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B U S I N E S S

M A G A Z I N E

Periodico di informazione economica edito da Mediaservice Srl ANNO III

| NUMERO 2 | 2011 | 2,50 EURO

Guardia di Finanza Il Rapporto annuale 2010

Una donna alla guida del Terzo Settore: Katia Stancato

Artigianato al Macef

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% Aut: CBPA-SUD/NA/297/2009

Doris Lo Moro presidente Anpaca

La nuova

immagine

per il

Turismo Pmi, Boccia a Lamezia Terme: quali strumenti finanziari?


editoriale

La concertazione prende forma. Soddisfazione per il metodo Caridi di

B

isogna riconoscerlo, e con entusiasmo, l'Assessore Regionale alle Attività Produttive Antonio Caridi ha inaugurato un nuovo modo di operare, non caratterizzato da vuoti slogan relativamente alla concertazione, ma incentrato su un rapporto costante con il mondo dell’impresa, dal quale ha saputo cogliere le proposte e concretizzarle al meglio. Certo, il cammino è ancora lungo, ma in questo anno di attività, Caridi ha messo in cantiere una serie di iniziative che testimoniano un reale cambiamento di rotta. Consideriamo, ad esempio, il progetto “Nuovi giovani imprenditori” per promuovere concretamente nuova imprenditorialità giovanile. Di incentivi, al mondo dei giovani che avevano intenzione di fare impresa, ne sono stati concessi diversi nel corso degli anni. Con risultati, francamente, deludenti per i fondi che sono stati impegnati. Ecco, allora, che l’idea vincente è quella della diffusione della cultura d’impresa. Quella che consente di fornire, a chi decide di intraprendere, la conoscenza e gli strumenti necessari per sfruttare al meglio ogni opportunità. Non la solita elargizione di soldi pubblici con finanziamenti a pioggia, ma la messa in atto di percorsi assistiti di imprenditorialità, con una formazione essenziale nella fase di start-up, quella più delicata nella vita dell’impresa. Un percorso del tutto nuovo che non parte, come erroneamente si è fatto nel passato, dalla fine, cioè dall’erogazione dei fondi, ma dalla formazione

numero 2 - 2011

Aldo Ferrara*

sui temi della cultura d'impresa e segue una logica chiara di premialità per quelle intuizioni imprenditoriali partorite da scelte oculate e che, per questo, potranno essere sostenute. Un altro punto qualificante dell’operato di Caridi che non può non essere sottolineato é il piano strategico triennale delle attività produttive presentato al tavolo del partenariato economico e sociale. Il piano che traccia, forse per la prima volta, un'idea di sviluppo produttivo della nostra Regione, e definisce le attività che dovranno essere realizzate per il triennio 2011-2013 costituendo un guida preziosa nelle scelte d'investimento. Infine, una ulteriore iniziativa che merita di essere evidenziata è quella relativa alle politiche per l'accesso al credito. Mi riferisco in particolare alla delibera adottata dalla Giunta Regionale Presieduta da Giuseppe Scopelliti che ha approvato le direttive riguardanti i Consorzi di Garanzia Fidi. Sappiamo quanto il denaro sia fattore determinante per la vita delle imprese. E, oggi, c’è un solo sistema che può consentire di dar loro ossigeno: il sistema dei Confidi. L’Assessore lo ha capito e ha promosso processi di riorganizzazione e razionalizzazione dei Confidi regionali, con l’obiettivo di rafforzarne il sistema e i meccanismi di erogazione di garanzie alle imprese. Un plauso, che è da estendere certamente anche alla struttura del dipartimento delle Attività produttive della Regione per il lavoro fin qui svolto, capace di dare un nuovo impulso all’economia

calabrese. Un lavoro che ha messo in pratica quel concetto di concertazione che sono certo potrà portare la Calabria a vivere una nuova stagione. ●

* editore di “Calabria Economia”

«Un Punto qualificante dell'operato di Caridi è il piano triennale delle attività produttive che traccia, forse per la prima volta,un'idea di sviluppo produttivo della nostra regione»

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editoriale

La Calabria al Vinitaly e al Sol, tra successi e potenzialità inespresse Un bilancio della partecipazione all’edizione 2011

L

a partecipazione della Calabria al Vinitaly 2011 (e quindi anche al Sol e ad Agrifood, le due manifestazioni concomitanti rispettivamente dedicate all’olio extravergine e all’agroalimentare di qualità) può essere considerata, nel suo complesso, positiva. Non sono mancati, diciamolo subito, momenti di criticità, da intravedere più che altro nel non ancora ottimale sfruttamento delle potenzialità esistenti. La critica fine a se stessa, o addirittura demolitrice, non fa parte del nostro dna di costruttori. E quindi, nel valutare la partecipazione alla kermesse veronese, partiamo dagli elementi positivi, che elenchiamo sinteticamente: a) Le Aziende vitivinicole e olivicole stanno crescendo: migliorano i prodotti, il packaging e sempre di più accattivante, si intensifica diffusamente, anche se si potrebbe fare molto di più, la capacità di parlare del territorio attraverso vini e oli; b) La politica e le istituzioni sono più attente al mondo agricolo e alimentare. Negli ultimi dieci anni sono stati compiuti passi da gigante. Ora occorre una programmazione poliennale e più articolata, in grado di produrre un definitivo salto in avanti; c) Tra tanti produttori, mediamente di buon livello, emergono delle vere e proprie eccellenze che possono trainare tutti e aprire nuovi spazi di mercato; d) Aumenta il numero dei giovani, uomini e donne, diventati

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di

Massimo Tigani Sava*

veri e propri professionisti della vitivinicoltura e dell’olivicoltura, che si impegnano per creare sviluppo. E’ una Calabria positiva, quindi, quella che si è presentata al Vinitaly, che riuscirà a ottenere maggiori risultati se saprà costruire un sistema agroalimentare ancora più efficiente, articolato, robusto. Cosa si può fare per migliorare? Bacchette magiche non ne ha nessuno, né dobbiamo far finta di dimenticare che persistono sacche di indolenza, di ritrosia, di conservazione intesa nella sua accezione negativa, di chiusura mentale, di individualismo, e se vogliamo anche di ignoranza, nel senso di assenza o carenza di competenze specifiche. Ecco qualche modesto suggerimento: sviscerare le problematiche esistenti in modo collettivo e con il pieno coinvolgimento delle aziende e degli operatori specializzati; concentrare maggiori risorse economiche spiegando a chi può che è meglio risparmiare in altri comparti; comprendere fino in fondo i benefici di un’azione di comunicazione prolungata, integrata, professionale e quindi non episodica; fissare obbiettivi non di anno in anno ma in un’ottica temporale che ragioni in lustri, perché non tutto è risolvibile in una sola stagione e alcuni traguardi si possono raggiungere in un arco di tempo più ampio; non piangersi addosso, nel caso di difetti o problemi reali, che pur ci sono,

e rimboccarsi le maniche, da subito, per fare meglio, senza peraltro aspettare la manna dal cielo; puntare tutto sulla cultura e non sulle logiche puramente commerciali. La Calabria è un immenso libro di storia e come tale va “venduta” al mondo. I nostri vini e oli, così come i nostri prodotti tipici, hanno un valore aggiunto unico e inimitabile. Su quotidiano online (www.calabriaeconomia. it) abbiamo dedicato grande spazio alla presenza della Calabria al Vinitaly, invitando anche le aziende a utilizzare gratuitamente una vetrina che ha dimensioni internazionali. Non tutti hanno recepito, nonostante non si richiedessero, come pur sarebbe normale, contributi di natura finanziaria. E’ un’altra faccia della medaglia, questa, che imporrà ulteriori azioni pedagogiche. Chiudiamo con un brindisi alla Calabria che lavora con passione e dedizione, rinunciando a forme di parassitismo o di attesa messianica che ci hanno soffocato.● * direttore responsabile “CalabriaEconomia”

Scrivi a: direttore@calabriaeconomia.it

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Sommario

www.calabriaeconomia.it

PRIMO PIANO

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Patto Territoriale Lametino: Focus Group con i Soggetti Promotori

ATTUALITà 14 La Calabria alla Bit: presentata da Scopelliti la Road Map del turismo 22 L’Assessore regionale Antonio Caridi ha presentato il “Piano strategico triennale delle attività produttive”

68 Il “Patto dei sindaci” contro i cambiamenti climatici

FLASH NEWS 70

calabria rurale 74 “Trasparenza” sulle serre fotovoltaiche

Calabria deco 1.000 campanili uniti dalle Deco

24 Il “Piano strategico triennale delle attività produttive” visto con gli occhi di Luigi Leone

78

26 I beni confiscati alla ‘ndrangheta: un convegno di altissimo livello

80 lE NEWS DAL MONDO DELLA TECNOLOGIA

30 Confindustria reggio calabria Legalità: "Il nostro obiettivo prioritario" 32 guardia di finanza Presentato in Calabria, il Rapporto annuale 2010 38

Al via il progetto "Sicurezza è cultura"

42 Nasce a Catanzaro il Centro San Vitaliano: la prima struttura privata in Italia per la cura della Sla 46 Tecnologie della Salute, presentato bando sul Polo di Innovazione 48 Una donna alla guida del Terzo Settore calabrese: la nuova stagione comincia così 52 Siglato importante Protocollo d'intesa con Fincalabra 54 L’ambasciatore della Corea del Sud, Kim Young-Seok, visita la Calabria

Economia 58 Confindustria Calabria: “Credito e patrimonializzazione. Gli strumenti a sostegno delle piccole e medie imprese”

eventi 64 Artigianato calabrese al Macef: professionalità, fantasia, dedizione

4

patto dei sindaci

sommario

HI-TECH

Editoriali 1 La concertazione prende forma.

Soddisfazione per il metodo Caridi di Aldo Ferrara

3 La Calabria al Vinitaly e al Sol, tra successi e potenzialità inespresse di Massimo Tigani Sava

6 Il Nord, il Sud e l’Unità nazionale di Vittorio Daniele

In Copertina Giuseppe Scopelliti Raffaele Rio La nuova immagine per il turismo Michele Calandro

Il Rapporto annuale 2010

Katia Stancato

Una donna alla guida del Terzo Settore

Vincenzo Boccia

Pmi, quali strumenti finanziari?

numero 2 - 2011


Sommario

www.calabriaeconomia.it

8

Patto Territoriale Lametino: Focus Group con i Soggetti Promotori

Calabria Economia periodico di informazione economica Anno III - numero 2 - 2011 Editore

Aldo Ferrara Direttore responsabile

Massimo Tigani Sava

22

L’Assessore regionale Antonio Caridi ha presentato il “Piano strategico triennale delle attività produttive”

26 I beni confiscati alla ‘ndrangheta: un convegno di altissimo livello

64

Artigianato calabrese al Macef: professionalità, fantasia, dedizione

Quotidiano Economico On-Line

Leader nella regione per informazione e comunicazione Notizie economiche e politiche in tempo reale

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In redazione: Rita Macrì, Rosalba Paletta (Cooperativa Servizi editoriali) Catanzaro info@coopservizieditoriali.com Collaborazioni esterne saltuarie Andrea Ansani, Stefania Argirò, Maurizio Bonanno, Giacomo Carbone, Angela Caridà, Vittorio Daniele, Eugenia Ferragina, Milena Galati, Davide Lamanna, Angela Latella, Enrico Mazza, Monia Melia, Mario Meliadò, Raffaele Nisticò, Rosario Previtera, Concetta Schiariti, Luca Zema Progetto grafico Gianluca Muzzi

Massimiliano Ferrara

Contatti Redazione via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 www.calabriaeconomia.it info@calabriaeconomia.it

Fotografie: Icaro fotocronache MediaService srl Cooperativa Servizi editoriali Stampa Stabilimento Tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS) Società Editrice Mediaservice Srl via Caduti sul Lavoro, n. 9 88100 S. Maria di Catanzaro www.mediaserviceagency.it info@mediaserviceagency.it Pubblicità tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 Responsabile Marketing Biagio Muzzi info: 333.3686792 marketing@mediaserviceagency.it Pubblicazione mensile registrata presso il Tribunale di Catanzaro al n. 14 Reg. Stampa del 07/07/2008

Inviare Comunicati stampa, testi e foto a:

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numero 2 - 2011

Inviato in tipografia: aprile 2011

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editoriale

Il Nord, il Sud e l’Unità nazionale di

L

e celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia hanno sollevato un singolare dibattito politico. Singolare perché inimmaginabile in altri Paesi. Si pensi, per esempio, alla Francia o agli Stati Uniti. In Italia, invece, un evento così importante della nostra storia, è divenuto questione di confronto (o scontro) tra parti politiche. Che ciò accada non è sorprendente, essendo sintomatico della situazione di un Paese come il nostro, con un senso della nazione poco radicato. Colpisce, invece, come l’anniversario sia stato da molti colto come un’occasione per rivedere, talvolta con spirito revisionistico, la storia nazionale. Al Nord è diffusa, non solo a causa della Lega, l’idea che l’Unità nazionale abbia portato enormi vantaggi al Sud. Sfrondata dalle sue argomentazioni più elaborate, l’idea di fondo è che il Sud, popolato da scansafatiche e guidato da politici cialtroni, abbia vissuto quasi da parassita, beneficiando di cospicui trasferimenti pubblici, ovviamente a spese dalle operose regioni del Nord. Al Sud, invece, trova sempre più spazio l’idea secondo la quale l’Unità d’Italia avrebbe, soprattutto nella sua prima fase, penalizzato e impoverito le regioni meridionali. Sfrondato dai suoi ragionamenti più sofisticati, il nocciolo di base di quest’idea è che il Sud, in passato ricco e, per i tempi, economicamente avanzato,

Vittorio Daniele*

avrebbe finanziato lo sviluppo economico del Nord. Più in generale, l’Unità nazionale sarebbe stata un’annessione − o, più brutalmente, una conquista − del Sud ad opera dei piemontesi Posizioni di tal genere sono sostenute, in maniera argomentata, da alcuni studiosi. Si pensi, per esempio, al valente intellettuale calabrese Nicola Zitara1, da poco scomparso, le cui interessanti opere, a lungo ignorate dai media e dal grande pubblico, sono ora giustamente citate e ripubblicate. Nella vulgata corrente, chiaramente meno elaborata, sono alcuni movimenti politici meridionali e associazioni neoborboniche a sostenere che l’Unità fu fatta a spese del Sud. Ma quanto c’è di vero nella posizione di coloro che vedono l’Unità come causa prima del declino meridionale? Provo a sintetizzare alcune considerazioni. Primo, è vero che il processo di unificazione nazionale fu vissuto dai meridionali di allora come una conquista. Il brigantaggio fu, in larga misura, un moto di reazione ai non pochi soprusi compiuti ai danni dei meridionali. Il fatto, poi, che le istituzioni del Regno di Savoia, in particolare lo Statuto Albertino, vennero estese alla nascente nazione italiana, certo acuì sentimenti diffusi tra le masse, ostili a quelli che percepivano come lontani (e ai più sconosciuti) regnanti. Che il Sud fosse ricco e che l’Unità l’abbia impoverito è una tesi più difficile

da provare. È vero che, come mostrano studi recenti, nel 1861 le differenze NordSud erano assai modeste2. Il Pil pro capite nelle otto regioni meridionali era, infatti, analogo a quello delle regioni del CentroNord. Il livello di industrializzazione di alcune regioni del Sud − Campania e Sicilia in particolare − non era poi dissimile da quello medio del Nord3. Dunque, il Sud era relativamente ricco? La realtà è un po’ più complessa e potrebbe essere sintetizzata dicendo che in un Paese che ancora non aveva conosciuto l’industrializzazione, quale era l’Italia del 1861, sia il Nord che il Sud erano relativamente poveri. La povertà, come si comprende facilmente, non consente grandi differenze di reddito. Quando lo sviluppo si avvia − attorno al 1890 − si notano le prime differenze. Il Sud arretra mentre il Nord avanza. Il divario Nord-Sud è già evidente nei primi del Novecento e cresce ininterrottamente per tutta la metà del secolo. Nel 1951, il Pil pro capite meridionale è circa la metà di quello medio nazionale. I divari diminuiscono negli anni Sessanta e Settanta per ampliarsi di nuovo negli anni seguenti. Il resto è storia nota su cui non

1 Di Nicola Zitara (Siderno 1927-2010) si veda, per esempio, il volume: L’Unità d’Italia: nascita di una colonia, Jaca Book, 2010. 2 Cfr. il saggio di Vittorio Daniele e Paolo Malanima, Il prodotto delle regioni e il divario Nord-Sud in Italia (1861-2004), Rivista di Politica Economica, III-IV 2007, disponibile al link http://www. rivistapoliticaeconomica.it/2007/mar-apr/Daniele_malanima.pdf 3 Cfr. il saggio di Stefano Fenoaltea, La crescita industriale delle regioni d'Italia dall'Unità alla Grande Guerra: una prima stima per gli anni censuari, Banca d'Italia, http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/ pubsto/quaristo/quad1

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* professore di Economia politica Università Magna Græcia Catanzaro

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vale la pena soffermarsi. Dunque, riassumendo: alla data dell’Unità il divario di sviluppo tra il Sud e il Centro-Nord non esisteva o era assai modesto. Al Nord vi erano regioni ricche, come Lombardia e Liguria, ma anche regioni povere, come il Veneto. Anche al Sud vi erano regioni ricche, come Campania e Puglia, e altre povere come Basilicata e Calabria. Nel complesso, però, le differenze tra le due aree del Paese erano contenute. Ciò è sufficiente per dire che l’Unità impoverì il Sud? A mio parere no. In tutti i paesi, lo sviluppo economico crea squilibri regionali e ciò accadde anche in Italia. Quando si avvia, l’industrializzazione non può interessare un paese nel suo complesso, ma riguarda solo alcune aree che, giocoforza, diventano più ricche di altre. Come conseguenza, si generano differenze di sviluppo. Quello che è accaduto in Italia è che gli squilibri regionali sono aumentati per una lunga fase del processo di sviluppo nazionale. Oggi l’entità del divario Nord-Sud non è dissimile da quella di cinquant’anni addietro. Dal mio punto di vista non ha molto senso chiedersi se l’Unità impoverì il Sud o se, al contrario, fu il Nord a sostenerne i costi, come molti pensano. Si provi ad immaginare una storia controfattuale: quale sarebbe stato il destino del Nord senza il Sud? E quale quello del Sud senza il Nord? Credo che il punto cruciale della questione sia un altro. E cioè chiedersi perché, contrariamente a quanto accaduto in altri paesi, il divario economico Nord-Sud sia aumentato nel tempo e non accenni a ridursi, se non in maniera assai lenta. Interrogarsi sulle cause del divario, analizzare senza pregiudizi i tanti problemi del Mezzogiorno, immaginare nuove strade per rendere economicamente e socialmente più unito il Paese, mi pare assai più utile che guardare all’Unità con inutile spirito rivendicativo; da qualunque parte, Sud o Nord, lo si faccia. ●

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Sviluppo locale integrato

Patto Territoriale Lametino: Focus Group con i Soggetti Promotori

Si è tenuto il primo di una serie di incontri che Promuovitalia terrà con LameziaEuropa per formare all’utilizzo di nuovi strumenti agevolativi 8

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primo piano di

Rosalba Paletta

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are di Lamezia, nell’ambito dell’Area Vasta e dell’Istmo Catanzaro – Lamezia, un territorio che da città baricentrica diventi città attrattiva; da Città della Fiera diventi Polo fieristico e congressuale; da Città della Piana diventi Distretto agroalimentare di qualità; da Città delle Terme diventi Città Termale; da Città sul mare diventi Città di mare”. Questa la visione comune, integrata e strategica di sviluppo che ha ispirato l’incontro organizzato da LameziaEuropa spa e Promuovitalia spa. Un focus group, realizzato nelle scorse settimane presso il bel contesto delle cantine Statti di Lamezia Terme (Cz), finalizzato a presentare le attività del progetto pilota “Azioni volte a favorire il passaggio di alcuni Soggetti Responsabili e Responsabili Unici della Programmazione Negoziata verso Agenzie di Sviluppo Locale”. L’obiettivo del progetto, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, è quello di riuscire ad attivare, entro il 2011, 24 Agenzie di sviluppo locale in Italia, al fine di incentivare e valorizzare il contesto socio-economico delle aree territoriali selezionate. In Calabria, tra le quattro aree selezionate da Promuovitalia, vi è appunto anche Lamezia, rappresentata da LameziaEuropa, scelta per l’esperienza maturata nell’implementazione dei due Patti territoriali realizzati in passato, e per il ruolo svolto in questi anni nella costruzione di una rete di promozione economica efficace. Numerose le personalità presenti al tavolo: il presidente di LameziaEuropa spa Marcello Gaglioti; il direttore di LameziaEuropa spa, Tullio Rispoli; Claudio Carpineti, direttore operativo di Promuovitalia spa; il Comune di Lamezia Terme (Cz), nella persona ►

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Sviluppo locale integrato

Nella foto a destra il presidente di LameziaEuropa, Marcello Gaglioti. Primo a sinistra nella foto a lato: Tullio Rispoli, direttore di LameziaEuropa

dell’assessore Giusy Crimi; la Provincia di Catanzaro, nella persona dell’assessore Roberto Costanzo; la Regione Calabria, nella persona dell’on. Mario Magno; la Camera di Commercio di Catanzaro, nella persona del presidente Paolo Abramo; la neo presidente di Anpaca, on. Doris Lo Moro. Hanno preso parte al Focus Group, anche in qualità di Soggetti Promotori del Patto: i Comuni del comprensorio del lametino (Curinga, Falerna, San Pietro a Maida e Soveria Mannelli); Fincalabria spa; Asi Catanzaro; Sacal spa, nella persona del Presidente, senatore Vincenzo Speziali; Confindustria Catanzaro, nella persona del Presidente, Giuseppe Gatto, e del direttore, Dario Lamanna; il Comitato Piccola Industria di Confindustria Catanzaro, nella persona del Presidente, Aldo Ferrara, che è anche editore di Calabria Economia; Cisl Catanzaro; Cgil Catanzaro; Cia Catanzaro; Cna Catanzaro; Monte dei Paschi di Siena; Agricola Lenti scarl; Camillo Sirianni srl; Eurobed srl. Presente all'incontro anche l'assessore regionale alle Attività Produttive, on. Antonio Caridi.

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Anpaca: la presidenza all'on. Doris Lo Moro Il Presidente Marcello Gaglioti, in apertura di lavori, ha voluto sottolineare l’importanza che un riconoscimento come quello ottenuto da Promuovitalia, rappresenta per la società che egli stesso presiede e per il percorso compiuto a partire dalla sua fondazione, voluta dall’allora sindaco della Città della Piana, on. Lo Moro: «L’aver selezionato LameziaEuropa spa – ha affermato l’ing. Gaglioti - tra i 24 soggetti responsabili in tutt’Italia, protagonisti di questo progetto pilota promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico è altamente significativo, come lo è l’aver voluto iniziare questi Focus Group proprio dalla Calabria, e in particolare da Lamezia Terme». «Le politiche di sviluppo perseguite negli ultimi dieci anni – ha proseguito Gaglioti - hanno trasformato l’area industriale di Lamezia Terme da zona marginale in area appetibile per la localizzazione di nuove imprese locali o provenienti da altre zone della

Calabria e d’Italia. Attualmente su tutta l’area industriale di Lamezia Terme operano o stanno per avviare le loro attività produttive oltre 80 aziende, con una occupazione di circa 1500 unità. L’area ex Sir di Lamezia Terme, oggi, da problema è diventato una opportunità di sviluppo del territorio lametino, e non solo». «Quello di oggi – ha affermato a seguire il direttore operativo Claudio Carpineti – è un incontro frutto di un processo lungo e complesso. Abbiamo necessità di confrontarci con le aziende e con i territori, per questo il ruolo svolto fino ad oggi di LameziaEuropa è per noi fondamentale e continuerà ad esserlo in futuro. Questo – ha spiegato Carpineti a Calabria Economia a margine dei lavori – è un primo appuntamento, dedicato all’orientamento e alla focalizzazione delle esigenze del territorio, di una serie più lunga, che proseguirà con momenti formativi diretti ai responsabili del Patto, i quali confluiranno nell’esperienza preziosa della Summer School di Sviluppo Locale, che ti tiene a Seneghe (in Sardegna, nei pressi di Oristano). Un’esperienza questa – ha precisato Carpentieri – che è diventata di per sé Agenzia di sviluppo locale, con l’attrazione che concretamente mette in atto nel piccolo centro in occasione del periodo di formazione intensiva realizzato, che ha portato la popolazione ad organizzarsi in una effica-

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Sviluppo locale integrato

Foto piccola a sinistra, l'on. Doris Lo Moro. A destra e sotto alcuni momenti della riunione che si è tenuta presso le Cantine Statti di Lamezia Terme

ce rete di ospitalità diffusa». «L’ultima fase – ha concluso il funzionario di Promuovitalia – è l’assistenza tecnica a LameziaEuropa, che saprà individuare la rete di aziende che sul territorio vorrà e potrà accedere alle misure, regionali, governative, europee e sovranazionali in questione. In sintesi si tratta di un percorso messo in atto per promuovere la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti agevolativi in arrivo». La Provincia di Catanzaro, con le parole dell’as-

sessore Roberto Costanzo, ha evidenziato la positività dell’esperienza e la necessità di non lasciare sola LameziaEuropa spa in una fase così delicata di individuazione delle strategie di sviluppo per il territorio. Parole di incoraggiamento anche da parte dell’on. Mario Magno, che ha sottolineato la necessità di mettere a frutto tutti gli sforzi utili ad una politica di sviluppo efficace, senza dispersione di fondi, che si rivela cruciale per centrare obiettivi non più rin-

viabili e strategici per il rilancio di un’area così preziosa per l’intera regione. Dal canto suo, inoltre, il rappresentante della Regione ha fatto presente l’impegno che sul territorio l’Ente guidato dal Governatore Giuseppe Scopelliti sta spendendo in merito alla implementazione del Distretto Agroalimentare e alla costituzione del Polo Fieristico. Grande soddisfazione per il percorso di coesione istituzionale è stata espressa dal Presidente dell’ente camerale ►

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Sviluppo locale integrato

Al centro Antonio Caridi, assessore regionale alle Attività Produttive. In basso a destra: Giuseppe Gatto, presidente di Confindustria Catanzaro

catanzarese, Paolo Abramo, che ha ribadito come esempi simili a quello del Patto territoriale lametino stiano a dimostrare, in positivo, che non sono le pastoie burocratiche a determinare il successo o l’insuccesso di un progetto, ma la volontà degli uomini. Soddisfazione anche da parte del senatore Vincenzo Speziali, che proprio nell’Area, attraverso l’aeroporto di Lamezia, sta attivando una serie di azioni attrattive (ultima in ordine di tempo, ricordata nel corso dell’incontro, quella con Ryanair per voli da e per Bergamo, Pisa, Bologna, Trapani - cruciale per scambi con Nord-Africa e per le politiche di internazionalizzazione nel Mediterraneo -, Londra, Bruxelles, Svezia, Barcellona, Francoforte). Il presidente della Sacal ha ricordato la primogenitura del vasto e lungimirante progetto di LameziaEuropa, assieme all’allora sindaco Doris Lo Moro, e si è complimentato per la buona direzione perseguita dall’ingegnere Gaglioti alla guida del soggetto propulsivo dell’economia

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territoriale. Dal canto suo, l’on. Lo Moro, neo eletta presidente di Anpaca (ente di coordinamento nazionale dei Patti territoriali), ha espresso grande entusiasmo per la nuova nomina, attraverso la quale potrà a pieno titolo tornare ad occuparsi di sviluppo del territorio e, in particolare, dell’area del lametino. «Un’esperienza – ha affermato – di assoluta valenza formativa per chi come, da politico, è chiamato ad occuparsi di questioni di cui non è esperto. Solo il tempo, l’esperienza del territorio e il confronto con gli interlocutori che di volta in volta ci si trova accanto aiutano a maturare e a crescere, permettendo di svolgere veramente processi utili alla collettività. All’epoca – ha ricordato l’on. Lo Moro – acquistando l’area Ex Sir, un territorio di 400 H, facemmo veramente un atto di grande coraggio istituzionale, di programmazione, ma anche economico (ci impegnammo per ventuno miliardi), assumendoci direttamente la responsabilità, e guardando,

come purtroppo non sempre la politica riesce a fare, ben oltre lo scadere del nostro mandato, puntando a risultati che avrebbero fatto mostra di sé dopo 20, 30 anni. Oggi siamo qui a proseguire il percorso, in ruoli diversi, ma sempre ispirati allo stesso obiettivo di sviluppo, perché evidentemente avevamo visto giusto e il progetto è andato avanti. La mia non sarà una presidenza onoraria, ma operativa, e in questa direzione continueremo a impegnarci e a condividere i processi, a garanzia del loro successo». I prossimi passi che l’on. Lo Moro si augura vengano mossi a livello istituzionale riguardano impegni concreti nell’area Ex Sir: «Adesso mi auguro – ha concluso la presidente di Anpaca Lo Moro – che l’area industriale venga dotata di quelle infrastrutture assolutamente irrinunciabili per una zona di questo calibro, come lo svincolo autostradale». Dello stesso avviso anche l’ingegnere Giuseppe Gatto: «A prescindere dalle appartenenze politiche – ha affermato il numero Uno di Confindustria Catanzaro – bisogna prendere atto della centralità di quest’area per lo sviluppo della Calabria tutta, e lavorare per una reale ed efficace infrastrutturazione di questo territorio. Senza nulla togliere ad altri territori della Regione la centralità e la crucialità di Lamezia non può essere negata a meno

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Sviluppo locale integrato

Foto piccola a sinistra, Giuseppe Speziali presidente di Confidi Calabria. Foto in alto: un altro momento della riunione svoltasi a Lamezia Terme

Giuseppe Gatto:

«A prescindere dalle appartenenze politiche, bisogna prendere atto della centralità di quest’area per lo sviluppo della Calabria tutta, e lavorare per una reale ed efficace infrastrutturazione di questo territorio»

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di fare torto allo sviluppo dell’intera regione. Inoltre – ha precisato Gatto – va bene pensare di attrarre investimenti esteri o da fuori regione, ma la classe imprenditoriale locale per prima deve cogliere la grande opportunità rappresentata da questa zona e investire qui. Le capacità e le figure imprenditoriali in Calabria non mancano e quest’area potrà essere per tutti un’opportunità». L’affermazione del Presidente degli industriali catanzaresi giunge proprio mentre – come precisato dal direttore di LameziaEuropa, Rispoli – in India si stanno presentando, grazie al protocollo sottoscritto con Invitalia lo scorso febbraio – le occasioni di investimento nell’area industriale lametina per potenziali soggetti esteri interessati. «Oggi – ha proseguito Rispoli – LameziaEuropa ha voluto lanciare anche un forte segnale di collaborazione con l'associazione Jonici, guidata da Massimo Tigani Sava, che porta avanti il progetto “Consuma e spendi calabrese”, di fondamentale im-

portanza per il sostegno alle attività produttive, e quindi allo sviluppo, della nostra regione». Positive le testimonianze dei beneficiari dei Patti territoriali presenti all’incontro, Alberto Statti – anche padrone di casa – e Renato Caruso: per entrambi esperienze positive, celeri, di grande efficacia ed operatività, che hanno permesso miglioramenti tangibili nella crescita d’impresa e nella ricerca e collocazione su nuovi mercati (i due settori d’investimenti sono stati rispettivamente la vitivinicoltura e le slot machine), in cui un ruolo strategico è stato svolto dal Comune e da LameziaEuropa: esperienze che – al di là delle difficoltà di contesto che pur permangono – meritano di essere replicate – secondo i diretti beneficiari – perché testimoniano un modo efficace e lungimirante di guardare all’interesse del territorio ed al suo sviluppo, evidentemente possibile anche in aree complesse come quella calabrese, troppo spesso sacrificato ad altri fini in passato. ●

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attualità

A Milano la Borsa Internazionale del Turismo

La Calabria alla Bit:

presentata da Scopelliti la Road Map del Turismo di

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Rita Macrì

’ stata presentata a Catanzaro nella sede di Palazzo Alemanni, dal presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, dal Dirigente Generale del Dipartimento Turismo, Raffaele Rio, e dal vice direttore del Dipartimento Turismo, Pasquale Anastasi, la Road Map del Turismo in Calabria. La conferenza stampa si è aperta con la proiezione di un filmato, “Diario di un viaggio in Calabria”, nel quale sono stati mostrati i numerosissimi tesori di cui la Calabria dispone: dal mare, alle

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montagne, ai bellissimi paesaggi, alla storia, alla cultura, all’ambiente, ma anche la natura, l’arte, la posizione geografica strategica al centro del Mediterraneo, e ancora il clima, il patrimonio agroalimentare e quello enogastronomico. Un video interamente “made in Calabria”: perfino la musica in sottofondo, infatti, è stata realizzata dai musicisti calabresi che hanno formato il noto gruppo del “Parto delle nuvole pesanti”. «Un filmato quello che avete appena visto – ha dichiarato il presidente Scopelliti rivolgendosi ai giornalisti presenti –, che mostreremo ai circa 500 tour-operator che incontreremo a Milano in occasione della Bit, (che si è svolta poi dal 17 al 20 febbraio, ndr), la più grande esposizione al mondo dell’offerta turistica italiana e tra le primissime fiere di riferimento per l’industria turistica mondiale, ai quali verrà presentata un’immagine nuova della nostra Regione a partire dal marchio “Calabria”, frutto di un’attenta analisi del contesto storico, culturale e sociale, nel quale si scorge la concettualizzazione grafica della Magna Grecia. Nel nuovo logo si noti l’utilizzazione di tre scudi, simbolo di identità e di

appartenenza. I tre scudi hanno colori diversi poiché rappresentano le tre linee di prodotto turistico principali su cui si baserà la strategia di marketing nel breve periodo: l’azzurro è quella balneare, il verde simboleggia la natura, il rosso la cultura. Il logotipo “Calabria Turismo” presenta un elemento di modernità ispirandosi alla tecnica cromatica di Boccioni, massimo esponente del futurismo calabrese il cui obiettivo era quello di liberarsi dai modelli e dalle tradizioni figurative del passato, per volgersi risolutamente al mondo contemporaneo, dinamico, vivace, in continua evoluzione». «La Bit – ha continuato il presidente della Regione – è un appuntamento annuale molto atteso da operatori professionali e dal pubblico dei viaggiatori per conoscere in anteprima tutto il panorama delle destinazioni turistiche di tutto il mondo. Anche il Rapporto sul Turismo elaborato dal Sir ci dice che dovremo valorizzare e presentare una Calabria differente; lo sviluppo del settore turistico in Calabria potrà realizzarsi in modo concreto solo se saremo riusciti a costruire una strategia fortemente incisiva e interessante. Fino ad ora non abbiamo voluto di pro-

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La conferenza stampa che la Regione Calabria ha tenuto a Catanzaro. Al centro il presidente Giuseppe Scopelliti. Alla sua destra: Raffaele Rio, direttore generale. Alla sua sinistra Pasquale Anastasi

posito pubblicizzare l’offerta turistica in Calabria perché stiamo seguendo un percorso nuovo che prevede azioni mirate. Prima di fare la giusta propaganda era giusto creare una strategia per rendere la nostra terra appetibile anche da un punto di vista dei costi. Ancora prima che si realizzino le grosse vie per far uscire la Calabria dall’isolamento, e mi riferisco per esempio al completamento della A3, credo che bisognerebbe puntare sull’utilizzo al massimo di aeroporti e porti, sostenendo le compagnie dei voli low-cost (abbiamo fatto un accordo con la Rynaier che ha potenziato i voli in partenza e in arrivo dall’aeroporto internazionale di Lamezia Terme) e facendo in modo che nei nostri porti attracchino molte navi da crociera. Attuando le giuste strategie in tre anni contiamo di

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generare complessivamente un totale di 4.955.376 arrivi e 27.315.781 presenze. Avremo, grazie ai bandi in corso circa 1.000 nuove camere, 2.451 posti letto in più, 437 nuovi occupati di cui circa il 50% saranno donne». «Queste – ha proseguito il governatore – le tappe principali della pianificazione: Piano sul turismo sostenibile; Piano di marketing turistico; Sistemi turistico locali; Marchio di promozione turistica. Riguardo al Piano sul turismo sostenibile miriamo: ad accrescere la competitività dell’offerta turistica regionale, costruendo prodotti innovativi, competitivi e sostenibili; costruire una cultura collettiva dell’accoglienza, della valorizzazione e della preservazione del patrimonio regionale naturale, di storia, arte e tradizioni; costruire una nuova

Scopelliti:

«Miriamo ad accrescere la competitività dell’offerta turistica regionale, costruendo prodotti innovativi, competitivi e sostenibili» alleanza tra pubblico e privato, tra privati a livello locale, tra offerta turistica e visitatori». «Per i nuovi bandi – ha aggiunto Scopelliti – vorrei si realizzasse una ripartizione delle risorse in maniera proporzionale tra le province salvaguardando maggiormente quelle aree che hanno una vocazione turistica». A proposito della Film Commission il presidente, rispondendo ad una domanda ►

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L'ampia e funzionale area Calabria all'interno della Bit Milano che si è svolta dal 17 al 21 febbraio. L'occasione è stata utile per presentare anche materiale divulgativo con il nuovo Brand Calabria

di uno dei giornalisti presenti in sala, ha concluso: «Può creare posti di lavoro nonché essere un veicolo fondamentale per la promozione turistica. Ricordo che quando ero alla guida del Comune di Reggio mi misi in contatto con il produttore di “Gente di Mare”: se avresse girato le 13 puntate in Città avrei pagato un contributo di 500 mila euro (ma avrei stanziato anche 1 milione). Poi le puntate furono girate in tutta la Calabria e tale iniziativa non si realizzò; ciò a sottolineare che credo che questo sia un veicolo straordinario e molto efficace da utilizzare (specialmente quando le produzioni hanno il successo di Montalbano)». «La Calabria ha davanti tre obiettivi prioritari: il riposizionamento

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nei mercati dell’offerta turistica regionale, la riconfigurazione del “Brand Calabria” nei mercati nazionale ed internazionale e l’incentivazione alla crescita dell’occupazione attraverso la trasformazione del settore da attività stagionale a sistema produttivo permanente». Lo ha rimarcato Raffaele Rio, alla guida del Dipartimento Turismo della Regione Calabria, con alle spalle un curriculum vitae di tutto rispetto: dalla ricerca economica e sociale, alla comunicazione e al marketing territoriale. «L’obiettivo – ha sottolineato Rio – è quello di imprimere una nuova stagione del turismo in Calabria, un nuovo corso incentrato sulla predisposizione di atti di pianificazione e di program-

mazione concreti che immetteranno sul mercato circa 200 milioni di euro. L’approvazione del Piano strategico di marketing turistico e del marchio di promozione turistica approvati dall’Esecutivo regionale – ha spiegato il dirigente generale, – segna una svolta epocale per la nostra regione: il passaggio da un approccio production oriented, dove la cosa più importante è organizzare la produzione in modo che il prodotto finale derivante sia efficiente e di qualità accettabile, ad una filosofia marketing oriented, capace, cioè, di ascoltare e comprendere il mercato, individuare bisogni ancora insoddisfatti e rispondere con un'offerta di valore adeguata e competitiva. In altri termini, mirare non più su interventi finalizzati esclusivamente alla promozione ma anche, e soprattutto, su azioni incisive per il sostegno del tessuto imprenditoriale nell’ottica di un miglioramento complessivo del sistema di accoglienza e di ospitalità e, quindi di conseguenza, di una più competitiva offerta turistica regionale». «Il territorio

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delle Calabria – ha specificato Raffaele Rio – pur rappresentando una meta tradizionale di soggiorno con l’insieme di risorse paesaggistiche, storiche, culturali di cui dispone, registra un numero di arrivi e presenze non adeguato alle sue potenzialità in termini di attrattività turistica benché, a differenza delle destinazioni turistiche più competitive, non ha subito radicali decrementi a seguito della crisi ma sostiene le quote di mercato stagionali con modesti tassi di crescita continua. Ciò che maggiormente si rileva però – ha continuato il Dirigente generale del Dipartimento Turismo – è una forte disomogeneità tra le aree del litorale e le zone dell’entroterra, nonché una forte stagionalità degli arrivi e delle presenze con una significativa contrazione del tasso di occupazione complessivo annuo delle camere specialmente del comparto alberghiero. Questi elementi, unitamente all’inasprimento della competizione sul mercato turistico e all’aumento dell’instabilità economica, a livello internazionale, impongono

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Scopelliti alla Bit di Milano. Al centro: Vittorio Sgarbi. Foto in alto, al centro: Anastasi e Rio

l’adozione di strategie di marketing e strumenti di promozione sempre più finalizzati e integrati». A margine dei lavori alla domanda sugli obiettivi generali del Piano strategico di marketing turistico fortemente voluto dal governatore Giuseppe Scopelliti, Raffaele Rio ci ha risposto: «Miriamo a rafforzare l’identità turistica, sviluppare il sistema di commercializzazione e di nuovi prodotti turistici, diversificare i mercati di provenienza, qualificare l’offerta ricettiva alberghiera. E, inoltre, investire nella cultura turistica e nella cultura dell’accoglienza, qualificare le professionalità nel turismo, migliorare la qualità dell’ambiente naturale e urbano, potenziare l’acces-

sibilità e il sistema di viabilità interno. Sono convinto – ha concluso Rio – che la Calabria abbia le risorse giuste per divenire una destinazione turistica competitiva nell’ambito del sistema regionale e italiano nel suo complesso. La strategia deve però basarsi su uno sviluppo equilibrato tra le esigenze ambientali e quelle che devono mirare a potenziare, qualificare e rinsaldare l’intero sistema di offerta ricettiva e complementare che, al momento, non sempre rispondono a ciò che il mercato richiede». Il vice direttore del Dipartimento, Pasquale Anastasi ha posto l'accento sull'obiettivo della Regione Calabria: superare 27 milioni di presenze nel prossimo triennio. «La capacità di carico ►

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Alla Bit a Milano, nell'area Calabria, erano presenti numerosi enti pubblici della regione

globale del sistema di accoglienza calabrese diventa un elemento importante nella quantificazione degli obiettivi del Dipartimento Turismo. La capacità di carico delle strutture ricettive è molto al di sotto della potenzialità (il tasso di occupazione annuale è del 14%). Questo dato – ha messo in risalto Anastasi – di fatto induce a considerare due aspetti fondamentali: da un lato è impensabile proporre strategie che portino il tasso di occupazione a livelli alti in poco tempo, e dall’altro che una eventuale proiezione della crescita sulla base delle medie stimate in precedenza non sovraccarica il sistema della ricettività. Si ritiene importante segnalare che, per raggiungere gli incrementi stimati nel modello, risulta necessario focalizzare l’attenzione sul profilo del turista per singolo stato e per singola regione italiana al fine di adottare strategie mirate e puntuali. Sostenuti dalle politiche di marketing, questi mercati obiettivo, possono generare nel prossimo triennio un totale di 4.955.376 arrivi, e 27.315.781 presenze. In termini di previsione il trend tenderà a raggiungere la quota 2 milioni di arrivi e 10 milioni di presenze; ciò porterebbe nei prossimi tre anni il tasso di occupazione media dal 14% al 17%».

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«Le criticità del periodo – ha proseguito Anastasi – impongono l’adozione di soluzioni e correttivi di breve e lungo periodo che permettano di superare alcuni dei vincoli che limitano lo sviluppo del sistema turistico calabrese. La forte specializzazione del mercato turistico regionale nel prodotto balneare, causa, infatti, un’alta e crescente concentrazione stagionale dei flussi, che si accompagna allo sfruttamento intensivo della costa, alla scarsa propensione delle imprese a diversificare ed innovare il prodotto turistico, alla bassa qualità ed attrattività dell’ambiente. In questa direzione la Regione Calabria sarà tra le prime realtà regionali italiane a dotarsi di un Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile. Un documento di programmazione del settore turistico che immetterà sul territorio regionale circa 200 milioni di euro. L’iter istituzionale del Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile (PRSTS), avviatosi concretamente con l’approvazione da parte della Giunta regionale del Piano Strategico di Marketing Turistico, si concluderà con la sua approvazione prevista al massimo per il mese di giugno del 2011. Il primo obiettivo del PRSTS è accrescere la competitività dell’offerta

turistica regionale, costruendo prodotti innovativi e sostenibili (obiettivo 1). La programmazione regionale presenta in tal senso delle importanti opportunità di sviluppo: la creazione di tre attrattori culturali, archeologici e naturali; di cinque distretti costieri e di cinque Sistemi turistici locali, con ruoli di destination management organization. Il secondo obiettivo del PRST è costruire una cultura collettiva dell’accoglienza, della valorizzazione e preservazione del patrimonio regionale naturale, di storia, arte e tradizioni (obiettivo 2). Il visitatore in questo caso è un alleato ed il suo orientamento a scegliere nuove forme di viaggio, più culturali e di natura, induce il programmatore ad adeguare alla nuova domanda il sistema di ospitalità. A sostegno del raggiungimento di tale obiettivo e al fine di rinforzare la sostenibilità sociale del turismo si inserisce nel piano una particolare attenzione alla “cultura turistica”, con l’obiettivo di coinvolgere, da un lato i turisti con iniziative tese alla sensibilizzazione di una “coscienza turistica”, e dall’altro la popolazione locale con la “cultura dell’accoglienza”. La frammentazione del sistema produttivo turistico e lo scarso controllo del territorio da parte delle istituzioni pubbliche, mettono a repentaglio la preservazione delle risorse e la loro valorizzazione a fini turistici. All’assenza di governance risponde il terzo obiettivo generale del piano: costruire una nuova alleanza tra pubblico e privato, tra privati a livello locale, tra offerta turistica e visitatori (obiettivo 3)». Alla fine della conferenza è stato precisato che sarà ancora più semplice conoscere la Calabria attraverso l'applicazione “Visit Calabria” per smartphone, un servizio gratuito con il quale si metteranno a disposizione dei turisti muniti di iPhone e iPad le informazioni sui luoghi di maggiore interesse di una terra tutta da scoprire. ●

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Turismo: i dati della stagione 2010

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el 2010 hanno alloggiato - si legge in un comunicato stampa della Regione Calabria che ha reso noti alcuni dati elaborati dal Sir (Sistema informativo turistico) - nelle strutture ricettive calabresi circa 1,488 mln di turisti (arrivi) generando circa 8,257 mln di pernottamenti (presenze). Gli italiani (1,276 mln di arrivi e 6,840 di pernottamenti), rispetto all’anno precedente, diminuiscono negli arrivi (-2,5%) e nelle presenze (-2,1%). Gli stranieri che in termini di arrivi rappresentano il 14%, hanno fatto registrare nel 2010, 212mila arrivi con una diminuzione del (-3,7%) e 1,417 mln di presenze con una diminuzione del -3,8% rispetto all’anno precedente. Complessivamente (Italiani + stranieri) si registra una flessione del - 2,7% negli arrivi e del - 2,3% delle presenze, (in valori assoluti circa 40.000 arrivi e 190.000 pernottamenti in meno rispetto al 2009). Durante i due mesi centrali (luglio e agosto) si è registrato il 60% dei pernottamenti dell’intero anno, rispetto al 2009 in questi due mesi la situazione è rimasta pressoché stabile;le

criticità maggiori nel 2010 si sono registrate nei mesi di giugno e settembre soprattutto per gli italiani. Gli stranieri invece hanno fatto registrare delle performance negative anche durante i primi 4 mesi dell’anno. In termini di arrivi, il principale bacino di origine dei turisti italiani è il Mezzogiorno (compresa la Calabria), circa il 69% degli arrivi di italiani, il 16% proviene dal Centro, il 10% dal Nord-OVEST e il 5% dal Nord-EST. Le regioni che originano i maggiori flussi (arrivi) sono: Campania 21%, Calabria 17%, Sicilia 14% Puglia 12% (MEZZOGIORNO), Lazio 12%, (CENTRO), Lombardia 7% (Nord-OVEST). Per quanto riguarda gli stranieri il principale bacino di origine è l’Europa centrale, più precisamente, circa il 75% degli arrivi proviene da Paesi dell’Unione Europea, il 10% da altri Paesi Europei e il restante 15% da Paesi extraeuropei. La nazione che genera i flussi più consistenti verso la Calabria è la Germania (30% degli arrivi di stranieri), seguono la Francia (11%), la Polonia (6%) la Rep. Ceca (5%)". Nel corso del dibattito è stato inoltre sottoli-

neato come la Calabria si confermi meta per il turismo di prossimità. "Anche gli ultimi dati congiunturali confermano l’immagine della Calabria come destinazione fondamentalmente italiana. Il turismo estero cresce, ma troppo lentamente per poter colmare il gap con le altre Regioni. I visitatori italiani, poi, vengono ovviamente dai mercati più prossimi: oltre il 50% dal Mezzogiorno (sul totale delle presenze di italiani nella Regione); il 40% dal Centro-Nord come turisti di ritorno in larga parte; poco meno del 10% dalla stessa Regione Calabria (un dato sicuramente sottostimato per vari fattori: esclude l’escursionismo, così come non riesce a tener conto dell’uso della seconda casa, di proprietà di amici e parenti, oppure in affitto). E’ confermata la tendenza, in atto anche nel Mediterraneo, del balneare, di resistere in estate, come turismo di prossimità (diventando, in inverno, turismo “di fuga”): si spiega in tal modo la percezione della Calabria (e del Mezzogiorno) come meta fondamentalmente marina, destinata a servire un mercato in prevalenza nazionale". ●

Riunione del Comitato Istituzionale per le Politiche Turistiche

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pprezzamento per la “Road Map” del Turismo in Calabria, elaborata dal Presidente della Regione Scopelliti e dal Dipartimento Turismo, è stato espresso dai componenti del Comitato Istituzionale per le Politiche Turistiche a conclusione di una specifica riunione, tenutasi presso la sede delle Presidenza a palazzo Alemanni. L’incontro - informa una nota dell’Ufficio Stampa della Giunta -, coordinato dal Dirigente Generale del Dipartimento Turismo Raffaele Rio, alla presenza della Vicepresidente Antonella Stasi, del Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente Bruno Gualtieri e del Dirigente di Settore promozione turistica Pasquale Anastasi, ha registrato la presenza di rappresentanti istituzionali, tra cui Pro-

vincie e Comuni, operatori turistici e rappresentanti di associazioni di categoria. Nel presentare i contenuti della “Road Map” del turismo in Calabria Raffaele Rio ha ribadito l’impegno della Giunta Scopelliti nell’attuazione di una pianificazione triennale del comparto, che parte principalmente dalla promozione del ‘Brand Calabria’ con specifiche linee strategiche, in grado di realizzare un concreto sviluppo del settore turistico. Una programmazione che parta soprattutto da una pianificazione collegiale, in grado di dare un’offerta chiara al turista italiano e straniero che vuole trascorrere le proprie vacanze in Calabria. «Con la presentazione del “Brand” parte la nuova stagione turistica per la

Regione – ha dichiarato la Vicepresidente Antonella Stasi – voluta con grande determinazione dal Presidente Scopelliti, il quale, tenendo per se la delega al turismo, manifesta un interesse particolare per questo settore, ritenuto di fondamentale importanza per lo sviluppo economico calabrese. C’è grande attenzione per il comparto – ha proseguito la Vicepresidente Stasi – è nostra intenzione garantire la migliore intesa con tutti i soggetti coinvolti nel settore turistico. Occorre fare sistema anche tra i vari dipartimenti regionali, un elemento non trascurato da questa Giunta». Il Dirigente Generale Bruno Gualtieri ha, invece, posto l’attenzione sul lavoro relativo alla tutela del mare e delle coste. ● ►

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Alla Bit di Milano i risultati record dell'Aeroporto di Lamezia Terme

Vincenzo Speziali, presidente della Sacal

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olto positiva e utile la presenza dell’Aeroporto di Lamezia Terme alla Bit di Milano”. Lo ha dichiarato il senatore Vincenzo Speziali, presidente della Società che gestisce l’Aeroscalo internazionale. “Proprio in un momento in cui, su impulso del presidente Giuseppe Scopelliti, la Regione sta delineando le nuove strategie per il potenziamento delle politiche turistiche – ha affermato Speziali - risulta estremamente proficuo mettere in luce l’ulteriore rafforzamento dei servizi e dell’offerta di voli da parte del principale aeroporto della Calabria. Mi riferisco, in particolare, al recente accordo siglato con Ryanair che garantirà nuove importanti tratte, grazie alle quali si potrà senz’altro ottenere il tanto atteso incremento dei flussi turi-

esporre anche a livello nazionale e instici”. “Del resto – ha osservato ancora ternazionale i risultati record ottenuti Speziali – è stato proprio il presidente nel 2010, sia per volume di passeggeri Scopelliti, anche nel corso della presensia per numero di voli. In un momento tazione ufficiale del Rapporto Turismo storico in cui anche realtà di primo pia2011 tenuta alla Bit di Milano, a ribano hanno avuto difficoltà a confermare dire quanto diventi vitale, in una fase in le performance precedenti, possiamo cui i trasporti ferroviari e autostradali affermare con legittimo orgoglio che la non garantiscono il massimo dell’effiSacal ha continuato a crescere a doppia cienza, la crescita del sistema aeroporcifra. La prestigiosa vetrina della Bit è tuale regionale”. servita quindi ad esaltare ulteriormente Su delega del presidente Speziali le enormi potenzialità del nostro aerosono stati presenti a Milano il vice presidente della Sacal, Gianpaolo Beviscalo”. ● lacqua, e Alcide Lodari, membo del Cda. Allo stand della Bit, inoltre, inserito nel più ampio contesto del padiglione Calabria, gli interlocutori istituzionali e i numerosi operatori della stampa hanno potuto incontrare anche il direttore generale, ingegner Pasquale Clericò. “Abbiamo avuto modo – ha osservato il direttore generale Clericò – di Da sin.: Pasquale Clericò, Gianpaolo Bevilacqua, Alcide Lodari

Anche la Provincia di Catanzaro ha partecipato alla Bit di Milano Obiettivo: promuovere e valorizzare il territorio e la sua identità culturale

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i sento orgogliosa del lavoro prodotto, realizzato con pochissime risorse, ma con molta cura: con il minor investimento abbiamo ottenuto il massimo risultato». Questo è il commento del presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, in relazione agli strumenti che sono serviti per promuovere il ter-

ritorio provinciale alla Bit di Milano: uno stand, i calendari, un filmato di tre minuti contenuto in una chiavetta distribuita gratuitamente ai circa 500 tour-operator presenti a Milano, e ancora alcuni libri, cataloghi, cartine. La Provincia ha partecipato alla Borsa internazionale del Turismo per promuovere e valorizzare il territorio e la sua identità così come evidenziato nel filmato mostrato ai giornalisti nel corso della conferenza stampa di presentazione: “Provincia di Catanzaro. Identità Mediterranea”, realizzato in formato spot,

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stakeholders operanti a vario titolo nel della durata di circa tre minuti in cui si tanzaro un appuntamento fisso. La nostra settore turistico pubblico e privato i quapuò ammirare l’immenso patrimonio di presenza nello stand della Regione Calali potranno apportare i loro contributi e cui il territorio provinciale dispone. bria è stata un segno importante e tangipromuovere le loro iniziative attraverso «La logica utilizzata – ha detto Wanbile dell’interesse che l’amministrazione la piattaforma tecnologica provinciale». da Ferro – è stata quella sistemica per cui provinciale, guidata dal presidente Wan(Indirizzo: www.turismoprovinciacatanle immagini che si susseguono rievocanda Ferro, ha verso l’apertura del nostro zaro.com). do i temi della natura, cultura, sport, traturismo e della nostra terra verso tutte le Wanda Ferro ha esortato i giovani «a dizioni ed eventi, concorrono a disegnaregioni del mondo. Quella di Milano è credere nella meritocrazia ed ha invitato re l’identità di una provincia pienamente infatti la vetrina per eccellenza tra quelle i turisti, in primis quelli calabresi, parlanmediterranea. In tre minuti vengono rapche potremmo definire ‘kermesse’ interdo di destagionalizzazione, a scegliere di presentate la bellezza, la forza e l’energia nazionali del turismo per la quale il mio trascorrere le loro vacanze in Calabria. di una terra e degli uomini che su di essa assessorato, che ha uno staff eccezionale Occorre fare rete con il supporto di tutti continuano a scommettere con impegno guidato dalla dottoressa Anna Perani, si i Comuni e degli 80 sindaci, tradurre il e con amore. L’arrangiamento musicaè preparato in maniera seria. La risorsa settore turistico in economia, ricchezza, le è originale creato appositamente per legata al turismo è per noi la fonte prinil video dai musicisti cipale alla quale doGianni Tirelli ed Anvremmo far abbeverare drea Gallelli, le immala nostra economia, che gini seguono il ritmo non ha magari impianbattuto da strumenti ti industriali o grandi tradizionali, il finale è imprese di servizi, ma un vero e proprio inno ha una ricchezza che all’accoglienza attraè connaturata alla sua verso il genio pittoristessa essenza: la belco di Mattia Preti». Il lezza dei suoi luoghi, presidente ha inoltre il mare, la montagna, evidenziato la bellezza i boschi, i borghi antidelle immagini fotochi, il fascino della sua grafiche del calendario storia, densa di pro2011, per alcuni tratti fonde contaminazioni artistiche. «Si accomculturali e l’ospitalità pagna – ha sottolineadelle sue persone. Tutti to Wanda Ferro – alla A sinistra: Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, accanto Salvatore Garito elementi che giocano a scelta di luoghi insolinostro favore e che noi ed occupazione. Ancora una volta punti, capaci di incuriosire lo spettatore, di dobbiamo spendere al meglio in queste tiamo su un progetto per lo sviluppo che tracciare una provincia dai tanti volti; occasioni come la BIT. Quella di Palazzo valorizzi quell’identità provinciale che è archeologia, mare, montagna, borghi, di Vetro è una scelta importante perché la spinta verso un futuro in cui ogni citpaesaggi tipici della nostra terra, tutto ci ha permesso di fare conoscere la notadino della nostra terra straordinaria sia ciò che fa della provincia di Catanzaro stra terra alla platea internazionale, che a convinto di essere parte integrante della un prodotto unico sul mercato turistico Milano è stata per apprendere quelle che civiltà degli ottanta comuni e figlio della perché fortemente legato alla sua identisaranno le tendenze turistiche di domastoria e delle tradizioni di una Provincia tà, da promuovere 365 giorni all’anno». ni e per considerare l’apertura di nuovi che lancia la sfida alle altre aree della Re«Avremo a disposizione – ha aggiunto flussi turistici. Proprio per questo, noi gione, dell’Europa e del Mediterraneo». Wanda Ferro – un nuovo sito web dedidobbiamo essere pronti con il nostro laL’assessore al turismo Salvatore cato al turismo della Provincia di Catanvoro a spiegare agli operatori nazionali e Garito ha posto l'accento sull'imporzaro, per organizzare in modo sistematiinternazionali perché devono scegliere la tante vetrina milanese: «La Bit è oramai co tutte le informazioni utili per i turisti, Calabria e la provincia di Catanzaro quadiventata per la nostra Provincia di Cache servirà a favorire il feedback con gli le loro meta turistica». ● (R.M.)

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L’Assessore regionale Antonio Caridi ha presentato il “Piano strategico triennale delle attività produttive” di

Antonio Caridi, assessore regionale alle Attività produttive

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Luca Zema

’Assessore Regionale alle Attività Produttive, Antonio Caridi – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale – ha presentato al Tavolo del partenariato economico e sociale, appositamente convocato, il “Piano strategico triennale delle attività produttive”. Un documento di lavoro, da integrare con le proposte delle organizzazioni di categoria e delle rappresentanze sindacali, che traccia la programmazione triennale ed orienta le strategie, in una visione di insieme delle attività da realizzare per il triennio 2011-2013. Assistito dal Dirigente Generale Maria Grazia Nicolò e dai dirigenti Marco Aloise e Felice Iracà, l’Assessore Caridi ha illustrato il documento che, partendo da un’analisi di contesto che recepisce le direttive e le strategie del POR Calabria, si propone alcuni obiettivi di fondo tra cui il miglioramento delle condizioni di competitività delle imprese così da aumentare (o quantomeno da non far diminuire) il valore aggiunto generato dal Sistema Produttivo Regionale esistente e, quindi, agendo positivamente sul Prodotto Interno Lordo calabrese.

Il Piano intende anche condividere risorse e competenze per la programmazione di percorsi di crescita economica  a rete fra le imprese, le filiere ed i comparti strategici regionali, assicurando adeguate e fruibili infrastrutture logistiche, produttive e commerciali a supporto della produttività dei territori e delle imprese. Il miglioramento della competitività delle imprese esistenti sul territorio passa attraverso quattro linee: accesso al credito, contratti di investimento, pacchetti integrati di agevolazione e qualificazione dell’offerta. Elementi che puntano, in modo sinergico, a supportare le imprese esistenti implementando formule orientate da un lato a facilitare l’accesso al credito ed a creare nuovi sistemi d’offerta grazie all’integrazione a rete delle aziende regionali, dall’altro a potenziare i sistemi d’offerta delle aziende esistenti e stimolare la domanda di beni e servizi attraverso sistemi atti a garantire gli acquirenti sulle capacità tecniche e manageriali delle imprese. Obiettivi che vengono raggiunti attraverso l’istituzione di un Fondo di rotazione e di un Fondo di garanzia, la riorganizzazione del sistema dei Confidi,

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attualità «Il miglioramento della competitività delle imprese esistenti sul territorio passa attraverso quattro linee: accesso al credito, contratti di investimento, pacchetti integrati di agevolazione e qualificazione dell’offerta» la realizzazione di strumenti di finanza straordinaria a supporto delle aziende in difficoltà, l’attivazione dei Fondi BEI – Banca Europea per gli Investimenti. Ed ancora, mediante l’individuazione dei sistemi reticolari e distrettuali regionali, il finanziamento delle reti e dei distretti attraverso i contratti di investimento (semplici e complessi) ed attraverso i PIA – pacchetti integrati di agevolazione, Gli aiuti minori, in “de minimis” e fino a 200.000 euro, l’attivazione del credito d’imposta per gli investimenti produttivi e la progettazione, implementazione, validazione  e diffusione di standard di processo (sistemi di gestione), la progettazione, implementazione, validazione  e diffusione di standard di prodotto (certificazione e disciplinari). La creazione di nuovo valore aggiunto si focalizza su tre linee (imprese giovanili, imprese innovative, microimprese) attraverso le quali  il Settore intende introdurre processi di innovazione nel sistema d’offerta regionale, aumentare la capacità di penetrazione dei mercati internazionali, aumentare il Pil regionale attraverso la generazione di valore aggiunto in quei settori dove il

Sviluppo e concertazione

grado di dipendenza dall’estero e dalle altre regioni è particolarmente alto. Per raggiungere questi obiettivi si punta al finanziamento di nuove imprese giovanili basate sull’industrializzazione di progetti di ricerca e innovazione (spin-off della ricerca), finanziamento di nuove unità locali di imprese nazionali e/o internazionali  che operano in settori ad alto contenuto di innovazione e di tecnologia (spin-off dell’innovazione),  finanziamento di nuove imprese che intendono operare nei settori metalmeccanico, alimentare, chimico e del legno e che attivano processi innovativi o produzioni sostitutive in grado di ridurre la dipendenza dall’esterno, finanziamento di nuove imprese che intendono operare in specifici comparti del settore Ict e del terziario avanzato che attivano progettualità finalizzata  a rendere maggiormente efficienti le aziende che operano nei settori metalmeccanico, alimentare, chimico e del legno,  finanziamento di nuove imprese che intendono operare a supporto dei processi di internazionalizzazione delle imprese regionali;  finanziamento di nuove imprese che intendono erogare servizi inseriti in reti e network internazionali e che possono incrementare la quota di export delle aziende regionali. L’Asse infrastrutture concentra gli interventi finalizzati al miglioramento della competitività del Sistema  in termini di dotazioni logistiche, commerciali,  tecnologiche e di mobilità  che si pongono in modo trasversale  rispetto ai  microsistemi produttivi presenti sul territorio. Le direttrici dello sviluppo infrastrutturale puntano ad assicurare adeguate infrastrutture al servizio delle imprese e in funzione del posizionamento strategico perseguito nelle  differenti aree di insediamento industriale, attraverso la definizione e l’implementazione di piani di azioni coerenti al posizionamento delle aree ASI, la definizione e l’implementazione di piani di azioni

coerenti al posizionamento delle aree industriali dei comuni non in area ASI. Si tende altresì ad aumentare la visibilità delle produzioni regionali assicurando adeguati spazi fisici d’offerta, generalista e specializzata, che fungano anche da attrattori della domanda nazionale e internazionale di beni e di servizi mediante la realizzazione del Polo Fieristico Regionale, la realizzazione del programma fiere ed il sostegno alle aziende per la partecipazione alle principali fiere specializzate nazionali e internazionali. Altro obiettivo quello di supportare, attraverso l’attivazione della banda larga, lo sviluppo di servizi avanzati (es. marketplace virtuali dove attivare i processi di scambio tra domanda e offerta di beni e servizi) interfacciandoli ed integrandoli con le altre piattaforme istituzionali quali SUAP, Osservatorio dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, Calabria Sviluppo. L’Asse Semplificazione e innovazione interviene sugli ambiti dell’ottimizzazione organizzativa  nei processi di comunicazione  istituzionale e di sviluppo di aree del valore connesse ai processi autorizzativi e di riposizionamento strategico di settori tradizionali come il commercio e l’artigianato puntando a potenziare ed evolvere tecnologicamente il sistema dei SUAP singoli e associati al servizio delle imprese, assicurando cooperazione interistituzionale attraverso adeguate piattaforme tecnologiche in conformità alle prescrizioni normative nazionali e comunitarie. Si vuole anche programmare il riposizionamento strategico di settori tradizionali focalizzando aree di competitività tendenzialmente separate fra sistemi maggiori e imprenditorialità commerciale e artigianale minore attraverso la realizzazione del Testo Unico per il Commercio, la realizzazione del Testo Unico per l’Artigianato. L’Asse Prodotto Calabria  rappre►

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attualità senta infine l’insieme delle azioni volte alla valorizzazione delle risorse regionali in un’ottica di prodotto costruito in funzione delle capacità del sistema di generare valore immediato (prodotto, appunto).  Le direttrici dello sviluppo puntano a definire il “Prodotto Regione”, inteso come l’insieme di fattori chiaramente

Sviluppo e concertazione

riconoscibili dalla fasce di domanda che generano direttamente il valore del sistema; a costruire il sistema d’offerta regionale, quale integrazione sinergica delle offerte che il territorio esprime; ad attivare investimenti mirati per la fruibilità del sistema al fine di rendere attrattivo il sistema e fruibile per le aziende attraverso Poli logistici e distributivi,

Comunicazione istituzionali e sociali, Attrattori, Piattaforme tecnologiche (Banda larga, portale dell’artigianato, ecc.). A breve, dopo l’acquisizione di osservazioni e suggerimenti da parte dei soggetti presenti, sarà riconvocato il Tavolo del Partenariato per l’esame della stesura definitiva del Piano triennale. ●

Il “Piano strategico triennale delle attività produttive” visto con gli occhi di Luigi Leone, direttore di Confindustria Calabria

I

l direttore di Confindustria Calabria, Luigi Leone, ha commentato molto positivamente il Piano strategico triennale delle attività produttive presentato dall’assessore regionale Antonio Caridi ai membri del tavolo del partenariato economico e sociale. «Si tratta di un documento importante – ha detto Leone –, ancora aperto ad ulteriori integrazioni e suggerimenti che noi rappresentanti di categoria potremo fornire. Esso traccia una articolata pianificazione di sviluppo economico ed orienta le strategie, delineando le attività da realizzare per il triennio 2011-2013. E’, forse la prima volta che abbiamo l’opportunità di confrontarci su una programmazione di sviluppo a medio termine del sistema produttivo in Calabria prefissando obiettivi coerenti con le esigenze di crescita del territorio e delle imprese. Grazie alla concertazione volu-

«È un insieme di misure che agiscono su tutti i fattori che influiscono sulla competitività del sistema produttivo calabrese»

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ta dell’Assessore Caridi, abbiamo avuto modo di individuare gli strumenti di intervento da utilizzare per dare un efficace supporto alle aziende. La vera novità dell’iniziativa ed il suo punto forte consiste nella possibilità di poter predisporre strumenti di sostegno alle imprese e relativi bandi coerenti e finalizzati agli obiettivi di crescita fissati nel piano». «In particolare – ha aggiunto Leone – è un insieme di misure che agiscono su tutti i fattori che influiscono sulla competitività del sistema produttivo calabrese. Si prevede, infatti, di intervenire direttamente sulle imprese con linee di incentivazione mirate alla loro crescita dimensionale, singola o a rete – e sui fattori di contesto, altrettanto importanti, come le infrastrutture e la semplificazione dei rapporti con la Pubblica amministrazione e le infrastrutture materiali ed immateriali. Ciò che ci convince di questo Piano è la strategia di integrazione e la stretta correlazione degli interventi previsti e che agiscono direttamente sul sistema degli incentivi – Fondi di rotazione, Fondi di garanzia, Credito d’imposta, incentivazione su ricerca ed innovazione, reti e cluster – sulle Aree industriali, i Poli fieristici e le piattaforme tecnologiche di ricerca e sull’attivazione dello Sportello Unico regionale per la semplificazione amministrativa oltre che sulla predisposizione di un testo Unico sulle Attività

Luigi Leone

produttive all’interno del quale declinare i singoli settori come l’artigianato, il commercio, l’industria». «La vera novità positiva è che si traccia, forse per la prima volta, un’idea di sviluppo produttivo della nostra regione e questo nuovo percorso consentirà anche di verificare l’efficacia delle misure attuate e valutare i reali benefici apportati all’economia dalle risorse stanziate. In questo senso – ha concluso Leone – anche i fondi comunitari sarebbero utilizzati “qualitativamente” al meglio e gli indici di sviluppo così come i tassi di occupazione potrebbero registrare perfomance migliori rispetto al passato». ●

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Importante convegno a Reggio Calabria

A Reggio Calabria un confronto a più voci su una problematica attualissima e dal forte impatto civile, economico e sociale

I beni confiscati alla ‘ndrangheta: un convegno di altissimo livello Interventi qualificati di: Alberto Cisterna, Vincenzo D’Ascola, Massimiliano Ferrara, Vincenzo Giglio, Stefano Musolino di

Luca Zema

U

n convegno di straordinario valore sul piano tecnicogiuridico, ma anche per tutti gli innumerevoli risvolti di natura istituzionale, economica e sociale che la materia oggetto del confronto implica e che pertanto sono stati oggetto dei diversi qualificatissimi interventi e approfondimenti. Non era facile, considerata anche la delicatezza degli argomenti da trattare, riuscire ad approdare a una sintesi così ben equilibrata tra esigenze di rigore scientifico e contestuale capacità di rivolgersi anche al grande pubblico. Nelle scorse settimane, presso il Grand Hotel Excelsior di Reggio Calabria, si è svolto un importante e interessante incontro

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dibattito su un tema davvero attuale: “I beni confiscati in Calabria: profili giuridici e ricadute sociali”. L’iniziativa era promossa dal Rotary Club di Reggio Calabria Sud “Parallelo 38” e aveva il patrocinio dell’Ordine degli avvocati e dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Reggio Calabria. Attento il lavoro di preparazione effettuato dal comitato organizzatore: Massimiliano Ferrara, Tommasina D’Agostino, Mariella Martino, Antonio Squillace, Erika Trunfio. Molto qualificati gli interventi in scaletta, ricchi di spunti di riflessione, di chiavi di lettura tanto autorevoli quanto anche originali, di forti legami con la realtà vissuta e con i casi pratici. I lavori hanno avuto avvio attorno alle ore 9.30, in un salone gremito in

ogni ordine di posto. Ai saluti di Massimiliano Ferrara, Presidente Rotary Club Reggio Calabria Sud “Parallelo 38”, di Alberto Panuccio, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria e di Carmelo Stracuzzi, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Reggio Calabria, hanno fatto seguito le relazioni di: Vincenzo Giglio, Presidente Sezione Misure di Prevenzione Tribunale di Reggio Calabria, sul tema “L’amministrazione giudiziaria dei beni confiscati alla criminalità e i suoi riflessi sulla comunità”; Stefano Musolino, Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, su “L’Ufficio di Procura e l’amministrazione dei beni in sequestro”; Alberto Cisterna, Procuratore Nazionale Antimafia Aggiunto, su “La natura giuridica

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attualità dell’Agenzia nazionale e la funzione della confisca”; Vincenzo D’Ascola, Professore di Diritto penale Università Mediterranea di Reggio Calabria, “Le più recenti riforme in materia di misure di prevenzione patrimoniale”. Ha moderato i lavori Massimo Tigani Sava, direttore responsabile di Calabria Economia. Al termine della mattinata si è poi dato spazio ad alcune domande dell’uditorio che hanno consentito di sottolineare ancor di più alcune delle questioni emerse nel

corso delle relazioni programmate. Sul tema dei beni confiscati alla ʼndrangheta – è emerso nel corso del confronto a più voci – Reggio Calabria è protagonista di una stagione altamente significativa a livello nazionale e internazionale, considerando che questo modello di crimine organizzato ha sì le sue radici nella nostra regione, ma si è da tempo ramificato sul piano planetario. I risultati ottenuti sono stati senza precedenti, contribuendo a costruire un complesso di beni amministrati con un valore di circa un miliardo di euro. Moltissimi i settori dell’economia che sono stati toccati da queste speciali misure: edilizia, terreni agricoli, imprese commerciali e produttive, distribuzione di merci, strutture alberghiere, ristorazione, nautica, stabilimenti balneari, organizzazione di

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Importante convegno a Reggio Calabria

eventi e spettacoli. Grandi volumi finanziari, quindi, ma anche innumerevoli articolazioni che concernono, solo per proporre alcuni degli esempi possibili, la gestione del personale, dei rapporti con il sistema creditizio, le stesse strategie di sviluppo imprenditoriale. Il fine ultimo, ovviamente, è quello del ripristino del circuito della legalità, a partire dalle buste paga per passare poi al rispetto delle normative sul lavoro, sulla previdenza e sulla sicurezza, sulla tutela dell’ambiente. Una sfida altissima, complessa, ma anche decisiva perché l’impatto sociale è da tenere assolutamente in considerazione. Dopo la pausa pranzo i lavori sono ripresi alle ore 16.00. Si è tenuta una tavola rotonda coordinata da Tommasina D’Agostino e Mariella Martino che hanno trattato il tema: “I beni confiscati in Calabria: Profili giuridici ed interferenze con le altre procedure coattive” e la “Casistica: sequestro e fallimento; sequestro ed esecuzione immobiliare; la locazione dei beni sequestrati; l’affidamento dei beni confiscati”. Nel pomeriggio sono intervenuti nuovamente Vincenzo Giglio, Presidente Sezione Misure di Prevenzione Tribunale di Reggio Calabria; Francesco Mollace, Sostituto Procuratore Generale di Reggio Calabria; nonché Mariella Squillace Responsabile Dipartimento Violenza e Maltrattamento Minori del M.A.O.X.S.& D.D.D.  «L’istituto della confisca rappresenta oggi – ha affermato il presidente del Rotary Club Reggio Calabria Sud “Parallelo 38”, Massimiliano Ferrara – più che mai uno strumento di rilievo strategico nella lotta dello Stato e delle Istituzioni contro il fenomeno mafio­so. Esso è stato recentemente oggetto di discipline speciali che lo hanno rivisitato e ne hanno fatto un istituto poliedrico di fondamentale importanza ed efficacia. Tradizionalmente configurato dal le­gislatore del codice penale (articolo 240) come misura di sicurezza pa­trimoniale, pur se

Massimiliano Ferrara

Ferrara:

«L’istituto della confisca rappresenta oggi più che mai uno strumento di rilievo strategico nella lotta dello Stato e delle Istituzioni contro il fenomeno mafio­so»

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Importante convegno a Reggio Calabria

Nelle fotografie due momenti dell'importante convegno che si è tenuto a Reggio Calabria

concepita in dottrina quale san­zione sui generis o pena accessoria, essa considerava la pericolosità della cosa in sé al fine di legittimarne l’espropriazione nel caso in cui essa costituisse il pro­dotto il profitto o il mezzo di commissione del rea­to, così da eliminare ogni incentivo economico della condotta delittuosa. Successivamente nuove leggi hanno pre­visto diverse ipotesi, tra cui a titolo di esempio, l’art. 416-bis comma 7 del codice penale, nonché l’art. 12 sexties del decreto legge

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306 del 1992. Nella nuova prospettiva di inter­vento vengono attenzionati tutti i beni sproporzio­nati al reddito, a prescindere dallo specifico collega­mento con un reato presupposto, ciò che ne esalta la finalità di prevenzione generale in favore dell’intera collettività. Tecnicamente questo rafforzamento è stato puntellato da una distribuzione dell’onere della prova a carico del destinatario, che, nella sostanza, deve dimostrare la legittima provenienza dei beni per contrastare la presunzione di illegittimità delle acquisizioni patrimoniali dell’appartenente a associa­zioni mafiose e che risultino incompatibili con redditi di natura lecita». «La confisca – ha precisato il professor Ferrara – è anche valido strumento di prevenzione, applicabile a prescindere dalla previa commissione di un delitto,

sul solo presupposto dell’applicazione di una misura di prevenzione personale di chi sia socialmente pericoloso. In questo caso sembra corretto affermare che la confisca non colpisce il bene in quanto pericoloso in sé, ma perché lo diventa in mano di un soggetto pericoloso. Queste ed altre previsioni normative rendono oggi necessario per ogni operatore giuridico e della sicurezza una conoscenza strutturale e funzionale dell’istituzione della confisca, affascinante e poliedrico, in modo da impiegarlo al meglio per rendere efficace il contrasto dei fenomeni mafiosi». «Pertanto, iniziative come questa – ha concluso il prof. Ferrara riferendosi al convegno di Reggio – assumono valore non solo simbolico e teorico, ma altresì pratico ed operativo, permettendo di diffondere la conoscenza delle tecniche più avanzate a mezzo delle quali le Istituzioni presidiano la tutela dei beni giuridici individuali e sovra individuali, particolarmente minacciati dal fenomeno mafioso». Le relazioni della mattina hanno affrontato molteplici aspetti della complessa problematica: le norme sulla custodia dei beni giudiziari, il ruolo del pubblico ministero, l’importanza degli ordini professionali, l’efficacia dello spossessamento, le dinamiche economiche e sociali in cui il fenomeno si realizza, i compiti dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, la giurisprudenza in materia, la funzione della confisca, il rapporto tra misure di prevenzione personali e patrimoniali, l’evoluzione della legislazione. Un momento di analisi e confronto così serio e penetrante, da indurci a suggerire la pubblicazione degli atti affinché i ragionamenti ascoltati possano essere fruiti da una platea ancora più ampi di specialisti, di rappresentanti delle istituzioni, ma anche di semplici cittadini. ●

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attualità

Confindustria Reggio Calabria

Callipo: "Legalità: il nostro obiettivo prioritario" Immediata adesione al protocollo di legalità nazionale e sospensione per 13 aziende sottoposte a procedimento dalla DDA di Reggio Pippo Callipo

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onfindustria Reggio dice “no” alle aziende colluse con le cosche della ‘ndrangheta. Prende corpo l’applicazione del codice etico antimafia e del protocollo di legalità sottoscritto dal ministro Roberto Maroni e dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Sono stati infatti sospesi 13 imprenditori del reggino dal Comitato esecutivo coordinato dal Pippo Callipo perché coinvolti in indagini della procura antimafia guidata da Giuseppe Pignatone. Si delinea così un nuovo modello per l’associazione degli imprenditori reggini che “può essere riassunto in una solo parola: legalità”. «Il primo forte segnale di trasparenza e cambiamento è stata – si legge in una nota stampa ufficiale del comitato di reggenza dell’associazione reggina – la profonda ristrutturazione organizzativa e dirigenziale della struttura amministrativa, che ha segnato sin da subito una forte discontinuità con la gestione del passato. Una organizzazione che, resa più razionale e flessibile, intende essere il punto di incontro e rappresentanza del sistema produttivo locale e che ambisce

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a caratterizzarsi come elemento nuovo di stimolo per le politiche di sviluppo non solo locali ma anche regionali. Per questo motivo lo stesso programma di rinnovo degli organi della Confindustria reggina parte proprio dal basso attraverso il diretto coinvolgimento di  tutti i settori produttivi, attraverso i quali verranno ricostituiti tutti gli Organi dirigenti dell’associazione». «L’obiettivo – si legge ancora nella nota stampa – è quello di costruire un gruppo dirigente rappresentativo dell’economia provinciale ed ispirato ai valori della legalità e del libero mercato. Perciò la nuova Confindustria di Reggio Calabria non poteva che porsi quale obiettivo prioritario, accanto allo sviluppo degli strumenti economici, anche il sostegno a quelle imprese e a quegli imprenditori che  quotidianamente lottano, operando nel pieno rispetto della legge, contro il sistema mafioso e criminale che invece condiziona  e vincola negativamente il mercato. Un’azione di grande forza e responsabilità che vuole passare soprattutto attraverso la collaborazione con le Istituzioni preposte,

Procura e Prefettura in primis, e che intende proseguire secondo decise linee di azione ispirate dalle esperienze nazionali: il protocollo sulla legalità sottoscritto dal Ministro Maroni con la Presidente Emma Marcegaglia. L’indirizzo adottato dal nuovo corso della Confindustria a Reggio – conclude testualmente la nota stampa – si vuole caratterizzare, senza alcuna titubanza, con la volontà di portare avanti una vera e propria rivoluzione culturale nel mondo della rappresentanza d’impresa, così da garantire trasparenza e legalità di azione nell'economia e tutela del rispetto delle regole. Per questo motivo Callipo, oltre che l’intero Comitato esecutivo, ha intrapreso iniziative nel solco dell’azione già tracciata e consolidata in Confindustria Sicilia ed ispirata dai suoi rappresentanti Antonello Montante, delegato nazionale per la legalità, ed Ivan Lo Bello, Presidente. Ed è proprio con Montante e Lo Bello che Callipo intende rafforzare la sua azione su Reggio Calabria con l’obiettivo che l’iniziativa possa positivamente contagiare ed estendersi a tutto il territorio calabrese e meridionale». ●

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Guardia di Finanza in Calabria

Fiamme Gialle, presentato il Rapporto annuale 2010 Il comandante Calandro ha evidenziato le attività svolte e i notevoli risultati conseguiti di

Luca Zema

P

ubblichiamo, in modo integrale, il discorso del Comandante Regionale Calabria della Guardia di Finanza, generale di divisione Michele Calandro, sul Rapporto annuale 2010 della Guardia di Finanza: «Vi porgo il benvenuto mio e del Personale del Comando Regionale della Guardia di Finanza e Vi ringrazio per la Vostra presenza a questo incontro con il quale, a distanza di qualche giorno dall’analogo appuntamento tenuto in sede nazionale presso il Comando Generale del Corpo, in Roma, presentiamo il resoconto delle attività svolte e dei risultati conseguiti nel 2010 dalla Guardia di Finanza, in Calabria». «Sono presenti, accanto a me – ha precisato il Gen. D. Michele Calandro – i Comandanti Provinciali e il Comandante del Reparto Operativo Aeronavale, cioè i responsabili di 3° livello che rappresentano tutte le componenti attraverso le quali la Guardia di Finanza svolge le proprie missioni su questo territorio». In merito al resoconto delle attività svolte Michele Calandro ha sottolineato: «Nel 2010, i Reparti della Guardia di

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Finanza in Calabria hanno corrisposto in maniera puntuale alle linee guida, tracciate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e tradotte in direttive programmatiche dall’Autorità di vertice del Corpo, orientando l’attività coerentemente alle connotazioni di questo territorio ed al ruolo di forza di polizia a competenza generale in materia economica e finanziaria. L’attività operativa è stata indirizzata a: prevenire e reprimere l’evasione e l’elusione fiscale; contrastare gli illeciti in materia di spesa pubblica; contrastare gli illeciti economici; individuare gli interessi patrimoniali della criminalità organizzata. In questa sede, mi preme porre l’accento sulle modalità con le quali la Guardia di Finanza ha operato sul territorio regionale e segnalare alcuni dei settori nei quali abbiamo conseguito i migliori risultati nel 2010. Nel contrasto all’evasione fiscale (che, ricordo, costituisce il primo, fondamentale compito istituzionale della Guardia di Finanza) ritengo di dover sottolineare la coralità del contributo fornito da tutte le componenti operative sparse nella regione: dai 5 Nuclei di polizia tributaria, ai 3 Grup-

Il Comandante Michele Calandro

pi, alle 10 Compagnie, alle 13 Tenenze, alle 5 Brigate, nonché alle articolazioni operative del comparto aeronavale, ciascuna sulle proprie aree di competenza, tutte sulla base di attività di intelligence, di analisi e, soprattutto, attraverso l’attività di controllo economico del territorio. Un’attività, quella del contrasto all’evasione fiscale, che persegue una duplice funzione: quella repressiva, che intercetta le evasioni consumate e le violazio-

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Guardia di Finanza in Calabria

Un momento della conferenza stampa della Guardia di Finanza. Al centro il comandante regionale, generale di divisione Michele Calandro

«Oltre 600 milioni di euro di materia imponibile sottratta alle imposte sui redditi e oltre 120 milioni di Iva evasa»

ni commesse per recuperare alle casse pubbliche le imposte dovute e applicare le sanzioni corrispondenti, e quella preventiva, che, attraverso l’esecuzione di controlli speditivi, intende scoraggiare la diffusione di condotte di evasione in tutte le loro forme. E’ questa la prospettiva con la quale si deve leggere l’entità della presenza ispettiva complessiva affidata quale obiettivo 2010 ai Reparti del Comando Regionale Calabria: 4.554

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verifiche e 28.291 controlli strumentali (scontrini e ricevute fiscali, merci viaggianti, indici di capacità contributiva). In questa attività, ha fatto premio, ai fini del risultato (oltre 600 milioni di euro di materia imponibile sottratta alle imposte sui redditi e oltre 120 milioni di Iva evasa), la duplice qualifica rivestita dagli appartenenti alla Guardia di Finanza, quella di polizia giudiziaria e di polizia tributaria, un binomio che consente di unificare in capo al finanziere le professionalità dell’investigatore e quelle del verificatore. E’ così che si spiega il successo ottenuto contro le forme più insidiose dell’evasione fiscale, quella dell’economia sommersa, con la scoperta di 334 evasori totali, e quella delle frodi fiscali, che ha portato alla denunzia, all’Autorità Giudiziaria, di 489 persone responsabili di gravi illeciti fiscali costituenti reato, frutto di una modalità operativa plurisettoriale, che sviluppa cioè sul piano fiscale, il contrasto portato anche agli altri illeciti economico-finanziari. Particolarmente significativo – ha

proseguito il comandante Calandro – sempre sul versante dell’attività di polizia finanziaria, è stato il contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, cioè di quegli illeciti attraverso i quali vengono fraudolentemente richiesti e ottenuti finanziamenti pubblici, nazionali e comunitari, previsti per il sostegno di settori economici in crisi ovvero per il rilancio dello sviluppo nelle aree svantaggiate dell’Unione Europea. Un dato fra tutti che ritengo di dover evidenziare è l’ammontare complessivo dei finanziamenti comunitari non spettanti individuati nel 2010: oltre 80 milioni di euro. Di questi, 65 milioni sono stati bloccati prima dell’erogazione, grazie all’intervento dei Reparti della Calabria. Si tratta di un dato particolarmente significativo, che rappresenta oltre il 30% degli indebiti finanziamenti comunitari scoperti dalla Guardia di Finanza in campo nazionale. Il risultato è coerente alle dimensioni del fenomeno nella regione, tanto grave da aver sollecitato da tempo l’attenzione dell’OLAF (l’organismo della Commis-

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sione Europea preposto al contrasto delle frodi in materia di finanziamenti comunitari), il quale ha sviluppato specifiche analisi dei rischi relativi alla gestione dei fondi strutturali e sulle irregolarità ricorrenti che interessano il settore. Sulla stessa linea, per contrastare efficacemente le frodi in Calabria, il Comando Generale della Guardia di Finanza ha promosso la realizzazione di una “unità integrata” composta da militari del Comando Regionale e del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie (articolazione dei Reparti Speciali della Guardia di Finanza) alla quale ha affidato il compito di generare fasce di rischio analitico all’interno della platea dei soggetti selezionati dall’organismo comunitario e selezionare i soggetti da sottoporre ai controlli programmati nel settore. Ancora, a tutela del bilancio dello Stato, segnalo la collaborazione offerta alla Procura Regionale della Corte dei

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Guardia di Finanza in Calabria

Conti, che ha portato all’accertamento di danni erariali per oltre 410 milioni di euro. Ma è nel contrasto alla criminalità organizzata che, nel 2010, il Comando Regionale Calabria ha compiuto un autentico salto di qualità, con il ruolo trainante svolto dai GG.II.CC.OO. (i Gruppi di investigazione contro la criminalità organizzata) dei Nuclei di polizia tributaria di Catanzaro e di Reggio Calabria, sostenuti dal Servizio Centrale del Corpo, e con il significativo contributo dei Nuclei di polizia tributaria di Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, nonché dei maggiori Comandi territoriali di tutte le province calabresi. L’azione svolta si è tradotta soprattutto nell’aggressione ai patrimoni illeciti delle cosche, realizzata attraverso indagini finanziarie e accertamenti patrimoniali: i sequestri di beni mobili e immobili operati nel 2010 sono ammontati complessivamente a circa 945 milioni di euro, un risultato che supera di molto quello già cospicuo del 2009. L’eccellenza dei riscontri, in termini di sequestri effettuati in danno della criminalità organizzata, è il frutto di una strategia mirata della Guardia di Finanza (è del 2010 il potenziamento delle unità operative del GICO di Reggio Calabria), coerente al contesto territoriale e declinata in misura corrispondente alle proprie specificità istituzionali; determinanti per il successo complessivo ottenuto sono state le capacità professionali che ci derivano dalle esperienze della polizia tributaria investigativa e la determinazione dell’Autorità Giudiziaria dei due Distretti calabresi, sensibile e attenta alle nostre competenze istituzionali. Un altro dato di assoluto rilievo è il risultato complessivo dell’attività di contrasto al traffico di stupefacenti. Decisivi sono stati, al riguardo, i ruoli svolti dai GG.OO.AA. (i Gruppi Operativi Antidroga) dei Nuclei di polizia tributaria di Catanzaro e di Reggio Calabria, specializzati in indagini di respiro internazionale, e i contributi dei Reparti

dislocati nei porti e negli aeroporti, nonché delle nostre collaudate unità cinofile. E’ proseguita, nel segno delle più antiche tradizioni del Corpo, la lotta al contrabbando, con un ruolo di primo piano svolto dai finanzieri del reparto di Gioia Tauro recentemente elevato al rango di Comando Gruppo: ai sequestri di sigarette (circa 40 tonnellate), si sono aggiunti i sequestri delle merci con marchi contraffatti (oltre 2 milioni di pezzi), per una tutela ad ampio spettro degli interessi nazionali e comunitari, da quelli fiscali a quelli economici, del made in Italy e delle regole della concorrenza, a quelli dei consumatori. Un rilievo particolare merita l’attività svolta dal comparto aeronavale che, nella regione, può contare su una Stazione Navale a Vibo V., 1 Sezione Aerea a Lamezia T. e 4 Sezioni Operative Navali dislocate sulle coste dei due mari, in un dispositivo di vigilanza in mare che ha visto spostare, in corrispondenza dei mutamenti degli scenari economici e sociali dei Paesi del Mediterraneo, l’area di rischio prevalente dai traffici di contrabbando di merci a quelli di esseri umani. Il fenomeno dell’immigrazione clandestina ha fatto registrare, nel 2010, un picco degli sbarchi sulle coste calabresi, in particolare negli ultimi mesi dell’anno. Contro i trafficanti e per arginare il fenomeno, i nostri reparti aeronavali hanno esercitato una vigilanza costante delle coste, integrandosi attraverso il coordinamento delle Sale Operative, con i servizi a terra delle pattuglie del “117” e delle altre Forze di polizia: dalla sinergica azione con le altre Istituzioni operanti nel settore sono scaturiti 32 arresti di “scafisti” e l’intercettamento di 797 immigrati clandestini. Il presidio di sicurezza è stato completato con il concorso ai servizi di ordine e sicurezza pubblica, di tutela e di scorta, effettuato dai nostri “baschi verdi”, distribuiti nelle 5 province calabresi». Nel corso del suo discorso il Comandante Regionale della

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attualità Guardia di Finanza si è soffermato, tra l’altro, sulle strategie operative della Guardia di Finanza per il 2011. «Nel corso del 2011, la Guardia di Finanza concentrerà le proprie risorse operative verso la tutela dell’economia legale ed il corretto funzionamento delle regole di mercato, garantendo al tempo stesso, allo Stato, all’Unione europea, alle Regioni ed agli enti locali il regolare afflusso ed il corretto impiego delle risorse destinate al benessere della collettività e al sostentamento delle politiche di rilancio e sviluppo economico e sociale. Il piano d’azione sarà caratterizzato dalla natura prioritariamente investigativa che contraddistingue il Corpo e si svilupperà in piena sinergia con tutte le altre Istituzioni del sistema tributario e finanziario. Il piano si baserà su tre pilastri fondamentali. Il consolidamento e l’avanzamento della lotta all’evasione e all’elusione fiscale: l’obiettivo è di incrementare la scoperta di ricchezze sottratte alle casse pubbliche, muovendo dai grandi fenomeni evasivi, attraverso il contrasto dell’economia sommersa, delle frodi I.V.A., dell’evasione fiscale internazionale e di quella collegata ad altri illeciti economico-finanziari. Il costante e sistematico impiego delle oltre 30 banche dati e ap-

«Il fenomeno dell’immigrazione clandestina ha fatto registrare, nel 2010, un picco degli sbarchi sulle coste calabresi, in particolare negli ultimi mesi dell’anno»

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Guardia di Finanza in Calabria

plicativi informatici in uso a tutti i Reparti del Corpo che consentono la combinazione vincente tra il “controllo del territorio” e “l’analisi del rischio”, oltre al miglior utilizzo dei nuovi strumenti di contrasto all’evasione introdotti dal D.L. 78 del 2010, rappresenteranno i punti di forza dell’attività operativa da effettuare. Verranno quindi sviluppati e completati i filoni investigativi avviati nel 2010 sulle frodi I.V.A. “carosello”, sulle cc.dd. “imprese apri e chiudi”, sulla tutela del gioco legale e sicuro. Saranno sviluppate cooperazioni con gli Enti locali, così come anche delineato dal D.L. 78/2010. L’intensificazione del contrasto alle truffe sui finanziamenti pubblici: il piano d’azione sarà mirato a tutelare il corretto impiego delle risorse nazionali e comunitarie destinate ad essere utilizzate nel quadro delle politiche di sviluppo sociale e imprenditoriale che stanno sostenendo il superamento della crisi economica e finanziaria. Inoltre, verrà sviluppata una specifica campagna di controllo dell’effettivo diritto di taluni cittadini a beneficiare delle prestazioni sociali agevolate. Terzo e ultimo pilastro: il rafforzamento dell’attività di prevenzione e repressione della criminalità economico-finanziaria e dei traffici illeciti. Poiché la Guardia di Finanza è l’unico organo di polizia economico-finanziaria a competenza generale di cui lo Stato dispone, sarà necessario mantenere alto il livello di attenzione per prevenire e contrastare le speculazioni finanziarie, le truffe in danno dei risparmiatori e l’ingresso dei capitali illeciti nel tessuto produttivo. Pertanto, l’attività operativa si concentrerà sulla ricerca dei flussi finanziari e dei patrimoni di illecita provenienza, per risalire agli effettivi possessori e, quindi, ai responsabili dei reati che ne costituiscono l’origine, sullo sviluppo delle segnalazioni di operazioni sospette, al fine di intercettare preventivamente i capitali che le organizzazioni criminali tentano di re immet-

tere nel circuito produttivo e sull’aggressione ai patrimoni illeciti con l’obiettivo di incrementare ulteriormente i sequestri di beni in possesso della criminalità organizzata. Di pari importanza sarà l’attività di prevenzione e contrasto ad ogni forma di abusivismo bancario e finanziario, al fenomeno dell’usura e a tutti gli altri illeciti societari e finanziari che possono alterare i corretti equilibri di mercato e le regole della concorrenza. Il livello di guardia dovrà essere mantenuto alto anche nella lotta alla contraffazione ed alla pirateria audiovisiva e informatica e a tutti i fenomeni che vi sono connessi, quali l’evasione fiscale e contributiva, lo sfruttamento del lavoro nero, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il riciclaggio e il reimpiego dei proventi illeciti, con l’obiettivo finale di risalire tutta la filiera del falso per arrivare a individuare i flussi finanziari che la alimentano ed aggredire i patrimoni illeciti accumulati dagli organizzatori; a tal fine, sarà incrementato l’impiego degli strumenti investigativi e delle misure patrimoniali antimafia recentemente esteso anche ai reati di contraffazione. Il Corpo, infine, proseguirà e rafforzerà i presìdi delle frontiere terrestri, aeree e marittime per il contrasto ai traffici illeciti internazionali (contrabbando, sostanze stupefacenti, immigrazione clandestina) anche attraverso la componente aeronavale dislocata e rafforzata a presidio degli interessi economico-finanziari, nazionali e comunitari». Infine il comandante Calandro ha osservato: «Le operazioni avviate nel 2011 dai Reparti del Corpo in Calabria e i primi risultati colti sono in linea con queste strategie; facendomi interprete dei sentimenti di tutte le Fiamme Gialle del Comando Regionale, auspico che (attraverso l’attuazione di un piano d’azione a un tempo così ambizioso e concreto) la GdF possa contribuire alla realizzazione delle condizioni per lo sviluppo economico e sociale della regione».

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Guardia di Finanza in Calabria

Nel 2010 scoperti 334 evasori totali, 44 paratotali e 489 denunce

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i seguito riportiamo una sintesi dei risultati conseguiti dalla Guardia di Finanza in Calabria nell'anno 2010, riportati in una nota stampa ufficiale: “Nell’ambito dell’attività di contrasto all’evasione fiscale – si legge testualmente nella nota – sono stati eseguiti 4.555 controlli fiscali (verifiche e controlli) che hanno consentito di constatare oltre 600 milioni di euro di materia imponibile sottratta all’imposizione sui redditi, nonché un’evasione I.V.A. per oltre 120 milioni. Sono stati individuati 334 evasori totali e 44 evasori paratotali e sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria 489 soggetti per violazioni tributarie costituenti reato. Sono stati inoltre scoperti 1.918 lavoratori irregolari, di cui 1.158 totalmente ʻin neroʼe riscontrate 715 violazioni che hanno interessato 550 imprese”. Queste le attività a tutela delle uscite dal bilancio statale e comunitario: “Nelle altre aree della spesa pubblica nazionale, si richiama – continua la nota – l’attività svolta per il controllo sulla destinazione dei fondi previsti dalla legge n. 488/92 (norme per l’agevolazione delle attività produttive). Particolare attenzione è stata posta, anche nel 2010, verso l’applicazione della speciale misura di sicurezza, introdotta dalla legge 300/2000, per i reati più gravi contro la Pubblica Amministrazione e contro il patrimonio, che prevede il ʻsequestro per equivalenteʼ di beni, per la successiva confisca. Tale misura di sicurezza, in virtù della legge 24 dicembre

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2007, nr. 244 (Finanziaria 2008), è stata estesa anche ai reati in materia tributaria. Sono stati eseguiti ʻsequestro per equivalenteʼ, per un importo pari a 87 milioni di euro circa, di quote societarie ed azioni, contanti ed immobili. È proseguita, positivamente, la collaborazione con la Procura Regionale della Corte dei Conti in materia di accertamento di danni erariali che, nel 2010, ha interessato vari settori della Pubblica Amministrazione (sanità, fondi comunitari e nazionali, pubbliche contribuzioni, ecc.)”. Questi i dati dell'attività a tutela dell'economia legale: “Nel particolare comparto è stato confermata la positiva tendenza già saldamente consolidata nello scorso anno. In particolare, sono stati effettuati

– prosegue la nota – 273 interventi, con la rilevazione di 243 violazioni, la conseguente denuncia all’autorità giudiziaria di 249 soggetti, di cui 4 in stato di arresto nonché il sequestro di circa 2,2 milioni articoli contraffatti (abbiglia-

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Sono stati scoperti 1.918 lavoratori irregolari, di cui 1.158 totalmente “in nero” e riscontrate 715 violazioni che hanno interessato 550 imprese» mento, scarpe, borse ed articoli di pelletteria) e/o non conformi ai parametri qualitativi previsti dalla normativa europea. All’interno del risultato complessivo, va evidenziata l’intensa attività operativa, sviluppata nell’area portuale di Gioia Tauro, attraverso l’analisi di rischio e l’utilizzo di sofisticate strumentazioni che hanno permesso l’affinamento di nuove tecniche di controllo speditivo e non invasivo dei traffici commerciali. Questi i risultati del settore – viene ancora precisato nella nota – derivanti dall’attività svolta dal Gruppo di Gioia Tauro. In tale ambito sono state accertate 69 violazioni che hanno portato alla denuncia di 40 soggetti ed al sequestro di circa 10.300 musicassette, CD e DVD e di n. 8 computer e software pirata. L’attività di vigilanza nel settore ha portato alla scoperta di 176 violazioni, alla denunzia di 32 soggetti, al sequestro di 78 tonnellate ed alla scoperta di consumi

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attualità in frode di 28.053 tonnellate di prodotti energetici, mediante la destinazione di prodotti sottoposti a regime fiscale agevolato verso usi maggiormente tassati. In materia di Monopoli, Accise e Dogane sono state riscontrate, complessivamente, 245 violazioni che hanno consentito la denuncia di 68 soggetti ed il sequestro di circa 40 tonnellate di t.l.e.”. Nella nota si legge, tra l'altro, del contrasto alla criminalità: “L’incessante impegno del Corpo ha portato all’esecuzione di 514 accertamenti patrimoniali per violazioni alla normativa antimafia nei confronti di soggetti appartenenti ad organizzazioni mafiose, con il sequestro di patrimoni illeciti accumulati dalle cosche per circa 945 milioni di euro. Confermando la tendenza già consolidata nelle precedenti annualità, sono state rilevate, in materia di Codice Penale e leggi di Pubblica Sicurezza, 1.674 violazioni e denunciate all’autorità giudiziaria 3.696 persone, di cui 140 in stato di arresto, per reati concernenti il patrimonio, armi e munizioni (sono state sequestrate 2.221 armi e munizioni). L’azione di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, che rappresenta uno dei maggiori interessi della Criminalità Organizzata in Calabria, è da sem-

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Sono stati individuati 334 evasori totali e 44 evasori paratotali e sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria 489 soggetti per violazioni tributarie costituenti reato»

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pre all’attenzione dei Reparti dipendenti e delle articolazioni specialistiche del G.O.A. (Gruppo Operativo Antidroga). Confermando i risultati positivi già ottenuti nel 2009, l’attività condotta ha portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 468 persone, di cui 238 in stato di arresto, al sequestro di circa 1.391 chilogrammi di sostanze stupefacenti (di cui 1.095,5 kg cocaina, 133 gr di eroina, 295 Kg di hashish e marijuana), 11.644 piante di canapa indiana e semi ad effetto allucinogeno, nonché 17 mezzi impiegati nell’attività delittuosa”. “In materia di Polizia Marittima – conclude la nota della Guardia di Finanza, Comando regionale Calabria – sono stati effettuati 175 interventi con la verbalizzazione di 182 soggetti. L’attività svolta, per il contrasto all’immigrazione clandestina, in mare e lungo la linea di confine terrestre, vede impegnate la componente territoriale e quella aeronavale del Corpo in stretta cooperazione con le altre forze di polizia. L’azione sinergica con le altre Istituzioni operanti nel comparto ha consentito di individuare 797 immigrati sbarcati clandestinamente, arrestare nr. 32 ʻscafistiʼ e sequestrare nr. 15 natanti e altri mezzi. Nello specifico comparto sono state riscontrate 134 violazioni con la conseguente denuncia all’autorità giudiziaria di 127 persone ed il sequestro di 23.826 tonnellate di rifiuti industriali pericolosi, di 26 discariche e di oltre

401.000 metri quadrati di aree demaniali abusivamente destinate a discarica. A seguito di 1.056 segnalazioni pervenute alle Sale Operative provinciali, sono stati effettuati, attraverso il servizio di pubblica utilità ʻ117ʼ, interventi nei diversi settori dell’attività istituzionale. La struttura deputata al concorso nei servizi di ordine e sicurezza pubblica è costituita dai Reparti AT-PI (Antiterrorismo e Pronto Impiego), meglio conosciuti dai cittadini come ʻbaschi verdiʼ: le articolazioni dello speciale contingente sono presenti in tutte le province calabresi. Alla sicurezza pubblica concorrono, inoltre, anche i Reparti territoriali con appositi servizi coordinati, con le altre FF.PP., di controllo del territorio”. •

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Rita Macrì

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’ stato realizzato a Catanzaro un interessante progetto denominato “Sicurezza è cultura” promosso dal Gruppo Giovani Edili di Ance Catanzaro, in collaborazione con l’Istituto Tecnico per Geometri “R. Petrucci”, l’Inail provinciale ed il Comitato Paritetico Territoriale per la prevenzione infortuni di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Protagonisti dell’iniziativa gli studenti dell’Istituto Tecnico per Geometri “R. Petrucci” di Catanzaro che hanno preso parte, numerosi, all’interessante dibattito fra il presidente del Gruppo Giovani Edili di Ance Catanzaro, Giovanni Pugliese, il direttore della sede Inail di Catanzaro, Liborio Cuzzola, il presidente del Comitato Paritetico Territoriale per la prevenzione infortuni di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Francesco Piacente e la dirigente dell’ITG “R. Petrucci”, Elena De Filippis. Ha aperto i lavori la padrona di casa, la preside De Filippis, che rivolgendosi ai ragazzi ha dichiarato: «Questo è un istituto per geometri; per questa ragione ritengo sia fondamentale la consapevolezza teorica ed operativa della responsabilità connessa alle funzioni che una volta acquisito il titolo voi studenti dovrete assumere». «Questa iniziativa – ha precisato il dirigente scolastico – nasce dalla sinergia tra scuola e istituzioni, tra scuola e imprenditoria. Il fine è quello di offrire ai giovani un’idea chiara della complessità del lavoro che si apprestano a svolgere nell’immediato futuro. Vogliamo favorire atteggiamenti positivi nei confronti della cultura della sicurezza a partire dagli ambienti di vita quotidiana, allargando l’orizzonte agli ambienti di lavoro. Vorremmo trasmettere ai nostri giovani – ha sottolineato

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Gruppo Giovani Edili di Ance Catanzaro

Al via il progetto

"Sicurezza è cultura"

Protagonisti gli studenti dell’Istituto Tecnico per Geometri “R. Petrucci” di Catanzaro  

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attualità «Un’iniziativa promossa dal Gruppo Giovani Edili di Ance Catanzaro, in collaborazione con l’Istituto Tecnico per Geometri “R. Petrucci”, l’Inail provinciale ed il Comitato Paritetico Territoriale per la prevenzione infortuni di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia»

Gruppo Giovani Edili di Ance Catanzaro

Elena De Filippis – il senso più ampio della responsabilità etica e civica che è connessa alla professione del geometra. Questo percorso è un percorso di conoscenza e di educazione alla cittadinanza in una realtà in cui purtroppo gli incidenti sui luoghi di lavoro, specialmente nel settore edile, causano ancora un numero esorbitante di morti bianche. Oggi è partito ufficialmente il progetto “Sicurezza è cultura”. Nei prossimi giorni avvieremo il progetto stage “To learn to be competitive”, (Imparare per essere competitivi). I ragazzi avranno l’opportunità di trascorrere 100 ore in cantiere presso le imprese edili che hanno aderito all’iniziativa nella provincia di Catanzaro. Tema centrale di questo progetto promosso da Unioncamere e Regione Calabria i cui curatori sono il professore Gerlando Cuffaro e Simona Scarfone è “l’inserimento degli alunni sui luoghi di lavoro”. Ringraziamo Confindustria Catanzaro ed il gruppo giovani di Ance provinciale per aver selezionato le aziende e averci sostenuto in questa iniziativa. Si è creata una interessante e utile sinergia che speriamo di consolidare anche in futuro». La parola è poi passata a Giovanni Pugliese, presidente del Gruppo Giovani Edili di Ance Catanzaro che ha spiegato in cosa consiste “Sicurezza è cultura”. «Il Progetto “Sicurezza è cultura” nasce dall’esigenza di portare all'attenzione dell'opinione pubblica l'impegno del settore delle costruzioni nel campo della sicurezza e per sensibilizzare le nuove generazioni, i lavoratori di domani, su questa tematica, favorendo atteggiamenti positivi nei confronti della cultura della sicurezza. Vorrei ringraziare la preside per l’ospitalità e per aver avviato tale progetto volto a far interiorizzare agli studenti fin da subito quelli che sono i principi basilari che riguardano la sicurezza». «Il programma del corso si articola – ha prosegui-

to Pugliese – in 64 ore complessive di formazione. Protagonisti: gli studenti del triennio dell’Istituto per Geometri; le classi terze e quarte riceveranno da docenti particolarmente qualificati, una informazione di base sui concetti di pericolo e di rischio nei luoghi di vita e di lavoro, con peculiari riferimenti alla segnaletica ed ai dispositivi di sicurezza; gli studenti delle quinte verranno formati ed informati, invece, sui principali rischi presenti nei cantieri edili, con attenzione maggiore sui rischi di caduta dall’alto, sulla sicurezza delle macchine di cantiere e sulle figure professionali presenti nel cantiere edile. In tutti i tre i moduli cercheremo la partecipazione degli studenti che dovranno avere un ruolo attivo nelle lezioni. Intendiamo instaurare sinergie importanti con il sistema scolastico ed universitario per creare nuove professionalità e specializzare quelle esistenti soffermandoci su tematiche quali: “Capacità tecniche, legalità e sicurezza”. Il gruppo giovani punta sulla formazione, non solo quella scolastica. Partirà, infatti, a breve il corso di formazione manageriale realizzato dal gruppo giovani di Ance Catanzaro e dalla Afm (Scuola di Formazione Manageriale) rivolto ai neo laureati, ai tecnici e ai professionisti del settore. Vogliamo formare tecnici di cantiere che siano in grado di valorizzare al meglio una commessa che va gestita con grande responsabilità». Il presidente Pugliese ha chiuso il suo intervento con un messaggio indirizzato ai giovani presenti in aula: «Vi consiglio di puntare sulla professionalità, sul merito e sulla serietà. Per voi sicurezza deve significare cultura; dovete acquisire questo concetto e farlo vostro in ogni azione quotidiana». Il presidente  del Comitato Paritetico Territoriale per la prevenzione infortuni di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Francesco Piacente, nel corso del ►

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suo intervento si è soffermato a spiegare ai ragazzi le funzioni del C.P.T. (Comitato Paritetico Territoriale per la Prevenzione Infortuni, l’Igiene e l’Ambiente di lavoro), «un ente senza scopo di lucro, costituito nel 1992 con accordo fra il Collegio dei Costruttori Edili (ANCE) e le organizzazioni sindacali dei lavoratori edili (FeNeAL – UIL, FILCA – CISL, FILLEA – CGIL) delle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Il C.PT. quale organismo paritetico di emanazione contrattuale ha il compito di: organizzare e diffondere le informazioni e la formazione necessarie sui temi legati alla sicurezza ed alla prevenzione; attivare un sistema di consulenza ai lavoratori ed alle imprese che ne fanno richiesta, avendo come obiettivo fondamentale la riduzione nei cantieri  degli infortuni sul lavoro. Una peculiarità del C.P.T. è la formazione e l’assistenza alla sicurezza sul lavoro. La normativa vigente affida agli organismi paritetici di categoria, costituiti tra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, funzioni di orientamento, di promozione e di

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Gruppo Giovani Edili di Ance Catanzaro

iniziative formative nei confronti dei lavoratori. La formazione obbligatoria dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti (RLS) deve avvenire in collaborazione con gli organismi paritetici, durante l'orario di lavoro senza oneri a carico dei lavoratori. Il mancato rispetto degli obblighi di formazione viene sanzionato». Il direttore della sede Inail di Catanzaro, Liborio Cuzzola, ha evidenziato: «Questo progetto si inquadra nell’ambito della campagna nazionale di prevenzione per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Abbiamo aderito con grande entusiasmo perché promuovere la cultura della sicurezza nelle scuole è uno dei principali obiettivi dell’Istituto. Vorrei precisare che saremo sempre presenti ogni qualvolta si affronteranno problematiche che riguardano la formazione e l’informazione per alimentare quella cultura della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro che stenta ancora ad attecchire. La scuola rappresenta il luogo più idoneo dove seminare la “cultura della prevenzione”. E’ frequentata da intelligenze vi-

vaci, spugnose ed in via di sviluppo capaci di assorbire competenze specifiche. L’istituto mette a disposizione le sue professionalità, competenze e conoscenze per contribuire al decollo della prevenzione. Il valore aggiunto di questo obiettivo e il know how acquisito costituiscono il frutto di una fattiva e reale collaborazione tra le Istituzioni e le parti sociali. Le informazioni che gli studenti apprenderanno grazie a questo progetto sui possibili rischi che incontreranno sui luoghi di lavoro e sui comportamenti da porre in essere a fronte di situazioni ritenute pericolose rappresentano piccoli tasselli che andranno a formare le coscienze ed i caratteri, ancora plasmabili, di coloro che diventeranno i lavoratori, gli imprenditori e i professionisti del domani». ●

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Eccellenze sanitarie calabresi

Nasce a Catanzaro il Centro San Vitaliano: la prima struttura privata in Italia per la cura della Sla di

Rosalba Paletta

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na struttura d'eccellenza, privata, unica in Italia, fondata sulla specializzazione dei trattamenti. E’ quella inaugurata a Catanzaro, in via Tommaso Campanella, dove per anni la città ha visto l’esistenza di Villa Puca. Oggi, in quei locali totalmente ristrutturati e adeguati, sorge il Centro Clinico San Vitaliano, struttura privata specializzata nel trattamento della Sla e delle malattie neuromuscolari (distrofia muscolare e amiotrofie spinali), nonché della riabilitazione estensiva. Si tratta del primo centro privato d'Italia con un così elevato grado di specializzazione. Erano presenti al taglio del nastro, affidato ad un giovane ammalato di Sla, Maurizio Casadidio, di Reggio Calabria, l’Arcivescovo di Catanzaro, mons. Antonio Ciliberti; il presidente del Consiglio Regionale, Francesco Talarico; il presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro; il Commissario Straordinario dell’Asp di Catanzaro, dott. Gerardo Mancuso; l’on. Michele Traversa; l’on. Giampaolo Chiappetta; il vicesindaco di Catanzaro, Antonio Argi-

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rò; il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci; il Presidente del Centro San Vitaliano, dott. Alfredo Citrigno. Presenti anche il direttore del centro, dott. Francesco Antonio Campagna; il dott. Massimo Corbo, direttore clinico del Centro Nemo - Fondazione Serena dell’azienda ospedaliera Niguarda di Milano, primo centro pubblico in Italia specializzato nella ricerca e cura delle malattie neuromuscolari, con il quale il centro di Catanzaro è stato fino ad ora e rimarrà in contatto, come più volte sottolineato nel corso dell'incontro. In sala anche i familiari dei malati di Sla, nonché soci dell’Aisla, e gli stessi ammalati, che con la loro volontà e determinazione hanno indotto e accompagnato l’iter che ha portato all’apertura di questo centro in Calabria, e hanno avviato un percorso di sensibilizzazione istituzionale sulle difficoltà che deve affrontare chi soffre di simili patologie in Calabria. Lo sforzo della società – è scritto in una nota diffusa dalla direzione della clinica San Vitaliano – è stato quello di andare incontro ad un’esigenza della Regione Calabria

nell’attivare il trattamento di queste patologie, pur rare e cosiddette “di nicchia”, e contrastare così la migrazione sanitaria, molto gravosa soprattutto per chi, come accade in questi casi, ha necessità di cure quotidiane h24. Il nuovo Centro consente ai pazienti di poter essere assistiti con qualsiasi modalità dettata dalla loro condizione clinico funzionale: residenziale, diurna, ambulatoriale e domiciliare. Il Commissario dell’Asp di Catanzaro, che ha accreditato la struttura e svolge sul Centro una funzione di controllo, nel commentare l’inaugurazione, ha affermato: «Abbiamo autorizzato questa struttura perché riteniamo che sia di grande pregio, indice di civiltà nel

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Eccellenze sanitarie calabresi

Una struttura d'eccellenza, privata, unica in Italia, fondata sulla specializzazione dei trattamenti

Alcuni momenti dell'inaugurazione del Centro San Vitaliano a Catanzaro, presenti numerose autorità

dare risposte efficaci, anche se numericamente contenute, che richiedono grande specializzazione». Rispondendo alle nostre domande il dott. Mancuso ha poi affermato: «Viviamo certamente una fase non facile dal punto di vista economico, in cui il taglio agli sprechi è fondamentale: ma proprio in queste situazioni è necessario ottimizzare sforzi e risorse, fare al meglio ciò su cui si decide di puntare. I governi – ha proseguito – rilanciano proprio nei periodi di crisi le loro eco-

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nomie, perché è allora che si tagliano gli sprechi e si valorizzano al massimo i punti forti, le eccellenze, le risorse disponibili. Noi stiamo cercando di fare lo stesso. In tal senso la crisi può diventare una concreta opportunità di miglioramento». Nel corso del suo intervento, il Commissario ha anche annunciato che l’Asp sta concentrando la sua attività su un particolare quanto spinoso obiettivo, e cioè la riduzione dei tempi di attesa dei pagamenti. Al momento il ritardo si atte-

sta intorno ai due anni, gravando non poco sull’intero sistema. Mancuso ha annunciato che nell’arco di un anno tale tempo dovrebbe rientrare nella normalità ed attestarsi ad un massimo di due mesi. «Sono felice – ha affermato il Presidente della Provincia di Catanzaro, Ferro – che una struttura del genere, con un così elevato grado di specializzazione, destinata ad accogliere quanti soffrono di malattie così particolari e penalizzanti, provenienti da tutta la regione e non solo, ►

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sorga a Catanzaro: mi auguro che possa proseguire nel suo percorso di crescita e ulteriore specializzazione, grazie alle sue professionalità, grazie all’intraprendenza e alla volontà di chi gestisce questo Centro, ispirandosi a quel modello di grande efficienza ed efficacia che vede sanità pubblica e privata integrarsi per dare risposte ai cittadini». Anche l’on. Traversa ha espresso parole positive per la struttura che ha aperto le porte alla stampa e alle istituzioni per mostrarsi sotto una veste del tutto rinnovata, rispetto ai tempi in cui ospitava la nota clinica cittadina “Villa Puca”: «E’ stato fatto un grande lavoro, sia a livello istituzionale, sia a livello privato: la direzione intrapresa è senz’altro quella giusta. Si tratta di patologie rare, e credo che l’obiettivo di prestare assistenza specializzata, ancorchè ad un numero ristretto di persone, renda l’operazione ancora più degna di considerazione. Spero che tutto quanto sia possibile fare per andare incontro alle esigenze complesse dei malati e delle loro famiglie, che necessitano di un supporto immediato, anche fuori dalla struttura, sul piano domiciliare e territoriale,

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Eccellenze sanitarie calabresi

venga presto realizzato, per completare un circuito virtuoso e di grande civiltà intrapreso». Ha parlato di maturità sociale, materiale e spirituale il Vescovo di Catanzaro-Squillace, Mons. Ciliberti, nella sua celebrazione: «In questi luoghi sorgeva Villa Puca – ha affermato il Presule –, oggi persone di buona volontà hanno fatto sì che lo stabile fosse ricon-

vertito per rispondere a questa esigenza espressa dai nostri fratelli sofferenti, senza dimenticarne un’altra: quella del lavoro. Si è infatti proceduto ad una formazione e riqualificazione del personale già operante in passato, ricollocandolo e dandogli nuova motivazione. Incentivando la professionalità, si incentiva la

speranza; portando avanti la ricerca, si alimenta la fiducia: San Vitaliano, Patrono della Città, veglierà su questa struttura e allevierà le loro sofferenze». Parole di riconoscenza istituzionale sono state espresse dal presidente del Centro San Vitaliano, dott. Alfredo Citrigno: «Un ringraziamento sentito al Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, ed al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, qui presente: abbiamo sentito vicina l’istituzione regionale, che fin dal suo insediamento ha manifestato una grande sensibilità su questo tema. E’ la prima struttura privata del Paese ad operare nel campo della Sla e delle malattie neuromuscolari. Siamo orgogliosi che per una volta, ed in un settore così delicato, la Calabria sia riuscita ad arrivare per prima, accreditando un Centro come questo. Crediamo – ha proseguito – che la sanità Privata per funzionare al meglio debba essere a supporto e ad integrazione di quella Pubblica; spero che questa logica venga sempre più compresa e applicata e mi auguro che anche per le strutture private si possa giungere ad un criterio che ne premi l’eccellenza. Dal canto nostro

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abbiamo trovato un supporto impagabile del centro Nemo di Milano, qui oggi rappresentato dal dott. Corbo, al quale va il nostro più grande ringraziamento. Avremmo voluto esprimere la nostra gratitudine anche al prof. Melazzini, che pur non essendo materialmente qui oggi, rappresenta per il nostro operato un punto di riferimento costante». Il Presidente del Consiglio regionale Talarico ha concluso affermando: «Ci siamo interessati fin dal nostro insediamento alla situazione che i malati di Sla vivono nella nostra regione: abbiamo incontrato il prof. Melazzini, luminare nel trattamento di queste patologie; abbiamo conosciuto l’Aisla e persone come il giovane Maurizio Casadidio, seduto in prima fila oggi (venerdì 28 per chi legge, ndr) per celebrare il raggiungimento di questo piccolo grande traguardo. In un momento di grande difficoltà economica abbiamo scelto la via della rigidità, tagliando dove bisogna tagliare, e per questo ringrazio il Commissario Mancuso per l’operato che sta portando avanti. Ma ciò non ci impedisce di continuare a operare a tutela della salute dei cittadini, anzi. Ringrazio per questo

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gli imprenditori che hanno investito in questa struttura: insieme spero riusciremo a limitare i viaggi della speranza di tanti calabresi che crediamo abbiano il sacrosanto diritto ad una sanità efficace ed efficiente». «La mia più grande soddisfazione – ha affermato a margine del suo intervento il Presidente del Consiglio regionale – è sapere nel mio intimo

di aver contribuito a realizzare un grande desiderio di Maurizio: permettergli, tramite la donazione di un puntatore oculare, di parlare con suo figlio, nato quando già la malattia gli aveva precluso la possibilità di esprimersi autonomamente a voce». A concludere Maurizio Casadidio in rappresentanza dei malati di Sla

presenti all’inaugurazione del Centro San Vitaliano (e non solo), accompagnato dalla famiglia. Ha affidato ad un messaggio scritto e letto dalla voce di Francesca Genovese, il suo pensiero. Un messaggio di gratitudine e soddisfazione, perché – come lui stesso ha scritto definendosi “orgoglioso, fiero ed emozionato” – questo Centro lo sente un po’ anche un suo piccolo successo, frutto dell’impegno che da circa un anno porta avanti, accanto alla condivisione della sua malattia, insorta mentre aspettava la nascita del suo primo figlio. «Finalmente anche in Calabria c’è un centro che si occupa del trattamento della Sla. Grazie a chi ha permesso la realizzazione di questo sogno. Ma sento di dover dire anche che ancora molto bisogna fare per rendere il supporto e la cura dei malati di Sla efficace sul territorio, in un’ottica di supporto h24 alle famiglie. Non c’è un momento in cui un malato di Sla non abbia bisogno di aiuto: a livello territoriale, delle Asp, è necessario che ci siano maggiore uniformità di servizi – ad esempio sui farmaci – e disponibilità a fornire assistenza domiciliare specializzata». ●

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A Catanzaro un seminario di presentazione

Tecnologie della Salute, presentato bando sul Polo di Innovazione Giuseppe Pugliese, presidente Piccola Industria di Confindustria Calabria, ha introdotto i lavori di

Stefania Argirò

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i è svolto nel mese di febbraio a Catanzaro, presso la sede di Confindustria Calabria, un seminario di presentazione del costituendo Polo di Innovazione sulle “Tecnologie della Salute”. I lavori sono stati introdotti dal Presidente della Piccola Industria di Confindustria Calabria, Giuseppe Pugliese, che ha fornito una descrizione del difficile contesto calabrese in materia di Ricerca e Innovazione, prospettando le opportunità che possono provenire per le imprese del territorio dal bando regionale relativo alla costituzione dei Poli di Innovazione. Pugliese ha precisato che questa è «un’occasione per risollevare, in un'Italia già di per sé in grave ritardo per quanto e come investe in ricerca e innovazione, le sorti della regione Calabria, ultima tra le regioni italiane per numero di addetti al settore R&S, rapporto tra PIL ed investimenti in R&S, numero di brevetti registrati nell'ultimo decennio». La parola è poi passata al prof. Giovanni Cuda, presidente della Biotecnomed, che ha fornito una presentazione della società

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Giuseppe Pugliese

consortile, appena costituita con lo scopo di candidarsi a diventare soggetto gestore del Polo di Innovazione delle Tecnologie della Salute e a promuovere la nascita di un Distretto Tecnologico in Calabria nell’ambito della Salute dell’Uomo, partecipando al bando PON emanato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La società annovera nella sua compagine soggetti pubblici, quali l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro e l’Università della Calabria, e diversi soggetti privati di rilievo regionale e nazionale operanti nel settore della sanità. È guidata da un consiglio di amministrazione composto da tre membri: presidente il prof. Giovanni Cuda, Amministratore delegato e Vicepresidente il dott. Giovanni Pugliese, che riveste la carica in rappresentanza delle imprese, consigliere il dott. Angelo Labate. Infine, l’ing. Antonio Lidonnici, Amministratore Delegato della S. & D. Service

& Development, società di consulenza che assiste la Biotecnomed scarl nella presentazione delle proposte progettuali, ha illustrato ai presenti le caratteristiche tecniche del bando e la strategia che si intende mettere in atto per la costituzione del Polo di Innovazione sulle Tecnologie della Salute. I Poli di Innovazione sono raggruppamenti di imprese indipendenti (start up innovatrici, piccole, medie e grandi imprese) e Organismi di Ricerca attivi in un particolare settore o territorio che operano per stimolare e attivare processi di innovazione attraverso: l’interazione intensiva tra le Imprese e tra queste e gli Organismi di ricerca; l’utilizzo in comune di installazioni (infrastrutture e attrezzature) per le attività di ricerca scientifica e innovazione tecnologica; lo scambio di esperienze e conoscenze; il trasferimento di tecnologie; la messa in rete e la diffusione delle informazioni tra le imprese che costituiscono il polo. ●

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Forze sociali, cooperazione, sviluppo

Rosalba Paletta

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l Forum del Terzo Settore calabrese ha un nuovo volto: è quello di Katia Stancato, presidente di Confcooperative Calabria. Sarà questa donna giovane, grintosa e appassionata a rappresentare, nelle sedi istituzionali, in qualità di portavoce, le istanze di quel vasto mondo senza il quale diversi aspetti della vita di molti sarebbero più difficili da affrontare: il Terzo Settore, appunto. Un mondo che racchiude politiche di welfare, cultura, volontariato, finanza etica, consumi, istruzione, formazione, multi etnicità, accoglienza…e molto altro. La prima dichiarazione rilasciata dalla neoportavoce è stata: «Voglio prendermi da subito una grande responsabilità: dare inizio ad una nuova stagione per il Terzo Settore calabrese. Dobbiamo convogliare tutte le nostre energie verso bisogni reali, concreti. Dobbiamo lasciare un segno nella vita quotidiana di tanti calabresi in difficoltà, sostenerli, dare loro una mano per davvero». L’abbiamo incontrata, per capire insieme come sarà il Terzo Settore di domani nella nostra regione. La sua nomina è recentissima, le chiedo subito due impressioni a freddo: che cosa l’ha colpita in positivo e che cosa in negativo del mondo che dovrà rappresentare?

«Si tratta di un mondo che conosco da tempo ormai e ho sempre trovato straordinario per energia e capacità. Il mondo del Terzo settore, del volontariato, interviene direttamente sulle situazioni concrete di disagio e di difficoltà che viviamo tutti i giorni. Un impegno davvero quotidiano fatto di passione per la propria terra, amore per le persone e tanta competenza. Non parlerei di difetti quanto di difficoltà: data la mole di lavoro e il ruolo di supplenza che di fatto tante associazioni si trovano a svolgere

Una donna alla guida del Terzo Settore calabrese: la nuova stagione comincia così nei confronti di uno Stato spesso assente, ecco a volte ci si trova con poco tempo e poche energie per portare avanti quelle battaglie di principio che pure sono fondamentali. In particolare mi riferisco alla battaglia per affermare una visione politica e culturale che dia riconoscimento e valorizzazione al Terzo settore, una visione che purtroppo non è molto diffusa in Calabria». Insediandosi ha detto di voler realizzare una “nuova stagione del Terzo Settore”: che cosa intende?

«Intendo proprio ripartire da questo impegno: mettere tutte le mie energie per

Katia Stancato

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attualità riaffermare una visione ampia e strategica del ruolo che spetta al volontariato sociale. E voglio iniziare riaffermando il valore civile e collettivo dell'esperienza maturata dalle associazioni. Per farlo, ho intenzione di dar vita ad una grande operazione di ascolto per elaborare e raccogliere le proposte del Terzo Settore calabrese da portare agli Stati Generali che faremo in primavera». Che cosa invece vorrà mantenere e valorizzare di quanto è stato fatto fino ad ora?

«C'è anzitutto da valorizzare il Forum come strumento indispensabile per ottenere risultati utili al nostro impegno quotidiano. Il Forum si sostanzia nella forza dei suoi associati, nella coesione di tutte e di tutti nelle battaglie comuni. Il Forum è lo strumento attraverso il quale riusciremo a fare agenda, a dettare alla politica quei temi che stanno davvero a cuore alla Calabria e che noi, per vocazione e per metodo, ben conosciamo». Quali sono gli ambiti in cui concretamente opera il Terzo Settore Calabrese e quali le priorità?

«Il Terzo Settore in Calabria opera in ambiti diversi e articolati: dalla promozione delle cooperative sociali alla difesa dei diritti del lavoro; dall'educazione allo sport e al turismo per i giovani; dalla difesa dei diritti degli anziani alla prevenzione delle malattie; dal superamento del disagio sociale alla battaglia per i diritti dei diversamente abili. In questo senso, la priorità assoluta del nostro lavoro è intervenire per far sì che una difficoltà non si tramuti mai in un sopruso, un disagio in un dramma. Siamo lì dove serve e ci siamo da molto tempo».

Quando si pensa al Terzo Settore viene in mente, almeno a me, un mondo al quale sono demandate grandi responsabilità sul piano sociale, alle quali non sempre corrispondono congrui riconoscimenti sul piano delle risorse e della programmazione. E’ vero?

«E’ assolutamente vero. Guardi, il

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Forze sociali, cooperazione, sviluppo

Chi è Katia Stancato Katia Stancato, 39 anni, è un’economista sociale, appassionata del proprio lavoro. Rappresenta il mondo delle cooperative da 15 anni, da quando, a 23 anni, è diventata la più giovane presidente di Confcooperative d'Italia. E’ Vice Presidente Nazionale della Federcoopesca, la federazione che associa le cooperative di pesca e di acquicoltura e, in questa veste, si è battuta a lungo dalla parte dei lavoratori del settore. Nel 2008 è eletta nella Giunta del Presidente Gaglioti alla guida della Camera di Commercio di Cosenza e nei mesi scorsi l’Ente l’ha designata nel Consiglio calabrese dell’Unione Regionale delle Camere di Commercio. Lo scorso 11 febbraio è stata eletta Portavoce Regionale del Forum del Terzo settore calabrese che, per la prima volta ha espresso consenso all’unanimità ed ha indicato una giovane donna. Il suo motto è: “Facciamo anche una cosa in meno, ma facciamola insieme!”

taglio al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali incide in maniera netta sulla vita di migliaia di italiani, soprattutto qui, nel Mezzogiorno. Pensiamo ai genitori con figli disabili, alle mamme, e spesso ai papà che non hanno un lavoro fisso, alle famiglie con un reddito basso, ai limiti della soglia di povertà: la riduzione delle risorse pesa sulle loro spalle, li riguarda direttamente. E ci coinvolge, tutti, in prima persona. Questo taglio dell’82% sulle risorse del Fondo già pesa notevolmente sulle politiche sociali degli enti locali. Siamo passati da 939,3 milioni di euro a 75 milioni di euro! Se negli Enti locali non c’è quella visione politica che pensa alla programmazione di risorse per il Terzo Settore come ad un investimento concreto per il benessere della Comunità piuttosto che ad un costo, difficilmente riusciremo a mantenere i servizi che noi organizziamo per i nostri anziani, i minori, le famiglie in difficoltà, i non autosufficienti. Ecco dobbiamo ripartire da qui e condurre una battaglia culturale e civile». E’ possibile fare di più e meglio? Come?

«Fare meglio è possibile a patto di vincere la battaglia che intendiamo intraprendere. Non è davvero più tollerabile che ad ogni fine anno gli operatori di un settore tanto delicato del tessuto civile siano costretti a scendere in piaz-

za, a fare interrogazioni e comunicati stampa perché non hanno nessuna certezza di vedere riconosciuti i fondi che gli spettano! Anche nel rapporto con le istituzioni locali si può fare meglio. Nei confronti della Regione ad esempio che oggi sembra mancare di cultura della condivisione e della concertazione. Io sono convinta che il Terzo settore deve pretendere maggiore attenzione dalla Regione e deve iniziare ad averla nelle sedi opportune». Agli interlocutori, istituzionali e privati, con cui il Terzo Settore si confronta, che cosa chiede?

«Agli interlocutori istituzionali chiediamo più attenzione e più rispetto, perché ogni disattenzione, ogni carenza, ogni assenza che colpisce il volontariato sociale in realtà colpisce la Calabria e la sua parte più bisognosa. Agli interlocutori privati chiediamo di sostenerci in questa sfida, garantendoci forza ed entusiasmo per affrontarla e per svolgere al meglio il nostro compito. Penso ai tanti cittadini che ogni giorno decidono di darci una mano, di partecipare, di contribuire, affiancandosi ai nostri meravigliosi lavoratori, volontari spesso giovani, animati dalla seria intenzione di lasciare il segno. Assieme possiamo dare ancora più slancio al benessere dell'intera comunità calabrese».

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strategici, ma c’è bisogno di dare strumenti, legislativi e finanziari, per strutturare il Terzo Settore. In alcuni comparti sarebbe necessario riscrivere le regole, in altri basterebbe attuarle». Parlava prima di politiche sociali intese come investimento e non come un costo. Lei si è detta favorevole all’ipotesi dell’assessore al Welfare Francesco Stillitani di riunire un tavolo sul volontariato. Accolti finalmente gli appelli che da tempo e più volte sono stati fatti alla classe dirigente. A che punto è questa iniziativa?

Lei ha recentemente evidenziato la forte necessità di organizzare le risorse delle associazioni che subiscono il drastico taglio dei fondi previsto dalla Legge di Stabilità 2011. Come agire per fronteggiare la difficile situazione?

«Innanzitutto abbiamo lanciato una Campagna di partecipazione e di ascolto per tutto il Terzo Settore calabrese, che ha avuto inizio il 16 marzo e si protrarrà sino al 18 maggio. Nella Conferenza Regionale prevista per il 17/18 giugno esporremo alle Istituzioni regionali e locali, ad esponenti del Governo e dell’opposizione, la sintesi delle proposte e delle idee raccolte in questi mesi di iniziativa, con lo scopo di contribuire alla costruzione di un nuovo programma di interventi per le politiche sociali in Calabria. La risorsa maggiore del Terzo Settore consiste certamente nella motivazione delle migliaia di volontari che coinvolge e nella professionalità, spesso mortificata nelle gare al massimo ribasso, degli operatori che organizzano i servizi. Tutto questo ha un valo-

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re: è capace di moltiplicare le risorse, spesso esigue, che vengono messe a disposizione. Dati recenti lo dimostrano. Nonostante la crisi economica il trend di crescita è stato del 9,7% nel 2009 e l’utile netto è cresciuto, nello stesso anno, di un punto percentuale. Non si può certo dire che i tagli operati dal Governo vadano a nostro beneficio. La legge di Stabilità 2011 è un vero dramma per le politiche sociali. Il Fondo nazionale subisce un taglio del -82,7%. La Calabria, che nel 2009 ha avuto risorse per 156,7 milioni quest’anno riceve solo 75,3 milioni. Meno della metà, ma le famiglie che hanno bisogno di cure non sono di meno, non ci sono meno anziani, meno persone in difficoltà. Eppure continuiamo a crescere. Il terzo settore in Calabria è accanto al bisogno delle persone e produce lavoro, lo dico con grande orgoglio! Abbiamo la necessità di valorizzarlo di più. Una maggiore razionalizzazione delle risorse è indispensabile, è positivo l’utilizzo dei Fondi europei per sostenere progetti

«Certo, ogni iniziativa di confronto da parte della Regione e delle Istituzioni è auspicabile. Il Forum del volontariato è un luogo utile nel quale non faremo mancare la nostra proposta. Nel percorso di ascolto ed elaborazione che stiamo per intraprendere, le associazioni di volontariato giocheranno un ruolo importante e io voglio portare alta la loro voce in modo che l'Assessore Stillitani abbia chiare le nostre esigenze». Alla campagna di partecipazione e di ascolto, cui faceva riferimento, intanto lei ha invitato anche la Regione per “un dialogo che può rivelarsi proficuo”. Quali risposte ha avuto finora?

«Abbiamo invitato l’assessore regionale al Welfare a partecipare direttamente o attraverso la struttura a tutte le tappe della Campagna di ascolto. Siamo consapevoli che i risultati efficaci possiamo ottenerli solo attraverso una paziente e rispettosa attività di conoscenza delle esperienze e dei punti di vista. Questo metodo può produrre un lavoro costruttivo e aderente alle necessità reali. Senza questa reciprocità entrambe le attività, quella della nostra organica rappresentanza e quella della politica istituzionale della Regione, sarebbero sterili». ●

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A tu per tu con Francesco Cava, leader regionale settore Edilizia

Ance Calabria, importante Protocollo d'intesa con Fincalabra di

Stefania Argirò

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ritardati pagamenti alle imprese costituiscono uno degli elementi che più incidono sulla salute delle imprese edili e che più ne condizionano lo sviluppo». E' quanto ha affermato il presidente di Ance Calabria, Francesco Cava, nel corso di un'intervista. «E’, infatti, macroscopico – ha precisato il costruttore – il dato negativo della Regione Calabria che impiega, mediamente, 400 giorni per pagare le imprese esecutrici di lavori pubblici. Molteplici, nel passato, sono state   le iniziative per affrontare e risolvere il

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problema, anche alla luce della Direttiva U.E. in materia, ma mai si è riusciti a trovare una soluzione efficace. Per questo motivo, come Ance Calabria, ci siamo mossi con la Regione Calabria per cercare di individuare, in attesa che il recepimento della Direttiva comunitaria in materia di ritardati pagamenti venga recepita in Italia, soluzioni utili, in qualche modo, a dare ossigeno ad un settore, come quello edile, che costituisce il trenta per cento del PIL regionale. Tuttavia, possiamo affermare con soddisfazione che l’Assessore regionale alla programmazione, On. le Giacomo Mancini, ha interamente recepito le istanze della categoria e si è fatto promotore di una norma legisla-

Francesco Cava

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A tu per tu con Francesco Cava, leader regionale settore Edilizia

«Questo accordo rappresenta un documento di fondamentale importanza se si considera l’attuale stato di crisi in cui versano le piccole e medie imprese edili, già fortemente penalizzate dalla difficile congiuntura economica»

Giacomo Mancini

tiva approvata con l’ultimo collegato alla finanziaria regionale, che permette la possibilità di cedere i crediti vantati nei confronti della P.A. attraverso l’utilizzo delle certificazioni e di un Fondo di garanzia dedicato». «Ed è proprio sulla base di questi presupposti normativi – afferma inoltre Francesco Cava – che Ance Calabria ha sottoscritto un importante protocollo d’intesa con Fincalabra, la Società Finanziaria per lo sviluppo economico della Regione Calabria. Tale accordo  prevede  l’individuazione di un sistema che consente di sbloccare i crediti vantati dalle imprese nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, mediante un’iniziativa denominata “Sblocca Crediti”, attraverso la quale viene individuato un ruolo attivo della Regione Calabria con le Ammini-

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strazioni Provinciali e Comunali al fine di coinvolgere gli organismi competenti alla piena attuazione delle Direttive UE del 20 ottobre 2010. Il suddetto Protocollo serve, tra l’altro, ad attivare i Dipartimenti Regionali competenti alla più rapida ed efficace attuazione dell’art 5 della L.R. 34/2010, con il quale si è costituito un fondo di garanzia, presso Fincalabra spa, per garantire l’affidamento bancario alle piccole e medie imprese in difficoltà finanziaria, in seguito al mancato incasso dei crediti dovuti dalla Regione per le forniture di beni o servizi e opere pubbliche certificate ai sensi dell’art 3 comma 1». «A questo scopo – ha continuato Francesco Cava –  importante è la costituzione di un apposito Osservatorio permanente per poter acquisire i dati at-

tuali di tutti gli appalti pubblici dell’intera Regione Calabria. Tale attività sarà portata avanti di concerto con le Amministrazioni Pubbliche calabresi e le imprese associate; obiettivo:  creare una banca dati nella quale confluiranno e saranno incrociati tutti i dati e gli elementi acquisiti.  Tutto ciò consentirà di poter avere un  monitoraggio aggiornato e complessivo dei crediti. Inoltre verranno coinvolti gli Istituti di credito operanti in Calabria e invitati a costituire, mediante la sottoscrizione di una convenzione, un fondo rotativo per il finanziamento delle imprese operanti con la P.A., il cui credito sia certificato e verso le quali operi la controgaranzia di Fincalabra».   «Questo accordo – ha concluso il presidente Cava – rappresenta perciò un documento di fondamentale importanza se si considera  l’attuale stato di crisi in cui versano le piccole e medie imprese edili, già fortemente penalizzate dalla difficile congiuntura economica. L’auspicio comune è che si possa giungere ad un azzeramento dei ritardi nei pagamenti da parte della P. A.,  per un ritorno alla normalità che permetterebbe alle imprese di investire in tecnologie ed innovazione, rilanciando i propri piani di sviluppo e poter finalmente ridare slancio al settore economico-produttivo delle costruzioni di tutto il territorio». ●

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Nuovi rapporti commerciali con l'estero

L’ambasciatore della Corea del Sud, Kim Young-Seok, ha visitato la Calabria Obiettivo: sviluppare i rapporti tra l’attivissima economia di uno dei Paesi tecnologicamente più avanzati dell’Estremo Oriente, e la nostra regione di

Rita Macrì

U

n appuntamento importante quello di oggi perché riassume non solo contenuti di rapporti relazionali, ma predispone le basi per proficui scambi commerciali. Questo in virtù del fatto che la Corea del Sud, come è noto, è uno tra i Paesi con il più alto tasso di sviluppo al mondo. Paesi emergenti con i quali è potenzialmente più possibile realizzare attività di sviluppo economico per le nostre imprese». Con queste parole Paolo Abramo, presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, ha presentato ai presenti l’Ambasciatore di Corea del Sud Kim Young–Seok nel corso di un

incontro organizzato da Confindustria Catanzaro in concerto con il senatore Vincenzo Speziali, referente dell’Associazione interparlamentare Italia – Corea del Sud, allo scopo di avviare rapporti di collaborazione e commerciali tra i due territori. Su espressa richiesta di Confindustria Catanzaro l’incontro si è svolto presso la Camera di Commercio di Catanzaro per allargare la partecipazione a tutte le associazioni di categoria e datoriali. Il padrone di casa, dopo aver ringraziato l’Ambasciatore per l’opportunità offerta, ha sottolineato che «uno dei settori produttivi più apprezzati nella Corea del Sud è quello agroalimentare che suscita emozioni ed evoca il meglio

Kim Young-Seok

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Nuovi rapporti commerciali con l'estero

La visita dell'ambasciatore coreano alla Camera di Commercio di Catanzaro

delle tradizioni della nostra terra». La positività dell’incontro tra i massimi esponenti dell’industria catanzarese e l’Ambasciatore sud coreano è stata sottolineata dal senatore Vincenzo Speziali, il quale ha ringraziato l’ambasciatore Kim Young-Seok «per la sua grande disponibilità e per le sue eccellenti

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doti umane e professionali». «La Corea del Sud – ha osservato Speziali – è uno dei Paesi emergenti cui dobbiamo prestare la massima attenzione. Con i suoi cinquanta milioni di abitanti ed i suoi colossi industriali altamente tecnologizzati e capaci di spendersi nella ricerca a livello mondiale, la Corea del Sud può rappresentare un’occasione straordinaria per l’economia turistica calabrese, ma anche per l’esportazione delle nostre eccellenze

agroalimentari e artigianali». Per il senatore Speziali sono in particolare due i settori che possono maggiormente trarre profitto dall’instaurarsi di stabili rapporti commerciali tra Calabria e Corea: l’agroalimentare (in particolare l’enologia che in Calabria ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni) e il turismo. In questo senso particolare interesse ha suscitato l’iniziativa di incaricare due tour operator, coreano l’uno e calabrese l’altro, nell’organizzare un primo volo charter Seul – Lamezia. L’Ambasciatore Kim Young–Seok si è dichiarato disponibile a creare le basi di un ulteriore interscambio di ordine commerciale, turistico e culturale ►

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Nuovi rapporti commerciali con l'estero

«L’ambasciatore è stato accompagnato nel suo tour istituzionale dal senatore Vincenzo Speziali, coordinatore dell’apposita Commissione parlamentare Italia – Corea del Sud»

La visita dell'ambasciatore coreano alla Camera di Commercio di Catanzaro

e ha ricordato che è stato già firmato un accordo di Free Trade tra i due Paesi, che entrerà in vigore in luglio per favorire da subito un incremento dell’interscambio con le aziende calabresi, soprattutto nell’ambito dell’export di qualità cui la penisola sud coreana è particolarmente interessata. Il Presidente di Confindustria Catanzaro Giuseppe Gatto ha annunciato nel corso del suo intervento che nell’ambito della prossima visita della delegazione confindustriale italiana in Corea in occasione degli incontri preparatori alla Expo 2012 a Seul, Confindustria Catanzaro avrà una partecipazione autonoma proprio per approfondire specificità di rapporto. «Può essere davvero una preziosa opportunità – ha precisato Gatto – per le nostre aziende. La Corea è un grosso consumatore di prodotti agroalimentari italiani e quindi la Calabria, con le sue eccellenze, si pone in una situazione privilegiata visto l’immenso patrimonio che può vantare: dall’olio, al vino, ai salumi, formaggi, miele, conserve di ogni tipo, etc… Abbiamo buo-

ne occasioni da cogliere importando ated importazioni da e per la Corea». trezzature e macchinari made in Corea, Alla fine dell’incontro Paolo Abraa prezzi molto vantaggiosi. Non dimenmo ha omaggiato l’Ambasciatore Kim tichiamo che marchi come Siemens e Young-Seok con una tradizionale targa Hyundai sono coreani e queste aziende riproducente il marchio camerale e con esportano in tutto il mondo». un prezioso piatto realizzato a mano da Per Giuseppe Speziali si è trattato una giovanissima ceramista catanzarese «di un incontro particolarmente interesche riproduce un antichissimo originale sante e fortemente voluto da noi imprenditori. Vorremmo cercare di capire – ha detto Speziali a margine dei lavori – se la Corea ha, anche attraverso strumenti finanziari di collaborazione, le potenzialità per poter incrementare i volumi di interscambio tra la nostra regione e la Corea stessa. Attraverso il ruolo di Fincalabra – parlo da presidente del comitato di indirizzo – potrebbe pensare a strumenti agevolativi nelle potenziali esportazioni L'ambasciatore coreano stringe la mano al Presidente Giuseppe Scopelliti Daniele Rossi

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Nuovi rapporti commerciali con l'estero

La visita dell'ambasciatore coreano al Comune di Catanzaro

di epoca magno greca. L’Ambasciatore coreano ha ricambiato con una elegante cornice in madreperla. Erano presenti numerosi dirigenti della Camera di Commercio di Catanzaro e delle associazioni di categoria: Marcello Gaglioti; Giuseppe Speziali, Alberto Statti, Adriano Marani, Sandra Pascali, Raffaele Mostaccioli, Pasquale Capellupo, Francesco Viapiana, e il vice presidente della Sacal Giampaolo Bevilacqua, che hanno sottoscritto la proposta del senatore Speziali di organizzare un’apposita missione completamente dedicata alla Calabria. In precedenza l’ambasciatore sudcoreano era stato ricevuto dal presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, a Palazzo Alemanni e dal sindaco di Catanzaro, Rosario Olivo. Era presente anche il console Park Jong-Dae. Si è trattato – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale – di una visita che il diplomatico ha voluto fare al massimo rappresentante

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politico-istituzionale calabrese, in occasione del suo primo viaggio in Calabria, durante il quale ha avuto modo di visitare la città di Reggio Calabria (dove è rimasto tra l’altro molto colpito dalla bellezza dei Bronzi di Riace), Scilla, Tropea, Lamezia Terme e Catanzaro. L’Ambasciatore della Corea del Sud, Kim Young-Seok, ha avuto modo di apprezzare le bellezze paesaggistiche e culturali della nostra terra, ed ha espresso grande soddisfazione per i contatti intrapresi, tesi ad avviare proficui rapporti commerciali con la Calabria, indirizzati soprattutto al settore turistico-culturale e all’enogastronomia, in particolare al vino. Il Governatore Scopelliti ha manifestato notevole interesse per la visita del diplomatico coreano, proponendo altresì l’avvio di un tavolo d’intesa per specificare concreti progetti commerciali, valorizzando ulteriormente le numerose eccellenze calabresi, come anche la possibilità di promozione turistica della Calabria. L’Ambasciatore della Corea

del Sud ha inoltre invitato il Presidente Scopelliti a partecipare all’Expo 2012 di Seoul, per meglio valorizzare il “Brand Calabria”. Nel corso dell’incontro tra l’ambasciatore e il presidente Scopelliti, il senatore Speziali, rinviando ad un apposito approfondimento da effettuare a Roma, ha inoltre suggerito l’organizzazione di una missione calabrese in Corea del Sud, considerate le notevoli potenzialità che questo Paese può avere per le nostre esportazioni. Anche Rosario Olivo, sindaco del capoluogo, ha accolto a Palazzo De Nobili l’ambasciatore sudcoreano. «Siamo davvero onorati per questa attenzione che ci ha voluto riservare», ha detto il sindaco, che ha dato alcune indicazioni sulla storia della città, sottolineando, in particolare, gli aspetti paesaggistici di Catanzaro, sul mare e a pochi passi dalla montagna. «Seguiamo con interesse le vicende del vostro Paese – ha aggiunto il sindaco – e ammiriamo la vitalità con la quale sta decollando verso il futuro, dopo aver superato anni molto difficili». Dal canto suo, Kim Young-Seok ha ringraziato «per la splendida accoglienza ricevuta», avvalorando l’ipotesi di una collaborazione che possa produrre una relazione feconda di scambi e di conoscenze. Al termine dell’incontro, Olivo ha consegnato all’ambasciatore e alla delegazione presente una targa con il simbolo della città e alcuni volumi sulla Calabria e sul capoluogo, invitandolo a firmare il libro d’onore del Comune di Catanzaro. Il sindaco e il diplomatico hanno poi formulato gli auguri ai due sposi che, proprio ieri mattina, hanno celebrato il loro matrimonio, in costumi d’epoca, nella sala concerti del Comune. Nel pomeriggio la delegazione diplomatica sudcoreana si è diretta verso Cosenza, anche con l’intenzione di effettuare una breve visita in Sila. ●

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Hanno partecipato all’iniziativa numerosi imprenditori e manager calabresi

Interessante convegno di Confindustria Calabria:

“Credito e patrimonializzazione. Gli strumenti a sostegno delle piccole e medie imprese”

Le applaudite conclusioni generali sono state a cura di Vincenzo Boccia, presidente Piccola Industria di Confindustria di

Rita Macrì

S

i è svolto a Lamezia Terme (Cz), nella sede di Unioncamere Calabria, organizzato da Sistemi Formativi di Confindustria Calabria, un importante e qualificato convegno, sul tema: “Credito e patrimonializzazione. Gli strumenti a sostegno delle piccole e medie imprese”. Un tema, quello trattato dai relatori, davvero attuale, considerate anche le recentissime posizioni assunte dal governo nazionale circa la necessità di aumentare il Pil, soprattutto al Sud. Dopo, i saluti affidati a Umberto de Rose, presidente di Confindustria Calabria, l’uditorio ha ascoltato l’apertura dei lavori di Giuseppe Pugliese, presidente regionale della Piccola Industria. Pugliese ha relazionato delineando lo scenario economico regionale e facendo un’analisi del contesto in cui operano le PMI calabresi. Il presidente ha rilevato la grande importanza delle iniziative a sostegno delle PMI tra le quali certamente annoverare le azioni poste in atto dal Fondo Italiano d’Investimento finalizzate a finanziare lo sviluppo di imprese italiane di piccole e medie dimensioni, tramite investimenti diretti o indiretti nel capitale di rischio. Non sono però mancate le note di grande preoccupazione espresse per il

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sempre maggior divario in termini di crescita economica tra regioni del Nord e regioni del Sud alcune delle quali, tra cui la Calabria, relegate agli ultimi posti tra tutte le regioni europee. «Le statistiche ufficiali – ha continuato Pugliese – dipingono dal punto di vista economico almeno due Italie diverse e se non ci affrettiamo a comprenderle, prenderanno inevitabilmente direzioni opposte». Pugliese, infine, invocando ed auspicando un “periodo delle scelte” ha concluso il suo discorso con una citazione di Fichte: “Noi possiamo scegliere tutto ciò che vogliamo e anche ciò che non vogliamo, purché lo vogliamo davvero”.         Sono seguiti gli interventi di: Maurizio D’Andria, responsabile Sviluppo commerciale di Sace, il gruppo assicurativo-finanziario attivo nell’assicurazione del credito, nel credito all’esportazione, nella protezione degli investimenti, nelle garanzie finanziarie, nelle cauzioni e nel factoring (Gli strumenti per il sostegno delle imprese); Matteo Del Fante, direttore generale della Cassa Depositi e Prestiti (La nuova Cassa Depositi e Prestiti per l’impresa); Gabriele Cappellini, amministratore delegato Fondo italiano d’Investimento Sgr.

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Hanno partecipato all’iniziativa numerosi imprenditori e manager calabresi

Alcuni momenti del convegno di Confindustria Calabria, tenuto nella sede di Unioncamere a Lamezia Terme. A sinistra Vincenzo Boccia, presidente del Comitato nazionale della Piccola Industria di Confindustria. Foto in alto a destra Giuseppe Pugliese, presidente regionale della Piccola Industria

A seguire una intensa tavola rotonda sul tema centrale della giornata: “La finanza a sostegno della crescita e della patrimonializzazione delle Pmi”. Sono intervenuti, Piero Sansonetti, direttore di Calabria Ora ; Nuccio Caffo, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Calabria; Francesco Mangione, presidente dei Sistemi Formativi di Confindustria Calabria; Andrea Montanino, direttore generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze; Giuseppe Lombardi, presidente della Commissione regionale Abi. Ha coordinato i lavori della tavola rotonda Alio Schettino, direttore dell’Area Fisco, Finanza e

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Welfare di Confindustria. Il successivo dibattito ha lasciato poi spazio alle applaudite conclusioni generali a cura di Vincenzo Boccia, presidente Piccola Industria di Confindustria. Boccia si è soffermato nel corso del suo intervento sul valore sociale dell’impresa, sul ruolo fondamentale che l’imprenditore sano, capace e competente svolge per tenere assieme non solo gli aspetti prettamente finanziari e produttivi del suo lavoro, ma anche e soprattutto la dimensione sociale della sua funzione, in un rapporto certo dialettico, ma comunque positivo, con gli altri soggetti in campo, maestranze in testa. ►

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Hanno partecipato all’iniziativa numerosi imprenditori e manager calabresi

Francesco Mangione, presidente dei Sistemi Formativi di Confindustria Calabria, nel suo ragionamento ha tra l’altro ricordato l’ampio e articolato programma 20102011 messo in atto in collaborazione con le cinque sezioni di Confindustria della regione. «Un percorso decisamente innovativo – ha detto Mangione – costituito da sette incontri dedicati agli imprenditori e ai dirigenti delle imprese calabresi, associate al sistema confindustriale. Attraverso il ricco ventaglio di corsi proposto – ha aggiunto – Sfcc intende perseguire un obiettivo su tutti: sviluppare competenza su tematiche di indiscusso valore strategico per le aziende appartenenti ai settori più disparati, che intendono confrontarsi con le complesse dinamiche che caratterizzano il mercato attuale». Maurizio D’Andria, Responsabile Sviluppo Commerciale della Sace, ha evidenziato: «Al Maurizio D'Andria Sud, per aprire un dialogo oggi indispensabile per capire i bisogni del tessuto imprenditoriale, Sace ha aperto nel 2010 l’ufficio di Bari, affidato a Carlo Neri, che fa da

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punto di riferimento per le imprese di Puglia, Molise, Basilicata e Calabria. La Calabria usufruisce ancora molto poco dei nostri prodotti. Ciò riflette, da un lato l’esigua percentuale di export detenuta dalla regione e, dall’altro lato, una conoscenza ancora parziale dell’offerta di Sace, che comprende anche strumenti “a misura di PMI”, come le garanzie per facilitare l’accesso al credito, e altri strumenti di supporto alla gestione dei crediti, (come l’assicurazione dei crediti e il factoring), che vanno oltre il sostegno alle transazioni con l’estero. In particolare, per sostenere l’accesso al credito delle imprese, Sace ha incoraggiato – ha proseguito D'Andria – il sistema bancario ad ampliare programmi di supporto alla crescita delle fasce di imprese più deboli, miranti ad incrementare il volume totale di fidi disponibili: grazie alla partnership di Sace con le principali banche italiane sono ancora disponibili 1,4 miliardi di euro per finanziare processi di internazionalizzazione e capitale circolante. Inoltre, per migliorare la gestione dei crediti, Sace

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Hanno partecipato all’iniziativa numerosi imprenditori e manager calabresi

assicura il fatturato delle imprese dai rischi di insolvenza dei clienti per transazioni commerciali concluse in Italia e all’estero, con dilazioni di pagamento inferiori ai 12 mesi tramite la società specializzata Sace BT. Da aprile 2010 è operativa Sace Fct, la società di factoring costituita per favorire lo smobilizzo dei crediti vantati dai fornitori della Pubblica Amministrazione».   Presenti, tra l’altro, al convegno anche i rappresentanti di Cassa depositi e prestiti (CDP), una società per azioni a controllo pubblico (il 70% è in capo al Ministero dell’economia e delle finanze, il restante 30% è detenuto da un nutrito gruppo di Fondazioni bancarie), che persegue da 160 anni una missione istituzionale: finanziare la crescita economica del Paese. La fonte principale della raccolta di CDP è il Risparmio postale: Cassa è l'emittente dei Buoni Matteo Del Fante fruttiferi postali e dei Libretti di risparmio, che godono della garanzia diretta dello Stato italiano. Matteo Del Fante, direttore generale della CDP, dopo aver illustrato i vari

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strumenti messi a disposizione dalla Cassa per il mondo imprenditoriale, si è soffermato sul “Plafond PMI” da 8 miliardi di euro, finalizzato al finanziamento delle spese di investimento e alla copertura delle esigenze di incremento del capitale circolante delle imprese di piccola e media dimensione. «Si tratta di risorse cui le PMI possono accedere – ha detto Del Fante – grazie ad una Convenzione tra la CDP e l’Associazione Bancaria Italiana, rivolgendosi alla propria banca, che ottiene a tassi competitivi il finanziamento da CDP e può quindi concedere il prestito all’impresa a condizioni vantaggiose. Ampio il ventaglio delle scadenze disponibili: 3, 5, 7 e 10 anni. Inoltre, massima è la trasparenza delle condizioni finanziarie del prestito, che saranno sempre palesi e quindi valutabili dall’impresa». «Finora i risultati a livello nazionale di questo strumento sono positivi: degli 8 miliardi di euro messi a disposizione da Cassa, in poco più di un anno ne sono stati già erogati alle imprese oltre 3 miliardi», ha ricordato ►

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Hanno partecipato all’iniziativa numerosi imprenditori e manager calabresi

A destra, in senso orario, dall'alto verso il basso: Gabriele Cappellini, Giuseppe Speziali, Mario Romano, Paolo Abramo, Francesco Mangione, Dario Lamanna, Adriano Marani, Giuseppe Pugliese, Francesco Cava, Giuseppe Gatto, Nuccio Caffo, Umberto De Rose, Luigi Leone, Giuseppe Lombardi, Andrea Montanino

del Fante. A livello regionale, invece, l’assorbimento delle risorse messe a disposizione da CDP risente ancora di una lenta ripresa dell’attività di prestito verso le imprese più piccole. Si stima infatti che la percentuale delle somme erogate assorbite dalle PMI calabresi non superi l’1% del totale, nonostante il 50% degli sportelli bancari regionali, cui le PMI si possono rivolgere per accedere al Plafond, aderiscano all’iniziativa. La nostra presenza a Lamezia Terme testimonia l’interesse della Cassa depositi e prestiti, da sempre in prima linea nel finanziamento dello sviluppo del Paese, affinché la conoscenza di opportunità per le imprese, quale il Plafond PMI, sia il più possibile diffusa su tutto il territorio nazionale. Oltre al Plafond, la CDP sostiene il settore imprenditoriale – ha concluso del Fante – attraverso la partecipazione al Fondo Italiano di Investimento per le PMI (FII) da oltre 1 miliardo di euro, la gestione del Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI) da 6 miliardi di euro, l’attività del Fondo di social housing per circa due miliardi di euro e quella di finanziamento alle infrastrutture». All’iniziativa hanno preso parte molti imprenditori, manager e rappresentanti istituzionali provenienti da tutta la Calabria. Tra gli altri sono stati notati: Giuseppe Speziali, Giuseppe Gatto, Marcello Gaglioti, Aldo Ferrara, Dario Lamanna, Sarino Branda, Mario Romano, Alberto Statti, Adriano Marani, Fortunato Amarelli, Alfredo Citrigno, Paolo Abramo, Antonio Statti, Donatella Romeo, Luigi Leone, Francesco Cava, Anselmo Pungitore, Cesare Cristofaro. ●

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Aziende e sviluppo economico

Artigianato calabrese al Macef: professionalità, fantasia, dedizione

Ventinove imprese della regione hanno partecipato all'edizione 2011 del Salone internazionale della Casa che si è tenuto alla Fiera di Milano-Rho di

Stefania Argirò

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a partecipazione della Regione Calabria e di un’ampia selezioni di aziende artigiane al Macef 2011, che si è tenuto alla Fiera di Rho, ha arricchito il diffuso sforzo che si sta producendo per presentare a livello nazionale e internazionale le eccellenze della regione. Le imprese partecipanti sono state ventinove, tutte elencate in un opuscolo divulgativo, contenente diverse informazioni tecniche, che è stato distribuito anche nel corso dell’evento fieristico, a cura dell’Assessorato alle Attività Produttive, del Coser, delle Camere di Commercio di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Crotone e Catanzaro. «La bellezza che la natura ha regalato alla nostra regione – ha affermato nella presentazione dell’opuscolo l’assessore Antonio Caridi – è stata magicamente espressa dalla mano intelligente dei nostri artigiani che, con dedizione al lavoro, hanno materializzato attraverso le proprie opere, l’essenza della Calabria, riproducendo la storia, la cultura e le tradizioni di un paese che, nonostante le difficoltà, guarda al futuro con fiducia». «La nostra presenza al Macef – ha aggiunto Caridi – vuole essere un’occasione per far conoscere a livello internzionale le eccellenze del nostro territorio, attraverso le innumerevoli e incomparabili armonie che si rincorrono e susseguono con

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la loro unicità in un itinerario altalenante fatto di manualità e arte, di natura e storia. Coscienti dell’importanza di valorizzare tale patrimonio, abbiamo creato forti sinergie con le nostre imprese. L’Assessorato alle Attività produttive cammina con loro per la realizzazione di un obbiettivo comune: creare, attraverso la qualità, un’economia capace di interfacciarsi con la globalizzazione del mercato». La nostra testata giornalistica, sin dalla sua nascita, ha dato ampio spazio alle attività imprenditoriali calabresi legate ai settori dell’artigianato di qualità e dell’agroalimentare, nella convinzione di sostenere due realtà che rivestono ancora un enorme potenziale di crescita, con benefici diffusi per tutto il tessuto economico e sociale della regione. A tal fine abbiamo partecipato a numerose fiere di settore, in Italia ed all’Estero, pubblicando una serie di servizi, sempre corredati di fotografie originali, che, sia grazie al magazine cartaceo sia alla edizione quotidiana online, hanno contribuito a rafforzare la comunicazione professionale e specifica che, come da tutti asserito, è una leva fondamentale, e anzi addirittura strategica, per il successo delle iniziative imprenditoriali in atto. Nel corso delle nostre numerose presenze a kermesse fieristiche a Milano, Torino, Verona, Parma, Arezzo, Londra, Parigi, New York, Norimberga… abbiamo anche maturato ulteriormente due know how specifici: il rapporto diretto con le singole aziende, che ci mettono spesso in evidenza anche le diverse problematiche in gioco; la logistica e la capacità di penetrazione mediatica dei

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distinti appuntamenti internazionali. Emerge, nel complesso, una situazione a due facce: da un lato i decisivi passi in avanti compiuti, dall’altro la necessità di opportuni aggiustamenti e miglioramenti, senz’altro legati a una più attenta capacità di programmazione. Torniamo ora al mondo artigiano ricordando peraltro che, nei giorni scorsi, nella sede di Unioncamere Calabria, a Lamezia Terme (Cz), è stato fatto il punto, con le aziende che vi hanno partecipato, sull’esperienza del Macef di gennaio 2011. Erano presenti l’assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Caridi, il presidente di Unioncamere Calabria, Fortunato Roberto Salerno, i dirigenti del Coser. Ne è emerso un confronto interessante e proficuo che va tutto nella direzione delle attese iniziative di programmazione poliennale. Al Macef, dicevamo, hanno preso parte, in un ampio stand ben curato soprattutto dal punto di vista grafico, 29

realtà produttive provenienti dalle cinque province: La Regina di Bagnara Calabra (Rc), ceramiche; La Fenice di Reggio Calabria, nastri in raso double face; Ceramiche Condò di Gerace (Rc), oggetti in ceramica; Gocce d’Oro di Scido (Rc), lavorazione di ►

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oro, argento e pietre preziose; Bottega del Legno di Cittanova (Rc), arte dell’impaglio delle sedie, intarsio, restauri, produzione di mobili a mano; Vetri Preziosi di Marina di Gioiosa Jonica (Rc), produzione artistica del vetro e della ceramica; Idea Luce di Roccella Jonica (Rc), produzione di paralumi; Lavorazione del Castagno di Aldo Mammoliti, di San Giorgio Morgeto (Rc), produzione cesti; Milena Trapasso Gioielleria di Ardore (Rc), creazione gioielli; Ceramiche Artistiche di Ferraro Giuseppe di Seminara (Rc), produzione ceramiche; Creazioni La Cava di San Lorenzo del Vallo (Cs), produzione alta bigiotteria realizzata con argento, perle e pietre naturali; Camodeca di San Lorenzo del Vallo (Cs), arte del ferro battuto a mano e produzioni per l’arredo di ambienti interni ed esterni; L. T. Ceramiche di Bisignano (Cs), ceramica artistica; Benincasa di Cosenza, modella su ogni oggetto naturale una lamina di metallo prezioso; Fabbrica Tessile Bossio di Calopezzati (Cs), produzione tessuti; Pizzi Merletti e Fantasia di Crotone, creazioni esclusive a Mno; Pec. Ufficio Stile di Cutuli Paola Emanuela, di Vibo Valentia, progettazione abbigliamento e realizzazione capi unici; Laboratorio Orafo di Tommaso Belvedere, di Tropea (Vv), realizzazione preziosi; Ltd Restauro e Falegnameria di La Torre Domenico, di Spilinga (Vv), restauri e lavorazione legni pregiati; Creazioni Lory di Petrona (Cz), produzione biancheria per la casa e souvenir tessili; La Mia Arte Artigianato di Tiriolo (Cz), produzioni artigianali fortemente radicate nella storia locale; Mancusastucci di Cicala (Cz), produzione

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Aziende e sviluppo economico

astucci personalizzati, etichette, carta, shoppers, rotoli, nastri; Lo Scrigno dei Desideri di Feroleto Antico (Cz), creazioni gioielli; Sabrina Canzoniere di Lamezia Terme (Cz), jewelry designer; Smak Gioielli di Lamezia Terme (Cz), arte del gioiello; La Sedia di Serrastretta (Cz), dall’arte dei seggiolai alla produzione di sedie e tavoli in legno massiccio con cura artigianale; L’Altrarte Ceramiche Artistiche di Lamezia Terme (Cz), nuova linea di semilavorati per ceramica realizzati a mano con terre selezionate; Officine Preziosi di Catanzaro, lavorazione artigianale di oro e argento; Kifà di Serrastretta (Cz), arredamento per ogni tipo di ambiente. Concludiamo questo servizio con un’altra breve citazione tratta dal menzionato opuscolo ufficiale: “E’ ormai tradizione, il consueto appuntamento con il Salone Internazionale della Casa, nel quale il nostro artigianato si sposa con le nuove tendenze sul mercato. L’assessorato regionale alle Attività produttive crede fortemente nella storia artigianale calabrese e la sostiene con la certezza che la Calabria è pronta ad imporsi nella realtà economica italiana. Certezza data dai segnali di cambiamento delle nostre imprese industriali e artigiane, che hanno maturato concetti fondamentali quali: mobilità, competitività e superamento di confini territoriali. Questa consapevolezza ha reso ancora più forte e desiderabile il nostro obiettivo: utilizzare attivamente tutte le nostre risorse a beneficio dello sviluppo calabrese”. Nel suo complesso l’esperienza delle imprese artigiane calabresi al Macef è stata positiva. ●

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Le amministrazioni comunali virtuose a favore dell’ambiente

Il “Patto dei sindaci” contro i cambiamenti climatici D

quanto concerne i cosiddetti Paesi emergenti) i quali producono a decenni si parla di “effetto serra” e di stravolgied inquinano sempre di più essendo nel pieno della loro prima menti degli equilibri ambientali a causa del camrivoluzione industriale. L’ormai famoso Protocollo di Kioto del biamento climatico. Da qualche tempo gli effetti 1997 tendente ad impegnare i Paesi più industrializzati ad abconcreti purtroppo sono sotto gli occhi di tutti. Ecco perché il battere mediamente del 5% le produzioni di gas climalteranti problema relativo ai cambiamenti climatici diventa sempre più e soprattutto di anidride carbonica entro il 2012 non ha dato allarmante e pressante e anche l’Unione Europea si conferma ancora i risultati sperati. L’Unione Europea inoltre nel 2008 ha quale leader nella lotta all’“effetto serra” essendosi impegnaimpegnato le varie nazioni aderenti a manta nella riduzione del 20% delle emissioni tenere l’accordo cosiddetto del “20-20-20” di gas climalteranti entro il 2020. Un impeda raggiungere entro il 2020: riduzione del gno ratificato a dicembre 2010 in occasione 20% delle emissioni di gas serra, aumento dell’ultima Conferenza ONU sui cambiadell'efficienza energetica del 20% e il ragmenti climatici tenutasi a Cancun in Messigiungimento della quota del 20% di fonti di co. Ma tale impegno può essere mantenuto energia alternative. E’ innegabile che l’uso se tutti i Paesi operano con gli stessi obiettivi delle energie alternative e “pulite” è in forte e per farlo occorre agire dal basso. Si parla crescita ovunque in Europa ed anche in Itainfatti di “effort sharing” ovvero di “riparlia (con la Puglia in testa per il fotovoltaico), tizione dello sforzo” al fine di abbattere nel ma non è sufficiente: occorre modificare nel tempo l’emissione di anidride carbonica e www.pattodeisindacicalabria.it tempo le cosiddette “abitudini energetiche” a di utilizzare in maniera crescente le energie partire dal risparmio energetico non solo riguardo ai privati citalternative a partire dai piccoli comuni fino alle grandi città, tadini ma anche relativamente alle amministrazioni pubbliche, causa primaria di inquinamento e consumo energetico dovuti ai trasporti, al residenziale, alla piccola e media impresa, all’inal di la dell’“energy business” che fa apparire come virtuosi vasti territori e numerose municipalità. dustria, al “settore civile” in genere. E ciò è ancor più vero per

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Patto dei Sindaci

Le amministrazioni comunali virtuose a favore dell’ambiente

Da tutto ciò scaturiscono le priorità della UE verso le scelte di intervento e gli orientamenti politici che poi si tradurranno nei finanziamenti comunitari, ministeriali e regionali di progetti specifici a valere su Bandi destinati sia ai privati sia agli enti pubblici. Il recente evento IEE (Intelligence Energy Europe) di Bruxelles ha consentito di definire le principali esigenze che diventeranno le priorità di intervento trasformandosi poi sia in opportunità di investimento sia in normative da rispettare: efficienza energetica delle industrie ma anche dei prodotti industriali e degli elettrodomestici, diffusione delle fonti di energie rinnovabili, iniziative integrate relativamente al risparmio energetico degli edifici, efficienza energetica dei trasporti. E quando si affronta il tema delle energie rinnovabili è bene non riferirsi solamente al fotovoltaico: esso è certamente il meno efficiente ed il più costoso oltre che essere “a rischio” nel momento in cui, qualunque governo europeo in crisi economica, potrebbe decidere improvvisamente di annullare gli incentivi previsti ed avviati (in Italia: “conto energia”) con le immaginabili nefaste conseguenze; per il futuro energetico comunitario infatti si parla soprattutto di eolico, minieolico e microeolico, di idrico e mini-idro, di energia dalle maree e dalle correnti marine, di geotermia e micro-geotermia abitativa. Così come sarà importante lo stoccaggio sotterraneo dell’anidride carbonica (CCS: Carbon Capture and Storage) per contribuire alla sua eliminazione graduale dall’atmosfera, già prevista per le grandi centrali elettriche ed obbligatoria, quando la norma europea sarà applicata in Italia, per le industrie che consumano almeno 1 MW di energia. Scenari innovativi che aprono anche grandi spazi alla “green economy” mondiale: produttori ed installatori di fotovoltaico, di solare termico e di eolico ne sono l’esempio lampante odierno così come lo saranno da qui a poco gli Energy manager ed i certificatori dell’efficienza energetica degli edifici. Ne consegue pertanto che risulta ancora più importante intendere in maniera integrata la “condivisione dello sforzo” per quanto concerne il risparmio energetico e le azioni virtuose contro l’emissione di gas serra a partire proprio da ogni singolo comune.

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Da qui nasce il Patto dei Sindaci (Covenant of Mayor), l’iniziativa della Commissione Europea che punta a riunire le amministrazioni pubbliche virtuose che si impegnano con un “patto” a ridurre le emissioni di CO2 attraverso una migliore efficienza energetica e si impegnano a produrre e utilizzare in maniera più sostenibile l’energia; i comuni aderenti al Patto pertanto, sono tenuti a redigere uno specifico Piano di Azione per l’Energia Sostenbile (PAES). Un Piano da formulare ma soprattutto da concretizzare per raggiungere gli scopi prefissati grazie a numerosi programmi di cofinanziamento e di finanziamento dedicati. Ad oggi sono più di 2300 le municipalità ed altri enti aderenti a questa sorta di “club virtuoso per l’ambiente” e tra questi ben 800 sono italiani e il loro numero è in continua crescita. Segno di una nuova sensibilità da parte degli amministratori pubblici verso le tematiche ambientali e verso l’obiettivo principale da raggiungere, ovvero la riduzione del 20% delle emissioni di CO2. L’adesione crescente di nuovi comuni al “Patto dei sindaci” anche in Calabria è sintomo di una rinnovata consapevolezza del ruolo chiave rivestito dalle autorità locali nel lungo processo di attuazione delle politiche globali in materia di energia sostenibile ed ambiente. Il documento base dell’UE del 2007 veniva intitolato “Energia per un mondo che cambia”. In un mondo che cambia il cambiamento deve essere vissuto ed attuato direttamente e non può assolutamente essere subìto. Dott. Agr. Rosario Previtera - Covenant manager previterarosario@katamail.com

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flash news PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA: FIRMATO ACCORDO TERRE E DEPOSITI CIUCCI: “IMPORTANTE OCCASIONE PER IL RECUPERO DI UN’AREA COMPROMESSA”

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i è tenuta oggi la firma dell’Accordo procedimentale per la gestione dei siti di conferimento delle terre che interesseranno il territorio del Comune di Melicuccà, provincia di Reggio Calabria. L’Accordo è stato firmato dal Sindaco di Melicuccà, Emanuele Oliveri, dall’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, dall’Amministratore delegato di Eurolink, Michele Leone. In vista del prossimo avvio dei lavori l’obiettivo di tale atto è di concordare e regolamentare con il Comune la localizzazione dei siti di conferimento delle terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri del ponte sullo Stretto di Messina, nonché la sistemazione finale dei siti stessi per la loro riqualificazione ambientale e la consegna agli Enti Locali. In particolare l’Accordo individua e definisce con patto formale le intese raggiunte dalla Stretto di Messina con il Comune per la migliore ubicazione dei luoghi (siti di cave dismesse, aree compromesse) dove portare le terre provenienti dagli scavi in modo che, una volta completati i lavori, tali luoghi tornino all’originario utilizzo agricolo. Nello stesso accordo viene dato atto dell’intesa raggiunta tra le parti anche in ordine alle modalità di gestione degli itinerari per la movimentazione dei materiali in entrata ed in uscita in modo che siano percorse strade esistenti o da realizzare, nell’ottica del minor impatto possibile sulla viabilità locale. Tutte le aree occorrenti in corso d’opera per i percorsi stradali di nuova realizzazione ed i siti di conferimento terre saranno intestate al patrimonio immobiliare del Comune. Nell’occasione l’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato: «E’ un accordo importante per la gestione dei siti di conferimento delle terre, definito in vista dell’avvio dei lavori per il Ponte sullo Stretto. Offre al territorio una significativa opportunità di recupero ambientale ed idrogeologico di un’area compromessa che verrà restituita alla sua destinazione agricola». ●

Confindustria Cosenza elegge Alfonso Cosentino neo presidente della Sezione Turismo

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ontinua il rinnovo degli organismi direttivi che interessano i diversi comparti merceologici organizzati in seno a Confindustria Cosenza e che sta per determinare la nuova composizione del Consiglio Direttivo Generale di Via Tocci per il prossimo biennio. In seno a quest’ultimo, infatti, siederanno i nuovi Presidenti delle Sezioni, che si aggiungeranno ai componenti eletti direttamente in sede di Assemblea, ai Presidenti in carica ed ai membri di diritto. Dopo la Sezione Trasporti ed il Gruppo Credito e Finanza, è stato rinnovato il Direttivo della Sezione Turismo. L’imprenditore Alfonso Cosentino, Titolare del Villaggio Turistico Il Vascellero di Cariati è il neo Presidente della sezione Turismo. Subentra a Demetrio Metallo (Hotel La Principessa in Amantea) che ha guidato il gruppo per due mandati consecutivi. L’Assemblea della Sezione ha eletto, inoltre, come VicePresidente l’imprenditore Pietro Lecce, titolare del San Lorenzo Si Alberga e de La Tavernetta di Camigliatello Silano ed i consiglieri Pinuccio Alia (La Locanda di Alia in Castrovillari), Vincenzo Alfano (Hotel Mediterraneo Palace in Amantea), Luigi Sauve (Sifin- Minerva Club Resort in Sibari), Stanislao Smurra Alfonso Cosentino (Gestintur – Hotel Enotria in Amendolara). «E’ mia intenzione - dichiara il Presidente degli imprenditori turistici aderenti a Confindustria Cosenza Alfonso Cosentino - incontrare gli operatori della provincia per concertare un progetto di rilancio dell’offerta turistica del territorio, che sappia parlare un linguaggio innovativo, basato sulla qualità dei servizi e su un sistema puntuale ed efficace dell’accoglienza. Come imprenditori – sottolinea Cosentino -siamo consapevoli che il turismo, per dar vita ad elevati margini di crescita economica, non può essere legato solo a strategie di competitività delle singole imprese, ma a politiche di settore a tutto campo, che sappiano creare sinergie con il sistema dei trasporti, le infrastrutture, i beni culturali, l’edilizia, l’agroindustria e l’eno-gastronomia». «Solo un sistema di rete tra tutti gli operatori e le istituzioni potrà garantire lo sviluppo che il comparto aspetta da anni – conclude il Presidente Alfonso Cosentino - ed è con questa visione che stiamo lavorando, da più tempo, al progetto multi regionale denominato “I Turismi”, che ci vede impegnati insieme alle Confindustrie ed ai Dirigenti del settore privato e pubblico della Basilicata, Sicilia, Sardegna, Puglia, Campania ed a Fondirigenti e Federmanager, per rendere fruttuoso un percorso di sinergie e filiere di alta innovazione e penetrazione del turismo». ●

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flash news ARPACAL: laboratorio chimico di Cosenza

partecipa al circuito dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica

Il laboratorio chimico del Dipartimento provinciale di Cosenza dell’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal), diretto dalla dr.ssa Rosaria Chiappetta, ha partecipato con ottimi risultati al circuito di interconfronto internazionale che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) promuove annualmente per verificare la correttezza metodologica che devono garantire i laboratori, sparsi in tutto il mondo, che si occupano di analisi ambientali. Nello specifico - si legge in una nota stampa - la prova che ha interessato il laboratorio chimico cosentino dell’Arpacal ha riguardato l’analisi di metalli pesanti. Il laboratorio chimico diretto dalla dr.ssa Chiappetta, come ogni laboratorio aderente all’iniziativa, è stato giudicato non solo per l’analisi strumentale realizzata sul materiale contaminato, ma anche nel grado di dispersione delle misure eseguite, nel trattamento del campione e nella restituzione dei dati. Il tutto, rigorosamente su un campione incognito che viene inviato, identico, a tutti i laboratori partecipanti. Una volta restituiti i dati, l’IAEA ha proceduto 'elaborazione dei dati attribuendo dei criteri per valutare la qualità dei dati che in questo caso è il cosiddetto punteggio “Z-score”, cioè un valore che valuta quanto il valore determinato è lontano dal valore reale. Tanto più il punteggio Z-score è grande, tanto peggiore è la qualità del dato: fino a 2 i valori sono accettabili, tra due e tre di Z-score i valori sono discutibili; con lo Z-score superiore a 3, i valori sono da rigettare. Il laboratorio Arpacal si è attestato tra quelli con la categoria di punteggio (Z-score inferiori a due), certificando la correttezza delle analisi svolte. ●

1° Classificato al premio Ercole Olivario nella categoria extravergine fruttato leggero l'olio dell'azienda Ceraudo di Strongoli: soddisfazione dal presidente di Unioncamere Calabria

«Il successo dell’Azienda Roberto Ceraudo ed il riconoscimento ufficiale sulla qualità dell’eccellente olio prodotto non possono che riempirci di oggettivo compiacimento». Questi i commenti soddisfatti del Presidente di Unioncamere Calabria Fortunato Roberto Salerno alla notizia che vede l'extravergine calabrese al 1° posto nella categoria fruttato leggero alla XIX edizione del premio nazionale Ercole Olivario svoltosi a Spoleto dal 21 al 26 marzo 2011. «Unioncamere Calabria ha curato le selezioni regionali del Premio Ercole Olivario a cui hanno aderito numerose aziende rappresentative di tutto il comparto olivicolo regionale - continua Salerno – ed oggi ci inorgoglisce apprendere che proprio una delle nostre imprese ha portato a casa un risultato così lusinghiero in una edizione del concorso che si riconferma in numeri da record con 355 aziende concorrenti in rappresentanza di 17 regioni e 92 finalisti». «Rivolgo un ringraziamento particolare anche al Laboratorio Chimico Merceologico della Calabria Calab di Montalto Uffugo che ha eseguito con scrupolosità le selezioni degli oli regionali – conclude Salerno - per la serietà e la professionalità che da sempre ne contraddistinguono l’operato». •

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Sergio De Julio

è il nuovo Presidente della Sezione Terziario Avanzato di Confindustria Cosenza

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aureato in Ingegneria elettrotecnica presso l’Università di Napoli e Ph.D. in Engineering (Università della California a Los Angeles), Sergio De Julio, è professore ordinario in congedo di Ricerca Operativa e presidente di EXEURA S.r.l., uno spin-off d’informatica dell’Università della Calabria. Ha promosso e presieduto il CRAI (Consorzio per la Ricerca e le Applicazioni in Informatica) e CALPARK (Parco Scientifico e Tecnologico della Calabria). E’ stato membro dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione, deputato al parlamento per due legislature e Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana e Commissario Straordinario dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. E’ membro dell’Accademia Internazionale di Astronautica e gli è stata conferita dalla NASA la Distinguished Public Service Medal. L’Assemblea della Sezione ha provveduto, inoltre, ad eleggere quali Consiglieri gli imprenditori Antonietta Bracone (Metis), Giuseppina Bruno (Leading Sas), Francesco De Marco (Poste Italiane), Marina Simonetti (Lacosa srl), Maria Carmela Trapani (Consorzio Laif). «Le tematiche dell’innovazione – dichiara il Presidente De Julio - sono state una costante della mia vita sia attraverso l’impegno diretto nella ricerca scientifica, la realizzazione di strutture di ricerca ed innovazione, la direzione di agenzie ed istituti di ricerca di livello internazionale, che attraverso l’attività politica, ed infine, attraverso la responsabilità di Exeura, una società d’informatica impegnata da oltre nove anni nella ricerca e nello sviluppo di prodotti e servizi software innovativi». «Sono lusingato dalla possibilità offertami di mettere questa esperienza al servizio di Confindustria Cosenza in qualità di Presidente della Sezione Terziario Avanzato– aggiunge Sergio De Julio – perché credo che i servizi innovativi possano svolgere un ruolo trainante per l’ammodernamento delle imprese e della Pubblica Amministrazione, a beneficio dell’economia e della società calabrese. Auspico, pertanto, che la Sezione Terziario Avanzato sia da stimolo alle imprese associate a svolgere tale ruolo e agli organismi pubblici ad incentivare la crescita qualitativa e quantitativa del settore». ●

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flash news La UE seleziona il reCity, Master europeo di eccellenza 2011 Un risultato entusiasmante e di grande prestigio internazionale La Commissione Europea, seleziona tra l’eccellenza della formazione superiore in Europa il reCity - master sulla rigenerazione della città, insignendolo del titolo di Master Erasmus Mundus 2011

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ell’ambito del bando Erasmus Mundus 2010-2011, a Bruxelles (Belgio) sono state presentate complessivamente 181 candidature per corsi di Master congiunti tra università ed istituzioni europee ed extra-europee, di cui 78 con presenza di università ed istituzioni italiane. La Commissione Europea attraverso l’EACEA, l’Agenzia Esecutiva per l’Istruzione, l’Audiovisivo e la Cultura, responsabile della realizzazione del programma Erasmus Mundus, ne ha selezionate 29, di cui 14 sono rinnovi di Master già esistenti. Quindi il reCity, Master sulla rigenerazione della città è uno dei pochissimi 15 nuovi master di eccellenza Erasmus Mundus, nonché uno degli unici due promossi da istituzioni italiane, selezionati dall’Unione Europea per essere attivati nell’anno 2011. Un risultato entusiasmante e di grande prestigio internazionale. Erasmus Mundus è un programma di cooperazione e mobilità nel campo dell'istruzione superiore della Commissione Europea, che mira a migliorare la qualità dell'istruzione superiore europea e promuovere il dialogo e la comprensione tra popoli e culture tramite la cooperazione con i paesi terzi. Il Master reCity è coordinato dal FISD - Formazione Integrata Superiore del Design, un consorzio non-profit di formazione e ricerca con sede a Catanzaro. Esso è composto, per il progetto in oggetto, da illustri università, istituti di alta formazione, centri di formazione professionale ed organizzazioni europee, quali ENSAPLV-Ecole Nationale Supérieure d'Architecture de Paris La Villette, FRANCIA; iMED-Istituto Mediterraneo del Design di Catanzaro; ISIA-Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino; UNIRC-Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria; UPV-Universidad Politecnica de Valencia, SPAGNA. Alla realizzazione del reCity partecipano anche prestiose università extra-europee, quali ENA-Ecole Nationale d’Architecture de Rabat, MAROCCO; ENAU-Ecole Nationale d’Architecture et Urbanisme de Tunis, TUNISIA; NIT-National Institute of Technology of Hamirpur,

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INDIA. Partecipa altresì la Regione Calabria, in qualità di partner associato. Il problema della qualità dello spazio urbano e dunque della qualità della vita delle persone che lo vivono, rappresenta l’emergenza della città contemporanea. E’ questo il tema trattato dal Master reCity, che si individua come uno dei progetti formativi più innovativi ed internazionali dell’anno. La didattica viene sviluppate in modo itinerante dai vari partner in Europa e nei paesi terzi. Il Master è strutturato in modo da sviluppare quelle competenze necessarie per essere protagonisti dei processi avanzati di sviluppo urbano sostenibile e recupero della città, da un punto di vista progettuale, di comunicazione, costruzione e gestione. Ogni edizione del Master, di durata biennale, prevede un numero di 65 studenti. Per ciascuna edizione, la Commissione Europea mette a disposizione circa 20 borse di studi, del valore massimo pari a € 48.000 cadauna. Altre borse di studi sono messe a disposizione dal Consorzio, grazie al supporto di partner e sponsor, consentendo a talenti giovani o in condizioni svantaggiate di progredire negli studi. Ogni studente beneficia anche dell’uso di un computer portatile o iPhone per tutta la durata del corso. Le iscrizioni per l’edizione che inizia a Settembre 2011 sono aperte. Il coordinatore didattico del Master è il professore Alessandro Bianchi, già ministro dei trasporti della Repubblica Italiana e già rettore dell’Università degli studi di Reggio Calabria. Il Direttore è l’architetto Ivan Alfieri. Il presidente del Consorzio FISD è la prof.ssa Anna Rotella. ●

Per maggiori informazioni si invita a visitare il sito www.fisd.eu o a contattare la segreteria via: email info@fisd.eu skype consorzio.fisd tel (0039) 0961.769629 fax (0039) 0961.760084

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Calabria rurale

Modelli di sviluppo per l'agricoltura

“Trasparenza” sulle serre fotovoltaiche Nuove opportunità e prospettive per l’agricoltura sostenibile, reale e produttiva di

Rosario Previtera*

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l fotovoltaico negli ultimi anni ha subito una crescita esponenziale in termini di metri quadrati istallati e di energia potenziale prodotta tanto da rendere l’Europa la prima utilizzatrice di fotovoltaico davanti agli Sati uniti ed alla Cina. Ciò grazie ai vari incentivi statali (come il Conto Energia in Italia) che soprattutto in Spagna, Germania e Francia hanno determinato l’impennata dello sviluppo di questo settore a beneficio dell’ambiente certamente ma anche dell’economia diretta e del vasto indotto legato alla tecnologia fotovoltaica. Lo stesso è valso per l’Italia a partire dal 2007: le tariffe incentivanti hanno determinato uno scenario di crescita di potenza energetica da poco più di 700 MWp del 2009 a 1.142 MWp del 2010 fino ben 7.000 MWp stimati dal GSE per il 2011. Dagli impianti condominiali a quelli industriali e fino a quelli “agricoli” le tipologie di pannelli e di strutture sono sempre più numerose ed efficienti: pannelli in silicio monocristallino, policristallino, amorfo e così via. Ormai la tecnologia è entrata nel gergo comune oltre che nella disponibilità di tutti

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Calabria rurale

Pomodori coltivati in serra trasparente

i settori economici: anche nel settore agricolo la produzione di energia rinnovabile da fotovoltaico è diventata attività connessa, entro determinate limitazioni. Ma in un periodo di crisi del settore primario che da tempo pervade il continente, il “fenomeno fotovoltaico” è divenuto spesso uno strumento speculativo e nient’altro: basti pensare alle numerose “finte” serre fotovoltaiche siciliane o alle migliaia di ettari “coperti” da impianti fotovoltaici a terra in Puglia. Tant’è che il legislatore sia a livello regionale che a livello ministeriale ha deciso di imporre dei limiti in tal senso dal punto di vista delle estensioni, della potenza degli impianti, della connessione alle attività economiche ed agricole in particolare. Da ultimo, il recente Decreto legislativo del 3 marzo scorso (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione

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Calabria rurale

Modelli di sviluppo per l'agricoltura

dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/ CE) il quale ridisegna le politiche energetiche ed incentivanti (si attende il 3° conto energia già ad aprile) soprattutto per quanto concerne il comparto agricolo, puntando al maggiore rispetto del paesaggio rurale (impianti fotovoltaici a terra con estensione non superiore al 10% della superficie agricola) e del territorio in genere e soprattutto a garantire gli incentivi a coloro che l’agricoltura la praticano davvero e di agricoltura vivono. Un impianto legislativo che recepisce la direttiva europea 2009/28 ed inizia ad applicare il Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili, attribuendo grande importanza anche alle biomasse ed al biogas, ma che purtroppo ha destato grandi incertezze in merito alle tariffe incentivanti e scosso il mercato del settore, bloccando anche il variegato mondo del credito finanziario a copertura dei numerosi investimenti previsti (a terra, su serre, su tetti, ecc.) per decine e decine di milioni di euro. Si prospetta pertanto il divieto di costituire campi fotovoltaici troppo grandi evitando la sottrazione di grandi superfici pur garantendo agli agricoltori l'opportunità di integrare il reddito con la costruzione di piccoli impianti da installare sostanzialmente in piccoli appezzamenti, sui tetti e sulle serre vere. E su quest’ultima opportunità occorre puntare soprattutto in aree ad alta insolazione come il suditalia. La speculazione fotovoltaica ha determinato in alcune regioni un proliferare di finte serre: finte poiché coperte da pannelli fotovoltaici che ombreggiando non danno la possibilità di praticare agricoltura se non per qualche coltura di minimo rilievo economico. E’ risaputo invece che l’orticoltura in serra

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Pannello fotovoltaico trasparente

è un’attività da alto reddito e va praticata utilizzando al meglio l’energia naturale ed il calore del sole da cui “l’effetto serra” che consente l’ottenimento ad esempio di primizie di pregio ed altamente remunerative o consente l’allungamento dei calendari produttivi. Un comparto quello serricolo che spesso richiede molta energia termica e che ben si coniuga con l’uso di energie rinnovabili. Ma quando queste ultime, a causa dei pannelli fotovoltaici, impediscono la coltivazione e servono solo al guadagno di investitori e solo parzialmente degli agricoltori, allora il sistema si contraddice e fallisce. Da qui la necessità di trovare soluzioni alternative per le serre: sono stati ipotizzati e istallati complessi sistemi mobili, riflettenti, ad alta efficienza e minima copertura e così via, ma il problema è rimasto immutato fino a poco tempo fa. Fino a quando la soluzione ci è giunta recentemente dall’università cinese. Infatti l’Istituto di Tecnologia e Ingegneria dei Materiali della CAS (Chinese Academy of Sciences) di Ningbo (Cina) grazie ad accordi con un colosso locale del settore (Sunon) e banche del proprio paese ha sviluppato un pannello fotovoltaico trasparente in silicio amorfo utilizzabile perfettamente per le serre e per l’edilizia. In pratica all’interno di due strati di vetro viene posto un film di silicio di soli 20 nanometri che di fatto è quasi trasparente. Per la prima volta in assoluto è stato dimostrato che è possibile, quando si parla di fotovoltaico, trovare un giusto compromesso tra produzione di energia e produzione agricola. Alla luce dei risultati agronomici riscontrati e delle notevoli potenzialità applicative evidenziate è stato dimostrato come si possano coltivare ortaggi (pomodori, insalate), melone, uva da tavola, piante da vivaio sotto serre fotovoltaiche coperte ►

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Modelli di sviluppo per l'agricoltura

(in genere di colore arancio) sono tali da diminuire fortemente le condizioni ottimali di vita e riproduzione di comuni parassiti delle ortive e dei pomodori in particolare. Inoltre in Cina addirittura vengono forzate le produzioni in serra grazie ad un originale sistema cosiddetto “tridimensionale” che amplifica l’illuminazioLe scaffalature coltivate illuminate a LED ne interna: i pannelli fotovolcon pannelli ultrasottili in sitaici trasparenti alimentano dei licio amorfo semitrasparenti. LED di colore rosso e blu che Alla luce di ciò anche in Italia illuminano l’interno di struttusi stanno applicando tali sistere sovrapposte scaffalate (vere mi: in Campania la PolyEur e proprie pile di scaffali) in cui sta installando le prime serre si coltivano officinali da confotovoltaiche “in trasparenza” dimento le quali appena pronte e prossimamente anche in Lavengono travasate o impiantazio e Sardegna si potrà coltite in pieno campo: in uno spavare in vera serra sostenibile, zio di 600 mq si ottiene una anche in vista del massiccio produzione paragonabile a impiego di energia fotovoltaiquella che si otterrebbe su un ca pianificato nel nostro paese ettaro circa. per i prossimi anni. Tale tipo di Pannello fotovoltaico trasparente I cicli di produzione si acpannello ha una resa inferiore corciano grandemente grazie rispetto al pannello di silicio cristallino (per installare 1 kWp all’illuminazione continua, al riscaldamento ed alla ventilaoccorre attualmente una superficie pari a circa 14 m2 contro zione programmati e funzionanti grazie ai pannelli con nogli 8-10m2 della tecnologia cristallina) ma in compenso tollera tevoli risparmi di energia. Ma soprattutto la dinamica di promeglio il calore, funziona con la luce diffusa ovvero funziona duzione può essere completamente stravolta, passando da un anche con cielo nuvoloso e non deve essere necessariamente tipo di produzione all’altro, a seconda delle esigenze del merorientato a sud. Questo significa che può ricoprire qualunque cato, senza cambiamenti strutturali. superficie ottenendo di fatto un rendimento finale nettamente Dunque per l’agricoltore vi sarebbe un ritorno economimaggiore rispetto ai comuni pannelli opachi con una spesa di co per la produzione agricola, oltre a quello derivante dalla solo il 10% superiore, ma soprattutto consente di coltivare reproduzione di energia anche in vista del massiccio impiego di almente e quindi di rendere remunerativa la serra fotovoltaica. energia fotovoltaica pianificato nel nostro paese per i prossimi Ma non finisce qui: gli studi in atto starebbero confermando anni. Dal lontano oriente giungono pertanto interessanti noviche le radiazioni solari che vengono “filtrate” da tali pannelli tà: occorrerebbe sfruttarle sin da subito. ● * agronomo

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Calabria Deco

Economia rurale e settore agroalimentare

1.000 campanili uniti dalle Deco L’unità italiana attraverso le eccellenze e le tradizioni di

Rosario Previtera*

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orse in pochi sanno che Giuseppe Garibaldi fu il testimonial involontario di quei vini che assaggiò durante il suo lungo e complesso viaggio all’insegna dell’unità d’Italia. Vini che rappresentavano specifici territori e che già allora probabilmente costituivano l’emblema, la “tipicità” di un comprensorio o di un comune. Ancora oggi a distanza di un secolo e mezzo la tradizione enogastronomica italiana fatta di prodotti, pietanze, ricette scritte o tramandate oralmente è variegata e differente da regione a regione, da provincia a provincia, da comune a comune. Un vero e proprio patrimonio culturale, un tesoro prezioso la cui originalità ed il cui valore viene addirittura premiato nel momento in cui la “Dieta Mediterranea” è stata recentemente proclamata patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO. In quanto tale, la Dieta Mediterranea viene intesa come modello

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Calabria Deco

La fase della spulicatura dei fagioli di Cortale

alimentare che si sintetizza con il piatto unico ovvero con la sua combinazione di proteine nobili, di glicìdi complessi, minerali, vitamine e fibre ma anche come modalità di assunzione del cibo in più fasi al fine di evitare pranzi e cene luculliane e mantenere costante il livello di zuccheri: colazione abbondante, spuntino di mezza mattinata, pranzo a base di carboidrati (pasta), merenda, cena a base di carne; olio, vino e frutta sempre da considerare. La piramide alimentare, ovvero la piramide del benessere che gli scienziati consigliano, fa si da ottenere quelle tabelle nutrizionali che si traducono in veri e propri consigli al consumo quotidiano. In realtà la Dieta Mediterranea va intesa soprattutto quale stile di vita, fattore culturale basato sulla convivialità dello stare a tavola tipicamente e storicamente mediterraneo, sul consumo dei prodotti locali, tipici e caratteristici del territorio. Territorio ed identità territoriali si manifestano

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Calabria Deco

Economia rurale e settore agroalimentare

e vengono conosciuti infatti con lo scambio, nella messa in comune delle diversità, delle tante tipicità diverse che consentono di rendere unica l’Italia gastronomica. Le prugne di Terranova Ed in tal senso svolgono un ruolo importante i prodotti a Denominazione Comunale di Origine. Prodotti agricoli, agroalimentari, artigianali, che sono riconoscibili nell’immaginario colL'Annona di Reggio Calabria lettivo poiché propri di un Comune, emblemi rappresentativi di una municipalità che come in un giacimento enogastronomico celano tradizioni, storia e storie, miti e leggende tutti da scoprire e da apprezzare. Si tratta di prodotti di nicchia fortemente legati al territorio, veri e propri strumenti di marketing territoriale, in quanto se ben valorizzati possono diventare elementi di attrazione turistica oltre che leva di sviluppo economico e sociale. L’idea delle Denominazioni Comunali che hanno danno vita ai cosiddetti “prodotti a firma del sindaco” fu dell’insigne giornalista-enologo Luigi Veronelli il quale vedeva nella valorizzazione dell’origine comunale di un prodotto un formidabile strumento di marketing per quelle piccole realtà produttive che difficilmente si sarebbero potute fregiare immediatamente degli altisonanti marchi di qualità DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta), STG (Specialità Tradizionale Garantita). Secondo Veronelli la salvaguardia di un prodotto e della sua identità si basa sulla sua riconoscibilità ed origine: "Come io ammiro Picasso, perchè lo riconosco, così posso apprezzare un vino o qualsiasi altra cosa che viene dalla terra, se la riconosco. Trovo che questo sia un recupero di civiltà di intelligenza e di libertà estremamente

importante". A distanza di poco più di un decennio la validità dell’idea della Deco trova conferma negli attuali orientamenti comunitari e nazionali in merito all’”etichetta di origine” dei prodotti ma sopratLe Graffiòle di Cortale tutto in relazione alle tante realtà produttive locali che in Italia, grazie alla sensibilità delle amministrazioni comunali e tramite il marchio della “Denominazione Comunale di Origine”, stanno emergendo o si sono consolidate per mezzo della cooperazione: fenomeno raro al sud ma importante e risolutivo laddove si realizza. Le delibere di consiglio comunale di approvazione dei prodotti Deco, dei relativi regolamenti e disciplinari in Italia sono centinaia ma in concreto sono ancora pochi i prodotti commercializzati e promossi a marchio De.C.O. E la Calabria da questo punto di vista da qualche anno si sta proponendo quale soggetto di riferimento anche per altri contesti regionali. Dal Pollino all’Aspromonte sempre più numerosi sono i prodotti ed i comuni, piccoli e grandi, che fattivamente e concretamente fanno della Deco un vero e proprio strumento di sviluppo integrato. Alcuni esempi più o meno eclatanti sono nel reggino le Prugne di Terranova, l’Arancia di San Giuseppe e l’Annona di Reggio, nel catanzarese ricordiamo i Fagioli, la Seta e la Graffiòla di Cortale così come nel cosentino si sta operando per il Pane di Cerchiara e così via. Dal prossimo numero vi racconteremo la storia e le caratteristiche di questi e di altri prodotti eccellenti la cui valorizzazione tramite la Deco, nella sua semplicità, consente la tutela delle specificità locali, lo sviluppo sostenibile e la promozione del territorio anche grazie al web: www.calabriadeco.it, www.infodeco.it, comunideco.it costituiscono la dimostrazione di come si possano valorizzare le produzioni locali con gli strumenti propri della globalizzazione (“glocal”). Strumenti che consentono di interpretare univocamente e positivamente i 1000 tasselli di quel grande mosaico che è la tradizione gastronomica ed artigianale italiana. ● * agronomo

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hi-tech

Le News dal mondo della tecnologia

È più sottile e leggero. Sempre pieno di idee. Prendi in mano il tuo iPad 2 e sarà dura rimetterlo giù. Del resto, è per questo che lo abbiamo ridisegnato: ora è il 33% più sottile e fino al 15% più leggero, e ancora più comodo da tenere in mano.2 Navigare il web, controllare la posta, guardare film, leggere libri: tutto diventa assolutamente naturale. Al punto da farti quasi dimenticare il concentrato di tecnologia che hai sotto le dita.

Due videocamere. Facciamo un grosso ciao a FaceTime per iPad. Sul tuo iPad ci sono due videocamere: una davanti e una sul retro. Sono piccoline, ma fanno grandi cose. Progettate per videochiamare con FaceTime, ti permettono di parlare con gli amici e vederli ridere con te.3 Usa la videocamera anteriore per chiacchierare faccia a faccia. Durante la videochiamata, passa alla videocamera posteriore per mostrare agli altri dove sei, con chi sei e cosa succede intorno a te. Se non stai usando FaceTime, la videocamera posteriore è sempre pronta a girare in qualità HD, così ogni filmino è un piccolo capolavoro. E quando hai voglia di farti due risate scatta una foto con Photo Booth: è il ritratto del divertimento.

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hi-tech

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Le notizie e le immagini sono state estratte dai siti di riferimento

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Taranto

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Marcellinara (CZ)

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Non tutto va male in Calabria     La Cal.Me Cementi SpA, società del gruppo Speziali ringrazia  i suoi 250 collaboratori per l’insostituibile contributo che nel  corso degli anni ha permesso il raggiungimento di risultati  sempre crescenti. Evoluzione tecnologica, ricerca ed eccellenza sono da sempre  i punti cardine della “mission” aziendale. Importanti società  impegnate nella realizzazione delle grandi opere, come il tratto  autostradale A3 Salerno-Reggio Calabria, hanno mostrato vivo  apprezzamento per la proficua collaborazione avuta con i  tecnici Cal.Me SpA. Ciò ha consentito la produzione di calcestruzzi di straordinaria  qualità. Nella consapevolezza dell’assoluto valore del capitale umano,  la Cal.Me SpA affronta il futuro forte della solidità e compatezza  della propria struttura societaria.  Perché in fondo…. “C’E’ UNA CALABRIA CHE PRODUCE”

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Calabria Economia - n.2 2011  

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