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Viaggio di istruzione a Corleone_06-09 Aprile 2106

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Dal 2011 Arci Lecco, all’interno delle proposte di educazione alla cittadinanza e alla legalità democratica, propone alle scuole l’esperienza di un viaggio di istruzione per conoscere alcune realtà che gestiscono i beni confiscati alle mafie. In particolare la cooperativa Lavoro e Non solo di Corleone e da quest’anno l’Associazione Nero e Non Solo di Caserta. Il viaggio è un’occasione per incontrare chi quotidianamente lavora con l’obiettivo di costruire una società più giusta e libera dalle mafie ma anche per conoscere le bellezze artistiche dei luoghi visitati.

Dal 6 al 9 aprile 2016, la classe terza UC dell’Istituto Bertacchi di Lecco è stata coinvolta in un viaggio di istruzione, questa volta un po’ diverso dalla canonica gita storico-culturale. In questo viaggio gli studenti sono stati ospitati dalla cooperativa Lavoro e non solo di Corleone (PA). I ragazzi hanno potuto conoscere direttamente i protagonisti delle azioni di antimafia in ambito sociale e istituzionale. Questo Diario di Bordo, completo di fotografie, è stato scritto direttamente dagli studenti durante l’esperienza e diffuso in tempo reale in provincia di Lecco mediante social network e testate giornalistiche web locali. Buona lettura!


PRIMO GIORNO 06/04/2016

Oggi siamo partiti: direzione Palermo. Ci siamo trovati alle 5.45 presso il parcheggio inferiore del centro commerciale la meridiana . Dopo aver disposto le valigie sul pullman ci siamo diretti ad Orio al Serio . Per le 6.30 siamo arrivati in aeroporto e dopo aver superato il check-in abbiamo atteso il momento di imbarcarci . Alle 8.30 ci siamo accomodati nei posti dell'aereo e alle 8.45 siamo partiti. Siamo atterrati a Palermo alle 10.15 con ben 20 minuti di anticipo e dopo aver recuperato i bagagli abbiamo incontrato la nostra guida, Ornella della cooperativa Lavoro e non solo. Dopo aver preso la navetta ci siamo diretti finalmente a Cinisi, in provincia di Palermo. Girato un po' il paese e ascoltata la storia di Peppino Impastato ci siamo diretti fuori centro dove abbiamo mangiato delle squisite specialità nell' alimentari del fratello di Impastato, Giovanni. Nel pomeriggio, finito di pranzare, abbiamo avuto la possibilità di andare al mare dove ci siamo precipitati a bagnare i piedi divertendoci insieme. Dopo aver fatto una passeggiata nel porto e visto lo splendido panorama è arrivato il momento più significativo della giornata: la visita a Casa memoria Felicia e Peppino Impastato. La signora Cristina ci ha illustrato in modo molto chiaro e esauriente tutta la storia di questo eroe che si è battuto contro la mafia. È stato un momento speciale ricco di emozioni: soprattutto ci ha colpito questa storia, poiché non è una realtà molto lontana da noi essendo fatti accaduti poco meno di cinquant'anni fa. Parole che ci hanno segnato, ci hanno fatto pensare e riflettere lasciando sicuramente qualcosa di profondo dentro ognuno di noi. Finita la visita abbiamo avuto la possibilità di contare i famosi 100 passi da casa di Peppino fino a casa di Gaetano Badalamenti, mandante dell’omicidio di Peppino: momenti emozionanti e intensi. Infine, abbiamo preso il pullman e ci siamo diretti a Corleone, percorrendo una strada particolarmente dissestata, a causa di moti franosi. Dopo un'oretta e mezza di viaggio siamo arrivati a casa Caponnetto dove alloggeremo fino a sabato. Questa giornata è stata molto interessante perché ci ha aiutato a comprendere una realtà a noi sconosciuta.


SECONDO GIORNO 07/04/2016

Sveglia alle ore 7.00: anche oggi la giornata è stata impegnativa. Dopo un'abbondante colazione, ci siamo incamminati alle 9.10 verso la nostra prima tappa: il cimitero di Corleone. Dopo dieci minuti di passeggiata per il paese, siamo giunti a destinazione. Qui la nostra guida Ornella ci ha spiegato cosa avremmo visto, ovvero le tombe di due uomini valorosi: Bernardino Verro e Placido Rizzotto, due eroi che hanno combattuto a fianco di lavoratori sfruttati, portando in alto le loro voci. Dopo essere entrati nel cimitero abbiamo reso omaggio ai due martiri lasciando un pensiero scritto da noi sulla tomba (foto), abbiamo visto la cappella di Michele Navarra, medico corleonese, uomo di mafia che commissionò l'omicidio di Rizzotto. È stato un momento toccante, che ha scosso i nostri cuori, soprattutto quando la nostra guida Ornella si è commossa parlandoci della storia di Placido Rizzotto, personaggio importantissimo per il paese di Corleone. Abbiamo continuato il nostro tragitto attraversando il paese, dopo un percorso particolarmente in salita, alle 10.30, siamo finalmente arrivati alla bottega della legalità, ossia la nostra seconda tappa della giornata. Qui siamo state accolte da Annalisa, la responsabile, la quale ci ha spiegato che l'edificio, in precedenza, era la casa del mafioso Provenzano. Ci ha spiegato la storia della mafia, la sua evoluzione nel tempo con le relative conseguenze citando vittime e carnefici. Al piano terra è collocata la bottega vera e propria, dove è possibile acquistare dei prodotti tipici artigianali; dopo una breve introduzione, siamo quindi saliti ai piani superiori per vedere i quadri dipinti da Gaetano Porcasi, con i quali vuole raccontare la realtà mafiosa e far riflettere e smuovere l'animo delle persone. Salendo, Annalisa ci ha chiesto di prestare molta attenzione a tutto ciò che ci circondava: infatti, le scale sono rivestite da una lastra di vetro, simbolo dei giovani che si battono per smascherare i misfatti. La ringhiera è stata lavorata con il sale e lasciata volontariamente grezza: raffigura le lacrime amare per tutti coloro che hanno perso la vita conducendo una dura battaglia contro "Cosa Nostra". Siamo poi salite al secondo piano, dove ci è stata spiegata la storia della mafia dal 1800 in poi e ci sono stati illustrati i quadri significativi che rappresentano le vicende di coloro che hanno combattuto un'ardua lotta mettendo a repentaglio la propria vita. Annalisa ci ha poi citato molto nomi partendo da Bernardino Verro, Rizzotto Placido, Giuseppe Letizia, Peppino Impastato, Carlo Alberto Dalla Chiesa fino ad arrivare ai magistrati Falcone e Borsellino, oltre a Emanuela Loi e Rita '' la picciridda''. Queste ovviamente sono solo alcune delle persone che, nonostante mille difficoltà, avvertimenti, minacce e problemi, hanno continuato a


combattere a testa alta per un unico obiettivo comune. Colpiti dalle storie raccontate da Annalisa, abbiamo scritto dei pensieri su un registro che raccoglie le emozioni dei visitatori, prima di avviarci verso la casa del boss Totò Riina, alla quale siamo arrivati verso le 12.30 -casa confiscata e affidata dal 2008 alla guardia di finanza- il comandante e Gino Rizzotto, gentilissimi finanzieri, ci hanno spiegato tutte le dinamiche e la vita di questo boss rispondendo alle nostre domande e dissipando ogni dubbio. Così conclusa la lunga chiacchierata, ci siamo recati alla cooperativa per pranzare. La mattinata è finita lasciandoci emozioni che ricorderemo per tutta la vita. Terminata la pausa pranzo, ci siamo incamminati di nuovo alla scoperta di Corleone, passando davanti al centro dedicato a Giuseppe di Matteo. Il ragazzo, figlio di un pentito, fu rapito e dopo 2 anni di prigionia, sciolto nell'acido dalla mafia. Nella stessa via sono ubicate la maggior parte delle abitazioni dei mafiosi del paese dove tuttora abita la moglie di Totò Riina. Percorrendo un sentiero, siamo giunti a delle bellissime cascate, che abbiamo immortalato immediatamente. Tornati poi sui nostri passi, dopo circa un quarto d'ora di erta salita, abbiamo raggiunto una delle due torri saracene per goderci il panorama estasiante. Scesi, ci siamo diretti verso piazza Garibaldi, per visitare la ''Chiesa Madre'' (duomo), dove abbiamo avuto anche il piacere di ascoltare una nostra compagna cantare l'Ave Maria di Schubert. Usciti dall'edificio religioso, abbiamo raggiunto la seconda torre adibita ad eremo francescano; dopo averlo visitato, ci siamo recati in piazza Asilo, antistante il museo etnografico del Corleonese, dove un sacerdote ci ha dimostrato come questo territorio non sia solo luogo di terrore, ma anche e sopratutto un paese culturalmente ricco e culla di numerosi artisti, specie nel 1500. Ornella poi ci ha portato ad assaggiare uno dei prodotti più caratteristici di questa terra: il cannolo; gustata questa delizia, ci siamo poi riposati al parco, dove abbiamo avuto la possibilità di far conoscere il nostro dialetto alla nostra guida. Verso le 20, ci siamo quindi diretti nella chiesa di Santa Maria, per poi arrivare stanchi, ma soddisfatti e molto affamati alla cooperativa. Anche questa giornata è stata sicuramente molto intensa, ma, nonostante ciò, la fatica è stata ripagata dalla consapevolezza che non sono esperienze comuni e che siamo stati molto fortunati nel poter vivere questa esperienza.


TERZO GIORNO 08-04-2016

La giornata di oggi, come le precedenti è stata intensa e impegnativa. Dopo aver fatto colazione, alle 8.45 siamo partiti da Corleone, direzione Palermo. A causa del traffico siamo arrivati a destinazione alle 10.45. Abbiamo subito raggiunto il luogo dove è stato ucciso il magistrato Paolo Borsellino, di fronte alla casa della mamma e della sorella Rita. Qui, in attesa di quest'ultima, abbiamo osservato l'ulivo, arrivato fin qui dalla Palestina, per commemorare le vittime di questa strage. Esso, infatti, è collocato nello stesso punto in cui fu posta l'autobomba che uccise Borsellino e la sua scorta composta da Agostino, Claudio, Emanuela, Vincenzo e Walter. Alle ore 11.00 ci ha raggiunti Rita, qui siamo stati toccati nel profondo dalle sue parole, in particolar modo dalla frase conclusiva: "Io non ho mai pianto per mio fratello è mai piangerò, perché Paolo vive in ognuno di voi e finché lui vivrà in voi non ci sarà nulla per cui piangere. Solo nel momento in cui il suo ricordo morirà, forse ci sarà da piangere. Adesso bisogna solo stringere i denti e andare avanti." Salutata Rita, abbiamo appeso dei pensieri sull'ulivo per lasciare un ricordo della nostra visita. Subito dopo siamo andati a pranzare, assaggiando alcune specialità (l'arancino, crocchette di patate, pane e panelle). Verso le 13.45 abbiamo visitato il palazzo reale, che ospitava anche una mostra di opere di Antonio Ligabue. Poi ai piani superiori abbiamo visitato la Cappella Palatina, gli appartamenti reali e le sale del Duca di Montalto. Ci siamo quindi diretti attraverso il viale Vittorio Emanuele verso la Cattedrale, entrando ci siamo soffermati alla tomba di Don Puglisi, ricordando la sua storia. Finita la visita, siamo usciti, abbiamo fatto merenda e abbiamo percorso il viale fino all'incrocio con via Maqueda e abbiamo avuto la possibilità di comprare dei souvenir. Durante il tragitto ci siamo soffermati di fronte ad altri monumenti, per poi dirigerci ai pulmini, per tornare alla cooperativa. Anche questo terzo giorno si è concluso lasciandoci forti emozioni e grandi insegnamenti.


QUARTO GIORNO 9/4/2016 Questa è la nostra ultima giornata qui in Sicilia, quindi, dopo aver fatto colazione, siamo partiti con i nostri bagagli per Piana degli Albanesi. Siamo arrivati lì verso le 9:00 e, nonostante la pioggia, siamo scesi per visitare questo luogo significativo. Lí a causa della strage della Ginestra hanno perso la vita 13 giovanissimi innocenti, l'1 maggio 1947. Risaliti sul pullman, abbiamo inoltre avuto la possibilità di ascoltare la testimonianza di Serafino Petra. Quest'uomo, infatti, alla sola età di 16 anni ha assistito a questo massacro riuscendo a salvarsi, nascondendosi in un fosso. Le sue parole ci hanno commosso e soprattutto ci hanno spronato ad apprezzare ciò che abbiamo e diamo per scontato. Verso le 11.30 ci siamo spostati in centro paese, dove siamo andati a visitare il museo civico Nicola Barbato, dedicato alla storia delle popolazioni albanesi che vivono in questa Piana; qui, abbiamo potuto conoscere usanze e costumi che ancora persistono. Subito dopo, ci siamo rimessi in viaggio dirigendoci a Monreale: un paesino nel quale abbiamo visitato la cattedrale e una mostra di quadri, in cui abbiamo avuto la possibilità di scegliere le tre opere che più ci hanno colpito. Siamo quindi ritornati sul pullman dirigendoci in aeroporto, dal quale, dopo aver cenato, siamo partiti. Questa esperienza si è conclusa, regalandoci forti emozioni che ci accompagneranno nel percorso della nostra vita, aiutandoci a crescere. Ringraziamo le nostre prof che ci hanno accompagnato: Nicoletta Colombo e Valeria Cattaneo e tutti coloro che si sono resi disponibili a rendere tutto ciò possibile.


via C.Cant첫 n째 18, 23900 Lecco www.arcilecco.it legalitademocratica@arcilecco.it


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