AT Magazine nr. 4 - E/ES

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AT MAGAZINE

Ediciòn IT/UK/ES - Mensual - Año I - Nr. 4 - Febrero 2013

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Versión en Español

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Diferentes viajes, mismo destino

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Monte Bianco, una maravilla del mundo

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La escalada del efímero

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Ilha do SAL: entre el deporte extremo y relax puro

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Salvador de Bahía: la tierra de las sonrisas

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Los caballos y las carreras. Un mundo por descubrir en Cerdeña

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Fil‘e Ferru brandy de Cerdeña

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Antiguos oficios: “le filandere”

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AT Decameron: matita, gomma e mouse...

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Resumen

web: http://it.atmagazine.eu em@il: info@atmagazine.it atpublimedia@atmagazine.it

AT Magazine #1 | 4 febrero 2013

Izquierda: Trident (Mont Blanc du Tacul) Abajo: Trident, dettaglio (Mont Blanc du Tacul) ph. Giampaolo Mocci © AT Photographer

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Resumen

Objectivo AT

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Screen shot

por Massimo Cozzolino

Editorial

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Diferentes viajes, mismo destino

por Giampaolo Mocci

Objectivo AT

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Screen shot

por Massimo Cozzolino

Outdoor activity

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Monte Bianco, una maravilla del mundo

por Giampaolo Mocci

AT on canvas

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Protections: watercolor on paper

por Suwong Mano

Outdoor activity

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La escalada del efímero

por Gianluca Piras

Por qué no vas a ...

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Ilha do SAL: entre el deporte extremo y relax puro

por Valentina Morea

40

Salvador de Bahía: la tierra de las sonrisas

por Denise Lai

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Screen shot

por Massimo Cozzolino

46

Los caballos y las carreras. Un mundo por descubrir en Cerdeña

por Francesca Columbu

52

Fil‘e Ferru brandy de Cerdeña

por Giuseppe Giuliani

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Screen shot

por Marco Valuto

58

Screen shot

por Massimo Cozzolino

AT culturam!

60

Antiguos oficios: “le filandere”

por Giuseppe Belli

Objectivo AT

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Screen shot

por Massimo Cozzolino

AT Decameron

63

matita, gomma e mouse...

por Barbara Valuto

Objectivo AT

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Staff Editor Giampaolo Mocci

Che cos’è un’erbaccia? Una pianta le cui virtù non sono state ancora scoperte [R.W. Emerson]. Esistono migliaia di metafore e aforismi che concettualizzano il mondo e la vita. Forse definire “erbaccia” la vita è irriverente, eppure, quanti innanzi ad una pianta officinale, dalle virtù note, sarebbero in grado di riconoscerla? Le esperienze, gli uomini e la vita stessa sono erbacce a cui guardare con curiosità e attenzione, senza fermarsi alla prima impressione e scevri da ogni condizionamento impegnarsi a scoprine le virtù nascoste.

Andrea Concas

Giornalista professionista, scrittore, laureato in Scienze della Comunicazione, ha collaborato con diversi periodici (“Il Tempo”, ecc.), agenzie di stampa (Unione Sarda, ecc.) e tv. Editor per network editoriali (Mondadori). Attualmente dirige “Diario24Notizie”,”2012 Magazine” e “Sardinia Network”. È consulente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna e della Associazione della Stampa Sarda (FNSI). Dal 2008 è il responsabile del C.R.E. (Centro Ricerche di Esopolitica) e dell’Associazione intitolata al giornalista “José De Larra”. Dal 2011 è il presidente del GUS sardo, il Gruppo di specializzazione della FNSI relativo ai giornalisti degli Uffici Stampa.

Shawn Serra

Barbara Valuto

Oscar Migliorini

Flavia Attardi

Sabina Contu

Gianluca Piras

Ho 23 anni e vivo a Carbonia, mi sono diplomato al Liceo Scentifico Tecnologico di Carbonia e attualmente sto completando il mio percorso formativo come studente in Scienze della Comunicazione a Cagliari. Entrare a far parte della redazione di questa rivista turistica on line mi entusiasma e spero di dare un importante contributo.

Da turista occasionale e distratta, sono diventata una vera appassionata di viaggi dopo il battesimo del classico viaggio zaino+Interrail dopo la maturità. La laurea in Lingue e il tesserino da giornalista sono stati un pretesto per conoscere a fondo altri mondi, altre culture e soprattutto stringere amicizie durature con anime gemelle erranti in ogni angolo del pianeta. Costretta dal lavoro a fissa dimora e ferie limitate, ho scelto una professione che, dopo l’esperienza in un tour operator e un albergo, mi consentisse di vivere in un ambiente dove il viaggio è insieme fine e mezzo: l’aeroporto. Di appendere la valigia al chiodo, naturalmente, non se ne parla proprio.

Da sempre rincorro l’idea di poter diventare parte integrante di quel che i cinque sensi attribuiti mi permettono, attraverso tele, argille e metalli. Non esito a misurarmi ed esprimermi con diverse passioni, come la fotografia e l’arrampicata sportiva, che mi consentono di essere a contatto con le molteplici bellezze della natura...anch’essa come l’arte, infinita ed imprevedibile. Colpevole di un’inesauribile sete di conoscenza per me, sarebbe difficile scegliere tra tante meraviglie che mi attirano, mi circondano e che vivo!

Sabina Contu classe 1973 Segno zodiacale Vergine. Vivo e lavoro prevalentemente a Cagliari. Attualmente Delegata alla Sport della Provincia di Cagliari. Tra i vari incarichi ricoperti nel 1996 consigliere comunale del mio paese natio Jerzu e nel 2004 consigliere di amministrazione dell’ente regionale per il diritto allo studio. Amo la letterattura, la politica ed il diritto, in particolare quello ambientale, sanitario e sui temi della nocività lavorativa sto concentrando la mia attenzione negli ultimi anni. Film preferito : C’era una volta l’America. Attori: Cleant Eastwood e Meryl Streep. Il mio libro preferito è “L’arte della guerra” di Sun TZu. Le mie passioni sono la cucina e l’agricoltura.

Vivo a Oristano, dove sono nato il 20 maggio del 1961. Sono iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e lavoro come responsabile dell’ufficio stampa e Comunicazione istituzionale della Provincia di Oristano, curando anche la redazione e la pubblicazione dei contenuti del sito istituzionale. Appassionato sportivo, ho praticato innumerevoli sport ma in modo significativo scherma, calcio, tennistavolo, tennis. Ora pratico con impegno agonistico lo sport delle bocce. Sono presidente del Comitato provinciale di Oristano della Federazione Bocce e atleta della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Oristano. Di questa gloriosa società, fondata nel 1866, sono stato presidente dal 1999 al 2005 e faccio parte del Consiglio di amministrazione dal 1996.

Sono Gianluca Piras quasi trenta anni che pratico assiduamente tutto quello che l’outdoor in Sardegna e nel mondo, dalla speleologia al torrentismo, dal trekking alla mountai bike, in primis l’arrampicata in tutte le sue salse, grandi numeri non li ho mai fatti ma mi sento in sintonia con la mia filosofia: “siamo tutti liberi di confrontarci come vogliamo con la parete, nel rispetto del prossimo” .

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Stefania Spiga

Marco Lasio

Patrizia Giancola

Grazia Solinas

Ignazio Perniciano

Rosalia Carta

Paola Angelotti

Rinaldo Bonazzo

Stefano Vascotto

Stefania 38 anni, vivo e lavoro nella bella Cagliari, dividendomi tra gli impegni della quotidianità e la ricerca di una dimensione temporale da dedicare alle mie passioni: l’arte contemporanea, la poesia, il buon vino, le giornate di sole e i viaggi. Da 15 anni mi occupo di comunicazione e marketing. Ho collaborato con le più affermate agenzie pubblicitarie di Cagliari curando i progetti web per clienti come Tiscali. Dal 2001 ho accettato di dedicarmi totalmente all’utility Energit con il ruolo di Marketing & Communication Specialist. “Ora mi sento come se stessi aspettando qualcosa che so non arriverà mai... Perché adoro illudermi e sperare, ti senti più vivo mentre lo fai [C. Bukowski].

“Porta itineris dicitur longissima esse”. I latini dicevano “La porta è la parte più lunga del viaggio”: per iniziare una nuova vita bisogna trovare il coraggio di fare il primo passo, per cambiare bisogna avere le forze di farlo. Per crescere bisogna volare via dal nido e cogliere al volo tutte le occasioni. Viaggi, musica e la potenza delle immagini per evadere e costruire una chiave che apra tutte le porte che si presentano lungo la strada.

Regnum: Animalia Phylum: Chordata Divisio: Vertebrata Classis: Mammalia Ordo: Primates Familia: Hominidae Genus: Homo Species: sapiens Subspecies: sapiens Sub-subspecies: sardoa Aetas XLIII Sexus: aliquando… Mater lengua: Italica, Sarda campidanensis Aliis: Anglica (C1), Hispanica Castellana(B2), Batava vel Belgica et Hollandica (B1) Facultas: ars pingendi Aliis: ars de computatris programmandis , historia artium et antiquitatis, astronomia et astrologia, occulta philosophia, mythologia, hodierni litterae, ars herbaria (botanica et mycologia), photographia.

Maggio 1985, Perito informatico (ABACUS), laureando in Scienze della comunicazione, appasionato di assemblaggio, programmazione su Personal Computer e la musica rock. Il mio hobby della mountain bike mi ha portato a conoscere luoghi ed a riscoprire il contatto con gli spazi verdi che la nostra terra ci offre. Le nuove esperienze se rivestite di un sano velo di sfida mi coinvolgono e motivano a cimentarmi con passione in queste nuove avventure.

Ho cinquantasei anni e amo definirmi “diversamente giovane”. Ho vissuto buona parte della mia vita aldilà del mare, ma con radici ben salde sulla nostra terra. Sono sentimentalmente legato a una ragazza ben più giovane di me, che non so bene come riesca a sopportarmi. Dopo trentacinque anni di lavoro, in area commerciale nel settore della comunicazione pubblicitaria, faccio ora parte della categoria degli esodati. Coltivo molte passioni fra cui l’elettronica, i motori, il volo, la pesca, il modellismo, i viaggi e la musica. Nei rapporti umani considero imprescindibile il rispetto reciproco e il mio stile di vita è imperniato sull’osservanza di quelle che chiamo “le regole del gioco”.

Over 30 years in the IT world. Passionate about new technology and always open to new solution.

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Amo paragonarmi ad un diamante: le sue preziose e molteplici sfaccettature sono come le mie tante sfumature di personalità e di carattere. Anche il mio percorso personale e professionale è piuttosto bizzarro: ho due figli di 28 e 26 anni, un cane di 15, un nuovo compagno, adoro gli studi umanistici, ma ho un incarico di manager presso una società di engineering, un brevetto di sub e amo il nuoto, un amore incondizionato per i libri, per i viaggi e per tutto ciò che è innovazione e tecnologia applicata alla tradizione. In tutto questo cerco il particolare che fa la differenza. Son un ariete e mi butto a capofitto in tutto ciò che faccio, ma tutto ciò che faccio deve divertirmi, deve farmi ridere. Il mio motto è: la vida es un carnaval!

Appassionato da sempre per gli sport all’aria aperta come la mountain bike, il kayak, immersioni e tanto altro, ho sempre inteso la parola outdoor come momento di conoscenza. Il percorrere sentieri su due ruote o far scorrere il mio kayak sul mare della nostra Sardegna è sempre occasione di arricchimento culturale che soddisfa appieno la mia inesauribile voglia di conoscere. Negli anni ho collaborato con riviste di trekking e outdoor in genere. La fotografia è inoltre l’indiscussa forma di archiviazione dei miei momenti passati tra amici o in solitudine per i monti o per mare.

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Staff Editor Elisabetta Gungui

Vincenzo Boi

Giuseppe Giuliani

Denise Lai

Giuseppe Belli

Francesca Columbu

Marco Cabitza

Angelo Mulas

Valentina Morea

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Cagliaritana di 35 anni, socievole, estroversa, creativa e simpatica (dicono!). Lavoro nel mondo della sicurezza per le aziende, studio Scienze della comunicazione e gestisco un Bed&Breakfast da circa due anni. Aspettative per il futuro? Esprimere sempre più la mia parte creativa nel mondo del lavoro (e non solo!). Sono appassionata di cinema, teatro, arte, musica, viaggi al fine di un arricchimento culturale/sociale, poco sport ma primo tra tutti il tennis. Le poche righe a disposizione son finite per cui concludo qui la mia brevissima presentazione!

29 anni, studia nella facoltà di Beni Culturali (curriculum archeologico) dell’Università degli Studi di Cagliari. Giornalista dal 2010, scrive per blog, quotidiani e riviste, anche online.

Vincenzo Mario Boi, studente in Scienze della comunicazione a Cagliari. Amante della musica e delle arti in generale, musicista da diversi anni e attualmente arrangiatore in collaborazione con diversi artisti locali. Curioso e aperto a nuove esperienze formative di carattere culturale.

Sono Giuseppe Belli, cinquantatre anni passati tutti nella mia città, Napoli. Essa, oltre ad essere una delle più belle città che io conosca è anche tra le più complesse e caotiche, di quello stesso caos incomprensibile che contraddistingue la nostra vita. Amo leggere e scrivere. Soprattutto la scrittura mi da modo di rielaborare la realtà che mi circonda e talvolta la possibilità di comprenderla meglio. Per questo ho pubblicato già due libri… e non c’è due senza tre.

Il mio nome è Angelo e, sono nato 55 anni fa nella zona più bella della Sardegna, la Barbagia. Porto sempre con me, ovunque vada la sua natura, i suoi profumi, i suoi sapori, la visione e l’amore della mia gente che sono uniche. Sono ragioniere, divorziato e padre di una splendida figlia. Adoro il cinema e la musica in tutte le loro forme. Amo la poesia e la magia delle parole: quelle ben cantate, quelle ben recitate e quelle ben parlate. Dalla mia gente ho imparato l’importanza dei rapporti umani, a costo di deludere, a costo di deludersi perché come qualcuno ha detto: non si è mai soli quando qualcuno ti ha lasciato, si è soli quando qualcuno non è mai venuto.

Quattro righe su di me... Giuseppe Giuliani. Giornalista, 45 anni, ama la vita di società e gli appuntamenti mondani tanto che vorrebbe abitare in Lapponia. Invece, vive ad Assemini dove, peraltro, pare non abbia mai incontrato una renna. Siamo tutti appesi a un filo. E io sono anche sovrappeso (Franco Zuin)

Classe 1974; Sarda di nascita e di sangue; Attualmente impegnata professionalmente presso l’aeroporto di Cagliari. Amante della natura, del buon cibo e dei viaggi; riesce ad emozionarmi un tramonto d’estate e allo stezzo modo un gratacielo di una grande metropoli. Faccio mia la frase:...[]”Accettare le sfide della vita significa porsi di fronte ai nostri limiti e ammettere di poterli o meno superare”..e ad oggi credo di avere, ancora, tante sfide da vincere!

Il mio mondo è una valigia. Inguaribile sognatrice e viaggiatrice per passione; un’irrefrenabile curiosità mi spinge a voler conoscere quel che non so, capire ciò che appare ostico, superare barriere e confini. La sete di novità e l’entusiasmo nel viverle sono la mia forza motrice, la parola è la mia arma (pacifica peraltro).

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Objectivo AT

Océano Atlántico (Bushua, Ghana) ph. Massimo Cozzolino © AT Photographer 7


ph. B.Valuto Š AT Photographer

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Editorial Giampaolo Mocci

Traducido por Valentina Morea

Diferentes viajes, mismo destino ¿Cuánto tiempo puede ser largo un viaje antes de llegar a su destino, pero esta es la parte más importante de nuestro viaje? Voy a hablar de dos ancianos sentados en la playa al atardecer ... El marco es la playa clásica, en el clásico de la mayoría de las exóticas islas del Pacífico, las de los folletos en papel satinado de agencias de viajes, el tiempo es el más llamativo de la jornada, la puesta de sol. Dos viejos de paso ponderado por edad y la cara marcada por el tiempo, caminando casi al unísono, viniendo desde los bordes opuestos y dirigidos hacia el centro, a aquella palmera que soplada por el viento crecio rastrillando la arena, formando un cómodo asiento en la primera fila desde la que ver lo que la naturaleza se va a poner en la escena de la puesta del sol. Los dos ancianos se reúnen por primera vez, pero la amabilidad y el deseo de sentirse parte de esa escena, le ve sentados juntos, en la palmera como si se tratara de una cita regular de toda la vida. El saludo de las personas amables y haciendo caso omiso de todas las formalidades comenzan una de esas conversaciones, donde el significado de la vida es el tema principal. “He soñado con este momento toda mi vida”, dijo el señor Wealthy, un rico miembro de la sociedad actual “Pasé mis días pensando en lo agradable que sería pasar todos los días en una isla, donde la naturaleza era para marcar el paso de tiempo. Todos los días de mi vida, he renunciado a cualquier distracción me distraiga de este objetivo. Empecé de cero, trabajé hasta el agotamiento, me arriesgué mi salud, he descuidado mi afecto familiar, pero al final he podido realizar mi sueño ... me compré esta hermosa villa con piscina, con un jardín que termina en esta hermosa playa donde pueda venir a admirar, sentado en esta palma, la naturaleza que muestra su mejor ... Por supuesto que sería maravilloso poder compartir esto con mi familia, todos los días de mi vida, pero esta sociedad nos obliga a perseguir los bienes y posición. Así que ahora, viejo, yo puedo realmente concederme estas puestas de sol ... y usted querido amigo, ¿qué le parece? “. Sr. Kapayakan miró el rostro del hombre que estaba sentado a su lado y antes de responder dio una mirada hacia el atardecer. Fue el momento en que el sol quema el mar y los colores reflejan la coloración del cielo. Entonces miró a una pequeña casa de madera en el borde de la playa, con las luces encendidas y los niños juegan en el porche. Con voz tranquila y firme respondió diciendo: “Yo nací allí, la casa que mi padre construyó. He vivido cada día de mi vida comiendo lo que la naturaleza me dio y envuelto por el amor de mis hijos jugando al atardecer en frente de la casa, reemplazados hoy por mis nietos. Cada noche veíamos el sol apagar el día y encender las estrellas, dando paso a la noche. Toda mi vida he renunciado a los bienes y cualquier otra posición superflua me distrajo de este ajuste“.

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Océano Atlántico (Bushua, Ghana) ph. Massimo Cozzolino © AT Photographer 10


Objectivo AT

A veces te das cuenta de que para captar la belleza de un lugar, simplemente hay que sentarse y dejarse encantar por las cosas, personas o eventos que se muestran desde antes y se preguntan cómo puede ser maravilloso ver a un niño caminando en el calor, secuestrado por “pálido y absorbido mar” (E.Montale), o un tronco erosionado por el agua salada y el el impetuoso convertirse del mar. Massimo Cozzolino

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Objectivo AT

Océano Atlántico (Bushua, Ghana) ph. Massimo Cozzolino © AT Photographer 13


Objectivo AT

Océano Atlántico (Bushua, Ghana) ph. Massimo Cozzolino © AT Photographer 14


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Outdoor activity texto y fotos por Giampaolo Mocci Traducido por Valentina Morea

Monte Bianco,

una maravilla del mundo

A veces, pero s贸lo a veces... la monta帽a no es necesariamente sin贸nimo de un lugar severo. Contrariamente a su nombre, el Combe Maudite (Valle Maldita) es un lugar que te da gana de volver. Estamos hablando de uno de los valles del macizo del Mont Blanc y una visita no es suficiente para admirar este paisaje extraordinario, impresionante y casi m谩gico.

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¿Por qué el nombre? Desde el Mont Maudit, que se sitúa en la frontera y la separa del salvaje e inhóspito glaciar de Brenva. Lo mismo ha heredado su nombre de las leyendas que hablan de las montañas como el reino del diablo.

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La Combe Maudite es fácilmente accesible por el teleférico de Courmayeur en Rifugio Torino (3329 metros sobre el nivel del mar)de que se inicia una caminata tranquila y cómoda en el glaciar, que en tan sólo una hora y media llega al Grand Capucin, símbolo del valle.

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La pasión por la escalada, tiene la gran ventaja de ser practicada en lugares que forman parte del imaginario colectivo de escaladores y no... El Grand Capucin (3.838 metros sobre el nivel del mar) es el monolito más grande y el más difícil de los valles, la forma más fácil de subir a la cima es subir la famosa “Via del suizo (C.Asper, M.Bron, M.Grossi, M.Morel , 1956 300 metros de desarrollo, 6b y A0 -. sólo una pasada) “. Desde la escalada de alta montaña nunca es un hecho y lo que necesita para dominar el sexto (grado de dificultad en la escala francesa) y proteger con nuts y friends (resguardos móviles que se colocan en las ranuras y eliminar después de la subida).La parte más difícil (grado técnico: 6b/A0) es particularmente difícil y aerea, así que es mejor no ser demasiado emocional. Junto al Grand Capucin se encuentra el Chandelle du Tacul (3.561 m snm), menor pero todavía muy delgado, que cuenta con un trío encantador famoso de subidas de Walter Bonatti. Uno de ellos (Via Bonatti, W.Bonatti y R.Gallieni, 1960) se ha convertido en un clásico, sobre todo porque Michel Piola y Pascal Strappazon inauguraron en 1988 el Tabou, lo que permitió evitar la ranura horizontal para entrar artificialmente (o escalada libre 7b), creando

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así la Bonatti-Tabou. En esta hermosa torre està la más desafiante “Ligne Blanche (JLAmstutz, R.Vogler de 1990. 200 metros de desarrollo, 7a + (6b obl.) / RS1/II)”. Es de esta manera que mi pasión por la escalada ha tenido la oportunidad de ser satisfecha y es aquí donde sucedió mi bautismo del Mont Blanc. Subir y llegar a la cima de Chandelle du Tacul, uno de los picos más famosos en el medio de un glaciar a unos 400 metros de profundidad en un valle considerado una de las maravillas del mundo, donde el aire es más palpable eco de los nombres de ‘montañismo que han hecho historia, es sin duda una experiencia que le puede dar emociones que difícilmente se pueden olvidar.

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Información técnica Descripción del recorrido desde Courmayeur teleférico Helbronner P.ta en Rifugio Torino (3.375 mt, teléfono +39 340 22 70 121). Desde el refugio seguir el camino visible a la Flambeaux Col des, después de lo cual cae diagonalmente en la dirección de la Tour Ronde. Desde el cerro se encuentran las agujas perfectamente visibles (la Gran Capucin y otros), y vaya a ver hasta la base. Desde el refugio en el Grand Capucin, tiempo de 1 h 15 min (Fácil) de Chamonix, Aiguille du Midi, el Refuge des Cosmiques (3613 mt, teléfono +33 (0) 450 544 016). Desde el refugio seguir el camino de la Vallée Blanche cruzando el Col des Rognos y caminar a lo largo del lado este del Mont Blanc du Tacul. La entrada a la Maudite Combe se reporta cerca del Rey Pic Adolphe, a continuación, subir al Grand Capucin. Desde el refugio en el Grand Capucin, tiempo de 2 h (Fácil) Enfoque en el hielo: Aunque el glaciar se encuentra en buen estado es importante seguir todas las normas de seguridad, y luego proceder atados y lejos el uno del otro, crampones, piolets, tornillos de hielo y el kit para la recuperación de las grietas. Es importante llevar ropa de protección a las altas montañas, sin menospreciar los cambios repentinos en el clima. Atención especial en el glaciar en los períodos calurosos y secos. Mont Blanc du Tacul - 4.248 mt Aiguilles du Diable

Grand Capucin - 3.838 mt

Petit Capucin - 3.693 mt

Trident - 3.639 mt

Chandelle - 3.561 mt Pointe Adolphe Rey - 3.535 mt

Pyramide du Tacul - 3.468 mt

Courmayeur

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6b

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Mont Blanc du Tacul

6b

Chandelle du Tacul (3.561 mt)

Ligne Blanche

J.L.Amstutz - R.Vogler (1990)

200 mt - 7a+ (6b obbl.)/RS1/II

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AT on canvas

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Protections: watercolor on paper Š 2012, Suwong Mano all rights reserved http://kuikaiart422.ioffer.com/ http://rockclimbing-thailand.blogspot.it/?zx=44f806770034cb6e

It is a story about sport climbing Protections, for how to write a watercolor. Pen and paint... to make it look old and dirty the surface of a rock cliff. 31


Outdoor activity texto y fotos por Gianluca Piras Traducido por Valentina Morea

La escalada del efímero

Invierno... pequeñas moléculas de agua se cristalizan como la caída de las temperaturas, poco a poco con el paso de los días son más largos y más grandes y más grandes formando pequeños colgantes brillantes, y de nuevo se tocan entre sí y se fusionan para formar un pequeño muro de hielo a lo largo de las escarpadas paredes que descienden de la montaña, en los flujos de agua y en el extremo donde habia una cascada fragorosa se hizo un silencio atronador dictado por el frío que hizo el río una columna de hielo que serpentea por cientos

de metros. El frío está mordiendo y los miembros que no están acostumbrados a estas temperaturas son dolorosos, llevamos ropa de abrigo y un sombrero impermeable, cálido, guantes, no se quiere dejar ni una pequeña franja de piel desnuda en contacto con el aire. Dejado el coche en esta fría mañana de invierno nos pusimos en marcha en el camino que conduce al valle aún más frío

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Nuestras botas crujen rompen la nieve dura, la respiración casi se solidifica, ya que era el termómetro? Menos veinte dice Antonello, mientras que un rayo de luz solar cálida ilumina el aire helado de este entorno alpino, en torno solo nieve, abetos cubiertos de nieve que pliegan las hojas, el camino desaparece después qu las nevadas nocturnas han cubierto todas las pistas, sólo unos pocos señales en los árboles nos muestran el camino, a cada paso se hunde hasta la rodilla, y la fatiga. No lo creo, pero después de una hora y media más cerca de la cascada de hielo siento una gota de sudor correr por mi espalda. Nos encontramos en la base de la cascada ponemos los crampones que nos permitan no caer más en esta nieve mezclada con hielo, arnés, remaches tubulares, casco, guantes, gafas de protección y conectar a nosotros mismos de las cuerdas. Mientras que la pendiente se hace más pronunciada tomar el hacha en la mano y la pongo en la nieve dura, entonces mi sentimiento es cada vez más fuerte frente a la brillante escarpada y majestuosa cascada de mil gotas de hielo de agua helada, como acercar las manos a la bobina de un frigorífico más frío, pero la emoción es grande y calienta mi alma. Decidimos dónde atacar la pared congelada, se procede en pasos pequeños pongo ante los piolets con las piernas ligeramente separadas, los talones hacia abajo, el arpón cruje ni siquiera él. Unos pocos milímetros de acero apoyando mi peso parece casi imposible, pero va un miembro a la vez. El sabio de hielo con la selección del hacha, saltando lejos y caí estrepitosamente en el lado, aquí está el hielo duro. Un fuerte y la selección se planta firmemente en el suelo de hielo, agitar con fuerza el mango y mover los pies y también lo son ya diez metros de mi pareja... Hung up en un brazo, con los pies firmemente plantados, torpeza con la uña tubular que se desliza fácilmente en el hielo como un tapones huecos, aquí se ve bien, mosquetón y cuerda y así continúa metros cada 4/6 gritó un clavo, el muro se articula y hecho a mano maravillosamente... Subo a treinta metros y un balcón suspendido entre carámbanos y ventisqueros allestisco una parada, el hielo es buena otros dos uñas y no puedo dejar de lado la tensión que se apodera de mí por el brazo cuando me fui, me quedo aquí están asegurados , gritan a continuación para preparar a subir mientras yo voy a asegurarme de que mi pareja... Me explotó la sangre en el brazo que la tensión había mantenido un millar de pins que sobresalen antebrazo sentir las manos calientes, por lo que apenas podía apretar la caja fuerte cuerda, un par de minutos y luego se pasa la misma sensación cada vez que se sube en el hielo... Mientras recupero la cuerda miro alrededor del valle está salpicado aquí y allá por pequeñas cascadas congeladas y los puntos coloreados trabajar para escalar estas paredes de hielo efímeros, como nosotros. Un silencio surreal, interrumpido sólo por algún goteo de agua y un poco de pila de nieve con los primeros rayos del sol que caen... Aquí viene mi compañero que me pase todo el equipo, la siguiente toma es de él, que no se detiene unos minutos, pasando por una suave pendiente un alivio y otra 34


pausa, mientras se prepara para recuperar a ver que jura y se queja, la misma sensibilidad en los brazos. Aún así, yo hacia atrás y subir la cascada donde el pecado se vuelve casi horizontal... En un descanso, mientras nos detenemos por un momento para beber un poco de té caliente en silencio, más allá de la cascada donde el suelo congelado todavía deja fuera a salir un poco de vegetación baja nos espera una sorpresa inesperada: un ciervo pastando tranquila, sino que son dos una mujer con un confiado cachorro que sigue a la gravedad acantilados que desafían y fría como si estuvieran en el valle, pero estos animales espectaculares perfectamente adaptados a estas temperaturas y condiciones, no se preocupan demasiado por nosotros y saltando entre un acantilado y una pila de nieve dura y desaparecen todavía nos dejan en paz, pero consciente de la cantidad de energía que hay en esta naturaleza que construye estas paredes de hielo y nieve y se plantan árboles en lugares impensables y animales adaptados a sobrevivir en cualquier condición ambiental. Esto también es la escalada en cascadas de hielo, el desierto salvaje en el que sólo con la ayuda de piolets y crampones los seres humanos podemos llegar a donde tal vez un poco tranquilos paseos gamuza para examinar lo que la naturaleza tiene para ofrecer. Entonces, finalmente, la cascada termina, hubiéramos tenido más tiempo, pero tal vez lo mejor armamento pesado y nos recuerdan que es mejor no tirar de la cuerda demasiado y todavía tenemos que ser hermosas transparencias boca abajo con cuerdas. Que, como siempre, es más complicado de lo esperado, dos horas más tarde nos encontramos en la base de la cascada por ahora el sol está alto en el cielo despejado, el aire es mucho menos claro, fresco, todavía un momento de pausa para reconstruir las cuerdas con el peso del agua y buscar rigelata disuelto como el alambre .. Comemos algo antes de que nos movemos y recuperar el camino hacia el valle, miramos a nuestro alrededor observando otras cascadas con la mente ya estamos en el mañana para otra excursión, otra escalada dejando este maravilloso mundo de hielo efímero. Pero lo que es realmente la escalada en hielo? Evidentemente, es absolutamente un deporte de invierno y consiste en escalar cascadas de hielo formadas por la reducción de los flujos de la temperatura de congelación y ríos de montaña de construcción reales inmensas paredes de hielo de cientos de metros de altura, con la ayuda de equipos especiales como crampones de hielo que difieren de aquellos para caminar por la estructura mucho más robusto y rígido, hielo recoge especial escalada por lo general con el mango curvo y decididamente más corto que los picos de hielo clásicos de montaña, se utilizan para la protección de los clavos especiales tubulares que no van martillado en el hielo, pero se atornilla en la pared de hielo de perforación también ocurrir donde usted puede utilizar las columnas como las capas de hielo, cuerdas y mosquetones arneses son los mismos tanto para el deporte y por la montaña.

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Por qué no vas a ... texto y fotos por Valentina Morea

Traducido por Valentina Morea

Ilha do SAL: entre el deporte extremo y relax puro

Se tarda unas seis horas de vuelo desde Italia a alcanzar a Ilha Do Sal, uno de los diez oasis hermosas de las islas volcánicas de la costa de África Occidental. Una extensión del desierto del Sahara en el medio del Océano Atlántico, que a partir de marzo, ofrece un ambiente cálido y suave. Un viaje a la isla

de Sal, permite al visitante disfrutar del ambiente África, el poder de la naturaleza, los colores y olores de los mercados. Una experiencia que cam por completo su horizonte físico y espiritual, en mezcla de deporte y relajación. La isla de Sal es la principal puerta de entr

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e de y los mbia una

al archipiélago de Cabo Verde, porque aquì esta el aereopuerto internacional que ha hecho que sea fácilmente accesible y por lo tanto el más frecuentado por los turistas.

rada

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La isla debe su nombre a la presencia de sal natural, no muy grande, con una longitud de unos 30 km y una anchura que oscila entre 3 y 12 km, se explora con facilidad. Ventosa, llana y árida en su mayoría, Sal fascina por su paisaje lunar y el silencio predominante, rocas volcánicas y las franjas de la arena fina dorada hacia las aguas cristalinas del océano, acariciadas por el continuo murmullo de los vientos Alisei. Sol, mar, viento: ésta es la esencia de Cabo Verde. Un lugar ideal para la desintoxicación del ritmo frenético de la vida cotidiana “estilo occidental”, redescubriendo la belleza simple y la autenticidad de los pequeños gestos. Dar un paseo por las playas de arena de Sal, con el mar rompiendo contra los tobillos y luego se retira y el viento hace que sea soportable incluso el clima más caliente. Los vientos oceánicos crean un espectáculo constante de olas maravillosas. Y luego está la música, la voz de Cesaria Evora (cantante popular de Cabo Verde: http://www.caboverde.com/evora/evora.htm) que resuena en la radio en unas pocas tiendas de vendedores en la playa y la sonrisa siempre presente de los locales con su propio ritmo plácido y tranquilo,

cuyo lema es, de hecho, “no stress”. Para los amantes del mar y del viento, Cabo Verde no es sólo relajante, la isla de Sal es un verdadero paraíso para aquellos que quieran dedicarse a la práctica de deportes acuáticos, como el buceo y el snorkeling, la pesca en alta mar, pero sobre todo kytesurf y el windsurf. La isla debido a la presencia de un viento fuerte y constante es el máximo para los amantes de la tabla: la altura de las olas y la belleza de su bahía, Fontona lo convierten en un deber para los que practican este deporte. Rara vez otro objetivo del surf ha atraído a tantos profesionales y campeones del mundo como la Isla de Sal, gracias a sus aguas poco profundas, a los vientos fuertes y las olas altas son las condiciones ideales para dar rienda suelta a sus pasiones. Además, la bahía de Santa María y Ponta Preta, así como Choclassa y la gran cavidad de Buracona son para surfistas y buceadores una emoción y aventura. Para la mayoría de los turistas bañarse en las aguas de Sal se convierte en un verdadero desafío, el objetivo? Tratar de quedarse levantado todavía vestido con su traje. Un problema aparentemente sencillo, sobre todo si nos fijamos en

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los niños locales que se imergen en las olas y salen divertidos, pero en realidad hacer frente a la fuerza del agua es mucho más complicado de lo que podría imaginar. Una vez pasada la barrera natural creada por las corrientes oceánicas, donde el mar es tranquilo y cristalino, el espectáculo que se presentará ante los ojos no tiene iguales. Los fondos marinos que tocan estas islas son ricos en fauna y flora, tanto que son considerados por uno de los más grandes exploradores, J. Cousteau, como el jardín del paraiso del las costas de África mojadas por el Atlántico. Las islas de Cabo Verde son un paraíso para los buceadores, con restos de naufragios para explorar ricos en flora tropical y un número considerable de especies de peces, incluyendo delfines, tortugas y tiburones. Un viaje a esta tierra es una experiencia única, uno no puede dejar de estar fascinado por el silencio del desierto y la voz impetuosa del mar, la belleza de una naturaleza virgen y salvaje, no se puede llevar con usted volviendo a casa la alegría, el color y la calidez de su gente.

This book is a metaphorical journey in search of a recompense for childhood abandonment of a son by his father, and for the dramatic interruption of their emotional relationship. The latter sublimates in “fragments” of diary recollections intended to fill a gap. In his story the author portrays Naples as a city that has preserved its relationships, portraying it to the reader with new emotion, perhaps in a bid to overcome that solitude and longing he has felt for far too long. Ines D’Angelo

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Por qué no vas a ... texto y fotos por Denise Lai

Traducido por Valentina Morea

Salvador de Bahía: la tierra de las sonrisas

Estimados viajeros de todo el mundo, Febrero es sin duda el mes ideal para una visita de uno de los paises más cálidos y relajantes. Este mes quiero ir a Sudamérica, en un lugar muy soleado y con encanto suficiente como para generar una sana nostalgia a su regreso a casa: Brasil. Hace unos años visité a Salvador de Bahía, el país durante todo el año disfruta de un clima tropical húmedo. Por ejemplo, la temperatura máxima en los meses de enero,

febrero y marzo, casi nunca supera los 32 grados y la mínima no exceda del 23. Basta pensar, sin embargo, que incluso en los meses restantes es difícil encontrar el frío al que estamos acostumbrados, mientras que la temperatura mínima no deberá ser inferior a 20 grados. Cuando bajé del avión rápidamente me di cuenta de la diferencia climática! Y así hay que dejar las chaquetas y los suéteres, los zapatos y poner las sandalias, y también el estrés: en Brasilse sonrie.

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Salvador de Bahía se divide entre la Cidade Alta y Baixa Cidade, la ciudad alta y la ciudad baja, donde se pueden visitar las iglesias y monumentos pertenecientes a distintas zonas. En el primero, por ejemplo, incluir los bairros (distritos) historiadores, como Barroquinha, Santo Antonio y la famosa Pelourinho. En la ciudad baja, conectado al extremo superior de un ascensor, con el Elevador Lacerda, que es un símbolo turístico de Salvador, se encuentran los bairros de Comercio, Ribeira, Calcada, Bonfim y Contorno. No te puedes imaginar el panorama espectacular visible desde la parte superior, espero que nadie tenga miedo de tomar el ascensor. Bueno, sin duda, entender más resistencia al teleférico al Pan de Azúcar en Río de Janeiro. Pero esa es otra historia, de regreso a Bahía! Hay otra zona, además de los descritos, en la ciudad de Salvador, la ciudad nueva, que comienza a partir de Barra, incluye una serie de barrios con vistas al mar. Yo recomiendo un viaje a la Ilhas dos Frades, la isla de los Frailes, accesible por barco escunas características. En la isla se puede disfrutar de un plato, sumergirse en las aguas cristalinas y ayudar, en la mayoría de los casos, para las actuaciones originales de Capoeira, el arte marcial brasileño. Mantenga sus ojos abiertos cuando usted camina a lo largo de las playas, también podrá asistir a actuaciones en el fútbol fuera de lo común! ¿No es verdad que muchos de los mejores futbolistas del mundo provienen de Brasil? Vi a

los dos chicos en Río y Bahía, en lugar del campo de fútbol habitual que estamos acostumbrados, que se utiliza para incursionar dividida por una red de voleibol, patear la pelota de un lado del campo. No voy a relatar los comentarios de los niños italianos (los fans acérrimos de algunos equipos italianos) en la habilidad y la perfección en el control del movimiento de la bola por el joven brasileño. Depende de usted para elegir qué ver y dónde ir, mi consejo es confiar a un guía local. Además de estar muy bien informado, puede revelar curiosidades del lugar, ofrecer asesoramiento sobre turismo o en lo que haces por la noche. En la elección de incluir uno o tal vez dos fortalezas, construidas por los portugueses para defender la ciudad (San Diego Forte, Forte de Santa Maria, Forte de São Marcelo, etc.). Entre los museos e iglesias, hay muchos que elegir. El Museu Abelardo Rodríguez, por ejemplo, está situado en el edificio histórico y hermoso Solar do Ferrão, y mantiene una gran colección privada de 800 piezas de arte sacro en Brasil. La Catedral Basílica de Salvador es un edificio barroco del siglo XVII, después de la restauración ha vuelto a brillar toda su belleza original. Lo puedes encontrar en el Pelourinho, la plaza más antigua en el centro histórico de Salvador, que es el corazón de la ciudad. En cada lugar, los portugueses tenían un lugar con

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un palo, el Pelourinho, donde a los negros esclavos eran infligidos castigos severos, dependiendo de la severidad de la ofensa. De ahí el nombre de la plaza, un nombre que a lo largo de los años ha identificado el centro histórico de Bahía. A pesar de la declaración por la UNESCO como “Bien del Patrimonio Mundial Cultural”, en 1985, el área se convirtió en el sitio de la degradación y la prostitución, también se ve favorecida por la policía local a fin de mejorar su control. Él era el gobernador Antonio Carlos Magalhães para recuperar el Pelourinho, en 1991, gracias a la rehabilitación de edificios e instalación de servicios básicos como agua corriente, alcantarillado, luz y teléfono. Y así, hoy en día, gracias a los trabajos de restauración, puede bostezar durante la visita de uno de los centros históricos más famosos de Brasil. La obra, de hecho, también previó la instalación de restaurantes, culturales, económicos y de entretenimiento, como por ejemplo, galerías de arte, estudios de pintores y escultores, tiendas

de piedras preciosas, casas de oficios, etc. El centro histórico se reaviva. ¿Cree que en las calles de su barrio puede encontrar grupos de niños armados con bongos y tambores, expertos en la producción de música afro-brasileña, que se fascinaban. Esto fue probablemente lo que más me impresionó fue durante la visita. Aunque la gran mayoría de la población se ve obligada a sobrevivir día a día, te das cuenta de cómo esta gente nunca perder la esperanza. Sonríe a la vida, el sol cada mañana, y los turistas se reúnen cada día en las calles de su ciudad. Bahia es la música, el calor, la alegría. Es imposible no dejar atrás los pequeños problemas de su país a la verdadera maravilla que la naturaleza humana tiene para ofrecer, desde otro punto de vista, en otra dimensión. Una alegría que, les aseguro, que traerá consigo aún para volver a su casa, por lo que te das cuenta de cómo, a veces, es sólo la forma de hacer frente a la vida para hacer una diferencia.

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El lento movimiento del río marca el momento de las acciones de la noche, apareciendo en todo su esplendor, lo que refleja la magia de la luz crepuscular, entre el eco del clamor de los niños, los carros tirados por animales y el rugido de los paños escurrido por las mujeres. Todo ello en un espacio onírico, donde el tiempo apenas se mueve en una naturaleza primordial. Massimo Cozzolino

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Objectivo AT

Río Bani Djennè (Mali) ph. Massimo Cozzolino © AT Photographer 45


Por qué no vas a ... texto y fotos por Francesca Columbu

Traducido por Valentina Morea

Los caballos y las carreras. Un mundo por descubrir en Cerdeña

Cerdeña, tierra de tradiciones ecuestres fuertes, busca para ponerse en el centro del circuito nacional de carreras de caballos. Esto es 22 de Diciembre del 2012, cuando el hipódromo de Villacidro , después de que cinco largos años habían pasado de su construccion y cuatro de su inauguración abre oficialmente sus puertas a las primeras carreras del calendario hípico nacional.

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El inmueble, propiedad de la ciudad de Villacidro está a cargo de la gestión del “Consorcio Horse Racing Villacidro”. Su director, Roberto Sanna, mostró tenacidad, competencia y capacidad de organización, ganando elementos que han permitido al consorcio para cerrar las cuatro carreras en el calendario con importantes resultados: bolsa de premios total de 100.000,00 €, más de un centenar de caballos en la carrera y miles de espectadores entusiastas. ¿Por qué ir a ver una carrera de caballos? La respuesta, es necesario primero presentar el contexto, único y emocionante, donde se coloca este deporte. Un escenario natural manchado por las verdes laderas, compartidos por nobles animales llamados caballos, jinetes y entrenadores que se convierten en los principales actores de este escenario, capaces de emocionar y temblar a sus audiencias. La primera vez que ingrese una pista de carreras como el primer impacto se encuentra en frente de una extensión verde. La superficie dedicada a la raza se parece a una muñeca rusa de formas elípticas de la herba. En la parte exterior es la vía principal, para seguir una pista con superficie de arena, y luego una tercera pista y la hierba siempre dentro de un gran espacio normalmente utilizado para la formación. Si la intención es probar suerte lo primero que debe hacer es mirar el programa del evento, en el que se encuentran los nombres de los caballos, jinetes, propietarios y entrenadores, desglosados por cada carrera. El siguiente paso es echar un vistazo a las dimensiones - indicadores numéricos que permiten al apostante para navegar por favoritos. Ahora, con un poco más de información que podemos hacer para la “vara”: un lugar donde los caballos, el siguiente en entrar en la carrera, puede ser visto por los jugadores pueden tener una idea de su forma y elegir aquella en la que apostar . Una voz invita a los pilotos para ponerse en marcha y dirigirse a las puertas de salida. Inicia el juego: vamos a la taquilla, hacemos nuestra apuesta y tomaremos el cupón. Una vez sentados en las gradas pretendemos mirar a lo lejos, hacia las cajas de inicio e inmediatamente entender por qué los espectadores utilizan binoculares ... la pista es realmente genial! Un retraso corto para permitir a los caballos que se pusieron en las jaulas y comienza la carrera. Las puertas se abren, el público comienza a gritar y animar a su caballo avanza rápidamente creciente hacia la tribuna. En toda esta emoción, sus ojos buscando su favorito. ¿Usted cree en él y en su victoria, llorar con tanto fervor como si fuerais a ese animal para siempre. Supera la primera curva y otra vez se aleja de su vista a la recta. Segundos pasan y los caballos entran en la segunda curva y final que les lleva a la recta final. La emoción en las gradas es alto, el público está de pie, el ruido de la estampación aumenta cada vez más y su caballo está ahí, atrapado en una confusa pelea tratando de llevar a abandonar el grupo. A pocos metros al final y te gritan como un loco: “¡Vamos, vamos!”, Unos pocos segundos y los caballos cruzan la línea de meta. ¡Qué emoción! Y es esta emoción la razon por la cual vale la pena ir al hipódromo a ver una carrera. Participar como jugador o espectador es una experiencia emocionante, al mismo tiempo divertido y emocionante. 48


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Si usted sabe cómo elegir, si confía en las predicciones y un poco de suerte vino a ayudar, entonces usted será uno de los brazos en alto a celebrar la victoria de su atleta. Por desgracia, el mundo de las carreras de caballos italianos no está exento de la grave crisis que, como tantas otras áreas, está poniendo la economía de nuestro país de rodillas. Servir a los subsidios estatales que no llegan y patrocinadores que están luchando por encontrar. Pero cada uno de nosotros, especialmente los que juegan asiduamente las agencias de apuestas, puede soportar esto en su pequeño mundo. Vamos a tomar unas horas de libertad y vamos a conocer los hypodromos italianos y al final recuerdamonos tentar la suerte.

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Por qué no vas a ...

texto Giuseppe Giuliani fotos Giampaolo Mocci riceta Rinaldo Bonazzo

Traducido por Valentina Morea

Fil‘e Ferru brandy de Cerdeña

Un alambre que sobresale del suelo. Con un trozo de distancia, otro. En el otro extremo de la línea, debajo de la tierra, está vinculada una calabaza. Dentro de la calabaza, especialmente vacía transformándose en un contenedor, hay Abbardente.

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Una situación bastante común en Cerdeña en la segunda mitad del siglo XIX. La destilación era en aquel momento un verdadero negocio para muchos agricultores, cuando el Estado decidió regularla y los impuestos establecidos, los campesinos continuaron practicando en secreto y para evadir los controles utilizaban la estratagema de alambre: enterrarlo todo, contenedores y herramientas, y a través del cable podrían localizar el escondite. De esta práctica se cree que se originó el nombre fil ‘e ferru, pero es sólo una escuela de pensamiento, aunque la más fiable. El hecho es que Abbardente (agua ardiente) y fil ‘e ferru (cable) son los nombres por los que se conoce el brandy en Cerdeña. Es un destilado incolor de alta graduación alcohólica (entre 45 y 55 grados) obtenidos a partir de la masa fermentada o a partir de la pulpa. A la vista no muestra diferencias con el agua, pero sólo traer la copa a la nariz inmediatamente se siente el fuerte olor a alcohol. Se consigue a través de un proceso de doble destilación de vino o de orujo de uva y una vez desechadas la cabeza y la cola, es decir, las partes más ligeras y pesadas del destilado, el producto puede ser almacenado en barricas de roble. El ‘fil e ferru tiene funciones digestivas y es también la manera tradicional para cerrar el almuerzo en diferentes zonas 54


MOMa

Sardinia B&B

de la isla, pero es un ingrediente fundamental para muchas recetas. No hay zona de Cerdeña en la que no se ofrecerá una copa de fil ‘e ferru y difícil de ser decepcionados, pero si realmente quieres ir sin falta tienes que la Ogliastra o el Santulussurgiu de Oristano.

MOMa Sardinia B&B Via J. S. Bach, 62 Quartu S. Elena (Ca)

Cell. +39 347 0594340 www.momasardinia.it 55


Crepes Flambé con Fil’e Ferru Preparación: Fase 1 - Preparazione dell’impasto: In una ciottola versare la farina e le uova. Mescolando piano piano aggiungete il latte, il pizzico di sale e lo zucchero vanigliato, il burro sciolto a microonde ed il Fil’e Ferru Mescolate finché ottenette un impasto denso senza grumi. Fase 2 - Lasciare riposare per circa un’ora. Fase 3 - Cuocere le crepes Fatte scaldare la vostra pentola antiaderente una volta calda sciogliere un pezzettino di burro. Versare mezzo mestolo di impasto nella pentola e fatte cuocere 1 o 2 minuti per parte. Adagiate le crepes in un piatto. Nel mentre preparate il liquore per condire le crepes. In un piatto mescolare burro, zuchero, succo d’arancio/mandarino, un po’ di Fil’e Ferru (secondo i vostri gusti) scaldare il tutto a fuoco basso, fare attenzione a che l’alcool non prenda fuoco, si deve evaporare piano piano. Immergere le crepes una ad una nel liquido e piegarle in quattro cospargere con zucchero e mettere al forno (120°C) per 5 minuti. Scaldare il resto del Fil’e Ferru (al microonde) versare sulle crepes e poi accendere l’alcool di fronte ai vostri commensali.

Ingredientes para 8 personas: • 250 gr di farina • 4 uova • mezzo litro di latte • 1 pizzico di sale • 50 gr di burro • 1 bustina di zucchero vanigliato • 1 cucchiaio di Fil’e Ferru • 1 arancio o mandarino a scelta • 50 gr di zucchero • 30 cl di Fil’e Ferru

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Objectivo AT Carnaval de Venecia (Venecia) ph. Marco Valuto Š AT Photographer

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Objectivo AT

Río Bani Djennè (Mali) ph. Massimo Cozzolino © AT Photographer 59


AT culturam! texto Giuseppe Belli ilustración Barbara Valuto Traducido por Valentina Morea

Antiguos oficios: “le filandere” Érase una vez: como las primeras palabras de un cuento de hadas, podría comenzar así la historia de aquel mundo ya desaparecido de los antiguos oficios animado por figuras de artesanos que justo por su singularidad y rareza han adquirido un aspecto casi irreal. Figuras que se han convertido en poco menos que magia gracias a su arte y por eso fabulosas porque pertenecen a una época en la que la mano del hombre era el rey. Luego, la llegada de la industria y la automatización de la misma que expulsó al hombre de la producción directa, y por lo tanto le falta el típico de muchos productos. Hoy en día, casi todo se hace en serie, aprobado y registrado. Pero, afortunadamente, a pesar de todo, las profesiones manuales siguen siendo las más buscadas, las mismas que con su originalidad y creatividad han dado a conocer a Italia en el mundo. Así que, a pesar de haber caído en desuso hacer reparar algo, los oficios antiguos no son totalmente desaparecido. Dando una vuelta por nestra península podemos ver inmediatamente que, además de las muchas bellezas naturales qu la caracterizan, nos maravilla la singularidad de su territorio. Cada región expresa su cultura y sus tradiciones ancestrales que juntos hacen de nuestro país un hermoso mosaico en el que cada situación es única, y el turista nunca encontrará un lugar similar a otro, en lugar de la homologación y la globalización mundial. Y esta unidad del territorio muchas veces se debe principalmente a las tradiciones que perduran, incluso con los antiguos oficios que en muchos países aún son capaces de caracterizar y conducir la economía del lugar. Así que resisten artesanías como los deshollinadores en Trentino y Lombardía, afiladores en Emilia y barberos especialmente en el sur. Luego están los hojalateros, sintonizadores, talladores, y para los amantes de los caballos, herreros aún muchos dispersos por toda la península. Y entonces los fabricantes de colchones, encajes tomadores, bordadores. Las únicas personas que casi han desaparecido son los paraguas. Entre algunas de las más antiguas artesanías en mi ciudad natal, Nápoles, mi padre me recordó el “acconciasegge” o sea los que ajustan las sillas y los “ammazzapiecure” hombres fornidos, que en Pascua vagaban por las calles ofreciendo a matar los corderos que crecían en los patios 60


de familias adineradas. Viajando entre los antiguos oficios, descubrimos que también los apellidos son a menudo un legado de estos. Algunos países, aún hoy, son recordados por las actividades que tenían en su lugar. Comenzando desde el norte, a través de un viaje imaginario alrededor de nuestro país, como primer paso, le sugerimos a nuestros amigos turistas que deciden encontrarnos una ruta en la vecindad de nuestra capital industrial “Brianza”. Ubicado al norte de Milán, es un área de Lombardía dividida en cuatro provincias, que tiene características en común. En su interior se identifican dos sub-áreas: un plano y montañoso. Brianza se encuentra en el corazón del Distrito de los Lagos y no tiene un significado preciso, los factores políticos, culturales y geográficos la distinguen de manera tan precisa. “Las filanderas”, por cierto, pertenecen a su historia. Figuras femeninas que caracterizan el trabajo en Brianza. Desde 500 hasta el siglo pasado, de hecho, la actividad de fabricación más importante fue la de los gusanos de seda y su hilo. Mientras que los hombres trabajaban la tierra las mujeres, incluidas las niñas, estaban empleadas en la industria de la seda. Trabajaban todo el día y aliviaban con el canto aquellas horas de duro trabajo elaborando un repertorio que no era más que un calendario de sus distintas etapas. También en la zona de Brianza, más precisamente en Cantu, procesamiento de encaje de bolillos ha sido durante siglos una actividad muy popular. Este arte se extendió desde la capital a lo largo de la Brianza dando apoyo a la tradición de “Trina di Milano”, entonces, de la ciudad de Milán el procesamiento de encaje se movió en los conventos y en el campo, y aunque Cantú fue siempre el centro de la tramitación de encaje se empezó hablando del “punto” de Milán. La difusión del arte del encaje fue a través de loas cortes, la enseñanza de las hermanas y sus viajes de un convento a otro. La producción se extendió rápidamente tanto en el sector público y privado, tanto en casa como en los talleres. Por último, dio a luz a las escuelas de arte, pero no fueron bien vistas por los comerciantes de Cantu porque se comportaban como fabricantes normales. Desde finales de los años cincuenta, el arte del encaje, aunque el mercado ya no tenía una gran demanda, se conserva en la cultura de Cantù un gran espacio, capturando todas sus representaciones en la imagen de la mujer delante de almohada grande haciendo su obra. Tal vez un intento de transformar, a lo largo de los años, una imagen en un icono popular: “Las encajeras de Cantù”. Nuestro viaje imaginario a través de los antiguos oficios para el momento se detiene aquí. Justo el tiempo suficiente para organizar nuevas medidas para explorar otros lugares hermosos y oficios en la esperanza de que este viaje en el tiempo pueda excitarte más de lo que me emociona a mì. 61


Objectivo AT

Río Bani Djennè (Mali) ph. Massimo Cozzolino © AT Photographer 62


AT Decameron matita, gomma e mouse... a cura di Barbara Valuto

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ph. A.Lecis Š AT Photographer

CALZATURIFICIO ZAMBERLAN S.r.l. Sede: Via Marconi, 1 36036 Pievebelvicino di Torrebelvicino (VI)

Tel. ++39 0445 660.999 Fax ++39 0445 661.652 http://www.zamberlan.com/ zamberlan@zamberlan.com

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AT MAGAZINE Cultura, Sport, Turismo, ecc. TESTATA GIORNALISTICA REGISTRATA PRESSO IL TRIB. DI CAGLIARI nr. 24/12 del 10/10/2012 Luogo e anno della pubblicazione: Cagliari, 2012 ANNO I Dati della società: AT di Giampaolo Mocci Via Tagliamento, 19 0932 - Assemini (CA) PI 03442500926 Editore Giampaolo Mocci Direttore Responsabile: Andrea Concas Per contattare il giornale: Cell. +39 3287289926 E-mail: info@atmagazine.it (per informazioni) redazione@atmagazine.it (per la redazione) Per le inserzioni sul giornale: E-mail: atpublimedia@atmagazine.it Informazioni sullo “stampatore”: Il provider che ospita il giornale è DominioFaiDaTe S.r.l. (società provider autorizzata a fornire al pubblico il servizio internet).

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