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ROCKIT#56 speciale MI AMI 2018

#miamifestival #invitoalviaggio


speciale MI AMI 2018

ROCKIT#56 Direzione Stefano ‘Fiz’ Bottura + Carlo Pastore

Impaginazione Maria Serafini

Redazione Rockit + Produzione MI AMI Ch ia ra L ongo, Ma rgher ita G. Di Fiore, Vittorio Farachi, Pietro Raimondi, Claudia Spadoni, Carlotta Fiandaca, Giulio Pons, Peppe Tumino, Simone Stefanini, Delia Parodo, Silvia Moia, Chiara Gallerani, Irene Zamboni, Beatrice Mammi, Gaia Mariani, Vittoria Basi le, Ma ria Sera fi n i, Ch ia ra Lauretani, Stefano Rocco, Mauro Del Rio, Fausto Murizzi, Michele Wad Caporosso.

Illustrazione in copertina Alessandro Cripsta (cripsta.com)

Collaboratori Rockit Giulia Callino, Carlotta Freni, Antonio Belmonte, Maria Guzzon, Mara Guzzon, Greta Guzzon, Letizia Bognanni, Marco Verdi, Carlo Tonelato, Giuseppe Catani, Manfredi Lamartina, Starfooker, Libera Capozucca, Emma Bailetti, Alice Tiezzi, Marco Beltramelli, Antonio Romano, Giandomenico Piccolo, Eva Cabras, Davide Violante, Marco del Casale, Maurizio Cacia, Giovanni Flamini, Silvia Cerri, Mattia Nesto, Danilo Giordano, Alessandro Spagnolo, Raffaele Lauretti, Gaia Di Gallo, Cristiana Lapresa, Daniele Sidonio, Carlotta Garavaglia, Filippo Gualandi, Maria Simona Ventrella, Valentina Ecca, Doriana Tozzi, Francesca Ceccarelli, Gabriele Naddeo, Stefania Barbato, Francesca Marini, Mauro Titanio, Carlotta Tomaselli, Natan Salvemini, A lessandro Cicconi, Davide Lotto, Francesco Sgro, Elena Pelloni, Alberto Marcelli, Gianpaolo Improta, Gianluca Vona, Giovanni Graziano Manca, Davide Bonfanti, Elisa Panzera, Alfredo Liuzzi, Chiara Papèra, Antonello Dascanio, Marco Villa. Progetto grafico stratificato negli anni Oisin Orlandy, Paola Dutti, Diego Ferreri, Stefano Fiz Bottura, Vito Manolo Roma, Cosimo Nesca, Anna Milani, Maria Serafini

ROCKIT e il MI AMI FESTIVAL sono una produzione: BETTER DAYS srl via Ostiglia 8, - 20133 Milano tel 02.89052371 / info@betterdays.it P.IVA 07712350961 skype: RockitRedazione www.betterdays.it MI AMI Festival goes social: facebook.com/miamifestivalmilano instagram: @miami_fest Rockit goes social: facebook.com/rockit.tuttarobaitaliana twitter: @Redazionerockit instagram: @rockit.it Tiratura 20.000 esemplari Registrazione n. 135 del 03/05/2013 presso il tribunale di Milano Stampato da Pressup

ITALIANI BRAVA GENTE !


Ogni anno riceviamo tantissimi messaggi prima e dopo il MI AMI, molti per chiedere informazioni, altri per i complimenti, altri per i suggerimenti. Ma non capita ogni anno di ricevere messaggi come questo, che racconta molto meglio di qualsiasi live report che cos'è il MI AMI. Grazie Jonida e Manuel e tutte le coppie che sono nate al MI AMI o che nasceranno questa notte. Un anno fa, in questo periodo, da qualche giorno parlavo con un ragazzo e, senza esserci mai incontrati prima, abbiamo deciso di vederci per la prima volta al MI AMI. Ci siamo incontrati sul treno diretto a Milano e siamo arrivati insieme al Festival. Dire che è stata la notte piú bella della mia vita è veramente riduttivo. Appena arrivati abbiamo sentito cantare Mecna e l’impatto è stato fortissimo tra tutta quella gente e la musica, eppure mi sentivo ancora un po’ in imbarazzo e, tutte le volte in cui per caso ci sfioravamo spinti tra la folla, arrossivo. Poi siamo andati a prendere da bere e nel mentre aspettavamo Coez. Ecco quel momento è stato davvero spettacolare, abbiamo iniziato a ballare, saltare, parlare con le persone e tra la folla abbiamo incontrato Dutch Nazari e ci siamo messi a cantare con lui. Da quel momento io non ero più in compagnia di una persona conosciuta un pio d’ore prima, ero insieme ad una persona che conoscevo da sempre. Il resto del concerto l’abbiamo passato girando tra i palchi, conoscendo persone e, soprattutto, conoscendoci noi due. Era tutto perfetto. Verso le 3 è finito tutto ma noi avevamo il tuo treno alle 6.30, ci siam guardati e abbiam detto “E adesso? Cosa facciamo per tre ore ?” ... Dirvi che il tempo è volato sarebbe banale. Sdraiati su un prato a guardare le stelle e a pensare che forse sí, a volte nella vita capita di essere fortunati e di incontrare la propria anima gemella. Alle 6 ci hanno fatto uscire dal parco, abbiam preso l’autobus e ci siamo diretti in Duomo, abbiamo ballato all’alba in centro a Milano ancora pieni di elettricità per tutto ciò che avevamo appena vissuto. Tornando in treno ci siamo addormentati abbracciati, ricordo di aver aperto gli occhi per un attimo e di aver pensato “Sei sicura che questo è lo sconosciuto con cui hai preso il treno ieri?”. Tornati a Brescia è tornata anche un po’ di agitazione e paura, paura di aver vissuto un sogno e che una volta tornati alla realtà tutto sarebbe svanito. Eppure, da quella notte, io e lui non ci siamo mai più separati. Quella sera non solo le nostre mani, ma anche i nostri cuori hanno deciso di tenersi stretti. Siamo stati al MI AMI ORA a febbraio ma ora non possiamo non tornare al MI AMI Festival dove tutto è iniziato, perché noi a questo Festival dobbiamo tanto... dobbiamo un amore lungo una vita.


EDITORIALE di STEFANO FIZ BOTTURA

LÀ TUTTO È ORDINE E BELLEZZA, LUSSO, CALMA E VOLUTTÀ (E TENIAMO ALTISSIMA LA BANDIERA DELLA GIOIA)

Qualche giorno fa eravamo in un bar improbabile a fare una delle solite riunioni che chiunque di voi ha mai organizzato qualcosa conosce bene: la scusa è prendere delle "decisioni" mentre poi si finisce per cazzeggiare, bere delle birre e prendersi per il culo sui rispettivi gusti musicali di merda (tutto vero, se non che io ascolto ottima musica, infatti in cuffia mentre scrivo questo editoriale ho Yann Tiersen sparato a cannone, come sempre da più di dieci anni a questa parte ok, ma questo è un altro discorso...). Carlo ha fatto notare che se qualcuno avesse scattato una fotografia in quel momento sarebbe stata la fotografia perfetta e ho pensato che era vero, che era esattamente così: attorno a quel tavolo c'erano almeno 5 "generazioni musicali", una decina di persone con età millimetricamente sparpagliate tra i 45 e i 20 anni, tutti con il fuoco negli occhi e il sorriso, le facce concentrate e coinvolte (come solo chi sta facendo un gioco molto serio difficile ma bello), carichissimi, uniti cioè da quella parola che secondo me ha ancora un bellissimo significato e Valore che è "attitudine". Fermatevi un secondo e piantatela da qualche parte nella vostra testa - "Attitudine" - che vuol dire fare le cose in un certo modo per un certo motivo, cioè farle per davvero, come se ci fosse un senso un bisogno un'urgenza una necessità che trascende il singolo individuo e si riallaccia a un senso più ampio di Energia e Forza Vitale e Comunità. E quel tavolo era un campione perfetto e significativo anche e soprattutto del pubblico del MI AMI, di te che stai leggendo queste parole in questo momento e anche di quel vecchio quarantenne strambo 5 passi più in là o quella ragazza bellissima che si sta raccogliendo i capelli che ti ha appena sorriso o forse no. Inter-generazionale, direbbero i sociologi. Una Magia, diciamo noi. In questa Italia spaccata a metà a cui alle generazioni più giovani è stato scippato il futuro, c'è questa oasi di ordine, bellezza, lusso, calma e voluttà in cui tirare il fiato, stare bene e farsi ispirare. E allora? E allora #invitoalviaggio. Che vuol dire mettersi

le scarpe, alzare un piede, appoggiarlo a terra davanti all'altro e via. VIA. Apri i chakra apri tutto. Corri che non è come scappare. Perchè tutto inizia con una sensazione che si fa pensiero e ogni viaggio inizia con un passo. E fare il primo passo è LA cosa più difficile. Perchè il mondo attorno a te, lo sappiamo bene, cospira per l'immobilismo, anche se sembra prometterti o pubblicizzare il contrario. Cazzo se lo sappiamo. A dar retta al buonsenso non ci sarebbe stato nessun MI AMI mai (e invece siamo alla 14° edizione) giusto per fare un esempio facile facile. Perchè la vita sa essere davvero complicata (e spesso siamo davvero dei maestri nel complicarcela senza senso). Questo per dire che se vi sentite scossi e agitati vuol dire che va bene. Va tutto bene, non potrebbe andare meglio di così, perchè vuol dire che siete Vivi e il MI AMI è per voi, il MI AMI siete voi. L'augurio e l'invito che vi facciamo è quello di avere il coraggio di seguire quella sensazione, quel pensiero e fare proprio quel primo passo, vincere l'inerzia (interna) e l'attrito (esterno) che poi da lì tutto verrà via via più facile, ve lo assicuriamo, che una volta che la magia del viaggio (qualsiasi esso sia) ci ha toccati, la nostra vita non sarà mai mai mai più la stessa. E noi con lei. Saremo curiosi e aperti, prenderemo più treni e aerei, seguiremo l'istinto, ci capiterà di sentire molto più spesso quella voce interiore che ci parla, impareremo a dargli retta, non necessariamente fare tutto quello che dice, ma inizieremo un dialogo con noi stessi che ci porterà di sicuro più lontano rispetto a quella distesa di aridità e simulacri che sono i social network, dove la vita ristagna. Viaggiate leggeri, che ci pensa poi la vita ad appesantirvi di ricordi, rimpianti e souvenir. E se poi ci vorrà una casa nuova tutta bianca e vuota in cui ricominciare sarà giusto così e ricordatevi che "casa nuova spacca tutto ma sulla vecchia non ci sputo", vero amoremio? Tutti i viaggi che abbiamo fatto e tutti quelli che faremo. Da quel primo MI AMI al prossimo. Io e te. Noi. Storie di bellezza e astratti furori. Quando si parte?


MI AMI 2018

MI AMI 2018 schede a cura di

Calendario VENERDÌ

CHIARA LONGO • MARGHERITA G. DI FIORE • RAFFAELE LAURETTI • MATTIA NESTO • MARCO VILLA • SERGIO MARQUINA • PIETRO RAIMONDI • VITTORIO FARACHI

Venerdì

25 MAGGIO

APERTURA CANCELLI _16.00 _17.00 INIZIO CONCERTI _04.00 CHIUSURA

palco PERTINI Francesco De Leo H 19.30

Un cantastorie allucinato per racconti metropolitani e contemporanei fatti di corpi, sesso, ragazze indimenticabili e vite al limite, seguendo il precetto del “carpe diem” sempre e comunque. Dopo l’esperienza con “L’Officina della Camomilla” Francesco De Leo è tornato con un album che farà parlare molto di sé. >rockit.it/francesco-de leo ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 6

Suonano al MI AMI perché sono bravi, perché hanno talento, originalità, fotta, entusiasmo e poesia. Suonano al MI AMI perché ROCKIT li ha selezionati per voi nel corso dell'anno precedente. E adesso è il momento di condividere. Sono i veri protagonisti (insieme a voi) del festival. Ecco i 56 gioielli di quest'anno.

PAGINE 26-28

Programma completo e Mappa

Ex-Otago

(unica data estiva)

H 21.50

Francesca Michielin H 20.40

L a più giova ne vetera na che abbiamo: a 16 anni vinceva X Factor, a 21 anni era sul palco di Sanremo cantando di gradi di separazione che non esistono, a 23 anni arriva sul Palco Pertini del MI AMI con un disco che è puro pop contemporaneo: benvenuta, Francesca! >rockit.it/francescamichielin

Da Genova con furore gli Ex Otago hanno ormai varcato i confini della musica indie per abbracciare (e raggiungere) un pubblico molto più ampio. Al limite tra disincanto e romanticismo, gli Ex Otago arrivano al MI AMI per la loro unica data estiva: ci faranno vedere un tramonto magnifico e la luna da vicino. >rockit.it/exotago


Cosmo H 23.20

Un tour sold out, fatto di live lunghissimi che sono più simili a serate senza fine che a un classico concerto: dopo la prima volta nel 2013 e la consacrazione nel 2016, Cosmo torna al MI AMI per spazzare via tutto. Mi faccio un giro in giostra, vieni fatti un giro anche tu. >rockit.it/cosmomarcojb

Tauro Boys H 1.30

Sick Luke + MarÏna (dj set)

H 1.55

Bonetti H 17.40

Il produttore più versatile della scena trap italiana ha avuto indubbiamente il merito di portare alla ribalta la Dark Polo Gang, ciurma di trapboy più discussa d'Italia. Si esibisce nel suo fantastico dj set con Marina, con cui ha da poco rilasciato il singolo 'Amore e Psiche'. Una coppia artistica e nella vita piena d'amore al MI AMI. >rockit.it/sickluke

Come una boccata d'aria dopo un anno di smog in città: Bonetti è anche e soprattutto questo, ovvero un cantautore capace di regalare grandi melodie pop senza mai svendere l'anima alle pose o alle sonorità piacione. S empl ice e d i retto, ma ma i banale. >rockit.it/bonettimusica

palco HAVAIANAS

MasaMasa H 18.20

Gastone H 17.00

Gruppo romano, colleghi dei guasconi 126, i Tauro Boys vengono dritti da Campo de' Fiori e hanno dalla loro tutti gli stilemi che han reso grande la trap di questo paese, specia l mente quella romana. In più, come dimostrato sul Tauro Tape, una propria idea di stile. Essere Tauro è avere stile. >rockit.it/tauroboys

Tutto il sale delle chitarre bagnate nel mare Adriatico, per una band tra arpeggini matematici e resistenza al romanticismo. Un disco fatto in due e un live fatto in quattro. Gastone fa un pop pulito, come lo suonerebbero le rockstar se ancora esistessero. Pesaro è una donna intelligente. >rockit.it/gastone

C'è freschezza nell'aria. Giovanissimo, campano, Masamasa ha fatto uscire il suo singolo "Contento" il primo giorno di primavera. All smiles! Porta il suo colorato equilibrio fra hip hop, soul e poptronica. Il graffiti pop ha alzato l'asticella: adeguatevi. >rockit.it/masamasa 7


MI AMI 2018

Galeffi H 20.15

Willie Peyote H 22.15

La penna di platino del pop italiano arriva al MI AMI per portare le canzoni che ha deciso di tenere per sé. Marracash le ha fatto capire che poteva cantare, e da allora non ha più smesso, per fortuna. >rockit.it/federica-abbate

Senza Champions League né scudetto, Galeffi vuole vincere il MI AMI. Cantautore romano attivo da meno di un anno, sta crescendo di dieci centimetri al giorno mangiando calcio, film e Beatles. Regalategli una moka e fermatevi sotto il palco. >rockit.it/galeffigaleffi

Giovane nichilista torinese, ha all'attivo ben quattro dischi da solista con cui manda avanti una sua personalissima idea di black music che, in Italia, a suo dire è: «nera come Carlo Conti». Con una scrittura tra il rap e il cantautorato, senza soluzione di continuità. >rockit.it/williepeyote

Calendario VENERDÌ

Federica Abbate H 18.50

Paletti H 19.30

Cantautore che naviga tra pop ed elettronica con eleganza e ironia, Paletti ha pubblicato il suo terzo album “Super” lo scorso gennaio: un disco che mescola leggerezza e profondità, unendo la voglia di riflettere e quella di ballare. Un artista perfetto per il palco Havaianas, tra momenti raccolti e ritornelli da cantare tutti insieme. >rockit.it/paletti ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 8

Coma Cose H 21.10

Chiamateli Indie Rap, chiamateli Graffiti Pop, chiamateli come volete. Una delle esplosioni più rumorose dell'ultimo anno per il duo che viene dal niente e si sta prendendo tutto. Andateli a sentire, se siete al MI AMI già sapete perché. >rockit.it/coma_cose

Frah Quintale H 23.35

Membro a suo tempo del duo rap Fratelli Quintale, con 2004, suo ep solista, aveva dimostrato una certa capacità di strizzare l'occhio al pop. Idea più che confermata dall'ultimo Regardez Moi, la scuderia è Undamento e il groove è quello giusto. Le metriche, invece, rilassate ma incisive. >rockit.it/frahquintale


Poetryslamming H 1.00

Quando la penna fa più male di un beatmaker c'è chi si prende a schiaffi con la poesia. Non è una semplice lettura di versi, non è una gara anche se lo è, è urban ma è sul prato, è la poesia come non l'avete mai sentita.

palco MI FAI

Red Lines H 19.35

Sono in due, uno a Brescia, l'altra a Londra e il loro primo album è un manifesto sin dal titolo: “Paisley” omaggia proprio quella particolare corrente che unisce la psichedelia al punk e alla wave. Non vi resta che venire a scoprirli dal vivo per farci trasportare oltremanica. >rockit.it/redlines

Typo Clan H 18.45

Maiole H 20.20

"Lo strano caso delle mille figate che arrivano da Brescia" prosegue con i Typo Clan. Groove hip hop, freschezze melodiche, spirito e-funk. Un duo super contemporaneo che si trasforma in four piece band dal vivo: typo che mi vedo già a ciondolare la testa. >rockit.it/typo.clan

Giovane ragazzo europeo: è così che probabilmente ama definirsi Marco Maiole. Dopo il suo "Music for Europe", il polistrumentista di Santa Maria Capuavetere ha da poco iniziato a scrivere e cantare parole per i suoi brani. Al MI AMI non cercate l'anima gemella su Tinder, sarà sotto palco a sentire Maiole. >rockit.it/marcomaiole

Makai H 21.10

Se al Magnolia dovesse fare troppo caldo, il consiglio è quello di andare a sdraiarsi davanti al palco MI FAI ad ascoltare il dolceamaro sound dell'elettronica di Makai, che da una parte ti toglie il fiato, dall'altro ti ridà respiro, come un bacio che spezza l'incantesimo. >rockit.it/makai

Lucia Manca H. 22.10

Qualche anno fa sul palco del MI AMI abbiamo avuto la divina Patty Pravo. Quest'anno abbiamo la divina Lucia Manca, che ha preso l'eredità di tutte le migliori interpreti della musica leggera italiana e ne ha proposto la sua versione mediterranea. Mettetevi eleganti. >rockit.it/luciamanca 9


MI AMI 2018

Calendario VENERDÌ

Han H. 23.05

Hai presente quegli specchi antichi, segnati dagli anni di macchie, corrosi ma ancora riflettenti: se ti ci specchi dentro, è come se fossi finito in una foto d'epoca. Così è Han, limpida come uno specchio, ma fitta di ombre e avvolta da un fascino antico. >rockit.it/hanmusic

Machweo H. 00.05

Generic Animal H. 01.00

Generic Animal, classe 1995, è anche il titolo del suo disco d'esordio, pubblicato da La Tempesta Dischi. Cantati in italiano per un pop senza ritornelli, che pesca dal soul e dall'hip hop ma non dimentica la chitarra (e il folk!) che tiene in spalla. Un mondo disegnato tutto da scomporre e rifare. >rockit.it/generic-animal

Leo Pari H. 01.45

Ciao! Discoteca Italiana H. 02.20

C I AO ! : l a d i s c o t e c a p o s tandreottiana, moderna e nostalgica, che balla sulle ceneri della Prima Repubblica. Beviamo i negroni e lanciamo le monetine, che i fantasmi del potere poi torna no sempre. Ciao amore, ciao amore, ciao a more, ciao.

Sabato

26 MAGGIO APERTURA CANCELLI _16.00 _17.00 INIZIO CONCERTI _04.00 CHIUSURA

palco PERTINI Giovanni Succi H. 01.00

Musiche primitive per futuri evoluti. Dove sperimentazione e ricerca di forme espressive contemporanee si uniscono, ecco Machweo. Producer classe 1992 che ha voglia di scrivere il suo nome nel cielo dell'elettronica underground internazionale. >rockit.it/machweomeansunset ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 10

Da una parte la sua storia da cantautore, dall’altra l’esperienza live con i Thegiornalisti: in mezzo c’è Hotel Califano, uscito da pochissimo e pieno di canzoni da cantare. Le stesse che Leo Pari presenterà sul palco MI FAI in un inedito disco set. >rockit.it/leopariofficial


Cantautore profondo, spigoloso ed essenziale, Giovanni Succi ha lanciato lo scorso settembre le istantanee crude e dirette di “Con ghiaccio”, il suo primo album solista che avvolge in penombre dall’intensità sempre costante. Un disco che è stomaco e nervi, è tutto ciò che resta in tensione sotto la superficie, e ascoltarlo dal vivo sarà imprevedibile e bellissimo. >rockit.it/giovannisucci

Dunk

unico cocktail fresco e pop, per colorare il palco di sogni, imprevisti e pensieri sparsi. Un assaggio di estate, una fetta di Sudamerica, viaggiare leggeri e via. >rockit.it/selton

Vent’anni dopo tornano per un concerto inseguito, atteso, che finalmente è qui. >rockit.it/prozac

Tre Allegri Ragazzi Morti

H. 00.55

Mr. Island

(unica data estiva)

H. 22.00

H. 19.55

L’irrefrenabile voglia di suonare dei Dunk è pronta a conquistare il MI AMI: la band formata dai fratelli Giuradei con Carmelo Pipitone (Marta Sui Tubi) e Luca Ferrari (Verdena) ha esordito quest’anno con un album denso fatto di istinto, sudore, rock e psichedelia, con un occhio sempre attento ai testi. Furore e passione per incendiare palco e cuori. >rockit.it/dunk

Selton

Quasi adatti per la vita, per il tempo che passa e per l’adolescenza più lunga di sempre. Quasi adatti per l’ennesima estate che sta arrivando. I Tre Allegri Ragazzi Morti ci hanno insegnato l’importanza della parola “Quasi”, di tutto quello che nasconde. Cantare con loro sotto al Palco Pertini sarà liberatorio anche questa volta, con il ritorno al MI AMI per la loro unica data estiva. >rockit.it/treallegriragazzimorti

Prozac + H. 23.20

GoGo Records Sound System H. 01.20

H. 20.50

L’Italia, il Brasile e il mondo: i Selton porteranno al MI AMI il loro “Manifesto Tropicale”, retaggio multiculturale e incrocio di sentimenti che scivolano l’uno nell’altro, saudade e alegria in un

Giungle e paradisi tropicali dentro riti sciamanici contemporanei. Nessun uomo è un'isola, a parte Mr Island. Togliamo la sabbia dal drum pad e iniziamo a ballare. La cumbia in Italia non è finita, è appena cominciata.

Se ti dico: “mi sento scossa”, tu cosa rispondi? Non è una domanda trabocchetto, è un test generazionale. Vent’anni fa i Prozac+ conquistavano l’Italia, fulminando la musica italiana dagli schermi di MTV.

Progetto segreto nato in quella fucina creativa che è il ROCKET, uno dei nostri locali preferiti di Milano. Li scoprirete insieme a noi: mi raccomando cuori, occhi e chakra aperti. La magia del MI AMI è anche questa. 11


MI AMI 2018

Dj Gruff H 02.25

palco HAVAIANAS

Mèsa H 18.15

Calendario SABATO

Latente H 17.00

Vedi alla voce “LEGGENDA”. Vagabondo nel magico mondo del rap dalla notte dei tempi. Dalla Rapadopa ai Sangue Misto ai viaggioni in solitaria delle ultime produzioni, la sua ricerca artistica è sempre stata così radicale che Gruff o lo odi o lo ami. Perchè Gruff è Gruff è Gruff. Punto e basta. Se siete con noi, preparate il mistone nell'insalatiera e preparatevi per la crociera, un bel sorrisone stampato stile joker, come se fosse il 1998 e via. Tutto va bene benissimo. >rockit.it/djgruff

Rockit All Starz H 03.30

Il dj set di quelli che questo festival lo mettono in piedi da 14 anni. La festa finale che sembra non finire mai, ma al MI AMI si fa festa fino alla fine, quello che succede succede. Anche ritrovarsi in consolle alcuni ospiti che non ti aspetti! Chissà... rockit.it/rockitallstarz ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 12

Hai presente quel rock senza tempo che non passa mai e non passerà mai? Se è quello che stai cercando, devi proprio scoprire i Latente, nonostante il nome. Perché di nascosto non c'è proprio nulla, solo sano talento e voglia di suonare. >rockit.it/latente

Mèsa è una cantautrice vera, semplice nel porsi e radicale nello scrivere. Ci sono dei video di anni fa in cui suona una chitarra acustica in giro per la periferia romana. Eppure, per Bomba Dischi, ha tirato fuori il suo cuore col distorsore: è uscito un album quasi post-rock, con una voce imprevista. Non vedamo l'ora di sentirne l'intensità live. >rockit.it/mesa

Oh! Pilot H 17.35

Giorgieness H 18.55

È una tradizione che nel pomeriggio del collinetta, sul palco Havaianas, salga un cantautore folk gentile, che riempia lo spazio con la chitarra e tanta voglia di godersi il sole in riva all'Idroscalo. Quest'anno tocca a Oh Pilot: accomodatevi, la festa è appena cominciata. >rockit.it/ohpilot

Dalla valtellina a Milano con le valvole calde. Se qualcuno fosse ancora convinto che il rock n roll è una cosa da maschi, Giorgieness è pronta a prendersi il MI AMI con una chitarra in mano. >rockit.it/giorgieness


Gigante H. 19.45

Uno degli esordi più convincenti di quest'anno. Quando tutti davano per morte le chitarrine e gli immaginari folk, ecco che Gigante squaderna il tavolo e inaugura la nostra estate milanese portandoci per un attimo nelle atmosfere glaciali e nevose di "Himalaya". Solo per chi sa sognare veramente. >rockit.it/gigante

Germanò H. 21.25

Canzoni come dio comanda, ben scritte, ben suonate, ben arrangiate. Eleganti. Germanò ha dalla sua un talento evidente a livello compositivo e un gusto raffinato nella produzione. Pezzi da ascoltare sull’erba sotto il palco Havaianas, per cercare il ritmo giusto della giornata. >rockit.it/german

Maria Antonietta H. 22.15

Joe Victor

Colapesce H. 23.35

Tra i cantautori di punta della nuova scena italiana, Colapesce nel suo ultimo album “Infedele” ha deciso di percorrere strade fatte di pop sofisticato che si intersecano con l’elettronica da club, il tropicalismo, le colonne sonore d’antan e molto altro. L’artista siciliano porterà tutto il suo bagaglio sonoro ed emotivo al MI AMI: il gusto della leggerezza e il peso importante delle piccole cose. >rockit.it/colapesce

Il Dopofestival di Millefoglie

H. 20.35

H. 01.00

“Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione”. Il Perozzi non lo sapeva, ma stava scrivendo la descrizione dei Joe Victor. Chissà che zingarata ci combineranno sul palco, con la loro miscela di disco e folk, ovviamente Genial! >rockit.it/joevictor

Dopo qualche anno di autoesilio dalle scene, Maria Antonietta è tornata con "Deluderti", album che ha convito tutti, sia il pubblico che la critica. Sul palco risfodera l'antica attitudine punk che convive perfettamente con la nuova ricerca più orientata al pop. Tutto ok quando il messaggio è così forte da superare generi e mode. >rockit.it/mariaantonietta

Qualcosa di completamente diverso dal solito per chiudere il festival (ma non nel senso dei Monthy Python). Questo è il riassunto del MI AMI 2018 dello scrittore e giornalista Valerio Millefoglie in un reportage sonoro fatto di interviste, voci e campionamenti. Sdraiati sull'erba, questa è la tua storia. 13


MI AMI 2018

palco MI FAI

Auroro Borealo H 20.10

H 21.20

Calendario SABATO

Vanarin H 18.40

Mosè Cov

(esordio live assoluto)

Li raccomanda Roberta dei Verdena, mica spicci. I Vanarin vengono da Bergamo e rappresentano la frangia più fusion di questo MI AMI: la black music degli anni '70 incontra il pop contemporaneo, toccando persino la psichedelia. Si va avanti overnight. >rockit.it/vanarin

Bee Bee Sea H 19.30

Loro fanno rock'n'roll ed è l'unica cosa che vi serve sapere. Ma se non dovesse bastarvi, sappiate che i Bee Bee Sea spaccano davvero. Non siete ancora convinti? Problemi vostri, quando li vedrete dal vivo ci ripenserete da soli. >rockit.it/beebeesea ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 14

Ex Il Culo di Mario, ex bambino prodigio. Musica pop stravagante e stonata. Tematiche delle canzoni: trentenni, anziani, cibo, geopolitica, gentrificazione, animali su Instagram. Vieni con me a vedere l'Auroro. >rockit.it/auroroborealoeicapellilunghidi

Hit Kunle H 20.40

Tropical, punk, chitarre e tanto ritmo. Un profumo di foresta amazzonica si spande nel parco, ma non è un nuovo tipo di cucina etnica. È il sound degli Hit Kunle che arriva e ti si appiccica addosso come l'odore dell'estate. Fatti improfumare. >rockit.it/hit-kunle

Cresciuto sui tetti di Maciachini, Mosè Cov si porta sulle spalle la strada e nelle braccia il collettivo creato da suo fratello quasi vent'anni fa. Storie di riscatto e rivalsa dentro un flow preciso, ma scordatevi il machismo da gangsta. Questa è l'educazione della strada, dai palazzi al rap e dal rap al futuro. >rockit.it/moscov

CRLN H 21.55

Se la sua musica fosse un agente atmosferico, sarebbe una nuvola. Se la sua voce fosse un elemento, sarebbe acqua. Se non fossimo all'Idroscalo, saremmo nel più profondo dei pensieri di CRLN, che ha questa particolare capacità unica di portarsi dentro sé e di raccontarti com'è che va. Empatica. >rockit.it/crlnakacaroline


Go Dugong H. 22.55

Yombe H. 01.00

Linoleum dj set H. 02.20

La festa dei giovani di Milano. Se abiti qui ci sei già passato, se non l'hai ancora fatto sei ancora in tempo per cambiare per sempre il tuo weekend. Prendi da bere e comincia a ballare. Prima mangia una mentina. >rockit.it/linoleum1

Per il tema #invitoalviaggio nessuno è migliore di Go Dugong, che negli anni ci ha portati in viaggio nell'amore, per Milano e infine nel mondo intero. Impossibile star fermi, con lui devi prendere e partire ovunque, senza fare troppe domande. >rockit.it/godugong

Black Beat Movement

Ritmi internazionali e cuore napoletano, una delle nostre perle elettroniche nelle trame di uno scintillante tessuto R&B. >rockit.it/yombe

Tante Anna H. 01.55

H. 23.55

Non abbiate paura della vostra curiosità: andate in giro, non limitatevi a vedere il concerto del vostro artista preferito. Il MI AMI è fatto per star bene, sdraiarsi sull’erba, cantare fino a lasciarci la voce, abbracciarsi e ricordare i due giorni e le due notti del festival per sempre. Vi capiterà, nel tragitto tra un palco e un altro, di rimanere affascinati da una band che non conoscete: quello è il momento più bello, la scoperta e lo stupore.

Groove, sudore e patta da grande band: i Black Beat Movement sono una band con esperienza da vendere ma non per questo bolsi o bolliti, tutt'altro. Sono pronti, prontissimi per incendiare il Palco MI FAI. >rockit.it/blackbeatmovement

Non quello degli Altro e nemmeno quello dei fumetti, un altro Baronciani, che insieme all'amico d'infanzia Thomas Koppen ha sfoderato i chitarroni sulle batterie elettroniche per uno shoegaze classico e al contempo per nulla ortodosso. >rockit.it/tanteanna

Vi bacerete molto, sarete felici, qualche canzone vi commuoverà, altre vi faranno ballare. Insieme daremo inizio all’estate e i nostri occhi brilleranno più degli smartphone.

NON VEDIAMO L’ORA. 15


MI FAI

MI AMI FESTIVAL 2018 MI FAI

MATTI INCONTRI FUMETTO ARTE ILLUSTRAZIONE

VENERDI 25 MAGGIO

SABATO 26 MAGGIO

Visual per HAN + GENERIC ANIMAL

Illustra: VANARIN + BEE BEE SEA

Visual per RED LINES + MAIOLE

Illustra: BLACK BEAT MOVEMENT + TANTE ANNA

Visual per MAKAI + MACHWEO + LUCIA MANCA

Illustra: HIT KUNLE + MOSE' COV + CRLN

Illustrano al MAIN STAGE

Visual dj set del MAIN STAGE

ELIANA ALBERTINI ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 16

Reporter fumettista del MI AMI


MI AMI FESTIVAL 2018 MI MANGI

MI MANGI APE GRILL

AREA CIBO

LAS BRAVAS PANTURA

EL CAMINANTE JOYFRUIT

ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 18


DON'T BELIEVE THE HYPE

DRINK IT! BREWDOG.COM - alesandco.it Importatore esclusivo per l’Italia

F Ales.and.Co - # highwaytoale - T alesandco


INTERVISTE Best of 2018

SPIGOLATURE DI PENSIERI a cura di

CHIARA LONGO E VITTORIO FARACHI

Un anno intero ad ascoltare la Musica di migliaia di artisti, ma spesso è bello anche ascoltare le loro parole, le loro idee, il loro approccio al quotidiano. Scrivere canzoni significa anche partecipare alla costruzione della realtà e prendere posizione nelle cose della vita. In questa rubrica abbiamo selezionato alcune dichiarazioni rilasciate durante l'anno da alcuni dei tanti musicisti che Rockit ha seguito e intervistato.

Tiziano Ferro «I 30 anni sono un'età nella quale uno vuole diventare concreto, vuole che succedano le cose, che un sogno diventi un lavoro, che questo diventi ben pagato, la casa ecc... però queste cose succedono a qualcuno velocemente e a qualcuno lentamente, e l'indulgenza verso se stessi passa anche attraverso la comprensione degli altri. Un piccolo esercizio spirituale, anche se non si è religiosi, è credere che non siamo in totale controllo della nostra vita e della realtà, che la vita e l'universo vadano avanti anche se non siamo noi a controllarli e che noi, notizia del giorno, non siamo dio. OGNI PROVA CHE TI SI PROPONE È SEMPRE ALLA TUA PORTATA. SE HAI FALLITO, EVIDENTEMENTE in quel momento ERA GIUSTO COSÌ.»

The Zen Circus «Quando si cerca il trait d'union de “Il fuoco in una stanza” parliamo sempre di "Catene": quelle familiari, dell'amore e quelle sociali.Ci sono però anche le catene degli Zen. Conosci la storia dei ricci di Schopenhauer? Un branco di ricci viene sorpreso da una tempesta polare, e devono stringersi tra loro per farsi caldo. Avendo gli aculei però non possono avvicinarsi troppo perchè si ferirebbero, quindi devono stare abbastanza stretti da scaldarsi e abbastanza distanti da non pungersi. Noi siamo così. Non è che fuori dai concerti andiamo a fare le pizzate in continuazione come molti pensano, abbiamo un nostro equilibrio, non ci servono quelle cose. Nel 2003 ognuno era praticamente una macchietta, poi cresci e l'uno ha cambiato la vita agli altri.»

ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 20


INTERVISTE Best of 2018

Paola Zukar «Il rap non è alternativo. In Italia siamo sempre stati legati a questa cosa, quando all'estero i Public Enemy con gli Anthrax facevano i festival che volevano. Noi avremmo voluto avere uno spazio nei festival italiani, però è anche una questione di pubblico. Se il pubblico si aspetta i Marlene Kuntz e arrivano i Dogo, be', c'è una bella differenza. Ora la palla di neve ci ha travolti, ed è sempre più grossa. Siamo sempre a sventolare “disco d'oro! disco di platino! doppio disco di platino!”, ma è servito per dire “Sono triplo disco di platino, ora mi chiami”. Però è fastidioso. Per anni abbiamo sentito cose come “andate sul palco e non c'avete neanche il batterista”. Ci sono ancora giornalisti che dicono sta cazzata: non c'è la band. Non c'è la band? Vallo a dire a Skrillex!»

Manuel Agnelli «Il risultato degli ultimi tour, compreso il forum, è un gran risultato per un gruppo che è in giro da trent’anni. Alla fine probabilmente questa cosa della tv ha risvegliato l’interesse di chi ci seguiva una volta ed era un po’ che non veniva ai concerti. C’è stata una sorta di senso di appartenenza, un po’ pungolato dal vedermi tanto in giro, come se qualcuno dicesse “questi sono miei”. La più grande differenza tra suonare ieri e oggi è che una volta salivo sul palco per portare la parte negativa di noi. Ma questo può diventare un cliché: anche essere disturbanti e provocatori diventa uno stereotipo. Oggi suono senza avere secondi fini, neanche quello di essere per forza originale o strano; vado sul palco a parlare di quello che sento in maniera molto molto libera.»

Ghali «La fama ti toglie un po’ di libertà. Sono uno che vive d’ispirazione guardando gli altri. Di solito salgo sulla metro, vado in giro e osservo chi mi sta attorno. Mi sono accorto che non posso più farlo, non posso più salire sull’autobus con le cuffie a scrivere. Quando vai in giro e tutti ti conoscono forse sei un po’ escluso, non ne fai veramente parte. Quando vai a ballare e vuoi divertirti con i tuoi amici ma ti ferma una persona ogni due secondi, in realtà sei escluso, non sei incluso. Tutto questo però ti aiuta a tenere stretto ciò che è vero, quello che è reale. Ovvero l’amore, l’amicizia, la famiglia. E capisci che puoi abbandonare un po’ tutto il resto. Come un castello finto che al primo vento cade.»

ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 22


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INTERVISTE Best of 2018

Iacampo «Il 2010 è stato sicuramente un momento topico della mia vita. La mia arte è molto vicina alla mia vita personale. Nella biografia ci sono due date di nascita: la mia e quella di mia figlia, che in qualche modo è coincisa anche con una mia rinascita personale, da “Valetudo”, che è il mio primo disco come papà. Ho cominciato a riconsiderarmi, artisticamente ma anche fisicamente. Il mio approccio con la chitarra, con la voce: tutto è coinciso con la nascita di Vittoria, che per me è stata proprio proprio un richiamo alla vita, alla sincerità. E alla verità, soprattutto.»

Wrongonyou «Mi aspettavo di più da Los Angeles, però abbiamo visto anche dei paesaggi incredibili senza volerlo e mi sono piaciuti da morire. L’emozione più grande è stata quando siamo andati al Joshua Tree e a Palm Springs, quindi tutta la zona del deserto rosso. Volevamo andare a conoscere qualche nativo americano, ma sono stati loro a venire a conoscere me in un certo senso. Un indiano mi ha fermato perché avevo una collana con un orso di turchese. Abbiamo fatto una bella chiacchierata e alla fine ho comprato una collana da lui, e quando sono andato via mi ha detto “non ti dimenticare che sei un orso”.»

Massimo Zamboni «C’è sempre questo tifo calcistico sulle cose in Italia. Se sei un punkettone devi aderire a un cliché che qualcuno ha confezionato per te. Comprare le divise dell’inquietudine è facilissimo. A me piacciono le persone che non si mostrano molto, perché spesso vuol dire che covano internamente un fuoco molto più salutare e creativo dell’esibizione. Allo stesso tempo, le mummie di sezione sono quelle che poi alla fine fanno sì che ci si distacchi dal mondo che loro pensano di rappresentare, perché è un modo di cristallo, che non può più avere vita. Il noncambiamento è inaccettabile.»

ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 24


25


#miamifestival #invitoalviaggio

VENERDÌ 25 MAGGIO 16.00 16.15 16.30 16.45 17.00 17.15 17.30 17.45 18.00 18.15 18.30 18.45 19.00 19.15 19.30 19.45 20.00 20.15 20.30 20.45 21.00 21.15 21.30 21.45 22.00 22.15 22.30 22.45 23.00 23.15 23.30 23.45 00.00 00.15 00.30 00.45 01.00 01.15 01.30 01.45 02.00 02.15 02.30 02.45 03.00 03.15 03.30 03.45 04.00

PALCO PERTINI

19.30

20.40

FRANCESCO DE LEO FRANCESCA MICHIELIN

PALCO HAVAIANAS

17.00

GASTONE

17.40

BONETTI

18.20

MASAMASA

18.50

FEDERICA ABBATE

19.30

20.15

PALCO MI FAI

18.45

TYPO CLAN

PALETTI

19.35

RED LINES

GALEFFI

20.20

MAIOLE

21.10

21.10

COMA COSE

MAKAI

21.50

EX-OTAGO

22.10

22.15

WILLIE PEYOTE 23.05 23.20

COSMO

TAURO BOYS

FRAH QUINTALE

00.05

01.00

POETRYSLAMMING 01.45

01.55

SICK LUKE + MARÏNA

HÅN

23.35

01.00 01.30

LUCIA MANCA

MACHWEO GENERIC ANIMAL LEO PARI disco set

02.20

CIAO! DISCOTECA ITALIANA

16.00 16.15 16.30 16.45 17.00 17.15 17.30 17.45 18.00 18.15 18.30 18.45 19.00 19.15 19.30 19.45 20.00 20.15 20.30 20.45 21.00 21.15 21.30 21.45 22.00 22.15 22.30 22.45 23.00 23.15 23.30 23.45 00.00 00.15 00.30 00.45 01.00 01.15 01.30 01.45 02.00 02.15 02.30 02.45 03.00 03.15 03.30 03.45 04.00


#miamifestival #invitoalviaggio

SABATO 26 MAGGIO 16.00 16.15 16.30 16.45 17.00 17.15 17.30 17.45 18.00 18.15 18.30 18.45 19.00 19.15 19.30 19.45 20.00 20.15 20.30 20.45 21.00 21.15 21.30 21.45 22.00 22.15 22.30 22.45 23.00 23.15 23.30 23.45 00.00 00.15 00.30 00.45 01.00 01.15 01.30 01.45 02.00 02.15 02.30 02.45 03.00 03.15 03.30 03.45 04.00

PALCO PERTINI

19.00

19.55

PALCO HAVAIANAS

17.00

LATENTE

17.35

OH! PILOT

18.15

MÈSA

18.55

GIOVANNI SUCCI 19.45

DUNK

VANARIN

19.30

BEE BEE SEA

20.10

AURORO BOREALO

GIGANTE JOE VICTOR

21.25

GERMANÒ

SELTON 22.00

18.40

GIORGIENESS

20.35 20.50

PALCO MI FAI

20.40

21.20

21.55

TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI

22.15

MARIA ANTONIETTA

HIT KUNLE MOSÈ COV CRLN

22.50

GO DUGONG 23.20

PROZAC +

00.55

01.35

MR. ISLAND GOGO RECORDS SOUND SYSTEM

01.00

COLAPESCE

23.55

IL DOPOFESTIVAL DI MILLEFOGLIE

01.00

01.55

BLACK BEAT MOVEMENT YOMBE TANTE ANNA

02.20

02.25

DJ GRUFF 03.30

23.35

ROCKIT ALL STARZ

LINOLEUM dJ set

16.00 16.15 16.30 16.45 17.00 17.15 17.30 17.45 18.00 18.15 18.30 18.45 19.00 19.15 19.30 19.45 20.00 20.15 20.30 20.45 21.00 21.15 21.30 21.45 22.00 22.15 22.30 22.45 23.00 23.15 23.30 23.45 00.00 00.15 00.30 00.45 01.00 01.15 01.30 01.45 02.00 02.15 02.30 02.45 03.00 03.15 03.30 03.45 04.00


cocktail + birra MI MANGI WC

GETT ONI DRINKS

GETTONI DRINKS CON APP INFO POINT ROCKIT


GETTONI DRINKS

GETTONI DRINKS CON APP

SERVIZIO NAVETTE GRATUITO DA via Monte Ortigara (fermata LINEA 90/91 - A pochi metri da Porta Vittoria FS)

ANDATA

(OGNI 20 MINUTI CIRCA) venerdì dalle 15.30 alle 19.30 sabato dalle 15.30 alle 19.30

#invitoalviaggio

MI MANGI

#miamifestival

cocktail + birra

RITORNO (OGNI 20 MINUTI CIRCA) venerdì dalle 01.00 alle 05.00 sabato dalle 01.00 alle 05.00

balatonsound.it


VUOI VENIRE AL MIO FUCK-FEST? MÂ¥SS KETA - UNA VITA IN CAPSLOCK DISPONIBILE IN DIGITAL DOWNLOAD, ASCOLTO E CD


RECENSIONI Dischi

RECENSIONI a cura di

CHIARA LONGO E FEDERICA CALVO

IN ZAIRE

Vision Of The Age to Come Sound of Cobra Records

Gli In Zaire hanno prodotto un disco dalla peculiarità psichedelica capace di rapire l’ascoltatore e trasportarlo in un altrove lontano nel tempo e nello spazio spesso privo di coordinate precise che, in fondo, è solo un luogo della mente che può essere riempito e abitato dalle più varie sensazioni o stati d’animo. Il senso dell'immaginario psichedelico è tutto qui. // Sergio Sciambra

“Uo m o D o n n a” è u n d i s c o che parla d’amore e della sua st r u g gente s acra l it à, i n u n reciproco rincorrersi di anime che, il più delle volte, non si incontreranno se non per dirsi addio. Perché chi ama sa bene della solitudine. De Simone è un artista non allineato, in qualche modo i ndefi n ibi le nel la sua originalità, che si bagna bene nella tradizione, nuota nel pop e nella psichedelia. // Margherita G. Di Fiore

POPULOUS Azulejos

La Tempesta Intenational Un anno fa Populous si è trasferito a Lisbona per un paio di mesi con l’intento di fare un disco di cumbia e il risultato è stato un disco molto meno prevedibile di quanto si possa credere. “Azulejos” è un disco con tante anime aperto a letture e situazioni differenti per la capacità di passare da mood dubbiosi, aggressivi o sexy per finire in totale serenità. // Sandro Giorello

ANDREA LASZLO DE SIMONE Uomo Donna 42 Records

ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 32

e zarrate facendo del suo ultimo lavoro uno tra le migliori uscite dell'anno, confermando così la propria longevità e il proprio gusto. // Raffaele Lauretti

VENEZIA

"La Materia, Il Segno, La Forma, La Poesia" A nd rea Venezia non c’è più m a l a s c i a a t ut t i noi i l s uo progetto “La materia, il segno, la forma, la poesia” ov vero u n cor to ci rcu ito d i blue s e sperimentazione elettronica e rumore. La voce di Andrea sgraziata e nevrotica conduce verso scenari densi di rabbia, scanditi da ricerca di amore e di vane certezze. Nessuna illusione solo consapevolezza di vivere un'esistenza precaria in una società ingiusta. // Giuseppe Catani

FRANCO RICCIARDI Blu

GUÈ PEQUENO

CUORENEROPROJECT

Universal Music Italy

“Blu” è il nuovo album di Franco Ricciardi, 50 anni suonati inventa ancora melodie potenti, il suo più grande talento. Grazie alla propria cifra stilistica sintetizzata nel non abbandonare mai la radice popolare della canzone napoletana aggiungendo anche elementi nuovi, crea un mix

Gentleman

"Gentleman" è una fotografia alla scena attuale e alle sonorità più fresche senza farsi mancare né la personalità e né la voglia, ancora una volta, di mettersi in gioco. Dopo “Santeria” Cosimo realizza un complesso collage di citazioni e rimandi, storytelling, intimità


italian festival promotion - www.alternativaevents.it


RECENSIONI Dischi di pathos e teatralità come solo i

grandi cantanti pop sanno fare, e i napoletani, in questo, sono i migliori. // Sandro Giorello

BASSI MAESTRO Mia Maestà

Com Era Records

tramite cui scorre la musicalità l iqu ida, quasi lasciva, dei 3 ragazzi campani. Anche le linee vocali fluttuano eteree sugli arrangiamenti elettronici, a tratti minimali. Da ballare piano, su un tramonto baltico, bramando il Mediterraneo. // Francesco Gallinoro

“Mia Maestà” è il nuovo album di uno dei più grandi padrini del rap italiano. La scrittura è sempre immediata, schietta, senza troppi fronzoli, concreta. Bassi ha più di 40 anni e continua a fare rap raccontando sé stesso nella stessa situazione di sempre: il vivere la propria quotidianità lavorando con la musica. Ancora una volta, si racconta e lo fa con lucidità. // Raffaele Lauretti

CLAP! CLAP!

Dig! Delve! Damn! (Dutche Archive Editon) Black Acre Records

Il nuovo album del produttore fiorentino è in parte frutto del libero accesso alla library del Tropenmuseum di Amsterdam, da cui ha tirato fuori la maggior parte dei samples. Canti e voci evocative, percussioni di conchiglie, tamburi e strumenti tra i più disparati si fondono in un contesto tribale con un'elettronica raffinata ed elegante. Impossibile non ballare durante l'ascolto. // Mauro Titanio

Velour

Icons Creating Evil Art Da Posita no gl i Em macosta sono volati in Svezia dove è nato "Velour". La godibilità dell’ep si misura negli arrangiamenti mai invadenti, maglie larghe

ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 34

GHEMON

Mezzanotte

Macro Beats Records

RKOMI

Io in Terra

Universal Music Group "Io in terra" è una dichiarazione facendo i conti con sé stessi. Una copertina kantiana vede Rkomi con il cielo stellato sopra di sé e la legge morale dentro di sé, anzi meglio: con la zona, il quartiere, direttamente sotto il culo. Seppure in procinto di alzarsi e intraprendere il proprio viaggio, il ragazzo di Calvairate sembra quindi non dimenticare tutto ciò che è stato finora. // Raffaele Lauretti

MANA

EMMECOSTA

senza farsi mancare momenti d’impatto. Lo stile compositivo è ben definito e personale, che poi è quell’unica cosa che ti fa sopravvivere in eterno. // Sandro Giorello

Creature Ep

"Mezzanotte" è un disco che viene dal dolore e inevitabilmente dalle cromie cupe, ma non tiene una posa, va a fondo. Non cede alla ballata sdolcinata, ma sfoga la rabbia e il dolore come lo farebbe una corsa fino all'ultimo respiro. I testi dimostrano ciò che è passato nella testa e nel cuore di Gianluca in questo anno e mezzo di scrittura e lo mette in musica, per salvarsi e per salvare chi lo ascolterà. // Teresa Bellemo

HAVAH

Contravveleno Maple Death

Racconto, potenza, ostinazione. Basterebbero queste tre parole per parlare della nuova prova di Havah, il progetto solista di Michele Camorani. Un racconto potente che mette insieme storie di ordinaria resistenza, di eroi inconsapevoli, di uomini, donne e bambini costretti a contro guerre storiche e individuali. Racconti veloci e dipinti con u n s en so d i i nqu iet ud i ne e

ineluttabilità costante. // Chiara Longo

Hyperdub

“Creature” è l’ultimo lavoro di Daniele Mana in cui l'attenzione è verso un tipo di musica orchestrale dove l’insieme di strumenti si fa epico e imponente e i beat passano in secondo piano, spesso lasciando il loro spazio al silenzio

SEQUOYAH TIGER Parabolabandit Morros Music

La musica di Leila Gharib aka S equoya h Tiger appa r t iene esattamente a quella specie


RECENSIONI Dischi

aliena di musica, quella capace di farti percepire un altro mondo intorno. Il suo dreampop sci-fi ci fa i m mergere i n u n a ltro mondo, un altro universo in cui i confini sono elastici colorati che si muovono seguendo i ritmi di una creatività che li attraversa fluida e avvicina le galassie e i panorami. // Letizia Bognanni

FLAVIO GIURATO

Le promesse del mondo

Esistono pochi artisti italiani che, quando annunciano un nuovo disco, ti domandi «Chissà che disco farà stavolta». Cesare Cremonini è uno di questi. “Possibili Scenari” è il suo sesto disco e non rimescola le carte, le consolida. Rafforza l’estro attraverso un lavoro di produzione certosino e un labor limae nei testi e negli arrangiamenti, dove è evidente una certa voglia di perfezionismo. // Teresa Bellemo

vuoto comunicativo voglia essere un contenuto che vuole spingere alla riflessione sul vero e proprio horror vacui che si prova di fronte a un'assenza di schemi comunicativi a cui siamo già abituati. Di questa essenzialità co-testuale apprezziamo l'attenzione che di rimando viene data alla musica e alla cura di ogni dettaglio. // Raffaele Lauretti

Entry

CALIBRO 35

Flavio Giurato con un concept liberamente ispirato alla realtà vuole sviscerare un fenomeno mai tanto attuale e spinoso, come quello migratorio, attraverso una prospettiva narrativa dalla stupefacente trasversalità spazio-temporale: migranti, scafisti, volontari, uomini di chiesa, forze dell’ordine e ragazzini impavidi scaraventati a turno sullo stesso palcoscenico a incarnare brandelli di storia. // Antonio Belmonte

Record Kicks

MARGO SANDA Delay

Margo Sanda Il suo primo ep Margo Sanda l'ha fatto in casa, però la spontaneità DIY non si traduce in sciatteria. Anzi, i brani sono tutti, seppur frutto di improvvisazioni, ricchi, stratificati, e più da club che da cameretta. E da tutte queste curve intrecciate emerge un ritratto complesso, esistenzialista, sofisticato, come la protagonista di un film della Nouvelle Vague. // Letizia Bognanni

Decade

ANDREA POGGIO Controluce

La Tempesta Dischi “Controluce” è un gioco molto serio e composto, finendo così per creare qualcosa di peculiare e a tratti straniante. L’orchestra puntellata di fiati, un andamento melodico quasi da musical disneyano e un senso di solitudine compiaciuto e desolato nel testo ci fanno vagare in tutto il disco perplessi tra piazze, strade, spiagge, deserte o gremite, assolate o piovose, sempre da una giusta distanza. // Letizia Bognanni

NITRO

CESARE CREMONINI Possibili Scenari

Universal Music Italy

ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 36

No Comment Epic Records

“No Comment”. Il titolo dell’album sottolinea come questo puro

I Calibro 35 avrebbero potuto festeggiare serenamente dieci anni di onorata carriera con un semplice ma onesto Greatest Hits. Dubito che qualcuno si sarebbe lamentato, dato che, a conti fatti, il gruppo ne ha regalati di momenti memorabili. E invece no: “Decade”, registrato insieme agli Esecutori di Metallo su Carta (l’ensemble fondato da Enrico Gabrielli e Sebastiano De Gennaro) è un album di inediti che alza ulteriormente l’asticella di una band che non aveva certo bisogno di conferme. // Gabriele Naddeo

LIM

Higher Living

La Tempesta International / Factory Flaws "Higher Living" non si evolve gravitando attorno alle influenze krautrock del precedente ep, ma si pone proprio su di un livello diverso, complice forse l’ecletticità e curiosità di Sofia e di RIVA che hanno saputo plasmare con omogeneità suoni distanti, confezionando un lavoro di intima personalità. Ciò che traspare è che sia no compon i menti scritti i n momenti e stati d’a n i mo


differenti, ma la particolarità è l’armonia complessiva che tiene legati assieme i singoli brani, come se il collante fosse una consapevolezza unica, da cui traspare l’Io, ma anche tutte le percettibi l i sf u matu re d i sensazioni e sentimenti. // Filippo Gualandi

WRONGONYOU Rebirth

Carosello Records L a pro du z ione "a mer ica n a" avrebbe potuto distruggere i sogni del ragazzo sognatore che fa della foresta, della montagna e del lago la propria casa ideale, e qualche volta la patina pop e scintillante di questo tipo di produ zione r isch ierebbe d i

standardizzare il disco nella sua interezza, quand'ecco che la titletrack "Rebirth" funge da grido di liberazione e fierezza, infatti è uno dei pochi brani non registrati con Canova. Proprio quei momenti di purezza, sono colori che completano un quadro bello e vivo. // Carlo Tonelato

THE ZEN CIRCUS

Il fuoco in una stanza Woodworm

“Chi vi credete che noi siamo / per le ferite che portiamo”. Ogni disco ha un verso che lo riassu me e “Il f uoco i n u na s t a n z a” è c o n t e n u t o t u t t o i n que ste u nd ici pa role d a l testo di “La stagione”. Undici p a role che raccont a no u n a storia di dolore e di riscatto, di testa alta e di resistenza a quello che ti si para davanti. Riassunto del disco, ma anche dell’intera carriera degli Zen Circus, che arrivano al decimo album continuando a cantare le storie di sempre, ma provando a suonarle in modo diverso.// M a r c o Vi l l a


RUBRICHE Il fascino eterno

IL FASCINO ETERNO DELLA LINGUA ITALIANA SUGLI ARTISTI STRANIERI Di MARCO BELTRAMELLI

Che l’Italia nel corso dei secoli abbia ispirato tanti artisti, scultori, architetti, pittori, è cosa nota, ma negli ultimi tempi sembra si sia prepotentemente riproposta sulla mappe della musica globale. Viviamo questa paradossale situazione in cui molti artisti nostrani si cimentano con le lingue straniere e si scontrano con le difficoltà del produrre musica in inglese nella nostra nazione mentre, ad altre latitudini, il parere sembra esattamente l’opposto. Come ha recentemente affermato Nic Cester in un’intervista rilasciata sul nostro portale "So che sembra scontato, alla fine è un po' il luogo comune sull'Italia quello del buon vivere, ma è vero. Anche nella musica è così, dove sono cresciuto la gente segue tantissimo le mode. Se qui un disco funziona, se i testi e la musica sono belli, la gente verrà a sentirti. Non importa l'età o l'estrazione sociale, quando abbiamo suonato a Lucca c'era gente di tutti i tipi, è stato meraviglioso." Il teatro musicale all'italiana si è imposto dal Settecento in poi incoronando la nostra come la “lingua dell’opera”, giustificando il successo che ROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 38

ancora oggi riscuotono i tenori italiani all’estero (anche in strani ibridi tra il pop e il canto lirico, vedi Il volo). Il dizionario musicale classico è in gran parte composto da termini italiani che ancora oggi vengono utilizzati negli spartiti di tutto il mondo. L’opera italiana trovò un terreno particolarmente fertile in Francia. I musicisti italiani compivano quelli che già allora erano a tutti gli effetti dei veri e proprio tour, portando la propria musica per piazze e teatri delle più disparate città europee dove il pubblico, che non sempre era in grado di comprendere la lingua, cominciò ben presto ad interpretarne le gestualità e la fonetica. Arrivando ai giorni nostri, non si può non notare come questo fascino stia tornando prepotentemente alla ribalta. Prendiamo l'esempio dei Phoenix e del loro ultimo disco "Ti amo", che in origine avrebbe dovuto chiamarsi "Je t'aime". Tomas Mars, frontman della band, è sposato con la regista di origini italiane Sofia Coppola e il loro matrimonio si è svolto in Lucania. I riferimenti nel disco vanno ben oltre i soliti luoghi comuni pizza, mafia e mandolino. Dal gelato al


una lingua all’altra, di riadattamenti ed omaggi, potremmo andare avanti all'infinito. Ma il punto è: quanto l’Italia e la lingua italiana, ad oggi, possono essere attraenti per un pubblico internazionale?

fiordilatte fino al lungomare di Cattolica, dal festival di Sanremo alla sofisticata ricerca sul cantautorato italiano (da Battisti a Battiato), presumibilmente, li hanno portati sino ai giorni nostri e a nomi come quello di Giorgio Poi che ha aperto e aprirà molti loro concerti. Anche la cucina, il clima, i panorami sono tutti fattori che possono influenzare positivamente la musica e la produzione artistica in generale. Tra i casi più noti c'è quello di Sting che ha acquistato una villa con vigneto in Toscana, meno chic ma più funzionale la residenza di Jonny Greenwood dei Radiohead, un casale a Sant'Elpidio nelle Marche. A suscitare grande fascino sulle star del jet set e della musica globali è il lago di Como: tra i suoi ospiti si possono annoverare i Muse.

foto di Matteo De Mayda

C’è chi, da una località visitata, rimane così colpito da dedicarle una canzone: è il caso dei Tame Impala e della loro “Sestri Levante”. Ma se alla località turistiche che ci vogliamo rivolgere allora il caso più emblematico e linguisticamente più interessante è quello di “Santa Marinella” dei Gogol Bordello. Se volessimo fare un elenco di cover, di canzoni tradotte da

Uno dei media attraverso il quale la lingua italiana si è fatta conoscere maggiormente è stato il cinema. Ed è bene precisare che, a differenza nostra, le altre nazioni sono abituate a godersi la visione dei film esteri con i sottotitoli. La scelta della lingua italiana diventa così una scelta stilistica ed estetica ben precisa e con un immaginario evocativo ben delimitato che si colloca tra i grandi nomi della moda, i divi del cinema e la dolce vita felliniana. Un’operazione interessante è stata quella di Erlend Øye: trasferitosi in Sicilia ormai da anni e appassionato di musica italiana grazie a una canzone di Gaber. Dopo aver scritto una canzone nella nostra lingua, “La prima estate”, per la laurea di un'amica, questa estate ha dato vita ad una delle esibizioni più emozionati dello scorso Ortigia Sound Festival. “Erlend Øye performing Sapore di Sale” si è svolto su un traghetto al largo delle coste di Siracusa in cui l’artista di Bergen non si è limitato ad interpretare il classico di Gino Paoli ma ha spaziato all’interno del repertorio italiano più classico. Sarà questo il momento giusto la musica contemporanea italiana in italiano travalichi i confini nazionali? E se i Phoenix nella title track del loro ultimo album si rivolgano a noi chiedendoci cosa preferiamo tra “Champagne or Prosecco”, forse, finalmente, la scelta propenderà verso il secondo. 39


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Zeta reticoli

DEI MEGANOIDI COMPIE 15 ANNI E CONTINUEREMO AD AMARLA PER SEMPRE DI MATTIA NESTO

“La destra pensa all'impunità e intanto l'Italia va in declino” così il 6 giugno 2003 titola la Repubblica a proposito di un’intervista di Claudio Tito a Piero Fassino, allora Segretario dei Democratici di Sinistra. Ma in quella stessa giornata di inizio estate esce “Outside the Loop, Stupendo Sensation”, il secondo album dei Meganodi. L’album arriva sull’onda dell’emozione/ orrore per i fatti di due anni prima, ovvero quelli del G8 di Genova, gli scontri in piazza, le bombe carta e i cassonetti incendiati in corso Torino, la morte di Carlo Giuliani e “la macelleria messicana” della scuola Diaz. I Meganoidi, da sempre schierati con la cosiddetta sinistra antagonista e no-global, realizzano un disco denso che, partendo proprio dal titolo, si chiama volutamente “fuori dal giro”: alle logiche del mercato preferiscono le leggi della propria coscienza. In fondo alla tracklist c'è una canzone che diventerà vero e proprio manifesto dei Meganodi e, in buona misura, di un’intera stagione: stiamo parlando di “Zeta Reticoli”. Per chi è stato giovane in quegli anni questa canzone è stata un concreto punto di riferiROCKIT mag 56 MI AMI 2018 - 40

mento: sparata dalle casse di qualsiasi bloc-party alternativo o riproposta in svariati cortei anti-Moratti e anti-globalizzazione, "Zeta Reticoli" diventa il pezzo di chi è contro, di chi non vuole assoggettarsi alle destre berlusconiane. Ma in fondo che pezzo era, anzi è, “Zeta Reticoli”? Se fosse uscita adesso come sarebbe accolta questa canzone simbolo? Probabilmente passerebbe sotto silenzio, per com’è avulsa e distante da ciò che, al giorno d’oggi, si ascolta in Italia, tra revival anni '80 e pop. La canzone inizia con un giro di basso, lento e ipnotico. La prima sorpresa arriva con una tromba mexicanstyle che fende l’aria e introduce il cantato. La prima strofa è questa:

“Preso con l'ultimo invito di un progetto Che si presenta nel nome della verità You know falling in illusion Catturati nel sonno della nostra età”.

Ora non so voi ma oggi come allora, comprendo ancora molto poco di questo incipit. Al di là dell’inserto in inglese, vero e proprio marchio di fabbrica del punk-rock italiano di inizio 2000, il testo non si presenta propriamente chiaro ma una frase risplende di luce propria: “Catturati nel sonno della nostra età”. Una frase sicuramente importante dato che quegli sono gli anni in cui, tra G8 di Genova, 11 settembre, guerra in Afghanistan e seconda Guerra del Golfo, la “grande pace” del mondo occidentale post-Guerra Fredda e caduta del muro di Berlino stava progressivamente andando in pezzi. Ed ecco allora che, noi giovani figli di un’Italia consumista e post-ideologica, nonostante gli stimoli dei vent’anni, ci ritrovavamo nel bel mezzo di fatti e accadimenti più grandi di noi: “la macchina della storia tutto macina e travolge”. Ecco, “catturati nel sonno della nostra età”. Un attimo primo del tornello arriva una frase che la spiega lunga sullo zeitgeist spirituale in cui è stato scritta "Zeta Reticoli": “In un lago di sangue detto libertà”. Il 20 luglio 2001 ce lo ricor-


diamo tutti bene e per molti ha rappresentato la fine delle illusioni. Il 20 luglio 2001, a due passi da piazza Alimonda nel quartiere di Genova-Foce, Carlo Giuliani muore durante gli scontri del G8. Quelle drammatiche immagini scossero un’intera generazione. Una generazione di cui facevano parte tante ragazze e ragazzi come noi che, in quegli stessi anni, manifestavano o stavano iniziando ad interessarsi al fiorente movimento terzomondista e anticapitalista dei NO-Global. Gli scontri in piazza tra Forze dell’Ordine e manifestanti, la distruzione e le violenze nel Centro Storico di Genova e la morte di Giuliani, in un certo qual modo, spensero quasi sul nascere quel sogno utopistico, “in un lago di sangue detto libertà”. Arriviamo al ritornello,

cantato in tante di quelle feste e in tanti di quei centri sociali che se chiudiamo gli occhi tutti assieme possiamo sentire la kefiah d’ordinanza sfregarci il collo:

“Brucia ancora, che prima o poi ritornerà Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto Non temere zeta reticoli on my mind Aspetterò il momento per un migliore slancio”. 51 41


RUBRICHE Zeta Reticoli

Anche in questo caso il significato è criptico. Cercando in rete informazioni a proposito se ne trovano di ogni. C’è chi sostiene che il quasi slogan "Zeta Reticoli on my mind" possa evocare una specie di grido a rifuggire ogni tipo di costrizione, laccio e bavaglio imposto dallo Stato borghese, corrotto e mafioso. Altri dicono che questo sia, ancora una volta, un riferimento a Carlo Giuliani (cosa del resto molto possibile anche seguendo altre strofe, come “Neri quei giorni che passano senza di te”) e c’è perfino chi sostiene che Zeta Reticoli sia il riferimento alla galassia di appartenenza dei Grigi, un misterioso popolo alieno. Non si è mai ben capito chi abbia ragione ma rimane il fatto che, nonostante l’oscurità di senso, risentirlo oggi fa ancora un fottuto effetto. Un effetto che non è semplicemente di nostalgia per quei “migliori anni” della nostra giovinezza no, tutt’altro. "Zeta Reticoli" fa montare una rabbia sorda e cieca per quanto siamo diventati. Perché, volenti o nolenti, tutti quanti siamo scesi a patti: se nel 2001 le multinazionali erano il cancro sulla Terra, oggi lavorare per una grande società che opera su più Paesi è un fiore all’occhiello e un motivo di vanto per tanti di noi. Oppure se in quegli anni l’America era vista come “il grande Diavolo” oggi chi non è un convinto ammiratore delle meraviglie tecnologiche della Silicon Valley? Dai, siamo onesti e guardiamoci allo specchio: cosa siamo diventati? Eppure, tra un accenno ska, brucia ancora, sotto la coltre di cenere delle nostre vite un po’ borghesi in pantofole un po’ tanto in “pigiama e Netflix”, quella fiamma di protesta e contestazione. In fondo siamo ancora quelle ragazze e quei ragazzi che, urlando “Zeta Reticoli onmaimaind” scendeva-

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no in piazza a manifestare contro l’assurda Riforma della Scuola del Ministro Gelmini oppure contro le guerre preventive di Bush junior o le leggi ad-personam del Governo Berlusconi. Oggi quella stagione colorata dalle bandiere della pace sui balconi e animata dai numerosi girotondi nelle piazze è un po’ sbiadita. Il movimento adesso significa quasi esclusivamente un soggetto politico (no, non lo chiameremo partito altrimenti chi li sente?) ma non è obliata del tutto. Perché in quella estate di inizio Millennio, quanto eravamo spinti dal voler rappresentare qualcosa di più delle nostre singole persone? Eravamo più di una persona sola, avevamo uno slancio, magari molto ingenuo e non perfettamente preciso ma pazienza, di voler incarnare un processo tutto rivoluzionario, di allargamento totale e internazionale delle risorse: “Globalizzazione dei diritti, non del lavoro” si sentiva dire dai leader del tempo. E allora "Zeta Reticoli", con quel suo ritmo dritto e quelle chitarre francamente oggi irripetibili, la melodia carica di nostalgia, ci fa ancora sobbalzare il cuore in gola, perché in fondo, le ragazze e i ragazzi che hanno letto e riletto “No Logo” di Noemi Klein, che conoscevano a memoria gli sketch di Guzzanti, che si facevano un unico dread nei capelli, fanno ancora parte della nostra società e vivono ancora nelle nostre stesse città. Forse siamo proprio noi, sei proprio tu che stai leggendo questo pezzo.

“Brucia ancora, che prima o poi ritornerà Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto”


tema: #invitoalviaggio

contest letterario testo vincitore di

CHIARA ARALDI

Da Cà Morosini, frazione di Lusia, provincia del niente di Rovigo è possibile seguire l'argine dell'Adige praticamente senza interruzioni fino alla sua foce, a Rosolina Mare. È una strada docile, di poche parole. Ci sono punti in cui la pianura si apre per chilometri di sguardi, solo qualche cascina neanche troppo abbandonata e i campanili, appollaiati dietro le curve. Come presagi, come avvoltoi. Una volta i fiumi, le chiuse, l'acqua, la sua portata e la sua gestione erano cose significative. I consorzi di bonifica avevano un peso sociale, la loro presidenza era un'onorificenza rispettosamente accettata. Mio nonno è stato Presidente di un consorzio di bonifica. Gli facevo tirare fuori la medaglietta, da bambina. Ora so che è una croce, ma non perché me lo ricordo, mi ricordo che mi piaceva guardarla e pensare che lui era importante e - conseguentemente - un po' lo ero anche io. A ben vedere, lo era. A me invece piace guidare da sola, col finestrino abbassato, come un cane, per sentire l'odore dell'estate nell'aria, lungo l'Adige a Rovigo e mentre lo faccio ripenso a mio nonno col suo consorzio di bonifica e non posso fare a meno di sentirmi in imbarazzo, colta in flagrante, mentre non produco niente e non valgo niente e non ho praticamente niente se non

un'ostinata passione per la contemplazione. Per sta seduta agli angoli di strade nuove. È che da qui, se sei fortunato e molto silenzioso, riesci a cogliere le cose mentre cambiano prospettiva. L'universo è pieno di epifanie, che spesso occorrono mentre la gente è ferma all'autogrill, o in coda al bancomat, o sbronza. Per questo motivo, è molto importante, nella vita, scegliere le cose dalle quali non distrarsi mai. Io ho scelto il mondo. Adesso, l'aria è umida di mare e quasi fredda. Intorno a me stranieri bellissimi, biondi e alti, comunicano allegri in lingue incomprensibili. Sono impegnati a bere, a ballare, a stringersi insieme, sulle sdraio. Le sdraio di notte mi fanno tenerezza, come le cose funzionali che hanno perso il loro scopo. Come un orologio senza batteria o l'orsetto preferito di un ragazzo ormai adolescente. Come me, che non ho scopo o presidenze, e i fiumi non li so regolare. Però li riesco a seguire, lungo le pianure infinte, tra il granoturco e le risaie, gli aironi e i campanili giù, giù, fino al mare. Per salutarli, o per rispetto, o forse solo per dimostrare che le cose non hanno mai un solo significato e che il significato è ben diverso dallo scopo. Checchè ne dicano i miei fantasmi.

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PASSAGGI SONORI testo di RAMIRO DEI SELTON Foto di www.latente.it

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SELTON Le città sono come i dischi. Ognuna ha il proprio mood, il proprio ritmo e le proprie logiche interne. Alcune "vendono" di più perché sono più pop, più appetibili al grande pubblico, altre invece non sono per tutti e si fanno ricercare da quelli che veramente le vogliono ascoltare. Ci sono dischi che ci attirano subito, che non richiedono all'ascoltatore chissà quale sforzo. Barcellona, ad esempio, è così: basta che ci metti piede una volta e subito ti prendi bene, ti viene voglia di mangiarti il mondo, praticamente come ascoltare "Catch a fire" di Bob Marley in una giornata di sole. Anche se ha come primo pezzo "Concrete Jungle", che parla proprio delle problematiche delle grandi città, non puoi fare a meno di entusiasmarti e di iniziare a sorridere mentre il disco continua. Abbiamo vissuto a Barcellona per due anni e da questa città abbiamo imparato tanto. Suonando per strada e impegnandoci ogni sera a conoscere in profondità la sua vitalità, ne abbiamo colto il valore della spontaneità, la magia dei sorrisi e la bellezza degli incontri casuali. Abbiamo capito che avere una città esteticamente bella, aperta e solare attorno a

te influenza direttamente il modo in cui vivi la quotidianità e il modo in cui ti relazioni con il mondo. Questo aspetto si è fatto evidente quando ci siamo trasferiti a Milano dopo la vita barcellonese. Arrivare nella capitale Lombarda in inverno, senza alcuna conoscenza, e farci ogni giorno la circonvallazione con la Novanta per andare in studio, è stata un’esperienza veramente rock and roll. Praticamente come ascoltare il primo disco di James Blake in una giornata piovosa, dopo una vita ad ascoltare i Beach Boys in spiaggia. Milano richiede molta più attenzione, e ti devi impegnare per coglierne la bellezza. In un primo ascolto ti sembra spigolosa, incasinata, piena di informazioni inutili e stimoli non sempre positivi, ma ti insegna la meraviglia della scoperta. Diversamente da Barcellona, Milano si nasconde, però si fa trovare se la cerchi bene. Devi solo imparare a prenderla, a vederne i piccoli angoli di poesia in mezzo al grigio. Anche se ti obbliga a darti da fare per non venire mangiato e calpestato dai suoi ritmi allucinanti, Milano ha qualcosa che difficilmente si riesce a trovare in altre città. È

infatti una rara alternativa alle città grosse, perché presenta le dinamiche di una metropoli nonostante sia abbastanza piccola, facilmente percorribile in bici, e questa non è una cosa da sottovalutare. São Paulo, New York o Londra invece sono città che realmente ti fanno sentire come un piccolo granello di sabbia in una spiaggia gigante, come perso nella notte in mezzo alla strada ad ascoltare "In the court of the Crimson's King" dei King Crimson. Provare a capire certe strutture quando ci sei dentro è quasi impossibile, devi starci per tanto tempo, ascoltare e riascoltare finché riesci a guardare tutto da fuori e vedere "the big picture". Milano ci mette alla prova, senza però chiederci in cambio l'anima. In modo velato, mai esplicito, ci offre la possibilità di raggiungere alcuni dei nostri sogni, di trasformare il nostro quartiere in un piccolo paradiso. In ogni caso, il desiderio di ascoltare il disco perfetto che non è ancora uscito, e la speranza un giorno di trovare il posto ideale dove vivere ci accompagnerà sempre, questo è certo. Continuiamo a cercare, boa viagem e buon ascolto!

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LA POSTA DEL CUORE ; LEI+LUI

FERNWEH di MÈSA.

1. Una mattina presto mi sono svegliata con la sensazione di aver perso qualcosa. Non ricordavo che cosa e allora mi son messa alla guida e ho attraversato la città in lungo e in largo alla ricerca di qualcosa che potesse risvegliare dentro di me il ricordo di essermi appartenuta. Vidi alberi altissimi che facevano il solletico al cielo, contenitori di esseri umani come grandi grigie groviere, vidi lampioni in fila indiana che ricordavano candeline sopra a una torta, vidi il vento che le aveva spente. Non ho perduto nessuna di queste cose, pensai. 2. Ci ragionai a lungo. Probabilmente quello che avevo perso non lo avevo mai avuto. Ecco perché quella sensazione di vuoto.

C’è una parola in tedesco, fernweh, che significa “aver nostalgia di posti in cui non si è mai stati”. Come si può volere qualcosa che forse non esiste nemmeno? Immaginandola forte, credo. Allo stesso modo io avevo perso qualcosa che non era mai stato mio e adesso non sapevo dove cercare. La spia rossa della benzina mi avvertiva che ero in riserva. Tornai verso casa. 3. Cominciò a piovere forte che quasi non vedevo più niente. Mi immaginai quei tergicristalli come due dita lunghissime che spazzavano via le lacrime dal faccione della mia macchina. Pensai che forse era questo l’amore e per un attimo mi dimenticai di quello che avevo perduto. L’avevo trovato.


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LA POSTA DEL CUORE ; LUI+LEI

NOTA VOCALE REGISTRATA AI DIECI ALL'ORA UNA NOTTE SULLA STATALE DI PINEROLO di BONETTI.

Per tornare a casa sto passando dalle statali più sperdute per evitare i carabinieri. Quando bevo un po' guido ai dieci all'ora e quelli se ne accorgono. La radio passa solo pezzi di Raf, tant'è che prima ho pure pensato fosse morto, il povero Raf. Invece povero me, qui a coniugare ad un improbabile presente tutto un certo passato. Ai dieci all'ora, per giunta. Che poi io non ho niente contro Raf, ma proprio non capisco, forse oggi è il suo compleanno, o qualcosa del genere. Sui foglietti che in questi giorni scrivo -e perdo- in giro per casa, mi sono copiato una frase di quel racconto strano che tra le altre cose parlava dei “confini del proprio giardino", ma sta storia mi convince sempre meno. È vero, voglio pensare a me: il tavolo è ancora da sparecchiare, ci sono delle briciole sopra e io ho deciso di farlo per bene, ripiegando la tovaglia e tutto il resto. Però. Però lei mi strappa la tovaglia di mano. Cioè, la tovaglia, giustamente, lei nemmeno la vede, perché è su un tavolo nascosto in stanze del mio passato che ancora non conosce. E io sto così. Ieri ho rivisto per la milionesima volta uno di quei video dei rally degli anni Ottanta. Quei motori urlanti, quelle grida disperate di non so quali pezzi meccanici mi ipnotizzano, ed è scontato dirlo, ma sem-

brano le grida soffocate dei miei pensieri che vorrebbero uscire — magari prendermi a schiaffi― e farmi capire qualcosa. Adesso non c'entra, però mi sono letto tutto sul Gruppo B, su quei bolidi senza padrone; quei filmati di curve tagliate ai mille all'ora e le riprese dall'interno, con quella specie di soldati senza paura che si urlano codici incomprensibili senza bisogno di guardare quello che hanno davanti, come se possedessero il tempo. E un po' è così: loro hanno nero su bianco il futuro che stanno per incontrare, per questo sono così preparati. Vieni navigatore, vieni a dirmi tutto sulle prossime curve così che sappia muovermi. E non lo so cosa è restato degli anni Ottanta, cazzo di radio! Voglio dire, io avevo fatto un patto con me stesso. E poi lei. Lei con quegli orecchini tondi che sembrano bottoni che la incollano al mondo. Ma di cosa sto parlando? Che ne so di lei e dei suoi orecchini, l'ho vista due volte! Ha quel sorriso, ha detto quelle cose intelligenti, ma che c'entrano i bottoni e tutto il resto? Quelli sono una macchia sullo sfondo, come la teoria delle fabbriche di Corso Regina che adesso sta prendendo forma al di là del parabrezza. Eppure anche lei sta iniziando a prendere forma. Dopo questi mesi spaventosi. Ed è bello.


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