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Pillole di Educazione sui social networks

Anna Gatti Novembre 2015 -un anno dopo-

PILLOLE DI EDUCAZIONE

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Pillole di Educazione Dal 16 novembre al 24 dicembre 2014 ho cercato di pubblicare ogni giorno un piccolo racconto di ciò che accade, le riflessioni e i pensieri che quotidianamente guidano il mio lavoro educativo. Una bella sfida perché spesso, tornando a casa dopo tante giornate piene zeppe di lavori in posti diversi, con tante persone differenti, non si ha il tempo materiale di mettersi a scrivere, o la lucidità necessaria per produrre qualcosa di leggibile dagli altri. Sono nate così 16 pillole che ho condiviso sui miei profili Facebook e Google+ e che ora, a un anno di distanza, raccolgo sottoforma di librino. Io me ne stampo una copia, e la tengo li, tra i miei lavori. Se ne volete stampare una copia anche voi, contattatemi che vi invio volentieri un comodo pdf. Se volete farlo vedere ai colleghi, amici e a chi pensate possa essere interessato, ve ne sarò grata! condivido questi pensieri e riflessioni in Rete nell’ottica di far circolare pensiero, riflessione e magari stimolare altre iniziative che promuovano la diffusione di cultura attorno all’educazione professionale su Internet. E se vorrete commentare, dirmi cosa ne pensate, sapete dove trovarmi. Buona lettura! Ah! Ho pubblicato integralmente quello che ho scritto di getto. E’ possibile che incontriate errori ortografici e, soprattutto, imprecisioni nelle maiuscole all’inizio di ogni frase: lasciatemi questa licenza poetica! Merci!

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#0 inizio Da oggi a natale, ogni giorno, vi racconterò un pezzo del mio lavoro. tutti i giorni, tranne la domenica, pubblicherò un piccolo post qui e su fb. perchè? perché spesso mi viene chiesto cosa faccio, di cosa mi occupo come educatrice e come consulente pedagogica .  "ahhhh, ti occupi di bambini!" "no" "di disabili!" "no" "di quelli che hanno qualche sfortuna nella vita?" "si, anche, ma anche no. diciamo che mi occupo di gente normale, di ragazzi e giovani, delle loro famiglie, dei volontari che accompagnano a scuola i bambini tutti i giorni, degli educatori che fanno il pre e il post scuola, di giovani che vogliono provare a sperimentarsi nel mondo adulto, di scuole che vogliono capire come fare stare meglio i loro alunni e i loro insegnanti, di comunità che cercano connessioni, di organizzazioni che hanno bisogno di una mano per capire come gestire i ruoli al loro interno e quali formazioni fare per migliorare le vite dei propri dipendenti e la produttività,.." "ah. tutto questo in contemporaneamente?" "bhe....si. perché non sono così slegate..." all'ennesima faccia attonita, ho capito: ve lo devo raccontare. con una pillola ogni giorno a partire da oggi fino a Natale, domeniche escluse. qui e su fb.

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#1 Ieri pomeriggio in una rara giornata di sole nella pianura padana, ero a Pioltello (Mi) con +Alessia Zucchelli e con 44 ragazzi tra i 14 e i 22 anni dellOratorio S. Andrea Pioltello per il progetto PRESI NELLA RETE dell' Associazione Metas Ieri abbiamo parlato dei #socialnetworks che i ragazzi utilizzano, di come li utilizzano, per fare cosa e delle regole che si danno. Abbiamo cominciato a parlare di rischi e potenzialità che vanno a braccetto con il web: i ragazzi hanno voglia di parlarne con noi e, a breve, con i loro genitori e il livello di consapevolezza, del gruppo nella sua interezza, è abbastanza alto: sui rischi almeno li vedono. a volte però non sanno cosa farsene o come impostare alcune regole di privacy. +Alessia Zucchelli e +Manuela Fedeli continueranno a parlarne con loro domenica prossima per prepararsi all'incontro tra adulti e ragazzi di cui vi parlerò sicuramente.

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(qualcuno magari si ricorda la serata genitori che abbiamo fatto a maggio...se volete, la trovate qui PRESI NELLA RETE - serata genitori e web)

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#2 palestre di comunità Spazio Compiti In questo momento 22 ragazzi delle scuole medie sono con i miei due colleghi allo Spazio Compiti del Progetto Dopofficina a Cassano d'adda. Lo Spazio Compiti, lo capirete da soli, è un luogo dove fare i compiti, aperto due volte la settimana, nel primo pomeriggio rivolto ai ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado e gestito da educatori e volontari. Ci si trova a scuola, si attraversa mezzo paese e si arriva al dopolavoro, un edificio storico restrutturato e da marzo 2014 restituito alla comunità ospitando il nostro progetto di politiche giovanili. Lo spazio compiti è un servizio che coniuga esigenze: quelle dei ragazzi, quelle delle famiglie con quello della comunità. perché?

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perché se l'esigenza delle famiglie è quella di avere spazi protetti, dove adulti si occupino dei loro figli, la comunità intera ha bisogno di far incontrare generazioni e persone diverse, adulti e ragazzi per poter continuare ad allenare il proprio essere comunità. e i ragazzi hanno bisogno di sperimentarsi in spazi di autonomia in cui far crescere le proprie amicizie, sperimentarsi nella gestione autonoma dei compiti e imparare anche a chiedere aiuto agli adulti che li accompagnano in questa esperienza. tutto rosa? no, certo. i ragazzi devono allenarsi a fare i compiti insieme, a cercare di stare nei tempi, a capire come non perdersi, come organizzare il proprio tempo, come poter permettere a tutti di fare i compiti; i volontari, dal canto loro, conoscono i ragazzi nell'aspetto forse più faticoso della loro quotidianità e costruiscono relazioni significative a partire dalla condivisione di questo aspetto, di questo tempo creando una storia insieme

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#3 sguardi al futuro organizzare occasioni di volontariato per i ragazzi, come promuoverle dentro le scuole superiori, a chi rivolgersi, cosa mettere in campo perché siano esperienze significative e di scambio, perché siano incontri con persone e servizi, mission e sguardi verso il proprio (e il collettivo) futuro, fa parte del mio lavoro ed oggi mi ha occupato buona parte della giornata. occuparsi invece di creare, dal nulla, possibilità di lavoro giovanile è decisamente più difficile. un po' per il periodo storico ed economico che attraversiamo, un po' perché i nostri servizi educativi devono ripensarsi non più solo come luoghi di accoglienza ma anche luoghi promotori di nuove esperienze, non da fare altrove, ma da fare "qui" e anche noi dobbiamo apprendere come trasformare le idee in realtà. e non è per nulla facile. ma non ci si fa di certo scoraggiare dalla complessità.

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#4 siamo tutti sulla stessa barca coniugare le esigenze di tempo con tutti gli impegni quotidiani di lavoro, scuola e vita non è cosa semplice. questo bisogno è però un bisogno dilagante che non lascia nessuna famiglia fuori, nessuno escluso, tutti sulla stessa barca. "mia figlia va presto a milano la mattina, io accompagno mia nipote a scuola" mi dice una nonna “ e l'abbiamo iscritta al pre scuola perché così anch'io riesco ad essere al lavoro per tempo" "se non ci fosse il piedibus io arriverei al lavoro sempre in ritardo" le fa eco un'altra mamma. "non conosco nessuno perché abitiamo qui da poco, mio figlio è al primo anno di scuola materna e io arrivo dal lavoro alle 16.10. La scuola chiude alle 16.00 per questo l'ho iscritto al post scuola" mi dice una mamma.

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ecco a cosa serve il mio lavoro: a permettere di coniugare questi tempi, queste esigenze, sostenendo le famiglie in imprese che altrimenti diventerebbero difficili e faticose. "noi siamo fuori di casa tutti i pomeriggi. G. è vero che è in prima media ma che stia sempre da solo non mi piace per questo cercavo uno spazio per lui" queste sono le frasi che sentiamo spesso quando incontriamo le famiglie. perché coniugare i tempi è difficilissimo per tutti. anche per noi. e io mi chiedo se c'entra qualcosa con il fatto che siamo in provincia di #milano con i tempi accellerati. oppure no?

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#5 spiccare il volo "ve l'ho sempre detto che lui è come mio fratello e tra qualche anno va in giro ad ammazzare la gente" quando è un padre a parlare così di suo figlio come se il problema non fosse anche suo e non avesse responsabilità in merito, mi sento scoraggiata. sarà sempre così? cosa è necessario fare? incontrare storie che hanno gli stessi nomi e cognomi che sono passati dall'essere figli a genitori a distanza di quindici anni, lascia sempre quell'amaro in bocca. genitori che faticano, bambini che hanno montagne o baratri davanti a loro e cercano di dirlo in tutti i modi - che tendenzialmente non sono "leggeri", non almeno in questo PILLOLE DI EDUCAZIONE

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caso. sono visibili, sono l'estremo tentativo di urlare al mondo il proprio malessere, con gli strumenti che possono aver appreso nei loro 8 o 9 anni di vita, da quei genitori che faticano. cosa si è insegnato in tutto questo tempo al bambino in primis e ai suoi genitori? che solo il tempo e le urla possono portare (forse) a dei cambiamenti? questo??? la domanda ulteriore che mi viene è se si è lavorato sui ruoli degli adulti , dentro e fuori dalla famiglia. sulle loro responsabilità, sulle loro capacità e sulle possibilità che come ruoli che si rivestono, si hanno. ma forse mi sbaglio; forse sto volando troppo alto . forse è meglio rimanere al suolo. sicuri che i baratri si apriranno sotto i piedi e che ci si cadrà dentro. potentemente. e tendenzialmente in molti di più. però, quando il baratro si apre, io preferisco saper volare. e credo che anche loro, quegli adulti, se imparassero a volare alto, all'interno del proprio ruolo, rischieremmo meno tutti. in primis i bambini. ah. quando parlo di adulti, non penso solo ai genitori: penso anche ai professionisti che le famiglie incontrano nella scuola, nei servizi,... persino sullo scuolabus .

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#6 esplorazioni quando le giornate sono così ricche capisco perché mi piace il mio lavoro. con le fatiche che riserva, l'atto creativo e generativo di aprire percorsi inediti e nuove possibili traiettorie da esplorare mi piace sempre molto. ed oggi ne è stato un condensato: stamattina in una riunione via hangouts abbiamo definito il nuovo nome all'associazione che stiamo per costituire. si chiamerà METAS ed è l'evoluzione di Emmabella, un progetto denso a cui lavoro da un paio di anni. ed ora sono appena tornata da uno spazio aggregativo che, con fatica, sta facendo un salto enorme, un salto generazionale. dove domandarsi fino a quando si è giovani è necessario. in modi differenti ho dovuto pensare oggi come far evolvere, cercare di tracciare una linea di lavoro, una pista possibile da seguire.

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lanciare idee e spiegarle agli altri, ascoltare le loro e renderle operative, concrete, tangibili. dunque occuparsi di educazione è anche questo: rendere concrete idee astratte, desideri, sogni nel cassetto. è un’educazione sottile al possibile, che mette necessariamente a contatto con i vincoli e con le scelte, con le possibilità e con le fatiche. che fa fare dei grandi esercizi di vita.

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#7 preparare il terreno della serie: ma com'è difficile superare le reticenze verso i social oggi ho avuto la riprova (se ne avevo bisogno) che l'analfabetismo digitale è dilagante, molto diffuso. da settembre un progetto sociale su cui lavoro ha aggiunto un 2.0 al proprio nome. oggi nel ragionare assieme alle colleghe, ho presentato il piano di comunicazione che ho pensato: mail, newsletter, sito, archivio. avevo aggiunto anche i socialnetworks ovviamente, ma sono stati tagliati. di 2.0 non c'è praticamente traccia. comunicazione passiva , giusto la possibilità di un'area commenti nel sito. forse, se tutto andrà bene, il 2.0 sarà l'obiettivo di un lungo mandato. la fatica maggiore è stata quella di riuscire a superare la visione che i #socialnetwork portano solo fatiche e criticità .

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per tutto ciò che vedo di potente nella rete per questo progetto dovrò attendere. penso che però oggi ho cominciato a preparare il terreno, arido, che trovo attorno. e continuerò, irrigando e aggiungendo anche del concime, finché il terreno non sarà pronto per una semina. ci vorrà del tempo. più di un anno sicuramente. praticamente una vita. ma prima o poi riuscirò a far germogliare qualche piantina!

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#8 ripensarsi quando si apre una porta nuova ed esce un nuovo pensiero. dialogo tra me e una signora che conosco: io: " allora, com'è essere nonna?" lei: " bhe, quello, sai...ha 5 mesi ed è bello! oggi gli facevo: bù e lui rideva un sacco !" io: "e tua figlia sta bene?" lei: " si, lei si...è contenta, è a casa tranquilla con lui ..." io avverto che c'è dell'altro: "ma...?"

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lei: " sono io che sono in crisi ! mia figlia è una ragazza molto autonoma, la seconda ha 21 anni e mi comunica giusto quando torna a casa e alcune piccole cose, sono indipendenti, capisci ? il casino è che io ho dovuto riorientarmi rispetto al fatto di essere la madre di una mamma, che è mia figlia! mi chiama e va benissimo ... ma io non ero più abituata ! erano anni ormai che viaggiavamo in un clima così: io c'ero e loro anche, ma autonomamente . ora devo riprendermi il mio ruolo ma non più come prima, ora devo ripensare a come essere nuovamente mamma " ed io, a questo, proprio non avevo mai pensato. una porta che si apre.

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#9 Programmare il lavoro sociale e voi come fate? Nei progetti in cui lavoro la programmazione è fondamentale: permette di accordare gli sguardi di chi lavora con me, i pensieri con le azioni, gli obiettivi con le attività . Alla base è necessario leggere i bisogni espressi e quelli "sotto traccia" e di trovare strategie che possano accordarli con il territorio in cui si realizzano. Dando questo x scontato nei servizi educativi, voi, come procedete? Quali elementi tenete in primo piano? Quali collegamenti fate? Avete uno schema che utilizzate?

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#10 mumble mumble....scambi possibili? voi come la vedete? una persona richiede al comune di residenza un intervento economico a sostegno della sua situazione familiare. Il servizio sociale le richiede uno scambio: un impegno come volontario per restituire alla comunità in termini di tempo ciò che economicamente percepisce come contributo. preciso che quando parlo di volontariato intendo un'iniziativa che se non venisse fatta da volontari semplicemente non ci sarebbe : Un gruppo di adulti che accompagna tanti bambini a scuola che se no raggiungerebbero la scuola ognuno per suo conto, tendenzialmente utilizzando i mezzi privati, oppure gli spazi studio dove gli adulti non danno ripetizioni ma offrono una possibilità di fare i compiti insieme a ragazzi delle medie che se no starebbero nelle loro case. Il confine però credo sia labile ed è quello da presidiare. E anche il senso è da tenere sotto osservazione... PILLOLE DI EDUCAZIONE

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ma a me rimane il dubbio tra il fatto che sia uno scambio possibile e il fatto che non è una scelta "volontaria"... che ne pensate voi?

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#11 Ponti di Cotone Vi racconto una storia mettetevi comodi Ponti di Cotone ieri nella PiazzAperta di Cassano d'Adda (Mi) grazie all'impegno dei cittadini del mondo che abitano questo comune e dell'impegno assiduo, costante, gentile e sempre puntuale di chi queste occasioni le crea e le cura , una comunità trova nuove possibilità per se stessa di abitare ed arricchire il proprio spazio, il proprio tempo, le proprie relazioni . questa piazzetta, in un posto incantevole, è stato sistemato da ragazzi di 14/18 anni che con il loro impegno nel summer camp del Progetto Dopofficina hanno imbiancato, pulito e reso abitabile questo spazio della comunità, questa PiazzAperta . l'idea è nata da una coppia di cittadini molto particolari Tania e Fabrizio (e nel video li vedete) che hanno a cuore lo spazio pubblico fuori dalla loro porta di casa, hanno chiesto aiuto, hanno organizzato una rete attorno di realtà varie . Hanno fatto un grandissimo lavoro di tessitura. e questo è uno dei piccoli e significativi eventi, semplici attività per abitare la propria città. e nel raccontarvi il mio lavoro ci metto anche questo. un link a questo sottile e prezioso progetto che tanto si intreccia con il nostro lavoro. perché ve lo racconto? perché anche dare questo respiro, fare questi collegamenti permette, banalmente, ai ragazzi di aprire gli occhi su quali possibilità ha aperto il loro lavoro riconoscendo loro la potenza di un'iniziativa, l'importanza del loro lavoro, l'essere visibili per degli adulti. esserci, in una sola ed unica parola.

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#12 serate intense e belle ieri con Manuela Fedeli abbiamo tenuto il primo incontro di formazione ai volontari degli Spazi Compiti presenti a Cassano d'Adda (Mi): lo spazio compiti del Progetto Dopofficina e il LabOratorio dell'Oratorio don Bosco. 16 volontari presenti dai 16 ai 65 anni. un gruppo intenso che, pur incontrandosi ieri per la prima volta, crede molto nel percorso intrapreso . Le motivazioni che li hanno spinti ad affiancare i ragazzi delle scuole medie nello studio pomeridiano sono diversificate: dall'acquisire competenze da spendere nella propria vita allo sperimentarsi, dal rendersi utili al non stare a casa a non far nulla . PILLOLE DI EDUCAZIONE

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A guardarli dal ruolo formativo che avevo, nell'aiutarli a comprendere come esperienze diverse sia per anni di sperimentazione che per età possano essere una ricchezza comune per il gruppo stesso e per la comunità , vedevo una ricchezza grande e potente, una freschezza di pensiero che non ricalcava i cliché attorno al volontariato, ma che parlava di esigenze concrete e contestuali, contemporanee e sguardi generativi, lucidi e sognatori al tempo stesso. Questa sera invece sono con Monica Cristina Massola e Alessia Zucchelli all’Oratorio S. Andrea Pioltello con l'Associazione Metas per la serata PRESI NELLA RETE in cui adulti e ragazzi si confronteranno attorno al web. chissà se sono pronti.... e chissà quali altre bellezze ci porteranno…

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#13 condividere parte del mio lavoro si svolge in riunioni , tendenzialmente svolte attorno ad un tavolo. 4, 5, 6 sedie attorno e altrettante persone sedute, ognuna con il proprio ruolo, per il proprio pezzetto e sedersi li è imparare a costruire un puzzle più grande. oggi abbiamo fatto una riunione per il successo formativo dei ragazzi delle scuole medie di Cassano d'Adda. io ero li come referente del Progetto Dopofficina, insieme a me erano presenti due insegnanti come referenti della scuola, il don referente dell’Oratorio Don Bosco Cassano e l'assistente sociale referente del comune. insieme abbiamo ragionato attorno al bisogno espresso da parte di alcuni ragazzi di avere spazi dedicati a raccogliere i loro bisogni capendo chi di loro possa trovare un aiuto nello spazio compiti del progetto Dopofficina oppure a quello dell'oratorio, quelli a cui la comunicazione viene data dalla scuola e quelli che "è meglio che gliela dia l'assistente sociale". PILLOLE DI EDUCAZIONE

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il tutto volto a migliorare e rendere più efficace gli sforzi di tutti. tutti i professionisti e tutti i sostegni economici che permettono che questi interventi ci siano. non semplice certo, ma il risultato è che se ognuno sta nel proprio ruolo e capisce quali sono i propri compiti specifici, il lavoro prosegue a passo sostenuto e i ragazzi (e le loro famiglie) ne beneficiano. inoltre, il beneficio l'abbiamo anche noi, nei nostri servizi. perché ? perché a lavorare con gli altri, a non sentirsi gli unici detentori e sostenitori delle situazioni di fragilità (o anche di normalità) si lavora meglio: condividere nella propria accezione etimologica è proprio la parola che permette a tutti di sentire che il proprio contributo è importante ma che non si è soli.

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#14 Pedagogia e Politica

si scrive ma a voi interesserebbe leggere ? oggi vi racconto di un progetto che è nato un anno fa. o quasi. con il gruppo di +Snodi Pedagogici da gennaio a luglio abbiamo realizzato ogni mese un blogging day su tematiche che si intrecciano con l' #educazione Abbiamo fatto una call invitando persone varie, note e meno note, a scrivere di educazione e pedagogia e li abbiamo ospitati sui nostri blog. sul mio http://edieducazione.blogspot.it ho ospitato Michela Marzano, Gloria Vanni, Paola Torres, Emanuele Driol e Marta Galbiati, Denise Paroni, Cristina Maggi, Federica Vergani. da luglio (anche un po' prima in realtà!) stiamo lavorando alla preparazione di un ebook che racconti l'esperienza e che provi a fare da collante tra i testi scritti attorno allo stesso tema nei diversi blog. io mi occuperò del 3' blogging day, quello che si è occupato di cercare i nessi tra #pedagogia e #politica . questo è però un "lusso dell'educazione" e al tempo stesso una sfida: trovare il tempo di scriverne , di leggere, rileggere, far risuonare gli aspetti culturali e quelli generazionali , quelli che mostrano ciò che si insegna e si impara, e quelli che invece permangono immutabili come pietre miliari, come basi solide. in molti hanno letto i post, alcuni sono anche parecchio commentati: tutto questo materiale servirà per scriverne. se avete suggerimenti, sono tutta orecchie !

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#15 sogni e nuove strade possibile applicare progetti come Garanzia Giovani per arrivarci ? lo scorso anno ho scritto alcuni post sul mio blog (che è praticamente orfano di me da ormai un paio di mesi abbondanti, sigh...) sull’importanza del sognare, del desiderare nell’ #educazione soprattutto per quella fascia d’età per me meravigliosa - e per i più tostissima - che viene chiamata adolescenza. oggi lavoravamo per trovare strade possibili di concretizzazione di sogni, desideri, aspirazioni . PILLOLE DI EDUCAZIONE

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ce la faremo? intrecciamo possibilità con creatività, spazio e contatti ; domani si comincia a capire come allestire lo spazio per proseguire capendo quali possibilità lavorative nascono da li. in particolare stiamo cercando esperienze che abbiano già attivato progetti Garanzia Giovani ... qualcuno di voi ne conosce? questo un mio post sui sogni legalitaillegalita-3.html

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http://edieducazione.blogspot.it/2014/03/

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#16 Il web può aiutare a tutelare un minore ? Voi cosa ne pensate ? Spazio neutro , un servizio delicatissimo, destinato ai genitori che per gravissime condizioni incontrano i propri figli biologici solamente in spazi protetti da educatori che preparano le parti all'incontro, ne tutelano lo svolgimento e accompagnano nel l'elaborazione di ciò che è accaduto. Ciò che accade nell'incontro non è quasi mai rilevante: è la simulazione di un incontro quotidiano fatto di un gioco, una merenda, parole. Ciò che è rilevante però è il contenuto dell'incontro: ciò che si dice con le parole e con il corpo, ciò che rappresenta quell'incontro, con quali aspettative si arriva e con quali "esiti" ci si saluta ed è tutto questo che va letto, accolto, a volte mediato e altre volte stroncato, normato da educatori. Lo sguardo è sempre in protezione del minore. Eppure a volte non basta . PILLOLE DI EDUCAZIONE

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A volte le situazioni di precarietà dei genitori sono scogli altissimi per i figli che, inseriti in un nuovo contesto familiare o di vita, non reggono il confronto con situazioni faticosissime. Allora, arrivando alla domanda, al dubbio, il web può venire in aiuto ? Un incontro realizzato in videochiamata per permettere un incontro a distanza, può essere una possibilità per proteggere il minore e dare comunque diritto ad un genitore "alle cozze" di incontrare suo figlio?

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#17 privacy e utilizzo delle immagini sui social un'attenzione che stupisce metto sempre attenzione nel fare fotografie nei contesti in cui lavoro: fotografo le mani, i materiali di lavoro, le spalle, sfuoco, in ombra ... far parlare le situazioni è possibile anche senza i volti. oppure dove possibile, chiedendo l'autorizzazione alla pubblicazione .

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ma spesso questo non è fattibile nell'immediato: quando si ha a che fare con minorenni, anche avere l'autorizzazione da far firmare sottomano, non basta. tutta quest'attenzione permette però di parlarne. spesso, i ragazzi, sono stupiti di tanta attenzione nei confronti della loro immagine. poi arrivano le domande e la migliore in assoluto è "dunque quando fanno le foto in discoteca a tutti e poi le pubblicano su Facebook stanno facendo un reato?" si, ragazzi miei, si.

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17 piccole pillole +1 per raccontare il lavoro educativo.

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