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Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets Anno 6 - Ottobre/Novembre 2020

La Rivista “Sollevare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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Editoriale

Fabio Potestà

Alberto Finotto

Un’industria che si rialza e corre (nonostante tutto)

Cari Lettori, quella che vedremo, all’inizio del nuovo anno, sarà un’alba rasserenante per la nostra industria nazionale? Noi crediamo di sì e le ragioni stanno tutte nel comportamento che hanno rivelato i protagonisti del sollevamento in questo anno di terribile difficoltà. Fin dall’inizio della pandemia da Coronavirus, le imprese del settore hanno reagito con pratica consapevolezza e responsabilità, coniugando le ragioni della salute dei lavoratori con la necessità di assicurare una continuità puntuale alle attività di produzione e di servizio al cliente. Questo atteggiamento ha costituito l’esempio cardine per chi è stato chiamato a decidere nuove strategie di reazione alle conseguenze economiche e sociali della pandemia. Abbiamo avuto la testimonianza tangibile di come i costruttori di gru e piattaforme aeree siano riusciti nell’impresa più difficile in assoluto: far crescere il proprio fatturato durante un’emergenza, reinventando organizzazione, tempi e modalità di lavoro. La richiesta di macchine per il sollevamento non si è fermata e anche i noleggiatori di casa nostra - almeno i più importanti e innovativi - hanno fatto la loro parte, investendo in nuove unità per le flotte proprietarie, nelle strutture di assistenza, nella digitalizzazione. Il sollevamento d’Italia, insomma, ha fatto e sta facendo la propria parte con decisione e coraggio, ottenendo risultati che oggi hanno la funzione di regalare speranza per il prossimo futuro. Il sollevamento, comunque, è la punta dell’iceberg di un macrosettore che ancora una volta impone una preminenza industriale straordinaria. Parliamo della meccanica italiana, un comparto che si è dimostrato complessivamente all’altezza della sfida drammatica che le è stata lanciata improvvisamente, confermando - secondo la definizione di uno specialista dell’analisi macrosettoriale come Paolo Bricco - il ruolo preminente di “intela-

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iatura del sistema industriale del Paese”. La meccanica è una sorta di lievito che è ovunque, con 105.000 mila aziende (inclusi i laboratori artigiani), 1,6 milioni di addetti, 500 miliardi di euro di fatturato, 100 miliardi di valore aggiunto e 220 miliardi di export (con un attivo di 60 miliardi, essenziale per riequilibrare la bilancia commerciale italiana)”. Parliamo di un mondo fatto di grandi, piccole e medie imprese che incide per l’8,1% sul valore aggiunto dell’intera economia nazionale e per il 47,7% su quello dell’industria manifatturiera, costituendo la metà delle esportazioni nazionali. Oggi, alla vigilia di una grande ripresa possibile, alla meccanica e a chi ne porta in dote i risultati più brillanti e innovativi - pensiamo, ancora, ai produttori di gru e piattaforme aeree e ai fornitori di soluzioni drastiche e meccatroniche per il settore delle macchine mobili - è dovuta una solidarietà che il governo italiano e l’Europa devono poter garantire al massimo grado, sostenendo i distretti industriali sul territorio e il rafforzamento a livello continentale delle filiere interne, le sole che possano competere con efficacia in ambito internazionale nel segno di una preminenza di qualità. Nessuna industria nazionale è un’isola e di fronte alla gravità della sfida posta da questa pandemia, ancor più non dovrà esserlo se vorrà competere con i player globali in modo efficace e senza rassegnazione. I costruttori italiani devono poter vincere e presidiare la propria committenza internazionale. Vincere e avanzare nel mondo come imprese di valore europee, conservando un’identità industriale che è nell’interesse dell’Unione stessa preservare con il massimo sforzo. Oltre le frontiere miopi degli egoismi e delle invidie nazionalistiche. Buona lettura!

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Periodico associato a

Sommario

Ottobre/Novembre 2020 - Anno 6

Rivista partner

Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets Anno 6 - Ottobre/Novembre 2020

La Rivista “Sollevare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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Direttore Responsabile Fabio Potestà

Responsabile Editoriale Alberto Finotto Collaboratori Roberto Ambra Francesco Bottino Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it In copertina:

Sul palcoscenico dell’Opera di Firenze il debutto ufficiale della nuova Palcrane RPG 2900 www.palazzani.it

36 Attualità, p.8 Cover Story Palazzani, p.26

Attrezzature & Componenti

Gru e Autogrù

Walvoil/Dieci, p.90 Flash Battery, p.94

Manitowoc, p.32 Tadano, p.36 Demag, p.40 Liebherr, p.44 Idrogru, p.48 Jekko, p.52 JMG, p.58

Gru Edili

FM Gru, p.62 Raimondi, p.64

Ple

Genie, p.68 Comet, p.70 Haulotte, p.74 CTE, p.78

Sollevatori Telescopici JCB, p.80 Faresin, p.84 Magni, p.86

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Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 info@sollevare.it Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova

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Trasporti Eccezionali Cometto, p.110 Tradus, p.112

Noleggio e distribuzione GM Noleggi, p.114 Elevo Kiloutou, p.118

Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@sollevare.it

Movimentazione Industriale e Portuale Fedespedi, p.98 Manuport/Terberg, p.102 Still, p.104 Baoli, p.106 Italcarrelli, p.108

Fotografia Archivio Sollevare

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Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2020

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News GRU E AUTOGRÙ

Il “Monte Bianco” sulle spalle Nuova impresa di fine anno per Fagioli, che ha dimostrato anche in questo 2020 la sua forza di engineering a livello mondiale nel settore dell’heavy lifting & transportation. Le squadre e i mezzi dello specialista di Sant’Ilario d’Enza (Re) hanno completato con successo l’imbarco nel porto di Genova della turbina a gas ad alta efficienza GT36, soprannominata “Monte Bianco”, il modulo più potente e ad alte prestazioni mai realizzato in Italia e prodotta da Ansaldo Energia. Le operazioni di trasporto e movimentazione in banchina hanno impiegato carrelli semoventi SPMT (Self- Propelled Modular Transporter) combinati in 2 linee per una portata di oltre 1.000 tonnellate. La turbina raggiungerà la centrale termoelettrica Edison di Marghera Levante dove gli ingegneri della Fagioli hanno previsto lo sbarco con l’utilizzo di una chiatta oceanica, il trasporto mediante SPMT e infine l’installazione con l’utilizzo di gantry cranes della portata combinata pari a 1.200 tonnellate.

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ACQUISIZIONI

Torna l’acciaio di Stato Non si tratta di un semplice ingresso d’ausilio, ma di una marcia verso il futuro. L’ex Ilva di Taranto, d’intesa con il colosso ArcelorMittal, torna nell’arcipelago del controllo statale. L’accordo tra la stessa ArcelorMIttal e Invitalia – l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, costituita come società per azioni e partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – prevede un aumento di capitale di AmInvest Co. Italy Spa per 400 milioni di euro che concederà a Invitalia il 50% dei diritti di voto della società. A maggio del 2022 è programmato un secondo aumento di capitale – fino a 680 milioni sottoscritti da Invitalia e fino a 70 milioni da parte di ArcelorMittal – che porterà, a conclusione dell’operazione complessiva, l’azionariato di maggioranza nella mani della stessa Invitalia con il 60% del capitale. L’accordo fra ArcelorMittal e Invitalia prevede “un articolato piano di investimenti ambientali e industriali – si legge nella nota del Mef, e sarà “avviato il processo di decarbonizzazione dello stabilimento, con l’attivazione di un forno elettrico capace di produrre fino a 2,6 milioni di tonnellate l’anno“. Inutile dire che la notizia non può che creare un forte punto di interesse nel mondo industriale del sollevamento italiano (pensiamo soprattutto all’ambito dei carriponte e delle gru a portale per uso logistico e di processo in genere). Lo Stato imprenditore torna nella gestione del polo siderurgico più grande d’Europa, oltreché del complesso degli impianti che il gruppo possiede in Italia.

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MAST VERTICALE

News

Altezze di lavoro da 6 a 10 metri

PLE

Coppia telescopica “Macchine prestanti e affidabili per il lavoro di tutti i giorni”. Questa è da sempre la filosofia semplice e consolidata di GSR. Il produttore romagnolo, nel solco della propria tradizione produttiva di PLE autocarrate ha rinnovato la gamma telescopica con due nuovi modelli da 22 e 23 m (entrambi naturalmente in allestimento su autocarri da 3,5 ton). La piattaforma B220TJ - 21,9 m d’altezza per 14 di sbraccio - presenta un braccio telescopico con jib di 2,4 metri, mentre il modello B230T4 - 22,8 in quota massima per 14,4 di sbraccio - implementa un braccio telescopico a quattro sezioni. Entrambe le versioni, dalla capacità di 250 kg in cesta, sono montate su Mercedes Sprinter ultima versione, con quattro stabilizzatori estensibili e verticali, sbraccio orizzontale migliorato nelle prestazioni e funzioni automatiche che coadiuvano l’operatore per un lavoro più semplice e rapido in quota.

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Industria 4.0: Innovazione e benefit con Tutte le nostre gru possono essere dotate di un sistema di interconnessione che le rende idonee all’iperammortamento previsto dalla normativa Industria 4.0: questo sistema consente di creare un collegamento tra la gru e i sistemi informativi del cliente, di monitorare da remoto i mezzi e di ricavare dati sullo stato e sull’utilizzo della macchina.

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News NOLEGGIO

L’Italia si desterà? Il noleggio è una cosa seria e chi vuole improvvisare è meglio che se ne tenga alla larga. In tempi di serietà pandemica, meglio essere chiari anche in economia e il messaggio della 28esima Assemblea/Congresso Assodimi è risultato chiaro, ascoltando i notevoli relatori che ne hanno animato – in diretta streaming, con modalità webinar – lo svolgimento secondo una sequenza di interventi coerente e foriera di spunti di riflessione. La lettura del futuro che riguarda il noleggio nostrano, nell’introduzione di Mauro Brunelli, presidente di Assodimi, ha messo in rilievo come nei prossimi anni sarà importante la dinamica del dimensionamento opportuno delle realtà nazionali, nell’ottica di una sinergia che possa portare competitività e supporto a una più forte comparazione a livello europeo. Le nostre realtà di noleggio -molte delle quali nel settore del sollevamento, con flotte composte soprattutto da piattaforme aeree, gru e autogrù – sono ancora al di sotto dei fatturati comparabili con altre realtà comunitarie e l’analisi presentata successivamente da Michel Petitjean, presidente di ERA (l’European Rental Association) ne ha evidenziato la criticità di lettura, anche in relazione ai dati consuntivi dell’anno in corso. All’Italia viene attribuito dai dati ERA un arretramento del settore nell’ordine del 12,3%, mentre l’indagine presentata da Federico Della Puppa (responsabile area Analisi & Strategie di Smart Land) mostra grafici di analisi più complessi. Alla crescita del 2019 valutata nell’ordine del 10% per l’intero settore del noleggio di macchine e attrezzature in Italia, nel 2020 la crescita – proprio a causa degli eventi economici legati alla pandemia da Covid-19 – si attesterà a un +1,4%, per riprendere nell’ordine del +5,3% nel 2021. Sul fronte del cambiamento del settore, poi, Della Puppa mostra un trend significativo. Dai 4.567 punti noleggio del 2008 in tutta la penisola, si è passati agli attuali 3.560 dell’anno in corso, per una percentuale calcolata nell’ordine del -22%. Si tratta di una mutazione genetica del settore, che riguarda il rafforzamento e la razionalizzazione di strutture e attori in scena, dove alle 3.069 sedi principali delle società corrispondono 491 unità locali, per una forza che è inversamente proporzionale alla frammentarietà del passato. “Il peso del noleggio, nell’economia italiana e nei suoi vari settori cresce – sottolinea Dalla Puppa – Il suo peso percentuale è in netto aumento rispetto agli investimenti in costruzioni e sul complesso del giro d’affari che riguarda la filiera dell’edilizia”. Un’analisi condivisa nello spirito ottimistico anche da Marco Marcatili di Nomisma, che rileva un sentiment di fiducia foriero di rapida ripresa e di un consolidamento dei risultati frutto della maturità in progress del noleggio nazionale.

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GRU E AUTOGRÙ

Un Focus per l’heavy lifting “compatto”

Mammoet ha completato la costruzione del primo esemplare del nuovo modello di gru statica tralicciata denominato FOCUS30, un progetto che rappresenta uno standard di riferimento per i grandi sollevamenti in ambienti ristretti e ad elevata complessità. La nuova gru Mammoet ha una capacità di 2.500 tonnellate e un momento di carico di 30.000 tonnellate/metro. La tipologia statica prescelta per l’impianto della gru richiede meno spazio di messa in opera rispetto a una gru cingolata. Per l’assemblaggio (in soli 14 giorni, con modalità verticale per sezioni) è richiesta infatti un’area minima di 30 metri per 40. La flessibilità di utilizzo è garantita dalla parte posteriore (superlift), ad assetto variabile e suddivisibile, che permette di effettuare diversi sollevamenti dalla stessa postazione. Inoltre, in caso di necessità, l’intera gru può essere spostata in un’altra posizione senza dover essere disassemblata.

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News TRASPORTI ECCEZIONALI

Dalla Laguna ai Caraibi Una torre di depurazione da 31 metri su un convoglio lungo complessivamente circa 40 metri, alto circa 6 e largo oltre 4. Sono i numeri del maxi trasporto eccezionale partito dalla Samec Spa di Livrasco per imbarcarsi verso il Venezuela. Il trasporto su gomma fino a Mantova è stato effettuato dalle squadre e dai mezzi della flotta Marraffa, che ha dovuto percorrere diverse strade secondarie per evitare il transito sotto un cavalcavia. Successivamente le squadre Marraffa hanno caricato la torre su una chiatta con destinazione Chioggia e poi per porto Marghera, dove è stata imbarcata su una nave che ha trasportato il mega carico fino alla destinazione finale in Venezuela. La torre, in carbonio e acciaio inossidabile, del peso complessivo di 70 tonnellate è destinata al revamping di un impianto di fertilizzanti a Trinidad Tobago, nei Caraibi nord-orientali.

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GRU E AUTOGRÙ

Una nomina per il Sud Antonino “Ninni” Chiazzese è stato incaricato del ruolo di responsabile vendite delle autogrù multistrada dell’intera gamma Tadano Demag per Calabria e Sicilia. Chiazzese ha già alle spalle una notevole esperienza nel settore del sollevamento, maturata con l’azienda di famiglia – la Chiazzese Autogrù – che lo ha portato a una profonda conoscenza del territorio e del relativo mercato di settore. “Penso che Ninni sia la persona giusta per rappresentare i nostri marchi in due regioni strategiche per il nostro business – commenta Davide Camperi, Business Leader Tadano Demag Italia – La sua intraprendenza e professionalità riflette a pieno i nostri valori e contribuirà a perseguire gli obbiettivi di sviluppo prefissati per il prossimo futuro. La presenza sul territorio e la vicinanza ai clienti resta una nostra priorità”.

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News FIERE

Parigi, Intermat rinvia al 2024 Gli organizzatori di Intermat hanno deciso di annullare l’edizione 2021 della fiera internazionale delle costruzioni, originariamente in programma dal 19 al 24 aprile prossimi al Parc des Expositions di Parigi Nord Villepinte. La manifestazione francese è stata rinviata, per la prossima edizione, nel 2024. La nota di Comexposium, ente organizzatore di Intermat ha spiegato che “questa difficile decisione si è ormai rivelata inevitabile, visto il contesto sanitario ancora incerto previsto per la prima metà del 2021 a causa della pandemia da Coronavirus. Una situazione che non avrebbe consentito di far svolgere l’evento con tutta la serenità necessaria agli organizzatori, agli espositori e al pubblico”.

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Collaudo d’avanguardia Nell’area di Remazel Engineering del cantiere navale Cartubi di Trieste, si sono svolti di recente i test di collaudo delle due gru navali destinate a una realtà industriale primaria dell’offshore. Si tratta di un modello a braccio articolato da 110 ton (con capacità di sollevamento da 25 ton e sbraccio di 38 m) e di un’unità a braccio fisso dalle 100 ton di peso complessivo e della stessa capacità di 25 ton. Entrambe le gru sono state realizzate nel rispetto dei requisiti necessari per l’utilizzo in aree a rischio deflagrante e saranno insediate su una nave che opererà al largo di Rio de Janeiro. Altro aspetto innovativo è stato caratterizzato dall’organizzazione del “Digital FAT”, termine coniato internamente per identificare la gestione completamente da remoto dei test di collaudo. Per implementare questo processo, è stato necessario dotare le Gru di una rete di sensori e di un apposito sistema di collettamento dati per monitorarne le performance durante la fase di test. Le telecamere fisse installate nella zona di collaudo e quelle mobili di cui sono stati dotati gli elmetti degli operatori, hanno poi permesso di condividere le immagini in real time con tutti gli ingegneri di progetto. Remazel aveva già avuto modo di sperimentare questa innovazione durante i primi mesi dell’anno negli headquarters di Bergamo, in occasione dei test per un altro importante impianto destinato a una Nave operativa nel golfo del Messico. Una parte della costruzione delle gru navali Remazel è stata realizzata dalla storica azienda triestina Concrane, acquisita più di un anno fa da Remazel.

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News PLE

Primato nazionale

cifiche, e in caso di difficoltà, ovunque ci si trovi, il Service Point di Effer può verificare istantaneamente il problema e intervenire subito con la risoluzione Oil & Steel ha nominato Roscini Veicoli Industriali miglior Deda remoto dell’anomalia. Race consente aler Italia 2020. Presente sul mercato dei veicoli da trasporto di raccogliere una gran mole di dati che e degli allestimenti per d’opera dalzioni 1983personali. Roscini oggi sulle gru equipaggiate conmezzi il sistema Dotato di un display TFT permettono il monitoraggio e una miglior un’autorevolezza di servizio importante, conSteady una strutSense.vanta A ben guardare, inoltre, Steady da 3,5”, garantisce infine un alto gestione della macchina: si può visualiztura in due sedi per offrire clientela i servizi dell’immagine, di è molto piùarticolata che un radiocomando: è un allalivello di qualità offrendo zare il tragitto della gru dal pannello di vendita, assistenza, allestimento, carrozzeria e ricambi. vero e proprio “partner” che affianca feedback dettagliati e precisi. Un altro controllo, monitorare il tempo effettivo di Fulvio Frunzio, direttore commerciale Oil & Steel Italia, ha l’operatore per facilitare la sua giornata gioiello della tecnologia è RACE – Remolavoro e misurare la percentuale di utilizdichiarato la propria soddisfazione “nel confermare con un lavorativa, estremamente ergonomico, te Assistant Control Effer – il nuovo sizo delle attrezzature quali il jib, il cestello riconoscimento meritato la crescita esponenziale di Roscini perché lascia braccia e mani in posizione stema di connettività per le gru Effer che o le forche. Ma si può anche visualizzanegli ultimi tre anni, da quando il business delle piattafornaturale, riducendo la tensione postupermette di rimanere sempre connessi re le performance di più unità, per un me aeree era per loro era marginale, fino al successo di oggi. rale. Inoltre è facile da usare grazie alle alla gru, con la possibilità di accedere a miglior controllo della flotta. Un partiQuesto segmento di attività è cresciuto di oltre il 70%, un icone risultato particolarmente intuitive, mentre tutti i dati necessari. Fondamentale per colare sicuramente molto utile anche al che va al di là delle più rosee previsioni per un dila retroilluminazione permette di lavopianificare il lavoro e per intervenire noleggiatore. Senza contare i vantaggi stributore di PLE”. Gianni Francenici, presidente del CdA di rare anche nelle ore in cui la luce comintempestivamente in caso di necessità. in termini di manutenzione preventiva, Roscini Veicoli Industriali ha aggiunto parole di “felicità e orgoglio per la preziosa collaborazione professionale che è nata tra la nostra cia a scarseggiare. Copre, infine, tutti i Con Race è possibile monitorare da redal momento che dal pannello possibile azienda e il gruppo PM-Oil & Steel. Artefice in primis di questa sinergia di successo, il direttore commerciale Italia di Oil &èSteel, Fulvio canali Frunzio di frequenza al mondo e dispone moto la gru da qualsiasi device mobile sapere quanto manca alla manutenzione che ha creduto in noi fin dall’inizio e ci ha permesso di crescere e di essere sempre più coinvolti nel progetto, e il General Madi unanager scheda di memoria rimovibile inin noi o fisso: accedere al portale, senza della gru e si possono quindi predisporre Fabrizio Girotti che ha riposto grandebasta fiducia”. cui è possibile salvare le proprie impostadover scaricare programmi o app spein anticipo gli interventi.

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AZIENDE

Sabelli al comando di Fagioli Nuova guida al timone del gruppo Fagioli. Su iniziativa condivisa degli azionisti QuattroR e Fagioli Finance, è stato conferito a Rocco Sabelli l’incarico di presidente dei Consigli di Amministrazione di Fagioli Spa e Fagioli Holding. Sabelli raccoglie il testimone di Alessandro Fagioli, storico fondatore della società emiliana scomparso lo scorso marzo. Il nuovo presidente supporterà il board e il management team nel seguire i piani di ulteriore sviluppo del gruppo. Ingegnere chimico e manager di solido profilo professionale, Rocco Sabelli ha accumulato una lunga esperienza in campo industriale, molto diversificata per settori di attività e spesso caratterizzata da elevati livelli di complessità, in alcune delle più importanti corporate italiane (Eni, Telecom, Piaggio e Alitalia). Dal 2017 è Advisor industriale del Fondo QuattroR per conto del quale è consigliere di amministrazione anche nel Gruppo Ceramiche Ricchetti. Dal 2018 è Consigliere di Amministrazione indipendente di Tim.

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News SOLLEVATORI TELESCOPICI

Laurea Honoris Causa ad Amilcare Merlo Martedì 24 novembre, nella sede accademica di Mondovì, il Magnifico Rettore del Politecnico di Torino ha conferito ad Amilcare Merlo la Laurea Honoris Causa in Ingegneria Meccanica. Si tratta del più alto riconoscimento riservato dall’Ateneo alle personalità che si sono distinte in ambito industriale e scientifico, unendo capacità di ingegno, visione e cambiamento sociale nel proprio settore di applicazione. Il cavalier Amilcare Merlo, fondatore della Merlo Spa, una delle maggiori realtà industriali al mondo nel segmento produttivo dei sollevatori telescopici (tipologia di primaria importanza nel comparto delle macchine mobili per le costruzioni, l’agricoltura e l’industria) contempla nella propria storia professionale e personale tutte le prerogative di un riconoscimento così prestigioso. La dicitura di conferimento ne ricorda “le eccezionali capacità tecniche con cui ha guidato lo sviluppo di numerosi progetti innovativi nel campo della meccanica e per lo spirito imprenditoriale grazie al quale ha fondato e dirige una impresa di livello internazionale di sicuro impatto economico e sociale nel territorio in cui è radicata”. Il titolo di “Ingegnere ad honorem” conferito dal Politecnico di Torino ha una valenza speciale, del quale poche personalità sono state insignite. Tra queste, le figure più importanti della storia industriale del nostro Paese come Giovanni Agnelli, Enrico Mattei, Giorgetto Giugiaro e Sergio Marchionne.

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AZIENDE

Autovictor, il cuore nella società LA RESPONSABILITÀ SOCIALE E L’IMPEGNO PER I PIÙ DEBOLI DI UN’IMPRESA CHE AGGIUNGE UN VALORE DI GRANDE UMANITÀ ALLA PROPRIA MISSIONE DI SERVIZIO Il valore di un’azienda non si identifica esclusivamente nel suo parco macchine e nel successo che ottiene sul mercato. Oltre le gru ci sono gli uomini e le donne, c’è un’etica che è parte sostanziale della visione d’impresa. C’è qualcosa che è “altro”, ma allo stesso tempo è parte integrante di un gruppo imprenditoriale inserito in una società che ha bisogno di un’imprenditorialità “adulta”, responsabile e attenta a valori profondi, che vanno al di là del profitto. Autovictor è questo genere d’impresa. Con responsabilità sociale d’impresa (o corporate social responsibility, CSR) si intende l’integrazione di preoccupazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa. “È una manifestazione della volontà delle grandi, piccole e medie imprese di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico al loro interno e nelle zone di attività – precisa l’avvocato Carlotta Campanini, parte attiva nelle importanti iniziative di crowfounding avviate nella provincia di Novara per l’emergenza Covid-19 – La CSR è un concetto innovativo e d’avanguardia che fa riferimento agli obblighi degli uomini di affari di perseguire quelle politiche, prendere quelle decisioni, o seguire quelle linee di azione auspicabili in termini di obiettivi e valori della nostra società”. Partendo da questi presupposti, Costanza Palermo, responsabile della comunicazione di Autovictor, ci ha spiegato il grande impegno avviato dal noleggiatore piemontese. Il Covid, l’emergenza che rivela un’opportunità sociale “A seguito delle pandemia Covid-19, abbiamo capito di dover svolgere un ruolo anche per la nostra comunità, a cui siamo grati per la fiducia riposta nel nostro lavoro in tutti questi anni di attività. Crediamo che sia responsabilità aziendale garantire un futuro collettivo e sviluppare la visione di un’economia inclusiva ed equa. In un periodo di grande crisi, come quello che stiamo vivendo, fare imprenditoria sociale è possibile, anzi auspicabile in una realtà in cui la contrazione delle risorse pubbliche e la crescente disuguaglianza costringono a percorrere nuove strade. Per questo motivo abbiamo deciso di diventare imprenditori con il cuore nel sociale. La CSR legata al territorio di propria appartenenza ha come scopo quello di migliorare la qualità della vita dell’intera comunità”. L’iniziativa “Bambini delle Fate” “Partendo da questi presupposti Autovictor ha deciso di unirsi a più di 800 imprenditori italiani e appoggiare il progetto nazionale ‘Fare impresa nel sociale’ di ‘Bambini delle Fate’ per garantire un presente e un futuro migliori a centinaia di bambini e ragazzi autistici. Il nostro contributo permette di progettare e sostenere percorsi di inclusione di medio lungo periodo nella nostra provincia di Novara. ‘Bambini delle Fate’ è un’organizzazione senza scopo di lucro che finanzia progetti sociali, si occupa esclusivamente di progetti di associazioni, enti e ospedali, i cui beneficiari sono bambini e ragazzi con autismo e disabilità e le loro famiglie. I progetti finanziati, gestiti dalle strutture associate, realizzano interventi riabilitativi e di inclusione sociale che migliorano la vita di chi è affetto da autismo e disabilità e assicurano sollievo alle famiglie. Nel territorio in cui è operativa Autovictor i fondi sono destinati ad Angsa Novara-Vercelli odv (Associazione nazionale genitori soggetti autistici)“.

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Indagini di Mercato

Quanto vale il sollevamento in Italia PUBBLICHIAMO IN QUESTE PAGINE I RISULTATI CONSUNTIVI DELL’IMPORTANTE INIZIATIVA VALORE M.I.O. LANCIATA DA SOLLEVARE - IN COLLABORAZIONE CON ANFIA - PER RICAVARE I DATI GENERALI DI VENDITA E I FATTURATI COMPLESSIVI CHE RIGUARDANO I SETTORI DELLE GRU SU AUTOCARRO E DELLE PIATTAFORME AEREE. UNA BUSSOLA PREZIOSA PER CAPIRE LE DIRETTRICI DEL SOLLEVAMENTO NEL NOSTRO PAESE

V

alore M.I.O., valore nostro. I risultati dell’iniziativa presentata nel gennaio del 2019, nell’ambito della prima edizione del Sollevare Summit di Piacenza, hanno prodotto informazioni e dati di grande interesse per la lettura del mercato italiano che riguarda le gru su autocarro e le piattaforme aeree, nel consun-

tivo comparabile tra gli anni 2017, 2018 e 2019. L’iniziativa Valore M.I.O. (Marketing Intelligence Operation) è stata lanciata dalla rivista Sollevare (edita da Mediapoint & Exhibitions) in collaborazione con ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) per rispondere alla costante richiesta di informazioni attendi-

bili e attuali sull’entità complessiva delle vendite nelle tre macro aree del mercato nazionale (Nord, Centro e Sud), coinvolgendo nell’indagine i costruttori italiani e i distributori di marchi esteri dei settori rispettivi che riguardano gru e piattaforme di lavoro elevabili allestite su veicoli stradali. La partecipazione all’indagine di mercato - aperta anche alle azienze non as-

INIZIATIVA "VALORE M.I.O. - MARKETING INTELLIGENCE OPERATION" GRU PER AUTOCARRO - MERCATO ITALIA 2017 Centro Sud

Unità vendute

2018 Centro Sud

2019 Centro Sud

Fatturato in €

classe di portata tm

Nord

Totale

Nord

Totale

Nord

Totale

2017

2018

2019

0-2,9

223

40

21

284

335

56

37

428

163

34

39

236

1.063.081

1.664.242

655.990

3-5,9

398

98

113

609

400

93

118

611

398

140

195

733

4.435.787

4.157.114

5.055.897

6-9,9

93

30

22

145

160

42

42

244

114

73

68

255

2.131.902

3.684.658

3.310.372

10-14,9

101

22

30

153

107

28

32

167

109

27

44

180

3.039.388

3.602.781

3.817.130

15-19,9

78

19

41

138

92

22

73

187

127

33

73

233

4.443.781

5.867.422

6.778.160

20-24,9

51

16

16

83

73

23

32

128

105

28

40

173

2.753.655

4.776.169

6.105.693

25-34,9

78

21

20

119

95

23

21

139

78

12

28

118

5.695.006

6.500.346

6.217.477

35-44,9

28

7

10

45

27

5

10

42

39

13

23

75

2.617.205

3.155.662

5.327.065

45-85

64

19

14

97

62

17

22

101

66

17

26

109

8.262.433

8.948.912

10.277.142

>85

26

8

18

52

46

10

11

67

25

10

14

49

7.999.246

9.409.424

8.139.850

TOTALE

1.140

280

305

1.725

1.397

319

398

2.114

1.224

387

550

2.161

42.441.484

51.766.730

55.684.776

* - Due aziende non hanno indicato i dati relativi alle vendite e al fatturato del 2019 - Un’azienda ha fornito i dati di unità vendute ma non i rispettivi fatturati annuali

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Gianmarco Giorda, direttore di ANFIA

Mario Ferrari, presidente sezione Gru per Autocarro di ANFIA

Renzo Pagliero, presidente sezione PLE di ANFIA

sociate ad ANFIA - ha garantito a tutte le società partecipanti l’assoluta riservatezza, secondo un accordo sottoscritto tra la casa editrice di Sollevare e il noto studio notarile Anselmi e Gessaga di Genova. L’iniziativa è stata fortemente sostenuta da Mario Ferrari e da Renzo Pagliero, rispettivamente presidenti della sezione Gru per Autocarro e della sezione PLE (Piattaforme di Lavoro Elevabili) del Gruppo Costruttori della stessa Associazione, oltreché, naturalmente, dallo stesso direttore di ANFIA, Gianmarco Giorda. L’idea di partenza è nata dall’editore

della rivista Sollevare Fabio Potestà, che ha espresso “viva soddisfazione per l’approdo definitivo ai dati nazionali di questa prima analisi di mercato. Mi sento in dovere di ringraziare tutte le società che hanno aderito a questa iniziativa, invitando quelle che non vi hanno partecipato ad unirsi alla prossima indagine di “Valore M.I.O.” che sarà annunciata in occasione del Sollevare Summit 2021, la cui data sarà comunicata nei primi mesi del nuovo anno”. Uno sguardo alle prime tabelle fa rilevare la crescita costante, nel corso del triennio

preso in esame, dei fatturati riferiti ai due rispettivi settori di mercato delle gru su autocarro e delle piattaforme aeree. Nel primo caso, quello delle gru su autocarro, l’incremento è nell’ordine del 31,2% (con un fatturato complessivo passato dagli oltre 42 milioni e 441mila euro del 2017 ai 55 milioni e 685 circa del 2019). Per il settore delle piattaforme aeree, la quota percentuale di crescita si attesta al 37,5, nello stesso periodo dal 2017 al 2019, con una corsa dei ricavi che passa da poco più di 89 milioni e 725mila euro del 2017 ai 123 milioni e 416mila euro circa del 2019.

INIZIATIVA "VALORE M.I.O. - MARKETING INTELLIGENCE OPERATION" PIATTAFORME DI LAVORO ELEVABILI MERCATO ITALIA

tipologia

autocarrate fino a 3,5 T

Nord

501

2017 Centro Sud

162

131

Unità vendute Totale

Nord

794

585

2018 Centro Sud

193

168

Totale

Nord

2019 Centro

946

766

251

Fatturato in € Sud

Totale

2017

2018

2019

236

1.253

35.811.769

38.898.522

56.344.036

da allestire (per veicoli fino a 3,5 T)

0

0

0

0

0

2

0

2

0

0

0

0

0

0

0

autocarrate oltre i 3,5 T

23

13

9

45

18

4

1

23

25

16

4

45

6.868.800

3.702.000

6.574.529 15.905.976

semoventi a ragno "spider lift"

171

51

23

245

136

45

33

214

185

47

60

292

9.173.069

9.929.356

elevatori verticali di persone (fino a 7 m)

47

10

2

106

27

11

6

99

40

12

3

161

781.393

773.627

1.373.111

verticali a pantografo diesel/elettriche

236

114

74

1.313

350

96

133

1.363

269

140

95

1.312

16.074.052

17.874.536

18.203.183

a braccio articolato elettriche

50

71

13

390

53

43

19

441

37

24

19

410

12.546.710

12.956.004

11.836.371

a braccio articolato diesel

30

10

8

148

9

19

11

151

11

25

5

192

6.905.810

10.795.263

11.998.699

a braccio telescopico diesel

5

2

3

11

2

6

2

15

5

0

2

8

1.564.000

1.399.000

1.179.800

1063

433

263

3.052

1.180

419

373

3.254

1.338

515

424

3.673

89.725.603

96.328.308

123.415.705

TOTALE

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Indagini di Mercato Una spinta così poderosa delle vendite e dei fatturati di entrambi i settori è stata innescata senz’altro dalla necessità di ricambio soprattutto delle flotte a noleggio e, senza dubbio, dalla spinta indotta dai provvedimenti governativi di incentivo all’acquisto (compresi i programmi legati all’Industria 4.0). Il dato rilevante che emerge in entrambi i grafici riguarda la crescita di vendite nel Sud Italia, in entrambi i comparti delle gru su autocarro e delle PLE. Nel caso delle gru, si è passati dalle 305 unità del 2017 alle 550 del 2019, per una crescita di mercato che supera l’80%. Per il comparto PLE, la crescita percentuale, nello stesso trien-

nio, si attesta a una quota che va oltre il 61%. Nel confronto, un’area trainante come quella del Nord Italia ha fatto registrare, per lo stesso periodo, una crescita del 7,36% (gru su autocarro) e del 25,9% circa (PLE). “L’essere riusciti ad avere queste informazioni di mercato, ci inorgoglisce ma, nel contempo, ci stimola ad intraprendere iniziative similari rivolte al mercato dell’esportazione delle società italiane dei suddetti comparti, cercando di coinvolgere in futuro anche i costruttori esteri - rileva Fabio Potestà - Non vi è dubbio, infatti, che una miglior conoscenza, così come una più aggiornata informazione sulle at-

tività dei mercati nei quali si opera, costituiscano un valore aggiunto. Le aziende saranno così in grado di poter calibrare le loro strategie commerciali, potendo identificare meglio le quote di mercato da loro acquisite e le aree commerciali sulle quali incrementare le loro azioni di vendita. Le tabelle qui pubblicate potranno costituire anche un valido supporto informativo per le imprese che operano nel comparto della componentistica di qualsiasi genere (meccanica, oleodinamica, elettrica ed elettronica in primis), molte delle quali costituiscono un punto di forza sicuro del Made in Italy anche a livello internazionale”.

I partner di “Valore M.I.O.” - Marketing Intelligence Operation

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Nord Est Elevatori srl

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Cover Story PALAZZANI

Abbiamo visto in anteprima l’esordio della prima minigrù concepita dal costruttore bresciano. Nel cantiere dell’Opera di Firenze, con lo specialista d’eccezione Caf, la nuova RPG 2900 si rivela un assoluto talento multifunzione. A misura di ogni sollevamento

Una Palcrane a scena aperta P

er l’esordio ufficiale di una diva occorreva un teatro d’eccezione. E quale maggior magnificenza poteva accogliere il debutto in cantiere della nuova minigrù Palcrane RPG 2900 di Palazzani più del nuovo Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’Opera che la città del Rinascimento ha voluto e creato secondo un programma di realizzazione a tappe progressive, nell’intento di ricavare un grande spazio artistico polifunzionale. La grande area

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di rivalutazione urbanistica prospiciente la linea ferroviaria e la stazione di Porta al Prato, tra piazza Vittorio Veneto e il Parco delle Cascine e negli spazi vasti in corso d’opera ci aspetta Valerio Di Quirico, vicepresidente di Caf (Cooperativa autotrasportatori fiorentini), impresa tra le più rilevanti in ambito nazionale nell’engineering dei grandi sollevamenti e nel noleggio di gru e autogrù. “Siamo noi ad aver creduto per primi in questa nuova minigrù di Palazzani - dichiara

subito Di Quirico, mostrandoci l’RPG 2900 in allestimento - Abbiamo intuito subito che l’RPG 2900 poteva essere uno strumento di flessibilità straordinaria per tutta una serie di lavorazioni in ambienti difficili nell’accesso come nell’operatività in spazi sensibili. Con la Palcrane, ci troviamo al cospetto di una macchina versatile, con un’ottima capacità di tiro e un’agilità che non abbiamo mai riscontrato prima in gru semoventi di questa categoria”.

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Passaggio in remoto per il futuro La dotazione di un’interfaccia software intuitiva (e proprietaria), rappresenta per la Palcrane RPG 2900 il lasciapassare per l’industria 4.0. Gli elementi dell’innovazione partono dal radiocomando che presiede a qualsiasi funzione della gru, tramite un display a colori da 4.3” per arrivare alla funzione remota Pal Connect, un pacchetto “ready to go” che si può abbinare alla minigrù per attivare un servizio di connessione che permette all’utente di monitorare i parametri di utilizzo della macchina. inoltre, con la funzione My Palazzani, l’operatore ha sempre a disposizione un sistema di assistenza tramite la scansione di un Qr code applicato alla superficie della gru, per un accesso immediato e pratico ai manuali e alle dinamiche tutorial.

Mentre osserviamo le fasi preliminari della messa in opera della gru, ci raggiungono Roberto Parma, Business Development Manager, e Luigi De Matteo, responsabile commerciale italia, gli uomini di Palazzani Industrie che ci illustreranno i valori sul campo della prima Palcrane uscita dagli stabilimenti del costruttore di Paderno Franciacorta. Tutto è pronto per la dimostrazione e la minigrù Palazzani, in assetto di sollevamento con stabilizzazione autonoma, comincia a rivelare il proprio valore. Innanzitutto, la compattezza. Abbiamo visto la macchina nella fase di marcia nel cortile del cantiere e siamo rimasti sorpresi dall’ingombro minimo in larghezza: solo 730 mm. Questo vuol dire che la minigrù di Palazzani può entrare ovunque, anche passando attraverso una normale porta condominiale. In questo caso, gli spazi a disposizione sono piuttosto ampi ma può capitare che la gru debba lavorare con altre attrezzature e maestranze presenti in cantiere allo stesso tempo. Ecco allora la prima evidenza tecnica che consiste nella libertà di posizionamento conferita dagli stabilizzatori a configurazione variabile; ciascun stabilizzatore, in sostanza, è articolato, allungabile su tre differenti posizioni e orientabile in modo indipendente. Un vantaggio eccezionale, tenendo conto, inoltre, del peso contenuto della gru che culmina a soli 2.600 kg.

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Cover Story una pressione limitata sul terreno e che contempli molteplici funzionalità nello stesso cantiere”. Mentre ascoltiamo le parole dell’export manager Palazzani, la nostra attenzione è calamitata anche dal… silenzio della minigrù di Palazzani. Verifichiamo in diretta le facoltà della doppia motorizzazione che prevede una motorizzazione bii-energy, con motore diesel e motore elettrico, che permette di lavorare senza problemi negli interni come all’aperto, in virtù della propulsione elettrica. Una bella polivalenza a misura di un orizzonte di intervento al massimo dell’ampiezza. “Con queste caratteristiche, prevediamo un impiego assiduo in un’infinità di cantieri - ci conferma con soddisfazione Valerio Di Quirico - Senza contare le prestazioni. Con un’inclinazione fino a 80°, si può raggiungere un’altezza massima al gancio di 12,5 metri e con 2,9 ton di capacità a

Mentre l’operatore procede all’estensione del braccio telescopico, osserviamo la capacità notevole di rotazione della torretta. La manovra procede a tre velocità, con 360° continui che consentiranno di orientare il carico applicato (una lastra di alluminio) con la massima libertà di lavoro in quota. “Delle possibilità dinamiche della RPG 2900 si accorgeranno senz’altro i montatori di strutture leggere, gli installatori di serramenti e di carpenteria leggera, le squadre al lavoro per la posa di vetrate, oppure di manufatti in alluminio, serramenti, infissi - afferma con una convinzione illimitata Roberto Parma - Per tutte queste applicazioni, è richiesta una gru compatta, che applichi

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1,5 metri possiamo confermare di trovarci al cospetto della minigrù più potente sul mercato in questa classe operativa”. In effetti, il braccio telescopico da 8,7 metri, corroborato dall’estensione di un jib idraulico di 2.778 mm - con bozzello in dotazione a tiro singolo della capacità di 1.000 kg - può arrivare a un’altezza massima verticale di 9,5 metri e con lo stesso un jib idraulico (dotato di falconcino) il culmine si attesta ai 13,6 metri, per una capacità di carico sospeso di ben 600 kg. Mentre ammiriamo le capacità dinamiche della RPG 2900, la videomaker Nathascia Germani è impegnata in una serie di riprese che assomigliano a una danza continua. La Palcrane di Palazzani non consente pause e l’operatore di Caf, con l’ausilio del radiocomando di serie, non si

stanca di mutare posizioni e manovre della minigrù. Grazie all’utilizzo di un monitor presente sullo stesso radiocomando full-control Scanreco, l’utilizzatore può consultare informazioni dettagliate in tempo reale sulla gru - con la lettura e le opportune indicazioni del carico sollevabile in funzione della posizione del braccio - attivando anche funzioni di diagnostica. “Ora può vedere una dimostrazione sola di quello che può fare l’RPG 2900 - tiene a precisare Roberto Parma - ma la dotazione di attrezzature che questa minigrù prevede è straordinaria per numero e varietà. Inoltre, la predisposizione di collegamenti elettrici e idraulici in testa al braccio principale permette alla nostra Palcrane di collegare altri accessori di qualsivoglia

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struttura e capacità. Possiamo ben capire come questa minigrù sia davvero l’alternativa ideale a molte tipologie di sollevamento, con costi di gestione decisamente inferiori”. Le considerazioni dell’export manager Palazzani ci spingono a menzionare le molteplici dotazioni previste per l’RPG 2900. Tra queste, ad esempio, un jib meccanico che può essere alloggiato, in fase di riposo (come il jib idraulico) in posizione adiacente al braccio della minigrù. Si tratta di un elemento della lunghezza di 1.500 mm, regolabile in cinque posizioni diverse (una positiva a +15°) per facilitare le operazioni relative al montaggio di vetrate con sistemi a ventosa, e capace di sollevare fino a 800 kg. Tra gli altri attachment: un argano sempre della capacità di

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Cover Story

800 kg, con 53 m di fune di sicurezza omologata anti-giro e dispositivi meccanici di anti-scarrucolamento; un bozzello con pulegge per tiro in quarta fini a 2.900 kg (per 13,12 m); la presa di potenza idraulica con connettori rapidi 3/8” per accessori supplementari; le ventose autonome elettriche alimentate con batterie ricaricabili, con doppio circuito di sicurezza del vuoto, portata fino a 400 kg e rotazione a 360°, e forche speciali leggere per pallets della capacità di 600 kg, con regolazione della bilanciatura del carico. Mentre parliamo di attrezzature, la nostra RPG 2900 dopo aver ritirato gli stabilizzatori, sta cominciando la sua marcia in modalità Pick & Carry, con un carico in movimento. “La possibilità di trasferimento della gru su qualsiasi tipo di terreno, il livellamento automatico del carro e il piazzamento anche su forti pendenze confermano la flessibilità di accesso della Palcrane - aggiunge Luigi De Matteo, sottolineando le facoltà di utilizzo per molti noleggiatori di casa nostra - In modalità

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Pick & Carry, poi, l’RPG 2900 può movimentare qualsiasi tipo di oggetto pesante, in virtù di una scelta di imbracature e pinze disponibili per la movimentazione di tubi, tombini, cilindri in cemento, piastre di acciaio, lamiere e molto altro ancora”. Dall’Italia alla scena internazionale, la Palcrane di Palazzani si prepara a un debutto su larga scala. “All’estero questa tipologia di gru su cingoli, multifunzionale e adatta a ogni operatività, è ormai molto diffusa - ci conferma Roberto Parma - In Italia molto meno ma i tempi sono maturi per un successo diffuso. Con modalità di presentazione Webinar, cominceremo un giro promozionale nei paesi dell’Est, in Nord-Europa e in altre aree del Vecchio cintinente. Con i primi mesi del 2021, inoltre, avvieremo un processo di produzione che abbatterà notevolmente i tempi di consegna per i futuri clienti. Poi ci aspettano - sperando nella risoluzione dell’attuale emergenza Covid-19 - altri

tour in Italia tra i concessionari storici Palazzani e le fiere internazionali a Parigi e a Maastricht”. Per una stella appena nata, la strada della consacrazione in cantiere è

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ancora tutta da percorrere. Dopo questo debutto “teatrale”, la Palcrane è attesa alla ribalta del noleggio, sotto ogni latitudine.

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Gru e Autogrù MANITOWOC

Composizione d’artista LA GROVE MULTISTRADA GMK7450 HA ASSEMBLATO CON PERIZIA MAGISTRALE UNA GRU A TORRE POTAIN MDT 219 NEL CUORE DELLO STABILIMENTO LA DORIA DI SALERNO

P

uò una gru mobile ricordare, nella sua peculiarità operativa, l’abilità di un artigiano? Certo che può - con l’ausilio, naturalmente, di un operatore capace ed esperto - e questa prerogativa è particolarmente consolidata se parliamo di un’autogrù all terrain di Grove come la GMK7450, impiegata nel montaggio di un altro campione Manitowoc come la gru a torre Potain MDT 219. Per dimostrare questa capacità riconosciuta della gru multistrada Grove, arriviamo a Salerno, dove l’impresa Iozzino Costruzioni Generali sta ricostruendo la copertura dello stabilimento La Doria, produttore storico di conserve di pomodoro e legumi. L’appaltatore salernitano è specializzato dal 1997 nel consolidamento, nella ristrutturazione e nel restauro di stabili a uso civile, industriale e residenziale, con il supporto di una flotta di mezzi e attrezzature di prim’ordine, tra le quali la gru a torre Potain MDT 219 ad alta portata rappresenta un valore dinamico d’eccezione. La messa in opera della MDT 219, nel cantiere La Doria, è affiancata da altre gru Potain sempre del parco mezzi Iozzino Costruzioni Generali, tra cui vanno menzionate le unità automontanti Hup 40-30 e Igo 36, oltre ad altre due gru MC 85.

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Questo schieramento poderoso è necessario, in considerazione dell’estensione dell’intervento su una copertura di 25.000 m² strutturalmente complessa che richiede una serie di operazioni di sollevamento e movimentazione assidue e calibrate, per tutta la durata dei lavori di riprostino. L’MDT 219 in particolare è deputata al sollevamento delle strutture di rinforzo alle colonne preesistenti e all’insediamento delle coppie di archi collegate da arcarecci. Una volta completata la costruzione, le volte preesistenti saranno rimosse e il nuovo tetto sarà costruito sopra le nuove strutture. “Nel contesto di un’operatività così impegnativa, il nostro cliente doveva poter contare su una flotta di gru affidabili e versatili, dal momento che la complessità della ristrutturazione in atto comprendeva anche la continuità produttiva dello stabilimento, durante i lavori sulla copertura - ci spiega Luigi Russo, direttore di Edilcom Gru, concessionario storico Potain di Calvano (Na) che ha fornito a

Uno sguardo alla torre L’MDT 219 è una gru a carico massimo di 10 t, che ha un’altezza libera massima sotto gancio di 66,8 m (C25), una lunghezza massima del braccio di 65 m ed è in grado di sollevare 1,9 t con un raggio di 65 m. Iozzino Costruzioni Generali ha scelto di equipaggiare la gru con una cabina Ultra-View e un argano di sollevamento 50LVF25. La gru è inoltre dotata dielCCS (Crane Control System), che consente un rapido allestimento e una maggiore produttività in cantiere. L’appaltatore ha anche optato per il sistema di gestione degli asset CraneStar Diag per effettuare la diagnostica a distanza e pianificare la manutenzione e i programmi di sollevamento e per massimizzare l’efficienza e i tempi di attività.

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Gru e Autogrù Iozzino la nuova gru a torre - Per questo, un modello di punta come l’MDT 219 rappresenta, nei cantieri più sofisticati, la gru perfetta in termini di dimensioni e capacità”. Parliamo ora dell’”artigiano tuttoterreno” che ha montato materialmente la gru a torre Potain. L’assemblaggio dell’MDT 219 è stato organizzato sempre da Edilcom e lo specialista in campo per ogni fase di allestimento si chiama Grove GMK7450, una macchina d’eccezione 450 tonnellate di capacità operativa su sette assi - di proprietà del Gruppo Palumbo di Napoli. L’assemblaggio della MDT 219 e delle altre torri nel cantiere di Salerno hanno richiesto meno di tre giorni e all’abilità di intervento della GMK7450 va senz’altro abbinata, seguendo le considerazioni di Luigi Russo “la semplicità e la velocità di montaggio dell’MDT 219. Le sezioni della gru sono compatte e ripiegabili per consentirne un facile trasporto in cantiere, mentre la facilità di assemblaggio e i punti di imbracatura multipli hanno costituito altrettanti vantaggi durante il montaggio e il

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sollevamento del controbraccio. Braccio e controbraccio sono stati estesi e assemblati a terra”. Tuttavia, l’MDT 219 richiede un partner affidabile e competente che esegua il montaggio. La collocazione

della gru a torre in posizione centrale rispetto alla copertura dello stabilimento ha impegnato la Grove GMK7450 in movimentazioni straordinarie per sbraccio e capacità, dal momento che l’MDT 219 è stata elevata in tutte le sue componenti a una distanza di 85 m dall’autogrù. La GMK7450 di Grove, d’altra parte, è una scelta ideale per operazioni di montaggio come quella di Salerno, in virtù dell’eccezionale rapporto resistenza-peso conferito dal design del braccio Megaform a sezione trasversale, mentre i cuscinetti antiusura sovradimensionati garantiscono un allineamento ottimale del braccio e un’efficace trasmissione del peso tra le sezioni durante lo sfilo. Queste caratteristiche, unite al sistema Twin-Lock di bloccaggio del braccio (completamente idraulico) consentono maggiori capacità di sollevamento a qualsiasi raggio di distanza - il sistema Twin-Lock è basato su due perni montati orizzontalmente sul cilindro dello sfilo telescopico per consentire l’estensione di una singola sezione del braccio per volta, a tutto beneficio della calibrazione del tiro. La capacità di sollevamento è ulteriormente migliorata dal MegaWingLift

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opzionale, che fornisce rigidità quando si lavora nella combinazione braccio lungo-jib-contrappeso, aumentando il diagramma di fino al 50 % sul braccio principale e quasi del 100 % su un braccio con prolunga impennabile tralicciata. “Le gru a torre hanno soddisfatto tutte le aspettative dell’impresa - ha confermato ancora Russo - La GMK7450 ha sollevato in particolare - alla distanza già menzionata di 85 m - il braccio da 5,9 t, il controbraccio, il portaralla e la cabina da 7,49 t, e tutti i componenti dinamici di equipaggiamenti per un totale di 10,7 t, il tutto ad una distanza di 85 m”. Il prossimo appuntamento per la GMK7450 nello stabilimento La Doria? Fra tre anni, al termine della lunga lavorazione in cantiere, per lo smontaggio della MDT 219 a missione compiuta.

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Gru e Autogrù TADANO

Identità europea LA GRU CINGOLATA A BRACCIO TELESCOPICO GTC-1800EX È UNA SINTESI DI TECNOLOGIA, DESIGN E VERSATILITÀ NELLA CLASSE DELLE 180 TONNELLATE. NATA DALLA SINERGIA PROGETTUALE TRA GERMANIA E STATI UNITI, È LA PRIMA CRAWLER CRANE PRODOTTA A ZWEIBRÜCKEN

L’

identità si rivela anche quando un’anima divisa in due si unisce in un progetto unico e importante. Per questo, ogni osservatore potrebbe, certo, sostenere che la nuova gru cingolata a braccio telescopico Tadano GTC-1800EX, sviluppata e costruita a Zweibrücken, sia stata già presentata a livello concettuale al Bauma 2019, nelle sembianze preliminari di un nuovo modello Demag. Ma ora che Demag fa parte a tutti gli effetti del gruppo Tadano, la nuova livrea di quel modello rivela il battesimo odierno della Tadano GTC-1800EX. Ci sono buone ragioni

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per includere questa gru cingolata a braccio telescopico nel portafoglio di gru con marchio Tadano: Tadano ha una lunga tradizione di prodotti di questo tipo e una linea di gru cingolate a braccio telescopico molto affermata. Ciò rende l’integrazione nel portafoglio Tadano della gru fabbricata a Zweibrücken un’aggiunta ideale e coerente dal punto di vista tecnologico. Tale integrazione è anche un passaggio ovvio in termini di strategia aziendale. “Il nostro obiettivo è quello di diventare One Tadano - ribadisce Ingo Nöske, director Product Management Crawler Cranes del gruppo internazionale - Con la prima gru cingolata a braccio telescopico prodotta in Germania a marchio Tadano, questa visione sta ora diventando realtà”.

Il corollario immediato è quello del rafforzamento della cooperazione futura tra colleghi tedeschi e americani dello stesso gruppo Tadano, con il vantaggio di sinergie e scambi tecnologici che possono confluire nello sviluppo di nuovi prodotti. Nel caso della nuova gru cingolata a braccio telescopico GTC-1800EX, vediamo ad esempio l’implementazione del sistema di controllo Demag IC-1 Plus - che determina automaticamente la massima capacità di sollevamento consentita tenendo conto di una serie di fattori, tra cui inclinazione del terreno, angolo di rotazione e regolazione dei cingoli - e del sistema telematico IC-1 Remote. Ma andiamo con ordine e analizziamo le principali caratteristiche della nuova cingolata Tadano. La gru, innanzitutto, colma il divario tra le classi di portata da 130 e da 220 tonnellate.

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Il modello GTC-1800EX ha una capacità di sollevamento effettiva di oltre 156 tonnellate e un momento di carico massimo di 590 m/ton, a comporre l’identikit di macchina polivalente, estremamente versatile e flessibile in molti contesti applicativi. All’occorrenza è possibile regolare la larghezza tra i cingoli in configurazioni sia simmetriche che asimmetriche, in modo

da poter utilizzare la gru in applicazioni con spazi limitati, come i progetti di costruzione di ponti. È inoltre ideale per eseguire lavori edili, dato che se ne può regolare opportunamente l’estensione del carro cingolato ma anche far scendere e retrarre il braccio per spostarsi sotto le strutture di un tetto, ad esempio. Inoltre, è possibile sfruttarne capacità e agilità ope-

rativa, utilizzandola come gru ausiliaria oppure nei lavori di pre-assemblaggio di turbine eoliche. In più, pur implementando un braccio principale da 60 metri, la GTC-1800EX rivela diagrammi di carico eccellenti anche nel caso di tiri in condizioni di pendenza fino a 4° e nella messa in opera è richiesta meno preparazione del suolo in cantiere rispetto alle necessità

La forza del cingolo Oltre a una grande capacità di sollevamento, la gru GTC-1800EX offre quasi la stessa manovrabilità e facilità d’uso di un escavatore con pedali di gestione della marcia. La possibilità di utilizzare i joystick per controllare i cingoli rende i comandi della macchina particolarmente agevoli e completi. Tutto ciò è realizzabile grazie all’eccezionale potenza di trazione della macchina e all’impiego dei robusti componenti dei cingoli B9HD compresi i pattini piatti o dotati di doppie costole di aggrappamento. Con questo robusto design, caratterizzato da un sistema di trazione potente, questa gru dispone di una forza di trazione pari a 1450 kN, la più elevata della sua classe. Tale forza di trazione è molto più elevata anche di quella dei modelli più grandi della concorrenza nella classe da 220 tonnellate e permette alla gru GTC-1800EX di girare sul posto sotto carico, anche utilizzando la larghezza tra i cingoli più stretta. La gru è in grado di superare pendenze fino a 50%, mentre la velocità massima di traslazione è di 2,3 km/h e l’altezza libera da terra è di 420 millimetri. Tra le caratteristiche di maggiore spicco vi sono anche le diverse larghezze dei cingoli, con tre punti di fissaggio a 3,5, 4,75 e 6 metri, oltre a larghezze dei cingoli a variazione continua, utilizzabili anche in configurazione asimmetrica. I cingoli possono essere regolati sia a veicolo fermo che durante la traslazione, mentre il sistema di bordo tiene sotto controllo i parametri rilevanti per assicurare che la gru si mantenga entro la configurazione consentita.

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di una gru cingolata a braccio tralicciato. Un esempio ulteriore? La gru può sollevare ben 34 tonnellate con un raggio di 12 metri - sempre con pendenza di 4° - e con il braccio principale esteso fino alla quota di 30 metri. Con una lunghezza dell’elemento principale a 60 metri, la gru GTC-1800EX presenta già lo sbraccio più lungo della sua classe. Eppure, se necessario, è possibile aumentarlo ulteriormente. Sono disponibili prolunghe del braccio principale con lunghezze di 5, 11, 17 e 23 metri che possono essere inclinate meccanicamente e idraulicamente, permettendo di raggiungere una lunghezza massima complessiva di 83 metri. La prolunga da cinque metri può essere ripiegata a lato del braccio principale, per un trasporto più agevole. L’ingombro per il trasporto della gru nella configurazione di base è di tre metri in altezza e larghezza e ciò rende la GTC-1800EX una gru straordinariamente compatta per la sua classe. L’unità trasportabile più pesante raggiunge le 47 tonnellate. Tuttavia, se necessario, questo peso può essere ridotto a 42 tonnellate semplicemente rimuovendo le travi scorrevoli utilizzate per regolare la larghezza tra i cingoli. Le due unità cingolate hanno un peso lordo di circa 18,5 tonnellate ciascuna, se equipaggiate con pattini da un metro; le due unità centrali di zavorra

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pesano 7,5 tonnellate ciascuna e i contrappesi, compresa la piastra di base, pesano 45 tonnellate. Il peso massimo di esercizio della gru è di quasi 150 tonnellate. I progettisti hanno attribuito enorme importanza alla sicurezza e all’ergonomia per quanto riguarda l’allestimento della gru. Poiché è possibile controllare la maggior parte delle fasi di montaggio dalla cabina o utilizzando il telecomando, il manovratore non è costretto a lavorare nella zona di pericolo. Inoltre, la maggior parte dei raccordi idraulici sono a innesto rapido, il che consente di lavorare in modo veloce ed efficiente. La gru GTC1800EX è dotata di stabilizzatori a installazione permanente, compresi i piedi di appoggio, che consentono di scaricare facilmente la gru di base da un rimorchio a pianale ribassato. L’operazione di autoassemblaggio della GTC-1800EX, inoltre, comprende l’installazione di due contrappesi centrali da 7,5 tonnellate sul carro, i telai delle unità cingolate, la pila di contrappesi da oltre 45 tonnellate sulla torretta e il secondo argano. La GTC-1800EX è concepita per garantire un facile accesso manutentivo e un’esecuzione sicura e agevole degli interventi sulla gru. Durante il trasporto, l’allestimento e la messa in opera della gru, anche quando si regolano i cingoli, la posizione delle piattaforme grigliate a installazione permanente si adegua in modo automatico all’operazione in corso. È anche possibile rifornire la gru di carburante mentre si trova su un rimorchio a pianale ribassato ed è facile accedere alla cabina anche in fase di autoassemblaggio. Le scale fisse e i punti di fissaggio per le scale non fisse in dotazione sono collocati in modo strategico sul corpo della gru per consentire l’accesso ai componenti chiave in qualsiasi momento. La gru è dotata anche di punti di ancoraggio per il sistema di protezione anticaduta individuale, in corrispondenza dei punti previsti per l’appoggio delle scale. La nuova Tadano GTC-1800-EX è azionata da un motore MTU a sei cilindri per 230 kW di potenza e 1.300 Nm di coppia. Questo propulsore è conforme alle specifiche EU Stage V e alle specifiche Tier 4 Final per il mercato americano. Sono pre-

viste due modalità di funzionamento particolarmente interessanti: alla velocità di 1.500 giri/min, il motore diesel funziona in modalità ECO ottimizzando il consumo di carburante, mentre a una velocità di 1.800 giri/min, interviene la funzione Power Boost che consente di ottenere un notevole aumento di potenza

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per effettuare movimenti simultanei a potenza o velocità elevate. I due argani della GTC-1800EX offrono anche una caratteristica tecnologica unica. L’argano principale e quello ausiliario sono tecnicamente identici, entrambi sono dotati di fune metallica di 245 metri di lunghezza e 26 millimetri di diametro, con un tiro diretto elevato di 13,9 tonnellate. Il tiro elevato della fune metallica rende possibile, quindi, il sollevamento di carichi pesanti con un ridotto numero di passaggi e un notevole risparmio di tempo durante l’allestimento e il riavvolgimento.

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Gru e Autogrù DEMAG

Sette assi nella manica LA NUOVA GRU MULTISTRADA AC 450-7 RAGGIUNGE L’OBIETTIVO DELLA COMPATTEZZA DI UNA SEI ASSI CON IL TRAGUARDO STRAORDINARIO DI UNA CAPACITÀ DA 195,5 TONNELLATE

S

tabilire nuovi standard nel segmento delle autogrù su sette assi. Non è certo un obiettivo da poco quello che si è posto Tadano Demag quando ha iniziato a sviluppare la nuova gru multistrada Demag AC 450-7. Tuttavia, dal quartier generale di Zweibrücken i progettisti sono riusciti a raggiungere questo obiettivo con un modello che convince gli osservatori più sofisticati per tutta una serie di soluzioni lungimiranti sotto il profilo della ricerca tecnica. L’idea alla base dello sviluppo della nuova AC 450-7 era semplice ma impegnativa. Tadano Demag, in buona sostanza, voleva mettere in campo un’alternativa

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più potente alle sue gru a sei assi con l’obiettivo di mantenerne la compattezza dell’impianto. In termini di dimensioni, l’AC 450-7 soddisfa questo criterio, per una lunghezza del carro di soli 15,99 m, una base con stabilizzatori da 8,45 m e una lunghezza totale di 17,62 m. “In altri termini, in cantiere la nuova AC 450-7 non

occupa più spazio di una gru a sei assi, eppure offre capacità di sollevamento notevolmente aumentata - conferma Michael Klein, product marketing manager Tadano Demag - Quindi, uno degli obiettivi fondamentali che volevamo conseguire con questo modello inedito, è stato raggiunto in tutto e per tutto. La ragione

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Potenza e sicurezza senza usura

del progetto di una multistrada sette assi è semplice da spiegare: era l’unico modo per far sì che la macchina fosse omologata per l’uso su strada con l’obiettivo di implementare un braccio più lungo e capacità di sollevamento maggiori”. Pur avendo dimensioni per lo più identiche a una sei assi, la nuova AC 450-7 infatti può vantare caratteristiche in termini di prestazioni notevolmente migliori. Il nuovo modello è dotato di un braccio principale di 80 m con una capacità di sollevamento massima di 195,5 ton. Se la lunghezza del braccio principale non fosse sufficiente, è possibile, ad esempio, aumentarla con l’applicazione di un falcone della lunghezza massima di 81 m. La lunghezza massima del sistema-braccio della gru è in grado di arrivare ai 132 metri. Il falcone può essere “diviso” in segmenti di 3 m per raggiungere quote dai 24 agli 81 m. Per facilitare il trasporto del falcone, vengono utilizzati due profilati di dimensioni differenti che permettono di far scorrere le singole parti della prolunga l’una nell’altra. Inoltre, il sistema brevettato di sollevamento del falcone rende l’installazione particolarmente veloce, semplice e sicura. Un design che il nuovo AC 450-7 condivide con i modelli Demag AC 300-6,

AC 350-6 e AC 1000-9. Inoltre, l’AC 4507 è estremamente versatile per quanto riguarda i sistemi di prolungamento: Oltre al falcone a volata variabile, Demag

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Per quanto riguarda le operazioni di traslazione, la nuova sette assi AC 450-7 è molto convincente sia su strada che in cantiere. È dotata di cambio Mercedes-Benz e frizione con turbo retarder per partenze brillanti senza usura degli pneumatici accoppiati a un retarder primario ad alte prestazioni integrato. L’operatore della gru ha il vantaggio di disporre di grande sensibilità in fase di partenza e di manovra e non deve preoccuparsi di problemi di temperatura. Osservando più da vicino il design del sistema di trasmissione, si vede che Demag non tralascia nulla: tutti e sette gli assi del modello AC 450-7 sono sterzanti e ben quattro di essi sono assi motore. Con questo assetto è possibile manovrare molto facilmente la gru in cantieri con spazi ristretti, come se fosse un modello a sei assi. In effetti, questo era uno dei principali obiettivi nella fase di sviluppo della gru. La gru è azionata da un motore Mercedes-Benz con potenza di 480 kW (625 CV). Il motore diesel è conforme ai requisiti EU Stage V e Tier 4 Final sulle emissioni, ma è anche compatibile con la normativa Tier 3.

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offre anche opzioni di configurazione con estensione fissa e persino una guida di scorrimento. Il sistema SSL (Sideways Superlift) non solo rende la nuova AC 450-7 parte della categoria di gru Demag di grandi dimensioni, ma fa sì che il lancio di questa macchina rappresenti più di un debutto: Demag utilizza, per la prima volta in assoluto sull’AC 450-7, il suo nuovo progetto ingegneristico del sistema Sideways Superlift. Questo nuovo progetto costituisce un miglioramento fondamentale della ben nota soluzione SSL Demag. I bracci Superlift sono ora interamente montati nella parte anteriore, sulla testa della sezione di base, ovvero sono più lunghi e di conseguenza idonei per capacità di sollevamento maggiori. Per quanto riguarda la capacità di sollevamento, il modello AC 450-7 è notevolmente superiore alle altre gru a sette assi e, in effetti, in varie posizioni del braccio lascia indietro persino alcune unità a otto assi. Di conseguenza, il modello AC 450-7 può sollevare 73,5 tonnellate con un raggio di 9 metri quando è equipaggiato con braccio principale di 60 metri e configurazione SSL. Quando invece il braccio

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principale ha una lunghezza di 80 metri e si utilizza una configurazione SSL, è possibile sollevare 37,9 tonnellate con un raggio di 13 metri e 12,8 tonnellate con un raggio di 50 metri, il che rappresenta la prestazione migliore della categoria. Tuttavia, il sistema Superlift di nuova concezione non solo offre prestazioni maggiori, ma anche migliore funzionalità e maneggevolezza. Infatti, con il nuovo progetto, il sistema richiede solo una singola linea di fune metallica per il collegamento tra la testa del braccio principale e il braccio SSL. Inoltre, i bracci SSL sono bloccati con un sistema idraulico sul braccio principale, riducendo in tal modo il lavoro manuale richiesto per il fissaggio dei bracci e la relativa lavorazione in quota. Il contrappeso massimo per l’AC 450-7 è di 150 tonnellate. Esso è costituito da una piastra di base da 20 tonnellate e da piastre di contrappeso che sono state ridisegnate in modo ottimale in termini di raggio di oscillazione, che è ora di soli 5,60 metri. Le piastre di contrappeso sono disponibili da 10 tonnellate, da 5 tonnellate o una combinazione delle due, con l’obiettivo di consentire ai clienti di scegliere

la soluzione migliore in base alla loro logistica di trasporto. Alcuni aspetti pratici importanti sono stati presi puntualmente in considerazione. La piastra di base, ad esempio, può essere montata dal lato anteriore, ottenendo un vantaggio particolarmente evidente nei cantieri in cui lo spazio è ridotto; è possibile, inoltre, posizionare l’autocarro di trasporto solo davanti alla gru. “Anche questa soluzione è stata adottata in base a esplicite richieste dei nostri clienti - riferisce Michael Klein - Non dimentichiamo poi che per il modello AC 450-7 è disponibile un telaio adattatore per contrappesi da utilizzare se si vuole aumentare il raggio di rotazione posteriore per corroborare ulteriormente la capacità di sollevamento, soprattutto quando si utilizza una configurazione SSL”. L’ultimo vantaggio, ma non meno importante, consiste nel fatto che Demag offre vari adattatori per consentire agli operatori di continuare a utilizzare anche con la nuova AC 450-7 le piastre di contrappeso di altri modelli AC o CC di grandi dimensioni. A 8,45 metri, la base di appoggio degli stabilizzatori è allo stesso livello di una gru a 6 assi. Va sottolineato che il modello AC 450-7 ha cinque diverse posizioni degli stabilizzatori con larghezze diverse. Di conseguenza, la nuova gru Demag è particolarmente versatile e flessibile quando è necessario operare in cantieri con spazi ristretti. Il nuovo ed innovativo sistema Demag Surround View rende più facile per l’operatore della gru posizionare l’AC 450-7 in cantieri di questo tipo. Questo sistema brevettato utilizza le sei telecamere della gru per produrre il diagramma elaborato al computer delle lunghezze di estensione degli stabilizzatori, nonché del raggio di rotazione posteriore del contrappeso utilizzabili nella effettiva posizione della gru. “Grazie al sistema Demag Surround View, nel display della cabina del veicolo vengono indicate le lunghezze della base degli stabilizzatori che si possono utilizzare. In questo modo l’operatore è in grado di posizionare la gru nel cantiere in modo che tutti gli stabilizzatori siano sufficientemente estesi e che sia ga-

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rantito il necessario raggio di rotazione posteriore del contrappeso. Questo riduce notevolmente il tempo richiesto per misurazioni e prove quando si cerca la posizione ottimale da cui far funzionare la gru, rendendola più rapidamente pronta per l’uso”, spiega Michael Klein.

Demag Surround View assiste anche gli operatori della gru durante il percorso per raggiungere il cantiere. Le informazioni grafiche fornite dalle telecamere mostrano all’operatore gli ingombri ai lati della gru al momento di sterzare, in modo da notare più facilmente la presenza di ciclisti, pedoni ed ostacoli. Questa funzione si attiva automaticamente quando viene utilizzata la freccia,“un’assoluta novità che abbiamo mostrato a diversi clienti riscontrando un estremo interesse”, sottolinea ancora Michael Klein. Una volta trovata la posizione ideale per la gru, l’apprezzato sistema di controllo IC1 Plus garantisce di poter sempre utilizzare la massima capaci-

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tà di sollevamento disponibile. Una volta trovata la posizione migliore, il ben noto sistema di controllo IC-1 Plus fornisce il dato della massima capacità di sollevamento disponibile perché, per ogni posizione del braccio della gru, determina in tempo reale la capacità di sollevamento in funzione dell’angolo di rotazione della torretta. Di conseguenza, è possibile utilizzare la massima capacità di sollevamento disponibile con qualsiasi configurazione degli stabilizzatori, anche nel caso che siano asimmetrici. La gru è disponibile direttamente dalla fabbrica con in dotazione, oltre al sistema di controllo IC-1 Plus, il sistema IC-1 Remote che rende possibile la diagnostica e la lettura a distanza di tutti i parametri principali della gru. A seconda delle opzioni scelte, è possibile configurare il modello AC 450-7 per viaggiare con limite di carico per asse di 12 tonnellate o di 16,5 tonnellate. Inoltre, è possibile trasportare il bozzello Vario a tre pulegge senza superare il limite di carico per asse di 12 tonnellate.

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Gru e Autogrù LIEBHERR

Gioiello di flotta ALTEZZA DI SOLLEVAMENTO E CAPACITÀ INCREMENTATE, PRESTAZIONI SUPERIORI. LA NUOVA LTM 1150-5.3 È UNA MACCHINA PREZIOSA CHE SUPERA OGNI STANDARD NELLA CLASSE DELLE 150 TON

U

na novità che va oltre ogni presentazione di rito. Dopo il lancio dell’autogrù multistrada LTM 1120-4.1 dello scorso marzo, Liebherr presenta quest’anno la sua seconda novità all-terrain. Si chiama LTM 1150-5.3 ed è già stata definita “the jewel in your fleet” (Il gioiello per il vostro parco macchine). A spiegare la sorprendente definizione è Christoph Kleiner, direttore vendite della casa tedesca, che offre per la nuova autogrù l’identità di “una tuttofare flessibile. La LTM 1150-5.3 è in grado di valorizzare ogni flotta come un gioiello. Con i suoi 66 metri di quota operativa, vanta il braccio più lungo in questa classe di peso

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e può competere addirittura con i modelli da 200 tonnellate grazie all’eccezionale capacità di sollevamento sia con braccio impennato che per interventi con raggio esteso. Subito pronta per la messa in opera in cantiere, l’LTM 1150-5.3 ha un peso totale di 60 tonnellate che ne comprendono già nove di zavorra. Questo vantaggio permette di svolgere molti lavori senza la necessità di trasporti extra per i contrappesi, risparmiando tempo e denaro. Insomma, questa gru mobile è una macchina davvero preziosa per ogni operatore”. Il braccio telescopico della nuova LTM 1150-5.3 offre un’estensione in più di sei metri rispetto al modello LTM precedente

da 150 ton. Alla quota dei 60 metri, inoltre, la nuova autogrù a cinque assi solleva 12 tonnellate con il braccio impennato - 1,5 in più rispetto al modello passato - e, allo sviluppo completo di 66 metri, il nuovo modello culmina con una capacità di sollevamento di oltre 9 tonnellate. Una prerogativa che fa della 1150-5.3 il modello ideale per l’assemblaggio di gru a torre e delle grandi antenne di ricezione per telecomunicazioni. Con le prolunghe tralicciate, la nuova gru da 150 tonnellate può raggiungere altezze di sollevamento fino a 92 metri e un’estensione del raggio operativo fino ai 72 metri. A questo scopo, come prolungamento

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del braccio viene utilizzata una sezione a traliccio di 7 metri e un falcone doppio da 10,8 a 19 metri. Come optional, può anche essere regolato idraulicamente tra 0° e 40°. Un falconcino da montaggi lungo 2,9 metri e una puleggia di testa braccio ripiegabile lateralmente completano la dotazione degli accessori. Un aspetto particolarmente vantaggioso: le prolunghe tralicciate sono compatibili con molti tipi di gru della classe da 100 a 180 tonnellate della gamma Liebherr. Il collaudato motore diesel Liebherr a sei cilindri del carro fornisce alla LTM 11505.3 una trasmissione potente, con 400 kW / 544 CV e una coppia di 2.516 Nm. Il motore è conforme alla nuova direttiva sulle

Bozzelli zavorrabili, nuova idea di adattamento Per la prima volta sulle autogrù telescopiche Liebherr come la nuova 1150-5.3 sono previsti i bozzelli zavorrabili. Da un lato, i bozzelli devono essere pesanti per garantire l’avvolgimento sicuro della fune sul verricello di sollevamento. Dall’altro, dovrebbero avere il minor peso possibile per il trasporto sulla macchina ma essere idonei a carichi elevati per il sollevamento. Liebherr ha risposto a queste esigenze contrastanti con una gamma completamente nuova di bozzelli: le piastre di peso fissate su entrambi i lati del bozzello consentono di modificarne il peso totale e quindi di adattarlo in modo ottimale alla situazione in atto. “I nostri ingegneri sono riusciti a compiere una mossa semplice ma geniale, perché questa idea ci permette di reagire in modo ancora più flessibile durante l’impiego - spiega Christoph Kleiner - Ad esempio, un bozzello a tre pulegge che prima pesava 700 kg in questa classe di autogrù, ora ne pesa solo 500 kg ma può essere facilmente e rapidamente configurato a 700 kg se necessario”. Il nuovo sistema è disponibile per bozzelli da 1 a 7 pulegge, adatti per gru con fune di diametro 19 mm e 21 mm. I pesi sono intercambiabili, per favorire un semplice utilizzo dei componenti.

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Gru e Autogrù

emissioni dei gas di scarico Stage V e può essere allestito anche in conformità alle linee guida applicabili in Paesi al di fuori dell’Europa, ad esempio Tier 4 per gli USA o Stage III per gli altri paesi. La trasmissione ZF TraXon viene utilizzata per trasmettere la potenza agli assi della gru mobile. L’ECOdrive è particolarmente economico e conveniente: nella modalità Eco (selezionabile), viene stabilito un assetto di guida ottimizzato che consente di risparmiare carburante ed emissioni di CO2, oltre a ridurre la rumorosità. Inoltre, l’Hill Start Aid facilita la partenza in salita. Anche con questa gru, Liebherr persegue costantemente la propria strategia monomotore con azionamento meccanico della torretta. L’eliminazione del peso del motore della torretta, che era ancora presente sul modello precedente, consente di creare un braccio più lungo e una maggiore capacità di sollevamento. Come gli altri recenti modelli della serie di gru mobili Liebherr, anche il nuovo modello da 150 tonnellate è dotato di ECOmode per l’azionamento della

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torretta, con l’obiettivo di risparmiare carburante e ridurre la rumorosità e le emissioni di CO2. La prima caratteristica comporta che l’azionamento della pompa si disinserisce automaticamente quando il motore gira a vuoto durante le pause e si riattiva in pochi secondi tramite il sistema di controllo intelligente,

quando serve potenza. La seconda è riferita al sistema di controllo della gru che calcola autonomamente il regime ottimale del motore per la rispettiva prestazione di lavoro preselezionata tramite il joystick, sempre al fine di evitare consumi e regimi di impiego del motore inutilmente eccessivi.

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AL SERVIZIO DELLE GRANDI OPERE INGEGNERIA, TRASPORTI E SOLLEVAMENTI AD ALTO VALORE AGGIUNTO PER LE COSTRUZIONI PONTI

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Trasporto e installazione delle sezioni del nuovo ponte di Genova con carrelli SPMT, strand jacks e gru cingolate

Sollevamento e Installazione di 10 piani completi di due edifici INTEL in India con l’ausilio di strand jacks

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GALLERIE 216 Jacks

Sollevamento e Installazione del tetto in tenso­struttura del nuovo stadio del TOTTENHAM con l’ausilio di 216 strand jacks in simultanea

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Rilocazione, Trasporto e Installazione di talpe meccaniche (TBM): trasporto con carrelli modulari, SPMT; sollevamento e installazione con sollevatori idraulici e strand jacks

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Gru e Autogrù IDROGRU

Una gamma sul camion dell’innovazione 2020 ANNUS HORRIBILIS? NON PER IL COSTRUTTORE DI MODENA CHE HA ARCHIVIATO UNA STAGIONE PROFICUA DI NOVITÀ TECNOLOGICHE E DI SOLUZIONI EFFICACI PER LE PROPRIE GRU AUTOCARRATE

L

a forza delle idee non si ferma mai, neppure davanti alle difficoltà di un periodo tra i più terribili della nostra storia sociale ed economica. Nella sede Idrogru di Modena, il pensiero industriale dedicato alla nuova generazione delle gru su camion è proseguito come un treno nella notte, producendo soluzioni e tecnologie che hanno innalzato l’asticella dell’innovazione per una gamma tra le più apprezzate del settore. L’identità dei modelli Idrogru è quella di macchine sempre pronte all’intervento, equipaggiate per affrontare ogni evenienza operativa senza alcun timore dei limiti di accesso e di capacità. Dal confronto con gli operatori in cantiere e dalla cronaca storica delle esigenze riscontrate nelle più diverse applicazioni di solle-

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vamento, la gru mobile su autocarro del costruttore di Modena è cambiata ed ha aggiunto nuovi valori sostanziali anche in questo 2020 complesso e arduo per l’intero settore. Analizziamo quindi, punto per punto, i principali traguardi raggiunti da Idrogru sul fronte delle implementazioni adottate per tutta la gamma di gru auto-

carrate dalla concezione sempre più all’avanguardia.

Un’elettropompa smontabile compatta Nelle novità di dotazione della gamma Idrogru troviamo innanzitutto un’elettropompa smontabile compatta, alloggia-

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ta tra la cabina del camion e il telaio, in posizione centrale rispetto agli stabilizzatori anteriori della gru. L’elettropompa è prevista dal costruttore come soluzione opzionale ma l’introduzione di questo componente risulta molto interessante nella prospettiva di un autocarro allestito a libera circolazione. “Per facilitare il montaggio e lo smontaggio dell’elettropompa, abbiamo predisposto una serie di attacchi rapidi - rivelano i responsabili del reparto progettazione Idrogru - Quando questa attrezzatura non serve, al posto dell’elettropompa è insediato un semplice cassettone. L’elettropompa può essere collegata, con un cavo, alle reti elettriche trifase a 400 Volt e può funzionare in un range da 11 a 22 kW. A 22 kW si ottiene la massima efficienza della gru, con prestazioni certamente equiparabili a quelle che si ottengono con la propulsione di un motore termico”. Il motore elettrico, quindi, è dotato di inverter e si può collegare a prese da 32A a 63A per la funzionalità di questa pompa tandem da 80 l E + 40 l e dalle dimensioni compatte da 1.500 x 600 x 600 mm.

Stabilizzazione variabile con il sistema ISC (Idrogru Stability Control) Passiamo ora alla novità dinamica più rilevante. Si tratta della stabilizzazione variabile conferita alla gru su camion dall’esclusivo sistema ISC (Idrogru Stability Control). “Come abbiamo già anticipato, sono le esigenze dei nostri clienti a spingere lo studio di nuove soluzioni - ci spiega Roberto Vezzelli, titolare e responsabile tecnico-commerciale di Idrogru - Anche in questo caso, sono stati gli utilizzatori sul campo a indurci a studiare un sistema efficace di stabilizzazione per poter operare in spazi ridotti, all’interno di capannoni, su terreni dissestati e in altri contesti operativi poco agevoli. Con il sistema ISC che abbiamo sviluppato, il quadrilatero di stabilizzazione della truck crane viene calcolato in base alla posizione specifica dei quattro stabilizzatori. Questa prerogativa permette all’operatore di potersi liberare dalla necessità di consultare le

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Gru e Autogrù

tradizionali tabelle di carico e di ottenere sempre le massime prestazioni in funzione dello spazio che si ha realmente a disposizione per stabilizzare la gru”. Sul display in cabina, il sistema ISC consente di visualizzare i valori di sollevamento, in tempo reale, in relazione alla posizione di apertura e sfilo del braccio, restituendo all’operatore il valore di portata utile nell’area di intervento specifica - in corrispondenza della posizione adottata per ogni singolo stabilizzatore. L’aggiornamento delle condizioni di lavoro, in questo modo, è costante e riguarda tutti i parametri che riguardano il rapporto tra capacità di tiro, sbraccio laterale e area di stabilizzazione durante l’intero arco di intervento della gru. “Questo software innovativo l’abbiamo sviluppato in collaborazione con il nostro storico partner tecnologico Cobo 3B6 - sottolinea Vezzelli - Oltre al lungo studio preliminare, abbiamo realizzato numerosi test e si è proceduto al controllo successivo di oltre 2.000 piazzamenti e configurazioni operative sul campo”.

La novità KT160.50 HE All’interno della gamma Idrogru, il modello KT160 è da sempre un best-seller nazionale, l’autentico prodotto di punta per la tipologia truck crane nel nostro pa-

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Rotta dinamica 4.0 Nella direzione dell’Industria 4.0, Idrogru ha concepito già da tempo per le truck crane di gamma, la dotazione di comandi digitali di ultima generazione con joystick in CAN-Bus, distributori proporzionali load sensing, sensori ed encoder ridondanti di massima precisione, interconnessione uomo-macchina e diagnostica da remoto secondo un’interfaccia semplice e intuitiva basata sul nuovo display Tera12 di Cobo-3B6. L’operatore può gestire con grande semplicità tutte le funzioni dell’autogrù e gli automatismi programmati dal software attraverso quattro centraline elettroniche. Le funzione prevedono, tra l’altro: controllo LMI gru, stabilizzazione e livellamento automatico, scelta accessori, parametri autocarro (giri motore, carburante, risorse), diverse telecamere, gestione automatizzata delle zavorre, impostazione settori di lavoro e molte altre opzioni aggiuntive.

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ese in virtù di un rapporto ideale tra peso complessivo e potenza di sollevamento. Nel solco di questa tradizione consolidata, il 2020 ha portata nella gamma Idrogru la nuova versione KT160.50 HE, caratterizzata da un braccio particolarmente lungo e rigido, con cinque sfili idraulici per una capacità di tiro eccellente, corroborata dall’impiego di cilindri idraulici indipendenti e dalla resistenza estrema dei pattini di scorrimento costruiti in bronzo; un braccio, in buona sostanza, non sollecitabile al punto da produrre flessioni significative e con il massimo contenimento del peso. Il risultato progettuale complessivo rivela un allestimento della gru su un veicolo a cinque assi di massa inferiore alle 44 ton, con una scelta controcorrente rispetto alla stessa tradizione dei modelli Idrogru: la nuova KT160.50 HE prevede un braccio che sormonta la cabina, sfiorando i 50 m di altezza massima - ulteriormente incrementabili con

KT300.26S, la più potente su cinque assi Il flusso dei progetti Idrogru ha portato, nelle ultime settimane dell’anno, la notevole sorpresa di una nuovissima truck crane, probabilmente il modello più potente a livello internazionale in allestimento su autocarro commerciale a cinque assi. Il nuovo fenomeno di Idrogru chiama KT300.26S e contempla una portata massima di 300 ton, con un braccio da 22,5 m e un’altezza massima di sollevamento a 26 m. Il peso complessivo della macchina in allestimento completo è di 54 ton - ridotte a 32 con lo smontaggio del braccio, dei quattro stabilizzatori e dell’argano, e a 44 con il solo smontaggio del braccio. La gru è dotata di due pompe a pistoni da 130 litri, a portata variabile, e da una pompa da 50 litri a portata fissa. L’allestimento realizzato è su autocarro Mercedes Arocs 5463K, un modulo a cinque assi 10x4 di massa complessiva già menzionata da 54 ton, con motore sei cilindri da 630 cv. La zavorra allestita sulla KT300.26S è modulabile, composta da elementi in piombo da 5 ton per un totale di 40 ton. La nuova truck crane di Idrogru è alimentata da un pacco batterie al litio che assicura un uso continuativo della macchina per 5-6 ore, con la dotazione (di serie) di un caricabatterie.

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l’aggiunta del jib idraulico Idrogru da 18 m (in alternativa, disponibile anche nella versione da 14 m).

Arrivano le zavorre in piombo Tra le dotazioni previste per le nuove gru su camion Idrogru, uno sguardo va concesso senz’altro all’attrezzatura di contrappeso. I modelli della gamma saranno dotati di zavorre in piombo per una soluzione dai molteplici vantaggi. L’ingombro previsto dalle zavorre in piombo è lo stesso dei contrappesi in ghisa, ma il vantaggio rilevante è quello di una resa notevolmente più efficace in termini di prestazioni consentite alla gru nelle fasi di sollevamento più importanti. Una prerogativa nuova a vantaggio della polivalenza e della versatilità per modelli adatti a una vasta platea di applicazioni, all’interno di siti industriali - anche dall’accesso limitato e dalla logistica sensibile - e in molteplici contesti di intervento dove la compattezza della gru su camion è una necessità da abbinare ad altre dinamiche importanti come la stabilizzazione di tipo radiale concepita dai progettisti Idrogru, in grado di sostenere l’efficace sfilo sotto carico del braccio.

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Gru e Autogrù JEKKO

Oltre il confine CON L’ANALISI DEL PRIMO MODELLO RIVOLUZIONARIO SPX532, ENTRIAMO NEL MONDO NUOVO DELLE MINIGRÙ CREATE DAL COSTRUTTORE DI COLLE UMBERTO. UN PIANETA FERTILE, DI UOMINI E IDEE INEDITE, DOVE SI SVILUPPA L’AVANGUARDIA IN GRADO DI CAMBIARE UN INTERO SETTORE

U

n viaggio affascinante e incantato, all’interno di un universo che comprende persone e idee nell’armonia di un pensiero industriale unico, coerente, innovativo. Quello che noi di Sollevare vi offriremo, nell’arco di tre puntate successive, è un percorso unico di scoperta del mondo Jekko, la rivelazione di alcuni elementi

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che fanno del produttore di Colle Umberto (Tv) una delle realtà più straordinarie del sollevamento italiano. Andiamo per gradi e non riveliamo subito tutto quello che abbiamo visto nella preziosa visita organizzata da Chiara Bellina - Marketing e Communication manager della squadra Jekko, nel ruolo di guida irreprensibile al ciclo ideativo

e di produzione dell’azienda. Cominciamo invece la narrazione dal primo motivo conduttore del nostro interesse tecnico-giornalistico, quello della scoperta di uno dei prodotti d’eccellenza della nuova ricerca progettuale del marchio: la minigrù SPX532. Per seguire passo passo la genesi di questa macchina già molto apprezzata dal

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Alessio Forcolin, responsabile commerciale Italia di Jekko e Chiara Bellina, Marketing & Communications manager.

Telemetria a vantaggio del cliente Le prerogative di controllo della SPX532 sono basate sul sistema J-Connect e prevede l’utilizzo di una SIM dati; in questo modo, la minigrù può essere connessa al web. Attraverso un portale creato ad hoc, la macchina può essere monitorata completamente da remoto. Una dinamica della quale si avvantaggia molto opportunamente il cliente, il rivenditore e il servizio di assistenza tecnica Jekko.

mercato internazionale, siamo approdati al fulcro della produzione attuale di Jekko, identificato nella sede di Godega di Sant’Urbano, poco distante dal quartiere generale primigenio di Colle Umberto. Qui incontriamo Alessio Forcolin, responsabile commerciale per l’Italia della gamma Jekko, pronto a descriverci nel dettaglio i particolari inediti di quello che - a tutti gli effetti - costituisce uno standard assoluto nel settore delle gru semoventi compatte. “Guardando al progetto della SPX532, la prima cosa da dire è che non si tratta certo di una minigrù concepita con le intenzioni di un semplice restyling

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basato su modelli già presenti nelle nostre serie - sottolinea con chiarezza Forcolin Ci siamo messi davanti a un foglio bianco e abbiamo concepito un prodotto completamente nuovo, la cui portata rivoluzionaria è testimoniata da molti dettagli. La prima nota di impianto generale rivela per la SPX532 una struttura che coniuga le prerogative di una minigrù con quelle di una gru da autocarro e di un’autogrù. Poi, c’è la novità dell’implementazione di un jib idraulico dalla portata di una tonnellata, per un’altezza che culmina alla quota di 17,3 metri, mai raggiunta prima da una gru di questa categoria. L’insediamento del jib a riposo rappresenta un’altra novità: l’elemento è collocato all’interno della colonna per facilitarne l’installazione anche da parte dell’operatore meno esperto, grazie a un innovativo sistema di aggancio che ne riduce i tempi di allestimento e smontaggio”. L’operatore, quindi, può decidere di stoccare il jib in tre modalità: a riposo sulla colonna, a terra e riposto sotto il braccio principale. Le prime due modalità permettono di lavorare con il braccio principale, l’ultima con il jib installato, ottenendo il grande vantaggio di non doverlo mettere a riposo a fine utilizzo (come avveniva nelle versioni precedenti). Il jib consente inoltre di attivare simultaneamente sia le funzioni di sfilo che di angolo, conferendo una maggiore flessibilità e precisione ai movimenti della gru. Questa prerogativa è consentita da quello che può definirsi come un autentico asso nella manica della SPX532: il nuovo distributore elettro-idraulico digitale Danfoss PVG 16 che regola in maniera intelligente e autonoma - in virtù di una doppia via oleodinamica - la pressione e la portata d’olio a seconda del movimento intrapreso, del carico e della richiesta di velocità del movimento stesso. In questo modo, la gru può realizzare fino a quattro movimenti contemporaneamente, con grande fluidità e senza alcuna perdita di prestazioni.

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Gru e Autogrù Nella disamina progressiva delle facoltà che valorizzano la minigrù SPX532, un plus notevole riguarda il sistema di stabilità rinnovato. Ogni stabilizzatore può ruotare in cinque posizioni differenti (0°, 15°, 46°, 62° e 90°), con l’angolo di inclinazione regolabile. La flessibilità degli stabilizzatori è incrementata dalla doppia articolazione con sgancio rapido do-

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tato di calamita per l’apertura e l’assetto a riposo. Con queste nuove opportunità dinamiche, la stabilizzazione dell’SPX532 offre all’operatore la possibilità di ottenere fino a 1.250 diverse configurazioni. Quando la macchina affronta terreni irregolari, la gru è in grado di livellarsi automaticamente perché il software è in grado di riconoscere in tempo reale le diverse aree di lavoro a seconda della posizione dello stabilizzatore”. La gestione della gru trova un alleato indispensabile nel radiocomando d’avanguardia sviluppato da Jekko in collaborazione con Autec. Si tratta di un modulo multifunzione dotato di un display LCD e di una serie di selettori collocati sulla consolle, con i quali l’operatore può impostare la configurazione della gru (in modalità Pick & Carry, regolando la salita e la discesa degli stabilizzatori oppure l’assetto del carro cingolato) e gestire tutti i parametri di funzionamento della gru (compresa l’attivazione o lo scarico della pompa del vuoto). “La possibilità di visualizzare dati come l’altezza e la portata massima del tiro, il peso sollevato e altre informazioni utili sulla gru in azione, consente all’operatore il controllo totale della macchina - aggiunge Forcolin - A chi utilizza l’SPX532 è concessa anche la facoltà di attuare delle utili simulazioni, a vantaggio di un intervento successivo in condizioni di completa sicurezza”. Dal display si possono facilmente visualizzare tutti i parametri di funzionamento della macchina. Veniamo ora alla propulsione prescelta per l’SPX532. Oltre alla motorizzazione termica diesel e alla doppia propulsione diesel-elettrica - con motore elettrico monofase (220V-2,2 kW) o trifase (400V-5,5 kW) - l’autentica novità della nuova versione è quella della dotazione integrale di un powerpack elettrico a batterie al litio, frutto di una ricerca sofisticata durata ben cinque anni, con investimenti importanti e un alto livello di sviluppo tecnologico. “La tecnologia Lithium-Ion è un traguardo fondamentale per la nuova serie di minigrù Jekko - conferma Forcolin - Agli operatori di qualsiasi settore offriamo la

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Gru e Autogrù libertà di poter lavorare in ogni tipo di ambiente, anche al chiuso o nei contesti operativi più sensibili, che non ammettono emissioni inquinanti atmosferiche e acustiche. Il nostro powerpack al litio consente cicli di lavoro completi di un’intera giornata, anche oltre le otto ore, dal momento che le batterie possono essere ricaricate anche mentre la minigrù è all’opera (collegandola al caricabatterie da 220 V in dotazione)”. Dopo aver descritto i dettagli più innovativi della SPX532, riserviamo per l’identikit finale una doverosa sottolineatura generale che riassume tutta l’esclusività di una minigrù che raggiunge diversi primati nel settore specifico di applicazione. La SPX532 è la gru semovente cingolata da porta singola (con larghezza inferiore agli 80 cm) con le prestazioni più elevate sul mercato, con un peso totale contenuto (solo 2,8 ton complessive), una quota di lavoro d’eccezione che culmina a 17,3 metri e una capacità di sollevamento unica, fino alle 3,2 ton. “La dinamica del braccio che presiede all’operatività della SPX532, ne fa un campione assoluto nei lavori che richiedono un’agilità nel senso della lunghezza, entro aree confinate - specifi-

ca Forcolin - Pensiamo soprattutto a un settore di intervento nei quali la nostra minigrù è un fenomeno di polivalenza riconosciuto, come quello della movimentazione e della posa di superfici vetrate, oppure nei vari segmenti della manutenzione industriale, dell’impiantistica e dell’edilizia. La grande facoltà di poter lavorare a gancio, inoltre, è impagabile. Porta il concetto stesso di minigrù oltre i confini di questa tipologia, conferendo a un modello come la SPX532 la patente di autentico fenomeno multifunzione, adatto a ogni cantiere e a ogni livello di professionalità”.

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Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE

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065/2019

LMRX19RS1

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Gru e Autogrù JMG

Doppia polivalenza UN BRACCIO DALL’INEDITA STRUTTURA PARALLELA PER SOSTENERE UNA CAPACITÀ DA 70 TONNELLATE. IN PIÙ, FLESSIBILITÀ E COMPATTEZZA PER LA MC700MT DALLA PERSONALITÀ MULTITASKING

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a nuova frontiera Pick & Carry ha una sigla da non dimenticare. Si scrive MC700MT e si legge polivalenza, secondo la filosofia JMG Cranes. Il produttore di Cremona è riuscito a vincere la scommessa di concepire

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una gru cingolata assolutamente unica, perché dotata di un braccio a struttura parallela (quindi doppio) in grado di conferire alla macchina una capacità di sollevamento fino alle 70 ton, in un impianto con caratteristiche compatte e adattabili a

qualsiasi area di intervento, anche la più angusta. “Il progetto è nato proprio dalla necessità di un nostro committente. Gli occorreva una gru semovente in grado di operare ovunque, anche nei cantieri inaccessibili ai modelli di sollevamento

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tata

Portat Massim Dimensioni mm

con comando automatico 70.000 Struttura autoportante in lamiera di acciaio di qualità piegata e saldata

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Angolo di sterzo -90°/+90°

Diagrammi di portata

Motore elettrico impianto idraulico 2x45 kW - 96 V AC. Classe di isolamento H.

GRUPPO APERTO

GRUPPO CHIUSO

standard - rivela Matteo Montagna responsabile dell’ufficio tecnico meccanico JMG Cranes - Il punto di partenza progettuale prevedeva l’implementazione di un’imbracatura molto corta per ridurre il più possibile la distanza tra la testa del braccio e il carico, evitando l’impiego del bilancino. Una volta trovata la soluzione, il risultato successivo ci ha fatto ricavare un modello in grado di operare anche in ambienti interni che contemplano altezze particolarmente basse del soffitto”. Dopo aver messo a confronto diverse ar-

Angolo di inclinazione +62°/-5°

chitetture del braccio e moduli alternativi da adottare per le dinamiche di sollevamento, l’ufficio tecnico ha studiato la soluzione del doppio braccio idraulico con

sfilo proporzionale (da 1.400 mm) a tre sezioni, con due elementi in parallelo che si suddividono il carico e un unico cilindro di sollevamento. “In seguito, abbia- mo

Scelta d’acciaio, per durare La selezione dei materiali più prestazionali ha sempre costituito un plus nella produzione del costruttore cremonese. Per il doppio braccio della nuova MC700MT è stata prescelta quindi una qualità di acciaio S900 ad alto limite di snervamento, già impiegata con successo sulle macchine più grandi della stessa gamma JMG.

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Gru e Autogrù scelto una componentistica idraulica ed elettrica che garantisse contemporaneamente compattezza di impianto e prestazioni ottimali della gru - aggiunge Montagna - Inoltre abbiamo deciso di equipaggiare la nuova MC700MT con batterie che garantissero una grande autonomia operativa , fino a otto ore, rispettando i limiti di peso e gli ingombri della gru”.

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Gli altri caratteri della MC700MT che meritano menzione fanno riferimento quindi alla trazione elettrica assicurata da una coppia di motori da 12 kW per 96V, alle batterie da 1.720 Ah per 96 V e allo sterzo posteriore con idroguida e pompa dedicata da 45 kW. Il design della MC700MT è altrettanto notevole, con linee agili e snelle che confermano la nuova via estetica e funzionale intrapresa dalla gamma JMG Cranes.

“Questa gru cingolata si può paragonare nelle dimensioni al modello MC580 - commenta infine il responsabile tecnico dell’azienda - Certo la compattezza è ancora più evidente”. Come evidente, aggiungiamo noi, è la versatilità di optional preziosi come il radiocomando e - in previsione a breve - le forche, un accessorio in grado di conferire alla MC700MT un accento ancora più multifunzionale.

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Gru Edili FM GRU

Vertici a Palazzo

QUATTRO TORRI 1260 FTC AL LAVORO NEL CANTIERE DI ROMA DELL’EX POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO, PER LA NUOVA SEDE DEGLI UFFICI ENEL. UN PUNTO FERMO IN CANTIERE DELLA TECNOLOGIA FLAT TOP

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na sede prestigiosa per una delle aziende di servizio storiche del nostro Paese. Enel ha cambiato casa e, a Roma, si è trasferita nel meraviglioso palazzo di piazza Verdi che fu sede dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Costruito nel 1914 come sede dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, l’immobile è considerato uno degli esempi più rappresentativi dell’architettura Liberty nella capitale e per i prossimi 24 anni, sulla base di un contratto di locazione, questa dimora straordinaria sarà il quartier generale del gruppo. Una volta tramontata l’idea iniziale di realizzare un hotel, nell’edificio che cam-

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peggia maestoso nel quartiere residenziale Parioli Pinciano - tra i due grandi parchi pubblici di Villa Ada a nord e di Villa Borghese a sud - è partito finalmente il cantiere dove ora procedono alacremente i lavori di ristrutturazione che termineranno nel 2022, per una riqualificazione che riguarda, tra l’altro, circa 30.000 metri quadrati ad uso ufficio su un totale di 70.000. In tutto, sette piani fuori terra per uno stabile imponente che si sviluppa su quattro lati attorno a un’ampia corte interna. Il progetto, improntato al un’idea attuale di sostenibilità costruttiva ed energetica, consiste nel restauro delle facciate esterne, nel consolidamento e fit-out della

struttura e nella realizzazione di un parcheggio interrato di quattro piani per 285 posti auto complessivi. In un cantiere così importante, la rivelazione dei lavori in corso è evidente nello stagliarsi delle quattro gru a torre fornite da FM, tutte del modello 1260 FTC con sbraccio di 60 m, montate ad altezze differenti (tra i 45 e i 55m) per scongiurare ogni rischio di collisione durante le manovre. Il modello di gru Flat Top Crane (FTC) concepito da FM permette un rapido montaggio con sezioni modulari e questa prerogativa riduce i tempi di installazione e al contempo garantisce la massima sicurezza per tutti gli operatori coinvolti nel cantiere.

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FM 1260 FTC, la scheda tecnica Portata massima Portata falcone Braccio standard Altezza torre Sbraccio max. Braccio articolato min. Altezza max. Al gancio Velocità max.

8 t 1,35 t 34,3 m 59,8 m 60 m 22 m 51,7 m 71 m/min

“Per allinearci alla politica del cantiere in favore dell’ecosostenibilità e per garantire la salvaguardia dell’ambiente residenziale sensibile in cui le gru sono posizionate, particolare attenzione è stata dedicata alle basse emissioni acustiche e all’impiego di vernici a base ecologica - rimarcato i tecnici FM Gru - Inoltre le quattro unità all’opera sono dotate di tutti i dispositivi tecnologici e di un sistema di un’interfaccia accessibile da qualsiasi dispositivo provvisto di connessione alla rete Internet, che consente di monitorare in tempo reale tutte le funzioni e le prestazioni della macchina”. Questo sistema di interconnessione, va sottolineato, è

un punto fondamentale di idoneità delle gru FM al credito d’imposta previsto dalla normativa Industria 4.0. “In particolare il sistema FM Gru permette l’aggiornamento automatico da remoto del software della macchina da parte della casa madre - aggiungono i progettisti FM - Contempliamo la possibilità di attivare meccanismi di assistenza predittiva

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attraverso il monitoraggio e la diagnosi delle condizioni generali della macchina allo scopo di programmare le attività di assistenza necessarie. Altre dinamiche riguardano inoltre la visualizzazione dei cicli di carico della gru, dei dati sul tempo di utilizzo della macchina e dei singoli argani e la possibilità di pianificare le manutenzioni preventive”.

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Gru Edili RAIMONDI

Vista Mediterraneo

POKER DI GRU A TORRE TOPLESS RAIMONDI MRT294 PER LA COSTRUZIONE IN ROMANIA DEL TERZO PONTE D’EUROPA PIÙ IMPORTANTE. ALTRE TRE MRT111 SONO DESTINATE AL LUSSO DEL TURISMO RESIDENZIALE

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alla Romania a Cipro, sulla rotta mediterranea, le torri Raimondi si stagliano maestose nei cantieri più importanti d’Europa. E di cantiere straordinario si tratta, se guardiamo alla massima quota del primo progetto di cui parliamo, quello del ponte sospeso sul Danubio che collegherà le città rumene di Brăila e Jijila, il terzo per dimensioni ed estensione nel Vecchio continente. L’opera rivela una lunghezza totale di 1.975 metri, con una luce centrale di 1.120 metri e due luci laterali di 490 e 365 metri. È inoltre prevista la realizzazione di due viadotti di accesso al ponte, della lun-

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ghezza di 110 metri e circa 23 chilometri di viabilità di collegamento. Con questi numeri in campo, possiamo ben capire il valore iconico delle quattro gru a torre topless Raimondi MRT294 montate per le prime lavorazioni della struttura. Installate tra agosto e settembre 2020 da un team di tecnici Raimondi, le gru rimarranno in funzione in Romania per circa 30 mesi fino al completamento del progetto, previsto per la fine del 2023. Le MRT294 fanno parte della flotta Astaldi - appaltatore per una quota del 60% dell’opera - e sono state acquistate direttamente da Raimondi Cranes. Coinvolto in diversi progetti infrastrutturali di grande importanza,

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il gruppo Astaldi è una presenza assidua in Romania e l’abbinamento con le gru Raimondi rappresenta un segno tangibile dell’eccellenza italiana nelle costruzioni mondiali. “Il progetto ha comportato alcune sfide tecniche rilevanti - commenta Cristian Badin, direttore commerciale di Raimondi Cranes - Ilmotivo è presto detto. Il modello MRT294 viene solitamente fornito con una capacità di fune massima di 700 m; in questo caso, per soddisfare i requisiti del cliente e le specifiche del progetto, abbiamo dovuto rivedere la lunghezza della fune delle gru in modo da poter raggiungere un’altezza finale di oltre 200 metri. Pertanto, l’ufficio tecnico Raimondi ha progettato e sviluppato nello specifico un nuovo argano da 86 kW con un tamburo da 1.100 m. Per la natura stessa del progetto e della forma dei pilastri, un altro aspetto importante che abbiamo dovuto considerare è stato la riprogettazione delle connessioni di ancoraggio in acciaio per garantire ancora maggiore stabilità e

Sul mare di Cipro Cambiamo scenario e spostiamoci nel ridente complesso residenziale di Limassol Del Mar. Un complesso in via di costruzione, con tre gru Raimondi flat-top MRT111 al lavoro nella città cipriota per realizzare un gioiello di lusso fronte mare in una delle città portuali più famose del paese. Le gru saranno impegnate nel cantiere fino al secondo trimestre del 2021. Al termine, il magnifico edificio - composto rispettivamente da due torri di 17 e 27 piani - con i suoi appartamenti incantevoli e gli spazi commerciali valorizzati da ristoranti d’élite e negozi di alta moda, costituirà una pietra miliare architettonica per tutta l’isola. L’agente ufficiale di Raimondi per Cipro, conAgro, ha venduto le gru a torre MRT111 direttamente ad Amic Contractors e ne ha fornito il servizio di installazione e assistenza postvendita. L’assemblaggio e il montaggio di ogni gru si è svolto in quattro giorni. Attualmente a lavoro con una lunghezza di braccio compresa tra 42 e 50 metri. “A causa del layout del cantiere e della necessità di evitare qualsiasi interferenza tra le gru, l’ufficio tecnico di Raimondi ha valutato attentamente il montaggio delle gru come parte delle procedure di pianificazione del sito - ha spiegato l’Ingegner Carmine Puca, Application Engineering Manager di Raimondi Cranes - Il nostro team ha studiato anche la sequenza di salita di tutte le gru. Inoltre, vista l’altezza di oltre 100 metri delle MRT111 e l’impossibilità di posizionare le gru vicino all’edificio a causa della sua forma, abbiamo dovuto ridisegnare collegamenti di ancoraggio in acciaio stabili e resistenti per garantire il fissaggio delle macchine. Pertanto, abbiamo progettato travi di ancoraggio lunghe circa 15 metri e le abbiamo collegati a pareti di cemento per garantire la massima sicurezza delle gru”. Le tre gru MRT111 flat top sono state dotate, infine, di un sistema anticollisione per evitare la sovrapposizione dei bracci della gru durante le operazioni in cantiere, abbassando notevolmente il rischio di errori da parte degli operatori durante il sollevamento dei carichi più elevati.

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Gru Edili resistenza alle gru per diverse lunghezze “. Le gru, con una lunghezza del braccio da 46 metri, sono tutte dotate di un nuovo sistema di controllo, denominato MoveOne, che aumenta il livello di sicurezza, facilita i compiti dell’operatore e semplifica la messa in servizio della gru, consentendo al contempo una puntuale assistenza da remoto. La nuova tecnologia Raimondi SmartLink installata sulle MRT294, inoltre, consente un monitoraggio completo del ciclo operativo totale della gru e quindi si può capire come la tecnologia di controllo e gestione, in questo caso, incontri in modo ottimale le prerogative più dinamiche di una gru dalla notevole capacità di portata in punta e dalla rilevante velocità di sollevamento. Il modello a torre topless rimane per questo uno dei prodotti più venduti della gamma Raimondi, anche in virtù della resistenza dell’MRT294 alle più diverse condizioni climatiche.

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Fiera certificata An exhibition audited by

4th Edition

126/2018 GICX18S1

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Giornate italiane del ornate italiane delCalCestruzzo CalCestruz italian ConCrete days italian C onCrete days 29-31 October 2020 - Piacenza, Italy

29-31 October 2020 - Piacenza, Italy

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27-29 October 2022 Piacenza (Italy) For info and stand bookings 67 info@gic-expo.it - Ph. +39 010 5704948

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Ple GENIE

A tutto TraX

LA VERSIONE SU CINGOLI DEL MODELLO ARTICOLATO Z-62/40 È UNA DICHIARAZIONE DI POTENZA OFF-ROAD. CON UNO SBRACCIO D’ECCEZIONE ANCHE SUI TERRENI PIÙ DIFFICILI

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egli ambiti di lavoro più impegnativi e in condizioni off-road, quello che conta è sempre la forza… del cingolo. Perdonateci l’ingenuo gioco di parole ma la versione della piattaforma articolata Z- 62/40 di Genie in versione TraX è un evento che coinvolge gli operatori di tutta Europa e dell’area russa e questo lancio di mercato non poteva passare inosservato proprio per le possibilità offerte dalla nuova identità della già nota semovente a braccio del marchio americano. Aggiungendosi ai cinque modelli telescopici su cingoli che si sono dimostrati una scelta apprezzata dai clienti per gli ambienti di lavoro difficili, per le dure condizioni invernali e i terreni impervi comuni in molti paesi del Nord Europa, la nuova Genie Z-62/40 TraX è il primo modello di piattaforma a braccio articolato del marchio. Offrendo i vantaggi dell’esclusivo sistema di trazione cingolata Genie TraX e di un nuovo motore diesel Deutz turbodiesel TD2.2 L3, 3 cilindri da 60 CV (45 kW) Stage V, questo modello è stato progettato per fornire agli operatori una versatilità ancora maggiore all’aperto quando il gioco si fa duro. La piattaforma a braccio Z-62/40 TraX continua ad offrire le stesse notevoli caratteristiche del modello standard, tra cui un’altezza massima di lavoro di 20,87 m con un poderoso sbraccio orizzontale di 12,42 m. Oltre a questo si aggiunge anche un’eccellente altezza di scavalcamento di 7,8 m con una capacità di 227 kg. Dotata di un jib da 1,52 m per un raggio di movimentazione di 135 gradi, la piattaforma articolata Z-62/40 TraX offre anche un ingombro di coda posteriore zero, girando in

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sagoma, e un minimo ingombro frontale in posizione stivata ed ha uno sbraccio in negativo fino a 1,68 m. Grazie al suo sistema integrato Fast Mast, gli operatori possono scendere e recuperare attrezzi o materiali a seconda delle necessità in modo rapido e tornare all’altezza di lavoro con una sola funzione del braccio. Per una maggiore produttività, il suo design a doppio parallelogramma consente il posizionamento preciso della piattaforma sul cantiere. Il sistema di controllo proporzionale assicura agli utenti un funzionamento fluido e preciso del braccio.

Quando si lavora in un cantiere con fango, sabbia, neve o ghiaia, o semplicemente in condizioni di terreno generalmente morbido, la piattaforma a braccio Genie Z-62/40 TraX è la macchina in quota che serve. A differenza delle tradizionali piattaforme a braccio dotate di cingoli in acciaio, la piattaforma Genie Z-62/40 TraX può essere utilizzata nella maggior parte delle applicazioni come una macchina su ruote, consentendo agli operatori di massimizzarne l’utilizzo nei cantieri. L’esclusivo sistema di trazione con cingoli in quattro punti Genie TraX fornisce a questo braccio

un’eccezionale adattabilità ai terreni e una pressione di contatto inferiore per ridurre i danni alle superfici sensibili. L’unità TraX ha ampi cingoli in gomma per miglior galleggiamento e trazione, in modo che terreni morbidi, bagnati, ruvidi o altre superfici sensibili come il manto erboso non rallentino gli operatori. La Z-62/40 è disponibile con il nuovo Deutz 60 hp (45 kW) TD2.2 L3 Stage V (con DPF-filtro antiparticolato diesel), motore a tre cilindri in linea raffreddato ad acqua, e ricircolo esterno dei gas di scarico con turbocompressione. Inoltre, la soluzione del motore Genie Stage V utilizza una nuova tecnologia brevettata e facile da usare, la nuova tecnologia di “rigenerazione intelligente”, che monitora in modo proattivo la progressione dell’accumulo di fuliggine nel DPF del motore. Disponibile solo con la soluzione del motore Genie Stage V, questa tecnologia innovativa è progettata per avvisare gli operatori che la rigenerazione è necessaria - con largo anticipo rispetto a quando il motore la richiederebbe in autonomia.

E-Drive sui nuovi scissor GS Il nuovo sistema E-Drive di azionamento elettrico in CA (corrente alternata) ottimizzato è disponibile oggi per tutta la linea di piattaforme a forbice Genie della serie GS. I nuovi motori E-Drive sono senza spazzole e completamente sigillati e protetti contro acqua e umidità e “i proprietari delle GS si accorgeranno anche di spendere meno per le batterie durante la vita utile dello scissor - come conferma Michael Flanagan, responsabile di prodotto Genie - La funzionalità più estesa nel tempo per ogni carica e un minor numero di cicli di carica per tutta la vita utile lo assicurano. Sulla base del ciclo di test HIRD secondo gli standard del settore, le piattaforme a forbice E-Drive hanno rivelato un aumento del 30% del tempo di funzionamento per carica, con una riduzione fino al 20% dei costi delle batterie durante la vita utile”. Grazie alle protezioni in acciaio ad alto spessore e alla maggiore altezza libera da terra, le piattaforme a forbice GS dotate di sistema E-Drive possono superare le prestazioni nei cantieri più impegnativi; con il 70% di tubi e raccordi idraulici in meno, diminuisce drasticamente la possibilità di perdite idrauliche. Le piattaforme a forbice Genie E-Drive hanno la capacità di superare  pendenze fino al 25%, con il beneficio di una profondità del battistrada due volte maggiore rispetto ai modelli precedenti. “Un angolo di sblocco di 14° consente a queste piattaforme a forbice di salire in cima a una rampa e di scavalcarla senza toccare il fondo del carro-piattaforma, eliminando la necessità di usare argani per trainare le macchine sui rimorchi – spiega ancora Flanagan – I nostri modelli GS più grandi beneficiano in modo significativo dei miglioramenti in termini di pendenza superabile e tempo di funzionamento offerti dalla tecnologia E-Drive. La riduzione di larghezza della macchina è evidente in un modello come quello della GS-4047. Lanciata nel 2014, la GS-4047 era larga 1,19 m per la necessità di alloggiare i freni idraulici. Con la riprogettazione in versione E-Drive – ora denominata GS-4046 – questo modello è ora più compatto, largo 1,17 m, in linea con il resto della nostra gamma di piattaforme a forbice di grandi dimensioni”.

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Ple COMET

Sui binari, verso il cielo

PER LA MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI CHE COSTITUISCONO IL QUARTIER GENERALE TECHNOGYM DI CESENA, SONO STATE ALLESTITE SU CARRELLI ROTABILI DUE PIATTAFORME EUROSKY DA 28 METRI

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n incontro tra due esponenti dell’ingegno emiliano-romagnolo non può apparire mai casuale. Così la richiesta di un leader di settore come la Technogym di Cesena a un pioniere del sollevamento italiano come la Comet Officine di Tivoli (Bo) ci sembra materia pura per una storia che parla di talento e pensiero creativo. Technogym è un’azienda italiana che è diventata leader mondiale nella produzione di attrezzi per lo sport e il tempo libero. Fu fondata nel 1983 da Nerio Alessandri e oggi la società è quotata alla Borsa di Milano (dal 2016) dopo oltre 55.000 installazioni nel mondo, in 35.000 centri benessere e 20.000 abitazioni private. Technoigym oggi impiega 2.000 collaboratori in 14 filiali tra Europa, Stati Uniti, Asia, Medio Oriente, Australia e Sud America ed esporta il 90% del fatturato in 100 paesi nel mondo. Una vicenda di successo unico, quella di Technogym, basata su creazioni e strategie industriali che non temono confronti a livello internazionale. La stessa filosofia, speculare, di Comet Officine che da sempre considera una missione irrinunciabile quella di proporre attrezzature speciali per il lavoro in quota a misura del cliente più diversificato ed esigente. Possiamo dire, guardando alla vicenda industriale di questo grande costrutto-

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re di PLE autocarrate e in allestimento custom oriented, che ogni soluzione individuata è differente anni luce dallo standard di prodotto relativo alle attuali piattaforme aeree di lavoro. Sulla base di questi profili industriali straordinari, la prova più recente di coerenza storica è rivelata dalle due piat-

taforme Comet Eurosky che saranno utilizzate dal personale Technogym del quartiere generale di Cesena per la pulizia perimetrale delle facciate e delle superfici vetrate della stessa sede centrale. Technogym ha richiesto una versione speciale per la coppia di piattaforme Eurosky e la realizzazione è stata affidata

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alla Xtrux di Perugia, società specializzata in soluzioni di allestimento, oggi parte dello stesso gruppo Comet. Il risultato finale? Due unità a braccio articolato, con altezze di lavoro rilevanti - 28 metri operativi e uno sbraccio laterale di oltre 14 metri - e installate per la prima volta su carrelli semoventi autonomi. I carrelli si muovono lungo un binario che circonda gli edifici, consentendo agli operatori di raggiungere ogni punto di facciata dello stabilimento. Le prime prove di impiego delle nuove piattaforme hanno confermato la genialità dell’intuizione progettuale Comet. Una

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Ple declinazione inedita e ancora più efficace per il modulo Eurosky, che conferma il successo di questa linea di piattaforme articolate-telescopiche a doppio pantografo (con braccio terminale a jib) che contemplano altezze di lavoro da 26 a 33 m. Le dimensioni compatte e la configurazione originale permettono di raggiungere anche le aree di intervento più complesse, scavalcando qualsiasi ostacolo. Così i progettisti Comet e XTrux hanno trovato l’ennesima occasione per dimostrare tutto il valore e la multifunzionalità spiccata di un’idea in quota unica e senza confronti di mercato.

Inventori in quota Il marchio Comet (CO.ME.T. Officine) nasce nel 1960 ed è tra i pionieri dello sbarco, in Europa, della tipologia di “piattaforma di lavoro elevabile”. Depositaria, negli anni, di molti brevetti (tra i più recenti, l’innovativo sistema antiscoppio e antigoccia per l’impianto idraulico), Comet è insediata attualmente nel quartier generale di Tivoli, un complesso di 20.000 metri quadrati complessivi dove vengono gestiti direttamente tutti i processi produttivi, dalla progettazione alla realizzazione dei prototipi, dal controllo delle materie prime al montaggio e collaudo delle macchine finite. Sotto il profilo tecnologico, Comet nel corso della sua vicenda industriale ha svolto un costante cammino verso il miglioramento delle prestazioni delle PLE realizzate in fabbrica, mantenendo come nota distintiva l’estrema affidabilità e comfort d’utilizzo, coniugando rigidità della struttura e precisione dei movimenti, insieme alla resistenza a cicli di lavoro prolungato, limitando al minimo la necessità di manutenzioni. Tra i plus d’avanguardia, la ricerca applicata nel campo dell’isolamento, per PLE in grado di proteggere l’operatore da contatti accidentali con fonti elettriche o anche tali da consentire l’intervento diretto su linee in tensione. Oggi il mercato delle piattaforme aeree Comet è diffuso in 32 paesi tra Europa e resto del Mondo.

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La più importante fiera mondiale per gli utilizzatori di macchine e attrezzature per i lavori aerei a EDIZIONE

15-17 GIUGNO

La 10ª edizione dell’APEX torna dove tutto ha avuto inizio, al MECC di Maastricht.

Maastricht

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Ple HAULOTTE

Pantografo elettrico SULLA STRADA DI UNA “BLUE STRATEGY” CHE GUARDA AL FUTURO DEL CANTIERE, IL COSTRUTTORE PRESENTA DUE NUOVI MODELLI DI SCISSOR NELLA LINEA SOSTENIBILE PULSEO

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na rivoluzione è sempre inesorabile e l’avvenire di Haulotte è segnato da tempo su un orizzonte di macchine sostenibili, propulse da powerpack ad alimentazione elettrica e soprattutto adatte finalmente alle sfide più ardue dei cantieri e delle applicazioni off-road. Oggi questa rivoluzione si arricchisce di contenuti concreti, con il lancio di una coppia nuova nella serie elettrica Pulseo. Si tratta delle piattaforme a pantografo fuoristrada HS15E e HS18E , dotate di un powerpack a batterie da 48V che è in grado di offrire alle stesse macchine l’autonomia necessaria per un’intera giornata di lavoro. Le nuove PLE possono adottare tre soluzioni di ricarica per adattarsi alle fonti di alimentazione disponibili. Con il caricabatterie principale si ripristina la funzionalità delle batterie alla fine di ogni ciclo operativo, adottando qual-

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siasi presa elettrica monofase standard da 110 a 230V. Un caricabatterie rapido trifase opzionale garantisce invece una ricarica dell’80% in sole tre ore. La terza al-

ternativa prevede, per le HS15 E e HS18 E Pulseo, l’equipaggiamento con un range extender rimovibile e intercambiabile per una ricarica rapida mentre le piattaforme

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sono in funzione. Un singolo range extender può essere utilizzato su diverse unità degli stessi modelli HS15 E o HS18 E. Sostenibilità propulsiva e sostenibilità operativa, negli scissor HS15 E e HS18 E, vanno a braccetto. Queste piattaforme a pantografo si adattano a qualsiasi tipo di terreno e sono in grado di affrontare pendenze fino al 45%. L’assale oscillante adegua la posizione delle ruote anteriori alle irregolarità del terreno per mantenere una trazione ottimale. Gli assali a quattro ruote motrici forniscono la coppia massima e garantiscono un’eccellente distribuzione della potenza. In situazioni di bassa aderenza il bloccaggio manuale del differenziale garantisce una trazione extra, consentendo alla macchina di disimpegnarsi anche nei terreni più difficili. Le nuove piattaforme semoventi Pulseo, inoltre, possono essere stabilizzate su pendenze fino al 5° in condizioni di massima sicurezza anche su superfici irregolari e l’elevata altezza da terra protegge i componenti della macchina in ogni condizione di terreno. Anche la capacità è notevole, con un limite di sollevamento che culmina a 750

Controllo attivo anche con l’app I nuovi modelli di scissor Pulseo adottano l’Activ’Energy Management System Haulotte che offre una curva di ricarica personalizzata, programmi di manutenzione integrati e notifiche di manutenzione preventiva per ottimizzare significativamente le prestazioni e la durata della batteria. I modelli HS15E e l’HS18E includono anche soluzioni di gestione della manutenzione centralizzate per semplificare il lavoro quotidiano dei tecnici e ridurre ancora le esigenze di manutenzione. Queste funzioni sono disponibili anche su dispositivi mobili tramite la app Haulotte Diag.

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Ple kg di carico, per ospitare in cesta fino a quattro persone equipaggiate con materiali e attrezzature da lavoro. Le misure della cesta in dotazione agli scissor HS15 E e HS18 E è altrettanto adeguata, con una lunghezza totale di 7,4 m quando entrambe le estensioni sono utilizzate. A dimostrazione del grande adattamento operativo, va rimarcato il fatto che le nuove piattaforme a pantografo Pulseo sono in grado di traslare, con cesta in quota a piattaforma - sempre su terreni regolari - a piena altezza nel caso della HS15E, e a un’altezza di 13 metri per la HS18E. Guardiamo ora alle dinamiche di controllo e sicurezza. I comandi proporzionali assicurano movimenti precisi e una traslazione fluida fino all’area di lavoro, con l’ausilio di dispositivi di controllo ergonomici a garanzia di una guida confortevole. I nuovi scissor Pulseo offrono tutti i vantaggi del sistema Haulotte Activ’ ad altissime prestazioni. Dieci fari a Led garantiscono un’illuminazione ideale della cesta, dei comandi e dell’area di manovra intorno alla macchina, assicurando operazioni di carico e scarico sicure anche in condizioni di scarsa visibilità. Novità assoluta sugli scissor è l’implementzione del noto sistema Haulotte Activ’Shield Bar che protegge l’operatore dal rischio di imprigionamento a bordo. La macchina si arresta automaticamente, quindi, quando l’operatore viene spinto verso la barra. Torniamo dunque alla sostenibilità Pulseo. Abbiamo già parlato all’inizio della propulsione elettrica che caratterizza gli scissor HS15 E e HS18 E. Un vantaggio ambientale che richiama altre dotazioni, come quella dei pneumatici antiimpronta che rispettano le pavimentazioni più sensibili anche negli interni. Ma da ricordare, soprattutto, è il livello di inquinamento acustico, abbattuto al limite <60 dB con una ricaduta straordinaria sulle possibilità di impiego nelle aree con limiti alle emissioni acustiche o in luoghi pubblici che non ammettono rumorosità eccessive.

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DEM SERVICE è un servizio di messaggistica DEM (Direct Email Marketing) che utilizza gli oltre 200 domini di proprietà della Mediapoint & Exhibitions. Tra i domini riguardanti i comparti del sollevamento e della movimentazione evidenziamo:

Per informazioni contattare: Tel. 010 5704948 - info@mediapointsrl.it

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Ple CTE

Avanguardia a 27 metri NON SOLO UN RESTYLING MA UN VERO E PROPRIO UPGRADE TECNOLOGICO PER LA NUOVA B-LIFT 27.2, PRIMO MODELLO CON SISTEMA DI STABILIZZAZIONE S3EVO E DA UN IMPIANTO IDRAULICO OTTIMIZZATO

L’

autocarrata telescopica patente B più alta di CTE si rinnova ma, attenzione, non si tratta di un Il restyling del modello presenta oggi un telaio completamente riprogettato, ancora più leggero, che ha permesso di ottimizzare la pianta di stabilizzazione rendendo così la piattaforma ancora più stabile e sicura. La telescopica B-Lift 27.2 è dotata inoltre del modulo Smart Stability System nella sua recentissima versione S³EVO, per un’efficace gestione dei parametri della

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macchina con una nuova interfaccia piattaforma/operatore che rende più facili e intuitive le manovre in fase di lavoro, mantenendo sempre sotto controllo le prerogative di sicurezza (ne parliamo nel box all’interno del servizio). L’impianto idraulico della B-Lift 27.2 è poi stato ottimizzato per rendere le manovre più veloci e fluide, nelle operazioni simultanee e proporzionali. Infine la postazione in navicella, con una disposizione dei comandi studiata secondo i più avanzati criteri di ergonomia vede l’insediamento dei joy-

stick in posizione favorevole alla manipolazione più agevole per eseguire manovre angolari e verticali. L’implementazione del S³EVO, la ragguardevole altezza di lavoro e la struttura dinamica del braccio fanno della B-Lift 27.2 una soluzione davvero innovativa per tutti i lavori in quota che richiedono i più elevati standard di prestazioni, sicurezza ed efficienza. Questo modello è ideale per numerose applicazioni, dai lavori a parete (dipinture o pulizia facciate) alla manutenzione delle luci pubbliche,

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dall’eolico all’installazione di insegne pubblicitarie, dalla manutenzione di stabili ai restauri. Mentre il primo esemplare B-Lift 27.2 ha già preso la via dei Paesi Bassi, verso la flotta del cliente Kraa&Truck Service, vi

offriamo, in sintesi, il “passaporto tecnico” della B-Lift 27.2. La piattaforma vanta 27 m di altezza di lavoro, 15,5 m di sbraccio e 250 kg di portata. Presenta una struttura a cinque elementi (braccio base + 4 sfili) del braccio telescopico e una rotazione torretta di 640° (quella della navicella è di 90°+ 90°). I controlli sono simultanei proporzionali con rampe di accelerazione e decelerazione per un controllo più fluido delle manovre.

Nuovo S³EVO, oltre il controllo A partire dalla produzione di gamma del mese di ottobre 2020, CTE ha lanciato sul mercato il nuovo sistema S³EVO, evoluzione del già noto Smart Stability System, la più avanzata tecnologia di gestione delle prestazioni delle piattaforme aeree attraverso il calcolo in tempo reale delle massime prestazioni raggiungibili in base al peso in cesta, alla posizione del braccio e all’estensione degli stabilizzatori. S³EVO oggi funziona completamente in modalità CAN Bus a vantaggio di una maggior efficienza, stabilità in altezza e affidabilità di controllo. Il sistema S³EVO rende disponibili nuove funzioni che permettono di configurare la piattaforma in base alle esigenze del cliente. Ne citiamo alcune: stabilizzazione automatica, “Virtual Roof” e nuovo ZTS (Zero Tail Swing, nessun ingombro di coda) ideale per tutti i lavori di manutenzione in contesti che presentano un’area di lavoro limitata. Tutte le opzioni funzionali vengono sviluppate dalla CTE Special Project Division in accordo con il cliente. Uno sguardo alla strumentazione rivela l’integrazione, sulle consolle, di una nuova grafica e di un display per la diagnostica con visualizzazione a Led, frutto delle più avanzate tecnologie in ambito elettronico. I Led informano l’operatore, in tempo reale, sulle manovre possibili consentite e sempre attraverso gli stessi Led, l’operatore visualizzerà eventuali anti-collisioni inserite ed eventuali blocchi alle manovre dopo aver raggiunto la massima stabilità possibile.  Il nuovo pannello di controllo in cesta fornisce informazioni funzionali su sbraccio, altezza di lavoro e capacità residua.  Sarà poi possibile, per l’operatore consultare vari menu, impostazioni e funzioni supplementari.  La consolle di terra integra un display di diagnostica per il ripristino di ogni sensore, interruttore e selettore della piattaforma. Grazie a questa tecnologia, ogni piattaforma CTE potrà essere collegata al cloud e grazie a CTE Connect si potrà ottenere una gestione ottimizzata della flotta, il monitoraggio a distanza, impostazioni e interventi di assistenza.

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Sollevatori Telescopici JCB

Loadall, l’era azzurra IL GRANDE COSTRUTTORE INGLESE RIVELA IL PRIMO MODELLO ELETTRICO DELLA GAMMA DI TELEHANDLERS. CON IL NUOVO 525-60E SI AGGIUNGE AL PROGRAMMA E-TECH IL VALORE DI UNA RIVOLUZIONE DI PRODOTTO EPOCALE

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l momento fondamentale è accaduto in modalità virtuale ma l’impressione di realtà ha valicato come un’onda nuova e irresistibile ogni schermo di computer collegato all’evento. La Conferenza stampa internazionale di JCB ha rivelato al mondo ogni aspetto attuale del futuro E-Tech intrapreso dal gruppo inglese, una svolta epocale verso l’alimentazione full-electric della propria gamma di macchine, nel solco di un’avanzata ricerca di sostenibilità per il cantiere e l’industria. La rivoluzione in atto ha già portato frutti notevoli nelle diverse linee di prodotto ma la novità più importante sul fronte del sollevamento e della movimentazione di materiali riguarda il lancio del primo sollevatore telescopico Loadall elettrico, rivelato nel nuovo modello 525-60E. Una macchina progettata per offrire, senza compromessi, le stesse prestazioni della versione tradizionale ad alimentazione diesel. Tim Burnhope, Chief Innovation Officer di JCB, ha dichiarato durante l’incontro online con la stampa internazionale che “JCB ha assunto la leadership nella transizione alla propulsione elettrica delle macchine edili, agricole e industriali con il lancio sul mercato mondiale del miniescavatore 19C-1E e del carrello telescopico 30-19E Teletruk. Nella sua veste di leader mondiale nel mercato dei sollevatori telescopici, con il lancio del JCB 525-60E Loadall JCB compie un altro passo verso

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l’elettrificazione delle macchine destinate al settore delle costruzioni, dell’agricoltura e industriale, offrendo una soluzione per la movimentazione dei carichi a zero emissioni senza compromessi in termini di prestazioni e produttività”. Le caratteristiche principali del nuovo Loadall includono doppi motori elettrici

di traslazione e sollevamento, frenata a recupero di energia per integrare la carica della batteria, idraulica rigenerativa per un miglioramento dell’efficienza operativa, autonomia garantita per un turno di lavoro completo, oltre a un’ampia gamma di opzioni di ricarica, fra cui il caricatore a bordo e la ricarica rapida.

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Il 525-60E utilizza due collaudati motori elettrici, uno per la trasmissione e il secondo per il pilotaggio dell’impianto idraulico. Il motore di traslazione da 17 kW è collegato a una trasmissione a quattro ruote motrici permanenti e da questa agli assali motori sterzanti. Il motore del sistema idraulico da 22 kW alimenta una pompa a ingranaggi a cilindrata fissa della portata massima di 80 litri/min. Il flusso idraulico del Loadall 525-60E è proporzionale alla posizione del joystick e il finecorsa di sollevamento è controllato da una valvola di blocco elettroidraulica con rigenerazione idraulica in fase di abbassamento e recupero dello sfilo braccio. L’efficienza dei motori elettrici è dell’85% comparato al 45% di un motore diesel. Un’analisi approfondita dei cicli di lavoro, condotta grazie al sistema telematico LiveLink di JCB e a test e valutazioni in sito, ha permesso ai progettisti JCB di ottimizzare la batteria della macchina per soddisfare le esigenze degli utilizzatori.

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Sollevatori Telescopici

La batteria agli ioni di litio da 96V è in grado di coprire un intero turno di lavoro. Il motore di traslazione utilizza un sistema di frenata rigenerativa al posto di un impianto di frenatura tradizionale, soluzione che contribuisce alla ricarica della batteria. Anche l’impianto idraulico rigenera il flusso in fase di discesa del braccio, riducendo la richiesta di energia e prolungando l’autonomia di funzionamento. La funzione di rigenerazione della frenata viene automaticamente disinserita a batteria completamente carica. La macchina utilizza lo stesso caricabatterie di bordo delle altre macchine della gamma JCB E-Tech, in grado di ricaricare la batteria in 8 ore utilizzando l’alimentazione elettrica standard da 240V – 16A. Un caricatore universale JCB opzionale può essere utilizzato per la ricarica rapida durante le pause in soli 35 minuti. Il 525-60E è stato progettato per soddisfare le esigenze attuali e future degli utilizzatori in un’ampia varietà di settori industriali e garantire un’operatività a zero emissioni all’interno degli edifici, nei lavori in sotterraneo e nelle aree urbane sottoposte a stringenti normative in materia di emissioni, come la Ultra Low Emission Zone di Londra (ULEZ). Un ulteriore vantaggio dell’alimentazione elettrica riguarda la significativa riduzione dei livelli di emissioni acustiche, caratteristica che rende il

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Visione di comfort JCB non è scesa ad alcun compromesso anche per quanto riguarda il comfort operatore. La cabina ROPS/FOPS full-size è ben organizzata e progettata per il massimo comfort di utilizzo e dotata di comandi facilmente individuabili. A vetrata totale, l’abitacolo dispone di un riscaldatore da 2,2 kW, per parabrezza, vetri posteriori e laterali, a garanzia di un rapido sbrinamento e disappannamento e di un sedile a sospensione riscaldato, che offre all’operatore un comfort ottimale indipendentemente dalla temperatura esterna.

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Loadall idoneo all’utilizzo prolungato in aree urbane sensibili. Il 525-60E presenta un livello di rumore in cabina di soli 66,7 dB, mentre il livello esterno è di 92.2dB. Per preservare l’incolumità degli operatori in cantiere durante le manovre della macchina è disponibile in via opzionale un avvisatore acustico di retromarcia. Il 525-60E adotta anche il collaudato e brevettato Load Control System JCB, che assicura una gestione ottimale e sicura del carico. Le dimensioni esterne della macchina sono invariate rispetto al modello diesel, e il 525-60E presenta lo stesso raggio di sterzata esterno, pari a 3,7 m. La capacità massima di sollevamento è di 2.500 kg, mentre la capacità di carico alla massima altezza di sollevamento di sei metri è di 2.000 kg. La macchina è stata progettata per fornire tempi di ciclo simili a quelli del telescopico diesel senza alcuna perdita di prestazioni, può essere utilizzato con forche, un’ampia varietà di benne e molti altri accessori dedicati alla stessa gamma Loadall.

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Sollevatori Telescopici FARESIN

Potere verde IL FUTURO PER IL COSTRUTTORE VENETO È RACCHIUSO NELLA TECNOLOGIA FULL ELECTRIC DELL’ULTIMO MODELLO 6.26. COMPATTO E DOTATO DI ESTREMA MANOVRABILITÀ, È UN FENOMENO INDOOR CHE SI PUÒ RICARICARE… ANCHE IN PAUSA PRANZO

S

i tratta del primo modello lanciato a livello mondiale sulla nuova scena sostenibile. Il 6.26 Full Electric di Faresin è il frutto maturo della collaborazione tra il Centro Ricerca Faresin Industries e la consulenza avanzata di istituti universitari e scuole professionali. Una tensione ideale allo sviluppo di nuove tecnologie che dura da anni negli spazi progettuali della sede Faresin di Breganze (Vi), puntando all’azzeramento delle emissioni di CO2 e al miglioramento sostanziale del confort e della sicurezza negli ambienti di lavoro più diversificati. Ecco il risultato finale: un sollevatore telescopico che assurge a nuovo punto di riferimento per una categoria “ecologica” che prima non esisteva, mutuato dall’omonimo modello 6.26 con motorizzazione diesel, uno dei must della storia di mercato più recente. La nuova versione Full Electric mantiene fede a tutte le caratteristiche meccaniche e al layout del modello primigenio; al suo

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interno però, oggi ha un cuore pulsante costituito da un powerpack elettrico propulso da potenti batterie al litio al posto del tradizionale motore endotermico. 2.600 kg di portata massima per 5,9 me-

tri alla quota massima di sollevamento, il 6.26 Full Electric può fare il suo ingresso in campo a qualsiasi condizione di lavoro, grazie alla propria maneggevolezza basata, tra l’altro, su quattro ruote sterzanti

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a trazione integrale. Questo modello che punta sulla sostenibilità presenta come punti di forza anche il miglior angolo di brandeggio della categoria, movimenti notevolmente rapidi del braccio e un elevato confort di guida e gestione per l’operatore. I caratteri che contraddistinguono il nuovo telescopico elettrico di Faresin nella direzione ideale delle alte prestazioni e del ‘’Green Value’’ contempla naturalmente anche una riduzione rilevante dei costi di manutenzione e di esercizio in una percentuale di oltre il 60%. Un risparmio di costi e di emissioni che non penalizza certo la capacità di lavoro, con un’autonomia garantita di sei ore e la possibilità di ricaricare il pacco batterie fino all’80% anche

Farmatics, il sistema a misura 4.0 La compatibilità con la tecnologia 4.0 del nuovo 6.26 Full Electric è basata sul sistema integrato Farmatics, un modulo che conferisce al nuovo sollevatore telescopico di Faresin una connettività e un monitoraggio continuo, prerogative ideali per una moderna gestione della macchina in cantiere.

durante la pausa pranzo (vale a dire, in meno di due ore). Il valore aggiunto del 6.26 Full Electric è costituito, a questo proposito, anche dalle tre tipologie di ricarica. La modalità Fast Charge è utile per abbattere il tempo di ricarica durante il ciclo di lavoro; la ricarica classica è basata invece sulla modalità di ripristino a energia completa durante la notte; infine, la modalità standard prevede un caricabatteria “onboard” insediato all’interno del sollevatore telescopico. Riassumendo, l’assenza di emissioni, la compattezza e la silenziosità consentono

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al nuovo 6.26 Full Electric di lavorare in contesti prima assolutamente non accessibili a una classica macchina da cantiere come centri storici, poli fieristici, strutture ospedaliere e, in generale, in tutti quegli ambienti dove le regolamentazioni ambientali rendono ormai difficile, se non impossibile, l’uso di mezzi con motore termico. La potenza gentile del 6.26 Full Electric di Faresin porta nel futuro delle costruzioni (e dell’agricoltura, naturalmente) il colore verde di un telescopio operativo con possibilità di intervento a impatto zero.

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Sollevatori Telescopici MAGNI

New York, New York UN VASCELLO NEL CUORE DELLA GRANDE MELA E UN PARCO GALLEGGIANTE ANCORATO TRA LE ACQUE DEL FIUME HUDSON. DUE TRA I PROGETTI PIÙ AVVENIRISTICI CHE HANNO RIDISEGNATO IL CUORE DI MANHATTAN, CON LA MATITA PREZIOSA DEI TELEHANDLERS MADE IN ITALY

U

n panorama rilevante quello degli Usa in cui l’azienda, con i suoi sollevatori telescopici rotanti e per carichi pesanti, è riuscita a conquistare un mercato importante ed in costante crescita. I motivi del successo di Magni richiamano l’assoluta funzionalità e versati-

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lità dei modelli italiani che sembrano rispondere alla perfezione alle esigenze edili di una realtà, quella della Grande Mela, in cui i cantieri sono quasi per definizione luoghi angusti in cui, tutti i giorni, ci si trova a fare i conti con spazi notevolmente ridotti e regole di sicurezza molto stringenti. E se New York

ha abituato le maestranze delle costruzioni a convivere quotidianamente con l’impossibile che diventa magicamente realtà, un grande aiuto è arrivato oltreoceano proprio dai sollevatori telescopici Magni, apprezzatissimi dal mercato a stelle e strisce proprio per la facilità di raggiungere altezze importanti mante-

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nendo compattezza e ingombro calibrati alla perfezione per lavorare anche nei cantieri dall’orizzonte inaccessibile, nel cuore di Manhattan. I rotativi Magni sono stati impiegati nella costruzione di “Little Island”, sulle rive del fiume Hudson, un ambizioso progetto futuristico che coniuga arte e natura nel lussuoso quartiere di Chelsea, al Pier 55 di Hudson Greenway. Si tratta di un isolotto artificiale galleggiante, sorretto da 132 pilastri di cemento armato che, in virtù delle loro altezze volutamente disomogenee, danno vita alle suggestive salite e discese che caratterizzano il parco sospeso. Le macchine della Magni hanno rappresentato, in questo caso, la soluzione ideale

Statura da “presidente” a Conexpo 2020 Il sollevatore telescopico rotativo più alto al mondo, presentato al Conexpo di Las Vegas nel marzo scorso è firmato Magni. Si tratta naturalmente dell’ormai famoso modello RTH 6.51, una macchina che riesce, con estrema facilità, a raggiungere altezze operative importanti mantenendo al contempo una compattezza e un ingombro ideali per lavorare anche nei cantieri più stretti e angusti. L’RTH 6.51 raggiunge una quota di sollevamento di 51 metri per una portata massima di 6 tonnellate al servizio di tutti quei cantieri o siti industriali che necessitano di capacità di sbraccio e sollevamento molto importanti. Per la sicurezza degli operatori il correttore di inclinazione e gli stabilizzatori a forbice, con ampi pattini di appoggio, offrono un’eccellente stabilità in tutte le circostanze, garantendo una perfetta aderenza su ogni tipo di terreno. La macchina è programmata per garantire su ogni lato il miglior diagramma di carico possibile, anche se parzialmente stabilizzata o in spazi ridotti - quando gli stabilizzatori sono completamente estesi garantiscono la prestazione ottimale su tutti i 360°. Il sistema R.F.ID che consente il riconoscimento automatico e la conseguente creazione dei diagrammi di carico dinamico, consente al sollevatore di rispondere a innumerevoli applicazioni nell’ambito dell’edilizia e dell’industria. Il braccio è costituito da sette sezioni e sei sfili, con soluzioni dedicate per portare al massimo l’estensione dei tubi idraulici in modo da ridurre le perdite di carico dovute all’estrema lunghezza necessaria a raggiungere le altezze prestabilite. Nella torretta il miglioramento delle prestazioni è affidato a precise scelte idrauliche e meccaniche che consentono di ottenere una rotazione della macchina estremamente modulabile e un controllo ottimale in tutte le posizioni. Gli assali utilizzati permettono un carico duplicato rispetto al precedente modello. Gli pneumatici, realizzati appositamente con una mescola moderna e tecnologicamente avanzata, garantiscono un’eccellente durata e prestazioni elevate anche su gomma. L’RTH 6.51 è un mezzo multifunzionale che può assumere, a seconda delle necessità applicative, il ruolo di una piattaforma per lavoro in quota, di un carrello elevatore e di una gru compatta, grazie alla possibilità di utilizzare argani e bracci tralicciati. Le capacità della macchina vengono esaltate dalla compatibilità con una vasta gamma di accessori specifici che ne garantiscono una versatilità estrema e polivalente.

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Sollevatori Telescopici

per la logistica di cantiere nella movimentazione dei pesanti e ingombranti manufatti impiegati nella complessa costruzione. Un’altra importante opera attuale dove Magni ha lasciato la sua firma indiscutibile è il rivoluzionario “The Vessel”, la famosa struttura di Hudson Yards conosciuta anche come la scalinata di New York, accanto all’High Line Park. L’impressione è quella di una gigantesca installazione a nido d’api, composta da scale connesse a piattaforme, realizzata in acciaio, bronzo e cemento. Anche per questo cantiere i telescopici rotativi Magni sono stati impiegati per affrontare una logistica particolarmente sofisticata sotto il profilo tecnico e per innalzare le imponenti strutture di ferro che hanno poi dato vita al Vascello nel cuore di Manhattan. Tra i sollevatori più apprezzati, l’RTH 6.46 e il 6.39, seguiti da un altro best-seller come l’8.25, tutti modelli che trovano largo impiego nel mercato americano per

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la loro adattabilità a ogni contesto di intervento, oltreché per la facilità d’accesso e messa in opera. La cabina è estremamente ergonomica e pensata in funzione dell’operatore finale e del suo utilizzo prolungato. Comoda e confortevole è uno spazio di lavoro sicuro e di facile accesso. Il touch screen da 10”, che entro la fine dell’anno verrà sostituito con un 12”, diventa un punto di riferimento chiaro ed efficiente su cui l’operatore può visualizzare in tutta comodità i diagrammi di carico e le pagine di comando della macchina. Tra i valori aggiunti delle macchine Magni anche la capacità di lavorare con area di stabilizzazione ottima anche se non completamente estese. La parziale stabilizzazione consente comunque di lavorare con diagrammi di carico molto vantaggiosi che non indeboliscono le performance nonostante i limitati spazi a disposizione.

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Attrezzature & Componenti WALVOIL/DIECI

Adattamento oleodinamico DA EIMA DIGITAL PREVIEW 2020, IL PREMIO NOVITÀ TECNICA A DUE PROTAGONISTI DELL’INDUSTRIA EMILIANA PER L’AVANGUARDIA GESTIONALE ALS DEDICATA AI SOLLEVATORI TELESCOPICI

L

a ricerca tecnologica è sempre frutto, nei successi effettivi che riesce a ottenere, di una sinergia puntuale di obiettivi e dinamiche tra attori industriali che condividono un pensiero avanzato. Lo stesso pensiero che un protagonista dell’oleodinamica internazionale come Walvoil - brand storico nazionale del settore (ora parte del Gruppo Interpump) - condivide oggi con uno specialista del cantiere e della mec-

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canizzazione agricola come Dieci, dal 1982 produttore primario di sollevatori telescopici. Entrambi hanno partecipato, insieme, al “Concorso Novità Tecniche” di Eima Digital Preview 2020 - evento virtuale in programma dall’11 al 15 novembre su una piattaforma digitale che fa da ponte, nell’attuale emergenza Covid-19, alla rassegna fieristica che riprenderà dal vivo nel febbraio 2021; ed entrambi si sono aggiudicati per la stagione

2020-21 sia il prestigioso premio “Novità Tecnica”, dedicato a mezzi e dispositivi che presentano carattere di assoluta innovazione, sia il “Premio Blu”, attribuito alle soluzioni che si distinguono per un’attenzione puntuale alle tematiche ambientali. Al centro dei due riconoscimenti, il progetto ALS (Adaptive Load Sensing) che consiste in un sistema di riduzione al minimo della dispersione di energia

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nel sistema oleodinamico dei sollevatori telescopici, migliorando considerevolmente l’efficienza della macchina e abbattendone di conseguenza il livello di usura e i consumi. Qual è il contesto nel quale nasce e si sviluppa la soluzio-

ne elaborata dalla sinergia tra Walvoil e Dieci? La premessa è la seguente: i sistemi idraulici sono parte essenziale delle macchine agricole più moderne e diffuse tra gli operatori del comparto; in modo particolare, in applicazione ai solleva-

In anteprima digitale Eima, la fiera internazionale dedicata al mondo dell’agricoltura, che si tiene biennalmente nel mese di novembre a Bologna, raccogliendo la partecipazione di numerose aziende del comparto della meccanizzazione agricola, per necessità, quest’anno ha deciso di ‘farsi in due’, superando le barriere imposte dalla pandemia da Coronavirus e mantenendo le date dell’11-15 novembre per una versione digitale della fiera - posticipando l’evento fisico al 3-7 febbraio 2021. Proprio ad Eima Digital, l’11 di novembre alle ore 15, nello spazio Agorà (room 3), Walvoil e Dieci presenteranno il progetto ALS, evento cui sarà possibile partecipare previa registrazione gratuita sul portale della fiera (https://www.eima.it/it/visitatori/user-form. php). Lo sviluppo del sistema ALS si avvale della collaborazione di TASC-Smart and Clean Agricultural Tractors Project, un progetto che include la partecipazione dei principali laboratori di ricerca universitari della Regione Emilia-Romagna, con l’intento di minimizzare l’impatto della meccanizzazione agricola sull’ambiente.

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tori telescopici, mezzi ormai consueti e insostituibili per la maggior parte delle aziende, in molti ambiti di utilizzo. Negli stessi sistemi oleodinamici, per assicurare il controllo simultaneo dei movimenti, la pompa idraulica genera una pressione maggiore di quanto sia realmente necessario; il valore prefissato viene chiamato “margine di stand-by” e fino a oggi lo si è ritenuto un male minore accettabile nell’economia d’uso della macchina, considerando comunque la considerevole perdita di energia e la limitazione alle prestazioni complessive di una tipologia operativa come il sollevatore telescopico - con innalzamento in parallelo del tasso di usura e dei consumi di cui si parlava prima, a scapito dell’efficienza e dell’impatto ambientale. Proprio per dare soluzione a questo problema, Walvoil ha ideato l’Adaptive Load Sensing, un sistema che è in grado di modulare il valore del margine di stand-by a seconda delle reali esigenze

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Attrezzature & Componenti di lavoro della macchina, variandolo automaticamente solo nella misura e nei tempi richiesti. In partnership con Dieci, il sistema ALS è stato testato con successo su una delle macchine di punta della gamma Agriplus, il modello GD 42.7. Durante le prove, il team tecnico Walvoil-Dieci ha rilevato per il sollevatore telescopico Agriplus un calo dei valori di dispersione energetica nella misura del 28% durante le operazioni di movimentazione e sollevamento, e fino al 45% durante le fasi di marcia del veicolo, con un notevole miglioramento delle prestazioni generali della macchina ai vari regimi. Inoltre, gli stessi test hanno evidenziato ulteriori vantaggi di

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notevole importanza. Prima di tutto, in termini di sicurezza, stabilità e implementazione del sollevatore; per l’ultimo aspetto, va sottolineato il fatto che i pochi componenti del kit ALS possono essere facilmente installati anche sui sollevatori più datati, allungandone la vita operativa e migliorandone le prestazioni. Vediamo allora i componenti del sistema, negli effetti. ALS è composto da una valvola di controllo direzionale, un joystick elettronico e un’unità di controllo elettronica, con software modulare personalizzabile sviluppato da Walvoil. L’unità di controllo raccoglie le informazioni provenienti dalle azioni dell’operatore sui comandi e dai sensori

della macchina, e agisce sul dispositivo load sensing, adattando il differenziale di pressione idraulica al valore massimo di efficienza richiesto dal veicolo. In sintesi, più efficienza energetica, più produttività, maggiore controllo, elevate possibilità di personalizzazione, maggiore sicurezza e stabilità, possibilità di ammodernamento di macchine datate sono i vantaggi che si possono ricavare dal sistema ALS. In attesa di una visione e di una prova dal vivo, possiamo ben dire che il merito dell’innovazione assegnato a Walvoil e a Dieci risulti, in questi tempi incerti, un segno d’avanguardia tutt’altro che virtuale e assolutamente tangibile.

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THE FIRST ITALIAN EXHIBITION & CONFERENCE FULLY DEDICATED TO THE HYDROGEN SECTOR

25-27 May 2022 Piacenza Italy

For info and stand bookings info@hydrogen-expo.it â&#x20AC;&#x201C; Ph. +39 010 5704948

www.hydrogen-expo.it

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Attrezzature & Componenti

Una minigrù dal cuore full-electric LA GAMMA CINGOLATA DI BRENNERO GRU OGGI HA LA GARANZIA DI PRESTAZIONI AVANZATE CON UNA MARCIA IN PIÙ: LA TECNOLOGIA AL LITIO D’AVANGUARDIA DI FLASH BATTERY CHE IMPLEMENTA BATTERIE DI LUNGA DURATA E IN ASSENZA TOTALE DI MANUTENZIONE

L’

innovazione cerca sempre le proprie affinità elettive. Quando parliamo di collaborazioni industriali nel campo delle macchine mobili e dei moduli di sollevamento in particolare, troviamo - soprattutto in Europa molte dinamiche di partnership tra fornitori di soluzioni propulsive (termiche o elettriche) e costruttori di gru e piattaforme aeree. L’affinità di cui parleremo in questo caso è quella tra un pioniere nel campo delle batterie a litio come Flash Battery e un “crane inventor” come Brennero Gru, protagoni-

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sta italiano degli allestimenti su autocarro e fondatore in anni recenti della divisione BG Lift dedicata al progetto e alla realizzazione di gru cingolate d’avanguardia dalla struttura compatta. L’obiettivo ambizioso di Brennero Gru è quello di fornire ai propri clienti macchine da sollevamento semplici e intuitive ma sempre nel solco dell’innovazione tecnologica, di un alto livello di performance e soprattutto della massima sicurezza operativa (considerando nel novero di una safety policy industriale, anche l’aspetto della sostenibilità ambientale).

L’innovazione tecnologica e la sostenibilità delle macchine da sollevamento oggi va di pari passo con la “scelta elettrica” in graduale sostituzione della classica motorizzazione termica (diesel o a benzina) in considerazione dei numerosi vantaggi in termini di maggiore efficienza, minori costi di gestione e notevole abbattimento dei consumi e delle emissioni inquinanti. Brennero Gru nel 2017 ha sposato il profilo più alto di questa nuova era sostenibile e ha incontrato la tecnologia di Flash Battery, protagonista dalla statura

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ormai internazionale nella progettazione e nella produzione di batterie al litio per macchine industriali e veicoli elettrici. La necessità del costruttore di Cavaion Veronese era quella di concepire una gru dalla grande libertà operativa, con un accesso consentito anche negli interni e nelle aree di intervento più sensibili, soprattutto in ambito urbano e nei reparti di fabbrica e della logistica. L’obiettivo comune di Brennero Gru e Flash Battery era quello di creare un’applicazione customizzata che potesse offrire un alto livello di prestazioni secondo le dinamiche già menzionate della completa sostenibilità ambientale. “La scelta di un partner tecnologico che potesse supportarci nell’introduzione di modelli elettrici all’interno della nostra gamma è caduta su un’autentica eccellenza del settore – afferma Michele Piantoni, responsabile post-vendita di Bg Lift-Brennero Gru - Tra le nuove realtà che sviluppano attualmente prodotti all’avanguardia, abbiamo ritenuto che solo Flash Battery avesse la dinamicità, la flessibilità e l’esperienza necessaria per supportare l’obiettivo più ambizioso della nostra azienda: quello di realizzare macchine alimentate con un’energia pulita e altamente affidabile come quella delle batterie al litio”. È nel 2018 che si avvia ufficialmente la stretta collaborazione tra Flash Battery e Brennero Gru, con la realizzazione di un prototipo e la successiva produzione in serie di una batteria al litio da 10 kWh per la minigrù cingolata M250 Li-Ion, a propulsione completamente elettrica e dalle prestazioni di sollevamento d’eccezione

Il nuovo quartier generale Flash Battery di Sant’Ilario d’Enza (Re)

per un modello dal peso contenuto e dalle dimensioni estremamente compatte. Una tipologia progettata per un impiego polivalente, sia in ambienti interni, sia all’esterno, con caratteristiche di manovrabilità e precisione al servizio di una dinamica di intervento veloce, reattiva e flessibile sotto il profilo dell’adattamento al contesto di lavoro. Una gru perfetta per l’impiego in aree di lavoro dall’accesso limitato e con difficoltà di manovra sensibili. Per sfruttare al meglio l’autonomia delle nuove gru elettriche introdotte nella gamma BG Lift, il Team Engineering di Brennero Gru ha progettato nel dettaglio

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un impianto basato su motori e inverter ad alta efficienza, con l’implementazione di software specifici per ottimizzare la potenza e l’energia resa disponibile dal powerpack di batterie al litio. “Affidarci a un partner tecnologico che potesse supportare la nostra transizione verso l’elettrico è il motivo per cui abbiamo scelto Flash Battery - ribadisce Michele Piantoni - Il contributo di Flash Battery ci ha portato a implementare sulle nostre minigrù, batterie agli ioni di litio con la chimica LFP, una tecnologia ideale per l’utilizzo industriale, la più sicura che si possa trovare oggi sul mercato. Le batterie al litio hanno apportato inoltre eccezionali vantaggi alle nostre gru, sotto il profilo di un’alta efficienza operativa, con una vita utile che va oltre i 4.000 cicli di ricarica, con la possibilità fondamentale di effettuare cariche e scariche parziali e la totale assenza di manutenzione ordinaria”. Grazie all’elettronica di controllo proprietaria la batteria Flash Battery resta bilanciata ed efficiente da ogni punto di vista e anche nel caso di interventi straordinari, il sistema elettronico ad alta potenza - denominato Flash Balancing System, oggi

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Attrezzature & Componenti in corso di brevetto, - garantisce una velocità di bilanciamento 20 volte maggiore rispetto alle altre batterie. “Il Flash Balancing System agisce in attivo e in passivo con una potenza di bilanciamento molto superiore (20A) non soltanto alla fine del ciclo di carica ma anche in modo attivo durante la scarica - spiega Marco Righi, Ceo di Flash Battery - In questo modo si ottiene un bilanciamento 20 volte più veloce a garanzia del massimo di autonomia per le nostre batterie al litio e dell’esclusione di ogni tipo di fermo macchina”. Gli incontri ideali sul fronte delle tecnologie mobili non sono mai troppo frequenti. Spesso si rivelano come strategie promozionali concertate a tavolino per un mercato di settore, oppure mostrano limiti di applicazione notevoli, con sentori di approssimazione che minano la credibilità stessa di un progetto comune. Quello tra Brennero Gru e Flash Battery è, al contrario, il caso esemplare di un successo tecnologico concreto e tangibile, applicato a una nuova idea di sollevamento che valica finalmente i confini ancora incerti della sostenibilità. Per raggiungere, con passo sicuro, l’orizzonte di un’autentica rivoluzione industriale.

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La sicurezza del controllo remoto Il Flash Data Center è il software realizzato internamente dal reparto R&D di Flash Battery, creato per effettuare l’autodiagnostica e la manutenzione predittiva in maniera totalmente automatica su ogni singolo pacco batteria. Il controllo da remoto verifica quotidianamente i parametri di funzionamento, 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Questo sistema di intelligenza artificiale si traduce nella capacità di eseguire una prevenzione continua, intercettando le possibili anomalie sul nascere e garantendo nel caso fossero necessari interventi di assistenza straordinari, una risposta rapida e mirata. Ogni singolo report viene inviato automaticamente al Service Center di Flash Battery che analizza performance di utilizzo e dati di funzionamento sulla singola batteria o su flotte di batterie operative presso i clienti Flash Battery di oltre 54 paesi.

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20 21

L’UNICO EVENTO DEL SETTORE

The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show Piacenza, Italy 3 -5 October 2019

AGV EXPO

®

Piacenza, 7-9 Ottobre 2021 La seconda edizione della AGV EXPO si terrà in concomitanza con la 8a edizione del GIS (Piacenza, 7-9 Ottobre 2021) e più precisamente nel Padiglione 3 del quartiere fieristico di Piacenza Expo e nell’ampia area all’aperto prospiciente ad esso.

Gli AGV (acronimo per Automatic Guided Vehicles) sono sistemi logistici che assolvono innumerevoli funzioni, affinché la movimentazione dei materiali sia la più consona ed efficiente possibile: dall’immagazzinamento allo stoccaggio, dalla movimentazione dei materiali al controllo delle giacenze, dal confezionamento all’evasione degli ordini. I veicoli automatici AGV sono oggi integrati nei processi produttivi e sono utilizzati da una sempre più ampia fascia di clientela che spazia dal comparto automobilistico, meccanico, ceramico, alimentare a quelli del beverage, del farmaceutico, dei film plastici, dell’industria cartaria, dell’abbigliamento, del legno e dei colorifici ed altri ancora.

Per informazioni:

info@agvexpo.it

Tel. (+39) 010 5704948 Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale

www.agvexpo.it Sollevamento | Trasporti Eccezionali | Movimentazione Industriale e Portuale

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Movimentazione Industriale e Portuale FEDESPEDI

Terminal container, come va l’Italia PUBBLICATA DAL CENTRO STUDI DELLA FEDERAZIONE L’ANALISI COMPLETA ECONOMICO-FINANZIARIA 2020 DEL SETTORE NEL PERIODO PRE-COVID

È

stata pubblicata al limitare del 2020 l’indagine “I Terminal container in Italia: un’analisi economico-finanziaria”*, elaborata (per il quarto anno consecutivo) dal Centro Studi Fedespedi con lo scopo di analizzare le performance economico-finanziarie delle società di gestione dei principali terminal italiani**, settore che ha un ruolo sempre più cruciale nel sistema portuale italiano e

internazionale, oggetto di grande interesse da parte delle compagnie marittime, protagoniste negli ultimi anni di processi di integrazione verticale della filiera logistica. L’analisi di quest’anno fotografa l’andamento dei terminal italiani nell’ultimo anno di attività pre-Covid. Per quanto riguarda le performance operative – Teu movimentati – nel 2019 i 12* terminal analizzati hanno movimentato

complessivamente 8,495 milioni di Teu – il 78,8% del totale italiano (10,770 milioni di Teu) – su una superficie totale di 5,1 milioni di metri quadrati e avvalendosi di 94 gru da banchina; rispetto al 2018, nel 2019 hanno registrato una crescita complessiva dell’1,4% in termini di Teu movimentati. Punte positive sono registrate a Livorno (+11,6%), Ancona (+10,8%) e Trieste (+10%). Scende, invece, Salerno (-20,7%).

(*) Lo studio completo è disponibile sul sito di Fedespedi nella sezione Centro Studi. (**) Ancona (Adriatic Container Terminal), Cagliari (Cagliari International Container Terminal), La Spezia (La Spezia Container Terminal), Salerno (Salerno Container Terminal), Genova (Southern European Container Hub e Voltri Terminal Europa), Gioia Tauro (Medcenter Container Terminal), Livorno (Terminal Darsena Toscana), Napoli (Co.Na.Te.Co), Ravenna (Terminal Container Ravenna), Trieste (Trieste marine Terminal) e Venezia (Venezia Container Terminal).

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Genova, il primo porto container a livelparere favorevole all’ingresso di MSC nel L’analisi lo nazionale, registra un -0,9% al Sech e Gruppo Messina (acquisizione del 49%). Nel report vengono analizzate le perfor+1,4% a Voltri. Il dato di Cagliari (-75,1%) Le società manterranno però la gestione mance economiche-finanziarie delle soè relativo al periodo di attività gennaseparata dei due terminal che controllano cietà di gestione dei principali terminal io-giugno 2019: la forte contrazione reginel porto di Genova, rispettivamente quelitaliani, oltre ad alcuni indicatori di efstrata è connessa alla decisione di Hapag lo di Cala Bettolo e l’Intermodal Marine ficienza quali ad esempio i Teu al metro Lyod di spostare le operazioni su Livorno. Terminal (Imt). Ricordiamo che MSC conquadro, o al metro lineare. I bilanci utiPer quanto riguarda, invece, le perfortrolla, attraverso Terminal Investment Lilizzati per l’analisi sono quelli depositati mance economico-finanziarie i terminal mited, il 100% di Medcenter (Gioia Tauro), presso le Camere di Commercio, mentre i analizzati sono 9 in quanto il bilancio dopo l’acquisizione del 50% detenuto da dati relativi alle dotazioni infrastruttura2019 di Cagliari riguarda solo un semeContship Italia e il terminal Co.Na.Te.Co li (mq del terminal, lunghezza banchine, stre di attività, mentre quelli di Gioia Taudi Napoli, dopo l’acquisizione del 50% deecc.) sono quelli presenti nei siti internet ro e Ravenna non sono ancora disponibili. tenuto da Cosco. Contship Italia, nel 2019, delle Autorità di Sistema Portuale, delle Questi i dati più significativi: i terminal ha lasciato la gestione del CICT di Cagliari. varie società e nei loro bilanci. hanno realizzato nel complesso un fattuNella tabella seguente sono indicate le Le performance operative rato di 590,9 milioni di euro, con un valosocietà considerate, in ordine alfabetico Nella tabella seguente sono indicate le re aggiunto di 316 milioni di euro e un ridi sigla con cui vengono identificate nel principali caratteristiche tecniche dei sultato finale di 74 milioni di euro, pari al presente report, e il porto in cui operano. terminal, nonché i Teu movimentati nel 12,5% del fatturato. Il rapporto 2019/2018 Nell’analisi non sono presenti Medcenter corso del 2017, 2018 e 2019. I 12 terminal a numero omogeneo di imprese evidenzia e Terminal Container Ravenna (TCR) in considerati hanno movimentato complesun aumento dell’1%. quanto alla data odierna (dicembre 2020) sivamente 8,495 milioni di Teu, il 78,8% I risultati dei singoli porti in termini di non sono ancora disponibili i bilanci 2019. del totale italiano (10,770 Teu), su una fatturato seguono i risultati delle perforNel corso del 2020, dopo una lunga e consuperficie totale di 5,144 milioni di mq e mance operative (Teu movimentati): Satroversa gestazione, con complesse impliavvalendosi 94 gru di banchina. lernotabella registraseguente un -9,1%,sono mentre registrano Nella indicate le principali caratteristiche tecniche deiassetti terminal, i Teu di movimentati nel corso del 2017, cazioni di natura giuridica e di di nonché Rispetto al 2018 hanno registrato un auuna crescita 2018 e 2019. consistente Ancona (+23%) e mercato, l’Autorità di Sistema ha dato pamento dell’1,4%. La forte flessione del Trieste (+12%). rere favorevole all’acquisizione del termiI 12 terminal considerati hanno movimentato complessivamente 8,495 milioni di Teu, il 78,8% del totale italiano (10,770 Teu), su una porto di Cagliari è collegata come noto Fanno eccezione i terminal genovesi, che nal SECH da parte di PSA, che già gestisuperficie totale di 5,144 milioni di mq e avvalendosi di 94 gru di banchina. alla decisione della compagnia tedesca registrano risultati di segno opposto in sce il VTE di Voltri. Da segnalare sempre Rispetto hanno registrato unmoviaumentoda dell’1,4%. La forte flessione del porto di Cagliari è collegata noto decisione Hapag Lloyd dicome spostare le alla operazioni su della termini al di2018 fatturato rispetto ai Teu parte dell’Autorità di Sistema del Mar compagnia tedesca Hapag Lloyd di spostare le operazioni su Livorno. Livorno. mentati: Sech +5,2% e Voltri -2,5%. Ligure Occidentale (Genova-Savona), il

2. SOCIETÀ CONSIDERATE E PERFORMANCE OPERATIVE

Società

Teu 2017

Teu 2018

Teu 2019

ACT-AN CICT-CA CON-NA LSCT-SP MCT-RC SCT-SA SECH-GE TCR-RA TDT-LI TMT-TS VCT-VE VTE-GE

168.578 432.717 1.339.655 2.448.569 313.869 312.689 183.654 515.792 546.660 299.900 1.602.606

159.061 214.639 487.187 1.350.116 2.328.218 331.521 314.494 180.934 502.108 625.767 303.997 1.582.589

176.193 53.520 519.594 1.304.522 2.522.874 262.935 311.749 180.918 560.339 688.649 310.054 1.604.305

Totale

8.164.689

8.380.631

8.495.652

Var % Mq terminal 2019/2018 10,8% 60.000 -75,1% 400.000 6,7% 157.000 -3,4% 343.000 8,4% 1.600.000 -20,7% 110.000 -0,9% 174.000 250.000 11,6% 389.000 10,0% 400.000 2,0% 283.000 1,4% 978.000 1,4%

5.144.000

Metri banchina 300 1.520 970 986 3.391 890 526 670 1.430 1.370 852 1.433 14.338

n. gru banchina 2 7 6 11 22 5 5 4 8 7 5 12

m banchina/ Gru 150 217 162 90 154 178 105 168 179 196 170 119

94

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N.B.: il dato relativo al terminal container di Cagliari (CICT-CA) è relativo al periodo di operatività gennaio-giugno 2019.

Fonte: bilanci aziendali, siti Internet delle società 5

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Movimentazione Industriale e Portuale

3. LE PERFORMANCE ECONOMICO-FINANZIARIE

Le aziende considerate hanno realizzato nel complesso un fatturato di 590,9 milioni di euro, con un valore aggiunto di 316 milioni di euro e un risultato finale di 74 milioni di euro. Le aziende considerate hanno realizrisultato finale di 74 milioni di euro. sono disponibili. Il rapporto 2019/2018 Nota la variazione un del fatturato 2019/2018 non bene: tiene conto di CICT-CA,del MCT-RC e TCR-RA, i cui bilanci 2019 nondi sono disponibili. Il zato bene: nel complesso fatturato di Nota la variazione fatturato a numero omogeneo imprese (590,9 rapporto 2019/2018 a numero omogeneo di imprese (590,9 Mrd.€/585,2 Mrd/€) mostra un aumento dell’1%. 590,9 milioni di euro, con un valore 2019/2018 non tiene conto di CICT-CA, Mrd.€/585,2 Mrd/€) mostra un aumento aggiunto di 316 milioni di euro e un MCT-RC e TCR-RA, i cui bilanci 2019 non dell’1%.

Società ACT-AN CICT-CA CON-NA LSCT-SP MCT-RC SCT-SA SECH-GE TCR-RA TDT-LI TMT-TS VCT-VE VTE-GE

Fatturato totale 2018 (x'000 €) 6.374 15.071 38.563 166.778 83.818 23.620 33.993 21.097 48.831 68.363 28.369 170.290

Fatturato totale 2019 (x'000 €) 7.843 n.d. 41.912 161.628 n.d. 21.460 35.772 n.d. 49.952 76.551 29.790 166.049

705.167

590.957

Totale

23,0% n.d. 8,7% -3,1% n.d. -9,1% 5,2% n.d. 2,3% 12,0% 5,0% -2,5%

2.394 n.d. 22.232 98.592 n.d. 13.237 20.798 n.d. 26.708 24.144 19.209 88.989

1.338 n.d. 6.902 61.740 n.d. 3.074 3.917 n.d. 7.718 9.127 12.310 45.789

1.182 n.d. 1.643 50.332 n.d. 970 60 n.d. 4.266 6.578 9.026 28.714

Risultato finale (x'000 .€) 839 n.d. 76 33.041 n.d. 586 192 n.d. 3.315 4.272 6.112 25.683

1,0%

316.303

151.915

102.771

74.116

Var % 2018/2019

Valore agg. (x'000 €)

EBITDA (x'000 €)

EBIT (x'000 €)

Dipen. (n) 18 n.d. n.d. 621 n.d. 205 238 n.d. 295 295 83 655 2.410

Fonte: bilanci aziendali

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Centro Studi Fedespedi

Fedespedi, una voce per le merci in porto L’importante realtà rappresentativa di Fedespedi (Federazione nazionale delle Imprese di Spedizioni internazionali) è stata costituita l’11 giugno 1946 e ha sede a Milano. Ne fanno parte ANAMA (Associazione Nazionale Agenti Merci Aeree), ANTEP (Associazione Nazionale Terminalisti Portuali) e FISI (Federazione Italiana Spedizionieri Industriali). A oggi, è l’unica organizzazione imprenditoriale che rappresenta e tutela gli interessi delle imprese di spedizioni internazionali in Italia: un settore che genera un fatturato di oltre 15 miliardi di euro l’anno – circa il 20% del fatturato italiano dell’intero settore dei trasporti e della logistica – impiega circa 50.000 addetti e dà il proprio determinante contributo all’industria italiana della logistica, che incide per il 9% sul PIL del Paese e attrae investimenti privati per 6 miliardi di euro. Fedespedi è parte di un network associativo internazionale. Aderisce a Confetra a livello nazionale e a CLECAT e FIATA rispettivamente a livello europeo e mondiale. Inoltre, è presente su tutto il territorio nazionale con oltre 30 Associazioni Territoriali.

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3. LE PERFORMANCE ECONOMICO-FINANZIARIE Valore e costo della produzione per Teu (€), peso dei costi sul valore della produzione (%)

ACT-AN CON-NA LSCT-SP SCT-SA SECH-GE TDT-LI TMT-TS VCT-VE VTE-GE

Fatt/Teu (€)

Costo/Teu (€)

Costo Teu/ Fatt Teu (%)

42,3 80,7 120,1 79,6 111,0 83,1 110,0 95,1 102,1

37,8 77,5 85,3 77,9 114,6 81,5 101,6 67,0 85,6

89,4% 96,1% 71,0% 97,9% 103,2% 98,2% 92,3% 70,4% 83,8%

Centro Studi Fedespedi

PRECAST CONCRETE TRANSPORTER

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www.italcarrelli.eu 101 Sollevamento | Trasporti Eccezionali | Movimentazione Industriale e Portuale

MADE IN ITALY


Movimentazione Industriale e Portuale MANUPORT/TERBERG

Rivoluzione all’idrogeno ARRIVA DA TERBERG LA GRANDE NOVITÀ DI UN TRATTORE PER TERMINAL PORTUALI ALIMENTATO CON SISTEMI DI CELLE A COMBUSTIBILE “PULITO”. ALLA PROVA NEI SITI OPERATIVI PER IL PROSSIMO LANCIO SUL MERCATO

D

opo due anni di progettazione e sviluppo, Terberg ha avviato nelle scorse settimane i primi test funzionali del suo primo trattore per terminal portuale alimentato a idrogeno. Questo veicolo speciale e certamente innovativo, sviluppato in collaborazione con l’azienda olandese zepp.solutions - specializzata nelle varie applicazioni relative ai sistemi di celle a combustibile che utilizzano idrogeno - è

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attualmente operativo sul piazzale dell’operatore United Waalhaven Terminals nel porto di Rotterdam. La nuova unità lavorerà insieme ai trattori diesel tradizionali, trainando gli stessi carichi, e sarà monitorata a distanza al fine di raccogliere un’ampia gamma di dati in termini di performance e affidabilità; successivamente il nuovo trattore verrà testato presso una serie di clienti in diversi paesi, dopodiché il progetto verrà finalizzato.

“Il nostro obiettivo primario è quello di offrire prestazioni eccellenti per applicazioni pesanti combinate con un TCO (costo totale d’esercizio) favorevole - dichiara Rob van Hove, amministratore delegato di Terberg Benschop - Inoltre, desideriamo supportare i nostri clienti nel raggiungimento dei propri obiettivi di sostenibilità. La nostra strategia si concentra sul fornire flessibilità ai nostri clienti, in modo che possano adattarsi al mutevole contesto di mercato”.

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L’YT203-H2 si basa sul modello YT203EV elettrico di recente introduzione che a sua volta è il risultato di uno sviluppo congiunto tra Terberg e zepp.solutions; una società scale-up tecnologica specializzata in sistemi di celle a combustibile a idrogeno per svariate applicazioni. La differenza con il modello EV consiste nel fatto che l’energia viene immagazzinata sotto forma di idrogeno, consentendo un rifornimento rapido. Il modello YT203-H2 è equipaggiato con 4 serbatoi da 150 litri (350 bar) contenenti 14,4 kg di idrogeno adatti per il funzionamento di un’intera giornata in condizioni di attività ad alta intensità.

Il trattore a idrogeno YT203-H2 è costruito sulla collaudata piattaforma multifunzionale YT introdotta lo scorso anno. Questa scelta progettuale garantisce la stessa ergonomia e comfort, oltre all’ottima resilienza in condizioni di lavoro difficili e alle stesse caratteristiche di manutenzione semplice e gestione intelligente. I clienti possono migrare dai motori diesel certificati Stage 5 ai motori elettrici di terza generazione e, ogni volta che viene raggiunto il punto di svolta, all’alimentazione a celle a combustibile a idrogeno. La nuova serie YT è il risultato degli studi di Terberg a contribuire a una logistica neutra in termini di CO2 e con prestazioni e TCO molto competitivi.

La commercializzazione futura Attualmente il diesel offre ancora le migliori prestazioni ai costi più bassi possibili. Tuttavia, le prestazioni del diesel hanno un prezzo che non è sostenibile, così come le alternative elettriche. Per garantire che il trattore per terminal a idrogeno possa essere perfettamente integrato in una flotta già esistente, l’YT203-H2 è stato progettato per adattarsi al flusso di lavoro diesel che è pratica comune nel settore logistico. La stretta collaborazione nei prossimi anni tra Terberg Engineering e il team di sviluppatori di zepp.solutions si tradurrà in una soluzione tecnica praticabile e in una solida base per la fase di commercializzazione nel prossimo futuro. Per conoscere al meglio le prestazioni, il comportamento e l’affidabilità del trattore, l’YT203-H2 verrà testato nei siti di alcuni clienti in vari paesi e, successivamente, il design sarà finalizzato alle applicazioni specifiche. Terberg continuerà a condividere informazioni sulle prossime fasi dei test.

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Il trattore a idrogeno è progettato per fornire la stessa o maggiore potenza di trazione rispetto ai trattori alimentati a diesel, ma con zero emissioni e senza il rumore dei motori a combustione. I test effettuati al United Waalhaven Terminals di Rotterdam rappresentano un grande passo avanti per il passaggio dagli studi di progettazione alle prove reali sul campo. Il progetto è supportato dal regolamento DKTI-Transport del Ministero olandese delle infrastrutture e della gestione dell’acqua.

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Movimentazione Industriale e Portuale STILL

Aria elettrica in circolazione L’HA PORTATA IL NUOVO RX 60, MODELLO INNOVATIVO NEL RANGE DA 3,5 A 5 TONNELLATE. UN PUNTO D’ARRIVO NELL’ORIZZONTE DELLA SOSTENIBILITÀ IN MAGAZZINO E NELLE STRUTTURE LOGISTICHE

T

utto, tranne le emissioni. Con il lancio del carrello elettrico RX 60 con capacità di carico da 3,5 a 5 tonnellate, Still scrive un nuovo capitolo della propria storia, quello sui carrelli elevatori elettrici; un’avanguardia di sviluppo raggiunta proprio nell’anno del suo centenario. Maneggevole, agile e con una velocità di marcia che può raggiungere i 20 km/h, il nuovo RX 60 è un

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punto di arrivo tecnologico di cui si gioveranno sia gli operatori addetti alla movimentazione delle merci in magazzino, sia le applicazioni che riguardano i carichi pesanti nelle aree esterne e nei piazzali. L’RX 60 quindi rappresenta la soluzione ideale per le aziende che vogliono finalmente abbinare puntualmente prestazioni, riduzione di costi, ecosostenibilità ed efficienza sul campo.

Disponibili in sette differenti versioni, con baricentro di carico standard di 500 mm oppure di 600 mm su richiesta, i nuovi RX 6035/50 sono disponibili con batterie al piombo-acido oppure agli ioni di litio. In tutte le classi di peso è disponibile una variante ad alte prestazioni che eccelle negli impieghi più impegnativi, assicurando capacità di movimentazione ancora maggiore, più potenza e più accelerazione. Punto di forza

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di questi carrelli è l’innovativo sistema di trazione nell’asse anteriore con due potenti motori trifase a raffreddamento attivo: nella versione ad alte prestazioni i due motori da 11 kW forniscono ancora più energia, aumentando del 46% la potenza rispetto ai modelli precedenti. Inoltre, poiché entrambi i motori vengono azionati anche al massimo angolo di sterzata, il carrello risulta estremamente maneggevole. Il raffreddamento attivo garantisce elevata stabilità termica anche alle massime prestazioni di movimentazione. Le robuste ventole, esenti da manutenzione, si attivano in funzione della temperatura, raffreddando sia i componenti incapsulati dell’elettronica di potenza sia i motori di sollevamento e di trazione, il tutto senza filtri.

Grazie ai consumi ridotti e alla capacità della batteria di 930 Ah (59,5 kWh), o fino a 118,4 kWh nella versione RX 60-50 agli ioni di litio, questi nuovi mezzi possono facilmente lavorare per oltre due turni di fila senza bisogno di ricariche intermedie. I nuovi RX 60-35/50 sono comunque tutti dotati del pratico sistema di estrazione laterale della batteria studiato da STILL, grazie

al quale il cambio batteria può essere effettuato da una sola persona con un transpallet, il tutto nella massima sicurezza e con un risparmio di tempo e risorse. Disponibile in via opzionale, un caricatore incorporato offre ancora maggiore flessibilità, consentendo ricariche intermedie semplici e rapide durante le pause di lavoro. Come tutti i prodotti Still, anche i nuovi RX 60-35/50 sono progettati per garantire il massimo comfort e benessere degli operatori. Poiché la visibilità del conducente è fondamentale, il profilo del montante è stato progettato per garantire una visuale ottimale sia sulle merci trasportate sia oltre il montante stesso. Affinché il conducente possa mantenere le gambe in posizione anti-affaticamento, lo spazio nella cabina di guida è considerevolmente più ampio rispetto ai modelli precedenti e garantisce massimo comfort anche per chi indossa scarpe fino al numero 50. Inoltre, la posizione dei pedali allevia lo sforzo sulle gambe e consente di muoversi liberamente tra freno e acceleratore. Per accrescere la sicurezza e il comfort nella salita e discesa dal mezzo, il predellino è stato ingrandito e dotato di un bordo antiscivolo.

Connettività plus Il computer di bordo Still Easy Control è lo strumento cardine dei nuovi carrelli RX 60 per accedere direttamente alle funzioni chiave di performance e ottenere così una panoramica costante di tutte le informazioni rilevanti sul veicolo. Il collegamento in rete è ottimale: attraverso un’interfaccia opzionale si può attuare l’integrazione con il software di gestione della flotta Still neXXt fleet. Il controllo degli accessi di utilizzo al carrello (funzione anch’essa opzionale) protegge inoltre il veicolo da eventuali operazioni non autorizzate.

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Movimentazione Industriale e Portuale BAOLI

Verso Sud

CRESCITA E IDENTITÀ SOLIDA PER IL MARCHIO DI LAINATE NELLE REGIONI MERIDIONALI. UN SUCCESSO CHE PARTE DA CATANIA, CON IL SUPPORTO DI DUE DEALER D’ECCEZIONE

I

l Sud si rafforza per Baoli e la notizia di una crescita importante arriva innanzitutto dalla provincia di Catania. Si tratta di una conferma che pone in primo piano i dealer del marchio in quest’area distributiva. Si chiamano Rimas e DLF ed hanno partecipato di recente alla 26° edizione del SAEM, il Salone dell’Edilizia del Mediterraneo, una manifestazione che ha portato Catania, alla fine di ottobre, nella cronaca meritoria di un evento organizzato in massima sicurezza e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie prescritte in tempo di Covid. Rimas - in tandem con DLF - ha esposto numerosi prodotti della gamma

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Baoli all’interno di un ampio stand da 80 metri quadrati. “Un vero successo – conferma Giuseppe Urzì, socio di Rimas insieme a Stefano Zuccarello – I carrelli Baoli hanno raccolto molti pareri positivi; non a caso siamo in fase avanzata per diverse trattative che riguardano tutto il territorio siciliano”. La testimonianza di Rimas rispecchia perfettamente l’andamento di Baoli in tutto il Sud Italia per merito del grande lavoro svolto dai numerosi rivenditori della casa costruttrice presenti nel Mezzogiorno. Fondata nel 2011 per l’assistenza di carrelli elevatori, attrezzature per l’agricoltura e macchine puliscispiaggia, Rimas si trova

all’interno del Mercato Agroalimentare della città di Catania (MASS) e opera nel settore e nella progettazione di sistemi per la logistica da magazzino. A partire dal 2018 è dealer monomarca Baoli, felice di aver sposato fin dall’inizio il progetto: “Abbiamo avviato i primi contatti con Baoli nel 2016 – spiega Urzì – quando il progetto era nella sua fase iniziale. L’azienda ci ha trasmesso fiducia fin da subito e dopo aver visionato le macchine e il magazzino ricambi di Rolo, abbiamo deciso di avviare questa partnership che oggi si conferma vincente”. La crescita di Baoli abbraccia molti aspetti cari agli operatori secondo Rimas: “Ini-

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zialmente il marchio era sconosciuto e le aziende avevano molti dubbi, in particolare sulla validità del servizio after sales – continua Urzì- Compravano una sola macchina per testare l’effettivo valore del mezzo, mentre oggi ci contattano per cambiare l’intero parco macchine. Con il tempo hanno imparato ad apprezzare non solo il rapporto qualità/prezzo e l’efficienza dei carrelli Baoli che non hanno nulla da invidiare ai marchi più blasonati, ma soprattutto hanno constatato l’affidabilità del servizio after sales. Noi di Rimas, grazie al supporto del magazzino ricambi Baoli di Rolo, garantiamo in tempi record i ricambi ai nostri clienti anche grazie al supporto delle nostre tre officine mobili di pronto intervento”. Caratteristiche che hanno spinto partner come CRAI, famosa catena di negozi alimentari presente in tutta Italia, a scegliere Baoli: “CRAI utilizza

L’Italia che cresce Dal 2016, Baoli ha conosciuto nel nostro Paese una crescita straordinaria. Oggi l’azienda è presente in tutta la penisola con una rete composta da oltre 70 dealer, la metà dei quali monomarca. Sotto il profilo del Service, nel 2019 Baoli ha evaso il 74% degli ordini entro 30 giorni, un tempismo senza eguali anche tra i maggiori player del settore. Ottime anche le performance del servizio after-sales, sempre più efficiente; ad oggi l’azienda è in grado di consegnare l’83% degli ordini di ricambi entro 24h. La sede EMEA di Baoli si trova in Italia, a Lainate. Il magazzino ricambi nazionale si estende su un’area di 14.000 metri quadrati e conta su oltre 4.600 referenze a stock.

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in tutti i punti vendita siciliani numerosi carrelli Baoli come i transpallet EP 15 WS ed EP 16-N01, gli stoccatori ES 12 ed ES 16, i transpallet manuali HPT Basic e i nuovi transpallet con pedana EP 20-111 – conclude Giuseppe Urzì -. In molti casi sono andati a sostituire macchine di marchi più blasonati e per questo mi permetto di dire che in Sicilia - grazie al lavoro di tutti i dealer - la logistica sta cambiando colore: oggi è sempre più azzurro Baoli”.

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Movimentazione Industriale e Portuale ITALCARRELLI

Personalità di precisione SI CHIAMA PTN ED È IL CARRELLO IDEALE PER LA MOVIMENTAZIONE DI MODULI PREFABBRICATI. PROGETTATO SU SPECIFICA DEL CLIENTE, SICURO E VERSATILE ANCHE NEL COMFORT

L

a movimentazione e il trasporto di prefabbricati in calcestruzzo costituiscono fasi di attività piuttosto critiche nell’ambito del material handling, in ragione di un’operatività che richiede molta attenzione sul fronte della precisione e della sicurezza di manovra. Rendere queste operazioni più semplici, veloci e a basso indice di rischio è da sempre un obiettivo primario della Divisione Movimentazione Pesante di Italcarrelli, il reparto che si occupa - tra le attività dell’azienda di Chiampo (Vi) - della progettazione dei trasportatori semoventi serie PTN, costituita da moduli concepiti per l’industria delle costruzioni e dell’edilizia prefabbricata residenziale, commerciale e industriale. Questi

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trasportatori semoventi hanno conquistato il mercato internazionale già da diversi anni e costituiscono una soluzione ottimale per movimentare pannelli ed elementi prefabbricati in calcestruzzo di diverse dimensioni, oltre che per favorirne trasporto dalle linee di produzione ai magazzini e alle aree di spedizione, grazie a speciali profili stu-

diati appositamente per facilitare il sollevamento dei manufatti. I trasportatori di Italcarrelli sono totalmente personalizzabili per garantire la soddisfazione di specifiche particolari a misura degli operatori. La personalizzazione si realizza in fase di progetto e di realizzazione, con riguardo alle dimensioni del trailer, ai pesi

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da movimentare, alle motorizzazioni - diesel, gas o in versione elettrica -, nei vari optional disponibili e nella capacità di carico. Questi carrelli inloader sono equipaggiati per una portata standard di 30 tonnellate ma possono essere fornite, a richiesta, versioni speciali anche di maggiore capacità, in relazione a lunghezza e caratteristiche dei prefabbricati. Realizzati con componenti di alta qualità, dotati di uno speciale sistema brevettato di sollevamento chiamato Sicur Lift - progettato dal Dipartimento Ricerca & Sviuppo di Italcarrelli per una doppia sicurezza meccanico-idraulica - grazie alle clamp idrauliche dalla posizione modificabile tenendo conto ancora della lunghezza e delle caratteristiche del carico, i carrelli PTN dimostrano tutta la loro efficacia già nelle fasi iniziali della movimentazione, con gli elementi prefabbricati ben fissati all’inloader a garanzia di un trasporto in completasicurezza. Per ottenere la massima versatilità, sempre con un’attenzione alla massima preservazione del comfort operativo, la gommatura è di tipo superelastico compatibile con l’utilizzo su asfalto o pavimentazioni sconnesse e il posto di guida può essere allestito in modalità operatore in piedi oppure operatore seduto. Una variabile che non dimentica naturalmente il dettaglio di un’agilità operativa scevra da ogni potenziale rischio per l’incolumità di chi lavora nei magazzini edili e nei piazzali esterni ai depositi di prefabbricati.

Dal software al custom made Il dipartimento Software di Italcarrelli ha sviluppato un programma per la gestionemotore che consente di ottenere migliori prestazioni e la massima efficienza con il minimo consumo di carburante. Italcarrelli ha realizzato, con l’ausilio di una ricerca tecnologica sempre puntuale, diversi trasportatori semoventi personalizzati secondo le esigenze dei propri clienti. Si tratta di modelli che trovano un’ampia applicazione nell’industria dei prefabbricati, già operativi da tempo in molti stabilimenti che realizzano queste tipologie di manifattura in tutto il mondo.

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Trasporti Eccezionali COMETTO

Nei campi di Eolo IL VENTO È QUELLO DELL’ENERGIA SOSTENIBILE MA NON SOLO. L’ARIA DEL SUCCESSO HA ARRISO ANCHE ALLA SOLUZIONE SPMT DI COMETTO PER IL TRASFERIMENTO DI UNA GRU DESTINATA AL PARCO DI RUGENDORF

S

empre vincenti, con soluzioni che riescono a veicolare anche le sfide dai margini più stretti verso il successo finale. Parliamo ancora una volta degli SPMT (Self Propelled Modular Transporter) di Cometto che hanno rappresentato il fulcro di passaggio per il trasferimento organizzato da Wiesbauer di una gru cingolata a traliccio Liebherr LR11000, destinata al parco eolico di Rugendorf, in Germania. La gru serviva al cantiere di completamento del complesso di quattro impianti di nuova generazione che servirà un ampio territorio dell’Alta Franconia.

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ALL’ALTEZZA DI OGNI SITUAZIONE Durante l’esecuzione di questo progetto, la gru cingolata a traliccio è stata smantellata dopo l’installazione di un impianto e rimontata nella sede successiva. Per questo compito, Wiesbauer ha utilizzato i semoventi Cometto MSPE nella configurazione a 14 assi su cui è stato caricato un derrick lungo 42 m con un peso totale di 60 t. “Il risparmio di tempo è stato il fattore decisivo in questa scelta di trasporto - riferisce il direttore Jochen Wiesbauer descrivendo questo punto fondamentale - Era la soluzione più rapida rispetto alle altre possibilità di trasporto e così è stato possibile accelerare gli

allestimenti delle gru sul campo. I veicoli Cometto hanno convinto del tutto nella loro efficacia, per la loro flessibilità e manovrabilità anche se il percorso presentava alcune curve molto strette”. Per un noleggiatore di servizio di lunga esperienza come Wiesbauer, i veicoli di trasporto semoventi Cometto SPMT rappresentano una soluzione molto redditizia. Il parco veicoli dell’azienda è composto da un totale di 20 linee di assi Cometto MSPE con un carico per asse massimo di 48 t e due Power Pack con una potenza di 202 kW che vengono regolarmente utilizzati nelle missioni più diverse e impegnative.

MSPE, il modulo vincente Cometto oggi offre quattro serie di MSPE (semoventi modulari a sterzatura elettronica) con capacità fino a 70 tonnellate per linea di assi nella più recente famiglia MSPE EVO3. Grazie alla modularità, alla versatilità, alla precisione di manovra anche negli spazi più ristretti e all’ampia gamma di accessori, l’SPMT di Cometto ha conquistato molti clienti internazionali nei settori del trasporto eccezionale, dell’industria pesante, della cantieristica navale, dell’Oil & Gas e dell’industria offshore. Ogni famiglia di prodotti è disponibile in due larghezze (2.430 o 3.000 mm) e i moduli possono essere composti da tre, quattro, cinque o sei linee di assi. I powerpack per SPMT sono disponibili in varie potenze, in base al numero di assi che possono trainare. Gli accessori side-by-side consentono l’abbinamento laterale di più convogli.

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Trasporti Eccezionali TRADUS

Prediletti d’Italia SONO I VEICOLI PESANTI PIÙ RICERCATI DAGLI OPERATORI DEL NOSTRO PAESE, SECONDO LA CLASSIFICA DI UNA DELLE MAGGIORI PIATTAFORME GLOBALI B2B PER LA VENDITA DELL’USATO

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n marketplace per veicoli commerciali usati e macchinari pesanti come Tradus rappresenta un’autorità notevole come osservatorio di mercato indiretto, dove è possibile identificare le migliori offerte per i settori dell’edilizia, dell’agricoltura e dei trasporti. Proprio quest’ultimo settore risulta il preferito dagli utenti italiani Tradus, costituiti per il 76% da operatori che ricercano veicoli di ogni categoria e dimensione, con un accento preponderante sull’heavy transport.

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A conclusione di un anno comunque molto positivo per Tradus, nonostante gli effetti dell’emergenza sanitaria globale da Covid-19, la società ha analizzato quali veicoli da trasporto sono i più popolari e ricercati nel mercato dell’usato in Italia. Per stilare questa classifica sono state valutate le ricerche degli utenti, i click sulle offerte e il numero di contatti con i venditori sulla piattaforma. Attualmente, sono quasi 30.000 i veicoli per il trasporto usati disponibili su Tradus e comprendono camion, trattori stradali, furgoni e autobus.

Dall’indagine è emerso che le tre categorie più ricercate sul portale appartengono tutte a questo settore e sono autocarri pesanti, trattori stradali e van. “Quest’anno gli utenti italiani hanno dimostrato particolare interesse per il settore dei trasporti in generale e, se l’anno scorso erano i van i veicoli più richiesti su Tradus, nel 2020 sono stati superati da autocarri pesanti e trattori stradali – commenta Nadja Sörgel, General Manager di Tradus – È interessante notare la domanda da parte d’acquisto nel mercato dell’u-

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sato non sta seguendo la tendenza delle nuove immatricolazioni. Come l’UNRAE ha recentemente annunciato, la pandemia ha colpito duramente il mercato dei veicoli commerciali, in particolare quelli pesanti, e, nonostante i lenti segni di ripresa, rispetto al 2019 nei primi nove mesi dell’anno si registra ancora un -19,7% di immatricolazioni. Al contrario, nel settore dell’usato vediamo una rinascita nel segmento dei trasporti, dovuta probabilmente al fatto che le aziende si stanno concentrando specificamente sui veicoli usati”.

Tre Van sul podio Nell’indagine di Tradus non è stato dimenticato naturalmente l’ambito di mercato che riguarda i van più ricercati dagli utenti italiani. I risultati premiano l’Iveco Daily, il MercedesBenz Sprinter e il Fiat Ducato. Al primo posto tra gli autocarri leggeri più popolari, l’Iveco Daily dal 1978 a oggi ha sempre puntato sull’affidabilità totale nel tempo, vincendo ben tre volte il premio “Van of the year”. Seguono il Daily, il furgone di Mercedes-Benz Sprinter, estremamente versatile in virtù delle quattro versioni di lunghezza e tre di altezza, seguito da uno dei più famosi van (il Ducato) della linea Fiat Professional.

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Sul podio degli autocarri più popolari ci sono l’Iveco Eurocargo, lo Scania R Series e il Mercedes-Benz Actros. Il camion più richiesto in assoluto dagli utenti italiani è attualmente l’Iveco Eurocargo, che copre la gamma da 6,5 a 26 tonnellate. In seconda posizione troviamo Scania R Series, la serie dal design dinamico adatta ai trasporti su lungo raggio che copre la gamma da 18 a 44 tonnellate. Sul terzo gradino del podio invece il Mercedes-Benz Actros, lanciato nel 1996 e nominato più volte “Truck of the year”. Al secondo posto nelle ricerche si trovano i trattori stradali, segmento che rivela tra i preferiti degli italiani sono lo Scania R Series, l’Iveco Stralis e il Volvo FH. Per quanto riguarda le motrici, il modello più ricercato è lo Scania R Series, seguito a ruota dal due volte “Truck of the year” Iveco Stralis, in produzione dal 2002, e dal Volvo FH, il più grande tra gli autocarri per il mercato europeo prodotti da Volvo Trucks, in commercio da quasi 30 anni.

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Noleggio e Distribuzione GM NOLEGGI

La qualità evoluta FONDATA OLTRE VENT’ANNI FA, LA SOCIETÀ TRENTINA È UN PUNTO DI RIFERIMENTO TERRITORIALE. CON IL TITOLARE ANDREA MOSCHEN, ANALIZZIAMO UN’OFFERTA DI MACCHINE E SERVIZI IMPRONTATA ALLA COMPLETEZZA E ALL’ATTENZIONE VERSO IL CLIENTE

A

lta qualità del parco macchine e competenza irreprensibile del personale. Basterebbero questi due fattori a spiegare la storia quasi trentennale di GM Noleggi e la sua autorevolezza professionale su un territorio che ne ha decretato il ruolo di attore primario nel noleggio di mezzi

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e attrezzature. Siamo a Trento e mentre camminiamo nel cuore del quartier generale di GM Noleggi, ci soffermiamo sulla soglia dell’officina interna, laboriosa nella concentrazione assidua dello staff di meccanici preparati e sempre aggiornati sulle nuove tecnologie del settore. La stessa officina è in grado di assistere i propri

clienti anche direttamente in cantiere con l’ausilio di mezzi che sono veri e propri laboratori mobili per la risoluzione di qualsiasi problematica. L’attenzione alla ricerca e all’innovazione è una costante in GM Noleggi per l’aggiornamento di una flotta che comprende macchine movimento terra e per

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la compattazione, utensili per il trattamento delle superfici, carrelli elevatori, attrezzature per giardinaggio e florovivavismo. E, soprattutto, macchine per il sollevamento di materiali (sollevatori telescopici fissi e girevoli della gamma Dieci) e piattaforme aeree semoventi (Haulotte) e autocarrate (Oil & Steel e Socage) per una scelta di prodotti efficienti e attuali. La realtà di GM Noleggi nasce nel 1991, proprio a Trento, e il suo fondatore Pier Giorgio Viola ha deciso fin da subito di puntare sull’attività di noleggio di macchie per le costruzioni edili e stradali.

Negli anni successivi per andare incontro alle richieste del mercato, la gamma si amplia con soluzioni per il sollevamento e l’agricoltura, compresa una selezione puntuale di autovetture e veicoli per il trasporto di materiali. Nel 2015 l’azienda passa alla direzione della figlia Alessia e del marito Andrea Moschen, autore di una graduale trasformazione per adeguare la società alle nuove esigenze del mercato. Le strategie aziendali degli ultimi anni sono incentrate su un graduale ampliamento del mercato di riferimento con il noleggio di macchinari e attrezzature per l’edilizia,

PLE, la scelta di Haulotte All’interno dell’offerta GM Noleggi, il ruolo della gamma di piattaforme semoventi Haulotte è preponderante nell’ambito della flotta dedicata al lavoro in quota. “La scelta di Haulotte non è stata immediata - spiega Andrea Moschen - Abbiamo realizzato un’attenta ricerca di macchine e costruttori che potessero fare al caso nostro. Volevamo un partner che avesse la nostra stessa filosofia lavorativa e fosse in grado come noi di rispondere in maniera rapida e tempestiva alle richieste dei suoi clienti. Così è nata la collaborazione con Haulotte che offre un prodotto assolutamente competitivo e ci assiste permettendoci di poter gestire la manutenzione delle macchine direttamente nella nostra officina senza dover ricorrere, se non per casi rari, alla loro assistenza. Haulotte infatti è molto efficiente nell’attività service ed è quindi un partner molto dinamico che ben si adatta al nostro lavoro”. Le macchine che incontrano maggiormente le richieste del pubblico di GM Noleggi attualmente riguardano soprattutto i modelli elettrici e gli scissor con altezze variabili tra gli 8 e i 10 metri, “macchine agili, in grado di lavorare anche in ambienti angusti e affollati come quelli dei capannoni industriali”, come specifica ancora il titolare dell’azienda trentina.

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Noleggio e Distribuzione

l’industria e il commercio, attività alternative che negli ultimi diventano con il tempo sempre più importanti. Oltre alla sede principale di Trento, oggi GM noleggi comprende diverse filiali distribuite sul territorio del Nord-Est tra il Trentino-Alto Adige e il Veneto. Ma sulla storia odierna di GM Noleggi, lasciamo ogni dettaglio allo stesso Andrea Moschen che ne spiega le dinamiche in alcuni punti fondamentali Moschen, a quasi trent’anni dall’esordio di GM Noleggi sul mercato del Nord Italia, qual è oggi il vostro pubblico di riferimento? Ci rivolgiamo principalmente al mondo dell’edilizia e quello dell’industria che è cresciuto molto negli ultimi anni soprattutto nel momento in cui si è fatta sentire

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la crisi delle costruzioni. Offriamo piattaforme aeree, mezzi di sollevamento, veicoli commerciali, macchine movimento terra, insomma possiamo soddisfare la maggior parte delle esigenze e delle richieste dei nostri clienti. Il nostro è un servizio a 360° con l’obiettivo di offrire la massima flessibilità tramite soluzioni in grado di risolvere qualsiasi tipo di esigenza. All’interno di questa filosofia continuiamo naturalmente a seguire con attenzione le tendenze del mercato e da qualche anno abbiamo ampliato l’offerta al reparto delle piccole attrezzature che possono andare dalla torre faro al deumidificatore, al generatore questo per andare incontro a un nuovo mercato che include il mondo degli gli eventi e quello del cinema e pubblicità.

Quali strategie state mettendo in campo per il futuro? Nell’attuale scenario di mercato e in seguito all’impatto dell’emergenza COVID-19 riteniamo che sempre più aziende si approcceranno al noleggio a breve termine per soddisfare esigenze operative limitate nel tempo e non fare investimenti troppo onerosi e difficilmente ammortizzabili in questo particolare periodo. Crediamo quindi molto nel noleggio che secondo noi non è una scelta, ma la scelta che le aziende devono fare per rimanere sempre competitive sul mercato. Nel resto d’Europa questa è già una realtà solo nel nostro Paese l’idea del noleggio a termine fatica ad avere una larga diffusione. Per quanto riguarda le nostre prospettive future abbiamo già avviato dal 2016 un

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preciso progetto di crescita con obbiettivi stabiliti ovviamente la pandemia ci ha portato a una momentanea battuta di arresto, ma dal punto di vista degli investimenti la nostra prospettiva di crescita rimane. Siamo stati abbastanza fortunati nell’aver previsto una piccola flessione del mercato nel 2020 e quindi non siamo stati colti da questa emergenza troppo impreparati, ma avevamo già ridotto il piano di investimenti rispetto all’anno precedente. Adesso bisogna vedere cosa succederà c’è ancora molta incertezza e paura. Il mestiere del noleggiatore è in forte evoluzione. Quali sono secondo voi le principali trasformazioni in atto rispetto al modello che si è sviluppato tra gli anni Novanta e l’inizio del Duemila? La crisi nell’edilizia e nel settore delle grandi strutture ci aveva già spinto da

tempo a modificare il parco noleggio, rafforzando il parco dei mezzi elettrici utilizzati negli allestimenti commerciali ed industriali. Credo che rispetto agli inizi della nostra attività, la clientela del noleggio si sia evoluta. Per questo abbiamo puntato molto anche sul nostro sito web che è strutturato in modo da dare al cliente una visione precisa della vasta offerta divisa per le varie categorie e con le descrizioni e le schede tecniche dei macchinari allegate. Successivamente per conoscere in dettaglio le varie opportunità i nostri consulenti al noleggio si mettono in contatto con i clienti per garantire un’assistenza mirata e personalizzata. GM noleggi si pone così come un partner efficiente ed affidabile. Nella vendita di macchine un ruolo fondamentale è svolto dall’assisten-

za tecnica. Come siete organizzati in questo senso? E quale è il supporto fornito da Haulotte in questo ambito? Puntiamo molto a dare un servizio rapido ed efficiente crediamo che proprio questa sia la nostra principale caratteristica e la nostra forza nostra. Cerchiamo di essere veloci nella fornitura nella assistenza ed eventualmente anche nella sostituzione del mezzo qualora ci fossero dei problemi. Il lavoro del noleggiatore deve essere principalmente questo non solo fornire la macchina ma essere anche sempre a disposizione del cliente per risolvere problemi o aiutarlo in caso di necessità. Il nostro personale è per questo motivo sempre costantemente aggiornato con corsi di formazione per saper rispondere alle diverse casistiche da risolvere in modo celere e competente.

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Noleggio e Distribuzione ELEVO KILOUTOU

Come una piuma LEGGEREZZA E PRECISIONE CON LA GENIE ZX135/70 SUL CAPPELLO DI UNA TORRE D’ACQUEDOTTO DA RIPRISTINARE. UN LAVORO DI MAESTRIA OPERATIVA DALLA COMPLESSA LOGISTICA DI CANTIERE

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on poteva sfuggire all’occhio del viandante più distratto, quella lancia azzurra protesa verso la il cielo. Anzi, per l’osservatore più accorto, la sensazione estetica dev’essere stata potente, nella sua inusualitào. Il fenomeno che ha colorato per alcune ore di lavoro la campagna che circonda Novagli di Montichiari (Brescia), ha le sembianze sinuose di una piattaforma articolata Genie impegnata nel cantiere di ripristino della torre dell’acquedotto, con a bordo quattro operatori impegnati sopra un “cappello” che culmina a 40 metri di altezza. Un cantiere straordinario per una prova di noleggio altrettanto eccezionale che ha portato il personale tecnico dell’impresa Perico Renato Costruzioni Edili di Villa di Serio (Bg) a immortalare con foto spettacolari il successo di un’opera portata a termine in modo magistrale. L’intervento sul serbatoio di compenso, è stato richiesto da A2A, multiutility dei servizi ambientali e teleriscaldamento. La struttura, da tempo non più operativa, necessitava della messa in sicurezza, per impedire che i detriti delle lastre in cemento della copertura – aggredite per anni dagli eventi atmosferici – si staccassero per poi cadere al suolo. La Perico Renato Costruzioni Edili per effettuare i lavori in quota si è rivolta a un partner abituale nel noleggio di macchine e attrezzature da cantiere come la struttura di Elevo Kiloutou e la scelta della macchina è caduta su una piattaforma arti-

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colata Genie ZX135/70 da 43,15 metri di altezza di lavoro e jib estensibile da 3,66 a 6,10 metri – e l’organizzazione dell’intervento, hanno richiesto sopralluoghi, videoconferenze, rilievi con strumenti laser, riprese video con l’ausilio di drone e fotografie in alta risoluzione. Il geometra Renato Poloni, direttore dei lavori, ha avuto l’onere di progettare la modalità di messa in sicurezza del cappello e, in collaborazione con i tecnici di Elevo Kiloutou, il posizionamento plani-altimetrico della piattaforma, prestando molta attenzione a tutti gli aspetti della sicurezza, quali, per citarne alcuni, accessibilità al luogo di lavoro, linee elettriche sospese, impedimenti geometrici adiacenti, portanza del terreno, impianti interrati. La prima fase dell’intervento ha visto lo studio, la realizzazione e la posa di una rete di sicurezza accoppiata con una rete antidetriti, entrambe del diametro di 15 metri e del peso superiore a 60 kg. La struttura reticolare è stata stesa, tirata

Elevo, valore di gruppo nel Nord-Est Il gruppo Kiloutou ha acquisito la società Elevo, specializzata nel noleggio di macchine per il sollevamento nel Nord-Est nazionale Italia, nell’estate del 2018, rafforzando la propria presenza in Lombardia, regione strategica per il mercato di uno dei più importanti Rental Group europei. Elevo oggi continua, come società della galassia Kiloutou, la propria missione imprenditoriale diffusa sul territorio con il noleggio di piattaforme aeree e sollevatori telescopici nelle zone di Bergamo, Brescia e Milano. La società gestisce una flotta di oltre 500 macchine che comprende - oltre alle PLE e ai sollevatori - altre tipologie come carrelli elevatori e gruppi elettrogeni, al servizio di un tafoglio clienti composto da professionisti di ogni settore industriale.

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Noleggio e Distribuzione fino ai bordi del cappello e successivamente integrata con una fascia larga un metro, cucita con apposita corda, lungo tutto il perimetro. Indispensabile in questo caso la Genie ZX135/70, il cui utilizzo ha reso necessarie alcune valutazioni preliminari: peso, ingombro, diagramma di lavoro per raggiungere ogni punto della struttura, stabilità e sostenibilità del terreno. Per consentire alla macchina da 20 tonnellate, con due soli posizionamenti, di raggiungere tutti i punti

del serbatoio, per lo stazionamento sono state realizzate due platee in calcestruzzo armato per una superficie totale di 128 metri quadrati. La macchina, dotata di un braccio che consente di scavalcare gli ostacoli e raggiungere i punti più difficili, torretta a rotazione continua a 360°, quattro ruote motrici e sterzanti, si è confermata la soluzione ideale per interventi di questa natura e complessità. Coordinati dalla Perico, cinque tecnici (uno in cesta e quattro sul cappello della torre) hanno operato a 40 metri di altezza per due giorni. Tra loro, il personale A2A e altri professionisti del lavoro in fune (i cosiddetti rigger), che hanno garantito allo svolgimento del cantiere un altissimo livello di sicurezza.

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©2020 Terex Corporation, Terex, Genie and Taking You Higher sono marchi registrati di Terex Corporation o delle sue filiali.

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Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets Anno 6 - Ottobre/Novembre 2020

In questo numero

La Rivista “Sollevare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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Inserzionisti 5 Idrogru

97 AGV Expo

89 Flash Battery

73 Apex

11 FM Gru

83 Immobiliare Farag

17 Ormig

II Boman

121 Genie

101 Italcarrelli

I Palazzani

18 CEM

67 GIC

19 Jekko

8 Palfinger Italia

16 Demac

IV GIS

35 Goldhofer

III JMG

47 Fagioli

10 Haulotte

13 Fassi

117 Hinowa

12 Neron

57 UCIMU

14 Ferrari International

93 Hydrogen Expo

20 Nooteboom

Lamiera 2021

J JCB ............................. 80 Jekko .......................... 52 JMG ........................... 58

O Oil & Steel ................. 18

7 Donati

9 JLG 3 Merlo

25 Nord Est Elevatori

61 Pipeline & Gas Expo 111 Platform Basket 15 Socage

Aziende citate A AmInvest .................... 9 Anfia .......................... 22 ArcelorMittal .............. 9 Assodimi ................... 12 Autovictor ................ 21 B Baoli .........................106 Brennero Gru ........... 94 C Caf ............................. 26 Comet ........................ 70 Cometto ..................110 Comexposium .......... 16 CTE ............................ 78 D Demag ................ 15, 40 Dieci .......................... 90 DLF ..........................106 Fedespedi ................. 98

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E Elevo ........................118 F Fagioli .................. 8, 19 Faresin ....................... 84 Flash Battery ............ 94 FM Gru ..................... 62 G Genie ......................... 68 GM Noleggi ...........114 Grove ......................... 32 GSR ............................ 10 H Haulotte .................... 74 I Idrogru ...................... 48 Intermat .................... 16 Italcarrelli ...............108

K Kiloutou ..................118 L Liebherr .................... 44 M Magni ........................ 86 Mammoet ................. 13 Manitex ..................... 18 Manitowoc ............... 32 Manuport ................102 Marraffa .................... 14 Mediapoint & Exhibitions ........... 22 Merlo ......................... 20

P PM ............................. 18 Palazzani .................. 26 R Raimondi .................. 64 Remazel .................... 17 Rimas ......................106 S Still ...........................104 T Tadano ............... 15, 36 Terberg ....................102 Tradus .....................112 W Walvoil ...................... 90

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SEE YOU AT R

Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show

7-9 October 2021 Piacenza (Italy)

GIS 2019 FACTS & FIGURES

Total Exhibitors: 428 - Qualified Visitors: 11.400 Total Exhibit Area: 3 Halls, more than 41.000 sqm

For info and stand booking - info@gisexpo.it - Ph. +39 010 5704948

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SOLLEVARE - Ottobre/Novembre 2020