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3° Premio Internazionale “Arte Laguna” 3 rd International Prize “Arte Laguna” Arte Fotografica: 22 Ottobre - 2 Novembre 2008 Galleria dell’Istituto Romeno, Venezia 23 Novembre - 14 Dicembre 2008 Spazio espositivo “InParadiso”, Giardini della Biennale, Venezia Photographic Art: 22th October - 2nd November 2008 Gallery of the Romenian Institute, Venice 23th November - 14th December 2008 Art Gallery “InParadiso”, Biennale Gardens, Venice

Accademia di Belle Arti di Venezia

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Contributo della Regione del Veneto

Provincia di Venezia

Provincia di Treviso

Comune di Venezia

Comune di Treviso

Comune di Mogliano Veneto

Associazione Commercianti Treviso

Università Ca’ Foscari di Venezia

Fondazione Cassamarca

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LA GIURIA Carlo Sala (Critico d’Arte) Presidente di Giuria Viviana Siviero (Critico d’Arte e Curatore Indipendente) Giurato Igor Zanti (Critico d’arte) Giurato Rossella Bertolazzi (Direttrice della scuola di Arti Visive dell’Istituto Europeo di Design) Giurato

“Dedicato agli Artisti, che ogni giorno riscoprono l’anima delle cose”.

“To Artists, may they always disclose the soul of thinks”.

Arte Laguna

Marcello Carriero (Critico d’arte) Giurato Laurent Fabry (Direttore di Photosapiens.com) Giurato Ilaria Piccioni (Critico d’arte) Giurato

ORGANIZZAZIONE, REDAZIONE e SEGRETERIA Arte Laguna ® (info@artelaguna.it) MoCA (Modern Contemporary Art) Elena Bellio, Cristina Del Favero, Luca Della Coletta, Laura Gallon, Enrico Mancosu, Enrico Scala, Beatrice Susa, Sara Tortato PROGETTO GRAFICO: Beatrice Susa REALIZZAZIONE GRAFICA: Luca Della Coletta (lucagraphic@alice.it) TESTI E TRADUZIONI: Carlo Sala, Cristina Del Favero OPERA in prima pagina: Massimo Attardi (massimoattardi@inwind.it) STAMPA: Arcari - Mogliano Veneto (TV) © 2008 ARTE LAGUNA

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In qualità di Presidente della Regione del Veneto, saluto con apprezzamento il Premio Arte Laguna, un’iniziativa capace di creare sinergie forti e concrete tra le realtà artistico-culturali del territorio e di Contributo della Regione del Veneto estendersi oltre i confini regionali, creando un sistema efficace di promozione internazionale dell’Arte contemporanea. La Regione del Veneto è vicina alle iniziative che, con ambizione e determinazione, si propongono di accrescere il valore culturale del territorio, in un’ottica di sviluppo ed espansione. Ed è in quest’ottica che sosteniamo il progetto di Arte Laguna, un’iniziativa nata meno di due anni fa e già protagonista del panorama artistico nazionale. L’augurio è che esso possa crescere e svilupparsi tenendo fede al proprio impegno: favorire l’incontro fra artisti provenienti da ogni parte del Mondo, stimolandone in tal modo il dialogo artistico e la crescita professionale. In my capacity as President of the Region of Veneto, I give my regards to the International Prize Arte Laguna, an initiative that has been able to create strong and concrete synergies among the cultural realities of our territory and to extend beyond the regional territory, by creating an efficient system of international promotion of contemporary art. The Region of Veneto support those initiatives that, with ambition and determination, try to increase the cultural value of the territory. For this reason we support the Arte Laguna project, an initiative that began less than two years ago but is now protagonist of the national artistic setting. I wish it to grow and develop, by keeping its commitment: to encourage the encounter of artists coming from all over the World and stimulate among them the artistic dialogue and the professional growth.

Giancarlo Galan Presidente della Regione del Veneto President of Veneto Region

Il Premio Arte Laguna pur essendo relativamente giovane ha già saputo imporsi, per la qualità della selezione, nel panorama internazionale divedendo un appuntamento atteso e decisamente partecipato. È con grande soddisfazione, quindi, che voglio testimoniare, anche con queste poche righe, tutto il plauso dell’amministrazione della Provincia di Venezia ai tanti artisti partecipanti ed, in particolar modo, agli organizzatori ed alla passione che li ha spinti a promuovere questo momento assolutamente significativo per tutto il territorio. La Provincia di Venezia, in questi anni, sta provando con determinazione a promuovere la cultura e la ricerca, propria soprattutto dei più giovani, di luoghi e spazi che incoraggino la loro voglia di esprimere ciò che si portano dentro. In questo senso Arte Laguna, sia per ciò che concerne la parte dedicata propriamente al concorso che per quel che riguarda le esposizioni, incarna perfettamente l’idea di promozione della culturale alla quale tendiamo e con la quale crediamo sia doveroso promuovere collaborazioni sempre più proficue. Voglio, quindi, ringraziare quanti hanno voluto promuovere, anche per l’edizione 2008, questo importante momento e complimentarmi sinceramente con i partecipanti che con la loro opera impreziosiscono ulteriormente l’offerta culturale del nostro territorio. The Arte Laguna Prize, even if relatively young, has succeed in imposing itself – for the quality of the selection – in the international setting and becoming an awaited and much attended appointment. For this reason, I testify with great satisfaction the praise of the Administration of the Province of Venice to all the participants and, particularly, to the organizers whose passion motivate them to promote this absolutely significant moment in all our territory. [...] Arte Laguna perfectly embodies the idea of the cultural promotion to which we aim and a company with which we should establish more and more profitable agreements. For this reason, I want to thank all those who have promoted this important event and to congratulate myself on the participants that with their work further enrich the cultural offer of our territory.

E’ con grande piacere che la Città di Venezia accoglie il Premio Internazionale Arte Laguna, un concorso che, giunto alla terza edizione, è riuscito ad estendersi con successo oltre i confini provinciali di Treviso coinvolgendo nel proprio progetto di valorizzazione dell’Arte molte realtà importanti della nostra Città. Le mie più vive congratulazioni vanno a questa edizione del Premio, che è riuscita a realizzarsi nel migliore dei modi, coinvolgendo più di 3.000 artisti provenienti da ogni parte del Mondo e confermandosi un appuntamento sempre più importante nel calendario culturale italiano. Saluto pertanto con stima l’Associazione Culturale MoCA, lo Studio Arte Laguna, ma soprattutto gli Artisti, protagonisti indiscussi dell’evento e veri innovatori dell’Arte e del Gusto contemporaneo. It’s a real pleasure for the City of Venice to welcome the International Prize “Arte Laguna”, a contest that, got to its third edition, managed to successfully extend itself beyond Treviso’s provincial land by involving many important realities living in our Town in its project of valorization of Art. My sincere congratulations go to this edition of the Prize that has been realized in the best way, by involving more than 1.000 Artists from all over the World and becoming more and more important in the Italian cultural calendar. I give my regards to the Cultural Association MoCA, to Arte Laguna but, above all, to all the Artists, real protagonists of the event and innovators of contemporary Art and Taste.

La Fondazione Cassamarca ha volentieri dato il proprio patrocinio alla terza edizione del Premio Internazionale Arte Laguna, un concorso che, stagione dopo stagione, attira talenti provenienti da ogni parte del mondo, arricchendo e valorizzando la proposta culturale offerta dal territorio Trevigiano e Veneziano. L’augurio è che questa edizione del Premio riesca a realizzarsi nel migliore dei modi, soddisfacendo le crescenti aspettative manifestate dal largo pubblico nei confronti di questo evento artistico. I miei saluti più sentiti vanno pertanto all’Associazione Culturale MoCA, allo Studio Arte Laguna e a tutti gli Artisti. The Cassamarca Foundation gives with pleasure its patronage to the third edition of the International Prize Arte Laguna, a contest that, by the passing of the time, attract many talent artists coming from all over the World, by enriching and improving the cultural purpose of our territory. Best wishes to this edition of the Prize: may it succeed in successfully complete itself, by satisfying the growing expectations shown by the public towards this artistic event. Best regards to the Cultural Association Moca, to Arte Laguna and to all the artists.

Avv. On. Dino De Poli Presidente della Fondazione Cassamarca President of Cassamarca Foundation

Luana Zanella Assessore alla cultura del Comune di Venezia Assessor for Culture of City of Venice

Davide Zoggia Presidente della Provincia di Venezia President of Venice Province

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ARTE E CULTURA: ARMI VINCENTI ANCHE PER IL COMMERCIO

ART AND CULTURE: POWERFUL WEAPONS IN BUSINESS

L’arte e la cultura sono armi vincenti per il commercio, per lo meno quello più moderno e innovativo, nello stesso modo in cui da esso possono ricevere maggior valore e slancio. E’ questa la motivazione che ha indotto l’Associazione Commercio, Turismo e Servizi - da me presieduta - a supportare con entusiasmo e convinzione la terza edizione del Premio Internazionale Arte Laguna, una manifestazione che coinvolgerà l’intera città di Treviso, con opere di artisti di qualità, ampliando l’offerta culturale cittadina. Già in passato i commercianti trevigiani hanno ospitato, nei luoghi tradizionalmente deputati al consumo, opere artistiche e pittoriche con il desiderio di rendersi partecipi della vita culturale cittadina e con lo spirito di condivisione che anima chi, ogni giorno, da dietro il banco o all’interno di un negozio, è a stretto contatto con la gente. In questo modo il negozio si trasformava diventando un luogo di intrattenimento, oltre che di consumo o di servizio, e diventava esso stesso promotore e veicolo di una proposta artistica rivolta al cittadino e al consumatore. Sono convinto che siano queste le sinergie ideali da dover costruire per intraprendere con successo la strada del rilancio, non solo dell’arte e della cultura, ma anche dei centri storici e dei piccoli centri urbani.

Art and culture are successful goods to be exploited by business, at least the most modern and innovative one. In the same way, art and culture can reach more value and impulse from trade. For this reason, the Association for Trade, Tourism and Services presided by me - supports with enthusiasm and persuasion this third edition of the International Art Prize Arte Laguna. In the passed, Treviso’s traders took care of many of the hundreds artworks which entered the Prize with the want of participating in the cultural life of the town and sharing love for art with the people they met every day. In those occasions, shops were not only consumption or service locations, but entertainment places as well as promoters of art toward citizen and consumers. We believe that these are the ideal synergies to be established in order to successfully revive not only art and culture, but also towns and historical centers.

Guido Pomini Presidente dell’Ascom-ConfCommercio Treviso President of Ascom-ConfCommercio Treviso

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FOTOGRAFIA E ARTI VISIVE

PHOTOGRAPHY AND VISUAL ARTS

di Carlo Sala

by Carlo Sala

Ci si potrebbe chiedere se, al giorno d’oggi, abbiano ancora un senso dei concorsi dedicati alla fotografia. Domanda più che lecita, e le risposte potrebbero essere molteplici, a seconda della mission e della struttura peculiare che informa il singolo premio. Ogni critico che lavori con la fotografia contemporanea certamente ha una propria visione ben delineata, anche se aperta a nuove contaminazioni. Nonostante si viva in un’epoca post-Marshall McLuhan e le fonti del ricognitore d’arte siano notevolmente aumentate rispetto ad alcuni decenni fa (pensiamo alle enormi possibilità massmediatiche legate in particolare ad internet), i premi rimangono ancora un grande mezzo per ampliare il dibattito culturale. In particolare, operando con il Premio Arte Laguna, ho avuto modo di riflettere su autori che provengono da circa sessanta paesi del mondo, avendo così una panoramica indicativa della creatività di una buona porzione della Terra. Il contatto con modi diversi di concepire l’espressione fotografica, portatori di un background culturale molto variegato, mi ha indotto a numerose meditazioni. Al termine della

Some people wonders if nowadays photo-contests make still sense. It is a good question, but it receives different answers depending on the mission and the peculiar structure of each single prize. Critics that operate on contemporary art surely have their own vision, even when they are open to new contaminations. Though we are living in a postMarshall McLuhan’s époque and sources at each art-studious disposal have increased, as regards some decades ago (think about the enormous mass-media possibilities connected to internet), contests remain a great mean to extend the cultural debate. In particular, taking part in the Jury of this edition of the International Art Prize Arte Laguna, I had occasion to observe the works realized by many authors from around sixty different countries worldwide and have an indicative overview of the creativity of a good part of the Earth. Certainly, the study of different ways of conceiving photography and the observation of works realized by many representatives of different and variegated cultural backgrounds, led me to numerous meditations. So that

selezione anzi, forse qualche mia convinzione sul trend della ricerca contemporanea è perfino mutata. Una manifestazione del genere, in definitiva, non può che essere un’occasione di scambio e riflessione tra gli autori coinvolti, ma anche tra i colleghi curatori, ponendo in essere un utilissimo lavoro di scouting rivolto agli autori giovani, o meno giovani, che non sono abbastanza valorizzati dai meccanismi tradizionali del sistema dell’arte.

in the end of the selection I also changed some convictions I previously had about the trends of contemporary research. In short, an event like this is not to be considered only as an occasion of exchange and reflection among the artists, but also among the curators self, that realize a very useful work of scouting oriented towards more or less young artists who are not considered enough by the traditional mechanisms of the system of art.

Lo studioso che vuole avere uno sguardo attento sulla situazione della fotografia contemporanea, deve porsi una serie di interrogativi, senza prescindere da alcune problematiche storiche e culturali. Queste sono evidenti anche solo scorrendo in modo frettoloso e incompleto l’evoluzione della fotografia intesa come forma espressiva e culturale, ed in particolare prendendo come esempio alcuni accadimenti che hanno

Studious aimed to an attentive look at contemporary photography should ask themselves some questions, without living aside some historical and cultural problems, which are evident even glancing through the evolution of photography - intended as expressive and cultural form – and particularly considering some events that created relations between the new photographic mean and the older Western artistic esthetic.

Breve (e arbitraria) storia di una relazione ambigua

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Short (and arbitrary) history of an ambiguous relation

creato delle relazioni tra il giovane mezzo fotografico e la oramai adulta estetica artistica occidentale. Già nel titolo di questo testo, ammetto e preannuncio che la mia è una ricostruzione arbitraria ed incompleta, non ha affatto i crismi dell’excursus storico, ma si tratta semplicemente dell’esposizione di alcuni punti salienti, utili al mio modo di ragionare circa la fotografia. Oltre un secolo e mezzo fa, in una rivista italiana, apparve un articolo che, in termini vaghi, annunciava un nuovo modo di concepire l’arte. Nella Gazzetta Privilegiata di Milano, del 15 gennaio 1839 (che riprendeva una notizia apparsa una settimana prima sul Moniteur Parisien), si scriveva: “...è una rivoluzione nell’arte del disegno (…) poiché mediante il processo in questione, la natura stessa verrà riprodotta in un batter d’occhio, senza la cooperazione della mano dell’uomo.” 1 In questo modo pressappochistico, e con poca consapevolezza, viene annunciata la nascita della fotografia. Già dalle poche parole dell’anonimo cronista si capisce che, da un lato vi è un clima culturale positivistico e, dall’altro, è inevitabile che questo procedimento abbia subito una relazione con le arti in senso lato. Nel corso della sua storia la fotografia ha avuto un rapporto peculiare con le arti visive, certamente fondato su scambi reciproci, ingerenze, ed una rivalità spesso esasperata in modo quasi grottesco da una critica militante. Inevitabile pensare che uno dei motivi dell’affermazione iniziale della fotografia sia stato proprio la necessità di una corretta documentazione storica dei capolavori di pittura e scultura. La fotografia viene utilizzata dagli intellettuali che compiono il cosiddetto Grand Tour, ovvero i viaggi di esplorazione alla scoperta dei capolavori del nostro Belpaese. Con il nuovo mezzo potevano immortalare i segni delle civiltà antiche della penisola, ma anche i capolavori della grande pittura italiana. Basti pensare al minuzioso lavoro fotografico di John Ruskin ed alla sua collezione di dagherrotipi eseguiti in gran numero anche a Venezia. Si crea un entusiasmo culturale in cui gli storici diventano una sorta di avventurieri. Dopo questo periodo di sperimentazione, già sul finire dell’Ottocento, si assiste ad una prima massificazione del mezzo. Grazie ad apparecchi

As you may guess from the title, the text – I confess – is an arbitrary and uncompleted reconstruction of the evolution of photography; not exactly its history, but only some salient events that I considered useful to my personal way of thinking about photography. More than one Century ago, an Italian magazine published an article that, in an unclear way, announced a new way of conceiving art. In the Gazzetta Privilegiata di Milano of 15th January 1839 (that recovered a news published a week before in Moniteur Parisien) you could read: “It is a revolution of the art of drawing (…) as through the process in question, the nature self will be reproduced in a twinkling, without any help of the man”.1 In this approximate way, and with few consciousness, the origin of photography was implicitly announced. From the few words written by the anonymous reporter, we can perceive by one site the positivistic cultural climate, and, by the other side, the inevitable relation between the new procedure and the arts broadly speaking. During its evolution, photography had a peculiar relation with visual arts, surely based on reciprocal exchanges, interferences and a rivalries exasperated in an almost grotesque way by a militant critic. It is inevitable to think that one of the reasons of the initial affirmation of photography was the necessity of a correct historical documentation of the masterpieces of painting and sculpture. Photography was used by intellectuals that made the so called Gran Tour: the scouting journeys discovering masterpieces around Italy. With this new medium they could immortalize the signs of the ancient civilizations of the peninsula, but also the masterpieces of the great Italian painters (see, for example, John Ruskin’s detailed photographic work and his collection of many daguerreotypes realized in Venice). It followed a period of cultural enthusiasm in which historians became as some sort of adventurers. After this first period of experimentation, in the end of the eight Century there was a first wide diffusion of the mean. Thanks to more and more simple devices, there was a subsequent enlargement from the base of

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sempre più semplici nell’utilizzo, vi è un allargamento dalla base di persone che possono fotografare, ma la qualità dei risultati, ovviamente, ne risente. Proprio in questo periodo emerge il pittorialismo, un modo di concepire la fotografia che ha autori in vari paesi europei. Nello specifico, molti sono amateurs, ovvero persone non professioniste (non pensiamo però al termine odierno, non sono dei semplici dilettanti) che osano sperimentare, tramite trasgressioni rese possibili proprio dalla mancanza di fini commerciali. Per questi autori il filo rosso intellettuale, che li lega all’arte, è netto. Essi vogliono tendere all’artisticità del mezzo, tentando di riprodurre a livello fotografico le suggestioni del dato pittorico. Nonostante molti eccessi (che portano a esiti sterili), ne scaturiscono anche lavori di una qualità assoluta. Oggi potrebbe sembrare banale attestare il valore estetico del mezzo, ma non è sempre stato così. Rivolgendo l’attenzione alle avanguardie, si potrebbe prendere ad esempio il Manifesto del Futurismo del 1909. Alcuni firmatari del documento, tra i quali il grande Umberto Boccioni, furono scettici nei confronti del nuovo mezzo. Solo i più giovani fratelli Bragaglia non considerarono la foto come un mero mezzo, ma come una nuova e trasgressiva ipotesi linguistica.2 Anche dopo il “caso” Bragaglia, vera meteora del panorama, nel nostro Paese vi fu sempre il ritorno a tendenze più “addomesticate”. Un contesto che, in seguito alla prima guerra mondiale, sarà dominato nelle arti visive dal cosiddetto ritorno all’ordine e nella fotografia vedrà la necessità di ritrovare una funzionalità. Questo segna la nascita di grandi autori del fotogiornalismo, ma allo stesso tempo allontana lo spirito della vera ricerca, mantenendoli estranei al dibattito culturale europeo e americano. Senza contare che, nel periodo successivo alla Grande Guerra e con la conseguente affermazione del regime totalitario fascista, l’espressione fotografica viene utilizzata per fini meramente propagandistici. In quegli anni va affermandosi uno dei grandi problemi della situazione italiana, ovvero si iniziano ad instaurare una serie di legami con la riproduzione di moda, l’architettura ed il design, che presenta aspetti positivi, ma anche fortemente deleteri. In particolare, è apprezzabile il fatto che l’azione del mezzo fotografico si estenda verso più direzioni. Il grande

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persons that could take pictures. The quality of the productions was obviously affected by it. This period coincided with the origin of pictorialism, a way of conceiving photography that had its adepts in many European countries. Specifically, there were many amateurs – not professionals (without giving to this term the same meaning we give it nowadays) - who dared new experimentations, trough transgressions made possible just by the lack of commercial purposes. For this authors the red line that connected them with art was evident. They tended to the artistic-being of the mean, tempting to recreate through photography the same suggestions of the pictorial gesture. Despite many excesses (that led to sterile results) it followed works of great quality. Today it could seem trivial to attest the esthetic value of this media, but in the past it was not so. By paying attention to vanguards, we could take the Manifest of Futurism (1909) as an example. Some authors – among them, we mention the great Umberto Boccioni – were skeptic towards the new mean. Only the youngest Bragaglia brothers did not consider photography as a mere mean, but as a “new and transgressive linguistic hypothesis.” 2 After Bragaglia’s case - a real meteor of the panorama – in Italy there have always been a recur of more conformist tendencies. A contest that after the First World War was dominated in visual arts by the so called ‘return to order’ and by the necessity of regaining the functionality of photography. This phenomenon signed the origin of the great authors of photojournalism, but in the same time, removed Italian artists from the spirit of the real research, that characterized the European and American cultural debate. Without considering that in the period subsequent to the War and the consequent affirmation of the totalitarian Fascist regime, photography was used for mere propagandistic objectives. In these later years, it is going to be affirmed one of the greatest problem of the Italian contest: the establishment of strong ties with fashion, architecture and design, a situation that presents many positive - but also very deleterious - aspects. In particular, by one side we can appreciate

fraintendimento, tuttavia, deriva dal fatto che questi usi funzionali vengano scambiati per una ricerca dotata di una estetica intrinseca e quindi, a torto, bollati come vera indagine culturale. Un notevole passo in avanti nella presa di coscienza delle potenzialità espressive, andando oltre il lato empiristico della sperimentazione, viene dalla ricerca teorica degli anni successivi che produce un approfondimento significativo sull’estetica, in senso filosofico, della fotografia. Il dopoguerra in Italia è un crogiolo di iniziative, ma soprattutto di nuove diatribe; se in ambito pittorico vi è l’ideologica contrapposizione tra esigenze astratte e realismo, anche quello fotografico è lacerato, a causa di atteggiamenti che, in modo dogmatico (e frettoloso), intendono definite dalla storiografia le posizioni moderniste da un lato e neorealiste dall’altro. Bisogna sottolineare che dagli anni Sessanta e Settanta in poi, anche grazie ad un’apertura del nostro Paese alle esperienze internazionali, il dibattito s’intensifica e assume un maggior respiro. Alcune problematiche estetiche, prima sconosciute, vengono via via affrontate e si pongono così le basi per la ricerca odierna. Sintomatiche di ciò sono le modalità con le quali alcuni grandi autori si interroghino sul valore stesso della ricerca che compiono. Ugo Mulas realizza delle foto che hanno come tema la fotografia stessa, nell’intento di comprenderne il valore intrinseco. Il tempo dei circoli e del mito della fotografia americana è ormai passato; va inoltre evidenziato che il mondo della fotografia diviene il mezzo espressivo per autori che non sono propriamente fotografi. Pensiamo, a titolo esemplificativo, ad alcuni artisti dell’Arte Povera come Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto e Giulio Paolini, ma anche al romano Mario Schifano. Nascono e si sviluppano nuove relazioni tra il campo della ricerca artistica visiva in senso stretto e la fotografia, che porteranno, nei decenni successivi, all’affermazione di varie generazioni di fotografi oggi considerati i maestri del nostro tempo. Un breve excursus storico, necessariamente incompleto, ma funzionale ad una riflessione su quelle che sono state le domande che hanno caratterizzato la ricerca fotografica. Ancora oggi parte della critica italiana parla della cosiddetta emancipazione

the fact that photography is expanding its applications in many different directions. The great confusion derives, however, from the fact that these functional uses are mistaken by a research reach in an inherent esthetic and consequently wrongly labeled as a real cultural investigation. A great step further in the consciousness raising of the expressive potentialities of the media, beyond the empirical side of experimentation, derives from the theoretical research of the successive years, oriented to the esthetic of photography, intended in a philosophical sense. The Italian post-war period was a melting pot of initiatives, but above all diatribes. Since in painting there was an ideological opposition among abstract requirements and realism, photography was rived by attitudes that, in a dogmatic (and hasty) way, intended the modernist positions by one side and neorealist on the other side as definite by historiography. It is necessary to underline that after the Sixties and the Seventies, thanks to an international openness of our country, the debate extended. Studious posed esthetic problems that were not known before and surely established the bases of current research. It is symptomatic how some great authors interrogated about the same value of the research they did. Ugo Mulas took some pictures that had photography self as main theme, in order to understand its intrinsic value. The time of clubs and of the myth of American photography was gone. Besides, it’s important to add that the photo-world became the expressive mean of some authors that were not to be properly considered as photographers. Think about, for example, some Italian representatives of Poor Art, such as Giuseppe Penone and Giulio Paolini, or Mario Schifano. There were some new relations between visual artistic research and photography, that led - in the following decades - to the affirmation of various generations of photographers that are presently considered as masters of today. Here a short summary of the history of photography, deliberately uncompleted and functional to our reflection on the big questions that characterized the photographic research. Still today some Italian critics speak about the so called ‘emancipation of photography from visual arts’, in the effort of giving it a role of total

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della fotografia dalle arti visive. Si vorrebbe sancirne un ruolo di totale autonomia rispetto alle altre espressioni. In una prospettiva storiografica, queste posizioni potevano apparire come fondate in altri momenti del dibattito. Oggi, in modo palese e consolidato, ma in realtà già dagli anni Sessanta, l’arte vive certamente un processo di intermedialità irreversibile. La distinzione del mezzo è un qualcosa di limitante per un autore, che certamente può avere una maggiore adesione ad un linguaggio, piuttosto che ad un altro, ma non è possibile decretare dei limiti all’espressione. Non volendo certo arrivare a dire che la fotografia diviene il diletto degli artisti in senso lato, ritengo di poter ribadire che il fotografo odierno, che persegue una ricerca di tipo artistico e non solo documentaristico o commerciale, debba necessariamente porsi numerosi interrogativi. In particolare, come per le altre espressioni, occorre avere una netta cognizione del proprio tempo. La fotografia è figlia di tutta una serie di istanze sociali che divengono imprescindibili, perché rispecchiano un senso estetico dell’oggi. Non è possibile pensare ad una disciplina che agisca in modo distaccato dal suo contesto. Qualsiasi produzione della cultura del presente è inscindibilmente legata a fattori storici, sociali, filosofici, antropologici ed artistici, ai quali neanche la fotografia può sottrarsi.

IL VINCITORE PAOLO ANGELOSANTO, DOV’E’ IL LUPO? Paolo Angelosanto mette in scena il suo corpo a livello performativo, come mezzo espressivo, talvolta mediante il camouflage. Delle sue azioni rimangono generalmente dei video o delle fotografie. Questi da un lato sono dei simulacri dell’evento, ma al tempo stesso sono dei lavori dotati di un discorso linguistico autonomo. Scorrendo i lavori precedenti dell’autore, vediamo Angelosanto vestire i panni di una Didone contemporanea, in Wunderkammer. Ne emerge una ricerca che non mira a esiti meramente autoreferenziali, anzi, l’artista stesso ha dichiarato in un’intervista che vuole agire adottando il corpo umano nelle sue possibilità, come punto di contatto con l’esterno.3

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autonomy as regards the other expressions. In an historical perspective, this position could seem as established in other moment of the debate. This concept is today evident and consolidated, but it is the consequence of a long period – that started during the Sixties - during which art has been living a process of intermediality. Distinctions among the media are limiting for an author, that certainly can have a greatest affinity with a language, but cannot be subject to any expressive restriction. I don’t mean photography is a delight for artists broadly speaking, but I confirm that the today’s photographers that perceives an artistic research – not only documentarian or commercial – should necessarily ask themselves numerous questions. In particular, in the same way as the other expressions, authors have to necessarily have a proper cognition of their time. Photography is a consequence of many social instances that become essential, as they reflect an esthetic sense of the present. It is not possible to think of a discipline that acts detached from its contest. Any production of the present culture is inseparably linked to historical, social, philosophical, anthropological and artistic factors, to which not even photography can escape from.

THE WINNER PAOLO ANGELOSANTO, WHERE IS THE WOLF? Paolo Angelosanto stages his body at a performative level, by using it as an expressive mean, sometimes by means of camouflage. Generally, results of his actions are videos or photographs. These are, by one side, as some sort of simulacra of the event, but also works rich in an autonomous linguistic speech. Observing his previous works, we can observe Angelosanto putting himself in a contemporary Didone shoes, in Wunderkammer. From this work emerges a research which is not aimed to mere auto-referential outcomes. On the contrary, as the artist self declared in an interview, he acts “by using the human body in his possibilities, as a point of contact with the outside”.3 In his performative works there is always a strong relation with the user. To

Nei suoi lavori performativi vi è sempre un forte rapporto con il fruitore. Porre in essere una gestualità semplice, ma al tempo stesso fortemente comunicativa. Esaltare il valore delle piccole azioni usualmente accantonate da una società troppo frenetica, per riflettere sul loro valore intrinseco. Un ritmo visivo che permette di cogliere la carica espressiva di situazioni che possono essere ironiche o riflessive, ma certamente ricche di pathos. Un voler indagare nel profondo i valori impliciti della relazione interpersonale, come fattore di scambio, in una pluralità di interpretazioni e punti di vista. Progetti in cui è spesso esaltata la diversità. In I feel different, l’omonima frase, oltre che essere recitata in una “globalizzante” espressione inglese, è scandita in calabrese, dialetto del luogo dove è avvenuta la performance, recitando sugnu diversu. All’interno del lavoro m’ama non m’ama, vi è la consapevolezza del credito altrui a costituire l’anello essenziale per un Io fragile che regge un complesso di relazioni esterne (ma anche interne) che si palesano quotidianamente. Nell’opera che ha vinto il Premio internazionale Arte Laguna, intitolata Dov’è il Lupo?, l’autore fonde ironia e saggezza popolare che deriva da una dimensione collettiva. Questa però viene a dialogare con la sfera personale dell’autore. Per usare le parole di Angelosanto nel descriverla, l’opera narra della: “...crescita nel risolvere situazioni di paura, di inadeguatezza, di solitudine e sconfiggere angosce che fanno svanire conflitti e fantasmi, con coraggio alle difficoltà, superando le fasi più difficili “attraverso l’audacia dell’arte”.4

realize a simple gestuality, but at the same time strongly communicative. To exalt the value of simple actions, usually put aside by a too frenetic society to reflect on their intrinsic values. A visual rhythm that permits to get onto the expressive power of some situations, that can be ironic or reflective, but surely rich in pathos. To desire to dig up searching some implicit values in the interpersonal relation as a factor of exchange, with manifold interpretations and points of view. Projects in which usually diversity is exalted. In I feel different, the same sentence is played in a “globalizing” English sentence, as well as pronounced in Calabrian, a local dialect of the area where the performance took place, by means of these words: “sugnu diversu”. In m’ama non m’ama (trad. he/she loves me, he/she loves me not) there is the consciousness of the other people’s credibility as an essential element for a fragile Me that supports many external (but also internal) relations, everyday disclosed. In the work with which he won the International Art Prize Arte Laguna, entitled Dov’è il lupo (trad. Where is the wolf), the author mixes irony and popular wisdom deriving from a collective dimension. But the collective dimension self dialogues with the personal sphere of the author. By using Angelosanto’s words in describing his art piece, the work faces the theme of the “personal growth when resolving situations of fear, inadequacy and solitude and when defeating anguishes neutralizing conflicts and ghosts, facing difficulties with courage, overcoming the most difficult phases “through the audacity of art”).4

Notes:

Note:

1 Gazzetta Privilegiata di Milano, n°15, 15th January 1839

1 Gazzetta Privilegiata di Milano, n°15, martedì 15 gennaio 1839

2 Italo Zannier, La fotografia Italiana. Critica e Storia, Milano, Jaca Book, 1994.

2 Italo Zannier, La fotografia Italiana. Critica e Storia, Milano, Jaca Book, 1994.

3 Massimiliano Tonelli, exibinterviste, la giovane arte – Paolo Angelosanto, in

3 Massimiliano Tonelli, exibinterviste, la giovane arte – Paolo Angelosanto, in

www.exibart.com pubblicata il 29 agosto del 2003; 4 dichiarazione rilasciata dall’arista nell’ambito del Premio Internazionale Arte

www.exibart.com published on 29th August 2003; 4 statement issued by the Artists in occasion of the International Art Prize Arte

Laguna 2008.

Laguna 2008.

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Artista vincitore 3째 Premio Arte Laguna Sezione Arte fotografica Winner of the 3 rd Arte Laguna Prize Photographic Art section

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Paolo Angelosanto Nato a Saint Denis [Francia], nel 1973. Nel 1999 riceve uno Studio d’artista a Palazzo Carminati presso la Fondazione Bevilacqua la Masa, a Venezia. Tra le sue mostre collettive ricordiamo “Autori Tratti Italiani” (1999) presso la Fondazione Bevilaqua la Masa di Venezia; “Doppiavù” (2002) a Palazzo delle Papesse, a Siena; “Quotidiana 02” (2002) e “Aperto 97” (1997) al Trevi Flash Art Museum di Trevi. Nell’attività rientrano anche i progetti “INT. 12” (2003/2004, Roma), “Wunderkammer” (2007) presso il MLAC - Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università la Sapienza di Roma e “Gemine muse” (2005) a Helsinki [Finlandia]. Vive e lavora a Roma. “Paolo Angelosanto utilizza il suo corpo a livello performativo come mezzo espressivo. Delle sue azioni rimangono generalmente dei video o delle fotografie. Questi da un lato sono dei simulacri dell’evento, ma al tempo stesso sono dei lavori dotati di un discorso linguistico autonomo. Nell’opera Dov’è il Lupo l’autore fonde il lato ironico ad una riflessione circa la paura, la solitudine e l’inadeguatezza verso le situazioni della vita. Questo realizzando delle ambientazioni semplici, ma dotate di un forte valore comunicativo.” Carlo Sala, 2008

He was born in Saint Denis [France], in 1973. In 1999 he received an artist studio at Palazzo Carminati, Bevilacqua la Masa Foundation, in Venice [Italy]. Among his collective expositions we mention “Autori Tratti Italiani” (1999) at Bevilacqua la Masa Foundation in Venice; “Doppiavù” (2002) at Palazzo delle Papesse in Siena; “Quotidiana 02” (2002) and “Aperto 97” (1997) at Trevi Flash Art Museum in Trevi. Among his activities, “INT. 12” (2003/2004, Rome), “Wunderkammer” (2007) at the MLAC – Museum Laboratory of Contemporary Art at La Sapienza University in Rome and “Gemine muse” (2005) in Helsinki [Finland]. He lives and works in Rome. “Paolo Angelosanto stages his body at a performative level, by using it as an expressive medium, sometimes by means of camouflage. Generally, results of his actions are videos or photographs. These are, by one side, as some sort of simulacra of the event, but also works rich in an autonomous linguistic speech. In his work Dov’è il lupo (trad. Where’s the wolf) the author mixes an ironic attitude to a deep thinking over fear, solitude and inadequacy towards the difficulties of life.” Carlo Sala, 2008

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Dov’è il lupo, 2008 foto lambda lambda photo 80 x 120 cm

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Menzione Speciale del Presidente di Giuria per il miglior Artista straniero Great Mention of the President of the Giury at the best Foreign Artists

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FeltusFeltusKrauseBliemel (FFKB) FeltusFeltusKrauseBliemel è una collaborazione intima tra Tobias e Joseph Feltus e le loro rispettive muse Caroline Bliemel (nata in Germania, laureata in arti teatrali) ed Elizabeth Krause (nata in Inghilterra, costumista per cinema e teatro). I fratelli Feltus (1979 e 1982), nati in America da due pittori figurativi, si sono trasferiti ad Assisi nel 1987. Le loro opere fotografiche e cinematografiche hanno una forte sensibilità pittorica e le fotografie sono create esclusivamente in pellicola fotochimica, senza alcuna manipolazione digitale. Il gruppo FFKB vive e lavora tra l’Italia e l’Inghilterra. “Nei lavori di FeltusFeltusKrauseBliemel si pone una riflessione sul concetto di modernità, volta a superarne i limiti della definizione stessa. Nelle loro composizioni si percepisce l’ardua sfida di creare dei raffronti culturali con la tradizione pittorica rinascimentale italiana. Immagini in cui avviene un citazionismo colto, ed il fattore corpo rappresentato è posto in pose rigorose dominate da una tensione quasi scultorea. Il risultato porta ad un’idea di fotografia che non vuole essere fondata sulla fragilità del presente, ma su una evidente atemporalità.” Carlo Sala, 2008

FeltusFeltusKrauseBliemel is a close collaboration between Tobias and Joseph Feltus and their respective muses Caroline Bliemel (born in Germany, graduated in theatre arts) and Elizabeth Krause (born in England, costume designer for film and theatre). The Feltus brothers (1979 and 1982), born in the United States, sons of two figurative painters, moved to Italy in 1987. Their photographic and cinematic works are charged with a strong painterly sensibility, and their photographs are created exclusively on film, with no digital manipulation. The FFKB group lives and works between Italy and England. “In FeltusFeltusKrauseBliemel’s works there’s a reflection on the concept of modernity, aimed to the overcoming of its own definition. In their compositions, the user can perceive the hard challenge to create cultural comparisons with the Italian pictorial tradition of the Renaissance. Images in which there’s a use of cultured quotations and where the representation of the body is subject to rigorous poses dominated by an almost sculptural tension. The result of this choice is an idea of photography that does not intend to be established on the fragility of the present, but on an evident atemporality.” Carlo Sala, 2008

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Heimischer Zirkus Triptych (02.17, 05.17, 02.33), 2008 tre negativi cross-processed, stampati su carta fotochimica three cross-processed negatives printed machine on blueprinting paper 115 x 36,5 cm

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Premio Speciale Jarach Art Gallery Special Prize Jarach Art Gallery

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Martina Della Valle Nata a Firenze nel 1981. Ha studiato fotografia all’Istituto Europeo di Design a Milano. Ha esposto le sue opere in varie occasioni; a Milano alla Galleria Artopia e presso Viafarini, al Palazzo delle Papesse di Siena, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, alla Galleria Civica di Modena oltre che a Praga [Repubblica Ceca] per TinaB’08 e alla FotoBiennale di Salonicco [Grecia]. Nel 2007 ha partecipato al CSAV della Fondazione Antonio Ratti (Trento) e al programma Residenza alla Dena Foundation di Parigi [Francia]. Vive e lavora tra Firenze, Milano e Berlino [Germania]. Vive e lavora tra Berlino, Milano e Firenze. “La vera protagonista degli scatti di Martina Della Valle è la quotidianità. La fotografa immortala oggetti comuni, ognuno di essi con una storia da raccontare. Grazie al suo sguardo raffinato ed attento, emergono delle suggestioni che evocano stati d’animo peculiari che vanno oltre la presenza tangibile ed oggettuale. Momenti narrati che hanno un forte impatto sullo spettatore, perché parlano di attimi di vita comuni a tutti. Una foto che fa riflettere sull’infanzia giocosa, ma anche complessa, ritraendo un intimo luogo di rifugio.” Carlo Sala, 2008

She was born in Florence [Italy], in 1981. She studied photography at the European Institute of Design, in Milan. She exposed in many occasions: at the Artopia Gallery and at Viafarini in Milan; at Palazzo delle Papesse in Siena, at Sandretto Re Rebaudengo Foundation in Turin, at the Civic Gallery of Modena, in Praga [Czech Republic] in occasion of TinaB’08 and in Salonicco [Greece] in occasion of the PhotoBiennale. In 2007 she participated in CSAV at the Antonio Ratti Foundation (Trento) and at the Residency Program of the Dena Foundation in Paris [France]. She lives and works among Berlin, Milan and Florence. “The real protagonists of Martina Della Valle’s creations is daily life. Her photography immortalizes common objects, all of them with an history to be narrated. Thanks to her refined and attentive eyes, she let emerge suggestions that evoke particular moods going beyond the tangible and objectual presence. The narrated moments have a deep impact on the spectator, telling about moments of life common to everyone. The picture lets the user think about the playful - but in the meanwhile complex childhood, through the representation of an intimate refuge.” Carlo Sala, 2008

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Rifugio#2 (dalla serie fotografica “Rifugi”), 2006 stampa fotografica alla gelatina ai sali d’argento silver-gelatin printing 120 x 120 cm


FRP2 - Filippo Piantanida - Roberto Prosdocimo Il gruppo FRP2 è nato nell’Ottobre 2007. Ha partecipato al premio Slam ArteVerona 2008 e ricevuto una Menzione d’onore Creatività Innovativa al PremioFotografico2008. Tra le mostre a cui hanno partecipato, ricordiamo la collettiva D’EROS I THANATOS (2008) a Barcellona [Spagna], la collettiva WhiteNight (2008) a Varese e la collettiva del Ghiggini Premio Giovani (2008). Erano presenti a Art Verona 2008 e Artissima 2008. Il gruppo FRP2 vive e lavora a Milano. “Filippo Piantanida e Roberto Prosdocimo (FRP2) creano una ricerca di tipo spaziale, in cui tutto l’impianto dell’immagine è basato su delle rigorose forme geometriche. Nei loro lavori fanno emergere luoghi asettici in cui il lato emotivo dei soggetti raffigurati è totalmente annullato. Per tale motivo, il fruitore che osserva le loro fotografie si sente a disagio, quasi avvolto da un senso d’angoscia. Questo, mediante una sospensione temporale, che porta ad un senso di irrealtà dell’immagine.” Carlo Sala, 2008

The FRP2 Group was born in October 2007. They participated in Slam ArteVerona 2008 and received a Special Mention Innovative Creativity at the PremioFotografico2008. They took part in the collective exhibition D’EROS I THANATOS (2008) in Barcelona [Spain], WhiteNight (2008) in Varese [Italy] and in the collective exposition of the Ghiggini Premio Giovani 2008. They were present at Art Verona 2008 and Artissima 2008. The FRP2 Group lives and works in Milan. “Filippo Piantanida and Roberto Prosdocimo (FRP2) create a spatial research in which the general installation of the image is based on rigorous geometrical forms. In their works, they let emerge aseptic places in which the emotional side of the represented subjects is totally annulled. For this reason, the user that observes their photographs fills ill-at-ease, almost wrapped in a sense of anguish. This effect is created by a temporal suspension that transmits a sense of unreality to the image.” Carlo Sala, 2008 Untitled_004, 2008 stampa lambda, doppio plexiglass lambda print, double Plexiglas 100 x 70 cm

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Premio Speciale Galleria 3D Special Prize 3D Art Gallery

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Benedikt Partenheimer Benedikt Partenheimer è nato a Monaco [Germania], nel 1977. Ha studiato filosofia, storia e storia dell’arte alla LMU, a Monaco. Oltre agli studi in fotografia alla RMIT [Melburne, Australia] e alla Parsons School of Design di New York [USA], ha anche lavorato come assistente per Richard Avedon. In seguito al diploma alla BFA Photography nel 2003, ha lavorato a livello internazionale a vari progetti fotografici ed esposto le sue opera in USA, Grecia, Germania, Sud Africa, Australia, Spagna e Danimarca. Vive e lavora a Berlino. “Il lavoro di Benedikt Partenheimer realizza una visione costruita, per proporre molteplici riferimenti simbolici. All’apparenza ludica, la sua ricerca pone delle riflessioni sulla condizione umana. La figura ritratta sembra quasi un personaggio ‘kafkiano’ narrato in una situazione paradossale. Una sorta di tragedia contemporanea in bilico tra sensazioni opposte, che porta ad una percezione ambigua e quasi conflittuale.” Carlo Sala, 2008

Benedikt Partenheimer was born 1977 in Munich [Germany]. He studied philosophy, history and art history at the LMU University in Munich. Besides his photography studies at the RMIT University, in Melbourne [Australia] and Parsons School of Design, in New York [USA], he also worked as an assistant for Richard Avedon. Since his graduation in BFA Photography in 2003 he has been working internationally on various photography projects and showing his work in USA, Greece, Germany, South Africa, Australia, Spain and Denmark. He lives and works in Berlin. “Benedikt Partenheimer’s work creates a constructed vision, aimed to purpose many symbolic references. His research, apparently recreational, suggests some reflections on the human condition. The pictured figure seems a Kafka-character narrated in a paradoxical situation. A sort of contemporary tragedy in the balance among opposite feelings, that leads to an ambiguous and adversarial perception.” Carlo Sala, 2008

Point of View #4 (Les Fleurs du Mal), n.d. foto analogica analog photo 110 x 90 cm

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Premio Speciale Spazio Arte dei Mori Special Prize Spazio Arte dei Mori Art Gallery

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Virginia Garfunkel Virginia Garfunkel è nata nel 1979 e cresciuta a Buenos Aires [Argentina]. Ha studiato Filmografia alla Escuela Nacional de Experimentación y Realización Cinematográfica (E.N.E.R.C.) a Buenos Aires e frequentato un corso di Fotografia alla Escuela de Fotografia Creativa Andy Goldstein, sempre a Buenos Aires, dove ha ottenuto il diploma di fototecnico. Dal 2005 studia Comunicazione Visiva - con Fotografia quale prima materia - alla Fachhochschule für Technik und Wirtschaft Berlin (FHTW) a Berlino [Germania]. Ha esposto tra Berlino e Buenos Aires. Tra i premi a cui ha partecipato ricordiamo il Bollini Foundation Price (Buenos Aires, 2002) e il Premio Nazionale di Arti Visive al Palais de Glace (Buenos Aires, 2007). Vive, lavora e studia a Berlino. “Ogni edificio possiede una propria storia, che riflette le numerose esistenze che lo popolano. Virginia Garfunkel utilizza le architetture come strumento per narrare la condizione degli uomini che vi sono a contatto. I suo squarci urbani sono i ‘teatri’ in cui vanno di scena numerose storie ricche di aspettative, stupore e momenti emotivi. Una ricerca per trovare l’anima e l’essenza dei luoghi, che possono emergere anche dal ferro e dal cemento dei palazzi.” Carlo Sala, 2008

Virginia Garfunkel was born in 1979 and grew up in Buenos Aires [Argentina]. She studied Film at the National School for Cinematographic Experimentation and Direction, E.N.E.R.C. (2000-2002). She also studied Photography at the School for Creative Photography Andy Goldstein, where she got her Degree as Fototechnician (2000-2002). Since 2005 she has been studying Visual Communication - with Photography as Mayor Subject - at the FHTW Berlin University [Germany]. She participated in many exhibitions in Berlin and Buenos Aires and took part in the collective of the Bollini Foundation Price (Buenos Aires, 2002) and the National Price for Visual Art at the Palais de Glace (Buenos Aires, 2007). She lives, works and studies in Berlin. “Each building have its own history, that reflects the many existences that live in it. Virginia Garfunkel uses her architectures as tools in order to narrate the condition of the human being that are in contact with them. Her urban foreshortenings are stages where many stories reach in expectations, amazement and emotional moments are played. Her work represents a research to look for the core and the essence of places, that can also emerge from the iron and the cement.” Carlo Sala, 2008

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Oasis city, n.d. elaborazione digitale da fotografie analogiche digital elaboration from analogical photographs 45 x 180 cm

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Gli artisti finalisti

The finalist artists Emanuela Ascari Alessandra Baldoni Frantisek Blazo Jennifer Braun Alessio Carosi Martina Calvo Cristian Castelnuovo Maura Compagnoni Claudia Fainguersch Davide Franceschini Resi Girardello Gian Luca Groppi Evi Lemberger Sara Magni Mauro Martin Sissa Micheli Alexa Miller Alessandro Pianca Manuela Radice Stefania Romano Michael Sardelic Julia Schstag Clement Vailhe Corinne Vionnet

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Emanuela Ascari Italy, 1977 A fost o data... (ca nici o data, ca daca n-ar fi nu s-ar povesti) (trad. C’era una volta..), 2008 fotografia digitale a colori, stampa ink-jet su carta fotografica full-colour digital photo, inkjet print on photographical paper 56 x 37 cm (dittico / diptych)

Alessandra Baldoni Italy, 1976 Ho sognato la mappa, l’incrocio d’ossa, 2008 stampa a colori da negativo negative full-colour print 60 x 50 cm

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Frantisek Blazo Ex-Czechoslovakia, 1946 Knight implacable, 2008 stampa digitale su lamina digital print on foil 110 x 62 cm

Jennifer Braun Germany, 1982 Gezeiten/Tides, 2008 foto analogica, elaborazione digitale analogical photo, digital elaboration 55 x 55 cm

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Alessio Carosi Italy, 1972

Marina Edith Calvo Italy, 1960 Distacco, n.d. stampa ai sali d’argento su carta baritata da negativo B/N negative B/W salt printing on baryta paper 50 x 50 cm

Arrow curr, 2008 foto digitale, pannello in legno verniciato digital photo, varnished wood panel 50 x 75 cm


Maura Compagnoni Italy, 1979

Cristian Castelnuovo Italy, 1977

Silly Season, 2007 fotografia digitale digital photo 200 x 150 cm

formaldeide.untitled_22 limited ed. 1\1, 2008 stampa lambda lambda print 80 x 120 cm

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Claudia Fainguersch Argentina, 1962 Fait II, 2007 fotografia digitale digital photography 40 x 30 cm

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Davide Franceschini Italy, 1976 Non è un hotel neanche l’Africa , 2005 stampa lambda lambda print 90 x 60 cm

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Gian Luca Groppi Italy, 1970 Stanze (Mutazioni), 2006 fotografia analogica, stampa ai Sali d’argento analogical photo, salt printing 40 x 30 cm (dittico / diptych)

Resi Girardello Italy, 1972 Qualcosa di mia nonna, n.d. fotografia (anaglifo) photography 50 x 70 cm

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Sara Magni Italy, 1980

Evi Lemberger Germany, 1983

What about the city, 2008 collage fotografico digitale digital photographic collage 51 x 34 cm

Boasn Sepp, Engelshuette, 2008 stampa lambda lambda print 50 x 50 cm

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Mauro Martin Italy, 1954 Composizione sentimentale, 2006 carta fotografica photo paper 75 x 48 cm

Sissa (Silvia) Micheli Italy, n.d. “Victim of Apartment Fire Is Mourned by Neighbors, NY TIMES, April 22, 2006�, 2007 stampa cromogenica c-print 100 x 100 cm

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Alexa Miller U.S.A., 1977 RollerGirls, 2007 stampa lightjet lightjet print 100 x 67 cm

Alessandro Pianca Italy, 1980 My Light Lie, 2008 acrilico, oro, tela acrylic, gold, canvas 100 x 120 cm

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Manuela Radice Italy, 1976 Bodyland #4, 2008 stampa lambda su alluminio lambda print on aluminium 70 x 100 cm

Stefania Romano Italy, 1975 La PietĂ , 2008 stampa cromogenica digitale digital c-print 68 x 68 cm


Michael Sardelic Austria, 1959 Movere - Sheets No 51, 2008 stampa laser laminata su Kapa速 fix, lamina UV, struttura in alluminio laser print laminated on Kapa速 fix, UV laminate, aluminum framework 90 x 84 cm

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Julia Schestag Russia, 1975 Selfanalysis after Rembrand. Self-portrait., 2007 fotografia digitale digital photography 100 x 100 cm

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Corinne Vionnet Switzerland, 1969 Pisa (Photo Opportunities), 2006 stampa a inchiostro su carta sbiadita, alluminio inkjet on archival matte paper, aluminium 30 x 40 cm

ClĂŠment Vailhe France, 1970 Femme au violoncelle arte fotografica photographic art 55 x 80 cm

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Gli artisti menzionati The mentioned artists Massimo Attardi Anna Paola Bartolomeo Stefano Bonazzi Erdal Buldun Antonio Campanella Giulio Fabbri Gian Luca Groppi Jean-Noel Lanthiez Paula Mahoney Francesco Minucci Valerie Morignat Milena Novotny Alberto Quoco Natalia Saurin Louise Te Poele Ivonne Thein Cristina Treppo Jung-a Yang

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Massimo Attardi Italy, n.d.

Anna Paola Bartolomeo Italy, 1967

The End, 2007 stampa fotografica alla “gomma bicromata� su tavola di legno gum bichromate printing on wood 102 x 102 cm

Matese, 2006 stampa digitale su carta digital printing on paper 50 x 70 cm

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Erdal Buldun Turkey, 1964

Stefano Bonazzi Italy, 1983

Canal Grande, n.d elaborazione digitale digital elaboration 105 x 70 cm

The last day on earth, 2007 elaborazione digitale digital elaboration 40 x 60 cm

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Giulio Fabbri Italy, 1963 La stanza della Donna Cavallo, 2008 stampa lambda su dibond lambda print on dibond 70 x 70 cm

Antonio Campanella Italy, 1978 Be Invisible Now!, 2008 stampa lambda lambda print 50 x 70 cm


Gian Luca Groppi Italy, 1970 Imprinting (Mutazioni), 2006 fotografia analogica, stampa ai sali d’argento analogical photo, salt printing 52 x 52 cm (dittico / diptych)

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Jean-Noel Lanthiez France, 1959 Nude101, 2008 fotografia su carta, B/N photo on paper, B/W 42 x 28 cm

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Francesco Minucci Italy, 1974

Paula Mahoney Australia, 1974

Bubbles, 2008 fotografia digitale digital photo 100 x 70 cm

Intentionally causing serious injury, 2008 stampa digitale digital printing 110 x 88 cm

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Valerie Morignat Canada, 1974 Resurrection, 2007 fotografia digitale subacquea digital underwater photography n.d.

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Milena Novotny Germany, 1979 Loneliness / Einsamkeit, 2005 c-print montato su Ultra fotografato con un Sinar, 4 x 5� Dia c-print mounted on Ultra photographed with a Sinar, 4 x 5� Dia 96 x 85 cm

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Natalia Saurin Argentina, 1976 Inner inside, 2008 stampa digitale, supporto alluminio digital printing, aluminium support 60 x 80 cm

Alberto Quoco Italy, 1951 Gocce, 2003 getto d’inchiostro su carta fotografica inkjet printing on photo paper 50 x 70 cm


Ivonne Thein Germany, 1979 Thirty-two kilos, 2007 stampa lambda lambda print 55 x 80 cm

Louise Te Poele Netherlands, 1984 Farmer series 1, 2008 fotografia digitale digital photo n.d.

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Cristina Treppo Italy, 1968 Luce#2, 2006 stampa lambda su dibond lambda print on dibond 105 x 85 cm

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Jung-a Yang Korea, 1972 Real illusions #2, 2005 fotografia (C-print) c-print photography 90 x 70 cm

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RINGRAZIAMENTI

THANKS

Il Premio Internazionale Arte Laguna giunge quest’anno alla sua Terza Edizione. Il rinnovarsi di un appuntamento così ambizioso e complesso, espressamente dedicato alla promozione e valorizzazione dell’Arte Contemporanea, testimonia, da un lato, il forte riscontro ottenuto presso il pubblico negli anni precedenti; dall’altro, il prezioso supporto ricevuto da quanti, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Salutiamo dunque, con stima e riconoscenza, l’Accademia di Belle Arti di Venezia e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, istituzioni di primo piano nell’ambito dell’alta formazione, ma anche la Provincia di Venezia, la Provincia di Treviso, il Comune di Venezia, il Comune di Treviso e Città di Mogliano Veneto, nonché la Fondazione Cassamarca, per aver patrocinato con fiducia e apprezzamento questa edizione del Premio. Esprimiamo tutta la nostra riconoscenza, inoltre, per il sostegno ricevuto della Regione del Veneto e dall’Ascom che, oltre a concedere il proprio patrocinio, hanno sostenuto concretamente la realizzazione del concorso attraverso un contributo economico. Esprimiamo vivo apprezzamento ai membri della Giuria per l’entusiasmo e la professionalità dimostrati nel delicato lavoro di valutazione: Carlo Sala, Viviana Siviero, Igor Zanti, Rossella Bertolazzi, Marcello Carriero, Laurent Fabry, Ilaria Piccioni. Un particolare ringraziamento va rivolto a coloro, che hanno creduto maggiormente nel concorso, offrendo agli artisti meritevoli la possibilità di esporre presso importanti Gallerie di Venezia: la Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia che ospiterà, dal 22 ottobre al 2 novembre, la collettiva mostra dei diciotto artisti menzionati; lo Spazio Espositivo “InParadiso”, presso i Giardini della Biennale, che ospiterà, dal 23 Novembre al 14 Dicembre 2008, la mostra collettiva dei trenta artisti finalisti; Jacopo Jarach, che accoglierà negli spazi della Jarach Art Gallery le esposizioni di Martina Della Valle e del Gruppo FRP2; Laura Aliprandi, che metterà a disposizione la Galleria 3D per l’allestimento della mostra personale di Benedikt Partenheimer; Raffaella Borghi e Luigi Tenti che accoglieranno presso lo Spazio Arte dei Mori l’esposizione di Virginia Garfunkel. Salutiamo con riconoscenza, inoltre, i nostri Media Partner: il Gazzettino, l’ottavo quotidiano d’informazione italiano e il maggior quotidiano del Nord-est, Inside Art, il mensile d’arte e cultura più innovativo d’Italia nato con l’obiettivo di valorizzare le nuove tendenze, Radio Imago, la webradio italiana dedicata l’arte, alla cultura e allo spettacolo, Seroxcult.org, il web magazine finalizzato alla promozione della creatività giovanile e Photosapiens.com, la directory professionale francese dedicata al mondo della fotografia. Ulteriori dovuti ringraziamenti per aver consentito l’organizzazione di tutte le manifestazioni previste spettano agli sponsor del premio: Finblock, Capo d’Opera, Casinò di Venezia, Unicredit Banca, Assicurazioni Generali e Arscolor. Desideriamo infine esprimere la nostra gratitudine agli Artisti che, con la loro sensibilità costituiscono la vera risorsa del Premio Internazionale Arte Laguna, come testimonia l’alto livello qualitativo raggiunto dalle opere presentate.

The International Art Prize Arte Laguna got its third Edition. The recur of a so complex and ambitious appointment – expressively aimed to the promotion and valorization of contemporary art - testifies, in a way, the great interest obtained by the public during the last editions, but also the precious support received by those who, in different ways, contributed to the realization of the project. We thank with regard and gratitude the Venetian Academy of Fine Arts and the Ca’ Foscari University, first-rate institutions in the field of education, but also the Venice Province, the Treviso Province, the City of Venice, the Municipality of Mogliano Veneto, as well as the Cassamarca Foundation, for having given with confidence and appreciation their patronage to this edition of the Prize. We also express all our gratitude for the support received by the Veneto Region and Ascom, that, in addition to their patronage, concretely encouraged the Prize with an economical contribute. We express our appreciation to all the members of the Jury, for the enthusiasm and professionalism demonstrated during the evaluations: Carlo Sala, Viviana Siviero, Igor Zanti, Rossella Bertolazzi, Marcello Carriero, Laurent Fabry, Ilaria Piccioni. A particular thank to all those who most believed in the contest and offered the worthier artists the possibility to show their works in important expositive settings in Venice: the Art Gallery of the Romania Istitute for Culture and Humanistic Research that will hold the collective exhibition of the eighteen mentioned artists, from 22nd October to 2nd November 2008; the Art Gallery “InParadiso”, at Biennale Gardens that will hold from 23rd November to 14th December 2008, the collective exposition of the 30 finalist artists; Jacopo Jarach, that will show Martina Della Valle’s and FRP2’s artworks at the Jarach Art Gallery; Laura Aliprandi, who will offer Benedikt Partenheimer the expositive setting of the 3D Gallery for a personal exposition; Raffaella Borghi and Luigi Tenti that will organize Virginia Garfunkel’s exposition at Spazio Arte dei Mori. We greet with pleasure our Media Partners: il Gazzettino, the national daily-paper, Inside Art, the art magazine, Radio Imago, the web-radio, Seroxcult.org, the web site and Photosapiens.com, the French professional directory for photographers. We also thank the sponsors of the Prize: Finblock, Capo d’Opera, Casinò di Venezia, Unicredit Banca, Assicurazioni Generali, Arscolor. We also express our gratitude to all the Artists that, with their great sensitivity, constitute the real richness of the International Art Prize Arte Laguna, testified by the high quality of the artworks presented in this Catalogue.

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ARTE LAGUNA PRIZE 3th Edition - Photographic Art  
ARTE LAGUNA PRIZE 3th Edition - Photographic Art  
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