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In questo nuovo DVD di Vovinam, Patrick Levet ha voluto mostrare gli aspetti dell'uso e manipolazione del Bastone Vietnamita. Anche se poco conosciuto, il bastone lungo vietnamita è, senza dubbio, l'arma più importante tra tutte le armi delle Arti Marziali tradizionali del Vietnam. La scuola Vovinam, nel suo programma ufficiale, propone solo la Forma del Bastone (Tu Tuong Con Phap) e i contrattacchi di bastone contro bastone (Phan The Con), senza spiegare i movimenti intermedi. Ma il Bastone Vietnamita va ben al di là di questi due aspetti, e il Maestro Levet ci offre due DVD dettagliati su tutte le applicazioni dei numerosi movimenti intermedi della Quyen del Bastone. Questo primo volume comprende una serie di esercizi specifici di riscaldamento e bodybuilding col bastone, guardia, principi fondamentali, manipolazione stilistica dell'arma, difesa contro il disarmo, blocchi e schive, spostamenti, nonché le tecniche di combattimento. Un lavoro originale che mostra per la prima volta il Bastone Vietnamita in un modo completo ed esaustivo.

REF.: • DVD/VIET7 Tutti i DVD prodotti da Budo International vengono identificati mediante un’etichetta olografica distintiva e realizzati in supporto DVD-5, formato MPEG-2 (mai VCD, DivX o simili). Allo stesso modo, sia le copertine che le serigrafie rispettano i più rigidi standard di qualità. Se questo DVD non soddisfa questi requisiti e/o la copertina non coincide con quella che vi mostriamo qui, si tratta di una copia pirata.

ORDINALA A:

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“Quello che si ottiene con violenza, si può mantenere solamente con violenza”. Mahatma Gandhi

“Acquistiamo coscienza delle cose quando ci fermiamo a guardare i comportamenti e gli avvenimenti a maggior distanza rispetto a quando eravamo pienamente implicati in essi. Attraverso questa riflessione, il nostro stato di saggezza aumenta”." Jean Shinoda Bolen

er non essere ripetitivo (tutti lo siamo in qualche modo perché ci esprimiamo sempre a partire da quello che siamo), negli ultimi anni ho evitato di ritornare su questo tema. Ciononostante, tutti maturiamo e moduliamo il nostro discorso, possiamo approfondirlo e qui la proposta è quella di contribuire a ciò. D'altra parte, i lettori della rivista non sono un gruppo chiuso e fisso; la rivista è uno strumento di trasmissione variabile che si arricchisce costantemente con nuove incorporazioni; senza voler risultare presuntuoso, molti giovani potrebbero ottenere benefici allargando o sfumando la loro visione panoramica del tema che inquadra questo titolo. Marte, il dio della guerra, il supermacho, curiosamente nella mitologia nasce senza alcun intervento del principio maschile, perché Giove, avvisato che un figlio lo avrebbe detronizzato, evita dette nascite mangiando o annullando i risultati dei suoi multipli contatti umani e divini. Hera, sua moglie, stufa di quest’atteggiamento e della sua sterilità, decide di fecondarsi da se e, da questa magia nasce Marte. Il principio maschile puro è dunque paradossalmente figlio di un estremo esclusivamente femminile. Come simbolo è interessante osservare come i mezzi di comunicazione, nel corso della storia, nel tentativo di trascendere la sua natura, trasformarono il termine collocando “Arti” davanti a “Marziali”. Da una prospettiva mitologica, non parliamo qui di Marte ma di Atena, che nasce dalla testa di Giove mediando una particolare ostetrica, il brutale Vulcano, il quale agisce come levatrice facendo esplodere la testa di Giove per permettere la nascita di Atena (Minerva). Lei è una guerriera, ma saggia (nacque dalla testa del dio degli dei!), per questo indossa un’armatura d’oro; temprata (sua madre è la prudenza), è la dea del commercio, della conoscenza e delle Arti. Vediamo qui due archetipi ben differenti. Mentre Marte è il dio della guerra, Minerva è la dea delle Arti Marziali. Il primo è una forza primaria e di natura definita. Capriccioso, adirato, violento e aggressivo; la seconda è temprata, sapiente, dissuasiva prima che violenta, ma sempre guerriera. Due modi alla fine molto diversi di affrontare uno stesso fatto, il confronto e il dominio sugli altri. La guerra è il risultato del più elementare delle dissociazioni. In molte culture viene rappresentato con il numero due, perché una volta generata la differenza, una volta che si traccia una linea sul suolo, potenzialmente è guerra. È la differenziazione quella che genera il dissenso. Nella mitologia greca, le forze primordiali della creazione erano due: Eros ed Eris, i due fratelli figli di Caos. Eros è la forza di attrazione Universale. Eris la forza di repulsione. E’ la loro apparizione quella che genera l'ordine dell'Universo. Eros ed Eris sono opposti e complementari, uno riunisce l'altro divide, nelle loro infinite combinazioni,

P

queste forze nella mitologia creano l’Uni-versus (l’“Uno in movimento”). Il primo tempio che i romani costruivano quando arrivavano in un sito, aveva l’invocazione dedicata a Marte, ma, una volta conquistato ed integrato nell'impero, il culto di Minerva si imponeva. Per tanto che entrambe le forze parlino della stessa cosa, lo fanno in toni completamente diversi. Non ci siamo evoluti molto dai tempi di Roma, o forse sì, ma i suoi principi Universali continuano oggi ad essere validi quanto allora. Gli archetipi sono forze eterne che non cambiano né evolvono, energie che sono esistite e sempre esisteranno, inquadramenti che permettono ai più intelligenti e saggi tra gli uomini, di analizzare le loro vite e i loro ambienti, per comprendere, oltre le forme, la realtà nella quale tutti siamo inseriti e della quale facciamo parte. Vedo le immagini della guerra in Siria e vedo le truppe di Attila che radevano al suolo le terre dalle quali passava. Vedo un poliziotto che ferma un ladro, e immagino i soldati, una volta conquistate le terre, mantenere il nuovo ordine. Vedo i combattimenti di MMA moderni e vedo i gladiatori. Vedo una competizione sportiva Marziale e mi appare l'immagine delle olimpiadi antiche, una rappresentazione della guerra per essere sublimata. Vedo un Maestro che esegue un Kata e visualizzo un monaco che cerca risposte alle eterne domande. Tutti condividono uno stesso Universo, ma lo fanno da posizioni disparate, con obiettivi molto diversi, armi e tecniche proprie, stili ed atteggiamenti diversi; sono in definitiva sottomondi dentro un Universo eclettico ma dissimile, che sebbene condividano un stesso suolo, si situano ad altezze molto differenti. In questa rivista, tutti loro hanno il proprio posto, ma non si confonda, che quello che sta sopra, non può stare sotto, e viceversa. Il guerriero maturo, moderato e temprato, è saggio ed evita la discordia, la confusione e l'impetuosità. È normale che con i trent’anni che abbiamo di vita, le nostre inclinazioni come rivista diventino palesi in contenuti e forme. È sempre stato così, tuttavia, "Il guerriero cosciente", titolo di uno dei miei primi libri, definiva la mia posizione in materia e, con essa, quella della rivista che dirigo. Ed è che, il guerriero cosciente è sempre stato un passo più in là del guerriero violento e contumace. Perciò, oggi come allora dico: occhio, ai giovani più impetuosi! Lo stratega supera l'uomo d’azione, il saggio l’impetuoso e aggressivo, perché l’uno si situa in cima e l'altro cade naturalmente in basso. L'ordine dell'Universo è spietato e colloca ognuno al proprio posto, chi vive di spada di spada perisce. Fermarsi alle apparenze e non trascendere le forme, non è altro che un modo di imprigionamento; chi vede il marziale senza avvicinarsi a Minerva, ristagnerà in un mondo tenebroso dove il sangue e la violenza sono tutto. Arrivato

Traduzione: Chiara Bertelli


“Il guerriero maturo, moderato e temprato, è saggio ed evita la discordia, la confusione e l'impetuosità”.

il momento, il loro momento, siano coraggiosi e diano un salto, facciano la prima trasgressione da guerriero, a saggio; nel frattempo, cerchino di attraversare questo stadio senza che le cicatrici siano tanto gravi, senza che le conseguenze non possano essere superate. Occhio alle passioni violente! Le conseguenze possono essere incommensurabili! Quando la direzione è in avanti e verso l'alto, trasgressione e trascendenza di ogni guerriero, il passo inevitabile è quello di arrivare ad essere un uomo di conoscenza. Non tutti ci riusciranno, ma non sarebbe male provare, perché la stagnazione conduce alla putrefazione e perché, più di questo, non è meglio... è solo ... di più. Già lo diceva mia nonna: "Chi non corre con la testa dovrà correre coi piedi! Ed i piedi, si stancano...


Le tecniche di Chin Na richiedono uno studio approfondito non solo delle articolazioni del corpo, ma anche dell'Anatomia in generale. Chin significa "cattura" e Na significa "controllo". Quindi possiamo dire che Chin Na sono quelle tecniche di presa, pressione e dislocazione, per le quali possiamo controllare il nostro avversario in una situazione di difesa. Le tecniche Chin Na di Shaolin sono utilizzate per neutralizzare o interrompere un attacco. Anche se le sue origini risalgono praticamente alla fondazione stessa del Tempio Shaolin, è ben noto che già durante l'ultima dinastia cinese, le tecniche di Chin Na erano molto popolare fra la popolazione in generale, ed è stato in quell'epoca che le tecniche di cattura e di controllo hanno vissuto il loro momento del boom e di espansione. La pratica di Chin-na dovrebbe essere fatta ponendo una maggiore enfasi sullo sviluppo del controllo e la sensibilità richiesta per lasciare un attaccante indifeso da alcuni dei 5 principi di Chin Na: Strappare il muscolo o il tendine, Posizionare le ossa in modo incorretto, Bloccare o tagliare la respirazione, Bloccare una vena o un'arteria, Pulsare un canale di Qi.

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Tutti i DVD prodotti da Budo International vengono identificati mediante un’etichetta olografica distintiva e realizzati in supporto DVD-5, formato MPEG-2 (mai VCD, DivX o simili). Allo stesso modo, sia le copertine che le serigrafie rispettano i più rigidi standard di qualità. Se questo DVD non soddisfa questi requisiti e/o la copertina non coincide con quella che vi mostriamo qui, si tratta di una copia pirata.

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Arti Marziali Con un record marziale impressionante, Grandmaster RUI RIBEIRO - (ROY "The Hand") - è 9 ° Dan, Hanshi, in Karate & Tatami System. La sua vasta conoscenza della medicina e anatomia gli ha permesso di elaborare un lavoro basato sulla struttura e bio-dinamica del corpo umano, particolarmente utile nell'applicazione delle tecniche di Karate, del quale altri Maestri mancano. Questo fatto è particolarmente evidente nel video che ha girato per Budo International, in cui spiega frequentemente la ragione per l'adozione delle opportune posizioni, all'interno di un senso logico della dinamica del corpo, che permettano al praticante di sviluppare una maggiore velocità e versatilità delle risposte in combattimento. Pur essendo un uomo di tradizione, sensibilità spirituale e rispetto, ha saputo adattare l'essenza di quello del che gli è stato trasmesso e passarlo ad una nuova generazione, cercando di migliorare, in virtù della sua enorme conoscenza, l'insegnamento che ha ricevuto dai suoi Maestri, di cui parla sempre con affetto e venerazione. Possiede il 6 º DAN, ricevuto dai seguenti sistemi e Maestri:


Arti Marziali

“Bisogna conoscere il corpo allo scopo di potenziare tutte le azioni, indipendentemente dalla pratica e la tecnica. Il corpo è universale e matematico.â€?


Grandi Maestri Hiroo MOCHIZUKI - HANSHI, fondatore del Yoseikan Budo. Masayuki HISATAKA – KENSEI, 10 ° DAN, fondatore del Koshiki Karatedo, Successore del fondatore della Shorinji Ryu Kenkokan. Shizuya SATO - HANSHI 10 ° DAN, membro fondatore della Kokusai Budoin IMAF Giappone. Ha anche ricevuto laur ee da molti altri maestri di fama, come ad esempio: Tetsuji MURAKAMI - HANSHI - 5º DAN, la graduazione massima in Shotokai, come introduttore del Karate-do Shotokan Nihon in Europa. Atsuo HIRUMA – HANSHI, 5 ° DAN. Laurea massima Shotokai e direttore per l'Europa. Keiji TOSE – HANSHI, 10 ° DAN della Eishin Ryu Iaido. Tadanori NOBETSU – HANSHI, 9 ° DAN, Karatedo e Kobudo. In 1998, ha ricevuto il titolo di KYOSHI JAPAN e poi la laurea di 7ºDan, consegnata dal Maestro Shizuya SATO. Nei suoi trascorsi ci sono molti altri maestri con i quali si è allenato ed è in debito, in particolare Kazuta KIMURA, nonché RICHARD LEE - HANSHI 9 ° DAN. Ha anche svolto studi significativi con altri Maestri ben noti, come ad esempio Yoshinao NANBU - Fondatore del Nanbudo -, o Higashio TOSHIAKI - Karatedo e Aikido - e, naturalmente, Hiromichi KOHATA della Gensey Ryu. Alfredo Tucci

“La pratica multidisciplinare delle Arti Marziali e degli sport di combattimento richiede esigenza e versatilità, per sviluppare veramente le abilità, con sessioni d'allenamento focalizzate soprattutto nella preparazione per la competizione sportiva o la protezione.”


Arti Marziali

WIND WARRIORS XXI

Un Incontro che, durante tutta la Vita, vuole dedizione al fine di incentivare e potenziare l'azione Un percorso di pratica ed evoluzione. Un corpo a corpo, per affrontare ed educare.

DOJO / CAMP FIGHTERS

- L'Essere Umano in combattimento. Allenamento adattato alla fisiologia, per migliorare l'efficienza. - Lo spirito dell'Essere Umano. Ottenere tecniche percettibili per la sua esecuzione. - Prova Tutto ciò che è percepito ed è indiscutibile. - Comprensione Capacità di utilizzazione e transizione delle metodologie. - Sistemi La diversità globale di vecchi e nuovi metodi per applicazione potenziale. - Evoluzione Meccanica corporale, educazione visuale e "know-how." - Postura Obiettivo posizionale per l'attacco.


“Conoscenza di sĂŠ, atteggiamento e intelligenza efficaci per raggiungere la pace della mente.â€?


Arti Marziali

- Guardia Controllo con intento offensivo. - Contatto Allineamento visivo con l'avversario e opzioni tecniche. - Distanza Triangolo che dalla base di appoggio, permette ai membri un tocco simmetrico nelle estremità. - Apertura Assenza di coinvolgimento diretto. La tecnica deve andare oltre il campo visivo. - Scienza Le Arti Marziali e gli Sport da combattimento sono scientifiche. - Fluidità Fine cosmico in (U), Alfa (A) e Omega (O), nei suoni della vita (A/E/I/O/U). - Espressione Un combattente è riconosciuto dalla postura e non dalla apparenza, dalla dimostrazione di una profonda realizzazione.

La pratica multidisciplinare delle Arti Marziali e degli sport di combattimento richiede esigenza e versatilità, per sviluppare veramente le abilità, con sessioni d'allenamento focalizzate soprattutto nella preparazione per la competizione sportiva o la protezione. Conoscenza di sé, atteggiamento e intelligenza efficaci per raggiungere la pace della mente. Dall'iniziazione alla Maestria solo esiste realtà futura. Capacità di vivere col cervello nel tempo, al suo tempo. Una buona posizione, conoscenza, esperienza e specializzazione nell'azione, trasformano le limitazioni in attributi. La realtà non è pacifica e richiede una cultura del merito, coraggio e la percezione del pericolo. Imparare a rimanere calmo quando si domina l'efficacia. È necessario percepire la nostra intelligenza artificiale e i processi biologici interattivi, attraverso analogie che permettano di potenziare le capacità sviluppando energia, e mantenere l'equilibrio interno. La realizzazione degli obiettivi dipende dall'essere in pace, consapevoli del corso, cercare la conoscenza e contribuire a unire l'esperienza del passato con il futuro. Gli obiettivi sono semplici: - Conoscere il corpo allo scopo di potenziare tutte le azioni, indipendentemente dalla pratica e la tecnica. Il corpo è universale e matematico.


Grandi Maestri “Il timing è una parte dell'esecuzione in combattimento, che esiste tutti gli effetti, ma il cui intervento non può essere visto, sentito o pensato, perché potrebbe essere ritardato.”

- Conoscere i comandi cerebrali di continuità e segmentati a livello neuromuscolare che intervengono in ogni azione. - Difendere l'integrità fisica, mantenendo sempre un unico obiettivo di attacco in qualsiasi conflitto. Una porta aperta sempre invita qualcuno ad entrare, in questo caso, per studiare quello che è effettivo, quando il corpo lo percepisce ed il cervello lo registra. Questo articolo tocca temi che sono un contributo per per quelli che si allenano, temi che sono comprensibili attraverso la pratica, per tutti e a suo tempo, dall'alunno al Gran Maestro, dal lottatore che incomincia, al campione.

TEMPO

Il tempo esiste solo in futuro. Rimanere nel presente o nel passato, è mantenere l'inerzia. Nell'inizio, il movimento è passato, nella traiettoria è presente e nel finale è futuro. Bisogna trasformare l'azione in un tempo diverso degli atti di attacco. L'esistenza e la resistenza non devono essere evidenti. Bisogna "rompere" senza toccare, provocando una reazione di paura, schiva o retrocessione, influenzando l'avversario. Tutto ciò che conta sono gli effetti prodotti e non i modi e i mezzi per raggiungerli. Bisogna trasporre la prima controazione. Il tempo è questo: raggiungere il fulcro dell'induzione, creare fallimenti e catturare gli atti.


In tutti i movimenti, non mostrare alcuna intenzione di annullare l'attacco, la lotta deve essere eseguita con una concatenazione progressiva di tecniche. Capire il futuro deve essere presente sempre e tenere l'avversario fuori di raggiungere tale obiettivo. È necessario annullare l'azione fisica dell'avversario, creando in lui un periodo di tempo, condizionato alla parte mentale, tra l'ordine del cervello e lo svolgimento della rispettiva azione successiva. Il timing è una parte dell'esecuzione in combattimento, che esiste tutti gli effetti, ma il cui intervento non può essere visto, sentito o pensato, perché potrebbe essere ritardato. Semplicemente bisogna stare lì, nel tempo esatto, nel posto giusto, al di là del momento prima dell'impatto, provocando una tecnica rovesciata o contrattacco effettivo.

ALLENAMENTO

Il tempo e lo spazio si misurano per traiettorie e distanze. Comprendere oltre, al di là, è qualcosa che deve essere sempre presente come una sfida essenziale della pratica. Allenare l'impossibile è conoscere e cercare nuovi metodi e obiettivi, per sviluppare il progresso potenziale. Indipendentemente dalla conoscenza di ognuno, bisogna aggiungere e adattare alla propria tecnica, nuove idee e prospettive, per migliorare l'efficienza. Inoltre, sviluppare gli elementi essenziali e di base, come ad esempio:

- Respirare per sentire l'influenza dell'odore e conoscere minimamente alcune delle multiple forme di inspirare e spirare e i consecutivi processi interni della circolazione dell'aria. - Visualizzare ed eseguire il movimento senza mostrare l'intento e / o renderlo visibile, impedendo in questo modo che venga anticipato o controllato. - Identificare suoni, echi interni ed esterni, soprattutto sugli impatti e le onde d'urto provocate, a favore e contro. - Gusto, dedizione e intransigenza nell'ottenere risultati oggettivi e conclusivi. Il perché di essere fondamentale, di avere come oggettivo un processo di azione focalizzato nel futuro, è perché qualunque conflitto presente, generalmente deriva da un passato, attivo, interattivo o riattivo, al che è necessario corrispondere in conformità. Conoscere il corpo e l'uso complementare della neurofisiologia, aggiunge saggezza e calma davanti alla aggressione.

VIBRAZIONE

Movimento ondulatorio con l'intenzione di fare vibrare il punto o i punti di contatto. Esercitare la fluidità, seguendo una pratica di allenamento nella quale i meccanismi mentali e fisiologici, con un adeguato coordinamento e accuratezza, diventano superiore allo studio di metodi e forme. Eseguire un'azione nello spazio tra la materia, oggettiva e intenzionale, per il completamento del movimento, senza essere visibile o prevista, nella qualle deve vedersi il


risultato ottenuto sull'avversario e non l'azione stessa. La vibrazione aggrega valore di avanzamento al timing, creando un lasso di tempo momentaneo nell'avversario. Entrare nel campo interno dell'oppositore, con un'onda d'urto, provoca un fallimento o una leggera retrocessione e permette rapidamente il completamento, avendo la nozione di centro del corpo, l'apertura di spazi ed il completo equilibrio in attacco. All'esterno, l'azione non solo deve vibrare, ma anche causare la perdita di equilibrio dell'avversario, provocata verso la parte laterale, tra la linea delle spalle o entrambe le anche, verso davanti o verso dietro, fuori l’asse di supporto e sostenibilità. Questo metodo deve essere eseguito sempre, nei campi di transizione e le rispettive serie tecniche, con la massima precisione.

IMPATTO

Avere nozione di tempo e di impatto, permette di assorbire e controllare il negativo e potenziare il positivo. Tra veloce e lento, riflessi e obiettivi, deve essere un modo per ristabilire l'equilibrio, la stessa cosa per avanzare che per retrocedere, in modo da inibire l'azione opposta, e assumendo un minimo rischio di fronte al massimo potere che cerca di raggiungerci, utilizzando la mobilità di forma assertiva. Lo scheletro è come una casa che ci protegge, è completamente versatile per articolarsi con le opzioni sequenziali dei movimenti, ma dipende dal corretto utilizzo di processi di compensazione delle articolazioni, nervi e muscoli. Per combattere il dolore e le avversità, il sentimento e il sospetto, è necessario ridurre gli impatti che il nostro corpo riceve, migliorare la parte neurologica e progettare il pensiero positivo. Affinché un impatto sia uguale a zero, l'energia dipende dalla pulizia organica e di permettere che il corpo proceda alla rinnovazione cellulare. Dalla "casa nostra", si attraversa la stessa porta dall'inter no verso l'ester no e dall'esterno verso all'interno. Questa deve


Arti Marziali “La resistenza sorge dalla base dell'interazione tra il battito cardiaco e le onde cerebrali.�


essere la nostra mente nel rapporto tra l'interno e l'esterno e viceversa.

OBIETTIVI

Coscienza di sé, efficienza che eviti l'usura fisica e la stanchezza e promuova la salute e le competenze per la protezione personale. L'uso della conoscenza non è solo una possibilità, deve estendersi a tutte le possibilità. Non dovrebbe essere adeguata, ma preparata per la diversità. Davanti al confronto sconosciuto non c'è niente di meglio che la capacità di affrontare. Non c'è un cammino di ritor no, si acquisisce. Significato è quello che cerchiamo attraverso di esso. Dalla luce arriva l'ombra, dal movimento la forma. Su un asse tra luce e ombra, l'ombra si traduce come la direzione dell'obiettivo.

SFIDE

Davanti ad un universalismo sistemico, che provoca diminuzione della capacità di reazione cerebrali e dei riflessi per inibizione dei sistemi di attività, è esenziale migliorare la condotta fisica e le zone di energia potenziale del DNA, senza interferenze.

Una pratica con i principi guida di prestazioni funzionali. La resistenza sorge dalla base dell'interazione tra il battito cardiaco e le onde cerebrali. Tattica e orientamento dipendono da come agiamo e come utilizziamo i termini di come siamo e ciò che siamo, in funzione dell'essenza umana. Numeri e simboli cambiano senza sorpresa, ma il suono e lo spazio obiettivo e lo spazio relativo, sono comuni nel motico prinicpale, che è il senso del movimento. Non si può parlare di esistenza senza attribuire un significato per affrontare le sfide.

LIVELLO

Miglioramento nell'inspirazione e nella spirazione. Dal mio "I testi del Maestro" Ispirare l'aria atraverso una narice, la sinistra o la destra, aumenta la potenza laterale inerente alla parte superiore del corpo, ed espellere l'aria per la stessa narice, promuove pari potenza sul lato opposto. Espirare per la bocca verso la diagonale del movimento attaccante, con rapida ispirazione attraverso il naso aumenta le capacità di esecuzione degli arti inferiori.


“Il livello di pratica definisce il labirinto di corpo e mente.�


Arti Marziali Non espellere mai l'aria verso la linea dell'avversario

Metodi di base: - Inspirare verso l'alto (testa) - per sfuggire - Espirare dall'alto - per concentrarsi - Inspirare con la respirazione polmonare - per focalizzare e interagire - Espirare con la respirazione polmonare - per rilassarsi - Inspirare con la respirazione ventrale - per attaccare - Espirare con la respirazione ventrale - per controllare / impatto

La superazione è il risultato delle serie e la circolazione interna dell'aria.

Parlando con il Gran Maestro Fumito Suguimoto, ci ha detto: - "Le Arti Marziali hanno come principio l'armonia e il rispetto, ma sono Metodi di Combattimento per uccidere e non farsi ammazzare. Non si può dire che l'obiettivo finale delle Arti Marziali sia quello di imparare a respirare, perché nessuno avrebbe capito."

Il livello di pratica definisce il labirinto di corpo e mente.

COMBATTIMENTO

L'uomo è fatto per combattere, perché in tutti i movimenti e le cornici del nostro corpo con gli altri, troviamo una sintonizzazione oggettiva e un'interconnessione, che solo in questo modo è utile per sentire che siamo vivi, in un proprio e vero combattimento. Ma pochi hanno la capacità originale di combattere. L'essere umano, piuttosto che un comportamento animale, possiede differenze del potere del corpo, interconnesse con la

“Gli occhi esprimono la capacità di vedere o guardare. Quando si guarda e non si vede, si perde ciò che si cerca.”


Grandi Maestri

mente e l'anima, per difendersi e proteggere se stesso delle avversità del pianeta e dell'universo. Ma è diventato urbano. La struttura umana ha misure che nessun animale possiede, ad essempio, la lunghezza del palmo è simile a quella del piede. In combattimento e in altri esempi, tre palmi o tre piedi di distanza di appoggio tra sé, sono entrambi la base e il triangolo della guardia. Dei Cinque Elementi, tre di loro sono stati dati all'uomo per lavorare: il Metallo, il Legno e il Fuoco. L'Aria e l'Acqua definiscono il tempo della sua esistenza. Si vive solo pochi secondi senza aria e qualche giorni senza acqua. Il nostro corpo è composto per la maggior parte di acqua, senza essere a consapevoli di esso, così come il pensiero e l'anima dipendono dell'aria e dei venti che non si vedono. Tutto questo fa parte del nostro viaggio. Tempo e realtà, dare e togliere, é stato sempre stato un gioco dell'Universo con l'uomo. Il nostro mondo interiore dipende dell'esterno. Quando l'esterno cambia, il nostro inter no deve adattarsi, ma mai abbandonare il combattimento.


REALE

Lo reale è un esito favorevole della realtà. Modifica di sequenze e conseguenze. Al di là della lotta, bisogna avere la convinzione di affrontare, senza limiti e fino alla fine, dalla semplice passeggiata a ciò che ci porta dove siamo, con il desiderio di sapere. La memoria futura è sempre una sfida, un'azione in un tempo diverso per contrastare esperienze e trasformare significati. Le semplici domande non sono lo stesso come il desiderio di sapere. Le questioni illusorie non meritano risposta alcuna, ma sì la merita tutto quello che si riferisce alla transizione e l'autenticità. Combattiamo come ci muoviamo e il modo in cui i piedi si muovono, mostra il carattere e la salute. Gli occhi esprimono la capacità di vedere o guardare. Quando si guarda e non si vede, si perde ciò che si cerca.

IMPULSO

Estensione della reazione cercando di interrompere i cicli degli ordini del cervello dell'avversario. Ci sono due cicli in cui possiamo trasferire la nozione di energia, positiva o negativa, ma in sintesi, sono il risultato dell'origine dell'impulso: - Per un atto iniziale previsto - Originale, ma non previsto, incentrato sull'azione finale. Oltre a focalizzare l'attacco, sono necessarie tecniche cercando una finalizzazione che sorpassi l'obiettivo. In combattimento, un atto naturale non può essere trasformato, e difficilmente alterato per una decisione del comportamento.

Un semplice tocco sul avversario come previsto, non provoca un altro duro tentativo e la maggior p a r t e d e l t e m p o , re n d e l ' a z i o n e re v e r s i b i l e o i n attesa. Più che la parte fisica, è necessario comprendere l'atto mentale, al fine di studiare il flusso dell'azione, o anticipare ciò che è legato all'impulso.

ESSENZIALE

Espandere la nozione di mani vuote per l'espressione di sostegno e di relax. Ogni movimento per l'interno e l'esterno è efficace se è fatto nel triangolo, incorniciato con l'avversario. L'obiettivo e la direzione delle tecniche devono avere una base di stabilità con un allineamento muscoloscheletrico che libera i supporti e trasferisce il peso diretto alla possibile azione, in tutte le direzioni. L'azione interna del corpo dovrebbe promuovere l'applicazione della capacità massima di estensione e la potenza degli arti superiori e inferiori, riempiendo gli atti con la respirazione adeguata. espirare purché diventi dietro, per inspirare di nuovo nel prossimo punto di partenza dell'azione. In tutte le posizioni iniziali, la misurazione del tempo è legata alla consapevolezza delle mani e dei piedi, come se fossero raggiunti da fasce elastiche attraverso il corpo. Gli arti si muovono come se fossero azionati da un pulsante che accende una macchina. Mani e piedi devono esprimere ciò che è autorizzato per l'azione primaria dei gomiti e delle ginocchia, lasciando che le basi di rotazione interna delle spalle e i fianchi siano sbloccati in modo che questa preparazione non possa essere visualizzata.


Grandi Maestri Il corpo ha tutte le possibilità di difendersi e rimanere in buona salute. L'uomo è di per sé un universo. Tudo ciò che fa di lui un essere umano, deriva da suoi passi e della sua mano, aggressore o difensiva. Nella mano, il dito mignolo è quello che conduce al dito indice e gli fornisce la sua massima estensione ed ampiezza. Il pollice, che assume la forza e il controllo della chiusura della mano, è di tutte le dita quello che, in isolamento, ha meno tatto e non è attaccante. Speriamo che attraverso le Arti Marziali e gli sport di combattimento, si spieghino e conoscano i fondamenti di base del corpo, che usiamo come un mezzo. Il vero spirito che collega l'uomo con la totalità personale e universale, dipende dall'aumentare le capacità, per preservare la longevità.

RICONOSCERE

L'esistenza è simile per tutti, il corpo ha assunto per la sua età e per la sua immagine, cicli di età, lavoro, relazioni umane, rapporto con mezzo, status sociale, processi fisici e mentali. Non deve avere negligenza in quello che interferisca con la sua natura, perché è contrario alla salute e l'armonia. Le segnali giornalieri risultano dalle reazioni del sistema nervoso e delle risposte biologiche che contribuiscono allo stato mentale. Dobbiamo essere prudenti e interesarci per le strade, mantenendoci allerta fuori di manipolazioni. A volte la vita è come un orologio che colpisce le persone in un dato momento, a causa di malattia, problemi, provocando dolore e ansia. La lotta deve fare una profonda differenza di obiettivi, fermando questa sequenza e mantenendo le porte aperte in modo che la mente vada avanti senza un destino presumibile o una sofferenza precedente. La parte fisica richiede più tempo per raggiungere lo stesso, ma la persona deve fidarsi della sua registrazione interna, e rimanere calma e felice con i suoi belli ricordi. Dove e quando arriveremo alla profondità di tutto il nostro cervello, capiremo quello che è antico, astratto e profondo, senza impedimenti. La Maestria e lo stile di vita ci offrono viaggi e gli amici, coloro che lottano per la pace e la vitailità, nel senso di avanzare nell'esistenza.

GUERRIERO

Un guerriero non esiste senza la natura di due anime, quella dell'esistenza e quella della non-esistenza. Tutto avviene nell'incorporazione dell'essere umano a ciò che è materiale e immateriale. Allo stesso tempo, è la morte quella che gli dà vita, per compiere la natura della sua strada, aiutare i bisognosi, pulire e redimere tutte le pene.

CONCLUSIONE

La trasmissione del sapere sostiene il cammino di coloro che hanno un atteggiamento e la motivazione per andare avanti. Il vento soffia intorno, lontano o vicino. OSS


Arti Marziali

“Speriamo che attraverso le Arti Marziali e gli sport di combattimento, si spieghino e conoscano i fondamenti di base del corpo, che usiamo come un mezzo.�


Arti Marziali


Ancora una volta inizia un anno pieno di avvenimenti per il Wing Tsun Universe (WTU). Nel 2016, abbiamo lanciato il nostro primo DVD "Siu Nim Tau - Nove modi", e alla fine dell'anno, il nostro primo libro di WTU, "Gedankenfragmente Begegnung mit dem Unbekannten". Abbiamo visto posti nuovi e incontrato gente nuova che è interessata nel nostro movimento. Il fiore del WTU Wing Tsun è stato sviluppato ulteriormente nello spazio e nel tempo - per cosÏ dire nel nostro vocabolario.


WT Universe


WT Universe

“Più e più volte sentiamo la domanda di oggi: Che stile è meglio? Qual è il tipo di combattimento più efficace?”

Per il 2017, stiamo programmando il nostro secondo DVD WTU "Chum Kiu - Le 4 Onde", e il libro "WTU Guide - WTU Wing Tsun", nonché una traduzione. Vogliamo anche ringraziare Alfredo Tucci e Budo International per il suo aiuto. Auguriamo a tutti i lettori di Budo International ogni bene per il 2017.

Alfred Johannes Neudorfer e Rosa Ferrante Bannera Non ci sono stili, non ci sono opinioni Solo intendimento "Il movimento è vita" "La necessità crea organi"

Più e più volte sentiamo la domanda di oggi: Che stile è meglio? Qual è il tipo di combattimento più efficace? Ecc Siete alla ricerca per le categorie che corrispondono al vostro condizionamento, cosicché potete "paragonare". C'è un vecchio detto: Quando sei pronto, il maestro appare. Si potrebbe anche dire: Se potete porre la domanda giusta, siete pronti per la risposta.


WT Universe

“Dipendiamo dalle autorità esterne, dimenticando che sono solo esseri umani, e anche dimentichiamo che la vera interfaccia con la vita e la conoscenza siamo solo noi stessi.”

Purtroppo, questo non è così facile attraverso la rete di condizionamento e di identificazione a tutti i livelli dell'esistenza umana. Ci muoviamo come robot e in questo modo creiamo una struttura corporea che praticamente rende solo possibile una tale mossa. La vita è sostenuta solo dagli stimoli ester ni di un movimento. Se si eliminano tutti questi stimoli dell'essere umano, di solito non resta nulla e l'uomo collassa su se stesso, condannato alla passività e la dipendenza del sistema o le persone che mettono gli stimoli. Pensiamo in modelli condizionati prefabbricati di pensiero, e poi iniziamo a rispondere agli stimoli esterni. Questo è il cibo con cui dispieghiamo il nostro pensiero: riviste, televisione, etc. - Informazioni preparate dall'esterno. Prepariamo precisamente il nostro apparato di pensiero coi modelli d'espressione desiderati ed usuali e consideriamo questa macchina di stimolo / reazione come una questione di pensiero. Normalmente non c'è più pensiero. Qual è la sensazione, le emozioni? Questo è il carburante per le nostre azioni. Qui, anche, nient'altro che condizionamento. Siete in balia delle vostre risposte emotive condizionate. Quindi l'attrazione e la repulsione generalmente portano ad un sentimento profondo. Si potrebbe anche dire che il centro delle emozioni è rotto. Nessuna comprensione della sessualità, conoscenza, amicizia, relazione, ecc - Solo modelli esplicativi


WT Universe

“Tutto cambia continuamente, lo percepiamo o meno. Per questo motivo, dobbiamo trovare soluzioni per noi qui e ora. Non guardate al passato, non aspettate il futuro.”

prefabbricati e modelli di vita, che poi falliscono nella realtà emotiva. Eppure, noi esistiamo nello stesso cornice. Il corpo umano e il pensiero umano e il sentimento umano sotto le condizioni della terra. Abbiamo un movimento che non ha più la minima comprensione dell'importanza della gravitazione. Non teoricamente e per niente praticamente. Siamo come pesci che non percepiscono l'acqua - o peggio - strisciando come vermi sul fondo del mare, perché hanno dimenticato come essere trasportati e galleggiare sull'acqua. E ciò che è ancora peggio, il fatto di strisciare sul terreno ha creato una struttura corporale che rende praticamente impossibile il nuoto del pesce. A tal fine, abbiamo un linguaggio che descrive il nostro trascinamento sul pavimento e ci identifica come rettili. E ci sono molti "esperti" che gestiscono questo stato. Dipendiamo dalle autorità esterne, dimenticando che sono solo esseri umani, e anche dimentichiamo che la vera interfaccia con la vita e la conoscenza siamo solo noi stessi. Le autorità che cercano sempre la cosa buona per noi e per il mondo, ci guidano nella direzione sbagliata: lontano da noi. Per questo motivo, consciamente o inconsciamente, dovete essere responsabili per voi stessi. La mia vita è circa me e devo essere responsabile. È la mia vita. Quando si


WT Universe

“Abbiamo perso i saggi che hanno la loro visione della vita. Non ci resta che esperti nella gestione collettiva e le strutture amministrative, o interpretazioni globali che, dal loro punto di vista, vogliono fare un dogma valido per tutti.�


WT Universe chiede la gente, se è "importante" o "normale" alle domande della vita, non hanno risposte, non per se stessi, senza punti di riferimento per gli altri. Solo conversazione morta, solo visioni del mondo condizionate. Abbiamo perso i saggi che hanno la loro visione della vita. Non ci resta che esperti nella gestione collettiva e le strutture amministrative, o interpretazioni globali che, dal loro punto di vista, vogliono fare un dogma valido per tutti. Cosa c'entra tutto questo con le Arti Marziali? A mio parere, non ci sono stili. Tutti cerchiamo la stessa cosa, e ci sono solo immagini diverse, modelli di pensiero, la propria comprensione. Non si tratta di tecniche, non si tratta di velocità, non si tratta di potenza. Si tratta di un patto sovrano con le interazioni di strati multipli che si trovano sul nostro percorso e che noi offriamo al nostro essere (sensazione di pensare il corpo) con il cibo giusto in modo da avere una struttura che abbia anche il potenziale della natura umana sviluppata e non costruita.

Per la nostra im mag ine nel WT U, le seguenti coordinate e punti di riferimento dovrebbero essere descritti e fatti tangibili: Condizionamento / attenzione / identificazione Attenzione, Elasticità, Equilibrio, Sensibilità, Agilità, Tempo, Intenzione - La comprensione di questo è il fondamento di tutto! - 7 + 2 Qualità per l'armonizzazione degli esseri umani Permettere contatto - andare con il movimento - evitare la distanza Interazione gravitazionale, interazione debole, interazione forte, interazione magnetica. Onda spirale - Tre principi d'azione a tutti i livelli - 4 interazioni - 2 livelli di funzione di apertura di attività

Tutto scorre. Tutto cambia continuamente, lo percepiamo o meno. Per questo motivo, dobbiamo trovare soluzioni per noi qui e ora. Non guardate al passato, non aspettate il futuro. "Le persone giuste, nel momento giusto, nel posto giusto".


Kajukenbo

LA BASE DEL KAJUKENBO KAJUKENBO KOSHO RYU Che cosa rende il Kajukenbo così diverso? La cosa più importante dal mio punto di vista è la sua base, focalizzata alla sopravvivenza per le strade dei nostri giorni, sempre di più violente. Fin dalla sua nascita negli anni '40, la nostra arte fu creata tenendo a mente l'idea dell'efficacia nelle tecniche nonché i duri allenamenti. Tecniche dirette, senza movimenti eccessivamente acrobatici o privi di senso, nel confronto con un aggressore con o senza armi. Come si fa a raggiungere questi livelli di esigenza nell'allenamento? Ricordiamo il motto in Kajukenbo, "allenare forte per essere forte". Che significa questo?


Q

uesto significa che gli allenamenti dovrebbero essere eseguiti con la realtà massima possibile, naturalmente senza danneggiare il nostro compagno d'allenamento; a tal fine oggi abbiamo i mezzi e le protezioni per evitare lesioni al nostro Uke.

Nei primi anni dell’Arte, le lezioni erano molto difficili: braccia rotte, sangue dappertutto… perfino le porte del Dojo erano chiuse in modo che nessuno potesse uscire fino a quando l’allenamento era finito. Oggi tutto questo può essere evitato, ma ciò non significa che gli allenamenti non debbano essere difficili, ricordiamo che riusciamo a


Kajukenbo superarci mentalmente attraverso la sofferenza, e al momento di uno scontro in strada, saremo meglio preparati fisicamente e, ciò che è piÚ importante, psicologicamente. Uno dei maggiori problemi che abbiamo di fronte a un'aggressione è principalmente la Psiche, la paura del dolore, il danno e, soprattutto ai nostri giorni, le possibili

ripercussioni legali. Dobbiamo valutare in pochi secondi tutto quanto sopra, e qualcosa che non va dimenticato, il nostro sistema di combattimento o fuga, presente fin dagli albori della storia come un metodo di sopravvivenza e descritto da: Walter Bradford Cannon, indicando che gli animali reagiscono con una scarica generale del sistema nervoso


Kajukenbo

simpatico, che li prepara a combattere o fuggire. Più specificamente, il midollo surrenale provoca una scarica di ormone che risulta in una secrezione di catecolamine. La reazione viene riconosciuta come la prima fase di una sindrome generale di adattamento che regola le risposte allo stress dei vertebrati e altri organismi. Questo è qualcosa che noi in Kajukenbo Kosho Ryu consideriamo nei nostri allenamenti, poiché in quelli momenti le tecniche servono a ben poco se non siamo preparati psicologicamente. La reazione viene riconosciuta come la prima fase di una sindrome generale di adattamento che regola le risposte allo stress dei vertebrati e altri organismi. Questo è qualcosa che noi in Kajukenbo Kosho Ryu consideriamo nei nostri allenamenti, poiché in quelli momenti le tecniche servono a ben poco se non siamo preparati psicologicamente. Ci sono disponibili molti dati di aggressioni a grandi campioni mondiali che in quelli momenti non sono stati in grado di reagire davanti a un'aggressione armata o a vari assalitori, perché la sua Psiche era abituata ad alcune regole o norme etiche che li hanno impedito di produrre i risultati attesi, per tutto quanto spiegato sopra. Tutto ciò dovrebbe essere considerato nei nostri allenamenti, ovviamente, in una certa misura. Qualcosa di importante è il controllo dello scarico di


Kajukenbo adrenalina, perché nel momento della reazione, può rallentare le nostre tecniche e i riflessi, e indebolirci, a causa del sovraccarico di questo ormone nel nostro organismo. Questo deve portarsi fino al massimo nella pratica coi compagni e mettere gli allievi in situazioni stressanti per vedere, imparare a controllare gli istinti, la mente e, attraverso di essa, il nostro organismo. A cosa ci serve avere 300 tecniche diverse se quando verrà il momento non siamo in grado di applicare nemmeno una di esse? Lavoriamo la reazione, l'istinto, il controllo e, come vengo commentando, la mente e qualcosa che dimentichiamo molto spesso: lo spirito. Quando analizziamo il nostro stemma, ecco là, il corpo, la mente e lo spirito; non possiamo lavorare uno senza gli altri, perché il tempo passa per tutti gli esseri umani e il corpo (fisico) ci abbandona progressivamente e, come dice il mio Sifu, SGM Cherry Ortega, quello che vi terrà lì è la vostra mente e, sopratutto il vostro spirito. Allenate lo spirito tutti i giorni, come allenate il vostro fisico. Pertanto, la base è l'allenamento di quanto sopra esposto, non solo tecniche, ma abbiamo alcune tecniche di efficacia provata dai Fondatori per le strade delle Hawaii e, naturalmente, nell'evoluzione come tutto. Le nostre tecniche sono semplici e focalizzati verso un'efficienza rapida nella loro soluzione, non ci sono tecniche di 10 o 12 mosse, per quanto in strada nessuno si ferma con il braccio o la gamba tesa affinché noi possiamo eseguire movimenti tecnici ampi e lunghi; inoltre l'aggressore reagisce anche alla nostra difesa, se gli diamo il tempo per farlo; quindi dobbiamo essere rapidi e forti, e sfruttare quei primi secondi per alterare la psiche del nostro aggressore. Tutto ciò non significa che queste tecniche non abbiano la sua funzione, perché svolgono un ruolo molto importante come è quello di darci coordinazione, scioltezza e fluidità, ma dobbiamo essere onesti e spiegarlo così ai nostri allievi. Kajukenbo Kosho Ryu non è migliore né peggiore, è solo diverso nei concetti e le idee applicate. A volte un ritiro in tempo è la miglior difesa.


Kajukenbo


Un praticante Kali guarda un attacco come un pugno, non tanto come un attacco, ma come un obiettivo che viene offerto e deve essere distrutto sistematicamente attraverso immobilizzazioni e attacchi. Questo non è troppo lontano dal modo di pensare di Kyusho tranne che le strutture sulle quali puntiamo sono inter ni e non ester ni. Così aggiungendo l'arte più esterna più del Kali e il Trapping, stiamo influendo in una gamma ancora più ampia nella stasi umana. Kyusho è uno studio dell'anatomia umana, non è un Arte Marziale (anche se potrebbe ed è stato evidenziato come uno di loro), ma il suo utilizzo con o in un Arte Marziale è naturale, e aggiunge una maggiore dimensione. Così può essere integrato facilmente ed efficacemente in qualsiasi stile di Arte Marziale. Il praticante Kali armato con la conoscenza di Kyusho può portare la pratica del Kali ad una prospettiva completamente più profonda. In questo secondo volume vi mostreremo gli obiettivi inerenti o possibili de Kyusho nella testa, utilizzando le azioni delle stesse trappole di braccio che appaiono sul primo DVD. Un lavoro di collaborazione del Maestro di Kali Raffi Derderian e il Maestro Evan Pantazi.

REF.: • DVD/KYUSHO 25

Tutti i DVD prodotti da Budo International vengono identificati mediante un’etichetta olografica distintiva e realizzati in supporto DVD-5, formato MPEG-2 (mai VCD, DivX o simili). Allo stesso modo, sia le copertine che le serigrafie rispettano i più rigidi standard di qualità. Se questo DVD non soddisfa questi requisiti e/o la copertina non coincide con quella che vi mostriamo qui, si tratta di una copia pirata.

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Minou Risso

mail: budo.cinturanera@gmail.com


Krav Maga Israeli Survival System: la nuova frontiera del Krav Maga. Dopo il successo del primo DVD, il Gran Maestro Marco Morabito esce inedito su Budo International con il DVD dedicato alle armi: le conoscenze di Morabito in campo civile e militare si intrecciano in una miscela esplosiva di tecnica e innovazione. Niente è lasciato al caso e non vi sono segreti: con «cognitio experimentalis» vengono esaminati con gran cura e dovizia di particolari le aggressioni a mano armata più comuni. Si analizzeranno varie tecniche con le armi più comuni ma teniamo presente che non esiste un “modello universale di aggressione”, le tipologie di attacco sono illimitate e quindi infinite sono anche le modalità di difesa. La tecnica è solo la base di studio per acquisire fluidità e consapevolezza dei movimenti ma lo scopo è rendere istintiva la nostra difesa accorciando i tempi di reazione. Come sul ring, non avremo mai la certezza matematica di uscir ne vincitori, ma possiamo aumentare le nostre possibilità di riuscita: “chi combatte rischia di perdere, chi non combatte ha già perso”. Morabito, con il suo Krav Maga Israeli Survival System vuole rompere gli schemi e mostrare al pubblico qualcosa di assolutamente innovativo, lontano dalle solite tecniche vetuste, emulate ormai da decenni. In questo DVD vedrete, quindi, qualcosa di assolutamente innovativo dove la tecnica si fonde con l’esperienza e ogni cosa assume contorni nitidi e definiti. Nulla è lasciato al caso e gli errori più comuni vengono analizzati e smascherati senza indugio. Troverete nel Krav Maga Israeli Survival System un nuovo metodo di difesa eccezionale e autentico.

REF.: • DVD/KMISS 2

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Sifu Alfred Johannes Neudorfer e Sifu Rosa Ferrante Bannera, fondatori del Wing Tsun Universe, WTU, un movimento caratterizzato non dall'uso di tecniche, ma della qualità, gli scambi, i principi e concetti di movimento, centrano il loro primo DVD nella Siu Nim Tao (SNT) o "9 vie". La SNT è alla base del Wing Tsun, Wing Chun e WTU. La comprensione di essa è la condizione fondamentale per tutto ciò che viene dopo, perché se si guarda a come le persone eseguono le sequenze di questo movimento, si può dedurre che cosa saranno in grado di fare. Se qualcosa non va nel movimento, tutto ciò che il praticante possa sviluppare dopo sarà sbagliato. I movimenti del WTU (forme) implicano funzioni inerenti, delle quali possono deviare applicazioni. Il significato dei movimenti primari, fa che derivino in altri e che generino applicazioni basate nei principi e le interazioni che aiutano alla loro comprensione. Il WTU incorpora ugualmente un "set" extra che i suoi fondatori hanno considerato necessario, dovuto alle circostanze attuali. Il DVD include il Movimento (la forma) Siu Nim Tao, le sue 9 sequenze e le applicazioni, le sequenze 1 a 3 del primo movimento con un compagno d'allenamento (Chi Sao) e una intervista rivelatrice con i fondatori della WTU.

REF.: • DVD/WTU1

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LO SPIRITO DI KARATE & L'ATTEGGIAMENTO Nell'arte del karate, la parte fisica è sicuramente la punta di un iceberg. Ma la realtà è lontano da quello piccolo campione. Mentre la capacità fisica riguarda più il livello di abilità, lo Spirito del Karate ha a che fare con l'atteggiamento. Salvador Herraiz ci avvicina oggi a alcune delle profondità di una forma di Karate per tutta la vita, e i cui benefici trasformano non solo il nostro corpo ma anche la mente e lo spirito nonché il nostro atteggiamento. mÉê=p~äî~Ççê=eÉêê~áòI=T=ø=a~å


Karate

ertamente l'efficienza è importante nelle Arti Marziali. Tuttavia, se fosse l'unica cosa importante e l'obiettivo principale, onestamente, forse io raccomanderei altre tipi di pratiche. I karateka facciamo quello che facciamo e come lo facciamo, guardando molto più in là, e colui che va solo alla ricerca di una maggiore efficienza in combattimento, forse non raggiunga qui il suo obiettivo. Dirò di più: sicuramente non sia questa la sua Via. Negli ambienti tradizionali del Karatè ci siamo sempre riferiti all'espressione Shin-Gi-Tai, come i tre obiettivi classici della pratica del Karatè, i tre ingredienti, i tre campi a sviluppare. È stato convenuto di tradurre questi termini come Spirito, Tecnica e Corpo, ma ... aggiungendo il fattore mentale alla somma ... a cosa si riferisce esattamente ogni concetto? Soprattutto ... Qual è la differenza tra la mente e lo spirito, dal punto di vista del Karatè e il Budo?

C


Opinione


Karate

Insomma possiamo dire che, seguendo l'ordine inverso ed andando da meno a più in termini di importanza, TAI è il corpo, quindi si riferisce chiaramente al veicolo usato, a uno sviluppo fisico sulla base dell'equilibrio, la velocità, la potenza.... TAI e GI sono strettamente collegati poiché GI si riferisce alle abilità apprese e allenate ripetutamente, il che ci permettera raggiungere una competenza su esse; cioè, la tecnica sviluppata. Questo è dove ha luogo il processo Su-Ha-Ri, che c'invita a ripetere la tecnica stabilita ancora e ancora per molti anni, e poi gradualmente adattarla a noi stessi in modo che alla fine del processo si sia trasformata in un vestito tecnico fatto su misura senza bisogno di lasciare lo stile. Per massimizzare il risultato tecnico, è molto importante lo sviluppo mentale, il pensiero e il potere intellettuale, qualità che intervengono per migliorare specialmente il rendimento fisico-tecnico. Potremmo includere qui la concentrazione, la rapidità del pensiero, il discernimento tra le opzioni, la lucidità, la vacuità della mente, il controllo dei mali del Budo come la collera, la paura... in modo che possiamo agire freddamente e adeguatamente


Opinione


Karate

davanti a qualunque stimolo, con grande fluidità e coordinazione dei movimenti. Quando pratichiamo ripetutamente qualsiasi tecnica centinaia di volte, arriva un momento in cui non stiamo allenando più il nostro corpo, ma la nostra mente. Un buon Zanshin ("stato dello spirito allerta") nonché una buona respirazione, diventano fondamentali, anche se quest'ultima dovrebbe essere eseguita in modo corretto in una qualsiasi delle tre parti che stiamo valutando. Naturalmente, questo è strettamente collegato alla parte fisica o del corpo, senza dubbio, così la disciplina e la perseveranza aiuteranno anche il suo sviluppo. In certi momenti è necessario una mente vuota di pensiero, affinché possa reagire istintivamente e adeguatamente a qualsiasi stimolo (Fudochi o Mushin). Hironori Ohtsuka Sensei ha detto che i mali delle Arti Marziali erano la rabbia, la paura, l'eccesso

di fiducia, il disprezzo... e tutto questo si trova nell'aspetto mentale della persona, nel suo pensiero, logicamente legato alla terza parte delle nostre riflessioni, lo spirito, il Ki. SHIN si riferisce allo spirito, le virtù, l'illusione, l'umore, lo sforzo personale ... Lo Spirito del Karate ha a che fare con la filosofia di vita, il modo di comprendere il nostro comportamento. Lo Spirito ha a che fare con l'ATTEGGIAMENTO, invece di con la CAPACITÀ FISICA, e questo normalmente è poveramente capito e sviluppato. Quindi lo spirito si riferisce all'intenzione con la quale sono fatti i movimenti, le tecniche, ciò che cerchiamo con la pratica del Karate, in un buon clima di lealtà, il rispetto... La parola "allenamento" e la parola "pratica" possono inspirare - come succede - sensazioni differenti di una stessa attività o delle modalità di


svolgimento di tale attività. "Allenamento" si riferisce piuttosto a un'attività focalizzata sul miglioramento fisico, mentre "Pratica" ci parla dello sviluppo di una capacità e dell'acquisizione di una certa conoscenza. Capiremmo che un giocatore di scacchi dicesse "io mi alleno a scacchi"? Non suona normale, vero? Sembra più idoneo dire "io pratico scacchi". Nel Karate, ad essempio, che include la conoscenza storica e filosofica, sembra opportuno anche l'uso della parola "studio". Inoltre, l'allenamento è associato con lo svolgimento dell'attività come un mezzo per raggiungere uno scopo particolare (riuscire a finire una maratona, essere classificato in questo o quel campionato, ottenere un grado...). La pratica invece è associata con il fatto di realizzarla per il semplice fatto del godimento che ci produce. La pratica è piùttosto un'attività ricreativa. La fine della "pratica" del Karate è la pratica stessa e il divertimento che ci da. L'allenamento è come cercare di scrivere in caratteri di stampa, mentre la pratica è scrivere con la nostra scrittura personale, senza cercare che sia come un'altra, senza cercare che sia perfetta, e, se mi è consentito lo scherzo, senza cercare nemmeno che possa essere capita da chiunque. Potremmo dire che


Karate

"allenamento" potrebbe essere correlato con scrivere a macchina importando solo il contenuto, e "pratica" si riferirebbe a scrivere a mano, dove il sentimento e la personalità sono anche importanti e dove non avrebbe grande importanza neanche alcune imperfezioni calligrafiche (non ortografiche, perché, mantenendo il paragone, queste sarebbero guasti tecnici). Il modo di parlare (non quello che si dice ma come lo si dice, non il contenuto ma il modo), o l'espressione del volto... denotano il nostro atteggiamento. L'arroganza, il rispetto, la sfrontatezza... sono percepiti in tali abitudini. Anche nell'atteggiamento del corpo, il modo di camminare, di sedersi... Perfino nel posare per una fotografia, in cui si

può adottare una posizione che, pur mostrando fiducia in se stessi, possa anche denotare naturalezza e umiltà (braccia cadute, pugni chiusi, espressione concentrata... il che trasmette pace e calma insieme a sicurezza), o proprio il contrario (braccia incrociate all'altezza del petto, espressione di eccessiva e non necessaria serietà... che sembra di cercare il confronto, la sfida... in ultima analisi, di causare paura). Dunque, nel suo complesso, benché manchino alcuni valori, si può essere bravo in altri, sebbene questo sia, dal punto di vista de un vero e autentico Karate, come un uccello con una sola ala, come Kata senza Kumite (inteso come tecniche in coppie) o Kumite senza Kata. Quindi, si


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Karate

potrebbe anche fare bene Karate (riferendosi alla parte fisica e tecnica), ma essere un cattivo karateka (a causa della mancanza dello spirito corretto). Lo spirito si riferisce più ad un obiettivo interno che ci arricchisca personalmente e ci faccia felici con quello che facciamo, il che ci darà una tranquillità e piacere (heiho). Così, Kenei Mabuni dice "Karate è Zen in movimento", perché in realtà è alla ricerca di quello stato di equilibrio e calma interiore. Si vedeva negli occhi suoi, nell'espressione del suo viso... Diceva già anche Ohtsuka che "gli occhi sono le finestre del cuore." Il karateka deve capire che la tecnica non cerca nè la spettacolarità nè l'estetica. Semmai, esse sono una conseguenza di alcuni movimenti con ritmo, equilibrio, potenzia, rapidità... che danno certa grazia ed eleganza. Ma questo non è stato mai il suo obiettivo. Quindi penso che non si dovrebbe giustificare, tanto meno applaudire, il fare Karate con eccessi tecnici chiaramente erronei, per quanto aumentino in una certa forma la difficoltà. La naturalezza, l'efficacia, la tradizione, la fedeltà tecnica ... sono i veri fattori che dovrebbero essere considerati. Io sono apertamente contro i così chiamati "sviluppi personali" in Kata, che vengono a essere semplicemente un "vale tutto" che snatura le posizioni e i movimenti. Credo sinceramente che sia il modo peggiore per salvaguardare le caratteristiche di uno stile, proprio come non può salvaguardarsi l'origine, caratteristiche e ragione di essere di una lingua, se si permette di scrivere con errori ortografici o tolerando e accettando parole inesistenti, per il semplice fatto che ci siano persone che le utilizzino. In realtà ci sono sempre stati "sviluppi personali" - ecco perché esistono diversi stili di Karate - ma prima, tali sviluppi erano realizzati dai grandi sensei o Shihan, con 8º o 9º Dan, e non come ora, che osa farlo qualunque sensei di rango discreto, o perfino qualche studente più o meno avanzato. Parte della colpa di questa mancanza di controllo tecnica ricade direttamente nella competizione sportiva e la pazza ricerca di una maggiore spettacolarità artificiale. Probabilmente molti staremmo di accordo nel Karatè sportivo a patto che si mantenesse lo spirito vero dell'Arte Marziale. Sì, questo è proprio così, ma lo vedo molto difficile da ottenere. È quasi come dire che non passa niente in saltare da un 5º piano, a patto che si controlli la caduta nel momento di arrivare al suolo!!! Inoltre, l'esagerazione nel ritmo, la respirazione, ecc, non sono sani per la persona. Gli studi dimostrano che molti praticanti di kata di competizione di alto livello hanno più probabilità di avere certi disturbi cardiaci legati al tipo super-concentrato ed eccessivamente brusco di respirazione nello svolgimento di questo tipo di kata. La forma di kata utilizzata nel Karate tradizionale di Okinawa, però, forse non ha tanta spettacolarità fisica ed estetica, ma è una pratica molto più sana, anche in questo caso, con la sua respirazione più naturale nella concentrazione, il suo ritmo... anche il grido durante il kata, durante il kumite (sia Ippon, Sanbon, Kihon, Bunkai, Yakusoku, ecc) si esagera alla ricerca dello spettacolo o di volere imprimere alla tecnica un'artificiale pompa magna. È saputo che il grido compreso nel kiai


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(l'intenzione speciale che si mette in determinate tecniche per "unire energie fisiche e mentali"), con la pratica di molti anni, diminuisce progresivamente in intensità esterna tendendo a diventare quello che si conosce come Mu no Kiai (Kiai silenzioso) in cui è appena percettibile l'espirazione dell'aria in tono grave, più interno e naturale. È proprio come in altre Arti del Budo, i quali cercano cercano quell'interiorizzazione fin dall'inizio della sua pratica, come il Iai-do, ecc Continuiamo con l'atteggiamento e la competizione sportiva. Il modo di festeggiare un Ippon in competizione va contro tutto lo spirito del Karate. Mi ricordo quando, 40 anni fa, ci hanno insegnato che la differenza tra un uomo del "Do" e un uomo estraneo era che quest'ultimo celebrava il raggiungimento di ogni grado aumentando la celebrazione con l'aumentare il grado raggiunto. Quando un uomo del "Do", riceveva il 1° Dan, chinava la testa in rispetto e gratitudine e ritornava tranquillamente a casa sua. Quando riceveva il 2 ° Dan piegava il tronco e andava a casa senza alcuna celebrazione, e così via con maggiore apprezzamento e una maggiore discrezione. Il contrario non è un atteggiamento coerente con il Do. È molto importante il dosaggio tecnico nell'apprendistato del Karate, quando quest'Arte viene intesa come pratica "senza fretta" e per tutta la vita. È il modo migliore per assimilare tutte le conoscenze e per rafforzare la sua pratica e automatizzarla nel cervello e nel corpo; inoltre è un modo di allontanare la possibile noia che può annidarsi in qualsiasi attività, dopo diversi anni di pratica. Questo richiede introdurre nuove conoscenze e pratiche a poco a poco e solo quando gli insegnamenti anteriori sono saldamente affermati. Ma non è solo importante la quantità, ma anche l'ordine di queste conoscenze. Cioè, la progressione corretta. Non fa lo stesso l'ordine d'aprendistato, giacché le Kata, per esempio, sviluppano gradualmente determinate abilità, in modo che la cosa ideale è imparare e praticare ciascuna quando le posizioni, movimenti o in generale la sua essenza, in ogni caso, è già stata predisposta nelle kata precedenti. In caso contrario, essi possono cadere nel vuoto a causa della loro mancanza di comprensione o mancanza di fondamento. Ogni conoscenza e pratica devono essere basate sugli apprendimenti anteriori nel loro ordine logico, in modo che costituiscano una parete solida. Immaginiamo che, nella costruzione di un muro di mattoni e cemento, sosteniamo un nuovo pezzo su un altro che è ancora fresco, morbido e così fragile. Che cosa accadrà? Semplicemente, che non si stanzierà bene e il muro si torcerà gradualmente, sgretolandosi o cadendo a pezzi. Allo stesso modo, l'apprendimento del Karate deve essere dosato e in una corretta progressione. Tutto ha un ordine e una ragione.


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Kung Fu

MEGA Event 2016 Già da molto tempo l'agenda della KUNG FU SCHULE MARTIN SEWER è piena di seminari, eventi e tornei memorabili per tutto il mondo. Nel corso degli anni, l'onore dell'Evento dell'Anno è sempre ricaduto a un evento diverso. Con questo penso, per esempio, nella visita del mio Maestr o all'inizio di ogni anno al nostro MEGA Evento, in cui, tra le altre cose si celebra il mio compleanno. La verità è che ancora non sono in grado di dire quale evento è in realtà il più grande o il più importante della nostra agenda annuale. Ma una cosa è certa: il MEGA Evento di quest'anno è stato il più formidabile mai organizzato dai miei allievi.


Kung Fu


anno scorso abbiamo iniziato il MEGA Evento nel pomeriggio, realizzando diversi seminari per i partecipanti. C on gr a n de s u c c e s s o! Av e v a m o invitato anche ospiti di onore, come pe r e s e m pi o S i fu A n t on i o S i e r r a Gomes, della Germania. Quest'anno abbiamo voluto fare un passo ulteriore: Abbiamo invitato Sifu Roger Stutz, di Lucerna (stile Shaolin del Nord), nonché Sifu Claudio Fabbricatore, di Roma (Seven Stars Praying Mantis), non solo per essere i nostri ospiti di onore, ma anche perché impartissero seminari nel pomeriggio tra gli invitati. Peccato che il terzo invitato di onore, Sifu Damián Mohler, di Basilea, non potesse assistere per motivi di salute. Uno dei miei istruttori più avanzati, Zo Gaau Kitaro Waga (3º Dan), se ne ha occupato e ha rappresentato il nostro stile proprio nei seminari. Tanto interessanti sono stati questi seminari che le due ore progettate passarono in fretta. Prima che i partecipanti si resero conto erano già le 17.00 ore e con ciò il tempo per la seguente parte del MEGA Evento: la Gala. Alle 18.00 è iniziato l'aperitivo nella zona di ingresso davanti alla sala. Come al solito, gli studenti e gli ospiti perfettamente vestiti per l'occasione si sono riuniti lì per parlare di tutto e concentrarsi sull'imminente gala. Alle 19.00 è iniziato l'ingresso e il box office, incluso naturalmente il prezioso angolo fotografico che ci ha permesso di scattare una foto di ciascuno dei circa 140 ospiti e offrire loro una istantanea individuale della serata. Dopo l'apertura con la tradizionale danza del leone e un breve discorso da parte mia, ha cominciato il primo punto del programma: La presentazione della scuola e dei suoi dati orientativi di riferimento. Con più di 650 studenti, siamo oggi più grandi che mai e nel 2016, come visto nella presentazione, siamo stati in grado di mietere anche successi significativi in altri aspetti come tornei e formazione di nuovi istruttori. Ininterrottamente è stata rappresentata la cerimonia di Lai Si, la quale dà l'opportunità ad ogni alunno ed invitato, di ringraziare suo Sifu per quello che gli ha insegnato, congratularlo per il suo compleanno e consegnargli il Lai Si (denaro della fortuna). Quando l'ultimo dei partecipanti ha dato il suo Lai Si e ha espresso i suoi auguri di compleanno, si poteva

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già sentire il rumore dalle viscere dei partecipanti, il che ci ha fatto passare al squisito buffet. L'immenso e scelto assortimento è stato adattato per il nostro sistema alimentare, il metodo 1-2-3, e ci ha offerto un banchetto non solo squisito ma anche salutare. Dopo cena seguirono numerosi omaggi ed onorificenze, tra cui il premio di "Alunno dell'Anno 2016", che è stato assegnato ad un alunno di ogni filiale con rendimento straordinario. Specialmente si ringraziò ai nuovi istruttori, la maggioranza nel livello di aspirante a monitor, a cui è stato dato un piccolo dono in segno di apprezzamento e onore per le sue prestazioni eccezionali. Simon Eigenmann e Silvano demo, due alunni che nel 2016 hanno superato gli esami di Cintura nera, sono stati certificati. E la stessa cosa per un pugno di alunni che finirono la sua preparazione in diverse licenze di arbitraggio. L'onore di consegnare questi premi è stato per il mio allievo Sifu Fadri Canal (4 ° Dan), Capo-Istruttore di Arbitri della Federazione SWISS KUOSHU. Prima che il desiderio di qualcosa di dolce da dessert si fesse troppo grande, è arrivato naturalmente il turno anche per i nostri ospiti d'onore, che avevano già diretto i seminari pomeridiani. Sifu Claudio Fabbricatore e Sifu Roger Stutz hanno anche dimostrato la loro arte nello sviluppo di una forma che ha raccolto sul palco grandi applausi. Per un attimo ho potuto ancora una volta godere della nostra amicizia e affinità. Poi è arrivato il dessert.


Kung Fu


GM Martin Sewer Dopo che gli ospiti si sono stati serviti nel dessert buffet, sono stati rimasti solo due punti pendenti del programma serale: il show della Cintura Nera e un'intervista. Godo enormemente dello show della Cintura Nera ogni anno per due motivi: da un lato è quando vedo tutti i miei cinture nere raccolte sul palco e quindi posso fare un buon confronto su quanto velocemente e lontano sono venuti loro per quanto riguarda il livello. D'altra parte, con il loro spettacolo, i miei cari Cinture Nere mi offrono sempre un incomparabile divertimento di gran valore, che nessuno degli invitati al MEGA Evento vuole perdersi in nessun caso. Per fortuna tutto lo show è stato registrato in video e presto sarà disponibile su Youtube Chanel. Dopo l'ottimo spettacolo, che ha ricevuto applausi scroscianti e acclamazioni da parte degli ospiti, siamo arrivati all'ultima parte dell'evento. Nel corso della serata erano stati distribuiti da tutte le tavole delle cartoline dove gli ospiti potevano annotare domande per me, che in seguito sono stati raccolti per l'intervista. Quest'anno c'è stato una tale quantità di domande, che è stato necessario fare una selezione. Un altro problema che il successo porta con se. Ho risposto a tutte le domande dei miei alunni con numerosi

aneddoti, in particolare relativi al nostro viaggio in Asia o con il mio Maestro. Inutile dire che anche qui abbiamo riso un sacco. L'ultima domanda era circa il successore del mio Maestro, la leggenda del Kung Fu, il Dottore Chiu Chi Ling, che, secondo lui, devo essere io. Io ho spiegato chiaramente e estensivamente come sono stato nominato successore e gli incidenti che hanno avuto luogo durante quella tappa. Niente che non sappiano gli attenti lettori dei miei articoli. Dopo la chiusura ufficiale della serata gli invitati rimasero ancora un bel po' di tempo per finire la festa chiacchierando tra di loro. Anch'io mi sono divertito estremamente a parlare con molti allievi per conoscerli meglio. Il feedbak più commentato della serata è stato che tutti erano estremamente motivati ad allenarsi ancora più intensivamente e regolarmente, e il modo in cui potevamo continuare ad avanzare i miei Cinture Negre ed io. Un feedback che sia la mia squadra e me ci motivano a tornare al lavoro spingendo l'acceleratore per raggiungere i nostri obiettivi il prossimo anno. Speriamo che il nostro MEGA Event 2017 possa essere ancora più grande e una pietra miliare nella nostra storia. Mi sento già illuso con ciò!


Kung Fu


LIMITAZIONI"

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Due mesi fa ho avuto un intervento chirurgico per riparare una rottura completa della mia cuffia dei rotatori. Per quelli di voi che abbiano saltato lezioni di anatomia a scuola, la cuffia dei rotatori è un gruppo di muscoli e i loro tendini che collegano il braccio alla spalla. Le lesioni in questa zona sono molto comuni nello sport


Grandi Maestri


e attività sportive (o altre cose stupide come scaricare scatole pesanti!). gni anno negli Stati Uniti, due milioni di persone visitano il medico per un certo tipo di lesione della cuffia dei rotatori. Per un artista marziale che si specializza in tecniche di mano, le lesioni in questa zona è una condizione di grave disabilità, ma non dall'intervento stesso. La parte peggiore è il lungo e doloroso periodo di recupero e riabilitazione. Dopo l'intervento chirurgico, il mio medico mi ha detto che non potevo addestrarmi o insegnare da 9 a 12 mesi. Dovrei fare soltanto gli esercizi di terapia giornaliera prescritti per riguadagnare lentamente la mia piena mobilità, flessibilità e forza. Io non ero troppo felice di sentire queste istruzioni e sapevo che avrei dovuto trovare un modo per risolvere il problema, qualsiasi tipo di impegno. I miei seminari vengono prenotati con un anno di anticipo e coinvolgono una pianificazione dettagliata come prenotazioni dei voli e alberghi, affito di una infrastruttura, pubblicità, ecc La maggior parte di questi preparativi sono fatti con mesi di anticipo e non può essere modificati o annullati senza incorrere in grandi spese e disagi per molte persone. "Allora ho detto al dottore che ero stato programmato di andare in Finlandia in due settimane per il nostro seminario annuale di due giorni e che non potevo annullare. E dopo questo avevo anche diversi altri seminari negli Stati Uniti e in Spagna. Naturalmente ci sono stati alcuni "disaccordi", ma alla fine il dottore ha accettato la mia decisione, purché io accettassi le sue condizioni. Le condizioni erano semplicissime: non dovrei viaggiare da solo (portare i bagagli, ecc) e, per i primi 6 mesi, dovrei tenere il mio braccio in fasciatura e non usarlo per eseguire tecniche. Il primo è stato facile perché gia raramente viaggio da solo (normalmente sono accompagnato da uno dei miei istruttori, come Master Gridley, o da mia moglie, Master Trina

O


Grandi Maestri Pellegrini). La seconda condizione, invece, ha presentato una sfida interessante. Il Combat Hapkido, il nostro sistema di auto-difesa, è ben noto per la sua presa veloce e dinamica, il blocco degli articolazioni, il colpire di Ki e i suoi fluidi takedown, tutto realizzato con l'uso di due mani, naturalmente. Allora, come mai potrei dimostrare le tecniche che devono essere eseguiti con due mani, utilizzando una sola? Finalmente, questa sfida ha stimolato il mio pensiero e, in ultima analisi, ha presentato un'interessante opportunità. E se una delle vostre braccia fosse ingessata per un osso rotto? Che cosa succederebbe se il gomito, o il polso, o la mano, oppure la spalla fosse stata ferita durante l'assalto iniziale, forse a causa di una caduta o un colpo di arma di impatto? E se si ha subito un infortunio come una frattura o un taglio? O se c'è un intervento chirurgico recente (come nel mio caso)? E se siete nati con una disabilità o con un impedimento di uno dei vostri arti superiori? O, purtroppo, come accade a molti dei nostri soldati, che cosa succederebbe se foste stati feriti in combattimento e perso una delle vostre braccia? È evidente che in tutti questi scenari (e molti altri che possono apparire) se si verifica un attacco, la vittima sarebbe in grande svantaggio e l'attacco sarebbe molto più pericoloso. Quindi la sfida è stata: possiamo difenderci correttamente utilizzando un solo braccio? Possiamo usare la maggior parte, o almeno alcune delle nostre tecniche in questa situazione? È possibile modificare alcune di esse in modo che continuino ad essere efficaci se sono eseguite con un solo braccio o una sola mano? Beh, c'era un solo modo per scoprirlo: Ho dovuto provare un sacco di tecniche con una sola mano per vedere cosa avrebbe funzionato, quale potrebbe essere modificata e quale dovrebbe essere eliminata. È interessante notare che il processo si è rivelato una grande esperienza di apprendimento, aprendo i miei occhi ad una realtà differente ed ispirandomi a condividere questa nuova conoscenza con i nostri allievi e docenti. Volevo che il messaggio fosse una cosa fattibile (se uno deve usare un solo braccio o una sola mano e viene assaltato, ecco le tecniche che puo

utilizzare per difendersi!) e motivante (non importa quale sia la situazione o condizione, non dobbiamo arrenderci mai!). Così, due settimane dopo il mio intervento, sono andato a Finlandia e insegnato il mio primo seminario utilizzando un solo braccio. E ho insegnato molti altri da allora. L'accoglienza è stata molto entusiasta. Gli studenti e gli istruttori hanno trovato una nuova prospettiva e un nuovo apprezzamento delle tecniche. Una lezione che tutti hanno imparato quasi immediatamente è che,

contrariamente alle banalità della "moltitudine di pensiero positivo" e che "le uniche limitazioni sono quelle che stanno nella tua mente", il fatto di avere a disposizione solo una mano invece di due è una vera e propria limitazione. Non è solo nella tua mente! Le limitazioni fisiche dovute a lesioni, disabilità o età, sono reali, non immaginari, e devono essere affrontate, non ignorate. Capire e valutare onestamente i nostri limiti è il primo passo per trovare modi di superarli. Come una delle "citazioni famose da Dirty Harry" (impeccabilmente


Combat Hapkido interpretato da Clint Eastwood): "Un uomo deve conoscere i suoi limiti!" (Naturalmente, anche si applica alle donne). Conoscere e accettare i nostri limiti ci dà il potere di trasformare le condizioni di paura, inferiorità e disperazione in coraggio, determinazione e fiducia. Per quanto riguarda l'aspetto pratico di difendersi limitandosi all'uso di una mano, la chiave è l'ADATTABILITÀ. Il sistema deve essere sufficientemente flessibile per adattarsi ai cambiamenti, e le tecniche devono essere fluite, non

rigide, per permettere le modifiche. Ho trovato molto soddisfacente che il Combat Hapkido compie con successo tutti questi requisiti. Insegnare le tecniche di "una mano" e osservare studenti e docenti che abbracciano le sfide e superando le limitazioni imposte a loro è stato molto gratificante e, a volte, perfino divertente! Nelle parole di uno dei miei allievi (e caro amico), il Dottore Neil Farber: "Quando la vita ti dà limoni, fa la limonata!" (In realtà ha scritto un ottimo libro motivazionale con lo stesso titolo).

Nel caso del mio intervento, ho deciso di farlo e una situazione non desiderata, inaspettata e spiacevole si trasformò in un'opportunità positiva e produttiva. In conclusione, spero che la mia esperienza possa ispirare tutti, perché in realtà, durante la nostra vita, tutti abbiamo differenti tipi di limitazioni che dobbiamo affrontare. L'onestà, il coraggio, la determinazione e l'adattabilità assicureranno la nostra vittoria finale su qualunque difficoltà che troviamo e qualunque limitazione che possiamo avere.


Cuba


Tecniche

Tutto riguar do alle “chiavi alle braccia” Senza dubbio, uno degli argomenti essenziali nella lotta nella cor ta distanza è l'uso delle cosiddette “chiavi alle braccia”, perciò abbiamo chiesto al Maestro Cuspinera che ci illuminasse sull’argomento con una visione tradizionale e moderna allo stesso tempo. Tradizionale perché a Cuba, paese da dove lui proviene, i Maestri di Judo che insegnarono l'antico Judo erano veramente di più di quelli provenienti dal Ju Jitsu antico. L'isolamento economico e culturale dell’isola ha creato in essa un laboratorio unico, uno spazio peculiare di nozioni tanto rare quanto le automobili che ancora si utilizzano e funzionano da quelle parti. Tuttavia la stessa formazione dell'elite combattiva del regime cubano, alla quale Cuspinera appartenne allenandosi nel Kansen Ryu, possedeva tutte le pressioni per trasformarsi in squadre altamente qualificate, per cui la suddetta tradizione si è adattata per fettamente alle domande che queste ricevevano.


Cuba


Tecniche Questo significa che abbiamo di fronte un uomo esperto nelle formule tradizionali e allo stesso tempo centrato sulla pura pratica delle tecniche come mezzo reale, cioè una perfetta miscela di tradizione e modernità, di formulazioni classiche per applicazioni realiste. Le chiavi alle braccia sono uno di quegli insiemi di tecniche che tutti dobbiamo imparare per il loro utilizzo nel combattimento reale. Sono risolutive, sono neutralizzanti, in esse si può misurare quella che i giudici chiamano “violenza proporzionata”, per cui risultano altamente utili alle forze di sicurezza, e certamente, nel peggiore dei casi, “distruggono” il nemico rendendolo incapace di continuare la lotta. Abbiamo voluto darvi i punti chiave generali per focalizzare questo argomento ed un set completo di foto nel quale scoprirete l'antica nomenclatura connessa con le 13 principali tecniche di lussazione delle braccia. Il suo autore si è guadagnato in questi anni una meritata reputazione come Maestro di Kansen Ryu, uno stile prima assolutamente sconosciuto al di fuori di Cuba. Nei suoi vari video su questo sistema ha dimostrato come l'allenamento duro, è una condizione essenziale per la formazione di uomini d’azione e di veri combattenti, guadagnandosi il rispetto e l'ammirazione di molti istruttori, che hanno trovato in tutto il mondo l'opportunità di inserirsi in quella piccola capsula del tempo che è Cuba, per quanto concerne le arti giapponesi. Speriamo veramente che vi possa piacere.

trasformarsi in un “esperto incosciente”. Questo processo della conoscenza, che dura vari anni, penalizza l'elemento principale, la “creatività”. Invece, il fondamento pedagogico del sistema cubano di difesa personale stabilisce vari principi: 1º principio: "Non è possibile imparare in maniera meccanica le tecniche utilizzabili davanti alle infinite forme in cui si può manifestare un'aggressione reale”. 2º Principio: Studio dei “principi”, delle “tecniche direttrici” ed affini, e non delle tecniche isolate, cioè, interrelazionare una tecnica con altre affini della stessa famiglia o gruppo. Concetto generale di chiavi: Le chiavi (Kansetsu Waza), per la loro essenza e per il loro obiettivo, si applicano alle articolazioni e agli arti del corpo umano: braccia, gambe, collo, ginocchia, polsi, ecc... Le Chiavi alle braccia (Ude Kansentsu Waza) rappresentano uno dei rami delle chiavi e consta di tre aspetti essenziali. a) Concetti nel campo delle chiavi alle braccia b) Principi e forme d’applicazione c) Utilizzazione delle chiavi alle braccia nel controllo e nella neutralizzazione.

Metodologia dello studio delle chiavi alle braccia (Ude Kwansetsu Waza)

Il Kansen Ryu è un sistema pedagogico, attraverso il quale si studia la difesa personale integrale; dal punto di vista creativo e dialettico è un sistema relativamente moder no di focalizzare l'insegnamento della difesa personale, tanto per l'istruttore quanto per gli allievi ed i praticanti, con una concezione pedagogica differente da quella tradizionale, dato che poggia più sull'elemento creativo che sullo studio strutturato di un programma basato sul “dominio della combinazione dei principi e non della conoscenza di tecniche isolate”; da questo punto di vista, definiremo:

In questo articolo, tratteremo le impostazioni pedagogiche, la metodologia ed i principi dello studio in uno dei campi più importanti della difesa personale Kansen Ryu: le Chiavi alle Braccia. Nella metodologia tradizionale, durante il processo di apprendimento della difesa personale, l'allievo affronta un programma di tecniche che deve studiare in maniera meccanica, ripetitiva e persino dogmatica, dal grado Kyu iniziale fino al livello superiore di cintura nera, dato più dal carattere ripetitivo che da quello induttivo, fino ad ottenere negli anni di allenamento, la fase incosciente, spontanea ed automatica di applicazione. L’allievo deve interiorizzare e ripetere migliaia di volte il programma tecnico, prima di

Concezione dall'ottica della difesa personale integrale Kansen Ryu.

Chiavi alle braccia: definizione

Le tecniche di braccia (Ude Kwansetsu Waza) o generalmente chiamate Chiavi alle Braccia, si definiscono come l'insieme di azioni che, in diversi modi e dimensioni, si applicano su punti sensibili e su articolazioni. Riguarda elementi


Cuba come il polso, i gomiti, le spalle, le dita o combinazioni di questi ecc... forzando la loro mobilità ed elasticità più in là del limite sopportabile dall’arto, provocando: dolore, slogatura, distorsione, lussazione ed in casi estremi, frattura, accompagnata da lacerazioni e rotture muscolari, bloccando la capacità motoria del membro colpito e dell'individuo.

Principi per la loro applicazione efficace:

Per applicare una corretta ed efficace chiave al braccio, la prima cosa che si deve tener presente è il “controllo” dell’arto o dell'articolazione corrispondente (gomito, mano, polso, avambraccio, ecc...), poi, su di esso si applicano generalmente azioni, attraverso movimenti bruschi, violenti e forti, tradotte in strappi, allungamenti, torsioni e colpi puntuali, provocati dall'azione di UN SISTEMA DI FORZE che esige, come minimo, un Paio di Forze in senso contrario, perpendicolare o tangenziale ai movimenti naturali dell’arto. Le chiavi alle braccia, qualunque sia la loro forma di espressione, si ottengono anche applicando leve sulle articolazioni, il cui effetto si ottiene superando i limiti di elasticità e di movimento naturali dell’arto, attraverso pressioni con sistemi di “paia di forze” (mani e gambe) nel senso opposto al movimento libero e naturale dell'articolazione ed attraverso torsioni.

Obiettivi delle chiavi alle braccia

Nel Sistema Cubano di Difesa Personale Integrale Kansen Ryu, le CHIAVI ALLE BRACCIA servono a quattro obiettivi fondamentali: a) per controllare e provocare dolore b) per neutralizzare l'oppositore c) per squilibrare e proiettare d) per finire o mutilare l'avversario. Ognuno di questi obiettivi ha le sue caratteristiche particolari all’interno delle fasi della difesa personale. Forme pedagogiche delle Chiavi alle Braccia Le chiavi alle braccia si applicano attraverso “strappi

al braccio”, per “pressione prolungata” sulle articolazioni, mediante l'azione in senso contrario come minimo di un paio di forze, e attraverso “torsione dell’arto” per mezzo di leve articolari con un preciso sistema di forze, utilizzando il contatto del corpo come sostegno e punto di appoggio, mediante un previo controllo dell’arto corrispondente, che nella prima fase permette solo il controllo dell'individuo (GATAME/KATAME), anche se può servire anche a neutralizzare gli attacchi con una chiave diretta all’arto esteso. È importante sottolineare che GATAME è molto più di una semplice parola, è una categoria che significa pressione, controllo attraverso una pressione prolungata, uno schiacciamento, una compressione su “qualcosa”, ecc... si continua l'effetto del sistema di forze agendo sul membro (braccio piegato), senza oltrepassare i limiti della sua elasticità e della sua mobilità; si passa poi ad


una seconda fase che provoca dolore, quella denominata nel campo della Difesa Personale Integrale, controllo per dolore (GARAMI); anche se letteralmente si associa alla chiave al braccio piegato, il suo concetto è molto più ampio e può essere applicata sia al braccio disteso con mano piegata, che al braccio piegato. È anche molto importante capire il concetto di Garami come campo e non come tecnica sul braccio piegato, né come una semplice presa. Esistono altri concetti all’interno del campo delle chiavi in generale e delle chiavi alle braccia in particolare. Il JU GARAMI è il processo dinamico di cambiamenti costanti e concatenamenti di tecniche ed azioni al braccio disteso ed al braccio piegato, e non precisamente con l'obiettivo di controllare il braccio (Gatame / Katame). GO GARAMI e GO GATAME: concetto che spiega le diverse fasi e combinazioni possibili


Cuba

1 1) Ude-Gatame 2 ) Hiji-Makikomi 3 ) Gyaku-Tekubi 4 ) Kanuki-Gatame 5 ) Hara-Gatame


Tecniche

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Cuba realizzabili (infinite), che attraverso la pressione, il controllo simultaneo, la presa, la torsione, gli strappi e le pressioni prolungate, oltre a tartassare molto il membro, lo lussano. A partire da questi concetti, si diramano le infinite forme in cui si può eseguire una chiave al braccio, attraverso la matrice di relazioni reciproche. Continuando l'azione del sistema di forze sul membro, oltrepassando i limiti della sua elasticità e mobilità naturale, si arriva alla terza fase, che è quella della lussazione, della frattura o della slogatura (HISHIGI); questa fase viene detta “Fase di Neutralizzazione”, dato che l'oppositore perde parte della sua capacità in un arto, ma non viene totalmente impossibilitato a continuare l'azione di lotta con il membro lesionato o con il resto del corpo. Cioè, con un braccio rotto, al nemico rimane l'altro braccio sano per colpire, sparare, strangolare, ecc... Come conseguenza naturale di questa tecnica, vi è la lacerazione, la slogatura e… molto dolore... Una quarta fase comprende gli effetti della mutilazione dell’arto e la perdita totale della capacità motoria con conseguenze irreversibili, che in alcune Arti Marziali tradizionali, come nella Difesa Personale Integrale, viene detta KUJIKI, che è una categoria e non una semplice nomenclatura tecnica. Nel sistema di Difesa Personale Integrale Kansen Ryu, quando si applica una chiave al braccio (ad uno o due braccia), in qualsiasi campo menzionato: Gatame, Garami, Hishiji, Kujiki, nella fase di neutralizzazione e contrattacco, si combinano con colpi diretti ai punti vitali, ossia assieme all'applicazione della chiave con dolore o della lussazione si applicano colpi puntuali, fino ad ottenere la totale distruzione dell’arto ed, attraverso il raggiungimento di questo obiettivo, il controllo della posizione, dell'individuo e la neutralizzazione dell'aggressore.

Norme da tenere in considerazione per l'applicazione di una corretta chiave al braccio.

È importante sottolineare che queste norme non costituiscono regole rigide, ma è necessario tenerle in considerazione per il successo dell'applicazione delle chiavi alle braccia. 1) La prima è mantenere l’arto ben intrappolato e controllato (Go Gatame) attraverso il contatto corrispondente, con le mani, le mani e le gambe o combinazioni di esse, con, se fosse necessario, l’appoggio saldo del corpo, tenendo presente che il

contatto deve intendersi come i corpi se fondessero in uno solo... Principio del KOSAI.. 2) I contatti e le prese di controllo si possono realizzare con due braccia, con i gomiti, con le gambe, con le ginocchia, con i fianchi, gli addominali, le ascelle, le tibie ed il corpo in generale. 3) La base dell'azione forma una trilogia di forze; queste agiscono come un sistema su un punto specifico, il cui asse centrale è l'addome, anche se per ottenere il controllo e la neutralizzazione è sufficiente, solo e come minimo, un paio di forze che agiscono in senso contrario su un punto di applicazione. 4) D'altra parte, utilizzare il corpo come parte fondamentale del contatto e del controllo del braccio dell'oppositore, nei casi che sia possibile, costituisce una forza addizionale molto importante e a volte decisiva, nell'azione esercitata dal sistema di forze, sia utilizzato come leva, che come punto di applicazione ed, in casi eccezionali, in sostituzione di una delle forze che integra il sistema. In questo modo si forma un sistema sinergico di forze, una poderosa arma ed un vantaggio addizionale per l'efficacia delle chiavi alle braccia. Esempio: Hara Gatame. 5) Nella chiave al braccio partecipano, come minimo, l'azione di due forze nella stessa direzione e nel senso contrario del movimento naturale dell’arto, che


superano i limiti di elasticità del membro, affinché venga applicata convenientemente… Esempio: Hiji Makikomi, Ude Gatame, Ude Garami, Kote Hineri, Kiri Komí, Gyako Tekubi, Ude Kannuki, ecc... 6) Per realizzare una chiave al braccio, in principio, possono partecipare combinazioni di diversi arti, ma

quando si tratta delle due braccia, è raccomandabile sommare alla forza naturale di queste, quella addominale, per ottenere un componente maggiore e sistemico, formando un sistema sinergico di forze il cui effetto risultante è maggiore rispetto all'effetto di ognuna delle forze applicate singolarmente.


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6) Kiri-komi 7 ) Kiri-Oroshi 8 ) Waki-Gatame 9 ) Kote-Hineri 10 ) Ude-Garami 11 ) Ashi Ude Gatame 12 ) Morote Ude Gatame 13) Morote Ude Garami.


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Avi Nardia RCJ Machado condivide con KAPAP - Krav Maga israeliano

Il mio primo incontro con il professor Machado è stato nel 2000, quando egli mi ha chiesto che cosa fosse il KAPAP ed io gli ho risposto: "Ju-Jutsu Ebreo". Ed ambedue abbiamo sorriso. Quando ho iniziato ad insegnare Kapap non avevo alcuna intenzione di creare un altro Sistema Marziale, benché dopo un certo periodo di tempo, l'idea mi venne naturalmente come conseguenza e parte dello sviluppo del Kapap. L'idea principale rimasse inmutata: "Sempre studente qualche volta Maestro." Il lemma di Machado è "Lascia il tuo ego alla porta". Questo mi ha fatto sentire a casa fin dal primo giorno, perché questo tipo di insegnante era quello che io stavo cercando. Quando ho iniziato a studiare BJJ ero già un insegnante stabilito e cercavo un insegnante di BJJ, la cui filosofia di vita concordasse con la mia; come il mio vecchio Sensei diceva, "una conversazione con un buon Sensei vale dieci anni d'allenamento con uno cattivo" e molte volte mi piace il tè con una maggiore Sensei e ammollo nella sua saggezza. La formazione migliore che ho ricevuto dal Professor Machado è stato lo studio della saggezza. Ci sono molti canali di YouTube che ci mostrano e spiegano molte tecniche diverse, ma non molti in realtà su un concetto solido. Durante il mio ultimo viaggio ho avuto l'onore di incontrarmi con questa famiglia una volta e condividere la nostra esperienza e conoscenza. Un movimento ha portato ad un altro e ciascuno di essi si è sviluppato in molte forme e direzioni diverse, perché un movimento non va solo in una direzione, ma può svilupparsi in molte direzioni ed insegnamenti che si completano tra sé.


Avi Nardia

Ho usato molte mosse che ho imparato dal Kenpo Aiki Jiujutsu sotto la tutela di Hanshi Patrick McCarthy poiché è una delle persone con maggiore saggezza nel mondo delle Arti Marziali. Non ci sono molti che possano comprendere fino a che punto questo gioco di scacchi chiamato Aiki Kenpo può essere elegante, e capire tutte le direzioni. Quando si aggiunge il Judo e il BJJ ti fa volare mente. Una tecnica che amo particolarmente è il Waki Katame, un movimento vecchio, ma uno dei migliori della storia. Come ho usato il mio Gi per chiudere le mani dell'obiettivo e da quel punto il professor Machado l'ha applicato in tante direzioni come "Ninja Chock" e a diversi controlli, solo posso dire che mi è piaciuto dal primo momento Il mio desiderio è quello di avere più insegnanti che seguano questa idea, cioè, lasciare l'ego alla porta e smettere di confrontare se stessi agli altri, di dedicare il loro tempo e le conoscenze per studiare di più, condividere le conoscenze e lavorare insieme con altri Maestri. Sono convinto che questa sia l'unico modo che tutti si sviluppino non solamente come artisti marziali, bensì tirando fuori la cosa migliore di se stessi come esseri umani.


Avi Nardia


In questo DVD, G.M. Larry Tatum (10 ° Dan) sviluppa tecniche del programma Kenpo al più alto livello. In particolare, alcuni delle sue "preferite", come Flashing Mace, Parting Wings, Entwined Lance… Magistralmente eseguite, e sulla base dell'esperienza del movimento, G.M. Tatum incorpora i suoi insegnamenti innovativi in queste tecniche che vi aiuteranno a aggiungere conoscenze e completare la vostra formazione nel sistema Kenpo. Inoltre, esse forniscono l'individuo con la scelta migliore per l'autodifesa, sulla base del pensiero logico e pratico, e lo mettono nel cammino della comprensione dell'arte del Kenpo. Questi sono i sistemi auto-difesa e di combattimento dei tempi moderni in cui viviamo. Essi sono stati progettati in modo che il praticante ottenga tutti i benefici che forniscono la pratica di queste tecniche. Questo DVD ha il sostegno del Maestro Adolfo Luelmo (9 Dan), che prosegue con una serie di tecniche eseguite in modo agevole e forte, per situazioni di aggressività estrema, in cui si possono apprezzare diversi stati dei movimenti, in un modo logico ed efficace. Finalmente, il Maestro Camacho Assisi (8 ° Dan), mostra una tecnica che combina la forza delle braccia e la sua esperienza con le gambe.

REF.: • DVD/LARRY4

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Cosa succede quando due persone praticano ChiSao? Qual è il significato della loro pratica e quali sono gli obiettivi? In questo terzo DVD, "Chi Sao dalla base ad un livello avanzato," Sifu Salvador Sánchez affronta forse l'aspetto più importante del Wing Chun: il ChiSao, l'anima del sistema stesso, che fornisce il praticante di alcune caratteristiche speciali che sono completamente diversi dagli altri, e gli dà grandi virtù. Questo lavoro si occupa di alcuni aspetti di principio piuttosto semplici, ma come si approfondisce in loro, diventano sempre più sorprendenti. Si tratta di una caratteristica molto chiara nella cultura tradizionale cinese; ciò che è molto evidente a prima vista, contiene tuttavia una seconda o terza lettura, che sicuramente cambierà il vostro approccio, la pratica e la comprensione. Discuteremo come praticare Chi Sao attraverso i nostri drills e il modo di applicarli quei drills, quella capacità nello sparring, che collega alcuni concetti, forse non tanto legati al Kung Fu tradizionale, come ad esempio la biomeccanica, le strutture, la conoscenza della fisica, ecc., al fine di ottenere risultati migliori nella nostra pratica.

REF.: • DVD/TAOWS3

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In questo primo lavoro didattico, Andreas Weitzel, fondatore e capo istruttore dell'Accademia SYSTEMA Weitzel (Augsburg, Germania) e uno dei principali istruttori di SYSTEMA in Europa, spiega le basi più importanti del combattimento. In primo luogo definisce chiaramente il modo naturale di camminare, concentrandosi sul corretto svolgimento di ogni passo, per poi mostrare come utilizzare questo lavoro in applicazioni di combattimento. Una varietà di argomenti diversi sono spiegati in questo DVD, tra cui: Come sbilanciare un attaccante; Come colpire con i pugni e calciare correttamente; Come difendersi da prese, takedown, colpi e calci. Le dichiarazioni di questo video sono semplici ma chiare, in modo da facilitare a tutti la comprensione e l'apprendimento. Durante la sua spiegazione, Andreas include sempre e si concentra sui principi e fondamenti del SYSTEMA, mostrando come i diversi argomenti sono strettamente collegati tra loro. Allo stesso modo è mostrato il lavoro libero contro diversi attacchi a mani vuote e con armi in condizioni realistiche e alla massima velocità di esecuzione. In questo video, Andreas è assistito da Michael Hazenbeller (Rastatt) e Thomas Gössler (Augsburg), due istruttori esperti di Systema.

REF.: • DVD/SYSWEITZEL1

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Rivista Arti Marziali Cintura Nera 327 – Gennaio 1 Parte