Magazine T : Primavera / Estate 2022

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Primavera / Estate 2022

Momenti scelti

L’INVITO AL RELAX DI

Constance Guisset

CONDIVISIONE DI MOMENTI CREATIVI A

Villa Medici

PARTICOLARE IMMERSIONE NEI GIARDINI DI PIET OUDOLF

Hauser & Wirth


É D I TO

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E D I TO R I A L E

I momenti scelti da

Per il terzo numero della rivista T, vi invitiamo a festeggiare i 45 anni di Tectona con sei creazioni emblematiche appositamente selezionate da noi! Le abbiamo scelte perché dal 1977 rappresentano perfettamente 45 di storia e di evoluzione di vita all’aperto. Aprendo le porte ai designer, siamo entrati nell’epoca contemporanea e abbiamo ammodernato le forme dei nostri mobili. Oggi incontreremo Constance Guisset per parlare della collezione Chelsea, rinnovata con un divano modulabile che si ispira all’architettura e alle forme organiche. Il nostro lavoro con i designer si basa anche sulla padronanza del nostro savoir-faire collaudato e unico, garanzia della lunga durata dei nostri mobili.

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La profonda conoscenza dell’ebanisteria ci permette di munire i nostri prodotti di soluzioni ingegnose, come le prolunghe “papillon” grazie alle quali è possibile estendere i piani dei tavoli in modo facile e veloce per accogliere un maggior numero di commensali. E naturalmente, tra le nostre storie di successo, troviamo l’iconico ombrellone Roma, resiliente al passaggio degli anni e delle mode e fiero rappresentante dell’immaginario della Dolce Vita, perfetto connubio tra design e savoir-faire. Per questa edizione primavera/estate 2022 ci siamo presi la libertà di partire per l’Inghilterra e perderci nei giardini di Somerset ideati da Piet Oudolf per la galleria Hauser & Wirth. Abbiamo anche fatto un salto alla magnifica Villa Medici di Roma e abbiamo chiacchierato con il suo nuovo direttore Sam Stourdzé. Poi la nostra avventura ci ha portati...a un’ora da Parigi! Nel Domaine de Primard in compagnia di Guillaume Foucher, co-creatore del Domaines de Fontenille insieme a Frédéric Biousse, abbiamo visitato l’edificio e i suoi romanticissimi giardini... impreziositi dal tocco di stile di Tectona!


LES JARDINS QUE NOUS AIMONS

Appuntamento a

Villa Medici .04


LES JARDINS QUE NOUS AIMONS

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ealizzata nel 1666 sotto l’egida del Bernini e Colbert, l’Accademia di Francia a Roma ha ospitato numerosi residenti prima di installarsi a Villa Medici nel 1803. Sin dalla sua origine, il suo scopo è stato quello di ospitare gli artisti dell’epoca, prima pittori e scultori, poi a partire dal 1720 anche architetti. Il soggiorno a Roma doveva servire agli artisti per ispirarsi ai modelli dell’antichità, onnipresenti nella città eterna. Villa Medici è stata pianificata nel XVI° secolo sulla collina del Pincio dai cardinali Giovanni Ricci e Ferdinando de’ Medici. Oggi, la sua architettura rinascimentale e i sette ettari di giardino, costituiscono un ensemble eccezionale. I giardini, ormai sprovvisti di tutti i concimi chimici, sono un ottimo esempio per la tutela e il miglioramento della biodiversità...e offrono un panorama unico sulla città di Roma.

Villa Medici © Giorgio Benni.jpg

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GIARDINI DI CUI INNAMORARSI

Incontro con Sam Stourdzé, Direttore di Villa Medici

Prima di venire nominato direttore di Villa Medici a Roma nel marzo 2020, Sam Stourdzé è stato dal 2010 al 2014 il direttore del Musée de l’Elysée a Losanna e dal 2014 al 2019 il direttore di Rencontres de la photographie ad Arles. Amante della fotografia, dell’arte contemporanea, della musica, della letteratura e del cinema, Sam Stourdzé adora abbattere le barriere tra le diverse discipline, far sì che entrino in dialogo tra loro in modo da realizzare proposte uniche ancorate nella ricerca e nelle problematiche del mondo contemporaneo.

Tu stesso sei stato uno dei residenti di Villa Medici nel 2007-2008; com’è stata la tua esperienza? Mi piace dire che la Villa mi ha permesso di immaginare i progetti in cantiere per me nei dieci anni successivi. A quei tempi mi stavo occupando di cinema e stavo preparando una mostra dedicata a Fellini che ha poi avuto luogo nell’ottobre 2009 nel Jeu de Paume a Parigi. Com’è la vita dei residenti di Villa Medici? Ognuno vive un’esperienza diversa. Per un artista o un ricercatore, indipendentemente dalla disciplina, si tratta di un anno di rottura con le costrizioni materiali e le richieste di qualsiasi natura per lasciare libero corso alla sola creazione. Accade spesso che i residenti abbiano momenti di grande dubbio, esitazione e di rimessa in questione delle proprie pratiche. È una forma di tempo libero e disinteressato che resta un vero e proprio lusso che non si trova da nessun’altra parte.

Sam Stourdze © Daniele Molajoli

Al giorno d’oggi, qual è il senso di un’istituzione creata nel lontano 1666? Villa Medici ha tre missioni: accogliere i residenti, valorizzare il patrimonio ed esercitare la sua influenza culturale. Quest’anno abbiamo scelto sedici residenti tra seicento candidati. La Villa ha spazio per una ventina di discipline e quest’anno, per la prima volta, ha anche una sezione per l’arte culinaria. Abbiamo aperto una porzione del giardino al pubblico in modo che i visitatori possano passeggiarvi liberamente e provare l’esperienza che offre questo luogo magico. Stiamo sviluppando un programma di tre mostre annuali in coproduzione con altre istituzioni come il Centro Pompidou e l’Ensba (”École nationale supérieure des beaux-arts”, ovvero scuola nazionale superiore di belle arti). Stiamo anche portando avanti un progetto di ristrutturazione della villa in collaborazione con Mobilier national, la Manufacture de Sèvres e l’Ensba in modo da valorizzare questi luoghi di creazione e savoirfaire emblematici delle eccellenze francesi. Un programma davvero ampio che testimonia la forte presenza di Villa Medici nel mondo contemporaneo!

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LES JARDINS QUE NOUS AIMONS

Poltrona e tavolo Cicala di Julie Richoz

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CLASSIQUE CONTEMPORAIN

Sei creazioni emblematiche per celebrare

¡45 anni di Tectona!

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CLASSICO CONTEMPORANEO

Circle Bench

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Molto in voga nei grandi parchi francesi del XVIII° secolo, queste panche circolari sono inscindibili soprattutto dai paesaggi anglosassoni. Circle Bench rappresenta l’arte esigente dell’ebanisteria praticata da Tectona sin dal suo debutto nel 1977. Le linee trasversali e le doghe della seduta sono tagliate nella loro forma in teck, una procedura che garantisce una perfetta stabilità e solidità resistente a tutto.

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Panca Madeleine Castaing La collezione 1800 è ispirata all’iconica panca in ferro battuto appartenuta a Madeleine Castaing. Realizzata in alluminio, questa panca viene messa sul mercato nel 2006. Il colore speciale, blu-grigio, messo appunto da Tectona mette in risalto il tocco moderno di questa collezione dalle forme neoclassiche.

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CLASSICO CONTEMPORANEO

Tennis

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di Pierre Charpin

Nel 2007, la sedia da arbitro e la panchina per gli atleti sono il prodotto della prima collaborazione con Pierre Charpin. La struttura realizzata in tubi di alluminio laccato riempie lo spazio in modo aerodinamico, elegante e contemporaneo. Il colore verde della struttura sottolinea le forme del prodotto in armonia con il paesaggio circostante.

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di Erwan e Ronan Bouroullec I primi scambi tra Tectona e i fratelli Bouroullec cominciano nel 2003. Cinque anni dopo vede la luce la collezione avanguardista Pebble. Con il suo design ispirato a ceste rovesciate, Pebble è una libera interpretazione della famosa panca in teck, Circle Bench, che fa parte del catalogo Tectona dal 1977.

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CLASSICO CONTEMPORANEO

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Delta

di Inga Sempé

Tectona mette sul mercato nel 2009 la doccia per esterni in collaborazione con Inga Sempé. Partendo da una base di quadrotti in teck, la designer ha concepito una struttura in acciaio inox, semplificando estremamente il modo con cui si fonde in trasparenza nell’ambiente. Il design particolare di Delta si fa notare, ma tuttavia la struttura della doccia rimane discreta.

Panca Grande ÉcurieVersailles

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Nel 2020, in collaborazione con la Reggia di Versailles, Tectona realizza la panca Grande Écurie-Versailles. La panca trae ispirazione dalle due panche in quercia appartenenti alle collezioni patrimoniali della Reggia di Versailles. Di fabbricazione semplice, si contraddistingue per la forma dei suoi piedi, forma che rievoca l’influenza stilistica della casa di Jacob-Desmalter, il fornitore principale del palazzo nella seconda metà del 18° secolo.

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LES JARDINS QUE NOUS AIMONS

L’eden perenne

Courtesy Hauser & Wirth © Jason Ingram

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LES JARDINS QUE NOUS AIMONS

Perdersi nei giardini pensati da Piet Oudolf per la galleria Hauser & Wirth Somerset.

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GIARDINI DI CUI INNAMORARSI

Hauser & Wirth Somerset Creato dal celebre paesaggista olandese Piet Oudolf della galleria Hauser & Wirth, il giardino di Somerset, in Inghilterra, è una destinazione idilliaca, un manifesto botanico radicato completamente nella natura.

Esistono giardini straordinari. Giardini monastici. Giardini da concorso. Ed esiste Somerset, un giardino eterno. Questo giardino dell’Eden è stato piantato in maniera naturale a Bruton, Somerset, in Inghilterra, dove la famosa galleria d’arte contemporanea Hauser & Wirth ha fondato un sito bucolico che ospita una galleria d’arte e residenze per artisti. Fondata a Zurigo nel 1992 ma forte di una presenza internazionale a Hong Kong, Los Angeles, New York, St. Moritz, ecc..., Hauser & Wirth si distingue per lo sviluppo di progetti connessi in maniera intrinseca alla sua attività artistica. I giardini di Somerset e quelli di Minorca (vedere il riquadro) ideati dal celebre paesaggista olandese Piet Oudolf sono uno dei tanti esempi di ciò. Pioniere e tutore del New Perennial Movement, il vivaista proveniente da un paesino olandese coltiva dal 1982 un manifesto di giardinaggio libero e senza compromessi. La natura prospera secondo un ordine botanico studiato e ispirato. Prima di ideare il giardino di Somerset, Piet Oudolf ha concepito diversi progetti acclamati e premiati come il Lurie Garden a Chicago, l’Highline di New York in collaborazione con l’architetto paesaggista James Corner, l’Hortus Conclusus della Serpentine Gallery di Londra in collaborazione con l’architetto Peter Zumthor. Inaugurato nel 2014, l’Oudolf Field di Somerset ha chiesto di mutare un’ampia prateria (1,5 acri) in un giardino percorso da sentieri, con cespugli, alberi e oltre 25.000 specie di erbacee perenni, escludendo le piante invasive che possano disturbare l’equilibrio calcolato delle graminacee.

Adatto a un’immersione serena ma anche stimolante, con vista su un paesaggio di patchwork vegetale composto in maniera ordinata, Somerset è diventata una destinazione, un punto di riflessione sull’arte del giardinaggio, sostenuto anche dai dibattiti e le conferenze e la pubblicazione di numerosi articoli e libri, come Planting the Oudolf Garden at Hauser & Wirth Somerset. Su questo terreno, Piet Oudolf ha creato tre siti intorno alla galleria Hauser & Wirth Somerset: un’aia e un pascolo che costeggiano la Dursdale Farmhouse, una casa per gli ospiti con sei camere di fronte al Roth Bar & Grill, il Cloister Garden dedicato alla contemplazione e meditazione per via della sua enclave, e l’Outdolf Field, la cui intera dimensione può essere apprezzata dall’interno della galleria. Questa interpenetrazione indoor/outdoor ha un effetto primordiale per l’instaurazione di un dialogo tra l’arte e la natura, tra le opere esposte, una modo di vivere idilliaco e gli sbocci di stagione. Tra le piante perenni robuste e i fiori selvatici, il repertorio botanico scelto da Oudolf per Somerset rientra in un atlante scombinato con accenni lirici, quasi stregoneschi. Cimicifuga ‘Brunette’, Darmera peltata, Lobelia tupa, Monarda bradburiana per fare alcuni esempi suggestivi. Inoltre, vi è un percorso con delle sculture alle quali i visitatori possono sentirsi liberi di associare le proprie emozioni e visioni di una natura che si nutre d’arte e viceversa. Courtesy Hauser & Wirth © Jason Ingram

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LES JARDINS QUE NOUS AIMONS

Courtesy Hauser & Wirth © Josep Gayón

Hauser & Wirth Menorca UN GIARDINO SUL MARE

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omerset è stato il primissimo progetto affidato da Hauser & Wirth a Piet Oudolf, mentre quello dell’Isla del Rey a Minorca è il più recente. Inaugurato nel giugno del 2021, questo nuovo centro per l’arte si colloca nella sede di un vecchio ospedale della British Navy del XVIII° secolo. Si tratta di tre edifici storici e abbandonati. Il giardino selvatico circonda questo stabile restaurato e sistemato dall’architetto argentino Luis Laplace, residente a Parigi, e celebra la sua natura mediterranea con il suo profumo di spezie locali come il timo, i suoi ulivi, agapanthus, stipa tenuifolia, succulenti, cardi, lavandula canariensis... La natura intensamente minerale del luogo ha spinto Piet Oudolf a collaborare insieme all’architetto paesaggista spagnolo Álvaro de la Rosa. Insieme hanno tracciato le strade e progettato il posizionamento delle sculture di Miró, Louise Bourgeois, Franz West, Eduardo Chilida... Proprio come a Somerset, Hauser & Wirth mantiene anche a Minorca una vivace attività artistica anche se solo stagionale, e ha aperto un ristorante, Cantina, decorato da Luis Laplace.

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PA R L I A M O D I D E S I G N

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PA R L I A M O D I D E S I G N

Constance Guisset

con la collezione Chelsea

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onstance Guisset mette il suo occhio acuto al servizio di progetti colorati, poetici e funzionali. Per Tectona, ha lavorato a Chelsea, un divano modulabile che ormai fa parte della storia del marchio. La rinascita di un modello disegnato qualche anno fa per offrire una nuova versione più vicina al sole, adatta al relax e caratterizzata da linee raffinate e confortevoli nel pieno rispetto dei valori di classicismo e contemporaneità del marchio. Un divano modulabile da spostare facilmente per seguire i caldi raggi del sole.

Tavolino basso Chelsea © Constance Guisset Studio

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PA R L I A M O D I D E S I G N

Incontro con Constance Guisset Constance Guisset ci parla di questo progetto che troverà il suo posto in tanti terrazzi e giardini e che rappresenta l’identità della designer e del marchio...

Già avevi presentato una prima versione del divano, cosa hai fatto per rielaborarla? Qualche anno fa ho disegnato il divano Chelsea su richiesta di Tectona. Per me è stato il primo contatto con l’universo dei mobili per esterni, ma mi sono subito appassionata all’idea. Cinque anni fa, Chelsea è persino finito nella mostra che mi ha resa popolare presso il museo delle arti decorative di Parigi. Dopo di che, abbiamo deciso di migliorarne le forme rielaborando i cuscini, riducendo l’altezza della seduta e schiarendo le linee. L’abbiamo arieggiato, reso più leggibile, più grafico ed elegante con il suo colore blu pop. Mi piace molto l’idea di vestire gli oggetti, come se dovessimo adornare una struttura spoglia. Effettivamente con questa nuova versione non abbiamo fatto altro che rivelare il suo carattere profondo. Quali sono le caratteristiche che rendono questo divano adatto per l’utilizzo all’esterno? Sono soprattutto le sue dimensioni a rendere Chelsea un mobile da esterni, e poi ovviamente l’altezza della seduta. La nostra postura cambia, infatti quando ci sediamo fuori siamo meno rilassati rispetto a quando ci sediamo in un salotto, ed è per questo che negli spazi esterni abbiamo bisogno di una seduta più bassa che ci inviti a rilassarci.

I tuoi progetti hanno sistematicamente una dimensione atemporale ma allo stesso tempo contemporanea. In che modo questo modello incarna questa tua visione del design? Tectona è venuta da me per farmi disegnare un divano per esterni, così ho riflettuto sul DNA dell’azienda e ho constatato che il marchio era spinto da valori di atemporalità, a metà strada tra proposte contemporanee e proposte segnate dal classicismo. Proprio per questo ho lavorato © Felipe Ribon a Chelsea con molta attenzione al dettaglio, e questo è visibile Chelsea è anche un divano nell’angolo dello schienale e la modulare. Diresti che è una scelta fascia che trattiene le doghe, due adatta per gli spazi da esterno? dettagli semplici e raffinati. La qualità principale di un divano Chelsea si ispira all’architettura per outdoor è la capacità di essere e alle forme organiche con le spostato facilmente. Il fatto che sue linee arrotondate, portate sia completamente modulabile da un equilibrio di design molto permette inoltre di unire o separare morbido e allo stesso tempo i diversi elementi per adeguare la strutturato. Chelsea riflette bene sua forma alle proprie necessità. il mio lavoro, dove c’è sempre una Ho sviluppato il suo design in base forma di classicità con un dettaglio a due elementi: un angolo e un a sorpresa che porta un tocco modulo centrale. Deve essere facile contemporaneo, come per il mio da riporre, per questo l’ho concepito lampadario Vertigo, senza ombra leggero e quindi realizzato in di dubbio la mia opera più famosa. alluminio. Il fatto che sia modulare Diffido molto degli effetti della permette numerosi utilizzi: unendo moda che svaniscono nel tempo...a i due pezzi ci si può sdraiare sopra loro preferisco la durata del design per fare un pisolino e separandoli si atemporale. può realizzare un salottino per fare due chiacchiere con gli amici...

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PA R L O N S D E S I G N

Divano modulare Chelsea Tavolo basso Chelsea

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S AVO I R - FA I R E

Ingegnose e pratiche, le prolunghe

« Papil

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er allargare il tavolo da 8 a 12 commensali, Tectona ha equipaggiato i tavoli Arlington e Sterling con delle prolunghe note come “papillon” (franc. “farfalla”). Testato e perfezionato nei laboratori di Tectona, questo sistema particolarmente ingegnoso permette di utilizzare una prolunga in due parti proprio come una farfalla che apre le sue ali. Si apre perpendicolarmente all’asse nella lunghezza del tavolo e si piega, piegando e ruotando, per scomparire completamente sotto al piano del tavolo. Il segreto di questo sistema sta nella posizione spostata dell’asse di rotazione della prolunga che le permette di rintegrare il suo posto previsto sotto al tavolo e diventare invisibile una volta piegata. Facile da utilizzare, la prolunga “papillon” è la dimostrazione del savoir-faire degli artigiani di Tectona, in particolare per l’incastro dei tenoni e delle mortase che permette di aggiustare perfettamente i diversi elementi della prolunga e del piano del tavolo. Inoltre, la solidità della base d’appoggio dei tavoli è rinforzata con il tassellamento di trazione in modo che resistano alle diverse tensioni esercitate dall’estensione del tavolo.

Tavolo allungabile 200-300 cm x 110 cm 8-12 persone

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S AV O I R - FA I R E

lon » Dettaglio dell’estensione a farfalla

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NOS BELLES ADRESSES

Lettini Southampton © Benoit Linero

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L E N O S T R E L O C AT I O N P I Ù B E L L E

Oh la belle

vie!

DOMAINE DE PRIMARD, EURE-ET-LOIRE “Per vivere felici, viviamo nascosti”, così scriveva l’autore drammatico Jean-Pierre Claris de Florian (1755-1794) alla fine del XVII° secolo. Proprio in questa epoca, il generale De Dampierre (1756-1793) faceva costruire il castello di Primard, una dimora campestre, lontana dal resto del mondo, realizzata secondo lo stile del Direttorio. La bellezza del posto non è dovuta solamente all’architettura, ma anche alla presenza del fiume Eure che scorre ai suoi piedi e alla calma del paesaggio normanno circostante.

UN DOLCE RISVEGLIO DOPO UN LUNGO SONNO

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el 2018 il Domaine de Primard viene acquistato dal duo Frédéric Biousse e Guillaume Foucher, i creatori della giovane collezione alberghiera Domaines de Fontenille, della quale Primard è la settima sede. Dopo ben due anni e mezzo di lavori, la bella addormentata si risveglia finalmente, totalmente rimessa a nuovo come se si fosse appena svegliata da un lungo sonno dall’effetto ringiovanente. La dimora, ribattezzata La Maison sur l’Eure, è stata oggetto di lavori di restauro totale nei suoi saloni riorganizzati come un’enfilade, il suo piccolo boudoir e la sua grande cucina con vista sul terrazzo. Le trentanove camere e suite dell’hotel sono state ripartite nelle quattro dependance del parco, la Maison sur Eure, la Maison du Lac, il Barn e la Maison du Verger, tutte dotate di una splendida vista sui diversi giardini.

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GIARDINI SEGRETI

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er trentacinque anni il Domaine è stato proprietà dell’attrice Catherine Deneuve, la quale, amante dei giardini, aveva affidato la riorganizzazione del parco al celebre paesaggista di Anversa Jacques Wirtz (1924-2018), rinnovatore anche dei giardini del Carrousel che si trovano a Parigi tra il Louvre e le Tuileries. Oggi, le onde di siepi del bosso entrano in dialogo con le colline normanne rendendo unico il paesaggio. Nel corso degli anni sono state piantate numerose piante rare che creano panorami di foliage e fioritura unici alla fine dell’inverno e alla fine dell’autunno. Nei roseti invece si trova una collezione impressionante composta da oltre 250 diverse varietà di rose. Le tantissime piante perenni non si fermano mai: da una stagione all’altra fioriscono sublimando con le loro essenze tutti coloro che passeggiano nel giardino.

DALL’ORTO ALLA CUCINA PASSANDO PER IL FRUTTETO

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el 2019 i giovani proprietari decidono di realizzare un nuovo orto completamente biologico dal nome “Le potager Primard” (l’orto Primard). Coltivato in permacultura, è protetto dal vento dai pergolati e produce parte delle verdure utilizzate nei ristoranti del complesso. Lo stesso vale per la frutta, proveniente per la maggior parte dal frutteto in loco. I visitatori sono accolti da tre tavoli, accomunati dalla stagionalità dei piatti proposti. Églantine propone ai suoi ospiti un menu gastronomico basato su piatti vegetali, mentre Octave offre piatti da bistrot e accoglie i suoi commensali in un unico grande tavolo da dieci a dodici posti in un ambiente familiare e intimo.

LUSSO, CALMA E PIACERE

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oggiornare al Domaine de Primard è sinonimo di partire per un’avventura, passeggiare per i sentieri che si diramano al lato di alberi centenari, salire su uno dei piccoli pontili in teck lungo la riva del fiume, allontanandosi in un luogo appartato per ammirare il paesaggio circostante o per approfittare della compagnia di un buon libro nella quiete più assoluta. L’arredamento delle camere, dei saloni e dei ristoranti riflettono la bellezza del miglior savoir-faire dell’artigianato francese. I tessuti di Pierre Frey, Faïenceries de Gien, Faïencerie de Charolles, Maison Sarah Lavoine, Sylvie Coquet, Elisabeth Monroy e Isabelle Poupinel per le arti dei tavoli, partecipano all’eleganza, senza ostentazione, della bella vita di questa location. Per quanto riguarda i mobili degli spazi esterni, il bordo della piscina accanto al fiume Eure e i diversi terrazzi sono stati arredati con i mobili di Tectona, in particolare con la collezione Direttorio 1800 di colore nero, l’ombrellone iconico Roma, la panca classica Exbury, il letto pieghevole Copacabana e, sui pontili in teck, il lettino Southampton.

Collezione 1800 nero Ombrellone Roma



L E N O S T R E L O C AT I O N P I Ù B E L L E

Appuntamento con Guillaume Foucher, Co-creatore, insieme a Frédéric Biousse, dei Domaines de Fontenille Tra la primavera del 2016 e la primavera del 2022, Guillaume Foucher e Frédéric Biousse hanno realizzato sette “case” unite in una collezione unica che risponde al nome di Domaines de Fontenille. Le sette case sono tutte accomunate dal loro particolare inserimento nell’ambiente naturale e culturale che le circonda. Grazie al talento di Guillaume Foucher e Frédéric Biousse, in ogni casa si respira la presenza di una vera e propria arte dell’accoglienza che trasmette benessere ai propri ospiti e, per meglio dire, li fa sentire “a casa”.

Quando parlate dell’insieme dei vostri hotel di Domaines de Fontenille utilizzate il termine “collezione”. Per quale ragione? Il mio socio ed io proveniamo da settori lontani da quello alberghiero. Io ho realizzato una galleria d’arte contemporanea e Frédéric ha lavorato nel mondo della moda, per questo il termine “collezione” ci è familiare. Ognuna delle case ci ha fatto sentire colpiti ed emozionati come se ci trovassimo davanti a un’opera d’arte originale. Anche se sono diverse tra loro, tutte le nostre case sono accomunate dalla forza con cui esprimono la loro individualità all’interno di una collezione che nonostante tutto appare perfettamente coerente. Qual è la caratteristica che contraddistingue il Domain de Primard all’interno della Collezione? Direi che...è la casa più romantica del mondo! Sia la casa che i suoi giardini sono di una bellezza mozzafiato. Come succede spesso, ci piacerebbe tenercela tutta per noi, ma forse è un po’ troppo grande per solo due persone! È una casa a misura d’uomo nel cuore dal paesaggio circostante al fiume Eure. Riassume in sé tutto ciò che cerchiamo e la sua architettura nello stile del Direttorio è molto pura, nobile ma tuttavia non in maniera ostentata.

I giardini, progettati da Jacques Wirtz e Catherine Deneuve, ispirano leggerezza e poeticità rivelando la precisione del paesaggio e l’eleganza del vecchio proprietario. Primard è una casa caratterizzata dalla presenza dell’acqua, situata sulle sponde dell’Eure, nel cuore di un parco di quaranta ettari dove si trova anche uno stagno, un lago e dei ruscelli che si diramano nei giardini e circondano la casa. Quando abbiamo arredato la casa, abbiamo voluto integrare l’impronta della natura anche negli spazi interni, sia con la piattaforma di fiori secchi sospesa all’entrata della casa, che con le opere appese ai muri le cui immagini floreali sembrano entrare in un dialogo con il paesaggio dei giardini. Cosa è che cercano gli ospiti che soggiornano al Domaine de Primard? La vicinanza a Giverny o all’incantevole castello di Anet, perla del rinascimento francese, attira un gran numero di turisti sia dalla Francia che dall’estero. Tra i nostri ospiti ci sono anche tanti parigini che vengono a soddisfare la loro voglia di stare nella natura senza però dover acquistare una casa in campagna. Gli ospiti di Primard approfittano del loro soggiorno per fare passeggiate

nella natura, fare un giro in barca sull’Eure, percorrere il parco in bicicletta, osservare le diverse specie di animali, tutto senza perdere quella sensazione di essere in casa. E non dimentichiamo i sapori unici dei piatti proposti dai nostri tre ristoranti! E, non da ultimo, la riva del fiume è un posto molto romantico dove ci si può sdraiare su un lettino, osservare i cigni e le anatre che volano sull’acqua del fiume o, ancor più semplicemente, godersi i caldi raggi del sole. Perché avete scelto i mobili di Tectona per arredare i giardini di Primard? Ai nostri occhi e in termini di design, Tectona rappresenta l’arte di vivere gli spazi esterni, sia per l’eleganza dei suoi mobili che per il suo spirito contemporaneo. Per questo abbiamo selezionato la collezione più classica 1800 per uno dei nostri ristoranti, mentre abbiamo optato per le linee contemporanee della collezione Copacabana e dei suoi mobili facili da maneggiare e al contempo estremamente accoglienti. E ovviamente, in una casa risolutamente francese come questa non potevamo fare a meno di scegliere mobili di marchi esclusivamente francesi come Tectona!

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NOS BELLES ADRESSES

Frederic Biousse e Guillaume Foucher @Yann Deret

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Roma ad vitam æternam ! Roma, ombrellone emblematico di Tectona, riprende il design degli ombrelloni tradizionali degli orticoltori, la cui missione è proteggere i loro banconi dal sole in modo da preservare la massima freschezza dei prodotti.

UN’ICONA ! Bello e facile da utilizzare grazie all’ingegnoso sistema che permette di aprirlo e richiuderlo con il minimo sforzo, resistente alle intemperie, Roma protegge dai raggi del sole e non cede neanche di fronte alla pioggia e al vento. I diversi tipi di legno con cui è realizzato, dal palo alle stecche, sono stati scelti per la loro resistenza. Il lavoro artigianale dietro a questi ombrelloni soddisfa l’esigenza di perfezione rivendicata dal marchio. Le corolle sono cucite a mano in tela di cotone grezzo impermeabilizzata o in Sunbrella colorata. Il legno di pino Douglas delle stecche e del palo viene lavorato secondo il savoir-faire che il laboratorio italiano con il quale Tectona collabora per la produzione degli ombrelloni porta avanti da quattro generazioni.

ESALTARE L’UTILIZZO Riconoscibile tra tutte le altre, la forma di Roma è unica ! Indipendentemente dalla grandezza (la collezione Roma si compone di dodici diverse dimensioni) o il colore scelto dalla palette di undici colori, Roma si contraddistingue per il suo solido supporto in ghisa d’acciaio e il soffietto di ventilazione sopra la corolla. Non c’è rischio che l’ombrellone voli via col vento poiché è fissato solidamente a terra grazie alla durezza del legno e alle stecche lavorate a mano e perfettamente inserite nel supporto del palo.

CAMBIO DEL TELO DELL’OMBRELLONE ROMA Questa resistenza e longevità sono alla base del nostro lavoro nel laboratorio di rintelatura. Se dopo diversi anni di utilizzo il telone di cotone impermeabilizzato o il tessuto Sunbrella cominciassero a dare segni di cedimento, il laboratorio di Tectona si occuperà della rintelatura dell’ombrellone riportandolo a nuova vita.


CLASSIQUE CONTEMPORAIN

Sedie e tavolo Cicala Ombrellone Roma Vaso di terracotta Cantina

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