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numero 4 - 13 giugno 2012

IN COPERTINA Beinasco, 18 nuovi alloggi popolari in via Torino

CASE POPOLARI AL CAPOLINEA? «Gli gli ex-Iacp rischiano il collasso, servono urgenti contromisure» Le tasse aumentano, le entrate diminuiscono. E alle case popolari chi ci pensa? Se il Governo non interviene, l’intero sistema dell’edilizia sociale, in Piemonte come nel resto d’Italia, rischia di tramontare. A lanciare l’allarme è il presidente di Federcasa Piemonte e dell’Atc di Novara Carlo Sansottera. La gestione delle case popolari, con una tassazione sempre più gravosa ed entrate ridotte all’osso, è arrivata ad un punto di non ritorno. Senza contromisure efficaci, l’intero sistema rischia di collassare entro un paio d’anni. Il motivo è semplice: gli enti che gestiscono l’edilizia pubblica pagano le tasse esattamente come un normale padrone di casa con la differenza che, rispetto ad un proprietario privato, non hanno certo la stessa possibilità di fare cassa. «Le Atc piemontesi devono far fronte al pagamento di Ires e Irap, dell’imposta di registro e, da quest’anno, anche dell’Imu. Per farla breve, le tasse corrispondono più o meno a metà di quanto dovrebbe venire incassato. continua a pagina 5

La foto di copertina è dedicata ai 18 nuovi alloggi di via Torino a Beinasco, che presto daranno una nuova casa ad altrettante famiglie. I lavori di costruzione dell’edificio a sei piani stanno per terminare e alla fine dell’estate gli appartamenti saranno pronti per essere assegnati. L’intervento si inserisce in un Contratto di Quartiere ed è stato finanziato con 3 milioni di euro stanziati dalla Regione Piemonte e 80mila euro di investimento da parte di Atc. Il nuovo edificio contribuirà all’espansione di quel quartiere, dove il Comune ha in programma di incrementare servizi, verde pubblico e infrastrutture. Grande attenzione è stata rivolta al risparmio energetico. I materiali utilizzati sono tutti rigorosamente ecocompatibili, l’impianto fotovoltaico produrrà elettricità per le parti comuni e quello solare termico integrerà la produzione dell’acqua calda.

Sommario Facce da vicini

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Album fotografico della

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Come fare per… XV censimento

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I N I C I V A D FACCE polari abitanti delle case po Sabato 2 giugno gli e bastano un brindisi ci hanno ricordato ch per sentirsi meno soli e un piatto di pasta

o I, bimbi che leggon VI io P a vi di oi M brace nei palazzi ex la cupola Musica e carne alla tempo in mostra sotto un di ie af gr to fo , nti gare via Arquata Pacini, appassiona poesie all’angolo di a vi in te la vo ta he E poi pizza e lung rtici di piazza di piazza Tartini. ultietnica sotto i po m ta lia ig gr , ni di in via Ghe Da sud a con i giochi in legno lungo via Parenzo. da ra st in na ce le e l’immancabi i più che quest’anno tra Astengo a Falchera an i at st no so tc A o i abitanti delle case deciso di dedicare un o am bi nord della città, gl ab to es qu er .P lla Festa dei Vicini . attivi protagonisti de ù belli della giornata pi ti en om m ai o ic af speciale album fotogr

mo anno! Arrivederci al prossi

Via Parenzo

Falchera


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Via Pio VII

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C .so T aranto

Via Arquata


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Il 25 giugno parte il censimento di Atc, ecco tutte le informazioni. Quest’anno tempi d’attesa più rapidi grazie ai Caf Addio alle code, il censimento Atc da quest’anno si presenta anche al Caf. È una delle novità introdotte dalla nuova legge regionale 3 sull’edilizia sociale. Da quest’anno il censimento si fa al Caf. Addio a code, moduli scritti a mano e montagne di documenti da portare agli sportelli: il nuovo censimento socio-economico delle famiglie Atc si potrà trasmettere direttamente in uno dei Caf convenzionati, per via telematica. Tutte le famiglie riceveranno al più presto per posta un lettera con le spiegazioni dettagliate, l’elenco dei documenti da preparare e quello dei Caf convenzionati. Attenzione: ricordate che il censimento è un obbligo e per legge chi non lo consegna rischia la perdita della casa. Leggete dunque con attenzione la lettera e recatevi al Caf più vicino. Si parte il 25 giugno e ci sarà tempo fino al 28 settembre. Ma cos’è il censimento socio-economico? È la fotografia della situazione reddituale degli assegnatari delle case Atc aggiornata al 2011. Gli inquilini devono comunicare la loro situazione economica al completo: i redditi percepiti da tutti i componenti del nucleo familiare, ma anche eventuali terreni posseduti e la relativa rendita catastale e pure le rendite mobiliari come Bot, azioni o fondi di investimento. Da quest’anno, poi, il reddito sarà certificato dall’attestazione ISEE. A cosa serve? Questi dati sono necessari per verificare se l’assegnatario ha ancora i requisiti per la permanenza dell’alloggio e anche per aggiornare l’affitto. Infatti, anche sulla base di questi indicatori, dal 1 gennaio 2013 Atc adeguerà il canone. Detto in soldoni, se i redditi sono aumentati potrebbe aumentare anche l’affitto mentre, nel caso in cui le condizioni economiche della famiglia fossero peggiorate, la rata potrebbe diminuire. Chi calcola il reddito ISEE? Come sapete, il calcolo del reddito ISEE si ottiene gratuitamente recandosi in un qualsiasi Caf. Ecco perché, se possedete una certificazione ISEE ancora valida vi basterà recarvi, previo appuntamento, allo Sportello Unico di Atc. Se invece non lo avete, niente paura. Risolverete comunque tutto con un solo appuntamento. Atc ha infatti stipulato una convenzione con i Caf che vi permetterà, previo appuntamento, di aggiornare l’Isee e di presentare il censimento in un’unica soluzione. Sarà poi il Caf a trasmetterlo ad Atc per via telematica, senza alcun aggravio per il cittadino e soprattutto senza alcun costo. Insieme alla lettera del censimento, riceverete anche l’elenco dei Caf convenzionati, disponibile anche sul sito internet di Atc. Per il resto il quindicesimo censimento non si discosta molto dai precedenti. Gli assegnatari Atc sono già abituati ad aggiornare ogni due anni la propria situazione reddituale, ma, mentre in passato dovevano recarsi di persona nella sede di corso Dante o in uno dei punti di accoglienza nei quartieri, oggi possono rivolgersi al Caf più vicino, risparmiando tempo e carta.

Documenti necessari per il censimento:

attestazione Isee (aggiornata al 2011);

i redditi percepiti nell’anno 2011 rilevabili dai modelli: CUD - ex mod. 101, ex mod. 201, mod. 730, mod. UNICO 2012 se la situazione socio economica attuale non è cambiata rispetto al 2011;

in caso di situazione attuale diversa dall’anno 2011 necessitano i redditi attualmente percepiti dal nucleo (rilevabili dalla busta paga o da mod. O Bis ove il reddito sia da pensione). In caso di inizio di nuova attività autonoma dichiarare il reddito mensile realizzato dalla stessa rapportato ai 12 mesi), oppure lo stato di disoccupazione;

i redditi derivanti da rendita da immobili: l’importo da dichiarare è quello calcolato ai fini I.R.P.E.F. ed i dati catastali necessari sono rilevabili dalla visura catastale (es. regione in cui è ubicata la proprietà, categoria catastale, ecc.) e, per gli alloggi in proprietà ubicati nella Regione Piemonte con categoria catastale da A/3 ad A/6, la superficie utile in mq;

la lettera del censimento Atc che avete ricevuto per posta;

una bolletta d’affitto.


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Dall’altro lato, il canone d’affitto è stabilito dalla legge regionale 3 ed è commisurato in base al reddito della famiglia. Mediamente, non supera i 100 euro mensili ma in molti casi è anche nettamente inferiore. Teniamo presente, infatti, che i Comuni assegnano le case sulla base di una graduatoria stilata in base al grado di emergenza. Evidentemente, in un momento di crisi così forte, in cima alla graduatoria ci sono famiglie che non possono contare su alcun reddito e dunque andranno a collocarsi nella fascia economicamente più bassa per il pagamento dei canoni. Questo determina, in molti casi, frequenti situazioni di morosità. Ma il fondo sociale nazionale e regionale, destinato a coprire gli affitti dei cosiddetti morosi incolpevoli, negli ultimi anni si è ridotto del 90%. Nemmeno i piani vendita, contrariamente a quanto si pensa, aiutano più di tanto le entrate. La vendita di un alloggio popolare è più che altro una forma di “riscatto”: l’inquilino acquista infatti pagando il valore catastale dell’immobile, che di solito non è superiore a 30mila euro». Non serve essere economisti per capire che questa situazione, dal punto di vista economico e gestionale, non sarà sostenibile tanto a lungo. Due sono le possibili soluzioni di cui Federcasa discuterà con gli addetti ai lavori proprio oggi, nel corso di un seminario in programma a Novara. La prima ipotesi è che le Atc piemontesi potrebbero trasformarsi in enti pubblici sociali, quindi non soggetti a tassazione, e investire quanto avrebbero corrisposto in tasse in opere di manutenzione o in nuove costruzioni. L’alternativa è diventare enti privati e incassare un canone di equilibrio, in grado di coprire tassazioni e spese di gestione, manutenzioni e nuove costruzioni. A quel punto, sarebbero altre istituzioni a farsi carico del sostegno per le famiglie meno abbienti. «La necessità di garantire la casa ad affitto contenuto è un tema che non può e non deve essere affrontato con superficialità, come spesso purtroppo accade» spiega il presidente Sansottera. «La storia e la professionalità degli ex Iacp meritano rispetto. E’ l’ora delle decisioni coraggiose, per far sì che anche domani ci sia la speranza di una casa per ogni famiglia italiana».

La signora Lucia, cuoca ufficiale della cena in strada per la Festa dei Vicini di via Parenzo, ci svela tutti i segreti del suo TIMBALLO CON LE MELANZANE Ingredienti per 4 persone ½ cipolla 2 barattoli di polpa di pomodoro a pezzetti 3/4 melanzane lunghe 1 kg di rigatoni o penne rigate 4 mozzarelle , 3 uova 2 etti di prosciutto cotto e/o spalla 1 busta di besciamella formaggio grattugiato q.b. Tagliare a fette sottili metà cipolla e metterla in una padella con un po’ di olio. Quando la cipolla è dorata toglierla dalla padella (se no diventa amara). Poi aggiungere la polpa di pomodoro, sale quanto basta e fare cuocere almeno per una mezz’ora a fuoco basso. Coprire la padella a metà con un coperchio. Nel frattempo, pelare le melanzane e tagliarle per la lunghezza a fette sottili. Su una padella aderente scaldare dell’olio di girasole e friggere le melanzane tagliate a fette sottili. Girare le melanzane da una parte all’altra e quando sono sufficientemente fritte metterle su una teglia con alcuni strati di scottex così da assorbire l’olio. Prendere una teglia da forno e stendere le melanzane sul fondo della teglia fino a coprirlo tutto e intorno ai bordi, lasciando sempre mezza melanzana che fuoriesce dalla teglia. A parte mettere su l’acqua e buttare rigatoni o penne (con i rigatoni viene più buona). Quando i rigatoni sono arrivati a metà cottura scolarli bene bene. Nella pentola insieme alla pasta scolata per bene aggiungere: le mozzarelle tagliate a dadini, il prosciutto cotto tagliato a cubetti, la besciamella, il formaggio grattugiato, le uova e il sugo di pomodoro preparato all’inizio. Mescolare tutti gli ingredienti, facendo un impasto con la pasta. Ricordatevi di lasciare un po’ di sugo a parte. Mettere l’impasto così preparato dentro la teglia con le melanzane stese e aggiungere sopra formaggio grattugiato, 1 mozzarella tagliata a rondelle e un po’ di sugo fino a coprirla ma senza esagerare! Prendere le melanzane che fuoriescono dalla teglia e chiudere il tutto: la pasta viene così tutta coperta. Sopra le melanzane aggiungere ancora un cucchiaio di sugo e stenderlo bene. Metterla in forno a 180 gradi fino a quando diventa dorata. Servirla calda. Registrazione del Tribunale di Torino numero 17 del 16/03/2012

Periodico d’informazione dell’Agenzia Territoriale per la Casa di Torino e Provincia

direttore responsabile: Carola Quaglia redazione: corso Dante 14 – 10134 Torino. Tel. 011.3130362 redazione@atc.torino.it In redazione: Giuseppina Vigliotti, Carola Quaglia, Daniele Darchini Hanno collaborato: Roberto Borgo (foto Festa dei Vicini), Laboratorio Parenzo.

Gazzettatc Num4 - 2012  

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