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Massimo De Bortoli, Eliana Villalta

Il filo della memoria. Da filanda a liceo, una storia da non smarrire nel trentennale della scuola Nell'anno 2018 il Liceo Le filandiere celebra i suoi trent’anni di vita scolastica. Dall’edificio di via Falcon Vial all’attuale sede, ricavata da una ristrutturazione di una ex filanda risalente alla seconda metà dell’Ottocento, il liceo è cresciuto nell’ultimo decennio fino a raggiungere quasi 900 studenti nell’anno scolastico in corso con gli indirizzi Scientifico, Scienze Applicate e Linguistico. La ricorrenza del trentennale de Le filandiere ha assunto per chi vi ha partecipato un senso importante per la comunità scolastica e per la cittadinanza del sanvitese, tutta giocata sul filo della rielaborazione di molte memorie, non nella nostalgia ma nell’apertura di un avvenire dello studio e delle forme del lavoro da ripensare. I numerosi incontri hanno infatti riguarda-

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to solo in parte la storia dell’Istituto. La giornata inaugurale ha visto la presenza di Telmo Pievani, filosofo della biologia ed esperto di Darwin, che ha parlato dell’importanza della cultura scientifica nell’era delle fake news, soffermandosi soprattutto sulla questione dell’insostenibilità scientifica del razzismo. Con la manifestazione Il Liceo e l’Europa si sono celebrati gli scambi linguistici e culturali con molti paesi europei, mentre il fisico ed ex studente Giulio Mazzolo ha raccontato la sua esperienza di successo internazionale. Sono stati poi i Poster dal Liceo a presentare alcuni progetti e prodotti della scuola oggi con le lettere dei ragazzi del 1999 ai loro coetanei di un secolo fa partiti per la Grande Guerra, con l’esposizione di collezioni naturalistiche e strumenti scientifici e le interviste alle ultime filandine ancora testimoni del lavoro

industriale in quell’edificio. L’ultima giornata delle celebrazioni ha ospitato un incontro di studi sulla storia della filanda, sui problemi legati al recupero e al restauro dei “luoghi della memoria”, nonché la presentazione di una mostra didattica sulla storia della ex filanda Piva, allestita nell’Ospedale dei Battuti di San Vito. I contenuti sono stati dedicati alla lavorazione della seta in Friuli e nel contesto nazionale, sviluppati attraverso l’illustrazione della trasformazione architettonica dell’edificio da struttura produttiva a luogo educativo, oltre agli aspetti scientifici della bachicoltura e della chimica della seta. È stata una festa coinvolgente, un momento di riflessione capace di produrre valore, in un periodo di grandi incertezze. Grazie al sostegno di molte istituzioni, fra le quali

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Il Caffè del Nordest - Maggio 2018  

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