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SPECIALE MI AMI 2019

ROCKIT # 57 #amorvincitomnia #miamifestival 1


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rockit mag #57

MI AMI FESTIVAL 2019


AMOR VINCIT OMNIA* (E FUORI, FUORI LA PESTE) Corre l’anno 2019. Viviamo in un futuro che assomiglia terribilmente al passato. Sempre di più e sempre peggio. Certo non è la prima volta che l’umanità mostra il peggio di sé. Abbiamo avuto e continuiamo ad avere guerre, fascismi, epidemie, genocidi, terrorismi e tragedie assortite. Errori di valutazione madornali nella scala evolutiva. Disastri non annunciati. Scontri frontali con l’idiozia congenita della razza umana probabilmente, che trova una platea dove specchiarsi all’ennesima potenza nei magnifici giorni nostri delle (non)vite in diretta dei social. La trappola perfetta. La sensazione costante di vivere la propria quotidianità in equilibrio su un dirupo, con il pubblico sbavante a farti il tifo contro. Sempre e comunque e sempre peggio: la Felicità è il Sacro Graal a cui tutti aspirano ma per cui nessuno è disposto a sacrificare nulla, tutti che se ne sentono defraudati, tutti di conseguenza a rivendicare presunti torti subiti. L’arena degli infami, il coro lugubre degli invidiosi, il grande falò delle frustrazioni, la meschinità dei leoni da tastiera, le gogne mediatiche, la rabbia la rabbia la rabbia la rabbia la rabbia. La Rabbia unica livellatrice sociale. La rabbia che ti scava il cervello e ti svuota il cuore, lamento dopo lamento dopo lamento, commento dopo commento, like dopo like. La Peste. E se la Felicità sfugge, la colpa è sempre e comunque di qualcun altro. Viviamo nell’Era della Grande Autosuggestione. L’Era in cui “una micro-felicità mi è stata promessa e adesso cazzo la pretendo io sono speciale me la merito”. (...) Metto i puntini di sospensione perchè in fondo non è che hai molto margine di ragionamento o di dialogo in una situazione così. Vaglielo a spiegare che la Vita va per conto suo e non deve niente a nessuno. Che tanto poi qualcuno a cui dare la colpa della propria vita di merda lo si trova sempre, figuriamoci, anzi è esattamente quello che fa stare in piedi tutto il castello dell’Autosuggestione (cercare all’esterno le cause del proprio malessere). Homo homini lupus e Mors tua vita mea, come hanno scritto i filosofi. E l’uomo in fondo sarà anche un animale sociale, ma non ci siamo mossi da lì. Ma davvero non abbiamo saputo fare di meglio? Com’è stato possibile? Che cosa (non) siamo diventati? Cosa significa questo ‘Tutti-Contro-Tutti-Contro-Tutti’? E tutto questo, ed è ancora peggio, e mi viene da piangere, e non so più come dirtelo: mentre la Terra sta per

di stefano fiz bottura

collassare (Sarebbe giusto dire ‘mentre la Terra ormai è collassata e siamo spacciati’ ma ho gli occhi pieni di lacrime e non riesco a dirlo e continuo a far finta che no che possiamo ancora farcela e devo per forza pensare così. ---ti prego Matilde perdonaci). /respira/ Come dice il poeta: “Come faremo a uscire da questo fiume di merda puliti e profumati?” Una persona che conosco diceva: “La vita umana non dura che un istante / Si dovrebbe trascorrerla a far quello che piace / A questo mondo, fugace come un sogno, vivere nell’affanno, facendo solo ciò che spiace, è follia”. Come ha ragione. E mi sembra un ottimo punto di partenza per farcela ad uscire dai soliti loop di merda imposti dalla Società. Solo che io non sempre quello che ho fatto, che mi piaceva, che ho sempre cercato di fare (almeno) quello che mi piaceva, è stato giusto. Lo ammetto. Ho fatto anche tante cose sbagliate, che hanno fatto male sia a me che ad altri. E ci ho messo un pò a capire che erano in qualche modo sbagli, che l’energia si può indirizzare e che è l’errore che ci rende umani (guardate com’è giusto usato così l’# ufficiale del festival, sbagliato come l’ha sbagliato Caravaggio). Perchè si se ho sbagliato è stato per generosità curiosità creatività, non certo per calcolo meschinità o cattiveria. Per troppo amore. Per troppa umanità. Per troppa vitalità. Almeno quello. E i sensi di colpa rovineranno anche la vita ma dobbiamo imparare a conviverci (maledetta chiesa cattolica), anche questo fa parte del Grande Gioco della Vita e dell’Amore. /respira/ Che tenerezza, questo dovrebbe essere l’editoriale di un festival, ma sembra tutt’altro, come se fosse sbagliato. Non è così. Perchè il MI AMI non è un festival, ma una Promessa d’Amore. Amore per la musica e per te che hai deciso di venire al festival e hai trovato queste parole. Ma soprattutto per te amoremio, che ci ho pensato così tanto in questi ultimi mesi e com’ero contento e poi all’improvviso è arrivato il futuro. Qualcosa come: Volersi bene. Avere coraggio. Selezionare le cose serie e importanti, e lasciar perdere le stronzate. Dedicare tempo ed energie a chi se lo merita davvero e lasciar perdere chi se ne approfitta chi strumentalizza chi è troppo stupido per apprezzare quello che stai facendo per lui. Insomma: prendersi cura, con Grazia e Devozione. E Crederci. Sempre. Perché così, nonostante la Peste, forse, insieme, ce la faremo.

* la citazione corretta in latino è ‘Omnia Vincit Amor’, abbiamo per scelta usato la versione “sbagliata” con cui Caravaggio ha intitolato un suo quadro perchè ci sembrava giusto e bello così.

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ZONA DOGANA • TREVISO 7-8-9 GIUGNO INFO E TICKET COREFESTIVAL.IT

CALCUTTA

VENERDÌ 7 GIUGNO

PINGUINI TATTICI NUCLEARI GHEMON • M¥SS KETA I MIEI MIGLIORI COMPLIMENTI • POSTINO BRUNO BELISSIMO • AURORO BOREALO COSTIERA • JOLLY MARE DJ SET • LA SCIMMIA DEVIL MISSES FLOWERS

SALMO GEMITAIZ

SABATO 8 GIUGNO

ACHILLE LAURO • LUCH� KETAMA126 • RUMATERA

SXRRXWLAND • CHRISTIAN EFFE • DOLA FUERA • HALBA X FOLDINO • A.KAWA GIOVANEEFFE • SUSUM DJ SET RAPHAEL DELAGHETTO

J-AX + ARTICOLO 31 MÅNESKIN EMIS KILLA

LEO PARI • DUO BUCOLICO DAVIDE PETRELLA • NOSTROMO FOSCO17 • LEE ODIA • FUNKASIN STREET BAND HOLOGRAPH • FGM B-FOLK BAND EVERY DAY - OFFICIAL AFTERSHOW/CORE SOUNDSYSTEM

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rockit mag #57

BEVI RESPONSABILMENTE

DOMENICA 9 GIUGNO

MI AMI FESTIVAL 2019


ROCKIT: CHI SIAMO E DOVE STIAMO ANDANDO

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BEVI RESPONSABILMENTE

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A tutti piace parlare di sé (anche ad un’entità astratta come uno Stato, un’azienda, una squadra di calcio, un sito - in questo caso). Se dietro ci sono le persone, se comunque credono in quello che fanno, cercheranno di vendertela come la cosa più importante del mondo. Ci sono momenti però dove raccontarsi è funzionale, forse necessario. Quando il fine non è trasmettere una versione migliore di noi agli altri ma fare un punto. Su cosa? Su chi siamo e chi siamo stati, cosa stiamo facendo e dove abbiamo intenzione di andare, così puoi decidere se venire con noi. Dirlo a voce alta ti aiuta a capirlo, o almeno capire cosa non vuoi essere. Abbiamo cambiato immagine, vedi? Forse non ti piace, nemmeno a tutti noi all’inizio, è che dovevamo farci l’abitudine. Quando hai sotto gli occhi qualcosa, tutti i giorni e per diversi anni, cambiare è strano. Questo è successo con il nostro sito, ma è solo il riflesso di quello che è successo alla musica. Certo, noi eravamo quelli delle piccole band e delle realtà di provincia, megafono di una realtà che (r)esisteva sommersa da e che abbiamo aiutato a tirare fuori. Ma oggi è un mondo diverso, e non vuol dire però sia peggio di ieri. Gli ultimi anni è successo qualcosa di importante alla musica italiana. Quello che abbiamo sentito è il riflesso di internet, del nostro mondo nuovo e di uno dei momenti di più grande cambiamento che l’umanità abbia visto, ma non sta a noi parlare di tutto questo. Parliamo di musica. Non vogliamo ricordare solo e ancora come gli artisti che portavamo da MySpace al MI AMI e che ascoltavamo insieme e per primi ora sono quelli che passano in radio, che tua madre conosce a volte più di te, che vanno a Sanremo. Ci siamo presi tutto e ce l’ha preso il mondo. Le nuove generazioni, come gran parte delle cose nuove, sono imperfetti. Nemmeno a noi piace tutto, certe cose non sono ancora mature. Ma non possiamo smettere di guardare dove c’è gioventù, freschezza, forza vitale, urgenza e slancio. Tutte cose che alla fine hanno sempre creato qualcosa di buono. Non vogliamo tradire ciò che siamo stati, continueremo a portarci dietro un mondo nella tasca sinistra dei pantaloni, nelle felpe

editoriale / redazione

dell’armadio, cucito sullo zaino. Saremo sempre quel Rockit, è nel suo stesso DNA. Ma di sicuro saremo anche un nuovo Rockit, per scoprire nuovi universi di contaminazioni e riferimenti, senza nessun pregiudizio verso nulla cercando le pietre preziose in mezzo ai sassi, come abbiamo sempre fatto. Guardati intorno, è già tutto qui. Siamo persone nuove qua dietro, chi perché non ha mai scelto di crescere, chi perché ancora non ha avuto il tempo di farlo. E alla fine lo facciamo solo per buttare alle ortiche un mare di altre infinite possibilità. Siamo una squadra di teste e cuori e gambe e culi e mani che hanno scelto di fare questa cosa qui, senza un editore né una multinazionale alle spalle, caricando tutto sulla consapevolezza che una ventina di persone che credono in qualcosa troveranno sempre il modo per farlo. E ci scusiamo se non saremo sempre perfetti nemmeno noi. Vorrà dire che abbiamo scelto di pensarci due volte prima di scriverla, perché non crediamo sia giusto nei vostri confronti e in quelli degli artisti cambiare tre parole a un comunicato stampa e spacciarlo per un articolo. O scrivere qualcosa solo per cavalcare una tendenza senza aver prima ragionato su come poter aggiungere davvero qualcosa di buono a una conversazione. O anche solo perché la sera prima abbiamo scelto di fare le quattro per sentire una band del cazzo in un locale sudato insieme a un’altra ventina di persone, anche se era un martedì sera. Il MI AMI sono i tre giorni che per noi danno senso al resto dell’anno. Siamo convinti che questo non sia così solo per noi, ma anche per qualcuno sotto (o sopra) quel palco che hai davanti. Tutta l’energia di cui abbiamo bisogno è qui intorno, braccia sudate che si allungano per una birra, una chitarra o altre braccia. Queste cose ve le racconteremo tutte (ogni volta che ne varrà la pena), e forse non tutte vi piaceranno. Come è giusto che sia. Ma dietro ogni cosa che vedrete qui ci sarà la volontà di raccontare qualcosa di vitale. Sfogliando queste pagine troverai molto di quello che facciamo, quando saranno finiti questi tre giorni continueremo a farlo. Potrai seguirci lì, ora godi, che passato e futuro bevono insieme in collinetta.

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TUTTI GLI ARTISTI

PALCO TIDAL

Suonano al MI AMI perché hanno talento, originalità, fotta e poesia. Perché ci hanno detto cose di sé e di noi che non sapevamo dire ancora. Perché li abbiamo voluti, cercati, scelti. Nelle prossime pagine vi diremo chi sono, dove cercarli e cosa stanno dando alla musica italiana. Chi c’era e chi ci sarà, le voci di ieri e di domani suoneranno insieme, per corteggiarci ancora una volta in tre giorni grandi come la vita. Qui gli orari, i palchi e le storie dei protagonisti del MI AMI 2019.

EGOKID

h19:30 La band milanese ha esplorato ogni colorata derivazione del pop con una nuova formazione. Con l’ultimo album raccontano l’amore ai tempi di Di Maio e Salvini, ed è come se Sparks e Chic incontrassero Blur, Baustelle, Mina e Bowie.

h01:40

O MASSIMO PERICOL

a cura di Margherita G. Di Fiore, Vittorio Farachi, Mattia Nesto, Pietro Raimondi, Francesca Russo, Simone Stefanini

SPERANZA

Sponsor palchi

Programma completo e mappa a pagina 29

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h01:00 Il newcomer varesino sembrava il rapper più incazzato d’Italia, poi è venuto fuori che Massimo Pericolo ha un cuore emo, che la rabbia è frustrazione e il carcere non è mai formativo, ma sempre rivelatore. L’urgenza esiste ancora.

rockit mag #57

Speranza è due facce della stessa medaglia: tra i primi nomi delle nuove leve del rap è partito dalle banlieu parigine per arrivare fino alla periferia di Caserta. Le sue barre uniscono ciò che prima sembrava così lontano e lo fa tremendamente bene.

MI AMI FESTIVAL 2019

Cla nu ch Sb co da pe


h20:30

CLAVDIO Clavdio sembra spuntato dal nulla e sul palco sembra uno che è lì per caso. Sbagliato: è uno dei cantautori con più personalità e più cose da dire di tutta la scena, pronto per strapparti il cuore.

h21:40

FAST ANIMALS & SLOW KIDS

Jannacci, Gaber e Nanni Svampa erano artisti di Milano che parlavano di Milano. I Coma_Cose non sono nati a Milano, ma di meneghino hanno il cuore e solo vicino alla Darsena si sentono veramente a casa.

I quattro di Perugia sono diventati grandi, ma restano sempre i quattro di Perugia. Aggrappati a una chitarra per risolvere la provincia, le paure, l’urgenza e trovare un posto nel mondo. Lanciati dal palco, ti prenderà sempre qualcuno.

h17:00

Ketama126 ha tutto quello che dovrebbe avere chi fa questo genere nel 2019, solo che non si ferma a pensarci. Le rockstar esistono ancora, solo che suonano diverso. Per ogni forza rock’ n’ roll esiste una spinta di spleen uguale e contraria.

PALCO JOWAÉ

KETAMA126

h02:20

h23:05

COMA_COSE

FADI Fadi arriva direttamente dai ricordi delle vacanze trascorse in riviera romagnola, col sapore di salsedine, di cantautorato alla Brunori e di timbro alla Motown. Dopo aver fatto uscire due singoli, presenta al MI AMI il suo nuovo disco.

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h17:30

h19:00

DOLA

FULMINACCI

BARTOLINI

h18:10

Come quando aspetti il corriere con ansia ed eccitazione, è in consegna il pacco che contiene pop cantautorale e attitudine indie. Bartolini arriva al MI AMI dal futuro come Marty McFly, con felpe Adidas colorate stile anni ‘90 e patina new wave.

Se Vasco Rossi, Masini e Renato Zero avessero fatto un figlio, se fosse cresciuto a Roma tra Ketama126 e gli after alle 6 di mattina, probabilmente sarebbe venuto fuori Dola. Canzoni da mezzanotte per gli eterni romantici di oggi.

Se lo ascolti sembra un primo Daniele Silvestri, perché Fulminacci è fuori dal tempo e dalle mode. Con un modo di vedere la canzone italiana che non sentivamo da un po’, riesce a essere antico senza essere stantio.

h18:40

L’altra metà del duo più importante degli ultimi due anni trova una strada originale, portando su un nuovo livello quello che aveva già fatto, ma reggendosi solo sulle sue gambe. Tra Califano e la nuova scena romana, un imperdibile live.

8

PALCO WEROAD

FRANCO126

h23:40

La pa pa do ne raf ric più

rockit mag #57

LAHASNA Esotica, sofisticata, sensuale. LaHasna è la seducente artista che si fa spazio nella scena hip hop e trap, dal fascino medio-orientale e la voce ricca di sfumature che non sentivi dai tempi di Aaliyah.

MI AMI FESTIVAL 2019

Ma su a fa co sen ch us il s


h21:00

DUTCH NAZARI

h19:55 La poesia del cantauto-rapper padovano Dutch Nazari sale sul palco della collinetta del MI AMI dopo la sua prima esibizione nel 2017. Lo ritroviamo sempre raffinato e sobrio, una voce riconoscibile in un coro sempre più rumoroso.

EUGENIO IN VIA DI GIOIA Dall’incontro fatale di quattro amici, Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia e Lorenzo Federici sono nati gli Eugenio in Via Di Gioia. Li abbiamo portati al MI AMI perché la gioia e i baci sono la cosa più bella del mondo.

h19:50

MAGGIO

h19:10 Maggio scrive quello che gli succede da sempre, si è trovato a fare il rapper, ma la sua serietà con sè stesso è tale da farlo sentire più vicino all’emopunk che non al linguaggio urban che usa in modo cosí unico. Al MI AMI il suo debutto in assoluto dal vivo.

GIORGIO POI

AVEX Avex è la novità della scena rap e trap italiana, emergente, ma già molto popolare nella realtà bolognese grazie alle sue doti di freestyler in tre diverse lingue. È tornato in Italia da poco, ma ha già molto da dire.

h22:15 Le canzoni di Giorgio Poi si posano sulle cose semplici che poi semplici non lo sono mai e sono leggere ma mai superficiali. Un numero uno della musica italiana per un live che bagna gli occhi e colpisce al cuore.

ROKAS

h20:30 Rokas parla d’amore, e a volte perde il controllo, il suo colore preferito è il blu e mette tutto a posto, come l’alcol. A costruire la sua musica c’è una triade che vede ai suoi estremi l’indie, il rap e il pop e lì proprio nel mezzo, fa funzionare perfettamente.

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h21:15

PSICOLOGI

JESSE THE FACCIO Psichedelia di provincia e attitudine punk fanno di Jesse The Faccio uno dei nomi più originali dell’incessante proposta pop in italiano di questi tempi. Un live che è una mina, sembra Mac De Marco che canta i Diaframma.

h23:05

GOMMA

h22:05 Dopo un esordio bomba i Gomma sono tornati più maturi, più disillusi e più decisi, come mai prima: il punk campano post-wave che non ti aspetti e che riempie le vene, splendidamente, di shoegaze.

Drast e Lil Kaneki erano solo due rapper diciassettenni tra Roma e Napoli, ma dopo il classico istantaneo “Diploma” sono diventati gli Psicologi, la cosa più vicina a una band generazionale che sia emersa tra i figli degli anni zero.

Il C il P ipo res esa pe no qu

h02:40

h01:50 Viaggi nel tempo, sovversione e rivoluzione, con sonorità acid house che spaziano tra trip hop, techno ed elettronica. Un viaggio schizofrenico che cattura l’ascoltatore e lo trattiene nella propria dimensione, senza via d’uscita.

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CAPIBARA Luca Albini, aka Capibara, è ormai da anni uno dei producer più interessanti e artisticamente validi in circolazione. Con il nuovo album “Gonzo” ha, ancora una volta, posto un po’ in più l’asticella: prepariamoci ad assistere al suo “grande salto”.

rockit mag #57

PALCO RETRO

FUERA

MI AMI FESTIVAL 2019

To se un Ca scr se pu cu


h00:20

PIPPO SOWLO

h23:45 Il CR7 del lol rap, o forse il Pistorius. Le parole (e le ipocrisie) possono essere rese innocue anche per esasperazione. Tutti sottopalco, per il diritto di ridere quando non dovremmo e scherzare su quello di cui non si scherza.

TAURO BOYS Tra le stelle che formano la costellazione del toro c’è la discografia dei Tauro Boys. Per il secondo anno consecutivo, i romani Tauro tornano ad esibirsi al MI AMI, meno acerbi, ma sempre sotto per le ragazze.

h22:40

TONNO

h21:00 Tonno è quella cosa semplicissima che mancava da un po’ nella musica italiana. Canzoni amabili, suonate e scritte senza mai prendersi sul serio, ma con l’effetto dei classici punk. Dal Palco Retro ai vostri cuori il passo è brevissimo.

SXRRXWLAND

MALKOVIC Il post-rock in italiano non funziona. Falso. Il post-rock è per poser e nerd. Falso. Il post-rock è fatto di lunghi strumentali e poca roba cantabile. Falso. Venite a sentire i Malkovic di Sarezzo spaccare tutto.

h01:10 Sxrrxwland è un nome che indica un luogo più che un collettivo o una band, un luogo fatto di suoni, emozioni, visioni. I Sxrrxwland mettono a fuoco il loro immaginario, tra sperimentazioni collettive e alienazioni individuali.

URALI

h23:30 Ivan Tonelli, in arte URALI, presenta il suo ultimo album, forma ibrida di un cantautorato con venature metal e folk attento alle melodie. URALI spinge i pedali e distorce voce e chitarra, per un silenzio assordante che smuove gli animi.

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h18:30

GIUNGLA Giungla è Emanuela Drei, bolognese di nascita dall’anima brit-punk e la voce ruvida acompagnata dal suono di una chitarra. Non fatevi intimorire dalla sua giovane età, questa ragazza sa esattamente cosa vuole.

PALCO TIDAL

h00:15

h00:55

NITRO

O AURORO BOREAL ORCHESTRA Noi abbiamo definito il suo album “album del secolo”, perché penetra tutti i livelli di percezione divenendo un’estasi musicale. “Adoro Borealo” vanta il duetto con la sua mamma, dal sapore brasiliano stile Caetano Veloso. Non vi basta?

Att ma su “P se un mu ch

ENTS

BASSI MAESTRO PES

NORTH OF LORETO

h00:00 Cresciuto in Veneto, Nitro è venuto a Milano ma non è che si trovasse granché bene, quindi è andato a Berlino e lì ha scritto il suo ultimo album “No Comment”. Ora è tornato a Milano, con la sua attitudine rock e il freestyle più forte che c’è.

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ENSI A dieci anni dal primo EP “Donercore”, Ensi si esibisce al MI AMI con il suo ultimo album, “CLASH”. Il king del freestyle è cresciuto diventando uno degli MC più versatili in Italia e ha le idee sempre più chiare: se fai rap in playback non è rap, tipo.

rockit mag #57

h02:00 Tra V.le Monza e il naviglio Martesana, Parco Trotter e il cinema Beltrade, a nord della fermata metropolitana Loreto, sorge il distretto di NoLo. Il più noler dei cholo, Bassi Maestro, presenta il suo progetto inedito “North of Loreto” al MI AMI.

MI AMI FESTIVAL 2019

Il d de ult pre ‘ZE Un ele un


A

SICK TAMBURO

h19:35

h20:50

Attitudine punk lungo scie malinconiche, con una voglia di suonare come pochi: con l’ultimo “Paura e l’amore” fondono sentimenti contrastanti uniti in una comune spinta, la stessa che muove la band da dieci anni e che non accenna a fermarsi.

Cuore non è solo una parola nel titolo del suo ultimo album, ma è ciò che mette in tutte le cose che fa: un cantautore che sa come rendere ogni brano così intenso da avvolgere in un istante, i suoi brani sinceri sono il racconto di tutti.

h03:00

Il duo di produttori più prolifici della scena romana degli ultimi anni arriva al MI AMI per presentare il loro nuovo album ‘ZEROSEI’. Una fusione unica di rap, pop, elettronica e suoni acustici, in una parola: space hop.

PALCO JOWAÉ

o, ù o, to

G3

ZEROSEI SOUNDSYSTEM

MOTTA Motta non ha più vent’anni, e dopo il suo secondo album “Vivere o Morire” e la sua partecipazione a Sanremo, il ritorno del figliol prodigo al MI AMI è un po’ come il ritorno di un figlio fuori sede che torna a casa per le vacanze.

TERSØ

TO

FRENETIK&ORAN

h22:20

RICCARDO SINIGALLIA

h17:00 Un’escursione termica tra il vento gelido della loro “ø” scandinava e il caldo dei corpi vicini, i Tersø arrivano da Bologna per far ballare a colpi di musica elettronica. Chiari, limpidi, trasparenti.

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TROPEA

h18:25

Una perla pop ripescata nella tradizione degli anni ‘60 e lucidata con il suono del 2000. Conosciuti per strada a Milano e cresciuti anche grazie a Rockit, nel giro di un anno hanno convinto con il loro live preciso e disperato.

Un suono moderno e stratificato, una voce calda e appassionata che canta di cose uniche, perché vissute. Chi crede che non ci siano profondità e stratificazione nel panorama urban, venga a rifarsi le orecchie al live degli IRBIS 37.

h22:50 Al netto della vittoria di Sanremo, per altro meritatissima, Mahmood si contraddistingue per una voce e un approccio al fare musica raro: dal Festival al MI AMI il passo non è mai stato così breve, bello e consapevole. Fidatevi, sarà una gran figata

VICTOR KWALITY Guerriero senza patria e senza spada, cittadino del mondo con un passato nella scena drum’n’bass. Porta il suo primo disco interamente in italiano dopo aver segnato la sua carriera da lyrics in inglese. Supporto per screen reader attivato.

h00:00

MAHMOOD

14

h19:50

IRBIS37

M¥SS KETA La regina della notte, la regina delle botte che torna al MI AMI per stupire, far ballare e spargere l’amore. Una donna che conta sempre di più e che può metterti in pericolo, ma lo sappiamo che il pericolo è il tuo mestiere.

rockit mag #57

PALCO WEROAD

h17:40

MI AMI FESTIVAL 2019

Il c co 2n pro in ha ori ca


o

era er

h21:05

MIKE LENNON

h20:35 Il capo dell’asian rap. Ha già collaborato con Gué Pequeno, 2nd Roof, Emis Killa e ha prodotto Maruego. Ci sbatte in faccia tutti gli stereotipi che hanno gli occidentali verso un orientale, ma non è LOL rap, casomai il contrario.

& HIS ORCHESTRA

EZ

CHADIA RODRIGU

L’artista più chiacchierata per i suoi testi e per la sua immagine provocante, Chadia Rodriguez ha fatto parlare molto quest’anno. Dopo la sua performance al MI AMI XXX, si esibisce al MI AMI, senza peli sulla lingua.

h19:50

NICO LAONDA

h19:00 Quest’anno al MI AMI anche un pezzo d’oltreoceano: welcome Nico LaOnda, anima inquieta e festaiola della notte newyorkese. Tropicalismo urbano, suoni intimi e precisi, l’italiano in bocca e il portoghese nel beat.

VENERUS

ELASI Ultrapop, super colorata e iper consapevole: queste le caratteristiche di Elasi che dopo una serie di singoli carichissimi arriva sul palco del MI AMI a spingere al massimo la saturazione dei colori.

h21:50 Eclettico, leggero, sognatore. Venerus arriva da San Siro per portare un po’ della sua magia al Parco dell’Idroscalo, tra sinergie eversive e suoni soul-pop. Chiudete gli occhi, bevete una birra e godetevi l’atmosfera.

MILLE PUNTI

h20:40 La discomusic, gli anni 70, i pantaloni a zampa che rendono tutti un po’ alieni e la voglia di unire Alan Sorrenti ai Tame Impala: in poche parole stai ascoltando Mille Punti.

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h21:35

LE FESTE ANTONACCI Sono un duo elettro-pop italiano formato nel 2018 a Parigi. Il duo che di ballad alla Biagio hanno ben poco semmai si ispirano alle ambientazioni dei suoi video, “pieni di tipe superfighe vestite di bianco che bevono champagne”, dicono loro.

h22:35 “Amore Italiano” è primo album di Riccardo Dellacasa (Wemen, ex Verano), che finalmente guadagna il microfono per cantare i racconti ispirati dalle città e dalle coste di tutto il mondo. Italodisco e attitudine a palate.

h20:00

JANAKI’S PALACE

h19:15 Arrivano dalla provincia novarese i Janaki’s Palace, giovanissima band emergente con all’attivo un solo disco. Chorus new-wave, accordi rilassanti e psichedelia da cameretta.

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h23:40

DELLACASA MALDIVE

CASO I suoi ultimi dischi non sono più lo sfogo di un ragazzo di paese: sono il capolavoro di un uomo che si è sempre preso sul serio. Indipendente, ma senza puzza sotto il naso; punk, ma senza cliché; profondo, ma senza figure retoriche.

rockit mag #57

UCCELLI Il nuovo progetto di Pop_X approda al Parco dell’Idroscalo. Il trio Uccelli formato da Davide Panizza, Niccolò Di Gregorio e Giacomo Laser (aka Gioacchino Turù) dà sfogo a fantasie più remoti in un live set elettronico: controverso, perverso, dinamico.

Se che sin be sp ipn da da

THE PIER

h21:25 La sperimentazione dei The Pier si fonde con la tecnica per produrre coreografie di colori tra rock e math, e l’innegabile capacità di misurare l’esatto peso di un brano, trovando l’equilibrio tra voce, suoni o magistrali cambi d’abito.

MI AMI FESTIVAL 2019

Vo iB ma con dif Vi c sul po


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EMMANUELLE

NAVA

h01:55

Seduzioni persiane, atmosfere che sanno d’Oriente e movenze sinuose dove la voce di Nava sa bene cosa fare: un progetto che sposa mondi per creare beat ipnotici da dancefloor o solitarie danze notturne, come racconti da mille e una notte.

h22:20

THE GLUTS Voci di corridoio li definiscono i Begbie della musica in Italia, ma quello che succede sul palco con i The Gluts è qualcosa di difficile da spiegare a parole. Vi consigliamo di vederli sul Palco Retro. Consiglio: portate i tappi.

Un po’ Françoise Hardy, un po’ voguing, un po’ Chanel N.5, un po’ Club Domani. Tutto questo e molto di più è Emmanuelle, artista elettro-dance apprezzata dalla scena queer e Via Lecco. Solo per stasera, vieni più vicino.

PALCO RETRO

. e

h00:50

h00:10

COSMETIC

h23:15 Tra le poche realtà storiche della musica alternativa italiana a sfornare ancora disconi. Sembravano dei ragazzini animati da chissà quale fuoco adolescenziale ma dopo tutti questi dischi sono diventati una certezza.

YONIC SOUTH “Quattro canzoni di psychgarage al fulmicotone” descrive il loro primo EP “Wild Cobs”. Esiste un riconoscimento garage nel punk italiano? Forse se non esiste se lo stanno inventando gli Yonic South, e sono pronti a farvelo sentire.

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h01:00

ARIELE FRIZZANTE DJ della radiofonia alternativa, youTuber e musicista, autore e intrattenitore surreale; Ariele Frizzante è l’ideatore della VIRUS TELEVISION. Arriva al MI AMI il patron del karaoke che si balla.

PALCO TIDAL

GIOVANNI TRUPPI

h22:50

Se il nuovo pop ha macinato così tanti consensi, dovrebbe ringraziare il padre di tutti i fenomeni da sold out: Luca Carboni. Sotto palco abbracciati a cantare MI AMI davvero, perché le storie d’amore non finiscono mai.

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È l’eroe che non ci aspettavamo ma di cui abbiamo bisogno. Cantautore napoletano, intellettuale in canottiera, porta al MI AMI il suo ultimo lavoro dal titolo “Poesia e Civiltà”, con la speranza che si porti dietro il suo pianoforte segato.

DELMORO

PALCO JOWAÉ

LUCA CARBONI

h18:20

rockit mag #57

h17:00 Italia anni ‘80, musica quasi leggera e tenero romanticismo. Delmoro unisce ai suoni indie e synth-pop contemporanei un senso di nostalgia, con l’attitudine di Serge Gainsbourg e il savoir faire di Sébastien Tellier.

MI AMI FESTIVAL 2019

L’u suo Ve ac mo eu lag ret


h19:20

GIORGIO CANALI L’ultimo disco di Canali è a suo dire il suo miglior disco. Vederlo dal vivo vuol dire avere a che fare con qualcosa di molto vicino al nucleo centrale e ustionante della canzone, laggiù dove non arriva la retorica.

h20:20 Torna al MI AMI uno dei più grandi cantautori con la chitarra e l’occhio pazzo, pronto a sorprendervi con le sue canzoni. Quando ha esordito lo chiamavano il Beck italiano, oggi Beck lo chiamano il Bugo americano, per dire.

h17:45

CANARIE Paola Mirabella (Honeybord & The Birdies) e Andrea Pulcini (Persian Pelican) ci portano nei tropici che non sempre sono un paradiso, tra la malinconia dell’estate e il pop di classe. Amore e disamore, brezza estiva che asciuga il sudore.

h21:30

BUGO

h18:40

ANGELICA Angelica è la cantautrice uscita dai film di Wes Anderson. Ex leader dei Santa Margaret, ha intrapreso la carriera da solista, tra colori pastello e pellicole analogiche. Presenta al MI AMI il disco “Quando Finisce La Festa”.

DIMARTINO Un cantautorato che non smette mai di lasciarci stupiti di fronte alle piccole cose, raccontate come storie malinconiche: i pensieri, gli amori, gli addii diventano con Dimartino momenti su cui appoggiarsi per riprendere fiato.

ANY OTHER

h19:40 Il progetto di Adele Nigro è un universo multiforme fatto di chitarre asciutte diluite nelle geometrie di una voce dritta al punto: respiro internazionale e un tocco magico capace di generare spontanei stravolgimenti emotivi.

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I HATE MY VILLAGE

ANDREA LASZLO DE SIMONE Un cantautore che cerca il suono contemporaneo pescando nella tradizione, per creare un percorso dalle tonalità cangianti di un prato in primavera. L’uomo e l’amore, l’uomo e se stesso, tra Battisti e i Beatles, tra malinconia e sogni.

h21:45

h22:00 Fabio Rondanini, Adriano Viterbini, Marco Fasolo, Alberto Ferrari, ovvero trame di sperimentazioni etnorock, mood fra l’acido e il cielo, concentrata in un progetto che parte già molto ben definito. Africa, anima, desiderio.

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TE LA RAPPRESENTAN DI LISTA Sono gli artisti di punta della nuova scena italiana. L’ originario duo pop-rock formato da Dario Mangiaracina (alla chitarra) e Veronica Lucchesi (voce) si allarga, per uno spettacolo che coinvolge tutti gli organi del corpo e ti fa cantare a squarciagola.

MALIHINI

GINEVRA Come dice lei “crescere sotto le montagne ti fa entrare in contatto, naturalmente, con la dimensione magica della vita”. E non stentiamo a crederlo, ascoltando quelle sue canzoni di straniante bellezza. Uno degli esordi più interessanti dell’anno.

h23:15

S

h22:35 Belli sono belli ma sono pure bravi: sono un chamber-pop come dovrebbe essere. Ovvero sexy, un po’ fintamente svogliato ma che sa regalare canzoni in inglese di grandissima suggestione. Oltre a invidiarli è sempre una meraviglia stare ad ascoltarli.

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PALCO RETRO

h20:45

MI AMI FESTIVAL 2019


po

PALCO WEROAD

o

h20:15

EUGENIA POST MERIDIEM Da anni, esiste un pop elegante dall’anima alternative, suonato delicatamente, spesso con una voce e soprattutto un’intenzione femminile. Finalmente anche l’Italia ha la sua voce nell’indie rock: è la giovanissima Eugenia di Genova.

HER SKIN

h21:00 Una voce di ragazza accompagnata da una chitarra (o un ukulele) che ti proietta all’istante nella cameretta di un’adolescente dell’Ohio. Her Skin rievoca ricordi nostalgici, fatti di cover acustiche su Youtube e film d’autore.

GED

UG SPAGHETTI UNPL

h19:00 Il format romano creato per fare esibire artisti emergenti in sessioni di open-mic sbarca al MI AMI. Il menù della serata prevede: due canzoni, una cover e un inedito originale creato da voi. Raccogliete un po’ di coraggio e salite sul palco!

Questi sono tutti gli artisti che suoneranno in questo MI AMI. Se vuoi saperne di più, sapere chi siamo, noi che ti stiamo parlando, e cosa facciamo quando non lavoriamo a quello che vedi qui intorno sfoglia queste pagine. Se non ne hai avuto abbastanza cercaci su Rockit, in fila per il bar, sotto i palchi, stesi nel parco o nella Media Room Rockit, ti stiamo aspettando. Un ultimo consiglio: sei venuto per un artista, forse per una manciata, o magari perché ti ha convinto qualcuno. Ora sei dentro, hai quattro palchi e nessuno che voglia smettere di suonare, nemmeno per un giorno, nemmeno per un momento. Tu non fermarti. Esplora, scopri, bevi, parla, balla. Intorno hai tutta la migliore nuova musica italiana, non hai mai avuto momento migliore per scoprire qualcosa di nuovo.

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wc

bar

ANDATA Venerdì, sabato e domenica dalle 15.30 alle 19.30

SERVIZIO NAVETTE GRATUITO Partenza da via Azzurri d’Italia Fermata linea 90/91 - a pochi metri da Porta Vittoria

RITORNO Venerdì e sabato dalle 01.00 alle 05.00 Domenica dalle 00.30 alle 02.30


23.05

01.00

01.40

02.20

MASSIMO PERICOLO

SPERANZA

KETAMA126

FAST ANIMALS & SLOW KIDS

COMA_COSE

20.30

CLAVDIO

21.40

19.30

EGOKID

PALCO TIDAL

19.00

DOLA FULMINACCI

FRANCO 126

GIORGIO POI

EUGENIO IN VIA DI GIOIA

23.40

22.15

21.00

19.55

18.10

BARTOLINI

DUTCH NAZARI

17.00 17.30

FADI

PALCO JOWAÉ

CAPIBARA

FUERA

SXRRXWLAND

TAURO BOYS

PIPPO SOWLO

PSICOLOGI

GOMMA

02.40

01.50

01.10

00.20

23.45

23.05

22.05

21.15

20.30

JESSE THE FACCIO

19.50

AVEX

19.10

18.40

ROKAS

MAGGIO

LAHASNA

PALCO WEROAD

01.00

00.15

23.30

22.40

21.00

DISCO PIANOBAR KARAOKE

GIUNGLA

URALI

MALKOVIC

TONNO

PALCO RETRO

VENERDì 24 MAGGIO › VENERDì 24 MAGGIO › VENERDì 24 MAGGIO › VENERDì 24 MAGGIO


ZEROSEI SOUNDSYSTEM

FRENETIK&ORANG3

NORTH OF LORETO

BASSI MAESTRO PRESENTS

ENSI

NITRO

MOTTA

RICCARDO SINIGALLIA

SICK TAMBURO

AURORO BOREALO ORCHESTRA

PALCO TIDAL

03.00

02.00

00.55

00.00

22.20

20.50

19.35

18.30

21.05

CHADIA RODRIGUEZ

M¥SS KETA

MAHMOOD 00.00

22.50

VENERUS & HIS ORCHESTRA 21.50

20.35

MIKE LENNON

18.25

IRBIS37

19.50

17.40

TROPEA

VICTOR KWALITY

17.00

TERSØ

PALCO JOWAÉ

EMMANUELLE

NAVA

UCCELLI

DELLACASA MALDIVE

LE FESTE ANTONACCI

MILLE PUNTI

ELASI

NICO LAONDA

PALCO WEROAD

01.55

00.50

23.40

22.35

21.35

20.40

19.50

19.00

ARIELE FRIZZANTE

YONIC SOUTH

COSMETIC

THE GLUTS

THE PIER

CASO

JANAKI’S PALACE

PALCO RETRO

SABATO 25 MAGGIO › SABATO 25 MAGGIO › SABATO 25 MAGGIO › SABATO 25 MAGGIO

01.00

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LUCA CARBONI

DIMARTINO

BUGO

19.20

GIORGIO CANALI

22.50

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20.20

18.20

GIOVANNI TRUPPI

PALCO TIDAL

20.45

23.15 LA RAPPRESENTANTE DI LISTA

I HATE MY VILLAGE

22.00

ANDREA LASZLO DE SIMONE

ANY OTHER

19.40

18.40

17.45

CANARIE ANGELICA

17.00

DELMORO

PALCO JOWAÉ

01.30

23.30

22.35

21.45

21.00

20.15

17.30

ROCKIT ALL STARZ DJ SET

DISCOTECA PARADISO

MALIHINI

GINEVRA

HER SKIN

EUGENIA POST MERIDIEM

LA BATTAGLIA DELLE SERIGRAFIE SELVAGGE

PALCO WEROAD

SPAGHETTI UNPLUGGED

PALCO RETRO

19.00

DOMENICA 26 MAGGIO › DOMENICA 26 MAGGIO › DOMENICA 26 MAGGIO › DOMENICA 26 MAGGIO

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MI FAI

Guido Brualdi

Torna il MI FAI, quest’anno con la direzione artistica di Alessandro Baronciani, che ha scelto 10 tra i migliori illustratori, fumettisti e promesse in Italia. MI FAI Elisa Menini un concerto, per animare il palco WEROAD con i concerti disegnati dal vivo, improvvisando in diretta mentre il gruppo suona. O MI FAI un disegno, per chiedere al tuo illustratore preferito un disegno su commissione - e potrai chiedere qualsiasi cosa ti passa per la Lorenza Natarella testa, MI FAI uno swipe, per i report live su Instagram e ancora per il gran finale de la battaglia selvaggia delle serigrafie. botte da orbi e stampe furiose per decretare il miglior serigrafo del MI AMI!

Francesco Moretti

Luisa Torchio

Kalina Muhova Viola Bartoli

Alessandro Baronciani Louseen Smith Burla Manu

Marco Oggian

Samuele Canestrari

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MI AMI FESTIVAL 2019

M


MI MANGI Sei alla terza birra, stai camminando da un po’, hai già cantato e pogato sotto tre palchi diversi, è il momento che tu ti fermi a mangiare qualcosa. Subito.

Oddo Hot Dog: hot dog

The Meatball Family: polpette Tako Yaki: cucina giapponese

Twiggy: hamburger

I Baccalà: Frit Food Bop! Fresh Fast Food: italiana

ApeCesare: cucina romana

American Crunch: dolcetti Churros: dolcetti spagnoli

El Caminante: fusion Venezuelana

Bruno, Cibo Selvatico: italiana El Panchito: cucina cilena

Las Bravas: cucina spagnola

Gli Sfiziosi: panini

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sibiirrsi

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ttacolo Multiservizi per Artisti dello Spe

UNIONE COOPERATIVE FRIULANE PORDENONE

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ULANE

PA ARL LI “ “ M RL I “ M I P I “ M I P AR M I P AR LI I P AR LI “ AR LI “ PALCO MI PARLI LI “ M M MAGGIO 24-25 “M I IP P Quest’anno arriva anche il MI PARLI: il 24 e 25 Maggio ecco il primo palco senza musica del MI AMI. Per cosa allora? Storie, A principalmente: le nostre, la tua, vecchie di cent’anni e quelle di domani. Per ascoltare alcuni tra i principali scrittori e autori di podcast in Italia e gli artisti che stanno per suonare. Oppure salire tu sul palco, e raccontare qualcosa agli scrittori, ai tuoi artisti e agli altri te che saliranno poi.

Con la direzione artistica di STORIELIBERE.FM - SCRITTO A VOCE, dal MI PARLI passeranno tra gli altri Matteo B Bianchi, Giulia Cavaliere, Francesco Del Gratta, Valerio Millefoglie, Violetta Bellocchio, Gianni Miraglia, Francesco Pacifico e Francesca Mancini, Jacopo Pozzi, Edoardo Rialti, Luciano Canova e tanti altri. A tutti loro si alterneranno gli artisti di MI AMI, grazie alla partecipazione di We Reading: rassegna di parole, in cui gli artisti non portano sul palco la musica ma i loro libri. E ovviamente aspettiamo la vostra voce, potete iscrivervi direttamente dal palco. Storie Libere - Scritto a voce

STORIELIBERE.FM - SCRITTO A VOCE - per ridare centralità alla parola. Una piattaforma editoriale di contenuti audio on demand affidati a narratori militanti, cioè storyteller, scrittori, giornalisti, divulgatori e chiunque abbia qualcosa da dire e una voce abbastanza forte per farlo. Scritto a voce come vissuto, raccontato, trasmesso, con la qualità della buona scrittura e la capacità immaginifica di coinvolgimento della voce e dei suoni. Ottimizzati per l’ascolto e disponibili anche offline, i podcast di STORIE LIBERE sono costruiti insieme agli autori, dall’ideazione fino alla pubblicazione. I due giorni di MI PARLI diventeranno un podcast. Lo troverai sul sito di MI AMI e su Storielibere.fm.

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F

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75 3 D 32

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MI AMI FESTIVAL 2019


italiani al sziget 2019

THE BIG SKA SWINDLE BLACK SNAKE MOAN MR. BOGO DJ BOWLAND B. CARLO CHICCO DJ FAB MAYDAY DJ FRANCESCO DE LEO GO!ZILLA GULLIVER HER SKIN LUCIA MANCA POP X QUEEN ALASKA SALICE VIITO LIGHTSTAGE

coma cose

by alternativa events

i hate my village europe stage

LUIGI MADONNA MARVIN & GUY YOUNGER THAN ME VERRINA & POLARIZE TICKETS 7-DAY PASS: 339 € 5-DAY PASS: 299 € 3-DAY PASS: 219 € DAILIES: 79-89 € CAMPING INCLUSO

samsung colosseum VIAGGI

VIAGGI IN BUS PER ARRIVARE IN MANIERA COMODA ED ECOLOGICA

GLAMPING

TENDE E CASETTE DI LEGNO PER VIVERE IL FESTIVAL AL MEGLIO

ticket / viaggi / info:

szigetfestival.com

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woodworm

la tempesta

Rockit è anche dischi, migliaia di dischi. Ogni anno facciamo più di X recensioni. Se hai qualcosa da dire mandaci i tuoi pezzi, recensiremo anche te, e l’anno prossimo potresti essere su uno di questi palchi. Qui alcune delle migliori dell’anno.

UMANI, VENTO E PIANTE

GENERIC ANIMAL

CAMPOS

La stranezza, o meglio, lo straniamento diventa protagonista e tessuto del discorso. E non è solo che Generic Animal ci fa ascoltare suoni a cui non siamo abituati. È proprio che ci fa accorgere di quanto sia strano vivere così. C’è questo malessere anonimo, semplice e imperante, che appare principalmente con questi sintomi: impossibilità di muoversi dal letto, non combinare nulla, nascondersi dagli amici oppure rapportarsi pesandosi addosso a vicenda. È un bel mostro, che si può ignorare solo “facendo cose”. Eppure l’Emoranger non si lamenta soltanto, ci prova ad uscirne. Le strade sono due: amore e amicizia. Entrambe le cose vengono raccontate nel loro lato più grottesco e, al contempo, sincero.

Simone Bettin e soci sfoderano un disco tanto intimista quanto curioso, i brani vanno indagati con cura, ci sono particelle sonore che meccanicamente penetrano nell’orecchio fino a creare una sorta di irrinunciabile feticcio uditivo, testi cantati con leggerezza ma efficacissimi, metafore sognanti. Di canzone in canzone la band toscana riesce a mettere in piedi una scena di una commedia teatrale, costruita su un’ossatura di ritmo leggero, qualche pennata di chitarra acustica e delle basse profonde; a queste si legano tutti i satelliti sonori che plasmano i contorni e gli spigoli, tutto poi si riflette sulle parole.

Pietro Raimondi

Carlo Tonelato

sony music

EMORANGER

1969 ACHILLE LAURO

SU

“8” ban itali del anc attu son pas ban a ta la m spe ad e

Mar

Nel 1969 i Beatles suonano su un tetto di Londra mentre Jim Morrison viene arrestato sul palco per atti osceni in luogo pubblico. Nello stesso anno viene realizzato il primo impianto di cuore artificiale su un uomo. È l’anno del primo uomo sulla luna e del grande Festival di Woodstock. 1969 è il nuovo album di Achille Lauro. Nella polemica tra il con me o contro, Achille Lauro dimostra di essere in un singolo punto astralmente proiettato sopra ogni discussione che possa riguardare sé e il suo Pantheon. La citazione non è importante in quanto tale, ma come idea, ed è questa la chiave della sua cosmogonia. La Rolls Royce non è importante come macchina sportiva in sé, quanto per l’idea stessa che Lauro ha di quell’oggetto. Non importa cos’è, ma quello che lui ci vede. Vittorio Farachi

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ro, e ri

sony music

DI TUTTE LE COSE CHE ABBIAMO PERSO E PERDEREMO

8 SUBSONICA “8” rappresenta davvero un nuovo inizio per questa band che ha scritto un pezzo di storia di musica italiana a cavallo degli anni Novanta e gli anni zero del nuovo secolo. I Subsonica dimostrano di avere ancora molto da dire, i contenuti sociopolitici sono attualissimi e non sono stati messi da parte, le sonorità sono fresche e non si adagiano sui lavori passati semplicemente ricalcandone la forma. La band torinese dimostra di essere un gradino sopra a tantissime produzioni del momento, sa adeguare la moda al suo stile inconfondibile e, pur tentando spesso un revival del suo stesso repertorio, riesce ad essere assolutamente al passo con i tempi. Marco Del Casale

SINDACATO DEI SOGNI TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI

QUERCIA Dolore, dolore senza paura di questa parola, senza nasconderla, ma senza nemmeno ridicolizzarla o prenderla per il culo, come gran parte della canzone italiana oggi fa. Se c’è una cosa buona del dolore è che quando lo si fa uscire da dove è rintanto, ha la possibilità di renderci fratelli. Non è un granché essere fratelli nel dolore, ma è il principio su cui si basa quel senso di comprensione e vicinanza per cui il cosiddetto “emo” è stato inventato, e che i Quercia hanno qui portato al loro personale apice. In questo album c’è tutta la dignità del dolore, espressa senza rigiri e crogioli, nella semplicità di un linguaggio sì lirico, ma pure dritto al punto. Pietro Raimondi

la tempesta

con nte

autoprodotto

zzi,

Va bene, forse “Sindacato dei sogni” non è il capolavoro dei Tre Allegri Ragazzi Morti. E tantomeno è sensato rincorrere il capolavoro parlando di una band del genere. I Tre Allegri sono qualcosa di talmente decisivo per la canzone italiana che possono permettersi di fare esattamente quello che pare loro, e ogni volta imbroccano sicuro qualcosa di altrettanto decisivo, forse troppo presto o in una salsa troppo straniante per essere immediatamente riconosciuti. Premettendo poi che i pezzi della madonna non mancano, questo disco è un disco storico. In che senso? Storico nel senso di storiografico. È un piccolo riassunto, un bigino dei TARM. Lo hanno scritto con i suoni che li caricavano quando erano ragazzetti, con i temi di sempre e lo sguardo di chi non è più proprio un ragazzetto. C’è tutto quello che ci deve essere. Pietro Raimondi

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“M cos un cer di u pe do pe cio

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MI AMI FESTIVAL 2019


Un anno di Rockit vuol dire veder entrare e uscire dalla porta di decine di artisti, passati per suonare il nuovo singolo, raccontare un album o parlare di calcio, di Dio o del rapporto con l’altro. Qui trovi solo alcuni di questi, senza l’intervista e senza il contesto. Ritagli di pensieri e spigolature, tagli scelti di parole che in un momento diverso da questo hanno preso un’altra forma. Viva le idee, abbasso le menate.

Massimo Volume

T. CIT. I C

T. I C

“Io credo che i musicisti nell’ambito rock abbiano un ruolo sia nel mondo dell’arte, che un po’ in quello dell’intrattenimento. Le leggi a cui devi rispondere non sono solamente quelle puramente estetiche dell’arte. Però, e alla fine ha attraversato quasi tutta la mia esistenza, la musica è un po’ una necessità, di questo sono convinto. E una necessità su cui ho fatto poche speculazioni. Capisco che la società nel corso del tempo abbia dato all’artista un ruolo diverso, ma non so se egli possa addossarselo. Lui fa quello che fa, quello che si sente di dover fare. E sono poi gli altri a dargli ascolto, un seguito o un posto da ministro.”

CIT.

Edda

“Sesso e amore non sono la stessa cosa: il sesso è come le caramelle, se ne mangi troppe poi stai male, poi nel mio caso non è che corro questo rischio, non sono Fabrizio Corona (ride, ndr). Vedi appunto, vedendo l’amico Fabrizio Corona che ha tutte queste vicissitudini mi rendo conto che alla fine nascere cessi potrebbe avere i suoi vantaggi. Non farei il cambio… Oddio, mi piacerebbe essere guardato dalle donne con sguardi di appetito sessuale ma poi dopo finisci in quel vortice che sembra non si stia così bene neanche da quelle parti, per cui bisogna andar da un’altra parte, non so dove, non lì insomma”

Vasco Brondi “Anni fa sembrava che fosse una bestemmia dirselo, ma questo è un lavoro. È il tuo lavoro: hai il tuo talento, devi coltivarlo, ma fortunatamente noi non coincidiamo con quello che facciamo. Avrei potuto fare il falegname, e dici “naturale che non coincidi con la falegnameria”: con le canzoni, comunque, è lo stesso. E allo stesso modo qualsiasi lavoro fai ti permette di mettere dentro le tue qualità essenziali, di aprirti a quel lavoro e farlo al cento percento, e magari concepirlo come dono agli altri. Ma vale davvero per qualsiasi cosa: io quando facevo il cameriere lo facevo con attenzione, con concentrazione, stando con la testa, col cuore e il corpo nello stesso modo, e così faccio anche la musica; ma noi siamo più grandi della cosa che facciamo. Questo è CIT. ancora più chiaro se nella vita fai un lavoro che non hai proprio scelto”

CI T.

Fabri Fibra

CIT.

T.

“Mi sono detto che forse, pur non avendo una coscienza religiosa, penso molto più spesso a Dio di un cattolico che lo dà per scontato. Quindi magari in certi momenti mi sento più in connessione con Dio di un cattolico, che ce l’ha là perché ha la fiducia, perché poi la fede è un atto di fiducia, nell’avere quei dogmi, quelle scritture. Io sto cercando di capire, però può essere che arrivo a morire senza scoprirlo, cioè, sicuro non lo scoprirò”

CI

Gomma

CIT. CIT. CIT. CIT. CIT. CIT.

Forse perché è un disco nato con naturalezza, con ingenuità e con un grosso sentimento dentro, la passione per il rap italiano in anni non sospetti, quindi se facevi rap italiano in quegli anni è perché proprio ci credevi, forse è questo il significato che regge tutt’ora. Quello è un disco dove avevamo creato un linguaggio, oggi i rapper provano a fare gli afroamericani ma non si rendono conto che sono ragazzi bianchi, cresciuti in Italia con Barbara D’Urso e il calcio, che sono cose che in America non esistono o perlomeno se ci sono non sono così importanti; quel disco incarna questo spirito, cioè l’Italia e la maggior parte dei rapper non parla di questo, dentro c’è tutto quello che spesso manca oggi.

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di V

Quando è finito il futuro

La data di scadenza della trap è stata il suo unico problema

La trap è stata uno dei sintomi musicali, il più evidente forse, di qualcosa di molto più grande e importante della musica. Cosa? Il momento stesso in cui stiamo vivendo, noi spettatori di una delle più grandi trasformazioni delle relazioni umane di sempre. Come quando uno, una volta, ha capito come accendere un fuoco o le tribù della Mesopotamia hanno pensato che riunirsi in città era meglio che starsene sparsi in mezzo ai giunchi. Non parlo della trap in sé, ma di internet e quello che sta diventando, di cui la trap è una figlia e senza il quale non sarebbe mai nata. Perché internet è intanto il suo principale mezzo di diffusione, e perché è stata uno dei fenomeni musicali più indipendenti dal supporto fisico. Alle nuove generazioni dei dischi non frega niente, che tanto loro fanno uscire i pezzi, salvo poi il momento in cui entrano in gioco le major o ecosistemi più grandi e vecchi di loro. Poi viene il ruolo dell’estetica e come viene veicolarla fino al farla diventare parte integrante e fondamentale del progetto artistico, ad esempio. E, guardando al macro, la velocità, con il fine che supera il processo creativo, la destinazione che supera il percorso solo per diventare una strada nuova, il fatto che pubblicare un brano sia molto più importante del brano in sé, e che nulla sia destinato né tanto meno abbia intenzione di restare. Pensare che questo sia parte solo della trap e non dell’attitudine di chi prenderà in mano il mondo domani è riduttivo. Non c’è niente di male. Il mondo cambia e cambierà sempre, in bene e in male sempre, e se cambia l’interfaccia l’uomo resta

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sempre lo stesso, salvo aggiustare il tiro ogni tanto e un po’ alla volta nel corso della storia. Andate in pace. Tutto questo, però, tende ad una voce tanto importante quanto nascosta, pixelata sul tappo della confezione: una data di scadenza. Forse per sua stessa natura, ma la trap ha insistito nel legarsi al momento esatto in cui vive. Non che altri artisti abbiano avuto sempre e in ogni caso lo sguardo verso l’orizzonte, ma qui parliamo di ragazzi che nove volte su dieci si fermano a guardarsi le scarpe. Questa cosa produce un doppio effetto: Il primo è che chi continua a dire che testi come quelli di una volta non se ne scrivono più, sentendo parlare solo di troie e Balenciaga, ha terreno facile. Questo mi porta a pensare che forse anch’io, un po’ per scherno e un po’ perché il punk è un’attitudine che non morirà mai, se fossi un trapper continuerei a fare proprio quello per cui vengo preso per il culo. Ma se la prima è un problema di chi ascolta e soprattutto di chi critica, la seconda di chi scrive. La trap ha quintali e quintali di riferimenti che si basano su quello che sta succedendo oggi, dalla narrazione al presente del momento continuo e ininterrotto (sto fumando/sto guidando/sto facendo questo creano la percezione di un unico lungo istante, senza soluzione di continuità), fino all’elenco di icone e status symbol. Oggi il presente è diventato ieri e si sta portando nel baratro anche le canzoni. Archiviando quello che sarebbe potuta essere non una pagina ma un capitolo intero della storia della musica. Poteva essere il rock, alla fine sarà ricordata come il Nu Metal degli anni zero. E il

rockit mag #57

MI AMI FESTIVAL 2019


di Vittorio Farachi

Nu Metal preferiamo non ricordarcelo mai. Ma il futuro si rigenera sempre dalle ceneri di quello che si pensava sarebbe stato. Puoi pensare che il fatto che nulla sia fatto per restare in fondo sia anche stimolante, un normale riflesso del nostro tempo e qualcosa di nuovo a cui bisogna semplicemente fare l’abitudine. Oppure che ci sia ancora spazio perché qualcosa resti nel tempo, se non come qualcosa di epocale almeno con un valore capace di comunicare in momenti storici diversi perché forte di un’intuizione immortale. Tendenzialmente, se la pensiamo come nel secondo caso, a questa cosa si applicano tutte le più grandi opere d’ingegno umano.

Cobain, un nuovo Bowie, forse sta facendo le medie in questo momento. Le idee forti e le innovazioni ci saranno sempre come sempre ci sono state, sarà diverso il modo di esprimerle. E quando i nuovi faranno musica la faranno con i riferimenti della loro generazione, non di quella prima. La trap è stata un’occasione persa, ma esaurendo il futuro in un paio d’anni ha fatto una breccia nella porta di domani.

Oggi le nuove generazioni hanno già iniziato ad ascoltare la loro musica, creare un loro linguaggio e costruirsi i loro riferimenti che per la prima volta in 70 anni potrebbero davvero essere indipendenti dalla storia della musica degli ultimi 70 anni, e questo non può che portare una nuova, grande, rivoluzione. Non significa che dovete farvi piacere per forza la Dark Polo Gang, non ve lo chiede nessuno, perché quella roba non vuole parlare a voi. A nessuno dei nuovi artisti interessano il consenso e l’approvazione di chi c’era prima, è più tutto un lanciarsi davanti. Se ci stai sei dei loro, se non ci stai sarai sempre libero di restare vicino a qualcosa che senti più tuo, che parla a te e ha i tuoi riferimenti. Ma il futuro è sempre meglio del passato, anche solo per il semplice fatto che è ancora da costruire. Un giorno nascerà un nuovo Tenco, un nuovo Kurt

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Quando avevo vent'anni Lucio Dalla mi ha cambiato la vita

di Chiara Lauretani Chissà di come era la terra prima che ci fosse l’amore. Era il primo marzo del 2012 , avevo vent’anni tondi tondi, ero a Bologna per l’Università, ed ero curiosa di tutto. Quel primo marzo me lo ricorderò sempre perché in città, tra le strade rosso terra dei vicoli, c’era un silenzio strano, un’aria pesante che generalmente non si percepiva; guardandomi attorno non riuscivo a non cogliere il vuoto che, per qualsiasi persona dotata di un minimo di empatia, si percepiva tra gli sguardi dei passanti. Era giunta da poco la notizia della morte di Lucio Dalla. Non mi spiegavo tutta quella strana malinconia, tutti quegli sconosciuti che camminavano per strada e sembravano legati, appesi da un filo invisibile che li teneva su. Piazza Grande era silenziosissima e faceva più freddo del giorno prima. Lo sapevo che Bologna era la città di Lucio, lo stesso Lucio che cantavano i miei genitori quando ero piccola

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in macchina, quel Lucio che avevo visto alla televisione, nelle copertine dei vinili di casa mia, che mi faceva sorridere quando cantava di stare attenti al lupo, ascoltato sempre senza farci troppo caso, eppure di musica me ne nutrivo quotidianamente. Un mio caro amico mi parlava sempre di Lucio Dalla e mi ripeteva: è un poeta. Quella stessa mattina, finita la lezione in università, me ne andai a casa e aprendo il computer, non mi misi a studiare il capitolo di Semiotica I che mi aspettava da diverse settimane. Con le cuffie, nel silenzio più tombale ho iniziato ad ascoltare davvero Lucio Dalla. Ma chi era veramente questo Lucio? La sua vita personale non mi interessava quanto la sua musica e infatti mi concentrai solo su quella. Cosa poteva comunicare a una ragazza di soli vent’anni quell’uomo tanto famoso?

rockit mag #57

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Fu una vera e propria epifania. Si muove la città con le piazze e i giardini e la gente nei bar, galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola. Ho pianto quando ho sentito per la prima volta La sera dei miracoli, ho capito finalmente chi erano davvero Anna e Marco e mi fecero pensare all’adolescenza, quando scalpiti per scappare via da qualcosa in cui poi sai che farai sempre ritorno; ho sperato un giorno di vivere un amore come una Stella di Mare io che a vent’anni non sapevo nemmeno che cos’era questa cosa strana che tutti chiamavano così, magari sarei stata tanto fortunata in un futuro non definito a provare per davvero quelle parole Avessi qualcosa da regalarti e se non ti avessi uscirei fuori a comprarti, stella di mare tra le lenzuola la nostra barca non naviga vola, vola, vola. Lucio mi ha spiegato il passato e mi ha insegnato che bisogna guardare al futuro e sorriderne, sempre: caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’, agli amici con cui ti chiedi nelle sere strane cosa ti aspetterà un giorno, E chissà come sarà lui domani su quali strade camminerà cosa avrà nelle sue mani, le sue mani, si muoverà e potrà volare, nuoterà su una stella, come sei bella e se è una femmina si chiamerà Futura scritta davanti al muro di Berlino che invece che dividere, in quel caso univa più forte che mai. Lucio Dalla era il nostro marziano, in grado di fare dei viaggi in orbita grandissimi e portarci insieme a lui Ma ecco che si avvicina con un salto siamo nel duemila, alle porte dell’universo, l’importante è non arrivarci in fila, ma tutti quanti in modo diverso ognuno con i suoi mezzi, magari arrivando a pezzi. Le canzoni di Lucio le ho ascoltate tutte, una ad una, da 1999 ad Angoli di Cielo. Ci vorrebbero troppe pagine per raccontarle tutte; mi sono resa conto che

Lucio Dalla mi dava una cosa che era più importante di qualsiasi altra cosa a vent’anni: mi faceva sperare, mi faceva sognare ad occhi aperti; quelle sue canzoni sempre appese tra realtà e finzione, leggere, mi facevano fare dei gran respiri carichi di ossigeno. La sua dialettica tanto poetica quanto enigmatica, aveva la capacità in poche parole di descrivere tutto: le persone, i rapporti, le strade, l’Italia, la storia, la politica, i posti, il cielo, il tempo. Lucio non ti conosceva, non sapeva forse neanche che esistessi, ma ci capiva tutti e ce lo diceva con le sue canzoni, universalmente condivisibili ma mai scontate. Ci ha fatto sentire almeno per una volta tutti amici. Un anno dopo, nel 2013 a quel concerto in Piazza Maggiore eravamo tutti come ci avrebbe voluto lui nella sua Piazza Grande dove spesso si fermava a prendere il caffè, e ci ha visto vicini, confidenti, uniti. C’eravamo tutti, ragazzini, studenti, anziani, madri, padri, bambini. Sono contenta quel giorno di essermi data tutto il tempo necessario per ascoltare ad orecchie aperte tutte le storie che Lucio voleva raccontarmi, diventando quasi un amico a cui chiedere consiglio, lo ringrazio per aver condiviso con noi tutto questo; lo ascolto da quel giorno del 2012 in maniera regolare, quasi fosse un piccolo momento tutto mio. Lo ringrazio anche per avermi fatto sentire sempre a casa mia in giro per il mondo e per avermi insegnato quando avevo vent’anni che non bisogna mai avere paura, anche nelle notti che sembrano più buie. Avevo vent’anni e mi sono innamorata di Lucio Dalla e non smetterò mai di volergli bene. Ah felicità su quale treno della notte viaggerai lo so, che passerai...

La casa di Lucio Dalla si trova in Via Massimo D'Azeglio n° 15 a Bologna, nel pieno centro storico, a due passi da Piazza Maggiore; oggi è diventata un museo per tutte le cose incredibili che raccoglie e sul suo campanello è rimasta ancora intatta la dicitura Comm. Domenico Sputo, perché Lucio amava sempre riderci su.

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Tra gli artisti che sei venuto a sentire e quelli che scoprirai oggi esistono dei fili d’oro, trame sottintese tra i protagonisti di una rivoluzione silenziosa. La musica sta cambiando, ma come? Qui troverai dei verticali di chi condivide un’attitudine, un’intenzione, un genere o uno stato d’animo. Nelle prossime pagine ti raccontiamo quello che ti sta intorno. Prova ad usare il QR Code accanto ad ogni tema, se vuoi ascoltarlo segnati gli orari dei live e inizia a girare.

COOL KIDS

ELECTRO

EUGENIA POST MERIDIEM

FUERA MALIHINI NAVA HER SKIN UCCELLI

GINEVRA

CAPIBARA

ANY OTHER TROPEA

Poche cose hanno una forza vitale come la musica elettronica. Vero terreno inesplorato, è il suono sintetico l’ultima grande rivoluzione della storia della musica. Da Moroder alla techno, passando per le sperimentazioni, la musica da parati e i gabber. Non azzardatevi a chiamarli Dj Set, che anche il pianoforte è solo “premere dei bottoni” se gli togli tutto il resto. E tutto il resto è il presente. Queste sono le punte di diamante dei cavi del MI AMI.

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L’indie non è sempre stato solo ex fidanzate, fuori sede e maglioni di seconda mano. C’era un tempo in cui indie era scarpe di tela e chitarrine carta da zucchero. Tutto questo esiste ancora, ma senza lo stereotipo di una volta. Conspevoli, freschi, internazionali e belli, dalle atmosfere sospese e rarefatte alla condensa violenta di un crescendo rumoroso.

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RAP CRUDITÈ C’è qualcosa di tremendamente ciclico all’interno della storia del rap, sopratutto negli ultimi tempi. C’è un ritorno alle origini, alla strada, alla realtà cruda che si taglia a fettine, all’abbandono totale dei mezzi termini. La nuova scena rap italiana sembra stia tornando indietro a come tutto nacque agli inizi degli anni ’90, con molto meno funk ma molti più beat arrabbiati. Da un lato la trap che assume sempre più forme diverse e complesse dall’altro il nuovo rap, dove le barre tornano ad essere l’essenza, la spina dorsale, il messaggio esplicito, un nuovo linguaggio comunicativo. E’ iniziato una nuovo tempo.

MASSIMO PERICOLO AVEX

AVANT LA HASNA PIPPO SOWLO MAGGIO SXRRXWLAND PSICOLOGI KETAMA126 TAURO BOYS VENERUS

ENSI SPERANZA NITRO

Questi sono gli artisti che stanno proiettando in avanti la canzone italiana, uniti dal portare avanti strade non battute verso suoni inesplorati. Qualcuno e qualcosa si perderà per per la via, ma non importa. Cresciuti su internet e con riferimenti nuovi, quando salgono sul palco non sai mai cosa aspettarti. Imperfetti, coraggiosi, sghembi e magnifici, sono gli indefinibili figli dorati di una generazione nuova. Preparati al futuro, benvenuti nel domani.

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BASTANO LE CANZONI Nel 2019, il cantautorato ha la nobile funzione di ricordarci che anche dietro la ricerca delle parole adatte si nasconde la bellezza ed essa non deve essere mai percepita come pesante o fuori moda, perché rimette in pace col mondo e con tutte le sovrastrutture di cui ci siamo dotati per farcela, per arrivare alla fine. Il cantautorato, oggi più di ieri, ci insegna che saper raccontare le storie è il mestiere più nobile e più utile che possa esistere, a patto di essere sempre disposti ad imparare.

GIOVANNI TRUPPI

FILO SPINATO I HATE MY VILLAGE FASK TONNO YONIC SOUTH SICK TAMBURO BUGO

GIORGIO CANALI GOMMA DIMARTINO GIORGIO POI RICCARDO SINIGALLIA Le chitarre e il rock hanno detto molto, forse tutto, ci sono generi nuovi oggi. Ma c’è ancora qualcuno che se ne sbatte. Con l’attitudine di un artigiano e sei corde in mano, questi sono gli artisti per cui la musica è tale solo se la senti con le dita. Il palco è un tempio e al pubblico vanno sacrificate le ore in furgone, le schiene rotte e i migliori anni della gioventù. Suonare ti tocca per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare.

FADI MOTTA

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o a

LE VIE DEL POP SONO INFINITE Mentre le mode cambiano, gli stili nascono o si reinventano, un elemento rimane presente in maniera costante ed eclettica: è il pop. Mescolandosi di volta in volta col rock, l’elettronica, la disco, il cantautorato, procede con passo deciso la sua ascesa assorbendo stimoli da ogni parte, trovando sempre la strada giusta per andare avanti, perché si sa, le vie del pop sono infinite.

CLAVDIO LUCA CARBONI DUTCH NAZARI COMA_COSE FRANCO126 DOLA FULMINACCI EUGENIO IN VIA DI GIOIA

DISCO TECA C’è stato un tempo in cui chi andava in discoteca e chi suonava vivevano due mondi a parte, due rette parallele che non si incontravano mai e che, casomai, se si trovavano allo stesso bar si guardavano pure male. Oggi tutto è cambiato e la discoteca è diventata un luogo d’aggregazione, di svago, perdizione e cultura dell’inclusività, Quando siamo in ballo, non resta che ballare. Sù i tacchi che la Milano da bere è tornata, ed è questa qui.

EMMANUELLE MILLEPUNTI LE FESTE ANTONACCI DELLACASA MALDIVE EGOKID ELASI MYSS KETA

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MI AMI FESTIVAL

ROCKIT MAG

IDEAZIONE, DIREZIONE

REDAZIONE

Stefano Fiz Bottura, Carlo Pastore

Vittorio Farachi, Pietro Raimondi, Chiara Lauretani, Simone Stefanini, Margherita Di Fiore

DIREZIONE ARTISTICA

Carlo Pastore

CONTRIBUTORS

PRODUZIONE

Carlotta Fiandaca, Dario Lesmo, Nicholas Tozzo, Stefano Ravanelli, Lorenzo Rubino, Eddi Basedi, Daniela Amati, Rosy Donniacuo, Alessandro Baronciani, Vittoria Basile, Vittorio Farachi, Simone Stefanini, Pietro Raimondi, Mirco Assandri, Chiara Lauretani, Leopoldo Bianchi, Alex Maglione, Luca Bocchio, Andrea Vittone, Carlo Tonelato. Andrea La Placa

Marco Beltramelli, Giulia Callino, Francesco Sgro, Marco Del Casale, Carlo Tonelato, Linda Codognesi, Francesca Russo, Mattia Nesto, Raffale Lauretti, Sergio Sciambra PROGETTO GRAFICO

Beatrice Mammi, Giulia Cortinovis IMPAGINAZIONE

Beatrice Mammi, Giulia Cortinovis,

ACCOGLIENZA GRUPPI

Chiara Gallerani, Irene Zamboni, Silvia Moia, Paola Marzorati, Federica Calvo COMUNICAZIONE

DIRETTORE RESPONSABILE

Stefano Fiz Bottura Tiratura 20.000 esemplari Registrazione n.135 del 03/05/2013 presso il tribunale di Milano Stampato da Pressup

Delia Parodo, Stefano Di Mario ILLUSTRAZIONE

Andrea De Luca WEB E GRAFICA

Giulio Pons, Peppe Tumino, Stefano Fiz Bottura, Beatrice Mammi, Giulia Cortinovis

MI AMI FESTIVAL è organizzato da

BETTERDAYS publisher+creative agency

+ miamifestival.it betterdays.it rockit.it 46

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Rockit Mag #57  

Con la 15a edizione del MI AMI torna il ROCKIT MAG, l'edizione cartacea speciale realizzata in copie limitate e in esclusiva per il festival...

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