Lunedì 6 agosto 2012
DIARIO DI BORDO
Così inizia il nostro campo tra le montagne lecchesi nella magica atmosfera che ispirò la stesura dei ‘’Promessi Sposi’’. Dopo la mattinata passata in treno, arrivati in prossimità di Lecco, finalmente siamo riusciti ad ammirare quel famoso ‘’ramo del lago di Como’’ che ci ha accompagnati per quasi tutto il tragitto sino a Colico. Al nostro arrivo ci ha accolti una splendida tavolata imbandita preparata dai volontari e dopo il pranzo abbiamo partecipato a una serie di giochi di conoscenza reciproca seguiti da una breve pausa per prepararci alla serata. La cena è stata offerta dal circolo ARCI ‘’Promessi Sposi’’ di Lecco e preceduta da un breve intervento dell’ex presidente dell’ANPI di Lecco Giancarla Pessina; nel suo discorso ha ricordato la nascita dell’associazione specificandone il contesto storico e culturale collegandolo alle idee pacifiste della sua famiglia e al vissuto relativo al periodo, di conseguenza anche alle motivazioni che l’hanno spinta ad avvicinarsi all’associazione. Infine ci ha esposti i futuri progetti dell’ANPI, riguardanti sempre la conquista e la difesa della democrazia, e il significato della parola LIBERTA’. Abbiamo allegramente concluso la serata passeggiando per il centro di Lecco. Giulia, Isabel, Fiammetta.
Martedì 7 agosto 2012 Primo vero giorno al campo di Colico: sole, lago e montagne da sogno accompagnano finalmente la nostra esperienza di lavoro e riflessione alla scoperta del vero significato di una parola che è anche uno stile di vita, la memoria. Ascoltando i racconti della guida storica Gabriele Fontana nei luoghi della Resistenza di Colico, abbiamo potuto provare sulla pelle cosa significhi recuperare la nostra storia, fare politica, rinnovare la memoria. Abbiamo ripercorso i sentieri dimenticati che ragazzi della nostra stessa età hanno solcato per conquistare la libertà, per poter vivere senza essere schiavi di ideologie o dittatori. Abbiamo visitato i ceppi eretti a memoria dei partigiani morti su queste montagne, monumenti che noi tenteremo di riportare alla luce con il sogno di poter essere i protagonisti di una nuova Resistenza.Dopo aver pranzato tutti insieme nelle nostre baite, grazie allo straordinario aiuto dei “ragazzi dello Spi-Cgil”, abbiamo incontrato una giornalista lombarda, Roberta Mani , che si occupa di raccontare e denunciare l'esplosione del fenomeno mafioso al Nord Italia, ritenuto, fino a qualche anno fa, immune al contagio. Roberta si è trattenuta con noi a cena, per continuare a parlare, discutere e confrontarci insieme di fronte al meraviglioso tramonto offerto dal lago di Como. La serata è continuata nella sede del comune di Colico dove abbiamo incontrato il sindaco Raffaele Grega e Tiziano Ubbiali di Arci-Lombardia per parlare dei beni confiscati in questo territorio, per comprendere quanto le Mafie siano vicine a noi e quanto sia nostro il compito di combatterle tutti insieme. Angelo Chilla Stefano Zanarini
Mercoledì 8 agosto 2012 Nel mattino di oggi siamo andati a pulire la lapide di Bettiga Dario, di cui si ignorava l’esistenza poiché dimenticata da più di 60 anni. La storiografia lo considera non un combattente ma un pastore che si imbatté in una truppa di soldati nazisti che gli intimarono l’alt, ma lui scappò e fu ucciso. Abbiamo valorizzato l’area della croce con una recinzione celebrativa e con la creazione di un sentiero nuovo per arrivarvi. Il lavoro duro e faticoso nella terra è stato ripagato dalla gioia di aver visto rinascere un simbolo della memoria da sempre trascurato. Nel pomeriggio c’è stato un incontro con Jole Garuti dell’Associazione Saveria Antiochia-Omicron, che si occupa di educazione alla legalità democratica tramite un osservatorio sulla criminalità organizzata nel Nord Italia. Durante il discorso è stato messo in evidenza il legame tra la Resistenza partigiana e l’attuale opposizione alle mafie. All’incontro ha partecipato anche Emanuele Patti, presidente dell’Arci di Milano che ha illustrato le scelte politiche di sostenibilità dell’associazione e il suo ruolo di promozione sociale sul territorio. Alla sera abbiamo partecipato allo spettacolo teatrale di e con Beppe Casales “La spremuta – Rosarno, migranti, ‘Ndrangheta”, che raccontava in maniera coinvolgente la vicenda di Rosarno, anche attraverso le storie personali di alcuni dei suoi protagonisti, come Daniel Allen e Antonio Bellocco. La rappresentazione ha suscitato riflessioni sulle condizioni degli extracomunitari soggetti al caporalato nel sud - Italia, ancora oggi vittime del razzismo; sulla mentalità mafiosa e sulle politiche populiste della Lega. Dopo due giorni di lotte e tormenti ci siamo rassegnati alla supremazia dei ghiri, autentici padroni del territorio, decisi a farci passare un’altra notte insonne. Daniele e Niccolò
Giovedì 9 agosto 2012 Il primo viaggio è dentro se stessi La mattina si apre come sempre con la colazione e scorrendo le facce dei presenti si può benissimo cogliere la disperazione serpeggiante: l'assedio dei ghiri alla nostra baita peggiora quotidianamente e ormai ogni difesa è ceduta. Partiamo per Uschione, località vicino Chiavenna, proprio al confine con la Svizzera. In realtà molti di noi si accasceranno in auto esausti dal sonno e alla disperata ricerca di un pò di riposo... Arrivati ai piedi del sentiero ci accorgiamo subito che non sarà proprio una passeggiata. Il sentiero si snoda da Chiavenna fino alla cima della montagna ed è per buona parte intagliato nella roccia o messo faticosamente assieme con varie lastre di roccia disposte verticalmente. Lastre di roccia: una diabolica trappola mortale composta da sottilissime rocce drammaticamente levigate dal tempo e quindi dannatamente scivolose. Secondo le indicazioni avremmo dovuto impiegare circa quaranta minuti a percorerre il sentiero, ma si sa: le indicazione dei montanari sono molto, molto, ma davvero tanto indicative. I nostri quaranta minuti infatti dureranno circa due ore, ma a noi sono sembrate almeno cinque. La prima lezione che si apprende lungo il sentiero è la "regola del buttare l'occhio": bisogna contemporanemanete buttare un occhio a chi cammina davanti perché cosi si osserva il passo da tenere e quali siano le rocce meno insiodiose, bisogna buttare un occhio a chi cammina dietro perché in caso di difficoltà spetterà a noi soccorerlo... il tutto senza dimenticarsi di tenere gli occhi ben fissi su dove si poggiano i piedi! Insomma lungo il sentiero si è un gruppo e si arriva tutti assieme, senza lasciare indietro nessuno e senza fuggire in avanti: semplicemente perché questo è il vero interesse di tutti.
Arrivati ad Uschione incontriamo una fontana: mai provato un cosi inteso sentimento nei confronti dell'acqua. Ci soffermiamo a guardare le
caratteristiche case in sasso ai bordi della strada, salta subito all'occhio che i materiali di costruzione sono sempre stati pochi e ciò che ci sembra bello perchè insolito e speciale ai nostri occhi è in realtà frutto di una vera e propria esigenza e di una sfida vinta. Le strade in salita, la gente che si saluta e si conosce da sempre, il campo di calcetto dove si ritrovano a giocare tutti i bambini del borgo, la veranda del circolo arci che funge da punto di ritrovo per tutto il paese... tutto sa di una comunità che si raccoglie intorno ai problemi che il territorio impone senza perdersi d'animo. Senza dubbio ci troviamo davanti alla semplice rivelazione che, se mai ce ne fossimo dimenticati, una comunità vera può vincere qualsiasi problema e non c'è nulla che sia al di sopra delle forze comuni. Quindi c'è davvero qualche problema che si debba considerare irrisolvibile e senza soluzione come le Mafie? E al contempo dove si trova il materiale con cui costruire una comunità se non dentro di sè? E se dovesse sembrare che il materiale sia poco e la sfida troppo grande si può decidere di vivere la sfida quotidianamente con convinzione e determinazione, in fondo se si vuol vivere le proprie utopie tutti assieme queste diventano improvvisamente Utopie Ragionevoli. Angelo, Francesca e Damiano
Venerdì 10 agosto 2012 Siamo arrivati al nostro penultimo giorno di campeggio. Sveglia d’ordinanza alle 7:30, colazione rapida e chili di caffè in vena per connettere i lobi. Picco e pala in direzione Torre di Fontanedo, un piccolo borgo dove è stato seppellito un partigiano, Bazzi Carlo, per il quale abbiamo reso agibile il sentiero che conduce al suo luogo di sepoltura. Strappare erbe, falciare ramoscelli e zappare il terreno sono stati necessari per raggiungere l’obbiettivo. In un paio d’ore, nonostante la nostra inabilità cronica di ragazzi del nuovo millennio cresciuti a pane e computer, siamo rientrati illesi. Il bagno nell’acqua ghiacciata del lago di Como ci ha mondato da ogni sudore e fatica. Un pranzo massiccio e un pisolino ristoratore ci hanno portato l’energia per affrontare la seconda parte della giornata. Muniti di block notes e telecamere, divisi in bande, siamo andati a sondare le opinioni dei colichesi riguardo alla cittadinanza attiva, alla politica e all’antimafia. Nonostante i ripetuti dinieghi, abbiamo portato a casa alcune riprese e qualche risposta che non ci si aspettava. Tempo di divorare una pizza e bere un caffè e siamo andati all’incontro con Sergio Pomari, segretario dello SPI CIGL di Lecco, e abbiamo ascoltato le testimonianze di alcuni lavoratori attivi nelle fabbriche degli anni cinquanta. Federico e Angelo ci hanno raccontato delle loro diverse esperienze lavorative, l’importanza delle lotte sindacali per la conquista dei loro diritti e il ruolo diverso e centrale che aveva la solidarietà nella vita operaia. Durante il dibattito è stata portata alla luce la diversa condizione del mercato del lavoro contemporaneo estremamente frammentato ed esposto al ricatto. La serata si è chiusa in tranquillità seduti con un cocktail in mano ad assistere ad uno spettacolo pirotecnico per la notte di san Lorenzo di fronte al lago. Sergio e Corrado
Sabato 11 Agosto 2012 La musica dei Violent Femmes ci ha destato dal profondo sonno verso le 7.30 del mattino: l’ultimo giorno è iniziato! Come sempre i volontari dell’Auser di Colico ci aspettavano per portarci sui luoghi della memoria. Oggi abbiamo piantato una quindicina di pali per segnalare il percorso che porta dalla croce di Bettiga Dario in località San Rocco a quella di Bazzi Carlo a Fontanedo e per questo lo abbiamo intitolato “Sentiero Bettiga – Bazzi”. Insieme a noi sono venuti Claudio Bartesaghi dell’Anpi, sezione dell’Alto Lario ed Enrico Avagnina, presidente dell’Anpi di Lecco che ci hanno donato alcune interessanti pubblicazioni sulla Resistenza lecchese. Entrambi ci hanno espresso vicinanza e apprezzamento per il nostro lavoro e impegno ribadendo l’importanza di ricordare quanto è successo per affrontare con maggiore senso critico il presente. Finito di lavorare abbiamo raggiunto Fiammetta e Damiano che avevano allestito con tutto l’occorrente uno splendido pic – nic lungo il lago. Prima di cena e dopo la solita doccia gelata ci siamo riuniti per la verifica finale durante la quale ci siamo confrontati sull’andamento della settimana. Alle 19 tutti pronti per uscire. Alle 20.30 siamo già con le gambe sotto il tavolo per la cena conclusiva del laboratorio presso il circolo Arci Cantum del Sasel di Sondrio. Angelo e Giulia