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tonalediciannove

notiziario dell’associazione ex allievi delle scuole professionali don bosco via tonale, 19 - 20125 milano - tel. 02.67.13.151 fax 02.67.13.15.07 - c.c.p. 537274 direttore responsabile: giorgio zanardini

dicembre spedizione in abbonamento postale comma 20, lett. c - art. 2 legge 23/12/1996 n. 662 Filiale di Milano.

2006M Anno 58, numero 2, dicembre 2006. Registrazione Tribunale di Milano n. 727 del 23.10.1948 Stampa: Scuola Grafica Salesiana - Milano

GRAZIE DON SANDRO! AUGURI DON STEFANO!

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ovimento in casa “Don Bosco” per l’avvicendamento del Direttore, come di regola tra i Salesiani dopo un sessennio di carica. I Confratelli e gli Ex allievi, grati del laborioso e complesso compito così degnamente svolto da don Sandro nella Comunità Salesiana e per l’affetto con cui ha accompagnato gli Ex allievi, oltre che per la sua instancabile animazione dell’Associazione Missionaria Ispettoriale, l’accompagnano con la preghiera e la loro viva riconoscenza nel nuovo impegno di Direttore della grande opera “Sacro Cuore” di Bologna. Gli succede Don Stefano Vanoli, già esperto e attivo Consigliere Ispettoriale per la Pastorale Giovanile. Lo abbiamo ammirato e seguito durante tutto il suo servizio in Ispettoria per l’animazione dei giovani e siamo con i Salesiani grati al signor Ispettore di essersi privato di un collaboratore diretto così efficace,

Don STEFANO VANOLI è nato a Varese il 1° marzo 1968. Ha frequentato la scuola media inferiore presso l’Istituto Salesiano “A T. Maroni” di Varese dal 1979 al 1982. Successivamente si è iscritto all’Istituto Tecnico per Geometri dove si è diplomato nel luglio del 1987. Nel settembre del 1987 è entrato in noviziato e l’8 settembre 1988, anno centenario della morte di don Bosco, ha emesso la professione religiosa come Salesiano di don Bosco. È stato ordinato prete a Bologna dal card. Giacomo Biffi il 15 giugno 1996. Dopo tre anni presso l’Istituto Salesiano di Bologna BVSL, è stato a Milano come delegato per la Pastorale Giovanile della Ispettoria Salesiana fino all’agosto 2006.

per affidargli la Comunità del “Don Bosco”, con le opere scolastiche e professionali sempre più esigenti dal punto di vista formativo generale e di sviluppo giovanile cristiano, a cui giunge con eccezionale esperienza, ricchezza di spirito salesiano e giovanile capacità operativa. A lui anche la nostra Unione Ex allievi, sempre affettuosamente legata ai direttori dell’Opera, porge gli auguri più fervidi per la sua attività e si ripromette specialmente negli annuali incontri di poter godere della sua amicizia e animazione salesiana. don Mario Bassi


 EDITORIALE

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METTERSI IN CAMMINO

arissimi Exallievi, carissimi Lettori di “Tonale 19”, vi giunga gradito il saluto e l’augurio in prossimità delle feste natalizie! A scrivervi è il nuovo Direttore delle Scuole Professionali “don Bosco” che, dallo scorso 24 agosto, si trova a guidare la comunità salesiana, i laici e i giovani che questa casa ha l’onore di accogliere nel solco della tradizione iniziata da don Bosco stesso più di un secolo fa. Il Direttore è un po’ come don Bosco per tutti coloro che vivono o entrano in contatto con questa realtà educativa e pastorale. Personalmente sento tutta la responsabilità, ma anche la preghiera e la stima di quanti, anche in anni passati, hanno avuto la gioia e il dono di trascorrere ... fare in modo gli anni belli dell’adolescenza e della prima giovinezza nella che Lui possa casa di don Bosco. dimorare nel Desidero condividere con voi nostro cuore, due semplici pensieri, utili per prepararci a vivere il Natale diventando il del Signore Gesù. vero e l’assoluto Il primo riguarda il protagonispesso dimenticato o mesriferimento delle sta, so in secondo piano, di questa nostre scelte ... festa così cara alla cristianità e ad ogni uomo: Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il mistero della sua nascita. Mi piace ricollocare al centro dell’attenzione esattamente Lui: la sua persona, le sue parole, i suoi gesti, i suoi trent’anni di silenzio e i suoi tre anni di ministero pubblico. È fidarsi del vangelo e dell’esperienza che di Gesù il vangelo ci trasmette. Molti, anche tra i preti, non lasciano spazio a Gesù, ma si dilungano su dettagli, a volte insignificanti, dimenticando che da oggi in poi, Lui ha diritto di parola e che noi abbiamo il dovere di ascoltarlo per annunciarlo ad ogni uomo. La festa cristiana del Natale ricorda al mondo e a tutti noi un primato: quello di Dio. E ricorda a ciascuno il compito ineludibile di fare in modo che

Lui possa dimorare nel nostro cuore, diventando il vero e l’assoluto riferimento delle nostre scelte e del nostro cuore. Infatti, è nella comunione con il Figlio di Dio che ci è aperta a possibilità di diventare santi, secondo il progetto d’amore che il Padre ha da sempre pensato per ciascuno. Celebrare il Natale non è semplicemente “fare festa”, ma fare memoria della venuta di Dio in mezzo a noi. Allora – ed è il secondo e ultimo pensiero – celebrare il Natale significa mettersi in cammino, fare come i pastori che desiderano ardentemente udire la voce di qualcuno che annuncia la nascita di Dio. Tornare con il cuore e con la mente a riprendere in mano i brani del vangelo che raccontano di questa Notte santa, per verificare se anche in noi sono presenti i sentimenti descritti a proposito dei pastori e dei Magi: è l’invito di questo Natale. Ogni anno viene Natale e ogni anno, grazie al tempo d’Avvento, siamo chiamati a ritrovare e a ripercorrere la strada che ci porta alla contemplazione del Figlio di Dio venuto in mezzo a noi. Grazie a questa nascita, nulla è più come prima. Non dimentichiamolo. Buon Natale! DON STEFANO VANOLI, direttore

IN PARTICOLARE

“Morto un papa, se ne fa un altro”. Così recita un noto e reiterato detto popolare. Il vero senso, ovviamente, è: gli uomini cambiano, ma le idee e gli ideali restano in quanto immateriali e non “appiccicati” alle persone. Certo che gli ideali di don Bosco a don Alessandro Ticozzi si erano “incollati” e adattati veramente bene. Nei sei anni di direzione nella casa salesiana di via Tonale, ha amato con tutto il cuore gli ex allievi: sempre sollecito, disponibile, sorridente. Il suo ricordo ci accompagnerà in futuro. Auguriamo a don Sandro un fruttuoso “nuovo/vecchio” incarico. A.L.

La redazione di tonalediciannove augura a tutte le ex allieve e a tutti gli ex allievi un felice e santo

Natale ed un meraviglioso

2007


 VENERABILE

SEMPLICEMENTE, MAMMA MARGHERITA I Salesiani di tutto il mondo sono in festa per “Mamma Margherita”: la madre di Don Bosco è stata infatti dichiarata “venerabile” con Decreto della Congregazione delle Cause dei Santi del 23 ottobre scorso. Il testo del Decreto è stato letto nella mattina di mercoledì 15 novembre, nel corso di un momento di preghiera svoltosi nella Cappella della Comunità Salesiana in Vaticano, alla presenza del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. La mamma di Don Bosco, Margherita Occhiena (1788-1856), può essere il modello di ogni mamma… Il suo è un messaggio di fortezza, di ottimismo, di speranza contro ogni speranza.

I

l primo ricordo di Don Bosco è la mano di sua madre. Giovannino aveva solo due anni e non voleva uscire dalla stanza dove era spirato il papà. Racconta lui stesso: “Povero figlio, disse mia madre, vieni con me, tu non hai più padre. Ciò detto, ruppe in forte pianto, mi prese per mano e mi trasse altrove, mentre io piangeva perché ella piangeva”. La mano di Margherita, che pure è straziata dal dolore e dall’apprensione per il futuro, è dolce e ferma: non lascerà mai i suoi figli. È il suo primo importante messaggio: “Possiamo essere colpiti, ma andiamo avanti e qualunque cosa capiti tu puoi contare su di me”. Margherita aveva allora 29 anni, Giovannino 2, Giuseppe 4, Antonio 14. Per Antonio, Margherita è solo la «matrigna». Per di più egli è un adolescente grezzo, buon lavoratore, ma cocciuto e geloso. Margherita è una mamma molto «moderna»: la responsabilità della famiglia è sulle sue spalle. La classica battuta sulle madri oggi dovrebbe suonare così: «La mamma è sola!». Oggi, le mamme sono sole in molti modi. Perché hanno un doppio lavoro, fuori e in casa, o perché sono separate con i figli a carico, o perché sono lasciate sole nel compito di educazione dei figli. Mio marito di queste cose non s’interessa, dicono, quasi a giustificare una distrazione che è in realtà una colpa grave. Mamma Margherita è prima di tutto presente. Il suo è un amore totale ed effettivo, fatto di poche parole, molte azioni, un esempio continuo, una donazione assoluta. Contadina analfabeta, è ricca d’infinita saggezza e raro equilibrio. Tutti sono concordi nel sottolineare il suo ruolo determinante nella formazione di Giovannino. I suoi furono

insegnamenti semplici e grandi. Decisione e coraggio sono gli ingredienti per riuscire. Nessuno vide mai Don Bosco «scoraggiato». E neanche sua madre. In famiglia tutti devono dare una mano. Margherita abituò presto i figli a lavorare in casa e in campagna. Giovanni dovette ingegnarsi per pagarsi gli studi: imparò a fare il sarto, il falegname, il barista, il barbiere. Anche a Valdocco nessuno veniva «viziato». Quando un ragazzo correva da Mamma Margherita per farsi attaccare un bottone alla giacca, lei gli porgeva ago e filo: “Perché non ci provi tu? Bisogna imparare a fare un po’ di tutto”. Il temperamento si deve dominare. Ogni figlio ha un temperamento diverso che deve imparare a tenere sotto controllo. Con la dolcezza e la pazienza Margherita piegò Antonio, tentato all’asprezza. Con attenzione seguì l’evoluzione di Giovannino: “Giovanni aveva in sé quel sentimento di sicurezza nell’agire che si può con tanta facilità trasnaturare in superbia; e Mar-

gherita non esitò a reprimere i piccoli capricci fin dall’inizio, quando egli non poteva essere capace di responsabilità morale”, ricorda don Lemoyne. Litigi e incomprensioni tra fratelli non si risolvono con predicozzi e discussioni. Mamma Margherita riconobbe la parte di ragione di Antonio che non capiva la voglia di studiare di Giovanni e intervenne efficacemente. Anche se probabilmente aveva le lacrime agli occhi mentre preparava il fagottino di Giovanni che andava a fare il garzone lontano da casa. I figli hanno una strada sulla quale vanno accompagnati. Appena comprese la vocazione del figlio, gli disse chiaramente: “Sentimi bene, Giovanni. Io voglio che tu ci pensi bene e con calma. Quando avrai deciso, segui la tua strada senza guardare in faccia nessuno. La cosa più importante è che tu faccia la volontà del Signore. Il parroco vorrebbe che io ti facessi cambiar idea, perché in avvenire potrei avere bisogno di te. Ma io ti dico: in queste cose tua madre non c’entra. Dio è prima di tutto”. Questo è veramente «dare la vita». Gioia e serenità sono il sale della vita. Margherita vigilava, ma non in modo sospettoso e pesante. Sapeva rimproverare sorridendo e prendere la vita con un pizzico di umorismo. Quando lasciò il suo piccolo paradiso dei Becchi per seguire Don Bosco in una periferia triste e malfamata, cantava con suo figlio: “Guai al mondo se ci sente, forestieri e senza niente”. Parlare, dialogare, raccontare sono momenti irrinunciabili della vita famigliare. E nella piccola casa dei Becchi c’era anche il tempo di raccontare i sogni. La coscienza morale è una guida fondamentale. Fin da piccoli, i Bosco impararono a distinguere il bene dal male, senza ipocrisia e senza furberie. Conoscevano esattamente quello che dovevano e quello che non dovevano fare. Sul letto di morte Margherita poté dire al figlio: “Ho la coscienza tranquilla, ho fatto il mio dovere in tutto quello che ho potuto”. Dio s’impara in famiglia. La preghiera, il catechismo, il senso della provvidenza, i sacramenti, le opere di carità: tutto questo Giovannino Bosco lo imparò sulle ginocchia della mamma. Su quelle ginocchia nacque il Sistema Preventivo. Ecco il modello per tutta la Famiglia Salesiana.

Pascual Chávez Villanueva Rettor Maggiore dei Salesiani

Per saperne di più: TERESIO BOSCO, Mamma Margherita, pp. 48, Elledici, € 1,20.


“LA SPERANZA È SEMPRE GIOVANE” INCONTRO FORMATIVO DI COMO

Per la ventisettesima volta la Federazione Lombarda e la Federazione Emiliana invitano tutti le ex allieve e gli ex allievi al Forum interispettoriale che si svolgerà, come di consueto, a Como. L’incontro del 2007 inizierà la sera di venerdì 23 e finirà nel primo pomeriggio di domenica 25 marzo. Il tema dell’incontro sarà: “La speranza è sempre giovane”; una risposta al disagio giovanile nella società contemporanea. Un tema interessante per tutti,

adulti e giovani. Vi esortiamo, pertanto, a partecipare numerosi: è sempre una occasione per incontrarci e per continuare l’educazione ricevuta alla scuola di Don Bosco; non abbiate timore ad estendere l’invito ad amici, conoscenti ed agli ex allieve/i, “lontane/i”. Per sapere come partecipare

(quote, modalità di iscrizione, da effettuarsi prima del 18-03-2007) potete contattare i signori Bonfanti Pietro tel. 347 2220876 oppure Coppi Federico tel. 059 241454. L’incontro sarà animato da interventi di persone impegnate nel volontariato internazionale. Per informazioni sul luogo dell’incontro, connettersi al sito www.salesianumdonbosco.org

Comunicato per gli ex allievi che hanno lasciato la nostra scuola negli ultimi anni (2006-2005…)

CARISSIMO EXALLIEVO, ti è stata consegnata una tessera con un Bollino. Ora ti chiediamo, per la tua adesione, un gesto libero che riveli il desiderio di appartenere alla grande Famiglia di don Bosco. Siamo Exallievi di don Bosco (non siamo Exallievi di quel salesiano o di quella casa salesiana). Per questo siamo organizzati a livello mondiale, nazionale, regionale, locale. Ti sarà spedito il tradizionale “bollino 2007” e da Roma, dalla Federazione Nazionale Exallievi, la rivista “Voci Fraterne” per continuare quella formazione che hai iniziato come allievo. La quota associativa è indicativa:  20. Di queste una parte va per la Federazione Nazionale e per “Voci Fraterne” e il resto è per la nostra associazione, per le spedizioni del nostro notiziario “Don Bosco a Milano” e altri avvisi. Se non puoi versare

questa quota perché ti trovi in difficoltà, accettiamo anche di meno o anche niente. L’importante è sapere che vuoi appartenere di fatto alla Famiglia degli Exallievi di don Bosco. (Se invece per tua bontà e possibilità, vuoi darci di più della quota indicativa, oltre al nostro grazie, avrai anche quello di quanti ci hanno dato di meno). Vorrei che si realizzasse anche nella nostra associazione la profezia di don Bosco: “Voi eravate un piccolo gregge: questo è cresciuto, è cresciuto molto ma si moltiplicherà ancora. Voi siete la luce che risplende in mezzo al mondo, e con il vostro esempio insegnerete agli altri come si debba fare il bene e detestare e fuggire il male. Sono certo che voi continuerete ad essere la consolazione di don Bosco”. Che Maria e don Bosco ci guidino e ci proteggano.

ATTENZIONE TUTTI 1. Sul Conto Corrente Postale usato per il versamento della quota associativa mettete il vostro nome di exallievo, non di chi avete incaricato per la spedizione (nonna, mamma, moglie...). La segreteria exallievi non possiede l’albero genealogico dei 5213 exallievi che abbiamo in Archivio. 2. Chi avesse cambiato l’indirizzo della posta elettronica è pregato di segnalarlo. 3. Se volete ricevere il “Pensiero del Venerdì” controllate la vostra casella postale. È molto frequente il ritorno del messaggio con la scritta Box full (casella piena) Il Delegato don Ermanno Montagnoli emontagnoli@salesiani.it


 NEL MARE DI INTERNET ABBIAMO “PESCATO” IL RETTOR MAGGIORE

SE SIAMO UN POPOLO DI NAVIGATORI... Gli italiani sono, per definizione, un popolo di santi, eroi, navigatori... appunto! Navigatori di che cosa, che non ci sono più i continenti di una volta da scoprire... Non ci resta che navigare nel web! Attenzione agli scogli però, cioè ai siti, per così dire, spigolosi; ci avete certamente capito. Tra i siti di assoluta fiducia, vi segnaliamo www.exallievidonbosco.it che è il sito ufficiale della Federazione Italiana Ex allievi ed Ex allieve di Don Bosco. Parla di noi, delle nostre origini, della nostra storia, delle nostre finalità. Vi invitiamo a consultare, tra gli altri documenti, quelli relativi al IX Congresso Nazionale che si è svolto a Torino dal 28 settembre al 1° ottobre 2006 sul tema Dare di più a chi ha avuto di meno. In particolare non mancate di leggere l’ultimo documento della lista intitolato “Buona notte, di Pasqual Chavez”. Il Rettor Maggiore, rinnovando la bellissima tradizione della buonanotte, ci parla con il cuore per incoraggiarci, ma anche per darci qualche

bacchettata circa il nostro impegno nella società. Riportiamo qualche stralcio particolarmente incisivo e significativo.

... a me non piace la parola ExAllievi! A me piace la parola: Antichi Allievi, che vuol dire non avere smesso di essere Allievi di Don Bosco... ... si deve passare da una adesione affettiva ad un impegno operativo! Non vorrei che fosse vero quello che si dice qua e là: Gli antichi Allievi organizzano un pranzo per programmare la prossima cena! Noi dobbiamo passare ad un impegno operativo cercando sempre di capire meglio qual è la nostra vocazione. E per capirla io vi invito a cercare di sapere qual’era l’intuizione originaria di Don Bosco. All’inizio Don Bosco voleva soltanto mettere in piedi un immenso movimento di persone che condividesse la sua passione per la salvezza dei giovani, specialmente i più poveri. Perciò: dare di più a co-

loro cui la vita ha dato di meno... ... E non dimenticate che a Don Bosco quello che stava a cuore non era il divertimento dei ragazzi ma la salvezza. Che cosa diceva: vi voglio felici adesso e per sempre. A Don Bosco non bastava che durante gli anni che loro passavano, qui accanto a lui, all’oratorio vivessero una idilliaca età. Prima di tutto lui voleva prepararli per affrontare, con garanzia di successo, la vita. E voi sapete la vita è molto dura! Chi non è preparato viene emarginato, viene escluso e Don Bosco voleva i suoi ragazzi, veramente, ben inseriti. E allora che cosa diceva: io non vi voglio qui felici adesso, vi voglio felici sempre. Allora, noi, non possiamo dire: e va bene ma allora facciamo qualcosa per i giovani… Ma no! Dobbiamo veramente rimboccarci le maniche e darci da fare. Capito? ... ...Bene, come Don Bosco io vi voglio bene, come Don Bosco vi voglio buoni. Grazie e Buona Notte!

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La Festa delle ex allieve e degli ex allievi

2007 DOMENICA 15 APRILE. per l’anno

avrà luogo

Siete tutte/i invitate/i, con i vostri familiari. La scuola che vi ha formati è aperta alla visita per scoprire quanto è cambiata. I particolari del programma sul prossimo numero di tonalediciannove.

IL GRAN MUFTI E IL SUO INTERPRETE Istanbul – Giovedì, 30 novembre 2006: Sua Santità Benedetto XVI visita la Moschea Blu. Sedat Bornovali è l’interprete, scelto all’ultimo momento, tra il Papa e il Gran Mufti. Riportiamo dal Corriere della Sera del 2 dicembre 2006, qualche stralcio di un articolo a firma di Elisabetta Rosaspina.

Sedat ha imparato l’italiano dai Salesiani di Istanbul dove i suoi genitori lo hanno iscritto nei giorni del colpo di stato del 12 settembre 1980: «Volevano per me una scuola seria» ... ... «Il Mufti ha proposto al Papa 40 secondi di contemplazione. Ha finito per primo e ha girato verso di me uno sguardo imbarazzato e interrogativo. Ma io non mi sarei mai permesso di interrompere la meditazione di Sua Santità». La scuola dei Salesiani ha dato i suoi frutti.

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 CELEBRAZIONE

INIZIATIVA DA IMITARE... Arti Grafiche Bellavite celebra i primi 100 anni di attività con l’iniziativa “Impegno nello studio per la vita”, dedicata alla memoria del fondatore Amilcare Bellavite e del figlio Giuseppe. Con questa iniziativa istituisce 9 borse di studio da 700 euro ciascuna per 9 giovani meritevoli

che frequentano l’ITI Don Bosco per le Arti Grafiche e la comunicazione, di Milano. Gli studenti premiati (tre per ogni classe del triennio) saranno scelti dai Consigli di Classe tenendo conto della media dei voti finali delle materie di studio; della condotta, buona

educazione e leale partecipazione al dialogo educativo; impegno nello studio; generosità di partecipazione ad iniziative di volontariato. Il premio sarà consegnato il 19 maggio 2007, nell’ambito della Festa della Scuola. L’iniziativa è stata fortemenete voluta da Paolo

Paolo Bellavite durante l’intervento per la celebrazione del centenario

Bellavite, ex allievo dei Salesiani di Milano, e dalla sua famiglia.

...DETTO CHE C’È DA RIDERE? FATTO Per parroci

I buoni esempi, quelli che a stento riescono a farsi vedere, vanno imitati e noi lo facciamo di cuore. L’unione Ex Allievi di Milano don Bosco, istituisce 4 borse di studio del valore di 1000 euro ciascuna da assegnare ad allievi dei corsi professionali le cui famiglie si trovano in difficolta economiche. Il direttore della scuola, don Stefano Vanoli, avrà il compito di segnalare i nominativi che saranno selezionati anche in base all’impegno scolastico. La consegna delle borse di studio avverrà durante la prossima Festa della Scuola.

IN AGENDA

Il maresciallo e il sindaco di un piccolo paese stanno conversando al bar quando sopraggiunge zoppicando il parroco del luogo con un braccio al collo e qualche livido sulla faccia. Sorpresa dei primi due che, quasi in coro, chiedono: “Ma cosa le è capitato?”. “Sono uscito dalla vasca da bagno, il pavimento era scivoloso e sono andato a sbattere contro il bidet”. Seguono parole di incoraggiamento con gli immancabili auguri di pronta guarigione. Dopo che il parroco li ha salutati il maresciallo chiede al sindaco: “Ma che cos’è un bidet?”. “Mah, non lo so; è un po’ di tempo che non vado in chiesa!”.

– Dimmi, dove ti fa male? E Robin Hood risponde: – Proprio qui, nel punto indicato dalla freccia!

Osservazione acuta

– Signore, sua moglie è troppo magra, la faccia mangiare! Il marito – da chi?

Un camionista si ferma a un semaforo rosso. Da una macchina dietro di lui scende una bionda, che si avvicina al finestrino e bussa: – Mi chiamo Cindy, lei sta seminando il carico lungo la strada. Il camionista rimane di gesso, annuisce e riparte. Ma al semaforo dopo la scena si ripete. E anche a quello dopo, e a quello dopo ancora. Finché l’uomo, esasperato, risponde a Cindy: – Io sono Roberto, siamo in inverno, e questo è uno spargi-sale.

Robin Hood

Dialogo tra padre e figlio

Durante una scaramuccia tra gli uomini di Robin Hood e i soldati dello Sceriffo di Nottingham nella foresta di Sherwood, Robin viene colpito da una freccia e si accascia a terra. Subito accorre Little John che gli chiede:

- Se riprendi a sunare il piano ti do 5 euro al giorno. - Soltanto? - Come! ti sembrano pochi? - Certo, pensa che i vicini di casa me ne danno 20 se non suono!

Dal medico

Il 31 gennaio di ogni anno la grande Famiglia salesiana celebra la festa di san Giovanni Bosco. Il prossimo è il 119 anniversario della morte del nostro grande “Padre e Maestro della gioventù”. Altra data importante è il 24 gennaio, giorno di san Francesco di Sales, da cui don Bosco ha tratto il nome della congregazione da lui fondata.

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