Abitare in Italia Magazine - n.0

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in questo numero: Editoriale

Abitare in Italia Chi siamo

Abitare in Italia: il percorso Genius loci - il Veneto Marketing

Dal marketing al societing Prospettive

Il ruolo della distribuzione per la difesa del Made in Italy Luoghi

Nella terra del Cartizze Economia

Un territorio e la sua Banca Il racconto

L'armadio Storie

magazine

Un’altra sfida

il magazine di Abitare in Italia

Luoghi


group

fashion contemporary fur

progetto d’interni technical services

Giovani coppie

Low cost - High style

Milano Torino Roma Firenze Napoli Bari Palermo

New York San Francisco Boston Washington

Londra Dublino Berlino Bonn Amsterdam Bruxelles Stoccolma

Shanghai Pechino Sidney


high business school

wood rniture

international contract division finishing & restauration

hand made furniture

taylor made furniture division


il magazine di Abitare in Italia

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Abitare in Italia Magazine Editoriale - Editorial

Abitare in Italia Abitare in Italia

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Alessandro Vaccarone Chi siamo

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n° 0

Luoghi

Genius loci - il Veneto Genius loci - the Veneto

Registrazione Tribunale di Treviso n. 156 del 27-08-2010

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Dal marketing al societing From marketing to societing

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Prospettive

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Il ruolo della distribuzione per la difesa del Made in Italy The role of distribution in defence of Made in Italy

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Mauro Tambelli - Presidente di Federmobili Luoghi

Nella terra del Cartizze In the heart of Cartizze

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Cristina Boghetto ed Elisa Zamperoni

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Economia

Un territorio e la sua Banca A region and its Bank

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Alessandro Vaccarone

Stampa, allestimento e confezione Printing, setting up and packaging Laboratorio Grafico BST Romano di Ezzelino (VI) www.graficabst.com Pubblicità Advertising advertising@abitareinitaliamagazine.net

Marketing

Gian Luigi Corinto

Grafica e Impaginazione Graphics and layout Walter Beltrame Fotografia Photography Walter Beltrame Archivio Abitare in Italia

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Nicola De Zen

Direttore responsabile Managing director Gian Luigi Corinto Redazione Editors Alessandro Vaccarone Elisa Zamperoni Marisa De Paoli Paolo Zamprogno Nicola De Zen

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Elisa Zamperoni

Febbraio 2011 - ANNO I Pubblicazione trimestrale Quarterly publication

Editore Abitare in Italia S.r.l. Via Costanza 2/F 31030 S. Vito di Altivole (TV) - Italia tel.: +39 0423.56 47 21 tel. e fax: +39 0423.94 06 43 ® tutti i diritti riservati Abitare in Italia s.r.l. www.abitareinitaliamagazine.net

Abitare in Italia: il percorso Abitare in Italia: the journey

Il racconto

L'armadio The cabinet

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Claudia Menichini

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Storie

Un’altra sfida Another challenge Alessandro Vaccarone

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Verona

Collezione il nuovo romanticismo è appena nato

Verona collection and Abitare in Italia showrooms on:

www.abitareinitalia.net


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Editoriale

Abitare in Italia Alessandro Vaccarone - Amministratore di Abitare in Italia

A

l di là delle crisi congiunturali e strutturali che il nostro Paese ed il nostro settore stanno attraversando, viviamo ormai da qualche tempo l’aggressione dei Paesi a basso costo di manodopera e soggetti a regole meno severe ed invasive delle nostre. Produrre e vendere, realizzando profitti, è l’unica logica che governi oggi il mondo globalizzato. L’economia italiana già quasi stagnante prima della crisi, è stata colpita più di altre probabilmente per difetti strutturali dell'intero sistema produttivo italiano e si è scoperta un po' troppo fragile di fronte ai cambiamenti dei modi del produrre globalizzato, che impone sempre più la frammentazione dei compiti tra imprese e quindi il dilagare di imprese che vivacchiano con la subfornitura. A livello internazionale le economie si scambiano sempre più “compiti” anziché merci, sempre più beni a contenuto di servizi e di reputazione. Non c'è dubbio che in Italia il contagio della crisi è stato vissuto peggio che in altri paesi europei. Ma, mentre la crisi mondiale ha solo sfiorato il sistema finanziario italiano, la recessione ha invece colpito duro sulle realtà produttive, in un modo che paesi simili al nostro non hanno visto. Forse l'organismo italiano era più malato di altri, ma è certo che la divisione internazionale del lavoro è mutata molto e molto repentinamente, con l'affermarsi definitivo di forme di produzione del valore fondate su catene dislocate in molti paesi diversi. I tempi che corrono ci dicono che siamo alla porte di una nuova e più grande rivoluzione, dopo quella industriale e quella informatica, denominata dei “servizi impersonali”, dove le imprese saranno tutte o quasi fornitrici e sub-fornitrici di altre imprese più grandi, localizzate in posti lontani e talora poco noti. Taluni di questi anche ostici e perfino politicamente ostili tra di loro. Occorre attrezzarsi, integrando e allargando le relazioni tra imprese e tra queste e i mercati. Il sistema produttivo italiano è tradizionalmente lento nell'adeguarsi ai mutamenti di scenario, ma oltre a disegnare o migliorare azioni pubbliche per abbassare i costi informativi sui mercati esteri, indurre le imprese a consorziarsi per conseguire beni di club, rendere attraenti i nostri territori per gli investitori esteri, è necessario definire un quadro giuridico competitivo che permetta alle committenti estere di fidarsi delle imprese italiane e viceversa. Tra qualche tempo, forse, nuove regole mitigheranno l’asprezza della competizione, ma il nostro Paese ed i nostri imprenditori devono essere oggi pronti a fronteggiare ogni mutamento dovuto all’evoluzione delle realtà sociali, economiche, finanziarie, tecnologiche. Per fare questo è necessario potenziare le conoscenze e la capacità di adattamento, mettendo in discussione le “certezze” del passato per essere pronti a cogliere le opportunità legate ad ogni nuova modificazione. Abitare in Italia vuol essere uno degli esempi concreti di questa ritrovata “vitalità” del nostro sistema commerciale e produttivo, che pone la collaborazione tra piccole e medie imprese collegate in rete al centro della mutazione del sistema. Al gigantismo delle multinazionali ed alla “spregiudicatezza” delle realtà emergenti opponiamo la creatività, la preparazione delle figure professionali dedicate ad individuare le esigenze dei Clienti, a progettare e realizzare soluzioni di grande prestigio, ad operare ogni verifica della soddisfazione di coloro che ci abbiano accordato la loro fiducia. Abitare in Italia Magazine, sia nella versione cartacea sia in quella digitale www.abitareinitaliamagazine.net, offrirà opportunità di approfondimento, informazioni e proposte sullo stile Italiano di arredare la propria casa, le residenze e le strutture ricettive di grande prestigio. Saremo grati ai nostri lettori per ogni suggerimento, richiesta di approfondimento o pubblicazione di temi di particolare generale interesse.


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A part from the economic and structural crises that our country and our sector are going through, we have up to now been living for some time with the onslaught of low labour cost countries which are subject to less harsh and invasive regulations than ours. Producing and selling, making profits: this is the only logic that governs our globalized world today. The Italian economy, already practically stagnant prior to the crisis, has been hit more than others probably because of structural defects in the entire Italian productive system, and it has been found to be a bit too fragile compared to changes in the way to produce globally, which more and more imposes the fragmentation of tasks amongst companies, therefore the flooding of companies that get by with subcontracting. On an international level, economies are increasingly exchanging "tasks" as well as goods, always more assets of a services and reputation nature. There is no doubt that in Italy the contagion crisis has been experienced worse than in other European countries. But, while the world crisis has simply brushed the Italian financial system, the recession instead has hit the productive reality hard, in a way that similar countries haven't seen. Perhaps the Italian body was sicker than the others, but it is certain that the international labour division was unexpectedly transformed more and more, confirming definitively types of production values based on chains relocated in many different countries. The times nowadays tell us that we are at the threshold of a new and larger revolution, following those of the industrial and information, known as "impersonal services," where companies will be all or nearly all suppliers or sub-suppliers of other, larger companies, located in far away and often little known places. A few of these are unpleasant and even politically hostile to each other. Equipping oneself is necessary: integrating and enlarging the relationships between companies and these markets. The Italian productive system is traditionally slow to adapt to changes in scenario, but apart from designing or improving public shares to lower informative costs on foreign markets, inducing companies to form consortiums to achieve benefits for the group, making our territory more attractive to foreign investors, it is necessary to define a competitive juridical picture that allows foreign buyers to trust Italian companies and vice versa. Before not too long, perhaps, new regulations will mitigate the bitterness of competition, but our country and our entrepreneurs today must be ready to confront every change caused by the evolution of social, economic, financial and technological realities. In order to do this, it is necessary to strengthen the knowledge how and the ability to adapt, putting in discussion the "certainties" of the past to be ready to accept opportunities connected to every new change. Abitare in Italia wants to be one of the concrete examples of this re-found "vitality" of our marketing and productive system, which offers collaboration between small and medium companies connected to a central network, to the centre of the changes in the system. We resist the enormity of the multinationals and the "unscrupulousness" of emerging realities with creativity, preparation of professional people dedicating to identifying clients' needs, designing and creating prestigious solutions, bringing about every verification of the satisfaction of those who have given us their trust. Abitare in Italia Magazine, in both hard copy and digital format. www.abitareinitaliamagazine.net will offer the opportunity to study, in depth, the information and proposals of Italian style for furnishing your house, residences and reception facilities of great prestige. We thank our readers for every suggestion, request for further information or publication of themes of particular and general interest.


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Chi siamo

Abitare in Italia: il percorso Elisa Zamperoni

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i racconteremo una storia che, forse, segnerà l'inizio di un grande cambiamento nelle mentalità e nei modi di essere di un'intera regione, nota per la grande professionalità dei suoi artigiani e per la capacità di lavoro delle

Lo tsunami provocato dalla crisi che ci stiamo lasciando fortunatamente alle spalle ha impresso il suo indelebile segno di distruzione tra aziende e lavoratori, ma ha anche fornito l'energia e la spinta necessaria affinché dalla disintegrazione potesse nascere qualche cosa di nuovo, sia nel modo di fare impresa sia nella trovata consapevolezza di coloro che non desiderino più affidare totalmente ad altri il proprio destino.

maestranze. Una "terza via" molte volte ipotizzata e mai, sin qui, concretamente realizzata? Forse, ma andiamo con ordine! Nel marzo dello scorso anno 11 persone, con un bagaglio culturale e lavorativo diverso tra loro, hanno dato vita ad Abitare in Italia. Il nome stesso della società racchiude l’obiettivo che si propone: commercializzare l’Abitare italiano, ciò che ci caratterizza, ancora oggi, nel mondo per creatività e professionalità. Abitare in Italia vuol dire circondarsi dell'atmosfera e della personalità di chi ha saputo trasferire nell'arredamento della propria casa le infinite opportunità dell'Italian style. I protagonisti di Abitare in Italia sono prima di tutto i maestri artigiani del mobile classico, gli agenti di vendita e le figure professionali necessarie per l’operatività di una azienda: commerciale, tecnico, amministrativo e logistico. Un secondo passo ha permesso la formazione di una rete di affiliati che si occupano dei diversi segmenti dell’Abitare: moderno, outdoor, oggettistica, illuminazione, tessuti. Oggi, questa organizzazione permette flessibilità nella realizzazione dei prodotti, vantaggi dal punto di vista della qualità e tempi brevi per la consegna del prodotto. Nulla di ciò che è stato viene tralasciato esempio ne è la creazione del Certificato di Autenticità che permette di ricevere la tracciabilità del prodotto acquistato a tutela del vero made in Italy e dell’artigianalità che ne garantisce il valore nel tempo dell’acquisto. Attenzione e sensibilità viene dedicata alle esigenze del

Abitare in Italia: the journey The tsunami brought on by the crisis, that fortunately we are seeing the back of, has left an indelible sign of breakdown between companies and workers, but it has also provided the energy and the push necessary so that from the disintegration something new could come out, both in the way of doing business and in new found awareness of those who no longer totally entrust their destiny to others. We'll tell you a story that perhaps will signpost a large change in the mentalities and ways of being in an entire region, noted for the great professionalism of its artisans and for the capacity of its employees' work. Is this a "third way," often hypothesised and never, up to now, made a reality? Maybe, but first, let's go in order! In March of the last year, 11 people, all with different work and cultural baggage among them, gave life to Abitare in Italia. The name of the company itself encapsulated the objective it was proposing: marketing Italian Living, which still today characterises us in the world for creativity and professionalism. Abitare in Italia means surrounding ourselves with the atmosphere and personality of those who have always known how to transmit the infinite opportunities of Italian style into furnishing one's own house. The leading players of Abitare in Italia are first of all master artisans of classic furniture, the sales agents and the professional people necessary for the operability of a company: commercial, technical, administrative and logistical. A second step allowed for the formation of a network of affiliates that handle the different segments of Abitare: modern, outdoor, gifts, lighting, fabrics. Today, this organisation allows for flexibility in realising products, advantages from a quality and fast delivery times point of view. None of this has been neglected. An example of this is in the creation of a Certificate of Authenticity that can trace


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moderno abitare, per questo tra i servizi che Abitare in Italia propone si trova tutto quello che una persona cerca, sia all’inizio del percorso di arredamento della propria casa, come la possibilità di progettare i propri ambienti con il vantaggio di avere al proprio fianco una persona qualificata per la scelta dei colori nei tendaggi e nei tessuti; fino al momento di cambiare, che porta con sé il desiderio di modificare il proprio mobile o addirittura di sostituirlo con uno più adatto alle mutate esigenze. Nel lavorare contemporaneo non possiamo più fare a meno delle nuove forme di comunicazione. Abitare in Italia usa queste formule quali l’utilizzo di Internet, web TV per l’inserimento di corsi di formazione, la possibilità di collegarsi con il nostro show room “live”, affiancandole alle tradizionali, consentendo un più attivo e partecipe rapporto con il cliente per soddisfare le sue esigenze in termini di arredamento. Una nuova formula di azienda a rete che cura ogni dettaglio, deve prima di tutto riservare ogni attenzione alle persone che lavorano e collaborano all’interno, promuovendo opportunità di crescita, favorendo le lavoratrici madri e tenendo sempre presente che l’impresa svolge un ruolo fondamentale nella nostra società e deve quindi essere considerata un bene comune di tutti coloro che vi operano (proprietari-dipendenti-fornitori-clienti). Questi gli elementi chiave per comprendere e far parte del progetto Abitare in Italia, un percorso che, cominciato oggi, grazie alle persone e utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione cerca di preservare il made in Italy e il “saper fare” dei maestri artigiani. Nel futuro prossimo ci aspettano i primi spazi Abitare in Italia nei quali si ritrova l’atmosfera e il sapore di casa che solo noi italiani riusciamo a creare e a trasmettere agli altri. Un dono questo che è frutto della nostra tradizione artistica, estetica ed artigiana.

the product purchased under the protection of real Made in Italy, and of the fact of its being handmade that guarantees its value at the time of purchase. Attention and sensitivity are dedicated to the needs of modern living, and for this Abitare in Italia offers among its services the fact that you can find everything a person could be looking for, whether at the beginning of their furnishing search for their own home, like the possibility of designing their own environments, with the advantage of having a qualified person at their side to decide on colours for drapes and fabrics; or the moment of changing, which brings with it the desire to modify furniture or replace it with something more suitable to the changing needs. While working in conjunction, we cannot live without new forms of communication. Abitare in Italia uses these forms, such as the Internet, Web TV for training courses, the possibility of connecting to our show room “live,” putting them alongside traditions, allowing for a more active rapport with the customer to satisfy his needs in terms of decor. A new formula of company network that takes care of every detail must first pay full attention to the people who work for and collaborate within the company, promoting opportunities for growth, encouraging working mothers and always keeping in mind that the company carries out a fundamental role in our society and must therefore be considered a common good for all those who work there (owner-employee-supplier-customer). Understanding these key elements and making them a part of Abitare in Italia's project, is a path that, starting today, and thanks to the personnel and by using all the tools we have available, tries to preserve the Made in Italy concept and the "knowhow" of master artisans. In the near future, the first Abitare in Italia spaces await us, where you can find the atmosphere and flavour of home that only we Italians can create and transmit to others. The fruit of our artistic, aesthetic and artisan tradition is a gift.


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Luoghi

Genius loci - il Veneto Nicola De Zen

Genius loci: per i latini era la divinità che abitava un luogo, oggi è lo spirito comune di un territorio e della sua gente. Breve viaggio nello spirito del Veneto .

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e parlassi con uno straniero del Veneto, per prima cosa dovrei aiutarlo a collocarlo geograficamente nello stivale italiano. Molto probabilmente mi verrebbe in mente Venezia: “Sai dove si trova Venezia? Bene, il Veneto è lì intorno”. Troppo semplicistico, ma decisamente efficace. Una volta collocato nella mappa, cercherei di dargli un’importanza artistica citando nomi quali Antonio Canova, Giambattista Tiepolo, il Giorgione. “Come dici? Non sai chi sono? Allora non hai studiato, peggio per te, non sai quello che ti sei perso”, provo ad aiutarti “Forse hai sentito parlare di Carlo Scarpa o se te ne intendi di arte moderna potresti conoscere Maurizio Cattelan”. “Come? Non conosci nemmeno loro? Allora la situazione è molto grave. “Devi assolutamente venire a fare una vacanza nel Veneto e dedicare del tempo alla scoperta del territorio”. Sono certo che anche trovandomi di fronte al meno informato dei turisti, il mio orgoglio non mi permetterebbe di arrendermi e snocciolerei una serie di personaggi, luoghi,prodotti che hanno reso famoso il nostro territorio nel mondo. Partirei dalle Dolomiti, patrimonio dell’umanità, suggerirei le Ville Venete che dal Brenta al Veneziano ogni anno ospitano centinaia di migliaia di visitatori incantati, cercherei di far capire che Veneto non significa solo Venezia ed un passato prolifico di cultura e tradizione. Se il mio interlocutore fosse invece un personaggio poco incline al coltivare la sua cultura personale, ma un moderno consumatore, probabilmente farei centro parlando di vino Prosecco, della scarpa che respira Geox, dei maglioni colorati di Benetton, degli occhiali di Luxottica, del distretto della calzatura del Brenta e con loro di migliaia di artigiani che hanno fatto delle lavorazioni tradizionali, del parla poco, ma lavora tanto il loro biglietto da visita. Veneto infatti significa da una parte internazionalizzazione legata

Genius loci - the Veneto Genius loci: for the Latins it was the divinity who lived in a place; today it is the common spirit of a land and its people. A short trip into the spirit of the Veneto. If I speak to someone who doesn't know the Veneto, the first thing would be to help him locate it geographically in the Italian boot. Probably Venice would come to mind: "Do you know where Venice is? Good: Veneto is all around it." Too simplistic but certainly efficient. Once located on a map, I would try to give it an artistic importance by citing names such as Antonio Canova, Giambattista Tiepolo, il Giorgione. "What's that? You don't know who they are? Well then you haven't studied, more's the pity, you don't know what you've missed," so I try to help out. "Maybe you've heard of Carlo Scarpa or if you know modern art, you might know of Maurizio Cattelan." "What? You don't know even them? Then things are pretty bad. You absolutely must come visit Veneto and dedicate some time finding out about it." I am sure that even faced with the least informed tourist, my pride wouldn't allow me to give up and I would unleash a series of personages, places and products that have made our land famous in the world. I would start with the Dolomites, the heritage of Humanity, I'd suggest the Venetian Villas that stretch from Brenta to Venice and every year host hundreds of thousands of charmed visitors; I'd try to make him understand that Veneto doesn't just mean Venice and a past with prolific culture and tradition. If my interlocutor were instead a person little inclined to cultivate his personal culture, but a modern consumer, I'd probably hit the bull's eye by talking about Prosecco, about Geox, the shoes that breathe, about the colourful jumpers from Benetton, about the eyeglasses from


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al territorio, ovvero l’essere partiti da piccoli scantinati ed aver costruito imperi economici con brand conosciuti e commercializzati in ogni angolo del mondo, dall’altra l’aver mantenuto un know-how manifatturiero difeso gelosamente e tramandato ai figli che mantiene alcuni tipi di produzione locale di altissima eccellenza al riparo dalla concorrenza di altri territori ed allo stesso tempo molto ricercati dai consumatori. Accennavo a tradizioni, ed è quindi obbligo citare le fucine artistiche di Murano ed il loro vetro, a questo punto farei pero’ un torto se non parlassi dell’eccellenza del distretto della pelle e dei filati del Vicentino. Proprio la parola distretto sembra essere stata l’arma vincente che dal dopo guerra ha permesso l’affermazione di questo territorio, che unito all’orgoglio tipico del Veneto burbero ha fatto concentrare in pochi chilometri quadrati un gran numero di laboratori specializzati nella medesima produzione. Come dicevo l’orgoglio è stata l’arma in più, il voler fare quello che fa il mio vicino ma meglio ha spinto fortemente sull’innovazione, sul design, sull’affinare la tecnica e sul dare quel qualcosa in più non per ottenere un maggiore riscontro economico, ma per la soddisfazione di essere riconosciuto come il migliore nel proprio campo. Innovatore nel Dna, esteta pratico, questo è il genio Veneto.

Luxottica, about the knitwear district of Brenta and their thousands of artisans with traditional workmanship: less talk, more work is their business card. Veneto in fact means on the one hand the globalisation connected to the land, or rather, having started in small basements and built economic empires with brands known and marketed all over the world; on the other hand having maintained the manufacturing know-how so jealously guarded and handed down the their children, who keep certain high quality types of local production safe from competitive eyes from other countries while very sought out by consumers at the same time. I mentioned traditions, so it's obligatory to cite the artistic furnaces of Murano and their glass; at this point I would probably be mistaken not to talk about the excellence of leathers and yarns from the Vicenza district. The very word district seems to have been the winner which, since the war, allowed for the confirmation of this territory, united to gruff Veneto's typical pride, to concentrate a large number of specialised workshops in the same production in a few square kilometres. As I said, pride was the extra weapon, the desire to do it better than one's neighbour was a strong boost to innovation, design, refinement of techniques and giving that something extra not for more economic gain but for the satisfaction of being recognised as the best in the field. The Veneto genius is in innovator DNA, in practical aesthetics.


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Marketing

Dal marketing al societing Gian Luigi Corinto

U

Le vie del marketing tradizionale, molto battute fino ad oggi, stanno diventando faticose e le imprese rischiano di perdere la bussola. Il principale strumento con cui l'impresa si è finora raccordata con il mercato, per mettere a punto prodotti e servizi vincenti, appare in difficoltà. Per le imprese è diventato uno strumento difficile da maneggiare e l'opinione pubblica sempre più spesso è scettica e ne diffida.

n nuovo percorso, come spesso è successo in passato, ce lo indica il libro “Societing”, pubblicato da Egea, del sociologo Giampaolo Fabris, scomparso purtroppo nel maggio scorso. Le imprese si trovano a operare in una società che cambia enormemente e rapidamente. La discontinuità con il passato è evidente e la complessità inattesa: l'epoca dove tutto è certo, dove anche le ideologie erano punti di riferimento è passata. Oggi le parole che raccontano il mondo sono incertezza, dubbio, complessità e relativismo. Fabris ci ha insegnato che il cambiamento epocale impone il radicale mutamento dei modi di produzione, di commercializzazione e soprattutto di vedere le relazioni con il mercato. Le imprese devono essere flessibili, organizzarsi a rete, cooperare e competere nello stesso tempo e comprendere che il vero motore dello sviluppo è l'acquisizione e la gestione di nuova conoscenza. Se a questo si aggiunge la facilità di comunicare permessa dall'informatica, si comprende bene come sia mutato non solo il quadro complessivo entro cui muoversi, ma addirittura la stessa quotidianità del fare. La fabbrica che non ha il contatto giornaliero col mondo muore. La società odierna ha il consumo al suo centro, ma è vero che i consumatori dimostrano una dinamicità esplosiva fatta di valori sociali, culturali e psicologici in continuo divenire. Le merci, intese come solidi beni materiali e fisici, perdono terreno di fronte al valore della marca, del segno, dei contenuti di comunicazione e di una suggestiva distinzione. Eppure, in questo grande divenire delle società attuali, che faceva intravedere la nascita di un disperso “consumatore individualista”, emergono forme prepotenti e nuove di socialità. Le nuove comunità sociali si chiamano

From marketing to societing Traditional marketing methods, much used until now, are becoming tiresome, and companies risk losing their way. The main tool with which a company up to today has been connecting to the market, to put forth its winning products and services, appears to be in difficulty. For businesses, it has become a difficult tool to manage, and public opinion is often more sceptical and suspicious of it. A new path, as has often happened in the past, is pointed out to us in the book “Societing”, published by Egea by the sociologist Giampaolo Fabris, who unfortunately died last May. Companies find themselves working in a society that changes enormously and quickly. The discontinuity with the past is evident, and the complexity unexpected: the era where everything was certain, where ideologies were a point of reference, is over. The words that are applicable today are uncertainty, doubt, complexity and relativism. Fabris taught us that epochal change imposes radical mutation of production methods, of marketing and most of all seeing the relationships with the market. Companies have to be flexible, to organise themselves as a network, to cooperate and compete at the same time and to understand that the real motor of development is the acquisition and management of new knowledge. If to this we add the ease of communication allowed by IT, we understand well how not only the complex picture we move in has changed but also how the same daily way we do it has. A factory that does not have daily contact with the world dies. Today's society has consumerism at its centre, but it is true that consumers display an explosive dynamism made of


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tribù, social-network, club, che si identificano e si aggregano intorno a specifiche pratiche di consumo e magari con l'immagine di una determinata marca. L'impresa di fronte a questi mutamenti non è impotente solo se comprende che cosa fare. La via è quella della pratica delle relazioni, della comunicazione costante con i clienti, che sono sempre più partner dell'impresa e committenti che scelgono e “progettano” i prodotti. Se prima si presidiava la fabbrica, oggi occorre presidiare la comunicazione: il marketing non è più uno strumento per dominare i consumi di massa, ma un dialogo tra pari, un modo di creare rapporti di collaborazione tra imprese e consumatori. Come ci dice Fabris, non ci sono ricette, ma si deve comprendere che dal “marketing” si passerà presto al “societing”. L'incontro con i clienti non sarà più strumentale, come in passato, ma servirà a stabilire un rapporto anche di servizio, rispettoso, sostanzialmente simmetrico, paritetico e rispettoso dei valori e delle nuove responsabilità sociali. La lezione appare particolarmente interessante anche per chi “vende mobili”. L'arredamento di una casa è un fatto personale, intimo, che coinvolge aspetti relazionali con la famiglia, gli affetti, la società e il produttore deve essere come un amico di casa, un confidente, una persona che lascia sempre un pezzettino di anima nei propri manufatti.

social, cultural and psychological values in constant evolution. Goods, meaning solid material and physical assets, lose ground in front of the value of the brand, the signal, of communicative content and suggestive distinction. And yet, in this great evolution of present societies, which made us see the birth of a dispersed "individualist consumer," new and domineering forms of sociality emerge. New social communities are called tribes, social-networks, clubs, that one identifies with and gathers around special consumer practices, maybe even with the image of a certain brand. Faced with these changes, companies are powerless only if they don't know what to do. The way forward is relationship familiarity, of constant communication with the customer, who is more company partner and buyer who chooses and "designs" the products. If before the factory presided, today communication must preside: marketing is no longer a tool for dominating mass consumption but a dialogue between equals, a way to create collaborative rapports between companies and consumers. As Fabris tells us, there are no recipes, but you have to understand that from “marketing” we soon move to “societing.” Meeting the client will no longer be instrumental as in the past, but it will serve to establish even a service relationship, respectful, substantially symmetrical, on equal terms and respectful of the values and new social responsibilities. The lesson appears especially interesting also for those who sell furniture. The furnishing of a home is personal, intimate, and involves relational aspects with the family, the affections, the society and the producer have to be like a family friend, a confidante, someone who always leaves a little piece of his soul in his productions.


Firenze

Collezione

fascino e tecnologia


Elementi modulari e stile personalizzabile

Scrivania con supporto monitor a scomparsa Firenze home office solutions and Abitare in Italia showrooms on:

www.abitareinitalia.net


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Prospettive

Il ruolo della distribuzione per la difesa del Made in Italy Mauro Tambelli - Presidente di Federmobili

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iamo ormai alla fine del secondo anno della crisi che ha cambiato il mondo, all'inizio si pensava potesse essere un problema passeggero di breve durata, al massimo un anno e che tutto sarebbe tornato come prima. Le cose si sono rivelate ben diverse e l'impatto sull'economia e sui consumi è stato pesantissimo, ognuno di noi è stato costretto a prendere importanti provvedimenti, ma molto resta ancora da fare per risolvere problemi di entità molto significativa. Da recenti indagini sul territorio e in particolare nel NordEst emergono dati che rafforzano un clima di moderato ottimismo e volontà di rialzare la testa, da parte di molte aziende. È evidente che passerà del tempo prima che si torni ai livelli di fatturato e occupazione pre-crisi, ma è tempo di cominciare a costruire un nuovo futuro puntando sull'innovazione: innovazione che non significa solo ricerca di prodotto, ma anche ricerca di nuove relazioni e collaborazioni sul territorio. In questa fase, si presentano moltissime opportunità per la distribuzione, che può diventare una protagonista attiva di quest'innovazione del made in Italy. Uno del lati deboli della produzione è il non avere investito

The role of distribution in defence of Made in Italy By now we are at the end of the second year of the crisis that has changed the world: at the beginning we thought it would be a passing problem that wouldn't last long, at the most one year and everything would return to the way it was before. Things turned out to be quite different, and the impact on the economy and consumption was very heavy; each of us was obliged to make important provisions, but a lot still has to be done to solve the problems of very significant magnitude. From recent investigations of the land and especially the Northeast, information is emerging that reinforces a climate of moderate optimism and the desire on the part of many companies to raise their heads again. It is clear that time will pass before we return to pre-crisis levels of invoicing and employment, but it's time to build a new future relying on innovation: innovation that does not mean just product research but also research of new relationships and partners in this country.


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a sufficienza nella distribuzione, ma oggi c'è l'occasione di ripensare anche alle reti di vendita fattore determinante per sostenere la produzione di qualità. Il negozio del futuro sarà sempre più una piattaforma relazionale. Con un mercato così complesso, e un consumatore così evoluto e prudente è sempre più necessario comunicare con il cliente con vetrine innovative, creative, relazionali. Bisogna puntare a qualificare il negozio per essere al passo con le esigenze emergenti dei consumatori. Mai come in questo momento il negozio indipendente si è trovato di fronte a una realtà in costante mutamento, e mai come in questi anni si è dovuto aggiornare, professionalizzare, innovare per andare incontro a un consumatore sempre più informato, selettivo e attento alla qualità e al design, oltre che ai prezzi. Il negozio ha un fondamentale ruolo di comunicazione con il pubblico, non è più un luogo dove si vendano solo mobili ma si vendono esperienze e cultura dell'abitare. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, si sta facendo strada il negozio 3D, un esperienza virtuale, che permette non solo di visualizzare, ma di vivere in prima persona la trasformazione della propria casa, grazie al progetto messo a punto dal rivenditore. Non bisogna infatti dimenticare che il distributore indipendente, lungi dall'essere un semplice rivenditore, è un centro di comunicazione e progetto, che mette la propria professionalità al servizio del cliente per creare attorno a lui un ambiente che gli appartenga. Questo periodo di crisi ha cambiato profondamente il comportamento dei consumatori, che oggi sono decisamente più attenti ed esigenti.

In this phase, many opportunities for distribution present themselves, which can become an active leader in this Made in Italy innovation. The shop of the future will always be a relational platform. With such a complex market, and such an evolved and cautious consumer, it is always necessary to communicate with the client with innovative, creative and relational window displays. We need to aim at qualifying the business to be in step with the emerging demands of the consumers. Never before now has the independent business found itself facing a constantly changing reality, and never before the past few years was it necessary to update, professionalise and innovate to confront a consumer who is ever more informed, selective and careful about the quality and design, as well as the price. The business has a fundamental role in communicating with the public: it isn't just a place where furniture is sold but experience and culture of living are also sold. Today, thanks to new technology, we are making progress with the 3D business, a virtual experience that lets you not just see but live the transformation of your home in person, thanks to the design set out by the retailer. In fact, there is no need to forget that the independent distributor, far from being a simple retailer, is a centre of communication and design, who puts his own professionalism at the service of the client to create around him an ambient that belongs to him. This period of crisis has profoundly changed the behaviour of the consumer, who today is decidedly more careful and demanding.


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Luoghi

Nel cuore del Cartizze Cristina Boghetto ed Elisa Zamperoni foto Walter Beltrame

I

Vi racconteremo una storia, che parla di professionalità, passione e … Made in Italy. Il luogo: Santo Stefano di Valdobbiadene, circondato da preziosi vigneti, area tutelata dalla Soprintendenza con vincolo Ambientale, candidata a Patrimonio dell’Unesco. I protagonisti: 2 donne dal carattere forte e appassionato: l’architetto Cristina Boghetto e l’arredatrice Loriana Ferrari. Il risultato: Salìs. Resort di Maria e Giuseppe Davì

l nome stesso ha in sé il legame stretto con il territorio, perché Salìs è il termine dialettale usato per definire il caratteristico terreno di questa area che conferisce all’uva l’unicità espressa dal vino Cartizze. L'arch. Boghetto ha realizzato la ristrutturazione di una vecchia struttura costituita da una stalla, un fienile e un ricovero per attrezzi, dando vita ad un resort con 4 camere a tema, centro benessere, giardino con piscina e ristorante. Rispettando la parte storica dell’edificio costituita dalla parte in muratura conservata per trasmettere la testimonianza dei sistemi costruttivi tradizionali, si è affiancata la struttura contemporanea che utilizza materiali moderni in totale armonia con il passato. Il rivestimento del tetto con pannelli fotovoltaici e pannelli per la produzione di acqua calda, soddisfa ogni necessità del centro benessere. Fin qui la scatola, dove l’architetto ha espresso la propria esperienza tecnica. Il desiderio di offrire una esperienza emozionale in contatto con la cultura e la bellezza del territorio, dove la camera non diventi solo il luogo del riposo ma un punto di partenza per esplorare il vivere circostante sia naturale che enogastronomico sono i temi che l’architetto vuole suggerire ai viaggiatori che trovano riposo nelle stanze. Queste suggestioni hanno trovato terreno fertile nella capacità interpretativa e realizzativa della seconda protagonista creando una simbiosi perfetta nella sperimentazione dei materiali. L’arredatrice Ferrari ha utilizzato e combinato materiali quali le carte da parati di paglia dai colori grigio/argento, tendaggi

In the heart of Cartizze We'll tell you a story that speaks of professionalism, passion and … Made in Italy. The place: Santo Stefano di Valdobbiadene, surrounded by valuable vineyards an area protected by the Superintendent of Environmental obligation, candidate for UNESCO Heritage Site. The players: 2 women of strong character and enthusiasm: the architect Cristina Boghetto and the decorator Loriana Ferrari. The result: Salìs. Maria and Giuseppe Davì's resort The name itself has a close tie to the territory because Salìs is the term in dialect used to define the characteristic terrain of this area which gives the grapes a uniqueness as found in the Cartizze wine. The architect Boghetto carried out the restructuring of an old building consisting of a stall, a hayloft and a storage barn for equipment, giving life to a resort with 4 themed rooms, a fitness centre, a garden with a swimming pool and a restaurant. Respecting the historical part of the building made in stonemasonry, conserved to serve as testimony of traditional construction methods, there is a modern structure alongside it that uses modern materials in perfect harmony with the past. The roof covering is with photovoltaic panels and panels to produce hot water to satisfy the fitness centre's every need. Up to this point, the outside is where the architect showed her technical experience. The desire to offer an emotional experience in contact with the culture and beauty of the area, where a room is not just a place to rest but a departure point for exploring both the natural and gastronomic life surrounding it: these are the themes that the architect wanted to suggest to travellers who find relaxation in the rooms. These suggestions found fertile ground in the interpretative and doable capacity of the second player, creating a perfect symbiosis in experimentation of materials. The decorator Ferrari used and combined


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Luoghi

che sembrano granelli di rugiada del mattino, tessuti che avessero caratteristiche di naturalità pur mantenendo le qualità ignifughe necessarie per i luoghi pubblici. Gli stessi tendaggi sono stati adattati alla perfezione alla struttura muraria. Quattro toni tematici per le quattro stanze: naturale, grigio, paglia, rosso. La scelta dell’arredamento interno operata insieme alla padrona di casa ha contribuito a definire nel modo più corretto il contenuto che si voleva dare alle camere. Il lavoro combinato di queste donne e dei loro collaboratori ha dato vita a quattro ambientazioni uniche e suggestive nelle camere, che rendono la permanenza indimenticabile. La cortesia e l’ospitalità dei padroni di casa si trovano anche nei dolci pensieri lasciati all’ospite: un libro, dei fiori …. indizi per esplorare ciò che ci circonda che poi conduce a noi stessi. La camera dell’Alba o del Viaggiatore: un viaggiatore viene da lontano, si riposa, appoggia i suoi vestiti e gli oggetti che gli sono cari, nessun armadio, nessun baule, il giorno dopo deve ripartire. All’alba la riflessione mentre contempla il sorgere del sole tra i vigneti delle colline. La camera della Rugiada o del Capitello: la magia della rugiada che al mattino vela ogni foglia e ogni tetto. Una passeggiata tra i filari legati da tele di ragno che tessono insoliti ricami, un percorso lungo sentieri per scoprire capitelli e chiesette in un paesaggio da fiaba. Tutto questo guardando dalla finestra. La camera del Prosecco o della Campagna: da secoli il lavoro di questa terra è scandito dal ciclo delle stagioni e l’utilizzo dei materiali quali la corda e la paglia si trovano nella stanza ricreando l’atmosfera del nostro passato tutt’ora presente. La camera del Tramonto o della Passione: al tramonto la stanza si accende dei colori del sole che scende tra i vigneti. Rosso è il colore che domina dentro e fuori che ricorda le foglie delle viti d’autunno, l’uva fragola, le rose di maggio… una pioggia di rose che cadono dal tetto …per sognare. Un invito, questo, del resort Salìs, da accogliere, per vivere qualche giorno alla scoperta di un territorio ricco di splendidi scorci per rientrare alla sera, un tuffo in piscina, un momento di relax al centro benessere, un ottima cena e un riposo coccolato dall’atmosfera che due donne professionali e premurose hanno saputo ricreare. Buona Vacanza!

materials such as silver-grey coloured straw wallpaper, drapes that seem to be morning dewdrops, fabrics that would appear to have characteristics of naturalness while maintaining the necessary fireproof qualities for public places. These same drapes adapt perfectly to the stone building. Four thematic shades are used in the four rooms: natural, grey, straw, red. The choice of interior furnishings, done together with the owner, contributed to defining the desired content that was wanted for the rooms in the most proper way. The combined work of these two women and their collaborators gave life to four unique and evocative ambients in the rooms which make the stay unforgettable. The owners' courtesy and hospitality can be found in the kind thoughtfulness for the guest: a book, flowers...clues for exploring that which surrounds us that then leads us to ourselves. The Dawn or Traveller room: a traveller comes from afar, rests, places his clothes and the objects that are dear to him, no wardrobe, no trunk, the next day he must leave. At dawn there is reflection while looking at the sunrise between the vineyards and the hills. The Dew or Capital room: the magic of dew in the morning when it coats every leaf and rooftop. A walk among the rows connected by spiderwebs looking like unusual embroideries, a walk along paths to discover capitals and little churches in a fairy tale landscape. All this by looking out the window. The Prosecco or Country room: for centuries working this land has been regularly marked by the seasons and the use of materials such as rope and straw that are found in the room, recreating the atmosphere of our past that is still present. The Sunset or Passion room: at sunset the room lights up the colours of the sun going down between the vineyards. Red is the dominant colour inside and out, recalling the colour of the leaves in the autumn, strawberry grapes, May roses...a cascade of rose petals from the ceiling...to help you dream. This resort, Salìs, is an invitation to accept, to live a few days discovering a land rich in splendid views, to come back in the evening, a swim in the pool, a relaxing moment in the fitness centre, an excellent dinner and a pampered rest in an atmosphere that two professional and caring women knew how to recreate. Have a nice holiday!


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fashion wood contemporary furniture

Geo | Letto Nido Studio Design Group Letto a baldacchino rivisitato in chiave contemporanea per rivivere echi di emozioni senza tempo. Intimo ed avvolgente, è protagonista della zona riservata al riposo, alle segrete confidenze e alla passione. A contemporary interpretation of a canopy bed, in which you can relieve the echoes of timeless emotions. Welcoming and enveloping, it will become the focal point of any area reserved for sleeping, intimate secrets and passion.


Chi di noi, da bambino, non ha mai giocato con il legno, in un bosco, in campagna? il legno è un nostro patrimonio è radicato dentro di noi fa parte del nostro dna. Gabriele Cuzzolin - Eco&co Owner

Oliver | Tavolo Studio Alberto Collovati Solido nell’aspetto, ma essenziale nei tratti, di poco ingombro a prima vista, moltiplica la sua superficie grazie alle allunghe presenti ma assolutamente impercettibili alla vista. Perfetto per ogni ambiente, si allinea con disinvoltura alle atmosfere più diverse, rivelando un carattere di vero pregio. Sturdy in appearance, but with a basic design, its seemingly modest dimensions can be increased, thanks to the completely imperceptible extensions. Perfect for all settings, it blends in seamlessly with any ambience, revealing its truly prestigious character.

Eco&Co - Artigianato, Design e Tecnologia ecologicamente evoluti è distribuito da Abitare in Italia S.r.l. www.abitareinitalia.net


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Economia

Un territorio e la sua Banca Alessandro Vaccarone

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La crisi finanziaria, che “teoricamente” sta alle nostre spalle ma che in effetti la fa ancora da padrona nei rapporti tra banche e imprese, ha posto in evidenza il grande problema del ruolo delle banche nell’economia globale ma anche nei territori che le ospitano.

uale ruolo hanno le banche nelle economie dei singoli Stati e nell’economia mondiale? A che cosa servono? Sono imprese che “commercializzano” beni e servizi o sono una struttura indispensabile a servizio del mercato e quindi di chi mette a disposizione risorse e di chi le utilizza? Hanno un ruolo nello sviluppo di un territorio? Per rispondere ad alcune di queste domande, raccontiamo un breve, ma vera, piccola storia: in un Comune di una Regione d’Italia, noti entrambi per il valore della produzione artigianale che da generazioni ha contribuito al benessere di quella terra operosa, lo tsunami finanziario del 2008/9 ha generato gravissimi danni al tessuto imprenditoriale, con immediata ripercussione sulla vita degli addetti a quella produzione. Fallimenti, cassa integrazione, aziende in crisi! Ma gli artigiani di quella Regione e di quel Comune sono gente abituata a lottare. Alcuni di loro, avendo saputo di un progetto innovativo per affrontare la concorrenza, consentire nuove strategie distributive e razionalizzare le filiere produttive, decidevano di costituire una nuova società per realizzare quell’idea imprenditoriale. Capitale iniziale sufficiente ad un avvio attentamente ponderato, figure professionali adeguate all’impegno, rappresentate tutte da soci operativi. E qui si pone il problema, che ciascuna società si trova ad affrontare, per trasformare un’idea imprenditoriale in un’impresa operativa: come reperire le risorse finanziarie per consentire l’operatività e lo sviluppo! Le risorse rese disponibili dai soci sono sufficienti a garantire l’avvio e cioè la realizzazione della struttura operativa e la realizzazione dei prodotti da presentare al mercato. Se la risposta del mercato non ci sarà … nessun problema! L’idea imprenditoriale naufragherà nell’impatto con la dura

A region and its bank The financial crisis, that "theoretically" is behind us but in fact is still in control of relationships between banks and businesses, has highlighted the big problem concerning the role of banks in global economy as well as in the areas that host them. What role do banks play in the economies of individual countries and in world economy? What purpose do they serve? They are companies that "commercialise" goods and services and are an indispensable structure at the service of the market, thus to whom do they make resources available and who uses them? Do they have a role in the development of an area? To answer some of these questions, we will tell you a short but true story: in a municipality of one of Italy's Regions, both known for the value of its handmade production which for generations had contributed to the wellbeing of that industrious land, the financial tsunami of 2008/9 caused significant damage to its entrepreneurial fabric, with the immediate repercussion on the lives of the employees of that production. Bankruptcies, the dole, companies in crisis! But the artisans of that Region and municipality are people who are accustomed to fighting. A few of them, having known of an innovative project for dealing with competition, agreed to new distribution strategies and rationed the production chain, and decided to create a new company to realise that entrepreneurial idea. There was initial capital sufficient for an expectedly thoughtout start, professionals up to the task, all represented by employee members. And here a problem arose that each company had to confront in order to transform an entrepreneurial idea into an operating company: how to find the financial resources to allow operability and development! The resources made available by the members are sufficient to guarantee the start up and thus the realisation of the operating structure and the making of products to put on the market. If the answer in the market isn't there... no problem! The entrepreneurial idea will drown under the impact of hard market reality, and the "damage" will be limited to the "risk" capital from the company's members. If instead, as in our case, the entrepreneurial idea "takes off" and starts to navigate amongst orders, the need for anticipations will present itself, on behalf of credit institutions.


realtà del mercato e il “danno” sarà limitato al capitale “rischiato” dai soci nell'impresa. Se invece, come nel nostro caso, l’idea imprenditoriale prenderà “il largo” e comincerà a navigare tra gli ordinativi, si porrà l’esigenza di poter disporre di anticipazioni, da parte degli Istituti di Credito. Inizia così la peregrinazione tra le varie Banche presenti in quel Comune e nei Comuni vicini. La risposta è quasi sempre la stessa: se non avete dei bilanci precedenti non possiamo prendere in considerazione la richiesta (siete una start up!). Per poter avere sconto riba o fatture dovete presentare un business plan e … ci vuole la fidejussione dei soci. Di finanziamenti … nemmeno a parlarne! Più avanti si vedrà! L’idea di abbandonare la realizzazione in Italia per trasferire la “business idea” in altro Paese si fa rapidamente strada presso i soci, anche perché l’assenza di “servizi” per la smobilizzazione dei crediti e di supporti finanziari per il rapido avvio delle attività strategiche renderebbe inattuabile il progetto. Si avvia, senza entusiasmi, la ricerca per individuare le migliori condizioni-Paese fuori dai confini nazionali quando, dall’incontro fortuito con un vecchio amico, nasce un’ultima opportunità: “hai sentito la Banca ……. So, per diretta esperienza, che è molto impegnata a favorire la ripresa dell’economia nella nostra Provincia ed ha dirigenti di primissimo piano, capaci di “fiutare” la bontà di un piano d’impresa. Un numero di cellulare e un indirizzo e-mail. Rapido contatto telefonico: “può mandarmi una mail con una breve descrizione della vostra idea imprenditoriale?”. “Certamente. Le invierò anche l’indirizzo del nostro sito internet dal quale potrà trarre ulteriori informazioni”. Poi un breve incontro, uno scambio di informazioni e valutazioni sufficienti a definire necessità e tempi ed approfondire la conoscenza “professionale” degli interlocutori ed inizia il rapporto di collaborazione. La parte importante della storia finisce qui! Sembra il racconto di un’avventura imprenditoriale di altri tempi, quando gli affari si facevano con strette di mano guardandosi negli occhi ma nei quali è nata la nostra migliore imprenditoria. Un Territorio e la sua Banca, quando i soldi si facevano con le idee e con tanto lavoro (e non con i soldi) e il rapporto tra gli uomini rappresentava il vero capitale di un’economia forse ingenua ma che forse potrebbe ancora insegnare molte cose anche ai “guru” della globalizzazione.

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Thus begins the meandering between the various banks in that municipality and the nearby ones. The answer is almost always the same: if you don't have previous balance statements, we cannot take your request into consideration (you're a start up!). To have bank receipt payments or invoices, you need to present a business plan and...you need the guarantee of the members. As for financing...not even under discussion! We'll see in the future! The idea of abandoning production in Italy and transferring the “business idea” to another country quickly took shape among the members, also because the absence of "services" for disinvesting credit and financial supports for a rapid start up of strategies activities would make the project inoperable. So the research, with no enthusiasm, to identify the best conditions/country beyond national borders begins, when, from a chance encounter with an old friend, a final opportunity arises: "Have you ever heard of Bank......So, which from direct experience I know undertakes to encourage economy recovery here in our Province and has top level directors capable of 'smelling' the benefits of a good business plan?" A cell number and an e-mail address. Fast phone contact: "Can you send me an e-mail with a brief description of your idea?" "Sure. I'll also send the address of our website where you can find further information." Then a brief meeting and sufficient assessment to define the needs and times, and to further the "professional" acquaintance of the interlocutors and start the collaborative relationship. The important part of the story ends here! It seems to be the tale of an entrepreneurial adventure from other times, when business was done with a shake of the hand, looking into each other's eyes, but from which our best businesses were born. A land and its bank: when money was made from ideas and a lot of work (and not just with money) and the rapport between the men who represent the real capital of an economy which is perhaps ingenuous but which could perhaps also still teach many things to the "gurus" of globalisation.


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Il racconto

L'armadio Claudia Menichini Foto: Walter Beltrame

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ono un armadio dell’Ottocento, dell'inizio dell’Ottocento. Mi hanno costruito in legno dolce, forse di abete, ma non ricordo, è passato molto tempo. Sono sempre stato serio, sono nato per contenere cartelle legate con nastri color polvere, ero l’armadio di un avvocato di Cortina. Non stavo nella stanza principale, quella dove entravano i clienti, no, ero nella stanza attigua, e venivo aperto da mani ossute e pallide, quelle del segretario, che era un giovane un po’ triste, soffriva d’amore mal corrisposto. Le cartelle andavano e venivano, i nomi cambiavano, il tempo passava lentamente. Sono rimasto a Cortina quasi cinquant’anni. Fui lasciato in eredità assieme a tutto lo studio al nipote dell’avvocato, che faceva il notaio, e fui usato per le stesse mansioni, era un vita tranquilla. Improvvisamente venni smontato e portato insieme ad altri mobili in una stanza buia, sentii dire che c’era la guerra, e dopo per me le cose cambiarono, mi vennero a prendere e fui portato nel ripostiglio di un negozio, non ero felice,

The cabinet

I am a cabinet from the nineteenth century, the beginning of the 1800s. They made me in soft wood, perhaps fir, but I don't remember, it was a long time ago. I have always been serious: I was born to hold portfolios tied with powder coloured ribbons, I was the cabinet of a lawyer in Cortina. I wasn't in the main office, where the clients entered, no, I was in the next room, and I was opened by pale, bony hands, those of the secretary, who was a sad young man, suffering from unrequited love. The portfolios came and went, the names changed, time passed slowly. I was in Cortina for nearly fifty years. I was inherited together with the lawyer's entire offices by his nephew, a notary, and I was used for the same purpose: it was a calm life. Suddenly I was taken apart and carried along with other furniture to a dark room, I heard there was a war, and things changed for me after that: they came and got me and took me to a shop's storage room; I wasn't happy, I was filled with anything that happened along, I was dirty and no one thought about me: they were very sad years. Finally two young people came and took me away, to a house, and I became a wardrobe for clothing. That was fun: there were skirts and trousers, jackets, underwear and stockings, everything always in disorder. I was in the bedroom, the walls were painted light blue, it was warm in winter and cool in summer; the window in front of me opened onto a small garden where I could see the seasons change, it was lovely; they had cleaned me up and lined me with coloured paper that I liked a lot. I


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ero riempito di tutto quello che capitava, ero sporco e nessuno mi considerava, furono anni molto tristi. Finalmente arrivarono due ragazzi, e mi portarono via, in una casa, e divenni un armadio per gli abiti. Era divertente, c’erano gonne e pantaloni, giacche, mutande e calzini, tutto sempre in disordine. Stavo nella camera da letto, le pareti erano dipinte di azzurro chiaro, d’inverno era caldo e d’estate fresco, la finestra davanti a me si apriva su un piccolo giardino, vedevo cambiare le stagioni, era bello, mi avevano anche ripulito e foderato con una carta colorata che mi piaceva molto. Ero felice. Dopo qualche anno, però, fui smontato nuovamente, i vestiti furono tolti, e fui rinchiuso in una soffitta. Non capivo, la ragazza era simpatica, non si era mai lamentata di me, diceva a tutti che ero un bell’armadio, di un avvocato di Cortina – “Sai, dell’Ottocento!” – e io mi sentivo importante. Ero molto triste. Poi una grande confusione, mi rimontarono, e mi ritrovai in una cucina, e sentii dire alla ragazza: “Guarda, qua è ancora più bello, ora lo riempiamo di bicchieri e conserve, riso, latte e pentole!” Così, a più di cent’anni mi ritrovo credenza. E’ buffo, ora sento tanti profumi, da una parte ci sono le spezie, che cambiano secondo i viaggi che fanno i ragazzi, a volte curry, a volte cannella o cardamomo, è buono, non sapevo che esistessero così tanti profumi, mi ricordavo solo l’odore della polvere e poi l’odore della lavanda degli abiti. C’è più confusione, perché le pentole e i bicchieri sono spostati di continuo, e all’esterno, sulle chiavi, vengono appesi mazzetti di erbe aromatiche che stanno molto bene con le mie venature chiare. Sì, sono diventato un po’ frivolo con il tempo, e tutte le mattina mi piace guardare la ragazza che fa colazione e accarezza il suo cane.

Si ringrazia Antichità Bernardi Asolo (TV) - 0423 950213

was happy. After a few years, however, I was once again dismantled and the clothes were removed and I was closed up in the attic. I couldn't understand: the girl was nice, she never complained about me, she always said I was a beautiful wardrobe, from a lawyer from Cortina - "From the 19th century, you know!" - and I felt important. I was very sad. Then there was a lot of confusion, I was reassembled and I found myself in a kitchen and I heard someone say to the girl: "Look, it's lovelier here, now let's fill it with glasses and jams, rice, milk and pots and pans!" So, more than a century later, I find myself a cupboard. It's funny, now I can smell many different fragrances, in one part there are spices which change according to where the kids have been, sometimes curry, other times cinnamon or cardamom; it's good, I never knew so many fragrances existed, I remembered only the smell of dust and then the odour of lavender in the clothes. There's more confusion because the pots and glasses are always being moved around, and on the outside, bunches of aromatic herbs are hung from the key: they go very well with my light colouring. Yes, I've gotten a bit frivolous over time, and every morning I like to watch the girl make breakfast and pat her dog.


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Storie

Un’altra sfida Alessandro Vaccarone

C Ancora un modo per confermare che l’uomo sarà sempre alla ricerca di se stesso.

om’è piccolo il mondo! Parlavamo di affidamenti bancari, di tasso di interesse, di business plan… ed ecco che il discorso scivola pian piano verso i grandi impegni della vita, verso le sfide alle quali non si può dire di no. L’uno con la mente alle grandi traversate ed ai venti impetuosi e l’altro ai percorsi ai limiti dell’impossibile, correndo su sabbia o ghiaccio. L’altro è un simpatico Funzionario di Banca, cortese, competente, attento alle esigenze del suo interlocutore. La conversazione corre sul racconto di emozioni vissute e si sofferma sulla prossima sfida: La partecipazione alla Marathon Des Sables! La Marathon des Sables è una gara estrema: si deve percorrere di corsa una lunghezza di 250 Km di deserto sahariano (Marocco), con temperature anche di più 40° di giorno e 2° di notte, in completa autosufficienza. Anche alimentare. Questo significa che è necessario portarsi appresso sulle spalle tutto quello che può servire per sopravvivere 6 giorni nel deserto: cibo, vestiario, sacco a pelo, stuoia, pentolame, ecc. Data della competizione: aprile 2011. “Vorrei concorrere alle spese per i supporti logistici”, azzarda l’uno affascinato dalla singolarità ed eccezionalità della “traversata”. “Abbiamo costituito un gruppo sportivo i Lupi Team – Adventure Run”, risponde l’altro, “e stiamo cercando di organizzarci al meglio, quindi la ringrazio”. “Sono io a ringraziare lei! Credo sia una straordinaria opportunità essere coinvolti direttamente in una cosa così ed in questa atmosfera fatta di passione pura”. L’uno e l’altro si soffermano ad ipotizzare i dettagli della sponsorizzazione, ma la loro mente è altrove. “Quanto è necessario allenarsi per poter partecipare a questa maratona?” “….molto, ma l’allenamento è ormai una delle componenti essenziali della vita”. “Ad Ottobre parteciperò alla Polar Circle Marathon sulla Calotta Polare Artica in Groenlandia. La gara è conosciuta come la più fredda maratona del mondo e questo a dimostrazione che i Lupi non vanno sempre e solo al caldo. Esiste comunque un denominatore comune con le altre gare: il percorso si snoda nel silenzio-

Another challenge Another way to confirm that man will always be in search of himself. How small the world is! We were speaking of banking trust, interest rates, business plans...and here the discussion slid slowly towards life's great undertakings, towards the challenges one cannot say no to. The one has his mind is on great journeys and impetuous winds, and the other towards paths to the limits of the impossible, running on sand or ice. The other is a nice bank employee, courteous, competent and careful about the needs of his interlocutor. The conversation runs along recounting emotions lived and hovers over the next challenge: participation in the Marathon of the Sands! The Marathon of the Sands is an extreme competition: you have to travel a distance of 250km in the Sahara Desert (in Morocco), with temperatures up to 40°C during the day and 2°C at night, completely selfsufficiently, including food. This means you have to carry everything you need to survive for 6 days in the desert on your shoulders: food, clothes, sleeping bag, mat, pots, etc. The date of the race: April 2011. "I'd like to arrange the expenses for logistical support," suggests the one, fascinated by the singularity and unusualness of the "crossing." "We have put together a sporting group, the Lupi Team, Adventure Run," answers the other, "and we are trying to organise ourselves better, so thank you." "It is I who has to thank you! I believe this is an extraordinary opportunity to be directly involved on this atmosphere of pure enthusiasm." The one and the other stop to hypothesise about the sponsors' details, but their minds are elsewhere. "How long will you have to train for this marathon?"


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Storie

so… deserto Artico. Il paesaggio che fa da sfondo a questa gara è drammaticamente spettacolare, ma fortunatamente in quel periodo dell’anno le temperature sono miti: meno 5° di giorno, con la partenza mattutina della gara a meno 15°. Sperando però di non incorrere nell’imprevedibilità del clima della Groenlandia”. “Mi faccia avere tutte le informazioni che può sulla Marathon des Sables e sentiamoci al suo ritorno dalla Groenlandia”. Ritorno mentalmente (con fatica) alla quotidianità e penso al logo della mia società cucito sullo zaino e sulla tuta di questo straordinario sognatore. Improvvisamente lo vedo più bello, più carico di significati, più vicino al mio modo di essere. Prima era una componente, certamente importante, di ciò che insieme ad altri stiamo creando. Rifletto al senso di partecipazione a questa sfida. Strano, eppure sono altri quelli che correranno. Il pensiero va alle sfide in mare, con la tavola che vola sulle onde e la terra che si allontana. Già, “i cacciatori di emozioni”, come li ha definiti lui! Sanno vivere e godere delle emozioni vere e pure, le riconoscono e gioiscono ovunque le trovino, anche quando appartengano ad altri. Per questo abbiamo inserito tra i valori nei quali ci riconosciamo (le ns. regole di Responsabilità Sociale): "Noi crediamo che ogni impegno particolarmente significativo, da chiunque intrapreso in qualsiasi campo dell’attività umana tesa alla conquista di nuovi traguardi, debba essere agevolato sostenuto e reso noto".

“….a lot, but training is by now one of the essential parts of life." “In October I'll be in the Polar Circle Marathon on the Polar Arctic Icecap in Greenland." The race is known as the coldest marathon in the world and this is to show that the Lupi don't always just run in the heat. However, there is a common denominator with other races: the race is run in the silent...Arctic desert. The landscape that acts as a backdrop for this race is dramatically spectacular, but luckily in that period of the year, the temperatures are mild: less than 5°C during the day, with a morning departure of the race at less than 15°C. Hoping however we don't encounter the unpredictable Greenland climate." "Let me have all the information you can about the Marathon of the Sands and then we'll talk when you get back from Greenland." I go back (not easily) to my daily life and think about my company's logo sewn on his backpack and on the coveralls of this extraordinary dreamer. Suddenly I see my way of life as more beautiful, more full of significance, closer. Before I was certainly an important component of what we seemed to be creating together with others. I reflect on the sense of participation in this challenge. Odd, yet there are others apart from those running. The thought goes to the challenges in the sea, on a board that sails over the waves and the land that gets further away. Right, the "thrill hunters" as he defined them! They know how to live and enjoy real feelings and yet recognise and delight in whatever they find, even when these belong to others. For this reason, we have inserted among the values we recognise (our rules for Company Responsibility): "We believe that every particularly significant undertaking, from whatever enterprise in whatever field of human activity, intent on conquering new heights, should be facilitated, supported and made note of."


Torino nuovi interni urbani

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