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SOMMARIO

Mostra d’Arte – video poesie di Emanuela Arlotta……………1 Intervista Carla de Falco ...................................................... 4 ‘La condizione delle maestre italiane alla fine dell’800’ ... 10 Quale Natale ..................................................................... 12 Poesie dei nostri autori ..................................................... 13 Racconto : ‘Lo scaccianuvole di Solsperanza’.................... 16 Intervista a Lenio Vallati.................................................... 19 Babboauguri ...................................................................... 24 ‘Sentieri di notte’ di Giovanni Agnoloni ............................ 26 ‘La sacerdotessa del tempo’ di Alessandro Cadelano ....... 28 Recensione – “Spicchi e specchi’ di Daniela Taliana ......... 30 La Redazione… .................................................................. 32

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Inaugurazione mostra d’arte. Presentazione video-poesie di Emanuela Arlotta al negozio d’arte F.lli Cavalieri di Nettuno.

Figura 2 Ceramiche realizzate dall'artista Alessandro Baldassi

avermi invitata e per aver letto nei miei lavori un messaggio, e con Gino Tinello che lavora nell’ambito della pittura e delle arti figurative. Ho potuto, inoltre, apprezzare le opere degli artisti intervenuti, che potrete ammirare in foto e nel video che abbiamo realizzato, riprendendo la versione integrale dell’evento. Figura 1 Emanuela Arlotta presenta le sue videopoesie

Il giorno 8 dicembre 2012 si è svolta l’inaugurazione di una mostra d’arte presso il negozio F.lli Cavalieri di Nettuno, alla quale sono stata invitata a presentare le mie video poesie, le mie attività e i miei libri. Arrivata al negozio ho potuto conoscere personalmente le persone con le quali di lì a poco avrei condiviso una bellissima esperienza. Inutile dirvi che mi sono sentita subito a mio agio e sono stata accolta con molto calore e con grande entusiasmo dal gestore del negozio d’arte e dagli artisti intervenuti per l’occasione. Ho potuto quindi scambiare delle opinioni e dei pareri costruttivi sul mondo dell’arte con Alessandro Baldassi, ceramista molto apprezzato, che devo ringraziare per

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Figura 3 Quadro realizzato dall'artista Gino Tinello

Al momento della presentazione delle mie video-poesie si è immediatamente creata un’atmosfera molto particolare, forse dovuta al feeling artistico nato poco prima con i partecipanti. C’era nell’aria quel silenzio carico di attenzione e di predisposizione all’ascolto che poche volte


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nella vita si riesce a ricreare. Un ascolto profondo che mi ha permesso di trasmettere attraverso un filo diretto di comunicazione, un’emozione che è stata percepita e restituita durante e dopo la visione dei video proposti. Un’emozione che ha continuato a pervadere l’aria anche dopo l’evento, e che ha arricchito me per prima di un’esperienza che ricorderò sempre, perché condivisa con degli artisti che prima delle loro opere mettono in gioco la loro sensibilità artistica e la loro grande umanità.

ringraziare tutti i membri della redazione presenti e futuri che ogni mese mettono il cuore nella realizzazione e nella divulgazione di questo piccolo concentrato di messaggi ed emozioni. E’ stato, infine, presentato il mio libro di racconti ‘La Sfera’ di cui allego la sinossi. Colgo l’occasione per ringraziare l’autore della copertina, anche lui un artista molto apprezzato e molto talentuoso: Niccolò Pizzorno. Guarda il Video Clicca Quì

Figura 5 'Volodeisensi' Silloge poetica - 'La Sfera' raccolta di racconti - autrice Emanuela Arlotta Figura 4 Opera realizzata da Fabio Cavalieri

Sinossi La Sfera :

E’ stato presentato anche il nostro Magazine letterario online attraverso una clip creata appositamente per l’occasione e per condividere questo progetto con i lettori e potenziali lettori. Ci tengo a

All’interno del libro ‘La Sfera’ si susseguono una serie di racconti che affrontano diverse problematiche serie tra cui la pedofilia, l’alcolismo, la solitudine, ma anche temi quali l’amore, la maturità, la maternità, l’esoterismo. Il tutto con la delicatezza d’animo con cui l’Autrice descrive le diverse situazioni. In tutti i racconti c’è una matrice comune che è quella di permettere ai personaggi di sperimentare la ‘risalita’, anche dalla sofferenza più profonda, e di fargli ottenere, in alcuni casi, ‘un riscatto ’ nei confronti della vita. Le pagine si susseguono lievi e scorrevoli in un intreccio in

Durante la proiezione di video-poesie sono stati toccati argomenti molto importanti e vicini alla quotidianità di tutti noi ma che ho voluto approfondire attraverso il linguaggio poetico, accompagnato dal sottofondo musicale e dalle immagini. Abbiamo, quindi, parlato di solitudine, d’amore, del rapporto tra genitori e figli e della guerra.

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cui diventa quasi impossibile distinguere la realtà dalla fantasia, fino a lasciare una sensazione di quiete una volta conclusa la lettura. L’emozione è la colonna portante di questo libro, l’ingrediente fondamentale ed essenziale con il quale l’Autrice ci accompagna attraverso la sua visione interiore.

Scopri i nostri servizi Esclusivi quali: Riprese & Montaggio Video Figura 6 Quadro realizzato da Massimo Papa

A conclusione dell’articolo voglio ancora una volta ringraziare il Negozio d’Arte F.lli Cavalieri di Nettuno che vi invito a visitare e tutti gli artisti e non, intervenuti all’inaugurazione della mostra d’arte dell’ 8 dicembre, con la speranza che si possa ripetere presto questa meravigliosa esperienza!!!

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Figura 7 Opera realizzata da Mariagrazia Sera

Emanuela Arlotta.

Richiedi maggiori info inviando una mail a infoline@volodeisensi.it  Pagina 3


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Intervista carla de falco A cura di Emanuela Arlotta

Nota biografica dell’autrice Carla de Falco nasce alla frontiera tra la primavera e l’estate del 1972 a Napoli. A ventitre anni si laurea in Letteratura Italiana con una tesi sulla poesia delle origini e successivamente si specializza in studi economici e dello sviluppo, mai abbandonando però la ricerca poetica. Formatrice e manager, a trentacinque anni lascia le risorse umane e la carriera aziendale per l’insegnamento e l’attività letteraria. Oggi è docente di Lettere nei Licei, sposata e con un figlio. Sin dal primo anno d’attività letteraria, ha vinto decine di concorsi letterari nazionali, ottenuto numerosi premi internazionali e riconoscimenti di prestigio. Le pubblicazioni antologiche che riportano sue poesie sono allo stato più di una trentina. Ha appena pubblicato la sua prima silloge Il soffio delle radici, Laura Capone editore, Milano, 2012. Il suo secondo libro, La voce delle cose, è invece in corso di pubblicazione.

Il soffio delle radici Carla de Falco Laura Capone Editore, Milano, 2012 Silloge vincitrice

(primo posto) dell’VIII

Premio Hombres, Scurcola Marsicana 2012. Silloge vincitrice (secondo posto) Premio Letterario Nazionale

Leandro

Polverini, sezione poesia naturalistica , Anzio 2012 Silloge segnalata con merito al Festival d’autore Dieci Lune, Napoli 2012. Libera di vivere la poesia come arte “inutile”, sono alla ricerca dei particolari apparentemente

muti

che

sussurrano

piccole verità ai margini delle strade percorse da tutti, da sempre.

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del


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Ha quindi sapore di remoto questa mia

infernale e il fratello icaro ci testimonia un

silloge, ma anche di contemporaneo, e il

coraggio di resistenza che, insieme con

lettore, immergendosi nel flusso delle

l’aspirazione

parole, riuscirà a ritrovarvi sé stesso e

sono anche nostri, in tempi tanto cupi.

insopprimibile

alla libertà,

quello che è stato. Tra i versi, i suoni

gli evocheranno un

significato caro, che viene da lontano. Così

Il passato torna, ma per dirci qualcosa di nuovo.

avrà l’impressione di trovarsi in compagnia di amici di sempre che, di tanto in tanto,

La mia è una silloge tutta scritta in

tornano a fargli visita. Perché, come

minuscolo. Un equilibrismo semiotico alla

scriveva Saramago, tutto è già detto.

Cummings, ma che soprattutto vuole affermare che la poesia non “significa”, non

Ma è solo, appunto, un’ impressione.

va a capo, non inizia, non termina, non interrompe mai il proprio incessante

Presto, il lettore dovrà ammettere che il

dialogo interiore con le generazioni. La

passato ha acquistato un nuovo volto e i

poesia solca.

versi evocheranno in lui immagini dal sapore inconsueto e dal suono vivo. Così,

Il soffio delle radici è una sorta di diario

tanto per cominciare, a ciarlz bucoschi è

esperienziale che narra il cammino di una

stata

qualche

donna fuori da ogni incastro, lontana da

asperità a nome e cognome. Di lui non

ogni compiacimento accademico e da ogni

interessa più, infatti, il dato anagrafico, ma

salotto

resta il segno che ha lasciato, nel messaggio

rappresentare

autenticamente rivoluzionario che non tutti

femminile

siamo nati poeti e che nessuna speranza

autobiografico, ma perché il femminino è

abbiamo di diventarlo se dello scrivere ci

fecondità e, nel mistero della procreazione,

manca il bisogno nervoso, sanguigno,

si sottrae al divenire, è fonte del tutto,

morboso, ossessivo.

pura incorruttibilità, semina, fiamma.

Allo stesso modo, il giallo floreale della

La donna è l’archetipo, quindi, di ogni

ginestra

radice.

dissacrantemente

tolta

partenopea non rallegra più il

letterario. non

il

Ho

deciso

percorso solo

di

poetico

per

spunto

paesaggio vesuviano, ma è feroce ed  Pagina 5


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Nella mia poesia si avverte forte il senso d’

appunto il soffio, l'elemento vitale che

identità e d'attaccamento alla mia terra,

rappresenta il senso stesso della poesia, la

con tutto il suo disperato vissuto senza

sua capacità di legare le persone attorno a

riscatto. Il sud, che rapisce coi suoi colori

un'emozione

caldi, dal rosso del sangue al marrone del

partecipazione,

caffè, ci costringe ad un viaggio difficile

barlume da contrapporre all'abisso del

perché quello che sopravvive sembra

mondo.

condivisa, emozione,

creando amore.

Il

offeso per sempre. Eppure un barlume di speranza può ancora intravedersi, nella

Nella seconda sezione, emozioni al confine, il

voce

suoi preziosi

mio richiamo è per l'appunto all'ambito

nella neve che

dell'emozione, declinata in questo caso

del

mare

con

ammonimenti paterni,

i

copre e purifica la terra, nell’emozione

della sfera affettiva ed erotica.

dell’essere figlia e madre ad ogni costo, nella parola tagliente come una lama in un

La terza, la fiamma del canto, è la sezione

mondo conformista e privo di colore.

della bruciante, controversa passione per

Così, la mia ambizione poetica eccede i

l’arte.

confini “meridionali” e di genere e ambisce

Qui rifletto sul senso e sulla necessità del

a trasformarsi in valore universale.

canto in un mondo che sembra aver sancito l'inutilità dell'agire poetico.

Già

la

celebre

teoria

empedoclea

individuava quattro elementi costitutivi

Nella quarta, abissi per versi, scendo con

dell’universo, le radici appunto, e quattro,

evidente divertissement lessicale nell'angolo

non a caso, sono le sezioni del mio libro.

oscuro dell'essere umano e parlo del male,

La prima, da cui prende il titolo l’intera

partendo dalla metafora già duecentesca

silloge, il soffio delle radici, esplora il

dell’acqua.

rapporto con la terra e le origini e lo interpreta come un soffio vitale, aereo e

Segue una breve appendice di quattro testi,

fecondatore. Ad infondere nuovo calore

espunti da ciascuna delle sezioni del libro.

alla terra, per fecondarla con linfa poetica e farvi germogliare una nuova vita, c'è

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In conclusione, mi piace immaginare che il

Felice io, di essere Vostra ospite.

lettore chiuda il mio libro convinto che un

Essere poeta? Non so se possa definirsi.

futuro migliore sia possibile, almeno per chi sappia parlare alla verità e sia disponibile a credere nei sogni. Come artabano, il quarto re dei Magi che, come ogni vero poeta, scelse di non arrivare a Betlemme e preferì rimanere indietro a testimoniare, con la

Forse è farsi brace ed ustionare anche le coscienze più indifferenti. È poeta chi sa difendere un’idea, la dignità di un sogno e le emozioni. Il poeta, in fondo, è un banditore un po’ disadattato di cose impalpabili: l’angoscia, il sorriso, l’ironia, il sogno, il desiderio, l’utopia.

sua vita e con il suo dono, l’inizio di una nuova era d’amore tra gli uomini. Mi piace crederlo, sì. Esigenza, la mia, di dare solidi argini all’ultima delle utopie.

INTERVISTA

1) Ciao Carla, felice di ospitarti sul nostro Magazine letterario! Tu sei una scrittrice di poesie e hai ricevuto diverse gratificazioni partecipando a molti concorsi letterari. Cosa significa per te essere ‘poetessa’?

2) Da dove nasce la tua voglia di esprimere in versi le tue emozioni? Qual è il messaggio che vuoi veicolare attraverso la tua Arte? Scrivo per esigenza, per bisogno di condividere con gli altri avvenimenti ed impressioni. Ma anche per dare voce alla mia interiorità. Scrivere, in fondo, è dialogare innanzitutto con sé stessi. L’ambizione dei miei versi è risvegliare nel lettore la dignità delle sue sensazioni primigenie e più ancestrali. La parola poetica, se è potente, è compagna fedele alla riscoperta delle origini e diventa capace di fecondare il futuro ed esserne radice. Non a caso, mi capita spesso di evocare nella mia poesia il ritorno, le radici, la primitiva essenza. Il male, talvolta. Le origini sono per ogni uomo una frontiera, che separa almeno due orizzonti possibili. Siamo davvero uomini quando scegliamo, rimanendo liberi. Sul messaggio da veicolare, mi piacerebbe risponderti solo che l’Arte è sostanza, ovvero etimologicamente “sta su da sé”, basta per sé stessa.  Pagina 7


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Non ha bisogno di avere altri fini, la scrittura poetica. É arte e l’arte è libera da finalità diverse dall’emozione e dalla bellezza. 3) Cosa provi quando ricevi la comunicazione di aver vinto un premio letterario? Nell’ordine, incredulità, gratitudine ed orgoglio. La poesia è un’arte povera di mezzi, inutile per molti, errata per il mercato. Eppure, paradossalmente, c’è tanta domanda di poesia. Ogni volta che vengo invitata a conferenze, reading, premi letterari ricevo in tal senso una conferma. E mi piace essere lì, seduta tra quella gente che chiude gli occhi quando leggo, come per assaporare meglio ogni verso, ogni brivido. 4) Come scrittura?

definiresti

la

tua

Illuminazione feconda: a volte mi capita di pensare in versi. È quasi una “grazia”, di certo è un dono. Riverbero d’emozione: se è vero che esistono modi diversi di fare poesia è solo una la destinazione a cui ogni via poetica può portare: l'emozione. Voce delle cose e, in ultimo, intuizione d’ascolto: già, non credo si possa essere bravi scrittori senza essere anche ascoltatori intuitivi della vita. E della verità. 5) Sta per uscire la tua silloge poetica ‘Il soffio delle radici’, edita da Laura Capone Editore. Come ti sei avvicinata a questa casa editrice, e  Pagina 8

quali sono le tue sensazioni sapendo che tra poco terrai tra le mani il frutto del tuo lavoro di scrittrice? Ho conosciuto la LCE quasi per caso, grazie alle nuove tecnologie. Ho trovato una realtà giovane, vitale, competente, seria. Sono stata molto fortunata. Laura ha pubblicato Il soffio delle radici senza chiedermi alcun contributo che non fosse il mio lavoro, l’arte. Anche per questo, avere tra le mani il libro, edito da Lei, sarà un’emozione fortissima. Per molti aspetti questo libro è un figlio, per entrambe. 6) Credi che il poeta abbia la capacità di vedere il mondo attraverso un occhio diverso rispetto a quello di chi ha una ‘vista’ comune? Credi che il messaggio poetico abbia a che fare con il linguaggio dell’inconscio, che sappia parlare una lingua universale? In un tempo nel quale non gli si riconosce più autorità nel parlare, il poeta è colui che si ferma ad osservare con stupore ciò che l’esistenza, con la sua verità precarizzata, ancora ha da mostrare sull’uomo e sul destino. E non perché il poeta abbia un occhio diverso dal comune, ma perché ha ancora il coraggio, appunto, di fermarsi a guardare. Non corre, non urla, non svela, non giudica. Il poeta solca la realtà e la feconda. Per quel che è. Credo che oggi il poeta sia rimasto tra gli ultimi, in coda alla fila, ad ascoltare ancora


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la bellezza vera, con tutta la sua ossimorica inutilità, ma proprio per questo riesce ancora a sentire con integra consapevolezza la vita, con tutte le sue piaghe aperte e con le sue frontiere esposte ad invasioni ed incertezze.

Infine, ultima avvertenza: essere scrittori ha un prezzo altissimo, tanto vale che ve la godiate fino in fondo. Emanuela Arlotta.

Questo ha a che fare con l’inconscio? Può darsi. 7) Che rapporto hai con i critici letterari ? Non frequento le cattive compagnie (ride). In realtà, ho un background accademico di rigorosi studi italianistici e di critica letteraria. Il rapporto con il lettore critico arricchisce sempre di senso la mia esperienza artistica e configura una sorta di spazio bianco, nel quale l’opera acquista in sensibilità e polisemia. Di critici seri c’è bisogno. Ce n’è, purtroppo, carenza. 8) Che consiglio daresti a chi vuole avvicinarsi alla scrittura oggi? Leggere è fondamentale: non andate ad ingrossare il folto gregge di sedicenti scrittori che però non leggono. Poi, non scrivete solo con metodo e rigore, ma sempre anche con stupore verso il sussurro della vita ed il suo respiro franto e irregolare. Andate alla ricerca di particolari, di segreti, di dubbi. Osate. Cercate di parlare innanzitutto alla gente semplice.

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Paola Luciani e “La condizione delle Maestre Italiane alla fine dell’ottocento – Il caso di Italia Donati” 24 novembre 2012 Nella splendida cornice dell’accogliente biblioteca di Spoltore (PE) Veruska Caprarese, presidente dell’associazione Donna Cultura dell’omonimo comune, ha organizzato la presentazione del libro “La condizione delle Maestre Italiane alla fine dell’ottocento – Il caso di Italia Donati”. L’opera è stata scritta da Paola Luciani e pubblicata da Galaad Edizioni nella collana diretta da Igor De Amicis. Il libro racconta, tramite la tragica vita di una giovane insegnante, la precarietà lavorativa e l’emarginazione femminile nella

fine dell’ottocento. Durante la manifestazione, a causa della condizione dolorosa trattata all’interno del testo, si è  Pagina 10

confrontata la realtà di allora con quella odierna ed i discorsi si sono spontaneamente portati su argomenti politici e sull’emancipazione e la solidarietà femminile. L’evento non a caso si è svolto alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza delle donne e il dibattito si è soffermato sulla dignità dell’individuo e sull’incapacità umana di rapportarsi con ciò che è definito diverso. Il libro è stato recensito e presentato da Cinzia Maria Rossi, anch’essa scrittrice e forte sostenitrice politica della parità femminile. La manifestazione è stata aperta dalla splendida interpretazione di Lea Del Greco

che ha coinvolto ed emozionato i presenti, predisponendo lo stato d’animo ad un argomento profondo e delicato. Il tutto magistralmente accompagnato dalla musica e dalla voce di Domenico Imperato. Molti del pubblico erano scrittori ed alcuni di loro hanno lasciato un pensiero in merito all’argomento. Piacevole è stato l’intervento del sindaco Luciano di Lorito nell’evidenziare che nella società odierna la precarietà non ha sesso e nell’appoggiare le iniziative che trattano argomenti sull’emarginazione e la cultura. La storia di Italia Donati è per Paola Luciani la sua tesi,


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ma è anche un percorso emozionale che traspare dal tremore della sua voce, mentre la racconta. Il tema scelto non è facile, sia per “l’omertà” che ruota intorno a questa insegnante, sia per una condizione sociale che in Italia Donati rappresenta la punta di un iceberg cresciuto nel corso degli anni. Paola Luciani è una persona riservata, sensibile, ma oltre la sua dolcezza è una donna forte, determinata e sa ciò che vuole. Lei vuole, tramite questo libro, dare dignità ad Italia Donati e a tutte le donne maltrattate e denigrate soprattutto nell’ambiente scolastico. Lo fa evidenziando che questa non è, come non lo è mai stata, una guerra tra uomini e donne, ma una mancata comunicazione culturale che non dà dignità alle persone di qualunque sesso esse siano.

Cristina Rotoloni

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Quale natale.

Da sempre Dicembre è il mese per eccellenza dell’intero anno; non si tratta solo del periodo in cui si tirano le somme e si verifica se i progetti messi in campo, nei dodici mesi trascorsi, sono più o meno andati in porto; è il mese più significativo perché racchiude al suo interno le date più belle: il Santo Natale, ovvero la celebrazione della nascita di Gesù Cristo, rito cristiano e la festa clou di fine-inizio anno nuovo, festa pagana, dedicata al divertimento, scaccia pensieri, paure; invito alla speranza per tempi migliori. In questo mese, entra nelle tasche degli italiani la tredicesima mensilità, gratifica oltre modo gradita che permette di risolvere qualche problema di lieve entità e di onorare degnamente la festività con una ricca tavola imbandita. Quest’anno le cose andranno diversamente e non perché lo dicano i media ma perché è una constatazione generale, sotto gli occhi di tutti. Il divario tra ricchi e poveri, tra chi può o non può, si fa sempre più pesante e, se durante l’anno si cerca di sopperire in mille modi ai problemi, la festa stessa crea l’ansia di non essere all’altezza in regali, pranzi, cene. Per chi la riceve, la

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tredicesima è già dissolta prima ancora di essere intascata, ecco quindi la necessità di ricorrere all’autarchia, alla quale sinceramente non eravamo più abituati; perfino il riciclo dei regali, pratica da sempre criticata come di cattivo gusto, comincia a prendere sempre più piede. Senza contare la tristezza nel vedere le città, una volta illuminate con chilometri di lampadine, ora desolatamente al buio. C’è una riflessione, in ogni caso, da fare sull’argomento ed è che fino a un passato abbastanza recente, il Natale veniva considerato come un’esibizione del lusso e un invito, neanche tanto nascosto, all’esagerazione nei consumi. Se è vero che questa ricorrenza dovrebbe fare parte della spiritualità di ogni uomo, per tutto quello che significa, è altrettanto vero che detta spiritualità si materializza per nostra espressa volontà, nei prodotti e nei regali che abbiamo sempre desiderato e che ci scambiamo. In quel giorno, nasce un bambino che ci ricorda l’inizio di una nuova era: il Cristianesimo; indipendentemente dal fatto che uno ci creda o meno, proviamo a interpretarlo come una filosofia di vita anziché come religione dogmatica, dove, una volta santificata la festa, si ottiene l’assoluzione per tutto il resto dell’anno. Questo bambino che nasce, ci chiede di adempiere a pochi ma essenziali concetti: fratellanza, eguaglianza, pace, civiltà, rispetto reciproco. Se provassimo a insegnare questi principi essenziali ai nostri figli, spiegando loro che l’uomo e la sua civiltà, nata duemila anni fa, non è merce commerciabile; se spiegassimo loro che una persona per essere contenta e vivere felice, deve vedere felici e contenti anche gli altri, forse quei regali più o meno costosi, sarebbero acquistati con altra sensibilità. Noi, celebriamo la nascita di Gesù Cristo festeggiando noi stessi; lasciamo volutamente nel cassetto il


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significato della sua venuta al mondo, per auto celebrare la nostra ricchezza, manifestiamo il nostro amore in un solo modo: spendere. Purtroppo viviamo in una società nella quale i soldi sono l’unico totem sopra cui ogni uno fonda la sua autorità, coltiva il suo orticello ma attenzione perché, se è vero che servono, è altrettanto vero che inaridiscono l’animo e, molto spesso, lasciano l’amaro in bocca. Purtroppo di questo ci si accorge sempre dopo. Comunque sia un caldo augurio di Buon Natale a tutti voi; per l’anno nuovo si vedrà anche se c’è sempre la speranza che scompaiano le nuvole e torni finalmente un po’ di sereno. (Francesco Danieletto)

Una raccolta di racconti molto richiesto, che hanno in comune la capacità di coinvolgere ed emozionare il lettore fino quasi a commuoverlo senza mai lasciarlo indifferente. La Sfera, la storia portante, narra di Luna, una donna con una vita 'normale', alle prese con il presunto tradimento del suo uomo, che si trova a vivere un'avventura surreale, in equilibrio tra sogno e realtà, che la conduce alla scoperta di una verità che lei non conosce e non può nemmeno immaginare. Richiedi una copia inviando una mail a infoline@volodeisensi.it

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Poesie dei nostri Autori

Canta l’amore

Autunno

Lontano è ormai il tuo principe Conta i petali della tua rosa Ti parlerà del suo amore

Triste autunno,

Corri dietro alle colorate farfalle in volo Illumina il tuo viso di sole raggiante

ti amo per i tuoi pallidi colori ramati Per quel senso di tristezza che mi emani Tutto appassisce e secca... persino i nostri sogni Le tue foglie ormai morte, inermi, lentamente

Raccogli tutte le rose del creato e cammina su tappeti di stelle Maria Rosa Barletta

cadono a terra Ti accarezzerà la brezza mattutina E la stagione autunnale ti addormenterà Solo le fate veglieranno il tuo sonno Maria Rosa Barletta

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Oltre la Luna

Tra le tue parole

Oltre la Luna

Mettimi in una tua poesia.. me ne starò buono, camminerò tra le tue parole sfiorando delicatamente ogni tua emozione.

c'è il mio cielo Tu devi solo tendermi la mano e cogliere quel sospirato alito di vento che ci porta lontano, per albe e tramonti infiniti... Oltre l'abisso che separa il cielo dalla terra. Maria Rosa Barletta

Vorrei che fosse.. una poesia d’amore, un amore delicato, appena nato, pieno di colori come un acquerello . Un amore dolce come sei tu.. Marcello Moiso

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Sognami Sognami per una notte Stringimi a te nel vortice della passione, nell' abbraccio estasiati i sensi turbati Respiri la mia pelle a contatto con la tua, sconosciuto profumo rapisce la ragione e la confina nell' oblio Abbandonato nel calore avvolgente il mio corpo accanto al tuo Sognami sognami per una notte almeno Amami amami intensamente

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Stefania Hippel

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Lo scaccia nuvole di solsperanza Racconto del mese a cura di Eleonora Siniscalchi

Gli abitanti di Solsperanza erano molto tristi, i bambini non potevano più giocare nel parco, gli uomini erano costretti a girare in automobile, rendendo l’aria, già umida e fredda, sempre più inquinata. Anche la natura risentiva di questo clima: gli alberi avevano foglie tendenti al giallo e gli uccelli si erano trasferiti da un pezzo in altre zone più calde e luminose. I fiori non avevano più la forza di sollevare la corolla verso il cielo e se ne stavano reclinati e pallidi in attesa di tempi migliori. Il tempo variava dall’umido alla pioggia, dalla grandine alle bufere di neve e alle gelate notturne. Nessuno più tollerava questa condizione di vita e fu così che un giorno gli abitanti del paese decisero di lasciare tutto, case e lavoro per ricominciare una nuova vita in posti più accoglienti. “ In questo modo Solsperanza diverrà una città morta, popolata solo di bianchi fantasmi, diventerà la base dei tornado e dei cicloni, il covo delle nuvole!” qualcuno esclamò.

Nel paese di SOLSPERANZA tutto era grigio e senza colore. Il Re Sole, da molto tempo, era sparito dietro una fitta e persistente coltre di nuvole poiché lì, proprio in quel pezzo di cielo, non si sa perché, tutte le nubi del mondo si erano date appuntamento e non intendevano più andar via. A volte tra di loro si scatenavano veri e propri litigi e ciò provocava autentici nubifragi e alluvioni. Il Povero Re Sole tentava in tutti i modi di solleticarle con i suoi raggi, sperando di potersi aprire un varco, con il risultato che le nuvole scoppiavano a ridere ed il cielo, riempiendosi di elettricità, tuonava e lampeggiava.

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“E’ vero” replicò un altro, “ allora cosa dobbiamo fare?” “ E’ semplicissimo” aggiunse Mènico, il Sindaco del paese, “ dobbiamo scacciare le nuvole dal nostro cielo!” “Siamo d’accordo” risposero gli abitanti, “non potremo resistere ancora per molto in queste condizioni, moriremo tutti quanti di umidità!” “ propongo di unire le nostre ideecontinuò Manico – per decidere il da farsi”. Il mattino seguente, tra i molti presenti in piazza, si fece avanti il signor Nuvolari,


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noto per le sue stravaganti invenzioni. “ Signor Sindaco ho inventato una macchina portentosa, se me lo consente vorrei subito sperimentarla”. “Procedi- disse Mènico- e mi raccomando, prudenza!” Fu così che il signor Nuvolari salì sulla cima del campanile. Era quello il punto più alto del paese e mentre iniziava a sistemare il suo marchingegno, sotto di lui gli abitanti lo fissavano speranzosi, incrociando le dita. L’inventore posizionò la sua macchina tritanuvole e cominciò a stuzzicare le “signorine” in questione! Dopo tanto faticare, riuscì ad acchiapparne una, la quale strattonò prontamente. Il signor Nuvolari perse allora l’equilibrio e cadde rovinosamente a terra e così, mentre lui finiva all’ospedale, gli abitanti tornarono nelle rispettive case meditando sul da farsi. Arcibaldo l’Incantatore era del parere che le maniere forti non portano a nessuna conclusione per cui adottò la linea della convinzione. Il giorno dopo salì anch’egli sulla cima del campanile, armato di un grande megafono: parlava, parlava Arcibaldo e le nuvole, incuriosite, lo stettero ad ascoltare per una buona mezz’ora: “…care nuvole, penso che questo in fondo, non sia il luogo più adatto per soggiornare così a lungo…” ma poi le nuvole, stanche di sentirlo, cominciarono a sbuffare per la noia…e fu così che il Signor Arciboldo venne spazzato via lontano e non se ne seppe più nulla! Fu dato per disperso e lo stanno ancora cercando. Gli abitanti avviliti, anche questa volta, fecero ritorno nelle loro case, sperando nel giorno seguente.

Alfio l’Ecologista era dell’avviso che l’ambiente, in ogni caso, andasse rispettato, per cui salì fino al cielo a bordo di una piccola mongolfiera, poi prese tra le mani una grossa rete acchiappafarfalle e cominciò a misurare l’aria a destra e a manca. Incuriosite dalla mongolfiera, le nuvolette più piccole la scambiarono per un pallone e presero a rincorrerla. Il Signor Alfio, approfittando della vicinanza, ne prese una, ma Mamma nuvola tuonò subito minacciosa e fece scatenare una tempesta di grandine che bucherellò tutta la mongolfiera. Il povero Alfio fu risparmiato da morte sicura solo perché precipitò nell’unico laghetto gelato della zona e fu anch’egli ricoverato in ospedale per polmonite! Questa volta gli abitanti, che avevano assistiti muti alla scena, se ne tornarono altrettanto silenziosamente alle loro case. Il mattino seguente si presentò in piazza, tra la folla speranzosa, un altro strano personaggio: l’Uomo Cannone che lavorava nel circo ed era considerato un autentico fenomeno. Quando tutto fu pronto, si fece sparare con forza inaudita proprio da un cannone e come un proiettile intendeva disintegrare, a suon di pugni, tutte le nuvole del cielo. Poiché la distanza tra terra e cielo non era stata calcolata in modo perfetto, egli fu…BUUUuuuUMMM...”sparato” ad una velocità veramente supersonica, superò la barriera del suono e dell’atmosfera e finì in orbita nello spazio: sono anni che gira tra i pianeti; invano quelli della NASA stanno tentando di recuperarlo! Ancora una volta, gli abitanti tornarono a casa, questa volta con le lacrime agli occhi e decisi ad abbandonare il paese. La loro sorpresa fu grande quando il mattino seguente si sentirono dire da un arzillo vecchietto, un certo Signor De  Pagina 17


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Violiniis, che proprio lui voleva tentare l’ennesima impresa. “Basta con i sacrifici” lo scoraggiò il Sindaco “ abbiamo perso alcuni dei nostri uomini più coraggiosi ed altri sono gravemente feriti, ora non vogliamo che la stessa sorte tocchi a lei! E poi, data la sua veneranda età, mi scusi sa, Signor De Violiniis, ma non potrebbe certo farcela! Se ne torni a casa e domattina partiremo tutti col treno dell’Est”. Il vecchietto, per niente scoraggiato, si fece avanti e replicò a voce chiara e alta: “ Lasciatemi tentare, voglio convincere le nuvole ad andarsene”. Infine il Signor De Violinis la ebbe vinta e, mentre saliva lentamente le scalette che conducevano in cima al campanile, tutti gli abitanti lo seguirono con lo sguardo e il naso all’insù. Anche le nuvole lo osservarono con curiosità e stettero ad aspettare… De Violinis non disse e non fece nulla, si accomodò sulle tegole del campanile e attese che giungesse la sera. Era ormai notte fonda, il vecchietto allora aprì una vecchia custodia, tirò fuori un violino e cominciò a suonare. Gia dalle prime note, le nuvole si misero ad ascoltare con grande attenzione e mentre De Violinis dedicava loro la sua serenata, queste presero a correre qua e là per il cielo, completamente disorientate e poi tutte, proprio tutte, si fecero vicine vicine, una addossata all’altra e improvvisamente, mentre udivano le dolci note, presero a commuoversi ed iniziarono a piangere. Piansero tutta la notte e si sciolsero letteralmente in lacrime!  Pagina 18

Il mattino seguente, quando il paese si svegliò,il cielo era tornato di un azzurro intenso, mai visto, e il Re Sole risplendeva forte e felice. Di nuvole non vi era traccia, erano tutte scomparse. Il linguaggio musicale era stato, evidentemente, più convincente di ogni altro mezzo persuasivo. Insieme alle nuvole era sparito anche il Signor De Violinis. Era rimasto solo il suo violino magico che tanto aveva fatto per il bene del paese. Tutti gli abitanti fecero festa e a ricordo del generoso vecchietto eressero un monumento al centro della piazza e…se volete vederlo andate nel paese di “SOLSPERANZA”!

(Eleonora Siniscalchi)


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ricordare: nel 2007 il 1° premio al

Intervista a lenio vallati

“Mulinello” per la narrativa inedita, nel 2009 il Premio “Manuale di Mari”. Sempre nel 2009 è risultato vincitore assoluto nella

A cura di Emanuela Arlotta

sezione poesia al Trofeo “Penna d’Autore” di Torino e ha vinto il. concorso “Città di Corciano” per la poesia. E’stato eletto, al ‘Belmoro’ di Reggio C. poeta-scrittore anno 2005. E’ presente in numerose antologie :‘Poesie d’amore per il 3° millennio’ e ‘Letteratura Italiana-Poesia e narrativa dal 2° Novecento ad oggi ’ ed. Bastogi.

Nel

2008

ha

ricevuto

dall’Accademia Francesco Petrarca il titolo di ‘Poeta dell’anno 2008’ con laurea ad honorem. Lenio Vallati è nato a Gavorrano (GR) il 21/9/1953 e risiede a Sesto Fiorentino. E’ capostazione presso l’impianto di FirenzeCastello. Esordisce nel 2003 con il libro di narrativa ‘Soggiorno a Bip-Bop’, Autore. Libri Firenze. Del 2004 la sua prima raccolta di poesie, “Amor mi mosse”, e il suo secondo l.ibro di racconti, ‘Un criceto al computer’, Ibiskos editore. Del 2006 ‘Desiderio di volare’, una raccolta di racconti per le edizioni Bastogi. Del 2007 è il volume di poesie “Alba e tramonto”, sempre edizioni Bastogi. Dal 2004 ha partecipato

a

concorsi

di

poesia

e

narrativa, ottenendo numerosi premi. Da

E’

accademico

di

classe

dell’Accademia Internazionale dei Micenei. Di recente gli è stato assegnato il Premio alla Carriera

“L’Oscar dell’arte e della

scienza”. Nel 2011 ha fatto parte delle giurie dei Premi di Poesia Marzocco e Fuligno di Firenze e nel 2012 dei Premi San Lorenzo in poesia e Un racconto per San Marcello sez. poesia. Il prossimo anno sarà anche nella giuria del Premio Prato, un tessuto di cultura.

Nel novembre 2011

pubblica il suo primo romanzo, Graffio d’Alba, Bastogi Editore, che, come inedito, si classifica al 1° posto nei seguenti concorsi:

Andrea

da

Pontedera,

La

Tavolozza e “Rivalto Roberto Magni”.  Pagina 19


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Come edito ottiene il primo premio assoluto al Trofeo Villa Bernocchi a Premeno, lago Maggiore, e due

secondi

posti al Premio Letterario Osservatorio di Bari e a Prato, un Tessuto di Cultura, Il 3 giugno 2012, nell’ambito del Premio Città di Bitetto, gli è stato assegnato un Premio alla Carriera Letteraria. Il 15 dicembre in Palazzo Vecchio, salone dei 500, gli verrà assegnata una targa alla carriera per la sua attività letteraria.

INTERVISTA 1) Ciao Lenio, abbiamo avuto modo di parlare spesso e di condividere le nostre produzioni artistiche, quindi sono ben felice di ospitarti sul Magazine con un’intervista! La prima domanda che voglio porti riguarda proprio la tua Arte. Da cosa nasce la tua ispirazione? C’è stato un particolare momento nel  Pagina 20

quale hai deciso di iniziare ad affacciarti nel mondo della poesia e dello scritto, oppure è un desiderio cresciuto insieme a te e sviluppatosi nel corso del tempo? Ciao Cara Emanuela, anch’io sono molto felice di rispondere alle tue domande e di condividerle con i lettori del Magazine. Da sempre, fin dalla più tenera età, ho amato la lettura, tanto da preferire il libro ai giocattoli. Ho scritto le mie prime poesie a vent’anni, e poco dopo alcuni racconti e persino l’inizio di un romanzo, ma non avevo niente da dire, tutto mi sembrava scontato. La mia ispirazione ha una fonte precisa, l’adozione di mia figlia Anastasia. Tutto è legato a lei, gli inizi burocratici, la gioia del primo incontro, il ritorno in Italia senza di lei, la lunga attesa di sei mesi prima di rivederla e infine la gioia immensa del ritorno finalmente in tre, io, Anastasia e mia moglie Adriana. Ho iniziato a scrivere per non pensare a mia figlia, lontana migliaia di chilometri in un orfanotrofio russo, e poi ho continuato sull’onda di meravigliose emozioni, dapprima parlando di adozioni e poi via allargando il campo ad altri temi come la pace, la solidarietà, l’amore, la violenza alle donne. Grazie a lei ho trovato mille motivi per scrivere e fare poesia. 2) Cosa credi abbia di diverso il linguaggio poetico rispetto ad un altro tipo di scritto?


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Credo che il linguaggio poetico sia il linguaggio del cuore, esprimersi con il pennino del sentimento e non con un mezzo normale. Puoi scrivere qualunque cosa in qualsiasi momento, metterti davanti al computer e iniziare. Una lettera di lavoro, una relazione tecnica. Per la poesia o per una prosa poetica è diverso, non sei tu che decidi, è lei che ti chiama e ti detta le parole giuste, quando è il momento di dirle. 3) Partecipi assiduamente a concorsi letterari ricevendo tantissimi riscontri positivi. Partecipi sia come scrittore che come giurato. In quale dei due ruoli ti senti più a tuo agio? Sono due ruoli diversi. Partecipare ai concorsi, vincendone molti, mi ha dato la carica giusta, la convinzione che c’è qualcosa di buono in quello che scrivo. Essere giurato vuol dire giudicare le opere altrui, ed è quindi motivo per me di orgoglio per la fiducia che mi è stata assegnata ma anche di grande responsabilità. In questo caso devi essere giusto, operare con la massima serietà e severità, perché far vincere immeritatamente un premio non ha senso, non serve né a te né alla cultura. Debbo dire di sentirmi a mio agio in entrambi i ruoli, perché cerco sempre di fare con la massima serietà quello che faccio. 4) Ho letto il tuo libro ‘Graffio d’Alba’, un libro che parla della vita di un barbone e dei suoi

risvolti. Parli spesso di problemi sociali, reali, sei molto attento a ciò che ti succede intorno. Come mai la scelta di parlare di questo tipo di problematiche? Cara Emanuela, penso che il poeta e lo scrittore abbiano una grande responsabilità nel mondo di oggi. Entrambi hanno una capacità non comune di saper condividere i pensieri e le emozioni con i lettori, di dire le cose in modo da costituire tanti messaggi. Non penso che la poesia cambi il mondo, ma certamente può aiutare a migliorarlo, bisogna però che si occupi non solo dei moti del cuore, o delle emozioni provate alla vista dell’alba o di un tramonto, ma anche dei bambini che muoiono di fame, delle donne violentate, di chi non riesce ad arrivare a fine mese. La vera poesia è fatta per la gente umile, per dare voce a chi di voce non ne ha. 5) Credi che i social network, gli ebook e tutto ciò che ruota intorno al mondo digitale e tecnologico oggi, possa aiutare la poesia, la scrittura e gli scrittori emergenti? Penso di sì, il progresso ha sempre aiutato l’uomo, pensiamo a quanto è facile oggi scrivere con il computer in modo da avere sempre una pagina perfettamente pulita dopo ogni correzione. Internet è poi una miniera infinita di dati, e Facebook ci tiene sempre in contatto con migliaia di amici con i quali condividere le nostre  Pagina 21


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emozioni. Penso che però non bisogna esagerare troppo, ogni tanto dobbiamo anche uscire e parlare con le persone faccia a faccia, dialogare, altrimenti si pensa che tutto sia virtuale e si perde la vera percezione delle cose. Anche gli ebook possono essere di valido ausilio, a condizione però che siano solo di sussidio al vecchio, caro, amato libro. Non sopporterei l’idea di portarmi un computer a letto, sono troppo affezionato al mio vecchio libro di carta da sfogliare amorevolmente prima di poggiarlo, stanco ma sereno, sul comodino. 6) Quanto c’è di te stesso nei tuoi scritti? Nei miei scritti c’è la mia anima, il mio modo di pensare, di vivere, qualche volta i personaggi mi assomigliano, qualche volta no, ma sempre mi appartengono. 7) A quale tuo scritto particolarmente legato?

sei

Forse a quest’ultimo, Graffio d’Alba, ma anche a Un Criceto al computer, vi ricordate la storia del topolino che alla fine diventa un grande scrittore? Mi sento veramente a mio agio quando narro di storie assurde che hanno dentro di sé un grande fondamento di realtà. 8) Parlaci di ‘Graffio d’Alba’, come è nato, cosa rappresenta per te e guidaci attraverso la storia narrata.

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Graffio d’Alba è la storia attualissima di un industriale che fallisce, lascia moglie e un figlio e si mette a fare il barbone. Una storia purtroppo già accaduta, anche se per me si tratta di pura invenzione. Al di là di ogni moralismo per l’abbandono della famiglia, a me questo personaggio e la sua storia è servito per esprimere le mie idee, per far capire come la cosa più importante sia condividere la propria esistenza con gli esseri che ci circondano, vivere in armonia con essi e nella natura, non arrendersi mai e dare sempre spazio ai propri sogni, l’unica cosa reale che abbiamo. Lorenzo, a cui sono molto affezionato, non è certamente un uomo coraggioso, ma il Manzoni ci insegna che il coraggio se non ce l’abbiamo non ce lo possiamo dare. Io certamente al suo posto avrei fatto altre scelte, non avrei mai abbandonato la mia famiglia, ma a lui mi legano molte cose come il rimpianto per aver fatto studi diversi dalle mie naturali inclinazioni, anche se nel mio caso niente debbo imputare a mio padre ma solo a me stesso. E poi c’è questa voglia di fuga dalla realtà, questo desiderio di libertà che accomuna ognuno di noi. 9) Quali sono i tuoi progetti futuri? Puoi anticiparci qualcosa? Innanzi tutto un nuovo libro di poesia, che dovrebbe uscire a primavera del prossimo anno e che racchiuderà le poesie vincitrici di tantissimi premi letterari, tra queste Non dirmi , e poi un nuovo romanzo, racconti, un saggio sulla poesia oggi e forse anche il seguito di Un criceto al Computer.


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10) Quale consiglio ti senti di dare a chi si avvicina al mondo della scrittura oggi? Di amare profondamente la poesia e la scrittura, di porsi al suo servizio con umiltà e dedizione, senza pensare al guadagno ma solo all’amore per gli altri, di non arrendersi mai, perché anche i sogni impossibili con amore ed entusiasmo si possono realizzare, di lottare sempre contro ogni ingiustizia e falsità, ipocrisia, ogni corruzione, di ricercare sempre la professionalità in ogni espressione letteraria. Permettimi di aggiungere, carissima Emanuela, che la poesia è vita, e che il vero poeta è colui che non è invidioso dei successi degli altri. Permettimi anche di ringraziarti per questa intervista che tu renderai piacevolissima per i tanti amici che vorranno leggerla e commentarla e che fin da ora ringrazio. E se a qualcuno di loro, dopo averla letta, verrà voglia di acquistare il mio Graffio d’Alba, che si rivolga per favore direttamente a me, grazie! (Emanuela Arlotta)

Volodeisensi un libro che sta andando a ruba già presente su Amazon Store e presto anche su Apple Store, rappresenta la traduzione in parole di un percorso interiore molto profondo ed intenso intrapreso dall’autrice già diversi anni fa. La forza di questi componimenti risiede nel proiettare al lettore delle immagini che lo travolgono e trasportano in un mondo immaginifico ed emozionante. La descrizione di una sensazione, la fotografia di un momento, è ciò che viene trasmesso attraverso questi versi all’interno dei quali si può scorgere l’anima dell’autrice. Richiedi una copia inviando una mail a infoline@volodeisensi.it

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babboauguri Il Natale si avvicina e le atmosfere cambiano, la magia coinvolge grandi e piccini. La mente ed il cuore si predispongono all’incantesimo che si diffonde nell’aria e che si manifesta con i suoi addobbi e le sue mille luci che invadono le vie. Tutto si veste a festa! Sarà per questi ambienti fiabeschi, per la crisi che ci avvilisce facendo

aumentare la voglia d’incanti, per il bello di creare con le proprie mani, che ho voglia questo mese di condividere con voi la semplicissima realizzazione della decorazione del “BabboAuguri”. Come prima cosa bisogna procurarsi un cartoncino, io utilizzo quello delle scatole scartate dai supermercati, l’importante è che sia consistente e quindi resistente. Normalmente utilizzo una misura di 50x 70 o di 80x100 cm. La dimensione è a scelta in base alla grandezza del “BabboAuguri” che si vuole realizzare, non è fondamentale rispettare le misure indicate. La tecnica è semplice e permette di realizzare qualsiasi figura come: angeli, pupazzi di neve, pacchi  Pagina 24

regalo, renne, etc. Possiamo scegliere di schizzare direttamente il disegno sul cartone, oppure di realizzarlo su un foglio di carta per poi ricalcare il disegno con la carta carbone sulla superficie da decorare. Io la disegno direttamente sul cartone e consiglio, in questo caso, di realizzare l’immagine utilizzando una matita morbida a punta Cartoncino arrotondata per Matite evitare di bucare la Pennarello Nero superficie. Una Tempera Pennelli volta deciso lo Nastrino schizzo finale, Colla Vinavil dovete ritagliare i Nastro Adesivo contorni con un Taglierino taglierino ben Forbici affilato e rifinire gli angoli con le forbici. Ora la sagoma è pronta e potete passare a dipingere gli spazzi con il colore acrilico della tonalità scelta. Per questa fase usate un pennello medio a punta piatta. Stendete il colore sulla superficie con linee decise e nello stesso verso fino a riempire tutti gli spazi. Una volta asciutto, l’acrilico non c’impiega molto, se la stesura non vi soddisfa del tutto, dovrete passare un altro stato di colore in direzione opposta a quello stesso in precedenza. Si può usare anche la tempera, ma la resa è minore e quindi dovrà essere passa più volte e con poca acqua. In questo caso fate attenzione che non si aggrumi rendendo la superficie disomogenea. Utilizzate più pennelli per i diversi colori così da evitare che si possano mescolare e sporcare le tonalità. Se non si hanno altri pennelli vi suggerisco di lavarlo bene con il sapone di marsiglia ed


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asciugarlo con cura verificando che non ci siano rimasti residui soprattutto tra il pelo e la parte metallica. Una volta completata

l’opera e la superficie è tutta asciutta, ripassate i contorni con un pennello a punta tonda così da poter far risaltare tutti i bordi. Volendo i contorni possono essere ripassati anche con un colore indelebile come l’UniPosca. La linea si può dipingerla con il nero o con una tonalità più scura rispetto al fondo. Il rosso, ad esempio, può essere contornato con il bordò o con il color mattone. Chi vuole può aggiungere dei tocchi personali con la colla e i brillantini per far luccicare il disegno o anche il cotone per dare tridimensionalità alla barba e al cappello. Ora il vostro lavoro è quasi finito manca soltanto da inserire il nastrino per appenderlo. Scegliete la lunghezza del nastrino e i punti dove incollarlo, sul retro del cartone dipinto, in base al chiodo dove si deve appendere. Una volta segnati i punti dove fissarlo, mettete una noce di colla vinilica e poggiatevi la parte del nastrino da incollare, per fermarlo fissarlo con del nastro adesivo. Una volta asciutta la vostra opera

è pronta e potete esporla. divertimento e Buone Feste!!!

Buon

Cristina Rotoloni.

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Presentazione ‘sentieri di notte’ ultimo romanzo di giovanni agnoloni

2025. Notte. Sull'Europa si affaccia l’ombra di una nuova dittatura con cervello a Berlino, guidata dalla Macros, multinazionale che ha fuso tutte le reti europee per poi gettare il continente nel buio di un lungo blocco energetico. In questa cornice, in cui anche Internet collassa, sulle sponde del Lago di Lucerna si sveglia un androide, Luther, l'ultima creatura di un geniale scienziato morto misteriosamente, Joseph Hermann. Presto inizierà un viaggio dalla Svizzera a Cracovia insieme ad un programmatore cieco, Christoph Krueger, mentre l'antica capitale polacca viene inghiottita da un'enigmatica nube bianca che avanza dalle periferie. Qui uno studioso irlandese di teologia, Desmond O'Rourke, colpito da amnesia dopo un lontano incidente e rimasto da poco vedovo, tenta disperatamente di  Pagina 26

ritrovare il suo passato, attraversando il Bianco col solo aiuto dell’ultima invenzione della sua amata Leyla. Tutto questo mentre a Berlino un funzionario ribelle della Macros, Piotr Woźniak, cerca di dar vita a un barlume di resistenza, e da Stoccolma la sua compagna, la scrittrice Kristine Klemens, tenta di raggiungerlo, ispirata da suggestioni e visioni che sembrano prender corpo dai suoi romanzi. Una storia a più voci, un patchwork di luoghi, paesi e culture in cui la tecnologia è pretesto e sfondo di una vicenda corale che ha per obiettivo il ritorno alla Fonte, a una fusione con la radice dell'Essere. Il Chakra del Castello di Cracovia, oscure minacce provenienti dagli ambienti clericali e l'emergere di una vocazione intima imperniata sul Desiderio, consonante con il testo originale di un'antica preghiera capace di scardinare le resistenze della mente. Un romanzo figlio della poetica del movimento connettivista (http://criticaimpura.wordpress.com/2012/0 5/12/il-connettivismo-come-sensibilitasottile-e-archetipica-del-se-unintervistaimpura-con-giovanni-agnoloni/), ma anche di una lunga e seria ricerca spirituale condotta dall'autore. Una fusione di suggestioni filosofiche e psicologiche, intessute in una trama dalle tinte fantascientifiche ma radicata nel mondo reale e nella recente storia d'Europa, viscerale e perturbante.

Sentieri di notte è anche il primo romanzo della collana “Larix”, diretta da


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Davide Sapienza. Dopo Nel cuore della Groenlandia di Fridtjof Nansen (2012) e prima di un'antologia inedita di scritti di Barry Lopez curata da Davide Sapienza in uscita nel 2013, quest'opera contribuisce a tracciare la visione della Collana che è dedicata all'esplorazione in senso geografico, umano e letterario.

L’opera è prenotabile sul sito dell’editore, www.galaadedizioni.com, e disponibile in tutte le librerie italiane e sui principali siti di commercio librario online. Distributori: Medialibri e Libro Co. Italia srl

Diffusione

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Presentazione “la sacerdotessa del tempo” di Alessandro cadelano

Manca ormai veramente poco e la nuova opera dell’Autore Cadelano Alessandro verrà distribuita in molte città italiane. Dopo “I 4 elementi” e il romanzo “La Pace di un Angelo”, lo scrittore torna con “La Sacerdotessa del tempo”, un fantasy che porterà il lettore in una sorta di viaggio con la mente, dandogli la possibilità di vivere un’avventura ricca di colpi di scena e la possibilità di schierarsi dalla parte del bene (che talvolta lo è solo in apparenza) o del male. «Leggere l’anteprima del libro ha un suo fascino, ti senti privilegiato, e così è stato per me!», dice Giovanni Davide Piras”, autore del romanzo “ Petali di piombo,  Pagina 28

0111 edizioni”, e tanti altri sono i pareri positivi che ha già raccolto il nuovo romanzo di Cadelano. Quando gli chiediamo cosa siano le tre lettere (GMC) che sono presenti in tutte le sue copertine, la sua riposta è forte e decisa: « Gian Marco Cadelano … ecco il significato. Scrivo solo in ricordo di mio figlio. Nemmeno so quante copie vendo, so che sono veramente tante, ma per me sono dettagli, io vedo l’acquisto di un mio libro come certezza che una persona in più conosca il mio angelo, non devo certamente vivere di questo, il professionismo lo lascio ai veri Scrittori. Chi leggerà il libro, se riuscirà a entrare e vivere nella storia, credo non rimarrà per nulla deluso.» L’utilizzo di vari social network permette allo scrittore di avere scambi di pareri con chi legge: un patrimonio per chi come lui in passato si trova ad affrontare il campo della pubblicazione di un proprio testo per la prima volta. A questi aspiranti scrittori, Alessandro ha sempre qualche consiglio utile da dare. Quasi pronti “Il Calice di Sangue”, ultimo capitolo fantasy, e il seguito de “ La Pace di un Angelo”, anche se Cadelano confessa di aver insinuato un Thriller (ispirato a una vicenda realmente accaduta in Sardegna) tra i documenti presenti nel disco rigido del suo computer. L’autore inoltre, ringrazia il “Comprendo”, quindicinale gratuito, l’Hotel Crosus, presso la quale vengono presentati i suoi libri e le scuole elementari di Terralba e


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Baressa, che hanno partecipato al progetto della creazione dei nomi Fantasy per la Trilogia.

della “Sacerdotessa del tempo”, secondo volume della trilogia de “Il Risveglio del Re”.

QUARTA DI COPERTINA :

Alessandro Cadelano è nato a Terralba nel 1977. Dopo il diploma in ragioneria ha intrapreso la carriera militare. Sposato con Patrizia e padre di Nicolas, risiede da anni a San Gavino Monreale. La Sacerdotessa del Tempo è il suo terzo romanzo. In precedenza sono stati pubblicati Il Risveglio del Re - I Quattro Elementi (edizioni Tracce, 2010) e La pace di un angelo ( Sbc edizioni, 2011). Già in fase di stesura Il Calice di Sangue, ultimo capitolo della saga de Il Risveglio del Re. La sigla G.M.C. che compare nei suoi libri è una dedica d’amore al figlio Gian Marco, scomparso prematuramente.

Dopo lunghi anni di pace e prosperità, una nuova minaccia incombe sul regno di Senor. Covando vendetta e tramando nell’ombra, le forze oscure si sono riunite per sferrare l’attacco finale. Amazzoni Occulte, Orchetti Elfici, Trolls, Ghelfi e altre creature sanguinarie scatenano la loro furia sulla maestosa diga, capace di contenere l’acqua di un bacino immenso. Uno scoppio, gli argini che cedono, lo scroscio apocalittico che travolge ogni cosa. Il mondo è perduto. C’è solo un sistema per sovvertire gli eventi che sembrano già scritti: tentare di riportare indietro il tempo. Per farlo è necessario violare il Mondo proibito degli Dei e ricomporre la ruota del destino per farla mulinare a ritroso. Sarà compito di Thrysha e Marcus ripercorrere le orme di Gremio e Pith, i loro padri che in passato avevano salvato il regno, ma che ora giacciono assieme a tutta la popolazione sepolti sotto milioni di metri cubi di fanghiglia. Inizia così per i due ragazzi un’avventura straordinaria, meravigliosa, incentrata sulla sottile differenza tra divenire eroi o cadaveri. In una dimensione magica dove tutto appare vero e niente è come sembra, incontreranno luoghi fantastici, creature divine dai poteri inauditi e popoli sconosciuti. Conosceranno l’amicizia, l’amore, e tenteranno in ogni modo di smascherare il complotto ordito contro Re Evan e la sua gente. Questa non è una storia qualsiasi, questa è la storia

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Recensione di “spicchi e specchi” di daniela taliana A cura di Rosanna Lanzillotti.

Pensieri imprigionati nel cuore, un cuore che appartiene ad un`anima pronta a spiccare il volo. Versi come gabbiani liberi di volare tra le onde del mare. Un mare che sa di poesia. Sono queste alcune delle sensazioni dirompenti che si provano leggendo la raccolta di poesie “Spicchi e specchi” di Daniela Taliana. Un profondo, irresistibile desiderio di liberare l`amore attraverso parole che inaspettatamente compongono dei versi poetici che

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raggiungono il nostro cuore senza timidezza. Nell`opera di Daniela Taliana ritroviamo la naturale realizzazione di una espressione poetica e letteraria in grado di dare spazio e vita non solo ai propri sentimenti e ai propri pensieri, ma soprattutto ai pensieri del lettore che, spesso ignaro di possedere una propria capacità poetica, scopre le proprie emozioni, impossessandosi così di qualcosa che appartiene anche a lui: i versi di una poesia. Nelle composizioni poetiche di Daniela Taliana ci si ritrova protagonisti di un viaggio tra le meraviglie degli abissi marini. Così come nelle profondità più luminose del nostro essere. Lì dove tutto sembra essere silenzio e immobilità, trasparenza incolore e passione irreale, giunge irruente, penetrante e concreta la voce della poesia. E´ lei che intona il canto alla vita, ad esempio, attraverso gli elementi fondamentali dell`universo, in : “Ti chiamerò” TERRA FUOCO ACQUA ARIA VITA. Una delle poesie, a mio avviso, più significative dell`intera opera. Qui i sentimenti più puri trovano le loro giuste onde sonore pronte a cullare quello spicchio di universo che ci rende un tutt`uno con l`immensità senza temere di rimanerne prigionieri. La lettura di „Spicchi e Specchi“ di Daniela Taliana scorre leggera e impercettibile come la brezza marina di primo mattino, come il divenire di un amore profondo che non trova semplici parole, ma rime discrete e sicure, pronte a mostrare la loro completezza. Uno stile attento e letterariamente accorto è la caratteristica principale del poetare


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dell`autrice. Versi che nel loro divenire formano la cornice completa di un desiderio spirituale spesso celato da narrazioni contrastanti che accarezzano delicatamente il cuore e la mente di chi legge. Sono questi i versi che permettono anche al lettore più critico di essere protagonista di un annuncio di vita. Una vita che spesso solo la poesia sa donare. (Rosanna Lanzillotti)

Volodeisensi un libro che sta andando a ruba già presente su Amazon Store e presto anche su Apple Store, rappresenta la traduzione in parole di un percorso interiore molto profondo ed intenso intrapreso dall’autrice già diversi anni fa. La forza di questi componimenti risiede nel proiettare al lettore delle immagini che lo travolgono e trasportano in un mondo immaginifico ed emozionante. La descrizione di una sensazione, la fotografia di un momento, è ciò che viene trasmesso attraverso questi versi all’interno dei quali si può scorgere l’anima dell’autrice. Richiedi una copia inviando una mail a infoline@volodeisensi.it

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La Redazione Cristina Rotoloni

Cristina Rotoloni è nata a Roma il 20 luglio 1977, ma è cresciuta in provincia di L’Aquila. In questa città ha frequentato x\l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti dove ha conseguito il diploma di Laura in Scenografia con il massimo dei voti. Ha collaborato con l’Istituto Gramma nella realizzazione degli spettacoli teatrali: “Metamorfosi dei Corpi” e “Matilde principessa dispettosa”. Ha collaborato con l’associazione Il Camaleonte con corsi d’Arte e Immagine per i ragazzi dai 4 ai 16 anni. Si è sempre occupata con passione dei bambini per i quali ha scritto e illustrato favole come “Stellino”, “Tom” e “Lìlì”. Ha pubblicato sul sito “ilmiolibro.it” la sua raccolta di racconti intitolata “Frammenti di Vita”, dove oltre al terremoto parla d’esperienze forti che toccano l’esistenza umana. Al momento sta lavorando al suo romanzo in prossima uscita dal titolato “Il Tatuaggio”.

Francesco Danieletto

Francesco Danieletto, 63 anni, nato a Dolo, (Ve), dove la sua famiglia risiede da diverse generazioni, si è avvicinato alla scrittura, incoraggiato soprattutto  Pagina 32

dalle figlie. Personaggio anticonformista e ribelle, sta attraversando un delicato periodo di sofferenza fisica, dal quale sta uscendo con grande coraggio e volontà. Ha al suo attivo due pubblicazioni: “Strani fiori”, raccolta di poesie - “Luigia e altre storie”, sei racconti, ambedue pubblicate autonomamente. Nella sua biografia, si descrive così: “*Di me hanno detto che sono un inguaribile pessimista, quindi vorrei provare a sfatare questa affermazione.* *Scrivere non è facile, raccontare storie, racconti, più o meno immaginari, significa dare libero sfogo alla fantasia, cercando nello stesso tempo di rendere credibile ciò che si è fissato sulla carta, se poi ci si addentra nel campo della poesia, si trasmette uno stato d’animo a volte felice, a volte triste; a detta degli amici più stretti, che, a volte leggono quanto scrivo, è proprio *con questa* che do il meglio di me stesso. Non sono uno scrittore che si siede a tavolino e riempie, per forza, pagine su pagine di parole spesso inutili; scrivo quando ne sento il bisogno, posso farlo per una settimana intera oppure starmene anche un paio di mesi pensando a tutt’altro. Insomma, non ho il rubinetto con il quale accendo e spengo la mia vena poetica. Di me hanno detto che sono un inguaribile pessimista, mi ritengo, invece, una persona che è abituata a guardare in faccia la realtà, qualunque essa sia; essere consapevoli che esistono situazioni difficili, vuole dire accettare, purtroppo, che la vita non è un tappeto di fiori, sul quale poter camminare a piedi scalzi; anzi una volta messi dei robusti paletti per risolvere i problemi, si possono apprezzarne tutte le cose belle, anche le più piccole sfumature che la stessa ci riserva.”


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Ha partecipato e vinto, nella sezione poesia, al primo premio letterario: “Dwelling book and love writing” edito a Bari dall’omonima rivista, nell’agosto 2011. Sue poesie e racconti sono presenti in “Gocce di emozioni” Antologia Rivierasca, Edizioni Laboratorio D.S. Dolo – (Venezia) 2009 e 2011. Ha partecipato al V° Premio nazionale di poesia e prosa: AlberoAndronico, Roma 2011, classificandosi 6° nella sez. B, poesie, con una silloge intitolata: “La follia dell’uomo”.

Laura Capone Editore (LCE)

La Laura Capone Editore è una casa editrice che opera online, produce, distribuisce e promuove libri nei vari formati (cartaceo, e-book, audiolibro, ecc.). Nasce nel novembre 2010 e si afferma velocemente per la correttezza e la trasparenza operativa. La LCE si pregia di avere in redazione professionisti di settore per ogni competenza che, in una stretta rete di collaborazioni online, si prefiggono la rivalutazione del talento letterario ed artistico italiano contemporaneo, anche attraverso la promozione e distribuzione elettronica delle nostre opere tradotte. Per citare solo alcuni collaboratori: la dott.ssa Luigia Torrusio appassionata di lettere antiche, traduttrici quali Chiara Rolandelli e Alessandra Baroni, artisti quali Lisa Fusco, Moreno Chiacchiera

(attualmente l’illustratore più quotato sia in Italia che all’estero), il Maestro Marco Serpe, il Regista Sebastiano Giuffrida, in un crescendo di professionisti più o meno noti che partecipano con grande competenza, professionalità e soprattutto passione. Emanuela Arlotta Direttrice Volodeisensi

Nata a Roma il 20 Settembre 1975. Ho sempre avuto una forte propensione all’introspezione e alla conseguente scrittura di poesie e racconti che indagano in maniera approfondita l’animo umano, quello legato all’Io più profondo. Questa mia voglia di comunicare ha superato i limiti della carta e della distanza con la creazione di questa community letteraria (Volodeisensi.it) che gestisco con passione e amore tutti i giorni e di cui sono felice facciano parte tante persone che credono ancora nei sogni. Anche il Magazine online è una mia idea, realizzata grazie al supporto informatico di alto livello di mio marito Leonzio Nocente, il quale è anche il creatore materiale di Volodeisensi.it e di altri siti molto conosciuti. Lavoro nell’informatica da anni e scrivo da quando sono nata. Ho autopubblicato due libri nella collana ‘ilmiolibro’, uno di poesie ‘Volodeisensi’ e uno di racconti ‘La Sfera’, che stanno riscuotendo molto successo e che presto saranno disponibili anche in formato ebook nello store Apple.

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Leonzio Nocente Autore e Referente Tecnico Volodeisensi

Nato a Francavilla Fontana il 23 Maggio 1979, Architetto informatico che lavora da 14 anni nel settore IT. Le sue conoscenze vanno dallo sviluppo di portali alle applicazioni in tutti i campi compreso quello mobile. Nella sua carriera ha partecipato alla nascita di grandi portali Nazionali del settore comunicativo e collaborato con grandi multinazionali Italiane e Americane. “Questa mia opera epica che ha visto ben due anni di progettazione e sviluppo è stata la mia più grande soddisfazione, realizzare il sogno sempre vivo di una bambina, mia moglie Emanuela. Volodeisensi.it non è una semplice community ma un vero e proprio portale Letterario dove i sogni diventano realtà. Sono solo l’autore materiale, un penna su un foglio vuoto che viene guidato dalle emozioni di mia moglie che ogni giorno dà la possibilità a tanta gente di esprimersi e soprattutto di essere ascoltata. Con tanta commozione dedico questo nostro lavoro ai nostri figli e a tutta la gente che crede e crederà in Volodeisensi.it”

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