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Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets Anno 7 - Aprile/Maggio 2021

La Rivista “Sollevare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

Sollevamento | Trasporti Eccezionali | Movimentazione Industriale e Portuale


8a Edizione

Patrocini Istituzionali GIS 2021

Associazioni THE EUROPEAN ASSOCIATION FOR THE ABNORMAL ROAD TRANSPORT AND MOBILE CRANE RENTAL INDUSTRY

Dal 1946

Giornate Italiane Sollevame Giornate Italiane deldel Sollevame

ANNA

Associazione Nazionale Noleggi Autogru, P.L.E. e Trasporti Eccezionali

The Lifting, Industrial & Port Han

The Lifting, Industrial & Port Han Piacenza, 7-9 Piacenza, 7-9

Piacenza, Italy 3

ESPOSITORI CONFERMA CONFIRMED EXHIBITORS

ANNA

Ing. Bonfiglioli

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Associazione Porti Italiani (ASSOPORTI) · Via dell’Arco De’ Ginnasi, 6 · 00186 Roma C.F. 80213650585 · phone +39 06 6876193 · fax +39 06 6876550 · www.assoporti.it · info@assoporti.it

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Patrocini Enti & Associazioni

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FOUN

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ento eedei Trasporti Eccezionali ento dei Trasporti Eccezionali

ndling and Heavy Transport Show

ndling and Heavy Transport Show Ottobre 20212021 Ottobre

CONFINDUSTRIA PIACENZA

3-5 October 2019

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Editoriale

Fabio Potestà

Alberto Finotto

Un Paese in presenza

Cari Lettori, questa volta parliamo di vibrazioni positive. Ne abbiamo bisogno ma, soprattutto, vogliamo vantarne la concreta realtà, dopo troppi mesi di incertezza e costrizioni. Il sollevamento italiano è in piena salute, ve lo possiamo confermare. Nei tanti colloqui e negli incontri diretti, professionali e umani, che abbiamo con i costruttori, i distributori e i noleggiatori di casa nostra, la sensazione di trovarci alle porte di un piccolo miracolo nazionale è palpabile. Abbiamo avuto stagioni intere di crisi e di prospettive in ritirata, alla luce degli endemici problemi politici, decisionali, legislativi e burocratici del Paese. Oggi non è più così, al di là di quello che può essere davvero successo da quando Mario Draghi si è insediato al governo. Molte cose devono ancora accadere, ma la sterzata indotta dall’atteggiamento di comando del nuovo premier, è corroborante. Innanzitutto, ha messo al primo posto il fare impresa, come collante economico e sociale del futuro che ci aspetta. Poi, ha sferzato l’Europa sulla palese inadeguatezza politica in termini di programmazione economica. La sconcertante, mancata programmazione sull’approvvigionamento delle materie prime, in una fase di enorme squilibrio del mercato, a fronte della previdenza organizzativa quasi scientifica di Paesi come la Cina e gli Stati Uniti, crea più di un dubbio sull’adeguatezza della classe dirigente dell’Unione. E Draghi l’ha evidenziata, questa inadeguatezza, battendo i pugni sul tavolo e richiamando all’ordine - e al rispetto - tutte le mezze figure che blaterano di impegni e richieste riformatrici all’Italia, senza fornire un supporto concreto e un confronto serio sull’attuazione del PNRR (a fronte di una carta di impegni, stilata dal premier e dai suoi collaboratori, finalmente tangibile nei contenuti e ricca di sostanza tecnica). Ma torniamo, alla luce di questo cambio di passo generale, al nostro contesto industriale. I costruttori, dicevamo. La loro voce e le loro testimonianze sono

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quelle di imprenditori che hanno fatto valere tutto il loro valore, lanciando nuovi progetti e innovazioni che hanno già convinto il mercato delle piattaforme di lavoro elevabili, delle gru industriali e aeree e delle minigrù, ad esempio - segmenti produttivi dove l’Italia costituisce, senza ombra di dubbio, l’avanguardia tecnologica a livello mondiale. I clienti di ogni continente hanno già risposto con grande convinzione, appena la pandemia ha cominciato il suo ritiro, allentando i lacci e le limitazioni dell’export. Le realtà commerciali hanno trovato nuovi stimoli - sorprendenti - in prodotti e aree di importazione inedite, dalla Corea del Sud alla Cina, passando dal Medio Oriente più avanzato e dall’Australia. I noleggiatori hanno ripreso a investire, in virtù del potenziamento e della prosecuzione dei vari programmi di sostegno e finanziamento statale nell’acquisto di nuove macchine e di beni a tecnologia avanzata; il noleggio italiano, nel complesso, è diventato più maturo, più consapevole delle proprie potenzialità e lungimirante nelle prospettive di sviluppo a lungo termine. Il sentimento che oggi è prevalente, dentro di noi osservatori e partner di promozione e divulgazione culturale del made in Italy che riguarda il sollevamento - rimane saldamente quello di una grande fiducia nell’avvenire, di un anelito agli incontri diretti, alle rivelazioni di novità eccezionali per macchine, soluzioni e politiche industriali finalmente vincenti ed efficaci. Se pensiamo, in questi giorni assolati, all’onda crescente del prossimo GIS di Piacenza, preceduto dalle prime fiere internazionali specialistiche in altri settori, non possiamo che sognare un autunno entusiasmante. Saranno le Giornate Italiane del Sollevamento più belle di sempre e nel ritorno alla vita professionale, troveremo in più l’emozione di un abbraccio umano che farà rinascere come non mai il cuore forte e pulsante di una comunità. Buona lettura!

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Periodico associato a

Sommario

Aprile/Maggio 2021 - Anno 7

Rivista partner

Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets Anno 7 - Aprile/Maggio 2021

La Rivista “Sollevare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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Responsabile Editoriale Alberto Finotto Collaboratori Roberto Ambra Stefania Priolo

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Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it In copertina:

Attualità, p.8 Cover Story Socage, p.26

Trasporti Eccezionali

Gru e Autogrù

Faymonville, p.92 Volvo Trucks, p.96 Mammoet, p.100

Liebherr, p.30 Autovictor, p.34 Tadano, p.38 Manitowoc/Grove, p.42

Gru Edili

Raimondi Cranes, p.46 Potain, p.50

Ple

Almacrawler, p.52 Platform Basket, p.56 Easy Lift, p.60 Palazzani, p.64

Sollevatori Telescopici Magni, p.68 Manitou, p.72 Bobcat, p.78

Attrezzature & Componenti Aliant, p.84 Bonfiglioli, p.88

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Direttore Responsabile Fabio Potestà

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Se l’azzurro è il colore del cielo, lo stesso cielo ha il colore di Socage. Le PLE portate nell’alto dei mercati dal team di Fiorenzo e Alessandro Flisi oggi sono Speed per la velocità di intuito e tecnologia.

Noleggio e distribuzione

Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@sollevare.it Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 info@sollevare.it

Eurotecno/Genie, p.102 Airo/Noleggio Lorini, p.108

Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova

Parole di Scienza Il Clima Incognito, p.114

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Fotografia Archivio Sollevare

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Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2021

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© Tadano Ltd. 2021. Tadano e Demag sono marchi di proprietà di o concessi in licenza da Tadano Ltd. o dalle sue controllate.

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È sempre adeguata. La gru Demag AC 45 City: La gru più compatta della sua categoria grazie a un’altezza di soli 3,16 metri: un’unità straordinariamente versatile, grazie anche al sistema di controllo IC-1 Plus e alle possibilità di spostamento su strada, con un peso massimo di sole 34 tonnellate. Tutte caratteristiche che rendono questo modello la migliore gru Demag City di tutti i tempi! Scopri di più sul sito demagmobilecranes.com e registrati per ricevere tutti gli aggiornamenti da Demag, gli inventori della categoria “City”. Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale

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News GRU E AUTOGRÙ

La prima sul suolo d’Italia Il Gruppo Marta Fernando di Seregno (MB), attivo da oltre 60 anni nell’ambito dei sollevamenti e dei trasporti eccezionali, nel campo della movimentazione industriale e nel noleggio di attrezzature per il sollevamento, ha ricevuto la prima minigrù Jekko SPX650 venduta in Italia. Personalizzata con i colori aziendali, la SPX650 è anche la prima minigrù cingolata acquistata in assoluto dal gruppo e si aggiunge a un vasto parco macchine composto da una cinquantina di unità. La SPX650 è l’ultimo modello nato in casa Jekko e concentra diverse soluzioni tecniche all’avanguardia. Oltre ad una capacità massima di sollevamento di 5 t e un’altezza massima di lavoro di 23,5 m (con jib installato), la mini gru vanta infatti numerosi punti di forza: innanzitutto un sistema idraulico digitale con distributore oleodinamico proporzionale PVG 16 di Danfoss, che permette precisione e fluidità dei movimenti, e un nuovo sistema di stabilizzazione, che consente molteplici configurazioni operative. La macchina è equipaggiata con un nuovo jib idraulico da 1,2 t di capacità, a tre sfili e con un jib meccanico da 2 t (entrambi con attacco plug & play), ed è dotata di pacco batterie a litio da 48 V progettato su specifiche Jekko con capacità 400 Ah, che alimenta un motore elettrico trifase da 16 kW. Oltre a ciò, la mini gru presenta altre importanti funzionalità, come la possibilità di lavorare sia a gancio che con verricello, i cingoli estensibili, la modalità pick & carry e il radiocomando user-friendly con software sviluppato internamente da Jekko. E tutto questo senza tralasciare il design e la qualità dei materiali, con una forte attenzione al dettaglio.

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TRASPORTI ECCEZIONALI

Semovente a prova d’acciaio L’Eco1000 rappresenta un progetto di successo per l’azienda italiana Rubiera Special Steel SpA, un nuovo cliente che ha optato per questo nuovo semovente modulare di Cometto. Il veicolo a sei assi è dotata di un powerpack integrato che gli conferisce un design molto compatto. Con una lunghezza utile di carico di 11.600 mm, Rubiera lo utilizzerà per movimentare carichi diversi nell’ambito della sua quotidiana attività di produzione. Questo Eco1000 ha una larghezza di soli 2.430 mm che lo rende facilmente manovrabile all’interno dei siti di produzione. L’altezza di carico di 1.500 mm può essere variata, grazie alla corsa di 700 mm della collaudata sospensione ad assale oscillante. Infine 264 tonnellate di capacità di carico consentono a Rubiera di aggiungere alla flotta un’efficace soluzione di trasporto per i suoi spostamenti all’interno dello stabilimento. I primi lavori sono stati realizzati con successo; in particolare, va menzionata la costruzione di una campana a lento raffreddamento caricata su uno specifico pallet contenente un lingotto multifaccia da 130 tonnellate. Il peso complessivo trasportato dall’Eco1000 è pari a 175 tonnellate. Un altro esempio è il trasporto di due lingotti a sezione rotonda caricati a caldo su una base refrattaria di una campana a lento raffreddamento. Il carico complessivo di questa configurazione è di circa 98 tonnellate.

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News COMPONENTI

Unione elettrica Con l’acquisizione dell’80% delle quote, MTA è la nuova proprietaria di EDN, azienda italiana leader nella progettazione e produzione di OBC (On-Board Battery Chargers) e convertitori di potenza per veicoli elettrici e per l’impiego in ambienti estremi. Gli attuali azionisti manterranno il 20% delle azioni di EDN insieme alle loro posizioni direzionali e operative all’interno della società. Antonio Falchetti, amministratore delegato di MTA, è convinto che “l’operazione consentirà a MTA di compiere un altro passo verso il consolidamento del ruolo di primo piano nell’elettrificazione; l’acquisizione di EDN amplierà le capacità di MTA nel settore dell’elettronica di propulsione e rafforzerà il portafoglio di soluzioni per la Green Mobility, con l’aggiunta di prodotti come OBC, convertitori DC/DC e inverter. D’altro canto, l’operazione accelererà la crescita globale di EDN sfruttando le sinergie all’interno del gruppo in termini di ricerca e sviluppo, impronta produttiva, relazioni logistiche e commerciali”. Il portafoglio di prodotti di MTA forniti agli OEM – produttori di veicoli elettrici e ibridi – va dai fusibili e portafusibili ad alta tensione e a 48 V, ai distributori e ai connettori.

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Fassi lavora ogni giorno con lo sguardo rivolto al futuro. Lo fa percorrendo la strada dell’innovazione digitale e della meccatronica, introducendo applicativi e tecnologie a supporto del lavoro dell’uomo. Si tratta di dispositivi sviluppati internamente da Fassi, e attivabili da radiocomando o con selettori, in grado di aiutare l’operatore sia sul fronte del controllo che della sicurezza. Diagnostica predittiva, connettività tra macchine, controllo degli spostamenti dei carichi e sicurezza della cabina sono solo alcune delle innovative funzionalità presenti Eccezionali, che danno ancoraSollevamento, più valoreTrasporti e centralità al Movimentazione Industriale e Portuale lavoro dell’operatore.


PLE

Il nuovo orizzonte di un leader Paolo Balugani ha deciso di lasciare il gruppo Palfinger, insieme agli incarichi di amministratore delegato di Palfinger Platforms Italy e di Product Line Leader per la stessa divisione Aerial Work Platforms del gruppo. L’intenzione di Balugani è quella di seguire un percorso futuro che contempli nuove opportunità e sfide tecnologiche. Raggiunto al telefono, per un commento puntuale alla sua meditata decisione professionale Paolo Balugani ha dichiarato tutta l’emozione e l’importanza di questo momento cruciale. “Il mio ingresso in Palfinger è avvenuto nel 2013, quando ho costituito, insieme a questo straordinario produttore europeo, la joint venture che ha dato origine a Palfinger Platform Italy (PPI) – ci ricorda Balugani – Ho assunto con entusiasmo l’incarico di amministratore delegato della società e ne ho ricoperto i ruoli di responsabile dello sviluppo, occupandomi anche del lancio dei nuovi modelli e della strategia di mercato globale che riguardava la linea di prodotti PPI (identificata essenzialmente dalla gamma leggera di piattaforme Palfinger allestite su veicoli da 3,5 ton e da alcuni modelli speciali per le manutenzioni di infrastrutture stradali, ndr.). Mi considero da sempre un imprenditore appassionato e inquieto; sono passato attraverso esperienze preziose e importanti distribuite in un percorso di carriera diversificato, brillante, unico. Con il team di Palfinger Platforms Italy, ho guidato con tenacia e con successo la crescita della quota di mercato nel settore delle piattaforme aeree autocarrate di Palfinger, in Italia e in Europa e l’autorevolezza raggiunta è testimoniata da un eco internazionale senza precedenti nella storia del Gruppo”.

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News PLE

Controllo attivo per le batterie Le piattaforme verticali a colonna Haulotte, nei modelli Star 6, Star 6 Picking, Star 8 S e Star 10, sono implementate da oggi con l’esclusiva tecnologia Haulotte Activ’Energy Management. Tutti i modelli della serie Star, quindi, integrano un caricatore CAN Bus intelligente che monitora continuamente i parametri della batteria e adatta la curva di carica in base alle specifiche del modello di fabbrica della batteria al piombo. Il sistema prevede diversi programmi di manutenzione a garanzia di una carica ottimale, tra i quali un ciclo di desolfatazione, una fase di equalizzazione o un ciclo di ripristino della batteria a scarica completa. La gamma Star di Haulotte prevede per l’operatore anche soluzioni centralizzate di riempimento dell’acqua per ridurre significativamente i costi di manutenzione della batteria. Un tubo flessibile consente di riempire contemporaneamente tutte le batterie quando il sensore di livello dell’acqua rileva la necessità di un livellamento. L’operazione può essere eseguita eseguita manualmente o automaticamente, a seconda della configurazione scelta dal cliente. I modelli Star 10 sono dotati di serie, oltre, del pacchetto di manutenzione Auto.

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COMPONENTI

Il Distributore ha una nuova gamma Arriva da Hawe una nuova gamma del già apprezzato distributore proporzionale. Valorizzato da un design modulare, il distributore load sensing PSL si adatta alle più svariate esigenze di impiego e ora la gamma di prodotti è stata ampliata con il nuovo modello con attuazione CAN lite. Grazie all’elettronica on-board e alla comunicazione CAN Bus questo modello è in grado di offrire ottime performance e costi di installazione ridotti rispetto al PSL tradizionale e in particolare si propone ai clienti che sono interessati a una rapida messa in servizio, con tempi e costi di cablaggio ridotti. La posizione iniziale e finale della spola sono già calibrate prima della consegna in modo da ridurre la banda morta e l’isteresi, ottimizzando le performance del distributore in termini di controllo delle portate. In questo modello dotato di elettronica on-board la parametrizzazione viene eseguita in fase di collaudo ed i dati registrati nel dispositivo, la gestione della valvola viene customizzata a seconda delle esigenze del cliente ed è possibile stabilire il comportamento della valvola in fase d’ordine pur potendo facilmente modificare i parametri in un secondo tempo, se necessario; tra le varie opzioni possiamo citare ad esempio la possibilità di ridurre la corsa di una spola oppure stabilire un flow sharing elettronico grazie alla gestione elettronica on-board. Le sezioni di PSL con attuazione CAN sono collegate elettricamente ed elettronicamente tra di loro, l’unica attività necessaria è collegare un solo connettore all’intero banco valvole. L’azionamento CAN-Lite può essere combinato con la versione totalmente CAN equipaggiata anche del feedback di posizione della spola integrato nel distributore. In questo modo il costruttore della macchina potrà scegliere la configurazione ideale considerando i requisiti di precisione e ripetibilità richiesti dalla singola utenza, ottimizzando i costi. Per eseguire la diagnostica, Hawe fornisce gratuitamente il software PSXCAN Tool con il quale è possibile la modifica e l’esportazione dei parametri ed il loro monitoraggio. Riguardo alla valvola a spola direzionale tipo PSL, si possono implementare pressioni di esercizio fino a 420 bar e un campo di portata da 1 a 240 l/min in tre dimensioni costruttive che possono essere combinate in un unico banco di valvole.

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News NOLEGGIO

Eccellenza digitale

Gianluca Arossa

ANCORA TRA I MIGLIORI, AI PROSSIMI ERA AWARDS, MOLLO NOLEGGIO CONCORRE NELLA CATEGORIA BEST DIGITAL INNOVATION

M

ollo Noleggio è ancora tra i finalisti degli ERA Awards, per l’edizione 2021, questa volta nella categoria Best Digital Innovation. Dopo essersi aggiudicata lo scorso anno il primo premio in qualità di “Large Rental Company of the Year” – conferito per la prima volta a una realtà italiana – l’azienda guidata dai fratelli Mauro e Roberto Mollo torna in finale, questa volta con un progetto di innovazione digitale. Unica società italiana da che è stato istituito il premio finalista nella categoria Best Digital Innovation. Il progetto di innovazione tecnologica con cui Mollo è arrivato in finale è, nello specifico, quello della firma digitale dei contratti di noleggio. “L’idea di implementare la firma digitale è scaturita nel 2018. Tutto è partito dal feedback di più clienti, che avevano segnalato tempi troppo lunghi nella fase di sottoscrizione del contratto di noleggio – spiega Mauro Mollo, presidente di Mollo Noleggio – Abbiamo così deciso di sviluppare una soluzione di firma elettronica che permettesse ai clienti di sottoscrivere un contratto con un semplice click”. La firma digitale con archiviazione elettronica dei contratti di noleggio è operativa in Mollo Noleggio dall’inizio del 2020, dopo oltre un anno di sviluppo da parte dell’ICT aziendale. Chi noleggia un mezzo ora può sottoscrivere il contratto in modo semplice e veloce: il cliente può infatti firmare il documento in qualsia-

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si momento e ovunque si trovi, anche in cantiere con un clic dal proprio smartphone. È sufficiente avere un dispositivo con connessione web. Addio quindi ai contratti cartacei; ora tutto è online, facilmente tracciabile, con garanzia di sicurezza e inalterabilità del documento. La firma digitale consente così di semplificare i processi e di ridurre notevolmente i tempi necessari per ritirare e riconsegnare le macchine noleggiate: una vera e propria rivoluzione per un’azienda come Mollo Noleggio, che sottoscrive circa 65.000 contratti all’anno. Parlare “solo” di firma digitale è però riduttivo, dal momento che questo progetto si inserisce in una strategia più ampia, che ha portato Mollo Noleggio nel corso degli ultimi anni a investire nella digitalizzazione di tutti i comparti aziendali, dall’officina alla logistica, fino alle aree amministrative e tecniche. “Dal 2018 a oggi abbiamo lavorato con l’obiettivo di eliminare la carta in azienda – afferma Gianluca Arossa, analista informatico e responsabile ICT di Mollo Noleggio – Abbiamo digitalizzato la gestione di preventivi, contratti, schede di uscita e check-list di ogni macchina, veicolo o attrezzatura che viene noleggiata e riconsegnata. Abbiamo creato una intranet aziendale, per avere tutte le informazioni utili sempre a portata di mano su tablet e telefonino, come ad esempio l’organigramma, le schede tecniche dei

mezzi, ecc. Abbiamo installato un sistema satellitare (a oggi oltre 5.000 gps installati su mezzi a noleggio) che trasmette i dati di funzionamento e ci consente di collezionare più informazioni possibili. Anche l’officina registra tutte le attività di manutenzione eseguite direttamente su uno smartphone, per avere così uno storico dei controlli e degli interventi effettuati. L’ultima importante novità, lanciata nel 2021, è la app Mollo Noleggio”. Disponibile per Android e iOs e utilizzabile da smartphone e tablet, la app Mollo Noleggio è stata ideata per semplificare l’esperienza di noleggio dei nostri clienti, renderli più autonomi, consente di snellire e velocizzare le procedure e comunicazioni. Facile da utilizzare, comoda e sicura, garantisce una user experience ricca di numerose funzionalità e con continue implementazioni. Con la versione pubblica dell’applicazione è possibile cercare e contattare i centri Mollo Noleggio, visualizzare il catalogo nolo, contattare il centro prenotazioni e l’assistenza. Ogni cliente ha inoltre a disposizione un’area riservata, all’interno della quale può visualizzare i mezzi che ha noleggiato e la loro geolocalizzazione, verificarne l’accensione e lo spegnimento e di conseguenza il relativo utilizzo quotidiano, richiedere assistenza per la specifica macchina, comunicare la fine del noleggio, visualizzare i corsi di formazione effettuati e consultare i relativi certificati.

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L’avvento della pandemia ha messo in evidenzia come la scelta di puntare sulla digitalizzazione dei processi sia stata vincente, e lungimirante, in quanto pensata in anticipo, a maggior ragione in un momento in cui molti lavoratori sono in smart working e i documenti cartacei non avrebbero utilità. Grazie agli investimenti effettuati nel corso degli ultimi anni, i dipendenti di Mollo Noleggio possono accedere a tutti i contratti e ai documenti, a loro disposizione nel cloud, e riescono a collaborare anche a distanza. “Essere tra i finalisti agli European Rental Awards 2021 è un orgoglio per Mollo Noleggio, azienda che ha scelto di mettere al primo posto il servizio ai clienti – conclude Gianluca Arossa – Quello della firma digitale sui contratti di noleggio è stato un progetto ambizioso e siamo stati la prima realtà in Italia, nel nostro comparto, a implementarlo con successo. Il mercato lo ha apprezzato e lo ha accolto con favore, siamo molto soddisfatti”.

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News PLE

La Vedova Nera nel Louvre del Medio Oriente Tre modelli di ragni semoventi Falcon 290 su ruote sono stati recentemente consegnati al Museo del Louvre di Abu Dhabi. Il cliente ha espressamente richiesto di una suggestiva livrea total black. Si tratta di una commessa per Falcon Lifts che conferma le richieste dei ragni della gamma danese per l’impiego negli splendidi edifici futuribili delle grandi città mondiali e il Louvre Abu Dhabi è sicuramente una di queste strutture spettacolari. Progettato da Jean Nouvel, il nuovo Museo del Louvre degli Emirati Arabi Uniti offre davvero un impatto emozionale mozzafiato. Con la sua enorme cupola lucida del diametro di 180 m e la speciale costruzione dall’aspetto di una ragnatela che lascia filtrare il sole, ne rende la “casa perfetta” per i nuovi Falcon Spider in versione “Black Widow”, azionabili da remoto con il sistema Falcon Lifts. Questa facoltà tecnologica consente l’accesso Service Tool tramite una connessione dati GSM. Il sistema di geolocalizzazione GSM per il monitoraggio e l’analisi diagnostica e la risoluzione dei problemi da parte dei tecnici funziona anche come antifurto per la piattaforma aerea.

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Due ragni blu in Austria Il grande noleggiatore austriaco Felbermayr, specialista nei servizi di sollevamento e trasporto eccezionale saluta l’ingresso in flotta di due modelli Hinowa nuovi fiammanti: una Lightlift 33.17 ibrida (32,5 m di altezza operativa) e una Lightlift 15.70 a batterie agli ioni di litio (15 m). Autore della vendita, il distributore locale Dorn Lift. Alimentato da un powerpack che comprende un motore diesel Kubota e un pacco batterie agli ioni di litio, il ragno Lightlift 33.17 offre uno sbraccio di 16,5 m alla quota di 17,5 m, e una capacità in cesta senza limiti di 230 kg. Il modello Lightlift 15.70 a propulsione completamente elettrica, con batterie sempre agli ioni di litio, contempla uno sbraccio di 6,6 m, con la stessa capacità illimitata a 230 kg. Le caratteristiche di entrambe le PLE includono stabilizzatori autolivellanti one-touch e il sistema Auto2Speed di Hinowa che riduce automaticamente la velocità di traslazione quando la macchina è in pendenza o su superfici irregolari. Il 15.70 è destinato alla filiale del Liechtenstein mentre il 33.17 sarà utilizzato in Austria, nel territorio di Graz.

T H E 1 ST F U L L E L E C T R I C T E L E H A N D L E R I N T H E W O R L D D R I V E I T T O D AY ! C O N TA C T U S F O R Y O U R F I R S T D E M O S U S TA I N A B I L I T Y T H AT W O R K S

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News GRU E AUTOGRÙ

Una livrea di fiducia Nell’anno del suo 75 ° anniversario, il noleggiatore olandese Hovago si è concesso un regalo speciale e ha ordinato per cominciare nove gru Tadano, tre modelli AC 5.220-1, due AC 5.250-1, due GTC 1800EX e due CC 38.650-1. Un investimento straordinario anche nella varietà, con i primi modelli in consegna per il quarto trimestre dell’anno in corso. L’investimento nasce da un incontro programmatico a cui parteciparono Doron Livnat, titolare di Hovago, il direttore commerciale per l’estero Tiemen Reitsma e il direttore operativo Paul Staps. A Zweibrücken, le riunioni con il CEO di Tadano Demag, Jens Ennen, e con il vicepresidente deputato alle vendite Thomas Schramm hanno avuto pieno successo, in presenza anche del Sales Manager Key Accounts, Uwe Schlicher, e di Tadashi Suzuki, CEO di Tadano European Holdings. “Siamo assolutamente convinti della qualità e della forza innovativa del marchio Tadano – sottolinea Doron Livnat – Negli ultimi 30 anni, Hovago ha acquistato centinaia di gru con piena soddisfazione. Ecco perché il nostro futuro sarà segnato sempre di più dal marchio Tadano vergato sulla nostra flotta”. Naturalmente, le dichiarazioni non hanno potuto che rallegrare lo stesso Jens Ennen che ha ringraziato Doron Livnat per “il lungo e amichevole rapporto”. Qualità del prodotto e fiducia, hanno portato Hovago a scegliere le gru Tadano costruite a Zweibrücken da quasi mezzo secolo, ed è attualmente il più grande proprietario di una flotta Demag CC 3800, con 15 unità operative in tutto il mondo impegnate in applicazioni eoliche e industriali. Di recente, Hovago si è dotata anche del kit Boom Booster per due gru cingolate CC 38.650-1.

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COMPONENTI

La fusione è strategica Duplomatic ha incorporato la società controllata Tecnologie Industriali di Padova, seguendo il progetto di rafforzamento del marchio in senso globale per tutti i prodotti e le applicazioni del settore industriale. Tecnologie Industriali è una realtà storica del patrimonio industriale veneto nella realizzazione di impianti complessi nei settori deformazione e presse, recycling, off-shore e Oil & Gas. La sua integrazione consente alla Business Unit Hydraulic Systems di Duplomatic, da sempre presente nei settori macchine utensili, macchine per la plastica e gomma, siderurgia ed energia, di rafforzare la propria presenza geografica e le proprie competenze tecniche, per offrire un servizio sempre più completo e qualificato nello sviluppo di soluzioni personalizzate ad alto contenuto tecnologico. Grazie a questa operazione, la BU Hydraulic Systems di Duplomatic diventa uno dei principali player italiani nella progettazione e costruzione di impianti su commessa, con due siti produttivi, uno a Lainate (Mi), di 3.200 metri quadrati e uno Padova, di 2.500, nei quali operano complessivamente 65 persone, tra operai, ingegneri e progettisti, tecnici applicativi e tecnici qualificati per assistenza post-vendita e commissioning.

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News FORMAZIONE

Dedicato ad Alessandro Fagioli Per un valore di 6.000 euro, che verrà conferito all’autore della migliore tesi di laurea magistrale in Ingegneria dell’Università di Parma, si inaugura la prima edizione del Premio di Laurea dedicato ad Alessandro Fagioli, guida indimenticabile del gruppo internazionale dell’heavy lifting & transportation, scomparso di recente. Per il vincitore del Premio, è previsto anche un tirocinio extracurricolare retribuito della durata di sei mesi nel dipartimento Engineering della stessa Fagioli. Al prossimo 8 settembre è fissata la data scadenza per la presentazione delle domande di ammissione all’importante iniziativa – bandita dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma, in collaborazione con la famiglia Fagioli e con il gruppo Fagioli Spa. Il riconoscimento riguarda le tesi presentate negli anni accademici 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020 sulle seguenti tematiche: ingegneria dei trasporti e della logistica; ingegneria delle infrastrutture; progettazione di strutture, macchinari, sistemi e metodologie innovative per il sollevamento e la movimentazione di componenti pesanti; ricerca su materiali innovativi per applicazioni nei sollevamenti e trasporti eccezionali; sistemi di acquisizione e trattamento di dati per il rilievo di aree di cantiere o porzioni di territorio. Il bando della prima edizione del Premio di Laurea Alessandro Fagioli e la domanda di ammissione sono disponibili online al seguente indirizzo: https://dia.unipr.it/it/node/5439 ai162081493255_pag tc13s_sollevare_A5_mag21.pdf 1 12/05/2021 12:22:14

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SOLLEVATORI TELESCOPICI

Teletruk, la marcia in più

JCB ha introdotto una gamma aggiornata di carrelli elevatori telescopici Teletruk con motore JCB by Kohler conforme allo Stage V da 46 kW (62 CV) di potenza, design rinnovato e cabina Command Plus, che include comandi elettroidraulici a leva singola completamente proporzionali, che offono maggiore sicurezza e produttività incrementata. Le macchine vantano capacità di sollevamento potenziate a pieno sbraccio, aumentando ulteriormente le prestazioni. La cabina ROPS/FOPS Command Plus offre un incremento di spazio del 12%, ed è caratterizzzata dal design JCB di nuova generazione per un ambiente di lavoro confortevole. Le macchine beneficiano di un comando a leva singola, con sedili Grammer di qualità superior con rivestimento a scelta tra vinile e tessuto. Come optional è disponibile anche il sedile riscaldato a sospensione pneumatica. Il sedile è dotato della funzione di cintura di sicurezza ad incastro in presenza dell’operatore, ed è dotato di un nuovo supporto per i braccioli per un maggiore comfort. Gli ultimi modelli TLT della gamma Teletruk implementano il controllo in cabina del flusso idraulico ausiliario, da 0 a 72 litri/min, per consentire all’operatore di adattare il circuito alle singole attrezzature. Il motore JCB by Kohler Stage V, poi, è dotato di una nuova funzione di arresto automatico, che rileva automaticamente quando la macchina non viene utilizzata e spegne il motore per ridurre il consumo di carburante e le emissioni.

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News PLE

Esclusiva francese GSR e CFM Ile de France hanno annunciato ufficialmente la loro nuova partnership commerciale. CFM Ile de France è distributore esclusivo delle piattaforme aeree autocarrate del marchio riminese in tutta la Francia. CFM Ile de France, che è insediato con due agenzie nella regione parigina, situate rispettivamente a Roissy-en-France e Jouy-le-Moutier, ha firmato il contratto con GSR a seguito dell’acquisizione della società Nacelles Services, rafforzando così la propria gamma di attrezzature per la movimentazione e il sollevamento e inserendo tra i propri prodotti le piattaforme aeree dello storico costruttore italiano, che ha già fornito oltre 2.000 macchine al mercato francese nel corso degli anni. “Stiamo rinnovando la nostra lunga tradizione di forniture in Francia grazie all’accordo con CFM Ile de France e grazie alla recente presentazione della nostra gamma di piattaforme aeree per patente B nella versione su Iveco Daily – spiega Alessandro Palazzi, direttore commerciale di GSR – Siamo convinti che le nostre macchine, progettate per l’uso quotidiano, siano perfette per i professionisti che scelgono il dinamismo e la professionalità del team CFM Ile de France”.

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News PLE

Nuovi ruoli per l’Europa A partire dallo scorso 10 maggio, Will Westley è il nuovo direttore Vendite di Genie per il Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda. Westley opererà dall’Inghilterra, al fianco di Jacco de Kluijver, attuale vicepresidente Vendite e Marketing di Terex AWP per Europa, Medio Oriente, Africa, Russia e India (EMEARI). Prima di entrare in Genie, Westley ha ricoperto una serie di ruoli di crescente responsabilità per Caterpillar UK. Più recentemente, ha occupato la posizione di International Industry Manager, dove è stato responsabile delle vendite per macchine e soluzioni aftermarket in oltre 90 paesi. Gli attuali responsabili vendite regionali per il Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda, Keith John, Adam Mitchell e Craig Duffy, faranno capo a Westley – che dal 1° settembre assumerà il ruolo supplementare di direttore Vendite per il Nord Europa (Danimarca, Islanda, Svezia, Norvegia, Finlandia e Paesi Baltici). Anche Arjen Snijder, che dal 2018 occupava in Genie il ruolo di direttore Vendite per la Germania, l’Austria e la Svizzera (regione GAS) e per gli account strategici, cambia ruolo e passa alla posizione di direttore per lo Sviluppo Commerciale per Benelux, account strategici e usato. Snijder manterrà la propria sede operativa nei Paesi Bassi e Jacco de Kluijver, come vicepresidente Vendite & Marketing Genie, avocherà a sé il ruolo precedente di Snijder per la stessa Regione GAS (Germania, Austria e Svizzera).

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PLE

Sodalizio italiano a… bassa quota Importante accordo per JLG con l’italiana Svelt, per la distribuzione della linea di piattaforme per basse quote Power Tower. L’azienda bergamasca offrirà ai propri clienti le macchine Private Label a marchio Svelt - rinominate come piattaforme Sveltlift - usufruendo del servizio post-vendita JLG su tutto il territorio nazionale. In particolare Svelt si impegna a promuovere e a rendere disponibili in pronta consegna i modelli Sveltlift 350 e 420 rispettivamente con altezze di lavoro fino a 3,5 e 4,2 m, rivolti principalmente a installatori, manutentori, pittori, aziende, grandi magazzini e centri commerciali.

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Cover Story SOCAGE

La strada per le stelle Tutto cominciò da una carpenteria, nel 1969. Poi, dalle ceste portapersone alla prima piattaforma su autocarro, dieci anni dopo. Quando la storia dell’azienda incrocia la strada di Fiorenzo Flisi, nessuno avrebbe mai pensato che quel giovane e brillante commerciale ne avrebbe preso le redini, oltre dieci anni fa. Per portarne il destino verso un successo planetario

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U

n azzurro intenso come il cielo, quello delle piattaforme aeree Socage. Inconfondibile, quando le si vede correre sulla strada e o librarsi verso l’alto negli innumerevoli interventi che possiamo osservare ogni giorno, sul suolo di quell’Italia che le piattaforme di lavoro elevabili le ha portate a un’eccellenza riconosciuta universalmente e alla diffusione in ogni parte del mondo. L’azzurro porta nella livrea delle macchine la firma bianca forSte, una dedica del cuore per ricordare Stefano Flisi, giovane e tenace per sempre come la schiera di macchine che portano in quota il futuro di una grande storia emiliana. Pensare che Socage, agli albori della sua genesi, fu una semplice carpenteria. Si era alla fine degli anni Sessanta. Dal ferro lavorato per i profili di macchine agricole e industriali, arrivò l’intuizione della prima cesta portapersone, mutuando una novità che arrivava dagli Stati Uniti, dove le navicelle per operatori venivano installate per la prima volta alla sommità del braccio di gru su autocarro. Poi, nel 1979, ci fu la prima piattaforma aerea su camion. Arrivava a 14 metri di altezza e pareva già un prodigio. Antesignana di un successo che esploderà negli anni Ottanta, per diffondersi dall’Italia all’Europa e poi in tutto il mondo.

produttive. Il successo sembra inarrestabile ma poi le strade di Fiorenzo e di Socage si dividono. L’uomo pensa a una propria creatura imprenditoriale e con Renato Valentini (primo proprietario di Socage, che nel frattempo viene venduta al gruppo Fassi), Paolo Balugani e Maurizio Piantoni fonda la realtà di Oil & Steel, segnando definitivamente la storia moderna delle piattaforme aeree made in Italy. Siamo alla metà degli anni Novanta e dopo dieci anni di grandi traguardi tecnologici e commerciali, lo spirito inquieto di Fiorenzo Flisi lo porta a uscire da Oil & Steel (acquistata nel 2003 dal gruppo PM).

Nel 2009 la sua vita incrocia ancora l’orizzonte azzurro di Socage. La ricompra da Fassi e da allora inizia una corsa infinita che non troverà confini alle ambizioni tecniche e alla conquista di nuovi mercati. Sarebbe troppo lungo l’elenco dei traguardi raggiunti dalla ricerca dinamica Socage, dalle innovazioni progettuali che negli anni hanno rivoluzionato l’intero settore del lavoro in quota. Ci limitiamo in questa sede alle due innovazioni più importanti che hanno segnato la storia più recente della gamma di Carpi (Mo). La prima riguarda la conquista della leggerezza per le strutture aeree, riferita ai nuovi profili SPP (Socage Project Profile) concepiti in collaborazione con lo specialista austriaco Welser, utilizzando materiali d’avanguardia e una metodologia di lavorazione che contempla la profilatura a rulli e la saldatura al laser per i braccio e gli sfili delle piattaforme. Con il supporto della tecnologia Laser Tube, Socage e Welser estendono l’innovazione alla produzione dei semilavorati per comporre i telai, a vantaggio di un’ottimizzazione dei processi di industrializzazione, del

Il sogno che ritorna Fiorenzo Flisi è un giovane agente commerciale che arriva in Socage nel 1982. Si occupa del mercato italiano e il talento che rivela è straordinario. Gli ordini di piattaforme aeree volano, in quegli anni formidabili, al culmine di fiere dove Flisi fa letteralmente “saltare il banco” delle richieste

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Cover Story

controllo di qualità dei prodotti e di tempistiche di realizzazione più rapide. Oggi la gamma Socage comprende oltre trenta modelli base, tra PLE autocarrate a braccio articolato e telescopico, con allestimenti agili (come quelli su veicolo pick-up, per altezze operative dai 14 ai

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16 metri) e una varietà di soluzioni unica nel settore. Varietà che ci porta alla disamina della seconda innovazione fondamentale che contraddistingue il presente tecnologico di Socage. Si tratta della serie trasversale Speed, inclusiva di gran parte dei modelli articolati e telescopici di fa-

scia piccola e media, tra i 18 e i 37 metri di altezza operativa. Il termine Speed si riferisce alla stabilizzazione e alla chiusura della parte aerea, entrambe automatiche e con facoltà di gestione anche dalla cesta. Un’evoluzione che mette l’accento più importante sulla sicurezza e sulla precisione operativa in qualsiasi situazione di intervento. L’operatore, in buona sostanza, con l’ausilio di un solo pulsante, riesce a livellare con estrema precisione la macchina, ottenendo la conferma di stabilizzazione prima di poter avviare il lavoro in quota nel modo più efficiente e veloce. Ogni asperità e dislivello del terreno non costituisce un problema, proprio in virtù delle facoltà automatiche di controllo degli stabilizzatori verticali. In più, Socage, con il lancio della nuova serie Speed, ha migliorato in termini di funzionalità, sicurezza e facilità d’uso per l’operatore, tutti i 14 modelli che attualmente compongono la nuova linea di prodotto.

Ritorno al cielo Oggi il futuro di Socage è una corrente continua tra due generazioni. Fiorenzo Flisi ha trovato il proprio alter ego di pas-

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sione e tecnica in Alessandro, erede di un élan vital che porta in quota uno spirito indomabile. Alessandro oggi è Test Manager e direttore di produzione dell’azienda di famiglia. Soprattutto, è un innamorato perduto nel cielo delle piattaforme aeree. Padre e figlio si capiscono con uno sguardo, sono attori complementari di un film avvincente. Entrambi protagonisti, entrambi maniaci dell’impegno e della sma-

nia di risultati. Ed eccoli qui, i risultati di questa corsa infaticabile. Un mercato senza confini, che si estende dal Nord America al Cile, dall’India al Sud-Est asiatico, dalla Russia alla Cina, senza dimenticare ogni angolo d’Europa naturalmente e l’Africa subsahariana. E il successo continuo in Italia, naturalmente. Citiamo solo gli ultimi episodi, in ordine di tempo. Due protagonisti del rental market nazio-

Un’evoluzione anche digitale Socage sta vivendo attualmente una fase di evoluzione digitale nel duplice intento di assistere il cliente nella scelta della piattaforma aerea più adatta alla propria attività e di ampliare la strategia di marketing a livello globale. Nuovi orizzonti tecnologici e una visibilità più diffusa e diversificata che hanno portato alla creazione del portale Socage World nell’ambito di un ambizioso progetto per aumentare l’impatto della presenza online dell’azienda per i clienti, i media e le possibili collaborazioni con futuri partner. Socageworld.com, il nuovo sito web dell’universo Socage offre ai clienti e “naviganti virtuali” un’esperienza agile, innovativa ed efficiente su scala globale, presentandosi come un hub di connettività per le varie filiali e la rete di distributori dell’azienda. Oltre a fornire informazioni su prodotti e servizi, il portale offre una panoramica dei quarant’anni di esperienza Socage e riflette l’attuale spirito di avanguardia tecnologica al servizio del cliente più diversificato ed esigente, consolidandone il confronto sul mercato internazionale. Attraverso Socage World, autentica piattaforma web a misura dell’utente, l’azienda emiliana ottimizza l’esperienza di navigazione, geolocalizzando il potenziale cliente e indirizzandolo alla filiale Socage più vicina in base alla sua posizione e alla lingua scelta per la consultazione. Un accento ulteriore su un futuro che corre verso l’evoluzione telematica e la connettività più efficace e innovativa.

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nale. Il primo, Mollo Noleggio, ha acquistato da poco ben 176 piattaforme aeree Socage allestite su veicoli patente B. Un altro competitor di primo piano come CGTE ha introdotto, per prima in Europa, nella propria flotta, un modello forSte 20D Speed, per un ordine straordinario di cui ha già ricevuto le prime 20 unità. Senza dimenticare il successo crescente di una PLE nata praticamente per il noleggio come la telescopica forSte 18T Speed - 17,7 metri operativi, 10 metri di sbraccio e ben 300 kg di portata in cesta - versatile nelle sue dimensioni compatte, tra le più richieste per gli interventi in aree urbane di difficile accesso e nelle aree industriali dalla logistica più complessa. Un modello che trova nel peso ridotto dell’allestimento un valore supplementare e una facoltà di personalizzazione a misura del cliente, sempre nel solco di una tecnologia oleodinamica di massima efficienza fluida e proporzionalità, per una dinamica di manovra simultanea e ai massimi livelli di agilità in quota. A parlare, ancora una volta, è la ricerca e lo sviluppo delle piattaforme, senza ulteriori orpelli che non si traducano in altrettante qualità di potenza, acciaio e design. Se le macchine hanno un cuore, saranno gli operatori di ogni continente a scoprirlo. State certi che a bordo di una Socage, lo sentiranno battere forte. Come quello di un’anima che sale nel cielo italiano.

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Gru e Autogrù LIEBHERR

Compatta sulla prefabbricazione DEDICATA AL MONTAGGIO DI STRUTTURE IN CALCESTRUZZO, LA NUOVA CINGOLATA LTR 1040 RISPONDE ALLE RICHIESTE DI UN MERCATO PARTICOLARE NEL SEGMENTO DELLE 40 TON

L

a si potrebbe definire come macchina da sollevamento ideale per il montaggio dei prefabbricati, adatta a ogni contesto operativo, anche il più arduo e disagevole. Stiamo parlando della nuova gru telescopica cingolata LTR 1040 di Liebherr, versione a peso ridotto del precedente modello da 60 tonnellate LTR 1060 in reattiva risposta alla richiesta di gru cingolate telescopiche

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nella classe 40 tonnellate da parte della clientela europea. La ragione risiede nella puntuale rispondenza alle caratteristiche di numerosi progetti e gare d’appalto, un contesto per il quale Liebherr mette a disposizione una soluzione progettuale più leggera, agile e compatta, senza rinunciare alla potenza. Se necessario, infatti, con opportuni cambiamenti d’assetto, la LTR 1040 può essere trasformata sempre in

una LTR 1060 sotto il profilo della capacità operativa. La differenza principale del nuovo modello rispetto alla LTR 1060 risiede nella zavorra dal design sensibilmente più ridotto; la LTR 1040, infatti, è di 20 tonnellate più leggera. Sul telaio non gravano le 10 tonnellate della zavorra centrale, mentre la piattaforma girevole perde ulteriormente altre 10 tonnellate di contrappeso.

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Il nuovo tipo di gru offre un eccellente rapporto prezzo-prestazione, sempre in riferimento alla classe delle 40 tonnellate. Le capacità di carico fino allo sbraccio medio superano nettamente la concorrenza mentre, con i suoi 40 metri, il braccio telescopico presenta una lunghezza superiore del 30 per cento circa rispetto ai normali

standard della sua classe. Ciò consente di eseguire la gran parte dei lavori senza falcone ripiegabile. In particolare per il montaggio di elementi prefabbricati in calcestruzzo, uno dei principali settori operativi delle gru cingolate telescopiche, la disponibilità di elevate capacità di carico rappresenta un

L’accesso più sicuro per l’operatore Liebherr ha reso l’accesso alla cabina della gru particolarmente sicuro e comodo. Il gruista raggiunge la sua postazione di lavoro con la piattaforma girevole in qualsiasi posizione tramite scaletta pieghevole, una pedana montata fissa sul telaio cingolato e un gradino extra-largo della cabina. I supporti e le catene dei cingoli non devono essere calpestati. La LTR 1040 risponde già oggi agli elevati standard di sicurezza in conformità ai requisiti previsti dalla nuova revisione EN13000, che entrerà in vigore nei prossimi anni.

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aspetto di fondamentale importanza. Con uno sbraccio di 10 metri, la LTR 1040 solleva ad esempio fino a 8,6 tonnellate con un raggio d’azione di 360°. A braccio impennato, la portata massima all’estensione di 30,7 metri è di 18,8 tonnellate (che passano a 10 con il braccio totalmente esteso a 40 metri). Con un falcone ripiegabile doppio di 16 metri, la LTR 1040 raggiunge la sua massima altezza di sollevamento di 55 metri con carichi di 3,1 tonnellate. Stiamo parlando di valori d’eccezione, ad oggi mai raggiunti nella stessa classe delle 40 tonnellate. Grazie al peso di sole 43,5 ton (incluse le 5,6 tonnellate della zavorra) la LTR 1040 assicura un trasporto particolarmente conveniente. Con una motrice a 3 assi e un semirimorchio a pianale ribassato a 4 assi, i carichi assiali durante il trasporto restano inferiori a 10 tonnellate. Sottraendo le 5 tonnellate della zavorra, il peso della LTR 1040 può essere ridotto a 38,5 ton, rendendo persino possibile un peso di trasporto complessivo inferiore a 60 tonnellate. Durante il trasporto, i telai cingolati vengono retratti a una lunghezza di 3 m. L’altezza ridotta della gru di 3,15 metri, consente l’utilizzo di

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Gru e Autogrù

semirimorchi a pianale ribassato di tipo standard. La sua struttura e il design, fanno della LTR 1040 la soluzione più indicata per il montaggio di elementi prefabbricati. Con un falconcino da montaggi di 2,5 metri e il secondo argano di sollevamento possono essere effettuati montaggi in modalità a 2 ganci. Il carico prelevato dal semirimorchio con il falconcino da montaggi viene passato al secondo gancio del braccio telescopico, consentendo il corretto posizionamento degli elementi prefabbricati e la movimentazione sui cingoli al luogo di montaggio. Con un rinvio a 4 tratti di fune del bozzello sul falconcino da montaggi, la LTR 1040 solleva 17,7 tonnellate. La puleggia ripiegabile della LTR 1040 consente di sollevare carichi fino a 9 tonnellate in quanto anch’esso consente un doppio rinvio. Elevati standard di sicurezza Il sistema a pieno carico sul gancio rappresenta un importante vantaggio delle gru cingolate. Per sfruttare al meglio questa proprietà, Liebherr fornisce tabelle di carico per le traslazioni su terreni in pendenza. La

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progressione di precisione fino a 0,3, 0,7, 1,5, 2,5 e 4 gradi assicura carichi ottimali anche in cantieri con terreni irregolari. Nei cantieri di dimensioni ridotte, la LTR 1040 può inoltre lavorare con i suppor-

ti dei cingoli retratti con una larghezza 3 metri e per queste situazioni d’accesso e operatività complesse sono disponibili opportunamente particolari tabelle di carico.

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La cultura del montaggio ESPERIENZA, PROGRAMMAZIONE, CAPACITÀ OPERATIVA. TUTTO QUESTO E MOLTO DI PIÙ ENTRANO NELLA COMBINAZIONE SAPIENTE DEL KNOW-HOW DELL’AZIENDA DI SAN PIETRO MOSEZZO (NO) DEDICATO ALLA MOVIMENTAZIONE E ALL’ASSEMBLAGGIO DI PREFABBRICATI

O

gni tipologia di sollevamento e di movimentazione nasconde difficoltà e insidie da affrontare con pensiero strategico, attraverso una sintesi sapiente di esperienza, formazione e dotazione tecnica. Un attore primario dell’heavy lifting come Autovictor, tra le altre dinamiche specialistiche, applica da molti anni uno specifico know-how alle operazioni di montaggio delle strutture prefabbricate, occupandosi del progetto complessivo che va dal primo sopralluogo al cantiere concluso in ogni attività. Quali sono le complessità che si incontrano nel sollevamento degli elementi prefabbricati? Potrebbe essere una domanda generale per ogni contractor, ma in questo caso la poniamo a un protagonista tecnico d’eccezione come Andrea Binda, autentico esperto del settore e da anni colonna aziendale di Autovictor nel suo ruolo di responsabile commerciale.

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Dalle necessità del cliente al cantiere Ogni sollevamento si fonda su alcuni presupposti fondamentali che, partendo dalle specifiche necessità del cliente, si sviluppano attraverso le fasi di studio, programmazione e avviamento del cantiere. Ogni fase deve svolgersi sotto il comune denominatore della sicurezza e dell’economia di intervento. Nello specifico, “quando parliamo di sollevamento di elementi prefabbricati, è sempre opportuno valutare in maniera preliminare tutte le problematiche che potrebbero sorgere in cantiere – ci conferma Andrea Binda – Per questo, è nostra abitudine procedere con un attento sopralluogo preventivo volto a verificare tutte le eventuali criticità che potrebbero sorgere in fase di montaggio. In particolare, parlando di prefabbricati, in molte occasioni ci troviamo di fronte alla variabile massa, nel senso che il peso degli elementi prefabbricati può differire dal peso stimato di una percentuale che oscilla dal 5 al 10%. Avendo ben presente questa possibilità, e grazie all’esperienza pluriennale maturata in questo specifico settore, raramente ci siamo trovati in difficoltà nelle operazioni di montaggio”. Si tratta di una variabile importante quando si parla di pesi in gioco ragguardevoli, soprattutto nella scelta delle macchine da utilizzare, nello specifico delle autogrù. “In linea con le possibilità del cantiere, spesso valutiamo l’utilizzo di autogrù con una portata leggermente superiore – continua Binda – Questa scelta permette di ovviare a eventuali differenze di peso tipiche delle strutture prefabbricate. In pratica utilizziamo una strategia che potremmo definire conservativa e che ci ha permesso di affrontare qualsiasi cantiere nella massima tranquillità”.

Un servizio a visione totale Definite le macchine da utilizzare, che è di totale competenza dei tecnici Autovictor, la questione si sposta sul piano burocra-

tico e logistico. “Con i clienti cerchiamo sempre di instaurare un rapporto molto collaborativo, di capire le specifiche esigenze al fine di adottare un modus operandi in grado di superare qualsiasi difficoltà – sottolinea Binda – Con il responsabile della commessa andiamo perciò a definire le delicate fasi di montaggio e il relativo programma dei trasporti degli elementi prefabbricati, che deve essere tassativamente condiviso da entrambe le parti. La collaborazione è infatti il primo e deciso passo perché in cantiere fili tutto liscio”. Ma il servizio messo a disposizione per questo particolare settore va ben oltre. Autovictor è infatti in grado di gestire

completamente tutte le operazioni di trasporto degli elementi prefabbricati e di procedere al montaggio di qualsiasi struttura. “Una volta raggiunto il cantiere, le nostre squadre di montaggio si occupano dell’elevazione della struttura sotto la supervisione di un nostro ingegnere – specifica Binda – Non si tratta infatti di terzisti, ma di dipendenti di Autovictor debitamente formati. In pratica, offriamo un servizio completo, a 360°, che va dalla progettazione del sollevamento al trasporto degli elementi prefabbricati, dal programma dei carichi al montaggio finale. Il tutto attraverso il nostro personale specializzato e le nostre macchine, in genere autogrù e piattaforme aeree”.

Referenze di valore In questi anni Autovictor è stata protagonista in molteplici cantieri in cui sono stati movimentati e assemblati gli elementi prefabbricati. Gli uomini e le macchine Autovictor hanno dato un contributo fondamentale alla costruzione di tantissime opere. L’elenco delle realizzazioni più significative comprende l’hub DHL presso l’aeroporto di Malpensa, la sede direzionale Cameo Italia a Desenzano del Garda, lo stabilimento Ansaldo a Genova, la nuova Sede ENI a San Donato Milanese.

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Gru e Autogrù Sinergia di uomini e macchine Per queste particolari attività di sollevamento Autovictor utilizza autogrù che si muovono in un preciso range di portata che va dalle 70 alle 160 t. Si tratta di macchine allestite sempre con il doppio argano e con il runner, accessori indispensabili per la verticalizzazione delle strutture prefabbricate, che in fase di trasporto risultano in posizione orizzontale.

realtà nazionali e internazionali della logistica, che vogliono interfacciarsi esclusivamente con fornitori di elevato livello. “In ogni caso, il nostro modus operandi non cambia – aggiunge Binda – Anche quando operiamo per la piccola e media industria, il nostro lavoro è sempre basato sulla più elevata professionalità sia in fase di studio sia in fase di realizzazione”. “Avere macchine di elevato livello quali le nostre, non è però sufficiente – rimarca Andrea Binda – Come accade per tutti i settori in cui operiamo, è necessario che alla guida delle autogrù ci sia sempre del personale altamente specializzato, esperto e formato per il tipo di sollevamento richiesto. Perché ogni sollevamento non è mai un’operazione banale, nasconde sempre qualche insidia, che si supera solamente con la massima professionalità”. Al pari degli operatori delle autogrù e delle piattaforme aeree, anche i montatori devono essere persone di elevata esperienza e grande professionalità. Inoltre, specialmente quando si parla di prefabbricati, nella stragrande maggioranza dei casi Autovictor si confronta con importanti

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Gru e Autogrù TADANO

In tre per l’Europa SONO LE NUOVE GRU FUORISTRADA IN ARRIVO SUL MERCATO DEL VECCHIO CONTINENTE, AL SERVIZIO DELLE APPLICAZIONI CANTIERISTICHE PIÙ COMPLESSE CHE RICHIEDONO POTENZA DI SOLLEVAMENTO E AGILITÀ DI ACCESSO

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l pensiero off-road questa volta è tutto per l’Europa. La dedica è di Tadano che aggiunge alla propria gamma tre nuovi modelli di gru fuoristrada per gli specialisti del sollevamento del Vecchio continente, contemplando un ventaglio di caratteristiche molto adatto alle esigenze applicative più diversificate degli operatori di casa nostra. I nuovi e versatili modelli Tadano si chiamano GR-700EX-4, GR-900EX-4 e GR-1000EX-4 e sono caratterizzati da un braccio telescopico lungo dalle capacità di sollevamento elevate rispettivamente fino a 70, 90 e 100 tonnellate. Il design compatto di queste autogrù include un’altezza complessiva ridotta per agevolarne la facilità di trasporto. Operando in modo flessibile sia su fondi pavimentati che su terreni accidentati, queste nuove leve della schiera off-road Tadano costituiscono la soluzione ideale per cantieri trafficati, lavori di manutenzione, applicazioni nei settori industriali ed energetico e nell’assistenza al montaggio di gru a torre. Le tre GR vantano una struttura del braccio tubolare a sezione circolare che ne aumenta la rigidità e assicura una rapida estensione del braccio. Il sistema telescopico sincronizzato è disponibile in due opzioni e riduce i tempi di estensione del braccio alla sua massima lunghezza a meno di tre minuti in tutti e tre i modelli. Il falcone tralicciato a doppia

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articolazione e a due elementi telescopici aumenta la flessibilità di sollevamento estendendo la lunghezza del braccio di 10,1 o 17,7 m, con possibilità di inclinazione di 3,5˚, 25˚ o 45˚ rispetto alla linea mediana del braccio base. I cilindri supplementari assicurano un’installazione rapida e semplice del falcone, che

può essere comodamente ripiegato lungo la sezione del braccio base quando non in uso. Tutti i modelli sono dotati del sistema Tadano View, che include telecamere e sonar per assistere l’operatore di gru durante l’uso. Le telecamere anteriore e posteriore sul lato destro aumentano la

visibilità sull’area di lavoro durante la guida. L’operatore può controllare l’avvolgimento della fune metallica comodamente dalla cabina grazie alla nuova telecamera di monitoraggio del tamburo

Hello, efficienza di flotta Per migliorare ulteriormente l’efficienza di gestione della flotta, la nuova linea di gru fuoristrada Tadano è dotata di serie del servizio telematico Hello-Net. Informazioni operative critiche, quali lo stato di funzionamento della gru, posizione, configurazione e dati di manutenzione, vengono acquisite e rese accessibili in modo sicuro da qualsiasi luogo provvisto di una connessione Internet. L’app per smartphone Tadano, Hello-Data Link, collega la gru ai dispositivi mobili, per consentire di accedere ai dati sulla gru in tempo reale.

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Gru e Autogrù dell’argano standard. Integrato nel telaio per una maggiore protezione, il “Clearance Sonar” posteriore può individuare gli ostacoli dietro la gru, emettendo avvisi acustici e visivi al rilevamento di un oggetto. Il segnale della telecamera viene visualizzato sul nuovo ampio touch-screen multifunzione da 264 mm, che può mostrare diagrammi di sollevamento, configurazione della gru e impostazioni operative. Gli avvisi del “Clearance Sonar” vengono visualizzati su uno schermo dedicato nella parte superiore dello schermo multifunzione. Lo schermo sensibile alla pressione consente di selezionare rapidamente i menu e modificare le impostazioni, anche con i guanti. Il cruscotto è stato ridisegnato con tutti i comandi a portata di mano per assicurare una maggiore ergonomia, mentre la minore altezza del pannello migliora la visibilità sul lato anteriore della gru. Per massimizzare il potenziale di sollevamento, la nuova linea di gru presenta l’evoluzione

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della tecnologia di controllo Smart Chart Tadano, sviluppata da 30 anni di impiego sul campo dei sistemi di controllo degli stabilizzatori asimmetrici. Che si lavori mediante posizionamento asimmetrico o con estensione completa degli stabilizzatori, il sistema Tadano espande l’area di lavoro, portandola dal tradizionale cono circolare a una piramide quadrata. In cantieri trafficati in cui non è possibile estendere completamente gli stabilizzatori, Smart Chart adatta la capacità di sollevamento, in base al posizionamento del braccio e degli stabilizzatori, permettendo di operare in un ambiente di lavoro confortevole. Sia la nuova gru GR-900EX-4 da 90 tonnellate che il modello GR-1000EX-4 da 100 tonnellate sono dotati dell’esclusivo sistema di contrappesi intelligente di Tadano, per aumentare la flessibilità della gru e le prestazioni di sollevamento. Le due possibili posizioni di installazione del contrappeso consentono di scegliere se allestire la gru con un raggio di rotazione posteriore ridotto oppure dando la priorità alla capacità di sollevamento. Il nuovo sistema aumenta la capacità di sollevamento della gru fino al 22% e tutti i diagrammi di sollevamento “Smart” sono visibili sul display dalla cabina. I contrappesi automontanti riducono i tempi di allestimento della gru presso il cantiere. L’accesso alla cabina, anch’essa ridisegnata, è stato semplificato con una nuova scala a tre gradini a estensione angolare e design della porta allineato ai gradini. La nuova passerella della gru situata sopra la cabina consente

l’accesso con qualsiasi angolo di rotazione. La funzione di inclinazione di 20˚ aiuta a ridurre l’affaticamento dell’operatore durante i turni più lunghi. L’impianto di climatizzazione migliorato aiuta a mantenere una temperatura confortevole in cabina sia durante la calura estiva che in inverno, mentre i tergicristalli anteriori e sul tetto più lunghi migliorano la visibilità quando si lavora in condizioni meteo avverse. La nuova trasmissione interamente automatica e a controllo elettronico di queste gru include sei marce avanti (tre alta/ bassa velocità) e due marce indietro, per soddisfare le condizioni di guida. La trazione integrale, sia in marcia avanti che in retromarcia, consente alle gru di spostarsi agilmente su terreni accidentati e collinari. Le gru possono spostarsi alla velocità massima di 18 km/ora, per raggiungere rapidamente la posizione assegnata sul cantiere. Tra le altre prerogative generali, sottolineiamo la funzione di disinserimento pompa di nuova concezione che arresta automaticamente la potente pompa idraulica delle gru dopo un periodo di inattività predeterminato, per ridurre il consumo di carburante. Il sistema di monitoraggio del carburante standard, la modalità Eco e la funzione Positive Control aiutano a tagliare ulteriormente i consumi di carburante e a ridurre le emissioni di CO2 e la rumorosità durante l’uso, per promuovere un funzionamento ecocompatibile. Vediamo ora alcuni dettagli specifici per ogni singolo modello. Con un gruppo di contrappesi da 4,35 tonnellate integrato nel carro, la nuova gru GR-700EX-4 è subito pronta all’azione e dispone di una rotazione posteriore compatta per lavorare in spazi ristretti. Presenta una capacità di sollevamento di 70 tonnellate con un raggio di 3 metri e una lunghezza del braccio di 47 metri, tra le migliori nella sua classe di capacità. Il braccio della gru si sfila in 142 secondi raggiungendo i 35 metri. La GR-700EX-4 è alimentata da un motore da 209 kW conforme allo standard Stage V, con una coppia massima di 1.152 Nm. La gru GR-900EX-4 da 90 tonnellate è do-

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tata di 9,1 tonnellate di contrappeso, con funzione di allestimento automatico. Con l’esclusivo sistema di zavorra intelligente a due posizioni, la gru GR-900EX-4 è in grado di sollevare una tonnellata in corrispondenza di un raggio di 40 m e con contrappeso in posizione anteriore e 1,2 tonnellate in corrispondenza di un raggio di 40 m, con contrappeso in posizione posteriore. Il braccio con una lunghezza massima di 47 m richiede 155 secondi per dispiegarsi con estensione sincronizzata della terza, quarta e quinta sezione fino

a una lunghezza di 35 m. Il motore a sei cilindri da 209 kW, conforme alla normativa Stage V, eroga una coppia massima di 1.152 Nm. Con una lunghezza massima del braccio di 51 m, ai vertici della categoria, la nuova gru Tadano GR-1000EX-4 è dotata di un sistema di sfilo sincronizzato per estendersi alla lunghezza massima del braccio in soli 170 secondi. Il sistema Smart Counterweight a due posizioni aumenta la capacità di sollevamento della gru in corrispondenza di un raggio di 42 m da 0,9 tonnellate nel-

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la posizione anteriore a 1,1 tonnellate nella posizione posteriore, se allestita con il contrappeso completo di 11,2 tonnellate. Sebbene sia la gru fuoristrada più grande della linea, la gru GR-1000EX-4 presenta un’altezza complessiva di poco inferiore a 3.805 mm, per semplificare il trasporto. Lo stesso motore conforme allo standard Stage V alimenta tutte le gru della linea, per ridurre il numero di componenti da tenere a magazzino da parte degli appaltatori con più gru fuoristrada Tadano nella loro flotta.

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Gru e Autogrù MANITOWOC/GROVE

Cabina in prima classe QUELLA CONCEPITA DAI PROGETTISTI ANCHE PER I MODELLI A QUATTRO E CINQUE ASSI È UN RISULTATO DI ERGONOMIA, COMFORT E PRATICITÀ RAGGIUNTO GRAZIE AL CONFRONTO CON GLI OPERATORI

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el dicembre dello scorso anno, Manitowoc ha lanciato sul mercato una nuova cabina di guida rivoluzionaria implementata sulle gru multistrada Grove a tre assi. Oggi, a cinque mesi di distanza, dopo il successo riscosso sui modelli GMK3050-3, GMK3060-2 e GMK3060L-1, la cabina di nuova generazione viene estesa ai modelli GMK a quattro e cinque assi fino alle 150 t di portata; la riguarda le gru multistrada Grove GMK4090-1, GMK4100L-2, GMK5150-1 e GMK5150L-1. Questo componente non comprende soltanto un concetto di abitacolo di comando improntato al comfort estremo per l’operatore. Si tratta di una cabina innovativa soprattutto sotto il profilo di un design moderno che soddisfa in pieno i più recenti requisiti in materia di crash-test in Europa, approvata secondo la norma ECE R29-3. I gruisti beneficiano certamente di maggiore spazio disponibile all’interno della cabina, sebbene le dimensioni complessive della gru multistrada rimangano invariate. Manitowoc ha dotato l’abitacolo di numerosi elementi funzionali, sfruttandone al massimo i 2,55 m di larghezza. Diversi pratici vani nel cruscotto, tra i sedili e integrati negli sportelli del veicolo, offrono ampio spazio per riporre oggetti vari e documenti, persino in formato DIN

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A 4. Tra il sedile del conducente e quello del passeggero sono disponibili ulteriori vani portaoggetti. Sezioni per il ricovero dei contenitori di bevande, porte USB per la ricarica di cellulari e altri dispositivi elettronici sono altrettanti corollari di una dotazione standard che prevede il sedile del conducente dotato di sospensione pneumatica, con braccioli e seduta riscaldati. Gli operatori possono agevolmente spostarsi tra il lato conducente e passeggero in quanto la consolle centrale non divide la nuova cabina. Nel complesso, l’attenta disposizione del nuovo ambiente operatore offre la sensazione di uno spazio più ampio. “L’intuitività e le funzioni ergonomiche a vantaggio dell’operatore sono state la nostra priorità nello sviluppo delle cabine di guida Grove di nuova generazione - considera Andreas Cremer, vicepresidente del settore Product Management di Manitowoc - Per sviluppare queste prerogative, era essenziale comprendere le condizioni di lavoro giornaliere dell’operatore. Chi utilizza un’autogrù ha la necessità di un comfort superiore durante i trasferimenti in cantiere. La Cab2020 ha costituito, nel 2019, il prototipo delle cabine di guida Grove di nuova generazione ed è stata presentata al mercato in occasione del Bauma 2019, nell’ambito di una sessione di studio sul design. Il feedback fu estremamente positivo, e nell’occasione ci siamo confrontati direttamente con i clienti e gli operatori

Uno studio in sinergia con i clienti La Cab2020 concepita da Manitowoc per le autogrù della gamma Grove, non è stata progettata guardando alle precedenti cabine di guida, ma incentrandosi su un nuovo concetto dove il fulcro di realizzazione ha riguardato il coinvolgimento di clienti e utenti finali. Il design, i materiali, lo spazio e l’aspetto sono in perfetta armonia tra loro, e riflettono la particolare attenzione rivolta alle esigenze quotidiane degli operatori per quanto riguarda il loro ambiente di lavoro durante le varie fasi del processo di sviluppo. In una prima fase, Grove ha chiesto agli utenti quali fossero i loro requisiti personali per una cabina di guida, comprese le priorità e le preferenze mentre ci si dirige al cantiere. Il risultato di questo studio ha condotto alla realizzazione di un prototipo rivelato al Bauma del 2019 a Monaco. Il team di gestione prodotti multistrada di Wilhelmshaven ha poi raccolto le opinioni dei visitatori in fiera, perfezionando il design della nuova cabina. Inoltre, prima di ultimare la progettazione, la Cab2020 è stata sottoposta a test accurati nel Product Verification Center (PVC) diella stessa sede di Wilhelmshaven, in Germania.

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Gru e Autogrù così da integrare le loro impressioni e i loro consigli nelle fasi finali dello sviluppo della nuova cabina di guida”. Tra le caratteristiche di ergonomia operativa integrate nella nuova cabina Manitowoc, va rilevato il fatto che il dispositivo CCS (Crane Control System) può essere comodamente raggiunto stando seduti al posto di guida. La disposizione sofisticata assicura ampio spazio per i comandi, collocati in modo intuitivo e il display del sistema di controllo CCS, come dicevamo, è insediato in posizione agevole, leggermente più in alto, in modo che l’operatore possa averlo comodamente a portata di

mano. L’interfaccia intuitiva del sistema agevola il lavoro dell’operatore in quanto le impostazioni utente utilizzate con maggiore frequenza - come il posizionamento in orizzontale del telaio e il blocco dell’asse - possono essere selezionati proprio attraverso il CCS. Tramite il display, è possibile inoltre scegliere diverse modalità di guida mentre si è in viaggio. Dal momento che tutti i display CCS offrono la stessa disposizione e navigazione nell’intera gamma di modelli GMK, per gli operatori è facile passare da una gru multistrada Grove all’altra. Per concludere l’elenco dei vantaggi generali conferiti dal nuovo modulo che eredita tutti i vantaggi del prototipo Cab2020, va rilevato che la cabina di guida attuale per le Grove multistrada GMK4090-1, GMK4100L-2, GMK5150-1 e GMK5150L-1 favorisce il conseguimento - sempre a livello di design - di una linea più moderna alle stesse autogrù, nel segno di quel comfort superiore conseguito dai progettisti che è evidente al massimo grado anche all’esterno della macchina.

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Gru Edili RAIMONDI CRANES

INTERVISTA ESCLUSIVA CON L’INGEGNER DOMENICO CIANO E CON CRISTIAN BADIN, RISPETTIVAMENTE CEO E DIRETTORE COMMERCIALE DEL GRUPPO MILANESE. UNA TESTIMONIANZA PUNTUALE DELLA CRESCITA DI STRATEGIE E INVESTIMENTI PER UN COSTRUTTORE DA SEMPRE AI VERTICI DEL MERCATO INTERNAZIONALE

Presenti in un nuovo orizzonte

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I sentori del cambiamento verso un ruolo rinnovato e dall’energia di impatto moltiplicata sul mercato, li avevamo già avvertiti con la nomina dell’ingegner Diego Borgna come Operations Manager e Deputy Managing Director di Raimondi Cranes. Sentori che si erano accompagnati con la notizia dell’acquisizione di una vasta area industriale ad Arluno, nella prima provincia nord-ovest di Milano per l’avvio di importanti

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operazioni di adeguamento strutturale e funzionale dei capannoni e degli impianti, per ricavarne la nuova casa italiana di Raimondi. Grande, imponente nelle dimensioni come nell’ambizione di incidere con forza sempre maggiore nel settore internazionale delle gru edili. Queste novità straordinarie meritavano un commento altrettanto importante e noi di Sollevare l’abbiamo avuto in esclusiva - per il tramite prezioso di Valentina

Pivetta, Communication and Marketing Analyst di Raimondi - con un’intervista a due voci che ci è stata concessa dall’ingegner Domenico Ciano, CEO di Raimondi Cranes, e da Cristian Badin, direttore commerciale dell’azienda milanese, dal respiro ormai internazionale a ogni latitudine. Quella che segue è la sintesi di una conversazione approfondita e rivelatrice del prossimo futuro di crescita per Raimondi Cranes.

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L’ingegner Domenico Ciano, CEO di Raimondi Cranes

vostra nuova stagione di espansione e investimenti. (D.C.) Certamente questa nuova struttura ci permetterà di poter migliorare aspetti oggi fondamentali del nostro business come la qualità, i tempi di consegna, e il prezzo dei nostri prodotti. L’operatività del nuovo stabilimento produttivo sarà quindi basata su un ciclo integrato dove la carpenteria, i sistemi di controllo, e l’assemblaggio verranno effettuati in loco. Raimondi Cranes già da alcuni anni è certificata ISO 14001, sta inoltre ponendo particolare attenzione anche agli aspetti ambientali. Riteniamo infatti questi fondamentali per migliorare la nostra idea di business in cui hanno importanza non solo indicatori economici ed organizzativi ma anche indicatori legati alla sostenibilità ambientale.

Quali programmi di sviluppo strategico prevede ha in previsione Raimondi Cranes da oggi ai prossimi tre anni, a seguito dell’inaugurazione dei lavori di adeguamento del nuovo sito di Arluno e della nomina dell’ingegner Diego Borgna a capo delle Operations, nell’organizzazione della produzione futura della gamma di gru? (D.C.) L’acquisizione e l’avvio dei lavori di adeguamento del nuovo sito produttivo è parte integrante del nostro piano di sviluppo strategico sia per quanto riguarda l’efficienza produttiva che l’espansione del nostro product portfolio. L’obiettivo è quello di soddisfare le esigenze dell’attuale mercato delle gru a torre e di potersi adattare dinamicamente ai futuri trends. Grazie all’esperienza dell’ingegner Borgna, stiamo lavorando per realizzare un sito produttivo all’avanguardia, coniugando i dettami della lean production con quelli dell’Industry 4.0.

remoto e altre modalità all’avanguardia che incrementano le prestazioni delle gru. Non abbiamo aree di mercato specifiche nelle quali vogliamo impegnarci con maggiore vigore, poichè ogni regione ha per noi la sua importanza. Quello a cui puntiamo invece è una presenza capillare a livello locale e regionale con distributori fidati e capaci di assicurare un servizio clienti continuo e d’eccellenza. Considerate le importanti agevolazioni di investimento previste dal governo nazionale per il Sud Italia, ovviamente daremo ancor più attenzione agli operatori di quei territori. In che modo il noleggio - variabile in decisa ascesa per la tipologia delle gru edili - può coadiuvare l’espansione della vostra attività in Italia? (C.B.) Raimondi tiene fede alla sua natura, ossia quella di essere produttrice di gru. Al momento non c’è alcuna intenzione di entrare direttamente nel settore del noleg-

Che ambizioni riponete nello sviluppo del mercato italiano, in vista di una nuova stagione di grandi cantieri e infrastrutture? Quali ambiti di intervento ritenete più interessanti sotto il profilo delle forniture? Quale area del mercato domestico è al centro del vostro impegno più assiduo nella fornitura di gru? (C.B.) Raimondi è da sempre un protagonista primario nel settore italiano per la produzione di gru, sia a torre flat-top che brandeggianti. Per questa ragione storica, il nostro primo obiettivo è quello di mantenere un primato così consolidato grazie allo sviluppo sempre più accurato di macchinari per il sollevamento basati sulle più recenti tecnologie. Questo ci permetterà di continuare a servire il mercato con prodotti all’avanguardia e di alta qualità rispondenti alle specifiche delle più recenti agevolazioni fiscali. Tra le tecnologie a cui puntiamo ci sono senz’altro nuovi sistemi di monitoraggio da

La sede di Arluno costituirà quindi un vero e proprio quartier generale per la

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Cristian Badin, direttore commerciale di Raimondi Cranes

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Gru Edili gio in quanto significherebbe intaccare il rapporto con i nostri distributori a livello nazionale e internazionale. Siamo consci però del fatto che il mondo del noleggio è un mondo in ascesa che avrà un impatto significativo nel futuro del nostro settore. Al momento puntiamo a migliorare la nostra offerta con gru che si adattino più facilmente ai noleggiatori; con questo intendiamo dare la possibilità ai alle rental company di avere comunalità di ricambi e componenti tra le varie gru e una conseguente riduzione di magazzino. Vi sono poi casi particolari come cantieri strategicamente importanti che possono meritare una gestione dedicata che potrebbe anche includere il noleggio, ma sempre e comunque a supporto dei nostri fidati distributori. L’Europa di Raimondi Cranes: come si sta sviluppando la vostra attività nel Vecchio continente e in quali opere? Com’è organizzata attualmente la vostra rete distributiva e quali novità prevedete nel 2021? (C.B.) L’attività nel vecchio continente è in continua espansione con aree di mercato come la Francia – uno dei più impegnativi in Europa – in constante crescita. Allo stato attuale stiamo avendo ottimi riscontri in altri paesi come l’Inghilterra e la Germania. La nostra rete è basata su distributori di ottima qualità, partner fidati con cui lavoriamo da anni, ben radicati nei mercati di riferimento. Allo stesso tempo, terniamo aperti canali di dialogo con altri importanti player nel settore del noleggio per rendere la nostra rete distributiva ancora più capillare. Il mercato internazionale risponde in modo reattivo alla vostra attuale collocazione worldwide di prodotti e strategie? Quali cantieri sono in primo piano attualmente nelle vostre forniture? (C.B.) Come per l’Europa, ci sono mercati di riferimento ai quali guardiamo con molto interesse. Ci stiamo preparando con una gamma di prodotti studiati e sviluppati per specifici mercati ed è nostra premura entrarci affidandoci a partner di eccellenza. In

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merito ai progetti, non possiamo non citare il cantiere di Braila in Romania, dove quattro gru Raimondi a torre flattop MRT294 stanno contribuendo alla realizzazione del terzo ponte più lungo d’Europa. Questo progetto è per Raimondi motivo di orgoglio, considerato il lavoro tecnico e operativo svolto durante questi mesi. Al momento attuale le quattro gru a torre si trovano ad altezze che variano dai 200 ai 215 metri.

Quali novità sono previste nei ruoli chiave e nella squadra aziendale futura di Raimondi Cranes? (D.C.) Raimondi è un’azienda che crede ed investe massivamente nelle risorse umane. Il nostro obiettivo è quello di creare un team forte ed unito rinvigorendolo con nuovi e giovani talenti. Quello a cui puntiamo è conservare questi talenti grazie a strumenti di formazione

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e crescita del personale e al contempo esaltando i valori delle competenze soft e hard che fanno capo alle risorse umane del team Raimondi. Chiaramente, gli aspetti tecnici giocano un ruolo particolarmente rilevanti in Raimondi Cranes e pertanto una specifica attenzione è data proprio a questo aspetto ed alla squadra che vi è coinvolta con grande impegno e professionalità.

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Gru Edili POTAIN

Destinata a grandi opere LA NUOVA MDT 489 COMPLETA LA SERIE DI MODELLI PER I CANTIERI DI INFRASTRUTTURE PIÙ IMPEGNATIVI, I MONTAGGI DI PREFABBRICATI E LA CANTIERISTICA NAVALE

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on un lancio d’eccezione organizzato dal marketing Manitowoc in modalità remota, Potain ha rivelato il nuovo modello di gru flat top MDT 489 con capacità da 20/25 tonnellate. Costruita in Francia, la nuova gru è destinata principalmente alle grandi opere di costruzione, in particolare nella realizzazione di infrastrutture e nel montaggio di grandi prefabbricati, nei cantieri navali e nell’ambito minerario, quando si richiedono sollevamenti eccezionali. La nuova MDT 489 trova posto tra le “sorelle” MDT 389 e MDT 569, completando una gamma di prodotto che trova il suo vertice nell’attuale MDT 809. La nuova gru sarà disponibile, come dicevamo, nelle versioni con capacità alternative da 20 o 25 tonnellate, rivela un brac-

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cio da 80 metri e una capacità in punta di 3,5 tonnellate. La gru offre la possibilità di scegliere tra due nuovi paranchi, il 110 HPL o il 150 HPL, con una velocità massima fino a 195 metri al minuto. Il carrello offre due o quattro configurazioni con tensionamento automatico della fune. Installata su una torre di 2,45 metri con base a croce di sei metri per otto, la nuova gru arriva a un’altezza di 80 metri.

Progettata per essere trasportata e allestita in modo agile, richiede per il suo trasferimento l’equivalente di otto camion o nove container standard, per un montaggio che può essere completato nell’arco di circa due giorni - praticamente la metà del tempo richiesto da altre gru di dimensioni equiparabili, in configurazione con braccio da 80 m e torre da 50 m - con il vantaggio di un jib tralicciato del peso di sole 6,7 ton.

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La nuova gru Potain è dotata di sistema “Ultra View” abbinato al CCS – Crane Control System Manitowoc, per un’impostazione di controllo che può essere configurata in 15 minuti e una gestione puntuale e continua della gru durante l’intero periodo di permanenza operativa in cantiere. La produttività può contare sull’efficienza elevata del verricello 110 HPL, con velocità di sollevamento raddoppiate rispetto al precedente modulo 100 LVF. Rinnovato anche l’impianto-motore del freno con un’allocazione che facilita le operazioni di manutenzione, con il risultato di comfort e produttività incre-

mentata e un posizionamento del carico ad alta precisione. Si tratta di innovazioni nella redditività della gru che richiedono un elevato consumo di energia e, in virtù della funzionalità Power Control, è sempre possibile limitare la potenza dell’impianto elettrico della gru senza interferire con la velocità e l’efficienza operativa, qualora ci si trovi nelle condizioni a basso carico o senza carico. Come per tutte le gru Potain di ultima generazione implementate con il sistema CCS, anche l’MDT 489 prevede la diagnostica CraneSTAR Diag che consente di avere sempre a disposizione

qualsiasi informazione sull’attività della gru in tempo reale, con l’allarme su eventuali anomalie funzionali. La previsione delle manutenzioni e il controllo puntuale di ogni dettaglio di attività riporta all’ottimizzazione del TOC (Total Cost Ownership) per i gestori delle flotte e per i responsabili del parco macchine dell’impresa.

A Milano crescono le “torri urbane” C.M.B. ha impiegato due gru a torre Potain MD 208 A e una MDT 219 topless per il progetto Symbiosis, nel quartiere Ripamonti di Milano, per un progetto di riqualificazione che porterà alla realizzazione di un business district tecnologicamente avanzato e sostenibile, con 125.000 metri quadrati di nuovi spazi per uffici suddivisi in 10 edifici su un’area verde estesa. La MD 208 A, della portata di 10 t, per un raggio operativo massimo di 62,5 m valorizzata da opzioni multiple di base e argano di sollevamento e cabina Ultra View - è un must nei cantieri urbani. Anche l’MDT 219, sempre della portata di 10 t, con CCS (Crane Control System), è un attore fondamentale nei nostri cantieri, grazie all’opportunità di fasi snelle e agili di assemblaggio, montaggio, trasporto, con una manutenzione facilitata. Le impostazioni di configurazione della gru vengono effettuate tramite il display CCS direttamente dalla cabina, in soli 15 minuti.

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Ple ALMACRAWLER

Billennium di evoluzione DALLA GAMMA DI VIADANA (MN), UN’ALTRA NOVITÀ DI SICURO INTERESSE PER L’OPERATORE PIÙ ECLETTICO. SI TRATTA DI UNA PIATTAFORMA CINGOLATA COMPATTA DALL’AVANZATO IMPIEGO OFF-ROAD CON SBRACCIO TELESCOPICO DI NOTEVOLE AMPIEZZA E VERSATILITÀ

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I

l flusso dei progetti Almacrawler non si arresta e – a pochi giorni dall’ottavo anniversario dalla fondazione dell’azienda di Viadana (Mn) – presenta la nuova serie di piattaforme aeree cingolate Billennium. La tipologia a cui appartiene la nuova linea è quella degli spiderboom, un modulo che unisce le caratteristiche delle classiche PLE semoventi su ruote ai vantaggi delle piattaforme aeree cingolate con stabilizzazione. Due modelli disponibili in serie, per ora, le piattaforme B1570 e B1890 con altezze di lavoro rispettivamente di 15 e 18 m. Tre le opzioni di alimentazione disponibili: endotermica a benzina (versione ETS), endotermica diesel (versione EVO) e full electric al litio (versione LTH). Tutte le versioni prevedono le stesse dimensioni compatte (larghezza di 0,79 m) e di peso (2.600-2.900 kg) a garanzia di

un facile trasporto sui tradizionali rimorchi e trailer. In termini di performance, i modelli Billennium offrono uno sbraccio operativo di 10 e 11 metri a seconda del modello e una capacità massima di carico in cesta di 230 e 250 kg. Due innovativi moduli di gestione avanzata sono implementati sulla piattaforma. Il primo è rappresentato dall’SPS (Self-Propelled Skilled System), nuovo sistema (con domanda di brevetto) che permette l’utilizzo della piattaforma aerea anche senza l’impiego degli stabilizzatori, su pendenze longitudinali fino a 10° e laterali fino a 5°. La piattaforma può essere allestita e impiegata fino a 9 m di quota, in totale sicurezza, grazie agli avanzati parametri di controllo e livellamento della macchina. Secondo modulo, l’AWP (Adaptive Working Performance), sempre avvalorato da domanda di brevetto, che con-

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sente l’ottimizzazione delle prestazioni di sbraccio operativo in funzione della verifica istantanea dell’area di stabilizzazione effettiva. Tutti i modelli della gamma Billennium sono dotati di serie del sistema automatico di stabilizzazione. Due le tipologie disponibili, a scelta. La prima è denominata Visual (stabilizzazione automatica ad area fissa) mentre la seconda è l’avanzata Quick-PRO, stabilizzazione automatica ad aree variabili, con l’offerta di sei differenti configurazioni di posizionamento macchina, opzionabili semplicemente attraverso apposito selettore. Interagendo automaticamente con il sistema AWP, garantisce all’operatore la migliore performance di sbraccio possibile. A queste caratteristiche tecnologiche d’avanguardia, per la serie Billennium sono previsti altri plus notevoli. A partire dal

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BILLENNIUM QUICK-P

B1890 QUICK-PRO

BILLENNIUM

B1890 QUICK-PRO

C R AW L E R T E L E S C O P I C S P I D E R B O O M

B1890 EVO

+AWP

+AWP

AWP

AWP

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3650

0

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+AWP

+AWP

0

1380

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sottocarro XXL, studiato per incrementare la sicurezza nelleC operazioni R AW L E R quotidiaTELESCOPIC SPI ne di carico/scarico e spostamento della B1890nel EVO piattaforma, rispetto delle caratteristiche di compattezza tipica del modello (carreggiata variabile 0,79-1,39 m e lunghezza del sottocarro di poco superiore ai 2 m). L’ATS (Automatic Tensioner System) è un sistema idraulico di tensio5140 WITHOUT BASKET namento automatico del cingolo “Zero Maintenance”, unico nel suo genere. Il ADAPTIVE modulo Tasket Basket prevede la facoltà WORKING PERFORMANCE +AWP della cesta restringibile, senza necessità PATENT PENDING di smontaggio, per attraversare passagADAPTIVE gi ristretti, rispettando la larghezza miWORKING nima della piattaforma aerea (0,79 m) e EXTRA PERFORMANCE OUTREACH garantendo una comoda ospitalità a due PATENT PENDING operatori. Anche sulla serie Billennium, infine, sarà possibile utilizzare il tradizionale argano Almacrawler per solleEXTRA vare e movimentare carichi fino a 200 kg OUTREACH (Winch Kit Series 200). La disponibilità per i clienti delle nuove piattaforme Billennium è imminente, nel prossimo giugno 2021.

5140 WITHOUT BASKET

3650

0

Ple

3210 3650 1830 3650

+AWP

+AWP

Zero tail swing

Via Caduti sul Lavoro 1 46019 Viadana (MN) - ITALY +39 0375 83 35 27 info@almac-italia.com www.almac-italia.com

3650 3650

Zero tail swing

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Certificazione e testing delle batterie al litio Con una camera anecoica di ultima generazione per test di compatibilità elettromagnetica, tre laboratori di prova e 2 in campo aperto, ECM diventa il punto di riferimento internazionale per le attività di certificazione e testing Ente Certificazione Macchine, Organismo Notificato n.1282 e Laboratorio di Prova accreditato n.1515L con sede a Valsamoggia (BO) e 13 sedi extra-UE, amplia i propri settori di competenza. Forte della propria esperienza trentennale nella certificazione di prodotti, macchinari e attrezzature di lavoro (tra cui gru, carrelli elevatori, macchine agricole e movimento terra, piattaforme aeree, ecc.), si specializza nelle attività di certificazione e testing delle batterie al litio. La tecnologia al litio rappresenta una vera e propria innovazione nel campo dell’energia. Ma accanto ai vantaggi bisogna prestare grande attenzione ai rischi che derivano dall’impiego di batterie non conformi. Le batterie al litio devono essere prodotte, vendute e impiegate nel rispetto di specifici requisiti di sicurezza, previsti dalle normative applicabili. A seconda della destinazione d’uso, si attuano standard diversi che prevedono il superamento di un iter di prova di diversa natura. I test necessari per verificare la sicurezza della batteria includono: - verifiche sul ciclo di vita (durata) della batteria, - prove di trasporto in accordo ai requisiti UN 38.3, - test di prestazione, che variano a seconda del campo di applicazione e prevedono prove di urto e caduta, di sovraccarica, corto circuito, surriscaldamento, vibrazione, EMC, ecc. ECM è in grado di assistere i produttori di batterie e di dispositivi/attrezzature che montano batterie al litio, affinché siano immessi sul mercato e messi in attività soltanto prodotti sicuri e di qualità. I nostri tecnici specializzati vanno a verificare a 360 gradi tutti gli aspetti applicabili legati alla sicurezza, sulla base della specificità del singolo caso. ECM non solo testa e certifica, ma contribuisce anche allo sviluppo e all’armonizzazione internazionale degli standard in materia di prestazioni e di sicurezza nel settore. Presso i laboratori ECM si eseguono test su batterie, moduli e celle, per una vasta gamma di applicazioni: automotive, e-bike e veicoli elettrici, impianti fotovoltaici, carrelli elevatori, gruppi di continuità, settore navale, dispositivi medici. La divisione ECM Academy - Ente di Formazione autorizzato n.6737, ha inoltre messo a punto corsi dedicati ai manutentori e trasportatori di mezzi dotati da batterie al litio, per l’acquisizione di competenze specifiche.

ENTE CERTIFICAZIONE MACCHINE SRL Organismo Notificato - Laboratorio di Prova accreditato n°1515L Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazionen°1282 Industriale e Portuale www.entecerma.it – info@entecerma.it Sollevamento | Trasporti Eccezionali | Movimentazione Industriale e Portuale

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Ple PLATFORM BASKET

Tutor telematico SI CHIAMA PBT (PLATFORM BASKET TELEMATICS) ED È COSTITUITO DA UN SISTEMA ALL’AVANGUARDIA PER DIAGNOSTICA, MONITORAGGIO REMOTO, GESTIONE OPERATIVA, GEOLOCALIZZAZIONE E MOLTO ALTRO. AL SERVIZIO COSTANTE DELL’EFFICIENZA DELLE PIATTAFORME AEREE E DI UNA GESTIONE 4.0 DA PARTE DI OPERATORI E RESPONSABILI DI FLOTTA

N

egli ultimi anni Platform Basket ha investito molto nel miglioramento dei sistemi di diagnostica e monitoraggio remoto già previsti come opzione sulle proprie piattaforme aeree, sia nella gamma Spider che in quelle della divisione Ferroviaria. Lo scopo di questa direttrice importante di ricerca e sviluppo era quella di creare un plus vantaggioso anche per quegli utenti che fino a oggi hanno ignorato l’uso di questi sistemi tecnologici,

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rendendoli consapevoli fruitori di moduli all’avanguardia che non possono essere ignorati. Per compiere questo passo decisivo, occorre il supporto avanzato di un sistema come PBT, in grado di offrire - secondo dinamiche assolutamente user friendly - la possibilità di analizzare in modalità telematica l’uso quotidiano dei propri mezzi in ogni fase operativa. Il sistema PBT (Platform Basket Telematics) è quindi il risultato dello sviluppo conseguito dai progettisti dell’azienda di

Poviglio (Re) che hanno creato uno strumento costituito da una parte hardware collegata alla macchina - contenente una SIM dati internazionale integrata che invia al cloud tutti i dati essenziali della macchina sulla geolocalizzazione terrestre, le ore lavorative e la loro suddivisione, i dati della cella di carico e gli allarmi attivi o passati – e da una parte software che prevede la consultazione e l’analisi, da un portale web dedicato (in accesso protetto), di tutti i dati salvati in cloud.

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Anche in caso di assenza della copertura di rete (nell’evenienza di lavorazioni in gallerie e tunnel), gli stessi dati vengono comunque salvati in una scheda di memoria integra per essere inviati immediatamente al momento di ripristino del segnale. Allo scopo di rendere il sistema più fruibile, la piattaforma web del PBT è consultabile da PC fisso o tramite dispositivi mobili come smartphone e tablet. Lo stesso dispositivo PBT ha una doppia valenza per l’investimento realizzato dal cliente Platform Basket; da un lato rappresenta un sistema di costante monitoraggio del proprio mezzo e, dall’altro, permette di beneficiare dell’iperammortamento previsto dall’attuale legge di bi-

lancio che ridefinisce la disciplina degli incentivi fiscali contemplati dal Piano Nazionale Impresa 4.0, introducendo un nuovo credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi (commisurato al costo di acquisizione degli stessi beni). Platform Basket, con lo sviluppo del sistema PBT ha pensato di migliorare il proprio contributo nei due campi di impiego più importanti. Innanzitutto nella dinamica di diagnostica e assistenza. L’operatore e i responsabili dell’impresa proprietaria e di noleggio possono verificare lo stato funzionale e gli eventuali errori segnalati dalla macchina, collegandosi in tempo reale per la soluzione da remoto dei problemi.

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L’accesso diretto allo stato di carico e alle segnalazioni di errore fornisce un rapido contributo al service di assistenza fornito dai dealer. In secondo luogo, la segnalazione delle manutenzioni è pensata, nel sistema PBT, allo scopo di ottimizzare puntualmente i tempi di intervento sulla macchina stessa, a cadenze periodiche irreprensibili. Consideriamo ora gli aspetti più vantaggiosi conferiti dal sistema PBT all’impiego delle piattaforme Platform Basket. Innanzitutto, la comunicazione uomo-macchina che offre la facoltà di impostare gli Alert via mail in modalità istantanea o giornaliera in relazione ai dati sensibili della PLE (geolocalizzazione, sovraccarichi, errori, manutenzioni). In secondo

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Ple

luogo, il monitoraggio dell’uso stesso della macchina. Durante lo sviluppo del sistema PBT, in dialogo costante con i maggiori dealer di Platform Basket, i responsabili R&D si sono resi conto che la verifica dell’efficienza di utilizzo di una piattaforma fa parte delle analisi oggi imprescindibili per un corretto utilizzo della macchina stessa, con un evidente valore formativo per l’operatore. Come abbiamo già anticipato, clienti e dealer sono dotati di un loro username e di una password per accedere in esclusiva e in modalità assolutamente protetta al portale PBT e monitorare lo stato e l’uso delle proprie macchine attraverso schermate di facile consultazione. Le informazioni che fornisce il sistema sono relative allo stato della macchina (localizzazione satellitare istantanea e storicizzata, ultima posizione nota, dati identificativi della PLE e scheda installata). Grazie alle personalizzazioni rese possibili dal sistema PBT, è inoltre possibile specificare l’identità della piattaforma aerea con altri dati del cliente per la sua precisa individuazione all’interno della flotta.

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La geolocalizzazione è uno dei punti di forza del PBT per la mappatura degli spostamenti della macchina e del suo utilizzo. Il sistema fornisce una localizzazione worldwide ed è possibile azionare un Alert che avvisi il responsabile di flotta sugli spostamenti della macchina al di fuori di una determinata area virtuale impostabile per una distanza da 100 m a 100 km. Le ore di lavoro della PLE costituiscono, nel sistema PBT, un dato giornaliero che

prevede una valutazione dell’utilizzo del mezzo nel tempo e un’analisi dell’efficienza funzionale delle diverse motorizzazioni adottate. Una futura implementazione ora in fase di sviluppo sarà costituita dagli Alert sulla manutenzione periodica del mezzo allo scadere o all’avvicinarsi del periodo di intervento. Per l’analisi dati della cella di carico, il sistema fornisce un rapporto giornaliero e periodico del carico a cui è sottoposta la piattaforma aerea. Secondo la scelta

Un progresso in aggiornamento costante Uno dei concetti su cui si basa lo sviluppo del PBT è quello dell’aggiornamento continuo delle funzionalità. Grazie ai feedback operativi forniti dalle piattaforme in campo, si potranno attivare nel prossimo futuro nuove funzioni per migliorare l’esperienza d’uso del portale e dei dati analizzabili. Il concetto sviluppato da Platform Basket, in estrema sintesi, è quello di un sistema in divenire che possa migliorare la sinergia uomo-macchina e aiutare l’operatore durante il lavoro e il responsabile della gestione di un parco macchine nel monitoraggio indefettibile e nel miglioramento di performance delle PLE nei cantieri e nelle applicazioni industriali e civili, potendo attingere nel modo più completo a tutti i dati sensibili durante la vita operativa della macchina.

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dell’operatore, questa analisi può inviare degli Alert istantanei o giornalieri in funzione del sovraccarico della macchina. Anche per l’analisi degli errori segnalati dalla macchina, il sistema fornisce una visualizzazione e un Alert istantaneo o

giornaliero degli stessi errori in corso o riscontrati in precedenza. Sempre dal portale è possibile accedere alla lista errori e soluzioni caricata online che fornisce all’operatore e al dealer una prima opzione per la risoluzione dei problemi. Tutte

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queste informazioni, possono essere scaricate sotto forma di report (PDF, JPG) o di esportazione dati per analisi terze o per archivio. Il portale garantisce comunque che i dati nel cloud siano conservati per almeno un anno nei server remoti.

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Ple EASY LIFT

I due volti di un successo

CONQUISTANO I NOLEGGIATORI ITALIANI MA SOPRATTUTTO RICHIAMANO L’ATTENZIONE DELLE GRANDI SOCIETÀ DI SERVIZIO INTERNAZIONALI. COME IN CINA, TRA GLI OPERATORI ELETTRICI, E IN AUSTRALIA, NEL RENTAL MARKET DELL’EDILIZIA

T

ra l’Italia e il Resto del Mondo, la partita del mercato la vince l’arbitro. Un arbitro che con sapienza riesce a mettere d’accordo tutti su un pareggio - prezioso e mai visto prima con un livello tale di soddisfazione - che riguarda sia il mercato domestico, sia l’ambito europeo e internazionale. Stiamo parlando di piattaforme aeree e nello specifico ci riferiamo, con queste considerazioni metaforiche, ai ragni cingolati di Easy Lift. La gamma prodotta negli stabilimenti di Brescello (Re), ha

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consolidato quest’anno la propria posizione sul mercato del noleggio in Italia e una delle testimonianze che evidenziano un trend in decisa crescita arriva dalla preziosa e costante collaborazione con un dealer d’eccezione come Savis Piattaforme Aeree che distribuisce le serie Easy Lift in Piemonte, Lombardia, Valle D’Aosta e Liguria. Proprio la struttura di vendita Savis ha consegnato di recente quattro piattaforme ragno nei modelli R130 e R160, ad Albatros, noleggiatore innovativo e lungimirante che dal 2003

copre le esigenze operative di molte imprese del territorio bresciano – dove è insediata la sede aziendale, a Capriano del Colle. “Questa attenzione da parte dei noleggiatori più dinamici di casa nostra, conferma un successo importante soprattutto per i nostri modelli più piccoli - rileva Emanuele Sorianini, amministratore e direttore generale di Easy Lift - Grazie alle dimensioni compatte e alla versatilità d’uso della prima linea di gamma, la richiesta da parte delle flotte di noleggio traduce puntualmente un

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pensiero di servizio dedicato a impiantisti, potatori, tinteggiatori, imprese edili e di ristrutturazione e a molte altre categorie di professionisti. Dei due modelli di ragni Easy Lift R130 e R160 si può delineare utilmente un breve profilo: il primo raggiunge un’altezza di lavoro di circa 13 metri e consente uno sbraccio orizzontale di circa 7 metri; il secondo, a fronte di un’altezza di lavoro di circa 16 metri, è caratterizzato da uno sbraccio orizzontale di circa 8 metri. Per entrambi i modelli le motorizzazioni disponibili sono tre, a benzina, diesel ed elettrica a batterie al litio (BA). L’ultima scelta propulsiva è quella preferita da Albatros, nella direttrice di un noleggio sostenibile e proficuo, soprattutto per i lavori in quota negli ambienti intreni, in orari notturni o all’interno dei centri urbani, dove la silenziosità e l’assenza di emissioni sono requisiti fondamentali. Abbiamo parlato dell’Italia ma il successo Easy Lift nel mercato mondiale è ancora più stupefacente. Le piattaforme cingolate di Brescello, ad esempio, sono da anni al servizio dell’industria elettrica cinese che ne apprezza la semplicità d’uso, abbinata a tecnologia e performance ritenute di grande efficacia. Di fatto sono numerose le compagnie elettriche che in diversi stati della Cina hanno scelto i ragni italiani. Recentemente anche la società Shandong Electric Power Equipment Co. Ltd. ha deciso di

affidarsi alla qualità delle piattaforme cingolate Easy Lift e proprio in queste settimane ha ricevuto le prime cinque unità del modello R180. La Shandong Electric Power Equipment Co, fondata nel 1958, vanta tre stabilimenti di produzione per un’area totale di 551.000 metri quadrati in cui si progettano, sviluppano e producono generatori di

potenza, contribuendo alla crescita tecnologica ed economica del settore energetico di tutto il paese. Un’organizzazione che non lascia alcuna strategia al caso, nemmeno nella scelta delle proprie macchine operatrici. Grazie all’altezza di lavoro di circa 18 m abbinata allo sbraccio laterale di circa 9 m e alle dimensioni compatte, il modello Easy Lift

Anche i “canguri” saltano in piattaforma Una nuova partnership commerciale per la distribuzione della propria gamma di PLE ragno cingolate in Australia. Mech-N-Air, realtà primaria nel grande paese continentale, specializzata nella vendita e assistenza per un’ampia gamma di macchine dedicate all’edilizia e al lavoro in quota, è l’ennesima conquista di fiducia e collaborazione per Easy Lift. Nonostante le restrizioni alla mobilità delle persone dovute alla pandemia Covid 19, la collaborazione con Mech-N-Air è stata siglata tramite un contratto di esclusiva già a febbraio, dopo soli due mesi di trattativa. L’ottenimento della Certificazione Australiana AS 1418.10 sulla conformità delle piattaforme cingolate Easy Lift agli standard locali è stato il punto di forza che ha consentito la firma dell’accordo di collaborazione con Mech-N-Air.

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Ple R180 si rivela adatto a diverse applicazioni sia al chiuso che all’aperto e risulta ideale anche per il settore energetico. Da qui la scelta della Shandong Electric Power Equipment Co. che ha acquistato la versione con motorizzazione standard a benzina; la piattaforma aerea cingolata R180, infatti, è disponibile di serie con motore a benzina ed in alternativa può essere richiesta con motore diesel o nella versione completamente elettrica con batterie al litio (BA). Altre compagnie elettriche cinesi hanno acquistato i modelli R150 ed R160 con altezze di lavoro fino a circa 16 m, mentre alcune hanno optato anche per modelli della gamma alta come il noto e apprezzato R360, dall’altezza di lavoro a 36 m, sbraccio orizzontale massimo di 16 m e disponibile anche in versione ibrida, sia su cingoli che su ruote.

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Ple PALAZZANI

Telefonia alta e mobile IN FRANCIA, MEDIACO UTILIZZA I RAGNI DI FASCIA SUPERIORE DEL MARCHIO BRESCIANO PER LE PIÙ COMPLESSE OPERAZIONI DI INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE DEGLI APPARATI DI RICEZIONE

I

lavori di impiantistica telefonica richiedono sempre di più l’impiego di macchine speciali in quota, con la sicurezza come fattore principale di intervento, insieme all’esperienza dell’operatore nell’utilizzo di moduli come le piattaforme aeree. MediaCo, azienda primaria nel sollevamento e nella manutenzione industriale in Francia, è una realtà che conta per la propria autorevolezza su una rete di 80 agenzie locali, con squadre di professionisti a capo della gestione di attrezzature, gru, camion e fornitura di servizi. La tecnologia a misura professionale e la qualità delle PLE Palazzani hanno contribuito a instaurare un rapporto di fiducia tra l’impresa francese e il costruttore di Paderno Franciacorta (Bs).

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Il lavoro che l’azienda specializzata ha svolto, con il prezioso ausilio di un ragno cingolato XTJ 52+, ha riguardato proprio l’intervento su un impianto di telefonia mobile alla sommità di una cisterna d’acqua alta ben 50 metri. “Il contesto è molto ostico e presenta un’area di piazzamento limitata dove il braccio della piattaforma deve avvicinarsi il più possibile al tetto – spiega il

Jérôme Augereau, operatore di MediaCo – Era necessario raggiungere un’altezza di lavoro di 42 metri e uno sbraccio di 9 metri. Un lavoro in quota notevole ma non impossibile, proprio grazie alle capacità rilevanti del ragno Palazzani XTJ 52+”. In questo contesto la macchina ha dovuto operare in una posizione in mezzo piazzamento sullo stabilizzatore numero 3

Cingoli, la “variabile estesa”

La facoltà dei cingoli allargabili è già presente su quasi tutta la gamma dei ragni Palazzani. Da oggi questa implementazione è stata estesa anche al modello XTJ 37+, rispondendo alle richieste degli operatori che spesso utilizzano proprio questo modello in contesti dove le condizioni del suolo richiedono sicurezza, agilità e stabilità, con l’esigenza di ampliare lo spettro di applicazioni sul campo. Il nuovo sottocarro del ragno XTJ 37+ consente dunque l’allargamento dei cingoli, aprendo le porte delle opportunità di intervento secondo le configurazioni più opportune sui terreni sconnessi o in condizioni off-road, con le facoltà di aderenza, bassa pressione al suolo e grip ottimale, nei limiti di un ingombro contenuto di 1.500 mm. Questa configurazione consente anche il carico e lo scarico della piattaforma con l’ausilio di rampe, in massima sicurezza. Con i cingoli retratti, invece, la piattaforma può accedere attraverso passaggi difficili (porte comuni, corridoi) in contesti indoor, in virtù di una compattezza del carro ridotto a soli 1.200 mm.

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Ple (lato anteriore della zona di lavoro) a causa di una piastra di cavi che passano sotto terra, ai piedi della cisterna d’acqua. Di conseguenza, non era possibile uno sbraccio ottimale tra l’asse della torretta e l’area di lavoro. Nonostante questo, il lavoro è stato portato a termine nel migliore dei modi. “Solo la cinematica di impostazione e dispiegamento della Palazzani XTJ 52+ poteva permettere di superare questi vincoli e realizzare questa missione”, conferma con soddisfazione l’operatore MediaCo.

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Le caratteristiche che contraddistinguono il ragno XTJ 52 comprendono movimenti rapidi e precisi a qualunque altezza e senza ingombri posteriori, l’articolazione variabile degli stabilizzatori che moltiplica le configurazioni, soprattutto in area confinata, l’Area Manager System che regola automaticamente gli sbracci della piattaforma in funzione della stabilizzazione e del carico (120230-400 kg), consentendo sempre la rotazione a 660°.

“Lavorare con il vantaggio della conoscenza profonda di questa piattaforma in qualità di unico operatore da più di due anni è certamente un valore – afferma ancora Jérôme Augereau – Se altezza notevole e area di lavoro ostica mettono a dura prova le proprie facoltà professionali, meglio poter contare su una macchina in quota affidabile e sempre in grado di offrire il massimo delle prestazioni in condizioni di grande sicurezza”.

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La più importante fiera mondiale per gli utilizzatori di macchine e attrezzature per i lavori aerei a

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Sollevatori Telescopici MAGNI

Il Maestro in galleria

QUI NON PARLIAMO DI CAPOLAVORI IN MOSTRA MA DI CAPOLAVORI DINAMICI IN CANTIERE. DUE CASE HISTORY ACCOMUNATE DAL SUCCESSO PRATICO PIÙ EVIDENTE NELLE APPLICAZIONI DI MANUTENZIONE DEI TUNNEL STRADALI PER I MODELLI DELLA GAMMA DI CASTELFRANCO EMILIA A tutta elettricità nei tunnel del Brennero L’impermeabilizzazione dei nuovi tunnel ferroviari del Brennero trova due protagonisti italiani, un costruttore di vertice nel settore dei sollevatori telescopici come Magni e un’impresa primaria di lungo corso come Mosconi. Parliamo di un’accoppiata vincente che permetterà di realizzare quello che, ai profani, può apparire come un vero miracolo della tecnica applicata. Ci riferiamo a uno degli interventi inseriti nelle Grandi Opere nazionali di respiro europeo, che avrà come obiettivo

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quello di intervenire sulla copertura delle nuove gallerie, realizzate con l’obiettivo di alleggerire il traffico pesante, nel tratto di confine della nostra A22 - l’autostrada del Brennero - per dirottarlo su rotaia fino ad Innsbruck, in Austria. Il progetto nel suo complesso è enorme e complesso se si considera che alcuni tratti dei tunnel, scavati a circa 30-40 metri, passano sotto il letto del fiume Isarco che, durante i lavori, per precauzione, verrà congelato con sistemi all’avanguardia. All’opera, quindi, per la copertura delle gallerie, la bresciana Mosconi, con la sua esperienza consolidata nelle infrastrutture e nell’edilizia industriale. “Il nostro compito – spiega il direttore tecnico dell’impresa, Andrea Mosconi - è quello di impermeabilizzare le gallerie con speciali guaine in pvc, in modo da isolare ermeticamente gli ambienti da umidità e infiltrazioni d’acqua. Il lavoro deve essere svolto in altezza dopo che sono state posate le centine per il sostegno della volta”. L’ingegner Mosconi, dopo diverse valutazioni sulle soluzioni di sollevamento da intraprendere, ha deciso di affidarsi ai sollevatori Magni Telescopic Handlers. “La macchina selezionata è un sollevatore telescopico del modello RTH 5.21 SH – conferma Mosconi - In questo caso, è equipaggiato con l’opzione Twin Energy per poter lavorare in modalità elettrica in ambienti chiusi e sensibili come le gallerie. La macchina viene collegata a una fonte energetica esterna da 380V, a garanzia di una continuità assoluta delle normali operazioni di

sollevamento e posizionamento del carico. Un motore elettrico da 15 kW e una pompa a pistoni con portata da 90 l garantiscono performance e precisione assolute. Si può parlare tranquillamente di una soluzione green quasi totale, in quanto si circoscrive l’utilizzo del motore termico solo in fase di movimentazione della macchina. Una volta stabilizzat il sollevatore ogni operatività alimentata esclusivamente dal sistema Twin Energy”. Il telescopico rotativo RTH 5.21 SH ha previsto inoltre come attrezzatura due ceste per piattaforma intercambiabili, in modo da poter raggiungere con gli operatori, in tutta sicurezza, l’altezza di volta necessaria per posare le guaine in pvc. Una delle due piattaforme dispone di un attacco più in basso; questa soluzione permette agli operatori di raggiungere, oltre che altezze maggiori, anche in punti difficili come ad esempio nelle nicchie con dimensioni ristrette o profonde che, in quasi tutto il diagramma di intervento, visto l’ingombro del braccio, non sarebbero altrimenti possibili da raggiungere. Restano comunque inalterati gli standard di sicurezza che caratterizzano tutte le applicazioni

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Magni e non si sono rese necessarie sicurezze aggiuntive. Le macchine Magni infatti dispongono di serie di diversi sensori e limitazioni che ne garantiscono una sicurezza pressoché totale. “La scelta delle forniture è ricaduta su Magni – ha concluso Mosconi - non solo perché è l’unico costruttore che abbiamo identificato con un’offerta completa di soluzioni che garantiscano l’utilizzo in modalità elettrica del mezzo, ma soprattutto perché consentono di operare a sbraccio completo senza limitazioni e con un diagramma preliminare perfettamente in linea con le prestazioni effettive del sollevatore”.

Piattaforme per un passaggio in sicurezza Collaborare sembra essere la parola chiave per ritornare alla produttività e uscire dal tunnel dei riflessi economici della pandemia, in questo 2021. Trovare le giuste sinergie con partner reattivi e capaci per poter sempre essere competitivi sul mercato, in un settore come quello del sollevamento dove la concorrenza è assidua,

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Sollevatori Telescopici

è una regola e un merito per chi riesce a raggiungere un successo rinnovato. Ne è convinto Andrea Lorini, titolare della società Noleggio Lorini di Montichiari (Bs), ha scoperto per la propria flotta di noleggio l’eccellenza delle piattaforme aeree Magni “nel segno dell’affidabilità, della semplicità d’utilizzo e di una manutenzione ordinaria straordinariamente agile. Tre caratteristiche fondamentali per le dinamiche del noleggio”. Insomma un cerchio di virtù dinamiche che hanno conquistato al noleggio di Lorini un protagonista delle costruzioni come l’impresa Del Bono di Brescia, che proprio in queste settimane si è affidata alle piattaforme aeree Magni della flotta di Montichiari per portare a termine le opere di rifacimento della galleria Setteventi, sull’autostrada A26, tra Ovada e Masone. “Il cliente ha scelto due PLE a pantografo semoventi DS1823RT in virtù dell’eccezionale portata di 680 kg e un modello, sempre a pantografo, DS1218RT, della portata da 454 kg – ci informa Andrea Lorini – Il modello DS1823RT è dotato di serie di un ponte con estensione idraulica estraibile multi-posizione, sulla parte anteriore della piattaforma. Con questa macchina, così, l’operatore riesce a garantirsi uno spazio di manovra e di movimento in quota eccezionale”. Il compito della Del Bono, per conto di ASPI, riguarda la messa in sicurezza delle pareti della

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galleria, con l’implementazione di una speciale guaina in metallo per rinforzarne la struttura e prevenire l’eventuale caduta dei detriti di calcestruzzo. Alle pareti stesse vengono poi fissate anche reti di sicurezza e contenimento insieme a lamiere grecate, allotropo di agevolare lo scolo dell’acqua ai bordi della strada ed evitare così dannose infiltrazioni e ristagni nelle pareti.

“Riguardo alle macchine in campo, nella necessità di interventi più complessi di riparazione o per la sostituzione di pezzi di ricambio, possiamo contare su una squadra di assistenza sempre pronta e reattiva per risolvere ogni problema nel minor tempo possibile – aggiunge Lorini – Tutti i modelli della gamma di piattaforme Magni sono dotati di un display, collocato nella parte inferiore del carro, che fornisce tutte le indicazioni visive sullo stato di funzionamento della macchina, riducendo così drasticamente i tempi di fermo. Inoltre molte procedure di manutenzione e riparazione sono in comune per le piattaforme della stessa gamma, a garanzia di interventi rapidi e puntuali che riguardano anche la condivisione, per tutti i modelli, dei principali componenti funzionali”. Sul modello Magni DS1218RT è implementato inoltre l’assale oscillante per rilevare la pendenza e adattare così la posizione della piattaforma alle condizioni del terreno, assicurando sempre la massima stabilità durante il lavoro in cantiere. Anche i pneumatici in gomma piena, montati sempre di serie su tutta la gamma DS sono ideali per resistere ai danneggiamenti causati da detriti o, ancora, da terreni sconnessi e irregolari.

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FAB -- Supplemento della rivista Sollevare dedicato alla Movimentazione Industriale e alla Logistica Meccanizzata Rivista Italiana dedicata alle Macchine e Attrezzature per la Logistica Meccanizzata e Automatizzata

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FAB – Forklifts AGV Batteries is the only Italian magazine entirely dedicated to forklifts, AGVs, batteries and all equipment and technologies of vital importance for the logistics sector (and beyond). FAB, which was previously a special supplement of the magazine Sollevare, will be now distributed as a separate publication, with the aim of becoming a primary information vehicle for Italian operators interested in the following topics: - technology, evolution and market of forklifts, order pickers and warehouse lifts - development, applications and technology of AGVs (Automated Guided Vehicles) automated warehouses and industrial shelving - technology of accumulators, batteries and recharging systems - alternative power systems (lithium batteries and fuel cells) - other electric equipment used in logistics (tractors, sweepers, aerial platforms). FAB will be also distributed in extra copies at the main national and international trade fairs in the logistics sector and in the ones connected to the abovesaid technologies.

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ologia degli accumulatori, batterie e sistemi di ricarica - sistemi celle a combustibile) - altre macchine elettriche impiegate nella ee). tura alle principali fiere nazionali ed internazionali della logistica

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• PLATFORMERS DAYS – Karlsruhe (Germania), 10-11 Settembre

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di vitale importanza il comparto della logistica (e non solo). N° 1 -per 2021 Speciale focus: nies speciale della rivista Sollevare, dal 2021 viene distribuitaACCUMULATORI, come BATTERIE, RADDRIZZATORI Maggio / Giugno es ntare un primario veicolo d’informazione per gli operatori italiani May / June Special focus on: ia, evoluzione e mercato dei carrelli elevatori, commissionatori - BATTERIES AND BATTERY CHARGERS nologia degli AGV (Automated Guided Vehicles) - magazzini

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La Rivista “FAB” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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rivista italiana interamente dedicata ai carrelli elevatori, AGV, di vitale importanza per il comparto della logistica (e non solo). speciale della rivista Sollevare, dal 2021 viene distribuita come ntare un primario veicolo d’informazione per gli operatori italiani ia, evoluzione e mercato dei carrelli elevatori, commissionatori nologia degli AGV (Automated Guided Vehicles) - magazzini ologia degli accumulatori, batterie e sistemi di ricarica - sistemi celle a combustibile) - altre macchine elettriche impiegate nella ee). tura alle principali fiere nazionali ed internazionali della logistica

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N° 3 - 2021 Ottobre / Dicembre October / December

Guida al AGV EXPO e GIS 2021 AGV EXPO and GIS 2021 Show Guide

• GIS 2021 – Piacenza (Italia), 7-9 Ottobre • MIAC 2021 – Lucca (Italia), 13-15 Ottobre • THE BATTERY SHOW EUROPE – Stoccarda (Germania), 30 Novembre - 2 Dicembre

N° 2 - 2021

Trasporti Eccezionali, Industriale e Portuale • ISSA PULIRE 2021 – Verona (Italia), 7-9 Settembre Luglio /Sollevamento, Settembre Applicazioni AGV per ilMovimentazione portuale July / September AGV Applications in Ports/Intermodal Centers • PLATFORMERS DAYS – Karlsruhe (Germania), 10-11 Settembre

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Sollevatori Telescopici MANITOU

Il Futuro è adesso di Stefania Priolo

DAL RINNOVAMENTO ATTESO DELLA GAMMA ROTATIVA MRT - NELLE NUOVE LINEE VISION E VISION+ - ALLA COMPATTEZZA D’AVANGUARDIA DEI NUOVI MODELLI FISSI MT, LA TESTIMONIANZA DI UNA RICERCA CHE GUARDA AGLI OPERATORI DI DOMANI

I

n grande stile, come si conviene a una nuova era che comincia. Così Manitou ha lanciato, nell’evento “Build the Future” del 21 aprile scorso, nuove linee di prodotto in grado di rivoluzionare il mercato internazionale dei sollevatori telescopici. Guidata dalla voce e dalla presenza di Laurent Bonnaure, Executive Vice President del gruppo Ma-

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nitou, la rivelazione in prima battuta ha riguardato la nuova coppia di sollevatori telescopici fissi e compatti MT 730H e MT 930H, con altezze rispettive da 7 e 9 m, per la stessa capacità di sollevamento a 3.000 kg. Juliet Coinet, Global Product Manager per la divisione Telehandler Range Construction, entrando nel merito delle caratteristiche tecniche, ne ha sotto-

lineato la larghezza minima complessiva di 2 m per entrambi i modelli, l’ampia luce da terra di ben 35 cm e i 3,3 m di raggio sterzante che rendono queste due macchine autentici fenomeni di capacità logistica per l’accesso in qualsiasi tipo di cantiere. La multifunzionalità pratica dei nuovi accessori – tra cui citiamo le forche ripiegabili per ridurre la lunghezza

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complessiva della macchina a vantaggio di un assetto ancora più compatto in fase di trasporto – si accompagna alla leggerezza generale dell’impianto per i nuovi sollevatori compatti, con il valore di trasmissioni idrostatiche di ultima generazione, motori diesel Stage V, una nuova cabina ergonomica, un ampio display di controllo funzionale, un joystick dotato di sensore e funzioni automatiche. La linea-novità più attesa era comunque quella dei sollevatori rotativi MRT, declinati nelle serie Vision (14 modelli da 16 a 25 m e capacità fino a 4,5 ton) e Vision+ (12 modelli dai 22 ai 35 m e capacità che culmina a 7 ton). Presentati da Kevin Arnou, Product Line Manager Construction di Manitou, i nuovi modelli offrono altezze operative fino a 35 metri e una

capacità di sollevamento massima fino ai 7 ton, per un valore prestazionale ed ergonomico evidenziato dalla soluzione innovativa di una cabina total visual e pressurizzata. Le macchine rotative che

costruiranno il futuro prossimo di Manitou hanno un aspetto molto diverso dal passato, caratterizzato proprio dall’abitacolo completamente nuovo a visibilità totale da tutti i lati, con un accento di

Componenti di efficienza Tra i componenti funzionali che corroborano la dinamica operativa dei nuovi MRT Manitou, va menzionato senz’altro il nuovo modulo di telecomando (optional) per la gestione delle operazioni dalla cesta-piattaforma oppure da remoto. Sotto il profilo oleodinamcio, la nuova pompa idraulica montata su tutti i nuovi modelli rotativi Manitou vanta una portata di 116 l/min e per la gamma Vision questo dato si traduce in una velocità operativa maggiore del 50% per i movimenti simultanei del braccio. L’incremento di velocità è di oltre il 30% per i modelli 2260 e 2660 della gamma Vision +, dotati invece di una pompa dalla portata di 185 l/min.

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Sollevatori Telescopici notevole gestione visuale delle operazioni da parte dell’operatore soprattutto in relazione alla vetrata superiore, avvalorato ulteriormente dalla dotazione interna di un touch screen extra-large. Il tetto della cabina può essere fornito anche senza griglia, rinforzato - certificato ROPS/FOPS di livello 2 - e costituisce in questo caso un’opzione ancora più preziosa che consente all’operatore di monitorare nel modo più preciso ogni fase di carico in quota. Disponibile per tutti i modelli Vision e Vision +, la cabina pressurizzata è inoltre una garanzia di un ambiente lavorativo salubre con il plus di un isolamento acustico d’eccezione, per un livello di comfort superiore. 500 kg di capacità in più rispetto ai modelli precedenti, del 5% più leggeri e con una produttività aumentata del 15% (con un impianto idraulico che ne aumenta la velocità proporzionale dei movimenti fino al 30% in più), i nuovi MRT Vision e Vision+ sono dotati di trasmissioni automatiche per una velocità su strada fino a 40 km/h, con il dettaglio ergonomico di accessi-operatore su entrambi i lati della macchina. Una dedica alla nuova via sostenibile perseguita da Manitou è testimoniata dal fatto che i modelli da 22 e 26 m saranno disponibili anche in versione elettri-

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ca o ibrida – ad anticipazione del nuovo corso di transizione generale della gamma verso modalità propulsive elettriche o ibride, in un percorso che vedrà un’accelerazione a partire dalla fine del 2022, con l’aggiunta di un solco di ricerca e sviluppo dedicato alle macchine a idrogeno. Nello specifico, i nuovi modelli al centro della prossima attenzione del mercato portano le sigle MRT 1645 e MRT 1845 per la gamma Vision, con un’altezza di sollevamento che culmina a 16 e 18 m, una capacità di 4,5 ton e un nuovo motore Stage V, da 75 e 116 CV. Nella nuova gamma VISION + invece sono compresi sei nuovi prodotti (nei modelli MRT 2260, MRT 2660, MRT 3570 - disponibile anche in versione con sospensioni elettroniche -, MRT 2570 e MRT

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Sollevatori Telescopici 3060) con caratteristiche di prestazione superiore che fanno di questa gamma la schiera ideale per affrontare compiti gravosi di cantiere, come il montaggio di carpenterie metalliche, la ristrutturazione di edifici e persino le applicazioni di demolizione. Entrambe le serie Vision e Vision + saranno disponibili nel modo più completo sul mercato partire dal prossimo settembre. Un accento sui nuovi accessori, progettati proprio dal Manitou Attachment Competence Center (ACC) nella sede italiana

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di Castelfranco Emilia, avvalora ulteriormente il lancio delle due serie rinnovate di sollevatori telescopici Manitou. Si tratta di due modelli di forche flottanti CAF 1030 (da 6 e 7 ton di capacità) e CAF 1080 (7 tonnellate) per una movimentazione della massima efficienza di pallet e big bag, con un accento di visibilità ottimale per chi monta l’accessorio. Sono forche più leggere e robuste, in virtù dei materiali d’avanguardia impiegati nella realizzazione e sono dotate di un innovativo sistema di blocco. Le prestazioni

di argani, jib e altre funzioni calibrate per un tipico impiego da gru del sollevatore telescopico, sono esaltate da un modello di verricello dotato di motore idraulico, concepito in modo specifico per i nuovi modelli MRT, con una capacità che va dai 600 kg alle 2 ton. Una nuova cesta - denominata PSE 4200/365 - completamente in alluminio e dedicata alle applicazioni del sollevatore come piattaforma aerea, è disponibile per tutta la gamma Vision +. Il peso è di soli 180 kg e la capacità di carico arriva ai 365 kg.

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Sollevatori Telescopici BOBCAT

Alla conquista dei cantieri LE MIRE MONDIALI DELLA NUOVA SERIE R SONO QUELLE DI UNA SUPREMAZIA DI IMPIEGO SOPRATTUTTO NEL MONDO DELLE COSTRUZIONI. CON QUALI CARTE? ROBUSTEZZA, CONTROLLO, FACILE MANUTENZIONE E AFFIDABILITÀ AL VERTICE

U

n lancio ufficiale, nel corso di un webinar internazionale dedicato alla stampa di settore, per rivelare degnamente la nuova generazione di sollevatori telescopici serie R. L’ha organizzato poche settimane fa Bobcat che ha svelato tutte le caratteristiche di innovazione che caratterizzano 12 modelli inediti implementati nella propulsione da un motore diesel Stage V. Altezza di sollevamento da 6 a 18 m, capacità compresa tra le 2,6 e le 4,1 tonnellate, l’identikit dell’ultima fase che completa il rivoluzionario programma “Next is Now” di Bobcat combina sviluppo

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dinamico dei prodotti e diversificazione di tecnologie e servizi connettivi all’avanguardia, con un’intuitività d’uso che ridefiniscono il modo di lavorare degli operatori. Sul lancio della serie R, Gustavo Otero, presidente di Doosan Bobcat EMEA, ha definito i nuovi sollevatori telescopici come commenta “risorsa fondamentale della nostra strategia commerciale e pilastro della nostra stessa iniziativa ‘Next is

Now’. La serie R offre macchine robuste e dalle prestazioni elevate per un’operatività ai massimi livelli. I comandi precisi e le funzionalità intuitive per mettono all’utilizzatore di affrontare qualsiasi lavoro in cantiere. Con questi nuovi modelli e una spinta agli investimenti, puntiamo a raddoppiare l’attuale produzione di telescopici Bobcat entro il 2025”.

Precisione “in alto” I nuovi telescopici della serie R offrono agilità a richiesta, grazie al nuovo sistema di trasmissione che garantisce una maggiore fluidità dei movimenti per esegui-

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re i lavori più complessi in altezza, con precisione chirurgica. Le operazioni sono anche facilitate dal sistema di posizionamento del braccio (BPS=Boom Positioning System), dal nuovo joystick di precisione, dalla funzione di inching e dalla migliore visibilità dalla cabina. Grazie al nuovo design, il pedale di inching è più facile e meno faticoso da usare. Il freno motore più potente garantisce uno spazio di frenata più breve e quindi una maggiore sicurezza in cantiere. Tutti i modelli ora hanno le modalità di velocità tartaruga/ lepre di serie e azionabile dal joystick. Disponibile la nuova modalità Dynamic per le applicazioni che richiedono una risposta rapida della trasmissione, e il nuovo acceleratore manuale opzionale con funzione Flex Drive permette di controllare la velocità di marcia in modo indipendente dal regime motore.

Esperienza di comfort Dotati di una nuova cabina facile da “abitare produttivamente” e costruita intorno all’operatore, con un unico pannello di controllo centrale per la massima ergonomia, i sollevatori Bobcat serie R mostrano il proprio lato di comfort superiore. I nuovi interni in stile contemporaneo e di alta qualità, sono caratterizzati dal branding della serie R, dai colori e dalle texture che riflettono in modo inconfondibile l’identità Bobcat. Valorizzate da un design ergonomico, tutte le superfici sono state

Le linee di un progetto integrato La nuova gamma di telescopici serie R di Bobcat include i seguenti modelli, divisi per tipologia. Telescopici compatti: TL26.60, TL30.60 e TL30.70; telescopici di medie dimensioni: TL35.70, T35.105, T35.105L e T36.120SL; telescopici con capacità di sollevamento elevata: T35.130S, T35.130SLP, T35.140S, T41.140SLP e T40.180SLP. Gustavo Otero conferma che “il pensiero strategico al mercato dell’edilizia, per la destinazione applicativa e gli intenti di grande diffusione commerciale della nuova serie R. Grazie alla facilità d’uso dei nuovi sollevatori, alla sicurezza e all’affidabilità che veicolano nel progetto generale, l’ambizione di Bobcat è quella di essere presente in qualsiasi cantiere che richiede questo tipo di macchine”.

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Sollevatori Telescopici

ottimizzate per offrire maggiore spazio e visibilità. Il nuovo display LCD da 5 pollici fornisce tutte le informazioni in modo chiaro e interattivo, incluso le immagini della telecamera posteriore per un funzionamento più facile e preciso. Bobcat ha dotato i nuovi telescopici serie R di caratteristiche che facilitano il compito degli operatori. Menzioniamo, di dovere, un joystick “all-in-one” ancora più ergonomico, comandi intuitivi in stile automotive (tastierino retroilluminato, comando jog, leve sotto lo sterzo), un display LCD interattivo da 5”; la funzione di allineamento semi-automatico delle ruote; freno di stazionamento e trasmissione automatici; una protezione totale della struttura per la massima operati-

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vità scevra da rischi in cantiere. Sotto quest’ultimo profilo, i sollevatori Bobcat hanno sempre vantato un design particolarmente robusto e i nuovi modelli serie R continuano la tradizione con protezioni di tutti i componenti vitali nelle aree chiave e un telaio e un braccio concepiti al più alto grado di resistenza per lavorare in qualsiasi ambiente. La struttura garantisce la protezione dei componenti idraulici ed elettrici (inclusi tubazioni, cablaggio e trasmissione) e una piastra di acciaio protegge il fondo della macchina. Tutti i telescopici Bobcat hanno la struttura del braccio rigida e un telaio corroborato a incasso.

Propulsione e manutenzione Il vano motore della nuova serie R è progettato per una facile manutenzione. Tutti i telescopici serie R sono ora dotati di

un nuovo cofano motore con un profilo maggiormente inclinato che migliora la visibilità e riduce i punti ciechi del 15% sul lato destro della macchina. Insieme al cruscotto dal design rinnovato, ciò garantisce un’eccellente visibilità dalla cabina, permettendo all’operatore di spostarsi facilmente e in sicurezza in cantiere e riducendo le possibilità di incidenti ed errori. La manutenzione è ancora più semplice grazie a un più facile accesso al vano motore. Sotto il cofano c’è una nuova versione del motore Bobcat D34 Stage V, con post-trattamento del DPF, che viene rigenerato automaticamente senza intaccare le prestazioni e senza disturbare l’operatore. L’assenza dell’AdBlue sulla versione da 75 HP e dell’EGR sulla versione da 100 HP offre ulteriori vantaggi. Nel complesso, il passaggio da cinque a tre intervalli per questi modelli Stage V permette una più facile manutenzione e garantisce un costo totale di possesso inferiore. Queste

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macchine sono anche connesse attraverso il nuovo sistema telematico Machine IQ di Bobcat che migliora ulteriormente l’efficienza della macchina. Per i mercati soggetti a regolamentazione meno stringente, il collaudato motore Perkins Stage IIIA garantisce potenza elevata e semplicità del suo sistema di iniezione meccanico.

Una stabile affidabilità I modelli della serie R sono stati progettati in ogni loro parte per garantire ai clienti la massima affidabilità, a partire dal baricentro basso e dal design ben bilanciato delle macchine, che include anche un contrappeso pesante e un passo lungo. Che si usino o meno gli stabilizzatori compatti, la distribuzione ottimale del peso dei nuovi telescopici Bobcat permette all’operatore di arrivare in sicurezza il più in alto e distante possibile, anche con cari-

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Sollevatori Telescopici chi pesanti. Quentin D’Hérouël, Product Manager Telehandlers di Doosan Bobcat, considera che “seguendo le linee di prodotto dei nuovi telescopici Bobcat, anche i modelli della serie R offrono ai clienti la massima tranquillità grazie alla garanzia di tre anni (o 3.000 ore) di serie per l’intera macchina. Bobcat è l’unico produttore a offrire di serie una garanzia di tre anni, permettendo ai clienti di concentrarsi esclusivamente sulla loro attività senza preoccuparsi dei mezzi. Per quanto riguarda gli interni della cabina, ora siamo i leader. Avendo sempre coinvolto i nostri clienti nella progettazione, siamo certi che le macchine della nuova generazione saranno accolte molto bene sul mercato”.

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Attrezzature & Componenti ALIANT

Nelle vene delle grandi gru DA UNA SCOMMESSA NATA PER IL MOTOSPORT È NATA UNA TECNOLOGIA COSÌ INNOVATIVA E CUTOMER MADE DA CONVINCERE GLI ATTORI PRIMARI DEL SOLLEVAMENTO, ANCHE DI QUELLO PIÙ DIFFICILE E IMPEGNATIVO. COSÌ LE BATTERIE AL LITIO DI IMOLA, DOPO LE PLE, SI APPRESTANO A CONQUISTARE L’HEAVY LIFTING PORTUALE E INDUSTRIALE

A

l principio ci fu l’incontro… con il litio. Stiamo parlando del 2009, quando Davide Dal Pozzo, giovane ingegnere con una passione viscerale per il motociclismo sportivo, entra a far parte di un progetto

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di ricerca del Massachussetts Institute of Technology (MIT) a Boston. Proprio in quegli anni dal MIT era nata come spinoff la A123 Systems, azienda pioniera della tecnologia Litio Ferro Fosfato a livello globale. La strada di Davide Dal Pozzo

era segnata e così, una volta ritornato a Imola, l’unione tra la passione per il motociclismo e le nozioni acquisite al MIT produsse quella miscela magica che diede vita al progetto Aliant. Viene fondato il marchio (insediato in uno stabilimento

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di Imola, che oggi è il quartiere generale dell’azienda), si avvia la produzione e nascono così le prime batterie d’avviamento al Litio Ferro Fosfato dedicate alle motociclette, oggi installate in primo impianto sui alcuni dei più prestigiosi marchi in produzione e adottate dai principali team nel campionato Superbike e MXGP.

L’ingresso nel mondo della trazione elettrica e ibrida è avvenuto dopo pochi anni, come naturale evoluzione del prodotto e del mercato: infatti nel 2011 Aliant sviluppa, su commessa industriale, il primo powerpack al litio destinato a piattaforme aeree per un importante costruttore italiano del settore. Completato lo svilup-

Crescita costante e diffusione in 50 Paesi I numeri del fatturato in casa Aliant, nel 2020, sono cresciuti con percentuali a doppia cifra nonostante i limiti imposti dalla pandemia da Covid-19. Le batterie custom denominate Serie EK sono installate oggi in oltre 50 paesi del mondo grazie ad un mercato in crescita, alla fiducia della clientela e a uno staff azindale appassionato e competente di oltre 40 collaboratori.

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po di questo primo BMS, e dopo averne verificato affidabilità e idoneità all’applicazione, l’azienda si è guadagnata un posto primario nel mondo delle PLE e delle minigrù elettriche e ibride, oggi uno dei principali settori di applicazione per Aliant. La necessità di soddisfare le diverse esigenze di mercato ha dato vita a una serie di prodotti altamente customizzabili in grado di rispondere alle richieste dei costruttori di macchine - sempre molto diverse tra loro. In Aliant l’approccio alla progettazione di ogni singolo powerpack avviene in maniera attenta e “sartoriale”, affiancando il cliente fin dalle prime fasi di studio dell’applicazione, instaurando un’importante sinergia progettuale in grado di dar vita alle batterie custom in esecuzione taylor

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Attrezzature & Componenti made (in pratica, perfettamente su misura). Nel corso degli anni le applicazioni equipaggiate dalle batterie al litio Aliant sono cresciute in maniera molto importante, spaziando dalla logistica al cleaning, dall’agricoltura al marino passando dalle macchine movimento terra. Uno dei settori di riferimento in cui l’azienda Imolese continua la sua crescita è senza dubbio l’industria del sollevamento. L’esperienza maturata nel corso degli anni ha fatto sì che Aliant sia oggi in prima linea quando si tratti di completare in tempi rapidi nuovi progetti nei settori specifici dei sollevatori telescopici a propulsione full electric, delle gru portuali, oppure - come nel caso più recente - di gru a cavaliere ad razionamento totalmente elettrico. Si tratta di un sistema da 300 kWh in alta tensione realizzato in sole dieci settimane, partendo da un progetto nato letteralmente con un foglio bianco e diventato rapidamente un prototipo a collaudo nella sede del cliente. Grazie all’elettronica di gestione proprietaria e al sistema di monito-

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raggio remoto della batteria, si possono evitare spiacevoli blocchi improvvisi e apparentemente immotivati del powerpack dedicato a diverse tipologie particolari di macchine per ollevamento, ma soprattutto è possibile acquisire giorno dopo giorno nozioni tecnologiche rela-

tive alle batterie stesse, dati utili e necessari per migliorare le proprie competenze al servizio delle diverse applicazioni e dei diversi clienti.

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LIAN TERM ITA


Attrezzature & Componenti BONFIGLIOLI

Gemelli digitali per l’Industria 4.0 SI CHIAMA PROPRIO IOTWINS, IL PROGETTO EUROPEO COORDINATO DAL GRUPPO BOLOGNESE DOVE I BIG DATA DIVENTANO STRUMENTO DI MODELING E PREVISIONE PER INFRASTRUTTURE, MACCHINE E COMPONENTI

L’

occasione di parlarne è fornita dalla 15° edizione della Fiera A&T (Automation&Testing) 2021 di Torino, dedicata all’innovazione, alle tecnologie e alle competenze 4.0 (organizzata per la prima volta in modalità digitale). In questo ambito, si è svolta la quinta edizione dell’Innovation 4.0 Award dedicato all’industria manifatturiera italiana che investe nella ricerca; un evento che ha visto due vincitori ex-ae-

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quo, due realtà di primo piano tecnologico come Bonfiglioli Riduttori (con il progetto IoTwins, grazie al quale i Big Data diventano uno strumento di modellazione e previsione accessibile anche alle PMI) e Rollwasch italiana, autrice del brevetto VibroBlast, dedicato alla vibro-sabbiatura. In questa sede, naturalmente, ci concentriamo sul successo di uno dei grandi attori dell’oleodinamica avanzata in ambito industriale, protagonista di molti progetti

dedicati alle macchine mobili e in particolare ai moduli di sollevamento. Parliamo quindi di IoTwins, uno dei progetti europei più importanti di Horizon 2020, il Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione. IoTwins è tra i maggiori punti di investimento per valore economico, competenze scientifiche e rilevanza dei soggetti coinvolti. Un progetto i cui contenuti scientifici e di ricerca applicata agli impianti di produzione in ambito

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manifatturiero sono gestiti in partenship da istituzioni di ricerca e imprese dell’Emilia-Romagna. L’investimento complessivo - per una quota di 20 milioni di euro - fa capo a Bonfiglioli Riduttori, specialista italiano nei riduttori di potenza dal respiro europeo e mondiale, anche in virtù dell’innovazione e della digitalizzazione applicata alla produzione attuale. Una realtà che può contare sul coordinamento scientifico dell’Università di Bologna, sulle infrastrutture di calcolo dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e del Cineca e sul

supporto della Regione Emilia-Romagna, attraverso Art-ER. Il progetto IoTwins, guidato e coordinato da Bonfiglioli, coinvolge 23 partner provenienti da otto Paesi europei che hanno realizzato un’efficace rete di open innovation. Consideriamo il progetto in sintesi e nella sua fase attuale. Bonfiglioli, con IoTwins, ha avviato la sperimentazione di nuove tecnologie per la digitalizzazione dei processi e dei prodotti industriali, grazie a 12 piattaforme di test (banchi di prova) che riproducono digitalmente un sistema (infrastruttura, processo, macchina e altri

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componenti) insieme alle sue prestazioni, creando gemelli digitali che consentono di modellare il sistema stesso e le sue dinamiche, prevederne l’evoluzione e ottimizzarne funzionamento, gestione e manutenzione. Le simulazioni già eseguite e riproducibili prevedono il monitoraggio della produzione negli impianti industriali, la gestione del flusso del pubblico all’interno di grandi strutture di intrattenimento, come lo stadio di Barcellona, e la creazione di un gemello digitale di un parco eolico: questa è stata possibile combinando modelli di simulazione e machi-

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Attrezzature & Componenti Fausto Carboni, CEO Business di Bonfiglioli

industriale, il progetto rappresenta anche una messa a sistema di “tecnologie 4.0”, Big Data, Iot Industriale, Intelligenza Artificiale e HPC con forte sinergia con le azioni già in atto sul territorio come l’Università di Bologna, l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Cineca, Art-Er all’interno dell’Associazione Big Data e grazie alla progettazione del competence Center Birex, dove si è finalizzato il contatto con Bonfiglioli Riduttori e Marposs. Art-Er partecipa al progetto per supportare l’aspetto Outreach e valorizzare a

livello regionale, nazionale ed europeo i risultati del progetto - che vede, com’è evidente, una forte partecipazione di stakeholder e aziende regionali, con l’associazione Big Data e tutte le relative attività nell’ambito delle infrastrutture a sostegno dell’economia dei dati e del progetto Big Data Technopole di Bologna. La leadership di IoTwins assegnata a Bonfiglioli evidenzia la valenza industriale del progetto, mantenendo in capo all’Università di Bologna il coordinamento scientifico.

ne learning di singole turbine per la manutenzione predittiva. Punto di forza del progetto e valore per tutto il sistema industriale della regione è il focus sulla replicabilità delle soluzioni. IoTwins infatti, oltre a realizzare un’architettura di riferimento e a implementarla in nove diversi testbed specifici, prevede la realizzazione di cinque testbed mirati a scalare i risultati ottenuti e a definirne nuovi ambiti di applicazione e replicabilità, studiandone anche i relativi modelli di business. Sotto il profilo della ricerca

Il merito nella ricerca Il Comitato Scientifico Industriale di A&T, per l’Innovation 4.0 Award ha scelto otto finalisti tra 51 progetti selezionati e ammessi. L’interesse internazionale riscosso dall’evento torinese e la vittoria di Bonfiglioli ha portato i vertici dell’azienda emiliana a rilasciare una significativa dichiarazione d’orgoglio che spiega l’intento della ricerca avanzata in atto nel Gruppo. “Ricevere questo premio è per noi motivo di orgoglio, a riprova dell’importanza del progetto IoTwins di cui siamo coordinatori - ha dichiarato Fausto Carboni, CEO Business di Bonfiglioli - I fattori chiave delle nostre attività aziendali, cioè R&S, innovazione e orientamento al mercato, sono gli elementi che contraddistinguono e guidano il nostro Gruppo. Il costante sviluppo di nuove idee e strategie è senza dubbio il nostro vantaggio competitivo e grande fattore di successo”. Da sinistra, Francesco Millo e Fausto Carboni, rispettivamente Strategy M&A Director e CEO Business di Bonfiglioli

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Trasporti Eccezionali FAYMONVILLE

Missione da primato in Estonia UN NOTEVOLE LAVORO DI SQUADRA E TUTTO IL VALORE DI 26 LINEE D’ASSI COMBIMAX PER UN TRASFERIMENTO MONSTRE DA 195 TONNELLATE ATTRAVERSO LE STRADE DEL BALTICO

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chilometri sembrano una distanza minima. Ma un progetto degli specialisti finlandesi dell’azienda estone AT Special Transport mette in evidenza le numerose sfide che possono presentarsi lungo un percorso così modesto solo in apparenza. Occorrono tre giorni per spostare un serbatoio di acqua da 195 tonnellate su 26 linee di assi CombiMAX di Faymoinville.

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La vista dell’imponente convoglio è una vera e propria calamita per gli spettatori. I residenti e le persone curiose sono attratti dal veicolo e scattano numerose fotografie. In questo momento, le 30 persone che lavorano al trasporto sono ancora più sotto pressione. Jonas Ahola e il suo equipaggio di AT Special Transport hanno molta esperienza con progetti di questo tipo. Ma sottolinea comunque l’importanza di questo lavoro. “È il più grande trasporto di un pezzo singolo da noi eseguito fino a

oggi e la destinazione finale del serbatoio è l’Uruguay”. L’equipaggio ha alle sue spalle settimane di preparativi minuziosi. “È stato necessario rimuovere molti cavi telefonici ed elettrici ed è stato un lavoro immane organizzare l’interruzione della linea ferroviaria per tre giorni e allentare le linee aeree per riuscire a sollevarle a sufficienza”. La chiave del successo per questi progetti è un buon lavoro di squadra tra i diversi partner.

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Il viaggio del serbatoio comincia a Jüri, sede del produttore Estanc. È il contenitore più grande prodotto nella storia dell’azienda. Il serbatoio di acqua, dal peso di circa 200 tonnellate, sarà spedito, come dicevamo, in Uruguay dove è in costruzione uno degli impianti di pastalegno più grandi del mondo. Lo scopo del serbatoio di acqua di alimentazione è rimuovere anidride carbonica e ossigeno corro-

sivo dall’acqua. In questo modo i sistemi alimentati a vapore dell’impianto hanno una durata maggiore. La prima tappa attraverso l’Estonia è complicata e Jonas Ahola conferma di aver simulato in anticipo le diverse fasi di trasporto. “La lunghezza del convoglio con un trattore che tira e un altro che spinge rende molto difficili le curve strette nelle rotatorie e in altri difficili attraversamen-

ti. Le simulazioni ci consentono di gestire questi passaggi critici”. Oltre all’altezza e alla lunghezza, anche il peso costituisce un problema. Grazie al veicolo modulare a 26 assi Faymonville CombiMAX, Jonas Ahola e il suo team AT possono fare affidamento su materiale altamente tecnologico e collaudato. “Il percorso si è snodato lungo strade secondarie, perché molti dei ponti non sopportano questo peso. Ciò

Che (massima) combinazione Il CombiMAX è un concetto innovativo di veicoli modulari unico e polivalente, con un’idea basata sulla  molteplice combinabilità di componenti standardizzati. La modularità e flessibilità vengono trasferite ai rimorchi ed ai semirimorchi a pianale ribassato per carichi utili da medi a pesanti tra le 50 e le 250 tonnellate. CombiMAX può essere adattato individualmente a ogni esigenza di trasporto. Per questo concetto sono stati sviluppati appositamente nuovi componenti e processi. I gruppi assi sono disponibili con assali a pendolo dispongono della stessa interfaccia. Un’altra novità è rappresentata anche dalla  combinazione di tre sistemi di accoppiamento: testata di accoppiamento universale con accoppiamento a pettine; accoppiamento a doppio gancio; longherone telescopico integrato (“Add-On Beam”) La combinazione di questi tre sistemi garantisce flessibilità, velocità ed efficienza per quanto riguarda i più svariati requisiti di trasporto del cliente. La testata di accoppiamento universale consente anche il collegamento diretto e senz’alcun problema di componenti di varie altezze (pneumatici) e larghezze.

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Trasporti Eccezionali

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significa che è stato necessario controllare anche le piccole strade per verificarne la capacità portante. Con CombiMAX e i suoi assali oscillanti, offriamo 12 tonnellate di carico utile per linea di assi per proteggere correttamente il suolo”. Uno strumento vincente, il pezzo mancante per completare il puzzle. “La combinazione si è dimostrata ideale per questo progetto grazie alla facile configurazione e alla tara ridotta. CombiMAX ci aiuta a mantenere la compattezza e a portare a termine il trasporto con meno linee di assi”. L’arrivo in sicurezza a Paldiski è una conferma per Ahola: sarà uno degli attori principali per questo tipo di progetti in tutta Europa, che includono operazioni di spedizione, movimentazione, trasporto e installazione. Faymonville è il partner fidato in questa fase di ampliamento. “I nostri progetti sembrano diventare più grandi man mano che otteniamo attrezzature più specifiche”, conferma infine Ahola che può contare su una potente flotta di semirimorchi ribassati, semirimorchi con pianale a vasca, semirimorchi a pianale alto e soluzioni modulari Faymonville.

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Trasporti Eccezionali VOLVO TRUCKS

Elettrificazione… di peso ORA ANCHE I VEICOLI PESANTI FANNO IL LORO INGRESSO, DI DIRITTO, NELL’ERA DELLA DECARBONIZZAZIONE. L’INTERESSE CRESCE IN EUROPA DOPO IL LANCIO DELLE SERIE FH, FM E FMX

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on l’inizio delle vendite - proprio all’inizio di questo 2021 resiliente - di tre nuovi modelli completamente elettrici per impieghi gravosi, Volvo Tr u c k s

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coglie l’attimo per una rapida ripresa dei programmi di elettrificazione nel segmento del trasporto pesante su strada. Questa prospettiva incoraggiante si basa sulla capacità dei veicoli elettrici di Volvo di soddisfare un’ampia varietà di esigenze di trasporto. Nell’UE, ad esempio, quasi la

metà di tutti i trasporti su camion potrebbe essere elettrificata già nel prossimo futuro. Proprio con l’aggiunta di questi tre nuovi prodotti, la gamma elettrica di Volvo Trucks rivela l’ambizione di trasporti nazionali e internazionali mostrano un forte interesse per i veicoli elettrici. Un interesse trainato dai loro ambiziosi obiettivi climatici, oltre che dalle richieste di decarboniz-

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zazione e trasporti più puliti da parte dei consumatori. “Sempre più aziende di trasporto si stanno rendendo conto di dover iniziare il loro percorso di elettrificazione subito - assicura Roger Alm, presidente di Volvo Trucks - Questa scelta fondamentale riguarda il rispetto per l’ambiente, certo, ma anche meditate ragioni di concorrenza, per soddisfare le esigenze dei clienti che chiedono spedizioni sostenibili. Con l’offerta ampia e diversificata di Volvo Trucks, è assolutamente possibile per molte più aziende di trasporto passare dalla propulsione endotermica a quella elettrica”. La novità dell’introduzione dei nuovi modelli elettrici Volvo FH e Volvo FM, risiede nel fatto che il trasporto elettrificato è ora possibile non solo nelle aree urbane, ma anche per il traffico regionale interurbano. Con il modello elettrico Volvo FMX, le dinamiche di trasporto, poi, arrivano a conferire un plus di riduzione dell’inquinamento acustico e ambientale anche al settore della cantieristica. La produzione dei nuovi modelli elettrici per l’Europa inizierà nella seconda metà’ del 2022 e andranno ad aggiungersi alle tipologie

Volvo FL Electric e Volvo FE Electric per i trasporti urbani, prodotti in serie dal 2019 per il Vecchio continente. Volvo Trucks quindi dispone, attualmente, di una gam-

ma composta da sei veicoli elettrici per carichi medi e pesanti, per una linea di prodotto che si presenta come la più completa del settore.

L’offerta per l’Europa Volvo FH, FM e FMX Electric Autonomia: fino a 300 km - Potenza continua: 490 kW Coppia massima: 2.400 Nm - Capacità batterie: 540 kWh - Massa totale combinazione (MTC): fino a 44 ton. Volvo FE Electric Autonomia: fino a 200 km - Potenza continua: 330 kW - Coppia massima: 850 Nm - Capacità batterie: 264 kWh - Massa totale combinazione (MTC): 27 ton. Volvo FL Electric Autonomia: fino a 300 km - Potenza continua: 165 kW - Coppia massima: 425 Nm - Capacità batterie: 396 kWh - Massa totale combinazione (MTC):16 ton.

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Trasporti Eccezionali

Con l’aggiunta dei nuovi prodotti con capacità di carico più elevate, catene cinematiche più potenti e un’autonomia fino a 300 km, la gamma elettrica di Volvo Trucks offre “un enorme potenziale alle prospettive dell’elettrificazione dei trasporti su camion in Europa e in altre parti del mondo, in un futuro molto prossimo - come afferma Roger Alm - Per dimostrarlo, ci siamo posti l’ambizioso obiettivo di far sì che i veicoli elettrici rappresentino la metà delle nostre vendite entro il 2030. E i tre nuovi veicoli pesanti che stiamo lanciando segnano un enorme passo avanti verso il raggiungimento di questo obiettivo”.

Idrogeno all’orizzonte In un futuro non immediato, anche i trasporti pesanti a lungo raggio potranno essere effettuati con veicoli elettrici. Per rispondere a queste richieste complesse sia di capacità di carico elevata che di un notevole incremento dell’autonomia, Volvo Trucks prevede di utilizzare celle a combustibile ad idrogeno per generare l’elettricità necessaria. “Questa tecnologia si sta sviluppando rapidamente e un’altra nostra ambizione è quella di elettrificare i trasporti a lungo raggio, utilizzando sia batterie che celle a combustibile - conferma Roger Alm - Il nostro obiettivo è iniziare a commercializzare veicoli elettrici a celle a combustibile nella seconda metà di questo decennio e abbiamo fiducia nella possibilità di realizzarlo”.

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L‘EURO-PX è l‘ultima generazione di semirimorchi a pianale ribassato di Nooteboom. L‘EURO-PX è disponibile da 2 a 9 assali a pendolo. Le caratteristiche uniche e innovative includono il profondo ed ampio vano nel gruppo assale posteriore per posizionare il braccio degli escavatori trasportati e l‘elevato carico massimo legale sull‘assale. La combinazione di questo escavatore con una portata minima di 12 tonnellate per asse rende l‘EURO-PX senza rivali in tutta Europa. Ad esempio, il pianale ribassato a 2 assi è l‘unico veicolo con un carico sull‘asse di 12 tonnellate nei Paesi Bassi e in Germania. L‘effi cace applicazione dell‘innovazione per soddisfare le attuali esigenze del mercato può offrire alle aziende impegnate nel trasporto Eccezionale un vantaggio competitivo signifi cativo. In oltre EURO-PX vi darà la certezza dei costi e il più basso Total Cost of Ownership (TCO), il costo del ciclo di vita del semirimorchio. Qualità NOOTEBOOM garanzia di affi dabilità e durata nel tempo. Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale

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Trasporti Eccezionali MAMMOET

Un ponte nuovo, in una sola notte LA STRAORDINARIA IMPRESA È STATA REALIZZATA ANCORA UNA VOLTA A OTTAWA, IN CANADA, PER UN MANUFATTO DA 2.254 TONNELLATE. MOVIMENTATO E INSTALLATO IN SOLUZIONE UNICA CON LA TECNICA RBR (RAPID BRIDGE REPLACEMENT)

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n sovrappasso autostradale sostituito dal tramonto all’alba. L’autore di un prodigio tecnico simile, senza molti confronti nell’operatività che riguarda la grande movimentazione di infrastrutture? Mammoet naturalmente, specialista globale dotato di un know-how sviluppato in questa categoria di progetti secondo competenze uniche e una dotazione di mezzi e metodologie

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straordinarie che ne fanno un innovatore assoluto nella prassi di alto profilo denominata RBR (Rapid Bridge Replacement). Questa tipologia di intervento è molto utile per sostituire e allestire le grandi strutture di attraversamento veicolare soprattutto in presenza di aree densamente antropiz-

zate, con un numerose interferenze di altre strutture e manufatti e passaggi di traffico intensi e continui. Per ridurre l’impatto della cantierizzazione, la soluzione più avanzata è quella di realizzare componenti prefabbricati di grandi dimensioni da

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posare direttamente in opera, limitando i tempi di lavorazione a pochi giorni o addirittura all’intervallo di alcune ore. Solo un approccio ingegneristico complessivo alla movimentazione più complessa e all’installazione di questi componenti può garantire il successo completo di ogni operazione, con la riduzione drastica dei costi e dei rischi di intervento. Veniamo quindi alla recente impresa di Mammoet proprio nel RBR, con la sostituzione spettacolare e irreprensibile di un ponte completo a Ottawa, in Canada. Nello specifico, di è trattato di un sovrappasso autostradale multicampata sulla Lees Ave-

nue. La vecchia struttura, che scavalcava l’arteria di scorrimento più trafficata della città, aveva la necessità di essere sostituito per consentire il passaggio di una nuova linea di metropolitana leggera. I requisiti di tempistiche e di riduzione estrema delle interferenze hanno portato l’impresa di costruzione incaricata dell’opera a commissionare proprio a Mammoet la rimozione del vecchio tratto e il successivo trasporto in cantiere, con la successiva collocazione del nuovo sovrappasso - un manufatto del peso di 2.254 tonnellate e lungo 87,5 metri. La difficoltà supplementare riguardava il profilo curvo del prefabbricato; una

caratteristica che ha complicato il lavoro di centraggio e bilanciamento sulle linee di carrelli SPMT (ogni torsione nel manufatto durante il trasporto ne avrebbe compromesso l’integrità), tenendo conto del dislivello di tre metri tra un’estremità e l’altra del sovrappasso. Dopo tre mesi di studio e pianificazione, l’azione si è svolta tutta in una notte. Prima una schiera di 400 autocarri ha trasporto sul posto (e rimosso successivamente) 12.000 tonnellate di ghiaia in cinque ore, per ridurre il dislivello. In seguito, quattro convogli di linee di SPMT, per un totale di 64 assi, si sono posizionate sotto il vecchio ponte e con l’impiego di falsetorri hanno sollevato la struttura vetusta, sganciandola dai piloni, per poi depositarla nell’area di demolizione. Subito dopo, è stato effettuato il movimento opposto con la collocazione del nuovo sovrappasso. All’alba, il nuovo ponte era perfettamente insediato, in tempo per accogliere l’onda di traffico mattutina sull’autostrada sottostante. L’approccio tecnico di Mammoet ha consentito di ridurre i tempi di lavoro effettivo da alcuni mesi a sole due settimane. Un capolavoro operativo che rimarrà, ancora, negli annali dei grandi sollevamenti internazionali.

Alberto Galbiati, “La nostra eccellenza estesa, dall’Oil & Gas alle infrastrutture” Mammoet è nota universalmente per un’operatività straordinaria nell’ambito dei settori Oil & Gas e dell’ energia. Lo rileva Alberto Galbiati, CEO di Mammoet Italy, come preambolo alla considerazione che questa “esperienza estesissima e comprovata si estende anche al settore delle opere civili e delle infrastrutture. Il nostro approccio ingegneristico fa la differenza, consentendoci soluzioni innovative in totale sicurezza e nel rispetto dei tempi e dei costi. A ciò si aggiunge la nostra rete di attrezzature che copre il mondo intero, consentendoci di mettere a disposizione dei clienti sempre il mezzo e la soluzione giusta per il tempo necessario. Per noi di Mammoet, la migliore metodologia d’intervento precede la scelta del tipo di gru e di veicoli per il trasporto eccezionale per attuarlo. In questo senso, la nostra modalità di progetto e azione può essere definita come una priorità irrinunciabile per ottenere un lavoro finale a regola d’arte. Anche in Italia, interventi come quelli nell’RBR rappresentano privilegi di expertising che solo grandi realtà di ingegneria nell’heavy lifting, al massimo livello come Mammoet, possono permettersi”.

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Noleggio e Distribuzione EUROTECNO/GENIE

Avanguardia e Fedeltà DOPO AVER OSSERVATO ALL’ESORDIO LA NUOVA GENIE Z-60 FE DELLA FLOTTA DI CASTELVERDE (CR) - ALL’INTERNO DEL PIÙ GRANDE POLO LOGISTICO D’ITALIA - ABBIAMO APPROFONDITO LE RAGIONI VIRTUOSE DI UN RAPPORTO DI PARTNERSHIP RINNOVATO, MODERNO E DI GRANDE FIDUCIA RECIPROCA

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el CSG Logistics Park di Castel San Giovanni, tra le campagne antropizzate della provincia piacentina, il colpo d’occhio che cattura immediatamente il

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visitatore è impressionante. Questo immenso polo dedicato alla distribuzione di merci comprende oltre 546.000 metri quadrati oc- cupati da enormi capannoni dedicati alle multinazionali più

importanti al mondo (insediati su un’area complessiva di due chilometri quadrati). Il suo sviluppo è inarrestabile fin dalla sua nascita ufficiale, nel 2004 e le imprese che vi operano portano la livrea

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maestosa e i nomi primari di Geodis, Amazon, Bosch, Moncler, QVC, Giochi Preziosi, Vailog. I lavori di costruzione all’interno del CSG Logistic Park sono costanti e febbrili. Centinaia di gru e piattaforme aeree sono al lavoro senza sosta. Ma noi siamo alla ricerca di un vero gioiello in tanto mare tecnologico, e alla fine l’abbiamo trovato all’interno del capiente prefabbricato che ospiterà il deposito di una grande azienda vitivinicola. Il campione appena arrivato in cantiere si identifica con il modello di piattaforma articolata ibrida Genie Z-60 FE, in dotazione di noleggio a un’impresa impiantistica da parte della flotta Eurotecno di Castelverde (Cr). La Genie Z-60 FE rappresenta un unicum nel panorama delle PLE semoventi articolate, in virtù della struttura a ingombro estremamente ridotto della base, della modalità propulsiva ibrida o full electric (ideale per un lavoro “totale” e versatile negli spazi esterni e all’interno dei fabbricati) e dall’implementazione dell’assale oscillante attivo permanente, a garanzia della miglior traslazione che si possa desiderare su terreni accidentati o comunque in contesti off-road. Quattro ruote motrici (e antitraccia, particolare non trascurabile per l’intervento e l’accesso su pavimentazioni interne sensibili), una pendenza

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Noleggio e Distribuzione superabile fino al 45% e un sistema di trazione a CA ad alta efficienza; con queste prerogative, il primato della Z-60 FE è assicurato su molti fronti. Il primo è proprio quello del noleggio e un protagonista come Eurotecno non si è fatto sfuggire l’occasione per opzionare l’ingresso di questa macchina nella propria flotta proprietaria. Noi la osserviamo con gli occhi incantati dalla luce della novità e al levarsi del doppio parallelogramma - azionato dal quadro comandi a terra durante le

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ispezioni preliminari dell’operatore che effettua la prima prova operativa - possiamo già apprezzare l’eccellenza di un controllo assolutamente proporzionale che movimenta il braccio della Z-60 FE nel modo più fluido e veloce. La piattaforma è dotata di un Jib articolato da 1,52 m che assicura un’escursione di 135°, a beneficio della più agile capacità di intervento per gli operatori in quota (un’agilità incrementata anche dal sistema Genie Fast Mast, che consente la rapida discesa della navicella per recu-

perare attrezzature e materiali necessari e poi tornare altrettanto rapidamente in quota). Insomma, il lettore avrà ben capito che ci troviamo di fronte a un autentico fenomeno tecnico per il mercato del sollevamento. Ma Eurotecno non è un noleggiatore qualunque e l’ingresso della Z-60 FE nel proprio parco macchine rappresenta oggi il consolidamento di un rapporto con Genie che darà molti frutti negli anni a venire, per aperta ammissione degli stessi responsabili della società cremonese. A

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cui abbiamo posto alcune domande (con risposte altrettanto utili e rivelatorie) sulla partnership commerciale Genie-Eurotecno e sulle basi strategiche di questo sodalizio. Hanno accolto il nostro invito a un’intervista esclusiva - ospitandoci nella sede di Castelverde - Gabriella Martani, direttore generale del Gruppo Guarneri (di cui Eurotecno è parte) e Giacomo Caraffini, responsabile commerciale di Eurotecno. La prima domanda con cui vorrei esordire nella nostra conversazione, riguarda proprio il valore per la flotta

Eurotecno di “piattaforme aeree del futuro” come la Z-60 FE. Questo ingresso testimonia un nuovo vigore nel rapporto tra voi e Genie? (Gabriella Martani) La nostra filosofia è quella di contemplare sempre nella flotta Eurotecno, a disposizione del cliente, un ampio ventaglio di macchine, diversificato e complementare. Certamente il nostro rapporto con Genie risale a molto tempo fa ma oggi si è rinnovato e consolidato, soprattutto negli ultimi due anni, proprio in virtù di una complementarità di prodotto e di partnership molto convincente per i nostri attuali obiettivi aziendali. Il

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gruppo Genie ha confermato nei fatti la propria intenzione di investire in modo importante sul mercato italiano, con un conferimento di produzione e un ampliamento importante dello stabilimento di Umbertide (Pg). Questi fatti rassicurano e rafforzano la volontà di partnership da parte di una realtà fortemente insediata sul territorio e molto specializzata come Eurotecno. Parliamo allora di questo primo simbolo di sodalizio, rappresentato dalla nuova piattaforma articolata ibrida Z-60 FE. Già al primo sguardo in can-

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Noleggio e Distribuzione

tiere, ci è parso che possa diventare una delle protagoniste dell’impiantistica che concerne la nuova stagione delle realizzazioni logistiche in Italia. (Giacomo Caraffini) La piattaforma Z-60 FE è un esempio straordinario di modello senza confronti sul mercato attuale, nel segno di un’evoluzione davvero all’avanguardia. Si tratta della prima PLE semovente articolata ibrida, con un’altezza operativa da 20 m, uno sbraccio poderoso di oltre 11 m e una prerogativa di scaval-

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camento a 7,39 m. Una macchina davvero eccezionale sotto molti profili e testimone, come è stato già sottolineato da Gabriella, dell’importanza di una produzione che oggi fa capo all’Italia per molti modelli strategici che possono valorizzare ulteriormente le flotte di noleggio nazionali. Questo fatto corroborante e molto positivo ci rafforza nell’intento di seguire con costanza un rapporto di partnership prezioso (che si è nuovamente consolidato dopo il feedback positivo che abbiamo

ricavato dalla presenza di Genie all’ultimo Bauma di Monaco, nel 2019). Abbiamo ricominciato a collaborare quindi, con un primo ordine di quattro piattaforme ma vorrei sottolineare soprattutto che la fiducia in Genie, oggi, è frutto anche dell’incontro proficuo con i vertici della società e di una conoscenza puntuale delle attuali dinamiche post-vendita, molto organizzate e reattive anche nel confronto con il passato. (GabriellaMartani) Vorrei aggiungere un elemento ulteriore all’analisi di Giacomo. La nuova gamma Genie ci ha convinto anche per la grande attenzione posta sul fronte delle dotazioni di sicurezza, insieme al coinvolgimento degli aspetti più attuali come quelli che riguardano il dibattito sulle soluzioni - ancora in fase di evoluzione - dello sbarco in quota. Tornando alla Z-60 FE, questo modello semovente articolato sembra nato per le moderne esigenze della logistica.

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(Giacomo Caraffini) La piattaforma articolata Genie Z-60 FE risponde in pieno alle esigenze moderne di intervento nell’allestimento delle strutture logistiche. Al montaggio e al perfezionamento esterno degli edifici, occorre abbinare spesso interventi di allestimento impiantistico negli interni, in assenza di emissioni inquinanti. In questo fondamentale, Z-60 FE sulle grusenso equipaggiate con la il sistema ibrida davvero diinoltre, poter disporre Sense.consente A ben guardare, Steady di due macchine potendo lavorare è molto più che in ununa, radiocomando: è un all’aria in “partner” modalità ibrida e negli vero e aperta proprio che affianca spazi interniper confacilitare propulsione fullgiornata electric l’operatore la sua elavorativa, tempi di funzionamento del estremamenteeccezionali ergonomico, powerpack a batterie, assicura la duperché lascia braccia eche mani in posizione rata per unriducendo giorno intero lavoro con una naturale, ladi tensione postusola piattaforme articolate, in rale.carica. InoltreLe è facile da usare grazie alle generale, sono attualmente le più richieste icone particolarmente intuitive, mentre dalla clientela di Eurotecno ma rileviamo la retroilluminazione permette di lavoun rinnovato interesse rare anche nelle ore inanche cui laper lucei modelcominlicia telescopici ad alte prestazioni, prediletti a scarseggiare. Copre, infine, tutti i per la velocità di intervento nei emontaggi canali di frequenza al mondo dispone

industriali, che richiedono sempre tempistiche rapide ed efficienti. Parlavamo dell’impegno tecnologico e dell’evoluzione di Genie sul fronte della sicurezza. La gamma attuale si candida anche alla leadership dell’avanguardia per l’Industria 4.0. (Gabriella Martani) Noi didiEurotecno, zioni personali. Dotato un displaycome TFT puntuali indagatori dell’evoluzione tecda 3,5”, Steady garantisce infine un alto nologica piattaforme aeree, abbiamo livello didelle qualità dell’immagine, offrendo sempre seguito il progresso effettivo del feedback dettagliati e precisi. Un altro settore, tutte le possibilità che le– modagioiellocon della tecnologia è RACE Remolità connettiveControl e telematiche te Assistant Effer –applicate il nuovoalle simacchine possono offrire in stema di connettività per all’operatore, le gru Effer che termini di informazioni stato di permette di rimanerefunzionali, sempre connessi servizio dell’u-a alla gru,durante con la l’impiego possibilitàdadiparte accedere tilizzatore e altreFondamentale necessità di intertutti i datifinale necessari. per vento. La direzione imposta Genie alla pianificare il lavoro e perdaintervenire propria ricerca in questo senso, non può tempestivamente in caso di necessità. che e ancora più convinti Controvarci Race èsolidali possibile monitorare da recome sul qualsiasi campo. device mobile moto partner la gru da

Un campo circoscritto e ben preciso, secondo la strategia di mercato seguita questi ultimi ovunque anni da cifiche, e in in caso di difficoltà, Eurotecno. quella essere ci si trovi, il Ovvero, Service Point di di Effer può specialisti del sollevamento e non verificare istantaneamente il problema generalisti. e intervenire subito con la risoluzione (Gabriella Negli ultimi anni ci da remotoMartani) dell’anomalia. Race consente siamo focalizzati sul noleggio deidati mezzi di raccogliere una gran mole di che di sollevamento per il lavoro in quota e permettono il monitoraggio e una miglior in sicurezza. Per aiutare ilsicliente a opegestione della macchina: può visualizrare contesto lo affianzareinil ogni tragitto della lavorativo, gru dal pannello di chiamo con servizi specifici: controllo, monitorare il tempoconsulenza effettivo di preliminare, assistenza tecnica, formaziolavoro e misurare la percentuale di utilizne e logistica. Proprioquali la logistica è stata zo delle attrezzature il jib, il cestello sviluppata proporre o le forche. con Ma sil’obiettivo può anchedivisualizzaun servizio rapido, di dinamico, preciso e re le performance più unità, per un puntuale. Gli investimenti fatti su miglior controllo della flotta. Unquesto partiservizio ci hanno permesso di ampliare colare sicuramente molto utile anche al ulteriormente nostrocontare parco mezzi e il noleggiatore. ilSenza i vantaggi nostro raggio d’azione, riducendo altresì in termini di manutenzione preventiva, idal costi, a beneficio di una clientela sempre momento che dal pannello è possibile più fidelizzata. sapere quanto manca alla manutenzione

di una scheda di memoria rimovibile in cui è possibile salvare le proprie imposta-

o fisso: basta accedere al portale, senza dover scaricare programmi o app spe-

della gru e si possono quindi predisporre in anticipo gli interventi.

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Noleggio e Distribuzione AIRO/NOLEGGIO LORINI

La forza della Qualità PENSARE AL MERCATO IN TERMINI NUOVI, DOPO LA PANDEMIA, RICHIEDE LUNGIMIRANZA E SCELTE PRECISE. L’AZIENDA DI MONTICHIARI, NEL RAPPORTO CON IL COSTRUTTORE DI LUZZARA, HA DECISO DI LASCIARE UN SEGNO DISTINTIVO, DI VALORE E DEDIZIONE, AL CLIENTE ITALIANO

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he cosa hanno in comune un costruttore di lungo corso come Airo e un pioniere del rental market italiano come Noleggio Lorini? A nostro parere, l’intuizione, la capacità di vedere lontano e anticipare il mercato e le necessità dei clienti. Per un’impresa che ha pensato e lanciato - insieme a pochi altri - il vero noleggio professionale nella cantieristica e nell’industria, con una storia che risale al 1974, il momento attuale condizionato dai residui della pandemia, è solo l’ennesimo campo di prova. Con Daniele Lorini, erede (insieme alla sorella Patrizia e al fratello Andrea) della società di Montichiari (Bs), e

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con Luca Simeone, Area Manager di Airo, produttore storico di piattaforme semoventi per l’industria e il settore delle costruzioni, ci troviamo a Settimo Torinese, una delle sedi più recenti del network Lorini. Siamo qui per accogliere la “squadra” di 25 PLE Airo - tra PLE a braccio articolato e a pantografo - che rafforzerà l’offerta di servizio Lorini, nel segno di una continuità e coerenza di rapporto tra costruttore e noleggiatore che costituisce un caso davvero esemplare. “Sono tempi strani, difficili da leggere nell’ottica di un’economia chiara ed evidente - considera Daniele Lorini, che attualmente è direttore commerciale dell’a-

zienda fondata dal padre Pietro - Eppure il mercato è in crescita, con una forte spinta alla ripresa delle attività. Occorre cavalcare un’onda anomala con tutta la capacità di comprensione e di servizio reattivo per un cliente che ha cambiato prospettive e priorità nel corso di un anno difficilissimo e imprevisto”. Luca Simeone approva questa lettura della situazione. Un veterano delle piattaforme aeree made in Italy come lui, sa bene che la capacità di “scatto in avanti” è tutto, nei periodi più critici. “Il rapporto tra Airo e Noleggio Lorini è nato così, sulla base di un’affinità elettiva nell’anticipare i tempi - conferma Simeone - La

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ricerca di macchine particolari, di piattaforme semoventi che offrissero una marcia in più sotto il profilo dell’accessibilità e dell’operatività in quota, costituiva una necessità primaria per la clientela fidelizzata di Lorini. Airo ha nel proprio dna proprio questa capacità progettuale e anticipatrice del mercato, con piattaforme aeree che nell’innovazione costituiscono un’avanguardia del mercato sotto molti profili”. Airo e Noleggio Lorini si sono “riconosciuti” quattro anni fa e da allora - partendo da una prima fornitura di PLE a pantografo, il rapporto si è consolidato, trasformandosi in una sinergia di intenti. L’ultimo ordine, di circa 25 unità tra PLE articolate di varie altezze operative e modelli a pantografo, riassume un po’ la

In primo piano, Luca Simeone, Area Manager Italia di Airo, con lo staff operativo Noleggio Lorini di Settimo Torinese

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Noleggio e Distribuzione

Noleggio Lorini in finale agli ERA Awards 2021 Per gli ERA (European Rental Association) Awards 2021 sono state annunciate le candidature definitive che comporranno la shortlist dei finalisti. E tra le eccellenze che concorrono al massimo premio assegnato dall’associazione che rappresenta il noleggio europeo, troviamo proprio Noleggio Lorini, selezionata per la categoria “Società con fatturato fino ai 15 milioni di euro”. Lorini si misurerà con le realtà internazionali di Elevation Platforms, PSM Plant (Regno Unito) e Vertex (Russia). Quest’anno i giudici chiamati a effettuare la selezione hanno valutato oltre 74 candidature, per un’edizione che rivela una delle più ampie partecipazioni in assoluto.

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filosofia odierna di noleggio Lorini. “Insieme ad Airo, cerchiamo di coprire in modo polivalente molteplici segmenti di utilizzo, per un parco clienti diversificato - spiega Daniele Lorini - Abbiamo scelto, con gli ultimi ordini alla casa di Luzzara, un ventaglio di opzioni per lavorare in contesti industriali e cantieristici di ogni tipo”. La schiera è davanti a noi e distinguiamo, tra i modelli semoventi articolati, una piattaforma d’eccezione come la A 17 JE dai 17 metri operativi, dal design superbo (con il braccio insediato nell’insenatura ricavata all’interno del carro, a vantaggio totale di ingombro e versatilità di manovra), con una larghezza di soli 1.500 mm, una capacità di sbraccio a 8,9 m, comandi proporzionali di ultima generazione, jib ripiegabile (per ridurre utilmente le dimensioni di trasporto) e sistema antiribaltamento per traslazione alla massima altezza. “Un esempio di come Airo sia concentrata da sempre, nella progettazione, sulle esigenze del

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Noleggio e Distribuzione

cliente italiano - sottolinea Luca Simeone - La A 17 JE è un esempio mirabile di macchina unica sul mercato, con una compattezza e un design che non trovano confronti, concepiti proprio sulle necessità stringenti ricavate dall’uso quotidiano dei nostri clienti nelle aree di intervento dalla difficile accessibilità, come spesso accade su un territorio complesso come il nostro, anche nelle aree urbane ad alta densità urbanistica. La serie A di Airo, con PLE articolate da 12, 15 e 17 metri operativi, punta proprio sulla carta delle dimensioni ridotte che favoriscono l’impiego più ampio possibile della piattaforma, con un carro di larghezza molto contenuta, dai 1.200 mm della A 12 E ai 1.500 della A 17 JE. La scelta progettuale, per un modello di punta come la A 17 JE, inoltre, è stata quella di ottenere, nella parte aerea, un alto grado di scavalcamento, allungando il pantografo e mantenendo comunque la stessa capacità di sbraccio del modello di 15 m che la precede nella gamma. L’ordine recente di Noleggio Lorini comprende inoltre più unità di una macchina estremamente semplice nell’uso come la A 12 E, un classico essenziale del noleggio base, a misura di ogni impiego quotidiano”. Piattaforme a propulsione elettrica, quelle della serie A, come quelle a pantografo che occupano l’aspetto base delle richieste di Noleggio Lorini. Una transizione dal motore termico al powerpack a batterie che rivela la nuova destinazione di molte PLE della flotta aziendale. “Lavoriamo nell’ambito di molti progetti industriali, per la realizzazione di sedi produttive nell’automotive - considera ancora Daniele Lorini - Una propulsione sostenibile e non inquinante come quella elettrica è doverosa, in questi ambiti. Le nostre piattaforme aeree cambiamo pelle proprio in relazione alle nuove dinamiche di utilizzo. Il progresso di Airo nell’applicazione della modalità elettrica alle piattaforme aeree è un altro aspetto comune nella politica di prodotti e servizi che condividiamo”.

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Capacità di adattamento ai bisogni professionali e prossimità al cliente rappresentano altrettante prerogative della strategia industriale e commerciale di Airo. Un’arma eccezionale per conquistare il mercato italiano e i grandi player del noleggio nostrano. “Abbiamo un service di assistenza di prim’ordine, tutti ce lo riconoscono - afferma con orgoglio Simeone - Intuizione, rapidità nella risoluzione dei problemi, tempestività nelle risposte. Sono le nostre caratteristiche peculiari, insieme a un’offerta di prodotto che si

distingue dalla concorrenza standard. La nostra gamma di PLE prevede macchine elettriche a batterie, tutte a corrente alternata, con comandi simultanei di serie che consentono di compiere fino a cinque movimenti contemporaneamente, una struttura di sollevamento solida, efficiente e affidabile”. “Senza contare la facilità di reperimento dei ricambi, sempre disponibili secondo caratteristiche standard che non costringono il noleggiatore a far conto sempre e soltanto sulla fornitura del costruttore, anche per

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il componente più banale”. Flessibilità, lungimiranza, disponibilità. Una storia esemplare, quella del rapporto tra Airo e Noleggio Lorini. Una storia che spiega con forza e chiarezza come l’Italia del noleggio possa crescere e prosperare sul mercato europeo. Conquistando quella maturità e quel primato che meritano sempre di ottenere i valori aziendali più autentici e il coraggio di evolversi nel segno di un’identità nazionale, nei prodotti come nelle strategie di servizio sul territorio.

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Parole di Scienza

Il Clima Incognito di Roberto Vacca

QUALI CONSEGUENZE SONO PREVISTE DALL’INNALZAMENTO FUTURO (PRESUNTO) DELLA TEMPERATURA TERRESTRE? E IL RISCALDAMENTO GLOBALE ANTROPICO È DAVVERO LA PIÙ SERIA MINACCIA PER IL NOSTRO PIANETA? GUARDIAMO AI DATI CHE POSSIAMO RICAVARE DALLA RICERCA, TENENDOCI LONTANI DA PREGIUDIZI E LUOGHI COMUNI

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ontinuano le polemiche sulle previsioni del clima futuro e su rischi (innalzamento livelli del mare, cataclismi) forse conseguenti a un continuo riscaldamento globale dell’atmosfera.

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L’IPCC (International Panel on Climate Change) è stato costituito dall’ONU nel 1988. I suoi numerosi climatologi non fanno ricerca originale, né monitorano dati climatici: valutano lavori scientifici da cui traggono scenari e formulano obiettivi

mirati a stabilizzare le concentrazioni di gas serra e quindi le temperature atmosferiche. Concludono: con probabilità maggiore del 95% un riscaldamento globale atmosferico da 4 – 5°C conseguirà entro il 2100 all’aumento dei tassi atmosferici

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Il professor Roberto Vacca

di CO2 [oggi il più alto da 800 millenni fa], CH4, N2O, clorofluorocarburi. La loro visione fu adottata nel 1997 dal Protocollo ONU di Kyoto. Gli Stati aderenti al Protocollo si impegnano a ridurre drasticamente le emissioni di quei gas e in particolare dell’anidride carbonica [nel 1958 315 ppm, nel 2021 420 ppm]. Per farlo si impegnano ad annullare gradualmente l’uso dei combustibili fossili. La Germania ha stabilito per legge nel 2019 che entro il 2030 dovrà ridurre le emissioni di gas serra del 55% rispetto al livello del 1990 e dovrà ridurle a zero per il 2050. L’NIPCC (Non Governmental International Panel on Climate Change) fu fondato nel 2003 da S.F. Singer, già professore di Scienze ambientali all’Università della

Virginia. Sostiene che l’IPCC sbaglia ad attribuire il riscaldamento globale all’aumento di CO2 dovuto all’uso umano di combustibili fossili. Ritiene che siano benefici per l’ambiente sia il riscaldamento globale, sia l’aumento del tasso di CO2 (effetto positivo sui vegetali). Nel 2013 furono invitati dall’Accademia delle Scienze Cinese a un Congresso sul riscaldamento globale. Il fisico danese H. Svensmark (Istituto Danese di Ricerche Spaziali)PJ, nel suo “Le stelle gelide” (2007) sostiene che l’aumento della temperatura atmosferica nell’ultimo secolo (meno di un grado) è stato causato da una diminuzione delle nuvole a bassa altitudine: cicli climatici di circa 1000 anni sono causati da variazioni del campo magnetico solare: se è forte, devia dalla Terra i raggi cosmici galattici per cui diminuisce la condensazione a bassa quota del vapore acqueo e la scarsità delle nuvole basse causa un aumento della temperatura. Succede il contrario se il campo magnetico solare è debole: i raggi cosmici galattici sono forti e ci sono più nuvole a bassa quota: la temperatura si abbassa come accadde nella mini era glaciale fra il XIII e il XVII secolo. Anche l’EPA (Agenzia Americana per la Protezione Ambientale) sostiene che il riscaldamento globale antropico sia una seria minaccia. I pareri sono divisi fra esperti e accademici. Pare che la maggioranza

dei climatologi concordi che l’aumento dei gas serra (e in particolare del CO2, che è meno di metà dell’1‰ dell’atmosfera) sia rischio grave causato dall’uomo. Alcuni sono giunti a proporre che venga proibito a chi sia scettico in merito di pubblicare lavori su riviste scientifiche – presumendo che sostenga le sue tesi perché è finanziato da grosse aziende produttrici di carbone e petrolio. Alcuni non scienziati, fra cui J. Bolsonaro Presidente del Brasile, dicono che il riscaldamento globale antropico non esiste, ma è stato inventato dalle sinistre. È una posizione non tenibile. Infatti che la temperatura terrestre sia cresciuta è comprovato, oltre che dalle

Una fase di rilievo atmosferico nel 1952

Si vede che l’incremento annuale medio (le deviazioni dal quale di anno in anno sono minime in ciascun intervallo) è più che raddoppiato nell’ultimo mezzo secolo mentre decresce leggermente l’asintoto cui mira il processo. Dunque l’effetto sulla temperatura del CO2 non sembra avviato a crescere.

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Parole di Scienza

misure, dall’apertura del “passaggio a Nord-Ovest”: la continuità di un percorso navigabile a Nord del Canada congiungente l’Atlantico con il Pacifico. Questo passaggio fu cercato da Giovanni Caboto già dal 1597 e ripetutamente senza successo nei secoli seguenti. Nel 1906 Roald Amundsen riuscì a percorrerlo, in oltre 2 anni, con il suo piccolo sloop. Solo nel 2007 un mercantile norvegese percorse il passaggio senza essere preceduto da un rompighiaccio. Nel 2014 il mercantile Nordic Orion (73.500 tonnellate) completò il passaggio aprendo la rotta al traffico.

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Non è dimostrato che l’aumento della temperatura sia causato da quello del tasso atmosferico di anidride carbonica: questo è stato del 33% dal 1958 al 2020, mentre la temperatura media dell’atmosfera è cresciuta di meno di mezzo grado. Ritengo probabile che ciascuno dei metereologi citati abbia analizzato correttamente solo parti del fenomeno. Però, restano inspiegate le eventuali dipendenze causali e non è da escludere che siano stati del tutto ignorati fattori rilevanti. Occorre studiare ancora molto. Ho analizzato la crescita del CO2 atmosferico in base ai dati rilevati a Mauna

Loa (Hawai) dal 1959 al 2020. Si notano tre discontinuità che suddividono quei 60 anni in 4 intervalli in cui la curva ha andamenti differenti ai quali ho adattato curve logistiche di Volterra a 3 parametri. La tabella seguente riporta per ciascun intervallo: i valori calcolati degli asintoti che raggiungerà il tasso di CO2, l’errore standard fra dati sperimentali e curva, la costante di tempo (intercorrente fra i tempi in cui il tasso ha il valore del 10% e del 90% dell’asintoto) e l’incremento annuale medio in ciascuno dei 4 intervalli (di circa 16 anni ciascuno).

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Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets Anno 7 - Aprile/Maggio 2021

In questo numero

La Rivista “Sollevare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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Inserzionisti 63 Aliant 67 Apex 2023 45 Boman 107 CEM 37 C.M.C. 24 Demac 21 Easy Lift 33 Easy Mec IV Effer 55 Ente Certificazione Macchine 71 FAB

17 Faresin 10 Fassi 16 Ferrari International 77 GIC 2022 8 Goldhofer 15 GSR 22 Haulotte 20 Hinowa II Idrogru 12 Jekko 3 Merlo 99 Nooteboom

13 Ormig 23 Palazzani 19 Palfinger Italia III PGEXPO online 25 Platform Basket 9 Piccoli 83 Pipeline & Gas Expo 2022 I Socage 7 Tadano 5 Tecnomovint 117 Tigieffe 91 Hydrogen Expo 2022

Aziende citate A Airo ..........................108 Aliant ........................ 84 Almac ........................ 52 Autovictor ................ 30

F Fagioli ....................... 20 Falcon Lift ................. 16 Faymonville ............. 92 Felbermayr ............... 17

B Bobcat ........................ 78 Bonfiglioli ................. 88

G Genie ................24, 102 Grove ......................... 42 GSR ............................ 22

C CFM ........................... 22 Cometto ...................... 9 D Duplomatic .............. 19 E Easy Lift .................... 60 EDN ........................... 10 ERA ........................... 14 Eurotecno ...............102

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H Haulotte .................... 12 Hawe ......................... 13 Hinowa ..................... 17 Hovago ..................... 18 J JCB ............................. 21 Jekko ............................ 8 JLG ............................. 25

L Liebherr .................... 30 Lorini .......................108

S Socage ....................... 26 Svelt ........................... 25

M Magni ........................ 68 Mammoet ...............100 Manitou .................... 72 Manitowoc ........ 42, 50 Marta Fernando ......... 8 Mollo Noleggio ........ 14 MTA ........................... 10

T Tadano ............... 18, 38 Tecnologie Industriali . .................................... 19 V Volvo Trucks ............. 96

P Palazzani .................. 64 Palfinger ................... 11 Platform Basket ....... 56 Potain ........................ 50 R Raimondi .................. 46

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THE UTILITY CONSTRUCTION VIRTUAL SHOW

From 8th to 22nd

8-22 GIUGNO 2021 www.pgexpo-online.eu

THE UTILITY CONSTRUCTION VIRTUAL SHOW

From 8th to 22nd June 2021

www.pgexpo-online.eu Gli organizzatori ringraziano gli oltre 120 espositori della fiera virtuale, dando appuntamento alla 2a edizione in presenza del Pipeline & Gas Expo che si terrà a Piacenza Expo dal 8 al 10 Giugno 2022 ITALIAN CONCRETE LIFTING AND DRILLING SHOWS

LIFTI

STC

Services Technology Consulting

2018

2018

GEOFLUID - The International Trade Show for Well Drilling and Soil Investigation Drilling, Special Foundations, Underground Works, Geotechnical Engineering and Geology

GEOFLUID registered in 2016 the participation of 10,490 qualified visitors (including 2,575 foreign operators from 80 countries), making this trade show and conference the most authoritative international showcase for the industry. 265 direct exhibitors were presented on 23,000 square meters of exhibition space. GEOFLUID is in fact recognised as the most specialized international exhibition related to underground fluids drilling, exploration, extraction and conveying, ground and geotechnical investigation, special foundations an piling, No-Dig and tunnel building technologies, geotechnical engineering and environmental protection. The 2016 edition of GEOFLUID included also a “Geothermal Focus” (exhibiting and conference section), with a particular emphasis on geothermal wells used for heating (and also cooling) of residential and industrial buildings.

3-6/10 Piacenza Italy

3-6/10 Pi

www.geofluid.it

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GIC - Italian Concrete Days

GIORNATE ITALIANE DEL CALCESTRUZZO ITALIAN CONCRETE DAYS 8-10 November 2018 - Piacenza Italy

The première edition of GIC – Italian Concrete Days took place in Piacenza from 10 to 12 November 2016. The first Italian exhibition and conference exclusively dedicated to the operators of concrete technology & production, concrete construction, precast concrete, concrete rehabilitation & maintenance will highlighted Italian manufacturers and distributors of machines, equipment and products, whose technology is appreciated worldwide. A rich conference programme was held alongside the GIC exhibition, as well as a gala evening in one of the beautiful historical buildings of Piacenza, during which awards were given to those firms and Italian industry professionals who have distinguished themselves during the previous 18 months (ICTA - Italian Concrete Technology Awards).

www.gic-expo.it www.italianconcretedays.org www.icta.it

news newsnews

| Raffinazione | Trasporto | Ricerca | Estrazione | Raffinazione Ricerca| Estrazione

Trasporto

GIORNAT DEL CAL ITALIAN CO

8-10 November

Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione pozzi | Gallerie

THE ITALIAN MIDSTREAM WEBSITE

Ricerca Ricerca || Estrazione Estrazione || Raffinazione Raffinazione || Trasporto Trasporto

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GIS - The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show & Conference

® The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show 3-5 October 2019 - Piacenza Italy

The 6th edition of the GIS show closed with a clear positive sign: with over 308 exhibitors, it was visited by over 9,000 skilled professionals coming from Italy and abroad, confirming the highly specialized format of the event dedicated to the users of cranes, aerial platforms, industrial and port handling equipment and heavy transport vehicles. There were also several participants to the rich programme of conferences and workshops held collaterally to GIS, relating to the issues of port and intermodal logistics, periodic inspection of machines and equipment and the safety of workers. GIS was not only “exhibition & conferences”: we must spend a few words on the three very popular Gala Dinners held in the Hall of Tapestries of the Alberoni Gallery in Piacenza, the first edition of ITALPLATFORM-Italian Access Platform Awards (www.italplatform.org) and the now traditional ITALA-Italian Terminal And Logistic Awards (www.italawards.it), and ILTA-Italian Lifting and Transportation Awards (www.ilta.biz), all events aimed to award lots of operators who this year distinguished themselves by investment, innovation and professionalism.

www.gisexpo.it www.italawards.it www.ilta.biz www.italplatform.org

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Tel. (+39)Buenos 010.5704948 (3Aires linee r.a.) 8 Fax-(+39) 010.5530088 - info@mediapointsrl.it 5° piano, interno 7 - 16129 Genova, Italy Corso Corte Lambruschini, www.mediapointsrl.it Tel. (+39) 010.5704948 - Fax (+39) 010.5530088 - info@mediapointsrl.it

The Lifting, Ind and Heav 3-5 October


SEMPRE PIÙ GRANDI SEMPRE PIÙ EFFER

Dal 1965 abbiamo lanciato la nostra sfida alla gravità e da allora non abbiamo mai smesso di crescere, soprattutto grazie a chi, come te, dalle nostre gru ha preteso sempre qualcosa in più: più potenza, più precisione, più sicurezza, più facilità d’uso e più versatilità di installazione. Sappiamo per esperienza che insieme si arriva più in alto. Per questo abbiamo aggiunto alla ben nota qualità del servizio di assistenza pre e post-vendita Effer tutti i vantaggi di una ricerca e sviluppo straordinariamente potenziata grazie al supporto del gruppo Hiab di cui oggi facciamo parte. MODELLI SELEZIONATI EFFER PERMETTONO DI BENEFICIARE DELL’AMMORTAMENTO INDUSTRIA 4.0

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