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TEA TRO

NUMERO 12

magazine Periodico di informazione - Stagione di Prosa 2011/12

TRE PER TE 2011/2012 Prosa - Altri Percorsi - Teatro Danza L’altra scena Festival di teatro contemporaneo Pre/Visioni InFormazione Teatrale

Fondazione Teatri di Piacenza Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione


TREPERTE 2011/2012 Siamo ormai arrivati alla 9° edizione della Stagione di Prosa “Tre per Te” del Teatro Municipale di Piacenza. In questi anni abbiamo affrontato momenti difficili e faticosi dovuti alle incertezze economiche e anche al clima spesso asfittico e pesante di rinuncia e di ansia nei confronti del futuro che purtroppo affligge la nostra società a vari livelli. Ma il sostegno del nostro pubblico, la condivisione dei problemi da parte di Teatro Gioco Vita, della Fondazione Teatri di Piacenza e dell’Amministrazione comunale e il contributo di sponsor e mecenati ci hanno permesso di superare le difficoltà e realizzare l’idea di un teatro aperto alla città. Possiamo dire che in questi anni il Teatro Municipale è stato il teatro dei cittadini, un teatro che ha saputo mantenere una funzione preziosa e insostituibile nel patrimonio culturale di Piacenza e del suo territorio, e non solo. Progettare e pensare una stagione teatrale è frutto di complesse alchimie: gli spettacoli, gli artisti, i testi, il pubblico, il calendario... Purtroppo solo a fine stagione possiamo verificare se questa miscellanea ha funzionato. Per quanto riguarda la passata stagione di prosa, i numeri danno un riscontro positivo. Costante, anzi in leggero aumento, sia il numero complessivo degli abbonamenti (1.491) sia la media delle presenze (737) al Teatro Municipale, che per la prosa ha visto in sala 16.220 spettatori. Pensando alla prossima stagione teatrale, è importante confermare i risultati raggiunti, ma allo stesso tempo avventurarci per strade nuove, inventare nuovi contenuti e nuove proposte. Per poter ritrovare, per noi stessi e per il nostro pubblico, nuove motivazioni, nuove forze e nuovi stimoli, ma anche per continuare a stupire, in un certo senso spiazzare lo spettatore. Per offrire un teatro che sa attrarre ma che non si fa mai prendere completamente dal pubblico, e che proprio per questo mantiene la capacità di non essere mai scontato. Dato per acquisito il livello artistico, poiché la qualità è un elemento imprescindibile, compito di un buon cartellone è saper proporre spettacoli che parlano del presente, della società che cambia, insieme ai grandi autori e ai classici della tradizione, ma anche spettacoli che siano occasione di piacevole evasione e divertimento. Anche per il 2011/2012 abbiamo fatto in modo che la proposta possa soddisfare questa idea. “Tre per Te” propone i tre cartelloni ormai consolidati dal 2003/2004: Prosa e Altri Percorsi al Teatro Municipale, Teatro Danza al Teatro Comunale Filodrammatici. Un nuovo progetto che si articola tra la fine di settembre e la fine di ottobre è la prima edizione di un Festival di teatro contemporaneo, “L’altra scena”, al Teatro Comunale Filodrammatici: una vetrina sulle nuove generazioni e sul teatro contemporaneo e di ricerca. Concluderà la stagione 2011/2012 il cartellone Pre/Visioni, dedicato ai giovani artisti, alle scuole di teatro, ai laboratori, alle esperienze di residenza artistica: da alcuni anni occasione preziosa di incontro e di confronto tra chi è alla ricerca di una propria dimensione artistica e il pubblico.

Diego Maj Direttore artistico Teatro Gioco Vita

Paolo Dosi Assessore alla Cultura Comune di Piacenza


teatro magazine NUMERO 12

SOMMARIO

TEATROMAGAZINE Anno 8 - n. 12

PROGRAMMA Prosa Altri Percorsi Teatro Danza

4 6 7

SPETTACOLI PROSA Le bugie con le gambe lunghe La resistibile ascesa di Arturo Ui Blackbird Napoletango La ciociara Signorina Giulia Le allegre comari di Windsor Rusteghi

8 10 12 14 16 18 20 22

SPETTACOLI ALTRI PERCORSI Al dutåur di mât Open Day Il Catalogo L’ingegner Gadda va alla guerra Tutto su mia madre

24 26 28 30 32

SPETTACOLI TEATRO DANZA Romanzo d’infanzia Atlante del Bianco#2 Tre pezzi sul coraggio Mappugghje

34 36 38 40

FESTIVAL DI TEATRO CONTEMPORANEO L’altra scena

42

ATTIVITA’ COLLATERALI InFormazione Teatrale

44

INFORMAZIONI Biglietteria Abbonamenti Carnet 6 spettacoli Biglietti Biglietti last minute L’altra scena Pre/Visioni Comunicazioni Servizi per il pubblico

46 48 50 51 51 51 51 52 53

Concerto benefico per l’Hospice

54

Associazione Amici del Teatro Gioco Vita

55

Edizioni TEATRO GIOCO VITA Teatro Stabile di Innovazione Direttore Diego Maj Via San Siro, 9 - 29121 Piacenza Tel. 0523.332613 - Fax 0523.338428 www.teatrogiocovita.it info@teatrogiocovita.it Direttore responsabile Simona Rossi Progetto grafico e realizzazione Matteo Maria Maj Stampa Tipolito Farnese, Piacenza - Luglio 2011 Aut. Tribunale di Piacenza n° 604 del 31.12.2004 Hanno collaborato Emma-Chiara Perotti, Nadia Quadrelli, Massimiliano Gerbi

Fotografie e illustrazioni: Matteo Maria Maj, Lia Pasquale (Le bugie con le gambe lunghe), Marcello Norberth (La resistibile ascesa di Arturo Ui), David Ruano (Blackbird), Alessandro Basile (Angela Finocchiaro), Tommaso Le Pera (Napoletango, Signorina Giulia), Francesco Squeglia (La ciociara), Giampaolo Demma (Le allegre comari di Windsor), Bepi Caroli (Rusteghi), Raffaella Cavalieri - Iguanapress (Al dutåur di mât), Marco Caselli Nirmal (L’ingegner Gadda va alla guerra, Romanzo d’infanzia), Max Majola e Carlo Ciraudo (Tutto su mia madre), Virgilio Sieni e Piero Tauro (Atlante del Bianco#2), Stefano Mazzotta e Andrea Chesi (Mappugghje), Marco Davolio e Margherita Demichelis (Viola) Teatro Gioco Vita è a disposizione degli eventuali aventi diritto


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TRE PER

TE 2011/2012

PROSA

TEATRO MUNICIPALE

7-8 novembre 2011 La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo LE BUGIE CON LE GAMBE LUNGHE di Eduardo De Filippo con Luca De Filippo, Nicola Di Pinto, Anna Fiorelli, Fulvia Carotenuto, Carolina Rosi, Massimo De Matteo e Giuseppe Rispoli, Gioia Miale, Antonio D’Avino, Chiara De Crescenzo, Alessandra D’Ambrosio, Carmen Annibale regia Luca De Filippo scene Gianmaurizio Fercioni fondali Giacomo Costa costumi Silvia Polidori luci Stefano Stacchini 6-7 dicembre 2011 Emilia Romagna Teatro Fondazione Associazione Teatro di Roma LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI di Bertolt Brecht musiche originali Hans-Dieter Hosalla traduzione Mario Carpitella con Umberto Orsini e con (in ordine alfabetico) Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati, Antonio Tintis regia Claudio Longhi Dramaturg Luca Micheletti scene Csaba Antal costumi Gianluca Sbicca luci Paolo Pollo Rodighiero

9-10 gennaio 2012 Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa BLACKBIRD di David Harrower versione italiana Alessandra Serra regia Lluís Pasqual scene Paco Azorin costumi Chiara Donato luci Claudio De Pace con Massimo Popolizio e Anna Della Rosa e con Silvia Altrui 24-25 gennaio 2012 NAPOLETANGO musical latino-napoletano ideato e diretto da Giancarlo Sepe con un tema originale di Luis Bacalov con (in o.a.) Stefano Capitani, Elisabetta D’Acunzo, Sergio Di Paola, Cristina Donadio, Barbara Folchitto, Antonio Gargiulo, Elena Gigliotti, Cristina Messere, Francesco Moraca, Pablo Moyano, Raffaele Musella, Matteo Nicoletta, David Paryla, Giorgio Pinto, Caterina Pontrandolfo, Marcela Szurkalo, Nella Tirante, Luca Trezza scene e costumi Carlo De Marino luci Umile Vainieri colonna sonora a cura di Harmonia Team con musiche originali di Davide Mastrogiovanni produzione Nuova Teatro Eliseo

7-8 febbraio 2012 Donatella Finocchiaro Daniele Russo LA CIOCIARA di Annibale Ruccello tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia con la partecipazione di Dalia Frediani con Marcello Romolo, Rino Di Martino e in o.a. Lorenzo Acquaviva, Rocco Capraro, Martina Galletta, Liborio Natali musiche Massimiliano Pace disegno luci Gigi Martinucci costumi Alberto Spiazzi scene e regia Roberta Torre produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini

13-14 marzo 2012 Leo Gullotta LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR di William Shakespeare con Alessandro Baldinotti, Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi, Fabio Pasquini e con Rita Abela, Fabrizio Amicucci, Valentina Gristina regia Fabio Grossi scene e costumi Luigi Perego musiche Germano Mazzocchetti coreografie Monica Codena luci Valerio Tiberi produzione Teatro Eliseo 16-17 aprile 2012

28-29 febbraio 2012 Teatro di Dioniso Fondazione del Teatro Stabile di Torino SIGNORINA GIULIA di August Strindberg versione italiana di Valter Malosti con Valeria Solarino, Valter Malosti, Federica Fracassi uno spettacolo di Valter Malosti scene Margherita Palli costumi Federica Genovesi luci Francesco Dell’Elba suono G.u.p. Alcaro

inizio spettacoli ore 21

Fondazione del Teatro Stabile di Torino Teatro Regionale Alessandrino RUSTEGHI I nemici della civiltà da I Rusteghi di Carlo Goldoni traduzione e adattamento Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero con (in ordine alfabetico) Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso, Jurij Ferrini e con (in ordine alfabetico) Nicola Bremer, Christian Burruano, Alessandro Marini, Daniele Marmi regia Gabriele Vacis composizione scene, costumi, luci e scenofonia Roberto Tarasco


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TRE PER

TE 2011/2012 TEATRO MUNICIPALE

15 dicembre 2011 Arena del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna Associazione Arte e Salute onlus AL DUTÅUR DI MÂT di Nanni Garella da Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta regia Nanni Garella con Vito, Marina Pitta e gli attori di Arte e Salute con la partecipazione straordinaria di Nanni Garella

ALTRI PERCORSI 9 marzo 2012 Fabrizio Gifuni L’INGEGNER GADDA VA ALLA GUERRA (o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro) un’idea di Fabrizio Gifuni (da Carlo Emilio Gadda e William Shakespeare) con Fabrizio Gifuni regia Giuseppe Bertolucci  in collaborazione con Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti

TRE PER

TE 2011/2012 TEATRO COMUNALE FILODRAMMATICI

18 gennaio 2012 Quintavalla - Stori - Compagnia Abbondanza/ Bertoni ROMANZO D’INFANZIA testo Bruno Stori coreografia e interpretazione Michele Abbondanza e Antonella Bertoni regia e drammaturgia Letizia Quintavalla e Bruno Stori 24 febbraio 2012

20 gennaio 2012 Angela Finocchiaro OPEN DAY di Walter Fontana regia di Ruggero Cara con Angela Finocchiaro e Michele Di Mauro produzione AGIDI

3 aprile 2012 Fondazione Teatro Due Teatro Stabile del Veneto TUTTO SU MIA MADRE testo teatrale di Samuel Adamson basato sul film di Pedro Almodóvar con Elisabetta Pozzi, Alvia Reale, Eva Robin’s, Paola Di Meglio, Alberto Fasoli, Silvia Giulia Mendola, Giovanna Mangiù, Alberto Onofrietti regia Leo Muscato

26 febbraio 2012 Ennio Fantastichini Isabella Ferrari IL CATALOGO Aide Memoire di Jean Claude Carrière traduzione e regia Valerio Binasco produzione Angelo Tumminelli - Star Dust International inizio spettacoli ore 21

TEATRO DANZA 13 aprile 2012 Cie. Zerogrammi MAPPUGGHJE. Seconda Variazione regia e coreografia Stefano Mazzotta, Emanuele Sciannamea con Chiara Michelini, Maria Cristina Valentini

in collaborazione con

Damasco Corner / Compagnia Virgilio Sieni ATLANTE DEL BIANCO#2 Una compagnia formata da ragazzi non vedenti su un progetto di Virgilio Sieni 23 marzo 2012

Anticorpi eXpLo - tracce di giovane danza d’autore TRE PEZZI SUL CORAGGIO Matteo Fantoni LEONI di e con Matteo Fantoni Marco D’Agostin VIOLA coreografia e interpretazione Marco D’Agostin Riccardo Buscarini VOLTA frammento #1 di Family Tree un progetto di Chiara Bersani

inizio spettacoli ore 21


TEATRO MUNICIPALE

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di Eduardo De Filippo con Luca De Filippo, Nicola Di Pinto, Anna Fiorelli, Fulvia Carotenuto, Carolina Rosi, Massimo De Matteo e Giuseppe Rispoli, Gioia Miale, Antonio D’Avino, Chiara De Crescenzo, Alessandra D’Ambrosio, Carmen Annibale regia Luca De Filippo scene Gianmaurizio Fercioni fondali Giacomo Costa costumi Silvia Polidori luci Stefano Stacchini

PRO sA

produzione La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

Le bugie con le gambe lunghe

Luca De Filippo

lunedì 7 novembre 2011 martedì 8 novembre 2011

Il nostro lavoro sulla drammaturgia di Eduardo, in particolare su quella del dopoguerra, continua con la messa in scena de Le bugie con le gambe lunghe, commedia scritta nel dicembre 1946 - subito dopo il debutto napoletano di Filumena Marturano - che venne rappresentata solo un anno dopo: lo straordinario successo di Filumena infatti ne fece rinviare continuamente il debutto. Come sarà poi Le voci di dentro, Le bugie con le gambe lunghe è una commedia sul tema della verità e della menzogna, in cui la vena amara che scorre in sottofondo alla comicità a tratti quasi farsesca del primo atto si accentua con il procedere dell’azione, tanto da far scrivere a Gerardo Guerrieri come Eduardo “...scansa gli effetti e le situazioni già fatte, accenna, colpisce di striscio con una padronanza del mezzo tecnico impressionante...”, conferendo al testo un suo carattere insieme “antico” e sperimentale. La storia vive dei reciproci intrighi che alcune coppie intrecciano intorno a Libero Incoronato, un uomo modesto, onesto, insieme dignitoso e fiero, la cui vita tranquilla viene sconvolta dai vicini che tentano in ogni modo di coinvolgerlo, suo malgrado, nelle loro squallide storie. Prima ingenua-

mente ostinato nello smascherare le clamorose menzogne spacciate per verità, di cui è testimone, Libero decide alla fine di adeguarsi in modo provocatorio alla regola generale, rilanciandola e amplificandola fino al paradosso. Ed ecco il titolo della commedia, che rovescia il proverbio popolare: le bugie con le gambe corte sono quelle dei bambini, quelle puerili, mentre quelle con le gambe lunghe sono quelle “che tutti noi dobbiamo aiutare a camminare per non far cadere l’impalcatura della società” (Eduardo in un’intervista a Sergio Romano). Un personaggio e una commedia che anticipano modalità drammaturgiche molto moderne, fortemente presenti nell’Eduardo a venire.

Ideata prima della guerra, Le bugie con le gambe lunghe venne completata alla fine del 1946, subito dopo la messa in scena a Napoli di Filumena Marturano e come soluzione di emergenza, nel caso che quest’ultima commedia non dovesse incontrare presso il pubblico delle altre piazze il successo sperato. Le cose, fortunatamente, andarono in ben altro modo e Le bugie venne presentata solo un anno più tardi. Dopo il debutto a Bari nel dicembre del 1947, la prima romana all’Eliseo (14 gennaio 1948) richiamò un pubblico foltissimo e mondano, allertato dagli straordinari successi delle ultime stagioni (Napoli milionaria!, Questi fantasmi!, Filumena), che finalmente riconoscevano a pieno a Eduardo quel titolo di autore troppo a lungo messo in ombra dalle sue doti di attore. L’accoglienza fu calorosa, anche se forse il pubblico rimase un po’ disorientato dagli umori acri di  una satira antiborghese che anticipava già i toni amari e pessimistici dei lavori successivi. Il critico Sandro De Feo così racconta la serata: «Durò quasi un’ora, attraverso i battenti a vetri dell’ingresso alla sala dell’Eliseo, la sfilata del pubblico più elegante di Roma. Nel calendario della stagione romana le signore appuntano ormai con lapis rosso le “prime” di Eduardo De Filippo. Quel mercoledì sera era la prima delle Bugie con le gambe lunghe. La sala era piena fino agli orli. Tutte le seggiole che si poterono aggiungere furono aggiunte, ma molte persone rimasero in piedi e poterono dirsi ancora fortunate. (...) Anche le poltrone tenute in serbo dai bagarini già da un pezzo erano state tutte vendute alle persone disposte a pagare molto» (Sandro De Feo, «L’Europeo», 25 gennaio 1948). a cura di Paola Quarenghi e Antonella Ottai

durata spettacolo: 2h


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TEATRO MUNICIPALE

di Bertolt Brecht musiche originali Hans-Dieter Hosalla traduzione Mario Carpitella regia Claudio Longhi Dramaturg Luca Micheletti scene Csaba Antal costumi Gianluca Sbicca luci Paolo Pollo Rodighiero assistente alla regia Giacomo Pedini con Umberto Orsini e con (in ordine alfabetico) Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati, Antonio Tintis produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Associazione Teatro di Roma

La resistibile ascesa di Arturo Ui martedì 6 dicembre 2011 mercoledì 7 dicembre 2011

Uno dei lasciti più decisivi della stagione teatrale novecentesca è rappresentato senza ombra di dubbio dal teatro di Bertolt Brecht: pietra di paragone per ogni sperimentazione successiva e, oggi, classico indiscusso e riconosciuto a livello internazionale. La resistibile ascesa di Arturo Ui è una parabola satirica sull’avvento del nazismo nella Germania dei tardi anni Venti e dei primi anni Trenta: Brecht, quando ormai la Seconda guerra mondiale si sta combattendo da due anni, sceglie di tornare alle origini di uno sfacelo politico che stava costando il peggio a milioni di esseri umani e, a se stesso, da nove anni, l’esilio. L’indagine che sceglie d’avviare sui meccanismi perversi del potere e della demagogia sfocia in un allucinato e macabro affresco che, con un facile meccanismo allegorico, egli ambienta non già in Europa - teatro reale del disastro -, bensì oltreoceano, in una fantastica Chicago, nella quale ripercorre le fasi della costruzione del consenso per Adolf Hitler sulla falsariga di quelle dell’ascesa criminale di Al Capone. Attraverso questo caustico e grottesco parallelo - gestito mediante sapienti dosaggi di tratti ora

Umberto Orsini parodistici ora tragici - Brecht innesca la perlustrazione di un fenomeno storico di proporzioni planetarie, consentendo allo spettatore di seguirne lo sviluppo in maniera immediata e di comprenderne gli esiti socio-politici grazie ad una semplificazione mai gratuita e ad uno strumento - quello del teatro, appunto - che ne catalizzi la leggibilità. La messa in scena intende assecondare pienamente il registro grottesco di questa «farsa storica». L’incisiva brevità dei singoli “numeri”, la retorica della sopraffazione mafiosa, la serie rocambolesca dei fatti di cronaca narrati e messi alla berlina attraverso la lucida comicità di cui Brecht si serve come arma storico-critica, traducono la parabola in una “rivista” briosa e nitida, caustica ed elegante, sul tragico nonsenso del nostro passato. Un apologo feroce e violento sulla tragedia europea del Nazismo, sull’intreccio terribile e puntuale di economia e terrore, di gangsterismo politico e consenso di massa. La resistibile ascesa di Arturo Ui è pensato per essere e risulta a tutti gli effetti un imprescindibile esercizio di memoria: di quella memoria di cui perdere le tracce sarebbe un atto immorale e di cui soltanto i classici - antichi e moderni - sanno farsi portavoce magistrali, dacché in sé realizzano compiutamente l’ideale supremo per cui ogni opera d’arte deve avere valore di civiltà. Quest’opera di Brecht lo possiede esplicitamente.

PRO sA

Nell’affrontare il lavoro su La resistibile ascesa di Arturo Ui (copione scritto nel 1941 e rappresentato per la prima volta nel ’58), le coordinate di regia fondamentali mi sono state dettate, in sostanza, dallo stesso Brecht. Nelle sue note a proposito dell’Arturo Ui il grande drammaturgo di Augusta per un verso scrive infatti che il copione «rappresenta un tentativo di spiegare al mondo capitalistico l’ascesa di Hitler trasponendola in circostanze a quel mondo familiari» e per l’altro rileva come «la tragedia, molto più spesso della commedia, prende alla leggera le sofferenze dell’umanità». Da subito, quindi, l’Arturo Ui - impressionante parabola (o forse meglio “rivista”) della salita al potere di Hitler, allegoricamente trasposta nella parallela escalation al comando di un gangster arieggiante Al Capone nella Chicago a cavallo degli anni Venti-Trenta del secolo scorso in mano ai grandi trusters - mi si è presentato come una lucida parodia delle violente (s-)ragioni della borghesia capitalistica di irresistibile (quanto agghiacciante) comicità.

Claudio Longhi

durata spettacolo: 2h 45’ con un intervallo


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TEATRO MUNICIPALE

di David Harrower versione italiana Alessandra Serra

Blackbird lunedì 9 gennaio 2012 martedì 10 gennaio 2012

Dopo Donna Rosita nubile dell’amato García Lorca, Lluís Pasqual si cimenta con un testo scomodo e terribilmente attuale sulle ferite inguaribili di un amore sbagliato, Blackbird del quarantenne David Harrower, rivelazione della nuova drammaturgia scozzese. Lo spettacolo è la terza produzione che il regista catalano firma per il Piccolo Teatro di Milano, sua “seconda casa”, a venticinque anni esatti dalla prima, El Público di García Lorca, accolto nel 1986 con uno strepitoso successo al Teatro Studio in occasione della sua apertura. In Blackbird si affronta un tema drammatico, l’amore di un uomo adulto per una bambina, da una prospettiva diversa. «Mettere in scena Blackbird - spiega Pasqual - significa portare in evidenza un tema che tutti conosciamo nella sua realtà quotidiana, per guardarlo in modo più profondo, al di fuori di ogni significato scandalistico». Il linguaggio teatrale diventa lo strumento privilegiato per uno sguardo “altro” sulle cose, soprattutto quando si tratta di vicende scomode e, quindi, spesso taciute. Così, attraverso le molte stratificazioni del testo e i numerosi livelli di lettura, l’ordinaria storia di una violenza si trasforma in una grande storia d’amore, che lega indissolubilmente, in maniera unica e crudele, due esseri umani. Una discesa negli inferi dell’animo umano, che dell’animo umano prova a svelare le ombre, le mille paurose sfumature.

regia Lluís Pasqual scene Paco Azorín costumi Chiara Donato luci Claudio De Pace con Massimo Popolizio e Anna Della Rosa e con Silvia Altrui

PRO sA

produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

Il testo Nel 2003 l’International Festival di Edimburgo, commissiona a David Harrower un testo: il drammaturgo ha carta bianca e due anni per presentare il lavoro al regista tedesco Peter Stein, che lo metterà in scena. Harrower si ispira al caso giudiziario di Tony Studebaker, ex-marine americano che intrecciò una relazione on-line con una dodicenne di cui ignorava l’età e fu incarcerato per rapimento e reati a sfondo sessuale. Dopo nove mesi, ha steso un testo troppo complesso. Capisce che non può funzionare. In quattro settimane lo condensa all’essenza: l’incontro e il confronto fra due personaggi, un uomo e una donna. Racconta Harrower: «Non ci fu bisogno di spiegare molto. Peter intuì in fretta di cosa si trattava esattamente (...) non fece altro che prendere il testo dalle mie mani... e abitarlo». «Blackbird per me fu davvero una rivelazione - dice Harrower - perché di solito non scrivo così. È stata un’operazione difficile, irripetibile, che ha investito anche la lingua. Non c’è molta punteggiatura. Mi sono accorto che non potevo usare frasi con un punto e a capo, perché troppo cristalline, troppo finite. La forma rispecchia, in un certo senso, l’incertezza di persone che si aggirano una intorno all’altra. Non potevo usare materiale tratto semplicemente dalle pagine dei giornali». Il tema dell’abuso è scottante. Ma non è quello il cuore dell’interesse per l’autore, che spiega: «Mi sembrava insensato scrivere un testo sulla pedofilia, e dire la pedofilia è un male: lo sanno tutti. Dovevo cercare più in profondità (...)».

La regia Nel percorso di un regista, la scelta di un testo dipende da un’emozione. Prendo in mano un copione, lo sfoglio, lo leggo, mi emoziono. E se mi emoziono, vado in cerca della possibilità di trasmettere quella sensazione ad altri. Non sempre si è attratti dallo stesso tipo di storia: a volte si dirigono commedie, in altri casi ci si indirizza verso qualcosa di profondamente drammatico e sconcertante. Blackbird è un esempio perfetto, per me, di quel che intendo quando parlo di teatro politico, di un teatro che si fondi sulla messa in discussione di principi, postulati della morale. (…) Harrower pone un gran numero di domande su un tema che appartiene antropologicamente al concetto di umanità. Non esistono risposte; non ne può fornire la psicanalisi, non ne dà la società. Si può pensare a una risposta di tipo giuridico: dare una definizione legale del concetto di abuso e comminare le pene per sanzionarlo. Il resto rimane un mistero. Perché esiste l’abuso? Quando una persona è adulta? Dove nasce la provocazione? Sta nell’occhio di chi guarda o nella mente di chi è guardato? Fino a che punto una vittima può farsi carnefice di una persona che potrà anche avere sbagliato ma che ha comunque il diritto di ricostruirsi una vita? Perché è impossibile comunicare, per due persone separate da quell’abisso? Blackbird porta in superficie la fragilità di noi tutti davanti a fatti per i quali non abbiamo risposte. Il teatro serve a questo. (…) Lluís Pasqual

durata spettacolo: 1h 25’ Data la delicatezza dell’argomento, pur trattato con un estremo rigore morale, lo spettacolo è vivamente sconsigliato ai minori.


TEATRO MUNICIPALE

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ideato e diretto da Giancarlo Sepe un tema originale Luis Bacalov con (in o.a.) Stefano Capitani, Elisabetta D’Acunzo, Sergio Di Paola, Cristina Donadio, Barbara Folchitto, Antonio Gargiulo, Elena Gigliotti, Cristina Messere, Francesco Moraca, Pablo Moyano, Raffaele Musella, Matteo Nicoletta, David Paryla, Giorgio Pinto, Caterina Pontrandolfo, Marcela Szurkalo, Nella Tirante, Luca Trezza scene e costumi Carlo De Marino luci Umile Vainieri colonna sonora a cura di Harmonia Team con musiche originali di Davide Mastrogiovanni aiuto regista Domenico De Santi assistente ai costumi Vita Barbato produzione Nuova Teatro Eliseo

Napoletango musical latino-napoletano

martedì 24 gennaio 2012 mercoledì 25 gennaio 2012

La famiglia Incoronato è famosa a Napoli e sul territorio della regione. Essa si sposta come un chiassoso circo familiare, viene chiamata per cerimonie religiose e feste di paese. Essa è la prova vivente della specializzazione dell’artista, e la specializzazione è il tango. Non il walzer, non la samba, non il fox-trot o il liscio, ma il divino, tragico e sensuale tango argentino. Come lo abbia imparato e da chi è un vero mistero. Sta di fatto che ormai da quattro generazioni la famiglia Incoronato detta legge in materia, le sue invenzioni, il suo ritmo, l’originalità delle figure e la fastosa ridondanza dei corpi che si muovono hanno colpito il mondo intero e hanno creato proseliti un po’ ovunque. Nella compagnia serpeggiano capigliature nere come la pece e vestiti aderenti che fasciano corpi e menti, la loro ispirazione, come appare, è costante e tale da motivare ogni singolo gesto, anche il più elementare, il più quotidiano come il mangiare, il bere, il dormire e finanche il camminare. Sono dei veri fenomeni: Concetta, la matriarca, il figlio con la sua sposa, i figli, i fratelli e le sorelle, i cugini, persone appartenenti a posti e a razze diverse, passano tutti come lontani parenti della famiglia Incoronato, una famiglia allargata da sempre nuovi elementi, anche biondi e anche stranieri,

gente che non conosce la lingua napoletana, ma neanche quella italiana, gente di colore, persone non vedenti, cantanti e ballerini. Tutti ballano il tango a Napoli ed è subito Napoletango. È il trionfo della vita sull’accademismo, della bruttezza sulla bellezza, del sangue versato per amore, contro i sentimenti prudenti e intimisti. La famiglia si esibisce in balere, in caffè, in stazioni ferroviarie, circhi, palestre, attraverso filastrocche, canti della terra, canzoni patriottiche, danze ritmate dai propri sentimenti urgenti, necessari. Come dire che la vita è un grande tango che si svolge dalla mattina alla sera. C’è il tango della sveglia, quello della colazione, del lavoro, del rientro a casa, quello dell’amore, della lite, della guerra, del mangiare (in scena si preparerà una vera cena a base di pesce) e poi ancora tango per le feste comandate, processioni religiose, natali e capodanni. Lo spettacolo è un inno alla vita senza i freni della cultura borghese e senza la ricerca affannosa della bellezza, oggi la vera discriminante tra ciò che conta e ciò che va buttato via. Diciannove attori che cantano e ballano e suonano - musica dal vivo - musica registrata - canti, gastronomia, suoni e fuochi artificiali. Giancarlo Sepe

PRO sA

Napoletango prosegue quel percorso teatrale intrapreso dal regista Giancarlo Sepe ormai da molti anni: fondere insieme l’immagine e la musica, trasportandole in quel grande contenitore che è il teatro. Napoletango è la storia di una famiglia. La chiassosa, circense e molto numerosa famiglia Incoronato, conosciuta a Napoli per la sua speciale arte e passione per il tango. La famiglia, fornita di nessuna cultura e di nessuna bellezza, ha fatto di sé un numero da circo; essa si avvicenda nelle locande di terz’ordine per raccontarsi attraverso esibizioni canore coreografate in maniera approssimativa, sgraziata, ma sanguigna. Saranno però finalmente ingaggiati per un vero spettacolo, in un vero teatro. Il pubblico solamente saprà come andrà a finire…

durata spettacolo: 1h 30’


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TEATRO MUNICIPALE

di Annibale Ruccello tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia

Donatella Finocchiaro

con la partecipazione di Dalia Frediani con Marcello Romolo, Rino Di Martino e in o.a. Lorenzo Acquaviva, Rocco Capraro, Martina Galletta, Liborio Natali musiche Massimiliano Pace disegno luci Gigi Martinucci costumi Alberto Spiazzi scene e regia Roberta Torre produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini

Dal capolavoro letterario e dal film di Vittorio De Sica che valse l’Oscar a Sofia Loren, Annibale Ruccello nel 1985 trasse la riduzione teatrale de La ciociara, ricevendo il consenso entusiasta di Alberto Moravia. La sensibilità e la provata capacità di Roberta Torre, regista affermata di cinema, la restituisce oggi al teatro con tutta la sua forza dirompente e l’intensa profondità. Donatella Finocchiaro, che tante volte ha dato vita nel cinema ed in teatro a personaggi di potente carica emotiva, è Cesira, la ciociara, mentre Daniele Russo è Michele, l’uomo del quale è innamorata, l’idealista partigiano che morirà per salvare altre vite umane.

Daniele Russo

La ciociara

martedì 7 febbraio 2012 mercoledì 8 febbraio 2012

PRO sA

Fantasmi in guerra È passata a la guerra e anche la violenza che le ha trafitte: una madre e passata la guerra e anche la violenza che le ha trafitte: una madre e una figlia oggi stanno litigando per l’acquisto di un automobile. Così ha inizio la nostra storia. Come se nulla fosse successo, nella Ciociara di Ruccello a farla da padrone sono i Fantasmi. Fantasmi della brama di avere, possedere oggetti di consumo semplici come può essere un televisore o una macchina nuova. Qui Cesira non è più quella madre sconvolta sul ciglio della strada polverosa a chiedere pietà per la sua povera figlia violata, Rosetta non è quella che non sarà mai più come prima dopo le mani estranee sul suo corpo di bambina: il fantasma di quella violenza si è tramutato in quotidiana banalità come se nulla fosse, l’ha cambiata per sempre in modo subdolo e silenzioso. È questa la vera violenza che nella scrittura di Ruccello ci proietta in un universo dell’orrore dove tutto viene dimenticato in cambio di una normalità apparente e inquietante. Questa Ciociara è quindi un viaggio nei ricordi e negli incubi e dunque di fantasmi si tratta. E dunque se di fantasmi

si tratta ho immaginato una messa in scena che possa materializzare i ricordi e il passato, che li traduca in immagini proiettate, che li chiuda in una scatola magica che molto ricorda una vera e propria proiezione da cinema. Ed ecco quindi che il cinema e il teatro interagiscono strettamente in questa Ciociara, oggi e ieri si mescolano continuamente lasciando ai protagonisti della scena una doppia anima che li rende corpi capaci di interagire con i fantasmi. Pochi oggetti sulla scena e un mondo di proiezioni interiori e non solo: un viaggio dove ieri e oggi prendono forma e ci trascinano avanti e indietro nel tempo.

Roberta Torre

durata spettacolo: 2h compreso intervallo


TEATRO MUNICIPALE

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di August Strindberg versione italiana di Valter Malosti con Valeria Solarino (Signorina Giulia), Valter Malosti (Giovanni), Federica Fracassi (Cristina) uno spettacolo di Valter Malosti scene Margherita Palli costumi Federica Genovesi luci Francesco Dell’Elba suono G.u.p. Alcaro scene costruite presso il laboratorio del Teatro Stabile di Torino

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produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Teatro di Dioniso Dalla rassegna stampa

Signorina Giulia martedì 28 febbraio 2012 mercoledì 29 febbraio 2012

«Con la presente, mi permetto di proporvi la prima tragedia naturalistica della letteratura drammatica svedese, e vi prego di non respingerla alla leggera, se non volete pentirvene più tardi, perché, come dicono i tedeschi: farà epoca»: così August Strindberg scrive nell’agosto 1888 all’editore Bonnier, che respingerà l’opera perché troppo scandalosa. La signorina Julie si svolge nel Midsommarnatten, la notte di mezza estate, notte magica di San Giovanni, occasione rituale di scatenamenti orgiastici, che spinge Julie, la padrona, e Jean, il servo, a sperimentare il superamento di maschile e femminile, ma anche la contrapposizione di classe, lo sconvolgimento dei ruoli, la sperimentazione del diverso. È un mondo infero, quello che vediamo rappresentato in Signorina Julie di Strindberg, si scende giù per andare nella cucina, regno sprofondato della servitù dove gli alberi si intravedono appena e un raggio di luce del mattino è un’apparizione sacra: l’ora del sacrificio. Julie ha un sogno ricorrente, sogna di voler cadere e sprofondare sempre più giù, giù sottoterra; e questa cucina dove si respirano fumi infernali è una sorta di anticamera dell’inferno o anche dell’inferno che può essere il “teatro della memoria”; ma Julie diviene anche per Strindberg una di quelle attrici/ isteriche di un esperimento di ipnosi al cui “spettacolo” aveva assistito a Parigi presso l’ospedale della Salpêtrière

per opera di Charcot, e con una singolare seduta di ipnosi, cui l’autore invita a partecipare tutta la comunità degli spettatori, si chiude tragicamente la parabola di Julie. Nella parte di Julie Valeria Solarino, attrice nata artisticamente a Torino nella Scuola del Teatro Stabile, e che si è affermata come interprete cinematografica lavorando con Giovanni Veronesi, Wilma Labate, Roberto Andò, Alessandro d’Alatri, Mimmo Calopresti, Michele Placido. La Signorina Giulia è il suo ritorno al teatro. Valter Malosti ha affrontato Strindberg dopo una stagione di successi e un Premio Ubu 2009 per la regia dello spettacolo Quattro atti profani di Antonio Tarantino nonché il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per la regia ancora per i Quattro Atti Profani e Shakespeare / Venere e Adone.

Testo duro, frasi scandalose, paradosso di personaggi esitanti e privi di carattere collocati dentro una struttura ferrea. È inevitabile che dinanzi alla “tragedia naturalistica” Malosti elimini l’aggettivo e contempli il sostantivo, affrontando la tragedia a modo suo, con un piglio espressionistico che accentua e quasi assolutizza la crudeltà. Dunque niente verità posticce. La cucina descritta minuziosamente da Strindberg è reinventata da Margherita Palli in una stanza sghemba, sbrecciata, fitta di botole e di varchi. In questa gabbia Malosti e la Solarino si scatenano in un gioco ritmato da musiche techno che sembrano alludere al tonfo inarrestabile di un cuore impazzito. Lui, a tratti, assume coloriture romantiche, mentre lei è tesa nello spasimo della donna che si cerca e si distrugge. Bravissimi entrambi. Osvaldo Guerrieri, «La Stampa» A una moderna, tonica e compulsiva Valeria Solarino, che dal cinema torna al primo amore, il teatro, nella Signorina Giulia di Strindberg, versione, regia e co-interpretazione di Valter Malosti per lo Stabile di Torino, la scenografa Margherita Palli ha fornito un impianto che è un gran bel set un po’ sghembo ed espressionista. Sullo spaccato d’interno con botole e cucina annessa, la “tragedia naturalistica” della contessina che cede al tuttofare Jean afferma un evoluzionismo nuovo: a sopravvivere è il subalterno e a estinguersi per suicidio è la padroncina. Solarino è tesa e brava, Malosti è un domestico tra Sade e Koltès (...). Ritmi ben dati da luci e musiche. Rodolfo Di Giammarco, «La Repubblica»

durata spettacolo: 1h 30’


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di William Shakespeare traduzione e adattamento di Fabio Grossi e Simonetta Traversetti con Alessandro Baldinotti, Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi, Fabio Pasquini e con Rita Abela, Fabrizio Amicucci, Valentina Gristina e Cristina Capodicasa, Gerardo Fiorenzano, Gennaro Iaccarino, Federico Mancini, Giampiero Mannoni, Sante Paolacci, Sergio Petrella, Vincenzo Versari regia Fabio Grossi scene e costumi Luigi Perego musiche Germano Mazzocchetti coreografie Monica Codena luci Valerio Tiberi produzione Teatro Eliseo

Le allegre comari di Windsor martedì 13 marzo 2012 mercoledì 14 marzo 2012

Protagonista della vicenda è Sir John, con le sue esuberanti smargiassate da guascone, la sua sovrabbondante figura, la sua pletorica simpatia cialtrona, il suo amore per la crapula e il bicchiere e la sua irresistibile, endemica disonestà viziosa e bonaria. Un innamorato cavalier galante, che confortato dalla sua pinguedine, ne farà un personaggio la cui comicità riuscirà a renderlo pur’anche leggero. Caratteristiche queste che, unite al ritmo della “commedia”, non di certo sconosciuto a Shakespeare, gran estimatore di Plauto e Terenzio, ne faranno uno spettacolo dal morbido andante e dal ghigno graffiante. Con gli occhi di oggi, lo considereremmo un diverso, sia per verbo che per figura, apparentemente un avverso al presupposto bigotto di una società borghese. Ma la tessitura della commedia stessa, va oltre l’apparenza e, per andar al di là del detto che “l’apparenza inganna”, proprio d’inganni e scherzi, per lo più perfidi, questa è avviluppata. Vi si racconta di una società, che vive sotto l’occhio della Corte, dove il dileggio l’uno dell’altro dei componenti della comunità, fa da quotidiano passatempo: la protervia della condizione di nascita e dello svolgersi dei fatti della

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Leo Gullotta vita d’ognuno la farà da presupposto dominante. Un ventaglio di più svariata umanità la farà da protagonista della vicenda: il bonario benestante, il meschino geloso, lo scaltro pedante, il servo scimunito, il pavido baciapile, il tronfio bottegaio, l’antipatico saccente. Ma su tutti trionferanno le donne, le qua raccontate Comari, che con furbizia e lungimirante intelligenza, collocheranno in maniera indolore per la comunità, la parola fine alla vicenda. Quindi, amori e amanti, guasconi maldestri e burocrati vacui, mariti gelosi e golosi mercanti, mercenari allettanti ed infingardi, ci racconteranno la storia che, come nelle migliori tradizioni teatrali, verrà in alcuni parti rafforzata dalla partitura musicale, sottolineando di volta in volta momenti o comici, o grotteschi, o romantici. Alla fine sarà il Nostro Grasso e Grosso personaggio principale a tirar le fila di una vita vissuta ai margini, ma con l’onor d’una filosofica consapevolezza. Rispettando appieno la struttura voluta e pensata da Shakespeare, proponendo allo spettatore, in luogo dei cinque atti i più canonici e moderni “due più intervallo”, si lascerà indubbia la correlazione ai Nostri tempi e alle Nostre vicende sociali, sottolineando qua e là lo scherzo, acre e cattivo, denominante una società che pedissequamente ripete i suoi stilemi, nei confronti di chi viene considerato un diverso, sia per aspetto, che per attitudini o usi. Fabio Grossi

Dalle note di regia Il Falstaff che ho voluto raccontare nella lettura di questa “commedia shakespeariana”, è un personaggio antecedente a quello che troviamo nell’Enrico IV, di certo più giovane, vista la datazione anteriore voluta dal Bardo per giustificare la sua esistenza in vita, dato che nell’Enrico V, Shakespeare, fa annunciare la sua morte. Fu per volontà della regina Elisabetta I che il Bardo riesumò Sir John Falstaff, fatto morire nella sua precedente opera, l’Enrico V: nacque così Le allegre comari di Windsor. Ad accreditare questo aneddoto fu infatti John Dennis, che lo riferì nel 1702. La smania della regina, come precisò pochi anni dopo un altro attento cronista shakespeariano, Nicholas Rowe, derivava da un suo divertito “invaghimento” per la poderosa figura comica di Falstaff; invaghimento che le istillò il desiderio di vederlo in un altro dramma, e per di più innamorato. Sicché, per non venir meno al dictat dell’imperiosa Elisabetta, Shakespeare avrebbe non già “resuscitato” Falstaff, che è moderno espediente da soap-opera, ma escogitato l’intreccio narrativo delle Allegre comari collocandone la vicenda in un tempo immediatamente precedente alla morte del cavaliere, portata a conoscenza per bocca di Mistress Quickly, altro personaggio riproposto, nell’Enrico V. Anche questa Nostra edizione, benché passati parecchi secoli, nasce sotto l’occhio vigile e severo della GRANDE Regina: intrighi, scherzi e maramaldate sfileranno così secondo il divertito gusto shakespeariano.

durata spettacolo: 2h 10’ con un intervallo


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da I Rusteghi di Carlo Goldoni traduzione e adattamento Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero con (in ordine alfabetico) Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso, Jurij Ferrini e con (in ordine alfabetico) Nicola Bremer, Christian Burruano, Alessandro Marini, Daniele Marmi regia Gabriele Vacis composizione scene, costumi, luci e scenofonia Roberto Tarasco

produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino Teatro Regionale Alessandrino

Rusteghi I nemici della civiltà

lunedì 16 aprile 2012 martedì 17 aprile 2012

I Rusteghi appartiene alla maturità compositiva di Carlo Goldoni, che coincide anche con gli ultimi malinconici anni della permanenza a Venezia. Ai fasti del pubblico, che accompagnano la felice stagione del 1750 delle sedici commedie riformate, seguono le commediole antagoniste dell’abate Chiari, che sottraggono pubblico al commediografo, ma soprattutto la polemica restaurazione proposta da Carlo Gozzi, a favore di un ritorno alla Commedia dell’Arte. Due anni separano Goldoni dal viaggio a Parigi, alla Comédie Italienne, e sempre più nelle sue storie si coglie il disinganno per una realtà storica profondamente diversa da quella raccontata agli esordi: Venezia ha perso il ruolo di potenza dell’Adriatico, agita da una classe aristocratica incapace di gestire un indispensabile cambiamento di rotta e da una borghesia commerciale che stenta a imporsi come classe dirigente. I Rusteghi si inserisce dunque a pieno titolo su questo sfondo, con un tratto di audacia finora mai emerso. Il mercante Pantalone, l’avveduto borghese che in molte commedie incarna l’ideale di un soggetto sociale avveduto e responsabile, si trasforma in una amara caricatura di se

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stesso. Autentico tiranno, si impone con protervia su famiglia e domestici. In un prezioso gioco di specchi, Goldoni amplifica le valenze del personaggio sdoppiandolo in altrettanti alter-ego, gli altri “rusteghi” dell’opera: Canciano, Leonardo, Simon e Maurizio. La loro capitolazione a un nuovo codice comportamentale ha il sapore di un happy end forzoso, estraneo per primo a loro stessi. Cupa e vagamente claustrofobica questa commedia parla ancora al nostro tempo, all’intolleranza travestita da moralismo, alla difficoltà di mettersi in relazione, alla mancanza di comunicazione di un’epoca che proprio della comunicazione fa il proprio vessillo. Il disinganno di Goldoni è ancora vivo nelle parole dei protagonisti e descrive una società buia e alla deriva, sopita, ma ancora presente, nella nostra pratica quotidiana.

Da bambino mi facevano vedere le commedie alla televisione. E io morivo di noia. Tranne che con Goldoni. Goldoni mi faceva ridere e mi commuoveva, in quel bianco e nero sfumato che sembrava nebbia. Mettendo in scena Cechov, due anni fa, pensavo che in Zio Vanja non succedeva quasi niente. Nei Rusteghi di Goldoni succede ancora meno che in Zio Vanja. Il personaggio cechoviano ad un certo punto trasgredisce l’immobilità: spara al suo rivale. Non ce la fa ad ammazzarlo, ma almeno ci prova. Non c’è morte fisica. Non serve, dal momento che la vita stessa è solo l’attesa della morte, ma la trasgressione ha a che fare con la serietà della morte. Nei Rusteghi la “grande trasgressione” la mette in opera la siora Felice: fa incontrare un ragazzo e una ragazza prima che si sposino. A differenza che in Romeo e Giulietta nessuno è contrario alle nozze. Il dramma è molto più futile: i genitori vogliono che i figli si sposino, solo pretendono che non si vedano prima delle nozze. La trasgressione della siora Felice è una specie di umiliazione del dramma. I personaggi che in Shakespeare sono eroici, grazie alla morte, in Goldoni diventano buffi. Più ancora che in Cechov. È come se Goldoni avesse già perfetta coscienza dell’immutabilità della condizione umana, della sua stupidità. Solo che lui la raccontava offrendo divertimento: gioia pura in dono. Gabriele Vacis

durata spettacolo: 1h 45’ senza intervallo


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di Nanni Garella da Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta regia Nanni Garella con Vito, Marina Pitta e gli attori di Arte e Salute con la partecipazione straordinaria di Nanni Garella scene Antonio Fiorentino luci Gigi Saccomandi costumi Claudia Pernigotti regista assistente Gabriele Tesauri assistente alla regia Nicola Berti produzione Arena del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna Associazione Arte e Salute onlus

Al dutåur di mât giovedì 15 dicembre 2011

Vito incontra il regista Nanni Garella e la compagnia di attori-pazienti psichiatrici di Arte e Salute: Al dutåur di mât, di Nanni Garella, da Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta. Sul palco c’è anche l’attrice Marina Pitta e, in una partecipazione straordinaria, lo stesso Nanni Garella. Prosegue dunque la collaborazione tra Arena del Sole Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna e Arte e Salute onlus, associazione nata con lo scopo di coniugare il lavoro artistico con il lavoro nel campo della salute mentale, che ha riscosso notevoli successi e riconoscimenti tra cui il Premio Ubu. Dopo l’uso del dialetto bolognese parlato ne Il linguaggio della montagna, uno dei tre atti unici di Harold Pinter messo in scena nell’aprile 2010, Nanni Garella ha deciso di allestire un’opera tutta recitata in bolognese, lavorando sulla commedia scritta nel 1908 in napoletano da Eduardo Scarpetta e adattandola alla lingua originaria dei suoi attori, anche grazie alla preziosa consulenza di Luigi Lepri. Gigén, giovane nullafacente, da anni vive a Bologna alle spalle dello zio Felice, il quale crede di pagare al nipote gli studi di medicina. Quando Felice di Torrinbocca da Marzabotto, luogo in cui vive, giunge a Bologna insieme alla moglie e alla figliastra, Gigén, insieme all’amico Giuanén, mette in scena un altro raggiro allo zio, millantando di essere diventato psichiatra e di dirigere una clinica per alie-

nati mentali, che altro non è che la Pensione Stella, dove i due ragazzi vivono a sbafo, e i presunti pazzi non sono altro che gli eccentrici clienti della pensione, del tutto sani ma presentati come pazzi da Gigén quando lo zio Felice pretende di visitare la clinica. In effetti, le stranezze e le manie di questi ignari inquilini (c’è l’attore che prova l’Otello, il musicista pronto a partire per nuovi e gloriosi concerti, l’ufficiale tutto d’un pezzo, la mamma apprensiva che cerca di accasare la timida figlia) appaiono al povero Felice, terrorizzato, come segni evidenti di pazzia. Ormai professionisti, dopo un lungo periodo di formazione e lavoro teatrale, e dopo aver affrontato, sotto la guida del regista Nanni Garella, opere di Pirandello, Pinter, Brecht, Pasolini, gli attori di Arte e Salute, affiancati da due attori del calibro di Vito e Marina Pitta, già protagonisti di molte produzioni dell’Arena del Sole, affrontano Il medico dei pazzi - testo che ricordiamo anche per il film che ne fu tratto nel 1954 con protagonista Totò per la regia di Mario Mattoli - il cui autore Eduardo Scarpetta è, secondo Garella «un autore importante per il teatro italiano, non solo per quello napoletano, spesso ingiustamente considerato minore, limitato alla lingua napoletana».

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«Il medico dei pazzi è un titolo che ben si attaglia ad Arte e Salute - afferma Nanni Garella -, il tema dell’inversione del punto di vista nel guardare il mondo della follia è trattato da Scarpetta con la leggerezza che gli è propria, ma con grande sapienza drammaturgica e con sensibilità da grande scrittore nell’uso del dialetto». Permettendo, attraverso la commedia, di comprendere meglio il problema del disagio mentale per mezzo di «una serie di attori con problemi psichiatrici che interpretano personaggi normali che a loro volta vengono scambiati per matti». Nel solco di una tradizione, tutta italiana, che va dalla Commedia dell’Arte a Goldoni, a Pirandello, a Eduardo, a Gadda, a Pasolini, l’uso del parlato dialettale affonda la lingua letteraria italiana nelle sue origini popolari e spesso restituisce un’immagine inconsueta del nostro paese, visto, per così dire, dal basso. «In questi anni c’è tanto bisogno di sane verità popolari - prosegue il regista - per guardare ai nostri difetti attraverso la risata della commedia, intravedendo, se possibile, qualche pregio del nostro essere italiani. Ho chiesto a Vito di darci una mano in questa avventura “bolognese”. Ha accettato con entusiasmo e ci stiamo divertendo molto». «È stata un’esperienza fantastica - commenta Vito di grande arricchimento dal punto di vista umano e professionale. Gli attori di Arte e Salute sono molto professionali, anzi vivono la scena in modo molto più concreto. D’altra parte anch’io sono matto, altrimenti non farei questo mestiere».

durata spettacolo: 2h compreso intervallo


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Open Day venerdì 20 gennaio 2012

Separati da tempo, mediamente tritati dalla vita, entrambi sui cinquanta, una madre e un padre si ritrovano faccia a faccia in un giorno importante: iscrivere la figlia quattordicenne alla scuola media superiore. Sembra facile, ma non lo è. Un semplice modulo da compilare diventa per i due ex-coniugi un interrogatorio insidioso, che li spinge a ripercorrere la loro vita, in un crescendo di sottile follia. Tra litigi interrotti da anni, discorsi intorno a una figlia che non si vede mai, ma è al centro di tutto, licei chic con presidi analfabeti e incursioni mentali nella Grecia del IV secolo a. C., si intrecciano tensioni, speranze e qualche sorpresa: perché il passato non è sempre come te lo ricordi e il futuro non è mai come te lo immagini. Dopo i trionfi cinematografici del 2010 e il successo teatrale di Miss Universo, Angela Finocchiaro torna a collaborare con Walter Fontana, autore di questo nuovo testo, per dar vita ad uno spettacolo ironico, tagliente e ricco di emozioni, nato da una domanda che riguarda tutti noi: come si guarda al futuro quando non sai bene come comportarti col presente? Sulla scena, a dividere i tormenti di una famiglia alle prese con una figlia adolescente, Michele Di Mauro, attore sensibile e ironico.

di Walter Fontana regia Ruggero Cara con Angela Finocchiaro e Michele Di Mauro

produzione Agidi

Angela Finocchiaro

Angela Finocchiaro inizia il suo percorso teatrale negli anni Settanta con la compagnia sperimentale Quelli di Grock, per poi fondare la compagnia Panna Acida, di cui sarà autrice e interprete in numerose produzioni. Dagli anni Ottanta la sua attività teatrale prosegue costante con numerosi spettacoli di successo. Per citarne solo alcuni, il fortunatissimo monologo La stanza dei fiori di china, Sottobanco (con Silvio Orlando, regia di Daniele Luchetti), La misteriosa scomparsa della Signorina W, Pinocchia (con Ivano Marescotti), Benneide, Miss Universo (inizio della collaborazione con l’autore Walter Fontana) e, nelle ultime due stagioni teatrali, Mai più soli. Parallelamente comincia una fortunata carriera cinematografica col geniale Ratataplan di Maurizio Nichetti, proseguita con riuscitissime interpretazioni tra cui Benvenuti al Sud (candidatura ai David di Donatello come miglior attrice protagonista), La banda dei babbi Natale (nomination ai Nastri d’Argento come miglior attrice), Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti (Premio David di Donatello 2007 come miglior attrice non protagonista), l’intenso cameo nel film di Ozpetek Un giorno perfetto, La bestia nel cuore di Cristina Comencini (Nastro d’argento 2006, Premio David di Donatello 2006 e Ciak d’oro 2006 come migliore attrice non protagonista).

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Michele Di Mauro si definisce “operaio dello spettacolo”. Attore torinese, dal 1978 lavora in teatro con diversi registi tra cui Castri, Missiroli, Vacis, Malosti, Solari, Bianco e Liberti di Egum Teatro e Binasco. Gli ultimi spettacoli che ha interpretato sono Nella solitudine dei campi di cotone di Koltès, Un anno con 13 lune di Fassbinder, L’apparenza inganna di Bernhard, tutti per Egum Teatro; Zio Vanja di Cechov, regia di Vacis, Quattro atti profani di Tarantino, regia di Malosti e Filippo di Alfieri, regia di Binasco. Al cinema debutta con Gianluca Tavarelli in Portami via, seguono Ravanello pallido accanto a Luciana Littizzetto, Andata e ritorno di Marco Ponti e La doppia ora di Giuseppe Capotondi. Su Radio Deejay affianca Luciana Littizzetto negli sketch del programma La Bomba ed è una delle voci maschili di Radio Due. Ruggero Cara, diplomato nel 1970 alla Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, è tra i fondatori dello storico Teatro del Sole. Attore di cinema e teatro, lavora sul set con Antonio Albanese e Daniele Luchetti, mentre a teatro è diretto, tra gli altri, da Gabriele Salvatores, Giorgio Gallione, Leo de Bernardinis, Nanni Garella, Giorgio Barberio Corsetti, Gabriele Vacis, Dominique Pitoiset, Moni Ovadia e Roberto Andò. Come regista ha diretto Marina Massironi, Marco Travaglio, Corrado Augias e più recentemente Shel Shapiro e Gherardo Colombo. Con la regia di Open Day torna a dirigere Angela Finocchiaro dopo La stanza dei fiori di china (1987) e il grande successo de La misteriosa scomparsa di W (1994). Walter Fontana, sceneggiatore e autore televisivo, negli anni ha lavorato in trasmissioni tv quali Zelig e MaiDireGol. Ha scritto per comici come Paolo Hendel, Claudio Bisio, Maurizio Crozza, Paola Cortellesi, Neri Marcorè, Fabio De Luigi. Scrive romanzi, tra cui Non ho problemi di comunicazione, edito da Rizzoli, con il quale ha vinto nel 2005 il Premio Satira Politica di Forte dei Marmi. Al cinema collabora a tre film del trio Aldo Giovanni e Giacomo. Per Angela Finocchiaro ha già scritto il monologo Miss Universo, replicato con successo per tre stagioni nei maggiori teatri italiani. nuova produzione


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di Jean Claude Carrière

Ennio Fantastichini

traduzione e regia Valerio Binasco

Aide Memoire

Il Catalogo è una commedia delicata e divertente. Il suo titolo (almeno in italiano) si ispira al Don Giovanni di Mozart, e la ragione è tematica e musicale insieme: il dialogo scorre leggero e brioso come le “note bambine” delle partiture settecentesche e il personaggio maschile si ispira - o almeno vorrebbe - al celebre seduttore. Questa commedia gioca con l’impossibile e con l’assurdo, e l’autore sembra divertirsi molto a mandare a gambe all’aria le nostre pretese di vivere in una realtà “normale”. Il tema narrativo è di quelli molto cari al teatro e al romanzo tardo novecentesco: l’impossibile incontro tra un uomo e una donna. Tanto più fatale, quanto più imprevedibile. Per salvarsi dall’impossibile amore, i personaggi si aggrappano in modo quasi ossessivo alla verosimiglianza dei dialoghi e delle situazioni, ma solo per approdare a un’atmosfera di intimità senza scampo, e tuttavia leggera e primordiale, dove la realtà si rivela per quella che è: una specie di prigione dell’anima. Da quel momento in poi sembra un sogno, Il Catalogo. Sembra uno di quei film meravigliosi di certa Nouvelle Vague, che si accanivano a scoprire l’assurdo delle storie d’amore, e di quell’assurdo finivano per innamorarsi e farci innamorare. Tutto si gioca nel dialogo tra un solo uomo e una sola donna. Potremmo anche, forse,

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produzione Angelo Tumminelli Star Dust International

Isabella Ferrari

Il Catalogo

domenica 26 febbraio 2012

scene e luci Massimo Bellando Randone costumi Sandra Cardini musiche Arturo Annecchino

posporre l’aggettivo, e sono sicuro che non sbaglieremmo: Carrière ha scelto due persone tremendamente sole. Sole senza neppure essersene accorte. Le fa incontrare nel momento in cui la loro vita sembra ormai assuefatta a tanta solitudine. Personaggi tanto distanti - lei è una disordinata ed evanescente “ragazza con la valigia” alla Prévert, tenera e folle; lui, come si diceva, un Don Giovanni che nella vita “diurna” fa il consulente legale, mimetizzandosi con l’umanità più normo-razionale che ci sia - potevano incontrarsi solo in forza di un equivoco. E così sarà. (…) L’uomo di questa commedia è come noi, ha la sua vita normale e il suo segreto che lo protegge. Nessuno si stupirà se aggiungo: lo protegge dall’amore. E da cosa ci proteggiamo tutti, sempre, sennò? Come invece “sia” la donna di questa commedia, non si sa. Sembra immersa in qualcosa di segreto e tuttavia è forse la persona più limpida del mondo. Di lei sappiamo solo che ha scelto di vivere in modo opposto al “normale”. (...) C’è un mondo segreto, meraviglioso e senza colpe, dentro di noi e solo l’amore e il coraggio che l’amore sa donare possono liberarlo. Sembra solo un gioco crudele, ma è un gioco divino. Perché l’amore è un Dio. Un Dio che si nutre delle nostre storie, dei nostri giochi, delle nostre fughe inutili e ci dà in cambio l’unica vera bellezza della vita. Il terribile dio-bambino dell’amore si è certo molto divertito leggendo Il Catalogo. Valerio Binasco

Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari sono i protagonisti de Il Catalogo di Jean Claude Carrière con la traduzione e regia di Valerio Binasco. Prodotto da Angelo Tumminelli per la Star Dust International, lo spettacolo prosegue nella stagione 2011/12 la sua tournée italiana già iniziata lo scorso anno. Questa storia, interpretata in Francia nel 1994 da Fanny Ardant e Bernard Giraudeau, ottenne grande successo di pubblico e di critica. Jean-Jacques (Ennio Fantastichini), giovane avvocato in carriera, noto Don Giovanni della Parigi bene, conduce una vita da scapolo esemplare, perfettamente organizzata tra ufficio, serate mondane e nottate con donne sempre diverse. Ha però un difetto: non ha memoria, ed è perciò costretto a catalogare in un album tutte le sue conquiste. Un giorno piomba a casa sua Suzanne (Isabella Ferrari), una giovane donna alla ricerca di un certo Philippe Ferrand. La donna è stanca e senza troppi preamboli decide di installarsi a casa di Jean-Jacques sconvolgendo così l’ordine maniacale del suo monolocale e della sua vita. Si tratta di un tragicomico incontro-scontro di universi paralleli e apparentemente estranei. L’incomunicabilità, e dunque la solitudine, sono le due dimensioni in cui vivono i personaggi. «La coppia Fantastichini-Ferrari rappresenta un binomio davvero perfetto - spiega il produttore Tumminelli - artisticamente in grado di abbinare capacità, classe ed originalità. Sono due attori completi, una grande risorsa per il teatro italiano. Come del resto lo è Valerio Binasco, che firma la regia dello spettacolo». durata spettacolo: 1h 40’

in collaborazione con


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un’idea di Fabrizio Gifuni (da Carlo Emilio Gadda e William Shakespeare)   con Fabrizio Gifuni regia Giuseppe Bertolucci  disegno luci Cesare Accetta direttore tecnico Hossein Taheri  

produzione Fabrizio Gifuni in collaborazione con Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti

Fabrizio Gifuni

L’ingegner Gadda va alla guerra (o della tragica istoria di

Amleto Pirobutirro) 

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Quattro anni dopo ‘Na specie de cadavere lunghissimo, spettacolo che attraverso la prosa del Pasolini luterano e corsaro e gli endecasillabi di Giorgio Somalvico  poneva le basi di una riflessione teatrale sulla trasformazione del nostro paese negli ultimi quarant’anni, Fabrizio Gifuni e Giuseppe Bertolucci riprendono il loro discorso guidati dalla lingua e dal pensiero di uno dei più grandi scrittori del ‘900.  I Diari di guerra e di prigionia - resoconto fedele della partecipazione di Gadda alla prima guerra mondiale - e l’esilarante Eros e Priapo, scritto-referto sulla psicopatologia erotica del ventennale flagello fascista, tracciano la rotta di un viaggio che ci conduce fino al nostro presente, alla scoperta di un popolo mai cresciuto. E, in ultima analisi, di noi stessi. 

venerdì 9 marzo 2012

Un Amleto non più giovane, solo, senza più un padre o una madre da invocare o da maledire, sempre più debole di nervi, collerico. Solo con i suoi fantasmi. La lingua squassata da lampi di puro genio proteiforme. Sempre sull’orlo di una follia tragica eppure, a tratti, comicissima. E ricca di metodo. Ah sì, ricca di metodo.  Così inizio a immaginare Gadda. Un “Amleto Pirobutirro” (protagonista-ombra del suo più grande romanzo, La cognizione del dolore) che riavvolge il nastro delle sue nevrosi camminando a ritroso - come un granchio - sulle tavole della memoria. Una discesa agli inferi che riapre antiche ferite, mai rimarginate. Fino ad arrivare alla ferita originaria. A ciò da cui tutto discende. Nel male e nel bene. Al pozzo nero della sua futura infelicità ma anche, forse, all’involontaria miniera della sua immensa arte. La partecipazione dell’Ingegnere al primo conflitto mondiale (sottotenente nella milizia territoriale, arma di fanteria, V reggimento Alpini), la disfatta di Caporetto, la detenzione nei campi di prigionia tedeschi e la morte del fratello Enrico, modificheranno per sempre la vita dello scrittore. Ma il dolore non è mai solo fatto “privato”. Anzi. Si fa sempre inesorabilmente “pubblico”. (...) Scritti dall’assai scomodo osservatorio del-

le trincee, i suoi Diari di guerra e di prigionia squarciano il velo su qualsiasi retorica patriottarda per farsi atto d’amore autentico e doloroso. Acquisita coscienza del proprio dolore, questo Amleto un po’ avanti con gli anni è ormai perfettamente in grado di analizzare le storture di una Storia ciclicamente “fuori dai cardini”. Preso l’abbrivio, il flusso è inarrestabile. Con il trascorrere degli anni (quanti?), la demenza totale di un popolo frenetizzato ha ora consegnato il suo paese a un tiranno che si preoccupò de le femmine; al delirio narcissico di un ultra-istrione, auto-erotomane affetto da violenza ereditaria. Sèguito ideale di un discorso aperto qualche anno fa, con le riflessioni performative luterane e corsare (di ‘Na specie de cadavere lunghissimo), questo nuovo capitolo si presenta al pubblico come un atto cognitivo “sacrale” - rituale laico di un consorzio civile che si vorrebbe migliore - utile forse a chiunque, oggi, voglia provare a riannodare i fili di una tela in brandelli. La tela di un paese chiamato Italia. L’atto di conoscenza con che nu’ dobbiamo riscattarci - dice Gadda in Eros e Priapo - prelude la resurrezione, se una resurrezione è tentabile da così paventosa macerie. Fabrizio Gifuni

durata spettacolo: 1h 10’


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testo teatrale di Samuel Adamson* basato sul film di Pedro Almodóvar traduzione Giovanni Lombardo Radice con Elisabetta Pozzi, Alvia Reale, Eva Robin’s, Paola Di Meglio, Alberto Fasoli, Silvia Giulia Mendola, Giovanna Mangiù, Alberto Onofrietti scene Antonio Panzuto costumi Gianluca Falaschi luci Alessandro Verazzi suono Daniele D’Angelo regia Leo Muscato produzione Fondazione Teatro Due Teatro Stabile del Veneto *prodotto per la prima volta al The Old Vic Theatre di Londra da Daniel Sparrow, Neal Street Productions, The Old Vic Theatre Company, Dede Harris & DRB Productions

Tutto su mia madre martedì 3 aprile 2012

Il film di Almodóvar inizia con un bellissimo rapporto fra madre e figlio. C’è un padre assente, ma costantemente presente nei pensieri del figlio alla continua ricerca di un’identità. Si parla di maternità, paternità, omosessualità, uomini che diventano donne, padri che diventano madri. Si parla fortemente di teatro, cinema e scrittura; di malattia, di droga, aids, di trapianti, donazione di organi, d’amore e di morte. Un dolore di fondo, filtrato da una visione ironica dell’esistenza stessa. L’incrocio di questi temi sarebbe potuto diventare un guazzabuglio senza pari. Nelle mani di Almodóvar, invece, ogni cosa si concatena perfettamente, nella vita di tutti quei personaggi che Manuela, la protagonista, incontra nel suo viaggio. Manuela è mossa dal senso di colpa di non essere riuscita a mantener fede a una promessa fatta al figlio Esteban poco prima di morire: raccontargli tutta la verità su suo padre. È questo senso di colpa che la porterà a Barcellona, a confrontarsi col passato, andando alla ricerca di quel padre, a cui poter finalmente raccontare tutto su suo figlio... L’elemento dominante nel testo di Adamson è la metateatralità, si tratta di un grande omaggio al teatro e all’arte degli attori. Le tematiche presenti nella sceneggiatura cinematografica ci sono tutte, ma filtrate dalla contestualizzazione della vicenda.

ALTRl PeRcoRsl

Tutto su mia madre è il film capolavoro scritto e diretto da Pedro Almodóvar nel 1999 al vertice della sua maturità artistica. È una dedica “a tutte le attrici che hanno interpretato delle attrici, a tutte le donne che recitano e a tutte le persone che vogliono essere madre”. Il forte appeal teatrale di questo testo è già stato colto dall’Old Vic Theatre di Londra che nel 2007 ne ha prodotto una messa in scena. Il testo, basato sulla sceneggiatura originale di Almodóvar, è stata adattato per il teatro da Samuel Adamson. Lo stesso testo, con questa produzione di Fondazione Teatro Due e Teatro Stabile del Veneto, viene rappresentato per la prima volta in Italia.

Qui la narrazione è quasi onirica, filtrata dai pensieri di Esteban, e da quegli appunti che non smette mai di scrivere sul suo taccuino, appunti su un testo teatrale che vorrebbe scrivere su sua madre, il cui titolo sarebbe proprio Tutto su mia madre. Il nostro spettacolo si fonderà sul linguaggio specifico del teatro e chi vorrà venire a vederlo dovrà cercare di rimuovere (solo per due ore) i ricordi e la passione che lo straordinario film di Almodóvar gli avrà procurato. Il risultato non potrà che essere diverso, ma abbiamo fiducia che possa essere altrettanto emozionante. Leo Muscato

durata spettacolo: 2h 35’ compreso intervallo


TEATRO COMUNALE FILODRAMMATICI

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Quintavalla - Stori - Compagnia Abbondanza/Bertoni

Romanzo d’infanzia mercoledì 18 gennaio 2012

Romanzo d’infanzia è uno spettacolo di particolare intensità e poesia, pluripremiato e acclamatissimo in Italia e all’estero da oltre 13 anni (premio ETI/STREGAGATTO 1997/98). Spettacolo cult della Compagnia Abbondanza/ Bertoni con oltre 600 repliche, è stato tradotto e viene rappresentato in quattro lingue. È dedicato a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore, danzato e parlato. Commuove gli adulti e fa ridere i bambini, per questo è vivamente richiesta la loro presenza, essendo una creazione nata soprattutto per un pubblico giovane. In scena due danzatori che si alternano tra essere genitori e figli e poi di nuovo padre e figlio e madre e figlia e poi fratelli, sì, soprattutto fratelli, e alternano il subire e il ribellarsi e difendere e scappare e tornare e farsi rapire per sempre senza ritorni: insomma vivere.

testo Bruno Stori coreografia e interpretazione Michele Abbondanza e Antonella Bertoni regia e drammaturgia Letizia Quintavalla e Bruno Stori musiche Alessandro Nidi ideazione luci Lucio Diana elaborazioni sonore Mauro Casappa costumi Evelina Barilli voce fuori campo Silvano Pantesco

coproduzione Teatro Testoni Ragazzi con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Dipartimento dello Spettacolo

TeatRo DanZa Romanzo d’infanzia è uno spettacolo in cui il linguaggio del teatro-danza, normalmente riservato ad un pubblico non di giovanissimi, si propone in una formula più narrativa ed immediata in modo da renderlo fruibile anche dai bambini. L’infanzia è il diamante della nostra vita, è grezza e abbagliante. Si può scheggiarlo e offuscare la potenza della sua luce. E questo è male? Non so, ma fa male, molto male. Se è vero che d’amore si può impazzire è ancor più vero che senza amore si diventa matti e infelici. E che disastro i bambini senza amore o con troppo amore. Tra gli eterni deboli ci sono i bambini. Crediamo che la diversità sia un diritto che va ribadito in ogni epoca e in ogni paese. Insomma è sempre tempo di trovarsi dalla parte di chi perde, di chi è più debole. Da questi presupposti deriva un metodo di lavoro che influenza e definisce soprattutto la drammaturgia e il lavoro con i danzatori-attori, considerati più importanti del personaggio, del testo e portatori di materiale umano prezioso e vivo. Questo lavoro parla del disagio infantile all’interno dei rapporti primari-affettivi, della violenza fisica e psicologica che l’infanzia subisce a casa o nelle istituzioni, del delitto di non ascoltare i propri figli, di colpe senza colpevoli. In scena due danzatori che si alternano tra essere genitori e figli e poi di nuovo padre e figlio e madre e figlia e poi fratelli, sì, soprattutto fratelli, e alternano il subire e il ribellarsi e fuggire e difendere e proteggersi e scappare e tornare e farsi rapire per sempre senza ritorni: insomma vivere. Una dedica a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore. Letizia Quintavalla, Antonella Bertoni, Michele Abbondanza, Bruno Stori

durata spettacolo: 55’


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Atlante del Bianco#2 venerdì 24 febbraio 2012

Damasco Corner è un progetto che coinvolge nuovi danzatori non vedenti nella ricerca artistica sul gesto poetico, la sua trasmissione, visione e creazione in contesti dedicati alla formazione e alla produzione artistica. Nasce dalle esperienze della Compagnia Virgilio Sieni e dell’Accademia sull’Arte del Gesto presso gli spazi di CANGO - Cantieri Goldonetta di Firenze, luogo ideato e diretto da Virgilio Sieni. Si rivolge esclusivamente a ragazzi e ragazze non vedenti e ipovedenti, accogliendo la disabilità come punto di partenza per la sperimentazione di linguaggi coreografici inediti e come opportunità unica d’indagine sul gesto, in dialogo con lo spazio, il suono, l’altro. Il progetto conferma il carattere innovativo e il valore della ricerca artistica condotta dallo stesso Sieni assumendo, nello specifico, l’aspetto di avvenimento pioneristico in Italia: Damasco Corner è infatti il primo progetto artistico che coinvolge ragazzi con deficit sensoriale entro un contesto di alta formazione, qual è CANGO, luogo dedicato al corpo e alla ricerca dei linguaggi artistici del contemporaneo, cantiere aperto a verifiche, a ridefinizioni continue, in accordo agli stimoli provenienti dal mondo delle arti contemporanee e in sintonia con i mutamenti culturali e sociali in corso. Grazie alla spinta propulsiva di Virgilio Sieni e della sua compagnia, al supporto dell’équipe di insegnanti, educatori, artisti e studiosi dell’Accademia sull’Arte del Gesto, il

Una compagnia formata da ragazzi non vedenti su un progetto di Virgilio Sieni

interpretazione e collaborazione Giuseppe Comuniello musica Francesco Giomi assistenti Luana Gramegna, Caterina Poggesi

produzione Regione Toscana Osservatorio per le Arti Contemporanee dell’Ente Cassa di Risparmio Firenze Comune di Firenze - Assessorato alla cultura e alla contemporaneità CANGO - Cantieri Goldonetta Firenze Accademia sull’Arte del Gesto Compagnia Virgilio Sieni

Damasco Corner progetto Damasco Corner prende forma dalla fine del 2008. Obiettivo primo è avvicinare le persone non vedenti a una pratica artistica che conduce a una presa di consapevolezza profonda del corpo - inteso come soggetto e oggetto di conoscenza. Incontro, ascolto, scambio di esperienze sono le parole chiave di un primo ciclo di sperimentazione che ha coinvolto un nucleo ristretto di persone (un primo gruppo stabile di danzatori non vedenti) esplorando una metodologia di lavoro ‘flessibile’ per cui competenze e peculiarità molto diverse si sono unite, alimentando una ricerca artistica con risvolti educativi espliciti e chiari echi sociali. Lo sviluppo del progetto Damasco Corner, rispondendo al desiderio di immergersi in una condizione specifica dell’individuo e traslarla in un contesto artistico professionale, si intreccia inevitabilmente con i percorsi tracciati dall’Accademia sull’arte del gesto, con i propositi di CANGO e con il lavoro della Compagnia Virgilio Sieni, condividendo con queste realtà risorse artistiche, organizzative e logistiche in un legame imprescindibile con il territorio toscano e con la città di Firenze. La Toscana è sede produttiva della Compagnia Virgilio Sieni ed è qui che nascono l’Accademia sull’Arte del Gesto e il progetto Damasco Corner.

TeatRo DanZa Atlante del Bianco#2 vede in scena, Giuseppe Comuniello, un giovane ragazzo non vedente, protagonista di un lavoro che ha trovato una sua forma definitiva al termine di un lungo e articolato percorso iniziato nel 2008 da un’idea di Virgilio Sieni. Si tratta di un progetto dal titolo Damasco Corner nato all’interno dell’Accademia sull’Arte del Gesto di Firenze che coinvolge nuovi danzatori non vedenti nella ricerca artistica sul gesto poetico, la sua trasmissione, visione e creazione in contesti dedicati alla formazione e alla produzione artistica. Giuseppe Comuniello sta diventando un incredibile danzatore. La sua presenza, in scena, è capace immediatamente di connettere lo spettatore più avvertito a quel processo che Freud chiamava “esame della realtà”. Un’epifania di performatività e prassi dell’azione scenica di rara intensità e di cui dobbiamo essere davvero grati. Stefano Tomassini «Danza&Danza» novembre 2010

durata spettacolo: 45’


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TEATRO COMUNALE FILODRAMMATICI

venerdì 23 marzo 2012

Una serata dedicata al coraggio di una generazione dimenticata, in perenne attesa, che pure ci soprende per la forza comunicativa e la lucidità di pensieri. Una serata riservata a tre giovani coreografi emergenti, i cui brani compongono un ritratto generazionale ricco, dentro il quale si percepisce un interesse vivo per la carnalità, l’emozione, la risata e la tenerezza. La prima coreografia - Leoni - è di Matteo Fantoni, un classico prodotto del “fai da te”. Ha studiato teatro, ha fatto il tecnico delle luci, si è iscritto e diplomato alla scuola di clown Dimitri. Questo è il suo primo “solo”, ed è anche la prima rappresentazione che il bizzarro personaggio che interpreta, Fortunato Fiorucci, ha preparato per più di cinque anni nel suo garage. È il risultato del suo lavoro quotidiano di “allenamento al coraggio”. Il coraggio di andare oltre i propri limiti, di alzarsi ogni mattina per andare a fare un lavoro che non gli piace, di superare le sue paure, di rischiare, di fare una telefonata, di licenziarsi, di parlare, di accettare il proprio giudizio, di vivere. Leoni è un pezzo assurdo, è un pezzo tragico travestito da comico, è qualcosa che appartiene a tutti noi. La seconda coreografia è di Marco D’Agostin, che con questo spettacolo ha vinto il Premio Giovane Danza d’Autore del Veneto. Il viola del titolo rimanda al colore, che nello spettro delle tonalità è associato alla volontà di essere diversi e dalla carica erotica. Ha in sé la vitalità del rosso e l’intimità del blu ed esprime una forza di tipo primitivo, violento, istintivo. Vìola è anche la terza persona singolare del presente indicativo di “violare”, verbo il cui significato centrale è quello di “andare oltre una soglia con un’azione di forza o illecita”, e alla cui origine sta forse il termine latino “vis”, ovvero “forza”. Viola è un brano potente perché fortemente autobiografico: racconta in danza la sofferenza, il coraggio e la difficoltà di un adolescente che deve affermare la sua identità “diversa” e pertanto inaccettabile per la società benpensante. Chiudono Riccardo Buscarini, Chiara Bersani e Matteo Ramponi, con volta, primo frammento di un progetto più ampio che s’intitola Family Tree. Buscarini è un danzatore e coreografo piacentino che oggi vive e lavora a Londra. Con questo brano ha vinto il Premio Prospettiva Danza 2011. Il suo è un progetto di danza contemporanea di/con/su e per Chiara Bersani, con la collaborazione di Matteo Ramponi. Ciò che li ha spinti a collaborare all’inizio è stata una forte amicizia. Chiara è nata nel 1984 ed è affetta da una grave forma di osteogenesi imperfetta, che rende l’apparato scheletrico fragile e ne limita la crescita. Dal loro incontro è nato uno spettacolo autobiografico, emozionante e coraggioso che, partendo dal corpo di Chiara, indaga sulle radici dei ricordi, la famiglia e l’impatto della diversità nella nostra società. Il titolo rimanda a un’antica danza rinascimentale, chiamata appunto “Volta”, in cui la coppia tendeva a isolarsi e ad avvicinarsi fino al sollevamento della dama da parte del cavaliere: ed è proprio ciò che vediamo accadere in scena tra Chiara e Riccardo, in presenza di Matteo, muto creatore di luce e di atmosfere.

Roberto De Lellis

Anticorpi eXpLo Tracce di giovane danza d’autore

Matteo Fantoni

Leoni Marco D’Agostin

TeatRo DanZa

Viola Riccardo Buscarini

volta

frammento #1 di Family Tree, un progetto di Chiara Bersani

Tre pezzi sul coraggio Leoni

Viola

di e con Matteo Fantoni musiche di E. Serra, J. Breil, Gogol Bordello, L. Battisti concetto luci e costume Matteo Fantoni

coreografia e interpretazione Marco D’Agostin musiche Ryoij Ikeda montaggio musicale Giulia Bigi luci Eugenio Resta

volta

frammento #1 di Family Tree

un progetto di Chiara Bersani concept/direzione Riccardo Buscarini assistente Antonio de la Fe azione/creazione Chiara Bersani, Riccardo Buscarini, Matteo Ramponi suono Sebastiano Dessanay con il supporto di Ina/Assitalia - Agenzia Generale di Piacenza, Stanhome S.p.A - sede di Parma e Piacenza, Accademia Domenichino da Piacenza, Ass. Culturale Corpoceleste si ringraziano Massimo Gallazzi, Alexandra Howard, Riccardo Lisoni Vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2011

Vincitore del Premio del Pubblico e della Giuria - Gd’A Veneto 2010 Rete Anticorpi XL Aerowaves Network

durata spettacolo: Leoni 16’ Viola 16’ volta 20’


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Mappugghje

regia e coreografia Stefano Mazzotta, Emanuele Sciannamea con Chiara Michelini, Maria Cristina Valentini collaborazione alla regia Martim Pedroso testi Fabio Chiriatti disegno luci Stefano Mazzotta scenografie e costumi Cie. Zerogrammi produzione Cie. Zerogrammi coproduzione O Espaco do Tempo (Pt), Spazi Per La Danza Contemporanea (ETI), Centro de Artes performativas do Algarve Devir Capa (Pt), Pim Spazio Scenico (It) con il sostegno di Moovin’UP (Gai, Mibac, Ministero della Gioventù), Regione Piemonte, Ministero per i Beni e le Attività Culturali un ringraziamento a Dimora Coreografica (It), Atelier REAL (Pt)

Cie. Zerogrammi

Seconda Variazione

venerdì 13 aprile 2012

Souvenir di un viaggio immobile Le mappugghje sono, nel dialetto salentino, le carabattole, cianfrusaglie, quelle cose che si accumulano nel portafogli, nei cassetti, in scatole di latta, cose che si conservano a dispetto del poco valore materiale. Ad esse affidiamo pezzetti di cuore, di viaggi, di ricordi, e gli chiediamo di custodirli nell’attesa di essere pronti per metterle in soffitta. Un’attesa che una singolare Penelope, personaggio di questo racconto narrato per corpo e voce, vive nell’immobilità di una piccola casa. Da tempo immemorabile e con devozione attende. In silenzio, paziente, si muove tra le mappugghje del suo cuore, nel tentativo di recuperarne la trama, inesorabilmente destinata a sciogliersi nel silenzio dell’ennesima notte di solitudine. Questo lavoro, frutto di due anni di ricerca scanditi in residenze coreografiche realizzate in Italia e Portogallo, vede coesistere in scena due differenti linguaggi in dialogo fra loro, la danza e la prosa, collocandosi anacronisticamente in uno spazio di indefinibilità di genere, non danza e non teatro ma entrambi i linguaggi cuciti in due racconti paralleli e “incidentalmente” legati fra loro. La sua struttura narrativa

intende rispondere alla precipua scelta drammaturgica di un tempospazio non lineare, di un disordine cronologico che sostituisce a logica e direzione nel viaggio per mare dell’eroe Ulisse, il complesso, ricco vagabondaggio interiore della sposa in attesa. Accade così che la donna sia in scena, al tempo stesso, la giovane Penelope all’alba di un solitario aspettare di là da venire (il corpo della danzatrice Chiara Michelini) e la donna anziana che ha indefinitamente atteso e che, non sempre lucida, dimentica talvolta dell’oggetto di questo persistente attendere, è pronta a farci partecipi, attraverso la voce dell’attrice Maria Cristina Valentini, del suo appassionato, amorevole, a tratti disilluso diario di viaggio.

TeatRo DanZa Non tanto penso il verbo “andare” e “tornare”. Se tornare è davvero un atto di compimento ed esige una forte identità, una straordinaria capacità psichica e tecnica di sopravvivenza. Se è solo rimbalzo all’indietro nel punto (interiore) fermo, creduto tale per bisogno di stabilità ed equilibrio. Punto interiore chiamato casa. Isola propria. Famiglia. Regno. In realtà tutto si è mosso e trasformato, come del resto noi, nel partire. Tutto dovrà essere in qualche modo rifondato, così come Ulisse ha fatto. O se tornare è ritiro, ferita, fallimento proprio che si rinnova nel non riuscire a sostenere fisicamente e culturalmente un altro sfondamento di confine. Mi concentro allora nel significato di “soglia”. Penso che il nostro vivere, dal primo respiro all’espirazione, sia una corrente di soglie, di occhielli in cui esperire. E in questa interpretazione i verbi “andare” e “tornare” non sono in opposizione. Ogni soglia è in divenire. Così, anche ogni punto, ogni casa, ogni fuoco (interiore). A. M. Farabbi

durata spettacolo: 1h 15’


1a edizione

L’altra scena Festival di teatro contemporaneo

mercoledì 28 settembre 2011 - ore 21

mercoledì 19 ottobre 2011 - ore 21

ATIR

Babilonia Teatri

Cleopatràs di Giovanni Testori • regia Gigi Dall’Aglio • con Arianna Scommegna • al violoncello Antony Montanari L’attrice Arianna Scommegna, premio Hystrio 2011 per l’interpretazione, in una straordinaria interpretazione teatrale. Dopo i due monologhi che l’hanno fatta conoscere e ammirare dal pubblico, La Molli, divertimento alle spalle di Joyce, scritto con Gabriele Vacis e Qui città di m., scritto per lei da Piero Colaprico, Arianna si confronta con uno dei più importanti scrittori lombardi del nostro tempo: Giovanni Testori. Cleopatràs è il primo dei Tre lai pubblicati postumi nel 1994. Lamento di morte che Cleopatra rivolge al suo amato.

 

Premio Scenario 2007, made in italy non racconta una storia. Affronta in modo ironico, caustico e dissacrante le contraddizioni del nostro tempo. Lo spettacolo procede per accumulo. Fotografa, condensa e fagocita quello che ci circonda: i continui messaggi che ci arrivano, il bisogno di catalogare, sistemare, ordinare tutto. Procede per accostamenti, intersezioni, spostamenti di senso. Le scene non iniziano e non finiscono. Le immagini e le parole nascono e muoiono di continuo. Gli attori non recitano. La musica è sempre presente. Come in un video-clip.

mercoledì 26 ottobre 2011 - ore 21

Piccola Compagnia della Magnolia

Teatro Sotterraneo

di Federico García Lorca • con Luisa Accornero, Giorgia Cerruti, Andrea Romeri, Claudia Martore, Vanessa Leonardelli, Fabrizia Gariglio, Agla Germanà • regia Antonio Díaz-Florián • coproduzione Théâtre de l’Epée de Bois Cartoucherie de Vincennes L’estremo capolavoro di García Lorca nella messa in scena del regista Antonio Dìaz-Floriàn è uno spettacolo di grande impatto emotivo e visivo, che chiama il pubblico a condividere con gli attori un rituale di morte fortemente evocativo: una messa da requiem in cui la forza creativa dell’autore trova perfetta rispondenza nel travestimento grottesco cui sono sottoposte le attrici. Una regia originale, concentrata sull’efficacia di una recitazione perfetta calata in un’atmosfera grottesca e quasi demoniaca, con pochi essenziali elementi di scenografia.

mercoledì 12 ottobre 2011 - ore 21 Teatro i

HILDA di Marie NDiaye • regia di Renzo Martinelli • con Alberto Astorri, Federica Fracassi e Francesca Garolla

Apertura Festival mercoledì 28 settembre 2011 dalle ore 20

di e con Valeria Raimondi Enrico Castellani • scene Babilonia Teatri/Gianni Volpe • costumi Franca Piccoli • luci e audio Ilaria Dalle Donne • movimenti di scena Luca Scotton

mercoledì 5 ottobre 2011 - ore 21

La casa di Bernarda Alba

Piacenza, Teatro Comunale Filodrammatici

made in italy

L’angosciante esistenza di una ricca e annoiata signora che vuole al suo servizio una vivace ed energica madre di famiglia, Hilda, che diventa progressivamente proprietà esclusiva della donna e, per pochi soldi, perde la sua esistenza e la sua identità. Marie NDiaye ci offre uno sguardo sulla condizione della donna, sulle frustrazioni e sulle mortificazioni che ancora subisce nella società contemporanea, reinventando in modo attuale e originalissimo la tradizionale dialettica “servo-padrone”.

Dies irae _ 5 episodi intorno alla fine della specie

Dittico sulla specie (parte1) creazione collettiva Teatro Sotterraneo • in scena Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri • scrittura Daniele Villa • luci Roberto Cafaggini • costumi Lydia Sonderegger Non potrai mai camminare a fianco di un neandertaliano. Non potrai mai nemmeno parlare con un mesopotamico oppure osservare il cielo con un maya. Non vedrai l’arrivo di una delegazione aliena sul maxischermo e non vedrai il sole diventare supernova. Il presente è un tempo storico. Il presente è una convenzione. Il presente è soprattutto un perimetro d’azione. Dies irae affronta l’estinzione della specie e dei suoi manufatti, non come evento traumatico ma piuttosto come oblio, come sguardo postumo e ammirato sulle cose del mondo.

domenica 30 ottobre 2011 - ore 21 Maria Cassi

La mia vita con gli uomini… e altri animali scritto da Patrick Pacheco e Maria Cassi • regia Peter Schneider • al pianoforte Antonino Siringo • produzione Change Performing Arts, Teatro del Sale, Red Shoes Productions e CRT Artificio Un esilarante corso intensivo sull’amore, la seduzione, la morte e... l’olio d’oliva. A fare da mattatrice sulla scena la dirompente Maria Cassi, attrice di formazione classica con una lunga esperienza di ricerca nel teatro comico e musicale, paragonata dalla stampa internazionale a Charlie Chaplin, Jerry Lewis e Jacques Tati. A plasmare il caleidoscopio dei personaggi di Maria c’è Peter Schneider, Tony Award per la produzione del musical The Lion King e responsabile per la Disney di molti grandi successi.


InFormazione Teatrale

Dentro il teatro Incontri di introduzione ai linguaggi della scena La magia del teatro - I livello Giochiamo al teatro? - II livello per le scuole primarie Capire lo spettacolo teatrale per le scuole secondarie di primo grado Leggere lo spettacolo teatrale per le scuole superiori a cura di Chiara Merli

Gli elementi del teatro Giorgio Strehler: per un teatro umano Percorso di aggiornamento per insegnanti e tutto il pubblico a cura di Chiara Merli

Ditelo all’attore Incontri con i protagonisti della stagione di prosa del Teatro Municipale di Piacenza a cura di Enrico Marcotti

Protocollo d’Intesa con il Piccolo Teatro di Milano Attività collegate all’ospitalità dello spettacolo Blackbird al Teatro Municipale

Dietro il sipario Incontri di presentazione della Stagione di Prosa “Tre per Te” 2011/2012 Incontri propedeutici alla visione degli spettacoli della Stagione di Prosa “Tre per Te” 2011/2012 Incontri di approfondimento sugli spettacoli della Stagione di Prosa “Tre per Te” 2011/2012 per le scuole e le università, le biblioteche e i gruppi organizzati a cura di Chiara Merli

Lucia Vasini e Compagnia Diurni e Notturni Laboratorio teatrale per ospiti e operatori dei Centri Diurni e delle Comunità dell’Unità di Riabilitazione del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Piacenza a cura di Lucia Vasini

La scrittura scenica Scrivere per il teatro: l’esempio di tre spettacoli di Teatro Gioco Vita per insegnanti e tutto il pubblico a cura di Fabrizio Montecchi

Dal fumetto al teatro d’ombre Percorso triennale di formazione Parte I - Il fumetto si fa ombra per insegnanti, educatori, animatori a cura di Nicoletta Garioni

Le vie del desiderio: amore, follia e perversione Al dutåur di mât, Blackbird, Tutto su mia madre a cura di Giovanni Smerieri

Psichiatria e psicoanalisi a teatro Romanzo d’infanzia, Alla locanda del Baleniere, Sogno di una notte di mezza estate per le scuole superiori a cura di Marco Martinelli

Tutti i colori dell’ombra Una giornata di laboratorio a scuola sull’ombra per le scuole dell’infanzia e primarie a cura di Federica Ferrari

Piccoli incontri con l’ombra impresa_cultura Adriano Olivetti 1901-1960 Cinema - Teatro - Incontri in collaborazione con Cittàcomune

Una giornata all’Officina delle Ombre in compagnia delle nostre ombre, per giocare e divertirsi ma anche per imparare per le scuole primarie a cura del gruppo artistico di Teatro Gioco Vita

Il mestiere del teatro Una giornata all’Officina delle Ombre con la compagnia di Teatro Gioco Vita, per vedere come si “fa” uno spettacolo per le scuole secondarie di primo grado e superiori a cura del gruppo artistico di Teatro Gioco Vita

Strisce d’ombra Un viaggio nei mondi del fumetto Laboratorio teatrale per una classe di scuola secondaria di primo grado a cura di Teatro Gioco Vita

Pre/Visioni Giovani artisti delle scuole di teatro, laboratori e azioni teatrali

L’ingegner Gadda: la guerra, la vita, il dolore Percorso di approfondimento sulle tematiche dello spettacolo L’ingegner Gadda va alla guerra e sull’opera di Carlo Emilio Gadda per le scuole a cura di Chiara Merli

Il Mondo e il Teatro Alla scoperta dell’opera di Carlo Goldoni per le scuole a cura di Chiara Merli

A teatro con mamma e papà Rassegna di teatro per le famiglie

L’Officina della Fantasia Grandi dittatori e piccoli uomini Un percorso nel teatro di Bertolt Brecht per le scuole a cura di Chiara Merli

Laboratorio di teatro per bambini da 5 a 10 anni a cura di Federica Ferrari

In compagnia di... Elmer e Pina Chi è di scena? Incontri propedeutici alla visione degli spettacoli della Rassegna di Teatro Scuola “Salt’in Banco” 2011/2012 Incontri di approfondimento sugli spettacoli della Rassegna di Teatro Scuola “Salt’in Banco” 2011/2012 per le scuole primarie e secondarie di primo grado a cura di Chiara Merli

Progetto Shakespeare La dodicesima notte... amori e sogni Laboratorio teatrale pratico-intensivo per una classe del Liceo “Gioia” a cura di Valentina Escobar

Ogni domenica incontra e gioca con un personaggio amico Laboratorio di teatro per bambini da 3 a 7 anni e genitori a cura di Federica Ferrari

A teatro con gusto 3° edizione - 2012

Cinema e teatro Proiezioni e incontri La ciociara (Vittorio De Sica, Italia 1960) Tutto su mia madre (Pedro Almodóvar, Spagna 1999)

La commedia dell’arte in 12 incontri Laboratorio teatrale per una classe del Liceo “Gioia” a cura di Nicola Cavallari

E ancora... Incontri nelle scuole, formazione degli insegnanti, progetti per giovani e studenti, incontri nelle biblioteche, workshops e conferenze

La sostanza dei sogni Il teatro comico di Shakespeare tra il palcoscenico e il grande schermo per le scuole a cura di Chiara Merli

con il sostegno di


TRE PERTE

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ABBONAMENTI 2011/2012 - PROSA - ALTRI PERCORSI - TEATRO DANZA

INFORMAZIONI SPETTACOLI

TEATRO

PROSA A

PROSA B

ALTRI PERCORSI

TEATRO DANZA

2 PER TE A

2 PER TE B

2 PER TE DANZA

3 PER TE A

3 PER TE B

LE BUGIE CON LE GAMBE LUNGHE

MUNICIPALE

lunedì 7/11/2011

martedì 8/11/2011

lunedì 7/11/2011

martedì 8/11/2011

lunedì 7/11/2011

martedì 8/11/2011

LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI

MUNICIPALE

martedì 6/12/2011

mercoledì 7/12/2011

martedì 6/12/2011

mercoledì 7/12/2011

martedì 6/12/2011

mercoledì 7/12/2011

TEATRO GIOCO VITA Teatro Stabile di Innovazione Teatro Comunale Filodrammatici Via San Siro 9 - 29121 Piacenza Telefono 0523.315578 (biglietteria) 0523.332613 (uffici) Fax 0523.338428 E-mail biglietteria@teatrogiocovita.it

AL DUTÅUR DI MÂT

MUNICIPALE

giovedì 15/12/2011

giovedì 15/12/2011

giovedì 15/12/2011

giovedì 15/12/2011

BLACKBIRD

MUNICIPALE

lunedì 9/1/2012

martedì 10/1/2012

lunedì 9/1/2012

martedì 10/1/2012

ROMANZO D’INFANZIA

FILODRAMMATICI

mercoledì 18/1/2012

mercoledì 18/1/2012

mercoledì 18/1/2012

OPEN DAY

MUNICIPALE

venerdì 20/1/2012

venerdì 20/1/2012

venerdì 20/1/2012

Orari di apertura della biglietteria di Teatro Gioco Vita dal 1° settembre al 31 ottobre 2011: dal martedì al venerdì ore 10-13 e ore 15-18, sabato ore 10-13 dal 2 novembre al 21 dicembre 2011: dal martedì al venerdì ore 15-18, sabato ore 10-13 dal 5 gennaio al 31 marzo 2012: dal martedì al venerdì ore 15-18 dal 1° aprile 2012: dal martedì al giovedì ore 14-17

NAPOLETANGO

MUNICIPALE

martedì 24/1/2012

LA CIOCIARA

MUNICIPALE

martedì 7/2/2012

ATLANTE DEL BIANCO#2

FILODRAMMATICI

IL CATALOGO

MUNICIPALE

SIGNORINA GIULIA

MUNICIPALE

L’INGEGNER GADDA VA ALLA GUERRA

MUNICIPALE

LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

MUNICIPALE

TRE PEZZI SUL CORAGGIO

FILODRAMMATICI

TUTTO SU MIA MADRE

MUNICIPALE

MAPPUGGHJE. Seconda Variazione

FILODRAMMATICI

RUSTEGHI

MUNICIPALE

BIGLIETTERIA

Il giorno dello spettacolo la biglietteria funziona unicamente nella sede della rappresentazione a partire dalle ore 19 (per gli spettacoli al Teatro Municipale, in Via Verdi 41; per gli spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici, in Via Santa Franca 33).

I biglietti sono in vendita anche on-line al sito internet www.teatrogiocovita.it

giovedì 15/12/2011 lunedì 9/1/2012

martedì 10/1/2012 mercoledì 18/1/2012 venerdì 20/1/2012

venerdì 20/1/2012

venerdì 20/1/2012

mercoledì 25/1/2012

martedì 24/1/2012

mercoledì 25/1/2012

martedì 24/1/2012

mercoledì 25/1/2012

mercoledì 8/2/2012

martedì 7/2/2012

mercoledì 8/2/2012

martedì 7/2/2012

mercoledì 8/2/2012

venerdì 24/2/2012

venerdì 24/2/2012

venerdì 24/2/2012

domenica 26/2/2012

domenica 26/2/2012

domenica 26/2/2012

martedì 28/2/2012

mercoledì 29/2/2012

venerdì 9/3/2012

venerdì 9/3/2012

martedì 13/3/2012

mercoledì 14/3/2012

venerdì 23/3/2012

venerdì 23/3/2012

venerdì 23/3/2012

martedì 3/4/2012

martedì 3/4/2012

martedì 3/4/2012

venerdì 13/4/2012

venerdì 13/4/2012

venerdì 13/4/2012

lunedì 16/4/2012

martedì 17/4/2012

venerdì 24/2/2012 domenica 26/2/2012 martedì 28/2/2012

mercoledì 29/2/2012 venerdì 9/3/2012

martedì 13/3/2012

mercoledì 14/3/2012

domenica 26/2/2012

domenica 26/2/2012

martedì 28/2/2012

mercoledì 29/2/2012

venerdì 9/3/2012

venerdì 9/3/2012

martedì 13/3/2012

mercoledì 14/3/2012

venerdì 23/3/2012 martedì 3/4/2012

martedì 3/4/2012

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venerdì 13/4/2012 lunedì 16/4/2012

giovedì 15/12/2011

martedì 17/4/2012

lunedì 16/4/2012

martedì 17/4/2012

venerdì 9/3/2012


TRE PERTE

OFFERTE SPECIALE STUDENTI

ABBONAMENTO TEATRO DANZA (4 spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici) Galleria euro 30

ABBONAMENTI

ABBONAMENTO PROSA (8 spettacoli al Teatro Municipale) euro 180 (intero) euro 108 (intero) euro 165 (intero) euro 135 (intero) euro 108 (intero) euro 85 (intero) euro 55

euro 155 (ridotto) euro 95 (ridotto) euro 135 (ridotto) euro 120 (ridotto) euro 95 (ridotto) euro 70 (ridotto)

ABBONAMENTO ALTRI PERCORSI (5 spettacoli al Teatro Municipale) Platea Ingresso Palco Posto Palco* Galleria numerata Galleria non numerata Loggione Ingresso Loggione

euro 90 (intero) euro 60 (intero) euro 85 (intero) euro 70 (intero) euro 60 (intero) euro 38 (intero) euro 25

euro 80 (ridotto) euro 50 (ridotto) euro 75 (ridotto) euro 60 (ridotto) euro 50 (ridotto) euro 30 (ridotto)

ABBONAMENTO 2 PER TE - Prosa + Altri Percorsi (13 spettacoli al Teatro Municipale) Platea Ingresso Palco Posto Palco* Galleria numerata Galleria non numerata Loggione Ingresso Loggione

ABBONAMENTO 2 PER TE Prosa + Altri Percorsi (13 spettacoli al Teatro Municipale) Galleria euro 120 Loggione euro 80 ABBONAMENTO 2 PER TE DANZA Altri Percorsi + Teatro Danza (5 spettacoli al Teatro Municipale e 4 spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici) Galleria euro 60

INFORMAZIONI

Platea Ingresso Palco Posto Palco* Galleria numerata Galleria non numerata Loggione Ingresso Loggione

ABBONAMENTO ALTRI PERCORSI (5 spettacoli al Teatro Municipale) Galleria euro 48 Loggione euro 23

euro 240 (intero) euro 145 (intero) euro 220 (intero) euro 188 (intero) euro 145 (intero) euro 100 (intero) euro 70

euro 205 (ridotto) euro 125 (ridotto) euro 195 (ridotto) euro 165 (ridotto) euro 125 (ridotto) euro 90 (ridotto)

ABBONAMENTO TEATRO DANZA (4 spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici) Platea euro 55 (intero) Galleria euro 40 (intero)

euro 50 (ridotto) euro 35 (ridotto)

ABBONAMENTO 2 PER TE DANZA Altri Percorsi + Teatro Danza (5 spettacoli al Teatro Municipale e 4 spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici) Platea euro 110 (intero) euro 105 (ridotto) Galleria euro 90 (intero) euro 80 (ridotto)

ABBONAMENTO 3 PER TE Prosa + Altri Percorsi + Teatro Danza (13 spettacoli al Teatro Municipale e 4 spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici) Galleria euro 150 Loggione euro 100 (con posto in galleria al Teatro Comunale Filodrammatici)

ABBONAMENTO PASS STUDENTI - Altri Percorsi + 2 spettacoli di Prosa* + 1 spettacolo di Teatro Danza** (7 spettacoli al Teatro Municipale e 1 spettacolo al Teatro Comunale Filodrammatici) Galleria euro 75 Loggione euro 45 * La resistibile ascesa di Arturo Ui + Rusteghi ** Romanzo d’infanzia Agli studenti minorenni che sottoscriveranno un abbonamento 2 Per Te Prosa + Altri Percorsi o un abbonamento 3 per Te, in sostituzione dello spettacolo di Prosa Blackbird sarà dato un pass omaggio per tutti gli spettacoli di Pre/ Visioni. Per gli spettacoli programmati al Teatro Comunale Filodrammatici, in caso di esaurimento di posti in Galleria, a chi sottoscrive un abbonamento Speciale Studenti potranno essere assegnati posti numerati di Platea. In caso di esaurimento di posti numerati, ai

gruppi scolastici che lo vorranno, potranno essere assegnati abbonamenti non numerati con eventuale definizione del posto a sedere nei giorni immediatamente precedenti lo spettacolo e/o la sera stessa della rappresentazione. Per poter usufruire delle offerte Speciale Studenti è necessario rivolgersi all’Ufficio Scuola di Teatro Gioco Vita; l’acquisto potrà poi essere formalizzato rivolgendosi alla biglietteria nei giorni ed orari di apertura oppure concordando un appuntamento con gli uffici di Teatro Gioco Vita.

CAMPAGNA ABBONAMENTI ABBONAMENTO 3 PER TE Prosa + Altri Percorsi + Teatro Danza (13 spettacoli al Teatro Municipale e 4 spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici) Platea euro 270 (intero) euro 230 (ridotto) Galleria euro 220 (intero) euro 195 (ridotto)

* Gli abbonamenti Posto palco potranno essere messi in vendita previa verifica della disponibilità di palchi per l’intera stagione e a discrezione della Direzione

Prelazione riservata agli abbonati della stagione precedente Conferma abbonamenti Per gli abbonati della stagione 2010/2011 che intendono sottoscrivere l’abbonamento anche per il 2011/2012 è previsto il mantenimento del posto occupato nella stagione precedente. La conferma può essere effettuata da martedì 6 fino a sabato 17 settembre 2011. La conferma può essere effettuata di persona oppure comunicata telefonicamente, via fax oppure e-mail rivolgendosi alla biglietteria di Teatro Gioco Vita, via San Siro 9, Piacenza - telefono 0523.315578 - fax 0523.338428, e-mail biglietteria@teatrogiocovita.it. Il pagamento degli abbonamenti confermati telefonicamente, via fax o e-mail dovrà essere comunque effettuato entro il 17 settembre 2011.

Al termine del periodo riservato alla conferma degli abbonamenti la situazione dei posti non confermati verrà completamente azzerata (non è quindi possibile per i vecchi abbonati che intendono cambiare posto e/o turno mantenere riservati i posti dell’anno precedente fino all’eventuale nuova scelta). Cambio turno, posto e/o tipo di abbonamento Per gli abbonati della stagione 2010/2011 che intendono sottoscrivere l’abbonamento anche per il 2011/2012 ma desiderano cambiare turno e/o posto è possibile effettuare il rinnovo dell’abbonamento da martedì 20 a sabato 24 settembre 2011.

Abbonamenti per tutto il pubblico Gli abbonamenti sono in vendita da martedì 27 settembre a sabato 8 ottobre 2011.


TRE PERTE

BIGLIETTI Spettacoli Prosa al Teatro Municipale

Spettacoli Teatro Danza al Teatro Comunale Filodrammatici

Platea euro 28 (intero) euro 24 (ridotto) Posto Palco euro 26 (intero) euro 22 (ridotto) Ingresso Palchi/Galleria euro 16 (intero) euro 14 (ridotto) Galleria numerata euro 21 (intero) euro 19 (ridotto) Loggione numerato euro 13 (intero) euro 11 (ridotto) Ingresso Loggione euro 8 Studenti euro 13 (posto unico in Galleria)

Platea Galleria Studenti

euro 18 (intero) euro 16,50 (ridotto) euro 15 (intero) euro 13,50 (ridotto) euro 10 (posto unico in Galleria)

I biglietti per tutti gli spettacoli sono in vendita da martedì 25 ottobre 2011.

Spettacoli Altri Percorsi al Teatro Municipale

INFORMAZIONI

OFFERTE E PROMOZIONI Palchettisti I palchettisti che prima della campagna abbonamenti comunicheranno alla direzione di Teatro Gioco Vita la concessione del palco per uno dei due turni di abbonamento Prosa e/o per Altri Percorsi, potranno acquistare l’abbonamento Ingresso Palco per il turno Prosa prescelto scontato a 80 euro oppure per Altri Percorsi scontato a 50 euro, in alternativa singoli Ingressi Palco scontati a 12 euro. Abbonati A tutti coloro che hanno sottoscritto un abbonamento Prosa, Altri Percorsi, Teatro Danza, 3 Per Te, 2 Per Te e a tutti i giovani che hanno sottoscritto uno degli abbonamenti Speciale/Studenti viene offerta la visione gratuita di uno spettacolo a scelta del cartellone Pre/ Visioni. La prenotazione dei posti omaggio dovrà essere richiesta

alla biglietteria di Teatro Gioco Vita almeno 3 giorni prima della recita prescelta. La promozione è valida fino ad esaurimento dei posti disponibili. Promozioni speciali La direzione di Teatro Gioco Vita si riserva di comunicare nel corso della Stagione eventuali ulteriori promozioni rivolte agli abbonati e/o al pubblico (ad esempio, riduzioni speciali introdotte successivamente sul costo di biglietti per determinati spettacoli, possibilità di portare a teatro un ospite per la visione di alcune rappresentazioni, eventuali gratuità, promozioni speciali sui biglietti per determinati ordini di posti e/o particolari categorie di pubblico, ecc.).

Platea euro 23 (intero) euro 21 (ridotto) Posto Palco euro 21 (intero) euro 19 (ridotto) Ingresso Palchi/Galleria euro 16 (intero) euro 14 (ridotto) Galleria numerata euro 18 (intero) euro 16 (ridotto) Loggione numerato euro 11 (intero) euro 9 (ridotto) Ingresso Loggione euro 7 Studenti euro 11 (posto unico in Galleria)

BIGLIETTI “LAST MINUTE” Spettacoli Prosa e Altri Percorsi Platea e Posto Palco Galleria Loggione

Spettacoli Teatro Danza

euro 15 euro 11 euro 4

Platea Galleria

euro 10 euro 7

I biglietti “Last Minute” sono disponibili, a discrezione della Direzione, a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo per cui l’offerta è valida. Per alcune rappresentazioni non è detto che vengano messi in vendita biglietti “Last Minute”.

CARNET 6 SPETTACOLI È possibile acquistare a prezzo scontato un carnet di 6 biglietti con posto numerato per due spettacoli Prosa, due spettacoli di Altri Percorsi e due spettacoli di Teatro Danza. Platea Galleria

euro 105 (intero) euro 80 (intero)

euro 90 (ridotto) euro 75 (ridotto)

L’ALTRA SCENA festival di teatro contemporaneo Pass 6 spettacoli Posto unico numerato (Platea/Galleria) euro 40 (intero) euro 20 (ridotto studenti)

Biglietti Posto unico numerato (Platea/Galleria)

euro 10 (intero) euro 5 (ridotto studenti)

Prevendita da martedì 13 settembre 2011. I carnet 6 spettacoli sono in vendita da martedì 11 a sabato 15 ottobre 2011. I carnet saranno assegnati previa verifica della disponibilità di posti per gli spettacoli scelti.

PRE/VISIONI giovani artisti delle scuole di teatro, laboratori e azioni teatrali Biglietti

Posto unico numerato (Platea/Galleria)

La data di inizio delle prevendite sarà comunicata a gennaio 2012.

euro 5 (intero)


TRE PERTE

53

INFORMAZIONI

COMUNICAZIONI Chi volesse acquistare biglietti e non potesse farlo durante gli orari e i giorni stabiliti, può concordare un appuntamento o modalità alternative di acquisto telefonando alla biglietteria di Teatro Gioco Vita al numero 0523.315578, nei giorni ed orari di apertura. In caso di prenotazioni telefoniche di biglietti (che per gli spettacoli di Prosa, Altri Percorsi e Teatro Danza potranno essere accettate a partire dal 2 novembre 2011), è richiesto il pagamento del costo del biglietto tramite bonifico bancario o vaglia postale. Fino a 24 ore prima di ogni spettacolo viene messo a disposizione del pubblico un quantitativo di biglietti per l’acquisto tramite rete internet. Il pagamento potrà essere effettuato con carta di credito. Il servizio comporta un aggravio dovuto alla commissione in favore del gestore del servizio. Possono usufruire della riduzione sull’acquisto di abbonamenti, biglietti e carnet i militari, gli spettatori di età superiore ai 60 anni e inferiore ai 25 anni. Possono essere acquistati max. 4 abbonamenti e/o biglietti a persona. Possono usufruire dell’abbonamento Speciale Studenti tutti gli studenti che non abbiano compiuto i 25 anni. Gli interessati dovranno presentare, al momento dell’acquisto dell’abbonamento o del biglietto, un certificato di iscrizione (o in alternativa tessera, libretto universitario, libretto giustificazioni…) che dovrà essere esibito anche al momento dell’ingresso a teatro. In caso contrario, per usufruire dell’offerta dovrà essere sottoscritta un’apposita autocertificazione. Il diritto ad eventuali riduzioni e/o promozioni deve essere comunicato dallo spettatore agli addetti della biglietteria al momento dell’acquisto del biglietto e/o dell’abbonamento, esibendo su richiesta la documentazione che attesta tale diritto. Dopo l’emissione del biglietto e/o abbonamento non sarà più possibile applicare eventuali riduzioni. È possibile cambiare turno di abbonamento, comunicando per iscritto tale intenzione almeno un giorno prima dell’inizio della pro-

grammazione dello spettacolo (tale comunicazione sottintende comunque la rinuncia al posto nel proprio turno). Questo servizio garantisce unicamente l’ingresso in teatro e l’eventuale collocazione (solo se disponibile) in un posto numerato assegnato dalla Direzione. Gli abbonamenti non sono personali e possono quindi essere utilizzati da persone diverse dall’intestatario, purché abbiano le medesime caratteristiche (ad esempio, un abbonamento Speciale Studenti può essere utilizzato solamente da altri studenti, e così via). Non è possibile, da parte di persone che non abbiano gli stessi diritti, utilizzare la tessera. In questi casi è però possibile usufruire del posto, entrando in teatro con un Ingresso (ad esempio, un genitore può entrare in teatro con un Ingresso e usufruire del posto a sedere del proprio figlio studente, mostrando alla maschera la tessera di abbonamento). In caso non venissero rappresentati, per cause impreviste, tutti gli spettacoli compresi nell’abbonamento, il Teatro opererà una sostituzione oppure, in alternativa, rimborserà agli abbonati le quote relative allo/agli spettacolo/i annullato/i. Gli eventuali rimborsi potranno essere erogati solamente dietro presentazione della tessera di abbonamento ed entro i termini comunicati dalla Direzione del Teatro. Qualora ragioni impreviste lo richiedessero, la Direzione si riserva la facoltà di spostare la data dei turni di abbonamento dandone notizia sulla stampa, sui veicoli pubblicitari del Teatro e/o contattando telefonicamente o per lettera gli abbonati. All’atto della sottoscrizione dell’abbonamento è opportuno rilasciare generalità, indirizzo e recapito (anche telefonico ed e-mail) per eventuali comunicazioni urgenti.

Nel caso di variazione di data di uno spettacolo, ai possessori di biglietto si ricorda che potranno utilizzare il biglietto nella nuova data, secondo le indicazioni fornite dal teatro, oppure optare per il rimborso. In caso di annullamento di uno spettacolo, i possessori di biglietti saranno rimborsati. Gli eventuali rimborsi potranno essere erogati dietro riconsegna dei biglietti originali ed entro i termini comunicati dalla Direzione del Teatro. I biglietti e gli abbonamenti non utilizzati, relativi a spettacoli che sono stati regolarmente effettuati, non verranno rimborsati. La biglietteria di Teatro Gioco Vita chiuderà nel periodo

natalizio dal 23 dicembre 2011 al 4 gennaio 2012 e nel periodo pasquale dal 5 al 10 aprile 2012. A spettacolo iniziato non è consentito l’accesso alla platea. È vietato scattare fotografie, effettuare registrazioni audio e video e fare uso di telefoni cellulari. La direzione si riserva la possibilità di effettuare spostamenti su posti venduti per esigenze tecniche e di apportare al programma le modifiche determinate da cause di forza maggiore.

SERVIZI PER IL PUBBLICO Distribuzione gratuita della rivista TeatroMagazine e di schede/programmi di sala editi da Teatro Gioco Vita. Servizio di guardaroba gratuito (custodito al Teatro Municipale, libero al Teatro Comunale Filodrammatici) Nessuna applicazione da parte di Teatro Gioco Vita di diritti di prevendita sul prezzo dei biglietti e/o abbonamenti. Servizio di baby parking con animatori, gratuito e attivo per

tutti gli spettacoli che si tengono al Teatro Municipale, che sarà organizzato con i seguenti criteri: prenotazione obbligatoria da parte dei genitori al momento dell’acquisto del biglietto e comunque almeno 3 giorni prima della rappresentazione; attivazione solo in caso di raggiungimento di un numero minimo di 5 bambini prenotati; orario di apertura da un’ora prima dell’inizio della rappresentazione alla fine dello spettacolo.

TEATRO GIOCO VITA - Teatro Stabile di Innovazione Via San Siro 9 - 29121 Piacenza Telefono 0523.315578 (biglietteria) 0523.332613 (uffici) - Fax 0523.338428 E-mail info@teatrogiocovita.it www.teatrogiocovita.it

Teatro Comunale Filodrammatici Via Santa Franca 33 - 29121 Piacenza Biglietteria - Via San Siro 9 - 29121 Piacenza Telefono 0523.315578 E-mail biglietteria@teatrogiocovita.it

Teatro Municipale Biglietteria (attiva nei giorni di spettacolo dalle ore 19) Via Verdi 41 - 29121 Piacenza Telefono 0523.492251


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Concerto benefico per l’Hospice TEATRO COMUNALE FILODRAMMATICI

È nata!

domenica 2 ottobre 2011 - ore 17

Klezmerata Fiorentina Igor Polesitsky, violino Riccardo Crocilla, clarinetto Francesco Furlanich, fisarmonica Riccardo Donati, contrabasso Formato da prime parti dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’ensemble Klezmerata Fiorentina si è costituito nel maggio 2005 con lo scopo di creare una versione da concerto della musica strumentale tradizionale degli ebrei dell’Ucraina, che è patrimonio familiare del fondatore del gruppo, Igor Polesitsky. Lo stile esecutivo che ne deriva può essere definito come una musica da camera improvvisata, nella quale confluiscono da un lato l’inconfondibile linguaggio strumentale, i ritmi di danza e le melodie originali della tradizione dei klezmorim, dall’altro la complessità di espressione l’ampia gamma dinamica e l’elasticità di tempo della tradizione classica. La stagione 2005/2006, la prima nella vita del gruppo, è stata dedicata innanzitutto allo studio e all’elaborazione del materiale d’archivio in vista degli impegni successivi in varie città europee. Con il nome orginale di “Igor’s Tikkun Kapelye”, il gruppo ha partecipato, nel luglio 2005, al concerto conclusivo del “Martha Argerich Project” di Lugano trasmesso live per Radio Svizzera e in parte registrato in disco per la EMI. La Klezmerata è stata in seguito ospite di vari teatri e istituzioni musicali in Italia e all’estero: Istituto Russo di Cultura a Vienna, nuovo auditorium principale di Mosca (Dom Muzyki), Piccolo Teatro di Milano, Accademia “Bartolomeo Cristofori”, Salone dei Cinquecento di Firenze, Società del Quartetto di Milano, Festival delle Nazioni, Verbier Festival, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro della Pergola di Firenze, Amici della Musica. Nell’autunno 2006 è avvenuto il debutto a Tokyo: in quest’occasione il programma, “15 Variations on the Theme of Life,” è stato lo stesso eseguito presso la villa rinascimentale Il Poggiale per la comunità ebraica di Firenze nell’aprile 2006 e registrato live in un CD di recente pubblicazione. Un programma speciale dedicato al gruppo è stato trasmesso da RAI Radio3 per il Giorno

della Memoria 2007. Nell’ottobre 2007 l’ensemble ha suonato al Palazzo del Quirinale di Roma nell’ambito della rassegna “Concerti al Quirinale” di RAI-Euroradio e nel dicembre 2007 è stato il protagonista musicale del Gala-Concerto “Chanuka al Cremlino” a Mosca. La Klezmerata Fiorentina vanta riconoscimento e sostegno di molte importanti personalità del mondo musicale: i direttori Zubin Mehta, Daniel Barenboim e James Conlon, i violoncellisti Mstislav Rostropovich, Natalia Gutman e Mario Brunello, la pianista Martha Argerich, e violinisti Vladimir Spivakov, Leonidas Kavakos e Dora Schwarzberg; vari compositori fra i quali l’argentino Jorge Bosso e l’israeliana Betty Olivero, hanno scritto musica espressamente per questo ensemble.

ANNI DI TEATRO

In occasione dei 40 anni di attività di Teatro Gioco Vita (1971-2011), si è costituita su proposta e iniziativa di alcuni abbonati e spettatori particolarmente affezionati l’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita. Il Teatro Stabile di Innovazione piacentino è una realtà primaria a livello nazionale e internazionale: tra i fondatori del movimento dell’animazione teatrale prima e del teatro ragazzi poi, conosciuto in tutto il mondo per il linguaggio delle ombre, ha stretto collaborazioni con importanti enti e istituzioni teatrali in Italia e all’estero. E l’associazione intende sostenere, promuovere, sviluppate e diffondere questa importante attività che Teatro Gioco Vita svolge a vari livelli (prosa, teatro ragazzi, teatro scuola, teatro per le famiglie, produzione e distribuzione di spettacoli, laboratori e formazione). Tra gli scopi e le finalità dell’Associazione, la promozione di iniziative di ricerca e divulgazione della cultura teatrale, anche mediante l’organizzazione di convegni, manifestazioni, concorsi a carattere locale, regionale, nazionale e internazionale; il patrocinio di manifestazioni che possano favorire la conoscenza e la diffusione delle attività di Teatro Gioco Vita; la realizzazione di iniziative editoriali, in stampa, video o altro, di studio e di approfondimento riguardanti la cultura e l’attività teatrale; la promozione di iniziative, in Italia e all’estero, per la diffusione della cultura e del patrimonio culturale e artistico di Teatro Gioco Vita. Si tratta di un nuovo soggetto che possa promuovere iniziative culturali extra-teatrali e dare sostegno concreto all’attività di Teatro Gioco Vita, anche grazie alle quote associative annuali e alle sponsorizzazioni che sarà in grado di ottenere. In sintesi, l’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita vuole valorizzare il teatro sul piano culturale, sociale e promozionale a favore di tutta la cittadinanza. Tra le altre cose, i soci potranno usufruire di opportunità culturali, occasioni di incontro e particolari facilitazioni allo scopo di promuovere la loro partecipazione alle attività teatrali a Piacenza, e non solo. Per informazioni: Teatro Gioco Vita, tel. 0523.315578


Locanda del Falco Castello di Rivalta, 4 29010 Gazzola (PC) tel. 0523 978101 e.mail: sapiazz@libero.it CHIUSO IL MARTEDI


treperte

Stagione Teatrale 2011/2012 - Teatro Municipale di Piacenza Prosa - Altri Percorsi - Teatro Danza

Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo

COMUNE DI PIACENZA


Teatromagazine n.12