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Trasparenza (parte prima)

Nel passato, quando un cittadino veniva scelto dai suoi concittadini perché li rappresentasse nella direzione pubblica della propria città, quei cittadini erano convinti che la persona eletta fosse una persona di sani principi, di buon senso, e generosa. Nell’immaginario collettivo questa persona eletta, poteva anche essere utile un domani per una cortesia all’interno della struttura comunale, per la ricerca di un lavoro per un figlio, per consigli utili sulla propria attività lavorativa. Oggi invece si fa sempre più spazio un atteggiamento che spinge l’elettore a rimarcare e condannare comportamenti poco sobri e a volte poco trasparenti degli eletti,accomunati tutti nella cosiddetta “casta” politica, la casta dei privilegiati. Gli stessi elettori, visto che per loro oggi neanche un minimo di ritorno generale e personale è più garantito, e viste le difficoltà attuali del vivere quotidiano, cominciano a chiedersi quale sia l’elisir magico che renda in diversi casi un uomo pubblico da nulla o “pocotenente”, di basso profilo professionale,spesso “senza arte né parte”, un potente uomo d’affari o, male che vada, a disporre di auto di grossa cilindrata, residenze importanti, bella vita e tanto tempo libero. Anzio guarda la classe politica con sospetto e vede il consiglio comunale come un insieme di personaggi attenti più al proprio interesse che a quello della collettività. La crisi, la pressione fiscale, il lavoro precario, la disoccupazione, la fame che aumenta, come aumentano le file agli sportelli della Caritas, e la mancanza di una sana progettualità, risvegliano nei cittadini quel senso di giustizia sociale che per anni era sopito in una rete di clientelismo sfrenato. Oggi l’uomo politico non è stimato, ed è quindi urgente innescare un processo virtuoso per il recupero della fiducia dei cittadini nella politica. Pertanto chiediamo a tutti i membri del consiglio comunale e agli amministratori di Anzio di fare un primo passo in tal senso, depositando le proprie dichiarazioni dei redditi e rendendole, al più presto, pubbliche. Non solo sarebbe un bel gesto, ma è anche un obbligo di legge per i Comuni al di sopra dei 50.000 abitanti. E i cittadini ne sarebbero contenti. La trasparenza fa sempre bene. A tutti. Andrea Mingiacchi

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA SI FA IN ALTO MARE

“Nuovo pesce volante” tira su 130 chili di rifiuti in un mese

GOLETTA VERDE BOCCIA ANZIO Legambiente assegna bandiera nera ai pennelli antierosione

CENTRO TRASFUSIONALE DIMEZZATO

Dubbi e pericoli di un ridimensionamento che non taglia i costi e moltiplica le difficoltà

FERRERO: “PRIMARIE SUL PROGRAMMA”

Il segretario nazionale del PRC illustra la sua volontà di accordo con le forze di sinistra

LA TIGRE PERDE L’ULTIMO INCONTRO Addio a Giulio Rinaldi, il pugile che fece sognare Anzio


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Bed and Breakfast L’Auberge in centro ad Anzio

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LA RACCOLTA DIFFERENZIATA SI FA IN ALTO MARE “Nuovo Pesce Volante” tira su 130 chili di rifiuti in un mese

Tony e Giorgio Raptis sono fratelli, armatori e pescatori del “Nuovo Pesce Volante”, peschereccio storico di Anzio - ormeggiato di fronte la Capitaneria di Porto - stranamente elegante nella sua linea slanciata, in apparenza più corto dei suoi 20 metri. Dal lunedì al venerdì, poco prima dell’alba, i fratelli salpano l’ancora per avventurarsi in mare, e non sempre in condizioni di calma, in un rituale ormai storico e incontrovertibile della loro vita, perché l’imbarcazione gli è stata “tramandata” dal padre, oggi in pensione, ed è nata molto prima di loro. Giovani pescatori di Anzio che vivono del pesce di paranza. Ma non solo. Questi ragazzi e questa barca hanno una particolarità che li distingue da tutti gli altri: sono ecologici. Dopo aver trascinato la rete per circa tre ore, la salpano e ne svuotano il sacco sulla poppa per la cernita dei pesci; è in quello stesso momento che Tony e Giorgio fanno la raccolta differenziata dei rifiuti pescati nel mare. Sì, perché il mare è pieno di immondizia! La cosiddetta “cala” è il nome delle tre ore di pesca a strascico fatte dal peschereccio. In un giorno vengono fatte tre cale, durante le quali i ragazzi raccolgono chili e chili di robaccia, che equivale in soli due giorni a 13 kg di spazzatura: “Oggi, però dice scherzoso Tony mentre alza un’incerata accartocciata - abbiamo pescato più di ieri. Tutti questi rifiuti, tra alluminio, plastica e vetro, li portiamo a terra. Li potremmo gettare negli appositi contenitori se fossero anche nel porto”. Ma al porto di Anzio i contenitori per la raccolta differenziata non ci sono. Nell’immondizia tirata su con le reti si trova di tutto, persino una coppia di

stivali di gomma. Tony conferma che la media di immondizia pescata in due giorni è proprio di 13 kg, quindi i conti sono presto fatti: se in un mese un peschereccio lavora 20 giorni raccoglie circa 130 chili di rifiuti. In un anno i Raptis depurano il nostro mare da una tonnellata e mezzo di sporcizia: “È da dodici anni che lo facciamo, da quando iniziò un nostro marinaio, Franco, ci siamo abituati volentieri, anche perché quello che ributti in mare prima o poi lo ripeschi”. Da non credere: in dodici anni un solo peschereccio ha rastrellato circa 18 tonnellate di immondizia. Ora c’è da chiedersi quanti rifiuti ci sono nel mare? Perché le autorità comunali non hanno premiato questi ragazzi e non hanno provvisto il porto, i pescherecci e i pescatori di mezzi e incentivi per la pulizia del mare? Si potrebbe fare una campagna in cui in cambio di una certa quantità di immondizia si regalano alcune cassette di polistirolo molto usate per riporre il pesce. Tony afferma che nel sacco della rete capita davvero di tutto, a volte barattoli di vernice o fusti pieni di morchia di sentina delle barche, che si aprono rotolando nella rete e costringono a gettar via tutti i pesci ormai rovinati da questi veleni. Ma anche scocche di televisioni o di grandi radar. In poche parole: una catastrofe. “Non chiedo che tutti facciano come noi - dice Tony - basterebbe che i comandanti delle imbarcazioni obbligassero i marinai a non gettare nulla in mare”. Se mai partiranno i lavori del nuovo porto di Anzio ci si augura che siano già stati predisposti i siti con la raccolta differenziata, sia nel nuovo che nel vecchio bacino. Sopratutto per mantenere e continuare a meritarci questa prestigiosa “bandiera blu”. Sarebbe opportuno prendere da subito iniziative in collaborazione con le cooperative del pesce e sensibilizzare le persone ad un nuovo senso civico del mare per avere, nel giro di pochi anni, l’acqua più pulita del Mediterraneo. Alessandro Tinarelli

INQUINAMENTO NOSTRUM Il Mediterraneo ricettacolo di plastica e veleni Il mare.. nella storia della psicologia viene usato come metafora dell’inconscio, perché coperto e misterioso, ma pieno di vita e vitalità nelle sue profondità. Se volessimo prolungare questa suggestiva metafora potremmo sostenere che avendo queste profondità invase di spazzatura non ne torneremo mai a galla con una coscienza pulita. Gettare rifiuti nel mare è facile e sbrigativo, appena pochi secondi e tutto sparisce, meglio che spazzare la polvere sotto il tappeto, finché un giorno pagheremo il conto. Tra i più acerrimi nemici del mare c’è la plastica: il rifiuto è presente con percentuali che oscillano fra il 60% e il 95% a seconda delle aree. Secondo l’A.R.P.A. (Agenzia Regionale Protezione Ambientale), il materiale plastico è il più pescato nel Mar Tirreno dai pescatori a strascico (quindi dai fondali). Sarebbero invece 500 le tonnellate di rifiuti in plastica che complessivamente galleggiano nel Mediterraneo. E sono invece tantissime le specie ittiche e volatili a cui sono stati trovati pezzi di buste di plastica nello stomaco, con evidenti inconvenienti per gli animali malcapitati, sopratutto cetacei e tartarughe. Questo problema non riguarda, certamente, solo il nostro mare: sono ormai note a molti le isole formate da immondizia che galleggiano negli oceani. Intanto le industrie in collaborazione con le autorità a livello mondiale cercano di limitare i danni fornendo buste biodegradabili, finalmente obbligatorie da gennaio scorso che, purtroppo, si lacerano facilmente (è per questo che molti hanno preso l’abitudine di portare in borsa contenitori di stoffa). Se aggiungiamo a questi rifiuti solidi ordinari i veleni che vengono riversati in mare dai fiumi, possiamo stimare la vita dell’uomo in quella di un uomo. L’acqua del mare è vita, non un luogo comune. A. Tin.


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La nave di Legambiente assegna la Bandiera Nera per il progetto dei pennelli anti-erosione

GOLETTA VERDE BOCCIA ANZIO “MANCA LA VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE”

Situazione critica per le coste laziali e bandiera nera per la città di Anzio. È questo il bilancio di Goletta Verde, la nave di Legambiente che ogni estate, a luglio, costeggia le coste italiane per monitorare lo stato di salute delle acque e delle spiagge. E anche quest’anno la tappa laziale ha portato ad un bilancio agrodolce con l’assegnazione di quattro bandiere nere (oltre ad Anzio, foce del Tevere, Pomezia e l’isola di Ventotene), 14 punti critici emersi nella regione e diverse denuncie presentate dall’associazione ambientalista. Dati positivi si registrano per 12 località laziali premiate dalla “Guida blu” di Legambiente e Touring club italiano. Anzio, invece, incassa un brutto colpo: Goletta verde boccia la città neroniana per il progetto dei pennelli antierosione assegnandole

la bandiera nera. Secondo Legambiente i pennelli, 15 opere frangiflutti lunghe 100 metri e poste a 200 metri uno dall’altra collocate lungo il lido di Marechiaro, contribuiscono allo scempio del litorale, non risolvono il problema dell’erosione e sono privi delle necessarie autorizzazioni ambientali (cioè la v.i.a, “valutazione impatto ambientale”). “Ci siamo subito chiesti come questo assurdo progetto dell’Ardis, l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo, potesse aver ottenuto una positiva valutazione di impatto ambientale e abbiamo verificato con il competente ufficio regionale che semplicemente non è mai stato richiesto il parere. Ora, dopo un nostro esposto e grazie all’intervento della Guardia di Finanza che ha riscontrato i fatti, le carte sono in Procura, e con tutti quelli che hanno a cuore il nostro

litorale rimaniamo in attesa di conoscere l’esito di questa allucinante situazione”, hanno dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio e Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. “L’opera dei pennelli – ha aggiunto Anna Tommasetti, presidente del circolo di Legambiente Le Rondini di Anzio - distruggerebbe 4 chilometri di costa, aggravando in maniera considerevole il fenomeno dell’erosione del litorale, le istituzioni non possono restare cieche di fronte a progetti non solo distruttivi per l’ambiente ma anche privi di importanti autorizzazioni”. La bandiera nera è una sorta di grido d’allarme attraverso il quale il cigno verde vuole ribadire che la strada da seguire è un’altra. Legambiente con Goletta Verde chiede, a difesa del litorale di Anzio e di tutto il Lazio, la cancellazione del progetto, la chiusura del relativo cantiere, l’immediata liberazione totale delle strade di pietre e terra che oggi devastano l’area. Chiede poi la verifica da parte della Regione Lazio di nuove e serie modalità per contrastare l’erosione costiera, fermando i progetti che vorrebbero realizzare un’enorme barriera di nuovi pennelli a Nettuno, Latina, Fondi, Minturno, Terracina, Torvajanica, Ladispoli; l’avvio, da parte dell’amministrazione comunale di Anzio, di una discussione sull’erosione e sulla gestione della costa, che veda partecipi tutti i soggetti interessati. L.C.

TOR CALDARA: I BAGNANTI SFIDANO IL PERICOLO Gli esperti avvertono: “la spiaggia della falesia è a rischio frana”

La spiaggia al di sotto della falesia di Tor Caldara è stata interdetta al pubblico dopo due disastrosi crolli, ma i bagnanti non accettano l’idea di non potervi accedere e, ignorando gli avvertimenti, incuranti ci passano sopra, si sdraiano a prendere il sole e raccolgono creta. Dalla parete, secondo gli esperti, starebbe per staccarsi altro materiale roccioso che potrebbe rovinosamente cadere e causare una

frana consistente. Il primo crollo è avvenuto alle luci dell’alba di domenica 19 giugno mentre il secondo e più corposo cedimento, sabato 25 giugno quando in tarda serata, dopo una potente mareggiata, 50 mq di tufo e altro materiale si sono staccati dalla falesia, scivolando con un forte boato sull’arenile. Subito accorsi Vigili del Fuoco, Carabinieri e Vigili Urbani e continui i controlli effettuati con la messa in sicurezza della zona, ma i bagnanti seguitano ad accedervi dichiarando: “Sono esagerati, non c’è nessun problema e se dovesse crollare scenderebbe dolcemente, quindi noi non abbiamo nessuna paura” oppure “Sì, lo so che la zona è interdetta, ci sono degli sbarramenti ma noi siamo andati a prendere la creta ugualmente, si può passare”. Il crollo, frutto dell’erosione che da anni interessa la costa del nostro territorio

causando seri disagi soprattutto ai balneari, è una grave perdita a livello paesaggistico, geologico e storico. Infatti il promontorio con la torre sulla cima è un elemento di fascino e le falesie di Tor Caldara sono ricche di fossili e testimonianza di ambienti a lungo contesi tra il mare e la terra; della prima presenza dell’uomo in quest’area (sono stati ritrovati manufatti preistorici in selce) e soprattutto custodi delle varie epoche storiche (dagli insediamenti dei romani alle battaglie napoleoniche sino agli accampamenti e alle trincee inglesi a seguito dello sbarco di Anzio). Concludiamo esortando i cittadini e i villeggianti di Anzio ad un maggior rispetto delle ordinanze al fine di evitare i gravi danni che potrebbero verificarsi ai trasgressori: la falesia sta crollando e non è saggio camminarci sotto. Vera Iafrate


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SUCCI: ESTATE RICCA NONOSTANTE I TAGLI E sul Centro Polifunzionale l’Assessore mira a concretizzare

Il 15 luglio scorso, durante la manifestazione di Anzio “Cuore Blu”, Umberto Succi, Assessore alle Politiche Culturali Turistiche e Sportive del Comune di Anzio, ci ha concesso una breve intervista. Come sono andati i primi giorni di programmazione estiva e quali novità rispetto all’anno scorso? “L’organizzazione dell’Estate Anziate 2011 è stata intensa e dura e, nonostante molte cose siano state fatte in ritardo per via del bilancio, credo stia andando molto bene. Malgrado anche la normativa della finanziaria che ha ridotto le spese destinate alla cultura e agli spettacoli, ci siamo mossi, a mio parere, in modo ottimale. Certo non è una programmazione ricca di nomi eclatanti, ma è comunque una stagione estiva piena di grandi professionisti: da comici a commedianti e cantanti lirici siamo riusciti ad offrire un variegato programma di intrattenimento, per andare incontro alle esigenze del pubblico. Così, dalla piazza del centro a Villa Adele, Anzio anche questa estate offre divertimento e spettacoli per tutti i gusti”. Come procede la gestione della Consulta Giovanile? “Per quanto riguarda la Consulta Giovanile, posso dire che siamo solo all’inizio. Già la costituzione stessa della Consulta ha rappresentato un traguardo importante. Sono molto fiducioso al riguardo; ovvio, come tutte le cose che iniziano ci sono sempre alcune difficoltà oggettive che ritengo saranno superate al più presto e, nel giro di pochi mesi, i ragazzi che ne fanno parte

cominceranno a dare un apporto attivo e a tirare fuori iniziative”. Riguardo la proposta dell’Associazione Culturale 00042 per l’istituzione del Centro Polifunzionale, dopo la raccolta di firme a che punto siamo? “Dal mio punto di vista si tratta di un progetto molto interessante, che sia io che il consigliere Roberto Giacoponi abbiamo girato alla Consulta. Spero che già dalla prima riunione di settembre se ne possa iniziare a parlare concretamente, focalizzando il progetto per poi realizzarlo.” L’ultima parola all’Assessore che ha voluto ringraziare tutte le persone che hanno lavorato per l’organizzazione dell’Estate Anziate 2011. “Come già detto, nonostante le oggettive difficoltà tecnico-finanziarie, l’ufficio organizzativo - che non è un ufficio numeroso - ha triplicato gli sforzi sia dal punto di vista fisico cha da quello organizzativo, superando, talvolta, anche le proprie problematiche personali e familiari. Il gruppo ha lavorato alacremente rendendosi completamente disponibile per la buona riuscita della manifestazione, per questo vorrei ringraziare la dirigente Angela Santaniello e le incaricate nei vari settori come Paola Pistolesi, Chiara Ceccherini e Maila Marconi”.

Stefano Chiappini

Il nitrito di Incitatus

Meno 740 Hhiihihihihihi!! Ad Anzio è al via la vendita dei posti barca per la costruzione del fanta-porto d’Anzio. Hihihihhihihi! Sembrerebbe che già una sessantina di posti di piccolo e medio livello siano stati venduti, ovviamente a chi ha già la barca nel nostro specchio d’acqua! Hihihihihhihi! Ora ne mancano da vendere solo altri 740! Hihihihihhihi! Ahahahahahah!

BREVI: Raccolta rifiuti, la polizia di Anzio sanziona quattro persone La polizia locale di Anzio ha sanzionato, con 160 euro, quattro persone per conferimento abusivo di rifiuti fuori dall’orario autorizzato dall’ordinanza del sindaco Bruschini. Dal 1° aprile al 30 settembre, ad eccezione del quartiere Marconi-Anzio Colonia dove è partita la raccolta porta a porta, si possono portare i rifiuti nei cassonetti solo dalle ore 20 alle 5 del mattino; mentre per i rifiuti ingombranti e il “verde” c’è il centro “Usa e Getta”, aperto dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle 19 e la domenica dalle 8 alle 13.

Cultura, a villa Sarsina la rassegna letteraria “Derive Cultura 2011” Dal 23 luglio al 10 agosto torna ad Anzio la rassegna letteraria “Derive Cultura 2011”. Nei giardini di villa Sarsina tutte le sere, dalle ore 21.30, gli scrittori italiani presentano al pubblico i loro romanzi. Ad aprire la rassegna il 23 luglio è stata Cinzia Tani. Ecco i primi incontri in programma: lunedì 25 luglio Clemente Marigliani presenterà la pubblicazione “L’arte e la politica nell’Italia del cinquecento”. Martedì 26 luglio Dario Franceschini, autore di “Daccapo”. Mercoledì 27 luglio Luxuria, artista ed ex parlamentare, parlerà di “Eldorado”. Giovedì 28 luglio l’esordiente Paolo Sortino presenterà il suo primo libro “Elisabeth”. Venerdì 29 luglio ci sarà Andrea De Carlo, autore di “LeieLui”.

Nettuno, apertura estiva di Torre Astura A luglio e agosto l’area di Torre Astura torna ad essere aperta e accessibile. Nei due mesi estivi, per tutti i giorni, si potrà entrare dalle ore 8 alle 20. Invece a settembre Torre Astura sarà aperta solamente il sabato e la domenica, dalle ore 8 alle 20.


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CENTRO TRASFUSIONALE DIMEZZATO

I dubbi e i pericoli di un ridimensionamento che non taglia i costi e moltiplica le difficoltà Nonostante l’intervento e la mobilitazione di tanti cittadini e di associazioni, dei consigli comunali, delle autorità cittadine, dal 17 luglio è cominciato il ridimensionamento del servizio reso all’Ospedale di Anzio - e quindi all’intero comprensorio delle città di Anzio, Nettuno, Ardea e Pomezia - dal Centro Trasfusionale. Un centro nato nei tempi difficili della sanità locale, affidata all’unica e gloriosa struttura ospedaliera della zona, il Barberini di Nettuno, sul finire degli anni sessanta del secolo scorso. Da allora tante cose sono cambiate: il centro è diventato un servizio ospedaliero a tutti gli effetti, fino ad avere la direzione di un primario, mai più nominato dopo che andò in pensione il dott. Ficucilli. Il centro continuò comunque a funzionare presso la vecchia sede di Nettuno fino a quando, nel 1999, tutti i servizi del Barberini furono trasferiti presso l’Ospedale di Anzio. È sempre stato gestito nel modo migliore e ha sempre assicurato la presenza di sangue per tutte le necessità dell’urgenza e dell’elezione dei vari reparti dell’ospedale e delle cliniche del comprensorio convenzionate. Anche quando la ASL RMH decise di riconoscere il centro trasfusionale dell’Ospedale di Velletri come Servizio Immunotrasfusionale Aziendale, con guardia medica per le intere 24 ore, ad Anzio e Frascati vennero mantenuti in attività i due centri trasfusionali esistenti, al fine di coprire il servizio per i due bacini di competenza, quello del litorale e quello della parte a nord dei Castelli Romani. I due centri hanno sempre effettuato ogni attività legata alla fornitura del sangue: donazione, predeposito, preparazione delle sacche, frazionamento degli emocomponenti, così da coprire tutte le esigenze dell’intero territorio. A seguito dell’approvazione del Decreto della Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, nella sua qualità di Commissario Governativo per la Sanità del Lazio, il centro trasfusionale di Anzio e quello di Frascati sono stati ridimensionati

a “centri di donazione” e tutte le attività legate alla lavorazione del sangue, riservate al Servizio di Velletri che diviene anche il deposito di tutte le sacche di sangue che servono alle diverse necessità degli ospedali e delle case di cura dell’intero territorio della ASL RMH. Tutto ciò, nonostante la mobilitazione popolare e istituzionale che c’è stata nei mesi scorsi, entra in vigore a pieno regime dal 1° agosto, con una fase di sperimentazione iniziata dal 17 luglio. Come funziona il servizio da quelle date. a) Per le necessità mediche e chirurgiche programmabili, ogni giorno verranno inviate le unità di sangue già testate dal Centro di Velletri; b) Il funzionamento del centro di Anzio avverrà nell’orario 8 – 14 con la presenza del medico per le analisi, le trasfusioni e le donazioni; c) Nel pomeriggio, nell’orario 14 – 20, nel centro sarà presente un tecnico per le urgenze, che dovrà effettuare le prove di compatibilità tra il sangue del paziente e quello da trasfondere, prove che verranno trasmesse al Centro di Velletri, che a sua volta le validerà con la modalità di telemedicina (attraverso il computer e la rete informatica dedicata); d) Per le urgenze fuori degli orari di cui sopra, durante la notte, nell’orario 20 – 8 e per le intere 24 ore della domenica e dei giorni festivi, sarà presente nell’ospedale un fiorino con autista pronto a partire per Velletri per trasportare la provetta con il sangue del paziente per le prove di compatibilità e per ricevere le unità di sangue richieste; questa operazione dovrà essere ripetuta ogni volta che ci sia una richiesta urgente di sangue dai reparti dell’ospedale o dal pronto soccorso; e) Per le richieste urgentissime di unità di sangue che non possano aspettare le procedure riportate con i relativi tempi - che in quegli orari possiamo stimare essere intorno alle due ore - in ospedale funzionerà una frigo emoteca (un frigorifero idoneo e protetto) che conterrà in media 6 unità di sangue di gruppo “0” Rh negativo e 6 di gruppo “0”

Rh positivo, che possono essere utilizzate immediatamente perché, come noto, il gruppo “0” può essere trasfuso a tutti, purché abbiano la compatibilità del fattore Rh. Questa è l’organizzazione predisposta per supportare le necessità ordinarie e d’urgenza di un ospedale che serve normalmente una popolazione di 150.000 abitanti, che d’estate diventano almeno 300.000. Sicuramente ci saranno motivi tecnici alla base di una tale decisione e sembra anche il rispetto di una normativa europea per assicurare la sicurezza del sangue. Di certo non si risparmierà e si spenderà di più; però non possiamo non porci il problema della sicurezza della fornitura di sangue alla nostra zona e ai suoi abitanti, nonché a villeggianti e turisti. I problemi che possono verificarsi e creare pericoli per l’assistenza riguardano il servizio per le urgenze: un eventuale malfunzionamento del collegamento informatico per la telemedicina che dovrà validare le prove di compatibilità effettuate dal tecnico in servizio. Sono noti i casi in cui si bloccano - a volte per diverse ore - banche e uffici postali, oltre ai CUP e agli uffici della ASL per mancanza del collegamento informatico. Qual è in tali casi il servizio sostitutivo? L’altro grosso pericolo riguarda il problema del trasporto in urgenza (notte e festivi) e cioè la possibilità che ci siano incidenti stradali, blocchi della circolazione, malore dell’autista, magari in una zona in cui il campo di ricezione dei telefoni cellulari è carente (ci sono diversi tratti in cui ciò avviene sulla strada per Velletri). Ecco: su questi punti vorremmo essere rassicurati, non tanto noi, quanto i cittadini che si affidano al Servizio Sanitario Regionale con tutta fiducia e che hanno il sacrosanto diritto di avere dallo stesso totali certezze di essere assistiti nei momenti dell’emergenza. Perché nei casi di gravi emorragie, se il sangue non è disponibile o non arriva in tempo, si muore.


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SIAMO UOMINI O PENDOLARI? Una storia spesso raccontata ma sempre con lo stesso finale

Guasti, sporchi, sempre più affollati e in ritardo. È su questi treni che le migliaia di pendolari sono costretti a viaggiare tutti i giorni per raggiungere la Capitale e per tornare a casa. “La situazione è preoccupante, viaggiamo stipati senza un minimo di dignità” sono le parole di Gianni 52 anni. Oggi il problema del sovraffollamento è diventato più che mai rilevante. Tutto il litorale è cresciuto e continua a crescere a dismisura e questa è la principale causa del conseguente aumento del numero di pendolari. Poi, come se non bastasse, Trenitalia ha pensato bene di sostituire molti dei vagoni a due piani con vagoni molto più vecchi ad un solo piano. Da una parte abbiamo così ottenuto la tanto sofferta “8° carrozza” ma la capienza di alcuni convogli, anziché aumentare si è pressoché dimezzata. Il sovraffollamento, unitamente

alle porte spesso guaste, comporta anche una considerevole perdita di tempo durante le fasi di salita e discesa dei passeggeri in ogni singola stazione, facendo accumulare ritardi. Questo stato di forte disagio genera altresì malumori e spesso malori specialmente durante il periodo estivo a causa delle elevate temperature interne. “Non funzionano quasi mai i dispositivi di climatizzazione, si fa sempre la sauna, d’estate come d’inverno visto che in un metro quadrato ci stazionano almeno 10 persone” dice Marinella, 41 anni pendolare da ormai dieci anni e fermamente convinta, come tanti, che una soluzione al problema ci deve necessariamente essere. Per completare il quadro, possiamo aggiungere: bagni inagibili, totale assenza di pulizia per garantire le più elementari norme igieniche, frequenze di passaggio ridicole (pochissime) in aree così densamente popolate, parcheggi insufficienti, zero informazioni. Questo è il panorama di chi vive da pendolare ma, tralasciando per il momento il discorso sul raddoppio della linea nel tratto Nettuno/Campoleone - alquanto utopistico – ci chiediamo quali possano essere le soluzioni efficaci per risolvere il problema. Treni più frequenti soprattutto nelle ore di punta, tipo metropolitana. O, almeno, meno

fermate e interruzioni e quindi treni più veloci. “Se tutto funzionasse senza intralci e ritardi il viaggio medio di un pendolare sarebbe di circa 40 minuti, lo stesso tempo che si impiega per attraversare Roma in metropolitana” di questo è convinto Andrea, 34 anni e pendolare da sette. C’è chi invece, come Giuseppe, 55 anni, è convinto che “si potrebbero mettere più vagoni e/o treni di nuova concezione in cui si prediliga l’accessibilità a più persone, come è stato fatto per i nuovi treni metropolitani aperti e con meno sedute”. Eliminare alcune stazioni è impensabile in quanto andrebbero a collassare ulteriormente, più di quanto già non lo siano, le altre, sia in termini di parcheggi che di accoglienza passeggeri. La strada più plausibile potrebbe essere quella di incrementare la frequenza nelle ore di punta ma lo snodo di Campoleone condiziona tutta l’organizzazione degli orari. Una cosa è certa: per poter attuare qualsiasi tipo di soluzione servono grandi investimenti e lunghi tempi di realizzazione, ma se mai si inizia... Intanto ci chiediamo: perché nessuna parte politica ha mai messo in agenda il risanamento dei trasporti pubblici locali? Nell’attesa, i pendolari continuano a viaggiare nelle stesse condizioni e protestano. Stefano Murgia

SAUNA GRATIS ALL’UFFICIO TICKET Scoppiano liti tra aria irrespirabile e file lunghissime. Condizioni off limits anche per le impiegate

Ufficio esenzione ticket delle Usl di AnzioNettuno. Sono le ore 14,15 di un pomeriggio di inizio luglio. La temperatura è di 30 gradi e quella percepita è ancora più alta a causa del forte tasso di umidità. Il sole è implacabile e davanti all’entrata dell’Ufficio esenzioni c’è una fila spaventosa. È così da settimane, sia la mattina che il pomeriggio. Gli impiegati stanno per disporre i tanto agognati “numeretti elimina-coda”. Una signora indica all’ultima entrata di prendere dei pezzettini di carta con numeri scritti a penna, affermando: “Abbiamo scritto

i numeri anche lì altrimenti poi si litiga e si fa a botte come ieri che se le sono date di santa ragione”. Insomma, una sorta di pre-fila. Fuori, sotto il sole, malati e anziani. Qualcuno cerca riparo sotto l’ombra dei grandi ombrelloni di un chioschetto limitrofo, altri si rifugiano nelle auto, altri ancora entrano nella sala d’aspetto, un ambiente angusto con le finestre serrate e una quantità impressionante di strumenti per disabili (sedie a rotelle - elettriche e normali - letti ospedalieri, traverse, pannoloni, reti ortopediche). Accatastati. L’aria è irrespirabile, afosa e maleodorante. Intanto la fila continua ad aumentare. Qualche nuvola regala attimi di sollievo. All’apertura degli uffici, la fila diventa ressa davanti l’entrata. Due donne sono dietro la scrivania e, dopo aver lanciato una rapida occhiata alla folla, con un sospiro di stanchezza cominciano a ricevere il pubblico, senza sosta. L’interno dell’ufficio (se così si può definire) è anche peggiore dell’esterno. Le impiegate sono costrette a lavorare in un posto ostile, con

finestre tappate da fogli, serrate e munite di inferiate; nessuna uscita di sicurezza, nessun condizionatore. L’aria è ancora più pesante. Il caldo diventa opprimente dato che oltretutto ci sono anche i computer in funzione. All’interno le impiegate ricevono ripetendo all’infinito le stesse informazioni alle diverse persone che si susseguono. E spesso devono sedare lotte, scontri e anche attacchi da parte di chi, esasperato per doversi orientare in una giungla di leggi e documenti con il caldo, le difficoltà e la malattia, se la prende con loro. Le condizioni di chi lavora, ma anche quelle dei pazienti creano gravi disagi. Per questo, l’UDC di Anzio, preso atto delle condizioni in cui versa l’ufficio esenzioni, ha dichiarato che sarà sua immediata preoccupazione “prendere al più presto un provvedimento ed intervenire con il Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, affinché vengano garantite le giuste condizioni a tutela di lavoratori e cittadini”. Vera Iafrate


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COSA SCRIVONO SU ANZIO… La pesca nel Lazio perde 5 milioni

“Il centro trasfusionale non chiude. Per ora”

Non chiude per ora il centro trasfusionale degli Ospedali Riuniti Anzio Nettuno, uno dei più attivi del Lazio: nel 2010 ha fornito 2.809 sacche di sangue, di cui 400 inviate in vari ospedali della regione, soprattutto a Roma che ne è sempre a corto. “Il servizio per ora non verrà trasferito a Velletri, in attesa della riorganizzazione regionale che entro dicembre 2014 deve rispondere alle direttive UE. Intanto sono al vaglio varie proposte a livello operativo emerse da questo confronto”, lo ha detto ieri il direttore del Centro regionale sangue Maria Cristina Martorana, dopo la riunione con i sindaci di Anzio e Nettuno, Luciano Bruschini e Alessio Chiavetta, il direttore del Simt Rm H Luca Aldegheri, quello del centro trasfusionale locale, Anna Maria Costa, che ha parlato anche di carenze di organico. Ostia - Litorale

- 22 giugno 2011

Bilancio, critica l’opposizione

Saranno anche solo in sette all’interno del consiglio comunale di Anzio. Ma agli esponenti del Centrosinistra il bilancio di previsione e quello pluriennale non sono proprio piaciuti. “Si è trattato dell’ennesima e tribolata verifica di maggioranza attacca Ivano Bernardone, consigliere e segretario cittadino del Pd – A fronte del voto favorevole accordato al bilancio, larghi settori della maggioranza hanno assunto posizioni ormai ipercritiche rispetto all’azione di governo. (…) Più duro e tecnico invece il discorso di Aurelio Lo Fazio, consigliere ad Anzio e Assessore alla Provincia di Roma. “Gli stanziamenti in uscita dedicati al conto capitale (investimenti) sono appena del 17,28% e

sono distribuiti in modo assolutamente incongruo; qualche esempio: solo il 10,39% dedicati al sociale, l’1,42% allo sport, nessuno stanziamento al turismo”. Provincia Latina - 2 luglio 2011

Erosione, Anzio bandiera nera

“Bandiera nera all’Agenzia regionale per la difesa del territorio”. Queste le parole di Anna Tomassetti, presidente del circolo di Legambiente ‘Le Rondini’ di Anzio che ne spiega il motivo: “Non esiste una relazione sulla valutazione dell’impatto ambientale riguardante i lavori per la realizzazione dei pennelli sommersi che sta portando avanti l’Ardis, lo abbiamo verificato noi, direttamente alla Regione”. (…) A giorni, infatti, partirà il progetto di ripascimento di alcune spiagge, dato che negli ultimi tempi sono state soggette ad un significativo processo di erosione che ha eliminato parecchi metri di arenile a disposizione; la sabbia quindi dovrebbe essere posizionata sulla battigia per rinforzarla e creare nuovo spazio. (…) Le opere, che sono già state intraprese ad Anzio da alcuni mesi e che interessano per il momento circa cinque chilometri di costa lungo Lido Marechiaro, vanno a realizzare i “pennelli sommersi” che però secondo il pensiero di Legambiente potrebbero aggravare ulteriormente il fenomeno dell’erosione del litorale, visto che non avrebbero tutte le carte in regola per procedere alla realizzazione. Dopo aver verificato la situazione è stato fatto un esposto e le carte sono passate in Procura, che dovrà esprimersi su quale dovrà essere il futuro riguardante le coste. -7 luglio 2011

L’aumento del costo del gasolio, i nuovi regolamenti europei e il sovrasfruttamento delle risorse sono le cause principali della crisi della pesca nel Lazio. Se nel 2010 il calo di pescato in regione è stato di circa 1.000 tonnellate rispetto al 2009, altre 1.000 potrebbero andare in fumo nel 2011, con una possibile perdita di ricavi di 5 milioni di euro. Secondo i numeri di Lega Pesca, negli ultimi 5 anni il settore ha registrato a livello nazionale un calo della produttività del 41% e una riduzione del fatturato del 25% con una perdita di 17.000 posti di lavoro. “Nel 2011, purtroppo, il ciclo biologico marino è sfavorevole – afferma Claudio Brinati, presidente di Federcopesca Lazio – e da gennaio a giugno stimiamo un calo delle catture nella regione di circa il 10% rispetto allo stesso periodo del 2010”. (…) Le cooperative di pescatori del Lazio chiedono da tempo un intervento dello Stato e della Regione. - 20 luglio 2011

Qui Radio Nerone Plauso a Lucianus Come ben sapete il vostro Nerone è amante delle arti e del bello e ad Anzio è accaduto qualcosa che ha reso gaio il mio animo d’imperatore sempre alla ricerca dell’evoluzione del suo popolo. Son gaio grazie al mio Sindacus, che si è fatto carico di un bellissimo lavoro presso una delle più belle ville di Anzio, ovviamente dopo la mia! Avreste dovuto vederla la mia 2000 anni fa! Insomma son gaio. Ieri passeggiando con le mie mogli Ottavia, Melissa e Poppea per il viale palmato che porta al centro della città, si è aperto alla nostra vista un bellissimo scorcio dei nuovi eleganti giardini e dell’edificio di Villa Adele, visibili grazie alla sostituzione dello scorticato muro di cinta con una ringhiera in ferro battuto. Carissimo Lucianus sei stato veramente bravo! Sei proprio un mio pari. L’occhio vuole la sua parte e Anzio ne ha bisogno. Ah! Se fossi vissuto ai tempi della mia villa imperiale sul mare ti avrei nominato sicuramente capo-giardiniere di corte. Ma è meglio così, altrimenti saresti dovuto essere mio servo!


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LA CURA… VILLA ADELE TORNA A NUOVO SPLENDORE

L’INCURIA…

Dopo il restauro del 2009 che ha portato alla ristrutturazione e riqualificazione della parte sottostante il parco di Villa Adele, l’estate di quest’anno vede la chiusura del cerchio con l’ultimazione dei lavori di rifacimento della parte più alta del giardino della Villa. Da elogiare l’abbattimento di parte del muro e l’apposizione di una recinzione metallica che permette di ammirare il parco fin da fuori. Edificata nel 1600 da Mons. Bartolomeo Cesi su mandato di Papa Clemente VIII e di proprietà del Comune di Anzio dal 1964, la Villa oggi ospita alcuni uffici comunali, mentre l’edificio principale è sede del Museo Civico Archeologico e del Museo dello Sbarco. La struttura è stata adeguata a centro culturale per esposizioni permanenti e polivalenti, per mostre, proiezioni, seminari e convegni. Permetteteci però di segnalare due criticità: la mancanza di tappetini di gomma sotto i giochi per i bambini e l’impossibilità di usufruire, in maniera civile, dei prati. È o non è un luogo al servizio dei cittadini?

LE SCALETTE DEL PARADISO ANTICAMERA DELL’INFERNO

Venticinque anni fa in un sabato qualunque nel mese di luglio era facile raggiungere la spiaggia del Tirrena da via Gramsci tagliando attraverso le così chiamate “scalette del Paradiso”, quelle accanto l’edificio costruito da Giuseppe Polli per un chimerico e mai nato casinò. Allora le scalette erano dissestate, i muri scrostati, il pavimento sporco con un malmesso e arrugginito corrimano alla fine del percorso. Estate 2011: un sabato qualunque nel mese di luglio le scalette sono lì, certe come le cose che restano, tristi come il loro squallore. Trent’anni di degrado e nulla è cambiato, semmai peggiorato: nessun lavoro di ristrutturazione, nessuna ripavimentazione, assenza totale di pulizia. Se tutto ciò non bastasse, ad aggiungersi allo stato di abbandono, anche un’impalcatura e rete di contenimento per evitare il crollo di un muro di una villa adiacente. Dicono che la villa sia in vendita. Dicono che spetterebbe agli attuali o ai futuri proprietari riparare il muro. Dicono. Peccato per una strada quotidianamente percorsa da turisti e non, soprattutto in estate, per raggiungere la spiaggia. Peccato per una città che sventola al vento “bandiere blu”, ordine e pulizia. Intanto questa rovina dura da oltre tre decenni e, dicono, nessuno sembra interessarsene.


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ESSENZE

 

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Articoli per parrucchiere-estetista

                                                                                                         

                                       

   


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PAOLO FERRERO: “PRIMARIE SUL PROGRAMMA” In esclusiva il segretario nazionale del PRC illustra la sua volontà di accordo con le forze di sinistra concluso con uno sguardo al pericolo di una certa finanza senza scrupoli, che sta cercando di sgretolare il sistema Grecia e che poi passerà, sicuramente, ad inghiottire altre nazioni europee. Subito dopo ha preso la parola il consigliere comunale di PRC, Beniamino Colantuono che, dopo aver ringraziato il compagno Ferrero per aver accettato l’invito a venire ad Anzio e a partecipare ad una festa popolare che mai come questo anno ha avuto un vasto seguito di pubblico, ha speso due parole di critica contro l’attuale Giunta anziate, arrivando a dire che: ‘Gli amministratori di Anzio sono così devastanti da far apparire Berlusconi un boy scout’. A fine serata abbiamo avvicinato Ferrero che ci ha rilasciato, in esclusiva, questa intervista.

La XXII festa di Liberazione che si è svolta dal 1° al 10 luglio ad Anzio Colonia, ha avuto il suo momento clou con l’intervento del segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero che, davanti ad un numerosissimo pubblico, ha presenziato la serata del 9 luglio. Cinquantunenne, piemontese, segretario nazionale dal luglio del 2008, Paolo Ferrero nel corso del suo intervento si è dilungato molto sui fatti avvenuti nelle scorse settimane in Val di Susa. Un po’ perché originario del luogo (essendo nato a pochi chilometri dalla valle) e un po’ perché si trovava a manifestare con i no-tav, egli ha portato la propria testimonianza sugli scontri che sono avvenuti tra dimostranti e forze di polizia, passando poi a criticare quest’opera costosa e devastante dal punto di vista ambientale per la valle, quando tutte quelle risorse economiche potrebbero essere usate da Trenitalia per ristrutturare e far funzionare al meglio le linee regionali, sempre più abbandonate al loro destino. Il Segretario ha poi analizzato la situazione politica e soprattutto economica del Paese, che ha sicuramente risvolti internazionali ma che si è sviluppata anche per l’inconsistenza di una manovra sociale e fiscale del governo. Il suo intervento si è

Pur essendo il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, non ha mai avuto la tessera del PCI. Sembra strano ma proprio per questo lei è la persona giusta a cui chiederlo: cosa significa oggi essere comunisti? “Penso che il capitalismo stia mostrando il suo volto distruttivo: distrugge l’ambiente, produce guerre e razzismo. L’unico modo per costruire una società che gestisca in modo egualitario le risorse, è quella di sottrarre alla logica del profitto, la costruzione sociale. Questo si chiama comunismo. Per noi vuol dire estendere ai beni comuni, dall’acqua, alla sanità, all’istruzione e alla cultura, al lavoro, tutta la fascia di cose gestite alla popolazione per il loro benessere e non per il profitto di qualcuno. Per me il comunismo è veramente l’unica prospettiva che ha una società che altrimenti si avvita su se stessa, come sta accadendo in Grecia” Nel dopoguerra il PCI è stato il partito d’opposizione più forte non solo in Italia ma anche in Europa, sfiorando nell’epoca di Berlinguer il famoso sorpasso alla DC. Poi, nel 1991, con la svolta della ‘Bolognina’ c’è stata una vera diaspora. Ognuno ha voluto interpretare il comunismo a proprio modo. Prima il PDS, poi Rifondazione Comunista, poi i Comunisti d’Italia, poi il SEL… perché, secondo lei, ci sono tutte queste divisioni? Lo chiedo proprio a lei che, dopo aver creato la Federazione della Sinistra, sta cercando di ricompattare tutte le forze di sinistra.

“Il punto di partenza è stato il disastro della ‘Bolognina’. Perché lì Occhetto non ha solo demolito il PCI, cosa molto grave, ma ha anche detto sostanzialmente che avevamo sbagliato tutto. Ha detto alla gente che lo aveva seguito fino ad allora: ‘Meno male che non abbiamo vinto!’ Così facendo ha distrutto la storia, l’identità di quella parte del popolo italiano che aveva lottato per la giustizia, per la democrazia. I morti che ci sono stati nella lotta partigiana, in quella operaia e bracciantile, erano la storia migliore del paese. Occhetto ha distrutto tutto questo. Ha prodotto un effetto di spaesamento, di delusione e di allontanamento dalla politica. Noi stiamo ancora dentro quel fenomeno di delusione e di sconfitta. Io penso che bisogna viaggiare su due strade: la prima è che noi siamo comunisti e riproponiamo il tema del comunismo democratico con la partecipazione, dal basso, della gestione del bene comune, e l’altra è l’unità a sinistra. Credo che queste due cose debbano andare insieme e spero in tal modo, di risolvere questa situazione di divisione e di diaspora che ha caratterizzato questi ultimi vent’anni”. Sul sito del Partito Comunista dei Lavoratori, a giugno, abbiamo letto un duro attacco alla sua persona. È stato scritto che lei, pur di farne parte, entrerebbe in un governo di centrosinistra anche senza ministeri. Anzi, accetterebbe anche di appoggiare un programma che non condividerebbe. Tutto questo per non farsi scaricare preventivamente. Cosa replica a riguardo? “Questa è un’accusa sballata, perché io non penso di entrare nel Governo e non credo ce ne siano le condizioni. Anzi, io propongo di fare le primarie sul programma. Bisogna discutere il programma insieme a tutta la popolazione. Per me ha un valore l’idea della sinistra per scacciare Berlusconi. Perché è un demente chi non capisce che Berlusconi va scacciato. Ed è necessario creare un’alleanza per farlo. Ma proprio per fare un buon programma bisogna discuterlo con la gente. Per ultima cosa, poi, non credo che Rifondazione Comunista debba andare al Governo, per cui non c’è nessun problema di sorta”. Maurizio D’Eramo


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LICENZIAMENTI ALLA “FRANCESCANA”: COLARIETI ESTRANEO E pensare che avrebbe voluto risolvere il problema..

Il caso scaturisce dalla seconda parte di una nostra intervista nel numero scorso di Anziospace, nella quale parlavano due delle sette signore licenziate ingiustamente a fine dicembre 2009 - nonostante un contratto a tempo indeterminato - da una casa di riposo di Anzio Colonia durante il passaggio di gestione tra le suore e la “Fondazione Omnia di Viterbo”.

Doverosa la nostra visita e conseguente replica dell’Assessore Italo Colarieti che, vistosamente infastidito, ha voluto chiarire alcuni punti. “Non ho riscontri lavorativi in comune con la signora Fiorella, come sostiene, e smentisco anche che possa aver lavorato con una cooperativa di servizi durante la mia presenza. Vorrei chiarire che non detengo io la gestione della struttura, avendo un contratto come collaboratore dall’UPF. Sono stato chiamato, piuttosto, per risolvere una serie di problematiche del servizio, tra cui anche l’opzione di aiutare alcune signore. E smentisco categoricamente che nella struttura non venissero pagati gli stipendi da tre mesi e le dipendenti dell’istituto stanno preparando

una lettera in cui dichiarano il contrario”. Mentre parla con noi, Colarieti ferma alcune dipendenti che transitano nel corridoio chiedendogli da quanto tempo non prendono lo stipendio e le ragazze, stupite dalla domanda, rispondono che vengono pagate regolarmente. Per quello che riguarda il cortile usato come parcheggio per i turisti di Ponza è bastato affacciarsi per vedere, in pieno luglio, come fosse vuoto. La signora Fiorella conferma di non aver mai lavorato con Colarieti e di essere stata fraintesa, ma il suo licenziamento avvenne poco prima che Colarieti prendesse servizio nell’istituto. A.T.

PD PRONTO ALLA SFIDA PER IL FUTURO DELLA CITTÀ Il consigliere Massimo Creo: giudizio negativo su tutto l’operato della Giunta di centro-destra Dopo oltre due anni e mezzo dall’insediamento della Giunta Bruschini, è tempo di bilanci. Quella del consigliere comunale del PD, Massimo Creo, è una disamina decisamente negativa. “Ad Anzio c’è un’amministrazione che non amministra, che non ha prodotto nulla, anzi. È riuscita a fermare anche le cose che erano quasi praticamente concluse, come la città artigianale. Per me la città artigianale è la cartina tornasole dell’attenzione che questa Giunta presta al mondo del lavoro. C’è gente che ha tirato fuori soldi per avere dei lotti. Sono passati tre anni ed è tutto fermo. Se adesso noi utilizziamo la città artigianale come scala di confronto con quelle che sono le problematiche del porto, fa bene chi dice: ‘ma c’è da fidarsi ad anticipare il 10% delle spese ad una classe politica che non è riuscita a concludere neanche un’opera quasi finita?’”. Il consigliere si sofferma ad esaminare anche altre due inefficienze della Giunta: la situazione di degrado del porto attuale e quella della pista ciclabile di via Mencacci. “Questa città non può rimanere ostaggio del progetto-porto per i prossimi 10/15 anni. Il moletto Pamphilj può rimanere così sporco? Le poche barche che attraccano ad Anzio arrivano lì. È quello l’attuale porto turistico, il biglietto da visita della città per chi arriva dal mare. Possibile che debba restare in quelle condizioni? Così pure la passeggiata di Riviera Zanardelli che ha dei marciapiedi che risalgono a oltre trent’anni fa. Mi sembra che qui viga la condizione che: o si fa il porto o tutto

è bloccato, incuranti del fatto che il commercio sta morendo” Per quanto riguarda la pista ciclabile, Creo è sembrato scettico sulla volontà della Giunta di compiere opere che possano portare un valore aggiunto al territorio. Quella pista, infatti, sembra essere stata fatta solo per costruire un marciapiede (utilizzando fondi stanziati ad hoc della Regione), visto che è talmente a ridosso delle abitazioni che chi esce da casa rischia di venire travolto dalle biciclette. Sui servizi. “Non sono ammissibili le condizioni che le famiglie sono state obbligate a sopportare per iscrivere i propri figli alla mensa scolastica: in fila per ore sotto al sole e in mezzo a un cantiere. Roba da terzo mondo!” È giusto o meno pagare un anticipo per la mensa? “Loro dicono che serve a recuperare l’evasione del passato. Dai dati sembrerebbe che per l’anno scolastico 2010-11, il Comune abbia incassato solo il 70% del dovuto. Forse è un problema su come sia stata modulata la tariffa. Non voglio credere che Anzio sia una città di evasori, ma penso che molte famiglie non siano più in grado di pagarla. Bisognerebbe rivedere le fasce d’esenzione”. La situazione esposta cambierebbe con il Partito Democratico al governo? E voi siete pronti alla sfida? “Il PD c’è ed è una realtà nel territorio e per cambiare Anzio. Il nostro partito attualmente è al 30% delle preferenze a livello locale. Non ritengo giuste le accuse rivolte a noi da alcuna stampa locale: il gruppo consiliare è presente e

coerente e ha fatto un’opposizione quasi sempre riuscita. In questi giorni stiamo esaminando una proposta che riguarda la figura del consigliere comunale. Non è possibile che diventi una professione, c’è bisogno che il partito si doti di alcuni meccanismi interni che garantiscano il ricambio. Dopo due consigliature fai spazio agli altri e metti la tua esperienza a disposizione del partito. C’è bisogno di distinguersi dagli altri, nelle proposte e nelle idee, anche perché col patto di stabilità, il futuro per chi governerà sarà sempre più duro e complicato. Proprio per questo bisogna mettere in atto piani programmatici e decidere quali siano le priorità. Per me, oggi, una priorità è l’area Borghesiana, un territorio sempre più vasto ma sfornito di servizi, sia fognari che idrici. Bisogna prendere in considerazione queste aree della città e le persone che vi abitano. Noi cerchiamo di fare il massimo, intercettando e dando voce agli umori della gente. Le trecento interpellanze scritte rivolte alla Giunta in questi due anni e mezzo, ne sono la riprova. Noi ci siamo e siamo pronti”. Maurizio D’Eramo


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Locali e borgo i punti d’incontro, con la nostalgia di oratori e sedi di partito

LE ESTATI ANNOIATE DEI GIOVANI ANZIATI

Sono le undici di un sabato sera di luglio a Nettuno. Le note martellanti fuori da un locale fanno da confine e siamo pesci in un acquario che invece di essere guardati da un pubblico sadico ci squadriamo tra di noi: c’è chi fa finta di bere, chi fa finta di divertirsi e chi fa finta di annoiarsi. Più, in qualche angolo nascosto, un gruppo di ragazzi si passano una “sigaretta speciale” (altrimenti detta ‘miccia o ‘bomba’) mentre ancora più in là una manciata di pettegole, ma soprattutto pettegoli, criticano e commentano qualsiasi essere umano osi camminare davanti i loro occhi attenti. Ma se la musica smettesse di colpo, se la canna si spegnesse e la gente non avesse più nessuno su cui sputare sentenze cosa accadrebbe? Calerebbe un profondo silenzio. Nessuno avrebbe più niente da dirsi. Volete davvero sapere cosa fanno i ragazzi ad Anzio durante l’estate? Niente. Il niente più assoluto. Frequentiamo i locali senza la pretesa di divertirci e consumiamo la noia con ogni mezzo a nostra disposizione. E cos’altro dovremmo fare? Andare a vedere Max Giusti la domenica sera in piazza? Oppure gli estenuanti saggi di danza tacco-punta- punta-tacco? Parliamoci chiaro: gli eventi che ci propinano tutti gli anni verso luglio-agosto non hanno nessuna voglia e pretesa di interessare un target di giovani under 20. E se i luoghi d’incontro una volta erano l’oratorio, la chiesa(?!), le sedi di partito o innocue piazzette di paese, oggi i giovani, si incontrano nei locali come il “Fashion” o il “Maracaibo”: angelo azzurro o sex on the beach in mano, un bel sorriso e la musica che parla al posto nostro ma che non dice niente. Così mentre noi di Anzio sogniamo Roma come centro di disintossicazione alla monotonia della provincia, i romani bramano le spiagge di Anzio. E l’erba del vicino è sempre più verde. Gaja Pollastrini

LAVORO O UNIVERSITÀ? IL DILEMMA POST MATURITÀ Le scelte dei giovani di Anzio tra aspirazioni, crisi e disoccupazione È sempre stato difficile capire, scegliere e sapere cosa fare dopo la maturità. Cosa da non poco visto che in quel momento si traccia la propria strada, lavorativa e non, si decide dove andare con la possibilità, per fortuna, di cambiare idea. È sempre stato difficile. Oggi più che mai, con i mercati che crollano, la crisi che attanaglia e la disoccupazione che non lascia speranze. Sarà forse per questo che sono ancora sei su dieci i giovani che optano per il percorso accademico, come emerge dall’ultimo Rapporto Almalaurea sulla condizione occupazionale e formativa dei diplomati italiani. L’indagine - condotta su 20.000 diplomati tra il 2007 e il 2009 - sottolinea che la scelta universitaria resta quella prediletta, soprattutto per i giovani che escono dai licei. Il resto dei diplomati - il 23,5 per cento – riesce a entrare in qualche modo nel mondo del lavoro, mentre c’è un 11% che non prosegue con gli studi e cerca lavoro e un altro 5 % che non si è iscritto all’università e neanche cerca un’occupazione. La scelta del dopo è sicuramente influenzata dal tipo di studi fatti: i liceali iscritti all’università sono circa il 70%; mentre si scende al 51 per gli iscritti provenienti da istituti tecnici e al 21% per i diplomati presso gli istituti professionali.

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E quali gli studi prescelti? Il primo posto spetta ai corsi di laurea di area umanistica (circa un quarto dei neo-diplomati li sceglie), il 22% preferisce quella economico-sociale e quasi il 16% studia ingegneria o architettura. Eppure, quella universitaria, con la disoccupazione che in Italia - e ad Anzio - ha toccato ormai livelli di guardia, sembra essere sempre di più un scelta condizionata dalla crisi, un “parcheggio” che a volte si protrae per anni e che posticipa di molto l’ingresso nel mondo del lavoro, almeno rispetto ai colleghi europei che già a 23 anni sono fuori dagli atenei. Non solo studio o laurea però. Tra le scelte anche quella di partire, lasciare, andare. Come Andrea che, un anno avanti, diplomato col massimo dei voti al liceo scientifico, ha un unico sogno: ingegneria aerospaziale. Dove? A Torino. E poi? Stati Uniti. Oppure Lara, diplomata all’istituto alberghiero, ad Anzio non resta. Ma non sceglie l’università, vola a Parigi, o forse a Londra. Sogna di fare la chef e quando le chiediamo: “Ma la cucina italiana non è una tra le migliori al mondo?” Risponde: “Per questo me ne vado. I migliori nel mondo sono italiani ma in Italia non ci rimangono”. E così anche Anzio paga lo scotto della crisi e saluta i suoi giovani neo-diplomati cervelli in fuga. M.C.M.

Apre a Nettuno il nuovo comando del corpo forestale Il 20 giugno scorso si è insediato a Nettuno un nuovo comando stazione del Corpo Forestale dello Stato. Il nuovo ufficio, comandato dall’Ass.Capo Manrico Martini, ha competenza sui comuni di Nettuno, Anzio, Ardea e Pomezia. La sede è stata fortemente voluta in un territorio ricco di zone boschive. Il Corpo forestale dello Stato, istituito nel 1822, è una forza di polizia ad ordinamento civile, specializzata nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico, nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare. La molteplicità dei compiti affidati alla Forestale affonda le radici in una storia professionale dedicata alla difesa dei boschi, che si è evoluta nel tempo fino a comprendere ogni attività di salvaguardia delle risorse agroambientali, del patrimonio faunistico e naturalistico nazionale. Il Corpo forestale è preposto alla sorveglianza dei Parchi, delle Aree Naturali Protette e delle 130 Riserve Naturali dello Stato, dove svolge progetti di ricerca e conservazione, attività di educazione ambientale e di vigilanza per inquinamento, rifiuti, antincendio boschivo, tutela di specie protette, e l’ecosistema in generale. Il nuovo comando stazione di Nettuno, che ha competenza anche sui comuni di Anzio, Ardea e Pomezia, ha sede in via tre Silvia Arena cancelli piscina n.2, con tel/fax 069858259


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Dal 5 agosto al museo civico la mostra del pittore Theo Beerendonk

ANZIO - L’AIA. OLANDA TERRA DI LIBERTÀ

Dal 5 agosto al 14 settembre il museo civico archeologico di Anzio, con il patrocinio dell’ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, ospita la mostra pittorica “Anzio - L’Aia. Olanda terra di libertà”. L’esposizione, curata da Giusi Canzoneri e Peter Beerendonk, raccoglie le opere del pittore olandese Theo Beerendonk (1905-1979). Per la prima volta il grande artista viene proposto al pubblico italiano in una mostra che mette in comunicazione il museo di Anzio con il circuito artistico europeo, rinviandolo ai grandi autori del ‘900 come Manet, Cezanne, Ricasso o Kirchner. La rassegna pittorica è divisa in tre sezioni: la prima è dedicata ai ritratti, la seconda alla natura morta e la terza al paesaggio. Il pubblico avrà così la possibilità scoprire e conoscere l’evoluzione del linguaggio artistico di Beerendonk dagli inizi fino alla maturità. Nato nel 1905 in Olanda, Beerendonk studia all’accademia delle Belle Arti di Amsterdam e nel 1934 inizia la sua carriera artistica con due mostre a l’Aia, dove riceve critiche positive. Comincia a viaggiare: visita Anversa, Semois e Bouillon nelle Ardenne, va in Belgio e in Svizzera. Durante i suoi spostamenti dipinge paesaggi urbani e naturalistici, realizza ritratti su commissione. Negli anni ’50 lavora in modo più astratto, complice la grande ammirazione per Picasso. Oggi, a più di trenta anni dalla sua morte, cresce di nuovo l’apprezzamento nei confronti delle sue opere: dai nudi alle nature morte, dalle incisioni ai paesaggi urbani. La mostra verrà inaugurata il 5 agosto alle ore 18 e sarà visitabile fino al 14 settembre tutti i giorni ore 10.3012.30 e 17-19. red

Il Capo dello Stato premia con una medaglia l’impegno culturale della città neroniana

UN’ONORIFICENZA UNICA PER LA MOSTRA DI ANZIO Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito una medaglia di rappresentanza alla mostra “Anzio. Dei, eroi e fondatori dal Lazio antico”. È la prima volta che un’onorificenza così importante viene assegnata alla città neroniana per un’iniziativa culturale. La mostra, allestita nelle sale del Museo Civico Archeologico di Anzio (MCA), è la meta finale del progetto-viaggio “Musei in piazza” ideato e avviato nel 2008 dal MCA di Anzio. Un viaggio ideale che ha riunito diverse realtà museali della provincia di Roma nelle piazze di alcune città laziali, con lo scopo di presentare collezioni permanenti e altre attività fuori dalle consuete sedi istituzionali. L’esposizione, curata da Tiziana Ceccarini e Stefania Trevisan, riunisce nelle sale del Museo di Anzio reperti archeologici afferenti da 20 Musei del Lazio, secondo una ricerca storicoarcheologica che parte dal teschio d’età preistorica dell’Uomo di Ceprano. Si sofferma sulla figura mitologica di Ercole (non solo come eroe d’innumerevoli imprese ma anche come divinità legata al commercio e alla transumanza) e su altri importanti eroi, fondatori, dei e semidei del Lazio antico, per poi concludersi con un omaggio all’eroe del Risorgimento, Amilcare Cipriani, patriota anziate. La mostra è in corso e sarà visitabile fino alla fine del 2012. Manuela Vela


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Dal 1974 ad oggi la band regala grandi emozioni musicali

I RIP SULLE NOTE DI DE ANDRÈ E DEI P.F.M.

Forse non tutti sanno che nel nostro territorio esiste una band che quando si esibisce lascia a bocca aperta le persone che si trovano ad ascoltarla. Senza dubbio l’esperienza dei componenti e la passione per la musica che li contraddistingue sono gli ingredienti fondamentali del sound prodotto dai R.I.P. Era infatti il lontano 1974 quando un gruppo di adolescenti, ascoltando dischi dei vari autori del tempo, si imbattè in un LP della Premiata Forneria Marconi dal titolo “Prime Impressioni”. Quella scoperta fu la scintilla per iniziare un’attività che dura tutt’oggi, con la stessa determinazione di un tempo. L’intento

iniziale fu ovviamente quello di suonare brani della P.F.M. senza però disdegnare tutto ciò che offriva il vasto spazio a musicale dell’epoca: dai Led Zeppelin ai Jethro Tull, dai Pink Floyd ai Black Sabbath. Dopo qualche anno di esibizioni live, sia come rock band che come gruppo spalla del più famoso gruppo rock di Anzio, l’Officina Meccanica, i R.I.P. composero e arrangiarono anche brani per vari cantautori. Successivamente, con l’arrivo del servizio di leva e l’entrata nel mondo del lavoro, i componenti della band ebbero uno stop durato 15 anni. Fu poi solo nel 1999, che dopo essersi rincontrati

strimpellando la chitarra, alcuni dei fondatori decisero di continuare l’avventura iniziata quasi trent’anni prima. Portando in scena i brani della P.F.M. e di Fabrizio De Andrè, oggi i R.I.P. continuano a regalare emozioni e a scaldare le serate in diverse città del centro Italia. Con Dashamir Hoxha al violino, Fabrizio Graziosi e Claudio Tulli alle chitarre, Giovanni Bruschini alla tastiera, Walter Cozzolino al basso e Tony Arancio alla batteria, la band di questi giovanotti un po’ cresciutelli, si sta affermando sempre di più nel panorama musicale del territorio a tal punto che le richieste per i loro concerti si susseguono a ritmi elevatissimi. La presenza di molti giovani durante i loro spettacoli dimostra come la buona musica e la cultura che diffondono i R.I.P. siano portatrici di messaggi e valori che negli anni non sono scomparsi, anzi. Durante la stagione estiva ma non solo, il gruppo si esibirà molto spesso nel territorio e consigliamo vivamente ai lettori di AnzioSpace di non perdere l’occasione per ascoltarli dal vivo. Valerio Bruni

Molta lotta e pochi effetti speciali per il film del famoso videogame

TEKKEN: “SOPRAVVIVERE NON È UN GIOCO” La trama e i personaggi sono tratti da un noto videogioco giapponese di lotta che ha avuto un successo tale da arrivare al sesto remake. Prodotto dalla Namco (l’attuale Namco Bandai Games Inc.) nel lontano 1994, il 7 marzo di 2010 a Tokyo il gioco è stato protagonista di un torneo internazionale sulla sesta versione, sia per Xbox 360 che per Playstation3. In entrambe le versioni hanno vinto concorrenti provenienti della Corea del Sud a dimostrazione che il videogame ha superato da tempo i confini nazionali. Ad oggi nel mondo sono stati venduti circa 40 milioni di giochi di Tekken. Tekken, letteralmente “pugno di ferro” è il nome del torneo in cui si cimentano i protagonisti che ambiscono al titolo di campioni. Il film è ambientato in un futuro vicino dove Heihachi Mishima, padrone dell’impero finanziario della Mishima Corporation, ha il potere effettivo e il controllo del mondo. Jin Kazama, il protagonista, vive con la madre in un quartiere povero della sua città. Un giorno un avvenimento sconvolge la vita di Jin e lo spinge a partecipare al torneo di lotta corpo a corpo organizzato nel quartiere Tekken dalla

Mishima Corporation. Questo gli permette di avvicinarsi a Heihachi Mishima e a suo figlio Kazuya, con cui ha un conto da regolare. Le scene di lotta corpo a corpo sono le più importanti del film, ma ci sono altrettante scene di combattimento con armi da fuoco e parecchie zoomate nelle inquadrature di lotta. Il continuo scattare delle riprese non permette di vedere chiaramente i combattimenti e inoltre nelle scene di lotta non si riscontrano inquadrature innovative e regia originale, mancanze che riducono il film ad azioni mediocri senza caratteristiche particolari. Rispetto alla trama, la propulsione della storia è debole. Sarebbe stato meglio forse sperimentare qualche effetto speciale, per esempio facendo apparire l’orso e il panda oppure trasformando il giovane Kazuya Mishima in diavolo, come effettivamente avviene nel videogioco in entrambi i casi. Il film sarebbe forse risultato più interessante se la lotta tra la famiglia di Mishima e il protagonista fosse stata enfatizzata maggiormente, sprofondando nel pantano dei vincoli di sangue. Yoshiro Izumi


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Il romanzo di Lisa See: viaggio nella cultura cinese attraverso la storia di due sorelle

LE RAGAZZE DI SHANGHAI Due giovani donne sono le protagoniste del romanzo di Lisa See, “Le ragazze di Shanghai” (edito TEA, 2011), che racconta la storia di una Cina in profondo cambiamento, dall’invasione giapponese fino all’ascesa di Mao. Nella Shanghai di fine anni trenta, una “Parigi d’Oriente” in pieno fermento culturale, le sorelle Pearl e May vivono una vita agiata e serena. Hanno ventuno e diciotto anni e sono molto unite, pur essendo diversissime: Pearl, nata nell’anno del drago, è tenace e ha uno spiccato senso del dovere, mentre May, nata nell’anno della pecora, ha un carattere più docile. La loro famiglia, grazie alle attività del padre, gode dei privilegi della borghesia di Shanghai: una bella casa, servitori a disposizione e denaro per comprare abiti eleganti e frequentare i locali alla moda. Le due sorelle non hanno bisogno di lavorare e fanno le modelle per hobby posando per un giovane pittore. Fino a quando tutto cambia. Mentre i bombardamenti giapponesi imperversano sulla loro città, Pearl e May intraprendono un viaggio lungo e travagliato che le porterà nel sud della Cina e poi, attraversato il Pacifico, a Los Angeles. Nella prima metà del libro l’ambientazione storica fa da spinta agli avvenimenti dei personaggi in modo prorompente causando tragedie e lutti alla famiglia. L’amore e il

legame profondo tra le due sorelle è la forza che le sprona a lottare contro le avversità e a sopravvivere ai bombardamenti, alla perdita degli amici e della figura paterna, alla morte della madre, alle violenze fisiche dei giapponesi e psicologiche dell’ufficio immigrazione americano. Una vita dura e difficile quella che le aspetta in America, dove saranno discriminate per la loro nazionalità. Quando arrivano perché considerate di razza inferiore e quando si sono ambientate nel nuovo paese, lavorando sodo per conquistarsi un posto nella società, perché Mao e il comunismo cinese sono diventati lo spettro degli Stati Uniti e tutti sono sospettati di essere comunisti. Spesso l’amore e l’affetto tra le sorelle diventa odio e recriminazione dei sacrifici di ognuna per l’altra. Pearl scrive in prima persona e coinvolge il lettore nella sua vita e nei suoi pensieri rendendolo partecipe delle tragedie che segnano la sua esistenza. La forza interiore che la supporta la spinge ogni giorno ad andare avanti e a portare sulle sue spalle il peso dell’intera famiglia. La prosa scorrevole e la ricchezza di riferimenti alle tradizioni e ai costumi fanno del romanzo una colorita pittura della millenaria cultura cinese. Silvia Arena

DA “SOLIDO” ABBIGLIAMENTO CASUAL E PREZZI GIOVANI Da settembre 2010 è aperto in viale Marconi ad Anzio Colonia “Solido”, negozio di abbigliamento donna dall’iniziativa di Chiara Mariani. Da giovanissima comincia a lavorare come commessa sviluppando un’attitudine alla vendita e alla relazione con il cliente che matura in circa quindi anni di esperienza. Quasi naturale la scelta di aprire una sua propria attività in cui crede profondamente, dedicandole passione e convinzione, di qui il nome dato all’attività. “Ho scelto di proposito il quartiere di Anzio Colonia, è qui che sono cresciuta e qui volevo realizzare il mio progetto”, così ci dice Chiara con una carica positiva che trasmette con il suo sorriso. Propone capi di abbigliamento casual con un’attenzione particolare ai prezzi per incontrare una clientela giovane che potrà trovare anche accessori come borse, scarpe, foulard,

bigiotteria per un look completo senza spendere una follia. Il negozio è aperto tutti i giorni dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 20,00 tranne la domenica e il giovedì pomeriggio. Ogni mercoledì ci sono i nuovi arrivi e dal 14 agosto “Solido” inizia il periodo dei saldi, un’o ccasione per fare ottimi affari, accolti dalla cortesia di Chiara.


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RITRATTI DI DONNE

Miss Ribellina È Lunedì. Inizio di settimana. Principio del giorno. L’aria è tiepida e senza odori. Il cielo ammicca qualche ceruleo sorriso tra le foglie briose dei grandi Platani di via di Villa Adele. Ogni mattina mi imbatto in questi vecchi, stanchi e abusati monumenti del tempo e ogni mattina, pensieri migranti, vagano disperati alla ricerca di un sentiero. Tra un ricordo triste e uno sguardo innamorato, volto al Platanus orientalis il secondo a sinistra, il mio preferito, una macchina grigia rallenta e poi si ferma. Mi giro. Scruto all’interno dell’abitacolo. Alla guida una donna. Mi saluta con allegria. Dal collo le pende un portacellulare rosa magnificato da un’ape gialla con grandi occhi, due aluccie blu e una scritta nera: Miss Ribellina. L’insolito orpello ondeggia vivace seguendo il ritmo del suo riso e il borbottio della macchina. È Serenella Polverini. - Ciao - rispondo con un leggero imbarazzo. Tutti ad Anzio sanno chi è Polverini, anche io, non tutti conoscono Serenella, neanche io. Almeno fino a Lunedì, ‘quel Lunedì’. Inizio di settimana, ‘quell’inizio di settimana’. Principio del giorno, ‘quel principio del giorno’. Fino a quel momento insomma, se qualcuno mi avesse chiesto di parlare o descrivere Serenella Polverini avrei potuto dire soltanto che è figlia di Leandro. Sposata con Giovanni Garzia dell’Hotel Garda. Due figli maschi. Capelli corti. Magra. Imprenditrice. Sempre sorridente. Ha un’amica che si chiama Emanuela. Limitate informazioni, dunque, e nessuna esperienza condivisa. Poco per poter affermare di conoscere una persona. L’attitudine ad improvvisare amicizie e conoscenze, per ‘i locali’, è una prassi consolidata. ‘Tutti’ conoscono ‘tutti’. In realtà ‘nessuno’ conosce ‘nessuno’. Ammetterlo significherebbe ammettere un fallimento sociale. In una piccola comunità locale come Anzio, tra parentele e comparati, è impensabile accettare l’idea che in fondo in fondo, non ci conosciamo. La conoscenza, vera e propria, si ha solo in presenza di una persona che abbia la capacità di ricollegare le informazioni alla propria esperienza personale, condizioni che non sempre si verificano, e quando si verificano, non sempre si riescono a cogliere. ‘Quel principio del giorno’ in realtà mi aveva offerto l’opportunità di conoscere una donna: Serenella Polverini. A distanza di anni posso dire di essere stata capace di cogliere l’inaspettata opportunità. Facendo fronte al mio imbarazzo e ad una forzata convivialità, gettai a pesce la mia attenzione sul suo portacellulare Miss Ribellina e tra un sorriso e una battuta sulla scritta osai chiederglielo in prestito. - Questo? - disse. - Ma certo che te lo presto - e con la naturalezza che contraddistingue la sua infinita generosità di persona, tolse il suo cellulare dal piccolo contenitore di stoffa lasciandolo cadere senza una cura particolare sul sedile vuoto, poi inclinò la testa e sfilò dal collo l’insolito orpello. Sorridendo allungò la mano fuori dal finestrino con il ‘prezioso’ dono e io lo presi. Transazione affettiva. È così che abbiamo iniziato a ‘conoscerci’, Serenella ed io, partendo da un gesto

di generosità. La generosità è selettiva, non si può essere generosi con chiunque (g.f.brunelli). Sono passati alcuni anni da quella mattina, forse Serenella non si ricorda più del mio imbarazzo, della sua allegria e del portacellulare di stoffa rosa che io ancora conservo gelosamente nel cassetto della scrivania. Un oggetto semplice, un gesto semplice, una donna semplice: Serenella. Una donna che ha sempre lavorato. Ancora bambina svolgeva i compiti di scuola dietro il bancone del negozio che il padre, Leandro, aveva aperto nel 1955 a Lavinio, luogo considerato ‘territorio di frontiera’. A volte eseguiva anche i conti e dava il resto ai clienti. Il mare in quegli anni dell’infanzia le era precluso. Erano anni della ri-costruzione, dei sacrifici. Doveva restare in negozio, con papà e mamma, fino a quando la nascita del fratello Andrea, a soli 11 anni, la trasformò in una piccola baby-sitter e da allora l’estate per lei si trasformò anche in un periodo di vacanza. Crescendo non le mancarono le opportunità di viaggiare, studiare in Inghilterra, suonare il pianoforte e tanti altri privilegi, che uniti al lavoro rappresentarono, negli anni dell’adolescenza, sempre e comunque, impegni e sacrifici. Nel 1998, con la morte improvvisa del padre Leandro, Serenella dovette far fronte a tante difficoltà e tristezze che la portarono alla guida della sua società. Di Serenella Polverini oggi, dopo averla conosciuta più da vicino, posso dire, che è una donna sensibile, generosa. Una madre attenta e intelligente. Una eccellente manager. Un’amica nuova che stimo e ringrazio per tutto il sostegno che mi ha garantito in questi anni, e lei sa a cosa mi riferisco. Una donna che forse poche persone conoscono così come la conosco io: attenta agli altri e al suo paese. Giusi Canzoneri


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Lo sapevi che.... - Per attenuare l’odore sgradevole dato dalla cottura di cavoli o cavolfiori, aggiungete all’acqua di cottura un pezzo di pane raffermo. - Se il cespo d’insalata è un po’ avvizzito, mettetelo a bagno per una mezz’ora in acqua tiepida con il succo di un limone: si ravviverà. - Per salare bene le patatine fritte: scolatele dall’olio e mettetele in un sacchetto di carta da pane, spolverizzatele di sale e chiudete il sacchetto scuotendolo ripetutamente. Il sale si distribuirà in maniera uniforme e l’unto verrà assorbito dalla carta. - Per togliere dalle mani lo sgradevole odore di cucina è sufficiente mettere un cucchiaio di senape nell’acqua tiepida in cui vengono lavate. - Per sgrassare perfettamente le stoviglie, usate l’acqua di cottura delle patate. - Per montare a neve gli albumi, aggiungete un pizzico di sale, il risultato sarà migliore. - Prima di iniziare a maneggiare ed impastare la frolla, passate fra le mani del ghiaccio. Le mani fredde rendono la frolla più soda e si corre meno rischio di farla impazzire. - Per non far attaccare gli spaghetti uno all’altro aggiungete un cucchiaino di olio nell’acqua in ebollizione. - Per fare frittate più soffici, aggiungete un pizzico di bicarbonato alle uova. - Se il pomodoro è troppo acido, aggiungete un pizzico di zucchero al sugo. - Mai mettere le mele insieme ad altra frutta: la fanno maturare troppo velocemente! - Per ottenere un pollo arrosto al punto giusto, lessatelo per almeno un quarto d’ora prima di infornarlo: il risultato sarà un pollo tenero internamente e croccante fuori! Elisabetta Civitan

Il 31 luglio sfilano kimono da sposa giapponesi e le collezioni di Cardin e Radiosa

LA MODA GIAPPONESE SFILA A NETTUNO La cultura e la bellezza del Giappone sbarcano a Nettuno. Domenica 31 luglio, al piazzale San Rocco ore 21.30, ci sarà la sfilata di presentazione della moda “Made in Japan”. Per l’occasione sfileranno in anteprima kimono e abiti da sposa provenienti dagli ateliers di Tokyo e le collezioni sposa, sposo e cerimonia di Pierre Cardin e Radiosa. Una serata unica, un vero e proprio spettacolo di varietà, per presentare al pubblico del litorale romano la tradizione e la cultura millenaria giapponese. Sullo slogan “Dal Giappone all’Italia con amore”, la “Best Bridal di Tokyo”, la più grande azienda giapponese di matrimoni, per dimostrare la vitalità costante del settore ‘amore e matrimoni’, sarà presente in Italia con le nuove collezioni. Da Tokyo a Nettuno il salto è breve: domenica 31 luglio gli abiti da sposa giapponesi e le creazioni firmate di Cardin e Radiosa saranno gli ingredienti per ricordare che il Giappone non è solo terremoto e tsunami, ma anche tradizione e bellezza. La serata sarà presentata da Maria Teresa Ruta e vedrà la partecipazione di ballerini professionisti e cantanti provenienti dalla trasmissione di Canale 5, ‘Amici’ come Antonino Spadaccino, vincitore del talent nel 2005, Eleonora Scopelliti, Martina Nadalini, Jose’ Perez, Amilcar Moret. È prevista la presenza di autorità e personaggi dello spettacolo, della stampa, radio, televisioni, migliaia di spettatori e futuri sposi. red

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LA RICETTA DEL MESE

Crostata con mascarpone e gocce di cioccolato

Ingredienti per la pasta frolla: - 250 gr di burro - 500 gr di farina - 4 uova (2 solo i tuorli e 2 tuorlo e chiara) - 1 bustina di Vanillina (oppure la scorza grattugiata di 1 limone) - 250 gr di zucchero Ingredienti per il ripieno: - mezzo cucchiaino di Cannella - 100 gr di Gocce di Cioccolato - 10 gr di Fecola di patate - 250 gr di Mascarpone - 250 gr di Ricotta - 2 tuorli d’uova - 1 bustina di Vanillina - 200 gr di zucchero Preparazione pasta frolla: Per preparare la pasta frolla mettete nel mixer la farina, un pizzico di sale e il burro appena tolto dal frigo, e frullate il tutto fino ad ottenere un composto dall’aspetto sabbioso e farinoso. Quindi, formate con il composto ottenuto la classica fontana nel cui centro verserete i tuorli, lo zucchero, la vanillina o la scorza di limone grattugiata: amalgamate velocemente il tutto fino ad ottenere un impasto compatto e abbastanza elastico. Formate con l’impasto ottenuto una palla, avvolgetela con pellicola trasparente e mettete il tutto a riposare in frigo per almeno mezz���ora. Passata la mezz’ora, la vostra pasta frolla sarà pronta per essere stesa e utilizzata. Preparazione crostata con mascarpone: Imburrate e foderate con carta forno una teglia del diametro di 22-24 cm. Stendete i 3/4 della pasta frolla con un mattarello e disponetela nella tortiera; tenete da parte la restante pasta frolla che utilizzerete per la guarnizione finale. Cominciate a preparare la crema che vi servirà per il ripieno della torta. In una ciotola versate la ricotta, i tuorli, lo zucchero, la fecola di patate, la vanillina e la cannella. Amalgamate il tutto con uno sbattitore elettrico e poi aggiungete alla crema ottenuta il mascarpone, le gocce di cioccolato e mescolate il tutto con una spatola. Versate poi la crema all’interno della tortiera. Livellate la crema con una spatola e appiattite i bordi di pasta frolla. Con una rotella dentata, ritagliate le strisce di pasta che serviranno a decorare la superficie della crostata (larghe 2 cm circa) e disponetele a intervalli regolari sulla superficie della crostata, fino a formare delle losanghe incrociate. Infornate la crostata con mascarpone e gocce di cioccolato a 180 gradi per 40-50 minuti. Una volta sfornata, spolverizzate la crostata con zucchero a velo. Buon appetito! Elisabetta Civitan Il consiglio di Cesare Del Gatto Per i dolci di ricotta e mascarpone e per la pasticceria siciliana non si può non abbinare l’inimitabile Moscato Passito di Pantelleria. Da uve moscato d’Alessandria, ma chiamate anche Zibibbo, raccolte e appassite sotto il sole di agosto per quattro settimane, rimangono poi a macerare fino a dicembre e dopo la pressatura si avrà un nettare dolcissimo che potrà invecchiare qualche anno in barrique. Nel Bukkuram di Marco de Bartoli si colgono sentori di caramello, albicocche secche, frutta esotica candita, miele ed erbe aromatiche; il palato è bilanciato, fresco e con un finale lunghissimo.


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IL TREND DEL PESCE A“KM ZERO” Tra pescato locale, prodotti stagionali e specie in via d’estinzione

Chilometri zero, filiera corta. Nomi e frasi che oggi invadono giornali e slogan dietro cui si nascondono vari obiettivi. Dal primo, biologico, perché preferire prodotti del territorio allevati o coltivati in maniera naturale è sicuramente un gran guadagno, soprattutto per la salute. Guadagno anche per le nostre tasche se è vero che un prodotto che nasce o cresce a qualche chilometro da casa nostra fa meno passaggi: dal coltivatore, pescatore, allevatore direttamente al consumatore, un percorso veloce e diretto che permette di abbattere costi e risparmiare tempo. E il “km 0” è oggi un trend (ma non una moda) che invade un po’ tutti i settori: dai prodotti della terra, all’olio, al vino, agli allevamenti di carne e via dicendo. Secondo un recente studio della Coldiretti consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può risparmiare fino a 1000 chili di anidride carbonica l’anno. Alcuni esempi: per trasportare un chilo di ciliegie dall’Argentina a Roma in aereo, coprendo una distanza di circa 12mila km, si liberano oltre 16 kg di CO2, mentre se ne disperdono nell’atmosfera quasi 18 per l’arrivo di ogni kg di uva proveniente dal Cile. Stesso discorso può essere applicato ai prodotti ittici e Anzio, si sa, ha una buona quantità e qualità di pescato giornaliero. Prediligere il pescato locale non solo abbatte i prezzi e fa sorridere le nostre tasche, ci fa anche inquinare meno, perché evitiamo di far arrivare pesci da mari lontani su camion e aerei. Sapere, poi, quali pesci comprare a seconda delle stagioni, ci permette di mangiare più sano (evitando prodotti di allevamento), di conoscere nuovi sapori, di favorire il ripopolamento della fauna ittica e di evitare di mangiare le specie più note (tonno, salmone, merluzzo e pesce spada) alcune delle quali a rischio estinzione. Nel mare esistono più di 25mila specie commestibili di pesce eppure,

nei nostri piatti, ne assaggiamo a malapena 15. In ogni periodo dell’anno sono le marmore, le occhiate, i cefali e gli zerri i pesci che possiamo trovare sui banchi delle pescherie e che è bene preferire rispetto a tonno rosso e a pesce spada, oggi in via di estinzione. Le “spadare” usate per pescarli (illegali in molti paesi) sono un tipo di rete che causa la morte di altre specie marine in pericolo, come le tartarughe marine e i cetacei. Divieto assoluto anche per il salmone, un tempo sulle nostre tavole solo nel periodo natalizio, oggi si trova praticamente sempre e ovunque. Ma forse non tutti sanno che: le scorie prodotte in un anno da un allevamento di 200mila salmoni sono pari ai liquami di una città di oltre 60mila persone; sono nutriti con mangimi contenenti, in alcuni casi, antibiotici e per ogni chilo di salmone allevato servono cinque chili di pesce. Attenzione anche alla cernia bruna e al merluzzo, entrambi a rischio estinzione, sarebbe bene consumarli una volta al mese. Tra i crostacei, scegliere il granchio, le pannocchie, gli scampi e il gambero rosa del mediterraneo piuttosto che quelli tropicali di allevamento. Semaforo verde per tutto il pesce azzurro che si riproduce costantemente, spopola nei nostri mari e contiene alte proprietà nutritive. Buona spesa locale, sana e solidale a tutti! Laura Solari

QUANDO SAPPIAMO QUALI PESCI PRENDERE In estate via libera e pesce azzurro, crostacei e ricciola Nella dieta mediterranea il nostro pescato è tra i prodotti con le proprietà nutritive più benefiche che ci siano e dal gusto ineguagliabile. Sopratutto rispetto al pesce importato dall’estero come il pangasio che cresce nei caotici, inquinati e immensi fiumi asiatici, o alle orate e spigole di acquacoltura che, pur crescendo in gabbie immerse nei nostri mari, si ingrossano solo grazie al concime. Nei mesi estivi è il pesce azzurro quello che prolifera e si lascia catturare in grandi quantità. Una bella fetta di pescespada grigliato o cotto in padella con olio, vino, origano e olive è il piatto principe estivo che si può trovare fino a tutto settembre. Mentre per chi vuole spendere poco e mangiare bene in questo periodo può cercare nelle pescherie alici, maccarelli e palamiti. Ogni tanto si possono trovare anche grosse ricciole da fare a fette. Per i più raffinati, la bella stagione è culinariamente rappresentata da aragoste, scampi e gamberoni; mentre i gamberi bianchi assortiti con le zucchine condiscono un piatto di spaghetti dal gusto fresco e molto gradito. Capponi e gallinelle (scorfani e cocci) possono trovarsi in gran parte dell’anno e si sposano bene con pomodoro fresco e molto peperoncino ottenendo la zuppa migliore dei nostri ristoranti. Si può anche approfittare delle sporadiche e abbondanti pescate di orate che ogni tanto qualche fortunata barca riesce a compiere. A. Tin.


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LA TIGRE PERDE L’ULTIMO INCONTRO Addio a Giulio Rinaldi il pugile che fece sognare Anzio

La ‘Tigre’, come era chiamato dai suoi sostenitori, ha finito di ruggire. Giulio Rinaldi, uno dei più amati e seguiti pugili degli anni sessanta, si è spento il 16 luglio scorso nella sua amata Anzio, all’età di 76 anni. Salito alle cronache sportive durante le olimpiadi di Melbourne del 1956, quando dovette arrendersi solo a se stesso, dopo essersi fatto male in allenamento, ebbe un inizio di carriera professionistica quasi impeccabile, grazie anche alla sapiente opera del suo

manager Luigi Proietti. Dopo appena ventuno incontri sfidò, infatti, per il titolo nazionale dei mediomassimi, il detentore Santo Amonti. Dopo questa vittoria, Rinaldi iniziò la sua scalata tanto da raggiungere il terzo posto del ranking mondiale nel 1961. Il suo fiore all’occhiello era stato l’incontro, senza titolo in palio, contro il campione mondiale della sigla NYSAC, Archie Moore, vera icona del pugilato. L’incontro di Roma e vinto ai punti dalla ‘Tigre’ lo portò di diritto a sfidare il pugile statunitense al Madison Square Garden di New York il 10 giugno del 1961. In palio, stavolta, il titolo mondiale. Anzio si fermò e sognò per una notte intera, ma il miracolo non potè ripetersi e Rinaldi tornò a casa con una sconfitta e una fama che lo portò, di lì a un anno, a combattere per il

campionato europeo. La corona continentale la conquistò contro lo scozzese Calderwood, perdendola due anni dopo contro il tedesco Scholz. Ma la sua tenacia lo portò alla riconquista del titolo un anno dopo ai danni di Peter Gumpert; titolo che perse definitivamente l’11 marzo del 1966 contro un altro italiano, Piero Del Papa. A 31 anni e con 53 combattimenti alle spalle, la sua carriera si avviò inevitabilmente verso il declino, fino all’agosto del 1970 quando il suo manager gli propose di nuovo la scalata al titolo nazionale, allora in mano a Gianfranco Macchia. Sul ring di Anzio Rinaldi riuscì a vincere per squalifica, ma la sua stella era ormai al tramonto. Due mesi dopo, tentò di difendere il titolo contro Domenico Adinolfi, allora astro nascente, ma dovette rinunciare alla quinta ripresa. La ‘Tigre’ decise allora di fermarsi con all’attivo 67 incontri, di cui 44 vinti, 16 persi, 5 pari e due no contest. E il sindaco Luciano Bruschini per ricordarlo degnamente promette: “Gli intitoleremo il nuovo Palazzetto dello Sport” Fabrizio Tirocchi

piu’ surf per tutti INIZIATIVE, CORSI E GARE DI SURF, STAND UP PADDLING (SUP), WINDSURF, KITE SU TUTTO IL TERRITORIO I surfisti di Anzio dopo un inverno difficile, fra mancanza di onde e dighe da contrastare, quest’estate stanno facendo di tutto per aumentare l’interesse delle persone nei confronti degli sport d’acqua. Pulizia delle spiagge libere, giornate di dimostrazione negli stabilimenti balneari, gare di professionisti e dilettanti (tra cui la gara nazionale di Sup presso l’East-Bay Tirrena) sono solo alcune delle azioni di propaganda costruttiva della cultura del mare che le diverse associazioni

del territorio stanno intraprendendo per permettere a chiunque di avvicinarsi al mare con amore e passione. Anzio Surf, Surfer’s Club, Green Ocean Surfing sono i nomi da tenere sotto controllo. E attenzione a imbattervi con loro.... il surf e tutti gli sport affini hanno un alto grado di dipendenza e una volta presa l’onda giusta sarà difficile scendere e far finta che non sia successo! Quando avrete conosciuto il segreto vedrete il mare con occhi diversi....GARANTITO!

1° TORNEO DI POKER SPORTIVO TEXAS Data la popolarità e la ormai capillare diffusione del Poker Texano, in collaborazione con gli enti turistici locali, le istituzioni e le attività commerciali interessate, dal 6 all’8 agosto si terrà ad Anzio il “1° torneo di Poker Sportivo Texas Holdem”. Le prime due serate saranno di qualificazione atte alla selezione dei giocatori dei tavoli finali che si contenderanno il primo posto nella serata conclusiva dell’8 agosto. La quota di iscrizione al torneo sarà di €. 20,00 e contribuirà alla formazione del montepremi finale composto da premi messi a disposizione dagli sponsor. Parte del montepremi sarà inoltre devoluto a uno o più enti benefici da individuarsi di concerto con le autorità locali. Per informazioni ci si può rivolgere a Marco Brancato, cell. 348 5666892.


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La squadra inizia la preparazione estiva in vista della stagione calcistica 2011-2012

L’ANZIOLAVINIO PRONTA PER UN CAMPIONATO DI LIVELLO TRA I NUOVI ACQUISTI DEL CALCIOMERCATO: PESSIA E AMASSOKA

Ci siamo, il 24 luglio parte la nuova stagione calcistica dell’Anziolavinio. I ragazzi del neo mister Piero Lombardi si ritroveranno al Bruschini di Anzio per poi partire alla volta di Pioraco (Macerata) dove effettueranno la preparazione estiva fino al 4 agosto, data di rientro in sede dove proseguiranno gli allenamenti per la nuova importante stagione, speriamo da protagonisti nel campionato di Serie D 2011/2012. Il 3 agosto segnaliamo un’amichevole di lusso: alle ore 17.00 a Norcia l’Anzio sfiderà la Ternana, squadra che milita in Lega Pro.

Le premesse per un campionato di livello ci sono tutte, il Presidente Rizzaro, il Direttore Passarelli e il Mister hanno allestito una squadra di primo ordine che sulla carta, visti i nomi dei calciatori acquistati, può far sognare tutta la città. Le partenze sono state importanti, hanno lasciato Anzio Piccheri, Rao, Gamboni, Giuffrida e Giordani a cui va il più grande in bocca al lupo per la sua nuova avventura da professionista: è stato infatti acquistato dal Taranto, squadra pugliese che milita nel campionato di Lega Pro – Prima Divisione. A bilanciare le partenze sono arrivati sei colpi di mercato, sei calciatori che stuzzicano l’interesse dei tifosi. Sono i difensori Pessia, ex capitano dell’Anitrella e Luca Pannozzo, veterano della categoria con diversi campionati disputati anche in Serie C; i centrocampisti Martelli, che è un gradito ritorno e Gasperino Cinelli, esterno di centrocampo arrivato dal Latina; nel suo palmares c’è il settore giovanile della Lazio dove è arrivato fino alla prima squadra esordendo anche in Champions League. I botti di mercato riguardano il reparto avanzato dove sono stati messi a segno due colpi di livello. Alla corte del patron Rizzaro arrivano Michele

Gallaccio, classe ‘86 che nell’ultima stagione ha contribuito con 19 gol alla promozione in Serie D del Palestrina. Attaccante con un passato importante nelle giovanili di Lazio e Chelsea con diversi campionati disputati in serie C e in serie D. L’altro acquisto è quello di Laurent “Lollo” Amassoka, bomber camerunense proveniente dallo Zagarolo che non ha bisogno di presentazioni vista la valanga di gol che ha realizzato in carriera sia da professionista che da dilettante. La ciliegina sulla torta è la riconferma di Stefano Antonelli, che ha trovato l’accordo economico con il Presidente e dunque vestirà per un altro anno la maglia Anziate cercando di arrivare a quei fatidici 300 gol in carriera, al momento è fermo a 298. Registriamo anche l’arrivo di 6 Under, sei giocatori che vanno ad impreziosire la rosa anziate: Di Stefano ‘91, Addari ‘93, Torrenova ‘93; Vanzari, Schiavon e Pinti classe ‘92. Prepariamoci a vivere una stagione importante, le premesse ci sono tutte, la gente è pronta a seguire e a riempire le gradinate del Bruschini con la speranza che a maggio ci sia da gioire per un traguardo che al momento non diciamo… Fabrizio Tirocchi

AD UN PASSO DAI PLAY-OFF

In questi ultimi 15 giorni si decide la stagione dell’Anzio Baseball. Due le gare decisive L’Anzio Baseball crede ancora nella possibilità di raggiungere il secondo posto che vuol dire Play off e dunque possibilità di giocarsi tutto nella post season. Due saranno le giornate decisive, la terzultima che vedrà l’Anzio disputare il derby contro la Roma imbottita di ex e l’ultima giornata che impegnerà Morville e compagni sul difficile diamante di Reggio Emilia. Nell’ultimo turno prima di andare in stampa i neroniani hanno diviso la posta in palio contro il Farma Crocetta Parma, partita giocata al Reatini dopo circa un mese di assenza a causa del riposo imposto dalla federazione per far disputare l’All Star Game, che si è tenuto sul diamante dello Steno Borghese di Nettuno e ha visto impegnati l’Italia di Coach Mazzieri contro i migliori giocatori di IBL votati dai tifosi. Una pausa che ha fatto bene a metà a Scorziello e compagni visto che nell’ultimo turno disputato prima della sosta avevano realizzato una bella doppietta in casa del Modena. Questo pareggio contro Parma lascia

i tifosi con l’amaro in bocca dal momento che in caso di doppietta, gli anziati avrebbero fatto un bel balzo in avanti in classifica grazie ai risultati delle squadre che la precedono. Infatti ad esclusione della capolista Arezzo, nessuna squadra è riuscita a vincere le due partite. Nella gara pomeridiana vittoria facile per 12-1 al settimo inning. Gli anziati partono subito bene e al secondo attacco realizzano 5 punti. Gli altri punti sono stati realizzati al terzo (2) e al quinto (5) inning. Ottima la prova sul monte di lancio di Valerio Rodà e ai box di battuta di Del George e Montecchi. Invece nella gara serale tanti errori da ambo le parti ma a sfruttarli è soprattutto Parma che alla fine vince per 5-4. Ora nel giro di 15 giorni si deciderà la stagione dell’Anzio Baseball. Siamo fiduciosi che il roster di Coach Morville raggiunga il traguardo e come accaduto negli ultimi anni si vada a giocare la post season cercando di dare una gioia a tutti i portodanzesi e alla città di Anzio. F.T.


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Rubriche

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DETTI PORTODANZESI “Paranze e navi da guerra guardale da tera”, una rima per esprimere la durezza nel vivere i mestieri su questo tipo di imbarcazioni. “Mica piscio dar ginocchio”, espressione popolare anziate rivolta a chi crede di trovarsi davanti ad una persona ingenua. “Quello è tre pinze e ‘na tenaglia”, definizione di persona cocciuta e taccagna, da cui non avremo nessun tipo di aiuto, né materiale né morale. “Co ‘sti chiari de luna!” Con la luna piena le lampare non attraggono i pesci e quindi non si pesca nulla, da questo il detto che con il chiaro di luna non si potevano pagare i creditori. Ancora oggi tra pescatori si usa questo detto per esprimere pessimismo. “Te faccio passà la sete cor prosciutto”, un avvertimento ironico a comportarsi bene altrimenti si passeranno guai seri. “Te pijo a schiaffi a due a due finché nun diventano dispari”, un altro modo di dire usato come minaccia scherzosa... ma non troppo. “Pure le purci c’hanno la tosse”, si dice di solito ai ragazzini che alzano la voce verso gli adulti, ma anche tra posizioni sociali diverse può succedere di sentirlo. “Stai tranquillo? Ma lo sai che fine ha fatto Tranquillo?” Un personaggio di Anzio (simile a milioni nel mondo) per dire di stare sempre tranquillo nei confronti della moglie se l’è fatta rubare sotto il naso. Da allora questo detto e andato di voga anche per altre cause. Le mamme o i papà ai propri figli: “Conto fino a tre se a due nun ci senti a uno te meno”, pare che all’epoca i figli temessero di più i genitori. Dal gruppo facebook:”Detti popolari portodanzesi”. amministrato da Tinarelli Alessandro e Salustri Pina

SMS - Space

Anzio-Space dà spazio ai lettori Scriveteci un sms al: 3337350189 “Bisognerebbe chiarire le responsabilità dello stato dell’acqua antistante le “dighe” al Lido delle Sirene. Gran parte delle persone che lì ha fatto il bagno ha avuto problemi intestinali.” Federica “Bravissima all’architetto Sinisi che ha progettato gli interventi a Villa Adele e ha aperto alla vista la bellezza della Villa dalla strada.” Bruno “Contrariamente a quanto disposto dal Comune di Nettuno, un week-end di luglio sono andato a Torre Astura e ho trovato la spiaggia chiusa. Perchè?.” Michele

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Spor t e ambiente

LA RUBRICA APERTA AI LETTORI

Inviate domande e curiosità sull’ambiente, lo sport e l’Italia centrale Cari lettori da oggi questa rubrica si prefigge di diventare una rubrica aperta al lettore, in cui verranno trattati argomenti legati alle vostre domande e curiosità sull’ambiente (aspetti naturalistici) e gli sport che come associazione svolgiamo (trekking, speleologia, canyoning, sci, escursionismo invernale ecc..). Nei mesi passati abbiamo parlato di moltissimi posti del centro Italia analizzando proprio questi aspetti e anche in qualche maniera la loro storia. Speriamo di poter iniziare un dialogo continuo con i nostri lettori che crediamo siano stati stuzzicati fin ora dai luoghi di cui abbiamo parlato. Vi rammentiamo che le domande o le curiosità devono riguardare l’Italia centrale di cui come Associazione ci occupiamo in particolar modo. Le domande dovranno essere indirizzate alla e-mail: blogasan@gmail.com Manrico Martini, Associazione Sport, Ambiente e Natura “Su e Giù” http://blogasan.blogspot.com

Manovra correttiva 2011: le principali novità fiscali a cura di Marco Minoccheri Tra le disposizioni di carattere fiscale contenute nel decreto legge presentato il 30/06/2011 dal consiglio dei ministri si segnalano: -Superbollo: superbollo per le auto di lusso per le vetture con un motore che eroga una potenza superiore a 225 chilowatt; -Tassazione agevolata per aziende di giovani under 35 e cassaintegrati: tassazione forfettaria al 5 % per iva irpef e irap per tutti gli imprenditori under 35 e per i cassaintegrati che avviano una nuova impresa. L’agevolazione durerà 5 anni. -Ridotta al 4% la ritenuta sui bonifici per 36 e 55%: passa dal 10% al 4% la ritenuta d’acconto che si applica ai bonifici disposti per il pagamento delle spese relative a interventi di ristrutturazione con detrazione IRPEF del 36% e per quelli di riqualificazione energetica con detrazione IRPEF/IRES del 55%. -Definizione agevolata delle liti tributarie: chiusura agevolata delle liti tributarie pendenti alla data del 1/05/2011 di valore massimo di € 20.000. Per definire le controversie di valore inferiore ad € 2.000 si paga € 150; per quelle di valore superiore si paga il 10% del valore, se è soccombente l’Agenzia, il 50% del valore se è soccombente il contribuente ed il 30% del valore, se non vi è pronuncia. -Sanzioni più pesanti per chi altera gli studi di settore: sanzioni più pesanti ed accertamento induttivo se il contribuente non compila correttamente il modello per la comunicazione dei dati rilevanti per gli studi di settore. -Riporto delle perdite: per i soggetti di nuova costituzione, le perdite realizzate nei primi 3 periodi d’imposta possono essere portate in diminuzione del reddito nei periodi d’imposta successivi. Per tutti gli altri soggetti, invece, le perdite possono essere portate in diminuzione entro il limite dell’80% del reddito imponibile di ciascun periodo d’imposta. -Nuovi coefficienti di ammortamento: un solo paniere ed una sola aliquota per ammortizzare il costo dei beni delle imprese, faranno eccezione soltanto i beni materiali e immateriali per i quali saranno determinati coefficienti individuali. -Revoca partita IVA inattiva e dichiarazione di cessazione attività: la partita IVA viene revocata d’Ufficio se il titolare non ha esercitato alcuna attività d’impresa o di lavoro autonomo per almeno tre annualità consecutive.


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DICHIARAZIONE DI VOTO AL BILANCIO 2011 E 2011-2013 Il PD visto il bilancio di previsione 2011 e 2011-2013 nel ribadire l’assoluta inadeguatezza del regolamento di contabilità che limita l’esercizio di proposta dei consiglieri comunali che hanno a disposizione un tempo limitatissimo per presentare emendamenti rilevano in tale manovra finanziaria le seguenti criticità: 1.Gli stanziamenti in uscita dedicati al conto capitale (investimenti)sono appena del 17.28% e sono distribuiti in modo assolutamente incongruo; qualche esempio: solo il 10.39% dedicati al sociale, 1.42% allo sport, nessuno stanziamento al turismo. Non cambia la situazione di insoddisfazione riguardo gli stanziamenti in uscita di parte corrente che dedica appena l’11.31% alla P.I., il 13.37% al sociale, lo 0.28% allo sport e lo 0.19% al turismo. 2.Aumenta l’anticipazione di cassa al 2.4%. Mentre il fondo di riserva che potrebbe per legge arrivare al 2% lo si blocca allo 0.40%, appena sopra del minimo di legge e quindi scommettendo, e tutti lo auspichiamo, che non ci saranno imprevisti nel corso dell’esercizio finanziario, ma al di la di tale auspicio la manovra è azzardata a livello contabile-amministrativo. 3.La forte aleatorietà nelle stime di entrata dei tributi propri che producono delle importanti correzioni in questo esercizio finanziario (ma significa che era non vero l’altro) giustificate parzialmente dall’affievolirsi del gettito del recupero dell’evasione. Per l’ICI la previsione è del -19% e non cambia andando a vedere la posta relativa all’addizionale delle persone fisiche che diminuisce del 16.5%. 4.Irrisoria la gestione del capitolo relativo alla gestione dei terreni (Es. raccolta pigne pari ad una entrata di Euro 4.500, molto meno dell’incasso che si otteneva 20 anni or sono), mentre il capitolo relativo alla gestione dei fabbricati ha come unica fonte degna di nota il fitto del terreno comunale adibito a camping. Un capitolo a parte invece è da riservare alla medesima categoria in entrata dei beni dell’ente relativa alla gestione di beni diversi (cap.3020880) relativa ai gettiti dell’enfiteusi e della COSAP. A tale proposito è opportuno rilevare in via preliminare che il tributo dell’enfiteusi richiesto dall’amministrazione comunale è fortemente contestato nella sua applicabilità e nel contempo anche nella sua dimensione economica ed a ciò va aggiunto che qualora in qualche caso fosse dovuto è una tantum e lo è solo al momento di una eventuale transazione (vendita del terreno). Stessa situazione per il tributo relativo alla COSAP (Passi carrabili e occupazione spazi pubblici) ben conoscendo l’amministrazione comunale l’opacità e l’inapplicabilità del regolamento specifico e la relativa procedura per la richiesta di tali relative somme. A tale proposito qualche esempio è esplicativo: l’incassato 2010 relativo al canone enfiteutico è pari al 7.9% (Euro 143.346) dell’accertato, ovviamente non cambia la situazione relativa ai passi carrabili dove l’incassato è pari al 4.7% (Euro 28.000). 5.L’alienazione dei beni immobili e dei diritti reali su beni immobili restano soltanto un’enunciazione di buona volontà giacchè alla posta relativa di entrata c’è una diminuzione di Euro 469.054,77 con una diminuzione del 27% rispetto alla previsione di incasso 2010. Per tutto ciò premesso pertanto il gruppo consiliare del PD non si trova concorde a votare tale documento di programmazione. Per il Gruppo del PD, Cons. Aurelio Lo Fazio (Componente Commissione Bilancio e Patrimonio)

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO PRESENTATA DAL PD DI ANZIO NELLA SEDUTA DI CONSIGLIO COMUNALE DEL 28 GIUGNO 2011 Il PD propone al consiglio comunale di Anzio alla luce della proposta di bilancio di competenza 2011 e pluriennale 2011-2013 il seguente ordine del giorno: IMPEGNARE IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO a rivedere entro il 30 settembre 2011 i seguenti regolamenti: contabilità, TIA, COSAP al fine di ridisegnare la nuova distribuzione del carico tributario e tariffario del Comune anche la nuova classificazione dei passi carrabili tassando solo quelli con richiesta di divieto di sosta. IMPEGNARE ALTRESÌ IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE a proporre sgravi tributari e tariffari: a) Ai residenti nelle zone A del nostro Comune (centro storico) relativi ad eventuali interventi che mirino ad abbattere le barriere architettoniche tramite l’installazione di ascensori e/o lavori di riqualificazione ambientale. b) Ai residenti del Comune di Anzio che effettuano ed effettueranno la raccolta RSU con il metodo “porta a porta”. c) Per i proprietari dei terreni edificabili che lo sono solo virtualmente giacché impediti ad edificare fino alla stesura dei Piani Particolareggiati. Aurelio Lo Fazio, Ivano Bernardone, Paride Tulli, Massimo Creo, Gianni De Micheli, Enzo Toselli, Remo Lauri

Vogliamo contribuire a rendere Anzio una città che sia: • vivibile e interessante per i giovani • viva culturalmente • all’avanguardia nell’ecologia e la preservazione del territorio • arricchita dalla diversità etnica che la contraddistingue Non siamo convinti di avere la risposta a tutte le domande o di essere i migliori, siamo semplicemente un gruppo di persone giovani (chi di corpo, chi di spirito) che vogliono darsi da fare per migliorare il territorio in cui vivono. Al momento abbiamo tre iniziative: • Anzio Space, che puoi scaricare su www.anziospace.com • Shingle22J, Biennale d’Arte Contemporanea di Anzio e di Nettuno, info su www.shingle22j.com • Il Centro Polivalente per i Giovani e la Cultura, che vorremmo costruire.

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Registrazione presso il Tribunale Civile di Velletri, n. 7 del 12-03-2009 Direttore responsabile: Maria Chiara Mingiacchi Caporedattore: Luisa Calderaro (redazione@anziospace.com) Coordinatore di redazione: Silvia Arena Coordinatore Space Donna: Roberta Treglia (donna@anziospace.com) Garante del lettore: Avv. Enrico Maria Morelli (garante@anziospace.com) Direttore IT: Stefano Murgia Progetto e grafica: Domenico Condello Composing e grafica: Bruno Pepe Foto: Pietro Frisina Redazione: Andrea Mingiacchi, Stefano Chiappini, Maurizio D’Eramo, Elisabetta Civitan, Fabrizio Tirocchi, Publio Razza, Alessandro Tinarelli, Cristiano Di Rosa, Quirino Pollastrini, Yoshiro Izumi, Andrea Stefanelli, Federico Arancio, Massimo Garbini, Gabriele Arancio. Stampa: Tipografia Capriotti, via Pordenone 19, Pomezia (RM) -Distribuzione GRATUITA su tutto il territorio di Anzio e NettunoEditore: Associazione Culturale 00042, Via della pineta 10A, Anzio (RM) Presidente: Andrea Mingiacchi Tieniti aggiornato sulle nostre iniziative: www.00042.it www.shingle22j.com www.anziospace.com http://centropolifunzionaledeigiovani.blogspot.com/ Iscriviti al gruppo di FACEBOOK “00042” Contatti PUBBLICITÀ: 3337350189 - pubblicita@anziospace.com Le collaborazioni sono da intendersi gratuite salvo diversi accordi scritti. È vietata ogni tipo di riproduzione di testi, immagini, foto, grafica e pubblicità; tutto quanto pubblicato è coperto dalla corrente normativa in termini di diritto d’autore e copyright.

Chiuso in redazione domenica 24 luglio 2011


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Anzio-Space 31 - Agosto 2011