Il Golem
N
iente di casuale possiamo ammettere in un libro dettato da un’intelligenza divina:neppure il numero delle parole o l’ordine dei segni. Così l’intesero i cabalisti, e si dettero a contare, combinare e permutare le lettere della Sacra Scrittura, spinti dall’ansia di penetrare gli arcani di Dio. Dante, nel secolo XIII, dichiarò che ogni passo della Bibbia ha quattro sensi: il letterale, l’allegorico, il morale, e l’anagogico. Scoto Eriugena, più conforme all’idea di divinità, già aveva detto che i sensi della scrittura sono infiniti come i colori della coda del pavone. I cabalisti avrebbero approvato questa sentenza. Uno dei segreti ch’essi cercarono nel testo divino fu