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IL CASO Rossi e Ducati nell’occhio del ciclone

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5/11 LUGLIO 2011 Settimanale Anno XXXIV Fascicolo 1728

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prove novità Gamma KTM cross 2012 Honda SW-T 600 cross mx1 Cairoli supera Desalle

Numero speciale 132 pagine

MOTOGP ITALIA Aggressivo come non mai, Dovizioso si inserisce tra Lorenzo e Stoner E sente di poter dire la sua anche nella corsa al titolo iridato

Vai Dovi vai

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Sommario

numero 27/2011

PLa posta Lettere di Stefano Saragoni Officina di Massimo Clarke

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Ppaddock

Velocità, cross, enduro, trial, minimoto, speedway, supermoto

Leggici anche su iPad

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www.motosprint.it

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PIN PISTA

MotoGP GP Italia. Tutto sull’ottava prova del Mondiale al Mugello Moto2 GP Italia 125 GP Italia Superbike Intervista a Carlos Checa

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TI FA RAGGIUNGERE LA MASSIMA VELOCITÀ 3 SECONDI PRIMA DEGLI ALTRI OLI*

Cross GP Svezia MX1 e MX2 a Uddevalla Supermoto GP Andorra Trial Italiano a Santo Stefano Aveto (GE) Speedway Qualificazioni Mondiale a Lonigo (VI) Freestyle Terza prova X-Fighters a Roma Sportitalia Gare nazionali e campionati regionali

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Psu strada

Prova novità Gamma KTM cross 2012 Prova novità Honda SW-T 600 Attualità La produzione, le leggi, le novità Motolandia Turismo, viaggi, epoca Made in Abbigliamento e accessori

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PMERCATINO

Compravendita di moto e accessori 122

Pgp guida

Gare e raduni Gli appuntamenti in pista

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Prubriche

Quando metti Castrol Power 1 nel tuo motore, aggiungi forza alla tua mano destra: la forza di una maggiore accelerazione in confronto agli altri oli; la forza di raggiungere i 100 km/h con meno metri di strada; la forza di far sì che il mondo intorno a te si muova più velocemente per farti arrivare a destinazione un po’ prima. Questa è la grande forza che aggiungi alla tua mano destra. USALA CON SAGGEZZA. * Basato su test di laboratorio condotti da Castrol in condizioni strettamente controllate i cui risultati sono stati verificati da un ente indipendentente. I test sono stati eseguiti su una moto sportiva pluricilindrica simulando l'accelerazione del motociclista da 0 a 250 km/h. Il nuovo Castrol Power 1 è stato comparato con altri prodotti Castrol e 2 lubrificanti concorrenti. Il risultato del test ha dimostrato che Castrol Power 1 Racing 10W-40 accelera 2,9 secondi più velocemente rispetto ad un olio della concorrenza 20W-50, mentre Castrol Power 1 10W-40 accelera fino a 1 secondo più velocemente rispetto ad altri lubrificanti di pari gradazione.

Contromano di Marco Masetti Polvere di stelle di Luigi Rivola Qui Giappone di Akira Nishimura Donne e motori di Laura Cattaneo Via col vento di Giovanni Carlo Nuzzo

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Direttore responsabile STEFANO SARAGONI 051.6227.232 s.saragoni@motosprint.it Redazione DARIO BALLARDINI 051.6227.234 d.ballardini@motosprint.it ENRICO BORGHI 051.6227.294 e.borghi@motosprint.it GIANCARLO GIANNOBILE 051.6227.231 g.giannobile@motosprint.it MARISA IMBROGNO 051.6227.203 m.imbrogno@motosprint.it RICCARDO PIERGENTILI 051.6227.360 r.piergentili@motosprint.it LUCIA VOLTAN 051.6227.321 l.voltan@motosprint.it Grafici grafici_ms@motosprint.it LUCA LAZAZZERA 051.6227.251 CRISTIAN TROMBA 051.6227.393 IGLIS BACCHI 051.6227.293 LUIGI RAIMONDI 051.6227.252 VANNI ROMAGNOLI 051.6227.420 Segreteria di redazione Cinzia staffa 051.6227.204 motosprint@motosprint.it Archivio claudio girotti 051.6227.341 Giuseppe Rimondi Max Mattioli

c.girotti@motosprint.it

Tester Alessio Aldrovandi, Mirco Beneventi, Davide Calzolari, Marco Comellini, Giulio Fabbri, Elio Iori, Stefano Minguzzi, Bruno Salina, Mirko Severi. Consulente tecnico Massimo Clarke massimo.clarke@virgilio.it

Collaborano

DARIO AGRATI darioagrati@pp-communication.com enduro MARIO CANDELLONE mario.c@phototrial.it trial Paolo Gozzi p.gozzi.sbk@libero.it superbike MARCO MASETTI fagnigol@yahoo.it motogp GIORGIO SERRA vignette STEFANO TAGLIONI cross GIANNI TOMBA gianni.tomba@tin.it speedway Laura Cattaneo, Akira Nishimura, Giovanni Carlo Nuzzo, Max Regazzi. Tonino Abramo, Ilio Ascione, Edoardo Bauer, Leonardo Boarini, Sandro Callegaro, Alessandro Camera, Marco Chilà, Marina Cima, Paolo Ciri, Massimo Dellepiane, Giovanni B. De Nisi, Fabio Di Giorgi, Giuliano Diligenti, Roberto Dorillo, Fabio Fazi, Francesco Fiorani, Giovanna Guiso, Fiammetta La Guidara, Gianluca Landi, Salvatore Ledda, Giorgio Lever, Oscar Malugani, Diego Mancuso, Marco Marcellino, Eugenio Mascioli, Roberto Motta, Carlo Orlandi, Mario Pittoni, Fabio Porreca, Raffaele Sala, Vito Scarpitta, Enzo Tempestini, Andrea Valenti, Secondino Veglio, Giovanni Verduci, Roberta Zoli.

Servizi fotografici

AlexPhoto, AP, Delta, DPPI, Fraternali, Front Vision, Gori, Martino, Oliver, Piredda, Porrozzi, Soldano, Taglioni, Villani.

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Questo periodico è iscritto alla Federazione Italiana Editori Giornali

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Lettere

Le bridgestone si scaldano con difficoltà e... cadere è fin troppo facile.

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non sarebbe necessario nemmeno un ulteriore grosso sforzo di progettazione, perché in molti casi potrebbe essere sufficiente adottare pneumatici a mescola morbida, quelli che attualmente vengono usati solo nelle ultime fasi delle qualifica, tanto per intenderci. Una scelta giustificata anche da ragioni di sicurezza, che potrebbe essere presa subito. Lorenzo Di Giuseppe Teramo

corse su strada in tv. dove vederle Leggendo il n. 24 ho letto di un appassionato interessato al TT in TV. Su Telenova, canale digitale 195, sporadicamente vengono trasmessi servizi sia sul TT che sulla Nord West ed altre gare su strada. Fiorenzo Donati Lodi

Da quando opera in regime di monopolio, la Bridgestone ha raccolto più critiche che plausi, da parte dei piloti. Se un tempo i commenti erano entusiasti, oggi siamo passati al coro di proteste, perché le gomme sono dure, “di marmo” e raggiungere la temperatura necessaria per avere aderenza è impresa lunga e difficile. Ma la Bridgestone, fino ad oggi, è stata sorda alle critiche, anche se si fanno sempre più forti e vengono da nomi illustri. Le gomme sono queste, e la crisi economica non ammette sprechi. Non verranno buttate, non ce ne saranno altre. Mi sento di obiettare che “monogomma” significa una sola marca, non una sola gomma... E che la pubblicità ricavata dall’investimento non può dirsi positiva, se le gomme sono continua fonte di critica e - cosa ben più grave - ragione di cadute e infortuni. Con il monogomma, l’organizzatore, i piloti e i costruttori impegnati nella MotoGP pensavano di avere tolto una variabile, ma si sono scontrati con la qualità del materiale a loro disposizione, che oggi non soddisfa nessuna delle parti. Per motivi diversi, quest’anno le gomme sono diventate protagoniste anche in Superbike, dove la Pirelli è accusata di favorire la Ducati, perché Checa può usare mescole morbide che le 4 cilindri distruggono. Poiché la stessa gomma ha rendimento diverso su moto diverse, garantire a tutti “equità d trattamento” diventa difficile, ma è ipotizzabile che il fornitore di pneumatici cerchi di farlo, e soprattutto sarebbe bene che venissero fatti tutti gli sforzi per assicurare ai piloti la massima sicurezza. È decisamente preferibile una gomma che entra subito in temperatura e perde efficacia nel finale di gara, che una gomma “di marmo” con cui si fa il record all’ultimo giro, ma nei primi si rischia di volar via ad ogni apertura di gas.

chi mi sa spiegare il perché di scelte così diverse? Chi mi sa spiegare perché la Ducati, visti gli scarsi risultati di Melandri lo mandò dallo psicologo, e invece a Rossi, dopo le brutte figure di questo inizio campionato, cambiano addirittura moto?

Forse perché nel 2008 Stoner con la stessa moto vinse 6 GP e finì secondo in campionato. Ma non è detto. È ora di cominciare a vergognarsi... Ho da poco passato i 60, ricordo ancora Ubbiali e Duke, ecc. Le moto e il Mondiale sono sempre state la mia energia, il pietoso spettacolo di oggi l’ha trasformata in valium. Grazie a Ezpeleta per avere rovinato lo spettacolo più bello del mondo, con la speranza che quanti fanno finta che non sia vero solo perché col Mondiale ci campano comincino a vergognarsi. Gabriele

*Costo della chiamata da telefono fisso da tutta Italia pari a quello di una telefonata urbana, per il costo chiamata da cellulare consultare il piano telefonico del proprio operatore. Servizio attivo da Lunedì a Sabato dalle 08.00 alle 20.00. * **Prezzo di listino al pubblico riferito a WR125R e WR125X.

le gomme sono uno degli attuali problemi della MotoGP. I pneumatici Bridgestone vengono definiti dai piloti problematici da portare alle corrette temperature di esercizio, ciò ha generato, e genera, una serie di cadute dalla dinamica spesso pericolosa. La vittima più illustre è stato Valentino Rossi, che l’anno scorso al Mugello si è procurato uno dei rari infortuni della sua carriera proprio per questo motivo. In Superbike, i pneumatici forniti dalla Pirelli vanno subito in temperatura, ma a un certo punto “finiscono” e si è costretti “a remare”; in questo modo, il pilota è chiamato a metterci del suo e le gare diventano più spettacolari, con frequenti arrivi al fotofinish, merce ormai diventata rarissima nella MotoGP, anche se i distacchi fra piloti spesso sono contenuti. Del resto, lo stesso accadeva una volta nella MotoGP. Rossi spesso faceva la differenza a gomma finita, adesso invece, dopo l’infortunio del Mugello, lo vedo sempre legato ed impacciato nelle prime fasi di gara, in attesa, evidentemente, di avere la completa fiducia nel rendimento delle proprie coperture. Poi, però, la rimonta è complessa perché le gomme non finiscono. In Formula 1, alla quale la MotoGP si ispira (anche negli aspetti più negativi), sono state date indicazioni precise al fornitore unico (Pirelli): i pneumatici devono durare di meno, in modo che ci siano più cambi gomme. Il fine è quello di rendere le gare più spettacolari (su questo punto io non sono d’accordo). Pertanto, mi chiedo perché non si possa fare lo stesso in MotoGP. Si potrebbe chiedere alla Bridgestone di fornire coperture meno critiche da portare in temperatura e meno durature. In questo modo si potrebbero rendere le gare più sicure e più spettacolari. Probabilmente

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Bridgestone troppo dure per le MotoGP

IN BREVE

un gran bisogno di morbidezza

dai super sic tocca a te trasformarti Rolling Stoner si e trasformato in Super Stoner. Lorenzo dopo mille voli (sempre molto spettacolari) si e trasformato in Super Lorenzo. Ora tocca a te Sic! Trasformati nel mitico SuperSic! Cugio Viareggio

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di Stefano Saragoni posta@motosprint.it

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Se fosse davvero tutta colpa di Ezpeleta sarebbe facile guarire in un sol colpo tutti i mali della MotoGP...

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Lettere

mondiale sbk c’È qualcosa che non torna

paragone assurdo Sono 19 anni che vi leggo e colleziono. Diverse volte vi ho scritto e mi avete accompagnato nella crescita di cultura motociclistica. In questi anni ho visto cambiare a una velocità supersonica il mondo delle corse e purtroppo anche i modi di esporre i fatti e i pareri da parte di voi che scrivete. Non sono tifoso di un pilota in particolare, quindi esprimo un parere puro e neutrale. Leggendo il numero del GP Gran Bretagna a Silverstone ho letto un articolo titolato “La lezione di Edwars”. Beh, scusate la schiettezza ma l’ho trovato totalmente immorale e disgustoso. Ed è già un complimento. Come è possibile fare questi paragoni assurdi (tra Pedrosa e Edwars) definendo il povero Pedrosa un “senza attributi”? Poco tempo fa avete detto che dopo gli

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infortuni era solito risalire subito in moto, perché ora gli “sputate” addosso? Uno che corre ai livelli di Pedrosa ne ha passate tante e ci sta che si sia “rotto di rompersi”, non vi pare? Per carità Edwars ha fatto qualcosa di grande, ma quante volte si è fatto male rispetto a Dani? E per quali posizioni lotta di solito? Penso che da chi capisce di corse, il mio pensiero sarà ampiamente compreso. Un’ultima cosa: ho idea che questo attacco gratuito a Pedrosa sia figlio del vostro astio verso la stampa e i tifosi spagnoli detrattori di Simoncelli, ma non è professionale. Scusate per la schiettezza ma da vostro “storico lettore” mi sento in dovere di controbattere quando la “mia” rivista pubblica certi articoli. Vito

negli anni il nostro modo di scrivere sarà sicuramente cambiato in qualche modo, ma mi piace pensare che schiettezza e onestà siano intatte. Pedrosa ci ha spiazzato con la sua scelta di rinunciare a battersi per il titolo dopo la frattura della clavicola perché ha tempi di guarigione molto brevi; Edwards, salendo sul podio otto giorni dopo l’infortunio, lo ha dimostrato e noi lo abbiamo sottolineato. P. S. L’astio è un sentimento che non conosciamo. E non scordiamo mai che ci occupiamo di sport. Uno sport che amiamo.

VIene qualcosa in tasca anche a voi? Non commentate il fatto che al comando della Direzione gara del Mondiale SBK ci sia un ex (?!) dirigente Ducati! Non commentate il fatto che la Pirelli abbia tolto una gomma che faceva volare Biaggi ma non faccia altrettanto per quella che favorisce Checa; non commentate che il più delle volte la sua moto si ferma nel giro d’onore e non arriva direttamente al parco chiuso. C’è qualcosa che non deve essere visto e verificato. roberto Corsi

eh no, caro Roberto, a noi non viene proprio in tasca niente. Perché abbiamo speso fiumi di parole sulle gomme e sottolineato come Checa si sia fermato lungo la pista

più volte dopo avere vinto. Noi non possiamo che fermarci qui, se qualche avversario sente puzza di bruciato... ha la possibilità di fare reclamo. L’insinuazione su Paolo Ciabatti è irrispettosa e priva di senso. Per la cronaca, Ciabatti ha lasciato la Ducati per la Infront a inizio 2007 e da allora la Ducati ha vinto un solo titolo, nel 2008 con Bayliss.

gp giappone andare a motegi È solidarietà Il terrIbIle disastro che ha colpito il Giappone per molti è quasi dimenticato, ma trovo regolarmente puntuali aggiornamenti su Motosprint sulla possibilità di correre il GP di Motegi, per ora rinviato. Posso capire i timori dei piloti

circa i possibili rischi a cui potrebbero esporsi recandosi là, così come ho apprezzato l’applicazione di bandiere e slogan su tute e carene, per far sentire la vicinanza al popolo colpito. Ma se Lorenzo & C. vogliono realmente far capire che sono vicini ai giapponesi, dicano subito che il Gran Premio si correrà; questo serve al Giappone, nient’altro. Forse sottovalutano che il loro successo dipende per buona parte da quella popolazione; che chiede solo di non essere dimenticata, e mi piacerebbe fosse proprio l’Italiana Ducati la prima a dire “noi andremo in Giappone”. Fabio Monticelli Penso in continuazione a ciò che ho letto su Motosprint, ovvero che i piloti del Motomondiale, Jorge Lorenzo in testa, non vogliono correre a Motegi perché preoccu-

pati dal livello di radiazioni. La celebre ed eccentrica pop star “Lady Gaga” ha in programma nel mese di giugno un concerto nella città di Tokyo a scopo benefico (sottolineo a scopo benefico) per dare il proprio contributo al Giappone, dopo il terribile dramma del marzo 2011. Ma come, i nostri eroi che viaggiano sul filo del rasoio, con il gomito che tocca l’asfalto, si fermano di fronte ad un fatto del genere, dopo che una commissione incaricata ha dichiarato che la situazione è sotto controllo? Mi chiedo, le scritte toccanti sulle carene delle moto, come “Satu Hati” che significa “un cuore unico” e “With you Japan” che campeggia guarda caso sulla carena di Jorge Lorenzo, cosa significano per questi piloti? Pensano di aiutare il Giappone attaccando stickers sulle carene?

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WORLD TITLES

NATIONAL & INTERNATIONAL TITLES

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Lettere

Rimango dell’idea che se i piloti vorranno rimanere vicini al Giappone in un momento difficile come questo, al di là di appiccicare adesivi, dovrebbero riunire sì, ma per organizzare qualcosa di grande per un Paese che per loro ha dato e sta dando tanto. In assenza del GP di Motegi, guarderò il DVD del concerto di Lady Gaga. Federico Nevola

Il tema è scottante e poiché so che non andrò, per me sarebbe facile invitare il mondo della MotoGP a dare un tangibile segno di solidarietà correndo a Motegi. Tuttavia, il livello di radioattività in quella zona pare essere (difficile dire chi lo sappia con certezza) tra i più elevati del Paese, mentre a Tokyo la situazione sembra molto meno preoccupante. Purtroppo le conseguenze del disastro di Fukushima li scopriremo solo nel corso dei prossimi anni, e sappiamo tutti che saranno pesanti. Così, se il popolo giapponese è costretto a vivere la situazione, chi è chiamato a svolgere il proprio lavoro (di pilota, ma anche di meccanico, di giornalista, di cuoco, di factotum) in un ambiente che si teme possa essere pregiudicante per la salute, penso abbia il diritto di dire “non voglio andare”, anche se questo significherà togliere gli adesivi di solidarietà al Giappone.

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il polemizzatore Lorenzo adatto per i reaLity

errori e lezioni dai simonceLLi, fammi ricredere

NON ne posso proprio più di sentire continue polemiche su qualsiasi cosa faccia il Sic! Lorenzo cambi sport se improvvisamente si è accorto che le moto sono pericolose. Lui è un personaggio costruito, che non vive di personalità propria, vedasi le imitazioni delle scenette di cui fu progenitore Valentino Rossi. Ora cosa sta succedendo? Non sapendo sviluppare la propria moto (così da dover tornare al telaio 2010), un suo ruolo è riuscito a trovarlo: il polemizzatore! Ma per queste cose ci sono programmi televisivi a cui potrebbe partecipare senza correre alcun rischio... Tra l’altro, ha anche studiato teatro, quindi quale migliore occasione per intraprendere una carriera televisiva con il suo ruolo di “polemizzatore”? La MotoGP sta iniziando ad andare alla deriva, e piloti “veraci” come il Sic sono l’unica soluzione al totale declino. Quindi cerchiamo di coltivarli, questi piloti veri, altrimenti ci ritroveremo ad assistere a gare sempre più noiose e poco coinvolgenti. Gianfranco Carrieri taranto

NON sono mai stato un tifoso sfegatato di Marco Simoncelli, ma da quando ha iniziato a frequentare le posizioni di vertice della classe regina, ho iniziato a sostenerlo più di prima. Tuttavia, non mi piace l’approccio di Simoncelli alle gare. Ha troppa foga, sbaglia eccessivamente ed è inspiegabile come ancora non sia riuscito a far tesoro dei propri errori. Pensiamoci bene: è da Jerez, quando gettò alle ortiche una probabile vittoria, che Marco va avanti con la sua striscia negativa. Nemmeno l’incidente di Le Mans con Pedrosa è riuscito a fargli capire la lezione, così come il gran botto dell’Estoril, visto che Marco ha commesso lo stesso errore fatto in Portogallo anche ad Assen, cadendo nelle primissime curve a gomma ancora fredda. A questo punto mi chiedo: cosa bisogna fare per far imparare a Simoncelli come guidare e gestire una gara? I suoi colleghi - a parte Valentino Rossi - continuano a lamentarsi della sua condotta, il pubblico spagnolo non esita a fischiarlo, due piloti hanno già fatto le spese dei suoi errori, eppure Simoncelli continua a ripetere gli stessi sbagli. Nel dopo gara di Assen mi sono trovato d’accordo con quanto ha detto Jorge Lorenzo, a parte quan-

do ha invocato la squalifica del Sic per una gara. Non sarà il massimo della simpatia, non sarà italiano, ma per una volta devo dare ragione a lui: bisogna capirlo se si arrabbia in quel modo dopo essere finito a terra a causa dell’ennesimo errore di Marco. Il punto è che se Simoncelli è stato definito come pilota un po’ pericoloso da Barbera, Bautista, Dovizioso, Lorenzo e Stoner un motivo ci sarà. Significa che deve farsi un esame di coscienza e darsi una calmata. Inoltre, di Simoncelli non ho condiviso le dichiarazioni, dove ha liquidato l’incidente con Jorge dicendo che «Sono cose che capitano in una gara». Io mi sarei aspettato una dura autocritica, invece che un’affermazione a scopo autoconsolatorio. Forse ho contraddetto quello che ho scritto all’inizio, cioè che ho iniziato a sostenere Simoncelli... In realtà ho voluto solo essere realista. A volte Lorenzo esagera nelle sue polemiche, ma stavolta mi sento di condividere ciò che ha detto: Simoncelli non è scorretto, ma non ha ancora tratto insegnamento dai propri errori e così facendo mette a repentaglio la sua incolumità e quella degli altri. Spero che Simoncelli presto faccia ricredere me, quelli che la pensano come me e tutti i piloti che lo criticano. Cornelio Roma

ISLE OF MAN


Officina

di Massimo Clarke massimo.clarke@virgilio.it

Storia e vantaggi dei motori V5

Perché poco diffusi sulle moto di serie CON il passaggio alla MotoGP 1000, la Honda potrebbe tornare al motore a cinque cilindri, che aveva usato con successo dal 2002 al 2006? Vorrei sapere che vantaggi ci sono rispetto ad un quadricilindrico e per quale ragione non vengono prodotte in serie moto con motori V5. Quanti ne ricorda, la storia? E negli altri settori, come quello automobilistico, sono mai stati realizzati dei motori con questo frazionamento e con un’architettura a V? Franco Magni Milano

HO IL SOSPETTO di avere già risposto a una lettera di questo genere qualche tempo fa. Non era però perfettamente eguale, e quindi, dato pure che evidentemente l’argomento suscita un notevole interesse, passiamo alle risposte. A parità di cilindrata e di rapporto corsa/alesaggio, un motore a cinque cilindri consente di ottenere una potenza superiore, rispetto ad uno a quattro cilin-

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dri. Come del resto un motore a sei cilindri permette di raggiungere una potenza maggiore, rispetto ad uno a cinque cilindri. Un aumento del frazionamento paga, in termini di cavalli, come più volte detto e spiegato in queste stesse pagine. Il rovescio della medaglia è costituito da un aumento della complessità costruttiva, dell’ingombro e del peso. Pure il RENDIMENTO MECCANICO tende a peggiorare, e i consumi a risultare maggiori. Per poter fare respirare nel migliore dei modi un motore che gira davvero forte e per poter raggiungere regimi molto elevati occorrono valvole di grandi dimensioni e corse corte. Entrambi questi obiettivi possono essere conseguiti adottando grandi diametri dei pistoni, ferma restando la cilindrata, ovvero riducendo il rapporto corsa/ alesaggio. In tal caso però, per un cinque cilindri di notevole cubatura la disposizione in linea va scartata in quanto la larghezza del motore diventerebbe ec-

RENDIMENTO MECCANICO

TORE QuEllO DEl MO l è COsTITuITO DA NzA lA pOTE RAppORTO TRA sCITA DEl l’u Al pRElEvAbIlE ONIbIlE sp DI MOTO E QuEllA COlTA” AC “R TO AN Qu IN DICA l’ENTITà DAI pIsTONI. IN pER ATTRITO, ITE DEllE pERD O pER pOMpAggI ENTO E pER sbATTIM

sOpRA, uN DIsEgNO IN TRAspARENzA DEl MOTORE v5 DEllA HONDA RC211v. QuEsTA sCElTA, QuANDO NON sI HANNO vINCOlI A lIvEllO DI MIsuRE DI AlEsAggIO, gARANTIsCE vANTAggI pREsTAzIONAlI, RIspETTO AD uN v4 DI pARI CIlINDRATA, CHE, pERò, è pIù lEggERO E MENO COMplEssO.

cessiva. La scelta logica è quindi quella della architettura a V. È questa, appunto, la strada scelta dalla Honda per la sua RC211V apparsa nel 2002 e vincitrice di un mondiale (con Hayden) nel 2006. La Casa giapponese, del resto, aveva già utilizzato questo frazionamento per realizzare una 125 da Gran Premio negli anni Sessanta, che però aveva un’architettura in linea. A consentire tale disposizione dei cilindri erano state le loro ridotte dimensioni (l’alesaggio era di soli 33 mm). Questa moto, contraddistinta dalla designazione RC 149, era accreditata di circa 32 cavalli ad un regime di oltre 18.000 giri/min; vinse il titolo mondiale nel 1966 con Luigi Taveri (ed è stata l’ultima moto a 4T a farlo, in tale classe). È interessante segnalare che all’inizio degli anni Settanta, il tecnico inglese Bert Hopwood propose, come estremo tentativo di rilancio della agonizzante industria motociclistica inglese, una serie di modelli modulari. Al top della gamma si posizionava un motore di 1000 cm3 a V di 72°, a cinque cilindri (3 nella bancata anteriore, 2 in quella posteriore, proprio come nella Honda RC211V, nel quale l’angolo della V è di 75,5°). In altri campi si parlerebbe di convergenze evolutive… I motori a cinque cilindri in linea hanno avuto una discreta diffusione sugli autocarri (Gardner, dal 1931, Lancia 3 RO dal 1938 al 1946, Berliet dal 1949 agli anni Sessanta). Nel settore in questione non vi è però traccia di motori a V, con questo frazionamento. Per quanto riguarda le auto, nel 1974 la Mercedes Benz ha iniziato a produrre i suoi cinque cilindri diesel e due anni dopo è stata la volta dell’Audi, con motori analoghi come frazionamento, ma a benzina. In seguito sono arrivati anche i cinque cilindri Lancia e Volvo. In tutti questi casi l’architettura era in

linea. C’è però un caso differente, ed è quello della Volkswagen, che ha realizzato un motore a cinque cilindri a benzina a V stretto (15°); presentato nel 1998; è stato poi impiegato con successo (ma con modesta diffusione, all’interno della gamma della Casa tedesca) per vari anni. Si trattava del VR 5 di 2,3 litri, a 20 valvole e con 6 cuscinetti di banco, caratterizzato da una eccellente compattezza.

molle valvole tronco coniche ed ovali STANDO a quanto ho letto, negli ultimi anni, alcuni motori molto spinti sono stati dotati di molle valvole realizzate con un filo di ACCIAIO che non ha più una sezione tonda, ma ovale. Per quale ragione? È possibile sapere qualcosa in merito? Vorrei anche avere informazioni sulle molle a tronco di cono, usate, ad esempio, dalla BMW. Sergio Martelli

DI RECENTE sono stati compiuti dei progressi anche nel settore delle molle delle valvole, come del resto avvenuto per gli altri organi meccanici. Qui, dopo anni di apparente immobilismo, nei quali lo sviluppo ha interessato prevalentemente la metallurgia, ovvero gli acciai impiegati, sono effettivamente apparse delle soluzioni innovative. Nien-

] ACCIAIO Lega ferro-carbonio nella quale questo secondo elemento è presente in una misura non superiore al 2%. Gli acciai impiegati per le molle delle valvole destinate ai motori di alte prestazioni contengono in genere sensibili quantità di cromo, vanadio e/o silicio

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Officina

te di davvero rivoluzionario, intendiamoci, ma dei contributi comunque interessanti e vantaggiosi al miglioramento delle caratteristiche di questi componenti e della funzionalità della distribuzione. In diversi motori delle ultime generazioni si impiegano delle molle realizzate con un filo di acciaio che, invece di avere una sezione circolare, ne ha una che potremmo definire “a uovo”, per rendere l’idea. Tecnicamente è corretta la definizione inglese “multi-arc”. La sezione è infatti costituita da una parte esterna a raggio costante (e quindi circolare), e da una interna che ha almeno tre curvature diverse (un raggio minore per la parte apicale, cioè più vicina all’asse di avvolgimento delle spire della molla, e due assai ampi per i “fianchi”). Se sezioniamo un uovo secondo l’asse maggiore, otteniamo proprio qualcosa di si-

frequenza propria Di vibrazione Detta talvolta frequenza naturale, è quella con la quale un corpo si mette a vibrare Dopo essere stato sottoposto a una forza perturbante Di tipo impulsivo, o comunque applicata rapiDamente

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mile. È chiaro che rispetto a una molla il cui filo è a sezione circolare, la soluzione multi-arc risulta più costosa e di fabbricazione più impegnativa. Ci sono però dei vantaggi interessanti, in particolare per i motori di potenza specifica più elevata, nei quali oggi anche i dettagli contano. La massa della molla, a parità di carico e di prestazioni, risulta leggermente inferiore. Anche l’altezza, tanto di montaggio quanto “a pacco”, è minore. Qui è opportuno far presente che se la molla, una volta installata e in posizione di riposo, è più bassa, lo stelo della valvola può essere più corto (cosa vantaggiosa per quanto riguarda la riduzione delle masse mobili) e anche la testa può avere una altezza minore e quindi risultare meno pesante. Roba da poco, è vero, ma ai fini del risultato finale la somma dei vari piccoli contributi conta eccome, specialmente quando i motori sono molto “tirati”. Più importante è comunque il fatto che, in una molla realizzata con filo multi-arc, a parità di tutto il resto la FREQUENZA PROPRIA DI VIBRAZIONE risulta più elevata. Infine, le sollecitazioni sono distribuite in maniera più uniforme in seno al materiale, che quindi può essere “utilizzato” meglio, e ciò costituisce un van-

nei motori Di alte prestazioni, le molle valvole Doppie (a Destra) vengono usate sempre meno. i tecnici preferiscono le molle singole con filo a sezione “a uovo”.

taggio certamente non trascurabile. Veniamo ora alle molle che spesso vengono dette troncoconiche (l’ho fatto anche io più volte, per ragioni di semplicità), ma che in effetti non lo sono del tutto. Per la precisione, quelle che si impiegano comunemente per il richiamo delle valvole sono costituite da una parte inferiore cilindrica e da una parte superiore troncoconica. I tecnici anche da noi le chiamano “beehive”, utilizzando pure in questo caso la definizione inglese. Sono state sviluppate in quanto consentono di ridurre la massa mobile della molla stessa e il peso dello scodellino (che ha un diametro minore). Possono presentare degli interessanti vantaggi anche in termini di comportamento vibratorio, con

la frequenza propria di vibrazione che cambia al variare della alzata (cioè, mano a mano che la molla viene compressa). Come avrà certamente constatato, mentre una volta le molle delle valvole erano quasi sempre doppie, da diverso tempo a questa parte nella maggior parte dei casi sono singole (cioè, una per ogni valvola). L’affidabilità, già ottima da vari decenni, è migliorata ulteriormente e questo non solo grazie a più accurati trattamenti (come uno shot peening specifico, effettuato in più fasi), ma anche grazie ai miglioramenti qualitativi da parte dei produttori degli acciai, che ora hanno una composizione più accuratamente controllata e, specialmente, accusano una presenza di impurità nettamente minore.


R6 METZELER CUP – Caloroso firma la prima vittoria

R1 AKRAPOVIC CUP – SANCA CONCEDE IL BIS

Dopo due gare, Misano 1 e Monza, in cui aveva mostrato grandi tempi e tanta voglia di imporsi, Kevin Caloroso al terzo tentativo ce l’ha fatta! Il pilotino di Aprilia, nella seconda prova stagionale a Misano, trionfa per la prima volta in carriera in Gara A di R6 Metzeler Cup al termine di una prova iniziata in prima fila grazie alla pole del sabato e conclusa per distacco sugli avversari con un vantaggio di quasi 7”. Ma vincere non è stato affatto semplice, perché tanti sono stati i contendenti, soprattutto nelle prime fasi di gara. Due nomi su tutti: Agnelli e Biliotti, gli stessi che a Monza avevano lottato insieme al diciassettenne laziale per il primo posto. Il rovente sole romagnolo ha reso l’asfalto molto insidioso e i numerosi spettatori presenti hanno potuto assistere ad una gara ricca di colpi di scena, incluse diverse cadute e alcuni contatti ravvicinati come quello che al terzo passaggio ha messo fuori gioco Daniele Tocca, sbalzato di sella dopo un high-side, e Danilo Paoloni che lo seguiva e non ha potuto evitare la sua moto, o quello tra i duellanti Mercandelli e Magnanelli al 5°. La prova si decide a metà percorso, quando Caloroso passa Agnelli e si porta in prima posizione guadagnando nei giri successivi un margine tale da non essere più raggiunto. Scintille tra Agnelli e Biliotti per chiudere al secondo posto, ottenuto alla fine da Agnelli dopo una dura lotta. Quarta piazza per Andrea Paoloni e quinta per Francesco Carta. Nome nuovo sul primo gradino del podio anche per Gara B della R6 Metzeler Cup. Andrea Bolognesi ha infatti scritto per la prima volta il proprio nome sull’albo d’oro della competizione vincendo una gara fatta di concretezza, giri veloci e alta concentrazione. Da segnalare la grande prestazione della marchigiana Romana Fede, unica ragazza in gara nel monomarca di Iwata, che ha conquistato una fantastica terza piazza, recuperando ben cinque posizioni negli ultimi quattro giri e tagliando il traguardo alle spalle di Daina, secondo.

Vittoria al fotofinish per Daniel Sanca che bissa la vittoria ottenuta sul circuito romagnolo al primo round del 2011 e riagguanta cosi la prima piazza in classifica generale, dopo il mezzo passo falso di Monza. Il bresciano, alfiere della Concessionaria Perego Gino, partito dalla pole grazie al tempo di 1’41.724 del sabato, è stato protagonista di un autentico duello con Daniel Brunelli, mattatore a Monza e battistrada a Misano praticamente per 11 delle 12 tornate in programma. Sanca ha saputo aspettare, studiando l’avversario per quasi tutta la gara e trovando lo spunto vincente all’ultima curva prima del traguardo, aiutato da una sbavatura in staccata di Brunelli. Il pilota veronese, che mantiene comunque la leadership di campionato a pari punti con Sanca, parte subito forte e già alla prima curva è davanti a tutti. Dietro di lui si alternato Sanca, Manici e Benato, quest’ultimo in grande spolvero e autore del giro veloce di giornata. A metà gara sono ben sette i piloti in lotta per il podio, racchiusi in soli 2”, a conferma del grande equilibrio che contraddistingue la classe dedicata alle supersportive mille della casa di Iwata. La gara si decide così solo per pochi centimetri sul traguardo, quando Sanca trova il guizzo giusto battendo il rivale di soli 14 millesimi, molto pochi ma sufficienti per portarsi a casa il secondo trionfo di stagione. La lotta per la terza piazza va a Manici, che ritorna finalmente tra i protagonisti dopo il bel campionato 2010. 4

Classifica di campionato Pos. 1 2 2 4 5 6 7 7 9 10 11 12 12 14 14 16 16

2 Classifica di campionato Pos. 1 2 3 4 5 5 7 7 9 10 11 11 11 14 15

Cup

Pilota

pt.

Agnelli Andrea Caloroso Kevin Paoloni Andrea Leuthe Biliotti Leonardo Poma Gabriele Carta Francesco Eccheli Davide D’Andrea Manuel Favi Lorenzo Nori Dario Romano Gennaro Garofoli Lorenzo Mottola Fabio Vlasov Sergey Cloroformio Michele

251 183 179 171 141 124 105 95 91 89 89 88 87 84 83

1 2 3

Pos.

Pilota

pt.

Caloroso Kevin Garofoli Lorenzo Iurino Lorenzo

100 34 27

1 2 3

Caloroso K. Agnelli A. Leuthe Biliotti L. Paoloni A. Carta F. Eccheli D. Poma G. Nori D. Garofoli L. Mottola F. Favi L. Brignoli M. Romano G. Iurino L. Vlasov S.

Dealer

Gadani Moto Miacci Rima Faieta Motor C.

Distacco 6.664 7.317 7.729 9.611 11.482 11.602 11.792 19.879 22.271 23.321 23.742 29.736 30.434 31.939

3

1 2 3 4 5

Pilota Bolognesi A. Daina A. Fede R. Gazzolo A. Tomasini F.

Dealer Errezeta Motor Leoni Guido

Pilota

pt.

Leuthe Biliotti Leonardo Poma Gabriele Nori Dario

68 40 37

Pos.

1 2

Pilota

pt.

Carta Francesco Veghini

50 2

1 2 3

Distacco

4 Brunelli e Sanca, oltre al nome Daniel, condividono anche la tabella rossa di leader di campionato, entrambi a 64 punti. 5 Tradizionale foto di gruppo poco prima del tramonto sul rettilineo di Misano per i protagonisti dell’R Series Cup 2011. 6 Brunelli D. (112), Sanca (34), Benato (82), Laudati (3), Manici (19), Brunelli M. (7) e Tocca D. (80): bagarre a 7 per la vittoria nella R1.

1.825 8.524 8.701 9.328

Pos. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

6

1 Kevin Caloroso (94) trionfatore a Misano e protagonista di un weekend da incorniciare. 2 Podio di Gara A R6 con (da sx) Agnelli, Caloroso e Biliotti. 3 Andrea Bolognesi (31), 19 anni, per la prima volta vincitore in Gara B.

Misano Adriatico, 26 giugno 2011 Cronaca, risultati, foto e video su www.yamaha-racing.it

64 64 50 39 38 34 33 20 19 19 16 15 15 12 8 2 2

Pilota

pt.

Laudati Ugo Bottari Massimo Iudica Roberto

11 7 6

Classifica Gara

5

Cup Over 35 Pos.

pt.

Sanca Daniel Brunelli Daniel Laudati Ugo Manici Andrea Tocca Diego Campadelli Nicola Benato Alvise Brunelli Massimiliano Bottari Massimo Marchesi William Papi Claudio Marchi Alberto Iudica Roberto Zamboni Fabio Federici Simone Taddei Fabio Chiancianesi Marco

Cup Over 35

1

Cup Under 25 Pos.

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15

Classifica Gara B

Cup Under 18 Pos.

Classifica Gara A Pos. Pilota

Cup

Pilota

Next race: Mugello, 24 luglio 2011

Pilota Sanca D. Brunelli D. Manici A. Benato A. Laudati U. Brunelli M. Tocca D. Marchi A. Bottari M. Iudica R.

Dealer Perego Leoni Guido Eros Motor Celestini Leoni Guido Celestini Leoni Guido

Distacco 0.014 0.981 1.137 1.755 7.333 9.043 30.255 36.402 52.139


Paddock A cura di Lucia Voltan

Ancora una vittoria nell’Erzbergrodeo QUINTA vittoria consecutiva per Tadeusz Blazusiak (a sinistra) nell’Erzbergrodeo Hare Scramble, gara di enduro estremo (solo in 9 al traguardo!) che si corre sulle montagne nel cuore della Stiria, in Austria. Il ventottenne polacco, pilota ufficiale KTM, in sella alla 250 EXC 2 tempi ha impiegato due ore, 12 minuti e tre secondi («La corsa diventa ogni anno più difficile e stavolta ci si è messo anche il maltempo» ha detto) precedendo al traguardo il pluri-campione di trial Dougie Lampkin e il ventenne inglese Johnny Walker, alla sua prima esperienza all’Erzbergrodeo. Oltre 1500 i piloti partecipanti, tra i quali Cyril Despres, pluri vincitore del Rally Dakar, quattordicesimo. Evento nell’evento, il prologo, che serve a selezionare i migliori 500 piloti che poi avranno accesso al Hare Scramble, ha visto quest’anno la partecipazione di un “rookie” d’eccezione: il 10 volte iridato di cross, Stefan Everts (terzo tempo assoluto), e l’ex pilota di MotoGP Jürgen van der Goorbergh, che ha chiuso ottantunesimo il prologo in sella alla sua 300 EXC.

Francia, niente 6 Giorni La Francia ha deciso di non partecipare alla prossima Sei Giorni Enduro. I motivi della rinuncia a difendere il titolo mondiale, vinto nelle ultime tre edizioni, sono diversi. la Sei Giorni quest’anno si correrà ad agosto, con ancora due GP da disputare: Antoine Meo e Rodrig Thain non vogliono rischiare di compromettere la corsa al titolo; Johnny Aubert È infortunato e Sebastien Guillaume non al meglio della forma. A questo punto la Federazione francese ha deciso di risparmiare il budget di circa 120.000 Euro, che servirà probabilmente a supportare l’attività giovanile.

760.000 spettatori in più per il gp olanda in tv CONTINUANO a crescere gli ascolti del Motomondiale in TV. La diretta del GP Olanda è stata vista da 3.339.000 telespettatori (26,96%): sono 760.000 in più rispetto al 2010. La Moto2 ha ottenuto 2.166.000 (15,11% ), la 125, 1.041.000 (14.69%). L’approfondimento di “Fuori Giri” ha totalizzato 1.354.000 telespettatori (15.66%). motosprint

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europeo quad

montalbini sul podio NICOLA Montalbini sul podio nel quinto round dell’Europeo Quad, in Polonia, grazie al secondo posto ottenuto nella frazione 2, vinta dal belga Davy De Cuyper. In gara 1, l’italiano si è piazzato quarto, mentre ad aggiudicarsi la prova è stato Romain Couprie. Il francese è in testa al campionato.

salita poggio-vallefredda

bonetti meglio di tutti 112 PILOTI hanno preso parte alla Poggio-Vallefredda, in provincia di Frosinone, seconda prova del campionato italiano velocità in salita. La vittoria assoluta è andata a Stefano Bonetti con il tempo di 1’19’’15. Vittorie di classe per Marco Queirolo nella 125 Open, Roberto Erba nella 250 Open, Stefano Nari nella 600 Stock, Stefano Manici (settantesima vittoria in carriera!) nella Naked, Stefano Bonetti nella 600 Open, Giuliano Covezzi nella Supermotard, dell’equipaggio Ozimo-Zanarini nella categoria Sidecar. Nella classe scooter, non valida per il campionato italiano e con solamente due piloti al via, si è imposto Michele Urbano.

doppietta ucraina nel cross emx 85 L’europeo cross dei piccoli, la EMX85, ha fatto tappa in Ucraina, con protagonisti i piloti dell’est. A vincere entrambe le gare è stato l’ucraino Rostyslav Voytsyckyy. Kylmakorpi nel LONG E GRASS TRACK Classificandosi in seconda posizione nella manche di finale del secondo gran premio di long e Grass track disputato a Forus Travbane, in Norvegia, ma totalizzando più punti di tutti, 29 su 30, il campione del mondo in carica Joonas Kylmakorpi ha guadagnato la testa della classifica con due punti di vantaggio sul tedesco Katt e tre su Speiser. La gara è stata vinta dall’olandese Pijper, che ha preceduto, oltre al campione del mondo Kylmakorpi, Tebbe, Speiser, Hall e Katt. troppa pioggia, salta l’europeo trial in polonia La tappa dell’europeo Trial in programma a Myslenice, in Polonia, il 3 settembre, è stata annullata: troppa pioggia, in primavera, ha provocato inondazioni e quindi gravi danni. L’europeo si concluderà quindi in anticipo, con la tappa del 27 e 28 agosto, in Repubblica Ceca.

IN BREVE

blazusiak batte cinque

speedway. gli under 21 promossi in finale A Gniezno, in Polonia, grande battaglia nella semifinale mondiale di Speedway under 21, per conquistare i primi sette posti e passare così ai gran premi. A sorpresa è stato il lettone Loktaev a salire sul gradino più alto del podio precedendo di un punto il padrone di casa Pawlic Pawlicki e lo svedese Gustafsson. Hanno raggiunto la finale anche: Piotr Pawlicki, Janoswki, Kovacic e Fajfer.


Paddock

9 e 10 luglio

national usa

Mondiale trial in pieMonte

dungey, buona la quinta

SI SVOLGERÀ in Piemonte, a Montecrestese (VB), la tappa italiana del Mondiale Trial, il 9 e 10 luglio. Partenza e paddock in località Pontetto, all’interno del campo sportivo. Il tracciato sarà articolato con prove nel fiume Isorno, altre nel Comune di Masera, località Cresta. Al sabato, Europeo, sullo stesso percorso. Altre informazioni: www.motoclubdomo70.it

A THUNDER Vallley, Ryan Dungey si è imposto nella quinta prova della classe 450 del National americano di cross, centrando un secondo ed un primo posto. Il campione in carica ha preceduto Ryan Villopoto (primo e secondo) e Chad Reed, due volte terzo e sempre leader della classifica provvisoria. Nella 250 doppietta di Blake Baggett.

tommy hill raddoppia in inghilterra doppia vittoria di tommy hill (yamaha) nella quinta prova del campionato inglese superbike, gara che si è disputata a knockhill. in gara 1, l’inglese ha preceduto john hopkins, che poi nella seconda frazione è incorso in una caduta. shane byrne (honda) secondo in gara 2.

mancini campione IL DOppIO appuntamento con il campionato Italiano Motorally di Demonte non ha solo segnato il giro di boa del Tricolore, ma ha anche assegnato i titoli italiani Raid TT. Alle prime tre tappe corse in Sardegna, assieme al Mondiale Cross Country, si è infatti aggiunta la quarta, scaturita dalla somma delle due giornate di Demonte. Anche in Piemonte il mattatore è stato Andrea Mancini, (sopra) che ha concluso il campionato con quattro centri, a punteggio pieno. Titolo assoluto quindi per il perugino dell’Husqvarna, il quarto consecutivo, oltre naturalmente a quello della classe 450. Secondo posto assoluto in campionato per Paolo Ceci, pur se staccato da Mancini di ben 31 lunghezze. A seguire Matteo Graziani, davanti a Niccolò Pietribiasi e Manuel Lucchese. I vincitori dei titoli di classe sono: Fabio Benetti (RT1), Andrea Mancini (RT2), Niccolò Pietribiasi (RT3), Romano Caviglia (RT4), Erika Burioli (Femminile), Roberto Barbieri (RTQ).

Motosprint su ipad con una nuova versione app DA QUALCHE mese Motosprint è anche su iPad e a partire da questo numero c’è una nuova versione dell’App. Oltre alla possibilità di sottoscrivere un abbonamento (1 anno 59,99 euro; 6 mesi, 29,99; 3 mesi 15,99; copia singola 1,59) ci sono nuove funzioni: Download in background, anche uscendo dall’applicazione, ulteriori funzioni di navigazione con la barra degli strumenti superiore, migliore gestione degli inserti (si aprono in una finestra separata), il giornale si apre automaticamente mentre sta ancora scaricando quando è disponibile la prima pagina e l’indice.

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Paddock identikit

romano fenati 1 bis nella salita americana

pikes peak alla ducati SECONDA vittoria consecutiva per la Ducati nella Pikes Peak International Hill Climb, impegnativa gara in salita che si disputa in Colorado. In sella alla Multistrada 1200, Carlin Dunne (sopra) ha stabilito anche un nuovo record assoluto, 11’11”32. Un successo costruito così: «Al via sono subito scattato in testa e ho mantenuto la posizione senza mai perdere la concentrazione o preoccuparmi di guardare indietro». Per Alexander Smith, altro pilota Ducati e veterano della Pikes Peak, terzo posto nella 125.

buschi in anticipo QUALCHE errore alla prima tornata per Matteo Grattarola, che ha concluso la quarta prova del trial indor, nel principato di Andorra, con un terzo posto. Ad aggiudicarsi la tappa - per la maggior parte ambientata nel bosco, con rocce molto alte, la più dura tra quelle finora disputate quest’anno - è stato lo spagnolo Francesc Moret (che aveva meno da perdere, e dunque ha rischiato di più). Solo quarto Jack Challoner, che resta leader del campionato. L’inglese ha 73 punti, 13 in più dello spagnolo Alfredo Gomez, con Grattarola terzo a quota 58. Primo posto in gara e in campionato per l’inglese Jack Sheppart nella Junior, con Giacomo Saleri terzo (e secondo in campionato). Andrea Buschi festeggia: con la vittoria in gara, diventa già campione nella Over 40.

«IL mio paese, Sant Fuitos de Bages, mi ha dedicato una statua. Come si può non esserne orgogliosi?» motosprint

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Carlos Checa

organizza la fmi

corso di trial per ragazze UN CORSO di avviamento al trial, riservato alle ragazze dai 7 anni in su, è stato organizzato dalla FMI. Si terrà dal 31 luglio al 7 agosto, presso il campo permanente di Santo Stefano d’Aveto (GE) con istruttori federali. Informazioni (ci sono varie combinazioni di prezzi) 339-6099082.

Dal tredicesimo posto dell’anno scorso al dominio di quest’anno nel campionato italiano: a cosa si deve un miglioramento così netto? Innanzitutto all’esperienza, l’anno scorso non andavo poi così piano, ma sono caduto veramente troppe volte. Anche quest’anno è cominciato così: prima gara, a Misano, non conclusa perché sono finito a terra. Poi però le cose sono nettamente migliorate e ho cominciato a vincere. Ovviamente il fatto di essere diventato da quest’anno pilota del Team Italia mi ha procurato enormi vantaggi.

2

Vantaggi economici? Non solo, anche se correre pensando solo a dare il gas, senza doversi preoccupare se ci saranno o meno i soldi per la prossima gara è un vantaggio psicologico non di poco conto. In aggiunta a questo, abbiamo un preparatore fisico e persino uno psicologo. Sembra un fatto marginale, ma non è così: mi ha insegnato a concentrarmi, a focalizzare il risultato.

3

In un periodo così deludente per i giovani italiani al Mondiale 125, è consolante vedere i tuoi risultati. E non solo in Italia, anche in Spagna: due quarti e un terzo posto al CEV. Purtroppo posso solo confermare che il livello in Spagna è molto più alto. I migliori girano a un soffio dai tempi del Mondiale.

4

A proposito di tempi, nemmeno i tuoi sono così male. Nel doppio appuntamento del CIV a Misano hai girato come Zarco e Salom nel Mondiale 2010, due che quest’anno puntano al titolo. Cose così legittimano qualche ambizione... Io sono un ragazzo concreto. Penso a fare bene quest’anno. Sì, lo ammetto, al titolo ci penso, eccome. Poi vedremo. Certo che mi piacerebbe fare il Mondiale, ma la 125 non ci sarà più e io una Moto3 non l’ho mai nemmeno toccata. Dunque, un passo per volta...

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quel piacere sottile di spiare di nascosto Guardare senza essere visti rende lo spettacolo più eccitante. che sia una gara di paese o... altro

di Marco Masetti fagnigol@yahoo.it

Parata di ragazze chiusa da una “cavallona del nord” Prima della Partenza della motogP al gran Premio di assen. decisamente un gran bello sPettacolo, da tutte le angolazioni.

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UNA VOLTA non c’erano le vie di fuga e nemmeno gli air fence. Al massimo venivano messe delle balle di paglia a protezione degli ostacoli più pericolosi; la sicurezza dei piloti era un concetto totalmente sconosciuto. Le moto passavano allegramente e di parecchio i 200 orari e una balla di paglia, magari bagnata dalla pioggia, è dura come un muro di mattoni. I funerali erano “riunioni” molto comuni, raccontano i vecchi piloti… La prima gara in moto vista nella mia vita si disputava in un tracciato cittadino, pericoloso come solo un circuito tra case, alberi e marciapiede può esserlo, rigorosamente fasciato di balle di paglia. Io e gli altri bambini del paese avevamo una sorta di codice d’onore: più stavi vicino ai piloti che sfrecciavano sull’asfalto, più eri uno “sborone”. Insomma, se la volete più colta ve la metto giù così: si trattava di un rito di iniziazione, nel corso del quale i giovani maschi della tribù si sottoponevano a rituali pericolosi per affermare la propria virilità. Quel giorno eravamo in tre o quattro, un quintale o giù

di lì tutti assieme. I tipici bambini ossuti e spigolosi degli anni Sessanta, scarsamente tecnologici ma determinati a restare all’interno della loro tana scavata in una muraglia di balle di paglia fino alla fine della gara. I controllori, ovvero i carabinieri preposti a scacciare i bambini molesti, ci avevano persi d’occhio e noi eravamo felicemente intanati in un cunicolo scavato nella paglia… “Braaaa… buuuum... scrak”. Difficile rendere il cozzo di un sidecar motorizzato BMW che si schianta nelle balle di paglia a pochissima distanza dalla tua testolina, ma il botto fu terrificante. Arrivarono infermieri, carabinieri e curiosi a soccorrere i tedeschi. Noi restammo orgogliosamente dentro la paglia, intanati e muti, per non farci scoprire. Il sidecar aveva sulla carena un disegno che mi piaceva e lo rimirai per anni nella mia cameretta. Oggi come allora, se trovo un pezzo di una moto da corsa, me lo porto a casa volentieri. E poi quel side era guidato da un campione del mondo, mica storie. Tanti anni dopo sono ad Assen. Sta per iniziare la gara. Non ne posso più di tutte le storie del paddock, della crisi di Rossi e della Rossa, dei VIP presenti e delle ipotetiche nuove moto che dovrebbero ripopolare la griglia. Non me ne frega una cippa delle gomme che non si scaldano, delle commissioni che giudicano la percentuale di cattiveria in un sorpasso, dell’audience e del prime time. So solo che se dovessi appassionarmi di uno sport seguendo questi temi, piuttosto mi dedicherei alla pesca. Fuggo dalla scrivania e dallo schermo, cammino lungo una passerella che collega la palazzina della direzione gara e la sala stampa con un bel ristorante. Ascolto il brusio della gente che sale: mancano pochi minuti al via. Sento i fischi di approvazione per l’arrivo delle ragazze che reggono i cartelli indicanti le file. Stacco di un metro da terra, non c’è trucco non c’è inganno: la cavallona del Nord quando decide di far vedere un fisico da applauso ci riesce e io applaudo volentieri. Penso a loro, alle cavallone, e vedo entrare in pista i primi fantini che di li a poco correranno la gara. Mi spiace distogliere lo sguardo da “quelle” splendide gambe per osservare quelle più corte e stortignaccole dei piloti. Vedo i caschi colorati nel tentativo di ricreare un’araldica medievale e cavalleresca. Capisco che veniamo dai tornei di secoli fa, capisco un mucchio di cose splendide delle quali non parla quasi nessuno. E cerco una muraglia di balle di paglia dentro la quale scavare la mia tana.


polvere di stelle

quanta nostalgia per i vigili “di una volta” quelli che comprendevano e (un po’...) tolleravano, anziché applicare troppo rigidamente il codice

di Luigi Rivola lurivola@tin.it

Un vigile Urbano faentino in azione sUlla gUzzi v35 dUrante Una gimkana segUito con attenzione da Un collega. l’immagine è tratta dal volUme “la polizia mUnicipale a faenza” di salvatore banzola.

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GIROVAGANDO fra i banchi del mercatino di vecchie cose a Brisighella (RA), mi sono soffermato davanti a una bella distesa di libri di seconda mano. Non ci ho messo molto ad individuarne uno di mio gradimento: “La Polizia Municipale di Faenza”, scritto nel 2009 da Salvatore Banzola e pubblicato dal benemerito (per le edizioni di storia locale) Stefano Casanova di Faenza. Così mi sono imbattuto in tanti episodi e personaggi che ho avuto modo di conoscere e mi è venuta voglia di raccontarvi qualcosa dei miei passati rapporti coi vigili urbani della città in cui sono nato e cresciuto. Rapporti a volte piacevoli da ricordare, altre volte un po’ tumultuosi, in un periodo in cui – a differenza di quanto accade oggi – molte regole erano applicate con la bilancia del buon senso, anziché con quella inderogabile di un codice inflessibile seppur spesso mal scritto, troppo interpretato e a volte inadatto ad inquadrare situazioni specifiche. I miei primi ricordi risalgono molto indietro nel tempo: alle epifanie degli Anni ’50, quando al centro del crocevia

della doppia piazza principale di Faenza un vigile in divisa si ergeva per l’occasione su un’alta predella circolare col solo compito di sorridere e ringraziare i cittadini che in auto, moto, bicicletta, a piedi – o anche col carro ippotrainato – colmavano lo spazio attorno alla predella coi doni della tradizionale “Befana del Vigile”. Questa idilliaca visione delle locali forze dell’ordine cambiò quando cominciai a circolare in città col ciclomotore. Già allora i vigili di Faenza disponevano anche di motociclette; in quel periodo era in voga il Guzzi Galletto 192 con avviamento elettrico a dinamotore. I ciclomotori supertruccati erano la regola, e il Galletto non era certo in grado di inseguirli, ma non ce n’era nemmeno bisogno: noi “trasgressori abituali” eravamo tutti schedati: ogni vigile aveva il suo schedario personale nel disco rigido della mente, o magari su un foglietto di carta in una tasca della divisa; conoscevano meglio di un banco prova le caratteristiche tecniche dei nostri motorini dopo l’elaborazione, ma tolleravano, sapendo che non avevamo mai soldi, per cui di sovente, per non applicare – nei casi più pesanti – la multa esosa, ci cambiavano l’articolo in modo da punirci con una sanzione inferiore. E noi ingrati furbacchioni – capita l’antifona – quando ci fermavano in flagrante reato di velocità o rumore eccessivi, dicevamo subito di aver lasciato a casa la patente (multa leggera) per fornire loro l’articolo giusto da contestarci anziché quello “troppo caro”. Ovviamente c’era anche chi non beccava, per cui, dopo aver visto che non c’era scampo per la multa salata, ti ricordavi che la patente l’avevi con te... E la fama del vigile inflessibile girava fra i motorini, con commenti da non riportare. Una volta fui fermato da una pattuglia mentre provavo su un lunghissimo rettilineo fuori città la mia Ducati 250 da corsa, a scarico libero, in configurazione da gara. Targa? Fanali? Libretto? Niente di niente. I vigili di Faenza erano stupefatti per un simile affronto al Codice. Io cominciai a temere il sequestro della moto, ma loro compresero il dramma umano, sportivo ed... economico che mi stava sconvolgendo. “Prima e ultima volta” – mi dissero. E così fu. Per non lasciarmi del tutto impunito mi fecero la multa perché non avevo lo “stop”... Meglio allora o adesso? Allora e adesso. I tempi sono molto cambiati e penso che fare il vigile urbano sia oggi molto, molto difficile. Forse, più che scontrarci dal giudice di pace, dovremmo darci una mano.


qui giappone

Dove si può uDire il rumore Del silenzio l’isola di Hokkaido, la più a nord dell’arcipelago, è un vero paradiso. meta eletta dei motociclisti

di Akira Nishimura

L’isoLa più a nord deLLe più grandi che formano L’arcipeLago giapponese offre scenari unici in ogni stagione. scarsamente popoLata, La natura riesce a dare ancora iL megLio di sé.

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QUANDO arriva l’estate nelle isole del Giappone tantissimi motociclisti salgono in sella alle loro moto e si dirigono a nord. Al nord si trova Hokkaido, la quarta isola dell’arcipelago per dimensioni e posto sacro per tutti i motociclisti giapponesi. Da noi giugno e luglio sono i mesi della stagione delle piogge, i mesi di quella sgradevole sensazione di caldo umido che, però, Hokkaido non conosce. Grazie alla sua alta latitudine, Hokkaido ha un’aria frizzante e giornate molto lunghe e proprio per questa ragione molti motociclisti si dirigono là coi loro sacchi a pelo e le loro tende piegate sul sedile posteriore. Il clima, tuttavia, non è la sola ragione che la fa scegliere come meta. La superficie di Hokkaido è così estesa, 78.000 km2 (quasi la stessa dell’Irlanda) che là esiste ancora natura incontaminata. Qualche centinaio di anni fa quella era la frontiera nord che Tokugawa Shogunate ha esplorato e colonizzato. Una

pacifica e quieta isola abitata da una popolazione chiamata Ainu che venne occupata dallo shogunate e poi incorporata nel territorio giapponese. Lasciando da parte le argomentazioni storiche, lo scenario delle cittadine di Hokkaido appare più o meno artificiale proprio per i suoi trascorsi pionieristici. In un certo senso il loro aspetto è simile a quello dei piccoli centri urbani degli Stati Uniti. Le strade sono dritte e non vi sono semafori se si esce dalla città. Si può aprire il gas e dirigersi lontano, verso l’orizzonte. Le stradine laterali sono molto tortuose con curve a destra e a sinistra; c’è di che sbizzarrirsi, strada dritta o tortuosa, asfaltata o bianca. Comunque sia, sarete sempre circondati da una natura fantastica. Non c’è dubbio, questo per i motociclisti è un paradiso. Potete procedere per strade bianche affiancati da cervi selvatici e se avete fortuna, mentre percorrete la costa, potete anche vedere un branco di leoni di mare su lastre di ghiaccio che si spostano lentamente. Quando spegnete il motore in cima alla montagna la sola cosa che sentirete è il rumore... del silenzio. Nel caso in cui vi siano elicotteri della polizia che controllano la velocità dall’alto, dovete fare molta attenzione al contachilometri quando entrate in città. E quando guidate sullo sterrato nelle strade di montagna dovete procedere con cautela, stare molto attenti che non ci siano orsi selvaggi nei dintorni. Ogni anno si ha notizia di diverse vittime, e non è uno scherzo! È molto frequente, infatti, che a Hokkaido si vendano segnali di pericolo per la presenza di orsi selvatici. Una o due settimane non sono sufficienti per godersi tutto ciò che Hokkaido offre, dopo la prima visita, c’è da star certi che rimarrete così affascinati dai luoghi da decidere che un giorno ci ritornerete. In generale i giapponesi sono persone molto serie e diligenti, per tutti Hokkaido è simbolo di libertà e di fuga dalla vita di tutti i giorni. La bella stagione per i motociclisti però finisce molto presto a causa delle alte latitudini. Alla fine di agosto comincia già a diventare freddo, specialmente la mattina e la sera. In alcune zone le prime nevicate compaiono già all’inizio di ottobre. Quando i motociclisti ripartono verso sud per ritornare alla loro quotidianità inizia il lungo inverno con la neve che imbianca ampie zone, allora Hokkaido si trasforma nel posto sacro per snowbordisti e sciatori.


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di Enrico Borghi - foto Milagro

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i a v i v o D i Va Aggressivo come non mai, Dovizioso si inserisce tra Lorenzo e Stoner. E sente di poter dire la sua anche nella corsa al titolo. Simoncelli quinto, Rossi sesto

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«La gente ha fatto il tifo per me. Mi ha letteralmente spinto sul podio. E quando ci sono arrivato, mi è venuto da piangere...» Andrea Dovizioso

jorge lorenzo (1) ha recuperato parte dei punti perduti in olanda (e prima ancora a silverstone) tornando alla vittoria al mugello. un successo costruito con una rincorsa a stoner che ha diviso con andrea dovizioso (4), capace di mettersi alle spalle l’australiano e finire la gara al secondo posto.

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CARPERIA - È un peccato guardare gli spagnoli che fanno i comodi loro anche in casa nostra, permettendosi addirittura il lusso di centrare una tripletta (Lorenzo-Marquez-Terol). È malinconico pensare che un tempo su queste colline contavamo le vittorie mentre adesso cerchiamo gli elementi per dare un senso alle sconfitte. Ed è sconfortante considerare che Valentino Rossi e la Ducati hanno deluso le aspettative anche nella gara più attesa. Però non è tutto da dimenticare, il GP Italia 2011, che tiene fede alla sua fama di gara in cui la passione della gente invade la pista e spinge i piloti italiani a superare se stessi. Pur usando parole diverse, è questo il concetto che ha espresso Andrea Dovizioso, il migliore degli azzurri nella gara di casa e anche nella classifica di campionato, che lo vede terzo, alle spalle di Stoner e Lorenzo. La sua considerazione rende bene l’idea: «Questa è sempre stata la gara di Valentino, la gente era tutta per lui. Se lo è meritato, naturalmente, solo che a me non era mai successo di correre qui come solo pilota italiano in lizza il podio o la vittoria. Questa volta la gente faceva il tifo per me, mi sosteneva, mi ha letteralmente spinto sul podio. E quando ci sono arrivato, mi sono emozionato. Mi vergogno un po’ a dirlo, ma mi veniva da piangere per la gioia». Andrea Dovizioso ha tutte le ragioni, per essere orgoglioso di se stesso. Non ha corso solo un grande GP Italia. Ha corso una grande gara in assoluto. Ha lavorato bene nelle prove, ha gestito le gomme in vista della parte finale della gara senza però mai perdere il contatto con la testa della corsa, alla fine si è guadagnato la seconda posizione con un sorpasso bello e aggressivo ai danni di Stoner. E sul traguardo, a ben vedere, Lorenzo lo ha preceduto solo di un secondo. Non è da gettare alle ortiche neppure il GP di Marco Simoncelli. Ha fatto storcere il naso, il suo quinto posto, e non è stato bello vederlo subire l’attacco di Ben Spies nell’ultima curva dell’ultimo giro. Insomma, senza girarci intorno, ci si aspettava una gara un po’ più aggressiva. Ma pur se la sua è stata una corsa sofferta, Marco ha almeno avuto il merito di finirla. Il che, forse, spezza una maledizione. Non ha commesso errori gravi, ma solo alcuni piccoli - sbagli, soprattutto in frenata, che

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lo hanno relegato in quinta posizione. Ma possiamo forse voltargli le spalle per questo? Se cade e peggio ancora se coinvolge altri, lo si fucila; se fa quinto, lo si può condannare? Ci vuole una giusta via di mezzo... Simoncelli ha pagato il cambiamento delle condizioni della pista, conseguenza dell’aumento della temperatura: «Non ero a posto con la moto, non riuscivo a curvare stretto: avevo bisogno di tanta marco simoncelli (58) non ha brillato come in prova, e nel finale ha perso la corsa al quarto posto con ben spies (11) ma... il peggio è alle spalle! valentino rossi si aspettava di più dal gp italia, invece ha faticato a liberarsi di hector barbera: la strada che porta alla vittoria è in salita.

pista per poter girare». E anche la tensione si è fatta sentire: «Sì, nel primo giro mi sono fatto un po’ condizionare da quello che era successo ad Assen». Poi Marco ha scoperto che gli manca ancora l’esperienza per gestire gare difficili e tirate come si è rivelata questa edizione del GP Italia. Ma se non si arriva in fondo, non si impara a guidare a certi ritmi. Mettiamola così: è una importante lezione in più, nell’ambito di un bagaglio

di esperienza ancora tutto da formare. Il calore del tifo (davvero rovente) purtroppo non è bastato a rendere la Ducati una moto migliore del solito e Valentino un po’ più efficace. I miracoli non li fa nessuno, soprattutto in questo periodo in cui il livello della competizione si alza ogni anno. Si migliora con l’impegno e con i progetti giusti. Oggi, nel clan azzurro, il primo non manca. Per il secondo, bisogna avere pazienza.

L’uomo del giorno

PoSSo giocarmela Il campionato è aperto. Sono regolare, punto sulla costanza, e questo alla fine premia SCARPERIA - Andrea Dovizioso è raggiante, a fine gara. Finalmente si lascia andare a sentimenti quali l’orgoglio e l’esaltazione. «È stata una gara spettacolare, come tempi, ritmo, e per il modo in cui ho corso. Quando il livello è così alto, e si va forte come stiamo andando quest’anno, lo spettacolo cambia: magari non ci sono i sorpassi spettacolari, però ci sono le prestazioni. Oggi abbiamo corso una gara incredibile». E tu dove l’hai fatta, la differenza? «Nel ritmo, nella costanza. E ad un certo punto, nel sorpasso a Stoner. In staccata mi sentivo molto forte, ma nell’ultima parte facevo fatica a fermarmi. E in certi casi mi si chiudeva un po’ l’anteriore. Ma tutti avevamo dei problemi, ad un certo punto tutti scivolavamo. Eravamo al limite. Sono rimasto incollato a Casey alla Biondetti, poi l’ho affiancato all’ingresso della Bucine e mi sono infilato. Lui non ha tirato la staccata, mi ha lasciato lo spazio e non c’è stato alcun problema». Era impossibile, trovare la strada per scappare? «Ho fatto un paio di piccoli errori all’inizio, e in una gara tirata come questa possono fare la differenza. Quando Lorenzo è andato davanti non ho reagito subito, ma in ogni caso ad un certo punto Jorge si è messo ad andare più forte di me. Tra l’altro è stata una gara molto difficile anche fisicamente». La Yamaha non è così lenta come dice Lorenzo. «Infatti non ha tutto quello svantaggio che è stato detto all’inizio. Anzi, ha dei vantaggi nell’inserimento e poi è molto veloce a centro curva, perché nella prima fase di erogazione è molto dolce e questo è un vantaggio per i piloti: puoi aprire il gas anche quando sei piegato. Ad esempio, nelle curve Materassi e Casanova la Yamaha usciva più forte rispetto alla Honda. Stando dietro a Lorenzo ho visto che la sua moto scivolava meno della mia e di quella di Casey». Sei sembrato molto preparato a questa gara. «Ho cercato di arrivare qui con una motivazione molto forte. E ho cercato di lavorare bene nelle prove e nel warm up. Anche se le mie prove non sono così appariscenti, ho un mio metodo che molte volte funziona. Anche questa volta io e la mia squadra abbiamo fatto un grandissimo lavoro». Sei d’accordo che bisognava reagire, questa volta?

Andrea Dovizioso, «Oggi sono stato incisivo. Per questo sono così soddisfatto»

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«Sto reagendo da tempo, solo che uno non si può snaturare. Ho il mio modo di correre. Ma oggi sono stato incisivo, per questo sono così soddisfatto». Pensi che questo tuo periodo sia migliore rispetto allo scorso anno? «Sì, e anche di molto. Questa è la fase della mia carriera in cui sono più forte. Non sono mai stato a questo livello. Adesso sono diventato veloce e costante, e consideriamo anche che lotto con avversari di grandissimo livello». Il livello del campionato pensi che si sia alzato ancora? «Sì, stiamo migliorando tutti in modo costante. Anche perché siamo tutti giovani e abbiamo un margine di crescita. Credo che siano i piloti, che sono cresciuti: le moto sono migliorate meno, in rapporto. Lorenzo, se guidasse al ritmo dello scorso anno, oggi non avrebbe vinto». Pensi che il campionato si possa addirittura vincere? «Il campionato è aperto, diciamo anzi che posso giocarmi le mie carte anche per il titolo. Sono un pilota regolare, non esagero, punto sulla costanza. Ma anche questo modo di correre alla fine premia». Già, sei una persona tranquilla in un ambiente di... agitati. «Io lavoro, mi applico, cerco di migliorare. Se i media continuano a spingere Simoncelli perché è un personaggio più interessante, io non posso farci niente. Non posso farmene una colpa. Io sono un ragazzo normale, e non ho certo dei complessi per questa mia normalità».

ritratto di famiglia ai piedi del podio... papà dovizioso prende tra le braccia la piccola sara, per dividere anche con lei la gioia del secondo posto nel gp italia. motosprint

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Con Stoner sfida aperta

Lorenzo rilanCia

Tutto può ancora succedere. Dobbiamo crederciı SCARPERIA - Non è ancora chiaro se la vittoria di Jorge Lorenzo sia il risultato del lento ma apprezzabile lavoro che i motoristi di Iwata hanno svolto in questi mesi (al punto da tralasciare lo sviluppo della “mille”). E non si può dire con troppa baldanza se la chiave di tutto sia il ritorno alla ciclistica 2010, che ha dato allo spagnolo la confidenza in ingresso curva che aveva lo scorso anno. Ma si può affermare che il campione del mondo ha ricominciato a curvare alla sua maniera e grazie a un errore commesso dal Team HRC nella scelta della pressione dei pneumatici di Casey Stoner, ha inferto un colpo duro all’australiano: gli ha mangiato 9 punti in una sola gara, e adesso il divario è di 19 lunghezze. E come ha

detto anche Lorenzo, «tutto può ancora succedere, quindi noi dobbiamo crederci». Siamo quasi a metà stagione e la situazione è ormai chiara: la lotta per il titolo è una sfida a due, un confronto tra Stoner e Lorenzo. Dopo quattro gare in cui Stoner non ha fatto altro che picchiare, e Lorenzo non ha smesso di subire (perdendo la testa della classifica) Lorenzo al Mugello ha reagito. E lo ha fatto con una gara splendida, condotta in modo impeccabile; ha trovato le traiettorie migliori, ha fatto i sorpassi nel modo e nel momento giusto. Ha guidato in stato di grazia. Stoner ha dovuto subire non solo la forza del campione del mondo, ma anche il coraggio del compagno di squadra, Dovizioso, che

non ha avuto un attimo di esitazione nell’attaccarlo. E nel fargli perdere altri punti. Del resto non esistono ordini di scuderia, e nessuno li ha mai neppure chiesti. Il primo a parlarne è stato proprio Stoner: «Siamo una squadra, ma non nel senso del calcio. Ognuno di noi gioca la propria partita, io non ho mai chiesto aiuti e non me li aspettavo certo oggi». Alla fine Stoner è stato terzo. Ha salvato il salvabile? Sì, eppure è apparso tutt’altro che sereno: «Sono deluso e arrabbiato, a me il podio non va bene. Io corro per vincere, non per limitare i danni». Stoner è incappato, per dirla con le sue stesse parole, «in un piccolo errore che ha provocato un problema grosso». La sua

squadra, in accordo con lui e anche con i tecnici della Bridgestone, ha mantenuto la stessa pressione delle gomme che Casey aveva usato nel warm up. «Di mattina mi ero già accorto che la pressione era troppo alta, ma mi è stato consigliato di tenerla allo stesso livello anche per la gara. Però le condizioni sono cambiate, c’era molto più caldo, così se all’inizio le gomme si sono scaldate in fretta, dopo poco ho cominciato a perdere grip. Giro dopo la giro la gomma scivolava sempre più. Non avevo più grip a centro curva, nel momento in cui raddrizzavo la moto, e ad un certo punto perdevo aderenza anche sull’anteriore. Ho preso dei rischi, pur di stare davanti, ma a un certo punto mi sono dovuto arrendere». È questo il motivo per cui Stoner è stato al comando fino al diciassettesimo giro, cioè fino a sei tornate dalla fine, e poi ha ceduto prima a Lorenzo e poi a Dovizioso. In realtà Casey è crollato un paio di tornate prima,

permettendo ai suoi inseguitori di ottenere un aggancio nel quale non speravano più. «Mi sono preoccupato molto quando Dovizioso mi ha passato, nel settimo giro – ha raccontato Lorenzo – perché avevo paura che Casey scappasse. Non era facile passare Andrea in frenata, quindi a metà gara mi sono un po’ agitato perché ho pensato di avere ormai perso ogni possibilità di vincere. Ma ad un certo punto Casey ha iniziato a perdere il suo vantaggio, e quando ho superato Andrea ho visto che la sua moto scivolava molto. A quel punto mi sono calmato: ho riorganizzato le idee e mi sono messo a spingere». È lì che Lorenzo ha dato il meglio: ha cominciato ad inventare traiettorie perfette, eseguite mantenendosi sempre “stretto” quando gli altri erano costretti a stare “larghi”. «Quando ho capito che non sarei riuscito a batterli in frenata, ho deciso di usare la mia maggiore rapidità di inserimento in curva. Potevo uscire molto forte dalle curve, anche

perché la mia moto era molto efficace». E così Lorenzo ha messo in ginocchio l’armata Honda. La Yamaha permetteva ai suoi piloti una notevole velocità anche nella percorrenza della curva e nella prima fase dell’accelerazione. E nelle mani di uno che guida come il maiorchino è diventata un’arma vincente. Jorge Lorenzo, complice anche la sveglia che ha sentito suonare nella sua testa vedendo vincere Spies ad Assen, sta facendo ciò che aveva annunciato dopo il naufragio di Silverstone: sta cercando di mettere sotto pressione Stoner. E l’unico modo per riuscirci è stargli addosso, attaccarlo. Possibilmente, batterlo in modo plateale. È la tattica che usò Valentino Rossi nel 2008, e anche l’unica strategia che si può utilizzare con l’australiano: questo è, infatti, il suo tallone d’Achille. «La Yamaha sta migliorando – ha detto Lorenzo –. Abbiamo anche noi i nostri punti di forza, adesso possiamo lottare». Naturalmente, era una minaccia.

«la mia moto era molto efficace. la Yamaha sta migliorando; abbiamo anche noi i nostri punti di forza» Jorge Lorenzo motosprint

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Rossi e Ducati

nell’occhio Del ciclone ci si aspettava un bel passo avanti. invece...

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CARPERIA - Fino a poco tempo fa, al Mugello, Valentino Rossi umiliava gli avversari e faceva sognare la folla. Oggi ci si sorprende, e ci si compiace, per il fatto che riesca ancora a tenere i nervi saldi. Dopo prove molto sofferte, in gara è stato sesto, dopo aver faticato a recuperare e dopo aver fatto fronte a problemi alla frizione «senza i quali sarei partito meglio, quindi avrei preso un distacco inferiore ai venti secondi». Venti secondi, non i ventisei che alla fine ha subìto. Diciamolo subito: è andata malissimo anche in una gara che sulla carta doveva essere la meno difficile, quindi adesso il rischio è quello che il gruppo si disunisca. E sarebbe la catastrofe. Per ora Valentino resta calmo e concentrato sul lavoro da fare. Speriamo resti tutto così, perché è il solo modo che lui e la Ducati hanno per uscire, un giorno, da questo pantano. Ci sono alcune frasi di Valentino da segnalare, per capire la situazione. «Se davanti non succede niente, il nostro livello è questo (la sesta posizione)». E poi: «Mi manca ancora il feeling con l’anteriore, non riesco ad inserire la moto in modo rapido». Infine: «Con la “mille” su questa pista, nei test privati, sono stato un po’ più lento rispetto ai migliori di questa gara con le 800. Segno che c’è da fare». Valentino e la Ducati sono anche sfortunati: in un momento in cui avrebbero bisogno di provare il più possibile, c’è sempre qualche ostacolo. Venerdì la moto ha avuto dei problemi elettrici, ed è stato gettato via il primo turno; nel pomeriggio è piovuto... Sabato Valentino ha girato solo di mattina, poi è piovuto di nuovo. Infine, le restrizioni sui giorni di test rendono praticamente impossibile condurre un programma di sviluppo, perché Valentino non può provare mai. E quando avrebbe potuto farlo, lunedì dopo la gara, è stato costretto a rinunciare per risparmiare i motori. Sarà già impossibile usarli fino alla fine della stagione (ne ha solo tre, a disposizione) quindi non era il caso di logorarli per delle prove. Insomma, non c’è il tempo neppure per imparare a mettere a punto questa moto. Anche per la gara, ad un certo punto, si è andati per tentativi. «Nel warm up abbiamo fatto una modifica importante riguardo la distribuzione dei pesi: motosprint

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cambiando il bilanciamento abbiamo cercato più grip in frenata, in modo da permettermi di frenare un po’ più forte ed entrare meglio in curva. Ho perso un po’ di grip in accelerazione, ma questa soluzione ha un buon margine di miglioramento, quindi va bene. Con la parte posteriore nuova si può andare a cercare una messa a punto diversa, ed è la strada che prenderemo. Ma manca l’efficacia in frenata, e soprattutto l’entrata in curva. Sui tratti veloci e guidati, io ero molto lento». E la gara è iniziata male... «La frizione non ha staccato bene, al via, così non sono riuscito a sfruttare il motore Ducati in partenza. Poi la frizione ha continuato a dare dei fastidi anche dopo, spesso la moto tendeva ad andare in folle. È anche per quello che ho fatto un “dritto”». La delusione non la si può nascondere. «Venendo qui ci aspettavamo un passo avanti più grande, ma adesso in azienda hanno molti dati sui quali ragionare per il futuro. Abbiamo ormai capito che questa moto, per il 2012, non va bene, quindi dobbiamo fare un altro miglioramento». Questa moto, Valentino Rossi non riesce a sfruttarla. Anche perché la Desmosedici – almeno la 800 – ha un limite che con lo stile di guida del pesarese sta risultando insuperabile: non è rigorosa in entrata di curva. E lui ha bisogno di una moto precisa e rapida, la sua guida si basa molto su questo. se le cose fossero andate bene, il disegno sul casco poteva anche venire interpretato come: “state in occhio. ci siamo anche noi”. con ironia, rossi aveva già scartato questa “lettura” dopo le prime prove...

Appare evidente che bisogna ripensare, forse addirittura riprogettare. Ma il “concetto Desmosedici” si può discutere? Si può costruire, attorno al motore, qualcosa che porti la Desmosedici ad avvicinarsi ad una moto dal concetto tradizionale? E in ogni caso: quanto margine di crescita ci può essere? Solo Filippo Preziosi e i suoi fedelissimi possono rispondere. E se c’è una cosa che bisogna evitare, adesso, è metterli sotto pressione in modo eccessivo e quindi ingiusto. La scelta di usare subito il materiale 2012 – almeno, la maggior parte di materiale possibile – deriva dalla scelta di utilizzare la seconda parte del campionato per scoprire i limiti del progetto e individuare i cambiamenti per il 2012. Ed è quello che si sta facendo. Questa è già una buona notizia. Valentino Rossi, poi, sa condurre il lavoro di sviluppo di una moto come nessun altro. E questa è un’altra buona notizia. Solo che lui deve tenere i nervi saldi. Non vince dall’ottobre dello scorso anno: nella sua carriera nella classe regina non ha mai lasciato trascorrere tutto questo tempo senza una vittoria. E in più, adesso deve accettare l’idea che per quest’anno sarà dura rompere il digiuno. E che bisogna pensare al domani. Il nove volte campione del mondo ha l’intelligenza e l’esperienza per riuscirci. Ma è dura, per un pilota di questo livello, accettare l’idea che un campionato venga sprecato per preparare quello successivo.


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Le pagelle di Marco Masetti

La legge delle corse

cronometro spietato SCARPERIA - La MotoGP diventa, gara dopo gara, sempre più dura e spietata, naturalmente con chi è in difficoltà. La tecnica è avanzata e naturalmente costosa, i piloti sono veloci e preparati, di conseguenza è molto difficile mimetizzare eventuali magagne. Anche perché il cronometro è spietato, come sempre, e riporta sempre la verità. La classifica è ancora più spaccata in due parti e il verdetto del Mugello, naturalmente, non fa eccezione. Lorenzo, Dovi, Stoner, Spies e Sic sono racchiusi nello spazio di 9 secondi. Poi un lungo silenzio prima che sul rettilineo d’arrivo passi una moto, la Ducati di Rossi, staccata di 26 secondi dal vincitore. Un verdetto pesante, non solo per il pilota che ha guidato con la solita grinta, ma anche per il team, che ha lavorato duramente, e per la Casa che ha investito molto (assieme agli sponsor) su questo progetto. Ma il cronometro non tiene conto di queste cose, delle lodevoli intenzioni e dell’impegno degli uomini. Il cronometro misura il tempo, tutto qui. E non tiene conto del fatto che Rossi abbia battuto di misura (poco più di 2 secondi) Barbera e la sua Ducati GP11, la stessa moto bocciata senza pietà da Valentino. Strano mondo, quello delle corse, nel quale non fa una brutta figura la Suzuki che da mesi non riceve grandi aggiornamenti, oppure nel quale la Yamaha funziona meglio con il telaio 2010 rispetto alla ciclistica approntata per questa stagione. Un mondo nel quale è facilissimo sbagliare, ma al tempo stesso durissimo recuperare. Adesso bisogna sistemare una questione che non è da poco: eliminare lo scalino che c’è tra i primi (i top) e quelli “normali”, ovvero dal sesto in giù. Perché essere nel club dei potenti è meraviglioso, mentre lontani dal podio si soffre e si rischia persino la figuraccia. È un mondo spietato e cattivo, forse, ma tremendamente affascinante e nel quale ci sono una Casa, un team, e un ex campione del mondo, che non vedono l’ora di tornare in alto. motosprint

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JorgeLorenzo

Benspies

È da lode! Per la costanza con la quale ha braccato Stoner, per la tenacia nel confronto con Dovizioso, ma soprattutto per i due fantastici sorpassi alla Casanova Savelli. In quel punto Rossi diventò una leggenda quando, anni fa, “trombò” Biaggi e poi Gibernau. Jorge è in grandissima forma e la vittoria di Spies ad Assen lo ha caricato al massimo. Il maestro del Mugello.

Poteva stare nel gruppo di testa ma resta tagliato fuori in avvio di gara. Lotta e combatte con Simoncelli, piazzando la zampata giusta nel finale, anche se non raggiunge la competitività vista ad Assen. Conferma che la Yamaha M1 è una moto molto in forma. In forma e scattante.

Mago 10

AndreaDovizioso Bello vederlo commosso sul podio perché la gente lo acclama, ma anche piacevole osservarlo in pista combattere e attaccare persino il capitano Stoner. Rispetto al pilota tutto dovere e poco piacere, la versione “Mugello 2011” di Dovi è davvero un grande passo avanti. Corre per la riconferma in HRC ma, sotto sotto, un pensierino al mondiale lo fa. Esaltante.

Trasformato 9

Caseystoner Lo ferma un problema che non pensavamo possibile nella top class: una gomma gonfiata alla pressione sbagliata. Roba da amatori in pista, ma anche la conferma che l’errore è sempre in agguato. Perde punti preziosi e si arrabbia. Come non bastasse, lo passa anche Dovizioso. Bastonato.

Arrabbiato 7

Lottatore 7

Marcosimoncelli Qualche volta viene da pensare che nel corpo di Marco vivano due distinte personalità. Supersic il terribile, terrore degli spagnoli, velocissimo e capace di far sognare gli appassionati e di errori grandi come cattedrali e un Simoncelli Marco, bravo, ordinato, persino ragioniere, ma non così veloce come il “diavoletto” Sic. Non esalta e non convince, ma arriva in fondo. Concreto e basta.

Operaio 6,5

ValentinoRossi Porta a casa 10 punti molto importanti per la sua classifica e questa è una visione razionale del problema. Certo che esaltarsi per un sesto posto, conquistato su un pur coriaceo Barbera, non è il massimo della vita. Se poi pensiamo che Rossi guidava la moto nata su questa pista, c’è da mettersi le mani nei capelli. I 10 punti più costosi della storia della motociclismo?

Punti costosissimi 6

Rossi (46) ha faticato non poco ad aveRe la meglio su un BaRBeRa (8) in gRan foRma. Bautista (19) e hayden (a destRa) hanno commesso eRRoRi di guida; pedRosa (26) ed edwaRds (5) hanno scelto la gomma posteRioRe sBagliata.

HectorBarbera Fa una delle sue migliori gare in MotoGP, lotta e combatte con grinta, mettendo in mostra staccate persino autorevoli. Rispetto agli standard abituali, “Ettore” fa vedere di essere in netto progresso e di riuscire a lottare con piloti di altissimo livello. Bravo lui, ma anche il suo team.

Migliorato 6,5

DaniPedrosa Corre in evidenti condizioni di handicap, in uno stato di forma precario, ma non si lascia prendere dallo sconforto e porta a casa una gara dignitosissima, senza rischi. Un allenamento in vista del Sachsenring e di Laguna Seca per un grande professionista. Al risparmio.

A mezzo servizio 6,5

ColinEdwards In avvio è persino brillante, poi si spegne progressivamente a causa di un grip che non lo esalta. Del resto Colin, come altri piloti, aveva scelto una gomma più morbida al posteriore. Errore.

Gomma sbagliata 6

NickyHayden Parte come un missile, potrebbe fare buonissime cose, ma commette un errore che, tra l’altro, favorisce la fuga dei tre poi finiti sul podio. In seguito fa qualche giro a buona andatura, ma ormai la frittata è fatta. Non è un grande cuoco…

Rimandato 5

HiroshiAoyama La caduta di Assen gli lascia dolorosi ricordi, le qualifiche una posizione in griglia ben poco promettente. Insomma, un quadro che fa prevedere una gara non troppo esaltante. Pronostico rispettato.

Secondo copione 5

KarelAbraham Ci aveva abituato bene. Lo aspettavamo più veloce in prova e più determinato in gara. Invece non lascia il segno in una gara nelle retrovie. Provaci ancora Karel.

Passo falso 5

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MotoGP Italia Le pagelle

AlvaroBautista Era la sua grande giornata, visto che era partito benissimo e stava lottando per il sesto posto. Poi una staccata alla curva 12 fatta un po’ alla disperata, il cambio che va in folle, la Suzuki che esce... Alvaro resta in piedi, ma il bel sogno ormai è svanito. Pessimo risveglio.

Dal sogno all’incubo 6,5

RandyDe Puniet Al francese non ne va bene una. Assetto sbagliato, avantreno ballerino, retrotreno non a punto. Una giornata che definire storta è dire poco, e il feeling con la moto latita...

Non ci siamo 4,5

ToniElias In gara esalta per un giro, ma la moto non sta letteralmente in pista e Toni chiude ultimissimo. Resta il pellegrinaggio.

Leone per un giro 4,5

CalCrutchlow

Durante il primo giro sembrava di vedere l’elias (24) dei tempi d’oro. Alla fine, però, lo spagnolo è arrivato ultimo. Fin troppo prudente la gara di Aoyama (7), che ha ancora dolorosi ricordi della caduta di Assen. Continua il calvario di De Puniet (14), che non riesce a digerire la ducati.

Pronti via, e Cal scopre di non avere nessuna confidenza con l’avantreno e di non avere nessuna voglia di tornare in ospedale, quindi infila il box promettendo pronto riscatto al Sachsenring. Terrorizzato dal Mugello?

Impaurito? n.g.

con tessuto speciale ignifugo

LE TERMOCOPERTE PENSATE PER TUTTI I DUCATISTI

un successo tutto italiano

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MotoGP Italia

Australia

Honda

1'49"027

1'48"734

1'48"034

1'48"480

USA

Yamaha

1'49"364

2'26"938

1'49"072

1'48"479

1'48"512

1. Jorge Lorenzo

Giriveloci

Yamaha

Yamaha Factory Racing

41'50"089

1. Jorge Lorenzo

120,635 km alla media di 173,016 km/h

Velocitàmassime

1'48"402

alla media di 174,184 km/h

3. Marco Simoncelli

Italia

Honda

1'48"987

1'48"411

1'48"485

1'48"430

2. Andrea Dovizioso

Honda

Repsol Honda Team

a 0"997

2. Casey Stoner

1'48"577

4. Andrea Dovizioso

Italia

Honda

1'49"088

1'49"272

1'49"132

1'48"694

1'48"438

3. Casey Stoner

Honda

Repsol Honda Team

a 1"143

3. Ben Spies

1'48"647

4. Andrea Dovizioso

1'48"678

4. Ben Spies

Yamaha

Yamaha Factory Racing

a 8"980

5. Marco Simoncelli

1'48"833

5. Jorge Lorenzo

Spagna

Yamaha

1'49"251

1'48"080

1'48"756

1'48"796

6. Colin Edwards

USA

Yamaha

1'49"810

2'10"026

1'49"078

1'48"974

1'49"374

7. Cal Crutchlow

G. Bretagna Yamaha

1'50"683

1'59"812

1'50"002

1'49"021

1'49"796

5. Marco Simoncelli

Honda

San Carlo Honda Gresini

a 9"076

8. Dani Pedrosa

Spagna

Honda

1'50"104

1'50"296

1'49"398

1'49"090

6. Valentino Rossi

Ducati

Ducati Team

a 26"450

9. Nicky Hayden

6. Dani Pedrosa

1'49"226

7. Valentino Rossi

1'49"301

USA

Ducati

1'50"203

2'06"386

1'49"756

1'49"509

1'49"148

7. Hector Barbera

Ducati

Mapfre Aspar Team

a 28"745

10. Hector Barbera

Spagna

Ducati

1'51"153

1'58"748

1'51"145

1'49"663

1'49"623

8. Dani Pedrosa

8. Alvaro Bautista

1'49"448

Honda

Repsol Honda Team

a 32"043

11. Karel Abraham

Rep. Ceca

Ducati

1'51"876

1'58"334

1'50"859

1'49"678

1'49"749

9. Colin Edwards

Yamaha

Monster Yamaha Tech 3

a 33"421

9. Hector Barbera

1'49"468

12. Valentino Rossi

Italia

Ducati

1'50"780

1'52"550

1'49"889

1'49"902

1'49"459

10. nicky Hayden

Ducati

Ducati Team

a 34"724

13. Hiroshi Aoyama

Giappone

Honda

1'50"629

2'09"337

1'50"440

1'50"156

1'49"527

11. Hiroshi Aoyama

Honda

Repsol Honda Team

a 37"359

14. Alvaro Bautista

Spagna

Suzuki

1'50"658

1'54"497

1'49"994

1'50"460

1'49"753

12. Karel Abraham

Ducati

Cardion AB Motoracing

a 43"964

15. Randy De Puniet

Francia

Ducati

1'50"729

1'55"279

1'49"985

1'50"651

1'49"532

16. Toni Elias

Rizla Suzuki

a 47"654

1'51"868

1'51"937

1'51"043

1'50"742

Suzuki

Spagna

Honda

13. Alvaro Bautista

1'50"935

14. Randy De Puniet

Ducati

Pramac Racing Team

a 48"840

15. Toni Elias

Honda

LCR Honda

a 1'15"199

RiTiRATo

Poleposition

Cal Crutchlow

Yamaha

Monster Yamaha Tech 3

10. nicky Hayden

1'49"524

11. Karel Abraham

1'49"731

12. Hiroshi Aoyama

1'49"791

13. Colin Edwards

1'49"909

14. Cal Crutchlow

1'50"117

15. Randy De Puniet

1'50"342

16. Toni Elias

1'51"271

Lecadute

Casey Stoner Jorge Lorenzo Andrea Dovizioso Valentino Rossi nicky Hayden Ben Spies Dani Pedrosa Hiroshi Aoyama Colin Edwards Marco Simoncelli

Honda Yamaha Honda Ducati Ducati Yamaha Honda Honda Yamaha Honda

Australia Spagna Italia Italia USA USA Spagna Giappone USA Italia

335,7 331,5 330,4 329,1 328,8 328,5 328,2 328,0 327,8 327,7 327,7 327,0 326,8 326,7 326,6 326,5

temperatura temperatura esterna (°c) asfalto (°c)

25 13 20 16 9 10 — 8 3 11

25 20 13 11 8 16 — — — 10

25 — 20 10 13 — — 7 16 —

20 10 16 13 11 25 — 8 9 7

VA nov LE em nC b iA re

6

14

io

54

RE ag P. os CE to 28 CA in ag Di os An to 4 APo SA sett LiS e n MA mb 18 Rin re AR se o AG tte on m 2 o A bre Gi tto AP b Po re 16 nE Au ott ST ob RA re 23 LiA MA ott LE ob Si re A

17

16 20 13 11 7 — 25 9 10 —

3

— 25 4 11 16 — 20 13 — —

iTA lug LiA lio

25 20 13 9 7 10 16 6 8 11

29

GE lug RM li A o 24 niA uS lug A l

Po ma RT gg oG io 15 ALL o FR m An ag Ci gio A 5 CA giug TA n Lu o 12 nYA GR giu An gn B o 25 RET oL giu AGn A An gn DA o

1

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

3

Campionatopiloti

SP apr AG ile nA

152 133 119 91 77 74 69 56 53 50

16 25 20 10 6 13 8 5 7 11

Punti in classifica rispetto al 2010 dopo 8 gare

+69 -52 +17 +17 -1 +7 -69 +38 +14 +1

11. Hector Barbera 44; 12. Karel Abraham 37; 13. Toni Elias 35; 14. Cal Crutchlow 32; 15. Alvaro Bautista 30; 16. Loris Capirossi 22; 17. Randy De Puniet 12; 18. John Hopkins 6; 19. Kousuke Akiyoshi 3.

1. 2. 3. 4. 5.

Repsol Honda Team Yamaha Factory Racing Ducati Team San Carlo Honda Gresini Monster Yamaha Tech 3

Campionatomarche 227 207 168 101 85

1. 2. 3. 4.

HonDA YAMAHA DuCATi SuZuKi

25 20 9 —

20 25 16 6

25 20 11 3

25 13 16 4

25 20 11 4

25 16 13 11

20 25 13 5

185 164 99 36

20 25 10 3

+23 -26 -14 -6

Distribuito da:

SuperSport

Topteam

T-Drive

italia 03.07.2011 Mugello

numero giri

16 23

CATENE CORONE PIGNONI

20

Venerdì: nessuna. Sabato: nessuna. Domenica: nessuna.

piloti al via

QA m TA arz R o

nei tre giorni 127.102 nel 2010 76.814 (nei tre giorni 116.467)

gara gara gara gara warm up gara gara gara gara libere 1 gara gara gara gara gara gara

Dani Pedrosa (Honda) nel 2010, in 1'49"531 alla media di 172,389 km/h

Z04

83.748

Barbera Dovizioso Rossi Elias Stoner Hayden Abraham Bautista Lorenzo Simoncelli Edwards Aoyama Pedrosa Spies De Puniet Crutchlow

PRiMATo PRECEDEnTE

al 7. giro

Casey Stoner (Honda) in 1'48"034 alla media di 174,778 km/h Pole 2010: Dani Pedrosa (Honda) in 1'48"819 alla media di 173,517 km/h

spettatori

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16.

E

1. Casey Stoner 2. Ben Spies

Altraguardo

To TA L

qU A e Lif as ster iCA fa na zi lto 2 oN 28 1° i °C C W AR M -U P

SA BA To

VE NE RD ì

Li BE RE

Alvia

Li BE RE

Li BE RE

VE NE RD ì

il tabellone

motoitalia@motorquality.it www.motorquality.com motosprint

51


MotoGP Italia

Pit walk

Indovina l'errore VINCI LO STIVALE della motogp

Taglia della calzatura _______________________________

Individua la foto con l’errore. Puoi vincere lo stivale del GP Italia Tra tutte le cartoline compilate correttamente, quella estratta vincerà un paio di stivali XP3-S

Nome ____________________________________________

L’errore è

E-mail ___________________________________________________________

____________________________________________________________

________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________

ANCHE SE

SBAGLI PUOI VINCERE

Dopo l’ultimo GP, tra tutte le cartoline pervenute, ne saranno estratte 5 che vinceranno un paio di stivali XP3-S cadauna

Cognome ______________________________________ Età ______________ Via _____________________________________________________________ Città __________________________________________ Prov. _____________ CAP ________________ Tel. _________________________________________

Da spedire a: Motosprint “Indovina l’errore” - Via del Lavoro, 7 40068 San Lazzaro di Savena (BO). Saranno valide per il GP Italia le cartoline pervenute in originale entro lunedì 18/07/2011. Autorizzo la Conti Editore S.p.A. ad inserire i miei dati per l’invio di materiale informativo, pubblicitario e promozionale ed anche ai fini di informazione e promozione di prodotti e servizi di terza società. In ogni momento, a norma D.Lgs. 196/2003, potrò avere accesso ai miei dati per prenderne visione, chiederne la modifica o la cancellazione oppure oppormi al loro utilizzo scrivendo a : CONTI EDITORE S.p.A., via del Lavoro, 7 - 40068 San Lazzaro di Savena (BO). Tel. 051.6227111 - Fax 051.6227309 Firma _________________________________________________________________________

bagno di folla sotto il podio, coreografie da stadio e tante belle donne... il gp italia è inconfondibile! facile, invece, confondersi cercando l’errore: la soluzione del quesito legato al gp catalunya (Ms n. 23) è la “sparizione” di due sponsor dalla divisa della ragazza del teaM praMac.

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motosprint


NEXT ROUND: 4° SIC MELILLI (SR) 2-3/7 - 4° NORD BUSCA (CN) 2-3/7 - 4° SUD SARNO (SA) 9-10/7

Nico Mannino fa doppietta a Racalmuto davanti a uno strepitoso Sturniolo e a Raspanti

Il rientro alle corse di Sturniolo (5) è sempre più sfolgorante, grazie anche al secondo posto assoluto ottenuto sull’autodromo agrigentino. A sinistra: Mannino (1) ha fatto doppietta a Racalmuto, nonostante il brutto volo durante le prove! Sorrisi e tanta soddisfazione sul podio per Mannino, Sturniolo e Raspanti.

Raspanti (170) continua la striscia di risultati positivi di questo 2011, chiudendo terzo.

IRON MAN-NINO DUE GARE TORRIDE Se si poteva rendere incerto un campionato ci si sta riuscendo benissimo: il Trofeo Malossi ScooterMatic Extreme continua ad immischiare le carte, prova per prova rendendo le classifiche cortissime e l’esito di difficile pronostico. La Sicilia non è da meno con una schiera nutrita di piloti, veri top rider, che possono giocarsi podio e gara in ogni batteria. E così è stato alla terza prova del Trofeo Italia, girone Sicilia, a Racalmuto, dove il leader Consoli si è trovato avversari ancora più ostici che nelle due gare precedenti. A Racalmuto Nicola Mannino è apparso in perfetta forma, ma più di lui Antonino Raspanti che ribadisce il suo momento buono andando a segnare la pole position nel primo turno di cronometrate con una facilità disarmante. Alle sue spalle si piazza Consoli che brucia Mannino di pochi millesimi, e Seminerio. Dietro ci sono tutti gli altri ma dal primo al decimo c’è solo un secondo, roba di scie. Secondo turno ma la pista peggiora leggermente per il caldo torrido. Raspanti non si migliora ma è ancora primo della sessione mentre Seminerio accorcia ancor di più le distanze. In seconda fila Bona scavalca Sturniolo, mentre Bonomo (settimo) si infortuna e non prende parte alla gara. LE GARE Alla partenza grande spunto per Mannino che si porta subito in testa, tallonato da Consoli, Raspanti e Morreale, partito fortissimo dalla terza fila. I quattro girano fortissimo e prendono qualche metro sugli inse-

www.

guitori con Sturniolo, Bona e Tornera che si alternano alla testa per tirare il gruppo. Riusciranno quasi ad agganciare il quartetto ma poi la bagarre li attarderà di nuovo. Davanti Consoli le prova tutte ma Mannino non cede di un millimetro. Raspanti fa un piccolo errore e perde contatto: il palermitano però è determinato a giocarsi la vittoria e con due giri record riaggancia i tre fuggitivi. Morreale aspetta il finale per giocarsi la vittoria. L’ultimo giro è spettacolare: Consoli attacca Mannino che si difende con caparbietà. Morreale e Raspanti si aprono a ventaglio e all’ingresso del Cavatappi arrivano in quattro sulla stessa linea. Mannino si infila per primo tallonato da Consoli e Morreale mentre Raspanti arriva leggermente lungo in frenata e deve accontentarsi della quarta piazza alle spalle di Mannino, Consoli e Morreale. Quinto posto per Francesco Paolo Bona che precede Tornera, Sturniolo, Seminerio e Trovato. In Gara 2 Consoli brucia il semaforo prendendo 30 secondi di penalità: un peccato per il catanese che si accorge della sanzione sono a fine gara. Mannino va in testa e si alterna al comando con Consoli e Sturniolo, mentre Morreale e Raspanti sono costretti ad inseguire dopo una partenza da dimenticare. Mannino si trova ingabbiato nella morsa dei due piloti del Team D’Agata ma viene fuori da campione bruciando Consoli per 43 millesimi di secondo e Carlo Sturniolo di mezzo secondo. Con la penalità di Consoli (ottavo in clas-

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Sambucci (55) chiude ottimo quarto nonostante una schiena non in perfette condizioni. Gara più difficile del previsto per Delmastro (83), comunque tra i protagonisti dell’Italia come sempre.

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sifica) si piazza in terza posizione Mario Tornera apparso ai livelli che lo portarono al titolo nazionale qualche anno fa. Spettacolare la volata per il quarto posto con Raspanti che brucia Morreale per 36 millesimi di secondo. Alle loro spalle giungono Bona e Trovato, con quest’ultimo in piena crisi tecnica. Nicola Mannino fa bottino pieno ed un bel salto in avanti nella classifica del Girone Sicilia della ScooterMatic Extreme Italia: “Punti pesanti ma inutili, almeno per il titolo di zona – commenta il messinese – ma la situazione è decisamente buona in vista delle finali. Nella mia classifica pesa troppo l’infortunio alla prima gara. Ma fino ad Adria proverò a difendere il titolo italiano”. Sul secondo gradino del podio sale Carlo Sturniolo, anche se a pari punti con Raspanti e Morreale: “Un altro passo avanti alla ricerca della massima competitività – racconta il veterano tornato in sella allo scooter dopo parecchi anni – Non mi aspettavo di finire secondo e sono felice: credo che quest’anno sia uno dei Trofei Malossi più belli in assoluto. Ed ora? La progressione dice che dovrei vincere nell’ultima prova: sarebbe bellissimo, ma sarà molto difficile”. Raspanti ha da recriminare con se stesso: “qualche piccola sfortuna tecnica ma soprattutto una partenza da dimenticare in gara 2 – dice il palermitano – mi sono trovato molto dietro ed è stato difficile uscire dalla bagarre. Mi dispiace perché potevo

fare di più, almeno in gara 2”. Morreale è quarto, distrutto dalla fatica ma felicissimo: “Caldo fuori e dentro la pista – spiega il portacolori di Moto Sport La Bella – in gara 1 ho fatto una partenza bellissima e mi sono giocato la vittoria fin sotto la bandiera a scacchi. In gara 2 non sono riuscito a ripetermi ma ho duellato con Raspanti fino alla fine: peccato che mi abbia bruciato proprio sul traguardo”. Torna sul podio Mario Tornera, quinto dopo una gara sofferta ma intensa: “Gara 2 è stata un’ottima corsa, soprattutto fa molto morale per me ed il team – dice l’ex campione nazionale – stiamo ritrovando forma fisica e tecnica e credo di poter dire la mia a Vallelunga ed Adria, nelle due finali”. A trovato la palma della sfortuna: “stiamo diventando matti con il setup della trasmissione – racconta il pilota DBR – Non siamo riusciti a capire cosa avesse che non andava. Quando le cose vanno storte c’è poco da fare. Sono convinto che domani mattina torneremo in officina e ci accorgeremo che è il classico particolare da 2 centesimi. Peccato, perché io sono in gran forma ed avevamo cominciato benissimo la stagione”. Pochi giorni di sosta è i piloti del Trofeo Malossi ScooterMatic Extreme Italia chiuderanno il girone Sicilia a Melilli, quarta e decisiva prova di questo bellissimo campionato. Ilio Ascione

Trofeo Scootermatic Extreme Italia Sicilia 3 a Prova - Aut. Valle dei Templi (AG) - 26 giugno 2011

Classifica Gara Pos. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

1 5 170 55 43 23 28 12 69 29

Pilota Mannino Nicola Sturniolo Carlo Raspanti Antonino Morreale Elia Tornera Mario Consoli Alberto Bona Francesco P. Trovato Piero Seminerio Francesco Bonomo Francesco

Team 1m Mannino Racing 25 D’Agata 14 TZT Racing 18 Moto Sport La Bella 20 MRT Mineo Racing 15 D’Agata 22 MB Racing 16 DBR Racing 12 Seminerio 13 Marmitta 1

2m Punti 25 50 22 36 18 36 16 36 20 35 13 35 15 31 14 26 1 14 1 2

Classifica Trofeo Pos. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15

23 170 55 1 12 43 5 28 48 57 29 123 87 15 37

Pilota Consoli Alberto Raspanti Antonino Morreale Elia Mannino Nicola Trovato Piero Tornera Mario Sturniolo Carlo Bona Francesco P. Cuciti Samuele Pintacoda Mario Bonomo Francesco Mottola Andrea Scianna Ignazio Maggio Antonio Pintacoda Baldassarre

Team D’Agata TZT Racing Moto Sport La Bella Mannino Racing DBR Racing MRT Mineo Racing D’Agata MB Racing DBR Racing Pintax No Limits Marmitta Moto 2t4t Scianna DEV Corse Caly Moto Racing

Tot 119 111 100 97 91 74 72 70 58 49 46 40 38 18 10

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Rizzo vince entrambe le manche con un passo gara vicinissimo agli Extreme Italia; dietro di lui chiudono Tornabene e Nizza in grande forma

A completare il podio c’è Nizza (114) che chiude in terza posizione.

IL GRANDE PASSO L’ESPERIENZA CRESCE! Per la prima volta insieme ai big ed i piloti del Trofeo Malossi ScooterMatic Regioni Sicilia non hanno affatto sfigurato nel confronto. Lo hanno dimostrato due piloti su tutti: Pietro Rizzo vincitore di entrambe le gare e Mannone, sfortunatissimo, che hanno girato in mezzo al gruppo dei migliori senza assolutamente timore reverenziale. Il primo ha chiuso le gare in sesta e settima posizione assoluta girando con tempi ben al di sotto di quelli segnati in prova, Gianni Mannone ha provato a fare ancora di più risalendo fino al terzo posto assoluto prima del cedimento della cinghia quando mancavano solo 2 giri al termine. Loro sono stati i grandi protagonisti della giornata, over the top, senza levare merito comunque agli avversari bravissimi a limitare i danni. Dopo le qualifiche il distacco dalla pole è intorno ai 2 secondi per i big del Regioni, naturale e fisiologico, con Rizzo, Stabile e Mannone intenzionati a darsi battaglia fin sotto la bandiera a scacchi. LE GARE In gara 1 è Davide Stabile a partire bene e portarsi al comando di categoria con Mannone abbastanza vicino, mentre Rizzo si è trovato leggermente in difficoltà nelle fasi iniziali. Stabile rimane al comando per 3 giri ma poi sia Mannone che Rizzo si portano in scia ed attaccano, cambiano passo e lasciano Stabile in terza posizione, davanti a Tornabene, Dominio, Giordano e

www.

Nizza che si danno battaglia. La furia di Rizzo lo porta ad attaccare anche alcuni big e finirà la sua corsa in sesta posizione assoluta e, chiaramente, primo dei “Regionali”. Mannone è secondo (anche lui nella top ten), davanti a Davide Stabile, giunto in solitario. Gara 2 e Mannone è una furia: decimo al primo passaggio, compie ben 6 sorpassi in un solo giro portandosi in quarta posizione a ridosso dei big Mannino, Consoli e Sturniolo che lo precedono di pochi metri. Rizzo scavalca Stabile e prova a buttarsi all’inseguimento, ma l’avversario ne ha tanto di più. Con la penalizzazione di Consoli, Gianni Mannone si ritrova in terza posizione assoluta a soli 7 decimi da Mannino. In fondo al rettilineo però la sfortuna è in agguato ed il pilota della Domy Racing si ritira per la rottura della cinghia di trasmissione. Rizzo si trova così la vittoria su un piatto d’argento e chiude a punteggio pieno la trasferta di Racalmuto: “All’inizio non credevo di tenere questo passo – dice il leader del Trofeo Sicilia – vedevo Mannone e Stabile davanti e pensavo che avrei chiuso terzo. Invece sono riuscito a cambiare passo e recuperare. Girare con i big è stata una sensazione bellissima. In gara 2 invece sono rimasto impelagato nel gruppo centrale e mi è stato difficile uscire. Mannone è andato veramente forte e mi dispiace che si sia dovuto ritirare”. Secondo, per somma punti, chiude Antonio Tornabene: “è andato tutto per il me-

.com

Rizzo porta a casa due vittorie e conquista il primo gradino del podio! I sorrisi sul podio la dicono lunga sul divertimento dei piloti che hanno corso a Racalmuto! glio – racconta il rider della Birilli Racing – lo scooter ha funzionato a dovere e finalmente ho fatto quello che mi aspettavo da inizio stagione. Ora possiamo solo crescere”. Una gara tutta a rincorrere per Mirco Nizza, ma il pilota della Vito Racing riesce ad andare a cogliere un risultato importantissimo, grazie al secondo posto in gara 2: “sono arrivato in ritardo il sabato, ho fatto solo 5 giri nel secondo turno. In pratica ho

imparato la pista in gara 1. In gara 2 ho dato il massimo, andando a cogliere il secondo posto alle spalle di Rizzo che mi ha permesso di arrivare terzo e di entrare anche nella top ten. E’ da inizio stagione che sono costretto a rincorrere”. Giro di boa per il Trofeo Malossi Scootermatic delle Regioni Sicilia, a Melilli, la settimana prossima, la quarta delle sei prove in programma. Ilio Ascione

Tornabene (93) si posiziona sul secondo gradino del podio.

Trofeo Scootermatic Extreme Sicilia 3 a Prova - Aut. Valle dei Templi (AG) - 26 giugno 2011

Classifica Gara Pos.

Pilota

Team

1

164

Rizzo Pietro

MRT Mineo Racing

25 25 50

Punti

2

93

Tornabene Antonio

Birilli Racing

18 20 38

3

114

Nizza Mirco

Vito Racing

14 22 36

4

33

Giordano Emanuele

Seminerio

15 18 33

5

14

Domino Daniele

Baiamonte

16 16 32

6

48

Giacalone Lorenzo

DEV Corse

13 15 28

7

88

De Marco Claudio A. DEV Corse

11 14 25

8

18

Sinatra Marco

Marmitta

12 13 25

9

64

Mannone Gianni

Domy Racing

22

1 23

10

69

Stabile Davide

DEV Corse

20

1 21

FOTOSPORT www.fotosport.biz

Classifica Trofeo Giordano (33) si fa vedere con un ottimo quarto posto e una bella prestazione. Domino (14) sarà quinto a fine giornata dopo due gare maiuscole.

Pos.

Tot

Pilota

Team

1

164

Rizzo Pietro

MRT Mineo Racing

147

2

64

Mannone Gianni

Domy Racing

104

3

14

Domino Daniele

Baiamonte

99

4

114

Nizza Mirco

Vito Racing

97

5

69

Stabile Davide

DEV Corse

93

6

48

Giacalone Lorenzo

DEV Corse

86

7

93

Tornabene Antonio

Birilli Racing

78

8

59

Cancemi Alfredo

Baiamonte

70

9

18

Sinatra Marco

Marmitta

60

10

88

De Marco Claudio A.

DEV Corse

55

11

98

Palmeri Salvatore

Marmitta

33

12

86

Calabrò Luigi

Nico Racing

29

13

19

Munda Giuseppe

FC Motors

13

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MotoGP Italia

Dai box

braccio di ferro SUL GP GiaPPone Honda lo vuole ad ogni costo SCARPERIA – Secondo la voce ufficiale, cioè quella della FIM, è ancora presto per cancellare il Gran Premio del Giappone. Quindi si continua ad aspettare il risultato della ricerca che è stata commissionata proprio per raccogliere tutti gli elementi necessari a prendere una decisione ben ponderata. Giusto, non fa una piega. Ma questa sembra una mossa obbligata, più che una reale presa di posizione. La sensazione, infatti, è che FIM e DORNA stiano facendo molta fatica a resistere alle pressioni fatte dalla Honda per tenere in vita il gran premio previsto a soli 170 chilometri dal luogo in cui è avvenuto il disastro nucleare di Fukushima. Non si può rompere il contratto con il promoter giapponese senza un motivo legalmente valido ed importante. Quindi bisogna aspettare. Intanto si sono mossi i piloti. Valentino Rossi ha detto: «Noi abbiamo firmato, quasi tutti, un documento in cui diciamo che non vogliamo andare in Giappone, e adesso vedremo che cosa succederà». Il “quasi” è riferito ad Hiroshi Aoyama, l’unico a non avere firmato. Ma lo si può anche capire: la Honda sta esercitando pressioni enormi sui suoi team e sui suoi piloti. È la gara di casa e si disputa sul circuito di Motegi, di proprietà della Honda, che è anche l’organizzatore della gara... L’iniziativa dei piloti della MotoGP è solo la più eclatante. È quella plateale. In realtà questo è un gran premio che nessuno, a parte la Honda, vorrebbe correre. Però per adesso la gara resta in calendario, infatti già da una settimana il promoter ha iniziato la prevendita dei biglietti. Per i giapponesi, non c’è alcun problema. Gli altri aspettano la relazione scientifica sul livello di radiazioni

motosprint

58

esistenti nella zona. La DORNA l’ha commissionata ad un’azienda italiana, la ARPAV di Vicenza, e Carmelo Ezpeleta ha detto che «i risultati li avremo solo a fine luglio: abbiamo chiesto di rilevare il livello di radiazioni non solo nel circuito, ma anche nelle città in cui si vive e si dorme durante il weekend della gara». Ci sono problemi economici e politici, in questa vicenda. La Honda mantiene l’intero campionato del mondo: è il costruttore che mette in pista il maggiore numero di moto, finanzia un gran premio, fornisce i motori della Moto2. Soprattutto, è una potenza che fa sempre il bello e il cattivo tempo anche a livello regolamentare. Non sarà facile tenerle testa. C’è poi l’esigenza, da parte del governo nipponico, di dimostrare a tutti i costi che il Paese sta recuperando la normalità. Ma i giapponesi che lavorano nel paddock, meccanici oppure giornalisti, continuano a dire che non è il caso di andare a Motegi. Loro per primi affermano di non sentirsi sicuri; anche perché il governo continua a non fornire informazioni credibili sulla situazione dell’area di Tochigi, dove sorge il circuito. I Ministeri degli Esteri spagnolo e australiano hanno diramato una direttiva nella quale consigliano ai connazionali di non andare in Giappone, per motivi di sicurezza. Questo è uno dei punti che la DORNA potrebbe fare valere, per vincere il braccio di ferro con il promoter di Motegi. Adesso bisogna aspettare la risposta dei piloti. Ezpeleta ha detto: «Il documento che hanno redatto lo passo alle Case, penso che saranno loro a valutare la situazione e a prendere la decisione di andare o stare a casa».

Pole Position

Stoner marteLLa SCARPERIA – Adesso è di Casey Stoner (nella foto) il giro più veloce che sia mai stato realizzato da una moto sulla pista del Mugello: l’australiano ha conquistato la pole facendo segnare il giro record in 1’48”034 (alla media di 174,778 km/h) che demolisce il limite precedente: 1’49”531 (media 172,389 km/h) fatto segnare da Dani Pedrosa nel 2010. Si tratta della quinta pole stagionale per

l’australiano, la ventisettesima in carriera. Marco Simoncelli (terzo tempo) ha ottenuto la prima fila per la sesta volta in questa stagione. A completare la prima linea dello schieramento è stato Ben Spies, secondo tempo come ad Assen. In seconda fila Dovizioso (quarto tempo) si è ritrovato accanto a Lorenzo (peggiore qualifica stagionale, insieme a quella di Le Mans) e Colin Edwards. Quanto a Valentino Rossi, si è qualificato con il dodicesimo tempo: al Mugello, con la MotoGP, in tutte le altre occasioni non era mai sceso sotto la quarta posizione.


MotoGP Italia

Dai box

honDa Per BraDl

progetto tedesco per la motogp la Dorna ha dato il suo assenso alla formazione di un team tedesco per la MotoGP. La squadra è il Team Kiefer, che avrebbe già lo sponsor (naturalmente tedesco) per ottenere dalla Honda una RC212V 1000 in leasing. Il pilota, ovviamente, sarebbe Stefan Bradl.

venerDì torMentato

rossi comincia col piede sbagliato valentino Rossi ha percorso solo 8 giri e mezzo nel primo turno di prove libere del venerdì. Dopo appena 7 giri il motore della sua Ducati si è ammutolito, per il distacco di un filo elettrico. Rientrato ai box, Rossi è poi uscito con la seconda moto, che lo ha però costretto al rientro dopo un giro e mezzo per un problema di gestione elettronica.

motosprint

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8 milioni Di investimento per asfalto e tribuna Il circuito del Mugello (di proprietà della Ferrari) ha stanziato un budget di 8 milioni di euro grazie ai quali ha svolto un importante lavoro di rinnovamento. Oltre alla riasfaltatura del tracciato, è stata completata la tribuna sul rettilineo (nella foto): ora è coperta, in più presenta una sorta di “terrazza” posteriore che permette al pubblico di vedere comodamente anche tutta la zona della parte alta.

test Il luneDì

pramac prova guintoli e iannone l’assenza di Loris Capirossi nel GP Italia 2011 non è passata inosservata: Loris aveva infatti partecipato a tutte le ventuno edizioni del GP Italia che si sono corse consecutivamente dal 1991 ad oggi. Al rientro da Assen, dopo l’incidente nelle prove, Loris si è sottoposto ad ulteriori esami che hanno evidenziato la frattura di tre costole. Lunedì 4 luglio, in occasione della giornata di test prevista dopo la gara, il Team Pramac ha fatto provare la sua Desmosedici a Sylvain Guintoli e ad Andrea Iannone, che sta cercando di salire in MotoGP. Il francese sembra il maggiore candidato a prendere il posto di Loris nel GP Germania, se l’imolese non riuscirà a recuperare.

ArrivA lA morbidA Dopo le proteste dei piloti, la Bridgestone sta cercando di reagire per fare fronte alla richiesta di una gomma meno dura e meno impegnativa da portare in temperatura. Al Mugello i tecnici della Casa giapponese hanno fatto sapere che è in costruzione un nuovo pneumatico le cui caratteristiche lo rendono meno rigido. Questo tipo di copertura sostituirà in almeno quattro occasioni la “hard”, ritenuta pericolosa in particolare nei primi giri della gara, perché si scalda con una certa difficoltà e costinge a guidare sulle uova. Le piste scelte per la nuova gomma sono Laguna Seca, Brno, Aragon e Motegi. Pare che a creare i problemi siano state le previsioni sbagliate: la Bridgestone, costruendo a fine 2010 il materiale per questa stagione, si è basata sulle temperature medie che si incontrano nei vari Paesi, ma quest’anno molte gare sono state corse in condizioni meteo peggiori del solito. Quindi con temperature molto più basse. Di qui l’esigenza di una copertura che si collochi a metà tra la “hard” e la “soft”.


MotoGP Italia

Dai box

M1 1000 fragile rimandata a Brno Un motore rotto nei test al banco sCaRPeRIa – La Yamaha 1000 esiste, contrariamente alla Suzuki di cui nessuno conosce la situazione, eppure il reparto corse ha posticipato il primo test con i piloti ufficiali. La M1 2012 ha ancora problemi di affidabilità, rompe il motore nei test al banco. Non era il caso di portarla al Mugello (nei test originariamente previsti per lunedì) per effettuare una prova che rischierebbe di portare a conclusioni non corrette. È questo il motivo per cui il debutto europeo è stato posticipato. Jorge Lorenzo e Ben Spies

collo bloccato

lo strano dolore di casey stoner Casey Stoner si è presentato al Mugello sofferente lungo la parte superiore della muscolatura della spalla sinistra. Erano i postumi della gran botta subita ad Assen, in prova. «Non c’è nulla di rotto, solo un dolore diffuso che mi impedisce di girare il collo e quindi di avere una perfetta visuale nella parte sinistra. È stato doloroso nella prima giornata, poi le cose sono migliorate un po’. Ho dovuto adattarmi, cambiando il mio stile di guida durante la fase della frenata».

motosprint

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proveranno il prototipo della moto 2012 solo a metà agosto, a Brno, all’indomani del GP Repubblica Ceca. Durante l’ultima fase di prove, in Giappone, uno dei motori che dovevano essere spediti in Italia ha ceduto prima del limite previsto. Si è quindi preferito continuare a lavorare a casa per risolvere il problema al “pezzo” deficitario, piuttosto che mettere sotto sforzo il motore sulla velocissima pista del Mugello, rischiando che il problema si potesse ripetere con in sella Lorenzo. La definizione della M1 1000 ha subito un ritardo di circa un mese perché la Casa di Iwata ha dovuto fare fronte alle conseguenze del terremoto e dello tsunami del marzo scorso. Anche la Yamaha, come la Honda oppure la Toyota, aveva assegnato la realizzazione di alcune parti importanti del motore ad aziende che avevano la sede nella prefettura in cui sorge l’area di Sendai e di Fukushima, cioè le zone maggiormente colpite dalla sciagura. Queste aziende sono state chiuse o distrutte (una di queste è la Keihin, che produce carburatori e sistemi di alimentazione ad iniezione elettronica) e i costruttori hanno dovuto trovare delle soluzioni alternative. Honda e Toyota prudentemente si erano mosse subito, per trovare altri fornitori. La Yamaha, che ha una struttura meno grande e meno potente, ha impiegato più tempo.

I DatI breMbo

la classifica degli staccatori La BRemBo ha diffuso i dati relativi alle prestazioni dei piloti (nella foto, elias) alla frenata della curva in fondo al rettilineo d’arrivo, in cui le MotoGP passano da oltre 320 all’ora a 120. Lo spazio di frenata è di 340 metri, il tempo di frenata è di 6”4. La decelerazione massima corrisponde a 1,6 G e sulla leva del freno anteriore il pilota esercita un carico massimo di 4,6 kg. Tra i piloti Brembo, lo “staccatore” di riferimento è risultato Stoner; alle sue spalle Lorenzo, Dovizioso, Rossi, Hayden, Pedrosa, Spies.

barbera a 327,2 kM/h

velocità più basse di oltre 20 km/h suL RettILIneo del Mugello nel 2009 venne registrata la velocità più alta mai raggiunta in un GP, ad opera di Dani Pedrosa: 349 km/h. Da quando c’è la restrizione del numero dei motori (che quindi devono durare tre o quattro gare) queste velocità non si vedono più: nella gara di quest’anno la moto più veloce è risultata la Ducati di Barbera che ha fatto segnare 327,2 km/h.

livellato al computer

venerdì umido

riasfaltatura avveniristica

poche gomme, piloti ai box

la riasfaltatura del tracciato – costata 1 milione di euro – è stata effettuata con una nuova tecnologia basata sull’utilizzo del computer: l’asfalto è stato steso in modo da garantire l’assenza di buche e avvallamenti perché il deposito del materiale è avvenuto riempiendo i punti più deteriorati, garantendo il perfetto livellamento con le altre zone. Il nuovo asfalto ha prodotto anche un notevole aumento del grip.

Venerdì è piovuto, poco prima del secondo turno di prove libere, ma non così tanto da usare le gomme “rain”. Si è creata una strana situazione: l’asfalto non era così bagnato da impedire che le “rain” si distruggessero, e non era asciutto per usare le slick. Poiché la Bridgestone non inserisce più le “intermedie” nella fornitura (per risparmiare, ovviamente) i piloti sono rimasti per quasi tutto il turno ai box.

il gp italia resta al mugello fino al 2016 Anche il circuito del Mugello resta nella famiglia della MotoGP. La società che gestisce lo splendido tracciato toscano ha rinnovato il contratto con la Dorna per altre cinque stagioni. Quindi, fino al 2016.

mescole differenziate anche per questa gara Quest’anno la Bridgestone ha deciso di portare la gomma posteriore a doppia mescola anche al Mugello: in questo caso, la parte sinistra era più soffice. Al Mugello, circuito destrorso, la parte sinistra è sempre critica.

posto a rischio

aspar “avverte” barbera: più grinta! sulla strada verso I’Italia, Hector Barbera (nella foto) ha avuto un faccia a faccia con il proprietario della sua squadra, Jorge Aspar Martinez. Il pilota ha ricevuto un “avvertimento”, un monito a reagire se vuole salvare il posto nel team in vista del prossimo anno. Martinez si è lamentato dell’atteggiamento arrendevole che il pilota valenciano ha assunto ormai da diverse gare. L’ombra di Julian Simon, schierato in Moto2 dalla squadra spagnola ma intenzionato a salire di categoria nel giro di breve tempo, è sempre più incombente.

Luca MontezeMoLo, presidente Ferrari, è passato a saLutare rossi. «Ma se devo scegLiere – ha detto tra iL serio e iL Faceto – spero che torni a vincere priMa aLonso di vaLe».

Vale senza burgess

Jeremy Burgess è stato richiamato con urgenza in Australia: le condizioni di salute della moglie hanno richiesto un intervento chirurgico. L’operazione era stata programmata per martedì 5 luglio e se fosse rimasto alla gara non avrebbe fatto in tempo ad essere presente. È la prima volta che il capotecnico di Valentino non è al fianco del pesarese in un GP. Lo ha sostituito Fabiano Sterlacchini, solitamente capotecnico di Capirossi nel Team Pramac. pullman di tifosi si roVescia nella notte. solo feriti lieVi Nella notte tra sabato e domenica un pullman a due piani carico di tifosi in viaggio verso il Mugello è uscito di strada e si è rovesciato sull’autostrada Milano-Napoli. Trasportava una sessantina di appassionati provenienti da Sora, per fortuna tutto si è risolto con 8 feriti lievi.

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Moto2 Italia di Enrico Borghi

Marquez (sotto, seguito da bradl, de aNgelis e sMitH) è partito coN prudeNza, poi Ha alluNgato. bradl Ha fatto il giro Veloce all’ultiMo passaggio, Ma NoN è bastato...

Piccolo diavolo Marquez imprendibile anche dal miglior Bradl. De Angelis (4°) e Iannone (5°) sono tornati protagonisti

S

CARPERIA – È ancora importante, il

vantaggio che Stefan Bradl può gestire nei confronti di Marc Marquez, ma il ragazzino che arriva dalla 125 con il suo carico di talento e di sostegno tecnico ed economico, adesso fa un po’ più paura. Lo si deduce dalla faccia che il tedesco aveva quando si è tolto il casco, e poi dalle parole che ha pronunciato poco dopo: «Questo è un risultato perfetto, per me». Definire perfetto un secondo posto, soprattutto per colui che sta dominando il campionato, non è follia: dimostra che Bradl ha dato tutto, ha cercato di reagire, ma il piccolo spagnolo che guida come Pedrosa è motosprint

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rimasto là dove si era collocato nelle prove: davanti. Il debuttante che al Mugello ha centrato la terza vittoria nelle otto gare che ha corso fino ad ora con questo tipo di moto (lui è il campione in carica della 125) adesso deve recuperare due gare, cioè 52 punti. Sono tante, soprattutto perché Bradl è solido. Al Mugello, proveniente dall’Olanda dove era incappato in una giornata da dimenticare, Bradl ha dimostrato che non sarà facile fargli perdere il controllo dei nervi. Ha corso per vincere, per battere Marquez, per rifarsi dopo lo “zero” di Assen. Però Marquez sta dimostrandosi sempre più sicuro di sé, sempre più veloce. Lo ha detto lui stesso, alla vigilia della gara: «Non è facile lasciare la 125 e guidare bene una quattro tempi, però piano piano sto modificando il mio stile di guida. È la cosa che mi interessa di più, adesso. Non penso troppo a Bradl, anche se non è imprendibile». Ha corso tenendo bene a mente questi concetti, Marquez. E forse è questa la chiave di lettura di una gara molto aggressiva. Non è stata però una passeggiata, anche perché a dargli la caccia non c’era solo Bradl. Adesso Bradley Smith ha preso coraggio, attacca. E ha tenuto sotto pressione fino all’ultimo giro i due rivali nella corsa al titolo. Alla fine è stato terzo, ma per un soffio. Ora, che dire dell’Italia? Il migliore dei nostri è stato un sammarinese:

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Moto2 Italia

Hanno detto Marc Marquez Nel fiNale di gara, de aNgelis (15) NoN è riuscito a teNere il passo di uNo scateNato smith (63). iaNNoNe (sopra) ha chiesto troppo alle gomme e Negli ultimi giri ha dovuto alzare il suo ritmo.

FAbio bArchittA

DAllA suter AllA Ftr

Le pagelle Marc Marquez È alla sua ottava gara nella Moto2, e fa già paura. Non è esente da errori, ma sa aggredire e superare. ed è già in grado di gestire le sue risorse.

Fenomeno 9

Stefan bradl Ha messo alle spalle il passo falso di Assen. Ha risposto bene, non ha esitato a prendere rischi pur di provare a mettere in difficoltà Marquez.

Solido 8

Alex De angelis C’è sempre qualche intoppo, qualche problema. le sue sono delle vere imprese. Ma è bravo, serio, ci mette l’anima. Non è molto fortunato, purtroppo.

Generoso 8

Simone Corsi Si è fatto soffiare la sesta posizione nel finale e ha perso la terza piazza in campionato. Ha perso una grande occasione, proprio sulla pista di casa. Adesso serve una reazione. Subito.

Dissipatore 5 motosprint

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Alex De Angelis, quarto, ha corso una bella gara, superando problemi che avrebbero piegato molti piloti. Ha sfruttato bene l’ottimo lavoro fatto in prova, quindi la partenza dalla prima fila. È riuscito a rimanere vicino a Marquez, Bradl, Smith, e dopo essersi fatto sorprendere da Iannone, anche perché la sua Motobi ha cominciato a manifestare fastidiosi ondeggiamenti, a metà gara è riuscito a recuperare la posizione e alla fine si è giocato il podio. Che era lì, ad un passo. ANCHe Andrea Iannone ha ripreso a viaggiare col ritmo dei migliori. Ha corso col cuore, ma quando si guida come lui, in rimonta e sempre a gas spalancato, la gomma posteriore soffre. Infatti nel finale lo ha mollato. Ecco perché ha dovuto abbandonare l’idea di attaccare i primi. Ha chiuso in quinta posizione, che in fondo non è male: è un segnale di ripresa. Simone Corsi è stato settimo, anche lui dopo essere riuscito a trarsi d’impaccio dopo una partenza disastrosa. Il problema, però, è che ha perduto il terzo posto nella classifica di campionato. «Avevo già guadagnato diverse posizioni quando De Rosa mi è caduto proprio davanti – ha detto il romano. – Mi ha fatto perdere tempo e nonostante abbia poi recuperato, non sono riuscito ad andare oltre la sesta posizione, che mi è stata poi soffiata via da

Luthi». Mattia Pasini non è riuscito a restare nemmeno nella zona punti, alla fine è stato ventesimo. «Nel warm up avevo ottenuto un buon tempo e mi sembrava di avere un buon ritmo. Ero partito bene, ma nonostante abbia provato a reagire ho continuato a perdere posizioni». Claudio Corti è stato ventiduesimo, ma lui era partito in modo disastroso e la sua gara è iniziata da molto lontano. Quanto ad Alex Baldolini, Mattia Tarozzi, Tommaso Lorenzetti, Michele Pirro e Raffaele De Rosa, nessuno è riuscito a finire la gara. Meglio pensare al domani.

Pole Position Marquez beffa De angelis

Notevole prestazione di Marc Marquez, che conquista la seconda pole in tre gare sulla pista che lo vide vincere lo scorso anno in 125. Lo spagnolo strappa la pole negli ultimi istanti del turno ad Alex De Angelis, che va in prima fila, dopo un’astinenza che durava dal GP di Australia dello scorso anno. Sempre in Moto2, quarto tempo per Xavier Simeon. Nella storia “recente” solo un altro belga fece meglio: Didier De Radigues, oggi commentatore TV: fu secondo in griglia a Spa nel 1990 nella classe 250.

IL RespONsAbILe delle vendite della Suter, Fabio Barchitta, ha cambiato casacca. Insomma, in Moto2 si fa prima il mercato dei manager, poi quello dei piloti! Infatti, l’ex pilota della 250, a partire dal GP Italia ha iniziato a lavorare alla FTR, dove si occuperà sempre di vendite, ai team del mondiale e anche nei campionati locali. «Da questo weekend sono con la FTR - ha dichiarato Barchitta - e con loro svilupperò anche il progetto Moto1, che è già stato impostato e verrà portato avanti dal Team Blusens. Oltre al mondiale, sono previste molte attività per il CIV e per il CEV: l’obiettivo è quello di ampliare la presenza in tutti i campionati».

Pro ride SPort

Anche Al servIzIo DeglI AMAtorI IL TeAM Pro Ride Sport (proridegp.com) oltre a seguire la MZ di Max Neukirchner nel mondiale Moto2, offre servizi ai piloti amatoriali e ai team impegnati negli altri campionati, compresa l’assistenza in pista nei turni di prove e la progettazione di prototipi da corsa. Decisamente un pacchetto molto interessante per chi vuole sfruttare l’esperienza dei tecnici del mondiale.

elenA roSell

correrà AncorA nel MonDIAle eLeNA Rosell, 25 anni, spagnola, continuerà a gareggiare nel Mondiale. Il team Aspar ha deciso di puntare su di lei, nonostante la brutta gara di esordio ad Assen. Per Elena, dopo una doverosa serie di test, è prevista la partecipazione nel ruolo di wild card ad Aragon e Valencia. IANNONe AIRLINes... uNA gRAfICA dedICATA AL gp ITALIA Livrea “patriottica” (non usata in gara) per Andrea Iannone, che con Roberto Marchionni, il suo grafico, ha scelto una livrea della moto con il bianco e l’azzurro e un codone tricolore. Ma lo sponsor, falso, è in puro stile Crazy Joe: Iannone Airlines. Voi ci volereste? RAffAeLe de ROsA eNNesIMA CORsA “A geTTONe” Sulla Suter del team Aspar al posto di Julian Simon è arrivato Raffaele De Rosa (sotto), che oramai corre a gettone, passando da una moto all’altra. Per il napoletano si tratta della terza Moto2 della stagione: dalla Moriwaki è passato alla FTR, ora alla Suter. Decisamente un bel bagaglio di esperienze!

«ALL’INIZIO ero un po’ agitato. Poi, piano piano, ho guadagnato sicurezza e ho cominciato a guidare bene. A un certo punto non ho avuto paura della reazione di Bradl e di Smith: ho solo continuato a guidare come mi veniva, mi sentivo sempre più sciolto. Devo dire che la mia squadra e la Suter stanno lavorando molto bene: è anche merito loro se sto andando forte».

Stefan Bradl «NeLLe prove avevo avuto diversi problemi; solo in gara mi sono reso conto di averli risolti, però a quel punto ho avuto un nuovo problema: Marquez. Andava forte, ho fatto fatica a restargli vicino. Ho perso per un niente, quindi posso dire che va bene lo stesso».

Alex De Angelis «HO LOTTATO più con la mia moto che con gli avversari. Si muoveva molto, a volte prendevo delle autentiche imbarcate: guidando così, spendo troppe energie e nel finale patisco. Ho anche fatto alcuni errori, per questo motivo, e così mi sono giocato il podio. Mi consolo pensando che questa è stata la prima gara in cui ho almeno potuto vedere i primi, che non erano così lontani».

Andrea Iannone «HO RICOMINCIATO a lottare, quindi penso che il momento peggiore sia alle spalle. Non sono soddisfatto del risultato, ma del modo in cui ho corso. A un certo punto le gomme hanno iniziato a mollarmi, le ho usate un po’ troppo durante la rimonta. Quando mancavano cinque o sei giri ho anche accusato il chattering sull’avantreno. Ma va bene lo stesso, perché abbiamo capito come risolvere i nostri problemi. Negli ultimi tempi, a forza di fare delle prove, avevamo perso la strada».

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2’05”312 2’05”897 2’06”617 2’06”757 2’06”941 2’06”963 2’07”013 2’07”023 2’07”147 2’07”249 2’07”549 2’07”612 2’07”692 2’07”728 2’07”780 2’07”844 2’07”864 2’07”919 2’08”118 2’08”272 2’08”289 2’08”444 2’08”562 2’08”681 2’08”840 2’08”883 2’08”970 2’09”265 2’09”409 2’09”616 2’09”911 2’09”974 2’10”420 2’10”436 2’10”652 2’10”723 2’13”596

1. Marc Marquez Suter in 40’02”941 110,145 km alla media di 165,015 km/h 2. Stefan Bradl Kalex a 0”071 3. Bradley Smith Tech 3 a 0”419 4. alex De angelis Motobi a 2”091 5. andrea iannone Suter a 4”595 6. Thomas luthi Suter a 13”021 7. Simone corsi FTR a 13”092 8. Max Neukirchner MZ-RE Honda a 13”409 9. aleix espargarò Pons Kalex a 14”139 10. Kenan Sofuoglu Suter a 14”419 11. Dominique aegerter Suter a 15”072 12. Xavier Simeon Tech 3 a 17”996 13. Randy Krummenacher Kalex a 18”573 14. Yuki Takahashi Moriwaki a 19”720 15. Jules cluzel Suter a 20”357 16. esteve Rabat FTR a 22”208 17. Mika Kallio Suter a 22”420 18. Valentin Debise FTR a 24”297 19. Jordi Torres Suter a 28”679 20. Mattia Pasini FTR a 28”876 21. anthony West MZ-RE Honda a 30”778 22. Ricard cardus Moriwaki a 33”084 23. claudio corti Suter a 34”568 24. Mike Di Meglio Tech 3 a 36”000 25. carmelo Morales Moriwaki a 36”194 26. Robertino Pietri Suter a 36”195 27. Scott Redding Suter a 46”731 28. Pol espargarò FTR a 49”054 29. Kenny Noyes FTR a 50”101 30. Santiago hernandez FTR a 1’08”557 31. Mashel al Naimi Moriwaki a 1 giro RiTiRaTi FTR al 15. giro Ratthapark Wilairot Suter al 12. giro alex Baldolini Suter al 12. giro Mattia Tarozzi FTR all’8. giro Yonny hernandez FTR al 7. giro Tommaso lorenzetti Moriwaki al 4. giro Michele Pirro NON ha fiNiTO il PRiMO giRO Suter Raffaele De Rosa NON PaRTiTO Pons Kalex axel Pons

2’14”536 —

Poleposition

1. Stefan Bradl 1’53”362 alla media di 166,563 km/h 2. Kenan Sofuoglu 1’53”515 3. Marc Marquez 1’53”518 4. Bradley Smith 1’53”540 5. andrea iannone 1’53”560 6. Thomas luthi 1’53”623 7. Max Neukirchner 1’53”630 8. aleix espargarò 1’53”658 9. alex De angelis 1’53”727 10. Simone corsi 1’53”862 11. Pol espargarò 1’53”877 12. Yonny hernandez 1’53”887 13. Dominique aegerter 1’53”905 14. Scott Redding 1’54”036 15. Yuki Takahashi 1’54”089 16. Valentin Debise 1’54”136 17. Xavier Simeon 1’54”178 18. esteve Rabat 1’54”234 19. Jules cluzel 1’54”307 20. Mika Kallio 1’54”326 21. R. Krummenacher 1’54”391 22. Mattia Pasini 1’54”433 23. Jordi Torres 1’54”501 24. Mike Di Meglio 1’54”575 25. Robertino Pietri 1’54”637 26. Ricard cardus 1’54”733 27. claudio corti 1’54”770 28. carmelo Morales 1’54”778 29. Michele Pirro 1’54”802 30. anthony West 1’54”991 31. Kenny Noyes 1’55”178 32. alex Baldolini 1’55”293 33. Tommaso lorenzetti 1’55”746 34. Ratthapark Wilairot 1’56”277 35. Santiago hernandez 1’56”437 36. Mattia Tarozzi 1’58”101 37. Mashel al Naimi 1’58”342 PRiMaTO PReceDeNTe andrea iannone (Speed Up) nel 2010, in 1’55”647 alla media di 163,272 km/h

NG

Marc Marquez (Suter) in 2’05”312 alla media di 150,679 km/h Pole 2010: andrea iannone (Speed Up) in 1’55”598 a 163,341 km/h

B

TU

Kalex Suter Tech 3 fTR Suter

16 25 7 9 11

25 20 — 13 —

25 — 20 6 1

— 25 16 2 8

20 25 16 9 10

46

17

ge lu RM gli aN o 14 ia Re ag P. os ce to c 28 a iN ag Di o aN st aP o 4 Ol iS Sa set N tem Ma Ri bre NO 18 aR se ag tte ON m a br 2 e gi otto aP b PO re N 16 e au ot ST tob Ra re 23 lia Ma ot le tob Si re a

3

25 — — 11 —

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11 — 13 16 20

5

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27

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PO ma RT gg Og io 15 allO fR m aN ag ci gio a

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1

Germania Spagna Gran Bretagna Italia Svizzera

3

Stefan Bradl Marc Marquez Bradley Smith Simone corsi Thomas luthi

20

1. 2. 3. 4. 5.

temperatura temperatura esterna (°c) asfalto (°c)

38 21

Interasse Variabile

Campionatopiloti

numero giri

e

piloti al via

Pompa 19RCS

I

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CI RA

TO Ta l

Spagna 1’53”241 Marc Marquez R. S. Marino 1’53”471 alex De angelis G. Bretagna 1’54”115 Bradley Smith Belgio 1’54”571 Xavier Simeon 1’54”136 Randy Krummenacher Svizzera Spagna 1’54”017 Pol espargarò Germania 1’53”362 Stefan Bradl Italia 1’54”247 Mattia Pasini Finlandia 1’54”331 Mika Kallio Australia 1’55”889 anthony West Spagna 1’54”463 esteve Rabat Venezuela 1’55”520 Robertino Pietri Turchia 1’53”916 Kenan Sofuoglu Italia 1’53”522 andrea iannone Giappone 1’54”459 Yuki Takahashi Colombia 1’54”626 Yonny hernandez Spagna 1’55”151 Ricard cardus Spagna 1’54”749 Jordi Torres Italia 1’54”679 Raffaele De Rosa Germania 1’54”562 Max Neukirchner Italia 1’54”309 Michele Pirro USA 1’56”920 Kenny Noyes Italia 1’54”181 Simone corsi Svizzera 1’54”500 Thomas luthi 1’56”241 Tommaso lorenzetti Italia Italia 1’54”744 alex Baldolini Spagna 1’56”069 carmelo Morales G. Bretagna 1’53”892 Scott Redding Suter 1’55”902 Mattia Tarozzi 1’54”102 Dominique aegerter Svizzera Italia 1’55”090 claudio corti Spagna 1’53”859 aleix espargarò Francia 1’54”547 Jules cluzel 1’55”617 Ratthapark Wilairot Thailandia Francia 1’54”134 Mike Di Meglio 1’56”765 Santiago hernandez Colombia Qatar 1’58”186 Mashel al Naimi NON qualificaTi Ma aMMeSSi al Via Francia 1’55”063 Valentin Debise Spagna 1’54”620 axel Pons

Giriveloci

6

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32. 33. 34. 35. 36. 37.

Altraguardo

Va nov le em Nc b ia re

Alvia

es qua as ter lif fa na ic lto 1 he 26 9°c °c

li Be Re

Moto2 Italia

147 95 79 76 66

6. alex De angelis 66; 7. andrea iannone 64; 8. Yuki Takahashi 58; 9. Julian Simon 49; 10. Randy Krummenacher 39; 11. aleix espargaro 38; 12. Michele Pirro 37; 13. esteve Rabat 37; 14. Kenan Sofuoglu 34; 15. Max Neukirchner 32; 16. Dominique aegerter 29; 17. Jules cluzel 28; 18. Yonny hernandez 23; 19. anthony West 18; 20. alex Baldolini 18; 21. Scott Redding 16; 22. Mattia Pasini 13; 23. Pol espargaro 13; 24. Kev coghlan 11; 25. Mika Kallio 8; 26. Mike Di Meglio 7; 27. claudio corti 6; 28. Xavier Simeon 6; 29. Ratthapark Wilairot 4; 30. Ricard cardus 2; 31. axel Pons 1.


125 Italia

di Marco Masetti

il gran premio si è risolto con un arrivo in volata, con nico terol (18) che ha battuto l’emergente Johann zarco (5).

ZARCo, pole e popolARità Johan Zarco è il pilota più amato dai francesi, visto che sta crescendo molto velocemente. Al Mugello ha ottenuto la prima pole con una progressione in prova perfetta: quarto a Barcellona, terzo a Silverstone, secondo ad Assen, primo in Italia. Ora è secondo in campionato, a meno 39 da Terol.

Il vincitore Nico Terol

«È bello vincere dopo un brutto

Classe di ferro S CARPERIA - Ragazzi, la ricreazione è finita, è tornato il professore. Che poi sarebbe Nico Terol, candidato di ferro alla vittoria del Mondiale 125, ultimo della storia. L’infortunio patito in Olanda, con i danni al mignolo curati con due operazioni in una sola settimana, aveva rilanciato le speranze degli altri piloti. Ma al Mugello, stringendo un po’ i denti e sfruttando lo strepitoso materiale tecnico che il team Aspar gli mette a disposizione, Terol ha fatto vedere grandi cose. Merito del suo compagno di fuga, il francese Johann Zarco, talento emergente di questa stagione che ha tentato di vincere

motosprint

70

in tutti i modi. E, incredibile ma vero, dopo 104,9 chilometri corsi a 157,88 di media, si è riproposto un arrivo in volata. Situazione analoga a quella capitata al GP Catalunya, con il francese penalizzato per una scorrettezza ai danni dello spagnolo. Questa volta Zarco ha cercato di uscire forte dall’ultima curva, la decisiva Bucine, cercando di tener “coperto” Terol e costringendolo a restare in scia. Ma Nico non ha abboccato alla tattica del rivale, ha tenuto spazio tra sé e il francese, ha lasciato correre la sua moto, vincendo. La lotta per il podio ha visto lo scatto vincente di Maverick Viñales il ragazzo

spagnolo che ha già conquistato il terzo posto del Mondiale alla sua prima stagione iridata, complice anche un pessimo fine settimana di Jonas Folger, che in Toscana non ne ha infilata una neppure per sbaglio. Tutto bene, salvo un piccolo problema, il fattore campo, completamente ignorato come sempre. I piloti italiani, nel loro GP fanno ben poco, con il solito Simone Grotskyj Giorgi a salvare l’onore con una tredicesima piazza alle spalle di Cortese, penalizzato di 20 secondi per una scorrettezza nel finale. In compenso c’è qualche novità, ad esempio il tonico pilota ceco Miroslav Popov che corre con successo nel CIV e

Dopo due interventi Terol torna e trionfa. I nostri non sfruttano il fattore campo

che chiude non troppo lontano dalla zona punti, davanti a Tonucci e Mauriello, due che disputano tutto il Mondiale. Non arrivano in fondo le due wild card che avevano impressionato: Massimo Parziani, dopo prove molto toniche esce di scena a inizio gara, mentre Kevin Calia stava facendo una corsa molto bella. Il ragazzino “protetto” da Fausto Gresini e che corre con il numero 74, quello di Kato, il pilota più amato dal manager romagnolo, è caduto in vista del traguardo coinvolgendo anche Luigi Morciano. Poteva andare meglio, ma almeno abbiamo visto qualche segnale di vita da parte dei nostri.

Ma questo è stato il week-end dell’ideale passaggio di consegne tra 125 e Moto3. La Ioda ha presentato il nuovo motore Emir realizzato dalla engineering di Roberto Panetti, mentre la Oral dell’ingegner Forghieri sta lavorando a un motore che si inserisce nella ciclistica dell’Aprilia 125 attualmente in gara. Insomma, l’Italia si è appassionata alla nuova categoria, più o meno con la stessa intensità con la quale ha abbandonato la 125, almeno a livello di piloti, visto che, con l’eccezione della Mahindra (pur sempre a metà italiana) tutte le altre moto sono Aprilia.

infortunio. Il dottor Mir ha fato un grande lavoro, ma anche il mio team non ha scherzato. La mia moto era davvero molto veloce e pensavo di potermene andare da solo fin dalla partenza. Invece Zarco è stato bravissimo a restare con me e anche se giravo di passo con un tempo da record della pista, lui restava sempre li. Inutile rischiare, l’ho fatto passare e ho deciso di batterlo in volata. Missione compiuta ed è una grande gioia farlo dopo l’operazione. Ovviamente la situazione del Mondiale è migliorata e vado in Germania con molto ottimismo».


Alvia

Altraguardo

Francia 1’59”283 Johann Zarco 1’58”988 Spagna 2’01”066 luis Salom 2’00”620 Spagna 2’00”183 Sergio Gadea 2’00”903 Spagna 1’59”679 efren Vazquez 2’01”026 Spagna 1’58”274 Nicolas Terol 2’01”033 Germania 1’59”879 Sandro cortese 2’01”093 Spagna 2’00”568 Maverick Vinales 2’01”201 Spagna 2’00”353 hector faubel 2’01”351 Spagna 2’00”874 adrian Martin 2’01”679 Francia 2’02”960 louis Rossi 2’01”768 Portogallo 2’01”193 Miguel Oliveira 2’01”781 G. Bretagna 2’01”550 Danny Webb 2’01”811 Germania 2’01”596 Marcel Schrotter 2’01”839 Italia 2’02”082 Simone Grotzkyj 2’01”927 Rep. Ceca 2’02”103 Jakub Kornfeil 2’01”976 Spagna 2’00”925 alberto Moncayo 2’02”153 G. Bretagna 2’01”948 harry Stafford 2’02”349 Norvegia 2’01”869 Sturla fagerhaug 2’02”483 Olanda 2’02”421 Jasper iwema 2’02”745 Francia 2’02”996 alexis Masbou 2’02”929 Germania 2’00”304 Jonas folger 2’02”931 Italia 2’02”610 Kevin calia 2’02”949 Finlandia 2’02”123 Niklas ajo 2’02”965 Italia 2’01”626 luigi Morciano 2’03”077 2’01”673 Zulfahmi Khairuddin Malesia 2’03”375 G. Bretagna 2’00”443 Danny Kent 2’03”482 Rep. Ceca 2’02”153 Miroslav Popov 2’03”684 G. Bretagna 2’03”669 Taylor Mackenzie 2’03”915 2’03”644 francesco Mauriello Italia 2’04”632 Italia 2’03”182 alessandro Tonucci 2’04”663 Svizzera 2’02”294 Giulian Pedone 2’04”860 Ungheria 2’04”459 Peter Sebestyen 2’05”954 Spagna 2’04”272 Joan Perello 2’07”064 NON qualificaTO (ammesso ugualmente al via) Italia 2’01”254 Massimo Parziani 2’09”633

1. Nicolas Terol Aprilia in 39’51”815 104,900 km alla media di 157,888 km/h 2. Johann Zarco Derbi a 0”167 3. Maverick Vinales Aprilia a 8”379 4. efren Vazquez Derbi a 8”491 5. hector faubel Aprilia a 8”594 6. luis Salom Aprilia a 22”908 7. Sergio Gadea Aprilia a 23”989 8. Miguel Oliveira Aprilia a 40”138 9. alberto Moncayo Aprilia a 40”767 10. Jakub Kornfeil Aprilia a 41”198 11. Marcel Schrotter Mahindra a 41”255 12. Sandro cortese Aprilia a 43”999 13. Simone Grotzkyj Aprilia a 46”172 14. Jasper iwema Aprilia a 58”976 15. Danny Kent Aprilia a 59”725 16. alexis Masbou Aprilia a 1’00”127 17. Taylor Mackenzie Aprilia a 1’00”227 18. Zulfahmi Khairuddin Derbi a 1’08”245 19. Miroslav Popov Aprilia a 1’10”593 20. alessandro Tonucci Aprilia a 1’13”662 21. francesco Mauriello Aprilia a 1’23”949 22. Niklas ajo Aprilia a 1’38”811 23. Giulian Pedone Aprilia a 1’53”144 RiTiRaTi Aprilia al 20.giro luigi Morciano Aprilia al 20.giro Kevin calia Aprilia al 18.giro Jonas folger Mahindra al 10.giro Danny Webb KTM al 10.giro Peter Sebestyen Aprilia all’8.giro louis Rossi Aprilia all’8.giro Joan Perello Aprilia all’8.giro Sturla fagerhaug Aprilia al 7.giro Massimo Parziani Aprilia al 2.giro adrian Martin Aprilia al 2.giro harry Stafford

20 11 25 10 9

25 10 20 16 13

8 20 — 25 9

— 11 25 8 13

40 6

17

Va nov le em Nc b ia re

Ge lu RM gli aN o 14 ia Re ag P. os ce to c 28 a iN ag Di o aN st aP o 4 Ol iS Sa set N tem Ma Ri bre NO 18 aR se aG tte ON m a br 2 e Gi otto aP b PO re N 16 e au ot ST tob Ra re 23 lia Ma ot le tob Si re a

25 16 13 11 20

Factory Pads

21

3

25 16 — 20 10

5

25 10 7 11 20

Mescola Z04

temperatura temperatura esterna (°c) asfalto (°c)

ca giu Ta gn lu o N 12 ya GR gi aN ug BR no 25 eTa GN Ol gi a aN ug Da no

1

PO ma RT gg OG io 15 allO fR m aN ag ci gio a

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aprilia Derbi aprilia aprilia aprilia

3

Spagna Francia Spagna Germania Germania

20

Nicolas Terol Johann Zarco Maverick Vinales Jonas folger Sandro cortese

numero giri

34 20

Factory Brakes

Campionatopiloti

200 123 20 17

25 20 5 —

e

1. aPRilia 2. DeRBi 3. KTM 4. MahiNDRa

piloti al via

1. 2. 3. 4. 5.

1. Johann Zarco 1’57”783 alla media di 160,311 km/h 2. Nicolas Terol 1’57”816 3. efren Vazquez 1’58”490 4. hector faubel 1’58”560 5. Maverick Vinales 1’58”574 6. luis Salom 1’58”963 7. Sergio Gadea 1’59”365 8. Sandro cortese 1’59”466 9. Jonas folger 1’59”623 10. Jakub Kornfeil 1’59”883 11. Marcel Schrotter 2’00”181 12. Miguel Oliveira 2’00”261 13. Niklas ajo 2’00”287 14. Miroslav Popov 2’00”372 15. alberto Moncayo 2’00”391 16. Sturla fagerhaug 2’00”510 17. luigi Morciano 2’00”592 18. louis Rossi 2’00”640 19. Simone Grotzkyj 2’00”709 20. Kevin calia 2’00”747 21. Danny Webb 2’00”775 22. Danny Kent 2’00”807 23. Taylor Mackenzie 2’00”824 24. alexis Masbou 2’01”047 25. Jasper iwema 2’01”092 26. Massimo Parziani 2’01”497 27. Zulfahmi Khairuddin 2’01”553 28. francesco Mauriello 2’01”984 29. alessandro Tonucci 2’02”014 30. Giulian Pedone 2’02”936 31. Peter Sebestyen 2’03”015 32. Joan Perello 2’03”592 PRiMaTO PReceDeNTe Bradley Smith (Aprilia) nel 2010, in 1’58”009 alla media di 160,004 km/h

Campionatomarche

Johann Zarco (Derbi) in 1’58”988 alla media di 158,688 km/h Pole 2010: Sandro cortese (Derbi) in 1’58”315 alla media di 159,590 km/h.

Dischi T-Drive

Giriveloci

TO Ta l

Poleposition

iTa lug li lio a

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32. 33.

es qua as ter lif fa na ic lto 2 he 34 2°c °c

li Be Re

125 Italia

153 114 106 101 98

25 20 16 — 4

Mescola SC

Mescola SA

Strada

Pista

Mescola RC

Pista/Strada

6. efren Vazquez 90; 7. luis Salom 65; 8. hector faubel 65; 9. Sergio Gadea 61; 10. Danny Kent 39; 11. Jakub Kornfeil 31; 12. adrian Martin 30; 13. Miguel Oliveira 30; 14. alberto Moncayo 23; 15. Simone Grotzkyj 19; 16. Taylor Mackenzie 15; 17. Marcel Schrotter 15; 18. Zulfahmi Khairuddin 13; 19. louis Rossi 13; 20. alexis Masbou 10; 21. hiroki Ono 8; 22. Danny Webb 8; 23. Jasper iwema 6; 24. Niklas ajo 5; 25. John McPhee 1; 26. Josep Rodriguez 1. Distribuito da:

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Superbike A tu per tu con Carlos Checa di Paolo Gozzi - foto Zac

«Biaggi dice che vinco perché le gomme favoriscono la Ducati? Chi perde si lamenta. A Brno il favorito è lui. Ma io non mollo»

M

heca Carlos c in pista dino e sul gra o lt a più del podio d nel roun . di misano ggi bia x a m n o C i mano stretta d . i.. is r e sor enti un po’ a d i. tt e tr s nato, in campio lo o n g lo spa punti ha ora 43 ano. om più del r

motosprint

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AX Biaggi si è fatto sotto ed è tornato a sentire l’odore della preda. Il prossimo round si corre a Brno, da sempre la sua tana, e l’idea è sferrare l’attacco che riduca ulteriormente lo svantaggio dalla vetta del Mondiale, che appena un round fa sembrava incolmabile. Carlos Checa, al comando dall’inizio, però, non vacilla. Il ducatista si è rimesso in piedi dal botto di Aragon, ha spazzato via dalla mente i pensieri cattivi e sta pensando a un progetto esaltante ma rischiosissimo: difendere il primato Superbike tornando subito all’attacco. «La caduta di Aragon è il passato, ho 43 punti di vantaggio (quasi due gare sulle dodici che restano, ndr) ma non è ancora tempo di andare al risparmio. So benissimo che in Repubblica Ceca non sarà facile contro l’Aprilia ma io voglio provarci. Biaggi non è imbattibile neanche sul suo terreno preferito». Brno è un jolly nelle mani di Max, che in Repubblica Ceca ha vinto tre volte in Superbike (2007 con la Suzuki, 2009 e 2010 con l’Aprilia), altrettante in 250 e 500-MotoGP. Nove perle contro zero di Carlos, che sul saliscendi della Moravia ha gareggiato in sedici occasioni (10 con le GP, sei in Superbike) andando a podio solo una volta, da secondo, nel 2009 con la Honda Ten Kate. Un anno fa, con la Ducati “basic”, cioè la versione clienti, arrivò nono in gara 1 venti secondi dietro la Honda di Jonathan Rea e sesto nella rivincita, a ventidue secondi da Max. Nella stessa occasione, la Ducati ufficiale fece un sesto con Haga in gara 1 (a undici secondi da Rea) e un terzo nella seconda, con Fabrizio staccato di tredici se-

Max cerca scuse

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superbike a tu per tu con Carlos Checa

BRNO IN TV o sabato 9 lugli 10,30 Prove 14,55 Superpole

La7 La7

glio DoMENiCa 10 lu sport 10,30 11,15 12,00 13,00 15,20

Euro Superstock 7 Speciale SBK La La7/Eurosport SBK gara 1 Eurosport Supersport La7/Eurosport SBK gara 2

diretta diretta diretta diretta diretta diretta diretta

condi dall’Aprilia. I precedenti non sono rassicuranti ma Carlos non è preoccupato. Conosci bene Biaggi, sei stato anche suo compagno di squadra in Yamaha MotoGP. Hai capito perché a Brno va sempre così forte? «Ha una guida molto rotonda e pulita, fa scorrere la moto e questo stile a Brno paga. Biaggi parte favorito perché l’Aprilia ha un gran motore, che su quel tipo di tracciato gli assicura un notevole vantaggio. Ma la Ducati non parte sconfitta in partenza». E tu come ti trovi su quella pista? «Quando ho avuto le condizioni tecniche giuste sono andato molto forte. Con la Honda Ten Kate ho fatto secondo, ma anche con la Ducati “basic” un anno fa sono stato molto efficace. Purtroppo pagammo l’assetto non ideale che non permetteva alle gomme di garantirci un rendimento stabile fino al traguardo». Hai messo il dito nella piaga: le gomme. Biaggi dice che Checa vince perché le Pirelli 2011 vanno molto meglio sulla Ducati che sull’Aprilia. È vero? «È soltanto una scusa per giustificare risultati che finora non gli sono stati favorevoli. Non mi stupisco, perché da quando esistono le corse chi perde si lamenta di avere la moto inferiore, le gomme meno veloci, il team peggiore. Biaggi fa un’analisi poco profonda e neanche corretta». La Ducati ha vinto otto gare contro sei di Aprilia, Yamaha, Honda messe insieme. BMW, Suzuki e Kawasaki si sono avvicinate a malapena al podio. La bicilindrica è favorita dal regolamento? «È lo stesso degli ultimi due anni quando, con altri piloti, la Ducati non combinava nulla. Bicilindrica e 4 cilindri hanno lo stesso peso limite (165 chili, ndr), gli stessi freni, le stesse sospensioni. Solo la potenza è divermotosprint

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sa, perché la Ducati ha venti cavalli meno della moto di Biaggi. La gomma è uguale per tutti: stesso grip, stessa carcassa, stesso rendimento. Non è lei che deve adattarsi al pilota e alla moto, ma viceversa». Biaggi e l’Aprilia dicono che se fosse ancora disponibile la 561 con la quale dominavano un anno fa, le gare andrebbero diversamente. «La Pirelli sta portando materiale sostanzialmente più veloce di quello che avevamo nella passata stagione. Ad Assen, per esempio, siamo andati molto forte, ottenendo tempi vicini a quelli della MotoGP. Il mio giro veloce della gara è migliore di quelli realizzati nel GP d’Olanda da più di metà dei piloti MotoGP (Valentino Rossi incluso, ndr). Nessuno può dire che le Pirelli non vadano bene». A metà campionato sei 8-1 contro Biaggi

carlos checa in azione e con Marco lozej, il suo ingegnere di pista. il contratto tra lo spagnolo e il teaM althea scade a fine anno.

Mercato piloti 2012

DE ANGELIS IN DIREZIONE APRILIA

LE VOCI sul mercato piloti 2012 aleggiano sulla sfida a tre per il Mondiale. Marco Melandri è già riconfermato in Yamaha tramite l’opzione che gli garantiva il rinnovo con il terzo posto a metà stagione. Resta anche Eugene Laverty, che aveva un biennale. Il futuro di Biaggi e Checa è invece tutto da scrivere. Max ha un biennale con l’Aprilia che scade a fine 2012, ma non è ancora chiaro se, a 40 anni appena compiuti, deciderà di continuare a correre. Alla fine del campionato scorso Biaggi tenne due mesi in sospeso la firma per valutare l’opportunità di ritirarsi o no. Se decidesse di andare in pensione, è già pronta l’alternativa Alex De Angelis, per molti anni ufficiale Aprilia in 250 e pilota ancora molto stimato dai vertici del reparto corse. Se Biaggi va avanti, De Angelis verrebbe dirottato nella squadra satellite DFX sostituendo Noriyuki Haga. L’attuale scudiero Leon Camier, troppo discontinuo, potrebbe essere sostituito da Leon Haslam, intenzionato a non rinnovare con BMW per garantirsi una moto vincente.

nel conto delle vittorie. Che cosa significa? «Non guardo le statistiche, sto lavorando per arrivare alla fine del campionato con un punto in più del secondo. Significa che con una moto ormai a fine ciclo io e il team Althea abbiamo lavorato al massimo. In passato con la 1198 hanno gareggiato piloti di alto livello, gestiti dalla squadra ufficiale. Ma non hanno vinto quanto noi e questo mi riempie di orgoglio». La spalla sinistra contusa nel brutto volo di Aragon come sta? «Nessun problema. Ho fatto terzo tre ore dopo e a pochi giorni di distanza non sentivo più nulla. Torno in pista al massimo della condizione fisica». Giudicando con il senno di poi, nella gara di casa non era meglio rischiare di meno? «Avevo montato la gomma più dura per fare la differenza nei giri finali. Quando sono caduto (era l’ottavo dei venti giri previsti, ndr) stavo cominciando a recuperare su Biaggi e Melandri. La scelta mi stava dando ragione ma ero al limite, soprattutto in quel curvone a sinistra. Ho esagerato e sono andato giù». Rammarico? «Nessuno. Ho guidato tante volte al limite

«Proverò la moto 2012 a settembre. Non ho fretta. Sono concentrato sul Mondiale»

nelle gare precedenti, vincendone molte. In Spagna sono partito con troppa voglia di vincere e ho pagato». Aprilia e Yamaha porteranno evoluzioni a Brno, lo sviluppo Ducati invece è fermo a inizio stagione. È un fattore che può incidere? «La Ducati sta lavorando alla Superbike 2012 e inoltre noi siamo bloccati dal regolamento, che non ci permette grandi possibilità di modifica. Sarebbe bello avere cinque cavalli in più, ma rischieremmo di pregiudicare l’affidabilità. Io sono contento di quello che ho, finora la 1198R ci dato tantissime soddisfazioni e sarà così fino alla fine. E non credo che gli avversari avranno modifiche da un secondo al giro». Nel 2012 sarai ancora con la Ducati? «In questo momento penso solo a migliorarmi, alle gare, al campionato. Ne parleremo a settembre». Il team Althea vuole tenerti a tutti i costi. «C’è un grande affiatamento, stiamo bene insieme. Però non ho ancora visto programmi, non so come andrà la moto. Con Genesio (Bevilacqua, il proprietario della squadra satellite Ducati, ndr) ne parleremo quando sarà il momento». Proverai presto la Extreme 2012? «Non prima di settembre. Voglio riservare tutte le mie energie sul Mondiale, non ho fretta di provare la moto nuova. Lo farò quando sarà più evoluta». Dopo Misano eri salito a +72 punti su Biaggi e il Mondiale sembrava finito. Ne sono rimasti 43. «Il Mondiale è ancora molto lungo e finisce in Portogallo, ne ero convinto dopo Misano e il risultato di Aragon non mi ha fatto cambiare idea. È un campionato di grande livello e abbiamo grandi avversari che non molleranno fino alla fine. Noi neanche». motosprint

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Cross MX1 GP Svezia di Enzo Tempestini

Caduto e investito, Cairoli è quinto in gara 1, poi secondo. E balza in testa al campionato. Frossard fa doppietta

U

DDEVALLA - Steven Frossard centra una doppietta, ma in ottica italiana la buona notizia del GP Svezia riguarda Tony Cairoli, balzato in testa al campionato. Forse Frossard era l’unico a ricordarsi che lo scorso anno, a Uddevalla, si aggiudicò il suo primo GP in carriera e forse è stato proprio il tracciato svedese a metterlo in luce verso coloro che oggi lo hanno incitato dal primo all’ultimo passaggio da dentro la pit lane. Gli uomini del Team Rinaldi hanno spinto il pilota alla doppia vittoria incoraggiandolo a gran voce e il francese ha lasciato che a parlare fosse il suo risultato, che la dice lunga sul reale

livello raggiunto. Una gara impeccabile, priva di sbavature e una doppia vittoria che lo proietta di nuovo verso quella tabella rossa che è stata sua, per un solo GP, dopo la gara di Valkenswaard. Venticinquesimo dopo il warm up del mattino, al via di gara 1 Frossard è scattato alle spalle del duo Honda BobryshevGoncalves e di Tony Cairoli che però si è steso proprio davanti alle sue ruote alla seconda curva. Senza possibilità di evitare il contatto, Frossard ha rischiato grosso, passando sopra la moto di Cairoli e subendo un colpo alla spalla sinistra che è andata a urtare la ruota posteriore della KTM che rotolava insieme al siciliano. Il france-

il sorpasso ]

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una grande rimonta ha permesso a tony cairoli (222) di riprendersi dopo essere stato investito da diversi piloti in gara 1. nemmeno steven frossard (183) è riuscito a evitarlo.


Cross MX1 GP Svezia

se non ha perso tempo per riaccodarsi ai due fuggitivi andando a prendere Goncalves nel corso del primo passaggio. Arrivato alle spalle dell’altra Honda, quella del russo Bobryshev, Frossard ha provato a prendere il ritmo ma si è dovuto arrendere al forcing iniziale dell’avversario che ha messo subito una manciata di secondi tra loro. Ma è stato nella seconda parte di gara che Frossard ha dato sfoggio della sua condizione atletica andando a pressare da vicino Bobryshev, costretto a dar fondo a tutte le sue energie che gli sono bastate fino a due giri al termine, quando il francese ha sferrato l’attacco andando a vincere la manche. Bobryshev ha concluso alle sue spalle seguito dall’ottimo Boog che ha regolato De Dycker e un incredibile Cairoli. ANTONIO ha impiegato parecchio tempo per riprendersi dalla botta, e anche dallo spavento, dopo essere stato investito (incolpevolmente) da Frossard, Philippaerts e altri. Una volta capito che il fisico non aveva subito conseguenze, è risalito in moto e si è messo all’inseguimento del gruppo dall’ultimo posto. Se dopo le qualifiche, tutti si erano un po’ lamentati per il solito circuito monotraiettoria dove non era possibile eseguire sorpassi, Cairoli ha demolito questa teoria giro dopo giro andando a passare 28 piloti in 21 giri. Il quinto posto ottenuto suona come una vittoria, soprattutto dopo aver avuto ragione di Clement Desalle, leader della generale prima di questo GP, alle prese con una condizione fisica non ottimale dopo la lussazione alla spalla destra, sollecitata di nuovo nella caduta del sabato in qualifica. Una buona rimonta l’aveva iniziata anche David Philippaerts, che nel contatto con Cairoli era rimasto attardato, transitando settimo al primo giro. Al momento dell’attacco a Goncalves, per il quarto posto, una sassata sulla pompa del freno anteriore della sua Yamaha ha causato una perdita d’olio, e David, rimasto senza l’ausilio del freno anteriore, ha rallentato fino al quindicesimo posto. Al secondo via, Frossard ha dato inizio alla sua manche capolavoro, conquistando la holeshot su Cairoli e Goncalves con il portoghese che ha preso la seconda posizione ai danni di Cairoli nel corso del primo giro, ma che ha dovuto lasciare immediatamente il passo sia al siciliano che a Philippaerts. Alle loro spalle si sono piazzati Ramon, Boog e De Dycker che hanno motosprint

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Le pagelle Steven Frossard Perfetto in ogni dettaglio, non ha lasciato spazio agli avversari in un weekend che vede prepotentemente risalire le sue quotazioni per la lotta al titolo iridato.

Sorprendente 9

sopra, david philippaerts (19) inseguito da maximilian nagl (2). sotto, davide guarneri. nella pagina accanto, in alto, evgeny bobryshev (777) e xavier boog (21); in basso, steve ramon (11) contro clement desalle (25).

dovuto subire la rimonta di Bobryshev, scattato oltre il decimo posto. A metà manche, c’è stato il forcing di Cairoli che ha provato a riprendere Frossard, ma il francese ha risposto per le rime andando a segnare il giro veloce nel corso del passaggio numero otto, che di fatto gli ha permesso di allungare su Cairoli portando a casa, per la prima volta nella sua carriera, il doppio successo di manche. Cairoli, per la prima volta in questa stagione, ha ricevuto la tabella rossa di leader della classifica generale. Dietro di lui, Phi-

lippaerts recrimina parecchio sulla sfortunata prima manche che probabilmente lo ha privato del podio. Sul podio, oltre a Frossard, vincitore, e Cairoli terzo classificato, era presente Evgeny Bobryshev che ha completato la rimonta della seconda manche al quarto posto. Giornata in difesa per Clement Desalle che ha stretto i denti ed è riuscito a terminare le due manche nella top ten, perdendo però la leadership di campionato, e avvicinato da Frossard risalito a dodici lunghezze dal belga. Gara sfortunata per

Guarneri, alle prese con un problema alla schiena che lo ha condizionato al sabato. Inoltre, nella prima manche, è stato centrato da Simpson, mentre era in lotta per la decima posizione. Nella seconda prova, si è piazzato a centro gruppo tagliando il traguardo al tredicesimo posto. Assente Manuel Monni, per la frattura alla mano sinistra rimediata in Portogallo.

Hanno detto

Evgeny Bobryshev

Steven Frossard

Il russo inizia a diventare una costante nei piani alti della classifica. In gara 2 dimostra una gran voglia di successo con la rimonta che lo porta al podio.

«È stato un weekend molto positivo anche se interpretare il circuito non è stato facile. Abbiamo cambiato delle piccole cose sulla moto prima della gara e tutto è andato per il verso giusto. Quando mi è caduto Cairoli davanti non ho potuto fare niente per evitarlo dato che eravamo molto vicini. Per fortuna non ho subito conseguenze anche se ho sentito un forte colpo alla spalla sinistra e ho pensato veramente al peggio».

Maturo 8

Antonio Cairoli Commette un errore che gli poteva costare caro, ma lo recupera come solo lui sa fare. Una rimonta epica alla caccia della tabella rossa che ora è nelle sue mani.

Famelico 8

Maximilian Nagl Il tedesco sembra l’ombra di quello del 2010. Ultimi due GP in totale regressione, guida male, cade spesso e non riesce a riprendere velocità.

Da resettare 4

Antonio Cairoli «Mi è andata bene veramente. Dopo la caduta ho sentito delle botte da tutte le parti e mi sono passati sopra alcuni piloti. Quando sono uscito da sotto la moto, ho aspettato una decina di secondi facendo una specie di check-up prima di ripartire per capire se mi ero fatto male. La rimonta non è stata facile, ma mi sono piaciuto. Nella seconda manche ho provato a prendere Frossard ma lui era molto veloce e ho preferito rimanere tranquillo per non rischiare». motosprint

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Cross MX1 - MX2 Paddock

motosprint

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3. Steven Frossard

Francia

Yamaha

25/22 22/16

4. Maximilian Nagl

Germania

KTM

20/15 20/25 20/22 16/15 14/12

5. Evgeny Bobryshev

Russia

Honda

9/18

11/0

20/16 25/22 20/14 25/12 25/25 18/15 14/11

250

11/14 15/20 13/10 15/16 18/18 13/14 22/18

244

13/0

6. David Philippaerts 225; 7. Rui Goncalves 217; 8. Xavier Boog 191; 9. Steve Ramon 180; 10. Jonathan Barragan 176; 11. Ken de Dycker 170; 12. Kevin Strijbos 161; 13. Tanel Leok 140; 14. Anthony Boissiere 112; 15. Davide Guarneri 94; 16. Shaun Simpson 94; 17. Carlos Campano Jimenez 44; 18. Gregory Aranda 41; 19. Marcus Schiffer 41; 20. Jason Dougan 26; 21. Marc de Reuver 23; 22. Christian Craig 21; 23. Manuel Monni 19; 24. Günter Schmidinger 18; 25. Matthias Walkner 17; 26. Benjamin Townley 15; 27. Loic Leonce 15; 28. Martin Barr 8; 29. Luis Correia 7; 30. Ivo Steinbergs 7; 31. Gert Krestinov 6; 32. Antonio Jorge Balbi 6; 33. Herjan Brakke 6; 34. Roberto Castro Miranda 5; 35. Remi Nyegaard 3; 36. Hugo Basaula 3; 37. Weston Peick 3; 38. Jeremy Delince 2; 39. Yentel Martens 2; 40. Joao Paulino da Silva 2; 41. Kim Lindström 2; 42. Santtu Tiainen 2; 43. Luis Correa 1; 44. Alvaro Lozano Rico 1;

MX2 Il primo italiano in campionato è Lupino, dodicesimo 1. Roczen (KTM) 20 giri in 39’05”334; 2. Paulin (Yamaha) a 18”185; 3. Herlings (KTM) a 33”350; 4. Anstie (Kawasaki) a 37”154; 5. Van Horebeek (KTM) a 38”089; 6. Tonus (Yamaha) a 41”379; 7. Charlier (Yamaha) a 57”471; 8. Nicholls (KTM) a 1’01”627; 9. Aubin (KTM) a 1’06”012; 10. Teillet (Suzuki) a 1’11”161; 11. Osborne (Yamaha) a 1’32”616; 12. Lupino (Husqvarna) a 1’33”284; 13. Leib (Husqvarna) a 1’38”742; 14. Petrov (Yamaha) a 1’41”520; 15. Triest (KTM) a 1’42”988; 16. Kullas (Yamaha) a 1’53”881; 17. Larsen (KTM) a 1 giro; 18. Kras (Suzuki); 19. Heibye (KTM); 20. Lieber (KTM); 21. Rauchenecker (KTM); 22. Booker (KTM); 23. Söderberg (Kawasaki); 24. Monticelli (Honda); 25. Zanoni (Honda) a 2 giri; 26. Mitchell (Honda); 27. Cociu (Honda); 28. Golovkin (Kawasaki); 29. Butron Oliva (KTM) a 7 giri; 30. Ivanovs (Kawasaki) a 10 giri; 31. Roelants (KTM) a 12 giri; 32. Tixier (KTM) a 13 giri; 33. Karro (Honda) a 14 giri; 34. Searle (Kawasaki) a 16 giri; 35. Eriksson (KTM) a 17 giri; 36. Jonssen (Suzuki); 37. Lenoir (Yamaha) a 18 giri; 38. Coldenhoff (Yamaha) a 19 giri; 39. Bengtsson (KTM); 40. Del Segato (KTM).

1. Roczen (KTM) 20 giri in 39’16”537; 2. Herlings (KTM) a 17”880; 3. Paulin (Yamaha) a 24”482; 4. Searle (Kawasaki) a 36”334; 5. Anstie (Kawasaki) a 56”228; 6. Aubin (KTM) a 1’00”831; 7. Charlier (Yamaha) a 1’06”041; 8. Tonus (Yamaha) a 1’08”304; 9. Van Horebeek (KTM) a 1’17”605; 10. Osborne (Yamaha) a 1’22”093; 11. Kullas (Yamaha) a 1’29”670; 12. Teillet (Suzuki) a 1’38”207; 13. Tixier (KTM) a 1’44”010; 14. Petrov (Yamaha) a 1’50”628; 15. Triest (KTM) a 1’56”080; 16. Lupino (Husqvarna) a 1 giro; 17. Karro (Honda); 18. Lieber (KTM); 19. Bengtsson (KTM); 20. Kras (Suzuki); 21. Ivanovs (Kawasaki); 22. Rauchenecker (KTM); 23. Söderberg (Kawasaki); 24. Monticelli (Honda); 25. Eriksson (KTM); 26. Zanoni (Honda); 27. Jonssen (Suzuki) a 2 giri; 28. Del Segato (KTM); 29. Cociu (Honda); 30. Golovkin (Kawasaki); 31. Booker (KTM) a 6 giri; 32. Heibye (KTM) a 12 giri; 33. Mitchell (Honda) a 13 giri; 34. Nicholls (KTM) a 17 giri; 35. Butron Oliva (KTM) a 18 giri; 36. Leib (Husqvarna); 37. Larsen (KTM).

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Primamanche

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È STATO presentato il Team Italia che prenderà parte al prossimo Motocross delle Nazioni in Francia. Saranno Antonio Cairoli (MX1), David Philippaerts (Open) e Alessandro Lupino (MX2) a rappresentare la nostra nazione. Debutto per Thomas Traversini, chiamato per la prima volta a guidare la nostra formazione come CT. Dopo le vicissitudini dello scorso anno, e la stesura di regole ben precise per la regolamentazione dell’uso degli sponsor dei piloti e dei rispettivi team «l’accordo con le squadre è stato raggiunto in poco tempo» come ha tenuto a precisare il responsabile del settore fuoristrada della FMI Gianluca Avenoso (sotto, da sinistra: Traversini, Lupino, Cairoli, Philippaerts, Avenoso).

14/11 25/22 22/10 25/22 22/20 22/22 22/25 16/22 22/25 16/15 25/25 18/18 10/25 25/25 16/20 13/14

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SESTA edizione di “Everts & Friends”, manifestazione a scopo di beneficenza organizzata dal 10 volte campione del mondo, Stefan Everts. L’evento si svolgerà giovedi 21 luglio sul circuito Horensbergdam di Genk, approfittando della giornata di festa nazionale proclamata in Belgio. Herlings, Ramon, De Dycker, Nagl, Leok e Goncalves sono soltanto alcuni dei piloti che hanno già dato la loro adesione a questa iniziativa e proprio durante il GP di Svezia, Everts ha preso contatto anche con Cairoli, Philippaerts, Desalle e altri. Tra le varie iniziative è stato programmato un giro d’onore, al quale parteciperanno indimenticati campioni del passato come Joel Robert, Sylvain Geboers, Harry Everts, André Vromans, tutti rigorosamente in sella alle moto dei loro tempi. Anche Stefan sarà protagonista, in sella alla Suzuki 125 con la quale conquistò il suo primo titolo mondiale nel 1991.

KTM Suzuki

15

cairoli, philippaerts e lupino

Italia Belgio

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“everts & friends” di nuovo in campo

1. Antonio Cairoli 2. Clement Desalle

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l’italia al “nazioni”

Mondialepiloti

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OSBORNE e Paulin sono stati i migliori, rispettivamente nelle libere e nelle prequalifiche, ma è stato Roczen a conquistare la pole position (settima di stagione, la sesta consecutiva). Solo Herlings ha provato a contrastare il tedesco, ma si è dovuto arrendere nel corso del primo passaggio quando Roczen ha rotto gli indugi e ha preso il comando, mantenuto fino alla bandiera a scacchi. Anche Paulin, in scia a Roczen, ha avuto ragione di Herlings conquistando il secondo posto proprio davanti all’olandese. Quarta posizione per Tommy Searle, che ha preceduto il rientrante Van Horebeek. Lupino, caduto dopo un contatto con una balla di paglia, ha terminato al ventisettesimo posto. Monticelli è scivolato a inizio manche e Del Segato si è ritirato dopo una caduta.

il 21 luglio, a genk

1. Frossard (Yamaha) 20 giri in 38’56”345; 2. Cairoli (KTM) a 9”943; 3. Philippaerts (Yamaha) a 15”445; 4. Bobryshev (Honda) a 21”117; 5. Ramon (Suzuki) a 23”148; 6. De Dycker (Honda) a 25”636; 7. Desalle (Suzuki) a 27”171; 8. Goncalves (Honda) a 30”203; 9. Barragan (Kawasaki) a 32”776; 10. Nagl (KTM) a 33”844; 11. Boog (Kawasaki) a 34”529; 12. Strijbos (Suzuki) a 1’04”152; 13. Guarneri (Kawasaki) a 1’07”660; 14. Schiffer (Suzuki) a 1’08”842; 15. Boissiere (Yamaha) a 1’14”529; 16. Simpson (Honda) a 1’23”236; 17. Walkner (KTM) a 1’49”485; 18. Campano Jimenez (Yamaha) a 1 giro; 19. Lindstrom (Yamaha); 20. Leonce (Aprilia); 21. Brakke (Yamaha) a 1 giro; 22. Nyegaard (Yamaha); 23. Schmidinger (Honda); 24. Eriksson (Kawasaki); 25. Smith (Aprilia); 26. Martens (KTM) a 2 giri; 27. Steinbergs (Kawasaki) a 9 giri; 28. Aranda (Kawasaki) a 10 giri; 29. Dahlgren (Honda) a 13 giri; 30. Leok (TM) a 15 giri; 31. Sturm (Kawasaki) a 18 giri.

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inarrestabile roczen

chRISTOphE pOuRcEl ScAlDA I mOTORI pER Il gp gERmANIA Il ritiro momentaneo di Ben Townley ha accelerato i tempi di rientro in Europa di Christophe Pourcel, che ha raggiunto un accordo di massima con il Team CLS e si potrebbe presentare in gara già dal prossimo GP Germania. Tutto dipende dai test che sono in fase di svolgimento in Olanda proprio in questi giorni. Se il francese riuscirà a trovare il giusto feeling con la Kawasaki, sarà schierato al via a Teutschenthal, altrimenti l’appuntamento con il suo debutto in MX1 sarà posticipato a Kegums, in Lettonia fra due gran premi. L’accordo prevede il termine a metà del prossimo mese di ottobre, dopo il Motocross delle Nazioni. Questa condizione è stata chiesta espressamente dal campione del mondo MX2 del 2006, in modo da tenersi libero per il Supercross di Bercy, nel caso trovasse accordi con altre squadre per la stagione 2012.

1. Frossard (Yamaha) 21 giri in 40’31”725; 2. Bobryshev (Honda) a 3”878; 3. Boog (Kawasaki) a 19”528; 4. De Dycker (Honda) a 22”934; 5. Cairoli (KTM) a 26”510; 6. Ramon (Suzuki) a 28”680; 7. Nagl (KTM) a 31”095; 8. Desalle (Suzuki) a 44”450; 9. Goncalves (Honda) a 46”533; 10. Aranda (Kawasaki) a 52”804; 11. Boissiere (Yamaha) a 59”844; 12. Strijbos (Suzuki) a 1’02”229; 13. Schiffer (Suzuki) a 1’10”677; 14. Leok (TM) a 1’14”519; 15. Philippaerts (Yamaha) a 1’21”966; 16. Campano Jimenez (Yamaha) a 1’50”069; 17. Leonce (Aprilia) a 1 giro; 18. Nyegaard (Yamaha); 19. Walkner (KTM); 20. Steinbergs (Kawasaki); 21. Schmidinger (Honda); 22. Dahlgren (Honda); 23. Eriksson (Kawasaki); 24. Brakke (Yamaha); 25. Martens (KTM); 26. Smith (Aprilia) a 2 giri; 27. Simpson (Honda) a 4 giri; 28. Guarneri (Kawasaki) a 8 giri; 29. Lieber (KTM) a 10 giri; 30. Lindström (Yamaha) a 14 giri; 31. Sturm (Kawasaki); 32. Söderström (Suzuki) a 15 giri; 33. Barragan (Kawasaki) a 20 giri.

OL

MX2

A DISTANZA di tre mesi, dopo la prima prova disputata in Bulgaria, sono tornati in gara i ragazzi in sella alle 125 2 tempi che si contendono il titolo Europeo. La prima manche, effettuata il sabato pomeriggio, ha visto vincitore incontrastato Simone Zecchina. Sceso dalla più performante 250 4T del team Suzuki Factory Europe, con la quale aveva disputato le ultime tre prove del Mondiale, il mantovano non ha esitato a ritrovare il feeling con la più leggera 2T del Team Castellari. Al secondo posto si è classificato il belga Damon Graulus, che ha preceduto Samuele Bernardini, autore di una scivolata durante il primo giro che lo ha costretto a recuperare e a giocarsi la posizione fino all’ultimo metro con lo sloveno Tim Gajser, quarto al termine. Seconda manche a favore di Bernardini, scattato in testa al gruppo, che, con la vittoria ottenuta, si è assicurato il successo assoluto a pari punti con Zecchina, terzo in gara 2. Dietro i due italiani, Tim Gajser, terzo assoluto.

Secondamanche

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FORTE del miglior tempo ottenuto sia nelle prove libere che nelle prequalifiche, Cairoli si è presentato al via della manche di qualificazione scegliendo il primo cancello disponibile verso l’interno della prima curva. Al via, mentre Nagl ha tagliato per primo la linea della “holeshot”, con Cairoli e Philippaerts a ruota, Desalle è rimasto coinvolto in una caduta all’esterno della prima curva e si è rialzato dolorante alla spalla destra, lussata la settimana scorsa nel campionato belga. Il capoclassifica, dopo un’ulteriore scivolata, ha impiegato qualche giro per riprendere il ritmo ma non è riuscito ad andare oltre il diciannovesimo posto. Cairoli ha guidato il gruppo fin dalla seconda curva con Nagl che lo ha seguito a distanza per tutta la manche. De Dycker, Frossard e Philippaerts hanno chiuso la top five. Bobryshev, ottavo, è caduto al secondo passaggio quando occupava il terzo posto.

Pari punti con Zecchina in 125

Primamanche

BU a LG pri AR le IA

desalle cade cairoli fa il bis

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10

MX1

MX1 Ora Cairoli ha 10 punti di margine su Desalle

BU a LG pri AR le IA

Le prove

1. Ken Roczen

Germania

KTM

25/25 22/22 25/25 25/22 25/10

25/25 25/25

351

2. Jeffrey Herlings

Olanda

KTM

16/20 25/25 22/22 22/25 14/22 22/22 20/18 20/22

337

3. Tommy Searle

Gran Bretagna Kawasaki 22/22 20/20 16/20 18/18 18/25

4. Gautier Paulin

Francia

Yamaha

20/14 16/15

5. Zachary Osborne

USA

Yamaha

14/18 15/13 12/18 16/16 20/20 20/16

15/0

25/0

0/18

286

20/20 22/18 16/20 18/20 22/20

276

0/25

22/22 0/15

10/11

234

6. Arnaud Tonus 225; 7. Max Anstie 201; 8. Harri Kullas 179; 9. Nicolas Aubin 178; 10. Joel Roelants 166; 11. Christophe Charlier 158; 12. Alessandro Lupino 93; 13. Jordi Tixier 91; 14. Glenn Coldenhoff 90; 15. Nick Triest 68; 16. Jake Nicholls 66; 17. Petar Petrov 64; 18. Antonio Jose Butron Oliva 62; 19. Jeremy van Horebeek 59; 20. Pascal Rauchenecker 55; 21. Nikolaj Larsen 34; 22. Mike Kras 28; 23. Valentin Teillet 20; 24. Valentin Guillod 20; 25. Matiss Karro 19; 26. Michael Leib 19; 27. Marvin Musquin 17; 28. Elliott Banks-Browne 17; 29. Travis Baker 16; 30. Steven Lenoir 16; 31. Ludvig Söderberg 16; 32. Hector Assuncao de Freitas 14; 33. Lars Oldekamp 12; 34. Scott Champion 9; 35. Jean Ramos 8; 36. Julien Lieber 6; 37. Simone Zecchina 4; 38. Thales Villardi 3; 39. Giacomo Del Segato 3; 40. Eduardo Ferreira de Lima 3; 41. Ivo Monticelli 2; 42. Andrea Cervellin 2; 43. Roberts Justs 2; 44. Even Heibye 2; 45. Filip Bengtsson 2; 46. Petr Smitka 1; 47. Dakota Tedder 1; 48. Tevin Tapia 1. motosprint

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Cross MX2 GP Svezia di Enzo Tempestini

Quarta doppietta di stagione per l’inarrestabile Roczen. Sul podio Paulin e Herlings

U

DDEVALLA - Solo Roczen può battere Roczen, questo il responso che arriva dalla Svezia, dopo che il tedesco ha dominato ancora una volta le due manche della MX2. Dopo la caduta del Portogallo, ha infilato quattro successi consecutivi, aggiudicandosi la quarta doppietta di stagione su otto GP disputati. E dimostrando il suo reale potenziale che, al momento, è ben al di sopra di ogni avversario. Dopo la pole position del sabato, sono stati quaranta i giri percorsi in testa al gruppo da parte dell’ufficiale KTM, vale a dire il totale delle due manche, che fanno da segnalibro a metà della stagione in corso e proiettano Roczen verso la seconda parte di campionato con la consapevolezza di essere il più forte. Nonostante il suo

Senza tregua strapotere, sono soltanto quattordici i punti che lo separano dal suo inseguitore, il compagno di squadra Herlings. L’olandese ha conquistato il secondo gradino del podio e mantiene il contatto a vista dal suo avversario, anche se nella prima manche si è dovuto accodare a Gautier Paulin che, scattato alle spalle di Roczen, le ha provate davvero tutte per rimanere attaccato alla KTM del rivale, ma senza successo. I diciotto secondi che hanno separato Paulin da Roczen fanno da termometro alla velocità in pista di Ken-rocket. Paulin ha approfittato della battuta a vuoto di Searle per accorciare le distanze in classifica generale sul terzo posto, occupato proprio dall’inglese, che nella prima manche è caduto rovinosamente ed è stato costretto al rientro anticipato ai box facendo segnare un pesante “zero”, che nell’economia di un campionato equilibrato come questo potrebbe essere anche decisivo a fine stagione. Nella seconda manche è stato invece Herlings a dare la caccia a Roczen, ma il capoclassifica del Mondiale ha sempre guardato a vista il suo avversario, tenendolo debitamente a distanza di sicurezza e dimostrando una padronanza del mezzo e, soprattutto, dei suoi mezzi, da consumato

campione. Sotto la bandiera a scacchi, Herlings ha pagato quasi diciotto secondi da Roczen, relegando comunque Paulin alle sue spalle. Quarto Tommy Searle che dopo il botto di qualche ora prima è riuscito a riprendersi al meglio limitando i danni. Searle ha preceduto il suo compagno di squadra Anstie, che al quarto posto della prima manche ha fatto seguire la quinta posizione che gli ha permesso di classificarsi quarto nel GP. Due volte settimo, e quinto nell’assoluta, Christophe Charlier, in sella alla Yamaha del team Gariboldi, che dopo aver saltato il GP di Spagna per infortunio si è ben ripreso facendo segnare la sua migliore prestazione stagionale fino a questo momento. Prestazioni che hanno accontentato in parte Alessandro Lupino, autore di una prima manche in rimonta ,dal trentacinquesimo posto fino al dodicesimo. Le energie spese nel recupero gli sono però venute a mancare nella manche conclusiva dove si è dovuto accontentare della sedicesima posizione, conquistata comunque sempre in rimonta, dopo essere scattato oltre il ventesimo posto. Per due volte fuori dalla zona punti gli altri due italiani in gara, Ivo Monticelli e Giacomo Del Segato. Un terzo e Un secondo posto per Jeffrey Herlings (84). gli stessi piazzamenti di gaUtier paUlin (21). ma nessUno è riUscito a fermare il grande protagonista, ken roczen (94).

motosprint

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motosprint

85


Supermoto GP Andorra

Adrien Chareyre vince tutto. Podio monopolizzato dai francesi. Thomas Chareyre è in testa al campionato

Grattarola ha dominato la tr1. Secondo è arrivato lenzi (a SiniStra) Grazie a uno “zero” in più di maurino.

Thierry Van den Bosch, Terzo assoluTo, ha compleTaTo un podio doVe si parlaVa solo francese.

Franchi tiratori P

AS DE LA CASA (ANDORRA) - Il confine con la Francia è poco distante e forse nessuno aveva bisogno di un ripasso della Marsigliese, ma altro non si è sentito nella terza prova del mondiale Supermoto. Una riunione di famiglia più che una gara iridata, non perché il livello fosse amatoriale ma perché sul podio ci sono finiti i due fratelli Chareyre, Adrien e Thomas, e Thierry Van den Bosch. Francia a tutto spiano, in una giornata che ha anche visto il finlandese Mauno Hermunen perdere il primo posto in campionato a favore di Thomas Chareyre. Però parla italiano la classifica costruttori: Aprilia prima con 187 punti, TM seconda (183), Husqvarna terza (181). Per il più vecchio dei fratelli Chareyre è stato un weekend trionfale: pole position il sabato, e domenica tre vittorie in fotocopia che non gli sono costate troppa fatica perché nessuno è riuscito a impegnarlo seriamente: ogni volta il primo degli inseguitori non è mai riuscito ad avvicinarlo a meno di 1”, Adrien non ha dovuto fare altro che aspettare la bandiera a scacchi. Non aveva

motosprint

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Trial Campionato Italiano

di Mario Candellone

ancora vinto fino ad ora, ma adesso è in palla e con il GP Andorra ha guadagnato una posizione in campionato, saltando Ivan Lazzarini e portandosi al terzo posto. Al primo c’è suo fratello Thomas, l’unico capace di mettergli pressione nel circuito realizzato sul versante atlantico dei Pirenei, nonostante qualche guaio: secondo nella prima frazione dopo una bella lotta con Hermunen, nella seconda ha pagato un ruvido contatto con Van den Bosch che lo ha costretto a correre in rimonta risalendo fino al quarto posto, mentre nella gara conclusiva è partito male, settimo, e ha dovuto rimontare, finendo comunque secondo.

PIù LINEARE la prova di Van den Bosch, quarto nella prima gara dopo un bel confronto con Hermunen, poi secondo e infine terzo, per una terza posizione nella classifica complessiva. Il migliore dei nostri è stato Ivan Lazzarini, quinto, terzo e settimo per un quinto posto complessivo; gare discrete anche per Giovanni Bussei (ottavo) e Christian Ravaglia (nono).

il migliore degli italiani è Lazzarini GARA 1: 1. A. Chareyre (Aprilia) 23 giri in 19’55”686; 2. T. Chareyre (TM) a 1”018; 3. Hermunen (Husqvarna) a 18”825; 4. Van den Bosch (Aprilia) a 21”693; 5. Lazzarini (Honda) a 22”921; 6. Bidart (Honda) a 28”381; 7. Bussei (Honda) a 41”625; 8. Karanyotov (KTM) a 42”634; 9. Marie Luce (KTM) a 42”912; 10. Gaspardone (Honda) a 48”395; 11. Sammartin (Suzuki) a 51”385; 12. Occhini (Suzuki) a 1 giro; 13. Ravaglia (Suzuki); 14. Beltrami (Honda); 15. Borella (Suzuki); 16. Fonseca (Suzuki); 17. Verderosa (Honda); 18. Salstola (Honda); 19. Cucharrera (KTM) a 2 giri; 20. Nastran (Honda) a 4 giri; 21. Winstanley (Honda) a 14 giri. GARA 2: 1. A. Chareyre (Aprilia) 23 giri in 19’54”713; 2. Van den Bosch (Aprilia) a 3”800; 3. Lazzarini (Honda) a 13”911; 4. T. Chareyre (TM) a 14”177; 5. Bidart (Honda) a 16”457; 6. Hermunen (Husqvarna) a 24”336; 7. Marie Luce (KTM) a 26”764; 8. Verderosa (Honda) a 30”275; 9. Bussei (Honda) a 30”961; 10. Ravaglia (Suzuki) a 32”041; 11. Karanyotov (KTM) a 34”311; 12. Beltrami (Honda) a 34”537; 13. Occhini (Suzuki) a 46”762; 14. Salstola (Honda) a 48”887; 15. Sammartin (Suzuki) a 49”205; 16. Fonseca (Suzuki) a 1 giro; 17. Borella (Suzuki); 18. Nastran (Honda); 19. Gaspardone (Honda) a 4 giri; 20. Winstanley (Honda) a 17 giri. GARA 3: 1. A. Chareyre (Aprilia) 23 giri in 19’41”637; 2. T. Chareyre (TM) a 1”606; 3. Van den Bosch (Aprilia) a 13”074; 4. Hermunen (Husqvarna) a 20”030; 5. Bidart (Honda) a 21”618; 6. Ravaglia (Suzuki) a 23”033; 7. Lazzarini (Honda) a 24”170; 8. Beltrami (Honda) a 24”374; 9. Marie Luce (KTM) a 36”318; 10. Bussei (Honda) a 41”558; 11. Occhini (Suzuki) a 43”204; 12. Nastran (Honda) a 44”684; 13. Gaspardone (Honda) a 48”769; 14. Karanyotov (KTM) a 57”360; 15. Verderosa (Honda) a 1 giro; 16. Salstola (Honda); 17. Borella (Suzuki); 18. Fonseca (Suzuki); 19. Sammartin (Suzuki) a 6 giri. IN CAMPIONATO: 1. T. Chareyre punti 183; 2. Hermunen 181; 3. A. Chareyre 179; 4. Lazzarini 164; 5. Van den Bosch 139; 6. Marie Luce 115; 7. Ravaglia 104; 8. Bussei 93; 9. Beltrami 85; 10. Bidart 85; 11. Karanyotov 77; 12. Gaspardone 77; 13. Gozzini 72; 14. Nastran 72; 15. Sammartin 66; 16. Winstanley 60; 17. Occhini 54; 18. Borella 44; 19. Verderosa 42; 20. Bartolini 36; 21. Fonseca 29; 22. Salstola 26; 23. Cucharrera 2.

Leclassifiche

Scatto felino

Con un primo giro super, Grattarola vince e allunga in campionato

S

anto Stefano d’aveto (Ge) – La terza prova del tricolore 2011 si è disputata proprio dove si svolgerà la prova italiana del mondiale 2012: una località dell’entroterra ligure a circa 1.000 metri di altitudine. Grande cornice di pubblico, soprattutto quello motorizzato, a cui è stato concesso seguire la manifestazione acquistando un pass, presso il Moto Club Della Superba, incaricato dell’organizzazione. Ha vinto nettamente Matteo Grattarola, che ha dato una grande prova di forza, ribadendo la sua supremazia in queste gare nazionali. Matteo ha lasciato solo 2 punti nelle quindici zone del primo giro, il cui terreno ghiaioso ha messo in seria difficoltà tutti i suoi avversari, e ha così posto una bella ipoteca sul successo finale. Il suo acerrimo rivale nell’Europeo e nel Mondiale, Jack Challoner, che corre anche l’Italiano nella categoria internazionale, ha accumulato addirittura 20 punti. Un po’ meglio Fabio Lenzi, finalmente tornato a buoni livelli, con 14 errori e Daniele Maurino, Beta con 16. A nulla è servita la riscossa di Challoner nella seconda tornata, conclusa con un perentorio 6. Grattarola, tirando un po’ il fiato, si è concesso un paio di errori in più, ma grazie al suo eccellente primo giro, il suo totale di 10 è stato assolutamente inattaccabile. Challoner è riuscito quindi ad agguantare il secondo posto, davanti a Lenzi e Maurino, entrambi a quota 28 totale, separati da uno zero in più a favore del primo. I due sono ovviamente secondo e terzo

nella TR1, classifica che assegna il titolo tricolore. Ottima prova di Luca Cotone, giunto subito alle loro spalle, davanti a Francesco Iolitta. In campionato Grattarola ha allungato sia nella TR1 (15 punti su Maurino), sia nella Internazionale (5 punti su Challoner). Nella TR2 dominio di Giacomo Saleri (Beta). Con 7 penalità al primo giro e 6 al secondo, ha tenuto a debita distanza Stefano Garnero (18 e 10), in grado di scavalcare nel finale Samuele Zuccali (11 e 19). Fuori del podio, Matteo Poli e Ismael Catalin, oggi quarto e quinto, che continuano ad inseguire Saleri, anch’egli a punteggio pieno, nella classifica di campionato. Terza vittoria in TR3, anche per Federico Rembado, Gas Gas, che ha relegato al secondo e terzo posto Davide Zaccagnini e Davide Coppi. Francesco Xompero centra il tris nella TR3 125, rischiando un po’ nel finale di venire raggiunto da Pietro Fioletti, secondo per un solo punto. Sul podio anche Matteo Mazzocco. Allungo in campionato nella TR3 Over anche per Moreno Piazza, oggi vincente davanti ad Alessandro Brocco e Marco Duclos. Battuta d’arresto invece per Sara Trentini nella categoria Femminile, sconfitta da Martina Balducchi, che in questo modo ha riaperto il campionato. Ancora terza Sara Rivera. Infine De Martini e Feltrinelli si sono aggiudicati le categorie TR4 e TR4 Over. Prossimo appuntamento il 25 settembre a Pozza di Fassa.

Tre su tre per Grattarola

tR1: 1. Grattarola (Gas Gas) penalità 10; 2. Lenzi (Montesa) 28; 3. Maurino (Beta) 28; 4. Cotone (Gas Gas) 38; 5. Iolitta (Beta) 49; 6. tournour (Gas Gas) 58; 7. vaccaretti (Beta) 71; 8. orizio (Gas Gas) 85; 9. Mazzocchin (Beta) 85; 10. Staltari (Beta) 150; 11. Sassella (Sherco) 150. tR2: 1. Saleri (Beta) penalità 13; 2. Garnero (Beta) 28; 3. Zuccali (Beta) 30; 4. Poli (Ossa) 32; 5. Catalin (Gas Gas) 34; 6. Locca (Beta) 50; 7. Prandelli (Beta) 55; 8. di Bacco (Beta) 57; 9. Postal (Gas Gas) 67; 10. Cabrini (Beta) 69; 11. Cattaneo (Sherco) 74; 12. Rochon (Beta) 82; 13. ferrari (Beta) 84; 14. Gilardini (Sherco) 90; 15. Baghino (Gas Gas) 113. tR3: 1. Rembado (Gas Gas) penalità 6; 2. Zaccagnini (Beta) 12; 3. Coppi (Beta) 15; 4. Corti (Beta) 18; 5. Bauce (Gas Gas) 19; 6. tosini (Ossa) 20; 7. Panteghini (Beta) 21; 8. Scalenghe (Beta) 23; 9. Codega (Sherco) 25; 10. Grossi (Scorpa) 35; 11. Merelli (Beta) 44; 12. disetti (Beta) 44; 13. Conti (Sherco) 47; 14. del Monte (Beta) 51; 15. vercellin (Beta) 56; 16. Luppi (Beta) 60; 17. Ciciliani (Montesa) 60; 18. taddei (Beta) 70; 19. de Iulis (Beta) 72. tR4: 1. de Martini (Beta) penalità 5; 2. trippi (Beta) 10; 3. vignola (Gas Gas) 13; 4. ansaloni (Beta) 15; 5. Conti (Gas Gas) 22; 6. addis (Sherco) 22; 7. delfino (Gas Gas) 24; 8. Scicolone (Beta) 24; 9. Gerosa (Montesa) 27; 10. Gustinelli (Montesa) 27; 11. dotti (Beta) 36; 12. aldeghi (Gas Gas) 36; 13. del Pero (Sherco) 37; 14. Rozzi (Beta) 54; 15. anghileri (Montesa) 99. tR3 125: 1. Xompero (Beta) penalità 9; 2. fioletti (Scorpa) 10; 3. Mazzocco (Beta) 29; 4. Cobuzzi (Sherco) 32; 5. Galbani (Gas Gas) 57; 6. Severino (Sherco) 93. tR3 +30: 1. Piazza (Beta) penalità 12; 2. Brocco (Scorpa) 17; 3. duclos (Beta) 19; 4. Soulier (Ossa) 20; 5. andreoli (Montesa) 23; 6. Parisi (Gas Gas) 30; 7. fornara (Beta) 30; 8. Pichler (Gas Gas) 37; 9. Raffaele (Gas Gas) 41; 10. Marchisio (Sherco) 41; 11. Pizzini (Beta) 43; 12. Baschenis (Beta) 44; 13. Hauser (Gas Gas) 45; 14. Sciri (Gas Gas) 45; 15. donchi (Beta) 45; 16. verdari (Ossa) 52; 17. ferrando (Gas Gas) 54; 18. Balossi (Sherco) 54; 19. ambrogio (Beta) 66; 20. Bonetti (Ossa) 71; 21. ferrando (Gas Gas) 80; 22. Concina (Ossa) 80. tR4 +40: 1. feltrinelli (Beta) penalità 1; 2. Barre (Beta) 2; 3. Rolle (Beta) 4; 4. Marguerettaz (Beta) 8; 5. Prina (Beta) 8;6. nobili (Beta) 11; 7. Calcedoneo (Gas Gas) 12; 8. Piu (Scorpa) 13; 9. Bassi (Beta) 13; 10. Girello (Beta) 13; 11. Marranci (Gas Gas) 14; 12. Carrai (Beta) 14; 13. Monateri (Ossa) 18; 14. Reverberi (Beta) 23; 15. de toni (Sherco) 33; 16. Munari (Sherco) 48; 17. Pozzi (Sherco) 71; 18. Mezzano (Beta) 82; 19. Corradi (Sherco) 82; 20. fabbri (Beta) 83. feMMInILe: 1. Balducchi (Beta) penalità 15; 2. trentini (Beta) 24; 3. Rivera (Beta) 35; 4. Kasermann (Gas Gas) 37; 5. Porcu (Gas Gas) 69; 6. Macchiavello (Beta) 87.

Leclassifiche motosprint

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Speedway Mondiale foto Tomba

Polacchi scatenati semifinale a Lonigo

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ONIGO - Il polacco Grzegorz Walasek scatenato a Lonigo, dove ha conquistato la vittoria nella semifinale numero 2 del Mondiale individuale di speedway. La gara era valida per garantire l’accesso al GP Challenge di Vetlanda ai migliori cinque classificati. Sedici i partecipanti, una griglia di partenza sontuosa con grandi nomi, a partire dallo svedese Zetterstrom, che il sabato precedente, nel GP Gran Bretagna, aveva totalizzato 8 punti. È stata una gara bellissima, combattuta metro dopo metro, con i piloti che cercavano - e realizzavano - sorpassi incredibili. Dopo venti manche infuocate, alle spalle di Walasek si è classificato un altro polacco, Protasiewicz, a conferma della grande scuola che si è consolidata in

Walasek inseguito da protasieWicz.

questa specialità. Spareggio a tre per assegnare il terzo gradino del podio, con il danese Bjarne Pedersen che ha avuto la meglio sul campione del mondo di pista lunga Kylmacorpy e il danese Monberg. Eliminato a sorpresa lo svedese Zetterstrom: nelle prove del pomeriggio era stato il migliore, ma in gara non è riuscito a totalizzare un solo punto. Pur non entrando nei primi cinque, buone sono state le prestazioni del giovanissimo polacco Pawlicki, dell’australiano Woodward e dell’inglese King. Eliminato il nostro Nico Covatti, che non è riuscito a entrare nemmeno nella top ten, soprattutto a causa delle partenze. Un incidente alla fine dell’ottava manche, dopo la linea del traguardo dei quattro giri, ha visto coinvolto il giovane danese Kildemand che è andato a sbattere contro la recinzione esterna: dai primi accertamenti sembra che si sia fratturato la spalla destra. Al suo posto in gara è subentrato il francese Mathieu Tresarrieu. Le altre due semifinali si sono disputate una a Gorican (Slovenia) e a Daugavpils (Lettonia): i vincitori sono entrambi svedesi: Ljung e Lindback.

Lonigo e le altre due gare A LONIGO: 1. Walasek punti 13; 2. Protasiewicz 12; 3. B.Pedersen 11 d.s.; 4. Kilmakorpy 11; 5. Monberg 11; 6. Ruud 9 d.s.; 7. Wolbert 9, 8. King 8; 9. Woodward 8; 10. Pawlicki 8; 11. Kroner 7; 12. Suchanek 4; 13. Kildemand 3; 14. Covatti 2; 15. Tresarrieu 2; 16. Magosi 2; 17. Zetterstrom 0. A DAUGAVPILS: 1. Ljung punti 13; 2. Buczowski 11; 3. Kaspzak 10 d.s.; 4. Gustafsson 10; 5. Gobulovski 10; 6. Andersen 10; 7. Hansen 9; 8. Miedzisky 7; 9. Smolinski 7; 10. Kus 6; 11. Gafurov 6; 12. Loktaev 6; 13. Lebedev 4; 14. Puodzuks 4; 15. Schlein 4; 16. Kennett 1. A GORICAN: 1. Lindback punti 14; 2. Zagar 11 d.s.; 3. Ulamek 11; 4. Madsen 11; 5. Vakulic 11; 6. Watt 11; 7. Davidsson 9; 8. Ward 8; 9. Iversen 7; 10. Janowski 7; 11. Dilger 6; 12. Barker 5; 13. Wright 3; 14. Kovacic 2; 15. Conda 2; 16. Gizatullin 2.

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Freestyle X-Fighters di Giancarlo Giannobile

r o t fac

Allo Stadio Olimpico più di 40.000 spettatori. Una notte fantasmagorica con la finale tra Adams e Villa, vinta nettamente dall’americano motosprint

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OMA - Il boato è quello delle grandi occasioni ma non si è trattato di un goal di Francesco Totti nel derby o del record sui 100 metri nel Golden Gala dell’atletica. Il gran tifo è per i dodici piloti scesi nell’arena dello Stadio Olimpico per la terza prova degli X-Fighters, entusiasmo che ha avuto l’apice con i quattro giri di ola che ha salutato l’ingresso nell’arena dei due finalisti. Forse la stragrande maggioranza degli spettatori non sapeva neanche da dove venisse André Villa o del curriculum agonistico di Nate Adams, ma i 40.000 e passa assiepati sugli spalti delle tribune Monte Mario e Tevere e della curva sud sono stati tutti entusiasti dello spettacolo che hanno vissuto. È la magia degli X-Fighters. Una magia unica che si ripete ormai da undici anni, nei luoghi più evocativi delle città più evocative del mondo. Roma, per l’appunto. Gli organizzatori sognavano il Circo Massimo, lo scorso anno all’esordio si sono dovuti “accontentare” dello Stadio Flaminio.

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Il vincitore Nate adams impegnato in uno Stripper flip. Il pilota, mentre esegue un backflip, si estende all’indietro portando una gamba in avanti mentre l’altra è agganciata dietro le maniglie. Difficoltà 8 su una scala di 10.


Freestyle X-Fighters

a sinistra, villa in un trick chiamato rock solid, una variante del superman ma staccando anche le mani (difficoltà 6). sotto, Bianconcini esegue uno tsunami (difficoltà 7). in Basso, sato mentre esegue un cordova flip, capovolto con le mani sulle maniglie e i piedi sotto il manuBrio (difficoltà 7).

Quest’anno hanno “rilanciato” puntando sull’Olimpico, il luogo simbolo in Italia dello sport dell’era moderna, e la disciplina meno praticata del motociclismo mondiale è riuscita a scrivere una pagina nella storia sportiva. Un pubblico record per uno spettacolo che, ancora una volta, ha affascinato anche se si fa fatica a capirne le regole e i vari trick, sempre più sofisticati, li apprezzi appieno solo dopo averli rivisti al rallentatore sui due megaschermi. La formula delle fasi finali ad eliminazione diretta, comunque, rende partecipi appieno dell’andamento della gara. Alla fine sul gradino del podio è salito ancora una volta, è la seconda in questa stagione, lo statunitense Nate Adams che in finale ha battuto nettamente (4 a 1) il norvegese Andre Villa. LA LUNGA giornata di confronti è iniziata con le qualifiche mattutine, una sorta di prova ufficiale per pochi intimi sugli spalti. Una fase disputata su due manche con epilogo tutt’altro che scontato. Inattesa la performance di Dany Torres perché ancora sofferente per un infortunio al piede destro che lo ha costretto a rinunciare alla gara brasiliana, in più lo spagnolo con 442 punti ha segnato un record per quanto riguarda le qualifiche. Ha rischiato molto, invece, proprio il vincitore della serata Nate Adams, che nella prima manche ha sbagliato l’atterraggio dell’ultimo salto dell’inedita “tripletta” schiantandosi contro le protezioni. Nessuna seria conseguenza per il pilota che con una grande prestazione nella seconda manche è risalito dal decimo al secondo posto e si è qualificato con Eigo Sato, Andre Villa, Josh Sheehan e Adam Jones. Chi invece non è rientrato tra i migliori sei è stato Robbie Maddison, secondo in Brasile e terzo in campionato. L’australiano è tornato in gara vincendo il round 1 (con 434 punti). In questa fase, in cui vengono ripescati i migliori due tra i sei esclusi, è andata bene anche al suo connazionale Blake Williams mentre non ce l’ha fatta il nostro Massimo Bianconcini (quinto con 383,50 punti) che ha comunque dimostrato di poter essere a pieno titolo nel motosprint

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sopra, sheehan in uno Tsunami flip, l’esecuzione è oTTima: moTo orizzonTale e piloTa verTicale (difficolTà 8). a desTra, Torres TenTa di chiudere un cordova flip (difficolTà 7). lo spagnolo proprio all’inizio del suo heaT nel round 2 ha sbagliaTo l’aTTerraggio sulla prima rampa.

Istruzioni per l’uso

Ammessi: ad ogni prova degli X-Fighters partecipano 12 piloti. Sei sono ammessi di diritto sulla base della classifica dell’anno precedente, quattro vengono selezionati da un’apposita commissione, due sono wild card. FormulA di gArA: si inizia con le qualifiche, due manche con impegnati tutti i piloti. I primi sei accedono direttamente al round 2. Gli altri sei disputeranno il round 1, una sola manche con i primi due che passeranno alla fase successiva. Nel round 2 inizieranno le sfide “testa a testa”, quindi si prosegue con semifinale e finale. In ogni fase di gara i piloti hanno a disposizione 90”, 120” nella finale. giuriA: a giudicare i concorrenti sono cinque esperti che assegnano il punteggio tenendo conto di: varietà dei trick, difficoltà ed esecuzione, stile, uso del tracciato e potenza, spettacolarità e reazione del pubblico. Nelle qualifiche e nel round 1 si tiene conto del punteggio complessivo, nelle altre fasi dei punteggi delle singole categorie. Punteggio: 100 punti per il vincitore, 80 per il secondo, 65 per il terzo e a scalare (55-45-35-30-25-20-15-10) sino a 5 per il dodicesimo. il cAlendArio: gli X-Fighters 2011 si disputano su sei prove. Si sono già disputati gli appuntamenti negli Emirati Arabi, a Dubai il 15 aprile, in Brasile, a Brasilia il 28 maggio, in Italia, Roma il 24 giugno, restano ancora tre prove: in Spagna, a Madrid il 15 luglio, in Polonia, a Varsavia il 6 agosto, in Australia, a Sydney il 17 settembre. A romA: 1. nate Adams (Honda); 2. Andre Villa (Yamaha); 3. Josh sheehan (Honda); 4. Blake Williams (KTM); 5. dany torres (KTM); 6. eigo sato (Yamaha); 7. Adam Jones (Yamaha); 8. robbie maddison (Yamaha); 9. Javier Villegas (Yamaha); 10. maikel melero (Yamaha); 11. massimo Bianconcini (KTM); 12. clinton moore (Yamaha). in cAmPionAto: 1. nate Adams (USA) punti 265; 2. Andre Villa (NOR) 225; 3. dany torres (ESP) 145; 4. robbie maddison (AUS) 135; 4. Blake Williams (AUS) 135; 6. eigo sato (JAP) 115; 7. levi sherwood (NZL) 100; 8. Adam Jones (USA) 85; 9. Josh sheehan (AUS) 65; 10. Javier Villegas (CHI) 55; 11. Beau Bamburg (USA) 20. taka Higashino (JAP) 20; 13. maikel melero (ESP) 13. giles dejong (BEL) 15; 13. rob Adelberg (AUS) 15; 16. massimo Bianconcini (ITA) 10; 16. gilmar Flores (BRA) 10; 16. lance coury (AUS) 10; 19. clinton moore (AUS) 5; 19. Jackson strong (AUS) 5.

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Freestyle X-Fighters

giro che conta: «Sono felice di questa serata anche se non è stata la mia esibizione migliore - ha detto il bolognese -. Rispetto allo scorso anno il campo di gara si è rivelato decisamente più impegnativo con i tre salti in successione che erano una novità assoluta. Sono comunque convinto che allenandomi di più potrò ridurre il gap e competere con gli altri». NELLA seconda fase, lì dove cominciano gli scontri diretti, hanno passato con facilità il turno Andre Villa (4 a 1 su Adam Jones) e Nate Adams (5 a 0 su Robbie Maddison), ha sofferto di più Josh Sheehan (3 a 2 su Eigo Sato), mentre Dany Torres è andato ancora in credito con la sorte. Lo spagnolo ha iniziato la sua serie sulla rampa sotto la curva sud, ha perso il controllo della moto atterrando troppo lateralmente e si è schiantato contro una lastra di vetro multistrato della protezione che delimita il fossato. Il colpo contro la lastra di vetro, che si è lesionata, è stato dato proprio con il piede infortunato: «Sono arrivato a Roma con cinque ossa rotte

non ancora del tutto guarite - è stato il commento dello spagnolo - in questo stato sono comunque riuscito a vincere le qualifiche. A giudicare dal dolore alla caviglia destra in questo momento penso di tornare a casa con sei fratture». Per Torres un colpo doppiamente duro: aver rinunciato ad una vittoria alla sua portata a Roma e, forse, aver compromesso anche la partecipazione al prossimo appuntamento del 15 luglio nella sua Spagna, a Madrid. Con il ritiro di Torres, Blake Williams si è trovato la strada spianata verso la semifinale dove ha dato filo da torcere ad Andre Villa che lo ha battuto per 3 a 2. Stesso punteggio anche nell’altra semifinale a favore di Nate Adams che ha relegato Josh Sheen al terzo posto, un risultato comunque degno di nota per un pilota praticamente al debutto nel grande giro. La fase delle semifinali è stata quella caratterizzata dalla maggiore tensione con tutti e quattro i semifinalisti che hanno commesso errori più o meno importanti. Errori che alla fine si sono compensati

Sotto, maddiSon impegnato in un volo, il trick più impegnativo: il pilota mentre è all’apice della parabola compie una rotazione Sulla moto di 360°. a deStra, williamS in un rock Solid. le parabole dei piloti hanno raggiunto un’altezza di 15 metri.

rendendo così più incerti e spettacolari i due confronti diretti. Nella finale il verdetto dei giudici è stato invece netto, con Adams che ha battuto 4-1 Villa con punteggi parziali eloquenti: varietà 91,5 a 82, difficoltà ed esecuzione 90 a 84, stile 90,5 a 88, uso del tracciato 91 a 90,5, spettacolarità e reazione del pubblico 87,5 a 88 (unico punteggio a favore del pilota norvegese). Diciotto figure in 120 secondi per l’apoteosi dello statunitense che ha colto a Roma la sua quinta vittoria agli X-Fighters. Un successo a cui teneva molto, ancor più goduto perché sofferto: «Questa vittoria alla fine è stata la più difficile della mia carriera - ha sottolineato lo statunitense -. All’inizio pensavo fosse Dany Torres il mio problema maggiore invece tutto si è complicato con la caduta nelle prove di qualifica. Ho sbattuto contro le protezioni dopo la prima serie di tre salti e mi si è girato un ginocchio. L’episodio mi ha scosso un po’. A quel punto mi sono detto: non hai più nulla da perdere. Ed è andata bene anche con un pizzico di fortuna nelle semifinali».

AdAms con lA hondA 450

LE QUATTRO TEMPI GIÀ VINCENTI REGNO incontrastato per anni delle moto 2T, anche nel freestyle c’è stata la “contaminazione” dei nuovi propulsori cross 4T. Per ora sono ancora in minoranza i piloti che hanno deciso di rinunciare alle più reattive motorizzazioni 2T, a Roma lo hanno fatto in tre: lo statunitense Nate Adams (Honda CRF 450 R) e gli australiani Josh Sheehan (Honda CRF 450 R) e Blake Williams (KTM SX-F 350).

il cAmpidoglio come sfondo

tutto il progrAmmA venerdì

SCENOGRAFIA PIROTECNICA

LA FINANZA FA RINVIARE LA QUALIFICA

LA RED BULL non si risparmia nell’impegno organizzativo e i risultati si vedono. La tappa romana è stata degna di una location che ha ospitato il massimo degli eventi sportivi dalle Olimpiadi del 1960 ai mondiali di calcio del 1990. La serata è stata aperta da tre paracadutisti che sono entrati nel foro della copertura con fumogeni che formavano il tricolore e chiusa da uno spettacolo di fuochi pirotecnici. Il centro del campo (sopra) è stato allestito ispirandosi ad una piazza romana, non una qualunque, ma quella del Campidoglio con la riproposizione della pavimentazione a disegno prospettico di Michelangelo Buonarroti.

LE QUALIFICHE del giovedì sono state rinviate a venerdì mattina perché la zona di gara non era in perfette condizioni. Un po’ perché il gran caldo aveva seccato troppo rapidamente il terreno, un po’ perché le rampe non erano ancora perfettamente allestite. Il motivo è stata la difficoltà degli spostamenti degli addetti, in quanto nel vicino Stadio dei Marmi era in programma la festa della Guardia di Finanza. Per la presenza delle più alte autorità dello Stato tutta la zona del Foro Italico era stata interdetta al traffico e sottoposta ad un rigidissimo controllo.

per il miglior trick

CLINTON MOORE ULTIMO E PREMIATO CLINTON Moore (sopra) si è classificato ultimo, con 349,50 punti totalizzati nel round 1 nonostante un’esibizione che gli è valsa il premio per l’esecuzione del miglior trick della serata. L’australiano nel round di ripescaggio ha infatti eseguito alla perfezione un Volt, considerato tra i trick di maggiore difficoltà e che pochi riescono ad eseguire. Il pilota smonta dalla sella e ruota con il corpo di 360° (abbandonando, naturalmente, con entrambe le mani il manubrio) prima di tornare in posizione sulla sella.

più di 40.000 spettAtori

ENTUSIASMO RADDOPPIATO LO SCORSO anno la tappa italiana degli X-Fighters era stata ospitata, sempre a Roma, nello Stadio Flaminio. Presenti più di 20.000 spettatori. Quest’anno la scelta dell’Olimpico è stata una vera sfida: con lo stesso numero di spettatori gli spalti sarebbero sembrati deserti. E invece è stato un successo: presenti più di 40.000 spettatori. Senza ombra di dubbio si è trattato del record in Italia per un evento “off-road”.

il sindAco e il cAmpione

VIP IN TRIBUNA E IN PISTA TUTTO esaurito anche nel settore della Tribuna Monte Mario riservata a VIP e autorità. Tra gli affezionati al freestyle il sindaco Gianni Alemanno e l’attore Raoul Bova. Grido dei Gemelli Diversi si è esibito live al centro dell’arena dove lo ha raggiunto anche Antonio Cairoli in sella alla sua KTM SX-F 350.

UN CAMPO DI GARA UNICO LE UNDICI rampe di terra e le sette di metallo sono state disposte sull’anello di atletica dell’Olimpico in modo da essere il più vicino possibile agli spalti. Per la prima volta tre rampe erano in sequenza, per una serie di trick da togliere il respiro a piloti e spettatori. Una sperimentazione che può essere il futuro del freestyle. motosprint

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motosprint

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Sportitalia I campionati regionali

quattro trofei tanti colpi di scena Velocitàa Franciacorta FRANCIACORTA – Dieci gare ricche di colpi di scena per quattro trofei, ognuno con una sua spiccata personalità. Spettacolo nel Trofeo Motorex 1000 grazie al terzetto formato da Piano, Poggi e Pilia, con i primi due sul podio e il toscano attardato nel finale. Nel Motorex 600 affermazione per Manfredi. Solito show nella Bridgestone 1000 con 4 piloti in mezzo secondo e Di Donato vincitore; nella 600 (disputata dopo 3 bandiere rosse), Ventura ha distanziato tutti. Un Rossi malconcio ha lasciato via libera a Perri nella Michelin Power Cup 1000 mentre nella 600 il toscano Antoni ha concesso il bis dopo un duello elettrizzante con Altomonte e Zappa. La scivolata del poleman Libera ha spianato la strada ad Andriulli negli Amatori 1000 Base mentre nella top class Avanzata, Segata ha fulminato Ruggiero allo sprint. Nella 600 Base prima, meritata vittoria per Adani, nell’Avanzata il locale Gilardi ha fermato il fin qui imbattuto Bongi. Diego Mancuso

19 giugno

Bridgestone Champions Challenge, Michelin Power Cup, Motorex Cup, Trofeo Italiano Amatori: terza prova – Organizzazione: Moto Club “D. Bonara” – Direttore di Gara: Christian Sarzi Braga – Condizioni meteo: sole

Classifiche

TROFEO AMATORI 600 AVANZATA: 1. Gilardi (Yamaha) 14 giri in 17’42”045; 2. Bongi (Kawasaki) a 3”224; 3. Vacondio (Yamaha) a 7”743; 4. Martini (Yamaha) a 13”904; 5. Lumini (Yamaha) a 24”312; 6. Torretta (Yamaha) a 26”330; 7. Bronzini (Yamaha) a 27”180; 8. Rudelli (Yamaha) a 29”758; 9. Castellani (Yamaha) a 31”359; 10. Chiurichiù (Kawasaki) a 33”719; 11. Russo (Yamaha) a 34”935; 12. Ticini (Yamaha) a 37”576; 13. Colleoni (Honda) a 38”597; 14. Gallo (Honda) a 41”647; 15. Orsini (Yamaha) a 44”868; 16. Beghi (Honda) a 50”576; 17. Brancher (Yamaha) a 50”771; 18. Cecchini (Yamaha) a 55”881; 19. Impagliazzo (Honda) a 56”321; 20. Russo (Yamaha) a 58”530; 21. Collato (Honda) a 1’04”775; 22. Di Ghionno (Yamaha) a 1’13”573; 23. La Tassa (Yamaha) a 1’21”378; 24. Saporito (Yamaha); 25. Stopponi (Kawasaki); 26. Sorgato (Yamaha) tutti a 1 giro. 600 BASE: 1. Adani (Yamaha) 14 giri in 18’04”479; 2. Bottani (Yamaha) a 1”800; 3. Buttafarro (Honda) a 4”715; 4. Pizzoni (Yamaha) a 8”149; 5. Foglia (Suzuki) a 8”972; 6. Carollo (Suzuki) a 19”249; 7. Carollo (Suzuki) a 19”249; 8. Verduci (Yamaha) a 19”745; 9. Cogliati (Yamaha) a 27”303; 10. Trevisan (Suzuki) a 27”522; 11. Crosetti (Kawasaki) a 28”790; 12. Ceccherini (Honda) a 29”342; 13. Serafini (Yamaha) a 32”143; 14. Falgiano (Yamaha) a 41”791; 15. Pace (Honda) a 42”662; 16. Cavadini (Yamaha) a 50”544; 17. Carubini (Honda) a 58”120; 18. Federzoni (Yamaha) a 58”540; 19. Boselli (Honda) a 1’00”703; 20. Fassio (Yamaha) a 1’01”624; 21. Vaccari (Yamaha) a 1’02”234; 22. Verzeni (Yamaha) a 1’07”026; 23. Baccaglini (Honda) a 1’20”317; 24. Modugno (Honda) a 1’20”563; 25. Gallone (Honda); 26. Bianchi (Kawasaki); 27. Pierobon (Kawasaki); 28. Ligabue (Yamamotosprint

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ha) tutti a 1 giro; 29. Modugno (Honda) a 4 giri. 1000 AVANZATA: 1. Segata (Suzuki) 14 giri in 17’50”248; 2. Ruggiero (MV Agusta) a 0”182; 3. Storai (Honda) a 0”695; 4. Chiodi (Honda) a 16”231; 5. Menossi (Suzuki) a 18”173; 6. Morini (Honda) a 23”164; 7. Orlando (Suzuki) a 26”606; 8. Lunardini (Ducati) a 26”826; 9. Menstriner (Suzuki) a 27”123; 10. Biasion (BMW) a 27”517; 11. Andriulli (Yamaha) a 33”324; 12. Baracco (Ducati) a 36”116; 13. Turina (Honda) a 37”629; 14. Crepaldi (Ducati) a 44”661; 15. Bozzetti (Suzuki) a 46”097; 16. Morosi (Yamaha) a 46”946; 17. Scopetani (Aprilia) a 47”803; 18. Natali (Honda) a 49”871; 19. Felici (Aprilia) a 51”350; 20. Gramisci (Suzuki) a 53”923; 21. Fragapane (Honda) a 55”828; 22. Trafoier (Yamaha) a 56”050; 23. Caggiano (Suzuki) a 58”785; 24. Baldazzi (Yamaha) a 59”102; 25. Focardi (Honda) a 1’00”030; 26. Fiorini (Honda) a 1’07”134; 27. Russo (Kawasaki) a 1’19”633; 28. Bertoli (Aprilia) a 2 giri; 29. Mantegazza (Suzuki) a 4 giri. 1000 BASE: 1. Andriulli (Yamaha) 14 giri in 18’11”530; 2. Ronca (Kawasaki) a 3”660; 3. Garattini (Yamaha) a 5”390; 4. Piano (BMW) a 8”363; 5. Mancastroppa (Honda) a 8”597; 6. Falco (Suzuki) a 16”810; 7. Venzi (Kawasaki) a 17”196; 8. Migliori (Yamaha) a 19”560; 9. Caserta (Honda) a 26”995; 10. Ferrara (Suzuki) a 27”271; 11. Mennito (Yamaha) a 27”891; 12. Ronchetti (Yamaha) a 28”487; 13. Stefanelli (Honda) a 30”876; 14. Levada (Ducati) a 25”393; 15. Amidei (Yamaha) a 35”903; 16. Dolfi (Honda) a 44”434; 17. Bellingeri (Aprilia) a 57”272; 18. Mirolo (Suzuki) a 57”860; 19. Schiavone (Aprilia) a 1’01”522; 20. Campoli (Yamaha) a 1’07”919; 21. Loggetto (Suzuki) a 1’08”621; 22. Aloi (Ducati) a 1’12”064; 23. Morganti (Kawasaki) a 1’18”050; 24. Prandini (Yamaha) a 1’18”315; 25. Baldelli (Ducati) a 1’18”899; 26. Caporale (Aprilia); 27. Brambilla (Ducati); 28. Lucchesi (Ducati); 29. Zanirato (Kawasaki); 30. Ranghetti (Yamaha) tutti a 1 giro; 31. Tortolani (Suzuki) a 2 giri. TROFEO BRIDGESTONE 600: 1. Ventura (Yamaha) 8 giri in 10’11”056; 2. Ferro (Yamaha) a 5”446; 3. Contaldo (Honda) a 9”261; 4. Bressan (Yama-

sopra, piano, a fianco, andriulli, in alto, gilardi (181) al via della amatori 600 avanzata. ha) a 12”604; 5. Bene (Triumph) a 12”971; 6. Cassani (Yamaha) a 14”082; 7. Gabrielli (Ducati) a 19”339; 8. Boccalari (Kawasaki) a 19”528; 9. Vincenzini (Kawasaki) a 24”315; 10. Tavaroli (Yamaha) a 30”464; 11. Giovannini (Honda) a 30”658; 12. Mancin (Yamaha) a 31”003; 13. Cecchi (Yamaha) a 31”260; 14. Micochero (Yamaha) a 41”641; 15. Toson (Yamaha) a 42”678; 16. Sammartino (Kawasaki) a 43”052; 17. Appaia (Honda) a 52”199; 18. Facchini (Suzuki) a 52”780; 19. Maurizio (Honda) a 53”077; 20. Abbruciati (Yamaha) a 59”270; 21. Sparvoli (Yamaha) a 59”865; 22. Scaramella (Honda) a 1’12”603; 23. Piras (Kawasaki) a 1’12”985; 24. Ferri (Yamaha) a 1’13”500; 25. Guardini (Kawasaki); 26. Ferrari (Yamaha); 27. Piazzalunga (Yamaha) a 1 giro; 28. Zecchin (Honda) a 2 giri. 1000: 1. Di Donato (BMW) 14 giri in 17’35”279; 2. Poggi (Honda) a 0”324; 3. Perri (Honda) a 0”552; 4. Conti (Yamaha) a 7”053; 5. Pastorino (Kawasaki) a 14”973; 6. Marchesi (Honda) a 15”684; 7. Tortora (Yamaha) a 18”646; 8. Tomassoni (BMW) a 20”050; 9. Albanese (Aprilia) a 26”916; 10. D’Angelo (MV Agusta) a 29”255; 11. Oliva (Suzuki) a 38”039; 12. Mulattieri (Honda) a 43”491; 13. Bruscella (Aprilia) a 43”835; 14. Mantoni (Honda) a 50”235; 15. Barone (Suzuki) a 50”887; 16. Baglioni (Yamaha) a 1’10”618; 17. Pitorri (Suzuki); 18. Rosadi (Yamaha); 19. Danti (Suzuki); 20. Cilli (BMW); 21. Rubini (Suzuki); 22. Galvan (Yamaha) tutti a 1 giro. TROFEO MICHELIN 600: 1. Antoni (Yamaha) 14 giri in 17’43”018; 2. Altomonte (Honda) a 0”735; 3. Zappa (Honda) a 0”870; 4. Pusceddu (Yamaha) a 9”688; 5. Cipiciani (Yamaha) a 9”929; 6. Abati (Honda) a 12”435; 7. Troiani (Yamaha) a 21”287; 8. Airoldi (Honda) a 22”296; 9. Mazza (Yamaha) a 26”803; 10. Da Silva (Honda) a 29”761; 11. Taschini (Yamaha) a 41”415; 12. Camilletti (Yamaha) a 42”236; 13. Luzzi (Yamaha) a 46”146; 14. Tartarini (Yamaha) a 48”612; 15. Casamatta (Yamaha) a 48”918; 16. D’Amore (Yamaha) a 54”130; 17. Scalcione (Yamaha) a 55”482; 18. Dagnino (Yamaha) a 55”801; 19. Mailli (Suzuki) a 56”494; 20. Colombo (Yamaha) a 1’15”191; 21. Cenciotti (Yamaha); 22. Zambon (Yamaha) a 1 giro; 23. Frerini (Suzuki) a 1 giro. 1000: 1. Perri (Honda) 14 giri in 17’30”403; 2. Pasqualato (BMW) a 1”995; 3. Rossi (Honda) a 11”007; 4. Armetti (Honda)

a 20”291; 5. Fontanelli (Suzuki) a 20”855; 6. Catani (Honda) a 21”006; 7. Anastasio (Suzuki) a 21”328; 8. Cusumano (BMW) a 27”827; 9. Cocchi (Ducati) a 31”254; 10. Liverani (Ducati) a 36”355; 11. Corti (Kawasaki) a 37”828; 12. Verrascina (Suzuki) a 56”468; 13. Gilberti (Suzuki) a 57”630; 14. Bartoli (Suzuki) a 1’07”848; 15. Sorrentino (Ducati) a 1’08”135; 16. Cassani (Ducati); 17. Tosoni (Suzuki); 18. Lattavo (Yamaha) tutti a 1 giro. TROFEO MOTOREX 600: 1. Manfredi (Honda) 14 giri in 17’18”420; 2. Tucci (Honda) a 0”211; 3. Carzaniga (Honda) a 9”199; 4. Volpato (Yamaha) a 9”311; 5. Lo Bartolo (Kawasaki) a 10”409; 6. Corsini (Yamaha) a 11”183; 7. Ferrari (Yamaha) a 20”726; 8. Besana (Honda) a 21”144; 9. Larini (Yamaha) a 23”214; 10. Cabello (Yamaha) a 35”944; 11. Ferrante (Honda) a 36”283; 12. Dalzini (Honda) a 37”261; 13. Trisorio (Kawasaki) a 37”827; 14. Rizzo (Yamaha) a 38”078; 15. Raimondi (Yamaha) a 38”650; 16. Chiappa (Honda) a 40”203; 17. Bizzocchi (Honda) a 47”280; 18. Quirico (Yamaha) a 47”528; 19. Bricchi (Yamaha) a 51”209; 20. Bonera (Triumph) a 55”763; 21. Bijno (Kawasaki) a 56”062; 22. Fortunati (Yamaha) a 59”820; 23. Di Gangi (Yamaha) a 1’03”820; 24. Craviari (Kawasaki) a 1’04”779; 25. Ambroso (Yamaha) a 1’17”507; 26. Berselli (Honda); 27. Scalvini (Kawasaki); 28. Frusconi (Yamaha); 29. Ricca (Honda); 30. Carra (Suzuki); 31. Bonardi (Yamaha); 32. Radice (Suzuki) tutti a 1 giro. 1000: 1. Piano (BMW) 14 giri in 17’20”388; 2. Poggi (Honda) a 5”106; 3. Carlini (Honda) a 9”271; 4. Mantia a 9”481; 5. Cristini (BMW) a 11”057; 6. Bettini (Yamaha) a 14”046; 7. Pastorino (Kawasaki) a 17”103; 8. Pilia (Kawasaki) a 22”261; 9. Marcolongo (Aprilia) a 26”248; 10. Ziglioli (Yamaha) a 27”977; 11. Pagnoncelli (Honda) a 28”729; 12. Antonellini (BMW) a 28”883; 13. Calderoli (Kawasaki) a 29”525; 14. Ferretti a 31”150; 15. Franzoni (Kawasaki) a 35”304; 16. Santini (BMW) a 35”773; 17. Giudici (Honda) a 36”237; 18. Vigano (Ducati) a 36”746; 19. Aimeri a 44”954; 20. Serra a 46”542; 21. Parrillo (Yamaha) a 48”462; 22. Perotti (Honda) a 1’01”830; 23. Gagliardino (Yamaha) a 1’02”276; 24. Angella (Suzuki) a 1’07”170; 25. Macchi (Honda) a 1’10”518; 26. Zaffelli (Suzuki) a 1’16”861; 27. Bello (Ducati); 28. Vescovi (Suzuki); 29. Orenigo (Kawasaki); 30. Pagani (BMW); 31. Favaro (Ducati) tutti a 1 giro.


Sportitalia

beggi si aggiudica l’unica gara mx1 Crosscampionato italiano CaVaLLara - Un ritardo nell’arrivo delle ambulanze ha fatto slittare di un’ora il programma, che ha dovuto subire un forte sconvolgimento. Questo non è piaciuto ai piloti, soprattutto a quelli della MX1, chiamati per primi al via, che hanno scelto di non partire per gara 1. Nella seconda, anzi nell’unica manche, Felice Compagnone ha tenuto le redini della corsa per nove giri per poi lasciare strada a Cristian Beggi, che è andato vincere. Nella MX2, i piloti hanno faticato per il fondo ancora bagnato (nessuno era ancora sceso in pista) e hanno disputato una gara difficile, che ha avuto il suo epilogo con la bandiera rossa esposta a pochi minuti dallo scadere del tempo a disposizione. Stefano Terraneo si è posizionato subito al comando della corsa per non lasciarla più sino alla conclusione. La seconda frazione è stata dominata da Matteo Aperio. Un solo protagonista nella 125: Simone Zecchina.

VelocitàDucati Desmo Challenge

nessuno batte russo e pini MUgELLO - Non solo agonismo per il terzo round del trofeo dedicato ai bicilindrici desmo, abbinato per l’occasione al Ducati World Experience, evento riservato ai clienti della “rossa” con demo ride e prove libere in circuito. Lo spettacolo non è mancato, grazie anche alla presenza di alcune wild card d’eccezione. Nella 848 Superstock – Protwins l’epilogo al photofinish ha visto prevalere Pini su Festa con Damiani primo nella 2 valvole. Altro emozionante duello nella Superbike – Superstock 1198 tra Russo e Grandi, terminati nell’ordine, mentre Valia ha prevalso tra le derivate di serie. D.M.

19 giugno Ducati Desmo Challenge 2011 – terza prova – Organizzazione: Ducati e Sciacca Group – Condizioni meteo: sole – Direttore di gara: Antonio Canu

Classifiche

SUPErBiKE-SUPErSTOCK 1198: 1. russo 10 giri in 19’28”659; 2. grandi a 13”409; 3. Valia a 13”409; 4. Polo a 33”674; 5. rinaldi a 33”674; 6. Maggiori a 36”467; 7. Caspon a 36”615; 8. Barbieri a 36”838; 9. Marras a 37”700; 10. Carassiti a 38”244; 11. giuliani a 45”092; 12. Maineri a 45”144; 13. ariosto a 50”239; 14. Bono a 55”281; 15. Vocaturi

motosprint

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a 1’01”105; 16. Cappon a 1’03”657; 17. Di Somma a 1’03”988; 18. Venturini a 1’13”774; 19. Corno a 1’14”119; 20. Mauri a 1’22”396; 21. Doria a 1’27”959; 22. Della Volpe a 1’39”565; 23. Blandino a 1’48”603. PrOTWiNS-SUPErSTOCK 848: 1. Pini 10 giri in 19’56”796; 2. Festa a 0”071; 3. Desci a 8”542; 4. Palleschi a 8”621; 5. Veider a 11”351; 6. Ennemoser a 13”991; 7. Sala a 18”139; 8. Brambilla a 24”925; 9. Padovani a 25”579; 10. Pietrobon a 30”193; 11. rovati a 45”485; 12. Di giacomo a 45”775; 13. Pietrobon a 1’13”151; 14. giuffrida a 1’13”364; 15. Brambilla a 1’13”511; 16. Damiani a 1’20”968; 17. rizzi a 1’30”311; 18. Tinti a 1’40”107; 19. Misani a 1’40”966; 20. Faeckl a 1’55”146.

26 giugno

Campionato italiano MX1-MX2 e 125, quarta prova – Organizzatore: M.C. Cavallara – Direttore di gara: Angelo Guerri – Meteo: caldo

Classifiche

125 gara 1: 1. Zecchina (Suzuki); 2. Moroni (KTM); 3. Della Mora (TM); 4. Bonini (Husqvarna); 5. Furlotti (Suzuki); 6. Cavallo (Yamaha); 7. Marchelli (KTM); 8. Brugnoni (KTM); 9. Mantovani (KTM); 10. Croci (KTM); 11. Tedesco (Honda); 12. De Petri (Husqvarna); 13. gizzi (Suzuki); 14. Lucci (KTM); 15. Sbrocca (KTM); 16. Deghi (KTM); 17. Furlotti (Suzuki); 18. romano (KTM); 19. De Santis (Honda); 20. Vitaliani (KTM); 21. gennari (Suzuki); 22. Vandelli (Yamaha); 23. reichegger (Yamaha); 24. Bersanelli (Yamaha); 25. Del Federico (KTM); 26. Torelli (KTM); 27. Lolli (TM); 28. Di Marziantonio (Honda); 29. D’aniello (KTM); 30. Falzone (KTM); 31. ramon (KTM); 32. Uberti (KTM); 33. Peverieri (TM); 34. gatti (Yamaha); 35. Vendramini (KTM); 36. Bonci (TM). gara 2: 1. Zecchina (Suzuki); 2. Moroni (KTM); 3. Della Mora (TM); 4. Peverieri (TM); 5. Bonini (Husqvarna); 6. Croci (KTM); 7. Furlotti (Suzuki); 8. Marchelli (KTM); 9. Tedesco (Honda); 10. Mantovani (KTM); 11. Deghi (KTM); 12. Sbrocca (KTM); 13. De Petri (Husqvarna); 14. Lolli (TM); 15. Lucci (KTM); 16. Vitaliani (KTM); 17. gizzi (Suzuki); 18. Furlotti (Suzuki); 19. De Santis (Honda); 20. Del Federico (KTM); 21. gatti (Yamaha); 22. gennari (Suzuki); 23. De grandis (Suzuki); 24. Cavallo (Yamaha); 25. Torelli (KTM); 26. D’aniello (KTM); 27. reichegger (Yamaha); 28. Bonci (TM); 29. ramon (KTM); 30. Uberti (KTM); 31. Vendramini (KTM); 32. Bersanelli (Yamaha); 33. romano (KTM); 34. Vandelli (Yamaha); 35. Di Marziantonio (Honda); 36. Facchetti (Yamaha). MX2 gara 1: 1. Terraneo (KTM); 2. Dal Vecchio (Yamaha); 3. aperio (Honda); 4. Mancuso (Honda); 5. Lombrici (Suzuki); 6. Bertuzzo (Yamaha); 7. gercar (KTM); 8. Muratori (Suzuki); 9. Cordovez (Honda); 10. Sommaruga (Suzuki); 11. Mercandino (KTM); 12. Neri (Honda); 13. albertoni (Kawasaki); 14. Dolce (Kawasaki); 15. De Bortoli (Suzuki); 16. Bertuccelli (Honda); 17. Cristiano (KTM); 18. Cappellano (Suzuki); 19. Pezzuto (KTM); 20. Milizia (Honda); 21. Marincioni (Suzuki); 22. Frignani (Suzuki); 23. gipponi (Honda); 24. Bonacina (Kawasaki); 25. Marrazzo (Honda); 26. Cristalli (Kawasaki); 27. Spongia (Honda); 28. gruarin (Honda); 29. Paganini (Suzuki); 30. Patriarca (KTM); 31. Ciucci (Yamaha); 32. Faccioli (Suzuki); 33. ruzzi (Suzuki); 34. Ciola (Honda); 35. Cogo (Suzuki); 36. recchia (KTM); 37. Pascucci (Honda). gara 2: 1. aperio (Honda); 2. gercar (KTM); 3. Pezzuto (KTM); 4. Cordovez (Honda); 5. Dal Vecchio (Yamaha); 6. Lombrici (Suzuki); 7. Muratori (Suzuki); 8. Mercandino (KTM); 9. albertoni (Kawasaki); 10. Bertuccelli (Honda); 11. Terraneo (KTM); 12. Cogo (Suzuki); 13. Bertuzzo (Yamaha); 14. Dolce (Kawasaki); 15. Ciarlo (Suzuki); 16. Paganini (Suzuki); 17. Marrazzo (Honda); 18. De Bortoli (Suzuki); 19. Neri (Honda); 20. Mancuso (Honda); 21. Sommaruga (Suzuki); 22. Bona-

compagnone (5) scatta bene al via. ben più staccato beggi (55). cina (Kawasaki); 23. Cappellano (Suzuki); 24. Cristalli (Kawasaki); 25. gruarin (Honda); 26. Faccioli (Suzuki); 27. Frignani (Suzuki); 28. Spongia (Honda); 29. Milizia (Honda); 30. ruzzi (Suzuki); 31. amadio (Honda); 32. gipponi (Honda); 33. Ciola (Honda); 34. Cristiano (Honda); 35. Pascucci (Honda); 36. Bianchetti (Yamaha); 37. Marincioni (Suzuki). MX1 gara 2: 1. Beggi (TM); 2. Compagnone (Honda); 3. Dami (Honda); 4. Pagliacci (Honda); 5. Valente (Suzuki); 6. Bracesco (Suzuki); 7. Sonego (Honda); 8. Debbi (Suzuki); 9. D’angelo (KTM); 10. Pedri (Yamaha); 11. amodeo (Honda); 12. Pedica (Kawasaki); 13. aldini (KTM); 14. Lorenzon (Kawasaki); 15. De rosa (Honda); 16. roman (Yamaha); 17. Tinari (Honda); 18. ruf (Honda); 19. gambarotti (Kawasaki); 20. D’attilio (Yamaha); 21. Carizia (Honda); 22. Turitto (Kawasaki); 23. Lazzaroni (KTM); 24. Soccolini (Yamaha); 25. Paire (Yamaha); 26. Togninalli (Kawasaki); 27. grammatico (Honda); 28. Prearsi (KTM); 29. Panzani (Suzuki); 30. Ferazzani (Kawasaki); 31. Vestri (TM); 32. Silvestri (Honda); 33. gerboni (Yamaha); 34. Casagrande (Kawasaki); 35. Fossi (Husqvarna); 36. Bazzucchi (Yamaha).

Mauri (Honda); 17. Campaniello (Yamaha); 18. Cudini (Honda); 19. Blocher (Yamaha); 20. Cossar (Kawasaki); 21. Cecchinato (Honda); 22. Faitini (KTM); 23. Gianesi (Husqvarna); 24. Gubiani (Husqvarna); 25. D’Alicandro (Kawasaki); 26. Soldan (Yamaha); 27. Gerussi (Honda); 28. Borghese (Yamaha); 29. Zavagno (Yamaha); 30. Maretto (Honda). FINALE B: 1. Dario Doris (Honda); 2. Pivetta (Honda); 3. Salvador (Honda); 4. Gasparotto (Honda); 5. Iannucci (Honda); 6. Battistella (Honda); 7. De Nardo (KTM); 8. Brunzin (Suzuki); 9. Ostanello (Yamaha); 10. Macrì (Honda); 11. Corradin (Yamaha); 12. Sperandio (Kawasaki); 13. Basso (Yamaha); 14. Gri (Yamaha); 15. Gaspardo (Honda); 16. Bertoia (Honda); 17. Sattolo (Honda); 18. Doria (KTM); 19. Pramparo (KTM); 20. Manfè (KTM); 21. Perini (Honda); 22. Mardero (Honda); 23. Dall’Agnese (Honda); 24. Ius (Suzuki); 25. Tavian (Kawasaki); 26. Mascherin (Honda); 27. Cargnelutti (Honda); 28. Cattai (Honda); 29. Fanna (Kawasaki); 30. Dordolo (Honda).FINALE C: 1. De Cecco (Honda); 2. Springolo (Yamaha); 3. Milan (Honda); 4. Volpe (Suzuki); 5. Bregant (Honda); 6. Luchin (Honda); 7. Pascon (Kawasaki); 8. Quagliaro (Honda); 9. Cucchiaro (KTM); 10. Fantin (Honda); 11. Salvin (Honda); 12. Pramparo (Husqvarna); 13. Chiuve (Honda); 14. Vincenzotto (Yamaha); 15. Minchella (Honda); 16. Piana (Yamaha); 17. Martinuzzi (Honda); 18. Della Libera (Honda); 19. Baradel (Yamaha).

MINI CADETTI: 1. Bilucaglia (KTM); 2. Lenarduzzi (KTM); 3. Mellina (KTM). DEBUTTANTI: 1. Cuccinello (KTM); 2. Flamia (KTM); 3. Marion (KTM); 4. Coradazzi (Kawasaki); 5. Bettin (KTM). JUNIOR: 1. Macoritto (KTM); 2. Sigoni (Honda); 3. Volpe (KTM); 4. Minisini (KTM); 5. Zanchetta (KTM); 6. Franchina (Suzuki); 7. Tagliamento (KTM); 8. Perini (Kawasaki); 9. Zotti (TM); 10. Copetti (KTM); 11. Temel (KTM). SENIOR: 1. Pegoraro (KTM); 2. Quas (Kawasaki); 3. Minisini (KTM); 4. Palu (Honda); 5. Babuin (KTM).

Sicilia

Triscina (TP) 22 maggio

Campionato siciliano supermoto, seconda prova – Organizzatore: M.C. Dream team – Direttore di gara: Dario Mangiameli – Meteo: variabile

Classifiche

S1 OPEN GARA 1: 1. Clair; 2. Vallone; 3. Lo Presti; 4. Amico; 5. Ciaglia; 6. Giammarresi; 7. Fasone; 8. Calandra; 9. Bonaccorsi. GARA 2: 1. Vallone; 2. Clair; 3. Ciaglia; 4. Lo Presti; 5. Amico; 6. Giammaresi.

Trentino

Pergine Valsugana (TN) 22 maggio

Campionato regionale cross, seconda prova, campionato regionale minicross, quarta prova – Organizzatore: M.C. Pergine – Direttore di gara: Aldo Avi – Meteo: sereno

Classifiche

MX1: 1. Kinkelin (Honda); 2. Miori (KTM); 3. Trentini (KTM); 4. Tomasi (Honda); 5. Ghidinelli (Honda); 6. Rizzardi (Yamaha); 7. Ghezzi (Yamaha); 8. Demattè (KTM); 9. Dezulian (Honda); 10. Rosales (Honda); 11. Corradi (Yamaha); 12. Mattiuzzo (Honda); 13. Andreolli (Honda); 14. Marchi (Yamaha); 15. Franzoi (Yamaha); 16. Zeni (Yamaha); 17. Targa (Yamaha); 18. Merz (Yamaha); 19. Pedrolli (Yamaha); 20. Kuppelwieser (Honda); 21. Brusinelli (Yamaha); 22. Parth (Suzuki); 23. Clauser (Honda); 24. Vigori (KTM); 25. Pfattner (Suzuki); 26. Frapporti (Honda); 27. Battistel (KTM); 28. Francesconi (KTM); 29. Cornali (Yamaha); 30. Festi (Suzuki). MX2: 1. Decarli (Honda); 2. Borz (Yamaha); 3. Delladio (Yamaha); 4. Gasser (Honda); 5. Zambanini (Honda); 6. Giuliani (Yamaha); 7. Gottardi (KTM); 8.Lantschner (Yamaha); 9. Borz V. (Yamaha); 10. Odorizzi (Husqvarna); 11. Roilo

(Honda); 12. Arnoldo (Yamaha); 13. Ramoser (Yamaha); 14. Corraini (Honda); 15. Libera (Yamaha); 16. Maffei (Yamaha); 17. Festi (Honda); 18. Somvi (Honda); 19. Tavonatti (KTM); 20. Osler (Honda); 21. Vicentini (KTM); 22. Ferrari (Yamaha); 23. Girardi (Yamaha); 24. Andreis (KTM); 25. Turella (Honda); 26. Bagozzi (Honda); 27. Rossi (Husqvarna); 28. Gretter (Honda); 29. Tropea (Yamaha); 30. Thurnr (Yamaha). MINICROSS DEBUTTANTI: 1. Stolzlechner (KTM); 2. Dal Bosco (KTM); 3. Ratschiller (KTM); 4. Faccenda (KTM); 5. Arnoldo (KTM); 6. Moresco (Kawasaki); 7. Franzinelli (KTM); 8. Amort (KTM); 9. Niedermair (KTM); 10. Filippi (Kawasaki); 11. Gorni (Kawasaki); 12. Saija (KTM); CADETTI: 1. Busca (KTM); 2. Ceola (KTM); 3. Innocenti (KTM); 4. Maier 5. Brusinelli (Polini); 6. Ferrari (KTM); 7. Mair (Kawasaki); 8. Banali (KTM); 9. Ainhauser (KTM); 10. Schwarz (KTM); 11. Carbonari (KTM). JUNIOR: 1. Bertuzzi (KTM); 2. Sighel (Suzuki); 3. Vaja (KTM); 4. Faccenda (KTM); 5. Borz (Yamaha); 6. Polato (KTM); 7. Corradini (Suzuki); 8. Campostrini (KTM); 9. Degasperi (Suzuki); 10. Stuppner (KTM); 11. Rocchetti (Suzuki); 12. Zambanini (Honda); SENIOR: 1. Gabrielli (Suzuki); 2. Franceschi (KTM); 3. Bergamo (Honda); 4. Clementi (Suzuki); 5. Peer (KTM); 6. Saiani (Yamaha); 7. Stocker (Honda).

Friuli

Cordenons (PN) 22 maggio

Campionato cross Friuli Venezia Giulia, terza prova – Organizzatore: M.C. Fanna – Direttore di gara: Raffaele Sandrin – Meteo: sereno

Classifiche

MX1 FiNaLE a: 1. reginato (Honda); 2. Liva (KTM); 3. Cotti (Yamaha); 4. Bucovaz (Honda); 5. givani (TM); 6. Mattiuz (Honda); 7. Ciot (Yamaha); 8. De Lazzari (Kawasaki); 9. argiolas (Honda); 10. Carrer (Yamaha); 11. Cebula (Honda); 12. Bortolotto (Honda); 13. Bettin (Honda); 14. Fuser (Honda); 15. Turitto (Kawasaki); 16. D’andrea (Suzuki); 17. acco (Yamaha); 18. Fieghel (Kawasaki); 19. Scodellaro (Yamaha); 20. Dolcetti (TM); 21. Danieli (Suzuki); 22. Feruglio (Kawasaki); 23. Ferrari (Honda); 24. gabatel (Honda); 25. rivignassi (Honda); 26. Benvegnù (Honda); 27. Cerchiari (Honda); 28. Lessio (Honda); 29. Snaidero (TM); 30. De Cecco (Honda). FiNaLE B: 1. Bassetto (Honda); 2. Vardabasso (Honda); 3. Scuderin (Suzuki); 4. Da ros (Yamaha); 5. Mirarchi (Honda); 6. Paravano (Honda). MX2 FiNaLE a: 1. De Bortoli (Yamaha); 2. Peruch (Honda); 3. gava (KTM); 4. Villanova (Yamaha); 5. Cicciarella (Honda); 6. Da Dalt (Honda); 7. Merenda (Yamaha); 8. Perosa (Suzuki); 9. rizzetto (Yamaha); 10. Polo (Yamaha); 11. Corazza (Yamaha); 12. Quas (TM); 13. Barbieri (Yamaha); 14. Zamaro (Honda); 15. infanti (Honda); 16. motosprint

99


Sportitalia

alessio paoli primo nella elite Endurocampionato italiano STRONCONE - Terza tappa del Campionato italiano Major di enduro. Alessio Paoli ha fatto registrare il miglior tempo di giornata, conquistando così anche la classe Elite davanti a Roberto Bazzuri e Attilio Pignotti. Nella Expert 1 vittoria di Massimiliano Siragusa dopo un bel duello con Paolo Bertorello; Fabio Occhiolini e Pierluigi Surini si aggiudicano rispettivamente la Expert 2 e la Expert 3. Le categorie Master hanno visto il netto successo di: Pablo Peli, Giuseppe Gallino e di Davide Dall’Ava. Infine, la Veteran, con un nuovo successo di

motosprint

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Osvaldo Armanni, mentre la Super Veteran è di Angelo Signorelli. Roberto Dorillo

26 giugno

Campionato italiano Major enduro, terza prova – Organizzatore: M.C. Terni – Meteo: sereno

Classifiche

ELITE: 1. Paoli (Honda); 2. Bazzurri (Husky); 3. Pignotti (Honda). EXPERT 1: 1. Siragusa (KTM); 2. Bertorello (KTM); 3. Franceschetti (Suzuki); 4. Sanino (Honda); 5. Valenti (KTM); 6. La Marca (Honda); 7. Ferro (Husqvarna); 8. Bono (Honda); 9. Baldacchini (Suzuki); 10. Perfetti (Yamaha); 11. Cardinali (Suzuki); 12. Zaccaria (Suzuki); 13. Ferrari (Honda); 14. Truffo (KTM); 15. Salimbeni (Honda);16. Luccitti.

alessio paoli in azione a stroncone. ha conquistato il miglior tempo della giornata oltre alla vittoria di classe. EXPERT 2: 1. Occhiolini (Yamaha); 2. Feltracco (KTM); 3. Cesareni (Kawasaki); 4. Luzi (Husky); 5. Mastropietro (Beta); 6. Bezzoli (Suzuki); 7. Ferrarini (Honda); 8. Grammatica (KTM); 9. Oliverii (KTM); 10. Grimani (Husqvarna); 11. Traini (Beta); 12. Ruggiero (Yamaha); 13. Boschini (Honda); 14. Lunelli (KTM). EXPERT 3: 1. Surini (Honda); 2. Hriaz (Fantic); 3. Granocchia (KTM); 4. Mastroantonio (Beta); 5. Giraldi (Husqvarna); 6. Mastropietro (KTM); 7. Zanatta (KTM); 8. Kocina (Gas Gas); 9. Mangili (Huskvarna); 10. Volpato (Gas Gas); 11. Innocenti (KTM); 12. Pesenti (Gas Gas); 13. Mitelli (KTM); 14. Maffeis (KTM); 15. Meraviglia (Gas Gas); 16. Adamuccio (KTM); 17. Casella (Beta); 18. Pegorin (KTM); 19. Segat (KTM); 20. Sevan (Gas Gas); 21. Zacchè (Honda). MASTER 1: 1. Peli (Yamaha); 2. Alberti (Honda); 3. Ruggeri (Kawasaki); 4. Sala (Honda); 5. Rossi (Suzuki); 6. Tavanti (Suzuki); 7. Pedrini (Honda); 8. Gregori (Honda); 9.

Carini (KTM); 10. Parrini (Suzuki); 11. Dracone (Suzuki); 12. Cornacchiari (KTM); 13. Zorzettig (Honda); 14. Di Gregorio (Husky); 15. Tassano (Honda); 16. Tobanelli (Honda); 17. Lucotti (Suzuki); 18. Battel (KTM); 19. Magagnoli (KTM); 20. Menozzi (Husky). MASTER 2: 1. Gallino (KTM); 2. Maggi (Honda); 3. Giordano (Beta); 4. Politano’ (Suzuki); 5. Spreafico (Suzuki); 6. Guastini (KTM); 7. Sibelli (KTM); 8. Silvestrin (Kawasaki); 9. Epis (Honda); 10. Becchetti (Honda); 11. Uberti (Honda); 12. Foti (KTM); 13. Gottardi (Honda); 14. Montagnini (KTM); 15. Giuliani (KTM); 16. Gallo (Suzuki); 17. Pastorutti (KTM); 18. Corbelli (Suzuki); 19. Grion (KTM); 20. Stasulli (Beta). MASTER 3: 1. Dall’Ava (KTM); 2. Mazzoleni (KTM); 3. Giannettoni (KTM); 4. Zigliani (KTM); 5. Zanchi (Fantic); 6. Ricci (TM); 7. Scarafoni (Honda); 8. Proietti (TM); 9. Zanotti (KTM); 10. Bordoli (KTM); 11. Ceretti (KTM); 12. Scainelli (KTM); 13. Rugora (Husqvarna).

SUPER VETERAN: 1. Signorelli (Yamaha); 2. Fattori (KTM); 3. Zanardo (Honda); 4. Brissoni (Husky); 5. Bernardi (Honda); 6. Ongaro (Honda); 7. Belloni Pasquinelli (Beta); 8. Orrea (Honda); 9. Guerini (Gas Gas); 10. Marini (KTM); 11. Armanni (KTM); 12. Grasseni (KTM); 13. Onesini (KTM); 14. Surini (Honda); 15. Morelli (Honda); 16. Facheris (KTM); 17. Rampon (Honda); 18. Proto (KTM). VETERAN: 1. Armanni (Honda); 2. Moscone (Honda); 3. Pegurri (KTM); 4. Martinelli (Honda); 5. Bartolini (KTM); 6. Morosin (Husky); 7. Cecchetti (Honda); 8. Spiranelli (Honda); 9. Plebani (Honda); 10. Mauri (Yamaha); 11. Canepa (Honda); 12. Cervigni (KTM); 13. Lauri (Honda); 14. Boffa (Suzuki); 15. Mammarella (Honda); 16. Bonomi (KTM). CLUB: 1. Sebino; 2. Costa Volpino; 3. BG Norelli; 4. Gaerne; 5. Dogliani; 6. Trieste; 7. Oggiono, 8. Val di Bure. TEAM: 1. Full Bike; 2. TNT Corse; 3. Team MTG; 4. MO-TO Racing Project.

Toscana

Firenzuola (FI) 15 maggio

Campionato toscano enduro, terza prova – Organizzatore: M.C. Pegaso – Direttore di gara: Gennaro Severino – Meteo: pioggia

Classifiche

CLASSE A: 1. Brezzi (Husqvarna); 2. Monnecchi (KTM); 3. Lorenzelli (KTM); 4. Florini (KTM); 5. Pizzirani (Yamaha); 6. Sandroni (KTM); 7. Arigoni (KTM); 8. Ranfagni (KTM); 9. Faraoni (KTM); 10. Pioni (KTM); 11. Gironi (KTM); 12. Viviani (Husqvarna); 13. Cacciatori (Husqvarna); 14. Pagnini (KTM); 15. Sonnini (KTM); 16. Nassetti (KTM); 17. Marziali (Husqvarna); 18. Bencini (TM). CLASSE C: 1. Sassoli (KTM); 2. Gualdani (TM); 3. Brizzi (Gas Gas); 4. Ganozzi (KTM); 5. Ballini (KTM); 6. Pasquini (KTM); 7. Drigani (KTM); 8. Motto (KTM); 9. Mariotti (KTM); 10. Tomei (KTM). CLASSE Q: 1. Lucchesi (Yamaha); 2. Iozzelli (Beta); 3. Giorgini (Honda); 4. Bracco (Kawasaki); 5. Scarpelli (Suzuki); 6. Piccioni (KTM); 7. Bartoletti (Kawasaki); 8. Mazzuoli (KTM); 9. Capannoli (Honda); 10. Liberatori (Honda). CLASSE E1S: 1. Matteoni (KTM); 2. Borghi (Husqvarna); 3. Marotta (Honda); 4. Cortellessa (Suzuki); 5. Incerti (Kawasaki); 6. Castelli (Kawasaki); 7. Lelli (KTM); 8. Bartoletti (Honda); 9. Cintelli (Honda); 10. Bartolini (Honda); 11. Giovannelli (Yamaha). CLASSE E2S: 1. Girolami (Honda); 2. Venturi (Beta); 3. Stanghellini (KTM); 4. Carli (Honda); 5. Donati (KTM); 6. Giusti (Kawasaki); 7. Bolognesi (Honda); 8. Mac-

cari (KTM); 9. Giganti (Honda); 10. Pucciarelli (Husqvarna); 11. Massai (Yamaha); 12. Claudi (Honda). CLASSE E3S: 1. Bacci (KTM); 2. Fagiolini (Husaberg); 3. Bicicchi (KTM); 4. Pardini (KTM); 5. Dreoni (Honda). CLASSE E1M: 1. Parrini (Suzuki); 2. Tavanti (Suzuki); 3. La Marca (Honda); 4. Giuntini (Honda); 5. Pedrini (Honda); 6. Fondelli (KTM); 7. Petruzzi (Kawasaki); 8. Taddei (Honda); 9. Giovanchelli (KTM); 10. Gelli (Honda); 11. Lai (KTM); 12. Ghezzani (Yamaha); 13. Ramazzotti (TM); 14. Barni (Honda); 15. Branchetti (KTM); 16. Severini (KTM); 17. Mauro (Yamaha); 18. Cancialli (Suzuki); 19. Roventini (Yamaha). CLASSE E2M: 1. Malatesta (Husqvarna); 2. Guidarelli (Yamaha); 3. Conti (Honda); 4. Giraldi (KTM); 5. Ferrari (Beta); 6. Philippaerts (Yamaha); 7. Venuto (Honda); 8. Giannotti (Beta); 9. Vanni (KTM); 10. Alessandrini (KTM); 11. Fedeli (KTM); 12. Messeri (Suzuki); 13. Gatti (Suzuki); 14. Stasulli (Beta); 15. Ducceschi (KTM); 16. Luperini (KTM); 17. Bartolini (Beta); 18. Pizzi (Honda); 19. Del Carlo (KTM); 20. Nottoli (Beta). CLASSE E3M: 1. Ciuti (TM); 2. Maestrami (KTM); 3. Simi (Gas Gas); 4. Lombardini (KTM); 5. Cangini (KTM); 6. Brezzi (KTM); 7. Trallori (KTM); 8. Massini (KTM); 9. Manzini (Gas Gas); 10. Sandroni (KTM); 11. Bussotti (KTM). CLASSE Z: 1. Staccioli (Beta); 2. Pampaloni (Beta); 3. Fusi (KTM).

VETERAN: 1. Bartolini (KTM); 2. Bettini (Husqvarna); 3. Orrea (Honda); 4. Gualtieri (Honda); 5. Morizzi (KTM); 6. Pellegrini (KTM); 7. Gualtieri (Husqvarna); 8. Parrini (Husaberg); 9. Borselli (KTM); 10. Simeone (Beta); 11. Marini (KTM); 12. Ricci (KTM); 13. Guidotti (BMW); 14. Serafini (Husqvarna); 15. Motto (KTM); 16. Marcellino (Gas Gas); 17. Bucci (KTM); 18. Scarpelli (Honda). CLASSE E: 1. Tellini (Honda); 2. Martini (Beta); 3. Serafini (Husqvarna); 4. Lilli (Honda); 5. Beconi (Kawasaki); 6. De Felice (Kawasaki); 7. Zanchi (Fantic); 8. Malatesta (Beta); 9. Giannettoni (KTM); 10. Paoletti (Yamaha); 11. Zappoli (Honda); 12. Guastini (KTM); 13. Maimone (Honda); 14. Poli (Beta). CLASSE S2: 1. Pistolesi; 2. Innocenti; 3. Morozzi; 4. Pampaloni; 5. Zeno; 6. Sozzi; 7. Giovannelli; 8. Bianchi (Gas Gas); 9. Fusi; 10. Matteucci (Gas Gas); tutti gli altri su KTM. CLASSE S4: 1. Camiciotto (Kawasaki); 2. Pierangioli (KTM); 3. Mazzuoli (Beta); 4. Rossi (Yamaha); 5. Tagliaferri (Honda); 6. Grazzini (KTM); 7. Rigatti (KTM); 8. Berti (Honda); 9. Naldi (KTM); 10. Salvetti (Husaberg); 11. Ceccotti (KTM); 12. Mantelli (Honda); 13. Poccioni (KTM); 14. Benedetti (Beta); 15. Robertazzi (KTM); 16. Corsini (Yamaha); 17. Tammone (Honda); 18. Zannotti (KTM); 19. Sanesi (Beta); 20. Carli (Honda); 21. Petri (KTM); 22. Postiferi (Beta); 23. Materassi (KTM).

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Prova novità KTM cross 2012 di Bruno Salina

ATI DATI DICHIAR

Top class Sospensione progressiva anche sulle 2T, avviamento elettrico sulla 250 4T. La 350 4T resta un punto di riferimento

M

ONACO DI BAVIERA - Hanno seminato parecchio, hanno investito in ricerca e sviluppo, hanno creato un brand particolare ed accattivante ed hanno vinto tanto, praticamente tutto, nel 2010. Ora sono pronti a raccogliere i frutti di questo straordinario lavoro. Prima Cairoli, poi Roczen hanno scelto KTM per vincere. Hanno scelto la Casa che più di ogni altra, in questo periodo di crisi, ha ancora la forza e la voglia di proporre delle novità. Le logiche conseguenze di tutti questi risultati sportivi sono dei prodotti per il pubblico assolutamente all’avanguardia. Per il 2012 la gamma non ha subìto stravolgimenti; i tecnici austriaci hanno cercato di migliorare le moto, tenendo conto degli input che sono arrivati dalla squadra ufficiale. In più sono stati ulteriormente sviluppati i modelli a 2T, che ora adottano la sospensione posteriore progressiva, esattamente come le 4T. I numeri dicono che le scelte di KTM sono state azzeccate: dagli stabilimenti di Mattighofen, infatti, lo scorso anno sono state sfornate circa 15.000 moto da cross. Niente male, considerando lo stato del mercato. LE KTM cross andavano già molto bene. Il fatto incredibile è che ora sono addirittura migliorate. Bastano infatti poche curve per rendersi conto di essere alla guida di moto che rasentano la perfezione. Le fiancatine sono lisce, offrono una superficie di contatto ampia, che agevola il controllo della moto, molto stretta nella zona centrale e larga quanto basta nella zona anteriore ed in quella posteriore. Il manubrio è ben posizionato anche se i più alti potrebbero trovarlo leg-

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germente arretrato. Sulle piastre, comunque, ci sono dei fori che consentono di avanzare lo sterzo, risolvendo il problema. L’unico difetto riguarda la sella, troppo morbida, considerando che queste moto sono state pensate per un uso agonistico. La 250 4T va veramente forte. Il motore spinge tanto anche ai bassi e medi regimi, caratteristica che migliora la guidabilità e che consente di utilizzare il terzo rapporto anche nelle curve lente, garantendo indubbi vantaggi in fase di percorrenza. L’allungo non manca, anche se conviene cambiare marcia con un filo di anticipo, evitando il calo di potenza, che causa una lieve perdita di trazione. Questa KTM è il riferimento della sua categoria. Attualmente non c’è un’altra 250 4T che è in grado di tenerle testa. La 250 SX-F è meno maneggevole di una giapponese ma in tutte le altre situazioni assicura evidenti vantaggi di guidabilità e prestazioni. La 350 SX-F è sostanzialmente identica al modello dell’anno scorso; leggera, facile da guidare e quindi efficace. Rispetto alla 250, si avverte una maggiore inerzia dell’albero motore, che però non infastidisce più di tanto. Durante i salti la moto risulta bilanciata ed è poco stancante. Quando ci si avvicina al limite, ci si accorge che la taratura dell’ammortizzatore è un filo morbida, fatto che costringe a restare “appesi” al manubrio. In questi frangenti anche la forcella non lavora alla perfezione, penalizzando la scorrevolezza nel primo tratto di escursione. Questi che abbiamo sottolineato, comunque, sono

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Prezzi f.c. 5 SX: 7100 2 1 f.c. 0 0 3 7 : X S 0 15 f.c. 0 0 6 7 : X 250 S f.c. 0 0 2 8 : 250 SX-F : 8600 f.c. 350 SX-F : 8950 f.c. 450 SX-F .d. .d. Coppia n Potenza n Pesi a secco ,8 kg 125 SX: 90 kg 0 9 : 150 SX 6,8 g 0 SX: 9 ,3,9k kg 5 2 2 0 1 : -F X S 250 03,9 kg 350 SX-F:: 1 06,9 kg 1 450 SX-F /nero ione/bianco Colori aranc

Le KTM 125 SX e la 250 SX-F montano motori eccezionali, molto potenti e caratterizzati da un’erogazione corposa in basso. Ottime anche la 350 SX-F e la 450 SX-F, pensata per i piloti più alti e pesanti.

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Prova novità KTM cross 2012 suLLA 125 sX sI NOtA LA sOsPENsIONE POstERIORE PROgREssIvA, EREdItAtA dAI MOdELLI A 4t.

LA TECNICA

Come prima... più di prima

Novità su 250 e 450 4T e sulle 2T

dei semplici problemi di messa a punto, facilmente risolvibili intervenendo sulle regolazioni delle sospensioni. La nostra tesi viene confermata dopo aver provato la 450 SX-F, dotata di una molla dell’ammortizzatore più dura. Su questo modello l’assetto risulta ottimo in qualsiasi condizione, ed è in grado di garantire un’ottima guidabilità ad una moto senza dubbio impegnativa ma che piacerà ai più smaliziati ed ai più dotati fisicamente. Il grosso monocilindrico 450 gira molto regolare ed all’occorrenza riesce a sprigionare una potenza elevatissima. In partenza e nei terreni con un buon grip questa “Kappona” è davvero una brutta cliente, anche per la 350 SX-F. I modelli a 2T sono migliorati, grazie al nuovo telaio. Ora hanno reazioni più prevedibili sulle buche e sulle rampe dei salti. Eccezionale la 125, che ormai ha raggiunto prestazioni incredibili: “urla”, “chiede” una marcia dopo l’altra ed in basso spinge con inaspettato vigore, fatto che, fino a pochi anni fa, era impensabile, per una 125. Nonostante queste incredibili doti, bisogna sempre mantenere elevate velocità di percorrenza a centro curva e spostarsi velocemente in sella. Insomma, portare al limite una 125 resta un’impresa non facile. La 250 resta piuttosto reattiva e difficile da guidare, soprattutto in condizioni di scarsa aderenza. Il motore, però, ha un’erogazione brusca, caratteristica che motosprint

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mette in crisi anche la ciclistica, e vibra parecchio, fatto che infastidisce abbastanza, a lungo andare. Ottimo il rendimento dei nuovi freni, ancora più modulabili e dotati di una notevole resistenza alla fatica. Anche i pneumatici Pirelli, ormai garanzia di sicurezza, contribuiscono positivamente al giudizio complessivamente positivo delle nuove KTM. MOdIfICHE dI dEttAgLIO suLLA 350 sX-f, CHE REstA uNA MOtO fACILE Ed EffICACE.

OLE IN POCHE PAR

CI PIACE he re ergonomic Sovrastruttu pia della 250 4T op Potenza e c nto dei freni e im d n e R E NON CI PIAC ella sella le cedevo d Imbottitura ell’ammortizzatore d Taratura soft el motore 250 2T d i n o zi ra ib V

IL LAVORO di ricerca e sviluppo sulle moto da cross, iniziato nel 2006 con l’arrivo di Stefan Everts, aveva dato i primi risultati degni di nota l’anno scorso, quando la gamma KTM era stata stravolta. Quest’anno le novità non abbondano ma sono comunque importanti. La 250 a 4T continua ad avere prestazioni superiori alla concorrenza, è stata dotata dell’avviamento elettrico, che provoca un aumento di peso soli 1,5 kg, giudicati accettabili rispetto al vantaggio che offre questo sistema. Resta l’alimentazione ad iniezione elettronica, che assicura il corretto funzionamento del motore alle elevate temperature di esercizio e quindi la costanza di rendimento durante tutta la durata della manche. Visto che il propulsore ad iniezione ha meno di brio agli alti regimi, rispetto alla versione a carburatore, per accontentare tutti i clienti, KTM ha realizzato un performance kit: con soli 170 euro sarà possibile portarsi a casa la mappatura della centralina racing, l’albero a camme di aspirazione e la guarnizione della testata racing, componenti che, insieme allo scarico Akrapovic (non compreso nel kit), garantiscono un notevole incremento prestazionale. La fantastica 350 ha subìto lievi modifiche alla centralina ed alla taratura delle sospensioni. Affinamenti anche alla potentissima 450, che resta alimentata tramite un carburatore ed è stata dotata di una nuova frizione che ha aumentato la resistenza allo stress e migliorato la modulabilità. Questo componente può essere anche montato sulle vecchie 450, pertanto è disponibile nel catalogo after market. Su tutte le 2T è stato cambiato il telaio e la sospensione posteriore ora ha i leveraggi (nessun modello da cross, quindi, utilizza ancora il sistema PDS), modifica che sarà apprezzata soprattutto dagli americani, che non hanno mai gradito molto il PDS. Nuovi il pedale di avviamento, la marmitta della 125 e della 150 ed il pacco lamellare della 250. Le sovrastrutture dei vari modelli sono praticamente uguali, an-

che se le grafiche sono inedite. Il parafango posteriore è stato modificato per aumentare la resistenza in corrispondenza delle tabelle laterali. Il manubrio Renthal ha una nuova protezione ed i freni (dischi esclusi) arrivano dalla Brembo. Tutte le moto montano forcelle WP con steli di 48 mm Ø ed una taratura più rigida. È stato inoltre fatto un grosso lavoro sui parapolvere SKF per migliorare la scorrevolezza e diminuire l’attrito.

identikit 350 SX-F Tra parentesi i dati della 125 SX

PMotore

Monocilindrico, 4T (2T), raffreddato a liquido. Alesaggio e corsa: 88 x 57,5 (54 x 54,5) mm. Cilindrata: 349,7 (124,8) cm3. Rapporto di compressione: 13,5 (n.d.):1. Distribuzione DOHC, 4 valvole. Alimentazione ad iniezione elettronica, 1 corpo farfallato Keihin da 42 mm Ø (carburatore Keihin PWK 38 AS AG). Accensione elettronica. Lubrificazione forzata a carter umido (a miscela). Avviamento elettrico (a pedivella).

Ptrasmissione

Primaria ad ingranaggi, finale a catena. Frizione multidisco in bagno d’olio. Cambio a 5 (6) marce.

Pciclistica

Telaio monotrave in acciaio, forcellone in alluminio. Sospensioni: anteriore forcella WP pluriregolabile a steli rovesciati da 48 mm Ø, corsa ruota 300 mm; posteriore progressiva, monoammortizzatore WP pluriregolabile, corsa ruota 330 mm. Freni: anteriore 1 disco da 260 mm Ø, pinza flottante a 2 pistoncini; posteriore 1 disco di 220 mm Ø, pinza flottante a 1 pistoncino. Cerchi: anteriore 1.60 x 21”; posteriore 2.15 x 19”. Pneumatici: anteriore 80/100 - 21”; posteriore 110/90 - 19” (100/90 - 19”).

Pdimensioni

Interasse: 1495 (1480) mm. Altezza sella: 992 mm. Capacità del serbatoio carburante: 7,5 litri.

Quest’anno anche la 250 SX-F è dotata dell’avviamento elettrico (sopra). La quarto di litro, come la 350 SX-F, è alimentata ad iniezione elettronica (a sinistra). in alto, la nuova ciclistica delle 2T e l’inedita frizione della 450 SX-F.

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Prova novità Honda SW-T 600 di Dario Ballardini

DATI DIC HIARATI Prezzo 8800 e

Due cilindri, come il 400. Aumenta il tiro in basso, ma anche peso

R

OMA - Avere l’ufficio a due passi da casa non ha prezzo. Per tutto il resto... c’è lo scooter. Magari maxi, perché la vita non è solo diporto. La Honda, che sui piccoli ha costruito una bella fetta delle sue fortune, ha tornato a scommettere anche sui grossi dopo un paio d’anni in cui il suo scooter di maggior cilindrata era 400 cm3; e lo ha fatto ritornando ai 600 cm3 da cui era partita nel 2001 con il Silver Wing, che per un certo periodo fu il gigante della categoria. Il nuovo arrivato, anch’esso bicilindrico, si chiama SW-T 600, acronimo di Silver Wing Twin, e se vi fosse venuto il dubbio, effettivamente è quasi uguale all’SW-T 400 già in vendita da un paio d’anni. Eppure la differenza si sente perché per quanto l’altro sia un gran bel mezzo, e con prestazioni di tutto rispetto, qua si entra in un’altra dimensione. Ci sono 12 cavalli in più – arriviamo a oltre 51 – a un regime inferiore di 500 giri, e un incremento di coppia di 1,8 kgm a 1000 giri di meno. Fuori dall’arido linguaggio dei numeri: il 400 va forte ma questo 600 viaggia come una fucilata e tira come un trattore. Eppure non sono le prestazioni la cosa che sorprende di più, quanto il fatto che nonostante le misure importanti, nonostante un peso in ordine di marcia che supera quello di parecchie moto e arriva a 250 chili, l’SW-T 600 non si avverte ingombrante né impacciato. Incredibilmente, tutt’altro. Perché è estremamente equilibrato e ha il baricentro molto basso, ed è vicina a terra la sella per cui le manovre sono semplici anche da fermo. È quando bisogna metterlo sul cavallet-

to centrale, che il peso si sente di più, ma il leveraggio è ben fatto e basta un minimo di tecnica. Per chi non riesce a impararla... c’è sempre la stampella laterale. Per il resto l’SW-T sorprende, soprattutto in città. Lungo se si serpeggia tra le auto ferme eppure agile, capace di una rapidità nelle inversioni di inclinazione che proprio non è da 600, per giunta con un modestissimo sforzo sul manubrio. Il resto lo fa la sezione frontale di larghezza più che ragionevole, grazie alla quale ci si ritrova a passare dove nemmeno si sarebbe sperato, con un maxi. Ovviamente l’impostazione è turistica per cui la posizione in sella è rilassata, con i piedi un po’ avanzati che non riescono a fare una grossa pressione sulla pedana, e dunque la guida è essenzialmente di manubrio; ma anche tra le curve l’SW-T si muove armoniosamente e il comfort è proprio come ce lo si aspetta: eccellente. Sella a due piani comodissima e accogliente, con alti schienali e un’imbottitura soffice, il parabrezza non è tanto largo ma arriva a proteggere molto in alto, restano solo alcuni vortici nella zona delle gambe nonostante le paratie orizzontali che li dovrebbero spezzare. Impossibile stancarsi: per chi ha voglia di fare della strada, le uniche fermate necessarie sono quelle per fare benzina, e con un serbatoio da 16 litri non sono nemmeno tanto frequenti nonostante una certa sete quando si calca la mano sull’acceleratore. D’altronde è un motore che può arrivare

l’SW-T 600 ha TanTa coppia ai medi regimi ed un’erogazione molTo fluida. non è un peSo piuma ma, effeTTuando le manovre in maniera progreSSiva, la guidabiliTà è buona.

Maxi coppia

uro f. c. Potenza 51,2 CV a 7500 (37,7 kW) giri/’ Coppia 5,6 kgm a 5500 (55 Nm) giri/’ Peso in ordine d i m arcia 25 Colori a 0 kg rgento, nero, tit anio

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Prova novità Honda SW-T 600

piuttosto vicino al fondo scala del tachimetro: ultima cifra indicata 180... A tutto gas l’SW-T 600 si alleggerisce un po’ nei curvoni, ma soltanto un po’, mentre ad andature più normali è solido, imperturbabile come deve esserlo un grande viaggiatore. Resta bello anche fuori dall’autostrada perché tra le curve si lascia portare docilmente. Bisogna solo avere l’accortezza di guidarlo con precisione e senza strapazzarlo, perché i 250 chili non si fanno sentire ma ci sono, e le sospensioni sono morbide; comode anche quelle, e molto controllate, per cui non riservano sorprese, ma se si sbatacchia lo scooter sgarbatamente i trasferimenti di carico si fanno sensibili. Si guida bene ma non gli si deve chiedere quel che si chiederebbe a una CBR... Estremamente intuitivo, il maxi Honda ha un punto di eccellenza nella rapidità con cui si lascia inserire in traiettoria, al punto che sulle prime si rischia di anticipare; anche nei percorsi misti è agile, e per quanto non sia corto prende la corda con grande naturalezza, e si lascia correggere con altrettanta facilità. Ci sono ampi margini anche sui freni, un

altro punto a favore. Potenti e progressivi, con un sistema a intervento combinato ben tarato e un ABS efficace che permette di strizzare le leve senza paura anche in situazioni concitate, o se si arriva un po’ lunghi in una curva. Perfetti, per uno scooter con questa impostazione, tanto più che nonostante abbia una sola piastra la forcella non accenna a flettere nemmeno nelle frenate aggressive. Infine il motore: sul Silver Wing era una cannonata, qui ha perso qualcosina dello strappo giù di giri ma è molto più dolce, in definitiva è un sensibile progresso. Forza ne ha da vendere, a tutti i regimi, e si usa anche molto bene, tanto più che il variatore ha un ottimo controllo. Con un filo di gas l’erogazione è fluida e se si spalanca ci si trova schiacciati contro lo schienale, ma senza strappi. A gas spalancato il variatore tiene il motore a 5000 giri, cioè in una zona dell’arco di erogazione in cui i cavalli ci sono ma molto trattabili; questo fino a quando non è completamente aperto, attorno ai 110 km/h. Da lì la spinta diventa ancora più vigorosa, viene fuori la grinta e il contagiri si arrampica velocemente verso la linea rossa, posta a 8500 giri, con una progressione poderosa.

IN POCHE P AROLE C

Erogazion I PIACE e fluid Comfort d a e corposa Rendimen i marcia to dell’ABS NON CI PIA CE Pe Manca la c so elevato h Maneggev iusura centralizzata olezza nell o stretto

DALL’ALtO: L’ImPIANtO fRENANtE è AbbINAtO AD uN sIstEmA CHE INCLuDE L’Abs E LA fRENAtA COmbINAtA. AzIONANDO LA PINzA fRENO POstERIORE, sI mEttE IN fuNzIONE ANCHE uN PIstONCINO DI quELLA ANtERIORE. IL CRusCOttO è RICCO DI stRumENtI ANALOgICI CIRCOLARI. motosprint

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Prova novità Honda SW-T 600

identikit

LA TECNICA

Una Dotazione super lusso

L’ABS e l’antifurto sono di serie I MOTORI Honda 400 e 600 da scooter, bicilindrici, differiscono per le misure di alesaggio e corsa ma non per il dimensionamento esterno; dunque l’SW-T 600 non è una sorpresa quanto piuttosto un passaggio logico, a due anni dalla presentazione dell’SW-T 400. Esternamente le differenze sono minime: le fasce nere sotto parabrezza e coda sono lucide anziché opache, le pinze freno color oro ed i pesi al manubrio cromati invece che neri, e l’adesivo ABS solo sul lato destro del parafango anteriore. Sfumature. Anche la base tecnica è cambiata solo nelle tarature, nella parte termica e nell’albero motore, ma essenzialmente è rimasta la stessa. Come tutti i maxi bicilindrici, l’SW-T 600 ha il motore fisso nel telaio, una struttura a doppia culla sovrapposta in tubi di acciaio, e la sospensione posteriore con un forcellone controllato da due ammortizzatori regolabili nel precarico molla. Qui però il braccio oscillante è costituito da due metà imbullonate, la destra in acciaio e la sinistra in alluminio nella quale è contenuta anche la cinghia di trasmissione. Sotto questo aspetto la Honda ha scelto la strada più tradizionale, quella del variatore a masse centrifughe sul motore, con pulegge mobili, cinghia dentata e la frizione – pure centrifuga – sul mozzo posteriore; unica accortezza quella di tenere vicina alla ruota il gruppo frizione e la puleggia all’esterno, contrariamente a quanto si fa di solito, per ridurre lo sbalzo del blocco più pesante. Il motore è un bicilindrico parallelo con le manovelle a 360° – cioè i pistoni vanno su e giù assieme – e tre supporti di banco, su bronzine; i cilindri sono quasi orizzontali, solo lievemente inclinati per consentire il recupero dell’olio, e per smorzare le vibrazioni vengono impiegati due contralberi. È un motore con qualche pretesa, per uno scooter: quattro valvole per cilindro e distribuzione doppio albero a camme in testa comandata da catena, cosa che garantisce intervalli di manutenzione lunghissimi. Ovviamente l’alimentazione è a iniezione elettronica correlata all’accensione digitale, rispetto al 400 però sono cambiati i corpi farfallati, passati da 30 a 32 mm Ø. motosprint

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Nonostante si tratti di un maxi la robusta forcella con steli di 41 mm Ø ha una sola piastra come gli scooterini, che peraltro svolge benissimo il suo lavoro; le ruote sono di misura “media”, 14” e 13” dietro con pneumatici di sezione adeguata. Per i freni, come da tradizione Honda, è stata fatta la scelta dell’impianto a intervento combinato, la leva destra comanda due dei tre pistoncini della pinza anteriore (c’è un disco solo) e la sinistra l’altro pistoncino e quello della pinza posteriore; l’ABS è di serie. Dietro c’è anche una seconda pinza a comando meccanico per il freno di parcheggio. Perché naturalmente uno scooter di questo calibro ha una dotazione adeguata e finiture di alto livello, belle verniciature e montaggi accurati. Sorprende il fatto che la sella non abbia la chiusura centralizzata ma ci sono lo spazio per due integrali e la luce di cortesia, nel controscudo ci sono altri due cassetti, profondi. Nell’elegante cruscotto cinque quadranti, quattro analogici e uno digitale. Di serie anche l’antifurto, così come la serratura che impedisce la forzatura con gli “spadini”. Caso mai l’SW-T piacesse troppo... Nel controscudo ci sono 2 capienti porta oggetti (sotto). Il vano sottosella (sotto a destra) è lungo e profondo. A destra, lo strumento per attivare il riscaldamento delle manopole (optional).

PMotore

Bicilindrico parallelo, 4T, raffreddato a liquido. Alesaggio e corsa: 72 x 71,5 mm. Cilindrata: 582,2 cm3. Rapporto di compressione: 10,2:1. Distribuzione DOHC, 8 valvole. Alimentazione ad iniezione elettronica PGM-FI, 2 corpi farfallati da 32 mm Ø. Accensione elettronica. Lubrificazione forzata a carter umido. Avviamento elettrico.

Ptrasmissione

Primaria a cinghia trapezoidale con variatore V-Matic; riduzione finale ad ingranaggi. Frizione centrifuga automatica.

Pciclistica

Doppia culla sovrapposta in tubi d’acciaio. Sospensioni: anteriore forcella telescopica con steli da 41 mm Ø, corsa ruota 102 mm; posteriore 2 ammortizzatori regolabili nel precarico molla, corsa ruota 115 mm. Freni con ABS: anteriore 1 disco da 276 mm Ø, pinza a 3 pistoncini; posteriore 1 disco da 240 mm Ø, pinza a 2 pistoncini. Pneumatici: anteriore 120/80 - 14M/C 58S; posteriore 150/70 - 13M/C 64S.

Pdimensioni

Interasse: 1599 mm. Lunghezza: 2285 mm. Larghezza: 770 mm. Altezza: 1430 mm. Altezza sella 755 mm. Inclinazione del cannotto di sterzo: 28,5°. Avancorsa: 105 mm. Capacità del serbatoio carburante: 16 litri.


Attualità a cura di Dario Ballardini

Ecco le nuove Husaberg: l’inedita TE 125 (a destra), la TE 300 col nuovo cilindro (a destra sotto) e la 4 tempi FE 450 (sotto).

Anche una 125 nella nuova gamma Un modello completamente nuovo – la TE 125 –, un cilindro inedito per la TE 300 e profonde modifiche su tutti i modelli. La Husaberg ha presentato la gamma 2012, rimarcando la sua scelta di estrema specializzazione verso l’enduro e abbandonando cross e supermotard. Sono enduro, infatti, tutte le Husaberg in produzione, sia a due che a quattro tempi. Spiccano per la nuova colorazione gialla del telaio e per il serbatoio trasparente che permette di controllare a occhio il livello carburante, i paramani e la protezione in plastica del telaio, ma c’è molto di più: piastra superiore della forcella più leggera e più rigida, le TE 250 e TE 300 a due tempi hanno un nuovo pacco lamellare che dà una migliore risposta all’apertura del gas e la TE 300, come si diceva, ha anche un nuovo cilindro che garantisce un miglior tiro in basso; è cambiato anche l’interruttore per passare da una mappatura all’altra. Sono state confermate la forcella a cartuccia chiusa e l’ammortizzatore completamente regolabile a sistema PDS sia per le due che per le quattro tempi. motosprint

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Queste ultime, lo ricorderete, sono caratterizzate dalla particolarissima architettura del motore con il cilindro alto e disposizione pressoché orizzontale, e il carter sotto, in verticale: dovrebbe garantire interasse ridotto, peso basso e buone doti di maneggevoleza. Da notare che, nonostante l’evoluzione tecnica, i

prezzi sono stati ridotti ripetto allo scorso anno. IL LISTINO PREZZI TE 125 7100 euro TE 250 7950 euro TE 300 8300 euro FE 390 8850 euro FE 450 9050 euro FE 570 9100 euro

L’MP3 fa 100.000 Chi ha detto che venerdì 17 è un giorno sfortunato? È proprio la data in cui l’MP3, il rivoluzionario scooter Piaggio a tre ruote, ha festeggiato la produzione dell’unità numero 100.000. Si tratta di un MP3 Yourban di colore bianco, uscito dalla linea 2 dello stabilimento di Pontedera. Il raggiungimento del traguardo è stato festeggiato con una piccola cerimonia a cui hanno partecipato Davide Scotti, direttore sviluppo e strategie prodotto del Gruppo Piaggio, Carlo Coppola, direttore di produzione, Alessandro Bagnoli, responsabile progettazione e sviluppo prodotto scooter, e Marco Lambri, responsabile del centro stile scooter, assieme a tutti gli addetti all’assemblaggio.

Passione Moto a Padova il 3 e il 4 marzo 2012 La Fiera di Padova ha annunciato le date della prossima edizione di Passione Moto: sarà il 3 e il 4 marzo 2012. L’evento è al secondo anno. Nel 2011 l’esposizione si è sviluppata su 20.000 m2 di superficie con commercianti, preparatori, restauratori, club e registri storici, ricambistica e accessori. Il pubblico ha superato le 20.000 presenze. Gli studenti delle Aldini progettano alla Ducati La Fondazione Ducati continua a collaborare per la formazione degli studenti: tra le ultime iniziative la realizzazione di un albero di distribuzione desmo 2 valvole per la Monster 696 fatto disegnare e realizzare a scopo didattico agli studenti di 4a e 5a classe meccanica dell’Istituto Superiore Aldini Valeriani-Sirani di Bologna. I due ragazzi che hanno presentato i progetti migliori potranno effettuare un tirocinio formattivo dal 5 al 9 settembre nel reparto montaggio motori Ducati.

IN BREVE

Husaberg 2012 soltanto enduro

Arrivano le tute in pelle eco-compatibile La Regione Lombardia ha finanziato Moto+, iniziativa per lo studio e la realizzazione di prototipi per l’abbigliamento da moto completamente ecologici. Capofila del progetto è la SISA spa, produttore di eco-pelle, ma vi lavorano anche SIC International, Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento, e Gimoto, produttore di capi in pelle personalizzati. È a marchio Gimoto il primo capo prodotto, Street, una giacca in eco-pelle per uso turistico, che pesa il 30% della pelle bovina. Il cammino di ricerca Moto+ si concluderà con i test di idoneità di prodotto. che inizieranno a fine 2011 e si protrarranno per due anni.

Pneumatici contro i guard rail Sperimentazione simulata a udine

iL manichino Lanciato daLL’auto a 70 km/h per sperimentare La protezione offerta deLLe gomme suL guard raiL.

È oRmai accertata la pericolosità dei guard rail convenzionali per i motociclisti in caso di impatto, ma continuano gli studi sui sistemi economici per ridurla al massimo. In un convegno organizzato a Udine dal Gruppo Motociclisti dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Udine e dal Laboratorio di Bioingegneria Industriale dell’Università di Udine, è stato presentato un filmato con simulazioni di impatto contro il guard rail. Un manichino di 70 kg ad alta bio-fedeltà è stato lanciato da un automezzo della Polizia in corsa a 50-60 km/h contro un guard rail nudo e contro uno protetto da pneumatici riciclati, basculanti. La differenza nelle conseguenze era facilmente prevedibile ma lo scopo della sperimentazione era più articolao: le cadute sono state riprese da più telecamere in diverse prospettive, e i filmati verranno analizzati in laboratorio per stabilire le caratteristiche ottimali dei pneumatici, la loro disposizione e le più efficaci modalità di ancoraggio al guard rail. Giovanna Guiso

aPrilia Sr max l’inteRpRetazione dello scooter sportivo in chiave Aprilia si chiama SR Max ed è disponibile nelle cilindrate 125 e 300 cm3, con motori Piaggio quattro valvole raffreddati a liquido. La ciclistia è a doppia culla sovrapposta, con sospensione posteriore a motore oscillante e due ammortizzatori, davanti una forcella con steli di 35 mm Ø. Non ci vuole molto per riconoscere la parentela strettissima con gli analoghi Gilera Nexus, nell’ottica dell’economia di scala, cambiano però le livreee: rosso/nera e bianco/nera, sulla stessa aggressiva carrozzeria di stile motociclistico. I prezzi sono 3790 euro f.c. per il 125 e 3990 euro per il 300.

importata da k2 oil

ritorna la lambretta Ricalca le linee delle gloriose Lambretta anni Sessanta e in effetti è una Lambretta, ma nuovissima. Carrozzeria in lamiera e colori vintage, ma ci sono freno a disco anteriore accensione elettronica e trasmissione con variatore, come su tutti gli scooter moderni. Si chiama LN e nella versione di 125 cm3 sta arrivando ai concessionari proprio in questi giorni: prezzo 3649 euro f.c. in versione monocolore e 3799 euro in quella bicolore. Poco più avanti arriverà anche la LN 151, che in entrambe le versioni costa 50 euro in più. In Italia sono importate da K2 Oil srl, via Cappelletto 18 - 30172 Mestre (VE). Tel. 041-5319629, fax 041-5327092, mail : informazioni@k2oil.com

prodotte in loco

mV agusta per il brasile la mV aGusta e la Dafra Motos, brasiliana, hanno raggiunto l’accordo per la produzione in Brasile di una serie di F4 e Brutale destinate al mercato locale. Verranno assemblate nello stabilimento di Manaus. Gli ingegneri del Gruppo brasiliano hanno seguito un corso di formazione a Varese e un gruppo di tecnici MV seguirà direttamente la produzione sulle linee di montaggio. Nel corso del 2012 la MV Agusta prevede di vendere in Brasile circa 1000 unità. nella foto, da sinistra: Mario Sergio Franco, presidente del Gruppo Itavema; Umberto Uccelli, direttore commerciale MV; Creso Franco, presidente di Dafra Motos; Massimo Bordi, vice presidente esecutivo MV. La siLhouette deLLa nuova Lambretta richiama iL passato, soprattutto in versione bicoLore: bianco/ azzurro, bianco/rosso, bianco/giaLLo, bianco/ saLmone e crema/verde.

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Motolandia donne e motori

Manifestazioni, viaggi e turismo

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quello PeR Cui vale la Pena vivere IL PROSSIMO CD di Bruce Springsteen, anche senza Clarence “Big Man” Clemons. I miei bambini e ogni singola cosa che fanno, anche quando mi fanno incavolare. Il mio cane Sally quando appoggia il suo testone caldo sulle mie gambe. Paolo. Il profumo del mirto il primo giorno di mare in Sardegna. Le lenzuola appena cambiate, il pigiama nuovo e una doccia prima di infilarcisi dentro. La moka. Il cioccolato. Finire un libro di notte e non vedere l’ora che arrivi mattino per raccontare quant’era bello. Le scarpe nuove che non fanno male. Il vento che soffia in mezzo al pratone dietro casa e aprire le braccia per lasciarselo scorrere addosso e anche dentro a ripulire i pensieri. I bambini alla recita di Natale e le lacrime che puntualmente mi scendono solo a vederli entrare nel salone, chissà perché. Lo stereo a manetta. La mia famiglia. Gironzolare in bicicletta senza far nessuna fatica e chiudere gli occhi ogni tanto, così. I temporali sotto le coperte, con la pioggia fortissima e le foglie che urlano. Il suono della campana messicana che mi ha regalato il mio amico Nicola quando ci sono i temporali. L’acqua ghiacciata con le bolle piccole. La casa perfettamente in ordine, anche solo per cinque minuti. Spettegolare con le mamme dopo aver accompagnato i bambini alla scuola materna. Litigare come pazzi e non pentirsene. Litigare come pazzi e pentirsene. Litigare come pazzi e basta. Fare pilates il venerdì all’ora di pranzo. Le lasagne e la crosticina sopra. Una giornata dall’estetista e sentirmi bellissima. Il concerto di Colonia di Keith Jarrett. Avere ragione. Vedere i bambini che mi si addormentano sotto gli occhi, con le pupille che piano si chiudono e buonanotte al secchio. La cocacola ghiacciata insieme alla pizza. Una motocicletta nuova e guidarla come se fosse sempre stata mia. Non avere paura. Aiutare chiunque sia in difficoltà. Fare un regalo azzeccato. Completare un lavoro. Vedere che tutto funziona come lo si era immaginato. I disegni di Cecilia con i coniglietti. Tobia che ride se gli canti una canzone stupida. Le canzoni stupide e saperle a memoria. I ricordi di quando ero bambina. Essere stata una bambina amatissima. Sognare una macchina cabrio e averla anche solo per un giorno di sole. Gli amici che ti dicono brava. I nemici che si vede che lo pensano ma non lo dicono. Guidare la Vespa con i capelli al vento. Svegliarsi abbracciati. Addormentarsi tenendosi le mani. Fare figli. Mettere la tenda vicino al torrente. I panini con la salamella. Finire la collezione di figurine. Sognare di pubblicare un libro bellissimo. I nonni. Vedere “Frankenstein Junior” un milione di volte e ridere sempre. Andare all’Ikea a comprare la cucina per la casa nuova. Andare a vivere insieme. I fratelli e le sorelle. Riguardare le foto seduti sul divano, bevendo un bicchiere di vino bianco fresco. Travestirsi per le recite. La neve. Innamorarsi. Cantare. Tornare a casa. Essere liberi. Camminare a piedi nudi sull’erba appena tagliata. Il naso dei gatti. Domandarsi quali siano le ragioni per cui vale la pena vivere e sapere che ce n’è più di cento anche senza contarle. Laura Cattaneo

febbre a 50

Radunifino al 10 luglio

il decennio delle piccole

Sopra, la partenza del Motogiro con in teSta Melandri, ScaSSa e picco. a deStra, i piloti con i partecipanti e Sergio Sgrilli. Sotto, i club preMiati.

la Passione Yamaha

Dolomiti Ride a Canazei CANAZEI - 4 passi, 3 giorni, 2 ruote e una passione. Canazei dal 24 al 26 giugno è stato la capitale della passione Yamaha, migliaia di persone hanno affolato le strade dello stupendo paese dolomitico. Un parco giochi per motociclisti. La Yamaha ha fatto le cose in grande mettendo in scena una manifestazione ricca e curata nei dettagli a cui hanno lavorato 100 persone, sono stati utilizzati 5 bilici per il materiale, consumati oltre 3000 litri di benzina. Ogni giorno test gratuiti con 120 moto e scooter a disposizione. I partecipanti sono stati accompagnati da esperte guide per le strade dolomitiche, fino a raggiungere i passi Pordoi, Sella, Fedaia e Pozza di Fassa con la possibiltà di

partecipare a corsi per imparare a divertirsi in sicurezza. Il culmine della festa si è raggiunto sabato quando alla partenza del tour sono arrivati Marco Melandri, Luca Scassa e Franco Picco. Alla sera, parcheggiate le moto, è andato in scena lo Yamaha Party con mattatore il comico di Zelig e appassionato motociclista Sergio Sgrilli. A chiudere la musica della Babayaga Band, e la premiazione dei Club Ufficiali, Alla domenica ci si è accomiatati con un’estrazione di premi messi in palio dall’ATP di Canazei (una settimana di soggiorno per due) e dalla Yamaha (maglie, felpe, caschi e uno ambitissimo scooter X-Max). Luca Lazazzera

GIORGIo Scialino e Gianni De Sabbata hanno realizzato un sontuoso volume di 296 pagine con oltre 600 foto dedicato ai “cinquantini”. In Febbre a 50 si rivive quel decennio che da metà degli anni Sessanta in poi ha rappresentato l’epoca d’oro della moto della minima cilindrata. Un vero tributo ai piccoli e ambitissimi mezzi, nel libro edito da Editrice Custom ci sono le foto e la storia di oltre 400 moto prodotte da 55 industrie. Il Prezzo? 49,90 euro, come la cilindrata... Per ordini: tel. 347-1594772, email: tntgeorgespeed@mail.

PPiemonte venerdì 8 - domenica 10 luglio

66º Motoraduno internazionale d’Eccellenza “Madonnina dei Centauri” ad Alessandria M.C. Madonnina dei Centauri, tel. e fax 0131-40664, 339-8694084, www.mcmadonnina.it, email segreteria@ mcmadonnina.it

il raduno dei 25 anni È stato un altro successo di partecipazione per uno dei raduni più noti a livello internazione. Anche quest’anno il parco del Rivellino di Osoppo (UD) dal 16 al 19 giugno è stato affollato da partecipanti e espositori. Almeno in 20.000 si sono dati appuntamento per l’edizione numero 25, anche se l’area è stata flaggellata sabato dal cattivo tempo. Tra gli eventi più seguiti il Bike Show. Primo classificato Abnormal Cycles di Bernareggio (MI) con l’Union, su base Flathead del ‘74 equipaggiata con sidecar.

test Öhlins mecatronic per bmw gs

tour tra marche e romagna per testare le sospensioni IL 15 E 16 GIUGNO Andreani Group in collaborazione con la Adventureschool organizzerà due Open Day con tour di 40 km sulle colline marchigiane/romagnole, con partenza dalla sede di Pesaro, che consentiranno di testare delle nuove BMW R 1200 GS equipaggiate con le sospensioni Öhlins Mecatronic. Si tratta di un impianto ammortizzante a controllo elettronico proposto in alternativa al sistema ESA originale, progettato e realizzato per migliorare le carettaristiche di guida dell’ormai diffusissima maxi tedesca. Tarature personalizzante sulle caratteristiche del guidatore e sconti per chi acquisterà il nuovo prodotto che mantiene, tra l’altro, i comandi al manubrio originali. Prenotazioni: telefono 0721/209020, info@andreanigroup.com, www.andreanigroup.com

venerdì 8 - domenica 10 luglio

17º Motoraduno “From Bikers to Bikers 1993” al laghetto di Rogno (BG) tel. 3334302640, www.bikersmix.it

sabato 9 luglio

9º raduno nazionale “Val Rilate in Vespa” ad Asti V.C. Vespisti Moderni, tel. 338-7742690, 347-4261753, 328-2872659, http://vespisti-moderni-asti.blogspot.com

12º Mototour notturno dell’Alta Lombardia a Seregno (MB) settima prova trofeo Mototour regionale. M.C. Motobar Club, tel. 0362-546318, 0362-320431, www.motobarclub.com, email antonioalessandro. lavezzari@fastwebnet.it - info@g3moto.it

domenica 10 luglio

domenica 10 luglio

sabato 9 - domenica 10 luglio

biker fest

PLombardia

2º Raduno montano delle Moto Ducati sui sentieri dell’energia a Usseglio (TO) in occasione della Sagra della Toma. Lady Ducati DOC, tel. 011-485574, 0114733269, 338-9931303, www.ladyducatidoc.biz, email ladyducatidoc@libero.it

PLiguria sabato 9 - domenica 10 luglio

4º Motoincontro Supertandem a Pian di Follo (SP) Associazione Supertandem, tel. 335-7124292, 349-7800248, 01871997037, facebook Associazione Supertandem, email dimensionemoto. laspezia@gmail.com Raduno nazionale Vespa Tour Principato di Seborga (IM) V.C. Riviera dei Fiori, tel. 0184-266309, 338-3938058, www. vcrivieradeifiori.it, email info@vcrivieradeifiori.it

domenica 10 luglio

Mototour regionale “No Ducati No Party” a Ventimiglia (IM) M.C. Motor C. Ventimiglia, tel. 0184-355603, email deangeli. carlo@tiscali.it

17º Raduno moto storiche “Memorial Cleto Marozzi” a Garlasco (PV) Trofeo Regionale Motoraid Storici Gruppo 2. M.C. Garlaschese, tel. 0382-86519, www. m o to c l u b g a r l a schese.it 5º Raduno d’epoca Memorial Domenico Oberti a Zogno (BG) Gruppo 1. M.C. Prealpi Orobiche, tel. 328-8142875, 035542471, 335-5661862, w w w. m c p re a l p i o robiche.com, email m.c.prealpiorobiche@ gmail.com 4º raduno nazionale Vespa Città di Como V.C. Como, tel. 329-3132384, 031267493, www.vespaclubcomo.it, email info@vespaclubcomo.it 4º Motoraduno interregionale ad Anzano del Parco (CO) www.prolocoanzano. com, info@prolocoanzano.com

]

Multimedia BATTAGLIA navale in tre dimensioni, periscopio compreso. Grazie alle possibilità tridimensionali della nuova consolle Nintendo 3DS, il più classico dei giochini passatempo diventa con questo “Steel Diver” un’intrigante sfida nei panni del comandante d’un sottomarino da guerra. Con tre differenti tipi di sommergibile da pilotare attraverso tante missioni, battaglie, mine, siluri, pericolosi fondali, vascelli nemici e mostri degli abissi, in

un misto mare (è proprio il caso di dire) di simulazione, arcade, adventure e sparatutto. Particolarmente riuscito l’effetto del periscopio. Accettabile tutto il resto.

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Motolandia

sabato 9 domenica 10 luglio

PTrentino Alto Adige venerdì 8 - domenica 10 luglio

4º Bikers on the Rock a Masi di Cavalese (TN) motoraduno aperto a tutti i tipi di moto. Tel. 347-8106721, 347-8863824, www.bikersontherock.com

PFriuli Venezia Giulia domenica 10 luglio

Motoincontro a Marignana (PN) M.C. Centauro Cordenons, tel. 0434-583082, fax 0434-932417, email baggio.silvio@ alice.it 2º raduno nazionale Vespa Day ad Aviano (PN) V.C. Aviano, tel. 338-3528173, 3668010215, www.vespaclubaviano.it, email info@vespaclubaviano.it

PVeneto sabato 9 - domenica 10 luglio

Raduno interregionale “Vespetemo 2011” a Carturo di Piazzola (PD) V.C. Faro Tondo, tel. 348-8144199, 339-3177103, 347-5032771, www.farotondo.it In Moto per Solidarietà a Paese di Treviso M.C. Paese e Moto de’na Volta, per info tel. 346-8577977.

domenica 10 luglio

Raduno auto e moto d’epoca a Sarego (VI) M.C. La Favorita Sarego, tel. 0444-831204, fax 0444-430021, www.motoclublafavorita.it, email info@motoclublafavorita.it Ducati Pompone Day a Marostica (VI) M.C. Pompone, tel. 347-3887466, 349-5170263, www.pompone.eu 2º raduno Vespa Montebaldino a Caprino Veronese V.C. Caprino Veronese, tel. 3402613374, email caprino@vespaclubditalia. it

PEmilia Romagna sabato 9 luglio

Festa del Motore - Moto Day a Molinella (BO) zona industriale, Moto Gran Prix Legends & Motocross, con gare e rievocazioni storiche. Gas Racing Team tel. 3701047525, 347-5972002.

domenica 10 luglio

8º Motoraduno “de Mont Spachè” a Capocolle di Bertinoro (FC) M.C. Nivola and the Blue Devil, tel. 333-2550032, 3468902187, su facebook gli amici di nivola, email barbara_74@tiscali.it 3º Grande motoraduno per moto e scooter d’epoca a Pavullo nel Frignano (MO) M.C. Pedemontana, tel. 0536-1960268, email pedemontana@motoclubfmi.it 7º Biker’s Meeting a Reno di Tizzano (PR) per info tel. 347-8177634, 347-4527758, 340-3210091. 4º Motogiro della Tagliatella a Solara (MO) Associazione La Tagliatella, tel. 3496074729, 333-9374686.

PToscana sabato 9 luglio

Motoincontro a Casciana Terme (PI) M.C. Valdera, tel. 338-4573896, fax 0587644081, www.motoclubvaldera.it, email info@motoclubvaldera.it

sabato 9 - domenica 10 luglio

10º motoraduno Tartarughe Veloci a Marciana di Cascina (PI) M.C. Tartarughe Veloci, tel. 348-0621250, 328-1846859, 329-8215622, 339-2836432, 347-1997735, www.tartarugheveloci.it, email info@tartarugheveloci.it motosprint

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IN EDICOLA IL NUMERO DI LUGLIO CON ALLEGATI GLI ADESIVI DI MASTERBIKE

Mostra scambio auto e moto d’epoca a Castelnuovo di Garfagnana (LU) A.M.C. Garfagnana, tel. 3486541365, 3355411268, www. motoclubgarfagnana.com, email autostorichegarfagnana@virgilio.it 16º raduno Registro Storico RS Ancillotti Scarab a Chiusdino (SI) presso crossodromo San Galgano. Registro Storico Ancillotti-Scarab, tel. 335-6096805, email agr@edizionicurci.it Concorso di Eleganza ASI “La Belle Epoque” per auto e sidecar storici a Montecatini Terme (PT) Balestrero VMCC, tel. 0583-490790, www.balestrero.org, email segreteria@balestrero.org 5º Raduno nazionale Vespa “Tappa Notturna Pisa/Lucca/Abetone” V.C. Pisa, tel. 349-2287658, www.vespaclubpisa.it

domenica 10 luglio

Motoincontro S. Amato a tavola a Vinci (FI) M.C. Vinci,tel. 339-2322490, 3386107119 348-2638807, email vinci@motoclubfmi.it Rievocazione Coppa della Consuma per moto d’epoca ASI a Firenze Club Moto d’Epoca Fiorentino (CMEF), tel. 3355743870, www.clubmotoepocafiorentino.it

PMarche sabato 9 - domenica 10 luglio

Motoincontro “Motocopiolo” a Villagrande di Montecopiolo (PU) www.motorn.it, email info@motorn.it e Pro Loco Montecopiolo, tel. 0722-78130. 8º raduno Vespa e campionato italiano Gimkana Vespa a Recanati (MC) V.C. Recanati “Carlo Balietti”, tel. 338-7679990, 348-2540263, www.vespaclubrecanati.it, email info@vespaclubrecanati.it

domenica 10 luglio

7º motoraduno interregionale ad Apiro (MC) M.C. Sassaroli, tel. e fax 0733611347, 339-2892184, www.motoclubapiro.com, email motoclubsassaroli@ gmail.com 1º Motoraduno Città di Montecassiano (MC) Aspettando il Palio. Per info tel. 3396561153, www.paliodeiterzieri.com

PUmbria domenica 10 luglio

6º Motoraduno Alleronese ad Allerona (TR) Pro Loco Allerona, tel. 339-5734797, 339-2749180, 335-78005686, su facebook “quelli del motoraduno alleronese” 14º Motoincontro della Valnerina Città di Arrone (TR) M.C. Arrone Nicola Marcucci, tel. 0744-389787, 328-2023334, www. arronet.it

PLazio venerdì 8 domenica 10 luglio

7º Motoraduno Motoclub Incas a Sant’Apollinare (FR) presso il campo sportivo. Per

info tel. 320-7229657, 338-2939196.

sabato 9 luglio

2ª Giornata Motobreak - 1º Motogiro Lost Life Lap a Faleri (VT) Associazione Simone Gianfelici “Boccione” - M.C. Città di Faleri Novi, tel. 0761-569999, email gtbamm@infinito.it

domenica 10 luglio

7º Motoraduno ad Anitrella (FR) Memorial Walter Battisti. Liri Moto Club, tel. 3491283404, 3397911768, email lirimotoclub@motoclubfmi.it Motoincontro a Montecelio (RM) M.C. Montecelio, tel. 0774-511250, www.mcmc02.it, email mcmc02@ libero.it Raduno regionale “VespaLiriGO” a Sora (FR) V.C. Sora, tel. 340-9471903, www. vespaclubsora.it, email sora@vespaclubditalia.it

PAbruzzo domenica 10 luglio

2º Motoincontro “Martin...moto” a Martinsicuro (TE) M.C. Martinsicuro Matteo Daleno, tel. e fax 0861-760727, email motoclubdaleno09@yahoo.it Vesparaduno Frentano a San Vito Chietino V.C. San Vito Chietino, tel. 0872-61390, fax 0872-61390, www.vespaclubsvc.it, email vespaclubsvc@libero.it

PMolise domenica 10 luglio

6º Motoraduno Aquile Molisane a Campobasso aperto a tutte le marche di moto. Moto Club Guzzi Aquile Molisane, tel. 3683118094 9, www.aquilemolisane.it, email aquilemolisane@hotmail.it

PCampania sabato 9 - domenica 10 luglio

6º Motoraduno a Buccino (SA) con esibizione di trial. Eagles on the Road, tel. 3392547750, www.motoclubbuccino.it, email motoradunobuccino@gmail.com Raduno a San Marco Evangelista (CE) M.C. I Leoni di San Marco Evangelista, tel. 339-2165827, fax 0823-224026, email er.nero@libero.it, metalmeccanicazitiello@virgilio.it

domenica 10 luglio

Raduno nazionale ad Apollosa (BN) M.C. Airone, tel. 338-8329589, 339-2529651, www.motoclubairone.it, email cosimotedesco@live.it 1º raduno Vespa Città di Marano (NA) V.C. Marano, tel. 081-0493038, 338-5440891, 331-9317624, www.vespaclubmarano.it, email info@vespaclubmarano.it

PPuglia sabato 9 luglio

le d’Itria” a Locorotondo (BA) V.C. Valle d’Itria, tel. 080-4312671, www.vespaclubvalleditria.it, email vespaclubvalleditria@libero.it

sabato 9 - domenica 10 luglio

3,90 Euro

Motoraduno nazionale d’Eccellenza “Città di Brienza-Castello Caracciolo e Borgo” a Brienza (PZ) M.C. Città di Brienza, tel. 338-8503829, 3286262520, www.brienzamotoclub.it, email lopardo@autoelite.it

PCalabria

I GUAI DELLA DUCATI Cambio moto a metà stagione per Valentino Rossi: stop con la GP11, ora si sviluppa la GP12

sabato 9 - domenica 10 luglio

3º raduno nazionale di Monte Caloria a Fagnano Castello (CS) M.C. I Lupi in Sella, tel. 328-4116577, 349-3242037, www.ilupiinsella.it, email info@ilupiinsella.it 5º Motoincontro “Amicinmoto” a Rombiolo (VV) Amici in Moto Bikers Club, tel. 328-8749650, 340-4100999, www.amicinmotorombiolo.it

domenica 10 luglio

Raduno regionale Vespa a Polistena (RC) V.C. Polistena, tel. 0966-941000, 335466939, email polistena@vespaclubditalia. it

PSicilia sabato 9 - domenica 10 luglio

19º Motoraduno Aquile dell’Ippari a Vittoria (RG) M.C. Vittoria Colonna Enriquez, tel. 339-7195188, 340-6647141, 3338386866, email paolocalvo53@alice.it 8º Motoincontro regionale Guzzi “Città di Palermo” M.C. Le Aquile Palermo, tel. e fax 091-7300140, 392-9208212, 329-8156837, www.leaquilepalermo.it, email info@leaquilepalermo.it 4º Motoraduno Ibla Bikers a Paternò (CT) M.C. I Vulcanici Moto Custom Club, tel. 348-0389845, 3498738582, www.vulcanici.it

INSERTO SPECIALE Coppa Dei Due Paesi 2011

domenica 10 luglio

4º raduno Palermo In Moto PalermoInMoto, tel. 347-9177454, 320-8072094, www.palermoinmoto.com, 1º motoraduno ad Aragona (AG) I Pirati della Strada, tel. 380-2080649.

PSardegna domenica 10 luglio

13º Motoraduno Città di Sanluri (CA) M.C. Eat Bean, tel. 348-4232105, fax 070-9305047, www. motoclub-eatbean.it, email eatbean@tiscali.it

1º Motoincontro Gargoyles a Santeramo in Colle (BA) M.C. Gargoyles, tel. 328-9035544, email giannisciacovelli@ gmail.com

Pall’estero

domenica 10 luglio

66º Rally FIM Internazionale a Tulln in Austria www.fimrally2011.com

11º raduno nazionale “Vespe in Val-

MASTERB + ADESIVIKI E

PBasilicata

mercoledì 6 - domenica 10 luglio

PASSIONE PURA PER VERI MOTOCICLISTI


via col vento

l’alta velocità può non essere pericolosa la maggioranza degli incidenti mortali avviene su strade urbane. uno spunto per una lunga riflessione

di Giovanni Carlo Nuzzo gcn@gcnw.it

TuTTo il mondo è paese. quesTo incidenTe è accaduTo in una ciTTà giapponese. le sTrade urbane in iTalia sono TeaTro della maggior parTe degli incidenTi con le conseguenze più gravi.

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“NON è vero che gli incidenti mortali dipendono sempre dall’alta velocità. Questa incide solo per il 16%. Il 42% degli incidenti mortali accade in zone urbane, il 12% in autostrada”. Dunque: “Ci sono più morti dove si va meno veloce”. A dirlo non sono io, anche se lo stile sembrerebbe il mio. Si tratta delle parole di un ex ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, raccolte tempo fa durante un’intervista a “Telecamere”. Certo, qualcuno potrà obiettare che il nostro ex ministro, tuttoggi onorevole rappresentante del popolo italiano, non si sia distinto particolarmente per etica pubblica, con riferimento a certe inchieste recenti su appalti e corruzione cui il Parlamento ha negato proprio quest’anno l’autorizzazione a procedere. Ma la questione sollevata da Lunardi, cioè che la velocità non sia sempre di per sé causa diretta ed assoluta di morte e perdizione sulle nostre strade, è qualcosa su cui ci si può stare. Se infatti le citate statistiche di fonte ufficiale sono vere, come ritengo siano (combaciano perfino con certi dati

sovversivi in mio possesso), mi trovo perfettamente d’accordo con l’assunto di partenza. Vado anzi oltre e ci metto il carico: secondo me, demonizzare la formula fisica v=s/t è semplicemente una fesseria grande come una casa che offende l’intelligenza di chiunque si senta dotato di un contenuto di materia grigia pari almeno a quello della media dei nostri rappresentanti istituzionali. Che, come sappiamo, non è poi ‘sto granchè. Faccio allora una riflessione, al solito controcorrente, cercate di seguirmi. Comincio con un concetto. Parlando di “alta velocità”, esattamente, a cosa ci riferiamo? Una moto da corsa, un jet, una particella atomica, un meteorite? Quand’è che la velocità può considerarsi “alta”, nell’intervallo tra quella della luce e lo stare immobili, ovvero i due limiti di cui abbiamo esperienza in questo universo? Metà strada? Diciamo 150mila km al secondo? Oppure bolliamo come alte tutte le velocità superiori alla semplice capacità del corpo umano? Per il campione di atletica Usain Bolt si tratterebbe di 37 km/h, per il sottoscritto, acciaccatissimo di astragali e ginocchia, forse metà della metà. Vogliamo allargare, includendo anche tutte le altre specie viventi? Bene, il falco pellegrino, in picchiata, tocca i 350 km/h. Come vi sembra? Prestazione bassa o alta? Fate voi. Comunque, dal discorso di Lunardi sopra citato, sembrerebbe che convenzionalmente, per le nostre belle teste istituzionali, tutte le velocità superiori ai 100-110 km/h circa siano da considerarsi “alte”. Dunque, ricapitolando, da 0 a 100 km/h sono “basse”, o medie, da 100 km/h ai 300mila km/s della luce sono “alte”, forse altissime. Una scala quantomeno bizzarra. Sarebbe come dire che tra chi non ha nulla e chi naviga nell’oro, si è considerati poveri fino ad un patrimonio netto di un centesimo di euro, ricchi a partire dai due centesimi in sù. Ma prendiamola per buona lo stesso. Ora la domanda è: l’alta velocità (>100 km/h) è un pericolo? No. Volete una dimostrazione? Eccola: viaggiamo tutti intorno al Sole a più di 100mila km/h. Se fosse un pericolo, saremmo già estinti, forse mai nati. Allora? Allora lo spazio è finito (quello della rubrica, non quello siderale), ma la prossima settimana riprenderò da qui. Dove andrò a parare? Scopritelo.


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I funamboli del trial in piemonte Il mondiale a Montecrestese (VB) PVelocità 10 luglio

Mondiale - Round Repubblica Ceca Superbike, Supersport e Superstock a Brno Automotodrom Brno A.S., P.O. Box 1, tel. e fax +420 5 46216216, www.automotodrombrno. cz - www.worldsbk.com Italiano - Campionato in salita VellanoMacchino (PT) M.C. Vellano Durote, tel. 333-4584400, 333-1403880, www.vellanomacchino.eu, vellano-macchino@hotmail.it 3° Trofeo del Presidente a Vallelunga - Trofeo del Centauro, Bridgestone Cup, Trofeo Amatori, Michelin Power Cup Gentlemen’s M.C., tel. 06-4958492, fax 06-4466600, www. gmc-roma.it, email info@gmc-roma.it Ducati Desmo Challenge a Monza Autodromo Nazionale di Monza, tel. 039-24821, fax 039-320324, www.monzanet.it, email autodromo@monzanet.it Trofeo del Mediterraneo a Binetto M.C. Sport Puglia, tel. 080-9921148, fax 0809920925, www.autodromodellevante.it, email info@autodromodelllevante.it Trofeo Honda MiniGP a Viterbo Circuito Internazionale di Viterbo, tel.e fax 0761352691, www.circuitointernazionaleviterbo. it - Trofeo Honda: 347-4613166. Trofei Malossi Sud ScooterMatic, SuperScooter e Stockbike a Sarno Race Service, tel. http://trofei.malossi.com. Circuito Internaz. Napoli tel. 081-968229, fax 081-967101, www.circuitointernazionalenapoli.com Campionato emiliano-romagnolo accelerazione a Felino (PR) A.M. Crociati Parma, tel. 0521-289825, fax 0521-647310, www. amcrociatiparma.it, enzo.bandini@alice.it

PCross 9 luglio

Campionati internazionali d’Italia Supercross (SX1) a San Giustino (PG) M.C. Quo Vadis?, tel. 335-6100944, 333-2235859, fax 075-851258, www.mcquovadis.it, email corsinisrl@libero.it

10 luglio

Mondiale - Gran Premio di Germania MX1/MX2 e campionato europeo 125 a Teutschenthal MSC Teuthschenthal im ADAC, tel. +49 34601 22277, www.mscteutschenthal.de, info@msc-teutschenthal. de - www.motocrossmx1.com Mondiale - Gran Premio di Ucraina MX3 a Chernivtsi Sport Centre “Supercross”, tel. + 380-372-550438, email fmu.office@gmail. com- www.motocrossmx1.com Europeo - Campionato classi 65 e 85 a Hal-

le (Olanda) Halmac, tel. +31 314 631119, www. halmac.nl, e-mail info@halmac.nl Italiano - Trofeo Italia e campionato Femminile a Paroldo (CN) M.C. Cairo Montenotte, tel. 019-502098, 335-6226552, 335-6651411, fax 019-502098, email motoclubcairo@libero.it, endurocairo@libero.it Campionato triveneto Top Rider, minicross ed epoca a Recoaro (VI) M.C. Recoaro, tel. 0445-76242, fax 0445-780234, email daniele.zini17@libero.it Campionato toscano tutte le categorie: Minicross, 125 2T, Open MX1 e MX2, Sport, a Ponte alla Chiassa (AR) M.C. Bulldog Stella Azzurra, tel. 0575-362034 329-9020661, 335-5697448, fax 0575-362034, www.stellazzurra.net, mcbulldog@stellazzurra.net Memorial G. Barzaghi interregionale a Bosisio Parini (LC) M.C. Parini, tel. 031865424, 031-876196 crossodromo, fax 031865424, www.motoclubparini.it, Coppa Italia d’Epoca AICS a Ceriano Laghetto (MI) M.C. Intimiano Natale Noseda, tel. 348-5814305 fax 031-790601 Email: m.rossini@paparelli.it

PSupermotard 10 luglio

Campionato interregionale PiemonteLombardia a Cogliate (MB) circuito cittadino T.W.O. Two Wheels Obsession, tel. 039-325106, fax 039-325107, www.two.go.it, email info@two.go.it Campionato triveneto ed emiliano-romagnolo a Nova Goriza (Slovenia) Tel. 3493581125, 340-7321490, fax 0423-609705, www.supermotardtriveneto.it, info@supermotardtriveneto.it Campionato toscano a Follonica (GR) M.C. Follonica, tel. 0566-264394, 348-2690041, fax 0566 264394, email mc.follonica@alice.it Trofeo Motorsannio Metzeler al circuito del Sele di Battipaglia (SA) Circuito del Sele Battipaglia, tel. 0828-354622, www.circuitodelsele.it. M.C. Motorsannio, tel. 082440387, 347-6689895, www.motorsannio.it

PEnduro 9 - 10 luglio

Mondiale - Gran Premio di Romania a Buzau Romanian Extreme Adventure, tel. +40 74 1217238, www.romanianextremeadventure.com, email info@romanianextremeadventure.ro - www.enduro-abc.com

10 luglio

Italiano - Campionato Under 23 e Senior, a Rocchetta di Vara (SP) M.C. Val di Vara, tel. 338-3609869, 348-7354534, 347-8209298,

ermania) cross (GP gglio 0 lu domenica 1 Sportitalia ra X2 ga 1

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PTrial 6 luglio

Italiano - Campionato indoor a Castellanza M.C. Lazzate, tel. e fax 02-96720762, www. motoclublazzate.it

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9 luglio

Stampa: Poligrafici il Borgo - via del Litografo, 6 40138 - Bologna telefono 051-603.4001

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Diffusione esclusiva per l’edicola in Italia: m-dis Distribuzione Media S.p.A via Cazzaniga 2 - 20132 Milano telefono 02-25821, fax 02-25825302

Europeo - Campionato a Montecrestese (VB) M.C. Domo 70, tel. 0324-45056, 3358332750, www.motoclubdomo70.it Mondiale - Gran Premio d’Italia a Montecrestese (VB) M.C. Domo 70, tel. e fax 0324-45056, 335-8332750, www.motoclubdomo70.it, email motoclubdomo70@libero. it - www.trialonline.org

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Mondiale - Coppa del mondo, round di qualificazione 1 a Vojens (Danimarca) Speed Sport, tel. +45-74-504441, fax +4574-504345, www.speedsport.dk, email oo@ speedsport.dk Mondiale - Campionato Long Track, finale 3 a Forssa (Finlandia) Forssan Moottoriseura, tel. +358 45 6315 264, email jouni. seppanen@surffi.fi FIM Youth Gold Trophy classe 250 a Norrköping (Svezia) SMK Östgöta, fax +46 11 183 790, email inger.vagarna@gmail.com Europeo - Campionato individuale Junior, finale a Ljubljana (Slovenia) AMTK Ljubljana, tel. +386 1 2306340, 1 2306343, e-mail speedway@amtk.si

11 luglio

Mondiale - Coppa del mondo, round di qualificazione 2 a Kings Lynn (Gran Bretagna) King’s Lynn Norfolk Arena, tel. +44 1553 777177, fax +44 1553 771111, www.norfolkarena.co.uk, email info@norfolkarena.co.uk

13 luglio

Mondiale - Campionato Long Track, finale 4 a Marmande (Francia) Moto Club Marmandais, tel. +33/ 5 53644723, fax +33/ 5 53 64 72 62, www.grasstrack-marmande.com

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In conformità alle disposizioni contenute nell’allegato A.1 del D.lgs 196/2003, nell’art. 2, comma 2, del “Codice Deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica ai sensi dell’art. 139 del D.Lgs 196/2003, del 30/06/2003”, la Conti Editore s.p.a. rende noto che presso la sede esistono banche dati di uso redazionale. Ai fini dell’esercizio dei diritti di cui all’art.7, s.s. del D.Lgs. 196/2003, le persone interessate potranno rivolgersi a: Conti Editore S.p.A. - via del Lavoro 7 - 40068 San Lazzaro di Savena (BO). Telefono 051-6227101, fax 051-6227314

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