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Sentiers dignes d’ un Roi

Orvieille

Très aimée par ses habitants, très admirée par ses visiteurs, fréquentée par les grands alpinistes et incessamment parcourue par les randonneurs (plus de 22.000 arrivées par an), V ALSAVA RENCHE est la seule des 13 communes du Parc national du Grand Paradis dont le territoire est entièrement compris dans l’espace protégé. À Valsavarenche, les sentiers et les émotions s’enchaînent entre les montagnes les plus élevées d’Italie et traversent un patrimoine naturel précieux et unique. Ce sont la majesté du bouquetin, le vol du gypaète (le plus grand oiseau des Alpes) et la traditionnelle amitié des montagnards qui accueillent les amoureux de la tranquillité.

I Principali Colli di Valsavarenche Les principaux Cols de Valsavarenche

Nivolet sup. Nivolet inf. Lacs Trebecchi Leynir Noir Meyes I Meyes II Djouan I Djouan II Montcorvé

2537 m 2526 m 2729 m 2747 m 2670 m 2580 m 2788 m 2507 m 2516 m 2714 m

si compone di 2 edifici, quello più antico fu costruito dal CAI nel 1884 e intitolato al re Vittorio Emanuele II, primo Presidente del Club Alpino Italiano; successivamente, per concessione del re Umberto I, fu affidato alla sorveglianza della Direzione delle Regie Cacce. La costruzione attigua, più grande, venne aperta nel 1932 durante una cerimonia presenziata dai principi di Piemonte Umberto e Maria José; i relativi lavori continuarono anche nel Dopoguerra e l’inaugurazione vera e propria avvenne nel 1961. Il rifugio Federico Chabod, collegato al fondovalle dall’incantevole sentiero 5, gode della vista spettacolare sulla ripida parete di ghiaccio che forma il versante nord-ovest del Gran Paradiso. Tétras-lyre è infine il nome dell’unico Rifugio Escursionistico della valle: si trova quasi a 2000 metri di quota, ad appena 30 minuti da Le Pont (sentiero n.1B). Gli escursionisti possono utilizzarlo come confortevole campo base in primavera e in estate. Ha 41 posti letto e garantisce servizio Bar Ristorante. Anticamente il Tétras-lyre era una costruzione utilissima per l’Alpeggio, rappresentava infatti il tramuto basso dove le mandrie soggiornavano all’inizio dell’estate prima di salire ai pascoli di Le Tzantì, tramuto di mezzo i cui ruderi si trovano lungo il sentiero n. 1 oltre i 2300 metri di altitudine. In piena estate, poi, i pastori con i loro animali raggiungevano l’alpe di Moncorvé e a fine settembre riscendevano al Tétras-lyre. Queste stesse tappe del viaggio d’alpeggio si ritrovano anche sulla via per il rifugio Federico Chabod, dove il piè d’alpe è costituito dalle baite di Pravieux, il tramuto intermedio è invece Lavassey e il più alto è l’alpe di Montandayné attraversata dal sentiero 5A.

L

Rupicapra rupicapra

PRINCIPAUX LACS DE VALSAVARENCHE

nomenclatura: essi rappresentano bensì un vero e proprio calendario topografico. Infatti quei nomi indicano altrettante tappe di quelle migrazioni stagionali delle mandrie dai pascoli più bassi a quelli alle quote più elevate e viceversa. Insomma il nome di ognuna di quelle tre località scandisce momenti ben precisi di quel viaggio di andata e ritorno, d’Inarpa e di Desarpa, che da tempo immemorabile continua ad affascinare persino gli addetti ai lavori. Al vallone di Lévionaz si giunge anche attraverso il sentiero n. 10, che parte dai villaggi di Le Nex e Tignet e interseca l’Alta Via n. 2.

Réalisation: IL VALICO EDIZIONI POUR LA COMMUNE DE VALSAVARENCHE

L’

Alta Via num. 2 della Valle d’Aosta attraversa Valsavarenche unendo il Col de l’Entrelor (3007 m) al Col Lauzon (3296 m), passando per il villaggio di L’Eau-Rousse (1666 m). Proprio attraversando il fiume Savara all’altezza di L’Eau-Rousse e seguendo appunto l’Alta Via n. 2, si arriva in circa due ore (dopo aver rimirato la foresta di larici, pini cembri e abeti rossi con esemplari secolari) al vallone di Lévionaz, meta prediletta degli Stambecchi, ma frequentata anche dai Camosci. Si tratta di un vasto pianoro che si estende subito oltre una Casa di sorveglianza del Parco Nazionale, incassata fra il bosco e la montagna. Il ricordo delle antiche pratiche di alpeggio qui a Lévionaz è racchiuso nei toponimi. I tre nomi Lévionaz di sotto, Lévionaz di mezzo e Lévionaz di sopra, che si ritrovano nelle carte, non sono frutto di una bizzarra

O

es sentiers de Valsavarenche ne comportent pas, en général, de difficultés particulières, alors qu’ils comprennent dans plusieurs cas des parcours de haute montagne qui exigent de l’attention et de l’expérience de la part des visiteurs du Parc, ces derniers ne devant jamais sous-estimer, entre autres, que des changements soudains des conditions météo sont toujours possibles à des altitudes élevées. Les Guides de Haute Montagne de Valsavarenche mettent à la disposition de tous leur connaissances et leur expérience pour marcher en toute sécurité et tranquillité, avec curiosité et intérêt, tout au long des nombreux sentiers qui portent en haut l’envie de comprendre la montagne. Pour ne pas s’exposer à des dangers inutiles, il suffit de suivre quelques simples recommandations : • Partir avec un bon équipement, porter des chaussures de montagnes et prévoir toujours dans son sac à dos, entre autres, des lunettes de soleil et un anorak, ainsi qu’une casquette avec visière et de la crème solaire haute protection. • Programmer les randonnées en tenant toujours compte des capacités techniques et des conditions physiques de chaque participant. • Pendant la randonnée, toujours suivre les sentiers balisés par un numéro noir sur fond jaune ou simplement par une balise jaune. (Attention: les balises rouges, ou blanches et rouges, indiquent des informations techniques relatives aux plans d’aménagement forestier et ne donnent aucune indication sur les sentiers).

3a EDIZIONE Foto di Alessandra Perugi

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PUBBLICAZIONE REALIZZATA DAL VALICO EDIZIONI PER IL COMUNE DI VALSAVARENCHE

Capra ibex

Le vallon de Lévionaz et le calendrier topographique Leontopodium alpinum

www.valsavarenche.com

Il vallone di Lévionaz e il calendario topografico PRINCIPALI LAGHI DI VALSAVARENCHE

A partir du chef-lieu de Valsavarenche, après avoir enjambé le torrent Savara en direction de la forêt, on gagne en quelques minutes le village appelé, justement, Vers-leBois. D’ici se détache une promenade conduisant, sans pour autant fatiguer le randonneur, des 1545 m du hameau aux 2168 m d’Orvieille. Il s’agit du lieu choisi par le roi Victor Emmanuel II pour faire bâtir, en 1861, un pavillon de chasse à utiliser lors de ses séjours et de ses battues de chasse sur les

R. Federico Chabod.

tion, la proie facile d’une avalanche. Il ne reste aujourd’hui de cet ensemble qu’un deuxième bâtiment au toit à la forme de dos d’âne qui conserve son hauteur originaire ainsi que sa position stratégique collée au sol, justement pour la protéger des avalanches qui l’ont en effet plusieurs fois traversé sans provoquer de dégâts.

R. Vittorio Emanuele II.

montagnes de Valsavarenche. Des mulets et des chariots qui approvisionnaient la résidence du roi ont donc transité sur le confortable sentier n. 8. Des poteaux avaient même été installés pour assurer une liaison par télégraphe entre Orvieille et Villeneuve, afin de permettre au roi de se tenir constamment et rapidement informé des affaires d’Etat. Malheureusement, cette belle maison, avec son toit caractéristique en forme de pavillon, n’existe plus, car des travaux de réfection comportèrent une augmentation de la hauteur du bâtiment qui devint donc, en 1982, juste au lendemain de cette interven-

La passeggiata comunque non finisce a Orvieille, perché già ai tempi del re proseguiva, salendo in lieve pendenza, verso i laghi di Djouan e ancora oltre… fino ai laghi e al colle del Nivolet. E’ una passeggiata che offre lo spettacolare panorama sul gruppo del Gran Paradiso, sulla Grivola e anche sulle altre vette della Valle d’Aosta. Presso il colle del Nivolet, sulla riva degli omonimi laghi, sorgeva un’altra antica casa reale di caccia, anch’essa col telegrafo, che è stata trasformata nel rifugio-albergo Savoia. Poco distante dal Savoia si trova il rifugio alpino Città di Chivasso con vista sui laghi e sulla Grivola. Questo valico, che unisce Valsavarenche al Piemonte, a 2636 metri di quota, si può raggiungere anche col sentiero n. 3, che parte da Le Pont e attraversa l’intero esteso Alpage du Nivolet appena dopo aver oltrepassato l’imperdibile punto panoramico di Croce Roley, a 2313 metri di altitudine. Quelli del Nivolet sono soltanto 2 dei 5 rifugi di Valsavarenche. Ce ne sono altri 2 sulle pendici del Gran Paradiso: il Vittorio Emanuele e il Federico Chabod, frequentati, come quelli del Nivolet, da tantissimi alpinisti, scialpinisti ed escursionisti. Il Rifugio Vittorio Emanuele II, meta del sentiero n.1,

Sentier n. 8C

Orvieille e La Grivola.

diante telegrafo fra Orvieille e Villeneuve consentendo così al sovrano di tenersi costantemente e velocemente informato circa gli affari di Stato. Purtroppo quella bella casa, con il suo caratteristico tetto a padiglione, non esiste più, perché alcuni interventi edilizi comportarono un aumento in altezza dell’edificio che divenne perciò, nel 1982, proprio all’indomani della ristrutturazione, facile preda di una valanga. Di quel complesso oggi rimane soltanto un secondo fabbricato col tetto a schiena d’asino che conserva l’altezza originaria e la strategica incollatura al terreno proprio a difesa dalle valanghe, le quali hanno infatti più volte attraversato quella costruzione senza provocar danni.

R. Città di Chivasso.

www.valsavarenche.com 3171 3488 3969 3392 3386 3419 3553 3154 3272 3282 3778 3678 3840 3925 4061 3869 3609 3640 3554 3454 3385 3201 3207 3051 3411 3032 3238 3438 3445 3426 3209 3128 3385 3424 3413 3272

La balade ne s’arrête pas pour autant à Orvieille : à l’époque du roi déjà, celle-ci montait en pente douce jusqu’aux lacs de Nomi Alt. (m) Collega Valsavarenche con: Djouan et poursuivait encore Noms Haut. Relie Valsavarenche avec: jusqu’à atteindre le col du NiAymavilles Charbonnière 2916 volet. C’est une randonnée qui Aymavilles Belleface 3095 offre un panorama spectaculaire Cogne Rayes Noires 3421 sur le groupe du Grand-Paradis, Cogne Lauzon 3296 la Grivola et aussi les autres somNoasca Grand Paradis 3335 mets de la Vallée d’Aoste. Au col Noasca Montcorvé 3299 du Nivolet, sur la rive des lacs Ceresole Reale Ciarforon 3317 homonymes, se trouvait une auCeresole Reale Grand Etret 3139 tre maison royale de chasse, elleCeresole Reale Nivolet 2636 aussi dotée de télégraphe, deveRhêmes-Notre-Dame nue par la suite le refuge-auberge Rosset 3025 Savoia. A courte distance du SaRhêmes-Notre-Dame Leynir 3084 voia se situe le refuge de haute Rhêmes-Notre-Dame Percia 3148 montagne Città di Chivasso, Rhêmes-Notre-Dame Entrelor 3007 avec la vue sur les lacs et sur la Rhêmes-Notre-Dame Sort 2970 Grivola. Dans ce col, qui relie lée par le charmant sentier 5, jouit de la vue Valsavarenche au Piémont, à 2636 mètres spectaculaire sur la raide paroi de glace qui d’altitude, on peut arriver aussi par le sentier forme le versant nord-ouest du Grand Paradis. n. 3 qui part du Pont et traverse l’entier étenTétras-lyre est enfin le nom de l’unique Redu Alpage du Nivolet à peine après avoir défuge pour excursionnistes de la vallée : il se passé la vue imperdable de Croix Roley, à trouve presque à 2000 mètres d’altitude, à 2313 mètres d’altitude. seulement 30 minutes du Pont (sentier n.1B). Ceux du Nivolet sont seulement 2 des 5 reLes excursionnistes peuvent l’utiliser comfuges de Valsavarenche. Il y en a 2 autres sur me un confortable champ de base au prinles pentes du Grand-Paradis : le Victor-Emtemps-été. Il a 41 lits et il garantit le service de manuel II et le Frédéric Chabod fréquentés, Bar Restaurant. Anciennement, le Tétras-lyre comme ceux du Nivolet, par plusieurs alpinisétait une construction très utile pour l’Alpage, tes, ski-alpinistes et excursionnistes. Le refuge il représentait en fait le lieu bas où les trouVictor-Emmanuel II, qui est le but du sentier peaux séjournaient au début de l’été avant de n.1, est composé de 2 bâtiments, celui qui est monter aux pâturages de Le Tzantì, le lieu du plus ancien fut construit par le Club Alpin milieu dont les ruines se trouvent le long du Italien en 1884 et on lui donna le nom du roi sentier n.1 outre les 2300 mètres. En plein été, Vittorio Emanuele II, le premier Président du après, les bergers avec leurs animaux arrivaient Club Alpin Italien ; successivement, grâce à la sur l’alpe de Moncorvé et, à la fin du septemconcession du roi Umberto I, il fut confié à la bre, ils redescendaient au Tétras-lyre. Ces mêsurveillance de la Direction des Chasses Royames étapes du voyage d’Alpage se retrouvent les. La construction attenante, plus grande, fut aussi sur le chemin vers le refuge Chabod où le ouverte en 1932 lors d’une cérémonie en la pied d’alpe est constitué des chalets de Praprésence des Princes de Piémont Umberto et vieux, le lieu intermédiaire est, au contraire, Maria José ; les travaux se poursuivirent égaleLavassey et la station supérieure est l’alpe de ment dans l’Après-guerre et la véritable inauMontandayné traversée par le sentier 5A. guration de ce refuge eut lieu en 1961. Le refuge Frédéric Chabod, lié au fond de la val-

Mont Favret Grand Nomenon Mont Grivola (La Grivola) Pointe du Tuf Pointe de l’Enfer Pointe de Levionaz Grande Serre (Grand Sertz) Pointe Leiser Pointe Money Tour du Grand Neyron Pointe de l’Herbetet Pointe Budden Becca di Montandayné Petit Paradis (méridional) Grand Paradis Becca di Montcorvé La Trésenta Mont Ciarforon Bec de Montchair (Becca di Monciair) Cime de Breuil (Denti del Broglio) Mer-Pertchaz (Mare Percia) Tête du Grand Etret Mont Seyvaz (Cima merid. di Seiva) Mont Gianzanaz (Mont Giansana) Pointe Fourà Pointe du Nivolet (Punta Violetta) Pointe de Leynir Mont Tout Blanc (Mont Taou Blanc) L’Aouillé Cime d’Entrelor Cime Pertcha (Cima Percia) Cimes de Goillen Mont Rolettaz (La Roletta) Truc Blanc (Clocher de Djouan) Pointe Bioula Pointe du Ran

Dal capoluogo di Valsavarenche, attraversando il Savara in direzione della foresta, si arriva in pochi minuti al villaggio chiamato appunto Vers-le-Bois. Parte da qui una passeggiata che, senza affaticare l’escursionista, conduce dai 1545 m del villaggio ai 2168 m di Orvieille. Si tratta del luogo che il re Vittorio Emanuele II scelse per far costruire, nel 1861, una casa e per impiantarvi un accampamento di caccia da utilizzare durante i periodi in cui egli soggiornava e cacciava fra le montagne di Valsavarenche. Lungo il comodo sentiero n. 8 sono perciò passati muli e carretti che rifornivano la residenza del re. Addirittura era stata sistemata una palificazione per assicurare un collegamento me-

R. Savoia.

Becca di Montandayné, Petit Paradis e Grand Paradis.

Sentieri fatti a Misura di Re

Sentier n. 8

Principali cime al di sopra dei 3000 m Principaux sommets au-dessus de 3000 m

Sentier n. 8

de ces migrations saisonnières des troupeaux des pâturages les plus bas à ceux situés aux altitudes les plus élevées et vice-versa. Bref, le nom de chacune de ces localités ponctue des moments bien précis de ce voyage allerretour, l’Inarpa et la Desarpa, qui depuis la nuit des temps continue de fasciner même les gens du terrain. On peut atteindre le vallon de Lévionaz également en empruntant le sentier n. 10, a Haute Route numéro 2 de la Vallée qui se détache des hameaux de Tignet et Le d’Aoste passe par Valsavarenche Nex et croise la Haute Route n. 2. en unissant le col de l’Entrelor (3007 m) au col Lauzon (3296 Cascade de Lévionaz, m), à travers le village de L’Eau-Roussentier n. 10. se (1666 m). C’est justement en traversant le torrent Savara à la hauteur de L’Eau-Rousse et en suivant la Haute Route n. 2, que l’on atteint, en deux heures environ (après avoir admiré la forêt de mélèzes, pins cembros et sapinettes, avec des arbres séculaires), le vallon de Lévionaz, site privilégié par les Bouquetins quoique fréquentée par les Chamois aussi. Il s’agit d’un vaste plateau qui s’ouvre au-delà d’une cabane de garde du Parc national, encaissée entre la forêt et la montagne. A Lévionaz, le souvenir des anciennes pratiques du pastoralisme se conserve encore dans les toponymes. Les trois noms Lévionaz d’en bas, Lévionaz du milieu e Lévionaz d’en haut, que l’on retrouve dans les cartes, ne sont pas le fruit d’une nomenclature bizarre, mais représentent au contraire un véritable calendrier topographique. En effet, ces noms indiquent autant d’étapes

• Partire preferibilmente in compagnia e comunque lasciar detto il luogo dell’escursione. • È sempre preferibile affidarsi all’esperienza delle Guide Alpine di Valsavarenche per muoversi in sicurezza e con maggiore relax; il ricorso a una Guida Alpina diventa necessario per i sentieri segnalati come difficili. Tutti i sentieri che sono stati riportati su questa carta con i rispettivi numeri meritano davvero di essere conosciuti: ne vengono ricordati alcuni nelle pagine seguenti.

Amatissima dai suoi abitanti, ammiratissima dai visitatori, frequentata dai grandi alpinisti e percorsa senza sosta dagli escursionisti (oltre 22.000 arrivi l’anno), VALSAVARENCHE è l’unico dei 13 comuni del Parco nazionale del Gran Paradiso il cui territorio è interamente compreso nell’area protetta. A Valsavarenche sentieri ed emozioni si rincorrono fra le montagne più alte d’Italia e attraversano un patrimonio naturalistico prezioso e unico. Ad accogliere gli amanti della tranquillità ci sono la regalità dello stambecco, il volo del gipeto (l’uccello più grande delle Alpi) e la tradizionale amicizia dei montanari.

• Partir de préférence en groupe et en tout cas communiquer le lieu de la randonnée. Il est toujours préférable de faire appel au savoir-faire des Guides de Haute Montagne de Valsavarenche pour se déplacer en toute sécurité et avec plus de tranquillité; le recours à un Guide devient nécessaire pour les sentiers qualifiés de difficiles. Tous les sentiers reportés sur cette carte avec leur numéros respectifs méritent vraiment d’être connus : les pages qui suivent en décrivent quelques-uns.

I

sentieri di Valsavarenche in generale non comportano particolari difficoltà, ma comprendono in molti casi percorsi di alta montagna che richiedono attenzione ed esperienza da parte dei visitatori del Parco, i quali non devono mai sottovalutare, tra l’altro, che i repentini cambiamenti delle condizioni meteorologiche sono sempre possibili a quote elevate. Le Guide Alpine di Valsavarenche mettono a disposizione di tutti le loro conoscenze e la loro esperienza per camminare con sicurezza, serenità, curiosità e interesse lungo le tante vie che portano in alto la voglia di capire la montagna. Per non esporsi a inutili pericoli occorre seguire poche e semplici raccomandazioni: • Mettersi in cammino ben equipaggiati, indossando scarponi da montagna, e portare sempre nello zaino, fra le altre cose, occhiali da sole e giacca impermeabile; nonché cappello con visiera e crema solare protettiva. • Programmare le escursioni tenendo sempre conto delle capacità tecniche e delle condizioni fisiche di ogni escursionista che partecipa alla gita. • Durante l’escursione seguire sempre i sentieri che sono segnati con numero nero in campo giallo o semplicemente con un segno giallo. (Attenzione: i segni rossi, o bianchi e rossi, si riferiscono ad informazioni tecniche relative ai piani di assestamento forestale e non indicano alcun sentiero).

Photos de Alessandra Perugi

3 Sentiero n. 10

Nex (Valsavarenche).

gni anno, al termine del viaggio d’Alpeggio, le mucche ritornano presso il loro villaggio dove vengono accolte e amorevolmente accudite. /Chaque année, à la fin du voyage d’Alpage, les vaches reviennent auprès de leur village où elles sont accueillies et affectueusement soignées.

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ÉDITION


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Foto di Alessandra Perugi

PUBBLICAZIONE REALIZZATA DAL VALICO EDIZIONI PER IL COMUNE DI VALSAVARENCHE

www.valsavarenche.com

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sentieri di Valsavarenche in generale non comportano particolari difficoltà, ma comprendono in molti casi percorsi di alta montagna che richiedono attenzione ed esperienza da parte dei visitatori del Parco, i quali non devono mai sottovalutare, tra l’altro, che i repentini cambiamenti delle condizioni meteorologiche sono sempre possibili a quote elevate. Le Guide Alpine di Valsavarenche mettono a disposizione di tutti le loro conoscenze e la loro esperienza per camminare con sicurezza, serenità, curiosità e interesse lungo le tante vie che portano in alto la voglia di capire la montagna. Per non esporsi a inutili pericoli occorre seguire poche e semplici raccomandazioni: • Mettersi in cammino ben equipaggiati, indossando scarponi da montagna, e portare sempre nello zaino, fra le altre cose, occhiali da sole e giacca impermeabile; nonché cappello con visiera e crema solare protettiva. • Programmare le escursioni tenendo sempre conto delle capacità tecniche e delle condizioni fisiche di ogni escursionista che partecipa alla gita. • Durante l’escursione seguire sempre i sentieri che sono segnati con numero nero in campo giallo o semplicemente con un segno giallo. (Attenzione: i segni rossi, o bianchi e rossi, si riferiscono ad informazioni tecniche relative ai piani di assestamento forestale e non indicano alcun sentiero).

Amatissima dai suoi abitanti, ammiratissima dai visitatori, frequentata dai grandi alpinisti e percorsa senza sosta dagli escursionisti (oltre 22.000 arrivi l’anno), VALSAVARENCHE è l’unico dei 13 comuni del Parco nazionale del Gran Paradiso il cui territorio è interamente compreso nell’area protetta. A Valsavarenche sentieri ed emozioni si rincorrono fra le montagne più alte d’Italia e attraversano un patrimonio naturalistico prezioso e unico. Ad accogliere gli amanti della tranquillità ci sono la regalità dello stambecco, il volo del gipeto (l’uccello più grande delle Alpi) e la tradizionale amicizia dei montanari.

Principali cime al di sopra dei 3000 m Principaux sommets au-dessus de 3000 m

Becca di Montandayné, Petit Paradis e Grand Paradis.

Sentieri fatti a Misura di Re Dal capoluogo di Valsavarenche, attraversando il Savara in direzione della foresta, si arriva in pochi minuti al villaggio chiamato appunto Vers-le-Bois. Parte da qui una passeggiata che, senza affaticare l’escursionista, conduce dai 1545 m del villaggio ai 2168 m di Orvieille. Si tratta del luogo che il re Vittorio Emanuele II scelse per far costruire, nel 1861, una casa e per impiantarvi un accampamento di caccia da utilizzare durante i periodi in cui egli soggiornava e cacciava fra le montagne di Valsavarenche. Lungo il comodo sentiero n. 8 sono perciò passati muli e carretti che rifornivano la residenza del re. Addirittura era stata sistemata una palificazione per assicurare un collegamento meOrvieille e La Grivola.

diante telegrafo fra Orvieille e Villeneuve consentendo così al sovrano di tenersi costantemente e velocemente informato circa gli affari di Stato. Purtroppo quella bella casa, con il suo caratteristico tetto a padiglione, non esiste più, perché alcuni interventi edilizi comportarono un aumento in altezza dell’edificio che divenne perciò, nel 1982, proprio all’indomani della ristrutturazione, facile preda di una valanga. Di quel complesso oggi rimane soltanto un secondo fabbricato col tetto a schiena d’asino che conserva l’altezza originaria e la strategica incollatura al terreno proprio a difesa dalle valanghe, le quali hanno infatti più volte attraversato quella costruzione senza provocar danni.

La passeggiata comunque non finisce a Orvieille, perché già ai tempi del re proseguiva, salendo in lieve pendenza, verso i laghi di Djouan e ancora oltre… fino ai laghi e al colle del Nivolet. E’ una passeggiata che offre lo spettacolare panorama sul gruppo del Gran Paradiso, sulla Grivola e anche sulle altre vette della Valle d’Aosta. Presso il colle del Nivolet, sulla riva degli omonimi laghi, sorgeva un’altra antica casa reale di caccia, anch’essa col telegrafo, che è stata trasformata nel rifugio-albergo Savoia. Poco distante dal Savoia si trova il rifugio alpino Città di Chivasso con vista sui laghi e sulla Grivola. Questo valico, che unisce Valsavarenche al Piemonte, a 2636 metri di quota, si può raggiungere anche col sentiero n. 3, che parte da Le Pont e attraversa l’intero esteso Alpage du Nivolet appena dopo aver oltrepassato l’imperdibile punto panoramico di Croce Roley, a 2313 metri di altitudine. Quelli del Nivolet sono soltanto 2 dei 5 rifugi di Valsavarenche. Ce ne sono altri 2 sulle pendici del Gran Paradiso: il Vittorio Emanuele e il Federico Chabod, frequentati, come quelli del Nivolet, da tantissimi alpinisti, scialpinisti ed escursionisti. Il Rifugio Vittorio Emanuele II, meta del sentiero n.1,

R. Vittorio Emanuele II. R. Federico Chabod.

tion, la proie facile d’une avalanche. Il ne reste aujourd’hui de cet ensemble qu’un deuxième bâtiment au toit à la forme de dos d’âne qui conserve son hauteur originaire ainsi que sa position stratégique collée au sol, justement pour la protéger des avalanches qui l’ont en effet plusieurs fois traversé sans provoquer de dégâts.

a Haute Route numéro 2 de la Vallée d’Aoste passe par Valsavarenche en unissant le col de l’Entrelor (3007 m) au col Lauzon (3296 Cascade de Lévionaz, m), à travers le village de L’Eau-Roussentier n. 10. se (1666 m). C’est justement en traversant le torrent Savara à la hauteur de L’Eau-Rousse et en suivant la Haute Route n. 2, que l’on atteint, en deux heures environ (après avoir admiré la forêt de mélèzes, pins cembros et sapinettes, avec des arbres séculaires), le vallon de Lévionaz, site privilégié par les Bouquetins quoique fréquentée par les Chamois aussi. Il s’agit d’un vaste plateau qui s’ouvre au-delà d’une cabane de garde du Parc national, encaissée entre la forêt et la montagne. A Lévionaz, le souvenir des anciennes pratiques du pastoralisme se conserve encore dans les toponymes. Les trois noms Lévionaz d’en bas, Lévionaz du milieu e Lévionaz d’en haut, que l’on retrouve dans les cartes, ne sont pas le fruit d’une nomenclature bizarre, mais représentent au contraire un véritable calendrier topographique. En effet, ces noms indiquent autant d’étapes

de ces migrations saisonnières des troupeaux des pâturages les plus bas à ceux situés aux altitudes les plus élevées et vice-versa. Bref, le nom de chacune de ces localités ponctue des moments bien précis de ce voyage allerretour, l’Inarpa et la Desarpa, qui depuis la nuit des temps continue de fasciner même les gens du terrain. On peut atteindre le vallon de Lévionaz également en empruntant le sentier n. 10, qui se détache des hameaux de Tignet et Le Nex et croise la Haute Route n. 2.

Capra ibex

Le vallon de Lévionaz et le calendrier topographique Leontopodium alpinum

montagnes de Valsavarenche. Des mulets et des chariots qui approvisionnaient la résidence du roi ont donc transité sur le confortable sentier n. 8. Des poteaux avaient même été installés pour assurer une liaison par télégraphe entre Orvieille et Villeneuve, afin de permettre au roi de se tenir constamment et rapidement informé des affaires d’Etat. Malheureusement, cette belle maison, avec son toit caractéristique en forme de pavillon, n’existe plus, car des travaux de réfection comportèrent une augmentation de la hauteur du bâtiment qui devint donc, en 1982, juste au lendemain de cette interven-

I Principali Colli di Valsavarenche Les principaux Cols de Valsavarenche

3171 3488 3969 3392 3386 3419 3553 3154 3272 3282 3778 3678 3840 3925 4061 3869 3609 3640 3554 3454 3385 3201 3207 3051 3411 3032 3238 3438 3445 3426 3209 3128 3385 3424 3413 3272

Sentier n. 8 R. Città di Chivasso.

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Il vallone di Lévionaz e il calendario topografico PRINCIPALI LAGHI DI VALSAVARENCHE

nomenclatura: essi rappresentano bensì un vero e proprio calendario topografico. Infatti quei nomi indicano altrettante tappe di quelle migrazioni stagionali delle mandrie dai pascoli più bassi a quelli alle quote più elevate e viceversa. Insomma il nome di ognuna di quelle tre località scandisce momenti ben precisi di quel viaggio di andata e ritorno, d’Inarpa e di Desarpa, che da tempo immemorabile continua ad affascinare persino gli addetti ai lavori. Al vallone di Lévionaz si giunge anche attraverso il sentiero n. 10, che parte dai villaggi di Le Nex e Tignet e interseca l’Alta Via n. 2.

Rupicapra rupicapra

PRINCIPAUX LACS DE VALSAVARENCHE Nivolet sup. Nivolet inf. Lacs Trebecchi Leynir Noir Meyes I Meyes II Djouan I Djouan II Montcorvé

2537 m 2526 m 2729 m 2747 m 2670 m 2580 m 2788 m 2507 m 2516 m 2714 m

si compone di 2 edifici, quello più antico fu costruito dal CAI nel 1884 e intitolato al re Vittorio Emanuele II, primo Presidente del Club Alpino Italiano; successivamente, per concessione del re Umberto I, fu affidato alla sorveglianza della Direzione delle Regie Cacce. La costruzione attigua, più grande, venne aperta nel 1932 durante una cerimonia presenziata dai principi di Piemonte Umberto e Maria José; i relativi lavori continuarono anche nel Dopoguerra e l’inaugurazione vera e propria avvenne nel 1961. Il rifugio Federico Chabod, collegato al fondovalle dall’incantevole sentiero 5, gode della vista spettacolare sulla ripida parete di ghiaccio che forma il versante nord-ovest del Gran Paradiso. Tétras-lyre è infine il nome dell’unico Rifugio Escursionistico della valle: si trova quasi a 2000 metri di quota, ad appena 30 minuti da Le Pont (sentiero n.1B). Gli escursionisti possono utilizzarlo come confortevole campo base in primavera e in estate. Ha 41 posti letto e garantisce servizio Bar Ristorante. Anticamente il Tétras-lyre era una costruzione utilissima per l’Alpeggio, rappresentava infatti il tramuto basso dove le mandrie soggiornavano all’inizio dell’estate prima di salire ai pascoli di Le Tzantì, tramuto di mezzo i cui ruderi si trovano lungo il sentiero n. 1 oltre i 2300 metri di altitudine. In piena estate, poi, i pastori con i loro animali raggiungevano l’alpe di Moncorvé e a fine settembre riscendevano al Tétras-lyre. Queste stesse tappe del viaggio d’alpeggio si ritrovano anche sulla via per il rifugio Federico Chabod, dove il piè d’alpe è costituito dalle baite di Pravieux, il tramuto intermedio è invece Lavassey e il più alto è l’alpe di Montandayné attraversata dal sentiero 5A.

L

La balade ne s’arrête pas pour autant à Orvieille : à l’époque du roi déjà, celle-ci montait en pente douce jusqu’aux lacs de Nomi Alt. (m) Collega Valsavarenche con: Djouan et poursuivait encore Noms Haut. Relie Valsavarenche avec: jusqu’à atteindre le col du NiAymavilles Charbonnière 2916 volet. C’est une randonnée qui Aymavilles Belleface 3095 offre un panorama spectaculaire Cogne Rayes Noires 3421 sur le groupe du Grand-Paradis, Cogne Lauzon 3296 la Grivola et aussi les autres somNoasca Grand Paradis 3335 mets de la Vallée d’Aoste. Au col Noasca Montcorvé 3299 du Nivolet, sur la rive des lacs Ceresole Reale Ciarforon 3317 homonymes, se trouvait une auCeresole Reale Grand Etret 3139 tre maison royale de chasse, elleCeresole Reale Nivolet 2636 aussi dotée de télégraphe, deveRhêmes-Notre-Dame nue par la suite le refuge-auberge Rosset 3025 Savoia. A courte distance du SaRhêmes-Notre-Dame Leynir 3084 voia se situe le refuge de haute Rhêmes-Notre-Dame Percia 3148 montagne Città di Chivasso, Rhêmes-Notre-Dame Entrelor 3007 avec la vue sur les lacs et sur la Rhêmes-Notre-Dame Sort 2970 Grivola. Dans ce col, qui relie lée par le charmant sentier 5, jouit de la vue Valsavarenche au Piémont, à 2636 mètres spectaculaire sur la raide paroi de glace qui d’altitude, on peut arriver aussi par le sentier forme le versant nord-ouest du Grand Paradis. n.3 qui part du Pont et traverse l’entier étenTétras-lyre est enfin le nom de l’unique Redu Alpage du Nivolet à peine après avoir défuge pour excursionnistes de la vallée : il se passé la vue imperdable de Croix Roley, à trouve presque à 2000 mètres d’altitude, à 2313 mètres d’altitude. seulement 30 minutes du Pont (sentier n.1B). Ceux du Nivolet sont seulement 2 des 5 reLes excursionnistes peuvent l’utiliser comfuges de Valsavarenche. Il y en a 2 autres sur me un confortable champ de base au prinles pentes du Grand-Paradis : le Victor-Emtemps-été. Il a 41 lits et il garantit le service de manuel II et le Frédéric Chabod fréquentés, Bar Restaurant. Anciennement, le Tétras-lyre comme ceux du Nivolet, par plusieurs alpinisétait une construction très utile pour l’Alpage, tes, ski-alpinistes et excursionnistes. Le refuge il représentait en fait le lieu bas où les trouVictor-Emmanuel II, qui est le but du sentier peaux séjournaient au début de l’été avant de n.1, est composé de 2 bâtiments, celui qui est monter aux pâturages de Le Tzantì, le lieu du plus ancien fut construit par le Club Alpin milieu dont les ruines se trouvent le long du Italien en 1884 et on lui donna le nom du roi sentier n.1 outre les 2300 mètres. En plein été, Vittorio Emanuele II, le premier Président du après, les bergers avec leurs animaux arrivaient Club Alpin Italien ; successivement, grâce à la sur l’alpe de Moncorvé et, à la fin du septemconcession du roi Umberto I, il fut confié à la bre, ils redescendaient au Tétras-lyre. Ces mêsurveillance de la Direction des Chasses Royames étapes du voyage d’Alpage se retrouvent les. La construction attenante, plus grande, fut aussi sur le chemin vers le refuge Chabod où le ouverte en 1932 lors d’une cérémonie en la pied d’alpe est constitué des chalets de Praprésence des Princes de Piémont Umberto et vieux, le lieu intermédiaire est, au contraire, Maria José ; les travaux se poursuivirent égaleLavassey et la station supérieure est l’alpe de ment dans l’Après-guerre et la véritable inauMontandayné traversée par le sentier 5A. guration de ce refuge eut lieu en 1961. Le refuge Frédéric Chabod, lié au fond de la val-

Mont Favret Grand Nomenon Mont Grivola (La Grivola) Pointe du Tuf Pointe de l’Enfer Pointe de Levionaz Grande Serre (Grand Sertz) Pointe Leiser Pointe Money Tour du Grand Neyron Pointe de l’Herbetet Pointe Budden Becca di Montandayné Petit Paradis (méridional) Grand Paradis Becca di Montcorvé La Trésenta Mont Ciarforon Bec de Montchair (Becca di Monciair) Cime de Breuil (Denti del Broglio) Mer-Pertchaz (Mare Percia) Tête du Grand Etret Mont Seyvaz (Cima merid. di Seiva) Mont Gianzanaz (Mont Giansana) Pointe Fourà Pointe du Nivolet (Punta Violetta) Pointe de Leynir Mont Tout Blanc (Mont Taou Blanc) L’Aouillé Cime d’Entrelor Cime Pertcha (Cima Percia) Cimes de Goillen Mont Rolettaz (La Roletta) Truc Blanc (Clocher de Djouan) Pointe Bioula Pointe du Ran

Sentier n. 8 R. Savoia.

A partir du chef-lieu de Valsavarenche, après avoir enjambé le torrent Savara en direction de la forêt, on gagne en quelques minutes le village appelé, justement, Vers-leBois. D’ici se détache une promenade conduisant, sans pour autant fatiguer le randonneur, des 1545 m du hameau aux 2168 m d’Orvieille. Il s’agit du lieu choisi par le roi Victor Emmanuel II pour faire bâtir, en 1861, un pavillon de chasse à utiliser lors de ses séjours et de ses battues de chasse sur les

Sentiers dignes d’ un Roi

Orvieille

Très aimée par ses habitants, très admirée par ses visiteurs, fréquentée par les grands alpinistes et incessamment parcourue par les randonneurs (plus de 22.000 arrivées par an), V ALSAVA RENCHE est la seule des 13 communes du Parc national du Grand Paradis dont le territoire est entièrement compris dans l’espace protégé. À Valsavarenche, les sentiers et les émotions s’enchaînent entre les montagnes les plus élevées d’Italie et traversent un patrimoine naturel précieux et unique. Ce sont la majesté du bouquetin, le vol du gypaète (le plus grand oiseau des Alpes) et la traditionnelle amitié des montagnards qui accueillent les amoureux de la tranquillité.

• Partire preferibilmente in compagnia e comunque lasciar detto il luogo dell’escursione. • È sempre preferibile affidarsi all’esperienza delle Guide Alpine di Valsavarenche per muoversi in sicurezza e con maggiore relax; il ricorso a una Guida Alpina diventa necessario per i sentieri segnalati come difficili. Tutti i sentieri che sono stati riportati su questa carta con i rispettivi numeri meritano davvero di essere conosciuti: ne vengono ricordati alcuni nelle pagine seguenti.

• Partir de préférence en groupe et en tout cas communiquer le lieu de la randonnée. Il est toujours préférable de faire appel au savoir-faire des Guides de Haute Montagne de Valsavarenche pour se déplacer en toute sécurité et avec plus de tranquillité; le recours à un Guide devient nécessaire pour les sentiers qualifiés de difficiles. Tous les sentiers reportés sur cette carte avec leur numéros respectifs méritent vraiment d’être connus : les pages qui suivent en décrivent quelques-uns.

Sentier n. 8C

Réalisation: IL VALICO EDIZIONI POUR LA COMMUNE DE VALSAVARENCHE

L’

Alta Via num. 2 della Valle d’Aosta attraversa Valsavarenche unendo il Col de l’Entrelor (3007 m) al Col Lauzon (3296 m), passando per il villaggio di L’Eau-Rousse (1666 m). Proprio attraversando il fiume Savara all’altezza di L’Eau-Rousse e seguendo appunto l’Alta Via n. 2, si arriva in circa due ore (dopo aver rimirato la foresta di larici, pini cembri e abeti rossi con esemplari secolari) al vallone di Lévionaz, meta prediletta degli Stambecchi, ma frequentata anche dai Camosci. Si tratta di un vasto pianoro che si estende subito oltre una Casa di sorveglianza del Parco Nazionale, incassata fra il bosco e la montagna. Il ricordo delle antiche pratiche di alpeggio qui a Lévionaz è racchiuso nei toponimi. I tre nomi Lévionaz di sotto, Lévionaz di mezzo e Lévionaz di sopra, che si ritrovano nelle carte, non sono frutto di una bizzarra

es sentiers de Valsavarenche ne comportent pas, en général, de difficultés particulières, alors qu’ils comprennent dans plusieurs cas des parcours de haute montagne qui exigent de l’attention et de l’expérience de la part des visiteurs du Parc, ces derniers ne devant jamais sous-estimer, entre autres, que des changements soudains des conditions météo sont toujours possibles à des altitudes élevées. Les Guides de Haute Montagne de Valsavarenche mettent à la disposition de tous leur connaissances et leur expérience pour marcher en toute sécurité et tranquillité, avec curiosité et intérêt, tout au long des nombreux sentiers qui portent en haut l’envie de comprendre la montagne. Pour ne pas s’exposer à des dangers inutiles, il suffit de suivre quelques simples recommandations : • Partir avec un bon équipement, porter des chaussures de montagnes et prévoir toujours dans son sac à dos, entre autres, des lunettes de soleil et un anorak, ainsi qu’une casquette avec visière et de la crème solaire haute protection. • Programmer les randonnées en tenant toujours compte des capacités techniques et des conditions physiques de chaque participant. • Pendant la randonnée, toujours suivre les sentiers balisés par un numéro noir sur fond jaune ou simplement par une balise jaune. (Attention: les balises rouges, ou blanches et rouges, indiquent des informations techniques relatives aux plans d’aménagement forestier et ne donnent aucune indication sur les sentiers). Photos de Alessandra Perugi

3ème ÉDITION Sentiero n. 10

Nex (Valsavarenche).

O

gni anno, al termine del viaggio d’Alpeggio, le mucche ritornano presso il loro villaggio dove vengono accolte e amorevolmente accudite. /Chaque année, à la fin du voyage d’Alpage, les vaches reviennent auprès de leur village où elles sont accueillies et affectueusement soignées.


sentieritesto_2013_2:sentieritesto 25/06/13 15.40 Pagina 1

L

3 EDIZIONE a

Foto di Alessandra Perugi

PUBBLICAZIONE REALIZZATA DAL VALICO EDIZIONI PER IL COMUNE DI VALSAVARENCHE

www.valsavarenche.com

I

sentieri di Valsavarenche in generale non comportano particolari difficoltà, ma comprendono in molti casi percorsi di alta montagna che richiedono attenzione ed esperienza da parte dei visitatori del Parco, i quali non devono mai sottovalutare, tra l’altro, che i repentini cambiamenti delle condizioni meteorologiche sono sempre possibili a quote elevate. Le Guide Alpine di Valsavarenche mettono a disposizione di tutti le loro conoscenze e la loro esperienza per camminare con sicurezza, serenità, curiosità e interesse lungo le tante vie che portano in alto la voglia di capire la montagna. Per non esporsi a inutili pericoli occorre seguire poche e semplici raccomandazioni: • Mettersi in cammino ben equipaggiati, indossando scarponi da montagna, e portare sempre nello zaino, fra le altre cose, occhiali da sole e giacca impermeabile; nonché cappello con visiera e crema solare protettiva. • Programmare le escursioni tenendo sempre conto delle capacità tecniche e delle condizioni fisiche di ogni escursionista che partecipa alla gita. • Durante l’escursione seguire sempre i sentieri che sono segnati con numero nero in campo giallo o semplicemente con un segno giallo. (Attenzione: i segni rossi, o bianchi e rossi, si riferiscono ad informazioni tecniche relative ai piani di assestamento forestale e non indicano alcun sentiero).

Amatissima dai suoi abitanti, ammiratissima dai visitatori, frequentata dai grandi alpinisti e percorsa senza sosta dagli escursionisti (oltre 22.000 arrivi l’anno), VALSAVARENCHE è l’unico dei 13 comuni del Parco nazionale del Gran Paradiso il cui territorio è interamente compreso nell’area protetta. A Valsavarenche sentieri ed emozioni si rincorrono fra le montagne più alte d’Italia e attraversano un patrimonio naturalistico prezioso e unico. Ad accogliere gli amanti della tranquillità ci sono la regalità dello stambecco, il volo del gipeto (l’uccello più grande delle Alpi) e la tradizionale amicizia dei montanari.

Principali cime al di sopra dei 3000 m Principaux sommets au-dessus de 3000 m

Becca di Montandayné, Petit Paradis e Grand Paradis.

Sentieri fatti a Misura di Re Dal capoluogo di Valsavarenche, attraversando il Savara in direzione della foresta, si arriva in pochi minuti al villaggio chiamato appunto Vers-le-Bois. Parte da qui una passeggiata che, senza affaticare l’escursionista, conduce dai 1545 m del villaggio ai 2168 m di Orvieille. Si tratta del luogo che il re Vittorio Emanuele II scelse per far costruire, nel 1861, una casa e per impiantarvi un accampamento di caccia da utilizzare durante i periodi in cui egli soggiornava e cacciava fra le montagne di Valsavarenche. Lungo il comodo sentiero n. 8 sono perciò passati muli e carretti che rifornivano la residenza del re. Addirittura era stata sistemata una palificazione per assicurare un collegamento meOrvieille e La Grivola.

diante telegrafo fra Orvieille e Villeneuve consentendo così al sovrano di tenersi costantemente e velocemente informato circa gli affari di Stato. Purtroppo quella bella casa, con il suo caratteristico tetto a padiglione, non esiste più, perché alcuni interventi edilizi comportarono un aumento in altezza dell’edificio che divenne perciò, nel 1982, proprio all’indomani della ristrutturazione, facile preda di una valanga. Di quel complesso oggi rimane soltanto un secondo fabbricato col tetto a schiena d’asino che conserva l’altezza originaria e la strategica incollatura al terreno proprio a difesa dalle valanghe, le quali hanno infatti più volte attraversato quella costruzione senza provocar danni.

La passeggiata comunque non finisce a Orvieille, perché già ai tempi del re proseguiva, salendo in lieve pendenza, verso i laghi di Djouan e ancora oltre… fino ai laghi e al colle del Nivolet. E’ una passeggiata che offre lo spettacolare panorama sul gruppo del Gran Paradiso, sulla Grivola e anche sulle altre vette della Valle d’Aosta. Presso il colle del Nivolet, sulla riva degli omonimi laghi, sorgeva un’altra antica casa reale di caccia, anch’essa col telegrafo, che è stata trasformata nel rifugio-albergo Savoia. Poco distante dal Savoia si trova il rifugio alpino Città di Chivasso con vista sui laghi e sulla Grivola. Questo valico, che unisce Valsavarenche al Piemonte, a 2636 metri di quota, si può raggiungere anche col sentiero n. 3, che parte da Le Pont e attraversa l’intero esteso Alpage du Nivolet appena dopo aver oltrepassato l’imperdibile punto panoramico di Croce Roley, a 2313 metri di altitudine. Quelli del Nivolet sono soltanto 2 dei 5 rifugi di Valsavarenche. Ce ne sono altri 2 sulle pendici del Gran Paradiso: il Vittorio Emanuele e il Federico Chabod, frequentati, come quelli del Nivolet, da tantissimi alpinisti, scialpinisti ed escursionisti. Il Rifugio Vittorio Emanuele II, meta del sentiero n.1,

R. Vittorio Emanuele II. R. Federico Chabod.

tion, la proie facile d’une avalanche. Il ne reste aujourd’hui de cet ensemble qu’un deuxième bâtiment au toit à la forme de dos d’âne qui conserve son hauteur originaire ainsi que sa position stratégique collée au sol, justement pour la protéger des avalanches qui l’ont en effet plusieurs fois traversé sans provoquer de dégâts.

a Haute Route numéro 2 de la Vallée d’Aoste passe par Valsavarenche en unissant le col de l’Entrelor (3007 m) au col Lauzon (3296 Cascade de Lévionaz, m), à travers le village de L’Eau-Roussentier n. 10. se (1666 m). C’est justement en traversant le torrent Savara à la hauteur de L’Eau-Rousse et en suivant la Haute Route n. 2, que l’on atteint, en deux heures environ (après avoir admiré la forêt de mélèzes, pins cembros et sapinettes, avec des arbres séculaires), le vallon de Lévionaz, site privilégié par les Bouquetins quoique fréquentée par les Chamois aussi. Il s’agit d’un vaste plateau qui s’ouvre au-delà d’une cabane de garde du Parc national, encaissée entre la forêt et la montagne. A Lévionaz, le souvenir des anciennes pratiques du pastoralisme se conserve encore dans les toponymes. Les trois noms Lévionaz d’en bas, Lévionaz du milieu e Lévionaz d’en haut, que l’on retrouve dans les cartes, ne sont pas le fruit d’une nomenclature bizarre, mais représentent au contraire un véritable calendrier topographique. En effet, ces noms indiquent autant d’étapes

de ces migrations saisonnières des troupeaux des pâturages les plus bas à ceux situés aux altitudes les plus élevées et vice-versa. Bref, le nom de chacune de ces localités ponctue des moments bien précis de ce voyage allerretour, l’Inarpa et la Desarpa, qui depuis la nuit des temps continue de fasciner même les gens du terrain. On peut atteindre le vallon de Lévionaz également en empruntant le sentier n. 10, qui se détache des hameaux de Tignet et Le Nex et croise la Haute Route n. 2.

Capra ibex

Le vallon de Lévionaz et le calendrier topographique Leontopodium alpinum

montagnes de Valsavarenche. Des mulets et des chariots qui approvisionnaient la résidence du roi ont donc transité sur le confortable sentier n. 8. Des poteaux avaient même été installés pour assurer une liaison par télégraphe entre Orvieille et Villeneuve, afin de permettre au roi de se tenir constamment et rapidement informé des affaires d’Etat. Malheureusement, cette belle maison, avec son toit caractéristique en forme de pavillon, n’existe plus, car des travaux de réfection comportèrent une augmentation de la hauteur du bâtiment qui devint donc, en 1982, juste au lendemain de cette interven-

I Principali Colli di Valsavarenche Les principaux Cols de Valsavarenche

3171 3488 3969 3392 3386 3419 3553 3154 3272 3282 3778 3678 3840 3925 4061 3869 3609 3640 3554 3454 3385 3201 3207 3051 3411 3032 3238 3438 3445 3426 3209 3128 3385 3424 3413 3272

Sentier n. 8 R. Città di Chivasso.

www.valsavarenche.com

Il vallone di Lévionaz e il calendario topografico PRINCIPALI LAGHI DI VALSAVARENCHE

nomenclatura: essi rappresentano bensì un vero e proprio calendario topografico. Infatti quei nomi indicano altrettante tappe di quelle migrazioni stagionali delle mandrie dai pascoli più bassi a quelli alle quote più elevate e viceversa. Insomma il nome di ognuna di quelle tre località scandisce momenti ben precisi di quel viaggio di andata e ritorno, d’Inarpa e di Desarpa, che da tempo immemorabile continua ad affascinare persino gli addetti ai lavori. Al vallone di Lévionaz si giunge anche attraverso il sentiero n. 10, che parte dai villaggi di Le Nex e Tignet e interseca l’Alta Via n. 2.

Rupicapra rupicapra

PRINCIPAUX LACS DE VALSAVARENCHE Nivolet sup. Nivolet inf. Lacs Trebecchi Leynir Noir Meyes I Meyes II Djouan I Djouan II Montcorvé

2537 m 2526 m 2729 m 2747 m 2670 m 2580 m 2788 m 2507 m 2516 m 2714 m

si compone di 2 edifici, quello più antico fu costruito dal CAI nel 1884 e intitolato al re Vittorio Emanuele II, primo Presidente del Club Alpino Italiano; successivamente, per concessione del re Umberto I, fu affidato alla sorveglianza della Direzione delle Regie Cacce. La costruzione attigua, più grande, venne aperta nel 1932 durante una cerimonia presenziata dai principi di Piemonte Umberto e Maria José; i relativi lavori continuarono anche nel Dopoguerra e l’inaugurazione vera e propria avvenne nel 1961. Il rifugio Federico Chabod, collegato al fondovalle dall’incantevole sentiero 5, gode della vista spettacolare sulla ripida parete di ghiaccio che forma il versante nord-ovest del Gran Paradiso. Tétras-lyre è infine il nome dell’unico Rifugio Escursionistico della valle: si trova quasi a 2000 metri di quota, ad appena 30 minuti da Le Pont (sentiero n.1B). Gli escursionisti possono utilizzarlo come confortevole campo base in primavera e in estate. Ha 41 posti letto e garantisce servizio Bar Ristorante. Anticamente il Tétras-lyre era una costruzione utilissima per l’Alpeggio, rappresentava infatti il tramuto basso dove le mandrie soggiornavano all’inizio dell’estate prima di salire ai pascoli di Le Tzantì, tramuto di mezzo i cui ruderi si trovano lungo il sentiero n. 1 oltre i 2300 metri di altitudine. In piena estate, poi, i pastori con i loro animali raggiungevano l’alpe di Moncorvé e a fine settembre riscendevano al Tétras-lyre. Queste stesse tappe del viaggio d’alpeggio si ritrovano anche sulla via per il rifugio Federico Chabod, dove il piè d’alpe è costituito dalle baite di Pravieux, il tramuto intermedio è invece Lavassey e il più alto è l’alpe di Montandayné attraversata dal sentiero 5A.

L

La balade ne s’arrête pas pour autant à Orvieille : à l’époque du roi déjà, celle-ci montait en pente douce jusqu’aux lacs de Nomi Alt. (m) Collega Valsavarenche con: Djouan et poursuivait encore Noms Haut. Relie Valsavarenche avec: jusqu’à atteindre le col du NiAymavilles Charbonnière 2916 volet. C’est une randonnée qui Aymavilles Belleface 3095 offre un panorama spectaculaire Cogne Rayes Noires 3421 sur le groupe du Grand-Paradis, Cogne Lauzon 3296 la Grivola et aussi les autres somNoasca Grand Paradis 3335 mets de la Vallée d’Aoste. Au col Noasca Montcorvé 3299 du Nivolet, sur la rive des lacs Ceresole Reale Ciarforon 3317 homonymes, se trouvait une auCeresole Reale Grand Etret 3139 tre maison royale de chasse, elleCeresole Reale Nivolet 2636 aussi dotée de télégraphe, deveRhêmes-Notre-Dame nue par la suite le refuge-auberge Rosset 3025 Savoia. A courte distance du SaRhêmes-Notre-Dame Leynir 3084 voia se situe le refuge de haute Rhêmes-Notre-Dame Percia 3148 montagne Città di Chivasso, Rhêmes-Notre-Dame Entrelor 3007 avec la vue sur les lacs et sur la Rhêmes-Notre-Dame Sort 2970 Grivola. Dans ce col, qui relie lée par le charmant sentier 5, jouit de la vue Valsavarenche au Piémont, à 2636 mètres spectaculaire sur la raide paroi de glace qui d’altitude, on peut arriver aussi par le sentier forme le versant nord-ouest du Grand Paradis. n.3 qui part du Pont et traverse l’entier étenTétras-lyre est enfin le nom de l’unique Redu Alpage du Nivolet à peine après avoir défuge pour excursionnistes de la vallée : il se passé la vue imperdable de Croix Roley, à trouve presque à 2000 mètres d’altitude, à 2313 mètres d’altitude. seulement 30 minutes du Pont (sentier n.1B). Ceux du Nivolet sont seulement 2 des 5 reLes excursionnistes peuvent l’utiliser comfuges de Valsavarenche. Il y en a 2 autres sur me un confortable champ de base au prinles pentes du Grand-Paradis : le Victor-Emtemps-été. Il a 41 lits et il garantit le service de manuel II et le Frédéric Chabod fréquentés, Bar Restaurant. Anciennement, le Tétras-lyre comme ceux du Nivolet, par plusieurs alpinisétait une construction très utile pour l’Alpage, tes, ski-alpinistes et excursionnistes. Le refuge il représentait en fait le lieu bas où les trouVictor-Emmanuel II, qui est le but du sentier peaux séjournaient au début de l’été avant de n.1, est composé de 2 bâtiments, celui qui est monter aux pâturages de Le Tzantì, le lieu du plus ancien fut construit par le Club Alpin milieu dont les ruines se trouvent le long du Italien en 1884 et on lui donna le nom du roi sentier n.1 outre les 2300 mètres. En plein été, Vittorio Emanuele II, le premier Président du après, les bergers avec leurs animaux arrivaient Club Alpin Italien ; successivement, grâce à la sur l’alpe de Moncorvé et, à la fin du septemconcession du roi Umberto I, il fut confié à la bre, ils redescendaient au Tétras-lyre. Ces mêsurveillance de la Direction des Chasses Royames étapes du voyage d’Alpage se retrouvent les. La construction attenante, plus grande, fut aussi sur le chemin vers le refuge Chabod où le ouverte en 1932 lors d’une cérémonie en la pied d’alpe est constitué des chalets de Praprésence des Princes de Piémont Umberto et vieux, le lieu intermédiaire est, au contraire, Maria José ; les travaux se poursuivirent égaleLavassey et la station supérieure est l’alpe de ment dans l’Après-guerre et la véritable inauMontandayné traversée par le sentier 5A. guration de ce refuge eut lieu en 1961. Le refuge Frédéric Chabod, lié au fond de la val-

Mont Favret Grand Nomenon Mont Grivola (La Grivola) Pointe du Tuf Pointe de l’Enfer Pointe de Levionaz Grande Serre (Grand Sertz) Pointe Leiser Pointe Money Tour du Grand Neyron Pointe de l’Herbetet Pointe Budden Becca di Montandayné Petit Paradis (méridional) Grand Paradis Becca di Montcorvé La Trésenta Mont Ciarforon Bec de Montchair (Becca di Monciair) Cime de Breuil (Denti del Broglio) Mer-Pertchaz (Mare Percia) Tête du Grand Etret Mont Seyvaz (Cima merid. di Seiva) Mont Gianzanaz (Mont Giansana) Pointe Fourà Pointe du Nivolet (Punta Violetta) Pointe de Leynir Mont Tout Blanc (Mont Taou Blanc) L’Aouillé Cime d’Entrelor Cime Pertcha (Cima Percia) Cimes de Goillen Mont Rolettaz (La Roletta) Truc Blanc (Clocher de Djouan) Pointe Bioula Pointe du Ran

Sentier n. 8 R. Savoia.

A partir du chef-lieu de Valsavarenche, après avoir enjambé le torrent Savara en direction de la forêt, on gagne en quelques minutes le village appelé, justement, Vers-leBois. D’ici se détache une promenade conduisant, sans pour autant fatiguer le randonneur, des 1545 m du hameau aux 2168 m d’Orvieille. Il s’agit du lieu choisi par le roi Victor Emmanuel II pour faire bâtir, en 1861, un pavillon de chasse à utiliser lors de ses séjours et de ses battues de chasse sur les

Sentiers dignes d’ un Roi

Orvieille

Très aimée par ses habitants, très admirée par ses visiteurs, fréquentée par les grands alpinistes et incessamment parcourue par les randonneurs (plus de 22.000 arrivées par an), V ALSAVA RENCHE est la seule des 13 communes du Parc national du Grand Paradis dont le territoire est entièrement compris dans l’espace protégé. À Valsavarenche, les sentiers et les émotions s’enchaînent entre les montagnes les plus élevées d’Italie et traversent un patrimoine naturel précieux et unique. Ce sont la majesté du bouquetin, le vol du gypaète (le plus grand oiseau des Alpes) et la traditionnelle amitié des montagnards qui accueillent les amoureux de la tranquillité.

• Partire preferibilmente in compagnia e comunque lasciar detto il luogo dell’escursione. • È sempre preferibile affidarsi all’esperienza delle Guide Alpine di Valsavarenche per muoversi in sicurezza e con maggiore relax; il ricorso a una Guida Alpina diventa necessario per i sentieri segnalati come difficili. Tutti i sentieri che sono stati riportati su questa carta con i rispettivi numeri meritano davvero di essere conosciuti: ne vengono ricordati alcuni nelle pagine seguenti.

• Partir de préférence en groupe et en tout cas communiquer le lieu de la randonnée. Il est toujours préférable de faire appel au savoir-faire des Guides de Haute Montagne de Valsavarenche pour se déplacer en toute sécurité et avec plus de tranquillité; le recours à un Guide devient nécessaire pour les sentiers qualifiés de difficiles. Tous les sentiers reportés sur cette carte avec leur numéros respectifs méritent vraiment d’être connus : les pages qui suivent en décrivent quelques-uns.

Sentier n. 8C

Réalisation: IL VALICO EDIZIONI POUR LA COMMUNE DE VALSAVARENCHE

L’

Alta Via num. 2 della Valle d’Aosta attraversa Valsavarenche unendo il Col de l’Entrelor (3007 m) al Col Lauzon (3296 m), passando per il villaggio di L’Eau-Rousse (1666 m). Proprio attraversando il fiume Savara all’altezza di L’Eau-Rousse e seguendo appunto l’Alta Via n. 2, si arriva in circa due ore (dopo aver rimirato la foresta di larici, pini cembri e abeti rossi con esemplari secolari) al vallone di Lévionaz, meta prediletta degli Stambecchi, ma frequentata anche dai Camosci. Si tratta di un vasto pianoro che si estende subito oltre una Casa di sorveglianza del Parco Nazionale, incassata fra il bosco e la montagna. Il ricordo delle antiche pratiche di alpeggio qui a Lévionaz è racchiuso nei toponimi. I tre nomi Lévionaz di sotto, Lévionaz di mezzo e Lévionaz di sopra, che si ritrovano nelle carte, non sono frutto di una bizzarra

es sentiers de Valsavarenche ne comportent pas, en général, de difficultés particulières, alors qu’ils comprennent dans plusieurs cas des parcours de haute montagne qui exigent de l’attention et de l’expérience de la part des visiteurs du Parc, ces derniers ne devant jamais sous-estimer, entre autres, que des changements soudains des conditions météo sont toujours possibles à des altitudes élevées. Les Guides de Haute Montagne de Valsavarenche mettent à la disposition de tous leur connaissances et leur expérience pour marcher en toute sécurité et tranquillité, avec curiosité et intérêt, tout au long des nombreux sentiers qui portent en haut l’envie de comprendre la montagne. Pour ne pas s’exposer à des dangers inutiles, il suffit de suivre quelques simples recommandations : • Partir avec un bon équipement, porter des chaussures de montagnes et prévoir toujours dans son sac à dos, entre autres, des lunettes de soleil et un anorak, ainsi qu’une casquette avec visière et de la crème solaire haute protection. • Programmer les randonnées en tenant toujours compte des capacités techniques et des conditions physiques de chaque participant. • Pendant la randonnée, toujours suivre les sentiers balisés par un numéro noir sur fond jaune ou simplement par une balise jaune. (Attention: les balises rouges, ou blanches et rouges, indiquent des informations techniques relatives aux plans d’aménagement forestier et ne donnent aucune indication sur les sentiers). Photos de Alessandra Perugi

3ème ÉDITION Sentiero n. 10

Nex (Valsavarenche).

O

gni anno, al termine del viaggio d’Alpeggio, le mucche ritornano presso il loro villaggio dove vengono accolte e amorevolmente accudite. /Chaque année, à la fin du voyage d’Alpage, les vaches reviennent auprès de leur village où elles sont accueillies et affectueusement soignées.


sentieritesto_2013_2:sentieritesto 25/06/13 15.40 Pagina 1

L

3 EDIZIONE a

Foto di Alessandra Perugi

PUBBLICAZIONE REALIZZATA DAL VALICO EDIZIONI PER IL COMUNE DI VALSAVARENCHE

www.valsavarenche.com

I

sentieri di Valsavarenche in generale non comportano particolari difficoltà, ma comprendono in molti casi percorsi di alta montagna che richiedono attenzione ed esperienza da parte dei visitatori del Parco, i quali non devono mai sottovalutare, tra l’altro, che i repentini cambiamenti delle condizioni meteorologiche sono sempre possibili a quote elevate. Le Guide Alpine di Valsavarenche mettono a disposizione di tutti le loro conoscenze e la loro esperienza per camminare con sicurezza, serenità, curiosità e interesse lungo le tante vie che portano in alto la voglia di capire la montagna. Per non esporsi a inutili pericoli occorre seguire poche e semplici raccomandazioni: • Mettersi in cammino ben equipaggiati, indossando scarponi da montagna, e portare sempre nello zaino, fra le altre cose, occhiali da sole e giacca impermeabile; nonché cappello con visiera e crema solare protettiva. • Programmare le escursioni tenendo sempre conto delle capacità tecniche e delle condizioni fisiche di ogni escursionista che partecipa alla gita. • Durante l’escursione seguire sempre i sentieri che sono segnati con numero nero in campo giallo o semplicemente con un segno giallo. (Attenzione: i segni rossi, o bianchi e rossi, si riferiscono ad informazioni tecniche relative ai piani di assestamento forestale e non indicano alcun sentiero).

Amatissima dai suoi abitanti, ammiratissima dai visitatori, frequentata dai grandi alpinisti e percorsa senza sosta dagli escursionisti (oltre 22.000 arrivi l’anno), VALSAVARENCHE è l’unico dei 13 comuni del Parco nazionale del Gran Paradiso il cui territorio è interamente compreso nell’area protetta. A Valsavarenche sentieri ed emozioni si rincorrono fra le montagne più alte d’Italia e attraversano un patrimonio naturalistico prezioso e unico. Ad accogliere gli amanti della tranquillità ci sono la regalità dello stambecco, il volo del gipeto (l’uccello più grande delle Alpi) e la tradizionale amicizia dei montanari.

Principali cime al di sopra dei 3000 m Principaux sommets au-dessus de 3000 m

Becca di Montandayné, Petit Paradis e Grand Paradis.

Sentieri fatti a Misura di Re Dal capoluogo di Valsavarenche, attraversando il Savara in direzione della foresta, si arriva in pochi minuti al villaggio chiamato appunto Vers-le-Bois. Parte da qui una passeggiata che, senza affaticare l’escursionista, conduce dai 1545 m del villaggio ai 2168 m di Orvieille. Si tratta del luogo che il re Vittorio Emanuele II scelse per far costruire, nel 1861, una casa e per impiantarvi un accampamento di caccia da utilizzare durante i periodi in cui egli soggiornava e cacciava fra le montagne di Valsavarenche. Lungo il comodo sentiero n. 8 sono perciò passati muli e carretti che rifornivano la residenza del re. Addirittura era stata sistemata una palificazione per assicurare un collegamento meOrvieille e La Grivola.

diante telegrafo fra Orvieille e Villeneuve consentendo così al sovrano di tenersi costantemente e velocemente informato circa gli affari di Stato. Purtroppo quella bella casa, con il suo caratteristico tetto a padiglione, non esiste più, perché alcuni interventi edilizi comportarono un aumento in altezza dell’edificio che divenne perciò, nel 1982, proprio all’indomani della ristrutturazione, facile preda di una valanga. Di quel complesso oggi rimane soltanto un secondo fabbricato col tetto a schiena d’asino che conserva l’altezza originaria e la strategica incollatura al terreno proprio a difesa dalle valanghe, le quali hanno infatti più volte attraversato quella costruzione senza provocar danni.

La passeggiata comunque non finisce a Orvieille, perché già ai tempi del re proseguiva, salendo in lieve pendenza, verso i laghi di Djouan e ancora oltre… fino ai laghi e al colle del Nivolet. E’ una passeggiata che offre lo spettacolare panorama sul gruppo del Gran Paradiso, sulla Grivola e anche sulle altre vette della Valle d’Aosta. Presso il colle del Nivolet, sulla riva degli omonimi laghi, sorgeva un’altra antica casa reale di caccia, anch’essa col telegrafo, che è stata trasformata nel rifugio-albergo Savoia. Poco distante dal Savoia si trova il rifugio alpino Città di Chivasso con vista sui laghi e sulla Grivola. Questo valico, che unisce Valsavarenche al Piemonte, a 2636 metri di quota, si può raggiungere anche col sentiero n. 3, che parte da Le Pont e attraversa l’intero esteso Alpage du Nivolet appena dopo aver oltrepassato l’imperdibile punto panoramico di Croce Roley, a 2313 metri di altitudine. Quelli del Nivolet sono soltanto 2 dei 5 rifugi di Valsavarenche. Ce ne sono altri 2 sulle pendici del Gran Paradiso: il Vittorio Emanuele e il Federico Chabod, frequentati, come quelli del Nivolet, da tantissimi alpinisti, scialpinisti ed escursionisti. Il Rifugio Vittorio Emanuele II, meta del sentiero n.1,

R. Vittorio Emanuele II. R. Federico Chabod.

tion, la proie facile d’une avalanche. Il ne reste aujourd’hui de cet ensemble qu’un deuxième bâtiment au toit à la forme de dos d’âne qui conserve son hauteur originaire ainsi que sa position stratégique collée au sol, justement pour la protéger des avalanches qui l’ont en effet plusieurs fois traversé sans provoquer de dégâts.

a Haute Route numéro 2 de la Vallée d’Aoste passe par Valsavarenche en unissant le col de l’Entrelor (3007 m) au col Lauzon (3296 Cascade de Lévionaz, m), à travers le village de L’Eau-Roussentier n. 10. se (1666 m). C’est justement en traversant le torrent Savara à la hauteur de L’Eau-Rousse et en suivant la Haute Route n. 2, que l’on atteint, en deux heures environ (après avoir admiré la forêt de mélèzes, pins cembros et sapinettes, avec des arbres séculaires), le vallon de Lévionaz, site privilégié par les Bouquetins quoique fréquentée par les Chamois aussi. Il s’agit d’un vaste plateau qui s’ouvre au-delà d’une cabane de garde du Parc national, encaissée entre la forêt et la montagne. A Lévionaz, le souvenir des anciennes pratiques du pastoralisme se conserve encore dans les toponymes. Les trois noms Lévionaz d’en bas, Lévionaz du milieu e Lévionaz d’en haut, que l’on retrouve dans les cartes, ne sont pas le fruit d’une nomenclature bizarre, mais représentent au contraire un véritable calendrier topographique. En effet, ces noms indiquent autant d’étapes

de ces migrations saisonnières des troupeaux des pâturages les plus bas à ceux situés aux altitudes les plus élevées et vice-versa. Bref, le nom de chacune de ces localités ponctue des moments bien précis de ce voyage allerretour, l’Inarpa et la Desarpa, qui depuis la nuit des temps continue de fasciner même les gens du terrain. On peut atteindre le vallon de Lévionaz également en empruntant le sentier n. 10, qui se détache des hameaux de Tignet et Le Nex et croise la Haute Route n. 2.

Capra ibex

Le vallon de Lévionaz et le calendrier topographique Leontopodium alpinum

montagnes de Valsavarenche. Des mulets et des chariots qui approvisionnaient la résidence du roi ont donc transité sur le confortable sentier n. 8. Des poteaux avaient même été installés pour assurer une liaison par télégraphe entre Orvieille et Villeneuve, afin de permettre au roi de se tenir constamment et rapidement informé des affaires d’Etat. Malheureusement, cette belle maison, avec son toit caractéristique en forme de pavillon, n’existe plus, car des travaux de réfection comportèrent une augmentation de la hauteur du bâtiment qui devint donc, en 1982, juste au lendemain de cette interven-

I Principali Colli di Valsavarenche Les principaux Cols de Valsavarenche

3171 3488 3969 3392 3386 3419 3553 3154 3272 3282 3778 3678 3840 3925 4061 3869 3609 3640 3554 3454 3385 3201 3207 3051 3411 3032 3238 3438 3445 3426 3209 3128 3385 3424 3413 3272

Sentier n. 8 R. Città di Chivasso.

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Il vallone di Lévionaz e il calendario topografico PRINCIPALI LAGHI DI VALSAVARENCHE

nomenclatura: essi rappresentano bensì un vero e proprio calendario topografico. Infatti quei nomi indicano altrettante tappe di quelle migrazioni stagionali delle mandrie dai pascoli più bassi a quelli alle quote più elevate e viceversa. Insomma il nome di ognuna di quelle tre località scandisce momenti ben precisi di quel viaggio di andata e ritorno, d’Inarpa e di Desarpa, che da tempo immemorabile continua ad affascinare persino gli addetti ai lavori. Al vallone di Lévionaz si giunge anche attraverso il sentiero n. 10, che parte dai villaggi di Le Nex e Tignet e interseca l’Alta Via n. 2.

Rupicapra rupicapra

PRINCIPAUX LACS DE VALSAVARENCHE Nivolet sup. Nivolet inf. Lacs Trebecchi Leynir Noir Meyes I Meyes II Djouan I Djouan II Montcorvé

2537 m 2526 m 2729 m 2747 m 2670 m 2580 m 2788 m 2507 m 2516 m 2714 m

si compone di 2 edifici, quello più antico fu costruito dal CAI nel 1884 e intitolato al re Vittorio Emanuele II, primo Presidente del Club Alpino Italiano; successivamente, per concessione del re Umberto I, fu affidato alla sorveglianza della Direzione delle Regie Cacce. La costruzione attigua, più grande, venne aperta nel 1932 durante una cerimonia presenziata dai principi di Piemonte Umberto e Maria José; i relativi lavori continuarono anche nel Dopoguerra e l’inaugurazione vera e propria avvenne nel 1961. Il rifugio Federico Chabod, collegato al fondovalle dall’incantevole sentiero 5, gode della vista spettacolare sulla ripida parete di ghiaccio che forma il versante nord-ovest del Gran Paradiso. Tétras-lyre è infine il nome dell’unico Rifugio Escursionistico della valle: si trova quasi a 2000 metri di quota, ad appena 30 minuti da Le Pont (sentiero n.1B). Gli escursionisti possono utilizzarlo come confortevole campo base in primavera e in estate. Ha 41 posti letto e garantisce servizio Bar Ristorante. Anticamente il Tétras-lyre era una costruzione utilissima per l’Alpeggio, rappresentava infatti il tramuto basso dove le mandrie soggiornavano all’inizio dell’estate prima di salire ai pascoli di Le Tzantì, tramuto di mezzo i cui ruderi si trovano lungo il sentiero n. 1 oltre i 2300 metri di altitudine. In piena estate, poi, i pastori con i loro animali raggiungevano l’alpe di Moncorvé e a fine settembre riscendevano al Tétras-lyre. Queste stesse tappe del viaggio d’alpeggio si ritrovano anche sulla via per il rifugio Federico Chabod, dove il piè d’alpe è costituito dalle baite di Pravieux, il tramuto intermedio è invece Lavassey e il più alto è l’alpe di Montandayné attraversata dal sentiero 5A.

L

La balade ne s’arrête pas pour autant à Orvieille : à l’époque du roi déjà, celle-ci montait en pente douce jusqu’aux lacs de Nomi Alt. (m) Collega Valsavarenche con: Djouan et poursuivait encore Noms Haut. Relie Valsavarenche avec: jusqu’à atteindre le col du NiAymavilles Charbonnière 2916 volet. C’est une randonnée qui Aymavilles Belleface 3095 offre un panorama spectaculaire Cogne Rayes Noires 3421 sur le groupe du Grand-Paradis, Cogne Lauzon 3296 la Grivola et aussi les autres somNoasca Grand Paradis 3335 mets de la Vallée d’Aoste. Au col Noasca Montcorvé 3299 du Nivolet, sur la rive des lacs Ceresole Reale Ciarforon 3317 homonymes, se trouvait une auCeresole Reale Grand Etret 3139 tre maison royale de chasse, elleCeresole Reale Nivolet 2636 aussi dotée de télégraphe, deveRhêmes-Notre-Dame nue par la suite le refuge-auberge Rosset 3025 Savoia. A courte distance du SaRhêmes-Notre-Dame Leynir 3084 voia se situe le refuge de haute Rhêmes-Notre-Dame Percia 3148 montagne Città di Chivasso, Rhêmes-Notre-Dame Entrelor 3007 avec la vue sur les lacs et sur la Rhêmes-Notre-Dame Sort 2970 Grivola. Dans ce col, qui relie lée par le charmant sentier 5, jouit de la vue Valsavarenche au Piémont, à 2636 mètres spectaculaire sur la raide paroi de glace qui d’altitude, on peut arriver aussi par le sentier forme le versant nord-ouest du Grand Paradis. n.3 qui part du Pont et traverse l’entier étenTétras-lyre est enfin le nom de l’unique Redu Alpage du Nivolet à peine après avoir défuge pour excursionnistes de la vallée : il se passé la vue imperdable de Croix Roley, à trouve presque à 2000 mètres d’altitude, à 2313 mètres d’altitude. seulement 30 minutes du Pont (sentier n.1B). Ceux du Nivolet sont seulement 2 des 5 reLes excursionnistes peuvent l’utiliser comfuges de Valsavarenche. Il y en a 2 autres sur me un confortable champ de base au prinles pentes du Grand-Paradis : le Victor-Emtemps-été. Il a 41 lits et il garantit le service de manuel II et le Frédéric Chabod fréquentés, Bar Restaurant. Anciennement, le Tétras-lyre comme ceux du Nivolet, par plusieurs alpinisétait une construction très utile pour l’Alpage, tes, ski-alpinistes et excursionnistes. Le refuge il représentait en fait le lieu bas où les trouVictor-Emmanuel II, qui est le but du sentier peaux séjournaient au début de l’été avant de n.1, est composé de 2 bâtiments, celui qui est monter aux pâturages de Le Tzantì, le lieu du plus ancien fut construit par le Club Alpin milieu dont les ruines se trouvent le long du Italien en 1884 et on lui donna le nom du roi sentier n.1 outre les 2300 mètres. En plein été, Vittorio Emanuele II, le premier Président du après, les bergers avec leurs animaux arrivaient Club Alpin Italien ; successivement, grâce à la sur l’alpe de Moncorvé et, à la fin du septemconcession du roi Umberto I, il fut confié à la bre, ils redescendaient au Tétras-lyre. Ces mêsurveillance de la Direction des Chasses Royames étapes du voyage d’Alpage se retrouvent les. La construction attenante, plus grande, fut aussi sur le chemin vers le refuge Chabod où le ouverte en 1932 lors d’une cérémonie en la pied d’alpe est constitué des chalets de Praprésence des Princes de Piémont Umberto et vieux, le lieu intermédiaire est, au contraire, Maria José ; les travaux se poursuivirent égaleLavassey et la station supérieure est l’alpe de ment dans l’Après-guerre et la véritable inauMontandayné traversée par le sentier 5A. guration de ce refuge eut lieu en 1961. Le refuge Frédéric Chabod, lié au fond de la val-

Mont Favret Grand Nomenon Mont Grivola (La Grivola) Pointe du Tuf Pointe de l’Enfer Pointe de Levionaz Grande Serre (Grand Sertz) Pointe Leiser Pointe Money Tour du Grand Neyron Pointe de l’Herbetet Pointe Budden Becca di Montandayné Petit Paradis (méridional) Grand Paradis Becca di Montcorvé La Trésenta Mont Ciarforon Bec de Montchair (Becca di Monciair) Cime de Breuil (Denti del Broglio) Mer-Pertchaz (Mare Percia) Tête du Grand Etret Mont Seyvaz (Cima merid. di Seiva) Mont Gianzanaz (Mont Giansana) Pointe Fourà Pointe du Nivolet (Punta Violetta) Pointe de Leynir Mont Tout Blanc (Mont Taou Blanc) L’Aouillé Cime d’Entrelor Cime Pertcha (Cima Percia) Cimes de Goillen Mont Rolettaz (La Roletta) Truc Blanc (Clocher de Djouan) Pointe Bioula Pointe du Ran

Sentier n. 8 R. Savoia.

A partir du chef-lieu de Valsavarenche, après avoir enjambé le torrent Savara en direction de la forêt, on gagne en quelques minutes le village appelé, justement, Vers-leBois. D’ici se détache une promenade conduisant, sans pour autant fatiguer le randonneur, des 1545 m du hameau aux 2168 m d’Orvieille. Il s’agit du lieu choisi par le roi Victor Emmanuel II pour faire bâtir, en 1861, un pavillon de chasse à utiliser lors de ses séjours et de ses battues de chasse sur les

Sentiers dignes d’ un Roi

Orvieille

Très aimée par ses habitants, très admirée par ses visiteurs, fréquentée par les grands alpinistes et incessamment parcourue par les randonneurs (plus de 22.000 arrivées par an), V ALSAVA RENCHE est la seule des 13 communes du Parc national du Grand Paradis dont le territoire est entièrement compris dans l’espace protégé. À Valsavarenche, les sentiers et les émotions s’enchaînent entre les montagnes les plus élevées d’Italie et traversent un patrimoine naturel précieux et unique. Ce sont la majesté du bouquetin, le vol du gypaète (le plus grand oiseau des Alpes) et la traditionnelle amitié des montagnards qui accueillent les amoureux de la tranquillité.

• Partire preferibilmente in compagnia e comunque lasciar detto il luogo dell’escursione. • È sempre preferibile affidarsi all’esperienza delle Guide Alpine di Valsavarenche per muoversi in sicurezza e con maggiore relax; il ricorso a una Guida Alpina diventa necessario per i sentieri segnalati come difficili. Tutti i sentieri che sono stati riportati su questa carta con i rispettivi numeri meritano davvero di essere conosciuti: ne vengono ricordati alcuni nelle pagine seguenti.

• Partir de préférence en groupe et en tout cas communiquer le lieu de la randonnée. Il est toujours préférable de faire appel au savoir-faire des Guides de Haute Montagne de Valsavarenche pour se déplacer en toute sécurité et avec plus de tranquillité; le recours à un Guide devient nécessaire pour les sentiers qualifiés de difficiles. Tous les sentiers reportés sur cette carte avec leur numéros respectifs méritent vraiment d’être connus : les pages qui suivent en décrivent quelques-uns.

Sentier n. 8C

Réalisation: IL VALICO EDIZIONI POUR LA COMMUNE DE VALSAVARENCHE

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Alta Via num. 2 della Valle d’Aosta attraversa Valsavarenche unendo il Col de l’Entrelor (3007 m) al Col Lauzon (3296 m), passando per il villaggio di L’Eau-Rousse (1666 m). Proprio attraversando il fiume Savara all’altezza di L’Eau-Rousse e seguendo appunto l’Alta Via n. 2, si arriva in circa due ore (dopo aver rimirato la foresta di larici, pini cembri e abeti rossi con esemplari secolari) al vallone di Lévionaz, meta prediletta degli Stambecchi, ma frequentata anche dai Camosci. Si tratta di un vasto pianoro che si estende subito oltre una Casa di sorveglianza del Parco Nazionale, incassata fra il bosco e la montagna. Il ricordo delle antiche pratiche di alpeggio qui a Lévionaz è racchiuso nei toponimi. I tre nomi Lévionaz di sotto, Lévionaz di mezzo e Lévionaz di sopra, che si ritrovano nelle carte, non sono frutto di una bizzarra

es sentiers de Valsavarenche ne comportent pas, en général, de difficultés particulières, alors qu’ils comprennent dans plusieurs cas des parcours de haute montagne qui exigent de l’attention et de l’expérience de la part des visiteurs du Parc, ces derniers ne devant jamais sous-estimer, entre autres, que des changements soudains des conditions météo sont toujours possibles à des altitudes élevées. Les Guides de Haute Montagne de Valsavarenche mettent à la disposition de tous leur connaissances et leur expérience pour marcher en toute sécurité et tranquillité, avec curiosité et intérêt, tout au long des nombreux sentiers qui portent en haut l’envie de comprendre la montagne. Pour ne pas s’exposer à des dangers inutiles, il suffit de suivre quelques simples recommandations : • Partir avec un bon équipement, porter des chaussures de montagnes et prévoir toujours dans son sac à dos, entre autres, des lunettes de soleil et un anorak, ainsi qu’une casquette avec visière et de la crème solaire haute protection. • Programmer les randonnées en tenant toujours compte des capacités techniques et des conditions physiques de chaque participant. • Pendant la randonnée, toujours suivre les sentiers balisés par un numéro noir sur fond jaune ou simplement par une balise jaune. (Attention: les balises rouges, ou blanches et rouges, indiquent des informations techniques relatives aux plans d’aménagement forestier et ne donnent aucune indication sur les sentiers). Photos de Alessandra Perugi

3ème ÉDITION Sentiero n. 10

Nex (Valsavarenche).

O

gni anno, al termine del viaggio d’Alpeggio, le mucche ritornano presso il loro villaggio dove vengono accolte e amorevolmente accudite. /Chaque année, à la fin du voyage d’Alpage, les vaches reviennent auprès de leur village où elles sont accueillies et affectueusement soignées.


sentieritesto_2013_2:sentieritesto 25/06/13 15.40 Pagina 1

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3 EDIZIONE a

Foto di Alessandra Perugi

PUBBLICAZIONE REALIZZATA DAL VALICO EDIZIONI PER IL COMUNE DI VALSAVARENCHE

www.valsavarenche.com

I

sentieri di Valsavarenche in generale non comportano particolari difficoltà, ma comprendono in molti casi percorsi di alta montagna che richiedono attenzione ed esperienza da parte dei visitatori del Parco, i quali non devono mai sottovalutare, tra l’altro, che i repentini cambiamenti delle condizioni meteorologiche sono sempre possibili a quote elevate. Le Guide Alpine di Valsavarenche mettono a disposizione di tutti le loro conoscenze e la loro esperienza per camminare con sicurezza, serenità, curiosità e interesse lungo le tante vie che portano in alto la voglia di capire la montagna. Per non esporsi a inutili pericoli occorre seguire poche e semplici raccomandazioni: • Mettersi in cammino ben equipaggiati, indossando scarponi da montagna, e portare sempre nello zaino, fra le altre cose, occhiali da sole e giacca impermeabile; nonché cappello con visiera e crema solare protettiva. • Programmare le escursioni tenendo sempre conto delle capacità tecniche e delle condizioni fisiche di ogni escursionista che partecipa alla gita. • Durante l’escursione seguire sempre i sentieri che sono segnati con numero nero in campo giallo o semplicemente con un segno giallo. (Attenzione: i segni rossi, o bianchi e rossi, si riferiscono ad informazioni tecniche relative ai piani di assestamento forestale e non indicano alcun sentiero).

Amatissima dai suoi abitanti, ammiratissima dai visitatori, frequentata dai grandi alpinisti e percorsa senza sosta dagli escursionisti (oltre 22.000 arrivi l’anno), VALSAVARENCHE è l’unico dei 13 comuni del Parco nazionale del Gran Paradiso il cui territorio è interamente compreso nell’area protetta. A Valsavarenche sentieri ed emozioni si rincorrono fra le montagne più alte d’Italia e attraversano un patrimonio naturalistico prezioso e unico. Ad accogliere gli amanti della tranquillità ci sono la regalità dello stambecco, il volo del gipeto (l’uccello più grande delle Alpi) e la tradizionale amicizia dei montanari.

Principali cime al di sopra dei 3000 m Principaux sommets au-dessus de 3000 m

Becca di Montandayné, Petit Paradis e Grand Paradis.

Sentieri fatti a Misura di Re Dal capoluogo di Valsavarenche, attraversando il Savara in direzione della foresta, si arriva in pochi minuti al villaggio chiamato appunto Vers-le-Bois. Parte da qui una passeggiata che, senza affaticare l’escursionista, conduce dai 1545 m del villaggio ai 2168 m di Orvieille. Si tratta del luogo che il re Vittorio Emanuele II scelse per far costruire, nel 1861, una casa e per impiantarvi un accampamento di caccia da utilizzare durante i periodi in cui egli soggiornava e cacciava fra le montagne di Valsavarenche. Lungo il comodo sentiero n. 8 sono perciò passati muli e carretti che rifornivano la residenza del re. Addirittura era stata sistemata una palificazione per assicurare un collegamento meOrvieille e La Grivola.

diante telegrafo fra Orvieille e Villeneuve consentendo così al sovrano di tenersi costantemente e velocemente informato circa gli affari di Stato. Purtroppo quella bella casa, con il suo caratteristico tetto a padiglione, non esiste più, perché alcuni interventi edilizi comportarono un aumento in altezza dell’edificio che divenne perciò, nel 1982, proprio all’indomani della ristrutturazione, facile preda di una valanga. Di quel complesso oggi rimane soltanto un secondo fabbricato col tetto a schiena d’asino che conserva l’altezza originaria e la strategica incollatura al terreno proprio a difesa dalle valanghe, le quali hanno infatti più volte attraversato quella costruzione senza provocar danni.

La passeggiata comunque non finisce a Orvieille, perché già ai tempi del re proseguiva, salendo in lieve pendenza, verso i laghi di Djouan e ancora oltre… fino ai laghi e al colle del Nivolet. E’ una passeggiata che offre lo spettacolare panorama sul gruppo del Gran Paradiso, sulla Grivola e anche sulle altre vette della Valle d’Aosta. Presso il colle del Nivolet, sulla riva degli omonimi laghi, sorgeva un’altra antica casa reale di caccia, anch’essa col telegrafo, che è stata trasformata nel rifugio-albergo Savoia. Poco distante dal Savoia si trova il rifugio alpino Città di Chivasso con vista sui laghi e sulla Grivola. Questo valico, che unisce Valsavarenche al Piemonte, a 2636 metri di quota, si può raggiungere anche col sentiero n. 3, che parte da Le Pont e attraversa l’intero esteso Alpage du Nivolet appena dopo aver oltrepassato l’imperdibile punto panoramico di Croce Roley, a 2313 metri di altitudine. Quelli del Nivolet sono soltanto 2 dei 5 rifugi di Valsavarenche. Ce ne sono altri 2 sulle pendici del Gran Paradiso: il Vittorio Emanuele e il Federico Chabod, frequentati, come quelli del Nivolet, da tantissimi alpinisti, scialpinisti ed escursionisti. Il Rifugio Vittorio Emanuele II, meta del sentiero n.1,

R. Vittorio Emanuele II. R. Federico Chabod.

tion, la proie facile d’une avalanche. Il ne reste aujourd’hui de cet ensemble qu’un deuxième bâtiment au toit à la forme de dos d’âne qui conserve son hauteur originaire ainsi que sa position stratégique collée au sol, justement pour la protéger des avalanches qui l’ont en effet plusieurs fois traversé sans provoquer de dégâts.

a Haute Route numéro 2 de la Vallée d’Aoste passe par Valsavarenche en unissant le col de l’Entrelor (3007 m) au col Lauzon (3296 Cascade de Lévionaz, m), à travers le village de L’Eau-Roussentier n. 10. se (1666 m). C’est justement en traversant le torrent Savara à la hauteur de L’Eau-Rousse et en suivant la Haute Route n. 2, que l’on atteint, en deux heures environ (après avoir admiré la forêt de mélèzes, pins cembros et sapinettes, avec des arbres séculaires), le vallon de Lévionaz, site privilégié par les Bouquetins quoique fréquentée par les Chamois aussi. Il s’agit d’un vaste plateau qui s’ouvre au-delà d’une cabane de garde du Parc national, encaissée entre la forêt et la montagne. A Lévionaz, le souvenir des anciennes pratiques du pastoralisme se conserve encore dans les toponymes. Les trois noms Lévionaz d’en bas, Lévionaz du milieu e Lévionaz d’en haut, que l’on retrouve dans les cartes, ne sont pas le fruit d’une nomenclature bizarre, mais représentent au contraire un véritable calendrier topographique. En effet, ces noms indiquent autant d’étapes

de ces migrations saisonnières des troupeaux des pâturages les plus bas à ceux situés aux altitudes les plus élevées et vice-versa. Bref, le nom de chacune de ces localités ponctue des moments bien précis de ce voyage allerretour, l’Inarpa et la Desarpa, qui depuis la nuit des temps continue de fasciner même les gens du terrain. On peut atteindre le vallon de Lévionaz également en empruntant le sentier n. 10, qui se détache des hameaux de Tignet et Le Nex et croise la Haute Route n. 2.

Capra ibex

Le vallon de Lévionaz et le calendrier topographique Leontopodium alpinum

montagnes de Valsavarenche. Des mulets et des chariots qui approvisionnaient la résidence du roi ont donc transité sur le confortable sentier n. 8. Des poteaux avaient même été installés pour assurer une liaison par télégraphe entre Orvieille et Villeneuve, afin de permettre au roi de se tenir constamment et rapidement informé des affaires d’Etat. Malheureusement, cette belle maison, avec son toit caractéristique en forme de pavillon, n’existe plus, car des travaux de réfection comportèrent une augmentation de la hauteur du bâtiment qui devint donc, en 1982, juste au lendemain de cette interven-

I Principali Colli di Valsavarenche Les principaux Cols de Valsavarenche

3171 3488 3969 3392 3386 3419 3553 3154 3272 3282 3778 3678 3840 3925 4061 3869 3609 3640 3554 3454 3385 3201 3207 3051 3411 3032 3238 3438 3445 3426 3209 3128 3385 3424 3413 3272

Sentier n. 8 R. Città di Chivasso.

www.valsavarenche.com

Il vallone di Lévionaz e il calendario topografico PRINCIPALI LAGHI DI VALSAVARENCHE

nomenclatura: essi rappresentano bensì un vero e proprio calendario topografico. Infatti quei nomi indicano altrettante tappe di quelle migrazioni stagionali delle mandrie dai pascoli più bassi a quelli alle quote più elevate e viceversa. Insomma il nome di ognuna di quelle tre località scandisce momenti ben precisi di quel viaggio di andata e ritorno, d’Inarpa e di Desarpa, che da tempo immemorabile continua ad affascinare persino gli addetti ai lavori. Al vallone di Lévionaz si giunge anche attraverso il sentiero n. 10, che parte dai villaggi di Le Nex e Tignet e interseca l’Alta Via n. 2.

Rupicapra rupicapra

PRINCIPAUX LACS DE VALSAVARENCHE Nivolet sup. Nivolet inf. Lacs Trebecchi Leynir Noir Meyes I Meyes II Djouan I Djouan II Montcorvé

2537 m 2526 m 2729 m 2747 m 2670 m 2580 m 2788 m 2507 m 2516 m 2714 m

si compone di 2 edifici, quello più antico fu costruito dal CAI nel 1884 e intitolato al re Vittorio Emanuele II, primo Presidente del Club Alpino Italiano; successivamente, per concessione del re Umberto I, fu affidato alla sorveglianza della Direzione delle Regie Cacce. La costruzione attigua, più grande, venne aperta nel 1932 durante una cerimonia presenziata dai principi di Piemonte Umberto e Maria José; i relativi lavori continuarono anche nel Dopoguerra e l’inaugurazione vera e propria avvenne nel 1961. Il rifugio Federico Chabod, collegato al fondovalle dall’incantevole sentiero 5, gode della vista spettacolare sulla ripida parete di ghiaccio che forma il versante nord-ovest del Gran Paradiso. Tétras-lyre è infine il nome dell’unico Rifugio Escursionistico della valle: si trova quasi a 2000 metri di quota, ad appena 30 minuti da Le Pont (sentiero n.1B). Gli escursionisti possono utilizzarlo come confortevole campo base in primavera e in estate. Ha 41 posti letto e garantisce servizio Bar Ristorante. Anticamente il Tétras-lyre era una costruzione utilissima per l’Alpeggio, rappresentava infatti il tramuto basso dove le mandrie soggiornavano all’inizio dell’estate prima di salire ai pascoli di Le Tzantì, tramuto di mezzo i cui ruderi si trovano lungo il sentiero n. 1 oltre i 2300 metri di altitudine. In piena estate, poi, i pastori con i loro animali raggiungevano l’alpe di Moncorvé e a fine settembre riscendevano al Tétras-lyre. Queste stesse tappe del viaggio d’alpeggio si ritrovano anche sulla via per il rifugio Federico Chabod, dove il piè d’alpe è costituito dalle baite di Pravieux, il tramuto intermedio è invece Lavassey e il più alto è l’alpe di Montandayné attraversata dal sentiero 5A.

L

La balade ne s’arrête pas pour autant à Orvieille : à l’époque du roi déjà, celle-ci montait en pente douce jusqu’aux lacs de Nomi Alt. (m) Collega Valsavarenche con: Djouan et poursuivait encore Noms Haut. Relie Valsavarenche avec: jusqu’à atteindre le col du NiAymavilles Charbonnière 2916 volet. C’est une randonnée qui Aymavilles Belleface 3095 offre un panorama spectaculaire Cogne Rayes Noires 3421 sur le groupe du Grand-Paradis, Cogne Lauzon 3296 la Grivola et aussi les autres somNoasca Grand Paradis 3335 mets de la Vallée d’Aoste. Au col Noasca Montcorvé 3299 du Nivolet, sur la rive des lacs Ceresole Reale Ciarforon 3317 homonymes, se trouvait une auCeresole Reale Grand Etret 3139 tre maison royale de chasse, elleCeresole Reale Nivolet 2636 aussi dotée de télégraphe, deveRhêmes-Notre-Dame nue par la suite le refuge-auberge Rosset 3025 Savoia. A courte distance du SaRhêmes-Notre-Dame Leynir 3084 voia se situe le refuge de haute Rhêmes-Notre-Dame Percia 3148 montagne Città di Chivasso, Rhêmes-Notre-Dame Entrelor 3007 avec la vue sur les lacs et sur la Rhêmes-Notre-Dame Sort 2970 Grivola. Dans ce col, qui relie lée par le charmant sentier 5, jouit de la vue Valsavarenche au Piémont, à 2636 mètres spectaculaire sur la raide paroi de glace qui d’altitude, on peut arriver aussi par le sentier forme le versant nord-ouest du Grand Paradis. n.3 qui part du Pont et traverse l’entier étenTétras-lyre est enfin le nom de l’unique Redu Alpage du Nivolet à peine après avoir défuge pour excursionnistes de la vallée : il se passé la vue imperdable de Croix Roley, à trouve presque à 2000 mètres d’altitude, à 2313 mètres d’altitude. seulement 30 minutes du Pont (sentier n.1B). Ceux du Nivolet sont seulement 2 des 5 reLes excursionnistes peuvent l’utiliser comfuges de Valsavarenche. Il y en a 2 autres sur me un confortable champ de base au prinles pentes du Grand-Paradis : le Victor-Emtemps-été. Il a 41 lits et il garantit le service de manuel II et le Frédéric Chabod fréquentés, Bar Restaurant. Anciennement, le Tétras-lyre comme ceux du Nivolet, par plusieurs alpinisétait une construction très utile pour l’Alpage, tes, ski-alpinistes et excursionnistes. Le refuge il représentait en fait le lieu bas où les trouVictor-Emmanuel II, qui est le but du sentier peaux séjournaient au début de l’été avant de n.1, est composé de 2 bâtiments, celui qui est monter aux pâturages de Le Tzantì, le lieu du plus ancien fut construit par le Club Alpin milieu dont les ruines se trouvent le long du Italien en 1884 et on lui donna le nom du roi sentier n.1 outre les 2300 mètres. En plein été, Vittorio Emanuele II, le premier Président du après, les bergers avec leurs animaux arrivaient Club Alpin Italien ; successivement, grâce à la sur l’alpe de Moncorvé et, à la fin du septemconcession du roi Umberto I, il fut confié à la bre, ils redescendaient au Tétras-lyre. Ces mêsurveillance de la Direction des Chasses Royames étapes du voyage d’Alpage se retrouvent les. La construction attenante, plus grande, fut aussi sur le chemin vers le refuge Chabod où le ouverte en 1932 lors d’une cérémonie en la pied d’alpe est constitué des chalets de Praprésence des Princes de Piémont Umberto et vieux, le lieu intermédiaire est, au contraire, Maria José ; les travaux se poursuivirent égaleLavassey et la station supérieure est l’alpe de ment dans l’Après-guerre et la véritable inauMontandayné traversée par le sentier 5A. guration de ce refuge eut lieu en 1961. Le refuge Frédéric Chabod, lié au fond de la val-

Mont Favret Grand Nomenon Mont Grivola (La Grivola) Pointe du Tuf Pointe de l’Enfer Pointe de Levionaz Grande Serre (Grand Sertz) Pointe Leiser Pointe Money Tour du Grand Neyron Pointe de l’Herbetet Pointe Budden Becca di Montandayné Petit Paradis (méridional) Grand Paradis Becca di Montcorvé La Trésenta Mont Ciarforon Bec de Montchair (Becca di Monciair) Cime de Breuil (Denti del Broglio) Mer-Pertchaz (Mare Percia) Tête du Grand Etret Mont Seyvaz (Cima merid. di Seiva) Mont Gianzanaz (Mont Giansana) Pointe Fourà Pointe du Nivolet (Punta Violetta) Pointe de Leynir Mont Tout Blanc (Mont Taou Blanc) L’Aouillé Cime d’Entrelor Cime Pertcha (Cima Percia) Cimes de Goillen Mont Rolettaz (La Roletta) Truc Blanc (Clocher de Djouan) Pointe Bioula Pointe du Ran

Sentier n. 8 R. Savoia.

A partir du chef-lieu de Valsavarenche, après avoir enjambé le torrent Savara en direction de la forêt, on gagne en quelques minutes le village appelé, justement, Vers-leBois. D’ici se détache une promenade conduisant, sans pour autant fatiguer le randonneur, des 1545 m du hameau aux 2168 m d’Orvieille. Il s’agit du lieu choisi par le roi Victor Emmanuel II pour faire bâtir, en 1861, un pavillon de chasse à utiliser lors de ses séjours et de ses battues de chasse sur les

Sentiers dignes d’ un Roi

Orvieille

Très aimée par ses habitants, très admirée par ses visiteurs, fréquentée par les grands alpinistes et incessamment parcourue par les randonneurs (plus de 22.000 arrivées par an), V ALSAVA RENCHE est la seule des 13 communes du Parc national du Grand Paradis dont le territoire est entièrement compris dans l’espace protégé. À Valsavarenche, les sentiers et les émotions s’enchaînent entre les montagnes les plus élevées d’Italie et traversent un patrimoine naturel précieux et unique. Ce sont la majesté du bouquetin, le vol du gypaète (le plus grand oiseau des Alpes) et la traditionnelle amitié des montagnards qui accueillent les amoureux de la tranquillité.

• Partire preferibilmente in compagnia e comunque lasciar detto il luogo dell’escursione. • È sempre preferibile affidarsi all’esperienza delle Guide Alpine di Valsavarenche per muoversi in sicurezza e con maggiore relax; il ricorso a una Guida Alpina diventa necessario per i sentieri segnalati come difficili. Tutti i sentieri che sono stati riportati su questa carta con i rispettivi numeri meritano davvero di essere conosciuti: ne vengono ricordati alcuni nelle pagine seguenti.

• Partir de préférence en groupe et en tout cas communiquer le lieu de la randonnée. Il est toujours préférable de faire appel au savoir-faire des Guides de Haute Montagne de Valsavarenche pour se déplacer en toute sécurité et avec plus de tranquillité; le recours à un Guide devient nécessaire pour les sentiers qualifiés de difficiles. Tous les sentiers reportés sur cette carte avec leur numéros respectifs méritent vraiment d’être connus : les pages qui suivent en décrivent quelques-uns.

Sentier n. 8C

Réalisation: IL VALICO EDIZIONI POUR LA COMMUNE DE VALSAVARENCHE

L’

Alta Via num. 2 della Valle d’Aosta attraversa Valsavarenche unendo il Col de l’Entrelor (3007 m) al Col Lauzon (3296 m), passando per il villaggio di L’Eau-Rousse (1666 m). Proprio attraversando il fiume Savara all’altezza di L’Eau-Rousse e seguendo appunto l’Alta Via n. 2, si arriva in circa due ore (dopo aver rimirato la foresta di larici, pini cembri e abeti rossi con esemplari secolari) al vallone di Lévionaz, meta prediletta degli Stambecchi, ma frequentata anche dai Camosci. Si tratta di un vasto pianoro che si estende subito oltre una Casa di sorveglianza del Parco Nazionale, incassata fra il bosco e la montagna. Il ricordo delle antiche pratiche di alpeggio qui a Lévionaz è racchiuso nei toponimi. I tre nomi Lévionaz di sotto, Lévionaz di mezzo e Lévionaz di sopra, che si ritrovano nelle carte, non sono frutto di una bizzarra

es sentiers de Valsavarenche ne comportent pas, en général, de difficultés particulières, alors qu’ils comprennent dans plusieurs cas des parcours de haute montagne qui exigent de l’attention et de l’expérience de la part des visiteurs du Parc, ces derniers ne devant jamais sous-estimer, entre autres, que des changements soudains des conditions météo sont toujours possibles à des altitudes élevées. Les Guides de Haute Montagne de Valsavarenche mettent à la disposition de tous leur connaissances et leur expérience pour marcher en toute sécurité et tranquillité, avec curiosité et intérêt, tout au long des nombreux sentiers qui portent en haut l’envie de comprendre la montagne. Pour ne pas s’exposer à des dangers inutiles, il suffit de suivre quelques simples recommandations : • Partir avec un bon équipement, porter des chaussures de montagnes et prévoir toujours dans son sac à dos, entre autres, des lunettes de soleil et un anorak, ainsi qu’une casquette avec visière et de la crème solaire haute protection. • Programmer les randonnées en tenant toujours compte des capacités techniques et des conditions physiques de chaque participant. • Pendant la randonnée, toujours suivre les sentiers balisés par un numéro noir sur fond jaune ou simplement par une balise jaune. (Attention: les balises rouges, ou blanches et rouges, indiquent des informations techniques relatives aux plans d’aménagement forestier et ne donnent aucune indication sur les sentiers). Photos de Alessandra Perugi

3ème ÉDITION Sentiero n. 10

Nex (Valsavarenche).

O

gni anno, al termine del viaggio d’Alpeggio, le mucche ritornano presso il loro villaggio dove vengono accolte e amorevolmente accudite. /Chaque année, à la fin du voyage d’Alpage, les vaches reviennent auprès de leur village où elles sont accueillies et affectueusement soignées.


Sentiers de Valsavarenche - 2013  

Dépliant accompagnant la carte "Sentiers de Valsavarenche" - Troisième édition (2013); réalisation: il Valico Edizioni pour la Commune de Va...

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