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Comune di Padova Assessorato alla Cultura

Arti inferiori Xi edizione

STAGIONE TEATRALE 2013/2014 PADOVA MPX - Multisala Pio X

UniversitĂ  degli Studi di Padova

www.arteven.it


Comune di Padova Assessorato alla Cultura

Arti inferiori Xi edizione

STAGIONE TEATRALE 2013/2014 PADOVA MPX - Multisala Pio X

Arti Inferiori prosegue il suo importante cammino approdando con successo all’undicesima edizione. Questa stagione teatrale, fortemente voluta e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e da Arteven, ha la volontà di arricchire la programmazione teatrale attraverso plurimi stimoli e inerenti al Teatro: da tale proposito si sviluppano le numerose attività collaterali, dal cinema all’incontro con l’autore, dal progetto europeo che promuove il teatro visuale allo SwaParty dedito al baratto di oggetti per ridare vita alla società in cui viviamo. Le lunghe gambe del Teatro procedono quindi senza indugio su questa strada: incontrano dapprima Paolo Rossi e il suo concerto lirico orchestrato da fiabe di amanti perdute e passioni tradite, per poi ritrovarsi di fronte a un moderno dramma dei giorni nostri interpretato da una magnifica Isabella Ragonese. Arturo Cirillo si presenta invece con un titolo bizzarro frutto di uno dei più grandi autori comici francesi dopo Molière, ma lungo la via arriva anche la letteratura italiana più divertente: sbarca sul palco padovano Stefano Benni accompagnato dall’eclettica chitarra di Fausto Mesolella, per proporre al pubblico del Teatro MPX un progetto artistico nel quale collidono e si amalgamano musica e poesia. L’entusiasmante percorso ci conduce in esplorazione anche tra le nuove visioni di grandi capolavori, dove la storia di Romeo e Giulietta è rievocata da una brillante versione firmata dalla Compagnia Factory, mentre il Giulio Cesare è maestralmente riproposto dalla regia di Andrea Baracco, spettacolo selezionato dal prestigioso Shakespeare Globe Theatre di Londra all’interno del Festival Globe to Globe. Tra i due capolavori dell’autore inglese ritroviamo con entusiasmo lo spettacolo selezionato dal MQVE Award, progetto europeo prima citato per l’importante supporto a livello continentale del Teatro Visuale: quest’anno ospitiamo la compagnia Spagnola/Cilena Au Ments con il loro strabiliante Malasombra, creazione artistica che unisce danza, video, arte e musica dal vivo. La primavera, a conclusione di questo viaggio internazionale, ci ricondurrà tra i grandi attori della scena italiana, dal monologo interpretato magistralmente dall’intensa Maria Paiato alla sfolgorante prova attoriale di Ivano Marescotti, il quale proporrà un testo del grande poeta romagnolo Raffaello Baldini, che gli consegnò il manoscritto prima di morire: l’attore ci racconterà tutti i retroscena al consueto appuntamento presso La Feltrinelli. L’ultimo appuntamento sarà con La storia di Antigone portata in scena dalla vibrante Anita Caprioli. Diamo infine il benvenuto al progetto Giovani a Teatro, progetto di Fondazione di Venezia che, assieme ad Arteven, dedica un biglietto davvero vantaggioso per i giovani. Vi invito quindi a proseguire assieme questa nuova passeggiata culturale, che ci guiderà tra incontri importanti, inaspettati e altresì fondamentali per lo scambio di idee, suggestioni e creatività tra l’intera comunità. Andrea Colasio Assessore alla Cultura del Comune di Padova

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paolo rossi

novembre 2013 ore 21

l’amore è un cane blu la conquista dell’EST

Università degli Studi di Padova

di e con Paolo Rossi scritto con Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi in collaborazione con Riccardo Piferi con la supervisione di Gaia Rayneri musiche originali composte da Emanuele Dell’Aquila ed eseguite dal vivo da I Virtuosi del Carso: Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefan Bembi, Denis Beganovic, Mariaberta Blaškovic, David Morgan

In un paese dove la passione e scomparsa ovunque, nei legami sentimentali come in quelli con la propria comunità (un tempo chiamavasi politica). Dove il caos regna principesco sia nei rapporti economici che in quelli affettivi: un uomo si perde. Si perde in una notte assolutamente e terribilmente magica sull’altopiano del Carso. Una terra dove e nato e dalla quale si era allontanato: tra grotte, fiumi sotterranei, rovi e pietre questo sarà per lui l’unico luogo dove ormai vivono ancora le fiabe degli amanti perduti e delle passioni tradite. Questo spettacolo è un diario, un disegno, diventerà un film, per ora un concerto visionario popolare lirico e umoristico. Narra di un tragico smarrimento e di una comica rinascita. Visto che nei miei lavori ha sempre governato la troika attore - persona - personaggio avrebbe potuto intitolarsi “L’uomo che amava le donne”. Oppure “L’uomo che non sapeva amare sia le donne che il suo partito”. Non sarebbe stato male “Autobiografia non autorizzata”. Perché no oppure “L’uomo che raccontava barzellette ai sassi”. Pensavo anche “Ti amo ma non sono d’accordo con quello che provo!”. O “Ma cos’e questa crisi?” sottotitolo “ho già i miei problemi”. “Donne contro donne”. “Uomini veri, ma in fuga”. Invece si chiamerà “L’amore e un cane blu”... che sono entrambi animali molto, ma molto difficili soltanto da immaginare. Ma come si dice: per incontrarli bisogna non perdersi, e per non perdersi il modo migliore e non sapere mai dove andare. Il mio avvocato mi ha suggerito di aggiungere a questa scheda riassunto la frase: “ogni riferimento a persone o fatti realmente esistiti o accaduti e puramente casuale”. Si sa arrivano momenti in cui i racconti ascoltati nell’infanzia e i sogni e le visoni dell’adolescenza diventano più vividi dei ricordi di vita vissuta lontana o recente o quantomeno spesso si finisce per confonderli. Qui si narrerà di ripartire in ogni trattativa - sia con se stessi, in camera da letto, in piazza o in parlamento - dalla ricchezza di un palpito coraggioso piuttosto che la misera miseria del soldo e della paura (anche se entrambi hanno la loro importanza, soprattutto la seconda). E questo e quanto. “Io sono un uomo che non deve chiedere più... anche perché da un po’ di tempo mi dicono sempre di no” (aforisma dell’autore) Nota aggiuntiva registica: la rappresentazione teatrale si avvarrà del prepotente contributo musicale, una vera e propria colonna sonora, dell’orchestra di liscio balcanico “I Virtuosi del Carso” diretta dal sublime maestro Emanuele Dell’Aquila. Paolo Rossi


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dicembre 2013 ore 21

Accademia degli Artefatti

di Dennis Kelly regia di Fabrizio Arcuri traduzione di Pieraldo Girotto materiali sonori Subsonica tratti da mentale/strumentale (inedito nel cassetto)

16 ci manca totò!

Il testo, con il quale Dennis Kelly è stato consacrato a fama mondiale a poco meno di quarant’anni, è costruito su reali interviste e materiali relativi a casi di cronaca. Una donna viene accusata di aver assassinato i suoi due bambini. Una Medea contemporanea, insomma. Una voce, la cui origine è sempre incerta (dentro o fuori dalla storia, o dallo spettacolo), pone domande ai protagonisti della vicenda, li richiama ad assumere una posizione, nel tentativo di ricostruire la storia di cui se ne conoscono solo i tragici esiti, nell’intenzione di rimettere insieme i pezzi di un mosaico la cui ricomposizione non è mai definitivamente certa. Ognuno sente di avere una colpa da cui tenta di difendersi: nessuno è innocente quando una madre arriva a compiere un gesto così tragico. La responsabilità anche se non diretta, è sempre diffusa: è una responsabilità sociale, psicologica, relazionale. C’è anche la colpa di chi non ha fatto nulla per evitare la tragedia. La colpa è antica, storica in qualche modo. Anche il filtro mediatico rende partecipi di quel dolore, e insieme, in un modo più o meno consapevole, collusi con quel gesto. Lo spettatore, televisivo o teatrale che sia, può e deve scegliere a cosa credere. La sua diventa così una posizione naturalmente critica rispetto alla storia e alla sua rappresentazione. La questione qui non è solo ideologica o estetica. La domanda è necessaria e inaggirabile - a cosa credere?

gennaio 2014 ore 21

un nuovo progetto tra musica e poesia di e con Stefano Benni & Fausto Mesolella La letteratura italiana più divertente e la chitarra più eclettica insieme per un nuovo e originale progetto artistico a metà tra poesia e musica. Stefano Benni e Fausto Mesolella presentano Ci manca Totò: surreale live in cui la chitarra di Mesolella, filo conduttore dell’intero concerto, accompagna le sarcastiche e fantasiose letture dello scrittore e le sue performance vocali. La natura stessa del format ma anche le eccellenti caratteristiche dei due artisti rende unico e in continua evoluzione lo spettacolo basato per una buona parte sull’improvvisazione e l’interazione. Un sorprendente Benni indosserà in alcune occasioni anche i panni del cantante con uno stile del tutto personale tra il rap, il recitato ed il melodico; un egregio Mesolella lo accompagnerà adattandosi di volta in volta allo stile preferito dallo scrittore. Il titolo dello show è ispirato ad una poesia di Stefano Benni "Comici Spaventati Guerrieri". Gli inediti previsti sono circa 7 tra cui "Ci manca Totò", un canto africano contro Bossi ed altri dalle tematiche socio-politiche e socio-culturali. "Quello che non voglio" testo di Benni per la voce di De Andrè è una canzone che Benni porta in giro da un po’ dal grande carico emotivo. Inoltre sono previsti altri brani che fanno parte del disco da solista di Mesolella uscito a Marzo 2012 "Suonerò fino a farti fiorire" tra cui un'inedita versione di "O sole mio". Non resta che sedersi e lasciar andare la mente, al resto penseranno le note di Mesolella e le parole di Benni.

foto Laura Ferrari

foto Francesca Cofano

ISABELLA RAGONESE

taking care of a baby

STEFANO BENNI & FAUSTO MESOLELLA

Teatro Stabile delle Marche ARTURO CIRILLO SABRINA SCUCCIMARRA ROSARIO GIGLIO LUCIANO SALTARELLI GIUSEPPINA CERVIZZI

la purga

gennaio 2014

Factory-Compagnia Transadriatica

romeo e giulietta

19

dicembre 2013 ore 21

Romeo e Giulietta, perché scriverne un'altra versione

ore 21

foto Marco Ghidelli

di Georges Feydeau regia di Arturo Cirillo assistente alla regia Salvatore Caruso scene di Dario Gessati costumi di Gianluca Falaschi luci di Badar Farok musiche di Francesco De Melis

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George Feydeau appartiene a quelli autori di cui si pensa di conoscere tutto, autori che non potranno più sorprenderci. Ho l’impressione invece che il nostro abbia varie cose dentro al suo cilindro, e nella sua testa, e di conseguenza nel suo teatro. Intanto parlerei di una certa “pericolosità” presente nei suoi testi, dove mi sembra che sì è sempre al limite del non senso e della tragedia, dell’esplosione, del meccanismo esasperato e portato al parossismo. Mi sembra che la sua scrittura anticipi quel teatro dell’assurdo, come schematicamente è stato definito, dove l’impasse, il concetto che non riesce ad esprimersi, l’azione che non riesce a compiersi, l’incidente, diventano elemento sostanziale del farsi teatrale. La purga inizia con una lunga scena in cui il centro sfugge continuamente, dove la conversazione devia ossessivamente, se di conversazione si può parlare e non invece di una sequela d’inventive intercalate da lamenti, sospiri e rimpianti; perché inaspettatamente i personaggi di questa commedia sono molto emotivi.

di William Shakespeare adattamento e traduzione di Francesco Niccolini regia di Tonio De Nitto con Lea Barletti, Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Filippo Paolasini, Luca Pastore, Fabio Tinella scenografie di Roberta Dori Puddu realizzazione scene L.C.D.C. luminarie Cesario De Cagna costumi di Lapi Lou luci di Davide Arsenio assistente alla regia Paola Leone coproduzione Factory Terrammare Teatro - Teatri Abitati

Romeo e Giulietta è chiedersi quanto i genitori amino veramente i figli, quanto possano capirli, quanto invece non imparino a farlo troppo tardi. Romeo e Giulietta è un gruppo di famiglia sbiadito e accartocciato dal tempo, una foto che ritrova vigore e carne per poi consumarsi e scolorirsi di nuovo. Romeo e Giulietta sono le morti innocenti, i desideri irrealizzati e la capacità di sognare che non può esserci tolta. Romeo e Giulietta è un meccanismo perfetto, un ingranaggio linguistico e scenico che va avanti nonostante essi stessi, dal quale però ad un certo punto può succedere di voler scendere e in qualche modo di farlo veramente, costi quel che costi. Romeo e Giulietta, sono due adolescenti di una comitiva che si cancella per sempre nel tempo di un paio di giorni. Romeo e Giulietta sono il vuoto lasciato, il segno della tragedia che ha sconvolto una comunità e che non sarà mai rimosso. Romeo e Giulietta sono i sette interpreti impegnati con tripli salti mortali in doppi ruoli diametralmente opposti l’uno all’altro.

Tutto ebbe inizio vent'anni fa. Andai a vedere le prove di uno spettacolo di Teatro Settimo, La storia di Romeo e Giulietta. Fino ad allora mi era sembrata la tragedia più melensa di Shakespeare, ma cambiai idea. Negli anni seguenti credo di aver rivisto quell'edizione molte volte e di non aver più smesso di commuovermi. Non tanto per la dolorosa storia d'amore di quei due ragazzini ma per quei cinque cadaveri adolescenti che occupano la scena alla fine di tutto: cinque cadaveri e nessun motivo valido per morire, farsi uccidere o, peggio, darsi la morte. Con gli anni credo che "Romeo e Giulietta" sia lo spettacolo di cui ho visto più versioni, qualcuna davvero indimenticabile. Quando Tonio De Nitto mi ha proposto di adattare alla sua compagnia quel testo, mi è venuta un'idea al limite dell'incoscienza: non accontentarmi di adattare una traduzione esistente, ma ritradurre in rima, così come nell'originale shakespeariano. All'inizio credevo di morire. I primi versi un'autentica tortura. Ma piano piano la mente si abitua ai nuovi ritmi e le dita corrono sui versi, sulle rime, sui giochi di parola. Più un'intuizione di Tonio: scrivere i dialoghi dei due innamorati non in rima, ma nella prosa più semplice e piana possibile. Una grandissima idea, perché l'amore che ti fulmina non ha bisogno delle regole e delle forme che servono per relazionarsi con il mondo, soprattutto quel mondo ostile e vigliacco nel quale prevalgono violenza e arroganza. Tutto è gioco, tutto è capriccio, il ritmo e il tono scherzosi, la storia spesso comica, fino a prova contraria, fino al sangue versato, fino a un padre che dà della puttana alla figlia, fino alla morte dei compagni di gioco, fino al rimpianto più feroce e alla colpa. Come nel più classico dei casi da tragedia, la colpa dei padri, che - come scrive Pasolini deve essere gravissima per meritare una così atroce punizione. Ed è questo il motivo per cui amo tanto "Romeo e Giulietta": perché racconta la colpa più grave in assoluto di cui noi essere umani ci macchiamo e subiamo allo stesso tempo, la soppressione dell'infanzia e dell'adolescenza. Una soppressione che tutti piangono, perché tutti siamo stati ragazzi e poi tutto è finito. Lavorare, parola dopo parola, verso dopo verso, al "Romeo e Giulietta" di William Shakespeare mi sembra il più bel modo per invecchiare senza perdere di vista l’importanza della giovinezza: la propria, quella dei genitori, e degli adulti che un giorno saremo: non c’è niente da fare, ci ricorda Shakespeare, la giovinezza morirà per tutti. A noi trovare un modo, un miracolo, perché non muoia. Allora impariamo le parole d’amore di Romeo e quelle di Giulietta, impariamole a memoria, par coeur, come dicono i francesi, ché è più bello. Francesco Niccolini


Au Ments

“Where is the show?” de Il collettivo Spettatori (Svizzera), spettacolo ospite di Arti Inferiori 2011/2012

malasombra MQVE AWARD - More Quality - Visual theatre for Europe

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Malasombra - parte del progetto europeo MQVE AWARD a cui Arteven aderisce per l’Italia - è il frutto di una collaborazione artistica tra Au Ments, compagnia di danza (Spagna/Cile), del fumettista Max, e con la collaborazione musicale di “La Mano Ajena” (Cile) e i musicisti Kiko Barrenengoa, Púter e Gato di “Fábrica Primera”, una rock band sperimentale. Nello specifico, Max è responsabile per la drammaturgia e al progetto artistico che, ispirato al mondo delle ombre, esplora come luce e musica trasformano il corpo. Tutte queste creatività assieme hanno prodotto uno spettacolo che unisce le diverse modalità di espressione artistica, ovvero danza, video arte, musica live e oggetti teatrali. Con questa produzione, la Compagnia Au Ments ha dimostrato come l’amalgamarsi delle diverse tecniche possano investigare appieno l’Arte. Ed ecco assistere a giochi di luci e ombre che, alternate e accompagnate dal corpo sul palco, creano una surreale e immaginaria dimensione che a sua volta si relaziona con lo spazio e i diversi oggetti in scena.

foto Petr Moravec

direzione e coreografia di Andrea Cruz e Tomeu Gomila drammaturgia di Max con Magda Tomás, Caty Carrasco e Tomeu Gomila musica dal vivo di Rodrigo Latorre, Kiko Barrenengoa, Puter e Gato

move award

febbraio 2014 ore 21

info sul progetto move-award.eu - www.arteven.it

“Joséphina” della compagnia belga Chaliwaté, spettacolo ospitato nella stagione Arti Inferiori 2012/2013

Dalle ore 18.00, prima dello spettacolo MALASOMBRA

swaparty inferiori scambio di idee, libri, cd e vestiti

In collaborazione con Swap Padova e Progetto Giovani, anche quest’anno ritorna un appuntamento dedito al sociale, all’etica e alla buona pratica! Il Teatro MPX è fucina di idee e scambi, diventa luogo ideale e di riferimento per tutti coloro che vogliono reinventarsi... e riciclarsi!

“In ogni guardaroba ci sono in media 22 abiti che non vengono indossati. Taglia errata, chiletti di troppo, moda superata o semplici sensi di colpa per acquisti impulsivi, fanno conservare negli armadi jeans, vestiti, maglioni e giacche che non saranno più utilizzati. Per non parlare di borse, scarpe e accessori vari. Ed è così che ad ogni cambio di stagione ci si ritrova a riporre e a metter via capi di abbigliamento mai indossati per mesi nella speranza che l’anno successivo possano tornare utili, mentre si finisce per accumulare ulteriormente abiti che potrebbero, invece, tornare a nuova vita. Come? Provando a scambiarli con altri capi che invece rinnoverebbero il nostro guardaroba praticamente a costo zero, facendo così un favore all’ambiente, ma anche al nostro portafogli. Nato a Manhattan, nel cuore pulsante dello shopping, lo swapping (‘swap’ vuol dire letteralmente scambiare, barattare) è l’ultima tendenza in fatto di moda che consente di fare shopping gratis e di non sprecare ciò che viene acquistato. Le fashion-victim di oltre oceano hanno così inventato un nuovo modo di fare acquisti, abbattendo i costi ma senza rinunciare allo stile. La parola d’ordine ora, anche nella moda, è diventata re-inventare, riciclare! E la tendenza a condividere i propri armadi è sbarcata in questi anni anche in Italia con la nascita di molte realtà che hanno aperto negozi dedicati a questa pratica o community online in cui swappare direttamente seduti davanti al PC. Ma anche organizzare delle vere e proprie feste con le amiche in cui la parola d’ordine diventa RIUSO.” fonte: Progettogiovani di Padova

Malasombra della Compagnia Au Ments (Spagna) è uno dei tre spettacoli scelti da MQVE AWARD More Quality Visual theatre for Europe, ovvero una delle produzioni europee a cui è stata assegnata la Quality Label da un comitato artistico composto da vari operatori dello scenario artistico d’Europa. Assieme alla Compagnia Sineglossa (Italia) e alla Compagnia E.A. Physical Theater (Israele) sono quindi ospitati nei Teatri e nei Festival più importanti del continente, tra i quali compare dunque il Teatro MPX di Padova, che ospita già per il 3° anno consecutivo il progetto di cui fa parte anche Arteven. MOVE-A è uno strumento per giovani artisti e promotori di teatro visuale per essere, sempre, in rete. Ogni anno, un team internazionale di professionisti di questo genere teatrale, seleziona le tre migliori produzioni presentate a Move-a. Le produzioni scelte vengono poi programmate e promosse all’interno di diversi festival e rassegne in tutta europa, e proposte agli organizzatori di tutto il mondo, interessati a programmare quest’eccitante e immaginifica disciplina che è il teatro visuale. Grazie al lavoro di selezione e promozione dei migliori lavori di teatro visuale, Move-A mira a costruire un network europeo permanente di festival, rassegne, direttori artistici e organizzatori. Move-A è fondata da Crossroadsfestival - Belgio (Centro Europa), il COS - International Mime Festival Spagna (Sud Europa) e il Waves Festival Vordingborg, Danimarca (Nord Europa). Dalla sua nascita nel 2010, Since its foundation in 2010, Move-A ha dato il benvenuto ad Arteven (Italia) tra i suoi membri, la Scozia (con il  Manipulate Visual Theatre Festival) e la Finlandia (con il Black & White Theatre Festival), e come membri del Network la Grecia (Busart), Macedonia (Pan-Phys Festival), l’Olanda (Theater de Blauwe Kei/ Visuals) e l’Inghilterra (Norwich Puppet Theater). Numerosi altri Festival stanno entrando a far parte del progetto, per permettere la circuitazione di idee e creazioni, di culture e approcci creativi differenti per cultura e società.


febbraio 2014 ore 21

GIANDOMENICO CUPAIUOLO ROBERTO MANZI ERSILIA LOMBARDO LUCAS WALDEM ZANFORLINI LIVIA CASTIGLIONI GABRIELE PORTOGHESE

giulio cesare julius caesar

di William Shakespeare regia di Andrea Baracco adattamento di Vincenzo Manna e Andrea Baracco spettacolo selezionato per rappresentare l’Italia dallo Shakespeare Globe Theatre di Londra Festival Globe to Globe - Olimpiadi 2012

“Cesare, attento a Bruto, bada a Cassio, non avvicinarti a Cinna, guardati da Casca [...] un pensiero solo unisce questi uomini, ed è rivolto contro Cesare. Se non sei immortale, guardati intorno”. è così che ha inizio la messinscena metafisica per la regia di Andrea Baracco, dove parole sussurrate dal cuore delle tenebre si stagliano su un’atmosfera onirica e surreale. Il “Giulio Cesare” con l’adattamento di Vincenza Manna e Baracco stesso, è stato scelto dalla commissione del prestigioso Globe Theatre di Londra a rappresentare l’Italia nella rassegna GLOBE TO GLOBE per onorare e celebrare l’intera opera di Shakespeare in occasione delle celebrazioni per le Olimpiadi di Londra del 2012. Giulio Cesare nella visione della regia di A. Baracco è un ibrido - scrive Manna nelle sue note di drammaturgia e traduzione -, un “individuo” generato dall’incrocio di due “organismi” diversi tra di loro ma strettamente legati l’uno all’altro: l’originale di W. Shakespeare (ritradotto e adattato) e un testo inedito che “amplia” e “sviluppa” il dramma shakespeariano secondo le esigenze della regia e del lavoro con gli attori, nel tentativo di gettare una nuova ed inedita luce su alcuni aspetti e tematiche del testo ritenute particolarmente interessanti e potenzialmente ricche di nuovi ed attuali significati. Gli interpreti sono attori professionisti e, nonostante la giovane età, provengono da importanti esperienze e collaborazioni. “... A mali estremi estremi rimedi. Oppure niente” Re Claudio - Amleto - IV, III.

foto Pepe Russo

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palcoscenico cinema! 9° edizione Multisala MPX - PADOVA 25 febbraio ore 18.00 Incontro con gli attori dello spettacolo GIULIO CESARE a seguire proiezione del film

cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani Prima dello spettacolo il pubblico potrà assistere al capolavoro docu-drama dei fratelli Taviani, che narra la messa in scena del Giulio Cesare da parte dei detenuti di Rebibbia diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli. La pellicola ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino 2012 e ha ricevuto la nomination come candidato italiano agli Oscar come miglio film straniero 2013. I fratelli Taviani dedicano quindi il loro ultimo film a questo importante progetto, dove il recupero di carcerati avviene attraverso la luce di un’Arte immortale nei secoli. Che non deve morire. “è un magnifico affresco di infelicità umane che risalgono da Shakespeare alla camorra, che l’arte potrebbe curare quando gli uomini d’onore lo sono davvero” Paolo Mereghetti - Corriere della Sera ENTRATA LIBERA

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marzo 2014 ore 21

maria paiato Fondazione Salerno Contemporanea Teatro stabile di Innovazione

anna cappelli, uno studio

di Annibale Ruccello scene di Francesco Ghisu costumi di Gianluca Falaschi luci di Carmine Pierri foto di scena Pepe Russo aiuto regia di Sandra Conti regia di Pierpaolo Sepe una produzione Fondazione Salerno Contemporanea Teatro stabile di Innovazione È l’oscuro scrutare di Ruccello che cercheremo di restituire con adesione intellettuale ed emotiva. È come se ci trovassimo al cospetto di un noir, in cui l’assassino è l’affermarsi di principi capaci di alterare le nostre nature, le nostre coscienze, le nostre azioni, i nostri destini e trasformarci in merda. Pierpaolo Sepe

Dopo l’entusiasmante esito dello spettacolo Erodiade di Giovanni Testori, nel quale l’attrice di rosso vestita solcava il palco con un’energia ipnotica, ritorna la felice collaborazione tra Maria Paiato e Pierpaolo Sepe, che continuano a studiare le possibilità di messa in scena del monologo. Il regista ci spiega che: Il testo è insidioso e pieno di trabocchetti. Il delirio naturalistico e minimale, ambientato in una miserabile Italietta degli anni Sessanta, a una lettura poco attenta può sembrare scarsamente dotato di una vena originaria limpida e necessaria; ma a uno sguardo più accorto non sfugge la mostruosa e depravata sottocultura piccolo-borghese che invade ogni respiro del dramma, incarnandosi in una donnina in apparenza docile e insignificante. Anna Cappelli, una provinciale insoddisfatta e in guerra col mondo, vive tra cene solitarie e domeniche al cinema, finché non incontra il ragionier Tonino Scarpa, proprietario di una casa con ben dodici stanze. Anna sfiderà il mondo andando a vivere nella “reggia” del compagno, nonostante il suo principe azzurro di provincia non abbia nessuna intenzione di sposarla, e da quel momento difenderà il suo nuovo status sociale con le unghie e con i denti, letteralmente.


foto Raffaella Cavalierix

palcoscenico libri

Nidodiragno Sanremo/Torino La Piccionaia / I Carrara Teatro Stabile di Innovazione

4ª EDIZIONE LIBRERIA FELTRINELLI via San Francesco, 7 - Padova 22 marzo ore 17.30

10

ivano marescotti incontro con il pubblico

aprile 2014 ore 21

Continua la preziosa collaborazione con La Feltrinelli: prima dello spettacolo serale incontriamo Ivano Marescotti, che ci proporrà tutti i retroscena dell’inizio di questa nuova avventura, iniziata da un’amicizia con il poeta romagnolo Raffaele Baldini. Interviene Caterina Barone, giornalista per il Corriere del Veneto e docente presso la facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Padova.

22

marzo 2014 ore 21

di Raffaello Baldini regia di Valerio Binasco scene di Carlo De Marino musiche di Arturo Annecchino luci di Vincenzo Bonaffini costumi di Elena Dal Pozzo suono di Giampiero Berti regista assistente Roberto Turchetta

la storia di antigone

Un personaggio un po’ matto, che colleziona ossessivamente i più assurdi oggetti del passato, è preso dall’idea di dar vita a una Fondazione che tenga viva la memoria delle cose più sfuggenti e dei pensieri: non quelli grandi dei poeti e dei filosofi, che tanto a questi ci pensano già i libri, ma quelli che vengono a tutti quanti in qualche momento della giornata, e sembrano tanto acuti, e poi spariscono nel flusso della vita. Questo personaggio, splendidamente velleitario e a modo suo eroico, cerca così di imbrigliare la vita (e la morte) nel suo delirio apparentemente bislacco, ma profondissimo. La Fondazione è un testo sulle cose che svaniscono e sul desiderio di conservarle: non a caso è stato scritto durante l’ultimo periodo di vita dell’autore.

ivano marescotti

favola in musica per cornacchie, cani selvatici, maledizioni, tiranni, sepolcri & fanciulle in fiore riscritta da Ali Smith dalla tragedia di Sofocle raccontata da Anita Caprioli cantata da Didie Caria regia di Roberto Tarasco elementi scenografici di Giovanni Tamburelli

Dalla presentazione al libro “La Fondazione” nel catalogo Einaudi.

ENTRATA LIBERA

Anita Caprioli, attrice sensibile e colta, torna in teatro e si cimenta in una rilettura dell’Antigone attraverso il testo della scrittrice scozzese Ali Smith, scelto da Alessandro Baricco come una delle storie “da salvare” (Collana Save the Story, un’idea editoriale della Scuola Holden pubblicata dal Gruppo Repubblica L’Espresso) Anita offre un’intensa interpretazione che trova perfetto connubio nell’ interazione con le melodie del cantante e musicista Didie Caria, così come si unisce efficacemente alle installazioni vibranti e surreali dello scultore Giovanni Tamburelli e alla cura dell’abito realizzato dall’atelier di Fabiana Bassani. La storia di Antigone è il resoconto di una cornacchia appollaiata su una delle 7 porte di Tebe. Dalla sua formidabile posizione il pennuto assiste al tentativo di Antigone di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice contro la volontà del nuovo re Creonte. Scoperta da una guardia, Antigone viene condannata ad essere tumulata in una grotta. A seguito delle profezie dell’indovino Tiresia e alle suppliche del 15 Anzianissimi Anziani della Polis, il Re decide infine di liberarla. Troppo tardi: Antigone nel frattempo è morta. Questo porta al suicidio del figlio di Creonte Emone, promesso sposo di Antigone, ed al decesso della madre, moglie del re: “E morirono tutti felici e contenti”! Rimane la cornacchia, con la sua fresca nidiata di cornacchiotti satolli di cibo, a raccontare la storia dal principio. Sono più importanti le leggi degli uomini o quelle di Dio? E queste ultime esistono, o sono anch’esse leggi di uomini ammantate di sacralità? Può una donna contrapporsi al potere di un uomo? E se questi è un re? Cosa è più giusto? Difendere i diritti del fratello o far rispettare la legge, anche se colpisce i familiari? Suscitando questi interrogativi Antigone rimane, a distanza di millenni, una straordinaria storia di emancipazione. La vicenda di una donna che con il coraggio di una visone “altra” e “alta” rivendica il suo diritto a parlare e si ribella a una ristretta concezione del potere tutta maschile. E più in generale la storia di una contestazione, risoluta e avventata, contro la “tirannia” della legge.

Arena del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna

la fondazione “Il grande poeta romagnolo Raffaello Baldini mi ha consegnato, prima di morire, il suo ultimo testo, poi pubblicato presso Einaudi, dicendomi: “fanne quello che credi”. La fondazione parla di un uomo che nella sua vita non riesce a buttare via nulla. Tiene da conto tutto, perfino le cartine che avvolgono le arance. La moglie lo ha mollato ma lui preferisce vivere tra la sua “roba”. Perché? Perché quella “roba” non rappresenta la sua vita, quella roba “è” la sua vita stessa. E quando quella “spazzatura” verrà buttata, anche lui seguirà la stessa sorte. Uno spettacolo comico solo perché spesso e fortunatamente, riusciamo anche a ridere di noi stessi, perché, come disse Leo Longanesi, “i difetti degli altri somigliano troppo ai nostri”. Ivano Marescotti

Ho un doppio privilegio in questo spettacolo: quello di lavorare con due grandi artisti come Baldini e Marescotti. L’incontro con un grande interprete è poco frequente per un regista. E con un grande poeta, ancor meno. In che cosa possa consistere il mio lavoro, in uno spettacolo come questo, a dire il vero non lo so. Al momento credo che la cosa essenziale sia quella di lasciarmi guidare (piccolo controsenso per un ‘director’), seguire la vita che nasce ogni giorno sulla scena così come si manifesta e, infine, prendermi cura della delicata bellezza che quei due – insieme –sanno creare. ‘Quei due’ sono Baldini e Marescotti, ovviamente. Sono una coppia d’arte che viaggia insieme da molti anni. Sono stati in qualche modo gli ‘scopritori’ l’uno dell’altro. Hanno un’intesa intima e inafferrabile. Hanno una storia d’amore felice. Il regista in questi casi corre il rischio di fare il terzo incomodo. Ho accettato il rischio, e mi sono messo in mezzo. Ho riso e pianto con loro tutti i giorni, un po’ in disparte, non sapendo bene cosa fare. Finché non è accaduta una cosa piuttosto sorprendente: a un certo punto non eravamo più in tre, ma eravamo diventati quattro. Tra noi c’era una creatura nuova, una strana fusione tra Marescotti e Baldini, più qualcosa, che nessuno di noi tre conosceva ancora (scusate se parlo di Baldini come se fosse vivo e presente alle prove, ma per Ivano è stato ed è così, e quindi lo è stato anche per me) ed era il Personaggio. Questo Personaggio Senza Nome è un uomo di struggente tenerezza. (…) Mi rendo conto che non sto parlando dello spettacolo, e non sto dicendo niente di come ci siamo ispirati a Kafka e a Bernhard, né di come abbiamo affrontato il dialetto e la dialettalità in modo più ‘psicologico’ che caratteristico, e la scena in modo tormentosamente metaforico ma anche realistico. Tutte cose certo più adatte alle Note di Regia. Ma sarebbe usare paroloni . Non si può. Questo testo è un fiore. Il teatro di Baldini/Marescotti è un fiore. Persino i paroloni possono fargli male. Fargli venire la voglia di richiudersi. Ci vogliono, al massimo, delle parolette. Parolette che sorridono, che dicono un po’, e poi volano via. Quelle che ho scritto fin qui, appunto. Grazie, Baldini. Buon divertimento. Valerio Binasco

Spettacolo realizzato nell’ambito del 65° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza diretto da Eimuntas Nekrosius

anita caprioli

Il progetto nasce dalla collana di “Save the story”, le storie da salvare proposte da Alessandro Baricco e pubblicate con il Gruppo Repubblica/L’Espresso.


studiomama.it

Arti inferiori Xi edizione

STAGIONE TEATRALE 2013/2014 PADOVA MPX - Multisala Pio X

19 novembre 2013 PAOLO ROSSI

l’amore è un cane blu

la conquista dell’EST

6 dicembre 2013

Accademia degli Artefatti ISABELLA RAGONESE

taking care of a baby regia di Fabrizio Arcuri

19 dicembre 2013 ARTURO CIRILLO SABRINA SCUCCIMARRA

25 febbraio 2014

ABBONAMENTI intero € 90,00 - ridotto studenti € 70,00

giulio cesare

VENDITA ABBONAMENTI rinnovi dal 22 al 28 ottobre cambio posto 30 e 31 ottobre nuovi dal 4 al 13 novembre in vendita presso l’MPX - Multisala Pio X dal lunedì al giovedì dalle ore 18.30 alle ore 20.30, venerdì dalle 16.30 alle 20.30. I nuovi abbonamenti saranno in vendita anche - con diritto di prevendita on-line su www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita vivaticket by Charta.

julius caesar regia di Andrea Baracco

6 marzo 2014 MARIA PAIATO

anna cappelli,

BIGLIETTI intero € 12,00 ridotto € 10,00 per studenti tessere “Studiare a Padova card 2013-14” e “Carta Giovani”, e possessori Carta Più e MultiPiù Feltrinelli

uno studio

regia di Pierpaolo Sepe

22 marzo 2014 IVANO MARESCOTTI

la fondazione

la purga

regia di Valerio Binasco

16 gennaio 2014

ANITA CAPRIOLI

10 aprile 2014

PREVENDITA E VENDITA BIGLIETTI Presso l’MPX Multisala Pio X prevendita biglietti il giorno precedente ogni spettacolo dalle ore 18.00 alle 20.00 e vendita il giorno dello spettacolo dalle ore 18.00 ad inizio spettacolo. Tutti i biglietti saranno in prevendita anche dal 14 novembre, con diritto di prevendita, on-line su www.arteven.it, www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita vivaticket by Charta.

la storia ci manca totò! di antigone STEFANO BENNI & FAUSTO MESOLELLA

30 gennaio 2014

Factory-Compagnia Transadriatica

romeo e giulietta MQVE AWARD

More Quality Visual theatre for Europe

14 febbraio 2014 Au Ments

malasombra

regia di Roberto Tarasco

Punto vendita autorizzato vivaticket by Charta a Padova, sia per abbonamenti che per biglietti: Ruzante Viaggi in Via Santa Sofia, 88 dal lunedì al venerdì ore 9.30 - 13 /15.30 - 19 e sabato ore 9.30 12.30, tel. 049 8750091 - infopd@ruzanteviaggi.it

INIZIO SPETTACOLI ORE 21.00

contropalco dalle 17.30

CINEMA LIBRI SWAP

Tutti gli incontri e le attività sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. Informazioni su eventuali altri incontri su www.arteven.it

INFO MPX Multisala Pio X - Via Bonporti 22 (zona Duomo) tel. 049 8774325 teatrompx@multisalampx.it - www.multisalampx.it Arteven tel. 041 5074711 Servizio Manifestazioni Spettacoli tel. 049 8205624/23 - dadamop@comune.padova.it http://padovacultura.padovanet.it www.arteven.it www.multisalampx.it A spettacolo iniziato non è consentito l’accesso in sala.


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