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Giuseppe Longhi

INNOVAZIONE E PROCESSO PROGETTUALE

Verso un modello di responsabilità sociale

Le parole chiave della Conferenza “Design theory and methods to cross the disciplinary boundaries thank to creative and innovative solutions able to radically alter our infrastructure and built environment idea” (Technical University of Denmark, Copenaghen, agosto 2014) mi ricorda un importante scritto di Donella Meadows “Dancing with systems”1. Il quesito che pongo è: quali sono le forze guida del “ballo del progetto” contemporaneo? Penso che siano: 1. cambiamento del ruolo delle risorse umane, 2. esaurimento tendenziale delle risorse, 3. innovazione tecnologica, 4. resilienza. Questo sistema di elementi suggerisce un modello di progettazione interdisciplinare e olistica, fondamentalmente ispirata alle teorie di Robert Solow, Jane Jacobs, Nicholas Georgescu Roengen che si potrebbe definire “modello organico di responsabilità sociale”.

1. Il ruolo delle risorse umane A causa dell’esaurirsi delle risorse fisiche, cui le attività legate all’edilizia danno un notevole contributo, occorre sostituire gli attuali processi produttivi con nuovi alimentati da beni le cui caratteristiche sono illimitatezza e non rivalità, che possano essere usati da un gran numero di persone senza generare esaurimento. Questo principio segna il passaggio da un modello di progetto dominato dalla supremazia del capitale fisico (prodotti e manufatti) ad un modello olistico in cui interagiscono cinque forze guida: idee, istituzioni, popolazione, capitale umano (espresso da istruzione, ricerca e sviluppo) e risorse fisiche (espresse da risorse finanziarie, manufatti, impianti e infrastrutture). La crescita delle risorse umane diventa così lo scopo qualificante del progetto, in simmetria con il modello proposto dagli economisti neoclassici a partire dalla fine degli anni ’60, prima con Robert Solow2 e successivamente con Robert Lucas6, in sinergia con Jane Jacobs5, fino a Paul Romer3,4. Infatti, secondo Solow il principale fattore della crescita economica è il progresso tecnologico, che è alimentato principalmente dalle esternalità dell’impresa, un’intuizione che viene completata da Lucas e Jacobs, i quali sottolineano il ruolo della città (e, in particolare, della sua dimensione e dinamicità) nello sviluppo, perché dalla sua dimensione dipende l’intensità delle esternalità, in termini di concentrazione delle relazioni umane, generatrici del progresso tecnologico. Un concetto su cui insiste anche Paul Romer il quale ribadisce che lo sviluppo è in funzione di un bene illimitatamente disponibile, costituito dalle idee, che sono alimentate dal sapere. 1


Questo modello introduce dei cambiamenti nel modo di pensare il progetto, in quanto le idee: -- hanno caratteristiche sostanzialmente diverse dal capitale fisico (terra, infrastrutture, capitali e oggetti): sono beni non rivali, in quanto possono essere usate contemporaneamente da un grande numero di persone senza generare congestione o esaurimento. Nella città quindi è importante stimolare la crescita della popolazione creativa facilitandone l’importazione e lo sviluppo culturale, stimolando la realizzazione di nuove infrastrutture finalizzate all’ospitalità delle nuove classi sociali e rinnovando le infrastrutture destinate alla crescita del sapere; -- sviluppano nuove tecnologie, come le biotecnologie, aiutando a demolire lo spettro dei ritorni decrescenti, che ha ossessionato il pensiero economico da Ricardo a Keynes ai giorni nostri. Al contrario, le nuove tecnologie sono generative in quanto creano ritorni crescenti, poiché grazie alla ricerca, danno l’avvio a nuovi macchinari e prodotti accessibili a prezzi decrescenti. Inoltre, nella progettazione e nelle costruzioni le nuove frontiere tecnologiche, basate su dematerializzazione e biotecnologie, permettono di realizzare manufatti senza prelievo di risorse dalla natura, non incidendo così sulla capacità di carico della Terra. In quanto generative, le nuove tecnologie ispirano una progettazione condivisa;

-- generano la caduta dei costi di produzione, traslando la centralità degli investimenti sulla ricerca; -- sono inscindibili dagli effetti di scala, e quindi confermano il ruolo fondamentale della concentrazione urbana e, con essa, la lettura positiva del fenomeno delle metropoli e della globalizzazione; -- si basano su modelli organizzativi (anche della città) fondati sulla simmetria delle relazioni, quindi sulla collaborazione e non sulla competizione. Se la forza guida del progetto è lo sviluppo delle risorse umane dobbiamo tenere inoltre conto del ruolo dell’intelligenza accresciuta dell’uomo grazie ai processi cibernetici, un fenomeno che esalta il progetto come costrutto cognitivo che si fonda sull’iterazione fra utenti, il loro modo di pensare e di vedere gli esseri umani e le forme costruite. D’altro canto i processi d’intelligenza accresciuta fanno intravedere una completa robotizzazione della società e della città, per cui le meraviglie della smart city si accompagnano a incontrollabili aumenti dei tassi di disoccupazione. Una questione che richiama l’esigenza di una forte leadership pubblica nell’impostazione e nella gestione dei progetti, per evitare annunciate catastrofi sociali.

Le forze guida dello sviluppo secondo l’Inclusive Wealth Report dell’ONU7

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2. Limitatezza delle risorse Questo filone ha come forza trainante il lavoro del Club di Roma cui vanno aggiunti quelli del Wuppertal Institut e dello Stockholm Environmental Institut. Questi istituti hanno monitorato l’esaurirsi delle risorse e ispirato l’accountability delle convenzioni internazionali e della programmazione europea per limitare il carico ambientale, attraverso il controllo del consumo di materia e la sostituzione dei prodotti e dei processi a più alto consumo di materia8. La conseguenza è la rivalutazione della bio-produttività grazie alla valorizzazione delle risorse naturali e, come aveva previsto Roengen, la fine della progettazione di esomacchine ingombranti a favore di una progettazione di tipo metabolico tendente alla sostituzione di tecnologie meccaniche con tecnologie biologiche.

La valorizzazione delle risorse naturali ha come momento trainante la Convenzione Millennium, la quale pone al centro del progetto il ruolo degli ecosistemi, la rivalutazione della biodiversità, e, molto importante, la valutazione del valore economico dei beni e dei servizi prodotti dagli ecosistemi. Con questo l’ambiente esce dalla visione romantica di giardino mitigatore delle esternalità negative della produzione, o di centro di loisir per i cittadini, per diventare il più importante dei fattori di produzione (in quanto bene scarso), il cui valore è da aggiungersi a quello del prodotto della manifatturazione e dei servizi all’economia. Grazie alla Convenzione Millennium, il valore dell’ambiente deve essere incorporato in ogni decisione di sviluppo, così come la rivalutazione del patrimonio ambientale (che comprende gli insediamenti storici), deve essere al centro delle agende operative. La Convenzione Millennium, infine, segna il declino della pretesa dell’uomo di guidare e controllare il mondo vivente, secondo la cultura del Neolitico, a favore della ‘rvoluzione del viventer, ossia la capacità dell’umanità, dopo aver preso il controllo della propria riproduzione, di prendere il controllo della propria ‘produzione’, cioè di svilupparsi in sinergia con le risorse naturali.

Il modello metabolico secondo Partha Dasgupta e Anantha Duraiappah

Wuppertal Institut: evoluzione della produzione in relazione all’ottimizzazione del metabolismo

3. Innovazione tecnologica Ricollegandoci al punto precedente, l’innovazione tecnologica incide sul progetto sia urbano, sia delle infrastrutture e degli edifici, grazie al percorso definito dal Wuppertal Institut e reso operativo dall’applicazione della regola del decoupling (aumentare la produttività diminuendo il consumo di materia)9 la cui velocità d’avanzamento è data dall’applicazione degli standard delle convenzioni internazionali sull’ambiente attraverso le politiche di bilancio dell’UE.

Rappresentazione del decoupling delle risorse e dei suoi effetti

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Sviluppo metabolico e decoupling: gli obiettivi dell’UE... Ambito

Convenzioni e direttive

Risorse umane Sapere, cultura

Gli abbandono della scuola primaria devono scendere a meno del 10%, il 30% della popolazione con età compresa fra i 30-35 anni dovrà avere un titolo di studio del terzo livello, deve aumentare l’investimento in long life learning. L’European Institute of technology è il modello di organizzazione dell’istruzione superiore. Il 3% del PNL deve essere investito in ricerca. Europe 2020 EU research area, Status report on european technology platforms, Bruxelles, annate varie European Parliament, Strategic Innovation Agenda of the European Institute of Innovation and Technology (EIT): the contribution of the EIT to a more innovative Europe (2011)

Salute e benessere

Connettersi con le strategie dell’Organizzazione mondiale della sanità e investire in moderne analisi del benessere. 2008-2013, Who Healthy city programme

Metabolismo: risorse naturali Biodiversità, patrimonio naturale e storico

Lo sviluppo non deve pregiudicare gli ecosistemi e la loro produttività. Devono essere definiti programmi per rigenerare lo stock di risorse naturali degradate (suolo, alberi, pesci, ecc..). Va elaborato un piano strategico per la biodiversità. Convenzione per la biodiversità http://www.cbd.int/

Uso sostenibile dell’acqua

Il sistema economico-insediativo deve aumentare l’efficienza d’uso e promuoverne il riciclo. Convention on protection of transbundaries watercourses www.unece.org/env/water

Alimenti sostenibili

Deve essere promossa l’autosufficienza alimentare, specie nelle grandi città. Devono essere promosse campagne di educazione alimentare. EU, 2010, European Parliament resolution of 25 September 2008 on the White Paper on nutrition, overweight and obesity-related health issues (2007/2285(INI)). Official Journal of the European Union, Vol. 52, 2010/C 8 E/18, 14 January 2010. FAO, 2009, The state of food and agriculture 2009

Metabolismo: risorse fisiche Materie prime

Occorre dimezzare il consumo di materia entro il 2020, per questo occorre innovare i processi produttivi, riusare, recuperare. Deve essere ripensato il mineral flux. 1989, Direttiva UE 89/106 Commission to the Council, the European Parliament, CESE, and the Committee of the Regions - Report of the Environmental Technologies Action Plan (2005-2006) Commission to the Eu Parliament, Roadmap to a Resource Efficient Europe (2011) Commissione al Parlamento Europeo, Una tabella di marcia verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050 (2011)

Infrastrutture, Edifici e Trasporti Sostenibili

Le realizzazioni fisiche devono essere accompagnate dal calcolo della loro impronta ecologica. Gli effetti della loro introduzione devono essere valutati nell’intero ciclo di vita. 2007, Libro verde. Verso una nuova cultura del trasporto urbano UE Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010 sulla prestazione energetica degli edifici Commission to Eu Parliament, A growth package for integrated EU infrastructures (2011) Commission to the Eu Parliament, Un’agenda digitale europea, COM(2010) 245 Europe innova Program, in: http://www.europe-innova.eu/

Metabolismo: energia, rifiuti Energia

Raggiungere gli obiettivi dello Strategic Energy Technology Plan: riduzione delle emissioni del 20% rispetto al 1990, raggiungere la quota del 20% nell’uso di fonti rinnovabili nei consumi finali, aumentare del 20% l’efficienza energetica. 2008, Due volte 20 per il 2020 2008, Efficienza energetica: conseguire l’obiettivo 20% EU Commission,Directorategeneral for energy, Energy 2020, a strategy for competitive, sustainable and secure energy, Bruxelles 2011

Zero Emissioni Zero Rifiuti

Al 2020 tutti gli edifici ed infrastrutture dovranno essere a zero emissioni. Le energie rinnovabili saranno prodotte in sito o acquistate da operatori esterni mediante negoziazione secondo quanto definito dal protocollo di Kyoto. 1997, Protocollo di Kyoto/ IPCC 2002, Direttiva UE 2002/91/CE 2005, Direttiva UE 447/2005 su qualità dell’ambiente e dell’aria.

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...e dell’FP810 Ridurre la dipendenza di materie prime dell’UE

Investire in ricerca e sviluppo su nuove tecnologie che riducano il fabbisogno di materie prime e su nuove tecniche di riciclaggio.

Implementare programmi sull’efficienza energetica e la riduzione del cambiamento climatico: Perseguire l’efficienza energetica

Nuovi obiettivi per l’efficienza energetica devono progressivamente adattare il design in linea con gli sviluppi tecnologici e sulla base di un’analisi completa del ciclo di vita, tenendo conto anche delle risorse, degli aspetti ambientali, sociali ed economici. Promuovere l’uso di alternative a basso tenore di carbonio.

Tendere verso un’economia low-carbon

Incoraggiare il continuo sviluppo di un mercato globale del carbonio, adottando misure di collegamento con il sistema di scambio di emissioni (ETS) con altri sistemi dei Paesi sviluppati (in particolare gli USA).

Far progredire lo sviluppo del mercato energetico europeo

Seguire un percorso di sviluppo della politica energetica che favorisca il pieno utilizzo delle fonti energetiche autoctone dell’UE, impostando i parametri entro cui il mercato opera, invece di definire la struttura del mercato.

Promuovere la sicurezza della fornitura energetica

...ad esempio mettendo in atto più infrastrutture e collegamenti infrastrutturali nelle reti del gas e dell’energia elettrica, diversificando le fonti di gas, i percorsi e le catene di approvvigionamento, compresa la costruzione di terminali di gas naturale liquefatto (GNL), e l’adozione di un approccio comune dell’UE per le relazioni energetiche esterne.

Promuovere infrastrutture energetiche d’eccellenza

Assicurarsi che la rete energetica e i necessari sviluppi infrastrutturali procedano in tandem con il cambiamento richiesto per l’approvvigionamento energetico dell’UE per rispettare i target al 2020 e oltre, comprese le reti elettriche intelligenti, le reti avanzate di gas naturale, e le condotte di trasporto di CO2.

Promuovere e sviluppare sistemi di trasporto sostenibili e infrastrutture innovative

Progettare per consentire la mobilità di persone e merci a basse emissioni in tutta Europa. Integrare il trasporto e la pianificazione territoriale e utilizzare i fondi strutturali dell’UE per promuovere soluzioni di infrastrutture ad alta tecnologia. La tabella di marcia per l’energia al 2050 è stata ritardata. L’impatto del Car Green Initiative e del Libro bianco sui trasporti e la coerenza delle politiche e dei finanziamenti non è chiaro.

Promuovere nuove infrastrutture per le ICT: Sviluppare un’agenda digitale

Sviluppare un’agenda digitale che consenta all’UE di fare pieno uso delle possibilità di informazione e ICT per realizzare le priorità politiche dell’UE.

Ridurre le emissioni di CO2

Utilizzare tutte le tecnologie disponibili, tra cui le ‘Green ICT’.

Incrementare la produttività

Mettere in atto quadri politici, che favoriscano gli investimenti privati ​​nelle reti a banda larga, nei servizi digitali e nelle applicazioni.

Lavorare per il benessere sociale

Utilizzare tecnologie in sanità, istruzione e trasporti di ultima generazione. La Commissione Europea ha avviato consultazioni su questi temi, inserendo nell’agenda politica il programma e-Health, per creare una maggiore consapevolezza, ma senza risultati specifici.

Creare un mercato digitale autonomo entro il 2015

Fare tutti gli sforzi relativi favorendo gli investimenti privati​​.

Da queste due tabelle si evince come il design sia condizionato dalla sperimentazione di nuovi processi a basso consumo di materia, dalla ricerca nel campo delle energie rinnovabili e dall’elaborazione di un’efficace agenda per la dematerializzazione comprendente TLC, big data, alta connettività. Le innovazioni in corso sono destinate a trasformare in modo radicale le forze guida del progetto urbano,

ridefinendo radicalmente l’ecosistema delle p.a. e delle imprese, alla pari del concetto di valore e dei modelli di organizzazione pubblici privati, generando quindi nuove relazioni e nuovi processi urbani. Tale processo è definito ‘disruptive’ (perturbatore) in quanto produce effetti non previsti dai portatori d’interesse, i quali tendono a vedere il futuro prevalentemente come proiezione lineare del passato.

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Disruptive innovation11 e mondo del progetto Campo di innovazione

Innovazione

Simulazione dell’intelligenza umana

Computer neuronale

Generator

Automation of knowledge work

Dematerializzazione

Cloud technology Mobile Internet Internet of things

Produrre in simbiosi con la natura

Next generation genomics Salvaguardia dei servizi e dei prodotti naturali

Energia da fonti rinnovabili

Renewable energy Energy storage Advanced oil and gas exploration and recovery Grid scale storage Digital power conversion Compressorless air conditioned and electrochromic windows Clean coal Biofuels and electrofuels

Applicazioni industriali

Advanced robotics Autonomous vehicles 3D printing Advanced materials

Fonte: Rielaborazione da McKinsey Global Institute, Disruptives technologies: advances that will transform life, business, and the global economy. May 2013

Disruption: un bilancio delle innovazioni che investono l’edificio

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4. Resilienza La portata dei cambiamenti implica che la costruzione del progetto sia resiliente, ossia capace di adattarsi di fronte ai cambiamenti imprevedibili di ordine ambientale (es. cambiamento climatico), tecnologico (vedi le disruptive technologies) e sociale. Questo disegna un nuovo modello olistico di relazioni basate sul principio che non ci troviamo semplicemente di fronte all’esigenza di rinnovare le discipline come corpus esclusivamente scientifico, trattate abitualmente in base a un paradigma che si potrebbe definire ‘positivista’, ma dobbiamo prendere atto che stiamo manipolando un sistema di discipline sociali. Di conseguenza vanno superate le implementazioni del progetto passivamente mutuate dal linguaggio aziendale (planning, targets, methods, procedures) a favore di sistemi decisionali in cui la leadership del progettista è supportata dalla tecnologia, la quale aiuta la comprensione e l’incorporazione delle culture aliene. Il risultato è una struttura di progetto che opera in base al principio dell’inclusione e della

coesione, il cui miglior strumento è la cortesia al fine di assorbire in modo appropriato la diversità per sperimentare nuovi modelli di organizzazione sociale, ambientale, economica12,13. Questo modello di progetto: -- si basa sulla profonda conoscenza delle risorse, supportata dalle potenzialità delle nuove infrastrutture come la cloud ed i big data, -- opera per scenari, feedback e approssimazione, -- agisce per favorire l’inclusione e la crescita delle risorse umane, grazie alla cortesia, -- è organizzato per piattaforme in cui confluiscono gli attori sociali, della ricerca e dell’economia, su base locale e in rete, per operare in base al principio dell’improvvisazione, per dare risposte pragmatiche a precise situazioni. Un’idea di progetto che sostituisce alla certezza del ‘think’ disciplinare il ‘tinkering’ (trafficare, rattoppare) della creatività per generare innovazione inclusiva.

5. Modello di responsabilità sociale In sintesi questo scritto evidenzia i principali elementi di un modello organico di responsabilità sociale, coerenti con gli indirizzi in materia di progettazione dell’UE 14: Approccio olistico

Porta a risparmi multipli che generano impatti nel complesso significativi. Ogni portatore d’interesse è partecipe del progetto, non solo chi ha specifici interessi.

Organizzazione per piattaforme collaborative e diversificate

Da prospettiva all’organizzazione olistica, crea sinergie e consente un conseguimento degli effetti cumulativi ad ampio raggio.

Superare la visione del progetto come prodotto, con attenzione verso le componenti di servizio

Una visione antropocenetica del progetto deve rivalutare i servizi delle risorse naturali, ed il progetto deve mirare ad aumentarne la produttività.

Visione a lungo termine, progettualità per backcasting

Permette di incorporare nei progetti gli effetti imprevisti dei cambiamenti.

Esportabilità del progetto

Occorre superare la visione locale del progetto a favore di una filosofia generativa che espanda le reti e aumenti la ricchezza.

Approccio collaborativo, che comprende l’apprendimento continuo o il coinvolgimento di reti peer-to-peer

Approcci collaborativi e di apprendimento peer-to -peer possono essere più efficaci di un manuale o dell’apprendimento in aula e possono favorire una maggiore diffusione delle misure di efficienza delle risorse. Il coinvolgimento delle reti peerto-peer aumenta la credibilità.

Accesso ai data base gratuito o a tariffe preferenziali

L’accessibilità alle informazioni è un fattore chiave per lo sviluppo.

Articolazione dei progetti per l’intero ciclo di vita

Moltiplica gli aspetti positivi per i soggetti coinvolti.

Sinergia fra aspetti ambientali, sociali ed economici

Permette di realizzazre progetti coerenti con il principio dell’accountability e del reddito compatibile con i vincoli delle risorse.

Monitoraggio e valutazione

Il monitoraggio e la valutazione periodica, indipendente e imparziale, migliorano la qualità del progetto e delle realizzazioni.

Molteplicità delle fonti di finanziamento

Diminuisce la dipendenza da un’unica fonte e aumenta la probabilità che il programma rimanga attivo anche se una delle fonti di finanziamento viene interrotta.

Divulgazione dei risultati attraverso big data

Le nuove tecnologie di raccolta e diffusione delle esperienze permettono un’espansione delle reti e un’aumento della ricchezza.

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Un modello organico di responsabilità sociale

BIG DATA

INFRASTRUTTURE PER L’ENERGIA

RIFIUTI SERVIZI CULTURALI

VIV

REGOLAZIONE E PURIFICAZIONE DELL’ACQUA

PRODUZIONE PRIMARIA: AGRICOLTURA, PESCA, ALLEVAMENTO

À IT IL IB

IMPOLLINAZIONE

RISORSE NATURALI: PRODUZIONE E SERVIZI

FORMAZIONE DEI SUOLI REGOLAZIONE CLIMATICA

CITTÀ RESILIENTE SMART E SOSTENIBILE

ACQUA

PERSONE

P2

Entro il 2020 37 miliardi di oggetti intelligenti saranno connessi a Internet

P

e en

SICUREZZA

GEOGRAFIA

CLOUD OGGETTI

Th i

Politiche P

le eop

Attraverso i microsensori nella rete gli oggetti ogni giorno diventano connessi e intelligenti

P2M Peo ple

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B de ass l G an ra o pp a D Co ele nfi ga du zio s ni Ca tria Co m m ere m d e i A rcio re sse gi ss on or al ati i O No rga n niz Pr za ofi z t ion A i Ar sso tig cia ia zio ni n i

Intangibilità delle risorse: È data dalla salvaguardia delle risorse naturali grazie all’ottimizzazione del metabolismo delle risorse

C Ve aste ne lfr to an co M ar os tic a V Ve itto ne rio to Sc hi o

Illimitatezza: È data dalle potenzialità delle risorse umane aumentate dalle tecnologie cibernetiche

MOBILITÀ

AMBIENTE

TURISMO

BIG DATA

BENESSERE

Agenda di progettazione

SOCIETÀ

ECONOMIA

Connettività Internet of everything connette il mondo fisico alla rete

M2 MM

TRASPORTO

i ne achine to mach

ENERGIA

VIAGGI

Progetto Grande Bassano

EDUCAZIONE SALUTE

Connettività e dematerializzazione: È data dalla salvaguardia delle risorse e dal potenziamento delle relazioni umane grazie a dematerializzazione e connettività. In tal modo i materiali di progetto divengono, in accordo con la definizione comunitaria, grey, green, e soft, o, se si preferisce la definizione di Nicolas Negroponte “Atomi e bit”;

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Resilienza e inclusività: Riguarda il modello di governance, che deve essere a scala comprensoriale/metropolitana, per accogliere i nuovi flussi (culturali e di saperi) e per sapersi adattare ai fattori imprevedibili di natura sociale ed ambientale.


6. Una proposta di progetto: HoF Il progetto Horizontal Farm (HoF) propone un piano di sviluppo urbano che coinvolge 150.000 persone, in un’area semicentrale di 30 ha nella megalopoli di New Delhi. Il progetto fa parte del corridoio Mumbai - New Delhi15, il grande progetto sperimentale per lo sviluppo di una megalopoli promosso dal Governo dell’India con il supporto finanziario del Giappone ed il supporto tecnologico del programma “ Smarter City” dell’IBM16. Il progetto si fonda sul feedback tra popolazione, crescita delle risorse umane ed opportunità delle nuove tecnologie a basso costo.

HoF è un generatore di nuove capacità Il progetto si ispira al pensiero di Amartya Sen17 e Martha Nussbaum18, che identificano nella crescita delle capacità della popolazione, nel nostro caso prevalentemente a basso reddito, di giovane età e

appartenente alla generazione dei nativi digitali, la forza guida per un nuovo e democratico sviluppo19. L’aumento delle capacità non può essere disgiunto dalla consapevolezza dei valori che devono guidare lo sviluppo della comunità e della megalopoli: la coesione, per uno sviluppo armonico in un ambiente segnato dalla crescita delle diversità, la resilienza, per uno sviluppo capace di adattarsi alla disponibilità decrescente di risorse naturali e all’imprevedibilità del cambiamento climatico. Il progetto quindi assume come forza guida lo sviluppo delle risorse umane e come condizione di vincolo la difesa delle risorse naturali, in un ambiente propulsivo, la cui dinamica non ha precedenti nella storia dell’umanità. L’elemento chiave della progettazione diventa così la sostenibilità, intesa come feedback tra uomo e natura, in una visione antropocenetica dello sviluppo, consapevole del limite delle risorse e sensibile alla responsabilità di rivedere prassi progettuali ormai obsolete.

Hof: un progetto antropocenetico supportato dalle nuove tecnologie

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Le nuove regole di progetto Il progetto HoF, sulla base dei principi fin qui enunciati, propone il seguente abaco progettuale: -- ‘cascate critiche’20: lo scopo del progetto è produrre ‘cascate critiche’, ossia deve superare la mera soddisfazione dei bisogni in un luogo, per essere ‘generativo’21, capace di produrre processi di sviluppo esportabili. Per questo le soluzioni progettuali e le strategie organizzative che vengono proposte in HoF sono replicabili, per contribuire a trasformare il modo di abitare nelle nuove città o nei nuovi spazi che si stanno realizzando a scala globale; -- capacità umane: la principale forza guida del progetto è la crescita delle capacità umane, per aumentarne la creatività, la flessibilità e la capacità d’innovazione. Le risorse umane danno luogo a strutture organizzative caratterizzate da differenziazione, modularità, e interazioni incrociate, per promuovere sistemi in grado contemporaneamente di adattarsi e innovare.

Hof: the design genoma

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-- metabolismo: il progetto ottimizza il metabolismo delle risorse, minimizzando gli input di materia, sfruttando le opportunità offerte dai processi di dematerializzazione e i flussi di rifiuti per realizzare processi di trasformazione produttiva. L’impianto metabolico22 è coerente con la regola del decoupling9 e della sinergia uomo-ambiente, per cui ad ogni realizzazione fisica deve corrispondere una pari crescita delle risorse naturali. Tale principio permette al progetto di entrare in sinergia con i parametri di qualità degli insediamenti proposti dalle convenzioni internazionali sullo sviluppo umano ed ambientale. Le infrastrutture fisiche diventano strumenti per produrre: capacità, relazioni, energia, cibo; -- biologia: le tecnologie utilizzate sono d’ispirazione biologica, a basso prezzo, ad alta connettività, per promuovere processi industriosi in un ambiente caratterizzato dall’assenza o limitatezza di capitali.


I grandi tsounami Gli elementi che compongono l’abaco progettuale di HoF sono oggi sottoposti a variazioni improvvise e dagli effetti difficilmente prevedibili. Si può sostenere che il modello progettuale è investito da una serie di tsounami23: 1_l’abbandono dell’idea del progetto come una serie di prodotti fisici ‘stabili’ a favore dell’ideazione di un sistema di flussi ‘meshed’, composti da atomi e bit; 2_il passaggio da un sistema di regole progettuali ispirate alle leggi della meccanica a un sistema ispirato alle regole biologiche, caratterizzate da processi autogenerativi a 0 consumo di risorse; 3_ la crisi della dimensione stanziale e passiva dell’educazione e dei suoi edifici a favore di

organizzazioni on-line e interattive; 4_ la crisi dello storico ciclo produttivo, caratterizzato da una molteplicità di passaggi a favore della catena ‘corta’ ideazione-prodotto, caratterizzata da impianti a basso costo, da cui l’ipotesi “ciascuno è imprenditore”; 5_ la realizzazione di cloud, ossia di magazzini operativi della memoria, sempre più importanti; 6_la modifica delle regole di governance, a causa dell’orizzontalizzazione delle relazioni favorita dalle nuove tecnologie e dalla disponibilità di cloud sempre più capaci; 7_la trasformazione degli amministratori pubblici in “urban mechanics”, che forniscono strumenti e assistenza ai cittadini, i quali provvederanno creativamente alla rigenerazione della città.

HoF: A tool system implemented by the people

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HoF: The urban design is the result of people creativity

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7. Conclusioni Questo articolo rivaluta il cambiamento dei principi progettuali, avvenuto a partire dalla fine degli anni’60 grazie ai contributi di Robert Solow e Jane Jacobs, attraverso la sostituzione della priorità del capitale fisico con la priorità del capitale umano. Da questo principio discende un modello ‘di responsabilità sociale’ in cui il motore del progetto, sia urbano che di architettura, è lo sviluppo delle risorse umane per contrastare il tendenziale esaurimento delle risorse sfruttando le opportunità delle nuove tecnologie, le quali basandosi su miniaturizzazione, immaterialità, bioticità, riducono il consumo di risorse naturali. Operando tutte le variabili del modello in condizioni di grande incertezza, operativamente esso richiede di essere sviluppato secondo i principi della resilienza. Ma il significato di resilienza non è univoco, nella cultura tecnica significa la capacità della materia di resistere a forze di cambiamento, nella cultura psicologica e umanistica significa la capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, di dare risposte organizzativamente positive alle difficoltà. Queste fondamentali differenze ricordano la difficile convivenza nel progetto di due anime, quella umanistica-creativa e quella tecnologica-ordinativa: la prima tesa a rivalutare l’unicità e specificità dei sistemi cognitivi e ad esplorare il futuro per stimolare i cambiamenti, la seconda tesa a iper razionalizzare l’esistente per ottimizzarne l’efficacia. Due differenze che vanno lette nella realtà sociale in cui oggi opera il progetto, per cui, come rileva Rem Koolhaas24, bisogna prendere atto che la spinta di fraternité, liberté, egalité si è esaurita ed è sostituita da comfort, sicurezza, ecoefficienza. Da qui l’urgenza del recupero della responsabilità sociale: il centro del progetto deve diventare la ricerca del riequilibrio fra valori e tecniche, dove l’operazione strategica è la rivalutazione dei primi. Questo implica rivedere gli assetti disciplinari, principalmente sostituendo la storica tecnica impositiva del progetto (operata in nome della creatività dell’architetto o dell’“oggettività tecnica”

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dell’ingegnere) con nuovi approcci rispettosi dei costrutti cognitivi, che si fondano sull’iterazione fra utenti, il loro modo di pensare e di vedere gli esseri umani e le forme costruite. Inoltre implica il passaggio dal trattare ‘oggetti esclusivamente fisici’ al trattare interdipendenze, ossia gli input e gli output connessi a questi oggetti. Si prospetta un modo molto diverso di osservare e di pensare, in quanto esiste la possibilità di alimentare il disegno degli spazi fisici con le interdipendenze dei flussi: -- biotici, cioè quelli generati dalle risorse naturali e dall’atmosfera; -- della noosfera, ossia della conoscenza, della cultura e della tecnologia; -- della cybersfera, che permette la connettività e l’intelligenza aumentata. Al progettista è richiesto di diventare contemporaneamente medico generico e internista e di saper gestire le potenzialità dell’intelligenza aumentata. Questo implica un radicale rinnovo delle professionalità chiamate a gestire il progetto25. La potenzialità di questi cambiamenti nell’esperienza empirica è applicata al progetto HoF - Horizontal farm a New Delhi, sviluppato collaborativamente dagli studenti del corso di Fondamenti di progettazione sostenibile dello IUAV (a.a 2012/2013). In esso si sperimentano i nuovi alfabeti progettuali sottolineando le opportunità delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di produzione, i quali richiedono capitali iniziali decisamente più bassi rispetto al passato. Il progetto diventa così l’occasione per proporre una cascata creativa di soluzioni che coniugano la resilienza con la speranza di uscire dalla povertà grazie alla capacità di usare nuovi strumenti e sperimentare nuovi modelli di convivenza. L’azione di responsabilità sociale che si propone si fonda sull’investimento sui poveri, che, secondo la lezione di Jay Forrester26, in occasione del piano per il centro storico di Boston, è la decisione più produttiva per la rigenerazione urbana.


8. Bibliografia 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14.

15.

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Indice 1. Il ruolo delle risorse umane 2. Limitatezza delle risorse 3. Innovazione tecnologica 4. Resilienza 5. Modello di responsabilità sociale 6. Una proposta di progetto: HoF 7. Conclusioni 8. Bibliografia

Il presente lavoro è stato prodotto in occasione della Conferenza “Design theory and methods to cross the disciplinary boundaries thank to creative and innovative solutions able to radically alter our infrastructure and built environment idea” tenutasi alla Technical University of Denmark, Copenaghen, nell’agosto 2014. La versione originale in inglese è disponibile nella pubblicazione della conferenza “Proceedings of the 3rd International Workshop on Design in Civil and Environmental Engineering”, Editor: Jensen, Lotte Bjerregaard, 2014, scaricabile all’indirizzo: http://orbit.dtu.dk/en/

Ringraziamenti: all’arch. Linda Comerlati per i suoi suggerimenti, per l’editing delle immagini e del testo.

Venezia, novembre 2014

http://www.vodblogsite.org/

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INNOVAZIONE E PROCESSO PROGETTUALE  

Verso un modello di responsabilità sociale

INNOVAZIONE E PROCESSO PROGETTUALE  

Verso un modello di responsabilità sociale

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