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Da El Alamein al Laconia a cura di Gian Paolo Bertelli

A mio padre uno dei ragazzi di Passo Halfaya


Il nostro impegno in Africa venne giustificato dal fascismo, con la necessita’ di offrire la “quarta sponda “all’Italia fascista tesa a soddisfare i sacrosanti bisogni di una popolazione finalmente in crescita demografica. Di seguito i grafici che secondo il governo provavano le nostre giuste rivendicazioni.


E per continuare nel 1942 vennero pubblicate altre tabelle che dovevano convincere anche i piu’ riottosi a condividere le necessarie scelte del regime.


Le illusioni dureranno poco, ed in tre anni di guerra l’Italia abbandono’ la quarta sponda


La seconda guerra mondiale non era ancora terminata e gia’ cambiavano le alleanze e si delineava un nuovo ordine mondiale, nazioni che si erano unite per lottare in difesa della democrazia contro il nazifascismo cercavano di allargare la propria zona di influenza venendo a patti con gli ex nemici. In nome della realpolitik, criminali nazisti riuscirono a fuggire a volte con il beneplacito degli angloamericani, spesso con documenti rilasciati da solerti prelati vaticani. Ufficiali delle ss si trasferirono in medio oriente per addestrare gli eserciti arabi che erano intenzionati a bloccare sul nascere l’indipendenza dello stato di Israele, altri fuggirono grazie appunto ad una rete di complicita’ in Sud America o sotto falso nome negli Stati Uniti. Funzionari di polizia e dirigenti pubblici sia in Italia che in Germania dopo una prima epurazione di facciata vennero reintegrati nelle mansioni originali, i processi ai criminali nazifascisti finirono nella maggior parte dei casi con assoluzioni o condanne a pochi anni peraltro nemmeno scontate. L’amnistia di Togliatti dette l’ultimo definitivo colpo di spugna, gli omicidi che tanto avevano scosso l’opinione pubblica di Amendola, Matteotti, Don Minzoni, dei fratelli Rosselli restarono impuniti; i mandanti e gli esecutori si riciclarono nel nuovo stato democratico raggiungendo a volte impieghi di responsabilita’ nelle aziende come la Fiat o in posti pubblici. Gli stessi resoconti delle stragi perpetrate dalle forze tedesche occupanti e dai repubblichini rimasero chiusi per anni negli armadi della vergogna e solo da poco sono state resi pubblici grazie alla tenacia di ricercatori e storici come Mimmo Franzinelli . Attraversiamo un periodo in cui si cerca di riscrivere la storia recente mistificando la realta’, perdendo di vista chi era il carnefice e chi la vittima, chi ha compiuto l’azione delittuosa e chi non ha accettato passivamente il sopruso e la privazione di ogni elementare diritto. Ben pochi hanno resistito alla tentazione di cavalcare l’ondata di destra che ha colpito il paese sfornando saggi su saggi che non fanno che ripetere quanto scrissero senza troppo successo i nostalgici negli anni cinquanta e sessanta, tornano le stragi del primo dopoguerra commesse da elementi che nulla avevano a che vedere con la Resistenza, criminali comuni, ex fascisti ed avventurieri che imbracciarono le armi e si diedero a vendette personali ed a rapine. E’ innegabile che ci furono anche episodi delittuosi commessi da elementi della Resistenza, che in tal modo vollero farsi giustizia di torti e soprusi subiti, visto come sono andate le cose nel dopoguerra con l’impunita’ concessa agli autori di stragi di civili innocenti; forse la vera giustizia non era quella che usciva dalle aule dei tribunali. Nella continua negazione della verita’ o piu’ propriamente nell’occultamento ed insabbiamento della stessa si collocano alcuni episodi che hanno per protagonisti i nostri militari impegnati nel secondo conflitto, come gia’ del resto accadde dopo il primo conflitto mondiale quando prendendo a pretesto l’impresa di Fiume vennero censurati i giornali come l’Avanti che per primo comicio’ a parlare delle fucilazioni di massa e delle violenze e vessazioni che i nostri militari impegnati al fronte subirono a causa degli ordini dissennati di Cadorna. Alla fine del seconda guerra mondiale i politici nostrani permisero, in ossequio alle direttive statunitensi , di denunciare solamente le vessazioni commesse dai sovietici ai danni dei nostri prigionieri di guerra: famosa fu la pagina pubblicata da un giornale di destra per le elezioni del 1948 in cui uno scheletro in divisa dell’Armir pregava la mamma di pensare a lui e di votare DC, allora non si parlava dei criminal camp inglesi ed americani dove i non collaborazionisti venivano rinchiusi in condizioni disumane, non si parlava nemmeno delle vittime civili dei bombardamenti indiscriminati alleati che avevano raso al suolo interi quartieri privi peraltro di obbiettivi di interesse militare: Ferrara con oltre 1400 vittime civili ne e’ una prova lampante. Ma la nostra classe politica di allora si spinse ben oltre arrivando anche ad oscurare le stragi compiute dai tedeschi, prima alleati, poi nemici , poi ancora alleati. Di questo intreccio perverso di real politik, di convenienza politica e di mera sudditanza, ho fatto l’oggetto di questa mia ricerca. 1


Durante la guerra di Spagna su opposti fronti, si affrontarono truppe italiane: i volontari al fianco di Franco ed i fuoriusciti antifascisti, che erano schierati con la neonata repubblica spagnola. Le truppe italiane erano in gran parte formate da volontari che con il miraggio dello stipendio garantito dal regime, pensavano di risolvere il problema della difficile sopravvivenza in patria dove spesso mancava il lavoro. Nel campo avverso militavano le piu’ diverse formazioni politiche: dagli anarchici, ai repubblicani, dai socialisti , ai comunisti ed infine alle formazioni di Giustizia e Liberta’ di Rosselli. Dopo la disfatta subita dalle truppe fasciste a Guadalajara, fu proprio Rosselli interrogando i prigionieri a rendersi conto che l’esercito avversario era formato in gran parte da poveri diavoli che si preoccupavano di guadagnarsi da vivere e di spedire quanto piu’ possibile del soldo a casa per aiutare la famiglia. A differenza di Rosselli, Mussolini diede ordini perentori al genero Galeazzo Ciano, responsabile della spedizione Spagnola, di passare per le armi i repubblicani italiani catturati, pronunciando la famosa massima riportata dallo stesso Ciano nei suoi diari “i morti non raccontano la storia” . Anche in questo il Duce sbagliava; i morti raccontano la storia, basta saperli ascoltare. Nel sacrario di El Alamein c’e’ un silenzio assordante, come abbagliante e’ il marmo di migliaia di lapidi in cui e’ incisa la parola Ignoto. Assordante e’ il silenzio in fondo al mare dei 1348 prigionieri di guerra periti nel naufragio del piroscafo Laconia in mezzo all’Atlantico, per chi va a visitare il campo di Mauthausen in Austria, parlano le bocche aperte dei forni crematori e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Con questa ricerca vorrei ricordare il 65° anniversario dell’affondamento del Laconia avvenuto il 19 Settembre 1942. Dalla documentazione raccolta si evince quanto la vita umana valga poco anche per nazioni che si ergono come giudici e garanti della democrazia nel mondo. Alla fine del secondo conflitto mondiale un solo paese al mondo aveva ottenuto profitti enormi dalla guerra: gli Stati Uniti, di contro Urss, Italia, Germania, Giappone faticosamente si rimboccavano le maniche per ricostruire quanto distrutto dalla guerra . Se scorriamo i nomi impressi sul muro del Vietnam a Washington o quelli del cimitero inglese ad El Alamein possiamo vedere che in guerra negli Stati Uniti andarono di preferenza le classi meno abbienti ed in primis gli emigrati ispanici e gli afro americani, Bush e Clinton il Vietnam non l’hanno fatto, il primo era nella guardia nazionale e l’altro fuggito’ in Canada. Gli inglesi invece attingevano a man bassa nelle truppe delle colonie, i gurka indiani ed i maori andavano in prima linea, l’importante che terminata la carneficina potessero sfilare le cornamuse degli inglesi doc. In Italia i gerarchi ed i figli della borghesia stettero lontani dal fronte, eccezion fatta per le solite teste calde, fra questi Italo Balbo ucciso dal fuoco doppiamente amico di un addetto alla contraerea di origine ferrarese imbarcato sulla nave San Giorgio che non a caso e’ il patrono di Ferrara. Qualche rampollo della nobilta’ si fece onore al fronte ma proprio per questo rappresenta l’eccezione: Paolo Caccia Dominioni che gia’ si era distinto nella grande guerra, anche per i giudizi sferzanti su Cadorna, combatte’ valorosamente ad El Alamein: passo’ anni in Egitto e Libia a raccogliere i resti dei nostri caduti componendoli poi nel Sacrario da lui progettato e costruito intorno a Quota 33, ultima sacca di resistenza italiana in Egitto. Per tornare al tema della sorte dei prigionieri italiani, sempre nello stesso giornale Pace e Liberta’ del monarchico Edgardo Sogno, tanto anticomunista da combattere a fianco delle truppe franchiste pur non aderendo al Fascismo si parla a distanza di dieci anni dalla fine della guerra dei prigionieri italiani ancora presenti in Russia, si parla di 4000 prigionieri morti di tifo nel campo 7083-2 nel Kazakistan, ma si evita accuratamente di menzionare il numero dei prigionieri italiani morti nei campi alleati in Australia, Stati Uniti, Sud Africa, India e naturalmente si evita di urtare l’ormai alleato tedesco chiedendogli conto delle stragi perpetrate in Italia a danno della popolazione civile e dei nostri militari 2


non cobelligeranti dopo l’ otto Settembre. Era questo il prezzo che i nostri governanti dovevano pagare agli Stati Uniti in cambio degli aiuti di cui il nostro paese aveva bisogno per ripartire dopo la sconfitta patita.

Copertina del periodico Pace e Liberta’ di Edgardo Sogno 3


Prima di parlare dell’affondamento del Laconia mi sembra utile richiamare alla memoria l’andamento delle operazioni belliche in Africa all’inizio del conflitto. Il 10 Giugno 1940 l’Italia dichiarava guerra alla Francia ed all’Inghilterra, quindici giorni dopo il 25 di Giugno la guerra contro i francesi in Africa era gia’ finita, Balbo fu fermato mentre stava entrando in Tunisia per rifornirsi di quanto gli serviva per prepararsi alla ben piu’ dura battaglia con gli inglesi che gia’ premevano al confine egiziano. Il generale Graziani forte di 70 carri medi, 340 carri leggeri e 3787 autocarri il 9 Settembre su ordine di Mussolini decise di marciare verso Sidi El- Barrani in territorio egiziano. Gli inglesi nel frattempo si erano ritirati, come da tempo previsto, nel campo trincerato di Marsha Matruh 120 km ad oriente rispetto a Sidi el Barrani. Dal 13 al 18 Settembre gli italiani persero 120 uomini ed ebbero 410 feriti, per un terzo libici, gli inglesi persero una cinquantina di uomini, numerosi gli automezzi italiani in avaria piu’ per la difficolta’ del terreno che per l’offesa nemica. Mentre il generale Graziani tentennava a riprendere l’offensiva non cedendo alle pressioni di Mussolini che chiedeva di marciare su Marsa Matruh entro il 15 di Ottobre, gli inglesi si stavano riorganizzando ed il 6 di Dicembre lanciarono l’operazione Compass contro le linee italiane. I nuovi carri armati Matilda muniti di corazze imperforabili dalle armi anticarro italiane fecero la differenza, dopo tre ore di combattimenti il raggruppamento Maletti non esisteva piu’, il comandante era morto sul campo, gli italiani ebbero 800 caduti, 1300 feriti e 2000 prigionieri, gli inglesi persero in tutto 8 ufficiali e 48 uomini tra morti, feriti e dispersi.

Il teatro dell’operazione “Compass” 4


Dopo aver riconquistato di slancio Sidi el Barrani gli inglesi si fermarono permettendo a Graziani di spostare con una marcia forzata di 60 km percorsi in 36 ore sotto gli attacchi aerei inglesi la divisione Cirene a passo Halfaya ed ad organizzare una resistenza con il resto delle truppe sulla direttrice di Sollum.Travolte le difese italiane dopo la battaglia di Bardia e la presa di Tobruk gli inglesi si diressero verso Derna, il 31 di Gennaio entrarono in una citta’ vuota abbandonata dagli italiani in fuga, le nostre truppe ormai allo stremo incalzate dagli australiani si ritirarono fino a Bengasi, poi ad El Agheila, la Cirenaica era perduta, in due mesi gli inglesi erano avanzati di 800 km, perdendo fra morti , feriti, prigionieri e dispersi circa 2000 uomini, catturando 130.000 prigionieri, 23 generali, 1290 pezzi di artiglieria , il tutto senza mai utilizzare sul campo piu’ di due divisioni per volta. L’11 Febbraio 1941 il generale Graziani tornava in Italia, finiva cosi’ la guerra italiana in Africa, il 12 giunse a Tripoli Rommel: iniziava la guerra italo-tedesca. Il 21 di Marzo 1941 venne annientato dagli inglesi il presidio italiano a Giarabub, ultima resistenza italiana nella prima fase della guerra. L’arrivo del D.A.K (Africa Korps) fu funestato da l’affondamento del convoglio Tarigo, dal nome del cacciatorpediniere capo scorta, il convoglio si componeva di quattro navi tedesche ed una nave italiana il Sabaudia, scortate da tre cacciatorpedinieri il Tarigo, il Lampo ed il Baleno. Il convoglio trasportava truppe, armi e munizioni in Tripolitania, la rotta passava al largo della Sicilia vicino alle coste tunisine , a causa del mare agitato il convoglio si trovo’ nelle ore notturne nei pressi delle secche di Kerkenah , avvistato dalla ricognizione britannica venne intercettato da quattro cacciatorpediniere inglesi partiti da Malta, le stesse manovrarono a lungo indisturbate per portarsi in posizione di attacco protette dall’oscurita’ e guidate dal radar, il fuoco inizio’ alle 2.20 di notte, il Lampo ed il Baleno furono colpiti gravemente e finirono nelle secche, i mercantili affondarono ed il Sabaudia salto’ in aria: il Tarigo riusci’ a contrattaccare colando a picco il caccia Mohawk prima di affondare anch’esso. Le unita’ britanniche si allontanarono velocemente senza prestare aiuto ai naufraghi delle navi dell’ Asse ed a quelli del caccia inglese. Il Lampo, sul quale era imbarcato e mori’ combattendo un congiunto ventenne dello scrivente il cannoniere Bertelli Mario, fini’ nelle secche e non affondo’, dopo alcuni mesi la nave ospedale Epomeo recupero’ i poveri resti mummificati dal vento del deserto che vennero affidati al mare. Il cacciatorpediniere venne disincagliato, riparato e fu di nuovo affondato nel corso del conflitto.

Cannoniere Bertelli Mario di Umberto anni 22 di Ferrara 5


Un testimone oculare imbarcato sulla Epomeo descrive cosi’ il recupero dei resti dei caduti: "Il vento del deserto aveva cosparso il Lampo di sabbia, i piovaschi l'avevano battuto lavando la patina rossigna; il mare polverizzato dai frangenti ... aveva imbevuto di salmastro quei corpi di marinai aggrappati ai cannoni ed alle mitragliatrici; il sole li aveva prosciugati; l'acre salsedine della Piccola Sirte ... e l'alito del mare avevano preservato quelle membra giovani come in un sonno letargico .... Quei corpi di marinai sembravano ancora vivi quando, alle prime luci dell'alba, l'Epomeo venne ad ancorarsi più vicino e gli sguardi si fissarono su quella nave affascinante. I cannoni erano puntati ancora verso il largo, com'erano rimasti dopo l'ultima salva; nella torretta di poppa sei cannonieri stavano ancora uniti in un gruppo serrato; sull'alto della plancia un biondo ricciuto, dal viso intatto, stringeva la canna della sua mitragliatrice; un sergente e tre siluristi erano accanto ai tubi di lancio. Sparsi dovunque i resti di corpi straziati e mutilati Una squadra d'infermieri e marinai e un ufficiale medico trasbordarono sul Lampo. Ispezionarono il ponte di coperta, le plance ed i locali interni; salutarono commossi quelle salme rimaste ai loro posti, tra le lamiere squarciate e i rottami dispersi, e iniziarono l'opera pietosa, cercando di radunare quel che rimaneva dei corpi dilaniati e confusi dalla violenza del combattimento. Poi le salme vennero rimosse ed allineate in coperta per il riconoscimento; qualcuna fece resistenza come se volesse stare ancora la suo posto; alcuni corpi aderivano sulle lamiere come se vi fossero saldati e confusi in una comunione ostinata; furono quasi staccati per forza dal ferro della nave. Tutta la giornata passò prima che l'ultimo fosse allineato sotto il cielo a fianco degli altri. Al tramonto i sacchi furono chiusi; ognuno ebbe un peso perché affondasse rapidamente e così vennero portati al largo per la immersione con gli onori militari e con un breve rito religioso. Allora il Lampo rimase solo e deserto sulla secca di Kerkenah. Oramai non era più che un relitto di nave. Il suo equipaggio errava nel cimitero azzurro dove tanti altri marinai riposavano già, lontani dalle frenetiche competizioni, nella quiete profonda dove la vita si rinnova in creature meravigliose.... La pace è con loro e con tutti gli altri, alleati ed avversari, di ogni stirpe e d'ogni lingua, d'ogni fede e d'ogni bandiera".

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CT Lampo 1940

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La guerra in mare come vedremo in seguito quando parleremo piu’ diffusamente dell’affaire Laconia, veniva combattuta senza esclusione di colpi da parte dei contendenti. Imbarcato sul CT Luca Tarigo un giovane ferrarese di 23 anni, Giancarlo Antolini, grazie al ritrovamento fortunoso del suo diario, da parte di Marco Pareschi, appassionato di storia locale, siamo in grado di ricostruire gli ultimi mesi di vita di questo marinaio. Nato a Cona il 18 Settembre 1917 Antolini si arruolo’ giovanissimo nella Regia Marina, forse per sottrarsi ad una situazione di miseria che in quegli anni affliggeva buona parte della popolazione ferrarese, il padre era anziano e paralizzato e non poteva sostenere la famiglia per cui tale compito fu assolto dai figli. Allo scoppio della guerra inizio’ a tenere una sorta di diario in cui appuntava le esperienze giornaliere di vita militare e raccoglieva i bollettini di guerra diramati dal ministero a volte commentandoli, a volte corredandoli di ritagli di giornale e fotografie che ritraevano navi o personaggi politici in auge. Tale diario si interrompe il 13 Marzo 1941 quando Antolini torna nella casa di via Romiti per una licenza premio di quindici giorni; la sua nave e’ ormeggiata a Napoli, il giorno 13 appunto scrive una specie di testamento spirituale.Queste le sue ultime parole vergate in bella calligrafia : “ Io parto, vado non so dove, vado sulla mia nave, sul mio Tarigo, e sono certo che non manchera’ di continuare la sua opera, io vado per compiere il mio dovere e lottero’ per una imminente vittoria, cosi’ il popolo italiano avra’ la felicita’ e la giustizia che merita. Io non so quando ritornero’ e se ritornero’ in ogni modo conservate gelosamente questi registri, la mia nave in legno e le belle foto del CT Tarigo. Sottocapo ts Antolini Giancarlo” Appena un mese dopo il convoglio Tarigo finira’ in un’imboscata tesa dalle navi inglesi nei pressi delle secche di Kernak, il Tarigo sara’ l’unica nave del convoglio che riuscira’ a rispondere al fuoco nemico affondando anche una nave avversaria. Antolini non sara’ fra i pochi superstiti che scamperanno alla strage.

Alcune fotografie del CT Luca Tarigo tratte dai vecchi registri utilizzati da Antolini per scrivere il diario. 7


In queste brevi note si ha un’idea di come si svolse l’azione che pose fine all’esistenza di tanti giovani italiani.

Dal fascicolo personale di Antolini Giancarlo, conservato nell’Archivio di Stato di Ferrara, si apprende che alla famiglia del Caduto venne concessa una somma di denaro di lire cinquecento che servirono, come scritto nella nota informativa della questura , per pagare la pigione arretrata. Alla famiglia era stato sospeso il sussidio di lire 300 mensili in attesa di disposizioni da parte del ministero. La guerra aveva portato fin dai primi anni lutti e miseria nelle famiglie meno abbienti e lo stato fascista non riusciva certo con elargizioni una tantum o miseri sussidi a consolare chi aveva perso un marito od un figlio.

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L’ultima pagina del diario di Giancarlo Antolini di anni 23 ; morira’ il mese dopo al largo delle coste africane.

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Alcuni ritagli di giornali che Antolini raccoglieva ed incollava sui registri. Leggendo il diario ci si fa un’idea di quanto incisiva fosse la propaganda nell’Italia fascista di quegli anni. Non un dubbio, non un tentennamento, la vittoria finale sembrava a molti ventenni di allora, certa ed immancabile. La morte non era vista con paura, ma era il naturale coronamento dell’ideale fascista dell’eroismo del soldato italiano erede delle virtu’ guerresche del legionario romano.

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Salvatore Todaro fu un comandante italiano che pur facendo fino in fondo il proprio dovere, non si lascio’ coinvolgere nella retorica del tempo ed anzi si distinse per l’umanita’ dimostrata nei confronti del nemico, per questo fu soprannominato il don Chisciotte del mare . Per capire meglio lo spirito di questo combattente val la pena leggere l’articolo di Augusto Benemeglio che riporto integralmente.

Salvatore Todaro Il Don Chisciotte del mare “Da mesi e mesi non faccio che pensare ai miei marinai che sono onorevolmente in fondo al mare. Penso che il mio posto è con loro”. Così scrisse Salvatore Todaro il 12 dicembre 1942, un giorno prima di morire, in una lettera ad un suo amico salentino, che aveva vissuto con lui le incredibili vicende a bordo del sommergibile “Cappellini”. Todaro aveva solo trentaquattro anni e tutta una carriera davanti a se, aveva una moglie giovane e due figlie piccolissime (la secondogenita vedrà la luce, a Livorno, dove tuttora vive, proprio in quel giorno dedicato a Santo Spiridione, un pecoraio di Cipro rozzo e incolto che grazie alla fede e al coraggio diventò vescovo di Trmithonte ) e non aveva nessun motivo per desiderare la morte. Todaro si trovava nel porto di La Galite, in Tunisia, a bordo del piropeschereccio Cefalo, un nome emblematico, mitico, che rievoca la leggenda del bellissimo cacciatore che uccide per errore la propria moglie e poi, pazzo di dolore, si getta in mare. Forse, chissà, anche lui riteneva di aver fatto un errore fatale nella sua ultima sanguinosa battaglia in Atlantico, una lunga e impari lotta condotta in superficie tra il suo sommergibile Cappellini e l’Emaueus, una grossa nave mercantile inglese trasformata in una 11


sorta di incrociatore ausiliario, carica di truppe destinate in Africa, assai ben armata, con diversi cannoni a lunga gittata. Che cominciano a bersagliare il Cappellini su di un mare in tempesta le cui onde sono come frustate per il sommergibile italiano, lo spazzano da prora a poppa, lo sballottano come un sughero, asteria o osso di seppia. Ma alla fine Todaro, nonostante tutto, prevale e riesce ad affondare quel finto mercantile inglese carico di oltre tremila soldati. Che naufragano. Molti di essi moriranno, inghiottiti dalle onde gelide. E insieme a loro moriranno molti marinai dell’equipaggio. Stavolta Todaro non li può aiutare, non può fare nulla per loro. Non ha a disposizione neppure una lancia di salvataggio e inoltre stanno sopraggiungendo gli aerei e le navi inglesi . Deve far presto a squagliarsela e non è per nulla facile. Il sommergibile è assai malandato, ci sono avarie un po’ da tutte le parti e naviga in superficie. E’ un’impresa sfuggire al tiro incrociato degli inglesi, che lo hanno ormai avvistato. Todaro opera una immersione di fortuna e cerca scampo sul fondo marino. Dopo varie peripezie riesce a salvarsi e a far ritorno a Bordeaux, dov’è la base dei sommergibili italiani. Ma quella battaglia denominata di “Freetown” segna il limite, il crinale dell’ascesa di Salvatore Todaro, il Don Chisciotte del mare . Quella vicenda lo aveva mutato profondamente. Qualcosa si era spento in lui, qualcosa di sacrale si era rotto dentro di lui. Sacerdote del mare Chi lo ha conosciuto bene lo ricorda come un asceta, un mistico, un sacerdote che appartiene ad una religione che ha per tempio il mare e per altare il sommergibile . Altri dicono che era come un antico spartano: sobrio, schivo, introverso, solitario, con un portamento fiero e un’andatura rigida, quasi altera. In realtà quell’andatura era dovuta al fatto che Todaro portava il busto, a causa di una frattura alla colonna vertebrale, riportata quando volava sugli idrovolanti come osservatore aereo. Oggi diremmo che Todaro era un invalido a tutti gli effetti e forse avrebbe il diritto alla pensione di invalidità, ma lui non voleva sentirlo dire neppure per scherzo. Non accettava neppure che si accennasse alla sua menomazione, peraltro a conoscenza di tutti i medici che lo avevano sottoposto a visita sanitaria, per timore di essere relegato al servizio sedentario. Del resto la cultura del sacrificio gli era connaturata e l’Accademia Navale di Livorno la sviluppò oltre ogni limite. Era – come scrisse un giornalista dell’epoca - “un soldato nel più puro senso della parola, un soldato nel più segreto fondo del suo spirito e lo dimostrò subito dopo quell’incidente applicandosi come un matto, giorno e notte, allo studio dei sommergibili e dei mezzi d’assalto per diventare, in capo a pochi anni, uno dei più grandi esperti e specialisti del settore”.

La vicenda del “Kabalo” Allo scoppio della guerra ottiene il comando del sommergibile Cappellini, destinato in Atlantico. Todaro è tra i primi ad attraversare lo stretto di Gibilterra e a raggiungere Bordeaux, dove è la base del Comando dei sommergibili italiani, Betasom. Qui gli basta qualche mese per diventare famoso in tutta Europa. Per la cronaca è il pomeriggio del 15 ottobre 1940, quando avvista, con il periscopio, un grosso piroscafo belga, al servizio degli inglesi, il Kabalo. Lo affonda con il cannone, poi rimorchia i ventisei naufraghi e, incredibilmente, navigando in emersione ed esponendosi a tutti i rischi possibili, li trasporta in mare per ben quattro giorni e quattro notti. Alla fine di varie peripezie e dopo che per l’ennesima volta si è spezzato il cavo di rimorchio, Todaro decide di prendere a bordo i naufraghi. E’ un’altra “follia”, ma lui prosegue nell’estremo tentativo di salvare quegli uomini e dopo aver percorso oltre 750 miglia riesce finalmente a farli approdare, in sicurezza, sulla costa delle Azzorre . Si salvano tutti. E’ un miracolo. Si parla di lui su tutti i giornali d’Europa: E’ ormai il “Gentiluomo del mare”, o il “Don Chisciotte del Mare”. 12


“Neppure il buon samaritano della parabola evangelica avrebbe fatto una cosa del genere”, sbotta l’ammiraglio tedesco Donitz, che pure lo ammira. “Signori, - dice rivolgendosi ai colleghi italiani – io vi prego di voler ricordare ai vostri ufficiali che questa è una guerra e non una crociata missionaria. Il Signor Todaro è un bravo comandante, ma non può fare il Don Chisciotte del mare”. L’onorificenza del “Tu” Nella vicenda del Kabalo vi erano stati molti aspetti contrastanti e anche inconvenienti di natura diplomatica, e alla fine per Todaro anziché elogi ci furono richiami all’ordine e moniti da parte dei superiori. Ma il Don Chisciotte del mare non ne tenne affatto conto e un mese dopo ripeté pari pari l’operazione Kabalo, affondando e poi salvando i naufraghi del piroscafo inglese Shakespeare, confermando la sua fama di piantagrane e di “originale”, anche per il modo che aveva di combattere, (in emersione e con il cannone) assolutamente fuori dagli schemi. Non era sfuggito neppure il suo strano comportamento con gli inferiori, molti dei quali gli davano addirittura del “Tu”. Erano tutti quelli che aveva decorato sul campo con la frase rituale: “Da oggi tu mi darai del Tu”. Questa onorificenza del Tu valeva più di una medaglia d’oro per i suoi fedeli marò, che lo adoravano come un semidio, tale era il suo carisma. Da tutta la sua persona promanava un grande senso di sicurezza, ardore e spregiudicatezza, quasi un senso di invulnerabilità. Era un vero capo che dava costantemente l’esempio per ardimento e smisurato spirito di sacrificio, era lui il primo ad esporsi ai pericoli, a soccorrere e incoraggiare i suoi uomini, ai quali riusciva a trasmettere autorevolezza e fiducia e un altissimo senso di protezione. Perciò non desta alcuna meraviglia che i suoi uomini facessero carte false per imbarcare con lui, che sembrava conoscere in anticipo l’esito delle battaglie e dava ordini con un tono pacato di voce, ordini che erano vaticini e profezie. E al riguardo c’è tutto un fiorire di aneddoti. Mago Bakù Todaro era anche un uomo di profonda e originale cultura: conosceva testi antichi e rari di letteratura, astronomia, matematica, e soprattutto aveva una vera e propria passione per la psicanalisi, fino al punto di sperimentare su di sé (una sorta di cavia volontaria, come lo era stato lo stato il padre della 13


psicanalisi) le teorie freudiane . Ma alla fine gli predilesse Jung, allora poco conosciuto in Italia, soffermandosi a lungo sulla teoria dell’inconscio collettivo. A Bordeaux, fra una missione di guerra e l’altra, passava lunghe giornate chiuso nel suo camerino a leggere, studiare, sperimentare. Si narra, a proposito di aneddoti, che una volta, per gioco, riuscì ad ipnotizzare una signora con estrema facilità. E così la sua fama di corsaro gentiluomo si colorò di altri aspetti, assunse toni accesi e istrioneschi. In effetti c’era, in quel suo pizzetto di barba nerissima, un che di mefistofelico ed anche nel suo sguardo obliquo, magnetico, indagatore, c’era un che di stregonesco. Era quello il periodo in cui Todaro s’era appassionato alle teorie di Lombroso e continuava a leggere, disordinatamente, un po’ di tutto, dalla filosofia alla parapsicologia, ai libri sulle pratiche magiche. E così a bordo cominciarono a chiamarlo Mago Bakù. Si dice, in effetti, che avesse una sorta di preveggenza. C’è chi giura di averlo sentito fare delle previsioni che si sono avverate fin nei minimi particolari. Una volta lasciò a terra un marinaio perché prevedeva che ci sarebbero stati pericoli solo per lui. E infatti in mare non successe nulla, però il marinaio in questione fu colto da un violento attacco di appendicite, con pericolo di peritonite, e si salvò solo perché poté essere prontamente ricoverato in ospedale e trasportato in sala operatoria. La morte di Stiepovich Un’altra volta mandò in licenza il suo mitragliere più fido, che non voleva saperne di lasciare i suoi compagni. “E’ un ordine!”, gli disse con perentorietà il comandante Todaro . Poi confidò ad un amico che il giovane marinaio aveva il destino segnato. “ Che si goda qualche giorno in famiglia prima di quel giorno”. Un mese dopo il marinaio rimase ucciso, mentre si trovava alla sua mitragliera da uno scoppio di granata che frantumò la torretta del sommergibile. Fu infallibile fino a quel giorno. Ma alla vigilia di Natale del 1941, mentre si accingeva a compiere l’ennesima missione, qualcosa lo turbò. Non riusciva ad avere quella sua solita serenità, quel distacco necessario per concentrarsi. Confidò ad un compagno di corso e amico, il comandante Fecia di Cossato, che improvvisamente s’era fatta nebbia dentro di lui. Era incapace di vedere con la mente. “Questa volta non so proprio che cosa ci capiterà”, disse all’amico sorridendo. Poi si fece serio e disse: “C’è qualcosa in me che non riesco a decifrare ed è la prima volta che mi capita. Se non dovessi tornare, ti prego, consegna questa a mia moglie”. Si sfilò dall’anulare la fede nuziale e la diede all’amico. “E’ l’unica cosa di valore che ho e desidero che torni a chi me l’ha donata”. Usciti in mare si scontrarono con l’incrociatore inglese Eumaues. Todaro non morì in quella che sarebbe stata la drammatica battaglia di Freetown, ma morirono molti suoi marinai e il tenente Danilo Stiepovich, che aveva sostituito al pezzo un mitragliere gravemente ferito. Colpito in pieno da una granata, con una gamba maciullata e molte altre gravi ferite, ormai morente, Stiepovich giaceva riverso sulla mitragliera. Todaro gli si avvicinò, se lo prese tra le braccia e gli chiese, con tutta la dolcezza possibile: “Che cosa posso fare per te, Danilo?” “Non mi mandare in infermeria… Non servirebbe a nulla… Lasciami qui… Voglio vedere affondare quella là”, - rispose Stiepovich indicando con la mano la nave che continuava a cannoneggiare il sommergibile. “Te lo prometto”, disse Todaro. E pochi minuti dopo l’ incrociatore inglese colava a picco colpito in pieno da un siluro. Stiepovich faceva in tempo a vederlo inabissarsi, poi spirava. Todaro gli si avvicinava e gli chiudeva gli occhi per sempre. Il male è la guerra E subito dopo inizia la lunga odissea del Cappellini in costante e disperata fuga, avvistato, inseguito, braccato, colpito, riporta gravi danni che sembrano irreparabili. Invece riesce a eludere il nemico acquattandosi sul fondo dell’Oceano per due giorni e due notti, al buio. Due giorni e due notti a 14


seppellire i morti, a tamponare le mille avarie, ad innalzare preghiere al cielo, sotto milioni e milioni di tonnellate d’acqua marina. Infine il rientro di fortuna a Luz, un porto della Gran Canaria e, qualche giorno dopo, beffando ben cinque navi inglesi che lo attendevano al varco, fuori dal porto, riesce a raggiungere Bordeaux. Il Cappellini è davvero malridotto, rimarrà fuori uso per diversi mesi. E’ il momento buono per sbarazzarsi di Todaro che era diventato un problema per tutti, per Supermarina (il comando generale della Marina) e per gli alleati tedeschi, che pure ammirandolo molto (gli avevano conferito due croci di ferro) lo ritenevano troppo umanitario. In realtà chiese lui di essere sbarcato perché sentiva di aver fallito la sua missione. “Ma perché dici che hai fallito?,” gli ribatteva il fraterno amico Comandante Leoni. “Hai fatto l’impossibile, sei riuscito, nonostante le difficoltà estreme, a salvare molti marinai e a riportare il Cappellini in porto. Quello che hai fatto è miracoloso e tu dici che hai fallito. Perché?” Non rispose. Forse era convinto di essere venuto meno nei confronti dei suoi marinai morti, molti dei quali aveva decorato sul campo con la frase rituale: “Da oggi tu mi darai del tu”. O forse le ragioni erano altre. Ma non ne voleva parlare. “Tu hai l’animo nitido e pulito come cristallo, - proseguiva Leoni - hai il massimo senso dell’onore, la tua coscienza ti detta sempre le mosse che devi compiere...” “Nulla, nulla puoi rimproverarti, capisci? Di che cosa ti accusi, Totò?” - concluse accorato. In realtà, Todaro non sapeva dire perché si sentiva colpevole. “Penso che il mio posto è con i miei marinai, sul fondo del mare, accanto a loro. Sì, questo penso.” Disse. E si tacque. Leoni scosse la testa e se ne andò. Forse intuì che stava cambiando lo spirito della guerra, le regole erano diverse. O forse capì, vedendo tanti naufraghi, migliaia di naufraghi, che chiedevano disperatamente aiuto, vedendo il sangue di Stiepovioch e dei suoi marinai caduti, che il male non era il nemico, ma la guerra stessa. “Sì, il male è la guerra”, pensò e il pensiero salì fino al cielo. In tutto l’universo gli sembrava che fosse disegnata, che campeggiasse, a caratteri infiniti, l’immensa scritta “ IL MALE E’ LA GUERRA”. Ed ecco allora la verità consequenziale. Tutta la sua lunga preparazione alla vita era stata un errore! Io ho passato tutto la mia vita a prepararmi per la guerra. Ma la guerra è un male, un male, capisci! Sono un fallito! Un fallito! Così pensò quell’uomo che sembrava ormai privo di spirito, quell’uomo che aveva affondato molti piroscafi, molti incrociatori, che aveva lottato alla pari con navi molto più armate e potenti di lui e anche contro gli aerei, sempre rischiando in prima persona . Quel comandante che spesso si metteva al cannone, che aveva la canna così arroventata da cuocerci due uova, e ci si metteva a mani nude, mani bruciate, sanguinanti. Quel guerriero del mare che aveva sempre combattuto con grande coraggio e spirito da cavaliere antico, con lealtà, generosità, magnanimità, senza mai veramente odiare il nemico. Ma ora forse avvertiva per la prima volta il peso del sentimento dell’odio. Ora capiva che non si può fare la guerra per cavalleria, perché fare la guerra significa dover uccidere e quindi odiare. E quel sentimento ignobile stava prevalendo su di lui e gli sarebbe rimasto per sempre appiccicato nell’anima .Questo non lo sopportava. Gli era intollerabile. Il Comandante Todaro è morto Chiese e ottenne di essere impiegato nelle operazioni più rischiose. Prima con i Mas in Crimea, poi al comando del piropeschereccio Cefalo, in Tunisia, che appoggiava i motoscafi d’assalto nelle imprese più difficili e rischiose. E aspettò la morte che inevitabilmente sarebbe arrivata. Intanto viene a conoscenza degli orrendi misfatti perpetrati ai danni dei naufraghi italiani del Laconia, a cui avevano mozzato le mani per impedir loro di salire a bordo dell’imbarcazione di salvataggio . Alla fine i naufraghi italiani morti saranno ben 1350 su complessivi 1800. Tutti crudelmente abbandonati al 15


proprio destino! E lui aveva rischiato cento mille volte la vita per salvare i ventisei naufraghi belgi del Kabalo! … “Ma sì, ho sbagliato tutto, ora lo so, ne sono certo”, pensa, mentre sta effettuando l’ennesima missione notturna nel porto di Bona. Ma il tempo è pessimo e l'azione non si può effettuare. Ritorna nel porto di La Galite e si mette a dormire. E' il mattino del 13 dicembre 1942 e un aereo inglese, uno “Spitfire” scendendo a volo radente e spezzonando, mitraglia il Cefalo. La contraerea riesce a mettere in fuga l’aereo e subito dopo alcuni marinai italiani si precipitano a bordo del peschereccio, cercano Todaro. Lo chiamano, ma non risponde. Vanno nella sua cuccetta e lo trovano con gli occhi chiusi, sembra che dorma. In tutto quel fracasso non s’è neppure mosso. Ma guardandolo meglio si nota una piccola scheggia che gli ha trapassato la tempia .Gli erano già a fianco le sirene del mare per trasportare la sua anima tra gli abissi insondabili. “Il Comandante Todaro è morto”, grida un marinaio piangendo. E tutti sono increduli e addolorati. Piangono in silenzio. Guardano il cadavere e non credono ai loro occhi. Sembra loro impossibile che Todaro sia morto. Per chiunque lo avesse conosciuto l’idea che un tal uomo potesse morire sembrava irreale. Aveva incarnato come pochi il mito dell’eroe buono. Ma in realtà il guerriero del mare, il cavaliere azzurro, il Don Chisciotte del mare era morto molto tempo prima. “Morirò quando il mio spirito sarà lontano da me”, aveva detto più volte. E il suo spirito si era cominciato ad allontanare da lui quel giorno della battaglia di “Freetown”, quel giorno in cui aveva preso coscienza del male della guerra, quel giorno in cui aveva cominciato a odiare il mestiere che faceva. Il mitico eroe Salvatore Todaro era morto in quel giorno. Quello che giaceva ora lì, nella cuccetta del Cefalo, non era il comandante Todaro, ma solo il suo simulacro. Augusto Benemeglio In campo avversario le figure come quella di Todaro si trovano probabilmente in prevalenza sugli schermi cinematografici interpretati dal John Wayne di turno. Ma riprendiamo il capitolo aperto sulla guerra in Africa. Con l’arrivo di Rommel le strategie cambiano, i tedeschi non portano solo carri armati e mezzi all’altezza di quelli inglesi e truppe fresche ma anche e soprattutto il genio del feldmaresciallo che gia’ nella Grande Guerra aveva dato ampio sfoggio delle sue capacita’ strategiche incuneandosi nelle linee italiane a Caporetto. Il comando delle operazioni rimane teoricamente in mani italiane, ma la realta’ dei fatti e’ profondamente diversa. Questa fase del conflitto vede protagonista il 2° Reggimento Artiglieria Celere “Emanuele Filiberto Testa di Ferro”. Il reggimento di stanza a Ferrara si porta a Napoli ai primi di Gennaio 1941; imbarcato arriva a Tripoli il 14 dello stesso mese, per volere di Rommel nell’Aprile del 1941 nel corso del’offensiva dell’Asse verso Tobruk, il reggimento viene posto direttamente agli ordini del comando tedesco. Dopo un trasferimento di centinaia di chilometri disturbato dal Ghibli, la tempesta di vento del deserto, il reggimento ferrarese riceve il battesimo del fuoco il giorno di Pasqua del 1941; alla fine della giornata le perdite saranno di 9 morti e 29 feriti. A supporto della divisione Ariete nella giornata del 24 Maggio al termine della fase piu’ acuta dei combattimenti il 2° Articelere contera’ ancora molti morti e feriti. 16


Dal 25 Maggio al 17 Giugno 1941 il Reggimento partecipa alla operazione “Scorpione” riconquistando il passo Halfaya attestandosi poi nella Ridotta Capuzzo. Il 15 Giugno si scatena la controffensiva britannica, vengono schierati i carri armati Matilda e si tenta di liberare dall’assedio Tobruk; per tre giorni le batterie italiane resistono a passo Halfaya impedendo agli inglesi di raggiungere la citta’ assediata, lo stesso Rommel citera’ il maggiore Pardi che insieme al battaglione Bach tedesco hanno difeso la posizione stroncando il 15 Giugno ben tre attacchi consecutivi di soverchianti forze nemiche. Nei tre giorni il reparto ha avuto 12 morti, 42 feriti e 15 dispersi. Il periodo da Luglio a Novembre 1941 e’ caratterizzato da attivita’ di ricognizione e di risposta ai tentativi di avvicinamento ai caposaldi italiani e tedeschi da parte degli inglesi. Il 18 Novembre 1941 , anticipando le intenzioni italo- tedesche i britannici scatenano una imponente controffensiva, preannunciata da un violentissimo bombardamento del caposaldo Halfaya, fino al 22 di Novembre gli artiglieri del 2° Articelere debbono sostenere la forza d’urto nemica ed i continui attacchi che arrivano anche da Sollum riconquistata dagli inglesi. Le singole batterie , accerchiate ed isolate fra di loro , debbono difendersi autonomamente dagli attacchi sferrati da forze nemiche meglio equipaggiate e piu’ numerose. Rommel nel frattempo , grazie a questa resistenza , riesce a ritirare le truppe ed a riorganizzarle . In Dicembre l’accerchiamento inglese dei capisaldi di Halfaya , Cirener e Bardia si chiude, le nostre truppe per la maggior parte frazionate in piccoli capisaldi sosterranno l’urto di forze cinque volte superiori, senza cedere neppure quando, esauriti viveri ed acqua continueranno a combattere utilizzando i pochi mezzi che l’aviazione riusciva a volte a paracadutare sulle postazioni. Bardia cade il 2 di Gennaio 1942 e con essa il comando del 2 Artiglieria Celere , dopo l’esaurimento di munizioni e viveri , la situazione dei capisaldi nel settore Sollum – Halfaya diventa insostenibile, dal 4 al 16 di Gennaio 1942 la situazione sanitaria precipita, per vincere la sete gli assediati bevono la propria urina lasciata raffreddare e tenuta d’occhio per evitare che altri se ne impossessino: parecchi militari impazziscono per la sete e le privazioni, i feriti senza cure muoiono fra atroci sofferenze. Il 17 arriva l’ordine di capitolazione, dopo aver reso inutilizzabili i pezzi , aver reso gli onori militari ai caduti sepolti presso la cappella costruita dagli artiglieri, dopo 59 giorni di assedio e di bombardamenti terrestri, aerei e navali, il 2° Reggimento Artiglieria Celere cede la posizione, non vinto dalla forza dell’avversario ma dalla fame, dalla sete e dalle continue privazioni. Lo Stendardo del 2° Articelere rimarra’ in terra d’Africa sepolto nel vallone dell’Uadi Garfan, insieme ai Caduti. Una ricerca effettuata dai reduci negli anni 60 si e’ rivelata infruttuosa, forse la bandiera e’stata preda di bande beduine che hanno saccheggiato la zona della battaglia ed i cimiteri di guerra: 18 artiglieri caduti sono sepolti nel sacrario di El Alamein. Fra i ferraresi che resistettero fino all’ultimo a passo Halfaya c’era anche il padre dello scrivente, il sergente maggiore Bertelli Celso che finì in un campo di prigionia in Sud Africa da cui torno’ nel 1946. A lui debbo una serie di fotografie che lo ritraggono nel teatro dei combattimenti, fra queste c’e’ anche la cappelletta costruita dai militari italiani per onorare i caduti del 2° Articelere. La croce e la campana sono state realizzate utilizzando i bossoli dei proiettili di artiglieria, i cannoni vennero alla fine puntati con “alzo zero” in funzione anticarro, nella fotografia che ritrae il rifugio e’ visibile la Madonna delle Grazie conservata nel duomo di Ferrara.

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Postazione anticarro e vedetta . Passo Halfaya

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Sopra l’interno del rifugio a Passo Halfaya, sotto chiesetta costruita dagli artiglieri del 2° Articelere “Emanuele Filiberto Testa di Ferro”. 19


Ridotta Capuzzo

Passo Halfaya Gennaio 1942 foto ripresa da ricognitore britannico; da notare i crateri delle esplosioni causate dagli incessanti bombardamenti provenienti da cielo, terra e mare.

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La resistenza ed il sacrificio delle nostre truppe , permise a Rommel come dicevamo di riorganizzare le truppe in ritirata per la controffensiva. Il 21 di Gennaio, appena 4 giorni dopo la resa di passo Halfaya, Rommel contrattacca, cade prima Aim el Gazala , Tobruk viene presa il 21 di Giugno ed il 30 dello stesso mese le truppe corazzate arrivano in vista di El Alamein in Egitto. Qui termina il nostro resoconto in quanto durante la prima battaglia di El Alamein vengono fatti prigionieri i 1800 italiani del Laconia. La seconda battaglia si svolse fra il 30 Agosto ed il 5 di Settembre del 1942, le forze dell’Asse lanciate verso Suez ebbero la strada sbarrata dai campi minati e dalle posizioni inglesi ben difese. Ad El Alamein i combattimenti continuarono fino al 23 Ottobre 1942 quando Montgomery passando all’offensiva scateno’ la terza battaglia di El Alamein, dopo dieci giorni di aspri combattimenti riportera’ la vittoria decisiva il 6 Novembre 1942. I tedeschi imposessandosi anche degli automezzi italiani, batteranno in ritirata lasciando questi ultimi al loro destino. Nel Gennaio del 1943 i superstiti raggiunsero la Tunisia, la guerra nel deserto era terminata, rimangono ad El Alamein i tre sacrari nei quali sono raccolti e custoditi i resti di pochissimi caduti, la maggior parte di essi giace ancora nel deserto. Nel sacrario italiano sono custoditi i resti di 4634 Caduti, di questi 2187 sono ignoti. Nel 1960 e’ stato consacrato sotto il porticato del sacrario un sacello che raccoglie le spoglie di cento operai italiani periti durante la costruzione delle dighe di Assuan, Ed fina ed Esna. La raccolta dei resti e la costruzione del sacrario venne portata a termine fra il 1949 ed il 1960 da Onorcaduti sotto la guida del Colonnello Paolo Caccia Dominioni a cui e’ dedicato un busto all’interno del Sacrario. Il 23 Gennaio 1943 cadeva Tripoli e la Tunisia cinque mesi dopo. Nel Dicembre 1942 il bisettimanale “Le Forze Armate” , sottotitolo “la pace piu’ sicura sara’ all’ombra delle nostre spade”, esce con un numero speciale per celebrare i Caduti del mese di Dicembre 1941, i dati sono i seguenti: Esercito e M.V.S.N AFRICA SETTENTRIONALE FRONTE RUSSO FRONTE GRECO-ALBANESE

CADUTI 618 ; FERITI 529 ; DISPERSI 620. CADUTI 237 ; FERITI 643 ;DISPERSI 54 CADUTI 388 ; FERITI 407

MARINA CADUTI 133 ; FERITI 55 ; DISPERSI 1151 AERONAUTICA CADUTI 79 ; FERITI 48 ; DISPERSI 33

Da notare che i dispersi in Marina sono da considerarsi deceduti in quanto il recupero dei cadaveri in fondo al mare non veniva di solito effettuato e mancava quindi la prova del decesso .

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I morti ferraresi citati furono:

Esercito:Africa Settentrionale Ten. Coco Francesco di Poggio R. , Serg. Bagolini Nino di Ferrara, Cap- Magg. Finessi Edole da Massafiscaglia, Cap. Magg . Rizatti Leonardo da Migliarino, Andreasi Adelino da Pontelagoscuro, Feltrami Ivo da Codigoro, Castaldi Umberto da Quacchio, Chiodane Roberto da Bondeno, Fagiolo Alpinolo da Ferrara, Formaggi Alberto da Massafiscaglia, Minarelli Antonio da S.Agostino, Tamoni Angelo da Copparo, Trazzi Mario da Bondeno FRONTE RUSSO Boschetti Nello da Codigoro, Zarantonello Ernesto da Argenta, Sonetti Ilvano da Copparo, Benazzi Guido da Codigoro, Brunelli Ezio da Focomorto, Cazzanti Luigi da Codigoro, Cassani Ottavio da Argenta, Ciavardini Giuseppe da S. Agostino, Fogli Giuseppe da Lagosanto, Gaiba Vinicio da Argenta, Gessi Solimano da Portomaggiore, Gorli Guido da Massafiscaglia, Marchetti Delario da Migliaro, Moretti Angelino da Argenta, Mari Secondo da Massafiscaglia, Pampolini Clinio da Portomaggiore, Pesce Aligi da Bondeno, Venturosi RTomeo da Masi Torello, Veronesi Leonino da Porotto. Zanni Ulderico da Comacchio . FRONTE GRECO-ALBANESE Cap. Magg. Bonora Giovanni da Formignana, Molinari Walter da Bondeno . REGIA MARINA Farinelli Ugolino da Mesola , REGIA AERONAUTICA Maggiore Pilota Toschi Cesare da Portomaggiore, M.llo Martelli Gaspare da Migliarino.

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Per farsi un’idea delle forze in campo nelle due battaglie di El Alamein basta scorrere i dati sotto riportati :

Prima battaglia di El Alamein

1 Luglio - 31 Luglio 1942

Germania e Italia

Gran Bretagna e Commonwealth

Erwin Rommel

Claude Auchinleck

96.000 uomini (56000 italiani)

150.000 uomini

585 carri armati

1.114 carri armati

meno di 500 aeroplani

piu’ di 1.500 aeroplani

Seconda battaglia di El Alamein

23 Ottobre - 31 Novembre 1942

Germania e Italia

Gran Bretagna e Commonwealth

Erwin Rommel

Bernard Montgomery

96.000 uomini meno di 500 carri armati

250.000 uomini piu’ di 1000 carri armati

Perdite 12.000 fra morti e feriti 25.000 prigionieri 450 carri armati

23.500 fra morti , feriti e dispersi 500 carri armati

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I due Laconia

Molte volte il nome di una nave ci porta alla mente la tragedia legata al suo affondamento; basti pensare al Titanic od all’ Andrea Doria , veri colossi del mare finiti in fondo all’oceano. Nel caso del Laconia l’armatore Canard di Liverpool , non si sa per quale ragione , forse cultore della civilta’ spartana che nella regione greca della Laconia era nata, decise di commissionare nel 1910 ai cantieri navali Swan Hunter & Wigham Richardson la costruzione di un piroscafo a vapore da impiegare nel collegamento fra Stati Uniti ed Inghilterra a cui impose quel nome. La nave varata nel Dicembre 1911, poteva trasportare 2610 passeggeri , era dotata dei migliori confort dell’epoca , la prima crociera fu effettuata nel Gennaio del 1912. Le crociere durarono veramente poco perche’ allo scoppio della Grande Guerra il piroscafo venne militarizzato con base a Simonstown nel Sud Atlantico.Dopo essere stato impiegato in Africa Orientale e nell’Oceano Indiano fu riconsegnato alla compagnia Cunard che riattatolo ad uso civile lo reimpiego’ nel Settembre del 1916.

Il 25 Febbraio 1917 alle 22:30 la nave venne affondata 11 chilometri ad ovest nord-ovest di Fastnet al largo delle coste irlandesi , salpata da New York otto giorni prima con 75 passeggeri a bordo (34 in prima classe e 41 in seconda ) , e con un equipaggio di 217 uomini sotto il comando del capitano Irvine. Il primo siluro colpi’ la nave sulla sinistra appena sotto la sala macchine ma non la affondò. Venti minuti più tardi un secondo siluro esplose nella sala macchine, di nuovo sulla sinistra, e la struttura questa volta cedette. Dodici persone perirono nel naufragio,sei dell’equipaggio e sei passeggeri , tra questi tre cittadini americani, madre e figlia Maria E. Hoy e Miss Elizabeth Hoy. La nave trasportava prodotti alimentari, cotone, e materiale bellico, il sottomarino tedesco U50 lancio’ i 2 siluri che colpirono la nave. Un giornalista americano Floyd Gibbons che era a bordo del Laconia descrivera’ in un memorabile articolo che verra’ pubblicato da tutti i quotidiani americani l’affondamento della nave, dopo poche settimane gli Stati Uniti abbandoneranno l’isolazionismo e parteciperanno direttamente al primo conflitto mondiale. Il primo piroscafo Laconia era affondato.

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Primo piroscafo Laconia 1912 – 1917

Stazza lorda: 18,099 tonnellate Lunghezza: 183m (600 piedi) Larghezza: 22m (72 piedi) Numero di canalizzazioni: 2 Numero di alberi: 2 Costruzione: Acciaio Propulsione: Twin vite Motori: Otto cilindri a quadrupla espansione motori da Wallsend Slipway Co Ltd Servizio di velocità: 17 nodi (31 Km / h) Costruttore: Swann, Hunter & Wigham Richardson, Wallsend on Tyne Passeggero alloggio: 300, 1 ° classe; 350 2 ° Class; 2,200 3 ° Class

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Secondo piroscafo Laconia 1921 -1942 Dopo la sfortunata avventura del primo Laconia l’armatore decise di commissionare la costruzione di un secondo piroscafo a cui impose lo stesso nome, un po’ come si faceva a meta’ ottocento nelle campagne ferraresi quando veniva a mancare un figlio, caparbiamente si continuava ad imporre lo stesso nome al futuro nascituro al fine di perpetuare il nome del nonno o del padre, tale tradizione era definita il morto che “chiama” il vivo. Comunque digressioni a parte, il nuovo Laconia effettua la prima crociera nel Gennaio del 1923, il viaggio ha una durata di 130 giorni la nave circumnaviga il globo e tocca 22 porti. Nel Settembre del 1934 mentre incrocia nel tratto di mare fra Boston e New York entra in collisione con la Pan Royal un mercantile statunitense: gravemente danneggiata viene rimorchiata fino al porto di New York dove rimane per le necessarie riparazioni fino al 1935 anno in cui riprende le crociere. Nel Settembre 1939, evidentemente Settembre non e’ il mese fortunato per questa nave, viene requisita e viene trasformata in nave da guerra a tutti gli effetti, dotata di armi e batterie antiaeree e’ destinata al trasporto di munizioni, truppe e scorta ai convogli, partecipa attivamente alle vicende belliche fino al Settembre 1942 quando viene colpita da un sommergibile tedesco. Vale la pena ricordare che per convenzione internazionale le navi ospedale od adibite a trasporto prigionieri, debbono darne comunicazione alle organizzazioni della Croce Rossa, era prassi durante il conflitto utilizzare navi ospedale anche per rifornire di combustibile le truppe eludendo i controlli. Famosa e’ la confidenza fatta da Mussolini a Ciano al riguardo, il duce si vantava di aver rifornito le nostre truppe in Africa utilizzando le navi ospedale italiane. L’RMS Laconia pur navigando da 20 anni sui mari con le sue 19600 tonnellate era considerata una nave robusta ed affidabile, le cabine passeggeri erano state in parte smantellate ed erano state aggiunte camere di galleggiamento per poter aumentare la capacita’ di carico, a differenza della precedente era dotata di un solo camino, la propulsione a vapore alimentata da carbone di pessima qualita’, produsse un notevole fumo che permise alla vedetta del sommergibile tedesco di avvistare la nave in navigazione nell’oceano e di preparare l’agguato. Il piroscafo procedeva a luci spente e con i vetri oscurati per non essere avvistata dagli Uboat che stazionavano nella zona con l’obbiettivo di colpire i rifornimenti verso l’Inghilterra, anche per questo motivo la nave armata venne considerata legittimamente obbiettivo bellico da parte del comandante tedesco. Era prassi comune da parte degli U Boat tedeschi dopo un siluramento di rimanere nella zona antistante il naufragio per tentare di catturare il comandante della imbarcazione nemica, in quanto Doenitz era convinto che per preparare un buon comandante servissero almeno dieci anni mentre per costruire una nuova imbarcazione ne bastasse uno, per questo motivo come vedremo piu’ avanti il comandante del sottomarino tedesco si accorse di aver silurato una nave che non trasportava truppe ma prigionieri di guerra italiani e civili.

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Caratteristiche tecniche del secondo Laconia

Lordo di 19,860 tonnellate di stazza x x x x x x x x x

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Lunghezza - 183 metri (600 piedi) Larghezza - 22,5 metri (74 piedi) Numero di canalizzazioni - 1 Numero di alberi - 2 - Costruzione Acciaio Propulsione - Twin - vite Motori - turbine a vapore, diretto da Wallsend Slipway Co Ltd Servizio di velocità - 16 nodi Costruttore - Swan, Hunter & Wigham Richardson Ltd, Wallsend on Tyne Data del varo - 9 aprile 1921 Passeggeri - 1 ° classe 350, 2 ° classe 350, 1.500 classe 3


Il giorno di Natale del 1937 , questo era il menu’ servito ai passeggeri a bordo del Laconia:

Una cartolina pubblicitaria distribuita a bordo del Laconia

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Meno di cinque anni dopo, nel mese di navigazione che precedette l’affondamento, ai prigionieri italiani debilitati da un mese di viaggio rinchiusi o meglio stipati nella stiva della nave venivano serviti improbabili zuppe di verdura ed immangiabili intrugli mentre, ai piani superiori del piroscafo i passeggeri civili inglesi si godevano la crociera. Il comandante inglese della nave Rudolf Sharph gia’ sopravissuto ad un altro naufragio causato sempre dai siluri di un sottomarino tedesco avvenuto pochi mesi prima richiamo’ il personale militare inglese ed i carcerieri polacchi al rispetto dovuto ai prigionieri di guerra, imponendo ai civili e specie alle donne imbarcate un contegno piu’ consono allo stato di guerra ed al rispetto delle sofferenze e privazioni che subivano i prigionieri italiani.

Per milleottocentoquarantuno soldati italiani reduci dalle battaglie d'Egitto, di Marmarica e di Cirenaica, la guerra era davvero finita, era arrivato l'ordine di evacuazione del campo di concentramento inglese n. 310 di Suez. Caricati prima su zatteroni a Port Tewfik, vennero poi imbarcati sul grande piroscafo inglese il Laconia, una nave di quasi 20.000 tonnellate, dotata di dispositivi anti rollio, lunga 183 metri e larga 20. Quel Mercoledi’ 29 Luglio 1942 iniziarono le operazioni di imbarco, il Laconia aveva due piani di stive , il piu’ profondo sotto la linea di galleggiamento, nelle stive erano stati installati quattro gabbioni di 15 per 15 metri di lato, in 225 metri quadrati dovettero convivere 460 prigionieri, per un viaggio che duro’ piu’ di un mese. Nella stiva piu’ profonda non c’erano oblo’ e l’aria era irrespirabile, per evitare di fare dei favoritismi si oscurarono anche quelli della stiva superiore, a parte le comprensibili esigenze belliche, il luogo di detenzione era piu’ simile ad un girone dell’inferno che ad un locale atto ad ospitare esseri umani. Con a disposizione meno di mezzo metro quadrato a testa per sopravvivere, scoppiarono fatalmente i contrasti e le liti fra prigionieri che cercavano di conquistare un posto vicino alla bocchette dell’aria, del resto unico conforto e sollievo al caldo tremendo causato dal sole africano che rendeva lo scafo incandescente. La promisquita, il buio, le sevizie subite fecero crollare in molti prigionieri i freni inibitori, il reciproco rispetto e le risse che naturalmente e fatalmente nacquero vennero sedate brutalmente dai soldati polacchi di guardia ai prigionieri. Doppiato il Capo di Buona Speranza ed entrati in Atlantico venne concesso ai prigionieri di uscire a per un’ora al giorno all’aperto, gli stessi furono sottoposti a docce gelate che minarono ulteriormente il loro fisico gia’ provata dalla dura detenzione. Le 103 guardie polacche della ottava divisione formata a Teheran da ex prigionieri di guerra catturati dai russi durante la campagna polacca, erano comandate dal tenente colonnello Baldwin, si distinsero durante il servizio per le continue vessazioni a cui sottoposero i nostri connazionali. A completare il carico di passeggeri vennero imbarcati 900 fra ufficiali e soldati inglesi reduci dalla campagna contro Rommel, funzionari inglesi con le famiglie che rientravano in patria dal medio oriente, duecento prostitute di varie nazionalita’ imbarcate a forza in quanto sospettate di essere spie. Dopo aver fatto scalo ad Aden, il Laconia sbarco’ a Mombasa le 200 prostitute, oltre ad alcuni prigionieri feriti o ammalati, ci furono due scali tecnici a Durban e Capetown per imbarcare altro personale militare ed infine il piroscafo arrivo’ in Atlantico, a bordo si trovavano 463 tra ufficiali e uomini dell’equipaggio, 286 militari inglesi delle varie armi, 80 donne e bambini oltre ai 1800 italiani ed ai 103 carcerieri polacchi, in tutto 2732 persone .

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In Atlantico il Laconia navigava utilizzando tutte le precauzioni possibili, il Capitano Sharp vecchio lupo di mare era gia’ stato oggetto di attenzione da parte dei sottomarini tedeschi che nel 1940 avevano colato a picco la sua nave il Lancastria nel Golfo della Manica . Le dotazioni di bordo in caso di naufragio erano composte da 32 lance e 40 zattere,del tutto insufficienti per 2732 passeggeri. Le giornate trascorrevano tranquille, sui ponti i bambini giocavano, le donne si abbronzavano e civettavano con i giovani ufficiali imbarcati in Sud Africa, dalle stive provenivano i lamenti dei prigionieri stremati dal caldo, dalle malattie, dalla scarsezza del cibo e dalla durezza dei guardiani. L’11 di Settembre un messaggio dell’Ammiragliato ruppe il silenzio radio, venne ordinato alla nave di modificare la rotta e di portarsi verso il centro dell’ Atlantico, ormai era troppo tardi. Il capitano di corvetta di 32 anni Werner Hartenstein comandante dell’ U 156, era all’inseguimento della preda, identificata proprio dalla scia di fumo nero che lasciavano dietro di se i fumaioli del Laconia , scia causata dalla cattiva combustione del carbone di scarsa qualita’ che era stato fornito alla nave e che tanto aveva preoccupato il Capitano Sharp alla partenza. L’U 156 varato a Brema nel 1941 era una formidabile arma di offesa, estremamente veloce poteva arrivare a 18 nodi in superfice ed a 7 in immersione, era lungo 76 metri ed aveva un equipaggio di 50 uomini. Equipaggiato con 6 lanciasiluri , completava l’armamento una scorta di 16 siluri ed in coperta un cannone da 105 e due mitragliere. L’ U156 aveva gia’ affondato 96500 tonnellate di naviglio nemico e con questo nuovo bersaglio il comandante Hartenstein contava di superare il bottino degli altri due sottomarini tedeschi in agguato nella zona l’U507 e l’U506. Dopo un inseguimento durato 10 ore la sera del 12 Settembre 1942 il comandante Hartenstein diede il comando “los” per far lanciare i siluri, erano le 22:00. Il Laconia fu squassato da due tremende esplosioni, si scateno’ il finimondo, dai tubi spezzati fuoriuscivano nuvole di vapore bollente, la nave immediatamente sbando’ sulla dritta, disordinatamente i passeggeri si precipitarono verso le scialuppe e le imbarcazioni scampate all’esplosione. Nella stiva squassata dalla deflagrazione centinaia di prigionieri italiani avevano trovato la morte, per gli altri era solo questione di tempo; i soldati polacchi spararono verso quegli italiani che cercavano di forzare le porte delle gabbie per sfuggire ad una morte atroce, dopo 45 minuti il Laconia si stava gia’ inclinando di prua, alcune zattere sovraccaricate o danneggiate dalle esplosioni si erano inabissate, nel frattempo il telegrafista di bordo aveva gia’ lanciato l’s.o.s che in questo caso per convenzione era un s.s.s che significava che la nave era stata affondata da un sottomarino. Nel caos invano ostacolati dai polacchi, un consistente numero di prigionieri riusci’ a salire sul ponte ed a cercare la salvezza buttandosi in mare aggrappati a tutto cio’ che potesse galleggiare. Il comandante del Laconia decise di affondare con la nave per non occupare uno dei posti sulle poche lance di salvataggio rimaste integre, la posizione del relitto fu segnalata nel messaggio radio trasmesso prima dell’affondamento, a lungo si penso’ che la potenza impiegata dalla radio di bordo non fosse sufficiente a raggiungere le basi inglesi, ma come vedremo in seguito a poca distanza c’era l’isola di Ascension dove era stata installata una base statunitense ben attrezzata. La lancia numero 13 sulla quale riuscirono a salire polacchi ed italiani, finalmente accomunati dalla cattiva sorte ando’ alla deriva e venne recuperata dopo cinque giorni dall’incrociatore francese Gloire. A molti nostri connazionali ando’ molto peggio: respinti spietatamente dagli inglesi che per primi riuscirono a salire sulle scialuppe, annegarono non sapendo nuotare, altri piu’ intraprendenti o piu’ disperati cercarono di aggrapparsi ai bordi delle scialuppe e si videro amputare le mani dalle accette dei soldati inglesi scomparendo fra le onde emettendo grida disumane.

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Alle 23.25 mentre si stava calando ancora l’ultima scialuppa, le caldaie del Laconia esplosero ,il piroscafo si inabisso’ di prua, sulla nave rimasero oltre a centinaia di prigionieri morti od intrappolati nelle gabbie anche il comandante Sharp ed il secondo capitano Steel. A rendere piu’ tragico, se possibile il bilancio del naufragio furono un branco di squali che sopraggiunsero attirati dal sangue delle vittime e nugoli di barracuda che azzannarono gli arti inferiori e le natiche dei naufraghi.. Impediti a salire a bordo delle barche o delle zattere, centinaia di italiani vennero divorati ancora vivi dagli squali, che una volta sazi sembravano trastullarsi con i cadaveri che galleggiavano. Mentre a bordo del sommergibile tedesco si brindava al buon esito della missione “Eisbàr” orso bianco il capitano di corvetta Hartenstein ignorava che il primo siluro lanciato aveva colpito la stiva numero quattro dove erano rinchiusi in un’unica gabbia di 225 metri quadrati 450 soldati italiani che rimasero quasi tutti uccisi, e lo stesso aveva fatto il secondo che aveva centrato la stiva numero due anche se causando meno vittime. Del Laconia il comandante tedesco non sapeva nulla, ne sapeva il nome in quanto era stato captato il messaggio di soccorso lanciato dalla nave prima di affondare, come da ordini ricevuti il sottomarino emerse e punto’ verso il luogo del naufragio per tentare la cattura del comandante Sharp, Hartenstein salito in torretta udi’ subito invocazioni di aiuto , pur non parlando italiano capi’ che qualcosa di grave era accaduto, fece ripescare alcuni naufraghi e da questi con molta fatica riusci’ a realizzare che sulla nave erano trasportati piu’ di mille prigionieri italiani. Comincio’ qui quello che sara’ in seguito denominato “ l’affaire Laconia” .

Il Comandante del Laconia R. Sharp

Il Comandante del U156 Hartenstein 31


Prigionieri italiani versoi campi di concentramento.

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Il luogo dell’ affondamento 04° 34’ latitudine Sud , 11° 25’ longitudine Ovest

L’Affaire Laconia Gli inglesi come si apprese in seguito captarono il messaggio del Laconia, ma pensando ad un’imboscata preferirono ignorarlo, nel frattempo mentre si cercava di aiutare i naufraghi non facendo differenze fra alleati e nemici dal sottomarino parti’ un messaggio diretto al comando sommergibili, “affondato inglese Laconia. Purtroppo con 1500 prigionieri italiani. Sino a ora 90 salvati.chiedo ordini Hartenstein” . Il vice ammiraglio Doenitz fu svegliato a Parigi, la decisione da prendere non era affatto semplice, dal punto di vista militare la scelta era semplice bisognava buttare a mare i naufraghi in quanto lo scafo non era adatto a trasportarli, ma Doenitz era prima di tutto un marinaio e decise di inviare a dar manforte all’ U156 altre tre unita’ l’U506, l’ U507 e l’U459. Il comandante dell’ U507 Harro Schacht quando gli arrivo’ l’ordine di Doenitz era a 750 miglia dal luogo del naufragio, per raggiungerlo alla velocita’ di 15 nodi all’ora ci avrebbe impiegato due giorni. Il comandante dell’ U506 era Wùrdemann che era partito verso il luogo della tragedia di sua iniziativa, prima ancora di ricevere ordini dall’ammiragliato, il terzo l’U459 era soprannominato vacca da latte, per le enormi dimensioni ed anche perche’ serviva per rifornire di carburante e munizioni i sommergibili direttamente in mare: quest’ultimo mezzo era comandato da Wilamowitz-Mòllendorf, un veterano della prima guerra mondiale. Entrambi i comandanti dell’U506 e dell’U459 periranno con il loro equipaggio nel Gennaio del 1943 il primo e nel Luglio dello stesso anno il secondo a causa delle bombe di profondita’ sganciate da aerei alleati. La mattina del 13 di Settembre l’U156 si aggirava sul luogo del naufragio ripescando e prestando soccorso ai naufraghi senza distinzione di nazionalita’ in attesa che arrivassero i soccorsi, fra gi inglesi quasi nessuno desiderava essere salvato dai tedeschi, a causa delle correnti le imbarcazioni ed i relitti a cui si erano aggrappati i superstiti si allontanavano sempre piu’ dal luogo del disastro. Con 123 italiani e 21 inglesi a bordo scampati al naufragio, che di fatto impedivano le operazioni belliche , Hartenstein provo’ a formulare una richiesta veramente inconsueta in tempo di guerra: chiese di dichiarare la neutralizzazione diplomatica del luogo del naufragio. La proposta fu respinta da Doenitz dopo che si fu consultato con lo stato maggiore, nel contempo lo stesso avverti’ il comando dei sottomarini italiani a Bordeaux e chiese l’intervento degli incrociatori della repubblica di Vichy per collaborare alle operazioni di soccorso, il sommergibile Cappellini al comando del tenente di vascello Marco Revedin, nato a Bologna nel 1911 rampollo dei marchesi Revedin di San Martino di Ferrara, parti’ immediatamente per soccorrere i nostri connazionali. Hartenstein aveva gia’ trasmesso sulla lunghezza d’onda usata dagli inglesi dei 25 e 60 metri un messaggio in cui dava la sua posizione e prometteva di non attaccare le navi nemiche che si fossero impegnate nel soccorso dei naufraghi; il messaggio era firmato “un sottomarino tedesco”. Da Berlino intanto l’ammiraglio Fricke, a nome di Hitler disapprovava la troppa umanita’ dimostrata dal comandante tedesco ed ordinava di non assumere alcun rischio ai comandanti delle unita’ tedesche impegnate . Doenitz lo interpreto’ a modo suo, ordino’ di continuare il soccorso e di interromperlo solamente se vi fosse pericolo reale per gli scafi tedeschi operanti. Il 14 di Settembre tre navi francesi la Gloire, la Dumont-d’Urville e la Annamite insieme al Cappellini navigarono a tutta forza verso quel tratto di mare presidiato dall’Uboat 156 che nel frattempo aveva raccolto parecchie donne e bambini inglesi stremati dopo tre giorni in mare, in tutto i sommergibilisti tedeschi avevano assistito 400 persone distribuendole poi sulle scialuppe ancora in buono stato, rifocillandole e fornendo loro generi di conforto. 33


Il 15 di Settembre alle 11:30 arrivo l’U506 che imbarco’ la meta’ dei 263 naufraghi; in quel momento presenti sullo scafo di Hartestein, chiedendo che fossero tutti italiani, verso le 15 arrivo’ anche l’U507 che collaboro’ al recupero di altre imbarcazioni alla deriva, si cerco’ sempre di tenere separati gli italiani dai polacchi per evitare vendette e ritorsioni. Il 16 di Settembre per Hartenstein ed i suoi marinai che non dormivano ormai da quattro giorni fu una giornata decisiva. Revededin ed il Capellini avevano incontato alcune scialuppe con inglesi a bordo alla deriva e le avevano rifornite di viveri ed acqua dirigendosi poi a tutta forza verso le altre unita’ impegnate nelle operazioni di soccorso. Alle 11:25 apparve all’orrizzonte un aereo alleato , un Liberator americano. Fu subito esposta una grande bandiera con la croce rossa sul sommergibile tedesco, peraltro impossibilitato ad immergersi per il gran numero di prigionieri che erano ospitati in coperta, nel contempo un ufficiale della RAF prigioniero trasmise dalla radio del sommergibile sulla frequenza dell’aereo un messaggio che raccomandava di non attaccare in quanto a bordo si trovavano naufraghi del Laconia fra cui numerose donne e bambini. Da parte del Liberator non ci fu risposta, si allontano’ per ritornare poco dopo per sganciare il suo carico di bombe, fu un momento di panico generale, il sottomarino cerco’ di evitare le bombe facendo manovra a tutta forza, le scialuppe a traino sbalzarono in mare parte del loro carico umano, una bomba centro’ una lancia uccidendone gli occupanti, per ben due volte il Liberator sgancio’ il suo carico di bombe, mentre il sottomarino si immergeva venne ripetutamente colpito subendo gravi danni, la radio venne riparata dopo otto ore, le falle vennero rattoppate, ma i periscopi ed altre attrezzature risultarono inservibili. Hartenstein fu costretto ad evacuare i naufraghi ed a sospendere le operazioni di soccorso, informando Doenitz appena la radio fu riparata di quanto accaduto. La notizia dell’attacco proditorio subito mentre si stava compiendo una operazione umanitaria di salvataggio arrivo’ anche alle altre unita’ tedesche ed italiane impegnate a rastrellare in un’ampio tratto di mare i naufraghi. Doenitz ordino’ per salvaguardare i mezzi e gli equipaggi tedeschi di abbandonare le operazioni, i superstiti italiani vennero imbarcati a bordo dei sommergibili per essere affidati alle navi francesi, mentre il resto dei naufraghi furono imbarcati sulle scialuppe di salvataggio con viveri ed acqua sufficienti. In quello stesso giorno , fatto tesoro dell’esperienza, Doenitz vergo’ di suo pugno un ordine che a Norimberga gli costera’ caro, con questa serie di disposizioni da lui battezzate “Triton Null” ordinava in futuro di non prestare alcun soccorso ai naufraghi di navi colpite dai sommergibili tedeschi. Per tutta la giornata del 17 Settembre le navi francesi guidate via radio dai sommergibili tedeschi continuarono ad imbarcare naufraghi alla deriva, il 18 notte grazie al fortunoso avvistamento di un fuoco acceso con l’ultimo fiammifero a disposizione da un naufrago a bordo di una scialuppa si riusci’ strappare ad una fine certa altre vite. Il Gloire alla fine riusci’ a salvare 373 italiani, 597 inglesi , fra cui 48 donne e bambini, 70 polacchi ed un greco, in totale 1041 anime. L’Annamite ne soccorse 300, il Cappellini ne trasse in salvo 110 che poi trasbordo’ su di una unita’ francese .I Tedeschi provvidero a liberare 385 prigionieri francesi detenuti in Germania che avevano rapporti di parentela od amicizia con gli equipaggi delle navi francesi: questo era il prezzo della collaborazione prestata da parte della Francia.. A seguito del bombardamento americano due scialuppe che erano al traino dell’ U156 si trovarono alla deriva, dopo indicibili sofferenze 16 dei 64 naufraghi fra cui donne e bambini arrivarono il 9 di Ottobre dopo quasi un mese di navigazione sulle coste della Liberia; una donna non sopravvisse agli stenti e mori’ pochi giorni dopo. Il 21 di Ottobre quasi quaranta giorni dopo l’affondamento fu trovato in mare il secondo canotto del Laconia: dei 51 occupanti ne erano rimasti in vita quattro, ormai sfiniti ed allo stremo delle forze. 34


I dati dell’ecatombe, a distanza di tanti anni sono ancora controversi, anche se non si discostano molto dai seguenti: dei 2732 imbarcati a bordo del Laconia ne sopravvissero 1111 , dei 1800 italiani prigionieri 450. Le forze alleate non riuscirono certamente a fronte alta da questo episodio, fu negato in un primo tempo come gia’ detto che il messaggio del Laconia fosse stato captato. Per anni , di fronte all’indignazione generale, il governo degli Stati Uniti nego’ l’operazione bellica del Liberator nonostante le testimonianze dei superstiti inglesi; solo trenta anni dopo venne detta finalmente la verita’ su questo episodio di pirateria, nessuno pago’ per questo crimine, constatato quanto sta succedendo in materia di impunita’ ed indulgenza verso le forze armate americane in questi tempi nulla e’ cambiato dopo 65 anni. Il comandante Hartenstein peri’ a 35 anni nell’Oceano Atlantico con il suo equipaggio l’otto Marzo 1943 colpito dalle bombe di profondita’ sganciate da un aereo Catilina alleato. Di seguito alcune testimonianze raccolte dopo il disastro sul trattamento subito dai prigionieri italiani. Dal giornale di bordo del comandante Hartenstein: "00 h 7722 - SO. 3. 4. Visibilità media. Mare calmo. Cielo molto nuvoloso. Secondo le informazioni degli italiani, gli inglesi, dopo esser stati silurati, hanno chiuso le stive dove si trovavano i prigionieri. Hanno respinto con armi coloro che tentavano di raggiungere le lance di salvataggio...". Lo storico americano Clay Blair jr., che descrisse l’avvenimento nel suo libro „Hitler’s U-Boot War“, dice esplicitamente che il Laconia aveva a bordo sufficienti scialuppe di salvataggio per tutte le 2700 persone imbarcate, prigionieri compresi. Ciò nonostante, le guardie polacche ricevettero l’ordine dagli ufficiali di sbarrare i cancelli delle stive, quindi, mentre militari ed ospiti si imbarcavano, la guardia si schierò con i fucili puntati davanti alle cancellate chiuse. La scena fu descritta da alcuni sopravvissuti, le cui testimonianze sono raccolte nel libro di Antonio Trizzino, ”Sopra di noi l’oceano”: “Appena ebbero compreso che erano stati condannati all’annegamento, i prigionieri si lanciarono contro i cancelli, mentre le guardie li respingevano a colpi di baionette o sparando a bruciapelo. A coloro che riuscirono ad arrivare alle scialuppe e ad aggrapparvisi venivano tagliate le mani.” Altre testimonianze sull’ attacco del Liberator: I quattro sommergibili si trovavano carichi di prigionieri, sia all’interno che sul ponte di coperta; in più trainavano molte scialuppe di salvataggio. Erano quindi nella impossibilità di immergersi. In quelle condizioni, il 16 settembre, alle ore 11,25, fu avvistato un bombardiere americano del modello B-24 Liberator. A bordo c’erano il tenente pilota James D. Harden, il tenente Edgar W. Keller, l’ufficiale di rotta Jerome Perimar. Costoro osservarono i sommergibili con visibili a coperta, come da convenzione internazionale, i teli bianchi con la croce rossa, indicanti prigionieri a bordo. Di più: Hartenstein chiese ad uno degli ufficiali inglesi che si trovavano sul suo U-Boot di trasmettere - in inglese - all’aereo il seguente messaggio: „Qui ufficiale Raf a bordo del sommergibile tedesco. Ci sono i naufraghi del Laconia, soldati, civili, donne e bambini“. Il Liberator non rispose e si allontanò. Il tenente pilota Harden telegrafò però al punto di appoggio che si trovava sull’isola di Asuncion, da dove il comandante in capo, il colonnello Robert C. Richardson III, impartì l’ordine chiaro „Sink sub“. Quindi il Liberator tornò alle 12, 32 per bombardare i sommergibili. Hartestein a quel punto fece tagliare le cime con le scialuppe e si immerse.

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Naufraghi a bordo del U 156 il 13 Settembre 1942

Naufraghi sul ponte del U 507

Naufraghi vengono assistiti dal U507

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Donne e bambini superstiti del naufragio imbarcate sulla Gloire

Una delle pagine degli atti del processo a Doenitz celebrato a Norimberga dove si ricostruisce il naufragio del Laconia.

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Anche Ferrara ha dato il suo contributo di sangue quel 12 Settembre 1942 al largo di Ascension Island in pieno Atlantico. L’estrapolazione dei dati relativi ai Caduti Ferraresi è stata ottenuta comparando l’elenco fornitomi da Onorcaduti con il fondo Prefettura relativo alle comunicazioni alle famiglie che e’ conservato in Archivio di Stato di Ferrara. L’elenco ottenuto e’ stato ulteriormente verificato tramite le anagrafi dei comuni che hanno risposto alle mie richieste di verifica, in particolare mi hanno risposto con sollecitudine le anagrafi di ferrara,Migliarino, Formignana, Copparo, Portomaggiore, Argenta, purtroppo non ho avuto alcuna risposta da Bondeno, Cento, Comacchio, Goro, Lagosanto. Ancora oggi emergono nuovi nominativi di Caduti del Laconia, i dati del Ministero della Difesa parlano di dispersi in Mediterraneo, evidentemente quando fu redatto l’elenco dei passeggeri c’era un po di confusione a livello geografico fra i vari uffici competenti… I Caduti ferraresi fin qui verificati sono i seguenti: 1) Agnella James di Giovanni, di anni 22: nato a Migliarino il 7/10/1919, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria “Pavia”. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 2) Anteghini Bruno fu Augusto, di anni 22: nato a Migliarino il 21/10/1919, ha combattuto in Africa nel 7° Reggimento Bersaglieri, catturato in combattimento al km 121 a Sud Ovest di Alessandria il 10/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 3) Arvieri Ariode di Olivo, di anni 22: nato a Massafiscaglia il 4/12/1919, ha combattuto in Africa nel 9° Bersaglieri, gia’ ferito in combattimento il 10/11/1941, disperso in combattimento a Rusveiat-El Alamein il 15/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 4) Bardella Renato di Rino, di anni 30: nato a Francolino il 29/07/1912, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria “Pavia”. Disperso in prigionia il 12/09/1942. Il fratello Cesare classe 1919 era deceduto in combattimento a Porto Bardia (Cirenaica) il 27/12/1940. 5) Bettini Loris Flavio di Eugenio, di anni 22: nato a Formignana il 14/02/1920, ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri, catturato a Rusveiat-El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 6) Bolognesi Bruno di Gaetano, di anni 22: nato a S. M. Codifiume il 1/12/1919, ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri, catturato a Rusveiat- El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942 7) Bonora Willer di Lobbia, di anni 22: nato a Baura il 7/04/1920, residente a Francolino ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria, catturato dagli inglesi e’ rinchiuso nel campo n. 306 Chief pow con il numero di matricola 150103. Disperso in prigionia il 12/09/1942 8) Carli Luigi di Giuseppe, di anni 21: nato a Comacchio il 09/05/1921, ha combattuto in Africa nel 85 Reggimento Fanteria Sabrata, Catturato il 28/08/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 9) Carli Roberto di Pasquale, di anni 27: nato a Ponte Maodino (Codigoro) il 7/12/1914 ha combattuto in Africa nel 9° Bersaglieri, catturato a Rusveiat- El Alamein il 15/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 10) Cenacchi Carlo di Federico, di anni 30: nato a San Bartolomeo in Bosco il 19/04/1912, ha combattuto in Africa nel 85° Reggimento Fanteria Sabrata, catturato il giorno 11/07/1942 al Km 127 della ferrovia El Dab’a’- El Alamein, internato nel campo 306, matricola 341737. Disperso in prigionia il 12/09/1942 11) Chersoni Rinaldo di Ciriaco, di anni 25: nato a S.M. Codifiume il 11/06/1917 ha combattuto in Africa nel 7° Reggimento Bersaglieri, catturato al km. 121 Sud Ovest di Alessandria il giorno 11/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 12) Dolfi Armando fu Perfetto, di anni 25: nato a San Giorgio (Ferrara) il 21/06/1917, ha combattuto in Africa nel 66° Reggimento Fanteria, catturato ad El Alamein il giorno 11/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942.


13) Felloni Selvino fu Antonio, di anni 29: nato a Formignana il 20/08/1913, residente a Filo d’Argenta ha combattuto in Africa nell’27° Reggimento Fanteria “Pavia”. Fatto prigioniero dagli inglesi il 15 Luglio 1942 ad El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942 14) Maini Ardito fu Ulderico, di anni 26: nato a Vigarano Mainarda il 29/11/1915, Ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri, prigioniero numero 150348 nel campo 306 in Egitto, Disperso in prigionia il 12/09/1942. 15) Mandrioli Ottorino di Gennaro, di anni 28: nato a Villanova di Denore il giorno 08/05/1914, ha combattuto in Africa nel 85° Reggimento Fanteria Sabrata, disperso il giorno 11/07/1942 al km. 127 della ferrovia El Dab’a’- El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942 16) Marabesi Viterbo di anni 30: nato a Casaglia (Pontelagoscuro) il 28/09/1911, ha combattuto in Africa nel 61 Reggimento Fanteria. Disperso in prigionia il 12/09/1942 17) Maranini Giuseppe di anni 23: nato a Ferrara il giorno 08/10/1918, ha combattuto in Africa nel 7° Reggimento Bersaglieri, disperso il giorno 11/07/1942 al km. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942 18) Marzola Giorgio di Filippo, di anni 27: nato a Migliarino il giorno 05/06/1915, Ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri, disperso il 15/07/1942 ad El Alamein, prigioniero n. 150248 campo 306 Egitto. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942 19) Masieri Giordano di anni 21: nato a Massafiscaglia il 16/04/1920, ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 20) Melloni Luigi di Pietro, di anni 27: nato a Renazzo il giorno 04/01/1915, ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri, prigioniero n. 150172 nel campo 306 in Egitto. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 21) Pacini o Paccini Giuseppe, di anni 23: nato a Berra il giorno 08/10/1918, ha combattuto in Africa nel 66° Reggimento Fanteria, fatto prigioniero il 10/03/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 22) Pandolfi Vincer di Quinto, di anni 22: nato a Codigoro il 31/07/1920, ha combattuto in Africa nel 7° Reggimento Bersaglieri, fatto prigioniero il giorno 11/07/1942 al km. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 23) Pavani Settimio di Gaetano, di anni 22: nato a Consandolo (Argenta) il 4/09/1920, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 24) Ravagnani Bruno di Sirode, di anni 22: nato a Stellata (Bondeno) il 13/12/1919, ha combattuto in Africa nel 7° Reggimento Bersaglieri, fatto prigioniero il giorno 11/07/1942 al km. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 25) Ricchieri Umberto di anni 28: nato a Jolanda di Savoia il giorno 04/04/1914, ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 26) Rossi Umberto di Armando, di anni 31: nato a Porotto il 13/09/1911, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria, catturato dagli inglesi al km. 127 della ferrovia El Dab’a’- El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 27) Scalambra Guido di Lorenzo, di anni 30: nato a Francolino il 17/05/1912, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria “Pavia”, internato nel campo 306 in Egitto, matricola 150520. Lascia una moglie ed una figlia di cinque anni. Disperso in prigionia il 12/09/1942.


28) Targa Fernando di Giovanni, di anni 30: nato a Vigarano Mainarda il 18/02/1912, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria “Pavia”, catturato a Tobruk, internato nel campo 306 in Egitto, matricola 150796. Disperso in prigionia il 12/09/1942. Da notare che nei fondi prefettura vengono storpiati alcuni nomi di localita’, Rusveiat in realtà è Ruweisat

Nella piantina di provenienza inglese la dislocazione delle nostre truppe ed i luoghi dove vennero fatti prigionieri i 28 militari ferraresi periti sul Laconia. Da notare l’errore di attribuzione del nome ai reggimenti di fanteria, il 20° era il Brescia ed il 27 la Pavia.


Vista da satellite della zona degli scontri: da notare El Dab’a’ dove ha combattuto l’85° Fanteria ed El Ruweisat dove combatte’ il 9° Bersaglieri.

Una ulteriore ricerca e verifica sui trenta nominativi ferraresi della tragedia del Laconia, e’stata effettuata presso l’ Archivio di Stato di Ferrara dove ho potuto visionare, grazie alla cortesia degli operatori, le trenta buste che raccolgono i fascicoli personali di buona parte dei caduti, feriti, prigionieri e dispersi ferraresi. Non posso essere certo di avere a disposizione l’elenco completo dei Caduti ferraresi del Laconia ma penso che i dati in mio possesso non si discostino dalla realta’. Alle famiglie dei dispersi se bisognose, fu erogata dallo stato un’una tantum di 1000 lire: il contributo giornaliero per le mogli che avevano il marito al fronte era di circa 11 lire, di certo non c’era da scialacquare.

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Copia della lettera inviata alla prefettura di Ferrara dal consolato italiano di Losanna, il 23 di Febbraio 1943, a distanza di cinque mesi dal naufragio del Laconia le famiglie dei Caduti non erano ancora state avvertite. Di seguito i reggimenti dei Caduti ferraresi del Laconia e la loro dislocazione all’atto dell’entrata in guerra dell’Italia. 85 Reggimento Fanteria Sabrata - Jefren (Libia). 66 Reggimento Fanteria Trieste - Piacenza. 61 Reggimento Fanteria Trento - Trento. 27 Reggimento Fanteria Pavia - Libia. 9 Reggimento Bersaglieri – Cremona 7 Reggimento Bersaglieri - Bolzano. 42


La guerra e’ finita !

Nell’ immagine qui sopra riprodotta e dal commento che la accompagna ci si puo’ fare un’idea del tipo di considerazione che avessero di noi italiani gli alleati. La didascalia recita: “ felici di essere fuori di li, dopo El Alamein i prigionieri marciano a migliaia, non sono necessarie le guardie per evitare che scappino”. La fotografia fu pubblicata sul libro Eight Army di Robert Neillands, l’autore omise di ricordare il valore dei nostri reparti in Africa che seppero tenere testa a forze meglio equipaggiate, regolarmente rifornite e particolare non trascurabile ad un esercito che contava piu’ del doppio degli effettivi rispetto al nostro nella battaglia decisiva di El Alamein. Non diversa era nell’ Aprile del 1942 la politica di Roosvelt verso quegli americani che erano emigrati negli Stati Uniti: vennero schedati implacabilmente, non tenendo conto del fatto che molti di essi avessero gia’ combattuto nella Grande Guerra nell’esercito degli States. Nella pagina sucessiva sono riprodotte le schede compilate dall’ufficiale dell’anagrafe americana: gli immigrati ferraresi provenivano per la maggior parte dalla zona di Cento e di Renazzo, l’immigrazione era iniziata nella seconda meta’ dell’ottocento, poco dopo l’unita’ d’Italia. Gli immigrati ferraresi vivevano in prevalenza fra New York e Boston sulla costa atlantica ed esercitavano professioni legate all’industria meccanica ed alla carpenteria, i nomi delle citta’ di provenienza venivano spesso storpiati ed accadeva anche che si indicasse il quartiere di origine, si trovera’ cosi’ un ferrarese che all’ingresso negli States dichiarera’ di provenire da San Giorgio ed un altro che dichiarera’ di essere nato a Penzale (Cento). 43


Schedatura da parte del governo U.S.A. di Bertelli Petronio di Ferrara e Balboni James di Cento. 44


La cosa che piu’ sorprende della morale alleata e’ che quando ad essere colpiti sono i civili inglesi od americani, si grida alla barbarie e si invocano le convenzioni internazionali, quando si tratta di bombardare citta’ italiane, tedesche o giapponesi si parla, quando se ne parla, di ineluttabili e dolorose scelte strategiche imposte dagli eventi e che tali atti sono necessari per proteggere l’avanzata e l’incolumita’ dei militari alleati. Tale ragionamento viene ancora largamente seguito dalle autorita’ americane come nel caso dei bombardamenti preventivi, che precedettero l’invasione dell’Iraq, che causarono appunto innumerevoli vittime fra la popolazione civile. Ma per non cadere nel facile antiamericanismo odierno, vorrei tornare alla seconda guerra mondiale ed alle numerose vittime innocenti causate dai bombardamenti alleati . Per rimanere in ambito locale Ferrara disponeva nel 1943 di pubblici rifugi che potevano ospitare 5386 persone, i morti a causa dei bombardamenti ammontano secondo fonti dell’Anagrafe di Ferrara a 1071 , la cifra e’ sicuramente imprecisa per difetto in quanto spesso non tiene conto degli sfollati ferraresi morti fuori Ferrara. E’ il caso ad esempio di Bertelli Enrica di 24 anni e della figlioletta Maria di appena 4 anni morte nel crollo di un palazzo ad Alberlungo di Rovereto nell’ Agosto 1944 centrato da una bomba sganciata da un bombardiere alleato. Il giornale dell’epoca diede la notizia in un trafiletto dal titolo significativo “ancora bombe”, Bertelli Enrica aveva perso all’inizio della guerra il fratello Mario, marinaio ventenne perito in combattimento a bordo dell’incrociatore Lampo.

Bertelli Erica ed Ambrosone Maria

Corriere Padano

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Quanto fin qui detto penso dimostri come un grande paese democratico come gli Stati Uniti d’America, preso giustamente ad esempio come democrazia compiuta, abbia anche esso un ben strano senso della giustizia, passando sopra al genocidio degli indiani ed alle stragi compiute per esportare la democrazia in varie nazioni del mondo. Vorrei tornare ora a quello che fu il post Laconia. Sconfitto finalmente il nazifascismo le potenze vincitrici istituirono il tribunale di Norimberga, da una parte furono giustamente puniti i responsabili dell’olocausto, dall’altra si volle processare chi aveva combattuto per un’ideale sbagliato o chi come Doenitz aveva solamente fatto il proprio dovere di militare e di marinaio, mettendo anche a repentaglio la propria incolumita’ scontrandosi duramente con Hitler sul comportamento da tenere nei confronti dei naufraghi del Laconia.. Il suo ordine “Triton Null” che di fatto gli costo’ una condanna a Norimberga, fu giustificato dal proditorio ed ingiustificato attacco di un Liberator U.S.A che non esito’ a sganciare alcune bombe sul sottomarino di Hartestein mentre era impegnato a soccorrere i naufraghi, uomini, donne e bambini perfettamente visibili all’equipaggio alleato del Liberator. A nulla servi’ il promemoria inviato ai giudici dall’ammiraglio statunitense Nimitz che di fatto assolveva Doenitz in quanto le stesse disposizioni dell’ammiraglio tedesco, erano state impartite alle forze alleate operanti sui sommergibili. La giustizia militare dei vincitori fece passare per le armi generali ed ufficiali italiani e tedeschi che avevano ordinato di aprire il fuoco sui militari alleati che tentavano di evadere dai campi di prigionia, dimenticando in che modo si comportavano negli stessi frangenti gli ufficiali alleati. Amanti delle statistiche gli statunitensi, pubblicarono una inchiesta sul tasso di mortalita’ dei prigionieri nei rispettivi campi avversari; tali dati risultavano viziati in quanto prigionieri delle forze dell’asse uccisi come nel caso del Laconia dalle bombe americane o dalle guardie polacche ed inglesi furono di fatto conteggiati come vittime dei tedeschi. A Norimberga, sempre tenendo fermo il giudizio sacrosanto di condanna del nazismo e dei suoi crimini, si introdusse un nuovo ordinamento di “selettività giudiziaria”, che sancì il principio che “il comportamento delle potenze vincitrici non poteva essere equiparato con gli stessi standard legali applicati ai loro nemici”. In un libro “La gioia violata” di Federica Saini Fasanotti si parla di altri crimini commessi dalle forze alleate e mai puniti: “Vi furono numerose violazioni del diritto umanitario nei confronti dell’Italia, con attacchi contro centri abitati e mezzi della Croce Rossa. Gli inglesi ( ..i portatori della libertà secondo certa vulgata corrente..) si distinsero, come già fatto sulla Germania con la tecnica dell’ “ Area bombing”, che mirava alla distruzione delle abitazioni,più che a colpire gli obiettivi militari. In Albania ed in Africa Settentrionale gli uomini della Raf si accanirono in special modo ,contro ospedali ed edifici con il simbolo della Croce Rossa, mentre la Regia Aeronautica e la Marina adottarono sempre una condotta di guerra improntata ad un comportamento cavalleresco ed umanitario. Numerosi furono i prigionieri italiani eliminati direttamente sul campo di battaglia nel deserto libico–egiziano. I reparti di fanteria del Commonwealth britannico, soprattutto quelli provenienti dall’Oceania, furono autori di massacri di prigionieri appena catturati e mutilizioni di cadaveri. Durante la campagna di Tunisia, nella battaglia di Takrouna,i “reparti maori” del generale Freyberg uccisero a baionettate tutti i prigionieri italo-tedeschi e gettarono vivi da un dirupo anche due soldati italiani. “ ed ancora: Una pagina dimenticata è quella degli internati italiani in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, allo scoppio delle ostilità. Con l’inizio della guerra le autorità britanniche arrestarono subito 4000 italiani, e non vi furono distinzioni tra fascisti ed antifascisti…. La sorte dei nostri civili evacuati dall’Africa Orientale Italiana, fu ancor peggiore dei militari. Gli uomini in buono stato furono trasferiti in Kenya, Rhodesia, Uganda, Sud Africa e Tanganika, mentri le donne, i bambini i vecchi , vennero raccolti in 46


campi inospitali in AOI, nei pressi di Mandera, Berbera, Dire Daua, Harar, veri “ inferni per vivi”…. Qui i bambini italiani morivano di morbillo e di altre malattie, in tutto le vittime civili nei campi di concentramento alleati furono stimate in circa duemila. Francesi e Greci si distinsero per la sistematica violazione delle leggi umanitarie. Il rapporto del nostro Ministero della Guerra, definì brutale il comportamento verso i nostri soldati catturati, sia che fossero feriti o meno. Sorte peggiore toccò a coloro che alla conclusione della campagna africana, furono consegnati dagli alleati ai francesi di De Gaulle. Da notare che la cosiddetta “Francia Libera” non era riconosciuta da nessuna potenza belligerante, come “governo legittimo” (… De Grulle riuscì alla fine della guerra nel capolavoro di far sedere la Francia, sonoramente battuta dalla Germania nel maggio del 1940, a fianco delle potenze vincitrici.., senza che i francesi avessero realmente contribuito all’esito finale della guerra in Europa NdA), nemmeno dagli Alleati. Quindi i francesi non avrebbero potuto trattenere alcun prigioniero di guerra. Nonostante ciò, le condizioni imposte ai nostri militari, furono tra le più disumane ed indegne di una nazione civile. Sul fronte jugoslavo la guerra aveva oramai assunto una connotazione di ferocia estrema da ambo le parti, ma, come ricorda l’autrice, le forze armate italiane furono nella maggior parte dei casi costrette a reagire a causa del comportamento “barbaro” dei partigiani slavi. “Nel luglio del 1941, nella zona di Podgorica ( Montenegro), soldati della divisione Messina furono massacrati. Quando la zona venne riconquistata, si trovano 70 cadaveri dei nostri tagliati a pezzi e incastrati nei canali di scolo della strada. Sui cadaveri si erano avventati dei maiali”. Successivamente, dopo l’armistizio, le violenze si spostarono anche sui civili dell’Istria e della Dalmazia.Da parte italiana non vi fu mai alcun intento di “pulizia etnica” e di “sbalcanizzione “ dei territori ex jugoslavi. La Legge di guerra italiana ed il codice penale militare erano allora pienamente corrispondenti alle norme internazionali ed alle consuetudini che regolavano la condotta della guerra secondo il diritto internazionale. Gli Usa, dopo la loro entrata in guerra nel 1941, si allinearono subito al comportamento dei britannici, radendo al suolo interi abitati nelle nostre città, mentre i piloti dell’Us Air Force mitragliavano sistematicamente tutto quello che si muoveva sulle strade. In Sicilia con l’eccidio all’aeroporto di Biscari ( Ragusa), dove furono trucidati 73 prigionieri dell’Asse, si aprì la tragica lista di massacri e violenze sul suolo italiano. Lo stesso Patton, arringò i soldati della 45° divisione di fanteria: “ Ci scontreremo con il nemico..Gli porteremo la guerra in casa..Non avremo pietà..Quel bastardo deve morire..Dovete avere l’istinto assassino.. Conserveremo la fama di assassini e gli assassini sono immortali”.In Sicilia furono gli inglesi a dedicarsi con zelo all’internamento dei civili ritenuti “pericolosi fascisti”. Nei campi di concentramento di Siracusa, Fossa Creta vicino Catania, Messina, Pisturina e Priolo, migliaia di persone, civili, ma anche militari, rimasero per quasi un anno all’aria, senza baracche, senza alcuna assistenza medica, buttati sulla nuda terra, preda della malaria. Ancora nella primavera del 1994 vi erano detenuti ben 7000 prigionieri, trattati come animali da pascolo. Le truppe coloniali francesi si macchiarono di violenze di ogni sorta su donne, uomini e bambini, in questo istigate volentieri dagli ufficiali francesi, (…. Dopo la pessima figura fatta nel 1940, questi ultimi volevano forse riscattare in questo modo l’ “onore della Francia ) R imasero tristemente famose le 24 ore di vacatio legisconcese alle bande marocchine dagli alleati. Dopo l’otto settembre si registrò una recrudescenza dei crimini contro i nostri soldati. Il disprezzo,tale da rasentare spesso il razzismo, da parte degli alleati, crebbe allora ancor di più , proprio a causa del repentino voltafaccia della monarchia e di Badoglio. Le forze armate “cobelligeranti” furono mal viste soprattutto dai britannici ed utilizzate prevalentemente come bassa manovalanza nei porti e nei lavori di fatica. Questo d’altronde è il prezzo che si paga quando s’inizia una guerra da una parte, cercando poi di finirla in campo avverso. 47


Altre inchieste sulle stragi commesse dai tedeschi ai danni dei militari e dei civili italiani, furono insabbiate per anni dai nostri governanti in ossequio all’alleanza atlantica ed al timore di irritare i governi alleati di Germania ed Inghilterra . Fu cosi’ che Reader e Kappler, poterono sfuggire alla giustizia dopo aver scontato una parte minima della pena in un carcere peraltro dotato di ogni comodita’. Nel 1988 i deputati Capecchi, Palmieri, Ferrandi e Picchetti chiesero ripetutamente al governo se rispondesse a verita’ la notizia della strage di prigionieri italiani compiuta dai nazisti a Leopoli e se fosse stata controllata una notizia di fonte polacca riguardante la soppressione di 10.000 prigionieri italiani sepolti vivi dai nazisti a Deblin, 100 km da Varsavia; di questi episodi se ne potrebbero citare parecchi altri ma per tutti vale la stessa regola, la storia viene scritta dai vincitori, a loro e’ lasciato il compito di perpetuare la memoria del secondo conflitto mondiale, Holywood ha fatto il resto. Solo oggi timidamente , esce qualche libro controcorrente, il pericolo sta nel dividere la giusta e sacrosanta condanna del nazifascismo, causa prima della seconda guerra mondiale, dalla verita’ storica che non deve giustificare crimini contro l’umanita’ in quanto commessi dalle potenze vincitrici.

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Nel 1995 si torna a parlare di Leopoli:

Giuseppe Rasolo

Utile è il confronto con gli storici sovietici, che sono i primi a parlare dei numerosi decessi di italiani nei campi di prigionia tedeschi, nello stesso periodo scoppia anche il caso Leopoli. Secondo il libro del polacco Jacek Wilzcur ("Le tombe dell'Armir"), migliaia di soldati italiani furono trucidati dai tedeschi nel corso della ritirata. Tali affermazioni , unitamente a un rinnovato interesse dell’opinione pubblica, indussero il Ministero della Difesa ad aprire un'inchiesta ed a nominare una commissione d'indagine. Dopo affrettate ricerche furono giudicate come improbabili le rivelazioni dell'autore polacco, anche sulla base del fatto che parecchi dei nomi citati o non esistevano oppure appartenevano a persone ancora in vita in Italia. Ulteriori rivelazioni confermarono invece l'ecatombe di militari italiani e sulla base di quelle dichiarazioni il governo italiano il 23 aprile 1991, firmò un accordo con il governo della Unione Sovietica per il recupero delle salme e per ulteriori ricerche da compiersi in territorio sovietico I primi dati portarono all'identificazione di ottomila dispersi e consenti’ agli storici italiani di concludere che , nel lager di Tambow si ebbe il più alto numero di decessi di italiani a causa di una epidemia di tifo petecchiale. Il Commissariato generale di Onorcaduti ha svolto in questi ultimi due anni un paziente lavoro di ricerca per l'identificazione dei resti di 64.400 soldati italiani, schedati dai russi. Un lavoro che consentirà di avere notizie precise su ogni singolo soldato italiano caduto in Russia. Ad oltre cinquant'anni da quei luttuosi avvenimenti, esiste quindi la concreta possibilità di conoscere nel dettaglio tutta la verità sulla tragica campagna di Russia e dare forse finalmente degna sepoltura ai 74.800 caduti italiani.

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La guerra era appena finita, i reduci tornavano, la guerra fredda era alle porte, arrivavano gli aiuti americani con il piano Marshall, De Gasperi era andato negli U.S.A. ed era tornato con i soldi e le promesse di aiuto, in cambio aveva lasciato la promessa di rimanere da questa parte della cortina di ferro e di contrastare con ogni mezzo i comunisti italiani.I partigiani che avevano combattuto i nazifascisti , deponevano le armi e lasciavano i gangli di controllo della vita pubblica, polizia e governo. Ritornavano al loro posto gli ex epurati fascisti; l’ordine era quello di tacere sui fatti e misfatti commessi dagli ex alleati tedeschi e dai nuovi alleati della NATO. Il Laconia con le altri stragi di italiani fu dimenticata, nei primi anni 50 Antonio Trizzino ex ufficiale dell’aeronautica, ex collaboratore del “Giornale della Razza, rivista razzista a cui aveva collaborato anche Giorgio Almirante, scrisse un primo libro “Generali e poltrone” a cui fecero seguito “Sopra di noi l’oceano “ e “Settembre nero”; testi editi da Longanesi che riscossero un discreto successo di pubblico specie fra chi quegli episodi li aveva vissuti in prima persona ed era stanco di vedere le mistificazioni e le falsita’ dei film americani sull’argomento.Denunciato per vilipendio delle forze armate per aver raccontato le malefatte e l’impreparazione di alcuni alti papaveri della marina, Trizzino venne prima condannato e poi assolto con formula piena. Negli anni 60, la Domenica del Corriere torno’ sull’argomento pubblicando alcune pagine sull’affondamento del Laconia ed illustrandone le fasi piu’ tragiche con i disegni che hanno reso famoso prima Beltrame e poi Walter Molino. L’ opinione pubblica, negli anni del boom economico non era molto attenta a questi episodi; la guerra sembrava molto lontana anche se erano passati nemmeno tre lustri dalla conclusione della stessa, le priorita’ allora erano la vespa e la televisione che, da qualche anno, era entrata nelle case degli italiani anche se per poche ore al giorno e con un solo canale che cominciava le trasmissioni verso le 17:30 con la “tv dei ragazzi” . All’estero gli inglesi, consci di avere la coscienza sporca riguardo al trattamento dei nostri prigionieri se costretti a parlare del periodo storico non li menzionavano nemmeno, preferendo esecrare il comportamento tedesco che non rispettava i piroscafi civili, dimenticando il comportamento dei sommergibili inglesi impegnati nelle stesse operazioni in Mediterraneo. All’estero anche la Germania non amava parlare di quanto successo, dopo la condanna a 10 anni di carcere a Spandau di Doenitz e la fucilazione del comandante di un sottomarino tedesco, del suo secondo e del medico di bordo, per aver sparato sui naufraghi di un cargo greco, schiacciati anche dalle colpe dell’olocausto non presero mai posizione in proposito. Il libro piu’ completo sull’argomento fu scritto da Leonce Peillard , “Affaire Laconia”, il testo originale in francese inizia con la visita dell’autore nella casa di Doenitz ad Amburgo e termina con la discussa condanna a 10 anni di reclusione nel carciere di Spandau dell’ammiraglio tedesco; la condanna ebbe piu’ il sapore di una vendetta da parte degli alleati che di un’atto di giustizia, Doenitz aveva sviluppato un’arma micidiale, gli U Boat che aveva causato incalcolabili danni alle forze alleate in tutti i mari del mondo. Il libro di Peillard fu tradotto in tedesco e pubblicato a Monaco nel 1965, in Italia, a parte i libri di Trizzino, e’ uscito nel 2002 “prigionieri dell’oceano” di Donatello Bellomo, una versione romanzata della storia con annessa love story platonica fra un membro dell’equipaggio del Capellini ed una giovane superstite inglese. Poi piu’ niente, la triste fine di quasi 1400 italiani sembra , a distanza di anni non interessare nessuno, la BBC ha recentemente messo in onda un programma che rievoca l’affondamento; dei nostri connazionali non se ne parla, come sostiene Peillard “la coscienza sporca degli inglesi, non puo’ essere lavata in pubblico.”. Il Comandante del Capellini, Todaro, prima di affondare il Kabalo piroscafo belga al servizio degli inglesi, avverti’ i marinai dello stesso della sua presenza sparando alcuni colpi di avvertimento, atteso che le scialuppe fossero calate e che tutti i passeggeri e l’equipaggio fossero in salvo, solo allora 50


affondo’ la nave che procedeva a luci spente in Atlantico, l’episodio dette il pretesto alla dichiarazione di guerra da parte del governo in esilio belga nei confronti dell’Italia, solo a guerra finita si riconobbe la leggitimita’ del comportamento di Todaro in quanto il Kabalo trasportava, per conto degli inglesi , materiale bellico in Inghilterra. Come gia’ detto il Cappellini traino’ prima ed imbarco’ poi i naufraghi sbarcandoli in un porto sicuro dopo giorni di navigazione, rischiando la perdita dello scafo e dell’equipaggio in quanto costretto a navigare in emersione , facile preda degli aerei nemici. Gli inglesi il 16\08\1942 silurarono in Mediterraneo, nei pressi dell’isola Sapienza davanti a Navarino, una nave italiana la Nino Bixio che trasportava prigionieri inglesi provenienti dal fronte africano; questi ultimi in maggioranza indiani, cercarono anche di ribellarsi alle guardie italiane che comunque riuscirono a ristabilire l’ordine senza ricorrere all’uso delle armi; gli unici prigionieri deceduti furono quelli coinvolti nell’esplosione dei siluri, 200 su 2000. Ben diversa fu la sorte dei nostri connazionali del Laconia che, in quei giorni partivano da Suez diretti verso l’Inghilterra. Il 2\07\1940 alle 6:15 il transatlantico Arandora Star, che stava trasportando verso gli USA 1600 prigionieri italiani e tedeschi, molto probabilmente anche civili che si trovavano in Inghilterra allo scoppio delle ostilita’ , venne silurato ad un centinaio di chilometri di distanza dall’Irlanda settentrionale da un sommergibile tedesco, le cinture e le lance di salvataggio furono come di consueto ad appannaggio di guardie ed equipaggio, i soldati di guardia aprirono il fuoco sulla massa di prigionieri che si riversavano in coperta tentando di salvarsi. Alcuni inglesi rimasero travolti ed alla fine, nella lotta per la vita con le armi recuperate, anche i prigionieri combatterono fra di loro per guadagnare la salvezza;al termine dei combattimenti 968 prigionieri su 1600 periranno, 20 guardie su 140 e 51 uomini di equipaggio su 150, il capitano della nave E.W.Moulton scomparve in mare dopo aver ceduto il suo salvagente ad un italiano che non sapeva nuotare, la classica eccezione.che conferma la regola. Uno dei pochi superstiti del Laconia, il caporale Dino Monti , cosi’ narra gli ultimi momenti della nave: “Non ci hanno voluto far uscire dalle gabbie nemmeno quando il piroscafo cominciava a sbandare. Quegli infami polacchi sparavano dentro le stive, infilzavano con le baionette i nostri compagni che si avvicinavano alle grate. Quelli che erano piu’ vicini, appena i morti e i feriti stramazzavano a terra ne prendevano subito il posto.La grata si torceva ,si piegava sotto la pressione.E intanto ridevano come i pazzi.Urlavano, gridavano e bestemmiavano.Io mi sono addossato alla parete cercando di non vedere e non sentire.Molti tentavano di uccidersi battendo la testa contro le pareti. Alla fine i nostri sforzi centuplicati dal terrore, dall’esasperazione , dalla follia collettiva ebbero ragione della grata.Calpestando i caduti ci lanciammo verso le scale.Nel buio completo urtavamo contro portelli chiusi, porte bloccate o cosi’ deformate dall’esplosione che era impossibile aprirle. Qualche scala cedette per il sovraccarico.Alcuni erano cosi’ affamati che invece di pensare a salvarsi si aggiravano per la nave in cerca di cibo. Fui letteralmente trasportato da quella massa sempre piu’ folle.Ci precipitammo verso le scialuppe, ma fummo respinti a colpi di calcio di fucile.Allora mi tolsi le scarpe e mi tuffai”. Alla domanda di come mai galleggiassero tanti corpi senza mani la risposta sempre tratta dal dossier di Antonino Trizzino, e’ la seguente:” Quando i superstiti si aggrappavano alle scialuppe quei maledetti gli recidevano i polsi perche’ non potessero piu’ arrampicarsi. Urlavano come bestie sgozzate mentre scivolavano in acqua senza piu’ le mani.” Un gran numero di cadaveri si addenso’ intorno al Capellini che attendeva la nave francese di soccorso proveniente da Dakar. Al processo di Norimberga , l’affondamento del Laconia sara’ poi condensato in cifre: Morti: 1350 italiani su 1800 e 11 inglesi su 811. 51


Questi due libri, insieme a Generali e Poltrone scritti dall’ex ufficiale dell’aeronautica Antonino Trizzino, rappresentano le uniche voci di denuncia nel primo dopoguerra delle atrocita’ commesse anche dagli alleati nei confronti dei prigionieri di guerra. Figura controversa del panorama italiano dei primi anni cinquanta, il Trizzino gia’ collaboratore di riviste razziste quali la ben nota “La difesa della razza” di Telesio Interlandi, si scontro’ con le alte gerarchie militari, dopo alterne vicende che lo videro condannare e poi assolvere dall’accusa di vilipendio delle forze armate, ebbe il merito di alzare il velo che copriva alcuni episodi sconcertanti della seconda guerra mondiale. A lui fu anche attribuito un saggio sull’Ovra scritto con lo pseudonimo di Sicanus in cui si trattavano argomenti scottanti che riguardavano l’attivita’ della polizia segreta fascista.

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Nel numero del periodico “La difesa della Razza” di cui qui sotto e’ riprodotta l’intestazione, si trovano articoli a sfondo antiebraico e razzista di Giorgio Almirante e Antonino Trizzino, il primo scegliera’ la carriera politica nelle file del Movimento Sociale, l’altro si dara’ alla carriera letteraria.

Curzio Malaparte in un articolo intitolato“Navi di ferro e teste di legno” difendera’ a spada tratta Trizzino. Il titolo trae spunto dall’epigrafe che si puo’ leggere sul monumento all’ammiraglio austriaco Tegetoff il vincitore di Lissa, l’epigrafe dice: “A Lissa navi di legno e teste di ferro vinsero navi di ferro e teste di legno”, l’allusione all’ammiraglio Persano, processato ad Ancona nel 1866 e’ fin troppo evidente. Malaparte termina con una amara considerazione: “ Il fatto di avere una testa di legno non e’ un disonore: in certi casi puo’ essere un vantaggio. Quando le navi di ferro vanno a fondo le teste di legno rimangono a galla. Purtroppo non c’e’ nessun tribunale al mondo che possa far rimanere a galla le navi di ferro, e mandare a fondo le teste di legno.”

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L’asso di Bastoni Nel primo dopoguerra alcuni giornalisti provenienti dalle file repubblichine come Trizzino di cui abbiamo gia’ parlato e Pietro Caporilli, insinuarono o per meglio dire accusarono apertamente su libri e giornali parte dei vertici della Regia Marina di aver fornito, nel corso del conflitto, informazioni relative alle rotte dei nostri convogli e dei nostri sottomarini agli alleati. La notizia sembro’ a molti ex combattenti plausibile in quanto il piu’ delle volte le nostre unita’ navali si trovarono ad attenderle al varco sommergibili ed unita’ alleate. I pochi convogli che si salvarono, sempre a detta di Trizzino e Caporilli, furono quelli i cui comandanti seguirono rotte diverse da quelle fornite da Supermarina. Di sicuro non servi’ a chiarire la situazione la medaglia conferita dagli alleati ad un alto ufficiale italiano della marina per meriti non meglio specificati, acquisiti durante il conflitto. I famigliari dei caduti , disertarono le cerimonie commemorative a cui presenziavano alcuni ufficiali “chiaccherati” e l’assoluzione da parte del Tribunale dei giornalisti, nella causa intentata per villipendio e diffamazione delle forze armate dalle autorita’ militari , non fugo’ certamente i dubbi dei famigliari delle migliaia di marinai italiani che avevano perso la vita nel fiore della gioventu’ forse a causa del tradimento di alti ufficiali. Il giornale “Asso di Bastoni “ promosse una dura campagna di stampa e fu piu’ volte sequestrato. Caporilli venne poi allontanato dalla direzione del giornale quando si mise contro la nomenclatura del Movimento Sociale, che in quegli anni cercava di ricostruirsi una verginita’ politica.

La testata del giornale con l’indicazione del direttore politico , Pietro Camporilli.

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Alcune pagine dedicate nei primi anni 50 alle accuse di intelligenza con il nemico e tradimento rivolte ad alti ufficiali della marina.

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Lettere e trafiletti tratte da “l’Asso di bastoni”

La campagna denigratoria diede sicuramente i suoi frutti, Camporilli nel libro a sinistra, narro’ la fine misteriosa di alcune unita’ navali e sottomarine italiane , su alcune di esse il giornalista fu imbarcato come corrispondente di guerra. Lo sdegno fu unanime ed a nulla valse la difesa non troppo convinta ad onor del vero delle autorita’ .

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Nel Novembre del 1950 , il governo egiziano cedette al governo italiano la concessione di un terreno che circonda Quota 33 per la durata di 99 anni; su tale terreno grazie a Paolo Caccia Dominioni ed Onorcaduti sorgera’ il nucleo del Sacrario Italiano di El Alamein. La Domenica del Corriere dedicò una copertina all’avvenimento.In questi giorni il governo egiziano ha donato in maniera perpetua tale terreno all’Italia.

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Pagina dedicata dalla Domenica del Corriere ad Aurelio Zamboni di Ferrara. 58


I ferraresi e la guerra. L’episodio descritto nella tavola di Beltrame si riferisce alla Medaglia d’Oro al valor militare Bersagliere Aurelio Zamboni di Giuseppe nato a Berra, in forza al 9° Bersaglieri; sotto riprodotto l’articolo del Corriere Padano che annuncia il conferimento dell’alta decorazione alla memoria del Caduto.

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Bersagliere Aurelio Zamboni di Cologna

La figura del Bersagliere Aurelio Zamboni e’ emblematica per come la retorica di regime, tendesse a mitizzare il sacrificio del singolo ed a nascondere le migliaia di morti anonime di quanti, pur facendo fino alla fine il proprio dovere, non esalassero l’ultimo respiro inneggiando al duce ed alla patria. La stessa Domenica del Corriere dedico’ a Zamboni una copertina promuovendolo a sergente, senza citarne il nome. In quel 1942 che segnava la sconfitta dell’Asse ad El Alamein, si consumavano in Russia ed in Africa, in Mediterraneo ed in Atlantico, autentiche carneficine di militari italiani; il regime continuava ad ignorarle, le uniche notizie che riportavano i giornali erano solamente gli episodi singoli di eroismo da parte dei nostri militari . Il duce ricompensava le famiglie dei militari deceduti con una elargizione in denaro: si andava dalle mille alle duemila lire per i Caduti anonimi fino alle venticinquemila per quei militari che erano morti in maniera eroica o si erano distinti particolarmente nel corso dell’azione che li aveva visti perire. Ad Aurelio Zamboni, Ferrara dedichera’ una via, seguendo l’esempio di Cologna che gli aveva dato i natali.

Copia del telegramma che annuncia alla famiglia la morte di Zamboni Aurelio di anni 21

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Di seguito alcuni documenti che testimoniano l’interesse del regime di sfruttare a fini propagandistici la tragica morte del bersagliere Zamboni.

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Anche un ufficiale che peraltro non comandava il 28 Battaglione del 9 Bersaglieri in Africa invio’ un contributo con preghiera di pubblicazione al segretario politico del fascio di Cologna.

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Nessuno potra’ mai dire se le cose andarono esattamente cosi; di sicuro quel ragazzo partito appena ventenne da Cologna per essere catapultato a migliaia di chilometri di distanza, a combattere una guerra che con il senno di poi sarebbe stata definita ingiusta, ha avuto almeno l’effimero onore di essere tramandato ai posteri con l’aureola dell’eroe. Migliaia e migliaia di altri non ebbero la stessa “fortuna” in quanto non sempre si ha un Mario De Micco vicino, attento cronista di quei tragici avvenimenti. Di seguito , copia del messaggio inviato al Ministero della guerra dal padre di Zamboni

“ Mi sento profondamente commosso per la superba motivazione dedicata al mio Aurelio. Ringrazio voi per tutto ciò che avete fatto e vorrete fare per onorare la memoria del mio caro.........sono fieramente orgoglioso che sia caduto da eroe:avrei avuto il cuore straziato se l’avessi saputo un vile.Viva il Re.r”goglioso che egli sia caduto da eroe: avrei invece il cuore straziato se l'avessi saputo un vile. Viva il re e fatto e vorrete fare per onorare la memoria del mio caro.........sono fieramente orgoglioso che egli InIn quegli anni anche la vita di un figlio poteva essere donata alla patria, dopo appena tre anni dalla morte di Zamboni, tutto sarebbe stato rimesso in discussione, ed i valori per cui aveva dato la vita sarebbero stati dimenticati in fretta. Con la caduta del fascismo tutti gli atti di eroismo dei nostri militari furono dimenticati, solo dopo sessant’anni un presidente della repubblica avrebbe onorato i caduti di El Alamein.ia caduto da eroe: avrei invece il cuore straziato se l'avessi saputo un vile. Viva il re 66


L’estensore della rievocazione della morte di Zamboni fu il Maggiore Mario De Micco, anche se risulta che il comandante del battaglione di cui era effettivo Zamboni era il Maggiore Luigi Togna, forse meno portato alla scrittura. Il De Micco, in seguito promosso tenente colonnello, fu sicuramente un valoroso combattente, ma dopo la campagna d’Africa magari per la sua propensione a colorire episodi tragici che coinvolgevano i nostri militari, fini’ la sua carriera in un Ufficio Propaganda della repubblica sociale. La data della morte fa pensare che il decesso non sia avvenuto per cause naturali. Ten. Colonnello De Micco Mario nato il 25\08\1897 in Chianciano, morto il 28\04\1945 Vercelli. Bersagliere nella Grande Guerra fu promosso tenente nel 1918, volontario nella campagna di Etiopia nel 1935, combatte’ nella Divisione Corazzata “Trieste” in Nord Africa dal 1941 al 1943 passo’ al comando di truppe libiche alla fine della campagna d’Africa. Rimpatriato fu aggregato prima alla Divisione “Piave” a Roma fino all’ otto Settembre, aderi’ alla repubblica di Salo’ . A Vercelli diresse l’Ufficio Propaganda della CCGU (Centro Costituzione Grandi Unita’) fino al Marzo 1944, promosso in seguito Capo dell’Ufficio di Stato Maggiore del CCGU fino all’Aprile 1945.

Decorazioni: Medaglia d’argento e Medaglia di bronzo (1915-1918 ); Commenda dell' Ordine Coloniale (1939); Croce di ferro tedesca 2nd Class (14 Febbraio 1943); Ordine Coloniale Stella d' Italia (10 Maggio 1943). Lo sfortunato Zamboni era nato a Berra Ferrarese nel 1919, da famiglia contadina (Bracciante) venne arruolato nel 1940 e assegnato al 28° Btg del 9° Reggimento bersaglieri. Fu sulle alpi francesi per il breve periodo del conflitto poi dal settembre 1941 in Africa Settentrionale con il grado di caporale inquadrato nella divisione motorizzara Trieste. Motivazione della medaglia:

Tiratore di mitragliatrice, durante un attacco nemico e sotto violento fuoco di artiglieria, benchè gravemente ferito al capo da una pallottola, non abbandonava l’arma e rifiutando ogni cura continuava imperterrito a sparare. Ferito una seconda volta da una granata che gli squarciava una gamba e l’addome, con ammirabile stoicismo si faceva amputare, sul posto e con mezzi di fortuna, un braccio quasi stroncato. Visti i compagni contrassaltare l’avversario con lancio di bombe a mano, in un supremo sforzo raccoglieva l’arto amputato e lo scagliava contro il nemico gridando: “Non ho più bombe, ma eccovi la mia carne e che vi possa arrecare danno”. Spirava poco dopo per dissanguamento. Esempio di fulgido eroismo. Sidi el Breghis, Quota 211, 12/15 dicembre 1941”.

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Mentre il Laconia stava affondando, i quotidiani italiani ignoravano la notizia; in quei giorni il Corriere Padano usciva con la prima pagina dedicata alle imprese del sommergibile “Barbarigo”. Questa unita’ al comando di Grossi, fu al centro di aspre polemiche in quanto sembra che l’equipaggio ed il comandante fossero vittime di un’allucinazione collettiva in quanto si convinsero di aver affondato una nave americana, mentre invece la stessa passo’ indenne fra i siluri, il bollettino di guerra redatto sembra anche con la supervisione del duce fu poi smentito dagli alleati. Sul Barbarigo perse la vita Egidio Ricci di Tresigallo di 21 anni, il 16 Giugno 1943 in Atlantico.La fine del sommergibile e’ ancora avvolta nel mistero in quanto non si riusci’ ad appurare se avesse urtato una mina o fosse caduto vittima di un attacco aereo alleato , o semplicemente se fosse affondato a causa di una avaria .Il Corriere Padano , pochi mesi prima della morte, aveva dedicato un’articolo al Ricci.

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Nell’Autunno del 1942 tutti i giornali del regime erano intenti ad esaltarele nostre vittorie in Russia ed Africa con dovizia di particolari la propaganda denunciava gli attacchi alleati alle navi ospedale e le sevizie subite dai i nostri prigionieri. La nave ospedale Arno fu attaccata mentre procedeva con le insegne della Croce Rossa ed a luci accese in Mediterraneo. Non si puo’ negare di contro che lo stesso Mussolini si vanto’, un giorno con Ciano, di aver fatto trasportare sulle navi ospedali munizioni e rifornimenti per le nostre truppe in Africa, forse l’intelligence alleato lo era venuto a sapere…..

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Per quanto riguarda la sorte dei nostri prigionieri, il Corriere nostrano lasciò la parola alle testimonianze dei lettori; la tragedia del Laconia non poteva essere divulgata in quanto, della stessa erano responsabili sia pure involontari i nostri alleati tedeschi. In Africa , le nostre truppe stavano abbandonando l’Egitto incalzate dagli alleati, l’attenzione dei giornali veniva quindi spostata sul fronte russo dove le forze dell’Asse sembravano raccogliere successi. Stalingrado e la disfatta dell’Armir , di lì a pochi mesi smentira’ la stampa di regime; il 25 Luglio era ormai vicino e con l’otto Settembre l’esercito italiano verra’ lasciato al suo destino da Badoglio e dal re che con poche armi e molti bagagli scapperanno al Sud.

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Altri titoli del Corriere Padano sul finire del secondo anno di Guerra

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Dopo un lungo oblio, finalmente la Domenica del Corriere il 26 Maggio 1963 dedicò alcune pagine interne all’Affare Laconia”, riprendendo quanto scritto da Trizzino; il giornalista Luca Barbara riassunse i fatti in tre pagine interne, i disegni realizzati da Biffignandi, Walter Molino firmera’ la copertina dedicata alla fiera di Torino e l’ultima pagina “il toro dal barbiere” un classico delle copertine della Domenica. Nello stesso numero verra’ dedicato ampio spazio a Cooper, l’astronauta americano che finalmente crede in Dio dopo un viaggio nel cosmo e ci sara’ anche una pagina dedicata al nascente Lido di Spina. Eravamo nel 1963, l’anno di Kennedy , del papa buono, di Martin Luther King , di Kruscev etc.

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Le immagini erano eloquenti ma, l’opinione pubblica era occupata a godersi il boom economico. Dopo lo scampato pericolo, corso dal mondo nell’Ottobre del 1962, a causa della crisi dei missili a Cuba, i politici italiani non vollero creare problemi agli alleati, si era in piena guerra fredda. Sempre negli anni 60, alcune riviste francesi dedicate agli appassionati di storia, spesero ampie pagine sull’Affaire Laconia; le fotografie e gli articoli furono tratti da un libro scritto da Léonce Peillard 73


“l’Affaire du Laconia”, un’opera completa di oltre 300 pagine, supportata da documenti originali; alla fine del libro verra’ pubblicato il resoconto del processo di Norimberga contro Doenitz. L’autore dedichera’ l’opera ai due marinai Werner Hartenstein e Rudolf Sharp, entrambi direttamente od indirettamente vittime della tragedia del Laconia. Il testo verra’ stampato anche in Germania, sia pure con alcuni tagli nel 1965. In Italia, Garzanti ne curera’ un’edizione completa che uscira’ nel Marzo 1963. In Inghilterra, il libro di Peillard uscira’ molto piu’ tardi e non avra’ un grosso successo. Anche in Polonia uscira’ un libercolo per ricordare la dozzina di carcerieri polacchi periti nel naufragio o negli scontri con i prigionieri italiani.

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Da quegli avvenimenti sono trascorsi 65 anni, molti dei protagonisti sono deceduti. Questa ricerca si conclude con la pubblicazione dell’elenco ufficiale dei “Dispersi”; tale elenco mi e’ stato fornito dal Ministero della Difesa che desidero ringraziare per la sensibilita’ dimostrata. Questi Caduti meriterebbero, per le crudeli circostanze della morte, non dovute che in parte alla sfortuna, ma soprattutto per il senso del dovere dimostrato nella prima battaglia di El Alamein, di essere ricordati degnamente nell’anniversario del naufragio del Laconia; in questo modo si onorerebbero anche le decine di migliaia di Caduti italiani i cui corpi giacciono ancora in fondo al mare o dimenticati nelle sabbie del deserto od in qualche fossa comune. Ci sono alcune lapidi nel Sacrario di El Alamein che mi sembra valga la pena riprodurre alla fine di questa ricerca.

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Nel 1992 , in occasione del 50° anniversario del Laconia, alcuni paesi ex belligeranti ricordarono il tragico evento; fra questi non c’era l’Italia.

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Considerazioni sulla documentazione disponibile sul Laconia. Ho cercato, prima di iniziare questa ricerca, notizie sul naufragio del Laconia, prima di tutto in internet poi sui giornali dell’epoca , ed infine mi sono procurato gli scritti di Trizzino, Peillard e Bellomo che hanno trattato in maniera diversa l’argomento. Di Trizzino e Bellomo ho gia’ parlato, di Peillard sono riuscito a trovare su Ebay le edizioni originali italiana , tedesca, francese ed inglese e a parte qualche dettaglio non c’e’ molta differenza fra le stesse: la vicenda del Laconia venne ricostruita basandosi su testimonianze raccolte dai sopravissuti e grazie alla documentazione fornita da tedeschi, inglesi ed italiani. Gli americani furono reticenti per quel che riguarda il bombardamento aereo portato a termine dal Liberator, con le tragiche conseguenze che conosciamo. Il Peillard, francese di nascita, studio’ in Inghilterra e verso questa nazione sembra provare una sorta di amore odio piuttosto comune oltralpe, in particolare in alcune occasioni lo scrittore sposa in maniera acritica le tesi dei britannici salvo contraddirsi nel proseguo del racconto, a parte i soliti luoghi comuni sugli italiani spesso chiamati “latini” ed a parte qualche episodio poco credibile, ad esempio quando i prigionieri imbarcati, muniti dell’immancabile mandolino, rivolgono apprezzamenti ad una passeggera inglese durante una sosta, particolare abbastanza improbabile se si pensa che i 1800 prigionieri erano stati chiusi come animali nelle stive con gli oblo’ oscurati, mantiene una correttezza storica nell’esporre la cronologia dei fatti. Ben piu’ gravi sono alcune affermazione fatte da Peillard riguardanti gli attimi immediatamente successivi al naufragio, i britannici negarono che le guardie polacche avessero aperto il fuoco sugli italiani che cervano di sfuggire alla morte chiusi come erano nelle gabbie mentre la nave affondava, giungendo a sostenere che le guardie fossero prive di munizioni, senza tenere conto di quanto sostenuto dagli italiani, non si capisce come parecchi di essi presentassero ferite da arma da fuoco quando furono soccorsi dai tedeschi dell’U156, sempre per rincarare la dose il Peillard racconta come il comandante Hartestein fosse infastidito dal racconto troppo vivace e dal gesticolare dei prigionieri italiani, definiti dallo scrittore troppo esagerati nell’esporre i propri sentimenti sia nella buona che nella cattiva sorte. Gli italiani, a detta di Peillard non dimostrarono il sangue freddo degli inglesi durante l’affondamento, lasciandosi andare a manifestazioni di disperazione, bestemmiando, pregando, invocando la mamma o la sposa; forse tale atteggiamento era dovuto al fatto che i carcerieri ebbero l’ordine di non aprire le gabbie per permettere anche ai prigionieri di salvarsi. Il primo siluro ne uccise 400 colpendo in pieno una gabbia nella stiva, il secondo completo’ l’opera distruggendone una seconda, a questo punto , ad ondate successive con la forza della disperazione , i nostri connazionali sfidando gli spari ele baionette degli aguzzini riuscirono con la forza della disperazione, a piegare le sbarre delle gabbie e ad avere ragione dei militari polacchi, questa e’ la realta’ dei fatti. Mentre anche gli inglesi lottavano fra di loro per salire sulle scialuppe di salvataggio, gli italiani combattevano per accapparrarsi un salvagente . Anche per quel che riguarda il vitto, lo scrittore francese non si lascia sfuggire l’occasione di fare qualche battuta sui prigionieri schizzinosi che, sognando lasagne ed altre leccornoie, non gradivano la brodaglia ipocalorica dispensata dagli inglesi, giustificando cosi’ il fatto che, a differenza dei ben pasciuti inglesi, i nostri si presentassero ai soccorritori come vere larve umane, seminudi o con i resti delle divise coloniali ridotte a brandelli. I comandanti dei sottomarini annotarono diligentemente quello che videro ed i resoconti sono illuminanti per chi vuole leggere gli accadimenti senza pregudizi. Gli italiani piu’ fortunati che riuscirono a trovare posto sulle scialuppe di salvataggio furono trattati come subumani dai britannici; in un’occasione racconta Peillard, senza peraltro commentare 77


l’accaduto, una lancia sovraccarica di naufraghi stava imbarcando troppa acqua, a segni gli italiani furono invitati a salire su un galleggiante a traino, stremati i nostri ubbidirono, erano in sette, la mattina seguente ne era rimasto vivo solo uno; gli altri erano stati inghiottiti dalle onde, il superstite mori’ il giorno seguente. Quando il Cappellini del comandante Revedin riusci’ a raggiungere gli scampati alcuni giorni dopo il disastro, si trovo’ a navigare in mezzo ad una massa gelatinosa di cadaveri dilaniati dagli squali. Il Cappellini come era giusto, dette la precedenza nelle operazioni di soccorso ai nostri connazionali, raccogliendo nel contempo testimonianze sulle efferatezze commesse dai carcerieri britannici e polacchi. Stupisce come Peillard per alcuni versi cronista fedele, non abbia stigmatizzato il fatto che mentre nelle stive si soffriva la fame ed il freddo, nei ponti superiori del Laconia si davano feste e ci si godeva la crociera. Vale la pena ricordare alcuni commenti di Andrea David Quinzi riguardanti la tragedia: “Questa prima fase della tragedia, la più orribile, non solo non è stata mai approfondita, ma ancora oggi viene taciuta come dimostra un esempio emblematico. Il Dipartimento Storico della BBC, gloriosa e meritoria istituzione culturale , autrice di documentari televisivi di grande valore, in una recentissima produzione dedicata alla “Guerra dell’Atlantico”, trasmessa domenica 21 luglio 2002 alle nove di sera, ha ricordato l’affondamento della Laconia senza menzionare o ricordare le migliaia di caduti italiani. Il tutto il documentario si fa cenno agli italiani in due soli commenti: quando si parla dei passeggeri, “The liner Laconia was homebound from Cape Town with two thousand seven hundred people onboard. Eighteen hundred of them Italian prisoners of war.” [La nave Laconia si era allontanata da Cape Town con 2700 persone a bordo: 1800 di esse italiani prigionieri di guerra]; e in un breve passaggio dedicato ai naufraghi: “Hundreds of men, most of them Italian prisoners, were struggling in the sea. They were desperate for a place in a lifeboat.” [Centinaia di uomini, in gran parte prigionieri italiani, erano sparsi nel mare. Essi erano alla ricerca disperata di un posto nelle scialuppe]. L’analisi di queste parole conferma implicitamente che tra le acque vi erano soprattutto italiani cui, evidentemente, non era stato dato posto sulle scialuppe occupate dai soli civili e militari inglesi. La parte del documentario dedicata al Laconia , ha proposto le testimonianze di due sopravvissuti inglesi: un marinaio addetto alle cucine, Frank Holding; ed una donna che nella sciagura perse la figlia, Janet Walker. La vicenda viene di fatto incentrata soprattutto sulla pietosa vicenda della donna che vide per l’ultima volta la figlioletta tra le mani di un ufficiale inglese. Solo nella testimonianza del marinaio c’è un preciso riferimento alla crudeltà verso gli italiani: “…one fellow in the boat says, ‘If any of them are on - hanging onto the side,’ he said, ‘Call out and I’ll give you the hatchet, chop their fingers off” [..uno sulla barca dice, ‘Se qualcuno di loro cerca di aggrapparsi’ egli disse’ gridate ed io vi darò l’accetta per tagliargli le dita].

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Di fatto il documentario della BBC non fa alcun riferimento alla tragica decisione che condannò gli italiani, concludendo lo spazio dedicato all’affondamento della Laconia con un generico commento che trasforma la vicenda in una delle tante tragedie del mare: “One thousand, six hundred people were lost with the Laconia.” [1600 persone perirono con la Laconia], senza alcun riferimento al fatto che dei 1600 morti indicati ben 1400 erano italiani ! Ciò non significa che la storiografia anglo-americana ignori come andarono realmente i fatti. Fra le poche voci non reticenti vale la pena ricordare quella dello storico americano Clay Blair jr. (19251998), sommergibilista durante la guerra ed autore di numerosi saggi di storia. Ecco come Blair ha ricordato la strage degli italiani: “The Poles who were assigned to guard the POWs refused to unbolt the doors on the pens and consequently hundreds of Italians who survived the torpedoes went down with the ship. Several hundred or more broke out of one pen and scrambled topside, but they were refused places in lifeboats at gun and bayonet point.” [I polacchi cui era assegnata la guardia dei prigionieri di guerra rifiutarono di aprire i cancelli e di conseguenza centinaia di Italiani che erano sopravvissuti ai siluri colarono a picco con la nave. Diverse centinaia sfondarono uno dei cancelli e si riversarono sul ponte, ma a loro vennero negati i posti sulle scialuppe a colpi di fucile e di baionetta].”

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Per quel che riguarda l’attacco del Liberator da Inform giornale On Line dell’11\09\2007 riporto fedelmente : “I quattro sommergibili si trovavano carichi di prigionieri, sia all’interno che sul ponte di coperta; in più trainavano molte scialuppe di salvataggio. Erano quindi nella impossibilità di immergersi. In quelle condizioni, il 16 settembre, alle ore 11,25, fu avvistato un bombardiere americano del modello B-24 Liberator. A bordo c’erano il tenente pilota James D. Harden, il tenente Edgar W. Keller, l’ufficiale di rotta Jerome Perimar. Costoro osservarono i sommergibili con visibili a coperta, come da convenzione internazionale, i teli bianchi con la croce rossa, indicanti prigionieri a bordo. Di più , Hartenstein chiese ad un ufficiale inglese prigioniero, di trasmettere - in inglese - all’aereo il seguente messaggio: „Qui ufficiale Raf a bordo del sommergibile tedesco. Ci sono i naufraghi del Laconia, soldati, civili, donne e bambini“. Il Liberator non rispose e si allontanò. Il tenente pilota Harden telegrafò però al punto di appoggio che si trovava sull’isola di Asuncion da dove il comandante in capo, il colonnello Robert C. Richardson III, impartì l’ordine chiaro „Sink sub“. Quindi il Liberator tornò alle 12, 32 per bombardare i sommergibili. Hartestein a quel punto fece tagliare le cime con le scialuppe e si immerse.” Secondo Peillard il pilota del Liberator non conosceva il codice morse non essendo della marina, affermazione azzardata in quanto , le trasmissioni telegrafiche , erano largamente utilizzate presso tutte le armi e specie sugli aerei , a causa dei disturbi presenti in fonia ed assenti in telegrafia , dove i segnali erano piu’ inteleggibili anche in presenza di rumori di fondo elevati .Risulta che il Liberator a corto di carburante non attese l’autorizzazione dalla base di Ascension e decise di tentare l’affondamento del sommergibile in quanto la preda era troppo appetibile. Come si puo’ vedere anche oggi le giustificazioni quando a commettere crimini di guerra sono i vincitori si possono trovare facilmente. I passeggeri civili donne e bambini del Laconia sopravissuti al naufragio furono trattati con umanita’ dai tedeschi e dagli italiani, a bordo dei sommergibili gli ufficiali cedettero le proprie brande alle donne colmandole di premure , una di esse tenne un diario che poi cedette a Peillard in cui viene annotato giorno per giorno quanto successe .

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Il rifiuto, da parte degli inglesi di permettere agli italiani di usufruire delle scialuppe di salvataggio, ricorda una situazione analoga occorsa durante il naufragio del Titanic, quando ai passeggeri di terza classe, fra questi parecchi italiani, fu riservato lo stesso trattamento, i naufraghi si videro costretti a gettarsi nelle acque gelide dell’Atlantico dove perirono in gran numero per le basse temperature che paralizzarono anche chi sapeva nuotare. Sempre scorrendo il libro di Peillard si puo’ leggere come, il 16 Settembre 1942 verso le 17, il sommergibile Cappellini comandato da Revedin arrivò nella zona in cui erano segnalate alcune imbarcazioni con a bordo naufraghi italiani. La scena che si presentò ai marinai fu quanto di piu’ macabro si potesse immaginare: quattro imbarcazioni di cui due semisommerse circondate da centinaia di punti neri, relitti, corpi gonfi come vesciche piene d’aria che galleggiavano, un centinaio di naufraghi sopravvivevano ancora, e fra questi molti italiani che una volta a bordo raccontarono finalmente al comandante come andarono le cose a bordo del Laconia, le angherie subite durante la prigionia ed al momento del naufragio. Il comandante Revedin annotò quanto ascoltato sul libro di bordo, nonostante la voglia di lasciare al loro destino i polacchi e gli inglesi offrì loro l’aiuto necessario, li prese a bordo ma li sistemò alla bene meglio sul ponte, avvertendoli che in caso di attacco si sarebbe immerso senza tanti complimenti . All’interno del Cappellini furono medicati i pochi sopravissuti italiani, alcuni ebbero i polpacci od altre parti del corpo dilaniate dai pescecani; altri morirono nonostante le cure, i loro corpi rinchiusi in sacchi furono sepolti in mare come vuole la tradizione. Alla fine del libro Peillard dedichera’ un capitolo all’ordine “Triton Null” dato da Doenitz a tutte le unita’ combattenti , di non prestare alcun soccorso ai naufraghi, tale ordine fu oggetto al processo di Norimberga di analisi accurate e discussioni su cosa intendesse Doenitz ottenere con questo ordine; ci fu chi lo volle interpretare come un invito a distruggere navi ed equipaggi, magari mitragliando i naufraghi ed i sopravvissuti, come fece il comandante Eck che dopo aver affondato una nave da trasporto alleata fece fuoco sui sopravvissuti affinche’ non rivelassero ai soccorritori la presenza di un sommergibile tedesco in zona. Tale preoccupazione fu confermata dalla vulnerabilita’ dei sommergibili tedeschi di fronte all’aviazione alleata , la segnalazione da parte dei sopravissuti della presenza di sommergibili in zona, anche con la trasmissione nelle prime fasi del naufragio del segnale SSS che indica appunto il siluramento dell’unita’ da parte di un U boat, scatenava una caccia spietata allo stesso da parte degli aerei alleati dotati di dispositivi antisommergibile e di bombe di profondita’. L’elevato numero di Uboat affondati nell’ultimo periodo della guerra ne e’ la conferma. Il comandante Eck venne fucilato dagli alleati dopo la cattura. Le navi francesi che parteciparono alle operazioni di soccorso si presero fino in fondo il rischio di essere attaccate dalle forze alleate in quanto non era previsto dall’armistizio firmato con le forze dell’Asse una collaborazione con l’occupante; pertanto una nave da guerra francese che fosse stata avvistata mentre prestava soccorso ad un sommergibile italiano o tedesco, sarebbe stata immediatamente attaccata . Una di queste unita’ , la Gloire avvisto’ una lancia a motore perfettamente in ordine, con viveri ed acqua, munita anche di una radio di bordo che conteneva lo stato maggiore del Laconia meno il comandante affondato con la nave. Questi “eroi “ si erano allontanati per primi dalla nave che affondava ed a bordo di una delle poche imbarcazioni in ordine si erano diretti utilizzando la strumentazione adeguata verso la costa piu’ vicina: un bell’esempio di coraggio….In tutto 52 inglesi, fra questi una donna, uno degli occupanti si lamento’ di aver dimenticato a bordo della lancia un barilotto di Whisky; da quel che ci riporta Peillard sembra che questi “naufraghi” fossero trattati in 81


maniera piuttosto fredda dall’equipaggio e dagli ufficiali del Gloire che come uomini di mare, non approvavano il contegno degli ufficiali inglesi che avevano pensato prima di tutto a salvare la propria pelle ed a non farsi mancare niente, mentre migliaia di uomini donne e bambini erano deceduti in maniera cosi’ tragica ed avrebbero potuto essere salvati con un po piu’ di coraggio e di umanita’. Tutti i naufraghi , escluso quelli imbarcati sul Capellini furono sbarcati dai francesi a Dakar, gli inglesi rimasero prigionieri dei tedeschi per pochi mesi, per gli italiani di nuovo catturati dagli alleati si riapri’ il doloroso capitolo della prigionia. Sedici naufraghi inglesi riuscirono a raggiungere fortunosamente le coste della Liberia e vennero rimpatriati. Dei 2732 membri dell’equipaggio e passeggeri del Laconia se ne salveranno 1111, dei 1800 italiani ne sopravviveranno 400 circa ; di questi molti moriranno nei giorni successivi al naufragio; dei 103 polacchi se ne salveranno 73 . Interessante e’ il capitolo dedicato al processo di Norimberga contro Doenitz : nonostante l’ordine “Triton Null” rispettasse la convenzione di Ginevra del 1904 che prevedeva l’aiuto ai naufraghi solo in caso di non pericolo per l’unita’ combattente, e tenendo conto che solo il Comandante Eck sparo’, peraltro non prendendo a giustificazione l’ordine di Doenitz, sui sopravissuti al siluramento , la corte decise di condannare l’ammiraglio Doenitz ritendolo colpevole di “delitti contro la pace” e di “delitti di guerra”. Lo assolse per “delitti di piano concertato o complotto.”; il 1 Ottobre 1946 lo condanno’ a 10 anni di carcere. Uscito dal carcere Doenitz si ritiro’ a vita privata, volle solo affidare a Peillard alcune pagine di un memoriale in cui sostenne l’infondatezza delle accuse mossegli a Norimberga e difendendo nel contempo l’ordine dato dopo il caso Laconia di non soccorrere piu’ i naufraghi, portando come giustificazione i due attacchi subiti dai sommergibili tedeschi da parte americana durante le operazioni di soccorso.

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Dopo due anni dalla pubblicazione di questa ricerca il 12 Settembre 2009 la Nuova Ferrara pubblica un articolo di Graziano Gruppioni per ricordare questa tragedia. A distanza di 67 anni discendenti o semplici conoscenti dei protagonisti e delle vittime di una delle tante tragedie della guerra, hanno contattato la Nuova Ferrara, l’Autore dell’articolo e lo scrivente. Un ringraziamento particolare va al Sig. Agide Vandini di Filo di Argenta che mi ha permesso di inserire a pieno titolo Selvino Felloni di Filo fra i Caduti ferraresi del Laconia, purtroppo il suo fascicolo non e’ rintracciabile nel Fondo Prefettura dell’Archivio di Stato di Ferrara e pur essendo presente il nominativo nell’elenco dei Caduti del Laconia redatto da Onorcaduti non era stato possibile determinare la citta’ di provenienza di Selvino Felloni al momento della prima stesura della ricerca. Quest’anno visitando Londra mi sono imbattuto in uno dei tanti monumenti che ricordano la vittoria alleata nel secondo conflitto mondiale. Sulle sponde del Tamigi dietro la Torre di Londra una serie di targhe di bronzo ricordano i marinai periti nel conflitto, fra le navi menzionate c’e’ anche il Laconia, nella lapide vengono elencati i componenti dell’equipaggio ed i passeggeri inglesi che hanno perso la vita a seguito dell’affondamento ma nemmeno una riga ricorda i prigionieri inermi lasciati morire senza soccorso, decisamente una mancanza di fair play o semplicemente il desiderio di dimenticare o di non far conoscere all’opinione pubblica una pagina nera della storia della marina inglese.

L’articolo a firma di Graziano Gruppioni che descrive la Tragedia del Laconia


Gu ardia alla F rontiera F eloni Selvino,nato a F ilo d’A rgenta,decedu to in A tlantico il12Settemb re 1942a b o rdo delL aconia.

Felloni Selvino naque il 20/08/1913 a Filo d’Argenta, effettivo del XXVII settore copertura a Fiume. Per esigenze belliche le Guardie alla Frontiera vennero impiegate anche al di fuori degli originari settori di copertura, da questo corpo infatti nacque nel Febbraio 1942 a Castel Benito in Africa il 350° Fanteria A.S. Reparti di Guardie alla Frontiera seguirono i reparti vittoriosi dell’ Asse nell’avanzata travolgente verso Il Cairo, l’illusione si infranse ad El Alamein, presumibilmente come gli altri prigionieri del Laconia anche Felloni venne catturato nell’Estate del 1942, dopo una breve permanenza in un campo di prigionia in Egitto trovo’ la morte in Atlantico. Grazie al Sig. Agide Vandini di Filo d’ Argenta si e’ potuto ricordare uno dei tanti ferraresi morti in una delle tante guerre che hanno insanguinato l’Italia. Cui prodest si chiedevano i latini, a questo quesito si potrebbero dare numerose risposte, tutte a scapito di chi in quella guerra ha lasciato la giovinezza e spesso la vita.


A Londra si ricordano solo i pochi inglesi deceduti sul Laconia, nemmeno una riga per ricordare i prigionieri italiani annegati, divorati dagli squali, uccisi dai carcerieri polacchi o morti dissanguati dopo essersi visti mozzare le mani dalle accette degli inglesi che impedivano loro di issarsi sulle scialuppe di salvataggio.

Qualora ci fossero ulteriori aggiornamenti o rettifiche mi riprometto di implementare questo PDF. Gian Paolo Bertelli Email g.p.bertelli@alice.it


Elenco dei Caduti italiani del Laconia 12 Settembre 1942

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Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

ABBATE FRANCESCO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/11/1919 23

Soldato

ACAMPORA GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/11/1918 24

Soldato

ACCIARRI GUERRINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/06/1915 27

C.le Magg.

ACHILLI COSTANTINO

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/10/1918 24

Caporale

ACHILLI LUIGI

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 16/05/1919 23

Soldato

AGLIARDI GIOVANNI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 15/01/1916 27

Soldato

AGNELLA JAMES

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/10/1919 23

Caporale

AGNELLI PIETRO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/10/1919 23

Soldato

AGOSTINO GIUSEPPE

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/01/1921 22

Soldato

ALFIERI MARINO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/05/1919 23

Soldato

ALIMENTI CLEMENTE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/08/1917 25

Soldato

ALMANGANO OSVALDO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/05/1917 25

Soldato

ALOIA OSCAR

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/06/1920 22

Soldato

ALTOBELLI VINCENZO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 09/09/1921 21

Soldato

AMANDOLA ALESSANDRO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 14/01/1920 23

Soldato

AMBROSIO UMBERTO

10 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 11/06/1920 22

Caporale

AMODEO GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/02/1915 28

Soldato

AMOROSO SALVATORE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/01/1916 27

Soldato

ANTEGHINI BRUNO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 21/10/1919 23

Soldato

ANTONELLI COSIMO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/03/1922 21

Soldato

ANTONIELLI CARLO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 03/09/1920 22

Soldato

ANTONINI ANTONIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/04/1920 22

Soldato

ANTONINI EGIDIO COST.

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 13/04/1913 29

Soldato

ANTONINO NICOLANGELO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/05/1914 28

Soldato

ANTONUCCI EZIO

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 18/08/1921 21

Soldato

ANTONUCCI GENNARO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/05/1920 22

Soldato

ARCADI AUGUSTO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 30/01/1919 24

Soldato

ARDIZZONE CARMELO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/03/1920 22

Soldato

ARGHIRO NICOLA

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 21/05/1921 21

Soldato

ARIERI LUIGI FERDINANDO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 26/08/1918 24

Soldato

ARNONE GIUSEPPE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/06/1912 30

Soldato

ARRICHIELLO GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/01/1920 23

Soldato

ASCARI GILBERTO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/09/1920 22

Caporale

ASSONI GIULIO

2 RGT ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 15/11/1919 23

Soldato

ASTI GIOVANNI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 30/01/1918 25

Soldato

AVANZI RENZO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 28/04/1915 27

Soldato

BACCI EGIDIO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/03/1920 23

Soldato

BAGNI REMO

2 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/03/1915 28

Soldato

BAIOCCO DINO FORTUNATO

83 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/10/1919 23

Soldato

BAIOCCO GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/08/1916 26

Soldato

BALAGNA ALBERTO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 09/11/1919 23

Soldato

BALDI GINO

1 RGT. CELERE ART.

Morto in Prigionia

Soldato

BALDINI ATTILIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/06/1912 30

1

Nascita Eta’

15/05/1920 22


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

C.le Magg.

BALESTRINI GUIDO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 13/09/1916 26

Soldato

BALZANO ANTONIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 13/06/1921 21

Sergente

BANDINI DANTE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/02/1913 30

Soldato

BANDINI SPARTACO

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 19/10/1919 23

Caporale

BARATTI FRANCESCO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 25/06/1913 29

Soldato

BARBAGALLO SALVATORE

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 06/11/1918 24

C.le Magg.

BARBAROSSA RENATO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 27/10/1912 30

Soldato

BARBIERI ROSOLO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 23/07/1920 22

Caporale

BARBOLINI ARMANDO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/03/1916 27

Soldato

BARDELLA RENATO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/07/1912 30

Caporale

BARDI ILIO

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 19/05/1916 26

Soldato

BARDUCCO GINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/06/1914 28

Soldato

BARICCHI ISELLO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/04/1921 21

Soldato

BARILA‘ GREGORIO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 07/10/1920 22

Soldato

BARTEZZAGHI PASQUALE

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 05/01/1914 29

Soldato

BARTOLINI ITALINO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 24/12/1919 23

Soldato

BARTOLINI TURIDDU

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/09/1921 21

Soldato

BASCHIERI RINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 09/09/1920 22

Soldato

BASSANI GIACINTO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 09/06/1920 22

Soldato

BASSO GUERRINO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 01/07/1916 26

Caporale

BASTIA GINO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/06/1920 22

Soldato

BATTISTI CESARE

134 BTR. ART.

Disperso in Prigionia 21/11/1920 22

Caporale

BATTISTI GREGORIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/08/1921 21

Sergente

BATTISTINI ALDO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 10/03/1914 29

Soldato

BEDOSTI ALDO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/12/1912 30

Soldato

BELLESE GIOVANNI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 15/06/1918 24

Soldato

BELLINI PAOLO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 04/05/1914 28

Sergente

BELLINTANI ARTURO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 16/04/1913 29

Soldato

BELLO GIOVANNI

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 05/08/1920 22

Soldato

BELLONI CARLO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 21/09/1913 29

Soldato

BELLUZZI VINCENZO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/03/1915 28

Soldato

BELTRAMO FELINTO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Morto in Prigionia

Soldato

BELTRANI EMILIO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/04/1916 26

Soldato

BENASSI FORESTO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/01/1920 23

Soldato

BENELLI ERMANNO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/12/1920 22

Sergente

BENNATI FRANCESCO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/05/1921 21

Soldato

BERGAMINI GINO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/07/1919 23

Soldato

BERGONZI CESARE

3 RGT. ART. ALPINA

Disperso in Prigionia 12/09/1920 22

Soldato

BERNO FRANCESCO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 29/07/1914 28

Soldato

BERTI VITTORIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/08/1915 27

Soldato

BERTONA PIETRO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 27/03/1911 31

Soldato

BERTUCCIO NATALE

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/05/1917 25

Sergente

BETTI PIETRO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 01/09/1918 24

2

Nascita Eta’

29/07/1910 32


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

BETTINI LORIS

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 14/02/1920 23

Soldato

BIANCHI GUGLIELMO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/05/1916 26

Soldato

BIANCULLI GIUSEPPE

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/05/1920 22

Soldato

BIASIOLO RINO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 07/04/1914 28

Soldato

BIBBIANO GIUSEPPE

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/04/1920 22

Soldato

BICORGNA LUIGI

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/05/1916 26

Soldato

BIGIO ORLANDO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/04/1920 22

Soldato

BIGNOTTI BRUNO FRANCESCO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/06/1921 21

Soldato

BISAGNI CARLO

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 04/09/1919 23

Soldato

BISELLI CELESTE

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/05/1921 21

Soldato

BISORI ALDO

65 BTG. GENIO

Disperso in Prigionia 04/04/1921 21

Caporale

BIVI GIOVANNI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 07/02/1917 26

Soldato

BOLDI ALDINO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 30/08/1920 22

Soldato

BOLLETTIN PIETRO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 15/04/1917 25

C.le Magg.

BOLOGNESI BRUNO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 01/12/1919 23

Soldato

BOMBARDA GIOVANNI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 28/09/1919 23

Soldato

BOMBELLI DOMENICO FRANCESCO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia

Soldato

BOMBELLI PIETRO FRANCESCO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/02/1920 23

Soldato

BONELLO FRANCESCO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 14/11/1919 23

C.le Magg.

BONETTI GIUSEPPE

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 23/11/1919 23

Soldato

BONIFAZI PRIMO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 08/08/1921 21

Caporale

BONINI ILARIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 01/09/1920 22

Soldato

BONORA WILLIERS ALESSANDRO 27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/04/1920 22

Soldato

BONVICINI MARIO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/02/1921 22

C.le Magg.

BONVINI FRANCESCO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/04/1917 25

C.le Magg.

BORCIANI STEFANO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/12/1915 27

Serg. Magg.

BORGHI ARMANDO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/01/1914 29

Serg. Magg.

BORGONOVO ENRICO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/01/1916 27

Soldato

BORIONI GINO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/03/1911 31

Soldato

BORTOLETTI DAVIDE

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 19/04/1920 22

Serg. Magg.

BORTOLOZZO RENZO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 23/12/1916 26

C.le Magg.

BOSCARIN LUIGI

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 21/09/1920 22

Caporale

BOSCHI ADOLFO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 09/05/1920 22

Caporale

BOSCHIROLI ANNUNZIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/04/1921 21

Soldato

BOSSIO PAOLINO

2 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 21/04/1913 29

Soldato

BOTTAMEDI CIRO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 30/04/1921 21

Soldato

BOTTAZZI GINO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/11/1920 22

Soldato

BOZZON REMIGIO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 30/08/1920 22

Soldato

BRACCHI GIOVANNI

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 15/06/1919 23

Sergente

BRACCINI DARIO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 17/08/1917 25

C.le Magg.

BRESCIANI TRENTO

4 RGT. ARMATA ART.

Disperso in Prigionia 04/07/1915 27

Soldato

BRUNELLI GIOVANNI

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 20/01/1917 26

Soldato

BRUNETTI MARIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 06/08/1914 28

3

Nascita Eta’

07/11/1920 22


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

BRUNI PIETRO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 11/08/1920 22

Caporale

BRUNO PASQUALE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/06/1920 22

Soldato

BRUSCO GABRIELE

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/11/1921 21

Sergente

BUCCIERI FRANCESCO LIBERO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/01/1920 23

Soldato

BUFFAGNI SANTE

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/10/1921 21

Sergente

BUIA RENZO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 03/01/1916 27

Soldato

BULGARELLI LEO

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/12/1921 21

Soldato

BUOLI IVO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 04/11/1919 23

Soldato

BUONCOMPAGNI ALFREDO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 10/01/1918 25

Sergente

BUONOPANE ALFONSO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/08/1914 28

Soldato

BUSARELLO ATTILIO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/09/1921 21

Caporale

BUSU EUGENIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 03/12/1920 22

Soldato

BUTTI NATALE

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 25/12/1917 25

C.le Magg.

CACACE BRUNO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 21/05/1918 24

Soldato

CACIARI PIER LUGI

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 29/04/1919 23

Soldato

CAFASSO RUGGERO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/02/1921 22

Caporale

CAIFA FORTUNATO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/07/1920 22

Soldato

CAL ALBINO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 14/11/1921 21

C.le Magg.

CALANDRIELLO MICHELE

32 BTG. PRES. FTR.

Disperso in Prigionia 10/04/1921 21

Soldato

CALARESE LUIGI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 13/11/1920 22

Sergente

CALVARESI GIOVANNI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/05/1915 27

Soldato

CAMMARERE GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/06/1912 30

Soldato

CAMORANI UGO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 24/01/1920 23

Soldato

CAMPAGNOLO GIOVANNI

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/11/1921 21

Soldato

CAMPESTRIN RINO

62 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/08/1921 21

Caporale

CAMUSI FRANCESCO

50 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/08/1921 21

Soldato

CANESCHI GIOVANNI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/06/1920 22

Soldato

CANGIOLI UGO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/12/1914 28

Soldato

CANIATI GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/04/1922 20

Soldato

CANTINI RENATO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/02/1917 26

Soldato

CANTON ANTONIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 05/03/1916 27

Soldato

CANTONI ENNIO

62 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/05/1920 22

Soldato

CAPELLETTI GIOVANNI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 15/02/1914 29

Soldato

CAPITELLI MARIO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 03/01/1921 22

Serg. Magg.

CAPOGROSSO GIOVANNI

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 12/10/1918 24

Soldato

CAPPELLO VENUTO

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/12/1921 21

Soldato

CAPPONI GIORGIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/02/1916 27

Soldato

CARAMORI ELVIO

5 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 03/05/1919 23

Soldato

CARBONE VINCENZO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/09/1913 29

Caporale

CARDELLINO LUIGI

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 21/01/1921 22

Soldato

CARDILLO CLAUDIO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/06/1920 22

Soldato

CARDO FRANCESCO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 03/10/1914 28

Soldato

CARDO SALAVATORE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 15/01/1914 29

4

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

CARETTA MARCELLO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 16/01/1912 31

Soldato

CARLI LUIGI

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/05/1921 21

Soldato

CARLI ROBERTO L.

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 07/12/1914 28

Caporale

CARPENTIERI STEFANO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/04/1921 21

Soldato

CARPIGNANO VITTORIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 17/05/1920 22

Soldato

CARRAI VITTORIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 10/04/1919 23

Soldato

CARRARO ALESSANDRO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/09/1917 25

Soldato

CARTANESE MARIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/07/1921 21

C.le Magg.

CARUGATI ANTONIO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 30/08/1917 25

C.le Magg.

CASAGRANDE SANTINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/03/1921 21

Soldato

CASANICA LUIGI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/01/1921 22

Soldato

CASAROTTO GIOVANNI

132 RGT.ART.DIV.CORAZZ.

Disperso in Prigionia 29/03/1920 22

Soldato

CASELLA GIUSEPPE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/06/1920 22

C.le Magg.

CASELLA LIBERANTE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 01/07/1921 21

Soldato

CASELLI GIUSEPPE

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/02/1916 27

Soldato

CASILLO GIUSEPPE

24 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 21/10/1921 21

Soldato

CASILLO RAFFAELE

12 RGT. ART.DIV.FANT.

Disperso in Prigionia 02/08/1912 30

Soldato

CASPANI OTTAVIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 30/04/1920 22

Soldato

CASSOLI CARLO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 29/01/1917 26

Soldato

CASTAGNA VITO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/02/1916 27

Soldato

CASTELLI VINCENZO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/05/1920 22

Soldato

CATANESE DEMETRIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/08/1922 20

Soldato

CATTINI GINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 11/01/1915 28

Sergente

CAVAGNERA NATALE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 15/12/1917 25

Soldato

CAVALIERI GIUSEPPE

14 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 24/10/1921 21

C.le Magg.

CAVALLUZZO MICHELE

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/10/1912 30

Soldato

CAZZULANI ANGELO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 29/05/1917 25

C.le Magg.

CECCHIN GUERRINO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 07/12/1915 27

Serg. Magg.

CELONI APOLLONIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 30/09/1917 25

Soldato

CENACCHI CARLO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/04/1912 30

Caporale

CERASOLI UMBERTO

Q. G. DIVISIONE

Disperso in Prigionia 16/03/1909 34

Soldato

CERESA RICCARDO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 31/10/1915 27

Soldato

CERISOLI RODOLFO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/09/1919 23

Soldato

CERON PAOLO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 01/12/1919 23

Soldato

CERULLI DONATO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/06/1921 21

Soldato

CERVELLA ERNESTO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 19/09/1919 23

Soldato

CHERSONI RINALDO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 11/06/1917 25

Soldato

CHERUBINI GIUSEPPE

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/11/1920 22

Soldato

CHETTA ROSARIO

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 29/04/1921 21

Soldato

CHIARI ANTONIO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 13/01/1920 23

Soldato

CHIARO ANTONIO

115 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/10/1921 21

Caporale

CHIESA MIRO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 22/03/1921 21

Soldato

CHIOCCIOLI MARIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 15/08/1913 29

5

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Caporale

CHIODINI ANGELO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 15/11/1910 32

Soldato

CHIRCO GAETANO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/02/1921 22

Soldato

CIBIN ANTONIO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 23/06/1919 23

C.le Magg.

CIGHETTI SECONDO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/09/1915 27

Soldato

CIMINI ARMIDO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/05/1919 23

Soldato

CIRCELLI MICHELE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/01/1921 22

Soldato

CIRELLI BATTISTA

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 14/10/1915 27

Soldato

CIRIELLO BENIAMINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/05/1922 20

Soldato

CIRIELLO VINCENZO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/10/1920 22

Soldato

CIRIESI BRUNO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/06/1919 23

Soldato

CISOTTO ALBANO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/03/1918 24

Soldato

CITRO BONAVENTURA

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/04/1916 26

Caporale

CLAUSI MARIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/08/1921 21

Soldato

CLERICI FERDINANDO

65 BTG. GENIO

Disperso in Prigionia 22/04/1912 30

Soldato

COCOZZA GIUSEPPE

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/10/1919 23

Soldato

CODAZZI GIUSEPPE F.

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 10/01/1921 22

C.le Magg.

COGNO UMBERTO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 04/04/1917 25

Soldato

COLAIZZI EMIDIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/10/1920 22

Soldato

COLANTONI FELICE

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/12/1916 26

Soldato

COLNAGHI SERAFINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 06/02/1916 27

Soldato

COLOCUCCI ARMANDO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/12/1914 28

Soldato

COLOMBI ADOLFO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 24/07/1920 22

Soldato

COMI DOMENICO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 01/01/1916 27

Soldato

COMOLLI FILIPPO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 23/07/1915 27

Soldato

CONDELLO IMMACOLATO V.

37 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/02/1921 22

Soldato

CONSOLINI SEVERINO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 01/03/1920 23

Soldato

CONTINI GIOVANNI

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 15/02/1918 25

Soldato

CONZATTI CARLO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 29/01/1920 23

Caporale

COPPOLA PASQUALE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/01/1917 26

Soldato

COPPOLA VINCENZO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/01/1921 22

Soldato

CORBO NUNZIO G.

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/03/1912 30

Soldato

CORRADO CALOGERO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/11/1919 23

Soldato

CORRADO FRANCESCO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/09/1918 24

Soldato

CORRADO GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/10/1921 21

Soldato

CORZANI MARIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/02/1920 23

Soldato

COSMO ARCANGELO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 06/02/1920 23

Caporale

COSTA ENRICO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/11/1914 28

Soldato

COSTANTINO SANTO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 26/10/1920 22

Caporale

CREA CARMELO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 15/10/1913 29

Soldato

CREMA UMBERTO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/07/1920 22

Caporale

CREPALDI AMEDEO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/05/1916 26

Sergente

CRICRI‘ FRANCESCO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/02/1910 33

Soldato

CRIVELLARO ANGELO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 20/02/1920 23

6

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

CRIVELLOTTO GUERRINO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 12/03/1917 26

Soldato

CURATOLO VINCENZO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 16/11/1916 26

Soldato

CURELLO SAVERIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/10/1914 28

Soldato

CURINA FEDERICO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 22/08/1920 22

Sergente

CURIONI GIUSEPPE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 07/09/1917 25

Soldato

CURTI EUGENIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/07/1912 30

Soldato

CURZOLA BAODINO PASQUINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/10/1919 23

Soldato

D‘AGUI’ GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/04/1913 29

Soldato

D‘ALESSANDRO SALVATORE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/07/1920 22

Soldato

D‘ALESSIO VINCENZO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 14/03/1919 24

Caporale

D‘ANGELO GIOVANNI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/10/1920 22

Soldato

D‘ASCANIO ANTONIO

113^ CP. MARCONISTI

Disperso in Prigionia 13/12/1919 23

Soldato

D‘ASCOLA GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/11/1918 24

Soldato

D‘ELIA GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/02/1915 28

Soldato

D‘INTINO CESARE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/03/1920 23

Soldato

D‘ITRIA ANTONIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/12/1913 29

Serg. Magg.

D‘ONOFRIO LEANDRO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 08/09/1912 30

Soldato

DAGNINO ONORATO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 10/08/1919 23

Soldato

DAL CIN EUGENIO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 11/01/1920 23

Soldato

DALLA CIA ILARIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/04/1921 21

Soldato

DALLAGO GIUSEPPE

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 17/11/1920 22

Soldato

DANELON REMIGIO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 22/09/1917 25

Soldato

DANESE ALBERTO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 11/04/1915 27

Soldato

DARDANI VINCENZO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/06/1913 29

Soldato

DAVOLI LAMBERTO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/04/1921 21

Caporale

DE BERNARDIS GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/03/1921 21

Soldato

DE BIASIO GIOVANNI

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 09/01/1917 26

Soldato

DE GENNARO PASQUALE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 06/08/1917 25

Soldato

DE GRAZIA SALVATORE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 20/03/1917 25

Soldato

DE GREGORIO CARMINE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/04/1921 21

Soldato

DE LELLIS LIBERATO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/08/1921 21

Soldato

DE LUCA GINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/05/1922 20

Soldato

DE MARTINO GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/01/1922 21

Soldato

DE PALMA LUIGI

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/04/1916 26

Serg. Magg.

DE SANTIS GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/02/1918 25

Soldato

DE SIMONE ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/01/1915 28

Soldato

DE VELLIS SALVATORE

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/08/1920 22

Soldato

DE VILOS FABIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/10/1920 22

Cam. Nera

DE VINCENTIIS DONATO

135 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 07/06/1912 30

Soldato

DEL TORO ALFONSO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/03/1918 24

Soldato

DELL‘ANDRINO CELESTINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 31/05/1916 26

Soldato

DESE‘ PIETRO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/04/1922 20

C.le Magg.

DESTE LEUCO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 11/02/1918 25

7

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

DI BRINO VELCINIO

24 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 11/12/1921 21

Soldato

DI CREDICO MARIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/10/1920 22

Soldato

DI FEBO SANTE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/03/1915 28

Caporale

DI FRUSCIA CARMINE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/09/1916 26

Soldato

DI LAVORE CALOGERO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 13/04/1921 21

Soldato

DI LELLA NICOLA

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/03/1920 23

Soldato

DI LUCIANO ANTONINO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/12/1920 22

Soldato

DI MATTEO SALVATORE

201^ SQD. PAN. WEISS

Disperso in Prigionia 20/09/1913 29

Soldato

DI NATOLO PAOLO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/11/1922 20

Soldato

DI NUZZO LUIGI

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/08/1921 21

Soldato

DI ODOARDO SABATINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/01/1921 22

Soldato

DI PAOLA BENETTO

205 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 31/05/1912 30

V. Capo Sq.

DI PELINO DOMENICO

140 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 22/08/1907 35

Soldato

DI PIETRO LODOVICO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/11/1921 21

Soldato

DI SANTO TINDARO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/09/1921 21

Soldato

DI STASI COSTANTINO

51 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/09/1919 23

Soldato

DI STASO PASQUALE

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/03/1921 21

Soldato

DI TERESA GIOVANNI

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 12/08/1919 23

Soldato

DI TRANI RICCARDO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/09/1921 21

Soldato

DI TROCCHIO LUIGI

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/01/1920 23

Soldato

DI VINCENZO DOMENICO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/12/1921 21

Sergente

DOLFI ARMANDO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/06/1917 25

Soldato

DOMENICONI GUERRINO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/01/1912 31

Soldato

DONATI AURELIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/04/1914 28

Soldato

DONDE‘ ENRICO

7 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/12/1915 27

Soldato

DONGELLINI RENATO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 06/03/1920 23

Soldato

DONINA VALENTINO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 09/02/1915 28

Caporale

DONNANGELO ANTONIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/05/1915 27

Soldato

DUGULIN MILANO

10 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 25/05/1920 22

Caporale

ECCEL LUIGI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 24/11/1915 27

Soldato

ELIA ANGELO

24 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 13/12/1921 21

Soldato

ELIGIBILE FRANCESCO

70 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/01/1920 23

Soldato

EMILIANI ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/10/1910 32

Soldato

ERCOLI GIOVANNI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/09/1921 21

Cam. Nera

ERRANTE ANTONIO

174 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 28/06/1903 39

Soldato

ERRICO VINCENZO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 20/11/1914 28

Soldato

ESAUDITO CARLO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/01/1915 28

Caporale

ESPOSITO ANTONIO

318 BTG. MITR.

Disperso in Prigionia 30/08/1916 26

Soldato

EUFEMI IVO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/09/1922 20

Soldato

FABBRI ERMINIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 07/05/1918 24

Sergente

FABBRI GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/08/1913 29

Cam. Nera

FABIANO FRANCESCO

270 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 26/03/1915 27

Sergente

FABIANO GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/08/1913 29

8

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

FABIO SALVATORE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/02/1919 24

C.le Magg.

FAGIOLI OSVALDO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/06/1920 22

Soldato

FAGIOLINI ALBERTO

251 BTR. ART.

Disperso in Prigionia 06/06/1918 24

Soldato

FAILLA SALVATORE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/03/1920 23

Soldato

FALCIATORE ANTONIO

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/01/1918 25

Cam. Nera

FALCO GIUSEPPE

150 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 15/03/1903 40

Soldato

FALDUTO NATALE

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 16/07/1914 28

Soldato

FARINA PASQUALE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/02/1912 31

Soldato

FAROLFI LUIGI

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/03/1913 30

Soldato

FASCIONI REMO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/01/1921 22

Soldato

FAVALE ANTONIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 18/06/1921 21

Soldato

FAZIO ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/04/1912 30

Soldato

FEBBRARO CARMELO

19 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/01/1913 30

Soldato

FEDI FORESTO

20 CENTRO AUTO.

Disperso in Prigionia 16/10/1916 26

Soldato

FELICINI ENRICO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 07/04/1913 29

Soldato

FELLONI SELVINO

XXVII SETTORE COPERTURA G.A.F. Disperso in Prigionia 20/08/1913 29

Soldato

FERLA MICHELANGELO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 01/05/1919 23

Soldato

FERRAGUTO GIUSEPPE

19 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/03/1920 22

Soldato

FERRARI AGOSTINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/07/1922 20

Soldato

FERRARI CESARE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 19/05/1920 22

Caporale

FERRARI ROBERTO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/11/1920 22

Soldato

FERRARI ROMEO

141 RGT.(541) FTR.

Disperso in Prigionia 18/07/1914 28

Soldato

FERRARINI MARINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 14/08/1919 23

C.le Magg.

FERRARO ENRICO MARIO

31 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/06/1915 27

Soldato

FERRARONI GIOVANNI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/04/1917 25

Soldato

FERRETTI FERNANDO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 02/12/1919 23

Soldato

FERRETTI GIAN PIERO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/10/1916 26

Soldato

FERRETTI GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/09/1922 20

Soldato

FERRI GIOVANNI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/12/1921 21

Soldato

FERRINI TELESFORO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 06/03/1914 29

Soldato

FIACCHI VINCENZO

204 RGT.ART. DIV. CC.NN.

Disperso in Prigionia 19/05/1909 33

Soldato

FICHI GIUSEPPE

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/10/1912 30

Soldato

FILIGHERA SECONDO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/08/1917 25

Soldato

FILIPPI ARMANDO

141 RGT.(541) FTR.

Disperso in Prigionia 06/03/1913 30

Soldato

FINO GIUSEPPE

157 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/12/1919 23

Soldato

FINOCCHIARO MARIO

142 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/07/1909 33

Soldato

FIOCCHI GUIDO

BTG.CONTROCARRO E SEMOVENTI Disperso in Prigionia ART. 10/05/1913 29

Serg. Magg.

FIORANI GERARDO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 18/06/1920 22

Cam. Nera

FIORE DANTE

148 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 26/02/1911 32

Soldato

FIORETTI GIUSEPPE

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/12/1910 32

Soldato

FIORI UMBERTO

21 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 10/12/1920 22

Caporale

FIORINI LUIGI

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/07/1920 22

C.le Magg.

FIUMICELLI ERBESTO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/05/1917 25

9

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

FOCARILE MICHELE

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/10/1914 28

Serg. Magg.

FODALE GIOVANNI

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 10/01/1917 26

Soldato

FODERA‘ MATTEO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 20/11/1918 24

Soldato

FOGLIAZZA ERNESTO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 11/02/1912 31

Caporale

FONTANA FRANCESCO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 16/07/1918 24

Soldato

FONTANA VINCENZO

12 RGT. ART.DIV.FANT.

Disperso in Prigionia 26/01/1920 23

C.le Magg.

FORCELLO MICHELE

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/05/1921 21

Soldato

FORESTI RAFFAELE

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/12/1920 22

Soldato

FORGETTA ARMANDO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/01/1921 22

Soldato

FORGETTA PASQUALE

12 RGT. ART.DIV.FANT.

Disperso in Prigionia 23/08/1915 27

Soldato

FORGIA MARIO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 18/09/1920 22

Soldato

FORINO NUNZIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/09/1921 21

Soldato

FORLANTE ANTONIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/09/1920 22

Soldato

FORMIGONI NETTUNO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/09/1917 25

Soldato

FORTINI SILVERIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/11/1913 29

Soldato

FORTUGNO GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/11/1912 30

Soldato

FOTI GIORGIO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/03/1920 23

Soldato

FRAGASSI LUIGI

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 02/05/1916 26

Sergente

FRANCESCUTTI MARIO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 30/06/1920 22

Soldato

FRANCHETTO LUIGI

34 CP. SAN.

Disperso in Prigionia 09/10/1922 20

C.le Magg.

FRANCHINI MARIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 24/11/1914 28

Soldato

FRANCICA DOMENICO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/04/1912 30

Soldato

FRANCO FRANCESCO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/03/1914 28

Soldato

FRANCONE ANTONIO

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 10/06/1921 21

Soldato

FRATI ALFREDO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/10/1920 22

Soldato

FRATTIN GIOVANNI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 03/03/1918 25

Soldato

FRATTINI DIONISIO

4^ CP. LANCIAFIAMME GENIO

Disperso in Prigionia 27/06/1911 31

Soldato

FRESI ANTONIO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/03/1920 22

Soldato

FRICCHIONE GIOVANNI

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/10/1916 26

Soldato

FRISINA ARCANGELO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/02/1914 29

Soldato

FRONTERA GIUSEPPE

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/09/1921 21

C.le Magg.

FRUSCIANTE SEVERINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 26/04/1914 28

C.le Magg.

FUOCO DOMENICO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/01/1911 32

Soldato

FUSCO COSTANZO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/11/1921 21

Soldato

GABRIELLI ARMANDO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/01/1920 23

Soldato

GAETA ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/06/1919 23

Soldato

GAETA FIORENTINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/02/1922 21

Soldato

GAETA GAETANO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/11/1922 20

Soldato

GAGLIANO MICHELE

64 BTG. DI CPL. FTR.

Disperso in Prigionia 10/12/1915 27

Soldato

GAGLIARDE LORENZO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/12/1920 22

Soldato

GALAFASSI ANTONIO

132 RGT.ART.DIV.CORAZZ.

Disperso in Prigionia 13/12/1919 23

Soldato

GALANTINO LORENZO

9 CENTRO AUTO.

Disperso in Prigionia 16/01/1913 30

Caporale

GALELLA GERARDO

116 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/10/1918 24

10

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

C.le Magg.

GALETTO GIOVANNI

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 17/07/1922 20

Soldato

GALLETTI OTELLO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/11/1919 23

Soldato

GALLI ARMANDO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 24/07/1921 21

Soldato

GALLI ARTURO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/10/1915 27

Soldato

GALLI GENESIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/04/1920 22

Soldato

GALLI RAFFAELLO

7 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 03/12/1919 23

Soldato

GALLICCHIO FRANCESCO

21 CP. COMM.

Disperso in Prigionia 04/05/1920 22

Soldato

GALLINA LIBERATO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 17/11/1921 21

Soldato

GALLO LORENZO

11 CENTRO AUTO.

Disperso in Prigionia 03/09/1915 27

Soldato

GALLO MICHELE

10 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 24/03/1918 24

Soldato

GAMBA MALVINO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 22/07/1917 25

Cam. Nera

GAMBICCHIA BIAGIO

174 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 01/06/1913 29

Soldato

GANASSI ZOELLO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/10/1919 23

Soldato

GAROFANO GIOCONDINO

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 12/12/1921 21

Soldato

GASPARETTO GIOCONDO

202 RGT.ART. DIV. CC.NN.

Disperso in Prigionia 08/09/1919 23

Soldato

GASPARINI CORRADO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/03/1921 22

Soldato

GATTABRIA VITO

69 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/11/1913 29

Soldato

GATTELLARO SANTO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/06/1916 26

Soldato

GATTI GIOVANNI BATTISTA

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/08/1921 21

Soldato

GATTI GIUSEPPE

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 16/12/1912 30

Soldato

GAVA UMBERTO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 11/08/1915 27

Soldato

GAVIOLI ROBERTO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 07/06/1913 29

Soldato

GAZZANIGA PRIMO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 13/03/1920 23

Serg. Magg.

GENOVESE LAMOTTA IERASIMO

203 CP. CC.NN. MITRAGLIERI M.V.S.N.

Disperso in Prigionia

Cam. Nera

GENTILE FEDELE

150 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 20/07/1910 32

Soldato

GENTILE VINCENZO

AUTOGRUPPI AUTO.

Disperso in Prigionia 08/12/1920 22

Sergente

GERMANI GIUSEPPE

8 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 31/07/1914 28

Caporale

GERVASI FAUSTINO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 15/12/1918 24

Soldato

GESTI GIUSEPPE

8^ CP. IDRICI GENIO

Disperso in Prigionia 03/06/1915 27

Soldato

GHEDA ENRICO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 01/10/1919 23

C.le Magg.

GHENO CESARE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 24/09/1914 28

Soldato

GHERARDELLI ALFREDO

6 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 10/04/1914 28

Sergente

GHEZZI AMBROGIO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 27/03/1918 24

Soldato

GHIDINI SANTO

V BTG. CARRI CARR.

Disperso in Prigionia 08/08/1917 25

Soldato

GHINELLI LUIGI

155 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/01/1912 31

Caporale

GHIZZI VIRGILIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 06/11/1920 22

Soldato

GIACALONE GAETANO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 30/11/1921 21

Soldato

GIACHIN ANTONIO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/08/1920 22

Soldato

GIACOMETTI DOMENICO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 20/04/1913 29

Soldato

GIACOMETTI LORENZO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/03/1913 30

Soldato

GIACOPINI GAETANO

IV› GR. SQD. BLINDO “ NIZZA “

Disperso in Prigionia 06/11/1917 25

Soldato

GIAFFREDA LUIGI

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/12/1921 21

Soldato

GIALLO GIUSEPPE

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/07/1918 24

11

Nascita Eta’

20/02/1913 30


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

GIANNASCHI CARMINE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/09/1922 20

Soldato

GIANNETTI LARINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/01/1915 28

Serg. Magg.

GIANNO GIACOMO

141 RGT.(541) FTR.

Disperso in Prigionia 07/04/1914 28

Soldato

GIBERTI CARLO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 19/10/1920 22

Soldato

GIOIETTI MARIO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/12/1921 21

Soldato

GIORDANI LUIGI

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 31/10/1920 22

Soldato

GIORDANO PASQUALE

40 RGT. FTR.

Morto in Prigionia

Soldato

GIORGI GINO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 16/06/1916 26

Caporale

GIOVANNINI QUINTO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/05/1919 23

Soldato

GIOVE LEONARDO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/01/1919 24

C.le Magg.

GIUBERTI BRUNO

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/03/1916 27

Soldato

GIUFFRIDA PANZONE GAETANO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/01/1920 23

Soldato

GIULITTI VINCENZO

55 BTG. MITR.

Disperso in Prigionia 13/10/1919 23

Sergente

GIUNTA VITTORIO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 05/11/1918 24

Cam. Nera

GIUSTILIANO GIUSEPPE

134 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 18/07/1903 39

Serg. Magg.

GNUDI ANELLO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/02/1910 33

Sergente

GOBBI PIETRO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/10/1914 28

Soldato

GOLINELLI ILDEGERDE

4 GR. ART.

Disperso in Prigionia 03/02/1921 22

Soldato

GOTTI GIACOMO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/08/1920 22

Soldato

GRAMIS LUIGI

155 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 23/02/1916 27

Caporale

GRANDI GIUSEPPE

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 26/02/1915 28

Caporale

GRANDI MIRO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 09/06/1917 25

Soldato

GRANERI DOMENICO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/11/1921 21

C.le Magg.

GRAZI VITTORIO

32 BTG. CARRI CARR.

Disperso in Prigionia 28/06/1917 25

Caporale

GRAZZINI OTELLO

203 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 08/06/1920 22

Soldato

GRECO ALESSANDRO

12 RGT. ART.DIV.FANT.

Disperso in Prigionia 14/07/1913 29

Soldato

GRECO ANIELLO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/03/1912 30

Soldato

GRECO LEONARDO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/10/1921 21

Soldato

GRECO ORONZO

24 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 04/04/1921 21

Soldato

GRECO RAFFAELE

Q. G. DIVISIONE

Disperso in Prigionia 24/05/1916 26

Soldato

GRIECO CIRIACO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/09/1921 21

Soldato

GRIFONI FLORINDO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/08/1921 21

Soldato

GRILLINI ALFREDO

18 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/06/1915 27

Soldato

GRILLINI MARIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/12/1912 30

Soldato

GRILLO RICCIOTTI BRUNO

21 BTG. COLL. GENIO

Disperso in Prigionia 03/12/1916 26

Soldato

GRILLO VINCENZO EDGARDO

126 CP. GENIO

Disperso in Prigionia 14/03/1920 23

Soldato

GRIMALDI MICHELE

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/03/1914 29

Soldato

GRISOLIA FRANCESCO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/04/1919 23

Soldato

GRISPINO FRANCESCO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/01/1921 22

Soldato

GROSSO LUIGI

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 13/07/1911 31

Soldato

GUAGNETTI LUIGI

21 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 21/08/1916 26

Soldato

GUALDAMBRINI ANTONIO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/01/1918 25

Soldato

GUALTIERI PRIMO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/05/1920 22

12

Nascita Eta’

10/08/1919 23


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

GUANA GIOVANNI BATTISTA

9 RGT. GENIO

Morto in Prigionia

Cam. Nera

GUARANO ANTONINO

270 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 13/06/1913 29

Soldato

GUBIANI GIUSEPPE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/12/1921 21

Soldato

GUERCI FRANCESCO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/11/1922 20

Soldato

GUERRA ANGELO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/02/1921 22

Caporale

GUERRA GIULIO

141 RGT.(541) FTR.

Disperso in Prigionia 06/02/1909 34

Soldato

GUERRERA PASQUALE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 18/10/1914 28

Sergente

GUERRINI CRISTOFORO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/02/1913 30

Soldato

GUERRINI GIULIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 13/09/1915 27

Soldato

GUERRINI PIETRO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/09/1919 23

Soldato

GUGNALI ALFREDO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/02/1911 32

Soldato

GUIDA DOMENICO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/12/1919 23

Soldato

GUIDA GIOVANNI

150 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/02/1910 33

Soldato

GUIDAZZI QUNTO

3 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/10/1916 26

Sergente

GUIDETTI PIETRO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 08/08/1914 28

Soldato

GUIDONI LORENZO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/08/1913 29

Soldato

GUIDUCCI GENEROSO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/11/1912 30

Soldato

GULLI SANTE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/11/1921 21

Soldato

GUZZO ANTONIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/08/1921 21

Soldato

IABICHELLA GIUSEPPE

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/10/1917 25

Soldato

IACIOFANO ANGELO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/09/1921 21

Soldato

IACOBONE VINCENZO

20 RGT. AUTO.

Disperso in Prigionia 05/02/1921 22

C.le Magg.

IACOPETTA SALVATORE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/02/1913 30

Soldato

IACOVELLI ROCCO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/06/1921 21

Soldato

IAFRATE SANTE

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 03/02/1921 22

Soldato

IAMONTE CARMELO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/03/1911 31

Soldato

IANNACE ATTILIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 02/03/1914 29

Soldato

IANNONE LUIGI

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/01/1912 31

Soldato

IANNUCCI REMO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/11/1921 21

Soldato

IANNUNZIO GIOVANNI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/03/1921 22

C.le Magg.

IARETTI LORENZO

26 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 22/02/1910 33

Soldato

IEPPI GIUSEPPE

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/08/1921 21

Soldato

IIRITI LEONE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/11/1913 29

C.le Magg.

INIC SAVA

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/12/1910 32

Caporale

INTERLANDI EMANUELE

142 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/10/1915 27

Soldato

IONATELLI ANTONIO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/08/1922 20

C.le Magg.

IOPPOLO GIUSEPPE

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/07/1921 21

C.le Magg.

IUDICA DOMENICO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/10/1916 26

Soldato

IZZO COSIMO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/10/1921 21

Soldato

JENKO ANTONIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/08/1911 31

Soldato

KOMAR EUGENIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 20/07/1920 22

C.le Magg.

LA MOGLIE GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/06/1918 24

Soldato

LA ROCCA AMEDEO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 10/11/1917 25

13

Nascita Eta’ 10/05/1916 26


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

LABADINI ERMINIO

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/06/1920 22

Soldato

LAGANA‘ SALVATORE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/12/1914 28

Soldato

LAMELZA GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/05/1920 22

Serg. Magg.

LAMOTTA GENOVESE JERASIMO 203 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 20/02/1913 30

Soldato

LAMPASONA SEBASTIANO

1 RGT. AUTO.

Disperso in Prigionia 29/12/1921 21

Soldato

LAMPUGNANI ALBERTO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 15/10/1914 28

Soldato

LANDI VITTORIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/11/1919 23

Soldato

LANDO ANTONIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 28/07/1919 23

Soldato

LANNUTTI DOMENICO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/09/1920 22

Carabiniere

LANZO FRANCESCO

1338^ SEZ. MISTA CC.

Disperso in Prigionia 09/04/1920 22

Soldato

LANZUISE VINCENZO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/11/1919 23

Soldato

LAPIETRA PRIMIANO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/04/1921 21

Soldato

LARDI ALFREDO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 01/02/1913 30

Carabiniere

LARESE CAPO TITO

707^ SEZ. MISTA CC.

Disperso in Prigionia 07/04/1905 37

Caporale

LATTANZIO LUIGI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/10/1921 21

Caporale

LAVAGNINI ANGELO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/08/1920 22

Cam. Nera

LAVIERI ANTONIO

156 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 06/10/1908 34

Soldato

LECCA LUIGI

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 18/03/1918 25

Soldato

LEDDA PASQUALE

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/11/1918 24

Soldato

LENARCIC CARLO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 30/03/1909 33

Soldato

LEO GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/01/1921 22

Soldato

LEONE GIUSEPPE

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 30/03/1920 22

Soldato

LEONE GIUSEPPE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 12/04/1919 23

Soldato

LEONELLI LIVIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/03/1912 31

Soldato

LEONTI GAETANO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/10/1916 26

Caporale

LEPORE SAVERIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 25/08/1920 22

Soldato

LETIZIA LUCIANO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/02/1919 24

Soldato

LI VECCHI ANTONINO

31 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.

Disperso in Prigionia

Soldato

LIBERATORE ANGELO NICOLA

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/11/1919 23

Soldato

LICASTRO GAETANO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/09/1916 26

Soldato

LICINI DANTE

141 RGT.(541) FTR.

Disperso in Prigionia 23/09/1910 32

Soldato

LIGUORI RAFFAELE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/10/1921 21

Caporale

LINCETTO ORIONE

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 24/03/1917 25

Soldato

LINTAS ANTONIO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/01/1920 23

Soldato

LIONELLO GOTTARDO

6 CENTRO AUTO.

Disperso in Prigionia 04/05/1913 29

Soldato

LIONELLO VINCENZO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 13/05/1921 21

Cam. Nera

LIPARI VINCENZO

174 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 26/06/1908 34

Soldato

LIPPARINI AUGUSTO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/10/1913 29

Soldato

LO MONACO ALFIO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/09/1916 26

Soldato

LO PREIATO ANTONINO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/02/1913 30

Caporale

LOCONSOLO MAURO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/11/1921 21

Cam. Nera

LOLLI ALBINO

LXXXI BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 10/10/1910 32

Soldato

LOLLI SECONDO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 17/04/1911 31

14

Nascita Eta’

17/01/1916 27


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

LOMBARDO FILIPPO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 01/01/1918 25

Cam. Nera

LOMOLINO GIOVANNI

150 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 30/11/1911 31

Soldato

LOPARDO DONATO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/02/1920 23

Soldato

LOPRESTI ROCCO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/10/1914 28

Soldato

LORENZETTI GIUSEPPE

8 BTG. GENIO

Disperso in Prigionia 23/12/1905 37

Soldato

LORENZI PIETRO

340 RGT. ART.

Disperso in Prigionia 18/04/1913 29

Soldato

LORENZINI FULVIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/05/1912 30

Serg. Magg.

LUBATTI GIOVANNI

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/05/1912 30

Sergente

LUCCHESI ANGELO

C.DI ED ENTI VARI ART.

Disperso in Prigionia 25/04/1909 33

Soldato

LUCIA DOMENICO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/04/1912 30

Soldato

LUCIANI VINCENZO

32 CP. GENIO

Disperso in Prigionia 22/09/1908 34

Caporale

LUCOTTI PARIDE

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 13/01/1920 23

Serg. Magg.

LUDOVICO DOMENICO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 10/11/1916 26

Soldato

LUGLI IVO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/11/1921 21

Caporale

LUISI ORESTE

6 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 02/05/1911 31

Soldato

LUORDO GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/07/1921 21

Soldato

LUPERTI SALVATORE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 13/01/1914 29

Soldato

LUPI BATTISTA

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 07/04/1918 24

Soldato

LUPI GUERRINO

141 RGT.(541) FTR.

Disperso in Prigionia 22/06/1917 25

C.le Magg.

LUPPI FRANCESCO

22 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 24/08/1910 32

Soldato

MACCARIELLO PIETRO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/07/1911 31

Soldato

MACHEDA PASQUALE

22 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 26/02/1915 28

Soldato

MAESTRI PASQUALE

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/03/1913 30

Soldato

MAFFI CARLO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/03/1914 28

Soldato

MAFFIA ALBERICO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/03/1920 22

Soldato

MAGGI GIACOMO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/08/1920 22

Soldato

MAGGIO STEFANO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/02/1916 27

Soldato

MAGHINI GIOVANNI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 12/10/1921 21

Soldato

MAGNANI LIVIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/01/1920 23

Soldato

MAGURNO GIUSEPPE

19 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/10/1920 22

Soldato

MAINI ARDITO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 29/11/1915 27

Caporale

MAIOLI WALTER

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 27/05/1914 28

Soldato

MAIOLO DOMENICO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/07/1914 28

Caporale

MAIONE UMBERTO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 03/05/1916 26

Soldato

MALACHIN OTTAVIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 21/05/1918 24

Soldato

MALAGO RICCARDO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/01/1917 26

Soldato

MALASPINA LEOPOLDO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/01/1921 22

Caporale

MAMELI LUIGI

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 09/05/1916 26

Soldato

MAMMANA MICHELE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/01/1920 23

Soldato

MANACHINO ANTONIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 27/09/1916 26

Soldato

MANAI ANTONIO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/03/1920 23

Soldato

MANCA ANTONIO

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 11/06/1921 21

Soldato

MANCUSO FRANCESCO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 21/01/1920 23

15

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

MANCUSO GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/11/1914 28

Serg. Magg.

MANDELLI ALDO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/06/1916 26

Soldato

MANDINI LODEO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 19/12/1921 21

Soldato

MANDRIOLI OTTORINO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/05/1914 28

Caporale

MANESTRINA BERNARDO

141 RGT.(541) FTR.

Disperso in Prigionia 20/04/1914 28

Caporale

MANFRE‘ GIUSEPPE

204^ AUTOSEZIONE MISTA

Disperso in Prigionia 04/11/1906 36

Soldato

MANFREDA DOMENICO

207 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/08/1914 28

Soldato

MANFREDINI DOMENICO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/04/1920 22

Soldato

MANGANARO GIOVANNI

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 24/06/1921 21

C.le Magg.

MANICONE ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/03/1920 22

Soldato

MANIERO ANTONIO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/01/1920 23

Soldato

MANNELLO PIETRO

47^ SQD. PAN. WEISS

Disperso in Prigionia 19/02/1917 26

Soldato

MANTOVANI DERVILLE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/06/1920 22

Soldato

MANZO PASQUALE

142 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/08/1914 28

Soldato

MARABESI VITERBO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/09/1911 31

Soldato

MARANGI ANTONIO

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 13/04/1921 21

Soldato

MARANGONI ALDO

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 16/03/1922 21

Sergente

MARANI WILLIAM

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/04/1920 22

C.le Magg.

MARANINI GIUSEPPE

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 08/10/1918 24

Caporale

MARAVIGLIA UMBERTO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/08/1919 23

Soldato

MARCANTUONO DOMENICO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/05/1920 22

Soldato

MARCHESIN FRANCESCO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 27/09/1919 23

C.le Magg.

MARCHETTI CALVINO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/09/1919 23

Soldato

MARCHETTO FORTUNATO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 28/12/1915 27

Soldato

MARCHIANO SALVATORE

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 04/02/1920 23

Soldato

MARCHIO GIUSEPPE

24 RGPT. G.A.F. ART.

Disperso in Prigionia 17/03/1920 23

Soldato

MARCHIO RAFFAELE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/05/1913 29

Soldato

MARCON GIACOMO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 13/02/1918 25

Soldato

MARCONI PIETRO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/05/1919 23

Soldato

MARGANI LEONARDO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 16/03/1918 25

Soldato

MARGINI GINO

5 RGT. “ LANCIERI DI NOVARA “

Disperso in Prigionia 16/10/1917 25

C.le Magg.

MARGUERETTAZ ABELE

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 07/07/1910 32

Soldato

MARI UGO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 03/02/1919 24

Caporale

MARIANI MARIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 26/10/1913 29

Soldato

MARIANI PIETRO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 11/02/1921 22

Soldato

MARINELLI DOMENICO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 16/05/1914 28

Soldato

MARINELLI DUILIO

95 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/12/1910 32

Soldato

MARINELLI PASQUALINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 08/04/1920 22

Soldato

MARINELLI SECONDO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 18/06/1920 22

C.le Magg.

MARINELLO GIOVANNI

63 BTG. TERR. MOBILE FTR.

Disperso in Prigionia 14/09/1917 25

Soldato

MARINO FERDINANDO

32 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.

Disperso in Prigionia

Soldato

MARINOTTI BRUNO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/01/1921 22

Soldato

MARINZOLI GIOVANNI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 11/05/1915 27

16

Nascita Eta’

09/07/1919 23


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

MARMIROLI ONELIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/06/1922 20

C.le Magg.

MARONESE GIOVANNI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 01/02/1916 27

Soldato

MARONGIU EFISIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/09/1920 22

Soldato

MAROTTA VINCENZO

7 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 15/10/1915 27

Soldato

MARRAZZO FORTUNATO

29^ SQD. PAN. WEISS

Disperso in Prigionia 10/09/1915 27

Soldato

MARRAZZO PASQUALE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/12/1922 20

Soldato

MARTINELLI GIUSEPPE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/12/1920 22

Soldato

MARTINELLI PAOLINO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 08/08/1918 24

C.le Magg.

MARTINENGO GIOVANNI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/10/1920 22

Soldato

MARTINI CARLO

204 BTG. MITR.

Disperso in Prigionia 14/10/1919 23

Soldato

MARTINI ELIO

16 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/04/1916 26

Serg. Magg.

MARTINI GIOVANNI

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 20/10/1914 28

Soldato

MARTINO ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/08/1915 27

Sergente

MARTIRADONNA VITO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/04/1920 22

Caporale

MARTORELLI AMERICO

13 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 10/08/1911 31

Soldato

MARTUCCI GIOVANNI

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/04/1920 22

Soldato

MARZINOTTO ANTIMO

8 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 17/02/1920 23

Sergente

MARZO MICHELE

C.DI ED ENTI VARI GENIO

Disperso in Prigionia 18/09/1920 22

Soldato

MARZOCCHI NARCISO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/03/1912 31

Soldato

MARZOLA GIORGIO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 05/06/1915 27

Soldato

MASCARIN ERNESTO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 19/08/1920 22

Soldato

MASCARO GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/09/1920 22

Sergente

MASERA MICHELE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 20/01/1916 27

Soldato

MASETTI ETTORE

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 08/08/1918 24

Soldato

MASIERI GIORDANO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 16/04/1920 22

Soldato

MASOTTI REMO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 26/08/1920 22

Soldato

MASSELLI VITRUVIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 04/04/1920 22

Soldato

MASSERDONI GIOVANNI BATTISTA

4 RGT. ARMATA ART.

Disperso in Prigionia

Soldato

MASSIMI UMBERTO

203 BTG. MITR.

Disperso in Prigionia 25/12/1919 23

Soldato

MASTROIANNI LUIGI

47^ SQD. PAN. WEISS

Disperso in Prigionia 07/03/1917 26

Soldato

MASTROLEO VITO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/01/1918 25

Soldato

MASTROPIETRO ANTONIO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 02/01/1921 22

Soldato

MASTROSIMONE SALVATORE

RGT. BTG. COLONIALI-RGPT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/04/1912 30

Soldato

MATTIA GIAMBATTISTA

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/08/1920 22

Caporale

MATTIELLO SETTIMIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/05/1913 29

C.le Magg.

MATTONAI OTTAVIO

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 09/04/1915 27

Soldato

MAZZANTI BERTO

5 RGT. ARMATA ART.

Disperso in Prigionia 13/03/1913 30

Caporale

MAZZI GINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/10/1919 23

Sergente

MEDAU ANTONIO

66 RGT. FTR.

Morto in Prigionia

Soldato

MEGHI CIRILLO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/11/1919 23

Serg. Magg.

MEINARDI GIOVANNI

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 09/02/1914 29

Soldato

MELE GAETANO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/01/1926 17

Soldato

MELE MICHELE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/05/1920 22

17

Nascita Eta’

23/06/1913 29

31/08/1918 24


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

MELILLO DONATO

28 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.

Disperso in Prigionia

Soldato

MELILLO FRANCESCO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/04/1920 22

Soldato

MELILLO SAVINO

14 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/11/1913 29

Soldato

MELIS ANTONIO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/02/1920 23

C.le Magg.

MELLONE VITO

32 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/03/1915 28

Soldato

MELLONI BRUNO

2 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 30/11/1914 28

Caporale

MELLONI LUIGI

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 04/01/1915 28

Caporale

MENABUE DARIO

2 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 20/01/1916 27

Caporale

MENCARINI BRUNO

43 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 08/09/1917 25

Soldato

MENCARONI LORENZO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/06/1920 22

Soldato

MENEGHESSO NARCISO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 28/05/1916 26

C.le Magg.

MENGOZZI NINO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 15/07/1918 24

Caporale

MERCALLI PIETRO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 26/03/1910 32

Caporale

MERCURI GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/04/1918 24

Soldato

MERCURI MICHELANGELO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/05/1920 22

Soldato

MERLO MARIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 17/04/1919 23

Soldato

MEROLA ANIELLO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/10/1920 22

Soldato

MEROLA FRANCESCO

8 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 25/11/1921 21

Soldato

MESSINA SANTO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/08/1917 25

Soldato

MICCIO ANTONINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 28/04/1914 28

Caporale

MICELI MICHELE

32 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.

Disperso in Prigionia

Soldato

MICELI PASQUALE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/02/1914 29

Soldato

MICHIELON VITTORIO

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 02/12/1922 20

Caporale

MIGLIORI MEDARDO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/09/1920 22

Soldato

MIGNARDI ANTONIO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 18/06/1921 21

Caporale

MILAN SILVIO

5 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 27/10/1913 29

Soldato

MILONE SAUL

OSPEDALI SAN.

Disperso in Prigionia 27/08/1918 24

Serg. Magg.

MILUTIN ETTORE

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 05/04/1919 23

Soldato

MINARINI ANGELO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/04/1914 28

Soldato

MINASI SAVERIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/02/1920 23

Caporale

MINERVINO ARMANDO

C.DI ED ENTI VARI ART.

Disperso in Prigionia 30/07/1920 22

Soldato

MINOCCHI ORESTE

204 RGT.ART. DIV. CC.NN.

Disperso in Prigionia 24/08/1918 24

Soldato

MODENA SANTE

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 01/04/1920 22

Soldato

MODICA GIORGIO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/07/1918 24

Soldato

MOLINARO ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/01/1920 23

Soldato

MOLINARO FELICE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/01/1921 22

Soldato

MOLINO G.MARIA

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/05/1919 23

Soldato

MONACELLI DONATO

135 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/09/1919 23

Soldato

MONACO ATTILIO

203 BTG. MITR.

Disperso in Prigionia 04/08/1920 22

C.le Magg.

MONDONI ETTORE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/09/1917 25

C.le Magg.

MONDUCCI MARIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/05/1915 27

Soldato

MONOMI ANGELO

133 RGT.ART.DIV.CORAZZ.

Disperso in Prigionia 27/08/1915 27

Soldato

MONTANARI GALLIANO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 06/09/1915 27

18

Nascita Eta’ 17/11/1919 23

30/05/1916 26


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

MONTEBUGLIO VINCENZO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/11/1914 28

Soldato

MONTEFUSCO SILVERIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/02/1914 29

Soldato

MONTEVECCHI UMBERTO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/01/1913 30

Sergente

MONTI MARIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 13/03/1916 27

Caporale

MONTI OSVALDO

22 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 11/02/1913 30

Soldato

MORANDI LUIGI

3 RGT. ART. C.D.A.

Disperso in Prigionia 27/12/1915 27

C.le Magg.

MORANDO ALDO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/10/1920 22

Soldato

MORANO NICOLA

20 RGT. FTR.

Morto in Prigionia

Serg. Magg.

MORELLI VINCENZO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 25/04/1911 31

Mar. Ord.

MORETTI GABRIELE

702^ SEZ. MISTA CC.

Disperso in Prigionia 22/09/1903 39

V. Capo Sq.

MORICONI OTELLO

170 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 18/10/1906 36

Soldato

MORIGGI MARIO

27 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 08/10/1920 22

Soldato

MORINI MAGLIO GIUSEPPE

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/07/1920 22

Soldato

MORO SILVIO

203 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 12/02/1920 23

Soldato

MORONI BALILLA

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 24/01/1921 22

Caporale

MORRA SALVATORE

70 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/07/1917 25

Soldato

MORUZZI RENATO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/01/1916 27

C.le Magg.

MOSCA ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/01/1915 28

Soldato

MOSCATELLI GIUSEPPE

6 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 30/09/1919 23

C.le Magg.

MOSCONI LUIGI

21 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 12/03/1916 27

Caporale

MOSSUTO ANTONIO

21 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 01/01/1917 26

Soldato

MUCCI REMIGIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/05/1913 29

Soldato

MURATORE GIROLAMO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/09/1922 20

Soldato

MURESU PIETRO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/04/1919 23

Soldato

MUSCOLO GIUSEPPE

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/02/1921 22

Caporale

NADALINI BRUNO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 09/08/1921 21

Soldato

NAIMO VINCENZO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/02/1911 32

Soldato

NANETTI AMALFI

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/06/1920 22

Soldato

NANI GIOVANNI

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 24/04/1918 24

Soldato

NANIA GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/08/1913 29

Caporale

NANNETTI GIUSEPPE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/10/1912 30

Soldato

NANNI GUIDO

57 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/03/1910 33

Soldato

NANNINI GUIDO

203 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 22/02/1916 27

Soldato

NAPOLITANO RAFFAELE

65 OSPEDALE DA CAMPO SAN.

Disperso in Prigionia 05/01/1913 30

Soldato

NAPPI PIETRO

10 CENTRO AUTO.

Disperso in Prigionia 26/12/1913 29

Sergente

NARDECCHIA NATALE

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 23/12/1918 24

Soldato

NARDELLI DOMENICO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/08/1911 31

Caporale

NARDINI RINALDO

50 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/10/1917 25

Soldato

NARDUZZO TULLIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/11/1919 23

Sergente

NASSIMBENI ELIO

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 12/01/1913 30

C.le Magg.

NASTRINO DOMENICO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/09/1911 31

Soldato

NATALE GIUSEPPE

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/03/1921 22

Soldato

NAVOLIO DONATO

21^ CP. CHIMICA GENIO

Disperso in Prigionia 12/07/1920 22

19

Nascita Eta’

03/05/1914 28


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

NAZIONALE UMBERTO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/12/1915 27

Caporale

NEGRI ANGIOLINO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 05/08/1915 27

C.le Magg.

NEGRI GINO

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/03/1916 26

Soldato

NEGRI MICHELE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/09/1919 23

C.le Magg.

NEGRI ORESTE

202 RGT.ART. DIV. CC.NN.

Disperso in Prigionia 05/04/1920 22

Soldato

NEGRO ERNESTO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/02/1921 22

Soldato

NEGRO OSCAR

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 25/09/1919 23

Soldato

NERI ERMELINDO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/01/1920 23

Caporale

NERI PRIMO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/06/1920 22

Soldato

NEVOLO DOMENICO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 01/06/1914 28

Soldato

NICCOLINI GUIDO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/05/1920 22

Caporale

NICHELE BRUNO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 20/09/1912 30

Carabiniere

NICOLIS NICOLA

105^ SEZ. MISTA CC.

Disperso in Prigionia 22/04/1921 21

Soldato

NICOLOSI SALVATORE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/01/1917 26

Sergente

NICOSIA MARIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/01/1921 22

Soldato

NIGRO GIUSEPPE

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/09/1921 21

Soldato

NOBILI FERNANDO

53 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 19/02/1918 25

Soldato

NOBIS SANTE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/11/1918 24

Soldato

NOCETTI CELSO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/10/1919 23

Sergente

NOGARA GIOVANNI

C.DI ED ENTI VARI GENIO

Disperso in Prigionia 01/09/1906 36

Soldato

NORBIATO BRUNO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 04/11/1915 27

Soldato

NOTA FRANCESCO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/01/1921 22

Soldato

NUZZI ORAZIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 10/10/1918 24

Soldato

NUZZO GIUSEPPE

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/01/1920 23

Soldato

NUZZO RAFFAELE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/02/1921 22

Soldato

OLIVA ANGELO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/08/1920 22

Sergente

OLIVA ANIELLO

30 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 10/10/1920 22

Soldato

OLIVA REALINO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/01/1920 23

C.le Magg.

OLIVIERI AURELIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/09/1910 32

Soldato

OMBELLINI LUIGI

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/09/1917 25

Soldato

ONELLI MARIO

15 AUTOREP. AUTO.

Disperso in Prigionia 22/12/1916 26

Soldato

ONOFRILLO PASQUALE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 06/02/1916 27

Soldato

ORIBELLI PRIMO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 25/02/1919 24

Soldato

ORLANDI FRANCESCO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/10/1914 28

Soldato

ORLANDI RENATO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 15/08/1921 21

Caporale

ORLANDO UMBERTO

204 RGT.ART. DIV. CC.NN.

Disperso in Prigionia 01/08/1910 32

C.le Magg.

ORNAGHI MARIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 11/06/1917 25

Soldato

ORSINI EDOARDO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/08/1921 21

Soldato

ORTICA ANGELO

157 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/07/1917 25

Caporale

ORTIS GIACOMO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 28/02/1920 23

Soldato

ORTOLANI SETTIMIO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 17/11/1919 23

Serg. Magg.

OSCURELLI PALMIRO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/03/1912 30

Soldato

OSTERBAURER MARIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 30/01/1918 25

20

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

OSTI GIORGIO

62 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 30/07/1918 24

Soldato

OVIDI ANTONIO

7 CENTRO AUTO.

Disperso in Prigionia 15/12/1912 30

Soldato

OZZANO LUIGI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/03/1922 21

Soldato

PACELLI DOMENICO

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 05/02/1921 22

Soldato

PACINI EFISIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 10/02/1921 22

Soldato

PACINI GIUSEPPE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/10/1918 24

Soldato

PADULI IVONE

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 02/04/1916 26

Soldato

PAGLIAZZO GIUSEPPE

142 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/02/1914 29

Soldato

PAGLIUCA DONATO

16 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/03/1911 32

Soldato

PAGLIUCA LUIGI

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/08/1920 22

Soldato

PALA ELIO

33 RGT. FANT.CARR. CARR.

Disperso in Prigionia 03/04/1915 27

Soldato

PALAZZESI AMATO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/01/1914 29

Soldato

PALAZZOLO PAOLO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 02/08/1920 22

Soldato

PALAZZOLO SALVATORE

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 04/03/1920 23

Soldato

PALDINO GIUSEPPE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 23/03/1916 26

C.le Magg.

PALERMO ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/10/1913 29

Soldato

PALESTRA PAOLO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 29/10/1915 27

Soldato

PALETTA LUIGI

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/05/1911 31

C.le Magg.

PALLOTTA MASSIMO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/06/1918 24

Soldato

PALMIGIANI FEDERICO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/11/1920 22

Soldato

PANACCIO GIUSEPPE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/03/1914 28

Soldato

PANARIELLO CIRO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 04/02/1914 29

Soldato

PANCIROLI GINO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/10/1992 50

Soldato

PANDOLFI VINCER

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 31/07/1920 22

Soldato

PANIGATI GIUSEPPE

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 15/12/1919 23

Caporale

PANTANINO FRANCESCO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/04/1919 23

Soldato

PAOLILLO MATTEO

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 10/05/1921 21

Soldato

PAOLINI ARMANDO

20 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 06/12/1921 21

Cam. Nera

PAOLINI GIOVANNI

132 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 18/10/1910 32

V. Capo Sq.

PAPAGNI DOMENICO

150 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 01/05/1913 29

Soldato

PAPARELLA GIUSEPPE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/01/1912 31

Soldato

PAPERINI GINO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/10/1920 22

C.le Magg.

PAPPALARDO VENERO

142 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/11/1912 30

Soldato

PAPPATERRA FRANCESCO

16 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/05/1920 22

Soldato

PARASCANDOLO MICHELE

96 OSPEDALE DA CAMPO SAN.

Disperso in Prigionia 19/04/1912 30

Caporale

PARIGI SESTILIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 24/09/1919 23

Soldato

PARIMBELLI MARIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 27/03/1916 26

Soldato

PARISELLA FIORINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 30/08/1921 21

Caporale

PARISI GIAMBATTISTA

GRUPPI LAVORATORI GENIO

Disperso in Prigionia 02/02/1903 40

Soldato

PARODI GIACOMO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 04/01/1917 26

Soldato

PARRELLA PELLEGRINO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/07/1920 22

C.le Magg.

PARRILLO GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/12/1920 22

Serg. Magg.

PASANISI TOMMASO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/03/1916 27

21

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

PASCALE SABATO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/08/1922 20

Soldato

PASCARELLA GENNARO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/09/1921 21

Caporale

PASCIUTO MATTEO

17 SZ. SAN.

Disperso in Prigionia 31/01/1916 27

Soldato

PASI GIULIO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/02/1912 31

Soldato

PASINI FELICE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/01/1916 27

Soldato

PASQUALE DOMENICO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/03/1920 22

C.le Magg.

PASQUALI CORRADO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 31/10/1915 27

Caporale

PASQUALI UMBERTO

204 RGT.ART. DIV. CC.NN.

Disperso in Prigionia 26/11/1919 23

Soldato

PASQUINI UMBERTO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 11/03/1915 28

Sergente

PASSANTI EMILIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 01/04/1914 28

Soldato

PASSARIELLO VINCENZO

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/07/1913 29

Soldato

PASSINI BIAGIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 31/01/1919 24

Soldato

PASTORINO MARIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 28/07/1918 24

Soldato

PATANE‘ GIOVANNI

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/02/1919 24

Soldato

PATRIA UMBERTO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 10/07/1918 24

Soldato

PATTUGLIA MARIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 30/05/1919 23

C.le Magg.

PAUZIN VITTORIO

5 GR. ART.

Disperso in Prigionia 19/05/1919 23

Sergente

PAVAN ANTONIO

455 OSPEDALE DA CAMPO SAN.

Disperso in Prigionia 28/03/1917 25

C.le Magg.

PAVAN PRIMO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 20/07/1920 22

Soldato

PAVANELLO GIUSEPPE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/01/1916 27

Soldato

PAVANI SETTIMIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/09/1920 22

Soldato

PAVESE SALVATORE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/03/1914 28

Soldato

PAVOLUCCI LUIGI

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/12/1914 28

Soldato

PAVONE ANTONINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 23/04/1917 25

Soldato

PEDRAZZOLI ARONNE

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 05/05/1920 22

Soldato

PEDRETTI ATTILIO

21 BTG. COLL. GENIO

Disperso in Prigionia 13/12/1916 26

Soldato

PEGORARO SERENO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 28/03/1920 22

Soldato

PEGORIN ANTONIO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 31/05/1918 24

Soldato

PEGORIN OTTORINO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 11/12/1918 24

Soldato

PELLEGRINO COSIMO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/12/1914 28

Soldato

PELLERITO GIOVANNI

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 17/01/1920 23

Soldato

PELOSI SERGIO

80 AUTOREP. AUTO.

Disperso in Prigionia 27/03/1920 22

Soldato

PENTA PASQUALE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/10/1921 21

Soldato

PERI FRANCESCO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/07/1918 24

Soldato

PERON GIACCHINO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 15/01/1919 24

Soldato

PERRECA LUIGI

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 11/08/1917 25

Soldato

PERRI ANGELO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/08/1915 27

Caporale

PERRI GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 06/01/1916 27

Sergente

PERRONE VINCENZO

21 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 01/12/1920 22

Soldato

PERRONI GIULIO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/01/1912 31

Soldato

PERROTTA VINCENZO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/12/1920 22

Soldato

PESARESI ADAMO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/06/1914 28

Soldato

PESCI GIUSEPPE

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/01/1920 23

22

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

PETRILLI FRANCESCO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/02/1921 22

Soldato

PETRUOLO FRANCESCO

12 RGT. ART.DIV.FANT.

Disperso in Prigionia 15/08/1918 24

Soldato

PETTA EMILIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 10/09/1916 26

Caporale

PETTINARI LUIGI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 04/01/1918 25

Soldato

PETTINELLA ALFREDO

12 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/01/1920 23

Caporale

PEVIANI LUIGI

21 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/05/1916 26

Soldato

PEZZETTI FRANCESCO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/12/1918 24

Soldato

PIANTADOSI PIETRO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/06/1922 20

Caporale

PICCHIOTTI RENATO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 30/10/1914 28

Soldato

PICCICUTO SALVATORE

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/02/1919 24

Soldato

PICCININI RENZO

GRUPPI LAVORATORI GENIO

Disperso in Prigionia 09/08/1913 29

Soldato

PICCIRILLO DAVIDE

21 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 13/05/1920 22

Soldato

PICCIRILLO GENEROSO

34 SZ. SAN.

Disperso in Prigionia 24/11/1920 22

Soldato

PICCO ERNESTO

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 04/12/1918 24

Soldato

PICCOLI ALDO

III GR. ART. CA

Disperso in Prigionia 25/07/1916 26

Soldato

PICCOLILLO ARMANDO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/02/1920 23

Soldato

PICOLLO MARIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/09/1921 21

Soldato

PIEGARI VINCENZO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/07/1920 22

Soldato

PIEMONTE GIUSEPPE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/10/1917 25

Soldato

PIERI GUERRADO

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/10/1916 26

Soldato

PIERMARINI GIUSEPPE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/03/1919 24

Soldato

PIETRANTONIO DOMENICO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/03/1916 26

Soldato

PIETROBONO SISTO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 15/12/1912 30

Soldato

PIETROVITO GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/09/1921 21

Caporale

PIFFERI LUIGI

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 10/08/1919 23

C.le Magg.

PIFFERI PIETRO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 26/11/1916 26

Soldato

PIGNATARO GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/03/1915 27

Caporale

PIGNATTI ALBINO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/05/1920 22

C.le Magg.

PINNA ALDO

6 GR. ART.

Disperso in Prigionia 12/05/1915 27

Soldato

PINNA FEDERICO

6 GR. ART.

Disperso in Prigionia 21/02/1921 22

Sergente

PINTO PIETRO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 22/09/1917 25

Caporale

PINTUS FRANCESCO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 25/10/1919 23

Soldato

PIOVAN GUGLIELMO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 28/11/1920 22

C.le Magg.

PIOVANELLI BATTISTA

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 20/08/1912 30

Soldato

PIPITONE VINCENZO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/05/1918 24

Soldato

PIPOLA PASQUALE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/01/1921 22

Soldato

PIRAINO ANTONIO

21 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 17/04/1914 28

Soldato

PIRANI ARDUINO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/04/1917 25

Sergente

PIRAZZINI FERDINANDO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/07/1915 27

Soldato

PIRONI ALFREDO

141 RGT.(541) FTR.

Disperso in Prigionia 29/05/1910 32

Soldato

PISCIONERI GIOVANNI BATTISTA 3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 31/03/1920 22

Serg. Magg.

PISTONE GIUSEPPE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 30/06/1917 25

Soldato

PISTONE MARIO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 03/07/1920 22

23

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

PISTONI NUNZIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 23/10/1912 30

Soldato

PIZZAGALLI GIUSEPPE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 19/08/1918 24

Soldato

PIZZINI GIUSEPPE

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/12/1920 22

Soldato

PIZZIOLI DORANDO BRUNO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 15/12/1916 26

Soldato

PIZZIRANI ERIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 04/09/1921 21

Caporale

PIZZOLI GINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 07/11/1913 29

Sergente

PLEBANI GIUSEPPE

204 BTG. GENIO

Disperso in Prigionia 05/08/1916 26

C.le Magg.

PLUTINO SEBASTIANO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/09/1917 25

Soldato

POLI ANGELO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/10/1921 21

Caporale

POLI GIACOMO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 12/05/1919 23

Soldato

POLITO VALENTINO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 06/12/1920 22

Soldato

POLIZZOTTO FRANCESCO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 19/08/1916 26

C.le Magg.

POLLES ARMANDO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 07/03/1918 25

Soldato

POLONIO ANGELO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 19/08/1920 22

Soldato

POMPEI CORRADO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/08/1920 22

Soldato

PONTE DOMENICO

22 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 13/03/1910 33

Soldato

PONTI AUGUSTO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 12/08/1917 25

Soldato

PONTILLO RAFFAELE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/11/1921 21

Soldato

PONTRELLI ANTONIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 16/10/1918 24

Soldato

PORRU LUIGI

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/01/1920 23

Soldato

POTA GIOVANNI

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/01/1921 22

Soldato

POZZETTO VIRGILIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/05/1915 27

C.le Magg.

PRATICO ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/11/1913 29

C.le Magg.

PREARO RODOLFO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/05/1915 27

Soldato

PREMI OTELLO

8 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 16/04/1911 31

Soldato

PREVITERA SEBASTIANO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 03/04/1918 24

Soldato

PRIETTI NINO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/12/1914 28

Soldato

PRIMI ORFEO

203 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 27/08/1920 22

C.le Magg.

PRIORIELLO PASQUALE CARMINE 3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 09/12/1914 28

Soldato

PRODI RENATO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/07/1914 28

Sergente

PROIA ALDO

204 SZ. SAN.

Disperso in Prigionia 21/01/1918 25

Soldato

PROIETTI ARDUINO

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 06/05/1915 27

Soldato

PROTA SAVERIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/10/1922 20

Caporale

PROTANI RENATO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/07/1917 25

Caporale

PROTOPAPA GIORGIO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/02/1916 27

Soldato

PROVVEDI UBALDO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 10/01/1915 28

Serg. Magg.

PRUSSI RENATO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/06/1917 25

Soldato

PUCCETTI ETTORE

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/03/1921 22

C.le Magg.

PUCCI ILDO

33 RGT. FANT.CARR. CARR.

Disperso in Prigionia 14/08/1915 27

C.le Magg.

PUGGIONI FILIBERTO

43 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 17/06/1918 24

Soldato

PUGLIESE GIROLAMO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/02/1914 29

Soldato

PULEIO PASQUALE

22 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/04/1922 20

Soldato

PUNGITORE GIUSEPPE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/10/1915 27

24

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Caporale

PURICELLI AMBROGIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 23/03/1916 26

Soldato

PUTANO BISTI ALFIERO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/01/1918 25

C.le Magg.

PUZZO VINCENZO

207 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/01/1920 23

Caporale

QUAINI PIETRO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 15/03/1919 24

Caporale

QUARANTA BATTISTA

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/08/1919 23

Soldato

QUARNETI GIUSEPPE

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/10/1912 30

Soldato

QUATTROMANI GIUSEPPE

60 BTG. GENIO

Disperso in Prigionia 08/07/1920 22

Soldato

QUINTE FRANCESCO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 01/03/1918 25

Soldato

QUINZANINI GIUSEPPE

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/03/1920 23

Soldato

RABAZZI ROBUSTO

4 GR. ART.

Disperso in Prigionia 24/04/1920 22

Soldato

RABITTI ALFREDO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/03/1920 23

Soldato

RABUANO GIOVANNI

12 RGT. ART.DIV.FANT.

Disperso in Prigionia 11/03/1917 26

Caporale

RACHIELE RAFFAELE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/02/1912 31

Soldato

RACITI ANTONINO

10 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 28/06/1920 22

C.le Magg.

RADICCHI GUALTIERO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 24/05/1914 28

Soldato

RAGAZZINI DECIO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 24/02/1912 31

Caporale

RAGAZZINI GUALTIERO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/05/1915 27

Soldato

RAGGI PAOLO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 15/06/1918 24

Soldato

RAIMONDI GIACOMO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 19/04/1920 22

Soldato

RAIMONDI ONOFRIO

9 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 28/01/1913 30

Soldato

RAIMONDO ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/08/1918 24

Soldato

RAMBELLI GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/12/1919 23

Soldato

RAMPIN GINO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 10/09/1916 26

Cam. Nera

RANALDI AUGUSTO

114 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 09/01/1906 37

Soldato

RANALLETTA ARTURO

76 AUTOREP. AUTO.

Disperso in Prigionia 28/09/1921 21

Soldato

RASPAVOLO TOMMASO

3 BTG. TERR. MOBILE FTR.

Disperso in Prigionia 24/04/1914 28

Caporale

RATTO SALVATORE

90 SZ. SAN.

Disperso in Prigionia 26/09/1916 26

Soldato

RAVAGNANI BRUNO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 13/12/1919 23

Caporale

RAZZOLI CLEMENTINO

2 RGT ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 15/06/1918 24

Soldato

RE PIETRO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/02/1919 24

Soldato

REBESCHI SERGIO

3 NUCLEO CHIRURGICO SAN.

Disperso in Prigionia 02/02/1917 26

Soldato

RECCHIUTI LUIGI

8 SZ. SAN.

Disperso in Prigionia 09/04/1917 25

Soldato

REDA ROBERTO

3 BTG. TERR. MOBILE FTR.

Disperso in Prigionia 07/06/1916 26

Soldato

REGGIANI ARNALDO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 29/05/1913 29

Soldato

REGGIMENTI ALBERINO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 28/09/1918 24

Soldato

REMIGI CARLO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 18/05/1913 29

Cam. Nera

RENDA SAVERIO

174 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 04/09/1902 40

Soldato

REPETTI CARLO

65 OSPEDALE DA CAMPO SAN.

Disperso in Prigionia 10/09/1912 30

Soldato

RESCIGNO GIUSEPPE

42 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 03/10/1912 30

C.le Magg.

RESTANTE FILIPPO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/01/1921 22

Soldato

RESTI ANGIOLO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 19/10/1912 30

Soldato

RIBONI ETTORE

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 19/01/1914 29

Soldato

RICCHIERI UMBERTO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 04/04/1914 28

25

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

RICCHIUTO MARTINO

27 SZ. SAN.

Disperso in Prigionia 02/05/1915 27

Soldato

RICCI ENRICO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/03/1912 31

Cam. Nera

RICCI FRANCESCO

118 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 04/10/1910 32

Soldato

RICCIARDI PIETRO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 24/09/1918 24

Soldato

RICCIO ALFONSO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/09/1922 20

Soldato

RICCO GIUSEPPE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 18/10/1921 21

Sergente

RICHIUSA EMILIO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/11/1916 26

Soldato

RIFICI CARMELO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/03/1921 21

Soldato

RIGHI LUIGI

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/01/1914 29

Soldato

RISELLI MARCELLINO

XI BTG. CARRI CARR.

Disperso in Prigionia 20/03/1921 21

Soldato

RIVA BATTISTA

132 RGT. FANT.CARR. CARR.

Disperso in Prigionia 19/09/1919 23

Soldato

RIVA FRANCESCO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 18/05/1920 22

Soldato

RIVA SALVATORE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 20/05/1920 22

Soldato

RIVELLI ARCANGELO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 07/04/1920 22

Soldato

RIZZO ANTONIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 27/02/1919 24

Soldato

RIZZO GIUSEPPE

24 RGPT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 06/05/1921 21

Soldato

RIZZO LORENZO

Soldato

ROBERTI ARISTIDE

28 RGT. FTR. Disperso in Prigionia 10/12/1921 21 BTG.CONTROCARRO E SEMOVENTI Disperso in Prigionia ART. 30/11/1914 28

Soldato

ROCCO ISIDORO

12 RGT. ART.DIV.FANT.

Disperso in Prigionia 22/08/1914 28

C.le Magg.

ROLFINI RENATO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/01/1920 23

Soldato

ROMAGNOLO ROSARIO

36 CP. COMM.

Disperso in Prigionia 01/04/1916 26

Sergente

ROMANI VINCENZO

6 RGT. ARMATA ART.

Disperso in Prigionia 27/01/1911 32

Soldato

ROMANO GIOVAMBATTISTA

205 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 07/12/1919 23

C.le Magg.

ROMBI PASQUALINO

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 01/04/1918 24

Soldato

ROMEO CLEMENTE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 22/12/1913 29

Soldato

ROMERSI OTTAVIO

2 RGT ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 23/09/1918 24

Soldato

RONCUCCI NELLO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/05/1919 23

Sergente

RONDELLO GIOVANNI

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/10/1916 26

C.le Magg.

RONDINI BALDASSARE

63 BTG. GENIO

Disperso in Prigionia 25/02/1910 33

Soldato

RONTINI ALBERTO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 01/08/1914 28

Soldato

ROSANELLI LINO

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/12/1919 23

Soldato

ROSINI UMBERTO

15 RGT.(515) FTR.

Disperso in Prigionia 16/10/1916 26

Soldato

ROSSI ADRIANO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 31/01/1921 22

Soldato

ROSSI FRANCESCO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 30/08/1918 24

Soldato

ROSSI GIOCONDO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 10/08/1920 22

Soldato

ROSSI GUIDO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 07/07/1917 25

Soldato

ROSSI LUIGI

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 06/09/1920 22

Soldato

ROSSI UMBERTO

85 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/09/1911 31

Soldato

ROVIELLO RAFFAELE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/01/1921 22

Sergente

RUBANO VINCENZO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/05/1913 29

Soldato

RUBERTO PIETRO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 29/05/1921 21

Soldato

RUGGERI ANTONIO

31 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/07/1916 26

Soldato

RUGGERI MARIO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/12/1920 22

26

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Cam. Nera

RUGGIERI CARLO

129 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 31/08/1910 32

Soldato

RUGGIERI DOMENICANT.

4 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/08/1920 22

Soldato

RUGGIERI LELIO

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 05/06/1918 24

C.le Magg.

RUGGIERO NICOLA

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/03/1911 32

Soldato

RUGGIERO VINCENZO

960 OSPEDALE DA CAMPO SAN.

Disperso in Prigionia 30/08/1917 25

Capo Sq.

RUSSI DOMENICO

233 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 12/10/1906 36

Soldato

RUSSO ANGIOLINO

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/02/1918 25

Soldato

RUSSO BIAGIO

201 BTG. GENIO

Disperso in Prigionia 12/05/1919 23

Soldato

RUSSO FRANCESCO

479 OSPEDALE DA CAMPO SAN.

Disperso in Prigionia 16/01/1912 31

Caporale

RUSSO GERARDO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 16/02/1914 29

Caporale

RUSSO LUIGI

66 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/03/1917 26

Soldato

RUSSO MARIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/12/1921 21

Soldato

RUSSO ORAZIO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 30/11/1915 27

Soldato

RUSSO SALVATORE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 14/03/1914 29

C.le Magg.

RUSSOLO PIETRO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 14/09/1916 26

Soldato

SACCENTE MARCO

20 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 12/10/1916 26

Soldato

SACCHETTI GINO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/06/1920 22

Soldato

SACCO GIOVANNI

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/10/1921 21

Soldato

SACCOMAN ORFEO

17 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 31/03/1916 26

Soldato

SAGGIOMO MARIO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/12/1919 23

C.le Magg.

SALERNO DOMENICO

142 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/09/1912 30

Soldato

SALETTI LUIGI

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 30/05/1920 22

Caporale

SALFO PASQUALE

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 20/10/1921 21

Soldato

SALIERNO ANGELO

27^ SQD. PAN. WEISS

Disperso in Prigionia 22/11/1914 28

Soldato

SALUTINI ANTONIO

142 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/06/1919 23

Soldato

SALVADORI GIOVANNI

203 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 09/09/1916 26

V. Capo Sq.

SALVAGGIO FRANCESCO

174 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 14/09/1906 36

Soldato

SALVATORE GUERRINO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 15/11/1916 26

Soldato

SALVATORE LIBERO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 02/07/1921 21

Soldato

SALZERI DOMENICO

4 RGT. FANT.CARR. CARR.

Disperso in Prigionia 04/06/1920 22

Cam. Nera

SAMMARITANO DIEGO

174 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 08/11/1910 32

Caporale

SAMPAOLO GUIDO

203 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 28/03/1920 22

Soldato

SANNA VINCENZO

IV BTG. ARTIERI

Disperso in Prigionia 09/10/1904 38

Soldato

SANSONE ANGELO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 10/10/1918 24

Soldato

SANTARELLA SILVIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/04/1922 20

Soldato

SANTILLI DOMENICO

42 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 27/05/1920 22

Sergente

SANTONASTASO FRANCESCO

205 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 01/10/1920 22

Soldato

SANTONASTASO MICHELE

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/10/1918 24

Soldato

SAPIGNI GIOVANNI

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 19/03/1916 27

Soldato

SARCINA ANGELO ANTONIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/06/1921 21

Cam. Nera

SARCINA GIUSEPPE

233 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 28/01/1911 32

Soldato

SAUSA SALVATORE

31 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.

Disperso in Prigionia

Cam. Nera

SAUSTO VINCENZO

156 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 11/07/1913 29

27

Nascita Eta’

06/04/1916 26


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

SAVINELLI GIUSEPPE

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/12/1912 30

C.le Magg.

SBORDONI ANGELO

1 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 06/08/1918 24

C.le Magg.

SCAGLIOTTI GIUSEPPE

4 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 17/09/1914 28

Soldato

SCALAMBRA GUIDO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/05/1912 30

Caporale

SCALISE DOMENICO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/04/1914 28

Soldato

SCALISE GIOVANNI

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/06/1917 25

Sergente

SCARAMUZZINO GIUSEPPE

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 09/03/1918 25

Soldato

SCARDELLATO VITTORIO

115 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/08/1916 26

Soldato

SCAVONE ANTONIO

116 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 30/03/1916 26

V. Capo Sq.

SCHIAVO DOMENICO

174 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 06/10/1911 31

Soldato

SCHIAVONE LUIGI

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/04/1919 23

Cam. Nera

SCILIMATI MICHELE

150 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 13/08/1902 40

Soldato

SCIROCCO LUIGI

7 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 14/10/1918 24

Soldato

SCOTESE ARMANDO

10 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 16/04/1915 27

Soldato

SCOTTI GIOVANNI BATTISTA

52 GR. ART.

Disperso in Prigionia 11/03/1919 24

Soldato

SCOTTO DI TELLA VINCENZO

8 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 04/05/1913 29

Soldato

SCUTELLA ANTONINO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 15/03/1913 30

Caporale

SEREGNI SECONDO

203 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 29/03/1918 24

Soldato

SERRA ANTONIO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/04/1920 22

Soldato

SERRATORE DOMENICO

40 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/10/1922 20

Soldato

SERVIDIO GUIDO

3 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 01/01/1920 23

Soldato

SESSA AMEDEO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 07/09/1918 24

Soldato

SESSO CIRO

10 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 25/07/1920 22

Soldato

SETTEMBRE SABATO

AUTOGRUPPI AUTO.

Disperso in Prigionia 13/08/1920 22

Soldato

SETTIMIO GUERRINO

805 SZ. SAN.

Disperso in Prigionia 03/07/1913 29

Caporale

SEVEGNANI CARLO

62 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/09/1921 21

Caporale

SEVERINI ANGIOLINO

204 BTG. GENIO

Disperso in Prigionia 21/10/1918 24

Soldato

SGAMBA FEDERICO

16 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/06/1920 22

C.le Magg.

SGANGA FILIPPO

RGT. BTG. COLONIALI-RGPT. FTR.

Disperso in Prigionia 08/01/1916 27

Soldato

SGRILLI GINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 28/04/1915 27

Soldato

SICILIANO FILIPPO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/05/1913 29

C.le Magg.

SIGNORATO NATALE

204 RGT.ART. DIV. CC.NN.

Disperso in Prigionia 19/03/1909 34

C.le Magg.

SILVESTRI PIETRO

21 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 23/12/1919 23

Soldato

SILVESTRI SAVINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/01/1920 23

Soldato

SILVESTRI TRENTO

RGT. BTG. COLONIALI-RGPT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/09/1916 26

C.le Magg.

SILVESTRO ANDREA

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/06/1919 23

Sergente

SIRONI MOSE

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 03/05/1918 24

Caporale

SISTO CIRO

AUTOGRUPPI AUTO.

Disperso in Prigionia 12/02/1916 27

Soldato

SORBO ANTIMO

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 26/08/1920 22

Soldato

SORGATO ALDO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/08/1921 21

Soldato

SORICHILLO VINCENZO

31 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/09/1921 21

Soldato

SORRENTINO GAETANO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/04/1921 21

Soldato

SORRENTINO ROCCO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/04/1916 26

28

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

SPAGGIARI LAERTE

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/01/1921 22

Soldato

SPANO VITO

201 RGT. ART. MOTORIZZATO

Disperso in Prigionia 10/01/1920 23

Soldato

SPATARO SALVATORE

17 CP. GENIO

Disperso in Prigionia 12/05/1909 33

Soldato

SPATUZZI GIOVANNI

14 RGT. G.A.F. ART.

Disperso in Prigionia 06/11/1921 21

Soldato

SPECCHIA LUIGI

LXIII BTG. MITR.

Disperso in Prigionia 01/02/1913 30

Soldato

SPECIALE MICHELE

62 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/12/1919 23

Soldato

SPINOSA ENRICO

145 AUTOREP. AUTO.

Disperso in Prigionia 29/01/1920 23

V. Capo Sq.

SPROVIERO MICHELE

150 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 21/06/1903 39

V. Capo Sq.

STABILE FRANCESCO

174 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 29/06/1909 33

Soldato

STAFFA PIETRO

3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 13/09/1915 27

Soldato

STANNARDI GUERRINO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/03/1920 22

Soldato

STANZANI CARLO

86 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 12/08/1919 23

Sergente

STELLA MARCO

12 RGT. ART.DIV.FANT.

Disperso in Prigionia 06/03/1921 22

Cam. Nera

STRINGANO RICCARDO

250 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 26/04/1905 37

Serg. Magg.

SUCCI ATTILIO

27^ SQD. PAN. WEISS

Disperso in Prigionia 14/09/1913 29

Soldato

SUGAMELE FRANCESCO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/01/1919 24

Soldato

SURACE GIUSEPPE

XXVI BTG. MITR. C.D’A.

Disperso in Prigionia 05/06/1912 30

Soldato

TAMMARO UMBERTO

4 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/01/1920 23

Soldato

TARGA FERNANDO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 18/02/1912 31

Soldato

TASCHINI URBANO

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 26/08/1918 24

Soldato

TASSI ELISEO

203 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 22/09/1919 23

Soldato

TAURISANO ANTONIO

11^ SEZ. SUSS.

Disperso in Prigionia 21/11/1918 24

Soldato

TAVERNITI ANGELO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/11/1912 30

Soldato

TESAURO GIUSEPPE

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/01/1920 23

Soldato

TESTA GENNARO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/10/1920 22

Soldato

TIBALDI LUIGI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 31/05/1921 21

Cam. Nera

TOMASELLI ANDREA

CL BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 26/12/1912 30

C.le Magg.

TONEGUZZO MARIO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 09/09/1916 26

Soldato

TONNI ADOLFO

62 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 30/03/1911 31

Soldato

TORCHIA GIUSEPPE

19 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 16/01/1914 29

Caporale

TOSATO ANGELO

9 RGT. ALP.

Disperso in Prigionia 28/03/1918 24

Soldato

TOSETTO GINO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/01/1920 23

Soldato

TOSI ORESTE

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 22/09/1911 31

Soldato

TRADII GINO

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/03/1911 31

Soldato

TRAPASSO ROSARIO

20 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 16/11/1920 22

Soldato

TRENCHI ARNALDO

22 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 17/09/1913 29

Soldato

TRIDENTI SALVATORE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/05/1920 22

Soldato

TRINCHESE SALVATORE

20 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 13/06/1920 22

Soldato

TROBBIANI NAZZARENO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 19/02/1915 28

Soldato

TROVATO FRANCESCO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/01/1915 28

Soldato

TUCCIA FAUSTO TARQUINIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 27/10/1922 20

Soldato

TUL GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/08/1911 31

Soldato

URSIDA VINCENZO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/02/1916 27

29

Nascita Eta’


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

USAI FRANCESCO

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/03/1917 26

Caporale

VAIA UGO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 11/12/1921 21

Soldato

VAILATI AMEDEO

202 RGT.ART. DIV. CC.NN.

Disperso in Prigionia 22/06/1920 22

Soldato

VALENTE CIRO

50 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/07/1920 22

Cam. Nera

VALENTI GIUSEPPE

270 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 11/07/1913 29

Soldato

VALENTINI RAUL

13 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 28/10/1920 22

Soldato

VALENTINO VIRGINIO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 25/07/1922 20

Soldato

VANGI CATALDO

201 BTG. FTR.

Disperso in Prigionia 07/02/1920 23

Cam. Nera

VANINI GIORGIO

XI BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 31/08/1924 18

Caporale

VANNINI BRUNO

8 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 22/09/1918 24

Soldato

VARIO GAETANO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/04/1921 21

Serg. Magg.

VAROTTO MARCELLO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 18/09/1916 26

Soldato

VARRUCCIU GIOVANNI

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 23/02/1921 22

Caporale

VATORE PASQUALE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/10/1919 23

Soldato

VECCHIATTINI GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/03/1911 32

Caporale

VECCHIONI DANTE

12 RGT. ART.DIV.FANT.

Disperso in Prigionia 24/11/1920 22

Cam. Nera

VELELLA VINCENZO

140 BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 05/02/1911 32

C.le Magg.

VELLONE BRUNO

19 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 22/07/1914 28

Soldato

VELTRI PASQUALE

10 CENTRO AUTO.

Disperso in Prigionia 14/02/1917 26

Soldato

VENDRAMIN OTTORINO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 29/08/1918 24

Soldato

VENTRICE PASQUALE

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 09/03/1917 26

Soldato

VENTURI DOMENICO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/11/1913 29

Soldato

VENTUROSI ANGELO

13 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.

Disperso in Prigionia

V. Capo Sq.

VERNOCCHI TERZO

LXXXI BTG. M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 18/01/1914 29

C.le Magg.

VERSACE GREGORIO

AUTOGRUPPI AUTO.

Disperso in Prigionia 01/01/1916 27

Soldato

VESCIO SALVATORE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/06/1922 20

Soldato

VESPA GIUSEPPE

27 BTG. DI CPL. FTR.

Disperso in Prigionia 02/07/1913 29

Soldato

VETRI SANTO

99^ SEZ. SUSS.

Disperso in Prigionia 29/09/1917 25

Caporale

VIDOLETTI BENVENUTO

1 RGT. FANT.CARR. CARR.

Disperso in Prigionia 09/10/1916 26

Soldato

VIGNOLA VINCENZO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 20/06/1921 21

Soldato

VIGNONI ANDREA

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 13/12/1921 21

Soldato

VILLANOVA GIOVANNI

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/03/1919 24

Soldato

VITOLO FELICE

115 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/09/1916 26

Cam. Nera

VITTA GIUSEPPE

270 LEGIONE M.V.S.N.

Disperso in Prigionia 10/05/1920 22

C.le Magg.

VITTOR ELIO

9 RGT. BERS.

Disperso in Prigionia 16/03/1917 26

Soldato

VOCATURO ALBERTO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 17/08/1917 25

Soldato

VOLPE GIORGIO

39 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 05/09/1921 21

Soldato

VOLPI CARLO

26 RGT. C.D.A. ART.

Disperso in Prigionia 21/11/1918 24

Soldato

ZAMA GIUSEPPE

28 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 04/02/1920 23

Soldato

ZANARDINI ANTONIO

61 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 14/07/1921 21

Caporale

ZANI MARIO

141 RGT.(541) FTR.

Disperso in Prigionia 05/10/1920 22

Soldato

ZANOLA PIETRO

21 RGT. GENIO

Disperso in Prigionia 23/02/1916 27

Soldato

ZARA VINCENZO

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 03/10/1919 23

30

Nascita Eta’

16/05/1912 30


Grado

Cognome Nome

Unita’

Stato

Soldato

ZARAMELLA VITTORIO

132 RGT. FANT.CARR. CARR.

Disperso in Prigionia 24/10/1919 23

Soldato

ZARRELLI PASQUALE

26 RGT. ART. DIV. FANT.

Disperso in Prigionia 22/05/1920 22

Soldato

ZIMBALARDI ROCCO

20 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 24/12/1918 24

Soldato

ZINNO NICOLA

65 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 21/01/1919 24

Soldato

ZITO GIUSEPPE

27 RGT. FTR.

Disperso in Prigionia 02/06/1921 21

Soldato

ZOSO GUERRINO

C.DI ED ENTI VARI AUTO.

Disperso in Prigionia 02/05/1919 23

31

Nascita Eta’


Bibliografia LA DIFESA DI GIARABUB S. CASTAGNA LONGANESI 1967 LE OPERAZIONI IN AFRICA SETTENTRIONALE M.MONTANARI UFF. STORICO ESERCITO 2000 IL CT E IL SUO EQUIPAGGIO A.INCISA DELLA ROCCHETTA VICENTINI 1988 LA MIA SECONDA EDUCAZIONE INGLESE A. DENTI DI PIRAJNO LONGANESI 1971 BATTERIE SEMOVENTI ALZO ZERO D. BERETTA MURSIA DAL FRONTE DELL’AFRICA SETTENTRIONALE G. MANCINELLI RIZZOLI 1970 SULL’ARIA DELLA GLORIA NUMERO UNICO G.NISINI P. PORSIA 1952 HISTORIA MAGAZINE 1968 MIROIR DE L’HISTOIRE 1960 EL ALAMEIN C.BARBIERI DELTA 2007 L’OMBRA DI GIUDA P. CAPORILLI ARDITA 1952 ALAMEIN 1933-1962 PAOLO C- DOMINIONI LONGANESI 1966 GLUTHOLLE AM HALFAYA PASS H.J. KORTEN SETTEMBRE NERO A. TRIZZINO LONGANESI 1969 NAVI E POLTRONE A. TRIZZINO LONGANESI 1963 LE TOMBE DELL’ARMIR J. WILCZUR MONDADORI 1987 AFFARE LACONIA LEONCE PEILLARD TATSACHENBERICHT 1965 L’AFFAIRE DU LACONIA LEONCE PEILLARD LAFFONT PARIS 1963 LA NOSTRA GUERRA 1940-1945 ARRIGO PETRACCO 1940-1945 SI E’ FERMATO IL TEMPO G. RIGOLIN PANDA 2000 LE BARE DI FUOCO R. CRISP LONGANESI 1970 EIGHT ARMY R. NEILLANDS OVERLOOK PRESS 2004 IL CASO DEL LACONIA LEONCE PEILLARD GARZANTI 1963 GLI UFFICIALI DI S. M. CADUTI IN GUERRA STATO MAGG. ESERCITO 1954 DICIASSETTE COLPI A. DUMINI LONGANESI 1967 SOPRA DI NOI L’OCEANO A. TRIZZINO LONGANESI 1967 GLI AMICI DEI NEMICI A.TRIZZINO LONGANESI 1959 PRIGIONIERI DELL’OCEANO D. BELLOMO SPERLING & KUPFER 2002 GLI EROI DELL’OASI GIARABUB M. SARDI RIZZOLI 1942 PAGINE SULLA GUERRA ALLA RADIO SANSONI 1941 IL VOLTO RELIGIOSO DELLA GUERRA M. FRANZINELLI EDIT. FAENZA 2003 I MILITARI DECEDUTI , DISPERSI,FERITI, PRIGIONIERI DI FERRARA E PROV. L. MARAGNA 2005 IL REGGIMENTO ARTIGLIERIA CELERE G. MARCIANI TIPOGRAFIA REGI. 1955 IL REGGIMENTO DI ARTIGLIERIA CELERE 2 L.FRANCHI 1979 IL REGGIMENTO ARTIGLIERIA A CAVALLO E IL 2 CELERE M. IACOPI RIVISTA MILITARE 1986 HO DIFESO LA PATRIA R. GRAZIANI GARZANTI 1948 DIIARIO GALEAZZO CIANO Vol. 1,2 G. CIANO RIZZOLI EDITORE 1946 LA GUERRA IN AFRICA VICO MANTEGAZZA LE MONNIER 1896 IL GRUPPO BUSCAGLIA M. AICHNER, G. EVANGELISTI LONGANESI 1972 LA CAMPAGNA DI RUSSIA M. CARLONI LONGANESI 1970 LA MARINA TRAVERSO I SECOLI A. FRIGNANI BIBL. PER MILITARI 1908 UOMINI E SOLDATI G.C. ABBA ZANICHELLI 1892 CAPO MATAPAM DUE FLOTTE SORPRESE RONALD SETH GARZANTI 1962 L’ALTARE DA CAMPO IN AFRICA ORIENTALE FRA GINEPRO S.E.I 1937 NOSTALGIE DELLA GUERRA ORTENSIO CHIARI JAN JUGLAR EDITORE 1963 PER NON DIMENTICARE LUCIANO MARAGNA 2005 FERRARA SOTTO LE BOMBE GIORGIO GANDINI COMUNE FERRARA 1999 PER IL DUCE E PER IL RE GIOVANNI BLADIER LONGANESI 1972 MUSSOLINI BOYS ALPHEO PAGIN INTEREGIST 1976 VADEMECUM AFRICANO I.F.A.I. 1943 SOLDATI SENZ’ARMI LEONIDA FELLETTI D. DE LUIGI EDITORE 2004 ALBO EROICO DELLA PROVINCIA DI FERRARA 1911-1945 IL CORRIERE PADANO ANNATE 1940-1943 DOMENICA DEL CORRIERE ILLUSTRAZIONE ITALIANA SIGNAL IL MATTINO ARCHIVIO DI STATO DI FERRARA Fondo Prefettura , gabinetto del prefetto, categoria 30, indole politica B. 219-243 ALBO EROICO DELLA PROVINCIA DI FERRARA 1980 ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI FERRARA MILITARI E GUERRE XX Desidero ringraziare il Ministero della Difesa che tramite Onorcaduti e l’ Ufficio Storico Militare per avermi hanno fornito l’elenco dei Caduti italiani del Laconia, la dott.sa Folchi ed il Dott. Guarnieri dell’Archivio di Stato di Ferrara per l’assistenza prestatami . Desidero ringraziare inoltre l’ufficio anagrafe dei comuni di Copparo, Portomaggiore , Argenta, Formignana, Migliarino ed il Sig. Lodi dell’Anagrafe di Ferrara per aver verificato l’esattezza dei dati in mio possesso. La copertina e’ una realizzazione grafica di Massimo Contento. Le bozze sono state controllate da Marinella Marzola , Giuliano Spisni


Finito di stampare Maggio 2008

DA EL ALAMEIN AL LACONIA  

scritto da Gian Paolo Bertelli

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