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Poste Italiane S.p.A. Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n.46) Art. 1 comma 1 - D.C.B. - Roma.

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Anno XXXIV n. 7/8 Luglio/Agosto 2012 Euro 2.50 - I.P.


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[anteprime] Il “no” dei giovani alla mafia Tanti gli esempi di chi non ha voluto cedere al ricatto di un sistema perverso, tanti i tributi a loro dedicati. Fondamentale il coraggio dei ragazzi. A pagina 26

Marilyn Monroe Il suo ricordo resta immutato nel tempo, ma ancora molti sono gli interrogativi, i dubbi e i misteri che avvolgono la vita dell’icona del cinema americano. A pagina 37

S.o.s. osteoporosi Le buone abitudini non ci tradiscono mai. Per combattere questa sindrome, il sole, lo sport e una sana alimentazione ci vengono in aiuto. A pagina 40

Cosa bevi in vacanza? Complice la stagione estiva, gli scaffali dei supermercati si riempiono di bibite di ogni tipo e per ogni gusto. Ma non tutto è sano. A pagina 42

Non solo design Nel realizzare un prodotto vanno unite estetica e praticità. Le nuove tendenze estate? Atmosfere di mare in casa grazie a forme sferiche e trasparenze. A pagina 48

ditoriale

[ DI MARIA LAURA RONDINI - DIRETTORE EDITORIALE 50&PIÙ ]

Siamo di nuovo alla vigilia delle ferie estive... e questo significa, senza tema di smentita, che Certo che la capacità del tempo di scorrere veloce è da un lato sconvolgente e dell’altro rassicurante. SOLO UN ANNO FA, CIOÈ

è trascorso un anno!

IERI, ERAVAMO ANCORA A PENSARE CHE LE COSE SE NON PROPRIO BENE COMUNQUE ANDAVANO: la nostra economia

familiare come quella del Paese, quella del Paese Italia come quella del continente Europa e così via. Ci dicevano dei ristoranti

pieni e degli aerei impossibili da prenotare; c’erano ancora le barzellette a fare “colore” sulle prime pagine dei giornali e per molti la pensione a portata di data. Insomma, ritenevamo di poter parlare del domani come di un tempo controllabile e controllato. Ma se c’è qualcosa che veramente sa continuamente sorprendere, questa È LA REALTÀ: quella che

s’incontra per strada, nei mercati, nelle piazze, nella scuole, negli uffici, fuori la porta di casa. Così oggi, a ben vedere,

siamo in un mondo realmente diverso, in un anno

abbiamo traslocato, l’umore è peggiorato, o nel migliore dei casi, è sospeso. IL FUTURO SEMBRA UN TIRO DI DADI, MA SAPPIAMO ANCHE CHE, MOLTO PIÙ DI IERI, sono le nostre scelte e

nostri comportamenti che ci porteranno da un lato o dall’altro del guado nel quale ci troviamo! Ed è questo l’elemento che dovrebbe darci grande ottimismo. Non ci sono generi o generazioni destinate a raggiungere la riva e gli altri condannati ad arrancarci in mezzo; una coscienza

generale dovrebbe creare la condivisione di obiettivi che riguardano tutti, non i soliti furbi.

Si dice che quando il popolo ebreo, lasciato l’Egitto, iniziò la marcia nel deserto per tornare in Palestina, si pose il problema di che passo

tenere: quello veloce dei giovani avrebbe significato abbandonare per strada vecchi e bambini. D’altronde, il passo troppo lento di vecchi e bambini avrebbe allungato il tempo della marcia così tanto da rendere impossibile raggiungere la terra promessa. Ma un popolo è tutto, donne, uomini,

bambini, giovani e adulti, sani e infermi, ricchi e poveri, ladri e onesti, furbi e intelligenti, colti e ignoranti. Solo la solidarietà degli uni verso gli altri avrebbe consentito che il popolo raggiungesse la meta. ALLORA COME ORA, LA SOLUZIONE È DENTRO DI NOI.


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IN QUESTO

numero

8 Josefa Idem, una donna da record

14

La canoista plurimedagliata racconta la sua vita tra lavoro e famiglia DI RAFFAELLO CARABINI

Giochi olimpici 2012 Londra è pronta. Tra una gara e l’altra, parchi, musei, monumenti, teatri e...

18

DI GIADA VALDANNINI, LORIS PORCHERI E GIOVANNI ORSO

Contro la mafia, la fermezza dei giovani

26

Nel ricordo delle tante vittime, anche la testimonianza di Pina Maisano DI DANIEL A FLORIDIA

Bye bye, Marilyn A 50 anni dalla sua scomparsa, i retroscena di un mito incompreso

37

DI PAOLO GIOR GI E GIOVANNA VECCHIOT TI

Un interior design pratico C’è aria di mare in casa

48

DI BARBARA DI SARNO

18

33

PARLIAMO DI...

Olimpiadi 50&Più 15 settembre: via alle gare

24

INSERTO

Twitter 2° parte: home page, ricerche, connessioni

DI CARLO PENGUIN

DI PAOLO NEGRINI

Una scossa al terremoto: l’Emilia vuole ripartire

8

Dopo la paura, il coraggio di chi non si dà per vinto DI ILARIA ROMANO E ROMINA VINCI

IN EVIDENZA

Spazio50 Incontri, eventi, tempo libero, cultura e tanto altro nel mondo di 50&Più

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LA VOCE DI 50&PIÙ

A CURA DI LUISELL A BERTI

Fisco DI ALESSANDRA DE FEO

Previdenza DI GIANNI TEL

55 56

Anno XXXIV n. 7/8 Luglio/Agosto 2012 Euro 2.50 - I.P.

Anno XXXIV n. 7/8 Luglio Agosto 2012

Poste Italiane S.p.A. Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n.46) Art. 1 comma 1 - D.C.B. - Roma.

INCHIESTA

Letteralmente >> pag. 6

di Giovanna Vecchiotti

Viaggio in Terra Santa >> pag. 46

Ventenni europei in concorso di Valerio M. Urru >> pag. 28 Il bello dell’usato >> pag. 30

Libri di Renato Minore >> pag. 58 Cinema & Dvd >> pag. 59

di Rosella Bennati

di A. Miccinesi e P. Armocida

QR, piccolo media >> pag. 32

Musica & Teatro >> pag. 60

di Rita Nicosanti

di D. De Felicis e Mila Sarti Oroscopo di Aldebaran >> pag. 61

Osteoporosi ko >> pag. 40

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di Giovanna Vecchiotti

di Alessandro Mascia

Giochi >> pag. 62

Bevande: fresche, dolci e... di Luisella Berti >> pag. 42 Sapori & Colori >> pag. 44

di N. Tucciarelli e R. Cento Stuzzica cervello >> pag. 63

di Marina Cepeda Fuentes

Bacheca >> pag. 64

50epiu.it

I

LUGLIO/AGOSTO 2012

di E. Diglio

Per posta: Largo Arenula, 34 00186 Roma Per telefono: 06 68134552 Per fax: 06 68139323 Per m@il: redazione@50epiu.it Abbonamenti e Pubblicità

Abbonamenti: Telefono 06 68134552 Fax 06 68139323 Pubblicità: Promedia 2000 S.r.l. Tel. 02 89079601 - Fax 02 89079619


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Mensile di attualità e cultura di 50&Più Sistema Associativo e di Servizi Direttore Editoriale Maria Laura Rondini @ l.rondini@50epiu.it Direttore Responsabile Giovanna Vecchiotti @ g.vecchiotti@50epiu.it Art Director Elisa Rossi @ elisa.rossi@50epiu.it Editoriale 50&Più Srl - Amministratori Dante Di Mattia (Presidente) Brigida Gallinaro Marina Gruden Vlach Ines Marangon Giuseppe Martino Procuratore Gabriele Sampaolo Amministrazione Editoriale 50&Più Srl 00186 Roma - Via del Melangolo, 26 Telefono 06.6872515 - Fax 06.6872597 mail: editoriale@50epiu.it Direzione e Redazione 00186 Roma - Largo Arenula, 34 Telefono 06.68134552 www.50epiueditoriale.it Stampa e Spedizione Punto Web Srl - 00040 Ariccia (Roma) Via Variante di Cancelliera snc Distribuzione in Italia m-dis Distribuzione Media SpA 20126 Milano - Viale Sarca, 235 Telefono 02.64110911 Concessionaria di Pubblicità Promedia 2000 Srl 20142 Milano - Via Ettore Bugatti, 15 Telefono 02.89079601 - Fax 02.89079619 Registrazione Tribunale di Roma n. 17653 del 12/04/79 Iscrizione al R.O.C. n. 6158 del 10/12/2001 Spedizione Poste Italiane SpA Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 - D.C.B. - Roma

ZOOM DI GABRIELE SAMPAOLO

IL LUPO,

L’AGNELLO E IL CAVOLO

C

ome deve fare un poveruomo a trasportare uno alla volta un lupo, un agnello e un cavolo da una sponda all’altra del fiume senza provocare “danni collaterali” e non far mangiare il cavolo dall’agnello o quest’ultimo dal lupo? È un noto indovinello che può ancora utilmente stuzzicare il cervello a chi ancora non dovesse conoscerne la risposta. La soluzione comunque c’è: è una sola e può essere individuata con precisione. Come debbono fare dei poveri nonni ad aiutare figli e nipoti nel loro attraversamento del fiume della vita dosando nella giusta misura rigore, comprensione e supplenza? Questo, invece, è un “indovinello” mai definitivamente risolto e le soluzioni in questo caso ci sono ma vanno pazientemente cercate di volta in volta. Compiti per le vacanze: proviamo a mantenere sempre aperta la comunicazione.

Manoscritti e fotografie Anche se non pubblicati, non verranno restituiti. © Editoriale 50&Più Srl Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale della pubblicazione senza l’autorizzazione scritta dell’Editore. Tutela dati Si garantisce la riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo all’Editore. Le informazioni custodite nell’archivio dell’Editoriale 50&Più Srl verranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la rivista e gli allegati, anche pubblicitari (D. Leg.vo 196/2003 tutela dati personali). ASSOCIATO ALL’USPI UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA

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Giovani si è dentro Due lettere dal sapore diverso ma accomunate da un unico spirito: trovare “il bello” in una generazione differente dalla propria. Chiara è una nipote che ricorda la propria bisnonna di 102 anni, poetessa per vocazione, donna forte per necessità e per virtù, che ha fatto parte della schiera di quelle persone che non sono rimaste a guardare la vita ma hanno contribuito a forgiarla. Emilia è una cinquanta e più che ha intrecciato il proprio cammino con un gruppo di giovani di cui ha ap-

prezzato “l’operosità, la genialità, l’intraprendenza” e soprattutto l’entusiasmo per le attività da loro svolte all’insegna della solidarietà e non del profitto. La parole di Chiara ed Emilia sono un’ulteriore testimonianza che i “giovani dentro” e coloro che “giovani lo sono ancora fuori” non vivono su sponde diverse di uno stesso fiume: basta guardarsi intorno, e scrutare al di là del proprio orizzonte per vedere ciò che di utile, profondo, onesto molte persone regalano agli altri. E seguire il loro esempio. GIOVANNA VECCHIOTTI

L’esempio morale di Anna, classe 1910 Mi chiamo Chiara, e ai 50 anni me ne mancano ancora 31. Ma fino a due giorni fa avevo una bisnonna di ben 102 anni, sveglia e intelligente, che partecipava attivamente al concorso 50&Più Prosa, Poesia, Pittura e Fotografia. Quando una sua poesia veniva pubblicata radunava figli, nipoti e pronipoti per leggerla, orgogliosa. Si chiamava Anna Pellegrino Scalera. Di lei, custodisco il ricordo, e un portachiavi che ha ricevuto a Levico Terme (Tn), Farfalla d’argento per la XXV edizione del Concorso, nel 2007. Ho scritto, pensando alla mia bisnonna, una breve riflessione sull’intelligenza delle donne di un tempo in contrasto con le menti giovani, addormentate di oggi. Eccola: «C’è stato un tempo in cui le donne erano grandi donne. Chi sognava una completa istruzione elementare avrebbe presto dovuto fare i conti con la realtà, rimboccarsi le maniche e sudarsi una giornata di vita. Ep-

pure, quelle donne ne sapevano del mondo come pochi, si destreggiavano tra gli anni più sanguinosi della storia con il coraggio e la fierezza propri delle persone umili e forti. Una donna del genere ha dato alla luce mia nonna. Una donna del genere ha vissuto centodue anni conservando un intelletto fine e una lucidità di ragionamento che farebbero vergognare una generazione di cervelli assopiti. Una donna del genere se n’è andata lasciando l’esempio morale più forte di questi tempi. Lei, che apparteneva a un altro tempo». CHIARA CORTESE

6I 50epiu.it I LUGLIO/AGOSTO 2012

Una gioventù solidale ed operosa Sono andata con 50&Più di Caserta all’isola di Procida. Lassù, verso il vecchio carcere in disarmo e mezzo diroccato, in uno spiazzo che si protende sul mare con un belvedere ringhierato, vedi dei bianchi capannoni di tela cerata. La curiosità spinge a spiare dentro e ti si apre un mondo insperato. All’interno scene di vita cristiana plasticamente foggiate in grandiosi e statuari gruppi umani, che esprimono nei volti sofferenti un’interiorità intensa, artisticamente impressa nell’elemento materiale, secondo una linea di

disegno sicura e certamente non priva di cultura artistica. Ci inoltriamo tra quei capannoni e in ognuno troviamo gruppi similmarmorei, con altre scene, sempre su soggetto religioso. Ecco che ci viene incontro un ragazzo ben educato, dai trasparenti occhi azzurri, che risponde alle nostre incalzanti domande: si tratta di quel che resta dei cosiddetti “Carri dei Misteri”. Ogni anno sfilano durante la processione solenne del Venerdì Santo tra le viottole dell’isola, a ricordare la passione di Cristo, e sono il risultato di un’azione collettiva di tutti i giovani isolani. Studenti, operai, pescatori, contadini, artigiani, occupati e disoccupati si riuniscono in quei capannoni-laboratorio nei quaranta giorni che precedono la settimana di Pasqua, e progettano il tutto: disegnano, scolpiscono, plasmano e creano quelle scene ogni anno diverse - che sfileranno per le vie dell’isola. Si servono di materiali poveri: polistirolo, manichini dismessi dei negozi di abbigliamento, tela di sacco, cartone, legno... ma quel che viene


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PER UNA GIUSTA DIFESA

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Anno XXXIV n. 7/8 Luglio/Agosto 2012 Euro 2.50 - I.P.

SCRIVETECI A: Per posta: Largo Arenula, 34 00186 Roma Per fax: 06 68139323 Per m@il: g.vecchiotti@50epiu.it

fuori sembra fatto di marmo vero. E ci conduce, il ragazzo, a visitare il Museo dei Misteri, ove si può ammirare il meglio di quelle produzioni, e lì, si resta incantati di fronte alla genialità delle loro creazioni: una riproduzione fedele del Mosè di Michelangelo, una Pietà, una Crocifissione a traforo ligneo. «Come vi finanziate?», chiediamo. «Ci autofinanziamo», risponde pronto. Ci colpisce questo esempio di gioventù solidale ed operosa, che sacrifica il proprio tempo per un progetto comune, per vivere insieme un’esperienza con l’entusiasmo e l’energia che solo i giovani hanno, ma che spesso, ahimè troppo spesso, altrove vengono sprecate per occupazioni più frivole o più edonistiche, in convenzionali luoghi di ritrovo che ti lasciano nel tuo isolamento senza vie di scampo. EMILIA MASTRANGELO

Mi chiamo Anne, ho 72 anni e sono vedova dal 1997. Sto cercano un indirizzo per la nostra difesa contro la corruzione da parte di alcuni legali, i quali si sono uniti (presumo per convenienza personale) per pilotare una causa iniziata da mio cognato dopo la scomparsa di mio marito. Sono stati tralasciati dei documenti decisivi (atti notarili) per la nostra difesa, truffando con ciò non solo la nostra famiglia, ma ingannando anche la giustizia, il giudice, il quale non poteva pronunciare una sentenza “giusta”. Non credo di trovare a Roma un legale disposto a difendere un cittadino dalla corruzione di un altro avvocato! So che esiste un’organizzazione per difendersi dalla malasanità ma non riesco a trovare una commissione, un’istituzione specializzata contro la corruzione nel mondo della giustizia. Spero tanto che 50&Più mi possa indicare “la via giusta”... Grazie

Montascale Stannah.

scale, scegli il meglio.

Per le tue

e un cordiale saluto. ANNE M. KOCH

Gentile Anne, le indicazioni che Lei ci fornisce sono troppo generiche per permetterci di individuare il tipo di torto da cui Lei deve difendersi, e per questa ragione non possiamo indirizzarLa a un riferimento preciso e competente di tutela. Crediamo d’altra parte che sia eccessivo dire che a Roma «non si trova un legale disposto a difendere un cittadino contro la corruzione...». Crediamo, al contrario, che ce ne siano molti. Le consigliamo perciò di venire a trovarci, preavvisandoci per tempo, affinché, in un colloquio più esauriente, possiamo offrirLe un consiglio utile.

Siamo gli specialisti dei montascale. Per la tua tranquillità scegli la competenza del n° 1 al mondo, garantita da oltre 500.000 clienti e da più di 16 anni di presenza in Italia. Amiamo il nostro lavoro e con impegno e passione mettiamo a tua disposizione la nostra esperienza.

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Persone di cui fidarsi. Dal 1867.


SOCIETÀ

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L’85%

Oltre il 70%

15 squadre

delle imprese nel Basso Modenese è stato raso al suolo dal sisma bloccandone l’indotto.

era il tasso di occupazione nei territori emiliani fra comparto industriale e agricolo.

di tecnici operano sul solo territorio di Mirandola, uno dei punti più colpiti.

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[ INCHIESTA DI ILARIA ROMANO E ROMINA

VINCI - FOTO DI STEPHANIE GENGOTTI ]

Una scossa al terremoto: l’Emilia vuole ripartire «Nonostante tutto gli Emiliani non si danno per vinti. L’altra faccia della disperazione è la loro “reazione”, forte come il loro carattere, generosa come la loro voglia di ricominciare»

«

Q

no, nel cuore della notte, e un’aluando hanno sentito tra altrettanto forte, nove giorni la scossa i bambini eradopo, li ha colpiti ancora aggrano a scuola: si sono vando ulteriormente i danni. presi per mano e, accompagnaDa allora la terra non ha smesso ti dalle maestre, sono usciti in fidi tremare, e la gente ha cominla dall’edificio - calmi e ordinati ciato a convivere con questo con- come gli era stato insegnato dotinuo senso di instabilità, ma po il terremoto del 20 maggio. nemmeno per un attimo si è fatAnche gli adulti dovrebbero fata sopraffare dagli eventi. La nere un corso di educazione su cocessità di ripartire, con le proprie me ci si comporta durante un attività economiche, con le prosisma». prie vite, si percepisce continuaPier Paolo Borsari è il sindaco di mente in Nonantola, questi territocomune del ri considerati modenese, e «Alcune strutture fra i più ricracconta così distrutte erano chi d’Europa, quel 29 magstate realizzate con tassi di gio, quando i prima della occupazione più piccoli soclassificazione che superano stati da sismica. Ora si sa no il 70%, esempio anquale strada fra industria che per gli seguire e agricoltura. adulti e, mennell'adeguamento Se nei comutre tutti lasciaedilizio» ni sono stati vano la scuoorganizzati i la, la bidella si campi di tende per gli sfollati, fermava all’interno per verificanelle campagne, data la vastità re che non ci fossero scolari nei dell’area colpita dal sisma (da est bagni. a ovest da Ferrara a Carpi per 60 «Da settembre, comunque, i km e da nord a sud da Poggio corsi si faranno davvero - assiRusco a Crevalcore per 30 km, cura -. È fondamentale sapere ndr), ogni famiglia ha fatto da sé come reagire per evitare probleo si è organizzata con i vicini per mi ancora peggiori». costruire un piccolo prefabbrica“Reagire” è diventata la parola to in legno, affittare un camper, d’ordine per gli emiliani, da quano persino acquistare un contaido il 20 maggio una scossa di ner e un bagno chimico. Ci somagnitudo 5.9 li ha colti nel son-

5.9

8.739

Nella notte del 20 maggio una scossa di tale magnitudo coglie nel sonno gli Emiliani.

il numero degli sfollati nell’area del Modenese, ospitati nei 28 campi o 21 strutture allestite.

no aziende che non hanno mai chiuso, ma che hanno trasferito i propri “uffici” in gazebi di plastica, o che si preparano a demolire e ricostruire capannoni e strutture ormai pericolanti. «Adesso si sa quale strada seguire nell’adeguamento edilizio dell’esistente - dice Giovanni Tosatti, docente di Geologia applicata all’Università di Modena e Reggio - tenendo conto che molte delle strutture che sono cadute con le scosse erano state realizzate prima del 2003, quando è stata fatta la prima classificazione sismica». È una pianura che si perde all’orizzonte quella del Basso Modenese, percorrerla significa smarrirsi con lo sguardo in lunghe e sterminate piantagioni di mais, spighe di grano e distese di frutteti. Un paesaggio bucolico che viene interrotto da casali, case, ville e fienili sventrati, ridotti spesso ad un gioco di travi barcollanti incastonati in cumuli di macerie che riconferiscono tutta la drammaticità del momento ad un paesaggio apparentemente fuori tempo. Nella frazione di Scortichino, tra Finale Emilia e Bondeno, la signora Barbara Scagliarini, 74 anni, ci conduce nel suo giardino per mostrare della sabbia grigia fuoriuscita dalla terra. Si tratta del fenomeno della liquefazione che ha creato tanto sgomento tra la popolazione. A pochi metri c’è il capannone in cui suo figlio, commerciante di sanitari e arredo bagno, teneva gran parte del materiale: il deposito è andato completamente distrutto. La storia della signora Barbara sembra uscire dalle pagine del più romantico dei libri: sposata con un libico conosciuto ai tempi degli studi a Bologna, ha vissuto sotto il regime di Gheddafi, anni e » LUGLIO/AGOSTO 2012

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SOCIETÀ

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anni in giro per il mondo per tornare poi alla sua amata terra natia, l’Emilia. È un’attivista del comitato No Gas, agguerrita e guerriera è stata capofila nelle battaglie contro la realizzazione di un deposito gas a Rivara: «Finalmente si sono accorti che è impossibile avere un sito di stoccaggio lì - afferma con enfasi - con la situazione odierna basta un niente e salta in aria tutta l’Emilia». Dietro una coltre combattiva però Barbara cela tutta la fragilità di una donna che continua a rivivere, nella sua mente, i secondi incaratteri dattilografati e inizia a finiti in cui la terra non smetteva leggere una poesia scritta da lui. di tremare. Suo figlio le ha comPoi racconta di sé, e di come sia prato un prefabbricato in legno cambiata la sua vita dopo il 20 provvisorio, che in giardino è dimaggio scorso: «La mia casa ha ventato una minuta e graziosa avuto qualche crepa, ma è agibicamera da letto per sua madre, le. Di giorno vengo al campo per che ha troppa paura ancora a stare in compagnia, la notte indormire in casa. vece dormo con un occhio aperA quindici chilometri di distanto e uno za, nella tenchiuso, semdopoli di San pre in allerCarlo, allesti«La mia casa ta», dice strizta presso il ha qualche zando l’occampo sporcrepa ma è chio e svelantivo e tra i priagibile. La do un’ironia mi campi nanotte, però, da far invidia. ti spontaneadormo sempre Gli anziani mente, troviain allerta» sono tra i mo la signosoggetti più a ra Giuditta, rischio in non un capelquesto frangente, è per questo lo fuori posto ed un aspetto cuche i comitati e le associazioni rirato a dispetto delle sue 84 cancreative del posto si stanno dandeline. «Vivo da sola, non ho fido un gran da fare per organizgli, è da 34 anni che sono dentro zare attività, “tombolate”, gite quella casa, mi fa male lasciarla», fuoriporta e quant’altro serva a diracconta. Non trattiene le lacrime vagarsi un po’. quando ripensa alla notte del 20 Nel Basso Modenese il terremomaggio: «Vedevo i muri ballare, to ha raso al suolo l’85% delle credevo venissero giù». A San Carimprese fermandone l’indotto; lo l’80% del paese è stato risucguai, però, a gettare la spugna. chiato dal fango. Giuditta ha La Cima Spa, azienda di Miranl’asma, impossibile per lei vivere in dola che produce macchine per una tenda. «Ho comprato un camla gestione del contante e la proper, ma lo uso solo per dormire. tezione del denaro, si è subito Di giorno sono qui al campo, ho rimboccata le maniche. Novanpaura a rimanere sola». ta dipendenti e una clientela che Seduto dinanzi ad una tenda, annovera i più grandi istituti di sotto l’ombra di un albero e il credito italiani ed esteri. «Ci siamanico di un ombrello a cui apmo affrettati a far demolire uno poggiarsi quale unico sostegno, stabilimento di mille metri quac’ è Alfredo, Alfredo Lanzoni, otdrati in cemento armato, del tant’anni tondi tondi, che tira 2002, per consentire la messa in fuori dalla tasca un foglio con

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sicurezza di quello più grande, che ha resistito (del 1974). Lo stesso giorno abbiamo ordinato un tendone provvisorio, in cui abbiamo trasferito i nostri ingegneri in modo da fornire assistenza ai clienti. Siamo ripartiti su-

bito», racconta la titolare, Nicoletta Razzaboni. Ma non sempre è così facile. La Falegnameria Martelli, la cui storia inizia nel 1951, aveva già pagato un prezzo alto a causa della crisi: «Avevo dodici dipenden-

Migranti: difficoltà e speranze dopo il sisma Fondamentale forza lavoro nel settore industriale, molti - dopo il terremoto - sono tornati nei Paesi d’origine. Ma chi è rimasto...

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n Emilia Romagna la provincia di Modena è fra le più popolate da migranti, come confermato anche quest’anno dai dati dell’Osservatorio Regionale sul Fenomeno Migratorio. I cittadini provenienti dal Nord Africa, dai Paesi dell’Est o dall’Estremo Oriente rappresentano, nel territorio, il 12,7% della popolazione e sono una parte fondamentale della forza lavoro del distretto industriale. Anche per loro il terremoto è stato un trauma e ha messo in luce bisogni e difficoltà che, finora, non erano emersi con la stessa urgenza. Oltre 1.500 persone sono rientrate nei Paesi d’origine, mentre chi è rimasto cerca di ripartire, ma spesso si trova ad affrontare, insieme alle paure, anche la diffidenza. Nel comune di Nonantola, 15mila abitanti e 10 km da Modena, il parco pubblico si è trasformato in una tendopoli autoge-


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ti e son rimasto con uno - afferma il proprietario Giulio, che porta avanti l’azienda assieme a sua moglie e ai suoi due figli -. Il terremoto ci ha tagliato ancor più le gambe». La scossa è stata così forte da spostare di 35 centime-

tri una levigatrice dal peso di 30 quintali, e ha causato anche uno spostamento delle mura portanti di uno dei due capannoni. «Il capannone va demolito, i costi da sostenere sono alti, ma se non arrivano aiuti come faccio a ri-

stita: ci sono bengalesi, ghanesi, marocchini e tunisini, che si sono organizzati sotto gli alberi. Invece, non c’è alcun italiano, perché chi ha una casa con giardino ha piazzato lì la tenda o parcheggiato il camper, e resta vicino alla sua proprietà. Soprattutto in un comune che non è stato fra i più colpiti. Nel parco intanto, tutte le sere, Amin e la sua numerosa famiglia srotolano tappeti e coperte sul pavimento di un gazebo di legno che, al tramonto, si trasforma in una camera da letto allestita con cura per sei giorni su sette, perché il giovedì lo spazio è a disposizione del centro anziani che organizza la serata del ballo. I figli di Amin, sei e otto anni, sembrano sereni mentre giocano fra loro, ma il padre racconta che la più piccola si rifiuta di entrare in luoghi chiusi, e fatica ancora ad addormentarsi; per questo vorrebbe farle trascorrere le vacanze in Bangladesh dai loro parenti, ma non ha i soldi per pagare il viaggio. Lavora nell’edilizia ma ora è in cassa integra-

metterlo su di nuovo?». Ricominciare rapidamente sarebbe fondamentale, perché per la ricostruzione c’è bisogno di infissi e manufatti in legno, e dunque la falegnameria potrebbe tornare a produrre a pieno regime in breve tempo. «Il rilancio dell’attività richiederebbe l’assunzione di nuovo personale, ma se non metto in sicurezza come faccio? Ci sentiamo smarriti». E mentre nelle zone rosse dei centri storici colpiti, le saracinesche dei negozi son tutte abbassate - e chissà per quanto altro tempo ancora - c’è anche chi non ha mai arrestato la sua attività, nonostante la paura. Elio Bergamini è un ristoratore e gestisce con passione il caffè Del Ricordo di Bondeno. Ogni sera, dopo la chiusura, non torna a casa, ma

zione, e spera che si possa ripartire al più presto. Invece Lahoucine, marocchino, è riuscito a far trasferire la moglie in Francia, dove vive una parte della famiglia: lei, incinta, dopo la scossa del 29 maggio, ha perso il suo bambino. In altri comuni del modenese le diverse nazionalità convivono anche nelle tende blu della Protezione Civile: qui l’emergenza immediata di trovare un posto letto e un pasto caldo è stata gestita rapidamente, ma col tempo sono emersi altri problemi. Cécile Kashetu Kyenge, congolese di origine e modenese di adozione, medico oculista di professione e portavoce nazionale della Rete Primo Marzo per i diritti dei migranti, non si è accontentata di denunciare una situazione di difficoltà che tante persone stanno vivendo. «Quando ho capito che non esistevano stime ufficiali di quanti fossero i migranti sfollati e che provenienza avessero - racconta ho deciso di fare il giro delle tendopoli e co-

con la moglie dorme nel suv parcheggiato sul retro. Dal 29 maggio è questa la loro camera da letto: «La nostra casa è agibile, ma come fidarsi a dormire dentro dopo quel che è successo?». Nonostante i brutti ricordi Elio non ha smesso di guardare avanti, anche perché ha registrato un incremento degli affari: «Il terremoto ha coinciso con l’apertura dello spazio esterno del ristorante - racconta - la gente ha paura di rientrare a casa per cucinare, preferisce mangiare fuori, e io ho sempre i tavoli pieni». Quella veranda è diventata un nuovo punto di riferimento, in un paese ferito nel suo centro storico; pochi giorni fa ha persino ospitato un pranzo nunziale: e per una giornata è sembrato come se nulla fosse mai accaduto.

minciare un censimento». È stata a Mirandola, Cavezzo, Concordia, Finale Emilia, e ha scoperto che molti dei problemi non sono nati col terremoto ma le scosse li hanno solo fatti emergere. Uno di questi riguarda le politiche abitative: «Le case più vecchie e in peggiori condizioni sono spesso affittate a cittadini stranieri dice Cécile - ed è per questo che interi condomini di tutte le nazionalità sono rimasti senza un tetto sicuro». Come se non bastasse, spesso si verificano anche problemi di comunicazione con le proprie ambasciate e consolati. «Neanche loro sanno esattamente quanti siano gli sfollati, senza contare le persone che magari non avevano il permesso di soggiorno e che non risultano in alcun elenco - continua Cécile - e spesso abbiamo sfiorato il paradosso, come con il consolato del Senegal, a cui è stata chiesta una mano per far rientrare nel Paese donne e bambini, e la risposta è stata l’invio di pacchi di riso». Non meno importante è l’aspetto psicologico legato al terremoto. Per questo gli studenti universitari della comunità camerunense che vivono a Modena hanno chiesto il supporto di una psicologa per affrontare gli esami della sessione estiva. Il percorso verso il loro futuro ricomincia anche da qui. LUGLIO/AGOSTO 2012

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INCHIESTA

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TRA LE “PIEGHE FERRARESI”...

l di sotto della Pianura Padana sono sepolte delle vere e proprie dorsali montuose, conosciute come pieghe. La zona colpita dalle scosse degli ultimi mesi rientra all’interno delle cosiddette “pieghe ferraresi”, le quali formano un arco che va dalla zona di Ferrara, si sviluppa a sud del fiume Po e si estende nella pianura tra Reggio Emilia e Parma. Si tratta di una struttura sismogenetica, perché si può muovere subendo degli spostamenti e generando un sisma. Il terremoto più forte che può essere paragonato come intensità agli odierni risale al 1570. Le cronache di allora parlano di danni seri e crolli a Ferrara, e anche di voragini nel terreno con “scaturigini di fango”. La liquefazione è un fenomeno che accompagna sismi di un’intensità medio alta, generalmente superiore ai 5 come magnitudo (magnitudo 5.9 quello del 20 maggio, 5.8 quello delle 9 di mattina otto giorni dopo e 5.4 all’una del pomeriggio dello stesso giorno).

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Il comune di Mirandola: tra interventi e sopralluoghi «Io, volontario tra gli sfollati di Mirandola»

S Il senso di smarrimento di Angelica: «È andata distrutta la mia casa ma, con essa, ho perso anche la mia attività»

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San Giacomo Rontole, una frazione di Mirandola a pochi chilometri da Cavezzo, la scossa del 29 maggio ha distrutto Villa La Personala, una villa padronale del XV secolo, che la scorsa estate ha ospitato anche le nozze di un noto personaggio televisivo. «Abbiamo perso tutto; volevamo provare a salvare qualche mobile o affresco, di cui la villa è piena, ma non è stato possibile». A parlare è Angelica, la più giovane discendente della famiglia dei Conti Personali che ora vive in un container nel giardino insieme ai due genitori anziani. «È un miracolo che non sia morto nessuno. Ma adesso che abbiamo perso casa e attività, cosa ne sarà di noi?», si chiede Angelica.

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econdo i dati diffusi dalla Provincia, nel modenese sono 8.739 i cittadini sfollati, ospitati nei 28 campi o nelle 21 strutture allestite dai comuni in palestre, scuole e biblioteche. Superata l’emergenza dei primi giorni di dover garantire un posto letto e un pasto caldo, la questione più stringente resta il controllo delle case che, come per i siti industriali, devono superare i controlli post terremoto per avere l’agibilità. Giulio Pinna è un geometra della provincia di Modena e, ormai da un mese, sta lavorando come volontario presso l’Ufficio Tecnico e Urbanistico di Mirandola: 24mila abitanti, fra i comuni della Bassa più colpiti dal sisma. Qui il sindaco ha dovuto cercare an-

che una nuova sede per il municipio, dopo i danni causati dalle scosse. «Tutto è cominciato il 27 maggio con una riunione straordinaria della Protezione Civile racconta Pinna - che doveva servire a pianificare i sopralluoghi, ma la scossa del 29 ha azzerato di nuovo l’organizzazione del lavoro. Al mio arrivo a Mirandola le richieste di sopralluogo erano state suddivise in base alle zone e alle strade del paese. Per ogni isolato si concordava l’intervento con i Vigili del Fuoco. Solo nella prima settimana sono arrivate 5.500 richieste dei cittadini». Con che criterio è assegnata la precedenza negli interventi? Prima che ci fosse il secondo episodio sismico si era deciso di dare la precedenza ai capannoni e alle strutture industriali, per consentire al settore economico


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di accelerare la ripresa. Dopo, invece, si è deciso di procedere con i sopralluoghi residenziali, perché tutti i certificati di agibilità rilasciati la settimana prima per riprendere il lavoro erano stati superati dagli eventi. I cittadini si sono comunque sentiti abbandonati... È vero, a volte la gente si è arrabbiata, e lo è ancora. Ma di fatto su Mirandola operano 15 squadre di tecnici e giornalmente riescono a fare una decina di sopralluoghi, se si tratta di certificare case singole, mentre il processo è più veloce se si ispezionano condomini. Ma il problema è che, da ogni verifica, si apre un dossier che poi deve essere compilato negli Uffici Tecnici per far partire gli interventi. E sarebbe inutile fare i controlli per poi accumulare le pratiche senza la possibilità di gestirle di pari passo. Comunque,

per permettere alla gente di ripartire, bisognerebbe garantire l’assistenza economica per rimettere in sesto le attività, in agevolazioni reali sul pagamento delle tasse o dei mutui su case che non ci sono più. Tanti non sapevano che la zona fosse sismica; per questo il trauma è stato più forte. Questa è una pianura alluvionale con fondo sabbioso, fra l’Appennino e le Alpi, e la sua conformazione la rende sismica. Basti pensare al fenomeno della liquefazione avvenuto, ad esempio, a San Carlo, frazione di Sant’Agostino, nel Ferrarese: il cedimento del terreno è visibile nei campi di mais e ha una larghezza di quattro-cinque metri, con fenditure profonde fino a due metri. Quello che forse è mancato è stata l’educazione alla prevenzione in “tempi non sospetti”.


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JOSEFA

SENZA IL FISICO NON SI VA DA NESSUNA PARTE, MA SERVE ANCHE CREDERCI, LAVORARE TUTTI I GIORNI CON UNO SCOPO...

IDEM Q

uando le telefono per la prima volta, mi risponde «Ho un ragazzo in auto e sto prendendo l’altro: questo non è mai l’orario giusto per un’intervista». Sullo sfondo le grida e i rumori tipici dell’uscita di scuola. All’una del pomeriggio Josefa Idem è una mamma come tutte. Eppure la supercampionessa si appresta, a quasi 48 anni, a disputare la sua ottava Olimpiade, prima donna al mon-

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DI RAFFAELLO CARABINI

do. E questo avendo vinto 40 (quaranta!) medaglie in competizioni di livello continentale, mondiale e olimpico nella canoa: «uno degli sport più duri, ci vuole una forza bestiale e la capacità di resistere a questa espressione di potenza per quasi due minuti, tutti di tronco, seduti». La prima inevitabile domanda è: qual è il segreto della sua longevità?


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J O S E FA IDEM Sicuramente i segreti sono diversi (risponde sorridendo, ndr.). Innanzitutto in questo sport senza il fisico non si va da nessuna parte. Quindi la base c’è, mia mamma mi ha fatta bene per rendere fino a questa età. Di certo sono una che si presta ad andare in canoa, ho un fisico che risponde agli stimoli di uno sport di forza e resistenza. Questo è il primo aspetto, ma ho visto tanti altri che avevano il fisico e che non hanno reso così a lungo. Per cui c’è anche un aspetto volitivo: l’impegno di costruire e aggiornare un progetto da seguire così a lungo, lavorare su questo. È la professionalità. Io e mio marito, che mi allena, non concepiamo un lavoro fatto male. Per cui seguiamo con attenzione anche tutti gli altri aspetti che coinvolgono la mia vita di atleta, da quelli organizzativi in poi. Uno sport individuale come la canoa è più difficile di uno sport di squadra, dove i compagni aiutano nei momenti di difficoltà, o è più difficile perché si ha un avversario ostico come se stessi...

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48 ANNI PORTATI IN MODO STRAORDINARIO, 40 MEDAGLIE, È ALLA SUA OTTAVA OLIMPIADE DOVE RAPPRESENTERÀ L’ITALIA NELLA CANOA. INTANTO SI È AGGIUDICATA IL RECORD PER NUMERO DI PARTECIPAZIONI ALLE OLIMPIADI, PRIMA DONNA AL MONDO A RAGGIUNGERE TALE RISULTATO

}

In realtà, anche in uno sport individuale nessuno va avanti se non ha un’équipè che lo segue. Ho mio marito che mi supporta costantemente, ho un manager, un addetto stampa; abbiamo psicologi, medici, ortopedici, il biomeccanico che guarda il materiale e lo costruisce insieme a noi. Poi la canoa è uno sport individuale finché si fa la barca singola, ma ci sono anche gli equipaggi. Io ho fatto anche parte di equipaggi, ma alla fine ho sempre scelto il singolo. Così me la prendo con me stessa quando sbaglio e, quando faccio bene, il merito ce l’ho io. Durante la gara o prima ha un mantra, un rituale, un portafortuna... Affermo sempre che non sono scaramantica, però, siccome non si sa mai, certe cose le evito. Per esempio, non metto niente di viola, ho un portafortuna

Non sono scaramantica, ma qualche rituale ce l’ho. Quando sbaglio me la prendo con me stessa, ma quando vinco il merito ce l’ho io

Biografia in breve

Nasce il 23 settembre 1964 a Goch, in Germania, dove si diploma in lingue.Pratica la canoa dall'età di 11 anni. Nel 1988 si trasferisce in Italia.

che una mia amica mi ha regalato prima di Sidney (e quello lo devo proprio avere), non mi piace se dimentico gli occhiali da sole, è una brutta premonizione, e prima della gara più importante faccio sempre la doccia e mi metto in piega i capelli. Quindi ho un po’ di rituali, ce li ho anch’io. La tattica di gara la prepara in precedenza o è più un’improvvisatrice? È difficile preparare delle tattiche vere e proprie, perché sono un’atleta molto emotiva, molto agitata in gara. Se preparo un percorso poi, puntualmente, faccio delle stupidaggini. Per me la cosa migliore è avere di fianco l’atleta da battere, fare un match race, altrimenti mi capita facilmente di sbagliare la valutazione circa il ritmo che posso sostenere. Mi sembra di faticare un sacco e, invece, mi accorgo che il tempo è nettamente inferiore a quello che faccio in allenamento. Adesso sono un po’ in difficoltà a fare la gare, soprattutto i preliminari, le batterie, le semifinali, perché si è tutto complicato. Però la gara giusta in mente ce l’ho: uscire bene dai blocchi di partenza e mettersi subito sul ritmo, aspettando chi viene avanti... Il suo rapporto con la gara in sé, con la competitività, è cambiato nel tempo? Come dicevo, sono molto agitata in ga«La gente mi ra, fin dai primi temchiede se mi pi. Ormai ho 48 anni e ancora non vivo sento più tedesca bene quei momeno più italiana... io ti. Sono terrorizzata. ritengo che Ma con gli anni ho questa doppia imparato che, se non appartenenza fossi così, difficilmenpossa regalare te renderei al massiuna grande mo, e ho fatto pace ricchezza» con questo aspetto di me stessa. Considero l’essere molto nervosa un’espressione della mia gioventù, perché una persona di 90 anni certo questa emotività non ce l’ha... Lei è stata assessore allo Sport a Ravenna: quali sono i valori della politica che ha coltivato e che sente ancora validi? Credo che non si possa fare a meno della politica, perché nell’anarchia funziona la legge del più forte e non ci sono più garanzie. Tuttavia, la politica ha sviluppato un volto inguardabile, c’è troppo abuso di potere, delle proprie posizioni, non si gestisce la cosa comune ma lo si fa solo per se stessi, per un vantaggio, per un familiare... Le abbiamo viste tutte. L’antipolitica che viene avanti ha una giustificazione: in Germania vince il “partito dei pirati” che afferma: «Noi sappiamo solo di non sapere, non diamo programmi, li concentriamo sui forum di internet». Non può essere così, la gestione dello Stato prevede competenze specifiche. Certo i gruppi di protesta sono nati anche in Italia a seguito di una politica che ci ha portato, e non so- » LUGLIO/AGOSTO 2012

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INTERVISTA JOSEFA IDEM [ ORO, ARGENTO E BRONZO: LA LONGEVITÀ SPORTIVA DELLA IDEM ]

È COSTELLATA DI DECINE DI MEDAGLIE DI OGNI TIPO.

lo noi, nei pressi dell’abisso, ma non ho ancora capito cosa potrà creare questa ondata. Lei ha acquisito la cittadinanza italiana nel ’92. Come ci si sente ad avere due patrie diverse? All’inizio per me è stato difficile, perché la gente con cui si ha a che fare vorrebbe sentire delle dichiarazioni d’amore, che uno si schieri. E io non vedevo il motivo di dire: «sì, sono più tedesca», «sì, sono più italiana». Finché non ho capito che questo ragionamento è assolutamente superato, che ciò che gli altri vedono - a volte con un po’ di diffidenza, a volte con poca fantasia - diventa in realtà una grande ricchezza. Avere più origini fa capire che ciò che noi crediamo la verità assoluta è comunque una visione parziale di una fetta del mondo. Quindi la vivo come un arricchimento.

LE MEDAGLIE DI SEFI 1984 - bronzo Olimpiadi Los Angeles 1989 - 2 bronzi Mondiali Plovdid 1990 - oro e bronzo Mondiali Poznan 1991 - oro e bronzo Mondiali Parigi 1994 - bronzo Mondiali Città del Messico 1996 - bronzo Olimpiadi Atlanta 1997 - 3 argenti Mondiali Halifax 1997 - 3 ori e un bronzo Europei Plovdiv 1998 - oro, argento e bronzo Mondiali Szeged 1999 - 3 argenti Mondiali Milano 1999 - 3 ori Europei Zagabria 2000 - oro Olimpiadi Sydney 2000 - oro e argento Europei Poznan 2001 - 2 ori Mondiali Poznan 2001 - oro e argento Europei Milano 2002 - 2 bronzi Mondiali Siviglia 2004 - argento Olimpiadi Atene 2006 - bronzo Europei Racice 2006 - argento Mondiali Szeged 2008 - bronzo Europei Milano 2008 - argento Olimpiadi Pechino 2009 - bronzo Mondiali Dartmouth cui si sommano 5 ori e 2 bronzi in Coppa del Mondo

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Vorrei che i miei figli diventassero campioni della loro vita, al di là del fatto che facciano uno sport o qualsiasi altra cosa. Purché trovino la loro strada e siano felici I più longevi Il record di donna italiana che ha partecipato a un’Olimpiade in età più avanzata è già di Josefa Idem, con i suoi 43 anni e 331 giorni di Pechino. Record che fa il pari con quello di più anziana vincitrice di medaglia olimpica, con l’argento guadagnato in quella occasione sui 500 metri singolo. Il record di partecipazione per gli uomini azzurri appartiene, invece, al cavaliere Fausto Puccini che nel 1996, ad Atlanta (Usa), concorse alla gara di dressage a 63 anni e 265 giorni di età. Quello di più “vecchio” medagliato italiano di sempre è nelle mani di Guido Balzarini, che vinse l’oro nella spada a squadre ai Giochi di Parigi del 1924, poco prima del mezzo secolo di età. Aveva 49 anni e 267 giorni.

Lo sport è ancora un valore di fronte a tutti questi scandali, dal calcio-scommesse al doping nel ciclismo? Il mondo è pieno di persone disoneste, ma soprattutto di persone oneste. Non si può generalizzare. Ciò che conta sempre sono le persone che vanno avanti con onestà. E nello sport sono tantissime, nonostante alcuni cattivi esempi. Però noi parliamo del calcio o del ciclismo come sport, ma bisognerebbe sempre parlarne come di grandi business; sono sport solo in un secondo momento. E in tutti i business vediamo cosa succede. Ci sono i broker che se ne infischiano di tantissime persone e continuano a speculare fino a creare una crisi mondiale della finanza... Lo sport in sé, invece, è tuttora portatore di moltissimi valori. I giovani sono da indirizzare verso lo sport anche se oggi, per arrivare ai grandi livelli, sembrano indispensabili “certi aiuti”? Dipende sempre dagli ambienti: quelli sani trasmettono i messaggi giusti. Purtroppo il doping è espressione del nostro tempo. Un po’ come le centrali nucleari: le costruiamo perché ci forniscono l’energia che ci permette di vivere, ma sappiamo che ci possono uccidere. Optiamo per queste anche se esistono altre forme più pulite, che però sono più a lungo periodo, più costose. Bisogna avere la forza per crederci, la volontà per vedere i risultati: è un’opera di educazione. E dipende dagli ambienti. Se ai ragazzini di 10 o 12 anni si racconta che senza sali minerali e senza altre sostanze non si va avanti, è chiaro che vengono indirizzati molto presto in una certa direzione. Ci vogliono i consigli giusti e tutto è possibile. Però, purtroppo, l’uomo è spesso stupido. Le Olimpiadi sono comunque un valore, non solo una vetrina... Ho cercato di andare all’ottava Olimpiade, perché penso che abbia un grandissimo valore. Perché tutto ciò che le Olimpiadi possono esprimere in negativo, lo esprimono molto più ampiamente in positivo: ci sono tantissimi campioni, danno un sogno ai ragazzi, un obiettivo da raggiungere, da perseguire. È questo che mette le persone in condizione di diventare campioni nella propria vita, non necessariamente nello sport. Spera che i suoi figli facciano i canoisti? Mi sono proposta di rispondere a questa domanda dicendo sempre: «No, non suonano il violino». Cosa c’entra ciò che faccio io con quello che faranno i ragazzi? Non vorrei che si facessero condizionare dall’esempio ingombrante della madre, che ha fatto sport con grande successo, e così non vedere ciò che hanno di bello in loro, le loro passioni personali. Vorrei che i miei figli diventassero i campioni della loro vita, al di là del fatto che facciano uno sport, suonino il violino o diventino medici, purché trovino una propria strada su cui lavorare ed essere felici.


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20 miliardi

Il 10-15%

di sterline è la cifra spesa dalla capitale britannica per offrire ai turisti servizi ottimali.

dell’energia prodotta nel corso dei Giochi Olimpici sarà “verde”, grazie all’eolico-solare.

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[ ATTUALITÀ DI

GIADA VALDANNINI ]

Giochi Olimpici 2012: LONDRA fa tris Tutto è pronto. 26 giochi, 39 discipline, per un totale di 300 eventi ospitati in una delle più grandi aree attrezzate al mondo. La capitale britannica, sede di questo importante evento per la terza volta, non si è risparmiata: opere di rimodernamento, villaggio olimpico dotato di ogni comfort, trasporti potenziati... tutto nel rispetto dell’ambiente.

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inque cerchi, una fiamma e il motto “Citius! Altius! Fortius! - Più veloce! Più alto! Più forte!”. Tre elementi per un’unica competizione: le Olimpiadi al via il 27 luglio a Londra in un appuntamento che si svolge per la terza volta nella capitale britannica, dopo il 1908 e il 1948. Un primato - quello inglese - ancora imbattuto. Ma tra i record - sicuramente meno lodevoli - il Regno Unito vanta anche la velocità con cui l’orologio segnatempo prima della competizione è andato in tilt. A poche ore dall’inaugurazione - nel marzo dell’anno scorso - s’inceppò per l’imbarazzo degli organizzatori nonché di Omega, suo produttore. Fortuna, però, che gli svizzeri - puntuali come nei luoghi comuni - ci misero subito mano e la gaffe non durò che poche ore. Oggi, infatti, è lì, mastodontico, a contare le ore - poche - al via. E tutto sembra pronto: atleti, villaggio, alberghi e una flotta di media da far spavento. Sono stati loro i primi a commentare il logo olimpico che non ha mancato di destare dubbi e polemiche; ma anche apprezzamento. Nella sua geometricità, in effetti, stacca completamente dalle forme morbide di Pechino 2008 col pregio, però, di risultare più giovane e vitale. Londra ce la sta mettendo tutta per competere alla grande in tema di accoglienza e con 20 miliardi di sterline spesi, un’area olimpica vastissima e mezzi di trasporto implementati, potrà davvero dire la sua in tema di organizzazione e modernità. Si pensi solo che il governo inglese ha punta-

to su un progetto di rimodernamento di numerose linee della Tube Northern, Jubilee e Central line mentre l’Overground e la Dlr - mezzi alternativi rispetto alla metro - sono stati addirittura estesi fino a coprire la parte est della città e tutta la zona olimpica. Novità importanti se si ricorda che si riverseranno migliaia di visitatori e si stima che 4 miliardi di spettatori, in tutto il mondo, saranno sintonizzati su Londra 2012. Il doppio rispetto a Pechino. E a proposito di stime - anzi, meglio, scommesse - i famosi bookmakers britannici non si lasceran-

Il LondonStadium, epicentro della competizione, è in grado di ospitare circa 80mila spettatori no sfuggire l’occasione di puntare su tutto anche se la commissione olimpica si dice pronta a impegnarsi a sventare le giocate clandestine. Intanto su una cosa c’è da scommettere: che Londra sarà più “verde” delle Olimpiadi precedenti visto che il 10-15% dell’energia verrà prodotta con eolico e solare; parola del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici (Locog), confermata dall’Autorità di sviluppo olimpico (Oda). A questo, inoltre, è stata affiancata la costruzione di edifici eco-compatibili, energeticamente autonomi ed incentivi per i trasporti oil free. Strategie che garantiranno un risparmio del 58% delle emissioni inquinanti per un primato, questo, che è già olimpico.

Ma veniamo ai numeri. Londra ospiterà 26 giochi, 39 discipline, per un totale di 300 eventi in un’area attrezzata tra le più grandi al mondo. E il London Stadium, epicentro della competizione, si conferma il più leggero mai costruito: nonostante ciò, riuscirà a ospitare circa 80mila spettatori. Gli atleti saranno accolti nei 33 impianti dell’Olympic and Paralympic Village, un complesso situato a Stratford (zona est di Londra), in un parco nel quale si trovano l’appena citato Olympic Stadium, l’Acquatics Centre e il Velopark per le gare di Bmx e Mountain bike. Eppure il villaggio non sarà l’unica area a ospitare le gare: ci saranno anche la River Zone (vicino al Tamigi) e la Central Zone (nel cuore della città) con le gare di vela dislocate addirittura a Dorset, a sud di Londra: 200 km dalla zona dei Giochi. Tutto il villaggio potrà contare su oltre 17mila posti letto distribuiti in ben in 3.300 appartamenti, tutti dotati di Tv, internet e giardino privato, e a popolarli saranno le migliaia di atleti che restano il cuore pulsante della competizione. A rappresentare l’Italia sarà la fiorettista Valentina Vezzali, portabandiera azzurra: per la quarta volta un alfiere donna nella storia dei giochi olimpici per il nostro Paese. E sarà la settima volta che l’atleta rappresentante proverrà dall’arte della scherma. Eppure non tutto brilla nel campo delle pari opportunità. Il 27, alla cerimonia di inaugurazione, un Paese sfilerà senza don- »

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ne: l’Arabia Saudita. Dopo il fallimento di ogni mediazione da parte del Comitato Olimpico Internazionale, la XXX Olimpiade vedrà - almeno fino ad ora - la monarchia wahhabita irremovibile sull’ipotesi di una presenza femminile. «Lo sport per le donne non è mai esistito nel nostro Paese - ha detto il principe Nawwaf al-Faisal, ministro dello sport e presidente del comitato olimpico saudita - e non abbiamo intenzione di muoverci in questa direzione». Il tutto in barba all’articolo 6 dei Principi Fondamentali della Carta Olimpica che dovrebbe impedire ogni forma di discriminazione basata su sesso, razza o religione. Tra gli interrogativi dell’evento, inoltre, una minaccia: quella della Fai - la Federazione anarchica - pronta a una guerriglia contro i Giochi. Lo ha reso noto il Mail on Sunday che ha già posto l’attenzione sul danneggiamento di sistemi di segnalazione della linea ferroviaria di Bristol e dell’antenna di una stazione radio della polizia a Dundry Hill, riconducendoli, forse, all’attività della Federazione. Intimidazioni per disturbare i Giochi e impaurire coloro che volessero seguirli andando direttamente a Londra. Nonostante ciò, le autorità non disperano e hanno lavorato a un massiccio dispiegamento di forze per garantire il regolare svolgimento dell’Olimpiade. Così, anche nel clima gioviale della competizione, l’allerta sarà massima: i caccia sorvoleranno lo spazio aereo e sui tetti ci saranno missili terra-aria e navi da guerra sul Tamigi. Sta di fatto che, come è giusto, gli atleti saranno al centro dell’attenzione e in molti hanno colto l’occasione per firmare, almeno nei capi, le loro imprese. Così la portabandiera Vezzali e i suoi colleghi avranno trolley e valigia Emporio Armani coi colori che richiamano quelli degli azzurri, blu e bianco con una chicca: l’inno di Mameli ricamato dentro felpe, giacche e nel colletto della polo. Non sia mai che qualcuno fosse colto da amnesia...

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OLIMPIADI IERI&OGGI

SOCIETÀ

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[ ATTUALITÀ DI LORIS PORCHERI ]

&OGGI

OLIMPIADI IERI Q uando il barone Pierre de Coubertin, sul finire del 1800, volle dar nuova vita a quei Giochi che nell’antica Grecia si disputavano a Olimpia in onore di Zeus e avevano la capacità di mettere fine alle guerre, aveva negli occhi l’immagine degli atleti greci - emblema di forza, vigore, coraggio e destrezza - e nella mente l’idea che si potesse replicare all’infinito l’antico spirito agonistico che contrapponeva l’uomo all’uomo pur all’interno di ideali di pace, uguaglianza e rispetto. De Coubertin era un uomo di cultura, attento ai cambiamenti sociali e convinto sostenitore dell’idea che le nuove generazioni potessero essere

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educate anche attraverso lo sport. Un concetto espresso nel discorso che tenne alla Sorbona con il quale caldeggiò la rinascita delle Olimpiadi, attribuendo all’attività sportiva una funzione socio-pedagogica: «...I Giochi sono la sede ideale di puro agonismo, di incontro fraterno tra tutti i popoli. Il libero scambio del futuro consisterà nell’invio dei nostri atleti in tutti i Paesi del mondo, dove verranno organizzate gare... Il giorno in cui questo libero scambio sarà accettato dall’Europa e dal mondo, un grande passo sarà stato fatto per la causa della pace». Come l’Araba Fenice, i Giochi Olimpici videro la loro rinascita nel 1896, ad Atene, sull’on-

da dell’antico spirito di Olimpia, solo che - nonostante gli auspici - non riuscirono a interrompere le guerre, come nell’antichità ma, al contrario, fu la guerra ad interrompere i Giochi stessi. Nel corso degli anni lo sport si è evoluto e le Olimpiadi con esso. Londra è l’unica città ad averle ospitate per tre volte, e se il nostro barone potesse viaggiare nel tempo e tornare sul suolo inglese si stupirebbe dell’enorme trasformazione avvenuta in una manciata di decenni. Ripercorriamo, quindi, le tappe di questo storico evento, sicuri che de Coubertin ci accompagnerà in questo nostro viaggio.


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[ A SINISTRA, OSCAR PISTORIUS, IL FAMOSO ATLETA SUDAFRICANO CHE, GRAZIE ALLE NUOVE TECNOLOGIE, HA LA POSSIBILITÀ DI PARTECIPARE AI GIOCHI. ACCANTO, IL MEMORABILE TRAGUARDO DI DORANDO PIETRI, VINCITORE MORALE ALLA MARATONA DEL 1908. IN BASSO: A SINISTRA, PIERRE DE COUBERTIN IN UNA FOTO D’EPOCA; A DESTRA, LA NAZIONALE ITALIANA DI PALLANUOTO, PRIMA CLASSIFICATA ALLE OLIMPIADI DEL 1948. ]

Dopo le edizioni di Atene, Parigi e Saint Louis, de Coubertin aveva un sogno: far disputare i Giochi Olimpici a Roma. A un anno dalle gare, però, il nostro Paese dovette rinunciare. Grande sconcerto, ma subito una nuova candidatura: Londra. Fino ad allora i Giochi si erano svolti con un po’ di pressapochismo; si immagini solo che ad Atene parteciparono alle gare anche i turisti che erano andati nella città greca per assistere alle Olimpiadi. Con l’edizione londinese si iniziò, invece, a dettare regole precise, perciò gli atleti dovettero iscriversi tramite il comitato olimpico appositamente creato in ogni Paese. Per la prima volta nella storia olimpica gli atleti sfilarono sotto la bandiera in rappresentanza della propria Nazione. 22 gli Stati presenti, 2.095 gli atleti scesi in campo, di cui 36 donne. Ma di novità, in questa edizione, ce ne furono al-

1908

tre come, per esempio, la durata: 6 mesi, dal 27 aprile al 31 ottobre! In questo periodo furono riuniti i giochi primaverili, quelli estivi, i nautici e i giochi invernali; furono istituite le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo, quale riconoscimento per i primi tre classificati nelle gare; il calcio, il pattinaggio artistico e l’hockey su prato entrarono a far parte delle discipline olimpiche. Nella città di Sua Maestà, si costruì il primo villaggio olimpico della storia e uno stadio stupefacente per l’epoca, il White City Stadium: quasi centomila posti, una pista di cemento di 600 metri per il ciclismo, una per l’atletica, il prato centrale a disposizione per le altre gare e persino una piscina con vasche lunghe 100 metri e la piattaforma per i tuffi. La pista di atletica aveva corsie delimitate da corde tenute su da picchetti di ferro, ma non esistevano blocchi di partenza. Il disco utilizzato nel lancio era di legno, con al centro una lastra di piombo e l’esterno rivestito di ferro; l’asta per il salto in alto era di bambù, e gli ostacoli erano saldamente ancorati a terra, con tutte le conseguenze per l’atleta che non li avesse superati. Nel 1908 venne introdotta anche la staffetta ma, invece del passaggio del testimone, ci si doveva toccare la mano... Chi vinse la gara della maratona? Probabilmente il nome non lo rammenta quasi nessuno, ma tutti ricordano il non-vincitore: Dorando

Pietri. La vicenda di questo garzone di pasticceria è rimasta negli annali dello sport. Entrato nello stadio in solitaria con alcuni minuti di vantaggio sugli avversari, Pietri era stremato. Sbagliò direzione e cadde quattro volte. A pochi metri dal traguardo uno dei megafonisti gli diede una mano e lo aiutò ad arrivare alla fine della gara, pochi secondi prima dell’americano Hayes. Gli statunitensi fecero ricorso e Pietri venne squalificato, nonostante le proteste tra cui quelle dello stesso de Coubertin. «Io non sono il vincitore della maratona. Invece, come dicono gli inglesi, io sono colui che ha vinto e ha perso la vittoria», così dirà successivamente Pietri, considerato comunque il vincitore morale della gara. Per la cronaca, lui e Hayes si incontrarono altre due volte negli anni successivi e Pietri vinse entrambe le gare. Sono le Olimpiadi del dopoguerra, quelle della rinascita. Londra rappresentava le città martoriate dal conflitto mondiale, ma anche la dimostrazione che una nuova vita era possibile, proprio come avveniva ancora una volta per i Giochi. La situazione, naturalmente, non era delle più rosee, e tutti - atleti compresi - si arrangiarono come poterono. Furono utilizzati gli stessi impianti del 1908, con qualche ristrutturazione (venne risistemata, per esempio, la pista di atletica), e alcune gare vennero “ricollocate”: quelle di nuoto nel Tamigi, il ciclismo nel parco di Windsor. Il cibo era razionato, per cui agli atleti venne riservato il quantitativo di alimenti ricevuto da un operaio addetto ai lavori pesanti, più un litro di latte al giorno. Non mancarono, naturalmente, prove di generosità da parte di altre Nazioni con l’invio di uova, bottiglie d’ac-

1948

qua minerale e pesce, quest’ultimo omaggio dei pescatori inglesi. Gli atleti statunitensi ricevevano il cibo direttamente dagli Stati Uniti con un ponte aereo. Collegi e capannoni militari furono utilizzati come alloggi, poiché il villaggio olimpico non esisteva più. Il numero degli atleti presenti fu altissimo: 4.071, di cui 393 donne. In linea con le ristrettezze economiche, le medaglie con cui furono premiati gli atleti vennero realizzate con la latta. I Giochi durarono quindici giorni. Il rito della fiamma olimpica, istituito nelle Olimpiadi del 1928, venne ripristinato e, per la prima volta, la torcia attraversò il mare. In realtà di torce ce ne furono tre: una utilizzata per tutto il percorso, una a gas per il trasbordo in nave attraverso la Manica, e l’ultima per l’ingresso allo stadio. Queste Olimpiadi di Londra segnarono anche altri primati, alcuni piuttosto curiosi. Innanzitutto, furono i primi Giochi ad essere trasmessi in televisione, cosicché milioni di persone poterono assistervi. Poi ci furono delle novità “tecniche”: nel salto con l’asta fu introdotta l’asta di alluminio; nelle gare di atletica furono istituiti i blocchi di partenza (fino ad allora i concorrenti, per l’appoggio dei piedi, si scavavano le buche da soli con le spatole dei muratori) e sul traguardo furono istallate le cellule fotoelettriche con il fotofinish. Per la prima volta, dunque, si cronometrarono i risultati fino al millesimo di secondo. Atleti di spicco di questa edizione? Tra tanti una: Fanny Koen, 4 medaglie d’oro, soprannominata la “mamma volante” perché nell’intervallo tra le varie gare (era velocista, ma anche saltatrice in alto e in lungo) allattava la figlia nata da poco. Ci fu un altro episodio simile a quello di Dorando Pietri. Pro- »

8.000

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fori caratterizzano la torcia olimpica 2012. Tanti quanti i tedofori deputati al suo trasporto.

In linea con le ristrettezze del dopoguerra, le medaglie furono realizzate in latta. LUGLIO/AGOSTO 2012

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tagonista fu un certo Etienne Gailly che, entrato nello stadio in testa nella maratona, andò a finire nel prato, non trovando più la direzione da seguire. Questa volta i giudici si limitarono a dargli indicazioni verbali ma Gailly riuscì a tagliare il traguardo soltanto terzo. Fu ricoverato in stato d’incoscienza; la medaglia di bronzo la ricevette quando fu dimesso, dopo alcuni giorni. Sono considerate le Olimpiadi a “impatto zero”, quelle “eco sostenibili”, improntate al massimo risparmio energetico. «Tutto ciò che riguarda questa edizione, dal cibo alla logistica, dai trasporti all’organizzazione di tutti gli eventi - ha spiegato Paul Deighton, membro del Locog, il comitato organizzatore dei Giochi - si basa su questi principi». Per questi Giochi ci si è preoccupati, poi, non solo di investire ma anche di riqualificare intere aree come Stratford, nell’East End, dove l’Olympic Park è stato realizzato con un’ottica di riconvertibilità e adattabilità alle esigenze future del quartiere. Così avverrà che lo stadio e l’Aquatic Center, per esempio, costruiti con materiali riciclati e a basso impatto ambientale, saranno in parte smontati e riutilizzati per eventi sportivi con minore afflusso di pubblico, e così sarà per ogni struttura che troverà nuovo impiego, anche diverso da quello originario. Niente più impianti “fantasma” inutilizzati in futuro come, invece, spesso è accaduto in città teatro di eventi sportivi internazionali. Ma le XXX Olimpiadi verranno ricordate anche per la discesa in campo della tecnologia. Fibre di carbonio, titanio, kevlar, grafite, e altri materiali presi direttamente dall’industria aerospaziale saranno protagonisti insieme agli atleti. Primo fra tutti, Oscar Pistorius, il velocista sudafricano portatore di handicap, che a Londra correrà con le protesi al carbo-

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nio in sostituzione delle gambe. Allenamento? Fisico? Passione? Tutto questo, ma anche costumi hi-tech che si indossano come una seconda pelle e permettono al nuotatore di andare alla velocità del “laser”; racchette da tennis al Thermolon, un materiale che permette alla racchetta di diventare rigida se il colpo arriva a velocità sostenuta, e morbida se la palla è più smorzata; biciclette ultraleggere in kevlar, aste per il salto in fibra di vetro che portano gli atleti sempre più in alto. In atletica, certamente non vedremo più emuli di Abebe Bikila, che vinse la maratona alle Olimpiadi di Roma correndo a piedi nudi. Le scarpe, attualmente, pesano qualche decina di grammi, sono idrorepellenti, e la loro struttura varia a seconda dell’utilizzo e del terreno di gara. E per atleti così la strumentazione presente in gara non poteva non essere all’altezza. Per cominciare, niente più polemiche per le false partenze: i blocchi di partenza rileveranno anche la forza che verrà esercitata su di essi. Vicino ad ogni atleta verranno istallati degli altoparlanti in modo tale che il suono dello sparo verrà sentito contemporaneamente da tutti. I tempi saranno rilevati dal nuovissimo Quantum Timer, che arriva a misurare fino al milionesimo di secondo: 100 volte più preciso dei cronometri utilizzati fino a questo momento. Ci saranno ben 16 orologi indipendenti fra di loro che comunicheranno altrettanti tempi rilevati, in modo da poter assicurare un tempo finale perfetto. Le vasche per il nuoto saranno dotate di un touch pad che si attiverà solo se toccato dal nuotatore e non per il movimento dell’acqua. Invece, la pistola che darà il via alle competizioni avrà tre diverse funzioni: emettere un suono, un flash luminoso e attivare i cronometri. Beh, a questo punto, siamo sicuri che valga ancora il motto di de Cubertin: «L’importante è partecipare»?

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LONDRA DINTORNI & [ ATTUALITÀ DI

GIOVANNI ORSO ]

Buckingham Palace o la Torre di Londra con i gioielli della Corona? Il British Museum o il Big Ben? Tante cose da vedere, da fare, da sperimentare. E allora?

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ra il 1837 quando la regina Vittoria decise di spostare la corte da St. James Palace a Buckingham Palace. La sua Guardia personale, però, restò a St. James, e ogni giorno veniva inviato un distaccamento nella nuova residenza a protezione della famiglia reale. È da allora che il rito si ripete quotidianamente, e il cambio della Guardia è diventato una delle maggiori attrazioni di Londra, con migliaia di turisti che si assiepano lungo il tragitto percorso dai militari con tanto di banda in testa. Se poi si vuol vivere un giorno “da sovrani”, basta mettersi pazientemente in fila e visitare alcune aree del palazzo reale più famoso del mondo. Perché Londra è fatta così... si passa dalla Storia alla quotidianità, dalla preistoria al futuro in un battibaleno. Città con 12 milioni di abitanti, è una delle più cosmopolite del globo. Dimore storiche, parchi, monumenti e musei, centri commerciali e teatri si offrono ai visitatori in un’alternanza senza eguali, tanto che non basterebbero mesi di permanenza per visitare le attrattive più famose. E, poiché da qualche parte bisogna pur iniziare, vi diamo alcune indicazioni, tra cultura e divertimento, se siete tra coloro che hanno deciso di assistere ai Giochi della XXX Olimpiade. Se, invece, vorrete andare a Londra in un altro periodo avrete solo un piccolo problema in più: l’imbarazzo della scelta. Buon divertimento!

AROUND LONDON

LONDON 2012 FESTIVAL AD OGNUNO IL PROPRIO DIVERTIMENTO Sono oltre 12mila gli eventi che si svolgono in tutto il Regno Unito oltreché nella capitale, e tutti hanno un denominatore comune: celebrare i Giochi Olimpici. Musica, danza, teatro, moda, films, concerti, esposizioni... i più grandi artisti si danno appuntamento a questo Festival, che rappresenta la punta di diamante delle Olimpiadi della cultura. Da segnalare: la maggior parte degli eventi è gratuita. Fino al 9 settembre. Per saperne di più: www.festival.london2012.com

THE QUEEN’S DIAMOND JUBILEE C’ERA UNA VOLTA... E C’È ANCORA... Sessant’anni di regno e non dimostrarli. Tanti ne ha festeggiati quest’anno Elisabetta II. E per il suo giubileo di diamante molti gli eventi in programma. Eccone alcuni: The Queen: 60 fotografie per 60 anni, mostra al castello di Windsor; The Queen: Art and Imagem, alla National Portrait Gallery; Cecil Beaton’s Royal Portraits: A Diamond Jubilee Celebration, al Victoria and Albert Museum, fino alla fine dell’anno.

LONDON PLEASURE GARDENS LA CULTURA SULLE RIVE DEL TAMIGI A ridosso della zona olimpica, nella zona est di Londra, è stata appena inaugurata quest’area consacrata al divertimento con teatri, cinema e spazi appositamente studiati per tutta la famiglia. C’è persino un bar galleggiante. Da non perdere. Per saperne di più: www.londonpleasuregardens.com

THE FLOWER SHOW TUTTI I PROFUMI DELL’ESTATE Presso il Palazzo reale di Hampton Court una mostra mercato dedicata al giardinaggio, dove è possibile ammirare fiori provenienti da tutto il mondo e seguire i consigli dei più grandi esperti nel settore, per avere un giardino meraviglioso con poca spesa. Dal 3 all’8 luglio. Per saperne di più: http://www.rhs.org.uk LUGLIO/AGOSTO 2012

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SOCIETÀ

[ ATTUALITÀ DI

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DAL 15 AL 22 SETTEMBRE

CARLO PENGUIN ]

OLIMPIADI DEI 50&PIÙ: LO SPORT COME STILE DI VITA Una settimana di sport secondo gli over 50: a San Vincenzo, in provincia di Livorno, i giochi più attesi in una cornice marittima straordinaria.

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andro corre sin da bambino, una passione che, dice, è nata con lui...«Forse, perché quando ero piccolo non esistevano le comodità che ci sono oggi. Non c’era l’auto, o meglio, l’aveva solo chi era benestante. I poveri diavoli come noi, io e la mia famiglia intendo, dovevano andare a piedi, al massimo in bicicletta; e allora, per guadagnare tempo ho imparato a fare tutto correndo. E ancora corro...», ci racconta ridendo. Sandro fa parte degli oltre mille over 50 che, dal 15 al 22 settembre, si ritroveranno al Villaggio Garden Club Toscana a San Vincenzo, in provincia di Livorno, per gareggiare nelle Olimpiadi dei 50&Più . Un appuntamento che si ripete ormai da diciannove anni, ma che non ha mai smesso

di emozionare. «Questa è la mia prima Olimpiade - sussurra Ombretta - e devo dire che un po’ d’ansia me la sento addosso. Ho imparato a nuotare da ragazzina, quando andavo al lago con i miei fratelli; poi mi sono sposata e ho insegnato ai miei figli a nuotare ma, in realtà, io una gara non l’ho mai fatta. Allora mi sono detta: “Beh, perché non ci provi?” e mi sono iscritta... Sai com’è, un conto è vedere le gare

in televisione, ma quando sui blocchi di partenza ci sei tu, è tutta un’altra musica». Ombretta andrà a San Vincenzo con la figlia e i nipotini («Così stanno un po’ in spiaggia, che noi siamo gente di montagna e il mare è lontano»), come molti altri concorrenti che condividono la loro passione sportiva con famigliari e amici e, tra una gara e l’altra, organizzano una visita a una delle città d’arte toscane, oppure

approfittano per crogiolarsi al dolce sole di settembre e bagnarsi in un mare che vanta una delle Bandiere blu per la purezza delle sue acque. Allora, dopo le Olimpiadi di Londra le Olimpiadi dei 50&Più, come dire: dalla poltrona al campo...? Perché no! Italiani: popolo di eroi, navigatori e santi. E anche sportivi, aggiungiamo noi. Soprattutto se over 50!

Arcipelago toscano

Pisa, Siena, Firenze

Volterra

Castagneto Carducci

Dice una leggenda: “Quando Venere uscì dal mare, dal suo diadema si staccarono sette gemme: Elba, Giglio, Capraia, Gorgona, Pianosa, Giannutri e Montecristo”. Da non perdere.

Tre città d’arte famose in ogni angolo della terra: la Piazza dei Miracoli con la sua Torre Pendente, il Palio con l’emozione e la speranza, Dante, Giotto, Brunelleschi...

Borghi medievali racchiusi dentro mura duecentesche. Quasi che la Storia si sia fermata lì. Intorno colline, boschi, vallate, per escursioni a contatto con la natura.

Il Castello della Gherardesca lo sovrasta, Giosuè Carducci gli ha dato il nome. Nel cuore della Costa degli Etruschi, regala testimonianze degli antichi abitatori italici.

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« SOCIETÀ

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CONTRO LA MAFIA: IL VALORE DELL’ESEMPIO E LA FORZA DEI GIOVANI [ ATTUALITÀ DI

DANIELA FLORIDIA ]

«Luglio e agosto sono mesi carichi del ricordo delle vittime della mafia: da Falcone e Borsellino passando per Boris Giuliano sino a Libero Grassi. Quest’ultimo, da imprenditore, si rifiutò di pagare il pizzo alla mafia, pagando con la vita il proprio coraggio. La testimonianza della moglie, Pina Maisano»

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ffrontò il martirio, che alla lettera è testimonianza. Si tolse dal numero delle vittime e salì il gradino superiore del testimone che si alza in piedi e va da volontario a prestare giuramento alla sbarra. Non sugli eroi, ma sui testimoni si fonda l’onore di un popolo». Queste parole sono dello scrittore Erri De Luca che, in un suo recente romanzo - Il torto del soldato - le ha superbamente utilizzate per definire il comportamento di un rabbino sessantenne che non solo legittimò la rivolta del ghetto di Varsavia contro i nazisti nel 1943, ma rifiutò la via di salvezza che gli venne offerta dagli ambienti cattolici. In questi ultimi mesi abbiamo assistito e partecipato a molte commemorazioni di caduti per mano di mafia: è stato il ventennale della strage di Capaci, nella quale morirono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta; e quello di Via D’Amelio dove, il 19 luglio del 1992, fu ucciso Paolo Borsellino. Il 21 luglio del 1979 è stato Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo, a essere ucciso da sette colpi alla schiena mentre prendeva un caffè. Il 29 agosto ricorre l’anniversario dell’assassinio di Libero Grassi, imprenditore palermitano che non si volle piegare al “pizzo”. Sono solo alcuni dei tanti ai quali va tributato il riconoscimento di essere stati “testimoni” - e non vittime - di un sistema perverso, che intreccia criminalità e affari, contro il quale hanno combattuto, spesso da soli, svolgendo con impegno e professionalità il loro lavoro, pur consapevoli del destino che li attendeva. La loro testimonianza è più di un’eredità. Sono stati pianti, allora, e sono ricordati oggi, per non dimenticare. In forma privata sono stati celebrati i funerali di Borsellino e due lapidi sono state dedicate a Boris Giuliano. Non hanno voluto lapidi, invece, i familiari di Libero Grassi che, ogni anno, alle 7 di mattina del 29 agosto, affiggono al muro sotto casa un manifesto scritto a mano, con lo stesso testo di accusa verso chi ha lasciato da solo il padre imprenditore che ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente il suo estortore. Un coraggio ereditato dal figlio Davide, immortalato mentre porta a spalla la bara del padre e con la mano fa il gesto di vittoria, a significare che la mafia non ha vinto, nonostante tutto. La folla commossa che partecipò ai funerali di Falcone si ritrova, sempre più numerosa e arricchita da migliaia di studenti ogni anno, il 23 maggio alle 17,58 in punto a Palermo, davanti all’albero di Falcone, dopo aver sfilato lungo i luoghi dove sono caduti

Alle vittime

Ogni anno,

Anche

della mafia, sono dedicate piazze e scuole affinché il loro ricordo resti vivo, specie nei giovani.

in ricordo della strage di Capaci, una folla numerosa sfila lungo le strade di Palermo.

i bambini si dimostrano molto sensibili di fronte agli esempi di coraggio nella lotta alla mafia.

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ina Maisano, vedova di Libero Grassi, è piccola, minuta, elegantissima con i suoi occhiali bianchi su un viso dorato dal sole. Il 23 maggio, a Palermo, in Aula Bunker all’Ucciardone, è fra le “autorità” intervenute per il ventennale della strage di Capaci. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino cosa hanno in comune con Libero? Innanzitutto il rispetto per il loro lavoro che hanno continuato a svolgere con senso di libertà e di civismo, cosa che purtroppo non sempre si riscontra in altri personaggi. Poi la libertà di pensiero e il vivere nella legalità. Quelle che io chiamo le tre “elle” - lavoro, libertà e legalità - che sintetizzano i valori fondamentali di Libero, il suo modo di vivere, che poi è anche il mio. Quindi la denuncia come testimonianza di libertà? Certo, il fatto di non essersi piegato, di aver denunciato pubblicamente forse per primo - è stato il modo di dimostrare rispetto per il suo lavoro e per quello di chi lavorava con lui. Falcone, Borsellino, Libero facevano il loro mestiere. Non hanno avuto bisogno di costruirsi una personalità civile al di fuori della loro professione, ma attraverso queste hanno dato una testimonianza etica (questo è il significato che io do alla parola “politica”, etica della polis, della collettività). Oggi dedichi molto del tuo tempo e delle tue energie a portare questa testimonianza ai giovani e agli studenti, partecipando ad iniziative come il “Premio Libero Grassi“, a incontri e dibattiti. Che riscontro hai da questa attività? Gli studenti sono recettivi se hanno buoni insegnanti. Spesso sono proprio i più piccoli a dimostrarsi più interessati, perché sono ancora “vergini”. Se sono stati preparati dagli in-

segnanti, se sono stati stimolati ad elaborare un pensiero autonomo, non si appiattiscono, altrimenti diventano portatori sani - o non tanto sani - del pensiero dominante, dei messaggi - superficiali - che passano in televisione. È inutile portarli dove hanno ammazzato Mario Francese o Borsellino se non c’è stato un lavoro di preparazione perché quegli episodi sono lontani, non li hanno vissuti in prima persona, ossia in “diretta”. Far conoscere il passato per far riflettere, per stimolare le coscienze individuali... Certamente. La storia di ieri influenza la storia di domani. Basti pensare alla politica, della quale io ho un’alta considerazione perché chi la esercita, chi ricopre un incarico pubblico, deve considerarla un servizio da rendere alla collettività e non un mestiere da cui ricavare un profitto, un tornaconto personale. Per questo non mi piace l’espressione entrare in politica, la detesto, come detesto i “politicanti”. Ogni anno nel giorno della ri-

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magistrati, rappresentanti delle Forze dell’ordine, giornalisti, amministratori, imprenditori, cittadini che non si sono piegati alla mafia. A tutti costoro sono giustamente state intitolate piazze, strade e scuole, premi e associazioni. Perché la memoria non vada dispersa, perché le loro storie siano conosciute e si diffonda, soprattutto nei giovani, la consapevolezza che ciascu-

correnza dell’assassinio di Libero, in via Alfieri, tua figlia Alice attacca un manifesto dove c’è scritto: «Il 29 agosto 1991 qui è stato assassinato Libero Grassi, imprenditore, uomo coraggioso ucciso dalla mafia e dall’omertà dell’associazione industriali, dall’indifferenza dei partiti, dall’assenza dello Stato». A distanza di venti anni la cosiddetta società civile, il mondo imprenditoriale, come sono cambiati? Allora il presidente degli industriali, proprio dopo la denuncia di Libero, dichiarò che non gli risultava che fra i suoi associati ci fosse chi pagava il pizzo, che il fenomeno delle estorsioni non esisteva. Le cose ora sembrerebbero essere cambiate. Oggi le associazioni imprenditoriali (Confindustria e Confcommercio, ndr) espellono chi paga il pizzo. È un salto di qualità notevole che dimostra come queste battaglie, che sono costate la vita a tante persone, siano servite. C’è una maggiore consapevolezza, ma nella classe politica rimane anche

INTERVISTA A PINA MAISANO [ PARLA LA MOGLIE DI LIBERO GRASSI, IMPRENDITORE UCCISO DALLA MAFIA VENTUNO ANNI FA. LA TESTIMONIANZA, IL CORAGGIO E L’IMPEGNO PER DIFENDERE I PROPRI IDEALI

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no può testimoniare, con il proprio comportamento quotidiano, l’adesione ai valori del vivere civile, quei valori che - a qualsiasi latitudine - sono negati dalle organizzazioni criminali. Perché, citando proprio Paolo Borsellino: «Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo».

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una buona dose di ipocrisia. Dal libro che hai scritto a quattro mani con Chiara Caprì - Libero, l’imprenditore che non si piegò al pizzo (Alberto Castelvecchi Editore Srl) - emerge lo spaccato di una famiglia molto unita ma nella quale non mancava mai il confronto. Come è stata vissuta la scelta di Libero di rendere pubblica la sua situazione? Prevaleva la preoccupazione o la volontà di sostenerlo nella sua battaglia? Prevaleva il sostegno, anche se la preoccupazione c’era soprattutto per i figli. Ma i miei figli erano abbastanza forti. Loro avevano già fatto le loro battaglie negli anni Ottanta. Erano stati sulle barricate. Perché il compito dei giovani è di essere ribelli. Quando sei giovane non hai responsabilità, quindi puoi e devi permettertelo perché se non ti piace quello che ti sta intorno, senti che puoi fare di meglio. E la ribellione, allora, è sacrosanta. Un messaggio che in famiglia sembra essere condiviso. Alice ha voluto al suo fianco il figlio, tuo nipote, per consegnare la targa agli studenti vincitori del Premio dedicato a “nonno” Libero. È un passaggio di testimone? Mio nipote ha imparato a leggere quando scendendo di casa con la mamma si fermava davanti al manifesto scritto a mano in via Alfieri, cominciando a compitare quello che aveva scritto Alice. È vissuto in una famiglia in cui si è sempre parlato di tutto e questi argomenti sono stati il pane quotidiano. D’altronde i ragazzi recepiscono quello che succede in famiglia, assorbono se non sono tenuti nella bambagia, perché hanno bisogno di capire e conoscere per poi decidere se partecipare o non partecipare. Per saperne di più: www.solidariaweb.org


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«È il numero dei finalisti che a ottobre 2012 verrà premiato a Bruxelles, durante una conferenza incentrata proprio sulla libera circolazione delle persone, dei servizi e dei beni»

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[ ATTUALITÀ DI VALERIO

MARIA URRU ]

GIOVANI, “EUROPEI” E INTRAPRENDENTI L’Unione europea lancia un concorso dedicato alla generazione 1992: cosa pensano, vogliono e sognano i ragazzi ventenni di oggi che l’Europa l’hanno sempre vista senza confini. C’è tempo sino al 9 settembre per inviare il proprio contributo ANCHE LE APP PER SMARTPHONE

COME PARTECIPARE

Generazione 1992 è un concorso creativo che viaggia sul Web. Tutti i contributi vanno inviati entro il 9 settembre 2012 con il modulo di candidatura disponibile su www.generation1992.eu/it/node/add/participation-type, attenendosi alle specifiche di ogni formato creativo. In alternativa, si possono inviare gli elaborati per posta o corriere a: P.A.U. Education, S.L - Generation 1992 Creative Competition - C / Muntaner 262, 3ª - 08021 - Barcelona, Spain. Gli elaborati inviati per posta o corriere devono essere conformi alle specifiche per ogni formato creativo, presenti sullo stesso link.

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ono nati nel 1992, in un’Europa che rinunciava a tutte le sue barriere interne per consentire una circolazione più rapida delle idee, delle persone e delle merci. Ora hanno vent’anni esatti e l’Europa li invita ad un concorso. Chiama i giovanissimi di oggi per chiedere loro cosa ne pensano proprio di Lei, in cui sono nati e che non hanno mai visto in modo diverso. Con il mercato unico tutti i cittadini dell’Unione possono viaggiare, studiare, lavorare, vivere e fare acquisti in un altro Paese membro senza eccessive difficoltà, perché negli ultimi 20 anni l’eliminazione di numerose barriere tecniche, legali e burocratiche ha contribuito alla crescita economica arrivando a creare quasi 2,8 milioni di nuovi posti di lavoro. Al Concorso “Generazione 1992” possono partecipare tutti i ragazzi nati nel 1992 presentando video, foto, fumetti, saggi o applicazioni per smartphone che rispondano a questa semplice domanda: “Cosa significa il mercato unico europeo per la mia generazione?”. I partecipanti hanno tempo fino al 9 settembre per inviare un contributo e far co-

noscere la propria opinione ed esperienza su come tutto ciò li abbia influenzati o influenzi le loro vite riguardo temi come istruzione e cittadinanza attiva, lavoro e imprenditoria, cultura e tempo libero, consumatori e ambiente. È consentito inviare fino a due contributi, che possono essere individuali o collettivi. Un’unica condizione, però: devono essere di formato diverso. Una giuria selezionerà 20 finalisti che, in autunno a Bruxelles, verranno premiati nel corso di una conferenza che si svolgerà dal 15 al 20 ottobre 2012 sui nuovi modi per sviluppare un’Europa senza frontiere o, comunque, sempre più libera nella circolazione di persone, servizi e beni. I premi in palio consistono in tessere Inter Rail valide in tutta Europa, fotocamere digitali, iPod e buoni acquisto. Non c’è bisogno di essere fotografi, registi o artisti particolarmente e-sperti, tutti possono partecipare. Sul sito “Generazione 1992” ci sono molti consigli pratici per creare quei contributi che dovranno esprimere come appare il mercato unico, cosa significa e cosa si aspettano in futuro i partecipanti. Per saperne di Più: http://generation1992.eu/it


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SOCIETÀ

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[ COSTUME DI ROSELLA BENNATI ]

IL BELLO DELL’USATO Tornati di moda forse per la crisi economica, forse perché “alternativi”, i mercatini vivono una nuova primavera. E Internet c’entra qualcosa.

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sato è bello», gridavano le femministe negli Anni ’70. Ma non è stato sempre così: nell’Italia del secondo dopoguerra, quando in tutte le famiglie cominciava una lenta e faticosa marcia verso il benessere, i mercatini di oggetti e abiti di seconda mano venivano guardati con una certa diffidenza e chiamati sdegnosamente “mercati delle pulci”. Solo negli Anni ’70 l’abbigliamento usato ebbe un momento di gloria, quando assunse un significato trasgressivo e anticonsumistico, e molte ragazze abbandonarono i loro tailleur e i vestitini cuciti dalla sarta di casa per indossare jeans sdruciti importati dagli Stati Uniti o gonnellone folk di origine messicana e peruviana. Ma la moda presto finì e, negli Anni ’80 e ’90, di vestiti di seconda mano non se ne voleva sentir parlare: i giovani volevano la moda firmata e si godevano gli ultimi fuochi del consumismo di fine secolo, in bar-

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ba ai primi segnali di crisi economica. È con il nuovo millennio che l’usato ha cominciato ad avere un successo sempre più crescente, con un gran proliferare di “mercatini della nonna” che affiancano agli abiti tante chincaglierie del passato: dai servizi da caffè alle vecchie stampe. L’abbigliamento usato del 2000 non ha i significati del secolo scorso: non è un segno di trasgressione e tantomeno di povertà, ma si è anzi arricchito di un valore vagamente antiquario. Ha perfino cambiato nome: adesso lo chiamano vintage, mentre gli oggetti di vent’anni fa fanno già parte del ”modernariato”, fratellino minore dell’antiquariato. Insomma, nella cultura di oggi l’usato è diventato un business, e come tale ha trovato forme nuove di vendita e diffusione. Quello che è veramente nuovo nel settore è che sono sorti molti locali nei quali si può comprare merce usata, ma si può anche vendere. Basta portare nel

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negozio i propri abiti dismessi, gli accessori e le borse, ma anche i mobili, i quadri e, perché no?, i libri già letti, e concordare un prezzo con i gestori, con i quali si dividerà il ricavato. Poi ci penseranno loro ad esporre la merce. Una vera rivoluzione, almeno in Italia, perché a dire il vero in Europa e negli Stati Uniti questa logica del “compra e vendi” è molto più radicata: basti pensare ai garage sales, vendite nel giardino antistante il garage organizzate dagli americani in occasione dei loro traslochi, con i quadri e i giocattoli dei bambini sparsi allegramente sul prato davanti casa, in attesa dei compratori. Un ottimo sistema per riutilizzare vestiti e oggetti che ha anche un significato ecologico: prolungare la vita della merce significa rinviarne l’eliminazione, riducendo l’impatto ambientale. C’è anche l’aspetto economico da non sottovalutare: i prezzi dei vestitini vintage sono davvero allettanti e, magari, si possono comprare a cifre modeste mobili Anni ’30 o vetrine liberty. Certo, ci vuole un po’ d’occhio per non trovarsi la casa piena di cianfrusaglie ancora più

ANCHE SUL WEB

nu a parte, come si trovano i mercatini? Esistono molti siti dedicati all’usato, ma uno dei più famosi è il portale www.mercatinousato.com, che descrive i 170 negozi distribuiti in tutta Italia dove tutti possono comprare abiti e oggetti usati, ma possono anche vendere la propria merce. Altri portali sono www.mercatiniditalia.it e www.mercatini.it che, oltre ad elencare i punti vendita dell’usato, descrivono le fiere, gli eventi e le mostre di antiquariato. Se poi consultate il sito www.mercatopoli.it, troverete notizia di un altro famoso network dell’usato, Mercatopoli, con più di 100 negozi in tutta Italia. Insomma, c’è solo da scegliere, non dimenticando che gli oggetti è meglio venderli che gettarli via, ma gli abiti e i giocattoli si possono anche regalare in beneficenza.

ingombranti di quelle messe in vendita, ma il mercato dell’usato è anche un gioco. Non la pensano così gli operatori del settore che, il loro business, lo prendono molto sul serio e ultimamente hanno cominciato ad organizzarsi. Nel novembre 2011 si è svolta a Napoli la prima Assemblea nazionale degli operatori e organizzatori dei mercati storici e delle pulci, che si calcola siano più di 50.000, e si è costituita una grande associazione con un nome un po’ pomposo, forse velato di ironia: Rete Onu (Rete Operatori Nazionali dell’Usato)!


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SOCIETÀ

[ TECNOLOGIA DI RITA

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TANTI PICCOLISSIMI QUADRATI

NICOSANTI ]

QR, IL PICCOLO MASS MEDIA FIGLIO DEL SOL LEVANTE «Sembra essere un semplice codice a barre, ma il Quick Response è molto di più. È un’innovativa forma tecnologica di comunicazione i cui ambiti di applicazione sono diversi, come il turismo e l’arte»

È

diventato un must nel modo di fare pubblicità delle grandi aziende. Nel turismo si sta diffondendo a macchia d’olio ed è destinato, a breve, a sostituire le vecchie guide cartacee o le audioguide. È il QR, una delle rivelazioni più interessanti degli ultimi anni, acronimo di Quick Response, letteralmente “risposta rapida”. È un codice a barre bidimensionale costituito da una serie di piccolissimi quadrati che, in base alla loro densità di posizione, determinano un insieme di dati. Nato per consentire una rapida decodifica del suo contenuto, il QR è molto, molto di più di un semplice codice a barre. Si tratta di una vera e propria forma comunicativa, un nuovo piccolo “mass media” attraverso cui far giungere messaggi tecnologicamente complessi che altrimenti risulterebbero di difficile lettura. È stato inventato in Giappone, ma già spopola oltreoceano e nelle più grandi capitali europee. A Londra, a Barcellona, a Parigi, ma anche nei dintorni della centralissima Times Square di New York è sufficiente alzare gli occhi per trovare gigantesche riproduzioni di codici QR pronti ad essere immortalati con un click. Gli utilizzi di questo quadratino puntinato sono infiniti e possono essere di grande

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utilità sociale. Venezia, ad esempio: la laguna più affascinante della nostra Penisola, ha disseminato i suoi monumenti principali con bianche mattonelle con codici QR. Basta un click con il cellulare e i turisti possono sapere dove si trovano e qua-

le opera d’arte stanno ammirando. Non mancano neanche usi “strambi”. Negozi on line, infatti, offrono la possibilità di realizzare T-shirt con codici QR creati con messaggi di testo personali. Si può così andare in giro con un’immagine criptata che

può essere facilmente resa nota: una dichiarazione d’amore, una foto osé, il luogo di un appuntamento o semplicemente il numero del proprio cellulare. Tutto rigorosamente stampato sul petto. Come vederlo? È semplice, basta un click!

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Prima uno scatto

Poi la visione

L’immagine del codice QR presa, ad esempio, da una rivista, va fotografata con uno smartphone o un tablet Pc.

Il dispositivo, collegato ad internet e dotato di un applicativo apposito, ne consente poi la decifrazione.

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Chi utilizza un iPhone può scaricare gratuitamente dall’Apple Store l’applicazione QR Reader della TapMedia Ltd. Chi, invece, utilizza uno Smartphone Android dal sito play.google.com può scaricare il programma QR Droid della DroidLa.


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[ INTERNET & DINTORNI DI PAOLO

NEGRINI ]

» Interfaccia e funzioni di Twitter

Nei primi giorni del mese di Dicembre 2011, Twitter ha rivoluzionato la sua interfaccia proponendo nuove funzionalità e nuovi modi di interagire con gli altri utenti, ponendo al centro il concetto di semplicità. Anche per i nuovi utenti, l’utilizzo è stato reso molto più “amichevole”.

ISTRUZIONI PER L’USO - 9

http://twitter.com/50epiu

TWITTER

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Si prosegue con Twitter: come funziona, come “retwittare”, come selezionare i “Tweet” che ci interessano di più.

(parte IIa)

persone dalle quali siamo seguiti (Follower), lo spazio per scrivere e inviare un nuovo Tweet;

È sparita la timeline (cronologia delle attività) e si sono aggiunti nuovi spazi d’interazione accessibili velocemente dai pulsanti Home, @Connetti, #Scopri, Ricerca, Me, Scrivi. - i suggerimenti su nuove persone da seguire: la lista presenta essenzialmente persone note e che hanno un gran seguito;

» Home page Nella Home i contenuti sono suddivisi su due colonne.

- elenco degli argomenti più dibattuti: i Temi di tendenza identificano quelli più popolari in quel preciso momento. Alcune delle tendenze hanno il simbolo “#” davanti alla parola o alla frase. Questo è chiamato tag ed indica che si tratta di un argomento di conversazione dibattuto da molti utenti.

A sinistra sono presenti: - le informazioni essenziali del proprio profilo relative al numero di Tweet (messaggi che abbiamo scritto), persone che seguiamo (Following),

Cliccando su uno di questi temi, nella barra laterale, arriverete alla pagina dei risultati della ricerca per quel tema, in modo da vedere esattamente cosa stanno “twittando” le persone. Se in seguito vorrete ritornare su questo argomento, ma non è più presente nella lista degli argomenti più dibattuti, potrete utilizzare la casella di ricerca, inserendo il termine “chiave” preceduta dal simbolo cancelletto (#). LUGLIO/AGOSTO 2012

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ISTRUZIONI PER L’USO - 9

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Al messaggio ricevuto potrete: - rispondere facendo un clic su Risposta. Si aprirà un riquadro dove potrete scrivere il vostro intervento, inserire una foto facendo un clic sull’icona della macchina fotografica ed aggiungere la vostra posizione geografica. Per inviare il messaggio fate un clic sul pulsante Tweet. Per annullare il messaggio in fase di scrittura fate un clic sulla piccola “x” grigia.

La colonna di destra mostra: - i vostri Tweet e quelli inviati dalle persone o gruppi a cui si è iscritti. Cronologia è il termine usato per descrivere questo flusso di Tweet, disposti in ordine cronologico e in tempo reale. Su questa colonna appare il flusso di Tweet di tutte le persone che avete scelto di seguire su Twitter. I messaggi più recenti sono posti automaticamente in cima al flusso. Cliccando su uno dei messaggi questo si espande direttamente nella colonna. Quando rispondete ad un Tweet, questo sarà inserito in cima alla lista dei Tweet che compaiono nella schermata. Potrete eliminare in qualsiasi momento la vostra risposta portando il puntatore del mouse sul vostro Tweet e cliccando su Elimina. Comparirà un messaggio che chiederà la conferma dell’eliminazione;

Una volta aperto il messaggio, sarà possibile visualizzare eventuali foto inserite ed avere informazioni relative a quante volte il messaggio è stato inoltrato ad altre persone (Retweet) o inserito nella lista dei preferiti. Comparirà, inoltre, la lista delle persone che seguono chi ha inviato il messaggio.

- eseguire il Retweet, ovvero inviare il Tweet così come lo avete ricevuto alle persone che vi seguono: confermate facendo un clic sul pulsante Retweet.

Il messaggio “Retwittato” è riconoscibile da una piccola freccia verde posta nell’angolo superiore del messaggio o del vostro profilo.

Un Retweet può essere rimosso facendo un clic sul collegamento Ritwittato. L’eliminazione determinerà la cancellazione del messaggio anche dai Tweet delle persone a cui era stato inviato;

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- inserire il messaggio nei vostri Preferiti. I Preferiti sono comunemente usati per identificare Tweet significativi in modo da distinguerli dagli altri. I Tweet segnati come Preferiti sono visibili grazie al simbolo della stella gialla. Un Tweet marcato come Preferito sarà visibile: 1. Sul lato sinistro del Tweet stesso. Al passaggio del mouse sul Tweet vedrete apparire una stella gialla;

Attività - Aggrega tutte le attività compiute dai nostri contatti sul Social Network: vedrete chi ha iniziato a seguire i vostri contatti e gli utenti che hanno messo un Tweet tra i propri Preferiti;

2. Dalla pagina del vostro profilo cliccate sul link Preferiti, appena sotto il pulsante Segui (Follower).

Chi seguire - Visualizza una lista di utenti che potrebbe essere interessante seguire; Trova amici - Permette di eseguire una ricerca sul nome degli utenti. Inserito il nome e cognome della persona che volete trovare, fate un clic su Cerca su Twitter. Nella lista individuate la persona che volete seguire e fate un clic su Segui.

» @ Connetti @Connetti può essere usato per vedere le ultime interazioni, come le menzioni, i Retweet e i nuovi iscritti al proprio profilo. Racchiude due sotto sezioni: - interazioni: comprende i nomi degli utenti che hanno iniziato a seguire il vostro Account, intervallati da tutti i Tweet che lo menzionano; - menzioni: elenca la lista delle sole citazioni.

» # Scopri Scopri permette di ricevere un flusso di informazioni selezionate su misura per l’utente, in quanto i risultati dovrebbero riflettere gli interessi di quest’ultimo. Si compone di cinque sezioni e permette di monitorare ciò che di più rilevante avviene dentro Twitter: Storie - Presenta la lista degli argomenti più interessanti trattati nelle ultime ore;

È possibile cercare utenti Twitter controllando la rubrica di indirizzi della propria casella di posta. Se utilizzate i servizi di posta Gmail, Yahoo!, MSN (Hotmail e Messenger) e AOL, facendo un clic su Cerca contatti accederete alla schermata di accesso alla vostra casella di posta. Inserite le vostre credenziali e, quando vi sarà chiesto se si accetta di condividere le informazioni con Twitter, fare clic su Accetto o Consenti. L’elenco di amici e colleghi che sono già su Twitter apparirà al centro della pagina. Potrete scegliere di seguire tutti selezionando il pulsante blu Segui tutti o, se si desidera visualizzare gli aggiornamenti solo da persone specifiche, è possibile scegliere di seguirli singolarmente utilizzando il pulsante grigio Segui accanto ai loro dettagli. Dopo la selezione, apparirà un messaggio di conferma. Se avete dei contatti che non dispongono di un account Twitter, potere invitarli via e-mail individualmente o facendo clic su Invita tutti nella parte superiore della pagina.

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Sfoglia categorie - Permette di andare in cerca di utenti da seguire, scegliendo tra le diverse categorie tematiche.

» Ricerca La casella di ricerca viene utilizzata sia per cercare direttamente utenti di Twitter inserendo un nominativo, sia per cercare argomenti di discussione, ad esempio quelli contrassegnati dal simbolo # nei Temi di tendenza (colonna di sinistra). Questa seconda ricerca vi permetterà di visualizzare un elenco di persone interessate all’argomento. Inserite la chiave di ricerca e premete il tasto Invio sulla tastiera.

» Me

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La nuova sezione del Me, comprende il vostro vero nome e cognome, il link alla pagina dei messaggi diretti, alle liste, alla pagina di supporto, alla scheda con le scorciatoie da tastiera che permettono di interagire più velocemente con l’interfaccia, alla pagina dei settaggi e, infine, il pulsante Esci per uscire da Twitter.

» Annullare una sottoscrizione

Se volete smettere di seguire qualcuno, la procedura è molto semplice. Ci sono vari modi per smettere di seguire qualcuno: - dalla pagina dei Following; - da una pagina del profilo. Portare il puntatore del mouse sul pulsante Following che si modificherà in Smetti di seguire. Fate clic: la persona sarà immediatamente eliminata dalla lista di chi seguite.

Smettendo di seguire qualcuno non riceverete più i suoi aggiornamenti.


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«In una notte di agosto del 1962, ad appena 36 anni, scompariva la bionda che tutti gli uomini “preferivano”, l’icona della sensualità femminile del dopoguerra»

[ ANNIVERSARI DI PAOLO

S

u una cosa concordano gossip e biografi: dopo di lei nessuna ha mai più saputo indossare abiti e biancheria di colore bianco. Da quando decise di seguire i consigli di chi le suggeriva di smussare chirurgicamente certe durezze del viso, così come di schiarirsi molto i capelli, di adottare il cognome

GIORGI ] da celibe di nonna Monroe e di vestire sempre il “difficile” bianco, Marilyn cominciò a essere prima la diva, poi la star, quindi l’icona della cultura pop che conosciamo. Celeberrima è la scena del film del 1955 Quando la moglie è in vacanza, nella quale un getto d’aria le solleva maliziosamente la gonna che le mani

tentano pudicamente di abbassare; scena che scatenò l’ennesimo litigio con il suo secondo marito, il campione di baseball Joe Di Maggio, dal quale divorzierà dopo nove mesi di matrimonio. Norma Jean Baker era il nome ricevuto dall’attrice alla nascita, nel 1926, al reparto indigenti di un ospedale di Los Angeles. Si sposa una prima volta, ancora ragazzina, con tal James Daugherty per sfuggire ad un destino impietoso che l’aveva vista girovagare per orfanotrofi, angustiata da una madre pazza e un padre incerto. Nel 1944 è operaia in una fabbrica di paracaduti. Lei, lussureg-

giante di una bellezza un po’ sempliciotta con una cascata di boccoli ramati, era gomito a gomito in fabbrica con il futuro attore Robert Mitchum, con cui si ritroverà otto anni dopo a girare La magnifica preda. La ragazza ha del magnetismo, fotografata emana un potente fluido sensuale, gli occhioni smarriti catturano lo sguardo altrui e quasi ne chiedono asilo e complicità. È quanto sostengono i vari fotografi impegnati nei primi tentativi di quel volto, di farsi avanti nel mondo chimerico del cinema, passando per quello delle copertine patinate. È una gavetta durissima, densa » LUGLIO/AGOSTO 2012

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di promesse mancate, lusinghe senza costrutto, finché un’agenzia pubblicitaria la nota e la “scolpisce” ammorbidendole i tratti, insegnandole anche a sorridere, a parlare con proprietà di linguaggio e suggerendole di studiare. Lo farà, con scarso profitto, presso l’Actor Lab di Hollywood. Poi, le luci di una prima notorietà: nella pellicola Orchidea bianca, dove canterà due canzoni, meglio

[ INTERVISTA DI

che ne La figlia dello sceriffo dove non aveva battute. Importantissimi e attempati produttori innamorati la inseriscono in Giungla d’asfalto e in Eva contro Eva così che, lentamente, i suoi partner divengono Cary Grant o Clark Gable, fino al successo incondizionato de Gli uomini preferiscono le bionde. Tra mille proposte matrimoniali, nel 1956 Marilyn sposa il commediografo Arthur Miller,

un’unione matrimoniale definita inconcepibile. Ma il mito della Monroe s’intesse con il suo desiderio d’essere apprezzata non solo per l’avvenenza: al cinema vorrebbe ruoli “impegnati” come la parte di Grusenka ne I fratelli Karamazov, arriva a comperarsi all’asta una biblioteca intera e si impegna nello studio del metodo di recitazione Stanislavski. Tutto questo non porta però ai risultati sperati e, nel 1958, finisce anche il suo matrimonio “intellettuale”.

GIOVANNA VECCHIOTTI ]

MARILYN, DOLORE SENZA FINE...

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«Cari Lee e Paula (...) Sono stata chiusa con queste povere persone pazze. Sono sicura di diventare pazza anch’io se rimango in questo incubo (...) Sono al piano dei pericolosi. È come una cella»

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offriva di balbuzie, che si aggravava quando era sottoposta ad un forte stress, e di incubi notturni ricorrenti. Il suo più grande terrore era quello di finire in un ospedale psichiatrico come era accaduto a sua madre, e a sua nonna prima di lei. Dalle cartelle cliniche ne usciva una diagnosi impietosa: paranoide con tratti schizofrenici. La “divina Marilyn”, quella che tutti ammiravano e invidiavano, era in realtà una donna psichicamente fragile ed “emotivamente instabile” che, nel corso della sua vita, passò alternativamente dalla terapia psicanalitica all’assunzione di psicofarmaci al ricovero in manicomio con tanto di camicia di forza. Del dramma interiore vissuto dalla Monroe e del suo risvolto clinico, ne parliamo con lo psicolo-

go Luciano Mecacci, già docente di Psicologia alla Sapienza di Roma e all’Università di Firenze, autore del libro di successo Il caso Marilyn M. e altri disastri della psicoanalisi (Laterza, 2000), tradotto in inglese, russo e tedesco. Molti protagonisti della Hollywood “che conta” negli anni del dopoguerra si sottopongono a psicoanalisi. Tra tutti, Lei ha scelto di analizzare il “caso di Marilyn”. Perché? Il primo motivo è perché della vita e della personalità di Marilyn sappiamo moltissimo. Su di lei vi sono tanti documentari, libri e siti internet. Così possiamo fare un riscontro tra le descrizioni degli psicoanalisti e le persone che vissero al fianco di Marilyn come mariti, amici, cameriere, professionisti e tecnici del cinema. Spesso

questo confronto mette in evidenza uno scarto notevole tra la raffigurazione che è data dallo psicoanalista e il personaggio della vita reale. Nel chiuso dello studio psicoanalitico Marilyn può essere apparsa fragile e complessata (per Anna Freud, la figlia del fondatore della psicoanalisi, era al limite della schizofrenia), ma non si è tenuto conto della sua grande padronanza artistica, del suo successo nella vita professionale. Il punto critico che ho sollevato nel mio libro è l’assenza, tipica dei casi clinici psicoanalitici, di un riferimento alla vita “reale” dei pazienti. L'uso massiccio di tranquillanti - che spesso trascinano Marilyn in gravi stati confusionali - è il fallimento della terapia


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[ MARILYN IMMORTALATA DURANTE IL TRUCCO (A PARTIRE DALLA PAGINA PRECEDENTE);

«La ragazza aveva del magnetismo, fotografata emanava un potente fluido sensuale, gli occhioni smarriti catturavano lo sguardo altrui e quasi ne chiedevano asilo e complicità»

A qualcuno piace caldo è il suo trionfo del 1959 mentre incalzano una rovinosa solitudine, l’alcol, i farmaci e le cliniche compiacenti e discrete. La psicoanalisi non risolve: una struggente malinconia lancina il suo cuore e non viene colmata dalla relazione con Bob Kennedy, che promette di sposarla, o da quella notte al Madison Square Garden, dove è invitata a cantare, un po’ brilla, Happy bir-

CON

ARTHUR MILLER PER SALVARSI DAL SUO COMPLESSO DI INFERIORITÀ CULTURALE;

MENO VAMP, I CAPELLI RACCOLTI, IN UN QUASI PRIMO PIANO CHE NE SVELA IL DISINCANTO.

IN BASSO, IL FAMOSO FOTOGRAFO PHIL STERN CHE LA RITRASSE; ACCANTO L’IMMAGINE POP CREATA DA ANDY WARHOL. AL CENTRO, LA FAMOSA SCENA (CHE PROVOCÒ LA ROTTURA CON JOE DI MAGGIO) IN “QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA”. ]

thday al compleanno del Presidente John Kennedy. Ne esiste un malinconico filmino, rarissimo come la sua fortuna o la sua rovina, che si compie in una notte d’agosto del 1962 ad appena 36 anni. Sul set non l’aspettavano più: l’avevano licenziata già dall’8 luglio per le troppe, insopportabili assenze e Something’s Got to Give, sarà la sua ultima pellicola ma è rimasta incompiuta.

{

MUSA ISPIRATRICE DI OGNI FORMA D’ARTE

}

BARD (AOSTA) verbale o un modo di tenere sotto controllo una donna “scomoda” per molti? L’uso degli psicofarmaci rispondeva in primo luogo all’esigenza di superare in tempi rapidi le crisi che Marilyn subiva e che le impedivano di mantenere fede ai suoi impegni lavorativi, con gravi ricadute organizzative e finanziarie sulle case produttrici dei suoi film. Poiché la psicoanalisi si fonda su un programma terapeutico di lunga durata, costante nel tempo, questa cura non si addiceva a un personaggio burrascoso come Marilyn. Che poi gli psicofarmaci abbiano avuto anche un’altra funzione, quella di “sedare” una donna che forse sapeva troppo dei rapporti tra la famiglia Kennedy, la mafia e i servizi segreti, è in effetti un’ipotesi avanzata da vari biografi dell’attrice. In una lettera ad un suo terapeuta, la Monroe descrive le violenze psico-fisiche a cui fu sottoposta in uno dei suoi ricoveri e sottolinea come gli

psichiatri non vedessero nei pazienti “degli esseri umani sofferenti”. Tra i cinque psicoanalisti che l'hanno tenuta in cura, c'è stato qualcuno interessato realmente al suo benessere psichico? Purtroppo direi di no, perlomeno sulla base dei documenti disponibili. Si ha sempre l’impressione

«Provavo una strana sensazione, come fossi due persone: una era Norma Jeane, dell’altra non sapevo il nome...» che anche per i suoi psicoanalisti Marilyn rappresentasse un’icona, un mito, piuttosto che una persona sofferente. Ho trovato più umano l’atteggiamento di Joe Di Maggio, che anche quando non era più suo marito era sempre pronto a darle una mano. Fu lui ad accorrere subito per portarla via dalla clinica psichiatrica (ed allora non erano bei posti neppure a New York) dove l’aveva fatta ricoverare la psicoanalista del mo-

mento, incapace di gestire la sua “difficile” paziente. 5 agosto 1962. Le ipotesi sulla fine della Monroe ancora oggi si alternano: suicidio, omicidio... Secondo Lei si riuscirà a raggiungere la verità? La morte di Marilyn si colloca in una fase della storia degli Stati Uniti segnata dai successivi omicidi di John F. Kennedy e del fratello Robert. Più si scava sui moventi e sui personaggi implicati nella eliminazione dei Kennedy, sempre più plausibile diviene l’ipotesi che la fine di Marilyn vada inquadrata in quello scenario. Le ricerche più recenti, fondate su nuove testimonianze e prove, tendono a confermare la pista dell’omicidio: vi era il pericolo che Marilyn svelasse alcune informazioni molto compromettenti sui retroscena della politica dei Kennedy. In questo senso Marilyn, più che un caso clinico per gli psicologi e gli psicoanalisti, rappresenta un pezzo di storia del secondo Novecento, e sotto questo aspetto merita ancora di essere studiata per capire cosa nascondesse quel sorriso malizioso.

Nella suggestiva atmosfera del Forte di Bard, fino al 4 novembre, è possibile visitare Marilyn. The last sitting, Bern Stern, una mostra fotografica degli ultimi scatti che Stern ha dedicato all’attrice americana. www.fortedibard.it

PIETRASANTA (LUCCA) Anche il Festival La Versiliana dedica un tributo all’indiscussa icona del cinema: Bye Bye Suite, un originale spettacolo sull’ultima notte di Marilyn, in scena dal 2 al 5 agosto presso l’Albergo Pietrasanta. www.fondazionecarilucca.it

OTRANTO (LECCE) Tra le cinquanta serigrafie della mostra Andy Warhol. I want to be a machine non potevano mancare quelle che il grande artista della Pop Art ha dedicato alla Monroe. Ad ospitare l’evento, fino al 30 settembre, le antiche mura del Castello Aragonese di Otranto. castelloaragoneseotranto.it LUGLIO/AGOSTO 2012

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STAR BENE

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CONTRO L’OSTEOPOROSI: sole, sport e alimentazione «Naturale conseguenza del processo d’invecchiamento, questa sindrome colpisce in particolar modo le donne. Un grande aiuto, come sempre, può arrivare dalle sane abitudini: aria aperta, attività fisica e dieta equilibrata» [ PREVENZIONE DI

ALESSANDRO MASCIA ]

La vitamina D contribuisce al processo di mineralizzazione dell’osso, aiuta a riassorbire il calcio nei reni e il fosforo nell’intestino.

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È

importante chiarire subito che l’osteoporosi non è una malattia. Si deve considerare una “sindrome multifattoriale”, la conseguenza naturale del processo di invecchiamento dei tessuti del nostro corpo. Il primo stadio è caratterizzato dall’osteopenìa, in cui l’osso presenta una minore trama della propria impalcatura e una minore densità minerale ossea. La fase successiva è l’osteoporosi, in cui l’osso diventa ulteriormente fragile, con un rischio di frattura decisamente più elevato. L’osteoporosi colpisce prevalentemente la don-


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na rispetto all’uomo con un rapporto di 8 a 2. Si calcola che ne siano affette il 15% delle donne di 50 anni e il 50% delle donne di 80 anni. La demineralizzazione dell’osso non dà dolore. Non è corretto, quindi, attribuire all’osteoporosi i dolori di cui si è affetti. I dolori del sistema muscolo-scheletrico originano sempre da altri fattori dipendenti dalle articolazioni, dai muscoli, dai dischi intervertebrali, dai nervi periferici. La costruzione della matrice ossea è determinata dall’azione combinata tra cellule che si chiamano “osteoblasti” e altre che si chiamano “osteoclasti”. La loro funzione è regolare e mantenere l’equilibrio del calcio delle nostre ossa. Gli osteoblasti sono cellule preposte alla costruzione dell’osso, mentre gli osteoclasti servono a rimodellarlo ed eroderlo attraverso enzimi che lo destrutturano. L’osso è composto per 2/3 da minerali (in prevalenza calcio e fosforo) e per 1/3 da proteine. Il calcio è indispensabile per il funzionamento del sistema nervoso e muscolare, mentre il fosforo serve per il metabolismo energetico. Lo scheletro ha, quindi, due funzioni: la prima è di sostegno del nostro corpo, mentre la seconda è di deposito di minerali. Gli osteoclasti prelevano il calcio e il fosforo dall’osso per metterli a disposizione dell’organismo. Nell’arco di 5-6 anni il nostro scheletro viene così completamente distrutto e ricostruito. Il corretto bilanciamento tra l’attività di costruzione e quella di “demolizione” garantisce all’osso una struttura solida e un’adeguata resistenza al carico. Se si presenta invece uno squilibrio nella produzione della matrice ossea (quindi gli osteoblasti lavorano poco) o nella disgregazione (quindi gli osteoclasti lavorano troppo), si va incontro all’osteopenìa o, nei casi peggiori, all’osteoporosi. Nella donna il corretto equilibrio è normalmente garantito fino alla menopausa, mentre nell’uomo fino a circa 65-70 anni. L’alterazione dei processi appena descritti può dipendere da diverse

con conseguente fragilità ossea e rischio più elevato di fratture spontanee o causate da sforzi anche minimi. L’esposizione al sole è importante perché favorisce la sintesi della vitamina D. Questa vitamina contribuisce al processo di mineralizzazione dell’osso e aiuta il riassorbimento (ossia ne impedisce l’eliminazione) del calcio a livello renale e del fosforo a livello intestinale. L’alimentazione è altrettanto importante e ci sono diversi alimenti che garantiscono un buon apporto di calLa solidità della struttura cio. I più ricchi e con la ossea viene garantita maggiore bio-disponiprincipalmente da una bilità sono il latte e i regolare attività fisica suoi derivati. Attenzione però alle quantità facciamo anche sport di tipo ae- perché l’organismo assimila soltanrobico (come descritto nel nume- to la quantità di calcio di cui ha biro di Maggio scorso), il corpo ri- sogno, mentre il restante viene eliceve continuamente informazio- minato. L’eccesso di latticini, in quanni di fissare calcio sulle ossa in to ricchi di grassi, contribuisce solmodo tale da garantire la resi- tanto ad incrementare il peso austenza agli stress da carico. In ca- mentando le riserve lipidiche. Esistoso contrario, ossia con un’inade- no anche altri alimenti ricchi di calguata attività fisica o, ancor peg- cio come il pesce, tipo sardine o gio, dopo un prolungato alletta- alici (con lisca), i cereali, la frutta mento (ad esempio, per una ma- secca e i vegetali verdi a foglia larlattia), lo scheletro va incontro ad ga. Alcuni alimenti, invece, conuna rapida demineralizzazione trastano la deposizione del calcio, cause che possono essere: l’insufficiente attività fisica, la poca esposizione al sole, squilibri alimentari, fattori ormonali, assunzione di alcuni farmaci. La corretta costruzione della matrice ossea dipende direttamente dalle sollecitazioni e dal carico a cui le ossa sono sottoposte. Tutti sanno con quale facilità si spezzano le ossa di polli allevati in gabbia rispetto alla resistenza di quelle di polli ruspanti. Ciò significa che se camminiamo molto e, ancor meglio,

come le carni (l’eccesso di questo tipo di proteine aumenta l’eliminazione del calcio nelle urine), il sale, l’alcool e la caffeina. Il fumo di sigaretta, infine, sembra interferire con l’attività degli osteoblasti e, quindi, con la costruzione della matrice ossea, oltre che anticipare l’età della menopausa. Per quanto riguarda i fattori ormonali, la menopausa precoce o quella indotta da intervento chirurgico (asportazione delle ovaie) anticipano il periodo in cui la donna comincia a perdere minerali. L’assunzione di farmaci come i corticosteroidi (cortisone), l’eparina, alcuni anticoagulanti, induce direttamente una perdita di minerali a livello osseo. Come già evidenziato, l’osteoporosi non dà alcun segnale. Per cui è opportuno consultare il medico ed effettuare esami specifici preventivi (ematochimici e Moc), al fine di tenere sotto controllo la salute delle nostre ossa. Il mio motto è sempre lo stesso: «Il movimento è vita». E ancor più lo è alla luce di quanto appena descritto. Per cui cosa c’è di meglio dell’attività fisica all’aperto (per l’esposizione al sole) e di una alimentazione sana ed equilibrata? E quale periodo migliore se non ora? Buona estate a tutti!

Le donne

L’osso

risultano essere maggiormente colpite rispetto agli uomini, con un rapporto di otto a due.

è composto per due terzi da minerali (in prevalenza calcio e fosforo) e per un terzo da proteine. LUGLIO/AGOSTO 2012

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STAR BENE

[ ALIMENTAZIONE DI LUISELLA BERTI

FRESCHE, DOLCI e G COLORATE BEVANDE «In estate si tende a bere di più, così sugli scaffali dei supermercati è un proliferare di bevande di ogni tipo. L’una vale l’altra per dissertarci? In aiuto c’è la piramide dell’idratazione messa a punto da un pull di esperti nutrizionisti, tra cui il professor Michelangelo Giampietro che abbiamo intervistato»

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tetica», avverte il professor Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione, tra gli autori della “piramide dell’idratazione”. «Molte sono ricche di zuccheri, altre millantano virtù non sempre sostenute da prove scientifiche valide, altre ancora nel messaggio pubblicitario evidenziano un certo quantitativo di frutta, quando contengono soprattutto acqua e zucchero». Nella “piramide dell’idratazione”, elaborata secondo i gusti e le abitudini della popolazione adulta italiana, queste bevande (bibite e aperitivi analcolici, sciroppi, bibite gassate, zuccherate o con edulcoranti sintetici, energy drink) non sono proprio un toccasana, infatti si trovano al livello più alto, il settimo. «Nulla è vietato - spiega Giampietro - ma è chiaro che meno se ne consumano e meglio è. Solo per il primo livello - dove troviamo l’acqua - il quantitativo indicato è “almeno”; per tutti gli altri livelli è consigliato un limite». Vale a dire? Se si vuole coprire il fabbisogno idrico con la sola acqua, e questo sarebbe auspicabile, ben venga. Dal secondo al settimo livello è un aiuto che noi diamo alla popolazione: fatto salvo un litro di acqua, si raggiunge l’altro mezzo litro o un litro - a seconda delle necessità - con altre bevande, senza però

5 miliardi

5.450

L’Irlanda

sono i litri annui

sono gli occupati diretti del settore, mentre ammonta a 21.650 unità l’occupazione complessiva.

è il Paese europeo con il più alto consumo di bibite analcoliche: 120 litri pro capite.

di bevande analcoliche consumati in Italia (53,1 litri pro capite).

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ialle, arancioni, rosse. Con zucchero o senza zucchero, con caffeina o senza. Lisce o gassate, in bottiglia o in lattina. Ce n’è per tutti i gusti. Ma con un “però”: «Non sono tutte perfettamente in linea con i principi della die-

]

LUGLIO/AGOSTO 2012


EDNAVEB ETAROLOC E ICLOD ,EHCSERF

superare le quantità massime indicate. Nel caso delle bevande del settimo livello si consiglia un consumo molto limitato da 0-1 bicchiere. Perché? O contengono troppa energia, zucchero, o sostanze che possono o potrebbero avere, se consumate in quantità elevate, un impatto negativo sulla nostra salute. Come, ad esempio, i vari edulcoranti, coloranti e anche la caffeina se consumata in quantità eccessiva. A proposito di edulcoranti, a leggere alcune etichette di bevande “zero zuccheri” se ne trovano anche più di uno, come aspartame, ciclammato acesulfame, saccarina. È stato dimostrato se questi dolcificanti siano o meno cancerogeni? Ci sono stati molti lavori, molte pubblicazioni, anche in contrasto tra loro sui risultati. Da una parte si va dall’assoluta sicurezza o assoluto danno anche per quantità minime. Il nostro consiglio è di non superare la quantità massima indicata di un bicchiere. Anche perché il rischio è quello di assumere nella stessa giornata altri alimenti che contengono edulcoranti. Ad esempio, nelle caramelle, nelle gomme da masticare, nel dolcificante che usiamo nel caffè in sostituzione dello zucchero tradizionale. Quindi, la quantità totale giornaliera di questi dolcificanti potrebbe superare la Dose Giornaliera Accettabile (Dga). Inoltre, ci sono bevande gassate, zuccherate o con edulcoranti che contengono anche caffeina. Ci sono gli energy drink, che contengono o direttamente caffeina, in quantità pari a due caffè, 80 milligrammi di caffeina, oppure sostanze che hanno comunque caffeina come, guaranà, matè, noce di cola. In questi casi nelle etichette occorrerebbe indicare il corrispondente in

FRESCHE, DOLCI E COLORATE BEVANDE

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{

LA PIRAMIDE DELL’IDRATAZIONE

}

FONTE: GIAMPIETRO M. ET AL. PIRAMIDE DELL’IDRATAZIONE. ADI MAGAZINE 2011

milligrammi di caffeina. Perché andando avanti con gli anni si sente meno l’esigenza di bere? Il centro ipotalamico che regola la sete comincia a perdere qualche colpo. La stragrande maggioranza dei problemi, non solo nutrizionali, ma clinici, dipendono dalla bassa quantità di acqua che c’è nell’organismo. Il consiglio è di bere quanto più possibile, almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, e fare attività fisica. E per bere bene... Fare riferimento alla “piramide dell’idratazione”, consumare soprattutto i prodotti dei primi tre livelli: sono i più virtuosi. Abbiamo acqua, tè, infusi, tisane, succhi di frutta, centrifugati di frutta e verdura, il latte, meglio se parzialmente o completamente privato del grasso. Poi si può essere un po’ più indulgenti, senza essere permissivi al massimo, sulle bevande analcoliche, due o tre tazzine

di caffé, sui succhi di frutta non al 100% che possiamo sostituire con centrifugati e spremute fatte in casa. Riguardo agli ultimi due livelli, gli integratori idro-salini non servono per chi fa sport meno di un’ora al giorno. Limitare al massimo il consumo delle bevande del settimo livello. Infine, fondamentale, leggere le etichette. [ MICHELANGELO GIAMPIETRO, SPECIALISTA IN MEDICINA DELLO SPORT E IN SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE ]

Info: http://www.assobibe.it/le_cifre.asp LUGLIO/AGOSTO 2012

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i cibi stagionali IL POMODORO

POMODORO

POMODORO

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POMODORO

POMODORO

POMODORO

POMODORO

SAPORI & COLORI

POMODORO

POMODORO

DI M ARINA CEPEDA FUENTES

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econdo la classificazione settecentesca del naturalista Carlo Linneo il pomodoro è una pianta appartenente al genere Solanum. Originaria dell’America del Sud, si diffuse fin dal 700 a.C. nell’America centrale dove la “scoprirono” i Conquistadores spagnoli nel XVI secolo: da Tenochtitlan, capitale dell’impero azteco, il saporito ortaggio fu portato nel meridione della Spagna, dove venne chiamato tomate, dalla parola azteca tomatl. Con alcune eccezioni - come l’Andalusia, dove il pomodoro si cominciò a consumare alla fine del Cinquecento - inizialmente gli europei lo utilizzarono come pianta ornamentale e, soltanto verso la metà nel XVII

«All’inizio fu ritenuto velenoso e usato solo come pianta ornamentale, poi gli irlandesi ebbero il coraggio di assaggiarlo verso la metà del XVII secolo...» 44 I

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secolo, gli irlandesi ebbero il coraggio d’assaggiarlo attribuendogli proprietà afrodisiache: forse perciò quando arrivò in Francia fu chiamato pomme d’amour, il “pomo dell’amore”, da cui probabilmente deriva “pomodoro”. Sebbene, già nel 1544, il medico senese Pietro Mattioli, che lo aveva classificato nel suo Herbarius come pianta velenosa, lo chiamò Mala aurea, pomo o mela d’oro. Fra i primi a capirne, agli albori del XVIII secolo, l’importanza alimentare cominciando a produrla in quantità massicce, furono gli abitanti dell’America del Nord che in gran parte provenivano dall’Irlanda. In Italia, però, il primo documento scritto sull’uso del prezioso ortaggio risale addirittura al 1705, quando un frate d’origine toscana, padre Gaudentio, pubblicò nel suo libro Il panunto toscano una ricetta per preparare le melanzane con una salsa di “pomi d’oro”: “Questi frutti sono quasi simili alle mele, si coltivano

nei giardini e si cuociono nel modo seguente. Piglia gli detti pomi, tagliali a pezzetti, mettili in tegame con olio, sale, aglio trito e mentuccia di campagna. Li farai soffriggere col rivoltarli spesso e se ci vorrai aggiungere poi un poco di cocuzze lunche, ci faranno bene”. In ogni modo, è stata Napoli con la sua “pummarola”, il saporito sugo partenopeo, a conferire nobiltà alla pastasciutta che fino al 1839 veniva condita “in bianco”. A quell’anno risale la prima ricetta dei vermicelli co’ ’a pummarola ’n coppa. Ovviamente sono stati i napoletani ad innalzare quel gran monumento al pomodoro che è ’o ’rragù. Soggetto di canzoni, poesie e persino opere teatrali come Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo, il ragù è il condimento delle domeniche napoletane: fin dall’alba negli antichi vicoli aleggia il profumo del sugo che, preparato la sera prima, si deve far pippiare, un verbo tutto partenopeo che onomato-


PANZANELLA DI BRACCIANO

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peicamente significa “far sobbollire lentamente, per ore e ore, mentre il sugo fa pop, pop, pop...”. La Sicilia e, soprattutto, la Campania ne detengono il primato della coltivazione, anche perché le condizioni climatiche sono le migliori: nell’agro nocerino-sarnese, ad esempio, si coltivano i celebri pomodori “sanmarzano”, succosi e delicati. Nonostante ciò, occorre sottolineare che, nell’ultimo quarto dell’Ottocento, la produzione industriale dei pomodori conservati cominciò nello stabilimento piemontese di Francesco Cirio. Mentre la prima produzione di un derivato del pomodoro si fa risalire al 1888, quando il Cavaliere Brandino Vignali attivò a Basilicanova (Parma) uno stabilimento per produrre “estratto di pomodoro”. La tecnica impiegata riprendeva la preparazione della “conserva nera” che le famiglie contadine del parmense ottenevano facendo essiccare al sole il succo di pomodoro, preventivamente concentrato in grandi pentoloni di rame. Il pomodoro è uno dei prodotti

vegetali più ricchi di fattori essenziali. Contiene vitamina C, B, A e K, niacina, acido pantenoico, acido folico, biotina. Insomma, un concentrato di antiossidanti, preziose molecole capaci di catturare radicali liberi e proteggere le cellule dallo “stress” ossidativo. Inoltre, contiene - ma quasi esclusivamente nelle parti verdi della pianta - un alcaloide, l’alfa-tomatina, con proprietà antibiotiche che ne hanno fatto ipotizzare un utilizzo come insetticida, insettifugo, fungicida e antibatterico. Ha pochissime calorie, favorisce l’evacuazione per l’alto contenuto di fibre ed è utile contro gli acidi urici. S’ipotizza che possa aiutare nella lotta contro l’insorgere di tumori, in particolare alla prostata e allo stomaco. Quanto all’impiego in cucina, oltre ai tradizionali sughi, il pomodoro crudo si consuma con erbe aromatiche, come il basilico; oppure con aglio, cipolla, rucola, origano: erbe e condimenti che ne favoriscono la digestione, come nella “panzanella”, un’ottima pietanza estiva, economica e facile da preparare.

1 2 3

Ingredienti 8 fette di pane casareccio raffermo 1 kg di pomodori del tipo casalino o sanmarzano aceto di puro vino olio extravergine d’oliva q.b. sale basilico fresco acqua, meglio se di sorgente

mezz’ora circa

K

130 circa: ogni fetta di pane da 50 gr 4 persone

Preparazione Inzuppare nell’acqua a temperatura ambiente le fette di pane, alte circa 2 centimetri e mezzo. Disporle intere nei piatti. In una terrina tagliare a pezzetti i pomodori molto maturi e aggiungere il basilico spezzettato con le mani per evitare che scurisca, l’olio a piacere, qualche goccia di aceto, sale e, volendo, anche un po’ di pepe nero macinato sul momento. Lasciare marinare per una decina di minuti e poi condire le fette di pane che precedentemente saranno state strofinate con un po’ di pomodoro. Un filo d’olio ancora e, se si amano i sapori più forti, aggiungere della cipollina fresca affettata finemente. Ma la ricetta “verace”, in versi romaneschi, la si deve al compianto Aldo Fabrizi: “E che ce vo’ pe’ fa’ la panzanella? / In primise: acqua fresca de cannella, / in secondise: ojo d’uliveto, / e come terzo: quer divino aceto / che fa’ venì la febbre magnarella. / Pagnotta paesana un po’... intostata, / cotta all’antica, co’ la crosta scura, / bagnata fino a che nun s’ammollata. / In più, per un boccone da signori, / abbasta rifinì la svojaturacor basilico, er pepe e i pommidori”.

Curiosità

Il nome dialettale di questa pietanza rinfrescante, saporita, economica e nutriente è composto da “pan” e “zanella” che deriverebbe da “zana”, cioè zuppiera. Perciò la panzanella sarebbe “pane in zuppiera”: una etimologia che si adatta molto di più all’omonima preparazione toscana oppure umbra, dove le fette di pane si servono sbriciolate grossolanamente e condite con ortaggi veri, come una sorta d’insalatona.

PER INFORMAZIONI E CURIOSITÀ SCRIVI A: redazione@50epiu.it

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Terra Santa

VIAGGIO DELL’ANIMA

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«Al di là del proprio credo, gli “itinerari dello spirito” intendono aiutare la ricerca e il recupero di quell’equilibrio interiore a cui ognuno di noi aspira»

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DI GIOVANNA VECCHIOT TI

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ERCA del senso della vita

on sempre nasce da una domanda che si pone a se stessi. Talvolta può essere solo un po’ di curiosità, il racconto di chi c’è già stato ma non riesce a trasmetterti fino in fondo le sensazioni provate, le atmosfere vissute, le esperienze condivise perché così diverse da ogni altro viaggio. Altre volte, invece, è proprio il desiderio prorompente di fare una ricerca dentro di sé, di intraprendere «un viaggio nel sacro, che prima di tutto è un viaggio nell’inviolabile zona della propria anima, l’unica maniera per rispondere alla domanda di senso che ti spinge a metterti in cammino». Terra Santa, Lourdes, Fatima, Santiago de Compostela, Medjugorje... C’è chi li chiama pellegrinaggi, chi turismo religioso, chi li considera a metà strada tra devozione e cultura, di certo chi percorre le strade di questi luoghi non attraversa soltanto vie asfaltate né visita unicamente luoghi di culto ma percorre un viaggio che va oltre lo spazio e il tempo. Approfondiamo questo tema con Padre Cesare Atuire, amministratore delegato di Opera Romana Pellegrinaggi, con cui 50&Più Turismo organizza da oltre vent’anni i pellegrinaggi verso tutte le destinazioni. Si parla di turismo religioso o turismo dei pellegrinaggi: sono “viaggi dello spirito”, in modo accentuato. C’è qualche ragione perché possano interessare anche chi non crede? Preferisco parlare di “itinerari dello spirito”: sono per-

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corsi esperienziali in cui tutta la persona è coinvolta. L’uomo, oggi come nei secoli passati, è mosso da una tensione spirituale che può essere più o meno consapevole e che lo spinge a ricercare un equilibrio che gli manca. Guardiamo a quanto accade nella nostra società: ci affanniamo dalla mattina alla sera, non abbiamo tempo per pensare, per osservare, per meditare, per recuperare ad esempio il contatto con la natura. Ecco che il viaggio, dimensione tipica degli itinerari dello spirito, dei pellegrinaggi, è occasione per compiere questo percorso che è prima di tutto un viaggio in se stessi, alla ricerca del nostro equilibrio interiore. Fino a questo momento non ho nominato nemmeno una volta Dio. Per noi credenti vale quanto ha detto Sant’Agostino: «Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te», sottolineando cioè il nostro anelito al Creatore che soddisfiamo in una continua tensione spirituale, in un continuo cammino dell’anima. Continuando con le parole di Sant’Agostino: «Io ti cercavo fuori, ma tu eri dentro di me. Siete più intimo a me di me stesso». Homo viator, uomo pellegrino, dicevano i medievali e per noi cristiani è così: siamo in pellegrinaggio spirituale tutta la vita. Il turismo religioso dovrebbe essere anche un turismo particolarmente responsabile: cosa lo caratterizza da questo punto di vista? Il pellegrino che si mette in cammino è chiamato sicuramente a mettersi in sintonia con il Creato e con


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Pellegrinaggi gli elementi che lo compongono. Da qui scaturisce il rispetto prima di tutto per l’Altro, il nostro fratello, da cui discende l’amore per l’ascolto e quindi il dialogo, ma anche il rispetto e la chiamata a vivere in armonia con la natura. Tuttavia, il pellegrinaggio e gli itinerari dello Spirito non sono realtà che rientrano in quello che lei chiama “turismo religioso”, proprio per le motivazioni che ho esposto precedentemente. Esiste un tipo di pellegrinaggio per i giovani e uno per i meno giovani? Terra Santa, Lourdes, Fatima, Santiago de Compostela... In cosa si differenziano questi itinerari? Al di là della fatica fisica per compiere un dato percorso, l’animo umano cerca in ogni età di rispondere alla medesima domanda, la domanda di senso. Lei mi chiede poi la differenza nelle grandi mete di pellegrinaggio... mi permetta di rovesciare la domanda. La differenza non sta nella meta, sta nel cuore di chi parte. Ogni meta di pellegrinaggio è un tassello dif-

ferente dell’unico messaggio di Salvezza offerto a noi dal Figlio di Dio: alla differente sensibilità di ognuno, al differente cammino spirituale di ognuno, è lasciata la preferenza per questa o quella meta. Cristo parla al cuore di ognuno di noi e ciascuno fornisce una risposta personale alla Sua chiamata. Lo stesso avviene nel pellegrinaggio. Nei vostri viaggi fate in modo che il turista incontri la realtà sociale del paese: perché questa scelta? Rispondendo a questa domanda torno a sottolineare come noi non ci occupiamo di “turismo religioso”: camminare nello spirito significa anche fare esperienza del medesimo atto di fede che è alla base del dialogo fra Dio e l’uomo. Per compiere questa esperienza è necessario immergersi completamente nella realtà che si va a visitare e conoscere le condizioni sociali, storiche e antropologiche in cui Dio, in un dato contesto, ha parlato agli uomini. Questa visione si distacca da una semplice ottica turistica.

[ “GERUSALEMME, CENTRO DEL MONDO”: UNA DEFINIZIONE CHE DESCRIVE IN MODO EFFICACE LA SPIRITUALITÀ DI QUESTO LUOGO DOVE, PARTENDO DAL

MURO DEL PIANTO,

NEL RAGGIO DI CENTO METRI SONO RACCHIUSE LE ORIGINI DELLE TRE RELIGIONI MONOTEISTE.

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FOTO: CARLO CIRAUDO & MAX MAJOLA

Non esiste design senza funzionalità: estetica e praticità sono due facce della stessa medaglia.

{

Quello che conta per Ludovica e Roberto Palomba è la creatività, sì, ma anche la capacità di farla evolvere.

}

I CAVALIERI DEL DESIGN DIRIGONO UNO DEI MAGGIORI STUDI DI MILANO,

IN UN MIX DI MULTICULTURALISMO, TRADIZIONE E INNOVAZIONE

DI BARBARA DI SARNO

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rchitetti e designers, compagni nella vita e nel lavoro, Ludovica e Roberto Palomba progettano e dirigono dal loro studio milanese architetture, interni ed esposizioni destinati alla vetrina internazionale. Il loro marchio concentra in sé un più che riconosciuto approccio alla cultura del design e alle sue radici storico-creative che, tuttavia, non prescinde dai bisogni contemporanei della società. In questa personale commistione di tradizione e innovazione un ruolo fondamentale è ricoperto dalla loro propensione multiculturale verso tutto ciò che è linea e materia, suggestione e colore e che rende i due una perfetta coppia di cavalieri erranti del design italiano nel mondo.. Il vostro studio ha collaborato con alcune tra le aziende più importanti a livello mondiale. Quanto contano le proprie radici culturali nel disegnare o nel realizzare un prodotto? Siamo italiani che vivono nel mondo. Questo significa che siamo legati alle nostre origini, ma siamo anche immersi nel mondo attorno a noi. La nostra “italianità” risiede nell’apprezzare la complessità delle cose, ma siamo sicuri che, al di là del nostro Dna, quello che conta nella nostra professione sia innanzitutto la creatività e la capacità di evolverla. Nel 1759 Adam Smith, filosofo scozzese, sentenziò: «L’utilità è una delle principali fonti della bellezza». Come collochereste questa affermazione nel vostro lavoro? Il successo dei nostri prodotti si misura con la quantità di persone che nel mondo scelgono di condividerli nelle loro vite quotidiane. Personalmente non crediamo possa esistere design senza funzionalità: il lato estetico e quello pratico sono le due facce di una stessa medaglia. La vendibilità dei prodotti è insita nella nostra professione di architetti e designer, non siamo degli artisti del resto. I nostri progetti sono “necessariamente” utili. L’utilizzo smodato di social network e chat ha creato un luogo virtuale dove incontrarsi per discorrere con amici ritrovati e nuove conoscenze. Che fine ha fatto il vec-


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[ PALOMBA COLLECTION 2012 ]

[ FORSE I VERI LUPI DI MARE ARRICCERANNO UN PO’ IL NASO, MA CHISSÀ CHE

- AL RIPARO

DALLA JUNGLA METROPOLITANA E DAGLI SQUALI CHE SI INCONTRANO OGNI GIORNO

- NON POSSANO

APPREZZARE ANCHE LORO UN TUFFO IN UNA PREZIOSA E PRIVATISSIMA OASI DOMESTICA.

[ ISOLA CROSS BY ELMAR ]

]

PROGETTI, EXHIBIT E ARCHITETTURA

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chio focolare intorno al quale si riuniva la famiglia o si accoglievano gli ospiti? Il mondo evolve continuamente. Il focolare di un tempo rappresentava la necessità di una società soprattutto contadina, frutto di una dimensione locale. Oggi la chat è un focolare globale, che brilla illuminato dai tanti schermi di smartphone e Ipad di ognuno di noi. Spesso i designer, anche nei momenti di pausa, non dimenticano di scrivere e annotare idee, ispirazioni e forme su un taccuino. Che cosa si troverebbe sbirciando nel vostro? Trovereste moltissime immagini, foto e schizzi, disegni abbozzati e colori raccolti nei numerosi viaggi che facciamo, per lavoro e per passione. Trovereste stimoli, suggestioni diverse, impressioni catturate al volo: siamo permeabili a ciò che ci circonda, evitiamo sovrastrutture, non mettiamo paletti. Lei, Roberto, insegnava Industrial design al Politecnico di Milano. Cosa direbbe ad un genitore che per il futuro professionale del figlio investe liquidazione e risparmi in questo settore accademico? Citando Castiglioni: «Se non siete curiosi, non è il mestiere che fa per voi». Siamo perfettamente d’accordo con il maestro. Più che ai genitori ci rivolgeremmo ai loro figli, chiedendo loro se sono curiosi abbastanza per un mestiere che richiede molti sacrifici, ma resta per noi il migliore al mondo.

PROGETTI, EXHIBIT E ARCHITETTURA: BOLLE, BOLLE!

Forme sferiche e futuristiche, materiali innovativi e resistenti, biosfere con piccoli paradisi tropicali: il concetto del design resta l’acqua, la trasparenza, il mare.

THE CLOUD. Futuristico punto di congiunzione tra Architettura e Web, “The Cloud” (La nuvola) è stato uno dei progetti finalisti del concorso indetto per la realizzazione di un’opera simbolo delle Olimpiadi di Londra 2012. Il progetto, ideato da un team internazionale di architetti e artisti, consiste in una torre alta 120 metri su cui campeggia uno schermo tridimensionale composto da una fitta serie di bolle in plastica Etfe (Etilene Tetra Fluoroetilene, un polimero più leggero e resistente del vetro). È proprio all’interno di queste sfere digitali che vengono fatte scorrere in tempo reale news, previsioni meteo, risultati degli incontri e molto altro. Il risultato è una “nuvola” avveniristica sospesa nel cielo di Londra che rivoluziona - soprattutto per leggerezza ed estensione globale - il concetto di monumento e di esperienza collettiva.

MILLE BOLLE BLU. Tecnologie a getto e sfere trasparenti piene d’acqua di mare illuminate con led blu costituiscono l’innovativo progetto “Mille Bolle Blu” prodotto dallo studio Granese per l’Azienda Antiche Fornaci D’Agostino al Cersaie, il salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno di Bologna. Vincitore del “Best Showroom Award”, rappresenta un grande tuffo nel blu del Mar Mediterraneo e non solo. La scultura centrale, con centinaia di bolle d’acqua, accoglie e avvolge il visitatore per trasportarlo nella produzione italiana dell’arredo bagno. Con una perfetta sintesi di arte e design, Diego Granese insegna che anche un prodotto ceramico che da più di trent’anni è sul mercato internazionale può ancora stupire. BIOSFERA. Progettata da Renzo Piano e realizzata nel 2001 nell’ambito del restyling urbanistico dell’area portuale di Genova, la Bolla è una struttura sferica di 60 tonnellate di peso e del diametro di 20 metri. Costruita in vetro e acciaio, è ubicata sul mare e ospita al suo interno oltre un centinaio tra specie vegetali e animali che ricreano un piccolo paradiso tropicale. Un sofisticato sistema com[ COSTA EDUTAINMENT PH MERLOFOTOGRAFIA ] puterizzato riproduce le condizioni climatiche della foresta pluviale rendendo possibile la conservazione di questo delicatissimo ecosistema e dando a questa creazione il nome di Biosfera. Situato a pochi passi dall’Acquario di Genova è, insieme al Bigo e alla Lanterna uno dei simboli del capoluogo ligure. LUGLIO/AGOSTO 2012

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TENDENZE MARE

Voglia d’estate, voglia di lasciarsi coccolare dalle onde e di mettere la testa sotto la sabbia (ma solo metaforicamente!) per dimenticare i pensieri di tutti i giorni? Niente paura. Se per qualcuno le vacanze sono ancora lontane, ecco una serie di proposte per respirare un po’ d’aria di mare comodamente seduti nel salotto di casa o immersi nella vostra vasca da bagno. La stagione calda è arrivata... basta lasciarla entrare

TENDENZE & MARE TENDENZE & MARE TENDENZE & MARE TENDENZE & MARE TENDENZE

«Romantico come i riflessi notturni del mare e ondulato come le increspature della sabbia con la bassa marea», così Giovanni T. Garattoni descrive il suo tavolo Luz de Luna per Tonelli Design. La superficie ha un senso tattile che ricorda uno scoglio eroso, creando un effetto tridimensionale, accompagnato dalla torsione delle gambe cromate.

Ispirazione marina per la seduta Ippocampo di Diego Granese che unisce l’utile al dilettevole. Elemento artistico verticale “a riposo”, poco ingombrante, diventa una comoda chaise longue con un movimento manuale. Realizzata in acciaio inox lucido, le piastre del contrappeso si possono montare e ricomporre in funzione delle posizioni che si vogliono ottenere.

Dalla matita di Carlo Colombo nasce il coffee table Octopus che guarda agli abissi e alle loro creature tentacolari. Realizzato per Arflex, si caratterizza per il contrasto tra i tentacoli in metallo verniciato, che compongono i sostegni della base, e il sottile disco del piano di appoggio. La disposizione degli steli, garantisce un effetto leggero e minimale.

Metamorfosi è il nome che il pugliese Giampietro Preziosa ha voluto dare alla collezione di sedute per Chairs Monodutti ispirate alla natura e ai ricordi della propria terra d’origine. La sedia Pino, omaggio alle code di balena del suo maestro Pino Pascali, unisce il gusto per le suggestioni zoomorfe ad una sensibilità ludica e fanciullesca.

Distribuita da Baldi Design, la lampada Coral Reef riproduce le geometrie del corallo. Da tavolo, da pavimento o sospeso al soffitto, questo singolare esempio di illuminotecnica distribuisce la luce attraverso i bordi del diffusore. L’effetto è ipnotizzante e davvero molto familiare a chi ama il mondo subacqueo e i suoi affascinanti fondali.

Grandi bolle in vetro di Murano lavorato a mano, soffiato con effetto “raggio” per Bubble di Giovanni e Simone Cenedese, maestri vetrai che hanno saputo applicare uno stile moderno a un materiale antichissimo. Assemblate per formare lampadari a sospensione, plafoniere e appliques, queste sfere sono componibili nella scelta e nell’assortimento di colori.

Se porta la firma di Marco Pisati il lavabo Vela, realizzato in pietra Luna e dalla forma di un drappo teso dal vento, è di Imago Design la vasca da bagno Boma distribuita da Rexa che riproduce le linee e i volumi di una barca come suggerisce il nome preso in prestito al vocabolario nautico. L’ambiente bagno si presta ad una piccola fuga dal quotidiano.

Il continuo fluire delle onde sui fondali del mare è ispirazione per Fondo, un rivestimento che esalta la materia litica, realizzato da Raffaello Galiotto per Lithos Design. Curvature che sfidano le potenzialità dell’avanguardia e giochi di luce rendono le elaborate texture della parete vere e proprie espressioni di design contemporaneo.

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Teatro e varietà

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eatro che passione! O meglio, teatro per divertirsi e stare insieme tra amici, strappando una risata, un applauso in un’atmosfera ricca di simpatia e divertimento: è stata questa la maggior ricompensa che la compagnia dell’Officina Teatro Napoletano ha ottenuto per gli sforzi sostenuti durante mesi di prove. Funiculì Funiculà è il titolo dello spettacolo, diretto da Rosaria Mennillo, in cui prosa, canzoni, balletti, sketch e sceneggiate si sono susseguiti per due ore di puro divertimento, coinvolgendo il numeroso pubblico presente nel salone dell’Associazione napoletana. L’ospite è sacro, una commedia di Peppino De Filippo, e poi Café chantant, Guapparia, Tammurriata nera sono stati i momenti dello spettacolo che ha riproposto, anche se in chiave dilettantistica, il varietà che, così come l’avanspettacolo, ha trovato le sue origini a Napoli tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Al termine il presidente di 50&Più di Napoli, Vincenzo Cozzolino, ha consegnato un riconoscimento a tutti i partecipanti.

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INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO • CULTURA • INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO • AREZZO

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Una via ai Maestri del Commercio

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l comune di Arezzo ha accolto la richiesta di 50&Più di dedicare una strada ai Maestri del Commercio. Dopo due anni la via è stata inaugurata ufficialmente in un tratto interno di via Lazzaro Spallanzani, a servizio di Arezzo Fiere e Congressi e della nuova sede della Camera di Commercio. Soddisfazione da parte del presidente 50&Più di Arezzo Giuseppe Cuseri: «La scelta non è caduta su una strada di importanza minore, non potevamo davvero sperare di più». Alla cerimonia di svelamento della targa erano presenti l’assessore alle Attività Produttive Michele Colangelo, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca, il presidente di Confcommercio Arezzo Anna Lapini. «Un doveroso ringraziamento a una categoria che contribuisce da sempre allo sviluppo dell’economia e alla crescita di Arezzo», ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca. «Una categoria - ha idealmente proseguito, l’assessore Michele Colan-

VICENZA

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ROVIGO-BIELLA gelo - che trova proprio in questo contesto di attività economiche, la sua giusta collocazione. Un riconoscimento a dei ”maestri” che per anni, con il proprio lavoro, hanno fatto crescere la città». «L’intitolazione di una strada ai Maestri del Commercio» - ha affermato la presidente di Confcommercio Anna Lapini - vale come segno tangibile di riconoscenza verso l’intera categoria rappresentata dai comparti del commercio, turismo e servizi, che negli ultimi anni hanno dimostrato di essere la componente più vivace e dinamica dell’economia italiana e locale». «È il giusto riconoscimento per una categoria di lavoratori da sempre al servizio della città», ha affermato Giuseppe Cuseri, presidente provinciale di 50&Più. «I Maestri sono persone che con impegno, costanza e spirito di sacrificio hanno dedicato una vita al lavoro, garantendo importanti servizi alla comunità e migliorando la qualità di vita nel territorio», ha concluso Cuseri.

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Per saperne di Più: 0425404267/01530789

Gemellaggio 50&Più

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ondivisione e scambio di esperienze. Con questi obiettivi si è tenuto il gemellaggio tra la 50&Più di Rovigo e quella di Biella. L’incontro è stata l’occasione per la delegazione di Rovigo di visitare il territorio biellese. Tappa principale, la visita del Santuario di Oropa, la sua Biblioteca, la Galleria dei quadri votivi ed il Museo dei Tesori. La visita si è conclusa con la partecipazione alla Santa Messa nella Basilica Antica. Il gemellaggio è stato suggellato dallo scambio di omaggi tra il presidente 50&Più di Rovigo, Giorgio Marzolla e il presidente 50&Più di Biella, Riccardo Casaccio.

Per saperne di Più: 0444964300

Meeting della Creatività

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ell’ambito delle iniziative per l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e la solidarietà fra le generazioni, si è tenuto il “Meeting della Creatività” organizzato dalla 50&Più vicentina insieme alla Università Adulti/Anziani e con il patrocinio del Comune di Vicenza. La manifestazione si è conclusa al Ridotto del Teatro Comunale “Città di Vicenza” con la premiazione degli “artisti” partecipanti ai concorsi letterari, fotografici e arti figurative. Erano presenti oltre 400 persone in questa iniziativa, dove si è dato spazio agli over 50 che si sono esibiti in lavori teatrali, in performance corali e musicali, mentre le opere presentate per i concorsi sono state esposte al pubblico per due settimane presso la sede dell’Università. Dopo l’intervento di monsignor Giuseppe Dal Ferro, presidente dell’Università Adulti/Anziani di Vicenza, oltre che di Federuni e dell’assessore del Comune di Vicenza Giovanni Giuliari, il presidente della 50&Più vicentina Fiorenzo Marcato, nel porgere i saluti ai presenti, ha sottolineato che: «queste iniziative rappresentano un esempio di come gli over 50 sanno proporsi alla collettività trasmettendo alle nuove generazioni la bellezza di esprimersi anche nel settore dell’arte, della cultura e della musica». Marcato ha anche ricordato che: «per vivere bene la terza età - come dice Rita Levi Montalcini - bisogna avere molti interessi e non preoccuparsi del giudizio altrui». E questa affermazione trova conferma nell’esempio fornito da oltre cento over 50, molti dei quali associati 50&Più, che hanno partecipato ai concorsi. Gli artisti della 50&Più vicentina si sono fatti onore nelle arti figurative con un 1° Premio per Emilia Fogliatto e Segnalazioni della Giuria per Clara Bergomi e Raffaella Sartori. Per la fotografia, Segnalazione della Giuria a Renzo Rubin.

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PO LIBERO • CULTURA • INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO PRATO

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Premio Letterario “Raccontiamoci” ROMA

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La lingua segreta degli dei

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ntrighi, storia e politica si intersecano nel romanzo La lingua segreta degli dei (Mondadori, 362 pag., 12 euro), opera prima di narrativa della storica Barbara Frale, officiale dell’Archivio Segreto Vaticano, presentato dall’autrice presso la sede di Roma di 50&Più. Un romanzo avvincente nel quale si miscelano componenti di avventura, spy-story e segreti millenari. «La vicenda, dalla quale si potrebbe trarre la sceneggiatura di un film, è ambientata tra Roma e l’Egitto negli anni tra il 1938 e il 1939 e, molti dei personaggi presenti nel libro, sono realmente esistiti come Galeazzo Ciano, Italo Balbo, l’ambasciatore in Egitto Serafino Mazzolini, l’archeologo Sergio Donadoni». In questo romanzo Barbara Frale ci mostra un’immagine diversa e più umana del Cardinale Pacelli, futuro Pio XII; lo provano la quantità di documenti originali conservati in Vaticano che sono citati nella nota storica. Un libro che, per il suo contenuto e per la sua qualità, è da leggere in spiaggia sotto un ombrellone, in completo relax, e che i soci di Roma, invitati alla presentazione, hanno mostrato di gradire molto.

COSA C’È IN CALENDARIO

SIRACUSA

» Un viaggio di cinque giorni per visitare alcune delle località più note e straordinarie della Puglia, luoghi in cui ripercorrere la storia di Padre Pio a San Giovanni Rotondo e Pietrelcina. Altre mete del viaggio saranno: Carovigno, Martina Franca, Fasano, Grotte di Castellana, San Marco in Lamis. Partenza il 12 settembre e rientro il 16 settembre. Per saperne di Più: 0931415119 / 65059 / 566213

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orna una delle manifestazioni più importanti della 50&Più pratese: il Premio Letterario Internazionale “Raccontiamoci. Esperienze di vita vissuta”. La proclamazione dei vincitori della sesta edizione si svolgerà sabato 17 novembre 2012 dalle 16,30 nel Salone Apollo presso la Pubblica Assistenza di Prato (Via San Jacopo 34), alla presenza della giuria composta da Giuseppe Ecca (in rappresentanza della direzione 50&Più Università), Rodolfo Betti (scrittore), Nicoletta Corsalini (poetessa, scrittrice e critica), Lia Gori (operatrice culturale), Marisa Nardini (specializzata in autobiografie), Monica De Marco (scrittrice); del presidente dell’Associazione 50&Più di Prato, Franco Cassioli; dei rappresentanti di Confcommercio-Imprese per l’Italia e di Fipe. Nel corso della cerimonia verranno letti alcuni dei passi più significativi delle opere vincitrici. Il regolamento 1. Ogni autore può partecipare con un solo racconto in lingua italiana la cui lunghezza non dovrà superare le 6 cartelle (1 cartella = 30/32 righe x 60 battute). 2. I dattiloscritti vanno consegnati a mano o spediti presso la Segreteria 50&Più - Via Santa Trinita 28 - 59100 Prato - Tel. 057423896, oppure inviati via e-mail a scrivere.conparole@gmail.com (specificando l’oggetto) entro il 15 settembre 2012, in duplice copia di cui una firmata con nome, indirizzo e numero di telefono, l’altra anonima. Contributo per le spese di segreteria (€5,00 per i soci, € 10,00 per i non soci) da spedire con gli elaborati o da versare su conto bancario Iban: IT M 05728 21501 490570000560 (Banca Popolare di Vicenza - sede centrale di Prato). 3. In caso di pubblicazione dei racconti nessun compenso sarà dovuto agli autori. La proprietà letteraria resta comunque e sempre dell’autore. I testi inviati non verranno restituiti. 4. I premi in denaro o offerti dagli enti contribuenti che non verranno ritirati personalmente o per delega (ad eccezione dei non residenti in Italia), rimarranno a disposizione degli organizzatori. I restanti premi non ritirati personalmente o per delega verranno inviati a domicilio solo a chi farà richiesta di spedizione in contrassegno. 5. Ad ogni concorrente, tramite lettera personale o e-mail, verrà comunicato il risultato. 6. Il giudizio della giuria è insindacabile. La partecipazione al concorso comporta l’accettazione incondizionata del presente bando e, in caso di vincita, l’accettazione della divulgazione del proprio nome, cognome e del premio ottenuto su qualsiasi pubblicazione. Premi Primo classificato: € 200,00 + premio Confcommercio - Imprese per l’Italia - Prato, targa e diploma. Secondo: € 150,00 + premio offerto dalla Fipe, targa e diploma. Terzo: € 100,00 + premio offerto dal Biscottificio Mattei, targa e diploma. Quarto e quinto: € 50,00 + prodotti tipici toscani, targa e diploma. Dal sesto al decimo: prodotti tipici toscani, targa e diploma. Ai premi speciali: targa e diploma. Alle menzioni d’onore e segnalati: targa e diploma. A tutti i partecipanti: diploma.

MILANO

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Per saperne di Più: 027750123 / 027750267

Concorso “Fotografa le tue vacanze”

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a 50&Più Università di Milano, insieme a Confcommercio e Ascofoto, bandisce la terza edizione del Premio “Fotografa le tue vacanze”, riservato a coloro che abbiano compiuto almeno 16 anni di età e risiedano nella regione Lombardia. La partecipazione è gratuita, aperta a tutti i fotografi, esperti e/o dilettanti. Il materiale, che non verrà restituito, dovrà pervenire entro lunedì 29 ottobre 2012 (farà fede la data del timbro postale) all’indirizzo: “Fotografa le tue vacanze - L’arte dell’immagine in gara” - Ufficio Stampa dell’Unione del Commercio - Segreteria del Premio - Corso Venezia 47/49 - 20121 Milano (tel. 027750213 o 027750267). La Giuria sarà composta da Filippo Ravizza (presidente di 50&Più Università di Milano e provincia), Dario Bossi (presidente nazionale di Ascofoto), Davide Mengacci (fotoamatore e conduttore televisivo), Roberto Mutti (giornalista - critico fotografico), Mauro Fabbri (giornalista - critico fotografico) e Giovambattista Bonato (giornalista - critico fotografico). La premiazione avverrà il 26 novembre 2012 alle 16,30 presso l’Unione del Commercio di Milano e Provincia (Corso Venezia 47/49). Per saperne di più sul regolamento completo, consultare il link: http://www.unionemilano.it/areacomunicazione/unioneinforma/documents/unioneinformamaggio2012.pdf

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INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO • CULTURA • INCONTRI • EVENTI • TEMPO LIBERO LE SEDI PROVINCIALI IN ITALIA Abruzzo Avezzano (AQ) - Via Monte Velino, 17 Chieti - Via Giovanni Antonio Santarelli, 219 Pescara - Via Aldo Moro, 1/3 Teramo - Via Guglielmo Oberdan, 47 Basilicata Matera - Via Don Luigi Sturzo, 16/2 Potenza - Via Centomani, 11 Calabria Cosenza - Viale degli Alimena, 5 Catanzaro - Via Milano, 9 Crotone - Via Regina Margherita, 28 Reggio Calabria - Via Castello, 4 Vibo Valentia - Via Spogliatore snc Campania Avellino - Via Salvatore De Renzi, 28 Benevento - Viale degli Atlantici, 5 Caserta - Via Roma, 96 Napoli - Piazza Carità, 32 Salerno - Corso Garibaldi, 4 Emilia Romagna Bologna - Strada Maggiore, 23 Forlì - Piazzale della Vittoria, 23 Ferrara - Via Girolamo Baruffaldi, 14/18 Modena - Via Begarelli, 31 Piacenza - Strada Bobbiese, 2 Parma - Via Abbeveratoia, 63/A Ravenna - Via di Roma, 102 Reggio Emilia - Via Gianna Giglioli Valle, 10 Rimini - Viale Italia, 9/11 Friuli Venezia Giulia Gorizia - Via Vittorio Locchi, 22 Pordenone - Piazzale dei Mutilati, 4 Trieste - Via San Nicolò, 7 Udine - Viale Duodo, 11 Lazio Frosinone - Via Aldo Moro, 493 Latina - Via dei Volsini, 60 Rieti - Largo Cairoli, 4 Roma - Via Properzio, 5 Viterbo - Via Belluno, 45 Liguria Genova - Via Ceccardi, 1/10 Imperia - Via Gian Francesco De Marchi, 81 La Spezia - Via Fontevivo, 19/F Savona - Corso A. Ricci - Torre Vespucci, 14 Lombardia Bergamo - Via Borgo Palazzo, 137 Brescia - Via Giuseppe Bertolotti, 1 Como - Via Manzoni, 4 Cremona - Via Alessandro Manzoni, 2 Lecco - Piazza Giuseppe Garibaldi, 4 Lodi - Via Giovanni Haussmann, 1 Mantova - Via Valsesia, 46 Milano - Corso Venezia, 45 Pavia - Corso Cavour, 30 Sondrio - Via del Vecchio Macello, 4/C Varese - Via Valle Venosta, 4 Marche Ancona - Piazza Repubblica, 1 Ascoli Piceno - Viale Vittorio Emanuele Orlando, 16

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Telefono 0863415327 087164657 0854313623 0861252057 Telefono 0835385714 097122445 Telefono 098422041 0961721246 096221794 0965891543 096343485 Telefono 082538549 0824313555 0823326453 0815510737 089227600 Telefono 0516487530 054324118 0532234211 0597364211 0523461831 0521944278 0544515707 0522708552 0541743202 Telefono 048132325 0434549462 0403720169 0432538707 Telefono 0775855273 0773611108 0746483612 0668891796 0761327701 Telefono 010543042 0183275334 01875985216 019853582 Telefono 0354120126 0303771785 031265361 037225745 0341287279 0371432575 0376231207 0276013399 038228411 0342533311 0332342280 Telefono 071200722 0736051102

Macerata - Corso Cavour, 85 Pesaro - Strada delle Marche, 58 Molise Campobasso - Via Giuseppe Garibaldi, 48 Isernia - Via Santo Spirito, 24/B Piemonte Alessandria - Via Trotti, 46 Asti - Corso Felice Cavallotti, 37 Biella - Via Torino, 18 Cuneo - Via Avogadro, 32 Novara - Via Giovanni Battista Paletta, 1 Torino - Via Andrea Massena, 18 Verbania - Via Quarto, 2 Vercelli - Via Duchessa Jolanda, 26 Puglia Bari - Piazza Aldo Moro, 33 Brindisi - Via Giuseppe Mazzini, 30 Foggia - Via Luigi Miranda, 8 Lecce - Via Cicolella, 3 Taranto - Viale Magna Grecia, 119 Sardegna Cagliari - Via Santa Gilla, 6 Nuoro - Galleria Emanuela Loi, 8 Oristano - Via Sebastiano Mele, 7/G Sassari - Via Giovanni Pascoli, 59 Sicilia Agrigento - Via Imera, 223/C Caltanissetta - Via Messina, 69 Catania - Via Mandrà, 8 Enna - Via Vulturo, 34 Messina - Via Santa Maria Alemanna, 5 Palermo - Via Emerico Amari, 11 Ragusa - Viale del Fante, 10 Siracusa - Via Eschilo, 11 Trapani - Via Marino Torre, 117 Toscana Arezzo - Via XXV Aprile, 12 Carrara - Piazza 2 Giugno, 11 Firenze - Via Costantino Nigra, 23-25 Grosseto - Via Tevere, 5/7/9 Livorno - Via Grande, 150 Lucca - Via Fillungo, 121 Pisa - Viale Antonio Gramsci, 3 Prato - Via Santa Trinità, 28 Pistoia - Viale Adua, 128 Siena - Galleria Odeon, 31- Banchi di Sopra Trentino Alto Adige Bolzano - Mitterweg - Via di Mezzo ai Piani, 5 Trento - Via Solteri, 78 Umbria Perugia - Via Settevalli, 320 Terni - Via Aristide Gabelli, 14/16/18 Valle d’Aosta Aosta - Regione Borgnalle, 12 Veneto Belluno - Via Cipro, 13 Padova - Piazza Virgilio Bardella, 3 Rovigo - Viale del Lavoro, 4 Treviso - Via Sebastiano Venier, 55 Venezia - Viale Ancona, 9 - Mestre Vicenza - Via Luigi Faccio, 38 Verona - Via Sommacampagna, 63/H

0733261393 0721698224 Telefono 0874483194 0865411713 Telefono 0131260380 0141353494 01530789 017166661 032130232 011533806 032352350 0161250045 Telefono 0805240342 0831524187 0881723151 0832343923 0997796444 Telefono 070282040 0784232804 078373287 079243652 Telefono 0922595682 0934575798 095239495 093524983 090673914 091332447 0932246958 093165059 0923547829 Telefono 0575354292 058570973 055664795 0564410703 0586898276 0583473170 050483711 057423896 0573991500 0577283914 Telefono 0471978032 0461880408 Telefono 0755067178 0744390152 Telefono 016545981 Telefono 0437215264 0498209787 0425404267 042256481 0415316355 0444964300 045953502


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FISCO

ELUSIONE ED EVASIONE FISCALE: VERSO L’EQUIPARAZIONE DI REATO? «Il disegno di legge allo studio per la riforma del sistema fiscale punta ad un’eventuale comparazione dei due reati con importanti risvolti per il 2013» [ DI

ALESSANDRA DE FEO ]

L

a revisione del sistema fiscale promette interventi sull’elusione e sull’evasione fiscale con importanti ripercussioni entro il 2013. Non si tratta di un inasprimento, ma dovrebbe far comprendere che il legislatore è orientato all’equiparazione fra reato di elusione ed evasione fiscale. A tale conclusione si pensava fosse possibile pervenire con la sentenza 28 febbraio 2012, n. 7739, della II sez. penale della Cassazione, con la quale si sostiene che una tale condotta presuppone, in fieri, un’ipotesi di elusione “espressamente” prevista dalla normativa.

e l’elusione fiscale »SullaL’evasione base delle attuali norme si parla di evasione fiscale quando ci si sottrae ad un onere tributario o si violano leggi che regolano il pagamento, l’accertamento, la riscossione o l’indebita agevolazione di un tributo. Se accertata, l’evasione è soggetta a sanzioni che variano in ragione della gravità e a seconda che l’illecito venga considerato un reato penale o un illecito civile. Diverso discorso per l’elusione fiscale. Infatti, con essa, il contribuente pone in essere un negozio giuridico al solo fine di pagare meno tributi. In Italia esiste una norma antielusiva generale nell’articolo 37-bis del DPR 29 settembre 1973, n. 600, secondo cui sono inopponibili all’amministrazione finanziaria gli atti, i fatti e i negozi, anche collegati tra

[

]

«Il Parlamento dovrà decidere la rilevanza penale dell’elusione»

loro, che siano contemporaneamente privi di valide ragioni economiche, diretti ad agire su norme tributarie e volti ad ottenere una riduzione del carico fiscale altrimenti indebita.

e prospettive future »Lo Chiarimenti schema di legge della riforma fiscale, affrontando l’evasione ed elusione fiscale, chiarisce che il principio generale è qualcosa che il legislatore intende introdurre, ponendo attenzione nell’attribuire l’onere probatorio tra l’Amministrazione finanziaria e il contribuente, poiché: sulla prima non può gravare l’onere di dover dimostrare il progetto abusivo e sul secondo non può pesare il compito di dimostrare l’esistenza di valide ragioni extrafiscali atte a giustificare il ricorso a tali sistemi. Tuttavia l’elusione resta destinataria di sanzioni penali, anche nei provvedimenti in studio.

Considerazioni conclusive »Questa revisione sembra soprattutto finalizza-

ta a procurare nuove entrate ma, con le difficoltà che esistono sulla rilevanza penale da dare all’elusione fiscale, la decisione dovrà essere assunta dal Parlamento. Se il progetto di legge sarà in linea con lo schema di legge delega, la decisione dovrebbe essere conseguenziale: l’elusione fiscale finirà con il non avere rilievo penale, per cui prevederà solo conseguenze tributarie e/o amministrative. Qualunque sia la decisione, il risultato avrà una ricaduta su tutti i procedimenti penali indipendentemente dal fatto che siano terminati o termineranno con una condanna. Quindi, il procedimento penale in fase di indagini preliminari, si dovrà chiudere con l’archiviazione; quello in udienza preliminare, con una sentenza di non luogo a procedere; quello in fase dibattimentale, con una sentenza assolutoria. Ed ancora: il processo penale in fase di appello, sarà soggetto ad una radicale riforma che comporterà una sentenza assolutoria, e così di seguito. Fino a giungere, in caso di sentenza definitiva, alla sua revoca per sopravvenienza di nuovi e decisivi elementi. Se questo dovesse accadere, l’auspicio è che la Magistratura, fautrice della rilevanza penale, si orienti verso un quadro normativo più preciso, per evitare gravosi costi sociali per risolvere ll problema. Sempre che non intervengano modifiche e si concretizzino i presupposti di cui si è parlato. LUGLIO/AGOSTO 2012

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PREVIDENZA

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ARRIVA LA QUATTORDICESIMA PER LE PENSIONI: LIMITI DI REDDITO E BENEFICIARI «Ne possono usufruire quest’anno circa 3.500.000 pensionati di età pari o superiore ai 64 anni»

[ DI

GIANNI TEL ]

A

nche quest’anno è in pagamento da luglio la cosiddetta “quattordicesima”, introdotta dalla legge n. 127 del 2007, sulle pensioni di importo basso. A beneficiarne sono oltre 3 milioni e 500mila pensionati di età pari o superiore a 64 anni, indipendentemente dal fatto che siano uomini o donne, con importi di pensione attualmente inferiori a euro 721 mensili, pari a euro 9.370,33 l’anno. Detta somma aggiuntiva non è uguale per tutti ma è stata articolata in relazione all’anzianità contributiva raggiunta dal pensionato, così come indicato nella Tabella A.

I requisiti »Il beneficio spetta, dunque, se il pensionato possiede, oltre l’età pari o superiore a 64 anni, anche il requisito reddituale, che viene aggiunto se l’interessato può far valere un reddito complessivo individuale, relativo all’anno di riferimento, non superiore ad una volta e mezzo il trattamento minimo annuo del fondo lavoratori dipendenti. Questo vuol dire che per poter percepire l’intero aumento non bisogna superare per il 2012 un reddito complessivo individuale fino a euro 9.370,33. Nel caso in cui, invece, il reddito personale sia di poco superiore ad esso, la somma aggiuntiva viene proporzionalmente ridotta. Se si considera, per esempio, un titolare di

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pensione diretta del fondo lavoratori dipendenti con un’anzianità contributiva di 20 anni e con il possesso del reddito annuale di sola pensione ammontante a euro 9.500, la somma aggiuntiva spettante è pari a euro 290,33 complessivi (9.370,33 + 420 - 9.500). Sempre nella Tabella A sono indicati i limiti di reddito 2012 oltre i quali non si ha diritto ad alcuna somma aggiuntiva.

redditi »Ai Quali fini della quantificazione dei limiti reddituali, occorre considerare tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da Bot e altri titoli. Nel computo rientrano anche le rendite Inail e gli assegni assistenziali, in altre parole bisogna denunciare tutto eccetto redditi provenienti da: • la casa da abitazione;

• l’indennità di accompagnamento; • gli importi dei trattamenti di famiglia; • le somme riscosse per i trattamenti di fine rapporto, comunque, denominati (Tfr, Tfs, ecc.); • gli importi arretrati soggetti a tassazione separata. La quattordicesima è esentasse e non costituisce reddito né ai fini fiscali, né per il riconoscimento di altre prestazioni previdenziali assistenziali.

La domanda »Ai pensionati che già l’hanno percepita nel 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011, la quattordicesima viene pagata regolarmente con la rata di luglio. Mentre coloro che compiono il 64° anno di età nel corso del 2012, devono presentare un’apposita domanda con allegata la dichiarazione da cui risulti che il

TABELLA A GLI INCREMENTI E I VALORI REDDITUALI DELLA 14a Anni di contribuzione Dipendenti

Fino a 15 Oltre 15 fino a 25 Oltre 25

Autonomi

Fino a 18 Oltre 18 fino a 28 Oltre 28

Somma aggiuntiva intera annua (in euro)

Limiti di reddito 2012 (*)

336 420 504

euro 9.706,33 euro 9.790,33 euro 9.874,33

(*) euro 9.370,33 (una volta e mezzo il trattamento minimo) incrementato della somma aggiuntiva spettante in base all’anzianità contributiva (euro 336, euro 420, euro 504).


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«Per percepire l’aumento, nel 2012, il reddito non deve superare i 9.370,33 euro»

loro reddito personale non supera li limite di legge. L’importo, in questo caso, viene corrisposto in tanti dodicesimi per quanti sono i mesi in cui spetta, considerando comunque mese intero quello in cui è stato compiuto il 64° anno di età. È importante a questo punto ricordare che per presentare detta domanda, per verificare il giusto ammontare della somma erogata da parte degli Istituti Previdenziali, per presentare le relative richieste di mancato riconoscimento e/o adeguamento dell’importo, gli uffici del Patronato 50&Più Enasco, presenti in ciascuna provincia, sono gratuitamente a disposizione per fornire tutti i chiarimenti del caso.

preconcetta »VaUn’impostazione sottolineato, infine, che per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coldiretti) sono stati stabiliti (Tabella A) tre anni in più di contribuzione nelle relative tre fasce di anzianità contributiva legate agli aumenti pensionistici. È questa un’impostazione preconcetta che differenzia ancora una volta il lavoro autonomo da quello dipendente. Non si comprendono, infatti, i motivi per i quali un trattamento di sostegno al reddito che deriva da risorse a carico della collettività possa poi differenziare i pensionati a seconda dell’appartenenza all’una o all’altra categoria. È per questo che l’Associazione 50&Più insieme al Cupla (Coordinamento Unitario dei Pensionati Lavoro Autonomo) - ha promosso, già dal 2007, una costante azione di protesta per sottolineare che il trattamento differenziato tra categoria di pensionati, a prescindere dalla sua entità effettiva, viola ogni principio di giustizia so-

È

periodo di ferie anche per i lavoratori domestici. Le famiglie, prima di partire per le vacanze, devono verificare se la colf o la badante ha fatto le ferie già da giugno 2012: in caso positivo vanno infatti versati i contributi entro il 10 luglio 2012 (insieme con quelli ordinari così come da Tabella B), cadendo le stesse nel secondo trimestre 2012. Per le ferie fruite da luglio a settembre i contributi vanno, invece, pagati entro il 10 ottobre 2012. Vediamo quali sono le regole sulle ferie da ricordare. Per quanto riguarda la durata, il contratto stabilisce che, a prescindere dalla qualifica, vanno riconosciuti 26 giorni lavorativi se l’anzianità di servizio presso la stessa famiglia è di almeno un anno. Le ferie vanno godute preferibilmente tra giugno e settembre e non possono essere frazionate in più di due periodi. Nulla vieta alle parti di decidere di comune accordo un periodo diverso. Il calcolo Durante il periodo di ferie la colf va retribuita come se stesse lavorando. Per il calcolo della cifra da pagare si prende la retribuzione globale di fatto corrisposta mensilmente. Se l’anzianità è inferiore all’anno, il calcolo va fatto in dodicesimi, considerando come mese intero le frazioni superiori a 15 giorni. Così se la colf è stata assunta l’11 aprile di quest’anno e chiede le ferie dal 1° agosto avrà diritto a 4/12 della retribuzione mensile.

Per quanto riguarda il calcolo va chiarito che: a) non ci sono differenze tra colf a servizio intero e a ore. Nel secondo caso, bisogna risalire sempre alla retribuzione mensile, moltiplicando la paga settimanale per 52 e dividendo il risultato per 12; b) se la colf usufruisce di vitto e alloggio, va aggiunto alla retribuzione mensile il valore convenzionale delle relative indennità, pari a euro 1,81 al giorno per ogni pasto e a euro 1,57 per il pernottamento. Le ferie sono un diritto sancito dalla Costituzione e come tale non sono rinunciabili. Può, tuttavia, capitare che la colf debba farne a meno per esigenza propria o della famiglia. In questo caso la lavoratrice ha diritto ad una paga doppia: per le ferie non godute e per le giornate lavorate. Una rinuncia del tutto particolare è consentita alle lavoratrici straniere. Se la famiglia è d’accordo, la colf può cumulare le ferie spettanti per un periodo massimo di due anni, in questo modo si dà all’interessata la possibilità di trascorrere nel Paese di origine un periodo di vacanza abbastanza lungo da giustificare le spese di viaggio.

TABELLA B I CONTRIBUTI NEL 2012 PER I LAVORATORI ITALIANI E STRANIERI Retribuzione effettiva oraria

Fino a euro 7,54 Oltre euro 7,54 e fino a euro 9,19 Oltre euro 9,19 Più di 24 ore settimanali

Contributo orario Con quota Cuaf

Senza quota Cuaf

1,40 (0,34) 1,58 (0,38) 1,93 (0,46) 1,02 (0,24)

1,41 (0,34) 1,59 (0,38) 1,94 (0,46) 1,02 (0,24)

• Le cifre tra parentesi indicano la quota a carico del lavoratore. • Il contributo orario “senza Cuaf” è versato esclusivamente nei casi in cui il lavoratore è coniuge del datore di lavoro oppure parente ed affine entro il terzo grado e con lui convivente. Al di fuori di queste situazioni marginali, si paga sempre il contributo “con Cuaf”, vale a dire comprensivo della quota per gli assegni familiari.

ciale ed è in contrasto con i principi costituzionali. Questi aumenti di pensione sono finanziati dallo Stato e non legati alla storia contributiva di ciascuno. Da ciò deriva che ogni discriminazione basata sull’ap-

partenenza a categorie lavorative durante la vita attiva si presenta non solo contraria all’articolo 3 della Costituzione, ma anche, e soprattutto, errata dal punto di vista della giustizia sociale. LUGLIO/AGOSTO 2012

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PREVIDENZA

LA COLF VA IN VACANZA


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LIBRI

«I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro»

DI RENATO MINORE

Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento (2011) dirivieni corrisponde anche la storia di Aké, il cui viaggio - di crescita - è biglietto di sola andata, poiché dall’infanzia si può solo uscire. I suoi undici anni trascorsi sono la scadenza per il salto nel buio del diventare uomo: dall’incanto alla realtà. E la realtà non è soltanto il mondo degli adulti, ma quello dei mondi diversi, vale a dire Occidente, Terzo Mondo e tutta la gamma di suddivisioni che ha creato l’uomo.

nel 1943: la Sardegna è devastata da malaria e carestia, la guerra sembra non aver depositato tracce. Bruciando eserciti di cavallette e calandosi nei riti e nelle memorie della tribù, Vincenzo dovrà tenere in piedi una famiglia stroncata dalla duratura sfortuna.

AKÉ, GLI ANNI DELL’INFANZIA

LETTERATURA DA VIAGGIO IN CERCA DI RISPOSTE Quattordici uomini alla ricerca di risposte che trovano nelle loro vite attraverso segni, sogni e segnali. Baci scagliati altrove di Sandro Veronesi è letto da quattordici attori e scrittori (Emons, 10 euro).

LA VITA DI GESÙ DI NAZARET Benedetto XVI in un viaggio attraverso l’affascinante e sempre nuova vita di Gesù, dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione. Il Gesù di Nazaret di Papa Ratzinger attraverso la voce di Ugo Pagliai (Emons, 11,50 euro).

! E-BOOK: IL MAESTRO E MARGHERITA DI MICHAIL BULGAKOV

Feltrinelli 58 I

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Wole Soyinka Jaca Book 320 pagine - euro 16,30 50&PIÙ CONSIGLIA:

Wole Soyinka è stato protagonista per due settimane di Dedica, festival di libri, poesia, musica, teatro e fotografia che Pordenone ha costruito su di lui. La scrittura, l’impegno civile, le peripezie della storia attraverso il filtro ardente delle proprie sofferenze: tre anime profonde e inscindibili s’intrecciano nel Nobel nigeriano, disegnando la figura di uno scrittore di ogni espressione. Che ha percorso un viaggio tra mondi diversi in un umanesimo originale dove si fondono tradizione popolare africana e avanguardie. Che fa convivere la ricerca letteraria con il tratto acceso della sua figura pubblica, disseminata nella vita e negli scritti, come ben si riflette nell’autobiografia, un libro da leggere e rileggere. Uomo - e scrittore - tra Occidente e Africa, Soyinka, 84 anni splendidamente portati, ha fatto di questa alternanza geografica e culturale un’occasione di ricchezza. A questo passaggio continuo, a questo an-

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SCACCO ALLO ZAR 1908-1910 LENIN A CAPRI GENESI DELLA RIVOLUZIONE

NEL TEMPO DI MEZZO Marcello Fois Einaudi 264 pagine - euro 20,00 50&PIÙ CONSIGLIA:

Nel cuore della Sardegna ancora arcaica dove cova la storia di Stirpe, Marcello Fois ha trovato il centro della sua narrativa. «La fine non è la fine», egli scrive al termine di quel romanzo di cui Nel tempo di mezzo è la reale continuazione, anche se può essere letto in modo autonomo. Continua l’epopea dolorosa della famiglia Chironi con il nipote Vincenzo cresciuto in orfanotrofio, riconosciuto in extremis dal padre e consegnato a un gruppo familiare di cui non sa nulla. Siamo

Gennaro Sangiuliano Mondadori 144 pagine - euro 18,50 50&PIÙ CONSIGLIA:

Una foto d’antan famosissima: a Capri Lenin gioca a scacchi con Bogdanov, il suo collega bolscevico in odore di eresia. Sullo sfondo ne scruta le mosse Gor’kij. In un saggio denso e ben documentato che si legge come un vero romanzo, Gennaro Sangiuliano fa piena luce sui due viaggi, nel 1908 e 1910, di Lenin nell’isola. Tra tensioni e dispute politiche, Lenin si prepara al futuro. Forse a Capri, in un clima da spy story, nascono i rapporti con lo Stato Maggiore Tedesco, destinati a sfociare nei finanziamenti ai bolscevichi e nel viaggio che lo riporterà in Russia per la rivoluzione.


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dvd COMMEDIA

QUASI AMICI Regia di E. Toledano e O. Nakache con François Cluzet e Omar Sy

DI PEDRO ARMOCIDA & ALESSANDRA MICCINESI

RECENSIONI cinema THE WAY BACK - LA VIA DEL RITORNO

50&PIÙ CONSIGLIA:

A seguito di un gravissimo incidente di parapendio, un ricco aristocratico assume come aiuto domestico un giovane di periferia appena uscito dal carcere. Apparentemente agli antipodi, i due mondi si scontreranno per dare vita, però, a un’amicizia incredibile, divertente e forte: inaspettatamente si creerà un rapporto unico e intoccabile. Film di grandissimo successo a sorpresa anche in Italia, evidentemente avida di prodotti di questo tipo - ispirato ad una storia vera ed esemplare di come sia possibile realizzare una commedia veramente intelligente, ironica, agrodolce e profondamente umana. THRILLER

IN TIME Regia di Andrew Niccol con Justin Timberlake e Amanda Seyfried 50&PIÙ CONSIGLIA:

In un futuro non troppo lontano il gene dell’invecchiamento viene reso inattivo. Per evitare la sovrappopolazione, il tempo è perciò diventato la valuta e il modo di pagare i lussi e le necessità. I ricchi possono vivere per sempre, mentre gli altri cercano di contrattare la loro immortalità. Intanto, un giovane povero viene accusato di omicidio quando eredita una generosa riserva di tempo. Deve però scappare, inseguito da poliziotti corrotti e temuti da tutti come i Time Keepers. Classico film in cui l’idea, molto interessante, è più forte e convincente della messa in scena finale.

dvd

DRAMMATICO

CORPO CELESTE Regia di Alice Rohrwacher con Anita Caprioli e Yle Vianello 50&PIÙ CONSIGLIA:

regia di Peter Weir con Colin Farrell, Mark Strong, S. Ronan, E. Harris e J. Sturgess Genere: Drammatico-storico 50&PIÙ CONSIGLIA:

S

iberia, 1940. Alcuni detenuti di un gulag, vittime di sistemi di detenzione brutali e di sofferenze inenarrabili, pianificano una fuga impossibile: attraversare a piedi la transiberiana, sfidando le forze di una natura indomabile con le sole armi della resistenza e della umana solidarietà. Una storia vera, narrata nel libro Tra noi e la libertà di Slamovir Rawicz, che dalle cime innevate dell’Himalaya porta alle dune del deserto: un viaggio di oltre 6mila chilometri sublimato da immagini evocative.

UN ANNO DA LEONI regia di David Frankel con J. Black, O. Wilson, S. Martin, D.Wiest e A. Houston Genere: Commedia 50&PIÙ CONSIGLIA:

T

re uomini che più diversi non si può, con la stessa passione (il birdwatching) e accomunati dal medesimo stato d’animo: una crisi esistenziale latente da scacciare con una bella avventura, il North America Big Year, gara in cui vince chi in un anno avvista il maggior numero di uccelli rari. A raccontare con brio questa storia di uomini che rischiano di andare in pezzi, ma reagiscono con competitività, dimostrando di sapersi rimettere in gioco, è il regista de Il diavolo veste Prada. Risate assicurate.

BIANCANEVE E IL CACCIATORE regia di Rupert Sanders con Bob Hoskins Genere: Fantasy-avventura 50&PIÙ CONSIGLIA:

R

ilettura della mitica favola che narra una storia terribile e ancestrale: quella della bellezza che vuole sopravvivere a se stessa, a costo di versare sangue innocente. Stavolta, a dispetto della fiaba, la gelosia della perfida regina (Charlize Theron) è contrastata dalla figura del cacciatore (Chris Hemsworth), il quale si rifiuta di uccidere la fanciulla più bella del reame e ne diventa il protettore, schierandosi al fianco di Biancaneve (Kristen Stewart). Nel film, fantasia e azione si mescolano, lasciando posto anche all’amore (Sam Caflin è il principe).

Marta, tredici anni, torna nella sua città natale, Reggio Calabria, dopo molti anni trascorsi in Svizzera. I suoi coetanei si preparano alla Cresima e, come loro, Marta si accosta ai preparativi per il sacramento e al fermento che si respira in parrocchia per l’imminente arrivo di un nuovo Crocifisso. Recita a memoria preghiere, impara canti religiosi. Riti e formule. Ma dove si nasconde la religiosità più profonda? L’opera prima di Alice Rohrwacher cerca di rispondere, con onestà e con un rigore formale inedito, a questo quesito che solo in apparenza può sembrare irriverente. ANIMAZIONE

ARRIETTY Regia di Hiromasa Yonebayashi 50&PIÙ CONSIGLIA:

Sotto il pavimento di una grande casa situata in un magico e rigoglioso giardino alla periferia di Tokyo, vive Arrietty, una minuscola ragazza di 14 anni, con i suoi altrettanto minuscoli genitori. La casa è abitata da due vecchiette, che naturalmente ignorano la presenza di questa famiglia in miniatura. La vita di Arrietty cambia di colpo quando nella casa viene ad abitare Sho, un ragazzo suo coetaneo, cagionevole di salute e d’animo solitario e che, unico tra gli umani, riesce a percepire la presenza dei piccoli esseri. Magica e meravigliosa favola, per tutte le età. LUGLIO/AGOSTO 2012

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musica MONZA

DI MILA SARTI & DARIO DE FELICIS

RECENSIONI teatro

musica PESCARA

HUMOR & IRONIA Borgio Verezzi (Sv), 6 luglio/10 agosto

C

Quello che si terrà 18 luglio allo Stadio Brianteo sarà un concerto evento: il maestro Franco Battiato sarà accompagnato sul palco dalla Filarmonica Arturo Toscanini che, quest’anno, celebra il decennale della propria costituzione. Si annuncia uno spettacolo unico ed irripetibile, articolato tra alcuni grandi brani di Battiato rivisitati in una veste inedita e decisamente armonica, il tutto immerso nelle atmosfere coinvolgenti e mistiche che solo l’artista siciliano riesce a regalare. TORTONA

Francesco De Gregori suonerà il 5 luglio nell’ambito della rassegna “Arena Derthona Music Festival“. Il cantautore romano porterà in scena il suo Factory Tour, naturale espressione live di una serie di concerti tenuti lo scorso ottobre in piccoli club, nei quali ha ristabilito un rapporto più stretto e diretto col suo pubblico. Sul palco di Tortona, invece, salirà con la sua band storica, diretta da Guido Guglielminetti, per proporre un mix tra nuovi brani e repertorio classico.

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hi non è mai stato a Borgio Verezzi, delizioso borgo in provincia di Savona, deve farci una scappata. Innanzitutto per il posto, che unisce momenti sereni con l’azzurro del mare e il verde incontaminato della natura, alla vivacità culturale del omonimo “Festival Teatrale”. Capitanato dal direttore artistico Stefano Delfino, prevede sempre una vetrina di prime nazionali che quest’anno strizzano l’occhio allo humour e all’ironia. Otto sono gli spettacoli che debuttano sulla scenografica Piazza Sant’Agostino, che al tramonto si trasforma in un teatro all’aperto con l’affascinante sfondo del mare. In questa cornice prende il via, dal 6 all’8 luglio, Molto rumore per nulla di William Shakespeare, con la Compagnia Gank di Genova; quindi è la volta di Corrado Tedeschi e Benedicta Boccoli in una commedia di Noel Coward, Vite private, l’11 e 12: il drammaturgo inglese è uno dei più apprezzati del ‘900 per il suo graffiante humour. Il 14 e 15 è la volta di un’attrice regista torinese, Laura Curino, che in quest’occasione ci presenta Scintille di Laura Sicignano. Il testo rievoca dal punto di vista delle protagoniste (una madre e due figlie emigrate dall’Italia negli Stati Uniti) la tragica giornata del 25 marzo 1911, in cui una fabbrica di camicette, dove lavorano seicento donne, va a fuoco trasformandosi in una trappola mortale. Dal 19 al 21 Lello Arena sarà alle prese col Capitan Fracassa di Théophile Gautier. Dal 24 al 26, la coppia Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi affronta la commedia di Niccolò Machiavelli, Clizia. Grande attesa per Boeing Boeing di Marc Camoletti, in scena dal 29 al 31 luglio. Il fortunato spettacolo debuttò a Londra nel 1965 e restò in cartellone per i sette anni successivi. La versione italiana viene riproposta nell’interpretazione del duo comico, Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti. I due attori vestono i panni rispettivamente di Bernard Lawrence, giornalista americano che vive a Parigi, gran dongiovanni, e Robert Reed, amico e collega un po’ ficcanaso. Intorno ruota uno stuolo di fidanzate di Bernard. Molière con Il Tartufo ci divertirà il 3 e 4 agosto: fra i suoi interpreti Franco Oppini e Corinne Clery. Chiude il Festival lo spettacolo A piedi nudi nel parco di Neil Simon, con un cast artistico che vede in prima linea Gaia De Laurentiis, Valeria Ciangottini e Stefano Artissunch, dall’8 al 10 agosto: potremo goderci un pezzo di bravura drammaturgica dai ritmi frenetici con continue ed esilaranti battute. Info: 019610167 - www.festivalverezzi.it

LUGLIO/AGOSTO 2012

Nel 2010 è uscito il suo ultimo album, Nelson, ma a distanza di due anni Paolo Conte vuole regalare alle platee le canzoni di uno dei suoi lavori più riusciti. Il 3 agosto il Teatro D’Annunzio verrà inondato dalle note calde e contagiose del cantautore genovese, con la sua aria sempre un po’ sorniona da chansonnier. Suoni conosciuti, forti venature di jazz Anni ‘50, ma anche canzone francese e tango. Conte stupisce, guidando (talvolta anche disorientando) lo spettatore tra brani classici e suoni sintetici. CATANIA

Dall’11 al 19 agosto sarà possibile farsi rapire dalle struggenti melodie del dodicesimo “Festival Internazionale di Tango della Sicilia”. Sette giorni intensi e un programma variegato: le milonghe estive sulla battigia del Lido Azzurro, gli spettacoli nelle cornici del barocco catanese, spiegazioni e tavole rotonde sui modi personali di interpretazione del tango ma, soprattutto, tanta passione. Ballerini, maestri e musicisti insieme, per divertirsi e far divertire.


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C ancro & Leone » di ALDEBARAN

CANCRO 22 giu. » 22 lug.

« SILVIO ORLANDO » CANCRO

« CARLA FRACCI » LEONE

OroscoPIÙ GEMELLI 21 mag. » 21 giu.

SAGITTARIO 23 nov. » 21 dic.

» luglio L’estate si presenta bene per molti di voi. Forse deciderete di viaggiare e di passare qualche settimana lontani da casa. Gli amici saranno affettuosi. Attenti, però, al gran caldo umido! » agosto Venere vi farà incontrare persone giovani e simpatiche. Se guarderete le stelle cadenti, provate a chiedere qualche miglioramento per la casa e la famiglia. Attenti ai crampi notturni!

» luglio Venere nel segno vi renderà simpatici, brillanti, sexy ed attraenti. Contatti positivi con l’estero. Preparatevi a trascorrere un’estate ricca di sport e di aria buona. » agosto Giove vi aiuterà nel comportarvi con classe. Nascerà un’idea per fare dei cambiamenti in casa. Avrete a che fare con sportivi o con persone che viaggiano molto.

» luglio Sarà un bel mese, soprattutto per quanto riguarda l’amicizia. Le stelle indicano vantaggi e piaceri grazie a ciò che faranno gli altri. Stringerete amicizia con personaggi importanti. » agosto Sarete socievoli, specie in occasioni mondane. Infatti, accetterete inviti per inaugurazioni, party, concerti e cenette. In questo mese saranno gli sport nautici ad essere favoriti.

LEONE 23 lug. » 23 ago.

VERGINE 24 ago. » 22 sett.

CAPRICORNO 22 dic. » 20 gen.

» luglio Durante il mese di luglio il Sole, vostro gran maestro, entrerà nel segno portandovi energia, benessere e gioie. Avrete modo di conoscere persone di grande valore morale. » agosto L’estate è la vostra stagione più bella e divertente. La sera di San Lorenzo dovrete guardare nel cielo e chiedere alle stelle ciò che desiderate. Mercurio sarà positivo nel vostro segno.

» luglio Buon mese! Deciderete di spostarvi, fare dei viaggi, probabilmente allo scopo di incontrare familiari e parenti. Curate le pubbliche relazioni. Attenti al gran caldo! » agosto Il pianeta Sole farà muovere il denaro verso di voi. Starà a voi decidere in quale direzione. Ottimo il mese per curare il fisico facendo bagni, saune, cure e diete.

» luglio Tutto ciò che farete insieme agli altri, sia nel commercio che sentimentalmente, nascerà sotto una buona stella. Attenti però ai flirts extra coniugali, possono nascondere guai. » agosto Dedicherete più tempo del solito alla salute e all’aspetto. Vi troverete bene sia al mare che in montagna o al lago. Anche a casa avrete stimoli positivi. Controllate bene documenti e ricevute.

ARIETE 21 mar. » 20 apr.

BILANCIA 23 set. » 22 ott.

ACQUARIO 21 gen. » 19 feb.

» luglio Ci saranno numerose frequenze armoniose e fortunate con Urano nel segno. Avvertirete il desiderio di andare in giro per il mondo. Se possibile, preferite mare o laghi per passare le vacanze. » agosto È arrivato il periodo di Ferragosto e, per fortuna, si presentano dei contatti interplanetari positivi. Le stelle cadenti vi porteranno affetto, amore e momenti simpatici.

» luglio

TORO 21 apr. » 20 mag.

Durante questo mese potrete essere contenti: le stelle vi manderanno momenti piacevoli e felici. Sarete inclini ad amare di più. Bevete molta acqua oligominerale. » agosto Andrete in giro con gli amici, farete escursioni, stringerete nuove conoscenze con le quali discuterete di progetti per l’avvenire. Fate un po’ di sport, leggero però.

» luglio Con Marte nel segno dovrete combattere una serpe sotto l’erba! Per il momento sarà meglio evitare nuove imprese a carattere rischioso. Un oggetto perso verrà ritrovato. » agosto Tutto il mese di agosto sarà molto meglio affrontarlo in completo relax. Anche i viaggi vi gioveranno. Avrete buoni e utili contatti con il mondo della burocrazia.

» luglio

SCORPIONE 23 ott. » 22 nov.

Tra le persone che hanno scelto il mese per passare le vacanze viaggiando, molti apparterranno al vostro segno. Sarete invitati a partite, cenette con amici e tanto altro. » agosto Vacanze belle in mezzo al verde, oppure su una spiaggia romantica insieme alla persona amata. La salute sarà buona, ma proteggetevi sempre contro l’umidità.

» luglio Farete delle gite o brevi viaggi molto piacevoli. Non sarà brillante la situazione del denaro, forse a causa di spese che non avevate proprio previsto in alcun modo. » agosto Ad agosto sarà molto forte l’interesse per viaggi o piccoli spostamenti. Avrete a che fare con persone straniere oppure con prodotti e articoli provenienti dall’estero. PESCI » luglio

20 feb. » 20 mar.

Nettuno porterà in regalo una forte dose di creatività. Sarete inclini a fare delle gite o brevi viaggi durante i quali riuscirete ad abbinare l’utile al dilettevole. » agosto Le stelle suggeriscono di passare il mese di agosto in luoghi dove c’è tanto sole. Sono favorite soprattutto le belle isole italiane, come Sardegna, Sicilia, Capri, ecc.


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CRUCIVERBA Lello ORIZZONTALI 2. Il compositore d’una famosa Ave Maria; 8. La virtù... propria della rosa; 18. Reggio Calabria; 20. Facilissime a spaventarsi; 22. L’... inoltro di una missiva; 24. Persone crudeli e vili; 26. Stephen regista del film Space truckers del 1996; 27. I... confini della Turchia; 28. Creò il primo serraglio; 30. Iniziali dell’anonimo; 31. La scena... più lontana; 33. Il film del 1987 più malinconico e autunnale di W. Allen; 36. Centro Italiano Femminile; 38. È molto interpellato quello del Lazio; 39. Ordine del Giorno; 41. La fine di Saint-Cyr; 42. La fine di Loreley; 43. Alfredo il produttore del film Mamma Roma del 1962; 44. Tutt’altro che young; 45. Imprescindibile necessità; 50. Si usano per bendare; 51. In fondo alle trecce; 52. Un grosso automezzo della Nettezza Urbana; 54. Dà agilità al corpo; 56. In Europa e in Africa; 57. Dovrebbe fornire un fisco sempre più visibile; 59. Il primo piatto che più italiano non si può; 60. Un... battito del pendolo; 62. Li cantavano i bardi; 63. Le vocali di Tommy;

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64. Il cuore dell’impianto; 65. Inefficace; 66. Il Blasco che scrisse Sangue e arena; 68. Arezzo; 69. Iniziali di Flaiano; 71. Piace alle tarme; 73. Adolfo del film Febbre da cavallo del 1976; 74. In mezzo alla cerniera; 75. Perde tutte le sue figlie!; 79. Popolare personaggio disegnato da Magnus; 80. Gli addetti al distributore; 81. Stazione della metropolitana romana. VERTICALI 1. Una nobile; 3. È opposto al closed; 4. Unione Africana; 5. Un quadro di Ottone Rosai; 6. È prezioso per tutti; 7. Una Diana attrice inglese degli Anni ’50; 8. Il 50% per i soci alla pari; 9. Sono... uguali nell’arrossire; 10. Protessero Torquato Tasso; 11. Lo Stato con Bangkok; 12. Rendono comica la logica; 13. Il nome di Fonda, il padre; 14. Parenti femminili; 15. Lo zinco nelle formule; 16. Favole... senza fole!; 17. Il Giovanni di Mozart; 19. Mal di testa; 21. Société Francaise d’Eoliennes; 23. Accanirsi contro qualcuno; 25. Permette di orientarsi; 29. Nella noce e nelle fragole; 32. Una guardia che lavora alla frontiera; 34. Premi per sportivi;

35. Fu una setta; 36. Situata al di qua del Po, rispetto a Roma; 37. Cingere come d’una ghirlanda; 40. Attirano verso il fondo; 43. Accolti a... randellate; 46. Il cuore di Leopardi; 47. Arringano la folla; 48. Il nome della Pavone; 49. Un famoso mago della Tv; 52. Si indica nell’indirizzo; 53. Un popolo nigeriano; 55. Il principio vitale dei Cinesi; 58. Una dote sempre più rara; 59. È formata da rampe; 61. Il Gange regista; 67. Anais, l’autrice de Il delta di Venere; 68. La sigla di Andorra; 69. La coppiera degli dèi; 70. Soffia sempre in testa!; 72. Il signore di Trilussa; 76. Iniziali di Zeffirelli; 77. Due lettere d’encomio; 78. Laggiù... in fondo.

» soluzioni a pag. 66 ANAGRAMMA 8+3=11 Favolino » Uomini eterne vittime Si lasciano incantar, pur così freddi... dal gioco di una stupida che ancheggia... così senza, far niente, e per andar in bianco certamente.

INDOVINELLI » Roma città sacra Alta sui colli a tutto il mondo intero predominante, impone il suo pensiero. Favolino

» Oratore focoso un po’ vanitoso Si apre davanti alla gente e, soprattutto quando si è accalorato, si agita, si agita sempre di più, ma lo fa soltanto per darsi delle arie. Lionello

» Nobile ma permaloso Bello, elegante, altero come si addice a quelli della sua razza, ma se provocato s’infuria e reagisce, ma badando a non perdere le staffe. Anna


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ORIZZONTALI 1. Agli antipodi del nord; 4. Una storica villa di Roma; 7. Una sigla sostituita da Ue; 9. Le prime delle ultime; 11. Jennifer del film Prima o poi mi sposo del 2000; 13. Condizione non ecclesiastica; 15. Il Samuel premio Nobel per la Letteratura nel 1969; 16. Un locale della stazione; 17. Emette sentenze; 18. Un recinto da rispettare; 20. Iniziali di Welles; 21. Latina. VERTICALI 2. Costumi... senza costi; 3. Gracile di costituzione; 5. Dialoghi... musicali; 6. Levato... dal letto; 8. Un miscuglio... spiritoso; 10. Il nome di Tomba; 12. La maschera più incipriata; 14. In... testa all’aeroplano; 19. L’inizio dell’amicizia.

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Enrico Diglio

TEST 1 Osservate attentamente le tre figure a fianco e dite quale di esse, secondo un criterio logico da determinare, può essere considerata “intrusa”.

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TEST 2

Osservate attentamente le tredici parole sopra riportate e dite quale di esse, secondo logica, non è associabile alla parola a lato:

TEST 3 Quale numero va sostituito al punto interrogativo secondo un criterio logico da determinare?

TEST 4 Marta ha venti gettoni rossi e dieci azzurri. Francesca possiede la metà dei gettoni rossi e il doppio dei gettoni azzurri di Marta. Flavia, invece, ha un numero di gettoni azzurri pari alla somma della metà dei gettoni rossi di Marta, del doppio dei gettoni rossi di Francesca e del doppio dei gettoni azzurri di Francesca. Quanti gettoni azzurri ha Flavia?

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R E L A Z I O N I P E R S O N A L I • L AV O R O • C O L L E Z I O N I S M O • P R O P O S T E • A F F I T T O • V E N

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58

16

A

N

V

A 23

I

17

D

N N

37

I

F

B

I

N

I

A

S

C

E

S

P

O

T

A

R

L

L

Z

I

T

T

N A

I

77

E

A

R

Z A

A

I

C

I

T

E

C

K

E

T

T

R

I

O

A

R

18

I

O

21

T

S

78

E

17

72

E

P

T

E

81

L

12

R

A O

76

O

U

T

I

A N A

14

9

16

R

L

L

I

O

U

R

6

5

A D A

C

E

R

O

4 8

T

B

71

11

A L

O M O D O N A N

10

B

I

I

3

U D

M E

15 55

2 7

13

P A

S

30

C

L

65

1

O

R I

U

Z

36

54

I

15

E 43

F

53

Z

E 50

A

14 22

N O

F

E

H

35

70

B

13

M E

A

64 69

12

E

48

F

74

S

E M B

T

R

D

I

11

S

T

68

N

R

E

A O

A

10

27 34

Y

R

63

I

R S

41 46

R

A G H 62

9

I

E

40

I

F

21

33

P

73

C

O

A N A G

B

A

D O

G

66

I

8

O D G

57

A

R

32

E

61

U

O N D O

52

A 60

7

26

24

S

6

5

G O U N O D

A T

A

20

O W

L

L

19

A

M

ANAGRAMMA 8 + 3 = 11

Uomini eterne vittime Serpenti + oca = Scioperante

REBUS (8, 2, 6)

REBUS (5, 6)

RI solutore; RO mano = Risoluto re romano

LEN tavolata = Lenta volata

INDOVINELLI

Oratore focoso un po’ vanitoso = Il ventaglio

Roma città sacra = La testa

Nobile ma permaloso = Cavallo da corsa

Stuzzica cervello TEST 1 / La figura che può essere considerata “intrusa” è quella contrassegnata dalla lettera c). Essa, infatti, è l’unica in cui i segmenti contrassegnati dalle lettere x e y non hanno lo stesso colore rispettivamente del cerchio posto in basso a sinistra e di quello posto in alto a destra. TEST 2 / La parola intrusa è VARO. Essa, infatti, a differenza delle altre dodici parole, è l’unica che si ottiene utilizzando solo due delle quattro lettere che compongono la parola RISO.

L

*HTIPHSH[\H]P[HUVUPS[\VIHNUV

TEST 3 / Il numero che secondo logica sostituisce il punto interrogativo è 2. Il numero posto sotto ogni figura, infatti, è dato dalla somma del numero dei lati della figura e del numero contenuto al suo interno se questo è di colore verde, mentre si effettua la differenza tra i numeri anzidetti se il numero all’interno della figura è di colore rosso. sei lati

numero di colore rosso (si sottrae al numero dei lati della figura) 6 – 4 = 2 TEST 4 / Il numero di gettoni di colore azzurro posseduti da Flavia è uguale a 70. Questo, infatti, è pari alla somma della metà dei gettoni rossi di Marta (20 diviso 2 = 10), del doppio dei gettoni rossi di Francesca (ovvero il doppio della metà di quelli di Marta = 2 per 10 = 20) e del doppio dei gettoni azzurri di Francesca (ovvero il doppio del doppio di quelli di Marta = 2 per 20 = 40).


Sentirsi gonfia, rallentata o svogliata: sono sensazioni che non devono necessariamente far parte della vita di ogni giorno. All-Bran, ricco di fibre naturali di crusca di frumento, ti aiuta a ritrovare la tua naturale regolarità e ti prepara ad affrontare bene la giornata. Comincia subito a rinnovarti: prova All-Bran a colazione e nelle pause come snack.

© 2012 Kellogg Company

FAI VOLARE VIA QUELLA FASTIDIOSA SENSAZIONE DI PESANTEZZA

LUGLIO-AGOSTO 2012  

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