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magazine

n.1

gennaio 2018


IN QUESTO NUMERO

stare sul fondo della U

DiPiU: l’evoluzione del Hub Roma

UPractice: il Laboratorio del Cambiamento

la Theory U applicata in azienda da Geiko

i Coaching Circles presso TIM

le Live Sessions 2, 3 e 4 dal MIT


Trovarsi “in fondo alla U”... Certe volte può sembrarci di esserci smarriti “in fondo alla U”. Forse ci sentiamo sopraffatti dal percorso di trasformazione, in particolare quando ci avviciniamo a quel punto di svolta che si trova in fondo alla U. Probabilmente è un momento di solitudine, di perdita di direzione, di stanchezza e di confusione. E’ sorprendente scoprire quanti di noi ci sentiamo così, quindi oggi vogliamo dirvi: sono cose che capitano, è normale. Non siete soli. Capita agli Hub Host, capita agli studenti, ai Coaching Circle, capita nella vita. Accade quando sentiamo che ci sono troppi elementi da palleggiare. Ci può sembrare di aver perso lo slancio. Dimora in quello spazio e non giudicarti per aver perso piede, o perché senti di dubitare. Fa parte del percorso e presto risorgerai da quello spazio interrato, verso un luogo generativo di comunità e creazione.


EVOLUZIONE DEL HUB ROMA Lo U.lab Hub Roma 2017, nato per accompagnare gli studenti del corso online (erogato dal MIT di Boston) nel percorrere le esercitazioni e pratiche della Theory U si è gradualmente evoluto per meglio rispondere alle esigenze di una platea locale, vincolata da alcuni fattori come: -

la lingua: le lezioni in diretta dal MIT del Prof. Otto Scharmer sono svolte in inglese;

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gli orari: le Live Sessions sono trasmesse alle 10.00 di Boston, che in Italia corrisponde alle ore 16.00. Perciò molte persone non potevano a quell’ora recarsi agli incontri;

-

il poco tempo disponibile che hanno i partecipanti per percorrere un apprendimento teorico-didattico lungo e complesso.

A queste sfide, il core team di U.Lab Hub Roma ha voluto rispondere creando un nuovo laboratorio chiamato UPractice, per facilitare la diffusione su Roma delle pratiche della Theory U, attraverso: -

sessioni bi-settimanali in lingua italiana;

-

l’implementazione di un orario serale per agevolare la partecipazione;

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un approccio pratico e diretto agli strumenti della Theory U, creando sessioni incentrate innanzitutto sulla pratica.

Se siete interessati a partecipare, trovate maggiori informazioni su questa pagina del nostro sito.


i Laboratori UPractice - by DiPiU

che cos’è UPractice? L’ intento di UPractice, Laboratorio del Cambiamento, è quello di costruire una comunità di supporto, pratica e ricerca, capace di aiutare le persone e le organizzazioni a catalizzare il cambiamento, attraverso gli strumenti della Teoria U: l’approccio eco-centrico, la co-creazione, l’ascolto profondo, le relazioni autentiche e la prototipazione rapida. Finora sono stati condotti i seguenti moduli: ● Coaching Circle ● Stakeholder Interview ● Guided Journaling In programmazione il modulo della Costruire il Prototipo.


La Theory U applicata in azienda -

di Cecilia Toni Saracini

Premessa Come coach e formatrice, spesso mi capita di lavorare in Italia con aziende che utilizzano il coaching individuale, il coaching di gruppo, il coaching di squadra, ma finora mai nessun azienda, mi ha mai chiesto di impiegare il Coaching di Comunità al suo interno; probabilmente perché il coaching di comunità è ancora agli albori e in fase di definizione e sperimentazione; è un qualcosa di innovativo.

Fare coaching di comunità per un’azienda significa: • divenire consapevoli di essere comunità e capire gli impatti che questa consapevolezza produce • sviluppare nuove forme di pensiero e innovazione • sviluppare azioni inclusive e di coinvolgimento di tutta la comunità aziendale • risolvere i problemi con maggiore facilità • divenire esempio per altre aziende per generare cambiamenti più “ecologici” E sappiamo quanto spesso le aziende siano mosse dalle mere leve economiche e di business, parlare di queste cose spesso viene considerata una perdita di tempo. Desiderose di dare forma e realizzazione all’idea di coaching di comunità e spirate dalla U theory di Otto Scharmer, le mie colleghe Brunella Guida, Sandra Vaudagna ed io, abbiamo deciso di “prototipare” questo strumento/modello all’interno di un’azienda “illuminata” : la Geico Taikisha che ci sembrava potesse rispondere positivamente ad un progetto innivativo di questo tipo.

Gli obiettivi del progetto

Gli obiettivi su cui abbiamo lavorato sono stati quelli di: ●

Creare dei momenti per: o FERMARSI a RIFLETTERE o sviluppare NUOVE FORME DI PENSIERO o individuare insieme POSSIBILI AZIONI Fornire STRUMENTI e MODALITA’ DI LAVORO per: o supportare il lavoro individuale e di gruppo o RISOLVERE PROBLEMI con più facilità, individuando azioni concrete e verificabili Individuare in che modo la comunità azienda può essere di supporto al singolo e in che modo il singolo può essere di supporto alla comunità


La Theory U applicata in azienda -

di Cecilia Toni Saracini

Il progetto in Geico Taikisha Il progetto che si è articolato in 5 fasi progettuali/azioni d'intervento, è stato costruito secondo il modello della U theory di Otto Scharmer: 1. co iniziare 2. co sentire 3. co presencing 4. co creare 5. co evolvere Ognuna di queste fasi è stata progettata sulla base dei feedback relativi alla fase precedente. Il progetto è stato implementato su 15 partecipanti, prevalentemente dell'area tecnica.

Fase 1 Co iniziare: COSTRUIRE UN INTENTO COMUNE Si è accompagnato il gruppo all'individuazione delle tematiche centrali emerse su cui sente il bisogno di lavorare. I partecipanti sono stati suddivisi in tre sottogruppi e per ogni sottogruppo è stato utilizzato uno strumento di analisi diverso, con lo scopo di favorire una lettura più ampia attraverso metodologie di impatto emozionali, razionali e obiettive. Obiettivi raggiunti: • Individuazione delle tematiche centrali per la comunità oggi, su cui c’è bisogno di lavorare (Pianificazione delle attività, eccesso di flessibilità, gestione dell’imprevisto, Gap tra “chi è manager” e “chi è tecnico”) • Individuazione dei bisogni del singolo e della comunità (serenità, focalizzazione degli obiettivi, ottimizzazione di tempi e risorse; spazi per la riflessione) • Analisi del “sentire” comune • Trasformazione delle tematiche e di tutti gli elementi emersi in un intento comune Metodologia e strumenti: Focus group. Interviste (stakeholders interview) story telling


La Theory U applicata in azienda -

di Cecilia Toni Saracini

Fase 2 Co sentire: ANDARE NEGLI SPAZI DI MAGGIOR POTENZIALE E ASCOLTARE CON LA MENTE E IL CUORE BEN APERTI Con il gruppo si è lavorato, sul tema emerso individuando al suo interno : i Sintomi, le Cause, l'Obiettivo da raggiungere, gli Effetti e le Risorse necessarie per raggiungere l'obiettivo. Successivamente il gruppo è stato accompagnato alla definizione concreta dell'obiettivo condiviso nella fase precedente e scorporato in sottobiettivi per definire il bisogno sottointeso nell'obiettivo. Questo ha consentito di "centrare" con maggior precisione le azioni conseguenti e passare ad una prima fase di azione concreta di azione sul bisogno. Il gruppo ha consapevolizzato le azioni da compiere assumendosi le responsabilità.

Obiettivi raggiunti: • Analisi del tema • Individuazione delle risorse interne ed esterne • Definizione dell’obiettivo condiviso (Migliorare la qualità del tempo: diventare consapevoli in tempo utile quando segnalare “un pieno” ed alzare la mano) Metodologia e strumenti: Obiettivo Smart, team coaching

Fase 3 Co presencing: LASCIAR EMERGERE LA CONOSCENZA INTERIORE Questa fase è stata dedicata alla creazione e azione di attività formativa pensate per lavorare in modo diverso, attraverso la “rottura degli schemi” fuori dall’azienda e l’apprendimento esperienziale, sulle tematiche emerse durante le fasi precedenti del percorso. In particolare il gruppo sperimentandosi attraverso il gioco è stato in grado di osservare la propria realtà aziendale osservandosi. In particolare sono stati svolti in outdoor 4 attività di gruppo, dove la presa di decisione e le strategie erano parte fondamentale delle attività.

Obiettivi raggiunti: • Auto feedback e feedback sulle attività svolte (temi centrali dei feedback sono stati: riflessione, comunicazione, assertività) • Individuazione di forze e debolezze della comunità Metodologia e strumenti: formazione esperienziale, outdoor training


La Theory U applicata in azienda -

di Cecilia Toni Saracini

Fase 4 Co creare: PROTOTIPARE IL NUOVO PER ESPLORARE IL FUTURO ATTRAVERSO IL FARE Il gruppo, affidandosi all'intelligenza delle mani ha dato forma all'obiettivo, costruendolo, osservandolo e trovandone una nuova ispirazione. In particolare si è scelto di rappresentare il tema dell’assertività e come dovrebbe essere agita in azienda: la metafora ludica dei lego ha permesso di fare una riflessione nuova e diversa rispetto a questo tema che normalmente è stato sempre visto da un punto di vista cognitivo.

Obiettivi raggiunti: • Creazione di un prototipo che rappresentasse l’intento comune su cui la comunità voleva lavorare • Individuazione degli elementi distintivi emersi Metodologia e strumenti: Prototyping con i lego

Fase 5 Co evolvere: INCORPORARE IL NUOVO E REALIZZARE In questa ultima fase, il gruppo ha incorporato il nuovo e ha "trasformato" il futuro in relazione all'obiettivo condiviso, immaginando e pianificando l'inclusione con la comunità e le azioni future da compiere. A tal proposito è stato predisposto e condiviso un piano d'azione composto da ownership, tempi e strumenti di verifica.

Obiettivi raggiunti: • Individuazione del piano di azione da realizzare per raggiungere l’intento comune Metodologia e strumenti: team coaching

Il progetto che si è recente concluso ha dato i suoi frutti: il gruppo con cui abbiamo lavorato ha percorso la sua U, dando forma alla propria intenzione, individuando gli aspetti critici su cui porre la propria attenzione, nonché tutte le risorse che aveva a disposizione e infine riuscendo a costruire un piano di azione coerente con tutte le premesse. Il gruppo oggi è al lavoro e ci auspichiamo che questa esperienza circoscritta ad un piccolo gruppo rappresentativo dell’azienda possa essere virale per il resto della comunità Geico Taikisha.

Cecilia Toni Saracini - gennaio 2018


i Coaching Circles presso la TIM -

di Pietro Bonato

Il 13 dicembre scorso, presso la sede TIM di Roma di viale Parco de Medici, abbiamo organizzato una prima sperimentazione del Coaching Circle con una decina di colleghi di Telecom Italia. L’evento si è tenuto nell’ambito dell’iniziativa “TIM Equity and Inclusion Week”, giunta quest’anno alla sua terza edizione, nella quale i dipendenti Telecom erano invitati a proporre e organizzare in autonomia degli eventi sul territorio. Visto che quest’anno il tema era “Includere per Innovare”, mi sembrava un contesto ideale per presentare in azienda e provare sul campo in uno strumento come quello del Coaching Circle, che in poco tempo e senza richiedere una grande preparazione, permette al gruppo di partecipanti di fare pratica dell’ascolto profondo e di mettere l’intelligenza collettiva al servizio di chi porta il proprio caso e trovare delle risposte.

Alla mia proposta di organizzare una sperimentazione di questo tipo (il titolo dell’evento era “il coaching circle – come generare benessere e innovazione attraverso l’ascolto”) i responsabili di HR che seguivano l’iniziativa hanno subito dato un parere positivo, ed è così che il pomeriggio di mercoledì 13 dicembre, assieme a otto colleghi TIM e con il supporto prezioso di Daria Marano Toro e Paolo Fedi, ci siamo organizzati in due gruppi separati e abbiamo fatto il Coaching Circle seguendo fedelmente il processo descritto da Otto Scharmer. Al termine dei case clinic, tutti i partecipanti hanno valutato l’esperienza molto positiva e molti di loro hanno anche espresso l’interesse per organizzare un’attività di questo tipo in azienda con un gruppo di colleghi che si incontra in maniera regolare.


Coaching Circles presso la TIM -

di Pietro Bonato

Ecco alcuni dei feedback dei partecipanti: “La mia attenzione e il mio ascolto erano intensi e partecipati, e anche il resto del gruppo era pienamente coinvolto. Mi ha sorpreso la disponibilità verso gli altri” Francesco

“Molto interessante. Avendo fatto il Case Giver, mi ha sorpreso il non essere a disagio a parlare con persone sconosciute di un mio problema personale, ed il clima di forte empatia che si è creato nel gruppo in modo naturale. Vorrei anche provare a fare il coach per sperimentare la mia capacità di ascolto” Anna

“Mi sono sforzata a non emettere giudizi e ad aprirmi per raccogliere nuovi punti di vista. Mi ha sorpreso ascoltare, raccontato da parte di un’altra persona, lo stesso caso che avrei voluto esporre io” Cristina

“Coinvolgente e molto stimolante sia sul piano personale che su quello professionale. Mi ha molto sorpreso la forza delle immagini. Andrea

Sono molto contento che l’evento sia piaciuto e che abbia riscosso un buon interesse, e i molti feedback positivi mi fanno capire che anche in aziende grandi e complesse come la nostra possiamo cominciare a sperimentare il coaching circle e altre metodi della Teoria U per stare meglio e portare innovazione in azienda. Inoltre sono contento perché questo “prototipo” ha ricevuto l’apprezzamento di diversi membri della comunità mondiale di u.lab, che hanno lasciato i loro commenti e suggerimenti sulla pagina del progetto sul sito presencing.org, ed è stato perfino menzionato da Adam Yuckleson durante l’ultima live session di u.lab del 14 dicembre, dicendo che nel core team di u.lab sono molto curiosi di vedere come evolverà il progetto. Pietro Bonato - gennaio 2018


LIVE SESSIONS 2, 3 e 4 trasmesse dal MIT 19 ottobre, 9 novembre, 14 dicembre 2017

Ecco le repliche della seconda, terza e quarta Live Session con il Prof. Otto Scharmer, ATTENZIONE: per poterla visionare occorre essere registrati al corso U.Lab 1x sulla piattaforma edX.

LIVE SESSION 2 19/10/2017

LIVE SESSION 3 09/11/2017

LIVE SESSION 4 14/12/2017


COSA POSSO FARE ORA? Vuoi partecipare alla comunità ma non sai da dove iniziare? Ecco alcuni spunti.

SCRIVICI a u.labhubroma@gmail.com se hai domande, perplessità o idee

Continua e rinforza il tuo PERCORSO DI TRASFORMAZIONE iscrivendoti a UPractice: clicca QUI per saperne di più

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DiPiU' magazine - gennaio 2018  

Questo è il primo numero 2018 di DiPiU' (ex-U.Lab Hub Roma) magazine. Qui troverete news sulle attività, che svolgiamo, sulle opportunità ed...

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