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ERRE AL QUADRATO

TOPMEDIA EDITORE

ZOOM CHIUSURE L'esperto ti guida dall'ingresso di casa al garage

MAGGIO/GIUGNO 2007- BIMESTRALE anno I - n째 2

DOSSIER LUCE Decoro scenografia e gioco per creare spazi luminosi

VESTIRE LE PARETI Dai colori ai rivestimenti naturali e high-tech

Poste Italiane SpA - Spedizione in A.P. - D.L.353/2003 (conv. 27/02/2004 L. n.46) art.1, comma 1, DCB Milano


EDITORIALE Cari lettori, vi ringraziamo della fiducia che ci avete dato acquistando la copia in edicola, siete stati molti. Avete confermato che la nostra formula, un mix tra informazione, progetti, idee, servizi, vi è piaciuta. In questo numero offriremo una riflessione legata alle finestre, alle relative normative, al ruolo importante che svolge l’infisso anche rispetto al risparmio energetico, essendo l’unico elemento trasparente di congiunzione tra ambiente esterno e interno. Troverete un esempio di Ristrutturazione di un appartamento di dimensioni ridotte nella rubrica «al mm», in cui la funzionalità guida sempre la creatività del progettista, cha sa suggerire soluzioni utili e interessanti. Il Rinnovo di una casa, poi, può riguardare anche il suo «cappello», il tetto, e le soluzioni più innovative in questo ambito sono connesse al tetto ventilato, di cui si parla nell’articolo «Progettando», utilizzando un linguaggio tecnico ma immediato. Nonostante la componente tecnica necessariamente connessa anche alle chiusure esterne troverete divertente lo Zoom chiusure, che descrive un metodo semplice ed efficace per scegliere in modo oculato e razionale un prodotto edile, come una porta da garage. Ampio spazio è dedicato al Dossier luce. Con la luce si possono identificare spazi e creare scenografie e giochi d’effetto. E quali suggerimenti possiamo darvi per vestire i muri quando sono ancora «al rustico», a intonaco civile o rasati a gesso? Innumerevoli le scelte che includono le vernici «bioecologiche», i rivestimenti naturali oppure quelli high-tech. A «Ristrutturo», Un borgo da conservare, viene data l’enfasi che merita l’articolo di copertina e che concede a tutti di sognare un po’, magari la casa del futuro! Da non dimenticare poi le rubriche dei nostri esperti: l’esperto finanziario ci informerà su cosa è necessario fare per affrontare un mutuo; l’avvocato ci dirà che implicazioni hanno i millesimi occupati da ogni singolo condomino in termini di spesa, ma anche di capacità decisionale durante l’assemblea condominiale. Infine troverete sul nostro sito www.errealquadrato.it l’opportunità di avvalervi della consulenza dei nostri esperti e quindi la possibilità di disporre di un servizio personalizzato. Infatti solo ricorrendo a un gruppo tecnico e specializzato nei distinti ambiti legati alla ristrutturazione è possibile garantire risposte utili e tempestive. Crediamo così di rendervi un servizio sempre più completo.

Buona lettura,

Sonia Maritan www.errealquadrato.it |

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MAGGIO/GIUGNO 2007 NON SOLO CASA

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A CURA DI MARCELLA DE MEGLIO

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AD HOC UNO STUDIOLO NEL SOTTOTETTO DI ELENA SIVORI

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DALL’ESPERTO FINANZIARIO MUTUI: CHE COSA È NECESSARIO CONOSCERE DI P. GIORGIO RAVELLI

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DALL’AVVOCATO TABELLE MILLESIMALI PRESUPPOSTI PER LA RELATIVA REVISIONE I COSTI PER LA MANUTENZIONE DEI BALCONI IN CONDOMINIO DI ANDREA VOGHERA E LUCA GHIRINGHELLI

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DALL’ARCHITETTO UNA FINESTRA SUL FUTURO DI SONIA MARITAN

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FINITURE LE VERNICI E LE FINITURE PER INTERNI DI CINZIA RUSSO

I COLORI DELLE SUPERFICI

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A CURA DI VALENTINA TORNIELLI

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RIVESTIMENTI RIVESTIMENTI NATURALI E HI-TECH DI DAVID ZAFFARONI

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AL MILLIMETRO UNA CASA GIOVANE DI SONIA MARITAN – PHOTO DAVIDE BALDUINI

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PROGETTANDO UN TETTO AD ALTE PRESTAZIONI DI VINCENZO PAGANO

ZOOM CHIUSURE

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DI ALBERTO MAZZA

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RISTRUTTURO UN BORGO DA CONSERVARE DI VINCENZO PAGANO - PHOTO DI MANUELA CERRI E DARIO FUSARO

ON-OFF LUMINOSI SPAZI ESTERNI

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DI EMILIA PREVOSTI

DOSSIER LUCE

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DI MARCELLA DE MEGLIO E VALENTINA TORNIELLI

SPAZIO BIO ARCHITETTURA NEL BOSCO

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DI FORTUNATO D’AMICO PHOTO MATTEO PIAZZA E STUDIO GABBIANI & ASSOCIATI

FOCUS CLIMATIZZATORI

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DI SONIA MARITAN

INDIRIZZI

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NON_SOLO_CASA A CURA DI MARCELLA DE MEGLIO

MARMO E ACCIAIO RISCALDARE CON STILE

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cciaio e marmo si incontrano per dare vita a una moderna soluzione dalle forme squadrate e dal design accattivante, che unisce l’eleganza e la ricerca del particolare a un sistema completo di riscaldamento. Jolly Mec propone Aer Jolly, un innovativo termocaminetto per riscaldamento ad aria umidificata dotato di un sistema di canalizzazione che permette di portare in maniera rapida l’intera abitazione alla temperatura che si desidera e di un quadro di comando tecnologico grazie al quale si può regolare a piacimento la quantità di calore. Aer Jolly riscalda senza impianto idraulico e senza termosifoni tramite la canalizzazione ad aria forzata: i tubi dell’aria infatti possono essere inseriti anche in un’abitazione già esistente. La salute inoltre è protetta dalla diffusione di aria umidificata o, a scelta, di un gradevole aroma. In fotografia il rivestimento 11000 Marmo bianco Carrara lucido e Acciaio satinato per Aerjolly 80.

ATELIER

COLBAM

EFFETTO CASCATA

EFFETTO MAT

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spirata all’acqua che scorre in modo naturale, la bocca con il taglio orizzontale di Atelier di Huber genera un particolare effetto a cascata. Il sistema autopulente evita la formazione di depositi calcarei che altererebbero il flusso dell’acqua. La cartuccia termostatica Huber Plus assicura benessere, risparmio energetico e sicurezza. I miscelatori monocomando lavabo e bidet montano la cartuccia monocomando a dischi ceramici. Le versioni proposte sono cromo, cromo satinato, acciaio e nickel spazzolato.

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niversale, classico, eppure rinnovato da una finitura opaca: è il nuovo sedile copri-water in resina ideato da Colbam per rinnovare l’angolo bagno, nero su ceramica bianca (effetto «vintage») o nero su ceramica nera opacizzata in «total black», seguendo le linee audaci del bagno di tendenza. La resina è pigmentata, il colore è cioè miscelato direttamente nel composto, mentre l’effetto mat si ottiene con un particolare trattamento di smerigliatura che precede l’applicazione della pellicola protettiva. Le nuove finiture mat sono il frutto delle più recenti sperimentazioni Colbam sul colaggio e su nuove tecnologie legate alla lavorazione delle resine. Accanto alle varianti colore più classiche, sono nate così nuove finiture satinate, effetto pelle e perfino bicolore. Colbam propone soluzioni universali adatte a ogni linea di sanitari e proposte dai migliori distributori del settore bagno. Il copriwater Unieco in resina poliestere misura infatti 375x439 mm, con cerniera orientabile e un interasse compreso fra 82 e 190 mm.


giovannonibellucci.it - ph. A. Bencini

Il vero piacere è possederla Un infisso GF: una storia di passione e di amore per la qualità, un impegno continuo nella ricerca di materiali e soluzioni innovative. Oggi potete desiderare una finestra in legno che mantenga il suo valore nel tempo oppure concedervi un infisso che abbini il fascino inimitabile del legno alla praticità dell’alluminio. Potete avere tutto questo, garantito da GF e certificato secondo le normative italiane ed europee (UNI UNI-EN) vigenti. È il momento di regalare alla vostra casa il piacere di finestre, portefinestre e persiane GF. Il vero peccato è limitarsi a sognarle.

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Passione senza fine


NON_SOLO_CASA VIP

ARMONICO RECUPERARE SPAZIO

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old Armonico di Scrigno è stato progettato per risolvere un’esigenza sempre più sentita nelle case moderne: recuperare spazio con una porta scorrevole a scomparsa anche dove lo spazio per il controtelaio è di dimensioni ridotte. Il controtelaio alloggia un pannello scorrevole che si apre a L: partendo da 30 cm può arrivare,

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AXA ONE LEGNO E CERAMICA

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i arricchisce di vaso e bidet Evolution a terra Axa One, una linea che vuole proporsi come linea base, giovane e universale, andando incontro alle esigenze degli utenti finali ma anche della distribuzione e degli installatori. La curva non è interrotta dalle colonnine di appoggio e scende direttamente a terra, con un effetto piacevole e innovativo, e i lavabi si declitrato Vip, Very Important Profile, è la grande novità ideata nano in numerose varianti da Strato per arredare, utilizzando soluzioni raffinate e personaanche sopra-piano. Il prolizzate, gli spazi e le luci finestra con un profilo unico ma formagramma di sanitari si arricto da 5 strati: legno, resina, alluminio interno, profilo in pvc e chisce inoltre di complementi alluminio esterno. Valorizzando all’interno la bellezza del legno d’arredo per garantire sem– con anima in finger joint ed ecocompatibile – e all’esterno la pre più modularità ma anche forza dell’alluminio, Vip mescola abilmente, grazie anche al suo completezza al progetto delparticolare giunto scorrevole in resina e al profilo di alluminio l’ambiente bagno: accanto a anti-effrazione, tradizione ed evoluzione. La vasta gamma di vasi e bidet a terra o sospesi, accessori (tende, zanzariere, lavabi su colonna, mezza colonna o sopra-piano, Axa One propone piani, mensole, mobiletgriglie, vetro-camera speciati e complementi in legno. I piani d’appoggio sono in rovere listelli, maniglie, sistemi di aperlare nelle nuance sbiancato, wengè e color legno naturale. tura e chiusura) lo rende un Completa la proposta una particolare linea di specchi, che possooggetto multifunzione capace no essere duplicati come moduli o utilizzati da soli in abbinamendi soddisfare ogni esigenza di to a mensole e piani di appoggio, dando vita a un ambiente in cui comfort, isolamento, sicurezla componente naturale del legno crea una base piacevole e calda za, luminosità e climatizzarispetto agli elementi in ceramica bianca, ridotti all’essenziale. zione. La gamma comprende Ma è anche possibile ottenere un effetto a tutta ceramica utilizaperture classiche a battente zando accanto ai sanitari le speciali mensole in ceramica e speca tirata e spinta, con la poschi con finiture in legno laccato bianco. sibilità della ribalta, aperture scorrevoli (parallelo, alzante scorrevole e scomparsa) e a bilico. Notevole la flessibilità delle proposte: dai legni in Tanganika (ciliegio, rovere, noce) al rovere e avorio patinato, al bianco laccato, coi wengè, rovere, ciliegio, castagno e noce, oltre alle possibilità offerte dall’alluminio, dai tradizionali colori RAL o con finitura marezzata, goffrata, tipo inox…

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di 10 cm in 10 cm, fino a una dimensione di 60 cm, ospitando così un pannello di 120 cm che si apre a metà. Nella versione Doppio, Armonico consente di giungere fino a un’apertura di 240 cm complessivi.

VERY IMPORTANT PROFILE


Living bathrooms. Sanitari, mobili e accessori, piatti doccia e vasche in acrilico, con o senza idromassaggio. Duravit vi offre una gamma completa per l’arredamento del vostro bagno. Per maggiori informazioni contattate Duravit Italia, Tel. + 39 0544 509 711, Fax + 39 0544 501694, info@it.duravit.com.

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NON_SOLO_CASA AFFITTI FORMAZIONE NASCE GALLETTI CAMPUS

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l via il nuovo ciclo di corsi di formazione itineranti su «Aspetti innovativi e implicazioni progettuali del decreto legislativo 192/05» organizzati da Galletti Group per chi opera nell’ambito della progettazione di sistemi Hvac. Questa la proposta per fornire competenze up-to-date necessarie per rispondere con tempismo ai nuovi parametri legislativi destinati a rivoluzionare i criteri di progettazione del sistema impianto avanzata da Galletti Campus, il nuovo progetto formativo promosso da Galletti Group, che nel corso del 2007 inaugura a livello nazionale un nuovo ciclo di corsi tecnici itineranti di formazione rivolti ad architetti, designer e professionisti della progettazione di sistemi Hvac. Nello specifico, nel corso del 2007 la finalità primaria sarà fornire gli elementi necessari per far comprendere nella loro interezza le caratteristiche basilari dei nuovi parametri del Decreto Legislativo 192/05 e della certificazione energetica. Galletti Campus, oltre a definire una struttura organizzativa all’interno dell’azienda, ha attivato una prestigiosa collaborazione con il Dipartimento di Fisica Tecnica dell’Università di Padova.

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CANONI PIÙ CHE RADDOPPIATI

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econdo un’indagine effettuata da Censis, Sunia e Cgil su un campione di 5000 famiglie, gli affitti dal 1999 a oggi sono più che raddoppiati in tutta Italia, in particolare nelle grandi città. Nel periodo 1999-2006 c’è stato infatti un incremento medio del 107%, con punte del 112% nei centri con oltre 250.000 abitanti e del 128% nelle grandi città: a Milano e a Roma si pagano in media 1600 euro al mese per un appartamento di 100 m2. In realtà a livello nazionale gli affitti medi sono molto più bassi: 440 euro mensili circa. Ma la media considerata nell’indagine non tiene conto della metratura dell’immobile, oltre a differenze regionali: si passa da 580 euro mensili nel Centro Italia ai 376 euro del Sud. Nel Nord-Est il canone medio è di 454 euro e nel Nord-Ovest di 426. Nelle città le cifre salgono a ALEXANDRA DI PB GROUP 600 euro al mese per centri ALTA FALEGNAMERIA con oltre 250.000 abitanti, il 53% in più degli affitti regilexandra si ispira alla produzione dell’alta falegnameria artistrati nei piccoli centri. Inoltre gianale. Caratteristiche estetiche tradizionali sono coniugate alla l’analisi non prende in considefunzionalità e alle prestazioni che una produzione industriale è in razione gli affitti agli studenti, grado di offrire. La tipologia dei vetri (5+24+5), siliconati interche farebbero lievitare i valori namente ed esternamente, le 3 guarnizioni, la ferramenta, la tipo(un esempio: a Milano una sinlogia del legno (rovere lamellare prima scelta), la verniciatura gola in un trilocale costa tra i all’acqua rendono questo modello di finestra adatta a chi ricerca 450 e i 600 euro al mese). un prodotto dal design classico ed elegante e, al tempo stesso, La ricerca ha confrontato inolcapace di garantire nel tempo prestazioni e funzionalità quali tre i dati sui prezzi con quelli abbattimento acustico, isolamento termico, resistenza al vento, sul reddito degli affittuari. Il facile manutenzione. 76,4% ricade nella fascia al di sotto dei 20.000 euro, cioè su 13 mensilità guadagnano poco più di 1500 euro lordi al mese, cifre quindi su cui l’aumento dell’affitto è davvero rilevante. Nelle grandi città, dove i canoni sono più alti, sono anche più ampie le fasce con entrate minori: le famiglie in affitto con reddito sotto i 10.000 euro diventano il 24,5% contro il 18,1% dei centri con meno di 250.000 abitanti. A fronte di spese tanto elevate, chi può sostituisce l’affitto con il mutuo. Gli affittuari infatti dal 2004 a oggi sono diminuiti dal 20,3% al 18,7% delle famiglie. A vivere in affitto è quindi una minoranza degli italiani, appartenente soprattutto alle fasce deboli: anziani e nuclei monoreddito.

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NON_SOLO_CASA TECNA

SILFRA

PORTE FASHION

NELLA VASCA

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el nuovo scarico per vasca Silfra la bocca di erogazione dell’acqua è parte integrante dello scarico della vasca, mentre il comando di apertura e chiusura dell’acqua avviene tramite manopole per acqua calda e fredda o un miscelatore monocomando. Si minimizzano così i fori per i comandi della rubinetteria, che possono trovarsi sia a bordo vasca sia a incasso nel muro. Il nuovo scarico funge anche da scarico con dispositivo «al troppo pieno», cioè una valvola di sfogo per l’acqua, se questa dovesse riempire pericolosamente la vasca da bagno. Si tratta di una fessura a ridosso della maniglia dello scarico che permette all’acqua che supera il livello consentito di defluire liberamente nello scarico e non rappresentare un pericolo per l’allagamento del bagno.

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ecna di PB Porte è la linea di porte per interni con telaio in alluminio realizzato in due versioni: tondo e tradizionale. L’anta è disponibile in vetro o in melaminico, bordato, su richiesta, in alluminio con cerniere esterne o a scomparsa. Grazie alle diverse soluzioni proposte e alla particolarità del design, si adatta ad abitazioni caratterizzate da una tipologia di arredamento estremamente fashion. L’anta è disponibile nelle finiture ciliegio, noce chiaro, noce scuro, rovere, bianco oppure in vetro trasparente o satinato. In fotografia Tecna modello TV, telaio in alluminio e anta in vetro satinato, 80x210 cm.

CAMERA CON VISTA ARTE E INTERNI IN ITALIA DAL 1900 AL 2000

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al 18 aprile fino al 1 luglio le sale di Palazzo Reale restituiranno il clima e il gusto che hanno animato e ispirato la grande cultura italiana dell’arte e del design del secolo scorso e fino ai nostri giorni. Il visitatore si ritroverà al centro di un mondo in cui la realtà delle tele di Mario Sironi, Filippo de Pisis, Felice Casorati e Giorgio de Chirico spesso corrisponde a quella dei mobili e degli interni progettati e realizzati da Bugatti, Gio Ponti, Piacentini; i progetti visionari di Sant’Elia e i mobili di Giacomo Balla, la splendida scrivania di Portaluppi, un articolatissimo armadio di Ulrich che ospita perfettamente l’ancor più articolato guardaroba di d’Annunzio; e poi gli uffici proto-razionalisti di Gualino e di Giuseppe Pagano, uno studio modernista di Gio Ponti del 1935, le lampade spazialiste dei fratelli Castiglioni e di Gino Sarfatti, un ambiente riduzionista con arredi «a specchio» di Nanda Vigo, il design povero dei mobili autocostruiti di Enzo Mari, l’avventura high-tech nella casa degli anni Ottanta fino alle generazioni più giovani, in cui spesso l’arte torna a coincidere con lo spazio dell’architettura e con quello della vita vissuta, come nelle opere di Loris Cecchini e Flavio Favelli, di Vedovamazzei e Massimo Bartolini o di Michelangelo Pistoletto.Fanno da sottofondo alla mostra «finestre musical»i che hanno accompagnato la vita degli italiani dall’inizio del ’900 a oggi. Da Puccini (con la colonna sonora di «Camera con vista», il film di James Ivory) a Respighi, da Previati a Salvatore Sciarrino, da Mina a Maramao del Trio Lescano, da Mafai a Badodi, da Azio Corghi a Casella e al Futurismo, Milano, Palazzo Reale Ghedini e la Metafisica, 18 aprile – 1 luglio Concept e cura generale: Luigi Settembrini Malipiero e il Novecento, Luigi Curatore: Claudia Gian Ferrari Nono e il Gruppo degli Otto, Curatore delle ambientazioni: Manolo De Giorgi Berio e lo Spazialismo, Fabrizio in collaborazione con Maria Paola Maino De Andrè e l’ultima stanza di Direttori artistici: Rachele Ferrario e Gherardo Frassa Michelangelo Pistoletto.


NON_SOLO_CASA STAR E GRACE A LONDRA UN CELEBRE SHOWROOM ESPONE ELICA

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lno Shop è a Londra sinonimo di design e di innovazione per quanto riguarda l’arredamento da cucina. Da oggi lo showroom londinese espone due stelle della linea di cappe da cucina Collection di Elica. Al centro di Wigmore Street, la via dei più grandi cucinieri, Star e Grace, by Elica Collection, brillano di luce propria, vere e proprie stelle nel firmamento del design.

TRA UNA PIASTRELLA E L’ALTRA

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ugamagica Style 0-6 di Adesital è indicato per la stuccatura di piastrelle in gres porcellanato, ceramiche porose, pietre naturali con fuga fino a 6 mm con finitura liscia e per la stuccatura di pavimenti in esterno in cui sia richiesto un incremento di impermeabilità, elasticità e resistenza. Capace di rendere la finitura liscia e vellutata, è facilmente spatolabile, pulibile rapidamente, idrorepellente, resistente agli alcali, ai detergenti, ai raggi UV, all’abrasione e contrasta l’affioramento di efflorescenze.

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NON_SOLO_CASA

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DESIGN NICE

MILANO DESIGN

TANTE SOLUZIONI, UN SOLO GESTO

I SALONI 2007

l lavoro incessante di miglioramento e la continua ricerca dell’alta qualità hanno portato Nice a proporre sistemi evoluti di automazione, semplici da installare e da usare, applicabili in qualsiasi tipologia di abitazione, nuova e preesistente, con spese minime e senza rompere muri o applicare antiestetici cavi. Fusione tra un design innovativo ed essenziale e una tecnologia all’avanguardia, il nuovo sistema via radio NiceWay introduce il concetto di modularità assemblabile: parti uniche componibili in modo differente per generare una gamma ampia e completa di prodotti fatti su misura. Con NiceWay è possibile automatizzare la casa secondo i propri gusti e le proprie esigenze: una serie di moduli trasmettitori di dimensioni ridottissime e comodissimi da azionare, da 1 a 80 gruppi o 240 canali, possono essere inseriti in 5 differenti modelli di supporto, da parete, da tavolo o portatili, disponibili in diverse colorazioni. Costruito con materiali antiurto resistenti alle cadute più violente e all’umidità, per garantire durata, comfort e praticità, NiceWay è facile da usare grazie all’utilizzo intuitivo e all’interfaccia amichevole. Basta quindi un click per controllare cancelli, porte da garage, barriere stradali, tende, tapparelle, irrigazione e luci del giardino. Il sistema NiceWay compare sull’ADI Design Index 2005.

RUBINETTERIA ACQUA AL CENTRO STANZA

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onomi presenta la rubinetteria C4 Arco nella versione vasca e doccia a terra per l’installazione «centro stanza» disegnate da Sergio Mori. Grazie alla nuova rubinetteria Bonomi le vasche ideate dai progettisti per il centro stanza (Philippe Starck è stato il primo designer a proporla nel 1994 con la vasca disegnata allora per Hoesch Design) si arricchiscono di comfort e tecnologia. C4 Arco nella versione vasca è elegante e allo stesso tempo funzionale. Nella versione doccia è dotato di doccetta flessibile. Caratterizzata da un unico gruppo fissato a terra, la rubinetteria è dotata di un miscelatore a manopola che regola insieme l’intensità del getto e la temperatura. I segni grafici che caratterizzano i due nuovi prodotti della linea C4 Arco sono la curvatura a C e la canna di erogazione appiattita a 6 mm.

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l quartiere fieristico di Rho, con la sua funzionalità e razionalità espositive, ha ospitato dal 18 al 23 aprile la 46a edizione dei Saloni: il Salone Internazionale del Mobile, Euroluce (il Salone Internazionale dell'Illuminazione, alla sua 24a edizione), il Salone Internazionale del Complemento d'Arredo e il SaloneSatellite, dedicato ai giovani designer. Agli eventi in fiera si sono aggiunti numerosi eventi «fuori salone», svoltisi tra showroom del centro, sedi come la Triennale di Milano e quartieri come la Zona Tortona, ormai il quartiere del design a Milano.


Finestre VEKA: per sempre

fiori: 1 settimana

marito: 7 anni

copridivano: 4 anni Nei prossimi anni cambierai molte cose, ma non le finestre VEKA. Perché i profili in PVC VEKA sono il risultato di 40 anni di ricerca e specializzazione: il comfort totale dell’isolamento termico e acustico, unito a una bellezza che non richiede alcuna manutenzione per durare nel tempo. E in più puoi contare sui Partner Plus Veka: serramentisti competenti che sanno consigliarti e realizzare a regola d’arte le tue finestre.

VEKA e i Partner Plus: realizziamo insieme le finestre che ti piaceranno per sempre

ASTI Falegnameria Faussone Tel. 0141 997320

FIRENZE Fal Serramenti Tel. 055 846307

MILANO Euromix Tel. 0331 495107

ROMA Finestre Leonardo Tel. 06 96453500

VARESE LombardaSerramenti Tel. 0332 261317

BERGAMO Serbaplast Tel. 0345 95082

FORLÌ-CESENA Mareco Plastic Tel. 0543 462711

MILANO Gorlini Remo srl Tel. 02 58305555

ROVIGO Croesus Tel. 0425 703336

VARESE Finazzi Tel. 0332 945140

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GENOVA Doma Serramenti Tel. 010 6444591

PALERMO SB Porte e Fineste Tel. 091 8213903

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PIACENZA Ideal Open Tel. 0523 783011

TREVISO Futura Serramenti Tel. 0422 454016

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MESSINA Cannistrà Infissi Tel. 090 9910170

PORDENONE Vaccher Adriano Tel. 0434 85029

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VICENZA Ideal Invest Tel. 0445 329000

COMO Magaplast Tel. 031 390609

MODENA Negrelli Finestre Tel. 0535 613811

POTENZA Modrone Infissi Tel. 0971 594353

UDINE Seretti srl Tel. 0431 65005

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NON_SOLO_CASA SAMO

WASH AND DRESS

SAVANA

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FORME SINUOSE

er la linea Trendy nasce Open Square, concepito come un ampio e confortevole ambiente doccia aperto, caratterizzato dall’assenza di chiusure e dalla separazione delle due zone Wash (spazio doccia) e Dress (spazio per la svestizione-vestizione). Linee minimaliste, geometrie cubiche, dimensioni generose, materiali nobili e innovativi, particolari impeccabili: Open Square è disponibile nelle versioni a penisola e ad angolo, con una o due colonne accessoriate, piatto doccia in Stonecril, e pareti fisse in vetro temperato trasparente. Il metodo esclusivo Samo anticalcare Starclean di serie permette una facile pulizia dei cristalli. I pannelli interni sono in vetro verniciato nero o in Stonecril, mentre i pannelli esterni facilmente amovibili per garantire l’ispezionabilità in caso di manutenzione. La rubinetteria è in ottone con finitura cromo.

CRISTINA RUBINETTERIE QUADRI

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uadri, design Cristina Engineering, è una gamma di rubinetteria tradizionale che oggi si completa con una linea di miscelatori monocomando con cartuccia a dischi ceramici. Linee rette concedono alla bocca la minima flessione per poter offrire un getto d’acqua a cascata al centro del lavabo. La leva di comando e la bocca di erogazione dell’acqua si appiattiscono e la bocca costringe il getto dell’acqua a un’uscita a cascata. La sezione quadrata di tutti gli elementi testimonia la ricerca del dettaglio. Finitura in ottone cromato.

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avana di Das, con i suoi diametri e volumi in rapporto decrescente, offre una soluzione dal profilo slanciato e dalle forme sinuose. Costituito da tubi conificati a vari diametri e disponibile in due altezze, può essere disposto a parete in verticale e a bandiera, assumendo una duplice valenza: motivo ornamentale e divisorio di ambienti. È disponibile in numerose soluzioni cromatiche (come cromo, alluminio satinato, nichel satinato, ma anche rosso e arancio) e in 3 versioni: a riscaldamento tradizionale, elettrico e anche misto idro-elettrico.


FINESTRE ISOLANTI SPI. CHIUDETE IN BELLEZZA. Una finestra isolante Spi non ha paura di niente. Perché è il frutto di una ricerca tecnologica e una qualità produttiva senza paragoni, che fanno di Spi il leader italiano del settore. Ogni finestra è un pezzo di design in grado di offrire la massima protezione e isolamento. Bellezza e resistenza eterne, che potete scoprire chiamando il Numero Verde 800 063043 o visitando www.spifinestre.it

Finestre e Persiane


NON_SOLO_CASA COTTO LUCE

LIBRETTO CASA

TRASPARENTE E LUMINOSO

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otto Luce de Il Ferrone, evoluzione del Maiolicato, è un prodotto pratico e versatile in quanto non necessita di alcun tipo di manutenzione, una nuova proposta all’interno dei cotti finiti con ingobbio. Trasparenza e luminosità rendono il cotto solare, caldo e intenso, che esalta al massimo la materia viva della tessitura granulosa della tradizione imprunetina. L’applicazione di un ingobbio ceramico prima della cottura incorporato dall’argilla a circa 1000° rende Luce impermeabile e resistente a qualsiasi macchia. Si tratta quindi di un cotto completamente finito che si può posare in qualunque momento, non teme umidità, non dà efflorescenze e non necessita di alcun trattamento. Mantiene inoltre un’ottima traspirazione e conserva intatte le proprietà antigelive. Luce è adatto a interni ed esterni.

BOCCIATO DAL CONSIGLIO DI STATO

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l Consiglio di Stato ha bocciato il «libretto casa», il fascicolo di fabbricato finalizzato a constatare e garantire la buona salute dell’edificio attraverso l’elenco degli impianti tecnici installati nel fabbricato: lo stato degli impianti di raccolta delle acque, gli impianti anticendio, gli impianti elettrici e di messa a terra e i sistemi d’allarme. Ma secondo la sentenza si tratta di una garanzia già supportata dalla normativa esistente. Così sono stati sconfitti il Comune di Roma, la RIVESTIMENTI Regione Lazio, l’Ordine degli ANTIMACCHIA Architetti di Roma e l’Unione romana ingegneri e architetti, l trattamento rapido antiche aveva fatto ricorso al macchia con finitura incorpoConsiglio in seguito alla bocrata Unix di Geal conferisce ciatura del Tar del Lazio, che protezione idro-oleorepellente annullava la delibera che di profondità con finitura obbligava condòmini e prosuperficiale antiusura. Dona prietari a procurarsi il libretun aspetto naturale con lieve to. effetto satinato, elevata resiL’ufficio legale di Confedilizia, stenza ai graffi e alle macchie che riteneva il provvedimento più comuni. Facilmente ripriun inutile costo aggiuntivo a stinabile, si usa su cotto, tercarico della proprietà, sta sturacotta, materiali lapidei diando la possibilità di chiedenaturali e artificiali, in interni re il rimborso delle spese ed esterni coperti. sostenute finora dai proprietari per ottenere il libretto dal Comune.

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PRIMAVERA: BOOM DI RISTRUTTURAZIONI

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el 2007 sono stati tanti gli italiani che hanno anticipato l’inizio dei lavori di ristrutturazione della propria casa già a febbraio (con una crescita del 31,7% delle dichiarazioni di inizio lavori), indotti dal clima mite, dalla detrazione fiscale del 36% della spesa sostenuta fino a 48.000 euro per immobile e dall’Iva al 10%, secondo la legge n. 449 del 1997, che prevede un regime fiscale agevolato per il recupero del patrimonio edilizio.

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NON_SOLO_CASA LISTONE 20X100

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LE DIMENSIONI CONTANO

UN MEDICO IN FAMIGLIA

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e nuove puntate di Un Medico in famiglia 5 in onda su Rai Uno vedono protagoniste le porte Audasso nel ruolo di finiture di design, per arricchire gli interni degli ambienti del Poliambulatorio, luogo di lavoro dei medici della serie. Il modello Enter scelto dalla produzione di Un Medico in famiglia 5 è quello in zebrano, finestrato. L’incontro fra legno e alluminio, l’essenzialità delle forme, nuove finiture originali seducono un pubblico moderno e attento alle ultime tendenze della moda e del mobile, dando grinta all’arredamento e personalità a uno stile moderno.

WALL PAPER STORY LA STORIA DELLA CARTA DA PARATI IN TRIENNALE

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annelli & Volpi - azienda nota nel settore del rivestimento murale e tessuti d’arredamento - presenta «Wall Paper Story»: un’interpretazione di quello che è stata la carta da parati dagli anni Sessanta a oggi, con uno sguardo sul futuro prossimo. Jannelli & Volpi si propone di raccontare i cambiamenti di gusto, di stile e di utilizzo attraverso la propria esperienza e il proprio lavoro. L’esposizione ha come protagonista una grande scultura, Sasso nel tempo, realizzata in collaborazione con Gobbetto. L’opera, rivestita internamente di carta da parati, è sezionata in spicchi, ognuno dei quali rappresenta un particolare momento storico. L’espressione del futuro è invece affidata a un grande muro: 5 designer contemporanei sono stati chiamati per tappezzare lo spazio in Triennale con una personale interpretazione del rivestimento murale. Material ConneXion, c/o Triennale di Milano Viale Alemagna, 6 Dal 18 aprile al 13 maggio, h. 10.30/20.30, lunedì aperto Ingresso libero

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È possibile sfruttare un angolo della casa, attrezzarlo, renderlo funzionale e connotarlo come luogo? Come?

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UNO STUDIOLO AD HOC di Elena Sivori

NEL SOTTOTETTO R In un sottotetto è stato scelto di ricavare uno spazio dedicato in parte alla zona relax dotato di un angolo per la lettura e l’ascolto della musica e in parte adibito a studio, attrezzato con una scrivania e un computer. Proprio per quest’ultima zona è nata l’esigenza di progettare un mobile su misura che potesse rispondere alle esigenze richieste.

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oncepito come un arredo dalle diverse funzioni, il mobile risulta idealmente suddiviso in due parti: la prima è utilizzata come semplice contenitore; la seconda, pensata come spazio da destinare a studio, è dotata di alcuni ripiani e una scrivania. Entrambe sfruttano il volume del locale, che si trova al di sotto dell’altezza minima ammissibile di 1,50 m, altrimenti inutilizzabile.

Una prima mensola, posizionata a un’altezza di 80 cm da terra – la stessa altezza della scrivania antistante – sporge di 25 cm rispetto al piano verticale del mobile per consentire il posizionamento del monitor ed è dotata di un foro per incanalare i vari cavi e collegarli al disco fisso sottostante. Il secondo ripiano, a un’altezza di circa 30 cm dal primo, è in parte sagomato per contenere l’ingombro del video (Sezione A-A).

Essendo già presente una libreria di dimensioni considerevoli, la parte destinata ad accogliere fascicoli e documentazione è stata ridotta al minimo.

Nella fascia superiore, compresa tra le travi a vista della copertura, poco profonda e difficilmente utilizzabile, sono stati collocati cassetti su misura dalle dimensioni ridotte. La scrivania, dalla forma avvolgente ed ergonomica, è fornita di sostegni provvisti di rotelle per permetterne lo spostamento e l’accesso alla zona al di sotto del primo ripiano, che può essere utilizzata come ulteriore spazio di contenimento, chiudendolo mediante ante o dotandolo di semplici ripiani a giorno.

Sezione A-A

Una mensola, ancorata a 4 degli 8 sostegni, consente la creazione di un vano su misura per collocare il computer, chiuso da un lato da un pannello verticale per mascherarlo alla vista e aperto dall’altro per consentire la circolazione dell’aria e impedirne il surriscaldamento. 20

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Due ante scorrevoli consentono l’accesso ad altrettanti scomparti adibiti a ripostiglio, profondi circa 1 m, sufficientemente ampi per ospitare vari oggetti (scatole, strumenti di lavoro, ecc.). Uno dei due è dotato al suo interno di un pannello verticale e alcuni piani orizzontali per un miglior utilizzo dello spazio (Sezione B-B), mentre l’altro ne è sprovvisto per poter ospitare colli anche di dimensioni considerevoli (per esempio valigie) (Sezione C-C). La fascia sopra le ante scorrevoli è stata qui tamponata con pannelli fissi.

Pianta

Prospetto

Sezione B-B

Sezione C-C

La struttura e le ante scorrevoli sono realizzate in legno laccato opaco dello stesso colore beige chiaro utilizzato per l’intonaco delle pareti circostanti, in modo tale da «mimetizzare» il mobile con l’ambiente circostante. La presenza dei ripiani e dei piccoli cassetti è invece sottolineata dal colore della laccatura giallo ocra, lo stesso della seduta abbinata alla scrivania (modello Sfera di Mascagni). Quest’ultima è realizzata in cristallo temperato con sostegni in acciaio satinato, come anche il pannello verticale del ripiano sottostante. La scelta dei colori chiari per gli arredi è certamente conseguente all’ampio utilizzo del legno nel contesto generale. Il materiale più utilizzato nel sottotetto è infatti il legno, che caratterizza fortemente l’ambiente: le travi a vista della copertura e il parquet scelto come pavimentazione si rispecchiano da soffitto a pavimento in un dialogo continuo che conferisce grande personalità all’ambiente.

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Quali sono le tipologie di mutuo connesso a immobili ad uso abitativo? E prendendo come base un mutuo di 100.000 euro?

MUTUI

DALL’ESPERTO FINANZIARIO di P. Giorgio Ravelli

CHE COSA È NECESSARIO CONOSCERE R

Fra i finanziamenti più rilevanti le famiglie annoverano, in misura anch’essa crescente e diffusa, l’assunzione di mutui, la cui incidenza per onerosità e durata merita alcune riflessioni.

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egli ultimi anni l’indebitamento delle famiglie italiane è progressivamente aumentato con sostenuti ritmi di crescita in ulteriore costante espansione. Vi si ricorre per la macchina, per gli elettrodomestici, per l’arredo domestico, per le spese mediche e anche per le vacanze. Spesso si è allettati da tecniche di vendita che prevedono di posticipare nel tempo l’inizio della rateizzazione del debito, con perdita della percezione degli oneri reali che andranno a gravare sul reddito familiare. Il costo di tutti i debiti contratti (prestiti e mutui) per una corretta gestione dell’indebitamento prevede una soglia di attenzione pari al 30% del reddito complessivo e permanente familiare, parametro generalmente utilizzato dagli enti finanziatori. Si cominciano a verificare situazioni di difficoltà nei rimborsi con tendenza purtroppo valutata in crescita, di pari passo con il vertiginoso aumento dell’indebitamento familiare. Nell’ampia casistica del comparto mutui, qui ci si riferisce al prodotto più utilizzato dai consumatori: il finanziamento a lungo termine connesso a immobili a uso abitativo, generalmente per la loro acquisizione e ristrutturazione, ma anche per il rifinanziamento e sostituzione di mutui già in essere.

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Queste ultime opportunità hanno trovato slancio nei recenti provvedimenti di legge (cosiddetto «secondo pacchetto Bersani»), che in tema di liberalizzazioni hanno reso più facile e conveniente la rinegoziazione e il trasferimento di mutui con particolare riferimento alla «prima casa d’abitazione». Per affrontare il problema mutuo è necessario saper confrontare le molteplici offerte del mercato e, pertanto, si offrono a supporto le principali caratteristiche tecniche e condizioni a cui prestare attenzione. Sono state confrontate in proposito le proposte dei migliori prodotti promossi online da 20 banche. ■ Somma finanziabile: la maggior parte offre per la prima casa fino all’80% del valore dell’immobile oggetto del finanziamento e dato in garanzia ipotecaria (di primo grado, cioè senza altre iscrizioni concorrenti). Per la seconda casa si arriva in media al 70%. ■ Tasso del mutuo a regime: sono offerti tassi fissi e variabili o diverse forme miste fra i due. La formazione del tasso base trova ormai nella totalità delle banche eroganti riferimento ai seguenti parametri finanziari internazionali:


a) per il tasso variabile l’Euribor, oggi pari a circa il 3,92 (1), verificabile sui quotidiani economici; b) per il tasso fisso è l’EuroIRS commisurato alla durata del mutuo (2), anch’esso verificabile sui quotidiani economici. Ad esempio oggi il tasso per un mutuo di 20 anni è pari al 4,47%. Al tasso base va aggiunta un’ulteriore quota percentuale (spread) che varia in relazione alla tipologia del tasso (fisso o variabile), alla durata e all’importo del mutuo e su cui si dovrà concentrare l’attenzione del richiedente in quanto produrrà i suoi effetti su tutto l’intero piano d’ammortamento. Dai confronti effettuati, prendendo come base un mutuo di euro 100.000 per una durata di circa 20 anni, gli spread oscillano fra i 0,70 e 0,90 punti percentuali per i tassi fissi e attorno a un medio 0,90% per i tassi variabili. Dalla loro somma si giunge all’effettivo tasso del mutuo e si rileva che i migliori prodotti offerti presentano attualmente tassi definitivi a regime (da precisare sempre, non riferirsi all’eventuale tasso iniziale) mediamente pari a: - per i variabili dal 4,70% al 4,90% per durate di 10, 20 o 30 anni con rispettive rate mensili di circa euro 1.040, 635 o 530;

- per i fissi il 5%, 5,20% o 5,30% rispettivamente per 10, 20 o 30 anni con rispettive rate mensili di circa euro 1055, 660 o 550; ■ Tasso di mora: previsto contrattualmente e applicato per ritardati od omessi pagamenti di rate, in genere viene determinato aggiungendo alcuni punti percentuali (a partire dal 2%) al tasso a regime. Va ricordato che gli interessi di mora maturati non possono produrre periodicamente altri interessi (è vietato l’anatocismo). ■ Durata dei mutui offerti: considerata la lievitazione dei prezzi degli immobili, si sono rese necessarie durate maggiori per aumentare il numero delle rate e renderle più sopportabili. In particolare per coloro che si rivolgono al tasso fisso non sempre le banche offrono prodotti a lunga durata (25 e 30 anni). ■ Oneri di perizia: la determinazione del valore corrente dell’immobile oggetto del finanziamento e offerto in garanzia ipotecaria a cura di un tecnico esterno o interno è spesso a carico della banca erogante, in particolare per la prima casa e per importi di mutuo contenuti. Alcune richiedono un rimborso dai 150 ai 250 euro.

■ Spese d’istruttoria tecnica e legale: attiene alla predisposizione della concessione e degli atti di perfezionamento del mutuo. Alcune banche per la tipologia in questione non richiedono nulla, altre si attestano dai 100 ai 200 euro. ■ I.C.S., indice sintetico di costo: parametro molto utile di conferma delle condizioni offerte. Esprime in percentuale il tasso effettivo compresi gli oneri d’istruttoria e compensi vari. È l’equivalente del Taeg per i prestiti ordinari. ■ Rimborso anticipato: la possibilità di restituire parzialmente o totalmente il debito prima della scadenza contrattuale (a cui è vincolata per legge la banca ma non il mutuatario), in passato fissato nei prodotti migliori all’1%, è attualmente lievitato in media dai 3 ai 5 punti percentuali della somma restituita anticipatamente. È uno dei punti qualificanti del citato decreto Bersani che prevede l’abolizione della pesante penale per i nuovi mutui inerenti la prima casa, mentre per quelli in essere si rimanda a un prossimo accordo fra associazione bancaria e organizzazioni dei consumatori. È evidente quanto tale ridefinizione dell’onere sia importante per la trasferibilità del mutuo, cioè la sua estinzione e la sostituzione con altro più conveniente (per tipologia di tassi, per nuova durata, per ampliamento dell’importo del mutuo ecc.) da negoziare con la stessa o con altra banca. A contrastare i benefici del provvedimento legislativo è facilmente prevedibile un prossimo generale incremento dei tassi praticati, oltre la tendenza attesa dai mercati finanziari e in particolare per il tasso fisso, dovuta alla volontà delle banche di recuperare le entrate lasciate sul campo. Note: (1) Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è la media ponderata dei tassi d’interesse praticati dalle banche CEE. (2) IRS (Interest Rate Swap), è in pratica il costo di copertura finanziaria per le banche per trasformare, in caso di necessità, il tasso fisso in variabile.

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TABELLE MILLESIMALI

DALL’AVVOCATO di Andrea Voghera e Luca Ghiringhelli VGG Studio Legale in Milano

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PRESUPPOSTI PER LA RELATIVA REVISIONE R

e tabelle millesimali rivestono grande importanza nel condominio, considerato che esprimono il valore delle singole unità immobiliari rispetto all’intero edificio sia ai fini della formazione delle volontà dell’assemblea, sia per quanto riguarda la ripartizione delle spese. Gli edifici condominiali si compongono infatti di unità immobiliari (ad esempio appartamenti e negozi) con caratteristiche disomogenee, che corrispondono ai valori patrimoniali di ciascuna unità. Le tabelle millesimali indicano pertanto in quote millesimali il valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare rispetto all’intero edificio (composto da 1000 millesimi), tenendo conto, oltre che della relativa superficie, anche di altre caratteristiche, quali ad esempio la destinazione, l’altezza del piano e l’esposizione. In considerazione dell’importante duplice funzione svolta dalle tabelle millesimali, queste ultime sono di norma predisposte dall’unico originario proprietario e quindi accertate dagli iniziali acquirenti dei singoli piani insieme al regolamento condominiale al quale sono allegate prima della trascrizione (in questo caso si dice che le tabelle millesimali hanno natura «contrattuale»). Pertanto le tabelle millesimali devono necessariamente rappresentare la situazione effettiva del condominio. Il legislatore, all’art. 69 delle disposizioni

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Che cosa sono le quote millesimali di un immobile?

Esprimono il valore di ogni unità immobiliare in base alla superficie, all’altezza, all’esposizione dell’appartamento e determinano quindi la ripartizione delle spese condominiali, ma anche un potere decisionale diverso in occasione delle assemblee condominiali. di attuazione del codice civile, ha anche espressamente previsto la possibilità che i valori proporzionali delle unità immobiliari siano comunque riveduti o modificati nei seguenti casi: 1) quando risulta che sono conseguenza di un errore; 2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell’edificio, in conseguenza della sopraelevazione di nuovi piani, di espropriazione parziale o di innovazioni di vasta portata, è notevolmente alterato il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano. La prima ipotesi si riferisce in particolare agli errori intervenuti all’atto della predisposizione delle tabelle millesimali, con riferimento a quegli errori che riguardano la determinazione degli elementi necessari per il calcolo del valore delle singole unità immobiliari (quali ad esempio l’estensione, l’altezza, l’ubicazione delle unità immobiliari). La seconda ipotesi si verifica invece quando la situazione reale e concreta di un edificio condominiale subisce, successivamente alla predisposizione delle tabelle millesimali, una variazione tale da creare squilibri relativi alla partecipazione dei condomini alle spese e alla gestione dei beni e servizi comuni. Il caso più ricorrente di revisione è quello di innovazioni di vasta portata quali, ad esempio, la trasformazione del sotto-

tetto non abitabile in unità immobiliare abitativa, ma potrebbe derivare anche dalla creazione di sopralzi nell’edificio condominiale (ossia la costruzione di nuovi piani sopra l’originario ultimo piano dell’immobile) o dall’esportazione da parte della pubblica amministrazione di una parte dello stabile condominiale o dalla circostanza che non siano stati ricostituiti una parte o un piano (ad esempio a seguito di un incendio o esplosione). La revisione delle tabelle millesimali per essere valida ed efficace deve essere approvata con il consenso unanime di tutti i condomini. In caso di mancato accordo tra i condomini, ciascuno di essi può ricorrere all’autorità giudiziaria con un procedimento da proporsi nel contraddittorio di tutti i condomini. In quest’ultimo caso, sempre che ne siano ravvisati i presupposti, la revisione delle tabelle millesimali sarà disposta direttamente da una sentenza. Occorre precisare che la sentenza che dispone la revisione delle tabelle millesimali ha natura costitutiva da quando è pronunciata e di conseguenza la relativa efficacia non è retroattiva e decorre invece dal suo passaggio in giudicato. Infine è necessario sottolineare che, nella pratica, le fattispecie possono essere diverse e molteplici, pertanto si raccomanda di rivolgersi sempre a un professionista del settore per sottoporgli il proprio caso.


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Nell’ambito di delibere inerenti spese per lavori nel fabbricato condominiale, molto spesso l’assemblea si trova ad affrontare uno spinoso tema, che suscita accesi dibattiti: chi paga i costi di manutenzione riguardanti i balconi? I proprietari degli stessi o tutto il condominio?

DALL’AVVOCATO di Andrea Voghera e Luca Ghiringhelli VGG Studio Legale in Milano

I COSTI PER LA MANUTENZIONE DEI

BALCONI IN CONDOMINIO R

S

alvo pattuizioni particolari contenute nel Regolamento di condominio, la regola fissata dalla Cassazione (sentenza n.14576 del 30/07/2004) è che i balconi aggettanti, costituendo un «prolungamento» della corrispondente unità immobiliare, appartengono in via esclusiva al proprietario di quest’ultima e che soltanto i rivestimenti e gli elementi decorativi della parte frontale e di quella inferiore si devono considerare beni comuni a tutti, perché si inseriscono nel prospetto dell’edificio e contribuiscono a renderlo esteticamente gradevole. Partendo da questo principio, va quindi osservato che i giudici ritengono appunto che gli elementi decorativi di un balcone di un edificio in condominio (come, ad esempio, i cementi decorativi relativi ai frontali e ai parapetti), svolgendo una funzione di tipo estetico rispetto all’intero edificio, del quale accrescono il pregio architettonico, costituiscono parti comuni ai sensi dell’art. 1117 n.3 c.c., con la conseguenza che la spesa per la relativa riparazione ricade su tutti i condomini, in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno (sentenza della Cassazione n. 568 del 19/01/2000). Ad esempio si è stabilito che le lastre applicate nella parte inferiore di ogni balcone e i listelli incollati sotto la copertina di finitura dei parapetti dell’edificio con-

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La spesa sarà da attribuire al condominio o al singolo proprietario rispettivamente quando si tratta di rifacimenti legati al decoro della facciata o a elementi pertinenti alla parte interna del balcone. dominiale, costituendo elementi con funzione estetica volti a rendere armonica la facciata dell’edificio, sono posti al servizio di una parte comune, la facciata, e devono essere considerati quindi di proprietà comune dei condomini (sentenza del Tribunale di Udine del 23/11/1998). In pratica i fregi ornamentali e gli elementi decorativi dei balconi (rivestimenti della fronte o della parte sottostante della soletta, frontalini e pilastrini) sono condominiali se adempiono prevalentemente alla funzione ornamentale dell’intero edificio (sentenza della Cassazione n. 8159 del 07/09/1996). Infatti in un fabbricato condominiale esiste il cosiddetto «decoro architettonico», cioè tutto ciò che nell’edificio è visibile e apprezzabile dall’esterno, e che – con riferimento alle linee essenziali del fabbricato, ossia alla sua particolare struttura e fisionomia – contribuisce a conferirgli una sua specifica identità. Dunque ciò che riguarda il decoro architettonico del palazzo sarà pagato da tutti e comprende le spese concernenti gli elementi del balcone che prospettano all’esterno dell’edificio condominale e che gravano sempre e comunque sul condominio, in quanto frontalini, balaustre, ecc. fanne parte della facciata e concorrono a conferire all’immobile, attraverso l’armonia e l’unità di linee e di stile, quel decoro architettonico che costituisce bene comune, economicamente valutabi-

le e, come tale, autonomamente tutelato (sentenza del Tribunale di Napoli del 27/10/1993). Invece il privato dovrà pagare per ciò che è di sua proprietà e godimento, come ad esempio il rivestimento del pavimento del balcone. Nella pratica invece capita spesso che le imprese chiamate a fornire preventivi per il rifacimento delle facciate offrano contemporaneamente anche il rifacimento della pavimentazione dei singoli balconi, è pertanto necessario ribadire in sede di delibera assembleare che tali costi, poiché riguardano parti che sono private e sicuramente non visibili all’esterno, dovranno essere sopportati dai singoli proprietari dei balconi, differenziando quindi le competenze di pertinenza dell’intero condominio da quelle legate all’unità immobiliare. Al contrario, tutto il condominio dovrà sobbarcarsi, ad esempio, il costo per ridipingere un parapetto di ferro vecchio e arrugginito di un balcone privato, trattandosi di una spesa riferibile a un elemento visibile all’esterno, che svolge una funzione ornamentale di tutto l’edificio e che rientra nel cosiddetto «decoro architettonico». Infine va però considerato che i singoli regolamenti di condominio possono avere regole differenti, si raccomanda quindi, nella pratica, di rivolgersi sempre a un professionista del settore per sottoporgli il proprio caso specifico.


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Cambiare gli infissi è una spesa? E cosa dire a proposito della detrazione Irpef pari al 55% dei costi sostenuti e documentati per la sostituzione dei serramenti esterni?

UNA FINESTRA

DALL’ARCHITETTO

SUL FUTURO

di Sonia Maritan

R L’emergenza inquinamento ha portato il governo a incentivare gli utenti a sostituire i vecchi serramenti per migliorarne le prestazioni termiche e a inserire nella Finanziaria una detrazione Irpef pari al 55% delle spese documentate. La questione vera rimane però l’inquinamento e le normative che possono migliorare la qualità degli immobili, perché a conti fatti questa detrazione è davvero conveniente solo se non ne facciamo un’interpretazione restrittiva. Il consiglio è quello di ottenere delucidazioni ulteriori in merito.

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l mercato del serramento sta cambiando, diventando sempre più competitivo ed esigente ma anche più regolamentato. Costruire serramenti moderni significa infatti rispettare le norme, dichiarare le prestazioni e mantenere un prezzo competitivo. Per progettare e costruire bene bisogna dunque conoscere l’offerta tecnologica del mercato e la situazione legislativa attuale e saper scegliere i prodotti migliori.

Bilbao 30

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L’incentivo da parte del governo a sostituire i vecchi serramenti parte da lontano, da quando cioè è stata varata tutta una serie di normative legate al mondo edile. Innanzi tutto che cos’è una finestra? La finestra è l’unico elemento trasparente di congiunzione tra ambiente esterno e interno, che deve regolare l’ingresso di luce e di aria, evitare infiltrazioni d’acqua, spifferi d’aria, perdite di calore in inverno e un’eccessiva

Torino

insolazione d’estate, insonorizzare gli ambienti, essere sicuro nell’impiego, contrastare l’ingresso dei ladri e arredare la facciata. Molte di queste prestazioni, che ancora oggi spesso sono solo promesse dal produttore ma non sono sostenute da test di laboratorio, sono state invece nel corso degli anni regolamentate a seguito del recepimento obbligatorio della Direttiva Europea 89/106 CE. Questa norma, che aveva l’obiettivo


di valutare le prestazioni di tutti i prodotti da costruzione, serramenti compresi, ha cambiato il modo di valutare i materiali da costruzione, poiché indicava i requisiti essenziali che essi dovevano rispettare al fine di tutelare il consumatore (salute e sicurezza) e l’ambiente (inquinamento). Nella pratica la direttiva europea affermava che tutti i prodotti per essere conformi dovevano rispondere a 6 requisiti in funzione della loro destinazione d’uso, e precisamente: 1. resistenza meccanica e stabilità; 2. sicurezza in caso d’incendio; 3. igiene, salute e ambiente; 4. sicurezza nell’impiego; 5. protezione dal rumore; 6. risparmio energetico e ritenzione del calore. Per valutare la rispondenza del prodotto a ciascuno dei 6 requisiti, alcune commissioni tecniche europee hanno emanato specifiche norme tecniche (norme EN) per definire classi prestazionali valide in tutta Europa. Questo lavoro oggi riguarda anche le finestre e la marcatura CE, che armonizza tutti gli aspetti relativi alle prestazioni di un serramento in un’unica norma (EN 14351-1, obbligatoria dal 1 febbraio 2009) e renderà necessario esporre i documenti di accompagnamento con indicati i valori di tenuta dell’infisso. Per gli utilizzatori, una volta compreso come leggere un certificato nell’ambito della marcatura CE, sarà molto semplice fare la comparazione tra le finestre di vari produttori, veri-

Milano

ficare che siano stati rispettati i limiti minimi prestazionali obbligatori e scegliere un serramento adatto alle proprie aspettative di benessere all’interno della propria casa. Questa novità modificherà in modo drastico il mercato e metterà in evidenza i serramenti di qualità più scadente. Ogni norma infatti ha l’obiettivo di valutare le prestazioni, tutelare il consumatore e l’ambiente. Anche il D.Lgs. 192 come modificato dal D.lgs. 311 avrà un impatto notevole sul mercato dei serramenti: si tratta di un documento che si pone l’obiettivo di migliorare il risparmio energetico degli edifici e che discende dall’applicazione del protocollo di Kyoto e dalla necessità di contenere le emissioni in atmosfera, responsabili dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici a livello mondiale. Gli effetti di questo problema erano già noti da molto tempo. Proprio per discutere di questo nel 1997 i governi di 180 paesi mondiali si incontrarono a Kyoto, dove si svolse la storica conferenza che si concluse con la sottoscrizione da parte di tutti i partecipanti (eccetto pochi potenti) del famoso protocollo di Kyoto. Con questo documento gli stati firmatari si dichiaravano disponibili a ridurre le emissioni globali di CO2 in atmosfera del 5,3%. Il protocollo è entrato definitivamente in vigore il 16 febbraio 2005 ed entro i prossimi 15 anni tutti gli stati firmatari dovranno gradualmente ridurre la loro quota di emissioni: l’Italia, paese particolarmente inquinante, dovrà ridurle del 6,5%. Per ridurre le emissioni ci sono solo due strade: evitare di bruciare combustibile e quindi ridurre l’energia disponibile o aumentare l’efficienza evitando gli sprechi, in modo che, a parità di energia prodotta, si inquini meno. Se consideriamo il

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consumo totale di energia, l’industria copre il 30%, i trasporti un altro 30%, mentre per riscaldare e raffreddare gli stabili viene utilizzato il 40% del consumo domestico generale. È chiaro dunque che per contenere le emissioni si devono adottare impianti di riscaldamento più efficienti di quelli attuali e soprattutto rendere termicamente più isolate le abitazioni, evitando dispersioni dal tetto, dalle pareti, dai solai e naturalmente dalle finestre. Su questo argomento l’Europa nel 2002 ha emanato la direttiva 2002/91/CE, alla quale tutti gli stati membri sono stati obbligati ad adeguarsi. L’Italia ha recepito le indicazioni comunitarie con il D.Lgs. 192/2005 come modificato dal D.Lgs. 311, che ha integrato la già vigente la legge 1091 e il collegato DPR 412 del 1993. Questo D.Lgs. rivoluziona il modo di costruire inserendo parametri di efficienza termoclimatica che riguardano tutto l’edificio e determina il metodo secondo il quale misurare l’efficienza di termoisolazione delle varie strutture e impianti e come certificarla. Di tutta l’energia dispersa da uno stabile, mediamente il 35% si perde attraverso le finestre e le strutture opache verticali, e quindi era necessario intervenire in primo luogo sulla capacità di isolamento delle finestre. Utilizzando dunque il criterio dei gradi giorno specificato nel DPR 412 del 1993, l’Italia è stata suddivisa in 6 zone climatiche contraddistinte

Instambul 32

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ciascuna da una lettera: dalla A, che indica la zona climatica più calda, alla F, la più fredda. Il D.Lgs. 192/2005 stabilisce che, a seconda della zona climatica in cui l’edificio è costruito, i serramenti debbano rispettare una determinata trasmittanza termica. La trasmittanza termica indica la quantità di energia dispersa dall’unità di superficie, nell’unità di tempo per una differenza di temperatura di 1 grado Kelvin tra interno ed esterno, ed è misurata in Watt; in sostanza, maggiore è il numero della trasmittanza termica, maggiore è l’energia dispersa. Dal punto di vista operativo quindi se si consegnano serramenti che verranno montati su edifici che hanno ottenuto una concessione edilizia dopo l’8 ottobre 2005 si dovrà consegnare al committente anche il certificato di dichiarazione energetica in cui è riportata la permeabilità all’aria a 100 pascal come determinato dalle prove presso il laboratorio notificato, la trasmissione luminosa e la trasmittanza termica (la norma EN ISO 10077-1 spiega come calcolare la trasmittanza termica del serramento). In forza di questo nuovo decreto si dovrà però anche verificare che la trasmittanza termica globale del serramento rispetti i limiti previsti per la zona climatica in cui il serramento andrà installato (nella zona E, ad esempio, il valore limite della trasmittanza termica utile U degli infissi è di 2,8 W/m² K come indicato nella tabella

Palermo

dell’allegato C, maggiorato del 30% come indicato nell’allegato I comma 1 lettera C del D.Lgs. 311 fino al 31 dicembre 2007). Lo stato è fortemente determinato ad accelerare i tempi perché deve dimostrare tutto l’impegno possibile per contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2. Proprio in quest’ottica, e per incentivare gli utenti a migliorare le prestazioni termiche dei serramenti, il governo ha inserito nella Finanziaria, per il periodo fino al 31 dicembre 2007, una detrazione Irpef pari al 55% delle spese documentate, che si spalmerà in 3 anni. In particolare i commi 344-350 della Finanziaria prevedono la detrazione dall’Irpef del 55% delle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici che comprendono l’installazione di infissi e di pannelli solari per la produzione di acqua calda, nonché la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione e di adeguamento della rete di distribuzione. Le spese documentate riguardano valori variabili secondo le categorie di intervento. È stabilito un valore massimo di detrazione di 60.000 euro nel caso di interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari riguardanti strutture opache verticali e finestre comprensive di schermi esterni (persiane o tapparelle) e l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi


domestici o industriali. Ad esempio per i serramenti per poter usufruire di questa agevolazione il valore limite U deve essere di 2,5 W/m² K come indicato nella tabella dell’allegato D della Legge Finanziaria del Decreto Ministeriale 19 febbraio 2007. Va comunque sottolineato che è consigliabile prendere in considerazione questa detrazione solo se comporta un investimento importante o perlomeno rivolgersi a un tecnico abilitato che calcoli il valore di trasmittanza termica U globale (vetro + telaio) per ogni serramento dell’abitazione oggetto della sostituzione, preventivando così l’investimento necessario per sfruttare la detrazione Irpef. Considerato che il serramentista dovrebbe fornire unicamente un attestato che indica il valore di trasmittanza termica dell’infisso e che non è affatto chiaro quale sia questa certificazione che lo stesso dovrebbe fornire (il dubbio è che si riferisca semplicemente al valore del vetro), non è però certamente a questo che bisogna rivolgersi per svolgere la pratica che ha lo scopo di documentare tutte le spese sostenute e che prevede l’asseverazione di un tecnico abilitato (calcolo energetico complessivo). Infatti la certificazione di qualità energetica deve essere affidata a un progettista abilitato che presenterà la sua parcella per calcolare il consumo energetico dell’intera unità immobiliare e che porterà a un risultato migliorativo considerata la sostituzione degli infissi.

Lucca

A prescindere da questa legge finanziaria redatta con un linguaggio eccessivamente complesso, la questione è legata alla garanzia prestazionale che una finestra moderna può dare assicurando un contributo importante in termini di risparmio energetico. L’obiettivo finale del D.Lgs. 311 è infatti quello di arrivare a un vero e proprio certificato di attestazione energetica globale, che indicherà quale sarà il fabbisogno energetico per riscaldare e raffreddare l’edificio e sarà dato dalla somma delle prestazioni energetiche dei vari componenti e impianti. Questo certificato sarà obbligatorio per ottenere l’abitabilità e sarà necessario allegarlo negli atti di compravendita. In questo modo l’acquirente potrà verificare la qualità edilizia dell’edificio prima di acquistarlo e soprattutto potrà valorizzare in modo immediato i maggiori oneri di costruzione delle abitazioni più isolate comparandole con la riduzione dei costi di esercizio. In futuro l’attestato di certificazione energetica rilasciato dal serramentista dovrà indicare non solo le caratteristiche del serramento (come avviene ora) ma anche la sua collocazione: in sostanza dovrà riportare l’indirizzo del cantiere in cui i serramenti sono stati installati. Va da sé che tale documento verrà rilasciato al committente solo dopo la posa, e soprattutto verrà rilasciato solo dopo aver ottenuto il saldo. Il D.Lgs. 311 diventerà quindi un ottimo motivo per il serramentista per pretendere il pagamento, poiché in assenza di tale documento l’intero edificio non potrà essere reso abitabile o compravenduto. Dal 1 luglio 2009 infine anche i singoli appartamenti dovranno dimostrare la loro classe di efficienza energetica con un bollino simile a quello apposto sulle automobili.

Pordenone

Milano

Venezia

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per lâ&#x20AC;&#x2122;automazione delle tapparelle e delle tende da sole.

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Casa Clima

Casa Clima

C

B

A

Valore vetro Ug

1,3

1,1

0,9

Valore telaio e anta Uf

1,0

1,0

1,0

Valore complessivo finestra Uw

1,33

1,19

1,05

Valore indicativo Provincia di Bolzano

1,6

1,5

1,3

Permeabilità energetica totale %

63%

51%

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Tutto chiaro?

Durevolezza è la parola-chiave del nostro tempo. Tutti sappiamo che le fonti energetiche non sono inesauribili. Soprattutto le finestre degli edifici più vecchi sono vere e proprie falle da cui si disperde energia preziosa. L’impiego di efficaci vetri termoisolanti si ammortizza rapidamente ed è un importante contributo all’impegno ecologico. Risparmiare energia e proteggere l’ambiente. Thermo Royal plus® fa la sua parte.

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Quanti di noi non hanno mai pensato di improvvisarsi «pittori» almeno per una volta?

LE VERNICI

F I N I T U RE di Cinzia Russo

E LE FINITURE PER INTERNI Le velleità artistiche e creative di ognuno hanno lasciato il posto a quelle puramente pratiche, e allora… pantalone bianco, cappellino di carta, rullo, pennello e per la pausa pranzo panino e mortadella… Però non tutto è semplice quanto sembra e avvicinarsi al mondo delle vernici e delle finiture per interni apre un capitolo tra i più ostici in fatto di ristrutturazione.

O

gni qualvolta ci si avvicina di persona al mondo delle pitture o delle vernici o si decide di affidare a terzi la finitura delle pareti – e non solo –, della nostra nuova dimora, non basta scegliere il colore. I materiali di finitura per le superfici (verticali e orizzontali), i materiali di preparazione dei fondi, i diluenti, gli additivi, gli stucchi, gli isolanti, le colle, le tempere e le vernici vere e proprie sono tra le maggiori fonti di inquinamento interno, con relativi danni al benessere degli utenti finali. Più è alta la concentrazione di solventi, maggiori sono le prestazioni di questi materiali e più è semplice il loro utilizzo ed è per questo motivo che sono ancora oggi largamente commercializzati. Quello che però deve essere considerato è che maggiore è la concentrazione di solventi, maggiori sono anche le emissioni di particelle e fibre nonché benzene, formaldeide, piombo e altri metalli pesanti, che causano allergie talvolta molto invalidanti. Una semplice comparazione può illustrare meglio di cosa stiamo parlando: la concentrazione di solvente in pitture con resine sintetiche, colle per 36

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carte da parati o legno, lacche e nitrolacche arriva al 70%; in pitture e vernici bicomponenti, pitture all’olio, vernici al poliestere per arredi arriva al 40%; in pitture murali convenzionali o lavabili, vernici all’acqua e a base acrilica è inferiore al 15%. Le conclusioni si possono trarre facilmente e pitture e vernici cosiddette «bioecologiche», cioè a base vegetale e minerale emulsionate con acqua in oli vegetali, con una composizione quasi totalmente biodegradabile, sono facilmente reperibili e commercializzate. La finitura per interni è legata allo stile dell’appartamento, alle preferenze personali, ma essenzialmente anche al tipo di fondo su cui si va a operare. Dagli anni ’50 agli anni ’90 le pareti dovevano essere rigorosamente rasate a gesso e perfettamente lisce: le finiture preferite erano quindi la tempera, la pittura o la tappezzeria, prima di stoffa e poi di carta. Oggi sono tornati in uso materiali che derivano dalla tradizione classica: le rasature a calce, i marmorini, i tonachini, le velature, le pitture a calce, le tempere, e tra le vernici si predilige


l’uso di quelle bioecologiche trasparenti e coprenti, di quelle all’acqua e di pitture ai silicati. L’aspetto materico e tattile è caratterizzante e le pareti non devono essere necessariamente lisce. Nel momento della scelta è importante conoscere le caratteristiche di ciascuna di queste finiture per ottenere il miglior risultato prestazionale anche per il «fai-da-te». ■ I marmorini, i tonachini, le rasature a calce sono impasti di grassello di calce miscelati con polveri finissime di marmo e altri pigmenti inorganici, quali le pietre dure colorate semipreziose

(come i lapislazzuli o la tormalina) o le terre naturali, che, frantumate e miscelate, riescono a dare una colorazione in pasta che evita un’ulteriore tinteggiatura. Le sfumature che si possono ottenere sono tantissime e di intensità e tonalità diverse, non si alterano al sole e non sbiadiscono nel tempo. La superficie che si ottiene è più o meno grezza a seconda di quanto la si lavora a spatola e quindi diventa più o meno «anticata», la lavorazione può essere anche finita con una mano di sapone o di cera d’api a seconda dell’effetto tattile setoso e lucido che si vuole ottenere.

Queste finiture sono impermeabili ma traspiranti: infatti, a differenza degli stucchi veneziani e dei marmorini sintetici, non creano una barriera impenetrabile alla diffusione dell’umidità ambientale attraverso intonaci e murature. Sono inoltre igieniche e disinfettanti in quanto, proprio perché traspiranti, evitano il formarsi di ponti termici quindi di muffe e l’insediamento di altri microrganismi. ■ Le pitture a calce sono preparate con calce e acqua e rese idrorepellenti (quindi lavabili) con l’aggiunta di lino cotto o latte magro. Ovviamente queste composizioni non permettono di mantenere i cosiddetti «avanzi per i ritocchi» per lungo tempo proprio perché sono additivate con elementi deteriorabili, e quindi non a lungo conservabili. Le pitture a calce sono i prodotti «bioecologici» per eccellenza, ma la presenza di calce naturale può irritare le mucose. È necessario che l’operatore faccia attenzione al modo in cui applica la pittura, per questo è utile inumidire le pareti da trattare e diluire le pitture con acqua anche per evitare la formazione di zone più dense, che con il passare del tempo potrebbero staccarsi. La calce di base rende queste pitture poco aggrappanti su fondi lisciati a gesso o preventivamente trattati con

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vernici sintetiche. È inoltre traspirante, battericida e anti-muffa, perciò non teme l’umidità e può essere usata anche in ambienti cucina, bagno, cantine ed esterni; le pitture a calce possono essere pigmentate con coloranti minerali e rese più coprenti con l’aggiunta di gesso, che però le rende meno lavabili. L’effetto che si ottiene è uniforme, ma non liscio. ■ Le tempere permettono colori ed effetti meravigliosi: possono infatti essere aggiunte terre naturali come la terra di Siena, la terra d’ombra, l’ocra o il cocciopesto (mattoni frantumati), che permettono di ottenere effetti più o meno omogenei, velature, spugnature o stracciati e, purché siano realizzate con additivi naturali e non sintetici, anche le tempere possono essere classificate come bioecologiche. Alcune case produttrici improntate alla produzione bio aggiungono leganti naturali come il rosso d’uovo o gli agrumi per ottenere tempere colorate e il gesso con leganti naturali (latte, destrine, amido) con colla alla caseina o con collanti vinilici idrosolubili per ottenere il bianco. Le tempere realizzate con questi ultimi sono da preferire a quelle realizzate con additivi non vegetali, che tendono a fermentare e a essere attaccate da muffe. Le tempere non sono lavabili, temono l’umidità e devono essere ben diluite con acqua per evitare che una volta asciutte non rilascino nell’ambiente polvere di gesso, possibile causa di allergie da inalazione e da contatto. ■ Le pitture e gli intonaci ai silicati sono composti da silicato di potassio mescolati a pigmenti naturali, sono molto traspiranti, lavabili, non temono l’umidità e gli sbalzi di temperatura (quindi possono essere usati per gli esterni ma anche per bagni, cucine e cantine), resistono ai detersivi e agli acidi, creano un processo di cristallizzazione con i fondi e per tutte queste prestazioni, oltre che per la qualità ecologica, sono da preferire ai vecchi «plasticoni», che spesso sono soggetti a fenomeni di distacco causati dalla non traspirabilità. 38

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■ Le vernici bioecologiche a «base naturale» non sono sempre e interamente naturali: alcune possono avere piccole dosi di derivati del petrolio e altre ne sono del tutto prive. Queste vernici possono essere miscelate con oli vegetali (l’olio di lino, di legno, di ricino), con resine naturali vegetali, con cere d’api e di carnauba, con leganti organici naturali (il latte vaccino, la caseina, l’amido di riso e di frumento), calce, ferro, argilla e sabbie di fiume. Sono traspiranti, antistatiche ed esenti da odori sgradevoli, anzi, alcune vernici e pitture miscelate con scorze d’agrumi e con le cere emanano un profumo gradevole che persiste nel tempo. Queste pitture e vernici sono particolarmente indicate per ambienti che ospitano persone sensibili come i bambini e gli anziani (asili, scuole, ospedali), anche se può esserci l’ipotesi di eventuali allergie individuali ai componenti naturali, specie ai derivati degli agrumi. Quando vengono usate bisogna evitare di miscelarle con avanzi che possano determinare reazioni ed eventuali odori sgradevoli, che sono però temporanei e presenti solo nella fase di asciugatura. ■ Gli smalti all’acqua e le idropitture sono definiti prodotti «ecologici» per la bassa concentrazione di solventi (15%), ma per usare una tale concentrazione è necessario aggiungere leganti a base di acrilati, che per essere lavorati hanno bisogno di reazioni chimiche ottenute con sostanze tossiche, quindi non bisogna cadere nell’equivoco di considerare «ecologici» prodotti composti per il 49% di acqua e per il 15% di solventi, ma per il rimanente 36% da sostanze altamente tossiche. Queste idropitture non sono lavabili e non sono traspiranti, tendono a caricarsi elettrostaticamente e in caso di incendio le sostanze chimiche contenute peggiorano la qualità dei fumi. Le pitture e le vernici all’acqua non sono molto nocive per inalazione, ma possono essere dannose per assorbimento cutaneo e sono da evitare in


ambienti dove soggiornano a lungo persone sensibili. È necessario leggere la composizione sull’etichetta della latta e, quando possibile, preferire vernici «bioecologiche». ■ Le pitture e le vernici sintetiche sono tante, di diversa composizione e hanno altissime prestazioni, ma sono certamente da usare con cautela, non solo per i danni che le lavorazioni industriali necessarie per ottenerle possono causare all’ambiente, ma anche per la loro composizione, che non è tra le migliori per l’uomo. Non sono traspiranti, hanno un’elevata concentrazione di solventi, possono provocare allergie, ma sono molto elastiche e oggi tornano di moda nelle forniture d’arredo con laccature al poliestere, nell’interior con vetrificazioni anche a parete da utilizzare per realizzare anche docce e piscine e pavimenti continui in resine a spessore ed epossidiche altamente tecnologiche. Si possono ottenere effetti scenografici di forte impatto, ma consigliabili soprattutto in ambienti dedicati agli eventi o alle esposizioni fieristiche, oltre che in teatro e cinematografia. A questo punto quanti avranno ancora voglia di indossare il cappello di carta? A questi temerari… buona mortadella!

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I COLORI DELLE SUPERFICI

Desideri colorati

Una pittura ecologica

La pittura murale bianca opaca universale Nr. 321 per interni, a base di resine naturali, è caratterizzata da un ottimo rapporto resa/prezzo. Per ottenere tonalità diverse può essere decorata con i colori per velatura Auro Nr. 360 o mescolata con la tinta base per pittura murale Auro Nr. 330, un prodotto per colorare le pitture murali bianche che può essere aggiunto in qualunque percentuale per ottenere il colore desiderato e rendere l’ambiente più vivace. Nr. 321 e 330 di Auro

Lucido acrilico all’acqua, rapido in essiccazione, resistente all’ingiallimento, inodore e lavabile con acqua e normali detergenti non abrasivi, Synuil ha ricevuto il marchio di qualità ecologica dell’Unione europea perché contribuisce alla riduzione dell’inquinamento idrico, atmosferico e dei rifiuti. Si tratta di una pittura per finitura in dispersione acquosa, monocomponente, a essiccamento fisico, lucida e acrilica. Synuil Smalto Inodore può essere applicato su tutte le superfici già verniciate, avendo cura di asportare le eventuali parti di vernice in fase di distacco. Per i supporti murali (cemento, intonaco, ecc. ), si deve stuccare dove necessario la superficie, applicare due mani di fissativo acrilico diluito con acqua nel rapporto 3:1, intervallate da carteggiatura. Bisogna poi spolverare con cura e applicare due mani di prodotto, carteggiando leggermente prima della seconda mano. Synuil di Baldini

Una pittura lavabile La pittura murale per interni Primasol 3011 è una pittura lavabile di un bianco purissimo, di altissima qualità, dalla resa ottima e composta da materie prime naturali. La sua speciale composizione le permette di non differenziarsi, sia in termini di costo sia in tecniche di applicazione, dai prodotti tradizionali, pur preservando la salute e l’ambiente. Primasol 3011 di Biofa

La tinta autopulente Gli agenti atmosferici (raggi solari Uv, pioggia, vento, escursioni termiche) disgregano le particelle di sporco, che si staccano così dalla superficie. NanoporPutz, il prodotto anti-aging per facciate autopulente brevettato da Baumit, grazie alle nanotecnologie e a una formula speciale interagisce con gli agenti atmosferici innescando un meccanismo autopulente: la facciata della casa resta giovane e pulita nel tempo, mantenendo l’originaria bellezza e luminosità. Infatti al microscopio la speciale struttura nanoporosa, al contrario delle finiture tradizionali, solitamente ruvide, risulta liscia, ostacolando l’attecchimento delle particelle di sporco; inoltre la bassa carica elettrostatica riduce i depositi di sporco. L’intonaco è così protetto in modo duraturo e non richiede manutenzione: il risanamento della facciata, dal punto di visto estetico, può attendere almeno il doppio del tempo normalmente richiesto per la periodica tinteggiatura delle abitazioni. La superficie ad asciugatura rapida, inoltre, impedisce il fertilizzarsi di alghe e funghi e la loro proliferazione anche nelle condizioni atmosferiche più sfavorevoli. NanoporPutz di Baumit 40

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L’idropittura che respira

Decorazioni di fantasia Trasil Velatura è una pittura per esterno e interno opaca, semicoprente, in dispersione acquosa, formulata con resine silossaniche che assicurano resistenza agli agenti atmosferici, elevata idrorepellenza e diffusione del vapore acqueo. È adatta per ottenere particolari decorazioni o velature. Si utilizza su supporti diversi purché preventivamente preparati con finitura pigmentata uniforme. Si applica usando spugna marina, tampone, straccio, pennello o frattazzo di spugna. La lavorazione con spugna marina e tampone può essere effettuata anche su superfici rasate, mentre le altre lavorazioni richiedono una superficie a intonaco civile. Combinando in modo armonico il colore di fondo di Trasil Pittura e il colore di Trasil Velatura utilizzando i diversi attrezzi, si possono ottenere infinite decorazioni. Per ottenere l’effetto velatura applicare il prodotto con un frattazzo in spugna su fondo pigmentato uniforme. Trasil Velatura di Cap Arreghini

PS 403 è un’idropittura al quarzo fine con caratteristiche di elevata traspirabilità e ottima idrorepellenza, adatta sia per ambienti esterni sia per ambienti interni. È composta da speciali leganti siliconici all’acqua, inerti selezionati, terre coloranti naturali e additivi specifici. È utilizzata come pittura protettiva e decorativa di prima qualità di aspetto minerale, bianca o colorata, su intonaci di finitura soprattutto quando si richiede durata nel tempo molto elevata. La composizione delle materie prime impiegate la rende adatta per applicazioni su qualsiasi tipo di intonaco compresi quelli deumidificanti e comunque dove sia necessario ottenere sia elevata traspirabilità sia basso assorbimento d’acqua. Si applica in due strati con pennello o rullo in lana (a pelo corto). PS 403 di Fassa Bortolo

I colori naturali

Una pittura dal sapore antico

Sandtex Sinopia è un rivestimento decorativo minerale di finitura per interni, colorato nella massa, con effetto estetico «camoscio» liscio vellutato leggermente annuvolato, in sintonia con l’architettura naturale e biologica. È costituito da grassello di calce magnesiaco di lunga stagionatura, terre colorate, pigmenti inorganici e inerti a granulometria selezionata. Sandtex Fix 210 è una soluzione trasparente di finitura, a base di polidimetilsilossano aminofunzionale neutralizzato, utilizzato per conferire idrorepellenza ed effetto «camoscio» al tatto su Sandtex Sinopia. Sinopia di Sandtex

Silicanova P è una pittura ai silicati per la protezione e la decorazione di superfici interne ed esterne che mantiene inalterata la traspirabilità della muratura. È particolarmente adatta nel restauro delle facciate di edifici storici grazie al suo aspetto cromatico tipico delle pitture minerali. Silicanova P di Viero

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Colori vivaci

Effetti antichi

Con l’applicazione delle cere a velatura per pareti Maia Art. 440 è possibile ottenere una struttura vivace del colore. La cera a dispersione priva di solventi, solubile in acqua, può essere applicata col pennello su una parete precedentemente trattata con pittura murale Maia Art. 420. La cera a velatura per pareti Maia rivela il suo colore pastello con l’asciugatura e può essere infine lucidata con una spazzola di media durezza, (l’eventuale cera in eccesso viene eliminata sotto forma di polvere). Solo con la lucidatura la cera si compatta e crea così un effettivo velo protettivo. La cera a velatura per pareti Art. 440 è disponibile in 4 tonalità e trasparente. Mescolare 3 parti d’acqua con una parte di cera. Con diluizione maggiore aggiungere cera Maia Art. 440-00.

Pittura KL è una pittura liscia a base di silicato di potassio, presenta un’adesione eccellente su tutti i tipi di supporto minerale quali intonaci rifiniti a frattazzo fine di malta di calce idraulica naturale bianca, cementizia, malta bastarda stagionata escluso il gesso in ogni sua forma. Conforme alla normativa tedesca Din 18363, dopo l’applicazione reagisce con l’anidride carbonica dell’aria dando origine a silice colloidale che, combinandosi con il supporto, lo consolida. Inoltre reagendo con i sali di calcio dell’intonaco origina silicato di calcio, prodotto minerale con caratteristiche chimico-fisiche affini a quelle dei materiali da costruzione. La traspirabilità è ottima poiché la struttura microcristallina originata dalla cristallizzazione della silice non modifica la porosità dell’intonaco. Grazie all’elevata alcalinità derivante dalla natura inorganica del legante, la Pittura KL è particolarmente resistente all’attacco di muffe e funghi. A queste caratteristiche unisce effetti estetici e cromatici molto simili alle antiche coloriture con possibili velature e chiaroscuri. Pittura KL di Cepro

Maia di Naturalia Bau

Levigatura a marmo effetto antico Modella Stucco è uno stucco colorato in pasta per la protezione e la decorazione di esterni e interni che dona alle superfici trattate quel senso di profondità e trasparenza tipica del marmo levigato. È formulato secondo l’antica tradizione della cottura a legna delle pietre fluviali per ottenere un grassello di calce lungamente maturato in fossa e poi miscelato con polveri di marmo a granulometria impalpabile. Oggi come allora il risultato è un prodotto completamente naturale. La differenza è nella moderna ricerca di laboratorio e nell’utilizzo delle più aggiornate tecnologie. Modella Stucco ha notevoli caratteristiche tecnico-prestazionali: l’impiego della calce assicura la diffusione dell’umidità ambientale attraverso l’intonaco e la muratura. L’uso di polvere di marmo permette invece di ottenere effetti cromatici unici e ne assicura la durata nel tempo, non essendo dilavabile né sensibile all’azione dei raggi solari. Modella Stucco è un rivestimento altamente traspirante, antimuffa naturale per eccellenza e conferisce agli ambienti un profumo sottile e tipico che giunge proprio dalla sua tradizione. Modella Stucco di Peruzzi3

Decorazioni iridescenti Cadoro è un nuovo prodotto decorativo per interni dai particolari effetti iridescenti, caratterizzato da un aspetto setoso e morbido al tatto. Facile da applicare, consente di realizzare decorazioni variabili a seconda della fantasia di chi applica e cangianti secondo l’angolo di luce riflessa; è dunque possibile creare ambientazioni di gusto classico e moderno. Il prodotto è disponibile in 48 tinte differenti e si applica con pennello e frattazzo. Cadoro di San Marco 42

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D

Quali sono le finiture più belle e sane per le pareti? Le pietre naturali o i nuovi materiali high-tech?

RIVESTIMENTI NATURALI

E HIGH-TECH

RIVESTIMENTI di David Zaffaroni

R La giusta scelta di una finitura interna è sicuramente un buon Intonaco rustico a base di calce o cemento

Muratura Primer Colla

A

B

punto di partenza per ottenere un ambiente piacevole e sano, per questo si insiste molto sui prodotti ecologici e naturali, che vanno dall’antica pittura a calce alle recenti vernici ecologiche, dalle carte da parati traspiranti alle erbe intrecciate, dai legni decapati alle pietre naturali e molti altri. Considerate le numerose tipologie di materiali, le distingueremo in due fasce di riferimento: rivestimenti in pietra o rocce naturali e rivestimenti in miscele di impasto cotte, gres porcellanato, kerlite, marmi e legni high-tech e mosaici. Rivestimenti in pietra o rocce naturali

Rasatura a gesso o intonaco civile

Rivestimento lapideo

Esploso assonometrico della parete. A. Parete finita o esistente a intonaco civile o rasata a gesso, da preparare per la posa. B. Parete nuova, a intonaco in malta di calce o cemento, pronta per la posa.

Sezione della parete.

Rivestimento lapideo Rasatura a gesso o intonaco civile Intonaco rustico a base di calce o cemento Colla Primer Muratura

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Con i rivestimenti possiamo ottenere non solo bellissimi effetti cromatici e materici, ma anche superfici durature e di grande qualità. La preparazione del fondo ha un ruolo importante per una sicura e precisa posa dei materiali sia nel caso di pareti esistenti sia in quello di pareti nuove. Nel caso di pareti nuove in muratura (classici mattoni forati) si procede con la stesura della prima mano di intonaco (può essere formato da malta di calce o cemento). Questo strato a contatto con la muratura si chiama rinzaffo o intonaco rustico e costituisce una parte della struttura portante in aderenza alla muratura. Inoltre è resistente alle sollecitazioni meccaniche e una volta lisciato a staggia e perfettamente asciutto è pronto per ospitare la posa dei materiali che verranno incollati su di esso.

Alcuni marmi e pietre naturali molto pregiati e alcuni esempi di nuovi materiali high-tech.

Breccia di travertino


Nel caso di una parete esistente – quindi composta dal primo strato di intonaco (rinzaffo), il successivo secondo strato di intonaco civile (stabilitura) o di rasatura a gesso, che hanno la funzione di rifinire la superficie – si deve procedere con una picozzatura della superficie e con la stesura di un aggrappante per poter incollare il materiale di rivestimento. Ovviamente le pareti devono essere a piombo e in squadra il più possibile per evitare che il posatore carichi troppa colla nelle fasi di posa. Preparato quindi il sottofondo si passa alla fase di taglio e posa del materiale.

Per farlo è necessario aver sviluppato in precedenza un casellario, ovvero lo schema di posa o di progetto, al fine di dare indicazioni esatte al posatore e soprattutto determinare la giusta quantità di materiale da impiegare, avendo calcolato sfridi e jolly che andranno fatti, senza incappare in eccessi o sprechi di materiale e lasciando solo una modesta quantità al committente in caso di necessarie riparazioni future (1,5/2 m2 al massimo). Le pietre naturali sono numerose, dai laterizi, ai marmi, ai graniti, fino alle rocce sedimentarie, come ardesie e travertini.

Tutte queste pietre e rocce, alcune dalla bellezza intramontabile, hanno il fascino della storia e, riproposte nei secoli, sono ancora ricercate per le decorazioni di interni ed esterni. I marmi sono rocce calcaree con una struttura cristallina composta sostanzialmente da carbonato di calcio e magnesio. Le pietre invece sono minerali e rocce di varia origine e possono essere utilizzate sia come materiale da costruzione sia a scopo ornamentale (per rifinire una superficie), lucidandole e conferendo loro svariate lavorazioni e tagli, così elaborate sono definite anch’esse genericamente marmi.

Marmo Port S. Laurence

Pietra nera quarzite di Galizia

Marmo Azul Macaubas

Gres porcellanato

Gres titanium

Gres high-tech

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Sopra un travertino a mosaico. Sotto una pietra nera o quarzite di Galizia. I formati, come si può notare dagli esempi, possono variare dalla tessera del mosaico di 1x1 cm a lastre di 1,5 x 1 m.

Pietre e marmi a volte presentano requisiti di durezza e bellezza talmente elevati da essere definiti, in gemmologia, pietre preziose o semipreziose. Le lavorazioni di queste pietre e rocce naturali solitamente sono molto accurate, fatte artigianalmente con l'ausilio di macchinari in laboratorio. I marmi e i graniti, una volta estratti i blocchi dalle cave, vengono affettati in lastre di spessore variabile dai 3 ai 5 cm e superfici dai 2 ai 5 m2. Successivamente vengono riquadrati con tagli a getto d’acqua in pressione nei formati richiesti, viene fatto il bisello, per diminuire o aumentare l'effetto della fuga nella posa e viene fatto l'eventuale jolly dove necessario, come in angoli o spigoli vivi, per evitare l’antiestetica costa o taglio della lastra. Infine vengono levigate e piombate per conferirgli quel classico effetto liscio e lucidissimo che potremmo definire quasi effetto acqua o bagnato. In alcuni casi, ad esempio su rocce o pietre più porose o morbide, come i travertini, molto belli e molto diffusi, viene fatta una stuccatura a resina sulla superficie per diminuirne la porosità, i numerosi fori e le piccole crepe, classici di questa pietra, per renderlo così più solido e bello nel tempo. Salvo casi particolari questo è lo standard di lavorazione effettuato sulle pietre e rocce naturali.

Rivestimenti high-tech Altro capitolo è quello legato ai rivestimenti in miscele di impasto cotte, gres porcellanato, kerlite, marmi mosaici e legni high-tech. Infatti il discorso cambia notevolmente per quanto riguarda la gamma di materiali lapidei prodotti attraverso un complesso processo industriale, oggi molto diffuso. Il riferimento è precisamente alla famiglia delle pietre e dei marmi high-tech (gres porcellanato, kerlite, mosaici, ecc.) e dei legni high-tech, da non confondere con il legno come materiale organico. 46

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Questi materiali riproducono infatti la bellezza intramontabile dei marmi, delle pietre e dei legni arricchendola di qualità tecniche notevoli in termini di resistenza, durabilità ed economicità. Questi rivestimenti sono formati dalla composizione di materie combinate con differenti tecnologie produttive e sono dotate di caratteristiche superiori, introvabili in natura perché altamente sofisticate. Il gres porcellanato, per esempio, è quasi completamente vetrificato e pertanto inassorbente con elevata resistenza all’usura e inalterabile nel tempo. Il marmo e le pietre high-tech rielaborano e imitano alla perfezione i prodotti da cava, con tonalità rare o esotiche oppure metalliche che si prestano a bizzarre e fantasiose creazioni che si spingono ai limiti della composizione architettonica.

A confronto i rivestimenti naturali e high-tech La differenza sostanziale tra le pietre e le rocce di cava e quelle ottenute dal processo industriale è la costanza qualitativa. I materiali formatisi dai processi geologici naturali sono caratterizzati da significative variazioni di qualità, sia per differenze cromatiche sia per imperfezioni strutturali, oltre a richiedere maggiore manutenzione nel tempo. Le pietre e rocce high-tech garantiscono invece queste qualità cromatiche e strutturali nel tempo con risultati estetici variabili in modo naturale, ma controllato dal processo produttivo. Infatti le soluzioni tecniche adottate consentono di ottenere variazioni casuali delle venature e della tessitura cromatica, evitando ogni tipo di ripetitività tra una lastra e l’altra e garantendo pezzi unici, esattamente come in natura. Come le pietre naturali, questi materiali high-tech possono essere impiegati in ogni ambiente, dal più classico e raffinato al più moderno e ampio, anche intenso come utilizzo. La posa di entrambi può essere indifferentemente effettuata con collanti o


Nuovi materiali high-tech, i gres e le miscele di mosaico. Le differenti forme e formati di questi materiali permettono di variare la posa rendendo gli ambienti classici ma anche molto originali.

Sfridi: scarti che derivano dalla lavorazione di un materiale. Jolly: un taglio a 45° su uno o più profili della piastrella, per farla combaciare con le altre negli angoli, o in punta negli spigoli, evitando che si veda lo spessore (costa), esteticamente sgradevole. Bisello: una modanatura formata da un piano inclinato che unisce i due estremi dello spessore di un materiale, quindi non più a 90° ma a 30°, 45° o 60°, simile al jolly, ma finalizzata non a nascondere la costa del materiale bensì ad esaltarla sfaccettandola (è molto usato sul bordo degli specchi).

con malta cementizia, la sola differenza è la possibilità di operare tagli, fori, jolly e modifiche in fase di posa sui materiali high-tech, mentre per le pietre naturali, ad esempio il marmo, che solitamente arriva già dimensionato per il tipo di posa prescelto a monte (con il progetto o casellario), risulta molto difficile effettuare queste modifiche. A questo punto rimane solo la libertà della scelta in termini di gusto personale e di disponibilità economica. I materiali high-tech sono disponibili in tantissime variazioni estetiche, formati e colori a un prezzo inferiore rispetto alle pietre naturali; queste ultime però mantengono sempre il loro antico fascino e la bellezza del materiale naturale. Solo in Italia contiamo più di 460 varietà tra marmi e graniti diversi.

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AL MILLIMETRO di SONIA MARITAN photo DAVIDE BALDUINI

Un anonimo appartamento di Milano è stato trasformato dall’architetto Cesare Miglioli in una funzionale abitazione, ideale per un dinamico single o una giovane coppia. Nella ristrutturazione di un appartamento di dimensioni ridotte, il progettista esprime la sua creatività conferendo una caratterizzazione moderna ed elegante a un’abitazione precedentemente distribuita in modo irrazionale e scarsamente fruibile.

Pianta dello stato di fatto, Scala 1:100 48

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Pianta del progetto, Scala 1:100

Luci soffuse e dettagli preziosi donano un tocco di eleganza all’ambiente.

Colori e materiali naturali caratterizzano la semplicità delle scelte progettuali.

In primo piano il bancone hi-tech d’acciaio, elemento divisorio tra l’angolo cottura e il soggiorno.

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L

e esigue dimensioni dell’unità immobiliare, di circa 60 m2, hanno spinto l’architetto alla progettazione di spazi funzionali, restringendo i vani a due stanze più i servizi in cui vivere la quotidianità e la vita domestica nei suoi specifici ambiti. A lavori ultimati, entrando dall’ingresso siamo accolti nell’ampia zona giorno da una calda atmosfera, un perfetto connubio tra zona pranzo e zonarelax, dove ogni dettaglio, dall’arredo, ai complementi, ai materiali, è studiato per creare un unico filo conduttore, che ritroveremo poi nella restante porzione dell’appartamento, quella relativa allo spazio notte. Infatti entrando nell’appartamento una parete attrezzata con armadio a muro crea un diaframma gradevole separando la zona giorno da quella destinata al riposo. Fra le due, in un dialogo più diretto con la camera da letto, è stato creato il bagno. Pochi colori lasciano spazio ai veri protagonisti: materiali caldi contrastati da altri freddi accostati con estrema semplicità per dare un risultato d’effetto. Elementi hi-tech e funzionali compongono la cucina, cui è accostato un bancone d’acciaio, montato su 4 ruote industriali con fermo, per trasformare la zona pranzo, arredata con pochi altri elementi, tra cui sedute in midollino e in legno laccato, un vecchio tavolo da lavoro di falegnameria restaurato, il tutto decorato da un tocco personale del proprietario. Proseguendo il percorso, si attraversa il breve passaggio creato dalla parete attrezzata che invita alla zona notte, dove, prima dell’unica camera da letto, trova spazio il bagno.

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Pietra ardesia verde a spacco protagonista nella sala da bagno in opposizione al rovere naturale utilizzato per il parquet. Sotto uno zoom del particolare doccia, progettata nei dettagli: il gradino, il punto luce, la nicchia

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In questo ambiente si leggono i segni forti dell’iter progettuale e si percepisce con maggior enfasi la principale particolarità della ristrutturazione, poiché si evidenzia in una riproposizione personale il gioco del contrasto dei materiali. Il parquet in rovere naturale utilizzato in tutta la superficie dell’appartamento è accostato all’ardesia verde con taglio irregolare posata a spacco sia a terra che a parete come rivestimento dell’insolita nicchia circolare della doccia, in cui la pietra, che rievoca un primordiale utilizzo dell’acqua è ripresa e riproposta come piano d’appoggio, con sottostante alloggio lavatrice, e cornice dello specchio del piano del lavabo. La linearità del disegno progettuale giunge al termine nella camera da letto matrimoniale, unico elemento d’arredo il letto, che con la sua testata nasconde la cabina armadio. La testata-diaframma infatti è una parete in cartongesso che ha la funzione di nascondere lo spazio attrezzato in cui sono accolti gli indumenti e nello stesso tempo sottolineare il protagonista di questo ambiente: il grande letto. Dall’interno della camera notiamo maggiormente le linee curve della parete della sala da bagno, linee sinuose interrotte da una feritoia che lega le due stanze attraverso un filtro luminoso, creando un dialogo intimo e silenzioso fra i due ambienti. Colori, materiali e complementi d’arredo rappresentano il linguaggio del progettista, che privilegia naturalezza e semplicità nel rivisitare gli spazi abitativi. 52

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Il legno è ripreso per la creazione di mensole nella nicchia retrostante al letto. Questa testata-diaframma è una parete che ha anche la funzione di nascondere la cabina-armadio.


Legno ed elementi naturali costituiscono il filo conduttore in tutto lâ&#x20AC;&#x2122;appartamento.

Una feritoia illuminata interrompe le curve della parete divisoria tra la camera da letto e il bagno.

Nonostante le ridotte dimensioni della camera da letto ogni funzione trova posto.

Il breve corridoio che porta al bagno e alla camera da letto.

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P AV I M E N T I I N C O T T O

Socio fondatore

Associazione fornaci storiche e artistiche Impruneta

A TUTELA DELLA QUALITAâ&#x20AC;&#x2122;

Via Imprunetana, 16 - 50023 IMPRUNETA - Firenze Tel. +39 0552011077 - Fax +39 0552313852 - www.poggiugo.it - info@poggiugo.it


di Vincenzo Pagano

PROGETTANDO

UN TETTO

AD ALTE PRESTAZIONI Photo Officine Rasera

I

l cappello della casa è in grado di migliorare il risparmio energetico e il comfort degli ambienti?

L’

importanza del tetto nella ristrutturazione di un Nella ristrutturazione del tetto, quindi, occorre mirare edificio ha assunto oggi una rilevanza maggiore a un bilancio energetico che migliori il comfort e al che nel recente passato. Se guardiamo a un immobile tempo stesso eviti un surplus di utilizzo dei sistemi di unifamiliare, noteremo che il passaggio da un’architetriscaldamento e di raffrescamento. La soluzione tura spontanea e artigianale a una di fase industriale ha migliore è quindi realizzare in fase di ristrutturazione prodotto un abbassamento dei costi di realizzazione dei un tetto ventilato che nel caso degli immobili più datatetti a falda, ma non il pur necessario miglioramento ti riprenda alcune caratteristiche dei vecchi tetti a delle sue qualità funzionali. Spesso sono state tralasciasecco, mentre in quelli più recenti conferisca una nuova te le caratteristiche energetiche e antisismiche. funzionalità alle falde in laterocemento. La caratteristica più immediata che viene associata al Per sgombrare subito il campo da equivoci, va sottolitetto è l’impermeabilità, la capacità di non far passare neato che il tetto ventilato è cosa diversa dal tetto aerala pioggia in casa. Non bisogna però pensare che il tetto to o in cui si crei una microventilazione e rispetto a quedebba funzionare come un telo di plastica che non st’ultimo offre prestazioni migliori. Per comprendere il lascia traspirare gli ambienti interni: è necessario comsuo funzionamento immaginiamo che la copertura della prendere quanto debba essere isolante il tetto. casa abbia due pelli: tra le due si trova un canale (la Attraverso la copertura della casa mediamente si camera) in cui circoli l’aria, che durante la stagione disperde fino al 17% dell’energia utilizzata per riscalinvernale porterà via il vapore acqueo, non consentirà dare o raffrescare gli ambienti, un processo al quale alla neve di accumularsi in grandi quantità e accelerecontribuiscono in inverno la naturale tendenza dell’aria rà l’asciugatura delle parti sottostanti dei coppi abbascalda a muoversi verso l’alto e durante l’estate l’irragsando la tensione superficiale dell’acqua. In estate la giamento. Potrebbe sembrare logico fare del tetto una corrente d’aria abbasserà invece la temperatura grazie barriera insormontabile per al ricircolo che si crea tra corevitare perdite di energia, ma la rente più fredda e superfici Una camera di ventilazione correttarealtà dei fatti è diversa. Una riscaldate (un manto di coppi a chiusura ermetica, se pur reamezzogiorno rischia di arrivare mente configurata è la soluzione lizzabile, tenderebbe a trattenea temperature prossime ai 75°), per realizzare un tetto ventilato che re il vapore in casa rendendola evitando, limitando o comunque aiuterà a disperdere vapore acqueo e umida e quindi poco confortespostando sull’arco temporale a limitare gli effetti indesiderati del vole, oltre a creare danni alle della giornata il momento in cui sole e della neve. pareti e all’arredamento. il calore passa alla seconda pelle Tre le tecniche possibili: le tradizioL’altra faccia della medaglia è più interna e quindi agli ambiennali doppia listellatura e doppio l’eccessivo riscaldamento del ti della casa. tetto durante l’estate e il conseOccorre focalizzare l’attenzione tavolato e quelle innovative basate guente innalzamento della temsulla camera, che, ovviamente, su pezzi speciali. peratura in casa. deve avere una superficie esatta-

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Anche la bioedilizia predilige la realizzazione di un tetto ventilato, come è esemplificato nel disegno dell’architetto Nando Bertolini, Membro Inbar - Istututo nazionale di Bioarchitettura.

Un eventuale strato di tenuta all’aria, un elemento termoisolante e uno strato di schermo al vapore chiudevano la parte bassa della camera di ventilazione e proteggevano il soffitto della casa. A questa intercapedine era affidata la funzione termoregolatrice che si ritrova anche in immobili condominiali degli anni ’60-’70 di struttura moderna, con sottotetti in cui venivano collocate le «cantine» o comunque i ripostigli, che risultavano anche fin troppo areati. Uno spreco di spazio non più possibile, come testimonia il florilegio di mansarde e chambre de bonne anche a latitudini che lo renderebbero sconsigliabile. In fase di ristrutturazione di un immobile unifamiliare, difficilmente si resisterà alla tentazione di avere capriate di legno a vista oppure ottenere altezze considerevoli per soppalchi di zone a vista, o ancora guadagnare spazio con la collocazione sottofalda delle camere da letto. In ogni caso, occorrerà assicurare la corretta ventilazione con la giusta

mente uguale a quella del tetto. La distanza tra le due pelli, quindi l’altezza della camera, l’assenza di barriere alla circolazione nel canale e la conformazione del colmo del tetto fanno la differenza tra un tetto ventilato dalle elevate performance e una realizzazione approssimativa. È evidente che il tetto ventilato non è un prodotto ma una tecnica di costruzione che può essere adottata su tetti di conformazione diversa con inclinazioni maggiori o minori e rivestimenti in tegole, coppi, lastre di ardesia. Da un punto di vista estetico riesce quindi a rispettare le tipologie proprie di una determinata località. Analizziamo le tre condizioni per realizzare un tetto ventilato. 1 Altezza della camera. Quando il sottotetto non era considerato abitabile, e al più ospitava un ripostiglio, la camera che si creava tra la falda e il soffitto era utilizzata come camera di ventilazione, in termini tecnici «solaio areato». I coppi del tetto, se non erano parte integrante del sistema di camera ventilata, offrivano un’altra possibilità di microventilazione. La differenza era sempre legata alla tipologia costruttiva. Nel mezzogiorno d’Italia i coppi erano posati direttamente sulle travi di legno e il soffitto (quindi il «pavimento» della camera di ventilazione) poteva essere realizzato con un cannucciato misto a malta poggiato su travi e orditura in legno, al fine di assicurare la massima traspirazione e ventilazione nei mesi caldi. Al contrario, per soddisfare le esigenze invernali, il legno era l’isolante preferito in baite e costruzioni montane, mentre un Differenze tra le tecniche di costruzione del tetto ventilato: da sinistra a punto intermedio era costituito destra, una semplice microventilazione realizzata con orditura singola, una ventilazione coincidente con la microventilazione realizzata con orditura dalla terracotta delle tavelle delle doppia e una ventilazione separata dalla microventilazione realizzata da un case di campagna della Toscana. tavolato di legno che separa le due orditure.

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altezza del canale di ventilazione che sostituirà l’antica camera. La norma UNI U32035110/9.3.1, considerate come usuali in Italia pendenze del 30-35% e una lunghezza di falda fino a 7 metri, prescrive per intercapedini efficaci nella riduzione del flusso termico in clima estivo almeno 550 cm2 netti per ogni metro di larghezza della falda, al di sotto della listellatura nel caso in cui l’intercapedine sia in comunicazione con la listellatura stessa. Un valore di ventilazione al di sotto dei 200 cm2/m porterebbe alla realizzazione di un tetto areato o con una semplice microventilazione del sottotegola (è sufficiente posare tegole o coppi su listelli di 3-4 cm di altezza). Raggiungere il valore normato, invece, significa rendere abitabile e confortevole il sottotetto. Le tecniche costruttive sono tre: • doppia listellatura con coppi appesi al listello trasversale, • doppio tavolato sopraelevato con listoni per l’alloggiamento dei coppi;

Falde e moto dell’aria 1) Elemento di tenuta all’acqua 2) Strato di ventilazione 3) Strato di tenuta all’aria 4) Strato di coibentazione 5) Barriera a vapore 6) Elemento portante

p

Solaio areato 1) Elemento di tenuta all’acqua 2) Elemento di supporto (con integrato microventilazione sottotegola) 3) Elemento portante (continuo o frazionato) 4) Strato di ventilazione 5) Strato di tenuta all’aria (eventuale) 6) Elemento termoisolante 7) Strato di schermo al vapore

Fonte Officine Rasera

• intercapedine realizzata direttamente fra i coppi e la struttura portante mediante l’utilizzo di elementi di sopralzo, senza listelli o tavolato di supporto. Le prime due sono quelle più tradizionali, o che comunque si rifanno a realizzazioni artigianali. La terza è invece industriale e innovativa. 2 Tutte le soluzioni devono rispettare la seconda condizione prevista dalla normativa UNI: L’assenza di barriere alla circolazione del flusso d’aria. L’intercapedine deve essere senza listellature traversali o altri impedimenti che limitino il flusso ascensionale dell’aria riscaldata. In pratica, i listelli su cui sono agganciati i coppi non possono essere paralleli al colmo del tetto o, meglio, se sono paralleli devono poggiare su listelli che siano perpendicolari alla linea del colmo. È questa la doppia listellatura (doppia orditura di listelli ortogonali fra loro) che incanala il flusso ascensionale nelle «strade» costruite dai listelli perpendicolari. L’orditura

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superiore, parallela alla linea del colmo (o della gronda), sarà spessa circa 2-4 cm, mentre quella inferiore che poggia sulla falda avrà uno spessore variabile tra i 3 e i 6 cm a seconda della destinazione d’uso del sottotetto e del contesto climatico. Spessori inferiori ai 3 cm dell’orditura inferiore non forniscono prestazioni tali da giustificare i costi di realizzazione. La soluzione della doppia orditura è molto diffusa perché funzionale ed efficace, anche se l’orditura parallela influisce sulla prestazione globale (idealmente divisa tra due lame d’aria, parallela e perpendicolare). Per migliorare ulteriormente l’aspetto estetico si può ricorrere al doppio tavolato, che invece prevede due falde: la superiore, su cui sono fissati gli elementi di rivestimento (coppi, tegole) e a cui è affidata l’impermeabilizzazione, e quella inferiore, che si fa carico delle guaine necessarie ad assicurare la traspirazione dalla casa verso l’esterno, a impedire comunque l’ingresso dell’acqua e a limitare gli scambi termici sfavorevoli. In questo caso si sommano la normale microventilazione sottotegola, che si muove fra i listelli paralleli alla linea di gronda, e la ventilazione dello strato inferiore, che si muove all’interno di una serie di camere parallele la cui base è costituita dall’estradosso del solaio di falda e il soffitto dell’intradosso dello strato di separazione. In pratica le due orditure sono separate da un tavolato di legno (o più modestamente da una membrana traspirante) e quella inferiore permette ai flussi ascensionali verso il colmo del tetto di non incontrare ostacoli.

Cannucciato: per assicurare leggerezza e traspirazione le piccole canne (come quelle usate per fare le tende estive) erano utilizzate nei soffitti al di sotto delle falde e non erano calpestabili. Erano stese su travi di legno e poi assestate con la malta. Coppi e tegole: il coppo ha una caratteristica sezione curva e assomiglia a una U. Poggiandone uno diritto e uno rovescio si forma la copertura alla romana. La tegola può avere diversi profili, ma comunque è piatta (tegola marsigliese) e viene dal Nord Europa, dove è utilizzata su pendenze accentuate. La combinazione tra coppo alla romana e tegola marsigliese dà forma alla copertura a tegole portoghese. Cordolo perimetrale: nelle ristrutturazioni si tagliano le pareti per creare un cordolo di cemento che è il contorno del solaio di cemento e serve a rendere più solida la costruzione in quanto tira le pareti. Doppio tavolato: due tavole parallele divise tra loro da una serie di travetti o altri elementi che mantengono la distanza sempre uguale. Intercapedine: spazio vuoto formato in maniere diverse tra due pareti, due solai o due falde, che serve a creare una came-

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La falda sottostante è quasi sempre in laterocemento. Le prestazioni aumentano notevolmente, ma va da sé che salgono anche i costi di materiali e di mano d’opera. Lo schema del doppio tavolato o della doppia circolazione si adatta alla ristrutturazione degli edifici in cemento armato ed è ottimale nella previsione di ristrutturazione antisismiche in cui il cordolo perimetrale di cemento armato può avere la logica continuazione in un solaio a falda che funziona da elemento di irrobustimento. Per diminuire i costi e mantenere alte le prestazioni, è possibile anche costruire un tetto ventilato con elementi prefiniti e sistemi di ancoraggio che non prevedano listelli o tavolati di supporto, pur assicurando la corretta portata d’aria e dunque un’efficace ventilazione. Prodotti e sistemi innovativi sono stati messi a punto da diverse aziende italiane che semplificano le procedure di realizzazione abbassando non solo i costi, ma anche i pesi da far sopportare al tetto. 3 L’ultima, ma non meno importante, condizione da rispettare è la conformazione della linea di colmo del tetto, che deve assicurare una perfetta impermeabilità all’acqua, resistere al vento, ma anche favorire l’evacuazione dell’aria circolante nel sottomanto del tetto ventilato. È essenziale l’adozione di un colmo ventilante, cioè in grado di smaltire l’aria in entrata dalla linea di gronda con una sezione di uscita dell’aria calda non inferiore a 400-500cm2/ml per ogni versante, a seconda delle soluzioni adottate. L’errore peggiore è

ra d’aria che diminuisce sbalzi repentini di temperatura, migliora la circolazione dell’aria, combatte l’umidità. Laterocemento: sistema di costruzione dei solai che prevede l’utilizzo di cemento e di mattoni forati rossi. Listellatura: insieme di travetti disposti parallelamente su cui è appoggiato un altro materiale, come una guaina isolante, un pannello, coppi o tegole. Malta di allettamento: il materiale che lega mattoni o pietre nella costruzione di pareti non a secco. Solaio a falda: il solaio è orizzontale e corrisponde al pavimento di un piano e al soffitto di quello inferiore. Se è inclinato è il tetto. Sottomanto: lo spazio che si forma immediatamente sotto i coppi o le tegole, che formano il manto, cioè la copertura del tetto. Struttura portante dei tetti a falde: può essere realizzata mediante varie soluzioni: orditura di legno strutturale; capriata e profilati d’acciaio; capriata e pannelli di calcestruzzo armati precompresso; solai di calcestruzzo armato. • L’orditura di legno strutturale è costituita da capriate, grossa orditura e piccola orditura. Ogni capriata di legno è


sigillare gli elementi della linea di colmo con la malta, che ha la sola funzione di mantenere fissi coppi e tegole, ma non aiuta la ventilazione e peggiora anche l’impermeabilità poiché la capillarità attraverso le porosità della malta di allettamento (nel caso non ci fosse alcuna fessura tra malta e colmo) porterebbe l’acqua a contatto della falda. Un disastro che sarebbe accentuato proprio dall’impossibilità di garantire la fuoriuscita dell’aria di ventilazione, con ristagno di vapore e conseguente inumidimento di soffitti e pareti, il risultato contrario a quello che un tetto ventilato dovrebbe assicurare. La profilatura della linea di colmo con accorgimenti speciali è quindi inevitabile a prescindere dalla tecnica adottata. È possibile fissare gli elementi in linea di colmo su un listello di supporto in legno. I listelli sottocolmo saranno poi sostenuti da un’apposita staffa metallica fissata direttamente al solaio di falda. I profili impermeabili ventilanti da apporre sotto gli elementi di colmo possono essere rigidi (in pvc) o flessibili (in polipropilene). Questi ultimi sono disponibili in diverse larghezze e con bande laterali plissettate per conformarsi alla curvatura delle tegole e possono essere impiegati su colmi orizzontali oppure inclinati (displuvi). A questo punto è chiaro che il tetto ventilato è un’esecuzione tecnica che dovrà fare i conti con la specificità del luogo e dell’immobile su cui viene realizzato. La maggiore o minore insolazione, la ventilazione naturale del luogo, l’inclinazione delle falde, la destinazione

formata da due travi (puntoni) disposte secondo l’inclinazione delle falde, riunite in sommità a un travetto verticale (monaco o ometto) e inferiormente collegate a una trave orizzontale (catena o tirante). Le unioni o connessioni dei vari elementi si ottengono mediante intagli, opportunamente rinforzati con ferri piatti. Questo tipo di incavallatura, chiamato capriata semplice, può essere usato fino a una portata di 6-7 m. Per coprire luci maggiori si ricorre ad altri tipi di capriate come ad esempio la capriata palladiana, formato da due puntoni, da un ometto e da una catena, disposti come nelle capriate, semplici e inoltre da due contraffissi o saettoni interposti fra l’ometto e i puntoni. Le capriate di questo tipo si impiegano per coprire luci che vanno da 8 a 15 metri. • La grossa orditura si distingue in orditura alla piemontese e alla lombarda. Quella alla piemontese è costituita da una trave di colmo appoggiata su capriate o direttamente sui muri e da cosiddetti falsi puntoni o travi disposti secondo la pendenza delle falde, le quali, a loro volta, appoggiano superiormente sulla trave di colmo e inferiormente su una banchina o dormiente, costituita da una trave fissata ai muri perimetrali. L’orditura alla lombarda è caratterizzata invece dalla presenza di arcarecci o terzere, che sono travi

degli ambienti sottostanti influiscono sulla scelta della tecnica da adottare e anche sulla cubatura della camera di ventilazione che in ogni caso dovrà seguire la norma UNI di riferimento. Un’ultima annotazione sulla griglia «antipassero»: la presenza di una camera d’aria con una certa altezza invita sgraditi ospiti a sceglierla come propria residenza. Questo è il motivo per cui la linea di gronda viene chiusa da strisce forate che impediscono il passaggio di animali o di foglie. La striscia forata è stata ripensata come elemento di costruzione per assemblare i coppi o le tegole e garantire la distanza tra manto e falda e quindi la circolazione dell’aria. I sistemi innovativi hanno lavorato soprattutto sulla definizione di questo particolare per proporre al mercato tetti ventilati di costo contenuto. Chi ama i materiali naturali potrà utilizzare per il tetto ventilato legno e sughero. La divisione tra le due camere nel sistema del doppio tavolato può essere affidata a pannelli di sughero, che sono in grado di assicurare prestazioni invidiabili per la naturale capacità di resistenza all’acqua e di traspirazione, come ben evocano i turaccioli delle bottiglie di vino. Il legno, invece, è imbattibile nella falda sottostante non solo per motivi estetici: un solaio ordito in legno, anche al di sotto di una falda in laterocemento, permette di guadagnare gradi termici sia in estate che in inverno, oltre a una sensazione di calore che non fa difetto nemmeno alle pianelle di cotto.

disposte parallelamente alle linee di gronda e appoggiate su capriate o su muri trasversali. • La piccola orditura è costituita da correntini o listelli orizzontali, paralleli alle linee di gronda nei tetti alla piemontese e da travicelli o correntini o murali, inclinati secondo la pendenza del tetto nei tetti alla lombarda. Tetto a falda: la forma geometrica di un tetto, ossia della superficie di copertura di un edificio, è determinata da una o più facce piane inclinate, dette falde o pioventi. Il tetto a falde piane è caratterizzato da alcuni elementi: • la linea di colmo indica in generale una retta orizzontale di massima quota, che si ottiene come intersezione tra due falde inclinate del tetto; • la linea di gronda indica in genere una retta orizzontale di minima quota che si ottiene come intersezione tra le falde inclinate con uno stesso piano orizzontale, detto piano d’imposta del tetto; • la linea di displuvio è l’intersezione inclinata di due falde ad angolo convesso (saliente); • la linea di compluvio è l’intersezione inclinata di due falde ad angolo concavo (rientrante). La pendenza è sempre compresa tra il 30 e il 45% (più inclinata verso nord per far cadere la neve).

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Tetti Bioecologici

Sistema di ventilazione AERcoppo Il sistema di ventilazione Aercoppo, prodotto dal 1994, è sempre stato, con largo anticipo sulle richieste del mercato, allineato agli studi e agli esperimenti realizzati nel tempo in tema di ventilazione e risponde alle attuali norme UNI. L’innovazione è rappresentata da un piedino in polipropilene copolimero stabilizzato U.V.A. con funzione di rialzodistanziatore, munito di staffa di ancoraggio per renderlo autobloccante senza chiodatura, da applicare a ogni singolo coppo di canale. Si ottiene così la formazione di un’intercapedine di ventilazione con sezione media di 600 cm2/ml, nonché il blocco dei coppi di canale, annullando il loro basculamento senza forare la guaina e creando una catenaria continua. La totale assenza di traversi e l’intercapedine a contatto dei coppi permette un più rapido ricambio dell’aria per termoconvezione. L’accesso dell’aria avviene attraverso la griglia di partenza antipassero, in acciaio alluminato verniciato a polveri epossidiche che, munita di appositi ganci, blocca la prima fila di coppi evitando che scivolino pericolosamente. La grande quantità di aria riscaldata defluisce dalla camera di ventilazione attraverso il colmo brevettato AERcolmo, anche questo in acciaio alluminato e verniciato a polveri epossidiche. DepliMAX

Telo di sottomanto Stamisol® Eco Il telo di sottomanto Stamisol® Eco, per tetti a falde con inclinazione a partire da 15°, fabbricato in poliacrilato aperto alla diffusione, funziona praticamente come la pelle umana: respira, protegge e funziona come un regolatore. L’umidità presente nell’edificio può fuoriuscire verso l’esterno sotto forma di vapore acqueo attraverso il sottotetto e contemporaneamente la pioggia non può penetrare all’interno attraverso la membrana. Stamisol® Eco migliora perciò il benessere fisico di coloro che abitano, fa risparmiare preziosa energia e protegge la costruzione in modo duraturo dagli influssi atmosferici. Si adatta perfettamente sia per costruzioni di tetti a semplice o doppia ventilazione, sia per isolamento posato fra i correntini o sopra la carpenteria. Naturalia Bau 60

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Celenit propone Tetti Bioecologici, un insieme di soluzioni che soddisfano i requisiti di isolamento imposti dalla recente normativa in campo di risparmio energetico (D.Lgs. 192/05), di isolamento acustico (DPCM 05/12/97) e di comfort abitativo. Sono pacchetti di copertura che impiegano materiali naturali ad alta traspirabilità che garantiscono una buona protezione termica, acustica e al fuoco, oltre che salubrità e durabilità della struttura in legno. L’isolamento termico invernale è garantito grazie ai bassi valori di trasmittanza, mentre quello estivo è assicurato dalla capacità dei pannelli Celenit di accumulare calore e di rilasciarlo lentamente nel tempo. L’isolamento acustico è certificato presso il laboratorio di acustica del Dipartimento di Fisica Tecnica dell’Università di Padova, dove ha ottenuto ottimi valori per coperture leggere in legno. Infine la protezione al fuoco è garantita dai pannelli Celenit in lana di legno (Euroclasse B-s1,d0 di reazione al fuoco). I pannelli isolanti dei Tetti Bioecologici possono essere utilizzati singolarmente oppure in pacchetti appositamente studiati per offrire ottime prestazioni di isolamento a un eccellente rapporto qualità/prezzo. I prodotti proposti sono pannelli isolanti in lana di legno, sughero, fibre di legno e lana di canapa e guaine traspiranti e termoriflettenti - DuPont™ Tyvek® Universal Primo e Tyvek® Enercor™ Coperture. Celenit


Tegole in cotto DF2 e DF3 La tegola in cotto di grandi dimensioni proposta da Fornace Fonti consente un basso impatto visivo del pannello fotovoltaico in essa contenuto. Si monta come una tegola normale e permette di ottenere un tipo di tetto molto stabile. In un secondo tempo è possibile inserire il pannello fotovoltaico fino a raggiungere la massima estensione del tetto. Con questa tegola si può facilmente fare operazioni di manutenzione, sostituzione di pannelli danneggiati, oppure sostituzione di pannelli da un tipo a un altro (per esempio, passare da un pannello da 8 Wp a uno da 12 Wp, o in futuro sostituirli con pannelli tecnologicamente più avanzati). Si tratta quindi di un tipo di tetto che permette una buona modularità e un basso impatto visivo. Certo è indispensabile una buona progettazione, con uno studio accurato delle ombre, prevedendo, prima della posa, anche i cavi di collegamento. I modelli di tegola sono 2, con un terzo in fase di test. Il modello DF2, con dimensioni 46x39 cm (quindi 7,5 tegole a m2) è un modello di tegola a incastro sulla mezzeria, molto stabile, a basso impatto visivo e richiede un maggior numero di pezzi speciali. L’idea attuale vuole coniugare tradizione e modernità: si utilizza infatti una tegola che nel tempo ha dimostrato una grande stabilità per il suo semplice ma ingegnoso sistema di aggancio l’una all’altra, mantiene visivamente la tradizione dei tetti in cotto e ora si abbina a una fonte di energia pulita. Il modello DF3, con dimensioni 46x43 cm, si richiama invece alla tegola portoghese e il pannello inserito è più visibile. Per questo modello occorrono 6,75 tegole per m2. È possibile inserire un pannello da 4 celle 125x125 con resa da 8 Wp celle Isofoton, oppure un pannello con 4 celle Sunpower 125x125 con resa 12 Wp. Questo tipo di tegola si presta a supportare pannelli che possono essere sostituiti nel tempo con altri delle stesse dimensioni ma con migliori prestazioni, senza ulteriori supporti, cambiamenti di tegole, o stravolgimenti del tetto. Tutte le tegole sono prodotte con argille naturali della pianura padana, senza aggiunta di fanghi o additivi industriali, e cotte alla temperatura di 980°C. Fornace Fonti

Coperture Bicoppo e Bicoppo con dente

Dalla continua ricerca dei tecnici della Fornace Laterizi Vardanega Isidoro prendono vita Bicoppo e il Bicoppo con dente, che appartengono alla famiglia dei Multicoppo, studiata per esaudire le pressanti richieste del mercato delle coperture. Il brevetto nasce da un bagaglio fatto da tanti anni di esperienze e analisi del settore, con particolare attenzione al coppo e alla sua tradizione. Nel rispetto della tradizione e dell’estetica, Bicoppo assicura l’ottimizzazione del tempo di posa, in un mercato che richiede sempre più qualità ed economicità dell’opera. Il sapere antico e la bellezza impareggiabile del materiale vivo, ecologico e indistruttibile, sono quindi costantemente aggiornati alla luce della moderna ricerca e si trasformano in prestigiosi prodotti. Particolarmente indicato nelle ristrutturazioni, Bicoppo è in grado di soddisfare le aspettative dei tecnici e dei progettisti attraverso la sua versatilità e le sue prestazioni: si posa solo di canale (per ogni m2 ne occorrono circa 6,5), ha un peso di 4,3 kg e dimensioni di 450x380/330x10 mm. Bicoppo racchiude tutte le caratteristiche di affidabilità e durata e di migliore qualità dell’abitare caratteristiche delle coperture in cotto. Bicoppo offre una grande stabilità degli elementi del manto di copertura, garantita dalla forma particolare e dalle dimensioni, unita a una notevole facilità di messa in opera, poiché non si sposta dalla sua sede grazie all’ancoraggio con i denti. Ma soprattutto è possibile ottenere una notevole riduzione dei costi di posa grazie alla maggiore superficie coperta e al minor tempo necessario alla realizzazione del manto. Da sottolineare infine l’ottima capacità di smaltimento delle acque meteoriche, dovuta alla dimensione dei canali, progettati per mantenere costantemente pulito il manto di copertura. Fornace Laterizi Vardanega Isidoro

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Pannello Isolgrey

Lastra grecata Greca 143

Il pannello Isolgrey, protetto da brevetto esclusivo internazionale, è una lastra ondulata coibentata sottotegola accoppiata con un pannello coibente e con listellatura in pvc preassemblata a misura. La lastra ondulata è a base di fibre naturali bitumate monostrato, tipo Isoline, con sovrastante listellatura in PVC preassemblata, accoppiata con un pannello a base di polistirene sinterizzato battentato, tipo Greypor G, marchiato CE, con spessore 40, 60, 80 cm. Isolgrey, caratterizzata da un sistema modulare, è destinata a essere applicata su supporti in legno o cemento di coperture a falda nuove o in fase di rifacimento con pendenza minima della copertura 15%. Può essere abbinata con tegole in laterizio o cemento, realizzando al di sotto degli elementi di copertura uno strato coibentato, ventilato e impermeabilizzato. Pedonabile e resistente, Isolgrey garantisce impermeabilizzazione totale grazie alla lastra ondulata sottotegola Isoline, ventilazione e microventilazione per lo smaltimento del vapore e umidità e notevole risparmio sui tempi di posa in opera. Su richiesta il passo può essere con interasse da 34 a 38 cm. Onduline Italia

Greca 143 è una lastra grecata con passo di 143 mm in polimglass, un materiale inventato nel 1992 da Tecno Imac. Si realizza facendo convergere diversi tipi di materiali termoplastici in un’unica lamina, ma stratificata su 3 strati diversi, ognuno dei quali ha specifiche caratteristiche ed è pensato per assolvere a determinate funzioni: lo strato superiore in metacrilato costituisce una barriera ai raggi UV e garantisce resistenza agli agenti atmosferici e alle aggressioni chimiche ambientali, oltre a colorare la lastra. Lo strato centrale additivato con inerte riduce la dilatazione termica lineare e consente resistenza meccanica e abbattimento acustico. Lo strato inferiore in compound elastico garantisce elasticità, resistenza all’urto, protezione della parte inferiore della lastra da ogni tipo di aggressione chimica. Il risultato di questa combinazione di materiali è una lastra di copertura applicabile in qualsiasi situazione ambientale senza dover temere le aggressioni di vapori acidi di qualsiasi genere. Greca 143 è prodotta in vari colori con superficie lucida e con lunghezza fino a 13.500 mm. Tecno Imac

Sistema modulare Standard e Planus Tegomont® è un sistema modulare di copertura in metallo sagomato e isolato con Silvermont® polistirene espanso a lambda migliorato (λ = 0,28700 W/mK) combinato all’origine con polvere di carbonio a struttura molecolare simile alla grafite con densità 25 kg al m3. È studiato appositamente per una copertura che dura nel tempo. Nell’edilizia di nuova costruzione o nelle ristrutturazioni, è possibile utilizzare Tegomont al posto delle tradizionali coperture, abbinando il vantaggio della leggerezza e assenza di manutenzione alla facilità di posa. La produzione Tegomont® comprende: Lastra semplice, Lastra Gocciastop, Pannello semplice, Pannello Duplex, Pannello Farm, Pannello Millennium, Struttura, il tutto completato da una completa gamma di accessori. Il sistema Tegomont® coibentato con Silvermont® consente alle particelle cariche di umidità di risalire fin sotto la lastra di metallo e di essere intercettate dal moto ventilante, naturale veicolo che le sospinge verso l’uscita attraverso il colmo ventilato. Tegomont Planus è costituito da una lastra stampata a forma di tegola belga (o marsigliese o piana). Tegomont

Sistema tetto ventilato Questo sistema comprende una serie di prodotti che rendono molto semplice la realizzazione di un tetto ventilato: posando i pannelli si ottiene in un’unica operazione la coibentazione, la camera di ventilazione e il supporto per il manto di copertura. Il sistema si può posare su qualsiasi supporto continuo. Per completare correttamente un tetto ventilato si dovranno utilizzare gli appositi accessori in colmo, in gronda e le relative membrane impermeabili o traspiranti. Ghirotto

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Airwood EV Airwood EV è il sistema con canali brevettati progettato per aumentare l’efficacia della ventilazione e garantire un eccellente isolamento termico per tetti inclinati. È costituito da 2 pannelli forniti preassemblati: un pannello stampato in polistirene espanso sinterizzato (EPS) certificato CE con eccellenti caratteristiche di isolamento termico, impermeabilità all’acqua e permeabilità al vapore, e un resistente pannello in OSB per il supporto del manto di copertura. La ventilazione che si genera spontaneamente per moti termoconvettivi all’interno di Airwood EV concorre d’estate all’abbattimento dell’elevata temperatura del tetto e d’inverno allo smaltimento del vapore acqueo proveniente dall’abitazione. Airwood EV mantiene quindi gli ambienti sottotetto a temperature confortevoli e, grazie all’elevato isolamento termico, permette un sensibile risparmio nei consumi dell’impianto di riscaldamento invernale e dei climatizzatori in estate.

Soluzione pannelli Wierer Wierer affronta il problema dell’isolamento termico del tetto con soluzioni che sono il frutto della sua lunga esperienza e di importanti investimenti in ricerca e sviluppo. I materiali utilizzati sono il polistirene espanso estruso e il polistirene espanso sintetizzato. I pannelli che si ottengono possono essere sagomati o lisci e sono a celle chiuse. Questa caratteristica garantisce eccellenti proprietà isolanti, maggiore resistenza all’umidità nel tempo e ottima resistenza meccanica. Dal punto di vista ecologico i pannelli Wierer sono completamente riciclabili, si ottengono con gas espandenti non dannosi all’ambiente e sono quindi prodotti secondo la normativa EC 3093/94. Con i sistemi di isolamento più avanzati la tecnologia Wierer permette di ottenere isolamento termico, aggrappaggio sicuro alle tegole e ventilazione del sottotegola. I pannelli Wierer sono disponibili nelle versioni: Thermomanto System Plus, Thermomanto System, Coverclima, Coverfix, IsoReflex, Isotegola, Pannello liscio estruso, Pannello liscio espanso. Lafarge

Poiché Airwood EV richiede un adeguato sfogo dell’aria di ventilazione, è opportuno utilizzare al colmo del tetto il sottocolmo ventilato Airtop. La speciale forma brevettata dei canali migliora l’efficacia della ventilazione, sfrutta al massimo la sezione d’ingresso dell’aria e riduce al minimo le perdite causate da turbolenze e attriti. Tra un pannello e il successivo lo stretto profilo delle costole facilita il passaggio dell’aria in caso di disallineamento. La sezione maggiorata delle costole aumenta la superficie di appoggio al pannello in OSB, riducendo il rischio di flessioni al calpestio. Il pannello in EPS stampato possiede caratteristiche di resistenza alla compressione tali da sostenere senza problemi il normale carico del manto di copertura. Inoltre è compatibile con ogni tipo di supporto, pendenza di falda, manto di copertura, è facile da posare anche da una sola persona, con semplici attrezzature, genera uno sfrido minimo in posa grazie alle dimensioni contenute, è consegnato completo di istruzioni di montaggio ed è costituito da materiali interamente riciclabili. Isoltop

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Inoxwind: il colmo ventilato con la forza dell’acciaio

Il tetto isolventilato Airpica Airpica è il sistema tetto che assicura il massimo comfort abitativo permettendo il controllo delle dispersioni termiche, lo smaltimento del vapore nel periodo invernale e la riduzione del flusso termico entrante nel periodo estivo. L’innovativo sistema, studiato per realizzare in opera un tetto termoventilato a doppio tavolato, è costituito da due elementi sovrapposti e complementari, forniti separatamente e già pronti per la posa in opera: • un pannello stampato in polistirene espanso (EPS) certificato CE con eccellenti caratteristiche di coibentazione termica, impermeabilità all’acqua e permeabilità al vapore; • un robusto pannello in multistrato OSB, rivestito di guaina ardesiata, completo di listello in poliuretano rigido per l’appoggio di tegole e coppi con nasello. Airpica permette di ottenere contemporaneamente un ottimo isolamento termico del tetto, un’eccellente ventilazione per il comfort abitativo dei locali sottotetto, un’utile microventilazione sottotegola e una doppia impermeabilizzazione contro eventuali infiltrazioni di acqua piovana. Pica

Inoxwind è l’evoluzione del colmo Topwind, rispetto al quale introduce nuovi materiali e nuove soluzioni. L’ossatura del colmo è data da un profilo in acciaio inox AISI 430 di spessore 8/10, resistente sia alle sollecitazioni meccaniche sia alla corrosione. Ai lati del profilo sono fissate con una doppia piega delle bandelle in alluminio puro, di spessore 0,2 mm, tinta cotto. Larghe 25 cm e sovrapposte una all’altra per 5 cm, sono munite di striscia in adesivo butilico nel lato inferiore del margine esterno. L’assieme del profilo con le bandelle prende il nome di barra, fornita nella lunghezza standard di 2 m. Anche le staffe per fissare e posizionare alla giusta altezza le barre sono in acciaio inox AISI 430, spessore 1 mm. Vanno fissate a cavallo del colmo e distanziate in modo da averne 2 per ogni barra. Innovativo il sistema di ancoraggio delle barre alle staffe: sfruttando l’elasticità dell’acciaio, si utilizzano cavallotti inseribili ad altezza variabile sulle staffe e muniti di uncini laterali, che si ancorano a scatto sulle feritoie delle barre. Le barre sono estremamente rapide da posare. Per quanto riguarda la tenuta all’acqua, la particolare lunghezza delle bandelle (18 cm dall’inserzione al bordo), munite di striscia adesiva in butilico nel lato inferiore del margine esterno, permette di coprire efficacemente i coppi di canale in ogni situazione (displuvi, ripristini, posa non particolarmente accurata), opponendo un’efficace barriera all’acqua anche con l’adesivo tra coppo e bandella. Infine in tutti i fori di ventilazione, sul profilo d’acciaio, sono stati praticati piccoli bordi esterni salvagoccia, tali da convogliare eventuali infiltrazioni d’acqua verso le bandelle. I fori di ventilazione permettono un’aerazione di circa 270 cm2 per metro lineare, più che sufficiente per falde lunghe sino a 27 m. Possagno

Omniblock, Griglia di gronda, Uno, Turboairy, e Coppibloc Rasera presenta un sistema di prodotti per tetti areati: Omniblock è un pettine caratterizzato da una doppia linea di denti forati e sfalsati tra loro che impedisce l'intrusione di volatili e consente la ventilazione. Prodotto in polipropilene, si monta facilmente sulla linea di gronda ed è resistente ai raggi solari e agli sbalzi termici. La Griglia di gronda è disponibile in un vasto assortimento e misure per coperture in coppi o tegole che impedisce l'intrusione di volatili e consente la ventilazione. Le griglie della linea Aria sono tutte realizzate in lamiera forata e verniciata e si montano facilmente sulla linea di gronda. Uno è un listello multifunzionale in lamiera stirata zincata o verniciata facile da montare nel sottomanto di copertura (coppi o tegole) e consente il passaggio d'aria lungo la falda del tetto. Turboairy, in lamiera zincata e verniciata, è un modulo d’aerazione per colmi nei tetti in coppi o tegole che consente l’uscita d’aria entrata dalla linea di gronda attraverso la griglia o il pettine Omniblock. Coppibloc infine, in lamiera preverniciata, rame e piattina inox, è un gancio a S che consente di ancorare tra loro i coppi per evitarne lo scivolamento verso il basso. Rasera 64

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ZOOM CHIUSURE

di Alberto Mazza

QUANTI TIPI DI

PORTONI CI SONO?

Il «portone» è una chiusura destinata a un vano di dimensioni medio-elevate, prevalentemente destinato al transito di mezzi e non di sole persone. eterminante è il luogo di impiego: industriale (opifici, magazzini e depositi, ecc.), pubblico (autorimesse pubbliche, servizi trasporti, depositi e garage di centri commerciali, ospedali, uffici, teatri, alberghi, ecc.) civile (abitazioni private e condominiali). Per effettuare comparazioni obiettive è necessario che il portone sia di produzione industriale con caratteristiche e requisiti (prestazioni) definiti, ripetitivi, dichiarati e provati. Per quanto riguarda l’uso civile (può assimilarsi quello artigianale) l’impiego dei portoni è sostanzialmente deputato alla chiusura delle autorimesse o di particolari locali di servizi, deposito, ecc. La classica serranda metallica avvolgibile si è evoluta: vi sono modelli di acciaio e alluminio coibentati, di dimensioni notevoli, di finitura e aspetto anche gradevoli. La manovra, però, deve ricorrere alla motorizzazione e i tempi di movimento sono lunghi. Rimangono i portoni scorrevoli ad ante rigide: sono anch’essi di manovra disagevole e lenti in manovra motorizzata, occupano molto spazio sulle pareti interne, generalmente sono in pannelli metallici coibentati e preverniciati. Non brillano, inoltre, per estetica ma possono accogliere finestrature ed eventuali (sconsigliate) portine pedonali. Classici sono i portoni «a libro» che, anche su larghezze fino a 6 e più metri, possono evitare guide incassate a pavimento. In pannelli metallici coibentati e preverniciati eventualmente con finestre e portina (anche qui sconsigliate) hanno manovra manuale (sino a circa 4 m su 2 + 2 ante, comunque piuttosto disagevole) o motorizzata e ingombri minori di quelli scorrevoli. Le porte basculanti, bilanciate con contrappesi o molle, possono, anche nella versione «a libro», raggiungere dimensioni ampie, essere coibentate, avere aspetti estetici pregevoli, specie se realizzate in legno, e accogliere portine pedonali. La manovra diventa però progressivamente meno agevole per dimensioni e peso e si deve ricorrere alla motorizzazione.

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Perché è sconsigliato l’inserimento di finestre e di porte nei portoni? 1) A partire dal DPR 547/55 e in espressione più completa nel D.Lgs. 626/94 si indica la non coesistenza di passaggi di mezzi e di persone sul medesimo varco, cioè, per ragioni antinfortunistiche, la separazione di portoni destinati essenzialmente alla circolazione dei veicoli e porte per la circolazione dei pedoni (a causa del rischio di incidenti nel traffico misto anche per le condizioni di visibilità e di approcci che si hanno sui varchi tra interno ed esterno). Se una porta per garage (qualunque essa sia: a libro, scorrevole, sezionale, basculante) comprende al suo interno una sezione o una portina pedonale, questo significa che a porta aperta il traffico su quel varco è misto di persone e mezzi (il passaggio pedonale non è separato) e, quindi, la situazione è a rischio per la sicurezza antinfortunistica. 2) Una sezione di portone o porta inserita significa spesso anche: porta utilizzata quale «uscita di piano» (o di emergenza). Perché essa lo sia effettivamente deve: avere una larghezza adeguata (e spesso ciò non avviene e si presenta con larghezza non sufficiente, sopratutto se, per un garage, si deve prevedere l'esodo si persone con ridotta capacità motoria, ecc.); non presentare parti fisse (soglie sporgenti) inferiori (e questo non sempre è assicurato, specie in sezionali e basculanti); avere una sicurezza di agevole apertura non solo per l'impiego di un maniglione antipanico, ma per lo spalancamento dell'anta stessa, ecc. 3) Oltretutto una porta inserita è più costosa di una porta a parte, che, se si ha il pezzetto di parete utile o «da sacrificare», se la larghezza del vano lo consente, può essere realizzata a fianco della chiusura per veicoli (quella un po' più stretta e questa adeguata; su un varco di un garage per autovetture largo 4 m, anziché un portone di 4 m con porta pedonale interna di 0,8 - 09 m, può aversi un portone largo 2,80 m e, a fianco, una porta pedonale e U.S. di 1 m). Quindi l’inserimento di porte nei portoni è sconsigliato per il rischio contro la sicurezza antinfortunistica sul varco (D.Lgs. 626/94 Art. 33) e per il rischio di non adeguata rispondenza se essi sono utilizzati quali uscite di piano (sicurezza).

I portoni sezionali, bilanciati con molle, raggiungono dimensioni notevoli. Possono essere in acciaio e coibentati, rifiniti in molti aspetti estetici e in legno diversamente lavorato. Sono di agevole manovra manuale e facilmente motorizzabile; possono accogliere finestrature e portine (molto costose); pongono infine alcuni problemi di installazione per spazi superiori a soffitto e hanno un costo progressivamente più elevato. Questa è una rapida panoramica; per arrivare a una scelta oculata è necessaria un’analisi, magari con un sistema di «media ponderale» (come consigliato nella scelta per la porta da garage a pag. 72).

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Proposte armoniose

L’arte del legno

I portoncini Coserplast si inseriscono armoniosamente nelle diverse tipologie di abitazioni private, sia classiche sia moderne. Le proposte sono versatili e la disponibilità di accessori, tra cui zoccolature, traversi, pannelli decorativi, inglesine, vetri e pellicolature particolari, consente di personalizzare il prodotto. In fotografia il portoncino serie DG 200, nella colorazione verde, con batacchio in ottone e pannello decorativo. DG 200 di Coserplast

De Carlo propone i portoni realizzati in legno lamellare mogano meranti finitura castagno, con sopraluce fisso centinato a sesto ribassato. Le ante, a specchiatura multipla con cornice maxi e doppio zoccolo inferiore, conferiscono un’immagine di prestigio, solidità e tradizione che impreziosisce e completa l’intervento di rinnovo architettonico. I riempimenti delle ante sono realizzati con la giustapposizione di moduli vetrati di sicurezza e, nelle posizioni inferiori e laterali, pannelli bugnati realizzati in multistrato marino nella stessa specie legnosa delle ante e del telaio. Portoni in mogano meranti di De Carlo

Un portoncino a basso consumo energetico Se[le]ction è un portoncino d’ingresso in legno e alluminio con pannello cieco o pannelli vetrati (che possono essere dotati di vetro antisfondamento) certificato idoneo per le case passive e a basso consumo energetico. Se[le]ction combina legno, termoschiuma e alluminio. Il legno all’interno garantisce calore e aspetto confortevole. L’alluminio all’esterno, che può essere scelto in qualsiasi colore, rispondendo a ogni esigenza di estetica e di abbinamento alla facciata della propria abitazione, protegge il portoncino dal vento e dagli agenti atmosferici. Un profilo speciale impedisce all’umidità di penetrare nella zona inferiore anche in condizioni climatiche estreme. Inoltre le guarnizioni assicurano una tenuta straordinaria alla pioggia battente e all’aria. La perfetta funzionalità in qualsiasi situazione, anche di notevole surriscaldamento solare del portoncino, è inoltre garantita dall’innovativo sistema di aggancio del pannello in alluminio e resine fenoliche che ne consente il libero scorrimento sull’anta in legno multistrato. Esteticamente molto elegante, Se[le]ction ha integrato di serie un affidabile sistema di sicurezza e una maniglia di sicurezza. Come optional si ha il cilindro X-tra a elevata sicurezza. Per ogni cilindro è prevista una card personale di sicurezza, un elemento importante di identificazione che consente di effettuare ordini successivi di cilindri o chiavi. Il valore U della porta installata raggiunge un valore Ud, montato pari a 0,79 W/m2K. Se[le]ction di Internorm 68

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Una porta di vetro Il portoncino Plus, già certificato in classe 3 anti effrazione, è in fase di certificazione al Cert di Treviso per la classe 4 in base alla norma 1627-00. Punti di forza di questo prodotto rispetto a tradizionali (blindati) portoncini in ferro rivestiti di legno, sono: • struttura interamente in legno, quindi abbinabile in essenza e finitura alle altre finestre del fabbricato; • assenza misure standard, quindi non sono considerati costi aggiuntivi per i cosiddetti «fuori misura»; • libertà nel design: eventuali pannellature coprono semplicemente il vetro (che rimane da antieffrazione) e non lo incorniciano, liberando il prospetto da pesanti bordi e dando la possibilità di tagliare la pannellatura in infinite forme impensabili con un tradizionale blindato. • ingombro minimo dei montanti, che permettono così di aumentare il vetro e quindi il passaggio di luce; • facilità di asporto della parte esterna per cambiare colore o riverniciare. Il portoncino è classificato per quanto riguarda permeabilità all’aria (Classe 4), resistenza al carico di vento (Classe C5), tenuta all’acqua (Classe E1350), trasmittanza termica (Uw = 2.52 W/m2K), abbattimento acustico (-40 dB). Plus di Master


Raffinatezza di legno e Seta

Un portone che arreda

I portoncini di primo ingresso in legno massiccio Seta sono realizzabili in tutte le misure e specie legnose lavorate (pino di Svezia, douglas, yellow pine, framirè, rovere, castagno) e in svariate tipologie. Tutti gli spigoli sono arrotondati per dare un maggior supporto alla verniciatura e una più raffinata linea al portoncino. Seta è caratterizzato da battente di sezione 114x55 cm e telaio 68x55 mm, guarnizione montata sul telaio e cerniere anuba regolabili da 14 mm. I pannelli bugnati sono realizzati in mdf idrofugo per esterni impiallacciati in materiale ligneo. La suddivisione dei pannelli può essere personalizzata con l’aggiunta di uno o due montanti verticali e/o di traverse orizzontali, inoltre tutti i pannelli possono essere sostituiti con vetri. Di serie è inserita la serratura a 5 punti di chiusura, ma per migliorare ulteriormente la sicurezza del portoncino è possibile montare rostri antiscasso, nottolino antitrapano, bocchetta di sicurezza e scontri antieffrazione. In fotografia portoncino Seta in yellow pine laccato verde con vetri cattedrali, misure base 1700 x 2500 mm altezza. Seta di Navello

I portoni di ingresso Agros di legno lamellare sono realizzati su misura con 2, 3, 4, 5 e 6 bugne e vetrati. L’ampia scelta di modelli, la scelta dei legni (castagno, rovere, meranti, pino) e delle finiture (naturale, mordenzato e smaltato in tutti colori RAL) permette di personalizzare il portone rendendolo un elemento originale e anticipando lo stile di arredo della casa. Specie legnose di prima scelta, importanti sezioni dei profili, qualità e funzionalità degli accessori mantengono inalterate nel tempo le sue funzioni. Dal punto di vista tecnico è caratterizzato da sezione dell’anta 66x115 mm, sezione del telaio 54x70 mm, sezione bugna 48 mm, serratura di sicurezza d’acciaio con sistema antieffrazione e tripla guarnizione. Certificato di garanzia 10 anni. Agros di PB Group

Un’apertura verso l’ambiente Il modello H liscio proposto da Rubner è caratterizzato da impiallacciatura orizzontale in larice, trattato in superficie con vernice grassa ad alta resistenza UV. Dotato di maniglione inox 800 mm con rosetta antistrappo, è disponibile come porta CasaClima (standard) o su richiesta come porta a filo o porta per case passive. Modello H liscio di Rubner

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L

a chiusura del garage nel quale mettiamo le nostre auto e i nostri motocicli merita una specifica attenzione; quella porta viene usata giorno dopo giorno, per centinaia, migliaia di volte e, se non è stata ben scelta, ogni volta ci infastidirà con disagi sempre più antipatici e dannosi.

COME ORIENTARSI NELLA SCELTA DELLA PORTA PER

IL GARAGE? S

enza dover h) la sicurezza essere ingeantieffrazione: Con il metodo della media ponderale, valido per ogni prodotgneri, ci sono tentativi di to edile. Oltre il 40% dei box privati ha chiusure inadeguate modi che aiutaapertura per e non vengono utilizzati, o lo sono solo saltuariamente perché no a scegliere la furto o accesè diventato troppo faticoso aprire e chiudere la porta; tanti porta del garage so nell’abita(ma anche qualzione; garage condominiali rimangono aperti perché la porta contisiasi altro proi) il costo di nuava a rompersi, richiedendo continui ricambi. dotto edile) in acquisto, modo oculato, completo di razionale e non predisposiemotivo; il metodo della media ponderale è semplice zioni e messa in opera per porta funzionante; ed efficace. l) il costo di mantenimento per conservarla manovraStabiliamo 10 punti di interesse, 10 caratteristiche bile (a) e affidabile (d) nel tempo (c). sulle quali si basa la nostra scelta, ad esempio: A ciascuno di questi punti diamo un «valore» da 1 a 10 a) la manovrabilità: la facilità di aprire e chiudere con per indicare quanto quella caratteristica sia importante poca fatica, semplicità, silenzio, ecc.; nel nostro interesse generale. b) la sicurezza antinfortunistica contro i rischi di inciValori attribuiti per il calcolo della denti per urto, caduta, ecc.; da 1 a 2 = valori bassi; media ponderale c) la durata: quanto tempo può durare la chiusura? 10 3 e 4 = medio-bassi; anni, 20 o 30? O solo 5? 5 e 6 = medi; d) l’affidabilità: quante manovre può fare prima di chie7 e 8 = medio-alti; dere una revisione o dei ricambi? 9 = alti; e) l’estetica: per materiale (acciaio, legno), per colora10 = top. zioni, lavorazioni, ecc.; f) gli accessori: finestre vetrate, griglie di aerazione, portine pedonali inserite, ecc.; Ad esempio: g) le «tenute»: alla spinta del vento, all’acqua, all’aria; a) Il punteggio cresce se le manovre saranno eseguite da isolamento termico, acustico; donne, bambini, persone anziane; diventa sempre più 70

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importante quanto più è grande e pesante la chiusura e quante più manovre si devono fare ogni giorno (di media se ne calcolano 2 per ogni auto e 3 per ogni motociclo, diventano 3 e 5 se il garage ha una comunicazione interna con l’abitazione). b) Sempre per azionamento manuale: ci deve essere sicurezza contro la caduta, le sporgenze, il rischio di cesoiare o schiacciare le mani lungo le guide o tra parti in movimento, ecc. c) La durata è un valore da chiedere e far dichiarare al produttore; nulla è eterno e bisogna avere un riferimento oltre il quale la stessa manutenzione non conviene più; o per tempo o, meglio, per numero di cicli (cioè apertura + chiusura) che, diviso per il numero di cicli quotidiani e moltiplicato per 365, ci dirà più o meno quanti anni potrà durare. d) L’affidabilità è la frequenza dei ricambi. È importante sapere quanto spesso vadano lubrificate e registrate le chiusure, sostituite le molle e così via; sono informazioni che deve fornire il produttore. e) La percezione estetica è personale; alcune chiusure sono poco variabili; una serranda può essere in acciaio, alluminio, magari isolata, ma più o meno sempre dello stesso tipo; una porta basculante o un sezionale sono estremamente diverse se sono realizzate in acciaio semplicemente zincato o in legno pregiato massello lavorato; variano anche per peso e quindi per manovrabilità (tanto che le porte basculanti in legno vengono vendute quasi tutte motorizzate). Questa voce, anche per i differenziali di prezzo che comporta e per la manutenzione che richiede (pensiamo a quella del legno in esterno), è determinante per l’effetto domino che genera nella valutazione complessiva. f) Alcuni accessori diventano indispensabili (ad esempio le griglie di ventilazione per la porta di un box entro un garage condominiale), le finestre servono quando il garage viene anche «abitato» per hobby, ecc.; la portina pedonale è costosa o costosissima se la chiusura poi diventa motorizzata e, comunque, assolutamente sconsigliata per chiusure «comuni» e per «uscita di sicurezza». g) È fondamentale quando la porta è all’esterno; se vi sono condizioni di freddo intenso o caldo eccessivo o si utilizza il garage anche per attività diverse; la differenza tra lamiera zincata e pannelli coibentati e con guarnizioni totali è enorme. h) Una chiusura per garage può aprirsi facilmente come una normale serranda oppure avere serrature più o meno raffinate e raddoppiate, ecc.; alcune porte sono dichiarate «antieffrazione» (o blindate), bisogna però pretendere che questo sia dimostrato da certificati rilasciati da un laboratorio, secondo norme UNI o UNI ENV; comunque la resistenza meccanica all’effrazione deve essere considerata. i) È il plafond che ci si pone; dal massimo risparmio

assoluto (= 1) alla libertà totale di spesa (=10); va sempre considerato in ragione di tutti gli altri punti. l) È il costo dei tagliandi, ricambi, ecc... affinchè la nostra porta sia sempre funzionante con i requisiti iniziali (a), (b), (e), ecc. per la tutta la sua durata prevista (c). Una serranda metallica cieca (simile a quelle dei negozi) ha un costo più basso, ma è scomoda, faticosa da manovrare e rumorosa, le molle devono essere registrate spesso e sostituite periodicamente e non è di estetica raffinata; può essere con doghe isolate (ma con risultato non elevato), può essere pericolosa in manovra e per caduta; la sua durata è considerata limitata e i costi di mantenimento sono medio-bassi. Una porta basculante è economica, di buona manovrabilità; diventa progressivamente più costosa e di minore manovrabilità con l’aumentare delle dimensioni, delle finiture e del peso (lavorazioni, verniciature, legno, ecc.); pericoli di infortuni tra parti mobili e fisse (contro la caduta devono esserci appositi dispositivi); tenute da incrementare se esposta, durata buona, costi di mantenimento medi (alti per alcune finiture). Un portone sezionale ha un costo più elevato, sempre in proporzione alle finiture e agli accessori, è caratterizzato da manovrabilità sempre ottima, è silenzioso e garantisce buone tenute anche quando installato in esterno esposto; non presenta rischi sensibili se dotato dei dovuti dispositivi e accorgimenti di sicurezza; costi di mantenimento medi (alti per alcune finiture). La Tabella 1 permette di raccogliere e ordinare i dati:  Nella prima colonna Rif della tabella si scrivono i valori che si sono dati a ciascuna delle voci di riferimento della porta che si desidera; qui a titolo di esempio sono stati inseriti i valori di una chiusura di limitato impegno come potrebbe essere quella per un box privato inserito in un garage condominiale.  Nelle colonne successive si scrivono i valori che offrono vari tipi di chiusura Ch 1, Ch 2, ecc. proposte sul mercato, così come è possibile vederli sui campioni o trovare nelle documentazioni messe a disposizione da rivenditori, rappresentanti, installatori. Nella tabella sono indicate per esempio: - Ch 1: valori attribuibili a una serranda avvolgibile metallica zincata; - Ch 2: quelli per una porta basculante zincata e verniciata; - Ch 3: i punti di una porta sezionale zincata e verniciata. Si eseguono i totali di ciascuna colonna e tra essi si ha subito un primo confronto: la serranda non soddisfa e il sezionale è eccessivo, la chiusura che più si adatta alle esigenze che abbiamo espresso è la porta basculante, quella riportata nella colonna Ch 2 che si prende a riferimento.

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TABELLA 1

Punti di Interesse

RIF.

A

5

1

6

9

5

6

B

6

2

6

8

6

6

C

6

4

6

8

6

6

D

6

5

7

7

6

7

E

5

1

6

8

5

3*

F

2

2

2

3

2

2

G

4

2

5

7

5

5

H

5

4

5

6

5

5

I

6

8

5

6

4

4*

L

4

3

4

5

4

5*

Totali

49

32

52

67

48

49*

È possibile anche calcolare una media dei valori delle tre chiusure esaminate (tra i singoli valori sulla stessa riga e tra i totali di ciascuna colonna Ch); riportiamo poi i valori ottenuti nella colonna Ch M chiusura mediata che, per totale e singolarmente, si confrontano con quella pensata all’inizio nella colonna di riferimento Rif. Dal confronto si deducono i valori definitivi e si scrivono nella colonna Ch F chiusura finale: per mantenere il totale in quello che si era prefissato alcuni valori vengono corretti rispetto a quelli del prodotto originario (colonna Ch 2): si è scelta una chiusura solo zincata, si hanno 3 punti in meno per l’estetica e), 1 punto in più di manutenzione l), ma il box è interno e non esposto, e se ne guadagna 1 per la riduzione del prezzo di acquisito i); il totale al quale si arriva va a centrare le previsioni di partenza e indica il tipo e la caratteristiche della porta «ponderata» più adatta da acquistare, installare e utilizzare per quel garage. L’operazione è semplice, basta provare con una tabella senza numeri e risulta istintiva; può coinvolgere più persone, magari per avere la «media delle medie» a livello familiare, o confrontarla con quelle di «esperti». Un modo interessante per applicare questo metodo è quello di partire fissando inizialmente il 1° totale della colonna Rif: il valore massimo per la chiusura; se rientra nella «media» di 50, se basta 45 o se è necessario raggiungere 60 o anche 80 e più, e poi operare alla rovescia distribuendo il totale nelle varie voci. Ogni punto ha i suoi costi intrinseci e il suo «peso di nostro interesse»; costi e caratteristiche sono dipendenti, si è visto che se si vogliono valori prestazionali alti per alcuni, per «tenere la media» se ne dovrà contenere qualcun altro, come nell’esempio, oppure, accettare un «aumento» sulla scelta finale. Il sistema è tanto più efficace quanto maggiore è il numero delle «offerte» da raccogliere, valutare e inserire nelle colonne Ch; offerte non solo di chiusure di 72

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Ch 1 Ch 2 Ch 3 Ch 4 Ch 5 Ch 6 Ch 7 Ch M Ch F

tipo differente ma, anche, dello stesso tipo su differenti modelli e di diversi produttori; per poter confrontare prodotti similari e offerte parallele.

Attenzione! Ogni tipo di chiusura ha caratteristiche proprie non trasferibili; non si può chiedere a una porta sezionale di ingombrare come una serranda o a una serranda di essere leggera come una basculante; non si pensi di creare una porta Frankenstein fatta con i migliori pezzi di tutte le altre! Per fare un parallelo con un prodotto al di fuori del campo edile, il metodo della media ponderale si può ben impiegare anche per la scelta della automobile, considerando come parametri ad esempio abitabilità, comfort per lunghi viaggi, agilità nel traffico e nel parcheggio urbano, consumo, ecc. E come per le porte bisogna considerare la durata in termini di aperture e chiusure, per le automobili si considera il chilometraggio come punto di riferimento per ricambi e tagliandi: così ad esempio le gomme durano 50.000 km, la cinghia di distribuzione 100.000, e così via. La media ponderale può servire anche per raccogliere i desideri dei condomini quando si deve scegliere la chiusura del garage comune; ognuno riempie la sua tabella e avrà la sua media; si fa la «media delle medie» dei singoli valori e del primo totale; si avranno le colonne dei valori delle offerte raccolte, e quella che più si avvicina o che meglio si adatta rappresenterà la migliore decisione «ponderata» sulle richieste di tutti.


Il fascino del legno Il fascino senza tempo del legno, abilmente lavorato in tutte le sue calde tonalità, trova nella Linea Okoumè la sua massima espressione. Le porte basculanti sono realizzate con legni multistrato che assicurano un’ottima resistenza agli agenti atmosferici. Le naturali deformazioni strutturali del legno sono eliminate grazie a particolari incollaggi alla forma incrociata delle fibre. La struttura del manto apribile è realizzata con profilo perimetrale in acciaio zincato, sezione 80 mm, spessore 15/10; il manto apribile è rivestito con pannelli pantografati in Okoumè spessi 15 mm, uniti tra loro con sistema maschio-femmina. Tra i numerosi accessori in dotazione, sono proposti i dispositivi di sicurezza anticaduta e le guarnizioni in EPDM. È possibile scegliere il funzionamento manuale a richiesta motorizzato. Modello Dolomiti di Fis

Mille colori da aprire Portone sezionale, caratterizzato dall’apertura verticale e dallo scorrimento verso l’alto per consentire il massimo utilizzo dello spazio nel garage e nella zona antistante l’ingresso, EPU40 Hörmann è una chiusura robusta, silenziosa e sicura. A doppia parete coibentata, dotato di elementi provvisti di rinforzi perimetrali con uno spessore di 42 mm, è realizzato in dimensioni standard che variano da 2250 a 5500 in larghezza e da 1875 a 3000 mm in altezza. Disponibile in 15 pregiati colori preferenziali e, a richiesta, in tutte le tonalità della gamma RAL, questo portone è proposto in varianti estetiche molteplici e accattivanti: con eleganti finestrature, simmetrici cassettoni, sobrie grecature, effetti legno (woodgrain) ed effetti seta (silkgrain). EPU 40 di Hörmann

Qualità e personalità di una scelta Isovenere, la porta da garage coibentata e cassettata di Isola, presenta una finitura micronervata nel lato esterno che dà un tocco esclusivo al portone. È personalizzabile per colore o con finitura in simillegno, per dimensione e per inserimento di oblò. Può essere realizzata nella versione manuale o motorizzata ed è dotata di tutti i sistemi di sicurezza. La marcatura CE in conformità alle normative vigenti offre un’ulteriore garanzia di qualità del prodotto. Isovenere di Isola

La versione moderna dell’okoumè In Zen, caratterizzato da un design lineare e da un’eleganza atemporale, si coniugano il tradizionale disegno classico a linee orizzontali e la modernità data dalla fresatura quadrata più larga, che iscrive la porta in una cornice. Zen, dotata di certificazione antieffrazione, è disponibile nella serie Secur e Plus Secur, entrambe in legno di okoumè, finitura laccata (in fotografia RAL 3005 rosso vino). Le porte da garage Silvelox, realizzate interamente in legno, si caratterizzano per una tecnica costruttiva capace di assicurare loro solidità, indeformabilità e sicurezza e per le ottime caratteristiche di insonorizzazione e isolamento termico e per la ricchezza degli accessori. Le dimensioni possono variare da 2 a 6 m in larghezza e da 2 a 3 m in altezza, con dimensioni modulari di 5 cm. Su richiesta sono possibili personalizzazioni estetiche. Ogni porta prima della vendita è collaudata in sede e viene accompagnata da un certificato di garanzia di 10 anni. Zen di Silvelox

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PORTE TAGLIAFUOCO CHE COSA SONO? Le cosiddette porte Rei sono le porte tagliafuoco. La dizione Rei determina la resistenza del manufatto al fuoco e la tenuta di fumo in termini di minuti (15 - 60 - 120 ecc...) e porte «tagliafuoco» (TGF), tecnicamente definite «porte classificate per resistenza al fuoco e a tenuta L di fumo», hanno una funzione essenziale nella prevenzione e nella difesa dai danni che un incendio può arrecare alle persone e alle cose. Quando un incendio scoppia e divampa, sviluppa velocemente molti effetti pericolosi: ■ fiamme e calore che lo fanno dilagare, attaccano le strutture e aggrediscono le persone; ■ fumi che invadono rapidamente gli spazi, impediscono la vista, soffocano e generano panico; ■ gas tossici che dilagano subdolamente anche a distanza e sono i primi responsabili delle morti. Per impedire il passaggio di fiamme, calore, fumi e gas, devono essere progettate, costruite e installate porte con caratteristiche particolari. Non solo, la legge impone che esse siano «provate al vero»: installate su un forno nel quale si sviluppa un incendio con fiamme e temperatura oltre 1000°C, devono «reggere» senza perdite e senza surriscaldarsi nella faccia non esposta, per un tempo che, a seconda dei modelli, può variare da 15 minuti a 2 ore e oltre. I minuti di resistenza determinano la classificazione Rei 15, Rei 60, Rei 120 ecc. Le porte tagliafuoco devono avere dispositivi (molle e chiudiporta) di autochiusura che se sono aperte le chiudono automaticamente in caso di incendio grazie a rivelatori e fermi elettromagnetici. Il sistema legislativo nazionale, e ora anche europeo, dedicato alla sicurezza contro i rischi da incendio (DPR 547/55, D.Lgs. 626/64, Direttiva Prodotti da Costruzione, ecc.) impone il loro impiego, stabilisce le regole di scelta e le norme di prova, fissa gli obblighi e le responsabilità di chi le inserisce nei progetti, di chi le produce, di chi le mette in opera, di chi conduce le attività nelle quali sono installate, dei manutentori e di coloro che le impiegano. Troviamo porte tagliafuoco negli ospedali, nei corridoi e a proteggere le scale; nei teatri e cinema, nei musei, negli alberghi (gran parte delle porte delle camere sono REI 30, poi vi sono quelle di «sezionamento» dei corridoi e delle scale), nelle scuole e nei garage (in quelli grandi e pubblici si vedono anche i portoni tagliafuoco scorrevoli), nei magazzini, stabilimenti, ecc. 74

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Le porte tagliafuoco possono essere costruite con vari materiali: le più diffuse sono in acciaio e parecchie hanno anche delle finestrature. Molte porte, soprattutto negli alberghi, sono in legno (arrivano sino a resistenze di 2 ore); nei luoghi pubblici è invece facile trovare porte tagliafuoco vetrate con infisso in acciaio, alluminio o legno. Le porte tagliafuoco, quindi, hanno vesti molto varie, dalla più semplice e piccola, destinata a una cantina, a quella imponente e raffinata nella hall di un hotel, ma tutte, indistintamente e prima dell’estetica e del prezzo adatti, devono essere caratterizzate da resistenza testata e garantita, corretta installazione e cura costante con controllo e manutenzione. Curiosando un po’ si può cercare il «marchio di conformità»: su ciascuna porta deve esserci un contrassegno, una targhetta (generalmente applicata sullo spessore dell’anta o del telaio) sulla quale sono riportati il valore della classificazione Rei, il nome del produttore, i dati dell’omologazione, l’anno di produzione e il numero di serie. Spesso le porte tagliafuoco sono dotate di maniglioni antipanico o di maniglie di sicurezza, così da poterle aprire in modo facile e sicuro quando le si devono attraversare in fuga di emergenza. Anche questi accessori essenziali sono soggetti a leggi e norme per prove, produzione, installazione e mantenimento in sicura efficienza. Facendo un po’ attenzione si possono facilmente individuare le porte tagliafuoco che si trovano nei vari ambienti nei quali si svolge la nostra vita e la nostra attività. Possiamo trovarle anche nelle scale delle nostre case, nei nostri garage e cantine condominiali, sempre e comunque esse vanno rispettate perché rimangano sempre integre ed efficienti (e assolutamente non «zeppate», bloccate o con molle o chiudiporta scarichi e perciò inutili perché in caso di incendio non si chiuderanno). Sono importanti come e più di un estintore ed è importante vigilare su di esse (si possono facilmente reperire informazioni in merito) perché da esse può dipendere la vita nostra e quella di molti altri.


Uno stile sempre originale

Un’eleganza che dura nel tempo

ReikoD45 è conforme con le più aggiornate disposizioni di legge e i requisiti di sicurezza antincendio previsti per la progettazione e la costruzione di edifici, ma è anche ricca di finiture, stili e soluzioni estetiche moderne. È disponibile nella versione cieca della linea Normy, dal design elegante e raffinato, e nelle infinite combinazioni della linea Trama per uno stile originale e sempre diverso, grazie a giochi di tranciati orizzontale e verticale. Le porte Rei sono progettate per conservare stabilità e offrire tenuta al fuoco e isolamento termico, permettendo di isolare due ambienti comunicanti ed evitando il propagarsi delle fiamme in caso di incendio. 45 rappresenta il tempo di resistenza garantita al fuoco, espresso in minuti. Reikod45 di Audasso

I portoni d’ingresso per interno ed esterno Comeca, oltre a una notevole sicurezza, si caratterizzano per eleganza, stile e qualità. Un’ampia gamma di modelli in legni pregiati e numerose laccature eseguite con speciali smalti, numerose tipologie estetiche, completate da finiture e accessori d’eccezione, di serie o a richiesta, garantiscono l’affidabilità, robustezza e durata. Le porte blindate Ercole Rei 30’, 60’ e 90’, certificata a norma UNI 9723, sono resistenti rispettivamente 30, 60 o 90 minuti alle elevate temperature della fiamma viva. Ercole di Comeca

Un bacio senza tempo È decorata con Il bacio di Gustav Klimt con l’innovativo sistema NDD - Ninz Digital Decor, che permette un’infinita serie di rappresentazioni grafiche eseguite a mezzo verniciatura direttamente sull’anta con polveri epossipoliestere termoindurite, stampa grafica del decoro sulla superficie piana dell’anta con getto di speciali inchiostri, protezione del decoro per mezzo di lacca trasparente. Il bacio di Ninz

Emozioni e ricami in legno Porte intarsiate e ricami sul legno: la serie Imago regala atmosfera e antiche emozioni e le preziose lavorazioni manuali in radica e legni pregiati attribuiscono unicità a ogni pezzo. La delicatezza del legno sottolinea ambienti dallo stile raffinato. Imago è una scelta di qualità artigiana, per un classico senza tempo. Le porte Rei tagliafuoco GD Dorigo sono tutte dotate di certificazione di resistenza al fuoco e conformi alla norma UNI 9723/1996. Tale norma stabilisce le modalità di prova di resistenza al fuoco e i criteri di classificazione degli elementi mobili o fissi di chiusura delle aperture in pareti di compartimentazione. Rei 30’, Rei 45’ e Rei 60’ rappresentano i tempi espressi in minuti di resistenza al fuoco dimostrata dalle porte durante le prove di collaudo. Imago Collection di GD Dorigo

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UNA CHIUSURA CHE

CI PROTEGGE CONTRO ACCESSI INDESIDERATI mercato offre «blindaIte»,lporte «corazzate»

e anche movimento sono i più vari e devono avere la garanzia di alta, altissima specializzazione del costruttore. La fornitura deve essere accompagnata dalla dichiarazione di conformità e le dovute garanzie rilasciate dal produttore; i supporti (murature) devono essere adeguati e debitamente predisposti, l’installazione deve essere effettuata con la buona tecnica da personale specializzato, meglio se qualificato dallo stesso produttore.

La nostra casa è un luogo sacro; un’effrazione, l’introduzione di un ladro, prima che un danno per il furto che subiamo è una violazione della nostra intimità e un’offesa alla sensibilità dei nostri sentimenti.

e «supercorazzate», ma la resistenza di una chiusura all’effrazione non si misura in termini, bensì in laboratorio (le norme tecniche sono le UNI ENV 1627, 28, 29, 30); viene certificata in una Classe che va dalla 1 (resistenza allo scassinatore principiante occasionale) alla 6 (resistenza ad aggressione con attrezzi elettrici da parte di aggressori molto esperti). I sistemi meccanici ed elettronici di chiusura, controllo

Sicurezza su misura Petra è la collezione che Bertolotto Porte dedica alla sicurezza. Ogni porta blindata può essere prodotta su misura, con mono o doppia lamiera. I pannelli per gli esterni sono in compensato marino, in legno massiccio o con verniciatura ad acqua. Le finiture della ferramenta sono in oro lucido. La ferramenta è in oro lucido di serie e cromo satinato su richiesta. Le serrature sono disponibili nella versione a doppia mappa, cilindro europeo o cilindro europeo + cilindro di servizio. I pannelli (interno ed esterno) sono personalizzabili in sintonia con le porte e possono essere pantografati. È possibile inoltre uniformare i rivestimenti alle porte per interni dell’abitazione per modello, specie legnosa e tinta: in fotografia la porta blindata (a destra) si abbina perfettamente alla porta tradizionale (a sinistra). Petra di Bertolotto porte

La resistenza nel tempo Sicurezza, durata e isolamento per la nuova linea di portoncini blindati Cormo. Il certificato antintrusione classe 3, i chiavistelli e i rostri che entrano nel profilo del controtelaio aumentando la resistenza allo scasso, la protezione dello scrocco dall’inserimento di lame metalliche o plastiche e la piastra al manganese di serie rendono i portoncini sicuri e affidabili. Le lamiere zincate di serie per tutti i componenti del blindato offrono maggiori garanzie di durata nel tempo. La saldatura laser della struttura interna consente minori deformazioni e maggior resistenza meccanica evitando la formazione di ruggine nei punti di saldatura. La soglia mobile, la coibentazione su entrambi i lati e la doppia guarnizione assicurano infine maggior isolamento. Portoncini blindati di Cormo 76

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Una porta che scompare Synua, firmata da Adriani&Rossi, entra in un vero e proprio sistema grazie al concetto di boiserie. L’assoluta complanarità con la parete, ottenuta grazie al particolare sistema di apertura a bilico verticale e alla maniglia a incasso, è esaltata dall’inserimento nella parete rivestita con le stesse finiture di materia e colore, che può essere applicata sia in interni sia in esterni: Synua scompare totalmente per dare vita a Synua Wall System. In fotografia Synua Wall System laminam sabbia con acciaio inox e nero assoluto. Synua Wall System di Oikos

Come un antico battente

Una serratura «blindata» Start2 è equipaggiata con la rivoluzionaria serratura di sicurezza Gripstop brevettata da Tesio Porte, in cui i comuni chiavistelli scorrevoli sono sostituiti da due ganasce contrapposte in acciaio che, con una rotazione di 90°, si agganciano solidamente al telaio, garantendo così un elevatissimo indice di antiscardinamento. Il battente presenta una doppia lamiera in acciaio zincato ed è irrobustito all’interno da rinforzi a omega. È coibentato internamente con isolante termoacustico e rifinito perimetralmente dalla guarnizione Comfort. I rostri fissi presenti sul lato cerniera impediscono lo scardinamento laterale. La pomelleria è in alluminio bronzo. L’ancoraggio al muro sui 3 lati è garantito da un sistema telaio-controtelaio in acciaio, che consente un’ampia possibilità di registrazione tra i due elementi. Per un’installazione perfetta e rapida sono fissati sul battente particolari supporti con semi cerniere, registrabili sui 3 assi, con movimento micrometrico per lo spostamento laterale. I perni di rotazione muovono su una coppia di sfere per ridurre al minimo gli attriti. Start2 di Tesio

Theta comunica sicurezza facendo leva su elementi tecnici e al tempo stesso scenici, che ricordano i sistemi di chiusura ad alto livello di protezione. Dall’esterno riprende le fogge della serratura della classica cassaforte, con una maniglia centrale che non può aprirsi se in casa la porta è stata chiusa con regolare mandata. Dall’interno ricorda i portoni medievali con spranga, usata per aumentare il grado di impenetrabilità: si apre e si chiude con un pomolo di servizio che corrisponde al cilindro europeo e ha, come meccanismo di chiusura addizionale, una speciale maniglia di alluminio posta su una barra estesa in larghezza per tutto il battente, richiamando proprio le antiche difese. Attivando la maniglia, si ruota la barra in senso circolare, generando un movimento di grande impatto estetico. Theta è disponibile in dimensioni standard e su misura, in una vasta gamma di rivestimenti. Theta di Gardesa

Una porta elettronica Vighitronic è una porta blindata elettronica di assoluta sicurezza che alle caratteristiche strutturali di estrema solidità unisce tutti i vantaggi che la dotazione elettronica consente in termini di praticità e interattività. L’apertura con impronta digitale garantisce comodità (è sufficiente strisciare un dito sul rilevatore e la porta si apre con il rientro motorizzato delle mandate), sicurezza (possibilità di registrare l’impronta di qualsiasi dito della mano e il rilevatore riconosce la vitalità dell’impronta) e tranquillità (possibilità di aprire anche con chiave meccanica di emergenza e batteria tampone in caso di assenze prolungate di corrente). Facilissima da installare, Vighitronic nasconde tutti i dispositivi elettronici all’interno dell’anta, quindi per la sua messa in opera è sufficiente collegarla alla rete elettrica. Vighitronic di Vighi

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Un’apertura totale Monolite è un’innovativa porta blindata complanare dotata dello speciale sistema di cerniere a scomparsa Rondò, che garantisce la perfetta complanarità della porta tra telaio e anta e, allo stesso tempo, l’apertura della porta a 180°. Si tratta di un brevetto esclusivo Bauxt, un’innovazione per il settore delle blindate complanari, che solitamente consentono un’apertura massima di 90° o non possono sfruttare l’intera luce disponibile del passaggio. Monolite garantisce inoltre grande facilità di installazione. Monolite di Bauxt

Una porta certificata Venere di FBS è una porta ad arco in HDF laccato RAL, con grata in ferro battuto e vetro certificato e serratura di sicurezza a cilindro con Defender. La struttura blindata modello Secur è certificata a norma ENV 1627-30 in classe 3 con vetrocamera certificato EN 356 P5A con l’inserimento di gas Argon nell’intercapedine. Il vetro interno, antinfortunistico, è composto da due lastre intervallate da uno speciale materiale plastico che in caso di rottura impedisce ai frammenti di staccarsi. Su questo modello è stato installato il Kit Therma testato dall’Istituto PfB di Rosenheim per un’ottimale prestazionalità secondo le norme EN 10077-2 con valore di isolamento termico Ud = 1,4 W/(m2/K), EN 12207 classe 2 per l’isolamento all’aria, EN 12208 classe 1A per l’isolamento all’acqua, EN 12210 classe C4 per la resistenza al carico del vento. Questo modello rientra quindi nelle condizioni poste dal DM del 19 febbraio per usufruire della deduzione del 55% così come previsto dalla Finanziaria 2007. Venere di FBS

Sicurezza e silenzio blindati Il portoncino blindato modello Plurima certificato classe 3 antieffrazione, classe 2 permeabilità all’aria, 40 Db abbattimento acustico, è realizzato con una robusta struttura interna, dotato di 19 punti di chiusura e una serratura plurifunzione a doppio cilindro comandata da due chiavi: quella padronale e quella di servizio. La prima aziona entrambi i cilindri, mentre la chiave di servizio ne comanda uno solo, mettendo comunque in sicurezza l’abitazione. Il prodotto è perfettamente resistente non solo all’usura, ma anche all’azione erosiva degli agenti atmosferici. Chiusure di sicurezza:1 deviatore doppio laterale superiore, 2 deviatori laterali intermedi, 1 deviatore doppio laterale inferiore, 6 rostri fissi. Serratura: serratura a doppio cilindro europeo con defender antitrapano con blocco di sicurezza sul cilindro padronale con 4 chiavistelli più scrocco e un chiavistello di servizio; cilindro inferiore con volantino interno. La maniglieria è proposta in ottone lucido. Plurima di Rizzi 78

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erché si decide di motorizzare una chiusura, nel caso di una porta da garage o del cancello esterno? E nel caso più diffuso del condominio quali comportamenti sono consigliabili per trarne un’utilità maggiore?

SCEGLIERE UNA CHIUSURA

MOTORIZZATA uando la porta un condominio, delè quella del l’amministratore. Solitamente una motorizzazione si sceglie in primo luogo per proprio garage, in È una responsabinon doversi mettere a contatto fisico con essa, sporcarsi, una villetta, singolità diretta e non la o a schiera, serve a nulla il spingere per muoverla; in secondo luogo per permettere di abitazione diffusa patetico cartello effettuare le manovre di apertura e di chiusura a distanza, in molti Stati «attenzione chiuguadagnando tempo, senza dover scendere dalla vettura dell’America e sura automatica – ed esporsi al fastidio degli agenti atmosferici e rischio di dell’Europa e oggi non stare nell’area aggressione; infine per essere sicuri della richiusura per ovvie anche in Italia, la di manovra – ragioni di sicurezza contro intrusioni indesiderate, e questo gestione è di utensi declina ogni za singola; gli operesponsabilità»; prevede l’aggiunta di un’automazione. ratori sono famibisogna, come liari e le manovre impone la legge, sono attuate sempre e solo da poche persone, in un ambiencautelarsi dotando la porta o il cancello di ogni dovuto te conosciuto nel quale si ha un’attenzione di tipo casalingo; accorgimento di prevenzione contro gli infortuni. se la chiusura è comune, e il caso più diffuso è quello condoBisogna garantire una sicurezza antinfortunistica adeguata: miniale, il rapporto diventa multiplo e con estranei. questo è l’elemento sostanziale nella previsione e nella valuSe nella famiglia si è praticamente certi che nessuno lascetazione che precedono la scelta di una chiusura motorizzata. rà la porta aperta, diffidiamo che la stessa attenzione sia Se la manovra è familiare, in paesi come gli Stati Uniti e la esercitata da tutti i componenti delle famiglie, a volte anche Germania, è attuata «a vista», cioè a uomo presente, in pramolto numerose, che vivono nel condominio (e loro amici, tica solo mantenendo premuto un pulsante (o selettore a invitati, fornitori, ecc.). chiave) la chiusura si può muovere (in apertura e in chiusuUna chiusura motorizzata è una macchina che nel suo movira); il comando è sempre posizionato nelle immediate vicimento può coinvolgere una persona: urtarla, schiacciarla, nanze, in modo che chi lo adopera la possa sempre vedere; cesoiarla, trascinarla, incunearla, tagliarla, convogliarla, vista diretta e mantenimento del comando (se lo si lascia la uncinarla, sollevarla. Non sono torture medioevali, sono i chiusura si ferma) consentono il controllo del movimento e possibili pericoli, oltre alla caduta delle parti mobili, che si una buona sicurezza contro l’infortunio accidentale. possono correre quando si va a contatto con una porta In Italia siamo comunque propensi a manovre automatizzabasculante, una saracinesca, un sezionale, un cancello in te: prima di arrivare si invia l’input con il radiocomando, si movimento (vedi Fig. 2). E questo può avvenire quando essa attraversa il cancello e/o la porta che poi, grazie a un temnon è vista da chi la manovra. porizzatore, si richiude dopo il transito; nessuno lo sorveglia Attenzione a quando la chiusura automatizzata non è interdurante le sue manovre e quindi la sicurezza contro tutti gli na alla proprietà ma è sulla strada, e quindi a contatto con incidenti elencati deve essere affidata e garantita ad accorchiunque possa transitarvi o accedervi, compresi bambini, gimenti e dispositivi di sicurezza che evitino il rischio (il conpersone non attente, eccetera. tatto) o, qualora avvenga, facciano sì che provochi il minor La responsabilità civile e penale per ogni possibile danno danno possibile. causato a persone e a cose da una chiusura motorizzata e Una doppia linea di sicurezza: ■ preventiva: per evitare l’avvicinamento a parti in moviautomatizzata è a carico del suo proprietario, con coinvolmento, impedire che si possano infilare mani, piedi e gimento di chi la aziona e, per una proprietà comune quale

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anche la testa, tra elementi fissi e parti mobili, che vi siano spazi liberi sufficienti per evitare schiacciamenti, ecc. e che le spinte esercitate dalle parti in movimento siano limitate; ■ attiva: per sorvegliare gli spazi nei quali la chiusura si muove (con radar, sensori a campo, spire, ecc.) e «sensibilizzare» le parti avanzate e le loro traiettorie (con anche cellule fotoelettriche, coste mobili, ecc.), cosicché il movimento si fermi e si possa anche invertire in presenza di un ostacolo e, in caso di contatto, che questo si sviluppi e si limiti in modo tale da evitare un danno sensibile. ■ bisogna inoltre fare attenzione alla segnaletica: cartelli, pitturazioni, luci lampeggianti, richiami sonori, ecc. sono regolamentati da leggi (una per tutte il D.Lgs. 626/94) oramai scandite su disposti comunitari che impongono il rispetto di una serie di norme antinfortunistiche per la progettazione, la produzione, l’installazione e la manutenzione delle chiusure industriali, residenziali, pedonali e barriere. (UNI EN 13241-1, 12604, 12445, 12453, 12635, ecc.). Il produttore che mette sul mercato la sua chiusura motorizzata deve: a) avere effettuato una serie di prove, secondo le norme tecniche di riferimento, su prototipi significativi, presso un laboratorio che per queste li certifica; b) avere un controllo sulla produzione di ogni esemplare affinché sia conforme (per eguaglianza sostanziale di costruzione, comportamento, assemblaggio e disposizioni di installazione, uso e manutenzione); c) rilasciare la dichiarazione di conformità alle direttive CPD, DM, EMC (ed R&TTE per i radiocomandi) apponendo la corrispettiva marcatura CE sul prodotto, nei modi (targhetta, ecc.) e con le indicazioni (direttive, norme e valori, ecc.) previste e con le ulteriori informazioni dovute (massa parti in movimento, ecc.) (esempio in Fig. 1); d) fornire le istruzioni di funzionamento e le avvertenze per l’uso sicuro, le istruzioni di manutenzione ordinaria, il registro di manutenzione e prove.

Fig. 1

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Prima di richiedere il preventivo si dovrà aver già svolto in proprio la prima ricerca: un’analisi della tipologia e delle caratteristiche della chiusura meglio rispondente alle necessità. È l’operazione già vista per la scelta della porta da garage; nella media ponderale diventeranno essenziali: la sicurezza antinfortunistica (b), specie per le chiusure automatizzate e l’affidabilità (d) (in un condominio di 50 famiglie il cancello su strada può arrivare a 5-600 cicli al giorno, 200.000 in un anno, e il sezionale del garage comune a 150.000), completata dalla disponibilità di una sicura facile manovra di emergenza manuale da poter utilizzare in caso di mancanza di alimentazione elettrica, guasto, ecc. La scelta tipologica per il garage privato si potrà rivolgere a porte basculanti e portoni sezionali «civili»; per il garage condominiale a portoni sezionali o a libro «industriali», basculanti per uso intensivo, o anche a porte veloci metalliche (costose ma velocissime, di minimi ingombri laterali, sicure), ecc. In recinzione sono classici i cancelli metallici (o in legno), a battenti e scorrevoli; oggi produttori avanzati offrono cancelli scorrevoli «a sbalzo» senza guide inferiori e cancelli «a scomparsa totale inferiore». Inoltre bisogna, sempre seguendo i disposti e la regola tecnica, prevedere e programmare le linee elettriche di alimentazione e i collegamenti necessari. Al momento del preventivo è importante anche distinguere tra un cancello preesistente da motorizzare e un cancello motorizzato integralmente nuovo. Le chiusure motorizzate si dividono infatti in due tipologie di origine: 1) quelle che nascono come tali, cioè vi è un produttore unico originario che provvede ai due componenti, la chiusura e la motorizzazione (più tutti gli accessori di automazione, comandi, sicurezza, segnaletica, ecc.) e fornisce il prodotto completo che, realizzato a misura per l’installazione destinata, viene messo in opera e poi, con il collegamento di alimentazione, messo in esercizio; 2) quelle che derivano dall’unione di una chiusura già esistente, ad esempio il cancello manuale, o anche nuova (basculante, sezionale, ecc.) che viene «addizionata» da un installatore del componente motorizzazione e dei suoi accessori, e da lui messa in opera e in esercizio. Mentre per la chiusura del garage privato e del garage condominiale è pressoché scontato acquistare una chiusura motorizzata, nel classico caso del cancello è facile trovarsi a motorizzare quello già esistente. In questo caso è indispensabile considerare che non è assolutamente scontato che un cancello (lo stesso vale praticamente per ogni chiusura) nato, costruito e installato per essere mosso manualmente sia adatto a ricevere una motorizzazione e a funzionare automaticamente, specie se in previsione di manovre numerose e frequenti. Bisogna svolgere una valutazione tecnica preventiva, valutare


le condizioni alle quali il prodotto preesistente può essere portato alla motorizzazione; può essere necessaria la sostituzione dei sistemi di supporto e di rotazione; possono doversi irrigidire le parti mobili, rafforzare quelle fisse, ecc.; è indispensabile assicurare i franchi, i giochi e gli spazi minimi e massimi rispondenti alle norme tecniche di sicurezza; in alcuni casi può diventare necessario costruire un cancello nuovo «portante» nel quale il vecchio viene inserito a esclusiva funzione estetica. Per le chiusure nate motorizzate il produttore originario unitario è responsabile della marcatura, delle conformità, ecc.; l’installatore, che si limita a metterla in opera e inserire la spina nella presa di alimentazione, ha la sua responsabilità e rilascia la sua dichiarazione di corretta messa in opera. È meglio avere una fornitura «chiavi in mano», cioè ricevere il prodotto già messo in opera, funzionante e messo in esercizio, così da avere un unico responsabile, preferibilmente il produttore della chiusura motorizzata. Invece per l’applicazione di una motorizzazione su una chiusura esistente o che acquista e automatizza, l’installatore si assume ogni responsabilità di ogni componente sul quale pone le mani (cancello o basculante motorizzati, dispositivi, accessori, comandi ecc.) ed è lo stesso installatore che, a fine lavoro, la consegna, la mette in esercizio (e la fattura) e si configura quale unico produttore del manufatto finito. E anche se la chiusura, la motorizzazione e ogni altro componente hanno una propria singolare marcatura originale CE, quella sul prodotto complessivo (la chiusura motorizzata) che ne esce, la dichiarazione di conformità, e tutte le responsabilità e obblighi connessi spettano solo ed esclusivamente all’installatore. Questa distinzione è essenziale; Fig. 2 bisogna avere ben chiaro chi è l’offerente e chi è il produttore responsabile della chiusura che alla fine ci viene consegnata. In ogni caso è utile avere anche indicazioni ulteriori consigliate dal produttore o installatore che formula l’offerta e che comunque nell’offerta e poi nei documenti di commessa siano espressi chiaramente i seguenti punti: ■ la chiusura motorizzata/automatizzata fornita deve rispondere ai requisiti di sicurezza antinfortunistica (meccanica, elettrica, in trasmissioni, ecc.) dovuti per le disposizioni (leggi, decreti, regole, direttive, norme, ecc.) vigenti; ■ l’identificazione comprensiva di marcatura CE di uno o più componenti non qualifica e rende idoneo il manufatto completo (non esistono proprietà traslative e amplifi-

cative), chi va a fornire, installare e mettere in esercizio la chiusura, ne risponde da a) a d) (vedi tab. a pag. 80) ; ■ tutte le caratteristiche: prodotto, tipo, modello, misure, durabilità, accessori, finitura, ecc. che si sono definite per la chiusura stessa (nella colonna finale per la Ch F) e convenute con il fornitore; ■ la chiusura completa deve essere consegnata con un collaudo contestuale (verifica di rispondenza ai termini contrattuali) e un atto di messa in esercizio nel quale si verificano, si rilevano e si attestano i requisiti funzionali e di rispetto delle sicurezze come da disposti, regole e norme vigenti; ■ chi e come attua i collegamenti elettrici (alimentazione con atti dispositivi di protezione, collegamenti ai comandi, sicurezze, segnalamenti, ecc.) e ne dà garanzia (secondo la Legge 46/90 ecc.). Rimane la scelta del mantenimento, necessaria per le responsabilità e per la sicurezza delle persone: le apparecchiature, i dispositivi e i sistemi di sicurezza devono essere sempre efficienti, attivi, funzionanti e registrati per garantire la loro efficacia in caso di emergenza. Si deve pertanto assumere l’onere di una continua vigilanza attuata dagli stessi utenti, e, a cura di essi e dell’eventuale amministratore, un contratto (adeguato alla chiusura e al suo esercizio programmato) con una ditta esperta e qualificata per i controlli periodici, la manutenzione ordinaria e l’eventuale manutenzione straordinaria. Tutta la documentazione e i contratti devono essere accuratamente conservati; le annotazioni sulla messa in esercizio, la vigilanza, ogni controllo e intervento di manutenzione devono essere riportati (e siglati da chi li ha effettuati) sul registro; perché sono la dimostrazione della cura che il proprietario (l’amministratore) ha dedicato al momento dell’acquisto e poi, nel tempo, per il mantenimento delle sicurezze antinfortunistiche su quella chiusura. Una chiusura motorizzata è una grande comodità, ma è anche una responsabilità. Una scelta oculata deve considerare con attenzione tipo e caratteristiche del manufatto, particolarmente in funzione della durabilità, ecc. Ma per la sicurezza antinfortunistica si deve avere un’attenzione estrema: troppi incidenti denunciano colpevoli leggerezze, risparmi e speculazioni; investire nella sicurezza è una cautela sempre vantaggiosa, oggi se ne hanno anche gli strumenti.

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RISTRUTTURO

DI VINCENZO PAGANO FOTO DI MANUELA CERRI E DARIO FUSARO

Quali sono i presupposti di un restauro conservativo e in che misura è possibile rivitalizzare il dialogo originale tra il recupero del costruito e le mutazioni del contesto esterno?

SULLE COLLINE PIACENTINE

Un borgo da conservare

L’architetto Maurizio Mancini ha firmato il restauro conservativo di un complesso immobiliare costruito sulle colline piacentine nel ’700 e ampliato nel secolo successivo. Rispetto della tradizione e utilizzo di materiali di recupero si combinano con la riedizione di lavori di un tempo come la malta muraria pigmentata o le modifiche contemporanee come i solai areati.


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ulle colline piacentine, in Val Trebbia, Villa Bellaria è un complesso, quasi un piccolo borgo, che domina la valle e gode della vista delle Alpi. In questa proprietà di circa 40 ettari coltivati in gran parte a vigneto, l’edificio principale è una casa padronale il cui impianto risale ai primi anni del 1700. Lo si riconosce per la sua caratterizzante forma a «elle». Con il trascorrere degli anni, l’edificio principale è stato ampliato intorno al 1820 e sono stati via via aggiunti altri corpi di fabbrica, fino a far assumere al luogo i caratteri di un piccolo borgo la cui delimitazione è tratteggiata dal giardino progettato dalla paesaggista Anna Scaravella, che si contrappone e si salda alle balze piantate a vigneto. Agli inizi del ’900 la villa è stata resa oggetto di una prima ristrutturazione. Successivi interventi di rimaneggiamento hanno deturpato l’aspetto originario, che invece è stato salvaguardato nei corpi secondari, soprattutto la torre e i portici, che ancora conservavano i tratti dell’epoca della costru-

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zione quando gli attuali proprietari hanno affidato all’architetto Maurizio Mancini il restauro dell’intero complesso. Il progetto di recupero dei fabbricati è stato impostato sulla base del rispetto dell’aspetto originario, con la conseguente eliminazione delle superfetazioni (volumi ed elementi estranei all’organismo edilizio originario) e dando priorità al ripristino dell’antica conformazione. Tutte le scelte si sono mosse nell’alveo di un restauro conservativo, a partire dalle murature e dai tetti, che sono stati oggetto di interventi determinati ma mai invasivi o comunque troppo evidenti. Un tratto significativo dell’intervento conservativo è rappresentato proprio dalle murature esterne. «Il notevole sviluppo perimetrale ha richiesto un intervento meticoloso», spiega Maurizio Mancini, «che ha comportato un lavoro di consolidamento realizzato con la tecnica del cuci-scuci ma che ha mirato nel contempo a ottenere un effetto estetico quanto più vicino all’originale anche nelle malte utilizzate».


Il corpo principale del piccolo borgo si apre su un curatissimo giardino il cui restauro porta la firma della paesaggista Anna Scaravella. Sotto: la planimetria del complesso di Villa Bellaria con i filari di vigneto che si stendono oltre il giardino.

Uno scorcio della facciata nord dell'edificio principale, i cui serramenti sono stati ricostruiti interamente, e del giardino che si affaccia sul lato nord del corpo principale della villa. Il porticato realizzato interamente in legno che arricchisce la facciata nord della villa padronale.

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Per il paziente lavoro di sostituzione delle pietre danneggiate e per la ricomposizione dei brandelli murari provati dal tempo, l’equipe diretta da Mancini ha preso in esame la colorimetria per effettuare il lavoro di stigliatura delle pareti in cui si ridà tono al materiale di legatura. L’utilizzo del cemento moderno, infatti, finisce con il conferire alle pareti una tonalità “azzurrognola” che mal si addice a una muratura antica. La soluzione è l’aggiunta nelle malte di un pigmento, in questo caso il rosso terra di Siena, ma è necessario effettuare qualche prova per vedere la resa all’asciugatura. La muratura in pietra viene svuotata e stuccata con la nuova malta. Prima che questa sia completamente asciutta viene spazzolata per avere l’effetto della posa a secco. Intervento complesso, invece, è stato lo sbancamento interno per la creazione di un piano interrato in cui posizionare il locale tecnico, la cantina e un bagno di servizio. Gli edifici, infatti, non prevedevano cantine, e quindi è stato necessario ricavarle con la tecnica delle sottomurazioni. La casa padronale necessitava di un consolidamento esteso, e quindi si è approfittato dell’intervento per scavare il piano interrato. Il procedimento prevede lo scavo e la costruzione di un muro di cemento o di mattoni al di sotto delle fondazioni, che in questo caso arrivavano in origine a un metro e mezzo di profondità. È stato deciso di scendere di altri due metri operando con casserature di un metro di lun86

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La zona a rustico che ospita la serra mette in evidenza il lavoro di stigliatura delle murature esterne. Nella malta è stato aggiunto il rosso terra di Siena e l’effetto finale è quello di un tempo.

A destra e nella pagina precedente: viste della casa patronale, la gradinata esterna segue l’andamento del terreno che, digradando velocemente, ha permesso di mettere il solaio areato in collegamento diretto con l’esterno. Attenzione ai particolari è stata dedicata nel lavoro di ristrutturazione, come ricorda il serramento in legno ricostruito alla maniera antica.

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L’interno della serra è attrezzato come giardino d'inverno con le grandi finestre che affacciano verso l’esterno. Da notare la colorazione tenue delle pareti.

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ghezza per un metro di profondità per non compromettere la stabilità dell’edificio. Un lavoro di grande attenzione che obbliga a procedere poco per volta e a completare un giro intero delle mura perimetrali prima di scendere di un altro metro. Dalle fondazioni si passa al tetto, che è stato interamente ricostruito ricorrendo alle antiche tecniche di costruzione con travi e travetti in legno di rovere recuperato a costruire l’orditura su cui sono state appoggiate le


tavelle di cotto, che offrono il giusto impatto visivo a chi alza lo sguardo. Al di sopra del piano di tavelle sono stati stesi pannelli di polistirene e di sughero che offrono una naturale coibentazione e insonorizzazione. Infine il manto di copertura, realizzato con coppi sempre di recupero, ha conservato inalterato il suo profilo geometrico esistente. L’involucro della casa è completato dagli intonaci a base di pastella già colorata e fratazzata per offrire un effetto finale rustico ma elegante, che si legano ai pavimenti in cotto antico, sempre di recupero e trattati con olio di lino crudo, che sono stati poggiati su solai areati. Dal punto di vista della distribuzione degli spazi interni si è cercato un miglioramento della funzionalità degli edifici. Si muovono in questa logica l’apertura o, meglio, la riapertura di finestre esistenti, che ha permesso di rivedere la collocazione delle camere, e il rifacimento comple-

In questa pagina, la zona a rustico attrezzata per accogliere gli ospiti si caratterizza per i soffitti a volta, che sono stati pazientemente ripuliti e riportati all'antico splendore. Per le pareti sono state scelte due tonalità decise che sottolineano la funzione giorno o notte degli ambienti.

to della scala di collegamento tra il piano terra e quello superiore, che ora sfoggia pedate in pietra piacentina fiammata. Gli elementi della tradizione sono sempre protagonisti naturali della casa; lo si scorge in tanti dettagli, come: i camini in arenaria che provengono da un’antica dimora toscana, i serramenti di legno dipinti a mano, la cucina con il piano di piastrelle contenuto da un piatto di ferro e le ante in rovere, le volte a mattoni che rendono ancora più accogliente la zona ospiti, la torretta che

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Casa Patronale - Piano Terra, scala 1:200

Casa Patronale - Primo Piano, scala 1:200

La cucina è modellata secondo i dettami country della muratura. Il piano di lavoro è costituito da piastrelle contenute in una cornice di ferro. Tradizionale l'orditura in legno al soffitto.

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I grandi spazi a disposizione hanno consentito di ricavare diversi ambienti da destinare alla convivialitĂ . Notevoli i camini in arenaria provenienti da un'antica dimora toscana.

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segnala la presenza della sottostante serra in cui sono ricavati spazi conviviali a diretto contatto del giardino. Il restauro conservativo ha saputo proporre soluzioni tecniche che hanno un notevole impatto estetico e sono in linea con l’ambiente e l’epoca degli edifici. Valga per tutti il drenaggio in ghiaia realizzato tutto intorno al fabbricato principale con uno scavo che la contiene: un intervento che sembra essere il prolungamento del disegno del giardino, ma che assolve al tempo stesso all’importante funzione di isolare con efficacia la casa dall’umidità, proprio come avverrebbe in un vaso per evitare che le radici di una bella pianta possano marcire.

L’architetto consiglia: il solaio areato Uno dei problemi di maggiore peso nella ristrutturazione degli immobili in pietra è il contrasto dell’umidità. In via generale, le murature in pietra succhiano l’acqua dal terreno per capillarità. Il grado di assorbimento sarà rilevato dall’altezza della linea di fioritura che si forma sugli intonaci delle pareti esterne e interne. Per combattere questo fenomeno occorre evitare di chiudere quelle nicchiette che spesso si trovano nei muri antichi e che servivano proprio per interrompere la capillarità. Un accorgimento che da solo non basta a evitare il fenomeno, soprattutto quando l’edificio ha il piano terra a diretto contatto con il terreno e non ha spazi sottoposti al livello del terreno come la cantina. In questo caso anche il pavimento contribuisce ad amplificare la presenza dell’umidità in casa. Per evitarlo è possibile realizzare un solaio areato, cioè un solaio che abbia al di sotto una camera di ventilazione e quindi eviti il diretto contatto della soletta di cemento e della guaina con il terreno. Per realizzarlo, dopo aver tolto il vecchio pavimento, si abbassa la quota di calpestio di 70-80 cm con uno scavo del terreno (occorre fare attenzione e prevedere la possibilità di una 92

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sottofondazione). Con un carotaggio nel terreno si realizzano dei cilindri vuoti che saranno riempiti di sabbia: si creeranno così pali in sabbia che raccoglieranno l’acqua del terreno. A questo punto si crea il drenaggio con uno strato di ghiaia. È quindi la volta delle fasce di cemento su cui saranno posti i mattoni pieni che funzioneranno da distanziatori e creeranno la camera di ventilazione. Al di sopra dei mattoni vanno posati i tavelloni che costituiranno il solaio su cui appoggiare il pavimento. Sopra i tavelloni si realizza una soletta con una rete elettrosaldata e il cemento. La rifinitura del grezzo è affidata a materiale isolante e a una guaina su cui sarà appoggiato il fondo per il pavimento. È possibile realizzare lo spazio di ventilazione anche con prodotti prefiniti come cupolotti in materiale plastico (soprattutto quando è necessario contenere la profondità di scavo). Nel caso di Villa Bellaria, il solaio areato riceve aria dal giardino poiché il versante sud digrada piuttosto velocemente e quindi è stato possibile mettere in comunicazione diretta la camera di ventilazione con l’esterno. Inoltre l’area intorno all’edificio ha un drenaggio realizzato con una sorta di fossato riempito di ghiaia.


Alcuni scorci della casa sottolineano il lavoro di restauro conservativo effettuato dalla squadra dell'architetto Mancini. Un passaggio della casa è reso interessante dall'orditura in travi, travetti e tavelle di terracotta che arricchiscono il soffitto. Le differenti altezze delle finestre sono state mantenute, mentre è stata rifatta per intero la scalinata di accesso al piano superiore della costruzione, che ora mostra le pedate in pietra piacentina fiammata a testimonianza del desiderio di rispettare le tradizioni costruttive del luogo.

SCHEDA PROGETTO Progettista e direttore dei lavori

Arch. Maurizio Mancini

Progetto giardino

dott. Anna Scaravella

Restauro Impresa Pavimenti Tinteggiature Marmi e pietre Realizzazione giardino

Geom. Riccardo Cornelli In cotto antico posati a malta con finitura a cera Decorabbit del geom. Andrea Zurla Francesco Perotti Pugni

Impianti Elettrica 2S Ardemani

Impianti elettrici Impianto termoidraulico

Arredi Mobilarte Cassina Flos, Venini, Luceplan

Arredi su misura Divani in pelle Lampade

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La luce è solo illuminazione? Come possiamo illuminare terrazzi e giardini limitando i costi elettrici? Dove è importante illuminare?

LUMINOSI ON - OFF di Emilia Prevosti

SPAZI ESTERNI La luce non è solo illuminazione ma è anche decoro, scenografia e gioco, soprattutto se applicata in giardini e terrazzi. e giardini sono i biglietti da R Prospetti visita delle nostre abitazioni: sono la prima cosa che si percepisce e talvolta, per chi a noi estraneo, anche l’unica. Per questo oggi, sempre più spesso, si sceglie di investire ritoccando le parti visibili dall’esterno delle nostre case. I fronti vengono rinnovati anche grazie all’uso di lampade, di norma dal disegno non invadente, che, se correttamente impiegate, creano effetti luminosi che mettono in risalto i particolari architettonici ed evidenziano gli ingressi. La luce acquista così la doppia valenza di bisogno e di scenografia. Illuminare vialetti d’accesso e ingressi è importante non solo per motivi estetici, ma soprattutto per tutelare la sicurezza personale e per ridurre il rischio di cadute accidentali. Contemporaneamente, per ottenere un risultato scenografico, è consigliabile creare punti luce particolari giocando con faretti posizionati alla base di piante e cespugli e orientati in modo da diffondere la luce dal basso verso l’alto. Questo tipo di applicazione garantisce realizzazioni soddisfacenti e godibili anche dall’interno delle nostre abitazioni. Tuttavia la luce non deve mai mancare dove è effettivamente necessaria. Vanno quindi sempre previsti punti luce e prese nelle vicinanze degli angoli organizzati con tavoli e arredi in genere. Sono oggi presenti sul mercato numerosi apparecchi idonei per l’illuminazione di luoghi esterni, anche a risparmio energeti-

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co e di varie fasce di prezzo. Sempre più aziende producono lampade da parete a illuminazione radente al muro, spot direzionabili e faretti a incasso calpestabili e anche carrabili. Nella progettazione illuminotecnica per i giardini la forma della lampada è subordinata alle caratteristiche luminose e alla funzionalità. L’apparecchio, infatti, spesso sparisce tra la vegetazione e nelle ore più scure in realtà si percepisce solo la luce prodotta. La luce all’esterno diventa pura, si trasforma in segno e segnale che prende vita tramite sensori crepuscolari dal crepuscolo all’alba o tramite collegamenti a orologio. È comunque meglio prevedere un pulsante di accensione e spegnimento manuale per le lampade di servizio e per le lampade con sola funzione decorativa. Un’importante valutazione che deve essere fatta prima di prendere qualsiasi decisione in merito è inerente ai tempi di accensione degli apparecchi e ai conseguenti consumi energetici. Di norma, a seconda delle stagioni, questi apparecchi restano accesi circa 12 ore al giorno. Per questo motivo è consigliabile scegliere lampade a risparmio energetico o lampade fotovoltaiche. Queste ultime sono apparecchi a risparmio energetico che convertono l’energia emanata dal sole in energia elettrica; le batterie si caricano durante le ore diurne e le lampade si accendono automaticamente al crepuscolo. Sono rivolti a coloro che privilegiano l’illuminazione nel rispetto dell’ambiente, in modo pratico e senza sostenere costi di elettricità.


POD LENS, lampada da esterni e da interni prodotta da Luce Plan. L’apparecchio è progettato per essere appeso tra gli alberi, fissato a una parete, inserito in uno stelo o piantato nel terreno. Il suo diffusore colorato diffonde una luce variata e direzionata.

SOLAR BUD, lampada a led prodotta da Luce Plan. L’apparecchio non ha bisogno di cavi elettrici perché è alimentato da una batteria che si ricarica per mezzo della luce del sole. Adatto a indicare sentieri, percorsi, bordi di piscina, ingressi che nell’oscurità sarebbero difficili da riconoscere.

GENIE 90 S, faretto da parete e da pavimento adatto per uso esterno prodotto da Delta Light.

EXPO, lampada rivestita di teak prodotta da Delta Light.

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MONOPOL, lampada prodotta da Delta Light.

OFU, lampada disponibile con diverse fonti di illuminazione compresi led RGB, prodotta da Reggiani e disegnata da Alvara Siza. Lâ&#x20AC;&#x2122;apparecchio è adatto a un utilizzo sia interno sia esterno.

Lampada da parete in rame e vetro realizzata a mano da Officina del Giardini.

SUPERARCHIMOON OUTDOOR, lampada disegnata da Philippe Starck e prodotta da Flos.

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DOSSIER LUCE

di Marcella De Meglio e Valentina Tornielli

Un lusso eclettico Accostamenti freschi e leggeri dal design innovativo e una ricercata palette di colori creano un insieme eclettico e armonioso dove la luce diventa l’elemento principe per esprimere il vero lusso. L’eleganza è data dalla scelta dei particolari: i riflessi dorati di un paralume prezioso, gli arcobaleni di oltre 200 cristalli Swarovski, il calore dell’oro zecchino 24 carati, la perfezione di una lavorazione interamente artigianale e la durata nel tempo di materiali di prima qualità. Shining Gems di Ahura

Ambienti glamour La nuova serie di lampade da sospensione o da parete a variazione dimensionale è stata progettata con tecnologia power led ad alta efficienza. Le fonti luminose utilizzate possono arrivare fino a 100.000 ore di durata (circa 70/100 volte superiori rispetto a una lampadina tradizionale). Inoltre il design eccentrico e accattivante, ma allo stesso tempo minimale per materia e forme, fa sì che il prodotto renda glamour ed elegante qualsiasi ambiente. Big Bang di Aldabra

Effetto diamante Ava è formata da strati di plexiglass lavorati a mano, ognuno con una sua dimensione e sfaccettatura: illuminati danno l’effetto di un diamante. Il diffusore è realizzato in lackfolie cromo. Il design del prodotto è stato realizzato da Erik Dahl e Giorgio Gandellini. Ava di Anna Lari

Luce di strass Un’installazione luminosa che combina strass e pendenti della collezione Baga e che associa l’illuminazione di interni alla Urban Culture. L’idea progettuale evoca un’esperienza personale della designer, Patrizia Garganti, che rappresenta in chiave «lovely» una cucciolata di nove cani realmente vissuta. I toys sono allegri oggetti di arte da strada conosciuti anche come giocattoli per adulti. Urban Culture di Baga

Luce e colori Il prodotto è realizzato in vetro soffiato, verniciato internamente di bianco ed esternamente nei colori ambra, rosso, arancio, viola, bianco e wengè con effetto a graffio. La montatura è in metallo verniciato nickel satinato. Planet di bbb Illuminazione

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Una cascata luminosa Illumina come una pioggia di luce la lampada creata da Mariluccia Baccin. La combinazione tra vetro e acciaio rende il prodotto, realizzato a complemento delle collezioni bagno, una soluzione perfetta anche per tutti gli altri ambienti della casa: dalla cucina più minimal alla camera da letto più moderna. Splash può essere personalizzata decidendo il numero delle luci e scegliendo tra vetro trasparente o satinato. Le lampadine, a basso voltaggio, garantiscono un forte risparmio energetico. Splash di Arlex

Perline di vetro Il lampadario Perla è realizzato in ferro forgiato a mano. Il metallo è trattato con applicazioni di foglia argento e oro, invecchiato e protetto da cere. I particolari sono realizzati in vetro di Murano in cristallo trasparente. I paralumi sono in stoffa con inserti di fili in metallo dorato, disponibili nei colori blu scuro, oro, verde e rosso. La cascata è formata da perline di vetro trasparente. Perla di Brg Illuminazione

Luce orientabile Jet è una lampada da tavolo orientabile in senso verticale in alluminio lucidato o satinato. Ha il supporto di sostegno in acciaio cromo satinato. L’accensione graduata avviene con il sistema «touch». Il design è di Yuri Rovelli. Jet di Bilumen

Tratti essenziali Il corpo della lampada è in pietra naturale, la struttura in alluminio e i diffusori in metacrilato sabbiato. Il prodotto è realizzato sia nelle versioni da interni sia da esterni. Caratterizzata da tratti essenziali, la lampada vive naturalmente negli spazi architettonici minimali. Lampada modulare, è prevista nelle versioni da 30, 60, 90 e 120 cm. Può essere realizzata con le seguenti pietre naturali: pietra serena, pietra grey, pietra lavica, rosso king, pietra crema e pietra leccese. La Gigia di Ca’ Belli

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Cristallo e tessuto L’articolo, una lampada da tavolo, è realizzato in cristallo lavorato, con la base in ferro dorato e il paralume in tessuto rosso. L’altezza è di 77 cm, il diametro del paralume di 28 cm. Il design di questa lampada è di Luca Bojola. 55.6444 di Banci


Led decorativi Fort fibre ottiche ha ampliato la sua gamma di prodotti con apparati a led. Il risultato è una vasta scelta tra faretti con led di potenza (1 o 3 W) o segnapasso, barre per illuminazione di teche e vetrine composte a progetto con led da 1 o 3 W o barrette con led SMD per effetti decorativi con luce bianca, colorata o RGB. Apparati a led di Fort fibre ottiche

Segno e luce Miss, articolo della collezione Diffusion, è un piccolo tubo che proietta una meravigliosa luce sul tavolo. L’essenzialità è la componente principale dell’oggetto. Si tratta di un vero progetto duale, in cui segno e luce si fondono. Il design è di Omar Carraglia. Miss di Davide Groppi Il concetto di luce Le plafoniere della serie Edra trasferiscono negli esterni i migliori canoni utilizzati negli ambienti interni, canoni che hanno rivoluzionato in senso migliorativo i concetti di illuminazione, assicurando un comfort visivo impareggiabile: assenza assoluta di abbagliamento con sorgenti di luce completamente nascoste, perfetta diffusione e resa cromatica, alta qualità estetica e funzionale dei materiali, tra i quali l’acciaio inox lucido è l’elemento caratterizzante. Edra di Castaldi

Eterea e sfuggente È l’idea di dinamicità e di movimento che ispira questa lampada da terra. Lo slancio di una forma che esilmente si avvolge e si evolve da volume pieno per trasformarsi in luce rarefatta ed eterea. Una sapiente combinazione di linee, volumi e sorgenti luminose in un equilibrio delicato e sfuggente. Chi la guarda ne è attratto perché incuriosito dalla ricerca di un punto di osservazione che varia, muta e si rinnova quasi a creare un dialogo tra lui e la lampada. Il design è di Marco Acerbis. Polaris di FontanaArte

Come pietre preziose Grandi luci composte da 2 blocchi di resina cristallina disponibili in tutti i colori delle pietre preziose. Grazie alla stratificazione del colore sui blocchi la luce risulta bianca anche se la lampada ha una colorazione intensa. Disponibili in numerose versioni, da sospensione, da terra, applique e in gruppi con numero di elementi a richiesta montati su grandi dischi in fibra di vetro. Mercurio di Cedri Martini

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Cristallo soffiato Bea è disponibile in borosilicato cristallo soffiato e lavorato a mano e borosilicato cristallo verniciato rosso, viola e arancione. La montatura è in metallo cromato e alluminio. L’altezza varia tra i 35 e i 200 cm, mentre il diametro è di 32 cm. Il design è di Nicola Grandesso. Bea di de Majo

Grandi spazi Magica, la lampada a sospensione di grandi dimensioni (diametro 720 mm) disegnata da Andrea Bastianello, è disponibile nelle seguenti versioni: nero esterno/bianco interno; cromo esterno/rosso interno; bianco esterno/bianco interno. Di aspetto accattivante, si adatta ai grandi spazi ed è dotata di dimmer per la regolazione della luminosità. Magica di Disegno Luce

Ventagli di luce Spatio, disponibile sia per attacco a jack sia con attacco diretto a parete e soffitto, offre le risposte a tutte le esigenze di illuminazione. La gamma di sorgenti luminose va dal led ad alta emissione fino agli ioduri metallici da 150 W. Il comfort visivo è garantito da un ampio ventaglio di accessori quali filtri colorati e paraluce. Una serie di parabole, sviluppate direttamente da Delta Light, consentono emissioni controllate. È disponibile nelle finiture bianca o grigia (standard) o nera. Spatio di Delta Light Italia

Un dettaglio di stile Cheope è la collezione di lampade da appoggio dallo stile lineare e ricercato. L’eleganza del tessuto moiré del paralume, il vezzo delle piume e la raffinatezza del vetro a coste lavorato a mano la rendono un complemento d’arredo irrinunciabile. Grazie alle diverse combinazioni di colori è un elemento in grado di impreziosire ambienti di assoluta classe. Le lampade Cheope sono disponibili nelle versioni da terra, da tavolo e da comodino. Cheope di Gallery

Intimismo lunare Il prodotto fa parte di una serie di lampade-arte ispirate dal simbolo-archetipo della luna. I quadri-luce, le cornici-luce, le sculture-luce, le lampade da tavolo, a sospensione e applique, sono stati ideati per creare atmosfere di soffuso intimismo lunare. Tutte le lampade sono numerate e limitate. I materiali usati sono nebulite e wengè. Per ottenere suggestivi effetti luminosi, le lampade montano varialuce elettronici conformi ai principi standard qualitativi e di sicurezza elettrica. Lunar dance 1 di In-es

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Sapore di storia Il prodotto proposto da Flamina è un lampadario barocco in chiave moderna, con bracci in fusione di ottone montati su una struttura in ferro, decorato in oro a foglia. La colonna centrale, al cui interno è montato uno spot alogeno da 50 W che illumina verso il basso, è formata da 1800 ottagoni di cristallo Swarovski. Le misure sono 93 cm di diametro per 100 di altezza. È disponibile anche decorato in argento con paralumi e cristallo nero. Il design è di Marcello Pappè. Lampadario barocco di Flamina


Protagonista il vetro Euclide è un sistema da camminamento per esterni caratterizzato da un design contemporaneo. Protagonista assoluto è il vetro, unito a un contenuto tecnologico elevato. L’innovativa ottica «multimirror», brevettata, dotata di riflettore multifocale in policarbonato trasparente metallizzato, garantisce un elevato comfort visivo e un’ottima distribuzione fotometrica. La sorgente luminosa è posizionata all’interno di un vano in fusione di alluminio impiantato nel terreno. Il design è dello studio Arnaboldi. Euclide di iGuzzini

Design raffinato Parade D-RGB-12 è un prodotto innovativo che convoglia la potenza di 12 chip da 3W a tricromia in un design raffinato per applicazioni architettoniche decorative, soprattutto in esterni. Il prodotto unisce un’elevatissima resa a un sistema di miscelazione elettronica di colori all’avanguardia, corredati da massima affidabilità, lunga durata, riduzione dei consumi, funzionamento a freddo e rapidi tempi di risposta. Parade D-RGB-12 di Griven

Fluorescenza compatta La lampada fluorescente proposta da La Filometallica è una lampada compatta da 11 watt GU10, che può sostituire la lampada alogena GU10 da 50 watt. Può essere montata su quasi tutti i faretti che utilizzano le alogene GU10 da 35 e 50 watt, con un grande risparmio di energia, calore e di costi di manutenzione. Può essere anche dimmerabile: la dimmerazione si effettua semplicemente accendendo e spegnendo la lampadina, a ogni accensione e spegnimento la lampada diminuisce di luce di circa il 30%, diminuendo anche il consumo. Dors dimming GU10 11w di La Filometallica

Look audace Il diffusore orientabile abbracciato da un profilo di alluminio estruso conferisce alla lampada un carattere dinamico e grintoso ben accentuato dalla leggera curvatura del vetro, satinato su un lato e serigrafato sull’altro, per un effetto di luce deciso. Le forme pure e nitide rendono Spid, che si caratterizza per un look audace e contemporaneo, un complemento d’arredo particolarmente adatto a personalizzare con stile gli ambienti più moderni. Il design è stato curato da Archirivolto. Spid di I Tre

Andamento verticale Italamp propone una nuova serie di lampade che cattura l’attenzione unendo materiali diversi come il metallo della base, il vetro soffiato e il tessuto. Ercolino ha una caratteristica distintiva: è stato studiato per rimanere sempre dritto. Ercolino di Italamp

Andamento orizzontale Tutte le barre della gamma I-Léd esaltano il concetto di illuminazione orizzontale tramite l’utilizzo di prodotti fissi e orientabili che, in aggiunta alle diverse ottiche disponibili e alla più aggiornata tecnologia led, garantiscono un’alta applicabilità funzionale. La gamma è disponibile sia con luce monocromatica (bianco caldo, bianco freddo, bianco naturale, verde, rosso, ambra, blu) sia in RGB per splendidi effetti di luce dinamica. Murla di I-Léd

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Corolle floreali Gli originali moduli in vetro modellato a mano si aprono in corolle floreali che formano un tutto tondo. La montatura è in acciaio e i moduli sono disponibili in vari colori: cristallo-bianco, topazio, cristallo. La collezione sarà completata da sospensioni in altre misure, plafoniere e applique. Planet di La murrina

Oggetti di luce Lampada da tavolo Ecliptika 20, con diametro di 20 cm, è realizzata a mano come tutti i prodotti Knikerboker. La sua versatilità permette di inserire il prodotto in qualsiasi contesto. Idee, materiali e colori si fondono diventando oggetti di luce, belli e particolari. Ecliptika 20 di Knikerboker

Trasparenza naturale La linea di lampade realizzata da Isaac Glass è caratterizzata da design esclusivo: forgiate con materiali eccellenti, utilizzano vetro ottico e cristallo, la cui trasparenza naturale conferisce al prodotto eleganza. La linea si compone di una vasta gamma di possibilità combinabili, che consente di creare oggetti unici. Leggera, forte, cristallina, sempre brillante è la linea decorativa che Isaac Light propone a una nuova clientela alla ricerca di oggetti moderni, dal design classico. Isaac Light di Isaac Glass

Appare e scompare Movi è l’apparecchio da interramento calpestabile motorizzato che appare solo quando serve la sua luce. Quando si spegne, scompare, lasciando la massima libertà di utilizzo degli spazi. Alla presenza di un carico eccessivo che impedisce la risalita, grazie a un meccanismo di sicurezza Movi non sale e non si accende. Eliminato il carico, basta spegnere e riaccendere l’interruttore per ripristinare il normale funzionamento. Movi di Klewe

Atmosfere marine Lampada da tavolo o a sospensione, Abyss è composta da una struttura articolata in segmenti modulari di policarbonato che alloggia un filo di led a tensione di rete. La resa luminosa di questo progetto evoca atmosfere di profondità marine in cui luminose entità organiche si snodano sinuosamente nelle tenebre. Il design è di Osko e Deichmann. Abyss di Kundalini

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Cuore tecnologico L’illuminatore Light Beam è la grande novità LegoLED®. Le sue caratteristiche innovative, unite al minimo spessore di soli 12 mm, che contiene un vero e proprio cuore tecnologico, rendono il prodotto un vero e proprio gioiello illuminante, con 3 differenti finiture estetiche. Light Beam di LegoLED®

Varietà di cromie La filosofia progettuale di Lolli e Memmoli è quella della changing light, ottenuta attraverso una particolare tecnica di lavorazione del cristallo che permette di ottenere un’infinita varietà di cromie. V-rondò 100 è costituito da 5400 cristalli di Boemia che, occultando la fonte luminosa, formano una fitta frangia nei 5 diversi toni: dal viola kunzite al grigio cianite, dal marrone labradorite all’andalusite. V-rondò 100 di Lolli e Memmoli

Seduzione luminosa Il prodotto è caratterizzato da un design di spiccata personalità nelle forme come nel gioco dei cromatismi. Seduzione ed eleganza trovano in Bakarà la massima espressione grazie alla cura attentissima del dettaglio nelle 2 versioni, con i paralumi in tessuto plissettato a mano e candele cromate a vista. Struttura in metallo cromato e lamina con foglia argento e applicazione di strass Swarovski. Bakarà di Lucecrea

Un luminoso intreccio di passioni Un’originale interpretazione dei punti luce: i ganci, con l’estremità modellata a forma di cuore, si uniscono per esprimere l’amore per il bello. Questa collezione si compone di molteplici e versatili soluzioni: dalle affascinanti sospensioni alle moderne lampade da tavolo e da terra, alla maestosa plafoniera, realizzate in vetro di Murano trasparente lavorato a mano. Il design è di I Tea Group e Lamp Lab. Legami di Lamp

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Luna di ghiaccio La luce delle lampade della collezione Ice Globe, attraversando una superficie forata e deformata, crea affascinanti effetti visivi, simili a quelli della superficie lunare. Il materiale polimerico utilizzato, che simula il ghiaccio, è stato infatti realizzato per la prima volta, in esclusiva per Lumen Center Italia, con la tecnica dello stampaggio rotazionale. La collezione include: lampada da comodino base e maxi, da tavolo, da terra in due altezze, a plafoniera, a sospensione base e maxi. Ice Globe di Lumen Center

La luce cambia forma Cartina tornasole è una lampada da sospensione con struttura in metallo e diffusore in snapboard. Elemento caratterizzante sono le strisce di cartone sagomabili a piacere, da arricciare, tagliare, avvolgere. L’articolo vuole essere una lampada, ma allo stesso tempo anche uno strumento per trasmettere emozioni, sogni che diventano creatività, innovazione e gioco. Cartina tornasole di Lucepura

Curve sinuose Lily Marlene è una lampada che seduce con l’atmosfera misteriosa delle sue curve sinuose. La fibra ottica, che accesa da un led ad alta intensità illumina con un bassissimo consumo di energia, permette alla lampada, grazie alla sua flessibilità, di assumere infinite forme. Una lente consente di regolare il fascio di luce semplicemente arretrandola o avanzandola. Il design è di Alberto Fraser. Lily Marlene di Luxit

Materia e luce La collezione si basa sull’utilizzo di differenti tecnologie e materiali, che spaziano dall’acciaio alla porcellana, dai preziosi tessuti di chiffon e di seta indiana alle più pregiate tipologie di legno, come lo zebrano e il rovere. Eclettici e diversi l’uno dall’altro, i modelli della collezione sono vere e proprie creazioni artistiche. Il creatore della collezione è il designer e architetto Roberto Lazzeroni. Shine chain di Luminara

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Costellazioni celesti Pegasus, lampada della famiglia Trilogy, è realizzata con cristalli italiani quadrati taglio Bohemia, che celano le strutture realizzate con tecnologie d’avanguardia per consentire al cristallo di essere splendidamente illuminato dalle lampade G9: oggetti luminosi come costellazioni celesti. La lampada è stata pensata per chi vuole vivere il proprio ambiente su misura, ma con accorgimenti stilistici di rilievo. Il design è di Roberto Giacomucci. Pegasus di Marchetti


Trasparenza lucente È un prodotto artigianale, realizzato in ottone con saldature in argento. Grande cura è stata data ai particolari, come la lucidatura dell’ottone prima del processo galvanico per una maggiore lucentezza. I cristalli sono Swarovski trasparenti e colore jet/black, marchiati uno a uno e certificati dall’apposito cartellino. I paralumi sono in ottone, dello stesso colore della montatura, rifiniti in organza di seta, lavorati a mano e cuciti. Lampadario in ottone e cristalli Swarovski di Mazzonetto Light

Vocazione eclettica Cartool, progettata dai fratelli Alessandro e Francesco Bettiol, è una nuova lampada da terra ispirata al design degli anni ’70, contemporanea nella scelta di materiali quali carbonio, fibra di vetro e alluminio, sapientemente mescolati per rendere l’oggetto piacevole alla vista e al tatto. Realizzata in 2 diverse varianti di prodotto, una hi-tech in fibra di carbonio, l’altra in fibra di vetro laccato bianco o nero con effetto soft touch. Cartool di Macrolux

Effetti di colore Glouglou è una lampada a sospensione a luce diffusa in metacrilato opal bianco satinato con bordo trasparente o colorato in metacrilato. È disponibile anche la versione con tubi RGB e radiocomando a infrarossi programmabile, per realizzare infiniti effetti di colore. L’altezza del prodotto è 20 cm, il diametro 55. Glouglou di Martinelli

Sfera di vetro È una lampada da soffitto realizzata in metallo nella finitura nichel satinato e sfera in vetro soffiato all’interno. I paralumi, disponibili nelle colorazioni bianco rosso e nero, sono in tessuto pongè con un’elevata trasparenza che permette di intravedere la sfera in vetro soffiato all’interno, da cui il nome Fog. La collezione è composta dalle funzioni parete, terra, tavolo e sospensione. Fog di Morosini

Luce e acqua Il prodotto, un segnalatore a led, è un apparecchio per carrabilità leggera in vetro ad alta resistenza che simula il porfido per pavimentazione, adatto per applicazioni sia in interno sia in esterno. La notevole durata della sorgente luminosa (80.000-100.000 ore) ne permette la posa direttamente all’interno della muratura. Il grado di protezione IP68 e la bassa tensione di alimentazione consentono l’installazione dell’apparecchio in fontane, ruscelli o stagni. Il design è di Pier Filippo Ferrari. Porfido di Martini Light

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I riflessi del fuoco Kable 12 è il sistema a bassissima tensione su doppio cavo elettrificato per installazioni a soffitto, parete e in ambienti con pareti irregolari. La luce non si limita a illuminare lo spazio in maniera elegante ma lo arreda, lo valorizza. Giochi di riflessi, trasparenze, colori; contrasti di materiali estremamente diversi come vetro e metallo, la cui unica somiglianza la si trova nella loro origine: il fuoco, luce primordiale per eccellenza. Kable 12 di Mizar

Frammenti di luce Cosa succede quando un oggetto incontra l’urto che lo frantuma, e cosa ne sarà di quei frammenti? Spesso diventano semplicemente inutili, da buttare. Marco Pagnoncelli, creatore della collezione, ha invece raccolto frammenti di vetro e cristallo soffiato e li ha affidati ad abili maestri vetrai. Dopo un procedimento di molatura, i frammenti sono diventati un nuovo elemento costruttivo e si sono trasformati nei lampadari, applique e plafoni di Nullasibutta. Nullasibutta di Minitallux

Fascio luminoso Innovativo sia nella forma sia nell’impiego, Dynamic è caratterizzato dalla possibilità di orientare il fascio luminoso. Sistema modulare di illuminazione finalizzato all’utilizzo di lampade fluorescenti T5, è adatto all’installazione a parete o a soffitto, a sospensione o a binario, singolo o a fila continua con connettore a innesto rapido. La gamma comprende sia schermi chiusi con grado di protezione IP40, sia ottiche a bassa luminanza, rendendolo idoneo per ogni ambiente. Dynamic di Novalux

Intensità diffusa Ara è una lampada da terra in alluminio. La luce fluorescente è orientabile sull’asse verticale e alogena a intensità regolabile per l’illuminazione indiretta. La struttura fissa e il diffusore della sorgente sono in metallo. Sono disponibili due varianti di colori: struttura color champagne e diffusore in alluminio, oppure struttura color grigio antracite o rosso cuoio e diffusore bianco perla. Il design è di Ilaria Marelli. Ara di Nemo

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Eleganza eccentrica La combinazione tra le piume e il vetro di Murano e la loro totale lavorazione artigianale rendono unico questo lampadario, donandogli un particolare equilibrio tra eccentricità ed eleganza. Il prodotto fa parte di una nuova collezione ideata e realizzata da Nostos in collaborazione con Hervè Matejewski, artista parigino noto per le sue originali creazioni in diversi materiali, come le piume, il pizzo e il cavallino. Lampadario in piume e vetro di Murano di Nostos


Sapore antico La plafoniera, con struttura in ferro e vetri interamente lavorati a mano con finitura antichizzata, risulta molto luminosa e di effetto. Il prodotto è disponibile in varie versioni e misure. La collezione è completa di applique, lampadari, lumi da tavolo, abat-jour, piantane, ecc. Plafoniera di Originali d’arte

Temperatura costante Galileo è una lampada alogena da tavolo con struttura in alluminio cromato e corpo illuminante in policarbonato trasparente o, in alternativa, nera opaca con corpi cromati e policarbonato fumé. Innovativa, sia strutturalmente sia esteticamente, ha risolto il problema della temperatura del corpo lampada, dando una sicurezza in più a tutti gli utilizzatori. Il design è di Giancarlo Fassina e Carlo Forcolini. Galileo di Oy Light

Purezza di luce Fortuny si propone in una veste che esalta ulteriormente la purezza delle sue linee: discreta eleganza e al contempo modernità del bianco sottolineano il carattere sempre molto attuale di questo oggetto di design. L’attualità di questa lampada va oltre il «qui e ora»: sono apparsi raggi argento in una ritmata sequenza di reminescenza cinetico-futurista, segno distintivo di un dinamico slancio verso il futuro. Fortuny Century di Pallucco

Petali di luce La collezione Ninfee vive di una relazione continua tra opposti: sono corpi illuminanti e al medesimo tempo sculture, lame di luce e petali metallici che sagomano il vuoto. Tutti i fiori sono spazzolati e piegati a mano: queste operazioni non avvengono mai nello stesso modo e ciò rende ogni fiore unico. La foglia oro viene applicata con un abile lavoro manuale; preziosità della materia e delicatezza della lavorazione conferiscono al prodotto un grande fascino evocativo. Ninfee di Oltremondano

Raggi di luce Il prodotto, che è disponibile in una varietà di colori di vetro, di rifiniture e di misure, incanta per il gioco armonioso tra il colore alessandrite, la combinazione raffinata di gocce e vetri soffiati di Murano, la struttura rifinita in argento antico e le collane di cristalli purissimi. I materiali utilizzati sono di alto prestigio: cristallo, vetro di Murano, pietre preziose, marmi, alabastri, metalli preziosi. CH3300/20NA33 di Pataviumart

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Cascata di fantasia Jlio è una preziosa lampada a parete in cristallo Swarovski e ottone cromato con lampade alogene. Dalla collezione Costellation, il prodotto, vivace nella gioconda fantasia dei bracci e scintillante di cascate di cristallo, può essere anche realizzato in varie misure e colori di strass Swarovski per ogni proposta di arredamento, moderno o classico. Jlio di Prearo

Opera d’arte fiorentina Lumiera, in ferro e vetro di Murano, è il risultato di una tradizione artigianale fiorentina risalente al Rinascimento. La struttura in ferro è lavorata a mano, la decorazione è il risultato di molti passaggi di trattamento con l’uso di una tecnica analoga a quella usata dai pittori del Cinquecento e i vetri sono prodotti a Murano da maestri vetrai. Il risultato di questo insieme è una piccola e singola opera d’arte, che acquista valore con il passare del tempo. Lumiera serie Vienna di Paterna

Anelli di energia Il prodotto fa parte di una famiglia di lampade caratterizzate dal diffusore sferoidale stampato in policarbonato trasparente. Il volume del diffusore si scompone visivamente in una serie di anelli concentrici sovrapposti, che intercettano e propagano la luce. Grazie alla trasparenza e alla forma smaterializzata della testa, la lampada sembra pura energia, una vibrazione elettrica. Il design è di Donegani e Lauda. Flow di Rotaliana

Foglie nell’aria Fly fa parte di una collezione di design realizzata in cristallo tagliato e modellato con un laborioso processo produttivo. Gli apparecchi assumono le sembianze di leggeri fogli sospesi nell’aria, un continuo mutare di prospettive e di volumi con piacevoli giochi di luci e ombre che caratterizzano gli ambienti. I particolari di supporto in cromo lucido e la finitura interna bianca del cristallo esaltano le forme del diffusore conferendo all’apparecchio una brillante lucentezza. Fly di Selene

Sorgenti luminose Zip-plus è la più vasta gamma di calpestabili Simes con grado di protezione IP67: 120 modelli, classificati in base a forma, dimensioni, materiale di finitura, trattamento superficiale del diffusore, sorgenti luminose e performance illuminotecniche. È una gamma di apparecchi caratterizzata da rendimenti luminosi molto elevati, eccellente uniformità di distribuzione e assenza di effetti di abbagliamento. Zip-plus di Simes

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Una nuvola fluttuante Una soffice nuvoletta è apparsa nei nostri cieli domestici; aleggiando leggera, porta, a sorpresa, la luce. Questa allegra sospensione è realizzata in uno speciale tessuto ignifugo che morbidamente avvolge una struttura motorizzata in metallo verniciato. Il piccolo e silenzioso motore interno crea un costante e soave movimento che imita il naturale fluttuare delle nuvole nel cielo. Disponibile in due dimensioni con ingombro da 270 o 134,5 cm. Nuvola di Studio Italia Design

Limpido spazio Movida è una lampada dal design innovativo e flessibile grazie alle molteplici combinazioni di colori dei vetri e delle dimensioni. Il prodotto è disponibile anche nelle versioni da parete, da tavolo e da terra. Il designer è Emiliano Oriandi, mentre il prodotto è un brevetto Spazio Luce by Ital Lux. Movida di Spazio Luce

Giardini di luce Minibrick fa parte di una linea completa di apparecchi di design simile. È realizzato in 4 varianti di colore e 2 di vetro. Il prodotto, brevettato, utilizza lampade fluorescenti di vario wattaggio con un diametro inferiore ai 45 mm. È un prodotto versatile, che ben si integra nel giardino. La sua forma originale caratterizza l’ambiente nel quale è inserito. Minibrick di Surya

La fine e l’inizio Nessun disegno è il progetto: un’unica forma geometrica è il componente che moltiplicato e posizionato in diversi modi dà forma a una lampada e forse anche ad altri oggetti. Il singolo elemento non ha volume: è come un segnalibro che pagina dopo pagina ci fa scoprire la fine del racconto e l’inizio del calore della luce che con i suoi riflessi esalta la semplicità di queste lampade. La semplicità è esaltata dalla limpidezza del materiale, che, con alcuni accenti, si trasforma in oggetto prezioso. Grace di Solziluce

Spazi verticali Stile essenziale e flessibilità d’applicazione sono la base del progetto per liberare il disegno delle sospensioni Striker, ideali per la regia luminosa di spazi verticali. Grazie alla varietà, le ottiche favoriscono puntuali e appropriate distribuzioni fotometriche. Striker di Stral

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Luce dinamica Solecielo è un apparecchio a luce dinamica che permette all’utente di interagire con la luce. È prodotto in 3 versioni: «monocromatica», con lampade della stessa tonalità dimmerabili e non; «color» con l’inedita associazione di una lampada bianca e una lampada colorata; «caldo-freddo» con la speciale tecnologia dedicata alle tonalità del bianco e alla qualità dell’illuminazione. Solecielo di Team Luce Italia

Brillanti effetti Ely è un apparecchio in alluminio anticorodal con finitura standard satinato brillante che incorpora una sorgente luminosa di 1 o 2 superled da 1 W, disponibile in 6 diversi colori. L’apparecchio è adatto per illuminazioni interne o esterne. Le ridotte dimensioni del faro e la possibilità di combinare colori e lenti di diffusione diverse permettono di creare piacevoli effetti di luce. Ely di Tector

Luci sospese Magdalena è una lampada a sospensione composta da 2 mezze sfere in metallo lavorato al laser (lavorazione tridimensionale). È prodotta in 2 dimensioni, con 2 diverse misure di diametro (70 e 50 cm) e in 2 finiture, bianco e placcato stagno. Il cavo elettrico è telato di color rosso. L’altezza totale della lampada, compresi i cavi che la collegano al soffitto, è di 190 cm. Il design è di Bruno Rainaldi. Magdalena di Terzani

Luce incastonata Il portafaretto da incasso universale consiste in una scatola da incasso che consente di ottenere, con un’operazione di taglio, un foro variabile adatto a ospitare tutti i tipi di faretti con diametro compreso tra 50 a 105 mm. Con l’ausilio dell’apposito strumento applicativo che ne consente un rapido e veloce posizionamento, apre le porte a un nuovo mercato: l’installazione del faretto da incasso nelle abitazioni civili. Portafaretto da incasso di Tekno soluzioni

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Mutazioni di cromie La tecnologia Teleco Automation permette di sfruttare al meglio le peculiarità dei led: ricevitori master e slave da 350 e 770, per comandare non solo via filo, ma anche via radio fino a 6 faretti a led colorati RGB. I colori preimpostati sono 8, ma più di 1000 sono quelli regolabili dall’utente: i colori possono essere cambiati in qualunque momento, così come è possibile regolare esattamente i tempi dei cicli automatici continui. Ricevitori di Teleco Automation


Luce riflessa Loup-o è una lampada a sospensione con fascio luminoso direzionale che, grazie a un riflettore ottico integrato nella struttura metallica, filtra parzialmente la fonte luminosa, specchiandone il 50% del suo valore nominale sul soffitto e ottenendo così uno spot lunare di luce indiretta. Questa caratteristica tecnica dona al progetto, dal segno leggero e contemporaneo, un’allure poetica ed emozionale che si integra perfettamente con la sua natura di essenzialità funzionale. Il design è stato curato da A+A Cooren. Loup-o di Tronconi

Poesia veneziana Nella versione in vetro delle lampade Fortuny®, Venetia Studium continua la secolare tradizione dei maestri vetrai veneziani, mantenendo nelle forme l’eleganza e l’originalità della seta. La lucentezza e la trasparenza del vetro esalta i raffinati decori in oro, resi ancor più preziosi dall’accostamento al metallo brunito delle corone traforate. Tutti i modelli proposti sono disponibili con ghiera o con corona. Fortuny® di Venetia Studium

Perle preziose Sorprendere con raffinata eleganza, così la designer Monica Graffeo ha pensato il suo oggetto di luce: come una collana di perle preziose, come qualcosa di mai visto. L’altezza è variabile, mentre il diametro misura 14 cm. Tour de perle di Touch design

L’ironia di un classico Il modello gioca sul tema del lampadario classico, abbinando al cristallo frutta soffiata muranese, che dà un tocco di freschezza e ironia a un soggetto altrimenti troppo serioso. La struttura è in ferro interamente forgiato a mano e i componenti in cristallo e vetro sono legati a mano con filo d’ottone, il decoro interamente eseguito con pennello e spugna con tempere e cere. Lampadario in vetro di Murano di Tredici design

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Forme sinuose Geniale e versatile, di grande design e impatto visivo, Genius è adatta a tutte le situazioni di arredamento grazie all’ampia gamma offerta: sospensioni e plafoniere a 1 o 2 luci, da parete e da terra. Tantissimi i materiali utilizzati: alluminio, cromo, wengè, rovere sbiancato. Una lampada dalle forme decise e sinuose dove la luce diventa vera protagonista creando un’atmosfera sognante. Il design è di Roberto Giacomucci. Genius di Ultraluce

L’arte di Leonardo Il lampadario a 8 luci della serie Barcellona è prodotto con cristallo al piombo 24% e lavorato a mano dai maestri vetrai. Sfrutta un sistema di montaggio rapido chiamato sistema Leonardo, che permette un veloce e sicuro montaggio delle braccia e delle relative connessioni elettriche. La lucentezza, la trasparenza e la brillante scomposizione della luce del cristallo artistico fanno sì che sia inserito con gran gusto anche all’interno di ambienti contemporanei e neoclassici. Barcellona di Voltolina

Un gioco di cerchi Charlie, vivace compromesso tra originalità formale ed efficienza funzionale, è composto di 4 livelli circolari, differenti tra loro per diametro e per lunghezza dei tubi di gomma applicati. I tubetti plastici si inarcano leggermente in corrispondenza dell’estremità, in apertura verso il livello successivo, creando un giocoso effetto di movimento. Suggellano l’elegante eclettismo i trasparenti puntali di vetro, che rifrangono la luce. Il design è di Marzia Mosconi. Charlie di Alt Lucialternative

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Fiori di vetro Con Glicine la luce si ispira al mondo della natura: fiori di vetro trasparente con qualche nota di colore vengono illuminati dall’alto, creando un «effetto cascata» di grande fascino. Dettagli preziosi, i singoli fiori in vetro soffiato e lavorato a mano sono inseriti in cavetti d’acciaio. I colori caratterizzanti sono: cristallo iridato, verde, zaffiro. Il progetto è stato realizzato da Venini in collaborazione con lo studio Cenzi & Ranucci Design. Glicine di Venini

Metalli luminosi Tutti i prodotti della linea Agata, che propone applique, piantana, plafoniera, lampada, lumetto, sono realizzati in rame e ottone e trattati con cera naturale, secondo la filosofia aziendale: lavorare il metallo plasmandolo, trasformandolo in oggetti resi unici da esperienza e da lavorazioni artigianali. Agata di Zava


SPAZIO BIO DI FORTUNATO D’AMICO

L’integrazione dei volumi architettonici e l’inserimento di nuovi ambienti restituiscono a una villa sui colli vicentini continuità con la campagna e maggiore fruibilità degli spazi esterni.

ARCHITETTURA

nel bosco La ristrutturazione della villa, sui colli Berici a Vicenza in una zona di tutela ambientale, ha indotto committente e professionista a compiere un percorso di totale trasformazione degli spazi interni ed esterni, elaborando scelte coerenti e misurate in relazione alla particolare ubicazione. www.errealquadrato.it |

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G

li architetti Bruno Gabbiani, Marcella Gabbiani e Sergio Peruzzo (Gabbiani & Associati) hanno interpretato il tema di questa residenza con il proposito di incoraggiare il dialogo tra spazi interni ed esterni. La necessità di dotare l’edificio di nuove funzioni è stata l'occasione per favorire l’integrazione di tutti i volumi con il paesaggio circostante: gli ambienti di nuova realizzazione sono infatti parzialmente interrati e l’andamento dei rilievi è risultato così ininterrotto. L’artificio architettonico si inserisce nel contesto naturale della collina veneta ed è stato disposto per facilitare la

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fruibilità della campagna che circonda l’edificio: l’architettura traduce così in pochi segni la continuità tra il paesaggio e la costruzione. L’abitazione si apre verso l’esterno attraverso la riconfigurazione del portico e la realizzazione della veranda vetrata; le pavimentazioni sono continue e i materiali utilizzati si ripetono all’interno come all’esterno dell’abitazione.

Il marmorino alle pareti e i marmi di Asiago nelle varietà biancone, giallo e rosso sono stati utilizzati accanto ad altri materiali non appartenenti alla tradizione veneta e più contemporanei: il teak, il larice curvato, il vetro e l’acciaio impiegati per assolvere al meglio gli aspetti strutturali, gli aggetti, le ampie superfici finestrate e le bucature verso l’esterno. L’intervento più consistente è rappresentato dalla realizzazione di una piscina coperta protetta a valle da grandi vetrate apribili. La visuale panoramica che si apre dalla piscina sulla natura circostante e il bosco è totale, l’ambiente interno gode di questa scenografia sempre mutevole, assorbendone luce,


colori e suoni. Una porta a scomparsa in marmo bianco alleggerito separa la piscina dal corridoio di accesso e di collegamento con l’abitazione. Il percorso è movimentato dall’andamento curvilineo delle pareti a ridosso della collina e illuminato per tutta la sua estensione da una serie di oblò che prendono luce dalla terrazza solarium superiore. Tema dominante è l’acqua, il mare in particolare, richiamo presente nell’uso dei colori, nell’utilizzo dei materiali e degli elementi architettonici: il blu dei mosaici, gli oblò circolari, l’acciaio inox dei parapetti, l’andamento della copertura in legno della piscina, tutti elementi che ricordano l’architettura navale.

Il mosaico, rielaborato dalle immagini del celebre quadro di Matisse Dance, è stato prima disegnato dallo studio a dimensioni reali per calibrare il segno dei contorni, il peso dei colori e delle sfumature. Le figure si ripetono, danzano e nuotano lungo le pareti del corridoio e della scala fino alla piscina in un gioco sapiente e ironico di immagini che ritmano con leggerezza tutto il percorso.

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L'accesso alla piscina con il mosaico ispirato a Dance di Matisse

La planimetria.

La sezione dell'edificio.

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Il primo fascicolo interamente dedicato alla ricerca e alla cucina dei funghi di stagione

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FOCUS CLIMATIZZATORI

di SONIA MARITAN

UN CUORE D’ARIA

ECOLOGICO I

l mercato dei condizionatori è sempre più legato all’efficienza energetica degli edifici. Due condizioni vantaggiose si possono soddisfare contemporaneamente, abbinando nella progettazione di questi prodotti la tecnologia, il risparmio energetico e le prestazioni: una riduzione delle spese sostenute per il riscaldamento e il raffrescamento della casa e un inquinamento minore dell’ambiente esterno. Il pregio di questi sistemi a pompa di calore a inverter è dato dall’impatto sull’ambiente, molto interessante perché inquinano meno e consumano poca energia elettrica, per questo nel bilancio costi/benefici possiamo dire che i condizionatori di ultima generazione hanno un cuore d’aria ecologico! Sconsigliamo però di acquistare questi prodotti al supermercato, sarebbe un errore pensare che chiunque possa decidere di comprare e poi installare un condizionatore senza essere un esperto in materia. Inoltre è insensato scegliere un sistema casualmente senza avere preventivamente analizzato il contesto nel quale sarà inserito e quindi evitare una perizia dello stato dell’immobile che indichi morfologia dei muri e indagine accurata degli impianti preesistenti.

D’altra parte l’attenzione ai parametri di risparmio diventerà una necessità e quindi sarà indispensabile tenere presente la possibilità di valutazione o svalutazione del proprio immobile, soprattutto nelle regioni in cui la normativa diviene premiante per una ristrutturazione energetica. In Lombardia ad esempio il Consiglio Regionale a dicembre 2006 ha approvato le norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell’ambiente nelle quali è previsto che la Giunta regionale stabilisca le modalità per attuare la certificazione energetica degli edifici e per promuovere la termoregolazione degli ambienti e la contabilizzazione del calore. Questo testimonia la necessità di ridurre i consumi di energia elettrica, che nella stagione estiva sono diventati preoccupanti e nei decenni scorsi superiori a quelli dell’inverno. I sistemi prodotti richiamano l’attenzione sui consumi energetici, sull’impatto ambientale, quello acustico e quello architettonico con prodotti progressivamente più prestanti a testimonianza della crescente sensibilità mostrata per il comfort abitativo e per il benessere collettivo.

Aria di casa mia Il recuperatore statico Dee Fly è l’innovativo sistema di ventilazione a doppio flusso ad alto rendimento destinato alle abitazioni individuali. Lo scambiatore di calore integrato recupera circa il 90% del calore, permettendo un elevato risparmio sul riscaldamento e fornendo un comfort termico ottimale. L’aria calda estratta dai bagni e dalla cucina attraversa uno scambiatore di calore prima di essere espulsa verso l’esterno attraverso una rete di canali collegati al ventilatore. L’aria proveniente dall’esterno è invece immessa nell’abitazione per mezzo di una rete di canalizzazioni, viene filtrata nello scambiatore e recupera circa il 90% del calore dell’aria espulsa prima di essere immessa in ambiente. Il preriscaldamento dell’aria immessa avviene per cessione del calore, quindi senza consumo energetico. In estate, la temperatura dell’aria immessa diminuisce per contatto con l’aria estratta ed evita il surriscaldamento dell’alloggio. Quando invece la temperatura esterna è più bassa, il by pass lascia entrare l’aria fresca senza preriscaldarla. Grazie alla sua resa, il sistema Dee Fly permette un sostanziale risparmio sul riscaldamento e fornisce un comfort termico grazie al preriscaldamento dell’aria immessa. Priva di ingressi aria, la VMC doppio flusso protegge inoltre dai rumori esterni e fornisce un rinnovo di aria filtrata e pulita. Dee Fly di Aldes

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Aria nuova Il generatore Top Comfort Easy One è un sistema monoblocco a espansione diretta con modulo termico integrato, creato per produrre insieme riscaldamento, condizionamento e acqua calda sanitaria in ambienti residenziali e del terziario. Infatti l’apparecchio monoblocco contiene la tecnologia per produrre acqua calda per il riscaldamento, oppure con radiatori tradizionali, e aria fredda per la climatizzazione. Completa l’apparecchio un sistema di accumulo da 50 l di acqua calda sanitaria, ottenuta gratuitamente nei mesi estivi tramite il recupero energetico dal circuito frigorifero. Top Comfort Easy One è in grado di produrre il condizionamento dell’aria a espansione diretta per più ambienti fino a 2 unità interne, con la possibilità, tramite un’unità canalizzabile, di servire 3 locali senza le antiestetiche unità esterne installate con mensole a muro. Infatti alloggia al proprio interno il condensatore dedicato alla produzione del freddo con compressore rotativo ad alta efficienza. Il sistema a microprocessore integrato è completo di comando remoto a incasso a parete e per la gestione della caldaia con una visualizzazione grafica di facile interpretazione. Le funzionalità di condizionamento sono gestite tramite telecomando a infrarossi per le unità interne a parete, mentre l’unità interna canalizzabile è provvista di un pannello comandi cablato. Il generatore termofrigorifero Top Comfort è stato ideato per alimentare due diverse tipologie impiantistiche: ad acqua per il riscaldamento invernale e a espansione diretta per la climatizzazione estiva, con integrato il recupero termico, che permette di ottenere valori di efficienza energetica molto elevati. Top Comfort Easy One garantisce il massimo benessere abitativo in ogni condizione di funzionamento. Infatti, in modalità heating la possibilità di alimentare impianti tradizionali a radiatori o del tipo a pavimento permette il riscaldamento dal basso dove effettivamente necessario, evitando fenomeni di stratificazione dell’aria calda, con conseguenti risparmi energetici e migliore benessere ambientale. In modalità cooling l’utilizzo di unità interne a espansione diretta (canalizzabili o a parete) permette un’elevata capacità deumidificante e un’ottimale distribuzione dell’aria fredda, in questo caso immessa in ambiente dall’alto per una migliore ventilazione. Top Comfort Easy One è un innovativo sistema di climatizzazione ad alta efficienza energetica. L’apparecchio, già in linea con i nuovi obblighi normativi sul rendimento energetico degli edifici (D. Lgs. 192/2005), è in grado di recuperare il calore di condensazione tipico del ciclo frigorifero e di accumulare tale energia termica in uno speciale serbatoio di 50 litri fino a una temperatura di 60°C, da utilizzare come acqua calda sanitaria. In questo modo, utilizzando il sistema di raffrescamento dell’aria delle nostre abitazioni, si otterrà anche una produzione di acqua calda sanitaria totalmente gratuita. Nel caso in cui non ci sia contemporaneità o la temperatura dell’acqua non abbia raggiunto il valore determinato, il modulo termico entra in funzione a integrazione, provvedendo a fornire l’energia necessaria per produrre acqua calda sanitaria alla temperatura desiderata. Top Comfort Easy One di Accorroni

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Dall’acqua all’aria Il refrigeratore d’acqua Fryo At e la caldaia Axia 253 o Cls sono proposti da Cosmogas in un unico gruppo multifunzione in grado di assolvere alle funzioni di riscaldamento invernale, raffrescamento estivo e produzione di acqua calda sanitaria durante tutto l’anno. Il gruppo Fryo-Axia utilizza un unico circuito idraulico, all’interno del quale scorre solo acqua che porta, a seconda della stagione, il caldo o il fresco nei vari ambienti. Il passaggio da una modalità di funzionamento all’altra è controllato da una centralina di commutazione estate/inverno. Fryo-Axia, grazie alla sua versatilità, si presta perfettamente alla climatizzazione totale degli ambienti sia in caso di ristrutturazione, sia nelle nuove costruzioni. È possibile collegarlo a un unico impianto a ventilconvettori oppure a un impianto misto a radiatori e ventilconvettori. Le sue caratteristiche tecniche lo rendono una soluzione sicura per gli utenti e per l’ambiente, infatti le caldaie sono premiscelate con basse emissioni di gas inquinanti, mentre il gas refrigerante Freon ecologico R407C risiede unicamente nell’unità Fryo At esterna e non circola mai all’interno degli ambienti. Gruppo Fryo-Axia di Cosmogas


Quando il clima è di «classe» La gamma di climatizzatori Evolution, progettata come soluzione per un clima innovativo e differenziato ad alto contenuto tecnologico, vede protagonisti assoluti i modelli Monosplit e Monosplit Inverter DC, classificati in classe energetica A, che grazie agli elevati rendimenti e ai bassi consumi energetici raggiunge, in alcuni modelli, la doppia classe energetica A-A, cioè sia nel funzionamento in raffreddamento sia in quello a pompa di calore. In particolare il modello Monosplit Inverter DC, caratterizzato da un avanzato microcomputer che gestisce in maniera intelligente prestazioni e consumi, consente risparmi di energia di oltre il 40%. Per soddisfare ogni esigenza installativa la gamma Evolution è disponibile anche nella configurazione Multisplit Inverter, che consente di scegliere per ogni unità esterna fino a 4 unità interne di potenza e tipologia differenziata (split, cassetta o canalizzato). I prodotti Evolution utilizzano esclusivamente il gas ecologico R410A: dunque nessun danno allo strato di ozono e la garanzia di ottimi riscontri in tema di efficienza energetica. Per quanto riguarda il trattamento e la purificazione dell’aria, la nuova gamma Evolution è dotata di una linea di filtri completa e innovativa: il filtro che rilascia vitamina C, con funzione antiossidante di lunga durata che purifica l’organismo dai radicali liberi, e lo ionizzatore, che neutralizza le polveri sottili e depura l’aria agendo peraltro non solo sull’aria che passa nel climatizzatore ma anche su quella dell’ambiente in cui la macchina è installata.

Forma e contenuto Linee sottili e slanciate abbinate con naturalezza a un design essenziale che rende la forma struttura di un contenuto tecnologico pensato per il piacere. Silenzi e misura, raffinatezza e minimalismo si trasformano nella tessitura ricca di una storia dal sapore di futuro, frutto del connubio tra esperienza e creatività. I climatizzatori De’Longhi Planos sono dotati di un sistema di filtrazione basato sulle naturali proprietà antibatteriche dell’argento, inserite in una tecnologia sofisticata a 3 elementi che consente di purificare l’aria. Il primo filtro dell’aria trattiene le particelle più grandi e il pulviscolo atmosferico. Il secondo invece ha un elevato potere antibatterico garantito dallo speciale rivestimento con ioni d’argento che aiutano a combattere i batteri presenti nell’aria, e a questo combina un’efficacia elettrostatica che cattura le particelle più piccole di polvere impedendone l’immissione. I consumi energetici sono tra i più contenuti della categoria: infatti

I modelli Multisplit Inverter sono inoltre caratterizzati dall’efficace filtro al plasma, che neutralizza virus e batteri e scinde le molecole di fumo, odori e polline. La funzione auto-restart permette il mantenimento delle impostazioni iniziali dopo il riavvio in caso di black out elettrico e la funzione Turbo consente l’avvio alle massime prestazioni. La silenziosità del compressore e la funzione sleep garantiscono il comfort totale anche durante le ore notturne regolando automaticamente la temperatura impostata, mentre il defrosting intelligente, nel funzionamento a pompa di calore, assicura la massima continuità nella fornitura di aria calda. La dotazione è completata dal display a led blu e dal telecomando multifunzione con finitura satinata. La garanzia offre 2 anni di assistenza totale gratuita e 3 anni supplementari sui componenti di ricambio. Secondo le versioni, la potenza varia da 700 a 28.000 BTU/h. Evolution di Ariston

i climatizzatori Planos sono in doppia Classe A, offrendo in ogni stagione il massimo del comfort con il minimo dei costi. La funzione elettronica Turbo Power crea le condizioni desiderate di condizionamento o riscaldamento in poco tempo anche in situazioni climatiche estreme. Sia in modalità cool sia in modalità heat il funzionamento del climatizzatore verrà automaticamente portato al massimo sino al raggiungimento della temperatura scelta. La nuova tecnologia DC Inverter controlla elettronicamente il climatizzatore modificandone la potenza frigorifera sulla base degli spazi da climatizzare e delle condizioni ambientali, raggiungendo rapidamente la temperatura e mantenendola stabile nel tempo. De’Longhi ha ideato il sistema perfetto per garantire il benessere nel punto esatto in cui lo si desidera: grazie a un sensore posto nel telecomando intelligente, la temperatura verrà misurata direttamente dove si trova il telecomando e i desideri dell’utente trasmessi all’unità funzionante. Tutti i climatizzatori Planos hanno un cuore ecologico: il refrigerante ecologico R410A, di ultima generazione, in linea con le normative europee, rispetta l’ambiente perché non contiene atomi di cloro e quindi non danneggia la fascia d’ozono in caso di dispersione o durante lo smaltimento. I sistemi di controllo del rumore e le innovazioni tecnologiche rendono i prodotti De’Longhi particolarmente silenziosi. Planos di De’Longhi

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Due funzioni in un prodotto Nasce 2x1 di Galletti, il terminale di impianto in grado di ventilare, filtrare, riscaldare, raffrescare e deumidificare l’aria con un solo prodotto, con un brevetto esclusivo per differenti possibilità operative a seconda della stagione e delle condizioni di comfort desiderate. Infatti nella stagione invernale può essere utilizzato come termoconvettore che riscalda senza ventilazione con maggiore comfort percepito, viceversa nella stagione estiva offre i vantaggi dei ventilconvettori garantendo un fresco ventilato, silenzioso, con aria filtrata e deumidificata. Questo perché grazie alla nuova soluzione del doppio scambiatore di calore 2x1 è contemporaneamente climatizzatore estivo e calorifero invernale secondo il principio della convezione naturale. Per passare da una funzione all’altra è sufficiente un semplice gesto. In 2x1 di Galletti l’aria viene riscaldata dal secondo scambiatore di calore alettato e naturalmente immessa nell’ambiente per effetto camino, permettendo una messa a regime della temperatura ambiente in un minor tempo rispetto ai caloriferi comuni. Inoltre l’alta efficienza della resa termica ottenuta con basse temperature dell’acqua permette maggiore risparmio energetico ed evita la tostatura delle polveri presenti nell’ambiente. Inoltre la possibilità di utilizzare basse temperature d’acqua consente rilevanti economie di esercizio. Infine la bassa temperatura dell’aria in uscita riscalda gli ambienti senza seccare l’aria ed eliminando il problema dell’annerimento delle pareti. 2x1 di Galletti è silenzioso perché equipaggiato con un ventilatore centrifugo che assicura un’efficace e confortevole distribuzione dell’aria fresca in estate e una silenziosità assoluta in riscaldamento. Inoltre, grazie alle basse temperature di lavoro, le pareti del terminale non si surriscaldano, evitando così il rischio di scottature. Dal design arrotondato, essenziale e discreto, proposto nel colore bianco, 2x1 ha uno spessore di 17 cm ed è realizzato con materiali plastici di prima qualità. È proposto in 4 modelli costruttivi con rese in raffreddamento da 1,1 a 3,1 kW e in riscaldamento convettivo da 0,9 a 1,5 kW, e con ventilazione da 2,8 a 5,9 kW. Infine è collegabile alla rete Ergo, il sistema di gestione degli impianti di climatizzazione composto da un software personalizzato e da comandi a microprocessore per tutti i terminali d’impianto Galletti. 2x1 di Galletti

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Lo split entra in casa Olimpia Splendid presenta la nuova gamma Unico senza unità esterna, un climatizzatore fisso che racchiude in un unico corpo ciò che normalmente negli split è diviso in due: unità esterna e interna. L’installazione è quindi semplificata e l’impatto sull’estetica e sulle facciate degli edifici praticamente nullo, permettendo di superare i vincoli che precludono l’installazione di climatizzatori fissi nei centri storici, negli edifici di pregio e in qualsiasi situazione in cui l’estetica esterna debba essere preservata. Unico Star, il primo nato della famiglia Unico, si presenta oggi in una veste rinnovata disegnata da King & Miranda: il nuovo colore e il nuovo design delle alette di uscita dell’aria e del quadro comandi lo rendono ancor più lineare ed elegante. Inoltre, grazie all’aumento del diametro dei tubi e all’ottimizzazione dei circuiti, è oggi in grado di garantire la Classe A, sinonimo di massima efficienza e minimi consumi. La gamma Star include i modelli 8.5 e 11, entrambi disponibili anche in versione pompa di calore. Unico Star di Olimpia Splendid


Il comfort del silenzio

Dalla funzione al design Il nuovo climatizzatore da parete Ice è caratterizzato da un design ricercato: la griglia, elegante ed essenziale, è arricchita da un led display posto al centro dell’apparecchio che gli conferisce un tocco di classe e di originalità. Ma ciò che rende innovativo Ice è soprattutto l’abbinamento della tecnologia Inverter con il sistema DC, che migliora notevolmente il risparmio energetico con vantaggi in termini di prestazioni: l’Inverter riduce il consumo di energia elettrica, poiché la temperatura impostata viene raggiunta in tempi più brevi agendo sul compressore e sfruttandone la potenza. La temperatura di comfort si ottiene così in un tempo inferiore rispetto ai climatizzatori tradizionali e si mantiene con ridotte oscillazioni termiche, diminuendo notevolmente il consumo di energia elettrica. Inoltre la modifica della frequenza della corrente di alimentazione del compressore da AC in DC consente di ottenere un risparmio energetico annuo fino al 40%, un compressore più silenzioso e una migliore affidabilità del sistema, con notevoli riduzioni dei costi di manutenzione. Il climatizzatore a parete mono e multi split Ice Orieme è indicato per tutte le stagioni: durante la stagione calda crea condizioni climatiche ideali raffreddando e deumidificando l’ambiente; durante la stagione fredda, invece, lo riscalda funzionando in pompa di calore anche quando la temperatura esterna scende fino a –15°C, con un consumo di energia ridotto rispetto ai tradizionali sistemi di riscaldamento integrativi. Il flusso dell’aria dell’unità interna è tridirezionale, con regolazione elettronica multidirezionale: grazie alle alette motorizzate oscillanti che consentono una migliore diffusione dell’aria è possibile determinare la posizione fissa o continua dell’oscillazione personalizzando l’orientamento del flusso dell’aria. La riduzione progressiva notturna della ventilazione e della refrigerazione invece permette un miglior adattamento alle esigenze notturne dell’organismo. Il Biofilter, che agisce sfruttando un enzima depositato sulla superficie, elimina funghi, microbi e batteri che possono annidarsi sullo scambiatore. Inoltre il Plasma Dust Collector, attraverso la ionizzazione dell’aria e il successivo passaggio dell’aria attraverso un filtro elettrostatico, permette di catturare le particelle solide sospese (fumo, polveri, polline ecc.). Ice Orieme utilizza l’eco gas R410A che rispetta l’ambiente ed è disponibile in versioni monosplit da 9000 a 38000 Btu/h. Ice di Orieme

Naturalmente innovativo, il ventilconvettore BrioEVolution interpreta, con un design elegante ed essenziale, un’idea esclusiva di comfort, messa in risalto da un profilo estetico nuovo e da una gamma cromatica di particolare effetto. Disponibile in 9 modelli con prestazioni certificate Eurovent e con potenzialità frigorifera da 1 a 8 kW, BrioEV è adatto per in ogni destinazione residenziale, in particolare per ambienti dedicati al relax. L’attenta progettazione del flusso aeraulico ne rende impercettibile il funzionamento, offrendo un comfort acustico elevato. Facilissima anche la regolazione, grazie all’evoluto comando elettronico multifunzione che controlla automaticamente temperatura e velocità dell’aria a favore del risparmio energetico, mentre la funzione timer permette di programmare l’accensione, il funzionamento ottimale e lo spegnimento. BrioEV è una soluzione per il controllo del clima che si adatta a ogni stagione: raffresca d’estate e riscalda d’inverno alla giusta condizione, utilizzando acqua a bassa temperatura (50°C) e garantendo la giusta umidità. Per ottenere il massimo benessere dell’utente, anche il flusso dell’aria è regolabile: la griglia superiore di mandata è orientabile manualmente per controllare la distribuzione dell’aria nell’ambiente ed evitare fastidiosi disagi. Con un’ampia scelta per ogni esigenza di spazio, BrioEVolution è disponibile nelle versioni verticale a parete, a pavimento, a terra con piedini e orizzontale a soffitto, anche con griglia di ripresa frontale. L’installazione richiede tempi ridottissimi; una vasta gamma di accessori e comandi, disponibili anche già premontati sull’unità, rendono BrioEV pratico e flessibile per tutte le operazioni di manutenzione e pulizia. BrioEVolution di Rhoss

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Anche l’aria è di design Il climatizzatore Monosplit Standard AY-XP9FR di Sharp è dotato del sistema di purificazione d’aria Plasmacluster, che genera ioni negativi e positivi in grado di neutralizzare acari, batteri, virus, pollini e muffe presenti nell’ambiente. Il risultato è un’aria sempre fresca, realmente purificata,

deodorata ed estremamente salubre. Il DC-Eco Inverter consente di ridurre i consumi fino al 45% rispetto al normale condizionatore; l’effetto Coanda garantisce una distribuzione uniforme dell’aria nell’ambiente. È utilizzato il refrigerante ecologico R410A, che non danneggia la fascia d’ozono e migliora l’efficienza del climatizzatore. Oltre al raffrescamento, AY-XP9FR garantisce anche il riscaldamento: la pompa di calore, utile nella stagione intermedia, permette anche di riscaldare gli ambienti nel periodo invernale. Monosplit Standard AY-XP9FR è inoltre classificato Classe A in raffreddamento e riscaldamento per il massimo risparmio energetico, il tutto in un design elegante e moderno. Monosplit Standard AY-XP9FR di Sharp

Aria come risorsa dell’ambiente I climatizzatori Climaticum Energy impiegano gas refrigerante R410A, che è in grado di garantire, oltre al raffreddamento ecologico, un’alta efficienza con un minor dispendio energetico. Il gas R410A è caratterizzato inoltre da un fattore nullo di distruzione dell’ozono, in ottemperanza al regolamento europeo e rispettando quindi l’ambiente. I Climaticum Energy sono dotati di pompa di calore che consente di riscaldare l’ambiente risparmiando energia, perché assorbe il calore dall’aria esterna per utilizzarlo nel riscaldamento degli ambienti interni. Tutte le funzioni possono essere gestite direttamente con il telecomando con display a cristalli liquidi. Con la tecnologia DC Inverter è possibile climatizzare ottenendo un ciclo di funzionamento a livello ottimale, con conseguente riduzione dei consumi elettrici. Consente infatti un miglior rapporto tra la capacità refrigerante/riscaldante e la corrispondente potenza elettrica assorbita, grazie alla presenza di compressori a controllo elettronico. I due filtri antipolvere, facilmente accessibili e lavabili, eliminano dall’aria le 124

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Freddo e caldo secondo natura polveri e le impurità. Inoltre le unità interne sono dotate di un filtro elettrostatico ai carboni attivi contro i cattivi odori. Oltre alle 3 selezioni di velocità, è disponibile la funzione Sleep: di notte, in modalità raffreddamento la temperatura impostata aumenta di 2°C nelle prime 2 ore, in modalità di riscaldamento diminuisce di 2°C nelle prime 2 ore. La modalità Dry: una funzione completamente automatica che alterna il ciclo di raffreddamento a un ciclo di ventilazione, deumidificando senza variare la temperatura. Infine il timer elettronico attiva o disattiva automaticamente le funzioni all’ora desiderata (intervallo massimo 24 ore). Disponibile nelle versioni Climaticum Energy I Inverter e Vortice Climaticum Energy I Inverter Dual Combinato. Climaticum Energy di Vortice

Sinonimo di innovazione continua nelle costruzioni a basso consumo energetico, Rehau presenta i nuovi sistemi radianti, a completamento della gamma composta dai sistemi radianti a pavimento e a parete. Il sistema radiante a soffitto è composto da elementi raffrescanti caratterizzati da un’ampia superficie di scambio termico mantenuta a pochi gradi al di sotto della temperatura dell’ambiente. I sistemi Rehau sono studiati per offrire benessere attraverso le superfici radianti, il controllo dell’umidità e una regolazione evoluta e flessibile. L’acqua fredda, che fluisce all’interno delle serpentine di tubi Rautherm S, imposta la temperatura superficiale del pannello radiante, sfruttando sia la componente convettiva sia radiativa di scambio termico. Sistemi radianti di Rehau


Tecnologia ed eleganza

Un clima che arreda Il nuovo sistema HCS - Helios Comfort System - consente, con un unico impianto e senza unità esterne all’abitazione, di creare il clima ideale per tutte le stagioni: caldo d’inverno e fresco d’estate, benessere tutto l’anno, massimo comfort in ogni ambiente della casa. HCS è il risultato dell’integrazione di 4 elementi: la caldaia a condensazione Family Condens, il refrigeratore a condensazione evaporativa Neptun, il terminale d’impianto Helioterm e il comando elettronico Climacontrol. Ognuno degli elementi si caratterizza per innovazione e funzionalità. Family Condens è la caldaia a condensazione con rendimento 4 stelle, Neptun è il chiller che si installa all’interno e comunica con l’esterno attraverso due semplici fori, Helioterm è il climarredo ultraslim (13 cm di profondità) e dal design raffinato che rinfresca ventilando e riscalda ventilando e irradiando come un calorifero, mentre Climacontrol è il pannello comandi che governa il sistema in modo facile e intuitivo. Insieme costituiscono una soluzione d’impianto completa e funzionale, la soluzione che apre nuove strade nel mondo della climatizzazione residenziale. HCS di Riello e Olimpia Splendid

Il climatizzatore Vision è un modello dal design elegante e dalle elevate performance in grado di soddisfare ogni esigenza di climatizzazione. Opera infatti sulla qualità dell’aria e garantisce un ambiente salubre in ogni stagione. Il sofisticato sistema di purificazione dell’aria si avvale del nuovo dispositivo MPI (Micro Plasma Ion), che genera atomi di idrogeno attivo e ioni di ossigeno la cui azione combinata aiuta a combattere batteri, virus, allergeni e radicali liberi. I benefici effetti di questo dispositivo sono stati riconosciuti anche dalla British Allergy Foundation, che ha apposto il suo sigillo di approvazione per la comprovata azione di riduzione degli allergeni trasportati dall’aria. L’azione purificatrice di questo dispositivo, inserito nell’unità interna del climatizzatore, è ancora più efficace perché abbinata al processo di filtrazione generato dal filtro trattato con argento, dal filtro deodorante e dal filtro anti-batterico. Vision è anche dotato della nuova funzione Good Sleep che, quando impostata, riproduce la curva della temperatura corporea notturna, evitando i risvegli causati da una grossolana impostazione della temperatura e garantendo un sonno sereno, profondo e ristoratore. Estremamente silenzioso (solo 21 dB), si contraddistingue per il design futuristico caratterizzato dal pannello a specchio con display integrato. Il display, che può essere disattivato dal telecomando durante le ore di riposo, mostra la temperatura impostata, la modalità di funzionamento prescelta (raffrescamento o riscaldamento) e le funzioni attivate. Durante le ore di funzionamento il pannello frontale si apre automaticamente per garantire il corretto afflusso d’aria all’unità e aumentare l’efficienza del climatizzatore. Allo spegnimento si chiude automaticamente impedendo l’accumulo di polvere sui componenti interni dell’unità. Vision, classificato in Classe A di efficienza energetica, utilizza il gas ecologico R410A e risponde ai requisiti della normativa Rohs (direttiva 2002/95/CE), che prevede il divieto e la limitazione di sostanze inquinanti. La gamma Vision, disponibile con pannello a specchio e silver metallic, si compone di modelli monosplit con tecnologia DC Inverter, disponibili nelle potenze da 9.000 a 24.000 Btu/h. Vision di Samsung

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Come l’aria delle foreste I nuovi climatizzatori Rex Electrolux, studiati per creare il clima ideale in ogni ambiente, consentono un vero e proprio trattamento dell’aria non solo raffreddando, ma anche deumidificando, riscaldando e filtrando. Grazie al sistema integrato di trattamento dell’aria, eliminano polveri e sostanze nocive. Oltre ai filtri antipolvere e in fibra elettrostatica ai carboni attivi, il filtro Bio cattura le piccolissime particelle presenti nell’aria e rende inattivi batteri, funghi e microbi. Nelle versioni mono split, lo ionizzatore ricrea un’aria simile a quella degli ambienti naturali incontaminati come le foreste, creando un piacevole benessere all’organismo. Per proteggere l’ambiente in modo più sicuro, Rex Electrolux utilizza i nuovi gas ecologici non dannosi per l’ozono. In particolare i condizionatori mono split sono dotati di comandi elettronici con display digitale della temperatura, filtro Bio,

ionizzatore, funzione riscaldamento. Classificati Classe A, funzionano con gas ecologico R410A e Btu/h da 7.000 a 14.000. Sono inoltre disponibili modelli fissi e portatili, con potenze di raffreddamento dai 7.000 ai 30.000 Btu/h. Mono split di Rex Electrolux

Ventilatori Un getto d’aria fresca

Un abbraccio avvolgente

Il ventilatore a piantana VPS51, dotato di 3 velocità, è prodotto in conformità con le norme di sicurezza e le direttive Rohs e Raee. L’elica è di diametro 40 cm, mentre l’altezza massima raggiunge i 135 cm. La piantana stabile supporta questo «high-speed fan» caratterizzato da un getto d’aria potenziato e direzionabile: il ventilatore è infatti regolabile in altezza e inclinabile fino a un massimo di 90° ed è dotato di maniglia posteriore. VPS51 di Bimar

Il ventilatore da soffitto reversibile Nordik Evolution R ha un design innovativo e accattivante, adatto per ogni locale. Grazie alla funzione reversibilità è possibile invertire la direzione del flusso d’aria dal pavimento al soffitto: si crea quindi un flusso non più diretto, ma avvolgente e più ampio. Inoltre in inverno riduce la differenza di temperatura tra il pavimento (dove è più bassa) e il soffitto (dove invece è più alta). È indicato anche per il funzionamento notturno grazie a un particolare studio nel profilo delle pale in lamiera di acciaio verniciato, che lo rende molto silenzioso ed efficace. Il ventilatore a soffitto può rinfrescare persone disposte in una circonferenza corrispondente a circa 2,5 volte il diametro circoscritto delle pale. L’altezza da terra minima del ventilatore è di 2,3 m. Gli apparecchi sono costruiti in conformità alle norme CEI EN 60335-2-23. Realizzati in 10 modelli e 4 colori (bianco, nero, argento, radica) con pale da 90, 120, 140 e 160 cm. Su richiesta sono disponibili diverse varianti. Design: F. Trabucco & Associati. Nordik Evolution R di Vortice

Piccolo e leggero Il termoventilatore da piano e da parete Compact 400 ha un commutatore di potenza regolabile da 1000 a 2000 W. È dotato di termostato ambiente regolabile per selezionare la temperatura ideale e scegliere tra le posizioni caldo/freddo e di un comodo vano avvolgicavo. È provvisto inoltre dei principali dispositivi di sicurezza previsti dalla CEE e di un dispositivo di spegnimento automatico che entra in funzione quando il flusso di entrata o uscita dell’aria è ostacolato. Alto 25 cm, largo 22 e profondo 14, pesa 1 kg. Compact 400 di Termozeta 126

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AMMINISTRAZIONE LAURA FOGAGNOLO

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Davide Balduini, Fortunato D’Amico, Manuela Cerri, Dario Fusaro, Alberto Mazza, Marcella De Meglio, Luca Ghiringhelli, Fabio Inzani, Cesare Miglioli, Vincenzo Pagano, Matteo Piazza, Emilia Prevosti, P. Giorgio Ravelli, Laura Rota, Cinzia Russo, Elena Sivori, Studio Gabbiani & Associati, Valentina Tornielli, Antonio Valilà, Andrea Voghera, David Zaffaroni.

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STAMPA ARTI GRAFICHE AMILCARE PIZZI S.P.A Cinisello Balsamo (MI) Reg. Tribunale di Milano n. 53 del 30/01/07

ERRATA CORRIGE In riferimento alla citazione del lavabo «Forma» in versione «Cuoio» pubblicato sul numero di marzo/aprile a p. 85 nella rubrica «Intorno al bagno», segnaliamo che il lavabo «Forma in versione Cuoio» è menzionato come «Pigal» e attribuito al designer Giancarlo Meregalli, mentre la menzione esatta è la seguente: lavabo «Forma in versione Cuoio», designer Massimiliano Braconi.


R2 02  
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