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Numero 6 Febbraio 2011 Mensile - Anno II

Nasce

la nuova rubrica

Mamma-bio

Vi presentiamo il calendario di tutti i

Ăˆ partito il reality

concorsi Bimbi Belli

Secondo episodio del diario di una mamma.

* Vi presentiamo Rania

Nasce il filo diretto

con gli specialisti, * inviaci le tue domande

La Bimba

di febbraio:

Z e n d ra


ditoriale

L’importante è Siamo già a febbraio, quest’anno sta correndo come un treno...

San Valentino è alle porte ed essendo la festa degli innamorati, è la festa di tutti noi! “Tutti”, perchè lo siamo della persona amata, del mondo, della vita, del nostro lavoro, di ciò che abbiamo, delle speranze che sognamo, ma soprattutto innamorati dei bimbi del mondo! Amare è la migliore motivazione per rendere più belli i nostri giorni. Spesso ci si ritrova davanti ad ostacoli, a delusioni, a momenti difficili, e quando lo sconforto prende il sopravvento, il modo migliore per sconfiggerlo è proprio quello di dedicare un pensiero o rivolgere uno sguardo verso ciò che si ama. Ed ecco che come per magia 2 febbraio 2011


Direttore e redazione DIRETTORE: Carlo Bello CAPOREDATTORE: Jennifer Marfia REALIZZAZIONE GRAFICA E IMPAGINAZIONE: Valentina Radaelli COLLABORATORI: Lucia Macchioni, Alice Bernardi, Ilaria Martina, Alessandra Moschetta, Rania Ibrahim, Cinzia Parmi, Elisabetta Belotti, Stefania Pellegrini. COMITATO SCIENTIFICO: Sara Notarantonio: Dottoressa Ostetrica, collabora con Sos Genitori ed è ostetrica presso il Nido “gli amici di pooh”. Carmela Giordano: psicologa e psicoterapeuta, esperta in psicodiagnosi, insegnante di massaggio infantile. FOTO COPERTINA: 2Click Photographers - Milano www.2clickphoto.com

amare

REDAZIONE: via 25 Aprile, 68/1 20068 Peschiera Borromeo (MI) TELEFONO: 02-87.28.34.00 MAIL: info@bimbibelli.com

ritorna il sorriso. Questo mese cercherò di dilungarmi il meno possibile con le parole, per introdurvi immediatamente ai contenuti. Un numero ricchissimo vi aspetta, e per chi di voi ama le sfide... Da questo mese oltre al Reality Mamy&Papy, parte anche il concorso Papà Belli 2011... Che fate? Non partecipate? I premi in palio sono fantastici... non perdete l’occasione. Innamoratevi della vita.

Carlo Bello febbraio 2011 3


Zendra Bimba Copertina

febbraio2011

SOMMARIO

Concorsi

Reality: I primi concorrenti 78 Calendario concorsi 84

Servizi Rubriche Editoriale 2 La posta Bimbi Belli 6 Spazio associazioni 10 Mamma I vostri parti 14 Diario di una mamma 26 Bimbo Bimba Copertina 36 Salute La psicologa risponde 55 Musica Patty Pravo 92 Svago Bimbi Belli’s Toons 96 Gossip 98 Scelti per voi 102

Mamma I parti nel mondo 20 Cosa c’è nella borsa di una mamma “quasi perfetta?” 24 Bimbo Mi aiuti a sognare? 30 Giornate fredde e piovose? 34 E ora, via il pannolino! 42 Famiglia Mariti mammoni 46 Cosa succede quando i genitori si separano? 48 Bambini e lutto 52 Salute Cosa fare se il bambino balbetta? 58 Mamma bio Pannoloni lavabili 62 La cameretta?Naturalmente bio 66

Sport Aikido per bambini 70 Cucina La danza del ventre in gravidanza 74 Lo chef sei tu! 108 Cucina La cucina dei bimbi 110 Cucinare con i bambini si può!106 Oroscopo Cosa ci dicono le stelle 114 122

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La posta bimbi belli

V

oglio iniziare a parlarvi di una mia esperienza personale. Prendo come spunto una notizia di cronaca, forse passata in sordina, di questi ultimi giorni: la morte della modella francese Isabelle Caro. Grazia Modella anoressica che aveva posato nuda Marchitelli per una famosa campagna anti-anoressia, fotografata da Oliviero Toscani. Proprio questa campagna pubblicitaria aveva scatenato parecchie polemiche tanto che le foto vennero ritirate praticamente subito. Perchè partire da questa notizia? Perchè diverso tempo fa ho portato mia figlia, Arianna, ad un casting che trovai su internet. Stavano cercando delle bambine, della sua età, per un catalogo di calze. Arrivate al casting ho notato la magrezza, a me parsa eccessiva, delle altre bambine ma, al momento, non ci avevo dato molto peso...fino a quando è toccato a noi. La persona che gestiva il casting mi ha detto, davanti a mia figlia, che Arianna non era adatta perché: «Troppo cicciottella». Sono uscita da quel posto con una bambina in lacrime che, La copertina per diversi giorni, si è rifiutata di mangiare perdel numero di chè: «Mi hanno detto che sono grassa mamma, DICEMBRE non voglio più fare casting, non mi prenderanno mai...perchè sono cicciona»

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È stato difficile farle capire che lei andava benissimo così come è, che probabilmente non era adatta a quel tipo di lavoro rimanendo comunque bellissima e che presto ci sarebbero state persone che l’avrebbero apprezzata per quello che è: una bellissima bambina! Leggendo, nei giorni scorsi, l’articolo su Isabelle, mi sono chiesta se è giusto infliggere questo supplizio del “magro ad ogni costo” ai nostri figli, fin da bambini... la moda detta le regole, ma queste non rispecchiano la realtà di tutti noi. Quante “taglia 38” “altezza cm. 175 vediamo in giro per strada? Quanti bambini sottopeso? Quelle calze non le indosseranno forse bambini “normali”, magari anche un po’ cicciottelli? Grasso non è bello, lo sappiamo, il sovrappeso provoca molti danni alla salute e, nel mondo occidentale, c’è una grande percentuale di bambini e adulti obesi.

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La posta bimbi belli Non era così negli anni del dopoguerra, quando l’ideale di bellezza era la donna “formosa” e i bambini cicciottelli erano sinonimo di salute, dello star bene. Non a caso è proprio agli inizi degli anni 60 che compare sul mercato uno dei bambolotti più famosi e amati: il Cicciobello appunto. Oggi no, non è più Arianna ass ie così da decenal papà Ma me ttia ni. Devi essere magra, anzi magrissima, quasi scheletrica (e vale soprattutto per le donne) e per raggiungere questo “modello di bellezza taglia 38” molte ragazzine si sottopongono, senza alcun controllo, a diete estenuanti arrivando in moltissimi casi, a diventare anoressiche. Il paradosso è che, nella nostra società opulenta, il cibo (e non solo) si spreca a tonnellate. Pensiamo solo a quanto ne viene gettato nelle mense scolastiche. Cibo che, per assurde leggi sull’igiene non può essere ridistribuito: gli avanzi potrebbero essere donati ai canili e il cibo rimasto nelle teglie si potrebbe distribuire ai senza tetto che, non credo si pongano molti problemi di igiene. In questo modo non ci sarebbe più tutto questo spreco. Così viviamo in un mondo a più facce: da una parte lo spreco di cibo, i bambini e gli adulti obesi, la moda che impone modelli improponibili di magrezza e, dall’altra parte bambini che muoiono di fame, di fame vera..... Come mamma sto attenta all’alimentazione di mia figlia, perchè il sovrappeso o l’obesità creano gravi danni alla salute ma, fino a quando

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la pediatra mi dirà che mia figlia è una bambina normale (normopeso), a me andrà bene così. Preferisco una figlia sana e felice, che magari non entrerà mai nel mondo della moda, ad una bambina sottopeso, controllata come in un lager, avviata a cadere in quel buco nero che si chiama anoressia! •

Grazia Marchitelli

Vuoi anche tu inviarci una tua lettera? Vuoi raccontarci una tua esperienza particolare? Manda il tuo racconto a info@bimbibelli.com Continua a leggere il magazine, la tua lettera potrebbe essere presto pubblicata

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A.I.M.I. ASSOCIAZIONE ITALIANA MASSAGGIO INFANTILE Il massaggio del bambino è una tradizione antichissima presente nella cultura dei paesi orientali. Tale pratica è stata portata in occidente da Vimala McClure Schneider, americana del Colorado, in seguito ad un periodo di permanenza in India. Lì ella lavorava in un orfanotrofio nel quale si ammalò di malaria. Venne curata dalle indigene del luogo attraverso la pratica dei massaggi. Nel 1976 Vimala aspettava il suo primo figlio e, avendo condiviso le tradizioni indiane nella cura dei bambini e verificato in prima persona i benefici del massaggio, alla sua nascita ne volle perfezionare la sequenza, mettendo insieme quattro diversi tipi di massaggio, per poter stimolare uno sviluppo psico-fisico più armonico nei bambini: 1) Massaggio indiano con azione rilassante; 2) Massaggio svedese con azione stimolante; 3) Reflessologia plantare che attraverso il benessere fisico migliora la funzionalità organica; 4) Yoga: un modo per entrare in contatto con se stessi e con gli altri. Tornata in America cominciò a insegnare ad altri genitori la tecnica dei massaggi. Nel 1981, grazie anche all’impegno della californiana, Audrey Downes, nacque l’I.A.I.M.I. (International Association Infant Massage Instructors) che ha lo scopo di preparare altri istruttori che insegnino ai genitori la pratica del massaggio. Nel 1983 Benedetta Costa, terapista della riabilitazione in campo pediatrico, si trovò negli Stati Uniti, dove nacque il suo primo figlio. Per caso venne a conoscenza 10 febbraio 2011


di Carmela Giordano

dei corsi di Infant Massage e in seguito decise di frequentare i corsi per istruttori tenuti da Vimala McClure. Ritornata in Italia, la Costa, tenne i primi corsi per genitori inizialmente a casa propria, poi all’Ospedale Pediatrico “Gaslini” di Genova, presso il servizio di Fisioterapia e nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale. Tra il 1988 e il 1989 la Costa organizzò in Italia, con l’intervento di una trainer americana, Maria Mathias, corsi per operatori dove si formarono i primi insegnanti italiani. Nel 1989 nasce in Italia l’A.I.M.I., Associazione Italiana Massaggio Infantile, che a oggi riunisce in un unico programma varie associazioni nazionali presenti in diversi stati, alcuni dei quali sono: Danimarca, Svezia (sede dell’I.A.I.M.I. dal 1994), Quebec, USA, Canada, Germania, Spagna, Nuova Zelanda, Australia. Nel 1990 la Costa completa la formazione di trainer. Nel 1992 si aggiungono altri tre trainer: Roberto Rossini, Patrizia Maccario, Cristina Tessore. Dal 2003 ad oggi, si sono formati altri tre trainer: Monica Ghiotti, Paola Vitti, Francesca Gheduzzi. L’obiettivo principale dell’A.I.M.I. è: «Incoraggiare il contatto ed i rapporti umani durante il periodo di crescita del bambino e promuovere ricerche e corsi di preparazione ed istruzione in modo che i genitori, gli operatori della prima infanzia ed i bambini siano amati, valorizzati e rispettati dalla comunità mondiale». Il massaggio infantile non è una tecnica ma un modo di stare con il proprio bambino, un modo per accompagnare, proteggere e stimolare la crescita e la salute dei nostri bambini. febbraio 2011 11


Per poter contattare l’associazione: La segreteria dei corsi per operatori Infant Massage Strada Maggiore, 94, 40125 – viale Franchini 24/2 16167 – Bologna Genova

La sede A.I.M.I.

Telefono - Fax: 051 397394

Telefono: 010 3291044

Orari: da lunedì a giovedì

Fax: 010 3298007

9.00 - 13.00

Orari: da lunedì a venerì 9.00 12.00 / 15.00 - 17.00

Sito internet: https://www.aimionline.it/ public/

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Mamma

I vostri parti pag. 14

I parti nel mondo pag. 20

Cosa c’è nella borsa di una mamma ”quasi perfetta”? pag. 24

Diario di una mamma pag. 26


I VOSTRI PARTI

 Anna Maria  MARFIA

13 agosto 2010 Ore 05.30 : Sveglia

E

cco ci siamo. Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso, sofferto e tanto desiderato. Non per aspettare doglie o contrazioni, ma per far nascere con un parto cesareo Martina. È sì, noi abbiamo avuto la fortuna, o la sfortuna (dipende dai punti di vista) di avere un parto cesareo programmato, determinato da alcuni problemi che ha avuto la bimba durante la gravidanza. Corri, corri, corri che è tardi! La valigia chiusa, ovviamente, un minuto prima di uscire di casa e poi via tutti in macchina: io Anna, Salvatore mio marito, Jennifer mia sorella, mia mamma Carmen e mio papà Salvatore. Partenza da Robbiano verso l’ospedale Mangiagalli di Milano. Ore 7.30 siamo davanti all’ospedale, quindi in perfetto orario. Arriviamo davanti alla porta del pronto soccorso ostetrico – ginecologico, mi fanno entrare per le procedure di registrazione dei dati. Porco cane o lasciato a casa la tessera sanitaria. Mm .. . i n i z i a m o b e n e ! Ma proseguiamo, riuscendo

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in qualche modo a superare l’ostacolo della tessera sanitaria, dopo essermi dovuta subire la strigliata di un infermiera, a parer mio anche fin troppo acida. Finalmente mi danno il fatidico braccialetto rosa con il numerino per me, uno azzurro per il papà e uno rosa e uno azzurro per la nascitura (se ne danno 2 per sicurezza). Esco e, con mio marito, e tutta la ciurma a seguito, ci fanno andare al 1° piano. Tra porte e corridoi, ad un certo punto ci fanno proseguire solo a me e Salvatore, così al volo, con uno sguardo e un cenno di mano, saluto mamma papà e sorella. Mi fanno entrare in un bagno dove mi fanno svestire di tutto e indossare vestaglia e ciabatte, dopodiché mi hanno fatto entrare in una stanza pre-parto, cioè


dov e si viene preparati per gli interventi e dove ci si viene portate anche subito dopo il parto, per verificare che sia andato tut to bene. Qui si sono alternati diverse figure tra cui ostetriche e infermieri vari. Tutti che ti fanno domande e domande per compilare pagine e pagine di informazioni che verranno poi conservate nella cartella clinica. Bene, è arrivato il mio momento sono le 9.00 e Salvatore in tutto questo è fuori la porta, nel corridoio, che aspetta. Fermi tutti è arrivato un parto cesareo urgente, quindi mi toccherà aspettare. Ecco, la neo mamma è appena arrivata nella stanza subito post parto, quindi vuol dire che è arri vato proprio il mio momento. Mi portano fuori con il lettino e vedo finalmente Salvatore, che mi chiede come sto e quello che succede, ma io, chiusa in quella stanza, non avevo molta percezione di quello che succedeva fuori. Sapevo solo che era il no stro momento. Ma ci siamo veramente… mi portano nella stanza. Alt! Manca la dottoressa che mi deve operare… Insieme a infermieri, ostetriche, anestesista e mio marito, atten diamo l’arrivo della Dott.sa Kustermann che oltre ad essere pri-

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I VOSTRI PARTI

mario del pronto soccorso dell’ospedale Mangiagalli di Mila no è anche impegnata in un associazione, sempre all’interno dell’ospedale, che si occupa di donne che subiscono violenza sessuale. È stata lei che, una volta arrivata a Milano dalla Calabria (dove mi trovavo), ha finito di seguire la mia gravidanza (ormai arrivata al sesto mese) per un problema venutosi a creare alla bambina. Una donna molto impegnata, ma disponibile sempre e per qualsiasi problema. Dopo qualche minuto vedo, ma più che altro sento (visto che ero sdraiata sul lettino e vedevo ben poco), gli infermieri ed ostetrici in fibrillazione … eccola è arrivata la dottoressa. Iniziano a preparare tutti gli strumenti per l’intervento e anche io vengo preparata! Penso che non mi scorderò mai il dolore che ho provato quando l’anestesista ha iniziato a punzecchiarmi (per non usare altri termini più terrificanti) la schiena e più precisamente la spina dor sale per farmi l’anestesia epidu -

febbraio2011 2011 16 febbraio

rale… Penso che ci abbia provato almeno 4/5 volte, e ogni volta mi diceva : «Ci siamo quasi, stia ferma, non si muova» e io con il cuscino sulla mia panciona e la testa appoggiata sopra, me ne stavo lì, aspettando la volta buona. Che dolore! Ma sono cose che, come si dice «Si dimenticano appena vedi nascere tuo fi glio» , ma io, chissà perché, non me lo sono ancora dimenticato. Ormai siamo proprio agli sgoc cioli, anestesia fatta e vedo comparire la dottoressa. Io sono cosciente, ma un po’ rimbambita dall’anestesia. Purtroppo davanti a me, da sotto il seno in giù, ho un telo davanti che non mi permetterà di vedere l’operazione e quindi la nascita di Martina. La sfortuna ha voluto che neanche l’armadietto che c’era alla mia destra mi permesso di vedere di rifl esso l’intervento, non era in traiettoria… uffi! L’equipe medica inizia a chiacchierare tra loro, di cose comu-


ni, facendo partecipare anche me, rivolgendomi delle domande (penso sia anche per vedere se si è coscienti o meno). Ricordo di aver dett o qualcosa in merito alla bellezza della Sardegna, ma tutto in quel momento era superfluo, non aspettavo altro che la nascita di Martina. Ricordo di aver chiesto ad un in fermiere che era accanto a me, (penso fosse un ostetrico) se avevano o meno già iniziato l’operazione e lui mi disse che la bambina stava per nascere! Poco dopo qualcuno mi chiede come si chiamerà la bambina e io con tutto il mio orgoglio rispondo: «Martina». Ad un certo punto sento la dottoressa che dice: «Dai, dai! Su ,su… ecco ecco... ma... è una vitelli na … .è una vitellina!» E il ragaz zo ostetrico che mi dice: «Sono le 10:44. È nata Martina». Poi sento la dottoressa che dice all’ostetrica che

si stava occupando di Martina, di farmela vedere: «Falla vedere al l a mamma, fai vedere la bambina alla mamma» e dal mio lato destro compare l’ostetrica, che mi aveva assistito precedentemente nella sala pre -parto, con in mano un telino verde dal quale spuntava una testolina nera e con un musino tutto imbronciato… è nata Martina, ma che bella! Appena l’ho vista ricordo di aver detto: «Mamma quanti capelli» aveva quel testolino con un sacco di capelli. Penso di non essermi mai immaginata la faccina della mia bimba, ne di averci mai pensato a come potesse essere, ma quando l’ho vista, non pensavo potesse avere così tanti capelli, anche perché si dice (chiacchiere caserecce) che quando si ha acidità di stomaco, è per i capelli del bambino, ma io non ne ho mai avuta. Eccola, finalmente dopo averla la-


I VOSTRI PARTI

Salvatore Martina Anna

incinta Anna al nono mese in agosto

vata e mostrata al papà e il resto della ciurma che aspettava al di fuori del corridoio della zona parto, me la riportano, e l’ostetrica che l’aveva in braccio, me l’ha avvici-

nata alla faccia ..che profumo e che morbida. Avevo le sue labbra umide tutte arricciate attaccata alla mia guancia, una meraviglia che non si scorderà mai, è una sensazione “ m a g n i fi c e n t i s s i m a ” , impossibile da descrivere. Era nata e stava bene, que sta era la cosa più impor tante. Poi la bimba viene portata via, in reparto neo natale mentre io ero lì, aspettando che fi nissero l’intervento. Salvatore, mio marito, l’ho visto appena uscita dalla sala operatoria, nel corridoio, e la prima cosa che mi ha detto è stata: «l’hai vista, che bella, è bellissima, l’hai vista è bellissima» era emozionatissimo e felice. Come non esserlo, anche io ero felicissima. Quello che abbiamo passato negli ultimi mesi di gravidanza, penso che non li scorderemo mai nella vita; ansia, preoccupazione, paura, per quello che avevano diagnosticato alla bambina, ma quando l’ho vista lì, avvolta in quel telino verde, con quel musino e quella testolina piena di capelli neri, sono riuscita ha provare solo amore verso una bimba tanto attesa e tanto desiderata. •

Anna Maria Marfia 18 febbraio2011


parti

nel m ndo di Carmela Giordano

C’è chi partorisce da seduta, chi in piedi e chi seppellisce la placenta perché considerata fonte di vita Il parto è un avvenimento faticoso, fisicamente e psicologicamente, al quale, però, le donne sembrano essere preparate in maniera istintiva e che va al di là di ogni etnia, lingua e nazione. Ma se gravidanza e parto risultano uguali in ogni parte del mondo, sotto il profilo biologico, ciò che li differenzia è l’aspetto culturale. In occidente, oggi giorno, gravidanza e parto sono caratte20 febbraio 2011

rizzati da un massiccio utilizzo della tecnologia. Questa viene usata per tenere sotto controllo eventuali problematiche. Questa situazione da un lato produce un senso di maggiore tranquillità nelle future madri e dall’altro crea ansia ed apprensione, perché fa vivere la gravidanza come una continua verifica e nell’attesa del responso dopo ogni controllo. Tutto ciò sta rischiando di far perdere la parte più istintiva e


più naturale a questo evento importante della vita di ogni donna. In altre parti del mondo, la gravidanza ed il parto sono vissute con maggior fatalismo e anche quando la tecnologia è presente, resta comunque marginale, consentendo ad ogni donna di affrontare il momento del parto con maggiore fiducia. La posizione distesa o litotomica del parto è assunta in occidente nel tardo medio evo. Nasce come una moda delle classi ricche che vollero differenziare il modo di mettere al mondo i bambini da quello della plebe, che partoriva in posizione verticale. Nel 1600, inizia ad essere utilizzato il forcipe, che diviene, in breve tempo, uno degli strumenti più usati durante il parto e la posizione orizzontale ne facilita l’utilizzazione. La posizione litotomica viene, quindi, introdotta nel periodo dell’ostetricia medicalizzata, in quanto facilita gli operatori nell’assistenza al parto ed è ancora oggi il modo più comune per partorire.

La posizione verticale, che permette al bacino maggiore libertà di movimento, è preferita dalle donne di diverse culture. Nelle Ande si partorisce in posizione verticale, ciò comporta minori sofferenze, sia per la donna sia per il neonato. Questa posizione è più fisiologica e non c’è compressione dei vasi sanguigni. Per tutelare questo tipo di parto, il ministero della salute peruviano ha regolato con una normativa l’attuazione del parto verticale. Le donne dell’America Latina e dell’Africa partoriscono sedute o accovacciate. Tale usanza è motivata dal fatto che il bambino

In altre parti del mondo, la gravidanza ed il parto sono vissute con maggior fatalismo e anche quando la tecnologia è presente, resta comunque marginale, consentendo ad ogni donna di affrontare il momento del parto con maggiore fiducia. febbraio 2011 21


appena nato tocchi la terra e ne riceva la sua accoglienza e la sua benedizione. Nelle Filippine, il popolo degli Igorot, seppellisce la placenta, considerata fonte di vita, e ciò fa acquisire alla terra un valore speciale. Anche in Olanda e nei paesi Scandinavi si partorisce sedute su uno sgabello, chiamato “sedia olandese”, che permette alla donna, nella fase espulsiva, di usufruire dell’aiuto della forza di gravità (che favorisce la discesa del bambino) durante le spinte e, allo stesso tempo, di essere sostenuta dal seggiolino. In Zambia e Tanzania durante il parto le donne non urlano, ma vivono il dolore in maniera silenziosa, tornando subito dopo nel loro villaggio. In quei luoghi è l’istinto che regola il momento del parto, in quanto le donne già sanno cosa devono fare. Anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sostiene: «Non è raccomandabile che la donna gravida sia posta nella posizione litotomica dorsale durante travaglio e parto. Il camminare durante il travaglio dovrebbe essere incoraggiato ed ogni donna deve decidere liberamente la posizione da adottare durante il parto». Varie sono, quindi, le posizioni adottate dalle donne nelle diverse epoche e nei diversi paesi del mondo. Sicuramente non ne esiste una che sia “perfetta”, se non quella in cui si trova più comoda la futura madre. • 22 febbraio 2011


Cosa c’è nella borsa di una mamma “quasi perfetta”? di Cinzia Parmi

Quando si diventa madri ci si accorge ben presto che la borsa diventa un accessorio di fondamentale importanza. Non tanto per il proprio look, ma per essere un vero e proprio “contenitore” dove riporre, in poco spazio, tutto l’occorrente per uscire di casa con bambini piccoli. Diventa importante il formato della borsa: la comodità prende il sopravvento sull’eleganza. Non stiamo parlando della classica borsa corredata a carrozzine e passeggini, con tanto di fasciatoi portatili, creme e pannolini, ma di semplici borse che oltre a contenere soldi, documenti e cellulare, possono avere la giusta capienza per oggetti quasi indispensabili per una donna a spasso con bimbi. La borsa a tracolla dà enormi vantaggi. Le classiche borse a spalla scivolano a terra ad ogni minimo movimento. Per tanti gesti, come prendere in braccio il bambino, sederlo sul seggiolino dell’auto o sul passeggino, la borsa a tracolla rimane sempre nella propria posizione, senza scivolare di continuo. Importanti sono anche le tasche: una tasca sufficientemente grande per contenere gli oggetti della mamma come chiavi, soldi, documenti e trucchi; altre tasche per gli oggetti del bambino. Assolutamente necessari i fazzoletti, meglio se di carta perché possono adattarsi a più usi. Di questa stagione i nasini gocciolanti sono all’ordine del giorno ma anche d’estate è bene non uscire mai senza di essi. Altra cosa di particolare importanza sono le salviettine umidificate o quelle lozioni igienizzanti. Ogni tanto è bene dare una bella ripulita alle manine dei bambini che si cacciano un po’ ovunque. 24 febbraio 2011


Sarà bene anche portare oggetti che sono molto apprezzati dai nostri figli e che hanno la capacità di calmarli. Siete in coda al supermercato? Il bambino ha una crisi di pianto? Niente paura, la borsa si apre ed ecco spuntare una macchinina, un libricino, un sonaglietto, un peluche, una caramella gommosa

e, se siete proprio costrette, anche il fatidico succhiotto! Al parco giochi sono utili lozioni antiinsetti (sia fazzolettini che spray), soluzioni disinfettanti, cerotti. Quando fa caldo, l’acqua non dovrebbe mai mancare. Sta a voi, in base all’età di vostro figlio, studiare il tipo di contenitore più idoneo e più pratico per contenere liquidi. Esistono comode bottigliette che si chiudono con una specie di succhiotto. Infine, la vostra borsa dovrebbe contenere qualche oggetto che occupa poco spazio ma che ai bimbi piace tanto: gessetti colorati e bolle di sapone. In un lampo diventerete l’attrazione dell’intero giardino pubblico suscitando l’entusiasmo degli altri bambini e l’invidia di alcune mamme con borse “firmate” ma non così utili come la vostra! • febbraio 2011 25


Diario di una mamma �

Per cercare di riempire le loro giornate, sole e tempo permettendo, bisogna inventarsi una serie di attività

Heila…youhuhu! Sono qui. Salve mi chiamo Rania, sono nata in Egitto, vivo in Italia da più di 30 anni e sono una giornalista. «Sara, scendi dalla sedia cucciolina mia…Karim non toccare i fili elettrici amore di mamma… Omar, facciamo i compiti sennò si fa troppo tardi tesoro della mamma!». Ecco, benvenuti nel mio mondo! Fino a qualche anno fa mi occupavo di moda e non solo, in un’agenzia di PR di Milano. Sfilate, fitting, casting, marketing ed eventi. Oggi sono ancora più impegnata, ma con pannolini, pappine omogeneizzate, merendine, copertine per i libri da ricoprire e naturalmente con le varie attività extra scolastiche che oramai sono immancabili nella vita dei nostri figli. Sia mai che non facessero nulla, le altre mamme ti farebbero sentire così... pigra. Adoro tutto questo e ringrazio Dio per tutto quello che mi ha dato. Ho voluto da sempre avere tanti figli e non credo che tre sarà il mio numero definitivo, ma abbiamo deciso di aspettare a donarci e a dare a Sara, la sorellina tanto desiderata. I miei marmocchi sono, Omar che ha 6 anni, Sara che ne ha 3 e Karim che ne ha appena compiuto uno.

Week end e ponti? No grazie.

O

ddio! Mentre per tutte le persone “normali” i giorni segnati in rosso sul calendario vogliono dire riposo, e questo valeva anche per me fi no a qualche anno fa, adesso inizio a guardare il calendario, a girare mese per mese… con timore e ansia. Avere i bimbi a casa, dalla scuola materna e dalla scuola elementare, vuol dire un impegno inimmaginabile. Per cercare di riempire le loro giornate, sole e tempo permettendo, bisogna inventarsi una serie di attività: cinema, circo, biblioteca, parco e piscina. In più, come se non bastasse, ho deciso di non iscrivere il piccolo Karim, così come per gli altri due, al nido. Decidendo, così, di occuparmene esclusivamente io, con non pochi sacrifi ci, lavorativi e quindi economici. Presi questa decisione circa sette anni fa,

26 febbraio 2011


appena seppi della mia gravidanza. Pensare che pochi giorni prima avevo fi rmato, assieme a m io marito, il rogito della nostra nuova casa. Che tempismo! Nulla da fare, decisione presa: mi l icenziai senza pensarci su due volte e da allora mi son o sempre occupata personalmente della gestione e dell’educazione dei miei marmocchi. Ancora oggi, le mie colleghe o ex amiche oramai, credono che io sia un po’ matta perché lasciai il lavoro e una brillante carriera… appunto credono. Ponte di Sant’Ambrogio, dell’Immacolata, del 2 Giugno… oddio ma quanti sono e cosa facciamo. Una volta mio marito, non so cosa gli sia passato in mente in quel momento, decise di farci una sorpresa e prenotare in montagna. Avete in mente alberghetto stile baita, tranquillo, paesaggi da cartoli na, calma, silenzio e ancora calma? Ecco, noi abbiamo rovinato tutto questo. Non solo ci ho messo due giorni per preparare le valigie e l’occorrente…

Nulla da fare, decisione presa: mi licenziai senza pensarci su due volte e da allora mi sono sempre occupata personalmente della gestione e dell’educazione dei miei marmocchi.

Oramai, anche per poche notti fuori, mi porto almeno una valigia con i ricambi, pannolini, creme, medicine, passeggino doppio e singolo, accessori per la montagna, giochi, lenzuola, asciugamani personali e cuscino. Insomma quasi mezza casa. Ma dopo aver impiegato un giorno per disfare la valigia, i miei fi gli avevano fatto così tanto baccano, che quando scendavamo al ristorante gli altri commensali ci squadravano e ci guardavano male…neppure fossimo degli appestati. Ma montagna a parte, sapete cosa signifi ca andare al cinema con tre bimbi piccoli? Intanto non vedere il fi lm, perché tra i pop corn che sistematicamente si rovesciano a terra e tu che naturalmente ne compri degli altri, gadget vari dei personaggi del film o cartone animato che si sta visionando, occhiali 3D, bibite, caramelle e costo del biglietto il totale: una cifra esorbitante. Tenendo conto che, dopo il film oramai nei multisala ti tocca pellegrinare su e giu tra i vari negozietti messi lì apposta per far scattere in tuo figlio l’immancabile bisogno di qualunque oggetto futile visto in vetrina. Ma non solo, dopo il cinema, regolarmente mi sento dire: «Mamma ho fame» e tu che fai? Una pizzetta e una bibita non corri subito a febbraio 2011 27


prendergliela? Insomma una rapina. Ma anche al circo, o nei vari centri sportivi, lo scenario non cambia. Come quest’anno alla pista del ghiaccio, che esagerazione! Prezzi troppo spesso esagerati e dire che l’Italia è un paese che ha livelli di natalità quasi pari a zero…

I bambini non dovrebbero, a mio avviso, pagare mai. Sono così pochi che sono un bene

così prezioso per tutti noi, che andrebbero avvantaggiati e stimolati ogni qualvolta ne avessero bisogno, senza preoccupazioni per i genitori riguardo ai costi delle varie attività, degli svaghi o ancor più grave se pensiamo ai nidi. Sono pochi… coccoliamoli, diamo loro la possibilità di esprimersi al meglio offrendo loro i migliori servizi, le migliori scuole, tutto il meglio, e non come og gi che governo dopo governo, legislazione dopo legislazione, i servizi per l’infanzia, sono ancora trattati come l’ultima ruota del carro.

Ma i bambini, non sono il nostro futuro?

28 febbraio2011


Bimbo

Mi aiuti a sognare? pag. 30

Giornate fredde e piovose? Tanti giochi divertenti da fare in casa pag. 34

Bimba copertina pag. 36

E ora, via il pannolino! pag. 42


i aiuti a Un

sognare

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di Carmela Giordano

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i b e ra m e n t e a i s o g n i , l e r a ’oc casione di ritorn ai desideri, le conoscenza di a e r sé alla Accompagnare un bambino a letto è un’azione semplice e complicata allo stesso tempo. Un’azione ripetitiva e rassicurante, ma molte volte incompleta. È sera, si aiutano i nostri figli a lavarsi, ad indossare il pigiamino, ad infilarsi a letto, gli si rimboccano le coperte e gli si esclama: «Buona notte e sogni d’oro», poi si aspetta che il sonno faccia la sua comparsa in modo da poter ritornare alle proprie attività. Ma quanti di noi iniziano a leggere o ad inventare delle favole? È stato provato che l’abitudine di leggere una fiaba ai bambini per farli addormentare è sempre meno diffusa. I genitori sono sempre più assillati dal lavoro e dalle situazioni quotidiane e i bambini sempre più fagocitati dalla televisione, da internet, dai videogiochi, dai telefonini e dai social network. Il risultato è: minore comunicazione tra genitori e figli; minore conoscenza di sé; minore capacità di ascolto; minore sviluppo psicologico ed emotivo; minore fantasia

30 febbraio 2011

ed immaginazione; minore conoscenza della lingua e una più lenta capacità di apprendimento. Un bambino privato delle favole e del linguaggio per raccontarsi, è un bambino perso, incapace di sentire la propria presenza nel mondo delle relazioni. Le favole diventano il luogo della propria origine e il luogo del proprio divenire. Il compito più complesso è crescere e nel crescere si ha bisogno di crearsi delle certezze, di sviluppare la creatività e l’autostima. Le fiabe svolgono una funzione molto importante nell’organizzazione psichica di ogni bambino e, servendosi del linguaggio della fantasia, rispondono a cinque bisogni primari: 1) Conoscere se stesso; 2) Conoscere il mondo; 3) Sicurezza; 4) Trovare soluzioni ai problemi; 5) Fantasia ed immaginazione. Le favole si avvalgono di un linguaggio metaforico ben compreso dai bambini, che entra a far parte del loro modo di essere e


che fornisce un’adeguata chiave di lettura della realtà, non sempre facilissima. L’incipit “C’era una volta…” apre le porte su paesi lontani, su boschi o castelli incantati, ma il racconto assume tonalità diverse a seconda dell’età. Da piccolissimi la comprensione delle parole è limitata e l’attenzione si soffermerà sulla voce narrante, che comunica tenerezza e sicurezza, sulle espressioni del volto, sul sorriso, sul cambio di tonalità della voce nell’interpretare i vari personaggi che aumenta la capacità di ascolto e di concentrazione, favorendo lo sviluppo cognitivo. Con la crescita, il ruolo della fiaba diventa più complesso. Il bambino riesce a concentrarsi sulla trama e attraverso questa impara la morale: la vita è un percorso ad osta-

Le fiabe hanno sempre un lieto fine e questo insegna al bambino a essere fiducioso, a sperare e a pensare in positivo.

coli e bisogna affrontarla con coraggio ed intelligenza, imparando a comportarsi secondo le “regole giuste”. La genuinità dei personaggi, la caratterizzazione estrema del buono e del cattivo, facilita l’identificazione “per simpatia” con l’eroe, dal quale s’impara che non è necessario rispondere con cattiveria alle cattiverie, ma che la pazienza, l’intelligenza e le virtù possono avere la meglio. Le favole aiutano a riconoscere cosa è giusto e cosa è sbagliato, molto più della realtà che presenta maggiore complessità e sfaccettature. Dall’agire degli eroi e dal loro comportamento i bambini imparano ad affrontare le proprie paure e a distinguere i sentimenti negativi, come l’invidia, la ri-

Le favole aiutano a riconoscere cosa è giusto e cosa è sbagliato, molto più della realtà

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valità, la prepotenza o l’ingiustizia, da quelli positivi dell’amore, dell’amicizia, della solidarietà, del rispetto per sé stessi e per gli altri. Le fiabe hanno sempre un lieto fine e questo insegna al bambino a essere fiducioso, a sperare e a pensare in positivo. Una favola è l’occasione di ritornare liberamente ai sogni, ai desideri, alla reale conoscenza di sé. •

32 febbraio 2011


Fuori fa freddo, il buio arriva presto, non sempre è possibile uscire di casa. I bambini piccoli diventano noiosi e la giornata sembra non finire mai. Ecco allora tante idee divertenti per vincere la noia senza ricorrere a “mamma Tv”. Intrattenere un bambino piccolo, spesso sotto l’anno di vita, a volte può non essere così facile. La giornata invernale è lunga, le passeggiate che si possono fare, quando non tira troppo vento o piove, non durano tanto a causa delle basse temperature. A parte le pappe, sonnellino o il bagnetto, le ore da passare tra le pareti domestiche sembrano non finire mai. Per non farsi prendere dalla noia ci si può ingegnare con tante diverse attività a seconda dell’età del bambino.

Dalla nascita ai sei mesi

Al cambio del pannolino provate a soffiare leggermente sul pancino di vostro figlio. Poi provate a farlo sui piedini e sulle mani. Se il bambino è agitato, lo calmerà e magari proverà anche piacere. Se avete dei piatti di carta, disegnate delle facce tristi o allegre e mostrategliele ad una distanza di 20/40 centimetri. Si divertirà nel vedere le diverse espressioni. Usate figure bianche o nere nei primissimi mesi di vita. In questo periodo infatti, il neonato non percepisce ancora i colori e le sfumature ma solo i forti contrasti. Usate dei tessuti differenti come il velluto, la seta, la finta pelliccia. Le pezze devono essere abbastanza grandi in modo che non si corra il 34 febbraio2011


Giornate fredde e piovose?

di Cinzia Parmi

Tanti giochi divertenti da fare in casa!

rischio che il bimbo possa soffocare. Sentire sulla propria pelle sensazioni diverse a seconda del tessuto, gli provocherà piacere.

distenderlo sulla schiena e azionare i carillon se ce ne sono, oppure muovere i pendagli, posizionare lo specchietto in modo che si veda riflesso. Ci sono alcune Quando siete stanche e sentite che anche palestrine in commervostro figlio lo è, prendetelo in braccio e cio dotate di un panal suono di dolci melodie ballate con lui. nello in tessuto che Cantare filastrocche o canzoncine, parlarscosso dai calci del gli dolcemente e sussurrargli il suo nome. bambino aziona un Sono gesti semplici, ma che nei primi mesi gioco di luci e suoni. I intrattengono il bimbo rassicurandolo e colori, la luce, il movifacendolo entrare in contatto con il mondo mento sono i migliori che lo circonda. intrattenitori per il voPorgetegli sempre un giocattolo stro piccolo. Anche una semplice alla volta per non sovraeccitarlo. torcia accesa e puntata contro una Ricordatevi che per un bimbo così parete e mossa dal basso verso piccolo quello che per un adulto l’alto e viceversa, sarà in grado di non costa fatica, al neonato richie- affascinare e divertire vostro figlio. • de grande impegno. Importante è quindi cogliere in tempo i primi segnali di stanchezza per non stimolarlo oltre misura e portarlo al pianto da sonno. Più il bimbo è stanco e più sarà difficile farlo addormentare. Verso i tre mesi, i carillon sono molto apprezzati. Il bimbo rimane quasi “incantato” di fronte al movimento e alla musica. La palestrina diventa per voi un ottimo alleato. Potete febbraio 2011 35


BIMBA COPERTINA

di Jennifer Marfia

Nome Zendra Kiara Data nascita 9 gennaio 2009 Ecco Zendra, la Bimba copertina di febbraio! Kristina Maaliw, la mamma, ci racconta attraverso un’intervista come è davvero la piccola di casa.

Città di residenza Milano Segni particolari Stupenda!

la mamma

La Rubrica

dei Bimbi Copertina continua e siamo sempre alla ricerca di nuovi protagonisti da poter pubblicare all’interno delle nostre pagine. Se vuoi vedere le foto di tuo figlio all’interno del magazine non devi fare altro che inviarle a: Casting@bimbibelli.com


e ndra

Bimba Copertina febbraio 2011 37


La prima volta che hai preso tra le braccia tua figlia cosa hai pensato?

La prima volta che ho preso tra le mie braccia mia figlia le ho detto «ciao cicciona». É stato bellissimo vederla, ho pensato che finalmente si era realizzato il mio sogno: avere una femminuccia!

È stato un parto facile? Avevo già fatto due cesarei con i miei due maschi. La terza operazione non è stata una passeggiata nel parco, è stata la più dolorosa.

Cosa ama fare di più tua figlia?

38 febbraio 2011

La Zendra è ancora piccola, ama piccole cose: guardare i cartoni come Topolino, Trilli e Dora. Non mancano i dvd di High


School Musical 1 e 2, che le piacciono molto. Ama ballare e giocare e soprattutto posare davanti alla macchina fotografica.

to con quelli che non conosce, ma dopo qualche minuto si tranquillizza.

Ha già detto quale lavoro le piacerebbe fare da grande? Non ne ha ancora parlato. Non credo sappia ancora cosa voglia fare da grande.

Cosa vorreste voi come genitori per vostra figlia?

Quale gioco gli piace di più? Le piace giocare con le sue piccole bambole e tutte le sue piccole borse.

Che carattere ha?

Zendra è dolcissima ed è molto coccolona con noi. É molto timida, soprattut-

Come genitore non vorrei mai imporre le mie ambizioni sulla mia bambina. Credo che sarà, lei con il tempo, a sviluppare i propri talenti, le sue abilità e i suoi interessi. Il mio ruolo è e sarà quello di incoraggiarla, e di esporle la varietà delle cose. Voglio che lei diventi la persona che vorrà essere. febbraio 2011 39


Che rapporto ha con il papà?

Con lui c’è una bella complicità. Mia figlia e molto dolce con il papà. Diciamo che è la “coccolona del padre”.

E con la mamma? Come si comporta? Siamo “compagne di giochi”. Ci coccoliamo, balliamo, cantiamo e ridiamo insieme.

Le piace andare all’asilo?

Non va ancora all’asilo. Io preferisco ancora godermi un po’ la sua infanzia. Il prossimo anno la iscriverò alla scuola materna.

Parlano di noi su Girl Power http://www.girlpower.it/network/casting-modelle/bimbo-copertina-cercasi.html


Quando ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo dei casting e delle fotografie? É iniziato tutto quando per gioco ho mandato una foto di mia figlia alla redazione di Donna Moderna (settembre 2010) l’anno scorso. Quando l’ho vista pubblicata sono stata molto felice. Per una mamma la propria figlia è sempre bella. Sono diventata col tempo più fiduciosa cosi l’ho portata al casting di Bimbi Belli per il calendario 2011. Poi, da lì sono arrivati riferimenti ad agenzie.

Continuerà? Credo di sì.

Ci racconti un aneddoto particolare legato a sua figlia.

Quando aveva 20 mesi le avevo dato un biscottino dorato. Lei lo mise sul piatto e tentava di prenderlo con la forchetta. Ogni volta che lei ci provava il biscotto volava via. La scena si è ripetuta ma lei non ha mai preso in mano il biscottino. Ho catturato quella scena facendo un video e ogni volta che lo guardo mi viene da ridere molto.

Tra 20 anni come vedi tua figlia?

Non c’è alcuna certezza nel futuro, posso solo prepararla. In ogni caso dovrebbe scegliere lei, quando sarà grande. Qualsiasi campo lei sceglierà io la incoraggerò sempre. Mia figlia sarà esposta alla mie creatività o ai miei interessi, ma sarà sempre lei a scegliere per la sua vita. Io so che sarà una donna forte, determinata e felice come la sua mamma.• febbraio 2011 41


E ora,

via il pannolino di Elisabetta Belotti

L’abbandono del pannolino rappresenta una fase di crescita importante per il bambino: è un momento delicato poiché, in sostanza, gli si chiede di abbandonare la protezione offerta dal pannolino per assumere un comportamento da adulto, cioè “andare in bagno come mamma e papà”. Le principali domande che i genitori si pongono riguardo alla questione in genere sono le seguenti: a quale età è giusto iniziare? Come si fa a capire quando il bimbo è pronto? Come ci si deve comportare per aiutarlo a conquistare l’indipendenza dal pannolino?

Età Diciamo che non esiste un’età precisa in cui il bambino è pronto; fisiologicamente, tra i 18 e i 24 mesi si acquista la capacità di controllare lo stimolo, alcuni bambini però sono pronti non prima dei 3 anni. Non è conveniente iniziare a togliere il pannolino prima dei 18 mesi, perché il bambino non è in grado di controllare lo stimolo e non sa ancora riconoscere i segnali per avvertire la mamma; si corre il rischio di un’esperienza frustrante e di un conseguente blocco. 42 febbraio2011


I segnali del “via libera” Dal punto di vista della maturazione Dal punto di vista biologico, invece: psicologica, un bambino è pronto quando: • Il bimbo avverte in anticipo gli • Vuole imitare il comportamento stimoli intestinali. degli adulti. • Sa capire i segnali di • Manifesta la curiosità per andare avvertimento e sa comunicarli in in bagno “come mamma e papà”. tempo alla mamma. • Mostra desiderio di indipendenza. • Rimane “asciutto” per qualche • Sa camminare bene, sedersi e ora, anche durante il sonnellino alzarsi da solo. pomeridiano.

È importante che lo “spannolinamento” non sia vissuto come un problema dai genitori

Come aiutarlo •

Se possibile, comprare il vasino insieme al bambino e farglielo scegliere; comprare insieme anche le mutandine. • Sistemare il vasino nel bagno, in un angolo scelto dal bambino • Creare una routine, cioè portare il bimbo sul vasino ad intervalli regolari: dopo i pasti, prima di uscire per la passeggiata e prima della merenda. • Non pretendere che il bambino faccia pipì ogni ora: deve imparare a sentire lo stimolo della vescica febbraio 2011 43


• piena in modo chiaro. • Se succede “l’incidente di percorso”, non sgridatelo. Non ignorate però l’avvenimento; ditegli semplicemente che la prossima volta dovrà avvertire la mamma e andare di corsa in bagno, poi aiutatelo a cambiarsi. • Lodare in modo evidente i suoi primi successi, in modo che si senta gratificato e capace di “fare come i grandi”. • Mai sgridarlo se stenta ad imparare, soprattutto davanti agli altri. Non pronunciate frasi del tipo «Come farai all’asilo?» oppure «Tutti i bambini dell’asilo ti prenderanno in giro». In questo modo aumentate la sua ansia e lo umiliate, invece di aiutarlo a migliorare. • A volte il bimbo impara tranquillamente a fare la pipì, ma non riesce a scaricarsi e trattiene le feci fino a quando non gli si si rimette il pannolino. Il bambino quindi è in grado di controllare i propri bisogni, ma non si sente ancora completamente sicuro di sé. In questo caso non forzatelo: meglio togliere il pannolino comunque durante il giorno e poi lasciarglielo usare quando deve scaricarsi. Solitamente in una decina di giorni il bambino imparerà ad usare correttamente il vasino. Ovviamente, il momento di lasciare il pannolino è sempre caratterizzato da un po’ di insicurezza del bambino, ma anche dall’orgoglio di riuscire a raggiungere il controllo. È importante che lo “spannolinamento” non sia vissuto come un problema dai genitori, ma come un’esperienza in cui sperimentare la gioia di partecipare ad un progresso del proprio figlio. • 44 febbraio2011


Famiglia

Mariti mammoni pag. 46

Cosa succede quando i genitori si separano? pag. 48

Bambini e lutto pag. 52


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Lontani i tempi delle serenate adesso il corteggiamento si fa da Maria De filippi di Lucia Macchioni

Mariti Ma m m o n i Il tuo principe azzurro è un vero “mammone”? Non disperare! Ormai è risaputo: le favole non sempre si avverano e, se alla bella Cenerentola è toccato il principe dei suoi sogni, a noi comuni mortali sempre più spesso ci tocca fare i conti con i “mammoni”. Da anima del focolare, dedita esclusivamente alla cura della prole ed alle faccende domestiche, la donna del nuovo millennio ne ha fatta di strada: manager, indipendente e dotata di una personalità forte e decisa. Di certo la donna odierna non può proprio definirsi “sesso debole”. Quindi, dalle Sessantottine degli scioperi e delle manifestazioni, alla

46 febbraio2011

mamma in carriera: scavalcata quella fittizia gerarchia d’impresa che aveva visto esclusivamente uomini al comando, finalmente ancheilgenerefemminilehaottenuto la sua rivalsa, conquistando una meritata affermazione nella società odierna. Con le unghie e con i denti, infatti, la donna ha raggiunto la tanto agognata parità dei sessi ma, portata a termine la “missione emancipazione”, l’uomo sembra aver fatto qualche passo indietro. Insomma, da “macio” si è tramutato in vero e proprio micio che fatica addirittura a staccarsi dalla gonnella di mamma. Lontani, ormai, i tempi delle


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serenate sotto casa e dei classici mazzi di fiori che, comunque tutto sommato, a noi romanticone fanno sempre piacere. L’arte del corteggiamento, dunque, sta andando via via scomparendo dal momento che, come ci insegna la cara Maria De Filippi, da appassionato corteggiatore, l’uomo di oggi ha lasciato il posto all’egocentrico “tronista”: un narciso dei tempi moderni armato di creme e cremine. Il caso “uomo in bigodini”, quindi, non suscita più tanto scalpore e fermento: divenuta ormai prassi comune, quella del trucco e parrucco al maschile, costituisce l’espressione di un uomo che evolvendosi, si è sempre più femminilizzato; uomo, peraltro, sempre più fragile ed incatenato al cordone ombelicale materno. Eterni Peter Pan, che fuggono dalle responsabilità della famiglia e della vita in generale; single incalliti alla ricerca dell’isola che non c’è ma anche morbosi fidanzati che ricercano nel rapporto di coppia la protezione e le amabili cure materne. Dati alla mano, più che dello stereotipo del “bamboc-

cione”, parliamo di concreta realtà. Infatti, i numeri forniti dall’Istat (istituto nazionale di statistica) parlano chiaro e, ben sette italiani su dieci, rimangono a casa fino ai quarant’anni. Sicuramente l’economia attuale non offre ancora situazioni promettenti ,dal punto di vista finanziario, ma si tratterà semplicemente di necessità oppure in tutto ciò si scorge anche un pizzico di convenienza? Comunque, non c’è dubbio: se agli arbori del secolo scorso un’ormai celebre canzone popolare recitava «Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar», ora non si va da nessuna parte nenche con mille euro. Conclusione: forse dopotutto «si stava meglio quando si stava peggio»; quando “l’uomo” era realmente sinonimo di virilità e vigore e, noi del gentil sesso, eravamo desiderate e corteggiate a dovere. •

Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar febbraio 2011 47


osa succede quando i genitori si separano di Stefania Pelegrini

Con l’affidamento condiviso il figlio manterrà un rapporto equilibrato con entrambi i genitori Nella nostra società la percentuale di coppie separate è purtroppo in notevole aumento. Spesso, in questi casi, chi soffre di più è proprio la persona che si ama, ovvero il proprio figlio. Se è vero che i coniugi potranno quindi perdere la qualifica di marito e moglie, e anche vero che ciò che non perderanno mai è quella di genitore. Si separano infatti i coniugi, non i genitori, che devono essere sempre un costante punto di riferimento per i propri piccoli. Proprio per que48 febbraio 2011

sto il legislatore, con la legge 54 del 2006, è venuto incontro a quest’esigenza, sostituendo l’affidamento esclusivo, dapprima regola, con quello condiviso, riconoscendo finalmente il principio della bigenitorialità. Ma che cos’è l’affidamento condiviso? Sostanzialmente è il diritto del figlio minore di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori. Di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con i parenti di


Ma che cos’ è l’affidamento condiviso?

Sostanzialmente è il diritto del figlio minore di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori. ambo le parti. La legge affida quindi al Giudice il compito di valutare la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori, oppure stabilisce l’affidamento ad uno solo determinando i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore. L’affidamento esclusivo, quindi, diventa l’eccezione, concretizzabile solo nei casi in cui l’affidamento all’altro genitore sia contrario all’interesse del minore. Ciò vuol dire che nella maggior parte dei casi la potestà genitoriale

è esercitata da entrambi i genitori, ossia le decisioni di maggior interesse, quali l’istruzione, l’educazione e la salute sono assunte di comune accordo tenendo conto unicamente dell’interesse del minore e, solo in caso di disaccordo, la decisione è rimessa al Giudice. Quindi anche in questo caso, se la potestà genitoriale sul figlio minore possa essere lesivo allo stesso, questa può essere affidata ad uno solo genitore. In ogni caso, è sempre possibile chiedere febbraio 2011 49


La legge prevede anche l’intervento del mediatore familiare, una figura professionale prevista dal Tribunale

al Giudice la modifica delle disposizioni riguardanti l’affidamento dei figli. La portata di questa legge è poi fondamentale per altri aspetti: s’introduce il concetto di doppio riferimento abitativo e si prevede che il minore permanga sia presso il padre che presso la madre in egual misura. Cambiano anche le forme per il mantenimento economico rispetto il vecchio dettato legislativo: non più un assegno al coniuge affidatario, salvo eccezioni di tipo economico o lavorativo, ma entrambi mantengono “direttamente” il figlio, ciascuno secondo il proprio reddito. La legge prevede anche

l’intervento del mediatore familiare, una figura professionale prevista dal Tribunale per aiutare i coniugi a raggiungere un accordo, in vista della tutela dell’interesse materiale e morale dei figli. Sicuramente l’istituto dell’affidamento condiviso, introdotto nel 2006, garantisce che il figlio non diventi, come spesso succede, oggetto di ripicca per questioni che lui non dovrebbe neanche sfiorare. È fondamentale, infatti, per i figli poter avere un rapporto stabile, equilibrato e continuativo con entrambi i genitori per una crescita quanto più possibile sana, nonostante l’innegabile trauma della separazione. •

Hai dei temi legali che vorresti fossero trattati?

50 febbraio 2011

Vorresti fare delle domande ai nostri esperti? Mandaci una mail a info@bimbibelli.com


Bambini

e lutto “Addio”: parola dal suono duro ed amaro; dal gusto ancora più aspro quando e a farne le spese è un bambino

di Lucia Macchioni

Elaborare una separazione, temporanea o permanente che sia, significa fare i conti con dolore, sofferenza ed angoscia. Ecco perchè, spesso, i genitori tendono a nascondere ai più piccini il tema della morte. Nel Medioevo la morte veniva vissuta quasi come fosse un vero e proprio evento familiare. Solo a partire dal diciannovesimo secolo diventa un argomento tabù, di cui è meglio non parlare. Avviene in ospedale, negli ospizi, nei ricoveri. Insomma, lontano dalla quotidianità, per essere affrontata il meno possibile. Rinnegare il lutto, insomma, è un modo che i grandi adottano soprattutto per proteggere i più piccini. Il dottore Claudio Boienti, psicologo esperto di età evolutiva, spiega: «l’intenzione apparente è 52 febbraio2011

quella di proteggere il bambino ma, l’incapacità dell’adulto ad affrontare la realtà, lo conduce a rifugiarsi nella scelta dell’evitamento e talvolta della negazione e del silenzio». La perdita di una persona cara rimane comunque un momento di grande difficoltà emotiva che colpisce indifferentemente grandi e piccini, a prescindere dall’età. Ma come possiamo aiutare un bambino ad affrontare un lutto? Durante il corso della giornata, il piccolo, è costretto ad affrontare diverse separazioni (ad esempio il distacco dai genitori per andare a scuola); per quanto possano essere momentanee, nel bambino comincia, comunque, a venir elaborato il concetto di lutto. Quindi, lutto non inteso esclusivamente come morte, ma come qualsiasi


evento che comporti il distacco, la perdita, l’abbandono. «Le reazioni del bambino alla perdita di una persona importante possono essere molteplici - spiega il dottore Boienti - per cui, il passare dal pianto al riso, non deve essere interpretato come indifferenza o disinteresse; il piccolo non riesce a sopportare per lungo tempo il dolore, per cui si tratta più semplicemente di una sorta di meccanismo di difesa, che lo alleggerisce dalla tensione». Il compito del genitore, quindi, sarà sostenere il proprio figlio ed aiutarlo nel processo di elaborazione del lutto, parlandogli della malattia, dell’incidente, insomma informandolo sufficientemente degli eventi. Solo così il piccolo potrà far propria questa dolorosa realtà ed, un passo alla volta, potrà comprenderla ed accettarla. È bene creare un’atmosfera dove si possano affrontare insieme paure e domande, senza che nel piccolo nascano timori o dubbi. Inoltre, molto importante, continuare a condividere i ricordi della persona scomparsa e mantenere una certa continuità nelle abitudini del bimbo per non causare ulteriori drastici cambiamenti nella sua vita. Mantenendo, poi, il bambino all’interno di un’adeguata rete sociale fatta di amici di scuola, di compagni di squadra, di parenti, si fornirà al piccino un valido e concreto sostegno, assolutamente indispensabile per consentirgli di procedere nel suo cammino di vita. •

aiutarlo nel processo di elaborazione del lutto, parlandogli della malattia, dell’incidente, insomma informandolo sufficientemente degli eventi

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Salute

La psicologa risponde pag. 55

Cosa fare se il bambino balbetta? pag. 58


L’o psicolga risponde

SALUTE CARMELA GIORDANO

Nasce a Torre del Greco (Na) il 24.04.1975. Laureata in Psicologia, con indirizzo dello Sviluppo e dell’Educazione. Consegue il Diploma di Insegnante Infantile nel 2002, divenendo socia A.I.M.I. Associazione Italiana Massaggio Infantile. Consegue il Diploma di Perfezionamento in Psicodiagnostica presso la SUN, Seconda Università degli Studi di Napoli, nel 2003. Si abilita alla professione psicologica nel 2003, iscrivendosi all’Ordine degli Psicologi della Regione Campania nel 2004. Lavora come psicologa – psicoterapeuta presso il Centro di Psicoterapia e Ricerche sul Funzionalismo di Napoli e presso uno studio associato ad Avellino. Tiene corsi di preparazione al parto con metodologia Funzionale e corsi di Massaggio Infantile. Svolge attività di docenza e tutoraggio.

Gloria Mango, anni 29, Napoli È vero che la sera il latte materno è meno nutriente? Lo chiedo perché ho un bambino di 20 giorni che la notte si sveglia di continuo per mangiare e piange spesso. Che devo fare, oltre al seno, provo ad aggiungere il biberon? Ciao Gloria, in effetti il latte materno subisce delle variazioni durante la stessa poppata, durante l’arco della giornata e durante tutto il periodo dell’allattamento. Detto questo, ti specifico che durante ogni poppata e, quindi, durante l’arco dell’intera giornata, la concentrazione di grassi aumenta gradualmente e non diminuisce ed è ciò che induce nel bambino la sensazione di sazietà. Durante la notte il latte materno è ricco di grassi, sodio e ferro, quindi l’aggiunta non dovrebbe essere necessaria. Controlla che il bambino si attacchi bene al seno e che la suzione si presenti regolare: molti bambini sono un po’ pigri e tendono ad appisolarsi con il capezzolo tra le labbra senza poi succhiare adeguatamente. Tuo figlio ha solo 20 giorni ed è del tutto naturale che si svegli ogni 2 o 3 ore durante la notte per mangiare. Lentamente la situazione si stabilizzerà e il ritmo sonno diventerà più regolare. I bambini devono pur abituarsi al nuovo ambiente: lettino, lenzuola, tutina, pannolino e febbraio 2011 55


all’assenza del suono del battito cardiaco che fungeva da ninna nanna mentre era nel tuo grembo. Prova, prima di metterlo nella culletta, a fargli un bagnetto, un piccolo massaggino, poppata, lettino e una musica dolce che accompagni il suo sonno. Carmen Cucinotta, 32 anni, Parma Sono al sesto mese di gravidanza, attendo un maschietto e un’amica mi ha parlato del massaggio infantile. Vorrei sapere di cosa si tratta nello specifico ed avere indicazioni sul momento più giusto per iniziarlo. Qui a Parma ci sono tante iniziative ma vorrei fare la scelta giusta. Ti ringrazio. Proprio in questo numero viene presentata l’A.I.M.I., Associazione Italiana di Massaggio Infantile, a cui puoi fare riferimento eventualmente, per poter conoscere l’insegnante di massaggio più vicino alla tua zona. Il massaggio potrebbe essere iniziato anche immediatamente dopo la nascita, ma solitamente si consiglia di seguire il corso un mese dopo la nascita del bambino, in questo modo la madre avrà tolto eventuali punti, e potrà muoversi e sedersi più liberamente. Nel dettaglio: il massaggio infantile è un canale comunicativo non verbale, compreso bene dal neonato e dai bambini in generale; favorisce il legame di attaccamento tra genitori e figli, è consigliabile far partecipare al corso anche il proprio partner; aiuta il bambino a scaricare e dare sollievo alle tensioni provocate da situazioni nuove, stress e piccoli malesseri; stimola, fortifica e regolarizza il sistema circolatorio, respiratorio, muscolare, immunitario, gastrointestinale, poiché previene e dà sollievo al disagio delle coliche gassose. Insomma, con il massaggio si accompagna e si stimola la crescita dei bambini. Valentina Venturi, 35 anni, Verona La mia bambina, Matilde, di due anni e mezzo, ha iniziato a non usare il pannolino, un po’ per gioco e un po’ per imitazione delle sue amichette del nido (più grandi di lei) circa 6/8 mesi fa. Bravissima per la pipì, si è invece bloccata con l’altro bisognino, andando in crisi ogni volta che avvertiva il bisogno di farlo. In accordo con le mastre, abbiamo deciso di sospendere i tentativi e di rimetterle il pannolino. A settembre, al suo rientro a scuola, ha iniziato ad essere quasi del tutto autosufficiente. Poi però si è bloccata di nuovo e sembra quasi regredita. È Tutto normale? Il bambino acquisisce la consapevolezza dei suoi bisogni fisiologici in56 gennaio 2011


torno ai 2 anni, quindi, Valentina, per Matilde il periodo di acquisizione è stato giusto, né troppo presto, né troppo tardi, anche perché lei stessa ha mostrato collaborazione. Lo sviluppo, poi, procede un po’ per avanzamenti e regressioni, quindi, questa sua difficoltà, potrebbe essere transitoria. Comunque, il momento dell’acquisizione del controllo sfinterico è un periodo di profonda “crisi” per il bambino che ne viene coinvolto soprattutto a livello psico-emotivo. L’avvertire i bisogni fisiologici e il trattenere, da un lato, procura piacere, dall’altro, in particolare l’atto della defecazione, per i bambini è vissuto come la perdita di una parte di sé o come la creazione di un’opera d’arte. Molti bambini, infatti, temono di essere risucchiati dal water, quindi, se non usi il vasino, sarebbe buona cosa utilizzare una ciambella sulla tazza per ridurre la sensazione di cadere. Altri, invece, sono soliti giocare con le proprie feci, come se fosse plastilina, quasi a voler creare un’opera d’arte. Il genitore, quindi, con estrema pazienza, e senza mostrare ribrezzo, deve spiegare che non è necessario manipolarla, o in alcuni casi assaggiarla, ma è sufficiente guardare “l’opera”, magari trovando delle somiglianze con cose ed animali, e rendere il momento della defecazione scherzoso e meno ansioso possibile. •

Hai delle domande da fare alla nostra psicologa? Non sai come affrontare alcuni dei problemi che ti si presentano con tuo figlio? Tuo figlio ti fa delle domande alla quale non sai come poter ripondere? Manda le tue domande a info@bimbibelli.com

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osa fare C

se il bimbo balbetta?

La balbuzia è un disturbo del linguaggio: come riconoscerla e come aiutare il vostro bimbo di Elisabetta Belotti

La balbuzie è un disturbo del linguaggio che colpisce il ritmo della parola. Non è una malattia, quindi non dipende da patologie organiche, né sembra essere riconducibile a traumi emotivi. Secondo gli esperti, essa ha una base neurologica e provoca ansia in chi ne soffre, per la vergogna e 58 febbraio2011

l’imbarazzo che provoca; proprio il ripetersi dei disagi emotivi dovuti alla balbuzie finisce per cronicizzarla. Generalmente essa insorge nella prima infanzia: si parla allora di balbuzia primaria. In questa fase molti bambini balbettano occasionalmente o sono disfluenti: cioè parlano velocemente, si


fermano per cercare la parola giusta e manifestano esitazioni. Generalmente è una fase transitoria, dato che il linguaggio e la sua produzione sono ancora in fase di rodaggio. Si stima che la balbuzia evolutiva, o primaria, colpisca circa il 5 per cento dei bambini tra i due e i sei anni. La maggior parte di loro, circa quattro bambini su cinque, risolve spontaneamente il disturbo entro la prima o la seconda elementare. Quando il disturbo invece prosegue dopo i 7 anni di età, si parla di balbuzia secondaria. Statisticamente, la balbuzie evolutiva colpisce prevalentemente le femmine, mentre i maschi hanno maggiori probabilità di balbettare anche in età adulta. Come e quando un genitore si accorge che il figlio inizia a balbettare? Quando il bimbo, quasi da un giorno all’altro, non parla più in modo fluente, ma inizia ad arrestarsi sulla pronuncia di alcune iniziali, emette ripetizioni, prolungamenti di suoni o sillabe, si blocca per cercare una parola in sostituzione di una ritenuta

Quando il bimbo, quasi da un giorno all’altro, non parla più in modo fluente, ma inizia ad arrestarsi sulla pronuncia di alcune iniziali

 Ecco alcuni consigli applicabili nella vita quotidiana e nella comunicazione con il bambino • Non ignorare il problema. Spesso i genitori, imbarazzati, fanno finta che il problema non esista; questo atteggiamento innaturale provoca ansia nel bambino, che si sente lasciato solo di fronte alla sua difficoltà. • Quando balbetta, non dire frasi come «Respira», «Stai calmo!». In questo modo, si svaluta la capacità del bambino di parlare e lui stesso penserà di non essere in grado di farlo correttamente. Siate pazienti e usate un tono di voce rassicurante. • Non interrompetelo, non anticipate e non completate le parole al posto suo. Ascoltate pazientemente fin quando non ha finito di parlare e rispettate i turni nella conversazione. In questo modo si sentirà rispettato e ascoltato. • Mantenete il contatto visivo quando parla, non distogliete lo sguardo. Con la mimica facciale fategli capire che lo state ascoltando e siete interessati a ciò che dice. • Parlate in modo calmo, tranquillo, senza fretta. In questo modo offrite un modello verbale che potrà imitare. • Non lasciate trapelare la vostra ansia nei confronti della balbuzie: consideratela una fase evolutiva del vostro bambino. • Sdrammatizzate la situazione, ponete la vostra attenzione su cosa vi sta dicendo vostro figlio, non sul come lo dice. In tal modo si sentirà rassicurato. • Lodate il bambino ogni volta che fa qualcosa di buono o di corretto; in questo modo acquisterà maggior fiducia in se stesso. febbraio2011 59


Come gli stessi balbuzienti sanno, essi non balbettano quando cantano oppure quando leggono insieme ad altre persone. difficoltosa da pronunciare, pronuncia parole spezzate, alterna pause ad accelerazioni nel ritmo del discorso e inserisce interiezioni frequenti. Inoltre, tali manifestazioni variano in intensità e tipologia; la balbuzie aumenta in situazioni di stanchezza o di stress, mentre può scomparire in situazioni di tranquillità. Come gli stessi balbuzienti sanno, essi non balbettano quando cantano oppure quando leggono insieme ad altre persone. I genitori possono fare molto per aiutare un bambino che inizia a balbettare, mentre, superati i 7-8 anni, è necessario l’intervento di uno specialista, in genere il logopedista.

Come abbiamo detto, la maggior parte dei bambini supera spontaneamente la balbuzie. L’essenziale è non ingigantire il problema; se poi il disturbo dovesse permanere, la soluzione è affidarsi ad un logopedista. •


Mamma bio

Pannolini lavabili una scelta possibile pag. 62

La cameretta? Naturalmente bio pag. 66


di Ilaria Martina

una scelta Fino a trenta anni fa circa le mamme utilizzavano i famosi “Ciripà”, che non erano altro che semplici teli, avvolti in un modo particolare, che diventavano dei pannolini perfetti. Negli anni ottanta c’è stata una rapidissima diffusione degli usa e getta che in breve tempo hanno ottenuto un successo incredibile: molti benefici (per le aziende produttrici) ma soprattutto enormi danni all’ambiente.

62 febbraio2011

Recentemente ci sono stati alcuni segnali che fanno prevedere una lieve

controtendenza, infatti ci sono gruppi di persone che stanno iniziando ad utilizzare i pannolini lavabili. In commercio se ne trovano di diversi modelli, si fa più informazione in merito, inoltre in alcuni comuni ne stanno incentivando l’uso tramite campagne e sconti. Esistono almeno tre ottime ragioni per iniziare ad utilizzare i pannolini lavabili: Il risparmio economico, nei primi tre anni di vita si utilizzano circa 6000 pannolini a bambino, spendendo circa 1500-2000 euro a seconda della marca. I pannolini lavabili, invece, costano tra i 200 e


possibile gli 800 euro a seconda del tipo che si sceglie, possono essere utilizzati anche per altri bambini, quindi per eventuali fratellini non si spende più niente. Molte amministrazioni comunali, in questo periodo, per far avvicinare i genitori al mondo dei lavabili stanno predisponendo degli incentivi all’acquisto, con sconti per l’acquisto di kit di pannolini. La tutela dell’ambiente è un’altra ottima ragione per avvicinarsi ai lavabili. I pannolini che utilizza un bambino nei primi tre anni di vita si trasformano in circa una tonnellata di rifiuti indifferenziabili,

il 10% di tutti i rifiuti urbani, che necessitano almeno 500 anni per decomporsi. Fare qualcosa per difendere la terra su cui viviamo adottando comportamenti ecosostenibili è un impegno da rispettare con attenzione sempre maggiore. Il benessere del bambino. I pannolini lavabili sono infatti costituiti da fibre naturali, che garantiscono la traspirazione e l’assorbenza. Il sederino dei bimbi non è per-

febbraio 2011 63


Il Comune di Gorgonzola(Mi) con il progetto “ Obiettivo ambiente” è stato il primo ad offrire gratuitamente alle mamme un kit di pannolini lavabili che ha permesso di ridurre 60 tonnellate i rifiuti cittadini grazie ad un minor uso di pannolini usa e getta. Nel 2011 il Comune riproporrà questa iniziativa a tutte le neo mamme visti gli ottimi risultati ottenuti. Per info : ecologia.nu@comune.gorgonzola.mi.it

prima le sensazioni fisiche legate al “farsi pipì addosso”, quindi a riconoscere i propri bisogni. Ci sono diversi modelli in commercio: Prefold: sono tessuti in cotone rettangolari da inserire in una mutanda impermeabile all’esterno. Pannolini-mutandina: sono quelli di ultima generazione, sono pratici perché s’indossano come gli usa e getta, esistono anche in taglie diverse in base alla crescita del bambino.

Pannolini*mutandina ciò a contatto con la plastica ed i componenti chimici presenti negli usa e getta, ma con fibre di cotone. Ciò porta ad una diminuzione di sederini arrossati ed infiammazioni da pannolino. Inoltre i bambini che utilizzano i lavabili, impareranno prima ad utilizzare il vasino perché sentendosi bagnati, comprenderanno 64 febbraio2011

impermeabile: la mutandina impermeabile è già incorporata, sono i più comodi ma meno traspiranti di quelli in cotone. Utilizzare i pannolini lavabili non richiede un tempo maggiore degli usa e getta, se si considera il tempo impiegato per andare nei supermercati e le interminabili code alle casse e si comprano nei negozi che vendono prodotti naturali e biologici. Conviene provare, no?


a cameretta?

Naturalmente bio Mobili, lenzuola, tende, corredino e giochi rigorosamente ecologici

di Alessandra Moschetta

Ogni giorno ci preoccupiamo della salute del nostro pianeta, ricicliamo i rifiuti, stiamo attenti agli sprechi d’acqua, di detersivi, abbassiamo il riscaldamento e i più bravi guidano auto ecologiche. Cerchiamo di fare uno stile di vita sano comprando cibi naturali e facciamo grande attenzione ai nostri bimbi acquistando solo giochi e prodotti che non abbiano effetti nocivi sulla loro vita. Ma la nostra attenzione dovrebbe partire dall’ambiente in cui dormono e giocano: la loro cameretta. Il regno dei nostri piccoli deve essere il più ecologico e naturale possibile, ne va della loro salute. Prima di tutto bisogna pensare ai materiali adoperati: niente formaldeide, piombo, plastica o altri materiali pericolosi. Alcune aziende (quelle facenti parte del Consorzio pannello ecologico) adottano un particolare materiale legnoso, derivato da piantagioni rinnovabili, denominato pannello ecologico. È

realizzato con legno riciclato al 100 per cento, impiegando quindi solo materiali ecocompatibili in classe E1. Risponde, così facendo, ai requisiti richiesti dalla norma europea EN 120/95 che prevedono una bassa emissione di formaldeide. Dal punto di vista strutturale, si tratta di un legno solido, compatto, indeformabile e particolarmente resistente nel tempo; ecco perchè viene impiegato soprattutto nella realizzazione di mobili. Questo tipo di pannello è contraddistinto da un marchio di garanzia e la sua fama sta raggiungendo tutto il mondo tanto che è già registrato in undici lingue. Materassi corredino, tende, giochi anche tutto questo dovrebbe essere esclusivamente naturale. Il materasso dovrebbe essere scelto in lattice naturale, previene allergie e la sua elasticità permette un riposo corretto, meglio evitare la gommapiuma sintetica che potrebbe emettere vapori potenzialmente cancerogeni. Per le lenzuola, le tende e soprat-


tutto per il corredino, compresi pannolini, scegliamo il cotone non trattato o tinto con colori organici e la lana naturale per le coperte. I giochi di una volta sono i più sani: blocchi di legno, bambole di pezza, trenini, ma se vogliamo acquistare prodotti moderni leggiamo bene le etichette. Le pareti delle camerette sono altresì importanti e per dipingerle usiamo solo pitture non tossiche ed ecologiche, sbizzarriamoci con la nostra fantasia e creiamo un ambiente adatto alla personalità dei nostri piccoli coinvolgendoli nella realizzazione. Non dimentichiamoci il pavimento. Se la soluzione del legno ecologico non ci convince si può essere ancora più eco scegliendo il linoleum naturale, il sughero o il bambù. Altrimenti se vuoi la moquette prova quella di lana ed evita colle ed adesivi tossici. Ora non dimentichiamoci di pulire la cameretta solo con prodotti ecologici perchè molti detergenti sono tossici. Siamo circondati da sostanze tossiche. •

si tratta di un legno solido, compatto, indeformabile e particolarmente resistente nel tempo

febbraio 2011 67


Sport

Aikido per bambini pag. 70

La danza del ventre in gravidanza pag. 74


Ajad Direttore Didattico del “Area Dojo�

di Ilaria Martina

70 febbraio2011


l’energia vitale e lo spirito dell’Universo”. L’Aikido, per il volere del suo fondatore, non si è trasformato in uno sport competitivo, ma è rimasto fedele ai suoi principi, tramandando gli ideali spirituali della cultura giapponese. L’Aikido è adatto a tutte le età, ed in modo particolare ai bambini, con cui si praticano lavori sull’attenzione, sulla concentrazione, sulla disciplina, sull’equilibrio e sull’educazione al movimento attraverso il gioco e la ginnastica. Mentre per gli adulti l’insegnamento dell’Aikido è una “via” che conduce l’uomo alla conoscenza ed alla realizzazione di se stessi, per i bambini ed i ragazzi rappresenta un validissimo sistema che li aiuta a diventare grandi attraverso una completa educazione fisica e psicologica. Per conoscere meglio questa disciplina abbiamo intervistato il Maestro Ajad, direttore didattico del “Area Dojo” di Torino e Flaviana Calignano, insegnante del corso bambini, nello stesso centro.

«Budo, Ken, Jo, Tanto». Perché è importante che un Non sono parole senza bambino si avvicini all’Aikido, senso, stiamo parlando quali benefici può ottenere? Sono diversi i benefici che può otdi Aikido. tenere un bambino che si avviciCos’è l’Aikido? È un’arte marziale tradizionale giapponese, fondata dal Maestro Ueshiba, che iniziò ad avere grande diffusione a partire dagli anni ’30. Il termine Aikido significa: “Disciplina che conduce all’unione con

na all’Aikido. La particolarità e la completezza degli esercizi, infatti, diversamente da altri sport che provocano sovente ipertrofie, rinforzano tutti i punti dell’organismo, migliorano il sistema neuroendocrino, la circolazione, la digestione, lo sviluppo generale e la buona posi71


zione dello scheletro. Il programma d’insegnamento è perciò articolato in modo da rispettare le fasi di crescita ossea e muscolare dei bambini, educando altresì all’immagine ed alla consapevolezza del proprio organismo, nonché al rispetto del ritmo e del tempo. Queste discipline, pertanto, se divulgate in modo corretto, superano la dimensione del combattimento e consentono di scaricare le proprie tensioni interne e vincere le varie forme di timidezza, di paura, di nervosismo e di malessere. Si risveglia così una maggior padronanza di se stessi anche sul piano della volontà, dell’attenzione e della memoria.

Come si struttura una lezio-

ne di Aikido per bambini? La lezione comincia sempre con il saluto, un momento di silenzio e rispetto. Senza togliere nulla al gioco, il senso della disciplina incomincia con il saluto e col tempo i bambini iniziano ad apprezzare ed a cogliere il significato di questo momento. Seguono una serie di esercizi sulla coordinazione, sulla corretta postura, sul preciso contatto dei piedi al suolo e sul “senti-

72 febbraio2011

Flaviana Calignano Insegnante del Corso Bambini

re” il proprio corpo muovendosi. I bambini iniziano così a comprendere cosa voglia dire mantenere correttamente una posizione di equilibrio senza vacillare, imparano come la coordinazione di un movimento nasca da una precisa attenzione. La seconda parte della lezione è dedicata alle tecniche, dove i bambini imparano a relazionarsi in modo non aggressivo con gli altri, seguendo il movimento dell’avversario anziché opporvisi,


rispettando il ritmo ed imparando il corretto respiro. Col tempo apprendono che non c’è sempre bisogno di un’entrata dura o di un colpo forte e che a volte basta una postura corretta, un movimento centralizzato per ottenere un risultato potente che, nel contempo, non disturbi l’altro. Lo studio delle tecniche è integrato con l’insegnamento delle cadute in sicurezza, il gioco diventa un modo per trasmettere i principi fondamentali dell’Aikido. È sufficiente qualcosa che catturi la loro attenzione e scateni la curiosità, che sfocia in dialoghi costruttivi. Quando i bambini sono invitati a spiegare le tecniche, spesso dimostrano una precisione ed una qualità di attenzione inaspettati.

Come

l’insegnamento s’integra con il gioco? I corsi si fondano su una complessa educazione al movimento, volta innanzitutto a soddisfare l’esi-

genza primaria dell’età infantile: il gioco. Le tecniche vengono infatti proposte attraverso sistemi e metodi che permettono ai bambini di far uso della loro fantasia e della possibilità creativa. Anche l’allievo più piccolo, allenandosi e giocando con i compagni, impara a conoscere il suo corpo e quello degli altri, conquista lo spazio intorno a sé, soprattutto attraverso gli spostamenti, le capriole e le mosse.

Qual

è l’età migliore per iniziare? È incredibile come bambini di 2-3 anni di età siano in grado di imitare alcuni dei movimenti base dell’Aikido semplicemente osservando il maestro. A queste età però la loro concentrazione dura, giustamente, pochi minuti e va pian piano aumentando con l’età. Già a 5 anni sono in grado di partecipare intensamente ad una lezione di Aikido. •

Per maggiori informazioni: www.aiki-dojo.org www.areadojo.it www.associazioneaiko.com febbraio 2011 73


La danza del ventre

in gravidanza di Ilaria Martina

Cosa c’è di piÚ bello che poter esprimere la propria sensualità e femminilità anche durante i nove mesi d’attesa?

Come si fa a non sentirsi appesantite dai chili in piĂš, ma al contrario continuare a sentirsi molto sensuali? La risposta è: la danza del ventre. Ăˆ una danza che permette alla futura mamma di mettere in risalto la propria femminilitĂ e sensualitĂ  con movimenti morbidi e sinuosi.

PerchĂŠ consiglia la danza del ventre a una donna incinta?

Da quando si può praticare?

La danza del ventre è particolarmente indicata in      

    Fisicamente serve a tenere elastici e tonici i muscoli 

                                  corretta durante la danza è molto importante per evitare fastidiosi dolori alla schiena.    

                      

    bambino. Ăˆ importante che oggi le donne si preparino    

      

            ventre è una forma antichissima di preparazione alla       

Non ci sono controindica          terzo mese di gravidanza        di sana costituzione e si    per poi riprendere un paio di mesi dopo per trovare subito la forma.


Ilaria Germano durante una sua esibizione

                    Abbiamo intervistato Ilaria Germanoinsegnante di danza del ventre da oltre un decennio, svolge i suoi corsi all’interno del Centro Danza 360° di Ivrea.

Quali benefici può ottenere una donna gravida da questo tipo di danza? I benefici sono molteplici: tra i principali c’è la creazione di un contatto particolare con il bambino. Attraverso i movimenti dolci e sinuosi           piccolo che si lascia cullare dal ventre materno ancora prima di essere tra le sue braccia. Le donne che praticano la danza del ventre continuano a sentirsi sensuali e femminili durante i nove mesi ed è molto importante per l’autostima e per l’accettazione del proprio corpo che cambia.                

   

              particolare momento con altre donne è un ottimo modo per affrontarlo senza ansie e paure.


Concorsi

Reality:chi saranno i dieci concorrenti? pag. 78

Calendario concorsi pag. 84


È partito ufficialmente

il nuovo grande progetto targato Bimbi Belli:

“Mamy&Papy”,

il

reality che ti insegna a far crescere

na nuova grande sfida che Bimbi Belli sta preparando al meglio, riservando molte sorprese ai concorrenti. Tutto il reality si svolgerà sulla pagina ufficiale di Facebook, www.facebook.com/bimbibelli Gli utenti più assidui avranno già notato che sono state pubblicate le schede dei primi concorrenti che andranno in votazione. Ma procediamo con calma. Per iscriversi al reality non bisogna fare altro che mandare una mail a casting@bimbibelli.com con oggetto “Richiesta di partecipazione al Reality Mamy&Papy”. Dopo di ché si riceverà una mail contenente un questionario che andrà compilato e rispedito al mittente, insieme a una propria foto, primo piano, bella e luminosa. Una volta ricevuto il materiale lo staff Bimbi Belli provvederà a caricare le schede dei concorrenti, sulla pagina ufficiale Facebook di Bimbi Belli. Ogni scheda conterrà le informazioni del concorrente e la medesima potrà essere votata con il tasto “Mi piace” di Facebook. Nei commenti della foto 78 febbraio 2011

si potranno inserire altre


informazioni,

rispondere

a

quesiti e molto altro ancora. È il modo che i concorrenti hanno di farsi conoscere e

Non vi siete ancora iscritti al reality? Cosa state aspettando, inviate subito la richiesta a

votare dagli utenti. E sì, perché i concorrenti che

casting@bimbibelli.com

avranno più voti avranno più possibilità di essere scelti per far parte dei 10 concorrenti del reality. Grazie a questo nuovo gioco andremo ad affrontare tutte le situazioni famigliari dei concorrenti con racconti, foto, discussioni e tanto altro ancora. Nel mese di febbraio verranno scelti i primi 10 concorrenti. La votazione di Facebook varrà al 50 per cento, sommandosi con la valutazione insindacabile degli autori del reality, che seguiranno giorno per giorno i protagonisti con le loro storie. I concorrenti dovranno esprimere, settimanalmente, dei parerei o dare consigli su determinate situazioni che riguardano il mondo dei genitori e della famiglia. Tratteremo e ci confronteremo su temi dell’educazione, l’alimentazione, la scuola e tutte le problematiche quotidiane che riguardano le famiglie con i figli. Ogni risposta del concorrente al quesito dovrà essere votata, così da stilare una classifica mensile generale del concorrente con più voti. I concorrenti che occuperanno gli ultimi 4 posti andranno in sfida, per un solo weekend e si giocheranno fino all’ultimo voto il posto all’interno del reality. Verranno eliminati i 2 meno votati degli ultimi 4 in classifica. Prima dell’eliminazione i concorrenti potranno fare un ultimo appello, per cercare di salvarsi. Nel frattempo le iscrizioni sono sempre aperte per coloro che entreranno nei mesi successivi e le schede dei concorrenti continueranno a essere aggiornate e votate. Questo servirà per selezionare coloro che entreranno a far parte del Cast di Mamy&Papy e sostituire i 2 concorrenti che si ritrovano ad uscire ogni fine mese. Il reality avrà durata un anno e farà vincere, al primo classificato, una fornitura annuale di abbigliamento Bimbi Belli, equivalente al valore di 2mila euro. Ma ancora tanto andrà

Parlano di noi su Girl Power

svelato, continuate a seguirci.… www.girlpower.it/network/casting-modelle/mamypapy-il-reality-che-ti-aiuta-a-crescere.html


WWW.FACEBOOK.COM/BIMBIBELLI

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Un 2011 ricco di NOVITÀ PAPÀ BELLI 2011

I

PAPÀ BELLI 2011

l primo contest che aprirà le danze sarà: “Papà Belli 2011”, che inizierà il 14 febbraio. Il vincitore sarà estratto il 19 marzo. Per poter partecipare bisogna mandare le foto solo ed esclusivamente a: casting@bimbibelli.com Ricordiamo che verranno considerate valide solo le foto con i papà e i figli, o con i nonni e i nipotini, dove sarà ben visibile il viso.


Con l’inizio del nuovo anno ripartono tutti i concorsi targati Bimbi Belli. Un anno ricco di eventi, concorsi e tante, tante novità. Ma la grande novità su tutte è proprio il magazine, che darà la possibilità a tutti i partecipanti ai vari concorsi di apparire sulle nostre pagine. Infatti il magazine darà modo di far conoscere e vedere i concorrenti dei concorsi.

Pancioni Belli 2011 “Pancioni Belli 2011” partirà il 9 maggio e si concluderà il 3 luglio. Valgono tutte le foto delle mamme in dolce attesa che riceviamo via mail a casting@bimbibelli.com anche se degli anni passati, ma deve vedersi il volto. Vale sia il pancione coperto, sia scoperto.


Casting settembre

Carnevale

Casting2011

A concludere il tutto a settembre ci saranno i “Casting 2011” validi per poter partecipare al calendario 2012. I casting avranno luogo all’interno dei punti vendita Bimbi Belli e si concluderanno a novembre, per dare vita alla votazione sulla pagina ufficiale di Facebook.

11 Aprile

Mamme Belle2011 “Mamme Belle 2011” che avrà inizio 11 aprile e si concluderà l’8 maggio. Per poter partecipare a questa selezione è necessario inviare fotografie con la madre e i figli ,o le nonne con i nipotini. L’indirizzo email dove inviare le fotografie è sempre lo stesso: casting@bimbibelli.com Ricordatevi di far vedere sempre i visi dei protagonisti della fotografia.


MASCHERINE

BELLE 2011

l

l 21 marzo partirà “Mascherine Belle 2011”. Questo concorso terminerà il 10 aprile. Per poter partecipare mandateci le foto più belle dei vostri piccoli bambini vestiti per la festa di Carnevale a: casting@bimbibelli.com

SOGNI UNA VACANZA DA SOGNO A COSTO ZERO? Ecco che Bimbi Belli ha pensato anche a quello. Al raggiungimento dei 100mila fan sulla pagina ufficiale di Facebook, continua nella prossima pagina...


http://www.facebook.com/bimbibelli, verrà estratto uno degli amici della pagina che si aggiudicherà la vacanza. Suggerisci la pagina, il fortunato vincitore potresti essere proprio tu!

premi

Bimbo

MA NON FINISCE QUI PERCHÉ BIMBI BELLI CONTINUA A STUPIRCI. Ogni mese verrà estratto un Ipod che verrà spedito a uno dei fan della pagina di Facebook. L’estrazione avverrà ogni ultimo giorno del mese. Suggerisci la pagina anche a tuoi amici, http://www.facebook.com/bimbibelli , e grazie a te potrebbe vincere questo splendido premio. PER CONCLUDERE IN BELLEZZA BIMBI BELLI È SEMPRE ALLA RICERCA DI BAMBINI DA POTER USARE PER LE PROPRIE ATTIVITÀ. Se hai delle foto professionali con il tuo bambino vestito Bimbi Belli mandaci le sue foto, potrebbe essere proprio tuo figlio il Bimbo Copertina del mese. Oppure potrebbe apparire nelle campagne pubblicitarie Bimbi Belli o nei volantini.

I belli mamma


foto di e papà

Bimbi Belli è anche alla ricerca di foto “Amatoriali” dei vostri bimbi. Foto simpatiche, ma non per forza professionali. Inviaci le tue foto e potreste vederle pubblicate della rubrica “I belli di mamma e papà” del magazine. Per tutte queste iniziative invia il tuo materiale a: casting@bimbibelli.com «Noi vi abbiamo preparato un anno ricco di motivi per non abbandonarci mai – ha dichiarato Carlo Bello, responsabile dei negozi Bimbi Belli e del Bimbi Belli Magazine -.Voi non perdete l’occasione di partecipare a tutte le nostre gare!».

casting@bimbibelli.com

co n o s i n fi on n o in e n s o e s r p , sor . Infatti ovissie l a i M u q l nu py”, e o d t i r e n di c le selezio amy&Pa li. corso ogetto: “M Bimbi Bel n mo pr vo reality tura, per u i l n u ol i o l a f o r n i o . In pa ostro bimb tua lv i a l e a r i d t an ves .000 €. m r y e t i p l i a a2 re ap c i e e i t d d n i e l o t te r à e q u i v a n c o r r e n c o m n i o n an s a r te d e i c o b i b e l l i . o i m Il pre i fare par ing@bim Se vuosta a: cast richie


Musica

Patty Pravo pag. 92


“IL VE DUETTAE LE R CON MOR-

GAN

atty

Pravo

Duetta con Morgan nella serata del venerdì sera

92 92 febbraio2011


ENTO ROSE” A pochi giorni dall’inizio della 61esima edizione del Festival della Canzone Italiana, Patty Pravo è già tra le protagoniste più interessanti della kermesse canora. L’artista, che parteciperà alla gara con il brano “Il vento e le rose”, duetterà nella serata di venerdì 18 febbraio con uno degli artisti più eclettici della scena musicale italiana: Morgan. Questo duetto si preannuncia già come una delle performance più attese: Patty Pravo e Morgan daranno vita a un’esibizione ad alto livello artistico. In attesa della partecipazione al Festival, è in radio “Unisono”il

TRA I GRANDI PROTAGONISTI DEL PROSSIMO FESTIVAL DI SANREMO CON IL BRANO “IL VENTO E LE ROSE” nuovo singolo di Patty Pravo che anticipa l’album di inediti (etichetta e distribuzione Carosello Records), la cui uscita è prevista il 16 febbraio.   “Unisono”, il primo inedito estratto, è stato scritto da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro appositamente per Patty Pravo.

È una canzone intensa e intima, che esalta ancora una volta l’anima passionale di una delle più grandi interpreti della musica italiana di ieri e di oggi. A questo, si aggiunge anche un testo profondo ed emozionante che contraddistingue la firma di uno dei più importanti autori contemporanei. •

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Svago

Bimbi Belli’s Toons pag. 96

Gossip pag. 98

Scelti per voi pag. 102


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96 febbraio 2011


Toons

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GOSSIP

La cicogna

è arrivata ancora a casa

98 febbraio 2011


Il 28 dicembre, infatti, nasceva Faith Margaret, la seconda figlia di Nicole Kidman. Niente pancia o gravidanza però per l’attrice australiana. Sì, perché la Kidman si è affidata a una madre in affitto.

La bambina è la figlia biologica dell’attrice e del cantante Keith Urban, ma non è stata la madre a portare avanti la gravidanza. I genitori hanno dichiarato: «La nostra famiglia è estremamente felice e riconoscente per aver ricevuto in dono la piccola Faith Margaret. Non abbiamo parole per ringraziare tutte le persone che negli ultimi mesi ci sono state vicine e in particolare la nostra mamma surrogata». A casa, la piccola, è stata accolta dalla sorella Sunday Rose, la primo genita della coppia di due anni, e da Isabella e Connor, figli adottati insieme al suo precedente marito Tom Cruise. Molti

hanno accusato la star di essere ricorsa a questo metodo. per non subire la gravidanza e tutto ciò che esse comporta. In realtà la Kidman era da tempo che aveva problemi di fertilità e con l’età questi problemi si erano accentuati.

Zachary Jackson Levon Furnish John è già diventato una star ed è solo un neonato.

Stiamo parlando del figlio del 63enne Elton John e del compagno David Furnish. Il bambino ha già conquistato ben due copertine: prima Us Weekly Magazine e adesso anche Ok Magazine. Il bambino è nato grazie a un utero in affitto e il procedimento, per la coppia gay, è stato lungo e e difficoltoso. Infatti i due avevano già provato ad affrontare un’adozione, senza però riuscire nell’intento. Sulla questione si è pronunciata anche la cantante italiana Gianna Nannini, dichiarando: «Ha fatto quel che si sentiva e che voleva. È bene che si nasca dove c’é amore». febbraio2011 99


GOSSIP

La famiglia Beckham aumenta È notizia di pochi giorni fa che, Victoria, è nuovamente incita. Infatti per lei è il quarto figlio. La bella notizia l’ha data direttamente il super papà dalla sua pagina di Facebook: «I’ve got some great news to tell you all. Victoria and I are expecting our fourth child this summer. The boys are very excited about the arrival of a new brother or sister». Victoria recentemente

La top model Miranda Kerr il 6 gennaio scorso ha dato alla luce Flynn: il primo figlio La modella, conosciuta in tutto il mondo, ha deciso di condividere questo momento caricando una foto , scattata dal marito Orlando Bloom, sul suo sito. La foto la ritrae mentre allatta al seno il piccolo. Sul sito si legge anche: «Il 6 gennaio ho dato alla luce il nostro bellissimo figlio Flynn. Pesava 9 libbre e 12 once. L’ho dato alla luce naturalmente, senza alcun farmaco contro il dolore ed è stato un lavoro lungo, faticoso e difficile, ma Orlando è stato 100 febbraio2011


aveva rimosso le protesi al seno, probabilmente proprio in vista di questa gravidanza e nella decisione di poter allattare il figlio al seno. Sembra anche che per poter

dare nuovamente un figlio a David, Victoria abbia fatto una dieta ingrassante che sarebbe servita ad aumentare la fertilità e quindi rendere più probabile la gravidanza della coppia.

Una famiglia consolidata da tempo, quella dei Beckham.

Infatti la coppia è sposata dal 1999 con tre figli: Brooklin(11 anni), Romeo (8anni) e Cruz (5 anni). Molti fan, sulla pagina di Facebook di David, gli hanno fatto l’auguri di avere una bella femminuccia. Speriamo e tanti auguri alla coppia. con me tutto il tempo sostenendomi e guidandomi in quei momenti. Non avrei potuto farlo senza di lui. Siamo così felici e ci stiamo godendo il tempo trascorso insieme come famiglia. Lui è il nostro piccolo raggio di sole. Grazie a tutti per gli auguri e per i bei pensieri e commenti che ci avete inviato». febbraio2011 101


Svago scelto per voi

Marco Solferini

NOTTE BUIA, NIENTE STELLE Autore: Stephen King

I “

Genere: Thriller, horror

Mi chiamo Marco Solferini e sono un amante della carta stampata. Ho imparato ad apprezzare i libri come scienza della condivisione. Una perpetua fonte di apprendimento, ma altresì un modo per spaziare nel vasto universo della comprensione e della conoscenza. Mi ritorna alla mente la celebre frase dell’Alighieri: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtude e canoscenza» ed in ciò penso che ci possa e per molti versi “ci debba” essere una finestra di dialogo, fra quanti rispettano il romanzo e lo concepiscono come un arte. Questa è, in sostanza, la motivazione che mi ha spinto ad aprire un blog dove pubblicare le mie recensioni letterarie. Per leggere le altre mie recensioni potete collegatevi a: Amicideilibri.splinder.com Buona Lettura 102 febbraio 2011

Il libro è uno straordinario affresco del thriller dai contenuti forti. Penetrante come un proiettile, affonda gli artigli nella carne e nel sangue. A tratti è duro come ricevere un pugno nello stomaco e risolutivo, come un improvviso risveglio dopo l’incubo. Lo sfondo della storia è un matrimonio semplice, perfetto nella sua dimensione fatta di tutti quegli elementi che distinguono la vita matrimoniale. Ma per Darcy, moglie devota, alle soglie di festeggiare le nozze d’argento con Bob, una semplice scoperta, un nascondiglio in quella stessa casa che è stata il traguardo di una vita convissuta con il suo uomo, rappresenta la porta su una verità allucinante. Il trauma di averla aperta, di averne varcato la soglia, oltre la quale si nasconde il mostro, la corrode, perchè il sospetto di una verità così atroce e sconvolgente. È come un virus che violenta la coscienza, la morde affondo come le zanne di “Cujo” e non la lascia andare.. fino alla fine. •


Scelti per voi IL CIMITERO DI PRAGA Autore: Umberto Eco

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Genere: Avventura, storica, azione, drammatico Il libro è un ottimo romanzo d’autore, che segna il ritorno sulla scena internazionale del professor Umberto Eco, indiscusso maestro della letteratura contemporanea, nonché uno dei più noti ed apprezzati letterati Italiani sulla scena internazionale. Il grande palcoscenico della narrazione è rappresentato dalla seconda metà del 1800, prevalentemente in Francia, ma anche Italia, Prussia e Russia. Un’epoca storica che reclama a gran voce la coesistenza d’innumerevoli fattori che vanno dalla ricerca scientifica, all’indagine esoterica, dalle grandi rivoluzioni, alle contrapposizioni fra movimenti religiosi e massoneria. In quel di Parigi, sul finire del secolo XIX, si sveglia il Capitano Simone Simonini, ormai anziano piemontese, trapiantatosi a Parigi, in Place Maubert, che di professione è notaio, ma soprattutto contraffattore e falsario. È un personaggio immaginario che ha perso se stesso o meglio, lo ha sdoppiato! Simonini, infatti, divide il suo tempo o meglio un giorno sì ed un giorno no, ivi compreso un appartamento comunicante, con

un alter ego, niente di meno che tale Abate Dalla Piccola. Il Simonini infatti, proietterà il lettore in quel 1800 fatto di grandi personaggi che egli conoscerà, lavorando ufficiosamente come notaio, ma segretamente come spia, al soldo spesso degli episodi, più che dei suoi committenti. Una gloriosa e rocambolesca girandola di eventi che lo vedranno attore dietro le quinte, ispiratore e spesso anche vero e proprio fautore dei principali eventi su scala mondiale. L’Autore ci spiega come la realtà, a volte, ha bisogno di credere in qualcosa, anche se bugiardo, purché essa sia una convinzione che vada oltre la superstizione e abbracci un controverso senso del realismo, affinché cioè si possa pilotare il malcontento delle masse, delle genti, dell’informe calderone che mai cade in prescrizione: l’ignoranza. • febbraio 2011 103


Cucina

Cucinare con i bimbi si può pag. 106

Lo chef sei tu pag. 108

La cucina per i bimbi pag. 110


di Alice Bernardi

«Forza bimbi, tutti ai fornelli! Preparate pentole e tegami, si parte per una nuova avventura culinaria». Questa frase non è l’ incipit di una nuova trasmissione televisiva o dell’ultimo spot pubblicitario, bensì quello che succede sempre più spesso nelle case delle famiglie italiane. La cucina italiana è sempre stata motivo d’orgoglio per tutti noi e cerchiamo sempre di trasmetterlo anche ai più piccoli. Perchè non farci aiutare dai nostri figli durante la preparazione di pranzi e cene? I benefici sono assicurati per 106 febbraio2011

entrambe le parti ma bisogna avere un ingrediente comune: molta pazienza. Si sa, i bimbi imitano i genitori ed è bene insegnare loro alcune basilari regole perchè tutto fili liscio come l’olio. Per prima cosa indossate tutti un bel grembiule, che aiuterà a non pasticciarsi e sporcarsi oltre il dovuto, mettete però in preventivo una bella lavatrice piena dopo cena. Assicuratevi che gli utensili da cucina più pericolosi, come i coltelli, siano maneggiati solo da


odiate verdure ai bambini, facendole preparare da loro nei modi più disparati: ad esempio, per preparare le melanzane potete utilizzare delle formine da biscotto, sarà divertente mangiare stelline, cuoricini o animaletti. La parola d’ordine in cucina è fantasia! Al termine di impasti, stoviglie da lavare e delizie da assaporare, vi sentirete soddisfatti, più felici e di sicuro si sarà creata una maggiore sintonia tra voi e i vostri piccoli aiutanti. Allora mamme e papà, dedicate un po’ di tempo a creare in cucina con i vostri figli, i risultati sono assicurati e il divertimento di certo non mancherà. •

voi o sotto la vostra stretta supervisione; se volete procuratevi anche degli attrezzi più piccoli, come un mini mattarello, piccole fruste e spatole, che troverete nelle migliori catene di giochi per bambini. Se è la prima volta che cucinate con i vostri bimbi date loro dei compiti ben specifici e non troppo complicati, si divertiranno e si sentiranno molto soddisfatti dei propri risultati. A questo punto, tutti ai propri posti, inizia l’avventura. Questa potrebbe essere l’occasione per far apprezzare le tanto febbraio 2011 107


CUCINA

Ricette

dal mondo:

Africa

Lo chef

STUFATO SPEZIATO DI POLLO E ARACHIDI Ingrediendi:

L

o stufato di pollo e arachidi è una preparazione molto diffusa nei Paesi Africani e soprattutto in Ghana dove rappresenta uno dei piatti tipici.

Preparazione:

‣ Mettete la cipolla tagliata grossolana, gli spicchi di aglio e il peperoncino a cui avrete tolto i semini interni nel mixer; azionate e tritate finemente, tenete da parte. ‣Lavateancheipomodorietagliatelia pezzi, tenete da parte anche questi. ‣ Pulite il pollo eliminando la pelle esterna con l’aiuto di un coltellino molto affilato; una volta eliminata tutta la pelle , eliminate anche le varie parti di grasso che possono esserci e poi tagliate a pezzi il pollo, cercando anche di togliere gli ossicini. Mettete il pollo in una terrina, aggiungete sale e pepe e massaggiate la carne con le mani in modo che si insaporisca bene; Scaldate l’olio in un largo tegame antiaderente e rosolate molto bene i pezzi del pollo da entrambi i lati , circa 4-5 minuti per lato; prelevate il pollo e mettetelo da parte al caldo; versate nel tegame il trito di aglio, cipolla e peperoncino e cuocete a fuoco dolce per 5 minuti; aggiungete le spezie e poi i pomodori a pezzi e proseguite la cottura per circa 10 minuti fin tanto che i pomodori rilascino il loro liquido e si sfaldino leggermente; ‣Aggiungete ora anche i pezzi di 108febbraio 2011

Aglio: 4 spicchi Brodo: di pollo 200ml Cipolle:1 Cumino: 1 cucchiaino Olio: di arachidi 6 cucchiai Pepe: nero ½ cucciaino Pollo: 1 intero da 1,2 kg Pomodori: 600 gr Sale: q.b Riso: basmati 300gr

pollo e coprite il tutto con l’acqua o il brodo di pollo caldi, coprite con un coperchio e fate cuocere circa 40 minuti a fuoco molto dolce; controllate di tanto in tanto la cottura e che non si asciughi troppo il liquido; trascorsi i primi 30 minuti prelevate un cucchiaio di burro di arachidi e mettetelo in una ciotolina scioglietelo con1 cucchiaio  due o tre cucchiai del liquido di cottura e poi versatelo nel tegame e portate a cottura ancora per i 10 minuti restanti. ‣ Servite caldo accompagnato da riso basmati bollito.


sei tu

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COUS COUS CON FRUTTA SECCA E MIELE

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l cous cous con frutta secca e miele è una preparazione che utilizza in modo alternativo questa semola. Di uso comune soprattutto nei Paesi mediorentali e africani, il cous cous con frutta secca e miele può essere arricchito con i frutti che più sono graditi scegliendo tra noci, nocciole, mandorle e pistacchi, oppure anche tutti insieme. Fondamentale nella preparazione del cous cous con frutta secca e miele è proprio la presenza del miele, di acacia, millefiori o altro che più sia gradito è davvero uno

Ingredienti:

anice stellato:1 arance: succo di una burro: 20 gr Canella: 1 stecca Cardamomo:2 bacche Chiodi di garofano: 2-3 Couscous: precotto 180gr Miele: 2 cucchiai Noci: 30 gr Pinoli: 30 gr Uvetta: 30 gr

info@bimbibelli.com

Saremo lieti di pubblicarle

degli ingredienti chiave di questa ricetta. Preparazione: ‣ Mettete in ammollo l’uvetta in una ciotola di acqua calda, spremete l’arancia per ricavare il succo, misuratelo e aggiungete tanta acqua quanto basta ad arrivare a 200 ml di liquido in totale. Versate il succo dell’arancia e l’acqua in un pentolino e aggiungete chiodi di garofano, il cardamomo. l’anice stellato e la cannella , portate a semibollore. ‣ Versate il cous cous in una terrina e sgranatelo con il burro aiutandovi con le mani; tenete da parte. Nel frattempo tostate i pinoli e le noci in una padella antiaderente a fuoco medio fino a che diventino traslucidi; togliete dal fuoco e tenete da parte. ‣ Versate il liquido filtrandolo da un colino sul cous cous e lasciate riposare 5-6 minuti senza mescolarlo, deve gonfiare e diventare molto tenero ma non sfaldato. ‣ Tritate a coltello le noci tiepide e strizzate l’uvetta. Trascorsi i 5 minuti aiutandovi con una forchetta sgranate bene il cous cous, unite i pinoli l’uvetta e le noci tritate; scaldate nel pentolino di prima il miele con un goccio di acqua e quando sarà ben sciolto aggiungetelo a filo sul cous cous e mescolate bene; servite tiepido o anche fresco nei bicchierini o ciotoline monoporzione. • febbraio 2011 109


LA CUCINA

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imbi

CARCIOFI

Far mangiare le verdure ai bambini non è sempre impresa facile. Bisogna sempre inventarsi qualche stratagemma e a volte danno buon esito. Ecco un modo per servire una ricetta a base di verdure da far mangiare ai bambini. Oggi prepariamo il purè di carciofi.

Cosa vi occorre: 600 grammi di carciofi, 250 grammi di patate,

limone, 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, 250 grammi di latte.

Come lo si prepara: Pulite i carciofi, togliete le spine. Affettateli

sottilmente e lasciateli in acqua con succo di limone per non farli annerire. Lavate le patate, sbucciatele e affettatele. Versate le verdure nel latte, coprite e cuocete a fiamma molto lenta per circa 30 minuti, mescolando ogni tanto. Appena cotte, frullate le verdure le per rendere il purè omogeneo. Servite con l’aggiunta di 2 cucchiai di olio. 110febbraio 2011


CORNFLAKES CON PUREA DI MELA 

Una ricetta semplice e dolce per i bimbi più piccolini:

i Cornflakes con Purea di Mela. Questa ricetta è adatta ai bambini di 1 o 2 anni.

Cosa occorre: 1 cucchia-

io di cornflakes, 1 cucchiaio di purea di mele, 1 cucchiaio di yogurt naturale, 1 cucchiaino di miele.

Come si prepara: cuocete 1 mela e, una volta cotta,

frullatela. Mettete nel frullatore i cornflakes, 1 cucchiaio di purea, lo yogurt naturale ed il miele, frullate per 30 secondi e servite. febbraio 2011 111


Oroscopo

Oroscopo 2011 pag. 114

Cosa ci dicono

le stelle


OROSCOPO

Cosa ci dicono le stelle

ARIETE 21 MARZO - 20 APRILE Giove ti farà vedere te stesso e gli altri con occhi diversi. Compassione, ascolto e dialogo saranno gli ingredienti del mese. Ora sei pronto ad assumere nuove responsabilità che riguardano le relazioni o il lavoro. Continua a seguire il tuo intuito per superare le incertezze che ancora ti limitano. Sii chiaro su ciò che vuoi realizzare e soprattutto fidati di quello che l’esistenza ti dona, poiché conosce i tuoi veri bisogni.

TORO 21 APRILE - 20 MAGGIO Il Sole e Marte dall’Acquario ti sollecitano a prenderti cura degli altri e ad organizzare meglio gli obiettivi del mese. Tu appartieni ad un Segno pratico, concreto e quasi sempre la comprensione arriva da un’attenta e costante volontà. Le persone si fidano di te, ma è necessario condurre in porto la tua nave e sarai tu a farlo. Venere potrebbe farti dubitare dell’amore ma saprai rinnovarlo momento dopo momento.

GEMELLI 21 MAGGIO - 20 GIUGNO Un mese di serenità, di relazioni che si rinnovano. Un velo è caduto dai tuoi occhi e per la prima volta, dopo un lungo periodo di oscurità, vedi il mondo e gli altri in una luce nuova. I Pianeti stanno creando un’energia vitale, fresca, proprio per farti incontrare le occasioni di lavoro e di vita nelle quali esprimere il meglio di te. Hai camminato a lungo, a volte in solitudine, ma era necessario per comprendere l’essenziale.

114 febbraio 2011


Febbraio

2011

CANCRO 21 GIUGNO - 22 LUGLIO Anche a febbraio sei deciso a portare avanti i tuoi obiettivi. Sarà un mese di coraggioso confronto con gli altri. Ora sai che non puoi trattenere sentimenti e pensieri. Venere dal Segno amico dello Scorpione ti aiuterà a comunicare attingendo le parole dal cuore. Le scelte degli ultimi mesi ti hanno dato sicurezza ed una capacità di rispondere alle situazioni con spontaneità. Nettuno lentamente si avvicina ai Pesci donandoti ispirazioni e pace.

LEONE 23 LUGLIO - 23 AGOSTO Con il Sole “contro”, febbraio sarà un mese complesso ma non certo negativo. Forse dovrai rallentare il ritmo per guardare meglio cosa succede intorno. Per natura sei portato a condurre gli altri assumendoti molte responsabilità. Saturno ti porta a riflettere e Giove dall’Ariete ti sta aiutando non solo ad agire con saggezza ma anche ad incoraggiare chi ti è vicino con pazienza, compassione e dialogo.

VERGINE 24 AGOSTO - 23 SETTEMBRE Le Stelle ti regalano l’armonia interiore e questa quiete ti condurrà verso gli altri. I contatti, gli incontri e l’amore ti sono disponibili e la tua vitalità ha voglia di abbracciare il mondo. Ovunque potresti trovare l’occasione che fa per te. È un tempo di espansione che si riflette nella realtà. Non sarà necessario stabilire una strategia, capire cosa è giusto fare. Resta nel fluire delle cose ed i miracoli inizieranno ad accadere.

febbraio 2011 115


OROSCOPO

Cosa ci dicono le stelle

BILANCIA 24 SETTEMBRE - 23 OTTOBRE Le scelte che hai compiuto il mese scorso stanno dando i primi frutti. Febbraio ti dona un umore allegro ed il Sole riflette la tua voglia di sorridere nuovamente. Nonostante i dubbi, stai affrontando i cambiamenti con una forza e tenacia che non ha nulla a che vedere con l’ostinazione ma con la fermezza. Forse qualcuno non ti riconosce più. Ti presenti con un’immagine rinnovata e con semplicità. Hai messo radici nel tuo centro ripulito dall’incertezza per essere te stesso.

SCORPIONE 24 OTTOBRE - 22 NOVEMBRE Venere ancora nel tuo Segno ti offre comprensione e perdono. Ogni azione sarà ispirata dall’equilibrio e nel modo di esprimerti, non ci sarà tensione, ma una delicatezza che permetterà agli altri di avvicinarsi al tuo cuore. Marte potrebbe ancora tentarti con prese di posizione e momenti di gelosia. Il desiderio di stare bene con te stesso e con gli altri sarà forte e ti aiuterà a costruire il futuro con serenità.

SAGGITARIO 23 NOVEMBRE - 22 DICEMBRE L’aiuto che Giove ti sta dando si riassume in una parola: gioia. L’energia di febbraio sollecita le persone ad esprimere il lato più innocente, quello che generalmente il mondo reprime. Le Stelle ti chiedono di seguire l’onda del gioco, una via per incontrare ed unire tutto quello che ancora è lontano. È l’integrità che porta all’espansione. Stare bene con te stesso e con gli altri, senza confini, né ruoli predefiniti non è poca cosa.

116 febbraio 2011


Febbraio

2011

CAPRICORNO 23 DICEMBRE - 20 GENNAIO Febbraio sarà un mese spiritoso, le idee e la comunicazione assumeranno un posto di primordine. Hai un modo diverso di fare le cose: più semplice, spontaneo e diretto. Giove non ti porterà, per ora, grandi fortune. Ma quello che ti piacerà e sarà un dono prezioso, è la fiducia in tutto ciò che accade. Superare la diffidenza, o il senso del dovere, ti conduce all’innocenza, una qualità che spesso nascondi.

ACQUARIO 21 GENNAIO - 19 FEBBRAIO L’inaspettato ti sorprenderà più di ogni altra cosa. Vivrai un compleanno autenticamente acquariano: imprevedibile e misterioso. Tu ami la chiarezza, la libertà e la verità. Forse mai come ora dovrai fermarti e cercare l’appagamento nei dettagli. Sole, Marte e Nettuno nel tuo Segno hanno ruoli diversi ma complementari: agire, sentire ed amare. È la mente che ti sposta verso il futuro. Per il tuo compleanno le Stelle ti offrono la felicità racchiusa nel qui ed ora.

PESCI 20 FEBBRAIO - 20 MARZO Quando non ti aspetti qualcosa, questa accade, così lavora la fortuna. Fortuna non è solo un termine associato al denaro, la sua vibrazione ti permetterà di fare quello che scegli con facilità. Venere è un Pianeta potente, per te, questo mese. Il suo suggerimento è quello di non fermarti, di proseguire verso la strada che hai iniziato a percorrere. Ti accorgerai presto che non sei solo e mai lo sei stato, quindi celebra in attesa del tuo prossimo compleanno. •

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120 febbraio 2011


Inviaci via mail la foto del tuo bimbo con i suoi dati a: casting@bimbibelli.com febbraio 2011 121


Aaron 3 anni

122 febbraio 2011


Alessandro 6 mesi

Filippo Luigi febbraio 2011 123


Alicia di Milano 2 anni

Kamarina

124febbraio 2011


febbraio 2011 125


Marta 7 anni i ha Da “Ch eter ato P incastr Pan?�

Federico 15 mesi

Da

126febbraio 2011


Fabio di Mantello (SO) 8 mesi

Daniele di Mandello (SO) 3 anni e mezzo

Gianvito di Barile (PZ) 8 mesi e mezzo

aniele

febbraio 2011 127


Giovanni 4 anni

128febbraio 2011


Alex di Cassano D’adda nato il 06/08/2009

Gioele Lecce

febbraio 2011 129


Manuel di Como 12 anni

Gaia di Como 7 anni

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Viviana

Marco di Corbetta nato il 28/03/2009

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Gabriele di Bari nato il 13/10/2009 Julia 4 anni

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Martina di Telgate (BG) 7 anni Giorgia di Telgate (BG) 3 anni

Samuele

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Profile for Bimbi Belli

BIMBI BELLI MAGAZINE Febbraio 2011  

Il numero di Febbraio della nuova rivista interattiva dedicata al mondo delle mamme e ai loro bimbi.

BIMBI BELLI MAGAZINE Febbraio 2011  

Il numero di Febbraio della nuova rivista interattiva dedicata al mondo delle mamme e ai loro bimbi.

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