alle preziose linee guida, dettate dal Commissario avvocato Pasquale Melissari, che ha incentrato il suo impegno nella prosecuzione e nel rafforzamento delle funzioni istituzionali delineate dalla Legge regionale n. 5 del 2001, realizzata, non molto tempo addietro, proprio da Melissari, in qualità di consulente dell’odierno Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, all’epoca Assessore alla Formazione Professionale ed al Lavoro. L’Azienda è stata creta come ente dotato di propria autonomia organizzativa, amministrativa contabile e patrimoniale. L’ultimo periodo, in cui alla guida della società in house della Regione Calabria, vi è stato appunto l’avvocato Melissari, è stato fondamentale per avviare un’attività di rilancio e nel contempo di consolidamento di quanto già svolto da Azienda. Tante le iniziative. In particolare, sono state realizzate e poi messe a regime attività di progettazione, studi e ricerche su azioni specifiche inerenti il lavoro. Sono stati avviati tirocini

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Occupazione e mercati

«Il portale ha

registrato solo nel 2011 oltre 500.000 accessi, con una media di circa 250 contatti giornalieri»

formativi a supporto degli uffici giudiziari della Provincia di Reggio Calabria, consentendo ai medesimi di poter usufruire di personale qualificato, utile anche se solo temporaneamente, a dar sollievo allo strutturale problema di carenza di personale che caratterizza tale delicato settore dell’Amministrazione pubblica. Tale strumento, ha rappresentato e rappresenta un forte segnale di legalità e di sostegno al Ministero della Giustizia, che avvalendosi di un’azione sinergica messa in campo da Calabria Lavoro, è riuscito a valorizzare il sistema della formazione, sia come risorsa strategica per lo sviluppo economico regionale sia come fattore determinante per la crescita dell’individuo. E’ stata, altresì, avviata una collaborazione istituzionale con la Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Reggio Calabria, finalizzata allo svolgimento di un programma di promozione di Sviluppo, legalità e Sicurezza, avente per oggetto l’istituzione di un tavolo tecnico permanente, volto ad elaborare una progettazione comune tra le due Istituzioni, per il perseguimento di una programmazione

pluriennale. Nell’ambito del predetto programma, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa, con la Prefettura di Vibo Valentia e l’associazione dei Comuni “ViboVale”, comprendente diciassette comuni della provincia di Vibo Valentia. Con la Camera di Commercio di Reggio Calabria, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa, al fine di svolgere in comune iniziative e progetti di promozione e sviluppo di politiche attive del lavoro, attraverso la promozione di progetti, la raccolta, lo scambio di dati e l’analisi della situazione del mercato del lavoro. Inoltre, è stato rinnovato il portale, rendendolo più funzionale e più ricco di informazioni. Il sito rappresenta l’azienda virtuale, alla quale gli utenti possono connettersi per essere sempre aggiornati sulle attività ed iniziative messe in campo dalla società in house della Regione Calabria. Il portale ha registrato solo nel 2011 oltre 500.000 accessi, con una media di circa 250 contatti giornalieri. Il fiore all’occhiello di azienda è senz’altro rappresentato dall’avvio della nuova piattaforma informatica per l’Osservatorio del mercato del lavoro, ►

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Occupazione e mercati

«L’obiettivo è quello di potenziare un sistema di informazione e orientamento finalizzato, a facilitare l’accesso al mercato del lavoro delle generazioni uscenti dal ciclo formativo»

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che consente di analizzare domanda ed offerta del lavoro regionale, con l’obiettivo di individuare ed attuare interventi idonei ad incidere efficacemente sul tessuto socio-produttivo locale. Il Formez, ha pubblicamente tributato tale successo ad Azienda, sia confermando che l’Osservatorio è uno tra i primi tre Osservatori d’Italia e sia per essere riuscita, in cosi poco tempo, ad elaborare una piattaforma efficace ed innovativa per metodo e logica di valore. A Calabria Lavoro è stata affidata la gestione del Piano Operativo per la collocazione dei lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali ordinari e straordinari – Legge Regionale 14/8/2008 n. 28. Sono 201 le unità che svolgono assistenza tecnica presso i Dipartimenti, i Comuni e gli Uffici Giudiziari. Anche il servizio di affiancamento ed assistenza tecnica in favore della Provincia di Reggio Calabria nell’ambito delle attività da espletare per la realizzazione del Piano Provinciale delle politiche attive in favore dei percettori di ammortizzatori sociali in deroga, è appannaggio dell’Azienda. E’ stato elaborato, in collaborazione con il Politecnico di Torino un progetto sulla robotica – la tecnologia che fa futuro. Infine, a settembre prenderà il via un progetto sperimentale denominato “Enter Work”, finalizzato a dare vita ad un

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Occupazione e mercati

Nelle immagini che pubblichiamo in queste due pagine (fornite dall'ufficio stampa di Calabria Lavoro, diversi momenti dell'intensa attività svolta dall'Agenzia regionale. Nella fotografia più piccola che appare nella pagina qui a lato, il commissario Pasquale Melissari è assieme al presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti.

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villaggio itinerante dell’orientamento del lavoro. Dei camper personalizzati gireranno l’intero territorio calabrese. L’obiettivo è quello di potenziare un sistema di informazione e orientamento finalizzato, a facilitare l’accesso al mercato del lavoro delle generazioni uscenti dal ciclo formativo. L’azione concentrata tra le istituzioni del territorio, rafforzerà l’incontro tra le dinamiche delle politiche attive valorizzando quel potenziale umano che va accompagnato nella difficile transizione dalla scuola al lavoro. Il Commissario Melissari, dal canto suo, al fine di contribuire ad incrementare l’occupazione nella Regione Calabria, ha predisposto una bozza che a breve sarà operativa, del Testo Unico sul lavoro, istruzione, formazione, alta formazione, sicurezza e qualità del lavoro ed è in dirittura d’arrivo anche la stesura del Piano del lavoro della Regione Calabria, nel quale analizza i punti di vantaggio e di criticità del mercato del lavoro. ●

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Opportunità pratiche e immediate per creare sviluppo

La crisi che continua a devastare la nostra regione fa ritornare di grande attualità una battaglia culturale, civile, economia e sociale di notevole respiro

Consuma e Spendi Calabrese:

una rivoluzione liberale

Fare sistema e guardare al consumo interno: una risposta immediata, efficace e dagli innumerevoli risvolti positivi anche per la creazione di nuovi posti di lavoro

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onsuma e Spendi Calabrese”, una battaglia culturale, prima che economico-sociale, nata nel giugno 2007. Sono passati poco meno di sei anni, eppure sembra che sia trascorso molto più tempo. Nel giugno del 2007 i segnali degli sconvolgimenti che avrebbero colpito l’intero pianeta, e soprattutto la Vecchia Europa e l’Italia, erano appena percettibili. Ai più sembrava che, tranne qualche scossa di lieve entità, tutte potesse continuare ad andare per il verso giusto. “Consuma e Spendi Calabrese” ebbe il merito di anticipare, quindi, in un periodo molto diverso da quello attuale, ed in un contesto ancora permeato di politichese e di facili illusioni e fantasmi ideologici, una tendenza, oggi per fortuna condivisa da molti, a guardare alle risorse del territorio per creare sviluppo e posti di lavoro. Al Nord, in verità, c’era la Lega che aveva concentrato l’attenzione sui bisogni e sulle aspettative delle regioni settentrionale del Paese. Il Carroccio, però, anche per ragioni di puro mercato che vedono quelle stesse realtà primeggiare per esportazione delle proprie merci anche sul piano nazionale, non poteva concentrare l’attenzione sull’estrema utilità del consumo interno

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al fine di superare i limiti del tanto criticato Mezzogiorno. Anche altre campagne di sensibilizzazione, che con profili e contenuti diversi sono poi diventate attuali, non erano ancora state lanciate. “Consuma e Spendi Calabrese” raccolse subito, tra i produttori e le aziende, un grande interesse, anche perché chi lavora davvero, e si confronta quotidianamente con le difficoltà della struttura e della congiuntura economica, avverte prima di altri i mutamenti profondi. La mobilitazione, fatta tutta di volontariato e di risorse davvero esigue, fu comunque importante, rendendosi protagonista di una battaglia civile e democratica che ha lasciato il segno e che trova la sua ispirazione in alcuni ragionamenti che in questo breve articolo tenteremo di riassumere. E lo faremo schematicamente. Calabria colonia. Tra le regioni del Sud la Calabria emerge tra quelle maggiormente colonizzate in termini di import di prodotti agroalimentari e artigianali. A fronte di un enorme potenziale sul fronte delle produzioni agricole e alimentari, anche d’eccellenza, si registra una forte tendenza a

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Opportunità pratiche e immediate per creare sviluppo

sottovalutare la portata e l’importanza strategica che un più consistente consumo interno avrebbe per risollevare le sorti, oggi ancora più depresse, di una realtà scarsamente sviluppata. La debolissima propensione al consumo, in ambito regionale, di prodotti agroalimentari e artigianali calabresi, tocca tutti i settori della società: le singole famiglie, il sistema della ristorazione, la ricettività turistica, gli uffici. Qualcosa abbiamo smosso, ma si potrebbe fare tanto di più e con risultati sorprendenti, peraltro rispetto ai modestissimi investimenti necessari per metter su un circuito davvero positivo e duraturo. Imprese e lavoro. La Calabria con la radicata tradizione di assistenzialismo e di parassitismo, di identificazione del lavoro con il “posto fisso” o con l’impiego pubblico, e se vogliamo anche la sua diffusa connotazione clientelare, stenta a comprendere quanta strada positiva si potrebbe percorrere innescando il processo virtuoso del consumo interno. Se famiglie, ristoratori, albergatori, uffici che offrono servizi e che quindi mobilitano molte persone, iniziassero tutti assieme a privilegiare, ove possibile, il prodotto agroalimentare e artigianale calabrese, le nostre aziende trarrebbero benefici immediati, e così l’indotto (intermediazioni commerciali, trasporti, ecc.). Le maggiori risorse finanziarie che affluirebbero nelle casse dei nostri imprenditori (molto spesso, si ricordi, parliamo di ditte individuali o a conduzione familiare, o di piccole aziende con pochi addetti) salvaguarderebbe dalla crisi, e talora anche dalla chiusura, una miriade di realtà produttive, consoliderrebbe i posti di lavoro esistenti, sarebbe in grado di promuovere nuova occupazione. La questione non è solo economica, pertanto, ma anche sociale e civile, e persino democratica, in quanto un tessuto economio più robusto è meno soggetto alle aggressioni della criminalità e diventa anche più consapevole dei propri diritti e doveri, iniziando così a far evolvere il proprio rapporto con la politica verso modelli europei. Cultura, tradizioni, identità. L’essere una colonia non pregiudica solo i livelli del pil e del reddito pro capite, ma cancella anche storia, tradizioni, identità. “Consuma e Spendi Calabrese” ha anche l’effetto di stimolare la difesa del territorio sotto tutti i profili possibili: natura, ambiente, valori, culture. Una Calabria, quindi, non spogliata della sua anima, ma al contrario capace di ritrovare proprio nel suo dna le ragioni di una rinascita sempre auspicata ma sempre inutilmente attesa. I Giovani e il Lavoro. “Consuma e Spendi Calabrese” è oggi ancora più attuale. Finalmente un numero maggiore di famiglie e di individui comprende che l’occasione di trovare un lavoro è sempre meno riconducibile a una risposta di tipo

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pubblico e sempre più risolvibile in ambito privato. La strada da perseguire è chiara: concentrarsi e investire su ciò che si ha e su tutti quei comparti che, anche grazie al contesto climaticamente favoreole in cui viviamo, ha serie prospettive di crescita. Agroalimentare, enogastronomia e artigianato possono diventare i pilastri dell’economia calabrese. Una visione liberale. “Consuma e Spendi Calabrese” ha avuto il pregio, tra l’altro, di affronatre il tema dello sviluppo e dell’occupazione in un’ottica liberale. Basta con i lamenti contro Roma e contro l’Ue, basta con il pianto continuo sul destino cinico e baro, basta con le scuse (carenze infrastrutturali, insufficienza del sistema creditizio, ecc. ecc.). Per carità, non che queste gravi emergenze non esistano, ma in attesa che il mondo politico sia in grado di affrontarle e di risolverle (siete speranzosi?) occorre rimboccarsi le maniche e fare ciò che si può. L’ottica liberale affida prima di tutto al consumatore, al singolo cittadino che mangia in un ristorante o che fa la spesa al supermercato, un ruolo decisivo. Un ruolo che non richiede bandi o leggi, che non infrange le regole della libera concorrenza, che è immediatamente efficace. Il turismo, l’altra miniera. “Consuma e Spendi Calabrese” crede fermamente che la Calabria potrebbe vivere di turismo collegato all’agroalimentare, all’enogastronomia, all’artigianato di qualità, all’immenso patrimonio culturale, storico, artistico, archeologico di cui disponiamo. Inseriamo in questo positivo calderone anche una buona parte di mare e di montagne non ancora contaminati o devastati dalla cementificazione selvaggia, e la ricetta per lo sviluppo è pronta. Se il sistema Calabria (famiglie, ristorazione, ricettività alberghiera, servizi) riuscisse finalmente a promuovere e valorizzare al massimo le nostre produzioni agroalimentari e artigianali, l’offerta turistica compirebbe un enorme salto in avanti, diventerebbe più accattivante, acquisirebbe valore aggiunto. I segnali positivi. “Consuma e Spendi Calabrese” non è in cerca di primati o di medaglie. Né i furbetti o i meschini di turno hanno minimamente scalfito la forza di un’idea per molti aspetti rivoluzionaria, ma che è di tutti, e solo se sarà patrimonio condiviso potrà generare gli effetti sperati. Peraltro, occorre anche ricordare che in maniera diffusa esistono, in Calabria, molti esempi positivi che vanno nella direzione che abbiamo appena delineato. Esistono ristoratori, albergatori e anche operatori commerciali che, anche seguendo percorsi autonomi, hanno dato prova di sapere esaltare il territorio. Facciamo l’ultimo passo: creiamo il sistema! In ogni caso sappiate: non ci sono altre strade e chi le propone mente sapendo di mentire. •

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Opportunità pratiche e immediate per creare sviluppo

Intervista al professor Mario Caligiuri, attuale assessore regionale nella Giunta Scopelliti, intellettuale meridionalista

Consuma e Spendi Calabrese: una battaglia culturale strategica “L’economista Paolo Savona ha spiegato che il problema del Sud non è quello di avere maggiori risorse da spendere, ma di trattenere all'interno del territorio il prodotto interno lordo realizzato”

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n merito alla campagna mediatica conosciuta con il motto “Consuma e Spendi Calabrese”, avviata nel giugno del 2007, abbiamo raccolto le opinione e i suggerimenti del professor Mario Caligiuri, attuale assessore regionale alla Cultura e alla Pubblica Istruzione nella Giunta presieduta da Giuseppe Scopellitti. Caligiuri, prima che un uomo politico e un amministratore pubblico, è uno dei più brillanti intellettuali calabresi nonché un convinto e moderno meridionalista. Professor Caligiuri, lei avrà senz’altro seguito, almeno per grandi linee, la campagna mediatica denominata “Consuma e Spendi Calabrese”. Dal giugno del 2007, quando ancora non si avvertiva la necessità di individuare nuove strade per lo sviluppo dei singoli territori, questo slogan traccia un percorso: guardare al consumo dei prodotti regionali, a partire da quelli agroalimentari e artigianali, al fine di far crescere il Pil interno, di promuovere la creazione di posti di lavoro proficui, di difendere il tessuto imprenditoriale non aggredito da fenomeni criminali. Ci può offrire un suo giudizio anche alla luce dell’importante esperienza di assessore regionale?

«Contrariamente a quello che si ritiene, la Calabria è una regione ricca, cioè con straordinarie - e ancora inespresse - potenzialità di sviluppo. Non occorre inventare nulla, perché abbiamo già tanto. Dobbiamo valorizzare quello che è stato fatto, rendere economicamente produttivi gli investimenti e ragionare

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in un'ottica unitaria di Calabria. Come mai in quarant'anni si sono spesi fiumi di danaro per favorire un sviluppo che non è mai arrivato? Problema analogo a tutte le aree sottosviluppate del mondo. Invero, in tutto il Meridione processi positivi si sono chiaramente avviati e attorno a questi occorre costruire nell'interesse di tutti. Promuovere le eccellenze in tutti i settori, questa deve essere la strategia, facendo in modo che non restino autoreferenziali e legate solo alle persone, o più spesso, alla persona. In tale quadro, l'iniziativa “Consuma e spendi calabrese” non è per nulla un'idea minimale ma può essere davvero un veicolo strategico, senza ridurla ovviamente a un'operazione autarchica». La battaglia del “Consuma e Spendi Calabrese” è prima di tutto culturale, nel senso che mira a cambiare una mentalità collettiva. I consu-

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Opportunità pratiche e immediate per creare sviluppo

matori in primis, ma anche gli stessi imprenditori e operatori commerciali, il mondo della ristorazione e della ricettività alberghiera e finanche gli istituti di credito devono comprendere, in un’ottica di sana visione pragmatica e utilitaristica, che la creazione di una forte economia locale e regionale conviene a tutti. La storia del Mezzogiorno è costellata di interventi, spesso fallimentari e responsabili dello spreco di risorse ingentissime, voluti al fine di generare sviluppo ma concepiti in modo astratto ed estemporaneo. Mai si è data la giusta valenza al mercato e al consumo interno.

«Un grande progetto culturale richiede sinergie e apporti da parte di tutti. La campagna “Consuma e spendi calabrese” dovrebbe essere assunta dalle istituzioni pubbliche e private della regione come una priorità politica, indirizzando in questa direzione non tanto investimenti, ma idee ed energie, in una frase "attenzione politica". Se non si fa questo salto di qualità l'iniziativa, che è di grande significato, rischia di essere confinata ad in ruolo marginale e non dispiegherà le enormi potenzialità che invece racchiude. Come tutte le battaglie, vanno combattute, col rischio di perderle ma anche di vincerle, nella consapevolezza che nessun risultato importante si ottiene senza sforzo».

Professor Caligiuri, anche le più recenti indagini economiche (Unioncamere, Bankitalia, ecc.) confermano un dato che è emblematico nella sua crudezza: l’export calabrese continua ad essere attestato sul modestissimo 0,1% del totale italiano. E’ vero che diverse aziende agroalimentari attive nella regione hanno compiuto passi da gigante negli ultimi anni, tanto da riuscire a conquistare significative nicchie di mercato all’estero… Il dato complessivo, però, resta fermo, imponendoci anche una riflessione attenta sulle politiche di incentivazione all’internazionalizzazione. In ogni caso la non ancora forte prospettiva dell’export ci dice che l’idea del consolidamento del mercato e quindi dei consumi regionali è la più comoda, immediata ed efficace risposta alla crisi.

«E' una opportunità e una possibilità. I dati che lei cita dimostrano pure che le aziende calabresi che oggi sfidano la crisi sono quelle che vanno al di là del mercato interno e che riescono a internazionalizzarsi. Evidentemente il tema che lei pone è però di rilevanza assoluta. Infatti, nel 2010 in uno studio realizzato per Unicredit da un gruppo di ricerca coordinato da Paolo Savona (lo studioso che da anni sta ponendo l'attenzione sull'uscita dell'Italia dall'euro), si è dimostrato che il problema del Sud non è quello di avere maggiori risorse da spendere ma di trattenere all'interno del territorio il prodotto interno lordo realizzato. La Calabria è appunto il caso limite: su 100 di PIL il 73 per cento resta nella regione e il 27 per cento va via. Ecco, occorre mantenere il potere d'acquisto in misura maggiore nella regione e possibilmente attrarne dalle altre o dall'estero. In que-

sto quadro il bacino «Attraverso il pretesto, del Mediterraneo è una prospettiva semo meglio l'obiettivo, pre aperta, anch'essa della lettura, proporre da decenni è finora in tutto l'evento rimasta allo stato il meglio che la Calabria nascente. La Calabria può quindi giooffre dal punto di vista care una partita imdei libri, degli editori, mensa, con risultati degli intellettuali, dei beni inaspettati. Come e delle iniziative culturali, dimostra la nostra capacità di attraziodell'offerta turistica, ne dei 400 studenti delle abilità artigianali e, egiziani che stanno naturalmente, venendo a studiare delle proposte per cinque anni nelle scuole tecniche e eno-gastronomiche» professionali della nostra regione in quello che è, già ora, il progetto di cooperazione educativa più importante d'Europa». Il consumo dei prodotti agroalimentari e artigianali regionali se diventasse sistema si configurerebbe anche come un potente attrattore turistico. Basterebbe imitare quanto già fanno regioni come il Trentino, la Valle d’Aosta, ma anche la Toscana e la stessa Sardegna. Chi viene in Calabria come visitatore occasionale o come turista può e deve avere l’opportunità di confrontarsi con le produzioni locali. I vini, l’olio extravergine, i prodotti tipici parlano del territorio che li genera, sono figli di culture antichissime.

«La gastronomia è un aspetto eminentemente culturale e fonte di sviluppo economico. Quando si va da qualche parte, come turisti o più raramente da viaggiatori, si tiene conto principalmente di tre aspetti: cosa si vede, dove si dorme e come si mangia. È quindi un pacchetto complessivo che deve legare le offerte e i territori perché, per esempio, per vedere una chiesa, pure suggestiva, di un borgo calabrese, solo per quella non ci andrà mai nessuno. Occorre, allora, promuovere un'offerta complessiva, all'interno della quale i prodotti agroalimentari, specie se di autentica qualità, hanno una funzione determinante. In tale ottica, stiamo appunto valutando di diventare la prima regione “ospite” al Salone del Libro di Torino, una delle più importanti manifestazioni del settore a livello mondiale. E attraverso il pretesto, o meglio l'obiettivo, della lettura, proporre in tutto l'evento il meglio che la Calabria offre dal punto di vista dei libri, degli editori, degli intellettuali, dei beni e delle iniziative culturali, dell'offerta turistica, delle abilità artigiana►

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li e, naturalmente, delle proposte eno-gastronomiche. E questa iniziativa mi sembra quanto mai opportuna poiché se “Consuma e spendi calabrese” è un progetto culturale, la cultura parte sempre dalla lettura. Internet o non internet. E va sottolineato che, nel contesto di dati spesso devastanti a livello nazionale e regionale, in Calabria, che è stata sempre la “maglia nera”, negli ultimi anni è aumentato il numero dei lettori, superando regioni come la Sicilia, la Campania, la Basilicata, la Puglia e ci proponiamo di diventare nel 2015 la prima regione del Mezzogiorno come numero di lettori. È un grandetraguardo civile, democratico, culturale». Professor Caligiuri, lei nella sua azione politica e amministrativa pone sempre al centro il ruolo della scuola e dell’università, della formazione delle nuove generazioni, dello studio e della lettura. Non ritiene che la partita del consumo locale debba partire proprio da un lavoro di condivisione, e di consapevolezza delle esigenze del territorio in cui si vive, che coinvolga studenti e famiglie?

«Certamente la scuola può avere un ruolo centrale, perché l'alimentazione ha una funzione importante per il benessere delle persone e quindi, aspetto non trascurabile, anche sulla riduzione della spesa sanitaria e sociale, così come la conoscenza dei prodotti tipici significa economia, storia, identità. Posto questo, non distogliamo la scuola dai compiti essenziali che sono quelli di imparare a leggere, scrivere e far di conto. A volte scarichiamo sulla scuola tante aspettative, per Mario Caligiuri cercare vanamente di sopperire a quanto facevano decenni fa la famiglia, la chiesa e altri contesti formativi. Tra tante iniziative che coinvolgono la scuola, certamente tutte utili ma non indispensabili, attività sul consumo calabrese, legato anche alla dieta mediterranea, riconosciuta anche dall'Unesco, può essere, se ben impostata, un'operazione interessante, che insieme ad attività innovative sull'educazione alla legalità e all'archeologia si possono validamente sperimentare. Non a caso, proprio su questi temi, stiamo svolgendo dei progetti educativi di grande coinvolgimento come “Una scuola per la legalità”, che, da un'idea del giudice Nicola Gratteri, tende ad aumentare il tempo scuola nei comuni ad alta densità criminale, e come “Calabria Jones” che sta vedendo invadere le aree archeologiche calabresi da oltre quattromila studenti delle

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scuole medie, in quello che è stato definito il più importante progetto di educazione ai beni culturali mai avviato in Italia. Con rilevanti ricadute anche dal punto di vista economico, con oltre 20 mila pernottamento negli alberghi calabresi e 100 laureati delle università calabresi ad assistere lo svolgimento del progetto, curando scuola per scuola». Un’ultima domanda, questa volta rivolta al meridionalista. L’idea di un Mezzogiorno trattato troppo spesso alla stregua di un territorio colonizzato è ormai abbastanza condivisa. Poco si riflette, però, sul fatto che uno dei principali effetti negativi della globalizzazione nelle regioni del Sud, e in particolare della Calabria, lo si riscontra nell’invasione di merci prodotte e “imposte” da multinazionali, nonché nel corrispondente indebolimento del tessuto produttivo locale che, com’è ovvio, non ha la forza di opporsi adeguatamente. Impoverire o addirittura distruggere l’economia produttiva locale, significa tra l’altro disperdere culture antichissime, tecniche di lavoro forgiate nei millenni, esperienze che si tramandano di generazione in generazione. Una sorta di genocidio culturale.

«Nicola Zitara, grande intellettuale italiano di Siderno, decenni fa lo aveva scritto: “Mezzogiorno: nascita di una colonia”. Forse non sarà proprio così, ma è certo che il Sud è entrato nella storia d'Italia da sconfitto e da sconfitto è rimasto per 150 anni, per responsabilità prevalente, secondo me, delle sue classi dirigenti. Tra l'altro, come ha ben dimostrato Vittorio Daniele, insieme a Paolo Malanima, non esisteva alcun divario economico tra Nord e Sud, che si è prodotto in particolare dopo il 1876. Bisogna costruire “un'altra idea del Mezzogiorno” e anche questa è una prospettiva storica e culturale che diventa eminentemente politica. Non a caso, come Regione Calabria durante le celebrazioni del centocinquantesimo abbiamo promosso il progetto “Le ragioni degli altri”, facendo incontrare i calabresi con i più importanti intellettuali italiani che hanno riflettuto con i propri libri su questo appuntamento fondamentale: da Ernesto Galli della Loggia a Pino Aprile, passando per Giordano Bruno Guerri e Gigi Di Fiore, Massimo Teodori e Marcello Veneziani ed altri. Alla fine delle iniziative, il 17 marzo di quest'anno abbiamo fatto convergere i più brillanti studenti calabresi che si sono distinti nelle iniziative per i 150 anni a Cosenza, presso il Teatro Rendano mettendoli in condizione di dialogare, quasi come premio, con Ernesto Galli della Loggia e Vittorio Daniele. Infatti, dal mio punto di vista, la questione meridionale è questione di classi dirigenti. E' li che occorre partire: dalla formazione delle élite. Tutto il resto è una conseguenza. Consapevoli che il problema non solo è italiano ma, in misura diversa, riguarda tutte le democrazie dell'Occidente». ● (mts)

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Analisi di struttura e congiuntura

La Giornata dell’Economia a Cosenza, tra preoccupazione per la situazione attuale e voglia di reagire

Gaglioti:

grido d’allarme dal mondo delle imprese

Giuseppe Gaglioti

«I numeri dicono che le imprese e le famiglie stanno affrontando una crisi della quale non si intravede la fine. L’ostacolo peggiore è la carenza di liquidità pressoché totale. Il tasso di disoccupazione è cresciuto in modo esponenziale. Aumentate le sofferenze bancarie»

N

elle scorse settimane, presso la Camera di Commercio di Cosenza, si è tenuta la presentazione della decima edizione della Giornata sull'Economia, in contemporanea con le altre Camere di Commercio Italiane. All'incontro presieduto dal presidente Giuseppe Gaglioti sono intervenuti esponenti del mondo bancario, di quello professionale, sindacale ed imprenditoriale, nonché numerosi esponenti dell'Università e giornalisti di svariate testate ed emittenti televisive. Ricco di ospiti altamente qualificati, il "parterre" del tavolo dei relatori, moderato dal giornalista Attilio Sabato. Oltre al presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, sono intervenuti, infatti, il Rettore dell' Unical Giovanni La Torre, la professoressa Rosa Adamo, responsabile scientifica del rapporto congiunturale presentato,

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il prof. Alessandro Carretta, Ordinario di Economia Aziendale dell'Università Tor Vergata e presidente dell'Accademia Italiana di Economia Aziendale nonché esperto conoscitore del mondo della finanza. Sono intervenuti alla discussione il presidente dell’Abi Calabria Giuseppe Lombardi, il presidente della Fondazione Carical Mario Bozzo, il presidente di Confindustria Cosenza Renato Pastore e il presidente di Confesercenti Cosenza Domenico Bilotta. Il dibattito innescato dall'intervento di apertura del presidente Gaglioti, largamente condiviso dagli altri relatori, è risultato stimolante anche in virtù del suo messaggio forte che non ha risparmiato di evidenziare la drammaticità della situazione economica, ma al contempo ha suggellato una ferma volontà di intraprendere un percorso di azioni as-

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sieme ai presenti considerando la buona politica ed il contributo scientifico della ricerca le uniche risorse efficaci per supportare la comunità economica e sociale del territorio a superare le difficoltà, esorcizzando il timore di un futuro ancora più fosco di quello attuale. In questo numero di “Calabria Economia”, considerata anche l’importanza del confronto che si è svolto presso la Camera di Commercio di Cosenza, abbiamo deciso di proporre il testo integrale della relazione del presidente Giuseppe Gaglioti. La relazione porta la data del 4 maggio 2012. Eccola: «Consentitemi di rivolgere un saluto particolare al presidente Oliverio ed al prof. Bozzo, con i quali abbiamo condiviso, inizialmente come comitato promotore poi Un'immagine che si riferisce alla costituzione della Banca di Garanzia con la costituzione della Banca economica senza investimento culturale. La 10ma Giornata di Garanzia, una delle iniziative più importanti per quanto ridell’Economia rappresenta un’importante occasione istituzioguarda l’accesso al credito. Un saluto ai presidenti degli ordini nale che le Camera di Commercio promuovono annualmente professionali, i presidenti di tutte le associazioni di categoria, i per divulgare il grande patrimonio di informazioni economipresidenti ed i direttori degli istituti di credito, i consiglieri cache e statistiche del sistema camerale e per fornire il bilancio merali e tutti coloro intervenuti oggi. Un ringraziamento parsull’andamento delle singole economie provinciali. Mai come ticolare va al prof. Alessandro Carretta, ordinario della facoltà oggi, però, in un momento di crisi che non ha precedenti nella di Economia Aziendale dell’Università di Roma Tor Vergata, storia della nostra Repubblica, il rapporto che scaturisce dalla nonché presidente di Accademia Italiana di Economia Aziengiornata odierna (quella del 4 maggio scorso, ndr), rappresendale ed esperto del mondo della finanza che potrà arricchire ta uno strumento importantissimo per tutte le componenti del il dibattito e la lettura del rapporto, realizzato dalla prof.ssa Sistema Italia: Governo Centrale, Governi locali come RegioRosa Adamo, nella sua qualità di responsabile scientifico della ni, Provincie e Comuni; un patrimonio di informazioni indiricerca e del dipartimento di economia dell’Unical. Un grazie spensabile che la Politica ad ogni livello non può continuare a alla dottoressa Dominga Federica ed alla dottoressa Antonelconsiderare con distacco o, peggio, solo parzialmente, ovvero la Notte. Un ringraziamento al presidente dell’Abi Lombardi quando i numeri sono funzionali alle loro scelte strategiche che mi onoro di avere in consiglio camerale, al presidente Paed ignorare quando non sono giusti indicatori “funzionali” a store di Confindustria mia famiglia di appartenenza associaprogrammi o politiche di un determinato colore. Ma prima di tiva, al presidente di Confesercenti Domenico Bilotta che mi entrare nel merito dell’analisi, sento di dover esprime con tutonoro di avere al fianco nella sua qualità di vice presidente ta l’amarezza possibile, ma con impietosa lucidità, che oggi della Camera, al Magnifico Rettore prof. Giovanni La Torre in realtà stiamo assistendo all’agonia dell’economia. In quecon il quale abbiamo avviato una serie di percorsi progettuasto momento l’Ente riceve richieste d’aiuto disperate da parte li importanti. E per sancire quest’unione la Camera di Comdelle aziende. E’ un vero e proprio pronto soccorso. E’ come mercio celebrerà i suoi 150 in sinergia con l’Università della essere in trincea, quando il nemico della recessione economiCalabria, ciò per sottolineare che non ci può essere crescita ►

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Il centro storico della bellissima Altomonte, in provincia di Cosenza

ca, da considerarsi ormai depressione, (considerato il bilancio dei suicidi di imprenditori e lavoratori in aumento), avanza ed i soldati non ricevono istruzioni dai generali che sono chiusi nel bunker e rimangono sordi alla disperazione della truppa. E’ giusto che, in questa situazione di recessione, perché questo dicono inconfutabilmente tutti gli indicatori, anche quelli che quest’oggi andremo ad illustrare, ognuno affronti la situazione assumendosi le proprie responsabilità e cominci a “lavorare” con sacrificio partendo dalla realtà dei numeri, e non dalla “fiducia” o “non fiducia” di questo o quel mercato. L’ostacolo peggiore è la carenza di liquidità pressoché totale e “rifugiarsi" in banca è inutile. In questo momento i rubinetti sono chiusi ancora più di qualche mese fa. Serve a poco avere alle spalle un trascorso imprenditoriale serio, l'aver sempre onorato gli impegni. La cassaforte non si apre, tutti fanno spallucce perché, evidentemente, l'ordine è stato quello di non rischiare. Non si può essere teneri nel considerare realisticamente l’inoperatività delle istituzioni di fronte a tutto questo. Risposte non

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ce ne sono, quello che si sente dire è che la stagione è complicata e che bisogna tirare la cinghia. Non è proprio il massimo del sostegno per coloro i quali hanno sacrificato la loro vita per l'azienda, che vivono in funzione di essa, e che in cambio oggi devono sbrogliare la matassa da soli. Il grido d'allarme è risuonato più volte, ma evidentemente il messaggio non ha esperito la sua efficacia. Anche la politica dovrebbe fare la sua parte. Occorre un lavoro di squadra. In Calabria, però, questo è un esercizio difficile perché si è sempre ragionato privilegiando le appartenenze. Se non si sta dalla parte giusta e nel momento giusto, ciò che si dice o che si fa viene percepito come "attacco del nemico", indipendentemente dalla bontà di un idea, di un progetto, di una iniziativa. Quel che è chiaro è che questa è l'ora di dimostrare con i fatti che c'è la volontà di intervenire. Non è più il tempo delle parole e delle dichiarazioni programmatiche. Occorre governare questa fase, compiere le scelte giuste, evitando i mille rivoli degli sperperi. I numeri dicono che le Imprese e le famiglie stanno affrontando una crisi della quale non si intravede la fine. Le misure

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anticrisi del governo centrale sin qui adottate, si sono limitate aspetti dell’analisi che mi hanno colpito e che ben evidenziaa sgonfiare la bolla speculativa ma non hanno inciso minino lo stato di congiuntura economica negativa anzidetta. In mamente con politiche economiche di rilancio. L’intervento Calabria nel 2011, l’attività industriale si è fortemente indedella Banca Centrale Europea che ha concesso liquidità alle bolita, con effetti negativi sull’accumulazione di capitale. Il banche, non hanno innescato l’auspicato effetto moltiplicatore settore dei servizi ha ristagnato. Il tasso di occupazione della “keynesiano” e le imprese, anche quelle produttive, con solidi popolazione si è attestato in media al 42,5%. Il tasso di disocpatrimoni si trovano nell’impossibilità totale di operare. Si agcupazione è cresciuto in modo esponenziale. Nel caso specifigiunga anche che la sofferenza dei rapporti creditizi tra azienco della provincia di Cosenza, nel 2011 permangono elementi de e banche, deriva quasi da un’unica reale causa: l’insolvibidi incertezza e instabilità che condizionano l’economia locale. lità dello Stato; primo grande debitore che non onora i propri Anche sul versante delle importazioni provinciali si osserva impegni e che di fatto non solo ha paralizzato il fisiologico un decremento che è pari al -12,7% nel 2011, a differenza delprocesso di flussi finanziari delle imprese, ma mina pericolola crescita del 48,8% registrata nel 2010. Per quanto riguarda samente il futuro e l’esistenza delle stesse. L’interruzione delle attività per impossibilità di operare, provoca un indebolimento dell’impresa anche nei confronti del mercato, sia nazionale che internazionale per le perdite di chance di contatti e di commissioni cui è costretta a rinunciare. Lo Stato, ribadisco, sta attuando una politica economica basata sul mantenimento dell'equilibrio di bilancio ma non ha ancora attuato, o almeno ottenuto risultati degni di nota, con politiche volte a rilanciare il tessuto economico del paese. La politica dei tagli che attualmente appare assai blanda andrebbe accompagnata da urgenti azioni di sostegno non solo agli im- Un'altra immagine relativa alla costituzione della Banca di Garanzia prenditori, ma anche ai lavoratori e quindi alle famiglie. La carenza di liquidità per impreil livello di bancarizzazione il sistema cosentino conferma una se e famiglie, unitamente ad un costante aumento dei prezzi di dimensione media del sistema creditizio cosentino estremabeni di prima necessità e di tutte le fonti energetiche, sta pormente piccola. Nel 2011 si nota una presenza schiacciante tando alla morte della coesione sociale. Ed invero, sembra che di banche di dimensioni più contenute. Il grado di copertura gli attuali interventi abbiamo più che altro provocato una paterritoriale, dato dal numero di comuni serviti da dipendenze ralisi dell’economia, e non abbiano dato impulso per ripartire. bancarie rispetto al totale dei comuni della provincia, è pari Si è mirato soprattutto a ridurre il debito indebolendo gli anelli al 45,2% e denota una dotazione di strutture e servizi bancari fondamentali della coesione sociale: famiglie ed imprese Se non pienamente soddisfacente e capace di garantire un approl'impresa, punto centrale del sistema economico-finanziario, priato grado di interazione con il pubblico e, soprattutto, con muore, la storia ci insegna che presto segue lo scontro sociale. il sistema imprenditoriale locale. Ora, prima di lasciare la parola alla prof. Adamo che entreNel decennio che va dal 2001 al 2011, il risparmio bancarà nel merito del rapporto, voglio giusto evidenziare alcuni rio delle famiglie cosentine, visto come rapporto tra i depositi ►

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dirittura da 9 a 21, quindi un aumento di 12 punti percentuali. e gli impieghi a favore delle società non finanziarie, mostra Nel 2011, le garanzie richieste alle imprese locali ammontano un andamento prevalentemente decrescente: a periodi di breve a 981 milioni di euro; i settori maggiormente colpiti dalla ririsalita si associano periodi di contrazione, con una riduzione chiesta di garanzie sono quello dei servizi e quello delle cocostante nell’ultimo triennio. A fronte di questa situazione, la struzioni. Nell’ultimo trimestre 2011 per il settore dei servizi domanda di credito da parte delle imprese cosentine già tenl’importo garantito è pari a 406 milioni di euro, mentre per il denzialmente elevata rispetto ad altri territori italiani, registra settore delle costruzioni è pari a 397 milioni di euro. un rapido incremento. Ciò nonostante, gli intermediari banLa Calabria per anni è andata avanti confidando nell’aiuto cari mostrano una costante tendenza all’irrigidimento dei cridell’Italia produttiva delle aziende sane e di un Nord del Pateri di erogazione, con conseguente razionamento del credito ese sicuramente trainante ma ora che anche questo è venuto erogato. meno, non è più possibile delegare ad altri decisioni. CaliDal punto di vista delle condizioni e del livello d’intermebrando bene le risorse, evitando i contentini alle consorterie diazione emerge che nella provincia di Cosenza si profilano, uscendo dalle logiche dell'appartenenza e puntando su obietda un lato, segnali di difficoltà nel rapporto con le famiglie tivi veri e visibili, qualcosa si può fare. I contributi a pioggia consumatrici, coerenti con l’attuale situazione di recessione che seguono la metodica della vecchia politica non portano da che si sta vivendo a livello internazionale, dall’altro, nuove nessuna parte, se non all'arricchimento personale, immettendo restrizioni di credito nei confronti delle imprese, proprio nel nel circuito imprenditoriale elementi di distorsione che non momento in cui le stesse ne hanno più bisogno per creare delaiutano. Le strategie che posle condizione di ripresa. Con sono far sì che gli imprenditori riferimento al primo aspetto, tornino a crescere e ad essere emerge che, nel 2011, i risparattraenti per gli investitori in mi, sotto forma di depositi Italia ed all’estero devono inbancari e postali, delle famicentivare lo sviluppo di proglie consumatrici nella provindotti il più possibile innovativi cia di Cosenza ammontano a e ad alto contenuto tecnologi7.934,1 milioni di euro, in dico: le aziende che negli ultimi minuzione dello 0,5% rispetto anni hanno saputo farlo hanno all’anno precedente. Anche la risentito meno della crisi e qualità del credito mostra un sono capaci di competere sui peggioramento molto elevato. mercati internazionali. L’ammontare delle sofAltro punto importante è ferenze per le imprese sono aumentate, dal 2009 al 2011, Uno dei prodotti di punta dell’agroalimentare della Piana di Sibari: le Clementine investire nella Ricerca e renderla maggiormente accesraggiungendo un valore pari sibile anche alle piccole e medie imprese. In questo senso, a 410 milioni di euro. Nel 2011, il settore dei servizi appasono fondamentali gli interventi delle associazioni di catere quello più problematico considerando che le sofferenze goria per promuovere iniziative fra istituzioni e imprese che risultano di ammontare più elevato rispetto agli altri settori attribuiscano agli imprenditori un ruolo attivo e conferiscano considerati, ovvero il settore delle attività industriali e quello alla Ricerca il necessario orientamento produttivo, con l’indelle costruzioni. Ciò va a confermare quanto già sottolineato dispensabile contributo dell’Università in qualità di elemento in termini di struttura del sistema bancario cosentino, ovvero propulsivo di questo processo. Per dare spinta a queste proche gran parte della gestione del credito è realizzata da banche poste, servirà anche una classe politica credibile. Abbiamo ridi dimensioni ridotte, non sempre in grado di finanziare e di sorse umane e materiali che pochi paesi possono vantare, che valutare opportunamente le attività produttive locali. aspettano una prospettiva credibile per rimettersi a rischiare È interessante sottolineare, a testimonianza della drame crescere. maticità della situazione, come nell’arco di due anni e mezzo La situazione è grave ed ho l'obbligo di evidenziarla. I circa, il rapporto sofferenza /Impieghi delle Imprese sia quasi presidenti delle Camere di Commercio non possono chiaraddoppiato. Nella Provincia di Cosenza da giugno 2009 a dimarsi fuori: non è giusto, non è serio e non è politicamente cembre 2011 tale rapporto è aumentato di 6 punti percentuali corretto». ● (da 9 a 15), nella provincia di Reggio Calabria si è passati ad-

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Occasioni di sviluppo e normative

Importanti conferme e novità per un provvedimento molto atteso e discusso

Una piccola rivoluzione in Italia con le Srl a 1 euro: si parte! Anche gli Over 35 potranno beneficiare di un “capitale ridotto” di

Enrico Mazza

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on la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012 dello statuto standard, si dà il via (entrata in vigore il 29 agosto 2012) alle costituzioni delle Srl S “Società a responsabilità limitata semplificata ” (per gli under 35), che si differenzia dalla c.d. “Società a responsabilità limitata a capitale ridotto” invece riservato agli over 35. In queste poche righe tenteremo di dare un piccolo contributo esaminando gli aspetti più significativi e rilevanti di queste due nuove formule societarie, cercando di analizzare sia gli aspetti positivi sia i limiti che queste nuove società presentano. Il Decreto legge, approvato dal Consiglio dei Ministri il 20/01/2012 (c.d. Decreto liberalizzazioni), ed il Decreto legge del 26 giugno 2012 pubblicato il 22 giugno 2012 n. 83 (c.d. Decreto crescita), hanno introdotto, rispettivamente, nel ns. ordinamento giuridico due nuove forme di società:

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- la prima la c.d. Società a Responsabilità Limitata Semplificata rappresenta sicuramente una delle novità più interessanti per i giovani (under 35) in quanto consente di costituire una società a responsabilità limitata pur stipulando un atto pubblico ma con il gratuito patrocinio del notaio, con un capitale sociale simbolico pari ad 1 euro, ed abbattendo i costi di diritti, bolli e di segreteria; - la seconda la c.d. Società a Responsabilità Limitata con Capitale Ridotto, regolamentata dall’art. 44 del Decreto Crescita sopra indicato, rappresenta la novità della novità, nel senso che il ns. legislatore ha previsto un ulteriore formula societaria, sempre a responsabilità limitata, questa volta per gli over 35 con un capitale ridotto (da 1 euro a 9.999,00 euro), senza gratuito patrocinio dei notai, conservando sostanzialmente tutti i costi di costituzione. Mentre la prima formula societaria (Srl S), troverebbe spazio nel nostro codice civile in quanto l ’articolo 3 del sopra ci-

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Occasioni di sviluppo e normative

tato Decreto liberalizzazioni introduce nel nostro codice civile un nuovo articolo: l’art. 2463 bis “società a responsabilità limitata semplificata”, la seconda formula (Srl Cr) vivrebbe solo per decreto. Ma andiamo ad analizzare le peculiarità di dette formule societarie. Intanto queste potranno essere costituite sia con contratto plurilaterale (quindi con 2 o più soci) sia per atto unilaterale (quindi ad unico socio). Costi di costituzione Come già anticipato alle prime (Srl S) sarà riconosciuto un trattamento privilegiato sia in termini di costi notarili, pari a zero, sia in termini di altri costi da sostenere per la costituzione della società. Invece per le società a responsabilità limitata a capitale ridotto, detto sconto sui costi di costituzione non è previsto. Consentitemi subito qualche chiarimento in merito all’argomento dei costi di costituzione. Se non vi è dubbio che gli under 35 sono esentati, oltre dai costi notarili, anche dai diritti di segreteria e dalle imposte di bollo, comunque questi dovrebbero sopportare sia il pagamento dei diritti camerali (iniziale e poi annuale di € 200,00 circa), sia le imposte di registro per il deposito dell’atto all’Ufficio del Registro (€ 168,00). Ancora poiché nulla si dice, in merito al versamento iniziale e poi annuale della c.d. CCGG pari ad € 308,90 per la vidimazione dei libri sociali, a mio avviso, chi intendesse procedere con la vidimazione iniziale ed annuale dei libri sociali, ad oggi obbligatori, dovrebbe comunque sopportare anche questa spesa. La verità, a questo punto, appare diversa dai c.d. costi azzerati, in quanto per la costituzione di una srl semplificata occorrerebbero almeno 700,00 €. Per gli over 35, ancora peggio, in quanto comunque questi sopporterebbero sia i costi di diritti di segreteria ed imposte di bollo sia i costi notarili, nonché quelli appena descritti e quantificati (diritti camerali, imposta di registro, CCGG) per cui in tema di costi di costituzione per detta formula societaria (Srl Cr) non vi sarà alcuna sostanziale differenza dalle società a responsabilità limitata ordinarie. Capitale sociale e Tipo di conferimento L’unica vera agevolazione della srl a capitale ridotto sarà costituita dall’obbligo di versare un capitale sociale inferiore ai 10 mila euro. Pur tuttavia l’obbligo di versare tale capitale immediatamente, e non al 25% per come invece previsto per le srl ordinarie nell’art. 2464 c.c., non solo, a mio avviso, diventa importante evidenziare altresì che mentre nelle srl ordinarie è consentito conferire a capitale sociale non solo denaro ma qualsiasi elemento suscettibile di valutazione economica (conferimento di crediti e di beni in natura, oltre che prestazione d’opera e di servizi) per queste nuove formule societarie dette opportunità non sono menzionate essendo previsto solo capitale sociale sottoscritto ed interamente versato in denaro. Versamento che dovrà effettuarsi, cosi recita il provvedimento legislativo, nelle

mani dell’organo amministrativo. E qui, a mio avviso, si apre un altro problema di conferimenti a rischio sanzione. Come è noto l’art. 49 del decreto legislativo 231/07 prevede che il trasferimento di denaro contante e titoli al portatore tra privati e imprese non possa avvenire per importi pari o superiori a € 1.000,00. Poiché i provvedimenti legislativi di dette formule societarie prevedono che il conferimento del capitale sociale debba essere effettuato in denaro e versato dai soci all’organo amministrativo (per importi da 1 € a 9.999,00 €), se detta somma è inferiore a € 1.000,00 non si incorrerà in alcuna sanzione. Se, invece, l’importo sarà pari o superiore a € 1.000,00 il socio, unitamente all’amministratore (e quindi alla società), rischia di vedersi segnalato dal notaio rogante o dal commercialista che gestisce la costituzione e la contabilità della società al Ministero dell’Economia e della Finanze per aver trasferito denaro contante ad altro soggetto per un importo superiore a quello consentito dalla legge. Per evitare le sanzioni, in attesa che vengano forniti chiarimenti sui termini di applicazione della nuova norma, appare opportuno a mio avviso, per importi pari o superiori ai 1.000,00 euro consegnare all’organo amministrativo o un assegno circolare o bancario con la clausola “non trasferibile”. In merito al capitale sociale di 1 euro un ultima considerazione da fare, è quella legata ai rischi della messa in liquidazione, ricordo che per il nostro codice civile per le società di capitali è obbligatoria se vi fossero delle perdite rilevanti (pari a oltre 1/3 del capitale sociale) e/o ipotesi che riducono il capitale sociale al disotto del minimo legale. Se in una Srl tradizionale (con capitale sociale di € 10.000,00) il limite previsto è quello di € 3.334,00 (pari ad 1/3 del minimo legale che riduce lo stesso sotto il minimo legale) ben diversa sarebbe la situazione nella nuova srl ad 1 euro. In questo caso, infatti, qualora la società fosse dotata di un capitale sociale pari ad 1 euro (minimo legale) una perdita di esercizio di € 0,34 centesimi porterebbe, in assenza di idonea ricapitalizzazione, la società in formale liquidazione. Appare utile ed opportuno evidenziare peraltro che, trattandosi di una società di capitali dovrà comunque seguire il suo iter formale, non essendo ammissibile lo scioglimento semplificato ► Enrico Mazza

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senza la fase della liquidazione. Mi auguro che anche su questo il legislatore intervenga tempestivamente per sciogliere questa riserva. Atto costitutivo e Statuto Altro aspetto rilevante in fase di costituzione è sicuramente rappresentato dai contenuti dell’atto costitutivo e dello statuto. Qui vale la pena fare subito una serie di precisazioni perché molto è stato scritto e molta confusione a mio avviso è stata creata. Se non vi è dubbio che per le Srl S eravamo tutti in grande trepidazione ed attesa per la nascita del c.d. statuto standard, così non deve essere per le Srl Cr le quali, possono comunque essere costituite, indipendentemente dalla valenza del c.d. statuto standard dall’entrata in vigore del Decreto Crescita, posto che per quest’ultime società non deve essere utilizzato detto statuto. Finalmente con la pubblicazione del decreto del 23 giugno 2012 n. 138 recante il regolamento sul modello stadard, tutti siamo venuti a conoscenza del regolamento adottato dal Ministero della Giustizia di concerto con i Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico. E’ inutile nascondere una grande delusione in quanto tutti immaginavamo, per come fin’ora abituati, ad un duplice atto l’atto costitutivo contenente quanto disposto dall’art. 2463 bis c.c. ed uno statuto che regolamentasse il funzionamento della società. Così non è, e non sarà in quanto il tutto (sia atto costitutivo che statuto) sarà ridotto ad una paginetta di 10 punti così articolati: 1) indicazione della denominazione; 2) oggetto; 3) capitale sociale e modalità di sottoscrizione; 4) divieto di trasferimento delle quote, per atto tra vivi, a persone over 35; 5) limite dell’amministrazione ai soli soci; 6) nomina ed accettazione degli amministratori; 7) rappresentanza della società; 8) presidenza dell’assemblea dei soci; 9) conferimento e versamento all’organo amministrativo delle somme destinate a capitale sociale; 10) esenzione dei diritti di bollo, di segreteria e degli onorari dei notai. Tale disposizione sembrerebbe confermare il principio, già anticipato in altri nostri articoli, secondo cui chi vorrà utilizzare tali tipologie societarie debba accettare le c.d. “ regole del

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gioco” preconfezionate. In altri termini non sarebbe consentito redigere statuti ad hoc in relazione ad apposite esigenze della società o specifiche esigenze dei soci, ma ci si dovrà basare su regole contemplate negli statuti precostituiti. Per cambiare dette regole, sarebbe necessario tornare nell’ambito delle formule societarie ordinarie. Alla luce di quanto appena affermato non sarebbero attivabili tutte le opzioni che invece la legge consente nello statuto delle Srl ordinaria, tra le quali ricordo le principali: facoltà di attribuire ai soci particolari diritti, pattuire clausole in merito al trasferimento delle quote di partecipazione (Es. intrasferibilità, prelazione, gradimento, ipotesi nei casi di morte del socio, ecc.), cause di recesso e di esclusione diverse da quelle previste per legge, forme di amministrazione diverse dal cda o amministratore unico, possibilità di prevedere termini maggiori per l’approvazione del bilancio, possibilità di prevedere forme di decisioni dei soci diverse dalla riunione assembleare, possibilità di attribuire ad alcuni soci di decidere su materie diverse da quelli attribuiti ai soci per legge, possibilità di prevedere quorum assembleari diverse da quelle prescritti per legge, ecc. Un’ultima considerazione sui contenuti dello statuto standard consentitemela in tema di durata. Nulla si dice, quindi me sembrerebbe che il legislatore abbia pensato ad un tempo indeterminato. Organo Amministrativo Altro dibattito affrontato dai tecnici della materia è rappresentato dall’organo amministrativo. Mentre per le srl semplificate, per come si evince da quanto sopra esposto gli amministratori della società dovranno essere scelti all’interno della compagine societaria, per le srl a capitale ridotto, invece, gli amministratori potranno essere scelti anche al di fuori della compagine societaria. Ancora per le srl semplificate vale la pena precisare altresì le modalità di amministrazione previste nel su citato statuto standard, in quanto sono solo quelle dell’amministratore unico e del consiglio di amministrazione, escludendo, pertanto, le formule di amministrazione congiuntiva e disgiuntiva. Cosa succede quando si compie il 35° anno di età Infine l’altro argomento più volte trattato in tema di società baby o anche conosciuta come società “ low cost ” è cosa succede quando in una srl semplificata uno o più soci superano il 35° anno di età. Se la prima versione legislativa era molto restrittiva in quanto obbligava i soci o allo scioglimento, o alla cessione delle quote a soggetti under 35, o la trasformazione in srl ordinaria e/o in srl a capitale ridotto, oggi si può ritenere, in linea con la più recente giurisprudenza che la società proseguirà normalmente l’attività in quanto siamo di fronte ad una trasformazione esclusivamente “modificativoevolitiva” dell’atto costitutivo, che non produce l’estinzione del vecchio soggetto con la creazione di un nuovo ente. La soluzione più verosimi-

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le appare quindi quella secondo cui la srl semplificata continui a poter operare anche dopo che il socio abbia superato il 35° anno. Sembrerebbe che la soglia anagrafica dei soci non debba essere superata alla data di costituzione della società e non che sia superabile successivamente. A mio avviso l’obiettivo del legislatore è quello di far nascere la società fra giovani non consentendo a terzi di entrarvi senza il rispetto della prevista età anagrafica, e non quello di penalizzare quei giovani che accettano originariamente il rischio di impresa abbiano poi essi stessi, quali soci fondatori, successivamente superato la fatidica soglia anagrafica, essere esclusi. Considerazioni finali Alla luce di quanto esposto in questo breve articolo ritengo che senza dubbi si può affermare che il nostro legislatore intervenendo più volte per raggiungere più obiettivi forse ha creato un po’ di confusione. E’ chiaro che queste formule societarie saranno utilizzate prevalentemente dai giovani imprenditori che nella fase di sturt up cercheranno di ridurre i costi pur mantenendo una responsabilità limitata, forse solo successivamente se l’idea di impresa si rivelasse vincente e genererà interessanti businis ecco che si procederà a trasformare la società in una di quelle tradizionalmente previste nel nostro ordinamento giuridico. Altra rivoluzione a mio avviso è rappresentata senza dubbio dal capitale minimo, come più volte detto, per la costituzione di dette società non è richiesto un capitale minimo, se non simbolicamente, di un euro. Tale limitazione di capitale, si legge nella relazione di accompagnamento al decreto tende a favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, mediante la loro partecipazione a strutture associative prive dei rigorosi limiti previsti fino ad ora per le società di capitali, che di fatto impediscono l’accesso a tale tipo di struttura da parte degli imprenditori più giovani e meno abbienti. Quanto ai costi iniziali già sopra abbiamo spesso qualche perplessità aggiungo solo che appare arduo, ipotizzare l’apertura di una qualsiasi attività imprenditoriale o professionale senza investire almeno 2.500,00 euro ( che ricordo è pari al 25% del capitale minimo che si deve versare nel caso di una srl tradizionale) non solo mi domando in tema di affidabilità e rappresentazione verso i terzi (fornitori, banche enti pubblici e privati, ecc.) i quali già spesso guardano con grande diffidenza le srl tradizionali giovani con una compagine sociale rappresentata prevalentemente e/o esclusivamente da giovani con poca esperienza, ma comunque dotate di un minimo di capitale sociale, immaginiamo come saranno considerate le società a responsabilità limitata che presentano una situazione patrimoniale con una posta del capitale sociale pari ad 1 euro. Certamente mi sento di affermare senza alcun dubbio che

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dette formule societarie sarebbero più interessanti e veramente appetibili se accompagnate da altre legislazioni di sostegno, mi piacerebbe che il legislatore tributario estendesse una serie di agevolazioni e/o regimi fiscali speciali a questi tipi di società, magari per i primi cinque anni di attività, mi piacerebbe che il legislatore civile in tema di stesura di bilancio di esercizio preveda una formula più agile, ancor più sintetica o addirittura l’esenzione dalla pubblicazione e deposito del bilancio annuale, ancor più coraggiosa la scelta di riservare nei canali privilegiati per l’accesso al credito, vedrei molto bene la formula del “microcredito” con uso di fondi di garanzia, ancora meglio la concessione automatica di crediti di imposta sia per gli investimenti in attrezzature, macchinari ed impianti sia per l’assunzione di personale dipendente. Possiamo concludere questo breve contributo affermando che senza dubbio trattasi di un’ interessante opportunità per i giovani imprenditori ed in particolare per quelli calabresi, spesso non dotati di grosse risorse finanziarie che vedono questa formula societaria come valida alternativa alla classica ditta individuale con la grande differenza che detta formula consente il beneficio delle responsabilità limitata, tuttavia diventa a mio avviso opportuno analizzare caso per caso ragion per cui la M.I.A. Mondo Impresa Azienda (0961.777029 e-mail miapscrl@tiscali.it ), con tecnici esperti, è disponibile a fornire informazioni utili, assistenze e/o consulenze necessarie per costituire e gestire società utilizzando queste nuove formule. ●

Brevi cenni sull’Autore dell’articolo L’avvocato Enrico Mazza, autore dell’articolo che qui pubblichiamo, è Amministratore delegato della M.I.A. Mondo Impresa Azienda, società che ha sede a Catanzaro ed è specializzata nella consulenza ed assistenza alle imprese. E’ delegato di Confindustra Calabria all’Agenzia delle Entrate per l’“Osservatorio regionale per l’adeguamento degli studi di settore”. E’ responsabile della sezione aiuti alle imprese del portale “Calabria Economia”. E’ assistente alla cattedra di diritto commerciale della facoltà di Economia Aziendale dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. E’ componente del Comitato tecnico Fisco e Corporate Governance di Confindustria nazionale.

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Economia del territorio

Un’iniziativa della Camera di Commercio, presieduta da Lucio Dattola

Una menzione di qualità per 64 eccellenze turistiche che operano nella provincia di Reggio Calabria

“Dobbiamo far dialogare e interagire le imprese della filiera turistica, che sono molto eterogenee, e le imprese della filiera produttiva per creare una logica di sistema”

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ono complessivamente 64 le eccellenze turistiche della provincia reggina che nelle scorse settimane hanno ricevuto la menzione di qualità. Di queste, ecco la suddivisione per categorie: sedici alberghi, di cui quattro con ristorante, due agriturismo, diciassette bed&breakfast e sei ristoranti che, come precisa una nota stampa ufficiale dell’Ente camerale reggino, sono stati insigniti del marchio “Ospitalità Italiana”. Dodici sono invece i ristoranti che hanno ricevuto il segno distintivo di “Tradizioni Reggine. Saperi e sapori in tavola”: uno stabilimento balneare, due hotel, un agriturismo, tutti con ristorante tipico, e sei ristoranti hanno portato a casa entrambi i marchi. Tutte le aziende premiate sono state inserite nella pubblicazione del Gambero Rosso Travel. Viaggiar bene 2012, oltre che sul sito internet 10q.it «I turisti che vengono nella nostra provincia cercano l’uni-

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cità, l’identità del nostro territorio, l’originalità dei nostri prodotti. Da anni cerchiamo di valorizzare le eccellenze e di qualificare la filiera del turismo. E gli imprenditori hanno risposto immediatamente, sottoponendosi a rigorose valutazioni per ottenere la certificazione di qualità. Ma non basta. Dobbiamo permettere all’ospite di fruire e vivere l’unicità della destinazione che ha scelto. Il turismo è trasversale e coinvolge più settori: enogastronomia, cultura, intrattenimento, sport, benessere. Per il nostro territorio è un’opportunità e può, anzi deve, assumere una funzione strategica – ha dichiarato il presidente della Camera di commercio Lucio Dattola –. E per fare questo passo la scelta sta a noi: istituzioni e aziende. Dobbiamo far dialogare e interagire le imprese della filiera turistica, che sono molto eterogenee, e le imprese della filiera produttiva per creare una logica di sistema, che porti valore ai nostri prodotti, ai nostri servizi,

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Economia del territorio

Al centro, in piedi, il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola, durante la giornata dedicata alle premiazioni. A sinistra: Antonio Caridi

ai nostri cittadini. Per affermare la nostra unicità, perché in un quadro di competizione estrema dobbiamo imparare a farci scegliere». Il marchio “Ospitalità Italiana” è diffuso e promosso a livello nazionale e internazionale dall’Isnart in collaborazione con le Camere di commercio Italiane. È conferito alle aziende che hanno scelto la qua-

lità come valore e come strategia per migliorare la propria competitività e che, ogni anno, si sottopongono a scrupolose valutazioni sul livello di qualità dei servizi offerti. Il marchio è un’importante garanzia non solo per il turista, ma anche per le stesse aziende che aderiscono all’iniziativa. Il marchio “Tradizioni Reggine. Saperi e sapori in tavola” è riconosciuto dall’ente camerale reggino ►

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Economia del territorio

Camera di Commercio di Reggio Calabria: riconosciuta la dedizione e la professionalità di molte imprese della provincia. Il turismo, la ricettività alberghiera, la ristorazione di qualità sono pilastri insostituibili di qualsivoglia azione programmatica finalizzata a incentivare lo sviluppo del territorio

alle imprese di ristorazione che offrono una enogastronomia di qualità che utilizza prodotti tipici del territorio. Durante la manifestazione Lucrezia Balducci, ricercatrice dell’Istituto nazionale ricerche turistiche, ha presentato i dati del Rapporto annuale sul turismo provinciale. Il rapporto, realizzato dalla Camera di commercio di Reggio Calabria in collaborazione con Isnart, è uno strumento di monitoraggio continuo delle dinamiche della domanda e dell’offerta del settore che permette di verificare le esigenze delle imprese e di elaborare strategie per valorizzare le opportunità e le risorse turistiche del territorio. Secondo il rapporto, nel 2011 il giudizio dei i turisti sull’offerta della provincia è positivo: in una scala da 1 a 10 ha ottenuto 8,2, con eccellenze quali la qualità dell’offerta enogastronomia (8,8), l’ospitalità della gente locale (8,8), l’offerta culturale e di intrattenimento (7,9), le bellezze naturali del luogo. I dati, tuttavia, evidenziano che nel 2011 il turismo nella provincia di Reggio Calabria ha registrato un complessivo rallentamento delle vendite da parte del sistema ricettivo, restando indietro ai livelli medi regionali, e un’alta concentrazione dei tassi di occupazione nei periodi estivi. Nel mese di agosto, in particolare, le imprese ricettive hanno incrementato le vendite rispetto al 2010 del +9%, coerentemente con il trend di crescita regionale e nazionale. Nella provincia il peso del turismo legato alle abitazioni private sta diventando sempre più rilevante: in relazione all’offerta (circa 47mila abitazioni per vacanza), alla domanda (più

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di 1,7 milioni di presenze turistiche in abitazioni per vacanza) e al volumi d’affari (quasi 121 milioni di euro spesi). Il turista che ha alloggiato in abitazioni private era proprietario solo nel 5,6% dei casi e spesso proveniva da altre località della Calabria (25,7%). La città è stata la meta preferita e ha ottenuto buoni risultati anche d’estate, riuscendo a competere anche con Campania, Puglia e Sicilia. La montagna, se nella prima metà dell’anno ha registrato tassi contenuti, tra agosto e novembre ha incrementato le vendite, con una media di oltre 12 punti percentuali. Le località balneari anche nella stagione estiva hanno registrato dati inferiori alla regione e alle regioni competitor Puglia, Campania e Sicilia. L’intermediazione è una politica che premia nonostante le commissioni: il 72,9% delle imprese ha stretto accordi con i grandi portali. L’81% delle strutture ricettive della provincia è presente in Rete ma solo il 28% ha il booking on line diretto (media Italia: quasi il 48%). Shopping, spettacoli teatrali, enogastronomia, attività sportive, musei e mostre, siti archeologici: sono queste le attività dei turisti. Gli eventi, inoltre dimostrano di essere fattori di attrattività. Il Festival “Catona Teatro”, giunto alla 26° edizione, ad esempio ha un ritorno positivo sull’attività del 35% circa delle imprese. Secondo la dottoressa Balducci, i fattori sui quali puntare per dare impulso allo sviluppo del turismo sono: la creazione di una marca territoriale che abbia la capacità di identificare,

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Economia del territorio

Camera di Commercio di Reggio Calabria: nelle foto in sequenza, in alto, alcuni dei protagonisti della giornata dedicata alle eccellenze Camera di Commercio di Reggio Calabria: alla giornata dedicata alle eccellenze ha partecipato anche l'assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Caridi, a sinistra nella foto qui a lato. Ultimo a destra il direttore generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria, Raffaele Rio. Al centro dell'immagine il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola.

distinguere e valorizzare il territorio stesso capitale territoriale, inteso quale complesso di elementi tangibili ed intangibili che compongono il sistema d’offerta locale; il turismo residenziale e di ritorno che oggi è legato ad uno sviluppo spontaneo, ma che in futuro dovrà essere gestito in modo imprenditoriale al fine ottimizzare le ricadute economiche sull’indotto turistico; la differenziazione e specializzazione dell’offerta dal momento che il macro scenario turistico si sta proiettando verso le nicchie di mercato; l’e-commerce, fondamentale in un processo di internazionalizzazione. «La strategia della Regione va proprio in questa direzione – ha dichiarato Raffaele Rio, dirigente generale del Dipartimento turismo della Regione –. Stiamo lavorando per una visione complessiva, per promuovere un unico prodotto turistico, la

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Calabria, con un unico marchio, quello dei tre scudi, che sintetizza l’identità regionale. Abbiamo puntato su 15 aree turistiche della regione, di cui tre nella provincia reggina e su 8-10 mercati esteri ben precisi. Il nostro impegno è di razionalizzare e spendere correttamente le ingenti risorse comunitarie non utilizzate destinate al turismo. Strategica diventa quindi la sinergia tra istituzioni e e con quanti operano nel settore diventa strategica per condividere e produrre i risultati attesi». «E in questa nuova stagione di rilancio del territorio e di azioni e misure concrete è fondamentale la sinergia che si è instaurata tra la Regione e la Camera di Commercio, in quanto la Camera conosce profondamente tutte le variabili del tessuto socio-economico del territorio» ha dichiarato Antonio Caridi, assessore alle regionale alle Attività produttive. ●

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Identità dei Territori e Sviluppo

Valorizzazione delle identità territoriali alla base dell’unica via possibile per uno sviluppo economico sano

Local Genius,

o 2012 Numero 1 - Lugli Mediterranee Srl zioni Edito da Sensa Euro 3,00

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LUPPO CULTURA E SVI grande La Calabria è un libro di storia

Numero 1 - Luglio

2012 - Edito

Mediterranee da Sensazioni

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un nuovo progetto editoriale fondato e diretto da Massimo Tigani Sava

PRODOTTI tato Caffo ha presenzodì l’aperitivo Mez

Magazine mensile cartaceo, giornale quotidiano online, collane di libri

E

singole specializzazioni più legate al dna dei territori e che più ’ nato in Calabria, ma con vocazione fortemente nasono state capaci di comprendere come l’unica sfida possibile, zionale ed europea, un nuovo progetto editoriale dee vincente, alla globalizzazione debba necessariamente poggianominato “Local Genius”. Local Genius è una testare sul pieno recupero e valorizzazione delle identità culturali, ta giornalistica, diretta da Massimo Tigani Sava, che si esprime delle tradizioni, delle radici. Questi attraverso un magazine cartaceo menpresupposti sono indispensabili per sile (irrobustito da numeri speciali e/o realizzare prodotti unici, identitari, monotematici che verranno prodotti speciali, particolari, competitivi, che editi periodicamente) e un giornale abbiano un’anima e che siano quindi quotidiano online: www.localgenius. capaci di trasmettere sensazioni unieu. Local Genius è edita da Sensazioche, originali, non imitabili». I confini ni Mediterranee Srl, giovane società della Calabria – spiega ancora il diretdi editoria e di comunicazione integratore nonché fondatore della testata e ta che ha sede a Pentone, in provincia del progetto – sarebbero troppo limidi Catanzaro. «Dopo quasi trent’anni tanti rispetto alle ambizioni di Local di professione, iniziata a vent’anni – Interviste realizzate a Tutto Food Milano, edizione 2011. Genius, anche se la Calabria resta spiega Massimo Tigani Sava – e vis- A sinistra Giacomo Giovinazzo, dirigente della Regione Calabria, a destra l’imprenditore Ernesto Madeo suta in trincea tra quotidiani, televisiocentrale e importante, anche perché è ni e uffici stampa, ho maturato l’idea di costruire un progetto l’emblema di quante cose positive si potrebbero costruire e di editoriale veramente utile per un sostegno serio, professionale, quanto poco si fa per sostenere e alimentare l’unica opzione costante e adeguato ai tessuti produttivi e sociali più autentici possibile di sviluppo. Ecco che quindi Local Genius si apre al e promettenti in termini di sviluppo. Parlo delle aziende e delle resto d’Italia e all’Europa, con servizi giornalistici realizzati sul

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Identità dei Territori e Sviluppo

Visita all’armonioso mercatino dei prodotti tipici al centro di Lubiana (Slovenia)

campo, o magari nel corso di grandi fiere nazionali e internazionali. La rubrica “Luoghi” del portale, ad esempio, parla di siti che meritano attenzione, siano essi in Olanda o in Svizzera o sulla costa jonica dell’antico Bruzio. «Centralità alle aziende e ai suoi protagonisti – spiega Massimo Tigani Sava – ma anche alle categorie professionali e sindacali, alle Università e ai Centri di ricerca, alle Camere di Commercio, alle Regioni, agli Enti locali, alle associazioni e a tutti quei soggetti che sono parte attiva nei processi di crescita economica». Local Genius per la grafica e per l’architettura informatica si è avvalsa di professionalità calabresi, ma si è anche aperta, come nel caso della stampa o di altri servizi, al contributo di intelligenze che operano in altre regioni d’Italia. Le materie trattate in maniera più attenta da Local Genius sono le seguenti: Economia del Territorio, Stili di Vita a Misura d'Uomo, Culture, Storia, Archeologia, Tradizioni, Agroalimentare, Artigianato, Vini e Cantine, Oli d'oliva extravergini, Salumi, Latticini, Mieli, Prodotti Tipici, Natura e Paesaggi, Mercati, Internet, Libri, Ricerche, Internazionalizzazione. Local Genius è supportata anche dalle collane di libri già varate da Sensazioni Mediterranee Srl. Al fine di spiegare meglio la mission di Local Genius, pubblichiamo qui di seguito integralmente l’Editoriale apparso sul primo numero del magazine cartaceo: «I decenni a cavallo del XXI secolo stanno vivendo una rivoluzione sociale ed economica dirompente. Abbiamo assistito a qualcosa di simile nell’Ottocento, quando, a partire dalla vecchia Inghilterra, la potenza dell’industria trasformò radicalmente, in poco tempo, milioni di contadini e artigiani in operai o in sottoproletariato urbano. Si era da poco affievolita, almeno per certi aspetti, la spinta propulsiva delle Rivoluzioni americana e francese, che un terremoto ancora più violento sconvolse l’intera umanità, con una progressione di

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innovazioni scientifiche e tecnologiche senza tregua: la meccanizzazione degli strumenti di lavoro, i primi opifici, l’elettricità, il motore a vapore e poi a scoppio, il telegrafo… E ancora il telefono, la radio, la tv, l’energia nucleare, i primi computer. Ogni invenzione ha mutato radicalmente gli stili di vita e la convivenza civile, ha modificato valori e princìpi, usi e costumi. Non voglio affrontare in maniera deterministica il rapporto che esiste tra evoluzione scientifico-tecnologica ed economica da un lato e progresso sociale dall’altro, né sottovalutare che molto probabilmente i mutamenti delle condizioni materiali trovano alimento e origine nella primaria progressione del pensiero, delle idee, delle elaborazioni filosofiche. Certo è che, almeno a partire da un trentennio a questa parte, il definitivo avvento dell’informatica in ogni processo economico, produttivo e di lavoro, e la globalizzazione dei mercati stanno disintegrando gli equilibri del passato, rendono assolutamente precario e instabile il presente, fanno apparire molto incerto il futuro, generano forme più subdole di diseguaglianze e di sfruttamento. L’uomo teledipendente e internettizzato non ha più gli schemi mentali di quanti lo hanno preceduto appena mezzo secolo fa. La famiglia e le rigide regole sociali dei nostri avi sono alla spasmodica ricerca di altri assetti. La produzione e i mercati viaggiano su nuove lunghezze d’onda. Ma proprio in una fase in cui tutto sembra essere messo in discussione, la piena riscoperta delle radici, delle tradizioni, dell’anima e del dna dei popoli e dei territori, e quindi del “local genius”, può offrirci le risposte che cerchiamo. Il mondo globale, delle metropoli tutte uguali, delle tentacolari multinazionali del cibo e della moda, riscopre ogni giorno di più le identità, le unicità, le tipicità, le cose sane, vere e originali. Dall’agroalimentare all’enogastronomia, dalla moda all’artigianato il “local” è e sarà sempre di più ricercato e apprezzato. Gli stessi stili di vita a misura d’uomo, come quelli che caratterizzano ancora, fortunatamente, molte aree dell’Europa e del Mediterraneo, verranno riscoperti e desiderati, a partire dal cibo. La filosofia “glocal”, che sintetizza il giusto equilibrio tra realtà locale e dimensione globale, è il modo corretto per affrontare le emergenze che ci stanno consumando: disoccupazione e sottoccupazione, disorientamento, disarmonia, spreco di risorse, nuove povertà. L’economia “local” è sostenibile e verde, rispetta l’uomo e i suoi diritti inalienabili. “Local Genius” darà il proprio contributo, realizzando magazine da meditare e conservare, nonché un portale internet ricco di sollecitazioni. E poi un obiettivo primario: selezionare nella marea di informazioni che ci investono, troppo spesso inutilmente, solo quelle che meritano di avere risalto.Uomini, donne e aziende impegnati in progetti seri saranno i nostri compagni di viaggio». •

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eventi

Fiere nazionali e internazionali

Nuovi appuntamenti espositivi di BolognaFiere, a partire da ottobre

Marca per l’agroalimentare e Saie per il settore edile

Un tema avvincente e attualissimo: “Ricostruiamo l’Italia”

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uovo appuntamento con Marca BolognaFiere ad inizio del nuovo anno, subito dopo la pausa natalizia. Tenete a mente le date: il 16 e 17 gennaio 2013. La Private Label Conference and Exhibition di Bologna continuerà a proporsi come un primario appuntamento fieristico dedicato alla distribuzione moderna. Marca 2012, la manifestazione che, in sole otto edizioni, si è accreditata come la più importante piattaforma di incontro per il mondo della marca del distributore, si è chiusa con un notevole successo. Tutti di segno positivo – si legge in una nota stampa ufficiale di BolognaFiere – gli indicatori della manifestazione: oltre 5.500 gli operatori professionali presenti con un +2,14% rispetto al 2011; significativa anche la presenza degli operatori esteri che ha registrato un +3,18% rispetto alla passata edizione. Decisamente dinamica l’attività nei due giorni di manife-

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eventi

stazione con stand affollati, grande interesse per i convegni in programma e delegazioni estere impegnate in un susseguirsi di incontri commerciali. MarcabyBolognaFiere – leggiamo inoltre - ha dimostrato la sua strategicità “a supporto” dell’attività della rete di pmi che rappresentano un’importante quota dell’imprenditorialità italiana, caratterizzandola (anche su scala internazionale), per innovazione e ricerca. Le stesse pmi che trovano nel rapporto con la Gdo un’insostituibile occasione di business. I risultati conseguiti dall’evento – organizzato da BolognaFiere, con il patrocinio di Adm, AsUno degli espositori a Saie 2012 sociazione Distribuzione Moderna e in collaborazione con le più prestigiose insegne della Gdo/Do – evidenziano il ruolo di “motore di crescita per l’economia” delle manifestazioni fieristiche, che non sono solo vetrine espositive, ma luoghi di incontri d'affari davvero

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eventi

Fiere nazionali e internazionali

L’edizione 2012 di Marca Bologna

utili per le imprese, alle quali offrono strumenti aggiuntivi per accrescere la loro competitività. La manifestazione si è aperta con il grande convegno inaugurale intitolato “Crisi economica e dei consumi: la Distribuzione moderna e la marca commerciale come opportunità per il consumatore e motore di crescita per l’economia”. Il prestigioso appuntamento ha evidenziato da un lato il ruolo della marca del distributore per le strategie di sviluppo le pmi e, dall’altro, l’importanza dei prodotti a marchio del distributore per il consumatore, come dimostrato anche dalla crescita delle vendite dei prodotti a marca del distributore (rispettivamente +18% negli ultimi quattro anni e +7% nell'ultimo anno). La presentazione del Rapporto annuale sulla Marca commerciale ha invece aperto il secondo giorno di manifestazione. Il Rapporto ha rilevato come le famiglie italiane che privilegiano la marca commerciale siano prevalentemente concentrate nelle regioni del Nord Est del Paese, dove la spesa annuale è pari ai 409 euro, contro una media nazionale di 310. Dall’elaborato è emerso anche che i prodotti a marca del distributore acquisiscono, in Italia, sempre maggiori quote di mercato, anche se la situazione nazionale è ben lontana dalla realtà del Nord Europa (in Svizzera e in Gran Bretagna, ad esempio, le private label rappresentano il 40% delle vendite totali delle grandi catene di distribuzione). Si può pertanto prevedere che le quote di mercato nazionali possano, nei prossimi anni, registrare un ulteriore trend di crescita, assicurando un forte dinamismo al rapporto distribuzione-copacker, assicurando alle industrie italiane ottime opportunità di business. MarcabyBolognaFiere 2012 ha dato, inoltre, grande risalto ai prodotti ortofrutticoli freschi “convenience”, ovvero tutte le preparazioni ad alto valore aggiunto e alto contenuto di servizio per il consumatore; una categoria merceologica importante per quota di mercato, in cui il fattore

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“innovazione” rappresenta un elemento di forte strategicità. L’iniziativa si è completata con seminari specialistici di approfondimento che hanno messo a confronto autorevoli esperti internazionali e che hanno registrato grande successo in termine di partecipazione. Appuntamento quindi al 16 e 17 gennaio 2013. Per molte aziende calabresi del settore agroalimentare, il Marca si propone o come un’occasione per consolidare rapporti nel cosiddetto comparto dei “terzisti” (cioè di quei produttori, come accade anche nella nostra regione, che assicurano le loro specialità a marchi commerciali), oppure per cominciare ad entrare in un mondo che, dati alla mano, si propone sempre più interessante e centrale. Altra importante fiera che segnaliamo, sempre a Bologna, è il Saie. L’edizione 2012 ha un motto: “Ricostruiamo l’Italia”. BolognaFiere, insieme alla Regione EmiliaRomagna, Aster, la  Piattaforma Costruzioni della Rete Alta Tecnologia, in seguito all’emergenza sismica che ha colpito l’Emilia-Romagna e i territori confinanti ha deciso di dedicare il programma di eventi e incontri del Saie 2012 (Salone Internazionale dell’Edilizia, in programma a Bologna dal 18 al 21 ottobre) ai grandi temi della ricostruzione, lanciando appunto il Forum “Ricostruiamo l’Italia”. Il terremoto recente in Emilia-Romagna, quello dell’Aquila del 2009 e le numerose calamità naturali che hanno colpito nel tempo anche altri territori italiani,rendono indispensabile – si legge sul sito ufficiale della fiera bolognese – una svolta radicale nella cultura, nella progettualità e nelle politiche per il settore dell’edilizia e impongono una riflessione rigorosa sulla gestione delle fasi di ricostruzione, per trasformare l’emergenza nella capacità di proporre nuovi modelli e processi innovativi della filiera delle costruzioni. Leggiamo ancora testualmente nella presentazione che appare sul sito internet di Saie: «Un nuovo modo di progettare. Un nuovo modello di edificio produttivo, abitativo e pubblico. Il recupero, il restauro, la riqualificazione dei centri storici e del patrimonio architettonico. Le regole di una nuova certificazione ambientale, energetica e per la sicurezza sismica. Niente dovrà essere come prima. Un impegno di riflessione e ricerca che non si esaurisce con il Forum, ma che vuole avviare un percorso di innovazione del costruire italiano». •

eventi

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business

L'angolo dell'esperto

La costituzione di una società all’estero: aspetti giuridici e politico-economici

di

Paolo Zagami*

N

el periodo di crisi economico-finanziaria che sta fortemente colpendo lo Stato Italiano gravato da un pesante debito pubblico, che secondo stime attendibili si avvicina alla incredibile cifra di 1.950 miliardi di euro, la soluzione politica scelta dagli ultimi governi - tra cui non solo l’ultimo “tecnico” - si è indirizzata verso un notevole aumento della pressione fiscale sui lavoratori ed, in particolare, sulle imprese, tanto da essere arrivati al paradosso per cui molte aziende pagano più di quanto guadagnano. Non è questa la sede per discutere se una tale politica economica sia condivisibile o debba piuttosto essere accantonata in favore di una incentivazione all’investimento o di altre forme di sviluppo. Tuttavia il dato numerico non opinabile è che l’attuale carico fiscale grava sulle imprese italiane per un importo pari a circa il 68% sui profitti, essendo in assoluto il più alto tra i Paesi Europei ed addirittura circa 39 punti percentuali superiore rispetto quello del Canada, 31 rispetto a quello del Regno Unito e 21 punti rispetto a quello degli Stati Uniti. Tale elevato regime di tassazione – unito ad un recente indirizzo statale definito da molti economisti (a torto o a ragione) come di “terrorismo fiscale” e ad indubbie difficoltà burocratiche con le quali gli operatori commerciali quotidianamente si scontrano - ha determinato molta sfiducia e scoramento nel sistema Italia in una grossa parte delle nostre piccole e medie imprese. In questo contesto, è facilmente spiegabile il notevole aumento della domanda da parte di innumerevoli imprenditori italiani che chiedono ai professionisti del diritto e dell’economia consulenza per delocalizzare all’estero le proprie attività produttive ed industriali mediante la costituzione di una società o di una filiale o “branch” in un Paese straniero. Peraltro, le ragioni alla base di questa richiesta non devono sostanziarsi solo in motivi fiscali. E’ innegabile che una frequente motivazione alla base dello stabilimento in territori stranieri è il godere di regimi di tassazione agevolati con abbattimento Paolo Zagami

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business

L'angolo dell'esperto

dell’onere fiscale complessivo, ad esempio trasferendo quote di costi alle aziende che operano in Paesi con elevata tassazione sui redditi di impresa e massimizzando la redditività di quelle che invece si trovano nei Paesi dove la tassazione è minore. Tuttavia, vi sono ulteriori vantaggi che devono spingere, specie le piccole e medie imprese, a costituire una società all’estero o quanto meno a creare oltre confine una propria rappresentanza. Nello specifico, tali soluzioni possono rappresentare un ulteriore utile strumento per espandere il mercato di destinazione dei propri beni e dunque sfruttare condizioni più favorevoli per lo svolgimento della propria attività economica, come il costo di lavoro più contenuto e l’opportunità di ottenere finanziamenti pubblici, di superare eventuali barriere protezionistiche, di avere minori vincoli burocratici e di valorizzarsi in mercati di sbocco non ancora saturi; o ancora di approfittare di un più favorevole regime giuridico, consentendo di beneficiare delle agevolazioni di varia natura concesse da determinati Stati caratterizzati da snellezza e rapidità dei procedimenti di costituzione societaria, attenuazione delle garanzie di trasparenza della compagine sociale e assenza o limitazione degli obblighi contabili. Al riguardo, come accennato, l’impresa italiana che vuole affacciarsi ad un processo di internazionalizzazione vede di fronte a se essenzialmente due vie: a) la costituzione ex novo di una società vera e propria all’estero, che opererà con un ampio grado di autonomia strategica sempre peraltro sulla base di una strategia concordata con la società controllante; b) la costituzione di una filiale o “branch” oltre confine e dunque l’istituzione di una rappresentanza commerciale nel Paese estero. La situazione legale e l’esame approfondito di molti aspetti (tra cui la stabilità economica del Paese e la sua crescita attuale) forniranno gli elementi sufficienti per decidere se sia più valida l’idea di creare una società o semplicemente una rappresentanza. In linea di massima, il consiglio è quello di optare per la costituzione di una società sussidiaria con una propria autonomia, identità societaria e piena responsabilità d’impresa quando le caratteristiche del business richiedono una presenza strutturata della impresa in un determinato Paese estero e se si ha un “business plan” di medio lungo periodo con concrete e comprovate possibilità all’estero; qualora invece manchino questi presupposti, e quindi l’impresa voglia tentare solo di “esplorare” il mercato straniero, è raccomandabile una semplice rappresentanza commerciale decentralizzata, che non avrà personalità giuridica ma può comunque rappresentare il primo nucleo di quello che successivamente può diventare una controllata estera. Qualunque sia la soluzione prescelta, l’imprenditore dovrà comunque avere sempre ben presente che, in primo luogo, non esistono forme giuridiche di organizzazione dell'impresa che

siano identiche in tutto il mondo ed, ancora, che la presenza di istituzioni sovranazionali (come l’Unione Europea) e Organizzazioni internazionali (come l’OCSE, il FMI e la Banca Mondiale) pone l’impresa italiana che vuole operare all’estero a considerare la pluralità di fonti del diritto a cui è soggetta e che, infine, per quanto riguarda l’assetto societario la legislazione del Paese straniero dove si vorrà avviare una attività economica dovrà essere rispettata alla lettera in ogni dettaglio. Inoltre, andrà ricordato che al di fuori in particolare dell'ambito comunitario, l'unica strada percorribile è a tutt'oggi quella legata ai tipici strumenti internazionalprivatistici, che consentono di risolvere i potenziali conflitti tra ordinamenti stabilendo convenzionalmente quale legge nazionale sia applicabile alle iniziative imprenditoriali transnazionali. In conclusione, è da evidenziare come sia naturale e fisiologico spostare la propria attività in Paesi dove si pagano meno tasse, tenendo però ben presente che farsi tassare ad esempio nei c.d. “paradisi fiscali” (inclusi dall’OCSE nella “black list” e definiti come Paesi contraddistinti da assenza di imposizione e dalla mancanza di politiche efficaci in materia di scambio di informazioni fiscali) nell’immediato può portare dei vantaggi ma alla lunga è certamente dannoso: al riguardo, basti pensare che l’Italia - in quanto membro dell’OCSE - si è uniformata ai consigli dettati dalla organizzazione con numerosi articoli del TUIR che prevedono la non applicabilità di determinati istituti ovvero la non deducibilità di componenti negativi di reddito corrisposti ai paesi a fiscalità privilegiata. In questo contesto, ferme restando le ulteriori motivazioni sopra elencate che dovrebbero spingere a creare una società all’estero, è auspicabile per il nostro Paese una inversione di tendenza e misure tali da rilanciare lo sviluppo economico e rendere i nostri mercati nuovamente attrattivi sia per gli investitori domestici che per quelli esteri. In tal senso, si sono recentemente registrati timidi interventi legislativi tra cui si ritengono meritevoli di menzione la istituzione di un tribunale per le imprese, che dovrebbe velocizzare la situazione dei contenziosi riguardanti le aziende, e la previsione della “Srl Semplificata” per gli under 35 ex nuovo articolo 2463 bis c.c., che nelle intenzioni del legislatore incentiverà l’imprenditoria giovanile (sarà però curioso vedere quale istituto bancario concederà un finanziamento ad una società che offrirà come garanzia un capitale di 1 euro!). Tuttavia, queste misure da sole non possono rappresentare la soluzione al problema considerato l’attuale dato economico-finanziario che necessariamente costringe la PMI italiane a focalizzare il proprio orizzonte all’estero, in attesa che una adeguata politica economica finalizzata anche a snellire le procedure conduca ad un miglioramento delle condizioni interne. • * Avvocato Studio Legale Internazionale Zagamilaw

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Calabria Deco /7

Agroalimentare e territori

Le rinomate “Arance di San Giuseppe” vengono riscoperte grazie al comune di Reggio Calabria ed alle cooperative locali

Le storiche "arance dello Zar" diventano De.c.o. di

Rosario Previtera*

C

ol termine “Arancia di San Giuseppe” si intendono le specifiche varietà Belladonna e Biondo tardivo di San Giuseppe (probabile mutazione del Belladonna) della specie di arancio (Citrus sinensis) coltivate e diffuse nel territorio comunale di Reggio Calabria tra le vallate delle fiumare Gallico e Catona ed in particolar modo nella frazione di Villa San Giuseppe da cui il nome dell'agrume. Villa San Giuseppe, in particolare, è frazione di Reggio Calabria ed è il piccolissimo borgo a ridosso della fertile vallata della fiumara Gallico (e dell'omonima vasta circoscrizione reggina), un tempo denominato "la conca d'oro" conosciuto per la produzione degli agrumi e del miele: numerosi sono i laboratori e le aziende agricole che si occupano di apicoltura. Piccole chiese, edifici antichi e paesaggi rurali ancora incontaminati, caratterizzano questa zona agrumetata che si inerpica fino ai primi comuni preaspromontani, nelle cui valli ancora troviamo i resti di vetusti e storici mulini ad acqua. Le arance bionde di San Giuseppe venivano definite “le arance dello zar” in quanto imbandivano le tavole dei regnanti e dei notabili russi nel periodo primaverile-estivo durante il quale essi si ritiravano, come da consuetudine, in Crimea. Le arance

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calabriadeco

Belladonna (o Ovale di San Giuseppe) venivano grandemente gradite nel celebre palazzo di Livadja, per la loro mancanza di semi e per il loro gusto dolcissimo. Ciò avveniva fino all’inizio del’900 ovvero fino alla “rivoluzione di ottobre” dopo della quale si interruppero gli scambi commerciali via mare tra il Mediterraneo e l’”oriente”: da allora in poi non si ebbero più notizie di navi russe che approdavano alla rada di Catona per riempire le stive con i preziosi agrumi reggini. Il disciplinare per l “Arancia di San Giuseppe De.c.o.” prevede che l'arancio possa eventualmente coltivarsi anche in “aree cuscinetto” vocate e tradizionalmente interessate da questa coltivazione nei piccoli comuni limitrofi (appartenenti allo stesso “sistema delle vallate”), per circa 6 km dalla costa e tendenzialmente fino a 350 m slm. L’Arancia di San Giuseppe si presenta come pianta di vigore medio e chioma espansa, di forma rotondeggiante, non molto fitta. Le foglie sono di forma ellittica, di colore verde intenso, con apice leggermente rotondeggiante. Il tronco ed i rami di oltre tre anni sono provvisti di coni gemmari, mentre i giovani germogli presentano internodi corti. Il tronco di questo Belladonna innestato su arancio amaro presenta al punto di innesto uno sviluppo maggiore rispetto al portainnesto. L’Arancia di San Giuseppe così definita è cultivar tardiva. Tra febbraio e marzo è possibile apprezzare i primi frutti la cui maturazione completa avverrà tra aprile e maggio; i frutti possono mantenersi bene sulla pianta anche fino a tutto giugno. Il

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Calabria Deco /7

Agroalimentare e territori

Arancia ovale di San Giuseppe

La conca d'oro della vallata del Gallico

frutto, di colore arancio è di forma ovale (a volte sub ovoidale), è apirene (o presenta pochissimi semi: in genere da 1 a 3) e di dimensioni medie di 7,5 cm di diametro mediano e fino a 8 cm mediamente di diametro longitudinale. Esso presenta un peso medio di 220 g. Lo spessore della buccia è medio (5-6 mm) con superficie mediamente papillata. La polpa è ricca di succo (sempre >51%). L’esperidio dell’ ”Arancia di San Giuseppe” presenta un sapore dolce e persistente grazie ad un’elevata concentrazione zuccherina che tende ad aumentare da marzo a maggio. La resa in succo diminuisce verso maggio-giugno così come l’acidità. Risulta buona la concentrazione di vitamina C

a maggio, che può raggiungere i 43,20 mg/100 ml. Variazioni non significative si riscontrano tra le aree della vallata della fiumara Gallico e la vallata della fiumara Catona anche per la differente composizione dei terreni nei due ambienti. Dall'arancia di San Giuseppe è possibile ottenere succhi bevibili, marmellata, miele e tipiche produzioni dolciarie. Grazie alla istituzione della Denominazione Comunale di Origine da parte della Città di Reggio Calabria (unitamente all’”Annona di Reggio” DE.C.O.) e alla conseguente azione delle associazioni locali e delle cooperative agrumicole, anche di nuova costituzione, si potrà ridare slancio ad una filiera storica del territorio. • * agronomo

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cultura

Imprese e lavori specialistici

Intersezioni 7:

il contributo dell'azienda Salvatori

Realizzata la "Cabane Eclatèe", opera rappresentativa della mostra

I

n uno dei periodi più bui che a memoria d’uomo si possano ricordare, una soddisfazione arriva da “intersezioni 7”, la mostra d‘arte contemporanea che si svolge nei locali del M.AR.CA. a Catanzaro e simultaneamente nel bellissimo parco archeologico “Scolacium” a Roccelletta di Borgia. Proprio in questo sito sono stati esposti i lavori dell‘artista francese Daniel Buren, reduce da un‘esposizione a Parigi, che hanno movimentato con un tocco di colore i pur bellissimi resti della basilica oltre che del foro e dell‘anfiteatro di epoca remota, presenti all‘interno del parco della Roccelletta. L’artista, in conferenza stampa, ha voluto personalmente ringraziare le maestranze locali per aver saputo al meglio interpretare le sue volontà traducendole in opere d’arte, fra queste l’azienda Salvatori, alla sua terza generazione, che ha messo a disposizione uomini, mezzi e soprattutto un’ottima organizzazione logistica per coordinare i lavori che si sono svolti in due sedi diverse, oltre che all‘aperto, per le sistemazioni in esterno e l‘allestimento delle opere. L’azienda Salvatori, sui dettami dell‘artista, ha realizzato nella fattispecie la “Cabane Eclatèe” che è l‘opera più rappresentativa della mostra e che a conclusione della stessa rimarrà

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cultura

in esposizione permanente al parco della biodiversità di Catanzaro, inoltre il rivestimento della parete di specchi nell‘anfiteatro romano, l‘arco d‘ingresso della basilica e le due finestrature in plexiglas colorate della basilica. Alla fine la mostra ha avuto la sua inaugurazione nel tardo pomeriggio di venerdì 27 luglio alla presenza delle autorità locali alle quali va il nostro ringraziamento, in primis per aver procacciato lavoro per artigiani come noi e in secondo luogo per aver creduto in un progetto che anno dopo anno sta’ dotando la nostra città di un insieme di opere d‘arte che ne accrescono il valore e ne fanno meta di estimatori e turisti. Una bella soddisfazione, si diceva, perché l‘ostinazione a fare le cose per bene, alla fine paga e sotto molteplici aspetti, non ultimo quello morale che costituisce il cibo per lo spirito di chi si ostina a fare impresa “sana e qualitativa” al sud e soprattutto in Calabria dove alla struggente bellezza della natura fanno da contraltare una serie di condizioni non semplici per l‘operatività delle aziende. La felicità è un‘attimo recitava un vecchio spot pubblicitario, quindi chiudiamo gli occhi e godiamocelo fino in fondo …. quest‘attimo. •

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Ricostruiamo

l’Italia Ricostruiamo l’Italia Ricostruiamo

INTERN ATIONAL BUILDING EXHIBITION

In collaborazione con

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cinema

Vita delle aziende

Riprese scene sulla lavorazione del tonno nel film “Amiche da morire”

Lo stabilimento Callipo di Maierato si è trasformato nel set di un film

L

a Giacinto Callipo Conserve Alimentari Spa di Pizzo (Vibo Valentia) debutta nel mondo del cinema e il suo stabilimento si trasforma in un set d’eccezione per tre famose e apprezzate attrici italiane: Claudia Gerini, Cristiana Capotondi e Sabrina Impacciatore. Sono loro, infatti, insieme a Vinicio Marchioni, le tre protagoniste principali di “Amiche da Morire”, il film prodotto da Andrea Leone Films e Rai Cinema che segna l’esordio cinematografico della giovane e promettente regista italiana Giorgia Farina. La storia si svolge d’estate su un’isoletta del Sud Italia. In questa realtà, divisa tra modernità e retrogrado tradizionalismo, si snodano le vite di tre donne, che malgrado le notevoli diversità si trovano costrette a far fronte comune per salvarsi la pelle. Tra loro c’è anche un’operaia della “Tonnara Zuccalà” (ruolo interpretato da Sabrina Impacciatore) e proprio per girare queste scene è stato scelto lo stabilimento della Giacinto Callipo Conserve Alimentari Spa dove, per

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cinema

un’intera giornata, il cast e la produzione sono stati affiancati da alcune operaie dell’azienda che hanno insegnato loro le basi dell’inscatolamento manuale del tonno, trasformandosi poi in comparse del film al fianco degli attori professionisti. Un’esperienza divertente e formativa che ha visto coinvolti circa 20 dipendenti dell’azienda che, con disponibilità ed entusiasmo, hanno prestato i loro volti al dorato mondo del cinema. Callipo Group è un gruppo societario di sei aziende che occupano complessivamente oltre 300 addetti. Negli ultimi anni, infatti, all’azienda fondata nel 1913 a Pizzo da Giacinto Callipo, la Giacinto Callipo Conserve Alimentari Spa, il Cavaliere del Lavoro Filippo Callipo (che rappresenta la quarta generazione della famiglia) ha affiancato anche la Callipo Gelateria Srl, che si propone l’ambizioso obiettivo di far conoscere in Italia e nel mondo la tradizione gelatiera di Pizzo e il Popilia Country Resort, un centro turistico alberghiero a 4 stelle, localizzato a Maierato (VV), in un’area collinare di circa 140 ettari. Il Gruppo Callipo, inoltre, da sempre pone una particolare attenzione alla responsabilità sociale, investendo nello sport come momento di incontro, di impegno sociale e di sano divertimento. È nata così la Callipo Sport Srl che, nel giro di dieci anni, partendo dalla serie minore, ha raggiunto un traguardo storico per l’intera Calabria: la promozione nella massima serie del Campionato Nazionale di Pallavolo Maschile. Il vero punto di forza della Giacinto Callipo Conserve Alimentari SpA è la lavorazione del tonno, effettuata in tutte le sue fasi completamente in Italia a partire dal pesce intero. Lo stabilimento è a Maierato, si estende su una superficie di circa 34.000 mq, 9.000 dei quali coperti, e offre un’immagine di modernità ed efficienza per l’avanzata tecnologia degli impianti e delle attrezzature. L’ampia gamma offerta da Callipo sul mercato internazionale comprende circa 120 referenze ed è articolata in 3 macro categorie: Tonno di Tonnara (Bluefin), Tonno a Pinne Gialle (Yellowfin) e altri prodotti ittici. Con una produzione annuale di circa 6.500 tonnellate, la Callipo è presente in Italia e all’estero su tutti i principali canali distributivi. L’export assorbe circa l’8% e i mercati principali sono Italia, Canada, Austria, Belgio, Polonia, Lituania, Francia, Svizzera, Australia, Stati Uniti d’America, Germania e Inghilterra. ●

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Taranto

Melilli (SR)

Marcellinara (CZ)

Orciano Pisano (PI)

Non tutto va male in Calabria     La Cal.Me Cementi SpA, società del gruppo Speziali ringrazia  i suoi 250 collaboratori per l’insostituibile contributo che nel  corso degli anni ha permesso il raggiungimento di risultati  sempre crescenti. Evoluzione tecnologica, ricerca ed eccellenza sono da sempre  i punti cardine della “mission” aziendale. Importanti società  impegnate nella realizzazione delle grandi opere, come il tratto  autostradale A3 Salerno-Reggio Calabria, hanno mostrato vivo  apprezzamento per la proficua collaborazione avuta con i  tecnici Cal.Me SpA. Ciò ha consentito la produzione di calcestruzzi di straordinaria  qualità. Nella consapevolezza dell’assoluto valore del capitale umano,  la Cal.Me SpA affronta il futuro forte della solidità e compatezza  della propria struttura societaria.  Perché in fondo…. “C’E’ UNA CALABRIA CHE PRODUCE”

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Calabria Economia - n.4 2012  

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