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a r t i g i a n a t o tra arte e design N°72 / Marzo 2009

Un nuovo Museo

per l’artigianato della Valle d’Aosta

Sèvres 1920-2008

La conquista della modernità

Progetto RE.T.I.C.A. L’artigianato lombardo prende nuova vita

Il Mobile

Significante

Savona ’900

Un secolo di pittura scultura ceramica 1


Artigianato Tra Arte e Design Anno 2009 - Numero 72 Marzo/Aprile/Maggio www.mestieridarte.it DIRETTORE RESPONSABILE: Ugo La Pietra DIREZIONE EDITORIALE: Franco Cologni COMITATO SCIENTIFICO: Enzo Biffi Gentili, Gillo Dorfles, Vittorio Fagone, Anty Pansera

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Sommario

Ugo La Pietra / EDITORIALE

Artigianato online Simona Cesana

Sèvres 1920-2008. La conquista della modernità

REDAZIONE Alberto Cavalli Simona Cesana Alessandra de Nitto

Ugo La Pietra

HANNO COLLABORATO: Gabriele De Vecchi Renato Meucci Lucia Saetta Cristina Vannini Parenti Riccardo Zelatore

Riccardo Zelatore

INSERZIONI PUBBLICITARIE: Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte IMPAGINAZIONE/GRAFICA: Emanuele Zamponi

Il Mobile Significante Savona ’900. Un secolo di pittura scultura ceramica Equipe MAV, Museo dell’Artigianato Valdostano

Un nuovo Museo per l’artigianato della Valle d’Aosta. Gabriele De Vecchi

UN PROGETTO DI:

Specchi

Alberto Cavalli e Alessandra de Nitto

Progetto RE.T.I.C.A.

Lucia Saetta e Cristina Vannini Parenti

Blog&Nuvole

Renato Meucci / MESTIERI D’ARTE

Il Mestiere dello “strumentaio” oggi In Copertina: Giorgio Laveri, “Tuba” - 2008. Ceramica smaltata, platino a terzo fuoco, cm.78. Collezione privata, Savona.

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Simona Cesana

Ceramica Lombarda: le eccellenze storiche Franco Cologni

Connessioni Virtuose

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52 58 60


www.richardginori1735.com - Tel. +39 055 42049.1

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Comitato tecnico e corrispondenti per le aree artigiane

Marmi e pietre del trapanese Enzo Fiammetta

Pietra leccese Luigi De Luca

Alabastro di Volterra Irene Taddei

Ceramica di Vietri Sul Mare Massimo Bignardi

Ferro della Basilicata Valerio Giambersio

Marmo del veronese Vincenzo Pavan

Pietra Serena Gilberto Corretti

Bronzo del veronese Gian Maria Colognese

Ceramica faentina Tiziano Dalpozzo

Gioiello di Vicenza Maria Rosaria Palma

Mosaico di Monreale Anna Capra

Pizzo di Cantù Aurelio Porro

Ceramica campana Eduardo Alamaro

Ceramica piemontese Luisa Perlo

Intarsio di Sorrento Alessandro Fiorentino

Mosaico di Spilimbergo Paolo Coretti

Tessuto di Como Roberto De Paolis

Ceramica di Albisola Viviana Siviero

Ceramica sestese Stefano Follesa

Legno di Cantù Aurelio Porro

Oro di Valenza Lia Lenti

Travertino romano Claudio Giudici

Ceramica di Caltagirone Francesco Judica

Ceramica umbra Nello Teodori

Legno di Saluzzo Elena Arrò Ceriani

Peperino Giorgio Blanco

Vetro di Altare Mariateresa Chirico

Ceramica di Castell Franco Summa

Cotto di Impruneta Stefano Follesa

Legno della Val d’Aosta Franco Balan

Pietra di Apricena Domenico Potenza

Vetro di Empoli Stefania Viti

Ceramica di Deruta Nello Teodori

Cristallo di Colle Val d’Elsa Angelo Minisci

Marmo di Carrara Antonello Pelliccia

Pietra lavica Vincenzo Fiammetta

Vetro di Murano Marino Barovier Federica Marangoni

Ugo La Pietra, “Storia di una tartaruga” Ceramica ingobbiata e incisa, realizzata presso il Laboratorio 3B di Nove, edizioni Superego Design 2009. Photo E. Zamponi

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apre le iscrizioni alla

Settima edizione del

Master of Arts in Design Gennaio 2010-Novembre 2010

Riservato a solo 20 studenti in possesso di laurea o titolo equivalente nell’ambito del design

Scuola internazionale di specializzazione in design dell’oggetto di lusso. Aperta a Milano dal Gruppo Richemont, la holding a cui fanno capo marche quali Cartier, Van Cleef & Arpels, Piaget, A. Lange & Söhne, Jaeger-LeCoultre, Vacheron Constantin, Officine Panerai, IWC, Baume & Mercier, Roger Dubuis Montblanc, Montegrappa, Dunhill, Lancel, Chloé, Alaïa, Purdey, Shanghai Tang.

Il Master of Arts è realizzato in collaborazione con Poli.Design, Consorzio del Politecnico di Milano, e con SDA - Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi di Milano.

Per maggiori informazioni: Via Giovanni da Udine 32, 20156 Milano Italia Tel: + 39 02 3026269 Fax: +39 02 3026705 contact: info.italia@creative-academy.com website: www.creative-academy.com

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Ugo La Pietra / EDITORIALE

Artigianato online

Tutti i lettori di Artigianato tra arte e design ormai sanno che la casa editrice Imago ha ceduto la testata alla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte. La rivista sarà quindi edita dalla Fondazione e uscirà per alcuni mesi nella versione on-line, in attesa di poter proporre ai lettori una nuova formula cartacea rivisitata e aggiornata. In questo senso continuiamo a credere alla necessità e all’importanza di uno strumento attraverso cui far crescere la conoscenza, il confronto, il dibattito intorno alle Arti Applicate e all’Artigianato Artistico. Per meglio riuscire ad esprimere la condizione di questa area culturale e produttiva abbiamo pensato di sviluppare, attraverso tre numeri (facilmente scaricabili sul proprio computer dal sito www.mestieridarte.it) che saranno disponibili nei mesi di marzo, maggio e luglio 2009 ciò che viene comunicato attraverso diversi eventi: mostre, manifestazioni biennali e triennali, premi e concorsi, fiere.

Eventi che rappresentano la vitalità di questo settore artistico, vitalità che dovrebbe giustificare una maggiore presenza sul territorio di comunicazione (mancano riviste di settore), di ricerca e valorizzazione delle opere prodotte (mancano Musei, Enti promotori), di appassionati e cultori della materia (mancano collezionisti, critici, storici), di esperti del mercato tali da definire il valore delle opere e le quotazioni dell’artefice (mancano le Gallerie). È chiaro che le troppe carenze rendono questo sistema fragile e spesso facilmente strumentalizzabile, per motivazioni politiche e di sfruttamento, all’interno del sistema del design italiano che ha sempre più difficoltà a collocarsi nel mercato globale. Noi cercheremo di evidenziare queste dinamicità sottolineando ciò che fa bene e ciò che invece danneggia “l’eccellenza” di questa realtà artistica e produttiva, unica garanzia per lo sviluppo e il successo delle nostre arti applicate nel mondo.

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Jean Beaumont,
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decorazione per il v
 aso Aubert 25
 - 1930. Tempera. D 
 im: 70 cm x 50 cm.


Simona Cesana

Sèvres 1920-2008. La conquista della modernità Al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, dal 21 marzo al 7 giugno, un’esposizione speciale dedicata alla prestigiosa manifattura di Sèvres.

Henri Rapin
, “Vaso Rapin 12”
 - 1925. Decoro da Jean Beaumont - 1925. Maiolica stannifera. Dim: 
 h. 78 cm
.

Un’importante mostra come quella delle Ceramiche di Sèvres, che vanno dall’Art Déco alla produzione attuale, rappresenta un inizio di grande impegno per il MIC in questo anno 2009, malgrado le difficoltà dovute alla recente crisi. Una mostra attuale, che aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza di una realtà artistica ed imprenditoriale che grazie alla curiosità e alla passione per i nuovi linguaggi dell’arte, che hanno costantemente accompagnato la sua storia, è da secoli un vanto per la Francia. Per la prima volta il XX secolo, interpretato dalle porcellane di Sèvres, esce dalla Francia per mostrarsi al grande pubblico con inedite proposte. Le oltre cento opere in mostra – alcune accompagnate dai disegni originali – rappresentano artisti di fama internazionale provenienti da ogni paese del mondo e che hanno trovato ospitalità presso gli atelier di Sèvres, lavorando fianco a fianco con i maestri artigiani. L’esposizione propone anche alcuni pezzi unici esposti per la prima volta a Faenza, che sono il frutto dello stretto rapporto che a Sèvres, in una sorta di sfida artistica, ha visto dialogare la sapienza tecnica e scientifica dei maestri fornaciai con gli intenti creativi degli artisti. Dunque un evento di assoluto rilievo nel panorama delle iniziative 2009, grazie al quale è possibile ammirare opere di grande sensualità come “La bocca” di Bertand Lavier o l’ “Odore di Fem-

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mina di Sèvres” di Johan Creten. O ancora, l’innovativa installazione di settanta rose di porcellana profumate prodotte dalla Manifattura per celebrare i suoi duecentocinquanta anni di vita nell’attuale sede. Tra le tante opere e artisti rappresentati spiccano i vasi coloratissimi di Jean Beaumont del 1930, i decori liberty dei vasi di Ruhlman e di Rapin del 1925/30, i candelabri di Pré del 1950. Tra gli artisti moderni e contemporanei, Jean Arp è presente con un’opera del 1966, un vaso nero e oro, dalle forme dinamicamente sinuose; di

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Calder si possono ammirare alcuni piatti con dinamici intrecci di dischi colorati collocati in modo da trasmettere un “continuo movimento”; di Ettore Sottsass (architetto e designer recentemente scomparso, che per anni ha collaborato con la manifattura di Sèvres) sono in mostra alcuni oggetti progettati negli anni Novanta, piccoli monumenti alla ritualità quotidiana; in mostra anche i vasi sezionati di Arman del 1987/2005 e le sculture antropomorfe di Louis Borgeois e di Hyber. Poi ancora Jaques-Emile Ruhlmon,

Maurice Pré,
 Lampada
 - 1950.
 Dim: h. 53 cm.

Arman, “
Interactive Tryptique”.Vaso
 creato nel 1987
. Prodotto nel 2005. Dim: h 
 . 37 cm.


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Robert Couturier, Serge Poliakoff, Pierre Alechinsky, Gabrielle Wambaugh. Una mostra importante, nei contenuti e nella forma, un esempio di come tradizione e modernità possono interagire fondendosi e di come innovazione e qualità rappresentino una formula capace di resistere al tempo, alla moda, alla crisi di mercato. Una mostra che sicuramente darà un impulso e un nuovo slancio a tutta la nostra grande tradizione, mettendo in evidenza l’apporto creativo di diversi autori ma anche di diverse discipline (dall’arte all’arte applicata fino al design) all’arte della ceramica.

Yayoi Kusama
, “Golden Spirit”
 - 2006. D 
 im: h. 40 cm.

Ettore Sottsass,
 “Vaso Salomé
“ - 1994 con vetro di Murano. Dim: h 
 . 62 cm, Ø 40 cm
.

Alexandre Calder, “
 Piano per guéridon”
 - 1970. Dim:72.5 cm x 54.5 cm, prototipo.

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Fabrice Hyber, “L’Homme de Bessines” -
 2007. h. 87 cm (più lo zoccolo).

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Ugo La Pietra

Il Mobile Significante Il concorso annuale promosso dalla Fondazione Aldo Morelato all’interno dell’attività dell’Osservatorio sulle Arti Applicate nel Mobile.

Dopo cinque anni di attività è possibile formulare un bilancio delle iniziative e delle attività dell’Osservatorio come strumento operativo all’interno della Fondazione Aldo Morelato. L’impegno dell’Osservatorio è stato soprattutto nella ricerca di un’attività culturale significativa all’interno del territorio di produzione del mobile della Bassa Veronese, relazionandola alla più vasta realtà internazionale. Aprendo il dibattito culturale che da troppi anni ristagna e cercando di individuare percorsi operativi, l’Osservatorio ha assolto ad uno dei suoi primi impegni programmatici: “formulare progetti culturali capaci di interrogarsi sugli scenari che si aprono nel prossimo futuro”. Quindi, attraverso il Concorso Internazionale “Il Mobile Significante”, l’Osservatorio ha formulato diverse tematiche progettuali e ha coinvolto centinaia di progettisti, raggiungendo così un secondo obiettivo del proprio programma e cioè “formulare

Fabio Novembre, “Spicchi di Memoria”. Opera progettata per il Museo delle Arti Applicate del Mobile della Fondazione Morelato.

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ipotesi progettuali per lo sviluppo e valorizzazione della lavorazione del mobile d’arte”. In questo senso si deve collocare l’iniziativa “Giornate Internazionali di Studio” che ha visto la Villa Dionisi (sede della Fondazione) ospitare studiosi e addetti intorno agli argomenti proposti ogni anno dal comitato scientifico. Così sono stati affrontati temi come “Il mobile significante” nel 2004, “L’oggetto d’arredo per le strutture alberghiere” nel 2005, “L’oggetto d’arredo nei luoghi dell’attesa” nel 2006, “Gli elementi d’arredo per i luoghi della lettura” nel 2007 e “Gli oggetti d’arredo e la strumentazione telematica” nel 2008, grazie alla partecipazione di diversi gruppi di studiosi ed esperti a cui vanno aggiunti più di seicento progetti relativi al Concorso Internaziona-

le indetto dalla Fondazione sulle sopra citate tematiche. Per questa attività, nell’ultima edizione del giugno 2008, sono stati coinvolti Silvana Annicchiarico, Maurizio Duranti, Ettore Mocchetti, Alberto Maria Prina, Luciano Crespi (oltre a Giorgio Morelato – presidente - e a Ugo La Pietra - direttore artistico della Fondazione). I relatori sono stati dapprima impegnati nella valutazione dei progetti partecipanti al Concorso Internazionale “Gli oggetti d’arredo e la strumentazione telematica” e quindi protagonisti di un simposio incentrato su alcune tematiche fondamentali come: “Le arti applicate oggi in Italia”, “Dal made in Italy al Genius Loci”, “Il mobile di tradizione e la globalizzazione”, per finire con il tema del concorso e cioè “Gli oggetti d’arre-

A sinistra: Fabio Novembre, “Spicchi di Memoria”. Sotto: La giuria del concorso 2008 mentre valuta i progetti pervenuti.

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do e la strumentazione telematica”. Anche per il 2009 la Fondazione annuncia un intenso programma di attività: dalla VI edizione del premio dedicato a “I luoghi del riposo nell’ambiente domestico” presentato in gennaio alla Triennale di Milano, alle nuove acquisizioni per il Museo MAAM (Museo sulle Arti Applicate nel Mobile della Fondazione Aldo Morelato) con l’opera progettata da Aldo Cibic, fino alle Giornate di Studio che si svolgeranno come ogni anni in giugno e la premiazione del Concorso in settembre in concomitanza con Abitare il Tempo a Verona. Per maggiori informazioni sull’attività della Fondazione e per scaricare il bando di concorso si può consultare il sito www.fondazionealdomorelato.org

Ettore Soffientini, “Moresco”, Vincitore del concorso “Gli oggetti d’arredo e la strumentazione telematica”. “Moresco” è caratterizzato da superfici traforate che uniscono alla decorazione la funzione di passaggio dei cavi, di luci e di suoni. Il prototipo é realizzato da Morelato.

sotto: Vista di una sala del Museo MAAM della Fondazione Aldo Morelato.

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Claudio Salocchi, “Con privilegi, per tutti”, Premio Isituto Regionale Ville Venete (ex-aequo) concorso “Gli oggetti d’arredo e la strumentazione telematica”.

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Marco Ferreri, “QuarantaCinqueGradi”, Premio Isituto Regionale Ville Venete (ex-aequo) concorso “Gli oggetti d’arredo e la strumentazione telematica”.

Antonio Di Mino, “Desktop”. Primo Premio ex-equo del concorso “Il Mobile Significante” 2008.


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24 Giorgio Laveri, “Tuba� -

2008. Ceramica smaltata, platino a terzo fuoco, cm.78. Collezione privata, Savona.


Riccardo Zelatore

Savona ’900. Un secolo di pittura scultura ceramica Ideata come documentazione del panorama artistico nel comprensorio savonese del ventesimo secolo, la mostra ha presentato i movimenti e le avanguardie più significativi.

Si è conclusa il 15 febbraio 2009 la mostra “Savona ‘900”, curata da Germano Beringheli e Riccardo Zelatore e organizzata dalla Fondazione De Ferrari di Genova e dal Comune e Assessorato alla Cultura di Savona con un catalogo edito da De Ferrari Editore. Il percorso espositivo, allestito nelle suggestive sale del Palazzo del Commissario presso la Fortezza Monumentale del Priamar, con quadri, sculture e ceramiche, si è soffermato sulle esperienze espressive del nostro secolo: dalla figurazione novecentista al Secondo Futurismo, dal Nucleare allo Spazialismo, dall’Informale alle suggestioni poveriste e al Concettualismo degli anni Sessanta e Settanta per concludere trapassando le esperienze degli anni Ottanta e Novanta, con gli ultimi sviluppi dell’arte savonese. In mostra oltre cento opere: da Martini a Tullio d’Albisola, da Farfa a Fontana, da Fabbri a Rossello, da Scanavino a Mondino e Nangeroni, da Sabatelli a Bruzzone e Antibo. Ordinare una mostra sull’arte savonese del ventesimo secolo ha implicato inevitabilmente la riflessione su quali possano essere i criteri di scelta, data la grande diversità Farfa (Vittorio Tommasini), “Unghie come denti di balena” - 1925. Cartopittura su cartone, cm.81 x 60. Courtesy Galleria Narciso, Torino

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di posizioni all’interno dei differenti linguaggi e considerati gli sviluppi delle molteplici suggestioni dominanti nei tempi che dovrebbero essere riassunti nell’arco di una stagione lunghissima, il cui computo tiene necessariamente conto di quanto ha caratterizzato la scena artistica italiana e internazionale del XX secolo e ha influenzato, proprio attraverso presenze dirette, l’atmosfera culturale savonese. Si tenga presente, vagliando l’operazione consona alle necessità spaziali e alla leggibilità delle opere esposte, che nel Novecento le tendenze hanno contemplato proposizioni che scorrono quantomeno dal Cubismo al Concettuale trapassando Espressionismo, Futurismo e Informale. Gli artisti da scegliere, pertanto, sono stati di eterogenea espressione, spesso in sintonia con l’eclettismo prodotto da varie maniere e da disparate prospettive; alcuni, infatti, provengono da studi complessi e articolati e per altri la consistenza dell’operare è permeata di convenzioni sensibili abbastanza comuni. Conseguentemente sono state cospicue anche le rinunce tra le tante figure che pure hanno operato con esiti giudicati apprezzabili dalla critica, o almeno da una parte di essa. Chi ha impostato la struttura scientifica di questa rassegna e chi firma queste istruzioni per l’uso ha trovato irrinunciabile estendere uno sguardo a tutto campo cercando di documentare le situazioni stimate oggettivamente rilevanti per cui è risultato impossibile includere tutti i meritevoli di interesse. Tuttavia, pur sempre con taglio soggettivo, si sono inserite preferenze non direttamente indigene ma indispensabili ai fini delle corrispondenze tra spazio, tempo e presenze. Si è considerata, inoltre, la circostanza, del tutto locale, dei transiti di tanti operatori fra generi diversi. Non si potrà trascurare, certo, per quanto attiene la provincia savonese, la specifica storica presenza di Albi-

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Aligi Sassu, “Cavallo” - 1960.Terracotta maiolicata a lustri, cm.43x19x26. Collezione privata, Nervi (GE).

Arturo Martini, “Il sonno” - 1987. Bronzo (edito per il centenario), cm.80x220. Collezione privata, Savona.


Franco Garelli, “Figura� - 1959. Bronzo, cm.107x40x26. Collezione Galleria Martini&Ronchetti, Genova.

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sola, il centro che ha favorito nei secoli la vastissima gamma dei prodotti ottenuti modellando e colorando l’argilla, i passaggi dalla pittura e dalla scultura alla ceramica e che è stato, in Liguria, il luogo di maggior attenzione del secondo futurismo. Questa mostra non è una rassegna di riepilogo storico dove si insegue necessariamente la completezza della ricerca. I suoi curatori, perciò, sanno bene che omissioni o esclusioni possono innescare ulteriori riflessioni offerte da un canovaccio a maglie aperte che può certamente stimolare altre e nuove opportunità organizzative del materiale inventariato.Pertanto si è rifiutata la rigida successione cronologica e anedottica cercando piuttosto di suggerire, nel loro sviluppo, alcune direzioni di linguaggio e di poetica che sono state supposte e raccolte in otto sezioni. La collocazione, in esse, degli artisti non vuole disfare o creare gruppi nuovi, diversi da quelli tradizionalmente espressi, bensì aspira ad assecondare piani

Tullio Mazzotti, “La quindicenne” - 1929. Terracotta maiolicata a lustri, cm.16x17x21. Collezione privata, Savona.

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AsgerJorn, “Persönlickeit”- 1954. Olio su tela, cm.98x95x6. Collezione privata, courtesy Lagorio Arte Contemporanea, Brescia.


di lettura intersecati agli sviluppi cronologici. Di fronte all’imponente vaglio di questioni aperte dall’assetto disponibile – pressoché stabilito da connessioni locali piuttosto che dall’effettivo corrispondere ai molti aspetti artistici, nazionali e internazionali, del XX secolo – non è facile ristabilire storicamente la completezza di una realtà il cui rispetto appare necessario, in sostanza, per comprendere l’argomento complesso dei contributi savonesi ai fondamenti concettuali e teoretici dell’arte moderna. Pittura, scultura, ceramica giustificano – come si documenta, in questa mostra, pur sommariamente e, soprattutto, attraverso le opere raccolte indicative di un momento di quella immagine di realtà che è stata l’espressione totale d’ogni artista – un rapido abbozzo alle vie percorse per cento anni dal sovrapporsi di generazioni che, conseguenti l’una all’altra, hanno prodotto la loro visione del mondo contemporaneo.

Aldo Mondino, “Yale”- anni ‘70. Olio su tela e acrilico, cm.180x140. Collezione privata, Savona.

Attilio Antibo, “La coda dell’occhio” - 2008. Assemblaggio materiali vari su tavola,29 cm.82x82. Collezione dell’autore, Savona.


Equipe MAV, Museo dell’Artigianato Valdostano

Un nuovo Museo per l’artigianato della Valle d’Aosta È stato inaugurato sabato 24 gennaio 2009, a Fénis, in Valle d’Aosta, il MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione. Il MAV ha aperto ufficialmente le sue porte al grande pubblico presentandosi ad appassionati, curiosi e visitatori come un luogo di riflessione e di confronto dove immergersi in un patrimonio materiale ed immateriale unico, dove poter scoprire o riscoprire un fare artigianale specchio di una cultura dalle radici profonde. Il Museo invita a lasciarsi guidare dagli oggetti, dalla materia e dalla gestualità in un susseguirsi di emozioni che abbraccia una tradizione senza tempo, che guarda ed interroga il futuro. Un Museo che trova nel suo richiamo costante al territorio la sua identità, l’identità di una collettività che rivede in quei precisi materiali, nelle tecniche di lavorazione e nelle linee così semplici e funzionali i tratti caratteristici ed i valori di una comunità. Ma il MAV non è un tuffo nostalgico in un passato sofferto o rimpianto; il Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione è un progetto culturale dinamico dove la conservazione e la valorizzazione delle produzioni artigianali sono solo un punto di partenza, dove la memoria è in movimento. Un polo culturale che intende fornire risposte ai tanti dibattiti e quesiti relativi al mondo artigianale, un punto di riferimento dove la sperimentazione incrocia la riflessione in un proficuo confronto, un polo culturale che intende proporre e provocare, fornire spunti

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Leopoldo Armand, “Maschera” - 1959. Saint-Nicolas, Corteccia di larice. Dim: h.57 cm X 40 cm X12 cm. Collezione IVAT - 26071 (Inv. 427)


Agostino Grato Maquignaz, “Diavolo”. Valtournenche, Legno di acero. Dim: h. 48.5 cm X 24 cm X 16.5 cm. Collezione IVAT - 25979 (Inv. 341)

da raccogliere in piena libertà, e a diversi livelli. L’utente valdostano ritrova negli oggetti esposti il suo vissuto, la sua esperienza giovanile inserita in una società di stampo pastorale; l’artigiano apprezza le diverse tecniche di lavorazione dei manufatti, dalla vannerie alla tornitura, dall’intaglio decorativo alla forgiatura. L’appassionato di artigianato, il collezionista o l’affezionato frequentatore della fiera di Sant’Orso, ha un’ampia gamma di linee, forme, stili da ammirare. Infine, il turista estraneo alla realtà valdostana si ritrova immerso in un mondo nuovo, tutto da conoscere. Dall’emozione alla tecnica, dal fascino estetico alla rappresentazione di una cultura: il MAV è un condensato di messaggi, i quali sono trasmessi senza forzature. La forza dell’esposizione risiede infatti nei Collezione del Museo, 2008.

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suoi protagonisti, gli oggetti stessi, inseriti in un allestimento moderno ed atemporale che nella sua “neutralità” di colori e di spazi conferisce ad ogni singolo manufatto una grande carica espressiva. Le luci puntuali, gli oggetti posizionati con estrema semplicità, uno accanto all’altro, l’assenza di vetri fa sì che il visitatore si senta davvero a stretto contatto con il patrimonio esposto, vivendo appieno l’emozione del ritrovo o il fascino della storia. Le forme stesse rispondono a esigenze precise: nell’interno domestico, per esempio, sono esposti i ferri da stiro, del XVIII-XIX secolo, le cui impugnature si adattano alla mano femminile, in un’ottica ergonomica tipica dei giorni nostri. E ancora, le barbiere da viaggio, piccoli tesori funzionali con i loro scomparti invisibili, lo specchio coperto da uno sportello riccamente intagliato; oppure la serie di mortai in pietra, con lamine luccicanti di mica, così robusti e allo stesso tempo così

Tobie Deval, “Portatabacco da tavolo” - 1995, Brissogne. Legno e corteccia di betulla. Dim: h.14.5 cm X 12.5 cm. Collezione IVAT - 26103 (Inv. N.A. 502)

eleganti, alleggeriti dalle forme delle colonne utili alla presa. Sono tutti esempi di come, nell’artigianato di tradizione, la ricerca ottimale per espletare la funzione d’uso si fonda con la ricerca estetica. Le linee e le decorazioni ad intaglio di un collare per capra o di uno sgabello di mungitura non ostacolano in alcun modo il loro utilizzo. Pur di una bellezza unica, rimangono oggetti d’uso di fattura – relativamente – semplice. Andando oltre, si incontrano gli stessi oggetti e il mondo a loro legato nelle rappresentazioni scultoree, vere memorie su legno. Manufatti impreziositi, scelta delle essenze lignee, forme “studiate” senza apparire tali: questo il materiale di riflessione fornito dal MAV, in uno spirito di conservazione che però vuole dare il suo contributo

“Culla” fine XIX – inizio XX secolo. Legno di cirmolo. Dim: h.54 cm X 30 cm X 83 cm. Collezione IVAT - 25802 (Inv. 102)

Pag. precedente: Veduta esterna del MAV - Museo dell’Artigianato Valdostano.

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ad un settore in cerca di innovazione ed eccellenza. Un settore, quello dell’artigianato, che non può prescindere dalla profonda ammirazione e rispetto per quelle mani che hanno generato e trasmesso tradizione ma che, stretto nella folle logica del mercato globale, si ritrova a cercare nuove vie. Una ricerca qualitativa che parta da salde radici, secolari linee e forme semplici pare essere l’unica soluzione; un’evoluzione che trae la sua origine e la sua ragione d’essere da una cultura ed una passione senza tempo. Il MAV è anche questo, tra innovazione e tradizione, tra antichi savoir-faire e piacere estetico: un patrimonio culturale di tutti e per tutti.

Ivano Laurent (1921 – 1997), “Donna”. Legno e corteccia di betulla. Dim: h.70 cm X 36 cm X 20 cm. Collezione IVAT - 25945 (Inv. 307)

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Armando Laurent, “Paletta per scremare con impugnatura antropomorfa” XX secolo, Gaby. Legno di acero. Dim: h. 16 cm X 29.5 cm X 38 cm. Collezione IVAT - 25950 (Inv. 312).

Sotto: veduta interna del MAV - Museo dell’Artigianato Valdostano.

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Gabriele De Vecchi Photo Leo Torri

Specchi Una riflessione di Gabriele De Vecchi scritta in occasione della recente mostra dei suoi argenti presentata da Silvana Annicchiarico presso il Triennale Design cafĂŠ nel mese di febbraio.

Domestic Landscape 37


Exagon, candeliere, 1962.

Honia, Lampada, 1970.

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Produrre beni d’uso non è più un compito dei mestieri artigiani, ma il pensiero artigiano è ancora attivo e si è convertito alla produzione di beni comunicativi. Il nuovo ruolo ha richiesto ai mestieri un approccio progettuale rivolto a rintracciare e sperimentare possibili logiche di relazione tra i materiali e il pubblico. L’attenzione si focalizza sulla pelle dei materiali, incline a sollecitare e soddisfare la mobile e molteplice aspettativa dei sensi più di quanto possa fare una forma. È questa metamorfosi che narrano i miei oggetti in argento, un materiale storicamente usato per realizzare forme. Le tecniche costruttive ancora oggi ripetono gli atti dello scultore, ma l’azione del plasmare la superficie dell’oggetto rivela progressivamente, sotto al biancore dell’ossido, lo specchio. L’argento è specchio per vocazione naturale:


Moulin, Caraffa, 2001.

Invaso, Vaso, 1995.

la sua molecola è riflettente e ogni finitura che non sia lucente necessita di interventi artificiali di carattere fisico o chimico relativamente effimeri. Nell’oggetto specchio ciò che sente la mano non corrisponde a ciò che vede l’occhio. Nel contrasto simultaneo tra forma reale e immagine virtuale operano l’ambiguità poietica e l’energia cinetica in cui sta la chiave per la costruzione di un possibile rapporto dialogico, di relazione e scambio, tra artefatto e spettatore. Il progetto di ogni oggetto mira a far giocare i sensi con lo specchio, sperimentando la varietà dei fenomeni: di trasmissione del raggio luminoso, di riduzione a unità dello spazio reale con quello riflesso, di moltiplicazione delle immagini reali e virtuali, di trasformazioni anamorfiche delle immagini e del loro cangiare a velocità angolare. Preferisco chiamare specchi e non oggetti i miei artefatti perché non perseguo innovazione morfologica o tipologica. Forma e tipologia conseguono alla possibilità di produrre e comunicare immagini imprevedibili in continua variazione, determinate dal rapporto d’interazione tra oggetto e osservatore in movimento. Crac, Vaso, 2006.

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Progetto RE.T.I.C.A.

Rete Territoriale per l’Innovazione della Creatività Applicata “Giovani idee cambiano il futuro” RE.T.I.C.A., Rete Territoriale per l’Innovazione della Creatività Applicata è un progetto co-finanziato da Regione Lombardia nell’ambito delle Politiche Giovanili. Scopo di RE.T.I.C.A. è avvicinare i giovani alle risorse, alle tradizioni e alle bellezze artistiche e culturali del territorio lombardo. Gli utenti conosceranno più da vicino alcuni dei mestieri d’arte tipici della nostra Regione tramite i laboratori d’orientamento, che permetteranno alla loro immaginazione di svilupparsi e

Partner

di applicarsi alle risorse del territorio, consentendo loro di trasformare il “tempo libero” in “tempo utile” entrando in contatto con la parte più creativa e produttiva di sé. Il progetto si svolgerà nell’arco temporale di sedici mesi: da Febbraio 2009 a Maggio 2010. Il logo di RE.T.I.C.A. è stato creato e gentilmente offerto da La Scuola di Emanuele Pirella. È prevista a breve l’apertura di un sito internet dedicato a tutte le attività del progetto, attualmente in fase di costruzione.

Capofila di RE.T.I.C.A è l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Responsabile del progetto è la professoressa Cristina Castelli, Professore Ordinario di Psicologia del ciclo di vita presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica, Direttore del CROSS (Centro Ricerca Orientamento Sviluppo Scolastico-professionale), Direttore Scientifico del Master Universitario in “Relazioni d’aiuto in contesti di vulnerabilità, povertà e post-emergenze nazionali ed internazionali” e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Cologni. Diego Boerchi è il ricercatore incaricato di seguire lo svolgimento del progetto. I Partner di RE.T.I.C.A sono: Università Cattolica del Sacro Cuore (capofila) Associazione Campocarlo / CELIT – Centro Lavoro Integrato nel Territorio / Comune di Erba / Comune di Olgiate Comasco / Comune di Varzi / Comune di S. Pellegrino Terme / Comune di Pietra De’ Giorgi / Comune di Oltre il Colle / Comunità Montana Lario Intelvese / Comunità Montana Valle Imagna / Comunità Montana Valli del Luinese / Fondazione Antonio Ratti / Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte / Fondazione Minoprio / Parrocchia di San Lorenzo Maggiore (Milano) / Scuola d’Arte Applicata “Andrea Fantoni” (Bergamo) / Unione Artigiani e Piccola Impresa di Bergamo e Provincia Soggetti in delega: Piccolo Teatro / Scuola Orafa Ambrosiana / Spazio Nibe

Sponsor

Richard Ginori sostiene il Progetto RE.T.I.C.A. La Richard Ginori, prestigiosa manifattura toscana, storicamente presente anche sul territorio lombardo, riconosce l’importanza di avvicinare i giovani ai mestieri d’arte, risvegliando in loro la consapevolezza per il “bello ben fatto” che da sempre contraddistingue la miglior produzione italiana.

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Artigianato tra arte e design. Lo storico magazine, dedicato all’eccellenza nelle arti applicate e diretto da Ugo La Pietra, appoggia il Progetto RE.T.I.C.A. e sostiene la sua importante funzione di orientamento dei giovani verso i mestieri d’arte, che coniugano perfettamente tradizione e innovazione. www.artigianatotraarteedesign.it


Il Progetto RE.T.I.C.A. si compone di una serie di azioni molto articolate, che vanno dagli incontri di orientamento alla costituzione di un Centro di Documentazione sui Mestieri d’Arte, dall’apertura di speciali Spazi Creatività nel territorio dei Comuni a tre cicli di cineforum, dagli incontri con gli artigiani ai laboratori di orientamento, dalle attività a distanza su piattaforma Second Life a una serie di eventi espositivi. Il CROSS, Centro Ricerca Orientamento Sviluppo Scolastico-professionale dell’Università Cattolica, in collaborazione con il CELIT, Centro Lavoro Integrato nel Territorio, organizzerà un centinaio di incontri presso Scuole, Istituti, Centri di Aggregazione, Oratori e Comunità al fine di presentare ai giovani in maniera nuova e culturalmente stimolante il mondo dei mestieri d’arte, e di introdurre loro le numerose opportunità offerte da RE.T.I.C.A. Una speciale pubblicazione introduttiva al mondo dell’artigianato d’eccellenza sarà messa a disposizione degli utenti. Dagli incontri di orientamento dovrebbe nascere nei giovani l’esigenza e la curiosità di approfondire la loro conoscenza del territorio e dei mestieri d’arte a esso connessi, avvicinandosi alle diverse iniziative proposte dal Progetto. La Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte sta costituendo un Centro di Documentazione sui Mestieri d’Arte presso la Città dei Mestieri di Milano, all’interno dell’importante polo di formazione e orientamento della Provincia di Milano (Via Soderini, 24). Il Centro di Documentazione comprende una selezione di volumi dedicati all’artigianato artistico d’eccellenza, e alle diverse professioni d’arte a esso legate: dalla moda alla lavorazione dei metalli, dal tessile al vetro, dal legno al design alla fotografia, il Centro offre la possibilità di avvicinarsi al mondo dei mestieri d’arte sia da un punto di vista teorico (con saggi, trattazioni storiche e volumi di critica) sia pratico (con monografie dedicate ai maestri, pubblicazioni sulle professioni, materiale didattico e di divulgazione). All’allestimento del Centro di Documentazione collaborano tutti i Partner del progetto, nonché Associazioni di Categoria ed enti come la Camera Nazionale della Moda Italiana e la Triennale di Milano, che generosamente hanno donato volumi e pubblicazioni specifiche. La Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte organizzerà venti incontri con artigiani, maestri d’arte, designer e professionisti che si svolgeranno sia presso sedi istituzionali (come l’Università Cattolica) sia presso atelier, laboratori, musei e sedi dei Partner del progetto RE.T.I.C.A. Gli incontri includeranno lezioni, visite guidate, tavole rotonde e presentazioni. Il calendario è ancora in fase di definizione, ma indicativamente i primi incontri dovrebbero svolgersi nei seguenti periodi:

Le Azioni

Gli Incontri d’Orientamento Contatto per informazioni: Miriam Magnoni

miriam.magnoni@unicatt.it

Centro di Documentazione Contatto per informazioni: Alberto Cavalli

alberto.cavalli@fondazionecologni.it

Incontri con il mondo dei Mestieri d’Arte Contatto per informazioni: Alessandra de Nitto

alessandra.denitto@fondazionecologni.it

Metà Aprile (data da definirsi): Città dei Mestieri di Milano: incontro di presentazione del Centro di Documentazione Metà Maggio (data da definirsi): Fondazione Ratti e Museo della Seta di Como: lezione / visita guidata Entro il 10 Giugno (data da definirsi): Piccolo Teatro di Milano: lezione / incontro sui mestieri della Commedia dell’Arte Entro fine Giugno (data da definirsi): Triennale di Milano: incontro / visita guidata al Museo del Design e Studio Museo Achille Castiglioni Il calendario completo degli eventi sarà presto consultabile sul sito di RE.T.I.C.A.

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Laboratori di Orientamento Il progetto prevede l’attivazione di cicli di laboratori dedicati ai mestieri d’arte.

Fondazione Antonio Ratti Contatto per informazioni:

Francina Chiara

francinachiara@fondazioneratti.org

“Operatore nel comparto tessile” Si tratta di un corso-laboratorio multimediale sulla storia del tessuto, all’interno del Museo Studio del Tessuto della Fondazione. Saranno fornite nozioni sulle strutture tessili e tecniche di stampa con connessioni al mondo della moda. Sono previste visite ad aziende/laboratori tessili. Sede: Fondazione Antonio Ratti / Museo Studio del Tessuto, Lungo Lario Trento, 9 – 22100 Como. Organizzazione e tempistica: 2 cicli per ogni fascia d’età, incontri da Marzo a Novembre 2009. Primo ciclo per la fascia 14-18 anni: 20 ore totali, il 30 e il 31 Marzo, 6 e 7 Aprile. Primo ciclo per la fascia 19-30 anni: 30 ore totali con frequenza settimanale, date comprese tra metà Aprile e la penultima settimana di Giugno. Utenti ammessi: 8/25.

Piccolo Teatro di Milano Contatto per informazioni:

Lanfranco Licauli

LicauliL@piccoloteatro.it

“I Mestieri della Commedia dell’Arte”, “Le Maschere nel Mondo del Teatro”, “Animatore di feste per bambini”, “Formatore per Laboratori nelle Scuole” I mestieri d’arte legati al teatro esercitano un grande fascino sui giovani, e offrono numerose possibilità di occupazione e sviluppo. I quattro laboratori in progetto ruoteranno attorno alla Commedia dell’Arte. Si rivolgeranno a giovani, giovani attori, professionisti, operatori socio-culturali e insegnanti. Sede: Teatro Giorgio Strehler, Largo Greppi – Milano. Organizzazione e tempistica: per ogni laboratorio (in tutto 4), un ciclo per la fascia d’età 14-18 anni e uno per i 19-30 anni, tra Aprile 2009 e Marzo 2010. Incontri settimanali della durata di 2/3 ore. I Mestieri della Commedia dell’arte 14-18: dal 14 Aprile al 26 Maggio 19-30: dal 14 Aprile al 9 Giugno Le Maschere nel Mondo del Teatro 14-18: dal 20 Aprile al 3 Giugno 19-30: dal 20 Aprile al 16 Giugno Animatore di feste per bambini 14-18: dal 6 Ottobre al 10 Novembre 19-30: dal 6 Ottobre al 17 Novembre Formatore per Laboratori nelle Scuole 14-18: dal 19 Gennaio al 23 Febbraio 2010 19-30: dal 19 Gennaio al 2 Marzo 2010 Utenti ammessi: 5/15

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“Attore di Babele” Prevede un laboratorio continuo di formazione teatrale e musicale, con la successiva realizzazione di un teatro viaggiante trainato da cavalli, che porterà nel basso Oltrepò Pavese lo spettacolo nato dal lavoro laboratoriale. Sede: Associazione Culturale CampoCarlo, Casa Praglasso, 4 – 27057 Varzi (PV).

Associazione CampoCarlo Contatto per informazioni: Celestino Russo

info@campocarlo.it

Organizzazione e tempistica: 23 incontri di 3 ore ciascuno con cadenza settimanale, dalla terza settimana di Aprile fino a fine Novembre 2009. Possibile tournée teatrale da inizio Aprile a fine Giugno 2010. Utenti ammessi: 21, di cui: 8 (14-18 anni), 7 (19-25 anni), 6 (25-30 anni).

“Mi basta lavorare! Davvero?” Finalità di questo laboratorio è aiutare i giovani che entrano nel mondo del lavoro a prendere coscienza delle questioni etiche connesse alle scelte che dovranno affrontare. Sede: Centrogiovane alle Colonne, corso di Porta Ticinese, 45 – Milano.

Centrogiovane alle colonne - Parrocchia di San Lorenzo Maggiore Contatto per informazioni: Don Andrea Ciucci

info@centrogiovane.org

Organizzazione e tempistica: 2 cicli, autunno 2009 e febbraio/marzo 2010, con durata di cinque settimane ciascuno. Utenti ammessi: 10/40, dai 19 ai 30 anni.

“Modellista in cera per Oreficeria” Il laboratorio insegnerà a preparare prototipi in cera speciale, che con una successiva operazione di fusione a cera persa consentono di ottenere modelli definitivi in metallo prezioso. Sede: Scuola Orafa Ambrosiana, via Savona, 20 – Milano.

Scuola Orafa Ambrosiana Contatto per informazioni: Luca Solari

info@scuolaorafaambrosiana.com

Organizzazione e tempistica: 3 cicli, ognuno di 30 ore distribuite in 10 incontri: due lezioni a settimana di 3 ore ciascuna. Primo ciclo: 20, 22, 27 e 29 Aprile, 4, 6, 11, 13, 18 e 20 Maggio. Utenti ammessi: 3/6 (2 dai 14 ai 18 anni; 2 dai 19 ai 25 anni; 2 dai 26 ai 30 anni).

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Fondazione Minoprio Contatto per informazioni:

Giancarlo Introzzi

g.introzzi@fondazioneminoprio.it

“L’Artista dei Fiori - Flower Designer”. Nell’ambito di questo laboratorio sarà studiato l’uso opportuno del fiore nel contesto di ambientazioni, eventi, feste, sfilate di moda, con un’attenzione costante alla scelta del materiale naturale in accordo con le caratteristiche e la storia dei territori. “Il Giardiniere Creativo-Garden Designer” Workshop ideato per far conoscere agli utenti il mondo botanico e l’arte di trasformare l’ambiente, con tecnica e fantasia. Sede: Fondazione Minoprio, viale Raimondi, 54 – 22070 Vertemate con Minoprio (CO). Organizzazione e tempistica: 2 cicli da 15 ore l’uno per ciascun laboratorio, da fine Aprile a metà Ottobre. L’artista dei Fiori – primo ciclo: 17 e 24 Giugno, 1, 8 e 15 Luglio. Incontri di tre ore a cadenza settimanale. Il Giardiniere Creativo – primo ciclo: 28 Aprile, 6, 8 e 13 Maggio. Incontri di tre/quattro ore, due volte a settimana. Utenti ammessi: 12/20, dai 14 ai 30 anni.

Spazio Nibe Contatto per informazioni:

Gabriella Sacchi

info@spazionibe.it

L’architetto-ceramista Gabriella Sacchi proporrà attività di formazione di base e di approfondimento nel campo della lavorazione ceramica. Saranno insegnate le tecniche manuali per la formazione dell’oggetto, per il rivestimento e la decorazione, per la cottura. Verranno offerti elementi di storia e estetica della ceramica. Sede: Laboratorio Scuola Spazio Nibe, via Camillo Hajech, 4 – 20129 Milano. Organizzazione e tempistica: 4 cicli di 15 ore ciascuno, in 5 incontri settimanali di 3 ore ognuno, dal 21 Maggio 2009 al 18 Marzo 2010. Primo ciclo: 21 e 28 Maggio, 4, 11 e 18 Giugno. Utenti ammessi: 5/12, dai 14 ai 30 anni.

Unione Artigiani di Bergamo Contatto per informazioni:

Federica Trombetta

federica.trombetta@artigianibergamo.it

“Le caratteristiche e le difficoltà dell’artigiano” Laboratorio di orientamento e consulenza permanente, spiegherà quali sono le caratteristiche del lavoro artigiano, le difficoltà che si incontrano nell’apertura di un’attività, ma anche le soddisfazioni del lavoro fatto e pensato con le proprie mani e la propria testa. Sede: Unione Artigiani di Bergamo, piazza Matteotti, 11 – Bergamo.

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“Il Restauratore” Il corso permetterà ai partecipanti di comprendere la fondamentale importanza della figura del restauratore nell’ambito della conservazione dei Beni Culturali, non tralasciando di evidenziare le attitudini necessarie a intraprendere questa carriera. “Lo Scultore” I partecipanti saranno guidati alla sperimentazione dei fondamenti della realizzazione di opere plastiche, bassorilievi o strutture a tutto tondo. Il corso permetterà la verifica delle inclinazioni degli utenti attraverso esercitazioni pratiche guidate dai docenti.

Scuola d’arte applicata “Andrea Fantoni” Contatto per informazioni: Agnese Tartari

agnese.tartari@scuolafantoni.it

“Il Pittore” Gli utenti di questo laboratorio potranno apprendere le principali tecniche di realizzazione del disegno e dell’arte pittorica. Le esercitazioni pratiche avranno l’obiettivo di sviluppare la creatività e l’espressività personale e insieme mettere a nudo le specifiche attitudini dei partecipanti. Sede: Scuola d’Arte Applicata “Andrea Fantoni”, via Angelo Maj, 35 – 24121 Bergamo. Organizzazione e tempistica: 1 ciclo per ciascun laboratorio. Ogni corso si compone di 8 incontri di 3 ore (24 ore in tutto), due volte alla settimana. Periodo: da Ottobre 2009 a fine Marzo 2010. Il Restauratore – da inizio a fine Ottobre; Lo Scultore – da fine Gennaio a metà Febbraio 2010; Il Pittore – da inizio a fine Marzo 2010. Utenti ammessi: 10/20, dai 14 ai 25 anni.

“I Mestieri dell’immagine” Il laboratorio vuole stimolare la creatività legata all’immagine, nonché l’uso delle immagini come strumento di conoscenza della realtà circostante e di sé, al contempo orientando i giovani ai mestieri dell’editoria, della moda e del design. “I Mestieri del cibo” Vuole occuparsi della tradizione gastronomica, con attenzione alle materie prime, ma anche al benessere psicofisico delle persone, della percezione dell’immagine corporea nella gestione del proprio rapporto con il cibo. Sede: i laboratori saranno attivati sulla piattaforma virtuale Second Life con continuo tutoraggio a distanza. Organizzazione e tempistica: 4 cicli per ciascun laboratorio. I Mestieri dell’immagine – primo ciclo: 4 settimane, a partire da Settembre 2009 I Mestieri del cibo – primo ciclo: 4 settimane, a partire da Settembre 2009

CRIdee - Centro di Ricerca sulle Dinamiche Evolutive ed Educative dell’Università Cattolica

Contatto per informazioni: Elena Gatti

elena.gatti@unicatt.it

Centro Ricerche e Studi di Psicologia della Comunicazione Contatto per informazioni: Daniela Villani

daniela.villani@unicatt.it

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Spazi-creatività Contatto per informazioni:

Concetta Pugliese

concetta.pugliese@celit.it

Paola Fornaciari

paola.fornaciari@fastwebnet.it

Gli eventi espositivi Contatto per informazioni:

Alberto Cavalli

alberto.cavalli@fondazionecologni.it

Grazie al Progetto, i Comuni e le Comunità Montane partner di RE.T.I.C.A. hanno aperto degli speciali Spazi-Creatività, coordinati dal CELIT, Centro Lavoro Integrato nel Territorio: luoghi di accoglienza, elaborazione e creatività, guidati e organizzati, e strutturati in modo da poter attrarre i giovani e mettere in moto la loro creatività, indirizzata verso una “funzione utile” che possa interagire con la specificità dell’area. Ogni Spazio segue una sua programmazione ed è gestito da un Tutor, la cui formazione è a cura del CROSS, Centro Ricerca Orientamento Sviluppo Scolastico-professionale dell’Università Cattolica e del CELIT, Centro Lavoro Integrato nel Territorio.

Il Progetto RE.T.I.C.A. prevede la realizzazione di tre eventi espositivi, dedicati a giovani artigiani, designer o maestri d’arte, a cura della Fondazione Cologni. Gli eventi saranno distribuiti nel corso dei sedici mesi di durata del progetto, e potranno essere ospitati sia dai Partner presenti sul territorio milanese (come l’Università Cattolica) sia presso le sedi dei diversi Comuni o Enti che fanno parte del Progetto. Lo scopo degli eventi è quello di avvicinare un pubblico quanto più possibile vasto e curioso e far così scoprire in maniera più diretta la creatività dei giovani applicata alle arti e ai mestieri del territorio lombardo: oreficeria, design, scenografia, ceramica… Un evento finale permetterà di fare in punto sugli obiettivi di RE.T.I.C.A. Il calendario degli eventi sarà presto on-line sul sito di RE.T.I.C.A.

Cineforum Contatto per informazioni

Alessandra de Nitto

alessandra.denitto@fondazionecologni.it

Tre cicli di cineforum dedicati ai mestieri d’arte: grande cinema, documentari, audiovisivi formeranno il programma delle proiezioni in calendario durante i sedici mesi di durata del progetto. Ogni proiezione sarà adeguatamente presentata e commentata da esperti. Il calendario dei cicli di cineforum sarà presto on-line sul sito di RE.T.I.C.A.

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Finalità Intercettare e decodificare le richieste e i bisogni dei giovani, raccoglierle e dare efficace risposta in termini di valorizzazione, supporto e promozione Supportare e facilitare la creazione della rete degli attori delle politiche per i giovani, per creare un sistema di conoscenze che favorisca la crescita nel territorio di una “cultura” delle politiche per i giovani, generando una comunità di operatori qualificati, in grado di interagire in senso orizzontale tra loro e verticale con la Regione Rafforzare la dimensione giovanile nelle politiche di settore sottolineandone la specificità rispetto agli interventi complessivi, per aumentarne la visibilità e far crescere, anche a livello di enti locali, l’attenzione per questa dimensione così strategica Favorire la presenza sociale dei giovani sul territorio, per stimolare la curiosità per gli altri, la socievolezza, il desiderio di essere e sentirsi utili, la capacità di formulare progetti anche innovativi e di realizzarli. Dare forza alle loro idee grazie al confronto con altre realtà e all’opportunità di accedere a strumenti e spazi di espressività di alto livello Invertire la tendenza allo spopolamento delle aree montane, mettendo i giovani in grado di riconsiderare le opportunità di lavoro e professionalità offerte dal loro territorio, grazie a una accresciuta consapevolezza del suo valore

Graphicdesign: emanuelezamponi.com

Dotare tutti i comuni e le comunità montane che aderiscono al progetto di momenti e spazi qualificati di opportunità per i giovani, aiutandoli a recuperare una serie di strutture sottoutilizzate o non adeguatamente dotate di competenze e attrezzature funzionali

Creare i presupposti per far nascere una generazione sensibile e attenta all’arte e ai mestieri d’arte sia come espressione di sé che come opportunità di impresa e occupazione

Immettere nei territori una forte componente di innovazione, conoscenza e competenza, lasciandoli più ricchi e più forti nell’ affrontare le dinamiche giovanili, anche grazie al rinnovato capitale umano venutosi a creare: tutor, giovani, amministratori, operatori locali

Creare una forma di interazione tra le imprese che, in particolare, possono svolgere una funzione strategica nell’aiutare i giovani a trasformare la loro “passione” in una “professione”

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Alberto Cavalli/ Alessandra De Nitto

Blog&Nuvole Blog&Nuvole, nato da un’idea di Lucia Saetta e Cristina Vannini Parenti, con la collaborazione della Triennale di Milano e della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e con il patrocinio di Confartigianato, è un inedito progetto che ha riunito due delle forme di espressione più innovative del nuovo millennio: il fumetto d’autore e il talento narrativo dei blogger. Blog&Nuvole si è sviluppato in due fasi. Nella prima, partita il 15 settembre 2008 sullo spazio web http://blognuvole.splinder.com, gli scrittori e i blogger hanno potuto scegliere uno dei cinque argomenti intorno ai quali costruire il proprio testo: - La galleria del tempo - scarti temporali, memoria e futuro colti da diversi angoli prospettici; - Allo specchio - la tematica della specularità, dei doppi e delle ombre; - Oggetti anima: oggetti per un’esposizione; - Storie scalene - differenze e squilibri da cui nascono storie, idee e la vita stessa; - Onirica - dimensioni sospese oltre il reale, straniamenti. Il sito di Blog&Nuvole è stato inaugurato da un “manifesto”, ovvero dalle speciali tavole di Carlo Ambrosini, Marco Corona, Gianluca Costantini, Stefano Misesti, Enea Riboldi e Victor Togliani che hanno illustrato rispettivamente gli scritti di Arimane (http://provediseduzione.splinder. com), Miskin (http://miskin.splinder. com), Colfavoredellenebbie (http:// colfavoredellenebbie.splinder.com), Manginobrioches (http://manginobrioches.splinder.com), Dottorcaligari (http://dottorcaligari.altervista.org/) e Usermax (http://usermax.splinder. com), per invitare (e forse ispirare)

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tutti i migliori blogger e tutti i maestri nell’arte del fumetto a prendere parte al concorso. Il blog è stato inoltre costantemente arricchito e movimentato dai contenuti extra offerti da giornalisti, scrittori, editori e artisti. A fine Ottobre sono stati raccolti e selezionati i 35 scritti migliori, tra le decine di elaborati fatti pervenire dai blogger alla Redazione di Blog&Nuvole, per dare l’avvio al secondo step: l’assegnazione dei testi ai fumettisti, maestri della china o giovani e talentuosi fumettisti in erba, che si sono impegnati a trasformare in immagini le storie raccontate. Il progetto è stato inoltre arricchito dalla collaborazione con la Scuola del Fumetto di Milano e Palermo: è stata infatti istituita una speciale sezione del concorso riservata agli allievi della Scuola, che hanno così avuto la possibilità di illustrare i 35 scritti selezionati e pubblicati su http://blognuvole.splinder.com, interpretandoli con la loro creatività. Il 7 Marzo 2009 la giuria (composta da Carlo Ambrosini, Franco Cologni, Fausto Colombo, Gianluca Costantini, Flaviano Fillo, Francesco Forlani, Marcello Jori, Anna Mallamo e Zena Roncada) ha proclamato le cinque migliori “fusioni” tra scrittura e fumetto: - per la sezione “La galleria del tempo”: “I ragni non sono previsti fra gli animali da amare”, fusione di Synesius ed Elena Miele; - per la sezione “Oggetti anima”: “La casa di Rebecca”, fusione di Luigi di Cicco e Filippo Paris; - per la sezione “Allo specchio”: “Ventesimo frammento muito romântico”, fusione di Gaetano Vergara ed Eugenia Monti;


Dottor Caligari e Andrea Riboldi, “Non temere”.

- per la sezione “Onirica”, “Centro Studi Strane Poltiglie”, fusione di Artur Scantini e Lucho Villani; - per la sezione “Storie scalene”, “Sed tantum dic verbo”, fusione di Cubber e Hannes Pasqualini. La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a “Rizoma”, fusione tra il testo di Maiko e le illustrazioni di Marco Cazzato, per la sezione “Onirica”.Vincitrice della sezione speciale riservata alla Scuola del Fumetto è la fusione tra il testo “Catozzi Antonio” di Opi e le illustrazioni di Rossana Bugini. I vincitori saranno insigniti di un premio speciale messo a disposizione dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, e i loro lavori saranno inseriti nel libro-catalogo di Blog&Nuvole, pubblicato da Comma 22 e distribuito a livello nazionale. La

premiazione dei vincitori avrà luogo il 21 maggio 2009 presso il Salone d’Onore della Triennale di Milano. Dalla sua apertura (21 agosto 2008) lo spazio web di Blog&Nuvole ha totalizzato 39.070 visitatori unici per un totale di 192.123 visite e una media di circa 5 pagine per visitatore (il numero di accessi, ovvero il numero di file chiamati dal dominio, sfiora il milione). Nei giorni di maggior traffico si sono avuti quasi 500 visitatori provenienti da collegamenti esterni. Un dato significativo è il ranking di Technorati, pari a 57 già dal secondo mese di attività, con almeno 380 citazioni su blog e siti e tuttora in crescita. Rispetto a gennaio 2009, nel mese di febbraio l’incremento di visite è stato del 214%.

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Lucho Villani e Artur Scantini, “ Centro Studi Strane Poltiglie”. Vincitore della sezione “Onirica”.

Lucia Saetta

Blog&Nuvole è un progetto a più voci. Si è pensato all’arte del fumetto come a una dimensione in grado di accogliere le narrazioni che provengono dalla Rete; fumettisti e illustratori hanno aderito con entusiasmo all’idea, trovando in questa scrittura uno stimolo nuovo: una sfida nel trasformare ciò che a prima vista può essere considerata una gabbia di brevi unità narrative in una nuova possibilità di espressione, svolta in una fluida successione di sequenze fusive di immagini e parole. La conseguente esigenza di lavorare anche sganciandosi sia dalle regole del fumetto classico sia da quelle dell’illustrazione diventa un’opportunità. Fioriscono in questi mesi le prime collaborazioni, esterne al progetto, tra autori e artisti che partecipano a Blog&Nuvole. Ma

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c’è un’altra importante dimensione, in questa iniziativa: lo spazio web di Blog&Nuvole ha consentito al progetto stesso di farsi conoscere; a metà strada tra un blog e un sito, è stato studiato per dare il massimo spazio “fisico” alle immagini da pubblicare, in un formato insolito per i disegnatori, ma che permette di vedere a monitor le tavole interamente, diversamente da quanto accade per il formato tradizionale. Il nostro webmaster ha creato così un fumettoscopio, strumento che si è adattato alle necessità del progetto a mano a mano che cambiavano i contenuti.Le storie a fumetti che si sono distinte maggiormente sono quelle in cui il disegnatore ha fatto proprio il testo scelto, arricchendolo, a volte capovolgendone il senso, o entrando in sintonia con l’autore

generando una simbiosi perfetta tra parole e immagini. Tutto questo senza mai imporre il disegno sullo scritto, con l’umiltà di un artigiano che si pone al servizio della materia che lavora. Dobbiamo molto a chi ha dato una veste istituzionale alla nostra idea, La Triennale di Milano e la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, che ha sostenuto interamente il progetto e che ci ha seguito per tutta la durata dell’evento. Personalmente devo tantissimo a chi si è posto silenziosamente a fianco di questa iniziativa, dando consigli, incoraggiando, ai giurati che hanno lavorato con entusiasmo e attenzione al materiale (cospicuo) che arrivava in redazione, e a tutti i blogger che hanno partecipato, inviando i testi e seguendo l’iniziativa, donandole il carattere di collettività.


Carlo Ambrosini e Arimane, “Per Iniziare”.

Cristina Vannini Parenti La nostra idea di partenza era quella di creare un ponte fra due zone di luce della rete: un certo tipo di scrittura e l’arte di saperla visualizzare con sensibilità e innovazione. Ma l’innovazione cambia forma velocemente. Da subito si è presentata l’esigenza di creare una vetrina che potesse essere in continua evoluzione per accettare i contenuti che autori e artisti erano invitati a sviluppare. Lo spazio offerto, libero da qualsiasi identità d’appartenenza e sperimentale nel linguaggio interpretativo, ha reso il progetto spontaneamente collettivo. Lentamente è cresciuto con commenti, articoli, partecipazioni straordinarie d’artisti e autori noti fino ad ottenere il sostegno di associazioni culturali legate al fumetto e raggiungendo punte d’eccellenza nel risultato delle singole fusioni che hanno goduto di grande creatività. Una sfida artistica non sempre

facile, soprattutto rispetto a storie brevi sapientemente dipinte a parole. Ringrazio gli artisti che hanno accettato di misurarsi con il progetto sostenendone l’intento con entusiasmo, fantasia ed abilità nel desiderio di esplorare i confini leciti del fumetto e dell’illustrazione. Hanno saputo accettare i limiti tecnici che lo spazio web imponeva lavorando con passione. Gestirne la redazione ha richiesto molta flessibilità nell’adattarsi a ritmi ed aspettative della viva e presente comunità di frequentatori; un esercizio che ha regalato al progetto la possibilità di ampliarne la prospettiva iniziale. Blog&Nuvole a settembre del 2008, quando si è affacciata nel mondo della rete, si proponeva con un pizzico di leggerezza ed ironia. L’edizione si concluderà in Triennale il 21 maggio del 2009: una sperimentazione che in questo tempo è divenuta un esempio.

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Giuseppe Guarnieri del Gesù, violino Panette, 1727, manico. Proprietà Banca BSI © BSI - Jonas Kuhn

Renato Meucci / MESTIERI D’ARTE

Il Mestiere dello “strumentaio” oggi Per molti secoli il mestiere del costruttore di strumenti musicali è stato praticato in una dimensione tipicamente artigianale, con caratteristiche e modalità analoghe a quelle che hanno contrassegnato i principali settori della tradizione corporativa delle “arti e mestieri”: apprendistato vincolato a un lungo tirocinio prima del raggiungimento del magistero professionale, conduzione della bottega da parte di un maestro con la collaborazione di due o tre apprendisti (che retribuivano addirittura il titolare), impiego di materiali e attrezzi di lavoro prestabiliti, conseguente scarsa possibilità di sperimentazione e innovazione, alta qualità dei prodotti finiti, sbocchi commerciali garantiti dal “numero chiuso” degli esercenti, assistenza del sodalizio corporativo in caso di qualsivoglia avversità. Nel corso del Settecento tale sistema di organizzazione del lavoro entrò tuttavia in una fase di profonda e definitiva crisi. Le ragioni principali furono almeno due: l’emergere di nuove e più convenienti forme di produzione e di organizzazione del lavoro; l’affermazione di un ben più dinamico sistema commerciale e di distribuzione dei prodotti. A ciò andavano ad aggiungersi le nuove conoscenze scientifiche che iniziavano ad avere ricadute nei vari settori artigianali; in particolare, per

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Chitarrino di Hans Ott, Norimberga, 1450. Eisenhach, Wortburg - Stiftung. Jnv

Coates 1985, tav. XIV: Ipotesi di progettazione della viola di Giovanni Paolo Maggini, Brescia, ca. 1610.

quanto concerne il nostro campo, furono di grande portata le acquisizioni della fisica acustica, capaci di incidere non poco nella produzione successiva di strumenti musicali. Si affermò dunque, a partire dalla fine del XVIII secolo, una forma di organizzazione dell’artigianato strumentario non più esclusivamente

incentrata sulla bottega artigianale, ma progressivamente organizzata secondo i criteri della produzione seriale e industriale, con veri e propri opifici in cui lavorava un numero sempre maggiore di addetti. Tale tipo di produzione riguardò in primis gli strumenti musicali più impegnativi da costruire, come il pianoforte,

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l’arpa, l’organo, ma poi progressivamente anche gli strumenti a fiato e, da ultimo, quelli a percussione. Singolare è tuttavia il fatto che, sebbene anche i violini e gli altri strumenti ad arco potessero essere prodotti “di fabbrica”, i professionisti continuassero a prediligere gli esemplari “d’autore” e che nessuna produzione seriale sia mai riuscita ad affermarsi in questo settoreSi potrebbe anzi sostenere che la manifattura che sola ha resistito a tutti i tentativi di serializzazione sia stata proprio quella della famiglia del violino (in misura minore quella delle chitarre acustiche), mentre gli altri comparti andarono man mano soggetti alla produzione semi-industriale. Un fenomeno, quest’ultimo, cui si accompagna anche la capacità di alcune aziende non solo di produrre ottimi strumenti, ma anche

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di commercializzarli con tecniche promozionali particolarmente efficaci (alcuni esempi: il pianoforte Steinway, il fagotto Häckel, il clarinetto Buffet & Crampon, la tromba Selmer, ecc.). A nessuno stupisce il fatto che tali modelli di notevole successo siano stati a loro volta imitati, più o meno dichiaratamente, da molte altre imprese concorrenti. Si tratta di fenomeni tipici della società industriale, cui hanno peraltro dato il loro contribuito quei solisti di fama internazionale il cui strumento è divenuto a sua volta oggetto di culto: in primo luogo grazie alla diffusione fonografica, radiofonica e televisiva delle loro registrazioni; poi tramite i concerti da loro tenuti in ogni parte del mondo; inoltre con i concorsi e i corsi di specializzazione professionale dove gli strumenti, oltre che la tecnica esecutiva

Tavole dell’ Encyclopédie di Diderotd’Alembert, 1765

Lira proveniente da SuttonHoo, VII secolo. Londra, British Museum © The Trustes of the British Museum


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Allievi e ambienti della Scuola Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari” di Cremona.

dei virtuosi, sono divenuti spesso oggetto di ammirazione e di emulazione. Un punto di svolta definitivo rispetto al passato, nella fabbricazione strumentaria, è stato infine rappresentato dall’introduzione degli strumenti elettrici e, più tardi, elettronici. L’elettronica ha imposto difatti nel Novecento l’adozione incondizionata delle modalità costruttive industriali, con la definitiva perdita di identità tra chi realizza e chi inventa questi oggetti. E’ evidente difatti che solo un ingegnere può ideare un circuito elettronico originale, mentre chi lo assembla può anche non avere alcuna consapevolezza riguardo a ciò che sta costruendo. Alla radicale trasformazione produttiva lunga più di centocinquant’anni, che abbiamo appena descritto, si è accompagnata anche una parallela quanto inevitabile trasformazione delle modalità di apprendistato. E, almeno

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per quanto riguarda il settore della liuteria, si è assistito alla nascita di specifiche scuole professionali che nel Novecento hanno rivitalizzato l’intero settore artigianale degli strumenti musicali acustici, e del violino in particolare, contribuendo altresì alla “rinascita” del liuto e di molti altri strumenti da secoli caduti in oblio. In concomitanza con questo fenomeno e parallelamente alla citata sopravvivenza della figura del liutaio tradizionale attivo nella propria bottega, il XX secolo ha anche visto nascere una nuova figura di strumentaio autonomo, quello dedito alla ricostruzione degli strumenti antichi e al loro recupero storico. Clavicembali, liuti, flauti dolci, viole da gamba, e tanti altri strumenti che a inizio Novecento erano oramai scomparsi da centinaia d’anni sono tornati a farsi sentire, e non solo in Occidente, ma anche in alcuni paesi che non avevano vissuto in

precedenza tale tradizione storicomusicale (si pensi al Giappone, tanto per fare un esempio). Così, se oggi si volesse indicare in quali luoghi il mestiere dello strumentaio trova la sua sede privilegiata, bisognerebbe indicare dapprima le botteghe in cui tali oggetti vengono ancora costruiti con procedimenti simili se non identici a quelli dei secoli passati. Poi sarebbe necessario menzionare le aziende di dimensioni un po’ più grandi, in cui ciascun addetto, pur in una catena produttiva parcellizzata, e pur partecipando solo a una o più fasi della lavorazione, rimane tuttavia consapevole del risultato che si mira ad ottenere e dell’eventuale possibilità di migliorarlo (insomma, tutte quelle aziende in cui si producono strumenti acustici, o anche quelli elettrici e amplificati, ma pur sempre in grado di produrre il suono tramite una vibrazione meccanica, come


Allievi e ambienti della Scuola Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari” di Cremona.

chitarre, organi, pianoforti elettrici, ecc.). Resta invece del tutto aliena da quanto appena descritto la gran parte della produzione elettronica, nella quale si riscontra abitualmente da parte degli addetti, soprattutto nelle grandi industrie, una radicale perdita di consapevolezza circa l’effettivo prodotto in corso di realizzazione, con un quasi totale azzeramento della possibilità di un loro intervento nel miglioramento del risultato finale.Tanto che verrebbe voglia di affermare che proprio nella reazione a questa impietosa spersonalizzazione possa consistere la leva più efficace per il ritorno all’antico “mestiere d’arte”, nel quale invece a ogni operatore è riservato comunque, in base alle proprie doti e qualità, un ruolo di “maestro”.

Renato Meucci

Strumentaio Il costruttore di strumenti musicali nella tradizione occidentale

Gli strumenti musicali sono oggetto di studio per il loro funzionamento e le loro caratteristiche sonore, così come per le loro vicende storiche e per l’interesse estetico che suscitano: molto meno indagata è invece la figura dei loro artefici, grandi maestri d’arte spesso ignoti. Il volume ricostruisce questa attività artigianale, che vanta tra l’altro in Italia una tradizione straordinaria, approfondendo una serie di casi emblematici. Dal dantesco liutaio Belacqua ai vari costruttori di campane e di organi sparsi per l’Europa, dai molti esempi rinascimentali (Lorenzo Gusnasco, liutaio personale di Isabella d’Este, o Leonardo da Vinci) ai celebri fabbricanti di corde di Roma e Napoli... La produzione di strumenti musicali nell’ambito del sistema corporativo occupa la parte centrale del volume, dove brilla l’astro della grande liuteria bresciana e cremonese. Uno sguardo complessivo è anche riservato alla produzione attuale. Una vicenda appassionante che ha il merito di rivolgersi non soltanto agli specialisti ma anche al più ampio pubblico degli studiosi, studenti, collezionisti e appassionati di musica.

Marsilio Editori / Collana Mestieri d’Arte € 29,00 - www.marsilioeditori.it

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Simona Cesana

Ceramica lombarda: le eccellenze storiche

Promossa dalla Regione Lombardia, Assessorato all’Artigianato e Servizi, un’esemplare mostra sul valore storico della ceramica in Lombardia, in uno spazio allestito all’interno dell’edizione di primavera 2009 al MACEF di Milano.

Curata da Ugo La Pietra con AD ARTE, Primo Osservatorio sull’Artigianato Artistico Italiano, la mostra “Ceramica lombarda: le eccellenze storiche” ha messo in evidenza il valore storico rappresentato da questa arte anche nella industrializzata Lombardia. Tale valore rappresenta la base di riferimento per leggere ed apprezzare ciò che viene fatto oggi nella ceramica artistica: di fatto, una fertile e innovativa attività artistica e artigianale, recentemente alimentata anche dal design artistico, sta riproponendo la Regione Lombardia come territorio che produce molta ceramica d’eccellenza. Un fenomeno che non è solo di oggi: guardando con attenzione al passato dobbiamo ricordare come proprio in Lombardia siano cresciuti e si siano affermati alcuni poli di eccellenza quali Laveno, Lodi e la stessa Milano, che hanno partecipato alla storia delle arti applicate in Italia. Così, la ceramica di Laveno, con la sua manifattura fondata nel 1856 (SCI – Società Ceramica Italiana), sotto la direzione artistica di Guido Andlovitz raggiunse un’importante e originale chiarezza

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Antonia Campi, Servizio da tè “Fragola”, realizzato negli anni Cinquanta, ora ri-editato e prodotto dalla ditta Sabbion Porcellane Laveno.


Vaso da Farmacia realizzato da Ceramica Artistica Lodigiana “Vecchia Lodi”.

Vaso da Farmacia con decoro bianco e blu, realizzato da Ceramica Artistica Lodigiana “Vecchia Lodi”.

espressiva attraverso uno stile che si rinnovò con un repertorio formale e decorativo, con la presenza di Antonia Campi, attiva dal 1948 al 1970 e direttore artistico dal 1959. Alcune di queste opere (di Guido Andlovitz e Antonia Campi), presenti tra l’altro all’interno del Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello, sono ora rieditate dall’azienda “Sabbion Porcellane Laveno” che ha presentato una selezione della propria produzione nella mostra allestita al MACEF. Al polo di Laveno si deve aggiungere quello di Lodi, le cui ceramiche raggiunsero grande fama nel XV secolo con i “graffiti” a cui si sono aggiunte le “maioliche istoriate” attraverso le manifatture Coppellotti, Ferretti, Rossetti con gli ornati vegetali in blu su bianco fino alla vivace freschezza dei motivi policromi di mazzolino di fiori. Un’attività a tutt’oggi ben rappresentata dall’azienda “Ceramica Artistica Lodigiana vecchia Lodi” di Pisati & C., presente nella mostra con una espressiva collezione di opere. L’esperienza produttiva storicamente più rinomata probabilmente è quella dell’attività milanese della Richard Ginori. L’industriale Richard di Milano acquistò nel 1896 la già affermata manifattura Ginori, facendo nascere la ormai famosa Società Richard Ginori. Negli anni Venti, la collaborazione con Giò Ponti costituì una stagione felice e fortemente innovativa che produsse capolavori oggi presenti nei migliori musei e collezioni. Alcuni preziosi oggetti di Giò Ponti, firmati “Richard Ginori Milano”, presenti nella mostra, sono stati gentilmente concessi dal collezionista Carlo Sironi di Laveno. La mostra ha rappresentato quindi un suggestivo viaggio storico e culturale nella ceramica lombarda, grazie a pezzi originali e a riedizioni attuali che hanno sottolineato la contemporaneità di questo linguaggio artistico.

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Franco Cologni

Connesioni Virtuose Riscoprire i giacimenti culturali per dare nuovo impulso all’eccellenza del Made in Italy

Franco Cologni, presidente della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.

“Possiedo alcune azioni del Banco delle Primule / Titoli profumati / una Dote di Asfodeli”, scriveva Emily Dickinson, ritenendo assai pregevole il suo tesoro di sogno e poesia. Un simile elenco di ricchezze evanescenti, pur se preziosissime, può ricordare le risorse del nostro Paese: niente petrolio né miniere d’oro. Ma giacimenti culturali vasti come l’oceano; tesori d’arte inestimabili; tradizioni e mestieri antichi di secoli che la tecnologia contemporanea non solo non ha cancellato, ma che ha anzi saputo rivitalizzare. In Italia questi giacimenti costituiscono una saggezza popolare che nasce e si sviluppa in un determinato territorio, esso stesso valore fondamentale da proteggere e da riscoprire. Ed ecco la prima valenza che deriva del considerare il territorio come una ricchezza: la scoperta che mettere in circolo la cultura, come i grandi maestri d’arte del Rinascimento, crea circoli virtuosi di sapienze che fertilizzano ogni campo. L’eredità di questo crogiolo culturale è viva e presente nei troppo dimenticati artigiani-artisti italiani, che all’intelligenza della mano uniscono la passione del cuore e la creatività della mente e che pur in mezzo a

mille difficoltà (non ultime quelle di ordine burocratico) rappresentano l’eccellenza del loro (e nostro) territorio. Creare una rete significa entrare in connessione. Oggi abbiamo una rete, ma dobbiamo ancora entrare veramente in connessione. E perché la connessione sia valida, occorre ovviamente avere qualcosa da esprimere e da trasmettere: in una parola, occorre sapere. E qui si inserisce la seconda valenza del territorio inteso come valore: la trasformazione di un rapporto quantitativo (produrre oggetti, scambiare beni) in un rapporto qualitativo (produrre bellezza, scambiare emozioni). I lord inglesi che venivano in Italia per il Grand Tour restavano ammirati dalle rovine classiche, dai borghi antichi, dai palazzi nobiliari. Il Grand Tour di oggi ha un sapore diverso: non solo antichi monumenti, ma anche nuovi maestri d’arte che producono oggetti meravigliosi, botteghe eccellenti dove riscoprire saperi e sapori, reti di relazioni che riescono ancora a trasformare un mediocre Prodotto Interno Lordo in un eccellente Prodotto Interno Qualità, secondo la felice definizione della Fondazione Symbola. La “connessione” potrebbe dunque

svilupparsi in più direzioni: - artigianato artistico in sinergia con le arti e la cultura in generale (Arts & Crafts di nuova generazione, arti applicate o decorative, eccetera); - artigianato artistico come testimonianza di un Made in Italy “vero” e “proprio”, che non è trasferibile altrove in quanto la tradizione e il know-how appartengono ai codici genetici dei maestri d’arte; - artigianato artistico come DNA di un’eccellenza che passa dal laboratorio alla bottega all’impresa e come scoperta di “tesori viventi” a disposizione di un turismo qualificato; - artigianato artistico come apertura importante al lavoro per i giovani che vi possono trovare non solo soddisfazione materiale, ma anche prospettive di fama e gloria. La Fondazione dei Mestieri d’Arte, con RE.T.I.C.A. (Rete Territoriale per l’Innovazione della Creatività Applicata, progetto di orientamento ai mestieri d’arte cofinanziato da Regione Lombardia) può costituire una testimonianza di come si possano creare delle connessioni salde e reali lavorando sulla bellezza, la ricchezza e l’arte dei territori.

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Franco Cologni

Proficient connections

Franco Cologni, president of Cologni Foundation for Artistic Craft Professions

“I have ‘shares’ in Primrose ‘Banks’ - /Daffodil Dowries – spicy ‘Stocks’-”, wrote Emily Dickinson, thinking that her treasure trove of dreams and poetry was very precious. Such a list of evanescent treasures, although very valuable, recalls Italy’s resources: no petroleum and no gold mines. But it has cultural deposits that are as vast as the oceans; priceless art treasures; traditions and age-old trades that contemporary technology has not been able to erase, but rather, that it has been able to revitalize. In Italy, these deposits are popular wisdom that is born of and develops in a circumscribed territory, which itself has the fundamental value of protecting and rediscovering. And thus, the first value that comes from considering the territory as wealth: the discovery that makes culture circulate, like the great masters of the Renaissance, creates virtuous cycles of knowledge that enrich every field. The heritage of this cultural crucible is alive and present in the all-too-often forgotten artists/craftsmen of Italy, who unite the knowledge of their hands with the passion of their hearts and the creativity of their minds. Although

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they face a multitude of difficulties (last but not least bureaucratic ones), they represent the excellence of their (and our) territory. To create a network means to connect. Today we have a network, but we have not really made a connection yet. And in order for the connection to be valid, there must obviously be something to express and transmit: in short, it is necessary to know. And here is where the second value of the territory understood as wealth comes into play: the transformation of a quantitative relationship (produce objects, exchange goods) into a qualitative relationship (produce beauty, exchange emotions). The English lords who came to Italy on the Grand Tour admired classical ruins, ancient villages, and noble residences. Today’s Grand Tour is different: not only ancient monuments, but also new masters of art who produce wonderful objects, excellent workshops where forms of knowledge, fragrances and flavours can be rediscovered, as can networks of relationships that can still transform a mediocre Gross National Product into a Gross Quality Product. The “connection” could thus come

about in various ways: − arts-crafts in harmony with arts and culture in general (a new generation of Arts & Crafts, applied or decorative arts, etc.); − arts-crafts as testimonials of a “true” and “proper” Made in Italy, which cannot be transferred anywhere else, since the tradition and the know-how are part of the genetic cod of the maestri d’arte; − arts-crafts as the DNA of excellence that passes from the workshop to the atelier to the firm, and as the discovery of “living treasures” available to high-quality tourism; − arts-crafts as meaningful outlets for young people – fewer graduates and more workers! – who can find not only material satisfaction, but also prospects for fame and glory. My foundation, Fondazione dei Mestieri d’Arte, together with RE.T.I.C.A. (Rete Territoriale per l’Innovazione della Creatività Applicata), a project aimed at art professions presented in the region of Lombardy, can bear witness to the manner in which solid, concrete connections can be created by working on the beauty, wealth and art in Italy.

Artigianato 72  

an Amazing magazine from italian Arts and Crafts

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