E D I T O R I A
Nava Press
Skira, editoria d’avanguardia Più che una casa editrice, una leggenda Più che una casa editrice, una leggenda che si avvicina al secolo di vita. Abbiamo intervistato Pietro Della Lucia, Lucia, direttore editoriale di Skira, che dalla sua fondazione non ha mai smesso di creare volumi innovativi, in grado di raccontare l’arte insieme agli artisti. di M I C H E L A
P IB IRI
Skira è una casa editrice nata nell’epoca delle Avanguardie del Novecento avvalendosi della collaborazione di molti artisti importanti. Cosa è rimasto dell’anima originaria e cosa è cambiato nel corso di quasi un secolo di vita?
Una nicchia in buona salute
Se c’è un’esperienza di lettura e fruizione che non può essere riprodotta in digitale è quella del libro d’arte e, in generale, dell’editoria che fa dell’oggetto-libro l’elemento di valore predominante: cataloghi nel mondo del design e della moda – in cui spesso vengono impiegati gli stessi materiali delle collezioni per creare elementi preziosi e identificativi in legatoria –, albi illustrati, coffee table book, libri celebrativi della storia e dell’identità di marca ma anche libri religiosi, limited edition e monografie. Per questa ragione quella dell’editoria di pregio è una nicchia sostanzialmente stabile, che tende a crescere in qualità più che in quantità. «Il libro di alta gamma – dice Emanuele Bandecchi, Sales & Marketing manager di Rotolito, che stampa principalmente libri illustrati di alta qualità e coffee table, e Nava
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Tra meno di un lustro compiremo 100 anni. Un traguardo che solamente le aziende capaci di leggere il proprio tempo riescono a raggiungere. Quando nel 1928 il giovane Albert Schira fonda la sua casa editrice a Parigi vuole da subito lavorare con i più grandi e gli occorrono ben tre anni prima di poter dare alle stampe il primo volume: le Metamorforsi di Ovidio illustrate da Pablo Picasso. Oggi – in un mondo che ha sposato l’amore per la velocità predicato dalle Avanguardie del Novecento – Skira porta avanti ostinatamente il suo essere al fianco degli artisti e delle istituzioni d’arte nella creazione di volumi d’eccezione capaci di strappare al correre del tempo parole e immagini altrimenti perdute. Skira continua a rivestire un ruolo di primo piano nel mondo dell’editoria d’arte. Cosa richiede, oggi, essere competitivi in questo mercato?
Una vera e propria ricetta non c’è. Ma gli ingredienti che non possono mancare sono: capacità reazionale, qualità, internazionalità e diversificazione. Fare un libro importante è sempre un’impresa, e sia chi ci si cimenta più volte l’anno sia chi la affronta una volta sola nella vita desidera sentirsi realmente accompagnato, ascoltato e guidato. Per questo le persone che compongono la squadra Skira sono il fiore all’occhiello dell’azienda. La qualità è un altro aspetto cruciale. Ovviamente quella realizzativa da cui non si può prescindere in prodotti che restano sul mercato
anni e anni, ma anche quella di pensiero nella costruzione del progetto editoriale. Skira ha poi da sempre nel proprio DNA una dimensione internazionale, oggi più che mai necessaria. Grazie al Gruppo francese Chargeurs Museum Studio di cui Skira è entrata a far parte la scorsa estate, lo slancio internazionale della casa editrice è vivo più che mai. Attraverso le sedi di Milano, Ginevra, Parigi e Londra lavoriamo con musei, gallerie, artisti internazionali e raccontiamo davvero l’arte e le culture di tutto il mondo. Un ultimo aspetto chiave è la diversificazione. Skira, nota a livello globale come editore, è anche uno dei principali produttori di mostre temporanee italiani e gestisce oltre 20 librerie tra bookshop museali e di mostre temporanee. Uno dei marchi di fabbrica della casa editrice è sempre stata l’altissima qualità dei prodotti editoriali e la cura per la stampa. Quali sono gli ingredienti per la realizzazione di un volume di alto livello?
La qualità finale del prodotto è il risultato di un lungo processo dove le competenze personali e il confronto tra colleghi giocano un ruolo cardine. Occorre anzitutto la capacità di leggere le esigenze espressive dei materiali del volume e compiere le giuste scelte nelle specifiche tecniche. Il formato – che fa capire anche a libro chiuso il carattere dell’opera – è cruciale così come la scelta della carta, della copertina o del tipo di stampa da adottare. Skira stampa quasi esclusivamente in Italia e oggi la qualità è generalmente molto alta, quello che fa la differenza tra un buon lavoro e un ottimo lavoro è perciò la fotolito e la prestampa. Fasi che occorre seguire maniacalmente.