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Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets

La Rivista “Sollevare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

Anno 6 - Agosto/Settembre 2020

Sollevamento | Trasporti Eccezionali | Movimentazione Industriale e Portuale Sollevamento | Trasporti Eccezionali Movimentazione Industriale e Portuale 8a Edizione

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Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show Piacenza, 7-9 October 2021 www.gisexpo.it

Piacenza 7- 9 Ottobre 2021


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TRA GLI ESPOSITORI CONFERMATI DEL GIC 2020

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www.bassanetti.it · E-mail: info@bassanetti.it

Patrocini Istituzionali GIC 2020 DIREZIONE REGIONALE EMILIA ROMAGNA

Il GIC 2020 è organizzato con il supporto delle seguenti Associazioni

Associazione Porti Italiani (ASSOPORTI) · Via dell’Arco De’ Ginnasi, 6 · 00186 Roma C.F. 80213650585 · phone +39 06 6876193 · fax +39 06 6876550 · www.assoporti.it · info@assoporti.it

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Servizi di Consulenza su Qualità, Salute, Sicurezza ed Ambiente Servizi di Ingegneria Civile e Strutturale

Services Technology Consulting

Bonatti Franco S.r.l. IMBALLAGGI INDUSTRIALI

Service S.r.l.

Il PGE 2020 è organizzato con il supporto delle seguenti Associazioni

Per info e prenotazioni stand tel. +39 010 5704948 info@pipeline-gasexpo.it - www.pgexpo.eu

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Editoriale

Fabio Potestà

Alberto Finotto

Avanti tutta per il bene del Paese!

Cari Lettori, Possiamo dirvi, senza essere tacciati di antipatia congenita, che finalmente le vacanze sono concluse? L’agosto infinito degli italiani al mare, dopo la drammatica pandemia che ha colpito in modo brutale la nostra economia, non ci è sembrato proprio uno spettacolo edificante. Con gli uffici pubblici (quelli tecnici in particolare) chiusi per ferie, dopo essere rimasti praticamente sbarrati per mesi ai progettisti e agli architetti dilaniati dall’urgenza di ripartire. Con le lamentele feroci sui cantieri aperti nelle strade, che impedivano l’allegro flusso stradale verso i mari e i monti dell’agognato riposo. Con i giornali più autorevoli che a fine luglio titolavano in prima pagina - di fronte al dramma crescente delle migliaia di imprese ed esercenti - “Andremo in vacanza”, come se tutti i mali d’Italia magicamente si sarebbero dissolti al sole vivido delle spiagge nostrane. Oggi il circo sociale e mediatico è finito e l’autunno appena iniziato spetta a noi non farlo tramutare fra qualche mese nell’inverno del nostro scontento. “La crisi economica nata dal Covid è stata brutale, veloce e molto profonda, ma proprio per la sua natura non strutturale anche la ripresa potrà essere veloce. L’importante è che l’Italia si faccia trovare pronta quando sarà il momento: si sta aprendo un’opportunità unica per rilanciare il Paese, ma non durerà a lungo”. Questo rilievo di Massimo Della Ragione, co-responsabile in Italia di Goldman Sachs, parla di quello che dovrebbe diventare - secondo i contenuti di un’intervista rilasciata qualche settimana fa al Sole 24 Ore - un vero e proprio Piano Marshall per la nostra economia nazionale. Un periodo cruciale fatto di “investimenti, per ricostruire l’Italia e le sue infrastrutture”, secondo un imperativo che si traduce “nella velocità d’azione e nella disciplina”.

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Bisogna fare presto perché lo tsunami di una crisi non strutturale - come è questa del post-Covid 19 - ritira presto la propria marea, lasciando spazio a una ripresa veloce (per chi la saprà cogliere). L’edilizia e le infrastrutture sono al primo posto delle priorità, come l’industria manifatturiera legata a questo macrosettore e come la digitalizzazione su base nazionale delle dinamiche burocratiche e amministrative. Da dove partire? Dalla rete autostradale obsoleta in molte parti del Paese ad esempio, come dalla risoluzione del dissesto idrogeologico dei nostri territori. Il Recovery Fund ci verrà concesso generosamente su questi progetti, non sulle chiacchiere e sulle spese inutili. Oggi ci si apre la via a una manovra propulsiva, di riforme, che non ha precedenti, con una politica monetaria europea a tassi molto bassi e una liquidità generosa e protratta messa a disposizione dei grandi programmi economici nazionali. Che cosa aspettiamo a muoverci? Noi di Mediapoint ricominciamo a Piacenza le nostre attività fieristiche con la terza edizione del GIC, le Giornate Italiane del Calcestruzzo - Italian Concrete Days (vedi www.gic-expo.it) seguito a metà novembre dall’edizione inaugurale del Pipeline & Gas Expo - The Utility Construction Show, eventi entrambi di grande interesse anche per le aziende che operano nel comparto del sollevamento, della movimentazione di materiali e dei trasporti pesanti e ciò con la speranza che questi nostri eventi - i primi dell’anno nei rispettivi settori - possano dare un positivo impulso alle attività commerciali delle imprese italiane con positive ricadute anche sui fatturati del prossimo anno. Buona lettura!

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Periodico associato a

Sommario

Agosto/Settembre 2020 - Anno 6

Rivista partner

Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets

34 Attrezzature & Componenti Flash Battery, p.74 La Ticino, p.78 Covi, p.82 Tecnomovint, p.84 Continental, p.88

22 Attualità, p.8

La Rivista “Sollevare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

Anno 6 - Agosto/Settembre 2020

Sollevamento | Trasporti Eccezionali | Movimentazione Industriale e Portuale Sollevamento | Trasporti Eccezionali Movimentazione Industriale e Portuale 8a Edizione

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Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show Piacenza, 7-9 October 2021 www.gisexpo.it

Piacenza 7- 9 Ottobre 2021

In copertina:

GIS - Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali www.gisexpo.it

Mammoet Italy, p.22 Liebherr, p.28 Vernazza, p.34 Manitex Valla, p.38 Effer, p.42

Movimentazione Industriale e Portuale

Gru Edili Potain, p.44

Ple

Genie, p.48 Ruthmann, p.52 Platform Basket, p.56 Socage, p.60 CEM/Mantall, p.64 CMC, p.68

Sollevatori Telescopici Dieci, p.70

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Noleggio e distribuzione

Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it Fotografia Archivio Sollevare Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it

Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova

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Autovictor, p.106 Assodimi, p.110

Certificazione & Formazione

Decreto Rilancio, p.114

Fiere/Eventi

JDL 2020, p.118 GIC 2020, p.122 Pipeline & Gas Expo 2020, p.124

Collaboratori Roberto Ambra Francesco Bottino

Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 info@sollevare.it

Trasporti Eccezionali

Mercedes-Benz, p.94 Man, p.98 Cometto, p.102 Goldhofer, p.104

Responsabile Editoriale Alberto Finotto

Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@sollevare.it

Donati, p.90

Gru e Autogrù

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Direttore Responsabile Fabio Potestà

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Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2020

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News GRU E AUTOGRÙ

Demag per sempre

PLE

H3, il nuovo regno di Haulotte

L’azienda di noleggio gru Pompeano Antonio & Figli ha acquistato la terza gru AC 100-4L della propria flotta. Nel parco macchine della società siciliana (di Augusta) si trovano esclusivamente modelli Demag nelle classi da 80 a 220 tonnellate e l’autogrù AC 100-4L è l’ennesima scelta operativa per un servizio assiduo in ambito industriale. “Con una larghezza di soli 2,55 metri, la gru AC 100-4L è la più compatta della classe 100 tonnellate ed è quindi perfetta per operare in spazi ristretti – spiega il titolare Domenico Pompeano - Inoltre, conosciamo molto bene la gru AC 100-4L e sappiamo di poter contare su prestazioni potenti e affidabili”. Haulotte Group ha presentato ufficialmente la nuova sede centrale denominata H3 (Haulotte Higher Headquarters). Il nuovo complesso si trova a Lorette, nella regione francese della Loira, in una posizione strategica lungo l’autostrada A47. Il complesso di tre piani, progettato dallo studio di architettura Eutopia, si sviluppa su un’area verde di 31.000 m², ed è stato studiato per offrire ai dipendenti una qualità di vita ottimale sul lavoro. Tre edifici denominati “Europa-Africa”, “Americhe” e “Asia-Pacifico” riflettono l’attività globale dell’azienda, player internazionale nel settore delle attrezzature per il sollevamento di persone e materiali. Collegati da un immenso tetto in vetro e da passerelle, i tre edifici comprendono anche un business center per incontri e corsi di formazione dell’Haulotte Academy. Adiacente ai tre edifici, uno spazio coperto di 2.500 m² è dedicato all’innovazione e ai prototipi, con uno showroom per eventi.

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SOLLEVATORI TELESCOPICI

Tra i grattacieli di Manhattan

Lo specialista americano delle manutenzioni edili Adam’s European Contracting di New York ha accolto nella propria flotta aziendale il primo sollevatore telescopico Magni RTH 6.51, poderoso modello da 51 metri di altezza operativa per sei tonnellate di capacità. La grande impresa statunitense ha effettuato l’ordine ancora prima che la nuova macchina venisse presentata in anteprima al Conexpo 2020 di Las Vegas. L’RTH 6.51, con 360 gradi di rotazione della torretta, è il sollevatore telescopico più alto al mondo. A stabilizzatori completamente estesi, può elevare in portata massima fino a una quota oltre i 21 metri, o allo sbraccio di 11 metri. Può anche sollevare 2 ton all’altezza massima di 51 metri e fino a 300 kg per uno sbraccio massimo di 34,5 metri. A pochi giorni dalla consegna, il Magni RTH 6.51 ha sostituito addirittura una gru nei sollevamenti importanti che hanno riguardato il progetto di ristrutturazione di una scuola di Manhattan. La scelta alternativa si è rivelata ideale, in considerazione della notevole portata in abbinamento alla capacità di lavorare in condizioni di cantiere molto anguste. Con sede a Brooklyn, Adam’s European Contracting è davvero un’istituzione nella Grande Mela per gli interventi di ripristino edile di ogni tipologia. Il nuovo RTH 6.51 è pertanto il benvenuto in un parco macchine d’eccellenza che comprende già cinque sollevatori telescopici Magni, con il primato nazionale di prima azienda Usa ad adottare il modello di sollevatore da 46 metri del marchio italiano, l’indomani della presentazione, sempre a Conexpo, nel 2017.

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News PREMI

Fagioli raddoppia agli ESTA 2020 Due premi prestigiosi insediano Fagioli ai vertici del sollevamento mondiale. Agli ESTA Awards 2020 lo specialista dell’heavy lifting & transportation si è aggiudicato il riconoscimento in ben due categorie, nei settori Tecniche Combinate e Trasporto con SPMT (Self Propelled Modular Transporter). Nella prima sezione, Fagioli ha conquistato la giuria del premio con le operazioni di destrutturazione del Ponte Morandi, attraverso le sofisticate tecniche di sollevamento e movimentazione che hanno coinvolto sistemi di prelievo in quota con martinetti, strand-jack, SPMT e gru cingolate per sollevamenti oltre le mille tonnellate. Nel secondo caso, la vittoria ha riguardato il trasporto di giganteschi serbatoi-bullet da 460 tonnellate (realizzati da Cimolai Technology) verso il porto di Monfalcone, con destinazione Croazia. L’Italia si è rivelata grande protagonista agli ESTA 2020 anche con altre grandi realtà nazionali. Nella categoria Sollevamento con Gru Cingolate, ben due finalisti di casa nostra si sono contesi il primo premio (aggiudicato poi a Sarens): Autovictor (per il sollevamento di un ponte d’acciaio di collegamento tra due grattacieli direzionali) e Fratelli Paradiso (per l’insediamento di un serbatoio da 124 tonnellate dalle dimensioni particolarmente complesse e voluminose).

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News NOLEGGIO

In linea con l’ambiente Zeppelin Rental è la prima società di noleggio in Germania ad aggiungere le piattaforme telescopiche ZT22.16D (sigla affidata dal noleggiatore alle piattaforme Genie S-65 XC), con motori diesel Stage V alla propria flotta. A causa della pandemia da Coronavirus, solo dal 1° giugno scorso il Parlamento europeo ha prolungato il periodo di transizione per l’introduzione di questo nuovo regolamento Ue sulle emissioni . Con largo anticipo e in conformità con il nuovo requisito, la Zeppelin Rental offre già questa nuova tecnologia. “Il Gruppo Zeppelin persegue l’obiettivo di essere ‘CO2 free’ entro il 2030 – conferma Dirk Feyerabend, responsabile degli acquisti di Zeppelin Rental – La protezione del clima e dell’ambiente e l’agire responsabilmente nel nostro lavoro sono dinamiche importanti per noi. Di conseguenza, la sostenibilità e la conservazione delle risorse influenzano naturalmente il modo in cui investiamo nella nostra flotta a noleggio. Ad esempio, per quanto riguarda le PLE ad alte prestazioni per lavori impegnativi all’aperto, forniamo sempre più spesso nuove macchine con tecnologia ibrida efficiente, così come macchine alimentate da motori diesel con i più bassi livelli di emissioni possibili, come le piattaforme Genie S-65 XC, disponibili sotto il nome ZT22.16D per i nostri clienti”.

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QUANDO NATURA E TECNOLOGIA SI INCONTRANO GRU E AUTOGRÙ

L’ammiraglia in porto

STABILIZZAZIONE DELLA STRUTTURA PORTANTE

Ancora Liebherr per il Salerno Container Terminal. La settima gru vergata con le insegne del costruttore tedesco è entrata in esercizio lo scorso 14 agosto e riguarda il  modello LHM 800 HR dalle 750 tonnellate operative, la più poderosa delle gru portuali, in grado di movimentare 180 container nell’arco di sei ore, adatta al servizio in terminal per navi in grado di trasportare fino a 15.000 container.  “Con un investimento

Con più di un secolo di storia Multitel è un punto di riferimento nelle attrezzature per il lavoro aereo. L’utilizzo della lega di alluminio è il risultato di un’avanzata e costante ricerca, sviluppata per offrirvi prodotti affidabili, con grandi margini di operatività e in totale sicurezza.

di quasi sei milioni di euro, questa gru rappresenta un atto concreto di fiducia nel futuro, soprattutto per il porto di Salerno, in un periodo di troppe dichiarazioni e poche visioni progettuali”, ha commentato il presidente di Gallozzi Group, Agostino Gallozzi, dopo il varo del nuovo gigante Liebherr da 60 metri di altezza del braccio principale, con un’estensione orizzontale che arriva a coprire la larghezza, a bordo nave, di ben 22 container.

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News PLE

Sinoboom, nuove guide per UK e Spagna Le attività europee di Sinoboom continuano a crescere con la nomina di due figure di spicco per dirigere il mercato del Regno Unito e della Spagna, a partire dal 1° settembre. Julie Houston Smyth guiderà le attività di Sinoboom nel Regno Unito e in Irlanda, mentre José Miguel Peña assumerà lo stesso ruolo per Spagna e Portogallo. Julie Houston Smyth è una figura di spicco nel settore del noleggio nel Regno Unito con oltre 25 anni di esperienza nel settore delle PLE elettriche, per una carriera iniziata nel 1994 come agente d’area per la società di noleggio nordirlandese Highway Plant Co Ltd. José Miguel Peña ha alle spalle una lunga esperienza nel business delle PLE in Europa meridionale e si insedierà a Barcellona per condurre il nuovo incarico. Le operazioni di Sinoboom in Europa hanno sono coordinate dal quartier generale di Rotterdam e la società prevede di annunciare ulteriori strategie di sviluppo nel prossimo futuro.

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IN OGNI SOLUZIONE SEMPLICE C’È UNA GRANDE IDEA_

TRASPORTI ECCEZIONALI

Marraffa-Werent per le generazioni future

Stimolare la valorizzazione delle risorse umane del territorio. È l’obiettivo del Gruppo Marraffa-Werent che, lo scorso mese febbraio, aveva lanciato un bando aziendale per un’iniziativa di welfare che prevede di destinare una borsa di studio ai figli meritevoli di tutti i collaboratori per l’anno scolastico 2019/2020. “L’obiettivo è quello di contribuire alla crescita sociale e culturale del Paese – spiega  Michele Marraffa, amministratore delegato del Gruppo Marraffa-Werent – Per questo abbiamo voluto valorizzare le eccellenze e incentivare la prosecuzione degli studi attraverso il riconoscimento dell’impegno e del profitto in ambito scolastico con l’assegnazione di borse di studio in favore di studenti meritevoli, figli di dipendenti aziendali che abbiano sostenuto con successo l’esame conclusivo di scuole statali e paritarie delle scuole di ogni ordine e grado”. Quello della responsabilità sociale d’impresa rientra tra i temi più seguiti dai vertici del Gruppo Marraffa-Werent, insieme alla tutela ambientale, alla sicurezza sul lavoro e alla formazione continua. In questa direzione, proprio durante il periodo del lockdown, il gruppo si è arricchito della nascita di ITUS, neonata realtà aziendale che si occuperà di formazione sia per il personale interno sia per gli operatori esterni, con un focus particolare sulla sicurezza sul lavoro sempre orientata all’utilizzo di macchine per sollevamento di persone e materiali.

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News

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Nuova casa belga per Fassi Nel mese di luglio è stata inaugurata la nuova sede di Fassi Belgium SA, una delle filiali europee più importanti per il gruppo di Albino che, nell’insediamento del nuovo quartier generale, secondo la dichiarazione dei vertici Fassi “testimonia il percorso di crescita della nostra presenza nel Paese dagli inizi, nel 2006, a oggi”. La nuova sede di Fassi Belgium si trova nella cittadina di Fleurus, vicino a Charleroi, a circa sessanta chilometri da Bruxelles, nella provincia vallona dell’Hainaut. “La nuova sede – sottolineano dalla direzione Fassi – permetterà di gestire in maniera più efficiente le attività commerciali e Altezze di lavoro da 14 a 41 metri di assistenza tecnica”. La struttura di Fleurus sorge su un’area di 5.000 metri quadrati, 1.250 dei quali coperti. Da qui, verranno distribuite le gru Fassi nell’area che comprende Belgio e Lussemburgo.

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Flash Battery tra le “Best Managed Companies” Dopo aver bissato, a inizio 2020, il successo ottenuto nel 2019 come “miglior impresa under 40” della regione Emilia-Romagna nell’ambito dell’evento “Industria Felix”- l’Italia che compete”, la reggiana Flash Battery (specialista delle batterie al litio per macchine industriali e veicoli elettrici) è stata selezionata per il secondo anno consecutivo tra le “Best Managed Companies” italiane dalla giuria selezionata da Deloitte (gigante nei servizi e consulenze d’impresa con oltre 100 sedi nel mondo) tra i più autorevoli esponenti del panorama imprenditoriale, accademico e istituzionale italiano. Flash Battery – che da poche settimane si è trasferita nel nuovo quartier generale di Sant’Ilario d’Enza – si è così collocata tra le 59 imprese italiane (il 61% presenti nel comparto manifatturiero) selezionate in base a sei parametri: strategia, competenze e innovazione, responsabilità sociale d’impresa, impegno e cultura aziendale, governance e misurazione delle performance, internazionalizzazione. “La nostra soddisfazione – sottolinea Marco Righi, fondatore e CEO di Flash Battery – si lega soprattutto al riconoscimento ottenuto su alcuni elementi che vanno oltre la crescita del fatturato, pressoché raddoppiato nel 2019 e in crescita anche nel 2020 nonostante la pandemia, con una previsione di oltre 14 milioni”.

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News GRU E AUTOGRÙ

Due nomine per il mercato PM La nomina di Stefano Ghesini come responsabile vendite per l’Italia arriva nell’orizzonte PM come una novità strategica, nell’orizzonte del consolidamento dei rapporti commerciali già esistenti e dell’ampliamento dei principali canali di distribuzione per le gru del marchio emiliano (oggi parte della galassia industriale Manitex). Ghesini vanta una solida esperienza commerciale nel settore delle gru, proseguita negli ultimi 12 anni proprio con PM con la responsabilità della gestione dei mercati francesi, spagnoli, medio orientali, dell’Est Europa, africani e americani (seguendo direttamente negli Usa la filiale PM). “Sono orgoglioso di ritornare in famiglia – dichiara Ghesini - PM negli ultimi anni ha investito in innovazione, qualità e servizio. Sono fiducioso e convinto che con la mia esperienza ultradecennale nel settore delle gru idrauliche, costruirò relazioni sempre più solide e durature con i clienti sviluppando strategie di vendita e attività che andranno a rafforzare il marchio PM in Italia”. Contestualmente l’azienda conferma la scelta di Marco Castiglione come responsabile vendite per l’estero, con il compito di sviluppare nuove strategie commerciali e raccogliere le richieste del mercato per rispondere in maniera sempre più efficace ai clienti. Nei 17 anni già passati in PM, Castiglione si è occupato della gestione dei mercati esteri e nello specifico ha sviluppato e consolidato la rete commerciale dei mercati europei, australiani e neozelandesi. Ha seguito anche l’importante progetto di sviluppo di una nuova rete commerciale in UK con un’esperienza da resident a capo di un team di lavoro dedicato.

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L’articolata diventa TraX Arriva sul mercato d’Europa e in Russia la versione TraX della piattaforma articolata Genie Z- 62/40, raggiungendo gli altri cinque modelli telescopici semoventi su cingoli già apprezzati in molti paesi del Nord Europa. Con i vantaggi dell’esclusivo sistema di trazione cingolata Genie TraX e del nuovo motore Deutz turbodiesel Stage V TD2.2 L3, la nuova PLE articolata TraX offre le stesse notevoli caratteristiche del modello standard – altezza massima di 20,87 m e sbraccio orizzontale di 12,42 m, scavalcamento a 7,8 m e capacità in cesta di 227 kg. Dotata di un jib da 1,52 m che offre un raggio di movimento di 135 gradi, la Z-62/40 TraX presenta anche un ingombro di coda posteriore nullo. Da menzionare anche lo sbraccio in negativo fino a 1,68 m e il sistema integrato Genie Fast Mast.

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News GRU E AUTOGRÙ

Palcrane, miniragno Pick & Carry L’ingresso è di quelli che fanno sensazione. Palazzani Industrie esordisce nel mercato delle minigrù con la nuova gamma RGP. Primo modello in fase di lancio, l’RPG2900 “sviluppata partendo dall’analisi del mercato e dalle diverse esigenze dei nostri clienti”, secondo le dichiarazioni dirette di Paola Palazzani, direttore commerciale dell’azienda. “Il progetto Palcrane unisce le caratteristiche di una gru Pick & Carry a quelle di una vera e propria minigrù compatta”. Il modello Palcrane RPG 2900 è caratterizzato da una raffinata gestione idraulica abbinata a una doppia motorizzazione standard (versione Bi-energy), con motore diesel e motore elettrico (monofase o trifase a scelta del cliente). Questa minigrù è in grado di operare in modo versatile all’aperto e negli interiors, su terreni pianeggianti come su forti pendenze (scalinate o terreni sconnessi). Progettata per sollevamenti poderosi (2,9 ton a 1,5 m), dalle dimensioni contenute compatta (730 mm soltanto di larghezza), la minigrù Palcrane di Palazzani si contraddistingue anche per un’elevata stabilità operativa abbinata alla particolare fluidità dei movimenti ed è dotata di radiocomando con display di serie.

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Demag vince con l’innovazione Il premio ESTA 2020 nella categoria “Innovation Manufacturer” è stato ampiamente meritato dall’E-Pack concepito da Demag, un sistema elettroidraulico progettato per il modello AC 45 City. Questo dispositivo consiste in un motore elettrico integrato che rende possibile il funzionamento della gru a emissioni zero negli ambienti sensibili, riducendo notevolmente i livelli di rumore e azzerando naturalmente le emissioni inquinanti. Le potenziali applicazioni dell’E-Pack includono lavori con gru all’interno di edifici, in aree urbane densamente abitate e in orari notturni, sempre nell’ambito di aree residenziali. Oltre al funzionamento a emissioni zero e silenzioso, l’E-Pack offre anche vantaggi significativi in termini ​​ di costi gestionali. Il sistema di controllo del motore elettrico garantisce che venga utilizzata solo la quantità di energia elettrica necessaria per svolgere le funzioni richieste. L’E-Pack è alimentato tramite la rete elettrica (a 230 V/16 A o 400 V/63 A), anche in modalità di potenza ridotta e può essere utilizzato per tutte le funzioni della gru, con l’ausilio di comandi integrati nel sistema di controllo IC-1, tramite touchscreen.

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Tra gli alberi, nei parchi di Sarajevo Le caratteristiche distintive del modello Zed 25 HV di CTE sono state decisive nella scelta d’acquisto da parte della Municipalità Centar di Sarajevo (Općina Centar Sarajevo), alla ricerca di una macchina da destinare alla manutenzione del Parco KJKP. La piattaforma autocarrata CTE Zed 25 HN ha un’altezza di lavoro che raggiunge 25 m, uno sbraccio di 12 m e una portata di 250 kg. Questo modello articolato è dotato del sistema di gestione S3 Smart Stability System che, grazie al monitoraggio costante della dinamica del braccio, degli stabilizzatori e del carico in cesta, consente le massime prestazioni in assoluta sicurezza per l’operatore. La versatilità e la possibilità di operare in spazi ristretti hanno convinto nella selezione la società pubblica che porterà senz’altro la Zed 25 HV all’interno del parco cittadino per la messa in sicurezza di alberi ad alto fusto pericolanti. La vendita della macchina CTE è stata condotta dal distributore bosniaco Mega Systems BH d.o.o.

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Gru e Autogrù MAMMOET ITALY

Sollevando il Progresso IL REVAMPING DELL’IMPIANTO HA VISTO LO SPECIALISTA DELL’HEAVY LIFTING IMPEGNATO SUI PRINCIPALI PUNTI DI INTERVENTO, CON L’UTILIZZO DI TRE GRU A TRALICCIO CINGOLATE. TRA QUESTE, LA PIÙ GRANDE AL MONDO MAI IMPIEGATA PRIMA IN ITALIA

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o scorso dicembre Mammoet ha ricevuto la commessa per i trasporti e i sollevamenti relativi al revamping della raffineria Saras di Sarroch nei pressi di Cagliari. La commessa

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si è rivelata da subito eccezionale per il numero di impianti coinvolti contemporaneamente nei lavori, che riguardavano le unità FCC (Fluid Catalytic Cracking), di alchilazione e di topping.

Si trattava di interventi sfidanti non tanto per la complessità singola in sé ma per il fatto di doversi effettuare, secondo articolate sequenze esecutive, in un ambiente industriale con spazi ristretti, caratteriz-

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zato da impianti compatti, sviluppati prevalentemente in altezza. Per Mammoet Italy gli interventi a Sarroch rappresenta-

vano la terza volta consecutiva in cui veniva ingaggiata da Saras per il revamping dell’unità FCC.

Primi nel mondo Mammoet è uno dei grandi specialisti a livello mondiale nelle soluzioni di sollevamento e trasporto multimodale pesante su misura. L’attività del gruppo comprende le dinamiche di trasporto su strada, di trasferimento via nave, di installazione di componenti pesanti con posizionamento verticale e orizzontale, e di rimozione di manufatti pesanti e voluminosi in ambito terrestre e offshore. In Italia Mammoet ha sede a Milano dal 2001 e opera specialmente nei settori dell’industria petrolchimica e chimica, dell’energia, della meccanica pesante e dell’ingegneria civile. Nell’estate del 2020 Mammoet ha completato anche in Italia la fusione - per incorporazione delle attività e del personale - con il gruppo ALE, la cui acquisizione da parte della stessa Mammoet si è perfezionata nel gennaio scorso, costituendo il più grande fornitore globale di servizi per l’heavy lifting & transportation.

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L’articolato processo di revamping della raffineria Sarlux di Sarroch è avvenuto la scorsa primavera e consentirà di mantenerla allineata con i migliori standard di efficienza produttiva e di compatibilità ambientale. Mammoet ha effettuato con successo tutti gli interventi, operando in stretta collaborazione e coordinamento con il cliente, impiegando notevoli risorse di equipaggiamento tecnico e di competenza, all’avanguardia nell’ambito dei grandi sollevamenti industriali. Considerando la necessità di operare in parallelo sui tre punti, Mammoet ha utilizzato una gru a traliccio cingolata per ognuno di essi, dimensionata

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Gru e Autogrù sulla base dei pesi dei componenti e degli sbracci richiesti. All’unità FCC è stata dedicata una Liebherr LR13000 con portata di 3.000 tonnellate, la più grande cingolata a braccio singolo esistente al mondo e per la prima volta all’opera in Italia. Per essere trasferita sul sito industriale, la gru ha richiesto oltre cento bilici e mezzi di trasporto eccezionale. L’intervento sull’unità FCC prevedeva la sostituzione del rigeneratore, del

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peso di oltre 500 tonnellate. La vecchia unità veniva agganciata dalla gru, sollevata in posizione verticale e spostata con un movimento a 90 gradi con uno sbraccio di 67 metri. L’unità veniva adagiata su una struttura in acciaio a culla montata su un convoglio di carrelli SPMT da 32 assi disposti su tre file e spostata passando all’interno della raffineria fino all’area di demolizione, distante circa 150 metri. Per l’installazione del nuovo rigeneratore, veniva effettuato il processo inverso.

Per l’unità Topping 1 era prevista la sostituzione della colonna T101, la principale colonna di distillazione dell’unità. La colonna è stata divisa in due sezioni dal peso di circa 170 tonnellate ciascuna. Agganciato la singola sezione, la gru, una Liebherr LR11350 cingolata da 1.350 tonnellate di portata, ha compiuto un movimento a 180 gradi con uno sbraccio di 67 metri. Per l’installazione della nuova T101, è stato compiuto un movimento speculare. Per mettere in posizione oriz-

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Gru e Autogrù zontale le sezioni di colonna da demolire è stata usata una gru telescopica da 400 tonnellate. Leggermente più articolato è stato l’intervento sull’unità di alchilazione. Era prevista la sostituzione della sommità della colonna A1T3. La parte da sostitu-

ire è stata tagliata in due sul posto - una metà è stata adagiata sul fianco, l’altra in verticale. La rimozione è stata effettuata con una gru cingolata Demag CC2800 da 600 tonnellate di portata. La parte nuova - del peso di 120 tonnellate - è stata invece avvicinata in posizione orizzonta-

le, sollevata e installata con uno sbraccio di 15 metri della gru. Allontanamento e avvicinamento sono stati effettuati con SPMT. Nel caso del rigeneratore e dell’unità A1T3, Mammoet si è anche occupata della presa presso lo stabilimento di

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costruzione, sito a Capoterra, a una distanza di circa 10 km su strada pubblica dalla raffineria. Il trasporto è stato effettuato di notte a richiesto dalle due alle quattro ore. “Un altro lavoro completato senza incidenti e nei tempi previsti, con Mammoet impegnata per circa tre mesi nei lavori – commenta Alberto Galbiati, CEO di Mammoet Italy - Ancora una volta dimostriamo la nostra leadership indiscussa in Italia e nel mondo nell’heavy lifting nei settori oil & gas e petrolchimico, specie in quegli impianti strutturalmente complessi e con spazi ed aree di rispetto ristrette. Sempre più spesso il mercato chiederà di lavorare in contesti di questo tipo, con gli operatori alla ricerca del massimo dell’efficienza nella loro base di capitale fisico”.

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Gru e Autogrù LIEBHERR

Un’ammiraglia al comando

NEL PARCO MACCHINE DEI VIGILI DEL FUOCO DI BOLZANO È ARRIVATA UNA REGINA. LA MULTISTRADA IN ALLESTIMENTO SPECIALE LTM 1070-4.2 SARÀ IL “PUNTO FERMO” DI OGNI RECUPERO STRADALE CHE RIGUARDA MEZZI PESANTI LUNGO LA DIRETTRICE DEL BRENNERO

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ulla strada statale del Brennero che porta a Bolzano, il traffico di mezzi pesanti non dà tregua, nei mesi che seguono il lockdown da Coronavirus. Alla voglia di far ripartire il flusso dell’economia, fa da controcanto la ripresa dei lavori stradali, con le insidie dei cantieri a ripetizione lungo una delle direttrici più frequentate d’Italia. La ri-

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flessione affiora nei miei pensieri naturalmente mentre sto per raggiungere la sede del Corpo permanente dei Vigili del Fuoco di Bolzano, ricordando le parole del comandante Florian Alber. “La necessità di poter contare su un’autogrù potente, moderna e affidabile, è diventata ormai più che urgente - ci diceva per telefono, mentre ci accordavamo per l’intervista e

l’appuntamento nel quartiere generale di viale Druso - Con il flusso straordinario dei tir sia sulla statale che sull’Autobrennero, gli incidenti e le avarie sono all’ordine del giorno. Per recuperare in completa sicurezza e con la massima efficacia i mezzi pesanti, ci serviva una proprio un modello da 70 tonnellate che ci garantisse una forza di tiro poderosa e rapida”.

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L’oggetto delle aspettative di cui parla Florian Alber è la nuova autogrù multistrada LTM 1070-4.2 di Liebherr, definita dallo stesso comandante dei Vigili del Fuoco come “un punto fermo” nelle dinamiche più importanti e complesse che riguardano gli interventi stradali. Arrivata direttamente dalla fabbrica Liebherr di Ehingen nella sede di Bolzano, l’LTM 1070-4.2 ha affrontato una fase preliminare di analisi tecnica e training a beneficio dei futuri operatori destinati a manovrarla per le prossime uscite sul campo. “Oggi le gru sono sempre più leggere - considera Alber - Facciamo fatica a trovare punti di aggancio solidi in fase di recupero, macchine che siano in grado di realizzare movimenta-

zioni e sollevamenti senza danneggiare mezzi e strutture. Una delle nostre priorità è proprio quella di non provocare danni collaterali in fase di intervento, evitando cause eventuali per risarcimento danni. Va ricordato che un tempo, con un’autogrù, i Vigili del Fuoco effettuavano anche interventi professionali a pagamento, mentre oggi che il noleggio con servizio gru è molto diffuso, il nostro compito esclusivo si concentra sugli interventi d’emergenza. Che ci vengono richiesti, sempre, con modalità di esecuzione irreprensibili”. Il traffico pesante sull’Autobrennero è aumentato esponenzialmente negli ultimi decenni e quindi anche il tasso di incidentalità stradale. “Nonostante le norme

Alto spirito di servizio Il Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Bolzano è l’unico presente in Alto Adige. L’organico è costituito da 150 operatori e da oltre 50 mezzi di intervento, divisi tra la sede centrale di via Druso e il distaccamento aeroportuale. Il servizio prevede l’allerta 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno. La principale zona di intervento riguarda l’area del comune di Bolzano, ma in caso di eventi particolari l’operatività dei Vigili del Fuoco si estende a tutto il territorio provinciale. Le competenze non riguardano esclusivamente l’estinzione degli incendi, ma anche i soccorsi tecnici in ogni tipo di incidente, gli aiuti nei casi di catastrofe e il supporto al servizio di soccorso sanitario in caso di calamità. A livello comunale il Corpo Permanente è coadiuvato dai tre Corpi Volontari della città - Bolzano Città, Gries e Oltrisarco-Aslago. Il parco mezzi, oltre alla nuova Liebherr LTM 1070-4.2 (autentica ammiraglia della flotta), un’altra autogrù Liebherr da 50 ton, una gru su camion da 32 ton, due gru idrauliche su camion e una serie completa di bilici, autoscale e autobotti, per ogni tipologia di intervento.

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sempre più stringenti del Codice della strada, il bilancio dei sinistri è in ascesa - commenta ancora Florian Alber - Noi interveniamo almeno per 50 incidenti all’anno, di cui almeno il 90 per cento è concentrato sull’Autobrennero o sulla statale”. L’urgenza di avere a disposizione un mezzo dotato di alta capacità in relazione alle dimensioni e al peso dei tir da recuperare, era diventata prioritaria. Liebherr Italia ha seguito l’intera operazione di allestimento e consegna della gru, in contatto costante con i tecnici di Ehingen. Dopo una lezione formativa nella sede di via Druso, ci raggiunge Francesco Caissut, Responsabile Field Service Training in forza alla filiale nazionale di Liebherr. Affiancando il comandante Alber, ci spiega alcune caratteristiche specifiche dell’LTM 1070-4.2 allestita per i Vigili del Fuoco. “Stiamo parlando di una macchina speciale, dotata di accessori particolari ma non completamente diversa da una gru standard dello stesso modello - rileva Caissut - Questa autogrù è equipaggiata con supporti per traverse addizionali, argano supplementare, vari dispositivi di sicurezza e di illuminazione, telecamere, tutte

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Gru e Autogrù

dotazioni già disponibili, in maggior parte, anche sulle versioni standard dell’LTM 1070-4.2. Tutti questi plus sono implementati sulla base di una macchina prodotta in serie, seguendo un protocollo di costruzione approntato dalla casa madre per le gru dedicate proprio ai vigili del fuoco (un altro protocollo specifico, ad esempio, Liebherr lo contempla per le gru destinate all’impiego nelle forze armate)”. La LTM 10704.2 per i Vigili del Fuoco di Bolzano è stata omologata in Italia nel dicembre del 2019,

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con la dotazione di un motore Stage V che rientra nell’attuale classe di emissioni. Alle prerogative della gru, nello scorso luglio, è stata aggiunta la facoltà di poter trainare una massa rimorchiabile fino ai 24.000 kg. “È la prima gru mobile Liebherr a ottenere questa particolare omologazione - ci spiega Davide Calore, Area Manager Zona Adriatica di Liebherr Italia, responsabile della fornitura al comando di Bolzano - L’allestimento per i Vigili del Fuoco di questo modello è studiato per poter circolare con tutte

le zavorre montate e le dotazioni speciali, rispettando le 12 ton per asse. Le dotazioni speciali implementate comprendono poi la traversa a bilancino da 25 ton e l’argano di recupero posteriore con tiro massimo da 8 ton, oltre a 85 m di fune e a tutti gli accessori per il rinvio con pulegge e deviatori”. A questa dotazione speciale si aggiunge naturalmente l’identikit che già conosciamo da tempo come “carta generale dei valori” per questa gru tuttoterreno da 70 tonnellate. Parliamo quindi di un modello

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allestito su quattro assi, dotato del sistema di controllo operativo LICCON 2, autentico cuore computerizzato dell’autogrù (con limitatore di carico LMB integrato) che ne coadiuva in modo completo l’utilizzo in ogni situazione, con il supporto di simulazioni operative e una puntuale sensibilità di gestione delle manovre. A bordo, su un monitor dedicato, l’operatore può visualizzare tutte le informazioni sulla geometria della gru, con il calcolo delle tabelle di portata in base all’attrezzatura di sollevamento utilizzata. Oltre alle funzioni diagnostiche, il sistema LICCON 2 offre, come dicevamo, un programma di simulazione e pianificazione degli interventi compiuti della gru e implementa un sistema di limitazione dell’area di lavoro, monitorando gli ostacoli e le altre problematiche che possano inibire l’efficacia del tiro. “Con l’ausilio del radiocomando, l’operatore

inoltre può lavorare con la più completa visuale dell’area di intervento - precisa Caissut - Nel caso dei recuperi di mezzi incidentati, il vantaggio è esponenziale, dal momento che spesso ci si trova in condizioni di intervento difficili, con visibilità parziale e spazi di manovra proibitivi”. L’LTM 1070-4.2 è equipaggiata, inoltre, con il sistema VarioBase, un modulo tecnologi-

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Gru e Autogrù co che permette di variare la geometria del piano di lavoro in base alle condizioni di stabilizzazione della gru, anche in assetto asimmetrico. “Nel caso degli interventi realizzati dai vigili del fuoco, vincolati alla presenza di altre strutture o di ulteriori carichi da rimuovere, il VarioBase consente di lavorare proprio con modalità di piazzamento asimmetriche - conferma Caissut - Inoltre, in alcuni punti chiave, dove la stabilizzazione della gru risulta più favorevole, grazie al VarioBase, l’operatore può elevare sensibilmente anche la portata in fase di tiro”. Riassumendo, con il VarioBase ogni singolo stabilizzatore può essere estratto in modo indipendente; la combinazione funzionale con il limitatore di carico del comando LICCON 2 - che ricalcola in ogni singola situazione la lunghezza di estrazione e la pressione di ogni stabilizzatore e quindi la portata possibile - una maggiore sicurezza e una portata ottimale della gru sono sempre garantite. Proseguendo nella nostra carta d’identità, possiamo constatare dal vivo che la gru Liebherr da 70 tonnellate ha un design agile, è leggera, maneggevole e dotata di un sistema sterzante automatico che consente

Una delle squadre di operatori dei Vigili del Fuoco di Bolzano, deputate alla guida della nuova Liebherr LTM 1070-4.2. Terzo da destra, il comandante Florian Alber.

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una guida estremamente reattiva e sensibile; in particolare, la velocità, nell’allestimento speciale per i Vigili del Fuoco di Bolzano, è stata innalzata dai canonici 70 km/h al limite sostenuto di 85 km/h. Il braccio telescopico, di ultima generazione (con estensione massima calibrata dai 48 ai 60 m, a seconda dell’attrezzatura impiegata) presenta egualmente una struttura alleggerita, con caratteristiche di maggiore flessibilità e resistenza. L’allestimento speciale VVFF ha adottato un dispositivo particolare, già previsto tra gli optional disponibili per tutti i clienti Liebherr che acquistano una LTM per il proprio parco gru. Si tratta di una telecamera montata sulla testa del braccio, dotata di zoom ottico, che consente all’operatore in cabina di visionare il carico anche in condizioni di intervento sottolivello, in negativo. “Che l’operatore lavori in cabina o con il radiocomando, per avere maggiore autonomia, questo dispositivo consente comunque un’elasticità di gestione e una sensibilità di intervento straordinaria”, sottolinea ancora Caissut. Il braccio, con sfili telescopici indipendenti, di estrema versatilità, è un altro plus da menzionare per la particolarità della concezione dinamica Liebherr. Il sistema di sfilo telescopico idromeccanico funziona con un cilindro idraulico monostadio a doppia azione; il cilindro estrae e ritrae l’elemento telescopico 1, mentre lo sfilo degli elementi tele-scopici 2 e 3 viene eseguito mediante le funi. Con la tecnica di trazione delle funi, quindi, il braccio telescopico viene estratto in

modo semplice e rapido fino alla lunghezza desiderata. “In base allo sfilo che utilizzo, dall’elemento maggiore, verso la base, a quello più piccolo, nella sequenza terminale, a parità di lunghezza, ho capacità di carico diverse - precisa Caissut - Posso impiegare un braccio leggero o pesante, in alternativa, a seconda del carico da affrontare. La parola chiave è elasticità tecnica e questo concetto pervade tutte le gru Liebherr di ultima generazione”. Un ultimo walkaround intorno alla macchina evidenzia la dotazione - tra le attrezzature speciali richieste di Vigili del Fuoco di Bolzano - di un argano di rimorchio con capacità da 8 ton per tiro singolo, implementato con una fune da 40 metri, montato nella parte posteriore dell’autogrù e comprensivo di pulegge di rinvio per l’esecuzione di recuperi stradali. “In situazioni di emergenza, l’autogrù è l’unico punto fisso su cui si può contare - afferma definitivamente il comandante Florian Alber - Il sollevamento lo si realizza con il gancio principale, mentre con l’argano si realizzano i tiri di recupero. Per questo, la macchina è stata dotata anche di una traversa anteriore, già predisposta perché l’operatore, con l’ausilio del telecomando, possa agganciarla direttamente per il tiro dei mezzi più ostici, come tir-refrigeratori o pullman di linea. Non so se ho dato l’idea, ma questa Liebherr sarà, d’ora in avanti, la nostra lancia d’azione per tutte le emergenze stradali più impegnative. Per noi, è un passo in avanti tecnologico e operativo davvero importante verso una modernità di intervento efficiente e decisiva”.

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Gru e Autogrù VERNAZZA

Polo di sviluppo DOPO L’ACQUISIZIONE DI DUE ANNI FA, CON LA DESTRUTTURAZIONE DEL VECCHIO CARBODOTTO DI VADO LIGURE È PARTITA LA COSTRUZIONE DELL’IMMENSA “CITTADELLA” LOGISTICA DELLE GRU

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l sogno si sta avverando. Con tempi cadenzati ma certi, secondo lo stile e la filosofia di impegno imprenditoriale che da sempre contraddistingue Vernazza Autogru. A due anni esatti dall’accordo sottoscritto con Tirreno Power, proprio sulle aree di quello che per tanti anni fu il carbonile della centrale di Vado Ligure, il grande noleggiatore di Genova

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ha stabilito la pietra fondante del suo immenso polo logistico - dedicato allo stoccaggio di materiali, alla manutenzione di gru e attrezzature e alla sede di un’ambiziosa scuola di formazione - l’avventura è partita, finalmente, nell’emozione di chi ha partecipato, alla fine del giugno scorso, al primo intervento strutturale di smontaggio del carbodotto dell’ex centrale.

Con l’ausilio di due autogrù telescopiche della stessa flotta Vernazza - una Demag AC 800 e Liebherr LTM 1300 6.1 e una tralicciata Demag CC 3800 - il vecchio carbodotto è stato smontato in sezioni da 20 m di lunghezza per un diametro di 4,5 m, aprendo simbolicamente, secondo le parole stesse di Diego Vernazza “le porte del futuro al nuovo polo logistico, un’area

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Galassia di progetti Il nuovo polo logistico di Vado Ligure consente oggi a Vernazza di organizzare e allestire diverse tipologie di servizi dedicati ai clienti. I principali li elenchiamo di seguito: sollevamenti con gru tralicciate, telescopiche e semoventi; movimentazione con SPMT (Self Propelled Modular Transporter); skiddaggi e posizionamenti con martinetti; trasporti normali ed eccezionali; tensostrutture provvisorie per attività indoor; allestimenti campi base provvisori; fornitura elettrica e idrica; assistenza alla progettazione; rganizzazione ed esecuzione di spedizioni via mare tramite il terminal di Vado Ligure. dove realizzeremo numerosi progetti, con il nuovo centro di formazione certificato e qualificato per i professionisti del sollevamento come punta di diamante dei nuovi programmi di Vernazza Autogru. Si tratterà di una vera e propria academy, valorizzata tra l’altro dalla collaborazione con l’Università degli Studi di Genova”. Nel prosieguo di questo grande impianto programmatico in progress, il nuovo polo logistico di Vernazza implementerà tra l’altro i servizi di officina, collaudi e revisioni, con la prospettiva di altre dinamiche da avviare per offrire al territorio nuove opportunità lavorative. “Oggi possiamo dire che da un’area di grandi discussioni afflitta da anni di profonda crisi, con la collaborazione delle istituzioni, degli enti locali e delle attività economiche già insediate nella zona, possiamo offrire una speranza ricca di propositi concreti per il futuro occupazionale del territorio”, ha commentato ancora l’amministratore delegato di Vernazza Autogru. Le aree del carbonile legato all’ex centrale Tirreno Power - effettivamente collocate tra i comuni di Vado Ligure e Quiliano sono distribuite su un’estensione di circa 300.000 metri quadrati, molto adatta alle operazioni complesse e coordinate di preassemblaggio e spedizione di carpenterie, macchinari e componenti tecnologici di grandi dimensioni. I collegamenti stradali e ferroviari favoriscono l’interazione tra

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Gru e Autogrù il polo logistico di Vernazza Autogru con il Porto di Vado e con i principali centri intermodali del Nord Italia, oltre alle altre aree di interesse oltremare. Il casello autostradale di Savona è raggiungibile in pochi minuti con una strada a scorrimento veloce mentre un binario ferroviario nel cuore del polo operativo è collegato alla rete ferroviaria nazionale. “Questa operazione per noi è la chiave di volta del futuro - considera ancora Diego Vernazza - Il polo logistico ha una posizione dominante, strategica. Dal suo sviluppo deriveranno benefici non solo per i nostri lavoratori attuali ma per quelli a venire. Gli interventi di ristrutturazione e di nuova costruzione che saranno realizzati, per un primo lotto, nei prossimi 18 mesi, avranno una prima importante ricaduta sull’occupazione in questo territorio. Nei prossimi cinque anni noi di Vernazza Autogru prevediamo di assumere almeno 50 addetti, con un in-

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dotto occupazionale per almeno altre 160 persone”. Nella cittadella Vernazza Autogru di Vado Ligure, inoltre, il centro di for-

mazione recluterà con i corsi per operatori quasi 200 giovani all’anno, tra personale interno e candidati esterni all’azienda.

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SUPREMAZIA

A CINQUE ASSI. Il braccio più lungo su cinque assi. Con il braccio più lungo e portate superiori unitamente ad un ingombro ridotto e alla eccellente manovrabilità, la nuova GMK5250XL-1 supera tutti i limiti. • Braccio MEGAFORM® da 78,5 m a 8 sezioni con sistema di spinatura TWIN-LOCK® • Nuove configurazioni del falcone con braccio e prolunghe fino a 33,8 m con 50° di inclinazione • Migliore portata e migliori tabelle di carico della categoria

NUOVA GMK5250XL-1 • Portata: 250 t • Braccio base: 78,5 m • Jib massimo: 33,8 m • Altezza massima in punta: 109 m • Motore: Mercedes Benz 390 kW Euromot 5/ Tier 4 final

• Motore e trasmissione Mercedes con turbo-frizione VIAB opzionale per una eccellente manovrabilità, ottimizzazione del consumo di carburante e un potente retarder integrato • Progettata con la massima flessibilità per soddisfare le diverse normative stradali globali • Maggior confort e praticità per l’operatore con nuovo ed intuitivo sistema di controllo CCS con display grafico e jog dial • Tempi di allestimento più rapidi Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale

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Gru e Autogrù

LA 50E È L’ULTIMA SCELTA FEDELE DI UN’AZIENDA CHE HA FATTO DELLE GRU PICK & CARRY PIACENTINE, PER 40 ANNI, GLI STRUMENTI DI SUCCESSO PER L’ASSISTENZA AI NATANTI

MANITEX VALLA

Lupo di mare

L’

estate è finita ma a non concludersi certo, in questo giro di boa del 2020, è il successo delle gru pick & carry di Valla. E a proposito di estate, per testimoniare il favore crescente dei modelli che compongono la gamma italiana (oggi parte del gruppo Manitex), una delle voci più recenti arriva proprio dal mare, per la precisione da Santa Margherita Ligure, nel Levate genovese. In questa storica località turistica del nostro paese ha sede l’AS.VE.M, un’azienda fondata addirittura nel 1968 e specializzata nell’assistenza nautica. I servizi offerti dalla società ligure vanno dall’ormeggio al rimessaggio, dall’alaggio alla movimentazione generale fino alla manu-

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tenzione delle imbarcazioni. L’organico è formato da otto tecnici esperti e l’attività conta attualmente su due sedi coordinate e una vasta flotta di natanti (alcuni a noleggio e altri di proprietà di privati ). Dopo aver acquistato la prima gru Valla nel 1980 - una macchina da una tonnellata e mezzo di capacità, equipaggiata con motore diesel - AS.VE.M. è rimasta sempre fedele ai prodotti del marchio piacentino. Per AS.VE.M., Manitex Valla è diventata un vero e proprio punto di riferimento del proprio business. Proprio all’inizio della stagione estiva appena conclusa, l’azienda ha introdotto nella propria flotta di mezzi una nuova gru 50E, modello compatto da cinque

tonnellate di capacità a propulsione completamente elettrica. “La 50E è la macchina ideale per il nostro lavoro quotidiano di alaggio - spiega Cristina Marrone, tra i responsabili di AS. VE.M. - Alle gru Valla in effetti dobbiamo gran parte del nostro successo nel corso di oltre 50 anni”. L’entusiasmo è condiviso dal collega Argo Gaetani. “Il nostro obiettivo - sottolinea - è sempre stato soddisfare le richieste dei nostri partner nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile. Per sintetizzare, far evolvere la nostra produttività come servizio al cliente“. Le gru Manitex Valla fanno parte di questo processo costante e la nuova 50E è un esempio perfetto di macchina polivalente

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dalle molte prerogative, con uno sbraccio da 4,88 metri e un’agilità di movimentazione notevolissima grazie alla struttura compatta del layout. Per Carlo Forini, general manager di Manitex Valla, la gru 50E si potrebbe descrivere come “una tra le macchine più prestazionali, sicure e confortevoli nell’impiego, in virtù proprio delle ridotte dimensioni, ma soprattutto di un progetto mirato alla versatilità. Si tratta di un modello destinato ad aziende che operano in diversi settori, dalla nautica alla movimentazione degli stampi, passando per la logistica leggera e la manutenzione degli aerei, fino al comparto del marmo”. Struttura portante a cinque ruote (quattro anteriori e una posteriore) realizzata in acciaio, motore elettrico che favorisce un risparmio e rispetta l’ambiente, asse posteriore sterzante tramite motore idraulico, braccio realizzato in acciaio, composto da quattro elementi: braccio base e tre sezioni telescopiche con sfilamento idraulico sequenziale. E, ancora:

sistema elettronico di limitazione del carico che consente di lavorare in piena sicurezza, display all’interno del mezzo per la visualizzazione del carico e della posizione del braccio. “Una gru alla quale si possono aggiungere anche molti

accessori opzionali per renderla ancora più adatta alle specifiche esigenze delle aziende – continua Forini - Tra questi, ad esempio, un verricello idraulico, una prolunga meccanica, una prolunga brandeggiabile idraulicamente, il radio-

V80R, il peso massimo Capacità aumentata al massimo, raggio di movimento inferiore a tre metri, radiocomando, precisione estrema nel posizionamento del carico. Il tutto a emissione zero. La nuova gru V80R firmata Manitex Valla è davvero una macchina rivoluzione nel mercato attuale delle pick & carry. “Questa nuova gru, della larghezza di soli 1,4 metri, può lavorare praticamente dappertutto - spiegano i progettisti Manitex Valla - Con larghezza e raggio di sterzata minimi, una capacità di 8 ton al vertice della categoria, si tratta di una macchina progettata per lavorare con la massima versatilità. Le opzioni di stabilizzazione anteriore e il passo allungabile della V80R incrementano la capacità della gru fino al 40%. Il braccio ottagonale aumenta la rigidità e riduce al minimo la flessione e il peso, mantenendo estrema precisione nel posizionamento dei carichi”. Dotata di un asse posteriore sterzante girevole a 180 gradi, la V80R è manovrabile con un raggio di coda di soli 2,8 m ed è dotata di radiocomando sia per le operazioni di traslazione che per quelle di sollevamento (con display integrato per LMI). Le ruote anteriori, azionate da una coppia di motori elettrici - ciascuno applicato a un proprio riduttore-ruota - esercitando una maggiore trazione sul terreno consentono alla gru di avere sempre la massima forza motrice. L’uso combinato di inverter vettoriali garantisce il miglior controllo in marcia avanti/indietro, nelle sterzature e su piani inclinati anche di 14°. Tra le opzioni che rendono la gru V80R ancor più versatile, un argano idraulico e un jib ripiegabile idraulicamente.

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Gru e Autogrù comando per la parte aerea, le ruote antitraccia, il sollevatore a catena, un rabbocco automatico batteria, la carica delle batterie a bordo, un pianale di carico e, infine, la possibilità di avere una cabina chiusa”. “Le dimensioni compatte e il ridotto raggio di sterzata ci consentono di manovrare con la gru agevolmente e con precisione in spazi ridottissimi e soprattutto in piena sicurezza - conferma Cristina Marrone - In più, essendo dei mezzi estre-

mamente affidabili, possiamo contare sul loro appoggio da inizio a fine stagione e in momenti particolari dove lavoriamo incessantemente dalle prime luci dell’alba fino a tarda sera”. Argo Gaetani è assolutamente d’accordo con il commento di Cristina Marrone e ricorda che “dopo l’acquisto della prima gru quarant’anni fa, il nostro volume d’affari è cresciuto e abbiamo deciso di acquistare un’altra Valla 3.2 T diesel. D’eco anni dopo, con ilcambiamento della tipologia di imbarcazioni da assistere, con natanti di dimensioni e stazza maggiori, abbiamo acquistato poi una 15 T. Con il passare degli anni la nostra fedeltà è andata di pari passo con lo sviluppo tecnologico di queste gru pick & carry, giunte all’evoluzione elettrica. Quindi abbiamo scelto di sostituire le ‘piccole’ del nostro parco prima con una 4 T elettrica e poi con una 5 T. Questa decisione ci ha permesso di lavorare meglio di prima e nel pieno rispetto dell’ambiente, sotto il profilo atmosferico e acustico”.

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il made in Italy per eccellenza Con oltre 60 anni di esperienza, le famiglie fondatrici, Fuochi e Milanesi, conducono ancora oggi l’azienda FM GRU, leader nella costruzione e vendita di gru per edilizia: l’intero processo produttivo, dalla progettazione al collaudo finale, si svolge nella sede di Pontenure (PC), realizzando un prodotto made in Italy. Grazie all’impiego di tecnologie innovative e alla capacità di soddisfare le richieste di ogni singolo cantiere, il marchio FM è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per la sua qualità, affidabilità ed efficienza.

Industria 4.0: Innovazione e benefit con Le gru FM, tutte rigorosamente Made in Italy, possono essere dotate di un sistema di interconnessione che le rende idonee all’iperammortamento previsto dalla normativa Industria 4.0: questo sistema consente di creare un collegamento tra la gru e i sistemi informativi del cliente, di monitorare da remoto i mezzi e di ricavare dati sullo stato e sull’utilizzo della macchina. Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale

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Gru e Autogrù EFFER

Al di là dell’ostacolo CON LE SOLUZIONI-JIB PER LE GRU DI ALTA GAMMA, IL COSTRUTTORE DI MINERBIO HA ESTESO IL RAGGIO OPERATIVO NEL MERCATO DELLE TIPOLOGIE AUTOCARRATE. COSÌ LA 1405 DIVENTA UN GIGANTE DI PERFORMANCE

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nche durante il passato lockdown, l’orizzonte di Effer non ha mai smesso di essere nitido e preciso nella visione di soluzioni efficaci a misura delle proprie gru idrauliche. L’ultima novità implementata riguarda l’aggiunta del secondo jib al modello 1405. Il primo esemplare si è rivelato nella configurazione 8S + JIB 6S + secondo JIB 2S + una prolunga manuale meccanica e l’orgoglio per questa nuova attrezzatura, nella sede Effer di Minerbio, è evidente. “Siamo l’unico produttore a proporre il secondo jib su una gru di questa portata - annunciano i progettisti dell’azienda - Gli altri modelli Effer su cui è possibile aggiungerlo sono quelli delle gru 2655, 2255, 2055 e 1855”. Il controllo del secondo jib è possibile sia attraverso elettrovalvole di scambio sia

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tramitecomandi indipendenti, per rendere simultanee tutte le manovre. Il peso di questo strumento (certificato CE) è di soli 300 kg. Il secondo jib è un’opzione della gru che permette di effettuare lavori ad altezze elevatissime, spostando il punto di articolazione fino a 35 m di altezza. Rispetto alla configurazione con un singolo snodo, si aumenta lo sbraccio di 5,3 m ed è operativo anche in orizzontale. “Questa gru, la 1405, è il frutto di una ricerca che ci rende orgogliosi - rimarcano ancora dal quartier generale Effer - Ogni sviluppo e produzione di soluzioni per le gru avviene qui e possiamo dire a ragione che questa preminenza tecnologica è tutta italiana”. Già lo scorso anno Effer aveva deciso di dedicare un peso particolare allo sviluppo di facoltà operative tramite le attrezzature

jib sulle gru di alta fascia. La prima dedica agli operatori più esigenti è stata quella di un jib di nuova concezione a garanzia di portate e sbracci ancora maggiori. Da questa esigenza di mercato è nato allora il potente JIB XL, con un design speciale che consente appunto maggiori prestazioni nelle applicazioni più impegnative. Inoltre la nuova posizione fissa del gancio sul corpo stesso dello snodo, per questo jib, costituisce la garanzia per un attacco ulteriore, vicino al fulcro della gru - l’ideale per sollevare anche i carichi più gravosi a sfili chiusi e poter svolgere i lavori più specializzati e complessi. La struttura di base del JIB XL è uguale a quella del precedente JIB L ma in questa nuova versione le estensioni degli sfili conferiscono allo snodo una lunghezza maggiore di ben 1,6 m.

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Strumento universale La gru 1405 è un’ulteriore evoluzione della linea di gru Effer implementate con il sistema di controllo elettronico Progress, che permette la piena gestione della stabilità dell’autocarro massimizzando la  performance in tutte le condizioni di lavoro con una sicurezza operativa di vertice. Le numerose versioni di estensione idraulica e degli snodi Light e Heavy Duty rendono la gru uno strumento universale al servizio delle più diverse esigenze dei clienti. Il secondo braccio è impennato di 15°, con snodo impennato di 20°. I bracci principale della gru e i vari snodi disponibili permettono di eseguire lavori anche in ambienti in cui lo spazio a disposizione è limitato e occorre avere un’elevata altezza del gancio gru o del jib.

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Gru Edili POTAIN

Coppia dominante DUE MDT 319 SI STAGLIANO NEL CIELO CHE SORVEGLIA IL GOLFO DI SALERNO. RIMARRANNO ALL’OPERA TRE ANNI PER COSTRUIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI COMPLESSI RESIDENZIALI E COMMERCIALI DEL TERRITORIO DI “PORTA DEL MARE”

L

e torri sono tornate. Tornate in tutti i nuovi cantieri d’Italia, intendiamo, con un segnale di resistenza che non può che far bene all’edilizia prossima futura del Paese. Le gru si innalzano da Nord a Sud per seguire progetti abitativi ambiziosi e di vasta portata - urbanistica e sociale - e al valore dei progetti si abbina spesso un valore tecnico puntuale e senza compromessi. Andiamo al Sud, ad esempio, nell’area di “Porta del Mare”, un lembo di territorio incantato che guarda il golfo di Salerno, al centro tra la Costiera Amalfitana e quella del Cilento, entrambe patrimonio dell’Unesco. Qui l’impre-

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sa R.C.M. Costruzioni è impegnata nella costruzione di un notevole complesso residenziale e commerciale. I 44.000 m² di sviluppo territoriale ospiteranno un nuovo quartiere per il futuro di Salerno, riqualificando un’area abbandonata ma di grande prestigio paesaggistico, a pochi passi dal Marina d’Arechi Port Village, il magnificente porto-isola al largo della costa sud della città, vicino allo Stadio Arechi progettato dall’architetto Santiago Calatrava. Il progetto prevede complessivamente la costruzione di 183 appartamenti, divisi in tre torri residenziali, cinque unità commerciali, 125 garage, un parcheggio

per la capienza di 800 auto e un ristorante. Tutta l’area sarà circondata da un parco cittadino attrezzato e valorizzato dalla piantumazione di una selezione di flora mediterranea, con ulivi, mirti e ginestre. Intanto a dominare il cantiere appena inaugurato sono le torri che si stagliano nella sagoma delle gru gemelle a rotazione alta Potain, del modello MDT 319. Le due gru - una da 70 m una da

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80 m - sono state acquistate da R.C.M. Costruzioni direttamente da Manitowoc Cranes mentre il montaggio e il servizio post-vendita sono stati forniti dal centro assistenza di Edilcom. Le due gru MDT 319 sono state montate alla fine di maggio, in soli cinque giorni, con l’ausilio di un’autogrù della stessa famiglia Manitowoc, una Grove GMK6400 della flotta Pergamo Sollevamenti. Le ragioni della scelta di R.C.M. Costruzioni risiedono nell’efficienza tecnologica dei sistemi di controllo e gestione implementati sulle due gru: i moduli CCS e CraneSTAR Diag, in grado di incrementarne la velocità, la precisione e la redditività operativa durante l’intero ciclo di realizzazione del progetto (la cui durata è stimata in circa tre anni). Il sistema Manitowoc Crane System Control (CCS) misura e controlla tutti i movimenti della gru e le sollecitazioni strutturali in tempo reale; consente, ad esempio, in soli 15 minuti, di configurare la gru e calibrarne i sensori di movimento, impostare i limiti del carrello,

Una Grove al montaggio Quando si è trattato di progettare il montaggio delle due gru a rotazione alta MDT 319, la gru tuttoterreno GMK6400 di Grove ha costituito una scelta privilegiata. Ogni elemento delle gru a torre è stato sollevato e allestito dalla GMK con l’ausilio dell’auto-rigging MegaWingLift, un modulo che aumenta del 70% la capacità di tiro delle gru tuttoterreno Grove a sei assi. L’autogrù, con una capacità di 400 tonnellate, presenta un braccio principale di 60 m (estesibile fino a 79 m con il jib), per un’altezza in punta massima di 136 m e una capacità di gestire carichi fino a un raggio massimo di 96 m.

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Gru Edili

dell’ interruttore e del braccio. Con l’ausilio di questo sistema, le gru segnalano automaticamente i periodi di sosta, aiutando l’operatore a lavorare in modo rapido e preciso. Il CCS inoltre ha la funzione supplementare di uno strumento di manutenzione, consentendo all’operatore il monitoraggio delle condizioni della gru da uno schermo in cabina. R.C.M. Costruzioni ha acquistato i due modelli MDT 319 con l’installazione del sistema CraneSTAR Diag, innovativo sistema di gestione per queste tipologie di gru. Il CraneSTAR Diag consente l’accesso ai dati del sistema CCS e l’esecuzione della diagnostica da remoto, in tempo reale, da qualsiasi parte del mondo. I gestori delle flotte di gru a torre possono monitorare quindi le posizioni, le condizioni di lavoro, il piano di manutenzione e i tempi di attività per massimizzare l’efficienza in cantiere delle macchine. A “Porta del Mare”, anche grazie alla tecnologia Manitowoc, il futuro del territorio sta già prendendo il largo.

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Ple GENIE

Talento viscerale NEL CUORE DELLA TERRA, PER LA TRASFORMAZIONE DI UNA VECCHIA MINIERA DI FERRO NEL PRIMO DEPOSITO PER SCORIE NUCLEARI IN GERMANIA, LA Z-45 XC È UNO STRUMENTO DI AGILE PRODUTTIVITÀ

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oncepire l’utilizzo di una piattaforma semovente in un ambiente sotterraneo, non è una consuetudine di pensiero così frequente per il lavoro in quota. Sembra una contraddizione in termini, eppure per il cantiere di riconversione dell’antica miniera di ferro di Salzgitter, in Bassa Sassonia, a Wienold Lifte, distributore delle piattaforme aeree Genie (con sede a Emsbüren), è arrivata la

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richiesta - dal Consorzio ETS Schacht Konrad, incaricato del complesso intervento di trasformazione - di una piattaforma semovente articolata Z-45 XC. Il motivo fondante? L’ha rivelato direttamente l’operatività in cantiere della piattaforma. A 1.000 m di profondità nel sottosuolo, con una temperatura costante di 40°C, la Z-45 XC si è dimostrata assolutamente all’altezza dell’incarico di predisposizione e sta-

bilizzazione delle gallerie esistenti e delle camere di stoccaggio appena scavate. Saranno adibite a primo deposito geologico in profondità della Germania per rifiuti radioattivi a bassa e media attività, con la denominazione di Fossa di Konrad. Le profondità della miniera naturalmente sono accessibili solo con l’ausilio di un montacarichi. Per favorire l’accesso della Z-45 XC, lo staff di Wienold Lifte ha

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smontato completamente la piattaforma aerea. Inoltre, per adeguarla alle severe misure di sicurezza antincendio del sito, il distributore Genie ha dotato la macchina di tubazioni e componenti antideflagranti. Alla consegna in moduli e al successivo conferimento nel cantiere sotterraneo tramite il montacarichi, sono seguite, nei tre giorni successivi, le operazioni di riassemblaggio della piattaforma per la predisposizione definitiva all’intervento. “La temperatura laggiù è costante a 40°C e ogni movimentazione è un’impresa vera e propria - spiega Martin Sztykiel, capo

officina di Wienold Lifts - La piattaforma a Genie Z-45 XC resterà nella fossa per tutta la sua vita operativa. L’alta temperatura e gli interventi impegnativi in un ambito sensibile richiedono una macchina particolarmente resistente e di alta qualità strutturale per una funzionalità affidabile in condizioni estreme”. Un dubbio ci sovviene, al pensiero che la scelta del Consorzio incaricato dei lavori nella vecchia miniera è ricaduta su una piattaforma articolata con motore diesel. La ragione è presto detta. Per esperienza, il Consorzio ETS Schacht Konrad sa che,

Capace e… disponibile Con un design a doppia area di lavoro e una capacità di sollevamento di 300 kg senza limitazioni - 454 kg limitati, con cella di carico - la piattaforma semovente articolata Genie Z-45 XC (Xtra Cacacity) ha consentito a due operatori la massima produttività nelle lavorazioni all’interno della miniera di Salzgitter, con l’impiego di due attrezzature per calcestruzzo proiettato in contemporanea. un rendimento che non sarebbe stato possibile con una capacità di sollevamento standard di 227 kg. Thomas Opretzka, responsabile macchine per il lavoro in quota del Consorzio ETS Schacht Konrad, ha confermato tra l’altro “la pronta disponibilità a magazzino della Genie Z-45 XC. Una prerogativa che ha consentito al distributore Wienold Lifte, a cui ci siamo rivolti per la fornitura, di soddisfare la nostra richiesta con un breve preavviso”.

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quando si lavora in un ambiente ad alte temperature, con attrezzature e materiali pesanti, le macchine a gasolio si adattano meglio all’operatività e alle condizioni limitanti del luogo (con possibilità di ricarica insufficienti, tra l’altro, per moduli propulsivi elettrici a batteria). “Oltre alla capacità di lavorare in quota in ambiente sotterraneo, la Fossa di Konrad richiede macchinari in grado di operare in presenza di pendenze e dislivelli del posto - rileva Christian Wienold, amministratore delegato di Wienold Lifte - Con la dotazione di un motore diesel da 35,8 kW, la piattaforma semovente Genie Z-45 XC si è rivelata ideale proprio per le sue eccellenti capacità di trazione integrale in ogni condizione del suolo”. La trasformazione della vecchia miniera di ferro in un sito di stoccaggio per scorie radioattive fa parte di un processo complesso e a lungo termine. In preparazione del suo futuro come deposito, una perforatrice è al lavoro per ampliare i tunnel e per aprire nuovi spazi da adibire a camere di stoccaggio. In seguito, operatori esperti revisionano la struttura delle pareti impiegando altre macchine speciali. La piat-

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Ple taforma Genie Z-45 XC viene utilizzata per la prima volta in applicazioni inedite, come ausilio agli operatori che praticano fori e rinforzi d’acciaio alle pareti. Una volta completato questo compito, la piattaforma viene posizionata al centro del tunnel per una movimentazione in senso trasversale e semicircolare che consente agli operatori, dotati di una macchina irroratrice, di procedere al consolidamento dei tunnel e alla rifinitura delle pareti con un rivestimento in calcestruzzo applicato dalla base all’intero arco della galleria. “Oltre alla disponibilità di lavorare in quota, ciò che conta di più in questo lavoro è ottenere le prestazioni adeguate dalla piattaforma per lavorare in modo produttivo - aggiunge Wienold - Se gli operatori avessero dovuto usare una piattaforma a forbice, avrebbero dovuto riposizionarla almeno 20 volte al giorno. Con la piattaforma articolata Z-45 XC, invece, beneficiano di uno sbraccio orizzontale di 7,55 m e di un’altezza di sca-

valcamento di 7 m che consente una preparazione e un intervento di consolidamento agile sulle pareti, risparmiando molto tempo. Negli spostamenti, inoltre, grazie allo stretto raggio di sterzata e all’ingombro di

coda nullo, il vantaggio conferito alle lavorazioni in sotterranea da questo modello Genie risulta decisivo negli ambiti angusti della miniera che comprendono cunicoli e curvature a gomito”.

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Ple RUTHMANN

70 metri sopra l’Italia

IN ANTEPRIMA MONDIALE E DI IMMINENTE APPRODO NEL NOSTRO PAESE, IL NUOVO MODELLO COMPATTO DI FASCIA ALTA STEIGER T 700 HF. SBRACCIO IMPRESSIONANTE FINO A 41 M E UN ALLESTIMENTO SU TELAIO LUNGO MENO DI 12 M

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orse era la compatta che mancava, tra le campionesse del grande sollevamento in quota. Ora Ruthmann la rivela al mondo - e all’Italia, avamposto privilegiato della strategia pro-

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duttiva del costruttore tedesco - con la sigla T 700 HF che contraddistingue l’ultima meraviglia della linea di fascia alta Steiger da 70 m di altezza operaiva, con 24,6 m di lunghezza del braccio secondario a tre sezioni.

Sembra quasi superfluo dirlo ma la nuova Steiger T 700 HF, per Ruthmann, rappresenta un ulteriore avanzamento tecnologico sotto diversi aspetti. Per la prima volta nella storia del marchio,

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innanzitutto, una piattaforma dall’impianto compatto raggiunge un’altezza di lavoro di 70 m e uno sbraccio d’eccezione fino ai 41 m su un telaio portante lungo meno di 12 m. Questo sviluppo soddisfa l’esigenza del mercato di una macchina molto contenuta - considerando proprio la quota operativa massima rilevante, a 70 m - in grado di conferire un elevato sbraccio laterale per l’impiego entro spazi di lavoro limitati. Grazie al già menzionato braccio secondario di nuova concezione, a tre sezioni telescopiche, la capacità di scavalcamento Up & Over è stata incrementata di altri 3,5 m rispetto al modello Steiger T 650 HF. Considerando il punto di articolazione più alto di 1,7 m e lo stesso braccio superiore da 24,6 m, le operazioni più complesse possono essere effettuate con piena efficacia anche negli anfratti tra gli edifici - ad esempio, nella parti retrostanti delle strutture, in prossimità di altre costruzioni, in posizioni che prima erano molto difficili da raggiungere con piattaforme si questa classe d’altezza. Abbinata a un telaio ad alta stabilità, la sovrastruttura adibita al sollevamento

risulta estremamente robusta, realizzata in acciaio alto-resistenziale secondo un design tecnologico poligonale che ne consente l’inclinazione fino a 2°. Il braccio inferiore (principale) consente

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un angolo di elevazione di 83°, in modo che la macchina possa essere insediata ancora più vicino alla struttura degli edifici e lo sbraccio possa essere utilizzato in modo ancora più efficiente.

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Ple La T 700 HF può essere montata su diversi telai portanti, con una massa complessiva calibrata tra le 32 e le 36 tonnellate. La lunghezza complessiva del mezzo è di soli 11,99 m e la sua struttura compatta consentono la massima flessibilità operativa e l’esecuzione di manovre a corto raggio, districandosi agilmente, ad esempio, nell’intenso traffico delle metropoli. Le collaudate funzioni highflex della serie HF di Ruthmann conferiscono anche alla T 700 HF il carattere di macchina multifunzione in ogni contesto di lavoro in quota. La cesta può essere ruotata di 440° e la dinamica della piattaforma consente

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di lavorare con la massima efficienza, aggirando ogni ostacolo tipico degli edifici, dalle tubazioni di servizio alle strutture presenti sulle coperture e sui tetti. Il jib highflex -Rüssel, della lunghezza di 2 m, può essere ruotato di 220°, conferendo ancora più flessibilità a lavori in posizione sottostante o sovrastante - con il jib in assetto verticale - e per lavori in posizione a scavalco e in rotazione - con il jib abbassato. Come le altre piattaforme Steiger della serie Height Performance, la nuova T 700 HF può essere utilizzata anche per lavori in negativo sotto al piano di appoggio. Grazie alla mobilità dello stesso

jib highflex -Rüssel, questa piattaforma è ideale per le ispezioni dei ponti fino a una quota di -17 m, con uno sbraccio consentito sotto l’impalcato, fino 5 m superiore a quello di altre piattaforme comparabili. La cesta highflex della Steiger T 700 HF ha una capacità fino a 600 kg ed è estensibile fino a una dimensione massima di 3,82 x 0,97 m - oggi è la cesta più ampia sul mercato mondiale delle PLE. Tutte le posizioni consentite dal sistema highflex sono possibili anche con la cesta completamente estesa, offrendo di conseguenza uno spazio operativo ottimale alle squadre di lavoro impegnate nei montaggi in-

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dustriali, ad esempio. Come opzione, la cesta highflex può essere dotata di un piano di calpestio riscaldabile, di un argano o di un sedile pieghevole rimovibile. La disponibilità del Lift Up System, inoltre, consente fino a 25 kg di carico utile in più. La T 700 HF può essere equipaggiata naturalmente con il sistema opzionale DRS (Dynamic Reach System) per ottimizzare lo sbraccio della piattaforma in diverse condizioni operative, con opzioni elettroniche di assistenza che permettono di utilizzare la piattaforma anche con basse capacità di carico del suolo (ad esempio, i parcheggi sotterranei), velocità del vento elevate o carichi dimensionali speciali in cesta (con la ca-

pacità di carico preimpostata, è possibile, ad esempio, prelevare in modo sicuro elementi pesanti a grande altezza senza compromettere la stabilità della macchina). Per la nuova piattaforma Steiger da 70 metri, Ruthmann si affida ancora una volta al collaudato sistema di controllo della serie Height Performance, con una lunga serie di funzioni che facilitano la gestione del lavoro in quota e corroborano tutta una serie di dinamiche sempre relative al comfort operativo (ad esempio, il posizionamento completamente automatico della cesta tra i due stabilizzatori laterali per l’accesso dell’operatore e dell’equipaggiamento anche in condizioni di spazio anguste).

Un allestimento diversificato Anche per la Steiger T 700 HF, Ruthmann si affida al concetto di multi-telaio. La piattaforma di lavoro può essere montata su diversi moduli (tra i quali Scania, Volvo o Man a trazione 8 x 2 ed 8 x 4 nella combinazione di assi 1-3). Attraverso il collegamento dei diversi data, la sospensione pneumatica del telaio Scania, ad esempio, viene automaticamente sollevata quando la macchina è stabilizzata. In questo modo, le piastre di supporto possono essere posizionate più facilmente sotto gli stabilizzatori in situazioni operative estreme.

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Ple DEDICATA ALLE MANUTENZIONI LEGGERE IN AMBITO FERROVIARIO, LA PIATTAFORMA CINGOLATA RR9/200 È UN CAMPIONE MULTIFUNZIONALE PER OGNI TIPO DI INTERVENTO. ANCHE “A TERRA”, SULLE PENSILINE, NEGLI HANGAR E ALL’INTERNO DELLE STAZIONI

PLATFORM BASKET

Sui binari ad alta quota

L

a richiesta di macchine speciali per le manutenzioni lungo le linee ferroviarie costituisce da anni una sfida stimolante per molti costruttori del sollevamento nazionale. Una sfida che richiede, oltre a una buona dose di creatività, anche una progetta-

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zione attenta e puntuale delle macchine operatrici. Lo studio approfondito delle dinamiche che un modello su rotaia dovrà affrontare in molteplici situazioni di manutenzione ordinaria e di emergenza è una prerogativa che non può essere trascurata in alcun dettaglio. Per questo,

solo realtà produttive di grande esperienza e dal talento inventivo comprovato da una lunga serie di applicazioni, possono cimentarsi con un settore così impegnativo come quello degli interventi su rotaia. Platform Basket, costruttore emiliano di piattaforme semoventi (con sede a Poviglio, in provincia di Reggio Emilia) ha conquistato ormai da tempo la ribalta internazionale proprio con la versatilità delle soluzioni operative proposte attraverso la propria gamma di spider cingolati. Tra le ultime novità di approdo imminente sul mercato, troviamo proprio il modello RR9/200, una piattaforma progettata e costruita proprio per le manutenzioni ferroviaria in quota, allo scopo di renderne estremamente agevole e flessibile l’esecuzione in ogni contesto di lavoro. La nuova RR9/200 può raggiungere un’altezza operativa massima fino ai 9,5 m, con una portata utile in cesta di 200 kg (due operatori a bordo). In più, la polivalenza di questo modello semovente cingolato offre la possibilità di impiegarne le potenzialità anche in altri ambiti di utilizzo che esulano dalle applicazioni in ambito ferroviario.

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“Il progetto della nuova RR9/200 era quello di proporre al settore delle manutenzioni ferroviarie un’attrezzatura estremamente leggera e compatta - spiegano i progettisti di Platform Basket - Il risultato è quello di una piattaforma aerea trasportabile con moduli stradali trainabili dal peso complessivo contenuto entro le 3,5 ton. Quindi la macchina può essere trasferita sul luogo di intervento con un semplice pick-up o un van equipaggiati con gancio di traino e con l’ausilio di rimorchi leggeri che richiedono solo patente B ed estensione”. L’accesso in ferrovia della RR9/200 è indirizzato soprattutto a lavori di manutenzione leggera, come la

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Ple sostituzione, l’installazione e il ripristino funzionale della segnaletica, dell’illuminazione e della linea elettrica ferroviaria in generale. Vediamo ora la struttura particolare concepita per la RR9/200 di Platform Basket. La piattaforma presenta un carro base cingolato per l’impiego normale su strada e off-road, con una presa al suolo efficace in qualsiasi condizione di terreno, per un basso carico specifico studiato per consentirne la movimentazione anche in presenza delle pavimentazioni delicate presenti in molte stazioni ferroviarie (durante le operazioni di manutenzione delle pensiline, ad esempio). Il carro base, inoltre, contempla un sistema costituito da due carrelli comandati idraulicamente che favoriscono l’insediamento della macchina dai cingoli alla ruota ferroviaria. “La caratteristica più vantaggiosa del carro base concepito per la RR9/200 riguarda la rotazione idraulica dei cingoli di 90° - sottolineano dall’ufficio di progettazione di Poviglio - La rotazione quindi è perpendicolare ai due carrelli ferroviari e ne consente un accesso facilitato alla sede ferroviaria, senza la necessità di particolari manovre di allineamento”. Consideriamo ora la trasmissione implementata sulla

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RR9/200. L’impianto è realizzato con moto-ruote indipendenti per il controllo del carro cingolato come per la trasmissione su ruota ferroviaria. Ogni moto-ruota ferroviaria dispone di un freno negativo che

assicura l’arresto dell’attrezzatura in ogni condizione di assenza della forza motrice. Un sistema a due velocità consente l’impiego della piattaforma RR9/200 fino alla velocità (su rotaia) di 10 km/h.

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La potenza propulsiva della PLE è erogata da un motore endotermico diesel da 10,5 kW ma a richiesta la piattaforma potrà essere equipaggiata in modalità completamente elettrica, con batterie agli ioni di litio - un soluzione che rende la macchina idonea al lavoro in gallerie, metropolitane e negli interni degli hangar, delle stazioni e di altri edifici. La struttura superiore presenta una torretta girevole a 360°, con livellamento automatico della navicella anche in presenza di inclinazione ferroviaria (CANT) fino a 180 mm, con 1.435 mm di scartamento. Il braccio articolato identifica la piattaforma RR9/200 come un modello estremamente compatto ed idonea all’ingresso e all’uscita dalla sede ferroviaria anche in presenza di strade aperte al traffico. La navicella aerea completamente in alluminio, come abbiamo già detto, offre uno spazio e una capacità (200 kg) opportuni per ospitare fino a

due operatori a bordo. Attraverso una sequenza di trecce in rame dalla sezione di 35 mm², situate fra le varie articolazioni della piattaforma, viene garantito

l’equipotenziale fra cestello porta-operatore e binario ferroviario più adatto a garantire l’incolumità del personale a bordo in caso di spike elettrico.

Complemento di controllo La movimentazione su strada della piattaforma RR9/200 può essere comandata sia da bordo che per mezzo di una pratica consolle mobile indossata dall’operatore a terra. Tra gli optional previsti per questa PLE innovativa di Platform Basket, va menzionato l’anemometro per il controllo e l’avviso del raggiungimento della massima velocità ammessa del vento (45km/h), in relazione alle possibilità di lavoro sul campo della piattaforma. A seguire, sempre a richiesta, è disponibile un sistema di telediagnostica e geo-locazione. Il dispositivo, installato a bordo macchina, ne consente il controllo a distanza da parte del personale addetto alla manutenzione.

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Ple SOCAGE

Profeta in patria LA GAMMA ALTA DEL COSTRUTTORE DI CARPI NON ARRETRA NELLE PREFERENZE DEI NOLEGGIATORI DI CASA NOSTRA. ESEMPIO MIRABILE DI UN MARCHIO GLOBALE CON RADICI BEN PIANTATE SUL MERCATO NAZIONALE

U

n agosto rovente di novità ha preparato l’autunno del rilancio più corroborante per Socage. Il costruttore modenese ha fame di conquista sul mercato internazionale ma i successi importanti non mancano neppure tra gli specialisti nazionali. Anzi, durante questa strana estate post-lockdown, a rivelarsi in tutto il loro valore sono stati proprio i “giganti” della gamma di Carpi, a partire da una realizzazione inedita molto importante. L’esordio speciale riguarda il modello ForSte 34 TJFF Fire Platform,

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concepito dal produttore emiliano in collaborazione con lo specialista Chinetti Fire Truck Di Bedero Valcuvia (Va), carrozzeria storica dedicata all’allestimento di veicoli antincendio. La ForSte 34 TJFF è una piattaforma aerea dotata di una scala montata a fianco del braccio prin-

cipale e del jib. Con l’implementazione di una pompa allestita in cesta – in grado di erogare un getto d’acqua potente a grande distanza - si delinea l’identikit della piattaforma come mezzo di pronto intervento, con un’altezza massima di 34 metri e 400 kg di capacità. Tutti i dispositivi si possono comandare da terra e in cesta per

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portare a termine ogni operazione nella massima velocità e sicurezza. “Siamo molto orgogliosi di aver accettato e portato a termine questa nuova sfida – ha confermato Alessandro Flisi, Test Manager & Production Director di Socage, l’indomani della consegna del nuovo mezzo speciale – Abbiamo messo in campo tutta la nostra professionalità, confrontandoci con le idee innovative del nostro ufficio tecnico, sostenute dall’esperienza del nostro staff interno. La soddisfazione è impagabile; abbiamo raggiunto un obiettivo molto importante e sono sicuro che

sarà l’inizio di una nuova fase produttiva ricca di sfide e soddisfazioni in un mondo dove le nostre piattaforme sono già state presenti in passato, come quello dei mezzi antincendio. Ora siamo pronti a rappresentarne l’avanguardia, con piattaforme ricche di contenuti tecnologici e di nuove possibilità prestazionali”. La soddisfazione di Alessandro Flisi è ben riposta, dal momento che le grandi macchine Socage conquistano tra i noleggiatori di casa nostra consensi sempre crescenti. Recente, ancora dalla schiera dei “giganti” di Carpi, la consegna di

una nuova ForSte 54TJJ alla flotta Viviani di Campitello (Mn). Le caratteristiche di questo colosso Socage che si candida ormai a best-seller di fascia alta sono quelle di un allestimento su veicolo da 26 a 32 ton per una piattaforma in grado di raggiungere i 54 metri di altezza operativa, con sbraccio fino a 40 metri. Alla portata di 600 kg, si aggiunge inoltre la facoltà di montare un argano in grado di sollevare fino a 1.500 kg. Sempre ai piani alti, la collaborazione tra Socage e Viviani è iniziata nel 2015, con l’acquisto del top di gamma ForSte 75TJJ. Ora i tito-

Strategia compatta All’inizio di settembre si è tenuta la prima riunione commerciale post Covid nell’aula congressi del quartier generale di Socage, a Carpi. L’incontro ha coinvolto tutti gli agenti commerciali del mercato italiano ed estero insieme ai distributori Savis, Emilia Gru e Tecnolift; in videoconferenza, inoltre, hanno partecipato anche le filiali estere di Socage Iberica, Socage Nacelle, Socage Nord Afrique, Socage Asia e Socage Do Brasil. Nel corso della riunione si è parlato dei nuovi modelli che faranno parte della Serie E – gamma Socage totalmente elettrica che comprende modelli da 10 a 37 metri – e dei nuovi modelli che saranno lanciati nella Serie Speed, serie di PLE da 28 a 37 metri con stabilizzazione in sagoma. “Dopo il successo delle Serie E e Speed, abbiamo deciso di aggiungere nuovi argomenti al nostro incontro commerciale, nell’ottica di soddisfare nuove richieste di mercato sempre più mirate ed esigenti - ha rivelato Fiorenzo Flisi, amministratore delegato di Socage, al timone della ditta emiliana dal 2009 - Per anni abbiamo studiato l’unione tra semplicità d’utilizzo e prestazioni, adesso ci rimane solamente un ultimo ingrediente da aggiungere alle nostre due linee di prodotto ormai molto affermate in tutto il mondo: la compattezza”. Obiettivo confermato anche dal Production Director Alessandro Flisi, che ha confermato il programma di sviluppo “per un impianto compatto sugli attuali modelli della Serie E, creandone anche di nuovi, esclusivamente con stabilizzazione in sagoma e con peso massimo di allestimento entro le 3,5 ton”.

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Ple

lari Gianfranco e Kristian Viviani hanno aggiunto al loro parco macchine questo nuovo campione, dall’impianto sorprendentemente compatto, in grado di portare il vertice delle prestazioni in quota anche negli spazi di accesso più ristretti e operativamente complessi. Un futuro di interventi, quindi, che non potrà che elevare la fiducia e la fedeltà del noleggiatore mantovano al costruttore che ne ha favorito, con la più alta professionalità, l’ascesa nel novero dei servizi di sollevamento sul territorio. Per Socage non è il solo attestato di fedeltà comunque. Dal momento che, da protagonista globale, si conferma, anche in questo difficile 2020, apprezzato e autorevole ambasciatore di innovazione tra gli specialisti della Penisola.

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Ple CEM/MANTALL

Specialità orientali CON IL COSTRUTTORE DI PIATTAFORME SEMOVENTI ELETTRICHE, CON SEDE NELLO JIANGSU, L’AZIENDA DI SETTIMO MILANESE HA AVVIATO UNA SCOMMESSA COMMERCIALE AMBIZIOSA. CONQUISTARE I CLIENTI ITALIANI (INSIEME ALLA NG AIR DI ROMA)

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alla Cina, con furore e… con la forza di CEM! Non stiamo parlando di un elemento minaccioso, tutt’altro: la parafrasi epica si riferisce alle piattaforme aeree prodotte da Mantall, uno dei grandi produttori di macchine per il lavoro in quota che guidano (dal quartier generale di Qidong, nella provincia di Jiangsu) l’attuale storia industriale del paese asiatico. CEM Elevatori, da Settimo Milanese guarda da sempre al mondo e l’opportunità da cogliere per l’importazione in Italia dei prodotti Mantall, non se l’è fatta scappa-

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re. Dall’autunno dell’anno scorso, insieme alla società NG Air (attiva nel Centro Italia e insediata a Roma), ha sposato la versatilità della gamma di piattaforme semoventi del produttore cinese e oggi comincia a fare proseliti tra le società di manutenzione e i noleggiatori di casa nostra. Dopo l’esordio (con NG Air e il neonato marchio Mantall Italia negli spazi

del GIS 2019, per un’anteprima assoluta a livello europeo), CEM continua oggi la propria missione di proselitismo al Nord, tra le imprese che richiedono al mercato macchine per il lavoro in quota flessibili, competitive e adatte alle più ampie applicazione in ambito industriale e logistico. Il legame strategico di Mantall Italia trova la sua intermediazione con la struttu-

ra di Mantall Europe, che ha sede in Germania, a Osterburken nel Baden-Württemberg. In accordo con la sede europea e la casa madre cinese, CEM offre alla propria clientela una sapiente selezione dell’ampia gamma (di oltre 60 modelli, per sette differenti segmenti di prodotto) proposti da Mantall a livello internazionale.

Testimone di distribuzione Mantall Italia è l’interfaccia commerciale per il nostro paese del costruttore cinese Mantall Heavy Industry CO. LTD. In sinergia con la struttura di Mantall Europe (con sede in Germania), Mantall Italia distribuisce alcune linee di prodotto del marchio, relativamente alle tipologie di piattaforme aeree semoventi articolate e a pantografo. Mantall Italia ha come referenti le aziende CEM (a Settimo Milanese, per l’area Nord) e NG Air (a Roma, per il Centro-Sud).

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Ple La produzione comprende principalmente piattaforme semoventi verticali, a pantografo (scissor), elettriche e diesel (anche su carro cingolato) caratterizzate da una struttura particolarmente robusta e da altezze operative comprese tra gli 8 e i 18 metri. La gamma comprende inoltre

piattaforme semoventi a braccio telescopico e articolato (diesel rough-terrain ed elettriche) e piattaforme a colonna e push-around. Guardiamo ai sette modelli su cui oggi punta la commercializzazione di Mantall Italia, per competere sull’impegnativo mercato nazionale. Partiamo dagli scissor, le piattaforme semoventi a pantografo. Il modello XE 80 N rivela una piattaforma a propulsione elettrica a batteria (4 x 6

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V/225 Ah) dai 7,8 metri operativi per una capacità in cesta di 230 kg, pendenze superabili fino al 30% ed estensione della navicella da 1,64 a 2,54 m. L’omologo su cingoli si chiama XE 80 CT e arriva agli 8 metri effettivi di lavoro, con un superamento di pendenze incrementato al 40%. Interessante, sempre per la tipologia scissor, il modello XE-Mini (Serie ED Plus), un’agile mini-piattaforma da 6,4 m operativi, con una portata di 240 kg in cesta

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e portata di 100 kg sulla sola parte estesa (0,52 m su un’estensione totale di 1,8 m). Le “forbici” più alte appartengono alla serie XE-W, declinata in tre modelli da 10, 12 e 16 m, con portate rispettive di 450, 320 e 230 kg. La piattaforma aerea semovente a colonna IMP 100 J presenta un modello dotato di braccio-jib articolato, per un’altezza di lavoro che culmina a 10 m e uno sbraccio di 3,15 m. La capacità in cesta è di 200 kg e il jib consente un’oscillazione di +/-60° (pendenza superabile del 23%). Gli ultimi due modelli riguardano tipologie adatte alle applicazioni di magazzino. La piattaforma ASP-26 (definita anche Manlift) è una PLE telescopica a colonna, di altezza operativa fino a 10 m e con una capacità di 136 kg, indicata per piccole manutenzioni e operazioni di prelievo e deposito. Infine, il modello verticale ALP ( a trazio-

ne funzionamento manuale) è dedicato esclusivamente al sollevamento di materiali. Disponibile in due versioni (ALP-15 e ALP-25), questa piattaforma può essere dotata di forche standard o regolabili

(all’ALP-15 si possono applicare anche forche piatte), per altezze di sollevamento da 5 a 7,95 m. La capacità, a seconda del centro di carico, può arrivare dai 113 ai 363 kg.

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Ple CMC

In alto, in ogni luogo L’AUSTRIA È L’ULTIMO AVAMPOSTO DI CONQUISTA DEL COSTRUTTORE BARESE, NEL SOLCO DELLA FIDUCIA DEI DISTRIBUTORI INTERNAZIONALI. LE PIATTAFORME SPIDER CINGOLATE DELLA GAMMA S ORMAI CONVINCONO OGNI SETTORE DI APPLICAZIONE

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a tela del ragno sta avvolgendo l’Europa. La metafora appartiene a CMC, il costruttore di Bari specializzato nella progettazione e nella costruzione di piattaforme spider cingolate che si appresta ad allargare il

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raggio d’azione nel Vecchio continente, con una strategia portata avanti a quattro mani dall’ufficio commerciale estero e dal dipartimento marketing. L’ultimo mercato europeo nel quale CMC ha investito con impegno è l’Austria. Qui la

competenza e l’esperienza di Herbert Hager, già responsabile di un uno dei più importanti service center del paese condurrà la spinta strategica per un’efficace espansione dei prodotti CMC. Nello specifico la sinergia segue l’obiettivo di un consolidamento del mercato dell’Europa Centrale, già perseguito dal costruttore con la nascita di CMC Deutschland, un team dedicato alla vendita e all’assistenza in tutta la Germania, capitanato da Dieter Roters. “Siamo davvero felici e orgogliosi di approdare in Austria, e di aver stretto il sodalizio con Herbert Hager - dichiara soddisfatto Alessandro Mastrogiacomo, direttore commerciale estero di CMC - Questa partnership ci permetterà di scrivere un nuovo paragrafo della nostra storia di impresa. Ogni nuovo dealer che entra a far parte della nostra famiglia, riceve un supporto completo in termini di marketing, formazione tecnica sui macchinari, di vendita e di gestione del processo post-vendita, in modo da iniziare a lavorare con noi con grade reattività. Abbiamo in cantiere nuovi ingressi in nuovi mercati, per penetrare maggiormente il vecchio continente e accrescere le nostre quote di mercato in Europa, e guardare con crescente fiducia al futuro”. Un futuro che prevede nuovi modelli al servizio delle applicazioni più diversifica-

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te. Prendiamo ad esempio lo spider S18F che completa la famiglia totally hydraulic riuscendo nell’arduo compito di ottenere dimensioni contenute e alte prestazioni adatte a diversi contesti di lavoro. Presentata al Bauma 2019 assieme alle altre due sorelle più piccole (S13F e S15F) della stessa Serie-F, in poco tempo questa PLE ha raccolto i favori degli operatori specializ-

zati nel segmento delle compatto, grazie a una serie di prerogative che garantiscono un elevato ritorno dell’investimento per chi la sceglie come “collega” di lavoro. Partiamo dal consistente sbraccio laterale di 11,15 metri di S18F, il più lungo del mercato tra le macchine entro i 18 metri operativi, pur rimanendo al di sotto dei 2.400 kg di peso. Le elevate performance

di S18F sono anche dovute alla scelta di CMC di impiegare solo acciai altoresistenziali che garantiscono spessori più sottili, pur senza scendere a compromessi sulla compattezza della piattaforma e sulla rigidità dei componenti, aumentando sensibilmente il livello delle prestazioni professionali che la S18F riesce a eseguire in ognuna delle applicazioni di lavoro.

Perfetta per il noleggio Facendo riferimento proprio alle applicazioni consentire dalla S18F di CMC, l’elenco degli utilizzatori comprende le imprese di potatura, tinteggiature, ristrutturazioni, pulizie in quota, posa di pannelli fotovoltaici, applicazione di insegne pubblicitarie, installazione e manutenzione di impianti elettrici, manutenzione di ponti, di tetti e grondaie e di impianti interni a centri commerciali e strutture pubbliche. Come si può ben capire, la destinazione d’uso principale per questa piattaforma è quella del mercato a noleggio. Proprio per facilitare l’impiego da parte dei clienti dei noleggiatori, con la S18F è possibile manovrare il braccio telescopico con jib chiuso a riposo, un tratto distintivo rispetto agli altri prodotti della stessa categoria, azzerando così il rischio di collisione e danneggiamento dell’attrezzatura. Inoltre la scelta di posizionare al di sotto del serbatoio il motore di S18F, non solo favorisce l’accesso in casi di ispezione e manutenzione ordinaria, ma ne aumenta anche la longevità, riparandolo da acqua e detriti ai quali sarebbe esposto in una diversa collocazione.

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Sollevatori Telescopici

DIECI

Nel cuore di Sydney PER IL MODELLO ZEUS LA SCENA PRIVILEGIATA È QUELLA DELLA RISTRUTTURAZIONE E DEL RECUPERO DEL QUARTIERE CAMPBELL’S COVE, ANIMA STORICA DELLA METROPOLI AUSTRALIANA

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el cuore di The Rocks, il quartiere più antico di Sydney, in Australia, sono stati completati i lavori per la ristrutturazione di Campbell’s Cove, una piccola e suggestiva baia posta fra l’Harbour Bridge e l’Opera House, i due simboli della città. Alla fine, dell’Ottocento il quartiere era considerato (come St. Pauli ad Amburgo, Prè a Genova e come per tutte le città portuali dell’epoca), la parte “malfamata” di Sidney, area di attracco delle navi mercantili, sede di magazzini, e residenza di quella speciale gente di mare che da sempre gravita attorno ai porti. Oggi, alla fine di un intervento di riqualificazione costato oltre 32 milioni di dollari australiani, il quartiere di The Rocks è rinato, divenendo sede di parchi,

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musei, attività culturali, ritrovi, concerti, e manifestazioni sportive, e in cui, specialmente la sera e nei fine settimana, si riversano migliaia di cittadini, in maggioranza giovani, attirati dai locali e dalle numerose manifestazioni che vi si svolgono. The Rocks, e Cambpell’s Cove in particolare, sono diventati uno dei poli di attrazione non solo dei cittadini di Sydney, ma anche dei 14 milioni di visitatori che, ogni anno, arrivano da tutto il mondo, con entrate calcolate in ben 400 milioni di dollari. Decisamente un buon investimento, sia per le casse del Nuovo Galles del Sud, che per la Storia e la Cultura di questa splendida città. In questo cantiere di notevole suggestione storica, una delle macchine protagoniste ha rivelato la sagoma del modello

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Sollevatori Telescopici

Zeus di sollevatore telescopico della gamma Dieci, impegnato in molteplici operazioni fondamentali che hanno caratterizzato la riqualificazione del quartiere. Grazie alla sua potenza, alle ridotte dimensioni, e al grande numero di accessori utilizzabili, il sollevatore telescopico Zeus di Dieci è stato impiegato, alternativamente, nei lavori di sterro (per ampliare la larghezza del molo fino a 10 metri), nelle fasi di ripavimentazione - per trasportare e mettere in opera le migliaia di

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lastre di pietra della copertura) e nel rifacimento dei servizi che hanno compreso l’installazione della nuova rete elettrica e degli impianti di illuminazione, idrici e di comunicazione. Ci sono molti motivi per cui un sollevatore telescopico possa considerarsi indispensabile durante i lavori di ristrutturazione, riqualificazione o risanamento conservativo, ma la ragione principale dell’adozione di questa macchina è quella che fa riferimento alla sua grande ver-

satilità. Le ristrutturazioni in aree storiche e delicate, come quella di Cambpell’s Cove, sono delle vere scatole a sorpresa. In fase di progettazione, infatti, non è mai possibile prevedere a quali contrattempi si andrà incontro; le planimetrie, quando esistono, sono inaffidabili e il ministero dei beni culturali interviene spesso con vincoli e limitazioni. Detto questo, possiamo ben capire il motivo per cui un sollevatore telescopico come lo Zeus della gamma Dieci, in cantieri

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così complessi, possa costituire un grande vantaggio, in relazione proprio alla flessibilità d’uso della macchina. La gamma dei sollevatori telescopici Dieci offre un range di altezze e sbracci che va dai 5,78 ai 30 m e una capacità da 2.500 a 23.000 kg. I sollevatori Dieci possono montare diversi accessori, come forche, benne, ganci di sollevamento, cestelli, verricelli, argani, tralicci con gancio. In questo modo un unico mezzo si trasforma in uno strumento di lavoro multifunzionale. Inoltre, la semplicità e l’intuitività di utilizzo per l’operatore - con il supporto di sistemi di sicurezza all’avanguardia - permettono al personale in cantiere di essere subito in servizio effettivo anche dopo un training di base, garantendo alle imprese edili di poter ottenere una rotazione delle squadre al lavoro senza grandi difficoltà.

Compatto e potente La famiglia Zeus della gamma Dieci è composta da sollevatori telescopici potenti e compatti (con altezze di sollevamento comprese tra i 9 e gli 11 m), studiati per offrire all’utilizzatore il giusto bilanciamento tra potenza e agilità, ovunque - nel settore edile e industriale - si debbano movimentare carichi importanti in spazi ristretti. Il modello più recente, il 38.10, presenta una portata massima di 3.800 kg, un’altezza operativa di 9,6 m e una potenza-motore di 55,4 kW.

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Verso una nuova era elettrica ad alta efficienza energetica DOPO I PROGRESSI STRAORDINARI DELLA TECNOLOGIA BASATA SUI POWERPACK ELETTRICI CON BATTERIE AGLI IONI DI LITIO, IL FUTURO DELLE MACCHINE INDUSTRIALI È PRONTO PER ABBANDONARE UNA VOLTA PER TUTTE I MOTORI ENDOTERMICI PER UNA NUOVA ERA DI EFFICIENZA E SOSTENIBILITÀ

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a nuova rivoluzione industriale 4.0 è ormai alle porte: l’imperativo teorico della sostenibilità del nostro pianeta è diventato oggi una priorità a tutti gli effetti e le decisioni governative e produttive globali non possono più attendere, soprattutto da quando si è scoperto che - grazie alla spinta dell’innovazione tecnologica in molteplici ambiti di ricerca - la sostenibilità può

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integrarsi perfettamente con una più alta efficienza dei sistemi produttivi. Questa nuova età storica avrà un comune denominatore: l’elettrificazione del mondo industriale con batterie agli ioni di litio. Ormai è un dato di fatto, il passaggio dalle modalità di propulsione endotermiche a quelle elettriche comporta numerosi benefici, come ad esempio i

minori costi di gestione e una manutenzione praticamente azzerata. L’elettrico al “Litio” è infatti una tecnologia consolidata e sempre più affidabile, che permette una minima usura delle componenti meccaniche del mezzo. Per non parlare dell’abbattimento dei consumi, ottenuto grazie all’energia data da quelle tre lettere, i kWh, che sono un’alternativa decisa-

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mente più economica al tradizionale carburante, che invece richiede elevati costi di gestione e approvvigionamento. Insomma, un mezzo elettrico, oggi, è la scelta ideale per ogni applicazione che riguarda modalità di lavoro meccanico e automatico e che richiede estrema autonomia. C’è poi la sostenibilità ambientale, altro tema a favore dell’elettrificazione: i mezzi elettrici, infatti, non emettono polveri sottili, o in minima quantità e non emettono direttamente nessun gas serra in quanto non bruciano carburanti fossili. Mica male per la salute del nostro pianeta, nostra e degli operatori che ogni giorno lavorano con mezzi industriali, no? Ultimo, ma non meno importante, è la considerevole riduzione dell’inquinamento acustico, altro fastidioso inconveniente dato dai mezzi alimentati a combustione. Un mezzo elettrico, infatti, permette un

maggior comfort del guidatore e, soprattutto, dà la possibilità di operare anche in luoghi abitati, in qualsiasi momento, senza mai disturbare la quiete pubblica. A capire questi e tanti altri vantaggi legati all’elettrificazione, in Italia, sono stati alcuni produttori d’avanguardia, tra i quali va annoverato un protagonista d’eccellenza come Flash Battery. La storia tecnologica e produttiva dello specialista tutto italiano nella produzione e customizzazione di batterie al litio per macchine industriali e veicoli elettrici è basata sulla sua capacità di interpretare le necessità specifiche dei propri clienti e di proporre pacchi batteria al litio customizzati ad altissima tecnologia, con un’elettronica di controllo proprietaria: un’offerta davvero vincente che per molti produttori di macchinari industriali rende la parola “endotermico” un ricordo ormai lontano.

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ZERO MANUTENZIONE Mai come nel mondo del sollevamento è importante soffermarsi sul problema della manutenzione, spesso difficile, onerosa e complessa da realizzare a causa della diffusa tendenza al noleggio dei mezzi. Ma quando la manutenzione diventa inesistente, allora è tutta un’altra storia e l’interesse dei costruttori ricade su chi, del concetto “Zero Manutenzione” ne ha fatto un vero e proprio modus operandi imprenditoriale: In Italia un gran numero di produttori di carrelli e piattaforme aeree semoventi ha deciso di affidarsi all’esperienza di Flash Battery per l’elettrificazione dei propri mezzi, anche grazie alla sua elettronica di controllo proprietaria, oggi in corso di brevetto, che mantiene bilanciata ed efficiente la batteria al litio con chimica LFP (la più sicura e stabile

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Attrezzature & Componenti che si possa reperire sul mercato, nonché la più adatta per le esigenze del settore industriale) da ogni punto di vista, rendendo così la necessità di manutenzione pressoché inesistente. Inoltre, anche in caso di interventi straordinari, l’architettura interna della batteria e il bilanciamento combinato non richiedono personale specializzato e sono effettuabili direttamente presso l’utilizzatore e questo, chiaramente, comporta un notevole risparmio economico, evitando così gli onerosi costi di trasporto e di fermo macchina prolungato.

ALTA DENSITÀ ENERGETICA Flash Battery rappresenta oggi un vero e proprio capofila a livello europeo per quanto riguarda lo studio, la progettazione e la produzione di batterie al litio ad alta tecnologia. Il progresso della ricerca interna, insieme all’offerta di soluzioni sempre più a misura del cliente, sta contribuendo notevolmente alla conversione elettrica nei più svariati ambiti di applicazione, e, dove l’elettrico era già presente attraverso il piombo, sta contribuendo a soppiantare questa tecnologia con quella più efficiente e cost-saving agli ioni di litio. Uno degli ulteriori vantaggi che hanno portato le batterie al litio è senz’altro la maggiore densità energetica (maggiore energia disponibile, con un volume e un peso inferiore), che permette ai macchinari e ai veicoli industriali di aumentare considerevolmente l’autonomia di lavoro e/o la percorrenza. Questa innovazione ha dato una spinta sempre maggiore verso l’elettrificazione e Flash Battery ne è leader indiscusso: grazie allo studio continuo messo in campo dal proprio reparto di ricerca & sviluppo, l’azienda negli ultimi anni ha aumentato drasticamente la densità energetica all’interno dei propri powerpack di ultima generazione, portandola in soli tre anni da 134 Wh/L a 207 Wh/L, un risultato a dir poco sorprendente e indice di come la ricerca di

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innovazione sia intrinseca nel modello di business del leader italiano nella produzione di batterie al litio ad alta customizzazione.

LUNGA VITA E CARICA RAPIDA Il complesso dei vantaggi conferiti dalla ricerca tecnologica di Flash Battery a modelli di batterie al litio a misura del cliente ha portato benefici straordinari a tutti i costruttori nei settori più diversificati, dagli impianti mobili per il pompaggio e la distribuzione di calcestruzzo alle macchine per la pulizia urbana, fino ai veicoli AGV per la logistica e alle macchine per il sollevamento di persone e materiali. In particolare, per i produttori di piattaforme aeree, la tecnologia Flash Battery ha realizzato innumerevoli powerpack al litio customizzati, consentendo ad esempio di risparmiare spazio notevole nel layout generale delle PLE, riducendone gli ingombri e contenendone il peso. Oggi Flash Battery, con i powerpack al litio di ultima generazione, oltre a garantire una lunghissima vita delle batterie, che superano i 4.000 cicli di ricarica, e che, nel mondo del sollevamento arrivano ad eguagliare, se non superare,

la vita della macchina stessa, riesce ad assicurare una prerogativa importante come la ricarica rapida, che consente alla macchina o al veicolo di poter lavorare in continuità su più turni in assoluta autonomia, ripristinandone l’efficienza fino al 50% in soli 30 minuti. La riduzione drastica dei tempi di tempi di ricarica, inoltre, ha costituito un grande vantaggio in ogni applicazione delle stesse piattaforme aeree, soprattutto per i modelli semoventi (quelli più utilizzati nelle applicazioni industriali e urbane e all’interno dei cantieri) e ha dato la possibilità di proseguire il lavoro in modo continuo durante il tempo della ricarica. La possibilità di realizzare cariche parziali mentre la piattaforma viene impiegata, senza più la necessità di conferire la macchina in sale di ricarica apposite, ha portato a una rivoluzione totale nel mondo del sollevamento e in molti altri ambiti. Così, l’obsolescenza dell’endotermico, così come la bassa efficienza delle batterie al piombo, è venuta alla luce grazie all’energia del litio ed è stata soppiantata, verso una nuova era di sostenibilità ed efficienza energetica avanzata di cui Flash Battery è pioniere indiscusso.

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Attrezzature & Componenti LA TICINO

Un’idea dura per sempre A 40 ANNI ESATTI DALLA FONDAZIONE, L’AZIENDA DI TURBIGO CONTINUA A OFFRIRE SOLUZIONI EFFICACI E INNOVATIVE (A PARTIRE DAI FRENI MOTORE) PER LA FUNZIONALITÀ DELLE GRU A TORRE

L’

avventura è lunga 40 anni e un anniversario industriale così rilevante, in questo doloroso e difficile 2020, non è un fatto da lasciar passare inosservato. Soprattutto se a compiere i primi 40 anni è una realtà d’eccellenza come La Ticino. Questa azienda di Turbigo - territorio del Parco del Ticino che dall’estrema cintura metropolitana di Milano si spinge a lambire la terra piemontese - è stata fondata da Renato Ganna nell’ormai lontano 1980 e si è sempre contraddistinta come laboratorio di idee. Dalla prima sede di via Puccini a quella più ampia e moderna di via Alberto da Giussano, la storia delle idee progettuali realiz-

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zate da La Ticino è quella dello sviluppo di nuovi componenti dedicati alle gru edili, con una specializzazione particolare nella produzione di freni-motore per il sollevamento e la rotazione. Centinaia di prodotti e soluzioni dedicate agli allestitori e ai costruttori italiani ed europei hanno segnato una vicenda virtuosa che ha visto passare il testimone di impresa - dopo la scomparsa del creatore di La Ticino - alle sorelle Alessandra e Tatiana Ganna - la prima, impegnata come direttore di produzione, la seconda nell’amministrazione e nel ruolo gestionale di coordinatrice del portafoglio clienti e dei listini per una schiera infinita di prodotti a catalogo, oltre ad assu-

mere la responsabilità di contratti e proposte costomizzate. “Con nostro padre, l’attività partì nel 1980 con i motori elettrici - ricordano insieme Alessandra e Tatiana - In seguito, lo sviluppo dominante ha riguardato i freni, affiancato allo studio di innumerevoli tipologie di ricambi, quasi sempre su misura”. Il modulo di riferimento delle specialità di La Ticino è il freno elettromeccanico a molle in corrente continua/alternata, dove l’azione frenante è garantita da molle che premono un disco d’attrito scorrevole (sempre mobile) contro un disco freno solidale con l’albero motore. Lo sblocco del freno avviene tramite l’eccitazione di una bobina elettroma-

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gnetica che assicura, attirando l’ancora mobile, il libero movimento del motore. Questo modulo è compatibile con i modelli MDTVWL ma risulta adattabile anche ai motori che impiegano freni T-FCPL. La tipologia del freno elettromeccanico a molle - denominata T-FM - prevede tre taglie alternative, per una disponibilità dedicata a tipologie di motori ancora largamente utilizzati nell’industria del sollevamento. In assenza di alimentazione della bobina, il freno è inserito (freno a comando di riposo) e questa prerogativa fa di questo componente una soluzione ideale per tutte le applicazioni di sicurezza in cui è richiesto il blocco del motore in caso di guasto, malfunzionamento o assenza di alimentazione elettrica. Inoltre i freni T-FM garantiscono tempi di intervento ridotti, semplicità costruttiva – quindi elevata affidabilità – e facilità di montaggio. “I freni a molle a comando di riposo per motori elettrici sono una parte importante della produzione - conferma

Pronta ventilazione Tra i componenti della gamma La Ticino, si trova anche una linea di ventilatori studiati appositamente per l’installazione su motori elettrici, in grado di instaurare un regime di circolazione forzata dell’aria e di favorire quindi lo smaltimento del calore generato dal motore, anche in pesanti condizioni di carico. Tre i modelli disponibili, con giranti in acciaio inox o polimero ad alta resistenza, chassis in fusione unica di alluminio verniciata a polvere (adatta per uso esterno e con protezione antipioggia a richiesta) e compatibili con tutti i motori elettrici.

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Attrezzature & Componenti

Alessandra Ganna - Oltre a questi, si trovano nel catalogo La Ticino accessori di ricambio, accessori elettrici e minuteria, oltre a una sezione di prodotti su misura e di freni ormai fuori produzione - ma ancora largamente utilizzati, - per piccole serie o, ancora, parti di ricambio per gru e carriponte”. Un’altra specialità principe di La Ticino - in un catalogo che comprende, tra gli item più importanti, sei famiglie di freni per gru, moduli di raffreddamento, carrucole, rulli per carrello, accessori elettrici e blocchi comando - riguarda il dispositivo di sblocco della rotazione. Si tratta di uno strumento di sblocco permanente del freno elettromeccanico e consente la libera rotazione dell’albero motore anche in assenza di alimentazione elettrico. Sviluppato appositamente per i motori di rotazione a bordo gru, questo accessorio per freni elettromeccanici permette di disin-

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serire il freno di sicurezza garantendo la libera rotazione del motore a cui è accoppiato. L’impiego tipico si ha per la “messa in bandiera” della gru a fine servizio e il punto di forza di questo dispositivo è la sua semplicità costruttiva, che si traduce in costi contenuti, facilità di montaggio e nella notevole affidabilità. Lo sblocco rotazione può avvenire manualmente, oppure a distanza seguendo una semplice procedura. “La nostra componentistica è dedicata in prevalenza alle gru a torre, che rimane il core business di La Ticino – aggiunge Alessandra Ganna - Tuttavia alcuni prodotti si rivolgono anche al mondo delle gru adibite all’impiego industriale, alla tipologia del carroponte in particolare, come i rulli per carrello (in poliammide e in acciaio) e le carrucole (in poliammide, lamiera e ghisa), entrambi realizzati anche a misura del cliente”.

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Attrezzature & Componenti COVI

L’INNOVAZIONE È CONTENUTA IN UNA VALIGETTA CHE TRASFORMA L’ASSISTENZA AI CLIENTI IN UN’ESPERIENZA VIRTUALE DI CONDIVISIONE IN 3D DELLE ANALISI TECNICHE E DEI RILIEVI

Vision 5.0 sul cablaggio

L’

innovazione arriva a distanza e a proporne il valore mobile è Covi, un’azienda della provincia di Padova (il quartier generale è a Peraga di Vigonza) specializzata nella produzione di sistemi elettrici personalizzati per l’automazione di macchine per il sollevamento e la movimentazione di carichi e persone (tra le numerose tipologie, trovano posto naturalmente gru mobili, sollevatori telescopici e piattaforme aeree). Il nuovo punto di ricerca sviluppato da Covi riguarda un sistema di visione multimediale intelligente per l’assistenza tecnica da remoto, in grado di unire mondo reale e virtuale e svolgere a distanza attività industriali complesse. Lo strumento in questione si presenta con l’aspetto di una particolare valigetta - con apparecchiatura incorporata denominata Vision 5.0 - che contiene un sistema di assistenza “chiavi

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in mano”. La valigetta è equipaggiata con una coppia di visori intelligenti e contiene al suo interno un router per il collegamento internet wi-fi, un GPS per la geolocalizzazione, un software creato da Covi per lettura dati e diagnostica da remoto e una serie di ingressi USB. Collegando con un cavo Vision 5.0 alla presa diagnostica della macchina del clien-

te si entra in una vera e propria esperienza di realtà aumentata. La fotocamera frontale stereo con sensore di profondità integrato, le funzionalità 3D e l’alta risoluzione di immagine consentono all’operatore in campo di condividere ciò che vede e sente - video, audio, messaggi, istruzioni, schemi, documentazione tecnica - con i tecnici, anche a migliaia di chilometri di distanza,

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i quali sono in grado di “leggere” la macchina e di risolvere il problema. “In questi mesi di emergenza, la nostra azienda ha l’attività in entrambi gli stabilimenti proprietari, a Vigonza e a Reggio Emilia - spiega il presidente di Covi, Dimitri Casanova - Nel frattempo, ha esplorato nuove strade di innovazione e automazione tecnologica, trasformando in opportunità la necessità di rispettare il distanziamento sociale e di tutelare la salute dei suoi lavora-

tori. Il sistema che abbiamo sviluppato permette di garantire ai nostri clienti vantaggi in efficienza riducendo i tempi morti, i costi di fermo macchina e di trasferta; al contempo, abbiamo innalzato il livello di sicurezza sul lavoro, la soddisfazione del cliente e il grado di sviluppo tecnologico”. Nella sede Covi di Peraga di Vigonza è già stata allestita una regìa di controllo. Si tratta di un’area tecnica dotata di monitor e computer dove un team di tecnici può

garantire la massima assistenza a tutti i clienti, offrendo loro la possibilità di interagire, ricevere consulenza, immagini e video e informazioni per risolvere nel minor tempo possibile i problemi riscontrati sulle macchine. “L’emergenza sanitaria ha imposto di adottare misure di prevenzione rendendo indispensabile un riassetto dell’organizzazione delle nostre aziende - continua il presidente di Covi - Aderire alle modalità di smart working, utilizzare webinar e fiere virtuali rappresenta sicuramente una delle possibili soluzioni. Tuttavia, dobbiamo continuare a garantire vicinanza e assistenza ai nostri clienti, consolidando i legami nelle nostre filiere produttive. I sistemi tecnologicamente innovativi possono aiutarci, dandoci la possibilità di superare qualsiasi emergenza”. Il sistema portatile Vision 5.0 concepito da Covi attualmente è già operativo nelle disponibilità di alcuni clienti italiani e stranieri. Si tratta di specialisti della movimentazione e del sollevamento che su base volontaria hanno accettato di sperimentarne l’efficacia, con risultati di grande interesse pratico che hanno già richiamato l’attenzione tecnologica del mercato.

Strategia in progress Dopo l’inaugurazione nel 2018 dello stabilimento produttivo di Reggio Emilia, Covu si prepara alla prossima inaugurazione di una nuova sede direzionale, a Saletto di Vigodarzere, sempre nella provincia di Padova. La nuova struttura da 5.700 metri quadrati (con l’originaria sede di Peraga di Vigonza che rimarrà come supporto operativo) sarà in grado di aumenterà la capacità produttiva attuale del 260%, portando - con l’ingresso progressivo di 10 nuovi dipendenti - l’organico attuale a 50 addetti. L’azienda punta a chiudere il 2020 con un fatturato consolidato di 5,5 milioni di euro. L’obiettivo nei prossimi 5-6 anni è di arrivare ai 10 milioni di fatturato e all’apertura decisiva del mercato estero. Covi progetta e produce impianti elettrici completi destinati al primo equipaggiamento di veicoli a lenta movimentazione, cabine per veicoli di varia tipologia, carrozzerie di trasformazione, mezzi agricoli per la difesa terrestre. Fornisce centraline elettriche ingegnerizzate in house, sviluppa sistemi software ad hoc dedicati al controllo del veicolo e distribuisce su tutto il territorio nazionale componenti per l’automazione industriale. L’azienda, nata nel 2008, ha uno spiccato orientamento al cliente e sta crescendo con grande velocità. “Oggi l’azienda sta crescendo non solo grazie ai cablaggi elettrici – sottolinea ancora il presidente Casanova – Sono strategicamente importanti i servizi che siamo in grado di fornire, per la flessibilità e la velocità che mettiamo a disposizione del cliente anche nell’assistenza tecnica. Ci vengono richiesti impianti e soluzioni sempre più speciali. Lontane dagli standard. Per questo diventa fondamentale fare ricerca e sperimentare nuovi sistemi insieme al cliente, com’è avvenuto puntualmente con Vision 5.0. Una soluzione che esula dall’impiantistica di cablaggio ma ne è il naturale completamento”.

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Attrezzature & Componenti TECNOMOVINT

Gli inventori del movimento DAI PROGETTI SU MISURA ALLE SOLUZIONI STANDARD A VENTOSA, LA PRODUZIONE DELLO SPECIALISTA DI GORLAGO NON PONE LIMITI ALLA PROPRIA CREATIVITÀ. NEL SOLCO DELL’INNOVAZIONE E DELLA MASSIMA SICUREZZA

L

a creatività fa parte del DNA di alcune aziende fin dalla loro fondazione. Nel settore del sollevamento e della movimentazione,

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in ambito nazionale, la realtà di Tecnomovint, azienda di Gorlago - nell’operosa provincia bergamasca - da oltre 30 anni ha fatto della creatività più innovativa

la propria missione imprenditoriale. La progettazione, la produzione e la commercializzazione di soluzioni originali che trovano larga applicazione nel settore della movimentazione dei carichi di diverse forme e materiali, sono attività che in Tecnomovint esulano dagli standard di prodotto. Ogni attrezzatura e impianto si riferisce a progetti personalizzati e studiati ad hoc, partendo dall’analisi delle necessità operative del cliente. Nella fase di studio d’ogni soluzione, Tecnomovint si avvale di uno studio di progettazione professionale e preparato, in grado di individuare le priorità di applicazione di ogni prodotto specifico. Oltre alla progettazione e realizzazione di impianti e attrezzature su misura l’azienda commercializza anche risoluzioni standard (come i sistemi di sollevamento a ventosa). Il fiore all’occhiello dell’offerta

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di Tecnomovint, in questo ambito, è riferito ai sollevatori a depressione che rappresentano la soluzione più idonea per sollevare i fogli di lamiera - in acciaio o composti da altri metalli anche non magnetici, come lastre di vetro, porte o altri componenti di autoveicoli. Nei sistemi a ventosa, la peculiarità degli impianti riguarda la possibilità di rendere efficace al massimo grado la presa su parti curve; in questo senso, le soluzioni Tecnomovint sono particolarmente indicate per sollevare lamiere con una portata massima fino ai 4.000 kg. Inoltre, dal momento che non vi è la necessità di allacciamenti a servizi elettrici o a sistemi di aspirazione - il funzionamento è indotto unicamente dal carico - le ventose autoadescanti sono adatte per essere impiegate all’interno di

un’officina come in ambienti esterni, con l’importante prerogativa di poterle installare su carroponti, impianti sospesi, gru semoventi o a bandiera e carrelli elevatori. La completa intercambiabilità sulle varie macchine per il sollevamento, fa delle ventose di Tecnomovint la soluzione

più efficace, flessibile e di facile utilizzo per la movimentazione di materiali, con necessità inoltre di manutenzione ridotte al minimo. La sicurezza delle operazioni inoltre, è garantita dall’implementazione sulle ventose di un segnalatore ottico-acustico. L’e-

A presa sicura Quello della sicurezza per Tecnomovint non è solamente un obbligo o un mero rispetto di normative ufficiali ma un valore preso in considerazione fin dalla fase progettuale. Questo valore poi si declina in tutto il ciclo di vita della macchina: progettazione, costruzione, installazione, funzionamento, manutenzione e rottamazione. Un modus operandi che oltre alla sicurezza, garantisce anche la qualità dell’operato. Una filosofia che ha permesso all’azienda di ottenere numerose certificazioni tra cui le UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 1090 e UNI EN ISO 3834:2005”.

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Attrezzature & Componenti lemento dinamico fondamentale richiede che il vuoto sia mantenuto anche in caso di un’interruzione di corrente imprevista; per questo, le prestazioni di presa sono severamente disciplinate da vari standard internazionali, come la normativa ASME B30.20-2003 negli USA e la norma EN 13155:2003 nell’UE. Nella propria filosofia di produzione, in Tecnomovint si sostiene che “niente è impossibile da sollevare, c’è una soluzione per tutto”. Una filosofia che è la conseguenza diretta di un’esperienza di tre decenni dedicati al settore degli impianti e delle attrezzature per il sollevamento. “Un settore - come sottolineano dalla sede di Gorlago - alquanto esigente e sempre alla ricerca di soluzioni sicure e affidabili non solo per gli operatori ma per l’intero comparto produttivo, sempre nel pieno rispetto delle norme nazionali ed europee.

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Attrezzature & Componenti CONTINENTAL

Terminal di resistenza DA STRADDLEMASTER+ A TERMINALMASTER V.PLY, NON CAMBIA SOLO L’ETICHETTA. OGGI, NELL’IMPIEGO, LA NUOVA TIPOLOGIA COMPRENDE OLTRE ALLE GRU A CAVALIERE, ALTRI MEZZI PER AEROPORTI, TRASPORTO PESANTE E AGV

C

ambia il nome e non solo. La scelta di Continental che riguarda la denominazione del pneumatico portuale StraddleMaster+ non è solo forma. Oggi questa tipologia speciale assume l’identità di TerminalMaster V.ply con una sostanziale estensione delle applicazioni che riguardano questo pneumatico. Originariamente e fino a oggi, il modulo TerminalMaster si è contraddistinto per il profilo del battistrada extra-profondo e una struttura tipica per un impiego in ambito industriale, con una resistenza ai danni e alle forature superiore rispetto agli pneumatici standard, una mescola resistente all’usura e ampie nervature sulla spalla esterna per ridurre l’effetto di sfregamento angolare. Il modulo StraddleMaster+, invece, si caratterizza per la mescola Port Plus studiata da

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Continental allo scopo di ridurre la generazione di calore degli pneumatici, oltre all’usura. In combinazione con l’esclusiva tecnologia V.ply, questa mescola incrementa le prestazioni del pneumatico, con una bassa resistenza al rotolamento e ottime qualità di deflessione sotto carico. Fino ad ora, l’uso principale della gamma StraddleMaster+ si indirizzava alle gru a cavaliere portacontainer nei terminal portuali. Dopo test intensivi in laboratorio e una fase di utilizzo da parte dei clienti, questo pneumatico si è dimostrato adatto anche all’ambito aeroportuale e all’heavy transport nel settore industriale. Con TerminalMaster V.ply, la strategia di prodotto Continental accomuna tutte queste molteplici e differenziate aree di applicazione. Le caratteristiche della tecnologia V.ply combinano il meglio del design conven-

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zionale con il design radiale, fornendo un’eccezionale resistenza ai danni, una grande affidabilità per tutta la vita utile del pneumatico ed una bassa resistenza al rotolamento. La tecnologia V.ply permette la progettazione di fianchi particolarmente robusti, tre volte più spessi rispetto a quelli delle coperture radiali disposti ad angolatura a V specificatamente disegnata. La carcassa di un pneumatico V.ply contiene fino a 20 strati di fibra di un polimero ad alta resistenza. Poiché la cordicella metallica non fornisce un legame ottimale tra la costruzione della carcassa e la copertura in gomma, la tecnologia V.ply fa uso di polimeri ad alta resistenza. Le proprietà di smorzamento e stabilità dei pneumatici V.ply, inoltre, non sono solo un risultato dovu-

Applicazioni estese Ai settori già menzionati, l’impiego del nuovo TerminalMaster V.ply aggiunge le tipologie operative dei carrelli elevatori, delle navette e dei veicoli AGV (Automatic Guided Vehicle), che comprendono, ad esempio, i trattori per aeromobili e i caricatori laterali, destinati a percorrere brevi distanze a bassa velocità, con a bordo carichi pesanti e con una modalità di movimentazione spesso circolare. Il nuovo TerminalMaster V.ply è progettato per fornire una buona trazione, anche in caso di frenata di emergenza, con fianchi rinforzati e una garanzia di lunga durata. La spalla chiusa garantisce una tenuta precisa in pista su quasi tutte le superfici e in tutte le condizioni atmosferiche. L’innovativo design del battistrada e le bassa vibrazioni rendono inoltre TerminalMaster V.ply particolarmente adatto per i veicoli senza conducente, con bassa resistenza al rotolamento e prerogative di sterzata precise.

to all’aria compressa, ma anche alla costruzione particolarmente rinforzata del pneumatico stesso. La tecnologia V.ply permette la progettazione di fianchi particolarmente robusti, tre volte più spessi rispetto a quelli delle coperture radiali. Fianchi più resistenti consentono una minore inclinazione, una migliore protezio-

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ne contro i danni e una maggiore durata utile. L’effetto che avvicina i pneumatici gemellati non si presenta perché le pareti laterali flettono meno e difficilmente rischiano toccarsi. Inoltre, la potente costruzione dei nuovi pneumatici V.ply migliora lo sterzo sul posto e le crepe sul battistrada sono notevolmente ridotti.

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Bandiera d’avanguardia

INTERVISTA ESCLUSIVA CON L’INGEGNER VALERIO DEL CURTO, AMMINISTRATORE DELEGATO E PRESIDENTE DELLA STORICA SOCIETÀ LOMBARDA, AUTORE DELLA FILOSOFIA “CLEVER CONVENIENCE” PER UNA NUOVA STRATEGIA MADE IN ITALY NEL SETTORE DEL SOLLEVAMENTO

N

el quartier generale Donati, l’ingegner Valerio Del Curto, attuale amministratore delegato di un’azienda che costituisce tuttora una pietra miliare del nostro sollevamento industriale, misura parole e concetti per l’intervista che ci ha dedicato in modalità remota. In tempi di emergenza Covid-19, la precisione delle idee è una necessità per delineare e far comprendere con esattezza il futuro di questa realtà storica, fondata nel 1930 su solide basi familiari. L’ingresso nel settore del sollevamento industriale di Donati avvenne nel 1955, con una specialità di prodotto basata sui paranchi a catena per passare, quasi vent’anni dopo, a un’altra tappa fondamentale, nel 1974, con il lancio della prima gamma di gru a bandiera, accompagnata da una serie di componenti per il sollevamento, in particolare

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modo per i carriponte. Nel 1982, l’azienda introduce nella propria produzione i paranchi a fune e il bagaglio di questa eredità consolidata si è trasmesso attraverso gli anni alle strategie industriali che hanno caratterizzato le vicende più recenti di Donati. Negli ultimi sei anni, grazie a interventi mirati sotto il duplice profilo produttivo e commerciale, l’azienda ha quasi raddoppiato il fatturato superando la soglia dei 24 milioni di euro. Partiamo da qui, da quello che appare come un punto di partenza ad ampio respiro per l’azienda lombarda, per cominciare la nostra conversazione con Valerio Del Curto, alla guida, esattamente da un decennio di quella che appare oggi come una grande tradizione italiana che guarda al futuro con lucidità programmatica e chiare prospettive di competizione sul mercato globale.

Ingegner Del Curto, il presente di un’azienda storica come Donati è proiettato all’avanguardia nelle strategie e nell’organizzazione interna. Ci può sintetizzare il senso di questa profonda evoluzione industriale? La value proposition attuale di Donati è stata costruita sulla base di un’indagine tra i clienti italiani e i committenti esteri (che rappresentano attualmente i due terzi del nostro giro d’affari). Un’analisi dei punti di forza dell’offerta odierna ha rilevato, secondo i riscontri ottenuti dalla stessa clientela, i valori di velocità nella consegna, nel supporto commerciale e nell’assistenza, di flessibilità dell’offerta prodotto sotto il profilo progettuale e commerciale (a fronte di un’ampia offerta standard, Donati è in grado di offrire soluzioni customizzate su richiesta specifica del cliente) e di semplicità nell’installa-

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zione dei prodotti stessi, nel loro utilizzo come nella manutenzione e nel ripristino funzionale. Oltre a questi tre plus, i clienti ci riconoscono un ottimo rapporto qualità-prezzo che rinforza la fidelizzazione alla nostra offerta di prodotti e servizi. Sulla base di questi tre valori riscontrati, la value proposition di Donati l’abbiamo riassunta nella definizione di Clever Convenience, con un significato precipuo di competenza e flessibilità orientata alla soddisfazione del cliente, anche nelle dinamiche di assistenza e supporto alle attività specifiche delle aziende che si rivolgono a noi. Qual è il core business odierno di Donati? La nostra realtà industriale oggi si colloca nel segmento del light lifting equipment, con un accento sulla nostra specialità principale che è quella dei sistemi di movimentazione per linee di collegamento e assemblaggio e Crane-set per costruttori di carriponte con paranchi a fune fino a 50 t. I clienti tipici di Donati sono quindi i rivenditori e distributori dello stesso light lifting (paranchi a catena e gru a bandiera) e poi gli OEM, le aziende che realizzano carriponte o sistemi di sollevamento

in genere. A queste specialità aggiungerei naturalmente il service e la ricambistica, un settore molto importante per l’attività generale di Donati. Sulla base di queste linee di prodotto, le applicazioni considerate sono le più disparate e riguardano ogni ambito industriale in cui si rivela la necessità di attuare operazioni di movimentazione e sollevamento fino alle 50 tonnellate di capacità. In particolare, le gru a bandiera Donati trovano inoltre un impiego diffuso in ambito logistico e portuale, i paranchi a catena invece sono impiegati spesso, ad esempio, anche nel settore degli eventi e dello spettacolo in genere. Come si svolge il rapporto di committenza tra la struttura Donati e i vostri clienti e com’è composta la vostra organizzazione interna? Di recente abbiamo sviluppato una gamma completa di configuratori on-line che abbiamo denominato Leonardo, rivolta a tutta quella parte di committenza che ha la necessità di confrontarsi e di selezionare le opportunità alternative del catalogo Donati in autonomia. Il nostro team dedicato alla vendita dei prodotti poi lavora a stretto contatto con la Ricerca

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& Sviluppo, in riferimento alle necessità di customizzazione delle soluzioni per i clienti che necessitano di progetti particolari (sempre a partire dal nostro catalogo standard). Il cuore produttivo di Donati risiede nella fabbrica di Agrate Brianza,

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Movimentazione Industriale e Portuale mente tra la Francia - che costituisce il nostro secondo mercato effettivo, con personale diretto dedicato alla vendita -, l’Inghilterra (anch’essa con addetti commerciali sul territorio che derivano dall’acquisizione, 18 anni fa, di un dealer locale) e la Germania. In generale, comunque, sono 50 i paesi in cui sono diffusi, anche tramite distributori locali, i prodotti Donati, soprattutto nell’area EMEA (Europa, Medio Oriente ed Africa), in America Latina e nel Far East (Asia Pacifico e Australia).

con un’area di circa 7.600 metri quadrati dedicata a produzione ed uffici, compreso il nuovo hub logistico di 1.400 metri quadrati. La nostra filiera di fornitori è completamente italiana, insediata sul nostro territorio nazionale. La Clever Convenience cerchiamo di implementarla quotidianamente anche nella nostra struttura organizzativa che comprende essenzialmente quattro aree funzionali. L’area Operation comprende le attività produttive, il reparto acquisti e la logistica. L’area R&S e Qualità è una sorta di area ponte tra le dinamiche di ricerca, sviluppo dei prodotti e approvvigionamenti in stretta relazione con la produzione e la pianificazione. La terza area comprende Vendite e Service, con la rete commerciale Italia, l’organizzazione vendite per l’estero e il reparto dedicato ad assistenza e ricambi. La quarta e ultima area è quella dedicata ai servizi finanziari, all’amministrazione, alla gestione del personale e ai sistemi informativi di supporto alle attività operative e di vendita.

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Quali sono le aree di mercato più proficue e interessanti per i vostri prodotti? L’Italia rimane il fulcro commerciale per Donati e riguarda circa un terzo del fatturato complessivo dell’azienda. I restanti due terzi si dividono attual-

Avanguardia per voi significa anche certezza e controllo della qualità. Parliamo delle certificazioni conseguite da Donati nel corso degli ultimi anni. Donati è l’unica azienda del settore, in Italia e in Europa, a essersi dotata per propria scelta strategica di un sistema di certificazioni completo, a partire dall’ISO 9001 per la qualità, contemplando poi la certificazione ambientale ISO 14001 e l’OHSAS 18001 relativa alla sicurezza (che proprio quest’anno aggiorneremo alla nuova norma ISO 45001). Sul tema della compliance e della sicurezza, Donati ormai dal 2009 applica un modello organizzativo basato sui requisiti della legge nazionale 231/2001, un elemento qualificante anche nei confronti dei clienti che sempre più spesso ne richiedono l’adozione. In me-

La porta (futuribile) del marketing Il nuovo sito web Donati è anche la porta d’accesso alla suite dei già menzionati Leonardo Product, per configurare e quotare facilmente le gru a bandiera e i paranchi a catena in completa autonomia o in forma abbinata e l’accezione Leonardo Crane Set, che permette di configurare kit ponte con paranchi a fune. Donati sta lavorando attualmente allo sviluppo, in fase progettuale, di un proprio portale interno che comprenderà non solo i configuratori Leonardo ma anche video tutorial, training, corsi formativi, documentazione commerciale e di prodotto, oltre alla possibilità in futuro di tracciare lo stato del proprio ordine e recuperare la documentazione di ordini passati. “Una suite completa a disposizione dei nostri clienti per essere sempre aggiornati ed avere tutto a portata di mano - è il commento dell’ingegner Valerio Del Curto - Da quest’anno Donati lancia anche un’offerta formativa basata su una serie di corsi online riservata ai propri clienti, con tematiche che coprono la formazione commerciale, tecnica e di service”. A emergenza Covid conclusa, sono previsti in autunno, anche corsi formativi in house presso la sede di Agrate Brianza, dedicati specialmente alle dinamiche di service, con un ampliamento dell’offerta attuale con le sessioni pratiche Donati Service Hands on.

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rito ai processi di saldatura (utilizzati in particolare nella lavorazione che riguarda le gru a bandiera) Donati è in possesso di una certificazione ISO 38342 conseguita con auditor esterni. Sotto il profilo della logistica, l’azienda sta ottenendo - dopo la certificazione del 2018 come Esportatore Autorizzato - anche lo status AEO (Operatore Economico Autorizzato). Questo significa che Donati, dopo aver portato a termine le procedure di riorganizzazione logistica relative al nuovo hub, potrà ottenere, ad esempio, la facoltà di sdoganamento diretto all’interno del proprio hub, con notevoli vantaggi per i clienti extraeuropei. Il progresso strategico interno si applica oggi anche alle dinamiche di marketing e comunicazione. Ci può indicare i principali sviluppi di questo aspetto inedito nell’ambito delle vostre attività di promozione e divulgazione dei prodotti? L’evoluzione del marketing Donati ha portato a una nuova immagine completamente rinnovata dell’azienda. Dai materiali di comunicazione all’ immagine del brand fino alla creazione di un nuovo sito web più completo e moderno, l’evoluzione è evidente. Seguiremo sempre di

più l’informazione in video, aggiornando costantemente la nostra pagina YouTube dove ben presto saranno disponibili anche filmati tutorial a supporto dei nostri utilizzatori e clienti in aggiunta ai video istituzionali e di prodotto già presenti.

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L’attività di comunicazione sarà mirata e distribuita su più canali, dalle riviste cartacee al web passando per i portali specifici dedicati al settore del sollevamento industriale che ci faranno ottenere una maggiore visibilità a livello globale.

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Trasporti Eccezionali MERCEDES-BENZ

Orizzonte elettrico DAIMLER TRUCKS PRESENTA LA STRATEGIA TECNOLOGICA PER L’ELETTRIFICAZIONE, CON L’ANTEPRIMA MONDIALE DEL MERCEDES-BENZ GENH2 TRUCK CON CELLE A COMBUSTIBILE

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a un produttore di veicoli industriali come Daimler Trucks ci si aspettava una strategia tecnologica d’avanguardia assoluta per l’elettrificazione dei veicoli destinati al trasporto pesante. Questa tecnologia è quella dei truck con celle a combustibile basate sull’idrogeno, creata per il segmento dei trasporti a lungo raggio e il risultato della ricerca Daimler si è concretizzato nelle scorse settimane nella rivelazione del Mercedes-Benz GenH2 Truck, che

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mostra per la prima volta i vantaggi per i truck pesanti dell’adozione delle celle a combustibile, con la prerogativa di poter eseguire trasporti a lunga distanza flessibili e impegnativi, con un’autonomia di oltre 1.000 chilometri con un unico rifornimento. Daimler Trucks prevede di iniziare la sperimentazione del GenH2 Truck con il supporto concreto dei propri clienti nel 2023, mentre la produzione in serie dovrebbe partire dopo il 2025. Grazie all’uso di idrogeno liquido invece che

gassoso con densità energetica notevolmente più elevata, le prestazioni del veicolo dovrebbero essere pari a quelle di un truck diesel tradizionale simile. Lo scorso 16 settembre Daimler Trucks ha presentato al pubblico degli osservatori anche il primo veicolo elettrico a lunga percorrenza alimentato esclusivamente a batteria, il Mercedes-Benz eActros LongHaul, la cui produzione in serie è prevista invece per il 2024. L’autonomia di questo veicolo, con una carica della batteria,

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sarà di circa 500 chilometri. Con il Mercedes-Benz eActros Daimler Trucks inizierà poi dall’anno prossimo la produzione in serie di un truck pesante esclusivamente elettrico a batteria, che offrirà, con una ricarica, un’autonomia di molto maggiore a quella del prototipo (testata per circa 200 chilometri). Per il GenH2 Truck, gli sviluppatori di Daimler Trucks hanno preso come riferimento le caratteristiche del Merce-

des-Benz Actros – il truck a lunga percorrenza tradizionale – per quanto riguarda forza di trazione, autonomia e prestazioni. Stando alle previsioni, nella sua variante di serie il GenH2 Truck offrirà un carico utile di 25 tonnellate con un peso totale di 40 tonnellate. Due speciali serbatoi di idrogeno liquido ed un sistema di celle a combustibile particolarmente potente renderanno possibile questo elevato carico utile e l’elevata autonomia.

Un’era senza CO2 Già entro il 2022, nelle principali Regioni di vendita (Europa, Stati Uniti e Giappone), la gamma di veicoli Daimler Trucks comprenderà modelli di serie dotati di propulsione elettrica a batteria ed entro il 2039, l’Azienda punta a offrire esclusivamente veicoli nuovi in grado di assicurare un esercizio (“tank-to-wheel”) neutrale in termini di CO2 in Europa, Giappone ed America del Nord. Come nuova architettura modulare della piattaforma a livello mondiale, il cosiddetto ePowertrain rappresenterà il fondamento tecnologico per tutti gli autocarri medi e pesanti Daimler Trucks di serie completamente elettrici e a zero emissioni di CO2, alimentati esclusivamente a batteria o con celle a combustibile a base di idrogeno.

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Saranno perciò il cuore della strategia del GenH2 Truck. Nell’aprile di quest’anno, Daimler Truck AG ha stipulato un accordo preliminare non vincolante con Volvo Group per la creazione di una nuova joint venture finalizzata allo sviluppo fino alla produzione di serie e alla commercializzazione di sistemi di celle a combustibile per l’impiego su veicoli industriali pesanti e in altri campi di applicazione. Unendo le forze, si ridurranno i costi di sviluppo per entrambe le aziende e si accelererà il lancio sul mercato dei sistemi a celle a combustibile. Daimler Trucks preferisce l’idrogeno liquido (LH2), poiché il vettore energetico in questo stato di aggregazione ha una densità energetica notevolmente superiore in relazione al volume rispetto all’idrogeno gassoso. Di conseguenza, un truck a celle a combustibile riempito con idrogeno liquido può fare affidamento su serbatoi molto più piccoli e, grazie alla pressione più bassa, molto più leggeri. Ciò consente ai truck un maggiore spazio di carico ed un peso del carico utile più elevato. Allo stesso tempo, il rifornimento di idrogeno sarà superiore, aumentando notevolmente l’autonomia. Questo rende il GenH2 Truck di serie adatto ai trasporti a lungo raggio per diversi giorni, solitamente difficili da pianificare e dove la portata giornaliera di energia è elevata, proprio come i truck diesel tradizionali. I due serbatoi di idrogeno liquido in acciaio inossidabile previsti per la versione

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Trasporti Eccezionali

di serie del GenH2 Truck avranno una capacità di 80 kg (40 kg ciascuno) e potranno quindi contare su una capacità di stoccaggio particolarmente elevata per coprire lunghe distanze. Il sistema di serbatoi in acciaio inossidabile è costituito da due tubi, uno all’interno dell’altro, collegati tra loro ed isolati sotto vuoto. Nella versione di serie del GenH2 Truck, il sistema di celle a combustione fornirà 2 x 150 kW. La batteria si affianca mettendo a disposizione fino a 400 kW per un tempo limitato. La capacità di stoccaggio della batteria è relativamente bassa (70 kWh), dal momento che si inserisce in aggiunta all’altra fonte energetica non per soddisfare il fabbisogno di energia, ma soprattutto per supportare lo sviluppo della potenza delle celle a combustibile in base alla situazione, per esempio, durante i picchi di carico in fase di accelerazione o durante le marce in salita a pieno carico. Allo stesso tempo, la batteria relativamente piccola rende possibile un carico utile più alto. Nel veicolo di serie, la batteria verrà ricaricata utilizzando l’energia di frenata e l’energia delle celle a combustibile in

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eccesso. Un elemento centrale della sofisticata strategia di funzionamento dei sistemi di celle a combustibile e di batterie è rappresentato da un impianto di raffreddamento e riscaldamento che mantiene tutti i componenti ad una temperatura di esercizio ideale, garantendo così la durata più lunga possibile. Nella versione preserie, i due motori elettrici sono studiati in tutto per una potenza continua di 2 x 230 kW ed una potenza massima di 2 x 330 kW. La coppia è pari a 2 x 1577 Nm o 2 x 2071 Nm. Il truck elettrico a batteria per lunghe percorrenze Mercedes-Benz eActros LongHaul rientrerà nella stessa categoria del GenH2 Truck. Le sue caratteristiche saranno per gran parte le stesse della variante di serie del GenH2 Truck o di un truck diesel tradizionale. L’autonomia relativamente inferiore dell’eActros LongHaul con una sola ricarica è compensata dall’elevata efficienza energetica. I propulsori elettrici a batteria sono infatti quelli che presentano il rendimento più alto tra i gruppi propulsori alternativi. Per effetto dei costi dell’energia più bas-

si, questa caratteristica offre alle aziende di trasporto notevoli vantaggi per gli scenari di utilizzo previsti per l’eActros LongHaul. Già solo in virtù del tragitto effettuato, gran parte delle applicazioni sulle lunghe distanze nella pratica operativa dei trasportatori non richiede un’autonomia superiore ai 500 km circa che l’eActros LongHaul consentirà con una sola carica. Inoltre, le disposizioni di legge che definiscono i tempi di guida per i conducenti limitano la necessità di autonomie più elevate (a seconda del caso). Così, per esempio, all’interno dell’Unione Europea i conducenti devono fare una pausa di almeno 45 minuti al più tardi dopo 4,5 ore di guida. Durante questo periodo di tempo, è possibile ricaricare gran parte dell’energia per proseguire la marcia grazie alla modernissima tecnologia di ricarica. L’eActros LongHaul è così la scelta giusta per le aziende di trasporti nell’uso regolare su percorsi pianificabili e con distanze ed opzioni di ricarica corrispondenti. L’eActros LongHaul sarà disponibile sul mercato intorno al 2025, un po’ prima rispetto al GenH2 Truck. Le aziende di

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trasporto stesse potranno anche costruire l’infrastruttura necessaria per la ricarica presso i loro depositi nel giro di poco tempo e con costi relativamente contenuti. Questa cosiddetta ricarica in deposito rappresenta il passo più importante per l’utilizzo dell’eActros LongHaul, rendendo possibile la copertura dei primi campi di applicazione. La ricarica occasionale per aumentare l’autonomia (per esempio, nel punto di scarico o carico dove il truck elettrico si ferma comunque) è un altro componente chiave. In futuro, anche la ricarica nelle stazioni accessibili al pubblico lungo gli assi stradali centrali diventerà un pilastro sempre più importante. Un’ampia infrastruttura di ricarica massimizza infatti il raggio d’azione dei truck elettrici a batteria. Le nuove batterie con durata più lunga contribuiranno anche alla competitività dei truck elettrici a batteria, riducendo i costi operativi totali durante il ciclo di vita del veicolo.

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Trasporti Eccezionali MAN

Una flotta in porto RELATIVAMENTE GIOVANE MA MOLTO DINAMICA, LA SOCIETÀ LOGTAINER HA BRUCIATO LE TAPPE ANCHE NELLA DOTAZIONE DEL PROPRIO PARCO MEZZI. DALLA SCELTA “FULL RAIL” DELLE ORIGINI HA RIMODULATO LA PROPRIA INTERMODALITÀ CON UNA FLOTTA CHE COMPRENDE NUMEROSI MODELLI TGX 18.510

L

a realtà intermodale di Logtainer è stata fondata nel 1997 con un obiettivo ben preciso. Quello di rivoluzionare ilruolo dell’operatore logistico secondo dinamiche innovative, con la capacità di collegare in modo capillare, efficiente e sostenibile i principali porti italiani e le maggiori aree produttive del paese. Per farlo ha puntato in maniera decisa sul trasporto intermodale con

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l’offerta di circa 70 treni settimanali su base “round trip”. Obiettivo centrato se si pensa che oggi Logtainer collega tutti i principali porti del Tirreno: da Vado Ligure a Genova, da La Spezia a Livorno, con un riferimento operativo anche a Napoli. In Logtainer il comune denominatore è la lungimiranza e una attenzione costante al futuro e alle nuove opportunità offerte dal consolidamento dei nuovi porti italia-

ni e dallo sviluppo di nuovi mercati, sia in Italia sia all’estero. La sede legale della società è a Milano, ma la sede principale è a Genova, mentre le filiali logistiche sono quattro e si trovano a Rubiera (Reggio Emilia), Limito di Pioltello (Milano), La Spezia e nell’Interporto di Padova. L’Amministratore Delegato è Guido Nicolini mentre a ricoprire il ruolo di direttore generale è Paolo Montanari.

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Nel terminal di Rubiera, uno dei capisaldi del traffico Logtainer, rileviamo la presenza di numerosi modelli Man TGX 18.510 di recente acquisto, veicoli di consuetudine operativa ormai consolidata per la società intermodale. “All’inizio della nostra attività la scelta del vettore ferroviario era prioritaria – spiega Montanari - ma con il passare degli anni e volendo rispondere al meglio alle richieste dei nostri clienti ci siamo resi

conto che l’integrazione gomma-rotaia era imprescindibile. Per questo abbiamo allestito una flotta di proprietà che conta ora dieci veicoli Man TGX, 30 trattori stradali e 34 semirimorchi. I nostri trasporti su gomma si concentrano soprattutto su servizi ad alto valore aggiunto, come merci di pregio, container refrigerati, merci pericolose e in codice CER (trasporto rifiuti). Tutti sono eseguiti con veicoli moderni e a basso im-

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patto ambientale; inoltre nei nostri terminal è possibile effettuare sdoganamenti, stoccaggio e riparazione dei container. In particolare sulla tratta da La Spezia a Rubiera abbiamo attivato un corridoio doganale che si sta imponendo come una modalità semplificata, veloce ed economica, di gestione dei container in import”. L’importanza della fedeltà al marchio Man è presto rivelata da Montanari. “I

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Trasporti Eccezionali primi MAN li abbiamo acquistati nel 2008 e, dopo un’esperienza molto positiva, abbiamo rinnovato la fiducia alla casa di Monaco con un nuovo ordine nel 2015 e oggi con questi 10 MAN TGX 18.510. Oltre alle riconosciute doti di affidabilità e comfort dei veicoli, molto apprezzate dagli autisti, abbiamo sempre dato grande importanza al rapporto diretto con la casa e al suo servizio di assistenza, infatti tutti i veicoli sono coperti da contratti di manutenzione programmata e, operando in tutto il Nord Italia, facciamo riferimento al professionale network di officine MAN”. Nei programmi futuri

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Matrice trainante Il modello di truck Man TGX 18.510 è apprezzato per la sua capacità di unire un motore potente a consumi di livello assoluto, come hanno dimostrato i test e le testimonianze di numerosi autotrasportatori. Il trattore scelto dalla Logtainer è il tradizionale 4×2 con cabina medio-alta XLX, che garantisce all’autista un buon comfort grazie a un’eccellente volumetria interna anche nella zona notte. Il motore è il collaudato e affidabile MAN D26 euro 6d, sei cilindri in linea di 12,4 litri e 510 cv di potenza per una coppia di 2600 Nm, unito al cambio automatizzato MAN Tipmatic dotato di retarder. Le sospensioni sono a balestra quelle anteriori e pneumatiche le posteriori, il rapporto al ponte è i=2,53. Grande attenzione è stata riservata alla sicurezza: i veicoli sono dotati del programma elettronico di stabilità ESP, assistente alla frenata MAN BrakeMatic e alla frenata d’emergenza EBA, Tempomat con regolazione automatica della distanza (ACC) con funzione Stop&go e il cruise control MAN EfficientCruise per ottimizzare i consumi. La configurazione prevede tutti gli spoiler per un’aerodinamica ottimizzata.

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di Logtainer, ritiene conto delle tendenze dei prossimi anni nei settori della logistica e dei trasporti. Tendenze, come sottolinea ancora Montanari “che prevedono una spinta alla digitalizzazione e la presenza di aziende di dimensioni sempre maggiori. È un processo inarrestabile: i committenti sono sempre più grandi e internazionali ed è inevitabile, se si vuole garantire loro le risposte che si aspettano in termini di servizio, che le strutture logistiche debbano crescere di pari passo. Anche dedicarsi alle piccole nicchie può funzionare per qualche anno ma poi, quando inevitabilmente la domanda cresce, è necessario essere strutturati e proattivi se si vuole essere sempre all’altezza delle richieste del cliente. Ecco perché i programmi futuri della Logtainer si possono riassumere in crescita dell’azienda per linee interne ed esterne, lancio sul mercato di nuovi prodotti intermodali e incremento della flotta”.

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a marcia dei giganti autonomi non si arresta. Neppure tra le steppe della Russia, dove lo specialista Spetstyazhavtotrans ha trasportato una torre di deisobutanizzazione da 70 m con un SPMT (Self

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Propelled Modular Transporter) di Cometto. Si è trattato di una vera e propria sfida, dalla pianificazione alla realizzazione del progetto di trasferimento. Gli specialisti della LLC Design Bureau Spetstyazhproekt -

parte integrante del gruppo Spetstyazhavtotrans - hanno consegnato questo modulo voluminoso di torre deisobutanizznte dalla sede della fabbrica JSC di Volgograd, al molo UTKO JSC “Volgogradneftemash”. L’elemento era destinato a comporre la torre più alta del complesso industriale Taneko. Il carico del modulo, del peso di circa 300 t, era contraddistinto tra l’altro da dimensioni altrettanto impressionanti, con una lunghezza di 70,4 m e un diametro di quasi 5 m. “La lunghezza notevole del carico e le condizioni difficili lungo il percorso – curve fino a 90°, pendenze longitudinali fino al 12% e pendenze laterali fino al 5% - hanno imposto una pianificazione accurata - riferisce Dmitry Zhukov, respon-


sabile del progetto di trasporto per conto di LLC Design Bureau Spetstyazhproekt - Per svolgere ogni operazione, si presso necessario l’impiego di due ralle e due semoventi modulari, dal movimento sincronizzato. Abbiamo prescelto la tipologia Cometto MSPE EVO2 con le relative unità Power Pack . Inutile dire che le soluzioni tecniche adottate si sono rivelate fondamentali nel portare a termine brillantemente ogni operazione”. Lo spostamento del deisobutanizzatore costituisce uno dei numerosi progetti completati con successo della LLC Design Bureau Spetstyazhproekt. Gli specialisti russi LLC in effetti sono soliti avvalersi dei moduli Cometto e nel corso degli ultimi cinque anni la società ha trasportato oltre 100 unità di attrezzatura pesante oversize, installandone ben 17 di esse nelle sedi di destinazione. L’elevata qualità dei veicoli Cometto, apprezzata dai tecnici russi, consente a questi specialisti di raccogliere frutti tecnologici

Un SYT che sposta le navi La dedica d’acquisto di Visentini a Cometto si chiama SYT 6/3. L’azienda familiare di Porto Viro (Ro) è leader nella costruzione di grandi traghetti RoPax destinati al mercato del Mediterraneo e del Nord Europa e Visentini, per la propria flotta di mezzi, ha appena ritirato un nuovo semovente industriale Cometto della serie citata per la movimentazione interna delle sezioni di nave e grandi componenti durante la costruzione. La portata massima (di circa 320 ton) del semovente SYT 6/3 permette di soddisfare tutte le richieste specifiche di movimentazione in cantiere. La piattaforma ha dimensioni di carico di 6000x16000 mm ed è realizzata con acciaio di alta qualità, che presenta un elevato limite di snervamento e un ottimo coefficiente di sicurezza. Grazie al preciso e affidabile sistema di sterzatura elettronica con un angolo di sterzatura di +130°/-130°, ogni manovra è eseguita con semplicità e sicurezza, anche in aree molto ristrette. L’equipaggiamento del SYT include tra l’altro punti di sollevamento per la movimentazione con gru e pannelli removibili sulla piattaforma, per una manutenzione più facile e veloce.

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importanti. “Nel 2009 decisi di avvalermi della tecnologia modulare semovente Cometto nel mio lavoro - spiega Sergey Tropin, direttore generale di LLC Design Bureau Spetstyazhproekt e presidente del Consiglio di amministrazione di Spetstyazhavtotrans - Si trattò di una decisione basata su considerazioni formulate su dinamiche di affidabilità e qualità. Mi ricordo anche quanto mi avesse colpito il progetto di trasportare la navetta spaziale Endeavour su una piattaforma Cometto progettata ad hoc”. Gli specialisti della LLC Design Bureau Spetstyazhproekt furono i primi in Russia a utilizzare i veicoli modulari semoventi Cometto. Oggi sono 198 in tutto le linee di assi sotto la costante gestione operativa del cliente. “I nostri veicoli modulari semoventi Cometto rappresentano un supporto affidabile in ciascun progetto della società - conferma Vadim Orlov, direttore dei Progetti per il trasporto e l’installazione di attrezzature della società - Possiamo dire, a ragione, che costituiscono una flotta d’esercizio indispensabile per il successo tecnico delle operazioni odierne che riguardano la movimentazione di moduli dalle caratteristiche dimensionali e logistiche estremamente complesse”.

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Trasporti Eccezionali GOLDHOFER

Carovana nel vento LE SOLUZIONI BLADES ADOTTATE DA HOFMANN KRAN-VERMIETUNG CON MODULI DI AUTOTRAZIONE HANNO CONDOTTO I COMPONENTI EXTRA-LUNGHI DI PALE EOLICHE ATTRAVERSO LE AUTOSTRADE DEL BALTICO

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ei trasporti eccezionali di pale eoliche extra-lunghe, lo specialista tedesco Hofmann Kran-Vermietung di Paderborn ha adottato da tempo il nuovo dumper a lama bladeS in combinazione con il carrello di trascinamento dotato di autotra-

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zione Goldhofer. L’azienda tedesca, che è proprietaria di un’ampia flotta di veicoli per il trasporto pesante e per i montaggi industriali oltre a un parco gru a noleggio, è una delle prime società europee di trasporto eccezionale a investire nella soluzione trailing dolly, introdotta solo lo

scorso anno tra le soluzioni di servizio. Nell’operazione più recente di cui Hofmann Kran-Vermietung è stata incaricata, le squadre al lavoro si sono occupate del trasporto estremamente complesso di tre pale eoliche lunghe 75 metri, trasferite da Rostock al parco eolico di Hopsten-Schale, lungo un tragitto di circa 400 chilometri, percorso nel modo più sicuro e puntuale. Per trasportare tre pale di turbine eoliche dalla costa tedesca del Mar Baltico fino alla loro destinazione a Hopsten, in Westfalia, gli esperti del trasporto pesante di Paderborn si sono affidati interamente ai veicoli speciali Goldhofer. Il viaggio si è svolto soprattutto in autostrada ed è stato possibile effettuare calcoli affidabili delle dinamiche di spinta previste sulle pale e sui componenti del veicolo. Il fatto che le tre combinazioni di veicoli, ciascuna di oltre 82 metri di lunghezza, siano state in

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grado di completare il viaggio nel tempo record di tre giorni è un record che va attribuito principalmente al sistema bladeS in combinazione con il già menzionato modulo di trascinamento con autotrazione di Goldhofer. L’abbinamento di un supporto all’imbocco della lama sul collo di cigno e del carrello di trascinamento a

cinque assi con sospensione pneumatica, costituisce un nuovo punto di arrivo tecnologico del settore. Con questo sistema, diverse rotatorie e curve strette sono state superate senza difficoltà dal sistema di convogli. Poiché la pala stessa della turbina ricopre una funzione strutturale nell’ambito della configurazione, questa

In Grecia, per 119 parchi eolici

Anipsotiki, la principale società di trasporti specializzata in Grecia nel sollevamento e nel trasporto eccezionale, adotta da tempo i moduli THP e Addrive di Goldhofer per il trasporto dei componenti delle turbine eoliche. Con una flotta composta da diversi moduli FTV, pianali ad asse pendolare e BladeX, ls società ha contribuito all’insediamento di 119 parchi eolici, trasportando 366 pale di turbina con l’impiego preferenziale dei moduli Goldhofer FTV 300 e FTV 550.

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soluzione offre un’altezza da terra significativamente maggiore rispetto a quella di altri veicoli estensibili, favorendo il passaggio della pala attraverso eventuali ostacoli. La lama viene insediata senza necessità di supporto tra il dispositivo di rotazione libera, dietro il trattore, e il carrello di trascinamento. Questa soluzione consente velocità di viaggio più elevate, fino a 80 km/h e semplifica notevolmente la pianificazione del percorso. I sistemi bladeS di Goldhofer sono disponibili in numerose combinazioni differenti. Con l’impiego di un trattore a cinque assi o di carrelli SPMT, ad esempio, il sistema offre la possibilità di un’ampia varietà di applicazioni. Il terzo asse può essere accoppiato direttamente al dispositivo di rotazione libera, nel momento a vuoto, conferendo a bladeS la funzionalità di un semirimorchio standard con assi di sollevamento a carico variabile, con il vantaggio di una riduzione d’usura dei pneumatici. Grazie alla flessibilità del sistema, bladeS può essere utilizzato anche per il trasporto di altri carichi pesanti extra-lunghi, come, ad esempio, gli elementi più voluminosi dei prefabbricati in calcestruzzo.

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Noleggio e Distribuzione AUTOVICTOR

Scommessa di futuro

NUOVE ACQUISIZIONI PER LA FLOTTA DEL GRANDE NOLEGGIATORE NOVARESE E UN UPGRADE TECNICO D’ECCEZIONE. UN INVESTIMENTO CONTINUO PER RAGGIUNGERE NUOVI TRAGUARDI DI VERSATILITÀ OPERATIVA

“K

eep on moving to the future non è un semplice slogan. È un modo di vivere il nostro lavoro. È la voglia, ancora una volta, di essere simbolo ed esempio di innovazione. È la volontà, come appunto recita il nostro payoff, di essere sempre in movimento verso il futuro, senza mai fermarsi”. Le parole di Alessandro Gino, direttore operativo di Autovictor, incarnano la soddisfazione per il raggiungimento di nuovi traguardi: dall’upgrade a 800 t della Liebherr LTM 1750 all’introduzione di tante nuove macchine in grado di incrementare in modo sostanziale i servizi messi a disposizione del mercato.

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“Nell’ultimo anno abbiamo investito molto, e stiamo continuando a farlo, nonostante il periodo storico non sia dei più rassicuranti - rivela ancora Alessandro Gino - La nostra filosofia aziendale mira proprio a questo, a non fermarsi mai. La scelta più difficile ovviamente è riuscire a capire cosa sia necessario e cosa sia innovativo acquistare, purtroppo non sempre le due tematiche vanno di pari passo. In ogni caso, a nostro avviso, questa è la strada giusta da percorrere. Del resto, avere un’azienda e non investire è come avere un orologio con le lancette ferme. Di discutibile utilità”. Nelle novità che riguardano la flotta, tra le operazioni più importanti realizzate

da Autovictor, spicca l’upgrade a 800 t della gru ammiraglia, la Liebherr LTM 1750. “L’intervento effettuato dai tecnici Liebherr - specifica il direttore tecnico della società - non solo va a incrementare le portate della macchina, ma ci dà la possibilità di effettuare sollevamenti utilizzando meno zavorra rispetto alle vecchie tabelle di portata. Un’iniezione di potenza che si traduce in una riduzione dei costi per tutte le operazioni di messa in opera e smobilitazione dell’autogrù”. Equipaggiata con una stabilizzazione addizionale nella parte posteriore e dotata di tutti i più avanzati sistemi di sicurezza, la Liebherr LTM 1750 800 t Version si distingue proprio per la porta-

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Alessandro Gino, direttore operativo di Autovictor

ta massima incrementata alle 800 t e per il braccio telescopico principale da 52 m che - insieme ai falconi - assicura prestazioni di assoluta eccellenza fino ai 112 m di sbraccio, per un’altezza sottogancio di 154 m. Sempre sul fronte Liebherr, da segnalare l’arrivo della nuova LTM 1160. Questa macchina è stata acquistata per implementare il parco mezzi nella fascia operativa che completa le precedenti dotazioni di ru da 150 t e 200 t dal momento che il range di portata fra le due autogrù risultava un po’ troppo ampio. In particolare, la nuova LTM 1160 si identifica come una

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Noleggio e Distribuzione macchina estremamente versatile e molto rapida negli spostamenti - in virtù della dotazione dei sistemi VarioBase e VarioBallast, che permettono alla gru di stabilizzarsi per un’operatività efficace anche in spazi angusti, in condizioni di lavoro che nei cantieri italiani si riscontrano con notevole frequenza. Con 160 t di portata massima, l’Eurogrù Amici 160.35 è l’attuale vertice della flotta Autovictor nel segmento delle gru montate su camion che fino a oggi copriva lo spettro compreso tra le 80 e le 150 t di portata. Nello specifico, la scelta

Novità anche per sollevatori e PLE Negli ultimi tempi, per la flotta Autovictor è risultato notevole anche l’incremento di nuovi acquisti nel settore dei sollevatori telescopici per il noleggio a freddo, con l’inserimento in flotta di vari modelli Magni e Manitou. La scelta è caduta sui sollevatori che, in base all’esperienza Autovictor, sono in grado di soddisfare al meglio le richieste dei clienti. I nuovi arrivi riguardano tre telehandler frontali Manitou (7.30, 13.35 e 18.40) e due rotativi Magni (RTH 5.18 e 5.23). Sempre per il marchio Magni, da sottolineare anche l’inserimento in flotta delle piattaforme a pantografo DS1218RT e DS1418RT. Nel corso del 2020 la società ha effettuato anche un altro acquisto importante: una piattaforma autocarrata Multitel Pagliero MJ375 da 37 m di altezza di lavoro, equipaggiata con un innovativo sistema di stabilizzazione. Questa macchina sarà inserita tra le PLE destinate al noleggio a caldo.

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dell’acquisto di questo mezzo da parte di Autovictor è stata dettata dalla difficoltà negli spostamenti e nel rilascio autorizzazioni che caratterizzano, purtroppo, questo settore particolare. Infatti questa autogrù non necessità di permessi di transito e si sposta quindi con estrema rapidità e facilità. Con gli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni anni, Autovictor ha decisamente ampliato la propria flotta, non sono come numero di mezzi, ma anche come tipologia di servizio offerto. “Oggi il nostro parco mezzi - sottolinea con orgoglio Alessandro Gino - è formato da oltre 270 unità suddivise tra autogrù, piattaforme aeree, sollevatori telescopici e mezzi per il trasporti eccezionale. E puntiamo, entro il 2022, a rinnovare una buona parte dei mezzi già esistenti per poter garantire un servizio sempre più all’avanguardia”.

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Noleggio e Distribuzione ASSODIMI

Andrà tutto bene LEGGENDO IL PENSIERO DELL’ASSOCIAZIONE, AFFIDATO ALLE PAROLE DEL DIRETTORE MARCO PROSPERI, IL TREND DEL RENTAL MARKET ITALIANO TESTIMONIA BUONA SALUTE. AL DI LÀ DEI DATI PENALIZZANTI DELLE INDAGINI EUROPEE

L

o scenario potrebbe apparire impietoso, nel deserto economico post-pandemico causato dal Coronavirus. Eppure le letture dei dati europei rivelati dall’ERA (l’autorevole European Rental Association), che vedono il mercato del noleggio di casa nostra a -12.3% come previsione consuntiva di fine 2020, non sono in linea con il pessimismo. Affatto. I “sentiment” di alcune aziende - considerati opportunamente dal centro studi di Assodimi - vedono il mercato addirittura in positivo,

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con una forbice compresa tra +1% e -5%. Marco Prosperi, direttore della stessa associazione che rappresenta il noleggio italiano, ha dedicato alcune riflessioni di notevole interesse agli osservatori che abbiano l’accortezza di guardare più a fondo le dinamiche future del nostro rental market. Qual è effettivamente la realtà del noleggio italiano, dopo la prima tempesta causata dall’attuale pandemia del Coronavirus?

Il 2020 è un anno originale per molti aspetti ma non credevo che a settembre i dati statistici delle varie fonti fossero in così forte disaccordo. Fornire i dati non è un lavoro semplice e ancor di più interpretarli. Ho la grande fortuna di avere una visione privilegiata sul mercato italiano perché posso studiare i dati completi (aggregati e anonimi) forniti dal centro studi di Assodimi, quelli di ERA e parlare con tantissime aziende di noleggio che forniscono il loro punto di vista sul mercato locale e nazionale. Anticipo

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che la mia visione è un po’ di parte perché sono ottimista sull’imprenditoria italiana e sulla voglia di ripartire e lavorare; ma il mio ottimismo si basa sul mercato e sui dati ottenuti fino a metà settembre per il mercato noleggio. Non mi addentro nella distribuzione, che comunque presenta dati migliori rispetto alle stime di qualche mese fa. Il 2021 è ancora incerto perché non abbiamo presenti le strategie che il sistema Italia metterà in atto utilizzando i fondi europei e non sappiamo neppure come il famoso bonus 110% si possa utilizzare più o meno agevolmente. La compagine delle aziende italiane, comunque, è composta prevalentemente da piccole e medie imprese che - seppur con il grosso problema della difficile crescita e competizione extra-nazionale - hanno il vantaggio di una gestione snella. Quindi le ripartenze appaiono veloci, il lock-

down non ha sospeso completamente le attività (il 32% delle aziende ha continuato a lavorare) e le imprese, proprio per il loro dimensionamento, sono state meno soggette alle forti oscillazioni dovute al calo del PIL”. Eppure i dati ERA sembrano implacabili. L’Italia, insieme alla Gran Bretagna, è il paese che arretra di più, con un calo del 16,3 per cento. Il noleggio Italiano ha indici di penetrazioni ancora molto bassi rispetto a paesi come Francia e Germania (per non parlare del mercato UK, pur sofferente in questa emergenza globale). Purtroppo le crescite sono sempre modeste ma di conseguenza anche le decrescite lo sono, in special modo perché c’è tantissimo margine di ricerca per nuovi clienti che ancora non si sono avvicinati al noleggio. I

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Noleggio e Distribuzione driver che utilizzano il noleggio italiano sono molteplici, il principale è il mondo delle costruzioni ma non è più fondamentale come un tempo, dipendono molto dalle zone e permettono un ventaglio di clientela eterogeneo. Questa premessa per indicare come il noleggio non sia legato a doppio filo al PIL come invece accade in altre nazioni. Vedendo il mercato dall’esterno sarebbe facile la proporzione PIL in caduta libera e quindi il noleggio in caduta altrettanto libera. Ma la realtà è diversa e meno lineare, anzi in un frangente di incertezza come questa, dove il lavoro sussiste ma in maniera volatile, il cliente finale è più propenso a investimenti mi-

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rati e di piccola entità con sicurezza dei costi. Il noleggio professionale è una risposta importante con queste premesse. Quindi i dati ERA vanno letti in modo selettivo. Qual è il suo commento sulla situazione odierna? Alcuni servizi legati al noleggio hanno risentito in maniera negativa del periodo attuale, in particolare ci risulta un noleggio a caldo con performance deboli e alcuni settori trainanti come MMT (macchine movimento terra) e PLE (piattaforme di lavoro elevabili) con variazioni, nei mesi di lockdown, poco incoraggianti. Dalla riapertura di maggio il mercato

del noleggio ha iniziato lavorare a velocità sempre più crescenti con i mesi di giugno e luglio che hanno rivelato dati molto interessanti, in alcune zone e comparti. Anche il mese di agosto che storicamente si è sempre dimostrato un periodo fiacco in relazione al fatturato, ha fatto registrare indici positivi. I numeri fornitemi dai top player del noleggio italiano fanno ben sperare in un fine anno non troppo negativo (con prospettive confortanti). La forbice media indicata è tra un pessimistico -8% e un ottimistico +5% (ma con investimenti importanti in parchi e filiali). I ‘sentiment’ dei noleggiatori medi sono anch’essi positivi; dopo mesi

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con fatturati crollati in modo pesante, si registrano recuperi quasi inaspettati con una forbice che dovrebbe attestarsi fra il pareggio e -5%. Si può dire che la realtà italiana del noleggio va oltre i numeri e i grafici nudi e crudi? La visione poco incoraggiante del mercato viene dallo studio effettuato da IHS che vede un 2020 per il noleggio italiano a -12.3% (fino a inizio settembre veniva previsto un -16.3% , relegando il nostro paese a maglia nera europea insieme al mercato UK), con un rimbalzo del +5.3% nel 2021. Mettendo insieme i vari pensieri, le aziende del noleggio italiane mediamente, dal mio punto di vista, dovrebbero chiudere il 2020 tra un interessantissimo fatturato invariato o un altrettanto valore

incoraggiante di -5% (paragonandolo ad altri mercati). Non ci si dovrà spaventare quindi se a fine anno il valore anno su anno sarà sul -10% perchè per alcune realtà (con servizi particolari) e in zone particolari potrà succedere. Il lockdown è stato inesorabile in alcune aree ma paradossalmente ha permesso anche una contrazione dei costi garantendo così margini più

interessanti. Visto come eravamo messi 6sei mesi fa possiamo dire che il mercato attuale è in buona salute, con numeri positivi e previsioni nel breve termine confortanti Una domanda mi sorge spontanea: chissà come sarebbe stato il 2020 senza il lockdown, dal momento che noi di Assodimi prevedevamo una forbice tra +10% e +15% per il 2020.

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Certificazione & Formazione DECRETO RILANCIO

Le regole del Superbonus DETRAZIONI AL 110% PER CHI ESEGUE UNA RISTRUTTURAZIONE FINO AL 31 DICEMBRE 2021 PER GLI INTERVENTI ANTISISMICI E DI EFFICIENTEMENTE ENERGETICO. ECCO LE INDICAZIONI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE PER LAVORI AMMESSI, REQUISITI NECESSARI E INDICAZIONI PRATICHE

I

l Decreto Rilancio del governo ha introdotto il cosiddetto Superbonus, nella forma di una detrazione del 110% sulle spese sostenute per chi effettuerà interventi di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e di riduzione del rischio sismico nei propri condomini o nelle abitazioni singole. La detrazione fiscale del 110% vale per i lavori effettuati dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e sarà suddivisa in cinque rate di pari ammontare. Ad esempio, per una spesa di 10.000 euro, si ottengono 11.000 euro di detrazione pari a 2.200 euro annui da recuperare nelle 5 dichiarazioni dei redditi presentate successivamente all’esecuzione dei lavori. Gli interventi che danno diritto alla detrazione del 110% sono sostanzialmente di due tipi e possono riguardare sia la singola unità immobiliare che il condominio (sono escluse le nuove costruzioni). Di fatto si agevolano gli interventi generali che migliorano la prestazione termica dell’edificio e quelli volti a ridurre il rischio sismico. I lavori pertinenti al provvedimento riguardano gli ambiti seguenti: 1) Isola-

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mento termico delle superfici opache inclinate, verticali e orizzontali (delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno, i vani non riscaldati o il terreno, compre-

so il tetto) che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare

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che si trova all’interno di edifici plurifamiliari (che sia indipendente e disponga di accesso autonomo all’esterno). La detrazione spetta per una spesa massima di 40.000 euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità. Se l’edificio ha più di otto unità abitative, la spesa massima si abbassa a 30.000 euro a unità. Per gli edifici unifamiliari o per gli appartamenti in condominio ma con accesso autonomo all’esterno la spesa massima detraibile è di 50.000 euro; 2) Interventi condominiali per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento (nel caso si installino pompe di calore reversibili) e alla produzione di acqua calda sanitaria. La detrazione spetta anche per le spese di smaltimento o bonifica dell’impianto sostituito, per la sostituzione della canna fumaria collettiva esistente con sistemi fumari multipli o collettivi nuovi compatibili con apparecchi a condensazione, per le spese relative all’adeguamento dei sistemi di distribuzione come i tubi, di emissione come i sistemi scaldanti e di regolazione come sonde, termostati e valvole termostatiche. La spesa massima per usufruire del 110% è di 20.000 euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono

l’edificio per gli edifici fino a 8 unità. Se le unità sono più di 8 la spessa massima per ognuna si abbassa a 15.000 euro. 3) Interventi su edifici singoli (o dell’unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano indipendenti e dispongano di accesso autonomo all’esterno) per la

La prerogativa della cessione In alternativa alla fruizione della detrazione in dichiarazione dei redditi, è possibile optare per la cessione della detrazione. In accordo con il fornitore si può ottenere uno sconto in fattura di importo massimo pari alla spesa da sostenere, che lui recupera sottoforma di credito d’imposta, oppure si può optare per la cessione a terzi, comprese banche e finanziarie del credito d’imposta pari alla detrazione spettante. Sia il fornitore che gli altri soggetti che ricevono la detrazione possono cederla a loro volta ad altri soggetti sempre sottoforma di credito d’imposta nei confronti dello Stato. Nel caso in cui ci siano più soggetti che hanno diritto alla detrazione, ognuno può scegliere come comportarsi indipendentemente dalla scelta fatta dagli altri tra ottenere la detrazione o optare per la cessione. Inoltre, il contribuente può scegliere ad esempio di fruire della detrazione nella dichiarazione dei redditi del 2020 e del 2021 per le spese sostenute nel 2020 e cedere il credito corrispondente alle altre tre rate di detrazione.

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sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti aventi le stesse caratteristiche di quelli appena visti per gli interventi condominiali, con l’aggiunta per le aree non metanizzate, dell’installazione di caldaie a biomassa con prestazioni emissive almeno pari alla classe di qualità cinque stelle. La detrazione spetta anche per le spese di smaltimento o bonifica dell’impianto sostituito. La spesa massima per usufruire del 110% è di 30.000 euro. Se su di uno stesso immobile vengono eseguiti più interventi che danno diritto al superbonus, la spesa massima detraibile è data dalla somma dei limiti di spesa fissati per ogni intervento. Allo stesso modo, per gli interventi condominiali, la spesa detraibile che spetta ad ogni condomino è fissata in base ai millesimi di parti comuni di sua competenza, infatti, i limiti che variano in base al numero di unità immobiliari che costituiscono il condominio servono esclusivamente per calcolare la

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Certificazione & Formazione

spesa massima complessivamente detraibile. La detrazione del 110% si applica anche alle spese funzionali all’esecuzione dell’intervento, quali l’acquisto di materiali, la progettazione e le spese professionali, perizie, installazione di ponteggi, smaltimento dei materiali rimossi, Iva, imposta di bollo, diritti sui titoli abilitativi edilizi. Il superbonus del 110% spetta anche per alcuni interventi che vengono eseguiti congiuntamente ad almeno uno di quelli appena visti e che per questo vengono definiti “trainati”. Occorre prestare attenzione alla data di effettuazione di questi lavori infatti, possono ottenere la detrazione maggiorata del 110% solo se eseguiti nell’intervallo di tempo che va dalla data di inizio lavori a quella di fine lavori degli interventi così detti trainanti. In particolare, viene riconosciuto il superbonus per

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altri lavori di riqualificazione energetica (la detrazione del 110% spetta anche su questi lavori nei limiti di spesa relativi a questi ultimi); l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici; l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica e di sistemi di accumulo a questi integrati. Gli interventi antisismici che danno diritto alla detrazione del 110% sono tutti quelli compresi nell’attuale sismabonus con limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, ma senza vincoli sul numero massimo di immobili su cui effettuare gli interventi. Infatti, l’unico requisito richiesto è che le abitazioni si trovino nella zona sismica 1, 2 o 3. Sono detraibili anche le spese sostenute per la realizzazione congiunta di sistemi di monitoraggio strutturale continuo ai fini antisismici. Nel limite di spesa di 96.000 euro rientra anche il

caso di “acquisto di case antisismiche”. Se, al posto della detrazione, si decide di cedere il credito corrispondente a un’impresa di assicurazione con la contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione del premio assicurativo, al posto del 19% spetta per il 90%. La detrazione per il premio assicurativo non è cedibile. Per le persone fisiche, l’utilizzo delle detrazioni è ammesso su al massimo due unità immobiliari, oltre agli eventuali interventi su parti comuni condominiali. In caso di interventi condominiali hanno diritto alla detrazione anche i possessori di sole pertinenze (ad esempio box o cantine) che abbiano partecipato alla spesa. In ogni caso, la detrazione massima che ogni contribuente può ottenere è pari all’imposta annua che dovrebbe versare, se si è incapienti, la parte di detrazione non go-

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duta non può esser recuperata negli anni successivi o chiesta a rimborso, ma può essere ceduta a terzi. Sono in ogni caso escluse le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 cioè le abitazioni di lusso. La spesa deve essere sostenuta da condomini (in caso di assenza dell’amministratore, in dichiarazione va inserito il codice fiscale del condomino che si fa carico di effettuare gli adempimenti richiesti dalla normativa), persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, cioè solo per gli immobili che non sono compresi nei beni dell’azienda o che siano strumentali all’esercizio dell’attività lavorativa professionale; Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”

per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica (in questo caso la detrazione è possibile per le spese sostenute fino al 30 giugno 2022); cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci; Onlus e organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e dalle associazioni sportive dilettantistiche (per queste ultime solo per la parte di immobile destinato agli spogliatoi). Per ottenere la detrazione del 110%, gli interventi, nel complesso, devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche (ad esempio dalla D alla B), anche congiuntamente ad altri interventi di efficientamento energetico, all’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. Se questo “salto” di 2 classi non è possibile, bisogna co-

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munque ottenere il passaggio alla classe energetica più alta, quindi per chi si trova nella classe energetica “A3” il superbonus viene riconosciuto con il passaggio alla “A4”. Il passaggio di classe va dimostrato con l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.), ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata. Gli interventi relativi all’ecobonus devono essere asseverati da tecnici abilitati per il rispetto dei requisiti e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. I professionisti incaricati attestano anche la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Gli interventi relativi al sismabonus devono essere asseverati da professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza.

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Fiere/Eventi JDL 2020

Il successo della volontà SODDISFAZIONE ED ENTUSIASMO PER L’EVENTO DI BEAUNE CHE HA APERTO, IN FRANCIA, LA STRADA MAESTRA ALLA RIPRESA DELLE ESPOSIZIONI IN TUTTA EUROPA. DOPO IL LOCKDOWN, RITORNA LA FIDUCIA “DAL VIVO”

A

Beaune il miracolo si è compiuto. Un miracolo molto poco trascendente, a dire il vero, perché di volontà e tenacia si tratta più che di voti al cielo. Il JDL Expo, prima fiera di Francia ad aprire i batten-

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ti dopo la pandemia da Coronavirus e il lockdown, ha premiato gli organizzatori con un successo sorprendente. Dal 9 all’11 di settembre, espositori del mondo del sollevamento industriale e del trasporto eccezionale intervenuti da tutto il mondo

- con una significativa partecipazione italiana - si sono dati appuntamento in questa località incantevole della Borgogna per far ripartire il mondo delle fiere e rilanciare il mercato europeo di settore. La buona riuscita dell’evento e l’entusiasmo di tutti

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(pubblico compreso, intervenuto numeroso) sono serviti per lanciare un messaggio forte e chiaro a tutti gli altri organizzatori e alle aziende che saranno protagoniste delle prossime fiere industriali. Il messaggio non può che essere il seguente: “Sono i coraggiosi e i responsabili che indicano la strada”. E la strada indicata dagli organizzatori e dagli espositori di JDL è quella della ripresa, dell’impegno coscienzioso verso l’economia e verso un settore importante dell’industria manifatturiera europea.

Con numeri di partecipazione più contenuti rispetto all’edizione 2019 – comunque molto confortanti, in considerazione del terribile fermo internazionale causato dall’emergenza sanitaria globale causata dal Covid-19 – il Salone Europeo delle attrezzature per il lavoro in quota, la manutenzione, il sollevamento dei materiali e il’heavy transportation (specificazione della sintesi JDL, Journées Du Levage), ha dimostrato che in Francia le manifestazioni espositive e il lavoro di

cui sono testimonianza rivelatoria, sono ripartiti. In sicurezza, con fiducia e senza tentennamenti (sfidando anche il rischio di una chiusura preventiva per l’evoluzione tuttora critica dell’epidemia da Coronavirus). Dagli espositori italiani che vi hanno preso parte, ci sono arrivati in redazione commenti entusiastici. Per noi di Mediapoint & Exhibitions hanno avuto l’effetto di uno sprone morale, di una spinta decisiva a proseguire con il massimo impegno ed entusiasmo i preparativi

2.000 Jekko, è festa a Beaune Nella piazza dell’ottimismo espositivo della JDL, uno dei grandi protagonisti italiani, Jekko, ha festeggiato la 2.000° minigrù venduta al mercato internazionale. Si tratta di un modello SPX650, l’ultima proposta di Jekko presentata in diretta streaming lo scorso luglio, un concentrato di innovazioni e soluzioni tecniche all’avanguardia che ha già attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e promette di diventare uno dei modelli di punta del costruttore veneto. Ad aggiudicarsi la gru numero 2000 è stato ATN Platforms, il nuovo dealer di Jekko per la Francia recentemente subentrato a Fassi France. La fiera JDL è stata quindi la cornice perfetta per una simbolica consegna della macchina, a coronamento di una nuova collaborazione che è già partita nel migliore dei modi. “Siamo fieri del traguardo raggiunto e siamo ancora più orgogliosi che la 2.000° gru sia consegnata al nostro distributore in Francia ATN Platforms – ha commentato Alberto Franceschini, Export Manager di Jekko presente a Beaune – La Francia è uno dei nostri mercati più importanti e noi vi siamo presenti da 13 anni, dapprima con Miltra, poi con Fassi France e ora con ATN Platforms. Un ringraziamento speciale va al presidente Roger Boutonnet e a suo figlio Benoit, che sono partiti per primi con Miltra scegliendo Jekko nel 2007, e anche a Gilles Cheval e Frédéric Leclerc. Senza il loro prezioso supporto non saremmo dove siamo oggi”.

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Fiere/Eventi

per l’apertura del GIC 2019 (le Giornate del Calcestruzzo, a Piacenza Expo dal 29 al 31 ottobre prossimi) e per il successivo Pipeline & Gas Expo, sempre a Piacenza (mostra-convegno interamente dedicata ai settori del mid-stream e delle reti di-

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stributive dell’Oil & Gas e delle risorse idriche). Le fiere industriali di cui siamo organizzatori e promotori, sono manifestazioni “dal vivo”. Dopo tante promesse e troppi momenti virtuali, è della vita,

dell’incontro diretto tra attori produttivi e aziende che la nostra economia ha bisogno. Ne ha bisogno come dell’aria che per molti mesi ci è mancata e solo il coraggio di ricominciare può dare una risposta a questo bisogno. Altrove

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– a partire dalla Francia, che attualmente proprio in relazione alla situazione pandemica del Covid-19 sta vivendo una condizione sanitaria e sociale più complessa di

quella italiana – il colpo d’ala per riprendere la rotta è già stato dato. Ora tocca all’Italia. Tocca a noi e a tutti gli imprenditori e alle aziende di buona volontà.

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Fiere/Eventi GIC 2020

Il calcestruzzo della ripresa PRIMO EVENTO INDUSTRIALE D’AUTUNNO E PRIMO APPUNTAMENTO ESPOSITIVO DOPO IL CORONAVIRUS. A PIACENZA SI DANNO APPUNTAMENTO, DAL 29 AL 31 OTTOBRE, I PROTAGONISTI DEL CONCRETE WORLD ITALIANI E INTERNAZIONALI

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a data d’inizio è quella del prossimo giovedì 29 ottobre, nella sede consueta di Piacenza Expo. L’esordio della terza edizione del GIC 2020 - le Giornate Italiane del Calcestruzzo non sarà soltanto quella della più grande manifestazione europea specificamente dedicata al comparto delle Concrete Technologies; sarà anche un simbolo della ripresa delle fiere, in Italia, dopo il drammatico periodo d’emergenza causato dalla pandemia Coronavirus e dal conseguente lockdown sociale e produttivo. Per tre giorni il quartiere fieristico piacentino ospiterà su una superficie di 11.000 metri quadri gli oltre 140 espositori - tra i quali vanno annoverati i principali gruppi e aziende nazionali e alcuni tra i maggiori protagonisti esteri

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del settore - tra costruttori di macchine, attrezzature, materiali e prodotti chimici legati al calcestruzzo. Ai visitatori della fiera sarà offerta una vetrina privilegiata sulle tecnologie più innovative del comparto, con spazi tematici dedicati anche al segmento degli inerti (Aggretexpo) come ingrediente fondamentale del calcestruzzo, delle demolizioni (Idrexpo), delle pavimentazioni industriali e dei massetti (Conpavitexpo) e – come contenitore novità per questa terza edizione – quello dedicato alle macchine per la piegatura del tondino (rebartexpo), settore quest’ultimo nel quale l’Italia può vantare un nutrito numero di aziende che operano con successo anche a livello internazionale. Il GIC, come prima manifestazione in Italia dedicata al mondo delle infrastrutture in calcestruzzo e della prefabbricazione, si pone, pertanto, come pun-

to d’incontro tra le istituzioni politiche e gli operatori. Un momento di confronto quanto mai necessario soprattutto in questo periodo di ripartenza post-Covid. La drammatica rivelazione offerta dalla tragedia del Ponte Morandi e il successo della successiva costruzione del nuovo ponte San Giorgio di Genova, hanno dimostrato che la manutenzione delle opere pubbliche e l’edificazione di nuove infrastrutture costituiscono una condizione necessaria per la sicurezza civile e una leva imprescindibile per la ripartenza economica del nostro Paese. Al riguardo, il dialogo necessario tra imprese e istituzioni è reso ancora più urgente dall’intenzione dell’attuale governo nazionale di far ripartire le opere pubbliche (oltre 200 miliardi l’investimento previsto per i prossimi 10 anni), grazie ai fondi dell’Unione Europea che

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saranno destinati per ultimare quelle opere da tempo sospese, ma anche per la costruzione di nuove infrastrutture in ambito ferroviario, stradale, portuale, aeroportuale, intermodale. Nel complesso delle future realizzazioni vanno annoverati anche i fondamentali interventi di salvaguardia dei territori colpiti da eventi sismici e dissesti idrogeologici. In tutti questi ambiti, il calcestruzzo è un elemento fondamentale, la pietra d’angolo di ogni progetto generale. “L’elevata specializzazione del GIC 2020 conserva una rigorosa cadenza biennale, anche in questo periodo difficile che segue l’evento traumatico di una pandemia terribile - sottolinea Fabio Potestà, presidente di Mediapoint & Exhibitions, organizzatore della fiera

- La fiducia in questa volontà di confermare lo svolgimento del GIC è testimoniata dagli oltre 55 patrocini concessi al nostro evento dalle più importanti associazioni di categoria italiane ed estere (tra le quali spicca l’apporto di Federbeton, la Federazione di settore delle As-

Orari, convegni e seminari Il GIC 2020 si svolgerà negli spazi espositivi di Piacenza Expo (a soli 500 metri dall’uscita di Piacenza Sud, sulle autostrade A1 Milano-Bologna e A21 Torino-Brescia), dal 29 al 31 ottobre prossimi, secondo gli orari seguenti: dal giovedi al venerdi, dalle ore 9 alle18; il sabato, dalle 9 alle 17. Come importante complemento alla parte espositiva del GIC 2020, è previsto un ampio programma di convegni, workshop e seminari di grande interesse e attualità, organizzati in collaborazione con le principali associazioni del settore. Queste iniziative costituiscono un momento fondamentale di aggiornamento professionale, con la disamina sulle nuove normative, sulle tecnologie più innovative legate all’impiego del calcestruzzo e sull’anticipazione delle tendenze del mercato da parte di alcune grandi aziende espositrici. Di seguito, elenchiamo il programma provvisorio dei convegni e dei seminari già previsti nelle giornate del GIC 2020 (ancora in via di definizione, al momento della stampa di questo numero di Sollevare). GIOVEDÌ 29 OTTOBRE - Convegno inaugurale (orario e sala da definire) - “Dopo la positiva esperienza del Ponte San Giorgio di Genova, quali sono in Italia le politiche e le prospettive dei prossimi anni in campo infrastrutturale?” (Introduzione di Fabio Potestà, presidente di Mediapoint & Exhibitions, organizzatore del GIC 2020 - Moderatore: Angelo Scorza, direttore della rivista “Ship2Shore”). - 9,30-13 Convegno (sala da definire) - “Pavimentazioni speciali in campo aeroportuale” (in collaborazione con Tecno Engineering 2C). - 16,30 Assemblea AIF - Associazione Italiana Fondazioni (sala da definire). VENERDÌ 30 OTTOBRE - 9 - 13 (Sala C) - Convegno in collaborazione con Atecap. - Dalle 11 (sala da definire) - Seminario in collaborazione con AIF - Associazione Italiana Fondazioni. - 14 - 18 (Sala A) - Convegno in collaborazione con Federbeton.

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sociazioni della filiera del cemento, del calcestruzzo e dei materiali di base per le costruzioni). Questo fatto evidenzia oggi, senza alcun dubbio, la definitiva affermazione della nostra fiera tra le più importanti del settore anche a livello internazionale”.

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Fiere/Eventi PIPELINE & GAS EXPO 2020

Le reti che nutrono il Paese UNA FIERA CONVEGNO INEDITA, DEDICATA ALLE RETI DI TRASPORTO DELL’OIL & GAS E DELLE RISORSE IDRICHE. L’AUTENTICA NOVITÀ ESPOSITIVA PER UN SETTORE DOVE L’ITALIA È PROTAGONISTA ASSOLUTA

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a sfida è ambiziosa e passa attraverso una rete nascosta nel profondo. Una rete che comprende il più complesso sistema di alimentazione globale dedicato all’energia e alle risorse idriche. Si tratta del network delle pipeline, le reti di tubi che trasportano gas e petrolio seguendo una direttrice così strategica da non poter essere ignorata. Soprattutto da un Paese come l’Italia, povero di risorse energetiche ma forte di un know-how all’avanguardia del settore. Dalla consapevolezza di questa sfida, Mediapoint & Exhibitions - già organizzatrice del GIS, le Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali e del GIC, evento espositivo legato alla filiera del calcestruzzo - hanno creato Pipeline & Gas Expo - The Utility Construction, in

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programma sempre negli spazi di Piacenza Expo, dal 17 al 19 novembre prossimi, una mostra convegno B2B completamente nuova e unica per i settori del mid-stream, delle reti distributive dell’Oil & Gas e delle forniture idriche. I principali settori merceologici contemplati sono quelli relativi a macchine, attrezzature e manufatti per la posa di reti mid-stream, Oil & Gas e idriche, comprese le tecnologie di scavo e perforazione no dig e trenchless. Con una formula espositiva altamente specializzata, P & GE è un tentativo di creare un incontro professionale mirato tra le imprese coinvolte nella progettazione, nella realizzazione e nella manutenzione di gasdotti, oleodotti e acquedotti, ma anche nelle reti di distribuzione del gas (primarie e secondarie) e nelle direttrici

idriche, con i relativi fornitori di impianti, macchine, attrezzature e materiali - senza contare gli enti pubblici e privati coinvolti nella gestione delle infrastrutture di trasporto e nella distribuzione dei servizi. Pipeline & Gas Expo, nella sua prima edizione, costituirà un utile terreno di confronto sulla situazione attuale delle nostre opportunità energetiche. Gli espositori già iscritti all’evento raggiungono a oggi le 160 partecipazioni, per un’exhibitions area (quella del polo di Piacenza Expo) di oltre 21.000 metri quadrati. Sullo sfondo di questo evento fieristico senza precedenti nel nostro Paese, troviamo sfide evidenti come il progetto Tanap (Trans Anatolia Natural Gas Pipeline) che coinvolge laTurchia, in prima linea nel promuovere una via alternativa per la fornitura di gas naturale proveniente dall’Azerbaigian verso l’Europa. Il Tanap costituirà la parte centrale del corridoio di gas meridionale che collega l’area di estrazione di Shah Deniz all’Europa, con il Gasdotto sudcaucasico (SCP) e con il TAP (Trans Adriatic Pipeline) - il progetto sul quale l’Italia potrebbe scommettere per diventare un autentico hub del gas nel Vecchio continente, trasferendo dal Mar Caspio fino a 10 miliardi di metri cubi di gas in Europa. In un report pubblicato dall’ISPI


sul contributo del progetto Tap all’economia italiana, si ricorda che “nonostante una crisi prolungata, nel 2013 l’Italia ha consumato circa 70 miliardi di metri cubi di gas, rimanendo il secondo mercato dell’Europa continentale, dopo la Germania - senza considerare le ricadute positive per il territorio in cui saranno costruite le infrastrutture pari a circa 80 milioni di euro all’anno, l’avvio di una reale competizione tra gli operatori sui mercati finali (il nostro in primis, ndr.) e la conseguente riduzione dei prezzi”.

Tutti gli appuntamenti in fiera I visitatori di Pipeline & Gas Expo potranno accedere agli spazi della Fiera di Piacenza da mercoledi 17 a venerdi 19 novembre, dalle ore 9 alle 18. Nelle giornate dell’evento, si svolgerà un programma di convegni di notevole interesse e dal profilo internazionale. Di seguito, elenchiamo il programma (in via di definizione, al momento della stampa del numero odierno di Sollevare): MERCOLEDÌ 17 NOVEMBRE - Sala B - 9-13 - “Il contributo del sistema gas agli obiettivi di sviluppo sostenibile” organizzato in collaborazione con IATT, Italian Association for Trenchless Technology. Tematiche - L’Agenda per lo sviluppo sostenibile dell’ONU prevede 17 obiettivi Ada perseguire fino al 2030. Tra questi il n. 7 intende “assicurare l’accesso all’energia pulita, a buon mercato e sostenibile per tutti”. Il n. 9 chiede di “costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione sostenibile e inclusiva, favorire l’innovazione”. Il n. 13 punta a “un’azione urgente per combattere il cambiamento climatico e il suo impatto”. Aspetti su cui il sistema della distribuzione del gas può contribuire in modo importante. Basti pensare che solo in Italia sono previsti nuovi progetti di reti, terminali Gnl e centrali termoelettriche a gas per oltre 10 miliardi di euro. Rendere questi investimenti compatibili con la sostenibilità significa anche promuovere tecniche che hanno l’ambiente e innovazione nel proprio DNA, come le trenchless technology. - Sala C - 9,30-12,30 - Convegno organizzato in collaborazione con Teknowool. - Sala C - 14-17,30 - “Pipeline… queste conosciute! L’importanza di un approccio integrato alle ispezioni delle pipeline: aspetti progettuali, attività di preparazione, sistemi e tecnologie di ispezione, valutazioni dei risultati, interventi di manutenzione e riparazione” - organizzato in collaborazione con IIS- Istituto Italiano della Saldatura. Tematiche - Nel contesto del Pipeline & Gas Expo l’IIS (che patrocina l’evento e ne è media partner con la Rivista Italiana della Saldatura) svolgerà - in collaborazione con Tecma - una disamina approfondita sugli argomenti seguenti: tecnologie in uso per le attività ispettive (Andrea Giorgio Bologna, Tecma); criteri per la valutazione dell’esito delle attività ispettive (Gianluigi Cosso, IIS Service); casi di studio nell’esecuzione di attività ispettive e manutentive in campo (Gianluigi Cosso, Daniele Calcagno, IIS Service). - Sala H - 9,30-12,30 (giorno da definire) - “Pipeline Virtuali per il Trasporto di Gas Naturale” - organizzato in collaborazione con Gasvessel H2020.

Da qui e dalla richiesta delle nostre imprese di uno spazio strategico dedicato proprio alle “vie dell’energia” nasce Pipeline & Gas Expo. “La scelta della sede emiliana - sottolinea Fabio Potestà, presidente di Mediapoint - è assai strategica, non solo perché il quartiere fieristico di Piacenza Expo è un contenitore ideale per fiere di nicchia, ma anche perché Piacenza rientra in un distretto specialistico di particolare rilevanza anche a livello internazionale sia per quanto riguarda il comparto delle valvole, dei tubi, delle flange e dei raccordi, sia per la presenza di ‘pipeline contractors’ e di numerosissime aziende che forniscono macchine, attrezzature e tecnologie necessarie al settore. Pipeline & Gas Expo 2020 costituirà, quindi, un’ideale opportunità d’incontro per tutti gli operatori italiani del suddetto comparto con la loro committenza italiana anche se faremo in modo che siano numerosi anche gli operatori esteri presenti alla nostra manifestazione, e ciò proprio per la sua unicità anche a livello internazionale”.

In occasione di Pipeline & Gas Expo 2020, martedì 17 novembre si terrà una cena di gala aperta a tutti gli espositori e i partecipanti della fiera, nelle sale del Collegio Alberoni di Piacenza, una delle sedi cittadine più prestigiose sotto il profilo storico-culturale.

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Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano per il Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets Anno 6 - Agosto/Settembre 2020

La Rivista “Sollevare” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

In questo numero

Sollevamento | Trasporti Eccezionali | Movimentazione Industriale e Portuale Sollevamento | Trasporti Eccezionali Movimentazione Industriale e Portuale 8a Edizione

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Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show Piacenza, 7-9 October 2021 www.gisexpo.it

Piacenza 7- 9 Ottobre 2021

Inserzionisti 21 BG Lift - Brennero II Boman 86 Bonfatti 47 CEM 11 CMC 15 CTE 73 Demac 101 Donati 10 Fassi 50 Ferrari International 59 Flash Battery

41 FM Gru I GIS 109 Goldhofer 20 GSR 16 Haulotte 27 Hinowa III Idrogru 117 Immobiliare Farag 17 Innoval 14 Jekko 33 JLG

63 JMG 3 Liebherr 37 Manitowoc 7 Merlo 13 Multitel Pagliero 97 Nooteboom 113 Nord Est Elevatori 55 Noyfar 81 O.F.S. 9 Ormig 18 Palazzani

8 Palfinger Platforms 12 Palfinger Italia 77 Platform Basket 67 REMdevice 36 Socage 5 Tecnomovint IV Genie 51 Tigieffe 19 Tii Group 121 TTControl 87 UCIMU - Lamiera 2021

M Magni .......................... 9 Mammoet ................. 22 Man ........................... 98 Manitex .............. 18, 38 Manitou ..................108 Mantall ...................... 64 Marraffa .................... 15 Mercedes-Benz ......... 94

R Ruthmann ................. 52

Aziende citate A Assodimi .................110 Autovictor ..............106 C CEM .......................... 64 CMC .......................... 68 Cometto ..................102 Continental ............... 88 Covi ........................... 82 CTE ............................ 21 D Demag ........... 8, 21, 34 Dieci .......................... 70 Donati ....................... 90 E Effer ........................... 42

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F Fagioli ....................... 10 Fassi ........................... 16 Flash Battery ..... 17, 74 G Genie ........... 12, 19, 48 GIC ..........................122 Goldhofer ...............104 Grove ......................... 45 H Haulotte ...................... 8 J JDL ...........................118 Jekko ........................119 L La Ticino ................... 78 Liebherr .13, 28, 34, 106

N NG Air ...................... 64 P Palazzani .................. 20 Pipeline & Gas Expo ..................................124 Platform Basket ....... 56 PM ............................. 18 Potain ........................ 44

S Sinoboom .................. 14 Socage ....................... 60 T Tadano ...................... 21 Tecnomovint ............ 84 V Valla ........................... 38 Vernazza ................... 34 W Werent ....................... 15 Z Zeppelin .................... 12

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