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DiPi international

magazine

n.3

AUG 2018


IN QUESTO NUMERO PERSONE, PROTOTIPI & PROGETTI

RACCONTO DA MILANO Otto Scharmer e l’evento Cominciamo!2018.…………………………..….…...6

RACCONTI DALL’ITALIA Eco-Volley 4.0………………………………………....……....………….….…..10 Lo sviluppo del turismo a Muggia tra coaching circle e il sistema che “vede sé stesso”............................................................................................12 Insight stories for online deep communication..………….…………...…..…..14 Ascolto e U Theory……………………………………….….………......…..…..16

STORIE DAL MONDO Sostenibilità: un kit di metodi basati sulle arti per facilitare l’impegno trasformativo……….………………………………………………....18 Frammenti di U…………………………………….……………….………..…...22 Blue Wave for Change…………………………………….………………....…..24

NUVOLE....………………………………….………………………………......28 LINKS + NEWS ………………………………………………..…………..….30 REFERENCE LINKS……………..………………………...…………...…...32


IN THIS ISSUE PEOPLE, PROTOTYPES & PROJECTS

NARRATIVE FROM MILAN Otto Scharmer and the Cominciamo!2018 event…………………..…………..7

NARRATIVES FROM ITALY Eco-Volley 4.0………………………………………....……....……….….....…..11 Tourism development in Muggia through coaching circles and “the system that sees itself” .......................................................................................…..13 Insight stories for online deep communication..…………….…….…....……..15 Theory U and Listening……….………………………….….………........……..17

STORIES FROM AROUND THE WORLD Sustainability: An arts-based Methods Toolkit for Transformative Engagement.……………………………………………………………………...19 Frames of U……………………………..………….……………….………........23 Blue Wave for Change…………………….……………….……………….……25

CLOUDS…………………............................................................................29 LINKS + NEWS …………………………...…………………….…....……….31 REFERENCE LINKS ..…..………………………..………………………...30


Co-Creation Team Editor Rachel Hentsch

Assistant Editor Daniela Veneri

Design & Illustrations Rachel Hentsch

Video Direction & Production Daniela Veneri

Assistant Video Direction & Production Rachel Hentsch

Contributors Maurizio Giacobbe Enrico Maria MiliÄ? Federica Marra David Ghirardello Tiziano Capelli

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Kelli Rose Pearson Sara Grenni Angela Moriggi Anke de Vrieze Siri Pisters Fiona MacNeill


THE EDITOR’S LETTER Come nuovo social media manager e community liaison per il Presencing Institute, sono felice di continuare l'avventura editoriale di co-creazione con la mia straordinaria assistente editrice Daniela Veneri e con tutti i meravigliosi collaboratori che hanno generosamente condiviso le loro storie di azione e trasformazione con la comunità di u.lab. È stato un periodo importante di transizione per tutti noi della comunità u.lab, in questo spazio nato tra la fine di un corso online u.lab (l'edizione 2017 di 1x) ed il prossimo (u.lab1x 2018), il lancio del Transforming Capitalism Lab in collaborazione con Huffington Post lo scorso aprile, il ritiro del team PI per riflettere sulle strategie di attivazione dell'ecosistema globale e locale, e la cristallizzazione di potenti elementi ecosistemici in tutto il mondo: in Italia (con l'evento di Milano), in Indonesia (con il programma IDEAS) e in Australia occidentale (Social Impact Festival e Presencing Foundation Program) dopo anni di attenzione e cura del “suolo sociale” attraverso iniziative locali granulari.

As newly-appointed social media manager and community liaison for the Presencing Institute I am happy to continue the editorial co-creation adventure with my amazing assistant editor Daniela Veneri and all the wonderful contributors who have reached out to share their stories of action and transformation with the u.lab community. It has been an important period of transition for all of us of the u.lab community, in the space born in-between the end of one u.lab online course (the 2017 edition of 1x) and the next (u.lab1x 2018), the launch of the Transforming Capitalism Lab in partnership with Huffington Post last April, the PI team-retreat to reflect on global and local ecosystem activation strategies, and the coming together of powerful ecosystemic elements across the world: in Italy (with the Milano event), in Indonesia (with the IDEAS programme) and in Western Australia (Social Impact Festival and Presencing Foundation Program) after years of tending to the social soil through granular local initiatives. It’s a very exciting time, of questioning and fervent anticipation of things yet to come.

È un momento molto emozionante, di tante domande e di fervida attesa del futuro emergente.

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Otto Scharmer e l’evento Cominciamo! 2018

by Rachel

Lo scorso 19 giugno si è tenuto a Milano con Otto Scharmer l’evento “Cominciamo! 2018”. COMINCIAMO! è stato l’inizio di un percorso che vuole supportare il cambiamento profondo, a livello personale e collettivo, in Italia.

Questo è stato il primo incontro di un programma dedicato a tutti coloro che, in Italia, sono curiosi, stanno lavorando, o vorrebbero iniziare a farlo, a nuovi modelli di Business, Finanza, Pubblica Amministrazione, Agricoltura, Salute, Educazione. In particolare è stato un invito ai giovani, agli attori del cambiamento e ai decisori che vogliano entrare in dialogo sui temi che li impegnano, per cercare insieme di superare le sfide che incontrano, applicando l’approccio innovativo all’innovazione offerto dalla Teoria U.

VIDEO-SUNTO DELL’EVENTO

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Oltre 450 partecipanti. Presentazione del libro di Otto Scharmer “Teoria U, i Fondamentali”. Evento reso possibile grazie alla collaborazione di EcorNaturaSì e Peoplerise, con U.lab Hubs Italy e il patrocinio del Presencing Institute.

guarda il VIDEO STREAMING DELL’EVENTO


Hentsch

Otto Scharmer & the “Cominciamo! 2018” event On 19 June, the event “Cominciamo! 2018” ("Let's start!”) was held in Milan with Otto Scharmer. “Cominciamo! 2018” was the beginning of a journey whose aim is to support profound transformation in Italy, both on a personal and collective level.

This was the first of a probable series of future meetings for Italian changemakers. The event was dedicated to decision makers who want to enter into dialogue with one another on new models of Business, Finance, Public Administration, Agriculture, Health, Education-- working collectively to overcome challenges through applying the innovative approach to innovation as offered by Theory U.

OTTO SCHARMER INTERVIEWED BY MANAGERITALIA

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Over 450 participants. Presentation of Italian version of Otto Scharmer’s book “Teoria U, i Fondamentali”. The event was created thanks to the collaboration and support of EcorNaturaSì and Peoplerise, with U.lab Hubs Italy and the patronage of the Presencing Institute.

watch the VIDEO STREAMING of the event

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Otto Scharmer e l’evento Cominciamo! 2018

by Rachel

COSA SI SONO PORTATI A CASA I PARTECIPANTI ALL’EVENTO? “Desiderio di cambiamento, entusiasmo contagioso, sensazione di ritorno a casa, livello di energia, senso della possibilità di cambiamento, rafforzamento della rete, potere di rispecchiare, partecipazione attiva, buona volontà, potere del momento di consapevolezza, alto livello di partecipazione, semplicità, senso di il tutto, sentimento di appartenenza, apertura mentale ed emotiva, solidarietà, umanità, profondità, complicità, emozione, desiderio di agire.”

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Hentsch

Otto Scharmer & the “Cominciamo! 2018” event

WHAT DID PARTICIPANTS TAKE HOME WITH THEM? “Desire for change, contagious enthusiasm, feeling of returning home, energy level, sense of possibility of change, strengthening of the network, power to reflect, active participation, good will, power of the moment of awareness, high level of participation, simplicity, sense of the whole, feeling of belonging, mental and emotional openness, solidarity, humanity, depth, complicity, emotion, desire to act.”

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Eco-Volley 4.0

by Maurizio Lo sport vive gli stessi problemi che sono presenti nella società: Valori - individualismo esasperato, molta competizione e poca collaborazione, successo a tutti i costi. Conflitti - incapacità di affrontarli in modo costruttivo e condiviso. Regole - viste solo come un ostacolo da aggirare o infrangere. Leadership - decisioni spesso centralizzate nella figura dell’allenatore o dei dirigenti. Insegnamento - spesso fornito come addestramento e centrato sull’allenatore, CCA (Coaching Centered Approach, approccio centrato sull’allenatore), con diffuso l’uso di premi e punizioni. Le società sportive sono organizzate in modo gerarchico secondo un modello 1.0 col potere assoluto centralizzato al vertice della piramide, con pochi poteri delegati ai livelli più bassi.

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Sono un allenatore di pallavolo e nella nuova scuola in cui lavoro, “Eco-Volley: Scuola di Pallavolo Carl McGown”, voglio sperimentare un processo di costruzione di uno sport che aiuti a muoversi verso una società di livello 4.0 “Eco” perché: La scuola nasce in una realtà sociale e territoriale (Ecosistema). Un Ego troppo grande crea problemi nello sport come nella società, Eco aiuta a Collaborare con compagni e allenatori, a imparare meglio, a divertirsi e sentirsi parte di una realtà più grande - una squadra, un club sportivo, una comunità (Teoria U). La Gara è il modello dei nostri allenamenti, con emozioni, regole, relazioni con compagni, avversari, allenatori, arbitri, dove imparare a relazionarsi e interagire (Teoria Ecologica).

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Giocatori, allenatori, dirigenti dovranno: o

“Aprire la mente”- ascoltare le valutazioni degli altri;

o

“Aprire il cuore”- osservare con “occhi nuovi” (empatici) quello che accade nella squadra e recepire le richieste di sostegno e collaborazione;

o

“Aprire la volontà”- scoprire che cosa veramente vogliono e chi potrebbero veramente essere, il loro potenziale.

La nostra etica è sistemica: “A sta meglio se B sta meglio” e “Bisognerebbe sempre agire in modo da ampliare le occasioni di futuro.” (Heinz Von Foerster) Vogliamo praticare relazioni ecologiche attraverso il dialogo superando la logica maggioranza-minoranza nelle decisioni, l’accordo c’è quando le proposte vengono giudicate almeno “accettabili” da tutti. Eco-Volley ha suscitato entusiasmo, il Comune ha deciso di costruire una palestra. E’ stata una bellissima sorpresa, a me è venuta in mente la frase di Margaret Mead: “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini responsabili possa cambiare il mondo. È invece l'unico modo in cui ciò è sempre accaduto”.

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prototipo intero: https://drive.google.com/open?id=1HbNYCLx8DIi9O3JzRzSmre2qiJJEZEo-


Eco-Volley 4.0 Giacobbe Sport has the same problems as society: ● ● ● ● ●

Values: exasperated individualism, fierce competition, little cooperation, the search for results at all costs. Conflict: inability to deal with conflict. Rules: only seen as obstacles to avoid or break. Leadership: decisions are strictly hierarchical and centralized by coach and management. Teaching: is coach-centred (CCA: Coaching Centered Approach) and is considered the transfer of knowledge and the giving of instructions, often using the carrot and the stick. Sports clubs are organized hierarchically in a 1.0. framework with absolute centralized power at the top of the pyramid and only a few delegates below.

Taking part in sport is an opportunity to learn a discipline, to achieve personal results and to discover how to build a more joyful sustainable society. I am a volleyball coach and in my new school, called “Eco-Volley: Scuola di Pallavolo Carl McGown”, I want to experiment with a process of building a sport which helps us move towards a 4.0 society. By “eco” I mean:

● ● ●

The school was born within a social reality (Eco-system). A big Ego creates problems, Eco helps to feel part of a largest context: a team, a club, a community (Theory U). The Game is a pattern of our practices, an Eco-System with relationships between teammates, opponents, coaches, referees, with emotions, rules….., where learn to relate and interact (Ecological Theory). Players, coaches, managers should have: ● ●

“Open mind" - the ability to listen to others’ opinions; “Open heart" - the ability to observe with empathy what is happening in the team and to acknowledge other’s requests for help and support; “Open will” - to discover what they really want and what we really could be, their potential.

Our school has a “Systemic Ethics: "A is better off, if B is better off", and "One should always act so as to improve future opportunities." (Heinz Von Foerster) We want to engage in ecological relationships through dialogue, overcoming the majority-minority logic in decision making. Agreement is reached when proposals are considered, at the very least, "acceptable" by everyone. Eco-Volley has awaken so much enthusiasm in the area, that our Municipality has decided to build a gym. It was a wonderful surprise. As Margaret Mead notably affirmed: “Never doubt that a small group of thoughtful, committed citizens can change the world. Indeed, it is the only thing that ever has.”

integral version of prototype: https://drive.google.com/open?id=1paMYHY8n2-ycz7Qa4b3crRoMJkHYXdsQ

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Lo sviluppo del turismo a Muggia tra coaching circle e “il sistema che vede sé stesso” by Enrico Maria Milič «Smettiamola di lamentarci. Non abbiamo bisogno di tanto per cambiare la nostra cittadina. A proposito, ho un’idea: un concorso per rendere più bello il nostro porticciolo veneziano, facendolo addobbare da fioriere e fiori, con l’aiuto dei concittadini che hanno voglia di aiutare». Sono le parole che ho raccolto da Elena Furlani in un’intervista condotta a febbraio 2018, nel contesto di un progetto per lo sviluppo del turismo a Muggia, Trieste. Il grande fattore di entusiasmo del progetto partito a dicembre 2017 è stato ad oggi, sensazioni alla mano, quello di connettere i partecipanti ai loro sentimenti generativi ovvero di

«rendere il sistema vedere sé stesso».

capace

di

Formato dentro u.lab 2017, il team che sta guidando il progetto fa

Di fronte a 60 persone, in effetti, il primo marzo 2018 abbiamo illustrato una sintesi sui risultati di questionari, interviste e laboratori con le aziende, di cui ecco uno scorcio. Come se fossero due parti di una stessa valle, con un versante al sole e uno in ombra, le 20 aziende muggesane coinvolte presentano due facce: una funerea e l’altra ottimista. Ad esempio, alla domanda «Come valuti la collaborazione passata tra privati e enti pubblici per lo sviluppo del turismo a Muggia?», 17 aziende su 20 hanno risposto “male” o “molto male”. Ma alla domanda «Quanto pensi che sarà importante nel futuro la collaborazione tra privati, Comune di Muggia e altri enti pubblici per lo sviluppo del turismo a Muggia?», 19 aziende su 20 hanno risposto positivamente: “importante” o “molto importante”.

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Fotografie di Enrico Maria Milič

riferimento al GAL Carso, un consorzio finanziato dall’UE per lo “sviluppo guidato dalla comunità locale” e a cui il Comune di Muggia ha dato mandato. Come realizzare al meglio questo mandato? Con strumenti e metodi utili alla co-progettazione e all’elevazione della comunità di cui le destinazioni turistiche di nicchia, grande potenziale dell’economia italiana, hanno grande bisogno. In questo senso,

i metodi della Teoria U

sviluppata da Otto Scharmer, co-fondatore del Presencing Institute, in anni di ricerca MIT a

sono stati fruttuosi anche a Muggia. Ci sono 6 prototipi in fase di sviluppo, Boston,

capaci di entusiasmare. Ecco “il futuro che vuole emergere”: la valorizzazione della Biblioteca Beethoveniana di Muggia, ovvero la più grande collezione europea su Beethoven; il disegno di un tracciato ciclabile in Istria, tra Italia e Slovenia; l’allestimento di un parco boschivo per i turisti; una nuova agenzia di incoming; un nuovo infopoint; e l’iniziativa “Infioriamo il porticciolo”, che in questi giorni sta riempiendo di fiori il mandracchio di Muggia. Leggi qui l’articolo integrale (sul sito Joseph)


Tourism development in Muggia through coaching circles and “the system that sees itself”

«Let's

stop complaining. We don’t need much to change our town. By the way, I have an idea: a competition to make our Venetian port more beautiful, decorating it with planters and flowers, with the help of fellow citizens who want to help». These are the words I collected from Elena Furlani in an interview conducted in February 2018, in the context of a project for the development of tourism in Muggia, Trieste. To-date and based on feedback, the greatest element of enthusiasm generated by the project that started back in December 2017 has been the connecting of participants to their generative feelings, in other words,

«enabling

the system to see itself».

For example, to the question "How do you evaluate the past collaboration between private individuals and public bodies for the development of tourism in Muggia?", 17 companies out of 20 responded "bad" or "very bad". But to the question "How important do you think the collaboration between private individuals, the Municipality of Muggia and other public bodies for the development of tourism in Muggia will be in the future?", 19 companies out of 20 responded positively: "important" or "very important".

Formed within u.lab 2017, the team that is leading the project refers back to the GAL Karso, an EU-funded consortium for "development led by the local community" and to which the Municipality of Muggia has given a mandate. What’s the best way to accomplish this mandate? Employing tools and methods that are useful for the co-planning and elevation of the community, whose niche tourist destinations are a great potential for the Italian economy, and are in great need of support.

In this perspective, the

Theory U methods

developed by Otto Scharmer, co-founder of the Presencing Institute, during years of research at the MIT in Boston, have

in Muggia.

been fruitful also

There are 6 exciting prototypes

Such is "the future that wants to emerge": the enhancement being developed,.

Artwork by Elena Forlani to illustrate the project “Let’s fill our port with flowers”.

On March 1, 2018, in front of 60 people, we presented a summary of the results of questionnaires, interviews and workshops with companies, of which here is a glimpse. As though they were two parts of the same valley, with one side in the sun and one in the shade, the 20 companies involved in the project have two faces: one funereal and the other optimistic.

of the Beethoven Library of Muggia, the largest European collection on Beethoven; the design of a bicycle lane in Istria, between Italy and Slovenia; the setting up of a wooded park for tourists; a new incoming agency; a new infopoint; and the initiative "Infioriamo il porticciolo", which these days is filling the Muggia port with flowers.

Photos by Enrico Maria Milič - For more information on farming and toursim development agency of the Italian Karst, visit the GALCARSO website

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Storie di intuizione sulla Comunicazione profonda online

by Federica Ma

Durante la nostra prima esperienza con U.Lab, nel 2016, abbiamo lavorato ad un prototipo sulla comunicazione profonda online: un web tool per il dialogo all’interno di piccoli gruppi attraverso video condivisioni. Il prototipo ereditava alcuni elementi di un Coaching Circle per riproporli in modo non simultaneo ed integrarli nella vita quotidiana. Questo approccio ci ha portato a riflettere a lungo sul rapporto causa-effetto tra il design dell’esperienza dell’utente ed i suoi comportamenti, in particolar modo su come ogni dettaglio dell’ambiente abbia un impatto significativo su stati d’animo e interazioni tra persone che comunicano online. I principali insight sono emersi dai feedback dei partecipanti sulla registrazione dei video: nonostante già praticassero la condivisione profonda di persona o in video call, molti gruppi si sono trovati davanti sfide interessanti e significative. Ad esempio, avere la possibilità di cancellare i video subito dopo averli registrati rendeva la comunicazione poco fluida, ma faceva riflettere sul ruolo del proprio giudice interiore nella comunicazione con l’altro; registrare guardandosi contemporaneamente sullo schermo dava la strana sensazione di parlare allo specchio, ma permetteva di andare più in profondità e parlare agli altri da un punto ancora più intimo di se stessi. Alcuni elementi esperienziali nuovi, possibili solo con una comunicazione digitale, hanno aperto la strada a processi individuali e collettivi.

Alcuni feedback dei partecipanti al prototipo:

“Penso possa davvero supportare lo sviluppo di un nuovo punto di vista su te stesso e sul mondo. E ovviamente anche la connessione profonda con i tuoi coach friends.” Karin “Avevamo le nostre resistenze, ma quando abbiamo finalmente iniziato a condividere i video sono arrivati sensazioni e processi come in una valanga... C’è veramente qualcosa in questo modo di comunicare a cui onestamente non avevamo nemmeno pensato!” Fede L’ambiente online offre moltissime opportunità per evolvere la comunicazione a livello sistemico ed ha un grande potenziale per un rinnovamento sociale profondo. A differenza della presenza fisica, tutti gli elementi che costituiscono un’esperienza digitale sono disegnati da zero - quindi totalmente controllabili - e sono pensati per produrre uno specifico comportamento dell’utente. Per come lo conosciamo ora, però, il social web è ancora all’inizio della sua U, ironicamente fermo ad un livello 2.0 di attenzione. Progettare nuove piattaforme da uno stato interiore diverso, mettendo il pensiero sistemico e la auto-consapevolezza al centro, offre l’opportunità - e la responsabilità - di ridisegnare le regole alla base della comunicazione online. Crediamo sia importante per la comunità di u.lab integrare consapevolmente la cultura digitale nella prototipazione e creare progetti che portino a sperimentare la U attraverso il proprio design.

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arra & David Ghirardello

Insight Stories for Deep Online Communication

During our first experience with U.Lab, in 2016, we worked on a prototype about online deep communication: a web tool for dialogue within small groups through video sharing. The prototype inherited some elements of a Coaching Circle to reshape them in a non-simultaneous way and integrate them in everyday life. This approach led us to reflect thoroughly on the cause-effect relationship between user experience design and user’s behavior, especially on how each detail of the environment has a significant impact on moods and interactions between people who communicate online. The main insights emerged from the participants' feedback on video recording: although they were already practicing deep sharing in person or in video call, many groups faced interesting and meaningful challenges. For example, having the ability to delete videos immediately after recording them made communication less fluid, but sparked reflection on the role of one's own internal judge in communicating with others; recording while seeing oneself in the screen at the same time gave the strange feeling of talking to the mirror, but allowed to go deeper and talk to others from an even more intimate point of themselves. Some new elements of experience, only possible with digital communication, have paved the way for individual and collective processes.

Some feedback from prototype participants: “I think it can really support developing a different view at yourself and the world. And of course connecting deeper with your coach friends.” Karin

“We did have our own resistances but, when finally started sharing our videos, a flood of sensations and processes came with it... There's really something in this way of communicating we honestly didn't even think of!” Fede

Online environments offer many opportunities to evolve communication at the system level and has great potential for a deep social renewal. Unlike physical presence, all the elements that constitute a digital experience are drawn from scratch - thus totally controllable - and are designed to produce a specific user behavior. As we know it now, however, the social web is still at the beginning of its U, ironically stuck at a 2.0 level of attention. Designing new platforms from a different inner state, putting systemic thinking and self-awareness at the center, offers the opportunity - and the responsibility - to redesign the rules behind online communication.We believe it is important for the u.lab community to consciously integrate digital culture into prototyping and to create projects that lead to experiment the U through their own design.

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Ascolto e U Theory

by Tizian L’ASCOLTO E’ IL RESPIRO DELL’ORGANIZZAZIONE Conosco la U-Theory da diversi anni e, quando le situazioni e i progetti che gestisco lo consentono, la utilizzo molto volentieri perché è uno strumento potente ed efficace, che aiuta le persone e le organizzazioni a svilupparsi guardando al futuro in modo consapevole. Oggi mi fa piacere condividere una recente esperienza nella quale ho potuto utilizzare la U-Theory all’interno di un percorso di sviluppo manageriale. La prima richiesta dell’azienda è stata quella di progettare un intervento per “migliorare i risultati”. Approfondendo la domanda, è emerso che la cultura di quell’azienda era fortemente orientata all’ascolto delle richieste provenienti dal vertice aziendale, piuttosto che a quelle dei clienti. Si è così deciso di lavorare sull’ascolto e la relazione come motori della crescita, perché nell’attuale contesto competitivo, la qualità delle nostre azioni è direttamente collegata alla connessione con la quale le persone operano. Su questo legame (ascolto-relazione), abbiamo costruito un intervento che affonda le radici nella U-theory, concedendosi però un minimo di libertà nella sua applicazione. Lo strumento con il quale abbiamo chiesto alle persone di lavorare, collegando ascolto e relazione, presenta diversi livelli di profondità e lo possiamo sintetizzare come segue: . Il primo livello è dove l’ascolto accade in superficie e la relazione che si instaura è quella del “downloading”, dove la comunicazione è solo ad una via e si ripetono sempre i comportamenti del passato perché, mancando l’ascolto, la relazione si preclude ogni tipo di cambiamento; . Il secondo livello di approccio all’altro è quello nel quale la relazione è caratterizzata da “dibattito”, quindi dalla contrapposizione all’altro, e l’ascolto è un ascolto fattivo (ascoltare con la testa); . Il terzo livello è quello nel quale la relazione è caratterizzata dal “dialogo” che è basato “sull’ascolto empatico” (ascoltare con il cuore); . Il quarto e ultimo livello, quello delle “connessioni generative”, presuppone un ascolto che lasci andare la volontà per lasciare spazio a ciò che vuol esser portato alla luce. Poiché le aziende non amano le teorie, e il più delle volte l’adulto impara facendo, abbiamo sperimentato il modello creato con una breve esercitazione. In un gruppo di 4 persone, abbiamo assegnato i seguenti ruoli e fatto in modo che ognuno li sperimentasse tutti: . Un case giver ha raccontato un caso di relazione che lo ha visto coinvolto e nel quale non si è sentito a proprio agio; . Le altre tre persone hanno attivato un ascolto mirato e selettivo. La prima persona, nel ruolo della “testa”, ha ascoltato razionalmente, prendendo appunti solamente sui contenuti, i dati, i fatti e i numeri del racconto (raccogliendo i sostantivi). La seconda persona, nel ruolo del “cuore”, ha ascoltato in modo empatico e si è focalizzata solo sugli aspetti emotivi e sentimentali ( raccogliendo gli aggettivi). La terza persona, nel ruolo delle “mani”, ha ascoltato la volontà e si è concentrata sulle azioni presenti nel racconto (raccogliendo i verbi). Nella mia esperienza, ogni volta che terminava l’esercitazione, ogni persona era incredula perché……”pensava di saper ascoltare”, e invece scopriva uno spazio enorme (e anche divertente) di miglioramento e di sviluppo individuale sui temi dell’ascolto e della relazione.

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Theory U and Listening

o Capelli LISTENING

IS

THE

BREATH

OF

THE

ORGANIZATION

I have known U-Theory for several years, and when the situations and projects I manage allow it, I use it very willingly because it is a powerful and effective tool that helps people and organizations to develop by looking with more awareness towards the future. Today I am pleased to share a recent experience in which I was able to use the U-Theory within a managerial development path. The first request of the company was to design an intervention to "improve results". Diving deeper into the question, it emerged that the culture of that company was strongly directed towards listening to requests coming from top management, rather than from the customers. So we decided to work on listening and on the relationship as drivers of growth, because in the current competitive environment, the quality of our actions is directly linked to the connection level at which people operate.

According to this premise (listening-relationship), we designed an intervention that was anchored in Theory U, but allowing ourselves some flexibility in its application. The tool with which we asked people to work, by connecting listening and relationship, presents different degrees of depth that we can summarize as follows; - at the first level, listening occurs at the surface and the relationship that is established is of "downloading", where communication is only one-way and the behaviors of the past tend to be replicated. - the second level of approach to the other, is that in which the relationship is characterized by "debate", from an opposition to the other, and listening is an active listening (listening with the head). - at the third level the relationship is characterized by "dialogue" which is based on "empathic listening" (listening with the heart). - the fourth and last level, that of "generative connections", presupposes a listening where the will is able to let go to tune into what wants to emerge.

Because companies do not like theories, and most of the time adults learn better by doing, we experimented with the model created via a short tutorial. In a group of 4 people, we assigned the following roles and let everyone experience each in turn: -

A

case

giver

shared

about

a

relationship

in

which

he/she

did

not

feel

at

ease.

- The other three people activated their selective listening. The first person, in the role of "Head", listened rationally, taking notes only on the contents, the data, the facts and the numbers of the story (gathering the nouns). The second person, in the role of the "heart", listened empathically and focused only on feelings and emotional aspects (gathering the adjectives). The third person, in the role of "hands", listened to the will and focused on the actions present in the story (collecting the verbs). In my experience, every time the exercise ended, each person was incredulous because ...... "they thought they knew how to listen", and instead discovered an enormous (and even amusing) space for improvement and individual development on the themes of listening and relationship.

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Sostenibilità: un kit di metodi basati sulle arti per facilitare l’impegno trasformativo. by SUSPLACE Come può la prospettiva di una foresta di betulle influenzare il design di un nuovo centro urbano in Lapponia? Come possiamo proiettarci empaticamente verso i futuri 100 anni? In una serie di workshop recenti, abbiamo esplorato questo tipo di domande, combinando metodi basati sulle arti con la struttura della Theory U. Il risultato è stata la pubblicazione di un toolkit basato sulla nostra esperienza. Siamo un gruppo di scienziate sociali, collegate attraverso la MSCA Rete di Formazione Innovativa SUSPLACE e la nostra ricerca analizza come i luoghi (quartieri, città, regioni) possono muoversi verso culture e pratiche più rigenerative. Siamo curiose riguardo a come evocare specifiche prospettive e modelli cognitivi nel processo di pianificazione della sostenibilità, e vogliamo comprendere se e come questi nuovi modelli possono espandere il senso delle persone di ciò che è possibile.

Per esplorare queste domande, abbiamo guidato i partecipanti attraverso una serie di esercizi creativi volti a creare un'atmosfera di giocosità e gioia e ad evocare emozioni, processi di pensiero laterale e riflessione visiva e metaforica. Immaginate esperti di sostenibilità che scrivono poesie dal punto di vista di un calabrone, un gruppo di ambientalisti che visualizzano il futuro rigenerativo attraverso il collage e partecipanti che sperimentano temporalità più-che-umane, connessioni interspecie e un profondo senso di attenzione e cura per i luoghi. Per progettare un workshop così complesso, avevamo bisogno di una struttura robusta ma semplice che potesse sostenere il nostro processo di co-creazione. Ognuna di noi aveva già avuto contatti con la Teoria U, ma questa è stata la nostra prima opportunità di applicarla in modo sistematico e pratico. Dopo un corso intensivo durante un training di facilitazione di RHDHV, siamo state tutte conquistate dalla chiarezza dell'immagine guida. La forma ad U diceva tutto da sola:

può essere semplice o complessa come richiesto da un dato compito, ed ha una coerenza logica e filosofica ad ogni livello.

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Abbiamo apprezzato l'enfasi sull'importanza del tempo per la riflessione emotiva ed il legame con i valori fondamentali in modo pragmatico e strutturato. Ha

attirato la nostra razionalità di scienziate, ma ha anche suscitato una intuitiva sensazione di "giustezza". Durante i workshop, i partecipanti hanno capito rapidamente il valore dello schema della U e hanno apprezzato i nostri esercizi specifici per metterlo in pratica. Sorprendentemente, persone dai background più diversi si sono mostrate ansiose di includere creatività e arte nel loro lavoro. L'uso di metodi basati sull'arte nel contesto della U ha conferito agli esercizi non convenzionali un senso di legittimità, consentendo alle persone di sentirsi "al sicuro" lavorando al di fuori delle loro zone di comfort. Vediamo infinite opportunità di applicare le pratiche basate sulle arti così come la U: ad esempio nella pianificazione di iniziative di sostenibilità che coinvolgano le comunità oppure nella creazione di competenze per agenti di cambiamento. Siamo entusiaste di poter sperimentare ulteriormente in futuro e siamo liete di condividere le nostre conoscenze con la comunità degli amanti della Theory U!

Pearson, K.R., Backman, M., Grenni, S., Moriggi, A., Pisters, S., Vrieze de, A. (2018). Arts-Based Methods for Transformative Engagement: A Toolkit. Wageningen: SUSPLACE. https://doi.org/10.18174/441523


team

Sustainability: An arts-based methods toolkit for transformative engagement. Imagine sustainability experts writing poetry from the perspective of a bumble bee, a group of conservationists visualizing regenerative futures through collage, and participants experiencing more-than-human temporalities, interspecies connection, and a deep sense of care for places. To design such a complex workshop, we needed a robust, but simple framework that could hold our co-creation process. Each of us had caught glimpses of Theory U before, but this was our first opportunity to apply it in a systematic and practical way. After a crash course during a facilitation training by RHDHV, we were all convinced by the clarity of the guiding image. The U shape itself spoke volumes: it can be as simple or as complex as needed for a given task, and it has logical and philosophical coherence at each level.

How can the perspective of a birch forest influence the design of a new city center in Lapland? How can we empathetically project ourselves 100 years into the future? In a series of recent workshops, we explored these types of questions, combining arts-based methods with the structure of Theory U. The result was the publication of an open-source toolkit based on our experience. We are a group of social scientists, linked through the MSCA Innovative Training Network SUSPLACE and we research how places (neighborhoods, cities, regions) can move towards more regenerative cultures and practices. We are curious about a) how to evoke specific perspectives and cognitive frames in the process of sustainability planning and b) if these new frames can expand people’s sense of possibility. To experiment with these questions, we guided participants through a series of creative exercises intended to create an atmosphere of playfulness and joy and to evoke emotions, processes of lateral thinking, and visual and metaphorical reflection.

We valued the emphasis on integrating time for emotional reflection and connecting with core values in a pragmatic and structured way. It appealed to our rationality as scientists, but it also made intuitive kind of sense - a feeling of “rightness”. During the workshops, participants quickly understood the value of the U framework and appreciated our specific exercises for putting it into practice. Remarkably, people from all different backgrounds were eager to include creativity and art in their work. Using arts-based methods in the context of the U gave the more unconventional exercises a sense of legitimacy and allowing people to feel ‘safe’ working outside their comfort zones. We see endless opportunities to apply arts-based practices as well as the U: for instance in community planning around sustainability initiatives or in capacity building for change agents. We are excited to further experiment with it in the future and happy to share our knowledge with an enthusiastic community of Theory U lovers!

All photos in this article by Malin Bäckman, Sara Grenni, Kelli Rose Pearson.

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Sostenibilità : un kit di metodi basati sulle arti per facilitare l’impegno trasformativo. by SUSPLACE

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Pearson, K.R., Backman, M., Grenni, S., Moriggi, A., Pisters, S., Vrieze de, A. (2018). Arts-Based Methods for


team

Sustainability: An arts-based methods toolkit for transformative engagement.

Watch our video interviews with the SUSPLACE team:

Transformative Engagement: A Toolkit. Wageningen: SUSPLACE. https://doi.org/10.18174/441523

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FRAMMENTI DI U curated by Quali esperienze, incontri ed elementi espandono la percezione di come sia possibile disegnare il nostro futuro? Questa galleria offre un insieme di visioni della realtĂ suggerite da artisti, biennali, luoghi d'arte e cultura in giro per il mondo. In questa pagina: Erin O'Keeffe, Certosa di Padula, Lillemor Petersson, Georges Rousse, Biennale di Venezia - Padiglione Croato, Emmanuelle Moureaux, North Carolina Museum of Art, teamLab.

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Photos via beatrizgarciacourel, yourconcretesource, johanna_o_sandstrom77, charlespetillon, labiennale, emmanuellemoureaux, ncartmuseum, masumi_3pics Tutti i contenuti, le fotografie e i video sono di proprietĂ dei rispettivi autori. | All contents, photographs and videos are property of their respective authors.


FRAMES OF U Daniela Veneri Which experiences, encounters and elements expand the perception of how to design our future? This gallery offers a selection of visions of reality suggested by artists, perennials, art and cultural sites around the world. In this page: Lillemor Petersson, Suh Do Ho, Parker Ito, Frans Lanting, Venice Biennal - Nordic Pavilion, Jaakko Kahilaniemi, Ben Ono, Markus Linnenbrink, Manifesta 12.

Photos via johanna_o_sandstrom77, gnmh_award_chief_, kendra.summum, franslanting, sariupelle_travels, unseenplatform, silkymerman, arthunter.me, aripiet Tutti i contenuti, le fotografie e i video sono di proprietĂ dei rispettivi autori. | All contents, photographs and videos are property of their respective authors.

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Onda Blu di Trasformazione

by Fiona “Blue Wave of Change” è un portafoglio di interventi di sviluppo per agenti del cambiamento e leader. Questo portafoglio di interventi ha lo scopo di: ● ● ● ● ● ● ● ● ●

Sviluppare e coltivare relazioni ed energie che già esistono all'interno delle organizzazioni e delle loro comunità. Coltivare e mobilitare i beni del posto di lavoro e le loro comunità legate a uno scopo più profondo. Favorire il coinvolgimento altrui in dialoghi positivi e generativi sul futuro. Promuovere una collaborazione fondata sulla conversazione e sulla creatività per eliminare i silos e scardinare gli ego che ostacolano il progresso. Andare incontro alle persone laddove sono per costruire resilienza e connessione. Cambiare gli equilibri del potere in modo che i lavoratori e le comunità in prima linea siano gli attivisti del cambiamento, sostenuti dai leader senior, piuttosto che sottoposti al programma di questi ultimi. Utilizzare l'applicazione pratica di costrutti teorici per accelerare il cambiamento. Favorire la sperimentazione di nuove idee, il fallimento e l’apprendimento veloci, e consentire la presa in carico del cambiamento. Instaurare un processo di esiti co-partecipati e condivisi.

Prototipo al momento del “bootcamp” di ottobre 2015 Prototipo: Co creare una visione per il cambiamento ●

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Il prototipo era una conversazione generativa con 70 infermieri che si collegavano con altri 1500; Le conversazioni con i 1.500 infermieri sulla visione per il futuro hanno portato a - 8 artefatti della visione: 2 film, 2 spettacoli, 2 artefatti visivi e 2 canzoni; Questo è culminato in un film di 20 minuti che è stato condiviso con le persone al International Nurses Day.

L'iniziale Blue Wave of Change è stata ispirata da: ●

● ● ●

Un convegno di “indagine apprezzativa” che ha utilizzato la Teoria U come struttura di indagine nel giugno 2014. Immagini tratte da un viaggio su strada lungo la costa del Pacifico nel luglio 2014. Blue Mind di Wallace J Nicholls. Ulab 1.0 da gennaio ad aprile 2015.

Fiona MacNeill è consulente di professione, ha studiato alla Glasgow School of Art alla fine degli anni '70. Il suo amore per il pensiero creativo ha influenzato lo stile del lavoro che svolge con individui ed organizzazioni per quasi 30 anni. La sua naturale propensione per lo studio, unitamente alla sincronicità che ha portato Fiona verso Theory U e Ulab si sono perfettamente allineati nella successiva iterazione del suo pensiero sul cambiamento e sullo sviluppo della leadership. Ammessa al prestigioso Bootcamp dei prototipi al MIT nell'autunno del 2015, Fiona è arrivata con il suo prototipo "Blue Wave of Change for Nurses", che è stato co-creato con 70 infermieri di una grande Organizzazione nazionale di servizi sanitari (7500 membri).


Blue Wave for Change MacNeill Blue Wave of Change is a portfolio of development interventions for change makers and leaders. This portfolio of interventions has the purpose of: ● ● ● ● ● ● ● ● ●

Developing and nurturing relationships and energy that already exists within organisation and their communities. Cultivating and mobilising the assets of the workplace and their communities linked to deeper purpose. Making it easy to engage others in positive, generative conversation about the future. Enabling co-operation and collaboration using conversation and creativity to eliminate silos and challenge egos that get in the way of progress. Meeting people where they are and build resilience and connectedness. Changing the balance of power so that front line workers and communities are the change activists supported by senior leaders rather than driven by their agenda. Using practical application of theoretical constructs to deliver change quickly. Making it easy to test new ideas, fail fast, learn quick and enable ownership of change. Co-creating shared outcome measures.

The initial Blue Wave of Change was inspired by: ● ● ● ●

An Appreciative Inquiry retreat which used Theory U as its frame of inquiry in June 2014. Imagery from a Pacific coast highway road trip in July 2014. Blue Mind by Wallace J Nicholls. Ulab 1.0 January to April 2015.

Fiona MacNeill is a career consultant who studied at Glasgow School of Art in the late 1970’s. Her love of thinking creatively has influenced the style of the work she does with individuals and organisations for almost 30 years. A habitual learner, the synchronicity that led Fiona to Theory U and Ulab made perfect sense in the next iteration of her thinking about change maker and leadership development. Accepted for the prestigious Prototype Bootcamp at MIT in the fall of 2015, Fiona arrived with a tested Prototype ‘Blue Wave of Change for Nurses’ which was being co-created with 70 nurses from a large (7500) National Health Service Organisation.

Prototype at the time of the Bootcamp October 2015 Prototype: Co creating a vision for change ●

The prototype was a generative conversation with 70 nurses who connected with a further 1500; Conversations with the 1,500 nurses about the vision for the future, resulted in - 8 vision artefacts: 2 films, 2 performances, 2 visual artefacts, and 2 songs; This culminated in a 20 minute film that was shared with individuals on International Nurses Day.

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Onda blu di Trasformazione

by Fiona

Prototipi attuali 2018 Nei 30 mesi intermedi ci sono state varie iterazioni di Blue Wave of Change che hanno incluso: ●

Onda blu di trasformazione e design pensando ai terapisti occupazionali forensi.

Questo programma ha mappato Design Thinking on Theory U per fornire il passaggio a tre linee di servizio in questo complesso ambiente clinico in cui i pazienti sono in alloggi sicuri o semi-sicuri. https://youtu.be/1CN9CbRcVmI ●

Onda blu di trasformazione per la Creazione di Servizi, utilizzando la prototipazione pratica per progettare il cambiamento della cultura.

Onda blu di trasformazione per la trasformazione culturale nelle organizzazioni caritatevoli. Blue Wave of Change for Culture

Tutto questo lavoro continua ad essere ispirato dai soggiacenti costrutti teorici delineati all'inizio. Tuttavia ora abbiamo il feedback critico degli altri sull'impatto di questo tipo di apprendimento. Questo è stato assolutamente positivo. Dal 2015 a Boston, FMA ha formato oltre 500 persone all’utilizzo della prototipazione pratica per manifestare visivamente il proprio pensiero. Il lavoro prosegue ............

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Blue Wave for Change MacNeill

Current Prototypes 2018 In the intervening 30 months there have been various iterations of Blue Wave of Change which have included: ●

Blue Wave of Change and Design Thinking for Forensic Occupational Therapists.

This programme mapped Design Thinking onto Theory U to deliver change to three service lines in this complex clinical environment where patients are in secure or semi-secure accommodation. https://youtu.be/1CN9CbRcVmI ●

Blue Wave of Change for Building Services, using practical prototyping to design culture change.

Blue Wave of Change for Culture Change in charitable organisation.

e Change in charitable organisation All of this work continues to be inspired by the underpinning theoretical constructs outlined at the outset. However we now have the critical feedback from others on the impact of learning in this way. This has been overwhelmingly positive. Since 2015 in Boston FMA have developed over 500 people to use practical prototyping to manifest their thinking visually. The work continues…………

Blue Wave of Change for Building Services, using practical prototyping to design culture change

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NUVOLE DI U curated by Daniela Veneri

Quali parole sono emerse maggiormente dai contenuti di questa rivista?

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Background photo by Jordan Madrid on Unsplash


WORDCLOUDS OF U & Rachel Hentsch

What words have emerged more powerfully from the contents of this magazine?

wordclouds generated by WordClouds.com

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Autori/Authors Tiziano Capelli David Ghirardello Maurizio Giacobbe Sara Grenni Rachel Hentsch Fiona MacNeill Federica Marra Enrico Maria MiliÄ? Angela Moriggi Kelli Rose Pearson Siri Pisters Daniela Veneri Anke de Vrieze

Prototipi/Prototypes Blue wave of change Eco-Volley 4.0 (ITA) - (EN) Insight Stories for Deep Online Communication

Video/Videos Cominciamo! Cominciamo! Video Streaming What is Theory U? Interview with Otto Scharmer

Risorse/Resources Arts-Based methods for transformative engagement Basta lamentarsi! Metodo e idee per far fiorire il cambiamento, a Muggia e non solo

Hubs U.lab Hubs Italy

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