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ACER

ACER www.ilverdeeditoriale.com

Coperture a verde nel Sud Italia n Rigenerazione urbana in Germania n Sistemi di tutoraggio n I Maestri del Paesaggio 2017

NOVEMBRE-DICEMBRE

Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, LO/MI - Euro 13,50 - Anno 33° - novembre-dicembre In caso di mancata consegna inviare al CMP di Roserio/Milano per la restituzione al mittente, previo pagamento resi.

“Horticoltural for all” per spazi verdi accessibili “Horticultural for all” for accessible green spaces Analisi morfofisiologica e potatura: un caso concreto Morphophysiological analysis and pruning: a specific case Fernando Caruncho, quando la luce crea il paesaggio Fernando Caruncho, when light creates the landscape ACERQUALITY Speciale Ecomondo 2017

6/17 PARCHI VERDE ATTREZZATO RECUPERO AMBIENTALE


a Myplant&Garden 2018 PROGRAMMA DEGLI EVENTI Alberi: imparare a conoscere le radici 21 febbraio 2018, dalle 14.00 alle 17.00 Un convegno dedicato all’apparato radicale degli alberi attraverso qualificati relatori che argomenteranno su funzionamento, sviluppo, crescita e protezione delle radici. Con approfondimenti sulle più attuali tecniche ispettive e pratiche arboricolturali - dal VTA alle tecniche strumentali avanzate, fino alle tecniche di scavo dolci - sulla diagnostica morfofisiologica che misura le relazioni tra chioma e radici, sul tema delle responsabilità in caso di schianti degli alberi, in particolare degli operatori pubblici. I relatori: Patrizio Daina, Alessio Fini, Claudio Linzola, Giovanni Morelli, Alessandro Pestalozza. Un’iniziativa

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Il prato urbano, al di là dei luoghi comuni 23 febbraio 2018, dalle 14.00 alle 17.30 Una tavola rotonda nella quale alcuni tra i più accreditati professionisti della filiera del verde professionale analizzeranno in modo critico affermazioni comunemente accettate relative all’“universo” prato, ma che propongono ancora diversi interrogativi, tra i quali: i benefici ambientali del prato sono paragonabili a quelli offerti dagli alberi? Le novità introdotte dal Pan hanno effettivamente indicato la strada per una nuova “ricetta” di prato urbano? Gli attori della filiera sono preparati alle nuove esigenze del prato a basso input? Gli ospiti: Riccardo Dal Fiume (moderatore), Cesare Cipolla, Filippo Lulli, Stefano Macolino, Massimo Mocioni, Francesca Neonato, Nicola Noè, Paolo Stefanoni... altri in attesa di conferma. L’ospite d’onore: Stefano Mancuso, professore presso l’Università di Firenze e ordinario dell’Accademia dei Georgofili, dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) ed è tra le massime autorità mondiali impegnate a studiare e divulgare una nuova verità sulle piante. Tema che verrà ripreso nel suo intervento conclusivo incentrato sulle graminacee prative. Un’iniziativa

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Organizzazione Il Verde Editoriale - Ufficio iniziative - Tel. 02 89659764, Cell. 392 9795837 greenevents@ilverdeeditoriale.com - www.ilverdeeditoriale.com - FB: @acerilverdeeditoriale

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Rivista bimestrale

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Registrazione presso il Tribunale di Varese n. 448 del 18 dicembre 1984 Il Verde Editoriale srl Pubblicità inferiore al 45% La riproduzione totale o parziale di articoli e illustrazioni pubblicati su ACER è permessa solo previa autorizzazione scritta della Direzione. Garanzia di riservatezza. Ai sensi di quanto stabilito dal D.Lgs.196/03, il trattamento dei dati personali, nell’ambito della banca dati de Il Verde Editoriale, è svolto sia a fini commerciali sia di aggiornamento professionale su iniziative e offerte della casa editrice, anche da parte di selezionate aziende di nostra fiducia. Titolare del trattamento è Il Verde Editoriale Srl, con sede legale a Milano, via Ariberto 20. Per i diritti di accesso, correzione, integrazione, cancellazione, opposizione al trattamento di cui all’art. 7 del D.Lgs.196/03 rivolgersi al Responsabile del trattamento dei dati, c/o Il Verde Editoriale Srl.

ACER è portavoce di: AICu, Aipin, Aivep, Assoverde, Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini ACER dà inoltre voce a: Aiapp e Conaf

Acer è stampata su carta certificata

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sommario

6/2017 In copertina: frutti di Malus ‘Donald Wyman’ (Maurizio Feletig).

L’EDITORIALE di Graziella Zaini.............................5

NEWS

16

Agenda............................................6 Mondo verde/web ...........................8 Pubblicazioni...................................9 Industria propone..........................10 Arredo urbano...............................12 Uomini e affari...............................14

SERVIZI (ARTICLES) PARLIAMO DI... VERDE ACCESSIBILE

33

ACCESSIBLE GREEN AREAS

25

Col cuore oltre l’ostacolo di Beatrice Marucci......................16

LANDSCAPE FERNANDO CARUNCHO FERNANDO CARUNCHO

ARBORICOLTURA ANALISI MORFOFISIOLOGICA E POTATURA

Genius luminis di Arianna Ravagli.........................33

MORPHOPHYSIOLOGICAL ANALYSIS AND PRUNING

INNOVAZIONE

Forma e sostanza di Giovanni Morelli, Pierre Raimbault, Stefania Gasperini, Benedetta Roatti...........................25

COPERTURE A VERDE PER IL SUD ITALIA

39

AcerQuality Rifiuti Risorse Trasformazioni

3 • ACER 6/2017

81

GREEN ROOFS FOR SOUTHERN ITALY

Sul tetto che scotta di Agata Rascio.............................39


sommario

6/2017

IL PUNTO SU ARREDO URBANO PER SPAZI VERDI INCLUSIVI

Diversamente insieme di Monica Botta.............................55

72

ACER RICERCA RILETTURA DI CONTRIBUTI

45

INTERNAZIONALI

Sistemi di tutoraggio a cura di Alessio Fini e Francesco Ferrini.......................75

PADOVA / FLORMART 2017

Quotazioni in rialzo.....................63 CERNOBBIO (CO) / ORTICOLARIO

PARLIAMO DI... RIGENERAZIONE URBANA URBAN REGENERATION

Rinascita floreale di Alessandro Bedin.....................45

LE PAGINE VERDI Indirizzi utili per il professionista....................79

La luna nel... lago........................64 FIRENZE / CONVEGNO SULLA GESTIONE DEI GIARDINI STORICI

MAGAZINE

Il futuro nasce dalla storia..........66

BERGAMO / VII EDIZIONE DE

RUBRICHE

SPECIALISTI IN VIVAIO

I MAESTRI DEL PAESAGGIO

MOSCA (RUSSIA) / FLOWERS EXPO MOSCOW

Guardando verso il cielo.............58

Piccolo il mondo!............................67

AZIENDA AGRICOLA MAURIZIO FELETIG

Preziose in inverno di Arianna Ravagli.........................51

MILANO / 4° MEETING ITALIANO ITEG

La forza dell’esperienza.............60

GREEN CITY ITALIA

Nuovi progetti sotto l’albero..........68

LA VOCE DI... FONDAZIONE MINOPRIO, SCUOLA AGRARIA DEL PARCO DI MONZA..........69 AIAPP, AICU......................................70 AIVEP..............................................71

51

AIPIN, AIDTPG...................................72 CONAF............................................73

ELENCO INSERZIONISTI ACER 6-2017

Agro Service III cop. • Andreas Stihl IV cop. • Consorzio Nazionale Qualità p. 91 • Cremagreen/ Ecoprato p. 44 • Demetra p. 2 • Fibra di legno p. 62 • Fercad/Husqvarna p. 23 • ICL Italia Treviso p. 49 • Innocenti e Mangoni

Piante p. 32 • Ipag p. 13 • MM p. 12 • Myplant & Garden p. 80 • Ovunque verde p. 7 • Padana Sementi Elette p. 24 • Pellenc Italia II cop. • Peruzzo p. 68 • R3 Gis p. 15, 78 • Universal Manure Company p. 74

Ufficio Traffico e Marketing

P U B B L I C I TÀ

Viale Monza 27/29, 20125 Milano, tel. 02 89659764, e-mail: segreteria@ilverdeeditoriale.com Responsabile marketing: Rossana Sessa, cell. 334 3682319, e-mail: marketing@ilverdeeditoriale.com Lorenza Giardini, cell. 392 9795837, e-mail: commerciale@ilverdeeditoriale.com ACER 6/2017 • 4


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L’EDITORIALE

© IL VERDE EDITORIALE MILANO

di Graziella Zaini

Caro abbonato, ti scrivo…

C

aro abbonato - che tu sia agronomo, paesaggista, forestale, botanico, giardiniere, professore, studente, amministratore o tecnico pubblico, vivaista, titolare di azienda o semplice appassionato - a ogni riunione di redazione il nostro pensiero è rivolto a te, alle tue esigenze presenti e a quelle che potresti avere in futuro. Lo è quando scegliamo i temi da presentare in ACER attraverso i servizi proposti da illustri tuoi colleghi, così da offrirti un ventaglio di soluzioni relative a costruzione, gestione, manutenzione degli spazi verdi pubblici e privati, ad arboricoltura e “praticoltura”, a ingegneria naturalistica e recupero ambientale. Lo è quando presentiamo news di attualità, selezionando, elaborando e scandagliando il vasto mare magnum delle informazioni di settore. Lo è quando diamo spazio a commenti, a momenti di confronto, ai dubbi e alle opportunità di dialogo che emergono dalle principali associazioni di settore e scaturiscono durante i convegni, le tavole rotonde, gli incontri formativi di cui pubblichiamo i resoconti. Lo è quando partecipiamo alle diverse fiere di riferimento italiane ed estere, con la volontà di trasmetterti lo spirito, le sensazioni, le tendenze captati di volta in volta. Lo è, infine, quando decidiamo il soggetto da presentare in copertina. ACER è il frutto di un lavoro continuo, sempre uguale per ogni numero e allo stesso tempo diverso, come ogni numero è diverso dall’altro. Qualcuno riesce meglio, qualcun’altro è meno entusiasmante, ma tutti sono sempre il risultato di un impegno costante, il cui obiettivo principale è quello di far crescere la cultura del verde tra gli operatori del settore; esattamente lo stesso proposito di oltre trent’anni fa, quando la rivista è apparsa sulla scena edi5 • ACER 6/2017

ACERweb in arrivo con il nuovo anno

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iservato agli abbonati in regola con l’abbonamento, ACERweb verrà trasmesso tramite posta elettronica. Per poterlo ricevere, ogni abbonato si assicuri di aver comunicato la propria mail aggiornata all’ufficio abbonamenti. In caso contrario, dovrà segnalarla, insieme al proprio codice abbonato, all’indirizzo: abbonamenti@ilverdeeditoriale. com o telefonando allo 02 89659764, dal lunedì DA GEN NAIO 20 18 al venerdì dalle 9.00 alle 13.00.

web

ACER

toriale. Importanti direttori di grandi testate giornalistiche, in particolare di quotidiani, di recente si sono interrogati su quale sarà il futuro della carta stampata: in tutto il mondo si perdono copie e anche pubblicità. In Italia più che in altri Paesi: negli ultimi dieci anni la circolazione dei quotidiani si è dimezzata, passando da 5,4 milioni di copie a 2,6 milioni di copie al giorno (Sette, allegato Corriere della Sera n. 42/2017). Con gli opportuni distinguo e la massima umiltà, anche noi ci siamo posti la medesima domanda, alla luce di numeri e posizioni mantenuti negli anni con sforzi sempre più grandi e con difficoltà che mettono duramente alla prova la nostra professionalità, caparbietà e volontà. Ci siamo chiesti se valga la pena di continuare anche oggi, nell’era del digitale, di Internet e di Facebook, a produrre un periodico, bimestrale, su carta, che da ben diciassette anni mantiene fisso il prezzo di copertina. La risposta è stata sì. Sì, per il rispetto che abbiamo verso di te, caro abbonato, che decidi di sostenere anno dopo anno ACER, credendo nella sua utilità, riconoscendo il rigore dell’informazione proposta, perdonando le sue mancanze. Per te, che attribuisci un valore economico alla rivista, e per premiare la tua fedeltà, abbiamo ideato ACERweb, spin off

SPIN OF F DIGITA LE di ACER SEI US

CITE AL L’ANNO, IN AG NUMERI GIUNTA AI SEI CA SOLO PE RTACEI DI ACER E R GLI AB BONATI * gli abbona Per ricevere AC ti devono ERweb assicurarsi la

propria di aver com unicato In caso con mail all’ufficio abb onamenti. trario al codice comunicarla, unit amente abbonato, abbona all’indiriz menti@ zo ilverde editoriale .com

digitale di ACER. Pensato volutamente non su carta - perché siamo sì dei nostalgici, ma attenti all’innovazione tecnologica e al contenimento dei costi - ACERweb si configura come un ampliamento della rivista, con nuove rubriche e contenuti sia inediti sia selezionati dall’ampio, spesso sconosciuto, archivio della casa editrice. Solo gli abbonati, e senza sovrapprezzo, riceveranno ACERweb, a partire da gennaio 2018 e successivamente a marzo, maggio, luglio, settembre e novembre, in alternanza ad ACER. Un modo per completare l’offerta cartacea e protrarre l’informazione per dodici mesi, unitamente a sito, newsletter, pagina Facebook e Issuu, servizio web attraverso il quale vogliamo far conoscere i nostri prodotti editoriali a una platea più ampia. Grazie per l’attenzione. Buona lettura e auguri di buon Natale.


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Inclusivi... ma su misura 8

La consapevolezza che la città è abitata anche da persone con disabilità ha dato vita a progetti e iniziative che (ri)pensano lo spazio urbano all’insegna dell’abbattimento delle barriere architettoniche pag. 8.

16 Questo tipo di approccio può essere messo in pratica anche in parchi e giardini, che diventano, secondo il claim “Horticoltural for all”, spazi inclusivi con funzione anche sociale e terapeutica pag. 16. Non bisogna però dimenticare che le aree verdi per utenze fragili devono essere progettate caso per caso, tenendo in considerazione bisogni e necessità diversi a seconda della categoria cui l’area è destinata pag. 55. 55

Col cuore oltre l’ostacolo Spazi dall’elevato potenziale in termini di inclusività, le aree naturali possono essere rese fruibili da tutti grazie a una progettazione consapevole, diventando nuovi spazi di socialità e integrazione per le utenze più fragili

Natural areas are potentially highly inclusive, and they can be made usable by everyone by means of conscious planning, becoming new areas for social interchange and integration for the frailest users ACER 6/2017 • 16


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PARLIAMO DI... VERDE ACCESSIBILE

Testo e foto di Beatrice Marucci, dottore agronomo, esperta nella progettazione di verde inclusivo e terapeutico e membro di Cerpa Italia Onlus - Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità

A

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s

l di là degli aspetti meramente produttivi, le relazioni che intercorrono fra il mondo vegetale e il genere umano hanno rivestito e rivestono un ruolo importante nello sviluppo delle civiltà. L’importanza che le

piante hanno sul benessere della persona non ha confini: il legame con la natura attraversa trasversalmente culture, occupazioni, età, scolarità, luoghi di residenza e di nascita. Tuttavia, le aree naturali hanno determinate caratteristiche, che talvolta assumono i connotati di barriere architettoniche; l’uomo, attraverso un recupero di carattere tecnico-progettuale capace di leggere e assecondare le chiavi multisensoriali del verde, può limitare tali fattori affinchè i territori diventino accessibili e fruibili a tutti.

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© IL VERDE EDITORIALE MILANO

Nelle due pagine, da sinistra in senso orario: camminamenti con corrimano di sostegno e cassoni coltivati con postazioni per sedie a rotelle nel Parco sensoriale di Assisi; attività di ortoterapia alla sede Luiss di Roma; verde anche all’interno delle stanze dell’Istituto Serafico di Assisi. In these two pages, clockwise from the left: walkways with supporting handrail and cultivated boxes with places for wheelchairs in the Senses Park in Assisi; horticultural therapy activity at the Luiss building in Rome; green areas also inside the rooms of the Istituto Serafico, Assisi.


PARLIAMO DI...

Oltre a quello strettamente terapeutico, il verde ha valore culturale e sociale. Beside their strictly therapeutic value, green spaces have cultural and social values.

Cambio di prospettiva cercasi Quando si parla dello stato del verde in Italia, l’unico parametro impiegato è quello quantitativo, ma parlare in termini di metri quadrati di verde presenti in un territorio non ne identifica la qualità. Infatti, in questo modo non si tiene conto dello stato, della fruibilità e dei benefici sociali forniti dalle aree verdi; tanto meno si considerano le modalità di gestione e i problemi legati alla loro sicurezza e al degrado anche sociale. Analizzare sotto il profilo della fruibilità, a prescindere dalla condizione psicofisica dell’individuo, i componenti, percorsi o elementi che costituiscono le aree verdi permette di affrontare il tema più ampio della qualità della vita, dell’estetica dei luoghi e della sostenibilità sociale e ambientale di interventi pubblici o privati, dove l’accessibilità non è una protesi ortopedica da aggiungere a un progetto architettonico o urbano, ma parte integrante della soluzione progettuale, obiettivo primario di un intervento di qualità.

Oggi invece le indicazioni su accessibilità e accesso al verde vengono dibattute in primis tra le varie associazioni del mondo della disabilità, mentre sarebbe opportuno intensificare il dibattito anche nella pubblica amministrazione, facendone partecipe chi deve quotidianamente rapportarsi con lo spazio pubblico da un punto di vista progettuale, attuativo e soprattutto gestionale. Sembra impossibile stimolare una sensibilità nuova nell’affrontare il lavoro progettuale, considerando, per esempio, che la città non è frequentata solamente secondo modalità “tradizionali” ma è percorsa, sia per necessità che per piacere ricreativo, da categorie di cittadini e visitatori che potrebbero non averne la totale libertà di fruizione. Nell’immaginario collettivo si tende ad associare sempre il concetto di disabilità alle persone costrette all’uso della sedia a rotelle, tuttavia le disabilità sono di varia natura e tanti sono i loro gradi, perciò l’approccio alla progettazione o anche a semplici interventi manutentivi

Summary Accessible Green A reas / Follow Your Heart

W

hen people talk about the situation of green areas in Italy, their only measure is quantity. However, talking of square metres of green areas in a region is not enough for ascertaining the quality, state, usability

deve essere meditato considerando le esigenze di chi ha difficoltà di movimento e percezione. Provare a immedesimarsi nelle limitazioni altrui è un utilissimo esercizio mentale, una specie di rendering che porta a visualizzare la soluzione di problemi sottovalutati. Nella progettazione esistono ovviamente vincoli tecnici e l’abbattimento delle barriere architettoniche è uno dei primi passi da attuare. Si tratta di capire ed eventualmente cambiare la destinazione d’uso dei luoghi, assecondandone i caratteri storici, naturali e sociali.

Da “Universal Design” a “Horticoltural for All” Oggi la società vive una contraddizione stridente: da una parte si pensa all’integrità del paesaggio italiano, alla sua sostenibilità e accessibilità, dall’altra si assiste a una discesa verso la mediocrità della condizione abitativa (specialmente presso le fasce a reddito più basso) che crea periferie sempre più degradate, fonte di preoccupazione per amministratori pubblici e residenti. Esistono tipi di barriere architettoniche meno evidenti di altre, su cui bisogna soffermarsi: per esempio il sampietrino, praticamente una trappola per le piccole ruote delle carrozzine e per i puntali delle stampelle (come anche per il tacco 12) oppure la porta esterna dell’ascensore, che non permette di passare agevolmente nemmeno a chi ha con sè un sacchetto di piccole dimensioni. E la rampa? Si pensa che le rampe siano il pane quotidiano di chi si sposta su ruote, ma non è possibile avere un’idea della fatica richiesta dalla salita finché non si deve farlo in prima persona, semplicemente spingendo qualcuno su una sedia a rotelle o su un passeggino.

and social benefits provided by green areas. Whatever the psychological and physical situation of a person, the analysis of the usability of components, paths or elements in green areas gives us the opportunity to deal with the general issue of the quality of life, of the beauty of places and of the social and environmental sustainability of public or private projects, where accessibility should not be an orthopaedic aid but part and parcel of the project solution. ACER 6/2017 • 18


PARLIAMO DI...

Creare un sistema Senza contare i parchi naturalistici, agrari, tematici ecc., un quarto del territorio italiano è costituito da ville e parchi storici, verde attrezzato, grandi parchi urbani, aree arredo e ultimamente anche da molti orti. Il richiamo turistico dei luoghi naturali, la forza attrattiva dei loro colori, odori, sapori, quella multisensorialità che solo loro sanno offrire possono essere esaltati e spesi per diventare fonte di reddito non solo per la loro gestione, ma anche per le comunità locali. La natura è un grande richiamo per i visitatori: mentre è difficile quantificare economicamente i concetti di “benessere” e “città verde”, è più facile considerare come occasione economica di sviluppo un’offerta turistica verde e accessibile. Nell’esaminare le risposte delle aree verdi alle esigenze d’uso, si rende quindi opportuno approfondire il tema del turismo accessibile, come risorsa che si adatta

(segue a pag. 22)

La vera inclusività: fianco a fianco, altalena per carrozzine e altalena tradizionale. Sullo sfondo, la rampa diventa scivolo, coniugando divertimento e accessibilità. True inclusion: next to one another, a swing for wheelchairs and a traditional swing. In the background, the ramp becomes a slide, combining fun and accessibility.

first steps to implement; the destination of use of places should be understood and possibly changed, while maintaining their historical, natural and social features. The removal of architectural barriers is actually a way of generating a synergic approach to design, termed “Universal Design” in the United States and “Design for All” in Europe. A “Horticulture for All” approach could be launched for green areas, but without misconstruing the meaning of the An-

s

And yet raising new awareness in planning activities, in terms of their implementation and management, currently seems impossible, considering that cities are also used by people whose total freedom there is curtailed. There are various types of disabilities, at different levels: approach to planning or even to simple maintenance projects must therefore be analysed considering the needs of people with movement or perception problems. The removal of architectural barriers is one of the 19 • ACER 6/2017

al fruitore con tutti i suoi caratteri psicofisici, storie, accadimenti e fasi della vita. Si tratta sempre di più di un settore del turismo in generale, evolutosi in un turismo di massa, vissuto dalle società stanziali come evasione dal mondo del lavoro. Le bellezze paesaggistiche sono quindi il motore del turismo in Italia, quando però progettazione e realizzazione abbiano evidenziato peculiarità stimolanti e non distruttive. Rendere accessibili in senso strettamente sensoriale e motorio luoghi deputati a periodi di vacanza rappresenta un ulteriore modo di ampliarne la capacità di accoglienza degli utenti, i quali passeranno parola così da potenziare il ruolo dell’uomo a guardia del suo territorio. L’accessibilità va dunque considerata come una rete integrata, che apre nuovi orizzonti di sviluppo in molti settori con il coinvolgimento di attori pubblici e privati in qualità di portatori d’interesse, attraendo una società inclusiva in grado di

s

L’aumento della popolazione in età avanzata, portatrice di numerose patologie di carattere degenerativo; il numero considerevole di persone colpite da infortunio (con limitazioni alla mobilità); le donne in gravidanza, ma anche genitori e nonni alle prese con carrozzine o passeggini; i lavoratori che devono movimentare carichi con il carrello o semplicemente la spesa dimostrano tutti come l’abbattimento delle barriere architettoniche sia di fatto un modo per generare un approccio definito negli Stati Uniti “Universal Design” e in Europa “Design for All”: una progettazione valida per tutti, affrontata con un occhio alla sinergia tra i vari aspetti progettuali. Seguendo questo pensiero, si potrebbe lanciare un approccio “Horticoltural for All”, senza però travisare il significato del termine anglosassone con la banale traduzione di “ortoterapia”, ma anzi enfatizzando il valore culturale del verde, che ne rappresenta il vero significato (oltre quello strettamente terapeutico), e aprendone la fruizione a tutti e non solo ad alcuni. Tuttavia, non basta realizzare o rendere un percorso “verde per tutti”, bisogna poi inserirlo in contesti di fruibilità con confini normativi, leggi e regolamenti; il vero spartiacque diventano quindi la sensibilità sociale verso questi temi e un’attenzione ai mezzi e ai rimedi, cosciente del fatto che i beni naturali sono comuni a tutte le persone e come tali debbono essere accessibili e fruibili indistintamente da chiunque. Un primo passo in questo senso è stato rappresentato dalla Carta di Norcia (box a pag. 22), approvata nel 2003 al termine del convegno internazionale “Il parco è di tutti. Il mondo anche”, la cui diffusione e applicazione sono alla base degli spazi verdi accessibili.


Esempi di accessibilità Progetto Autistici&Giardinieri, Parco della sede Luiss di Roma

I

l progetto Autistici&Giardinieri, nato da un’idea del presidente di Insettopia Onlus Gianluca Nicoletti e realizzato in collaborazione con la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (Luiss) Guido Carli di Roma, è un modello di accessibilità altamente inclusiva per giovani adulti in un contesto strettamente urbano. Si tratta di un esempio di accessibilità sociale, che compie un primo passo per togliere le famiglie dal loro isolamento, spingendole a cominciare a gestire l’autismo con orgoglio e determinazione. Secondo una nuova idea dinamica (che assomiglia quasi alla creazione di una startup) invece di aspettare qualcuno che si occupi con spirito compassionevole del loro problema, i ragazzi/e che non potranno mai frequentare un’università vengono accolti nel luogo che forma i manager di domani. La sede Luiss, situata all’interno di un giardino storico al centro di Roma, ospita così ragazzi che comunemente hanno a disposizione per le loro occupazioni luoghi di risulta e che qui portano avanti un progetto di orto in città. Fra l’équipe responsabile della loro attività (agronomo, ortoterapeuta, responsabile neuropsichiatra e tutor) e lo staff di manutenzione del giardino è nata una sinergia che trae profitto anche dalle occasioni di condivisione offerte dal luogo, come il bar al suo interno. È facile evincere che accessibilità non significa solo far entrare in un edificio una sedia a rotelle, ma anche semplicemente frequentare un luogo comodo e godibile. Va da sé che tutto il parco è stato progettato secondo l’abbattimento delle barriere architettoniche. n www.pernoiautistici.com

s

glo-Saxon definition by translating it simply as “green therapy”. In fact, the cultural value of green areas should be emphasized, while making them open to everyone. However, building or making a “green for everyone” path is not sufficient. It must be included in usable contexts by means of regulatory definitions, laws and rules that stem from attention to these issues and from the awareness that natural assets are common to all and, as such, should be totally accessible and usable.

Parco Sensoriale, Istituto Serafico di Assisi

L’

Istituto Serafico di Assisi si impegna ad accogliere, riabilitare, assistere e reinserire socialmente persone con disabilità complesse. Nell’azienda agricola annessa all’Istituto si trova un Parco Sensoriale di circa 2 ha con un orto completamente accessibile di 1500 m2: una parte dello spazio è dedicata alla produzione di ortaggi per la cucina della struttura (circa 300 pasti al giorno tra ospiti e personale), mentre un’altra è dotata di postazioni per sedie a rotelle e orti rialzati. Imparare i gesti spesso ripetitivi della cura del verde o di un orto fa parte del processo attraverso cui i pazienti elaborano gradualmente una propria piccola indipendenza. I differenti approcci e i risultati ottenuti descrivono un progetto multidisciplinare dove “il verde cura”, definito dalla collaborazione tra staff medico, operatori di diverse competenze, l’agronomo e lo stesso cuoco. L’approccio adottato nel parco-giardino è di tipo biologico ed ecoresponsabile: va precisato

The beauty of local landscapes is the main tourism driver in Italy: accessibility should be seen as an integrated network, specifically conceived for the local area, which opens new developments in various sectors (with the involvement of public and private players as stakeholders) and attracts an inclusive society that can support accessible tourism. Making holiday places accessible in terms of senses and motion is a further way of expanding their ability to host a larger number of users, ACER 6/2017 • 20


Parco del Sorriso, Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia

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che l’orto si avvale di una manutenzione e gestione pianificata che coinvolgono una o due persone addette a tempo pieno, vista l’attenzione continua richiesta; di conseguenza, il livello di produttività è eccezionale rispetto agli standard di esperienze simili. La rotazione colturale viene realizzata secondo specifici piani di gestione, in modo da utilizzare sempre e comunque prodotti freschi: l’obiettivo è di non incorrere nelle eccedenze tipiche della produzione orticola, i cui scarti o sovraccarichi andrebbero a gravare tanto sul personale di manutenzione quanto sullo staff della cucina. Per la gestione del Parco Sensoriale, considerando anche la sua importante valenza ambientale, viene preso come base un modulo di interventi manutentivi ordinari standard, grazie a cui è possibile fare un bilancio preventivo annuale e calcolare la manodopera necessaria senza eccessi e sperperi. Stilato il bilancio consuntivo e la rendicontazione annuale, vengono messi a confronto obiettivi e risultati, che forniscono rilevazioni statistiche. Così è possibile agire con rari interventi di manutenzione straordinaria e ottenere una gestione omogenea durante l’anno, tenendo in considerazione anche l’alto livello di sicurezza che l’area richiede. n www.serafico.org

l Parco del Sorriso rappresenta un caso di recupero paesaggistico e riqualificazione ambientale per realizzare uno spazio verde pubblico ad accesso regolato, di pertinenza del residence “Daniele Chianelli” e riservato ai pazienti e familiari del reparto di ematologia oncologica dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il giardino, concepito come uno spazio naturale che rispetti lo sviluppo degli elementi vegetativi già presenti, è fruibile anche da scolaresche e bambini dei campi estivi, anziani, disabili o semplici visitatori incuriositi dalle attività svolte. Il progetto ha realizzato un parco pubblico estensivo a bassa manutenzione e contenuto utilizzo delle risorse idriche, basato su un’impostazione di tipo naturalistico che prevede l’utilizzo di giovani alberi a basso costo e specie pioniere a crescita rapida, con funzione protettiva e di rinaturalizzazione del sottobosco dopo i lavori di ripulitura. Viene quindi esaltata al massimo la funzione ecologica del verde, trovando una mediazione tra spazi ricreativi e salvaguardia del bosco urbano. L’intervento è caratterizzato dall’uso di specie xerofite tipiche della vegetazione spontanea (Cistus spp., Myrtus spp., Rosa canina ecc.), che in virtù della loro natura risultano particolarmente indicate per il terreno ricco di scheletro e di spessore limitato, riuscendo a tollerare prolungati periodi di siccità. Tale tipo di vegetazione richiede bassi input manutentivi e scarsi interventi irrigui, da programmare solo fino al termine della fase di attecchimento delle piante. L’impianto di irrigazione è esclusivamente a goccia. Per quel che riguarda gli interventi di manutenzione, le operazioni da svolgere riguardano solamente la pulizia del secco e i periodici interventi di potatura e riforma degli arbusti. Fondamentale nella manutenzione delle aree verdi accessibili è anche la cura e la custodia dei percorsi e delle pavimentazioni delle aree gioco, che se non governate precludono l’accessibilità. n www.comitatodanielechianelli.it/il-parco-del-sorriso

who will spread the word and strengthen the role of humans protecting their territories. Various places in Italy manage to offer and respect a multisensory approach to green areas, putting in great effort in terms of logistics and design, using a multidisciplinary method. The accessibility of rights is achieved through the accessibility of places: the experiences of the Sensory Park of the Istituto Serafico in Assisi and of the Parco del Sorriso (Smile Park), an area 21 • ACER 6/2017

that belongs to the Daniele Chianelli residence that hosts patients from the Santa Maria della Misericordia Hospital in Perugia, are evidence of this. Other examples worth mentioning are the Autistic & Gardeners initiative, a highly inclusive accessibility project for young adults implemented at the park of Luiss university in Rome, and the great service offered by blogger mums who provide updates on the management and use of inclusive parks by means of an information service which is fed also by users.


PARLIAMO DI...

La Carta di Norcia

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l verde è multisensoriale e per questo inclusivo a prescindere da tutto: la Carta di Norcia rapporta tutti i diritti normalmente declinati per la vita urbana agli ambienti e alle aree protette e rappresenta l’impegno concreto del mondo ambientalista e di quello delle associazioni disabili a rendere visitabili e fruibili nelle loro parti essenziali e caratteristiche le aree protette, nel rispetto della natura e delle esigenze dei fruitori. Eccone gli obiettivi. 1) Progettazione e gestione • Costruire un ecosistema inclusivo e ospitale. • Tenere conto in ogni azione del requisito dell’accessibilità e integrare gli strumenti urbanistici economici e sociali di gestione e controllo del territorio. • Rispettare i principi del “Universal Design”. • Valorizzare la natura per le sue caratteristiche, con opportune progettazioni inclusive e uso di materiali e tecnologie di ausilio ecocompatibili. 2) Accoglienza • Andare oltre gli stereotipi: l’accessibilità non è elemento aggiuntivo ma risorsa. 3) Informazione e comunicazione • Progettare in modo multisensoriale. 4) Educazione e formazione • Attivare una progettazione multi-opzionale (pluralità di proposte alternative).

(segue da pag. 19)

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sostenere un turismo accessibile. Proprio una rete è quella che cerca di costruire a piccoli passi il Festival delle citta accessibili (3), per aiutare a edificare città davvero capaci di accogliere, includere e sognare.

Fusione disciplinare La gestione e manutenzione del verde sono inoltre in grado di diventare chiavi per l’inclusione e integrazione di fasce socialmente fragili. A Spoleto (1) alcuni ragazzi svolgono, nell’ambito dei servizi sociosanitari, attività di custodia leggera in un parco cittadino dove, oltre a svolgere interventi (con un’assistenza più o meno specifica degli operatori), grazie alla loro presenza fisica garantiscono l’immediata segnalazione di usi impropri del parco. S’intende senza difficoltà che tutto ciò porta a frequentare il luogo al di fuori delle attività educative proposte dal servizio, coinvolgendo i ragazzi nell’ambito dei momenti ricreativi della comunità locale. A fronte di tali considerazioni, emerge naturalmente l’esigenza di avvalersi di personale formato e attento all’utilizzo del verde in chiave relazionale, così come l’esigenza di progettare con un approccio multiprofessionale le attività. Purtroppo, anche se esistono percorsi formativi di progettazione e gestione per gli operatori sociorelazionali e per quelli

del verde, manca una vera e propria cultura dell’utilizzo del verde sia in forma ludica e contemplativa, sia in forma didattica e terapeutica. Nella fusione di queste funzioni si esprime chiaramente la ricchezza di prerogative delle aree verdi e il loro altissimo potenziale in termini di inclusività: renderle spazi accessibili vuol dire spendere al meglio questa possibilità di sinergia.

Aperti a tutti L’accessibilità dei diritti passa attraverso l’accessibilità dei luoghi: a dimostrazione di questo concetto, le esperienze del Parco Sensoriale dell’Istituto Serafico di Assisi e del Parco del Sorriso, gestito dalla Fondazione Daniele Chianelli presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia (box a pag. 20-21) sono esempi di gestione e manutenzione di ottima qualità che hanno a fondamento valori sociali. Si intende che simili realtà possono sussistere non già per slancio romanticamente utopico, ma piuttosto per una rigorosa gestione delle professionalità e dei fondi. Nuova e importante è anche l’esperienza del blog “Parchi per Tutti” (2), che nasce per sensibilizzare il pubblico sul diritto al gioco dei bambini con disabilità e per far conoscere i parchi giochi inclusivi in Italia e all’estero. Due mamme blogger pubblicano aggiornamenti sui più svariati

aspetti della gestione e frequentazione dei parchi, fornendo un servizio informativo integrato dalla partecipazione degli utenti stessi. Trattano con grande professionalità e capacità di comunicazione il tema dei parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme. Parchi privi di barriere architettoniche, dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motorie lievi, ma anche bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi si trovano strutture gioco (castelli, navi, torri ecc.) con rampe al posto delle scale, sabbiere, piste per biglie e/o automobiline e pannelli sensoriali che possono essere utilizzati anche da seduti. Questi sono i giochi che piacciono a tutti. Per quanto riguarda, invece, l’altalena per carrozzine, ultimamente diventata simbolo di una città sensibile ai bisogni dei bambini e ragazzi con disabilità, si possono nutrire grossi dubbi sulla sua reale utilità, specialmente quando viene installata in un prato o in un luogo isolato da qualsiasi altro gioco (la negazione dell’inclusività). Scegliere un gioco che può essere utilizzato solo da alcuni bambini con disabilità, escludendo tutti gli altri, non è una scelta felice: l’inclusività è a due facce. Potrebbe viceversa avere un importante valore inclusivo l’utilizzo (in particolare nei parchi giochi) della Comunicazione Aumentativa Alternativa, in sostanza l’uso, in abbinamento agli aspetti ludici e della segnaletica, di pittogrammi significativi del testo. Va da sè che tale “linguaggio”, oltre ad abbattere le barriere della comunicazione anche nei confronti di bambine e bambini stranieri, presenta anche un importante, appropriato e piacevole aspetto grafico.  n

Sitografia 1) ilcerchio.net/documenti/324.pdf 2) www.parchipertutti.blogspot.it/p/ giochi-e-parchi-inclusivi-in-italia.html 3) www.cittaaccessibili.it

Materiale integrativo scaricabile da: www.ilverdeeditoriale.com/ricerche.aspx

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SPECIALISTI IN VIVAIO AZIENDA AGRICOLA MAURIZIO FELETIG ESTRATTO DA

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© IL VERDE EDITORIALE MILANO

I frutti di meli (sequenza di M. ‘Red Sentinel’ e M. ‘Evereste’) come coralli nella neve.

Preziose in inverno Sono le piante coltivate in un piccolo vivaio ai piedi della collina torinese. Dove vengono scelte le specie che con le loro bacche donano colore anche ai mesi più cupi dell’anno, e che mutano in ogni stagione grazie a fiori, corteccia e fogliame di grande pregio ornamentale

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percezione più ampia dell’ornamentalità delle piante con la loro fruttificazione. Nel 1987, avviene il trasloco in una vecchia cascina della collina torinese per avviare una piccola produzione autonoma di rose antiche e di primi arbusti con frutti autunnali quali Cotoneaster spp. e Pernettia spp.

Non solo rose Se è del 1991 la nascita della sua azienda agricola, dedicata alla coltivazione di rose e volta alla ricerca di specie vegetali dai frutti ornamentali nuove per il mercato italiano, è nel 1997 che si stabilisce nella sua attuale sede, ad Arignano (TO), in una tipica cascina piemontese

con più corpi abitativi e un ettaro di terreno pianeggiante. Lì, anche grazie all’aiuto della moglie Alessandra (negli aspetti contabili) amplia la produzione con nuove specie di rose antiche e di piante con bacche preferite ad altre per la fruttificazione più persistente possibile dall’autunno all’inverno. Oltre a una rusticità che accomuna molte di queste piante, la valenza ornamentale è legata anche alla loro importanza alimentare per gli uccelli insettivori, quali pettirossi, capinere e cinciarelle. L’attuale collezione conta diverse specie di Amelanchier spp., Callicarpa spp., Cotoneaster spp., Cornus spp. (C. mas, C. officinalis, C. alba ‘Sybi-

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opo un’infanzia trascorsa “en plein air” nella campagna vercellese, e il successivo trasferimento nella città di Torino, Maurizio Feletig continua a nutrire il desiderio di tornare a un’esistenza più in contatto con la natura. Nel frattempo, si iscrive alla Facoltà di Agraria a Torino e porta quasi a compimento i suoi studi, affiancandovi attività diverse, prima, a 25 anni in una produzione sperimentale di tartufi e poi nel vivaio di succulente di Anna Peyron. In quegli anni, la coltivazione delle succulente lasciava posto a quella delle rose antiche e la loro scoperta prima affascina il giovane apprendista e poi lo introduce in una


SPECIALISTI IN VIVAIO

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rica’), specie americane cinesi e giapponesi di Crataegus spp., Eleagnus spp., meli ornamentali, rose botaniche, tra cui vecchi ibridi dalle forme e dai colori molto vari e infine sorbi e viburni. Tutte queste piante sono particolarmente rustiche, con ridotte esigenze climatiche e pedologiche e quasi immuni da patologie. Fanno un po’ eccezione le rose, per la loro predisposizione all’oidio e agli attacchi di afidi, anche se tra le botaniche e le vecchie varietà c’è una

maggiore resistenza alle patologie, e il genere Crataegus per via del Colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora) particolarmente diffuso in Emilia-Romagna. In vivaio, la produzione avviene con i metodi più tradizionali: per le rose con innesto a gemma, per arbusti e alberelli (quali Malus spp. e Crataegus spp.) con innesto a spacco. Le specie di Eleagnus spp. sono riprodotte da seme, Amelanchier canadensis da pollone e Aronia spp. da talea, come gli altri arbusti.

Sopra, da sinistra, Rosa ‘Narrow Water’ e cinorrodi di R. filipes ‘Kiftsgate’ che seguono a piccoli fiori semplici, bianchi e riuniti in grandi mazzi. Sotto, da sinistra, Amelanchier canadensis fiorito “effetto nuvola”, frutti e corimbi.

Belle e rustiche Tra le preferite di Maurizio Feletig va citato Amelanchier canadensis. Pianta molto rustica e adattabile a tutti i tipi di terreno, acidi e argillosi, predilige quelli

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Suggestioni d’uso Colori mutevoli anche per le stagioni urbane ercando di proporre queste specie vegetali in ambito pubblico, è da apprezzare il loro valore ornamentale, mutevole in tute le stagioni. Certo, in alcuni ambiti urbani, la fruttificazione può essere ritenuta un difetto e comportare maggiore necessità d’intervento di pulizia, però in un prato o in un parco, sono piante che contribuiscono anche a mantenere una serie di caratteristiche naturali. Pensando alla classica rotatoria (con diametro di 10 m), la scelta può ricadere su più piante, un paio più assurgenti e grandi, un arbusto medio e un’altra serie più bassa. Come piante più grandi, due meli da fiore, quali Malus x robusta ‘Red sentinel’, dall’altezza massima di 8-9 m e di grande impatto decorativo, per la fioritura e per la fruttificazione (qui sotto da sinistra) tra le più persistenti e per la colorazione del fogliame autunnale. Come arbusto medio, un esemplare di Amelanchier canadensis dall’altezza massima di circa 4 m, che offre una fioritura vistosa, la fruttificazione estiva e il fogliame autunnale

sciolti e fatica solo un po’ in quelli calcarei. L’infiorescenza, che annuncia la primavera, sembra una grande nuvola bianca che dura due - tre settimane. Questa gradualità incide anche sull’impollinazione e la successiva maturazione dalla fine di maggio alla metà di giugno. I fruttini, simili a piccole ciliege violacee sono graditi non solo agli uccelli. Sono, infatti, saporiti e ricchi di antocianine e facili da consumare. In autunno lo spettacolo prosegue con il fogliame che vira tra il rosso e l’arancione e il giallo dorato. Tanta valenza ornamentale rende secondario il fatto che la maturazione dei fruttini si esaurisca comunque in estate. Anche Rhodotypos kerrioides (definito anche R. scandens) è un arbusto dalle 53 • ACER 6/2017

giallo oro, entrambi ornamentali. Come arbusti medio bassi, esemplari di Callicarpa dichotoma fungono da elemento di coesione degli altri esemplari, grazie alla forma flessuosa. È la specie asiatica del genere Callicarpa, con portamento completamente diverso da C. bodinieri per i rami flessibili e il portamento ricadente. La specie tipica ha bacche viola molto persistenti (in basso a destra). Scegliendo piante di due anni (e di 2 m di altezza per il melo), è sufficiente un impianto a regola d’arte con una concimazione organica, e nella prima stagione di crescita, accorgimenti limitati all’irrigazione di soccorso, in caso di grande caldo, per raggiungere con grandi quantità di acqua l’apparato radicale profondo di meli e Amelanchier spp. Un tubo drenato sul fondo della buca d’impianto è risolutivo in caso di siccità, anche per esemplari più maturi. In tal caso va ricordato che il trapianto comporta l’arresto di una stagione vegetativa. Maurizio Feletig

grandi potenzialità: il fogliame ricorda quello di Kerria japonica, chiaro e adatto a bei giochi di contrasto e all’uso in esemplari isolati o in gruppi. La fioritura è bianca da aprile a tutto giugno ed è seguita da splendenti frutti neri. Molto rustico, si adatta a ogni esposizione e terreno. Un altro genere di arbusti ancora poco noto è quello di Aronia, originario dell’America. A. melanocarpa è, infatti, più conosciuta per i frutti saporiti e molto ricchi di vitamina C e impiegati per succhi e marmellate. Simile ad Amelanchier spp. per adattabilità, fioritura primaverile e colorazione autunnale del fogliame, presenta una fruttificazione di colre nero più tardiva in autunno. Un’altro genere rispondente alle caratteristiche che distinguono le

piante coltivate da Maurizio Feletig è il Sorbus spp. Se, nel caso della specie S. aucuparia vi sono limitazioni legate ai cambiamenti climatici, poiché queste piante hanno bisogno di climi freschi, tipici di latitudini sempre più settentrionali, altre specie si adattano bene a ambienti urbani del Nord o Centro Italia. Le specie S. aria e S. intermedia sono più adatte alle zone di pianura o bassa collina e anche a contesti urbani nel Nord Italia. Nelle zone pianeggianti delle regioni centro meridionali, la specie S. domestica è l’unica che sopporta temperature più elevate.

La specie “in” per il 2018 Dopo anni di ricerca e coltivazione, Maurizio Feletig consiglia Crataegus x similis ‘Splendens’ una specie che

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riunisce in sé molti pregi. Si tratta di un biancospino cespuglioso con crescita relativamente contenuta (altezza massima di 3-4 m), con foglie del tutto dissimili dal biancospino comune, non lobate, ma reticolate e profondamente incise. La fioritura, invece è quella tipica a mazzetti bianchi primaverili e la fruttificazione è piuttosto abbondante e duratura con maturazione a fine settembre dei fruttini di 1 cm di lunghezza e di forma ovale, particolarmente amata dagli uccelli insettivori. Completa il quadro la colorazione autunnale del fogliame davvero spettacolare. È estremamente rustica e di facile coltivazione. Le dimensioni la rendono adatta a tutti i

giardini, per la creazione di belle quinte e siepi impenetrabili, date le spine particolarmente pungenti.

Uno spettacolo lungo un anno Già presente nel 1992 alla prima edizione della mostra “Tre giorni per il giardino” al castello di Masino, a Caravino (TO), con il vivaio di Anna Peyron specializzato in rose antiche, Maurizio Feletig inaugura a Colorno (PR), nel 1998, la partecipazione alle fiere di settore con la propria azienda agricola e una collezione di sole piante da bacca. La scelta di dedicarsi a queste piante nasce da una considerazione dell’organismo vegetale nel suo insieme, non so-

Da sinistra, fiori di Crataegus x grignonensis e le successive bacche, molto apprezzate dagli uccelli. Sotto, sempre da sinistra, Rhodotypos scandens con la candida fioritura e le foglie verde tenue, particolarmente incise. Accanto, Sorbus intermedia, adatto al clima del centro Italia.

lo limitato alla fioritura, ma con un occhio più lungimirante e omnicomprensivo, alla corteccia, alle foglie, ai fiori e ai frutti. Per chi le sa apprezzare (e non è così scontato) oltre che per il loro evidente ruolo ecologico, sono piante dalla valenza ornamentale, non solo di un mese o di una stagione, ma di un anno intero. Arianna Ravagli

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