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S o l l e v a r e - S o l l e v a m e n t o, Tr a s p o r t i E c c e z i o n a l i , M o v i m e n t a z i o n e I n d u s t r i a l e e Po r t u a l e

TECNOGRU L’azienda lombarda, dealer Terex per tutta Italia, esporrà al Samoter una gru Terex Quadstar 1075L e un sollevatore Genie GTH25.06

Anno 3 - #1 - 2017

#1 Anno 3


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Editoriale

A questo punto, mi sembra lecito chiederci se siamo veramente in grado di imparare dalle esperienze passate e, soprattutto, dai nostri errori. Molti dei fenomeni di dissesto avvenuti potevano essere previsti se non addirittura evitati semplicemente mettendo in atto operazioni di salvaguardia del territorio. E poi serve intelligenza e razionalità: la Protezione Civile non può essere legata, nei suoi interventi, da vincoli burocratici quali le gare d’appalto se deve essere sempre pronta ad affrontare con la massima tempestività ed efficienza qualsiasi tipo di emergenza sull’intero territorio nazionale, così come le macchine che sono deputate a intervenire devono essere manutenute con regolarità, eseguendo quanto necessario a tempo debito onde essere disponibili ad intervenire alla bisogna. Inutile poi ricordare che, per quanto potente, ogni macchina ha i suoi limiti: nessuno spazzaneve potrà mai traslare 2 metri di neve in un solo passaggio, per cui quando inizia a nevicare dovrebbe essere imperativo intraprendere immediatamente le operazioni di sgombero.

Repetita: iuvant? Cari Lettori, ancora una volta mi trovo a scrivere un editoriale a pochi giorni da ulteriori eventi sismici e meteorologici che hanno sconvolto il Centro e il Sud Italia. Il continuo ripetersi di terremoti e dissesti idrogeologici colpiscono duramente non solo le vite di noi cittadini ma l’intera società e la Nazione nel suo complesso. L’interruzione di importanti arterie viarie, quali l’Aurelia, o di tratte ferroviarie a causa di fenomeni franosi o climatici, sono eventi dannosi che feriscono, infatti, non solo l’economia ma anche l’immagine del nostro amato Paese.

Infine un ultimo pensiero. Perché non dare avvio ad una forma di servizio civile, trimestrale se non semestrale, che insegni alle giovani generazioni come agire in caso di emergenza, aiutando non solo la loro crescita personale e professionale, ma anche ad essere cittadini più responsabili della cosa pubblica? Un tempo il servizio militare o civile, allontanando i giovani dalle cure parentali, permetteva loro di maturare, aiutandoli a diventare persone adulte. Oggi, questo beneficio appare perduto e con esso anche l’opportunità di far diventare l’Italia del futuro un Paese migliore. In attesa che le Istituzioni ci propongano soluzioni in questa direzione, vi lascio alle pagine di questo nuovo numero di SOLLEVARE. Buona lettura. Fabio Potestà

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Rivista partner

Sommario

# 1 - Anno 3 - 2017

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Direttore Responsabile Fabio Potestà

Attualità p.9 A tutto GIS p.8 Intervista a Paolo Genovese, EA Group p.18 Cover Story Tecno Gru p.20

Collaboratori Cristiano Pinotti, Emanuela Pirola, Rachele Donati De Conti, Tea Giusti, Maurizio Gussoni, Laura Mole Piane Grafica e impaginazione Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com

Gru e autogru Böcker p.23 CEM p.26 Cormach p.30 Grove&Vernazza p.31 Effer p.34 Ikran Tadano Faun p.36 PM Group p.37 Jekko p.38 Fassi p.41 JMG p.42 Liebherr p.46 Ormig p.48 Palfinger p.49

Ple Almac p. 50 CMC p. 52 Genie p.54 Haulotte p. 56 Hinowa p.58 JLG p.60 Officine CO.ME.T. p.62 Oil&Steel p.64 Palazzani p.66 Platform Basket p.68 Palfinger Platforms Italy p.70 Socage p.72

Trasporti eccezionali Fagioli/Cometto p.78 Faymonville p.84 Goldhofer p.86 Marraffa p.89

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Fotografia Archivio Sollevare

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TII Group p.90 Mammoet p.92

Attrezzature/ Componenti Spring p.93 BKT p.99 Ferrari Int.2 p.104 Hi-Force p.106 Hydac p.108 Mec Wolf p.110 Imet p.111 Vertimac p.112

Sollevatori telescopici Dieci p.74 Merlo p.77

Pre-stampa e stampa Press Grafica - Gravellona Toce Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012

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Baoli p.55 Linde p.73 OM Still p.76

CES Italy p.94 Enerpac p.95 FTMH p.96 Kalmar p.98 Sennebogen p.100 Terex Port Solutions p.102

Direzione e redazione MEDIAPOINT & COMMUNICATIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 adv@sollevare.it

Carrelli elevatori

Movimentazione industriale

Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it

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Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Communication Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2017

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News GIS 2017

La più grande in Europa SARÀ IL GIS 2017 DI PIACENZA LA PIÙ GRANDE FIERA EUROPEA DELL’ANNO DEDICATA ALLE MACCHINE E ALLE ATTREZZATURE PER IL SOLLEVAMENTO, LA MOVIMENTAZIONE INDUSTRIALE E PORTUALE E I TRASPORTI ECCEZIONALI

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Mancano pochi mesi e le conferme già giunte agli organizzatori del GIS non lasciano dubbi: l’edizione di quest’anno si prospetta come l’evento più grande a livello europeo dedicato al sollevamento, alla movimentazione industriale e ai trasporti eccezionali. Almeno per il 2017. Quella che aprirà le porte il 5 ottobre prossimo sarà la 6ª edizione del GIS-Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali che quest’anno vede la partecipazione non solo dei maggiori player, ma anche di un nutrito gruppo di imprenditori medio-piccoli nonché Associazioni italiane ed estere che sono diventati tenaci sostenitori dell’evento che ha dimostrato di garantire utili contatti commerciali a fronte di costi espositivi contenuti. “Sono davvero lieto dell’ulteriore sviluppo della nostra mani-

festazione il cui format può dirsi davvero unico anche a livello internazionale” ha dichiarato Fabio Potestà di Mediapoint & Communications, organizzatrice della fiera. “Al GIS, infatti, tra gli oltre 6.000 visitatori qualificati della passata edizione, vi era una forte differenziazione delle categorie merceologiche. Tra questi, vi erano, infatti, imprese di sollevamento e di trasporti eccezionali, grandi e piccoli noleggiatori, imprese di costruzioni e di prefabbricazione, imprese siderurgiche e del commercio dei metalli, operatori dell’oil&gas e del power generation, aziende che operano nel comparto della plastica, del converting e della gomma, imprese di montaggi e manutenzioni industriali, di traslochi e di autosoccorso, imprese per la raccolta dei rifiuti e dei rottami (ferrosi e non), imprese di silvicoltura

+ Eventi nell’evento Grande novità per l’edizione 2017 sarà lo speciale evento ITALPLATFORM-Italian Access Platform Awards, che si terrà nella bellissima struttura della Galleria Alberoni di Piacenza nella serata di mercoledì 4 Ottobre e durante il quale verranno premiati i costruttori delle piattaforme aeree più innovative, ma anche le imprese loro utilizzatrici e i professionisti che si sono maggiormente distinti nella formazione e nella sicurezza dei lavoratori in quota (www.italplatform.org). ITALPLATFORM si affiancherà agli altri 2 eventi collaterali al GIS che sono gli ITALA-Italian Terminal And Logistic Awards, che si svolgerà nella serata del 5 Ottobre e saranno dedicati agli operatori del terminalismo portuale, intermodale e della logistica (www.italawards.it), e gli ILTA-Italian Lifting and Transportation Awards che avranno luogo nella serata del 6 Ottobre e saranno dedicati alle imprese di sollevamento e trasporti eccezionali (www.ilta.biz).

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+ Certificata! Poiché tra i 189 espositori diretti del GIS 2015, 29 erano internazionali e tra gli oltre 6.000 visitatori qualificati, oltre 1.000 provenivano da ben 37 Paesi esteri, la manifestazione ha ottenuto per la prima volta dall’Istituto di certificazione ISFCERT la qualifica di fiera a carattere internazionale, un fatto questo che dovrebbe essere accolto positivamente da tutti gli operatori italiani del settore che sono normalmente abituati a giocare “fuori casa” per incontrare la loro clientela estera. e del commercio del legname, ma anche terminalisti portuali e intermodali, imprese ferroviarie, responsabili della logistica anche in ambito aeroportuale, cantieri navali, porticcioli turistici, ma anche società che si occupano della manutenzione del verde e dell’illuminazione pubblica, responsabili dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e delle Forze Armate Italiane. Lusinghiero, a tal riguardo, il patrocinio recentemente concesso al GIS 2017 dalla Marina Militare Italiana, un fatto questo che conferma la validità della formula espositiva della manifestazione. L’Italia” ha concluso Potestà “resta il secondo Paese manifatturiero a livello europeo, e non vi è azienda che non abbia necessità di macchine e attrezzature per il sollevamento, la logistica meccanizzata e veicoli per il trasporto pesante, un fatto questo che dovrebbe consolidare il nostro evento quale imperdibile appuntamento biennale per tutti coloro, italiani o esteri, che utilizzano quel tipo di macchinari”. Previsto un nutrito programma di convegni, seminari tecnici e workshop anche attinenti alla sicurezza e alla formazione. Per maggiori informazioni sul GIS visitate il sito: www.gisexpo.it.

Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


AZIENDE

JCB Acess JCB ha annunciato di voler entrare nel segmento dei lavori in quota con una propria gamma di piattaforme aeree che andranno ad affiancarsi ai sollevatori telescopici. Sono state presentati in anteprima i 9 modelli di scissor elettriche, ma è stato annunciato che entro fine 2017 arriveranno altri 18 modelli di piattaforme, ossia 5 telescopiche, 10 articolate nonché 3 ulteriori scissors rough terrain diesel.

CASE HISTORY

La scelta

PICK and CARRY

Petro Sea Logistics scommette sulle autogrù all terrain di Grove e nel loro servizio di assistenza. La joint venture tra la belga Sea-Invests e Ivory Coast’s Petroci ha infatti deciso per l’acquisto di un’intera flotta di sei autogrù Grove dopo essere stata favorevolmente impressionata dalle prestazioni e dall’assistenza ricevuta sulla prima, una GMK6400 con braccio da 60 m.

Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale

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News VENPA

Nel segno di Dado SPECIALIZZATA NEL NOLEGGIO, VENPA HA UN’ORIGINALE PREDILEZIONE PER L’ARTE

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Venpa Spa nel mondo del noleggio non ha bisogno di molte presentazioni. Nata nel 1981 per servire inizialmente il territorio compreso tra Venezia-PadovaTreviso, con gli anni è cresciuta in tutto il territorio nazionale arrivando oggi a disporre di 26 filiali, cui si aggiungono tre sedi in Croazia, dove si trova la consociata Audax Doo. Decisamente importante il parco noleggio che è composto da macchine per il sollevamento e per il movimento terra. Nel complesso stiamo parlando di quasi 4.000 mezzi che possono facilmente raggiungere qualsiasi luogo grazie alle filiali dislocate sull’intero territorio italiano con Venpa e Torinoleggi nel nord, Tecnoalt ed Elevateur nella zona centrale e in Sardegna, e Sicel per quanto concerne il meridione. Ma il noleggio è solo la punta dell’iceberg. La gamma dei servizi messi a disposizione del mercato

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da parte di Venpa comprende l’attività di assistenza (team First Care), la logistica (Vlog), la consulenza e, non meno importante, la formazione. In questi ultimi anni il gruppo sta sviluppando anche un’originale predilezione per l’espressione artistica. Esempio illuminante le due piattaforme Socage DA420 personalizzate dallo street artist Alessandro Ferri (in arte Dado) che ha dipinto per Venpa le due autocarrate (una blu, una rossa) in occasione del progetto “Rentalchic”, realizzato nel corso del 2016.

+ Che coppia! Il sodalizio con l’artista bolognese è qualcosa di molto speciale. Venpa è infatti il fornitore esclusivo dei mezzi per Alessandro Ferri in arte Dado, il writer di fama internazionale autore di #rentalchic, il murale di 60 m che riveste la sede centrale. Dado utilizza le piattaforme Venpa per la realizzazione delle sue opere su tutto il territorio nazionale.

Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


CASE HISTORY

In tandem Sollevamento in tandem per due Terex Demag, una AC 500-8 e una AC 700-9, che hanno eseguito lo spostamento del sistema di guida da 200 t di una fresatrice per scavi tunnelling. Il committente dell’operazione non poteva che essere Herrenknecht AG che ha commissionato lo spettacolare tiro per spostare la componente dal rimorchio usato per il trasporto eccezionale all’imbarcazione cui era destinata attraccata presso il porto di Kehl.

CASE HISTORY

Bel colpo per Moffett Hiab fornirà 15 forklift elettrici Moffett E4 alla tedesca Behrens-WöhlkGruppe. L’ordine ha un valore complessivo di mezzo milione di euro. Per Hiab si tratta dell’ordine unico più importante mai ricevuto sulla serie E di carrelli elevatori elettrici. La serie E di Moffett è la prima famiglia di carrelli elevatori elettrici con batterie lithium-ion lanciata sul mercato, ideale per eseguire operazioni di movimentazione merci in magazzini e centri logistici, per eseguire operazioni notturne o in centri abitati dove emissioni e rumore possono rappresentare un problema. Behrens-Wöhlk-Gruppe è un cliente storico di Hiab nonché una delle realtà leader in ambito logistico in Germania. Risale agli Anni 90 il primo acquisto da parte loro di una macchina Moffett e oggi la flotta comprende 110 unità.

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Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


News CASE HISTORY

In Egitto Universal Transport ha ampliato la propria flotta per trasporti eccezionali con 32 unità modulari Faymonville per affrontare efficacemente l’ampliamento del settore energetico in Egitto, ampliamento che porterà all’esecuzione di numerosi trasporti eccezionali nei quali Universal Transport sarà coinvolta in prima linea. L’acquisto comprende 32 unità modulari della gamma G-SL di Faymonville che verranno utilizzati per il trasferimento di diverse componenti di impianti energetici in arrivo al porto di Adabiya fino alle destinazioni finali a New Cairo e Beni Suef dove sono in costruzione le due centrali elettriche a gas più grandi del Paese. I componenti potranno avere un peso massimo di 190 t. A seguito dell’espansione energetica egiziana è prevista anche l’installazione di numerose pale eoliche, altro fattore che comporterà un aumento considerevole di trasporti eccezionali.

AZIENDE

The Italian Job Liebherr Maritime Cranes ha chiuso un 2016 positivo in Italia, anno che ha visto l’upgrade delle flotte di molti porti italiani. In particolare Liebherr ha venduto nove gru mobili portuali, quattro reach stacker, tre gru a portale su binari e una gru per container ship-to-shore.

FIERE

Al Samoter Saranno quattro i modelli di sollevatori telescopici in esposizione presso lo stand di Magni TH a verona, di cui tre parte della gamma RTH, la cui caratteristica è la rotazione a 360° della torretta. Le altezze di lavoro andranno da 18 a 39 m mentre un telescopico sarà a rappresentanza della gamma TH, macchine a braccio fisso e stabilizzatori frontali, che ne aumentano le prestazioni. Tale gamma è la più recente presentata sul mercato da Magni e comprenderà inizialmente 3 modelli dai 10 ai 20 m di altezza di sollevamento.

breath


WERENT/VENPA SUD

Si può fare IL NOLEGGIO, SE FATTO COME SI DEVE, PUÒ FUNZIONARE IN TUTTA ITALIA. L’ESEMPIO DI WERENT/VENPA SUD

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Venpa sud è un’esperienza vincente. Nata nel 1996 come azienda specializzata nel noleggio e nella vendita di piattaforme aeree, con annesso l’imprescindibile servizio di assistenza tecnica specializzata, negli anni è cresciuta e si è consolidata. Oggi è un punto fermo nel noleggio in tutto il meridione d’Italia (e non solo), grazie a una notevole esperienza, a un parco mezzi invidiabile e a una diffusione decisamente importante. Una logica di crescita continua supportata dalle tre sedi operative di Taranto, Bari e Marghera (VE). La mission aziendale è sintetizzabile nella continua ricerca di soluzioni che siano in grado di soddisfare e superare le aspettative dei clienti. Per questo la società - conosciuta anche attraverso il proprio marchio WeRent, che andrà piano piano a sostituire la denominazione Venpa sud – si è posta alcuni obiettivi imprescindibili e sintetizzabili in quattro punti: offrire un servizio di alta qualità, soddisfare le esigenze dei clienti, essere un partner affidabile e rispettare l’ambiente. Il tutto senza dimenticare i continui investimenti che hanno portato la società a mettere a disposizione del mercato un parco noleggio di oltre 800 mezzi conformi alle normative vigenti e costantemente sottoposti a verifica tecnica. Un parco macchine in grado di garantire la soluzione a ogni tipo di problema riguardante il sollevamento di cose o persone.

+ Il parco nolo Il parco mezzi è composto da: • 400 piattaforme aeree fino a 32 m • 40 piattaforme aeree fino a 60 m • 5 piattaforme autocarrate alte (60 m, 73 m e 103 m) • 150 sollevatori telescopici • 50 macchine movimento terra • 5 piattaforme by-bridge (sottoponti) • 15 piattaforme tipo ragno • 8 autogrù 30 t • 10 autogrù 35 t • 16 autogrù 45 t • 6 autogrù 60 t


News AZIENDE

Teufelberger all’attacco Teufelberger ha firmato un accordo per l’acquisizione di Redaelli Tecna, produttore italiano di cavi in acciaio. Con questa operazione Teufelberger compie il più grande passo verso l’espansione dei suoi 225 anni di storia. L’acquisizione rientra nel piano di Teufelberger di rafforzare e ampliare la propria posizione nel segmento della produzione di cavi in acciaio. Redaelli è infatti un produttore affermato a livello mondiale nella progettazione e realizzazione di cavi in acciaio impiegati in molteplici settori, dall’oil&gas off shore e on shore all’estrattivo, dalle funivie al trasporto di materiale alle macchine per il sollevamento, fino allo sviluppo e produzione di innovativi sistemi per tensostrutture.

Distribuzione, service e assistenza tecnica vengono invece erogati dal centro logistico Teci. Quindi, le due aziende si completano l’un l’altra in termini di portafoglio prodotti, grazie alla ricchezza di tipi e diametri di cavi dai più piccoli ai più grand, in grado di soddisfare un’ampia varietà di applicazioni e cogliere nuove opportunità di distribuzione sul mercato. Florian Teufelberger, CEO di Teufelberger ha dichiarato: “Siamo convinti che Redaelli rappresenterà un’opportunità enorme per Teufelberger Insieme saremo in grado di offrire ai clienti una gamma di prodotti di cavi e servizi che non ha precedenti nel settore.” La chiusura di questo accordo dovrebbe avvenire entro la primavera del 2017.

CASE HISTORY

Il ritorno di Demag Impressionato dalla nuova famiglia di autogrù a 5 assi Demag, Mobile Cranes Asia (MCA) Pte Ltd., storico dealer Terex Cranes, ha ordinato tre Demag AC 220-5 all terrain. MCA ha preso in consegna la prima unità nel corso di una speciale cerimonia svoltasi in concomitanza con Bauma China a Shanghai. Per l’evento erano presenti funzionari della società MCA e diversi membri del team Terex Cranes Asia. La consegna della nuova Demag AC 220-5 segna il ritorno delle gru Demag in Asia dopo il rilancio del marchio avvenuto nel 2016.


FIERE

Al ConExpo Linden Comansa parteciperà al Conexpo di Las Vegas con le gru LCL310. Sarà la prima volta in assoluto che una gru a torre di questo modello verrà esposta alla manifestazione statunitense e in generale al mercato americano. La gru sarà presentata nei tre modelli da 12, 18 e 24 t di capacità di sollevamento, con un braccio altamente configurabile, in grado di raggiungere un’estensione massima di 60 m a step di 5 m alla volta. Questa soluzione rende la LCL310 di Linden Comansa una gru a torre ideale per gli usi in ambiti urbani congestionati.tal caso è necessario montare il pulsante di arresto di emergenza e il supporto del telecomando. Benchè non presente direttamente in fiera, un secondo motivo per visitare Linden Comansa a Las Vegas sarà la LCL700, il modello top della gamma, che verrà presentata ufficialmente poche settimane prima del Conexpo stesso.

CASE HISTORY

A Murmansk Un Sennebogen 875 movimenta ogni giorno tonnellate di carbone siberiano che lasciano il porto di Murmansk, che si estende per diversi chilometri lungo Kola Bay. Qui il commercio del carbone viene gestito su larga scala, in aggiunta ad altre attività commerciali che comprendono sia altri materiali sfusi che container. Fino a 500 vagoni al giorno arrivano carichi di carbone, provenienti dalle pianure siberiane. A Murmansk questi vagoni vengono scaricati e il carbone viene successivamente caricato sulle navi che lo porteranno a destinazione.

ASSOCIAZIONI

Nuovo Presidente Andrea Gentile è il nuovo Presidente di Assologistica. Ravennate, attualmente Direttore generale di Docks Cereali (Gruppo PIR, Petrolifera Italo Rumena, che possiede e gestisce il più grande terminal del Mediterraneo per stoccaggio e movimentazione di cereali, sfarinati e materie prime per la produzione di mangimi per conto terzi), Gentile subentra nella carica a Mearelli che ha ricoperto il ruolo di Presidente per due mandati.

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News AZIENDE

Socage acquista Manotti Socage ha acquisito Manotti Autogrù. Con questa operazione l’Azienda di Sorbara rafforza la propria posizione nel segmento delle piattaforme e pone le basi per entrare anche nel settore delle autogrù dove opera prevalentemente Manotti Autogrù. “Quando si è presentata l’opportunità di di questa acquisizione” ha spiegato Fiorenzo Flisi, Presidente di Socage, “la decisione di procedere è stata abbastanza chiara fin da subito perché questa acquisizione per Socage è particolarmente importante per due motivi: in primis per la sua posizione nel settore delle autogrù che sta dando segnali di forte crescita, soprattutto all’estero. In secondo luogo perché questa acquisizione le permette

di concentrare in un unico hub tutte le operazioni, consentendole un evidente risparmio sui costi operativi e un’ottimizzazione dei processi produttivi”. Manotti Autogrù ha attraversato un periodo di forte crisi economica. “Con l’arrivo di Socage la situazione tornerà pian piano alla normalità” ha dichiarato Marco Begnozzi, rappresentante Fiom di Reggio Emilia che ha lavorato al processo di acquisizione “perché il management di Sorbara ha garantito di mantenere i 60 posti di lavoro attualmente in Manotti Autogrù. Siamo contenti della buona riuscita di questa acquisizione che permette a un’importante realtà produttiva del territorio di continuare la propria attività, producendo ricchezza e benessere per molte persone”.

NOLEGGIO

Nuovo look per Cofiloc La sede Cofiloc di San Biagio di Callalta è al centro di un importante intervento di ristrutturazione e ammodernamento che, iniziato nel 2011 con parte degli uffici e della reception, sta entrando nel clou dei lavori. È infatti in corso l’ampliamento di tutta l’area dell’officina che, una volta completamente coperta e attrezzata, consentirà di elevare il già eccellente servizio di assistenza svolto dai tecnici dell’azienda nota sul mercato per l’ampia gamma di macchine offerte a noleggio.


FORMAZIONE

Mollo cresce La divisione di Mollo Noleggio, che eroga corsi teorici e pratici con rilascio di patentini per gli operatori di attrezzature da lavoro, nel 2016 ha organizzato 451 corsi formando direttamente 2.882 operatori. Il 2016 ha visto l’avvio di nuovi corsi rivolti al mondo forestale, agricolo, florovivaistico, ai tree climbers, agli arboricoltori fino agli operatori di enti pubblici (Comuni, Protezione Civile e quant’altro).

CASE HISTORY

Hiab in Francia Hiab ha ricevuto una commessa per l’acquisto di 14 gru di gamma media dalla francese Guisnel, una delle realtà nazionali più importanti nel settore del noleggio veicoli industriali e della logistica. Il valore dell’ordine ammonta a 1 milione di euro e le gru saranno consegnate entro la fine di gennaio 2017. Più del 60% dei camion della flotta Guisnel sono attualmente equipaggiati con gru Hiab, quindi l’ordine delle nuove 14 gru arriva a conferma di uno storico rapporto fra le due aziende. Delle 14 nuove gru sette sono del modello Hiab X-HiPro 232 e cinque sono Hiab X-HiPro 192. A queste 12 gru si affiancano due unità più piccole, una HiDuo 138 e una HiDuo 188.

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Intervista

PAOLO GENOVESE  EURO ASSISTANCE GROUP

Sulle orme di Darwin

“NON È LA PIÙ FORTE DELLE SPECIE CHE SOPRAVVIVE, NÉ LA PIÙ INTELLIGENTE, MA QUELLA PIÙ REATTIVA AI CAMBIAMENTI.” LA FRASE DELLO SCIENZIATO BEN RAPPRESENTA LO SPIRITO DI EA GROUP

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Paolo Genovese vanta oltre 25 anni di esperienza nella logistica e nei carrelli elevatori. Si è occupato a lungo di carrelli tradizionali e dal 2005 è socio dell’attuale Euro Assistance Group srl, dove ricopre il ruolo di Responsabile Commerciale. Attualmente è il referente per tutta Italia del progetto macchine per la movimentazione speciale Aisle-Master e Straddle Carrier.

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Sollevare: Com’è nata l’idea EA Group e di cosa si occupa la società? Paolo Genovese: La storia di EA Group inizia circa 20 anni fa, dall’idea di portare in Italia una presenza forte e specializzata nel settore dei carrelli elevatori multidirezionali e della movimentazione speciale. Una storia contraddistinta da una continua

crescita (anche in termini di personale, apertura di nuove sedi, miglioramento delle dotazioni tecniche) e dalla ricerca costante di soluzioni logistiche al passo con un mondo soggetto a rapidi e profondi cambiamenti. L’obiettivo di EA Group è individuare soluzioni polivalenti, efficaci, semplici e sicure, per ottimizzare gli spazi di magazzino e il percorso delle merci. L’offerta punta al contenimento dei costi associato alla massima flessibilità di utilizzo. Nata nel 1998, come distributrice del marchio Baka, EA Group fa il suo primo salto nel 2002 con il mandato in esclusiva per i prodotti Hubtex. Dal 2006 è importatore unico anche per i brand irlandesi Combilift e Aisle-Master. Il primo punto di forza di EA risiede nella capacità di offrire consulenza logistica avanzata. Il suo plus sta nella conoscenza, nell’esperienza e nella possibilità di individuare ed elaborare la proposta del mezzo più adatto per risolvere un pro-

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blema logistico o di spazio. A seguito di sopralluoghi e attraverso uno scambio di informazioni con il cliente realizziamo studi di capienza, efficienza e lay-out di magazzino. Il post-vendita è il secondo pilastro. Il funzionamento e le performance dei mezzi sono garantite da un servizio post-vendita di assistenza e manutenzione efficiente e veloce, gestito da tecnici specializzati e aggiornati. Sollevare: Chi sono e quali sono le caratteristiche peculiari dei marchi rappresentati? Paolo Genovese: Hubtex e Combilift/ Aisle-Master sono aziende di grandi dimensioni, affidabili e di successo, da tempo affermate nel panorama internazionale. Tre brand che offrono una gamma molto ampia di prodotti, con caratteristiche anche molto diverse tra loro. Alla base di ogni modello c’è sempre una componente tecnica o tecnologica innovativa rispetto ai carrelli elevatori tradizionali: tecnologia multidirezionale, sistemi di controllo, sistemi di sterzo e design costruttivi coperti da brevetto. Ogni marchio offre inoltre una personalizzazione ai massimi livelli: ogni elevatore è customizzato in base alle esigenze del cliente. Sollevare: Chi sono i vostri clienti? Paolo Genovese: Potenzialmente il nostro cliente è rappresentato da ogni azienda che abbia la necessità di aumentare la propria densità di stoccaggio, ottimizzare gli spazi di magazzino e i processi di movimentazione. L’elenco dei prodotti in gamma è ampio: carrelli elevatori laterali multidirezionali, multidirezionali compatti ed elevatori frontali snodati (rispettivamente per la movimentazione di carichi lunghi o fuori standard, misti e pallettizzati in corsie strette). Si prosegue con transpallet a pantografo e 4-vie, Straddle Carrier, piattaforme ed elevatori multidirezionali per picking di carichi lunghi o fuori standard. La maggior parte dei modelli è declinata in versione elettrica, diesel e

GPL. Altrettanto vario l’elenco dei settori in cui queste macchine trovano applicazione: legno, alluminio, pvc, edilizia, acciaio, serramenti, zincatura, estrusione, autodemolizioni, grandi logistiche conto terzi e grande distribuzione. Sollevare: Come sta rispondendo il mercato italiano? Paolo Genovese: Il mercato, anche in Italia, sembra essere sempre più sensibile e attento alle soluzioni innovative. Per quanto ci riguarda l’area di maggior business si concentra nel Nord e nel Centro Italia. Ma le potenzialità del Sud Italia non sono trascurabili: da qui la scelta di dedicare risorse e attenzione a quest’area in cui abbiamo incontrato realtà molto interessanti. Per quanto riguarda i settori, abbiamo registrato le maggiori criticità nei comparti legno ed edilizia, che hanno rappresentato inizialmente, e per molti anni, il nostro core business. Da qui la ricerca di nuovi mercati e di nuove soluzioni. Sollevare: Quali sono le prospettive future? Paolo Genovese: Il primo obiettivo è mantenere e radicare la presenza ormai consolidata nei nostri settori storici della movimentazione di carichi lunghi e fuori standard. Un consistente lavoro è stato portato avanti per far conoscere soluzioni quali l’elevatore snodato Aisle-Master e oggi tra le nostre referenze compren-

diamo alcuni dei nomi principali tra gli operatori logistici. Crediamo molto nel plus di questa macchina: la possibilità di aumentare la densità di magazzino assicurando contemporaneamente la massima flessibilità di utilizzo sia all’interno sia in piazzali e spazi esterni. Tra i progetti speciali per il 2017 c’è la sfida dello Straddle Carrier. Un elevatore speciale dalle mille potenziali applicazioni. Si tratta di una sorta di carroponte semovente, svincolato da una posizione fissa o da percorsi prestabiliti; dedicato a carichi oversize e particolarmente pesanti (da 35 a 80 t). Permette di gestire agevolmente il materiale dall’interno all’esterno (e viceversa) di magazzini e stabilimenti, coprendo l’intero ciclo di movimentazione, incluse le operazioni di carico e scarico dei camion. Tutto questo grazie ad alcune peculiarità quali l’altezza limitata dal suolo, la velocità fino a 10 km/h, il suo sistema di sterzo e il particolare design costruttivo a singola altezza di sollevamento o telescopico. Può essere controllato da uomo a terra o dall’interno di un’ergonomica cabina di guida. Inizialmente studiato per la movimentazione di container, viene oggi impiegato per movimentare tank, bobine e coils, prefabbricati e grandi strutture cementizie, di legno o di metallo. Al momento in Italia è utilizzata con successo nella movimentazione di isotank per GPL a Pavia e di generatori di grandi dimensioni a Piacenza. Ci auguriamo sia solo l’inizio.

+ I numeri La sede centrale di Reggio Emilia si sviluppa su 2.000 m2 coperti e oltre a 3.000 m2 scoperti; 4 le sedi distaccate a Treviso, Milano, Torino e Salerno; 22 le persone che dedicano il proprio lavoro alla soddisfazione dei clienti; 8 le officine mobili; circa 100 i dealer cui si aggiunge un’ampia rete di collaboratori e segnalatori; oltre 1.500 le macchine attive in tutta Italia.

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Cover Story

Reattivi per competere Tecno Gru esporrĂ al Samoter (Pad. 5, Stand 5D) una gru Terex Quadstar 1075L da 75 t e un sollevatore Genie GTH25.06 da 2,5 t

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S

Sinergia con il marchio (Tecno Gru è dealer Terex per il Nord, il Centro e il Sud Italia), fiducia e collaborazione con i propri clienti. Questo, in sintesi, il segreto di una crescita che, nonostante il periodo attraversato da tutto il mondo del sollevamento, ha contraddistinto l’attività Tecno Gru. DALLA PARTE DEI CLIENTI A ribadirlo è tutto il team commerciale: Tecno-Gru può dirsi soddisfatta del proprio 2016 andato a confermare il trend positivo che continua dal 2009 a questa parte, ma decisamente incrementato negli ultimi tre anni. Molti i fattori alla base del successo aziendale, alcuni endogeni, altri esogeni. Sicuramente, un grosso ringraziamento va ai clienti storici, con i quali Tecno Gru ha un rapporto di reciproca stima, fiducia e collaborazione. Il merito probabilmente sta nel fatto che il team di Tecno gru cerca sempre di comprendere le necessità del cliente prima, durante, ma soprattutto dopo la vendita. Le autogrù sono prodotti estremamente costosi e in un certo senso, delicati, quindi il cliente mira a instaurare e costruire un rapporto di lungo termine con il pro-

prio fornitore che porta innegabilmente a reciproci vantaggi. In quest’ottica Tecno Gru ha via via rafforzato il proprio reparto di assistenza e post-vendita per rispondere con sempre più velocità e maggior efficienza. La nuova sede di Desenzano del Garda ha una matrice prettamente

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commerciale ed espositiva per le attrezzature nuove o usate; mentre le altre due sedi di Castiglione delle Stiviere continuano a svolgere, a distanza di più di 30 anni, l’importante ruolo di supporto tecnico per la riparazione, l’assistenza e i ricambi.

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Cover Story

+ Tecno Gru ANDREA PAVONI Cell. + 39 338 77 65 569 Tel. + 39 (0)30 91 21 933 E-mail: a.pavoni@tecno-gru.it www.tecno-gru-terexcranes.com

IL RAPPORTO CON TEREX Un altro elemento alla base del successo aziendale è la massima sinergia con Terex. Nel corso del tempo anche nei rapporti tra la casa madre e il dealer possono sorgere questioni o discussioni, ma queste vanno affrontate e risolte insieme. Se ciò accade, entrambe le parti ne escono rafforzate. E non è un caso che Terex abbia ampliato la regione di competenza di Tecno Gru al Centro e Sud Italia. Di riflesso Tecno Gru è passata in un solo anno dalle 51 gru nuove vendute nel 2015, alle 90 del 2016. Un incremento dell’80% circa, che l’ha portata ad essere il primo concessionario Terex al mondo per numero di autogrù fuoristrada ordinate e vendute. Ovviamente questo incremento è anche figlio delle politiche fiscali applicate dal governo per l’acquisto di autogrù nuove (super ammortamento del 140% su tutti).

fattori che hanno indotto la società ad aderire all’evento veronese. Tra questi l’importanza del Samoter nel settore construction, la prossimità con la sede societaria, la reale possibilità di incontro con la clientela. Inoltre saranno presenti i principali competitor di Tecno Gru e questo rappresenta per l‘azienda lombarda un enorme piacere, oltre che uno stimolo. L’augurio espresso dal team di Tecno Gru è quello di trovare un pubblico numeroso, e non è da escludere che per acquisti di gru nuove o usate durante il periodo fieristico, ci scappi anche un prezzo speciale. La società ha scelto di esporre all’interno (Padiglione 5, stand 5D) per evitare qualsiasi rischio legato alle condizioni meteo. Due i prodotti di punta made in Italy esposti: una gru Terex Quadstar 1075L e un sollevatore Genie GTH25.06. La prima è una gru estremamente apprezzata

dal pubblico italiano e mondiale, soprattutto in virtù di un imponente braccio, lungo 42 m, che si accoppia a dimensioni relativamente compatte: la larghezza del carro è di 3 m. Il Genie GTH25.06 è il più piccolo tra i sollevatori telescopici della multinazionale americana ed è estremamente apprezzato per la versatilità, per la compattezza (larghezza 1,8 m e altezza 1,9 m) e per il prezzo.

+ Anche al GIS Un dato esemplificativo: nel 2015 Tecno Gru ha venduto il 35% di gru nuove e il 65% di gru usate; nel 2016 la percentuale si è invertita: 60% di macchine nuove e 40% di usate. LA PARTECIPAZIONE AL SAMOTER Queste premesse permettono di guardare con fiducia al 2017 che si apre con la partecipazione al Samoter di Verona e, a ottobre, al GIS di Piacenza. Tanti i

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Tecno-Gru ha già confermato la propria presenza anche al GIS 2017 che rappresenta la fiera italiana del sollevamento per eccellenza. Il GIS ha avuto una rapida e vertiginosa crescita del numero di visitatori nel corso delle ultime edizioni e quindi Tecno gru si aspetta che la nuova edizione confermi il trend mostrato negli anni precedenti. La società esporrà un nuovo concetto di autogrù fuoristrada, presentato per la prima volta al mercato italiano. Stiamo parlando della Terex RT90. Tra le sue caratteristiche: una portata nominale di 90 t americane (circa 85 t nel sistema metrico europeo), un braccio principale di 47 m e dimensioni estremamente compatte (la larghezza del carro non supera i 3 m). Dovrebbe rappresentare una macchina ideale per le richieste del mercato italiano ed europeo: oltre a raggiungere altezze estremamente importanti per una gru fuoristrada, è facilmente trasportabile anche in virtù della zavorra rimovibile.

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Gru e Autogrù BÖCKER

Originalità per l’edilizia I PRODOTTI DI PUNTA PER IL MERCATO ITALIANO ESPOSTI AL PROSSIMO SAMOTER TRANSPOTEC PRESSO LO STAND 2122 NELL’AREA B

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Gru e Autogrù

Q

Quando si parla di Böcker si apre un ventaglio di proposte decisamente articolate, macchine talvolta inedite per il mercato italiano, ma che meritano un approfondimento per la loro carica innovativa e tecnologica e per la capacità di risolvere tanti problemi in modo semplice quanto intelligente. “Un motivo della nostra crescita”, ci spiega Daniele Tommasin, responsabile commerciale di Böcker Italia, “è la profondità di gamma. Abbiamo modelli in grado di soddisfare qualsiasi tipologia di impresa dal piccolo artigiano che lavora nel mondo del cartongesso o del fotovoltaico alla grande impresa di noleggio di livello naziona-

+ C’è anche Levo Böcker è presente nel mercato italiano da oltre 30 anni e dal 2010 è attiva con una filiale diretta. La ristrutturazione aziendale voluta per affrontare in modo adeguato il mercato Italia ha visto, nel 2012, il trasferimento nell’attuale sede operativa di Nogarole Rocca (VR). La società è affiancata e coadiuvata da Levo srl di Maurizio Ferrari, alla quale è stata affidata la ricambistica per tutta Italia, la gestione dell’assistenza nelle regioni di competenza del Nord del paese, il supporto alle officine autorizzate in tutto il resto d’Italia e la distribuzione in esclusiva di alcuni prodotti, tra i quali spicca la serie ALP Lift e le gru multifunzione trainate, cingolate e autocarrate.

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le. Ogni modello può essere fortemente personalizzato in base alle modalità operative che spesso non sono uguali per imprese che operano comunque nello stesso settore”. La gamma comprende elevatori inclinati componibili, trainati o allestiti; sollevatori di persone e materiali; gru trainate e allestite; montacarichi a cremagliera; e accessori per l’edilizia. Tra i cavalli di battaglia di Böcker in Italia spiccano gli elevatori per il settore traslochi, che per le loro caratteristiche trovano largo impiego anche nel settore edile, soprattutto nell’ambito del noleggio. La varietà della gamma permette di spaziare dalle imprese edili in generale e di qualsiasi dimensione a tipologie più specifiche come i lattonieri e gli addetti alle coperture, i ponteggisti, i serramentisti, gli installatori di impianti, i manutentori industriali e i noleggiatori. Riprende Tommasin: “il range di lavoro delle nostre macchine, che possiamo definire speciali, si evolve con l’esperienza e attraverso le richieste dei clienti stessi. Spesso la professionalità delle imprese

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italiane è eccellente e ci dà nuovi stimoli e suggerimenti per migliorare i nostri prodotti”. Il tutto si fonda su precise qualità tecniche. E soprattutto sui materiali utilizzati, frutto di una costante ricerca che permette di creare una vera e propria “convivenza” tra diversi tipi di alluminio e di acciai ultraleggeri a grana fine. Soluzioni che assicurano prestazioni superiori a fronte di macchine leggere, in grado di operare anche su superfici delicate e con portanza limitata. L’estrusione stessa, utilizzata per ottenere profili privi di saldature, viene eseguita rispettando processi produttivi ai massimi livelli dal punto di vista tecnologico e che consentono a Böcker di offrire una garanzia di 10 anni sui profili del braccio telescopico delle gru trainate e allestite. Proprio su quest’ultima tipologia di macchina verranno concentrati gli sforzi per il 2017. “La gru multifunzione di ultima generazione”, continua Tommasin, “sta prendendo sempre più

piede nel nostro mercato. Il passaggio da gru a piattaforma di lavoro aereo si è enormemente affinato e velocizzato; e le prestazioni, grazie allo sviluppo dei nuovi materiali impiegati, hanno avuto

un incremento notevole. Inoltre l’allestimento in sagoma e il nuovo disegno della torretta di rotazione permettono di avere un mezzo veramente compatto per la circolazione stradale e l’impiego

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in cantieri che necessitano di elevate prestazioni in termini di sbraccio e altezza, ma che non consentono l’accesso a mezzi più pesanti e ingombranti”. Continuerà poi l’impegno nel settore degli elevatori inclinati come alternativa ad altri sistemi di sollevamento abitualmente in uso in edilizia. Una soluzione agile, economica, pratica, di facile impiego nei cantieri più difficili e altamente personalizzabile. Ovviamente il 2017 è anche un anno di fiere. Come accennato Böcker sarà al Samoter (Area B, stand 21-22) ed esporrà una gru autocarrata AK 37/4000, una gru cingolata RK 36/2400, oltre ad alcuni elevatori componibili e trainati per l’edilizia, i ponteggi e i traslochi. “Visti i risultati di due anni fa”, conclude Tommasin, “saremo presenti anche al GIS di Piacenza dove ci aspettiamo visite molto qualificate. Stiamo inoltre mettendo a punto una strategia di partecipazione a eventi nel centro/sud Italia”.

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D Efficacia in CEM

alluminio

UNA AMAK 351 NELLA FLOTTA DEL GRUPPO GUERRINI: LA RISPOSTA AL MERCATO DELLE RISTRUTTURAZIONI, SOPRATTUTTO NEL SETTORE COPERTURE

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Distribuita in esclusiva per l’Italia da CEM, di Settimo Milanese, la gru a traino Amak 35-1 è una macchina decisamente interessante. Tra le sue peculiarità tecniche troviamo l’utilizzo dell’alluminio per la costruzione del braccio, la stabilizzazione idraulica, il motore diesel insonorizzato e la possibilità di trasformare la gru in piattaforma aerea. La Amak 35-1 prevede l’adattamento dinamico della portata (DRA) in relazione alla stabilizzazione e l’adeguamento automatico a fattori esterni tra i quali lo stile di guida e le condizioni del vento. La stabilizzazione beneficia del controllo elettronico su ogni stabilizzatore, mentre la gestione complessiva delle sicurezze è affidata a

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un sistema SPS/CAN-bus e a un radiocomando che prevede l’indicazione della stabilità, del carico al gancio e dello sbraccio. Come accennato, il braccio è realizzato in una speciale lega di alluminio, robusta e di peso contenuto, che prevede l’utilizzo di un innovativo sistema di saldatura per attrito allo stato solido denominato Friction Stir Welding (FSW) volto a incrementare la resistenza e la durata. La semovenza permette un rapido posizionamento della macchina in ogni contesto operativo e, una volta piazzata,

l’arretramento del timone offre una gru ancora più compatta e facile da gestire. Queste caratteristiche tecniche hanno convinto il Gruppo Guerrini che ha recentemente inserito una Amak 35-1 nel proprio parco noleggio. Nato come officina meccanica di riparazione di macchine movimento terra, macchine agricole e industriali, il Gruppo Guerrini da una decina d’anni a questa parte, accanto alla manutenzione (sempre molto importante) ha inserito il noleggio. Un’attività che possiamo definire “generalista” e che si orienta su molteplici tipologie di

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Loris Manocchia, di CEM, tra Stefano e Moris Guerrini, rispettivamente Responsabile Noleggio e Responsabile Service del gruppo omonimo.

macchine e attrezzature rivolte al mercato dell’edilizia. Attualmente il parco nolo comprende circa 300 unità, in cui i mezzi di sollevamento rappresentano circa il 20%. La sede principale si trova a Castrezzato, in provincia di Brescia, e dal 2016 fa il paio con la nuova sede di Bregnano in provincia di Como, la cui attività è al momento limitata al noleggio di autocarri e piattaforme autocarrate. Retaggio dell’origine aziendale, il service per il Gruppo Guerrini è pressoché sacro e visto come imprescindibile supporto per il noleggio. Un servizio di assistenza puntuale, preciso e molto rapido, merito di

+

Dati tecnici

Modello Amak 35-1 Sbraccio laterale 20,5 m (250 kg) Altezza massima 31 m Carico massimo 1,5 t Stabilizzazione 2,85-5,05 m Velocità verricello 50 m/min Braccio 4,95 m Sfilo 1 (800 kg) 8,2 m Sfilo 2 (500 kg) 10,65 m Rotazione piattaforma 45°+45° Dimensioni 9,25x2,28x2,63 m

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otto tecnici coordinati da Moris Guerrini e due officine mobili. A prova della serietà con cui la società segue questi aspetti va sottolineato come Guerrini sia officina autorizzata per marchi Merlo e Hitachi. Responsabile per il Noleggio del Gruppo è Stefano Guerrini che ci parla della nuova Amak in modo entusiasta. “A essere sincero”, ci spiega Guerrini, “non conoscevamo neppure l’esistenza di una macchina come questa, ma vista la gru, la sede produttiva in Germania e soprattutto dopo averla provata, abbiamo capito come la Amak 35-1 fosse la macchina giusta per noi”. Una convinzione figlia anche di una profonda trasformazione del mercato. Continua Guerrini: “La richiesta in questi anni è molto cambiata, la domanda è sempre più rivolta al breve termine. I cantieri sono più corti: 15 giorni, un mese; e il costo di montaggio di una gru edile tradizionale (prodotto che trattiamo solo in collaborazione con un noleggiatore bergamasco) incide in un modo pazzesco. Pochi anni fa facevamo il 70% di cantieri nuovi e il 30% di ristrutturazioni, oggi la percentuale si è invertita. Questa è quindi la macchina ideale per rispondere a questo tipo di cantiere: non

necessita di costi di montaggio e offre una versatilità elevatissima, anche in relazione alla possibilità di montare il cestello portapersone. Con una sola macchina si fa il lavoro di una gru e di una piattaforma. Inoltre il cambio gru/piattaforma avviene in pochi minuti, si esegue con un solo operatore e senza la necessità di alcun attrezzo”. La Amak è perfetta sia in caso di noleggio a freddo sia a caldo, ovviamente in relazione al tipo di cantiere e all’operatore. “Nei noli brevissimi, uno o due giorni”, conclude Guerrini, “è sempre meglio noleggiarla con l’operatore. Le due/tre settimane consentono invece di affrontare la formazione in modo adeguato e quindi permettono il noleggio anche a freddo. A mio avviso la Amak andrà a coprire il mercato della ristrutturazione e in particolar modo la nicchia delle coperture, della lattoneria, dello smaltimento eternit. Le sue potenzialità sono davvero tante, ora dobbiamo solo essere bravi a farla conoscere”.

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Gru e Autogrù

CORMACH

Grandi prestazioni UNA GRU DI GAMMA MEDIO ALTA DEL COSTRUTTORE BRESCIANO VISTA DA VICINO

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Dopo aver presentato, sulle pagine dello scorso numero, tre modelli della gamma pesante di Cormach, questo mese vogliamo focalizzare l’attenzione su una gru diversa, ossia la 135000E A.S.C. Plus (declinabile nella versione 135000X E A.S.C. Plus). Vale la pena sottolineare un concetto generale a introduzione, ossia che tutte le gru Cormach si basano sul concetto costruttivo che prevede una colonna con doppio montante e una ralla di grandi dimensioni con motore di rotazione esterno e riduttore; la ralla è montata sul basamento della gru. Questo design porta alla distribuzione degli sforzi e non alla loro concentrazione. La struttura Cantilever della doppia colonna,

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inoltre, distribuisce in modo uguale gli sforzi e gli shock sulla ralla e, attraverso essa, sugli stabilizzatori e quindi a terra, con il telaio che agisce da contrappeso. La struttura a doppio sandwich della doppia colonna è calcolata per resistere a sforzi torsionali creati dalla rotazione e assorbe eventuali shock dovuti a movi-

menti repentini. Partiamo dalla 135000E A.S.C. Plus, dicendo che si tratta in realtà di una gru con molteplici versioni, tant’è che si può parlare di gamma 135000 X. Ovviamente vi sono delle caratteristiche comuni a tutte le versioni, sia a livello di componentistica e struttura, come i doppi cilindri di sollevamento e l’articolazione a biella e puntone nonché la sezione poligonale delle prolunghe, in piena tradizione Cormach, che di prestazioni, come la possibilità di avere un angolo negativo fino a 15° tra il primo e il secondo braccio, oppure l’angolo negativo di 10° tra le prolunghe e il jib. Tutte le gru della serie 135000 X sono manovrabili tramite radiocomando che ha un limitatore elettronico di serie e, a richiesta, un display; il radiocomando si affianca ai più tradizionali comandi a leve degli stabilizzatori (per le emergenze) che possono anche essere elettrici. L’idraulica viene gestita da un distributore proporzionale Danfoss, mentre la temperatura di esercizio viene mantenuta nel range ottimale dallo scambiatore di calore, decisamente sovradimensionato. Chiude la serie di caratteristiche e equipaggiamenti comuni il verricello con tiro diretto da 4.000 daN (disponibile in opzione e che, abbinato al jib scende a 2.500 daN di tiro). Parlando poi un po’ più nello specifico delle versioni, queste si differenziano sostanzialmente per il numero di sfili, che va da un minimo di 4 a un massimo di 9, e conseguentemente di prestazioni, con un momento statico massimo al perno di torretta di 136.300 daN/m su ogni versione che però vede lo sbraccio idraulico passare dai 9,11 m della versione 135000 E4 ai 25,81 m della versione 135000 E9F183 finanche ai 32,02 m della 135000 E8F308.

+ La filosofia Cormach Fondata nel 1960, fin dal 1975 Cormach è uno dei principali costruttori di gru retrocabina operante a livello internazionale. Benché l’azienda di Montichiari offra un range di modelli che parte dalle gru leggere della serie 4000 (1.900 kg di portata per 4 tm di momento di sollevamento) per passare a modelli medi prima di arrivare ai pezzi grossi, Cormach nel Mondo è apprezzata soprattutto per le proprie gru retrocabina di fascia alta, spesso progettate e costruite ad hoc seguendo specifiche richieste della clientela.

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Gru e Autogrù GROVE/VERNAZZA

L’esperienza di una grande azienda VERNAZZA HA ARRICCHITO IL PROPRIO PARCO MACCHINE CON DUE NUOVE AUTOGRU GROVE: UNA GMK5250L E UNA GMK6400

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“Abbiamo scelto queste macchine per un motivo molto semplice: riteniamo che nella loro categoria siano tra le migliori sul mercato data la loro versatilità in termini di prestazioni”. Le parole di Diego Vernazza - legale rappresentante della Vernazza Autogru - fotografano alla perfezione l’acquisto, operato nel dicembre dello scorso anno, di due Grove: una GMK5250L e una GMK6400. Un’operazione che si innesta su un rapporto solidissimo e di antica data. Continua Vernazza: “siamo contenti sia per quanto riguarda il servizio post-vendita in Italia e all’estero, sia per gli aspetti commerciali. Grove e Vernazza condividono una serietà di base che, di questi tempi, è quasi una rarità”. La Vernazza Autogru, pur essendo autonoma per quanto concerne la manutenzione ordinaria dell’intero parco macchine grazie ad un’attrezzata e preparata officina interna, interagisce continuamente con Manitowoc per integrare le proprie competenze. La collaborazione diretta con il costruttore è di fondamentale importanza e grazie al dialogo che le due società hanno saputo creare tra di loro oggi si parla di un vero e proprio lavoro di squadra. Come accennato, l’acquisto delle due autogrù è stato operato

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per completare il parco macchine ma anche in vista di alcuni cantieri. “La 5250L”, riprende Diego Vernazza, “è una classica macchina per gli interventi veloci, un’agile cinque assi per servizi rapidi persino di poche ore; mentre la 6400 è una macchina già più importante, per cantieri di più lunga durata, anche di alcuni mesi. Nello specifico, in questi primi giorni abbiamo utilizzato le due gru in interventi nell’area di Genova e Savona. Infatti, come sempre

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accade con le macchine di recente introduzione, preferiamo iniziare a farle lavorare nei pressi della nostra sede, in virtù delle piccole tarature che possono rendersi necessarie. Invece, per quanto concerne i primi lavori importanti, con tutta probabilità si tratterà di operazioni in territorio francese”. La GMK5250L è una cinque assi con braccio principale da 70 m con sistema di sfilamento Twin-Lock (la prolunga tralicciata modulare è da 37 m) e 250 t di capacità massima di sollevamento. La cabina della torretta è inclinabile idraulicamente di 20°, con sedile con sospensione regolabile e riscaldamento indipendente e comandi gru integrati nel bracciolo. Il sistema di controllo CCS di Manitowoc è

completamente elettronico ed è integrato con il sistema LMI (Limitatore di carico) e con il CAN-BUS di controllo del motore. Quest’ultimo è un Mercedes Benz OM471LA Tier 4 final, 6 cilindri diesel raffreddato ad acqua, sovralimentato, che eroga una potenza di 390 kW a 1.700 giri e una coppia di 2.460 Nm a 1.300 giri. Da segnalare la trasmissione con la turbofrizione VIAB e cambio da 16 marce e 2 retromarce. Le sospensioni sono le rinomate Megatrak.Passando alla GMK6400, ci troviamo di fronte a un’autogrù a sei assi da 400 t di capacità di sollevamento, con un braccio telescopico da 60 m su cui si può installare il Mega Wing Lift per incrementare le portate e aggiungere i 79 m del falcone a volata variabile o i 64 m del falcone fisso. I comandi prevedono il controllo completamente elettronico di tutti i movimenti della gru. Il motore è un Mercedes Benz OM502LA diesel

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8 cilindri raffreddato ad acqua, sovralimentato, da 405 kW di potenza massima e 2.600 Nm di coppia massima. Queste due macchine vanno quindi ad arricchire un parco mezzi di un’azienda storica, che negli anni è passata da interventi a livello locale, sostanzialmente in Liguria, fino a coprire l’intero territorio nazionale e che oggi è inserita, anche in virtù del rafforzamento del settore trasporti, in un contesto di respiro internazionale, europeo ed extra UE. Il noleggio a freddo è stato quasi completamente abbandonato e la società si è ormai specializzata sui lavori più strutturati, dove è richiesto un elevato profilo professionale da parte degli operatori e mezzi tecnologicamente all’avanguardia. Da sempre in Vernazza Autogru la preparazione professionale ha un ruolo centrale e oggi piu’ che mai fiore all’occhiello dell’azienda è il moderno centro che eroga formazione al proprio personale, ma anche conto terzi. Il centro si avvale di istruttori interni, di simulatori di guida e mette a disposizione un attrezzato campo prove dove applicare le nozioni apprese in aula.

+ I Numeri Suddivise nelle sedi di Genova Campi e Genova Fegino, Massa, Savona e Milano, in Vernazza lavorano oltre 130 persone, cui va aggiunto un indotto di interessanti proporzioni. Il parco macchine è composto da oltre 200 mezzi tra gru, piattaforme e autocarri, dove le autogrù si assestano attorno alle 75 unità - tra telescopiche e tralicciate, cingolate e gommate - per un range che va dalle 15 alle 800 t. Da non dimenticare anche i numeri del centro di formazione dal quale ogni anno escono oltre 100 nuovi operatori in grado di lavorare su molteplici tipologie di macchine.

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Gru e Autogrù

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Intelligenza applicata SOTTO LA LENTE DI INGRANDIMENTO LA NUOVA 205 DI EFFER CON GESTIONE ELETTRONICA DMU 3000 PLUS

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La tecnologia e l’elettronica per essere davvero intelligenti devono essere semplici e fruibili. Questo è quello che accade nella nuova 205 prodotta da Effer, una gru da 20 t/m che si contraddistingue per il sistema di gestione elettronica DMU 3000 Plus: semplice, intuitivo e sicuro, che consente di sfruttare al meglio le possibilità operative della macchina. Seppur inserita nella gamma leggera, la nuova macchina Effer prevede il sistema di rotazione con ralla e, a livello applicativo, sembra essere una gru perfetta per il carico/scarico di materiali tipico del settore edile, anche grazie ad accessori

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quali benne, polipi, forche porta-mattoni, eccetera. Una macchina che consente di lavorare in modo facile, sicuro, veloce ed efficiente, le cui prestazioni possono essere incrementate con il jib. Ma torniamo al cuore della macchina, cioè al sistema DMU 3000 Plus che con indice di protezione IP 67, resistente all’acqua e agli agenti atmosferici - permette di gestire direttamente dal radiocomando, oltre alle funzionalità della gru, anche altre funzioni elettroniche relative all’autocarro, quali per esempio l’accensione e lo spegnimento dello stesso. In estrema sintesi DMU 3000 Plus è un sistema elettronico semplice e di grande affidabilità, per lavorare con la gru in massima sicurezza, impedendo le manovre potenzialmente pericolose, e in cui la componentistica elettronica e i sensori sono collocati in posizioni protette, al fine di evitare eventuali danni accidentali. Davvero tante le funzioni controllate dal sistema. Il DMU 3000 Plus gestisce automaticamente la velocità della gru in prossimità dei massimi valori di carico ammessi e consente di governare due diverse aree di lavoro rispetto alla stabilità offerta dall’autocarro. Applicabile anche a gru con basamento CroSStab, il DMU 3000 Plus ottimizza le diverse performance di sollevamento (visualizzabili sul pannello a bordo macchina e sul radioco-

mando) in base al posizionamento dello stabilizzatore rotante. Il sistema messo a punto da Effer è anche un notevole aiuto per la manutenzione, in quanto memorizza i cicli operativi della gru e segnala tutti gli interventi di manutenzione programmata. Inoltre, andando a registrare i tempi durante i quali la gru è accesa e/o movimentata, viene calcolato lo stato d’uso della macchina e quindi il ciclo di vita residuo. Ovviamente la nuova Effer non esaurisce la sua carica innovativa con il sistema descritto, ma beneficia di molteplici accorgimenti tecnici interessanti. Tra questi il sistema a doppia biella che consente all’operatore di lavorare a piena potenza sia con il braccio in posizione orizzontale sia in verticale. O ancora la possibilità di alloggiare i tubi all’interno del braccio, per avere una gru più compatta e per proteggere i raccordi idraulici dagli agenti atmosferici e dall’usura. Meritano un cenno anche le guide dei tubolari degli sfili in materiale speciale.

Effer ha inserito le doppie guide sul lato superiore e inferiore del tubolare sfilo per garantire la riduzione dei giochi meccanici. Le doppie guide, inoltre, mantengono il tubolare sempre dritto e permettono al braccio di estendersi e ritrarsi con movimenti morbidi. A livello operativo va notato come la ralla con motoriduttore esterno consenta di montare sul mezzo un cassone più grande e quindi ottenere un carico residuo maggiore sul camion. Tra gli optional segnaliamo il dispositivo Quickfaster che consente di connettere tutti i tubi in un solo gesto, per risparmiare tempo durante il montaggio e lo smontaggio del jib o di altri accessori.

+ Forti legami Nella gamma leggera Effer il nuovo modello 205 è concepito per garantire performance di altissimo livello e grande versatilità per gli operatori di settori diversi . Per questa ragione è stato progettato con un sistema a doppia biella (Effer Twin Links), che consente all’operatore di lavorare a piena potenza sia con il braccio in posizione orizzontale che in verticale.

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Gru e Autogrù TADANO FAUN/IKRAN

Il best seller

STIAMO PARLANDO DEL MODELLO ATF220G5, IL PIÙ VENDUTO DELLA GAMMA TADANO FAUN

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Distribuita, al pari dell’intera gamma Tadano Faun, da Ikran srl di San Paolo (BS), l’autogrù ATF220G-5 è una cinque assi che raggiunge la portata massima di 220 t. Tra i modelli di maggior successo del costruttore, condivide con l’intera gamma un’importante serie di caratteristiche e di qualità che identificano nel mondo il prodotto Tadano Faun. Prima di tutto la fedeltà al doppio motore, cui fa seguito la capacità del carro di superare pendenze fino al 72% e di spostarsi in cantiere con tutte le zavorre a bordo. Il cambio del

ad acqua, da 390 kW e 2.460 Nm di coppia; mentre il motore della sovrastruttura è un 4 cilindri Mercedes-Benz OM 934 LA (Euromot IV/EPA Tier 4f), raffreddato ad acqua da145 kW e capace di una coppia di 800 Nm. Il braccio telescopico è suddiviso in sette sezioni per una lunghezza da 13,2 a 68 m. La macchina beneficia anche dell’Asymmetrical Outrigger Base Control che aiuta a migliorare le capacità di carico nel caso in cui gli stabilizzatori presentino lunghezze differenti per adattarsi alla morfologia del cantiere. La lunghezza degli stabilizzatori, determinata automaticamente tramite sensori, e la posizione della sovrastruttura, indicata dall’angolo di rotazione, vengono comunicate al sistema di controllo della gru che rilascia la capacità massima di sollevamento possibile per ogni singolo settore.

modo di sterzata è consentito in movimento, senza la necessità di operare l’allineamento, mentre l’impianto idraulico è tarato per supportare senza accelerazione l’impenno del braccio anche al massimo sbraccio e alla massima portata. Infine un aspetto da non sottovalutare: l’intera componentistica della macchina è di libera fornitura e quindi acquistabile da qualsiasi fornitore. Nello specifico, il carro della ATF220G-5 è equipaggiato con un motore 6 cilindri Mercedes-Benz OM471 LA (Euromot IV/EPA Tier 4f), raffreddato

+ Optional: l’HTLJ Acronimo di Hydraulically Telescopable and Tiltable Jib, l’HTLJ è offerto in via opzionale su tutte le autogrù Tadano dalla ATF180G-5 fino alla ATF400G-6 ed è quindi disponibile anche per la ATF 220G-5. Può essere installato da una sola persona in soli 30 minuti e senza la presenza di alcuna attrezzatura aggiuntiva. Completamente idraulico, arriva a 31 m di lunghezza e permette di operare in aree di lavoro particolarmente complesse e irraggiungibili da strutture rigide.

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Gru e Autogrù

PM

Sempre più Heavy SI AMPLIA LA GAMMA DELLE GRU PM CON LE NUOVE PM 57529 SP E PM 58529 SP

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La famiglia delle gru pesanti comprende macchine da 40 a 55 t/m che, grazie alle caratteristiche costruttive e all’elevato livello di innovazione tecnologica, garantiscono efficienza, precisione e produttività. Comfort e sicurezza sono assicurati dalla perfetta combinazione tra design ed ergonomia della nuova postazione di comando, che è facilmente accessibile. Fanno parte di questa gamma, le serie PM 47.5 SP e PM 57.5 SP (modelli pignone e cremagliera) e le serie PM 48.5 SP e PM 58.5 SP (rotazione continua su ralla). Tra le ultime non rallate, spicca la PM 57529 SP, macchina fino a nove sfili idraulici che presenta l’articolazione con

ta PM 58529 SP, che vanta uno sbraccio il sistema a Doppia Biella PM. Questo orizzontale di 23,55 m. Anche la PM dispositivo garantisce un incremento 58529 SP adotta l’articolazione a Dopdell’efficienza operativa della gru, che pia Biella PM, il sistema Power Advanpuò operare con le medesime prestazioni ce Plus e il nuovo radiocomando. La PM e con uno sbraccio costante in qualunque 58529 SP, così come accade per la PM configurazione verticale della macchina. 57529 SP, assicura la più elevata stabilità Massima precisione e sicurezza sono inanche grazie agli stabilizzatori XL (6,6 vece assicurate dal Power Advance Plus m) o XXL (8 m). La rotazione continua e dal nuovo radiocomando con display. e i -15° sul braccio secondario vanno a Da segnalare l’angolo negativo di 15° sul incrementare l’operatività. braccio secondario, ideale per operare con la massima flessibilità anche negli spazi ristretti. Le preModello PM 57529 SP PM 58529 SP stazioni parlano Momento di sollevamento massimo 47,9 t/m 49,5 t/m di uno sbrac- Sbraccio orizzontale 23,4 m 23,55 m cio orizzontale Sbraccio verticale 27,35 m 27,35 m di oltre 23 m e Portata impianto oleodinamico 80-100 l/min 80-100 l/min un momento di Pressione impianto oleodinamico 33,5 Mpa 33,5 Mpa 385° Continua sollevamento di Angolo di rotazione 62 kNm 51 kNm 47,9 t/m. Nove Coppia di rotazione 8,7% 8,7% sfili idraulici an- Pendenza massima di lavoro 6.100 kg 6.235 kg che per la ralla- Peso gru

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Dati Tecnici

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Gru e Autogrù

JEKKO

Piccole, grandi gru SPX312 E SPX1275: DUE MINI GRU CHE POSSO FARE DAVVERO LA DIFFERENZA IN MOLTI AMBITI OPERATIVI

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Già sullo scorso numero di Sollevare abbiamo avuto modo di presentare le mini gru di Jekko. In quell’occasione eravamo partiti da una domanda di base, ossia perché scegliere una mini gru al posto di macchine più semplici, economiche e forse più facili da usare. Vogliamo ripartire da questa stessa domanda per confermare ancora una volta la risposta che avevamo dato a suo tempo, ossia che la mini gru ha caratteristiche e offre prestazioni peculiari che la rendono la scelta migliore da fare. La mini gru, infatti, arriva sempre vicino al carico da sollevare; passa dove molte delle altre macchine si fermano; ha un’elevata capacità di

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sollevamento rapportata all’area di stabilizzazione; ripartisce il peso in modo uniforme; ha una precisione millimetrica dei movimenti e uno sbraccio ideale per affrontare gli ostacoli; offre tre tipi di alimentazione rivelandosi quindi ideale nell’uso in ogni possibile ambiente. Inoltre, visto che la macchina viene gestita via radiocomando, permette all’operatore di essere sempre in sicurezza e controllare il carico dalla posizione più vantaggiosa. Tutte caratteristiche comuni alla gamma di Jekko, e che ritroviamo

anche nei due modelli di cui vogliamo parlare in queste pagine. La prima è la SPX312, una mini gru caratterizzata da dimensioni decisamente ridotte (2.790x770x1.600 mm) e peso praticamente irrisorio (la macchina esercita una pressione al suolo di soli 0,44 kg/cm2) che racchiude potenzialità notevoli identificate in una portata massima di 1.800 kg (che diventano 1.850 nella versione SPX312C+), un’altezza di lavoro di 7,6 m, che diventano 9,8 se la si equipaggia con un jib da 2,2 m, e uno sbraccio di 7 m (anche in questo caso la presenza di un

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jib aumenta tale valore a oltre 9 m). Due i possibili jib montabili, un JIB800GX o un JIB400.1 MX, per lasciare ampia scelta al cliente tra un jib meccanico o un modello che permette di lavorare sia con gancio che con puleggia. I cingoli del carro sono estendibili in modo indipendente per assicurare la massima altezza da terra e la possibilità di livellarsi con una differenza tra i cingoli fino a 7°, cosa che garantisce estrema versatilità al pari della possibilità di ruotare la torretta di 280°. Il motore termico (versione SPX312CP) è un Yamaha MZ 360 monocilindrico da 7,6 kW; mentre nel caso della versione SPX312C+ il pacco batterie è composto da quattro unità a 6V e 240 Ah per 4 kW di potenza complessiva (5,5 HP). Ben si nota quindi che, in entrambe le versioni disponibili, la SPX312 conferma appieno quanto detto all’inizio dell’articolo in termini di vantaggi operativi. Non diverso è quanto risulta dall’analisi delle caratteristiche tecniche della SPX1275. Qui la versione è unica, mossa da un’unità termica Isuzu 3CE1

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a tre cilindri che eroga una potenza di 26,9 kW. Ovviamente siamo di fronte a un modello decisamente superiore alla SPX312 in termini di prestazioni, che vedono la portata massima salire a 6.800 kg, forte di una zavorra di 1.500 kg e le altezze variare da un minimo di 17,7 m per arrivare a 25,3 m con l’installazione di un jib da 7,6 m. Sulla SPX1275 sono ben quattro i jib installabili (JIB3500G, JIB600.2H, JIB1500.3HL e JIB1500.1FL) che consentono anche in questo caso di operare con gancio o puleggia e offrono

meccanismi diversi, dall’idraulico al jib tralicciato o versione runner. Lo sbraccio minimo in questo caso è di oltre 14 m, ulteriormente estensibile fino a un massimo di 20 m mediante jib. Il sottocarro è anche su questa mini gru di tipo estendibile, mentre la torretta ruota di 360° in continuo. Il software di gestione della SPX1275 integra indicatori di carico e di momento, e un sistema anticollisione che lavora sulla base dell’area operativa impostata. Tramite l’ampio display sul radiocomando è possibile effettuare anche operazioni di diagnostica. In tema di versatilità, nulla da eccepire a questa mini gru che oltre alle operazioni principali è in grado di operare come pick & carry fino a 2 t e, equipaggiata con l’apposito manipolatore idraulico, è in grado di manipolare tubi e travi fino a 300 kg di peso. Infine, la macchina è equipaggiabile con un power pack esterno trifase.

+ La realtà di Jekko Con sede a Colle Umberto, Jekko nasce come marchio dieci anni or sono sulla base di una linea di prodotti nata alla fine degli Anni 90 da un’attività di progettazione di macchine speciali su commessa e dalla produzione delle prime mini gru su carrelli portata avanti dall’allora azienda capostipite, la Ormet S.p.A. Nel 2016 invece nasce proprio l’azienda Jekko s.r.l. da uno spin-off dell’omonimo marchio che, per l’occasione, vede l’ingresso fra i soci della Fassi S.p.A. Oggi la società dà lavoro a una trentina di persone in grado di produrre una gamma esportata e distribuita nei cinque continenti grazie a oltre 25 distributori ufficiali nel mondo, e Jekko può ben vantarsi di essere un leader fra i produttori di mini gru e terza potenza a livello mondiale per quanto concerne questa tipologia di macchine.

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Gru e Autogrù FASSI

Inizio a stelle e strisce FASSI SARÀ PRESENTE AL CONEXPO DI LAS VEGAS, IN PROGRAMMA DAL 7 AL 11 MARZO

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Il 2017 di Fassi parte con la partecipazione a marzo all’importante fiera americana di Las Vegas, il ConExpo. Con quasi 100 anni di storia, la manifestazione statunitense è una delle fiere più importanti al mondo per quanto concerne le attrezzature, le macchine, i prodotti e i servizi dedicati all’edilizia. Tutti i principali settori delle costruzioni sono rappresentati da più di 2.000 espositori che espongono su una superficie di 232.000 metri quadrati. Fassi Gru non poteva certo mancare a questo importante appuntamento e parteciperà insieme al proprio distributore americano, Fascan International Inc, presso l’area esterna stand Gold Lot – G3722. Fascan è distributore nel mercato statunitense dei prodotti di Fassi Gru S.p.A. dal 1992. Da allora, Fascan ha messo in servizio più di 5.000 gru articolate Fassi per molteplici settori di applicazione: dall’edilizia alla logistica, dall’energia al settore ferroviario. Negli anni Fascan è cresciuta grazie a Fassi e attualmente la sede di Baltimora ha una struttura di oltre 5.000 metri quadrati. Alla fiera saranno presentati diversi modelli di gru appartenenti alla gamma piccola, come la M40.1.14, la F85B.2.25 e la F120A.0.23, cui si affiancheranno altri modelli della gamma media (la Fassi F365A.2.25L322) e ben tre modelli del-

la gamma ad alte prestazioni, ossia le gru F385A.2.24L323, F545RA.2.26L426 (quest’ultima, tra l’altro, ha riscosso grande successo l’anno passato) e l’imponente F2150RAL.2.28L816L. A Las Vegas inoltre si potrà apprezzare un nuovo modello di gru realizzato appositamente per il mercato statunitense. Si tratta della gru F120BCM.1 (HD4/S2) che ha l’obiettivo di ampliare l’offerta del Costruttore di Albino entrando in una nuova fascia di mercato. Questa serie, denominata “Corner Mount” viene attualmente utilizzata nel mercato nord americano come attrezzatura ausiliaria su veicoli medio-leggeri impegnati in interventi di manutenzione nel setto-

re delle utility. La F120BCM.1 (HD4/ S2) appartiene alla gamma delle gru con capacità di sollevamento di 11 tm e si affianca al modello F120B.1. La sua peculiarità è quella di avere la colonna totalmente decentrata rispetto al basamento, consentendo a livello logistico di aver tutto lo spazio libero in zona cassone, cosa che velocizza i tempi di salita e discesa durante gli interventi, risultando così particolarmente indicata ai veicoli di servizio come le officine mobili. Sono attese anche importanti novità che potenziano la gamma delle gru SE, specifiche per il settore edile della movimentazione/consegna delle pareti secche.

+ Il nuovo sito web Il sito web www.fassi.com è stato potenziato e oggi offre un motore di ricerca interno ancora più performante. Sono state realizzate tutte le modifiche necessarie per l’aggiornamento del framework e ora è possibile apprezzarne l’efficacia attraverso una migliore navigazione online. Questo rinnovamento è stato compiuto aggiornando il CMS - Content management system, con evidenti vantaggi nella consultazione delle pagine che ora sono visualizzabili più velocemente anche grazie a uno snellimento complessivo delle funzionalità. Come in passato, quest’ultima versione del sito www.fassi.com è full responsive per consentirne l’utilizzo su smartphone e dispositivi mobile, mantenendo così la caratteristica “mobile-friendly” del sito in modo da seguire gli standard di performance consigliati da Google. Nella visualizzazione su dispositivi mobile il menu del sito è stato riprogettato per consentirne una migliore fruibilità. Molta attenzione è stata data alla sezione “Contatti”, rivista nel layout per permettere un più facile utilizzo da parte degli utenti. Le informazioni, inoltre, si possono condividere sui principali social network attraverso un semplice click.

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T La Qualità JMG CRANES

è una Scelta IL MOTTO DI JMG CRANES SINTETIZZA 30 ANNI DI LAVORO NEL SETTORE DELLE GRU ELETTRICHE PICK & CARRY

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Tra i leader internazionali del mercato delle gru elettriche pick & carry, JMG Cranes nel mondo è sinonimo di passione, serietà e qualità. Termini che non sono semplici slogan, ma identificano con precisione la mentalità dell’azienda italiana, in grado di progettare integralmente le proprie gru semoventi utilizzando la migliore componentistica sul mercato e i più moderni processi produttivi, nel pieno rispetto dell’ambiente. Profonda conoscitrice del settore, e delle molteplici applicazioni possibili per questo genere di macchina, JMG Cranes è anche in grado di progettare gru specia-

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60S, MC 90S e la nuova MC 130S. Sono nove i modelli che compongono la famiglia delle gru mobili cabinate, che si muove in un range dalle 4,5 alle 58 t. Nel dettaglio abbiamo: MC 45, MC 60, MC 85, MC 110, MC 160, MC 250, MC 350, MC 450 e la recentissima MC 580, top di gamma con le sue 58 t di portata massima. Estremamente versatili grazie ai tantissimi optional (tra i quali ci piace citare il cestello, le forche idrauliche, il manipolatore e il jib che può essere li, vere e proprie soluzioni su misura di ogni specifica necessità. Va da sé come la massima soddisfazione del cliente sia assicurata anche dal servizio di assistenza tecnica e ricambi. Prestazioni elevate, sicurezza, semplicità di utilizzo, bassi costi di esercizio, notevole compattezza e precisione sono solo alcune delle caratteristiche tipiche della gamma JMG Cranes. La produzione si divide in tre fondamentali tipologie: le gru compatte radiocomandate, le gru mobili cabinate e le gru timonate. La prima serie, che comprende molteplici modelli da 2,2 a 13 t, è ideale per gli ambienti ristretti, le aree industriali e i cantieri di piccole dimensioni. Si tratta di una famiglia di macchine compatte, precise, affidabili, sia nei sollevamenti che nei movimenti di traslazione. La gamma comprende i modelli: MC 22S, MC 25S, MC 32S, MC 45S, MC

+ La Storia La vicenda industriale del costruttore italiano inizia nel 1988 con l’ingresso di Maurizio Manzini nel mondo delle pick & carry. Dopo una “gavetta” di vent’anni, Manzini nel 2007 fonda JMG Cranes, puntando tutto sull’innovazione, sulla tecnologia e sulla qualità. Ma anche sul mercato internazionale, con l’apertura, nel 2011, di JMG Cranes France. Due anni dopo viene inaugurata la nuova sede di Sarmato, in provincia di Piacenza, in cui nasce, nel 2014, la gru pick & carry MC450, con portata massima di 45 t e dotata di straordinarie prestazioni in rapporto alle dimensioni. Nel 2015 è la volta di JMG Cranes Deutschland, mentre è dello scorso anno l’acquisizione di Lige, azienda costruttrice di gru pick & carry con settant’anni di storia.

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meccanico, idraulico e con prolunga), si caratterizzano per la sterzatura di 180° e la contro-rotazione delle ruote anteriori, mentre la trazione anteriore garantisce la manovra della macchina anche in situazioni di carichi gravosi. La precisione è assicurata dalla possibilità di effettuare movimenti simultanei della macchina e del braccio, adeguando la velocità alla tipologia di operazione che si deve svolgere. Essendo elettriche, permettono inoltre un utilizzo all’interno, silenzioso e non inquinante. Le macchine sono equipaggiate con display in grado di mostrare lo stato di

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Gru e Autogrù carica, il tachimetro, l’angolo di sterzo, il modo operativo, la telecamera e tutte le informazioni relative allo stato di carico, quali: sbraccio, peso sollevabile, carico sollevato, angolo del braccio e altezza del carico. Le timonate - facili da trasportare, grazie alle dimensioni ridotte e alle zavorre velocemente smontabili - comprendono invece i modelli MC 20, da 2 t, MC 25, da 2,5 t e il Greenlifter da 0,9 t. Letteralmente impressionante lo spettro applicativo delle gru JMG Cranes: dall’industria aerospaziale all’installazione di vetrate, dalla produzione vetraria alla movimentazione all’interno dei musei, dalla produzione e utilizzazione di bobine ai pneumatici, dall’automotive all’esercito. Senza dimenticare l’industria legata alla lavorazione dei metalli, le cartiere, i produttori e utilizzatori di stampi, la produzione di serramenti, l’industria chimica e petrolchimica, quella alimentare e vinicola, o della lavorazione lapidea, la produzione di tubi e raccordi, le ferrovie, le fonderie, le costruzioni meccaniche, la nautica, o le centrali elettriche e nucleari.

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LIEBHERR

Grandi novità al ConExpo A LAS VEGAS LIEBHERR SVELERÀ DUE NUOVE AUTOGRÙ ROUGH TERRAIN DA 90 E 100 TM

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La presenza di Liebherr al ConExpo di Las Vegas sarà massiccia, come da tradizione del Costruttore tedesco. In uno stand di oltre 4.500 metri quadrati saranno ben 25 le macchine e attrezzature esposte, che saranno rappresentative di tutto il portafoglio prodotti, dagli escavatori idraulici alle pale gommate e cingolate per arrivare alle macchine per le perforazioni, ai movimentatori industriali, alle gru a torre, gru mobili e cingolate, nonché una pompa per calcestruzzo. La

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gamma di componenti Liebherr per i sistemi di azionamento meccanici, idraulici ed elettrici sarà inoltre in mostra nella South Hall del Las Vegas Convention Center, allo stand S84230. Andando nel merito delle novità in ambito sollevamento, ConExpo sarà il palcoscenico di una world premiere per quanto riguarda la gamma delle autogrù rough terrain che vedrà ampliare il numero dei modelli proposti con due nuove macchine da 90 e 100 tm. Alte prestazioni, sicurezza

e comfort d’uso le parole chiave dello sviluppo di queste nuove autogrù LRT. A livello di sicurezza, infatti, entrambi i modelli offriranno di serie il sistema di monitoraggio della stabilizzazione VarioBase, sia su stabilizzatori che su pneumatici, basato su una rete di sensori che rimanderanno la situazione in tempo reale direttamente al monitor in cabina. Lo stesso avverrà anche per la zavorra e la posizione del doppio jib, qualora presente. Oltre a garantire la sicurezza delle operazioni, il sistema VarioBase sarà in grado di offrire la massima flessibilità operativa dell’autogrù situazione per situazione, portando al massimo le performance in ogni applicazione. Grande attenzione anche al comfort di bordo, che incide ovviamente sia su sicurezza che su produttività. Un operatore che lavora in una cabina comoda è ovviamente più attento a come manovra. Per questo la cabina delle due nuove LRT è 22 cm più ampia rispetto ai modelli concorrenti oggi sul mercato e può essere inclinata per favorire la più ampia e comoda visuale durante i sollevamenti alle massime altezze. La nuova LTR 1100-2.1, classe 100 tm, offre un braccio telescopico da 50 m equipaggiato con sistema Telematik che sovrintende allo sfilo degli elementi che possono essere mossi in maniera indipendente l’uno dall’altro, mentre la zavorra da quasi 14.000 kg assicura la massima stabilità. L’abbinamento tra la zavorra di cui sopra e il sistema VarioBase consente alla nuova LTR 1100-2.1 una capacità di sollevamento maggiore del 15% rispetto a un modello classe 90 tm con zavorra da 12.000 kg. La seconda autogrù che Liebherr presenterà a Las Vegas è invece la LRT 1090-2.1 che dispone di un braccio telescopico da 47 m. Il sistema di estensione telescopica degli elementi su questo modello è costituito da un cilindro idraulico a due stadi con un meccanismo di estensione a corda. Ovviamente le novità di ConExpo riguarderanno anche le gru a torre, tra cui la Liebherr 81 K.1, upgrade del precedente modello 81 K, che nella nuova versione offre il 20% in

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REACHING OUT | La Serie X X20J Plus

più di capacità di sollevamento grazie all’innovativa funzione Load-Plus che consentirà incrementi momentanei per affrontare singole esigenze limitate nel tempo. In questo modo la 81 K.1 sopperirà anche a quei singoli sollevamenti che altrimenti necessiterebbero di una gru più grande. Chiudiamo questo articolo sulla realtà di Liebherr allontanandoci momentaneamente dalle coste statunitensi per approdare in Germania, dove una LMT 1200-5.1 e una HS 853 HD hanno effettuato le operazioni di smontaggio e rimontaggio dell’albero principale alto 34 m della Alexander von Humboldt, veliero storico che stazza più di 800 t, famoso per i suoi 1.035 metri quadrati di vele e per il fatto di essere stato il simbolo della birra Beck’s. La nave, dopo aver percorso

oltre 300.000 miglia nautiche, è stata messa a riposo e destinata a ospitare un hotel e un ristorante sulle rive del fiume Weser che lambisce Brema. Per raggiungere la città il veliero aveva la necessità di essere “abbassato” per poter veleggiare sotto diversi ponti fluviali lungo il percorso verso Brema. Lo smontaggio dell’albero maestro è stato effettuato da Toscani und Söhne Automobile GmbH, azienda specializzata in sollevamenti e trasporti eccezionali, che ha impiegato i due mezzi Liebherr. Nello smontaggio la LMT 12005.1 era posizionata lungo la banchina dove era attraccato il veliero mentre la HS 853 HD stazionava su una barge a fianco dello stesso. Una volta a Brema, la sola HS 853 HD, che ha seguito la nave lungo il percorso, ha rimesso in posizione l’albero.

ECCELLENTE COME APPLICAZIONE MULTIUSO

IDEALE PER MOVIMENTAZIONI DI PICCOLO CARICO

+ Esperienze virtuali La divisione Tower Cranes di Liebherr offrirà ai visitatori del ConExpo di Las Vegas la possibilità di vivere un’esperienza unica, ossia di manovrare in maniera virtuale, grazie a degli occhiali in grado di simulare la realtà, diverse gru a torre fra cui, per esempio la 710 HC-L attualmente al lavoro presso il cantiere del MoMa di New York. In pochi secondi non si sarà più allo stand Liebherr ma a 300 m di altezza, nel cielo di New York.

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CON LA SERIE X DI JLG SARETE PADRONI DI MUOVERVI SUI TERRENI ACCIDENTATI E NEI LUOGHI DI DIFFICILE ACCESSO.

Tutti i modelli, grazie alle ruote cingolate e lo chassis stretto, vi consentono di passare facilmente attraverso cancelli, porte, cortili e ingressi di pubblici edifici. La scarsa pressione esercitata al suolo, vi garantisce di operare sulle superfici più delicate ad altezze di lavoro comprese tra 14 e 23 metri. Che scegliate la versione standard elettrica o quella a carburante, la serie X vi dà una marcia in più quando serve.

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Gru e Autogrù ORMIG

A libera circolazione LA GRU SU CAMION 804 AC DI ORMIG VANTA UNA PORTATA DI 80/100 T SU UN VEICOLO DA 32 T DI MTT, RESTANDO QUINDI UN VEICOLO NON SOGGETTO A PERMESSI DI TRANSITO

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Sui precedenti numeri di Sollevare abbiamo già avuto modo di presentare le gru semoventi progettate e commercializzate da Ormig, che vanta una gamma complessa e articolata sia in termini di capacità di sollevamento che di alimentazione (quest’ultima infatti può essere sia diesel che elettrica). In questo nuovo numero di Sollevare vogliamo porre l’attenzione su un’altra categoria di prodotti Ormig, ossia le gru su camion. Si tratta di due modelli, la 104 AC e la 804 AC, che Ormig allestisce su autotelai 8x4 e che si presentano decisamente prestazionali. La 104 AC vanta, infatti, una capacità di sollevamento di 100 t pur avendo un peso totale di 32 t e si compone di un braccio telescopico a 8 sezioni completamente idraulico con altezza da terra di 46 m (che arriva a 58 m con il jib), mantenendo dimensioni di ingombro in

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fase di trasporto di 2,5 m di larghezza per 3,4 m di altezza, ossia decisamente ridotte se si considera la categoria del veicolo di cui stiamo parlando (per la cronaca un’autovettura tipo Volkswagen Golf è lunga 4,26 m per una larghezza di 1,8 m e un’altezza di 1,45 m!). Questo gioiello è un completamento di gamma derivato dalla 804 AC che adotta molte delle sue qualità tra cui il fatto di essere allestita sullo stesso autotelaio, mantenendo quindi i medesimi ingombri e MTT del veicolo a 32 t effettive. Il braccio della 804 AC è composto da 6 sezioni con sfilo e movimenti completamente idraulici che offre un’altezza da terra di 36 m che diventano 48 con il jib. Le principali caratteristiche sono, anche in questo caso, la facilità nell’esecuzione delle manovre operative soprattutto in spazi interni o cantieri angusti.

Cosa ancora più interessante è il fatto di abbinare una MTT di 32 t a una portata massima di 80/100 t, a dimensioni di ingombro ridotte e al fatto di essere comunque un veicolo “a libera circolazione”. L’unità rappresentata dalle immagini in questo articolo è stata acquistata dalla MB Menabue di Modena, convinta nell’acquisto innanzitutto proprio dalla possibilità di circolare senza permessi speciali (cosa particolarmente apprezzabile in Italia, visti anche i recenti sviluppi in materia di permessi di transito e circolazione) e dalla velocità di posizionamento e operativa di questa gru, caratteristiche che la rendono uno strumento particolarmente utile per gli operatori del settore del sollevamento.

+

I plus della 804 AC

• • • •

Autotelaio: 8x4x4; Portata massima: 80/100 t; Peso: 32 t; Braccio telescopico a 6 sezioni completamente idraulico con altezza da terra di 36 m (con jib 48 m); • Facilità operativa in interni e spazi angusti; • Ridotte dimensioni di ingombro: 2,5 m larghezza – 3,4 m altezza.

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Gru e Autogrù

PALFINGER

SLD 3 / PK 8.501 SLD 3 / PK 9.501 SLD 5 / PK 11.001 SLD 1 / PK 12.001 SLD 3 / PK 11.001 SLD 3 / PK 12.501 SLD 5) la serie Solid ora comprende macchine da 5 a 12 t/m, con maggiori capacità di sollevamento rispetto ai modelli precedenti pur a parità di peso. Tutti i nuovi modelli si caratterizzano per l’adozione della biella tra il braccio principale e quello articolato, che ha permesso di incrementare la potenza e ampliare gli ambiti applicativi. Attenta alle esigenze del mercato, Palfinger ha posto un occhio di riguardo anche alla velocità: la funzione High Speed Extension, fornita di serie su tutte le gru, ha incrementato la rapidità di estensione fino al 30%. Da segnalare anche il sistema di verniciatura catodica a immersione, denominato KTL, che garantisce una protezione di lunga durata delle superfici. Ricordiamo inoltre come tutti i modelli della gamma possano essere equipaggiati con il nuovo sistema di monitoraggio della stabilità HPSC-E.

Semplice, forte, robusta SI COMPLETA LA SERIE SOLID BY PALFINGER CON OTTO NUOVI MODELLI

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Il nostro titolo sintetizza le qualità della gamma Solid by Palfinger, una famiglia di gru pensata per il trasporto merci in caso di lavori stradali o servizi municipali. Macchine affidabili e solide, di nome e di fatto. La serie, che si è recentemente arricchita di otto nuovi modelli, punta tutto sulla qualità di un prodotto decisamente affermato e consolidato, con un adeguato rapporto qualità-prezzo e che, con gli accessori, offre una vera macchina multifunzione. Con l’introduzione degli otto nuovi modelli (PK 8.501 SLD 1 / PK 9.001

+ Il nuovo DPS-C Offrire in ogni posizione, anche in caso di completa estensione dei bracci telescopici e del fly-jib, le più elevate prestazioni. Questo, in sintesi, il compito assegnato al DPS-C, acronimo di Dual Power System Continuos che, grazie al costante monitoraggio dei bracci telescopici, conosce esattamente la posizione del carico e può adattare la pressione in modo individuale. E il tutto si traduce in maggiori perfomance. Al momento il nuovo sistema è disponibile per i modelli PK 165.002 TEC 7 e PK 200002 L SH.

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Ple ALMAC

Ancora più in alto ALMAC PRESENTA UNA NUOVA PIATTAFORMA SEMOVENTE CINGOLATA CON ALTEZZA DI LAVORO A 10 M. SEMPRE, OVVIAMENTE, CON IL SISTEMA DI BILIVELLAMENTO DEL SOTTOCARRO

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Almac prosegue sul percorso di ampliamento della propria gamma di piattaforme semoventi e, dopo la BIBI 870-BL EVO che dall’esordio al Bauma ha riscontrato notevole apprezzamento da parte dei clienti, è il momento della nuo-

va BIBI 1090-BL, una piattaforma cingolata bi-livellata da 10 m che verrà presentata in anteprima mondiale al ConExpo di Las Vegas. Con il lancio di

questa nuova macchina Almac conferma di avere le idee ben chiare sulla strada da percorrere per continuare ad offrire al mondo del noleggio internazionale, così come alla clientela specializzata, prodotti sempre più versatili per le differenti necessità di utilizzo quotidiano con un occhio costante alla profittabilità che queste macchine devono garantire. La nuova piattaforma vede, come anticipato, l’altezza operativa massima salire a 10 m e adotta il medesimo sottocarro cingolato bi-livellante che già equipaggia la BIBI 870-BL EVO (rimandiamo al box per i dettagli tecnici in merito) e sarà disponibile in 3 differenti configurazioni: Light, Evo e Bi-Energy. La versione EVO è mossa da un’unità bicilindrica Kubota diesel Z602 da 17 CV che può essere abbinata, come opzione, a una motorizzazione elettrica a 220 V. Su questa versio-

M C P

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ne è presente il sistema di livellamento dinamico a macchina chiusa e, soprattutto, il sistema Pro-Attivo che permette il livellamento diretto in quota fino a 7 m di lavoro, operazione che consente un risparmio di oltre il 50%-60% del tempo di posizionamento standard. Le dimensioni restano estremamente contenute, con una larghezza minima di passaggio che si attesta a 1,45 m e navicella ripiegabile che però, estesa, raggiunge i 2,9 m ed è in grado di portare fino a 300 kg. Il tutto su una macchina dal peso complessivo di 2.800 kg. La versione Bi-Energy offre le stesse performance di stabilità e altezza di lavoro massima della versione EVO, ma a livello di propulsione può montare un motore a benzina (Honda) o diesel (Hatz) in abbinata a un pacco batterie al litio da 100 Ah e 48 V, cosa che le consente di operare in ambienti chiusi. L’ultima delle tre versioni è la Light, così chiamata per richiamare la versatilità di

+ Il 2016 di Almac È stato un anno di grande soddisfazione per Almac che, grazie alla partecipazione ad eventi fieristici internazionali e all’allargamento della propria presenza commerciale in oltre 20 paesi del mondo, ha visto la propria produzione raddoppiare, arrivando a più di 200 unità. Forte impulso a questa crescita, come dicevamo, è stato dato dall’introduzione del modello BIBI 870-BL EVO, le cui caratteristiche hanno permesso di portare la produzione di Almac all’attenzione della clientela specializzata, dalle costruzioni alla manutenzione ma anche, soprattutto, nelle attività di noleggio. La piattaforma BIBI 870-BL EVO è mossa da un motore Kubota bicilindrico Z462 da 13,5 CV che, abbinato al sottocarro cingolato bi-livellante, fornisce la potenza necessaria a superare pendenze e terreni accidentati fino a 20° in longitudinale e 15° nel laterale; il sottocarro, grazie al livellamento dinamico automatico, garantisce sempre la massima stabilità. La parte aerea della macchina, poi, è composta da una navicella estensibile a 2.30 m con portata di 250 kg e può raggiungere un’altezza massima di lavoro di 7,9 m. Il tutto in dimensioni ultra-compatte: solo 1,5 m di larghezza per 1,94 m di lunghezza e un’altezza, in fase di riposo, di 2,28 m. questo modello che risulta particolarmente congeniale alle aziende di noleggio. La macchina anche questo caso offre una motorizzazione benzina (Honda) o diesel (Hatz) che può essere abbinata, in opzione, a una motorizzazione elettrica

LAMPEGGIANTI A LED

da 220 V. Confermate l’altezza massima di lavoro a 10 m, le dimensioni di 1,45 m per la larghezza minima di passaggio, e le dimensioni della navicella, ripiegabile ed estensibile fino a 2,9 m. La portata massima, invece, si attesta a 300 kg.

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Ple CMC

Tripletta d’autore TRE PIATTAFORME PER RISPONDERE A OGNI ESIGENZA. TUTTE CON VERSATILITÀ E FACILITÀ D’USO NEL PROPRIO DNA

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Si prospetta un anno con i fuochi d’artificio per CMC che per il 2017 scommette su tre modelli di piattaforme che offrono prestazioni e versatilità da prime della classe. A partire dalla S32 che si migliora ulteriormente grazie all’adozione di un innovativo sistema di autocaricamento su autocarro a macchina stabilizzata. Grazie all’innovativa aggiunta di parti estraibili realizzate in acciaio altoresi-

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stenziale Domex 700 della lunghezza di 42,5 cm per ogni stabilizzatore, oggi la piattaforma S32 è in grado di sollevarsi dal suolo di 1.30 m, consentendo un’agevole operazione di caricamento su autocarro. Il sistema di bloccaggio delle parti estraibili consiste di due perni, trattati con nichelatura chimica per l’indurimento e l’anticorrosione, e di un sistema di sicurezza costituito da fune

di acciaio con meccanismo meccanico interno al singolo stabilizzatore. Un sistema di sensori magnetici di sicurezza, codificati e con grado di protezione IP67 e IP69K, non consente inoltre il sollevamento del braccio mentre gli stabilizzatori sono in modalità caricamento. Ricordiamo poi le caratteristiche di questa piattaforma. Si tratta di un modello semovente cingolato con braccio tele-

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scopico articolato più jib, configurazione che consente di raggiungere non solo più facilmente l’area di lavoro ma anche un’altezza operativa di 32 m (3.20 m in negativo) e uno sbraccio massimo di 16 m. Il tutto con un corpo dalle dimensioni estremamente compatte: 2 m di altezza, 1.54 m di larghezza e 7.50 m di lunghezza. La cesta è biposto con una portata massima di 220 kg, mentre la motorizzazione è affidata a un’unità Kubota Diesel. Ma la S32 è disponibile anche con motore elettrico 110/230 V e in versione ibrida, alimentata dalle nuo-

ve ecobatterie al litio. Una piattaforma estremamente versatile, quindi, adatta a lavori all’esterno così come all’interno di edifici grazie a un’ulteriore caratteristica che prevede di poter utilizzare la piattaforma sollevando il primo braccio di soli 15° e raggiungendo così un’altezza massima di ingombro di 3.5 m per la messa in opera. Senza dimenticare la facilità d’uso: la S32 diventa operativa in soli 4 passaggi, dall’accensione al lavoro in altezza. Proseguendo in “casa”CMC troviamo la S25, una piattaforma aerea cingolata che detiene il record di versa-

+ L’autocarrata secondo CMC

Passando ai modelli autocarrati di CMC troviamo la PLA 168, una piattaforma aerea dalle incredibili prestazioni, equipaggiata con braccio fisso e due sfili per raggiungere comodamente altezze fino a 16 m con uno sbraccio

di 9 m. Compattezza, facilità di uso e velocità sono le caratteristiche che la contraddistinguono: per esempio la stabilizzazione in sagoma è uno dei principali punti di forza di questa macchina che può inoltre essere stabilizzata direttamente dai comandi in cesta, senza la necessità di manovrare tramite le leve presenti sull’autocarro. Grazie a tale funzione, la PLA 168 risulta perfettamente a suo agio anche in vicoli urbani larghi meno di 2 m, rendendosi perfetta per lavori di manutenzione e installazione di luminarie e ripristino delle facciate di abitazioni. A richiesta è disponibile anche l’innovativo impianto Danfoss che permette di abbattere i tempi di lavoro grazie ai joystick presenti in cesta tramite i quali è possibile effettuare più manovre contemporaneamente.

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tilità tra le cingolate della sua gamma presenti sul mercato. Si tratta infatti di una piattaforma con doppio braccio telescopico articolato più jib che le consente di raggiungere punti altrimenti non raggiungibili, fino a 25 m di altezza e 6.25 m in negativo. La conformazione ne facilita l’uso: con altezza inferiore a 2 m e larghezza inferiore a 90 cm risulta facilmente utilizzabile all’interno di edifici. Piattaforma aerea estremamente pratica e flessibile grazie alla possibilità di scavalco di ostacoli fino a 10 m di altezza e allo sbraccio di 14 m, l’S25 vanta una ridotta area di stabilizzazione, con una larghezza trasversale minima di soli 2.70 m, e la possibilità di poter scegliere tra differenti tipologie di motorizzazione: Kubota diesel, con motore elettrico 110/230 V e in versione ibrida alimentata da ecobatterie al litio. Tra le caratteristiche dell’S25 anche la funzione di serie di auto-caricamento su autocarro, sistema simile a quello visto poc’anzi sulla S32. Di serie inoltre l’innovativo sistema S.C.S. (Self Control System) grazie al quale il lavoro in altezza raggiunge livelli di semplicità e velocità estremi.

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Ple

GENIE

Un’elettrica tra le bottiglie UNA GENIE Z33/18 AL SERVIZIO DELLE GREENCROFT BOTTLING E LANCHESTER WINES

P

Pochi mesi or sono Greencroft Bottling ha dovuto affrontare dei lavori di manutenzione e ristrutturazione, sia al chiuso che all’aperto, dei suoi impianti e di quelli di Lanchester Wines, azienda consorella. Entrambe le realtà operano nel settore dell’imbottigliamento vini e controllano numerosi stabilimenti e magazzini di grandi dimensioni. Per un certo periodo di tempo Greencroft Bottling e Lanchester Wines hanno affidato le proprie opere di manutenzione a macchine a noleggio,

il che significa che la minima anomalia può causare un’interruzione della produzione. “In tal caso possono essere necessarie fino a 24 ore prima di riavviare la produzione e quindi qualsiasi riparazione deve essere eseguita immediatamente”, osserva Lewin. In questo tipo di aziende la rapidità, l’assenza di emissioni, un basso livello di rumorosità e lunghi tempi operativi delle macchine impiegate negli interventi di manutenzione sono aspetti vitali. Nello stesso periodo Lanchester Wines aveva bisogno di una macchina semplice, ma sufficientemente potente, da impiegare nei lavori di ristrutturazione all’aperto e al chiuso di una struttura acquistata di recente. “Siamo rimasti positivamente colpiti dai consigli di Workplatform”, confida Lewin. “La loro valutazione dei nostri stabilimenti e dei nostri requisiti è stata molto accurata.” Il braccio Genie Z-33/18 è una macchina elettrica semplice e robusta, azionata da un sistema di trazione AC che permette di portare a termine un’intera giornata di lavoro, in ambienti interni o esterni, con un’unica carica della batteria, e offre una straordinaria versatilità.

con risultati però poco soddisfacenti. Per questo hanno deciso di cambiare strada e di cercare non un fornitore ma un partner. Si sono rivolti al distributore autorizzato di piattaforme aeree Genie Workplatform Ltd. per una consulenza specializzata: è stato l’inizio di un solido rapporto, coronato dall’acquisto di un braccio articolato elettrico Genie Z-33/18. Stoccando beni di consumo in depositi franchi le strutture di Greencroft Bottling e Lanchester Wines sono sottoposte a verifiche casuali,

+ In aeroporto Presso il cantiere del nuovo Istanbul Grand Airport lavorano otto piattaforme articolate semoventi Genie ZX-135/70 che il dealer turco Borusan Makina Ve Güç Sistemleri ha fornito all’azienda costruttrice Aksal Çelik. Le piattaforme sono impegnate nei lavori di realizzazione del tetto e delle infrastrutture alte dell’aeroporto. Le piattaforme sono equipaggiate con generatori in grado di alimentare operazioni di saldatura.

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Carrelli Elevatori BAOLI

Quota Duecento

BAOLI CRESCE IN ITALIA E TAGLIA IL TRAGUARDO DEI 200 CARRELLI CONSEGNATI particolare, grazie al prezzo estremamente competitivo, rappresentano una soluzione preferibile ai carrelli usati. Proprio questo è stato uno dei principali motivi che hanno spinto Materiali Edili Comel a scegliere un carrello Baoli rispetto ad un usato, in questo modo potranno fare affidamento su un carrello nuovo con una batteria nuova, discriminante fondamentale nell’economia dell’intera macchina”.

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12 mesi fa siamo stati tra i primi a salutare l’arrivo in Italia di Baoli. Oggi è arrivato il momento di tracciare un primo bilancio. I risultati ottenuti in questi primi mesi sono decisamente soddisfacenti: pochi giorni fa è stato infatti consegnato il carrello numero 200, un KBE elettrico da 2,5 t fornito da Big Orms e acquistato da Materiali Edili Comel, azienda livornese attiva nel settore edile. Un successo rafforzato dal numero degli ordini, che hanno già raggiunto le 350 unità. Il tutto è frutto del lavoro compiuto dalla nuova rete commerciale composta da dealer selezionati dalla divisione Baoli di OM Carrelli Elevatori, che garantisce conoscenza del territorio,

ricambi in pronta consegna e assistenza pre e post vendita di alto livello. Per il marchio gli obiettivi raggiunti finora rappresentano inoltre una conferma della validità del progetto. Grazie alla riorganizzazione della produzione voluta dal Gruppo Kion, Baoli ha saputo adeguare i propri prodotti ai più moderni standard disponibili sul mercato, mantenendo un prezzo estremamente competitivo. “Fa certamente piacere aver venduto il carrello numero 200”, ha commentato il rag. Zannotti, Responsabile Vendite di Big Orms Srl, “ma la cosa per noi più importante è constatare che i carrelli Baoli incontrano il favore dei nostri clienti. In

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Oltre le aspettative

“Abbiamo creduto sin dall’inizio nelle potenzialità del marchio Baoli, ma il successo sino ad ora riscosso presso gli addetti ai lavori ed i clienti è addirittura superiore alle nostre aspettative. I risultati ottenuti sono il frutto di un grande lavoro volto a produrre dei carrelli essenziali ma ben fatti, c apaci di soddisfare molteplici esigenze e di garantire affidabilità in ogni circostanza. La consegna del carrello numero 200 rappresenta per noi un primo traguardo, che ci sprona ad impegnarci al massimo per raggiungere nuovi e più ambiziosi obiettivi”. Massimo Marchetti, Responsabile vendite di Baoli.

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Ple HAULOTTE

Mix di precisione e robustezza LA NUOVA VERSATILE GAMMA HT28 SI ADATTA FACILMENTE A OGNI TIPOLOGIA DI INTERVENTO

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La nuova gamma HT28 di Haulotte nasce da oltre 30 anni di esperienza e di impegno del Costruttore nella creazione di soluzioni semplici, robuste e affidabili, che hanno reso la gamma particolarmente versatile e in grado di adattarsi facilmente a ogni tipologia di intervento, dalle opere edili, alle rifiniture, dai lavori di manutenzione e di ispezione alla ri-

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strutturazione di edifici, dalle demolizioni alle costruzioni navali, fino a giungere ad applicazioni di nicchia quali possono essere quelle nell’industria estrattiva e nella manutenzione del verde. Sicurezza, produttività, efficienza, comfort, facilità di manutenzione: la HT28 è un compendio di tutto questo. Vediamo nel dettaglio come si declinano tecnicamente questi

aspetti. La produttività incrementata rispetto alle precedenti generazioni di piattaforme è garantita sostanzialmente dal maggiore sbraccio laterale e dalla possibilità di eseguire movimenti simultanei. Il braccio telescopico è in grado di estendersi rapidamente a tutta altezza, con un notevole risparmio di tempo per raggiungere la zona di lavoro, e i 24 m di

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sbraccio permettono di arrivare alle aree di lavoro più inaccessibili. La doppia capacità di carico a 230 kg oppure 350 kg, disponibile come opzione, offre un ulteriore aumento della produttività, mentre assale oscillante, bloccaggio idraulico del differenziale per distribuire in modo più efficace la potenza alle ruote, elevata altezza da terra per superare ogni ostacolo e pendenza superabile fino al 45% permettono alla HT28 di non fermarsi davanti ad alcun ostacolo o terreno. Tra gli optional legati alla produttività del mezzo vanno inoltre segnalati i numerosi kit sviluppati da Haulotte per soddisfare ogni esigenza, fra cui per esempio il kit per vetrai, il kit per impiantisti idraulici, ma anche pneumatici anti-impronta, prese di forza, kit per ambienti ostili, presa per aria compressa sulla piattaforma, e molto altro. Prestazioni che devono però fare sempre rima con sicurezza. A tale proposito la HT28 è equipaggiata con il nuovo sistema l’ACTIV’Lighting System-Safe Load, inaugurato per la prima volta proprio sulla linea HT28 e pensato per semplificare le operazioni di carico e scarico da camion: si tratta di un innovativo sistema di illuminazione ad altissime prestazioni, composto da diversi punti luce collocati intorno alla macchina, in grado di illuminare i comandi e l’intera area intorno al braccio. Da non

dimenticare, inoltre, il sistema di sicurezza secondario di nuova generazione Haulotte Activ’Shield Bar 2.0, integrato nel quadro comandi superiore, che offre una protezione aggiuntiva, tutelando gli utilizzatori da qualsiasi rischio di schiacciamento. Il comfort è garantito dalla presenza di comandi ergonomici riuniti in un quadro comandi in cesta progettato per offrire il completo controllo dei movimenti di sollevamento con accuratezza e precisione; a questo si affianca, sempre in termini di comfort, il pratico vassoio porta attrezzi standard per trasportare e avere sempre sotto mano gli attrezzi necessari. Come tutte le nuove macchine sviluppate da Haulotte Group, la gamma HT28 implementa i più recenti standard costruttivi (quali il trattamento anticorrosione e i cofani rinforzati), in modo da garantire una maggiore robustezza e durata, preservando il valore residuo della macchina. Anche il quadro comandi è protetto da una copertura ad alta resistenza, mentre il sistema di controllo del carico, anch’esso protetto, non entra mai in contatto con il suolo. Grazie alla collocazione all’interno del telaio i bracci dello sterzo sono protetti contro ogni impatto. Se queste accortezze tecniche già riducono la necessità di manutenzione, soprattutto di tipo straordinario, Haulotte ha fatto

molto anche a livello di manutenzione ordinaria che sulle piattaforme HT28 diventa ancora più facile grazie al sistema di diagnostica di bordo ACTIV’Screen, uno strumento completo che fornisce accesso a dettagli e procedura completa di risoluzione dei guasti, impostazioni della macchina, avvisi di manutenzione e intervalli di manutenzione nonché una personalizzazione delle impostazioni generali quali lingua dell’interfaccia e unità di misura. L’ACTIV’Screen è un vero e proprio assistente in grado di supportare gli utilizzatori nello svolgimento delle operazioni di manutenzione quotidiana. La gamma HT28 è inoltre predisposta per l’equipaggiamento con sistemi telematici per applicazioni di gestione flotte. Sulle macchine vi è infatti un connettore telematico universale come standard. Adattabile a ogni tipologia di sistema telematico, il connettore consente di collegare rapidamente ogni dispositivo alle macchine Haulotte, offrendo la possibilità di gestire le macchine senza necessità di utilizzare una soluzione telematica specifica.

+ Gestione al top La gestione della piattaforma è sempre un punto critico che può influenzarne la produttività. Per questo Haulotte sulla gamma HT28 ha messo a punto il sistema Stop Emission che arresta il motore quando rimane attivo senza necessità (per esempio quando gli operatori stanno lavorando in quota senza effettuare movimenti della macchina). Il sistema provvede anche al riavvio automatico quando necessario. Questa soluzione riduce l’uso di motore e componenti fino al 20%, prolungandone così la vita e mantenendo un elevato valore residuo della macchina, diminuendo parallelamente i consumi di carburante e i costi operativi. Altra ottimizzazione legata alla gestione della piattaforma è la cesta modulare, il cui telaio (così come i cofani) è costituito da componenti facilmente smontabili. In caso di sostituzioni dovute a usura è sufficiente smontare il solo componente danneggiato; una soluzione rapida, semplice ed economica.

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Ple HINOWA

Scelte che ripagano

LE SOLUZIONI TECNOLOGICHE HINOWA SI TRADUCONO IN PRESTAZIONI E IN IMPORTANTI RITORNI DI INVESTIMENTO

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Le piattaforme sono il regno del noleggio. Per essere remunerativo, il noleggio deve essere svolto secondo precisi canoni: a un servizio inappuntabile deve associare macchine versatili (i noleggiatori hanno a che fare con molteplici e diversificate esigenze) e di elevato livello prestazionale, abbinate alla massima semplicità di utilizzo e di manutenzione. Sono questi i parametri sui quali si muovono i progettisti Hinowa e che hanno guidato due delle più interessanti macchine uscite dagli stabilimenti di Nogara, cioè la LightLift 15.70 e la LightLift 13.70. Quest’ultima, new entry nel panorama Hinowa, raggiunge un’altezza di lavoro di 13,30 m, uno sbraccio massimo di 7,08 m, per una portata di 230 kg senza restrizioni e un’area di stabilizzazione di 2,8x2,8 m. Con dimensioni estremamente compatte (328 cm senza cestello), si caratterizza per il nuovo cestello ad angolo finalizzato a ottenere il miglior approccio a parete. Inoltre è disponibile con carro

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fisso a mono-velocità, oppure con carro variabile a doppia velocità di traslazione (1,4 a 2,6 km/h). La versione a benzina prevede l’utilizzo di un’unità monocilindrica Honda iGX390 da 389 cc e 11,7 HP (8,7 kW) di potenza massima. Il diesel è invece un Hatz 1B40-HD Autorev, sempre monocilindrico, da 462 cc in grado di erogare 10 HP (7,5 kW) di potenza massima. Due le possibilità anche per il motore elettrico: lo standard da 230V-50 Hz, o quello opzionale da 110V. Per entrambe le soluzioni la potenza si assesta sui 2,2 kW. Completano la dotazione tecnica le due pompe idrauliche a ingranaggi, la cingolatura con tendicingolo a grasso e la carreggiata del passo variabile da 748 a 1.100 mm. La pendenza massima superabile è del 28,7%. Ovviamente, come

+ Il sistema RAHM Controllo e diagnostica delle macchine sono affidati a un sistema RAHM, che offre notevoli vantaggi da due punti di vista. In termini di sicurezza, permette in ogni momento di localizzare la macchina grazie a un dispositivo GPS installato a bordo; in ottica di manutenzione, invece, consente al service Hinowa di eseguire, da remoto, le operazioni diagnostiche e di aggiornamento software della piattaforma. binata a silenziosità, impatto ambientale e autonomia. Non dimentichiamoci però della nota LightLift 15.70 che permette di ottenere un’elevazione filo muro costante di 10 m e di raggiungere una quota massima di lavoro di 15,40 m. Il jib di classe Performance offre una portata di 230 kg disponibile in maniera uniforme lungo tutto l’arco di lavoro della macchina, senza variazioni di peso massimo dipendenti

dalla posizione del cestello, dalla quota di lavoro e dall’estensione dei bracci (lo sbraccio orizzontale è costante a 6,6 m). L’area di stabilizzazione si attesta a 2,8x2,8 m e anche l’ingombro in ordine di marcia è decisamente ridotto: l’altezza inferiore ai 2 m permette l’attraversamento di normali porte industriali e civili. Grazie alle dimensioni compatte e alla disponibilità di accessori specifici tra i quali spiccano i cingoli bianchi, LightLift 15.70 è adatta anche allo svolgimento di operazioni in ambienti interni come chiese, musei ed aree espositive e commerciali con alti solai. La gestione e il controllo operativo della macchina sono semplici e immediati, grazie al collaudato sistema IIIS di Hinowa: il pannello comandi prevede un pulsante per la stabilizzazione, uno per la destabilizzazione e un joystick per la movimentazione aerea. Un display di facile lettura offre tutte le informazioni all’operatore.

accade per l’intera nuova generazione di piattaforme Hinowa, anche la LightLift 13.70 è disponibile nella versione Lithium con pacco di batterie al litio da 3,6 kW e caricabatterie a bordo. Con sistema di ricarica rapida (80% in due ore) in modalità plug-in, questa unità sostituisce sia il motore termico sia quello elettrico, e consente di lavorare anche in assenza di collegamento alla rete elettrica. Il tutto per la massima versatilità operativa ab-

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Ple JLG

Un vero “must”. Anzi due!

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Due famiglie di piattaforme previste nella versione articolata e telescopica. Diagrammi di lavoro, capacità di accesso, velocità di sollevamento e manovrabilità su qualsiasi tipologia di superficie, che ne hanno decretato il successo nei

cantieri di tutto il mondo. Stiamo parlando delle piattaforme aeree JLG con motore diesel della Serie 600 e 800, che abbiamo definito come un vero e proprio “must”, cioè macchine che si “devono avere”.

LE PIATTAFORME DELLA SERIE 600 E DELLA SERIE 800 RAPPRESENTANO L’ECCELLENZA JLG IN VERSIONE TELESCOPICA E ARTICOLATA

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Partiamo dalla Serie 600 che comprende le articolate 600A e 600AJ e le telescopiche: 600S, 660SJ, 600SC e 660SJC. Con un’altezza al piano di calpestio rispettivamente di 18,42 e 18,46 m, le articolate 600A e 600AJ assicurano un’altezza di scavalcamento di 8,1 m, uno sbraccio massimo orizzontale di 12,12 m e garantiscono un eccellente diagramma di lavoro. Da evidenziare anche la versione “stretta” con telaio da 2,13 m di larghezza; l’asse oscillante di serie e le 4 ruote motrici sterzanti con commutatore opzionale a tre posizioni. Tutte si caratterizzano per una capacità di spostamento non comune anche nelle aree più difficili. La stessa agilità si ritrova anche nelle telescopiche, piattaforme per le quali fango, sabbia e terreni accidentati con pendenze fino al 45% non rappresentano un problema. Ancor meno se si opta per la versione cingolata. La 600S e la 600SC raggiungono i 18,36 m, la 660SJ arriva a 20,31 m, mentre la versione 660SJC si eleva di un centimetro in più: 20,32 m. Sono quattro i modelli che compongono la Serie 800: le articolate 800A e 800AJ con altezza del piano calpestio di 24,38 e 24,46 m e altezza di scavalcamento di 9,78 m - e le telescopiche 800S e 860SJ, con altezza del piano di calpestio rispettivamente di 24,38 e 26,21 m. Tutte si caratterizzano per l’estrema velocità con la quale arrivano alla massima quota. Meno di 50 secondi grazie all’esclusivo braccio QuickStik, per quanto concerne la versione articolata; siamo invece sotto

i 67 secondi per le telescopiche che, per una migliore capacità di accesso, possono essere dotate di un jib articolato di 1,83 m. Da segnalare anche il peso contenuto, il telaio stretto e la trazione con l’asse oscillante, che assicurano il rapido posizionamento del mezzo anche a fronte di pendenze del 45%. Le due Serie ricavano un contributo fon-

+ Workstation in the Sky Mai come in questo caso, gli accessori sono in grado di trasformare le piattaforme in uno strumento di lavoro integrato e polifunzionale. Stiamo alludendo agli optional Workstation in the Sky. Il pacchetto Skypower comprende un generatore con potenza di uscita continua di 7.500 W, un cavo d’alimentazione e una tubatura di aria/acqua installata nel condotto d’alimentazione; il pacchetto Nite Bright prevede lampade da 40 W per illuminare l’area di lavoro ed è quindi ideale per lavori notturni e per qualsiasi attività in condizioni di scarsa illuminazione; il pacchetto Skywelder, oltre a un saldatore Miller CST 280 da 280 A, elimina i cavi pendenti dalla piattaforma; mentre il pacchetto “ambienti ostili” è perfetto per la protezione da elementi dannosi come polvere, sabbia e detriti.

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damentale dal sistema di comando ADE (Advanced Design Electronics) che offre un funzionamento più regolare della macchina, un minore consumo di carburante ed emissioni ridotte. Il sistema ADE ottimizza la produttività, riduce i costi operativi e migliora l’affidabilità della piattaforma, riducendo in modo significativo il numero di cavi e di connessioni. E non è finita. Grazie ad ADE si va a migliorare anche la manutenzione: le capacità di auto-diagnostica riducono infatti i tempi di risoluzione e di identificazione dei problemi.

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Ple CO.ME.T. OFFICINE

Per lavori speciali ALLE SOLAR, PROPOSTE IN VARIE VERSIONI IPERSPECIALIZZATE, CO.ME.T. OFFICINE AFFIANCA LA NUOVA LINEA XIRAFFE

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La portata (fino a 400 kg) e un cestello di dimensioni particolarmente grandi (3,5 m di lunghezza per 1,9 m di larghezza) fanno delle Solar il mezzo ideale per i lavori speciali. Disponibili in due versioni: con altezza di lavoro fino a 11 m, montata su camion da 3,5 t e con altezza di lavoro fino a 15 m, montata su autocarro da minimo 5 t, le Solar prevedono comandi completamente idraulici per la massima precisione di lavoro, la presa elettrica da 230 V in navicella e il sistema di accensione e spegnimento del motore sempre dalla navicella. Entrambe le versioni possono essere accessoriate con optional dedicati per lavori in galleria, montaggio e manutenzione pannelli solari, o lavori di lattoneria. Nello specifico la versione Galleria comprende: pompa acqua ad alta pressione, bulk per trasporto acqua, arrotolatore

+

Dati Tecnici Solar

Modello PTT Truck Altezza di lavoro Sbraccio laterale Sbraccio posteriore Portata in navicella Braccio telescopico Rototraslazione navicella

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Solar 11 m 3,5 t 11 m 3,5 m 4m 400 kg 1 estensione ±90° ±1 m

Solar 15 m 5t 15 m 3,5 m 4m 400 kg 2 estensioni ±90° ±1 m

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tubo idraulico in cesta con lancia ad alta pressione, fari di lavoro direzionabili su cesta per illuminare la volta della galleria, compressore con derivazione in cesta, derivazione idraulica in cesta per utensili idraulici e generatore 220 V con derivazione in cesta. L’opzione Pannelli Solari, oltre a quanto previsto per la versione Galleria fatta eccezione per i fari di lavoro, comprende: miscelatore per lavaggio pannelli con detergenti, set di spazzole per lavaggio pannelli e verricello elettrico per carico/scarico pannelli. La versione Lattoniere vede l’implementazione della macchina con

+

Dati Tecnici Xiraffe

Modello Altezza di lavoro Portata Sbraccio laterale Dimensioni Articolazione braccio inferiore Articolazione braccio superiore Velocità massima Peso

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RPX4-Xiraffe 11,7 m 120 kg 4,3 m 3.580x1.420x2.350 -45° +30°

compressore con derivazione in cesta, derivazione idraulica in cesta per utensili idraulici, generatore 220 V, saldatrice a filo in cesta, set utensili per lavorazione lamiere e verricello elettrico per carico/scarico materiali. Novità assoluta nel panorama delle piattaforme aeree e presentata per la prima volta al pubblico a novembre, in occasione dell’EIMA di Bologna, dove ha ricevuto la menzione “EIMA Novità”, Xiraffe è invece frutto di una partnership con ERREPPI Vehicles at Work ed è pensata per l’utilizzo agricolo e su terreni off-road. Le prestazioni della piattaforma aerea, che può raggiungere un’altezza di lavoro di 11,7 m e 4,3 m di sbraccio laterale, sono coniugate a quelle dello speciale veicolo gommato 4x4 su cui è installata, e consentono la massima versatilità e la stabilizzazione anche su terreni molto irregolari.

-45° +30° 40 km/h 1.600 kg

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Ple

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OIL&STEEL

La categoria è la regina del settore. E la Snake 2413 Plus prodotta da Oil&Steel sembra avere tutte le carte in regola per far fronte a un mercato delle autocarrate sempre più attento. Ottime prestazioni, dimensioni contenute, precisione e sicurezza dei movimenti sono le carte vincenti di questo modello. Le performance parlano chiaro: la Snake 2413 Plus può raggiungere un’altezza di lavoro di circa 23,5 m, uno sbraccio pari a 12,6 m (con 80 kg), mentre la portata massima si assesta sui 250 kg. La piattaforma beneficia dell’utilizzo di acciai altoresistenziali di ultima generazione e di geometrie particolari che hanno consentito di ridurre i pesi della struttura estendibile assicurando comunque buona rigidezza e resistenza. La stabilizzazione, con traverse ad H, prevede tre tipologie di stabilizzazione: traverse tutte estese, ideali in condizioni di ampi spazi per la stabilizzazione; traverse tutte chiuse, da utilizzare in condizioni di spazi ristretti, con gli stabilizzatori aperti verticalmente, senza estendere le traverse; traverse estese da un lato e chiuse dall’altro, perfette per i lavori su strada. Il sistema di elevazione del braccio di lavoro è composto da un doppio pantografo, la cui geometria e cinematica di movimentazione consentono di effettuare una reale salita/discesa “a filo piombo”, cioè capace di alzare/abbassare il cestello seguendo una linea verticale rettilinea. Il tutto per una netta riduzione dei tempi di posizionamento.

La Snake 2413 Plus

ACCIAI ALTORESISTENZIALI DI ULTIMA GENERAZIONE E PARTICOLARI GEOMETRIE PER LA DOPPIO PANTOGRAFO OIL&STEEL

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Dati Tecnici

Modello Altezza massima Sbraccio massimo Portata massima Dimensioni cestello Rotazione torretta Rotazione cestello Stabilizzazione Dimensioni PTT Passo minimo veicolo

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Oil&Steel Snake 2413 Plus 23,5 m 12,6 m 250 kg 1.400x700(h)x1.100 mm 400° 90°+90° ad H 6.300x2.730(h)x2.100 mm 3,5 t 2.900 mm

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Il cestello portapersone (con rotazione di 90° a destra e a sinistra) è costruito interamente in alluminio, è dotato di due aperture e prevede il livellamento a parallelogramma idraulico in circuito chiuso, con la possibilità della correzione manuale della condizione di orizzontale. Sul fronte dei comandi, la stabilizzazione è gestita tramite un distributore idraulico manuale (optional elettroidraulico) con manovra indipendente e/o contemporanea degli stabilizzatori; mentre la parte aerea prevede un distributore elettroidraulico con comandi su cestello e colonna. La macchina prevede, di serie, la funzione homing che può essere attivata dal cestello premendo un semplice tasto sulla consolle. Moltissimi gli optional che possono andare ad arricchire la dotazione di serie. Tra questi ci piace citare il baule portattrezzi, il cestello

biposto in vetroresina con o senza isolamento 1.000 V, l’elettropompa ausiliaria monofase, il faro di illuminazione da 60 W, il kit quattro piastre d’appoggio per

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gli stabilizzatori, lo scambiatore di calore e la linea multiuso aria/acqua. Senza dimenticare la possibilità di verniciature speciali e molteplici protezioni.

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Ple PALAZZANI

Altre tre

CONTINUA IL SODALIZIO TRA PALAZZANI INDUSTRIE E CIEMME NOLEGGIO, DA SEMPRE UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI REALTÀ DI NOLEGGIO DEL NORD ITALIA, SITUATA NELLA COMPETITIVA PIAZZA DI MILANO

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Ciemme è una realtà che nasce nel 1984 su iniziativa del fondatore e attuale presidente, Simone Cazzaniga, che inizia la sua attività operando fin da subito nel settore noleggio di piattaforme aeree autocarrate. Nel settore l’azienda si guadagna in breve tempo rispetto e fiducia legate alla professionalità e alla qualità del servizio offerto, cominciando a crescere e ampliare il proprio parco mezzi.

All’inizio degli anni 90 Ciemme inserisce in flotta nuove piattaforme autocarrate ma cerca anche alcune soluzioni per un’esigenza che diventa sempre più pressante da parte dei clienti, ossia offrire una piattaforma in grado di operare sia su terreni accidentati che all’interno dei cortili condominiali con accessi di dimensioni ridotte. La ricerca porta Ciemme a entrare in contatto con Palazzani e il suo

ufficio tecnico, che partendo dagli input raccolti da Ciemme progetta e sviluppa la prima piattaforma aerea cosiddetta “ragno” cingolata della Palazzani stessa, macchina che è tutt’ora presente nel portafoglio prodotti del Costruttore bresciano. Una storia che ha radici lontane e che ha gettato le basi di una proficua collaborazione tra le due realtà che prosegue nei giorni nostri. Confermandosi un’azienda un tasso di sviluppo tra i più elevati del settore, Ciemme investe in continuazione nell’acquisto di mezzi che ritiene all’avanguardia. Per esempio, nel 2015 ha ampliato la sua gamma di ragni inserendo in flotta l’XTJ 43/C completo di verricello idraulico con portata da 500 kg, le cui performance hanno portato al recente acquisto di un TSJ 35/C, un TSJ 39/C e del fiore all’occhiello per la categoria ragni, ovvero il XTJ 52/C. Si tratta in tutti i casi di macchine full optional e complete dell’ormai indispensabile verricello idraulico da 500 kg di portata. Le piattaforme aeree Palazzani sono oggi

Ciemme da sempre è specializzata in macchine di grande altezza e ora offre alla propria clientela la scelta di una gamma completa di piattaforme ragno Palazzani da 23 a 52 m di altezza operativa.

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tutte equipaggiate con limitatore geometrico, facile da utilizzare, che permette anche all’utilizzatore meno esperto che noleggia per la prima volta una piattaforma aerea ragno di poter operare con facilità e in tutta sicurezza, raggiungendo le prestazioni di lavoro massime. Le macchine sono equipaggiate anche con un monitor touchscreen di ampie dimensioni che fornisce all’utente le informazioni necessarie per poter lavorare in perfetta sicurezza. Piazzamenti e livellamenti sono eseguiti in maniera automatica, e le dimensioni sia della stabilizzazione massima che per il trasporto sono decisamente ridotti; a questi si aggiunge la possibilità di sganciare le navicelle (realizzate appositamente in alluminio e di peso quindi ridotto) senza dover ricorrere ad attrezzi grazie a un innovativo sistema di sgancio rapido. Il Ragno XTJ 52, in particolare, è equipaggiato con un software in grado di gestire fino a tre aree di lavoro con portate di 120, 230 e 400 kg e, grazie alla tecnologia del jib a sfilo idraulico, è in grado di raggiungere gli 11 m di sbraccio massimo.

+ Un altro testimonial storico Da anni fedele alla piattaforma ragno Palazzani, l’azienda Banfi Srl ha deciso di svecchiare il suo parco macchine cambiando il proprio ragno TSJ 24 con un nuovissimo TSJ 25 cingolato in versione Bi-energy. L’azienda di Lomazzo, in provincia di Como, festeggerà a breve i primi 40 anni di attività, anni nei quali si è specializzata nel noleggio con e senza operatore di piattaforme aeree per il settore edile, con una flotta di varie altezze e dimensioni montate su automezzo o su cingoli, torri a sviluppo verticale, articolate elettriche, idonee all’esecuzione di opere sia all’esterno che all’interno dei fabbricati. Grazie alla nuova piattaforma ragno TSJ 25 Banfi sarà in grado di effettuare interventi particolari dove è necessario l’accesso a zone difficilmente raggiungibili. Il ragno TSJ 25/C Palazzani è stato, inoltre, equipaggiato da un verricello idraulico con 500 kg di portata, il quale, a detta del Sig. Banfi, Titolare dell’azienda, risulta davvero molto comodo ed efficace per sollevamenti di piccola entità durante lavori di ristrutturazione edile.

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Ple

PLATFORM BASKET

Con l’argano è meglio SPIDER 22.10 E SPIDER 27.14 BY PLATFORM BASKET POSSONO ESSERE EQUIPAGGIATE CON UN ARGANO INTERCAMBIABILE PER CARICHI FINO A 250 KG

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Selezionare macchine interessanti all’interno della gamma Platform Basket è un esercizio decisamente agevole, in considerazione dell’estrema cura progettuale e costruttiva che la realtà di Poviglio mette in ogni sua piattaforma. Nonostan-

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te questa considerazione, due prodotti, stiamo parlando delle Spider 22.10 e Spider 27.14, ci sono sembrati particolarmente azzeccati per le loro peculiari caratteristiche, ma anche per la recente possibilità di equipaggiare entrambe le

macchine con un argano intercambiabile per sollevare in sicurezza carichi pesanti. Con pochi passaggi, e in un paio di minuti, è infatti possibile trasformare la piattaforma in un apparecchio di sollevamento in grado di operare con carichi fino a 250 kg. Il tutto allo scopo di offrire un’attrezzatura ancor più versatile sia nell’utilizzo privato sia presso i noleggiatori. Si tratta, tra l’altro, di un accessorio che prevede una manutenzione semplificata e decisamente semplice da utilizzare (quindi perfetto anche per il mercato del noleggio) grazie a comandi precisi e proporzionali. Venendo alle macchine, la Spider 22.10 ha bisogno di ben poche spiegazioni. Tra le punte di diamante della produzione Platform Basket, è una macchina che ha ottenuto un ottimo successo in campo nazionale e internazionale per le sue caratteristiche di affidabilità ed estrema versatilità di utilizzo. Disponibile anche in versione a batterie o ibrida, l’articolata

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con doppio pantografo e jib vede tra le sue peculiarità prestazionali lo scavalco a 10 m di altezza, la stabilizzazione variabile, il controllo automatico dello sbraccio e del carico in navicella, il carro cingolato allargabile idraulicamente, senza dimenticare un’altezza massima di lavoro che sfiora i 22 m e uno sbraccio laterale da 10,30 m. Come accennato, lo stesso sistema di argano è proposto anche sulla recente Spider 27.14, un’articolata telescopica con doppio pantografo, con scavalco a 10 m di altezza, in grado di raggiungere i 27 m di altezza lavorativa (e uno sbraccio laterale di 15 m), a fronte di un peso totale di soli 5.000 kg. Da notare, inoltre,

come l’estrema compattezza della piattaforma consenta l’accesso anche in spazi particolarmente ristretti. La stabilizzazione è variabile e prevede tre tipologie: larga, stretta o parziale. Se il controllo dello sbraccio è automatico e progressivo in relazione del carico in navicella e alla modalità di stabilizzazione prescelta, la macchina si segnala per l’assoluta semplicità dei comandi. Il radiocomando sovrintende la traslazione, la stabilizzazione e la destabilizzazione; il telecomando

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in navicella gestisce i movimenti aerei e prevede un display con autodiagnostica; mentre il telecomando a terra viene utilizzato per i movimenti di emergenza. La pressione di un semplice tasto permette la chiusura automatica della macchina. A tale proposito va sottolineata la possibilità di dotare la piattaforma di teleassistenza e localizzazione GPS per intervenire a distanza su eventuali problematiche e prevenire i furti attraverso il controllo costante della sua posizione.

Dati Tecnici

Modello Altezza di lavoro Sbraccio laterale Rotazione torretta Dimensioni navicella Rotazione navicella Portata massima Dimensioni totali Stabilizzazione Pendenza superabile Velocità di traslazione Peso

Spider 22.10 21,70 m 10,30 m 365° 1,50x0,70 m 90°+90° 230 kg 5,97x0,98x2,06 m 3,87x3,94 m (wide) 2,57x5,05 (narrow) 29% 0,80-1,50 km/h 2.980-3.260 kg

Spider 27.14 27,01 m 15,11 m 360° 1,80x0,80 m 86°+86° 230 kg 6,71x0,89x1,99 m 4,00x4,57 mm (wide) 2,88x5,57 mm (narrow) 31% 1,2-2,0 km/h 5.000-5.120 kg

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Ple PALFINGER PLATFORMS ITALY

Cresce, cresce, cresce PALFINGER PLATFORMS ITALY HA CHIUSO IL 2016 CON UN +30% E INTENDE INCREMENTARE TALE RISULTATO NEL 2017, DURANTE IL QUALE HA INTENZIONE DI VARCARE LA SOGLIA DELLE 600 UNITÀ ANNUE

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Compattezza, semplicità d’uso, ergonomia, affidabilità, qualità e funzionamento idraulico sono i punti di forza della gamma di piattaforme aeree, sia autocarrate che cingolate, di Palfinger Platforms Italy. Caratteristiche che ne hanno decretato un successo indiscutibile, tant’è che l’azienda, che ricordiamo fa parte della grande galassia Palfinger, è passata da essere poco più che una start up nel 2013 a una realtà affermata nel 2016, solo tre anni dopo. Una parabola

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ascendente che ormai in Italia è difficile vedere e che Palfinger Platforms Italy ha sostenuto con ulteriori investimenti, sia a livello di sviluppo del sito produttivo (che oggi copre una superficie di 12.000 metri quadrati con due stabilimenti), che a livello di sviluppo tecnico delle nuove macchine (aspetto che ha portato anche a una crescita dell’organico di Palfinger Platforms Italy che oggi si attesta a 60 operatori). Senza dimenticare il lato commerciale, dove l’accordo inerente

la produzione della gamma Tracked di PPI firmato con Palazzani non potrà che portare a nuovi, ulteriori sviluppi. “Il 2016 è stato un anno di grande importanza per Palfinger Platforms Italy” ci ha confermato infatti Paolo Balugani, AD di Palfinger Platforms Italy. “La produzione ha toccato le 500 unità, obiettivo che ci eravamo prefissati a inizio anno. L’incremento è stato sostenuto sia dai mercati europei, dai quali è giunta una sostanziale conferma alle nostre macchine, sia dal mercato italiano che è cresciuto in maniera importante con un +20%”. Si tratta di numeri che vanno oltre la definizione semplicistica di positività, e che lasciano intravedere un 2017 ancora di crescita. “Anche nel 2017 ci aspettiamo numeri positivi, tanto più che anche la parte legata agli aiuti statali, quali per esempio il super-ammortamento, è stata confermata” prosegue Balugani. “La gamma che proponiamo offre una risposta a ogni esigenza di un mercato che si sta avviando comunque a una lenta, ma costante ripresa”. Quali incognite potrebbero esserci, a questo punto, è difficile prevederlo. In parte qualche scossone potrebbe arrivare dall’adeguamento degli allestimenti ai nuovi veicoli Euro 6, che hanno visto incrementare la tara di 90 e più chili a seconda dei diversi Costruttori. Alleggerire la parte aerea più di quanto è già stato fatto finora è una sfida tecnica notevole, anche perché

+ Dove cercare Tutte le novità Palfinger Platforms Italy sono visibili sul sito www. palfingerplatformsitaly.it e le piattaforme sono disponibili per delle prove presso la sede PPI di Modena.

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le piattaforme su telai Patente B sono già progettualmente molto “stressate”. “Ad Apex 2017 sarà possibile fare il punto su questi aspetti tecnici e vedere come ogni costruttore ha risposto alle difficoltà tecniche insorte a seguito dell’aumento della tara dei veicoli” ci conferma Balugani. Un focus a parte va fatto poi sui noleggiatori che hanno manifestato un alto gradimento nei confronti delle macchine Palfinger Platforms Italy. D’altra parte affidabilità non è altro che sinonimo di assenza di problematiche con gli utilizzatori finali, ma anche di

drastica riduzione dei fermi macchina e quindi di un aumento della redditività delle macchine: tutti aspetti a cui un noleggiatore è molto sensibile. “Nel 2016 i noleggiatori hanno dato inizio, o proseguito, nel rinnovo del parco mezzi” conferma Balugani. “L’Italia si sta allineando a quello che è il trend europeo che vede le imprese sempre più propense a noleggiare i mezzi piuttosto che acquistarli. Questo ha fatto si che le realtà del noleggio potessero recuperare le risorse finanziarie necessarie a diventare autonome dal credito bancario e affrontare

il rinnovo dei parchi. Nel 2017 potremo forse assistere a nuovi accorpamenti, o a fenomeni di consorzio tra le piccole e medie realtà che potrebbero portare un po’ di quell’ordine che dall’estero in tanti ci accusano di non avere nel settore del noleggio”. Oggi la gamma PPI parte da modelli con altezza operativa di 9 m per arrivare ai “giganti” da 103 m della “Sister Company” Palfinger Platform Germany. Sul fronte dei ragni invece, la gamma raggiunge la ragguardevole altezza operativa dei 52 m (massima altezza oggi proposta a livello mondiale relativamente ad AWP installate su base cingolata) mentre il modello più piccolo si attesta sui 15 m di altezza operativa. Tutta la gamma, sia di autocarrate che di ragni, è commercializzata e supportata per l’assistenza tecnica e le parti di ricambio in tutto il mondo dalla rete dei dealer Palfinger (Platforms Product).


Ple SOCAGE

La DA422 forSte SUGLI SCUDI LA PIATTAFORMA DOPPIO ARTICOLATA DELLA SERIE 4

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Iniziamo con un dato di mercato. Il 2016 Socage si è rivelato un anno di successo, chiuso con un fatturato in crescita ottenuto anche grazie ai risultati positivi del mercato Italia. Alle classiche vendite delle piattaforme aeree della Serie 3, affidabili e da sempre cavallo di battaglia della società, si sono affiancati gli ottimi risultati delle Serie 4 ed E che, grazie alla loro innovazione tecnologica, hanno stuzzicato l’interesse di parecchi operatori del settore. Nello specifico, durante il 2016 è stata molto apprezzata dal mercato italiano la DA422 forSte, appartenente alla Serie 4 e autentico connubio di affidabilità, prestazioni e compattezza. Andrea Gilberti, respon-

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sabile commerciale Italia, l’ha accompagnata in un vero e proprio giro d’Italia con molteplici tappe presso altrettanti noleggiatori. Un tour che ha suscitato un notevole interesse per questa piattaforma aerea doppio articolata capace di un’altezza massima di lavoro di 22 m e di uno sbraccio massimo di 12 m. Macchina installabile su autocarri da 3,5 t, vede tra le sue peculiari caratteristiche la capacità massima di carico di 300 kg (2 operatori + attrezzi) e, soprattutto l’utilizzo del famoso telaio X-Factor, brevetto esclusivo Socage. Si tratta di una piattaforma aerea ideale sia per l’utilizzatore finale sia per il noleggiatore, in virtù di una perfetta sintesi tra affidabilità, data

dall’impianto idraulico, prestazioni e compattezza. La DA422 forSte è infatti una macchina perfetta per operare lungo le strade dei centri urbani, grazie alla possibilità di lavorare con gli stabilizzatori in sagoma occupando spazi molto ridotti (2,1 m).

+

Le prestazioni

Modello Altezza massima di lavoro Sbraccio massimo Portata massima Allestimento Rotazione cesta

DA422 forSte 22 m 12 m 300 kg 3,5 t PTT 90°+90°

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Carrelli Elevatori EMHILIA MH

L’evoluzione continua LA STORICA CONCESSIONARIA MODEN DIESEL DI LINDE MH ITALIA CAMBIA NOME E DIVENTA EMHILIA MATERIAL HANDLING mezzi frontali elettrici e diesel, mezzi per la movimentazione nei magazzini, oltre alle soluzioni di intralogistica efficienti come la gestione delle flotte, i sistemi di automazione e di assistenza alla guida, nonché una grande varietà di servizi di assistenza correlati. Non a caso il team, guidato da Stefano Truzzi, General Manager, in questi ultimi anni è cresciuto da 36 a 47 persone e i recenti ingressi sono andati a potenziare le aree commerciali e service per coprire proprio le provincie servite che si sono estese da Modena a Reggio Emilia e Parma.

E

Emhilia Material Handling: la prima parola è una crasi tra Emilia e le lettere MH che stanno, ovviamente, per Material Handling. Lettere che indicano in primis l’appartenenza a un settore specifico, quello della logistica e della movimentazione merci. Ma anche l’appartenenza a una famiglia che nel nome porta le stesse iniziali, ossia Linde MH. Emhilia Material Handling, infine, è il nuovo nome assunto dal 1 gennaio 2017 dalla storica conces-

sionaria emiliana di Linde MH Modern Diesel. Un renaming che sottolinea la trasformazione compiuta dalla realtà emiliana in questi ultimi anni e che rappresenta un’ulteriore tappa del potenziamento della struttura commerciale di Linde MH Italia. Il nuovo nome, Emhilia Material Handling, rappresenta anche la nuova zona di competenza allargata, l’Emilia, ed evidenzia il passaggio della proprietà a un grosso gruppo multinazionale e al suo modello di business, che vede nella fornitura di soluzioni per il material handling la chiave per coprire tutte le esigenze di movimentazione merci dei clienti attuali e potenziali. Non più quindi un nome che rispecchia solo una specializzazione territoriale legata a una parte del mercato, ma un nome che evoca un’offerta più ampia fatta di

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+ Un po’ di storia La collaborazione di Moden Diesel con Linde MH Italia nasce nel 1986, come officina autorizzata, e si trasforma nel 1993 diventando Concessionaria esclusiva Linde. Nel 2000 viene inaugurata l’attuale sede e dal 12 ottobre 2015 entra a far parte del gruppo che ne acquista il 100% della proprietà. L’ultima tappa di una storia di successi è il nuovo nome, Emhilia Material Handling, che sottolinea la trasformazione compiuta negli ultimi anni e il potenziamento della struttura commerciale di Linde MH Italia.

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Sollevatori Telescopici DIECI

La varietà sale in cattedra

TRE MACCHINE MOLTO DIVERSE PER MERCATI, APPLICAZIONI E SETTORI DIFFERENTI

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La gamma Dieci offre molteplici spunti e in queste pagine andremo a soffermarci su tre modelli, rappresentativi di altrettante famiglie, in grado di confermare una progettazione attenta alle diversificate esigenze che cambiano in base alle applicazioni, alle latitudini e ai settori. Se all’i12.56, specifico per il mercato

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americano, abbiamo riservato un apposito box, l’apertura del sipario la riserviamo al Pegasus 45.30, ultimo nato della famiglia del cavallo alato. Si tratta di una macchina compatta che, oltre alle consueta robustezza e affidabilità, ingloba nuove caratteristiche per l’incremento delle prestazioni. A cominciare dal moto-

re, un 4 cilindri FPT Stage 4/Final 4 turbo aftercooler da 127 kW, abbinato a una trasmissione idrostatica a controllo elettronico per assicurare potenza e pronta risposta alle sollecitazioni. L’impianto idraulico è stato ottimizzato e regala movimenti più rapidi e precisi del braccio e delle attrezzature, anche grazie alla pompa Load Sensing-Flow Sharing a portata variabile che permette la simultaneità di tutti i movimenti. Le modifiche idrauliche hanno permesso l’adozione di un nuovo gruppo di rotazione, con ralla e motore migliorati per movimenti più precisi e veloci anche sotto carico. Il braccio di sollevamento, a quattro sfili proporzionali, raggiunge un’altezza massima di 30 m, mentre l’utilizzo dell’ampia gamma

di attrezzature è facilitato dal sistema di riconoscimento automatico; così com’è automatico l’allineamento delle ruote e il livellamento degli stabilizzatori. La macchina può anche essere dotata di radiocomando con display, che assicura un perfetto controllo di tutte le funzionalità per ogni attrezzatura di solleva-

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mento quali argani, prolunghe a traliccio e cestelli portapersone. In cabina, omologata ROPS/FOPS, largo a un doppio joystick capacitivo con sistema CanBus, che misura i parametri ottimali di lavoro e di sicurezza visualizzati in tempo reale dal nuovo doppio display Touchscreen a colori con schermi da 3,5” e 7”. Da segnalare il sistema Ecowork che permette un maggior risparmio di carburante e il nuovo sistema di navigazione Smart che presiede al controllo delle principali funzioni elettroniche della macchina: modalità di guida, controllo giri minimi, velocità di avanzamento e diagnostica. Cambiamo decisamente genere con l’Agri Pivot T90, top di gamma di una serie che comprende anche i modelli T40,

T60, T70 e T80. Progettato per far fronte alla richiesta di una macchina robusta e prestante in grado di svolgere compiti particolarmente gravosi, prevede un braccio a 2 sfili sul quale è possibile

montare varie tipologie di benne (fino a una capacità di 3 m3) e che è in grado di raggiungere un’altezza di sollevamento di 7 metri. Tutte le parti vitali, come l’albero cardanico e il cilindro di sfilo, sono in posizione protetta, allo stesso tempo perni e boccole sono protette da guarnizioni di sigillo “Long Life”. Il motore è un FPT Stage4/Tier4 Final dal 103 kW, diesel turbo intercooler raffreddato a liquido con iniezione elettronica Common Rail. Le dotazioni di sicurezza e sollevamento comprendono il limitatore di carico e il nuovo sistema DCS (Descent Control System), che garantisce la massima velocità di discesa del braccio anche con il motore al minimo regime. La cabina, fra le più basse della sua categoria, è omologata ROPS/FOPS, con molteplici dispositivi di sicurezza, e studiata per garantire un alto livello di comfort, con tetto apribile, impianto di climatizzazione potenziato, display TFT a colori, e joystick capacitivo con sensore uomo presente.

+ Per l’America La nuova i12.56 è una macchina pensata per le esigenze specifiche del mercato americano nei settori dell’edilizia e dell’industria. La i12.56, ma anche la sua versione “minore” i9.44, sono equipaggiate con un motore Kubota Tier 4i da 85 kW abbinato a una trasmissione idraulica con cambio a due marce, scelta appositamente per trasmettere una maggiore potenza, che permette di raggiungere una velocità massima di 19 Mph (30 km/h). Completamente ridisegnato il braccio telescopico, per incrementare la capacità di sollevamento a braccio sfilato fino ad una altezza di 43.75 Feet (13.34 m) nel modello 9.44, e di 55.9 Feet (17.03 m) nel modello 12.56. La capacità di sollevamento si assesta rispettivamente sulle 9.200 libbre (4.497 kg) per il modello più piccolo, e sulle 12.000 libbre (5.450 kg) per quello più grande.

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Carrelli Elevatori

A

Applicando la tecnologia robotica intelligente al carrello CX 20, gli ingegneri del gruppo STILL hanno ottenuto un sistema con possibilità di guida autonoma, studiato su misura per rispondere alle esigenze dei compiti di commissionamento. È così nato iGo Neo CX 20, che interagisce con l’operatore come se fosse un collega di lavoro e lo segue autonomamente durante il commissionamento, permettendogli di concentrarsi completamente sull’opera-

OM STILL

Si guida (quasi) da solo

DA OM STILL IL NUOVO IGO NEO CX 20: IL COMMISSIONATORE ORIZZONTALE IN GRADO DI COMPIERE AUTONOMAMENTE ALCUNE FUNZIONI DI GUIDA zione di prelievo/deposito e, per distanze brevi, di muoversi a piedi tra gli scaffali senza doversi preoccupare di guidare il mezzo. Il tutto per una riduzione fino al 30% nei tempi del picking. Come funziona? È presto detto. Questa interazione tra uomo e macchina è possibile grazie al sistema integrato di motion tracking, il cui campo visivo, che si avvale di sensori, permette al veicolo di reagire costantemente a 360° con l’ambiente circostante. Gli scanner laser rilevano la situazione circostante 84.000 volte al secondo, mentre il computer analizza in tempo reale la morfologia del magazzino: in questo modo, il commissionatore è in grado di riconoscere l’operatore e altro personale, oltre alle scaffalature e agli ostacoli, adeguando e rallentando la marcia per

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prevenire brusche frenate. L’iGo Neo CX 20 può persino ricorrere a una sorta di memoria a breve termine in grado di ricordare gli ostacoli superati e di distinguere tra ingombri fissi e dinamici. Inol-

tre, si adatta al ritmo di lavoro dell’operatore lasciandogli sempre la precedenza e mantenendo una distanza di sicurezza. iGo Neo CX 20 può anche essere integrato al flusso di materiali a prescindere dalle condizioni locali specifiche: è infatti in grado di rispettare le regole del traffico agli incroci in presenza di ostacoli o di altri mezzi da magazzino. Grazie al sistema “Automation on Demand”, l’operatore è sempre libero di decidere se utilizzare l’iGo Neo CX 20 in modalità di guida manuale oppure autonoma: per passare da una modalità all’altra è sufficiente premere un pulsante. Grazie alla sua estrema flessibilità, ai soli 80 cm di larghezza e a performance di tutto rispetto, iGo Neo CX 20 si adatta perfettamente all’utilizzo in qualsiasi magazzino e fa dell’operatore e del commissionatore una coppia intuitiva in grado di rispondere ai requisiti dell’intralogistica 4.0.

+ Scelto da Carrefour Carrefour Italia, presente in 18 regioni con oltre 20.000 collaboratori e 1.065 punti vendita, conferma la sua fiducia a OM STILL ordinando 66 nuovi transpallet con tecnologia agli ioni di litio da utilizzare nei punti vendita italiani del gruppo. Numerosi i benefici che hanno convinto Carrefour Italia. Innanzitutto le nuove batterie al litio sono più piccole rispetto a quelle al piombo, conseguentemente i transpallet che le montano sono molto più compatti e agili, perfetti per muoversi tra le corsie. Si tratta inoltre di elementi sicuri, privi di acidi e durante il processo di ricarica non producono alcuna emissione. Non solo, le batterie agli ioni di litio possono essere ricaricate ovunque e in qualsiasi momento.

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Sollevatori Telescopici MERLO

Nuovi, nuovi CABINE RINNOVATE E MOTORI STAGE IV PER I TURBOFARMER

C

Con molta lungimiranza, l’aggiornamento dei propulsori allo Stage IV per Merlo è stato anche l’occasione per adottare l’SCR con DOC, ma anche nuove cabine Eco e puntare a una gestione delle macchine ancora più intuitiva. Le parole d’ordine sono state sicurezza, semplicità d’uso e praticità. Questo ha portato in primis all’adozione, per ottemperare allo Stage IV, del sistema SCR+DOC che rispetto ai sistemi con DPF offre una gestione molto più semplice e smart. Questa scelta vede quindi, a livello operativo, l’equipaggiamento dei sollevatori telescopici con unità Deutz TCD 3,6 da 136 CV con DOC/SCR. Le versioni precedentemente motorizzate con unità da 120 CV passano quindi a 136 CV (100 kW) . Il Deutz equipaggerà non solo i Turbofarmer II, cioè i modelli TF 38.10 e TF

42.7, ma anche la famiglia TF MD, con i modelli TF 35.7 e TF 33.9, e la nuovissima gamma TF Compact, in produzione da gennaio 2017, e composta dai modelli TF 33.7 e TF 30.9. In queste due ultime famiglie il Deutz sarà caratterizzato da una potenza limitata a 115 CV (85 kW) per un contenimento dei consumi e, sui modelli Compact, spiccano le dimensioni, decisamente contenute. La velocità massima della trasmissione idrostatica è di 40 km/h sia nel caso della classica a due gamme di velocità, sia nel caso del CVTronic che rimane in opzione. Ottimizzato anche l’EPD, il controllo elettronico del pacchetto Powetrain sviluppato da Merlo, grazie all’ulteriore implementazione elettronica che presenta, nella versione Plus (di serie su tutte le macchine con idraulica Load Sensing) la modalità Eco (per un’ulteriore riduzione dei consumi), la funzione Speed Control (per i lavori a velocità costante) e la nuova funzione

Heavy Load, utile per chi svolge lavori pesanti. Disponibile anche la versione EPD Top che offre l’acceleratore automatico. Passando alla cabina, al modello finora adottato su tutti i nuovi telescopici modulari Merlo sarà affiancata una versione Eco, semplificata e pensata per chi non han necessità di avere il monitor per il controllo del MCDC (Merlo Controllo Dinamico del Carico). La struttura di base della cabina rimane sempre la stessa, con le omologazioni ROPS-FOPS Livello II di serie e una superficie vetrata, un volume interno e uno spazio a disposizione che si pongono oggi tra i migliori del mercato. Sui modelli delle famiglie Medium Duty e TF II è disponibile anche la cabina sospesa CS che offre livelli di comfort per l’operatore elevati. Per la gamma Compact c’è invece la possibilità di avere la versione L (Low Profile) ossia la stessa cabina montata semplicemente più in basso, riducendo l’altezza a 2.020 mm.

+ Premiato al Samoter La commissione del Premio Innovazione Samoter ha assegnato la menzione speciale al Controllo di Stabilità ASCS (Adaptive Stability Control System) presentato da Merlo, evoluzione del sistema odierno e che sarà una delle grandi novità introdotte nella gamma di macchine a torretta rotante di ultima generazione. Con l’introduzione dell’ASCS Merlo innalza lo standard di sicurezza dell’ambiente di lavoro rendendo i Roto più intelligenti e molto più intuitivi nel loro utilizzo. La velocità dei movimenti, l’area di lavoro del braccio telescopico e le altre informazioni sono sempre visualizzabili sull’ampio display, dando la possibilità al sistema di calcolare in tempo reale e garantire, in tutte le condizioni operative, il massimo livello di sicurezza abbinato alle migliori performance.

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COMETTO&FAGIOLI

Ingegno e competenze italiche FAGIOLI HA PORTATO A TERMINE IL TRASPORTO DELLA PIÙ GRANDE FRESA TBM MAI COSTRUITA DA HERRENKNECHT E DESTINATA AI LAVORI DI TUNNELLING DELLA A1 ITALIANA. GRAZIE ANCHE ALLE QUALITÀ TECNICHE DEI VEICOLI COMETTO

L’

L’hanno battezzata il titano delle frese meccaniche a piena sezione: stiamo parlando della TBM “Santa Lucia” che Herrenknecht ha costruito per Autostrade per l’Italia al fine di scavare il tunnel Santa Lucia (da cui prende il nome) per il completamento del percorso della A1 Variante di Valico tra Bologna e Firenze.

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La TBM è stata costruita in Germania, ha un diametro di ben 15.87 metri, sbaragliando di più di 20 centimetri il detentore del record europeo precedente, ed è la più grande (e pesante) macchina mai realizzata nello stabilimento Herrenknecht di Schwanau. Da qui ha percorso un lungo viaggio, in parte via mare, per rag-

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+ La TBM Santa Lucia Assemblata a Schwanau in pochi mesi, con un diametro di 15.87 m, la fresa per il tunnel stradale di Santa Lucia da 4.800 t per i prossimi tre anni sarà impegnata nello scavo di un tunnel lungo 7.528 metri, vicino a Firenze, sugli Appennini, subentrando, per dimensione, al detentore del record esistente, che era stato utilizzato a poca distanza, ossia lo scudo EPB per la Galleria Sparvo, un altro gigante da 15.62 m di diametro. L’aspetto che più merita attenzione è sicuramente la rotazione della massiccia ruota tagliente (ben 410 t), progettata apposta per scavare attraverso un sottosuolo altamente eterogeneo. Con questa nuova TBM saranno ben 13 le frese Herrenknecht all’opera in Italia e ben 8 di loro hanno un diametro superiore agli 8 m. giungere la sua destinazione finale. Di tutte le fasi del trasporto, sia sul territorio italiano che tedesco, responsabile è stata Fagioli, che ha studiato, organizzato e realizzato il trasporto “door-to-door” di sezioni per questa grande TBM (tunnel boring machine). La TBM è stata caricata su trailers destinati al porto fluviale di

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Kehl. Le sezioni sono state imbarcate su delle chiatte che hanno percorso il fiume Reno fino alla destinazione finale, il porto di Rotterdam. Una volta arrivate al porto di Rotterdam, le sezioni sono state trasbordate su una nave dedicata H/L. Da Rotterdam le sezioni hanno preso la rotta che le ha condotte a Ravenna, dove

è iniziato il percorso di 165 chilometri che le ha portate alla destinazione finale, Barberino di Mugello. Per coprire questa distanza Fagioli, che lo ricordiamo è cliente storico di Cometto, ha utilizzato proprio diversi convogli modulari leggeri Serie 0ED del Costruttore cuneese nonché diverse unità modulari pesanti 1MS per comporre ben tre convogli che hanno trasportato le diverse sezioni. Per completare l’intera operazione Fagioli ha utilizzato una flotta di rimorchi e semirimorchi Cometto composti da 10, 12, 16 e 30 assi. La peculiarità della dimensione dei tre convogli, di lunghezza compresa tra 28 e 68 metri con larghezza fino a 9,30 metri e con un peso compreso tra 180 e 480 t, ha determinato l’adozione di una drastica regolamentazione del traffico stradale, necessaria per proteg-

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Alcune fasi del trasporto dell TBM. Sopra l’arrivo al porto di Ravenna e lo spostamento dall’imbarcazione al veicolo per il trasporto finale. Sotto il convoglio che ha trasportato la sezione più grande della TBM

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+ Investimenti miliardari Autostrade per l’Italia è il primo investitore privato del Paese con oltre 23 miliardi di euro destinati a potenziare circa 1.100 km di rete autostradale; di questi circa 5 miliardi sono riservati agli oltre 136 km di rete Toscana Calenzano. “Ancora una volta Autostrade per l’Italia dimostra di essere all’avanguardia: i circa 8 km della Galleria Santa Lucia saranno realizzati con la più moderna e avanzata tecnica di scavo, la tecnologia con fresa

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TBM ”. È quanto ha dichiarato Gennarino Tozzi, Condirettore Generale Sviluppo Rete di Autostrade per l’Italia alla conferenza di presentazione della nuova TBM, la cui tecnologia permetterà di ridurre i tempi di esecuzione e l’impatto ambientale, aumentando contemporaneamente la sicurezza dei lavoratori. La galleria Santa Lucia rientra nel più ampio intervento di ampliamento a tre corsie del

tratto autostradale di 17,5 km dell’A1 compreso tra Barberino e Firenze Nord e comporta un investimento di circa 1 miliardo di euro. In particolare, viste le numerose gallerie naturali presenti sul tracciato del Progetto Definitivo, approvato in Conferenza di Servizi, Autostrade ha deciso di sviluppare una soluzione di tracciato alternativa, il cosiddetto progetto “Variante Galleria Santa Lucia” che

prevede l’utilizzo di una fresa TBM-EPB, una tecnologia solo di recente messa a punto anche per lo scavo di sezioni con diametri superiori a 10 m e in contesti geologici problematici, come in questo caso. “Grazie a questa moderna tecnologia di scavo” ha sottolineato il Condirettore Generale “siamo in grado di ottenere numerosi vantaggi: minori tempi di esecuzione (la fresa infatti è in grado di scavare circa 10 metri al giorno,

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gere la sicurezza della circolazione. Il convoglio è stato ovviamente scortato per tutto il viaggio dagli operatori Fagioli, dalle pattuglie del dipartimento di Polizia, da Anas e Autostrade per l’Italia proprio a causa delle enormi dimensioni delle sezioni coinvolte. La velocità massima consentita per il convoglio era di 20 km/h ridotti a 5 km/h sui viadotti, con il transito di un solo convoglio alla volta. La sezione più grande pesava 320 t e vantava un diametro di circa 9.3 metri. Per il trasporto di questa sezione Fagioli ha utilizzato un rimorchio modulare Cometto 1MS composto da 30 assi

e in questa occasione sono risultate evidenti le qualità di resistenza strutturale del telaio e robustezza del sistema di sterzatura. Ci sono volute due notti per coprire la distanza tra Ravenna e Barberino di Mugello. Fagioli ha studiato e realizzato tutte le operazioni necessarie ad eseguire il colossale trasporto, sia per quanto riguarda la parte fluviale e marittima, che quella terrestre, preparando anche tutta la necessaria documentazione tecnica interna e i piani dettagliati in conformità con le autorità locali per il passaggio del convoglio per un totale di 9 tra rimorchi e semirimorchi.

IN OGNI SOLUZIONE SEMPLICE C’È UNA GRANDE IDEA_

21.2 JHV ndr), maggiore certezza dei tempi e dei costi programmati e soprattutto maggiore sicurezza per i lavoratori, obiettivo fondamentale per Autostrade che ne ha fatto un vero è proprio impegno sociale”. L’utilizzo della nuova fresa comporta un altro vantaggio importante: la riduzione dell’impatto ambientale dal punto di vista acustico e vibrazionale e un minore impatto sul contesto

idrogeologico. “Il nuovo tracciato della Galleria Santa Lucia“ ha concluso Tozzi “ha maggiore linearità e visibilità rispetto al progetto originario e ci consente di eliminare 9 gallerie e 6 viadotti, di ridurre le aree di cantierizzazione e l’impatto sull’assetto idrogeologico, inoltre l’area delle superfici da disboscare sarà dimezzata, così come sarà ridotto del 25% l’impatto acustico”.

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PERFORMANCE: ALTEZZA DI LAVORO 20,6 m SBRACCIO max 9,9 m PORTATA max 300 kg

SISTEMA DI STABILIZZAZIONE VARIABILE S3: SI ADATTA IN TEMPO REALE ALLE CONDIZIONI DI UTILIZZO, CARICO E GEOMETRIA DELLA MACCHINA IN MANIERA AUTONOMA

Saremo presenti alla fiera Seguici su:

CTE S.p.A. Sede: Via Caproni, 7 38068 Rovereto (Trento) - Italy Stabilimento: Loc. Terramatta, 5 37010 Rivoli V.se (Verona) - Italy Tel. +39 0464 48.50.50 • Fax +39 0464 48.50.99 info@ctelift.com • www.ctelift.com

presso lo stand di IPAF


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I Tailor made FAYMONVILLE

I SEMIRIMORCHI FLEXMAX DI FAYMONVILLE SEMBRANO PROGETTATI APPOSTA PER IL TRASPORTO DI ELEMENTI ESTREMAMENTE LUNGHI E PESANTI. COME PER ESEMPIO LE TRAVI IN CALCESTRUZZO PREFABBRICATO PER PONTI E VIADOTTI

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I proverbi sono spesso un mezzo efficace per trasmettere antiche conoscenze e furbizie dei nostri antenati. Più spesso di quanto ci aspettiamo, infatti, si rivelano veritieri. Questa usanza, peraltro, è talmente radicata nella nostra mentalità, che anche in tempi moderni siamo portati a creare nuovi modi di dire. Tralasciando quelli più legati alla quotidianità, qui sono interessanti da analizzare quelli nati in ambito lavorativo, non solo in Italia ma anche all’estero. Per esempio Faymonville, costruttore tra i più importanti e blasonati nel segmento dei semirimorchi e moduli per i trasporti eccezionali, ne ha recentemente coniato uno per spie-

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ve sparse sul territorio nazionale, questa realtà rumena a conduzione famigliare originaria di Oradea ha visto la propria attività espandersi esponenzialmente nel corso degli ultimi anni, forti della vasta gamma di servizi offerti. “Il nostro parco mezzi è composto da autogrù e gru cingolate per una capacità operativa massima di 750 t. A queste macchine

abbiamo affiancato mezzi idonei al trasporto di elementi prefabbricati in calcestruzzo di dimensioni tali da richiedere un trasporto eccezionale, elementi di cui poi curiamo anche l’installazione, ovviamente” racconta Cristian Deme, General Manager dell’omonima azienda. Recentemente Deme Macarale ha inserito in flotta due semirimorchi autosterzanti 3+5 assi della gamma FlexMAX di Faymonville. “Abbiamo scelto di potenziare la nostra flotta con questi mezzi perché li riteniamo i più idonei al trasporto di putrelle e travi in calcestruzzo di grandi dimensioni” spiega Deme. In verità si tratta di veri e propri giganti di cemento, che vanno dai 24 ai 46 m di lunghezza e che possono pesare variabilmente tra le 20 e le 70 t. Caratteristiche queste (lunghezza e peso notevoli) che rendono le unità FlexMAX idonee al loro trasporto. La capacità adattativa di questi semirimorchi infatti è talmente elevata che sembra di poter usare per ogni trasporto e ogni elemento prefabbricato, un trailer costruito su misura.

+ Quattro nazioni

gare, in poche parole, l’efficacia delle soluzioni che propone. Il detto, originariamente in l’inglese, tradotto recita più o meno così: “è lungo e pesante: quando hai necessità di trasportare qualcosa così i semirimorchi autosterzanti FlexMAX sono la soluzione ideale”. Si beh, sembra più uno slogan che un modo di dire, d’accordo, ma in fondo gli slogan non sono forse l’evoluzione dei proverbi, per certi versi? Tralasciamo comunque questa deriva linguistica e vediamo da dove nasce questo slogan di Faymonville. Di preciso parte tutto da un’esigenza reale di un’azienda di trasporto rumena, Deme Macarale. Con oltre dieci sedi operati-

Grazie a una straordinaria combinazione dei propri moduli Combimax, la Demolition et Terrassement XL del Lussemburgo è stata in grado di portare a termine uno dei più grossi e impegnativi trasporti eccezionali degli ultimi anni: 1.200 chilometri di percorso attraverso quattro nazioni per portare un escavatore Hitachi ZX 870 da 95 t dal porto olandese di arrivo fino alla cava dove adesso è in azione, a Landres, in Francia. Il “viaggio” è durato circa una settimana e, data la lunghezza complessiva del semirimorchio, di 30 m, il convoglio ha fatto un percorso speciale che lo ha portato ad attraversare Olanda, Germania, Lussemburgo per giungere, infine, in Francia. Il semirimorchio era composto da una combinazione 4+6 di moduli Combimax della Faymonville con il modulo ribassato apposito per il trasporto degli escavatori. L’insieme del semirimorchio e dell’escavatore pesava 152 t.

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Trasporti Eccezionali GOLDHOFER

buona riuscita di tutto il trasporto. Stiamo parlando di un’unità Goldhofer THP/ADD a 4 assi con ADDrive. L’ADDrive è un modulo heavy duty che combina i vantaggi di un’unità rimorchiabile con quelli di un modulo semovente, soprattutto per quanto riguarda trazione, velocità, flessibilità e, last but not least direbbero gli inglesi, redditività. La trasmissione dell’unità è progettata appositamente per inserirsi e disinserirsi alla bisogna, come per esempio il disinserimento al raggiungimento della velocità predefinita e il passaggio del convoglio da semovente a rimorchia-

Nessuna strada è difficile POTENZA E TRAZIONE SOLO QUANDO SERVE. GRAZIE AL SISTEMA ADDRIVE UN NORMALE SEMIRIMORCHIO GOLDHOFER DIVENTA UN’UNITÀ SEMOVENTE

Le operazioni di caricamento del trasformatore sul semirimorchio, qui in configurazione a 14 assi.

C

Come trasportare un trasformatore industriale ABB destinato a una centrale elettrica a carbone che pesa 290 t? In effetti di metodi ce ne sono tanti, e la scelta di uno piuttosto che di un altro è legata anche al tipo di percorso che si deve affrontare. Il trasporto di cui stiamo per parlare prevedeva un percorso di poco più di 17 km, ma con qualche difficoltà oggettiva

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e, neanche a dirlo, una parte di tragitto via fiume, cosa che ha di fatto costretto il convoglio a imbarcarsi e sbarcare da una chiatta. Insomma, operazioni di non poco conto è stata chiamata a eseguire la Wesel, azienda tedesca specializzata in trasporti eccezionali, che per l’occasione ha messo in campo il suo ultimo acquisto che si è poi rivelato fondamentale per la

to tramite i più consueti trattori stradali per trasporti eccezionali. La possibilità di disconnettere la trazione impedisce alla trasmissione, quando non operativa, di surriscaldarsi e nel contempo ne permette il reinserimento in base alla necessità, per esempio per affrontare salite che altrimenti necessiterebbero di un secondo trattore stradale posto in coda al

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convoglio con il compito di spingerlo. Ma torniamo al nostro trasformatore da 290 t della ABB. La prima difficoltà da affrontare lungo il percorso che lo ha portato da Bad Hinnef (dove è stato assemblato) a Ibbenbüren, sede della centrale operativa, è stata niente di meno che l’imbarco sulla chiatta che ha portato il trasformatore lungo il Reno. Per l’imbarco il convoglio, qui in conformazione a 14 assi, ha dovuto affrontare una combinazione di curve e tratti stradali con pendenze anche piuttosto impegnative. Lo sbarco è invece avvenuto a Recke, dove a causa della lunghezza della chiatta stessa, l’attracco è avvenuto mantenendo un angolo particolare con la banchina. Questo non è stato

Il convoglio imbarcato sulla chiatta sul fiume Reno.

La prima parte del percorso fino all’imbarco sulla chiatta è stato coperto grazie al sistema ADDrive e al power Pack da 280 HP che ha regolato sia la precisione delle sterzate che il livellamento degli assi.

comunque di ostacolo alle operazioni di sbarco del convoglio con il suo carico da 290 t che si sono concluse in circa quattro ore. Tornato sulla terraferma il convoglio è stato trasformato in una combinazione a 18 assi per rientrare nei pesi per asse ammessi per la circolazione lungo le strade che avrebbero portato a Ibbenbüren. Prima dell’inizio del viaggio, l’ADDrive è entrato in azione per superare la prima curva, troppo stretta per permettere l’aggancio del veicolo di traino. Grazie ai 280 HP di potenza il modulo heavy duty di Goldhofer ha affrontato l’operazione senza problemi, manovrando il convoglio in scioltezza e posizionandolo correttamente per le ulteriori fasi del trasporto. Mentre avvenivano queste operazioni una squadra di tecnici stava coprendo i 17 chilometri di percorso, disponendo

+ Fiducia consolidata La Porro Trasporti di Erba ha portato a termine oltre 40 trasporti eccezionali con il semirimorchio ribassato Goldhofer STZ-VP 6 parte della loro flotta da qualche tempo. I trasporti sono stati i più disparati, da giganteschi trasformatori a macchine movimento terra e cargo generalisti. Lo STZ-VP 6 è un vero semirimorchio tuttofare e l’altezza ribassata del pianale (solo 200 mm) permette di trasportare quasi di tutto senza problemi... in altezza. Per Marco Cesari, Project Manager della Porro Trasporti, l’STZ-VP 6 di Goldhofer, oltre ad avere una bassa soglia di carico e una portata eccezionale, si distingue anche per la manovrabilità fuori dal comune, grazie a un angolo di sterzata di 60° e a una corsa degli assi di 600 mm che lo rendono affidabile anche sui terreni più accidentati.

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Trasporti Eccezionali

lastre in acciaio a supporto del peso sui tratti di strada più delicati, quali rotonde o tratti dissestati. Il convoglio, mosso da un solo trattore stradale, si è messo in marcia puntuale e l’immissione sulla strada principale è avvenuto con l’ausilio, ancora una volta, dell’ADDrive. Sulla strada principale la velocità si è assestata sui 25 km/h, valore al quale l’ADDrive si disinnesta automaticamente. Proseguendo nel tragitto il sistema è stato più volte rimesso in funzione per affrontare gli ostacoli, quali curve strette o rotonde, dove serviva più forza di trazione, oppure per livellare gli assi. Solo negli ultimi 800 m, dove la pendenza della strada è stata dell’8,5% è stato necessario aggiungere un secondo trattore stradale. Anche in questo breve tratto l’ADDrive di Goldhofer ha dato un contributo fondamentale alla spinta del veicolo che pesava complessivamente 400 t. Questi 800 m sono stati l’ultimo serio ostacolo prima dell’arrivo del trasformatore alla centrale di Ibbenbüren.

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Lo sbarco a Recke.

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Trasporti Eccezionali

MARRAFFA

Il lavoro è passione MARRAFFA: INVESTIMENTI CONTINUI E AD AMPIO RAGGIO PER CRESCERE. SEMPRE

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Parlare di Marraffa srl significa parlare di Michele Marraffa, fondatore della società e da sempre suo amministratore e legale rappresentante. Michele Marraffa

ha costruito un’azienda sulla base della propria esperienza lavorativa nel settore della movimentazione nel senso più ampio del termine: un gruppo di persone con le quali ogni giorno vengono affrontate nuove sfide che hanno alla loro base l’aggiornamento tecnico e professionale. Oggi l’attività di Marraffa consiste nella fornitura di Trasporti Eccezionali, Trasporti Nazionali e Servizio Gru finalizzati a molteplici applicazioni. La società, che opera da circa 40 anni, si avvale di personale altamente specializzato con il quale ha consolidato la propria posizione nel settore del trasporto italiano ed europeo. Nello specifico Marraffa ha investito risorse finanziarie e professionali in un progetto basato su tre obiettivi principali. Prima di tutto l’ampliamento dei settori di propria competenza: sollevamento cose e persone, trasporti e trasporti eccezionali. In secondo luogo la differenziazione del proprio servizio per quanto riguarda il trasporto ecce-

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zionale pesante, grazie all’acquisto di decine di assi modulari con varie tipologie di assemblaggio per utilizzi specifici in campo industriale. Infine il costante incremento del mercato di riferimento, con l’allestimento di una seconda sede operativa: un importante centro logistico nella Zona industriale di Bari, e con l’apertura di una terza sede a Marghera nel 2016. Una voglia di fare (e di crescere) che ben si riassume in un parco mezzi articolato e decisamente ampio.

+ Il Parco Mezzi Riassumiamo, in modo schematico, il parco mezzi di Marraffa. • Autogru Terex da 55 t • Autogru ATF da 70 t • Autogru ATF da 100 t • Autogru ATF da 130 t • Autogru ATF da 220 t • Autogru ATF da 400 t • Autogru Elettrica Ormig da 25 t • Autogru Elettrica Valla da 40 t • 4 motrici gru • 20 assi modulari elettronici • 40 assi meccanici • 20 convogli eccezionali

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Trasporti Eccezionali TII GROUP

Molteplici soluzioni DAL 7 ALL’11 MARZO TII GROUP SARÀ PRESENTE AL CONEXPO DI LAS VEGAS CON MOLTE NOVITÀ STAND G1723/GOLD LOT

lavoro sono infatti alla base del continuo sviluppo dei prodotti del gruppo; prodotti che vengono adattati per rispondere al meglio alle necessità dei trasporti pesanti ed eccezionali. Allo stand saranno presenti sia prodotti della gamma Highway specifici per il mercato americano, unità SPMT per trasporti eccezionali, ma anche soluzioni per il trasporto delle gamme light e semoventi. Tra i prodotti esposti sarà possibile vedere veicoli con assi oscillanti idraulici, i trailer della serie MES di Scheuerle o le unità Giant PB Highway sempre di Scheuerle (noti anche come PowerBooster). Sempre di Scheuerle saranno presenti le unità SPMT Light o i Kamag K 25 SP. “Grazie al nostro più che ampio portafoglio prodotti siamo in grado di rispondere a qualunque esigenza” ha dichiarato Roland Fischer, Sales Manager TII Group per il Nord America. “Per i trasporti eccezionali su strade pubbliche TII Group offre veicoli rispondenti a tutte le specifiche legali, in accordo con tutte le diverse direttive e regolamentazioni di circolazione delle varie Nazioni. TII Group è in grado di offrire veicoli in grado di adat-

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Anche a Las Vegas il cliente e le sue esigenze saranno al centro dell’attenzione e delle attività di TII Group che, lo ricordiamo, comprende i marchi Scheuerle, Kamag, Nicolas e Tiiger. I feedback raccolti giorno per giorno sul campo dai clienti al

+ Il trasporto in azienda TII Group propone per il trasporto all’interno di aree confinate quali piazzali e simili di un’azienda il proprio Scheuerle SPMT Light, una soluzione versatile con un design compatto e due versioni, a 2 o 4 assi, in grado di portare a termine mission di trasporto interne alle aziende quali possono essere quelle legate alle linee produttive. La portata si assesta sulle 220 t massime, mentre la manovrabilità è assicurata dal fatto di adottare il sistema di sterzata elettronica multidirezionale. Su richiesta queste unità possono essere realizzate con propulsione esclusivamente elettrica.

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tarsi anche in fase di trasporto e, in caso di rientri a vuoto, capaci di ottimizzare i costi di trasporto”. Con lo Scheuerle Highway Giant PB, TII Group mostrerà al pubblico di Las Vegas un semirimorchio dual lane in grado di essere compattato per il trasporto su di un veicolo stradale standard, con il risultato di ottimizzare i costi legati alla logistica. Nonostante ciò

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il veicolo assicura lunghezze variabili (4,8 m, 5,4 m o 6 m) e larghezze che possono essere “aggiustate” alle diverse esigenze anche a pieno carico. Cuore del semirimorchio resta l’asse oscillante brevetto di TII Group che consente uno tra i più elevati carichi per asse oggi disponibile sul mercato, abbinato a un’eccellente manovrabilità che consente di affrontare anche le curve più strette. Lo Scheuerle Highway Giant PB può lavorare in abbinamento con una power unit che permette l’uso dello stesso come se fosse un veicolo semovente, sistema che aggiunge trazione al convoglio e in alcuni casi si sostituisce al più tradizionale secondo trattore eccezionale in ausilio. Lo Scheuerle Highway Trailer MES (acronimo per Modular Extra Strong) arriva a completamento della gamma Highway Trailers molto apprezzata dal mercato. Caratteristica principe di queste unità è la capacità di combi-

nare le caratteristiche necessarie all’esecuzione di un trasporto extrapesante con la possibilità di concentrare il carico su un solo veicolo. Tale combinazione permette di eseguire molteplici tipi di trasporto usando un solo e unico veicolo modulare. Il semirimorchio MES può essere configurato come semirimorchio tradizionale che in base alle necessità può essere abbinato a due trailer ultrabassi per il trasporto di oggetti extralunghi con pesi fino a 115 t. Avere un simile veicolo in flotta permette di operare in molti più settori, essendo in grado di trasportare oggetti anche molto diversi tra di loro, con pesi standard o extra. Le novità citate in queste pagine sono solo alcune delle innumerevoli visibili a Las Vegas. Ma se non visiterete la manifestazione nessun problema: TII Group ha messo on line un proprio sito web specificamente dedicato a tutte le novità a stelle e strisce.

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Trasporti Eccezionali rispetto della scadenza richiesta. Il primo gruppo di case era composto da edifici di dimensioni diverse, con pesi variabili tra 45 e 220 t. La casa più grande era lunga 25 m, larga 12 e alta 13. I lavori preparatori sono iniziati lo scorso giugno, al disgelo. Nylundh, società specializzata e subcontraente di Mammoet, ha iniziato a liberare le fondamenta delle case, a isolarle dal terreno sottostante e a irrigidirne la struttura. Man mano che questi lavori venivano completati, le case erano caricate sul convoglio Mammoet, compren-

MAMMOET

Kiruna cambia casa MAMMOET HA TRASLOCATO 30 CASE NELL’AMBITO DEL PROGETTO DI RICOLLOCAZIONE DELLA CITTÀ DI KIRUNA NELL’ARTICO SVEDESE

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Mammoet ha recentemente terminato le operazioni di “trasloco” del primo gruppo di case dalla cittadina svedese di Gällivare a quella limitrofa di Koskullskulle. Il progetto rientra nel più ampio programma di ricollocazione di una parte consistente degli abitanti del comprensorio di Kiruna, il maggiore insediamento dell’Artico svedese, cresciuto attorno a una delle più grandi miniere di ferro al mondo. Proprio l’espansione della miniera ha provocato, nel 2011, l’inizio del programma di spostamento da parte dell’azienda statale che sfrutta il gigantesco giacimento. Siccome alcune delle case interessate dallo spostamento rivestivano un elevato valore culturale l’azienda

ha deciso di spostarle senza smontarle. Complessivamente le case da spostare sono 30, e tutte dovranno essere traslocate entro la fine del 2017. Tra le diverse aziende che hanno partecipato alla gara per l’assegnazione della commessa, solo Mammoet è stata in grado di garantire il

dente 18 assi di carelli per trasporti eccezionali e due trattori che hanno coperto innumerevoli volte il percorso di circa 7 km, tutto su strade pubbliche, che porta a Koskullskulle. Una volta a destinazione le case sono state depositate su nuove fondamenta realizzate dalla società NYAB, dove poi sono iniziati i lavori di ristrutturazione. Lo spostamento del primo lotto è stato completato secondo la tabella di marcia, esattamente un giorno prima che sulla zona cadesse la prima neve.

+ Il trattore Lo Scania R 620 che ha mosso il convoglio eccezionale era appositamente allestito ed è stato progettato per trasportare carichi fino a 250 t. Per gli edifici più grandi, Mammoet ha aggiunto un secondo autocarro nella parte posteriore del rimorchio, in grado di supportare sia la spinta che la frenata. Per effettuare il tragitto di 7 km è così bastata solo un’ora di tempo.

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Attrezzature & Componenti SPRING SRL

aeree. Questo software di controllo è un potente Limitatore di Momento, che grazie ai differenti sensori che lo completano (vedi box dedicato) offre agli operatori delle piattaforme su cui è installato numerose funzioni che non si limitano più, ovviamente, ai semplici rilevamenti e limitazioni legati alla sicurezza e stabilità del mezzo, ma comprendono molti altri parametri, tra cui la gestione della stabilizzazione della macchina attraverso il controllo della posizione degli stabilizzatori e della planarità del carro, la gestione delle aree di lavoro, limitando dove richiesto i movimenti; o ancora la gestione del peso nella cesta e il suo livellamento, o la gestione della sicurezza in strada, la possibilità di gestire il programma di manutenzione della macchina e la Black Box Eventi, ovvero la memorizzazione e la gestione di un database, disponibile anche con sistema di trasferimento dati GPS/GPRS. Ogni componente che completa il sistema Sir Lock 3 è prodotto direttamente da SPRING, i sensori lavorano con segnale ridondante e

Sicurezza in quota GRAZIE A SIR LOCK 3 SPRING È IN GRADO DI GARANTIRE NON SOLO SICUREZZA, MA ANCHE PRESTAZIONI ELEVATE CON LE PIATTAFORME AEREE

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Le piattaforme aeree, si sa, sono macchine che possono diventare potenzialmente pericolose. Per allontanare ogni possibilità di pericolo però la moderna tecnologia viene in soccorso, in particolare sotto forma di elettronica, sensoristica e sistemi integrati che consentono all’utente di avere tutti gli aspetti della piattaforma sotto controllo in un’unica postazione. Uno di questi possibili sistemi integrati è il Sir Lock 3 progettato da SPRING proprio per applicazioni su piattaforme

sono disponibili anche con comunicazione CANopen. L’interfaccia utente di Sir Lock 3 è composta da un layout semplice e intuitivo consultabile attraverso un display grafico Full-Color da 4.7” che mette a disposizione dell’operatore numerose informazioni riguardanti lo stato della macchina, così da poter tenere sempre sotto controllo in tempo reale il lavoro. In figura 1 per esempio, è visibile la configurazione di una particolare tipologia di piattaforma aerea ad uso ferroviario, appositamente ideata per lavorare sotto le linee di alta tensione. Si può notare chiaramente come attraverso il sistema Sir Lock 3 sia possibile lavorare sempre in condizioni di sicurezza, controllando in tempo reale la posizione del braccio e della cesta e il peso a bordo, garantendo così condizioni di lavoro sicure e produttive. Sir Lock 3, così come tutti gli altri sistemi prodotti da SPRING, è conforme alla normativa UNI EN ISO 13849-1 PL d.

Figura 1

+ Tutto sotto controllo Il sistema Sir Lock 3 di SPRING per piattaforme aeree comprende diversi componenti che lavorano all’unisono. In particolare si tratta di una rete di sensori, che comprendono sensori di pressione, della temperatura dell’olio, di prossimità, nonché sensori angolari e di lunghezza del filo integrati nell’avvolgitubo idraulico Hurricane, ma anche sistemi di livellamento cesta BSL, celle di carico e inclinometri. Tutti questi componenti inviano i propri segnali alla centralina unica di Sir Lock 3 che riunisce i vari input per poi permettere all’utente di visualizzare sul display lo status della macchina e i relativi avvisi.

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Movimentazione Industriale CES ITALY

Testimonial d’eccezione CES ITALY VENDE UN REACH STACKER VRS A WASCO ENERGY

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Osare spesso ripaga. Fa parte del cosiddetto rischio imprenditoriale, saper scegliere quali investimenti potrebbero ripagare oppure no. Per esempio scegliere di partecipare a manifestazioni fieristiche: se ci limitassimo all’andamento delle fiere in Italia, nel sollevamento (almeno nel 2017) possiamo affermare che ve ne saranno due cui vale la pena partecipare. All’estero invece gli appuntamenti sono molto più numerosi, ma va da se che non tutti portano gli stessi vantaggi nel parteciparvi. Una fiera però che non tradisce mai le aspettative è il TOC Europe, manifestazione itinerante che quest’anno si terrà ad Amsterdam dal 27 al 29 giugno. Probabilmente anche in quest’occasione ci sarà CES Italy, l’azienda nata da un’idea innovativa quanto semplice nel 2015,

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ossia costruire reach stacker modulari: così hanno preso vita i VRS che al TOC 2016 hanno riscosso davvero un interesse che lo stesso Giovanni Bolcato, direttore di CES Italy, ha definito estremamente positivo proprio sulle pagine di Sollevare. Obiettivo di CES Italy dopo il TOC era concretizzare l’interesse raccolto in

termini di vendite di macchine, obiettivo che non ha tardato a essere raggiunto: CES Italy ha infatti venduto un’unità VRS niente di meno che a Wasco Energy. Per chi non lo sapesse Wasco Energy è un gruppo attivo a livello internazionale nel settore dell’energia. La sede centrale è in Malesia, e opera attraverso un network di 15 filiali offrendo prodotti, servizi e soluzioni per il settore dell’Oil&Gas. Indubbiamente un risultato eccellente e doppio se vogliamo in quanto non solo CES Italy ha acquisito un cliente che in futuro acquisterà sicuramente altre macchine, ma anche un testimonial davvero eccezionale. D’altra parte l’idea della modularità alla base dei VRS non poteva non attirare l’attenzione. Il reach stacker si basa su un sistema di collegamento con attacchi spin-off che permette la sostituzione rapida delle parti principali. I reach stacker CES sono costituiti da 11 moduli, di cui 6 sostituibili velocemente: braccio di sollevamento telescopico; assali; contrappeso; telaio; stabilizzatori anteriori (sostituzione veloce); box serbatoio, elettronica e scala (sostituzione veloce); box energia (sostituzione veloce); cambio (sostituzione veloce); cabina (sostituzione veloce); modulo Hardware-Software e spreader. CES ha concepito il VRS come una macchina modulare anche in termini di prestazioni di sollevamento e sbraccio, variabili a seconda del passo e della tipologia di spreader montato. Il passo, allungabile idraulicamente contribuisce alla stabilità del mezzo che può quindi affrontare capacità di sollevamento e sbraccio differenti, tenendo comunque sempre presente lo spreader montato.

+ Oltre la modularità Il reack stacker VRS di CED Italy è basato sul concetto della modularità. All’interno di questo concept trova spazio un sistema di trazione di tipo idrostatico e un telaio centrale, allungabile idraulicamente, che permette cinque lunghezze differenti e, quindi, capacità di sollevamento variabili. Dopo aver effettuato il massimo sollevamento con il passo a 8,5 m, una volta rientrati con il braccio è infatti possibile rientrare con il telaio e quindi sterzare e movimentare la macchina con un passo inferiore di 2 m. In sostanza questa soluzione offre un reach stacker con la manovrabilità delle macchine da 6,5 m, ma con la portata delle macchine da 8,5 m.

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Movimentazione Industriale bilità di ruotare il carico sollevato. Siamo riusciti a creare una soluzione in grado di assicurare una capacità di sollevamento elevata, ideale per i tiri più impegnativi” ha dichiarato Jeroen Naalden, direttore di Enerpac Integrated Solutions alla presentazione della gru. Ovviamente la gru non è ottimizzata solo per eseguire i sollevamenti per cui è nata, ma anche per essere trasportata e montata dove serve, qualunque sia la location. L’intera gru è stata infatti progettata per essere smontabile e trasportabile in una serie di container di dimensioni standard, caratteristica che ne facilita enormemente le operazioni di trasporto, montaggio e smontaggio. La prima unità è stata progettata e realizzata presso lo stabilimento Enerpac Integrated Solutions di Hengelo, in Olanda.

ENERPAC

La prima unità ENERPAC HA REALIZZATO LA PRIMA GRU A PORTALE CHE UNISCE LA PRESENZA DI STRAND JACK A UN SISTEMA DI ROTAZIONE

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Enerpac, fra i leader nello sviluppo di sistemi di sollevamento, ha recentemente progettato e realizzato la prima gru a portale da 450 t con strand jack e un sistema di rotazione (prima e unica nel suo genere) ideale per eseguire il sollevamento e la rotazione di grossi elementi, quali per esempio turbine, per la loro installazione. La sfida maggiore per le aziende di trasporti, sollevamenti e logistica che operano nel settore dell’energia è proprio l’installazione dei nuovi macchinari. I componenti sono generalmente trasportati su convogli eccezionali che all’arrivo vengono posizionati paralleli all’impianto, cosa che rende di fatto inevitabile il dover affrontare un sollevamento e spostamento perpendicolare dell’elemento rispetto ai trailer che lo hanno trasportato. La nuova gru a portale di Enerpac sem-

plifica questa procedura in quanto può sollevare elementi con un peso massimo di 450 t a un’altezza massima di 15 m ed eseguire la loro rotazione. “La nuova gru è stata concepita per unire la potenza di sollevamento di elementi quali gli strand jack alla flessibilità idraulica di una gru a portale e all’innovativa possi-

+ Com’è fatta La gru a portale Enerpac con strand jack e sistema di rotazione del carico sollevato è costituita da quattro bracci modulari verticali che sostengono la struttura orizzontale di una gru a portale Enerpac modello SBL 1100. Una coppia di strand jack da 200 t è posizionata in corrispondenza di ognuna delle travi orizzontali della gru e ogni strand jack è connesso a un sistema di rotazione e sollevamento, realizzato appositamente per la gru e posizionato sospeso al centro dell’area disegnata dai quattro bracci modulari verticali su cui poggia la gru. La trave del sistema centrale di sollevamento consente una rotazione del carico di 90°, caratteristica unica per una gru di questo tipo. Tutta la gru è controllata attraverso il sistema wireless Intellilift.

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Movimentazione Industriale FTMH

Il 2017 parte alla grande A BRESCELLO SONO CONTENTI PERCHÉ HANNO DATO I NATALI A UN’AZIENDA TUTTA MADE IN ITALY MA CHE ESPORTA IN TUTTO IL MONDO: FTMH

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FTMH: Fantuzzi Team Material Handling. Dal nome si potrebbe anche credere che l’azienda sia inglese o americana. Se poi si guarda ai prodotti allora in molti scommetterebbero su un’origine anglossassone. Venendo poi clamorosamente (e con un certo orgoglio, aggiungiamo) smentiti da chi, conoscendo la realtà, affermerà che il nome sarà pure inglese, ma le per-

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sone che vi lavorano sono italianissime e vivono a Brescello e dintorni. Effettivamente FTMH è una realtà fiore all’occhiello del territorio emiliano nata pochi anni or sono ma con tanta esperienza alle spalle e tanta fiducia nel futuro e voglia di crescere. Sentimenti che le hanno permesso un approccio positivo al mercato che ha risposto di conseguenza: nel 2016

FTMH ha chiuso con un fatturato di oltre 12 milioni di euro e 50 unità prodotte. Molti di questi ordini, per di più, vengono da clienti esteri (dove si sa che vige una certa diffidenza nel prodotto italiano, almeno finché non lo si prova) che hanno infatti già acquistato macchine FTMH e che nel 2016 hanno rinnovato la fiducia al costruttore nazionale. Una fiducia che ha dato modo a FTMH di crescere e ampliare la propria gamma di prodotti che oggi comprende numerosi modelli di reach stacker per la gestione di container pieni, e di carrelli elevatori ECH per la movimentazione di container vuoti e che nel 2017 vedrà l’affiancamento di alcune

nuove macchine attualmente in fase di progettazione, ossia carrelli a forche con portate comprese tra 25 e 52 t, nonché due nuovi carrelli da 33 t che saranno pronti a fine gennaio. Altra interessante novità di cui abbiamo già parlato ma che vale comunque la pena ricordare è il nuovo sistema di pesatura container con certificazione metrica sviluppato in col-

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poi ad allungarsi l’elenco dei clienti esteri che rappresentano altrettante macchine FTMH al lavoro ormai praticamente in tutto il Mondo. Ricordiamo qui il carrello elevatore per container vuoti al lavoro presso il terminal Spinelli e Contrepair di La Spezia e quello all’opera in Tanzania, mentre fra i reach stacker ricordiamo quelli all’opera in Russia, ma anche a Trieste, Rubiera e Ancona. laborazione con Eurobil Bilance, azienda specializzata nella produzione di sistemi di pesatura. Dalla collaborazione tra i due costruttori è nato appunto il nuovo sistema di pesatura container, utilizzabile con qualunque spreader e conforme alle normative internazionali e alla più recente normativa SOLAS entrata in vigore a luglio. Il sistema si basa sull’installazione di nuovi twist locks con una portata di 10 t l’uno equipaggiati con sensori digitali che trasmettono i dati di pesatura direttamente a un computer in cabina in modalità wireless. L’operatore, tramite il computer, può stampare il peso lordo del container, digitarne la matricola identificativa e trasmettere il tutto via e-mail al centro operativo del terminal via Wi-Fi o GSM. Il sistema di pesatura FTMH è equiparabile come precisione al sistema delle bilance a terra, ma risulta sicuramente più rapido e permette di concludere le operazioni di pesatura in un solo passaggio. Continua

+ FTMH alle fiere estere Se visitate le fiere estere troverete FTMH alle seguenti manifestazioni: • TransRussia a Mosca, aprile 2017; • TransportLogistic a Monaco di Baviera, maggio 2017; • TOC Europe ad Amsterdam, giugno 2017; • GIS a Piacenza, ottobre 2017.

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Movimentazione Industriale KALMAR

Tra ordini e novità

KALMAR CONTINUA A MIETERE ORDINI IN TUTTO IL MONDO. E NON ARRESTA L’EVOLUZIONE DELLA PROPRIA GAMMA DI MOVIMENTATORI

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Negli ultimi mesi Kalmar ha annunciato una serie di ordini acquisiti che dimostra due cose. La capillarità e forza commerciale dell’Azienda e che la qualità dei suoi prodotti e servizi è riconosciuta anche negli angoli più remoti del Globo. Ad aprire questa fortunata serie è stato l’ordine di Port Container Terminal (KPCT), il primo terminal semiautoma-

tico del Medio Oriente che ha piazzato un ordine di 12 terminal tractor T2. “Il Khalifa Port Container Terminal è uno degli hub più moderni e tecnologicamente all’avanguardia del Medio Oriente e sta crescendo a un ritmo esponenziale” ha dichiarato Neil Watson, Chief Operating Officer di Abu Dhabi Terminals. “Per fronteggiare al meglio questo aumento di

attività abbiamo bisogno di mezzi affidabili e prestazionali, quali i trattori per terminal di Kalmar che sono stati quasi una scelta naturale per noi”. Il trattore per terminal portuali T2 di Kalmar è stato lanciato a fine 2015 e il mercato ne apprezza l’affidabilità, il design incentrato sul comfort, la cabina ergonomica, l’efficienza della catena cinematica e la base modulare: tutte caratteristiche che garantiscono versatilità e ridotti costi operativi. I T2 sono mezzi che possono trovare impiego sia negli hub terminalistici che nell’esecuzione delle operazioni portuali Ro-Ro. A seguire è stata la volta di C.RO Ports SA che ha ordinato a Kalmar 34 reach stacker modello Gloria per operazioni Ro-Ro. I nuovi reach stacker andranno a sostituire gli attuali mezzi sia di C.RO Ports SA che di CLdN Roro SA per divenire parte fondamentale dei piani di sviluppo delle due società nei prossimi cinque anni. Le nuove unità andranno ad affiancarsi anche a 19 altri reach stacker Gloria già in attività e 19 di esse saranno equipaggiate con i sistemi Kalmar KMotion e SmartFleet, entrambi scelti per aumentare la profittabilità di questi mezzi mediante un attento controllo e analisi di costi, tempi di uptime, uso e altri parametri chiave nelle operazioni Ro-Ro. C.RO Ports SA movimenta trailer, container, veicoli e cargo in tutti i propri terminal che garantiscono una connessione Ro-Ro tra i porti inglesi di Killingholme e Purfleet e quelli europei Zeebrugge, in Belgio, e Rotterdam in Olanda.

+ Nomine Nuovo Senior Vice President per la divisione Automation and Project di Kalmar: è Tero Kokko. Nella sua attività Kokko riporterà a Antti Kaunonen, che ha finora ricoperto il ruolo preso da Kokko e che ora è Presidente di Kalmar. Tero Kokko lavora in Kalmar dal 2011, ricoprendo diversi ruoli fino a quello precedente la nuova investitura, ossia Vice President della divisione Intelligent Horizontal Transportation Solutions. “Tero ha una profonda conoscenza ed esperienza nell’ambito delle automazioni, conosce la nostra azienda e il settore in cui opera e sarà in grado di combinare questi tre know how per comprendere e rispondere appieno alle richieste dei clienti” ha dichiarato Antti Kaunonen.

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Attrezzature & Componenti BKT

Perfetti per il porto BKT PREMIATA COME “PORT TYRE MANUFACTURER OF THE YEAR” DURANTE IL TERMINAL OPERATOR EXCELLENCE AWARDS 2016

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Produttore dell’anno di pneumatici per macchinari adibiti alle movimentazioni portuali e di container. Questo il titolo conquistato da BKT durante il Terminal Operator Excellence Awards 2016. Un premio basato su precisi parametri quali l’innovazione tecnologica, le prestazioni, la durata del prodotto, la sostenibilità dei processi produttivi e la facilità di riciclo. In questo contesto va segnalato come il nuovo sito produttivo BKT di Bhuj sia stato visitato dal team di Terminal Operator che ha valutato l’impianto al primo posto per l’altissimo livello di automazione dei processi e il ri-

goroso rispetto delle procedure di controllo in fase di lavorazione. Le prestazioni degli pneumatici BKT, che fornisce pneumatici per applicazioni portuali ai principali operatori del Medio Oriente, sono inoltre risultate tra le migliori sia in termini di rapporto costo/ ora sia in termini di durata, calcolata in ore di lavoro. La nuova gamma di pneumatici radiali per le movimentazioni portuali comprende: Portmax PM 90 per reach stacker, Portmax PM 93 per gru a cavaliere (straddle carrier) e Liftmax LM 81 per carrelli elevatori (al quale dedichiamo un apposito box tecnico). Portmax PM 90 è un radiale All Steel con cinture d’acciaio multistrato prodotto con una speciale mescola del battistrada che

+ Liftmax LM 81 Specificamente progettato per carrelli elevatori, l’ultimo nato in casa BKT, il radiale Liftmax LM 81, spicca per comfort, durata e riduzione dei costi operativi. La struttura All Steel della carcassa, forte e robusta, consente una bassa resistenza al rotolamento che si traduce in minori costi operativi e in un ciclo di vita più lungo. Liftmax LM 81 assicura anche un ottimo comfort di guida, soprattutto sui lunghi percorsi, e un’eccellente stabilità anche a velocità elevate. È disponibile nelle misure: 7.00 R 12, 7.50 R 15, 10.00 R 20 e 12.00 R 20.

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assicura un ciclo di vita prolungato e offre una ridotta resistenza al rotolamento. È disponibile nella misura 18.00 R25. Tecnologia All Steel anche per il Portmax PM 93 che, progettato per le operazioni portuali e la movimentazione dei container, assicura stabilità, durata e risparmio di carburante. La struttura radiale All Steel, oltre a conferire una maggiore forza e manovrabilità, garantisce anche una combinazione fondamentale tra la capacità di trasportare i carichi più elevati e il mantenimento della massima stabilità. Senza trascurare il comfort di guida dell’operatore.

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Movimentazione Industriale

A

Anni fa i pannelli realizzati con fibre di legno pressate erano considerati prodotti di scarto delle lavorazioni principali del legname. Oggi invece sono un business di successo, che ha permesso a molte aziende di decollare. Per esempio in Russia, a Torzhok, la Modern Lumber Technologies LLC ha avviato uno dei più grandi impianti di produzione di questi pannelli in tutta la Russia, con una produzione annua di 600.000 metri cubi di pannelli. A sostenere il flusso di materiale necessario ad alimentare questa produzione massiccia sono all’opera quattro caricatori industriali Sennebogen, sia nei piazzali che lungo la linea produttiva. Tutto inizia con l’arrivo del legname che viene trasportato presso lo stabilimento mediante camion scaricati da tre Sennebogen 735. Queste macchine, equipaggiate con pinze da legname da 3,2 m2, non si occupano solo della fase di scaricamento nel piazzale del legno, ma anche del suo posizionamento sugli alimentatori della linea produttiva. Per gli operatori che lavorano con questi mezzi, guidati

SENNEBOGEN

La logistica del legno I CARICATORI INDUSTRIALI DI SENNEBOGEN AL LAVORO IN UNA FALEGNAMERIA INDUSTRIALE A TORZHOK, IN RUSSIA dal direttore tecnico Vladimir Tsvetkov, i 735 di Sennebogen sono le macchine ideali per svolgere le operazioni: “Siamo rimasti impressionati dalle macchine nel loro complesso, per la qualità dei componenti e per l’affidabilità complessiva che stanno dimostrando” afferma Tsvetkov. I 735 sono basati su un concetto di operazioni pick & carry che ne fa macchine flessibili adatte alle operazioni da piazzale. Ogni 735 può scaricare un semirimorchio con quattro prese. Una volta caricato il legname negli ali-

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+ Sempre in Russia

La russa Pilon è una delle aziende leader nella realizzazione di ponti e infrastrutture in genere di tutto il mercato nazionale, e

si è specializzata nella manutenzione di queste strutture e in servizi di ingegneria idraulica. Pilon sta utilizzando da qualche mese un Sennebogen 640 nel proprio piazzale come una gru per le operazioni di movimentazione e logistica. La macchina, anche in questo caso venduta e assistita dal dealer Sennebogen JSC KWINTMADI, si è dimostrata subito un valido acquisto grazie alla versatilità di cui è capace. Grazie al sottocarro gommato e ai 21 m

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Tre Sennebogen 735 lavorano nei piazzali della Modern Lumber Technologies scaricando il legname dai camion in arrivo e alimentando la scortecciatrice.

Da sinistra l’ingegnere capo Vladimir Kuzovnokov, il venditore di KwintMadi Artem Larin e il meccanico Yevgebiy Sokolov. Mastercab rialzata dalla quale gode di una completa visuale sull’area di lavoro. I tronchi scortecciati vengono prima scongelati in due tunnel di essiccazione, al fine di poter cippare anche il legno ghiacciato con i migliori risultati. Dopo

questo trattamento, i tronchi vengono collocati nelle tramogge della cippatrice e alla fine vengono ridotti in frammenti di 0,6 mm che vengono poi setacciati, essiccati e incollati in tavole di spessore fino a 40 mm. L’intera linea è stata progettata per una produzione annua di 600.000 metri cubi e produce pannelli in legno con una larghezza massima di 2.800 mm. Quanto in opera in Russia è un’ulteriore prova della solida partnership tra Holtec e Sennebogen che è in grado di offrire le giuste soluzioni per ogni cliente. A livello di service e ricambi la Modern Lumber Technologies è seguita sia direttamente da Sennebogen che dal loro dealer russo KwintMadi.

mentatori, inizia la produzione lungo la linea interna che è stata progettata e realizzata dalla tedesca Holtec GmbH&Co KG di Hellenthal. Una linea di produzione completa di un Sennebogen 835 elettrico statico addetto all’alimentazione della cippatrice mediante una pinza da legname. L’835 è alimentato da un motore elettrico da 160 kW e lavora su turni, accogliendo l’operatore in una

di braccio tralicciato, la 640 è in grado di servire da un unico punto tutto il piazzale di Pilon.

All’interno dello stabilimento Holtec ha realizzato una linea di essiccatura e cippatura alimentata da un Sennebogen 835 elettrico.

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Movimentazione Industriale TEREX PORT SOLUTIONS FORNIRÀ ALCUNE GRU AI DUE OPERATORI PORTUALI ITALIANI SPINELLI E LORENZINI

TEREX PORT SOLUTIONS

Doppio colpo italiano per Terex PS

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Terex Port Solutions ha recentemente annunciato di aver fornito alcune gru ai due operatori portuali italiani Spinelli e Lorenzini. A quest’ultimo, che opera a Livorno, consegnerà la terza Terex PS della

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storia di Lorenzini, una Gottwald Model 7 nella variante G HMK 7608. Le altre due unià già all’opera in quel di Livorno sono sempre delle Terex Gottwald, una G HMK 7608 acquistata nel 2014 e una

G HMK 7408 acquistata nel 2015. Le tre gru sono destinate alla movimentazione container e l’ultima arrivata offre una capacità di sollevamento di 150 t per uno sbraccio massimo di 54 m e una velocità

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di sollevamento massima di 100 m/min e, grazie a un sistema di estensione della torre principale, la nuova Terex Gottwald G HMK 7608 sarà in grado di caricare e scaricare container posizionati anche molto in alto sulle navi portacontainer. L’operatore portuale genovese Spinelli ha invece acquistato una Terex Gottwald G HMK 8610 che è recentemente entrata in attività al porto di Genova. Si tratta di una gru ad alimentazione doppia, diesel ed elettrica, e si tratta del più grande modello mai venduto in Italia da Terex Port Solutions. La macchina è stata acquistata per far fronte alla necessità di servire navi portacontainer con questi ultimi stoccati sempre più in alto sul ponte. La macchina, date le sue prestazioni, sarà in grado di portare Spinelli a operare anche nel segmento degli heavy load cargo. La Terex Gottwald G HMK 8610 in questione ha una capacità di sollevamento di 150 t per uno sbraccio massimo di 56 m e una velocità di sollevamento massima di 100

m/min. Spinelli ha ordinato insieme alla gru anche due spreader twin-lift con una capacità di sollevamento di 60 t ognuno. In questo modo la gru sarà in grado di movimentare due container da 20 piedi e 30 t in un’unica operazione. Ma le gru acquistate in Italia non sono ovviamente le uniche di Terex PS ad essere entrate recentemente in servizio. Altri operatori nel mondo hanno scelto di affidarsi al Costruttore americano. Per esempio il Porto di Auckland, in Nuova Zelanda, ha ordinato 27 nuovi straddle carrier completamente automatici nonché l’upgrade di

+ Ancora in Europa Terex Port Solutions ha rafforzato la propria presenza nei bulk terminal spagnoli mediante la consegna di quattro nuove Terex Gottwald alla Ership S.A. Le nuove gru portuali G HMK 6407 B andranno a movimentare materiale sfuso come granaglie, cereali e rame e offrono 100 t di capacità massima di sollevamento, 51 m di sbraccio e una velocita di sollevamento massima di 110 m/min. Si tratta di modelli nella variante a quattro funi. Le nuove gru andranno a sostituire quattro gru sempre Terex Gottwald della Generazione 4: con questa sostituzione Ership S.A. conta di migliorare notevolmente la propria produttività e capacità di gestione di navi in transito.

altre 21 macchine già operative. Si tratta del primo esempio di automazione completa di un’unica, intera flotta di mezzi operativi, che verrà completata entro la metà del 2019 con la consegna di 27 nuovi N SC 644 E completamente automatizzati che andranno a operare sia nello stoccaggio che nel caricamento dei veicoli. Ai nuovi 27 straddle carrier si affiancheranno i 21 già operativi oggi, che subiranno un upgrade per diventare completamente automatizzati a loro volta. Terex Port Solutions fornirà le macchine, ma anche i sottosistemi e i software operativi. Con questo grande progetto di automatizzazione delle operazioni il porto di Auckland conta di aumentare enormemente sia la propria produttività che la propria capacità di immagazzinamento. Dalla Nuova Zelanda alla Malesia il passo è (relativamente)

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breve. Qui Terex Port Solutions consegnerà due gru ship to shore all’operatore Sabah Ports Sdn. Bhd. modello STS che andranno in servizio presso il porto Sapangar Bay Container. Le due gru saranno assemblate presso il sito produttivo TPS di Xiamen, in Cina, e prenderanno servizio nella seconda metà del 2017. Il Sapangar Bay Container Port, situato sulla costa nord del Borneo, è attualmente il più grande hub merci dell’area Brunei-Indonesia-Malesia-Filippine. Le gru STS aumenteranno significativamente la produttività delle operazioni logistiche dell’hub che in questi ultimi mesi sta conoscendo una crescita esponenziale del volume di merci in transito, essendo strategicamente collocato sulla rotta navale tra il Far East e l’Europa. Le due gru STS avranno una capacità di sollevamento di 41 t grazie all’adozione di un twin-lift spreader e sfoggeranno uno sbraccio di 45 m che consentirà di gestire fino a 15 file di container.

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Attrezzature & Componenti FERRARI INTERNATIONAL 2

Andiamo sul sicuro

DA FERRARI INTERNATIONAL 2 LA NUOVA GAMMA DI PEDANE MAT 2017

S

Se il problema è costruire pavimenti e strade su terreni accidentati (in qualsiasi condizione), oppure proteggere particolari pavimentazioni, una soluzione particolarmente efficace è rappresentata dalla nuova Serie MAT 2017, che è andata ad ampliare la gamma di pedane

+

Dati tecnici

Versione Materiale Misure Peso Superficie Colore Carico Trasporto

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offerte al mercato da Ferrari International 2. Disponibile in due versioni, le nuove pedane sono realizzate in polietilene vergine ad alta densità (HDPE) 500, materiale che garantisce il miglior rapporto

Light Heavy Polietilene ad alta densità (HDPE) 500 2.440x1.220x12 mm 3.000x2.000x38 mm 35 kg/pannello 235 kg/pannello profilata su entrambi i lati nero circa 80 t/m2 circa 160 t/m2 500 pannelli per camion 90 pannelli per camion

robustezza/peso, assicurando un’alta capacità pur mantenendo una notevole leggerezza. Il tutto per un utilizzo sicuro e duraturo negli anni. Perfette per le grandi opere civili o militari, consentono il transito a persone, veicoli e mezzi pesanti anche in condizioni climatiche estreme (da +50°C a -40°C). Possono essere impiegate con successo in aeroporti, fiere, concerti, manifestazioni sportive e l’elenco delle possibili applicazioni potrebbe proseguire ancora a lungo. Per ogni m od e l lo s o no disponibili connettori a due vie e a quattro vie, in acciaio zincato, che assicurano una perfetta stabilità sul terreno. Inoltre, le nuove MAT sono state progettate con una particolare tacchettatura brevettata di altezza diversificata che garantisce un confortevole camminamento per le persone (tacchettatura più bassa) e un sicuro transito per veicoli anche pesanti (tacchettatura più alta). Va infine sottolineato come, a livello di posa, le nuove MAT siano estremamente facili da utilizzare: due operatori sono in grado di costruire fino a 500 metri di strada al giorno su qualsiasi tipo di terreno.

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Attrezzature & Componenti HIFORCE

Precisi e sicuri

LA POMPA SPLIT FLOW DI HIFORCE OFFRE UN CONTROLLO PRECISO NELLE OPERAZIONI DI SOLLEVAMENTO SINCRONIZZATO

Servizi On-site di sollevamento con cilindri offerti da Hi-Force.

H

Hi-Force, produttore britannico di utensili idraulici, vanta nel suo portafoglio prodotti una gamma di pompe elettriche Split Flow con configurazioni che vanno dal modello a due uscite con valvole di controllo manuali, fino ai modelli a 8 uscite con valvole di controllo elettriche a solenoide. Si tratta di una gamma di pompe di alto livello, progettate per garantire portate di olio uguali da ogni uscita, indipen-

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dentemente dalle variazioni di pressione idraulica; questa caratteristica primaria rende queste pompe ideali per applicazioni che richiedono un sollevamento controllato e sincronizzato. Le pompe HSP offrono un range di capacità di serbatoio fra 50 e 150 litri e pressioni di esercizio da 70 a 700 bar. Sono tutte fornite con una valvola di controllo della pressione massima montata esternamente su ogni uscita per regolare facilmente

la pressione tra 70 e 700 bar. I modelli con valvola a solenoide elettrica sono equipaggiati con un sistema di controllo appositamente realizzato, completo di interruttore on/off e una serie di interruttori che possono essere selezionati per sollevare e abbassare i cilindri. Il pannello di controllo consente inoltre all’utente di controllare singolarmente o contemporaneamente la corsa del cilindro/i di sollevamento. Una volta che

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+ Accessori&Servizi Hi-Force produce anche una vasta gamma di componenti di sistema compatibili con le pompe HSP che comprendono tubi idraulici, manometri, collettori, attacchi rapidi, raccordi e valvole di controllo. Oltre alla vasta offerta di prodotti Hi-Force è anche in grado di offrire una gamma di servizi On-Site ai propri clienti, disponibili a livello globale attraverso la rete capillare di uffici regionali e distributori aderenti, in grado di abbinare l’alta qualità delle attrezzature a tecnici esperti altamente qualificati e continuamente aggiornati. I tecnici di Hi-Force vantano notevole esperienza nella consulenza e gestione delle problematiche relative a vari tipi di applicazioni di sollevamento e/o spostamento di carichi pesanti che richiedono l’uso di numerosi cilindri ad alto tonnellaggio, pompe, tubi e accessori come per esempio il sollevamento di ponti, strutture in acciaio, reattori, barche, e così via.

Pompa a portate separate HSP usata per un progetto in Azerbaijan.

il carico è correttamente distribuito sui cilindri selezionati, può iniziare l’operazione di sollevamento sincronizzato. Hi-Force può anche fornire un PLC per un sistema di sollevamento sincronizzato completamente automatico e controllato, con una varietà di impostazioni utente, comprese le impostazioni di altezza/ corsa e massima tolleranza tra i punti di sollevamento, tutti controllati da un computer centralizzato touch screen. Le pompe Split flow di Hi-Force sono adatte per l’uso con cilindri idraulici a singolo e a doppio effetto. Oltre alla vasta gamma di cilindri a singolo e a doppio effetto disponibile come standard Hi-Force può su richiesta del cliente disegnare e produrre cilindri idraulici in grado di soddisfare

l’esigenza che l’applicazione richiede. Queste possibilità sono assicurate dai forti investimenti sulle linee produttive eseguiti recentemente da Hi-Force. Per esempio nei 50.000 mq della sede di produzione situata a Daventry, nel Regno Unito, sono all’opera 12 macchine Mori Seiki CNC, che garantiscono una capacità produttiva all’avanguardia per una vasta gamma di prodotti, cui si è da poco aggiunto il tornio SL603, una macchina a 4 assi, capace di produrre cilindri idraulici fino a 1.000 tonnellate di capacità e 1.200 mm corsa. La notevole potenza del mandrino e gli speciali utensili di questo tornio gli consentono di rimuovere fino a 10 mm di materiale da ogni lato su diametri e fori ed ha permesso di ridurre drasticamente i tempi di consegna per cilindri idraulici sia standard che personalizzati. L’offerta di prodotti Hi-Force si estende anche a pompe manuali e alimentate, chiavi dinamometriche manuali e idrauliche, tensionatori, pompe per hydrotest, martinetti, tagliadadi, allarga flange, kit estrattore, pinze e molti altri strumenti specifici di settore.

Il centro di lavoro SL603 presso l’impianto di produzione di Hi-Force a Daventry.

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Attrezzature & Componenti HYDAC

Tante applicazioni, un solo fornitore GLOBAL PRESENCE, LOCAL COMPETENCE: CON QUESTO PAYOFF AZIENDALE HYDAC SPIEGA LA PROPRIA FILOSOFIA E APPROCCIO AL MERCATO

P

Presenza globale ma attenzione locale. E una risposta a molteplici applicazioni. In queste poche parole si riassume la realtà di Hydac, un’azienda multinazionale che ha fatto della progettazione, realizzazione e commercializzazione di componenti idraulici ed elettronici un busi-

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ness internazionale. In sostanza Hydac si propone come un unico interlocutore che segue tutto in maniera integrata. Per capire di preciso cosa significa, basta dare un occhio alla struttura italiana: oltre

alla sede principale, dove lavorano 80 persone, Hydac ha diversi uffici regionali per essere più vicina ai vari OEM di tutta Italia e, oltre all’ufficio tecnico, per ogni linea di prodotto Hydac Italia mette a disposizione un Product Manager, ossia un vero e proprio specialista incaricato di seguire i rapporti fra la casa madre e la sede italiaSergio Ciatto, na. La parte commerciale è Responsabile Mobile invece seguita da funzionari Division Hydac Spa di vendita che operano a livello locale. Abbiamo detto che Hydac ha fatto di idraulica ed elettronica un business internazionale milionario: non a caso la gamma offerta è composta da un numero di prodotti che ha dell’incredibile, spaziando dalle pompe alle valvole, dai sistemi integrati alla sensoristica, per finire con le schede elettroniche e i display; tutti componenti che seguono la movimentazione dell’olio dal serbatoio ai comandi. Il sollevamento è uno dei settori

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La piramide integrata dei componenti Hydac: sistemi di soluzioni elettroidrauliche che si pongono come interfaccia tra sensori e attuatori di attività di Hydac, insieme per esempio alle macchine movimento terra o ai macchinari per il drilling. Ma di sicuro il settore del sollevamento è anche quello che impegna maggiormente i tecnici e i responsabili Hydac in quanto soggetto alla normativa EN13849 che stabilisce gli standard di sicurezza per le attrezzature che sollevano innanzitutto persone, anche se è già in corso un’evoluzione anche su altri prodotti come le gru retrocabina. In ambito sollevamento di merci o persone Hydac offre un portafoglio prodotti che spazia dai sistemi di controllo completi di sensoristica (trasduttori, sensori di posizione, angolo, temperatura, pressostati e inclinometri) ai supporti di comando, come il joystick G-pro. Senza dimenticare i sistemi di monitoraggio online e offline. I display e le schede di controllo di TTControl, azienda del gruppo, completano la gamma insieme agli elementi per il controllo, il pilotaggio e l’emergenza, manifold compatti progettati con soluzioni standard e/o modulari. Le elettrovalvole a cartuccia coprono capacità da 0 a 150 l e pressioni fino a 350 bar. In questo ambito spicca la nuova serie di distributori multifunzione X (DX, LX, HX) pensata per gran parte delle applicazioni mobili

e la cui caratteristica fondamentale è la modularità per il sistema di controllo e comando (servo-comandi) con pressioni di utilizzo fino a 400 bar. A prescindere dal tipo di valvola impiegata è possibile utilizzare qualsiasi tipo di azionamento. L’impiego di questi distributori oleodinamici consente di adottare diverse tipologie di comandi per ogni sezione: manuale, elettro-idraulica on-off o

+ Spazio ai numeri Con una produzione concentrata soprattutto in Germania, e con il supporto di unità produttive negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Svizzera, Hydac è una società che nel mondo conta 7.500 persone e 45 filiali, molte delle quali sviluppano una competenza territoriale, con ufficio tecnico interno, in grado di creare sistemi e circuiti

idraulici ad hoc sulle richieste dei clienti. Per il numero e la qualità dei clienti seguiti, tra le tante filiali Hydac nel mondo spicca la sede italiana di Agrate Brianza (Mb). Hydac Italia è infatti una struttura composta da oltre 80 persone che si avvale anche di uffici regionali a Torino, Brescia, Padova, Reggio Emilia e Napoli.

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proporzionale. Inoltre, ogni sezione ha la possibilità di montare valvole di massima che permettono di differenziare la pressione per ogni utilizzo. Non mancano poi le soluzioni Hydac in ambito filtrazione, con soluzioni sia standard che custom. Innovativa la gamma di sistemi integrati di serbatoio con filtri, indicatore di livello, sensoristica di supporto e filtro aria pensata per rispondere alle esigenze di riduzione degli ingombri, peso e pulizia interna. La nuova cartuccia Optimicron, per esempio, è ottimizzata per ridurre le perdite di carico ed è equipaggiabile con tecnologia Stat-Free per abbattere le cariche elettrostatiche nei nuovi olii zinc-free.

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Attrezzature & Componenti MEC WOLF

Oggi parliamo di Golfari I GOLFARI SONO ACCESSORI DI SOLLEVAMENTO, NON SEMPLICE BULLONERIA COMMERCIALE

B

Bisogna fare molta attenzione ad acquistare o ad utilizzare i golfari nelle operazioni dl sollevamento. In commercio si trovano frequentemente golfari non conformi alla normativa di riferimento e alle tabelle tecniche di prodotto (specialmente se questi vengono importati da paesi asiatici). Purtroppo, molto spesso la sicurezza viene disattesa e, in caso di incidente, si scopre con sconcerto che i golfari non fanno parte della normale bulloneria commerciale ma sono classificati come “accessori di sollevamento” dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE. La Direttiva Macchine e le tabelle tecniche di riferimento (ad esempio le tabelle DIN 580:2010 e DIN 582:2010) prescrivono infatti una serie di specifiche tecniche e di controlli che devono essere rispettati e documentati. La documentazione obbligatoria che garantisce l’idoneità e la sicurezza del prodotto deve inoltre accompagnare i golfari in ogni passaggio della filiera di vendita sino ad arrivare all’utilizzatore finale che deve accertarsi, prima di impiegarli, della conformità alla normativa. La Direttiva Macchine, configurando i golfari come accessori di sollevamento, determina anche le responsabilità assegnate ad ognuna delle figure della catena commerciale: Fabbricante, Importatore, Distributore o Rivenditore e Utilizzatore finale. La marcatura dei golfari: oltre al marchio CE, i golfari devono essere marcati in modo indelebile con il marchio del Fabbricante, il numero di lotto, il tipo di acciaio utilizzato e la mi-

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sura della filettatura. Inoltre deve essere marcata la portata WLL (Working Load Limit) in chilogrammi per il tiro assiale e una freccia che indichi la direzione a cui si riferisce tale portata (DIN 580/582). La documentazione obbligatoria: ogni golfare (o confezione contenente più pezzi) deve essere accompagnato dalla dichiarazione di conformità UE in relazione alla marcatura CE. Questa dichiarazione obbligatoria deve essere firmata da una persona fisica (non giuridica) che rappresenti il fabbricante o un suo delegato legale. Ogni golfare (o confezione) deve essere accompagnato obbligatoriamente dalle istruzioni d’uso in una lingua che sia comprensibile all’utilizzatore finale. Per attestare le prove chimiche e meccaniche di laboratorio viene allegato il certificato 3.1 EN 10204 nel quale si dichiarano tutte le prove chimiche e meccaniche eseguite (ad esempio la prova di trazione) relative allo specifico lotto di fabbricazione nonché le portate massime di sollevamento nelle tre principali direzioni. Oltre ai riferimenti legali del fabbricante che ha emesso il certificato è normalmente indicato anche il Paese di origine del prodotto. Generalmente si utilizza il certificato 3.1 EN 10204 per inglobare anche la obbligatoria Dichiarazione UE relativa alla marcatura CE. Un’approfondita documentazione in lingua italiana e inglese sui golfari (comprese le tabelle tecniche e la Direttiva 2006/42/CE) è scaricabile gratuitamente dal sito www.mecwolf.it.

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Attrezzature & Componenti IMET

Nuova generazione ARRIVA LA SERIE DI RADIOCOMANDI M880 DI IMET. UN CONCENTRATO DI TECNOLOGIA, FUNZIONALITÀ E DESIGN

L

La nuova serie di radiocomandi M880, caratterizzata da un nuovo look ancora più accattivante, nonché da una tecnologia nuova e all’avanguardia, è il risultato di quasi 30 anni di storia ed esperienza che l’azienda può vantare nel settore, che è alla base della creazione di prodotti sempre più affidabili, tenendo in primo piano le esigenze del cliente e offrendo la massima flessibilità per soddisfare anche le richieste più complesse. Con la nascita della nuova serie di radiocomandi M880, IMET ha dato vita a un vero e proprio cambio generazionale rispetto alla precedente serie M550. Come detto, la nuova gamma M880 offre molteplici novità; a partire dal circuito di STOP che assicura il massimo livello di sicurezza secondo gli standard europei ed internazionali. Nuove anche le scatole, progettate e co-

struite con materiale altamente resistente agli urti e alle temperature in un range di esercizio davvero ampio che va dai -25 °C ai +70 °C. I nuovi radiocomandi IMET M880 sono inoltre in grado di memorizzare ogni evento, compresi guasti o arresti anomali, nonché le ore di lavoro effettuate dal radiocomando stesso, mentre un tool di diagnostica dedicato permetterà l’interfaccia con un PC per verificare i parametri di funzionamento e visualizzare la lista degli eventi più significativi. Il cambio di frequenza automatico realizzato con tecnologia AFA elimina di fatto il rischio di interferenze: il sistema infatti monitora costantemente i canali disponibili e

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+ M880 Wave2 Sempre sulla scia del progetto dei nuovi M880, IMET ha rivisto anche i modelli di radiocomandi a pulsantiera con un restyling tecnologico, funzionale ed estetico. Il risultato di questa evoluzione è il modello M880 Wave2. La gamma di prodotti Wave2 si suddivide nelle due versioni Wave2 S e Wave2 L, con sostanziali differenze rispetto al passato. Una è la sostituzione della batteria NiMH con una ai polimeri di litio che permette l’uso ininterrotto del radiocomando fino a 25 ore. Introdotta anche la nuova opzione PIN CODE che consente di limitare l’utilizzo del radiocomando al solo personale autorizzato. Anche il WAVE2 è inoltre dotato del cambio frequenza automatico AFA e della possibilità di monitoraggio costante tramite PC. sceglie in automatico quello più libero per evitare disturbi di sorta. In occasione del lancio della nuova serie M880 IMET presenta anche un nuovo radiocomando dal design estremamente ergonomico: KRON. Realizzato per avere le massime prestazioni con un minimo ingombro e per fornire un prodotto ergonomico al fine di agevolare l’operatore in una maggiore libertà di movimento, sicurezza e comfort negli ambienti di lavoro, KRON è stato progettato per movimentare gru da autocarro a 4 e 5 funzioni, ma si presta facilmente anche alle altre applicazioni mobili dei diversi settori dell’industria e delle costruzioni.

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Attrezzature & Componenti VERTIMAC

Sempre più real time

VERTIMAC CONTINUA AD AMPLIARE LA PROPRIA OFFERTA DI PARTI DI RICAMBIO PER OFFRIRE SEMPRE LA SCELTA CON IL MIGLIOR RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO

N

Non si ferma l’ampliamento di gamma di Vertimac che oggi inserisce nel proprio portafoglio prodotti le batterie US Battery in grado di equipaggiare piattaforme elettriche di marchi diversi. Quattro i modelli disponibili, declinati in due modelli di batteria per ricariche multiple da 6 V che si differenziano per l’amperaggio, rispettivamente di 216 Ah a 20 HR o 172 Ah a 5 HR (questa versione è ideale per piattaforme elettriche scissor come la GS1930 di Genie, la SJ 3219 di Skyjack o la JLG 1930ES) o di 310 a 20 HR oppure 253 Ah a 5 HR (batteria compatibile con le piattaforme elettriche Genie Z34-22N, Haulotte Compact 10, Compact 12 e altre). Gli altri due modelli di US Battery proposti da Vertimac sono invece batterie deep-cycle sempre da 6 V con diversi amperaggi: la prima propone 380 Ah a C20 o 296 Ah a C5 e può equipaggiare piattaforme elettriche articolate quali la Genie Z30-20N o la JLG E600AJP, mentre la seconda propone un’intensità elettrica di 420 Ah a C20 o 344 Ah a C5. Le batterie US Battery sono prodotti di qualità, che offrono non

solo un ottimo rapporto qualità/prezzo, ma anche l’affidabilità di prodotti made in USA, tant’è che sono già state scelte da alcuni Costruttori, tra cui Haulotte e JLG, come batterie di primo equipaggiamento per le proprie macchine. Resta estremamente ampia e variegata anche l’offerta di Vertimac in fatto di ruote, sia normali che antitraccia, con modelli adatti a piattaforme a marchio Haulotte, Genie, JLG, Skyjack e Upright. Spiaccano in questa offerta le TI-155NM, ruote antitraccia ideali per piattaforme Genie GS2032, GS2646, GS2632, GS3232, GS4047, mentre le TI-155NMH sono ruote antitraccia per piattaforme Haulotte quali la Compact 8, la Compact 8W, la Compact 10 e 10N, la Compact 12 e la Compact 14. Ovviamente per vedere tutte le caratteristiche tecniche di batterie e ruote, ma anche l’intera offerta di ricambi Vertimac è sufficiente visitare il sito http:// www.vertimac.com mentre per ordinare

+ Vertimac ad Apex 2017 Vertimac parteciperà direttamente alla prossima edizione di Apex 2017 che si terrà ad Amsterdam, in Olanda, dal 2 al 4 maggio prossimi. Potete trovare il management e i tecnici Vertimac allo stand 250. Saranno lieti di incontrarvi e rispondere a ogni vostra richiesta.

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Vertimac ha approntato un sito apposito, order.vertimac.com, al quale si accede tramite login e password. Qui si cerca il pezzo per riferimento (il codice è reperibile tramite il catalogo cartaceo o il sito www.vertimac.com), si procede alla creazione dell’ordine che poi viene processato dal sistema e segue quindi la spedizione. Per i ricambi di maggior uso (quindi a grande rotazione di magazzino), il cliente ha inoltre la possibilità di scegliere tra il ricambio originale o quello alternativo di alta qualità, secondo la filosofia Vertimac. Altro vantaggio del sito è quello che permette a un’officina di realizzare il preventivo per una riparazione partendo dai costi reali dei vari pezzi necessari che si ricavano direttamente dal sito e che possono essere salvati in un’offerta utilizzabile poi come base dell’ordine una volta ottenuta l’approvazione del preventivo.

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Aste

RITCHIE BROS

And... Sold it!

UN 2016 RICCO DI SODDISFAZIONI E UN NUOVO ANNO CHE PROMETTE SCINTILLE

I

Il 6 dicembre si è tenuta, a Caorso (Pc) l’ultima asta del 2016 targata Ritchie Bros. che ha visto la vendita di centinaia di pezzi tra macchinari e autocarri. Davvero interessanti i numeri. Oltre

100 trattori agricoli, inclusa una preziosa collezione di trattori d’epoca, più di 120 escavatori, 100 camion tra cui trattori stradali e furgoni, oltre 150 auto e via di questo passo. L’asta di Ritchie Bros. ha attratto più di 1.500 offerenti da tutto il mondo, di cui 600 registrati online e connessi in tempo reale. Oltre 70 i paesi esteri registrati, non solo nazioni europee, ma anche Filippine, Uruguay, Kuwait, Nuova Zelanda, per una vera e propria platea internazionale. La mente e le energie della casa d’aste sono però proiettate verso il futuro e a Caorso stanno già arrivando i primi

macchinari che saranno in vendita alla prima asta del 2017, in programma per il 23 marzo. Sul sito www.rbauction.it sarà possibile consultare il parco macchine e le schede tecniche dei mezzi che saranno in vendita. Il momento, decisamente elettrizzante, è sintetizzato dalle parole di Fabio Orlandi, Regional Sales Manager Italy, che afferma: “avere la possibilità di trattare con un mercato ampio e vario che coinvolge tutti i settori industriali si è rivelato un vantaggio dandoci risultati nonostante gli scenari ancora difficili specialmente nel settore edile. Il settore del sollevamento si è rivelato molto soddisfacente; soprattutto i sollevatori telescopici, una costante ad ogni asta in Italia ma anche in Europa. Anche quest’anno è proseguita la nostra crescita nel settore agricolo”.

+ Per Amatrice L’asta di dicembre è stata anche un’occasione di beneficenza: Ritchie Bros. ha infatti aderito a un’importante iniziativa a favore di Amatrice e dei cittadini colpiti dal terremoto. L’iniziativa ha visto la raccolta di fondi per la costruzione di un centro civico per la comunità di Amatrice. Più di 50 lotti donati hanno permesso di raccogliere 11.500 euro.

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In questo numero Inserzionisti 11 13 51 71 83 16 5 3

105 IV 15 45 14 47 29 7

Bรถcker Butti Cobo Cometto CTE Demac Dieci Fagioli

II 9 91 12 I

GIC GIS Haulotte Hinowa Jekko JLG JMG Manitowoc

Merlo Ormig Platform Basket Socage Tecno Gru

Aziende citate A Almac Assologistica

50 8

B Baoli BKT Bรถcker

55 99 23

C CEM CES Italy CMC Cormach D Dieci E EA Group Effer Enerpac F Fagioli/Cometto Fassi Faymonville Ferrari Int.2 FTMH

114

26 94 52 30

G Genie GIS 2017 Goldhofer Grove Grove&Vernazza H Haulotte Hi-Force Hinowa Hydac

54 8 86 8 31

56 106 58 108

I Ikran Imet

36 111

J JCB Jekko JLG JMG

8 38 60 42

74

18 34 95

78 41 8, 84 104 96

K Kalmar

M Magni TH, Mammoet Marraffa Mec Wolf Merlo Moffet

8 92 89 110 77 8

O Officine CO.ME.T Oil&Steel OM Still Ormig P Palazzani Palfinger Palfinger Platforms Italy Platform Basket PM Group

62 64 76 48

T Tadano Faun 36 Tecno Gru 20 Terex Demag 8 Terex Port Solutions 102 Teufelberger 8 TII Group 90 V Venpa Vertimac W Werent

10 112

8

66 49 70 68 37

R Redaelli Teci

8

S Sennebogen Socage Spring

8, 100 72 93

98

L Liebherr 8, 46 Linde 73 Linden Comanda 8

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S o l l e v a r e - S o l l e v a m e n t o, Tr a s p o r t i E c c e z i o n a l i , M o v i m e n t a z i o n e I n d u s t r i a l e e Po r t u a l e

TECNOGRU L’azienda lombarda, dealer Terex per tutta Italia, esporrà al Samoter una gru Terex Quadstar 1075L e un sollevatore Genie GTH25.06

Anno 3 - #1 - 2017

#1 Anno 3

Sollevare n.1/2017  

La rivista italiana dedicata esclusivamente al settore dei lavori in quota, del sollevamento in ogni ambito applicativo, dalla logistica all...

Sollevare n.1/2017  

La rivista italiana dedicata esclusivamente al settore dei lavori in quota, del sollevamento in ogni ambito applicativo, dalla logistica all...

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