Unacma life Luglio 2021

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LUGLIO 2021

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Federazione Italiana delle Associazioni Nazionali dei Commercianti Macchine e delle ACMA territoriali

CONCESSIONARI | RICAMBISTI | OFFICINE | AGRICOLTURA | GIARDINAGGIO | EDILIZIA

Per amore o per forza le dimensioni dei dealer cambieranno

Intervista a Paolo De Castro I.P.

▸ Politica e Revisione: AD ciASSOCIATI siamo fatti sentire

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▸ La prima assemblea di Federacma: ! importanti presenze

▸ Furti in agricoltura: continua la nostra analisi annuale

▸ DSI: i concessionari cambiano opinione

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EDITORIALE

È ARRIVATO IL GRANDE MOMENTO: CONCESSIONARIE SI CAMBIA! La mia è una concessionaria storica, molto affermata sul territorio, distribuisce marchi prestigiosi e, se vogliamo dirlo, produce anche un discreto reddito. Ma i venti di grandi movimenti nella gestione delle concessionarie di macchine agricole spirano anche da noi, anche se non siamo ancora stati toccati direttamente. Questo però non ci esime dal prepararci e dallo stare con le orecchie tese per intercettare qualsiasi alito di vento che sospira intorno a questi temi.

LA GRANDE EVOLUZIONE DELLE RETI VENDITA La prima a pensare a una distribuzione concentrata su pochi concessionari, lo sappiamo, è stata una importante multinazionale che già qualche anno fa aveva «avvertito» la sua rete di concessionari che si sarebbe passati ai «big dealer», ad aree sovraregionali, a fatturati proiettati verso i 100.000.000 euro per azienda. In definitiva, 10 concessionari che in Italia potenzialmente sviluppassero fatturati e quote di mercato uguali o superiori a quelle attuali. Stiamo infatti vedendo già nuove realtà al Centro-Sud Italia e al Nord, ma significativi sono anche gli ampliamenti creati nel Centro Italia, e così via. Da queste iniziative cominciano a non essere indenni anche altri gruppi che stanno affilando le armi e a breve scopriremo quello che succederà. Sembra quasi che la gara che mette in competizione molte aziende sia quella di creare il dealer più grande in termini di volumi, di area e di numero di sedi. A noi altro non rimane che scegliere se assecondare queste richieste di cre-

«Per amore o per forza le dimensioni dei dealer cambieranno» scita continua o discutere in ragione di una dimensione più contenuta e controllabile, più a misura d’uomo, casomai rinunciando al ruolo di attore primario con l’obiettivo di diventare una sub-concessionaria e/o un’officina di assistenza autorizzata. Nel frattempo un altro marchio italiano continua la rimodulazione della propria rete di concessionari a forza di riduzioni di aree per alcuni e ampliamenti per altri. Vedremo cosa succederà!

L’ENIGMA DELLE ACQUISIZIONI Intanto sono mesi che riflettiamo nella nostra azienda. Ci stiamo convincendo che i costruttori vorranno avere grandi concessionarie

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con aree sempre più estese in grado di togliere una parte delle attività oggi a carico dell’importatore o della filiale italiana, che potrebbero essere anche eliminate. Nel frattempo si affacciano sul mercato italiano gruppi internazionali di distributori di macchine agricole che acquisiscono le prime aziende e altre vengono allettate con proposte «a cui non si può dire di no». La domanda che ci si pone è chiaramente se, per ampliare le zone, tenteranno acquisizioni di altre concessionarie adiacenti a suon di milioni di euro o se, una volta acquisita la prima e con la complicità dell’alta dirigenza dei costruttori, taglieranno le concessionarie «limitrofe» senza guardare ai rapporti e alla storicità di collaborazioni. In tutto questo scenario sappiamo che da anni nel settore Automotive sono iniziate le acquisizioni da parte di grandi gruppi e le disdette

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dini e capacità innate in un gruppo di persone, anche diverse, ma con la mentalità vera dell’imprenditore che non insegue più «sogni di gloria» e sentimentalismi. Affrontare quindi con professionalità e managerialità il business valutando le opportunità dell’aggregazione di imprese, che può essere un grande punto di forza al fine di raggiungere risultati in tempi brevissimi. Il 15 settembre prossimo, comunque, avremo modo di affrontare questi argomenti durante il consolidato appuntamento del TAO – Tractor Agricoltural Observatory che si svolgerà nella cornice di Automotive Dealer Day a Verona. • Monia Reni Reni Macchine Agricole Membro del Consiglio direttivo di FEDERACMA

di contratti di concessionarie a tutta la rete, in attesa di vedere poche grandi concentrazioni di organizzazioni non solo di proprietà straniera. In ballo, ovviamente, ci sono anche le trasformazioni delle concessionarie monomarchio in dealer multimarchio senza obblighi di esclusiva. I tempi in cui quello che avviene nell’Automotive si attuerà anche nell’Agromotive si stanno sempre più accorciando e quindi, per chi non avesse iniziato a farlo, sarebbe il caso di cominciare a riflettere sul proprio futuro aziendale. Quindi il nostro invito, che risuona come un monito, oggi è: «Concessionarie italiane unitevi: basta con gli One Man Show!»

L’AGGREGAZIONE CI SALVERÀ L’unico sistema che in azienda pensiamo possa consentire di attuare una crescita veloce è iniziare a creare aggregazioni di concessionari, strutture che peraltro sono già presenti e consolidate sul territorio e capaci di erogare servizi. Solo in questo modo si potrebbe ottimizzare, per tutti, un processo che

diversamente sarebbe lunghissimo e che forse ci porterebbe a riconsiderare del tutto le nostre attività aziendali. Quello che sta accadendo, infatti, per noi concessionari italiani è da considerare un forte segnale di allarme. O cresciamo insieme facendo aggregazione ed efficienza oppure i gruppi europei più organizzati ed evoluti in termini di consolidamento della crescita, la faranno da padroni. Semplicemente perché sanno fare gruppo, un aspetto che per noi «italiani One Man Show» è ancora molto distante dalla mentalità degli stessi imprenditori. Il cambio di un marchio, peraltro, ha costi spropositati ed è per questo che, secondo me, bisogna smettere di pensare in piccolo dicendo «se non mi adeguo al mercato al limite cambio marchio». Bisogna invece cominciare a ragionare in grande: cosa posso fare per produrre efficienza a breve termine, senza buttare tutta l’esperienza acquisita, le competenze tecniche delle persone che lavorano all’interno delle concessionarie e ridurre i costi che sono solo spreco? Unirsi e fare coesione intelligente, esercitando le proprie attitu-

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Ci giunge notizia che alcune concessionarie del settore Automotive stanno cominciando a guardare il settore delle macchine agricole come un settore che produce margini migliori. Alcuni hanno fatto trattative per entrare nel settore (non conoscendone le peculiarità) e altri stanno tentando l’acquisto di aziende già affermate nel mondo delle macchine agricole. (nota della Segreteria di FEDERACMA)

FEDERACMA - Federazione Italiana delle Associazioni Nazionali dei Commercianti Macchine e delle ACMA territoriali Via Spinoza 28 - 00137 Roma Tel. 06.8742 0010 - Fax 06.82083007 www.federacma.it - segreteriaassociati@ federacma.it

FEDERACMA Life è un bollettino sulle attività della Federazione, viene distribuito gratuitamente sia in formato cartaceo che digitale sul sito istituzionale e non contiene pubblicità a pagamento.

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F E D E R A C M A I N T E R V I S TA

NEL FUTURO DELL’EUROPA, AGRICOLTORI E DEALER ATTORI COMPRIMARI A colloquio con Paolo De Castro, europarlamentare membro della Commissione agricoltura e coordinatore del Gruppo Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento europeo. De Castro introduce e commenta per i nostri associati le ultime novità della politica europea nel settore agricolo, un comparto sempre più orientato alla sostenibilità ambientale

Paolo De Castro, europarlamentare membro della Commissione agricoltura

 Nella nuova visione dell’agricoltura che l’Unione europea ha contribuito a promuovere negli ultimi anni gli agricoltori vengono sempre più spesso immaginati come possibili e decisivi «guardiani dell’ambiente». A suo parere, in che modo questa tensione e attenzione verso soluzioni che garantiscono la custodia dell’ambiente dovrebbero o potrebbero tradursi concretamente nella professione e nelle scelte dei commercianti di macchine agricole?

La tecnologia, in generale, e le macchine agricole in particolare, avranno sempre più una funzione portante per la buona condotta degli agricoltori e degli operatori delle filiere agroalimentari, compresi i commercianti di questi mezzi. Un’agricoltura più ecosostenibile, come quella pensata e proposta dalla Commissione europea con il New Green Deal, che diventerà parte integrante della futura Politica agricola comune, non potrà infatti prescindere dalla disponibilità e dalla

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distribuzione di trattori e altre tipologie di macchine agricole funzionali all’obiettivo di produrre di più e meglio, con l’utilizzo di meno input produttivi: servono quindi mezzi innovativi, sicuri e meno inquinanti. Con questo intento abbiamo lavorato allo sviluppo di uno strumento europeo per la ripresa, dopo la crisi generata dall’epidemia da Covid-19, che attribuisce al Fondo europeo per lo sviluppo rurale una dotazione aggiuntiva di oltre 8 miliardi già a partire dal 2021, fino a tutto il 2022, di cui 925 milioni di euro sono assegnati all’Italia. Abbiamo voluto che questi fondi siano realmente strumentali alla ripresa del settore, e quindi non finanzino misure che rappresentino il «business-as-usual», senza portare valore aggiunto in termini di resilienza, sostenibilità e digitalizzazione. Per questo almeno il 55% degli oltre 8 miliardi è stato destinato al supporto a misure di cooperazione, al primo insediamento di giovani agricoltori, ai piccoli agricoltori e alle piccole-medie imprese rurali (pmi) e, soprattutto, a investimenti che promuovano lo sviluppo sociale ed economico delle aree rurali, perseguendo anche i seguenti obiettivi: maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse tramite l’agricoltura di precisione, la digitalizzazione e la modernizzazione dei macchinari e degli strumenti produttivi, migliori condizioni di sicurezza sul lavoro, energie rinnovabili, economia circolare e bio-economia, accesso a tecnologie informatiche e di telecomunicazione di alta qualità nelle aree rurali. Questa spinta verso l’innovazione deve però avere un caratte-

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e anche gli strumenti legislativi adeguati, dato che la nuova Pac (che entrerà in vigore nel 2023) porrà una ancora maggiore attenzione sugli investimenti, offrendo possibilità di supporto per gli agricoltori sia tramite i fondi dello Sviluppo rurale, sia tramite quelli del Primo pilastro attraverso i vari programmi operativi per i settori ortofrutticolo, olivicolo, vitivinicolo, dell’apicoltura e, per la prima volta, anche di altri settori a scelta degli Stati membri. Una posizione che noi, come Commissione agricoltura al Parlamento UE, abbiamo difeso fin da subito, consci che solo un’agricoltura più innovativa sarà in grado di mantenere un bilanciamento ambizioso tra la sostenibilità economica, sociale e ambientale delle aree rurali europee.

Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea a Bruxelles

re pienamente democratico, dando ad ogni agricoltore la possibilità di accedervi, indipendentemente dalla dimensione aziendale e dal background formativo. Per questo abbiamo voluto dare la possibilità agli Stati membri di innalzare l’intensità del supporto per questi investimenti sostenibili dall’attuale 40%, fino a un massimo del 75%.  Oltre che ad aderire a scelte di custodia e cura dell’impatto ambientale, i nuovi agricoltori sono spesso incentivati dalle politiche europee a dotarsi di macchine e attrezzature tecnologicamente avanzate. A partire dalla sua pluriennale esperienza in Commissione agricoltura, qual è a suo parere la visione europea in merito al futuro della meccanizzazione agricola, in particolare relativamente all’agricoltura 4.0 e 5.0, e che tipo di ricaduta ne immagina sui commercianti di macchine agricole? Per contenere l’inquinamento ambientale, attraverso la progressiva riduzione dei gas serra, gli agricoltori e tutti gli attori di quel grande «Patto con i consumatori» che andremo a declinare da qui ai prossimi anni, non potranno che investire su

Il Parlamento europeo

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 I primi incontri previsti per il trilogo tra Parlamento UE, Consiglio e Commissione sulle riforme previste dalla Politica agricola comune non hanno avuto il successo sperato. Poi finalmente, gli incontri del 24 e 25 giugno hanno permesso di raggiungere buoni risultati con il conseguimento di un accordo tra le parti. Se dovesse fa-

progetti e soluzioni agromeccaniche innovative che consentano di produrre di più e meglio, continuando a garantire reddito ai produttori, nel rispetto dei territori, dei lavoratori e, ovviamente, dei cittadini e consumatori. Le risorse finanziarie che l’Unione europea ha stanziato per questo ambizioso progetto ci sono

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quindi evidente come si sia deciso di focalizzarsi sulle performance degli agricoltori nel raggiungere gli obiettivi citati, piuttosto che sull’imposizione di norme uguali per tutti dall’Italia alla Finlandia. Penso che questa possa essere la più grande opportunità per gli agricoltori italiani, ma anche un grande rischio nel caso in cui non saremo in grado di mettere in campo una visione strategica per il nostro settore agricolo, capace di renderlo più forte e competitivo a tutti i livelli.

re per noi un’estrema sintesi, quali sono le proposte contenute nella Pac, di cui l’Italia potrebbe beneficiare in termini di vantaggio? E quali invece potrebbero portare degli svantaggi al nostro Paese e in che modo si potrebbe intervenire in termini di tutela? Durante il trilogo tenutosi tra il 24 e il 25 giugno scorsi sui tre regolamenti (Piani strategici, Orizzontale e Organizzazione comune dei mercati) che andranno a comporre la futura Pac, un accordo politico è stato raggiunto sui principali punti. Il testo di tale accordo, già validato quasi all’unanimità (con la sola eccezione della Bulgaria) dai ministri dell’agricoltura dell’Unione durante il Consiglio Agrifish di lunedì 28 giugno, insieme ai punti tecnici ancora da risolvere, verrà ultimato nelle prossime settimane e dovrà essere sottoposto, in autunno, al voto della commissione Agri e della Plenaria del Parlamento europeo, così come all’ok finale da parte del Consiglio. La futura Politica agricola comune entrerà quindi in vigore l’1 gennaio 2023, al termine del periodo transitorio previsto per gli anni 2021 e 2022 durante il quale i co-legislatori hanno deciso di estendere le regole dell’attuale Pac. Da un punto di

vista finanziario la futura Pac rappresenta il 31,95% del budget totale dell’Unione europea per il periodo 2021-2027, con una dotazione di 386,6 miliardi di euro a supporto dei quasi 7 milioni di aziende agricole europee. La nuova Pac introduce un nuovo sistema secondo il quale ciascun Stato membro sarà tenuto a redigere un Piano strategico nazionale basato sull’analisi delle proprie condizioni e che conterrà sia le misure del Primo sia del Secondo pilastro, da sottoporre alla Commissione entro il 31 dicembre 2021. La Commissione avrà poi a disposizione 6 mesi per la valutazione e approvazione del Piano, che entrerà ufficialmente in vigore l’1 gennaio 2023. Il Piano dovrà specificare come ciascun Stato membro intenda raggiungere i 9 obiettivi chiave identificati per la futura Politica agricola comune, vale a dire: garantire un reddito equo agli agricoltori, aumentare la competitività, riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare, agire per contrastare i cambiamenti climatici, tutelare l’ambiente, salvaguardare il paesaggio e la biodiversità, sostenere il ricambio generazionale, sviluppare aree rurali dinamiche, proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute. Risulta

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 In merito alle attuali politiche agricole europee e al possibile impatto sul nostro Paese in termini positivi o negativi, «Farm to Fork» e «Green Deal» spingono l’Europa a muoversi sempre di più nella direzione della sostenibilità e della transizione ecologica che avranno certamente ricadute operative sulle scelte agricole dei diversi Stati e degli stessi agricoltori. Ritiene che l’incremento di produzioni estensive (cerealicole e specializzate di grande valore aggiunto, quali il vino o gli ortaggi per la gdo) potrebbe procurare qualche forma di danno alla produzione di eccellenza italiana portata avanti non di rado da piccoli e medi agricoltori? Il «New Green Deal» lanciato dalla Commissione UE, con le due strategie «Farm to Fork» e «Biodiversity», quando saranno tradotti in testi legislativi andranno a integrare le norme della Pac nell’ottica di una sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale. E non mi risulta che questo processo di transizione ecologica comporti un incremento delle produzioni estensive. Produrre di più e meglio significa tutelare e valorizzare le aziende, grandi o piccole che siano, mettendole nelle condizioni di fare leva sull’innovazione tecnologica per incrementare le rese produttive a minori costi; significa usare nuove varietà di piante più resistenti alle malattie, agli stress idrici facendo leva sul miglioramento genetico; significa garantire cibo sufficiente, di qualità e a prezzi accessibili a tutti noi cittadini, e una

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migliore informazione, trasparente e consapevole, anche al momento dell’acquisto nei punti vendita per prevenire disturbi e malattie metaboliche che purtroppo sono in aumento.  Nel nostro Paese molti degli agricoltori che producono eccellenze agroalimentari gestiscono coltivazioni di dimensioni contenute e spesso sono posizionati in zone geograficamente svantaggiate, come montagna o collina. Quanta e quale attenzione dedica l’Unione europea, in particolare la Commissione di cui lei è membro, a questo target dei piccoli e medi agricoltori (e allevatori)? Quali forme di beneficio riceveranno per esempio, dalle attuali politiche che si stanno mettendo in campo, le specialità mediterranee, l’enogastronomia di qualità tutta e le strutture ricettive come gli agriturismi? Per un sistema integrato di eccellenze agroalimentari, comprese quelle offerte nelle strutture agrituristiche come quelle italiane, in arrivo dall’Europa francamente vedo soprattutto opportunità. La Pac del resto è stata concepita per questo. Eventuali danni, carenze o sprechi di risorse saranno ancora imputabili a scarsa lungimiranza e imprenditorialità degli operatori, o alla malagestione da parte delle Amministrazioni nazionali o locali.

M A N I F E S TA Z I O N I E A P P U N TA M E N T I

UN AUTUNNO RICCO DI EVENTI

TAO - Tractor Agricoltural Observatory

novità per l’agricoltura digitale. Nel padiglione 35, invece, Federacma sarà presente come Unagreen&Assogreen con una novità assoluta per l’Eima: una Officina Live denominata Giardino sicuro. Alcuni rivenditori si alterneranno nella presentazione di operazioni e interventi per garantire la sicurezza di macchine da giardinaggio usate. Vi aspettiamo numerosi!

Verona (Palaexpo Veronafiere) 15 settembre 2021 • 2021: La trasformazione della rete distributiva - I dealer dell’automotive scoprono l’agrimotive: acquisizioni e aggregazioni in Italia ed Europa. In un momento di forte ebollizione per le acquisizioni di concessionarie italiane effettuate da grandi gruppi europei del settore delle macchine agricole, si comincia a discutere dell’interesse da parte dei concessionari di automobili di entrare nel mondo agricolo perché offrono prospettive di maggiori margini. Importanti personaggi del settore si confronteranno sul futuro delle concessionarie italiane di macchine agricole.

RIVE - Rassegna Internazionale Viticoltura ed Enologia

Pordenone 10-12 novembre 2021 Un’importante partecipazione di associati Federacma caratterizzerà questo evento che è divenuto in poco tempo un punto di riferimento per il settore della produzione vitivinicola, dalla scelta delle barbatelle fino alla tappatura delle bottiglie di vetro. Le aziende costruttrici presenteranno un gran numero di macchine evolute per la cura dei vigneti dove potremo trovare dai sensori che indicano la vigoria della pianta e fino ai robot. Un successo annunciato.

EIMA INTERNATIONAL 2021

• Myriam Conti Responsabile comunicazione e pubbliche relazioni FEDERACMA

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Bologna 19-23 ottobre 2021 Federacma per la prima volta sarà presente con due postazioni: Unacma e Unagreen&Assogreen Federacma curerà nel padiglione 36 della kermesse bolognese la gestione dell’area tradizionalmente riservata alle associazioni della filiera agricola e ai partner che offrono servizi. La classica Officina Live sarà quest’anno sostituita da un’area denominata Digital Workshop - Il futuro già in campo dove presenteremo le ultime

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FIERAGRICOLA 2022

Verona 26-29 gennaio 2022 Per questa manifestazione stiamo ancora lavorando, ma avremo modo di parlarne ampiamente sul prossimo numero di FEDERACMAlife.

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FEDERACMA INFORMA

RIMANDARE LA REVISIONE? ORA BASTA!

Riportiamo il testo integrale della lettera aperta che Federacma e Uncai hanno inviato alla classe politica e alla stampa per denunciare l’intollerabile stallo in cui da anni versa la revisione dei mezzi agricoli per la mancata emanazione del decreto attuativo. Ma poi succede qualcosa... Questa volta abbiamo alzato i toni e scelto parole forti, perché la situazione di stallo in cui da anni versa la revisione dei mezzi agricoli, a causa della mancata emanazione del decreto attutivo, non può protrarsi oltre. Siamo stanchi di essere ignorati. Da troppi anni si trascina e posticipa l’emanazione di questo documento, con conseguenze tragiche per la vita e le condizioni di lavoro degli agricoltori. Il decreto attuativo è pronto e chiuso in un cassetto? Qualcuno deve renderne conto e spiegarci cosa ne è stato. E ora, atteso infruttuosamente il 30 giugno, siamo a riscrivere di una eventuale ennesima proroga delle scadenze. No grazie. Federacma è oggi più che mai impegnata sul fronte, perché sul piano politico qualcosa si muova davvero, affinché qualcuno risponda e cominci ad assumersi delle responsabilità. Già il 13 maggio di quest’anno, ave-

vamo inviato una mail indirizzata al sottosegretario del Ministero dello sviluppo economico (Mise), Carlo Cancellieri, al direttore del diparti-

MA POI SUCCEDE QUALCOSA Riteniamo che solo a seguito della nostra lettera aperta, il Ministero dei trasporti abbia convocato un incontro in videoconferenza per il 28 luglio prossimo per parlare di: «Protocollo numero 23105 del 16/07/2021, MOT, direzione generale per la motorizzazione, consultazione preventiva degli operatori per la conoscenza delle tematiche connesse alla revisione delle macchine agricole e macchine operatrici, realizzazione rete di operatori, aggiornamento lavori». Sono stati invitati a partecipare: FederUnacoma, Inail, Ministero del Lavoro-direttore generale rapporti di

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mento trasporti e navigazione, Mauro Bonaretti, e al direttore della Divisione 4 Lorenzo Loreto, per avere notizie chiare in merito alla bozza del decreto attuativo che ci risultava essere stata redatta da un apposito gruppo di lavoro, conclusa già nel corso del 2020. Cosa ne era stato di quella bozza? In che cassetto era stata posta? E soprattutto… chi aveva le chiavi di quel cassetto? Purtroppo, al nostro appello è seguito solo il silenzio. Per questo, il 15 giugno scorso, abbiamo deciso di alzare la voce e inviare una «Lettera aperta ai decisori e alla stampa» di cui riportiamo il testo integrale nelle pagine seguenti e che si può trovare anche sul nostro sito internet (www. federacma.it). Precisiamo che nell’invio di questa lettera avevamo deciso di coinvolgere tutte le associazioni della filiera agricola ma al nostro appello ha aderito soltanto l’UNCAI, con firma congiunta. •

Lavoro, Mipaaf, Mit-direttore generale della Motorizzazione, Agrinsieme, ASSO-AICA, ASSO-CAR, CNA, Meccanica Mengozzi, Confartigianato, Revisioni Genova, UNIBA, AIIA, CIA, CAI Agromec, ANIMA, UNACEA, Confagricoltura e Coldiretti Ci auguriamo che questo incontro non voglia essere un’ulteriore manovra dilatoria e, poiché andiamo in stampa proprio nei giorni precedenti la videoconferenza, vi daremo informazioni ulteriori con i nostri abituali mezzi di comunicazione. • Gianni Di Nardo Il Segretario Generale

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L E T T E R A A P E R TA Al presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Draghi Al Ministro del MIMS Prof. Enrico Giovannini Al Ministro del Mipaaf Ing. Stefano Patuanelli Al Ministro del Lavoro e delle P.S. Dr. Andrea Orlando Al Ministro della Salute Dr. Roberto Speranza Al Ministro del Mise Dr. Giancarlo Giorgetti Perché la morte di un operaio in un altoforno è un incidente sul lavoro mentre quella di un agricoltore sotto un trattore è una disgrazia? É uno scandalo! Sono già trascorsi troppi anni da quando è stata finalmente normata anche in ITALIA la Revisione per i mezzi agricoli e le macchine operatrici: prima con la modifica dell’art. 111 del Codice della Strada operata dalla LEGGE N° 221 del 17/12/2012 e poi con il Decreto Interministeriale MIT-MIPAAF del 20 maggio 2015. In questi anni moltissimi incidenti invalidanti e mortali avrebbero potuto essere evitati, con relativi costi umani, sociali e sanitari di straordinaria entità. Potremmo aggiungere una lista di nomi e cognomi, di persone reali, lavoratori agricoli, che un’iniziativa politica più decisa e tempestiva, avrebbe dovuto e potuto proteggere. Ricordiamo che, in Italia, in base ai dati forniti dall’Inail, il settore agricolo ha detenuto per molti anni il tragico primato degli infortuni sul lavoro gravi e mortali, superando, quanto a numero di “morti bianche” anche il settore edile e quello della cantieristica, tradizionalmente considerati i più arischio.

Eppure, sono SEI ANNI CHE ATTENDIAMO IL DECRETO ATTUATIVO per la revisione! Ripercorriamo rapidamente i passaggi che ci hanno condotto fino ad oggi. Dopo numerosi incontri tra tutte le associazioni della filiera e i ministeri coinvolti, siamo giunti al già citato decreto di maggio 2015. Si trattava, a quel punto, solamente di redigere il decreto attuativo che definisse:

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quali fossero le parti dei trattori da sottoporre a revisione; chi potesse effettuare la revisione; quali attrezzature servissero per effettuare i controlli; quali caratteristiche dovessero avere le officine per essere autorizzate.

Aggiungiamo che i controlli obbligatori previsti per la revisione dei mezzi agricoli, permetterebbero anche di verificare l’effettiva “messa a norma” dei trattori di cui al D.Lgs.81/08. A seguito del Decreto del 20 maggio 2015, l’Ing. Sergio Dondolini, all’epoca direttore generale della Motorizzazione, creò un gruppo di lavoro per redigere il testo del decreto attuativo composto da:

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2 membri del Mit (Ing. Piccioni e Ing. Loreto - coordinatore del gruppo) 1 membro del Mipaaf (Ing. Fargnoli) 2 membri dell'Inail (Ing. Laurendi e Avv. Assogna)

Purtroppo, da allora, al Mit, si sono verificati numerosi avvicendamenti ai vertici e la stessa carica di direttore generale della Motorizzazione è attualmente vacante. Nonostante ciò, ci risulterebbe che il gruppo abbia continuato a svolgere il proprio lavoro, che abbia raggiunto l’obiettivo prefissato e redatto la bozza del decreto attuativo, già nella seconda metà del 2020. Tutto ciò senza aver mai convocato i rappresentanti delle associazioni della filiera per giungere a un testo condiviso. Ricordiamo che lo studio analitico sulle modalità dei casi d’infortunio mortale, denunciati dall’Inail, ha confermato che il trattore agricolo risulta essere una delle macchine da lavoro più associabili a incidenti gravi e mortali, causati spesso da ribaltamenti o avanzamento della macchina senza conducente. Consideriamo inoltre che numerose cause d’infortunio sono legate all’uso di macchine obsolete, specie nelle piccole aziende o nel caso di privati, che non sempre rispettano i requisiti di sicurezza, e che le fasce d’età coinvolte raggiungono punte non irrilevanti nel segmento senile della popolazione. Non dimentichiamo infine, che i dati originariamente pubblicati dall’Ispesl e successivamente aggiornati dall’Inail, in relazione allo stato di adeguamento dei trattori ai requisiti minimi di sicurezza previsti dal D.Lgs.81/08, indicano un parco macchine agricole italiano composto per più dell’80 % da trattori ultraventennali. Accanto alla vita e alla salute degli agricoltori risulta fondamentale anche tutelare la sicurezza dei comuni cittadini che percorrono le strade del nostro Paese, su cui quegli stessi mezzi non revisionati continuato a transitare.

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“La sicurezza non è prorogabile a vita!”. Molte associazioni della filiera agricola sostengono con forza, con diversi e variegati appelli, la non prorogabilità della revisione e la tutela dei lavoratori delsettore. Eppure, dopo le numerose proroghe previste, ci troviamo ancora di fronte all’ennesima improbabile scadenza del 30 giugno 2021. Se non verrà emanato immediatamente il decreto attuativo con relative proroghe per la revisione dei mezzi agricoli (proroghe peraltro indispensabili per la preparazione delle officine che dovranno essere autorizzate - a causa dei tempi che occorrerebbero per i corsi di formazione degli addetti e i riconoscimenti pubblici), a partire dal primo luglio 2021 si correrebbe anche un paradossale rischio. Gli operatori che dovessero muoversi su strada con mezzi non revisionati rischierebbero di incorrere in infrazioni, multe e sequestro dei mezzi, nonostante la condizione di “ vuoto legislativo” relativo alle concrete modalità di attuazione della revisione. Precisiamo però che un decreto che prevedesse esclusivamente ulteriori proroghe delle scadenze (sarebbero le terze!) senza rendere in alcun modo operativa la Revisione (anche immaginando la prima scadenza effettiva nel 2023), costituirebbe un'opportunità persa e una grave mancanza nei confronti degli agricoltori e degli operatori del settore, che ormai aspettano questo provvedimento da anni. In numerose occasioni e sedi, in presenza e per iscritto, abbiamo reso note le nostre istanze e la serietà e non prorogabilità di un deciso e immediato intervento a difesa dei lavoratori del settore. E' dunque ormai necessario emanare il decreto attuativo relativo al decreto interministeriale del maggio 2015. Continuare a non farlo, oltre ai già sottolineati e rilevanti costi umani, professionali e sociali, potrebbe esporci anche a ulteriori costi politici ed economici a livello nazionale. L’inadempienza infatti potrebbe produrre una possibile procedura d'infrazione per inosservanza della Direttiva 2014/45/CE (recepita in Italia con Decreto 19/5/2017), almeno per quanto riguarda la revisione dei trattori a ruote nelle categorie T1b, T2b, T3b, T4b, e T5 con una velocità massima di progetto superiore a 40 Km/h. Come rappresentanti di due importanti associazioni della filiera agricola, a tutela della salute e della vita dei nostri clienti e associati, e comunque di tutti gli agricoltori, che troppo spesso abbiamo visto morire sotto un trattore rovesciato, riteniamo che portare a conclusione l'iter dell'emanazione del Decreto Attuativo sulla Revisione, sia ormai un obbligo morale non prorogabile per le istituzioni, che ci allineerebbe agli altri Paesi europei, anche al di là e contro eventuali resistenze politiche di alcuni soggetti che da anni probabilmente frenano la crescita del livello di sicurezza e di civiltà del nostro Paese. Comunichiamo altresì che il 24/12/2015 fu inviato da Enama al Mipaaf, un documento condiviso sulla Revisione a nome di tutte le associazioni della filiera facenti parte di Enama. Concludiamo, sottolineando il particolare momento della nostra vita politica e sociale, in cui acausa di tragici avvenimenti, anche di recente attualità, si pone all’ordine del giorno il dramma delle morti sul lavoro dovute a mancati o superficiali controlli tecnici. Un trattore è “un luogo di lavoro” ad altissimo rischio se non si effettuano i dovuti e tempestivi controlli. Chi continuerà a mantenere un decreto attuativo pronto e chiuso in un cassetto, mostrando indifferenza verso i rischi che corrono ogni giorno gli agricoltori, solo per evitare possibili tensioni o pressioni di eventuali portatori di interesse? Chi si assume questa responsabilità morale? Confidiamo pertanto in una decisa volontà politica di affrontare con urgenza la sfida posta dallo scenario descritto.

Cordiali saluti

Federazione Italiana delle Associazioni Nazionali Commercianti Macchine e delle ACMA territoriali

U.N.C.A.I. Unione Nazionale Contoterzisti dei Agromeccanici e Industriali

Via Spinoza, 28 00137 Roma

C.so Vittorio Emanuele II 87 00186 Roma

Firmato

Firmato

Il presidente

Il presidente

Roberto Rinaldin

Aproniano Tassinari

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FEDERACMA REPORT

2021, ODISSEA SABATINI Dall’indagine che abbiamo proposto ai nostri associati emerge il notevole impatto della chiusura dello sportello della nuova Sabatini; l’83,1% degli intervistati ritiene che ci sia stata una riduzione dei contratti di vendita Tutto ha avuto inizio il 1° giugno 2021, quando il Mise, con un decreto direttoriale, ha disposto la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi per l’esaurimento delle risorse a disposizione. L’incentivo, introdotto con il decreto legge 69/2013, aveva come obiettivo quello di rimborsare alle micro, piccole e medie imprese (pmi) una parte dei costi del finanziamento per acquistare be-

ni strumentali. Appena ricevuta la notizia dell’esaurimento dei fondi, abbiamo deciso di proporre ai nostri associati un questionario composto da una decina di domande per capire se la misura avesse provocato variazioni rispetto alle consuete attività di vendita. Riportiamo di seguito i risultati del sondaggio con domande e relative risposte. Questo era il quadro che, come Federacma, avevamo tracciato nel cor-

1. In seguito alla dichiarazione dell’esaurimento dei fondi della Legge Sabatini c’è stato un calo nell’acquisizione dei contratti di vendita?

3. Prevedi che la stessa cosa avverrà quando saranno ultimati i fondi per la 4.0?

so del mese di giugno con il supporto della fotografia scattata dai nostri associati. Poi verso la fine giugno è stata annunciata una grande novità: • continua report a pag. 16

6. Avete dovuto sostenere costi per concedere delle macchine sostitutive in attesa delle nuove in seguito ai ritardi di consegna?

L’88% risponde di sì.

7. Visti i ritardi di consegna delle macchine nuove c’è stata una ripresa del mercato dell’usato?

4. Pensi che quando finiranno i fondi della 4.0 il ritmo di vendite attuale calerà?

Il 69,5% degli intervistati risponde di no.

8. Avete notato un incremento/decremento/nessuna variazione della valutazione degli usati ritirati dai clienti nel periodo 4.0? Il 49,2% risponde che non ci sono state variazioni, il 44,1% che è diminuito, il 6,8% che è aumentato.

9. Negli ultimi quindici mesi siete riusciti ad alzare, anche se di poco, i vostri margini? 2. Ritieni «fondamentale» il rifinanziamento di una Nuova Sabatini per il prosieguo delle vostre attività?

L’86,2% degli intervistati ritiene che il finanziamento sia fondamentale.

10. Negli ultimi quindici mesi siete riusciti ad abbassare anche i vostri costi?

L’84,7% degli intervistati non è riuscito ad abbassare i costi.

Il 58% risponde di no.

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Per il 53,4% dei nostri associati non ci sono stati aumenti dei margini.

5. Avete ricevuto delle disdette di vendita di contratti già sottoscritti a causa dei ritardi di consegna delle case madri che stanno toccando in alcuni casi anche i 6-12 mesi?

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Ci prendiamo cura del TUO LAVORO!!! Più di 9 mila dealer convenzionati in tutta Italia e 80 mila utenti finali con garanzia ConformGest ogni anno, 22 dipendenti in sede a Biella e 45 agenti nel resto della penisola, un fatturato di 14 milioni di euro nel 2019 con la previsione di superare

i 16 milioni nel 2020: sono i numeri che fanno di ConformGest, nata nel 2008 grazie all’esperienza ventennale di Diego e Corrado Pinzano, l’azienda leader nel settore della Garanzia Legale di Conformità e delle Garanzie Convenzionali Ulteriori.

Forte del successo acquisito e dalla professionalità dimostrata nel tempo, nel 2012, attraverso un accordo esclusivo direttamente , nasce la prima con Garanzia Convenzionale Ulteriore dedicata ai trattori usati e nuovi.

sul progetto , la prima garanzia sui mezzi agricoli usati ideata per i commercianti di macchine agricole, dopo 8 anni di vita puo’ contare ben 100 rivenditori distribuiti sul territorio nazionale.

Lo spirito che ha animato questo progetto e continua a guidarlo vede il convenzionato, rivenditore di macchine agricole usate, attore protagonista assieme al cliente finale. L’accordo tra ConformGest e

Nel 2019, con l’intento di offrire ai venditori uno strumento sempre piu’ in linea con l’andamento del mercato, si plasma per diventare anche la prima garanzia per le attrezzature, macchine semoventi, mietitrebbie e macchine movimento terra.

MIETITREBBIE E TRINCE

MACCHINE MOVIMENTO TERRA

ATTREZZATURE

Big Baler Rotopresse Carri Miscelatori Semoventi Carri Miscelatori Trainati Erpici Rotanti Falciacondizionatrici Seminatrici Ranghinatori E Andanatori Garden Vendemmiatrici


Anche se le cifre investite nel decrei nuovi fondi resi disponibili, servito fino al 2023, nel dettaglio della ranno anche a mettere in pratica un specifica misura, non sono ancora processo di semplificazione. Il comchiare, se non per il 2021. ma 1 del provvedimento ha l’obiettiInfatti, il 30 giugno 2021, il Consivo di accelerare il processo di eroglio dei ministri ha apgazione dei contributi provato il decreto n. 99 agli investimenti, indi«Lavoro e Imprese» per cando che le domande aggiustare il tiro su alantecedenti al 1° gennacune questioni urgenti, io 2021, alle quali sia già che dispone nell’art. 5 stata erogata la prima uno stanziamento a soquota di contributo, bestegno degli investineficeranno delle erogamenti delle pmi utili ad zioni delle successive acquistare o ad acquisiquote in un’unica solure in leasing macchinazione, entro i limiti della ri, attrezzature, impian- Giuseppe L’Abbate dotazione finanziaria ti, beni strumentali a disponibile. Il comma 2 uso produttivo e hardware, oltre che integra il fondo disponibile per la software e tecnologie digitali. Ma il Nuova Sabatini con un finanziarifinanziamento non è stata l’unica mento previsto di 425 milioni di euro per il solo 2021. • novità normata e prevista dall’art. 5:

• prosegue report di pag. 13

sono stati messi a disposizione 680 milioni di euro per il rifinanziamento della Nuova Sabatini. Poi lo scorso 30 giugno. Giuseppe L’Abbate, deputato della Commissione agricoltura nonché ex sottosegretario al Mipaaf, a seguito di sollecitazioni pervenute da noi e da alcune associazioni di agricoltori, ha comunicato: «Grazie alle modifiche introdotte nell’ultima legge di bilancio che hanno permesso l’erogazione in un’unica tranche del contributo, a fronte delle sei precedenti, si è infatti registrato un boom di richieste nell’ultimo periodo che ha visto prosciugare le risorse a disposizione, pari a 93 milioni di euro» per cui il Governo Draghi ha deciso di rifinanziare la Sabatini con 680 milioni.

L E V O S T R E O S S E R VA Z I O N I Di seguito riportiamo alcune interessanti osservazioni (evidenziate in neretto) lasciate dagli intervistati a latere dell’indagine, alle quali diamo delle risposte-annotazioni. • Bisognerebbe ridurre la percentuale del credito e destinare una parte dei fondi per la sostituzione del parco macchine vecchio dei trattori ante 1995, così potrebbe partecipare anche chi non ha crediti da scalare. Ciò consentirebbe, inoltre, di diluire meglio la richiesta di mercato senza intasare le fabbriche e annullare la speculazione sulle materie prime che sta assorbendo l’effetto positivo di questo boom. La speculazione sulle materie prime è un fatto internazionale indipendente dalle volontà italiane. Per quanto riguarda la rottamazione dell’usato stiamo lavorando da tempo e dovremmo riuscire con il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) a ottenere una apposita legge. • Servirebbero corsi per capire dinamiche e modalità della 4.0 e Sabatini, purtroppo ci sono troppe notizie frammentate e troppe versioni interpretative. Ci chiediamo dove era tanta gente che non ha partecipato ai nostri specifici webinar e perché non ha letto le nostre newsletter e gli articoli apparsi su UNACMAlife? Noi abbiamo dato sempre notizie precise, verificate e che non erano soggette a interpretazioni. • L’introduzione della 4.0 ha creato nella sua «filiera» opportunità di diverso livello: per i costruttori un aumento delle vendite senza aspetti negativi aggiuntivi e lo stesso vale per gli acquirenti finali che intascano facilmente un contributo di importante valore, e questo è un dato di fatto innegabile. Per noi concessionari che

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rappresentiamo il filo di unione tra le due categorie la questione è un po’ diversa. I nostri associati hanno avuto sicuramente impegni maggiori ma i volumi delle vendite sono comunque cresciuti. • Fondamentale ripristinare i fondi e far approvare la cessione del credito d’imposta. Ce ne sono a sufficienza fino alla fine del 2022. Poi è possibile che questo tipo di misura venga prorogata. • La procedura di compilazione del modulo Sabatini deve essere più chiara e più semplice, anche i commercialisti vanno in crisi e sbagliano. Probabilmente avete ragione ma questo si risolverà (forse!) con i decreti semplificazione. • La vera preoccupazione ancora deve arrivare, ora ci stiamo godendo i fatturati generati dalle macchine vendute per ordini acquisiti nei precedenti mesi, nella prima fase della 4.0, quindi il problema serio arriverà nel 2022-2023 quando il mercato delle vendite crollerà e ci ritroveremo con uno stock usato pesante che si svaluterà in modo drastico. La 4.0 anche se scade a maggio 2022, a settembre-ottobre sarà terminata, e allora diremo ai clienti che le consegne non rispetteranno la data di maggio 2022 termine ultimo per fatturare! Ci pare ci sia qualche imprecisione sulle date. Per lo stock dell’usato c’è solo un modo per cominciare a organizzarsi. Pagare meno le macchine che si ritirano! • Servirebbero dei contributi anche per la rottamazione di macchine agricole. Come dicevamo prima stiamo lavorando per questo.

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FEDERACMA REPORT

DSI ITALIANO 2021: IN VETTA MASSEY FERGUSON E SAME Ecco i risultati dell’indagine DSI (Dealer Satisfaction Index), lo studio a cadenza annuale, organizzato e condotto da Climmar, che analizza attraverso un dettagliato questionario il rapporto fra concessionari italiani e case costruttrici Nonostante la difficile situazione pandemica e finanziaria che ha attraversato l’Europa nell’ultimo biennio, per quanto riguarda il nostro specifico comparto di riferimento, il 2020 non si è chiuso affatto male e il 2021 si preannuncia persino migliore. Per la prima volta da anni, si è registrata una crescita delle immatricolazioni di trattori di circa il 10% e nel corso di quest’anno anche le attrezzature, le macchine da giardinaggio e il movimento terra potrebbero beneficiare di un «bene-

SERVE UNA MAGGIORE PARTECIPAZIONE

fico sussulto» delle vendite. Partendo da questi dati di settore positivi, si è svolto il DSI 2021 (Dealer Satisfaction Index), l’importante indagine annuale che premette di monitorare il livello di soddisfazione dei concessionari in merito ai brand che trattano, ovvero nei confronti delle case costrutturici. Come sempre, si tratta di un’indagine in forma anonima, portata avanti dal Climmar, la nostra associazione europea, da cui noi di Federacma estrapoliamo i dati italiani. Si tratta di un’occasione potenzialmente molto utile e per certi aspetti unica, perché permette al singolo concessionario di fornire ai brand che distribuisce un riscontro sul suo grado di soddisfazione non solo in termini di qualità dei prodotti che si trova a vendere, ma anche di altri aspetti relativi all’interazione fra dealer e produttore come per esempio le politiche di marketing, di assistenza, i tempi di consegna che riescono a garantire, la formazione offerta, il servizio post-vendita e il periodo di garanzia, potendo esprimere le proprie criticità e/o riscontri positivi.

Nonostante l’interessante opportunità, i molteplici invii di e-mail e le centinaia di telefonate di promemoria, dobbiamo constatare che purtroppo anche per il 2021, la partecipazione italiana all’indagine è risultata molto inferiore rispetto a quanto potrebbe e dovrebbe essere, per far sentire la nostra voce in modo chiaro. Nell’interesse complessivo della categoria, è necessaria la collaborazione di tutti. Ricordiamo che i risultati che emergono dall’analisi dei dati del DSI non costituiscono affatto l’esito di una gara, ma una fotografia da cui partire, utile a noi concessionari per far capire ai gestori del marchio che trattiamo cosa vada bene e dove vi siano invece margini di miglioramento, affinché cresca una sempre più proficua collaborazione tra i diversi segmenti del settore delle macchine agricole, per far sì che le cose vadano meglio per tutti. Analizziamo ora alcuni dei dati emersi dall’indagine. Apriamo con una panoramica generale (grafico 1) che permette un rapido confronto tra i diversi brand trattati dai concessionari in ba-

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GRAFICO 1 - PANORAMICA GENERALE DEI VOTI SUDDIVISI PER BRAND

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se al livello di soddisfazione indicato nel DSI. Il marchio Massey Ferguson si riconferma in prima posizione come lo scorso anno, seguito da Same e Claas che migliorano la loro performance rispetto al 2020. Proseguiamo poi con i quesiti che approfondiscono specifici aspetti dell’interazione fra dealer e costruttore.

In merito alla qualità nella gestione della vendita dei trattori, che comprende anche il supporto alla vendita da parte del costruttore, la disponibilità dei trattori in termini di tempi di attesa, il rispetto degli accordi sui tempi di consegna e il rapporto qualità/prezzo, sul più alto gradino del podio si colloca Massey Ferguson, seguito da BCS e Same (grafico 3).

BRAND E VENDITE

RICAMBI E POST-VENDITA

Relativamente all’immagine del brand, che indaga la percezione del concessionario rispetto al proprio brand sul mercato (anche in termini di solidità e affidabilità dei trattori) è il marchio Fendt a occupare la prima posizione, seguito da Massey Ferguson e John Deere (grafico 2).

Relativamente alla gestione della vendita delle parti di ricambio (valore ricavato facendo una media dei risultati di domande relative a efficacia del supporto alla vendita, disponibilità dei pezzi di ricambio, rispetto dei tempi di consegna, rapporto

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GRAFICO 5 - SERVIZIO POST-VENDITA E GARANZIE

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GRAFICO 4 - MARKETING DELLE PARTI DI RICAMBIO

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GRAFICO 3 - GESTIONE VENDITA TRATTORI

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GRAFICO 2 - IMPATTO E IMMAGINE DEL BRAND

qualità/prezzo, livello di protezione del marchio rispetto al mercato dei pezzi non originali) abbiamo Claas in prima posizione immediatamente seguito da Same e John Deere (grafico 4). Vediamo ora i dati relativi a un aspetto delicato e importante del rapporto tra costruttore e dealer: il servizio post-vendita, che fra i numerosi elementi presi in considerazione comprende il livello del supporto tecnico, la qualità della documentazione, l’aggiornamento della documentazione tecnica, la disponibilità di kit gratuiti di aggiornamento trattori e la gestione degli interventi in garanzia. In questo ambito è Massey Ferguson a occupare la prima posizione, seguito da Claas e poi da Fendt (grafico 5).

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GRAFICO 9 - RELAZIONE TRA CONCESSIONARIA E CASA COSTRUTTRICE

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GRAFICO 8 - FORMAZIONE

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GRAFICO 7 - AMMINISTRAZIONE E TERMINI DI PAGAMENTO

GRAFICO 6 - PUBBLICITÀ E MATERIALI DI SUPPORTO

PUBBLICITÀ E AMMINISTRAZIONE

FORMAZIONE E RELAZIONI

Per tutto ciò che concerne la pubblicità e i materiali di supporto alla vendita (campagne pubblicitarie effettuate dal costruttore, livello di partecipazione del costruttore alle spese pubblicitarie del dealer, presenza del costruttore su siti web di macchinari agricoli usati), è ancora Massey Ferguson a confermarsi in testa seguito da Same e con un distacco di quasi tre punti da BCS (grafico 6). Cosa dire invece della gestione amministrativa, il segmento di indagine che considera l’efficienza nell’elaborazione degli ordini, la semplicità nelle procedure e la velocità dei rimborsi? Questa volta è Claas a occupare la posizione al vertice, con Same al secondo posto e Massey Ferguson al terzo (grafico 7).

Altro ambito importante è senz’altro quello della formazione resa disponibile dai costruttori in termini di qualità dei contenuti, del rapporto qualità/ prezzo o su contenuti specifici offerti nella formazione, quali ad esempio marketing o servizi post-vendita. In questo segmento è Same a raggiungere la prima posizione, seguito a pari merito da Massey Ferguson e New Holland e, un gradino più sotto, da Landini (grafico 8). Vediamo ora cosa accade, secondo i dealer italiani, negli uffici e ai vertici delle aziende dei costruttori di macchine agricole. Che stile di gestione adottano nella relazione con i concessionari e, soprattutto, quanto ne sono soddisfatti (rispet-

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to agli impegni presi, alla stabilità dei dirigenti e dei responsabili decisionali e alla loro disponibilità verso il concessionario o alla capacità dei referenti nella risoluzione di controversie). In questo caso è Claas a occupare il primo posto, seguito da Same e poi da Massey Ferguson (grafico 9).

FINANZIAMENTI, ANTIFURTI E CONTRIBUTI AL PROFITTO Osserviamo ora i dati relativi al livello di soddisfazione in merito alla gestione dei finanziamenti che analizza vari aspetti tra cui: il livello di soddisfazione rispetto alle offerte di finanziamento a beneficio dei clienti-agricoltori, al mercato dell’usato o al finanziamento di idee-strate-

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gie. Anche in questo ambito è ancora Claas a mantenere la prima posizione, seguita da Massey Ferguson e Same (grafico 10). Per quanto riguarda la dotazione di antifurti (che considera anche il livello di soddisfazione rispetto alla volontà di implementare i sistemi contro il furto) è Massey Ferguson a collocarsi in prima posizione, con Same in seconda e poi John Deere (grafico 11). Nel segmento dei contributi al profitto si distinguono Massey Ferguson, Fendt e Same (grafico 12). Concludiamo, infine, con un quesito estremamente utile e in linea con gli intenti dell’indagine: il livello di soddisfazione registrato dai concessionari in merito alla disponibilità

dimostrata dai costruttori per migliorare i propri punti deboli e per proporre soluzioni. Ai vertici della classifica troviamo Massey Ferguson seguita da Same e Claas (grafico 13).

CONCLUSIONI Alla fine di questa indagine, si noti come anno dopo anno cambino le posizioni di testa e come soprattutto ai primi posti siano sempre presenti alcuni marchi del gruppo Agco. Questo succede anche perché il numero di risposte pervenute per singolo marchio è oscillante e quindi (secondo il parere di Federacma) le poche risposte che giungono al Climmar modificano anche lo scenario percentuale. Tutto ciò, nonostan-

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GRAFICO 13 - DISPONIBILITÀ AL MIGLIORAMENTO

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GRAFICO 12 - CONTRIBUTI AL PROFITTO

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GRAFICO 11 - ANTIFURTI

GRAFICO 10 - GESTIONE DEI FINANZIAMENTI

te in queste indagini vengano presi in esame soltanto i marchi che hanno un numero di risposte statisticamente rilevante. Ed è anche il motivo per cui alcuni marchi, che in passato erano presenti fra i brand analizzati, non sono stati inseriti. Il DSI europeo sarà presentato ufficialmente in occasione di Eima International 2021 e i risultati saranno riportati nel prossimo numero di FEDERACMAlife. • La Segreteria

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FEDERACMA INFORMA

PRIMA ASSEMBLEA PUBBLICA DI FEDERACMA Importante partecipazione e confronto fra i protagonisti della filiera agricola. Eletto il consiglio direttivo e stilata la programmazione delle prossime attività dell’anno Il 27 maggio scorso si è svolta la prima assemblea generale di Federacma. La seduta si è articolata in due sessioni consecutive, la prima di carattere istituzionale e riservata esclusivamente ai soci, la seconda aperta al pubblico e ai giornalisti del settore, che ha visto la partecipazione anche di politici e presidenti di alcune associazioni nazionali della filiera agricola.

IL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO Nel corso della prima sessione sono state approvate alcune modifiche non sostanziali allo statuto di Federacma (il nuovo statuto si può consultare sul sito www.federacma.it) ed è stato nominato il nuovo Consiglio

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SOTTO LA LENTE REVISIONE E SICUREZZA

direttivo, che risulta così composto: Roberto Rinaldin, Alberto Tonello, Carlo Zamponi, Fausto Faretra, Cristina Rossi, Marco Fiaccadori, Maurizio Foschini, Alessandro Pucci, Andrea Borio, Damiano Pirani, Davide Guerrini, Erminio Panella, Giampietro Zucchelli, Luca Dalla Vecchia, Marika Stefan, Maurizio Cavaricci, Michele Provenzano, Monia Reni, Riccardo Tortoioli, Tullio Capobianco, Alessandro Fontana. Inoltre, sono stati eletti Rosalba Dodaro con il ruolo di revisore dei conti e Luca Marchegiani, Francesco Barnaba ed Eros Ravagnolo come probiviri. In una successiva riunione del Consiglio direttivo, sono stati poi confermati presidente della Federazione Roberto Rinaldin e vicepresidenti Alberto Tonello (vicario), Fausto Faretra e Carlo Zamponi. Durante l’assemblea, il segretario generale Gianni Di Nardo ha presentato le attività previste per il 2021, fra le quali vi è la partecipazione di Federacma a eventi e fiere come Tao, Eima, Rive e Fieragricola. È stata inoltre annunciata la convocazione di specifiche assemblee per le diverse «Unioni» di Federacma.

Ma veniamo a una sintesi del programma discusso nel corso dell’assemblea pubblica, a partire dall’ordine del giorno previsto. La sessione aperta si è svolta con un elevato numero di partecipanti collegati anche in videoconferenza. Il presidente di Federacma, Roberto Rinaldin, dopo i consueti saluti d’apertura e i ringraziamenti ai numerosi partecipanti, alle autorità, ai presidenti delle associazioni della filiera e ai giornalisti, ha letto la comunicazione inviata dal ministro del Mipaaf, Stefano Patuanelli, appositamente redatta per l’assemblea di Federacma (il ministro non ha potuto partecipare perché era impegnato in una riunione a Bruxelles). L’intervento dell’onorevole Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura della Camera si è concentrato sullo stato dell’arte della revisione, sul futuro della meccanizzazione agricola e sul rinnovo del parco macchine vetusto in Italia. «Non possiamo prorogare l’insicurezza a vita!», ha sottolineato Gallinella, in riferimento all’esigenza di

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proroghe delle scadenze della revisione, in assenza di un decreto attuativo che la renderebbe finalmente operativa. «Innovare la meccanizzazione anche grazie alla sostituzione dei trattori obsoleti risulterà più semplice a partire dal lavoro che abbiamo svolto in Parlamento e al Ministero, con l’elaborazione definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentato all’Unione europea», ha aggiunto il presidente della Commissione agricoltura. Dino Scanavino, presidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani, ha sottolineato come «un parco macchine che ha 27 anni di media non corrisponde agli standard di un Paese civile e non ci consente di affrontare adeguatamente la sfida di un’agricoltura più sostenibile, resiliente e tecnologicamente all’avanguardia». Sul tema della sicurezza si è soffermato Francesco Verrascina, presidente Copagri. «La questione della sicurezza del parco macchine agri-

cole italiano non è più procrastinabile!», ha affermato, «anche di recente, purtroppo, abbiamo perso due dei nostri associati a causa di un incidente. I 500 milioni di euro previsti dal PNRR per il rinnovo del parco macchine agricole costituiscono un’occasione che non va assolutamente sprecata». In seguito Gianni Dalla Bernardina, presidente del CAI, ha esordito dichiarando che: «L’agromeccanico in Italia non ha un ruolo stabilito con chiarezza né formalmente riconosciuto dalle istituzioni: si pone ormai con urgenza la necessità di una definizione di questo ruolo, anche in collaborazione con le altre associazioni della filiera, al fine di poter giungere al giusto inquadramento professionale». Gianni Di Nardo, segretario generale di Federacma ha invece affrontato, nell’ottica di Federacma, il tema dei fondi del PNRR destinati al rinnovo del parco macchine obsoleto e del loro utilizzo.

Alessandro Fontana, già presidente di Assogreen, ha quindi presentato l’accordo di fusione Unagreen/Assogreen, seguito da Gianni Di Nardo che si è soffermato sui preparativi per Eima International, dove saranno presenti due postazioni con gli stand Federacma/Unacma e Federacma/Unagreen-Assogreen. Francesco Terrin, il responsabile di R.I.V.E. (Rassegna internazionale di viticoltura ed enologia) che si svolgerà a Pordenone dal 10 al 12 novembre 2021, ha illustrato invece l’accordo tra R.I.V.E. e Federacma. L’assemblea si è conclusa con l’intervento del presidente Roberto Rinaldin che ha ricordato le collaborazioni che Federacma ha già siglato con importanti partner quali Esseci srl, Conformgest spa, Ritchie Bros Italia srl, Assodimi-assonolo, Unipol, Unipolsai e Unipolrental. • La Segreteria

CONSIGLIO DIRETTIVO FEDERACMA 2021-2022 Azienda

Provincia

Regione

Marchio

Carica

Borio Andrea Capobianco Tullio Cavaricci Maurizio Dalla Vecchia Luca Faretra Fausto

Nominativo

Borio F.lli Snc Capobianco Vincenzo & F.gli Sama Ricambi Srl Dalla Vecchia Fabrizio Sas Faretra F.lli

Cuneo Foggia Latina Verona Foggia

Piemonte Puglia Lazio Veneto Puglia

Sdf Cnh Landini, Mc Cormick John Deere Kubota

consigliere consigliere consigliere consigliere vicepresidente

Fiaccadori Marco

Fiaccadori Soluzioni Srl

Viterbo

Lazio

Claas

consigliere e membro di giunta

Fontana 1950 Srl

Piacenza

Emilia Romagna

Kubota

consigliere

Fontana Alessandro Foschini Maurizo

Consorzio Agrario Di Ravenna Scarl

Ravenna

Emilia Romagna

Cnh

consigliere e membro di giunta

Guerrini Davide Panella Erminio

Daives Di Guerrini Davide Agrimacchine Panella Srl

Bologna Benevento

Emilia Romagna Campania

Goldoni Carraro A.

consigliere consigliere

Pirani Damiano

Pirani Sas

Ancona

Marche

Same, Deutz-Fahr, Lamborghini

consigliere

M.a.m. Di Provenzano D. Snc P.m. & B. Srl Reni Macchine Srl Rinaldin Snc

Palermo Viterbo Bologna Treviso

Sicilia Lazio Emilia Romagna Veneto

Kubota John Deere Agco Landini

consigliere consigliere consigliere presidente

Rossi Cristina

Rossi Srl

Arezzo

Toscana

Same, Deutz-Fahr

consigliere e membro di giunta

Stefan Marika

Tractor Service Srl

Treviso

Veneto

Merlo

consigliere vicepresidente

Provenzano Michele Pucci Alessandro Reni Monia Rinaldin Roberto

Tonello Alberto Tortoioli Riccardo Zamponi Carlo Zucchelli Gianpietro Luca Marchegiani

Tonello Fratelli Srl

Treviso

Veneto

Same, Deutz-Fahr, Lamborghini

Maip Group Spa Zamponi Srl Off.mecc. Zucchelli Snc

Perugia Roma Brescia

Umbria Lazio Lombardia

Cnh Massey Ferguson Kubota

consigliere vicepresidente consigliere

Pontina Trattori Srl

Latina

Lazio

Same, Deutz-Fahr, Lamborghini

proboviro proboviro

Barnaba Macchine Agricole Srl

Bari

Puglia

Cnh

Eros Ravagnolo

Agriravagnolo Srl

Pordenone

Friuli V. G.

Fendt

proboviro

Rosalba Dodaro

Professionista

Roma

Lazio

-

revisore dei conti

Francesco Barnaba

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23/07/2021 12:01:28


FEDERACMA INFORMA

CALANO ANCORA I FURTI DI TRATTORI NEL 2020 In Italia il fenomeno persiste ma i dati forniti dal Ministero degli Interni confermano che dal 2017 i numeri sono in continua flessione. Per le macchine e attrezzature agricole lo scorso anno si è registrata una consistente riduzione del 18,86% Anche quest’anno il Ministero degli Interni ci fornisce i dati relativi ai furti di macchine in agricoltura, nel movimento terra e macchine per le costruzioni. La sensazione che viviamo da qualche anno è che dai 13.000 furti registrati in agricoltura solo 7-8 anni fa, la situazione stia nettamente migliorando. Nel 2020, secondo i dati ufficiali che ci sono stati forniti, i furti di

derato che senza i dati di queste due regioni i numeri scenderebbero sensibilmente. Il fenomeno, come scrivevamo negli anni passati, si sta concentrando su macchinari di grandi dimensioni e di valore molto alto e quindi il danno economico per chi subisce i furti è sicuramente più importante. In questa fase di monitoraggio ci limitiamo a fornire soltanto i dati numerici relativi agli illeciti rilevati dal Ministero degli interni. Indagare sulle motivazioni, le modalità e promuovere azioni di prevenzione e lotta alla delinquenza organizzata e relativa repressione tocca ai competenti organi di Polizia. •

macchine e attrezzature agricole sono stati 5.930 registrando una riduzione del 18,86%. Nelle macchine operatrici da cantiere ne sono stati rilevati 2.240 (–18,90%). Certo sarebbe utile che le autorità pugliesi fossero più attente nel controllo e repressione dei furti in agricoltura e quelle lombarde vigilassero meglio sui furti nelle macchine operatrici da cantiere, consi-

NUMERO DI FURTI DI MACCHINE E ATTREZZATURE AGRICOLE E MACCHINE OPERATRICI (FONTE SDI/SSD - MINISTERO INTERNI) DA CANTIERE IN ITALIA, SUDDIVISI PER REGIONE Macchine e attrezzature agricole Regione

Macchine operatrici da cantiere

2017

2018

2019

2020

Abruzzo

215

219

233

197

Basilicata

165

131

177

161

Calabria

524

538

464

Campania

972

771

Emilia-Romagna

556

Friuli Venezia Giulia

132

Lazio

2017

2018

2019

2020

Abruzzo

96

88

73

52

Basilicata

25

24

31

17

388

Calabria

119

137

77

79

569

441

Campania

260

191

201

153

439

484

366

Emilia-Romagna

240

302

308

178

131

154

99

Friuli Venezia Giulia

52

37

44

57

547

503

476

331

Lazio

263

224

241

190

Liguria

107

112

71

85

Liguria

85

69

62

61

Lombardia

634

514

449

360

Lombardia

471

521

490

427

Marche

179

183

143

116

Marche

54

77

53

27

Molise

106

84

68

74

Molise

13

16

23

10

Piemonte

443

336

295

212

Piemonte

188

152

168

153

1.610

1.332

1.293

1.176

Puglia

209

203

200

175

445

385

361

277

Sardegna

100

81

84

79

1.119

1.025

993

781

Sicilia

252

204

220

157

Toscana

637

529

492

411

Toscana

234

216

212

168

Trentino-Alto Adige

88

68

56

44

Trentino-Alto Adige

57

56

47

36

Umbria

137

120

120

84

Umbria

42

39

21

24

Valle d'Aosta

12

15

6

7

Valle d'Aosta

11

9

9

9

Veneto

557

530

400

318

Veneto

168

220

198

186

4

2

9.185

7.965

7.308

5.930

2.939

2.866

2.762

2.240

Puglia Sardegna Sicilia

Regione non definita Totale nazionale Var. (%) 2018/2017 Var. (%) 2019/2018 Var. (%) 2020/2019

–13,30

Regione

Totale nazionale Var. (%) 2018/2017

–8

–2,4

Var. (%) 2019/2018 –18,86

–3,6

Var. (%) 2020/2019

Luglio 2021

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2

Regione non definita

–18,90

23

23/07/2021 12:04:04


Bologna, 19-23 ottobre 2021

The Event ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI MACCHINE PER L’AGRICOLTURA E IL GIARDINAGGIO Organizzata da

In collaborazione con

I saloni

www.eima.it Contatti

00159 Roma - Via Venafro, 5 Tel. (+39) 06.432.981 - Fax (+39) 06.4076.370 eima@federunacoma.it