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L’esterno della residenza dello scrittore olandese André Platteel, affacciata su un canale del centro di Amsterdam. Pagina accanto, nella zona pranzo del living a pianta aperta campeggia il grande tavolo di Faas van Dijk per Ozenfant, illuminato dalla Moon XL di Davide Groppi, pensata per portare la luna dentro casa. Le tende écru di Design of the Time sono come un sipario aperto sul salotto.

RIFUGIO NEL CUORE DI AMSTERDAM, AFFACCIATI SU UN CANALE, GLI SPAZI PRIVATI DI UNO SCRITTORE ILLUMINATO. TRASFORMATI DALLO STUDIO BAKKER IN UN LUOGO UNICO, A MISURA DI SÉ foto di Kasia Gatkowska testo di Laura Maggi

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PER L’ANIMA


Pavimenti in legno come le travi del soffitto e pareti con intonaco d’argilla di una calda tonalità by Farrow & Ball definiscono il living con il camino aperto. La libreria a muro in metallo e legno di quercia, attrezzata con lunghe panche, è su disegno dello Studio Bakker. Attorno al fuoco, sofà in velluto di Faas van Dijk per Ozenfant, lampada da terra TMC di Miguel Milá, Santa & Cole, e tappeto indaco in lana tinta proveniente da Santa Fe.

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“UNA CASA DAL CARATTERE COSÌ FORTE RICHIEDEVA UN INTERVENTO GENTILE. LA VERA SFIDA È STATA ORGANIZZARE GLI SPAZI IN BASE ALLE ESIGENZE DELLA VITA QUOTIDIANA” Stef Bakker

“È sempre stata il mio porto sicuro. La casa dove vivere, che è anche un grembo accogliente, caldo, silenzioso. Proprio al centro della città”, racconta il suo proprietario, André Platteel, scrittore olandese e life coach illuminato. “Lo spazio è pervaso da un silenzio vibrante che chiama la vocazione: qui vengo ripetutamente sollecitato a reinventare me stesso. A ricreare chi sono e cosa faccio. La casa rimane uno spettatore silenzioso, rispettoso, e aiuta a scoprire se stessi e a crescere”. L’edificio, dei primi del Seicento, possiede un’anima profonda: nato come orfanotrofio femminile, è stato trasformato in deposito sino a che Platteel ha acquistato quei 400 metri quadrati affacciati su un canale, dispersi su tre piani e in totale abbandono. Renderli abitabili è stata un’impresa quasi titanica: “Un lavoro a tempo pieno, per quattro anni, tutte le notti e tutti i weekend, insieme a mio padre e mio fratello”, continua André. “Ma ricostruire la casa è stato anche ricostruire la nostra famiglia, colpita da un lutto devastante. Durante i lavori la nostra tristezza, la rabbia e la frustrazione si andavano trasformando in atti positivi: stavamo costruendo qualcosa insieme”. Il progetto degli interni è arrivato più tardi, dall’incontro con l’interior designer Stef Bakker (vedi Elle Decor Italia, aprile 2012) che aggiunge: “Abbiamo iniziato nel 2010 e abbiamo continuato a lavorarci per cinque anni, procedendo step by step. L’effetto degli interni era incredibile, i muri stessi parlavano del passato. Volumi così importanti richiedevano un 156

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intervento con una mano gentile, un segno non invasivo. La vera sfida è stata l’organizzazione degli spazi in base alle esigenze della vita quotidiana”. Ora ci si muove con leggerezza tra i diversi livelli passando dal living, con il camino a muro in acciaio aperto sulla zona pranzo e sulla cucina a vista, fino agli spazi per il lavoro e la meditazione — una tra le pratiche quotidiane del proprietario — e alle camere dedicate al riposo e al benessere. Travi e strutture portanti sono a vista, i percorsi fluidi, le pareti hanno l’intonaco in argilla, il sottotetto, con i suoi muri curvi, ricorda lo scafo di una nave capovolta, mobili e arredi — molti su disegno dello Studio Bakker — sembrano appartenere da sempre al luogo. Il legno è la presenza costante per strutture portanti e pavimenti originali, e per gli interventi di nuova realizzazione, come la scala di collegamento in iroko, il grande mobile contenitore con scrivania integrata che divide lo studio dalla zona notte e i molti arredi custom-made. Di giorno è la luce naturale a disegnare le stanze, la sera, di preferenza, quella di tante candele. I sistemi per l’illuminazione e per i device tecnologici sono nascosti nelle pareti, nelle colonne in acciaio nero e nei mobili-contenitori: tra i punti luce importanti, Moon, pensato come un messaggio poetico perché nato dal sogno di portare la luna dentro casa. “La vera saggezza sta nell’essere pazienti e sapere che tutto ciò di cui abbiamo bisogno è arrivare a comprendere chi siamo”, conclude André. “La casa esiste e vive da più di quattro secoli. Io sono solo di passaggio”. —

Sempre nel living, il tavolo in legno iroko è su disegno dello Studio Bakker; intorno, sedie S33 di Mart Stam, in tubolare d’acciaio e cuoio originali degli anni ’20; lampada a sospensione Moon XL di Davide Groppi. Pagina accanto, a sinistra, Stef Bakker, autore dell’intervento di interior design, ritratto sulla scala in legno di collegamento; a destra, il padrone di casa, André Platteel, scrittore e life coach.


Il grande studio adiacente alla zona notte è separato da un mobile-contenitore con funzione di quinta, su disegno dello Studio Bakker. In legno di iroko con parti in compensato e cuoio, integra nella struttura cavi elettrici e alcuni moduli di vecchie casse in legno con funzione di scrivania e di scatole per collezionare oggetti. La sedia pieghevole a destra è di Egon Elermann. A sinistra, spazio relax con seduta, day-bed e tavolo basso orientali.

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IL LEGNO È LA PRESENZA COSTANTE SIA NELLA STRUTTURA STORICA, CHE RICORDA LO SCAFO DI UNA NAVE CAPOVOLTA, SIA NEGLI ARREDI SU DISEGNO

Alla zona notte, sotto la copertura sorretta da capriate in legno, si accede da una scala su disegno di Studio Bakker. Lampade di Atelier Naerebout, Amsterdam e tappeto indaco in lana tinta proveniente da Santa Fe. Le pareti sono trattate con intonaco d’argilla by Farrow & Ball. Pagina accanto, opposta al letto, la zona benessere con pavimento in ardesia: vasca in iroko di Studio Bakker, lampada di Wo & Wé. 161

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Elle Decor Italia Dicembre - Gennaio 2017  

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